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INFORMAZIONE

FILOSOFICA
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In copertina: Rappresentazione del sistema solare tolemaico.

EDITORIALE

Io credo che tutti oggi in Europa, in America, sono convinti che sia assolutamente stupido e immorale e inammissibile uccidere persone, perch appartengono a unaltra istituzione o a unaltra nazione. Daltro lato constatiamo che la guerra sempre imminente e che potrebbe essere una guerra nucleare, che per la prima volta nella storia provocherebbe un suicidio totale dellumanit. Ma se questo vero, forse possiamo nutrire qualche speranza. Lindividuo, che messo di fronte alla propria morte, scopre la sua intera vita come qualcosa di molto importante, che bisogna salvare in un modo o nellaltro. Bisogna trovare un senso a questa vita e realizzarlo. Si pu forse dire che gli uomini oggi, per la prima volta, vedono la morte totale dellumanit e comprendono sempre di pi che bisogna salvare questa vita e dare un senso alla vita comunitaria, della quale tutti partecipiamo. Questo evidentemente esige da noi il ritrovamento di uno scopo per questa comunit umana. Ma non detto che questo scopo sia per s sufficiente a cambiare la politica di forza che ha sempre retto le relazioni internazionali. Lo si pu solo sperare. Anche in passato vi sono stati segni di qualcosa di diverso, o almeno anche in passato si detto che le donne, i bambini, tutti gli uomini come individui privati non dovrebbero essere uccisi. E assai deplorevole che la tecnica moderna abbia prodotto guerre che hanno rinnegato questi principi di condotta. Abbiamo potuto constatare nel nostro secolo come la distruzione causata dalla guerra sia una distruzione totale. Siamo dunque in presenza di un fatto ambiguo, ambivalente. Da un lato siamo la generazione pi violenta di tutta la storia, dallaltro siamo i pi consapevoli, poich sappiamo ci che facciamo e ce ne pentiamo - solo un pazzo non se ne pentirebbe. Siamo obbligati e costretti a risolvere questo problema. La grossa difficolt che non abbiamo una soluzione gi pronta da sperimentare. Si crea pertanto uno stato di dubbio generalizzato, costellato di sogni e speranze. Ci troviamo tra due mondi, tra due storie forse. Non posso essere rassicurante, n dire che ci avviamo verso la totale decadenza. ...E difficile pensare in un avvenire prevedibile alla scomparsa totale della guerra. Dopo la seconda guerra mondiale abbiamo assistito ad una progressiva limitazione della guerra. Si possono dunque nutrire alcune speranze sulla nostra prudenza, che dovrebbe impedire a un conflitto di degenerare in guerra nucleare. Lutopia non realista. Si dice sempre a proposito dellanima bella che per il suo desiderio di pace utopica, di riconciliazione totale, essa cade nel terrore, nel terrorismo; ci sono molti esempi di questo passaggio dalla pi pura innocenza al peggior terrore. Io ho comunque inclinazione a diffondere maggiormente i valori della cosiddetta anima bella in quanto traduzione, anche se maldestra, di una nostalgia, di un desiderio che resta comunque molto valido, perch il desiderio di una pace assoluta e universale resta indispensabile anche quando si voglia assumere un compito pi limitato e meno utopistico, consistente nel lavorare per la pace e nelloperare per attenuare al massimo la violenza. Ritengo si debba difendere questidea utopica ed innocente di una pace universale come un ideale e un sogno necessari, che dobbiamo riconoscere come sogno e che sola pu guidarci nello stesso tempo verso ci che vogliamo. Noi vogliamo, in definitiva, ci che in altri tempi si chiamava fratellanza, anche se a questa parola non mai corrisposto un contenuto ben preciso. La Rivoluzione francese parla di uguaglianza e di libert e questi principi hanno di fatto ricevuto un contenuto, anche se ristretto. Al contrario la fratellanza restata cos utopica, cos priva di contenuto reale, che non si sa che cosa pensarne. Tuttavia essa coincide con il desiderio che spinge verso luguaglianza, verso la libert, verso il riconoscimento dei diritti umani.

Breve stralcio da unintervista a Adriaan Peperzak (Universit di Amsterdam) proposta di recente dalla RAI-Radiotelevisione Italiana nello speciale: Il filosofo e la guerra, realizzato dal Dipartimento Scuola Educazione in collaborazione con lIstituto Italiano per gli Studi Filosofici.

EDITORIALE

EDITORIALE

(Testo lievemente ridotto di una conferenza dal titolo: Der Mensch und seine Hand im heutigen Zivilisationsprozess, tenuta il 15 febbraio 1978 presso il Werkbund Bayern di Monaco di Baviera. Il testo, tradotto in italiano da Franco Volpi con il titolo: Luomo e la sua mano nellodierno processo di civilizzazione, compare insieme ad altri saggi nel volume di Hans-Georg Gadamer, Elogio della teoria, Milano, Guerini e Associati 1989, pp.103-109.)

SOMMARIO

5 5

RECENSIONE Enciclopedia filosofica: congedo o sfida del pensiero? Rispondono Hans Jrg Sandkhler e Andr Jacob,

46 Lintegrit di Thomas Hobbes 46 Le lezioni del giovane Heidegger 47 Lattualit dellidea 47 Sotto i cieli di Grecia 48 La filosofia dei primi cristiani

curatori di due nuovi progetti enciclopedici.

15 RESOCONTO 15 Etica e politica nel crepuscolo della probabilit

48 Scienze e saperi

50 CONVEGNI E SEMINARI 22 AUTORI E IDEE 22 Le peregrinazioni di Lyotard 22 Jean Starobinsky: il rimedio nel male 24 Estetica della solitudine 24 Per una filosofia al quotidiano 24 Gilles Deleuze tra le pieghe del Barocco 26 La societ a volo cieco 26 Modernit antimetafisica 27 La scuola di Milano 27 Il Nulla e la poesia 29 Nietzsche politico? 29 Archeologia della storia della filosofia 30 Il mito della storia 31 Le religioni in dialogo e la pace nel mondo 31 Le buone ragioni della falsit 63 CALENDARIO 50 Tra gli antichi e i postmoderni 50 Problemi del pensiero di Leibniz 52 Il puro amore di Dio 52 Autori classici del Vicino e Medio Oriente 54 Peirce in Italia 55 Filosofia sistematica oggi 55 Ricezioni di Heidegger 56 Heidegger e Davidson 58 Lumanesimo di Caetano: una questione dibattuta 59 Mente e cervello: uno e due 59 Atti sul metodo 61 Kant quasi contemporaneo 62 Etica dellembrione

32 TENDENZE E DIBATTITI 32 Il ritorno degli emigrati 32 Limmaginario politico: Cornelius Castoriadis 33 Nuova era, nuova gnosi 35 Fede nella scienza, fede nella religione 36 La filosofia del meraviglioso 37 Walter Benjamin: uninattuale ricorrenza 38 Medievalia 40 La libert del linguaggio 40 Il plurale delletica 41 Croce, lo spirito e la storia 43 Comprensioni dellinterpretazione

66 NOTIZIARIO

68 DIDATTICA 68 Il diritto alla filosofia 69 La filosofia e linsegnamento nella scuola dellobbligo 69 Metodologia dellinsegnamento filosofico 70 Convegni, seminari, iniziative

71 RASSEGNA DELLE RIVISTE

77 NOVITA' IN LIBRERIA

44 PROSPETTIVE DI RICERCA 44 Scritti giovanili di Sartre 45 Appunti e frammenti jenesi di Hegel 45 In memoria di Ilting

RECENSIONE

Rischard Serra, Corner Block 1983, (f. Terashima)

RECENSIONE

Due progetti enciclopedici di larga portata, profonda- fazione di Paul Ricoeur, e il secondo, Les notions philomente differenti nella loro impostazione, ma accomunati da ununica convinzione, la necessit del libero e autonomo uso del sapere ai fini dellemancipazione umana e dellapertura alleterogeneit delle conoscenze, sono apparsi nel 90 sulla scena filosofica in Germania e in Francia, imponendosi ad altre opere dello stesso tipo. Si tratta dei quattro volumi della Europische Enzyklopdie zu Philosophie und Wissenschaften (Enciclopedia europea di filosofia e scienze), a cura di Hans Jrg Sandkhler , in collaborazione con Arnim Regenbogen e con l'Istituto Italiano per gli studi Filosofici (Felix Meiner Verlag, Hamburg 1990, pp.3938, DM 478.-) e della Encyclopdie philosophique universelle (Enciclopedia filosofica universale), in quattro volumi a cura di Andr Jacob (Presses Universitaires de France, Paris 1990), di cui finora sono usciti il primo volume, LUnivers philosophique (pp.1998, F.1500) diretto da Andr Jacob e con una presophiques. Dictionnaire (I-II, pp.3300, F.2200) diretto da Sylvain Auroux. A questi faranno seguito entro il 1991 un terzo volume, Les Oeuvres philosophiques. Dictionnaire, diretto da Jean-Franois Matti, e un quarto, Les textes philosophiques, diretto da Andr Jacob, Roger Arnaldez e Andr Doremus. Ma quale pu essere il significato di tali sforzi di sistematizzazione del sapere contemporaneo allinterno dellattuale sviluppo della filosofia? E ancora possibile oggi pensare di fornire un quadro unitario delle idee e dei concetti filosofici? Come si pu affiancare allenciclopedia, sistematica di un sapere possibile, lordinamento proprio del dizionario, sistematica del sapere sussistente? A questi ed altri quesiti rispondono gli stessi ideatori e curatori dei due progetti, Hans Jrg Sandkhler e Andr Jacob, rispettivamente con unintervista e una riflessione sul progetto, gentilmente concessi a questa rivista.

Enciclopedia filosofica: congedo o sfida del pensiero?

autrici di vari paesi, proveSe si volesse caratterizzare Rispondono nienti da diversi ambiti di in poche parole lo spirito Hans Jrg Sandkhler pensiero, dalle scienze delcon cui stata progettata e e Andr Jacob, la natura a quelle dello spirealizzata l' Europische curatori di due nuovi rito e della cultura, alle Enzyklopdie zu Philoprogetti enciclopedici. scienze sociali, lEuropisophie und Wissenschaften sche Enzyklopdie racconiente potrebbe adattarsi glie nelle sue 3.938 pagine meglio delle parole di A cura di Riccardo Ruschi circa 1.500 voci e riferiJohann Christoph Gottmenti suddivisi in 600 artisched: Non quel pugno di veri e solidi dotti, che abitano le no- sviluppo storico, che renda possibile coli di ampiezza ciascuno dalle 10 stre Universit, rendono il mondo un orientamento razionale del pen- alle 150 colonne, fornendo definiziointelligente e lintera nazione arguta siero e dellagire, salvaguardando in- ni lessicali, descrizioni dello svilupe ben educata, ma per lo pi i cosid- sieme le differenti determinatezze del- po storico e problematico per ogni detti incolti, che sanno per qualcosa la conoscenza, fa riscontro unade- oggetto trattato, con riferimento allo delle libere arti e delle scienze. Que- guata strutturazione dellopera, che stato attuale delle ricerche e in consto spirito illuministico - che il cura- permette di congiungere la specifici- nessione con altre voci ed altri ambiti tore dellopera, Hans Jrg t di un moderno lessico degli oggetti contigui di pensiero. Di tutti i concetSandkhler, riconduce espressamen- e dei concetti fondamentali della co- ti presi separatamente in esame viene te alla storia progressiva di un Europa noscenza razionale con il proposito dato insieme il campo speculativo di illuminista da Bacon, a Kant, a Hegel enciclopedico di ricondurre il sapere appartenenza, mentre per quelli insee Marx - non informa semplicemente nella prospettiva della totalit. Cos riti in contesti concettuali pi generalintento generale che anima il pro- vanno di pari passo descrizioni siste- li viene aggiunto il rimando alla getto, ma si rivela fin nei dettagli matiche e critiche filosofiche, dati nomenclatura corrispondente. Ogni come vero e proprio criterio operati- scientifici e spiegazioni dialettiche, articolo contiene alla fine la vo nelle scelte metodologiche, nelle analisi dettagliate e informazioni rias- bibliografia delle opere citate e una letteratura internazionale sul tema. soluzioni editoriali, nellintera orga- suntive. nizzazione redazionale dellopera. Concepita con un taglio ampiamente Quando ancora due importanti opere Allo scopo generale di un compi- interdisciplinare, dovuto al contribu- enciclopediche come lo Historisches mento filosofico del sapere nel suo to scientifico di oltre 360 tra autori e Wrterbuch der Philosophie (Dizio-

RECENSIONE nario storico della filosofia), iniziato da Joachim Ritter nel '71 e proseguito da Karlfried Grnder, e la pi recente Enzyklopdie Philosophie und Wissenschaftstheorie (Enciclopedia di filosofia e teoria della scienza), iniziata nel 1980 da Jrgen Mittelstrass, non sono ancora state completate, questo nuovo progetto enciclopedico simpone per il suo pluralismo di fondo, che tuttavia resta legato a una complessione sistematica, incorruttibile di fronte agli attacchi critici della modernit. Ci appare possibile in virt di un concetto di dialettica che gi Friedrich Engels aveva voluto come scienza di una totalit complessa e che ora, su questa traccia, viene adottato con il preciso scopo di garantire da una parte lideale di un sapere obiettivo in opposizione alle pure tendenze di pensiero, dallaltra di lasciare ampio spazio per un confronto con la pluralit delle prospettive teoriche in cui consiste oggi il sapere, intendendo con ci la diversit di tradizioni di pensiero quali la filosofia analitica, lermeneutica, il costruttivismo ecc. In questa sorta di dialogicit sistematica, in cui singoli, spesso contrapposti elementi speculativi si compongono in un corpus unitario di pensiero fruibile, disponibile per un agire pratico, trova la propria legittimazione contenutistica e metodologica lunione di sapere filosofico e sapere scientifico che l Europische Enzyklopdie mette in atto. Della scienza la filosofia chiamata ora ad assumere la chiarezza concettuale e la rigorosit metodica; mentre la scienza a sua volta assorbe dalla filosofia lesigenza di una chiarificazione meto-dologica e teologica di s stessa. Da tutto questo risulta unipotesi enciclopedica che ben di pi di un semplice archivio o di una diligente raccolta del sapere. Essa si presenta piuttosto in forma di unopposizione emancipata nel nome della razionalit e della democrazia del sapere contro ogni tendenza allespertocrazia, alla conoscenza come dominio, al controllo ideologico del pro-

gresso e dellemancipazione umana.

Sapere e emancipazione

Unintervista con Hans Jrg Sandkhler

D. Nellagosto del 1990 sono usciti presso leditore Felix Meiner di Amburgo i quattro volumi dellEuropischen Enzyklopdie zu Philosophie und Wissenschaften di cui Lei il curatore. Potrebbe illustrare questopera? Come nata? R. Come prima caratterizzazione generale delle mie intenzioni, che sono poi quelle dei colleghi che in qualit di redattori di questopera mi hanno assistito, pu valere il motto che apre questopera: Vorrei rivolgere a tutti un avvertimento generale. Occorre riflettere su quale sia in realt lo scopo della conoscenza, e sul fatto che essa non pu perseguirlo nella gioia della speculazione, n nella competizione, n per ottenere il dominio su altri, n per profitto, fama, potere o per altro di questi motivi secondari, ma solo nel bene e nellinteresse per la vita. Questo e non altro porta e compimento e guida nella misericordia una siffatta conoscenza...; queste parole appartengono al Novum Organon di Francis Bacon; esse indicano la tradizione, in cui anche noi ci poniamo - si tratta di quella tradizione illuminista che proclama il diritto delluomo al sapere, lunit di sapere ed emancipazione. Lidea di una nuova enciclopedia nacque nel 1983 e da allora vi abbiamo lavorato. Fin dallinizio non c stata alcuna decisione di tipo individualistico; lopera doveva essere il risultato di un comune lavoro intellettuale: non

un mezzo per dare fama al suo curatore, ma unopera di mediazione e scambio culturale. Infatti il gruppo degli enciclopedisti che hanno lavorato al progetto- mi riferisco nuovamente al gruppo dei corresponsabili - aveva gi dal 1975 prodotto un certo lavoro preparatorio: fino al 1983 erano apparsi circa 50 volumi della collana Studien zur Dialektik e della rivista Dialektik. In considerazione dellinteresse enciclopedico che gi caratterizzava il nostro lavoro, stato ovvio per noi impegnarci in modo concentrato allelaborazione un corpus di pensiero comprensivo ed efficace - nella forma appunto di una enciclopedia. Allinizio vi era un certo scetticismo circa la necessit di un tale impegno, ma anche - in unepoca come la nostra, in cui il sapere condizione di progresso umano - lottimismo di assumerci come intellettuali la responsabilit pratica, e non solo programmatica, del sapere. Due anni di lavoro alla nomenclatura ci hanno mostrato cosa significhi assumere una tale responsabilit. Si trattava di dar vita - questo lo si sapeva bene - non a un dizionario dei termini disciplinari della filosofia, ma a qualcosa di pi vasto, che si estendesse alla storia e allattualit del sapere filosofico, scientifico e artistico e questo nello spirito della filosofia, voglio dire: attraverso linterpretazione e la strutturazione fornita dalle categorie filosofiche, cio attraverso una forma di pensiero in cui il molteplice e il particolare nella realt e nellesperienza umana vengono trasformati, mediante la ricostruzione del reale, in un universale, a cui si rende possibile

RECENSIONE per lindividuo prendere parte, nonostante la divisione del lavoro e la specializzazione. Da qui lidea dellenciclopedia, da qui una gamma di voci che attraversano lintera ampiezza della filosofia, delle scienze della natura e dello spirito, delle scienze sociali, dellestetica, della comunicazione e dei media... D. Pu spiegare pi esattamente lo spettro di conoscenze che caratterizza questa enciclopedia? R. Lo spettro dellinsieme dei temi che sono stati oggetto di trattazione per un verso il risultato di quel patrimonio di conoscenze che si pu dire appartenga a un tipo di formazione scientifica orientata allidea di illuminismo, per un altro la conseguenza di capacit specifiche, cio di competenze. Il fatto che la redazione sia costituita da filosofi e scienziati delle diverse discipline rispecchia questa situazione: conoscenza e linguaggio, logica metodo e metodologia (Sandkhler); dialettica ontologia e metafisica (D. Ptzold, Groningen); natura e scienze della natura, scienza e tecnica (Sandkhler); storia (L. Lambrecht, Amburgo); economia politica (W. Goldschmidt, Amburgo); prassi, etica, morale e antropologia (A. Regenbogen, Osnabrck); politica e Stato (W. Goldschmidt, Amburgo, e L. Lambrecht); diritto (H. Wagner, Berlino); societ, cultura (L. Lambrecht e Th. Mies, Mnster); infine: estetica, arti e media (Ch. Friemert, Amburgo). Questa pluralit di provenienze scientifiche ha permesso di trattare voci come: discendenza, anticipazione, apartheid, architettura..., significato, impedimento, coscienza, biologia..., darwinismo, dittatura, terzo mondo..., emancipazione, empirismo, epistemologia, Europa, famiglia, film, progresso, io, ideologia, informazione, cognizione, comunicazione, critica, uomo... Gi questo primo sguardo dietro le quinte rende chiaro il problema che abbiamo dovuto risolvere: come si pu conferire unit e struttura alla molteplicit? Il nostro ideale era di organizzare gli ambiti concettuali mediante grossi articoli di fondo, che dovevano sussumere al loro interno piccoli e medi articoli; ci avrebbe presupposto una certa sistematicit. Invece abbiamo dovuto convincerci del fatto che fa parte della crisi di crescita del pensiero che una tale sistematicit non esista. Cos siamo passati di nuovo allordine alfabetico, senza rinunciare a una certa strutturazione: alla fine di ogni articolo il lettore viene rimandato allambito dei concetti, a cui si fatto riferimento, permettendogli cos di orientarsi nella materia. Inoltre abbiamo conferito il massimo valore ad ampie bibliografie a carattere internazionale, poste a conclusione degli articoli: nellacquisizione del sapere niente vano, tutto si riallaccia sempre... D. ...Lei ha parlato di competenze; parliamo allora degli autori... R. Volentieri! Dato che questa innanzitutto la loro opera. AllEnzyklopdie hanno preso parte circa 360 tra autrici e autori di oltre 20 paesi; due anni durata la ricerca delle competenze e vorrei qui ribadire che il nostro intento era in primo luogo linternazionalit e la pluralit dei competenti: ununit polifonica voluta. Ricerca, fondamento razionale e competenza scientifica sono stati i nostri unici criteri di scelta e ora, guardando indietro, mi sento nella felice situazione di poter dire che c stata una spontanea adesione a questa nostra concezione, non da ultimo da parte degli studiosi della exDDR, da cui provengono quasi 100 autori. Di essi posso dire, ancora guardando indietro, che nei loro articoli si delinea quel legame tra tradizione di pensiero e nuove idee, che certamente ha influito anche sulla preparazione intellettuale degli ultimi rivolgimenti. D. Dunque non si pu assolutamente parlare di un lessico scolastico. R. No! E questo non per mancanza di opportunit in tal senso, ma per convinzione che solo in virt dellideale kantiano della maggiore et, ottenuta mediante lautoriflessione, pu nascere una scienza razionale e responsabile. Le scuole portano ai monologhi, mentre noi abbiamo voluto il dialogo pluralistico delle culture del sapere. Questa enciclopedia deve essere un tentativo di libert del pensiero; per questo essa non parla un linguaggio, ma richiede al lettore la capacit di traduzione da linguaggi diversi. Abbiamo voluto opporci al pericolo, sempre insito nel pensiero, di sottrarci, in nome di un unica teoria, alle contraddizioni della realt, escogitando un sistema di principi tanto chiuso, quanto privo di coerenza. Enciclopedia deve sempre essere il frutto di un bilancio intermedio allinterno di un processo aperto, che rimanda a un passato e a un futuro, in cui il pensiero non viene amministrato in modo archivistico, ma si dimostra un esperimento e unavventura. La storia del pensiero non mai pura continuit, linearit e cumulazione; al pensiero appartengono fratture e rivoluzioni. In senso metaforico lEnzyklopdie - se la si considera allinterno di quella tradizione illuministica quale pu essere rintracciata in Kant, in Marx, o ancora nel programma di O. Neurath di unEnzyklopdie del sapere unitario - si dimostra una terra desilio per tutto ci che viene bandito da un discorso di dominio. Non deve dunque stuopire se dei dialettici - cos almeno ci consideriamo - non hanno elaborato un lessico di scuola, ma un pluriversum di prestazioni di pensiero; n deve stupire che vi siano culture nazionali del sapere: come pu essere possibile infatti che unautrice proveniente dal Portogallo e un autore dalla Finlandia abbiano ununico stile di pensiero? In questa enciclopedia gli autori provengono da tutta quanta lEuropa (e alcuni da oltreoceano). D. Europa - qual lelemento europeo di questa enciclopedia? R. Innanzitutto pragmatico - europea la composizione dei collaboratori. Nella scelta dei nomi ci siamo dovuti confrontare con motivi contrapposti: filosofia, scienze e arti oramai, nel XX secolo - sempre che non abbiano il triste coraggio della provincialit - non sono pi europeenel senso di unautoisolamento dal processo transculturale dello sviluppo spirituale. Il termine Europa - si confronti larticolo critico che compare sotto

RECENSIONE questo nome - richiama esperienze di oppressione, se non di annientamento di altre culture del sapere cosiddette estranee; articoli come eurocentrismo e terzo mondo - un ampio articolo che si dedica insieme al problema dei diritti delluomo nel terzo mondo - dimostrano in definitiva che un modo di vedere eurocentrico al di fuori di ogni intenzione. Europa tuttavia pi che un oggetto di critica necessaria. Europa significa impegno a mantenere vivo il ricordo dellideale della razionalit e della critica, della nascita delle scienze moderne, dei movimenti antagonistici di emancipazione in favore della democrazia, della giustizia e dei diritti delluomo, delle rivoluzioni dal significato profondo per la storia dellumanit. Di questa storia progressiva noi vogliamo mantenere il ricordo e intendiamo innanzitutto questa enciclopedia come un contributo concreto alledificazione della casa comune Europa, in cui speriamo un giorno di poter abitare. D. Lei ha parlato di pensiero efficace; pensa a una dimensione politica della sua enciclopedia? R. Innanzitutto abbiamo obbligato gli autori, con un preciso piano strutturale, a seguire esclusivamente criteri di obiettivit. Nello stesso tempo sapevamo tuttavia che non vi alcuna ammissione di consistenza che sia neutrale nel suo valore, tanto meno nelle definizioni con le quali tutti gli articoli incominciano. Il lavoro dinterpretazione dellorigine e di previsione del futuro procede di pari passo con le decisioni di valore, consapevoli o inconsapevoli, dello scienziato. Ogni sapere carico di immagini del mondo e orientamenti normativi, che rispecchiano le origini e i progetti di futura realizzazione del possibile. Tuttavia lo scopo di un sapere che comprende - e che solo e innanzitutto per questo ha efficacia - presuppone assai di pi che lammissione di una politica e di una prassi. Il corto circuito tra scienza e politica non solo da oggi ad essere discreditato. Nutro la speranza che il fruitore dellEnzyklopdie possa avvertire qualcosa dello spirito con cui gli autori hanno sviluppato i loro criteri scientifici e spesso - in maniera felice - li hanno anche fondati. Tutto questo non ha niente dello spirito maligno con cui la scienza si sottomette ai voleri di una ideologia di partito, ordinata in senso politico-amministrativo; piuttusto questo lo spirito con cui il sapere spinge verso lemancipazione, verso la libert, innanzitutto del sapere, e poi verso la democrazia. Questo anche il tipo di riferimento che noi come produttori, e molti altri come autori, abbiamo nei confronti di quella tradizione di pensiero e di azione, definita dal nome di Marx. Appunto alla luce di un tale riferimento parliamo qui di pluralit; non sapeva forse Marx trattare da sovrano lintero sapere a partire dalla storia e dal suo presente? Non deve dunque meravigliare se in questa Enzyklopdie modi di pensare propri della dialettica, dellermeneutica, della filosofia analitica, del costruttivismo... creano ununit, che pu sconcertare solo colui che tien fermo a un marxismo culturalmente povero e uniforme - che non si merita questo nome. D. Lei pone laccento sui termini di origine e storia; come si esprimono queste prospettive nellEnzyklopdie? R. LEnzyklopdie non un dizionario di aride definizioni. Io stesso ho potuto imparare alla scuola di Joachim Ritter e del suo Historisches Wrterbuch der Philosophie; la metodologia relativa alla storia dei concetti e delle idee perci non mi sconosciuta, al contrario. Mi batto per una filosofia che non si sottrae alla proficua alleanza con la storia della filosofia e della scienza; mi batto per un pensiero in processo. Si tratta di ponderare il rapporto tra storia interna ed esterna del sapere; devo ammettere che il difficile lavoro di spiegazione storico-sociale raramente ha avuto successo. Ma nonostante tutti i verdetti contro la storia delle idee c una storia interna del sapere, in cui il sapere si rapporta al sapere, la conoscenza alla conoscenza. Per questo la lontananza storica, che ancor sempre condiziona ampi spazi della filosofia analitica nelle sue analisi logiche - per quanto se ne possa capire - non ha potuto finora rappresentare un modello. Viceversa alla storia dei concetti e alla storia dei problemi viene conferito ampio spazio allinterno degli articoli, soprattutto negli artcoli pi ampi e complessi, che raggiungono fin le 200 colonne, come quelli sul lavoro o sulla conoscenza/teoria della conoscenza, o anche sul marxismo. Contemporaneamente dovevamo fare in modo che non divenisse un criterio la separazione tra storia e sistematica, che agiva allinterno della storia dei concetti; per tale motivo in questa enciclopedia abbiamo attribuito un maggior peso alla fondazione sistematica. Vorrei aggiungere ancora una parola sulla storia di questo progetto. Abbiamo potuto imparare dalla vicenda di altre enciclopedie, la cui elaborazione si protrae da anni o addirittura decenni, piantando in asso i lettori alla lettera P; ci stato subito chiaro che la Europische Enzyklopdie non doveva uscire con un volume per volta, ma contemporaneamente con tutti e quattro i volumi con le loro 8000 colonne complessive; e cos di fatto viene ora fornita al pubblico. D. Parliamo ancora di storia; come simmagina il futuro sviluppo dellEnzyklopdie? Il progetto verr continuato? R. Nel momento in cui il progetto giunto al suo completamento questa domanda mi appare un icubo, dopo sette anni di intenso lavoro, in cui abbiamo dovuto contenere tutti gli altri interessi scientifici. Tuttavia una domanda giustificata; infatti gi ora sono riconoscibili mancanze e lacune. Inoltre alcuni articoli promessi dagli autori allultimo non sono arrivati: cos mancano per esempio gli articoli su: antisemitismo, concetto, emigrazione, scienze dello spirito, industria, Islam... per citarne solo alcuni. Per altro verso ci sono lacune che scaturiscono da deficit di sapere; i tentativi di tematizzare adeguatamente i problemi dellemancipazione della donna o quelli relativi ad un controllo fungibile in senso ecologico dei rapporti delluomo con la natura, sono riusciti solo in modo insoddisfacente (anche se di contro possiamo annoverare il grosso articolo sulle donne, quello sul rapporto tra i sessi, quello sullecologia...). Seppure sia unidea rassicurannte laver lavorato, in un modo o nellaltro, per la storia della scienza, resta il fatto se lsi debba lavorare ancora allEnzyklopdie. Decider il let-

RECENSIONE tore, in qualit di consumatore, se e quando ci sar una seconda edizione. Con profonda gratitudine devo dire che abbiamo trovato un editore coraggioso, Felix Meiner, e a questi auguro con lEnzyklopdie quel successo in cui noi stessi speriamo. Non si dimentichi per che questo progetto non avrebbe potuto realizzarsi senza il generoso finanziamento dellUniversit di Brema, dellUniversit di Osnabrck e dellIstituto Italiano per gli Studi Filosofici di Napoli, con il quale stata curata lopera. D. Negli ultimi anni sembra esserci un rinnovato interesse per le opere enciclopediche; come se lo spiega? R. Ci potrebbero essere molteplici motivi per altrettante molteplici richieste nel campo del sapere; alcuni di questi motivi sono stati analizzati nel numero 16 della rivista Dialektik con il titolo: Enzyklopdie und Emancipation (Enciclopedia ed emancipazione); si tratta dei problemi aperti dai sistemi esperti, dallepoca del computer, dal sapere come dominio; nelloccasione sono stati presentati anche le linee programmatiche di altre enciclopedie e dizionari. Io stesso ho cercato di prestare attenzione alla nuova, globale questione della perdita di sapere allinterno di quella rivoluzione che in quanto rivoluzione epistemica accompagna la rivoluzione scientifica. Ai contrassegni del nostro tempo appartiene la minaccia che la democrazia del sapere, cio la libera, autodeterminata, illuminata disposizione di tutto quanto il sapere, non solo non si faccia sentire, ma che vadano perduti per gli individui i punti fermi raggiunti nella feticizzazione di una crescita del sapere puramente quantitativa, con tutte le relative conseguenze in fatto di espertocrazia e di una crescente opacit del sapere. La segmentazione e selezione dellesperienza quotidiana sociale, ma soprattutto del pensiero scientifico, pu condurre alla rassegnazione e a una comprensione ottusa del quotidiano. Perci deve essere difeso e sviluppato ulteriormente ci che lepisteme: lessere informati del mondo e della realt del sapere, il possedere la scienza delle cose per poter formare il mondo, il saper dominare intellettualmente, razionalmente la molteplicit dei fenomeni attraverso teorie di grande portata, il poter partecipare al cosmo dei significati, lessere cittadino nella democrazia del sapere. Le enciclopedie sono sempre state pi che semplici raccolte di sapere; sono reti di orientamento. Proprio questa anche la speranza che collego allEuropische Enzyklopdie: essa vuole essere un veicolo per favorire liniziativa personale nellambito del sapere; apertura e pluralit, che essa assume a suo programma, hanno il compito di stimolare lautoriflessione, il rischiaramento. Per concludere con Bacon: questa enciclopedia vuole contribuire a ricordare a noi stessi il fine a cui deve volgersi la conoscenza, il sapere-

Louise Nevelson, Totality Dark 1962, (f. Boesch)

RECENSIONE il bene e linteresse per la vita. Lenciclopedia lantenata della comunicazione - si legge nellAvvertenza a LUnivers philosophique, primo dei quattro volumi dell'Encyclopdie philosophique universelle - ... Il principio della sua identit risiede nel riconoscimento di tutto ci che altro. E di fatto il volume, diretto da Andr Jacob, si presenta come una summa e insieme un bilancio del pensiero filosofico di questo secolo, nelle sue forme e nei suoi contesti, secondo quello spirito proprio della tradizione di Diderot e DAlambert, per i quali il carattere circolare dellenciclopedia non era lespressione di una chiusura o di un compimento del pensiero, ma piuttosto la forma che prendeva lapertura allalterit, lapprendimento progressivo di tutto ci che diverso. Una diversit che questo primo volume rintraccia nella filosofia occidentale stessa, dal pensiero anglosassone a Heidegger, nelle scienze della natura e delluomo, dalla meccanica quantica alla psicanalisi, nei pensieri infine non occidentali, dalle culture orali orientali, alle religioni della Scrittura, alle concettualizzazioni delle societ tradizionali, ci che Jean Poirier raccoglie sotto lunica denominazione di etno-logia. Cos, mentre i filosofi francesi riscoprono a poco a poco limportanza della filosofia analitica, lEncyclopdie philosophique universelle apre il pi possibile alla prospettiva antropologica, con il preciso intento, come indica Paul Ricoeur nella Prefazione al primo volume, di andare fino ai limiti tollerabili della diversificatione del campo filosofico....rincrociando molteplici prospettive convergenti. Una sorta, potremmo dire, di decostruzionismo dellOccidente, che ben altro da quello di Heidegger e Derrida, puntando piuttosto a un approccio planetario del pensiero, che non rinuncia allesigenza filosofica in quanto tale, alla sua specificit, n ancor peggio la dissolve in un puro relativismo, ma che intende, come scriveva Merleau-Ponty riprendendo un motto di Husserl, aprire il concetto senza distruggerlo. Lorganizzazione stessa delle 2.000 pagine a due colonne di cui costituito il primo volume dellEncyclopdie philosophique universelle rivela le tensioni che di fatto agitano luniverso filosofico attuale. Una prima parte, dedicata alle Problematiche contemporanee raccoglie entro sette sezioni i contributi pi propriamente filosofici, dagli approcci metafisici alle questioni e fondazioni, passando per lazione e i valori, luomo e le societ, luomo e la natura, linguaggio e conoscenza, larte. Segue una seconda parte di dieci sezioni, Materiali per la riflessione, dove leterogeneit dei contenuti proposti diviene manifesta: dopo una ventina di articoli dedicati ai quesiti tradizionali riguardanti listituzione filosofica stessa, i suoi metodi, il suo insegnamento, i suoi rituali, ci simbatte in una vera e propria enciclopedia scientifica allinterno di quella filosofica, con articoli sulla matematica e la fisica odierna, a cui fanno seguito alcune sezioni sulla cultura orale asiatica e sulle tradizioni di pensiero di determinati gruppi etnici in America, Africa, Oceania. Da ultimo chiudono il volume non meno di cinque indici, di cui un indice degli indici, che permette di fare confronti con altri dizionari enciclopedici esistenti, una bibliografia generale di quasi 270 pagine, ordinata in modo esemplare, e un marca-pagina tematico con la numerazione dei 284 articoli del volume, che rendono questopera un incomparabile strumento di riferimento e ricerca anche, e soprattutto, per i non specialisti. Il secondo volume dellEncyclopdie philosophique universelle, che porta il titolo: Les notions philosophiques, presenta la struttura propria del dizionario e fa di questa enciclopedia linnegabile sostituto del Vocabulaire technique et critique de la philosophie (trad. it., Dizionario critico della filosofia, Isedi, Milano 1971), pubblicato tra il 1902 e il 1922 dalla Socit franaise de philosophie sotto la direzione di Andr Lalande e nello spirito della tradizione razionalista e spiritualista francese. Sebbene lopera di Lalande riposasse sullipotesi contestabile, ma pur sempre feconda, che vi era una lingua filosofica capace di esprimere un sapere comune, suscettibile di essere fissato in modo consensuale dal dibattito critico, oggi indubbio che le categorie kantiane, anche se rinnovate, su cui si reggeva quel progetto, non possono pi pretendere di sintetizzare le nuove e concorrenziali direzioni della riflessione filosofica contemporanea. E appunto ci che questo nuovo dizionario delle nozioni filosofiche mette ampiamente in mostra, rimediando alle mancanze pi appariscenti del precursore, soprattutto nel campo della logica, della morale, della filosofia politica e dellestetica, e aprendo alle scienze e alle societ moderne e al pensiero non occidentale. Costituito da due tomi di complessive 3.300 pagine a due colonne, contenenti pi di 5.500 voci, questo secondo volume dellEncyclopdie philosophique universelle, diretto da Sylvain Auroux, ha richiesto dieci anni di lavoro, 600 redattori e un centinaio di collaboratori tecnici. Un impegno particolare stato dedicato allaspetto terminologico, con la decisione di adottare anche per le nozioni filosofiche larchitettura delle moderne banche-dati. Il dizionario prende tecnicamente atto di questa evoluzione, associando sistematicamente a ciascuna voce una etichetta o indirizzo, che localizza linsieme delle informazioni disponibili sul settore di pensiero in cui siscrive una nozione, e stabilisce rimandi ad altre nozioni. Il che permette, anche grazie a una tavola analitica posta alla fine del volume, di connettere lintero campo delle nozioni, rendendo praticabile una circolazione dinformazioni che va dal noto allignoto, da un problema allaltro, da una tradizione allaltra, a cui si aggiunge anche la possibilit di rimandi al terzo volume dellenciclopedia, che tratter delle opere filosofiche. Una tale disposizione ha richiesto un ripensamento del concetto stesso di nozione, a cui stato dato il carattere di una struttura associativa, costituita da una terminologia, da altre nozioni, da una somma di elementi definitori, descrittivi o storici, da un complesso di problemi, di teorie e talvolta di tesi, e da un insieme di testi che tematizzano la nozione o entrano nella sua tematizzazione. Alla diversit scoraggiante delle conoscenze che ne deriva rimedia lordine dellalfabeto, completo dei relativi riferimenti, la cui arbitrariet impedisce in ogni caso di soccombere alla tenta-

RECENSIONE zione di un sistema che vuole unificare le conoscenze secondo un ordine logico. Lapertura nozionistica di cui d prova questo dizionario, unico nel suo genere, confermata dalle due altre sezioni che accompagnano quella dedicata alla filosofia occidentale, luna consacrata al pensiero asiatico, laltra alle forme di concettualizzazione delle societ tradizionali, che riprendono una determinante di questa enciclopedia, gi presente nel primo volume, a testimonianza dellambizione universale e della volont di questo progetto di situarsi nella scia dellantropologia culturale attuale. In conclusione possiamo dire che sia dal punto di vista strutturale che contenutistico, l Encyclopdie philosophique universelle mostra tutte quelle prerogative tipiche di un rivolgimento della tradizione universitaria di questa nostra fine del XX secolo attraverso un riannodamento del tutto inatteso della filosofia agli orizzonti non di una post-modernit retorica, ma di

una modernit scientifica ripensata.

