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Scopo dellesperienza
Lo scopo di questo esperimento studiare il moto di un carrello su un piano inclinato
per determinare l'accelerazione di gravit e la forza d'attrito che agisce su di esso.
Materiale ed attrezzature
Nel corso dellesperienza sono stati utilizzati:
rotaia
carrellino
struttura di sostegno realizzata tramite aste, morse, morsetti e piedistalli
respingente
parallelepipedo di materiale metallico
livella
bilancia elettronica (sensibilit 110-3 kg portata 6,000 Kg)
metro (sensibilit 110-3 m portata 3,000 m)
sensore di moto rettilineo connesso a un computer tramite un'interfaccia
controllata dal programma DataStudio * di casa Pasco (frequenza di
campionamento 50 Hz)
http://www.pasco.com/datastudio/
1
n=-Rn
n=0 n
PT = |PT| i = PT i
n = |n| j = n j
T = + |T| i = + T i = + Fatt i
d2 y
=P n +n =P cos ( ) +P cos ( )=0
d2t
m
d2 x
=P T T =P sin ( )F att
d 2t
d2 y
=P n +n =P cos ( ) +P cos ( )=0
d2t
3
d2 x
=P T +T =P sin ( ) +F att
d 2t
notiamo quindi che il moto nella direzione y il medesimo sia in salita che in discesa
e prendendo come condizioni iniziali:
y (t 0 ) =0
y (t 0 ) =0
troviamo che:
y ( t )0 .
x s =g sin ( ) +
F att
m
F att
m .
x s x d
2
x s + x d
2sin ( )
e ricordando che:
F att = T = n
) ( )
( )
x s x d
x s x d
F
F att
2
2
( x s x d ) tan ( )
= att =
=
=
=
n P cos ( ) mgcos ( )
x s + x d
( x s + x d )
cos ( )
2sin ( )
.
m
A partire dalle accelerazioni che avvengono nel moto del carrello durante la salita o la
discesa dunque possibile ricavare il valore della forza di attrito, il valore
dell'accelerazione di gravit ed il coefficiente di attrito dinamico del piano.
Ricordiamo infine che si definisce urto perfettamente elastico un urto in cui si
conserva l'energia cinetica complessiva del sistema interagente; di conseguenza se
una particella in moto interagisce con una superficie piana vincolata, e ortogonale al
suo vettore velocit, tramite un urto perfettamente elastico possiamo concludere che
il vettore velocit un istante dopo l'urto avr la stessa direzione che aveva il vettore
velocit un istante prima dell'urto, lo stesso modulo ma verso opposto.
Procedimento
Inizialmente stata realizzata una struttura di sostegno per la rotaia ed il sensore di
moto rettilineo in modo tale che la rotaia fosse inclinata di un angolo rispetto al
banco di lavoro ed il sensore di moto si trovasse all'estremit superiore della rotaia,
come mostrato nel seguente schema:
( opportuno verificare tramite una livella che il lato corto della rotaia sia
perfettamente orizzontale in modo che il carrello possa scorrere su di essa nel miglior
modo possibile)
5
il respingente; il tratto azzurro descrive invece il moto in salita: avendo supposto che
l'urto con il respingente sia perfettamente elastico ci aspettiamo che la velocit
registrata dal sensore un istante dopo l'interazione tra carrello e respingente abbia lo
stesso modulo della velocit misurata appena prima dell'urto ma segno opposto.
