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Triangolazioni

La triangolazione un metodo di rilevamento introdotto allinizio del XVII secolo dallolandese


Snellius e consiste nel collegare i punti scelti fino a formare un insieme di triangoli aventi due a due
un lato in comune. I punti determinati mediante le triangolazioni prendono il nome di vertici
trigonometrici.
Il principio di tale metodo consiste nellestendere al massimo la misura degli angoli e ridurre al
minimo quella dei lati. In pratica si misura un lato, detto base, e almeno due angoli per ogni
triangolo. La ragione di questo principio dovuta al fatto che con metodi diretti la misura di
distanze presentava difficolt dovendosi trovare un terreno piano e privo di ostacoli.
La forma migliore dei triangoli quella equilatera! infatti a parit di numero di vertici copre unarea
maggiore e a parit di errori angolari sono minori gli errori nelle lunghezze dei lati e quindi nelle
coordinate dei vertici.
Le triangolazioni costituiscono una struttura geometrica rigida quindi vengono usate nei rilievi di
grande estensione.
"sse sono complicate da realizzare per le difficolt legate alla misura delle basi e allindividuazione
dei vertici che devono essere in posizione dominante.
#ttalmente sono sostituite da tecniche di rilievo $%S.
Classificazione delle triangolazioni
&riteri 'ipo &aratteristiche
$eometria # catena
# rete
Se si collegano i triangoli in modo che da uno si possa
passare allaltro in modo univoco, attraverso il lato comune
la triangolazione e tutti i punti trigonometrici sono ai bordi
della rete si dice a catena. Se invece da uno dei triangoli si
pu( passare a un altro seguendo pi) vie, la triangolazione si
dice a rete.
"stensione 'ecniche
*topografiche+
$eodetiche
Le triangolazioi topografiche sono quelle la cui estensione
contenuta nel campo topografico.
Le triangolazioni geodetiche sono quelle i cui lati superano ,
,- .m./ccorre operare nel campo geodetico e assumere
come superficie di riferimento la sfera locale. Si hanno
quindi triangoli sferici da risolvere! in pratica i calcoli si
semplificano applicando il teorema di Legendre.
$erarchia I,II,II ordine La suddivisione in ordini necessaria per limitare la
propagazione degli errori.
Il diminuire della precisione nella determinazione della
posizione dei vertici nelle triangolazioni di ordine inferiore
giustificata dal fatto che mentre qualsiasi errore nella
,
determinazione dei punti della rete di ,0ordine si propaga su
tutta la triangolazione, gli stessi errori sui vertici delle
triangolazione di ordine inferiore produce effetti pi)
localizzati.
Scelta, conservazione ed individuazione dei vertici
I vertici della triangolazione si scelgono in modo che siano
distribuiti con uniformit in tutto il territorio da rilevare, che siano
rintracciabili e visibili a distanza, che possa essere assicurata la
conservazione nel tempo. 1ove possibile si scelgono, come
vertici, croci di campanili, sommit delle torri, spigoli di
cornicioni, colmi di tetti! altrimenti si costruiscono appositi
segnali aventi carattere permanente. Il segnale costituito da un
pilastrino in muratura o calcestruzzo alla base del quale si fissa il
centrino di fondo che individua il punto trigonometrico e sulla
verticale di questo si fissa il centrino di superficie. Il pilastrino talvolta lo si fa di altezza tale da
poter su esso fare direttamente stazione con lo strumento.
Le mire per rendere visibili a distanza i
punti sono paloni o capriate! a volte si
costruiscono anche torrette in muratura.
1i ogni vertice si segue una monografia
che riporta le seguenti indicazioni2
nome, circoscrizione amministrativa, vie
di accesso etc.., per facilitare la ricerca
del punto si costruiscono altri centrini di
riferimento! di ogni centrino di
riferimento si misurano le distanze dai
vertici trigonometrici vicini e dal vertice
trigonometrico distanze che vengono
riportate nella monografia.
3
Misura delle basi
Se la base corta si
possono usare per la
misura i metodi diretti
usando apparati a fili
invar.
4uando il lato scelto
come base piuttosto
lungo si preferisce
misurare nelle vicinanze
in terreno facile e orizzontale un a base pi) corta e da questa, attraverso una triangolazione
sussidiaria si passa a calcolare la lunghezza della base vera e propria. La prima prende il nome di
base misurata e la seconda di base calcolata.! loperazione per passare dalla base misurata a quella
calcolata prende il nome di sviluppo della base e pu( avvenire secondo il metodo a catena o il
metodo romboidale.