Enciclopedia filosofica oggi

Una riflessione di Andr Jacob

La contingenza che a volte caratterizza la nascita di unopera non esclude affatto la necessit maturata nel corso della sua realizzazione. Cosa pi che mai vera nel caso dellenciclopeida filosofica che sono stato chiamato a promuovere nellarco del decennio appena conclusosi (con la pubblicazione della prima met): nata come negazione-superamento di un modesto progetto di dizionario, essa ha dimostrato maggior consapevolezza delle proprie responsabilit nel tempo che non nello spazio, tanto questultimo si culturalmente trasformato. Lo scopo di E. Namer (incaricato del corso di Filosofia italiana alla Sorbona, che sispirava allora al Dizionario di filosofia di Nicola Abbagnano, pubblicato nel 1961), di rimpiazzare tra il 1975 e il 1979 il Vocabulaire technique et critique de la Philosophie di A. Lalande, uscito mezzo secolo prima, non era affatto orientato verso la nuova universalit del giorno doggi, risultato della pluralit delle culture. Ci si trov a dover riconoscere che la filosofia avveva sovvertito le proprie origini greche, aprendosi ad altri tipi di pensiero, e questo proprio per fare onore a ununiversalit vista in maniera differente, dagli stoici a Kant. Inoltre, proprio colui che esortava al rinnovamento del famoso lessico filosofico della lingua francese, aveva esplicitamente scartato a priori, ritenendolo troppo ambizioso, ogni progetto di enciclopedia in pi volumi. Per unironia della sorte, fu proprio leditore di Lalande, le Presses Universitaires de France, ad accettare il cambiamento che Namer aveva strenuamente rifiutato sulla base del canovaccio che gli avevo fatto pervenire, solo per se ne avessi decuplicato le dimensioni. La necessit di cui parlavo all'inizio consacrata oggi dal fatto che la pi grande casa editrice filosofica francese abbia rischiato la pubblicazione di qualcosa come 10000 pagine (di oltre 7000 battute ciascuna), che sarebbero dovute diventare lopera pi importante del suo immen-

so repertorio. Si trattava della necessit di affrontare un bilancio intellettuale alle porte di un nuovo millennio: al termine di un terribile XX secolo, come lo aveva presagito Nietzsche, i cui sconvolgimenti politici e sociali, le cui ecatombi non sono da meno del balzo in avanti tecnico-scientifico senza precedenti, dopo la fine del neolitico, compiutosi in questo secolo. Per me forse si trattava anche della necessit di ritrovare, in condizioni nuove, linteresse per una problematica del linguaggio enormemente diversificatasi da quando, negli anni 50, cominciai ad occuparmene. Il lavoro del linguaggio (si veda dellautore, Introduction la philosophie du langage, pp.354 e 364 delledizione francese), che introduce nellindagine filosofica le determinazioni riflessive e discorsive, trova sul versante encilopedico una delle sue maggiori fioriture. E quindi con un certo senso di piacere che presentiamo unopera monumentale, la cui portata gi la si pu ricavare da tutti i suoi dettagli, a cominciare dalla scelta delle voci. Delineiamo in primo luogo le motivazioni culturali e la struttura dellopera, per accostarci in un secondo tempo allincontro fra enciclopedia e filosofia. I. Motivazioni culturali. Allinizio si sarebbe potuto pensare che lopera sarebbe stata figlia del suo tempo: a tutti i livelli dellattivit umana, il semplice lavoro di assumere le informazioni richiedeva una certa interpretazione, a meno di non lasciare campo libero al nichilismo. Sia che si trattasse in effetti di avvenimenti socio-politici, con lo scatenarsi della violenza a partire dalla prima guerra mondiale (culminata a Verdun e al tempo del genocidio degli armeni), che non poteva fare a meno di mettere in crisi la filosofia del Progresso di cui lOccidente viveva da quasi due secoli, o che si trattasse dello sviluppo di una tecnoscienza che con linaugurazione dellera atomica, nel

RECENSIONE 1945, andava a incrociare i primi: gli sconvolgimenti del XX secolo danno da pensare. E solo dopo Auschwitz che, dopo aver imposto un silenzio terribile, sinvoca un miglior modo di pensare: vale a dire, cogliere la prossimit della tragedia contemporanea e misurare la vera portata della condizione umana, lenigma della sua difficile responsabilit. Anche le stesse trasformazioni economiche, legate allo sviluppo tecnico e agli accresciuti bisogni di energia, causa delle crisi che stiamo attraversando, hanno fatto sorgere una contestazione ecologica che pone in termini nuovi la questione del rapporto fra luomo e la natura. Da ventanni a questa parte - momento critico di una modernit di cui Descartes considerato il padre fondatore - siamo entrati in una fase non cartesiana (non soltanto a livello logico-matematico, come ne parlava G. Bachelard in Le Nouvel esprit scientifique del 1934, ma nella filosofia pratica), in cui il rispetto della natura deve limitare il dominio al quale ci credevamo destinati. Il faccia a faccia materiale con un ambiente che ormai ha dimensioni universali ha tuttavia stimolato una riflessione filosofica, per la quale sarebbe oramai difficile giustificare, come stato fatto finora, un puro interesse per ci concerne lanima. Oltre alla rivalutazione globale del corpo come centro di energia, dazione e di espressione, da Nietzsche a Merleau-Ponty, la genetica, e pi generalmente la biologia molecolare, sono in grado di destabilizzare uno statuto dellessere umano consacrato a Dio, pi o meno riecheggiato dallumanesimo e di cui necessario ripensare i criteri. E solo quando il progresso delle biotecnologie pone questioni biomediche, che i limiti dellindividuo, nel suo duplice rapporto con la vita e la morte, vengono messi in discussione e nuovi problemi etici sollevati. Da parte sua, levoluzione dei costumi ha trovato in tutti i campi, dal pi privato al pi pubblico, di che rivoluzionare il pensiero filosofico e quindi rinnovare gli scopi di un progetto enciclopedico che voglia tenerne conto. Sul primo versante, il conflitto generazionale scoppiato negli anni 60 ha favorito una liberalizzazione dei costumi senza precedenti nella storia occidentale. Il rapporto con la trascendenza spesso vi ha preso la forma dellAlterit, mentre la repressione tipica dellordine stabilito tendeva sempre pi a lasciare spazio a individui maggiormente responsabili. Parallelamente entrava in gioco anche lemancipazione della donna in Occidente. Si configura cos il cambiamento etico della morale - una rivoluzione nel campo della filosofia pratica. Sullaltro versante, pi interculturale che internazionale, con la decolonizzazione cominciava a scricchiolare laltra subordinazione-alienazione inconfessata dei tempi moderni. Fenomeno tanto pi importante per unenciclopedia filosofica che, prendendone atto, ambiva automaticamente alluniversalit. Malgrado tutti i problemi irrisolti a livello economico, negli scambi internazionali, come a livello politico, sul piano locale, si venuta annunciando una rivoluzione giuridica, che ancora oggi domina la filosofia pratica con la ridefinizione di ci che umano, in potenza e in atto. In aggiunta alla contemporanea crisi della fede e delle relative istituzioni, in unepoca in cui venivano diversificandosi i valori etnologici, interviene la questione culturale a rinnovare le teorizzazioni sulluomo: senza per questo smettere di assegnare a una ricerca antropo-logica un compito ulteriore di fondazione. Si tratta di strati differenti, che dando spazio a uno spiegamento informazionale sempre maggiore, grazie a una civilt mediatica che non conosce limiti (si pensi solo al numero degli articoli di stampa), chiamano a una riflessione e a un giudizio che rischia di superare la soglia della fondativit filosofica. La filosofia infatti, lungi dal dover intuire un mondo proprio, come falsamente le attribuiscono le caricature del platonismo, si nutre precisamente di tutti gli elementi della condizione umana. II. Strutturazione dellopera. La mira planetaria del progetto era sufficientemente forte, che il desiderio di rompere con il modello alfabetico, anche di enciclopedie filosofiche che mescolano autori o scuole a concetti, non avrebbe creato zone d'ombra. Scegliendo liberamente una struttura tetralogica (senza pregiudicare la possibilit di uno sdoppiamento dei volumi, come era plausibile e come infatti si verificato per il secondo e il terzo), corrispondente a quattro registri autonomi e complementari, risultavano quattro unit, autosufficienti ma corrispondenti fra loro, a cui era affidato il compito di accogliere le differenze di pensiero dellumanit. Da qui si procedeva alla successiva apertura verso lEstremo oriente e le aree etnografiche, che dava adito a un ammorbidimento e unamplificazione dellinteresse filosofico per tipi di pensiero altrettanto fondanti, quanto in s differenti, che dopo aver dato luogo nel loro insieme a sezioni distinte (XV: Etnologia e XVI: Tradizioni e scritture) nel volume I, li si ritrova (nel volume II e III) suddivisi in tre parti: Filosofia occidentale, Pensieri asiatici (India, Cina, Giappone, Corea), Concettualizzazione delle societ tradizionali (Africa, America, Sud-est asiatico, Oceania). Una volta suggellata questa specificazione pluriculturale delluniversalit, era aperta la via allautonomia dei volumi, caratterizzata da un registro proprio. 1. Lintegrazione nella summa enciclopedica di due dizionari (dei concetti e delle opere) era pragmaticamente prioritaria. Anche se in filosofia linformazione sempre sopraffatta dallinterpretazione, il bisogno di chiarimenti su concetti e opere simponeva sia sul versante sincronico, pi o meno comune a tutti gli autori, che su quello diacronico, che accosta realizzazioni singolari - nella situazione editoriale contrastante di un registro pi volte visitato, soprattutto a partire dal Rinascimento, e di un altro stranamente inedito (a parte il cospargere di qualche opera filosofica le 16000 opere letterarie e artistiche che comporta il Laffont-Bompiani). 2. La posizione di questi due pilastri richiedeva, da una parte e dallaltra, due registri pi aleatori: quello dei testi, la cui ampiezza e la cui portata apparivano di una variet senza precedenti, e quello delle problematiche, che ritrovava linclinazione interrogativa della filosofia, intersecando concetti il cui accoppiamento generalmente non che un caso limite delle griglie concettuali. Daltra parte, poich nel corso della storia gli interrogativi delluomo nel mondo sono andati sempre pi mediandosi attraverso

RECENSIONE ogni genere di apporti e di indefinibili determinazioni, si ritenuto opportuno aggiungere, nel modo in cui il nostro rapporto con luniverso diventa filosofico, sia dei Materiali per la riflessione, che fanno il punto sullattivit tecno-scientifica della nostra civilt, sia dei retroterra culturali che possono far loro da preziosi contrappesi. Tutto ci ha permesso dillustrare lidea decisiva secondo cui la filosofia non saprebbe nutrirsi di s stessa, n i suoi interrogativi esercitarsi a vuoto. Attraverso il linguaggio proprio del pensatore, la filosofia si apre a tutti i discorsi, a tutte le azioni e le creazioni degli uomini e lavora per districarne il senso. A questo punto, parlare di Universo filosofico per definire lunit del volume inaugurale presupponeva gi il passaggio della materia a contenuti concettuali, con lingresso in una riflessione le cui radici affondavano nellinsieme reale. In questi differenti registri si riconosceranno senza difficolt modalit o componenti del Discorso filosofico: dal suo orizzonte generale di problematizzazione alle opere (cfr. Sommario, p.5 bis) che specificano organicamente questa discorsivit - e ai testi, estrapolati di volta in volta a seconda dei fini - passando per gli elementi concettuali (verbalizzati) impliciti in ogni discorso. Anche la riflessivit filosofica, inglobando gli uomini, opera un rovesciamento delluniverso sensibile in un universo del discorso (abbozzato negli anni 30 da L. Brunschvich in Les ges de lintelligence), che supera questo tipo di inglobamento - secondo lopposizione pensata ed espressa da Pascal: Attraverso lo spazio luniverso mi comprende e mi inghiotte come un punto, attraverso il pensiero io lo comprendo. Come non notare, inoltre, che la simmetria delle ali, meno appariscenti nellinsieme dellopera dei due dizionari pilastri, rafforzata dalla notoriet dei partecipanti al primo volume (Aubenque, Lvinas, M. Henry, Apel, Fourasti, Prigogine, E. Morin, H. Atlan, Ladrire, Granger, R. Huyghe, C. Ramnoux, Hintikka, A. Rey, P. Prini, A. Messiah, J. C. Pecker, A. Danchin, E. Wolff, G. Canguilhem, E. Malinvaud, C. Guinzburg, A. Jacquard, C. Hagge, Condominas, J. Gernet, J. Leclant, Y. Congar, M. Heller, R. Rmond, etc...), faccia a faccia con i testi della tradizione filosofica. E questa una delle ragioni per cui, malgrado i legami incrociati tra volume e volume, quello che univa il primo allultimo non poteva che essere privilegiato. Ma la loro corrispondenza, consistente soprattutto nellillustrazione testuale delle varie problematiche, non ha escluso la realizzazione di una serie di Studi introduttivi alla lettura dei testi filosofici, che dovrebbero coprire circa un sesto dellultimo volume e che raccoglie contributi, fra gli altri, di U. Eco, di G. Gadamer e di J. Starobinski, insieme a chiarimenti circa i problemi posti dalla traduzione, dal commento o dal confronto, dal lessico, dalla sintassi o dallo stile, che la trattazione enciclopedica non potrebbe trascurare. Come infatti diceva P. Ricoeur alla fine della sua Prefazione generale dellopera: Quale finalit pi alta pu avere unenciclopedia filosofica universale se non quella di rimandare alla lettura delle opere filosofiche stesse, al termine di una riflessione che verte sul ricongiungimento della filosofia con la sua scrittura? III. Enciclopedia e filosofia. Questo quadruplice approccio alla concettualizzazione e alla discorsivit filosofica forse non che unapprossimazione allintento infinito, pi volte ripreso, di una riflessione di fondo sulla nostra condizione: allo stesso modo in cui il pensiero e lestensione non sono altro che due attributi tra gli altri della Sostanza divina nello spinozismo. Ma questo un intento comprensivo, piuttosto che estensivo, che differenzia unenciclopedia filosofica da unenciclopedia generale. Pi che definire o spiegare lesperienza, qui si tratta di interpretarla, rapportando le conquiste della scienza, dellarte o dellazione alla situazione delluomo nel mondo. E per questo che la ricerca filosofica al contempo anteriore - per via del suo essere radicata nellesperienza pi arcaica delluomo - e posteriore al lavoro scientifico: unenciclopedia filosofica prenderebbe dunque avvio (interpretativo) da unenciclopedia generale, da cui non pu esimersi. Allo stesso modo la pluralizzazione dei registri proposti dallEncyclopdie philosophique universelle potrebbe avere il vantaggio di valorizzare la reiterazione degli slanci e degli obiettivi, nelleterogeneit relativa dei momenti del discorso filosofico: il che non permette la frammentazione nellomogeneit di un solo livello. Ammettendo fin dallinizio la complementarit di approcci tra i pi plausibili, si resta pur sempre distanti da una chimerica esaustivit, riportando alle sue giuste proporzioni lintento totalizzante di un progetto enciclopedico. Fare il giro delle interpretazioni, piuttosto che delle conoscenze, diventa occasione di incroci, di nuovi sviluppi e di nuove aperture, piuttosto che di un accerchiamento del pensiero. Infatti, volendo essere enciclopedica, la filosofia non rinuncia alla propria ansia di interpellare e di interrogare: contrariamente a quanto avviene in un sapere gi costituito, dove le risposte sono belle pronte. La riuscita di una simile impresa dovrebbe aiutare il lettore a sapersi meglio porre delle domande, che non ad avere prima delle risposte. La frattura grazie alla quale la filosofia tiene testa alle sovranit religiose non arriva forse ad abilitare un mondo senza risposta, o quanto meno univoco? Tutto ci equivale a dire che lobiettivo didattico minimo di questopera di consultazione dovrebbe essere quello di risvegliare lo spirito dellutente e di renderlo pi capace, al termine della lettura, a interrogarsi da solo. La finalit segreta dellopera non tende forse al rinnovamento del desiderio filosofico, riconoscendo la specificit e lindiscutibile necessit di una riflessione fondante per chiunque voglia onorare la propria appartenenza alla specie dell' homo sapiens? Solo linevitabile molteplicit degli artefici di unopera simile segna lirriducibilit enciclopedica di un lavoro filosofico, pi spesso condotto nella discontinuit della meditazione individuale. La fragilit di questa stretta via, in seno a una societ di massa e a una civilt mediatica, non pu che incoraggiare la messa im comune di competenze e di ricerche. Ma ci non basta a consacrare lavvento della comunicazione in filosofia: soprattutto se si fa assegnamento su una certa trascendenza dei filosofi in rapporto alle pulsioni e ai conflitti che tanto generalmente contraddistinguono i

RECENSIONE comportamenti degli uomini! Un esame onesto della genesi e delle peripezie di unimpresa destinata a oltrepassare il decennio costringe a riconoscere lovvio, cio che i filosofi sono degi uomini come gli altri e che si prestano alla comunicazione meno di quanto vogliano ammettere - anche nel caso pi facilitato dalla tecnologia contemporanea...come quello di alzare la cornetta del telefono! Per una cattiva abitudine dellindividualismo moderno, o per timore di andare a intorbidare le acque proprio nel momento in cui ci si propone un ruolo chiarificatore nei confronti dei propri simili, quanti filosofi di chiara fama hanno reso pi profondo lo scarto fra la realt e lideale di cooperazione intellettuale! Quante responsabilit affossate o eluse, se non addirittura tradite, a scapito se non altro del tempo dellimpresa! Senza parlare delle occasioni perdute di approntare con il calore della parola parlata - che conferirebbe una dimensione pi umana agli scambi filosofici in questa fine di secolo - le messe a punto scritte richieste dal progetto. Da una parte e dallaltra, in questa epoca di grande incertezza religiosa e di importanti rivolgimenti politici, quando lera dei bilanci diventa filosofica, si potrebbe sperare di passare dal sapere al senso - dallinformazione sulle cose alla trasformazione del mondo umano. Soprattutto nel suo raccoglimento, nel senso pi riflessivo ed esclusivo del termine, come dato concernente la situazione delluomo nelluniverso, la ricerca filosofica dovrebbe fornire al lavoro enciclopedico una certa densit e orientarne il contenuto in senso assiologico. Vale a dire dovrebbe oppore, in un mondo investito da ogni parte dalla quantit, unesigenza di qualit nel processo dinterpretazione dellesperienza umana, ricercando in questo le condizioni della propria qualificazione . Tuttavia, non si vorr certo negare che il lavoro di raccolta enciclopedico non potrebbe, nemmeno in filosofia, sfuggire al pluralismo, sia di una certa specializzazione, sia delle interpretazioni. Lunit del compito appariva dunque relativa e aleatoria - e spettava a chi aveva concepito il progetto di vegliare e prevenire - non senza un certo imbarazzo - ogni allontanamento, spesso involontario, che rischiava di introdurre delle disarmonie inammissibili. Quanto al lettore, gli saranno concesse parecchie libert: dal semplice contatto esteriore con lopera, alle obiezioni pi solide, che fanno rimpiangere che unopera, proprio per la sua monumentalit, non possa (come oggi accade con gli elaboratori elettronici per il trattamento dei testi) subire infinite rettifiche e miglioramenti. La tensione fra lideale e il reale senza dubbio nello stesso tempo il motore della ricerca e lo scotto da pagare per una condizione temporale, in cui anche le negazioni si inscrivono in un divenire. Conclusione Che al momento dellapparizione del secondo volume sia imminente una ristampa del primo, mostra chiaramente lopportunit dellimpresa, in particolare nella situazione francese, da troppo tempo non pi avvezza a imprese editoriali di alto livello, malgrado lintensit e la variet dellattivit filosofica che vi si manifesta. Quanto alle prospettive di traduzione dellopera, che gi si sono delineate, una giustificazione pu essere data dalloriginalit di una concezione e di una strutturazione, il cui impiego in questopera fuori dubbio. Se il passaggio dal piano enciclopedico a quello filosofico equivale al passaggio da un discorso totalizzante di primo grado a un discorso di secondo grado - di tipo interpretativo, in cerca di fondazione - quello che va dal filosofico alluniversale potrebbe dar limpressione di procedere da solo, tanto le prospettive antiuniversaliste, di tipo hitleriano, sembrano tradire il progetto filosofico. Tuttavia, se c stata una maturazione delluniversale da Platone agli stoici e a Kant, la via duscita dellaccezione greca del progetto pone molti problemi ai sostenitori della philosophia perennis. Sono sicuramente le trasformazioni socio-storiche e intellettuali, verificatesi proprio dopo la rivoluzione critica, che motivano un nuovo universale. Anche se il suo aspetto formale pu sembrarci astratto, la specificazione planetaria della nostra via di comunicazione conferma lesigenza di un superamento del locale e del particolare. Vale a dire che lorizzonte di universalizzazione, che continua a contraddistinguere lapertura filosofica, prende forme diverse e nasconde contenuti in perpetua evoluzione. A questo punto, luniversale pu essere costruito teoreticamente solo grazie a delle culture che si lasciano collegare nella misura in cui ci si astrae da esse; praticamente, solo in virt di rinnovate azioni etico-politiche. E per questo che il significato di un progetto enciclopedico al giorno doggi consisterebbe nel ripensare la filosofia nel suo accresciuto pluralismo, mentre affiorano numerose culture precedentemente occultate; dunque ripensare la filosofia in un modo abbastanza unitario per aiutare luomo, quale individuo in cerca di Relazione, a non cadere nellautomatismo, nellinforma-tizzazione e nella quantifica-zione generalizzata. Come approccio fondativo alla realt del nostro tempo, ci chiediamo se lEncyclopdie philosophique universelle sar mai unopera di consultazione per orientare e aiutare lautostrutturazione del pensiero dei nostri contemporanei. Per quanto ci riguarda, abbiamo dimostrato che la comunicazione poteva essere lo scopo pi imperativo del mondo umano, dando luogo tuttavia alle resistenze pi feroci. Il superamento fondativo della comunicazione senza dubbio una porta stretta, che spinge alcuni a lasciarsi spazzar via da un ritorno in forza della violenza. In ultima analisi, lunit plurale su cui non si potrebbe fare a meno di muoversi, la misura del principio di complessit che lepistemologia contemporanea ha sempre pi preso come guida. In un momento critico della modernit, la lunga tradizione che giace nelle sedimentazioni lessicali un contrappeso prezioso per i sogni di sistematizzazione originale, degni di farci entrare nel nuovo millennio. Ma qualunque cosa succeda, lamibizione di interpretare, coordinandoli, il maggior numero di elementi del sapere richieder una risoluzione filosofica che porti il coraggio della chiarificazione al di l dellangoscia dellimmensit.

RESOCONTO RECENSIONE E dubbio se alletica spetti un posto tra le poche cose che recente convegno sul tema: Nel crepuscolo della probabiLocke annovera quali conoscenze certe. Nel crepuscolo lit. Etica e politica (Palazzo Sopracenerina, 11-13 ottobre della probabilit, la luce sfumata del relativismo dei 1990), organizzato nellambito dei Convegni internaziovalori che illumina i fari spenti della Verit, della Norma e nali di Locarno Scienza e societ in collaborazione con degli imperativi etici. lIstituto Italiano per gli Studi Filosofici di Napoli. La possibilt di scorgere nel moderno qualcosa di diverso dal paesaggio di rovine simmeliano, rimanda subito alla Il rapporto tra la politica, in quanto ambito del conflitto di necessit di inventare nuovi paradigmi di pensiero che non interessi, e letica come dimensione normativa e valutativa, interpretino il relativismo come unespressione sintomati- stato uno dei temi fondamentali della discussione. Nelca del nichilismo. Pensare unetica della politica oggi lorizzonte della filosofia pratica il problema quello di significa per alcuni rinunciare alle certezze dei valori definire il campo di relazione tra queste due istanze, tema universali, senza abbandonare la possibilit di un criterio da sempre oggetto delle riflessioni di Norberto Bobbio, normativo per la sfera politica. Allora il pluralismo stesso assente al convegno, il cui pensiero politico ed etico stato dei valori che deve diventare il valore - ipotizza Veca - esposto in sua vece da Corina Yturbe. Lintento della sua oppure - come sostiene Walzer - si deve rintracciare nelle esposizione stato soprattutto di confutare la posizione logiche complesse del politico quel minimo comun deno- sostenuta da Perry Anderson, studioso del marxismo, seminatore in grado di unificare gli interessi molteplici che lo condo il quale gli studi politici di Bobbio inclinerebbero compongono. Cercarlo in verso una visione una comune idea di diritto, realistica, che privilegia IV Convegno internazionale di Locarno Scienza e societ. nei valori sociali o allinil ruolo del potere e della terno di una medesima pasviolenza. Secondo Yturbe sione civica il compito, invece il concetto di realiintellettuale e pratico, di smo, pur esponendosi ad cittadini che pensano e di interpretazioni conservafilosofi che si pensano cittrici, deve essere letto in tadini. Unetica per la pouna prospettiva pi comlitica, del resto, non pu plessa, che chiama in cauA cura di Flavio Cassinari, non essere realistica nel sa il tema della legittimiMassimo Mezzanzanica, Elio Nasuelli, Valentina Restelli. momento in cui misura il t, quello del rapporto etipiano dei valori con quello ca-politica e quello del delle pratiche di potere. Le concetto di democrazia. ..avendo Dio posto alcune ragioni della forza e del Il problema della legitticose in piena luce, e avendo conflitto non appaiono mit affrontato da dato a noi qualche conoscenza molto disponibili a farsi Bobbio attraverso il rapcerta, sebbene, in confronto al convincere dalla forza delporto tra diritto e potere, resto, limitata a ben poche cose [...], nella maggior parte le ragioni e dal bisogno di sostenendo, a differenza dei nostri interessi, egli ci pace e di giustizia; a tutti i del pensiero realistico, ha fornito soltanto il crepulivelli si assiste ad un inche n leffettivit, n la scolo, se cos posso dire, treccio tra politica e mire legalit di un potere esaudella probabilit. individualistiche, mentre riscono il suo processo di John Locke sempre pi gli interessi collegittimazione, ma nelettivi vengono strumencessario appellarsi a valotalizzati da logiche elitarie di potere, che alterano tragica- ri quali la libert, il benessere, lordine, la giustizia. Quemente le regole del gioco democratico. stione pi controversa il determinare i confini della Aggiornate teorie della giustizia si rendono oggi pi che politica rispetto alletica. Per Bobbio esiste una connessiomai necessarie, almeno nella misura di una ripresa delle ne e una tensione reciproca e irriducibile fra questi due ragioni per le quali un individuo possa sentirsi ancora un termini. Il conflitto la ragione dessere della pratica cittadino. Se letica vuole essere un orizzonte per la politica, che mediante compromessi tende a garantire una politica, e non semplicemente limitarsi ad unoperazione di convivenza ordinata da regole; essa si serve dei meccaniingegneria normativa, non pu rinunciare a quei valori di smi effettivi del potere per realizzare i valori e gli ideali solidariet e di equit che una volta si chiamavano virt politici. La democrazia politica non si esaurirebbe pertanto civiche. E questa la posizione neo-aristotelica, a cui si in termini di realismo, ma realizzerebbe la possibilit di dovrebbe per obiettare che sono proprio i vincoli etici costituire un ordine legale che non ignori la fondamentale tradizionali, legati allambito ristretto delle societ nazio- conflittualit dellambito politico. nali, che si dimostrano ormai logori ed insufficienti ad Lessenziale destinazione delletica a divenire discorso affrontare la dimensione globale dei problemi. pubblico e dunque a configurarsi quale filosofia pratica Si tratta di temi di vasta portata e difficili da collegare tra stato il tema dellintervento di Dennis Thompson della loro, temi tuttavia ineludibili per la filosofia politica, che Harvard University. Sotto al spinta di una tradizione cultuvive del continuo rimando tra universalit del principio e rale ispirata al pragmatismo, la filosofia politica e letica particolarit della situazione concreta. Proprio questo negli Stati Uniti sono chiamate direttamente a intervenire stato loggetto di dibattito di un gruppo di filosofi ad un su temi di forte coinvolgimento pubblico quali: deterrenza

Etica e politica nel crepuscolo della probabilit

RESOCONTO RECENSIONE

Fausto Melotti, The Apartheid 1967, (f. Carrieri)

RESOCONTO RECENSIONE nucleare, razzismo, diritti sociali. Listituzionalizzazione di ci che Thompson definisce etica applicata solleva il problema della perdita della sua dimensione critica, come appunto stato obiettato da coloro che considerano letica politica una mera ideologia, tesa a legittimare una pratica politica consolidata. I sostenitori della critica ideologica osservano infatti che letica applicata alla politica assume in s lagenda politica che sembra problematizzare, finendo col legittimare il programma e le scelte di chi detiene il potere politico. Una critica questa che, portata a fondo, aggredisce le basi stesse che rendono possibile il giudizio morale sulla politica, nonostante Thompson ribatta che laccettazione di un relativismo consapevole nel giudizio etico non impedisce assolutamente una critica, anche radicale. Ineludibile per letica applicata il confronto con le argomentazioni dei teorici del realismo politico. Esse partono dallassunto che politica significa inanzittutto lotta per il potere e che allinterno di questa nessun vincolo etico pu valere come ultimativo, pena la sconfitta. Una versione questa della teoria realistica che Thompson definisce eroica, in quanto pone il fine dellagire politico in un valore morale (il diritto, la pace), che tuttavia non deve interferire con gli strumenti utilizzati per il suo perseguimento, improntati al pi assoluto realismo. Largomentazione machiavellica dei critici realisti non mette in questione se letica sia o meno rilevante per la politica, ma quale tipo di realismo sia appropriato al conseguimento del fine. Nel prendere sul serio questa critica, letica politica deve essere - a detta di Thompson - pi realista dei realisti nel mettere sul conto dei fatti il ruolo dei valori morali e di tutte quelle componenti estranee alla ragion di Stato e al calcolo di potere, che pure muovono gli attori della storia. La voce realismo, tema centrale di tutto il convegno, ha trovato un interprete particolarmente critico in Paul Feyerabend, che ha considerato questo termine nel significato che esso assume per lepistemologia contemporanea. Sostenitore di una teoria anarchica della conoscenza scientifica, Feyerabend ha discusso alcune affermazioni dellastrofisico dissidente cinese Fang Lizhi. In un intervento pubblicato sulla New York Review of Books (21 dicembre 1989) questi affermava lesigenza di stabilire criteri universalmente applicabili per quanto riguarda i diritti umani, e giustificava la possibilit di giungere a tali criteri applicando allambito delletica il modello di universalit del sapere tipico della conoscenza scientifica. Feyerabend tenta allora di mostrare che le ipotesi di Fang Lizhi danno unerrata impressione delle scienze e sono esposte al rischio di mettere in pericolo proprio il tipo di vita che egli cerca di difendere. La critica della posizione dello scienziato cinese per Feyerabend loccasione per alcune osservazioni sul rapporto tra la ricerca scientifica e le assunzioni normative, a partire dalle quali essa si sviluppa. Fang assume come ovvio il criterio delluniversalit della scienza, ma questo per Feyerabend un ideale, o unipotesi metafisica. Non si tratta qui di difendere una concezione della scienza come una posizione neutrale dal punto di vista etico e metafisico, al contrario, afferma Feyerabend, la scienza impossibile senza una metafisica e senza assunzioni normative di base. Il caso di Fang Lizhi una tipica situazione in cui un principio metafisico viene presentato come un modello ben definito di pratica scientifica. Un caso analogo, in cui principi normativi (legati dunque ad una scelta di valori) vengono presentati come inerenti allessenza della scienza tout-court quello dellepistemologia realistica, la cui nozione di realt, che esclude il valore conoscitivo di altre forme di esperienza e di credenza, trascende ogni insieme di dati scientifici esistenti (o anche possibili). La concezione realistica delluniversalit della scienza, che implica che certi fenomeni e modelli di comportamento siano soggettivi o irrazionali, sembra essere di primo acchito il risultato di una osservazione fattuale. In realt contiene una componente normativa. Per Feyerabend, ci che conferisce valore a determinate credenze non la forza dei fenomeni, ma la forza di norme che valutano i fenomeni e che danno origine alla preferenza per forme di coerenza tra i fenomeni, alle quali si d il nome di realt. Ma questo significa condizionare letica, nel senso generale di una disciplina che orienta le nostre scelte tra forme di vita, rispetto allontologia, divenendo letica una misura occulta della verit scientifica. In questo modo viene rovesciato il rapporto che il realismo epistemologico stabilisce tra scienza e giudizi di valore: non partiamo da una realt per poi inferire il modo in cui gli individui dovrebbero vivere; partiamo da una forma di vita che troviamo accettabile ed inferiamo da essa che cosa reale. I giudizi normativi diventano la misura della realt. Generalizzando possiamo dire che reale ci che gioca un ruolo importante nel modo di vita in cui qualcuno desidera vivere. La centralit della questione del pluralismo allinterno della filosofia contemporanea stata in particolare sostenuta da Salvatore Veca. La pluralit dei dizionari speculativi, estetici e morali non pu essere considerata semplicemente unespressione del relativismo contemporaneo, essa soddisfa invece la complessit di motivazioni che ogni forma di vita possiede per rispondere alla domanda essenziale su come si deve vivere. Ogni persona convive con una variet essenziale di fini e di ragioni, spesso conflittuali, attraverso le quali articola il rapporto con se stessa e con il mondo. La tesi di Veca che il pluralismo deve essere accettato come un principio valido dal punto di vista normativo e dunque riconosciuto come valore e non soltanto come dato di fatto. Se infatti esistesse un valore ultimo a cui fossero riconducibili le ragioni dei conflitti di valore, non esisterebbe alcun dilemma morale e tutto si risolverebbe in unoperazione di ingegneria normativa. Esisterebbe una moralit, ma non la nostra moralit. Il fatto del pluralismo - lespressione di John Rawls - presuppone pertanto laccettazione del pluralismo come valore in un certo senso prioritario, e ci vale a maggior ragione in politica, dove si tratta della vita giusta e non della vita buona. La precisazione fondamentale per caratterizzare lo spazio specifico dellambito politico, che quello di organizzare le modalit della vita della polis. Letica della politica richiede una ridefinizione, se non un restringimento del dominio dei valori allambito che pertiene ad una giusta organizzazione della vita collettiva. Diventa importante allora una definizione della natura, del ruolo e dei limiti della politica. Per caratterizzare le sfera sociale della democrazia, lana-

