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Verifica della Legge di Stokes

e della trascurabilit`a degli attriti


Giovanni Munaretto, Valeria Vanzani
24 Marzo 2014

Scopo

Verifica della legge di Stokes e della trascurabilit`a degli attriti.

Oggetto di misura

Loggetto di misura e un carrello che scivola lungo un piano orizzontale.

Grandezze Fisiche da misurare

t : tempo impiegato dal carrello per compiere la distanza (s) tra due fotocellule.
s : distanza percorsa nel tempo t.

Strumenti contrassegnati
Cronometro n. 31 con errore di sensibilit`a t = 0.001s
Guidovia n. 10, con riga graduata avente errore di sensibilit`a s = 0.001m
e dispositivo di regolazione dellinclinazione avente errore di sensibilit`a
= 0.0001rad
banco n.10
compressore n.10
carrello n.10 di massa m = (76 1)g

Unit`
a di misura

Le unit`
a di misura indicate per le grandezze fisiche seguenti sono espresse nel
sistema CGS.
tempo (t) : secondi (s)
distanza (s) : centimetri (cm)
massa (m) : grammi (g)
Forza (F ) : Dine (dyn)
velocit`
a (s)
:

cm
s

accelerazione (
s) :

cm
s2

Attuazione delle operazioni di misura

Determinazione dellorizzontale : si pone il commutatore del compressore in posizione 3, dopodiche si pone il carrello senza zavorra a circa un terzo
della guidovia. A elettromagnete spento, si gira il dispositivo di regolazione
dellinclinazione fino a che il carrello non rimane fermo o oscilla leggermente attorno a una posizione fissa. Si contrassegna mediante un apposito componente
della manopola langolo in questione, e si ripete loperazione ponendo il carrello
a circa due terzi della guidovia. Una volta trovata la seconda inclinazione orizzontale si valuta a occhio e per eccesso langolo tre le due determinazioni, e se
ne prende il valore medio. Si converte dunque il valore trovato nellinclinazione
della guidovia, sapendo che un angolo giro corrisponde a 5, e lo si assume come
errore di sensibilit`
a del metodo di misura per quanto riguarda linclinazione.
Risulta delta = 0.001rad.
Misura dei tempi : Fissata la prima fotocellula alla distanza di 40 cm dallo
zero della scala graduata e la seconda a 50 cm dallo zero della scala graduata,
si prendono 40 determinazioni di tempo, disinserendo lelettromagnete alla distanza valutata ad occhio di 30 centimetri. Dopodiche si spostano entrambe le
fotocellule di 10 centimetri, e si prendono 20 determinazioni di tempo. Si ripete
questultimo procedimento fino ad arrivare a fondo scala.

Definizione del metodo di misura

Il metodo di misura considerato risulta indiretto, poiche le Grandezze Fisiche


necessarie per raggiungere lo scopo dellesperienza vengono determinate attraverso delle funzioni e non con delle misure dirette.

Richiami Teorici

In questa sezione viene analizzato laspetto teorico di questa esperienza.


Dato un corpo in moto relativo con velocit`a v rispetto a un fluido, esprimiamo
la forza di attrito viscosodFv esercitata dal fluido sul generico elementino di
superficie di contatto dSv come :
dFv = kv0 v dSv

(1)

dove kv0 `e un coefficiente che dipende dalla natura dei costituenti il fluido e
la superficie di contatto A questo punto per poter procedere bisogna fare delle
ipotesi restrittive. Supponiamo quindi che il carrello sia un corpo rigido, ovvero
abbia una distribuzione di massa omogenea, che il moto relativo con il fluido
sia solo traslatorio e che il campo di velocit`a sia isotropo, ossia che lunico moto
medio sia quello microscopico. Sotto queste ipotesi possiamo calcolare la forza
di attrito Fv su tutta la superficie come :
Z
Fv =
kv0 v, dSv = kv0 v Sv
(2)
Sv

Ponendo

kv0

v Sv = kv m riscriviamo la precedente equazione come:


