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Legge oraria del moto

Per definire il moto unidimensionale di un corpo usiamo una legge oraria, ovvero una funzione che associa ad ogni tempo una posizione nello spazio (nel nostro caso, una posizione sulla retta orientata). La legge oraria x(t) sar cos definita:

Ovvero la funzione x(t) associa ad ogni istante, nell'intervallo di tempo definito, un numero reale che indica la posizione del corpo rispetto al sistema di riferimento unidimensionale.

Spostamento scalare e spostamento vettoriale


Consideriamo ora un oggetto che, partendo dall'origine del sistema di riferimento, si muova di 10 metri in avanti, poi di 15 metri in senso decrescente e poi di altri 10 metri in avanti. Qual lo spostamento effettuato? Se si considera lo spazio totale percorso dall'oggetto, diremo 35 metri = 10 metri + 15 metri + 10 m; se tuttavia consideriamo il punto di partenza e il punto di arrivo, lo spostamento effettivo di 5 metri. Questo perch parlando di spostamento possiamo intendere due tipi di spostamento. Il primo lo spostamento scalare o distanza scalare: considerando ogni tratto percorso dall'oggetto come un valore scalare (ovvero un numero seguito da un'unit di misura) la distanza percorsa sar la somma di questi spostamenti; se l'oggetto che si muove un'automobile, questo valore sar dato dal contachilometri, che esprime effettivamente quanti chilometri ha percorso la macchina. Lo spostamento vettoriale (o distanza vettoriale) considera invece ogni tratto del moto come un vettore orientato nel senso crescente o decrescente rispetto al verso indicato come sistema di riferimento. Se ad esempio consideriamo come sistema di riferimento una retta orientata verso destra, un moto "all'indietro" di 15 metri corrisponder ad un vettore orientato verso sinistra avente intensit 15; un moto "in avanti" di 10 metri avr invece verso opposto al vettore considerato e intensit 10. Considerando il moto precedente, dunque lo spostamento totale sar dato da un vettore risultato dalla somma dei tre vettori spostamento, e sar in particolare un vettore orientato verso destra con intensit 5. Sempre pensando alla nostra automobile, la distanza scalare costituisce la distanza tra il punto di partenza e il punto di arrivo. Lo spostamento vettoriale tra due istanti t1 e t2 definibile usando la legge oraria come: x = x(t2) x(t1)

Velocit e accelerazione
Una volta definito il concetto di il concetto di spostamento possibile definire il concetto di velocit media, ovvero lo spostamento subito da un corpo nell'unit di tempo:

L'unit di misura della velocit sar quindi: . Anche per la velocit ne definiamo una scalare e una vettoriale, a seconda che nel calcolo si consideri la distanza scalare o quella vettoriale. In particolare in quella vettoriale:

La velocit istantanea invece la velocit v(t) riferita ad un istante del moto; per calcolarla tuttavia necessario ricorrere alla velocit media, considerando un intervallo di tempo sempre pi piccolo che tende a 0. Ad esempio, la velocit istantanea segnata dal tachimetro dell'automobile in realt indica la velocit media in un intervallo di tempo molto piccolo. Analogamente alla velocit si definisce il concetto di accelerazione, ovvero la variazione di velocit nel tempo. L'accelerazione media tra due instanti t1 e t2 definita come:

ovvero la differenza tra le velocit negli istanti t1 e t2 nell'unit di tempo.

Grafici del moto


Il moto rettilineo esprimibile per via grafica con tre tipi di grafici:

il grafico spazio-tempo (x(t) o s(t)), dove le ascisse indicano il tempo e le ordinate la posizione rispetto all'origine; la rappresentazione grafica della legge oraria; il grafico velocit-tempo (v(t), a parole v su t), nel quale sulle ordinate indicata la velocit istantanea al tempo t, rappresentato sulle ascisse; il grafico accelerazione-tempo (a(t), a parole a su t), nel quale sulle ordinate indicata l'accelerazione istantanea al tempo t, rappresentato sulle ascisse;

Analizzeremo ora alcuni tipi di moto con caratteristiche particolari.

Moto rettilineo uniforme


Per moto rettilineo uniforme si intende un moto unidimensionale con velocit costante. Per ricavare la legge oraria del moto partiamo dalla formula per il calcolo della velocit:

Considerando la partenza al tempo t = 0si ha:

vm costante e pu essere indicata semplicemente come "v":

dove x0 la posizione di partenza, ovvero la posizione al tempo 0.

