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Accademia Editoriale

Per una grammatica dei gesti nella tragedia greca (II): la supplica Author(s): Mario Tel Source: Materiali e discussioni per l'analisi dei testi classici, No. 49 (2002), pp. 9-51 Published by: Fabrizio Serra editore Stable URL: http://www.jstor.org/stable/40236225 . Accessed: 09/04/2014 07:34
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Mario Tel Per una grammatica dei gesti nella tragedia greca (II): la supplica
II testo dei drammi di Sofocle ed Euripide presenta un gran numero di indicazioni gestuali riconducibili alla supplica;nonostante l'apparente chiarezza didascalica della maggioranza di esse, almeno due ordini di problemi rendono tutt'altro che immediatala loro trasformazionein note registiche di cui corredare l'edizione di ogni singola tragedia: - il rituale della supplica, come ha messo in luce da tempo Gould1, conosceva nella pratica gestuale greca due modalit di realizzazione: una che comportava instaurazione di contatto fisico con la persona supplicata,un'altra che consisteva pi semplicementein un movimento di avvicinamentoverso il supplicato accompagnato da alcuni gesti sostitutivi del contatto (per esempio quello di protendere le mani)2.Il potere coercitivo di quest'ultima3era ovviamente inferiore rispetto
1. J.P. Gould, Hiketeia, Journ. Hell. Stud. 93, 1973, pp. 74-103. 2. Per una rassegna (non limitata al solo ambito tragico) delle posture e delle forme gestuali che si possono accompagnare al rituale della supplica cf. C. Sittl, Die Gebrden der Griechen und Rmer> Leipzig 1890 (rist. Hildesheim-New York 1970), pp. 163-199. 3. Essa viene definita da Gould, art. cit., p. 77 figurative supplication. Lambito della figurative supplication viene delimitato dallo studioso in questi termini: where th situation requires no more than an intensification of th language of diplomatie appeal or where circumstances rule out or make unwise th completed ritual. Sotto questa qualifica vengono dunque annoverati da una parte i casi in cui il testo non consente d'immaginare la messa in atto del rituale in maniera completa, ma presuppone comunque un corrispettivo scenico, e dalPaltra quelli in cui elementi appartenenti al linguaggio formalizzato della supplica vengono utilizzati in funzione esclusivamente retorica. Come esempio di ', \ , quest'ultimo gruppo si veda Eur. El. 332 \ citato dallo stesso Gould, in cui non pensabile che il poeta-regista attraverso intendesse introdurre nel testo, al di l dell'enfasi rel'impiego del verbo torica, un qualche effetto scenico. Diventa chiaro allora che per un approccio critico di tipo ricostruttivo le uniche indicazioni verbali rilevanti sono quelle che si correlano a una qualche forma di visualizzazione gestuale, ovvero quelle definite dalla seconda parte della generalizzazione di Gould. Non sembra tener conto di questa osservazione M. Kaimio, Physical Contact in Greek Tragedy. A

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alla prima. Ora, di fronte ad ogni stage directiondi supplica il critico si trova nella necessit di stabilirese essa appartengaall'una all'altracategoria,ovvero se nell'allestimentoregistico curato dall'autore fosse previsto che l'attore supplicante toccasse meno il suo interlocutore.Un tentativo di risoluzione di questo problema stato parzialmenteintrapresodallo studio della Kaimio4:cercheremo tuttavia di dimostrare come il criterio utilizzato dalla studiosa per dirimere l'ambivalenza didascalicadel testo, ovvero la maggiore minore ricchezza di elementi riconducibili a un'azione di contatto, risulti spesso fuorviante; - mentre il momento in cui un personaggio si getta a terra riceve costante segnalazione per dare realizzazione dXYhikesia il movimento scenico testuale, opposto, quello con cui lo stesso personaggio si alza in piedi, rimane privo di menzione verbale5. Si pu cercaredi dare una spiegazione a quest'assenza.Se infatti abbastanzaconforme alla natura delle indicazioni gestuali tragiche6che, quando un personaggio assume una condizione scenica 'anormale', ne possa dare menzione verbale7, lo meno che lo faccia quando la 'normalit'viene recuperata.
Study of Stage Conventions, Helsinki 1988, pp. 55-56 quando presenta tra gli ' esempi sicuri di figurative supplication Soph. El. 1208 ( e Eur. Med. 65 (, nei quali la , ) ), formula chiaramente desemantizzata, e quindi improprio dire, come fa la studiosa, che th supplication is in no way hindered, but th suppliant does not attempt to complete th rimai. Per queste ragioni riteniamo pi opportuno restringere la qualifica di figurative supplication solo alla seconda delle categorie di scene individuate dalla definizione di Gould. 4. Cf. Kaimio, Physical Contact cit., pp. 49-61. 5. L'unica eccezione da questo punto di vista rappresentata da And. 7X7, in cui Peleo esorta ad alzarsi in piedi Andromaca che si era prostrata di fronte a lui a partire dal v. 572 (cf. Kaimio, Physical Contact cit., p. 54 n. 26). L'eccezione conferma la regola, nel senso che il gesto che Peleo richiede ad Andromaca rappresenta la condizione necessaria perch egli la possa liberare. Il nesso tra le due azioni esplicitato anche dalla proposizione causale che segue alFordine: w. 717-718 / . 6. Per considerazioni generali su questo problema rimando a Per una grammatica dei gesti nelh tragedia greca (I): cadere a terra, alzarsi; coprirsi,scoprirsiil volto, MD 48, 2002, pp. 11-16. 7. Cf. per esempio Hcld. 602-3 e Hec. 438 ', ,

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D'altra parte, non ci si pu attendereun segnale testuale come l'ordine , che, come abbiamo notato altrove8, determinatodalla necessit di porre fine a una condizione scenica incompatibile con il mantenimento del contatto dialogico. In linea generale, sembra plausibile pensare che il supplice abbandoni il contatto fisico instaurato e si alzi in piedi una volta che abbia ricevuto dal suo interlocutore una chiara dichiarazionedi accoglienza di rifiuto della richiestaformulata9:tuttavia, la mancanza di un qualsiasi appiglio testuale impedisce per lo pi di fissare con sicurezza delle didascalie per quest'azione10.
su cui cf. Per una grammatica dei gesti nella tragedia greca (I) , cit., pp. 19-22. 8. Cf. Per una grammatica dei gesti nella tragedia greca (I) cit., pp. 16-37. 9. Un indizio del fatto che, dopo la formulazione della richiesta sottesa alla messa in atto del rituale, il contatto fisico viene generalmente mantenuto forsu cui cf. nito indirettamente da Hec. 812 , ;, ' infra. 10. Propongo una rassegna delle scene che pongono delle difficolt di questo genere: per quanto concerne la supplica di Medea a Creonte in Med. 336 ss., si potrebbe pensare che Medea si alzi in piedi in corrispondenza del v. 35 la ( ), quando Creonte annuncia il suo consenso, alla fine del suo discorso il v. 720 (v. 356). Nel caso della seconda, rivolta ad Egeo, le possibilit sono / , (prima dichiarazione di disponibilit di Egeo, il . 724 ( La fine ). ,...), , della supplica che Ermione mette in atto in Andr. 891 ss. pu essere collocata tra e il v. 986 (conclu' il v. 984 (Oreste dichiara: ) sione del discorso di Oreste). Il v. 989 (' ' ) una conferma indiretta del fatto che Ermione sia gi in piedi a questo punto. In Hec. 303-305 Odisseo dichiara di dover procedere al sacrificio di Polissena, ci corrisponde a un rifiuto della supplica di Ecuba (w. 276-278): Ecuba a questo punto potrebbe recidere il contatto fisico instaurato e rimanere a terra (per alzarsi in corrispondenza del v. 331, conclusione dell'intervento di Odisseo), oppure alzarsi immediatamente. In corrispondenza del v. 168 delle Supplia di Euripide Adrasto inizia a supplicare Teseo (il fattore distanza non rappresenta,pace Kaimio, Physical Contact cit., pp. 60-61, una difficolt alla messa in atto del gesto dal momento che dai w. 271 ss. si ricava che il movimento di allontanamento delle coreute dall'altare coincide con un avvicinamento a Teseo, che dunque si trover nella zona della skeny proprio vicino ad Adrasto), si sar alzato tra il v. 247 e il v. 249. Oreste abbraccia le ginocchia di Menelao in Or. 382-384, il contatto viene mantenuto sicuramente fino all'ingresso di Tindareo (durante la sticomitia non era giunto da Menelao nessun segnale decisivo, e infatti al v. 448 durante il dialogo tra MeOreste ribadiva: ' ); nelao e Tindareo verosimile che Oreste rimanga a terra, pur avendo gi posto fine al gesto di supplica, e che si rialzi per prendere la parola al v. 544. Per quanto

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Cercheremo comunque di mostrare come in qualche caso un'analisi del contesto e del livello d'integrazione dialogica esistente tra i due personaggi consenta di recuperarecon un certo margine di verosimiglianza questo dato regisitico perduto. 1. Intensificazioni rifocalizzazioni di un gesto? In alcune scene di supplica11 le indicazioni verbali relative alla messa in atto del gesto sono inserite in lunghe rbeseis, nel corso delle quali esse possono essere riformulatesecondo diverse modalit. Il problema che si pone per ciascuno di questi casi di stabilirese a queste ripetizioni vada associatauna valenza didascalicaeffettiva (se segnalino per esempio il passaggio alla realizzazione completa del gesto12, oppure un suo riuna di pristino dopo temporaneasospensione contatto fisico), se esse oppure svolgano una funzione meramenteretorica di enfatizzazione dei vincoli morali imposti all'interlocutoredal rituale. Per privilegiarel'una l'altra soluzione interpretativa sar determinante scovare in queste rheseis indizi delle reazioni del supplicato all'atto scenico in corso, e verificare a quale livello si situi di volta in volta la ricercadi contatto verbale perseguita dal supplice. 1.1. Una ricostruzionedi Eur. Hec. 752 ss. L'assetto registico della seconda scena di supplica della tragedia, nella quale Ecuba cerca di ottenere la complicit di Agaconcerne la supplica di Clitemestra ai w. 900 ss. deWlfigenia in Aulide (su cui cf. infra), si presentano le alternative del v. 935 (Achille dichiara della rassicurazione finale (. 973 ' Ana) ...). logamente per la supplica di Ifigenia (su cui cf. infra) si pu immaginare una fine detrazione gestuale gi a partire del v. 1257 ( ' , ), oppure al . 1272, naturalmente in corrispondenza della fine del discorso di Agamennone. 11. And. 891-953; Hec. 273-295; 752-845; Hel. 894-943; /. A 1216-1252; PhiL 468-506. 12. In questo caso dunque il corrispettivo scenico della prima indicazione verbale sarebbe una figurative supplication.

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mennone nella vendetta contro Polimestore, richiede di essere riesaminato per almeno due aspetti: 1) determinazione della valenza scenica dei w. 752-753 in rapporto ai w. 787-788 e 806-812; 2) fissazione del punto del testo in cui Ecuba mette fine al gesto e si alza in piedi. Presupposto di alcuni tentativi di ricostruzione di questa scena l'idea che quando Agamennone fa il suo ingresso al v. 726 Ecuba si trovi a terra vicino al corpo di Polidoro13.La ma ritiene preferiMossman14 non esclude questa possibilit15, bile pensare che Ecuba, appoggiatasial suolo per dare realizsi rialzi in corrizazione al compianto sul corpo di Polidoro16, spondenza del v. 710. Credo che un dato negativo ricavabile dal discorso d'ingresso di Agamennone porti a escludere con sicurezza che dopo il v. 725 Ecuba sia ancoraprostrata:infatti, se lo fosse, il condottiero greco farebbe esplicito riferimentoa che rapquesta condizione scenica 'anormale' della donna17,
13. Cf. D. Bain, Actors and Audience. A Study of Asides and Related Conventions in Greek Drama, Oxford 1977, p. 13: The Trojan queen lies on th shore in front of th Greek tents, before her th body of her son Polydorus lately brought there by her attendant; Kaimio, Physical Contact cit., p. 52 . 17: Hecuba is sitting beside th body of her son, apparently quite a distance away from Agamemnon.... 14. J. Mossman, Wild Justice. A Study of Euripides*Hecuba, Oxford 1995, pp. 60-62. 15. It is not absolutely certain when she rises, but it must be before 736, when she proposes falling down in supplication before Agamemnon. 16. La stessa situazione si riscontra in And. 1173 ss., dove Peleo piange sul cadavere di Neottolemo. Cf. Euripides Andromache, edited with Introduction and Commentary by P.T. Stevens, Oxford 1971, pp. 237-238. con cui si apre il discorso 17. L'apostrofe a Ecuba (v. 726 , ...), d'ingresso di Agamennone, dimostra chiaramente che egli ha gi instaurato pieno contatto visivo con la donna (cf. per questo ed altri ingressi simili DJ. Mastronarde, Contact and Discontinuity. Some Conventions of Speech and Action on th Greek Tragic Stage, Berkeley-Los Angeles-London, pp. 23-25); pertanto, se ella fosse prostrata a terra, gi a questo punto il condottiero greco sarebbe nelle condizioni per vederlo e sottolinearlo verbalmente. Per la stessa ragione ritengo che al momento dell'ingresso di Agamennone, per quanto annunciato dal Corifeo ai w. 724-725, Ecuba non gli abbia ancora voltato le spalle (cf. Bain, Actors and Audience cit., pp. 14-15), ma che ci avvenga nel mentre Agamennone prende visione del corpo di Polidoro. Inoltre, il fatto che il cadavere venga notato da Agamennone in un secondo tempo non implica, come pensa la Kaimio, Physical Contact cit., p. 52 n. 17, che egli si trovi a una certa distanza da Ecuba: l'applicazione del meccanismo convenzionale della visione parziale (su cui cf. Mastro-

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presenterebbe chiaramenteun ostacolo per l'avvio della comunicazione18. Una volta stabilito questo, bisogna tener presente che i w. 716-720 indicano il permaneredi un contatto fisico di Ecuba con il cadaveredi Polidoro19: la regina troiana si sar dunque alzata dopo il . 72020. Soffermiamocisui vv. 752-753:
, '

La possibilit che essi comportino effettivo contatto fisico viene esclusa dalla Kaimio21che propende per considerarli corrispettivo verbale di una figurativesupplication:un tentativo d'instaurazionedi contatto fisico sarebbe compiuto da
narde, Contact and Discontinuity cit., p. 25; L. Battezzato, // monologo nel teatro di Euripide, Pisa 1995, pp. 80 ss.) impedisce infatti di speculare su eventuali rapporti di distanza vicinanza spaziale tra i personaggi. Un esempio abbastanza simile a quello deWEcuba si riscontra in Hel. 597 ss., dove il Servo giunge in scena ), apostrofando direttamente Menelao (597 , senza curarsi della presenza di Elena, che pure deve trovarsi vicina al marito (significativo da questo punto di vista il fatto che subito dopo il discorso del Servo segua l'abbraccio di riconoscimento fra i due), fino al v. 616. 18. Si veda come invece i coreuti nella parodo degli Eraclidi focalizzino l'attenzione sul fatto che Iolao si trovi sdraiato a terra (vv. 75-77), Teseo in Eur. Supp. 93 renda conto della condizione inusitata della madre (w. 92-93 ; Eracle in . F. 525-526 / ), delle vesti luttuose dei figli. 19. Vv. 716-720 ' /, , ' / . Quest'invettiva contro Polimestore si giustifica drammaticamente se s'immagina che Ecuba stia ancora toccando il corpo di Polidoro (in questa direzione interpretativa porta anche la presenza del deittico ). Un parallelo in questo senso pu venire da And. 719, dove Peleo, che sta toccando le mani di Andromaca per liberarla dalle catene (cf. l'annuncio di quest'azione ai vv. 717b-718), cos si rivolge a Menelao: \ , ' ; 20. Collocando il movimento di Ecuba in corrispondenza del v. 710, come la Mossman, Wild Justice cit., p. 61 dice di preferire, si avrebbe come risultato che una condizione scenica assunta in concomitanza con l'inizio della sezione lirica (v. 684) verrebbe interrotta prima della sua conclusione. Questo sembra improbabile. 21. Cf. Physical Contact cit., p. 52 nn. 17 e 18 e pp. 56-57. Su una linea sostanzialmente coincidente, per quanto con differenti argomenti, si era mostrato gi Gould, Hiketeia cit., p. 85 n. 55, su cui cf. infra.