Se la triangolazione ha carattere generale e non per un lavoro da eseguire in una zona di stessa
quota necessario proiettare i vertici trigonometrici sullellissoide di riferimento! a questo scopo
basta ridurre al livello del mare soltanto la base misurata.
Misura degli angoli azimutali in un vertice di stazione
La misura degli angoli va eseguita con teodoliti di precisione che danno lapprossimazione del
decimo di secondo.
4uando da uno stesso vertice si devono misurare pi) angoli, le successive misure si eseguono in
modo che vi sia unulteriore possibilit di controllarne lesattezza, sempre ritenendo di fare per
ciascun angolo le osservazioni coniugate e pi) letture con la ripetizione o la reiterazione.
Si descrivono i metodi pi) comunemente usati2
Angoli semplici a giro dorizzonte
$li angoli si misurano lo stesso numero di volte *luno indipendentemente dallaltro+ e la loro
somma deve essere 56-0 !leventuale differenza va ripartita fra tutti gli angoli in parti uguali.
Nota : Nei calcoli non conveniente usare angoli diversi da quelli misurati ,perch si avrebbero evidentemente delle
variazioni maggiori della varianza di un singolo angolo.
Metodo delle combinazioni binarie
&onsiste nel misurare nello stesso vertice S tutti gli angoli relativi
alle varie direzioni riferendoli alle singole direzioni. Langolo fra
due direzioni consecutive si ottiene poi sia per misura diretta che
come differenza tra tutte le possibili coppie di angoli misurati.
Se il numero di direzioni uscenti dal punto di stazione n, con
questo metodo possibile misurare
3
+ , * n n
angoli e ciascun
angolo si pu( ottenere in n-1 modi diversi.
Si compensano gli angoli facendone la media.
Nota : Se la varianza nella misura diretta la varianza nella misura indiretta
doppia, quindi nel ricavare con una media ponderata il valore finale
dellangolo si deve dare peso 1 alla determinazione diretta e peso ! a quelle
indirette
5
Metodo a strati
Si chiama primo strato di
misure angolari
azimutali, la serie di
letture che si possono
fare sul cerchio graduato
tenendo lasse polare
*direzione dello -
o
+ fisso
in una generica
posizione e collimando i
punti ordinatamente in
senso orario proma col
cerchio verticale a
sinistra *&S+ e poi a
destra *&1+.Le misure coniugate formano la prima reiterazione.
Spostando il cerchio di un certo numero di gradi, dipendente dal numero di strati che si vogliono i
fare, e portando lasse polare in unaltra generica posizione si pu( fare un secondo strato di
misure ,e quindi poi un terzo e cos7 via.
In ogni strato si attribuisce al primo punto collimato " la lettura di -
o
* o di riferimento+ e si sottrae
strato per strato, la lettura su " da tutte le altre letture! si mediano i risultati nei vari strati e si hanno
cos7 gli angoli di riferimento riferiti ad ".
Nota : #uesti hanno varianze che a causa del procedimento di calcolo, conglobano sia le fluttuazioni accidentali delle
collimazioni su " che quelle negli altri punti$ non conviene usare nei calcoli angoli diversi da quelli osservati rispetto a
" perch essendo ricavati come differenza di direzione avrebbero una varianza mediamente doppia di quella che
caratterizza la direzione singola.
Metodo delle direzioni isolate
Si sceglie un punto " che non coincide con nessuno de punti interessati alle osservazioni angolari,
nelle migliori condizioni di visibilit %in modo che lerrore quadratico medio sia pi& piccolo di
quello che caratterizza le collimazioni sugli altri punti, tanto da ritenerlo trascurabile'.
Si misurano separatamente gli angoli fra due direzioni #S8,#S&,#S1,etc...ciascuno con la regola
di 8essel e con lo stesso numero di reiterazioni.
/gni angolo viene poi dedotto per differenza. * es. 8/&9#/&:#/8+
Nota : (angolo tra due direzioni qualsiasi punti dato dalla differenza delle letture nelle due direzioni ed
mediamente caratterizzato da una varianza doppia di quelle di una direzione.
ESEMPI
Si sono misurati per cinque volte i quattro angoli semplici in giro dorizzonte riportati nella tabella
seguente.
1eterminare i loro valori pi) probabili
;isura ) S "
<
*go
n+
* S )
<
*gon
+
+ S *
<
*gon
+
" S +
<
*gon
+
,
3
5
=
>
63.,>3?