Fv = kv m

(3)

In generale, scriviamo la legge di Stokes come :


Fv = k v

(4)

Consideriamo ora la Forza dovuta allattrito radente su un corpo che scivola


lungo un piano inclinato. Lintegrale `e analogo a quello di prima, e con la stessa
sostituzione di prima kr m = kr0 Sr si arriva a :
Fr = kr m

(5)

Dove Sr `e la superficie di contatt e kv un coefficiente che dipende dalla natura


dei costituienti le due superfici.
Analizziamo adesso la dinamica dello scivolamento lungo un piano inclinato :
La forza motrice `e la componente parallela al piano della forza peso m g sen
La seconda legge della dinamica si scrive, indicando per il momento con a
laccelerazione, come :
m a = m g sen kr m kv mv
Semplificando le masse, otteniamo una prima espressione per laccelerazione,
dora in poi espressa come derivata seconda dello spazio rispetto al tempo ( s ).
s = g sen kr m kv ms

(6)

Lequazione ottenuta `e unequazione differenziale del secondo ordine. Al fine di


risolverla `e opportuno operare un cambio di variabili :
3

= g sen kr m kv ms
= kv s
Sostituendo si ha:
= kv
Separando le variabili:
d
= kv dt

La quale, una volta integrata ed esponenziata porta a :


= 0 ekv (tt0 )
Risostituendo le vecchie variabili, e tralasciando i calcoli si arriva allespressione:

r
s0 ) ekv (tt0 ) +
s = ( gsenk
kv

gsenkr
kv

Al limite per t che tende a infinito, lesponenziale tende a zero, e rimane quindi il
secondo addendo, che chiamiamo s
. La precedente equazione diventa quindi:
s = (s
s0 ) ekv (tt0 ) + s

(7)

Possiamo ora trovare unespressione per laccelerazione e per lo spostamento


derivando e integrando rispettivamente.La derivata di (7) da :
s = kv (s
s0 ) ekv (tt0 )
Ponendo
s0 = kv (s
s0 )
Si pu`
o scrivere lespressione dellaccelerazione come :
s = s0 ekv (tt0 )

(8)

Integrando membro a membro la (7) si ottiene :


s s0 = s
(t t0 ) (s
s0 )

Rt
t0

ekv (tt0 ) dt

Si ottiene quindi :
s = s0 + s
(t t0 )

(s
s0 )
(1 ekv (tt0 ) )
kv
4

(9)

Linterpretazione fisica di quanto ottenuto `e la seguente : Quando il corpo scivola


sul piano inclinato con velocit`a v0 su di esso agiscono la forza dattrito viscoso
e la forza di attrito radente, nonch`e la forza motrice. Posso non considerare
leffetto dellattrito radente, poich`e posso considerarlo parte della forza motrice,
che risulta essere la differenza tra la componente parallela della forza peso e la
forza di attrito radente. La forza dattrito viscoso aumenta con la velocit`a, per
cui la velocit`
a aumenta fino a saturarsi a un valore costante, che `e proprio s
.
Per quanto riguarda laccelerazione invece, sar`a massima allinzio del moto e
poi decrescer`
a esponenzialmente ad opera della forza dattrito viscoso fino ad
andare a zero.
Svogendo il prodotto del terzo termine a secondo membro, osserviamo che la
parte che moltiplica lesponenziale `e proprio s
s per quanto trovato in (7),
e perci`
o possiamo riscrivere lespressione dello spostamento in funzione della
velocit`
a come :
s = s0 + s
(t t0 )

kv

s0
kv

s
s
kv

Moltiplicando per kv e isolando s si arriva a una nuova espressione per la velocit`


a:
s = s0 + kv (s
(t t0 ) (s s0 ))
(10)
Le equazioni trovate fino ad ora si possono particolarizzare al caso
s0 = 0, s0 = 0, t0 = 0:
s = s
(1 ekv (tt0 ) )
s = kv s
e(kv t)
s = s
(t

