Sei sulla pagina 1di 2

Edoardo Viveiros De Castro, Cosmologies: perspectivism, tr. it.

di Michele Ambrogio
Il soggetto di queste lezioni quell'aspetto del pensiero amerindo che stato chiamato la sua 'qualit
prospettica' (rhem 1993) o 'Relativit prospettica' (Gray 1996): la concezione, comune a molti popoli
del continente, secondo la quale il mondo abitato da diversi tipi di soggetti o persone, umani e non
umani,che comprendono la realt da punti di vista distinti. Dovrei cercare di convincere voi che questa
idea non pu essere ridotta al nostro attuale concetto di relativismo (Lima 1995, 1996), che in un primo
momento sembra richiamare alla mente. In realt l'opposizione tra relativismo e universalismo, , per
cos dire, ad angolo retto.

In realt, ad angolo retto, per cos dire, per l'opposizione tra relativismo e universalismo. Tale
resistenza del prospettivismo amerindo ai termini dei nostri dibattiti epistemologici getta sospetti
sulla robustezza e trasportabilit delle partizioni ontologiche che essi presuppongono.
In particolare, come molti anthropologi hanno gi concluso (anche se per altri motivi), la classica
distinzione tra natura e cultura non pu essere utilizzata per descrivere domini interni a cosmologie
non occidentali se non dopo aver subito una critica etnografica rigorosa. Che la critica, nel caso di
specie, implica una dissociazione e la ridistribuzione dei predicati compresi nei due set
paradigmatici che tradizionalmente si oppongono l'un l'altro sotto le voci 'Nature' e 'cultura':
universale e particolare, oggettivo e soggettivo, fisico e sociale, fatto e valore, i dati e le istituzioni,
la necessit e la spontaneit, immanenza e trascendenza, il corpo e la mente, lanimalit e
l'umanit, e sono solo alcuni tra tanti altri ancora1.
Un tale rimescolamento dei nostri schemi concettuali, frutto della ricerca etnografica mi induce a
suggerire l'espressione 'multinaturalismo' per designare una delle caratteristiche contrastanti del
pensiero amerindo in relazione alle moderne cosmologie 'multiculturali'. Qualora queste ultime
sono fondate sulla mutua implicazione dell'unit della natura e la molteplicit delle culture - la
prima garantita dall'universalit obiettiva di corpo e sostanza, la seconda generata dalla
particolarit personale di spirito e senso - la concezione amerinda sembrerebbe supporre ununit
spirituale e un diversit2 corporea. Qui, la cultura o il soggetto sarebbe la forma dell'universale,
mentre la natura o l'oggetto sarebbe la forma del particolare.
Questa inversione, forse troppo simmetrica per essere pi di una finzione speculativa, 3 deve
essere sviluppata per mezzo di un'analisi delle categorie cosmologiche amerindi tale da
permetterci di determinare i contesti che possiamo chiamare 'natura' e 'cultura'.
(pp.46-7) La semplice dissociazione e ridistribuzione dei predicati sussunte da tali categorie,
quindi, non sufficiente: quest'ultima deve essere dessubstantialized pure, nel pensiero Amerindo:
non semplicemente che le categorie della natura e della cultura hanno altri contenuti rispetto alle
loro controparti occidentali, hanno anche uno status diverso. Non sono regioni ontologiche, ma
piuttosto si riferiscono a prospettive intercambiabili e contesti relazionali-posizionali; in breve, punti
di vista.
Chiaramente, quindi, ritengo che la distinzione tra natura e cultura deve essere sottoposto alla
critica, ma non per giungere alla conclusione che una cosa non esiste. Ci sono gi troppe cose che
non esistono. La fiorente industria delle critiche del carattere occidentalizzante di tutti i dualismi ha
richiesto l'abbandono del nostro patrimonio concettualmente dicotomico, ma ad oggi le alternative
1 Ognuno di questi predicati appaiati gioca un ruolo nell'opposizione fondamentale
sincretica tra natura e cultura, ma la loro importanza relativa nella nostra tradizione
variata. Ci sono stati anche alcuni importanti inversioni di accoppiamento correlativo
dei predicati. Cos, come Nieztsche ha osservato da qualche parte, nel mondo
moderno la natura la necessit, la cultura libert; nella Grecia classica, d'altra
parte, la natura era la libert (phusis quella che cresce sponte sua), mentre la
cultura era di regole e necessit (nomos, 'legge').

non sono andate di fatto oltre la formulazione di un pio desiderio. Preferirei avere una prospettiva
sui nostri contrasti,e opporre a questa ci opera di fatto nelle distinzioni che ritroviamo nelle
cosmologie prospettiviste amerinde.

Perspectivism in Amazonia and elsewhere

2 Questa idea non certo nuova, stata variamente accennata da un certo numero di
Americanisti, come ho scoperto dopo aver scritto la prima versione del mio testo. Cos,
Goldman, nella sua brillante rianalisi dei materiali Kwakiutl Boas ', delinea il contrasto:
'il materialismo scientifico postula la consustanzialit della materia, le religioni
primitive della vita e dei poteri della vita' (1975: 22; vedi anche 182-83, 200 , 207).
Ancora pi vicino al mio punto di vista, come si vedr, questa osservazione
recentemente pubblicato da Andrew Gray Arakmbut (peruviana) sulle nozioni di corpo
e anima: 'La propriet fisica del corpo separa una persona da tutti gli altri, mentre
l'anima una dinamica, sostanza invisibile che costantemente alla ricerca di
contatto con l'esterno. . . . L'effetto una totale contrasto con la visione occidentale
dell'anima come l'aspetto unico ed essenziale di una persona, perch, per la
Arakmbut, mentre il corpo d una forma distinta di una persona, le nokiren [anima]
raggiunge in sogni ad altri -non solo gli esseri umani ma anche specie e spiriti '(Grigio
1997: 120). Le attualilezioni sono uno sforzo sostenuto per trarre tutte le conseguenze
di osservazioni come queste, collegandoli al tema della prospettivismo.