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Ecuba soltanto in corrispondenza dei w. 806 ss., ovvero quando her tone becomes more urgent, with several imperatives and an appealto Agamemnon's. Per dimostrarela opportuno un raffronto con debolezza di quest'argomento22 la scena dei w. 275-287. In corrispondenza dei w. 275 ss. Ecuba tocca la mano e il mento di Odisseo23,e a distanza di una decina di versi pronuncia le stesse forme d'imperativoriscontrabiliai w. 806-807, e interpretatedalla Kaimio come se/gnale verbale dell'avvio del contatto fisico (... Diventa chiaro allora che questo elemento espres...) sivo pu essere utilizzato anche come mezzo per riportare l'attenzione24 dell'interlocutore su un gesto messo in atto in forma completa gi in precedenza, e ancora perdurante;di conseguenza la sua presenza ai w. 806-807 non autorizza a ritenere che altre precedenti indicazioni verbali debbano essere
22. Per quanto riguarda quello della presunta distanza fisica tra Agamennone ed Ecuba come impedimento aggiuntivo alla realizzazione di una supplica effettiva cf. n. 17. 23. Cf. vv. 273-275 ... / , , La Kaimio, Physical Contact cit., p. / . " 59 ha giustamente sostenuto contro Gould, Hiketeia cit., p. 84 n. 54 la tesi della supplica con contatto fisico come corrispettivo scenico di questi versi. Infatti l'estensione della preghiera di Ecuba non pu essere considerato un argomento sufficiente a negarlo (basti ricordare che le suppliche di Ifigenia in /. A. 1216 ss. e Ermione in Andr. 891 ss., per le quali si pu postulare completezza gestuale fin dall'inizio, presentano ciascuna un'estensione di circa trenta versi), ed anche la presunta conferma del carattere di figurative supplication individuabile retro/ spettivamente nei w. 334-335 (... non cogente, dal momento che la precisazione ) lascia immaginare che con Ecuba non designi il carattere prevalentemente verbale della sua supplica (come invece segnala per quella di Medea il di Creonte in Med. 325), ma alluda piuttosto alle argomentazioni in difesa di Polissena da lei utilizzate ai w. 258-270 (eloquente il v. 271 che le ' conclude: Cf. in proposito Mossman, Wild ). Justice cit., pp. 106-108, e 134. Anche Couard {Euripides Hecuba, with Introduction, Translation and Commentary by C. Collard, Warminster 1991, p. 146 ad 282) sostiene l'assenza di contatto fisico con la seguente giustificazione: ...else th mere physical contact would bind him (cf. on 812). Se il commentatore intende dire che in caso di effettivo contatto Odisseo non potrebbe sottrarsi alla richiesta di Ecuba (a meno di non compiere un gesto simile a quello di Agamennone, segnalato dal v. 812), formula un principio che con tutta probabilit non viene rispettato neanche in /. A. 1216 ss. (su cui cf. infra) Supp. 163 ss. in Hec. 806 cf. D.L. Cairns, The Psychology and 24. Sul significato di ^ Ethics of Honour and Shame in Ancient Greek LiteraturenOxford 1993, p. 277 n. 43.

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interpretatenecessariamentenel senso di una figurativesupplication. Credo che almeno due considerazioni depongano a favore di un'effettiva instaurazione di contatto fisico gi a La ricostruzione sostenuta dalla Kaipartiredei w. 752-75325. mio (passaggio da un'iniziale forma stilizzata di supplica alla realizzazione completa del rituale) troverebbecome unico paIn questo caso la scelta rallelo la celebre scena di Med. 324 ss26. della forma meno intensa di supplica come mezzo iniziale di )27 approccio (324 , era motivata dalla previsione dell'ostilit di Creonte, che tuttavia non risparmiava nemmeno l'innocuo tentativo di Medea di protendere le mani verso le sue ginocchia. Si pu pensare che Ecuba si trovi nella stessa necessit di ricorrerea una tale precauzione nei confronti di Agamennone? Alcuni elementi del testo portano a escluderlo: non solo l'atteggiamentosimpatetico mostrato dal capo greco nel suo discorso d'ingresso28, ma anche l'esplicita constatazione della sua 'non ostilit' contenuta in uno degli 'a parte' di Ecuba (w. 745-746):5 25. Un argomento non irrilevante a favore di questa soluzione interpretativa gi rappresentato dalla presenza del deittico, che stata giustamente valorizzata da CE. Mercier, Hekabe's Extendcd Supplication (Hec. 752-888), Trans. Amer. Philol. Assoc. 123, 1993, pp. 149-160 e Euripides: Hecuba, Introduction, Text and Commentary by J. Gregory, Atlanta 1999, p. 134. Esempi di impiego di un deittico all'interno di contesti sicuri di contatto fisico sono: Hel. 1238-1239 . ... , ', ' And. 891-892 / , ; Med. 709 ss. ed Hec. 273. La Mossman, Wild Justice cit., p. 62 n. ; 50 sostiene che must mean Hecuba's knees, not Agamemnon's; hence th contrast with . Questa esegesi inaccettabile, perch non si capisce quale senso avrebbe Tatto di supplicare qualcuno in nome delle proprie ginocchia: inoltre bisogna tener presente che nelle stage-directions legate a un gesto di supplica normale che un possessivo e un deittico con lo stesso referente vengano / accostati, cf. Hec. 273 ... , , e Med. 709-710 ' / . 26. Per un'altra scena di questo tipo, per quanto in un contesto ben diverso, cf. le considerazioni su Pbil. 468 ss. nel paragrafo successivo. 27. Cf., per Pinterpretazione delle implicazioni sceniche di questo verso e della successiva reazione di Creonte, Gould, Hiketeia cit., p. 85 e Kaimio, Physical Contact cit., p. 51. ' 28. Si vedano i w. 731b-732 ... /' , dove la frase limitativa finale sembra andare nella direzione per lo meno , di un atteggiamento di commiserazione nei confronti di Ecuba per la prossima perdita della figlia. Cf. Mossman, Wild Justice cit., pp. 180-181.

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/ 5, interessantenotare che Elena in Hei 1237 stabi; lisce proprio un nesso di causalittra la possibilit di avviare e la recente acquiun'azione di supplica (con contatto fisico)29 sizione della piena benevolenza di Teoclimeno30: ', 31. Diventa chiaraallora l'importanzache la constatazione dei w. 745-746 riveste nella decisione di Ecuba di rompere l'isolamento comunicativo e ricercareil contatto con Agamennone. Per quale ragione dunque Ecuba non dovrebbe sfruttare,proprio come Elena, le esplicite manifestazioni di benevolenza del suo interlocutore? A quest'osservazione si pu aggiungere un confronto con una scena paralleladell3 Andromaca,in cui gli elementi di corvanno oltre la medesima funzione di avvio del rispondenza contatto dialogico che l'iniziale gesto di Ecuba / Ermione assume {Hec. 752-753 / And. 891-895)32,e coinvolgono invece
29. Il ricorso al contatto fisico esplicitato dal testo. Si veda la reazione di Teosu cui cf. Kaimio, Physical climeno al v. 1238 ; ' Contact cit., p. 52. 30. Cf. la precedente dichiarazione di Teoclimeno (. 1236): ' . , 31. Per la non necessit di considerare il v. 1237 sintatticamente incompiuto tre puntini di sospen(come fa ancora Diggle OCT III che stampa dopo sione) cf. Mastronarde, Contact and Discontinuity cit., pp. 60-61. 32. Credo che verso l'ipotesi della presenza di contatto fisico in corrispondenza dei w. 752-3 orienti anche un'altra considerazione. Ai w. 747-748 ( 9 / , * ) Agamennone sembra intenzionato ad andarsene (cf. Bain, Actors and Audience cit., p. 14), quindi, premesso che la reciproca condizione d'impermeabilit comunicativa a cui sembrano sottostare gli interventi dei due personaggi non autorizza a immaginare che Ecuba si volti deliberatamente per prevenire l'uscita di Agamennone (come sembra pensare invece Gregory, cit., p. 134), si deve immaginare che per Ecuba un metodo efficace d'instaurazione del contatto comunicativo, di fronte all'accenno di movimento di Agamennone, sia quello fisico. Per due esempi simili (Hipp. 605 ss. e El. 220 ss.) cf. infra. Nel caso di And. 891 ss., la supplica con contatto fisico di Ermione (si veda l'inequivocabile indicazione dei w. 894-895 1 e Kaimio, Physi/ , ... cal Contact cit., p. 57) consente di accelerare l'instaurazione di contatto visivo completo da parte di Oreste (cf. Mastronarde, Contact and Discontinuity cit., p. 26). Un atto di supplica come primo mezzo di contatto dialogico si riscontra anche in Hyps. fr. 60, 25 ss. Bond: /] , , <'> ' anche se in questo caso Ipsipile si li> [][ ] , mita verosimilmente a prostrarsi davanti alle ginocchia di Amfiarao senza riu-

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l'organizzazione strutturalea livello macrospico. Subito dopo la reazione di Agamennone / Oreste si sviluppa un'estesa sticomitia {And. 902-919 / Hec. 756-786) in cui il personaggio supplicato riceve informazioni generali dall'interlocutrice33. Alla fine della sticomitia (Hec. 785 / And. 919) Ecuba ed Ermione pronunciano una rhesis nel corso della quale formulano la propria richiesta d'aiuto. Ecco l'esordio dei due discorsi:
Andr. 921-922 Hec. 787-788 ' \... 5 ... * 9 ,

Ci che unisce questi due esordi la presenza di una potenziale stage-direction, apparentemente ripetitiva rispetto a quella collocata prima della sticomitia. Anche se un attacco come 9 potrebbe avere di per s valore performain questo punto del testo non sta chiaro che Ermione tivo34, abbracciandoper la prima volta le ginocchia di Oreste. Questo atto scenico si collocava infatti in corrispondenzadei w. 894-895 dove il corrispettivo verbale non poteva essere pi
scire a toccarlo (eloquente in questo senso la connessione disomogenea tra e ' , ). 33. Ecuba focalizza l'attenzione di Agamennone sul corpo di Polidoro, suscitando da parte del capo greco una serie di domande sulle cause della morte del figlio: la progressiva rivelazione della verit porta Agamennone a intensificare il 785 suo atteggiamento simpatetico (783 , Cf. Mossman, Wild Justice cit., p. 123. Ermione * ;). rievoca il suo tentativo, bloccato da Peleo, di uccidere Andromaca e Molosso. 34. Come succede nel caso di Med. 336 ' , , ', dove e al verbo cor facile correzione di Wecklein del tradito , risponde verosimilmente il gesto di prostrarsi a terra e toccare le ginocchia di al v. 338; cf. Creonte (lo dimostra retrospettivamente l'uso del passato ' Gould, Hiketeia cit., 81). Il caso di /. A. 1247 vai, invece pi simile alla valenza che ' viene ad assumere nel passo dell* Andromaca, nel senso che viene ribadita l'indicazione verbale relativa a un gesto che era gi stato messo in atto in precedenza (cf. 1215-1216 In questo caso la ripetizione resa neces/ ...). saria probabilmente dai tentativi di rescissione del contatto mostrati da Agamennone al v. 1238 ( Ma, su questa scena, cf. il paragrafo ...). successivo.

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5 / esplicito (... Sarebbe assurdo pensare che dopo aver instau). rato il contatto fisico Ermione lo interrompa,senza che sia venuto da Oreste alcun segnale di ripulsa,per poi riprenderloin corrispondenzadel v. 921. Si pu allora inferire che 9 in questo caso venga utilizzato con la funzione puramente retorica di rifocalizzare l'attenzione dell'interlocutore sull'atto scenico in corso, nel momento in cui la richiestad'aiuto che lo motiva sta per essere formulata. Passando al caso di Hec. 7$7, credo che l'indicazione es, sendo inserita in una proposizione relativa, difficilmente possa essere consideratadidascaliadi un nuovo atto scenico35, distinto da quello indicato dai w. 752-753. Di conseguenza risulta probabileche la funzione svolta da Hec. 787-788 rispetto ai precedentiw. 752-75336 corrispondaa quella di ' di And. 921.