63.,>,,
63.,>3=
63.,>,5
63.,=@>
5=.,3-5
5=.,35>
5=.,3->
5=.,35,
5=.,,@,
AA.==>@
AA.===5
AA.==>?
AA.==5@
AA.==>?
3,>.3A>6
3,>.3A==
3,>.3A>>
3,>.3A=-
3,>.3A>>

5,-.?>?- ,?-.6-6> ==3.33>> ,-?6.=3>-


Bn 63.,>,= 5=.,3,5 AA.==>, 3,>.3A>-
=
9=--.--3A
9-.--3A
B=9-.---?
= ) S "
<
63.,>,=:-.---?963.,>-?
= * S )
<
5=.,3,5:-.---?95=.,3-6
= + S *
<
AA.==>,:-.---?9AA.====
= " S +
<
3,>.3A>-:-.---?93,>.3A=5
1al punto S di stazione sono stati collimati i punti ",),*,+ e al cerchio graduato orizzontale sono
stati letti gli angoli *in senso orario+ 2
- > ? = ,-A
<
- - A 5 ,?=
<
- - - > 6>
<
- , = , 5-3
<
- 3 6 3 ,@5
<
- , 6 5 ,3?
<
= = =
= = =
o o o
o o o
+ S * + S ) * S )
+ S " * S " ) S "
1eterminare i valori pi) probabili degli angoli + S * * S ) ) S "
<
,
<
,
<
.
1i ciascun angolo da determinare si hanno 5 valori, uno ottenuto in modo diretto e gli altri due per
differenza.
- - A = ,-A
< <
- > ? = ,-A
< <
- , - > 6>
< <
- , - > 6>
< <
- - 6 5 ,3?
< <
- 3 6 5 ,3?
< <
= =
= =
= =
o o
o o
o o
* S ) + S ) * S " + S "
+ S * + S ) ) S " * S "
+ S ) + S " * S ) * S "
quindi, facendo la media
[ ] [ ]
[ ] [ ]
[ ] [ ]
5 > ? = ,-A
5
< < < < <
<
? - - > 6>
5
< < < < <
<
- , 6 5 ,3?
5
< < < < <
<
=
+ +
=
=
+ +
=
=
+ +
=
o
o
o
* S ) + S ) * S " + S " + S *
+ S *
+ S * + S ) ) S " * S " * S )
* S )
+ S ) + S " * S ) * S " ) S "
) S "
&ollimando in giro di orizzonte dal punto S i punti ",),*,+ si sono letti sul cerchio graduato
centesimale, in tre strati successivi, gli angoli orizzontali trascritti nelle prime quattro colonne della
tabella seguente.
1eterminare i valori pi) probabili degli angoli compresi tra coppie di direzioni consecutive.
Strati # 8 & 1

S8

S&

S1
,
3
5
?5.,,3> ,=5.??6@ ,6?,A6>, 3=-.@@>6
,-?.==5A ,?A.,-?5 3-3.,@?- 3?>.53?6
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?-.66== @=.?>36 ,6?.AA5,
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Bn
3,,.@@3? 3A=.3A@5 >-5.6=@,
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,3@@ . ?5
<
-AA@ . 3=
<
66=3 . ?-
<
g
S* S+
g
S) S*
g
S)
+ S *
* S )
) S "
= =
= =
= =

>
Triangolazione dellIGM
La determinazione dei vertici trigonometrici relativi al territorio italiano stato eseguita dallIstituto
$eografico militare.
La rete di inquadramento utilizzata per il rilievo topografico ccollegato alla creazione della &arta
dItalia venne realizzata con una triangolazione a rete di tipo geodetico.
In base al criterio di eseguire il rilevamento passando dal generale al particolare, la triangolazione
dellI$; suddivisa in quattro ordini. 4uesto nasce dallesigenza di conciliare due esigenze
contrapposte2 limitare la propagazione degli errori ed quindi necessario avere pochi punti a grande
distanza reciproca, avere nel territorio una densit di punti sufficiente per il rilievo di dettaglio.
6
La triangolazione del ,
o
ordine costituita da lati della lunghezza di 5->- .m.
La basi misurate con grande precisione mediante lapparato di Caderin sono in numero di A.
I vertici sono convenzionalmente indicati sulla carta con un triangolino rosso.
Successivamente si pass( al rilievo dei vertici del 30 ordine .