1 e(kv t)
)
kv

(11)
(12)
(13)

s = kv (s
t s)
I risultati trovati fino ad ora possono essere ulteriormente particolarizzati alle
condizioni dellesperienza, ovvero con kv <<< 1 ; Il tempo t inferiore a un
tempo massimo tl ,ovvero : 0 < t < tl ;. Infine ai risultati generali possiamo
sostituire allesponenziale il suo sviluppo in serie, tenendo conto che
(kv t)i+1 < (kv t)i con i > 1. Le (11,12,13) diventano quindi :
s = s
(kv

kv t
kv2 t2
) = s
kv t(1
)
2
2

s = kv s
(1 kv t)

s = s
(t

(14)

(15)

1
1
1
1
1
+ kv (1 kv t + kv2 t2 kv3 t3 )) = s
kv t2 (1 kv t) (16)
kv
2
6
2
3

Sostituendo a s
lespressione che gli avevamo assegnato per scrivere la (7)
possiamo ottenere le espressioni di spostamento, accelerazione e velocit`a finali
per il piano inclinato nelle ipotesi fatte :
1
s = (g sen kr ) t (1 kv t)
2

(17)

s = (gsen kr ) (1 kv t)

(18)

1
1
(gsen kr ) t2 (1 kv t)
(19)
2
3
I fattori contenenti kv t sono le correzioni da apportare ad opera dellattrito
viscoso per un corpo che scivola lungo un piano inclinato nelle ipotesi fatte.
A questo punto si possono particolarizzare ulteriormente le leggi per quanto
riguarda accelerazione e velocit`a ( 10,6), considerando un piano orizzontale
anzich`e inclinato. Se il piano `e orizzontale allora dobbiamo considerare che
gsen << kv s,ovvero

laccelerazione dovuta alla forza motrice`e molto piccola


(idealmente zero, tuttavia vi `e un errore sullorizzontalit`a), e quindi molto minore dellaccelerazione dovuta allattrito viscoso. Oltre a questo la presenza del
cuscino daria tra il carrello e la guidovia riduce al minimo la forza di attrito
radente e la relativa accelerazione, perci`o kr << kv s.
Se consideriamo il limite
per il tempo che tende a infinito, laccelerazione tende a zero, poich`e lunica
forza agente `e la forza dattrito viscoso che si oppone al moto. In base alla (6)
quindi :
s=

kv s
= gsen kr gsen
Da cui
s

gsen
kv

<< s s0

Ovvero la velocit`
a al limite di t che tende a infinito `e molto minore della velocit`a
iniziale, ovvero s
<< s0
Siccome lattrito viscoso `e molto piccolo, possiamo dire che,indicando con tl il
tempo massimo, ovvero il tempo corrispondente allo spostamento pi`
u lungo,
kv (tl t0 ) 1, la (10) diventa :
s = s0 kv (s s0 )
Infine la forza motrice `e circa uguale alla forza dellelettromagnete, poich`e la
forza dattrito viscoso `e molto piccola, per cui la velocit`a alla fine delle esperimento sl s0 . Se imposto le condizioni iniziali t = 0 e s = 0 ottengo
lespressione per la velocit`
a relativamente allesperienza considerata :
s = s0 kv s

(20)

Risultati

Nelle tabelle seguenti, la prima riga denota la distanza, le successive le determinazioni di tempo. Prime 40 determinazioni di tempo relativamente con prima
fotocellula a 40cm e seconda fotocellula a 50 cm
Tabella 1
0.520
0.520
0.520
0.520

0.520
0.520
0.520
0.520

0.520
0.520
0.520
0.520

0.520
0.520
0.520
0.520

0.520
0.520
0.520
0.520

0.520
0.520
0.520
0.520

0.520
0.520
0.520
0.520

0.520
0.520
0.520
0.520

0.520
0.520
0.520
0.520

0.520
0.520
0.520
0.520

Determinazioni successive.
Tabella 2
50-60
0.530
0.520
0.530
0.530
0.530
0.530
0.540
0.540
0.530
0.540
0.530
0.540
0.530
0.540
0.530
0.540
0.530
0.520
0.530
0.520