35. In questo caso avrebbe dovuto introdurre la potenziale stage-direction non , (cf. Med. 336; Held. 226; And. 572; Supp. 163). II confronto con le altre scene parallele dimostra inoltre che Ecuba dovrebbe presentare alFinterlocutore come dato primario il progresso gestuale in s e per s , (ecco perch tutte le espressioni simili a quando hanno valore performativo, sono dotate d'autonomia sintattica), e concentrarsi in un secondo tempo sulla richiesta che lo motiva. Una conferma in questo senso pu venire da Eur. Supp. 284-285 / , Anche in questo caso alla frase re. lativa si potrebbe assegnare valore performativo, se non fosse che al v. 279 si . trova la chiara stage-direction Data la forte somiglianz tra la lettera del v. 279 e quella del v. 285 ( ~ non sembra possibile postulare un ), passaggio da una figurative supplication a una supplica con contatto fisico. Il presente della frase relativa non pu dunque che indicare il permanere di una condizione assunta sei versi prima. La Kaimio, Physical Contact cit., p. 61 si chiede how literally thse rfrences are to be taken; ora, il legittimo dubbio che le quindici coreute, per ragioni pratiche, potessero limitarsi a simulare un'azione di contatto non toglie che la loro azione vada comunque qualificata come supplica a tutti gli effetti (lo dimostra anche il fatto che la formulazione della richiesta segua alle indicazioni gestuali, su cui cf. n. 87). 36. Supporre una figurative supplication per i w. 752-753 renderebbe effettivamente difficile dare un'interpretazione scenica dei w. 787-788, se si esclude anche, come fanno Gould e la Kaimio, che il contatto fisico possa essere stabilito a questo punto. Una duplicazione del gesto dotato del livello minimo di potere coercitivo (come ipotizza Gould) avrebbe effettivamente poco senso scenico (e infatti mancano paralleli di questo tipo).

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Veniamo ora al secondo punto: secondo Mercier37 la supsi senza fino al soluzione di continuit plica prolungherebbe v. 888, ovvero dopo che Ecuba ha ottenuto piena garanzia d'aiuto da parte di Agamennone. La Kaimio38 invece ritiene che dopo il tentativo di Aeamennone di sottrarsi al contatto (v. 812) Ecuba riuscirebbefinalmentea dar compimento al rituale in corrispondenzadel v. 833. Credo che la proposta interpretativadi Mercier possa essere facilmente scartata.Il v. 812 ( seguito da una se, 5 ;) di dieci versi che viene pronunciatain (w. 813-823) quenza evidenti condizioni di discontinuit dialogica. E legittimo immaginare che Ecuba s'esprima in forma paramonologica e nello stesso tempo continui a stringere le ginocchia di Agamennone? Esiste almeno una scena euripideache dimostra l'inammissibilitdi una tale distonia tra condizioni sceniche e tenore della comunicazione verbale39: Med. 324-334. Dopo che Creonte ha opposto un rifiuto al primo tentativo di supplica di Medea (v. 325), la donna pronuncia come Ecuba tre battute in evidente regime di dissociazione dialogica40. Le minacce di Creonte cessano momentaneamente,per riprendere col v. 335 (5 che stigmatizza ), verosimilmenteun movimento di avvicinamentodi Medea41. Si inferire allora che a dal verso pu partire pronunciato primo in condizioni di discontinuitdialogica Medea non solo abbia cessato di ricercareil contatto gestuale respinto, ma si sia in qualche modo allontanata da Creonte. Tra il primo e il secondo tentativo di supplica c' dunque soluzione di conti37. Cf. Hekabe's Extended Supplication cit., p. 157. 38. Cf. Pbysical Contact cit., p. 52. 39. Per l'importanza che il concetto di contatto verbale riveste nella ricostruzione di alcuni gesti scenici cf. il mio Per una grammatica dei gesti nelL tragedia greca (I): cadere a terrayalzarsi; coprirsi, scoprirsi il volto cit. 40. Cf. le esclamazioni e apostrofi , e, ... che aprono rispettivamente i w. 328, 330, 332. Il . 334 (accolgo il testo tradito senza le cruces inserite da Diggle OCT I) segna invece una progressiva ripresa di contatto con l'interlocutore dal momento che lo spunto per l'affermazione viene dalla precedente battuta di Creonte ' . 41. La connessione tra il movimento di Medea e la minaccia d'intervento dei servi viene esplicitata dalla probabile ripresa senecana di questo verso: Med. 188 arcete, famuli, tactu et accessuproculypreceduto al v. 186 da ...fert gradum contra ferox, su cui cf. Seneca Medea, Edited with Introduction and Commentary by C.D.N. Costa, Oxford 1973, p. 90.

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5 , va nuit, e di conseguenza il v. 336 (... ) considerato il corrispettivo verbale di un'azione riawiata ex novo42. Applicando i risultati emersi da quest'analisial caso dell'Esi pu concludere con un buon margine di probabilit oi, che in corrispondenzadel v. 814 Ecuba si scosta da Agamennone, recedendo in questo modo dalla supplica. Il problema che si pone a questo punto consiste nel cercaredi stabilire se (e quando) Ecuba si alzi in piedi, e se si pu immaginareche il gesto di supplica venga in qualche modo ripristinato. Per quanto riguardaquest'ultimo punto, bisogna in primo luogo notare un elemento differenziale non secondario rispetto alla scena della Medea: manca nella porzione di testo successiva alla ripresa di contatto dialogico (v. 824) un qualsiasi segnale di un eventualeripristinodel gesto, non solo nei termini espli9 di citi di un'indicazioneverbaleparagonabilea le Med. 336, ma anche attraverso forme d'imperativo (Ci che , , etc.) che vi si possono accompagnare43.
42. Mercier, Hekabe's Extended Supplication cit., p. 152, esaminando per differenti ragioni questa scena, ne da il seguente resoconto: Medeia's (seil, supplica), tion) at Med. 324 ( accompanied certainly by th action of grasping Kreon's hand; assegnare al primo approccio del v. 324 una caratteristica che pertiene esclusivamente alla seconda azione gestuale (il contatto con le ginocchia di Creonte non si pu collocare infatti prima del v. 336) implica che non venga riconosciuta la distinzione temporale tra i due atti scenici presupposta dal testo. 43. Gould, Hiketeia cit., p. 85 . 55 propende per la seguente ricostruzione: a new crescendo at 835 ff. takes Hecuba to th moment of touching Agamemnon's hand at 841 ff.. Evidentemente lo studioso ritiene che quando Ecuba pronuncia la richiesta ', / , " , xfi stia chiedendo ad Agamennone di porgerle la mano per poter / ..., instaurare una delle forme di contatto fisico previste dalla supplica. Contro quest'interpretazione si possono avanzare tuttavia le seguenti considerazioni: in primo luogo Pincongruenza concettuale che si produrrebbe con il precedente ... e soprattutto con i due versi successivi. Se infatti con Ecuba stesse sollecitando la ripresa del contatto gestuale (cosa questa resa come si potrebbe salvare il difficile gi dalla presenza dell'attributo ), viene esplicitamente stabilito con la gnome che nesso causale che attraverso ' conclude l'intervento di Ecuba ( / II si pu ben giustificare soltanto se i due )? ... e vengono a formare un nesso semantiimperativi camente omogeneo attraverso il quale viene sollecitato l'adempimento della richiesta gi formulata ai w. 789-790 (... / , ). L'interpretazione di Gould produrrebbe tra l'altro l'effetto del tutto inu-

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distingue invece il tenore del discorso di Ecuba dei w. 824845 uno spiccato ricorso ad artifici retorici: una scansione degli argomenti marcatada forti connettivi, parentesi autoriflessive e un adynaton44. su quest'ultimo elemento che la Kaimio45 fonda l'idea di un'instaurazionedi contatto fisico intorno al v. 833: credo tuttavia che l'utilizzo di questo adynaton46 si possa ben giustificaresoltanto se inteso, al contrariodi quello che sostiene la studiosa finlandese, come surrogato retorico di una supplica. In altre parole, quando esclama Potessero le mie braccia, le mie mani avere voce per supplicarti..., Ecuba non fa altro che compensare la forzata riduzione della sua capacitpersuasivaa mezzi esclusivamenteretorici con un richiamo come termine di paragone ideale alla forma gestuale pi vincolante. Inoltre, per quale motivo Ecuba dovrebbe indicare come supremo strumento di persuasione se in questo momento stesse utilizzando le mani per realizzare una forma di costrizione ancora pi efficace, quale il contatto fisico?47Lo svisitato per cui il contatto gestuale verrebbe richiesto alla fine degli appelli e delle preghiere, quando invece il rapporto tra messa in scena del rituale e richieste verbali normalmente invertito (su questo punto cf. infra, n. 87). 44. Connettivi: v. 824 833 ; , parentesi autoriflessive: w. 824825 (... ' 835 / , , ), (... ). In generale sulla presenza di elementi retorici nelFcuba, cf. Mossman, Wild Justice cit., pp. 94-141, (specificamente su questa rhesis pp. 128-129) e C. Riedweg, Der Tragdiendichter als Rhetorf Redestrategien in , Euripides* Hekabe und ihr Verhltnis zur zeitgenssischen Rhetoriktheorie Rhein. Mus. 143, 2000, pp. 1-32 (sul nostro passo pp. 23-25). 45. Cf. Physical Contact cit., p. 52. 46. Vv. 836-840 / ' / / , Cf. sul motivo di Dedalo qui svi/ ', . luppato Collard, cit., p. 173; Mossman, Wild Justice cit., p. 129 (con ulteriore bibliografia); H. Pelliccia, Mindy Body, and Speech in Homer and Pindar, Gttingen 1995, pp. 52-53 n. 85. 47. In /. . 1211-1215 Ifigenia, prima di dare avvio alla supplica, formula un adynaton, in cui in maniera simile a Ecuba auspica di poter contare su mezzi persuasivi pi potenti: II / , , '... ricorso a un tale espediente retorico acquista pieno senso soltanto se precede con intento giustificatorio la messa in atto degli strumenti di persuasione reali (cf. /. A. 1216-1217 / ora, nel caso ...): dell'Ecuba, essi coincidono con l'appello dei w. 841-845, che, come abbiamo cercato di chiarire alla n. 43, non pu contenere una stage-direction di supplica. L'ipotesi della Kaimio si dimostra inaccettabile anche per questa ragione. Mercier,

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luppo concettualedei w. 836-840 presuppone dunque una soprawalutazione degli elementi verbali (, che si accompagnanoalla supplica rispetto ) all'atto fisico vero e proprio: chiaro che si avrebbe un quadro scenico del tutto congruente con questi elementi se Ecuba Per quenon stesse stringendo le ginocchia di Agamennone48. ste ragioni ritengo pi verosimile escludereche al v. 824 possa corrispondereun ripristino della supplica, e immaginareche in corrispondenzadel v. 814 Ecuba si alzi in piedi, assumendo cos la condizione scenica ideale per passare alla fase meramente retorica della sua azione persuasiva. 1.2. Un problema esegeticoin Soph. Phil 485 e considerazioni su Eur. I. A. 1216 ss. Cerchiamo ora di applicarela strategiainterpretativaadottata fin qui ad altre due scene che presentano difficolt ricostruttive simili. Quando Neottolemo annuncia il proposito di ripartirecon il Coro di marinai,Filottete cerca di trattenerloassumendo la
Hekabe's Extended Supplication cit., p. 156 sostiene che il v. 851 (...' ' ^) presupporrebbe che Agamemnon is referring to Hekabe's hand still on his knee; bisogna tener presente tuttavia che il verso fa parte del primo intervento di Agamennone dopo il v. 785, e quindi verosimile pensare che il capo greco possa ancora riferirsi all'azione di Ecuba perdurata fino al v. 812. Il v. 851 potrebbe configurarsi come necessaria riparazione verbale rispetto al gesto compiuto da Agamennone al v. 812, che poteva essere inteso come tentativo di violazione degli obblighi del rituale. 48. Credo che la valorizzazione della differente strategia argomentativa all'in' viene utilizzato . terno della quale al v. 833 ( ;) ' lo stesso motivo gi riscontrabile al v. 760 ( ;) possa costituire un'ulteriore prova delle mutate condizioni sceniche. Se infatti al v. 760 la focalizzazione dell'attenzione di Agamennone sul cadavere di Polidoro mirava a suscitare in lui un sentimento di piet, ovvero una delle leve psicologiche pi sfruttate nella pratica deYhiketeia (cf. Gould, Hiketeia cit. e W. Burkert, Structure and History in Greek Mythology and Ritual, Berkeley-Los AngelesLondon 1979, pp. 43 ss.), al v. 833 invece la stessa sollecitazione visiva viene abilmente collegata al rapporto di concubinato di Cassandra con Agamennone per insinuare nel condottiero il timore di cadere nella violazione di un principio lesu cui cf. Collard, cit., p. 173 ad 834; gale (quello della responsabilit sui , Mossman, Wild Justice cit., p. 128; Gregory, cit., p. 144).

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condizione di supplice49(w. 468-470): , Nel corso della / ... / , , ... rhesis che perdura fino al v. 506 si trova un'altra indicazione dello stesso genere (v. 485), che pone un , problema d'esegesi puntuale. La maggior parte dei commentatori ritiene che con Filottete si stia riferendoalle proprie ginocchia, e quindi che il nesso nel suo complesso debba essere inteso nel senso di Ti un'eccezione a questa supplico mettendomi in ginocchio50: da Kamerbeek51 che invulgata interpretativa rappresentata vece considera l'espressione una normale stage-direction di supplica, intendendola all'inarca in questo modo: Mi prostro davanti alle tue ginocchia. La ragione di questa divergenza consiste nella differente valutazione dell'anomaliasinin dipendenza di tattica prodotta dalle presenza di : infatti verbo costruito con il dativo quando questo il referentedella persona supplicata espresso solita, mente in genitivo52. Vediano innanzitutto se il tipo di postura
49. La Kaimio, Physical Contact cit., p. 54 prende in considerazione questa scena per il tema delNemphasis on th lack of physical contact presente ai w. 485-486, senza esaminarne gli aspetti problematici. 50. Jebb (Sophocles, th Phys and th Fragments, by R.C. Jebb, part IV, th Philoctetes, Cambridge 1890, p. 85): I supplicate thee on my knees; Paduano (Tragedie e frammenti di Sofocle, cura di G. Paduano, Torino 1982, II, p. 657): Te ne prego in ginocchio; Pattoni (Sofocle Trachinie-Filottete, introduzione di V. Di Benedetto, premessa al testo e note di M.S. Mirto, traduzione di M.P. Pattoni, Milano 1990, p. 209): ecco, mi getto davanti a te in ginocchio; Ussher (Sophocles PhilocteteSyedited by R.G. Ussher, Warminster 1990, p. 53): I - miserable man - beseech you on my knees; Lloyd -Jones (Sophocles. Antigone-The Women of Trachis-Philoctetes-Oedipus at Colonus, edited and translated by H. Lloyd-Jones, Cambridge-London 1994, p. 303): I fall on my knees. 51. Cf. The PUys of Sophocles, by J.C. Kamerbeek, part VI, th Philoctetes, Leiden 1980, p. 85, dove viene citata la traduzione di Wilamowitz che andava nella stessa direzione esegetica: sie mich lahm, gebrechlich zu deinen Fssen liegen. Prima di Kamerbeek sulla stessa linea la traduzione di Mazon (Sophocle, tome III, Philoctte-Oedipe a Coione, texte tabli par A. Dain et traduit par P. Mazon, Paris 1960, p. 28): Je tombe tes genoux. In tempi recenti E. Belfiore, Xenia in Sophocles*Philoctetes, Class. Jour. 89, 1994, p. 120, senza soffermarsi sul problema, afferma: He (= Philoctetes) grasps Neoptolemus* knees ( in th gesture of supplication.... Si mantiene invece su una linea di dubbio ) J. Clarke-Kosak, Therapeutic Touch and Sophokles* Philoktetes, Harv. Stud. Class. Philol. 99, 1999, pp. 115-116. 52. And. 860 . F. 986 ' ; TasOr. 1332 ; :