RESOCONTO RESOCONTO RECENSIONE lisi di Veca procede attraverso un riferimento critico con la Teoria della Giustizia di Rawls, che considera il pluralismo come un esito del politico, generato da un sistema di diritti e di libert che favorisce la nascita di una pluralit di dottrine e di visioni del mondo conflittuali. Il riconoscimento del pluralismo come valore in tal senso condizione necessaria per impedire al potere coercitivo dello Stato di eliminare i conflitti. Diversamente Veca sostiene che soltanto considerando il pluralismo come il presupposto di una concezione della giustizia che regoli il dominio del politico, diviene possibile concettualizzare la specificit dellambito politico e fornire ad esso criteri normativi. Ma quale sarebbe allora il bene sociale da tutti condiviso, che pu valere come principio normativo della sfera politica? La risposta pi convincente sembra risiedere nel concetto e nella pratica, infinitamente perfettibile, della democrazia. Essa non solo un modo di distribuire il potere e di legittimarne limpiego, bens il modo intrinsecamente politico di distribuire potere politico, garantendo lautonomia delle sfere sociali e contemporaneamente separando lesercizio della cittadinanza dagli altri ambiti della vita sociale (economici, religiosi, militari, ecc,). La democrazia presuppone larte della separazione, la distinzione tra ci che condiviso dagli uomini in quanto cittadini e ci che differenzia gli uomini nelle pratiche di vita e nelle visioni morali del mondo. Se luguaglianza nei diritti e la societ come ambito di realizzazione degli individui sono ancora da raggiungere, il costituzionalismo liberale resta - per Veca - il terminus a quo per qualsiasi disegno normativo che voglia prospettare una societ pi giusta. La sfida del mondo contemporaneo, sempre pi interdipendente, da cui sale una ineludibile domanda di giustizia economica e civile si riassume - come ha asserito Dahrendorf - nella questione della possibile pratica dellidea kantiana di una cittadinanza universale. Sulle questioni aperte da Veca si pronunciato anche Michael Walzer, docente di Scienze sociali allIstituto di Studi superiori di Princeton e noto per la sua teoria etica pluralista, esposta in Spheres of Justice: a defence of pluralism and equality (Sfere di giustizia: una difesa del pluralismo e delluguaglianza, 1983). Facendo riferimento a unimmagine televisiva in cui dei manifestanti di Praga innalzavano cartelli con scritte semplici e immediatamente comprensibili come giustizia, verit, Walzer distingue un significato minimo da un significato massimo dei concetti etici, che possono essere usati e intesi in unaccezione sottile e in unaccezione spessa e che sono appropriati a contesti e scopi diversi: i significati etici minimi sono imbevuti di morale massima, sono espressioni di una stessa lingua e orientati da uno stesso contesto storico, culturale, religioso e politico. Il minimo etico si affranca dal suo proprio contesto caratterizzato da vari gradi di sottigliezza, solo in momenti di crisi individuale, sociale o politica, come nel caso cecoslovacco. Nato in un contesto particolare, che conferisce una serie di sfumature di significato ad ogni termine etico, il linguaggio dei manifestanti di Praga pu essere immediatamente compreso anche altrove in quanto anche altrove presente il senso spesso della giustizia e della tirannide. Esiste cio in ogni morale un nocciolo etico che viene rielaborato diversamente dalle diverse culture. Cos la morale spessa, integrata in diversi contesti culturali, storici e sociali, diventa sottile in occasioni specifiche, quando riferita cio ad obiettivi particolari. Alla base della prospettiva di Walzer c dunque il riconoscimento del pluralismo culturale ed etico. Ma se seguiamo la sua interpratazione dobbiamo conseguentemente osseravre che questa idea a sua volta il prodotto di una determinata cultura, unidea massima: il prodotto di una politica liberale di grande spessore. Nel senso di un radicale ripensamento della logica politica si sviluppato lintervento di Maurizio Viroli, che ha preso in esame la tradizione della filosofia civile italiana nellepoca dei Comuni. Oggi il linguaggio della politica egemonizzato dal concetto di ragione di Stato che, pur rivelando una componente fondamentale del dominio politico, non si rivela per capace di dar conto della ricchezza delle motivazioni e dei fini dellagire politico stesso. Il concetto di politica come arte di governare una repubblica o un regno secondo ragione e giustizia stato espresso da Brunetto Latini nei termini di scientia civilis, mentre la conquista del potere da parte di un singolo o di una fazione viene registrata come arte di cercare lo Stato. Il potere e linteresse privato sono perci estranei alla politica della civitas. La politica come perseguimento della citt giusta appare ai teorici realisti come un fantasioso moralismo, un ostacolo teorico sul terreno concreto della lotta per il potere, identificando dautorit il concetto di politica del principe con quello del cittadino. Se lallocazione autoritativa dei valori un compito imprescindibile di qualsiasi politica, non detto che venga soddisfatto da una pratica politica che considera come suo fine e legittimazione la conquista del potere. La richiesta di libert civili non intende necessariamente esprimersi come lotta per il potere, ha piuttosto a che fare con una dimensione architettonica della politica come costruzione della citt giusta. Il paradosso che le motivazioni e gli sforzi rivolti a questo progetto appaiono non politici ai teorici del realismo. Riformare il linguaggio della politica significa spostare il baricentro teorico sulla nozione di cittadinanza. Tale lobiettivo dei filosofi comunitari che sostengono la priorit del bene sul diritto, con un vocabolario ricavato dalla filosofia civile, sottolineando per il ruolo della tradizione e dei valori culturali specifici che informano una comunit politica. Accanto alla formulazione di concetti il cui carattere astratto pu lasciare indifferenti importante riattualizzare le ragioni morali e le passioni che danno corpo allagire politico. Cos, contro lidea formale e negativa di libert come non-ostacolo ai desideri di ciascuno, la libert attiva vede la citt come un insieme organico di diritti comuni e di comuni libert. Una convincente testimonianza dellesercizio della retorica al servizio della passione per la libert stata fornita proprio dallintervento di Viroli che si concluso con un appello alletica della generosit e della giustizia. Una serie di obiezioni al suo discorso hanno per messo in rilievo che alla base della politica moderna vi un presupposto contrattualistico che ha messo necessariamente fuori gioco le componenti passionali, positive o negative, della vita comunitaria, proprio per instaurare la ragion pura del governo civile. In una differente prospettiva teorica, anche HorstEberhard Richter, psicoanalista e studioso di psicologia

RESOCONTO RESOCONTO RECENSIONE sociale, attivo nei movimenti ecologisti e pacifisti tedeschi, ha analizzato il rapporto tra etiche razionalistiche e etiche fondate sulla dimensione emotivo-sentimentale dellesistenza umana. Il suo punto di partenza il riconoscimento della necessit di una nuova etica per il mondo contemporaneo, in cui per Richter si esprimerebbe tuttavia una paura diffusa nelle societ industriali, che nella loro attuale fase di sviluppo esporrebbero il mondo a rischi e danni non pi imputabili ad errori di calcolo o di prospettiva, bens ad un atteggiamento di fondo radicalmente errato: quello della fede in un costante rafforzamento, ampliamento e perfezionamento della nostra vita per mezzo di un progresso scientifico-naturale e tecnico apparentemente illimitato. Richter, che in qualit di psicoanalista interessato alle motivazioni interiori ed inconscie dei comportamenti umani, si pone allora il problema delle origini del concetto di progresso dominante nelle societ industriali. Quando alla fine dellet medioevale vacilla la fede religiosa tradizionale e si sviluppa il sentimento di vivere in un mondo abbandonato da Dio, si costituisce anche un atteggiamento razionalistico e individualistico, rappresentato in maniera esemplare da Cartesio: lessere umano deve appoggiarsi solo alla sua autocoscienza individuale e allattendibilit del suo pensiero matematico.

Fausto Melotti, I sette savi 1937, (f. U. Mulas)

RESOCONTO RECENSIONE Con Cartesio - che per primo nella tradizione occidentale cristiana sposta la sede dellanima dal cuore al cervello - ha inizio una svalutazione della dimensione emotiva e sentimentale dellessere umano a vantaggio della ragione, che porta allo sviluppo di una concezione razionalistica delletica quale si pu rinvenire in pensatori come Spinoza, Kant e Max Weber. Uniche eccezioni in questa tradizione le figure di Pascal e Schopenhauer, che collegano letica rispettivamente alle ragioni del cuore e alla compassione, tenendo fermo alla fragilit e alla finitezza costitutive dellessere umano e al suo essere parte di una totalit che lo trascende e rispetto alla quale egli non ha il diritto di porsi nella posizione di dominatore. Solo se si rafforzeranno le risorse di guarigione (in senso psicoanalitico) implicite nella concezione emozionale delletica di Pascal e Schopenhauer potr essere superata la crisi morale del mondo contemporaneo. Attraverso un rinnovato contatto con le proprie emozioni, che lo aiuti a superare lincapacit di affrontare la sofferenza che tipica degli individui delle societ industriali avanzate, lessere umano potr rendersi consapevole della propria intrinseca debolezza e fare i conti con la propria aggressivit rimossa. Molto pi di un sospetto stato gettato dal sociologo Pierre Bourdieu sul discorso etico, considerato alla stregua di un esercizio retorico al servizio dellufficio politico. In una societ che per funzionare esige il rispetto delle regole per se stesse, lipocrisia, il rispetto formale della regola, lo strumento pi sicuro di consenso politico. La politica lotta per laccaparramento delluniversale - o pi precisamente per luniversalizzazione di interessi privati che nelle nostre societ si esprime attraverso la monopolizzazione dei concetti morali di giustizia, equit ecc. Come rimedio Bourdieu si richiama al potere demistificante della critica, alla pratica di unopposizione contro lufficialit che gestisce e strumentalizza il discorso morale. Di una tale virt si fatto interprete anche Bartolomeo Sorge. Alla domanda che dava il titolo al suo intervento: Pu letica cambiare la politica?, lintellettuale cattolico ha risposto portando la sua esperienza singolare e provocatoria di rapporto tra etica e politica, unesperienza che interroga e verifica la riflessione teorica. A filo di cronaca, il discorso di Sorge ha percorso le vicende sociali e politiche di Palermo, dove pi che altrove pressante lesigenza di ristabilire un rapporto tra la societ civile e le istituzioni. Quando la politica terreno di scontro e di affermazione di interessi privati, se non addirirttura criminali, occorre restituire unanima etica alla politica, vivendola come servizio e non come ricerca del potere. Critico verso una visione della democrazia che si risolve nellamministrazione del consenso elettorale e si espone a interessi clientelari, Sorge considera il rinnovamento della politica come una questione di uomini nuovi, disposti a combattere nella trincea vanzata del rinnovamento politico. Con questo Sorge non d soltanto una risposta affermativa al quesito se letica possa cambiare la politica, ma sembra riformulare il rapporto tra valori morali e prassi politica: senza mediazione politica, gli ideali restano astrazioni, i valori non diventano storia. Se lintervento di Sorge stato condotto nella prospettiva di unetica militante, ad un livello pi decisamente teoretico si collocata la relazione di Remo Bodei che, partendo dagli sconvolgimenti politici dellEuropa orientale ne ha tematizzato le implicazioni etiche. In generale, Bodei ha sottolineato come in situazioni storiche di elevata instabilit si produca un mutamento e quasi un affievolirsi di nozioni quali coerenza e responsabilit. Il comune senso etico sembra ora, secondo Bodei, apprezzare piuttosto la capacit di adattarsi alle situazioni date e, cos facendo, di trasformarle; la capacit, insomma, di ridefinire i propri obiettivi e saper cogliere le trasformazioni per meglio determinarle. E il segno di una propensione per i nonbinding commitments, impegni non impegnativi, di cui un esponente Robert Nozick, autore fra laltro di Spiegazioni filosofiche (Mondadori, Milano 1987). Lintervento di Bodei si poi soffermato sulle riflessioni di Hans Jonas, rilevando come il suo principio-responsabilit sia in aperta polemica con lutopismo blochiano e con lelogio weberiano della speranza progettuale trasformativa dellesistente. Ora che le potenzialit distruttive delluomo sono enormemente accresciute nei confronti della natura e delluomo stesso, Jonas si affida a una euristica della paura e ritiene primario adoperarsi per evitare anzitutto lautodistruzione, attraverso un nuovo senso di responsabilit nei confronti delle generazioni future delluomo e della natura tutta; una sorta di macroetica, insomma. Concludendo, Bodei ha delineato lo scenario odierno di un possibile incontro fra utopia e storia: contro ogni atteggiamento di appiattimento conservatore sullesistente, o di velleitaria scalata al cielo, la storia funge da zavorra per le astrazioni del pensiero utopico, che le presta il suo concetto di tlos. Al di l di ogni facile posizione debole nei confronti della possibilit dindagine teorica sulla storia, lesigenza di una filosofia della storia, o comunque di una metateoria della storia, implicita in ogni tentativo di riproporre la possibilit della previsione in vista dellagire quale unico orizzonte, in cui hanno senso nozioni come coerenza e responsabilit, che si formulano, comunque, solo in funzione delle aspettative. Il problema di una fondazione filosofica delletica trova argomenti in ambito anglosassone anche attraverso la ripresa di alcuni elemeti fondamentali delletica aristotelica. Enrico Berti, dopo una premessa sulla cosiddetta filosofia pratica e, al suo interno, sul neoaristotelismo, ne ha delimitato il panorama. Da esso Berti esclude Leo Strauss e Eric Vgelin, inclini piuttosto al recupero del platonismo, e Hannah Arendt, che da Aristotele riprende il concetto di praxis, ma del quale rifiuta la filosofia pratica. Affine al neoaristotelismo etico e politico tedesco di Hans Georg Gadamer e Joachim Ritter invece, a parere di Berti, la posizione di Alasdair Mac Intyre, autore fra laltro di After Virtue (1981) e Whose Justice? Which Rationality? (1988), che, trascurando lapporto di Aristotele alla determinazione del concetto di razionalit pratica, riprende esclusivamente la nozione di virt come legata alla tradizione di una comunit storicamente data. Il conservatorismo di tale posizione dovuto secondo Bertri alla riduzione, operata da Mac Intyre, della filosofia pratica di Aristotele alla teoria delle virt, in particolare alle virt etiche, trascurando nella filosofia pratica stessa il momento puramente razionale. Analoga la posizione di Bernard Williams, autore di The Ethics and the limits of Philosophy (1985) che

RESOCONTO RECENSIONE tuttavia, lasciando cadere laspetto teorico, cio critico, di Aristotele, non si definisce neoaristotelico. Anche Williams, contro i tentativi illuministici di una definizione razionale dei motivi etici, riconduce la razionalit pratica alla phrnesis, come abilit strumentale di trovare i mezzi atti ai fini. Questi ultimi sono stabiliti dalla virt, espressione dellethos, cio della tradizione della comunit. Paradossalmente, per Berti, pi vicino ai motivi pi genuinamente teorici di Aristotele leconomista Amartya Sen, autore fra laltro di Equality of What (1982) e Commodities and Capabilities (1985). Aristotelico in Sen il concetto di funzione (ergon) che spiega quello, parimenti aristotelico, di capacit. Per Sen, come per Aristotele, il bene comune la possibilit di esercitare la funzione propria delluomo, cio leudaimonia, che non va intesa utilitaristicamente come felicit ( happiness), ma come pienezza (fulfilment) delle capacit umane. Anche Hans Jonas, autore di Das Prinzip Verantwortung (1979, recentemente tradotto in italiano con il titolo: Il principio responsabilit, Einaudi, Torino 1990), riprende il teleologismo aristotelico e - mostrando limpraticabilit dellindividualismo etico, per esempio, di stampo kantiano - fonda letica in un finalismo senza soluzione di continuit tra uomo e natura: le azioni degli individui sono orientate alla conservazione della vita, cio della specie. Il tema dellarticolazione del discorso etico con la prassi politica delle democrazie stato preso in considerazione dallintervento di Amy Gutmann. Partendo dalla comparazione tra il compiacimento manifestato negli U.S.A. per gli sviluppi democratici di alcune societ dellEst europeo, e il permanere o il rafforzarsi di elementi antidemocratici nella vita politica degli Stati Uniti stessi, la studiosa americana ha tentato di dar conto dellapparente contraddizion, focalizzando il concetto di sovranit popolare. Tale nozione, che dovrebbe caratterizzare le societ democratiche, riguarda in realt due ambiti distinti. Il primo quello politico, e comprende tutti quei diritti civili che la tradizione occidentale, in maggiore o in minor misura, riconosce allindividuo: libert di parola, di stampa, di associazione, eleggibilit a cariche pubbliche e cos via. La difesa della democrazia come sistema politico , in primo luogo, strumentale: semplicemente, un sistema politico democratico garantisce questi diritti meglio di altri sistemi. Il secondo ambito quello etico. Proprio perch i due ambiti non coincidono - anzi, spesso la difesa da un punto di vista etico dei valori della democrazia pi consapevole e robusta in sistemi dove la democrazia politica carente e, per converso, teorizzazioni antidemocratiche prendono piede e si sviluppano proprio in sistemi democratici - si pu rilevare la presenza di elementi di non democrazia in un sistema sostanzialmente democratico. Linstaurazione di unetica democratica non , evidentemente, cos basilare come quello di una politica democratica che, da parte sua, pu sussistere chiamando a sua giustificazione il puro argomento della necessit strumentale. A parere della Gutmann c un argomento forte che permette la difesa dal punto di vista etico della democrazia come sistema politico, ed il fatto che questultima strettamente legata allautonomia morale. La democrazia, rispetto agli altri sistemi, elimina gli ostacoli alle scelte individuali: le pari opportunit che essa offre agli individui sono, secondo la Gutmann, largomento autonomo in difesa della democrazia come sistema politico, condizione necessaria di unetica democratica. A conclusione della sua relazione la Gutmann ha sottolineato il parallelismo fra etiche della democrazia ed etiche dellindividuo: le une e le altre sostengono il mutuo rispetto fra gli individui, la necessit del coinvolgimento della collettivit nelle decisioni e la giustificazione argomentativa delle decisioni stesse da parte dei cittadini. Vittorio Segre intervenuto nel dibattito richiamando lattenzione su un problema fondamentale della cultura ebraica, quello della relazione tra pricipi etici e religiosi e potere temporale. Diversamente dai greci e dai romani, gli ebrei non hanno mai riconosciuto i concetti di citt, Statoo comunit come nozioni astratte. Linteresse internazionale per i comportamenti politici dello Stato dIsraele, si spiega - secondo Segre - col fatto che lemergere di questa entit politica ha messo in rilievo la permanenza di un dilemma tra politica ed etica allinterno delle tre societ monoteistiche del mondo: ebraica, cristiana e islamica. La differenza tra cultura religiosa tradizionale e cultura laica dello Stato assume un rilievo particolare se messa a confronto con il fatto che gli ebrei non possiedono unetica codificata da norme giuridiche, ma solo una morale di carattere religioso. Lunico codice morale espresso infatti dalla Legge, la Torah, e il solo comportamento accettabile per un ebreo ladempimento dei Comandamenti di Dio. Loriginalit e lunicit del giudaismo risiede infatti nellHalachah, che definisce le leggi pratiche che guidano alladempimento dei Comandamenti. Un aspetto particolare di questa dottrina considerare i Comandamenti come leggi di natura. Come la scienza non interessata al perch esiste una determinata legge fisica, cos il giudaismo non interessato al perch esistono i Comandamenti. Ci che invece interessa il come; per questo stata sviluppata dai rabbini una specifica metodologia per studiare le leggi naturali o divine, chiamata pulpil. A conclusione del suo intervento, Segre ha considerato brevemente limportanza che ha recentemente assunto il concetto di perdono allinterno della politica internazionale, dimostrando come la moderazione sia la principale espressione della moralit in politica. Infine Margaret A. Somerville, direttrice del McGill Centre for Medicine, Ethics and Law di Montreal, ha inquadrato limportanza assunta dalletica medica allinterno dellampia cornice del declino dei valori morali e religiosi che caratterizza oggi le societ avanzate. La sfiducia verso le istituzioni sociali, fra cui appunto quella medica, si manifesta nella trasformazione della relazione medico-paziente. Oggi il campo di intervento medico non si risolve nella tutela della salute degli individui, ma si allarga allinterrelazione tra individuo e comunit - si pensi al problema dellAIDS e della siero-positivit ed alle sue implicazioni sociali. Da ultimo la Somerville ha sottolineato lemergere di una trasformazione qualitativa della professione medica, resa possibile dalle moderne tecnologie cliniche e biologiche. Ci rende necessario una riflessione etica che si traduca in norme finalizzate ad un controllo sociale delle acquisizioni tecnologiche.

TENDENZE E DIBATTITI

TENDENZE E DIBATTITI

Il ritorno degli emigrati


I Voprosy filosofii, la principale rivista sovietica del settore, hanno pubblicato nei primi due numeri del 1990, Lidea russa di Nikolaj Berdjaev. La stessa opera, scritta a Parigi nel 1946, dopo un quarto di secolo di esilio e a due anni dalla morte, apre un volume su La Russia e la cultura filosofica russa, dedicato sempre nel 1990 dalla editrice Nauka di Mosca a sei filosofi dellemigrazione russa del dopo Ottobre (cos suona il sottotitolo).

di tradizioni, di culture. G.M.

Limmaginario politico: Cornelius Castoriadis


Se c un pensatore che soddisfa il significato etimologico dellaggettivo enciclopedico, questi Cornelius Castoriadis. In tempi di pensiero anemico e di accanita difesa del proprio orto culturale suona iperbolica e rivitalizzante laffermazione secondo cui la filosofia ha nientemeno che il compito di pensare il pensabile... dar conto e ragione di tutto, del mondo, degli oggetti che ci circondano, delle loro leggi, di noi stessi. Le monde morcel. Les carrefours du labyrinthe III (Il mondo spezzettato. Gli incroci del labirinto, Seuil, Parigi 1990) il pi recente contributo di Castoriadis alledificazione di questo sapere unitario, dove si incrociano senza confondersi le riflessioni sulla portata filosofica delle scoperte scientifiche e le considerazioni sullo statuto delle matematiche e della psicoanalisi, sulla societ e la storia.

Il volume introdotto da un ampio saggio di M. A. Maslin e A. L. Andreev, e comprende anche un capitolo della Via della teologia russa di Goergij Florovskij (Parigi, 1937), lintroduzione di Vasilij Zenkovskij alla sua Storia della filosofia russa (Parigi, 1948-1950), alcune pagine su Puskin di Boris Vyseslavcec (New York, 1955), tre articoli degli anni 1926, 1928, 1929 di Georgij Fedotov, e la traduzione russa di un passo di The Essential Characteristics of the Russian nation in the Twentieth Century (1967) di Pitirim Sorokin. Vale come commento delle due iniziative larticolo di O. D. Volkogonova, La filosofia russa nellEuropa occidentale, pubblicato nellaltra rivista moscovita Filosofskie nauki (n. 6/1990). Per lungo tempo questo tema o si passato sotto pudico silenzio, o si considerato dai ricercatori nel contesto di una contrapposizione dei filosofi emigrati non solo alla filosofia marxista sovietica, ma anche in generale alla tradizione filosofica patria. I lavori, creati dai filosofi che avevano emigrato, non si studiavano, predominava un rapporto critico senza fondamento verso le idee in essi contenute. Intanto, Berdjaev, Lev Sestov e gli altri, continuavano ad operare in Occidente. Davanti agli storici sovietici della filosofia patria sta il compito di ristabilire lunit della storia spirituale russa. La necessit dello studio dei filosofi emigrati russi dettata non solo dal valore e dalloriginalit delle costruzioni filosofiche dell emigrazione russa, ma anche dalla possibilit di esame di un raro caso di dialogo immediato di due distinti stili di pensiero,

Fondatore assieme a Claude Lefort di Socialisme ou Barbarie (1948-1966), una rivista che, nel nome di Marx, non ha ceduto a nessuna presunta ortodossia il rigore critico delle analisi politiche sui paesi dellEst, Cornelius Castoriadis pubblica negli anni Sessanta La Socit Bureaucratique (La Societ Burocratica, riproposto in nuova edizione da Crhistian Bourgeois, Parigi 1990), e nel 1975 LInstitution imaginaire de la socit (LIstituzione immaginaria della societ), il suo testo pi significativo dove, in polemica con lontologia dellidentico, si afferma che il mondo umano auto-creazione assoluta di norme e di significati. Limmaginario radicale del mondo storico e sociale il terreno di germinazione del pensiero, dove si elaborano i concetti di tempo, le nozioni di valore e gli stessi sistemi metafisici. Nellagire reale degli uomini si situa la vera modalit creativa dellEssere, e perci la filosofia non pu che trovare il suo avveramento nella politica, nel senso greco del termine. Considerando che nellepoca moderna si incrociano due opposte significazioni del-

limmaginario, una legata ad un progetto di autonomia individuale, sociale e politica, laltra caratterizzata dallidea di espansione illimitata e di dominio razionale del mondo, Castoriadis denuncia oggi la completa atrofia dellimmaginazione politica e lo schiacciamento dellimmaginario sulla nozione di dominio. Ci si accompagna ad uno svuotamento della vita sociale, che si riproduce per una sorta di stanco automatismo, e alla perdita delle gerarchie di valore e dei fini. Per rispondere a questo imbarbarimento la filosofia - secondo Castoriadis - dovrebbe innanzittutto ripensare la questione dellEssere, e dunque abbandonare il progetto metafisico che, da Platone a Heidegger, la vizia: costruire sistemi, sacralizzare la realt e guardare dallalto la collettivit. Occorre pensare limmaginario come creatore di forme e la creazione-distruzione come la dimensione essenziale dellessere - si legge nella breve intervista rilasciata a Le Monde il 30 novembre 1990 - e contro tutte le presunzioni di una destinazione metafisica, ripensare la storia come possibilit, in meglio come in peggio. Se, spesso e volentieri, la filosofia eticopolitica si pone il problema della genesi dellentrata in comunit degli individui, non meno cruciale pare la questione relativa alla durata di una societ nelle condizioni di origine. Allinterrogativo sui presupposti della societ culturale e storica si accompagna quello sulle dinamiche per cui tale comunit si riconosca e si mantenga nelle premesse. Si tratta per un certo verso del problema dellautonomia di una comunit di individui liberi che scelgono e continuano a scegliere (come e perch) determinati impliciti. La fecondit di questo tema nel dibattito francese, ci spinge a riportarne alcune voci. Mantenersi nelle premesse dellorigine pur conservando, a ogni istante, la potenzialit (deliberativa e pragmatica) di rimetterle in questione indica un tratto fondamentale di una societ autonoma. Su questo tema Castoriadis, col suo stile critico e iconoclasta, polemizza contro chi ha individuato nelleteronomia la cifra della comunit umana. Eteronomia nel senso che pressoch tutte le societ hanno vissuto nelleteronomia istituita; le leggi, le regole di comportamento, i valori anche, provengono per lo pi da regimi

TENDENZE E DIBATTITI
extra-sociali (la religione, la filosofia, i rapporti di potere) che schiacciano o riducono la portata innovativa e fondativa dellimmaginario istituente. Dai tempi di Listitution imaginaire de la socit, Castoriadis condanna latrofizzazione dellimmaginario simbolico nelle teorie politiche (a partire da Platone, fino a Heidegger) e rivendica quale veritiera cifra del politico (in senso allargato, cio greco, vita in comunit sociale e etica) lenergia dellimmaginario radicale. Questa la natura profonda dellimmaginario e la sua funzione: Creare le istituzioni che, interiorizzate dagli individui, facilitino il pi possibile il loro accesso alla loro autonomia individuale e la loro possibilit di partecipazione effettiva a ogni potere esplicito esistente nella societ. Tale immaginario non ha nulla a che fare con una valenza utopica o un ideale di perfezione: esso un fare, un agire e in questo senso Castoriadis si riannoda al pensiero aristotelico dellessere in termini di energheis, di azione. Laccentuare lesigenza di autonomia dei cittadini rispetto alle istituzioni e delle istituzioni rispetto a dogmi eteronomi, segnala nellautore linteresse crescente per la psicologia e soprattutto per la psicoanalisi (che esercita dal 1973). Del tutto contrario alla teoria dell"agire comunicativo" di Habermas, Castoriadis considera che lo scopo tanto della comunit che della societ quello di garantire lautonomia degli individui, il loro diritto a inventare e a creare il loro destino personale e sociale. A questo proposito segnaliamo che Castoriadis tiene un corso allEcole des Hautes Etudes di Parigi dedicato alla creazione del tempo da parte degli individui in comunit e un seminario sullattivit psicoanalitica come paradigma di praxis. Su questi temi si sono espressi, nel quadro del seminario Largumentation organizzato dal Collge de Philosophie di Ferry e Renaut, Alain Boyer e Robert Legros. Alain Boyer insegna allUniversit di ClermontFerrand ed stato allievo di Bouveresse: da qui il suo interesse per i problemi alla frontiera fra epistemologia e filosofia politica. Nel suo intervento al Collge de Philosophie, Boyer ha presentato alcune buone ragioni per farsi partecipe del punto di vista della teoria della giustizia di Rawls: essa permetterebbe una valido approccio al problema delle condizioni a priori dellingresso in societ e del mantenimento di certe premesse nella durata. La teoria della giustizia di Rawls, facendo leva sullipotesi del velo dignoranza originario (in cui gli individui si troverebbero a decidere le regole della societ privi di interessi perch in situazione neutra, prima di ogni acquisizione di ruoli, funzioni o ricchezze) ha il pregio, secondo Boyer, di essere sistematica, costruttiva, feconda ed etica. In termini pi precisi, sistematica perch si basa su una interpretazione della triade: uguaglianza, fratellanza e libert; costruttiva perch persegue un aggiustamento duale fra teoria e pratica vale a dire si avvale della giustizia, sia procedurale sia distributiva, tenendo sempre presente di non contraddire le pi profonde convinzioni etiche (teoria dellequilibrio riflesso). E feconda perch permette di articolare i dissidi in modo razionale, abbinando una teoria teleologica del bene a una teoria deontologica del rispetto di alcuni principi etici, ed etica almeno da un punto di vista formale. Robert Legros, dal canto suo, ha rivalutato rispetto alla tradizione filosofica della dimostrazione (in particolare cartesiana) la portata sia conoscitiva sia etica dellargomentazione, la quale, n empirica, n dimostrativa, ha un certo peso come prova e attestazione (si pensi alle nuove teorie scientifiche e alla riflessione filosofica sulla coerenza interna delle varie ipotesi). Largomentazione un discorso capace di suscitare ladesione degli individui alle tesi proposte, provocando dunque un certo assenso. Per questo motivo largomentazione ha un significato importante nelle procedure secondo cui una comunit si mantiene in certe premesse. Investigando soprattutto lesperienza dellargomentazione (cio cosa facciamo quando argomentiamo) Legros, rileggendo Pereilman, sottolinea gli aspetti etici del discorso argomentativo, in particolare il fatto che chi argomenta si riferisce sempre, consciamente o inconsciamente, a un auditorio universale in cui le proprie ragioni siano valide, forte della convinzione antropologica che certe premesse siano profondamente radicate in ogni comunit. La seduta di febbraio del Collge terminata con un dibattito pubblico su questo tema delluniversalit ideale delluditorio, se esso possa fare in fondo leconomia della tradizioni storiche e quale sia il suo fondamento ontologico. F.M.Z. t, Liguori, Napoli 1989): in entrambi i casi un tentativo di definizione del luogo del presente si fonda su una categoria teologica come lo gnosticismo, con un metodo esplicitamente metastorico, basato su equivalenze morfologiche e omologie strutturali che individuano costellazioni ricorrenti di idee, secondo la lezione di Carl Gustav Jung e Gilbert Durand. In questo modo la gnosi diviene, da un lato, cifra fondamentale della modernit, specchio delloccidente e potenza fatale della sua storia e della sua tradizione; dallaltro, limmagine della gnosi si presta allapplicazione immediata a una serie di fenomeni della pi stretta contemporaneit, ricondotti cos alla loro radice archetipica. Limpostazione decisamente epistemologica di Formenti vedeva il paradigma gnostico come segreta identit degli sviluppi teorici che hanno portato alla tematizzazione scientifica del complesso, dellirreversibile, dellindividuale. Quello di Filoramo invece un lavoro pi tecnico, da storico delle religioni, dove lintenzione rivolta allattualit si pone per in prima linea, gi nel titolo e poi in tutta la prima parte del saggio, dedicata ai fantasmi ritrovati delle mitologie gnostiche. Certi tratti essenziali risultano tuttavia ben visibili in entrambe le versioni: quattro punti che possono sintetizzare un disegno piuttosto evanescente, ma non privo di una sua rispondenza obiettiva. Innanzitutto, si riconosce la crisi dellidea di secolarizzazione: il disincanto del mondo non un fenomeno irreversibile, non procede univocamente nella sola direzione della decadenza del sacro; si deve parlare invece di una costante tensione tra mito e demitizzazione, tra produzione di senso e nichilismo, da cui derivano nuovi intrecci e ibridazioni tra formazioni culturali diverse, che fanno apparire lannuncio della fine del mito e della morte di Dio come lultima delle grandi narrazioni mitiche. In secondo luogo, la forma pi probabile che verranno ad assumere in questa situazione i sistemi ideologici e religiosi sar quella del sincretismo, della fusione eclettica di tradizioni differenti e di ambiti differenti della cultura: il modello di questa evoluzione prefigurato dallet ellenistica, quando limpero alessandrino sconvolse i vecchi legami organici della polis e i confini etnici dei culti, per dar luogo a un primo esempio di cosmopolitismo moderno. Questo fu il terreno di coltura ideale per la religiosit eretica della gnosi, miscela di politeismo e monoteismo, oriente e occidente, astrologia babilonese e metafisica greca, culti misterici e Cabala, che trov poi il suo punto di coagulazione nel messaggio di salvezza del cristianesimo. In terzo luogo, in unepoca come la nostra, caratterizzata da un netto predominio della razionalit scientifica sulle altre modalit del pensiero, ogni nuova mitologia che aspiri a diventare egemone dovr presentarsi necessariamente come mitologia della ragione (per usare una terminologia coniata dal primo romanticismo tedesco), cio

Nuova era, nuova gnosi


Con Il risveglio della gnosi ovvero diventare dio (Laterza, Roma-Bari 1990) Giovanni Filoramo conferma la possibilit di utilizzare il paradigma della gnosi per individuare i tratti fondamentali della costellazione storicoculturale che segna lepoca attuale. Come raffigurazione concreta dellarchetipo gnostico nellambito della pi immediata contemporaneit, Filoramo propone tra laltro lesoterismo di New Age, forma di neognosi popolare postmoderna, religiosit evanescente e inafferrabile che attende lavvento dell Et dellAcquario, di un nuovo paradigma profetizzato anche da scienziati mistici come Fritjof Capra.

Col nuovo contributo di Giovanni Filoramo si consolida unipotesi gi avanzata pochi mesi prima da Carlo Formenti (Immagini del vuoto. Conoscenza e valori nella gnosi e nelle scienze della complessi-

TENDENZE E DIBATTITI

Hastakara Yantra. India Occ. XVIII sec. d.C.

