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RELAZIONE DI LABORATORIO DI FISICA

Bologna, 2 dicembre 2021

LA CONSERVAZIONE DELL’ENERGIA MECCANICA


Scopo: studiare e verificare il principio di conservazione dell’energia meccanica durante l’oscillazione di una
massa vincolata ad una molla verticale

Richiami teorici:

Il principio di conservazione dell’energia meccanica afferma che se in un sistema isolato compiono lavoro
solo le forze conservative, l’energia meccanica totale Etot del sistema, somma dell’energia cinetica K e
dell’energia potenziale U , si conserva.

Perciò è possibile scrivere la seguente relazione: Etot = K+ U=costante

e anche K f +U f =K i +U i.

Materiali: molla elicoidale, asta di sostegno verticale, asta orizzontale con un’estremità a cui appendere la
molla, pesetto con gancio.

Strumenti:

STRUMENTO SENSIBILITA’ PORTATA

Squadra 0,001 m 0,300 m

Metro a stecche 0,001 m 2,000 m

Cronometro digitale 0,01 s -

Bilancia digitale 0,001 kg -

Misuratore di distanza 0,001 m -

Gli strumenti in particolare

Misuratore di distanza

Il misuratore di distanza è uno strumento attraverso il quale è possibile misurare l’ampiezza del moto di
una molla elicoidale che si muove di moto armonico. Il computer ad esso collegato, mentre la molla oscilla,
genera il grafico spazio-tempo del suo moto.

1
Esempio di grafico spazio-tempo ottenuto

Sistema dell’esperimento

Il sistema dell’esperimento si compone di un’asta verticale fissata alla superficie di un tavolo e di un’asta
orizzontale più corta a cui è fissata una molla terminante con un gancio a cui può essere a sua volta
attaccato un pesetto. Quando la molla a cui è attaccato il pesetto viene allungata o
compressa, essa comincia ad oscillare muovendosi di moto armonico.

Le fotografie e lo schema a lato mostrano lo strumento utilizzato.

In questo sistema ideale (ossia isolato, dove l’attrito è trascurabile) sono


presenti tre forme di energia (energia potenziale gravitazionale, energia
potenziale elastica, energia cinetica) misurabili nelle tre situazioni
considerate in base alla posizione dell’estremo esterno della molla:

nel punto A, il punto di massima compressione della molla, nel punto C, il


punto di equilibrio (la molla è a riposo), e nel punto B, il punto di massimo allungamento
della molla.

Il seguente schema sintetizza le tre situazioni analizzate:

Casi: 0 C B A

Il caso 0 rappresenta la situazione iniziale in cui la molla è a


riposo, svincolata dal pesetto, e si trova nella sua posizione di
equilibrio. Infatti, la molla non è soggetta alla forza peso
dell’oggetto e perciò nemmeno alla forza elastica (o forza di
richiamo) che si creerebbe di conseguenza.

L’immagine a lato illustra la variazione di lunghezza x della


molla rispettivamente nelle situazioni C, B, A in seguito

all’azione della forza elastica F .

Procedimento:

● Si è montato il sostegno assemblando le varie componenti (le due aste e la molla).

2
● Si è scelto un sistema di riferimento per poter procedere con l’esperimento ponendo l’energia
potenziale gravitazionale U g nulla nel punto B (origine del sistema di riferimento per U g ) e
l’energia potenziale elastica U e nulla nel punto 0 (zero), ossia il punto in cui la molla è nella sua
lunghezza a riposo e senza il pesetto, come mostrato nello schema precedente.

● Prima dell’inizio dell’esperimento si è misurata l’ampiezza A del moto della molla tramite un
misuratore di distanza con la relativa incertezza.

● Si sono misurate le masse m p e mg , rispettivamente del pesetto e del gancio, tramite una bilancia
digitale, annotandone la sensibilità.

● Con il metro e la squadra si è misurata la lunghezza X 0 della molla a riposo (nella posizione 0) e si
è poi attaccato il pesetto alla molla, misurandone il massimo allungamento X f (nella posizione C).
Si è ricavato così l’allungamento della molla X (nella posizione C), dato dalla differenza tra le due
misurazioni.