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presupposto dalla maggioranzadei commentatori per la supplica di Filottete trovi un qualche parallelo.Jebb citava Phoe. che ha tuttavia nel 293 ', il verso viene contesto una valenza gestuale non paragonabile: infatti pronunciato dalle coreute come annuncio della proPer skynesiscon cui intendono salutareil ritorno di Polinice53. trovare un esempio drammaticodi supplica che abbia un riscontro testuale simile a quello generalmentepresupposto per Phil 48554, bisogna arrivarea Plaut. Rud. 280 in cui la sacerdotessa del tempio di Venere Ptolemocrazia rivolge alle due naufraghe Palestra e Ampelisca la seguente esortazione, che fornisce un'illustrazione indiretta del loro stato scenico: manus mi date, exsurgitea genibus ambae. Le due donne si sono dunque inginocchiate, ma c' una precisazione da fare a questo proposito: quale indicazione verbale segnalaval'inizio del loro gesto? Essa contenuta nella battuta di Palestra del v. 274: nunc ubi amplectimurgenua egentes opum. Le due giovani, pertanto, allo stesso modo di tanti personaggi tragici, assumono la condizione di supplici stabilendo una forma di contatto fisico con l'interlocutore,e per realizzareci si mettono in ginocchio. Appare chiaro allora che questa postura non pu essere considerataun mezzo gestuale, alternativoed equivalente all'instaurazione di contatto fisico, per l'assunin Phil. 485 presentata come anomasenza del genitivo in dipendenza da lia da A.C. Moorhouse, The Syntax of Sophocles, Leiden 1982, p. 87 e V. Bers, Greek Poetic Syntax in th Classical Age> New Haven-London 1984, pp. 93-94. 53. Cf. Euripidei Phoenissae, edited with Introduction and Commentary by vd. DJ. Mastronarde, Cambridge 1994, ad loc. Per altri annunci di Aesch. Pers. 152; Eur. Or. 1507. 54. Un esempio potrebbe essere dato da Soph. . . 326-327 in cui Edipo (la risposta di Tiresia del v. 329 rende plausibile soltanto quest'attribuzione, nonostante la notizia dello scolio, che assegna i versi al Coro) cerca di convincere Tiresia a non andarsene: , , / ' , ' L'indicazione gestuale non pu corrispondere natural. vera e propria (su cui cf. infra, n. 80), non solo per la mente a una connotazione 'barbara' che a questo atto sempre associata, ma anche perch non si adatterebbe a questo contesto. Si potrebbe pensare come realizzazione scenica a un'inginocchiarsi collettivo di Edipo e dei coreuti, ma, come sostiene anche Kamerbeek (The PUys of Sophocles, by J.C. Kamerbeek, part IV, th Oedipus Tyrannus, Leiden 1967, p. 87), tale possibilit remota, tanto pi che una data la cecit di Tiresia, non comporterebbe un visualizzazione di , incremento di forza persuasiva.

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zione dello stato di supplice: si tratta semplicemente di una modalit di realizzazione pratica del gesto, e, in quanto tale, pu trovare un riscontro testuale solo indiretto. Altre considerazioni, ricavabilida un'analisi dello sviluppo interno della rhesis, possono orientare, a dispetto della presunta difficolt sintattica, a favore della soluzione interpretativadi Kamerbeek. Nella porzione di testo compresatra i w. 468 e il v. 484 si registra una pressante richiesta di contatto da parte di Filottete, Alla diche culmina nei due imperativi 55 e . si associa scussa indicazione del v. 485 ( ) la seguente richiesta (w. 486b-487): ... / 9 che costituisce una puntuale ri, / 5 , petizione dei w. 470b-471 ... 5 . Questa ripresa si pu giustificare soltanto con l'intenzione di riawiare ex novo la supplica, anche se in forma diversa, ovvero a un livello di maggioreintensit56. Si pu tentare a questo punto una ricostruzione dello sviluppo dell'azione gestuale di Filottete a partire dal v. 468. Stabilireil preciso corrispettivo scenico del v. 470 impossibile data la genericit dell'indicazione verbale , ma risulta assai verosimile che Filottete si avvicini a Neottolemo accompagnandoil movimento con uno dei gesti di supplica alternativiall'instaurazionedi contatto fisico, per esempio quello di protendere le mani verso le ginocchia dell'interIn corrispondenzadel v. 485 Filottete cerca, come locutore57. abbiamo visto, una forma gestuale dotata di un pi elevato
55. Per la valenza scenica di questo si veda l'acuta osservazione di Fraenkel in Due Seminavi Romani di E. Fraenkel. Aiace e Filottete di Sofocle^a cura di alcuni partecipanti, premessa di L.E. Rossi, Roma 1977, p. 59: C' evidentemente una pausa: vale come una didascalia. Fraenkel rimanda a questo punto al v. 230, dove Filottete sollecita una risposta da parte degli stranieri (1 '), dopo che aveva gi richiesto segnali di contatto verbale nel verso precedente (', Secondo Fraenkel il ). secondo imperativo, dopo , viene dopo un silenzio. 56. In Hec. 833 avevamo individuato (cf. n. 48) un fenomeno simile, per quanto con meccanismo inverso (da un'azione di supplica a una strategia di persuasione puramente verbale), di ricontestualizzazione scenica di un motivo gi utilizzato dallo stesso personaggio in una sezione precedente della sua rhesis. 57. Cf. Sittl, Die Gebrden cit., p. 164 n. 4, dove tuttavia la citazione di Hel 1237 impropria per il fatto che la reazione seguente di Teoclimeno ( in associazione a un g' ;) implica contatto fisico:

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potenziale coercitivo, che possa vincere la ritrosia di Neottolemo: ora, anche se le condizioni fisiche non gli consentono di risulta chiaro dare realizzazione al rituale in manierapropria58, che proprio in conseguenza della necessit d'intensificazione dei propri mezzi persuasivi Filottete deve per lo meno utilizzare a livello verbale una delle formule convenzionali che segnalano con chiarezza all'interlocutore il passaggio a un'azione di supplica completa. Per questa ragione sembra pi congruente che Filottete dica mi prostro sulle tue ginocchia piuttosto che ti supplico in ginocchio: infatti 'il progresso gestuale'rispettoal v. 470 consiste proprio in un'esplicita ricerca di contatto fisico, che strettamente connessa alle richieste di contatto verbale notate sopra. L'esegesi di proposta dalla maggior parte dei commentatori comporta invece come conseguenza che quest'elemento rimanga inespresso. Credo dunque che l'interpretazione di Kamerbeekdel v. 485 sia quella corretta. La costruzione sintattica si pu spiegarepostulando che regga l'accusativo e che ad esso si aggiunga il dativo locativo configurando cos un tipo particolare di struttura 9 che non tra l'altro priva di paralleli59. Un altro problema posto da questa scena sofoclea consiste nello stabilire in quale punto del testo Filottete pone fine al
Cf. nitivo ha un significato ben diverso da espressioni del tipo di . gli esempi di LSJ; Euripides Helena, Herausgegeben und erklrt von R. Kannicht, band II, Heidelberg 1969 ad loc; Kaimio, Physical Contact cit., p. 50. 58. Cf. Kaimio, Physical Contact cit., p. 55 dove giustamente si sottolinea che un ulteriore impedimento alla messa in atto di effettivo contatto fisico da parte di Filottete la consapevolezza degli effetti repellenti della propria malattia (su cui cf. in generale V. Di Benedetto, Sofocle, Firenze 19872, pp. 195-202). 59. Cf. Khner-Gerth II 1, p. 290 (Anmerk. 13) dove si discutono Hom. //. 13, ' 580 ( .../... 15, 248-250 ( ); ' e 19, 125 (... / ...) in questi passi all'accusativo 'del tutto' si accompagna un complemento ): di luogo introdotto da preposizione che rappresenta la 'parte*.L'impiego del dasofocleo un caso specutivo semplice come locativo fa del lare e inverso del tipo di ' esemplificato da //. 5, 493 8, 452 ( ); (... in cui all'accusativo della e 18, 88 ( ' ), ) 'parte' fa riscontro il dativo del 'tutto'. Ringrazio L. Porciani per aver discusso con me questo punto.

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suo gesto e si alza in piedi60. Ussher cerca di fornire una soluzione in proposito, ma si mantiene sul vago collocando l'azione tra il v. 521 e il . 53061. Esistono argomenti per prouna soluzione alternativa. Un dato rilevante nella seporre zione di testo compresa tra il v. 507 e il v. 529 la totale assenza di contatto verbale tra Filottete e Neottolemo, inizialmente per effetto del nuovo centro di focalizzazione dialogica Quando Neottolemo anaperto dall'interventodel Corifeo62. nuncia la decisione di portare Filottete sulla nave, parla di lui ancora in terza persona, senza un appello diretto63, come ci si invece tenendo conto del che tale decisione fatto aspetterebbe
60. Su questo problema generale cf. supra, p. 11. Credo che per altre due scene si possa fissare la didascalia di questo movimento con buoni margini di verosimiglianza: si tratta di Hel. 1237 e Phoe. 923. Nel primo caso Elena supplica Teoclimeno di concederle di rendere gli onori funebri a Menelao. L'avvio del contatto dialogico con Menelao da parte di Teoclimeno in corrispondenza del v. 1250 dimostra chiaramente che in questo punto del testo la supplica gi stata interrotta, ma si pu formulare un'ipotesi pi precisa, e cio che Elena si alzi dopo che Teoclimeno ha implicitamente acconsentito a mandarla per mare al v. 1248 Date le reali intenzioni di Elena, si deve pen( ;). sare che la disponibilit manifestata da Teoclimeno al v. 1244 (' ), prima di sapere che il funerale si svolger per mare, non costituisca per Elena una garanzia sufficiente per interrompere il gesto. Nella seconda scena Creonte cerca di convincere Tiresia a non rivelare pubblicamente il contenuto dei suoi vaticini (fatali per Meneceo) e si prostra probabilmente di fronte a lui (923 la Kaimio, Physical Con); tact cit., p. 57 ritiene che sia un caso di figurative supplication, ma, tenendo conto del fatto che Tiresia cieco, si deve pensare che una supplica possa avere effetto su di lui solo se comporta una qualche forma di contatto fisico e sarebbe d'altra difficile giustificare la reazione di Tiresia ; (sul valore di cf. infra) se l'azione di Creonte andasse poco oltre il livello verbale. In corrispondenza del v. 929 Creonte desiste dalla richiesta e formula una domanda a scopo puramente informativo: ' ' ; Questo chiaro mutamento di focalizzazione dialogica induce a fissare la fine del gesto di Creonte in questo punto del testo (cf. Mastronarde, Eunpides Phoenissae, pp. 413-414). 61. Ussher, cit., p. 127: He falls to his knees (with pain and difficulty) from an upright position...which he must (presumably again with difficulty, but aided by habit, 894) resum (between 521-530?). Belfiore, Xenia cit., p. 120 n. 26 non prende posizione sull'identificazione del punto del testo in cui collocare il gesto di Filottete, ma pensa che sia Neottolemo a sollevarlo. 62. L'ultima battuta di Neottolemo ai w. 466b-467 (... / ' ), prima della rhesis di supplica di Filottete, infatti asseverativo rispetto alla dopresupponeva contatto verbale con lui: manda di Filottete , , ; 63. V. 526 ' , , .

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rappresentaproprio l'esaudimento della sua supplica. Quali condizioni sceniche possono risultarenel contesto congruenti con questa prolungata dissociazione dialogica? verosimile pensareche gi dopo il v. 506 Filottete interrompala forma di contatto fisico che doveva avere stabilito a partiredal v. 485, e che desista da qualsiasi tentativo d'instaurazionedi contatto. Prima di formulare un'ipotesi sullo stato scenico di Filottete in questa porzione di testo, necessario soffermarsisulle modalit con cui egli recuperail contatto verbale ai w. 530 ss.: a un'entusiasticaapostrofe a Neottolemo e ai marinai (v. 530' 531 a / , ...) ad affrettare la un'esortazione partenza (v. 533 , segue ...). Ora, questi due elementi espressivi si trovano anche in si confiHec. 505-507, dove, come abbiamo notato altrove64, verbale del movimento con cui come corrispettivo guravano Ecuba si alzava in piedi. probabile inferenza allora che alla fine della rhesis Filottete rimangaa terra,e manifesti in questo modo la scelta d'isolamento comunicativo, indotta dal rifiuto di Neottolemo: in corrispondenzadel v. 530 invece, in risposta al fausto ripensamento di Neottolemo, si alza in piedi. Nel caso di Pbil. 485 si pu concludere con sicurezza che alla ripetizione della stage-direction corrisponda un'effettiva intensificazione del gesto rispetto al v. 470; vediamo quale valenza scenica assume una ripetizione simile in /. A. 12461247. la Ifigenia sta cercando di convincere il padre a risparmiarle vita. L'indicazione verbale rappresentatadai w. 1216-1217 abba/ ,...) ( stanza esplicita da consentire d'immaginareche gi in questo punto del testo Ifigenia stia stringendo le ginocchia di Again corrispondenzadel v. 1241, mennone. Secondo la Kaimio65 si al quando Ifigenia rivolge piccolo Oreste, il contatto fisico con Agamennone verrebbe interrotto, e non sarebbe pi ripristinato:in questo modo ben si spiegherebbela reazione nee 64. Vv. 505-506 b ', / ' ;... Cf. Per una grammatica dei gesti nella tragedia . 507 , .... greca (I), pp. 20-22 per l'analisi in parallelo con Hcld. 640. 65. Physical Contact cit., p. 53.