TENDENZE E DIBATTITI
come una sorta di religione epistemologica, capace di esprimere la propria concezione del mondo utilizzando due registri completamente diversi, quello della sensibilit mistica e quello della razionalizzazione del mondo. Del resto, secondo Formenti, gi lo gnosticismo alessandrino altro non fu se non mito espresso in termini astratti, nel linguaggio teorico della filosofia classica. In quarto luogo, questo ritorno del sacro riguarda una civilt come loccidente contemporaneo, che diventando civilizzazione planetaria tende ad abbandonare ogni sentimento di appartenenza anche alla propria tradizione, giudaico-cristiana da un lato, positivistameccanicista dallaltro, per abbracciare lunico credo di una comunicazione totalmente aperta fra le culture, secondo il principio formulato radicalmente da Paul K.Feyerabend: Non c alcuna idea, per quanto antica e assurda, che non sia in grado di migliorare la nostra conoscenza. La nuova religiosit occidentale si affermer perci anche come ribellione contro limmagine della propria identit vincente e come riabilitazione di tutto ci che questa identit ha obliato, soffocato, represso, sia che si tratti di frammenti di tradizioni altrui ricombinati in contesti eterogenei, sia che si tratti di aspetti occulti ed esoterici della stessa tradizione occidentale. In questo sviluppo presente dunque un intento critico, o meglio autocritico, contro limmagine della razionalit dominante, un intento che non si limita alla situazione storica contingente, ma cerca invece di ricostruire fino alle sue origini un lungo percorso, segnato dalla costante, sotterranea presenza di una tradizione alternativa (gnosticismo, ermetismo, alchimia, teosofia, occultismo, fino alla gnosi psicologica di Jung), che accompagna come unombra lilluminismo vittorioso. Riportare alla luce questa tradizione alternativa fu lesplicito programma delle conferenze Eranos di Ascona, animate fin dal 1933 dallinconfondibile ispirazione interdisciplinare junghiana: un caso emblematico di moderna gnosi filosofica, secondo Filoramo, che classifica daltra parte lattuale nebulosa esoterica di New Age come neognosi popolare postmoderna, particolarmente significativa per le sue affinit con il modello tardoantico. E in effetti lannuncio della Nuova Era, dell Et dellAcquario, rappresenta indubbiamente una completa raffigurazione dellarchetipo gnostico. New Age solo unetichetta, che non indica nulla di preciso se non una congerie di nuovi movimenti spirituali nati in California, se vogliamo delimitare perlomeno geograficamente il concetto. Atmosfera pi che dottrina, dai confini vaghi e permissivi che ammettono connotazioni pi negative che positive, la sigla New Age comporta sicure esclusioni (materialismo, meccanicismo, scientismo, ecc.), ma non altrettanto risolute adesioni: in ogni caso tutto ci che il moderno ha estromesso o emarginato ha buone probabilit di essere preso in considerazione. New Age predice lavvento di un nuovo paradigma della vita e della conoscenza, che sostituir nella teoria e nella prassi lintera concezione del mondo scaturita dalla rivoluzione scientifica e industriale. Difficile essere sicuri di appartenere al nuovo paradigma, ma altrettanto difficile proclamarsi estranei: ne sanno qualcosa due protagonisti parzialmente involontari, Fritjof Capra e Gregory Bateson. Dopo aver prospettato, con Il Tao della fisica (Adelphi, Milano 1982), una audace sintesi eclettica tra fisica delle particelle e mistica orientale, Capra ha redatto un vero e proprio manuale del nuovo paradigma che larea New Age ha subito trasfigurato in una specie di Bibbia (Il punto di svolta. Scienza, societ e cultura emergente, tr.it. Feltrinelli, Milano 1984). E vero che Bateson stato uno dei critici pi coerenti e radicali del paradigma cartesianonewtoniano, ed anche vero che ha preferito avere amici spiritisti e vivere in mezzo alla controcultura piuttosto che tra i suoi colleghi scienziati. Tuttavia, quando il suo concetto allargato di mente viene completamente frainteso come legittimazione del soprannaturale, il suo imbarazzo e fastidio appare del tutto comprensibile (cfr. G.Bateson-M.C.Bateson, Dove gli angeli esitano. Verso unepistemologia del sacro, tr.it. Adelphi, Milano 1989). Il fatto che New Age non pretende dichiarazioni di fede, ma in grado di dar forma a sensazioni diffuse: il destinatario del suo messaggio luomo comune prima delluomo di scienza, e le sue tesi rappresentano soltanto un ombrello culturale che ricopre una gamma vastissima di linguaggi e di livelli interpretativi (un orientamento, perlomeno nel settore delleditoria New Age, offerto dal fascicolo-dossier de la Rivisteria, 1989, n.21). Abbiamo una gnosi volgare e una gnosi dotta, come accadeva nei primi secoli dopo Cristo. New Age pu essere la termodinamica dei sistemi lontani dallequilibrio, la geometria dei frattali, le teorie del caos e della complessit, il principio antropico o i resoconti dello Worldwatch Institute sullo stato del pianeta; ma pu anche essere la filosofia romantica della natura, lantroposofia steineriana, i segreti massonici e rosacrociani, la medicina naturale e psicosomatica, lomeopatia, la contemplazione dei cristalli, il channelling ossia la comunicazione con fonti paranormali, o infine tutte le tradizionali tecniche oracolari, dallastrologia allI Ching. Forse proprio questa la novit pi interessante per la cultura occidentale moderna, questo complesso e ibrido intreccio tra sapere ufficiale e folklore occulto, tra innovazione scientifica e philosophia perennis esoterica: una legittimazione del sincretismo, della possibilit di utilizzare su un piano paritario modalit di pensiero completamente diverse. In un simile contesto non affatto un caso la grande fortuna della psicologia junghiana, il cui metodo non si limita a ridurre larchetipo alla scienza, ma procede anche nella direzione opposta, commettendo una scandalosa infrazione alle regole del razionalismo. Questa formula di totale democratizzazione dei rapporti fra i differenti strati della cultura si riflette nella prassi organizzativa di New Age, fondata su tipici networks, su relazioni di natura informale e specifica fra movimenti e soggetti in larga misura indipendenti: strutture che si adattano egregiamente alla situazione comunicativa postmoderna, priva di punti di riferimento sociali e ideologici privilegiati. Autodeterminazione come unica via di scampo dal dominio delle istituzioni gerarchiche e centralizzate, questo il principiobase. Ci che conta evitare tutto quanto riduce il potere dellindividuo sulla propria vita, consentire a ognuno di seguire la propria intuizione, essere il proprio guru per raggiungere quella coscienza cosmica che poi il fine ultimo di New Age , grande cospirazione acquariana che raduna tutte le speranze millenaristiche in vista dellapocalissi ecologica di fine millennio (cfr. Marilyn Ferguson, The Aquarian Conspiracy, Tarcher, Los Angeles 1980). Una sfida per la filosofia? Forse New Age solo la farraginosa avanguardia di un nuovo sentire, che si avventura con qualsiasi mezzo in quelle regioni dove anche gli angeli di Gregory Bateson esitano a metter piede, ma non per sempre (cfr. G.Bateson, op.cit.). L.G.

Fede nella scienza, fede nella religione


Il rapporto tra fede e scienza ancora un argomento che fa discutere. Anche se la strategia usata nella scelta delle argomentazioni ricorda quella applicata allinterno del dibattito tra il verificazionismo ed il falsificazionismo, Michael Banner pubblica uninteressante monografia: The Justification of Science and the Rationality of Religious Belief (La giustificazione della scienza e la razionalit del credo religioso, University Press, Oxford, 1990), in cui rifugge sia dal pensiero che sostiene la razionalit della scienza di fronte alla religione, sia dallopposto argomento, sostenuto in particolare da Thomas Kuhn, secondo cui entrambe si basano sulla fede, sicch la religione non sarebbe migliore o peggiore della scienza. Al contrario Banner sostiene la razionalit sia della scienza (contro Kuhn) sia della religione (contro Wittgenstein e Dewi Phillips), concludendo che la scienza non meglio o peggio della religione.

La prima met del libro una difesa del realismo scientifico (realismo razionale) come il modo pi plausibile per dar conto dei progressi scientifici; lo scopo centrale dellinvestigazione scientifica individuato da Michael Banner nel tentativo di

TENDENZE E DIBATTITI
produrre la spiegazione migliore possibile per una certa esperienza. Sua intenzione stabilire lappropriatezza dei criteri razionali per interpretare ed analizzare la religione. In tal senso egli procede ad un esame dellidea che il linguaggio religioso sia un linguaggio puramente espressivo, e cio non teso a fornire spiegazione alcuna. Ma allora: quale descrizione possibile dare alla razionalit della religione? Una tale descrizione pu far giustizia al carattere apparentemente assoluto della fede? Per Banner una tale descrizione possibile se seguiamo la vera natura della relazione tra le ipotesi scientifiche e levidenza. Le ipotesi non sono necessariamente tentativi, ma possono contenere progetti che permettono allo scienziato di sostenere ipotesi anche di fronte a nuove esperienze. Non vi perci obiezione alcuna che invalidi il voler analizzare la fede religiosa come un sostegno per il procedimento ipotetico. Ci che invece dovrebbe essere messo in discussione da Banner lassunzione che la razionalit del credo religioso sia legata al suo essere unipotesi appropriata allevidenza, e non, come generalmente si sostiene, allessere ci che garantisce il mondo come evidenza. Egli spiega il teismo come una buona ipotesi esplicativa, come una specie di spiegazione personale che si richiama a leggi generali. Analizzando The Origin of Species (Lorigine della specie, 1859) di Darwin, Banner intende mettere in evidenza il carattere ad hoc di alcune spiegazioni scientifiche e la convergenza tra argomento ed evidenza. In tal senso egli afferma che c una significativa analogia tra laccettazione delle teorie scientifiche e laccettazione del teismo. La questione della controevidenza del teismo, sollevata dal problema del male, viene cos affrontata da Banner in maniera prevedibile: quando tratta questo problema come anomalia o puzzle. Lo stesso argomento usato da Kuhn per mostrare, al contrario, lirrazionalit del ragionamento scientifico. Alle tesi di Banner si oppone per certi versi John Sparkes, che in un suo recente articolo (The Times Higher Education Supplement, 23 novembre 1990) ammette lesistenza di un atto di fede nellapplicazione delle leggi. Pi precisamente Sparkes si domanda se la cosmologia odierna, con le sue interpretazioni e conclusioni, nel tentativo di voler dare una descrizione completa delluniverso, proceda secondo una modalit scientifica. Nel mettere in luce il problema, Sparkes afferma che alla base della scienza c un atto di fede, il quale non solo ci permette di pronunciarci sul mondo reale, nonostante linevitabile interferenza dellinterpretazione soggettiva delluomo sullesperienza, ma ci permette anche di capire che le teorie possono essere applicate in qualunque epoca storica. Gli scienziati infatti credono che le loro leggi, processi e concetti fisici, rimangano invariati di fronte ai cambiamenti del tempo e dello spazio (o tuttal pi cambino, come la radioattivit, in maniera costante). Se per estendiamo questa invarianza alle epoche di tempo di cui parlano i cosmologi, che cosa si deve pensare? Non possiamo sapere se nei passati milioni di anni si siano verificati cambiamenti significativi. Cos, il fatto che si creda allapplicabilit delle costanti fisiche e delle leggi scientifiche in tutti i tempi, un atto di fede. Se gli scienziati accettano questa regola dellinvarianza, com possibile che i cosmologi considerino lidea che essa possa essere interrotta da un fenomeno come il Big Bang? Secondo Sparkes si pu arrivare a considerare un simile evento solo quando si accetti un diverso principio, che si collochi ad un livello differente rispetto a quello della scienza. I cosmologi indicano delle strategie che sono proprie degli scrittori di fantascienza. Il Big Bang per Sparkes non sarebbe pertanto un concetto scientifico, perch la scienza non agisce secondo questa modalit. A conclusione dellanalisi del rapporto tra fede e scienza si pu dire che nellambito di questo dibattito c un tentativo pi o meno mancato di rivalutazione della fede. Rivalutazione che emerge sia nel sostenere e giustificare la fede religiosa come una spiegazione razionale, sia nellammettere che alla base della scienza ci sia un atto di fede, garante della scienza stessa e dei suoi progressi, che mantiene il suo carattere di assunzione non razionale. V.R. to del nichilismo sia pensare come pienamente rappresentabile da un sistema di regole la nostra capacit conoscitiva e la nostra morale, sistema che luomo adotterebbe auto-coscientemente per giudicare ed agire. Questo paradigma della razionalit-come-rappresentazione sfruttato dal nichilismo porterebbe dunque a compimento un mancato accordo tra le regole e la pratica. Poich inoltre tutte le nostre azioni sono linguaggio-dipendenti, il nichilismo arriva a mettere in dubbio anche la possibilit di rappresentare il linguaggio come una struttura di regole applicate alla modalit espressiva. A questo proposito il famoso detto di Heidegger: die Sprache Spricht (il linguaggio parla) vuole appunto significare che noi non siamo padroni del nostro linguaggio, ma che anzi siamo sue creature. Anche Wittgenstein si dimostra critico riguardo al modello della razionalit-comerappresentazione. Nessuna regola, secondo Wittgenstein, garante per se stessa della sua applicazione. Lunione di pi parole non esplicabile attraverso regole, perch dovuta ad un accordo bruto. Heidegger e Wittgenstein sono oggetto dindagine anche nello studio di Stephen Mhulhall. Questi sostiene che il tema centrale dellultima filosofia di Wittgenstein sia la nozione di percezione dellaspetto, che una caratteristica propria delluomo. Nella nostra quotidiana esperienza il vedere o ludire qualcosa avvengono direttamente attraverso una certa manifestazione di quel qualcosa. Nel descrivere questesperienza ci si accorge che non ci troviamo di fronte ad un momento meramente conoscitivo, ma ad una ricerca immediata e spontanea, che non viene riconosciuta invece dal modello impersonale della razionalit-come-rappresentazione. La prospettiva adottata da questo modello non , secondo Mulhall, propria delluomo, ma dellautoma, che interpreta i dati conformemente alle regole con cui stato programmato. Il crimine di molta filosofia analitica il pretendere che lessere dellautoma sia la normale condizione delluomo. In relazione a questo argomento il contributo di Heidegger consiste nellaver generalizzato le spiegazioni di Wittgenstein sulla percezione, considerandole allinterno del nostro essere nel mondo, cogliendo in questo la vitale differenza che c tra lesperienza di un mondo pieno di significati e quella di un parassita che contempla un mondo impersonale. Entrambi seguaci di Heidegger, Edwards e Mulhall concludono tuttavia che, diversamente da Wittgenstein, Heidegger sarebbe venuto meno al suo intento di allontanarsi dalla metafisica, che peraltro condanna. Mulhall ritiene che la distinzione tra utilizzabilit e semplice presenza risulta rovinata dal suo essere inserita in un ambito che egli definisce di metafisica barocca; mentre per Edwards, che segue la scia di Derrida e di Rorty, la basilare nozione di Heidegger del logos come differenza, avrebbe un carattere di ontoteologismo e di misticismo.

La filosofia del meraviglioso


Un gran numero di pubblicazioni che trattano del pensiero filosofico contemporaneo testimoniano come anche nei paesi anglosassoni sia divenuto centrale, accanto al filone della filosofia analitica e pragmatica, un interesse che si rivolge soprattutto alla filosofia occidentale europea. Allinterno di questo dibattito sono state recentemente pubblicate due importanti opere la cui particolarit quella di considerare il pensiero di Heidegger e quello di Wittgenstein in relazione al loro comune interesse per il linguaggio. Si tratta dello studio di J. C. Edwards, The Authority of Language: Heidegger, Wittgenstein, and the Threat of Philosophical Nihilism (Lautorit del linguaggio: Heidegger, Wittgenstein ed la minaccia del nichilismo filosofico, University of South Florida Press, Gainesville 1990), e di quello di Stephen Mulhall, On Being in the World: Wittgenstein and Heidegger on seeing aspects, (Lessere nel mondo: Wittgenstein e Heidegger sugli aspetti visivi, Routledge, Londra 1990).

Il metafisico oblio dellessere e il nichilismo sono loggetto dello studio di J.C. Edwards . Senza seguire la definizione di Heidegger, egli daccordo nellaffermare che una condizione necessaria per lavven-

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namente lauto-determinazione come compito distintivo delle possibilit umane. Questo obbiettivo potrebbe anche coincidere con il compito del pensiero, anche perch il paradigma del conoscere e del comprendere, utilizzato da Heidegger, quello proprio di un artigiano, la cui sicura abilit gli rivela le cose che lo riguardano in una interconnessione senza giunture, laddove il pensiero riflessivo del pensatore rimane estraneo a questa auto-determinazione. Dal canto suo Edwards definisce il pensiero di Wittgenstein una spiritualit senza spirito, definizione che, a questo punto, potrebbe essere applicata anche ad Heidegger quando parla dellevento appropriante, che pur non essendo un atto di Dio, garantisce e sostiene gli uomini e le cose; un evento che, essendo al di l del controllo e della rappresentazione umana, oggetto proprio di meraviglia e non di culto. La tradizione metafisica (razionalit-come-rappresentazione) sarebbe in tal senso quella di un pensiero che ha paralizzato il meraviglioso che era allinizio della filosofia. V.R.

Walter Benjamin: uninattuale ricorrenza.


In occasione del cinquantesimo anniversario della morte di Walter Benjamin (avvenuta il 26 settembre 1940 a Port Bou, il villaggio spagnolo sui Pirenei, dove si tolse la vita nel timore di cadere nelle mani dei nazisti) diversi eventi culturali hanno attirato lattenzione sulla figura del filosofo, saggista e critico letterario che, dopo essere stato oggetto, almeno in Italia, di una vera e propria moda culturale contrastante con gli elementi di inattualit presenti nel suo pensiero, sembra essere caduto nel dimenticatoio: una mostra sulla vita e lopera di Benjamin presso lo Schiller-Nationalmuseum di Marbach am Neckar (21 ottobre - 9 dicembre 1990); una mostra dellartista israeliano Igeal Tumarkin che presenta disegni e sculture ispirati a motivi benjaminiani, conclusasi il 5 ottobre 1990 presso il Goethe Institut di Tel Aviv; la trasmissione alla radio tedesca dei drammi radiofonici Das kalte Herz (Il cuore freddo) e Lichtenberg.

Walter Benjamin (Parigi, 1927)

Wittgenstein al contrario non cade nella tentazione metafisica, che definisce addirittura una malattia per il filosofo. Ma il confronto della filosofia americana con il pensiero di Heidegger non si arresta a questo campo di considerazioni. Altre due recenti pubblicazioni mettono in evidenza un interesse di fondo per la critica heideggeriana al mondo della tecnica. E questo il tema che Michael Zimmerman affronta nel suo Heideggers Confrontation with Modernity:Technology, Politics and Art (Il confronto di Hidegger con la modernit: tecnologia, politica, ed arte, Indiana University Press, Bloomington 1990). La prima parte del libro approfondisce il periodo storico-intelletuale degli anni 30, in cui si colloca la riflessione di Heidegger, soprattutto in relazione al pensiero dei modernisti reazionari. Pur ammettendo la visione di Ernst Junger della tecnologia come Gestalt che influenza lesperienza quotidiana, egli tuttavia non vi trova motivi di particolare entusiasmo. Al contrario, la famosa svolta della maturit rispetto alle posizioni di Essere e tempo (1927) non che un doloroso riconoscimento dellenfasi assegnata al carattere di utilizzabilit delle cose, che pu aver suggerito un qualche entusiasmo per la Gestalt. La seconda parte del libro filosofica e riporta la critica di Heidegger al pensiero

tecnologico, in quanto capitolo finale della metafisica. Limpianto tecnologico che dovrebbe dischiudere la realt, il Gestell, impedisce di fatto ogni altro approccio conoscitivo, tanto da nascondere alla realt il suo stesso stato. Il Gestell si pone perci al polo opposto rispetto a quella contemplazione della realt, che permette alle cose di essere loro stesse. Nel tracciare i contorni della simpatia di Heidegger per il Nazismo, Zimmerman rileva come questa fosse soprattutto basata sulla fede nella capacit del Nazismo di proteggere dai giganteschi trusts la piccola economia agricola, che offriva per Heidegger la migliore resistenza alla tecnologia della Gestalt. Linsieme di queste considerazioni mostra in conclusione come in ambito americano vi sia una certa propensione per un ridimensionamento del nichilismo heideggeriano, soprattutto alla luce della sua associabilit con il pensiero di Wittgenstein, che mette in relazione il problema della fine della filosofia con considerazioni sulla malattia di molti filosofi. A questo proposito la conclusione del libro di Mulhall descrive lobbiettivo di una filosofia sana come realizzazione di una prospettiva che implica una forma di potere linguistico, potere analogo a quello raggiunto dagli atleti e dagli artigiani, che realizzano pie-

La mostra di Marbach am Neckar, organizzata dal Theodor W. Adorno Institut di Francoforte (dove si trova buona parte del lascito benjaminiano) in collaborazione con il Deutschen Literaturarchiv di Marbach, documenta attraverso edizioni originali, fotografie, lettere e manoscritti il percorso biografico e intellettuale di uno dei pensatori pi enigmatici e affascinanti del nostro secolo, nel quale motivi della teologia ebraica si fondono con tematiche di un pensiero marxista non dogmatico, radicale e

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anti-storicistico, come avviene ad esempio nelle Tesi di filosofia della storia del 1940. I materiali raccolti nella mostra da Rolf Tiedemann, Christoph Gdde e Henri Lonitz testimoniano i diversi momenti dellirrequieta e tormentata esistenza di Benjamin: gli anni dellinfanzia a Berlino, le amicizie, le pi importanti figure femminili, il suo travagliato itinerario da Berlino a Friburgo, Monaco, Berna, Francoforte, Capri, Mosca e Ibiza, fino allesilio parigino dopo la presa del potere nazista nel 1933. E a Parigi che Benjamin lavora, nelle stanze della Biblioteca Nazionale, al Passagenwerk, la celebre opera, rimasta allo stato frammentario, sui passages parigini, le gallerie costellate di negozi nelle quali egli individuava un luogo simbolico della vita nelle metropoli moderne. Parigi fu lultima tappa della sua esistenza: dopo linvasione tedesca in Francia Benjamin si decide a lasciare il paese, tentando di emigrare clandestinamente negli Stati Uniti, dove Max Horkheimer aveva trasferito il celebre Institut fr Sozialforschung. Arrivato insieme ad un gruppo di fuggiaschi al villaggio spagnolo di Port Bou, al confine con la Francia, Benjamin teme, per le minacce delle autorit locali, di essere consegnato ai nazisti e nella notte tra il 25 e il 26 settembre prende una dose di morfina che, come aveva detto ad Arthur Koestler, da lui incontrato pochi giorni prima a Marsiglia, avrebbe potuto uccidere un cavallo. Di taglio diverso rispetto a quella di Marbach la mostra delle opere dellartista israeliano Igeal Tumarkin che si conclusa il 5 ottobre 1990 presso la sede di Tel Aviv del Goethe Institut. In sculture metalliche Tumarkin rappresenta alcuni motivi e figure dellopera benjaminiana, tra cui il salto della tigre nel passato di cui Benjamin parla nella XIV delle sue Tesi di filosofia della storia, per indicare la paradossale e utopica inversione del corso della temporalit lineare e progressiva della storia, tipica a suo parere delle concezioni positivistiche e storicistiche. La trasmissione da parte della Radio tedesca ( Sdwestfunk ) dei radiodrammi Lichtenberg (26 settembre e 23 ottobre 1990) e Das kalte Herz (16 ottobre 1990), ha attirato lattenzione su un aspetto diverso e meno noto dellattivit di Benjamin. In Das kalte Herz (1932), una sorta di variazione sul tema dei Sei personaggi in cerca dautore di Pirandello, Benjamin sembra mettere da parte le teorizzazioni di carattere ideologico sulla funzione sociale della radio che lo accomunavano a Brecht, per abbandonarsi al gioco di una sperimentazione che spoglia i personaggi delle loro vesti teatrali attraverso una loro riduzione ad entit puramente sonore. La produzione di Lichtenberg (1932/33), lultimo dramma radiofonico commissionato a Benjamin prima dellesilio, venne interrotta dopo la presa del potere da parte del nazionalsocialismo, e venne trasmessa per la prima volta solo allinizio degli anni settanta dalla Radio svizzera. In questo dramma radiofonico Benjamin prende spunto dalla figura di Lichtenberg, e dai molteplici interessi del fisico, filosofo e scrittore tedesco del diciottesimo secolo, dal cui affascinante mondo di pensiero, come leggiamo in una lettera scritta a Gershom Scholem allinizio del 1933, Benjamin era avvinto. A questi eventi culturali che hanno ricordato la figura di Walter Benjamin vanno aggiunte due monografie pubblicate in Germania e in Italia: una di Momme Brodersen, Spinne im eigenen Netz. Walter Benjamin - Leben und Werk (Un Ragno nella propria rete. W. Benjamin - Vita e opera, Elster Verlag, Baden-Baden 1990) l'altra di Enrico Guglielminetti, Walter Benjamin. Tempo, ripetizione, equivocit (Mursia, Milano 1990). M.M. na e, anzi, la legittimit tout court per il fedele delluso della ragione filosofica, tuttaltro che pacificamente accettata. Riccardo, comunque, individua nella caritas la ragione necessitante lesistenza delle tre persone distinte nellunicit della sostanza, di cui chiarisce funzioni e attributi per via induttivo-antropomorfica. Bernardo di Chiaravalle, contemporaneo di Riccardo, invece il pi rilevante esponente di quella tendenza che guardava con sospetto allesercizio autonomo della ragione, e ne rifiutava decisamente lapplicazione alle questioni di fede; di qui la sua strenua lotta contro Abelardo. Bernardo esponente della cosiddetta teologia monastica, che si contrappone a quella scolastica in senso lato, che concepisce la teologia come scienza; per lui, come dice Jean Leclercq in una nota monografia, si tratta meno di acquisire una conoscenza esplicita del piano salvifico di Dio, che di consentire a questo piano. Questo secondo volume delle Opere raccoglie testi di diverso carattere, sermoni, sentenze e parabole. Le Sentenze sono scritti brevi, destinati innanzitutto alla meditazione claustrale, e sono un esempio medioevale di un genere, quello degli apoftegmi (i detti dei primi Padri della Chiesa), molto in voga nei primi secoli del Cristianesimo. Le Parabole sono opere brevi, miranti alledificazione; sempre caratterizzate dal realismo del racconto, preludono al genere successivo, della novellistica di intrattenimento. Al XIII secolo appartiene Matteo dAcquasparta, generale dei Francescani, cardinale sotto Bonifacio VIII e suo stretto collaboratore politico; inviato, fra laltro, nella crisi di Firenze del 1300, come mediatore tra Guelfi Bianchi e Neri. In seguito a questa - fallita - missione, riusc a entrare nelle antipatie di Dante, che lo accus di aver irrigidito la regola francescana. Accusa forse non immeritata; bench uomo di Curia, Matteo fu vicino alla corrente francescana degli spirituali. Egli coniug per il disprezzo del mondo, che negli spirituali si evolveva verso lascetismo, con il proprio ruolo politico, traducendo il primato del potere spirituale in una posizione teocratica. La concezione filosofica di Matteo, allievo di San Bonaventura ed esponente dellagostinismo francescano, sostiene questa posizione; la polemica non solo contro laverroismo, ma anche contro il tomismo, motivata dalleccessivo spazio che, a parere di Matteo, in queste prospettive viene lasciato alla ragione umana e al mondo sensibile. Il concetto di legge il crocevia del rapporto fra uomo e Dio, natura sensibile e natura intelligibile; la legge naturale, divina e perci razionale, si identifica con la natura intelligibile e governa quella sensibile. Essa quindi condizione di conoscibilit di entrambe, essendo impressa in tutti gli esseri razionali; ma il peccato originale ha oscurato la capacit delluomo di aderirvi, e la legge scritta non ha altra funzione e legittimit se non quella di ausilio strumentale per la legge naturale.

Medievalia
Fra le varie epoche della storia della filosofia, quella medioevale , dal punto di vista editoriale, la pi negletta: un numero considerevole di testi non conoscono edizioni relativamente recenti, e le traduzioni - complice, forse, una accessibilit del latino pi supposta che reale presso il pubblico potenzialmente interessato - sono relativamente scarse. Sono perci da encomiare le recenti edizioni delle opere di Boezio di Dacia e Giacomo da Pistoia, Ricerca della felicit e piaceri dellintelletto (Nardini, Firenze 1990); Matteo dAcquasparta, Il cosmo e la legge (Nardini, Firenze 1990); San Bernardo, Opere. II (con testo a fronte, Citt nuova, Roma 1990); infine, una raccolta di studi critici di Luca Orbetello, Boezio e dintorni (Nardini, Firenze 1990).

Lopera di Boezio di Dacia, esponente averroista e allievo di Sigieri di Brabante, e di Giacomo da Pistoia raccoglie alcune disputationes universitarie del XIII secolo. Sigieri si proponeva di cercare non la verit, prerogativa della fede rivelata, ma di interpretare il pensiero di Aristotele. Boezio va oltre, e distingue la fede che procede per dogmi, dalla scienza, che procede per dimostrazioni. Confondere luna con laltra, come fa chi vuole accordare il punto di vista della fede cristiana con il pensiero di Aristotele, da stolti e da eretici. Da stolti, perch significa cercare dimostrazioni per ci che non si pu dimostrare; da eretici, perch significa non voler credere a ci che occorre credere. Riccardo da San Vittore, pensatore del secolo XII, precedente quindi a Boezio, cerca invece proprio nel De Trinitate, di cui appare ora la prima traduzione italiana, una dimostrazione filosofica del dogma trinitario. Lepoca di cui questopera fedele rappresentante quella che precede e prepara quella delle grandi summae ; la legittimit delluso di categorie filosofiche per spiegare i motivi centrali della fede cristia-

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Gisleberto, Il Giudizio universale (part.), prima del 1132 d.C., Autun, Saint Lazare

TENDENZE E DIBATTITI
Luca Orbetello, direttore della collana Biblioteca medioevale delleditore Nardini, non si occupa di Boezio di Dacia, autore dellopera apparsa per questi stessi tipi, ma del pi noto Severino Boezio, comunemente posto allinizio della filosofia medioevale. Il testo di Orbetello, una raccolta di saggi, analizza fra laltro il rapporto fra il neoplatonismo di Boezio e quello di Agostino e Paolo. Neoplatonismo presente, fra laltro, nel ruolo attribuito alla musica, vista pitagoricamente come espressione di rapporti matematici, a loro volta specchio dellordine del cosmo. Musica, quindi, non solo e non tanto come diletto dei sensi, ma vero e proprio organo conoscitivo, per unanima razionale delluomo, posta in corrispondenza con lessere del mondo. F. C. consistono queste propriet innate del linguaggio, cos da spiegare al contempo una parte significativa dellessere umano. Alcune di esse sono astratte e complesse, ma altre sono semplici e chiare. Per esempio non difficile rendersi conto che il linguaggio combina delle regole severe con una grande libert. Ogni frase del linguaggio deve rispettare delle regole; allo stesso tempo per la nostra libert di creare nuove frasi estremamente ampia: molte delle espressioni che in ogni momento usiamo sono totalmente nuove; le parole che formano queste espressioni possono infatti essere state gi usate, ma la loro particolare combinazione pu non essersi mai verificata prima. Questo intreccio di regole e di libert, chiamato da Chomsky rule-governed freedom, una caratteristica essenziale del linguaggio: infatti ci che distingue il sistema di comunicazione umano da quello degli animali. La stessa combinazione di libert e di regole si trova anche nellanalisi politica di Chomsky. Labilit di creare cose nuove ed originali e labilit di compiere scelte razionali, sono caratteristiche che distinguono lessere umano dagli animali. La visione di Chomsky di una nuova societ incomincia con questa concezione delluomo e prosegue col rappresentare una organizzazione sociale che dovrebbe permettere a tutti di sviluppare le proprie capacit innate ed i propri bisogni. Se lessere umano ha bisogno di libert per poter assecondare le sue capacit, allora il lavoro (incluso quello intelletuale) produttivo e creativo, condotto costantemente sotto il proprio controllo, il modo migliore per accogliere i suoi bisogni. Pertanto il capitalismo, in cui luomo affitta se stesso per un lavoro astratto ed alienante sotto il controllo di altri, non considererebbe dunque la natura umana. Questa visione di Chomsky della natura umana sembrerebbe condurre a una visione socialista-libertaria o anarchica dellorganizzazione sociale. Ci nonostante esistono per Chomsky delle regole imposte non dallesterno ma dallinterno. Come le regole del linguaggio non sono imposte alle persone perch fanno parte del package di ognuno, cos le regole che governano luomo non devono essere insegnate e non hanno bisogno di strutture istituzionali, perch sono interne alluomo e si sviluppano solo in un clima di libert. Lumanit per Chomsky non ha bisogno di strutture coercitive per favorire la sua natura creativa. Molti disaccordi politici provengono da differenti visioni riguardo la natura umana, anche perch molto spesso queste visioni sono limitate e non scientifiche. La proposta di Chomsky di introdurre una concezione umana che almeno in parte possa rivendicare una certa scientificit. La nozione di rule-governed freedom in linguistica frutto di una deduzione scientifica ed perci saldamente fondata. Chomsky il primo ad affermare che nel regno del pensiero sociale realmente difficile possedere una buona evidenza di qualcosa, per cui estendere la nozione di rule-governed freedom dal linguaggio ad altre aree pi un atto di fede che di scienza. Nondimeno il fatto che questa nozione ragionevolmente affidabile per il linguaggio come caratteristica umana, rende ragionevole provare ad estendere tale nozione ad altre aree della natura umana. Le nostre informazioni genetiche ci permettono una grande libert, ma ci forniscono anche un insieme di limiti come regole intrinseche. Questo modello dellessere umano che emerge dal lavoro complessivo di Chomsky giudicato plausibile da Salkie, in quanto si appoggia sia su dati scientifici, sia su di una visione realistica delluomo, permettendo a Chomsky di raggiungere il suo pi profondo risultato. V.R.

Il plurale delletica
Letica una forma di conoscenza che pone capo a una verit in qualche modo universale e sovrastorica? E questo il problema intorno al quale ruotano numerose recenti pubblicazioni, e che vede attestati da un lato pensatori come Italo Mancini e Manfred Riedel, e dallaltro, con accenti e impostazioni anche molto diversi fra loro, la raccolta di saggi curata da Carlo Augusto Viano, la cosiddetta filosofia pratica, cui dedicata unantologia, Charles Larmore, e Salvatore Natoli.

La libert del linguaggio


Noam Chomsky tuttora uno dei pensatori pi discussi, sia per quanto riguarda il suo rivoluzionario approccio al linguaggio, che ha influenzato parecchi altri settori di studio, sia per la sua tagliente critica alla politica degli Stati Uniti ed al ruolo degli intellettuali. Rapharl Salkie ha recentemente raccolto in un articolo (The Times Higher Education Supplement, 4 gennaio 1991) il dibattito che si sviluppato da parte degli intellettuali americani intorno alla possibilit di trovare degli elementi di unione tra gli studi linguistici ed il pensiero politico di Chomsky.

