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RELAZIONE DI LABORATORIO

Moto di un carrello su un piano inclinato in presenza


di attrito
Estensori: Rossi Lorenzo.

Scopo dellesperienza
Lo scopo di questo esperimento studiare il moto di un carrello su un piano inclinato
per determinare l'accelerazione di gravit e la forza d'attrito che agisce su di esso.

Materiale ed attrezzature
Nel corso dellesperienza sono stati utilizzati:
rotaia
carrellino
struttura di sostegno realizzata tramite aste, morse, morsetti e piedistalli
respingente
parallelepipedo di materiale metallico
livella
bilancia elettronica (sensibilit 110-3 kg portata 6,000 Kg)
metro (sensibilit 110-3 m portata 3,000 m)
sensore di moto rettilineo connesso a un computer tramite un'interfaccia
controllata dal programma DataStudio * di casa Pasco (frequenza di
campionamento 50 Hz)

Conoscenze teoriche necessarie


Considerando il laboratorio come un sistema di riferimento inerziale le uniche forze
agenti su un carrello (idealizzato a corpo puntiforme) in moto su un piano inclinato,
trascurando l'interazione con l'aria, sono:
la forza peso P
la reazione vincolare del piano .

http://www.pasco.com/datastudio/
1

La forza peso diretta lungo la verticale e pu essere scomposta come in figura in


due componenti:
componente perpendicolare al piano inclinato Pn di modulo Pcos()
componente parallela al piano inclinato PT di modulo Psen()
La reazione vincolare pu essere ugualmente scomposta in:
componente normale al piano inclinato n
componente parallela al piano inclinato T
e per un vincolo rigido come il piano considerato si deve avere, indicando con Rn=Rn
la risultante delle forze attive agenti sul carrello in direzione normale al piano, che:

nel caso in cui R<0

nel caso in cui R>0

n=-Rn
n=0 n

dove si scelto n uscente dal piano.


Per quanto riguarda la componente tangenziale della reazione vincolare si ha invece
che:
T=-|n|
dove:

0<<1 il coefficiente di attrito radente del piano (statico o dinamico a


seconda che il corpo sia in quiete o in moto)
il versore del vettore velocit.

Nel riferimento cartesiano definito in figura abbiamo dunque che


Pn = -|Pn| j = -Pn j

PT = |PT| i = PT i

n = |n| j = n j

T = + |T| i = + T i = + Fatt i

con Pn , n , T , PT , Fatt > 0.


L'ambiguit del segno della componente tangenziale della reazione vincolare risolta
dal verso del moto del carrello: se il carrello si muove verso valori di x crescenti (in
discesa) la forza di attrito, opponendosi al moto, diretta verso valori di x
decrescenti, se il carrello si muove nel verso opposto (in salita) la forza di attrito sar
anch'essa diretta nel verso opposto al precedente. Inoltre per quanto detto prima:
n=-Rn=-Pn
per cui
n j =-(-Pn j)= Pn j
e quindi
n = Pn
Dall'equazione di Newton
ma = F +
che scomposta nelle direzione x e y diviene:
may =Pn + n
max = PT + T
otteniamo, per il moto in discesa:
m

d2 y
=P n +n =P cos ( ) +P cos ( )=0
d2t
m

d2 x
=P T T =P sin ( )F att
d 2t

e per il moto in salita:

d2 y
=P n +n =P cos ( ) +P cos ( )=0
d2t
3

d2 x
=P T +T =P sin ( ) +F att
d 2t

notiamo quindi che il moto nella direzione y il medesimo sia in salita che in discesa
e prendendo come condizioni iniziali:
y (t 0 ) =0
y (t 0 ) =0
troviamo che:
y ( t )0 .

Il moto nella direzione x prevede in entrambi i casi un'accelerazione costante ma il


cui modulo differente a seconda che il carrello vada in salita o in discesa ed in
particolare notiamo che in discesa si ha:
m x d =P sin ( )F att
mentre in salita:
m x s =P sin ( ) +F att
ed essendo:
P=mg
troviamo:
x d =g sin ( )

x s =g sin ( ) +

F att
m

F att
m .

