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GLI EFFETTI DELLA SENTENZA ECCLESIASTICA

DI NULLIT DEL MATRIMONIO NEI PROCEDIMENTI


DI SEPARAZIONE E DIVORZIO
In una recente pronuncia la Corte di Cassazione (Cass. Civ., Ord., Sez. VI, 19 febbraio 2014, n.
3998) ribadisce che la pronuncia ecclesiastica di nullit matrimoniale, regolarmente delibata,
stabilisce linvalidit del matrimonio e linsussistenza del vincolo, con consequenziale cessazione della materia del contendere in ordine alla domanda di separazione personale ed alle
correlate statuizioni circa laddebito e lassegno di mantenimento, adottate nel processo e non
ancora divenute intangibili.
Il passaggio in giudicato della sentenza ecclesiastica, in pendenza del giudizio di separazione
dei coniugi, fa venire meno il vincolo coniugale e, quindi, fa cessare la materia del contendere
in ordine alla domanda di separazione personale ed alle correlate statuizioni circa laddebito
e lassegno di mantenimento, adottate nel processo e non ancora divenute intangibili, le quali
presuppongono lesistenza e la validit del matrimonio e del conseguente vincolo.
Questo principio, gi enunciato in precedenti decisioni, stato ribadito dalla Cassazione nellordinanza del febbraio scorso.

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Nel caso in esame la Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso avverso la sentenza


impugnata con la quale la corte dappello, in riforma della pronuncia di primo grado, aveva
dichiarato la separazione personale con addebito allex marito ponendo a carico di questultimo lobbligo di contribuire nella misura del cinquanta per cento alle spese scolastiche, medico
sanitarie non coperte dal Servizio sanitario nazionale per la figlia debitamente documentate con
compensazione delle spese di lite. In seguito alla proposizione del ricorso principale e di quello
incidentale avverso la pronuncia predetta, il ricorrente aveva poi rappresentato che nelle more
la corte distrettuale aveva delibato la sentenza ecclesiastica di nullit del matrimonio concordatario celebrato tra le parti.
Mentre il ricorso principale, osserva la Cassazione, deve qualificarsi inammissibile per sopravvenuta carenza di interesse, quello incidentale relativo alla statuizione sulle compensazione
delle spese di lite, deve essere respinto alla luce dellorientamento costante secondo il quale in
tema di regolamento delle spese processuali, il sindacato della Corte di cassazione limitato ad
accertare che non risulti violato il principio secondo il quale le spese non possono essere poste
a carico della parte totalmente vittoriosa, pertanto, esula da tale sindacato e rientra nel potere
discrezionale del giudice di merito la valutazione dellopportunit di compensare in tutto o in
parte le spese di lite, e ci sia nellipotesi di soccombenza reciproca, sia nellipotesi di concorso
di altri giusti motivi.

Armando Cecatiello Avvocato, Milano


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