60-70
0.540
0.540
0.540
0.540
0.530
0.540
0.540
0.540
0.540
0.540
0.540
0.540
0.540
0.540
0.540
0.530
0.540
0.530
0.540
0.540

70-80
0.550
0.540
0.550
0.540
0.540
0.540
0.540
0.540
0.540
0.540
0.530
0.540
0.540
0.540
0.540
0.530
0.530
0.550
0.540
0.540

80-90
0.540
0.550
0.540
0.530
0.540
0.530
0.550
0.550
0.540
0.540
0.550
0.540
0.530
0.540
0.540
0.540
0.530
0.540
0.540
0.540

90-100
0.530
0.560
0.540
0.540
0.540
0.540
0.560
0.550
0.560
0.560
0.570
0.540
0.540
0.540
0.540
0.540
0.540
0.540
0.540
0.560

100-110
0.560
0.560
0.560
0.560
0.560
0.560
0.540
0.550
0.550
0.550
0.540
0.540
0.540
0.550
0.550
0.540
0.520
0.560
0.540
0.530

110-120
0.540
0.530
0.540
0.520
0.520
0.540
0.540
0.520
0.540
0.540
0.520
0.530
0.540
0.520
0.520
0.540
0.540
0.550
0.520
0.540

120-130
0.540
0.540
0.550
0.530
0.540
0.540
0.540
0.540
0.540
0.530
0.540
0.540
0.530
0.540
0.540
0.540
0.530
0.520
0.520
0.540

130-140
0.550
0.550
0.540
0.540
0.540
0.540
0.530
0.530
0.530
0.520
0.530
0.520
0.520
0.520
0.520
0.520
0.520
0.520
0.520
0.540

Verifica della validit`


a statistica delle misure, ovvero della disuguaglianza:
t

1,
con
t
errore
di sensibilit`a del cronometro.
t
j

d(cm)
Ver.

10

40-50
0.375

50-60
0.149

60-70
0.273

70-80
0.178

80-90
0.154

90-100
0.092

100-110
0.087

110-120
0.098

Soluzione al problema della misura

Innazitutto riportiamo alcune formule, in modo da potercisi riferire dopo senza


dover riscriverle. Media aritmetica della variabile x:
n

x
=

1X
xi
n i=1

(21)

s0j
tj

(22)

Velocit`
a media j-esima:
vj =
con 1 j n0 e s0j = 10cm;

Deviazione standard della variabile x:


q
PN
x = N 11 i=1 (xi x)2

Deviazione standard della della media variabile x:


x
x =
N

(23)

Deviazione standard della velocit`a media:


v"
#2 "
#2
u 

u vj 
vj
t
vj =
s0j +
tj
sj s0 ,tj
tj s0 ,tj
j

Errore di sensibilit`
a sulla distanza j-esima:
s0j = 2 s

(24)

120-130
0.134

130-140
0.093

Diamo di seguito la soluzione al problema della misura relativamente ai tempi(


t) per ogni distanza (s),ovvero nella forma: t t t t + t
Tabella 3.
s(cm)
40-50
50-60
60-70
70-80
80-90
90-100
100-110
110-120
120-130
130-140

t(s)
0.521 0.000 t 0.521 + 0.000
0.532 0.002 t 0.532 + 0.002
0.539 0.001 t 0.539 + 0.001
0.540 0.001 t 0.540 + 0.001
0.540 0.001 t 0.540 + 0.001
0.547 0.002 t 0.547 + 0.002
0.548 0.003 t 0.548 + 0.003
0.533 0.002 t 0.533 + 0.002
0.537 0.002 t 0.537 + 0.002
0.530 0.002 t 0.530 + 0.002