Apparentemente non sembra esserci una connessione, anche perch Noam Chomsky ritiene che la politica debba essere comprensibile mediante il solo senso comune, e non mediante una particolare conoscenza. Tuttavia qualche volta lanalisi del linguaggio centrale nel suo pensiero politico. Per esempio, egli mostra come il termine terrorismo, che originariamente veniva usato per riferirsi ad un uso della violenza per fini politici, ora possiede un significato pi ristretto ed usato per riferirsi ad un atto di violenza ad opera di gruppi marginali, per cui lattacco degli Stati Uniti alla Libia, o linvasione di Grenada e Panama non vengono pi definiti atti di terrorismo. Queste argomentazioni linguistiche giocano certamente una parte marginale nel pensiero politico di Chomsky, lontane dalla sofisticata analisi della sua grammatica generativa. Concesse le dovute precauzioni, esistono nondimeno importanti parallelismi tra i due settori. Nella sua analisi linguistica egli inizia affermando che il linguaggio una caratteristica particolare delluomo, che non condivisa da nessun altro animale. Le propriet del linguaggio ci appartengono geneticamente, sono innate, non devono perci essere imparate dallessere umano. Il compito della linguistica quello di precisare in che cosa

Se la risposta alla questione affermativa, la verit cui pone capo letica sar il fondamento unico delle valutazioni morali e, al di l delle contestualizzazioni cui vanno necessariamente incontro le applicazioni concrete, varr come fonte unica dellagire morale in tutti gli ambiti della vita. Altrimenti non resta che riconoscere il pluralismo dei valori umani; rinunciando con ci a porre il problema etico nei termini della determinazione della vita giusta, o della determinazione metafisica del Bene. Italo Mancini in Lethos dellOccidente (Marietti, Genova 1990) si pone senzaltro sul primo versante dellalternativa, fa i conti con lethos del passato e propone un ethos del futuro. Lethos del passato ha seguito tre vie. La via antiqua - non in senso strettamente cronologico - per la quale listanza morale, fondata su una sua intrinseca razionalit, a sua volta fondamento del diritto e della politica. Da Aristotele a Tommaso, da Leibniz a Bloch, passando ovviamente per i giusnaturalisti, la via antiqua sostiene che legale ci che giusto, e non viceversa, e che la razionalit immanente al giusto e al bene. Con ci la via antiqua anche, a parere di Mancini, via perennis , perch fornisce un insieme di coordinate, la cui validit sovrastorica. Laltra via, la via modernorum, quella del positivismo giuridico, che va da Hobbes a Schmitt e Kelsen. Sostenendo che giusto

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ci che la legge giudica tale, la via modernorum non fa per che rovesciare semplicemente, secondo Mancini, lassunto fondamentale della via antiqua. Il formalismo giuridico di questa posizione viene rifiutato da Mancini proprio sulla base della necessit, di unistanza di razionalit a fondamento della moralit e di una morale a fondamento della legge. Ma la via del futuro, che Mancini propone per lethos, non pu limitarsi a una riproposta della via antiqua, ovvero della via perennis; deve andare oltre, deve in un certo senso concretizzare, antropologizzandolo, il problema. Non ci si dovr allora orientare a definire ci che bene, ci che giusto, ma in che modo dovr agire luomo buono, e in quale luomo giusto. Per Mancini, che rivolge lo sguardo a Levinas, luomo etico sar colui che, liberatosi dallidolatria dellEgo, nella dimensione della comunit sapr riscoprire lAltro, ponendosi primariamente nella prospettiva dellessere-con e dellessere-insieme agli altri. Sul secondo versante dellalternativa, quello del pluralismo dei valori umani, si attesta invece la maggior parte dei contributi raccolti da Carlo Augusto Viano in Teorie etiche contemporanee (Bollati Boringhieri, Torino 1990). Polemizzando con lorientamento dellopera e con il contributo di Viano stesso, Gianni Vattimo ha sottolineato (Tuttolibri, 14 luglio 1990) come lutilitarismo sotteso allorientamento dellopera porti a unimpasse. Lutilitarismo tenta infatti di costruire unetica che si presenti come scienza esatta, e quindi con un suo notevole grado di complessit specifica, che difficilmente d conto delleffettivo agire del comune soggetto morale. La distinzione a questo proposito fra metaetica cio il discorso scientifico sullagire morale, prerogativa degli esperti, - ed etica, ovvero effettivo agire del soggetto, pare a Vattimo poco realistica: il contenuto dellagire morale non separabile dalla forma, cio dalla riflessione su di esso. Tutte le scienze esatte o sedicenti tali si basano su un presupposto che resta indiscusso; per lutilitarismo esso la coincidenza fra lutile generale e quello individuale. Tale presupposto, nellimpostazione utilitarista, o resta appunto indiscusso, oppure diviene oggetto di fondazione sulle orme del principio di universalizzabilit kantiano, dichiarando lutile generale preferibile - in caso di conflitto - a quello individuale. Con ci si per ricaduti in quello che abbiamo indicato come il primo versante dellalternativa, cio nellorientare la ricerca etica su un valore unico e sovrastorico, in questo caso la preferibilit del bene sociale rispetto a quello individuale. Viano peraltro respinge laccusa di voler fare delletica unulteriore scienza esatta, convinto com che le imposizioni morali si fanno con le credenze e non con il calcolo; il problema poi proprio quello di dar conto di queste credenze. Il richiamo di Vattimo alla cosiddetta filosofia pratica e ad autori come Gadamer, Habermas, Apel, - si veda in proposito lantologia Etiche in dialogo. Tesi sulla razionalit pratica, (a cura di Teresa Bartolomei Vasconcelos e Marina Calloni, Marietti, Genova 1989) - mira proprio a fondare queste credenze sul piano del linguaggio comune della cultura in cui viviamo. Ben diversamente Manfred Riedel in Metafisica e metapolitica. Studi su Aristotele e sul linguaggio politico della filosofia moderna (Il Mulino, Bologna 1990) parte proprio dalla distinzione fra unetica e una metaetica, nonch tra una politica e una metapolitica, e analizza il debito della filosofia pratica allimpostazione aristotelica, pur prendendo le distanze dal neoaristotelismo e dalla sua pretesa di unattualit della Politica di Aristotele da un punto di vista prescrittivo. Contro il neoaristotelismo e attestata esplicitamente sul secondo versante dellalternativa fra unicit o pluralit delletica, si schiera invece lopera di Charles Larmore, Le strutture della complessit morale (Feltrinelli, Milano 1990). La complessit morale proprio, a parere di Larmore, la pluralit dei valori, ovvero delle fonti di ispirazione etica nelle differenti sfere della vita umana e, a maggior ragione, in differenti individui; per cui non solo non ci sar unistanza etica universale, valida per tutti gli uomini, ma lagire del medesimo individuo non sar sempre governato dagli stessi princpi. E dunque teoricamente errato e concretamente dannoso, in quanto foriero di posizioni illiberali, porre istanze etiche nella forma di valori assoluti a fondamento, per esempio, dellagire politico. Nel relativismo di Larmore la volont di giudicare, e quindi di creare valori, la guida dellanalisi etica. Lautore si pone nel solco dellutilitarismo, e non pu che entrare in polemica con il neoaristotelismo. A suo parere non il riconoscimento della relativit dei valori, ma proprio la pretesa di definire una volta per tutte ci che bene e ci che giusto genera il rifiuto nichilista. Ancor oltre si spinge in questa direzione lultimo scritto di Salvatore Natoli, Vita buona, vita felice. Scritti di etica e politica (Feltrinelli, Milano 1990), che rimette in gioco la nozione di libert e di valore a partire dalla cosiddetta crisi del soggetto. Gi i Greci avevano ben chiaro il fatto che la nozione di soggetto agente, e quindi quella dellagire etico, non si diano prima e al di fuori del gioco delle relazioni sociali. Con laccentuarsi di questo aspetto la libert non si pone dunque come possibilit delle scelte individuali di sottrarsi alle condizioni date, ma come eccedenza delle possibilit di scelta rispetto alle condizioni stesse; come uscita dellindividuo dalle condizioni stesse. Un criterio quantitativo di mobilit, insomma, pi che una nozione relativa alla creativit dellindividuo.Il concetto di valore segue dunque il destino dellidentit personale: ci che dal punto di vista morale bene, e da quello politico giusto, non potranno darsi come precostituiti, ma risulteranno dal gioco delle relazioni fra gli individui e dalle sue regole.F.C.

Croce, lo spirito e la storia


Il rinnovato interesse per lidealismo e lo storicismo un dato di fatto confermato dalla pubblicazione o, pi significativamente, dalla riedizione di numerosi studi critici su Giovanni Gentile e Benedetto Croce, nonch della contemporanea edizione, presso Adelphi e presso Bibliopolis, dellopera omnia di questultimo. Nei mesi scorsi di Croce sono state ripubblicate, in un unico volume, le opere: Breviario di estetica e Aesthetica in nuce (Adelphi, Milano 1990) e, in un altro, lEstetica come scienza dellespressione e linguistica generale (Adelphi, Milano 1990). Da segnalare inoltre la biografia del coordinatore della riedizione adelphiana, Giuseppe Galasso, Croce e lo spirito del suo tempo (Il Saggiatore, Milano 1990) e la ripubblicazione di unopera di Eugenio Garin, La filosofia come sapere storico (Laterza, Bari 1990).

Ledizione nazionale delle opere di Benedetto Croce, promossa nel 1981 presso la casa editrice Bibliopolis, ha per molti versi precorso lattuale riscoperta del filosofo di Pescasseroli. Unedizione critica, pi che una ristampa di testi gi noti. Il piano delledizione comprende infatti un primo gruppo di opere, quello del corpus, che rispetta lordine indicato da Croce stesso con la suddivisione nelle note sezioni: Filosofia dello spirito, Saggi filosofici, Scritti di storia letteraria e politica, Scritti varii. La redazione definitiva di ciascuna delle celebri opere che appaiono in questo gruppo viene affiancata da unappendice, contenente stesure diverse e varianti utili per seguire il percorso elaborativo, e da una nota filologica che lo illustra. Un secondo gruppo comprende i molti scritti gi editi su riviste, atti accademici, miscellanee e cos via ma mai raccolti in volume, nonch quelli raccolti in volume, ma non presenti nel corpus. Altri gruppi contengono le traduzioni crociane (fra cui quella dell Enciclopedia hegeliana), i taccuini di lavoro, il carteggio, la bibliografia (elenco degli scritti di e su Croce, la sua biblioteca) ed un indice analitico-sistematico. Se fra gli anni Venti e Trenta vi fu dittatura del magistero crociano, essa si esercit pi nel campo degli studi letterari ed estetici che non in quello filosofico e letterario, dominato invece da Gentile. Una fama e un' autorit che non si fermarono ai confini italiani; il Breviario il testo di una serie di conferenze, mai tenute, a Houston, lAesthetica addirittura uno scritto su commissione dellEncyclopedia Britannica. Croce ha sempre smentito la tesi che qui vi sia una rettifica del tiro rispetto alle note posizioni della sua opera maggiore, lEstetica del 1902. Sono posizioni legate, nel bene e nel male, alla figura di Croce; devono essere comunque considerate non come elementi di un sistema monolitico, ma si-

TENDENZE E DIBATTITI

Benedetto Croce (Mario Nunes Vais)

TENDENZE E DIBATTITI
tuate nella prospettiva delleffettivo evolversi della riflessione crociana. Proprio alla restituzione di tale prospettiva, oltre che a sottolineare la dimensione europea della filosofia crociana, indirizzato lo studio di Giuseppe Galasso, che sostiene per quanto riguarda in particolare il campo della teoria storiografica - lesistenza di una svolta in senso storicistico con i saggi di Teoria e storia della storiografia (1916). Una svolta, a parere di alcuni, da Galasso sopravvalutata, e che si ridurrebbe invece a una differenza di accenti e di forma. Al periodo delle grandi opere sistematiche seguirebbe dunque quello delle indagini sui singoli problemi, allinteresse per la politica quello per letica; mantenendo comunque ben salda, prima e dopo la svolta, la posizione storicista. Proprio in una prospettiva storicista, che vuole per fare i conti con lidealismo, si muove un classico della storiografia filosofica italiana, La filosofia come sapere storico di Eugenio Garin, la cui prima edizione risale al 1959. Contro lunivocit del processo storico e storico-filosofico nello storicismo idealistico gentiliano, pi che in quello crociano, Garin insiste sulla pluralit e autonomia delle singole filosofie, che compito dello storico della filosofia mettere in luce. Un compito che per Garin essenzialmente filosofico, stante la radicale identificazione - tutta storicista - che egli pone tra filosofia e storia della filosofia. Identificazione che non significa, come Garin ribadisce nel saggio autobiografico aggiunto a questa riedizione, ridurre la filosofia alla storiografia, ma concepirla come sviluppo storico. F.C.
desimo ambito di riflessione, pi per la prospettiva in cui i problemi sono posti che per la soluzione che a essi viene data, il testo di Aldo Masullo, Filosofie del soggetto e diritto del senso (Marietti, Genova 1990).

Comprensioni dellinterpretazione
Sulla scorta del secondo Heidegger e delle sue riflessioni sul linguaggio, alcuni esponenti dellermeneutica hanno spostato la propria attenzione sul linguaggio artistico in generale e su quello poetico in particolare. A questo proposito sono recenti le traduzioni delle opere di Hans Georg Gadamer, Interpretazioni di poeti 1 (a cura di Gianfranco Bonola e Giacomo Bonola, Marietti, Genova 1990) e di Hans Robert Jauss, Estetica e interpretazione letteraria (a cura di Carlo Gentili, Marietti, Genova 1990). Il saggio di David Hoy, Il circolo ermeneutico (traduzione di Franca DAgostini, Il Mulino, Bologna 1990) uno sguardo panoramico sulle ultime tendenze dellermeneutica. Lo scarto fra il detto e il non detto, fra ci che espresso e lorizzonte in cui esso si esprime, sembra essere lo scenario in cui si muove lermeneutica, assurta dal rango di disciplina specialistica - linterpretazione delle Sacre Scritture - a quello di koin della comunit filosofica. Va ascritto al me-

Dagli anni Trenta in poi Martin Heidegger ha sostenuto il carattere linguistico dellaccadere dellEssere e ha individuato nel linguaggio poetico la dimensione originaria del linguaggio stesso, come luogo privilegiato del manifestarsi dellEssere. Hans Georg Gadamer riprende questi temi insistendo sulla dimensione ontologica dellevento linguistico in quanto tale, e ha cos privilegiato, anzich il carattere di forzatura, di sfondamento del linguaggio poetico rispetto a quello ordinario, quello di ulteriorit del linguaggio in quanto tale, e di quello poetico in particolare, del detto rispetto al non detto. Su questa strada lErmeneutica contemporanea assegna al linguaggio poetico una centralit ontologica; daltra parte, lontologia stessa che viene cos a configurarsi si distanzia dalle indagini heideggeriane, e si avvicina a problematiche tipiche della riflessione estetica. Quando David Hoy tenta di determinare la questione del valore dellermeneutica dal punto di vista della teoria della conoscenza, focalizza proprio laspetto della fruizione estetica. Attraverso il principio di discontinuit, essa diventa il paradigma della comprensione in quanto tale in alcune importanti correnti dellermeneutica contemporanea. Significative a questo proposito sono le posizioni di Gadamer stesso e di Hans Robert Jauss. Gadamer, riprendendo il tema heideggeriano del circolo ermeneutico, cio la precomprensione preterintenzionale che fonda ogni comprensione cosciente, identifica tale precomprensione con la tradizione, che la compartecipazione al senso che il non detto del testo mette in moto nel lettore. Hans Robert Jauss, esponente della cosiddetta teoria della ricezione, critica questa identificazione. Uno dei caposaldi della teoria della ricezione infatti, in certo senso, il carattere oggettivo di questultima come elemento costitutivo delleffetto dellopera darte sul fruitore. A parere di Jauss lidentificazione gadameriana fra tradizione e precomprensione dellinterprete rischia di ridurre a finzione la struttura dialogica dellinterpretazione del testo da parte dellinterprete, che viene relegato in un ruolo passivo. Se la ricezione ammessa invece come elemento oggettivo della fruizione dellarte, la struttura dialogica fra appello al testo e disposizione dellinterprete salva. Proprio per salvaguardare la struttura dialogica, ovvero il ruolo attivo dellinterprete nella ricezione estetica, Jauss sottolinea in essa, pi che la tradizione, le caratteristiche di discontinuit con il contesto storico-culturale, i meccanismi selettivi che qualificano linterprete come quellinterprete.

La dialettica, nel testo, fra detto e non detto, fra ci che espresso e ci che compreso dallinterprete, il cardine su cui ruota lopera di Aldo Masullo, che trova la direzione della propria indagine nella distinzione, gi aristotelica, fra il significato che lintelletto, cio il soggetto cosciente, attribuisce alle cose, e il senso, dato invece dalla convivenza che abbiamo con le cose stesse, prima di ergerci a soggetti coscienti. Le varie forme di idealismo, cio le varie filosofie del soggetto, il cui ideale gnoseologico e ontologico lio come autocoscienza e come soggettivit, non tengono ferma questa distinzione; esse riassorbono senza residui, almeno in prospettiva, allinfinito, il senso nel significato, e mirano dunque allautofondazione del soggetto. Allinadeguatezza delle filosofie del soggetto fa per riscontro linadeguatezza, per opposti motivi, dellermeneutica di stampo heideggeriano; essa arriva a dissolvere il primato dellio, ma dissolve con ci anche linterrogazione filosofica, che parte pur sempre dal carattere cosciente dellinterpretazione, cio dal livello del significato, in un dire oracolare o poetico. Neppure lermeneutica, dunque, a parere di Masullo salvaguarda la dialettica fra significato e senso; la ragione di ci che essa, insistendo sul tema heideggeriano del circolo ermeneutico ha finito per porre in secondo piano, come Gianni Vattimo ha rilevato in scritti anche non recenti, il tema altrettanto heideggeriano della differenza ontologica fra il piano ontico, quello del significato, e il piano ontologico, quello del senso. Il senso, come ci che sempre oltre il significato, il suo fondamento, lorizzonte entro cui il significato accade; esso consiste precisamente nello stato patico lanalitica esistenziale heideggeriana , per Masullo, ricerca degli a priori patici delluomo - del soggetto, non ancora costituito come tale rispetto agli enti, essi pure non ancora dati come presenti nella loro fissit. Il senso consiste dunque nellessere affetti dalle cose, e coincide con la sensibilit, di cui Masullo, sulla scorta di Heidegger - si ricordi la deduzione non sensistica della sensibilit nella sua lettura di Kant - fornisce uninterpretazione ontologica. Proprio lignoranza della dimensione ontologica ci che Masullo rimprovera alle varie scienze delluomo, alle varie -logie (psicologia, antropologia, sociologia), dalla sua riduzione delluomo a ente fra gli enti, e quindi analizzabile ala stessa stregua di essi. Ci che invece distingue luomo il suo essere sinnvoll o sinnlos, cio fornito o privo di senso, mentre lanimale pu essere solo unsinn, cio senza senso. Le scienze delluomo dimenticano questa differenza perch non conoscono il senso, e la sua dialettica con il significato. F.C.

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Scritti giovanili di Sartre


Un ulteriore tassello di quel grande mosaico di scritti e di documenti che la biografia intellettuale di Jean Paul Sartre ci viene fornito dagli Ecrits de jeunesse (Scritti giovanili) a cura di Michel Contat e Michel Rybalka (Gallimard, Parigi 1990).

Si tratta delle prime prove, letterarie e saggistiche, composte tra il 1922 e il 1927, nel periodo in cui Sartre preparava assieme a Nizan lesame di concorso allEcole Normale, dove assieme proseguiranno gli studi. Bozze di romanzi: Jesus la chouette (Ges la civetta), La Semence et le Scaphandre (La Semenza e lo Scafandro), Une dfaite (Una sconfitta); novelle sarcastiche, Lange du morbide, langelo del morboso; racconti mitologici ( Er lArmenien), saggi incompiuti che rivelano il talento versatile del giovane Sartre. Unintelligenza mobilissima che si aggira inquieta tra letteratura, filosofia, poesia, gi impregnata di quella lucidit autocritica e di quellesigenza a diffondersi nellanalisi, che costituisce il vincolo pi pesante a ci che Sartre ha sempre considerato la propria predestinazione alla scrittura letteraria. Ci che soprattutto si rivela in queste prose che mimano differenti modelli di scrittura e si misurano con i generi pi svariati la straordinaria ambizione di Sartre, a cui sembra mancare tuttavia loggetto passionale che possa alimentare e rendere credibile la stessa proclamata predestinazione. Riflettendo su questo periodo della sua vita e sulla sentenziosit dei suoi primi scritti, Sartre scriver nelle Lettres au Castor (Lettere al Castoro) che si trattava di vivere la propria giovinezza come la giovinezza di un grande... In luogo di esserne sicuro, facevo come se avessi dovuto diventarlo, ed ero perfettamente cosciente di essere il giovane Sartre, come si dice il giovane Berlioz o il giovane Goethe. A Jean-Paul che studia di diventare Sartre non manca per il dono dellironia, anche verso se stesso; felicemente demistificanti risultano i ritratti dei bourgeois di turno che prefigurano i pi riusciti personaggi della Nausea. Prove di scrittura allinsegna dellimperativo di dare uno stile al proprio carattere, questi Ecrits de jeunesse valgono per la

rilevanza che hanno nella biografia intellettuale di Sartre, di cui correva lo scorso anno il decimo anniversario della scomparsa. E per sottolineare questa ricorrenza che la rivista Temps Modernes dedica un numero speciale: Temoins de Sartre (Testimoni di Sartre, n 531-533, ottobredicembre 1990), al suo fondatore. Un monumento di 1400 pagine che si installa un po provocatoriamente nella piazza culturale francese, da tempo abituata alla demolizione sistematica del personaggio e del pensatore Sartre. Quasi cinquanta nomi hanno dato il loro contributo, firmando cos la dichiarazione di pace nella grande famiglia sartriana (citiamo tra i molti: Badiou, Delacampagne, Wolin, Contat, Pontalis, Roudinesco, Revault dAllonnes). Lintento non celebrativo ma inteso piuttosto a testimoniare la contemporaneit di un filo-

sofo contro il quale - sostiene Franois George - si fatto dellostracismo politico per evitare di misurarsi con il suo pensiero. Questa anche lopinione di Manuel de Dieguez che invita a riprendere a filosofare a partire da Sartre, la cui opera ancora aspetta un superamento che non sia quello dellindifferenza. Dalle pagine di Le Nouvel Observateur (17 gennaio 1991) sembra rispondergli Rgis Debray che il filosofo Sartre rimane legato al proprio tempo e che non si possono certo trovare nei suoi scritti i riferimenti concettuali per leggere una modernit che non la sua. Ci che rimane di Sartre uno stile filosofico: la descrizione analitica, larte di cogliere il concetto universale attraverso la singolarit dellla situazione. Malgrado i debiti insoluti con lidealismo francese - sostiene Debray - ci che ha ancora un interesse ed

Jean-Paul Sartre

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un valore filosofico il primo Sartre, quello di LEssere e il Nulla, originale nella capacit di concettualizzare il sensoriale e di far precipitare lontologico nel dato apparentemente pi insignificante. Singolare anche nei risultati letterari, il progetto filosofico di Sartre, riconciliare la totalit storica con la soggettivit agente, rimane dunque incompiuto, ma fecondo. La professione di fede nel valore dellengagement sartriano ribadita da Michel-Antoine Burnier: la riflessione sugli orrori del nostro secolo - lo stalinismo, il nazismo, la tortura, la decolonizzazione - passa per la sua opera pi che in qualsiasi altra. Oggi come ieri far critica significa tornare a quellabito dascolto e al rischio dellerrore che il pensiero in situazione deve necessariamente assumersi. A suggello di questo vale la citazione di Sartre in esergo al doppio numero di Temps Modernes: Di fronte a Gauguin, Van Gogh e Rimbaud provo un complesso dinferiorit perch loro hanno saputo perdersi... Penso sempre di pi che per raggiungere lautenticit sia necessario che qualcosa si strappi... Ma mi sono premunito contro gli strappi, io mi sono incatenato al mio desiderio di scrivere. E.N. Lineamenti di filosofia del diritto. Le Note e frammenti ora apparse permettono di cogliere il pensiero di Hegel nella fase decisiva del suo distacco da Schelling. Ne sono apparse diverse traduzioni nel corso degli ultimi anni. In Italia con il titolo di Aforismi jenesi (Hegel Wastebook 18031806) sono stati pubblicati a cura e con unintroduzione di Carlo Vittone e una premessa di Remo Bodei (Feltrinelli, Milano 1981). In Spagna la Revista de la Filosofia ha dedicato il n.6 (1988) agli Aforismos de Jena, tradotti e annotati da Manuel Barrios Casares e Juan Antonio Rodrigues Tous. In Francia la rivista Philosophie aveva pubblicato, in due numeri successivi (nn. 14 e 15, 1987) una prima traduzione francese a cura di Max Marcuzzi (ma senza introduzione, note o commentario). Questi appunti di Hegel erano rimasti inediti e addirittura sconosciuti fino a quando la famiglia li mise nel 1839 a disposizione di Rosenkranz, che si accingeva alla redazione della biografia di Hegel. Loriginale che Rosenkranz ebbe fra le mani scomparso e gi non figura neppure nello HegelNachlass che fu trasmesso dagli eredi di Hegel alla Knigliche Bibliothek di Berlino. Fino al 1967 si considerato che la versione trasmessa da Rosenkranz fosse lunica via di accesso possibile ai frammenti di Jena. In quellanno Friedhelm Nicolin comunic sugli Hegel Studien di aver scoperto che i frammenti jenesi erano gi stati pubblicati da Rosenkranz prima della Vita di Hegel (1844) in vari numeri di una rivista intitolata Knigsberger Literaturblatt. Questa prima edizione, effettuata sotto la denominazione Hegels Kritische Xenien aus der Jenenser Periode, pass inosservata e lo stesso Rosenkranz non vi si rifer successivamente. Lquipe guidata da Labarrire ha lavorato confrontando le varie redazioni degli appunti jenesi, la cui pubblicazione in edizione critica definitiva ormai annunciata come imminente col titolo Aus dem Janaer Notizenbuch nel tomo V (Schriften und Etnwrfe 17991808, a cura di Manfred Baum e KurtReiner Meist) delle Gesammelte Werke presso Felix Meiner di Amburgo. A.G.
philosophie (a cura di M. Gies con la partecipazione di K.-H. Ilting, Bibliopolis, Napoli 1982), e per presto interrotto dalla prematura scomparsa di Ilting nel 1984. A testimonianza dellopera e della figura intellettuale di Ilting di recente stata pubblicata una raccolta di scritti in memoria del filosofo: Zur Rekonstruktion der praktischen Philo-sophie. Gedenkschrift fr KarlHeinz Ilting (a cura di Karl-Otto Apel e di Riccardo Pozzo, FrommannHolzboog, Stuttgart-Bad Cannstatt 1990).

Appunti e frammenti jenesi di Hegel


Sono apparsi in gennaio, presso la casa editrice Aubier di Parigi gli appunti ed i frammenti jenesi di Hegel, Notes et fragments-Jna 1803-1806. Il volume contiene i testi, la traduzione e il commentario dei frammenti redatti da Hegel nel corso della seconda parte del suo soggiorno a Jena, dopo la partenza di Schelling e prima della pubblicazione della Fenomenologia dello spirito'.

Si tratta del risultato di una ricerca collettiva intrapresa da unquipe che si costituita su invito di Pierre-Jean Labarrire e che, nel corso di tre anni, ha lavorato nel quadro del Collge International de Philosophie. Allopera hanno contribuito Catherine Colliot-Thelene, Gwendoline Jarczyk, Jean-Franois Kervegan, Alain Lacroix, Andr Lecrivain, Batrice Longuenesse, Denise Souche-Dagues e Steve Wajsgrus, oltre allo stesso Labarrire. Questo lavoro viene a continuare la preziosa opera di commentario a testi hegeliani decisivi che Gwendoline Jarczyk e Pierre Jean Labarrire hanno avviato di recente presso la casa editrice Aubier: nel 1989 erano apparsi Hegel: le malheur de la coscience ou laccs la raison (traduzione e commentario dei brani della Fenomenologia dello spirito su stoicismo, scetticismo e coscienza infelice) e Le syllogisme du pouvoir. Y a-t-il une dmocratie hegelienne?, traduzione in lingua francese con un commentario della parte sulleticit dei

In memoria di Ilting
La figura di Karl-Heinz Ilting (19251984) ben nota agli studiosi del pensiero di Hegel per via della sua edizione delle Vorlesungen ber Rechtsphilosophie (Fromman-Holzboog, Stuttgart-Bad Cannstatt, 1973-1974 e Klett-Cotta, Stuttgart 1983) e per il progetto Hegels Vorlesungen avviato presso lIstituto Italiano per gli Studi Filosofici nel 1978, con ledizione del primo volume delle Vorlesungen ber Religionsphilosophie (Bibliopolis, Napoli 1978), seguito dal primo volume delle Vorlesungen ber Natur-

Karl-Heinz Ilting non fu solo il filologo illustre cui va riconosciuto il merito di aver saputo valutare appropriatamente il corpus delle Vorlesungen hegeliane, traendone delle nuove prospettive interpretative che hanno fatto, e fanno ancora, molto discutere; Ilting fu anche uno storico della filosofia di chiara fama, attento alla storia della filosofia pratica (con particolare riferimento, oltre a Hegel, a Hobbes, Spinoza, Kant, Marx e Heidegger), come pure un brillante filosofo teoretico, cui si deve un contributo rilevante alle discussioni, svoltesi negli ultimi decenni, sulla fondazione ultima della filosofia pratica. Muovendo dalla constatazione che limprovvisa scomparsa di Ilting lasciava amici e colleghi davanti ad un dialogo interrotto, Karl-Otto Apel, che fu compagno di studi di Ilting a Bonn, e Riccardo Pozzo, lultimo assistente di Ilting a Saarbrcken, incoraggiati da Hans Georg Gadamer, dallavvocato Gerardo Marotta presidente dell'Istituto Italiano per gli Studi Filosofici e dalleditore Gnter Holzboog, si sono proposti di continuare questo dialogo, con lobiettivo di arrivare ad enucleare, grazie al contributo di pi di venti studiosi, i punti di maggiore incidenza e problematicit del pensiero di questo filosofo. Il volume non tanto il risultato di un lavoro di scuola (anche se sono presenti i colleghi e gli allievi di Saarbrcken), bens il risultato, per dirla con Karl-Otto Apel, dei contributi di colleghi, con i quali Ilting - come era sua abitudine - spesso aveva duramente discusso. Si trattava di riprendere, una volta di pi, quelle discussioni, che raramente portavano ad un consenso, ma che si preoccupavano seriamente di raggiungerlo (p. 9). Di qui la scelta di articolare il volume in due sezioni principali: I. Grundfragen der praktischen Philosophie (Questioni fondamentali di filosofia pratica), II. Zur Geschichte der praktischen Philosophie (Sulla storia della filosofia pratica), che rispecchiano i due centri di interesse dello studioso scomparso. La questione posta al centro della discussione per di portata generale, e di cocente attualit: come ricostruire la filosofia pratica dopo la messa in discussione della sua legittimit di fronte al relativismo ed al postmodernismo? La risposta suggerita da questo volume (se di risposta si pu parlare data la gravit

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della posta in gioco) va senzaltro in una direzione cui Ilting avrebbe dato il suo consenso: la ricostruzione deve puntare su strutture trascendentali ricavate dallanalisi dei fenomeni dellagire collettivo, cos come oggi si presentano allinterpretazione filosofica. R.P.

Lintegrit di Thomas Hobbes


Una quipe di studiosi, composta da anglisti, filosofi, politologi e linguisti di una decina di paesi, ha messo a punto, sotto la vigile direzione di Yves Charles Zarka, i primi volumi delledizione critica di Thomas Hobbes in francese. Dei previsti 17 volumi sono apparsi il Bhmoth (tomo X, a cura di Luc Borot) e Dialogues des Common Laws (a cura di Lucien e Paulette Carrive), pubblicati dalla casa editrice Vrin di Parigi che si occuper della pubblicazione delle opere complete. I prossimi testi saranno disponibili nel corso del 1991 e specificatamente: il tomo I, che raggrupper i racconti della vita di Hobbes scritti di suo pugno e raccolti da altri e il tomo XI che riunir una prima serie di testi relativa alla diatriba con Bramhall sulla necessit e la libert.

Sicuramente un evento di risonanza mondiale questa edizione critica francese dellopera omnia di Thomas Hobbes, non solo per la partecipazione internazionale degli esperti ma anche per la cura estremamente dotta e, al tempo stesso, tesa a restituire la modernit di un pensiero spesso ridotto a formule estemporanee. Nota infatti Yves-Charles Zarka: Hobbes ha subto anche da parte di alcuni illustri colleghi come Rousseau o Diderot, una serie di occultamenti e di malintesi, o per meglio dire un taglio di rasoio con cui si estrapolata la sua riflessione politica dal contesto della meditazione sulla metafisica, sulletica, sulla fisica. Al di l delleterogeneit degli scritti (politici, filosofici, polemici, giuridici) lintegrit di Hobbes rintracciabile, sempre per Zarka, nellunit di ispirazione che sottende la teoria del desiderio e la riflessione sul potere, la speculazione materialistica sulla realt e la teoria etica della condotta umana. Riannodando le osservazioni politiche e giuridiche alla teoria metafisica di Hobbes possibile cogliere una serie di corrispondenze logiche e, al tempo stesso, riscoprirne la fecondit per il pensiero contemporaneo. Se la filosofia diviene essenzialmente politica che essa si orienta secondo due assi paralleli: una teoria meccanicistica del mondo (si veda lipotesi di un annichilimento del mondo) e una teoria artificialista dello Stato (si veda lipotesi di una dissoluzione dello stato storico per il ritorno a uno stato fittizio di origine del patto sociale). Il nesso fra questi due fronti

Thomas Hobbes

dato da una filosofia complessa che rimette in gioco alcuni capisaldi della tradizione e prospetta una riflessione innovativa dei rapporti fra uomo e mondo, fra uomo e uomo; il perno di questo pensiero lo smantellamento di unontologia dellessere in una filosofia dellattivit umana, logica, linguistica, politica in senso largo. In tale prospettiva lattualit di Hobbes - precisa Zarka - consiste nel comprendere come questa filosofia ha cominciato a pensare, in termini di desiderio e di potere, la condizione delluomo moderno. In particolare per quanto riguarda la questione cruciale del diritto naturale, Hobbes permette di ripensarne i termini svincolandola da un ingenua ontologia del soggetto, ma riconnettendolo a una teoria della persona giuridica. Attraverso questa restituzione di un pensatore versatile ma unitario possibile anche mettere a fuoco le linee di frattura secondo cui nel XVII secolo si distribuirono le opzioni fondamentali delle tre sfere del sapere, dellessere, del potere, in particolare per quanto riguarda la costituzione di un individuo del tutto antieroico, attraversato non da volont di potenza o da proiezioni divine di s, bens dalla doppia preoccupazione della conservazione di s e della paura della morte. F.M.Z.

Nellambito della Gesamtausgabe heideggeriana stato pubblicato il volume 56, dal titolo: Zur Bestimmung der Philosophie (Sulla determinazione della filosofia, Klostermann, Frank-furt a. M. 1990), contenente i testi, a cura di Berndt Heimbchel, di due corsi di lezioni che il giovane Privatdozent tenne a Friburgo nel 1919: Die Idee der Philosophie und das Weltanschau-ungsproblem (Lidea della filosofia e il problema dela Weltanschau-ungs problem) e Phnomenologie und transzendentale Wertphilosophie (Fenomenologia e filosofia trascendentale dei valori). Il manoscritto di un terzo corso, ber das Wesen der Universitt und akademischen Studiums, andato perduto; ne rimasto solo un abbozzo e, in sostituzione, una trascrizione del corso da parte di Oskar Becker.