● Allungando la molla essa si è messa in movimento e ha cominciato ad oscillare. Si è misurato per tre
volte il periodo impiegato dalla molla a compiere cinque oscillazioni consecutive tramite un
cronometro digitale, annotando la relativa sensibilità. Si è ottenuto il periodo medio 5 T e poi il
periodo T di una sola oscillazione.

● Si è determinata la costante elastica k della molla insieme alla sua variazione di lunghezza (nei tre
casi A,B,C) e si sono poi determinati i valori dell’energia potenziale gravitazionale U g e dell’energia
potenziale elastica U e nei tre casi citati precedentemente.

● Si è determinata la velocità v della molla passante per i tre punti scelti e si è calcolato il valore
dell’energia cinetica K nelle tre situazioni analizzate.

● Si è calcolata l’energia meccanica Em nei tre punti.

● Si sono calcolate le incertezze di tutti i dati dell’esperimento tramite la propagazione degli errori.

● Si è verificata la validità del principio di conservazione dell’energia meccanica tramite i dati ottenuti
dall’esperimento.

Dati:

I dati, ottenuti dalle misurazioni o tramite l’applicazione di formule matematiche, che sono stati utilizzati al
fine di svolgere l’esperimento sono riportati qui di seguito insieme alle rispettive incertezze:

GRANDEZZA VALORE INCERTEZZA

Massa del pesetto (m p) 0,176 kg 0,001 kg

Massa del gancio (mg ) 0,010 kg 0,001 kg

Massa totale del corpo (m ) 0,186 kg 0,002 kg

3
Ampiezza del moto ( A=Δ X ) 0,050 m 0,001 m

Lunghezza della molla a riposo ( X 0) 0,180 m 0,001 m

Lunghezza della molla con il pesetto ( X f ) 0,265 m 0,001 m

Differenza dell'allungamento della molla con e senza 0,085 m 0,002 m


pesetto/posizione di equilibrio finale ( X )

5 T1 2,74 s 0,01 s

5 T2 2,72 s 0,01 s

5 T3 2,75 s 0,01 s

Periodo medio di 5 oscillazioni (5 T ) 2,74 s 0,02 s

Periodo di una oscillazione (T ) 0,547 s 0,004 s

Costante elastica della molla (k ) N N


24,5 0,5
m m

Velocità della molla in C ( v c) m m


0,57 0,02
s s

Energia cinetica in C ( K c ) 0,0300 J 0,002 J

Spostamento della molla in A (X A= ΔsA ) 0,035 m 0,003 m

Spostamento della molla in B (X + X C = ΔsB ) 0,135m 0,003 m

Spostamento della molla in C ( X C =X =Δ sC ) 0,085 m 0,002 m

Energia elastica in A ¿ ¿) 0,015 J 0,003 J

Energia elastica in B ¿ ¿) 0,22 J 0,02 J

Energia elastica in C ¿ ¿) 0,089 J 0,006 J

Altezza del punto A (h A ) 0,100 m 0,002 m

Altezza del punto C (hC ) 0,050 m 0,001 m

Energia gravitazionale in A ¿ ¿) 0,182 J 0,006 J

Energia gravitazionale in C ¿ ¿) 0,091 J 0,003 J

Energia meccanica in A ( EmA ) 0,197 J 0,009 J

4
Energia meccanica in B ( EmB ) 0,22 J 0,02 J

Energia meccanica in C ( EmC ) 0,20 J 0,01 J

Elaborazione e analisi dati:

● I valori ottenuti sono stati ricavati tramite le seguenti formule e i seguenti passaggi:

CALCOLO DEL VALORE CALCOLO DELL’INCERTEZZA

T 1 +T 2+T 3 2,74+2,72+2,75
5T = = s =2,74s 5 T max−5 T min 2,75−2,72
3 3 Δ5 T= = s=0,02 s
2 2
(Media) (Semidispersione massima)

