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LAFFIDO CONGIUNTO NON IMPLICA IL MANTENIMENTO

DIRETTO N UNA RIDUZIONE AUTOMATICA


DEL CONTRIBUTO AL MANTENIMENTO DEI FIGLI
La Corte di cassazione, con una recente sentenza (Cass. Civ., Sez. I, 22 luglio 2014, n. 16649)
ha stabilito che laffidamento congiunto dei figli ad entrambi i genitori istituto che, in quanto
fondato sullesclusivo interesse del minore, non fa venir meno lobbligo patrimoniale di uno
dei genitori di contribuire, con la corresponsione di un assegno, al mantenimento dei figli, in
relazione alle loro esigenze di vita, sulla base del contesto familiare e sociale di appartenenza,
rimanendo per converso escluso che listituto stesso implichi, come conseguenza automatica,
che ciascuno dei genitori debba provvedere paritariamente, in modo diretto ed autonomo, alle
predette esigenze.
Il passaggio dal regime di affidamento esclusivo a quello di affidamento condiviso dei figli, secondo la Cassazione, non comporta -tanto meno automaticamente- una riduzione della misura
del contributo al mantenimento dei figli disposto nel regime di affidamento esclusivo. Tale riduzione pu essere disposta solo con riguardo a concrete evidenze di riduzione del carico di spesa
o di impiego di disponibilit personali derivanti dallaffido condiviso. Infatti, laffidamento congiunto dei figli ad entrambi i genitori -previsto dallart. 6 della legge sul divorzio (1 dicembre
1970, n. 898, come sostituito dallart. 11, L. 6 marzo 1987, n. 74), analogicamente applicabile
anche alla separazione personale dei coniugi- istituto che, in quanto fondato sullesclusivo interesse del minore, non fa venir meno lobbligo patrimoniale di uno dei genitori di contribuire,
con la corresponsione di un assegno, al mantenimento dei figli, in relazione alle loro esigenze di
vita, sulla base del contesto familiare e sociale di appartenenza, rimanendo per converso escluso
che listituto stesso implichi, come conseguenza automatica, che ciascuno dei genitori debba
provvedere paritariamente, in modo diretto ed autonomo, alle predette esigenze.
La stessa sentenza ha riaffermato il principio secondo il quale lassegnazione della casa familiare prevista dallart. 155-quater c.c., risponde allesigenza di conservare l ambiente domestico, inteso come il centro degli affetti, degli interessi e delle consuetudini in cui si esprime e si
articola la vita familiare.

Armando Cecatiello Avvocato, Milano


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