Possiamo cos ricavare:


F att =m
g=

x s x d
2

x s + x d
2sin ( )

e ricordando che:
F att = T = n

otteniamo anche che:

) ( )
( )

x s x d
x s x d
F
F att
2
2
( x s x d ) tan ( )
= att =
=
=
=
n P cos ( ) mgcos ( )
x s + x d
( x s + x d )
cos ( )
2sin ( )
.
m

A partire dalle accelerazioni che avvengono nel moto del carrello durante la salita o la
discesa dunque possibile ricavare il valore della forza di attrito, il valore
dell'accelerazione di gravit ed il coefficiente di attrito dinamico del piano.
Ricordiamo infine che si definisce urto perfettamente elastico un urto in cui si
conserva l'energia cinetica complessiva del sistema interagente; di conseguenza se
una particella in moto interagisce con una superficie piana vincolata, e ortogonale al
suo vettore velocit, tramite un urto perfettamente elastico possiamo concludere che
il vettore velocit un istante dopo l'urto avr la stessa direzione che aveva il vettore
velocit un istante prima dell'urto, lo stesso modulo ma verso opposto.

Procedimento
Inizialmente stata realizzata una struttura di sostegno per la rotaia ed il sensore di
moto rettilineo in modo tale che la rotaia fosse inclinata di un angolo rispetto al
banco di lavoro ed il sensore di moto si trovasse all'estremit superiore della rotaia,
come mostrato nel seguente schema:

( opportuno verificare tramite una livella che il lato corto della rotaia sia
perfettamente orizzontale in modo che il carrello possa scorrere su di essa nel miglior
modo possibile)
5

All'estremit inferiore della rotaia fissato un respingente con cui ipotizziamo il


carrello possa realizzare un urto perfettamente ortogonale ed elastico. Appoggiando
il carrellino in un qualunque punto della rotaia otteniamo, per quanto descritto nella
sezione precedente, che esso inizia a muoversi di moto uniformemente accelerato
nella direzione x verso valori di x crescenti (in discesa) fino a che non incontra il
respingente ed inverte il verso del suo moto; successivamente a tale istante inizia a
muoversi verso valori di x decrescenti (in salita) con un moto uniformemente
decelerato fintanto che la sua velocit non si annulla e non torna nuovamente a
scendere.
Inizialmente stata misurata, con la bilancia elettronica, la massa del carrello ed
stata registrata, tramite il sensore di moto rettilineo, la velocit con cui esso si
muoveva sulla sulla rotaia durante la salita e la discesa. Successivamente il
carrellino stato posto sulla bilancia unitamente ad un parallelepipedo campione e,
dopo aver annotato la massa complessiva, stata ripetuta la misura cinetica
lasciando appoggiato sul carrellino il parallelepipedo. In ultimo l'esperimento stato
nuovamente ripetuto facendo in modo che un pattino estraibile da sotto il carrello
arrivasse a toccare la rotaia ed aumentasse cos l'attrito radente e facendo le
misurazioni sia con che senza la massa aggiuntiva.
Gli ultimi dati sperimentali raccolti sono stati i valori di h e l misurati grazie ad un
metro (per il loro significato vedi la sezione Dati ed analisi statistica).
A partire da quanto descritto possiamo quindi ipotizzare l'andamento del grafico del
valore della velocit misurato dal sensore in funzione del tempo: esso dovrebbe
avere una forma simile alla seguente.

Il tratto rosso definisce l'andamento della velocit in discesa: a partire da una


velocit nulla il carrello arriva ad una velocit massima un istante prima dell'urto con
6

il respingente; il tratto azzurro descrive invece il moto in salita: avendo supposto che
l'urto con il respingente sia perfettamente elastico ci aspettiamo che la velocit
registrata dal sensore un istante dopo l'interazione tra carrello e respingente abbia lo
stesso modulo della velocit misurata appena prima dell'urto ma segno opposto.
Avendo poi l'accelerazione in salita lo stesso verso dell'accelerazione in discesa, ma
essendo la prima in modulo maggiore della seconda, ci aspettiamo che il grafico della
velocit sia monotono nel dominio di continuit (escludendo cio gli istanti di tempo
corrispondenti agli urti) e che la pendenza del tratto rappresentante la salita sia
maggiore della pendenza del tratto rappresentante la discesa. Infine ci aspettiamo
che, a causa della forza di attrito, l'energia del carrello diminuisca nel tempo e di
conseguenza anche la velocit massima che esso raggiunge quando si trova
all'estremit inferiore della rotaia abbia un andamento decrescente nel tempo.