5T 2,74 s
T= = =0,547 s Δ 5 T 0,02 s
5 5 ΔT= = =0,004 s
5 5

( )
2 2

(
4 Π ❑ ×m 4 × Π ❑ × 0,186 kg N Δ Δ N 0,002 kg
k= = =¿ 24,5 Δ k =k × m + T × 2 =24,5 ×
T
2
(0,547 s)❑
2
m m T m 0,186 kg
N
=0,6
m
X =X f − X 0=¿ 0,265 m−0,180 m=0,085m Δ X =¿ Δ Xf + Δ X 0=0,001 m+ 0,001m=0,002

X A =¿ X −A=0,085m−0,050 m=0,035 m Δ X =¿ Δ X + Δ A=0,002m+0,001 m=0,003 m


A ❑

X B=¿ X + A=0,078 m+0,050 m=0,135 m Δ X =¿ Δ X + Δ A=0,002m+0,001 m=0,003 m


B ❑

1 2 1 N 2
U eA = × k × X A =¿ ×24,5 ×(0,035 m)❑ =0,015 J
2 2 m
Δ UeA =U eA × ( Δ k Δ XA
+
k XA )
×2 =¿

¿ 0,015 J × ( 24,5
0,6 N /m 0,003 m
+
N / m 0,035 m
×2 )= 0,00

( Δk + ΔXB × 2)=¿
1
U eB = × k × X B= Δ UeB=U eB ×
k XB
2
1 N 2
×24,5 ×(0,135 m)❑ =0,223 J
2 m
= 0,223 J × ( 24,5
0,6 N /m 0,003 m
+
N /m 0,135 m
×2 )=¿ 0,0

( Δk + ΔX × 2)=¿
1 2 1 N 2
U eC = ×k × X = ×24,5 ×(0,085 m)❑ =0,089 J Δ UeC=U eC ×
k X
2 2 m

5
= 0,089 J × ( 24,5
0,6 N /m 0,002 m
+
N /m 0,085 m
×2 )=¿ 0,0

h A =2 × Δ S =2× 0,050 m=0,100 m❑ Δ h =2 × Δ Δ s=2 ×0,001 m=0,002 m


a

h B=0 m -

hC =¿Δ S =0,050 m Δ h =0,001 m


c

( Δm + Δha )=0,180 J × ( 0,002


U gA=m × g ×h a=¿ m ha k
m Δ UgA=U gA ×
¿ 0,186 kg × 9,81 × 0,100m=0,182 J 0,186 k
s❑2
= 0,006 J

U gB=0 J -

( Δm + Δhc )=0,18 J × ( 0,002


U gC =m× g × hC =¿ m hc kg
Δ UgA=U gC ×
0,186 kg
m
¿ 0,186 kg × 9,81 × 0,050m=0,091 J
s❑2 =0,003 J

m -
v A =0
s

m -
v B=0
s

( )
ha × π 0,100 m × π m
(
Δ ha Δ T 0,002 m
vC = = = 0,574 Δ vc=v C × + ×2 =0,574 J ×
T 0,547 s s ha T 0,100 m

m
=0,02
s

1 -
K A = ×m ×v 2A =¿
2

1 m 2
¿ ×0,186 kg ×( 0 ) =0 J
2 s ❑

1 2 -
K B= ×m × v B=¿
2
2
1 m
¿ ×0,186 kg ×( 0 ) =0 J
2 s ❑

( )
1
(
2
K c = × m× v c =¿ Δ m Δ vC 0,002
2 Δ Kc =K C × + ×2 =0,030 J ×
m vc 0,186

6
( )
1 m❑ 2 =0,002 J
¿ ×0,186 kg × 0,57 ❑ =0,030 J
2 s

EmA =¿U eA +U gA+ K A =¿ 0,015 J +0,182 J + 0 J =0,197 J Δ EmA =Δ UeA + Δ UgA=0,003 J +0,006 J =0,00

EmB =¿U eB +U gB+ K B=¿ 0,22 J +0 J +0 J =0,22 J Δ EmB =ΔUeB =0,02 J

EmC =¿U eC +U gC+ K C = Δ EmC = ΔUeC + ΔUgC + Δ KC = 0,006 J +0,003 J +

=0,089 J +0,091 J +0,0300 J =0,195 J

Osservazioni:

Poiché in questo sistema l’attrito dell’aria è trascurabile, è possibile considerare il sistema analizzato come
un sistema isolato in cui agiscono solo forze conservative ed è perciò possibile dimostrare il principio di
conservazione dell’energia meccanica. In quanto l’attrito, che comporterebbe una variazione tra l’energia
meccanica iniziale e quella finale, per cui essa non si conserverebbe, non è da considerarsi.