Moto rettilineo uniformemente accelerato


Per moto rettilineo uniformemente accelerato si intende un moto unidimensionale con accelerazione costante. La derivazione della legge oraria del moto pi complessa. Consideriamo la partenza al tempo t=0, allora:

da cui: v = at + v0 Ma la velocit media data da:

Poich lo spazio percorso dato dalla velocit media per il tempo, si ottiene la legge oraria:

Moto circolare uniforme


Si definisce moto circolare uniforme il moto di un corpo la cui traiettoria una circonferenza e che avviene con velocit costante. Vogliamo ora introdurre due grandezze che sono fondamentali per la descrizione del moto circolare uniforme: 1. il periodo T: il tempo impiegato dal corpo a percorrere un'intera circonferenza, 2. la frequenza f: il numero di giri che il corpo percorre in un secondo. Dalla definizione segue che il periodo T e la frequenza f non sono due grandezze indipendenti. Se il corpo impiega T = 3 s a percorrere una circonferenza vuol dire che percorre 1/3 di circonferenza al secondo, se impiega T = 4 s a percorrere una circonferenza vuol dire che percorre 1/4 di circonferenza al secondo ecc. Da queste considerazioni discende che la frequenza l'inverso del periodo: f = 1 / T. Dal momento che la frequenza l'inverso del periodo, la sua unit di misura nel Sistema Internazionale sar l'inverso del secondo. Questa unit di misura prende il nome di hertz (simbolo Hz): 1 Hz = 1 s-1. Diremo che la frequenza di un corpo pari a 1 Hz quando il corpo percorre 1 giro al secondo. Prima di procedere con la fisica del moto circolare uniforme dobbiamo introdurre un'unit di misura importante per gli angoli: il radiante. Possiamo creare una corrispondenza biunivoca tra la lunghezza dell'arco sotteso e il corrispondente angolo al centro. Ad esempio, se l'angolo al centro

un angolo giro = 360 la lunghezza dell'arco sotteso coincide con quella dell'intera circonferenza, l = 2 R. Ad un angolo di 90 corrisponder un arco di lunghezza R / 2 ecc. Il radiante (rad) quell'angolo che sottende un arco di circonferenza di lunghezza uguale al raggio della circonferenza R. Se un angolo misura radianti, vuol dire che l'arco sotteso lungo R. Ad esempio 360 = 2 rad = 6.28 rad da cui possiamo ricavare che 1 rad = 360 / 6.28 = 57.30. Il radiante importante nella descrizione del moto circolare uniforme perch entra come unit di misura nella velocit angolare media. Definiremo velocit angolare media (simbolo: , omega minuscola) l'angolo al centro che viene percorso (misurato in radianti) diviso per l'intervallo di tempo t impiegato a percorrerlo: = / t. L'unit di misura della velocit angolare il radiante al secondo (rad / s). Accanto alla velocit angolare in un moto circolare uniforme possiamo anche introdurre la velocit tangenziale. Come abbiamo visto nelle sezioni precedenti, se abbiamo una traiettoria curvilinea la velocit sempre tangente alla traiettoria. Questo vale anche nel caso particolare di un moto circolare uniforme per il quale la velocit istantanea in un punto risulta perpendicolare al raggio della circonferenza passante per quel punto. Se il periodo del moto circolare uniforme T, quanto vale la velocit tangenziale v? In un tempo pari a T il corpo percorre un intero arco di circonferenza di lunghezza 2 R. Pertanto avremo una velocit tangenziale v = 2 R / T. Se ora ricordiamo che il periodo T l'inverso della frequenza f possiamo riscrivere v come v = 2 R f. Per lo stesso moto circolare uniforme la velocit angolare invece uguale a = 2 / T. Pertanto la relazione matematica che intercorre tra velocit tangenziale e velocit angolare v = R. In generale sappiamo che l'accelerazione una variazione di velocit divisa per l'intervallo di tempo in cui tale variazione avviene. In un moto circolare uniforme l'intensit del vettore velocit rimane costante nel tempo, potremmo perci pensare che non ci sia alcun tipo di accelerazione. Invece non dobbiamo dimenticare che la velocit un vettore ed pertanto caratterizzata da un'intensit, da una direzione e da un verso.

Come emerge dalla figura riportata sopra, in un moto circolare uniforme la velocit punto per punto tangente alla circonferenza, pertanto la velocit cambia ad ogni istante la sua direzione. chiaro allora che ci deve essere un'accelerazione presente anche nel moto circolare uniforme. Tale accelerazione prende il nome di accelerazione centripeta. L'accelerazione centripeta un vettore che ha la stessa direzione della differenza tra due vettori velocit valutati a due istanti di tempo diversi. Come emerge dalla figura, il vettore accelerazione centripeta risulta diretto verso il centro della circonferenza. La velocit tangenziale cambia direzione tanto pi rapidamente quanto maggiore la velocit tangenziale v e quanto minore il raggio r della circonferenza. In particolare l'intensit del vettore accelerazione centripeta uguale a ac = v2 / r. La velocit tangenziale legata alla velocit angolare

dalla relazione v = r, pertanto l'accelerazione centripeta pu essere anche riscritta come ac = 2 r.