Dati ed analisi statistica


I dati misurati direttamente sono:

massa carrello:
massa carrello + parallelepipedo:
lunghezza rotaia:
distanza massima rotaia-banco:

m=(0,261+0,001) Kg
M=(0,512+0,001) Kg
l=(1,219+0,001) m
h=(0,448+0,001) m

le accelerazioni sono invece date dai valori delle pendenze delle rette interpolanti le
misure della velocit del carrello in funzione del tempo. Le interpolazioni sono state
eseguite con il software DataStudio come nel seguente esempio:

Seguono ora i dati relativi alle accelerazioni misurate e alle conseguenti analisi
gaussiane per i vari casi considerati:

carrello

3,57
3,57
3,57
3,57
3,58
3,58
3,58
3,59
3,59
3,60

accelerazione salita (m/s^2)


3,60
3,60
3,60
3,60
3,60
3,60
3,61
3,61
3,62
3,62

3,62
3,62
3,63
3,63
3,64
3,64
3,64
3,64
3,64
3,64

3,64
3,64
3,65
3,66
3,66
3,67
3,67
3,69

da cui si ottiene:
valore medio X (m/s^2)
deviazione standard Sx (m/s^2)
deviazione standard sulla media Sxm (m/s^2)

3,6179
0,0316
0,0051

e dividendo le misure nelle seguenti classi:


k=1
k=2
k=3
k=4
k=5

(X-5/2Sx;X-3/2Sx)
(X-3/2Sx;X-3/4Sx)
(X-3/4Sx;X+3/4Sx)
(X+3/4Sx;X+3/2Sx)
(X+3/2Sx;X+5/2Sx)

otteniamo che il campione gaussiano con una confidenza compresa tra 0,750 e
0,900.

Analogamente:

accelerazione discesa (m/s^2)


3,41
3,45
3,48
3,42
3,45
3,48
3,43
3,45
3,48
3,43
3,46
3,48
3,43
3,46
3,49
3,43
3,46
3,49
3,44
3,46
3,49
3,44
3,48
3,50
3,44
3,48
3,50
3,45
3,48
3,50

3,50
3,51
3,51
3,51
3,52
3,55
3,55
3,55

da cui si ottiene:
valore medio X (m/s^2)
deviazione standard Sx (m/s^2)
deviazione standard sulla media Sxm (m/s^2)

3,4747
0,0361
0,0059

e dividendo le misure nelle seguenti classi:


k=1
k=2
k=3
k=4
k=5

(X-5/2Sx;X-3/2Sx)
(X-3/2Sx;X-3/4Sx)
(X-3/4Sx;X+3/4Sx)
(X+3/4Sx;X+3/2Sx)
(X+3/2Sx;X+5/2Sx)

si trova che il campione gaussiano con una confidenza compresa tra 0,250 e 0,500.

carrello + massa (carrello sormontato dal parallelepipedo)

3,55
3,56
3,60
3,60
3,60
3,60
3,62
3,63
3,63
3,63

accelerazione salita (m/s^2)


3,64
3,65
3,65
3,65
3,66
3,69
3,69
3,70
3,70
3,70

3,71
3,71
3,72
3,72
3,72
3,73
3,73
3,74
3,76
3,76

3,77
3,79
3,80
3,81
3,82
3,83
3,88
3,97

da cui si ottiene:
valore medio X (m/s^2)
deviazione standard Sx (m/s^2)
deviazione standard sulla media Sxm (m/s^2)

3,7032
0,0900
0,0146

e dividendo le misure nelle seguenti classi:


k=1
k=2
k=3
k=4
k=5

(X-5/2Sx;X-3/2Sx)
(X-3/2Sx;X-3/4Sx)
(X-3/4Sx;X+3/4Sx)
(X+3/4Sx;X+3/2Sx)
(X+3/2Sx;X+3Sx)

si trova che il campione gaussiano con confidenza compresa tra 0,250 e 0,500.