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In gativa opposta da Agamennone alla richiesta di Ifigenia66. realt l'esempio di Hec. 275 ss.67, che anche la studiosa finlandese considera un caso di supplica completa, dimostra che un personaggio, per quanto vincolato agli obblighi morali del rituale, non deve necessariamenteassecondarela richiestadi un supplice, e pertanto che la risposta negativa di Agamennone non pu essere assuntacome argomento retrospettivoper postulare un'interruzionedi contatto gestuale. Credo che il riconoscimento dello stesso ductus retorico presente nella rhesis di Filottete possa assicurareche il contatto fisico viene mantenuto fino al v. 1252. L'ordine indirizzato al padre in corri, ) spondenza del v. 1238 ( esprimevaun bisogno di contatto visivo probabilmentein risposta a un tentativo di Agamennone di reciderlo, proprio come in Phil 484 sollecitavaun chiaro cenno di approvazione di contro a segnali d'indifferenza ritrosiada parte di Neottolemo. In questo punto del testo entrambii supplici devono trovare un mezzo persuasivo aggiuntivo che consenta loro di mantenere il contatto con l'interlocutore:Filottete lo recupera in forma gestuale68, Ifigenia, che ha dato realizzazione completa al rituale gi in precedenza,pu ricorreresoltanto a un espediente retorico, il coinvolgimento del fratello nella supplica69. Le apostrofi al fratello, quindi, lungi dal rapun presentare segno dell'interruzionedel contatto verbale con
66. It is possible that she does not resum th physical contact of supplication, which would make Agamemnon's unyielding attitude easier. 67. Cf. supra, p. 15. 68. Cf. le implicazioni notate sopra di . 69. England (The Iphigeneia at Aldis of Euripides, edited by E.B. England, London 1891, p. 124) sosteneva la necessit di espungere i w. 1240-1248, corrispondenti all'intervento di Oreste, in quanto frutto di un'interpolazione (su questa base lo studioso, seguito anche da D.L. Page, Actors' Interpolations in Greek Tragedy, Oxford 1934, p. 185, espungeva anche la prima menzione di Oreste ai w. 1117-1119). Per giuste critiche a quest'interventi cf. W. Stockert, Euripides Iphigenie in Aulis, Band 2, Wien 1992, pp. 516, 546. Credo che alla difesa dei versi possano contribuire anche le considerazioni sceniche che stiamo svolgendo qui, nel senso che, se i w. 1241-1248 fossero interpolati, Ifigenia opporrebbe come unica contromossa al tentativo di Agamennone di recidere il contatto l'argomento sviluppato nei w. 1249 ss., ma proprio il v. 1249 ( sembra presupporre che Ifigenia si sia gi servita di altri mezzi per) suasivi in precedenza: questo sarebbe chiaramente in contraddizione con gli effetti prodotti dall'espunzione.

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ne costituiscono piuttosto un tentativo d'inAgamennone70, difficile pertanto ipotizzare in corrispontensificazione71: denza dei w. 1241-1244, come fa la Kaimio, una rescissione definitiva del contatto gestuale72, un momentaneo abbandono con successivo ripristinoa partiredal v. 1245. Ne conse5 va ,) gue che il v. 1248 (, come rifocalizzazione dello stesso interpretatosemplicemente atto scenico che dal v. 1216 si prolungato senza soluzione di continuit fino a questo punto. 2. Ancora su supplica e contatto comunicativo: Eur. H. F. 1205-1210 Credo che considerazioni sul livello di contatto dialogico esistente tra supplice e supplicato, simili a quelle svolte finora, siano indispensabili per una corretta esegesi di H. F. 12051210. Anfitrione su sollecitazione di Teseo (v.1202) cerca di convincere Eracle a scoprirsi il volto e ad abbandonarela condizione di totale isolamento comunicativo che aveva assunto

70. In corrispondenza del v. 1241 l'attore che impersonava Ifigenia avr rivolto lo sguardo verso Oreste, per poi riprendere il contatto visivo con Agamennone tre versi dopo. 71. In altre parole, non si possono ricavare dai w. 1241-1244 considerazioni simili a quelle che ci avevano portato a postulare in corrispondenza dello sfogo paramonologico di Ecuba (Hec. 814-823) un'interruzione di contatto fisico. La temporanea rescissione di contatto verbale da Agamennone ha al contrario la funzione di trovare un 'soccorso' al pericolo di dissociazione totale, avvertito al v. 1238. In maniera abbastanza simile in Men. Asp. 299 ss. Davo prima (v. 299) esorta Cherestrato ad alzarsi in piedi, poi, visto il fallimento di questo tentativo, interrompe momentaneamente le esortazioni, e fa intervenire Cherea (, ...), , per riprenderle qualche verso dopo ( Devo quest'osservazione a Lucia Prauscello. ...;). 72. Il fatto che Ifigenia debba tenere in braccio (cf. l'ordine che Clitemestra riil pic' ) volgeva alla figlia ai w. 1118-1119 colo Oreste non rappresenta evidentemente un ostacolo al mantenimento del contatto fisico con Agamennone, dal momento che nelle stesse condizioni avveniva la prima instaurazione ai w. 1216-1217.

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Riporto prima dell'ingressoin scena del re ateniese (. 1159)73. il testo dei w. 1205-1210b secondo Pedizione di Diggle74:

...

che in questo punto del testo Anfitrione stia effettivamente toccando le ginocchia, il mento e la mano di Eracleper vincolare agli obblighi religiosi dell'hikesiala sua reintegrazionenel dialogo75.L'accoglimento di quest'interpretazionescenica ha ripercussioni anche sull'assetto testuale del v. 1209. West ha sostenuto la necessit di ripristinarea testo la lecontro la semplice correzione di Wizione tradita il difetto di questo piccolo emendalamowitz 76: mento sarebbe secondo lo studioso il fatto che (it) does not explain how Herakles' beard and knees can be clutched from this position. Wilamowitz sosteneva la necessit dell'emendamento per il fatto che le determinazioniintrodotte da doe di conseguenza dipendono da 77, vrebbe assumere un significato assoluto equivalente a 73. Per il problema dello svelamento di Eracle cf. Per una grammatica dei gesti nella tragedia greca (I), cit., pp. 27-28 . 37. 74. Euripidis fabulae, edidit J. Diggle, tomus II, Oxonii 1981. 75. Physical Contact cit., p. 51: As Herakles is sitting on th ground, Amphitryon must kneel beside him; the use of wrestling metaphors combined with the rfrences to the contact with chin, knee and hand indicate a real action of supplication on stage. Dello stesso avviso gi Wilamowitz (Euripides Herakles, erklrt von U. Von Wilamowitz Moellendorff, Berlin 18952, p. 456); M.L. West, Criticai Notes on Euripides' Herakles, Philologus 117, 1973, pp. 147-148 e Bond (Euripides Herakles, with Introduction and Commentary by G.W. Bond, Oxford 1981, pp. 371-372). 76. Criticai Notes, art. cit., p. 147. La lezione tradita mantenuta anche da Lee nell'edizione teubneriana della tragedia (Euripides Hercules, edidit K.H. Lee, Lipsiae 1988). 77. West, Cntical Notes cit., p. 148 cerca invece di farle dipendere da , , portando come parallelo Eur. Supp. 42-43 con un dativo . La costruzione di / con e l'accusativo) tuttavia un accusativo semplici (o, senza tmesi, di ben lungi dal legittimare la sovrapposizione di preposizioni postulata da West.

La Kaimio, come d'altra parte tutti i commentatori, convinta

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78 che reso tuttavia improbabileproprio dalla presenza limitrofa di questo verbo. Si deve d'altra parte rilevare che a si potrebbe assegnareanche il significato concreto di prostrandomisu di te (in questo caso il participio non che il verbo duplicherebbe, ma precisererebbe ), anche assumere quando apparentementeprivo di un pu complemento oggetto79.Risulta evidente allora che l'unico vero elemento dirimenteper risolvere il problema testuale di stabilirese il gesto di Anfitrione comporti davvero contatto fiandrebbe mantenuto80, sico: in questo caso infatti
78. Wilamowitz, cit., p. 456 portava a confronto Hec. 273 ... , , / (cf. la traduzione di Collard, cit., p. 71: You clasped my hand, as you say, and my old cheek hre in supplication). e si riscontra in Eur. Un altro esempio sicuro d'equivalenza tra El. 221 ' ", (per la ricostruzione della scena in cui questo verso inserito cf. infra). 79. Si vedano a questo proposito: Soph. Ai. 1180-1181 ' , , . 453 / , ; , 183 Eur. Ale. 164 1 ; ; ' Or. 1507 510 ', ...; ; Nel caso di Ale. 164 e Soph. El. 453 anche un , . significato generico (supplicando) s'accorda con il contesto, per quanto concerne invece Ai. 1181 (Teucro ordina a Eurisace di non staccarsi dal corpo di Aiace), Ale. 183 (Alcesti si getta sul letto nuziale) e Eur. El. 510 (il Vecchio racdi cui si fa menconta di essersi prostrato sulla tomba di Agamennone, il zione al v. 509) non sussiste alcun dubbio sul fatto che il verbo, indipendentemente dal tipo di gesto (in Ai. 1181 e Ale. 183 non si tratta infatti di supplica) denoti comunque un'azione concreta di contatto fisico (gettarsi su...). Per Or. 1507 cf. n. seguente. 80. La Kaimio, Pbysical Contact cit., p. 58 sostiene che in / l'idea di contatto sarebbe assente: in realt, se si prendono in considerazione i casi in cui il verbo utilizzato per indicare un gesto diverso dalla supplica, si ha la prova del contrario. Si vedano a questo proposito: Aesch. Sept. 95 ' / <> ; (che si tratti di un'esortazione al contatto con le statue assicurato dal v. 98 ), equivalente a Ar. Eq. 31 ; Soph. 7V. 904 '... (Deianira si getta sopra, non davanti agli altari); Eur. Ale. 350 (Admeto sta parlando della statua di Alcesti che eriger nel talamo per consolarsi della perdita della moglie; vale mi getter sopra, abbraccer); Med. 1205 chiarisce che (Creonte si getta sul cadavere di Glauce); El. 576 (alla vigilia dell'abbraccio di riconoscimento tra Elettra e Oreste) Tro. 762-763 ' / , ; 1114-1115 ' . / ...; ... (Agave si avventa su Penteo, su cui cf. Euripides Bacchae, with Introduction, Translation and Commentary by R. Seaford, Warminster 1997, p. 238); Ar.

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in caso contrario si renderebbe necessaria la correzione di Wilamowitz81. Si rendono necessariea questo punto alcune considerazioni sugli effetti interpretativiche l'ipotesi di una supplica con effettivo contatto fisico produrrebbenel contesto (la menzione delle singole parti del corpo canonicamentecoinvolte nel ri-

Ecc. 694 (su cui cf. Aristophanes Ecclesiazusae, edited with Introduction and Commentary by R.G. Ussher, Oxford 1973, p. 885 175). Credo che la nozione di contatto sia confermata anche da Ar. . Recentemente . Napolitano, . una riconsiderazione (Ar. Eq. 1247-89), Quad. urb. cult, class. 46-48, , 1994, pp. 80-81 ha tentato di rimettere in discussione l'esegesi di questo verso, in non ancui descritto un caso di cunnilinctus: secondo lo studioso drebbe tradotto, come fanno tutti i traduttori a partire da Van Daele {Aristophane, tome II, Les Gupes-La Paix, texte tabli par V. Coulon et traduit par H. Van Daele, Paris 1924, p. 136), il va se jeter sur elle, ma messosi in ginocchia davanti a lei con allusione alla figura Veneris del cunnilinctus ingeniculans. Prova ne sarebbe il commento dello scolio contenuto nel codice Veneto (p. 135 . Tuttavia, lo Holwerda): stesso codice riporta un'altra annotazione scoliastica importante (885b): ra, come si pu ricavare , . da Eub. fr. 140 K.-A. e Lue. Pseudol. 28 (citati gi da J. Henderson, The Maculate indica la pratica del cunnilinctus tout Muse, Oxford 19912, p. 186), rimanda da solo a questa pracourt: se dunque lo scoliaste dice che berr tica, sar pi verosimile che esso valga gettattosi sul... [anche , in un colpo solo, si capirebbe meglio, se si collegasse a una (seil, ) chiara designazione dell'atto]. Per quanto concerne il gesto della in due casi (Aesch. orientale, che viene designato attraverso il verbo Pers. 152, Eur. Or. 1507, dove il Frigio utilizza il nesso ... , riscontrabile anche in Hdt. 1, 134, 5), stato messo in luce da EJ. Bickerman, A propos d'un passage de Chares de Mytilene, Par. Pass. 18, 1963, pp. 244-245 che la proskynse est toujours l'acte de baisier. En s'agenouillant ou en se prosterindica nant, on baisait les mains ou les pieds de la personne adore. dunque una prostrazione che implica contatto. A ulteriore conferma si possono citare due passi in cui designa una lotta fisica: A. P. 12, 206, 1-2 ...T Luc. Anach. 3 / ; . Cf. in proposito M.B. Poliakoff, Studies in th Terminology of th Greek Combat Sports, Frankfurt am Main 1986, pp. 128, 131. ' 81. Per cf. Aesch. Pers. 588; Eur. Supp. 63 , deve essere corretto metri dove il tradito ', causa (cf. Euripides Supplices, edited with Introduction and Commentary by C. , Collard, II, Groningen 1975, p. 124) e Soph. El. 1380 , ...