Le lezioni del giovane Heidegger

Nel primo corso di lezioni, Martin Heidegger focalizza il problema del rapporto tra il concetto di filosofia e quello di Weltanschauung. Lapparente paradossalit di tale rapporto, per cui la visione del mondo appare per un verso sovrapporsi al concetto di filosofia, per laltro fungere da

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suo limite, viene da Heidegger ricondotta al fatto che la filosofia viene concepita come un sapere originario. A questo proposito Heidegger individua linadeguatezza di alcune posizioni tipiche dellambito tedesco. Anzitutto quella della storiografia filosofica. Essa riposa su uno storicismo che, privato dellidea di unassolutezza del sapere, ha rinunciato anche a porsi la domanda su una sua dimensione originaria, e non sa coglierla n nella specificit della riflessione filosofica, n in altri contesti. Heidegger attacca qui anche il relativismo psicologista di Georg Simmel, che, riconducendo le categorie conoscitive allhabitus mentale del singolo filosofo, non pu cogliere la struttura essenziale della conoscenza e della riflessione filosofica in quanto tale; cos come a questa struttura essenziale, cio a questo sapere originario, non pu arrivare linduttivismo metafisico di filosofi-biologi come Hans Driesch e Oswald Klpe: la conoscenza del tutto non la somma delle conoscenze delle singole parti. Nel mirino di Heidegger entra anche la filosofia dei valori di Wilhelm Windelband, che pure attacca la metafisica positivista; la polemica contro Windelband viene ripresa nel secondo dei corsi di lezioni di questo volume. Il metodo teleologico-critico di Windelband afferma lesistenza nel sapere di una validit universale e di una necessit che non possono avere una genesi empirica - e, quindi, neppure psicologica - e pone capo su questa base allesistenza di principi di carattere ideale, ma non, come era per Kant, formali. A questa impostazione Heidegger rimprovera sostanzialmente il dualismo: che rapporto c tra i valori o gli assiomi e gli enti, fra il soggetto ideale e quello psicologico, che in esso dovrebbe fondarsi? Questi corsi di lezioni sono segnati dallinfluenza husserliana sul giovane Heidegger, e nondimeno emergono alcuni motivi fondamentali della sua propria teorizzazione filosofica. Fin dal 1917 il sapere originario, come sottolinea a proposito di queste lezioni Otto Pggeler, per Heidegger la fenomenologia husserliana in virt della sua intuizione essenziale che lascia essere le cose nel loro essere; gi si pone in Heidegger il problema, riguardo agli enti intramondani, non tanto di sapere come essi siano, ma cosa significhi per essi lessere in quanto tale. La teoria della conoscenza, ovvero limpostazione gnoseologica, qui da Heidegger criticata sulla base della centralit del concetto di Erlebnis, e del carattere processuale e circolare della comprensione conoscitiva. Questultimo definisce un nuovo concetto di spontaneit: ogni atto di comprensione conoscitiva presuppone una precomprensione da parte del soggetto rispetto alloggetto, e ogni caratterizzazione delloggetto presuppone un suo esser gi posto in quanto tale. La prospettiva gnoseologica considera invece soggetto e oggetto nella loro fissit di enti oggettivati; per questo Heidegger distingue la posizione conoscitiva originaria (Kenntnisnahme) da quella della gnoseologia (Erkenntnisannahme). Con essa si coglie non lErleben dellio rispetto agli enti intramondani, ma, al pi, lEntleben, lo stato di rapporto privativo che sussiste fra siffatti soggetto e oggetto. Questa transazione fra enti oggettivati un evento, una processualit che Heidegger denomina Vorgang, distinguendola da quella originaria, definita dallEreignis. F.C. gentiliano nella prima guerra mondiale vuole dichiaratamente prescindere dal problema della parte con cui schierarsi. Il caposaldo dellattualismo la critica di ogni intuizionismo, in quanto proprio intuizione di un dato; se ci avvicina Gentile a un rifiuto hegelo-marxista di qualsiasi immediatismo, dallaltra lo colloca, accanto a Heidegger, in una posizione che, come ha pi volte ribadito Emanuele Severino in interviste recenti, ancora pi radicale nella critica al platonismo della metafisica occidentale. Gentile, dunque, anche dalla parte di Marx o di Gramsci, dai quali lo divide il carattere teologico del proprio sistema. Gentile ribad sempre, contro ogni evidenza e ogni ortodossia, il proprio cattolicesimo, senza per lidea di una rivelazione, di una Grazia e di una trascendenza. A Marx, filosofo in senso proprio, tanto per Gentile, quanto per Del Noce, Gentile legato dal prassismo che nellimpostazione di Del Noce non una particolare prospettiva filosofica, ma il necessario esito della filosofia moderna in quanto tale. Per Del Noce lopposizione al marxismo quindi necessariamente opposizione al pensiero moderno, al quale lo stesso Gentile viene assegnato; e per questo, dalla propria posizione di cattolico, conservatore e avversario di ogni tipo di individualismo, Del Noce giudica contraddittoria e filosoficamente infondata quella per molti versi analoga di Gentile. F.C.

Attualit dellidea
Capolinea di una tradizione di pensiero e trasfigurazione teoretica di unepoca storica: questo la filosofia di Gentile nellopera postuma di Augusto del Noce, Giovanni Gentile (Il Mulino, Bologna 1990). Il primato della prassi contro ogni forma di intuizionismo e di trascendentismo , nel sistema gentiliano, il coerente sviluppo del senso delle filosofie del Risorgimento, che in Gentile assurge a categoria filosofica. La recente ristampa di unaltra opera di Augusto del Noce, Il problema dellateismo, (Il Mulino, Bologna 1990) permette di individuare il punto di incontro fra Del Noce e Gentile: proprio la centralit della prassi, architrave della direttrice - fallimentare per il filosofo torinese - della filosofia moderna.

Per Giovanni Gentile - e per Augusto Del Noce - esiste una causalit ideale della storia, per cui se la filosofia di Gentile nasce sul tronco di quella risorgimentale italiana, e il fascismo lerede del Risorgimento, lincontro tra lattualismo di Gentile e il fascismo , in senso leibniziano, teleologicamente necessario. Gentile e i suoi autori, Rosmini, Gioberti, Mazzini, sono cos paradigmi della filosofia e della storia politica; cos come il caso italiano, il Risorgimento e il fascismo sono paradigmi della storia moderna e di quella delle idee. Due sono le grandi direttrici che, almeno a partire da Cartesio, Del Noce individua nella storia e nella filosofia: quella dei pensatori che da Malebranche a Rosmini pongono capo a una metafisica del trascendente e quella ateista che, dal materialismo settecentesco, sfocia nellimmanentismo nietzscheano da una parte, e in quello hegelo-marxista dallaltra. E un ateismo postulatorio, come lo definisce Del Noce nellopera del 1964, perch basato su una petizione di principio; linfondatezza del quale spiega il fallimento delle pratiche politiche che a essa si richiamano. Gentile, dunque, dalla parte di Hegel, di cui radicalizza il principio dellinesistenza di un dato al di fuori del processo del soggetto che lo produce: anzi, se possibile trarne una conseguenza sul piano etico, il male quel fatto che si oppone e limita il fare del soggetto, e linterventismo

Sotto i cieli di Grecia


Allinizio era il Caos, abisso di generazione. Poi vennero Gaia, la Terra, ed Eros. Gaia gener un essere ad essa eguale, capace di coprirla per intero, questi era Urano il Cielo. Seguire a ritroso la cosmologia greca nel suo racconto di generazioni e di guerre, tradimenti e omicidi, significa ripercorrere la strada che conduce ai miti originari di gran parte della cultura occidentale. Una delle guide che pi si sono rivelate utili in questi ultimi tempi a descrivere e ad interpretare il paesaggio mitologico dei Greci stata lopera di Pierre Lvque e Louis Schan: Les Grandes Divinits de la Grce (Le Grandi Divinit della Grecia, Armand Colin, Parigi 1990).

Lopera viene riproposta da Pierre Lvque, a pi di ventanni dalla prima pubblicazione in una nuova e pi ampia edizione. Nella ricca postfazione lautore si misura con le pi recenti acquisizioni critiche sulla religione ellenica, facendo il punto sui lavori di studiosi quali Lloyd, Dodds, Vegetti, Momigliano, Finley, e tanti altri, riaggiornando dove necessario la strumentazione critica adottata, ma in linea generale riproponendo intatta la validit di un testo ormai classico. Classico anche per la felicit di una scrittura capace di guidarci

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attraverso i racconti e le leggende che costituiscono la religione pubblica dei greci, quella canonizzata da Esiodo ed Omero e quella privata, esoterica, dei misteri orfici, indagando le origini e le varianti etniche delle divinit senza lasciare che lanalisi storica smarrisca la ricchezza narrativa del mito. Per un lungo istante mito e storia sembrano confluire in un discorso che ci ripropone un mondo dove, secondo la parola di Omero, tutto divino. Il passaggio dalla nozione panica del divino quale forza naturale e diffusa - il mana - alla figurazione antropomorfica degli dei, al centro dellindagine di Jean-Pierre Vernant Figures, Idoles, Masques (Figure, idoli, maschere, Juillard, Parigi 1990). E questo lultimo volume della serie Confrences, essays et leons du Colleges de France che raccoglie i corsi tenuti da Vernant dal 1975 al 1984, in gran parte consacrati allo studio del linguaggio figurativo. La prospettiva antropologica adottata da Vernant interroga il documento storico, artistico o filosofico, alla ricerca dei segni di quel cambiamento decisivo, della mutazione mentale nella cultura greca che, a cavallo tra il IV e il V secolo a.C., segna il passaggio allorizzonte del simbolo e della rappresentazione iconica. La figurazione antropomorfica della divinit ha - per Vernant - il carattere paradossale di rappresentare non un semplice simbolo, bens il ritratto stesso del dio, di unentit che tuttavia permane invisibile. Lambiguit dellimmagine, quale si presenta ai Greci, quella di offrire allo sguardo un oggetto che nellimmagine non in realt presente. Cos la definizione platonica di mimesis quale imitazione dellapparenza esprime la comparsa di un ambito nuovo: quello della finzione e dellillusorio, dove limmagine viene percepita come unimitazione che non possiede nessunaltra realt al di l di questa similitudine con ci che essa non . Naturale e sovrannaturale, visibile ed invisibile sono le polarit nel cui campo si origina questa inedita modalit del pensiero: la coscienza del carattere di finzione di ogni rappresentazione. Coscienza che sta alla base del linguaggio figurato, tanto dellarte greca che della filosofia, da Platone a noi. Un ulteriore evento editoriale, che si segnala per linteresse critico suscitato, la traduzione del primo volume dellopera di Giorgio Colli, La sagesse grque (La saggezza greca, trad. di Marie-Jos Tramuta, Editions de lEclat, Parigi 1990). Che non si tratti di una meteora editoriale ma di una vera e propria scoperta del filosofo italiano testimoniato dalla contemporanea traduzione di unaltra opera di Colli: Pour une ncyclopedie des auteurs classiques (Per unenciclopedia degli autori classici, trad. di J.-P. Manganaro e D. Dubroca, Christian Bourgois, Parigi 1990). Escono infine a cura di Jean-Franois Mattei, gli atti del congresso che si tenuto a Nizza nel 1987, dal titolo La naissance de la raison en Grece (La nascita della ragione in Grecia, PUF, Parigi 1990); trenta interventi di studiosi per ricostruire le matrici di una razionalit che, per venti secoli, stata capace di generare le diverse forme di comunicazione in cui oggi la modernit si riconosce. E.N. emergere un cristocentrismo che ha un valore non solo antropologico, ma radicalmente ontologico: un unico processo teleologico, che riceve il suo senso dalla figura di Cristo come Redentore, connettendo uomo, storia e natura. A questo proposito Breton si richiama addirittura a Schelling. Nei confronti della religiosit dei filosofi pagani che guardavano a Dio con gli occhi di chi cerca in primo luogo la verit, Paolo fa invece valere le ragioni della gratuit e dellamore. Gratuit che ha certo un valore ontologico, in quanto riferita allamore di Dio, ma che diventa, riferita alla vita umana, la cifra della novit dellinsegnamento di Cristo, tanto nei confronti del teoreticismo ellenico, quanto in quelli della devozione ebraica: ... Se ho la profezia e conosco tutti i misteri e tutte le scienze, e se ho intera la fede da spostare le montagne, ma non ho la carit, nulla io sono. Anche le omelie di Basilio di Cesarea si nutrono del rapporto con la filosofia greca; ancor pi di quella di Paolo, la formazione di Basilio risente dellinflusso della grecit. La sua apologetica contro i filosofi pagani e contro le eresie fonda la teologia su argomentazioni di carattere razionale. Cos la difesa della tesi biblica del creazionismo si sviluppa attraverso la confutazione delle teorie ontologico-cosmologiche che intendevano rinunciare allipotesi di un creatore. Basilio confuta il manicheismo che afferma lesistenza autonoma del male, il materialismo e la dottrina della metempsicosi in nome della libert delluomo e di quella di Dio. F.C.

La filosofia dei primi cristiani


Linterpretazione filosofica della figura di S. Paolo pu apparire secondaria a fronte della sua opera di apostolato e di organizzazione delle comunit cristiane. Daltronde ledizione delle Epistole (traduzione a cura di Carlo Carena, con testo a fronte, Einaudi, Torino 1990) e il recente testo di Stanislas Breton, San Paolo. Un ritratto filosofico, (Morcelliana, Brescia 1990), inducono a porre la questione. Accanto alle opere di e su Paolo da segnalare la raccolta di nove omelie di un altro grande predicatore, che pure coltiv studi di filosofia antica, Basilio di Cesarea, dal titolo: Sulla genesi (traduzione a cura di Mario Naldini con testo a fronte, Fondazione VallaMondadori, Milano 1990).

La questione della posizione filosofica di Paolo di Tarso si pone se non altro perch con la sua opera di apostolato prese di petto il problema del rapporto tra il cristianesimo e la cultura ebraica da un lato, e di quello fra il cristianesimo e la cultura greca dallaltro. Basti pensare al discorso dellAreopago, o allo scontro con i seguaci di Artemis a Efeso. Stanislas Breton sottolinea daltronde la triplice identit di Paolo, ebreo dorigine, greco per cultura, romano per cittadinanza. Ci spiegherebbe fra laltro il suo tentativo di mediazione fra ebraismo e cristianesimo: nellalternativa se considerare questultimo come una rottura con la tradizione, o piuttosto come la sua realizzazione, Paolo scelse questa seconda strada, che pure fu abbandonata dalle varie Chiese cristiane nei secoli successivi. Nei confronti della Legge, che, con i suoi precetti e i suoi diritti, definisce lattesa del Messia nellorizzonte della vita degli appartenenti al popolo eletto, Paolo fa valere, sulla scorta di un umanesimo platonizzante, luniversalit dellamore divino per tutti gli uomini, proiettando cos nella vita ultraterrena le aspettative di salvezza. Su questo punto la ricezione di Paolo nelle varie confessioni cristiane, filtrata soprattutto dalla lettura agostiniana, diventa problematica. La tensione fra la citt di Dio e quella degli uomini d adito a uninterpretazione spiritualista di Paolo, non del tutto priva di fondamento. Anche il conformismo, spesso rimproverato alla precettistica paolina, rimanda al problema del valore dellordine terreno, anche se la raccomandazione delladeguamento allesistente indifferenza per esso, pi che sua legittimazione. In Paolo sembra daltronde

Scienze e saperi
Parallela ripubblicazione di due opere di quella che, prima del fascismo e delle persecuzioni razziali che costrinsero allemigrazione molti dei suoi esponenti, fu la scuola matematica italiana. Si tratta di Federico Enriques, Scienza e razionalismo (Zanichelli, Bologna 1990) e Vito Volterra, Saggi scientifici (Zanichelli, Bologna 1990). A ci fa riscontro la recente edizione dellopera di Isaac Newton, Principii di filosofia naturale. Teoria della gravitazione (a cura di Federico Enriques e Umberto Forti, Zanichelli, Bologna 1990). Pi immediatamente caratterizzata in senso filosofico la prima, pi legata alla definizione di quello specifico ambito del pensiero che la riflessione scientifica la seconda, le opere di Enriques e Volterra si dividono sulla questione del rapporto fra le acquisizioni della fisica novecentesca e il meccanicismo classico; rapporto di possibile inglobamento della prima nel secondo per Volterra, di rottura per Enriques. A proposito dello sviluppo storico della fisica da segnalare la nuova opera di Enrico Bellone, Caos e

PROSPETTIVE DI RICERCA
Armonia (Utet, Torino 1990). Lattualit, non solo epistemologica, dei saggi di Volterra e Enriques va ben al di l del contesto culturale in cui essi sono maturati; alcune delle loro tematiche sono riprese da Marcello Cini, Trentatr variazioni sul tema. Soggetti dentro e fuori la scienza (Editori Riuniti, Roma 1990), Paolo Vineis, Modelli di rischio. Epidemologia e causalit (Torino, Einaudi 1990) e dallultimo testo tradotto in italiano di Paul Feyerabend, Addio alla ragione (Armando, Roma 1990).

Vito Volterra, di cui ricorso nel 1990 il cinquantenario della morte, stato commemorato con una mostra dellepistolario presso lAccademia dei Lincei, e con un convegno del C.N.R. a Roma il 27 e 28 novembre 1990, dal titolo: Scienza e tecnica in Europa nei primi venti anni del secolo. Volterra resta legato ai principi del meccanicismo, ritenendo che allinterno di questo quadro, proprio grazie allo sviluppo degli strumenti algebrici, fosse possibile dar conto delle nuove scoperte. Nella sua prolusione inaugurale del 1901-1902, Volterra prospetta la descrizione matematica, ovvero algebrica, di fenomeni biologici e sociali, e nel 1926 arriva a formulare la cosiddetta equazione di Volterra, che descrive in termini di derivate parziali la dinamica predapredatore. Federico Enriques al contrario, - rappresentante della scuola geometrica - privilegia la geometria e la prospettiva intuitivo-sintetica, ritenendo che con ci si possa dar meglio conto delle acquisizioni novecentesche. Enriques recupera il valore euristico della metafisica - fu vicino allattualismo gentiliano - posta sullo stesso piano dei modelli geometrici astratti. Questa rivalutazione della metafisica si oppone a concezioni puramente pragmaticostrumentali della scienza, proprio perch essa pone il problema della conoscenza delloggetto da parte del soggetto. Se sul piano filosofico il bersaglio polemico di Enriques lo scientismo, su quello culturale lo sono le pretese egemoniche dello spiritualismo idealista. Al di l delle differenti posizioni sul terreno specificamente epistemologico, Enriques e Volterra si trovano in effetti dalla stessa parte, quella perdente, che nei primi decenni del secolo oppose i filosofi della scienza (Volterra, Enriques, Vailati) allidealismo. Volterra insiste poi sul valore della ricerca pura, ovvero, non immediatamente e coscientemente legata allutilit; e se ci detto anzitutto contro Croce, che relega il valore della matematica allambito definito dalla propria categoria di pratica, laffermazione del valore conoscitivo della scienza pura vale contro ogni riduzione della ricerca ai suoi usi applicativi. Le ipotesi generali sulluniverso sono il frutto pi di intuizioni che non di astrazioni induttive; la storia della scienza scandita dal passaggio dalluna allaltra di queste

intuizioni di carattere generale, come mostra Enrico Bellone nel ricostruire la storia della fisica. Anche Marcello Cini nella sua opera, una raccolta di articoli apparsi dal 1983 al 1988 sulla rivista Scienza Esperienza, sottolinea fra laltro la necessit di fondazione del riduzionismo scientifico da due punti di vista. Il primo quello dellesigenza di visioni dinsieme che trascendano gli sguardi delle singole discipline che studiano la natura; il secondo, la necessit di integrare la scienza della natura stessa, prendendo in esame i fattori che si riferiscono allinteresse - psicologico, ideologico, e cos via - dello scienziato. La polemica anzitutto con Karl Popper, che finisce per riproporre una presunta neutralit della scienza; Cini vuole per prendere le distanze anche da Paul Feyerabend, o, piuttosto, da una certa ricezione della sua epistemologia, ricordando, contro possibili interpretazioni irrazionaliste e misticheggianti dellevoluzione della scienza, che essa solo in ultima analisi un tutto unico. Da una parte le metodologie particolari delle singole discipline costituiscono comunque un fattore decisivo; dallaltra, lideale metodico razionale della scienza ha spesso fornito un aiuto decisvo al progresso del sapere e della

cultura in senso lato. Feyerabend non lo nega; anche in Addio alla ragione preferisce per, ancora una volta, indirizzare la sua polemica contro un atteggiamento positivista e contro lidea di un metodo razionale universale, neutrale, in quanto oggettivo, in funzione del quale si debbano gerarchizzare culture e atteggiamenti diversi. In questultima opera ancora una volta Feyerabend assume una posizione kierkegaardiana: la difesa di un pensiero soggettivo e interessato contro la filosofia dei risultati, cio contro un pensiero oggettivo di stampo hegeliano che fa leva sui fatti come dati nella loro fissit; pensiero che Feyerabend vede allopera in Galilei, nel positivismo, e in Popper stesso. Anche Paolo Vineis attacca il riduzionismo scientifico, conducendo una critica del concetto di causa allinterno della pratica scientifica stessa. Della nozione causale Vineis mostra il carattere tautologico e, a volte, la scarsa fecondit euristica. Il culto scientista delluniversalit e autofondatezza delle scienze positive, per Vineis come per Enriques, Feyerabend, Cini, non meno irrazionale, meno lontano dalla scienza stessa, di quanto non lo siano i suoi denigratori. F.C.

Marcel Duchamp, Rotary Glass Plates (Precision Optics), 1920

CALENDARIO

CALENDARIO

Tre giornate di studio su Filosofia e scienze della natura nellOttocento tedesco si tengono da gennaio a maggio a Pisa a cura del dipartimento di Lettere e Filosofia della Scuola Normale Superiore. Il 18 gennaio si tenuto il seminario di R. Mazzolini: La legge dellenergia specifica dei sensi in J. Mller; L. Cerruti ha svolto il 14 febbraio una lezione su Autonomia epistemologica e situazione conoscitiva nella chimica teorica di L. Meyer, mentre nello stesso giorno E. Torracca intervenuto su: Le origini della spettroscopia: i contributi di Bunsen e Kirchoff. Il 10 maggio E. Gagliasso e S. Barbera parleranno rispettivamente di Teorie cellulari: tra morfologia, filosofia della natura e ricerca empirica e de Il ruolo degli studi di fisiologia nella costruzione della teoria della conoscenza di Schopenhauer. q Informazioni: Segreteria della Classe di Lettere e Filosofia della Scuolo Normale Superiore di Pisa, Piazza dei Cavalieri 7, 56100 Pisa.

di Modena un interessante ciclo di lezioni sul tema: Il tempo vissuto. Ha aperto il ciclo Giacomo Marramao (25 gennaio) con una relazione intitolata: Laltra met del tempo. Verso una filosofia dellesperienza, mentre Pier Aldo Rovatti (8 febbraio) ha parlato della nozione di Tempo fenomenologico nel pensiero di Bergson, Husserl e Heidegger. La lezione di Ugo Perrone (25 febbraio), dal titolo: Il tempo interrotto, ha preso in esame la relazione tra festa e quotidianit. Di argomento pi specificamente psichiatrico stato lintervento di Alberto Gaston (15 marzo): Il cammino del tempo nella psicopatologia. Percepire, pensare, intuire; ha chiuso il ciclo il sociologo Alessandro Cavalli, parlando di Tempi sociali e tempi individuali. q Informazioni: Fondazione Collegio San Carlo, via S. Carlo 5, Modena.

400 fiorentino. q Informazioni: Istituto Italiano per gli Studi Filosofici, via Monte di Dio 14, 80132 Napoli.

Betancourt, Kanonenwiese 5a, D5100 Aachen.

Presso la sede della II Universit di Roma (Tor Vergata) il Dipartimento di Ricerche Filosofiche ha organizzato tra gennaio e febbraio una serie di Tre lezioni sugli Stoici antichi. Ha aperto la serie Margherita Isnardi Parente (21 gennaio) con una lezione su Il concetto di incorporeo nella Stoa tra la fisica e la logica; Mario Vegetti (28 gennaio) ha parlato sul tema: Cosmo, destino e soggetto negli Stoici; ha concluso il ciclo la lezione di Aldo Magris (4 febbraio) su Problemi del determinismo stoico. q Informazioni: II Universit di Roma, Dipartimento di Ricerche Filosofiche, Via Orazio Rai-mondo 7, 00173 Roma. Presso la Fondazione San Carlo

Scienza e vita civile nel Rinascimento sono oggetto di una serie di seminari curati dallIstituto Italiano per gli Studi Filosofici, dallIstituto Nazionale di Studi sul Rinascimento e dallIstituto e Museo di Storia della Scienza, che hanno luogo da marzo a giugno, sempre a Firenze. Questo il calendario delle lezioni: 5-8 marzo, Martin Kemp e Judith Field: From Optics into Art: from Art into Mathematics. 11-13 marzo, Christian Bec: Niccol Machiavelli. 25-28 marzo, Pierre Jodogne: Francesco Giucciardini. 3-6 giugno, Thomas Seattle: Scienza e tecnica nellet di Cristoforo Colombo. 6-8 giugno, Michel Lerner: Filosofia e cosmologia alla fine del rinascimento. 17-20 giugno, Sebastiano Gentile: Umanesimo e geografia nel

LAssessorato alla Cultura del Comune di Cattolica promuove tra marzo e maggio la dodicesima edizione annuale del ciclo di incontri dal titolo programmatico: Cosa fanno oggi i filosofi?, organizzato dalla Biblioteca comunale di Cattolica in collaborazione con lIstituto Italiano per gli Studi Filosofici e la rivista Nuova civilt delle macchine. Il tema di questanno affronta, in una prospettiva filosofica, il controverso rapporto Della parola (e dellimmagine). Interventi di Beniamino Placido (8 marzo, Allinizio era il logos), Sergio Finzi (La scrittura del Trauma e i segni della guerra), Sergio Quinzio (29 marzo, Parola sacra), Maurizio Bettini (5 aprile, Fama di immagini e fama di parole: per una antropologia dellimmagine nel mondo antico), Annamaria Testa (12 aprile, La parola immaginata), Remo Bodei (19 aprile, Dal buio alla luce), Renato Barilli (3 maggio, Pensare la fine, pensare linizio) e Massimo Cacciari (10 maggio, Lo specchio di Platone). q Informazioni: Biblioteca comunale di Cattolica, Piazza della Repubblica 2, 47033 Cattolica (FO).

Dal 4 all8 marzo si tenuto a Dubrovnik un incontro su Scienza, politica moralit. Decisioni etiche nel contesto delle controversie scientifiche, organizzato da Ren V. Schomberg, P. Morales e M. Milovic. q Informazioni: Inter-University Centre, Frana Bulica 4, YU-5000 Dubrovnik.

Per il ciclo di lezioni Il mondo delle cose si svolto il 5 marzo presso la Fondazione S.Carlo di Modena una giornata di studio con la partecipazione di Marshall Salinis (Chicago) e Remo Guideri (Nanterre-Parigi X) sul tema: La genesi culturale dei bisogni. q Informazioni: Fondazione Collegio S. Carlo, via S. Carlo 5, 41100 Modena.

Si svolto a Dubrovnik dall11 al 22 marzo un corso su Essere uomini responsabili. Decisione e incarico, diretto da R. Wisser, B. Bosnjak, J. Reiter. q Informazioni: Inter-University Centre, Frana Bulica 4, YU-5000 Dubrovnik.

Nel contesto di un programma di dialogo tra filosofi tedeschi e latino-americani si svolto dall1 al 5 marzo presso lUniversidad Autonoma Metropolitana del Messico un incontro sul tema: Problemi etici del conflitto nordsud. q Informazioni: Raul Fornet-

Dal 18 al 20 marzo si svolto a Dubrovnik un corso su Schopenhauer - Nietzsche Postmoderno, diretto da M. Cekik e W. Schirmacher. q Informazioni: Inter-University Centre, Frana Bulica 4, YU-5000 Dubrovnik.

Dal 18 al 24 marzo si tenuto a

CALENDARIO
Dubrovnik un incontro sul tema: Prospettive per una filosofia della scienza postmoderna. Sociologia, ermeneutica strutturale e ontologia critica, organizzato da B. B. Abich, N. Davey, H. Schmidt, P. A. Heelan e T. Seebohm. q Informazioni: Inter-University Centre, Frana Bulica 4, YU-5000 Dubrovnik. American Fichte Society sul tema: La filosofia di J.G. Fichte. q Informazioni: Prof. Tom Rockmore, Department of Philosophy, Duquesne University, Pittsburgh, PA 15282 USA. K. Wilkes. q Informazioni: Inter-University Centre, Frana Bulica 4, YU-5000 Dubrovnik. Centre, Frana Bulica 4, YU-5000 Dubrovnik.

Dal 18 al 31 marzo a Dubrovnik si svolto un corso su Pensiero dellesistenza: umanismo o antiumanismo, diretto da G. Penzo. H.-M. Baumgartner, I. Koprek, R. Thurnherr. q Informazioni: Inter-University Centre, Frana Bulica 4, YU-5000 Dubrovnik.

Si tiene a Dubrovnik dall1 al 6 aprile un seminario su Hegel e Nietzsche, diretto da M. Djuric, V. Gerhardt, J. Simon e Slobodan Zunjic. q Informazioni: Inter-University Centre, Frana Bulica 4, YU-5000 Dubrovnik.

A Dubrovnik dall1 al 12 aprile si svolge un corso su Interpretazioni sociali della tecnica. Controllo delle tecniche in un mondo che cambia. Mutamento dei valori nello sviluppo della tecnologia sotto la direzione di I. Hronzsky, G. Ropohl, V. Gorohov, A. Hunning e S. Lelas. q Informazioni: Inter-University Centre, Frana Bulica 4, YU 5000 Dubrovnik.

Dal 7 al 14 aprile 1991 si tiene a Dubrovnik un seminario su Razionalit e discorso. Differenziazioni nel concetto di ragione, diretto da K.-O. Apel, W. Kuhlmann, M. Kettner e M. Milovich. q Informazioni: Inter University Centre, Frana Bulica 4, YU-5000 Dubrovnik.

Si tenuto dal 22 al 23 marzo presso la Duquesne University un convegno della North

Si tiene a Dubrovnik dall1 al 12 aprile il XVII Corso della serie Filosofia della scienza dedicato ai temi Filosofia della psicologia e Teoria ed esperimento. Direttori del corso: L. Bergstrom, J.R. Brown, W. Krajewski, S. Lelas, E. Mamchur, J. Mittelstrass, W. Newton-Smith e

Dal 3 al 10 aprile si svolge a Dubrovnik un corso su Teoria femminista e movimento delle donne, diretto da R.Ivekovic, E. List e S. Weigel. q Informazioni: Inter University

Si svolge dal 12 al 16 aprile a Eugene, Oregon, il XVIII convegno humeano. q Informazioni: Prof. Dr. Dorothy Colemon, Secretary of the Humean Society, Dep. of Philosophy, Bodwin College, Brunswick, ME 04011 USA. Si tiene dal 15 al 20 aprile a

GLI STUDI FILOSOFICI


Palazzo Serra di Cassano - Via Monte di Dio 14 - Napoli

2-5 aprile - Biagio de Giovanni Vico pensatore del Moderno


Vico e il moderno - Vico e la metafisica dei moderni (I) - Vico e la metafisica dei moderni (II) - Let degli uomini.

genstein, Derrida und Habermas in der Sicht einer transzendentalen Sprachpragmatik


Wittgenstein - Heidegger - Derrida Habermas.

mondo moderno
Introduzione (La fondazione del lautonomia del soggetto conoscente ad opera di Cartesio) - Conoscenza confusa e conoscenza distinta in Cartesio - Sul rapporto tra oprincipi dimostrativi impliciti ed esplicit in Cartesio (La fondazione di una mathesis universalis ad opera di Platone) - Dalla confusione della conoscenza sensibile alla conoscenza distinta dellidea Lessere come criterio di giudizio del pensiero.

dat.... Cicerone, scettico fiducioso.

3-7 giugno - Marco Maria Olivetti Comunit etica e chiesa nellidealismo tedesco
La comunit etica come risposta alla domanda: Cosa posso sperare? - Antecedenti storici della distinzione tra chiesa invisibile e chiesa visibile nella cultura filosofica e religiosa tedesca - Kantismo e antikantismo tra i romantici - Spirito assoluto e regno dello spirito - Lecclesiologia filosofica dello Sptidealismus.

2-5 aprile - Edgard Morin Rationalit et complexit


Rationalit, Rationalisation, Raison Laventure de la Raison occidentale Crise de la Rationalit ou crise de la Rationalisation - Rationalit et pense complexe.

22-26 aprile - Jan Sperna Weiland Maestri dellantropologia filosofica del Novecento
Martin Buber. Il principio dialogico e la ristrutturazione della societ Martin Heidegger. Le strutture essenziali del Dasein e lavvento dellEssere - Max Scheler. Il conflitto fondamentale e la speranza di unultima armonia - Helmuth Plessner. La posizionalit eccentrica dellapostata della natura - Arnold Gehlen. La mancanza essenziale, la costruzione e la distruzione delle istituzioni.

8-12 aprile - Paul Ricoeur Responsabilit et Utopie


La responsabilit au pass: sens morale et juridique - La responsabilit au futur: Jonas et le principe responsabilit lge technique - La responsabilit et la fragilit de la vie - La responsabilit selon lthique de la communication (Apel) - Idologie, utopie et responsabilit.

20-24 maggio - Sossio Giametta Lo Zarathustra di Nietzsche


La conoscenza - La morale - Lo stile - Mondo e sopramondo - Filosofia e moralismo.

6-8 giugno - Michel Lerner Filosofia e cosmologia alla fine del Rinascimento
I dibattiti sulla natura e lo statuto delle ipotesi astronomiche prima di Copernico - Il significato delleliocentrismo dal punto di vista filosofico - Le scoperte celesti a partire dal 1572 e la loro assimilazione teorica.

6-9 maggio - Girolamo Cotroneo Il concetto di vero nella Prefazione alla Fenomenologia dello spirito
Immediatezza e mediazione - La potenza immane del negativo - Il sapere dogmatico - Il concetto assoluto.

20-23 maggio - Manfried Riedel Heidegger und die Griechen


Aletheia: Heideggers Rckgang auf den Anfang der abendlndischen Philosophie - Logos-Physis-Ethos: Heraklit - Die Wegscheides des Parmenides - Die Gegenwart der Griechen: Heidegger und Gadamer.

15-18 aprile - Cesare Cases Vicende dellinterpretazione del Faust


Il Faust guglielmino e spengleriano Tra Marx e Freud - Lopposizione alle interpretazioni trionfalistiche - Il Faust oggi e le autointerpretazioni di Goethe.

22-25 aprile - Karl-Otto Apel Auseinandersetzungen: Witt-

13-17 maggio - Arbogast Schmitt Lautorappresentazione del pensiero moderno e la sua interpretazione dellantichit. Un confronto critico della cosiddetta fondazione ultima della conoscenza nel mondo antico e nel

27-31 maggio - Woldemar Grler Verit e verosimiglianza nellAccademia scettica


Arcesilao e la teoria delleulogon - Il verosimile: concetti e significati Carneade e il persuasivo - Filone di Larissa e levidente - ...aut verum aut quod ad id quam proxime acce-

10-14 giugno - Domenico Losurdo La guerra e la colpa: la cultura tedesca e il bilancio dei due conflitti mondiali
Weber e la Schuldfrage - Il bilancio di Jaspers dalla prima alla seconda guerra mondiale - La guerra e il nihilismo attivo: Heidegger fra le due guerre La tecnica, la guerra e la volont di potenza: il bilancio dellultimo Heidegger - Schuldfrage e crisi dello

CALENDARIO
Dubrovnik un corso su Heidegger e lidealismo, diretto da G.Gretic e H. Hni. q Informazioni: Inter University Centre, Frana Bulica 4 YU-5000 Dubrovnik. organizzato dallAssociazione Internazionale dei Professori di Filosofia in collaborazione con lAccademia Cecoslovacca delle Scienze e lAssociazione Austriaca per la Didattica della Filosofia e della Psicologia. q Informazioni: Dr. Maria Frst, Josefstdterstr. 35/7, Wien. cultura , diretto da K.S. Johannessen, T. Nordenstam e G. Petrovic. q Informazioni: Inter University Centre, Frana Bulica 4, YU-5000 Dubrovnik. sophie, Universitt Konstanz, Universittstr. 10, D-7750 Konstanz 1, tel. 07531/88-1.

Dal 15 al 27 aprile si svolge a Dubrovnik un seminario su Il futuro della religione. Ricostruzione socialista o restaurazione nazionalista? (direttori: R.J. Siebert e S. Vrcan). q Informazioni: Inter University Centre, Frana Bulica 4, YU-5000 Dubrovnik.

Dal 30 aprile al 5 maggio si svolge a Marienbad (Cecoslovacchia) il congresso: Ritorno delletica. La sfida della scienza e della politica, articolato nei seguenti punti tematici: I. Etica e politica; II. Etica e sciense della natura; III. Etica e medicina. Il convegno

Si svolge a Langenfeld dal 3 al 5 maggio il III Simposio di Langenfeld, dedicato al problema dei fondamenti della modernit. Tra i partecipanti D. Kamper, H. Lbbe, W. Rehfus, P. Richter, H. Seebass, G. Vollmer, W. Welsch e W. Zimmerli. q Informazioni: E. Knoff, VHS Langenfeld, Konrad-AdenauerPlatz 1, D-4018 Langenfeld.

Si tiene dal 13 al 17 maggio a Dubrovnik il corso Epistemologia e filosofia della mente, diretto da G.S. Pappas, M. Swain e M. Potrc. q Informazioni: Inter Univeristy Centre, Frana Bulica 4, YU-5000 Dubrovnik.

Il 31 maggio e il 1 giugno lInstitut Benjamin Constant di Losanna organizza un convegno su Il discorso antropologico alla fine dellIlluminismo. q Informazioni: Institut Benjamin Constant, Universit de Lausanne, Batiment central, CH1015 Lausanne.