Tramite una strumentazione adeguata è stato fornito il valore dell’ampiezza A del moto per evitare che un
alto tasso di errore nell’eseguire una misurazione così precisa con una strumentazione non abbastanza
adeguata andasse a danneggiare la risoluzione del problema.

Per avere dati il più possibile attendibili si è scelto di misurare il periodo di cinque oscillazioni consecutive,
anche perché il periodo di una singola oscillazione risulta molto piccolo e difficile da misurare in maniera
precisa e accurata con gli strumenti a disposizione, visto anche il basso valore della massa del corpo
attaccato alla molla . Infatti il periodo del moto armonico di una molla è uguale a:

T =2 Π √❑

Proprio da tale formula, si è potuto ricavare il valore della costante elastica k della molla, conoscendo
quello del periodo e quello della massa.

Dopo aver disposto la molla in posizione verticale, si è controllato che la massa fosse ferma e che la molla
fosse nella sua posizione di riposo, due persone hanno misurato il periodo di cinque oscillazioni per una
volta tramite il cronometro. Questo è servito a verificare se i due valori ottenuti dalle misurazioni di due
persone differenti fossero vicini, in modo da poter controllare se la misurazione del periodo fosse stata
eseguita correttamente, essendo questo molto breve anche se di cinque oscillazioni, per cercare di evitare
possibili errori casuali o sistematici che avrebbero potuto danneggiare la corretta esecuzione
dell’esperimento. Una volta confrontati i due valori e avendo osservato che la differenza tra i due era di
qualche centesimo di secondo (un intervallo accettabile, in quanto “piccolo” rispetto al valore del periodo
ottenuto, probabilmente per via del diverso tempo di reazione delle due persone e quindi della velocità con
cui il cronometro è stato attivato e disattivato), si è proceduto ad eseguire le tre misurazioni.

Per misurare la lunghezza della molla a riposo e il suo allungamento in seguito al sollecito da parte del
pesetto, quando la molla è ferma e si trova nella sua posizione di equilibrio, si è posto il metro
parallelamente alla lunghezza della molla, aiutandosi con la squadra, appoggiandolo alla superficie del
tavolo. Per evitare possibili errori di parallasse, ci si è posti con attenzione allo stesso livello dell’estremità
della molla (perpendicolarmente ad essa) e si è annotato il valore corrispondente sul metro.

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Per calcolare la velocità della molla si è ricavata la formula inversa della velocità tangenziale del moto
circolare uniforme per cui:

d×Π
v=
T

con d diametro della circonferenza.

Per via del sistema di riferimento scelto e precedentemente illustrato, le trasformazioni energetiche di un
oscillatore armonico ideale (senza attriti interni) di massa m=(0,186 ± 0,001)kg e costante elastica
N
k =(24,5 ± 0,6) che oscilla con un’ampiezza A=(0,005 ± 0,001)m attorno al suo punto di equilibrio
m
sono:

Energia potenziale gravitazionale Energia potenziale elastica Energia cinetica

Situazione Ug Ue K

A (0,182 ± 0,006)J (0,015 ± 0,003) J 0J

B 0J (0,22 ± 0,02) J 0J

C (0,091 ± 0,003) J (0,089 ± 0,006) J (0,300 ± 0,002)J

Energia potenziale gravitazionale:

Per poter procedere nello svolgere i calcoli si è scelto in modo arbitrario come riferimento il punto B (con
h B=0 m ) in cui porre questa energia uguale a zero. In tal modo l’energia associata alla forza gravitazionale
(la forza peso) nel punto A/C non è altro che il lavoro compiuto dalla forza durante lo spostamento da A/C
fino al punto di riferimento B. Lo spostamento sarà uguale alla differenza di quota tra il punto A/C e il punto
B, rispettivamente il diametro e il raggio ( A ) del moto circolare uniforme proiettato sulla circonferenza.