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di per s una ragione suftuale, infatti, non pu rappresentare ficiente per sostenere questa ricostruzione)82: - la supplica di Anfitrione adempierebbea una funzione di ripristino di contatto comunicativo. Si visto in precedenza che alla supplica di Ermione in And. 891-895 si poteva assegnareun effetto per certi versi paragonabile,nel senso che soltanto attraversoquesto gesto Oreste riusciva a rendersi conto della presenza della donna, superando il ritardo nell'instaurazione di contatto visivo imposto dalle convenzioni legate agli ingressi. La differenza tra le due scene facilmente percepibile: Ermione si sente autorizzata ad abbracciarele ginocchia di Oreste perch ha avuto chiaraprova della sua disponibilit il ritardo nell'avviarlo chiaa stabilireil contatto dialogico83, ramente indipendente dalla sua volont. Nel nostro caso invece si deve ricordareche Eracle ha deliberatamenteadottato una condizione di totale isolamento, visualizzata dal gesto di ora, si pu pensare che a questo radicalericoprirsi il volto84: fiuto di contatto Anfitrione reagisca imponendo una reintegrazione forzata attraversola forma di supplica dotata del pi alto potenziale coercitivo? Si deve tener presente poi che la messa in atto di una supplica completa presuppone sempre che tra i due personaggicoinvolti si sia instauratauna qualche forma di contatto verbale, comunque si sia manifestatada parte del supplicato la disponibilit ad avviarlo85.
82. Che all'utilizzo di tutto il formulario tipico del rituale non debba necessariamente corrispondere una realizzazione scenica dimostrato da /. T. 1068' , 1070 ... / / su cui cf. infra. , 83. Eloquente in questo senso la richiesta d'informazioni su Ermione fatta al Coro: w. 887-889: ... /, / . 84. Sui meccanismi psicologici di questa scelta cf. in generale Cairns, Aids cit. pp. 293-295 e sul gesto Per una grammatica dei gesti nella tragedia greca (I), cit., pp. 41-42 con n. 71. Non forse irrilevante notare che se, come pensa la Kaimio, la supplica di Anfitrione comportasse un contatto fisico con le singole parti del corpo menzionate nel testo, il velo di Eracle (probabilmente il lembo della veste portato sul volto) impedirebbe al padre di toccargli la guancia. 85. Al di l dei casi in cui il gesto viene realizzato dopo che i due personaggi hanno gi dialogato a lungo (Med. 324 ss.; Hipp. 325; per Hipp. 605 ss. cf. infra; Hec. 275 ss.; Supp. 163 ss.; Hel 1237 ss.; Phoe. 923 ss.; /. A. 900 ss.), interessante notare come sempre il personaggio che sta per subire la supplica abbia gi stabilito un livello, anche minimo, di contatto verbale: in And. 555-556 Peleo, entrando in scena, vede Andromaca incatenata e la apostrofa (..., /

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- Un ostacolo non irrilevanteall'instaurazionedi contatto fisico da parte di Anfitrione potrebbe essere rappresentato, inoltre, dal pericolo di contaminazione che viene sollevato esplicitamenteda Eracle al v. 1399 quando Teseo gli offre il sostegno fisico necessario perch si alzi in piedi86. - In tutte le scene di supplica effettiva (con senza contatto fisico) il corrispettivo verbale del gesto (in questo caso i w. 1207-1208) precede l'enunciazione della richiesta che lo motiva (i w. 1203-1204):ci ha chiaramentela funzione di vinco' ), e al . 572 Andromaca gli tocca le ginocchia; in maniera simile Teonoe durante il suo ingresso si rivolge direttamente a Elena -; ' / ; (873-874 , in . 894 assume la condizione di supplice. Ci che del ), poi corrispondenza sono poi tre scene in cui il supplicato da chiari segni di voler avviare il contatto, ma ci viene momentaneamente impedito: a Hec. 726 ss. e And. 891 ss., di cui abbiamo gi trattato, si aggiunga anche Or. 375 ss. Menelao giunge in scena, ma non vede immediatamente Oreste (cf. Mastronarde, Contact and Discontinuity ' \ cit., pp. 24-25) e chiede al Coro dove si trovi (375-376 A quel punto Oreste inter' / ' , , ). viene (380 ' ' ...) abbracciandogli le ginocchia in corrispondenza del v. 382. impressionante la specularit tra la struttura di questa scena euripidea e quella riscontrabile in Plaut. True. 826 ss.: Callide non nota la presenza in scena di Diniarco, chiede notizie di lui (826 ubi is homost quem didsf), provocando la seguente reazione da parte del suddetto: adsum, Callicles. per tua obsecro genua ut tu istuc insipienterfactum sapienterferas. Per quanto concerne Phil. 470 ss., si gi notata la presenza di una forma di contatto verbale ai w. 466-467. In /. A. 1211 ss. sembrerebbe di trovare una violazione di questo schema, dal momento che la rhesis di Ifigenia preceduta da un dialogo tra Agamennone e Clitemestra, ma bisogna ricordare che dopo l'entrata in scena di Ifigenia al v. 1120 era stato proprio Agamennone a cercare di avviare il dialogo con la figlia (w. 1122-1123), che invece si era coperta il volto (cf. Per una grammatica dei gesti nella tragedia greca (I)> pp. 43-44). Si possono utilizzare le considerazioni qui svolte per chiarire quali siano le modalit di realizzazione della supplica che Iolao rivolge a Demofonte in Hcld. 226-228 (' / Demofonte, dopo il suo ingresso in scena, si era rivolto esclusivamente ai ...). coreuti (w. 120-123, 125), e ancora ai w. 130-131 parlava di Iolao in terza persona per poi sollecitare l'Araldo a prendere la parola. Immaginare che Iolao possa stringere le ginocchia di Demofonte, senza che sia venuto da lui nessun segnale di ricerca di contatto, rappresenterebbe pertanto una singolare violazione di una tendenza generalizzata: il suo gesto non pu essere qualificato che come una figurative supplication (su questa linea, per quanto con diversi argomenti, Kaimio, Physical Contact cit., p. 57). 86. Cf. le considerazioni fatte in Per una grammatica dei gesti nella tragedia veniva annoverato tra le greca (I) cit., pp. 27-28 n. 37, dove il pericolo del ragioni da addurre contro la tesi di Bond di uno svelamento messo in atto direttamente da Teseo.

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lare preventivamenteil supplicato agli obblighi imposti dal rituale87. L'ordine invece invertito proprio in questa scena delVEraclee in /. . 1063-1070:per quest'ultimo passo, in cui Ifigenia sta chiedendo alle coreute di tacere sul progetto di fuga la Kaimio89 che ha organizzato insieme a Oreste88, postula la di una come s' Tuttavia, figurative supplication. presenza visto, anche nei casi di realizzazione non completa del rituale, la sua messa in atto precede la formulazione della richiesta90, sorge quindi il sospetto che un'indicazione verbale come
87. Si veda l'applicazione di questo meccanismo: Phil. 468 ss. (470 e la ripetizione dei w. 485 s. su cui cf. paragrafo prece, , ' dente); Med. 336 ss. (Medea abbraccia le ginocchia di Creonte e tocca la sua mano tra il v. 336 e il v. 339, al v. 340 inizia la formulazione della richiesta: Held. 226 ss. (226-227 ' ' ); che pure rappresenta probabilmente / ), , un caso di figurative supplication (cf. n. 85); And. 572 ss. (572-573 ' 575 / ', ... ...); per And. , 891 ss. e Hec. 752 ss. cf. supra; Hec. 275 ss. / ' ' , / ; Supp. 163 ss. (ai w. 164-165 della rhesis di Adrasto si trova l'indicazione gestuale ... e al v. 168 / , Tro. 1042-1043 (, / , ...); , ), esempio di supplica senza contatto fisico, come sostiene giustamente la Kaimio, Physical Contact cit., p. 56; Hei. 894 ss. (894-895 e al v. / ', , 900 , ) e 1237 (la stage-direction, che accompagna la supplica di Elena, divisa tra il v. 1237 e il 1239: ', Phoe. 923-925 (923 ... ); Or. 382-38^ 925 " , ); /, /' '...; . . 1216 ss. (la richiesta viene formulata a partire dai w. 1232-1233 ' su cui cf. supra. In /, ' ...) , Hyps. fr. 60, 25-27 Bond, che un caso di figurative supplication, il meccanismo viene slmilmente applicato: /] , , <'> ' / ... Abbiamo lasciato fuori due [][ ] scene che si sottraggono a questo schema: per quanto concerne Hipp. 325 ss., bisogna tener presente che l'azione della Nutrice non programmata, ma si configura come decisione estemporanea prodotta dall'esitazione di Fedra nel rivelare la causa prima della sua sofferenza. Questa atipica situazione contestuale giustifica la mancanza della consueta sequenza 'indicazione gestuale / richiesta'. Per gli aspetti atipici di Hipp. 605 ss., cf. il paragrafo successivo. w. 1068b- 1070 ... 88. Vv. 1063-1064 ' ...; ' , / / . 89. Kaimio, Physical Contact cit., p. 56. 90. Si ricordino i casi di Hyps. fr. 60, 25-27 Bond e Held. 226 ss.

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quella dei w. 1068-1070 abbia valore puramente retorico, e che non sia necessario cercarne un corrispettivo scenico91. Questi elementi inducono a escludere che Anfitrione possa supplicareEracle toccandogli le ginocchia, le altre parti del corpo nominate. Di conseguenza si dovr accogliere a testo la adeguatastage-direction congetturadi Wilamowitz , per un gesto di prostrazione che non comporta contatto fisico. Quando Anfitrione si alza da terra? Sembra difficile recuperare questo dato didascalico, dal momento che la prima battuta pronunciatada Anfitrione dopo il v. 1213 (a conclusione della sua supplica)si colloca a distanza di 192 versi (v. 1405), e inoltre nel corso del dialogo tra Teseo e Eracle, che occupa questa sezione di testo, non si trova alcun cenno alla sua condizione scenica. Credo che un confronto con la rielaborazione senecanadella tragediapossa essere utile a questo proposito: il dato didascalicomancantenel testo euripideo trova infatti una chiara esplicitazione verbale. Verso la fine del drammarcole rivolge a Teseo la seguente preghiera (w. 1317-1318)92: vivamus.artusallevaafflictisolo, Theseu,parentis. 1317 afflictirecc: -tos
91. Credo che una valenza parimenti retorica si debba assegnare a /. A. 909 che si inserisce nella supplica di <>, , ( ), Clitemestra ad Achille. Prescindendo dal problema di stabilire se si tratti effettivamente di una figurative supplication, come pensa la Kaimio, Physical Contact cit., p. 58, credo che il gesto di Clitemestra debba essere collocato prima del v. 903, altrimenti si otterrebbe come risultato che la formulazione della richiesta ' ) ) , (w. 903 ss. ' , venga a precedere l'indicazione gestuale. Ritengo dunque che Tunica ricostruzione possibile sia la seguente: dopo aver pronunciato il v. 902 Clitemestra, che al v. 899 aveva ricevuto una dichiarazione di benevolenza da parte da Achille ( , da confrontare con la battuta pronunciata da Egeo in , ' '; Med. 707 prima che Medea iniziasse a supplicarlo: si prostra di fronte a lui toccandogli le ginocchia (la relativa stage-direc), il . 909 tion fornita dal v. 900 ' ), una pura intensificazione verbale dell'azione in corso, che perdura probabilmente ancora al v. 911 ( ). 92. Riporto il testo secondo Pedizione di Zwierlein (L. Annaei Senecae Tragoediae. Incertorum auctorum Hercules Oetaeus, Octavia, recognovit brevique adnotatione critica instruxit O. Zwierlein, Oxford 1986).

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L'ordine di rcole congiunto alla stage-direction 'afflitti chiarisce che Anfitrione si trova in questo solo...parentis**0 momento a terra, ma nella sezione precedente di testo nessun elemento verbale lasciava immaginareuna caduta. Una semplice considerazioneconsente di fissare in quale punto del teAi w. sto si deve collocare verosimilmente quest'azione94. 1315-1316 rcole annunciala decisione di desistere dalle tentazioni suicide, manifestatesubito dopo la scoperta della train questo modo esaudiscela richiestache il gica fine dei figli95; padre gli aveva rivolto ai w. 1250-1252 {...unicumlapsae domus /firmamen, unum lumen afflitto malis / temet reserva...). Tra l'esaudimento di questa preghiera (si veda vivamus, con
93. Credo che ad afflicti vada attribuito non il significato di afflitto in senso psicologico, come fa la maggior parte dei traduttori e commentatori (cf. L. Anneo Seneca. Il furore di rcole, Introduzione, testo, traduzione e note a cura di F. Caviglia, Roma 1979, p. 215: Teseo, solleva il corpo di mio padre che giace doloroso; Seneca. La follia di rcole, introduzione, traduzione e note di E. Rossi, p. 173: Solleva dal suolo le membra del genitore afflitto; Seneca Hercules Furens, Einleitung, Text, bersetzung und Kommentar von M. Billerbeck, LeidenBoston-Kln 1999, p. 604 che assimila il nesso artus adflictos a Oed. 182 ignavos artus e 376 debiles artus) legando solo ad alleva, ma quello concreto di steso a terra (in questa direzione soltanto Snque Tragdies, tome I, texte tabli et traduit par F.R. Chaumartin, Paris 1996, p. 60: Relve, Thse, le corps de mon pre, qui gt terrass). Che anche il participio adflictus in associazione a una determinazione locale contigua, come solo in questo caso, possa mantenere il significato concreto presupposto da nessi del tipo di adfligere bumo, terrae (per cui cf. Plaut. Pers. 793; Rud. 1010; Ov. Met. 12; 139, Luc. 2, 30-31; [Sen.] Oct. 685) dimostrato dai seguenti paralleli contemporanei di poco posteriori a Seneca: [Sen.] Oct. 796-797 (effigies Poppeae) afflicta vulgi manibus et saevo iacet / eversa ferro; Ilias Lat. 1031-1032 ...Nunc sis mitissimus oro / et patns afflicti genibus miserere precantis (su cui cf. Baebii Italici Ilias Latina, introduzione, edizione critica, traduzione italiana e commento a cura di M. Scaffai, Bologna 1982, p. 424); Sii. 10, 206-207 ...(seil, procella) ... cavisque / afflictos ripis tumidum demersit in amnem. 94. Il fatto che le tragedie di Seneca non avessero verosimilmente una destinazione performativa (si veda in primis O. Zwierlein, Die Rezitationsdramen Senecas mit einem kntisch-exegetischen Anhang, Meisenheim am Gian 1966) non esclude naturalmente che i dati scenici presenti nel testo vengano inseriti secondo un principio di sostanziale coerenza interna. Per un presupposto di questo genere, per quanto nella prospettiva di un'effettiva finalit rappresentativa, si vedano D.F. Sutton, Seneca on th Stage, Leiden 1986 (pp. 44-47 per le stage-directions ricavabili daYHerculesFurens, tra le quali tuttavia non viene annoverata la caduta di Anfitrione) e J.G. Fitch, Phying Seneca?, in Seneca in Performance, edited by G.W.M. Harrison, London 2000, pp. 1-12. 95. Vv. 1315-1317: succumbe, virtus, perfer Imperiumpatris. / eat ad labores hic quoque Herculeos Ubor: / vivamus...

