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DANTE E GIOTTO

Giotto nacque nel contado fiorentino e fu un alunno di Ciambue. La sua


famiglia era contadina ma riesce ugualmente ad avere risorse ed energie per
trasferirsi a Firenze e mandarlo a bottega: i Bondone,infatti facevano parte di
quella gente nova tanto disprezzata da Dante che tra il 1250 e il 1300 era
arrivata a Firenze portandovi iniziative economiche e manodopera qualificata.
La fama di Giotto divenne enorme quando viene chiamato in tutte le corti e i
centri religiosi pi importanti.
Giotto di Bondone e Dante Alighieri sono due nomi altisonanti e
rappresentativi della Firenze medievale,erano ambedue conoscenti della
grandezza reciproca.
Scrive Dante nel canto XI del Purgatorio: Credette Ciambue nella pittura
tener lo campo,e ora Giotto il grido,si che la fama di colui scura.
Nello stesso canto,Dante sottolinea che giunto ormai qualcuno nella poesia
che ha superato i due Guido( Guinizelli e Cavalcanti),cio lui stesso
Cos ha tolto lun a laltro Guido,la gloria de la lingua: e forse nato chi luno
e laltro caccer dal nido.
Oltre che essere coetanei,ambedue risiedettero,per motivi diversi, nei
maggiori centri dellItalia Settentrionale e sentirono le lodi sulluno e sullaltro
che li aveva avvicinati.
AUTORITRATTO GIOTTO GIUDIZIO UNIVERSALE CAPPELLA SCROVEGNI

Si crede che tra gli ispiratori di Giotto per realizzare la Cappella degli
Scrovegni ci possa essere stato il nostro Dante,o che gli affreschi della
cappella abbiano a che fare con la confraternita dei frati gaudenti di cui
faceva parte Enrico Scrovegni.La controfacciata della cappella caratterizzata
dalla presenza del Giudizio Universale,che si presta ad un parallelo con certe
pagine dellinferno dantesco.Il soffitto della cappella tutto decorato con un
cielo blu e con stelle e astri a somiglianza di certe visioni celesti che Dante ha
durante il suo viaggio in Paradiso.Si pu notare che nella cappella vi sono
delle immagini,ad esempio,il tabernacolo del tempio che compaiono tre volte:
anche in Dante la ripetizione e la simbologia del numero 3 molto
importante.La Divina Commedia si compone di 3 cantiche,di 33 canti luna in
terzine.Satana nero e inquietante posto sotto langelo Gabriele,per
contrappasso e questo ricorda la descrizione che Dante fa di Lucifero
nellInferno.Sempre nella controfacciata in alto si trova il Cristo giudice.Dalla
mandorla che contiene il Cristo sgorgano i quattro fiumi infernali.In basso c
mil peggior strozzino dellumanit,Giuda,strozzato come in un contrappasso
dantesco.La Cappella degli Scrovegni diventa cos una Divina Commedia della
pittura.

Giotto e Dante sono entrambi cattolici,nati una quarantina danni dopo San
Francesco.Il loro occuparsi di Francesco una testimonianza di come la figura
del santo fosse percepita come unita alla chiesa. Ma entrambi non riescono a
dare del tutto ragione del crocefisso di Assisi,poich la sua forza troppo
vasta: entrambi lo traducono e lo tradiscono.Giotto lo rappresenta negli
affreschi della Basilica Superiore di Assisi mentre Dante lo colloca nel Cielo
degli Spiriti sapienti( canto XI del Paradiso) e ne affida lelogio a San
Tommaso.Negli affreschi di Giotto manca lincontro con i lebbrosi e lepisodio
della morte di Francesco non lo mostra nudo a terra.In sintesi Francesco in
perfetta armonia con la chiesa e si inchina ad essa.Mentre invece per
Dante,nella Divina Commedia viene trattato al fianco di San Domenico,perch
Dante cerca nel cristianesimo una concordia di opposti e apprezza sia la forza
rigeneratrice della povert sia quella della sapienza domenicana.
PETRARCA E SIMONE

Nel descrivere il rapporto tra arte e letteratura in Petrarca,un aspetto


fondamentale lamicizia con Simone Martini e la sensibilit esclusiva del
poeta nei confronti della miniatura.Si conobbero intorno al 1339 ad Avignone
dove Martini fu chiamato dal papa a trasferirsi alla sede del potere
ecclesiastico.Al pittore,Petrarca commission un ritratto di Laura,oggi
perduto,a cui dedic i sonetti 77 e 78 del Canzoniere.Il primo componimento
e forse il pi significativo e rivela,la convenzionalit e il ritardo delle riflessioni
petrartchesche sulla funzione dellarte.Allartista senese,insieme al quale
frequent la corte papale ad Avignone,Petrarca commission anche il primo
foglio del codice dei classici latini che oggi conservato alla Biblioteca
Ambrosiana.Petrarca port sempre con se il codice annotandovi le date e gli
avvenimenti pi importanti della sua esistenza,tra cui,scritta in un rettangolo
la morte di Laura.Possiamo notare Virgilio coronato di alloro, seduto sotto
lultimo albero di una fila di tre, mentre invece nella parte inferiore sono
rappresentati un contadino e un pastore,entrambi con il volto rivolto a
Virgilio.