Energia potenziale elastica:

Calcolata la costante elastica tramite la formula del periodo del moto armonico, si è potuto calcolare
l’energia potenziale elastica U e del sistema, uguale al lavoro che la forza elastica F e compie quando la
molla torna alla lunghezza a riposo dalla posizione in cui si trovava. La variazione di lunghezza Δ ssarà uguale
alla differenza o alla somma (nel caso A/B) tra la variazione di lunghezza della molla da una situazione di
riposo a una in cui è sollecitata dalla forza peso P p del pesetto ( X ) e l’ampiezza A del moto. Nel caso C la
variazione di lunghezza della molla Δ s sarà uguale a X , ossia la variazione di lunghezza di lunghezza quando
una molla passa da una situazione di riposo ad essere soggetta alla forza peso di un grave e ad acquistare
un una nuova posizione di equilibrio.

Energia cinetica:

Essa è nulla sia nel punto A sia nel punto B poiché in tali istanti il corpo risulta fermo e quindi il suo moto
non varia, così come il lavoro totale ad esso applicato. Infatti, la massa si ferma ai due estremi per cambiare
il verso del moto.

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Infatti se X=A, ossia se lo spostamento è uguale al raggio della circonferenza percorsa dal moto del corpo
proiettato sul diametro, allora la velocità sarà nulla. In altre parole v t=0 agli estremi del diametro scelto
come riferimento, quindi:

Perciò l’energia cinetica avrà un valore diverso da zero solo quando la molla passerà per il punto C, poiché
quando lo attraversa è in movimento.

Il seguente schema realizzato riassume le tre situazioni, a livello fisico, per quanto riguarda le
trasformazioni di energia al variare della posizione della molla:

Ottenuti i tre valori dell’energia meccanica, si è voluto verificare il principio di conservazione dell’energia
meccanica, per cui l’energia meccanica iniziale è uguale a quella finale, ossia nelle tre situazioni:

EmA = EmB = EmC → Em costante

Si è potuto verificare ciò tramite la realizzazione del grafico della compatibilità, inserendo gli intervalli dei
tre valori, determinati dalle relative incertezze, e osservando una possibile intersezione tra i tre.

Grafico della compatibilità

Gli intervalli dei valori dell’energia meccanica nelle tre situazioni considerate sono i seguenti:

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EmA = (0,197 ± 0,009)J → EmA =[0,188;0,206] J
EmB = (0,22 ± 0,02) J → EmB =[0,20;0,24] J
EmC = (0,20 ± 0,01) J → EmC =[0,19;0,210] J

0,188 0,190 0,192 0,194 0,196 0,198 0,200 0,202 0,204 0,206 0,208 0,210 0,212 0,214 0,216 0,218 0,220 0,222 ….. 0,240

EmA (
J)

EmB (
J)

EmC (
J)
*=]0,222;0,240[ J

- - - = intervallo di compatibilità (intersezione tra i tre intervalli di valori)

Dal grafico è possibile osservare un’intersezione tra i tre intervalli di valori dell’energia meccanica nei casi
A,B,C, dunque le tre misure risultano compatibili.

Conclusioni:

Dall’esperienza i tre valori dell’energia meccanica ottenuti nelle tre situazioni dell’esperimento non
risultano uguali, tuttavia si è potuta verificare la compatibilità negli intervalli dei valori dei tre casi.

L’imprecisione, seppur piccola, si è ipotizzata essere dovuta a errori casuali avvenuti durante l’esecuzione
dell’esperimento, dovuta all’inesperienza di chi ha eseguito la prova, alle condizioni in cui si sono svolte le
misurazioni in laboratorio, alle poche prove eseguite e agli strumenti utilizzati.

Perciò l’esperimento ha permesso di studiare e di verificare la valenza del principio di conservazione


dell’energia meccanica in un circuito chiuso, ottenendo valori vicini, ma non uguali.

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