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cui si apre il v. 1317) e l'ordine di sollevare da terra le membra di Anfitrione c' vistosa contiguit sintattica, e dunque un legame di connessione logica. In altre parole sembra che Anfitrione possa accettare di essere sollevato in piedi soltanto dopo aver ottenuto garanzie del fatto che rcole non si toglier la vita: il permanere a terra di Anfitrione rappresenta dunque una forma di pressione sul figlio, che cessa nel momento in cui egli da chiari segni d'accogliere la richiesta del padre. Ora, tenendo conto del fatto che il ductus retorico dei w. 1246-1249 (per sancta generis sacra, per ius..., etc.) quello tipico di una supplica, diventa probabile che Anfitrione si prostri proprio in questo punto del testo, e che in questo modo riproduca l'azione compiuta dal suo predecessore euriSe si accoglie questa ricostruzione, pideo in H. F. 1206- 12 IO96. nella scena senecana si troverebbe applicato lo stesso meccanismo drammatico che abbiamo riconosciuto nella scena del Filottete esaminata in precedenza: il supplicato cerca di sottrarsi alla richiesta del supplice bandendo ogni forma di contatto verbale e visivo. Il supplice tuttavia rimane a terra attendendo una risposta positiva: quando essa giunge si alza in piedi. Questa conclusione a cui porta la ricognizione qui condotta dell'apparato didascalico senecano rende per lo meno possibile immaginare che lo stesso meccanismo regoli il sollevarsi da terra di Anfitrione nella scena euripidea97:di fronte al deciso rifiuto di contatto di Eracle egli non si alza in piedi immediatamente, ma rimane a terra fino al v. 1229, quando cio la sua richiesta (l'uscita dall'isolamento comunicativo di Eracle attraverso la rimozione del velo) trova realizzazione. A
96. Gli elementi espressivi comuni tra le due suppliche non sono vistosi: probabile che l'insistenza sul motivo della vecchiaia da parte dell'Anfitrione senecano (1248-1250 ...perque venerandos piis / canos, senectae parce desertae, precor, / annisque fessis;...) rielabori ed espanda uno spunto patetico presente ai w. 1209-1210 Non si pu escludere d'altra parte che la ri. chiesta dei w. 1250-1252 (...temet reserva...) sia una reinterpretazione dei versi di Eracle / , (il euripidei 1210-1211 sarebbe rivisto nei termini estremi di un'intenzione suicida). 97. Un'alternativa potrebbe essere di collocare pi meccanicamente il movimento di Anfitrione subito dopo la conclusione del suo intervento (v. 1213), ma ci sarebbe in contrasto con l'idea, che abbiamo menzionato anche all'inizio (cf. supra), per cui il supplice (o chi, come in questo caso, semplicemente prostrato) si alza in piedi verosimilmente quando ha ricevuto una risposta chiaramente positiva negativa dall'interlocutore.

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questo punto non c' nessun'altraragione per cui continui a rimanere a terra. 3. Supplicae violenza fisica: Eur. Hipp. 605 ss. Commentando la seconda scena di supplica aYlppolito (w. 603 ss.\ aplin e la Kaimio98 sostengono contro Barrett"che la Nutrice in corrispondenzadel v. 607, a dispetto della formula usata ( non toccherebbe le ginoc...), chia di Ippolito, ma, data la reazione negativa mostrata dal giovane di fronte al precedentetentativo di approccio gestuale (v. 605, su cui torneremo tra breve), si limiterebbea gettarsi a terra evitando l'instaurazionedi contatto fisico100. Ritengo necessariaa questo proposito una ricognizione dei w. 603-605, che tenga in conto maggiore di quanto non sia stato fatto finora la particolaresituazione scenica in cui si situa la sticomitia tra Ippolito e la Nutrice:
. . . . . , ' , ' , ' ; , ' 605 '

Subito dopo la rivelazione del segreto di Fedra, Ippolito esce indignato dalla sken, seguito a poca distanza dalla Nutrice101. Il tenore delle rispettive battute consente di chiarire i movimenti dei due personaggi: Ippolito si sta dirigendo verso lo spazio orchestico cercando di evitare ogni forma di contatto
98. O. Taplin, Greek Tragedy in Action, Berkeley-Los Angeles, p. 70; Kaimio, Physical Contact cit., p. 54. 99. Euripides Hippolytosy Edited with Introduction and Commentary by W.S. Barrett, Oxford 1964, p. 273. 100. La Kaimio, Physical Contact cit., p. 54 ricava dal . 607 la seguente didascalia: she (= th Nurse) would fall on her knees although she cannot touch Hippolytus' knees. Per il problema delPinginocchiarsi del supplice, cf. le osservazioni fatte sopra in relazione a Phil. 485. 101. Cf. la didascalia di Halleran (Euripides Hippolytus, with an Introduction, Translation and Commentary by M.R. Halleran, Warminster 1995, p. 200): Hippolytus cornes forth from th palace, with th Nurse close behind.

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con la Nutrice (eloquente in questo senso l'invocazione alla terra e al Sole pronunciata subito dopo l'uscita102). La donna riesce a strappargliun'unica reazione verbale (v. 604), che tuttavia, data l'assenza di espliciti segnali riconducibili alla funzione fatica, non sottende un'intenzione di ripristino del contatto comunicativo: di conseguenza, legittimo immaginare che mentre viene pronunciato il v. 604 Ippolito continui imperterrito la sua avanzata, ignorando la presenza fisica della Nutrice. In questo contesto l'unica possibilit di avvio del contatto con Ippolito consiste nel bloccarne fisicamente il movimento. Una situazione scenica omologa si riscontra in Eur. El. 215227. Dopo la parodo Oreste e Pilade entrano in scena, e vedendo ritornare Elettra si appostano verosimilmente dietro a un altare posto in una zona laterale dell'edificio scenico103. Elettra si accorge della presenza dei due stranieried esorta le coreute ad allontanarsilungo il sentiero (ovvero in direzione dello spazio extrascenico), lei intenzionata a rientrare in

102. Cf. w. 601-602 ' , / ' . 103. Questa la conclusione a cui conduce l'indicazione topografica contenuta nei w. 216-217: ' / ' Se si conserva infatti la lezione tradita e la si considera equivalente . a (cf. l'apparato di Diggle OCT II e J. Diggle, Studies on th Text of Euripidee, Oxford 1981, pp. 33-34), si ricava che Oreste e Pilade si sono nascosti in corrispondenza di un altare collocato in un'area dello spazio scenico determinata attraverso ' . Alcuni (Euripides Electra, edited with introduction and commentary by J.D. Denniston, Oxford 1939, p. 75, Diggle, Studies on th Text cit., p. 34) cercano d'identificare quest'altare con quello dedicato ad Apollo Agyieus, che era posto davanti alla porta delle case e dunque nella finzione scenica davanti alla sken [cf. Diggle, Studies on th Text cit., p. 34 e J.P. Poe, The Altar in th Fifth Century Thtre, Class. Ant. 8, 1989, pp. 130-137]. Tuttavia indica propriamente a fianco di... [cf. And. 43-44 ' su cui si vedano N.C. Hourmouziades, Pro/ '..., duction and Imagination in Euripides, Athens 1965, p. 50; Poe, The Altar cit., pp. 125-126, e Eur. Supp. 938 ' , per cui si pu rimandare a L. Polacco, Come Euripide rappresent le Supplici, Atti Ist. Ven. scienz., lett., arti 145, 1986-1987, p. 9 n. 26], dunque tale identificazione non pu essere considerata corretta, e il nascondiglio dei due amici andr collocato in una zona laterale.

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casa104, dunque dall'orchestrasi sta avviando verso la sken105. Quando arrivain prossimitdella porta, Oreste e Pilade giunIl problema ricostruttivo che si pone a gono al suo fianco106. di stabilire quale sia il corrispettivoscenico del questo punto v. 220 (Oreste a Elettra:', )107: se cio Oreste abbia davvero afferratola mano della sorella108. Credo che sia necessario postulare un'azione di questo tipo per il fatto che le possibilit alternative,ovvero che Oreste si ponga di fronte a Elettra per sbarrarleil passo, oppure che protenda semplicemente la mano in maniera minacciosa, non sarebberocompatibili con le modalit dell'intervento di Oreste. Contro la prima possibilit deporrebbegi la lettera del v. 220, contro la seconda la semplice considerazione che manca tra i due attori una qualsiasiforma di contatto visivo: se si im' ' 104. Vv. 218-219 / , . 105. Questo movimento di Elettra fornisce ulteriore conferma del fatto che il nascondiglio di Oreste e Pilade non pu trovarsi di fronte alla porta della sken: se infatti cos fosse, perch Elettra dovrebbe considerare una via di fuga il movimento verso la porta deiredificio scenico? 106. L'unica direzione che ragionevolmente si pu assegnare al movimento di Oreste e Pilade questa, da una zona laterale deiredificio scenico verso il centro. Se avanzassero infatti verso l'orchestra, una collisione con Elettra sarebbe inevitabile e, come abbiamo gi rilevato sopra, la decisione della donna di avviarsi verso la sken non avrebbe senso. Denniston, Euripides Electra cit., p. 75 giustamente sostiene che Oreste e Pilade move towards th house, ma com' possibile ci se, come pensa il commentatore, il loro nascondiglio coincideva con Taltare di Apollo Agyieus che si trova proprio davanti all'ingresso della casa? Conferma ulteriore del fatto che l'incontro tra fratello e sorella avvenga di fronte alla porta della sken fornita dal successivo intervento del Contadino ai w. 341-342: ' ' ' " ' / / ; ; 107. L'immediata reazione di Elettra (v. 221) un appello ad Apollo (probabilmente motivato proprio dalla vicinanza all'altare di Apollo Agyieus, come pensano Denniston, Euripides Electra cit., p. 76 e Euripides Electra, with translation and commentary by M.J. Cropp, Warminster 1988, p. 114): ' ", . 108. commentatori sono divisi in proposito: mentre Diggle, Studies on th Text of Euripides cit., p. 34 (Orestes advances towards her with outstretched hand) e S.R. Slings, Notes on Euripides*Electra, Mnemosyne 50, 1997, p. 140 (It is unnecessary to suppose that Orestes is actually touching Electra) negano questa possibilit, essa presupposta dalla didascalia inserita da Kovacs (Euripides Suppliant Women-Electra-Heracles, Edited and Translated by D. Kovacs, Cambridge-London 1998, p. 171) tra il . 219 e il 220: Orestes grasps Electra by th wrist.

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magina infatti, sulla base delle considerazioni fin qui svolte, che Oreste giunga al fianco di Elettra, mentre lei verosimilmente cerca di entrarecomunque in casa fingendo d'ignorare la nuova presenza, da escludereche un semplice gesto di minaccia di Oreste abbia il potere di bloccarne il movimento. L'azione di Oreste sembra dunque rappresentarein queste circostanze l'unico mezzo possibile d'instaurazione di conAllo stesso modo la Nutrice tatto comunicativo con Elettra109. per vincere il rifiuto di contatto visivo opposto da Ippolito deve ricorrere all'azione fisica. Diventa chiaro allora che il gesto compiuto dalla Nutrice in corrispondenza del v. 604, per quanto legato a un corrispettivo verbale che potrebbe evocare anche una supplica ( )110, appareagli occhi di Ippolito un atto in di violenza tout court, sganciato da una valenza rituale111, in a fermarsi e a del costretto guardare conseguenza quale faccia la donna (questa forma di contatto visivo chiaramente presupposta dalla brusca minaccia del v. 606). Che l'intenzione rituale sottesa al gesto della Nutrice possa essere ignorata da Ippolito pu essere dimostrato da un confronto con /. T. 701. Oreste nel congedarsida Pilade gli rivolge una serie di raccomandazioniprecedute da questo esordio gestuale: '
109. Come segno del rifiuto di contatto di Elettra si veda il v. 221 (cf. n. 107). Isolata la posizione di N.G.L. Hammond, Spectacle and Parody in Eunpides* anElectra, Greek Rom. Byz. Stud. 25, 1984, p. 377 n. 13 secondo il quale drebbe riferito a Oreste. L'assimilazione, sostenuta dallo studioso, di ' a , , impiegato al . 137 nell'ambito di un'apostrofe in absentia una stereotyped a Oreste, non regge per lo statuto del tutto peculiare di , exclamation, come la definisce Dawe (Sopbocles Oedipus Rex, edited by R.D. Dawe, Cambridge 1982, p. 217). L'invocazione ad Apollo, lungi dall'essere stereotipata, in questo caso motivata scenicamente (cf. n. 107). 110. L'unico caso in cui l'espressione ricorre in forma ellittica in contesto di su cui cf. n. <>, , , supplica /. A. 909 91. 111. Significativo a questo proposito il fatto che la reazione di Ippolito ( ' ;) assomigli a quelle prodotte da tentativi di azione fisica non appartenenti a contesti di supplica (cf. Hel. 445 , Ar. Lys. 893 ; ; Men. Sam. 582 ).

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facile constatare che la definizione del significato gestuale (una sorta d'obbligazione solenne) di questo verso pesa interamentesu . Si pu concludere dunque che nel caso di un'espressionecome l'incomfini non irrilevante ai sintattica della determinapiutezza zione della relativa valenza didascalica,come succede invece quando vengono utilizzate formule del tipo di ma anzi in un contesto come quello di Hipp. 605 pu , facilitare delle ambiguit112. In questa prospettiva interpretativadiventa pertanto poco cogente l'obiezione che la Kaimio individua contro la possibilit che la Nutrice abbracci le ginocchia di Ippolito in corriit is out of question that Hippolytus spondenza del v. 607113: would allow her to touch his knees, when he has not allowed her to touch his hand. Ippolito non sta respingendo infatti un gesto di supplica,ma ci che gli sembraun mezzo violento d'instaurazionedi contatto: dopo che si voltato verso la Nutrice e ha allontanato la sua mano, nulla impedisce che lei possa gettarsi sulle sue ginocchia. La mancanza di una reazione paragonabilea quella del v. 606 non pu essere considerata infatti un argomento contro questa possibilit ricostruttiva, dal momento che il definirsi delle intenzioni gestuali della Nutrice nella direzione religiosa della supplica renderebbe sicuramentepi difficile un rifiuto reciso da parte del In seguito alle considerazioni qui svolte l'ipopio Ippolito114. tesi di una supplica con contatto fisico risulta per lo meno
112. L'ambiguit dell'indicazione verbale potrebbe essere riscattata dall'azione scenica soltanto se s'immaginasse che in corrispondenza del v. 603 la Nutrice si sia gettata a terra (pur non avendo ancora instaurato il contatto con le ginocchia), cosa che sembra essere presupposta dalla didascalia di Kovacs {Euripides Children of Heracles-Hippolytus-ndromacbe-Hecuba, Edited and Translated by D. Kovacs, Cambridge-London 1995, p. 183) in margine al v. 606. In ogni caso l'impatto di questa postura su Ippolito sarebbe nullo in una fase in cui manca ancora contatto visivo tra i due (Ippolito infatti si volterebbe verso la Nutrice soltanto dopo aver gi subito l'inatteso contatto fisico). 113. Cf. Physical Contact cit., p. 54 n. 24. 114. In Phoe. 923 si riscontra una situazione scenica per certi versi simile a questa; Tiresia si sta allontanando con l'intenzione di rivelare il contenuto dei suoi vaticini, Creonte lo blocca esclamando: . Anche in questo caso a non si associa un deittico, ma, come abbiamo gi mostrato (cf. n. 60), la reazione di Tiresia ( ;) e la considerazione della sua cecit fanno propendere per un effettivo contatto fisico. La richiesta che sottende il gesto di Creonte verte, come quella della Nutrice, sulla non rive-