Della figura viene riproposto lo schema geometrico col quale i vertici del ,0 ordine sono intervalati
da quelli di ordine inferiore. Si noter come questi ultimi siano rigidamente collegati con quelli
della rete di ordine superiore e come su tutta la rete sia possibile individuare dei triangoli nei quali
un triangolo sia costituito da vertici di ordine superiore e quindi di lunghezza nota.
I triangoli sono collegati tutti
in modo continuo *nelle
maglie della rete non vi sono
lati mancanti+e hanno la forma
equilatera o isoscele secondo
che siano ottenuti
congiungendo due vertici di 30
ordine con uno del ,0 o un
vertice di 30 ordine con due
del ,0.
I vertici sono identificati da un
cerchietto rosso.
# causa dei problemi di
visibillit nelle zone montuose
la densit dei punti in queste
zone era maggiore rispetto alle
zone pianeggianti. per raffittire
queste le maglie della rete pi) larghe si collegarono nuovi punti posti inposizione baricentrica dei
triangoli!questi punti andarono a costituire la rete del 50 ordine.
I vertici sono identificati da un qudratino rosso.
%er eseguire il rilievo dei particolari sono stati determinati ulteriori vertici *=0 ordine+ utilizzando
tecniche di rilievo per intersezione. 4uesti vertici non sono collegati fra loro.e quindi non formano
una rete di triangoli.
LI$; mette a disposizione le schede dei vertici trigonometrici di cui un esempio riportato in
figura.
?
a rete IGM!"
&on laffermarsi delle tecniche di rilievo satellitare ,lEI$; realizz( una nuova rete geodetica
costituita da ,3-- punti uniformemente distribuiti *mediamente , punto ogni 3- .m+ colegata al
sistema europeo *"'FGA@+.
#lcuni di questi vertici sono quelli del ,0 ordine ,altri sono nuovi. %er essi sono state determinate le
coordinate sia nel sistema di riferimento utilizzato per la vecchia rete trigonometrica *datum Foma
=-+ sia nel sistema europeo.
Triangolazione catastale
%er la triangolazione il catasto ha utilizzato i vertici I$; dei primi tre ordini, escludendo quelli del
=0 ordine scarsamente precisi, ma eseguendo una propria triangolazione. Infatti il catasto ha avuto
bisogno di una rete di appoggio molto pi) fitta di quella dei vertici del =0 ordine dellI$; con i
vertici disposti in modo pi) regolare e rilevati con maggior precisione.
La rete catastale formata da una rete di triangoli quasi equilatera, con i lati lunghi circa A:,- .m
collegati fra loro e con i vertici dei primi tre ordini dellI$;, mediante rose di > triangoli aventi
per vertice il punto da determinare! talvolta si sono adoperate le catene costituite da triangoli
appoggiati agli estremi a due coppie di vertici I$;. Si usato un teodolite con lapprossimazione
di ,- con il quale si sono misurati gli angoli della rete, compensandoli con i metodi rigorosi.
/ltre la rete il catasto ha rilevato una sottorete i cui vertici determinati mediante rose di 5 triangoli
di forma equilatera sono appoggiati ai vertici dellI$; o della rete catastale. I lati della sottorete
hanno lunghezza di >? .m.
Il &atasto ha infine rilevato molti vertici di dettaglio in modo da avere punti fondamentali a distanza
,:3 .m.
A
Triangolazioni tecnic#e
$li ingegneri e i geometri devono fare piccole triangolazioni con lati della lunghezza di , .m per
redigere carte a grande scala necessarie allo studio di progetti! il rilievo per triangolazione trova
anche impiego per la determinazione della distanza degli estremi di una galleria e le direzioni degli
imbocchi.
%er la misura della base si ricorre a metodi diretti o tramite distanziometro elettronico. %er la
misura degli angoli si usano generalmente teodoliti con la precisione del secondo facendo 5 o =
reiterazioni per ogni angolo da misurare. La precisione di ogni vertice pu( essere contenuta entro il
centimetro.
Compensazione di una triangolazione
In genere in una triangolazione si fanno misure esuberanti e quindi il calcolo delle coordinate dei
vertici preceduto da compensazioni rigorose o approssimate, in modo che siano soddisfatte le
condizioni geometriche della triangolazione stessa.
La compensazione si esegue ritenendo gli angoli affetti dagli errori di osservazione e le basi esatte
Si noti che la compensazione aumenta la precisione solo se le misure sono precise ed preferibile
avere pochi elementi esuberanti ma misure accurate piuttosto che tante misure in pi) ma di scarsa
precisione.