10

Analogamente:
accelerazione discesa (m/s^2)
3,43
3,46
3,51
3,44
3,46
3,52
3,44
3,47
3,54
3,44
3,47
3,54
3,45
3,47
3,54
3,45
3,48
3,55
3,45
3,49
3,55
3,46
3,49
3,56
3,46
3,51
3,56
3,46
3,51
3,57

3,58
3,59
3,60
3,61
3,61
3,62
3,63
3,64
3,64
3,69

da cui si ottiene:

valore medio X (m/s^2)


deviazione standard Sx (m/s^2)
deviazione standard sulla media Sxm (m/s^2)

3,5235
0,0699
0,0110

e dividendo le misure nelle seguenti classi:


k=1
k=2
k=3
k=4

(X-5/2Sx;X-Sx)
(X-Sx;X+3/4Sx)
(X+3/4Sx;X+3/2Sx)
(X+3/2Sx;X+5/2Sx)

si trova che il campione gaussiano con una confidenza compresa tra 0,500 e 0,750.

11

carrello + attrito (carrello con il pattino abbassato)

3,60
3,62
3,67
3,68
3,70
3,74
3,75
3,75
3,76
3,76

accelerazione salita (m/s^2)


3,78
3,79
3,81
3,82
3,83
3,83
3,83
3,88
3,90
3,92

3,93
3,97
3,98
4,03
4,06
4,09
4,14
4,16
4,21
4,23

4,28
4,30
4,38
4,38
4,47
4,48
4,50
4,55

da cui si ottiene:
valore medio X (m/s^2)
deviazione standard Sx (m/s^2)
deviazione standard sulla media Sxm (m/s^2)

3,9884
0,2755
0,0447

e dividendo le misure nelle seguenti classi:


k=1
k=2
k=3
k=4

(X-5/2Sx;X-3/4Sx)
(X-3/4Sx;X+3/4Sx)
(X+3/4Sx;X+3/2Sx)
(X+3/2Sx;X+5/2Sx)

si trova che il campione gaussiano con una confidenza compresa tra 0,750 e 0,900.

12

Analogamente:
accelerazione discesa (m/s^2)
2,38
2,79
3,01
2,50
2,81
3,02
2,57
2,88
3,09
2,59
2,91
3,09
2,68
2,93
3,09
2,69
2,94
3,10
2,71
2,96
3,12
2,74
3,00
3,13
2,74
3,01
3,15
2,78
3,01
3,17

3,20
3,20
3,25
3,26
3,29
3,31
3,33
3,35

da cui si ottiene:
valore medio X (m/s^2)
deviazione standard Sx (m/s^2)
deviazione standard sulla media Sxm (m/s^2)

2,9679
0,2475
0,0402

e dividendo le misure nelle seguenti classi


k=1
k=2
k=3
k=4

(X-5/2Sx;X-3/2Sx)
(X-3/2Sx;X-3/4Sx)
(X-3/4Sx;X+3/4Sx)
(X+3/4Sx;X+5/2Sx)

si trova che il campione gaussiano con una confidenza compresa tra 0,500 e 0,750.

13

carrello + attrito + massa (carrello con il pattino abbassato e sormontato dal


parallelepipedo)

3,67
3,68
3,70
3,70
3,70
3,70
3,71
3,72
3,72
3,73

accelerazione salita (m/s^2)


3,74
3,74
3,74
3,75
3,75
3,75
3,77
3,77
3,77
3,78

3,78
3,78
3,78
3,78
3,79
3,79
3,80
3,81
3,83
3,84

3,84
3,84
3,86
3,87
3,89
3,96
3,99
4,00

da cui si ottiene:

valore medio X (m/s^2)


deviazione standard Sx (m/s^2)
deviazione standard sulla media Sxm (m/s^2)

3,7847
0,0798
0,0129

e dividendo le misure nelle seguenti classi:


k=1
k=2
k=3
k=4

(X-5/2Sx;X-1/2Sx)
(X-1/2Sx;X+3/4Sx)
(X+3/4Sx;X+3/2Sx)
(X+3/2Sx;X+3Sx)

si ottiene che il campione gaussiano con una confidenza compresa tra 0,750 e
0,900.