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probabile; resta da chiarire quale sarebbe in questa prospettiva lo sviluppo scenico successivo. verosimile pensareche il correlato gestuale della drastica rescissione di contatto rappresentatadalla tirata monologica di Ippolito dei w. 616-655 Ma sia consistito in uno svincolarsidalla presa della Nutrice115. alzarsida ci non implica che la donna debba immediatamente terra. Nella scena del Filottete esaminatain precedenza si era che nel giunti a ipotizzare con un certo marginedi sicurezza116 corso del dialogo tra Neottolemo e il Corifeo che seguiva alla supplica di Filottete il supplice, pur ponendo fine ai tentativi d'instaurazionedi contatto fisico, rimanesse a terra in attesa della risposta di Neottolemo. Il monologo di Ippolito produce slmilmente117 l'effetto di ritardarela risposta definitiva alla richiesta della Nutrice118: su questa base mi sembra ragiosi pu indilazione di un segreto (cf. . 925 " ); viduare in aggiunta anche una coincidenza verbale per quanto concerne la reazione del supplice al primo rifiuto del supplicato: Hipp. 613 , ; ~ Phoe. 927 Anche se que. ; ; sti dati comuni non possono di per s assicurare uno sviluppo scenico speculare, concorrono tuttavia a dimostrare che nulla nel testo dell3 Ippolito porta a escludere un'azione effettiva di supplica. Non accettabile pertanto il giudizio di Halleran, Euripides Hippolytos cit., ad loc, in proposito: I assume, without explicit textual support, that her further attempt at 607 is equally unsuccesful. 115. Non si pu stabilire con certezza se questo risultato scenico sia frutto di un'azione diretta di Ippolito oppure, pi probabilmente, di uno spontaneo adeguamento della Nutrice alla decisione di rottura segnalata verbalmente dal suo interlocutore. 116. Cf. supra, pp. 27-29. 117. Anche la supplica di Elena a Teonoe di Hel. 894 ss. non immediatamente seguita da una reazione di Teonoe, ma da una rhesis di Menelao. Si pone dunque il problema di stabilire se il contatto fisico che viene instaurato in corrispondenza dei w. 894-895 ( ', ) venga interrotto alla fine della rhesis di Elena, venga mantenuto fino all'intervento di Teonoe dei w. 998 ss., con cui la profetessa s'impegna a esaudire la sua richiesta. pi verosimile immaginare che Elena si alzi in piedi soltanto subito dopo l'intervento di Teonoe, anche se mancano in questa rhesis segnali di un contatto diretto con lei (Teonoe si rivolge comunque a Menelao, coinvolto nella stessa supplica). 118. Come si gi notato in precedenza, la battuta pronunciata dalla Nutrice al v. 613 ( , si presenta formalmente simile a ; ) quella di Creonte di Phoe. 927; in quel caso, tuttavia, la successiva reazione di Tiresia ribadiva un rifiuto netto di accoglienza della richiesta ( ', ' ), non cos esplicita, e in quanto tale bisognosa di un'ulteriore Non a conferma, quella di Ippolito al v. 614: '* . caso nella successiva risposta (v. 615) la Nutrice mantiene il contatto verbale con

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nevole ipotizzare che l'attesa della Nutrice venga visualizzata, come quella di Filottete, con una prosecuzione della sua perovvero quando Ippolito anmanenza a terra fino al . 656119, nuncia la decisione di non rivelare il segreto di Fedra.

Appendice Due possibili attestazioni di uno stesso gesto: ipotesi su Eur. Ale. 1115-1116 e I. A. 866 Ritorniamo sull'indicazione gestuale contenuta in /. T. 701: Oreste intende dissuaderePilade dal fermo proposito di rimanere insieme a lui, e cerca di vincolare il rispetto di questa richiesta al loro legame di amicizia. Il correlato scenico di questo meccanismo psicologico un gesto per cui il testo consente una ricostruzione solo approssimativa:Oreste in qualche modo tocca la mano di Pilade, ma non si pu stabilirese si limiti a porre la propria su quella dell'amico, oppure se gli afferri il polso. La forza coercitiva di questo gesto comunque indubbia, data l'immediatadichiarazione d'obbedienza di Pia differenza di Creonte che , ), Ippolito ('* ' ' al v. 929 lo interrompe drasticamente ( ;) 119. Nella mirror scene dei w. 324-362 (cf. Gould, Hiketeia cit., pp. 86 ss.; Taplin, Greek Tragedy cit., pp. 69-70; Kaimio, Physical Contact cit., p. 50) un punto importante per la ricostruzione costituito dal v. 335 (* in corrispondenza di questo verso assai probabile, come sosten): gono tutti i commentatori, che la Nutrice ponga fine all'azione di contatto. Ma si deve pensare che si alzi in piedi? Credo che l'indicazione didascalica contenuta induca a dare risposta negativa. Se infatti verosinel v. 356 ( '...) mile che la Nutrice da questo momento in poi rimanga prostrata a terra fino al ripristino della comunicazione con Fedra al v. 433 (come ritengono Barrett, cit., p. 224 ad 362-372 e Taplin, Greek Tragedy in Action cit., p. 70), pi probabile che a questa condizione giunga dopo essere rimasta inginocchiata. Ci si adatterebbe meglio alla lettera del testo (Lascer andare il mio corpo, lo stender...); pensare che la Nutrice si prostri dopo essere rimasta in piedi fino al v. 355 porterebbe ad assimilare il suo gesto a uno svenimento. In questi casi, tuttavia, il personaggio si esprime in maniera ben diversa: si tratta della constatazione di un effetto subito {Hcld. 602-603, Hec. 438), pi che di un annuncio (come invece va qualificato sicuramente il v. 356). Se quest'interpretazione corretta e si accoglie la ricostruzione che abbiamo proposto a testo, il gioco di rispecchiamento tra le due scene riguarderebbe anche la conclusione della supplica della Nutrice.

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lade (w. 716 ss.). Credo che sia possibile postularne la presenza anche in altre due scene euripidee, in cui la relativadidascaliarisulta meno immediatamentericonoscibile, ma la situazione contestuale (ovvero il richiamo a un vincolo di fedelt reciproca come in /. T. 701), congiunta a ulteriori elementi, pu orientare verso quest'interpretazioneregistica. Partiamo da Ale 1115-1116120: Eracle aveva dichiarato al v. 1113 di voler mettere direttamente nelle mani di Admeto la ma Admeto donna velata ( ), aveva chiaramente respinto quest'iniziativa (1114 ...). Riporto il testo del successivo scambio di battute:
. . 1115 , '

Due elementi possono orientareverso l'individuazionedi una stage-directionin questi due versi, in primo luogo la reazione di Admeto che facilmente comparabilea quelle manifestate da Creonte e Fedra in Med. 339 e Hipp. 325, nel momento in cui rispettivamente Medea e la Nutrice afferravanoloro la mano in segno di supplica:in questi due casi l'uso di costituiva un chiaro segno dell'instaurazionedi contatto fifa chiaraIn secondo luogo, Eracle attraverso sico121. mente leva, come Oreste in /. T. 701, sul legame di fedelt re120. Cf. su questa scena Per una grammatica dei gesti nella tragedia greca (I) cit., pp. 59-71. 121. Med. 339 ' ; (con la necessaria congettura su cui cf. Gould, Hiketeia cit., p. di Wilamowitz al posto del tradito , In entrambi i casi a essere 85 n. 58) e Hipp. 325 ; ; , solamente Tatto d'afferrare la mano, non le qualificato in termini di ginocchia del supplicato. Lucia Prauscello ha richiamato la mia attenzione sulla nota di Kovacs (Euripides Cyclops-Alcestis-Medea, Edited and Translated by D. Kovacs, Cambridge-London 1994, p. 327) a Med. 339: The religious obligation to respect th suppliant is so great that those supplicated feel supplication as violence and constraint. Credo che quest'osservazione sia impropria nel senso che pi degli obblighi religiosi e morali imposti dal rituale l'inaspettata instaurazione di contatto fisico in quanto tale (con l'aggravante che nel caso di Med. 339 ne responsabile un personaggio considerato nemico, e in Hipp. 325-326 uno di condizione servile) a spingere il supplicato a definire il gesto subito in termini di . Questo stesso verbo viene tra l'altro utilizzato per indicare un'azione ' di violenza fisica anche in Hcld. 70-71 (... / ...) dopo che Iolao stato colpito e gettato a terra dall'Araldo.

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ciproca che regola la sua amicizia con Admeto. possibile pensare allora che in corrispondenzadel v. 1115 Eracle afferri e in questo modo riesca a far assumere la mano di Admeto122 alla realizzazione della propria richiesta il valore di suprema dimostrazione d'amicizia di fronte alla quale il suo interlocutore pu difficilmente tirarsi indietro. /. A. 866 di esegesi pi complessaperch difficolt di ricostruzione scenica hanno portato a proposte d'intervento sull'assetto complessivo della sequenza testuale in cui il verso di Clitemestra esce inserito. Al v. 855 il Servo () dalla sken, proprio poco dopo che Achille aveva annunciato l'intenzione di entrarvi. Sollecitato da Achille a parlare (v. 861), il Vecchio si mostra riluttante.Ecco il testo dei w. 864867 secondo l'edizione di Diggle123:
. . . . . ; \ \ . ' 9 9 , tv ' 865

La discussione pi dettagliata dei problemi posti da questi Il commentatore versi si trova nel commento di Stocken124. nota una certa affinitespressivatra il v. 866 e il v. 909 (... ma poi aggiunge la giusta osservazione:doch ist )125, zu bezweifeln, ob die Knigin so zu ihrem Sklaven sprechen wrde. In altre parole, strano che Clitemestraper ottenere l'obbedienza del Servo ricorra al formulario della supplica. Nella necessit di trovare una giustificazione scenica alternalo studioso giunge a postulare tra il v. 865 e tiva a in cui il Servo avrebbeformuil v. 866 la cadutadi un verso126, lato a Clitemestrala richiestadi una stretta di mano come garanzia preventiva per la rivelazione della verit. In questo
122. La posizione incipitaria del possessivo xfi cjfjpu forse costituire un ulteriore elemento in questo senso. 123. Euripidis Fabnlae, edidit J. Diggle, tomus III, Oxonii 1994. 124. Cf. Stocken, Euripides Iphigenie in Aulis cit., p. 449. 125. Cf. n. 91. 126. Come si evince dall'apparatodi Stocken gi Walter aveva ipotizzato una lacuna in questo punto del testo.

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modo il verso suonerebbe all'inarca: Per quanto concerne la mano destra (seil, che tu vuoi che io ti porga come garanzia) introdurnon indugiare, se hai qualcosa da dirmi. rebbe dunque una specie di complemento di limitazione-relazione avente come oggetto la richiesta contenuta nel perduto verso precedente127. Credo che non sia necessario ricorrere a questa soluzione. Dal v. 864 e dal seguente, per quanto corsi pu ricavareun dato non irrilevanteal nostro scopo: rotto128, La solul'assenza di contatto verbale tra il Servo e Achille129. zione testuale di Stockert imporrebbe di pensare che il Servo abbandoni di sua iniziativa questa condizione rivolgendosi a Clitemestra per ottenere una garanziagestuale di protezione: al di l della difficolt d'assegnarea una strettadi mano questa valenza semantica130, bisogna tener presente che in situazioni sceniche simili il personaggio che si rifiuta di rivelare un segreto supera questa iniziale riluttanzasempre per effetto di un atto di coercizione131. Un'azione gestuale simile a quella che viene compiuta da Oreste in /. T. 701 e, secondo la ricostruzione proposta sopra, da Eracle nei confronti di Admeto in e nello Ale. 1115, potrebbe render conto di 132, stesso tempo garantireuna realizzazione scenica pi conforme
127. L'uso di sarebbe dunque equivalente a quello riscontrabile in Cyc. 655 ' (citato come parallelo dallo stesso Stockert) ' dove '... , riprende il . 652 ' 128. La corruttela nella prima parte del verso non consente di stabilire con sicurezza se nell'ultima possa essere conservata la lezione tradita (come fa Stockert che tuttavia in apparato si mostra dubbioso), se debba essere accolta la facile correzione di Hermann . Bisogna d'altra parte notare che il successivo di Clitemestra e la rescissione di contatto dialogico messa in atto dal Servo al v. 864 depongono decisamente a favore della correzione . 129. All'esclamazione del Servo Achille non reagisce tentandone una reintegrazione nei ranghi del dialogo, ma parla di lui in terza persona, probabilmente rivolgendosi a Clitemestra. 130. Stockert a dire il vero non spiega precisamente in cosa consisterebbe questo gesto della mano, ma si limita a riportare la spiegazione di Weil senz'ulteriore commento: Weil nimmt an, dass sie ihm die Rechte hinhlt. 131. Si vedano a questo proposito Phoe. 896-898 (Tiresia per evitare di raccontare il contenuto dei suoi vaticini cerca di andarsene, ma Creonte lo blocca fisicae 1210 ss., dove mente esortandolo a parlare ) l'Araldo si rifiuta di riferire a Giocasta dell'imminente duello tra Eteocle e Polinice costringendo la donna a piazzarglisi davanti per bloccarne l'uscita. Cf. Mastronarde, Euripides Phoenissae cit., ad loc. non rappresenta una difficolt per quest'interpreta132. Il significato di zione dal momento che il significato di in virt di... a causa di... che assume

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alla tipologia situazionale a cui questo passo appartiene.Ma c' un ulteriore elemento che pu orientare in questa direal v. 867 il Servo rimarcala sua zione interpretativa: nei confronti di Clitemestra,perch evidentemente si sente chiamato a fare un'esplicita dichiarazionedi lealt di contro a un comportamento che potrebbe appariredifforme. Ora, si visto in precedenza che sia il gesto di Oreste che quello ipotizzato per Eracle fondavano la propria forza coercitiva su un difficilmente eludiesplicito richiamo a un vincolo di fedelt133 bile: se si immaginasseallora che in corrispondenzadel v. 866 Clitemestra afferri la mano del Servo, la sua successiva reazione si mostrerebbedel tutto congruente con il meccanismo psicologico sotteso a questo gesto. Questa soluzione interpretativa produce un altro effetto scenico non irrilevante:la reintegrazione dialogica del Servo dopo l'interruzione del v. 864 avverrebbe mediante un'instaurazione di contatto fisico, secondo il procedimento gi riscontrato in altre scene. Scuola Normale Superiore,Pisa

prevalentemente (cf. Soph. Phil 669, Trach. 353) si pu adattare a questo caso (in nome della destra non indugiare...). 133. Nella richiesta di Oreste questo elemento veniva espresso pateticamente attraverso le apostrofi dei w. 709-710: / ' , .

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