Trilaterazioni
La trilaterazione un metodo di rilevamento che consiste nel collegare i punti fondamentali da
rilevare in modo da formare triangoli, di ciascuno dei quali si misurano i tre lati.
&on lavvento dei distanziometri elettronici ci si potuto avvalere di questo metodo anche per
rilievi di grande estensione.
Dello schema delle triangolazioni pure vengono effettuate le misure dei lati dei triangoli.In questo
caso non sono possibili controlli di precisione e leeventuali successive compensazioni.
La trilaterazione pu( essere sostitutiva della triangolazione, ma pi) comunemente la completa in
quanto permette di risolvere quei problemi non risolvibili con la triangolazione.
@
/sservando lo schema geometrico ci si rende conto come , a differenza delle triangolazioni, ciascun
triangolo sia risolubile in modo del tutto indipendente dagli altri e le ampiezze degli angoli interni
possono essere calcolate in funzione dei soli lati di ciascun triangolo! esse perci( saranno
influenzate solo dagli errori di misura presenti nei lati di quel triangolo ma non dagli errori di
misura nei lati di altri triangoli.
#nche per le triangolazioni si possono fare misure sovrabbondanti allo scopo di eseguire le
compensazioni! ad es. nel caso di un quadrilatero in cui si misurano i quattro lati e le due diagonali
si ha una misura sovrabbondante.
La determinazione quindi di un numero di misure esuberanti pu( avvenire con due diversi
procedimenti2
,. sostituendo all maglia di triangoli la
maglia di quadrilateri di ognuno dei
quali si misurano i quattro lati e le
due diagonali.
In questo modo si sostituisce al
triangolo come elemento
compositivo della rete ,il
quadrilatero con le sue diagonali.
3. ricorrendo ad un sistema misto,
ossia misurando tutti i lati e in
esubero un certo numero di angoli.
4uesto metodo giudicato
preferibile in quanto il controllo
risulta evidente 2 ciascun angolo
misurato pu( essere anche calcolato
in funzione dei tre lati misurati dello
stesso triangolo.
Calcolo delle triangolazioni topografic#e a catena con una base misurata
Si procede in questo modo2
,+ se la triangolazione orientata * si conoscono le coordinate di almeno un vertice e
lorientamento di almeno un lato della triangolazione+ si assume lo stesso riferimento cartesiano
rispetto al quale sono date le coordinate e lazimut. Del caso invece la triangolazione non fosse
orientata la si riferisce a un sistema di assi cartesiani che ha origine coincidente con un vertice e
un asse coincidente con un lato.
3+ Si verificano gli angoli di ciascun triangolo effettuando eventualmente la compensazione
angolare
5+ Si calcolano i lati indispensabili per collegare ciascun vertice a un altro di posizione nota! si
individua cio una poligonale aperta che abbia per vertici tutti quelli della triangolazione.
=+ Si determinano quindi gli angoli al vertice e gli azimut
>+ Si calcolano quindi le coordinate totali dei vertici
Calcolo delle triangolazioni topografic#e a catena inserite tra due vertici trigonometrici noti
Il problema viene risolto tenendo presente che 3 triangolazioni che hanno le rispettive basi diverse,
ma gli angoli ordinatamente tutti uguali, sono simili fra loro. In base a questa propriet possibile il
calcolo di una triangolazione senza misurare alcuna base.
Le operazioni da seguire sono le seguenti2
,-
,+ Scelta del riferimento fittizio che ha origine coincidente con uno dei vertici dati e asse
coincidente con uno dei lati della triangolazione che escono da tale punto.
3+ &alcolo dei lati fittizi indispensabili con un valore arbitrario di un lato *generalmente ,-- o
,---+
5+ &alcolo della triangolazione fittizia
=+ 1eterminazione dei fattori correttivi! calcolati gli azimut della congiungente i due vertici
trigonometrici dati rispetto al sistema di riferimento reale e a quello fittizio se ne fa la differenza
e si ottiene il fattore correttivo azimutale! calcolata la distanza tra i due vertici trigonometrici
dati con le coordinate reali e con quelle fittizie se ne fa il rapporto e si ottiene il fattore
correttivo lineare
>+ &alcolo dei lati reali indispensabili mediante il prodotto dei lati fittizi calcolati, col fattore
correttivo lineare
6+ &orrezione degli azimut mediante la somma algebrica degli azimut fittizi calcolati con il fattore
correttivo azimutale
?+ &alcolo delle coordinate totali reali
,,