Dal 6 all11 maggio si tiene a Dubrovnik un corso sul tema: Wittgenstein e la filosofia della

Dal 21 al 25 maggio si tiene presso lUniversit di Costanza un convegno internazionale sul tema: Filosofia scientifica. Per il centenario della nascita di Rudolf Carnap e Hans Reichenbach. q Informazioni: Prof. Dr. G. Wolters, Fachgruppe Philo-

Dal 21 al 27 giugno si tiene a Bristol lVIII Convegno internazionale sullIlluminismo. q Informazioni: Enlightenment Congress, French University of Bristol, 19 Woodland Road, Bristol BS8 17E, England. ISTITUTO ITALIANO PER

jus publicum europeo: Carl Schmitt.

17-21 giugno - Louis Dupr La forma della modernit


Soggetto e natura - Libert assoluta La scoperta del passato - La trascendenza trasformata - Frammentazione delluniverso simbolico.

24-28 giugno - Vincenzo Vitiello Religione e arte nella Fenomenologia dello spirito
Destino e senso del tragico negli scritti teologici giovanili di Hegel - Il luogo della religione nella Fenomenologia dello spirito - Il religioso (das Religise) tra natura e arte. Confronto con Schelling - La religione nella verit dellarte - La verit della religione: linterpretazione hegeliana del Cristianesimo.

1-5 luglio - Remo Bodei Il mondo e i sensi


Accessi a mondi diversi attraverso i singoli sensi - Lesperienza mediata dai sensi: vista e colori. Spazio, linee, forme e immagini - Ludito: il suono, la musica, i rumori. I sensi dimenticati: lolfatto, il tatto, il gusto - Il mondo della vita e la conoscenza sensibile - Larte e le teorie dellapparire sensibile del bello.

Bergamo, Bomba, Atessa e Vasto, citt profondamente legate alla figura intellettuale e allopera di Spaventa, e gli Interventi degli Assessori alla Cultura dei Comuni di Napoli, Bergamo e Modena, hanno tenuto relazioni il Prof. Giuliano Vassalli, Giudice della Corte Costituzionale (Discorso introduttivo), lOn. Avv. Giuseppe Gargani, Presidente della Commissione Giustizia della Camera dei Deputati (Le origini dello Stato unitario), il Prof. Vincenzo Caianiello, Giudice della Corte Costituzionale (Silvio Spaventa giurista), il Prof. Guido Oldrini, Universit di Bologna (Le intermittenze della filosofia di Silvio Spaventa), il Prof. Gaetano Calabr, Universit di Roma, La Sapienza (Stato e filosofia in Bertrando Spaventa), il Prof. Aldo Berselli, Universit di Bologna (Le Associazioni costituzionali, Silvio Spaventa e il trasformismo).

Filosofia, Scienza, Verit; G. Giorello, M. Mondadori, A. Pasquinelli, F. Barone, M. Pera, A. Pala, E. Bizakis sul tema: Filosofia della scienza; F. Mondella, E Fiorani, M. Ceruti, F. Califano, I. Prigogine, D. Semionof sul tema: Chimica e biologia; P. Rossi, B. Maiorca, G. Gori, L. Zanzi, L. Bulferetti, R. Haller, F. Gil sul tema: Storia e metodologia della ricerca storiografica; E. Bellone, G. Micheli, C. Maccagni, R. Maiocchi, V. Cappelletti, U. Bottazzini, F. Mendelev, J. Terrigabras sul tema: Storia della scienza e della tecnica.

In collaborazione con lOsservatorio Astronomico di Capodimonte, con la Facolt di Lettere e Filosofia dellIstituto Universitariuo Orientale e con il Seminario Didattico della Facolt di Scienze dellUniversit di Napoli.

27-29 giugno - Vico Equense La metaforologia in prospettiva storica


In collaborazione con la HerzogAugust Bibliothek di Wolfenbttel, con lUniversit di Gttingen e con lIstituto Storico Italo-Germanico di Trento, interverranno: J.-P. Van Noppen, Universit Libera di Bruxelles (La pense mtaphorique), D. Orsucci, Scuola Normale Superiore (Limpiego di metafore e modelli nei secoli XIX e XX. Dilthey, Eucken), D. Peil, Universit Mnchen (Politische Bau- und Architekturmetaphorik in der Literatur der Renaissancezeit), F. Rigotti, Universit Gttingen (La metafora dellarchitettura politica da Sieys a Gorbaciov), H. Mnkler, Universit Frankfurt (Pegasus und der goldene Zgel), P. Schiera, Universit di Trento (Il campo metaforico del cavalcare e del tenere le redini), W. Euchner, Universit Gttingen (Die Lokomotive der Revolution in der Sprache der Sozialdemokratie).

15-16 aprile - Napoli Filosofia e liberazione


In collaborazione con il Dipartimento di Filosofia A. Aliotta dellUniversit di Napoli.

27-31 maggio - Madrid La filosofia italiana oggi


In collaborazione con il Ministero degli Affari Esteri, con lIstituto Italiano di Cultura di Madrid, con lAccademia Spagnola di Roma e con il Circulo de Bellas Artes di Madrid, terranno relazioni: R. Arguillon, R. Bodei, M. Cacciari, A. G. Gargani, F. Jarauta, J. Jimenez, G. Marramao, J. Muguerza, G. Vattimo, F. Savater.

12-14 aprile - Napoli Langlo-americano oggi la lingua esclusiva del pensiero filosofico-scientifico? (Europa 1993)
In collaborazione con lIstituto Ludovico Geymonat per la Filosofia della Scienza, la Logica e la Storia della Scienza e della Tecnica, interverranno S. Taglagambe, E. Agazzi, L. Geymonat, F. Minazzi sul tema:

8-9 marzo - Napoli Il ritorno di Silvio Spaventa


Dopo i Saluti dei Sindaci di Napoli,

10-13 giugno - Napoli Il copernicanesimo in Italia: 1543-1610

NOTIZIARIO

NOTIZIARIO

Il fatto di poter contare su di un pubblico numeroso ed interessato, costantemente rinnovato da studenti e laureati, moltiplica in Francia le COLLANE ECONOMICHE DI FILOSOFIA. Economiche solo nel prezzo, perch spesso si tratta di edizioni critiche; il caso delledizione tascabile di Gallimard delle Critiche kantiane e dellEssai sur lorigine des langues di Rousseau a cura di J. Starobinsky (Folio/Essais), per non citarne che un paio. Le Meditations mtaphisiques di Cartesio sono presentate nella collezione Classiques de la philosophie (Livres de poche) in una nuova traduzione dal latino, con testo originale a fronte. A firmare i livres de poche sono anche autori contemporanei quali Levinas, Derrida, Kojve, di cui per la collana Biblio-Essais viene pubblicato un inedito: Lide du dterminisme dans la phisique classique et dans la phisique moderne (Lidea del determinismo nella filosofia classica e nella fisica moderna). La buona salute delle edizioni filosofiche francesi certificata del resto dallinaugurazione, presso le edizioni Autrement, di una collana intitolata Morales. Quattro titoli allanno per rivisitare, o per riscoprire, i valori fondamentali della morale. La Politesse (Le buone maniere) , La Fidlit (La Fedelt) e LHonneur (LOnore), le prime tre opere uscite, ma si annuncia una ricognizione completa delle frontiere della virt.

possibile nel senso di una filosofia della liberazione. Uno sviluppo dal testo allazione, per citare il titolo della successiva raccolta ricoeuriana del 1986, titolo che pare quasi essere una conferma della linea interpretativa proposta dallo Jervolino. L Afterword alla traduzione inglese fa il punto di tali sviluppi sino al 1989. Un colloquio del 1987 con Ricoeur su Time, Sacrality, Narrative arricchisce ledizione inglese, che si avvale anche di un ampio apparato di note opportunamente riviste e adattate dallautore.

E uscito recentemente in traduzione inglese presso il gruppo editoriale Kluwer, che ingloba anche le edizioni Martinus Nijhoff, il libro di Domenico Jervolino su PAUL RICOEUR, The Cogito and Hermeneutics. The Question of the Subject in Ricoeur, (trad. di Gordon Poole, Dordrecht-BostonLondon 1990). Il libro era stato pubblicato a Napoli nel 1984 dalleditore Procaccini, con una prefazione di Paul Ricoeur e una presentazione di Thodore F. Geraets, dellUniversit di Ottawa; se ne prevede per il 1991 una seconda edizione presso Marietti. Questo libro, che un tentativo non solo di pensare su Ricoeur, ma di pensare con Ricoeur, offre uninterpretazione unitaria dellopera del filosofo francese, individuandone il centro tematico nella questione del soggetto e intravedendone uno sviluppo

Nonostante la grande quantit di SCRITTI DI WITTGENSTEIN pubblicati dopo la sua morte, importante tener presente che gran parte dei suoi Nachlass non sono mai stati divulgati. Questi taccuini costituiscono un inusuale ed affascinante documento; dal punto di vista storico, psicologico e filosofico essi offrono una rara opportunit, mostrando un grande filosofo nellatto di partorire nuove idee, svilupparle e correggerle. Limportanza di questi taccuini dipende anche dal metodo di studio posseduto da Wittgenstein; egli infatti quando raggiungeva una specie di equilibrio nel suo pensiero, usando i taccuini come materia prima, scriveva un dattiloscritto che spesso non pubblicava. Cos se i taccuini rappresentano le idee spontanee di Wittgenstein ed il loro sviluppo, i dattiloscritti mostrano invece quali soluzioni effettivamente egli ha poi accettato. Pubblicare solo i dattiloscritti, o peggio ancora parte di loro, come avvenuto, fornisce una visione incompleta dello sviluppo delle sue idee e di conseguenza delle idee stesse.Ci sono stati negli anni passati diversi tentativi per pubblicare tutti gli scritti ancora inediti di Wittgenstein, fra questi nel 1981 una commissione, a cui dovevano partecipare tutti i Dipartimenti di Filosofia delle Universit Norvegesi, aveva presentato un progetto che pur non prevedendo la pubblicazione degli scritti di Wittgenstein, prevedeva il compilare un testo richiamabile al computer, capace di fornire tutte le necessarie informazioni sui cambiamenti di testo, correzioni ed alternative dello stesso Wittgenstein. Approssimativamente 3250 pagine sono state trascritte da quando prese il via questo prog-

getto; a queste si sono aggiunte altre fra le 7000 o 8400 pagine di materiale trascritto, provvenienti da un precedente progetto naufragato. Sfortunatamente per rendere leggibile da una macchina questo materiale cera bisogno del permesso degli esecutori letterari di Wittgenstein, che dopo una lunga negoziazione hanno rifiutato. In assenza di un supporto finanziario il progetto venne abbandonato nel dicembre 1987.Fortunatamente per stato recentemente resuscitato, sotto gli auspici dellUniversit di Bergen. La principale ragione del fallimento dei progetti di pubblicazione dellintero lavoro di Wittgenstein risiede nelle decisioni degli escutori letterari, anche perch verosimilmente si pu ritenere che alcune interpretazioni da loro fornite della filosofia di Wittgenstein potrebbero risultare soggette ad una rivalutazione alla luce del materiale non pubblicato.

In occasione del SESSANTESIMO COMPLEANNO DI JACQUES DERRIDA lIstituto Italiano per gli Studi Filosofici ha organizzato nella sua sede di Palazzo Serra di Cassano in Napoli un incontro con il filosofo francese che da ultimo ha dato lettura di una sua breve ma densa relazione dal titolo: Ritorno da Mosca. Storia politica di un genere letterario. Lomaggio al filosofo francese si aperto con gli interventi di C. Sini (Pratica della voce e pratica della scrittura) e G. Vattimo (Ricostruzione della razionalit), ed proseguito con una tavola rotonda sul tema: Postille a Derrida, con la partecipazione di M. Ferraris, P. Pealver e P. A. Rovatti.

Nuova edizione del poema di TITO LUCREZIO CARO, De rerum natura, (traduzione con testo a fronte di Luca Canali, Rizzoli, Milano 1990). Il grande poema filosofico, pur prendendo le mosse da Epicuro, brilla per alcuni accenti originali. E bisognerebbe chiedersi se lamore nutrito per Epicuro da alcune correnti culturali moderne non sia dovuto proprio alla mediazione esercitata da Tito Lucrezio Caro. Prima dei materialisti francesi del Seicento, prima di Marx e di taluni critici marxisti

NOTIZIARIO
novecenteschi, Lucrezio aveva sottolineato il valore del materialismo epicureo nella lotta contro loscurantismo della religione tradizionale. Ma gi su questo punto, come ricorda Luciano Canfora, Lucrezio ha una sua posizione autonoma rispetto a quella di Epicuro, di cui viene lasciata cadere la teologia e viene invece accentuato il ruolo della fisica. La stessa lotta contro la religione assume un tono nuovo in Lucrezio: la violenza della polemica colloca lautore nella prospettiva di un rapporto storico con la cultura da cui proviene, di una presa di posizione politica, che va al di l della caratterizzazione epicurea del saggio. allestate del 1939 soprattutto attraverso una serie di conferenze, oggi divenute mitiche, presso una libreria del Quartiere Latino. Le delusioni della democrazia e i successi dei totalitarismi che precedono la seconda guerra mondiale spingono questo piccolo gruppo di intellettuali non conformisti sulla strada di una sociologia sacra. Una sociologia non limitata tuttavia allo studio delle istituzioni religiose, ma estesa a tutte le formazioni sociali in generale (chiesa, esercito, corporazioni, societ segrete), analizzate nei loro punti di coincidenza con le tendenze fondamentali della psicologia individuale e a partire da una nostalgia comunitaria, che si dimostra sempre pi una costante dellepoca. Non a caso il primo incontro tra Bataille e Caillois avvenne da Jacques Lacan, mentre accanto alla psicoanalisi unaltra disciplina forniva un apporto fondamentale: lantropologia culturale. ni dellIstituto figurano una rivista monografica semestrale diretta da A. Ponzio, V. Carofiglio e Y. Hersant: Lectures (Edizioni dal Sud, Bari); una rivista annuale di arti visive, letteratura, semiotica e filosofia diretta da A. Ponzio e C. Gandelmann: Athanor (A. Longo Editore, Ravenna); una collana di filosofia del linguaggio e antropologia culturale: Segni di Segni (Adriatica Editrice, Bari).

Le Filosofskie nauki (n. 8/1990) hanno dato notizia di una Conferenza internazionale su BOGDANOV RIVOLUZIONARIO E PENSATORE, celebrata a Mosca nel 1989, con la partecipazione di studiosi francesi (Jutta Scherrer), canadesi (Norman Perejra) e inglesi (David Beggart), e il coinvolgimento di una serie di centri di ricerca scientifica: Istituto di Storia dellURSS, Istituto di Economia, Istituto di Filosofia, Consiglio scientifico di storia del pensiero sociale dellAccademia delle scienze dellURSS, Unione cittadina moscovita degli archivi.Una manifestazione del genere era fino a poco tempo fa addirittura impensabile. Aleksandr Malinovskij, detto Bogdanov, continuava a figurare nei manuali (cfr. per ultimo V. A. Malinin, Istoriceskij materializm i sociologiceskie koncepcii nacala XX veka, Mosca, Nauka 1986) come protagonista negativo della filosofia, ai sensi della condanna contenuta in Materialismo ed empiriocriticismo di Lenin. Comunque aggirati, i termini della questione sembrano tuttavia ancora gli stessi. Si tratta delle cause, che portano lo scienziato in una determinata tappa della sua vita allidealismo soggettivo; o dellappartenenza o meno di Bogdanov al marxismo; o dello sviluppo delle vedute filosofiche di Bogdanov dopo la salutare lezione leniniana. Senza dire che alla conferenza si prestata poca attenzione al chiarimento delle vedute social-politiche di Bogdanov e del loro intendimento filosofico...E forse un altro indizio dellincertezza di fondo della perestrojka.

LIstituto Banfi di Reggio Emilia bandisce un concorso per il conferimento del PREMIO ENNIO SCOLARI di cinque milioni destinato a ricerche inedite nel campo della Storia delle istituzioni e dellorganizzazione della cultura. Le domande, corredate di cinque copie del dattiloscritto da sottoporre alla commissione giudicatrice, dovranno pervenire entro il 15 settembre 1991 alla sede dellIstituto Banfi, Via Pasteur 11, 42100 Reggio Emilia.

E stata pubblicata presso leditore Bollati Boringhieri di Torino ledizione italiana del COLLEGIO DI SOCIOLOGIA 19371939, a cura di Denis Hollier e Marina Galletti. Il volume comprende scritti di George Bataille, Roger Caillois, Pierre Klossowski, Alexxandre Kojve, Michel Leiris, Jean Pauhlan, Denis de Rougemont, Jean Wahl. Fondato nel 1937 da Bataille e Caillois, con la partecipazione di Leiris e di altri esponenti di rilievo della Parigi intellettuale dellepoca, il Collegio di Sociologia svolse la sua attivit fino

Fondato nel 1981, lISTITUTO DI FILOSOFIA E SCIENZE DEL LINGUAGGIO, fa parte della Facolt di Lingue e Letterature Straniere dellUniversit degli Studi di Bari (Via Garruba, 6 - 70100 Bari). Vi lavorano Augusto Ponzio (Filosofia del Linguaggio), Giuseppe Mininni (Psicolinguistica), Giuseppe Mazzotta (Didattica delle Lingue Moderne), Patrizia Calefato (Filosofia del Linguaggio). Tra i temi di ricerca dellIstituto figurano: teoria della letteratura, teoria e storia della semiotica, semiotica delle arti visive, linguistica teorica e applicata, psico/socio-semiotica,apprendimento e insegnamento delle lingue moderne, scienza cognitiva, linguistica computazionale. Presso lIstituto attivato dal 1988 il Dottorato di Ricerca (quadriennale) in Teorie del Linguaggio e Scienze dei Segni in collaborazione con il Dipartimento di Matematica Cattedra di Teoria dei Grafi) dellUniversit di Bari. Il Dottorato si articola in quattro curricula: 1. Filodofia del Linguaggio; 2. Produzione e interpretazione del testo letterario; 3. Teoria della traduzione e modelli di traduzione automatica; 4. Linguaggi visivi nelle arti figurative e nei mass media.LIstituto di Filosofia e Scienze del Linguaggio organizza progetti di ricerca e convegni anche in collaborazione con Istituti e Dipartimenti di altre Universit italiane e straniere. Tra le pubblicazio-

LUniversit di Sassari si arricchisce di un nuovo, importante organismo: il CENTRO DI STUDI FENOMENOLOGICI. Su iniziativa di docenti di diverse Facolt (Magistero, Farmacia, Medicina, Giurisprudenza, Scienze Naturali, Agraria), gli organi di governo accademici (Commissione di Ateneo, Senato accademico, Consiglio di Amministrazione) hanno approvato la costituzione del Centro, cui aderiscono 51 studiosi, nominando come direttore Antonio Delogu, docente di Filosofia morale presso la Facolt di Magistero. La giunta esecutiva composta dai docenti: Francesco Dal Pozzo (Giurisprudenza), Michele Dattilo (Agraria), Antonello Malvasi (Medicina), Franco Nuvoli (Agraria), Gianfranco Nuvoli (Magistero), Gerardo Pinna (Farmacia), Nicola Tanda (Magistero), Pier Paolo Demontis (Scienze Naturali). Il Centro di studi fenomenologici promuove studi e ricerche interdisciplinari con il presupposto di attivare un effettivo e proficuo rapporto tra cultura scientifica e cultura umanistica. Da questo punto di vista il Centro lunica sede istituzionale che, nellambito delle due Universit della Sardegna, si proponga di avviare e sviluppare una interrrelazione dialettica fra le due culture.

La FONDAZIONE NAZIONALE VITO FAZIO-ALLMAYER bandisce un concorso nazionale, riservato ad autori di saggi inediti sul pensiero di Vito Fazio-Allmayer o su tematiche strettamente aderenti ai suoi interessi, per lassegnazione di due premi di lire dieci milioni ciascuno intitolati a Vito e a Bruna Fazio-Allmayer. Un secondo concorso, a cadenza triennale, bandito dalla Fondazione per lassegnazione di un premio di lire due milioni riservato a laureati in Filosofia e Pedagogia, che avranno discusso una tesi di laurea sul pensiero di Vito Fazio-Allmayer. Possono partecipare alla prima edizione del premio coloro che negli a. a. 1990-91, 1991-92, 1992-93abbiano riportato una votazione con lode nella discussione di laurea. Per entrambi i cincorsi la domanda di partecipazione, unitamente a due copie dei lavori, deve essere inviata, entro e non oltre il 31 ottobre 1992 per il primo bando, il 31 ottobre 1993 per il secondo, a: Fondazione Nazionale V. Fazio-Allmayer, Via Sammartino 134, 90141 Palermo.

DIDATTICA

DIDATTICA

a cura di Riccardo Lazzari

Il diritto alla filosofia


Chi ha diritto oggi alla filosofia nella nostra societ? A quale filosofia e in quali condizioni? In quali luoghi di insegnamento, di ricerca, di pubblicazione, di lettura e di discussione? Queste sono alcune fra le questioni affrontate da Jacques Derrida nel suo recente libro: Du droit la philosophie (Del diritto alla filosofia, Galile, Parigi 1990).

Il titolo pu tradursi in italiano come del diritto alla filosofia, alludendo alle questioni sopra accennate, ma in francese pu anche essere inteso nel senso seguente: dal diritto alla filosofia. In questultima chiave di lettura, esso rinvia a domande del tipo: quali strutture giuridiche sostengono le istituzioni filosofiche e qual il rapporto fra queste strutture e la filosofia? Jacques Derrida nel suo libro tenta la strada di una decostruzione dei dispositivi sociali, politici, storici, teorici e simbolici che fanno della filosofia una disciplina, una cultura, intrecciata con determinate istituzioni. Du droit la philosophie raccoglie tutti gli scritti che lautore, negli ultimi quindici anni, ha dedicato allinsegnamento della filosofia, alla scuola e alle istituzioni, con in appendice un rapporto, elaborato insieme con Jacques Bouveresse e destinato al Ministero delleducazione, che formula proposte per una riforma profonda dellinsegnamento della filosofia. Tale rapporto ha suscitato nellambito dellAssociazione dei professori di filosofia numerose riserve, che si sono concretate sotto forma di una campagna di attacchi. Linteresse di Derrida per il tema dellinsegnamento della filosofia risale alla sua adesione al GREPH (Gruppo di ricerca sullinsegnamento della filosofia) e alla fondazione nel 1983 del CIPH (Collegio internazionale di filosofia), e si concretata pi recentemente nel compito di direzione, insieme con J. Bouveresse, della commissione filosofia ed epistemologia, affidatogli nel 1988 dal Ministro dellEducazione Lionel Jospin nel quadro di una Commissione di riflessione sui contenuti dellinsegnamento nelle scuole secondarie. Nel suo rapporto Derrida propone che la filosofia si insegni in tre tempi: un tempo di

iniziazione nella prima classe (corrispondente alla nostra penultima classe liceale), un tempo forte di formazione durante la classe terminale, ed un tempo di approfondimento allUniversit. E noto che attualmente in Francia la filosofia, al di fuori dellUniversit, insegnata soltanto nella classe terminale. Come Derrida si domanda in unintervista a Liberation (15 novembre 1990), perch confinare in un insegnamento di pochi mesi una disciplina che tutti concordano nel definire fondamentale?. Derrida sostiene anche come lesperienza abbia mostrato che solo dopo alcuni mesi, e dunque in prossimit dellesame, gli allievi comincino a capire ci che forma lesigenza tipica della filosofia. Inoltre il rapporto tenta di rispondere ai pro-

blemi di democratizzazione dellinsegnamento della filosofia, nel senso sia di fare i conti con le differenze di provenienza sociale degli utenti, con le differenze linguistiche e culturali, sia di diffonderla anche nelle sezioni di indirizzo tecnico. In concomitanza a questo allargamento alle sezioni tecniche, Derrida propone una diversificazione del tipo di prove di esame. Ed su questo terreno che sono giunte pi numerose le critiche. La proposta quella di ridimensionare il valore esclusivo finora ricoperto dalla prova tradizionale per eccellenza, la classica dissertation scritta, affiancandole una prova orale, cui si giunge attraverso un iter articolato, che comunque comprende un lavoro di ricerca e di scrittura (a questo proposito Derrida sottolinea quanto

Il maggio sessantotto a Parigi (Ferdinando Scianna)

DIDATTICA
sia grottesca laccusa rivoltagli di schierarsi contro la scrittura). Non si tratta di meccanizzare linsegnamento con il ricorso a banali quiz di verifica, peraltro gi diffusi nella pratica degli insegnanti, ma di relativizzare e di defeticizzare la dissertazione come modello di retorica e di argomentazione. Linteresse di Derrida per il problema del rapporto fra la filosofia e le istituzioni in cui insegnata ha una motivazione teorica profonda. E unillusione, dice Derrida in unintervista a Le Monde (novembre 1990), credere che la filosofia possa svilupparsi allo stato selvaggio, allesterno del quadro istituzionale e indipendentemente dalla lingua data. Non riconoscendo tali legami, ci si rende ciechi a ogni tipo di condizionamento che pesa sullinsegnamento e la ricerca filosofici. Del resto questi problemi rinviano, pi a fondo, allorizzonte complessivo della ricerca di Derrida: se il senso non separato dal segno, n il pensiero dalla scrittura, com possibile che la filosofia sia distaccata dai luoghi nei quali la si insegna, dalla loro giurisdizione, dai loro programmi, dai loro stili? Porsi queste domande, significa anche essere fedeli a unidea di filosofia, per cui essa non accetta di ripiegarsi su se stessa, per essere sicura della propria identit, e non teme ogni domanda sulla propria origine, sul proprio destino e sui propri limiti. ultimo racconto del curriculum, che offre strumenti di educazione per adulti, puntando sulle attitudini critiche del pensiero. Certo, non appare facile introdurre in Italia le problematiche sviluppate allinterno di questo curriculum, in cui la filosofia sembra restituita ad una dimensione in cui confina con il linguaggio quotidiano e rinuncia alla sua aura di sapere difficile, adatto tuttal pi a chi si prepara allingresso alluniversit. Ma ogni apprendimento certamente attivazione di idee ed escludere un discorso esplicito sul mondo delle idee dalliter formativo dellistruzione, anche nei livelli inferiori, appare oggi per pi versi ingiustificato. Cosentino si riallaccia ad un recente intervento dello stesso Lipman (Pratica filosofica e riforma delleducazione, in Bollettino della Societ filosofica, n. 135, 1988), in cui veniva ampiamente motivato un approccio alla filosofia nel senso di fare filosofia, piuttosto che apprendere passivamente le soluzione sistematiche elaborate dai pensatori nel corso dei secoli. Un tale approccio permetterebbe, qui in Italia, dove domina un iter di insegnamento della filosofia, ai livelli superiori, a carattere prevalentemente storico, di mettere a punto almeno due ordini di questioni: limportanza del carattere dialogico dellattivit filosofica, e la questione dellet a partire da cui attivare linsegnamento filosofico. A proposito del primo problema si pu anche soltanto domandare se esistano oggi libri di filosofia appositamente pensati per i ragazzi che frequentano le nostre scuole: i manuali in uso nei licei sono adeguati ad un primo approccio dei giovani alla filosofia? La critica degli anni scorsi di cui sono stati investiti i manuali ha certamente favorito un approccio pi diretto alla lettura dei classici. Ma per quanto sia vero, come sottolinea lo stesso Lipman, che sostituire i testi di partenza con opere originali sarebbe come rimuovere il masso allimboccatura della caverna e farvi entrare la luce del sole, non si pu trascurare che, dinanzi ai gravi problemi di decodificazione dei testi dei classici, occorra approntare una letteratura di transizione, capace di coinvolgere i giovani e di condurli a quella passione per i problemi filosofici, senza di cui le opere dei classici rimangono mute. I racconti di Lipman forniscono, a giudizio di Cosentino, qualche traccia di soluzione. Il loro carattere dialogico assicura laderenza alla ricchezza del vissuto e d al percorso di ricerca una rappresentazione verosimile tale da captare il coinvolgimento emotivo dello studente. Ma, lautentica provocazione di Lipman che la filosofia pu essere materia di insegnamento elementare: non perch si tratti di insegnare nelle elementari ci che si insegna nel liceo, e ovviamente in versione semplificata, ma perch possibile, dai primi livelli dellapprendimento, avviare lo scolaro a prendere coscienza di specifici problemi cognitivi, e non solo cognitivi, che sono adeguati alla sua et. La filosofia delleducazione - scriveva Lipman nellarticolo citato - ha improvvisamente scoperto limportanza di riflettere sul pensiero: di studiare, monitorare e riesaminare i propri processi di pensiero. Questo, a sua volta, ha fatto concentrare lattenzione sul ruolo educativo degli atti mentali (per es. assumere, assentire, calcolare, congetturare, ricordare), degli atti metacognitivi (sapere che si ricorda, assumere di sapere, e cos via), degli atti meta-affettivi (come desiderare di desiderare e sperare di amare) e dei corrispondenti atti mentali (come il dedurre che tu deduci)... Per es., un avvenimento in un romanzo del nostro curriculum presenta una ragazza cieca che racconta un incidente, a cui ha assistito. I lettori hanno un lavoro ben definito da eseguire: distinguere ci che la ragazza percepisce da ci che deduce, ci che ella accetta come vero basandosi sulla testimonianza di altri, e ci che ella deduce da quella testimonianza. Quello che particolarmente significativo, tuttavia, che il lettore deve dedurre ci che la ragazza deduce, congetturare ci che lei congettura, indovinare ci che lei indovina. Gli studenti non imparano qualcosa su questi atti mentali, sono invece costretti ad eseguirli, ed a eseguirli con abilit. Con questo metodo diventa possibile fare filosofia anche con i bambini: lottimismo di Lipman sulla possibilit di articolare il discorso filosofico, fino a renderlo tale da essere recepito virtualmente da tutti, anche dai pi giovani, rivela una serie di debiti nei confronti delle pedagogie di Dewey e di Bruner. Cosentino ritiene che i racconti di Lipman potrebbero rivelarsi validi anche per i nostri programmi del 1985 approntati per le scuole elementari. Non solo: opportunamente articolati, essi potrebbero venire incontro ai fini del preannunciato biennio obbligatorio delle scuole secondarie, nel senso di favorire, nellambito dellarea comune di una scuola di massa, una qualche forma di approccio diretto alle idee, sia come introduzione allo studio della filosofia come storia, sia come bagaglio critico per s stante.

La filosofia e linsegnamento nella scuola dellobbligo


Il tema della valenza formativa della filosofia per bambini, della sua validit come propedeutica filosofica e tirocinio metodologico, affrontato da Antonio Cosentino in un articolo apparso sulla rivista Nuova Secondaria (n. 5, gennaio 1991).

Antonio Cosentino si riallaccia al tema della Philosophy for Children (su cui abbiamo riferito nel numero 1 di questa rivista) ed in particolare alle tesi dellinauguratore di questo indirizzo, M. Lipman, che conta ora numerosi seguaci nei paesi europei. Cosentino presenta i testi che Lipman ha approntato, a partire dal 1974, presso il Montclair State College nellambito dello Institute for the Advancement of Philosophy for Children. Si tratta di testi scritti in forma di racconti, tali da formare un complesso curriculum che corrisponde, grosso modo, alla scansione dei cicli scolastici elementare e medio inferiore, e che coincide con le principali tappe del processo di apprendimento e di formazione dei giovani in et scolare. Si va dal celebre Harry Stottelmeiers Discovery, in cui prevalgono le finalit di attivazione delle capacit logiche, a Mark, che affronta problemi di carattere sociale partendo dalla insofferenza del giovane protagonista verso le istituzioni, e a Harry Prime, lottavo e

Metodologia dellinsegnamento filosofico


E stato attivato da febbraio 1991 presso lUniversit di Padova il Corso di Perfezionamento in Metodologia dellInsegnamento Filosofico. La direzione del corso, che fa capo al Prof. Giovanni Santinello, ha sede presso lIstituto di Storia della Filosofia della Facolt di Magistero (P.zza Capitaniato 3).

Il corso, che ha durata di sette mesi, ha lo scopo di aggiornare e di formare sul piano metodologico linsegnante di discipline filosofiche nelle scuole medie superiori. Al corso sono ammessi i laureati in Pedagogia, in Filosofia, in Lettere e in Materie

DIDATTICA
Letterarie, in Matematica, in Scienze Naturali, per un massimo di 50 iscritti. Le materie di insegnamento sono: Per una lettura dei testi filosofici: finalit e criteri di metodo. Principi di metodologia e didattica. Filosofia e scienza nel Novecento. La scienza fra Ottocento e Novecento ed i relativi problemi. Filosofia analitica e logica. Ermeneutica scientifica. Sono previste anche esercitazioni nella scuola media superiore in accordo con il Provveditorato agli Studi di Padova. testo filosofico. Il tentativo, come chiariscono gli autori, quello di conservare la ricchezza che proviene da un ordinamento e una contestualizzazione storici congiungendola con un riferimento diretto alle fonti, in modo da avviare lo studente ad un confronto con il testo filosofico. La struttura dei volumi pone dunque al centro unampia scelta di testi di autori classici, affiancata da colonne di analisi che ne chiariscono le linee argomentative. Ogni capitolo e ogni paragrafo sono preceduti da un quadro informativo che ricostruisce lo sfondo e il contesto entro cui leggere il significato del testo filosofico preso in esame. I percorsi tematici, posti al termine di gruppi omogenei di testi, scandiscono i passaggi argomentativi fondamentali, mentre i profili, in conclusione dei capitoli, ripercorrono sinteticamente i contenuti trattati.
Con il titolo: Kant. Lezioni di aggiornamento (Zanichelli, Bologna 1990) stato pubblicato un volume che raccoglie le relazioni tenute a un recente convegno sul filosofo di Knigsberg organizzato a Brescia dallA.R.I.F. (Associazione per la Ricerca e lInsegnamento della Filosofia) nei giorni 11-13 novembre 1988.

Convegni, seminari, iniziative


Il Dipartimento di filosofia e scienze umane dellUniversit di Macerata ha organizzato un convegno a Firenze i giorni 8 e 9 marzo sul tema: Il testo e la parola. Linsegnamento della filosofia nellEuropa contemporanea.

culturale dei nuovi programmi e ordinamenti scolastici? Queste alcune delle domande cui vuole rispondere il convegno. Sono previste le seguenti relazioni: mercoled, 10 aprile: ore 9,30 - 13,00: E. Severino, Il futuro della filosofia; S. Moravia, La filosofia nella cultura contemporanea; ore 15,30 - 19,00: La dimensione didattica: commissioni di lavoro: La lettura dei classici (con G. Di Caro); Problemi della valutazione nellinsegnamento della filosofia (con M. De Bartolomeo); La filosofia nella cultura della scuola: linee e tendenze nei libri di testo (con G. Brianese); gioved, 11 aprile: ore 9,30 - 13,30: La dimensione didattica: comunicazione e discussione: Linchiesta tra gli insegnanti della Societ Filosofica Italiana (C. Quarenghi); Verso nuovi programmi di filosofia? (E. Serravalle); relazioni delle tre commissioni di lavoro e discussione; ore 16,30 - 19,00: Gli insegnanti interrogano i filosofi. Tavola rotonda con: E. Berti, R. Bodei, V. Mathieu, S. Moravia, E. Severino.
Si tenuto a Ischia, dal 17 al 25 marzo 1991, un convegno dal titolo: Eurocentrismo come onere e chance nellinsegnamento della filosofia in Europa, promosso dallIstituto Italiano per gli Studi Filosofici di Napoli in collaborazione con lUniversit di Amburgo, Facolt di Scienze delleducazione.