Diamo di seguito la soluzione al problema della misura relativamente alla velocit`


a (vj ) relativamente a ogni distanza (s),ovvero nella forma :
vj vj v vj + vj
Tabella 4.
s(cm)
40-50
50-60
60-70
70-80
80-90
90-100
100-110
110-120
120-130
130-140

vj
19.20 0.38 vj
18.81 0.38 vj
18.57 0.37 vj
18.52 0.37 vj
18.52 0.37 vj
18.30 0.37 vj
18.25 0.37 vj
18.78 0.38 vj
18.64 0.38 vj
18.87 0.39 vj

19.20 + 0.38
18.81 + 0.38
18.57 + 0.37
18.52 + 0.37
18.52 + 0.37
18.30 + 0.37
18.25 + 0.37
18.78 + 0.38
18.64 + 0.38
18.87 + 0.39

Grafico 1.

11

Risposte alle domande

1. Il carattere del metodo `e statistico, perche l attuazione reiterata delle


operazioni di misura in condizioni identiche porta alla designazione di
classi di equivalenza in generale differenti.
` possibile individuare una retta di pendenza minima (blu nel grafico
2. E
1) ed una di pendenza massima (verde, orizzontale) passanti per tutti i
rettangoli di errore. Dunque nei limiti di errore `e verificata la dipendenza
lineare della velocit`
a dallo spostamento, ovvero la legge di Stokes.
3. Verifichiamo ora,nei limiti di errore, la trascurabilit`a della forza di attrito
viscoso rispetto alla forza impulsiva.La prima relazione da verificare `e
la seguente : g
<< s0 con g = 980, 665cm/s2 ; risulta uguale
kv
a 0.0001 rad;il kv trovato `e riportato nel grafico e vale 0.028. Perci`o
980.6650 0.0001/0.0280 = 3.5024 << 19.2000 La prima disuguaglianza
`e perci`
o verificata. La seconda disuguaglianza `e : sl s0 << ks 0v con
sl s0 = 135 45 = 90; s 0 = 19.2;kv = 0.028. Si ha dunque 90 <<
19.200
e verificata.
0.028 = 685.824 e pertanto anche la seconda disuguaglianza `
4. Verifica della trascurabilit`a dellattrito viscoso durante il moto lungo un
piano inclinato, vale a dire della relazione: kv tl << 1. I tempi in
questione non sono quelli riportati nella sezione Risultati, ma sono i
10

tempi relativi alla verifica della seconda legge della dinamica. La verifica
`e stata fatta solo con un tempo, quello relativo allinclinazione di 15 e
distanza massima, poich`e tutti gli altri sono pi`
u piccoli e quindi la disuguaglianza `e sicuramente verificata se lo `e per il tempo massimo. Risulta :
0.028 6.56 = 0.18 << 1 e pertanto la disuguaglianza `e verificata.

12

Discussione

Come si vede dai dati riportati nella tabella (4) e nel grafico (1), le velocit`a del
tratto 40-50 (cm) e dei tratti successivi a quello 60-70(cm) sono maggiori delle
altre. Questa leggera anomalia, che comunque influisce molto poco nella validit`a
dei dati e nel raggiungimento dello scopo, pu`o essere imputata alla non linearit`a
della Guidovia. Per studiare questo effetto il carrello `e stato posto su tutti i
tratti della rotaia in cui sono stati misurati i tempi: un tratto in cui il carrello
resta fermo `e orizzontale, uno in cui va avanti `e in discesa, infine un tratto in
cui il carrello va indietro `e in salita. Si `e ottenuto che la rotaia `e orizzontale da
30 a 40 cm, in discesa tra 40 e 50, in salita nei tratti 50-60 e 60-70, in discesa
per tutti i tratti successivi. Questi rilevamenti sono perci`o compatibili con le
leggere anomalie che si riscontrano.