Avendo poi l'accelerazione in salita lo stesso verso dell'accelerazione in discesa, ma
essendo la prima in modulo maggiore della seconda, ci aspettiamo che il grafico della
velocit sia monotono nel dominio di continuit (escludendo cio gli istanti di tempo
corrispondenti agli urti) e che la pendenza del tratto rappresentante la salita sia
maggiore della pendenza del tratto rappresentante la discesa. Infine ci aspettiamo
che, a causa della forza di attrito, l'energia del carrello diminuisca nel tempo e di
conseguenza anche la velocit massima che esso raggiunge quando si trova
all'estremit inferiore della rotaia abbia un andamento decrescente nel tempo.
massa carrello:
massa carrello + parallelepipedo:
lunghezza rotaia:
distanza massima rotaia-banco:
m=(0,261+0,001) Kg
M=(0,512+0,001) Kg
l=(1,219+0,001) m
h=(0,448+0,001) m
le accelerazioni sono invece date dai valori delle pendenze delle rette interpolanti le
misure della velocit del carrello in funzione del tempo. Le interpolazioni sono state
eseguite con il software DataStudio come nel seguente esempio:
Seguono ora i dati relativi alle accelerazioni misurate e alle conseguenti analisi
gaussiane per i vari casi considerati:
carrello
3,57
3,57
3,57
3,57
3,58
3,58
3,58
3,59
3,59
3,60
3,62
3,62
3,63
3,63
3,64
3,64
3,64
3,64
3,64
3,64
3,64
3,64
3,65
3,66
3,66
3,67
3,67
3,69
da cui si ottiene:
valore medio X (m/s^2)
deviazione standard Sx (m/s^2)
deviazione standard sulla media Sxm (m/s^2)
3,6179
0,0316
0,0051
(X-5/2Sx;X-3/2Sx)
(X-3/2Sx;X-3/4Sx)
(X-3/4Sx;X+3/4Sx)
(X+3/4Sx;X+3/2Sx)
(X+3/2Sx;X+5/2Sx)
otteniamo che il campione gaussiano con una confidenza compresa tra 0,750 e
0,900.
Analogamente:
3,50
3,51
3,51
3,51
3,52
3,55
3,55
3,55
da cui si ottiene:
valore medio X (m/s^2)
deviazione standard Sx (m/s^2)
deviazione standard sulla media Sxm (m/s^2)
3,4747
0,0361
0,0059
(X-5/2Sx;X-3/2Sx)
(X-3/2Sx;X-3/4Sx)
(X-3/4Sx;X+3/4Sx)
(X+3/4Sx;X+3/2Sx)
(X+3/2Sx;X+5/2Sx)
si trova che il campione gaussiano con una confidenza compresa tra 0,250 e 0,500.
3,55
3,56
3,60
3,60
3,60
3,60
3,62
3,63
3,63
3,63
3,71
3,71
3,72
3,72
3,72
3,73
3,73
3,74
3,76
3,76
3,77
3,79
3,80
3,81
3,82
3,83
3,88
3,97
da cui si ottiene:
valore medio X (m/s^2)
deviazione standard Sx (m/s^2)
deviazione standard sulla media Sxm (m/s^2)
3,7032
0,0900
0,0146
(X-5/2Sx;X-3/2Sx)
(X-3/2Sx;X-3/4Sx)
(X-3/4Sx;X+3/4Sx)
(X+3/4Sx;X+3/2Sx)
(X+3/2Sx;X+3Sx)
si trova che il campione gaussiano con confidenza compresa tra 0,250 e 0,500.
10
Analogamente:
accelerazione discesa (m/s^2)
3,43
3,46
3,51
3,44
3,46
3,52
3,44
3,47
3,54
3,44
3,47
3,54
3,45
3,47
3,54
3,45
3,48
3,55
3,45
3,49
3,55
3,46
3,49
3,56
3,46
3,51
3,56
3,46
3,51
3,57
3,58
3,59
3,60
3,61
3,61
3,62
3,63
3,64
3,64
3,69
da cui si ottiene:
3,5235
0,0699
0,0110
(X-5/2Sx;X-Sx)
(X-Sx;X+3/4Sx)
(X+3/4Sx;X+3/2Sx)
(X+3/2Sx;X+5/2Sx)
si trova che il campione gaussiano con una confidenza compresa tra 0,500 e 0,750.