14

Analogamente:

3,14
3,20
3,21
3,24
3,27
3,27
3,28
3,31
3,31
3,33

accelerazione discesa (m/s^2)


3,36
3,42
3,36
3,43
3,38
3,43
3,38
3,44
3,38
3,44
3,38
3,44
3,41
3,44
3,41
3,44
3,41
3,44
3,42
3,44

3,45
3,46
3,46
3,47
3,47
3,49
3,52
3,52
3,53
3,54

3,56

da cui si ottiene:
valore medio X (m/s^2)
deviazione standard Sx (m/s^2)
deviazione standard sulla media Sxm (m/s^2)

3,3971
0,0969
0,0151

e dividendo le misure nelle seguenti classi:


k=1
k=2
k=3
k=4
k=5

(X-3Sx;X-3/2Sx)
(X-3/2Sx;X-3/10Sx)
(X-3/10Sx;X+1/2Sx)
(X+1/2Sx;X+3/2Sx)
(X+3/2Sx;X+5/2Sx)

si ottiene che il campione gaussiano con una confidenza compresa tra 0,750 e
0,900.

15

Tutti i campioni sono risultati gaussiani pertanto utilizzando il loro valore medio come
il valore pi rappresentativo per questi possibile attribuirgli come incertezza la
deviazione standard sulla media. Riassumendo in una tabella i risultati fino ad ora
ottenuti abbiamo dunque:

carrello
massa (kg)
d massa (kg)
acc. salita (m/s^2)
d acc. salita (m/s^2)
acc. discesa (m/s^2)
d acc. discesa (m/s^2)

0,261
0,001
3,618
0,005
3,475
0,006

carrello+massa carrello+attrito carrello+attiro+massa


0,512
0,261
0,512
0,001
0,001
0,001
3,703
3,99
3,785
0,015
0,04
0,013
3,534
2,97
3,397
0,011
0,04
0,015

poi possibile ricavare il valore e l'incertezza di sin ( ) dalle seguenti relazioni:


sin ( )=

sin ( )=sin ( )

h
l

( hh + ll )

e di conseguenza ottenere anche i valori e le incertezze di cos ( ) e tan ( ) :

cos ( )= 1( sin ( ))

d cos ( )
sin ( )
d sin ( )

cos ( )=

cos ( )=

sin ( )

1(sin ( ))

sin ( )=

sin ( )
sin ( )
cos ( )

e
tan ( )=

tan ( )=tan ( )

sin ( )
cos ( )

sin ( ) cos ( )
+
sin ( )
cos ( )
.

16

Sostituendo i dati numerici si trova:

seno
0,3675
coseno
0,9300
tangente
0,3952

d seno
0,0011
d coseno
0,0004
d tangente
0,0014

Possiamo ora ricavare il valore dell'accelerazione di gravit, della forza di attrito e del
coefficiente di attrito grazie alle relazioni definite in precedenza:
g=

x s + x d
2sin ( )

F att =m

x s x d
2

( x s x d ) tan ( )
( x s + x d )

e di conseguenza trovare le relative incertezze dalle relazioni:

g=g

( x s + x d ) sin ( )
+
( x s + x d ) sin ( )

F att =F att

m ( x s x d )
+
m
x s x d

( x s x d ) ( x s + x d ) tan ( )
+
+
x s x d
x s + x d
tan ( )

dove:
( x s + x d ) = x s + xd

17

( x s x d ) = x s + xd .
Eseguendo i calcoli si trova:

carrello
g (m/s^2)
d g (m/s^2)
forza attrito (N)
d forza attrito (N)
coeff attrito
d coeff attrito

9,65
0,04
0,0187
0,0015
0,0080
0,0007

carrello+massa carrello+attrito carrello+attrito+massa


9,83
9,47
9,77
0,06
0,14
0,07
0,046
0,133
0,099
0,007
0,011
0,007
0,0098
0,058
0,0214
0,0015
0,005
0,0017

Conclusioni
Il valore tabulato per l'accelerazione di gravit :
g=9,80665

m
s2

per cui solo nella met delle situazioni considerate (i casi carrello + massa e
carrello + attrito + massa) giungiamo a risultati compatibili con esso (ovvero tali
che il valore da noi calcolato disti meno della sua incertezza dal valore tabulato).
Infatti:

carrello:

m
m
> 0,04 2 =g exp
2
s
s

)(

m
m
< 0,06 2 =g exp
2
s
s

)(

( )(

g tab g exp 0,16

carrello + massa:
g tab g exp 0,02

carrello + attrito:

g tab g exp 0,3

m
m
> 0,14 2 =g exp
2
s
s

18

carrello + attrito + massa:

g tab g exp 0,04

)(

m
m
< 0,07 2 =g exp
2
s
s

Tuttavia possiamo affermare che tutti i valori ottenuti sono comunque


ragionevolmente vicini al valore tabulato per cui la descrizione del fenomeno da noi
fornita ragionevolmente buona e le approssimazioni fatte sono effettivamente
abbastanza trascurabili fintanto che si interessati solamente ad una stima
dell'accelerazione di gravit.
Solamente un'ipotesi fatta stata sensibilmente smentita dai dati sperimentali.
Infatti, sebbene non sia stato esplicitato nella sezione riguardante l'analisi dei dati,
per evidente dall'andamento dei grafici della velocit in funzione del tempo che
l'urto tra carrello e respingente non perfettamente elastico in quanto il modulo
della velocit non si conserva. Non per stata fatta un'analisi quantitativa del
fenomeno in questione poich esso non influisce sull'accelerazione subita dal carrello
durante il moto sulla rotaia.
Notiamo infine che il valore del coefficiente d'attrito radente ottenuto nel caso
carrello compatibile con quello ottenuto nel caso carrello + massa:
c c+m=0,0018<0,0022=( c +c+m )
questo risultato soddisfa quindi l'ipotesi fatta sull'indipendenza di tale parametro dalla
massa del corpo in movimento.
Tuttavia nei casi carrello + attrito e carrello + attrito + massa non otteniamo,
come invece ci si aspetterebbe, un risultato analogo:
c+a c+m+a=0,0156> 0,0067=( c+a +c+m+a )

Analizzando i dati riguardanti il moto del carrello con il pattino abbassato si pu per
trovare una possibile spiegazione per questa discrepanza tra teoria e misura. Innanzi
tutto il range di misure ottenuto in carrello + attrito molto ampio: la deviazione
standard in tale caso circa 0,3 m/s 2 mentre nelle altre raccolte sempre inferiore a
0,1 m/s2; inoltre si nota che le prime misurazioni di tale campione sono molto
differenti dalle ultime, come risulta evidente nella seguente immagine:

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questa immagine una sezione di un grafico realizzato dal software DataStudio in cui
le misure sperimentali di v(t) relative alla prima (in rosso) e all'ultima (in verde)
raccolta dati del campione sono poste a confronto; le singole misurazioni di velocit
sono state congiunte tramite segmenti e dalle due spezzate ottenute risulta
abbastanza evidente il comportamento della funzione v(t) descritto in Procedimento.
Il gomito che i tratti relativi alla salita e alla discesa individuano per molto pi
marcato nella prima raccolta dati piuttosto che nell'ultima e osservando tutte le
raccolte intermedie si nota un progressivo slittamento dei grafici da un andamento
simile a quello della prima ad uno simile a quello dell'ultima.
Poich il pattino utilizzato per aumentare il coefficiente di attrito radente viene
estratto come una sorta di vite da sotto il carrello e non possibile fissarlo in una
posizione ben definita si potrebbe pensare che con il passare del tempo, ed in
seguito alle forze che su esso vengono esercitate durante il moto, sia
progressivamente rientrato all'interno del carrello, diminuendo cos la sua capacit
frenante, fino a che non ha raggiunto una posizione approssimativamente stabile. In
questo modo possibile spiegare il progressivo raddrizzamento delle curve ma anche
la relativa stabilit raggiunta a partire da circa met campionamento ed estendibile
pure al campionamento successivo: in carrello + attrito + massa la varianza delle
misure rientra infatti nella norma.
Questo eccesso di attrito presente nelle prime misurazioni effettuate con il pattino
abbassato ha influenzato maggiormente i risultati relativi alla forza ed il coefficiente
di attrito piuttosto che quelli riguardo all'accelerazione di gravit in quanto i primi
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dipendono direttamente dalla differenza tra l'accelerazione in salita e l'accelerazione


in discesa mentre i secondi dipendono direttamente dalla somma tra le due
accelerazioni ed facile verificare che nel caso della somma i contributi relativi
all'attrito si elidono mentre nel caso della differenza essi sono gli unici determinanti.
possibile spiegare cos perch il coefficiente d'attrito ottenuto dal campione
carrello + attrito sia significativamente maggiore di quello ottenuto dal campione
carrello + attrito + massa.

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