13

Determinazione del tempo di reazione biologico

Si pone la prima fotocellula a 40 cm e la seconda a 80 cm; inoltre ci si serve


di un cronometro manuale oltre a quello collegato alle fotocellule. Per venti
volte ogni sperimentatore aziona il cronometro manuale alla partenza di quello
automatico e lo ferma all arresto dello stesso. In questo modo si ottengono, per
ogni sperimentatore, due serie (riportate qui di seguito) di 20 misure ciascuna,
una quella automatica, l altra quella manuale. Nota: le successive misure hanno
due cifre decimali perche il cronometro manuale usato non aveva sensibilit`a
maggiore. Riferite a entrambi gli sperimentatori, distinguendo di volta in volta
a quale dei due si riferiscono, siano :
` la media delle
tA : tempo medio misurato con cronometro automatico. E
venti determinazioni di tempi automatici misurati, calcolato con la formula (21).
tM : tempio medio misurato con cronometro manuale, calcolato con la
` la media delle venti determinazioni di tempi manuali
formula (21). E
misurati.
tM : scarto quadratico medio di tM , calcolato con la formula (23).
tA : scarto quadratico medio di tA , calcolato con la formula (23).

11

Sperimentatore A, misure automatiche


2.14 2.13 2.12 2.15 2.11 2.12
2.16 2.16 2.12 2.14 2.12 2.12

2.12
2.14

2.17
2.14

2.14
2.14

2.14
2.16

Soluzione problema della misura : 2.14 0.00 tA 2.14 + 0.00

Sperimentatore A,misure manuali


2.17
2.10

2.28
2.19

2.19
1.96

2.18
2.57

2.62
2.25

2.24
2.23

1.74
1.81

1.49
1.86

2.11
2.17

2.26
2.10

Soluzione problema della misura : 2.13 0.06 tM 2.13 + 0.06


Contributo sistematico: |tM tA | = 0.01
Contributo accidentale: |tM tA | = 0.05
Contributo totale: 0.06

Sperimentatore B, misure automatiche:


2.13 2.14 2.16 2.12 2.09 2.12
2.14 2.13 2.12 2.14 2.14 2.16

2.10
2.17

2.12
2.15

2.10
2.18

2.14
2.16

Soluzione problema misura: 2.14 0.01 tA 2.14 + 0.01

Sperimentatore B,misure manuali:


2.21 2.08 2.14 2.13 2.03 2.19 2.04 2.03 2.11
2.14 2.07 2.11 2.02 2.10 2.01 2.20 2.02 2.23
Soluzione problema misura:2.10 0.02 tM 2.10 + 0.02

1.93
2.16

Contributo sistematico: |tM tA | = 0.04


Contributo accidentale: |tM tA | = 0.01
Contributo totale: 0.05

Prendiamo ora in considerazione le seguenti disuguaglianze :


|tM tA | > 3max(|tM , tA |) :la differenza `e dovuta a unerrore sistematico
introdotto dallo sperimentatore.
|tM tA | 3max(|tM , tA ) :la differenza rientra nelle fluttuazioni statistiche.
|tM
tA | << min(tM
, tA ) : Lo sperimentatore non introduce un
contributo apprezzabile allerrore accidentale.
|tM
t | min(tM
, tA ) : Lo sperimentatore introduce un contributo
A
ulteriore allerrore accidentale.
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Per lo sperimentatore A risulta verificata la seconda delle prime due disuguaglianze:


|tM tA | = 0.01 0.17 = 3max(|tM , tA |
Il contributo sistematico introdotto dallo sperimentatore A rientra quindi nelle
fluttuazioni statistiche.
Per quanto riguarda le ultime due disuguaglianze risulta verificata la seconda :
|tM
tA | = 0.05 > 0.00 = min(tM , tA )
Quindi il contributo che lo sperimentatore A introduce allerrore accidentale non
`e trascurabile.
Consideriamo ora lo sperimentatore B. Risulta verificata la seconda delle prime
due disuguaglianze :
|tM tA | = 0.04 0.06 = 3max(|tM
, tA |
Il contributo sistematico introdotto dallo sperimentatore B rientra quindi nelle
fluttuazioni statistiche.
Per quanto riguarda le ultime due disuguaglianze risulta verificata la seconda :
|tM
, tA )
tA | = 0.01 0.01 = max(tM
Quindi lo sperimentatore B introduce un ulteriore contributo allerrore accidentale.

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