11
3,60
3,62
3,67
3,68
3,70
3,74
3,75
3,75
3,76
3,76
3,93
3,97
3,98
4,03
4,06
4,09
4,14
4,16
4,21
4,23
4,28
4,30
4,38
4,38
4,47
4,48
4,50
4,55
da cui si ottiene:
valore medio X (m/s^2)
deviazione standard Sx (m/s^2)
deviazione standard sulla media Sxm (m/s^2)
3,9884
0,2755
0,0447
(X-5/2Sx;X-3/4Sx)
(X-3/4Sx;X+3/4Sx)
(X+3/4Sx;X+3/2Sx)
(X+3/2Sx;X+5/2Sx)
si trova che il campione gaussiano con una confidenza compresa tra 0,750 e 0,900.
12
Analogamente:
accelerazione discesa (m/s^2)
2,38
2,79
3,01
2,50
2,81
3,02
2,57
2,88
3,09
2,59
2,91
3,09
2,68
2,93
3,09
2,69
2,94
3,10
2,71
2,96
3,12
2,74
3,00
3,13
2,74
3,01
3,15
2,78
3,01
3,17
3,20
3,20
3,25
3,26
3,29
3,31
3,33
3,35
da cui si ottiene:
valore medio X (m/s^2)
deviazione standard Sx (m/s^2)
deviazione standard sulla media Sxm (m/s^2)
2,9679
0,2475
0,0402
(X-5/2Sx;X-3/2Sx)
(X-3/2Sx;X-3/4Sx)
(X-3/4Sx;X+3/4Sx)
(X+3/4Sx;X+5/2Sx)
si trova che il campione gaussiano con una confidenza compresa tra 0,500 e 0,750.
13
3,67
3,68
3,70
3,70
3,70
3,70
3,71
3,72
3,72
3,73
3,78
3,78
3,78
3,78
3,79
3,79
3,80
3,81
3,83
3,84
3,84
3,84
3,86
3,87
3,89
3,96
3,99
4,00
da cui si ottiene:
3,7847
0,0798
0,0129
(X-5/2Sx;X-1/2Sx)
(X-1/2Sx;X+3/4Sx)
(X+3/4Sx;X+3/2Sx)
(X+3/2Sx;X+3Sx)
si ottiene che il campione gaussiano con una confidenza compresa tra 0,750 e
0,900.
14
Analogamente:
3,14
3,20
3,21
3,24
3,27
3,27
3,28
3,31
3,31
3,33
3,45
3,46
3,46
3,47
3,47
3,49
3,52
3,52
3,53
3,54
3,56
da cui si ottiene:
valore medio X (m/s^2)
deviazione standard Sx (m/s^2)
deviazione standard sulla media Sxm (m/s^2)
3,3971
0,0969
0,0151
(X-3Sx;X-3/2Sx)
(X-3/2Sx;X-3/10Sx)
(X-3/10Sx;X+1/2Sx)
(X+1/2Sx;X+3/2Sx)
(X+3/2Sx;X+5/2Sx)
si ottiene che il campione gaussiano con una confidenza compresa tra 0,750 e
0,900.
15
Tutti i campioni sono risultati gaussiani pertanto utilizzando il loro valore medio come
il valore pi rappresentativo per questi possibile attribuirgli come incertezza la
deviazione standard sulla media. Riassumendo in una tabella i risultati fino ad ora
ottenuti abbiamo dunque:
carrello
massa (kg)
d massa (kg)
acc. salita (m/s^2)
d acc. salita (m/s^2)
acc. discesa (m/s^2)
d acc. discesa (m/s^2)
0,261
0,001
3,618
0,005
3,475
0,006
sin ( )=sin ( )
h
l
( hh + ll )
cos ( )= 1( sin ( ))
d cos ( )
sin ( )
d sin ( )
cos ( )=
cos ( )=
sin ( )
1(sin ( ))
sin ( )=
sin ( )
sin ( )
cos ( )
e
tan ( )=
tan ( )=tan ( )
sin ( )
cos ( )
sin ( ) cos ( )
+
sin ( )
cos ( )
.
16
seno
0,3675
coseno
0,9300
tangente
0,3952
d seno
0,0011
d coseno
0,0004
d tangente
0,0014
Possiamo ora ricavare il valore dell'accelerazione di gravit, della forza di attrito e del
coefficiente di attrito grazie alle relazioni definite in precedenza:
g=
x s + x d
2sin ( )
F att =m
x s x d
2
( x s x d ) tan ( )
( x s + x d )
g=g
( x s + x d ) sin ( )
+
( x s + x d ) sin ( )
F att =F att
m ( x s x d )
+
m
x s x d
( x s x d ) ( x s + x d ) tan ( )
+
+
x s x d
x s + x d
tan ( )
dove:
( x s + x d ) = x s + xd
17
( x s x d ) = x s + xd .
Eseguendo i calcoli si trova:
carrello
g (m/s^2)
d g (m/s^2)
forza attrito (N)
d forza attrito (N)
coeff attrito
d coeff attrito
9,65
0,04
0,0187
0,0015
0,0080
0,0007
Conclusioni
Il valore tabulato per l'accelerazione di gravit :
g=9,80665
m
s2
per cui solo nella met delle situazioni considerate (i casi carrello + massa e
carrello + attrito + massa) giungiamo a risultati compatibili con esso (ovvero tali
che il valore da noi calcolato disti meno della sua incertezza dal valore tabulato).
Infatti:
carrello:
m
m
> 0,04 2 =g exp
2
s
s
)(
m
m
< 0,06 2 =g exp
2
s
s
)(
( )(
carrello + massa:
g tab g exp 0,02
carrello + attrito:
m
m
> 0,14 2 =g exp
2
s
s
18
)(
m
m
< 0,07 2 =g exp
2
s
s
Analizzando i dati riguardanti il moto del carrello con il pattino abbassato si pu per
trovare una possibile spiegazione per questa discrepanza tra teoria e misura. Innanzi
tutto il range di misure ottenuto in carrello + attrito molto ampio: la deviazione
standard in tale caso circa 0,3 m/s 2 mentre nelle altre raccolte sempre inferiore a
0,1 m/s2; inoltre si nota che le prime misurazioni di tale campione sono molto
differenti dalle ultime, come risulta evidente nella seguente immagine:
19
questa immagine una sezione di un grafico realizzato dal software DataStudio in cui
le misure sperimentali di v(t) relative alla prima (in rosso) e all'ultima (in verde)
raccolta dati del campione sono poste a confronto; le singole misurazioni di velocit
sono state congiunte tramite segmenti e dalle due spezzate ottenute risulta
abbastanza evidente il comportamento della funzione v(t) descritto in Procedimento.
Il gomito che i tratti relativi alla salita e alla discesa individuano per molto pi
marcato nella prima raccolta dati piuttosto che nell'ultima e osservando tutte le
raccolte intermedie si nota un progressivo slittamento dei grafici da un andamento
simile a quello della prima ad uno simile a quello dell'ultima.
Poich il pattino utilizzato per aumentare il coefficiente di attrito radente viene
estratto come una sorta di vite da sotto il carrello e non possibile fissarlo in una
posizione ben definita si potrebbe pensare che con il passare del tempo, ed in
seguito alle forze che su esso vengono esercitate durante il moto, sia
progressivamente rientrato all'interno del carrello, diminuendo cos la sua capacit
frenante, fino a che non ha raggiunto una posizione approssimativamente stabile. In
questo modo possibile spiegare il progressivo raddrizzamento delle curve ma anche
la relativa stabilit raggiunta a partire da circa met campionamento ed estendibile
pure al campionamento successivo: in carrello + attrito + massa la varianza delle
misure rientra infatti nella norma.
Questo eccesso di attrito presente nelle prime misurazioni effettuate con il pattino
abbassato ha influenzato maggiormente i risultati relativi alla forza ed il coefficiente
di attrito piuttosto che quelli riguardo all'accelerazione di gravit in quanto i primi
20
21