Il Convegno ha inteso affrontare significato e metodi dellapproccio al testo filosofico, nella prospettiva di discuterne i caratteri specifici, le relazioni e le differenze con altri tipi di testo, le metodologie di lettura e di utilizzazione nellinsegnamento. Il tema del testo filosofico reca con s anche la questione della paradigmaticit degli autori cui ci si riferisce in filosofia e conseguentemente del rapporto tra attualit dellinsegnamento e classicit del contenuto. Nello spirito di una sempre pi intensa integrazione europea, i problemi dellinsegnamento della filosofia sono stati affrontati con riguardo alle differenti esperienze di altre tradizione scolastiche e nazionali e nella prospettiva di un possibile e auspicabile interscambio tra le medesime. Hanno partecipato ai lavori, con specifiche relazioni, Ugo Perone (Testo, interpretazione, verit), Jans Petfi (Teoria del testo e analisi dei testi filosofici), Enrico Berti (La classicit di un testo"), Remo Bodei (Testo e contesto per la storia della filosofia), Sergio Givone (Filosofia ed esperienza di verit). Si svolta inoltre, alla fine dei lavori, una tavola rotonda con Annamaria Pastore (Scuola Europea di Varese), Roberto Barzanti (Presidente della Commissione Cultura del Parlamento Europeo), Franco Bianco (Universit La Sapienza di Roma), Jacques Steiwert (Scuola Europea di Bruxelles), Luciana Vigone (Segretaria della Societ Filosofica Italiana). Un resoconto del convegno sar pubblicato nel prossimo numero di questa rivista. In relazione a questo convegno, si segnala la pubblicazione del nuovo manuale di filosofia per i licei di C. Ciancio, G. Ferretti, A. Pastore, U. Perone: Filosofia: i testi, la storia, (Societ Editrice Internazionale, Milano 1991). Al centro dei tre volumi del nuovo corso di filosofia il

Nel volume sono raccolte le relazioni di M. Mamiani (Kant e la scienza newtoniana), di F. Alessio (Kant davanti alla tradizione filosofica), di P. Parrini (Sulla teoria kantiana della conoscenza: verit, forma, materia), di V. Mathieu (LOpus postumum), di M. Mori (La filosofia della storia in Kant), di E. Garroni (Kant e il problema estetico). A questi interventi, che ricostruiscono le linee fondamentali del pensiero kantiano alla luce delle ricerche pi recenti e che sollecitano nuovi e fruttuosi approcci allinsegnamento di Kant nella scuola liceale, fa seguito una relazione di B. Miglio su Kant nei manuali liceali di filosofia. Una appendice a cura di G. Conti fornisce la sintesi di una teleaudioconferenza sul tema: Insegnare Kant oggi, svoltasi il 5 ottobre 1988 fra tredici punti di intervento in Lombardia, con relazioni introduttive di S. Veca, di F. Brunetti e di F. Alessio.
La Casa editrice Sansoni organizza dal 10 all11 Aprile 1991 a Roma (presso la Residenza di Ripetta, via di Ripetta 231) un convegno dal titolo generale: Sapere filosofico e cultura della scuola negli anni 90.

Come ripensare i termini di una formazione dei giovani (possibilmente d tutti i giovani) che risponda allesigenza di trovare, nellet della rivoluzione scientificotecnologica, unistanza unificante, in controtendenza rispetto alla parcellizzazione del sapere, e portatrice di senso? Ci sar ancora posto, per la filosofia, nellimpianto

Vi hanno preso parte relatori provenienti da vari paesi dEuropa: J. Trinks (Linsegnamento della filosofia in Europa), K. M. Meyer-Abich (Eurocentrismo, antropocentrismo, fisiocentrismo), Th. H. Macho (Guerra e pace nel nome dellEuropa), M. Frst (Il potenziale creativo dellinsegnamento filosofico), B. Weisshaupt (La questione della donna?), G. K. Mainberger (Eurocentrismo e colonialismo), S. E. Nordenbo (Razionalit eurocentrica o universale?), S. A. Selander (La questione europea nellinsegnamento della filosofia nei licei svedesi), K. van der Leeuw (La filosofia nella Liberal Education), F. G. Moriyon (Costruire unidentit culturale europea facendo filosofia con i bambini), A. Kremer-Marietti (Critica della critica francese alleurocentrismo), T. Pluzanski (Dialogica), W. Pogosjan (Eurocentrismo. Il declino della metacivilizzazione e lo studio delleredit filosofica europea), G. Matthews (Eurocentrismo. Autoconoscenza e apertura al mondo), R. Bodei (Che cos leurocentrismo? Una chiarificazione concettuale storico-sistematica, guardando allinsegnamento filosofico in Italia); Giuseppe Orsi (Esperienze internazionali nellinsegnamento della filosofia).

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a cura di Silvia Cecchi

J.B.S.P.

1989).
INTERNATIONAL PHILOSOPHICAL QUARTERLY

Vol. 21/3, ottobre 90 University of Manchester, Manchester An abyss of difference: Laing, Sartre and Jaspers, di D. Kirsner: Ronald Laing (19281989) rappresenta la figura di uno psichiatra influenzato dalla fenomenologia e dallesistenzialismo. A questo proposito vengono qui evidenziati i legami di Laing con il pensiero di Sartre ed il rapporto pi conflittuale con la riflessione di Jaspers, pi in particolare con la proposta di questultimo di differeziare radicalmente luomo normale e lo psicotico. In questottica emerge in Laing un originale concetto di razionalit nel comportamento. Freud contra Sartre: repression or selfdeception, di A. Mirvish: lesistenzialismo di Sartre in opposizione allapproccio psicanalitico allessere umano di Freud, con particolare riferimento alla nozione di repressione. Nietzsches genealogy of beauty and community , di S. Kemal: la genealogia della bellezza, intesa non come pura contemplazione, bens come fonte di senso per il mondo, e la scoperta di una sua dimensione politica. Heraclitus: Heideggers 1943 lecture held at Freiburg University, di M.S. Frings: lanalisi heideggeriana dei frammenti di Eraclito e, pi in generale, la sua riflessione sul concetto greco di physis. Spinoza, Heidegger and the ontological argument, di B. A. Singer: al di l dellapparente differenza biografica, storica ed anche linguistica tra Heidegger e Spinoza, in Che cos la metafisica (1929) assume un ruolo centrale largomentazione ontologica spinoziana della prima parte dellEtica . In questa prospettiva lontologia heidegge-riana si integra con quella spinoziana. Husserls concept of philosophy, di K. Schuhmann. The deconstruction of time, di J. Llewelyn: recensione dellopera di David Wood, The deconstruction of time (Humanities Press,

Vol. XXX/2, giugno 90 Fordham University, New York Marxs use of religious metaphors, di T.M. Jeannot: lorigine del criticismo marxista allinterno del criticismo teologico dei giovani hegeliani; dopo la rottura con questi ultimi linteresse di Marx per la teologia e la religione si manifesta solo in termini di metafora e mistificazione. Da qui la separazione tra mondo astratto e mondo concreto e le mistificazioni materiali delle relazioni economiche nel modo di produzione capitalistico. Does God create existence?, di B. Davis: la questione dellesistenza indagata attraverso le posizioni di G. Frege, C. J. F. Williams, H. P. Owes, P. Geach e la difesa delle soluzioni di Tommaso DAquino. Le domande fondamentali della teologia naturale. Are Kants aesthetic judgment and judgment of taste synonymous?, di T.A. Gracyk. Experential ontology: the origins of the Nishida philosophy in the doctrine of pure experience, di A. Feenberg e Y. Arisaka: la dottrina dellesperienza ed il mondo filosofico del primo 900. In questottica si dimostr di eccezionale importanza per il Giappone lincontro tra uno dei filosofi guida dAmerica, William James, e luomo attraverso cui la filosofia giapponese si apr alla tradizione del pensiero moderno, Kitaro Nishida. Lacquisizione da parte giapponese della filosofia continentale e le trasformazioni subite da questultima in forza delle differenze linguistiche; limportante legame con la filosofia tedesca; il concetto di pura esperienza nelle elaborazioni di James e Nishida. What Wittgenstein wasnt, di J.H. Gill: unoriginale lettura di Wittgenstein attraverso lesame di una serie di etichette particolarmente inappropriate per indicare che cosa fu Wittgenstein, da cui emerge un inedito ritratto del filosofo. A partire sia dalle interpretazioni pi radicali, sia da

quelle pi convenzionali del suo pensiero e con la convinzione che la filosofia wittgensteiniana rappresenti qualcosa di molto pi rivoluzionario di quanto queste interpretazioni lascino intendere - il filosofo appare ora come un rabbi o un mistico, ora come un fideista, o un behaviorista, o un convenzionalista, ora come un positivista. In relt la definizione pi valida quella secondo cui Wittgenstein sarebbe un linguista fenomenologista, in quanto le intuizioni pi radicali del suo pensiero riguardano le conseguenze implicite nella relazione tra linguaggio, pensiero e realt. Rortys pragmatism and the pursuit of truth, di R. Bontekoe: la riflessione di Rorty sulla condizione umana alla luce delle sue ricerche sul linguaggio. Teoria del vero e teoria della conoscenza nello sviluppo della riflessione di Rorty: una rilettura del suo pensiero alla luce delle concezioni di Gadamer, Derrida, Polanyi, Peirce. Reply to Zimmerman: Heidegger and the problem of Being, di W. F. Vallicella: risposta alle critiche rivolte da Zimmerman allautore nel precedente numero della rivista. Pur riconoscendo che Zimmerman mostra di aver ben compreso la rilevanza delle critiche a Heidegger, la difesa heideggeriana da lui intrapresa viene ricostruita e valutata da Vallicella.

MAN AND WORLD

Vol. XXVIII/3, luglio 90 Kluwer Academic Publishers, Dordrecht The young Heidegger and phenomenology, di J. Van Buren: ricostruzione dellapprendistato fenomenologico di Heidegger tra il 1919 ed il 1926; anteriormente a Essere e Tempo (1927) il Denkweg fenomenologico heideggeriano rappresenta nelleconomia del suo cammino filosofico un periodo unico, che non ritorna interamente in Essere e Tempo. Emergono infatti alcune tematiche che verranno riprese nella maturit, con particolare riguardo alla questione dellessere, che appare il frutto di una rielaborazione critica della sesta delle Ricerche logiche di Husserl.

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A world of hope and optimism despite present difficulties: Gadamer s critique of perspectivism, di N. Davey: Gadamer e Nietzsche e lostilit del primo verso il relativismo alla luce della sua lettura di Nietzsche. Kierkegaards Fear and Trembling, di J. I. Gellman. The genesis of Heideggers phenomenological hermeneutics and the rediscovered Aristotle introduction of 1922, di R. A. Mackreel: bench nella genesi di Essere e Tempo la riflessione sulla fenomenologia husserliana giochi un ruolo fondamentale, importante si dimostra anche la rimeditazione heideggeriana su Dilthey e Aristotele. In questottica acquista un significato cruciale proprio uno scritto del 1922 dal titolo: Aristoteles Einleitung, ritenuto perduto, ma recuperato nel 1989. Qui Heidegger, prefigurando Essere e Tempo , analizza la moderna situazione ermeneutica e abbozza la sua interpretazione del concetto aristotelico di Essere. Analytical marxism and Marx s systematic dialectical theory, di T. Smith: gli argomenti contro la dialettica proposti dal cosiddetto marxismo analitico di Jon Elster e John Roemer. Categorial modelling of Husserls intentionality, di I. Baruss: linterpretazione di Smith e Mc Intyre del concetto dintenzionalit di Husserl. Constitution and reference in Husserls phenomenology of phenomenology, di J.G. Hart. Tomo 2 Die Notizen Eugen Finks zur Umarbeitung von Edmund Husserls Cartesianischen Meditationen, di R. Bruzina. Der andere als Zukunft und Gegenwart: zur Interpretation der Erfahrung fremder Personalitt in temporalen Begriffen bei Levins und Husserl Selbstreferenz und Zeit: die dynamische Stabilitt des Bewusstseins , di W. Bergmann e G. Hoffmann: la temporalit della coscienza e i problemi della connessione tra la teoria empirica del sistema autoreferenziale e la fenomenologia trascendentale di Husserl. Tomo 3 Ein Protokoll aus Husserls Logikseminar vom Winter 1925, di H. Reiner e k. Schuhmann. Bibliographie der bis zum 8 Mai 1989 verffentlichen Schriften Edmund Husserls, di M. Schmitz. dialogo con i tempi e la storia delle idee come luogo di scrittura del destino delluomo moderno. Mtaphysique de lamour et mtaphysique de la mort chez Bataille et chez Schopenhauer, di A. Vinson.

ARCHIVES DE PHILOSOPHIE

Tomo 53/4, ott./dic. 1990 Beauchesne, Paris Luniversalisation de lhermneutique chez Hans Georg Gadamer, di J. Grondin: lesigenza di universalit dellermeneutica espressa in Verit e Metodo rappresenta un oltrepassamento dellorizzonte metodo-logico di unermeneutica limitata alle problematiche delle scienze umane ed unapertura al piano filosofico ed ontologico. Tale esigenza di universalit dellermeneutica viene qui ricostruita attraverso unanalisi della terza parte dellopera fondamentale di Gadamer. Hermneutique et pistmologie. Gadamer entre Heidegger et Hegel, di T. Rockmore. Les trois sortes duniversalit dans lhermneutique de H. G. Gadamer, di J. Margolis: la discussione tra Gadamer e Habermas a proposito delle norme universalmente valide per la comprensione storica. Linquitante tranget de Jules Amde Barbey DAurevilly , di G. Romeyer Dherbey: il sentimento del meraviglioso in Barbey DAurevilly, la separazione soggetto-oggetto, il tema del passato, lapprodo a Dio. La cration du noveau par le hasard et par le temps. Un vieux thme picurien, di J. Largeault: il problema della preesistenza del futuro in un sistema che segue unevoluzione determinista: dalla concezione di Spinoza e Leibniz alla soluzione di Bergson, Popper e Prigogine. La rationalit du thisme: la philosophie de la religion de Richard Swinburne, di A.G. Padgett. Sur le Fragment des trois ordres de Blaise Pascal, di P. Chibaudel. Diffrentielles et intgrales sociales chez Rousseau, di A. Bachta: un approccio matematico agli scritti politici di Rousseau; differenziali e integrali sociali nel discorso politico rousseauiano. Aprs Weil, avec Weil. Une lecture de Gilbert Kirscher, di P. J. Labarrire: gli studi di Gilbert Kirscher sullopera fondamentale di Eric Weil, Logique de la philosophie, attraverso lanalisi delle aporie

CAHIERS JACQUES MARITAIN

n. 20, giugno 90 Saint Paul In questo numero viene affrontata la tematica dellepistemologia esistenziale in Maritain. Le ralisme chrtien de Maritain, di G. Prouvost: il significato filosofico della conversione di Maritain, con particolare riferimento alla dottrina della conoscenza. Dal problema del rapporto tra la teoria bergsoniana della conoscenza e la Rivelazione alla genesi del realismo filosofico di Maritain: il cammino da Bergson a Tommaso dAquino. Savoir thologique et intuitivit, di J. Maritain: un articolo del filosofo sullepistemologia esistenziale dal titolo: Le savoir thologique et ses auxiliaires indispensables ici bas (1968).
LES ETUDES PHILOSOPHIQUES

aprile/giugno 90 P.U.F., Paris La quatrime remarque de lEsthtique trascendantale face aux objections, di F.X. Chenet. Le ngatif chez Kant, di P. Guillamaud: negazione logica e negazione reale; la negazione logica e la negativit ontologica; il negativo e il male morale. Kant et la mtaphysique en 1762-1764: les leon de la Metaphysik Herder, di M. Puech: presentazione delle lezioni di metafisica tenute da Kant tra il 1762 ed il 1764 sulla base degli appunti presi da Herder e recentemente pubblicati a cura della Akademie Ausgabe. Linterpretazione di questi difficili scritti, densi di richiami a Crusius e Baumgarten, rappresenta un importante contributo alla chiarificazione del pensiero kantiano nella fase precritica. La notique kantienne et ses sources aristotliciennes, di R. Regvald. Schelling travers sa philosophie de lhistoire des ides, di M. Maesschalck: la storia delle idee come momento costitutivo della filosofia di Schelling. Il pensare come

HUSSERL STUDIES

Vol. 6, n. 1, 2, 3/1989 Kluwer Academic Publishers, Dordrecht Tomo 1 Towards a real phenomenology of logic, di A. Peruzzi: linflusso della fenomenologia husserliana sulla filosofia della logica e della matematica.

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del cominciamento, della serie delle diciotto categorie - centro del testo di Weil del progressivo allontanamento da Hegel. Nellultima parte della rivista compare, a cura dellAssociazione parigina degli amici di Spinoza, un bollettino della bibliografia spinoziana per lanno 1989. La subversion de lelenchos juridique dans lApologie de Socrate, di L.A. Dorion: a partire da unanalisi degli scritti degli oratori classici viene esaminato il concetto di elenchos, concetto che, in un contesto giuridico, indica una prova fondata su testimonianze o verosimiglianze. Diverso il concetto di erotesis, procedura in base alla quale laccusatore e laccusato possono reciprocamente interrogarsi. NellApologia di Socrate Platone si serve dellerotesis come fondamento della confutazione nellinterrogatorio di Meleto da parte di Socrate. E quindi nel collegamento tra elenchos ed erotesis che viene da Platone inaugurata la pratica dialettica della confutazione. Foi et intelligence dans lunique argument, di Y. Labb: le prove dellesistenza di Dio; il ruolo della fede nel Proslogion di S. Anselmo. Il y a et phnomnologie dans la pense du jeune Lvinas, di J.L. Lannoy: la critica alla fenomenologia del primo Lvinas; la dimensione storica e politica che sta alla base del concetto di il y a si mostra refrattaria ad una qualsiasi lettura in chiave fenomenologica e alimenta la produzione matura del filosofo. Un noveau dbut ldition lonine des oeuvres de Saint Thomas dAquin, di R. Hissette. Note sur le syllabus antirationaliste du 7 Mars 1277, di R. Hissette. moderna. Come la fisica relativistica e la teoria quantistica, anche le archeologie praticate da Foucault dissolvono la distinzione tra soggetto ed oggetto e introducono un nuovo concetto di spazio e tempo; inoltre come nella fisica moderna anche per la filosofia di Foucault appare fondamentale il concetto di campo. Foucault et la psychotherapie, di H. L. Dreyfus: a partire da Maladie et personnalit (1954), fino a Surveiller et punir (1975), si snoda lanalisi foucaultiana dello statuto precario delle scienze delluomo, implicitamente opposto allo statuto razionale e libero delle scienze della natura; da ci lincapacit delle scienze umane , e in particolare della psichiatria, di elaborare teorie causali specifiche per il proprio dominio. Posta come impossibile lesistenza oggettiva di una natura umana e, conseguentemente, dedotta limpossibilit di una psicologia e psichiatria scientifiche, la conoscenza delluomo si pone nel campo della storicit. The conative function of the other in Les mots et les choses, di K. Racevskis: la conoscenza come permanente apertura allAltro. Loscillazione del pensiero di Foucault tra conation e cognition. De la materialit du discours sousi dans linstitution , di A. Kremer-Marietti: la materialit del discorso in Foucault; loggettivit sociale del linguaggio, il cogito nei suoi effetti scientifici e contreffetti sociali-scientifici; il nuovo statuto del sapere. Les gisants et les pleureuses; pour un tombeau de Michel Foucault, di J. M. Auzias.

REVUE DE METAPHYSIQUE ET DE MORALE

Anno 95, n.2, aprile/giugno 90 A. Colin, Paris Questo numero della rivista si occupa della filosofia antica e delle sue interpretazioni. Hraclite et lunit des opposs , di D. OBrien: il disaccordo tra Platone e Aristotele sullinterpretazione del pensiero di Eraclito. Heidegger splologue, di S. Barnes: la spiegazione heideggeriana della dottrina platonica della verit e le possibili obiezioni a questa interpretazione. De lexplication causale dans la biologie dAristote, di P. Pellegrin. La caractre aportique de la Mtaphysique dAristote, di T. H. Irwin: discussione della tesi di Pierre Aubenque contenuta in Le problme de ltre chez Aristote (1966), Aristote et les problmes de methode (1961), Aristoteles und das Problem der Metaphysik (Zeitschrift fr philosophische Forschung, 15/1961), tesi secondo cui largomentazione della metafisica aristotelica appare essenzialmente aporetica perch dialettica. La philosophie pratique dAristote et sa rhabilitation rcente, di E. Berti: Gadamer, Ritter e linterpretazione del pensiero etico aristotelico in merito ai concetti di phronesis e thos. Platon le sceptique, di J. Annas: linterpretazione di Platone data dalla nuova Accademia scettica. Arcesilao, la reintroduzione del metodo socratico e la rilettura dei dialoghi socratici; gli argomenti dellultima, pi moderata, Accademia nella rilettura dei dialoghi platonici pi dogmatici. Platon, Arcsilas, Carnade. Rponse a J. Annas, di C. Lvy: in polemica con larticolo precedente viene proposta una diversa interpretazione della filosofia della nuova Accademia.

REVUE INTERNATIONALE DE PHILOSOPHIE

Vol.44, n. 173, 2/ 90 Universa, Wetteren Tema della rivista il pensiero di Michel Foucault, del quale vengono presi in cosiderazione gli aspetti pi cruciali; viene inoltre presentato uno scritto del filosofo sulla storia della psicologia. La psycologie de 1850 1950 , di M. Foucault. Note sur larticle de Michel Foucault, di D. Huisman. Le pouvoir de la diffrence , di S. Delivoyatsis: a partire dalla riflessione heideggeriana e lungo un percorso che si snoda attraverso presupposti kantiani e hegeliani, la dialettica di Foucault viene analizzata come diffrence. The disorder of things, di P. Major-Poetzl: nellottica del campo storico, come fondo di ricerca del pensiero di Foucault, possibile cogliere nella sua filosofia lemergenza di forme simili ai principi della fisica
ARCHIV FR GESCHICHTE DER PHILOSOPHIE

Vol.72 , n.1, 1990 Walter De Gruyter, Berlin, New York Ideen, Bilder und Phantasmen. berlegungen zum Mimesisbegriff in Platons Dialogen, di H.G. Schmitz. Kontraposition und Syllogistiksysteme, di A. Menne: la teoria della contrapposizione nei sistemi di logica. Le concezioni di Aristotele, Boezio, Abelardo, Pietro Ispano, Ruggero Bacone, Buridano, in rapporto alla logica moderna. Hobbes and the School of Padua: two incompatible approaches of science, di J. Prins: sebbene gli studi critici sulla logica e sulla scienza di Hobbes appaiano inadeguati alla loro reale importanza e poco numerosi rispetto agli studi di politica, il problema dellorigine della metodologia hobbesiana nel suo carattere di

REVUE PHILOSOPHIQUE DE LOUVAIN

Tomo 88, agosto 1990 Institut Suprieur de Philosophie Louvain-La-Neuve

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ripensamento della scienza mostra rilievi di grande interesse. In questottica Hobbes appare legato non tanto alla scuola di Padova, pi in particolare a Zarabella (15331589), e alla tradizione aristotelico-averroistica colsviluppatasi, quanto alla tradizione umanistico-aristotelica risalente a Filippo Melantone (1497-1560). Infatti, nonostante luso di una terminologia aristotelico-averroista di tipo padovano, luso di questa terminologia e i tipi di soluzione proposti per i tradizionali problemi logici suggeriscono un diverso orientamento. Beobachtungen zur gedanklichen und formalen Architektonik Humescher Schriften, di R. Brandt: a partire da Essay moral, political and literary (1742) ed attraverso una disamina degli altri scritti morali humeani, la ricerca di un principio di unit che rappresenti una sorta di struttura di fondo degli scritti del filosofo, rilevante anche per gli aspetti contenutistici di questi scritti. In questottica appare detrminante il profondo legame con la struttura della letteratura classica di cui Hume era fine conoscitore. Kant, Fichte and short arguments to idealism, di K. Ameriks: a partire dallinterpretazione di Kant data da Reinhold e dallattenzione ad essa prestata da Fichte, viene ricostruita la visione della filosofia critica che si afferma nellidealismo tedesco. und Feyerabends Kritik des kritischen Rationalismus, (J.C.B. Mohr Verlag, Tbingen, 1988) Zur Analytizitt hypotethischer Imperative, di A. Burri e J. Freudiger: recensione di M. Moritz, Kants Einleitung der Imperative, Lund, 1960 Phnomenale Realitt und naturalistische Philosophie, di G. Pohlenz: confutazione sistematica della teoria delle qualit fenomenali di H. Feigl e W. Sellars e proposta di una teoria alternativa. Eric Weil und das antike Denken, di G. Kirscher. XVII secolo. Partendo da una definizione precisa e ampia di ludus vengono rilevati i legami con le trattazioni classiche della giocosit scientifica presenti in Aristotele, Ovidio e Plinio, alcuni aspetti della tassonomia prelinneiana ed il ruolo sociale del gioco nella cultura del tempo. Gli scudi del cardinale, di M. Golo Stone: la rivisitazione dei Promessi Sposi, esempio emblematico di una sorta di pre-condizione filosofica del romanzo italiano dell800. La particolarit e la diversit di questo romanzo nel panorama letterario italiano del secolo. Le memorie di Giuseppe Compagnoni e i modelli autobiografici del Settecento, di A. Battistini.
RIVISTA DI STORIA DELLA FILOSOFIA

Anno XLV, n. 3, 1990, Franco Angeli, Milano. Determinazione e indeterminazione nel sovrasensibile secondo Plotino , di C. DAncona: il ruolo e la natura del principio di determinazione, o limite, e del principio di indeterminazione, o illimite, nella filosofia di Plotino. La priorit ontologica di questi principi rispetto alle forme non per uninnovazione neoplatonca, ma aristotelica. Note sul Theatrum naturae di Jean Bodin, di C. Vasoli. Hobbes e lo Short Tract, di A. Napoli: la nuova edizione del manoscritto anonimo denominato Short Tract (ST)) ed attribuito ad Hobbes curata da Jean Bernhardt (Thomas Hobbes, Court trait des premiers principes, a cura di Jean Bernhardt, PUF, Paris 1988). Nellampio commento che segue al testo vengono dibattuti i problemi di attribuzione e di datazione del trattato e i problemi contenutistici e genetici che esso solleva. La filosofia del Politecnico, di F. Focher. Forma e contenuto della vita morale nellindagine di Limentani, di D. Pesce. I modelli scientifici della realt fisica, di F. Minazzi: un resoconto della conferenza internazionale dal titolo: Scientific models of physical reality, svoltasi a Roma e a Bari nel maggio 1989.

Il terrible power di Burke e la contraddizione romantica: i Saggi sul bello di Ermes Visconti, di S. Contarini: indagine sulle forme della tradizione estetica del Settecento quale premessa alle questioni estetiche proprie della modernit, con particolare riferimento al concetto di sublime. Il lamarckismo fra riduzionismo biologico e migliorismo sociale, di A. La Vergata: dalla filosofia biolgica di Lamarck ai neolamarckiani dei primi del Novecento. Bench espresse in forme e modi diversi emergono affinit ed esperienze comuni. Fisiologia della sensazione e rispecchiamento: materialisti e rivoluzionari nella Russia zarista, di D. Steila: un confronto tra Plechanov e Secenov. Perch la teoria della probabilit aveva bisogno del determinismo: le origini, di L. Daston. Lutopia dimidiata, di G. Goggi: lopera di Bougainville ed il sottile equilibrio che in essa si crea tra utopia e realt. Dalloscillazione tra illusione e realt criticamente accertata, quale emerge nel Voyage autour du monde par la frgate du Roi Boudeuse et la flte lEtoile (1771), si pu ricvare la partecipazione di Bougainville alle discussioni dellepoca su utopia e politica in Francia. Controversie scientifiche e storiografia, di L. Ciancio

ZEITSCHRIFT FR PHILOSOPHISCHE FORSCHUNG

Vol.44, n.1, 1990 Klosterman Verlag, Frankfurt a/M Evolutionre Erkenntnistheorie und erkenntnistheoretischer Realismus, di H.J. Wendel: a partire dalla critica mossa da Eve Marie Engels alla teoria della conoscenza evoluzionistica vengono esaminati i termini della critica della Engels, la sua ricostruzione costruzionistica della teoria della conoscenza evoluzionistica e linterpretazione da lei fornita del legame tra conoscenza empirica e conoscenza scientifica. Erkenntnistheoretischer Konstruktivismus, Minimalrealismus, empirischer Realismus. Ein Pldoyer fr einige Unterscheidungen, di E. M. Engels: replica della Engels al precedente articolo di Wendel. Zur ethischen Problematik der KeimbahnGentherapie am Menschen, di R. Wimmer Chomsky, Wittgenstein, Bloor: zum Problem einer wissensoziologischen Metatheorie der Linguistik, di A. Kertsz. Der Mythos der Rahmens am Pranger, di H. Albert: recensione dellopera di G. Wissenschaftsgeschichte. Kuhns, Lakatos

RIVISTA DI FILOSOFIA INTERSEZIONI

Anno X, n.3, dicembre 1990 Bologna, Il Mulino Quanto scherzevole la natura. La scienza che gioca dal Rinascimento allIlluminismo, di P. Findlen: la riscoperta delle potenzialit ludiche della scienza sotto forma di gioco scientifico nel XVI e

Vol. LXXXI, n.3, dicembre 1990 Il Mulino, Bologna Ricordo di Nicola Abbagnano (1901-1990) Gli storici e la natura umana, di Paolo Rossi: la storia naturale delle forme da Vico al Novecento.

RASSEGNA DELLE RIVISTE


Realismo e dinamica delle teorie empiriche, di M. DellUtri: il rapporto tra una posizione realistica in metafisica e una possibile spiegazione dinamica delle teorie empiriche in epistemologia in riferimento al problema del progresso della conoscenza: Nagel, Putnam, Popper, Feyerabend, Laudan. LEuropa scettica delle Neue Zeitungen di Lipsia, di F. Todesco. Ebraismo e Cristianesimo: la parabola del figliol prodigo, di G. Fubini: da Freud a Leo Baeck, la contrapposizione tra le due religioni e i tentativi di rivendicazione della dignit della fede ebraica. La logica di Hermann Lotze e la nozione di validit, di G. Gabriel. Biologia, evoluzione, teoria della conoscenza: gli epigoni di Konrad Lorenz, di F. Toccafondi. Benson Mates e la filosofia di Leibniz, di M. Mugnai. ragione capace di argomentare anche sui valori. Dal neopositivismo di Kelsen e il contrattualismo di Rawls alle riflessioni di Putnam e Goodman. Due note: ritorni rosminiani. Il momento di Ugo Spirito, di L. Paoletti.

Agire, conoscere, pensare: spigolature dallopera di Hannah Arendt, di H. Jonas. Arendt discepola di Heidegger?, di J. Taminiaux: il discusso problema dellinflusso di Heidegger sulla sua allieva. Hannah Arendt fenomenologa. Smantellamento della metafisica e critica dellontologia, di L. Boella. Il poeta cieco. Hannah Arendt e il giudizio, di E. Greblo: il tema del giudizio nellultima produzione della filosofa. Hannah Arendt critico letterario, di E. Heller. La salvezza come lode. Nota al saggio arendtiano del 1930 sulle Elegie duinesi di Rilke, di S. Maletta.

ANNUARIO FILOSOFICO

5, 1989, Mursia, Milano Nel centenario della nascita di Heidegger e Marcel numerosi sono gli interventi presenti nel volume a commemorazione dei due filosofi. Heidegger: la libert e il nulla, di L. Pareyson. Pensiero dellevento e avvento del divino in Heidegger, di A. Magris: la meditazione dellultimo Heidegger; le origini del concetto di Ereignis, la dialettica dellEreignis, la morte di Dio, lultimo Dio. Lumanesimo tragico di Gabriel Marcel, di P. Prini. Gabriel Marcel fra etica e ontologia, di P. Ricoeur: i concetti di disponibilit ed indisponibilit in Marcel e il legame tra etica ed ontologia. Il nudo nellarte e nella mistica, di V. Mathieu: una fenomenologia del nudo artistico e mistico-religioso. Ambivalenze della quotidianit, di U. Perone. La cristologia di Malebranche, di A. De Maria. La dottrina della manifestazione nei Principien di Fichte, di M. Ivaldo. La scoperta hegeliana della negativit fondante, di A. M. Giannatiempo Quinzio: la negazione della negazionein Hegel come passaggio alla verit oggettiva: la scoperta kantiana delle antinomie, la critica allinsolubilit kantiana di esse, della dialettica hegeliana dellopposizione-unificazione dei momenti del Concetto, lIdea come sintesi finale della Ragione. La negazione come fondamento della dialettica si dimostra superamento della dottrina kantiana delle antinomie. Hegel e la religione egiziana, di M. Pagano. Una curiosa poesia di Federico Nietzsche, di C. Angelino: interpretazione della poesia: Im Gebirde, del 1876. Kafka e lesperienza del negativo, di C. Lajolo.

FILOSOFIA

Anno XLI, Fasc.III, sett/dic. 1990 Mursia, Milano Pascal. Etica, politica, socialit, di A. Deregibus: il realismo critico di Pascal e la fondazione etico-religiosa della sua filosofia. Rilievi di struttura sul De Deo abscondito di Nicola Cusano, di A. Delc. Considerazioni in margine a uninterpretazione di Bruno, di C. Manzoni: breve rassegna della revisione storiografica bruniana nel dopoguerra. Francesco Bonucci, tra medicina e filosofia, di C. Storti: limpostazione vitalistica e ontologistica di stampo giobertiano di Bonucci; la centralit del concetto di organismo, il collegamento tra fisiologia e patologia, lesigenza di una visione unitaria e analogica della realt. Note a un recente libro sullincontro-scontro tra Croce e Gentile, di D. Antiseri: recensione dello studio di J. Jacobelli: Croce-Gentile dal sodalizio al dramma (Rizzoli, Milano, 1989). La ragione e i valori nella determinazione delle norme, di R. Cortese e A. Lanciani: il problema della determinazione dei valori dellagire umano, spesso ignorato nelle discussioni di filosofia politica e del diritto e di etica pubblica, entrato in crisi con laffermarsi della nuova concezione della verit prodotta dalla razionalit scientifica moderna. Nellultimo decennio si tuttavia verificata una ripresa delle tematiche etiche e della questione dei valori, resa possibile da un abbandono della netta contrapposizione tra fatti e valori proprio allinterno della filosofia della scienza e dallaffermarsi di una nuova concezione di

AUT-AUT

n. 239-240, sett./dic. 1990, La Nuova Italia, Firenze La rivista dedicata in forma monografica al pensiero di Hannah Arendt e contiene testi della stessa. "Le Elegie duinesi" di Rilke, di H. Arendt e G. Stern. Il poeta Bertold Brecht, di H. Arendt. Isak Dinesen (1885-1962), di H. Arendt. Linteresse per la politica nel recente pensiero filosofico europeo, di H. Arendt Sono inoltre presenti i seguenti contributi: Il pensiero plurale di Hannah Arendt, di A. Dal Lago: la difesa costante da parte della Harendt dellidea di mondo e della sua centralit in un periodo storico che lavorava alla distruzione di questa idea. Il pensiero della Arendt si dimostra in tal senso prepolitico, fondandosi su un concetto di stabilit del mondo inteso come ambiente irriducibile dellesistenza umana. Tratto dal senso comune questo concetto viene ora trasposto nella dimensione politica, dato che proprio dallesistenza indiscutibile degli altri uomini noi cogliamo la stabilit del mondo e la possibilit della nostra permanenza in esso. Per questo il pensiero di Hannah Arendt pu essere concepito come una variazione sul tema costitutivo della pluralit. Che cosa resta? Resta la lingua materna, conversazione di Hannah Arendt con Gnter Gaus.

RASSEGNA DELLE RIVISTE


Horst Fuhrmans interprete di Schelling, di G. Riconda.
PARADIGMI

Anno VIII, n.24, sett./dic. 1990 Schena Editore, Brindisi Nicola Abbagnano: lesistenzialismo positivo , di G. Semerari: contro gli esistenzialismi negativi di Heidegger e Jaspers lesistenzialismo positivo di Abbagnano nei suoi temi fondamentali: il concetto base di struttura, il rapporto con lidealismo. Homo persona. Dalla scienza della mente allermeneutica dellesistenza , di S. Moravia: a partire dalle insufficienze dei modelli fisiologisti e mentalisti della psiche umana elaborati dal pensiero moderno si sviluppa la proposta alternativa della personologia con la sua riscoperta della figura della persona non nella sua valenza ontologica, bens in quella cognitiva, come egoit olistica, selfhood, produttrice di modi e sensi; in questottica significativo appare il concetto di esistenza, intesa come relazione dialettica tra io-persona e ambiente, e quello di contesto, luogo dove la persona scopre e colloca le proprie attese e i propri bisogni. Retorica ed ermeneutica. Il contributo di E. Grassi, di P. Carravetta. Castoriadis e listituzione immaginaria della societ, di F. Ciaramelli: la concezione di Cornelius Castoriadis del necessario fallimento di tutte le rivoluzioni, fallimento determinato dalla strutturale contrapposizione tra movimento e regime istituito. Dal problema del socialestorico, alla concezione del fare come attivit creatrice collettiva e al suo rapporto con la prassi; limmaginario come modo di essere specifico del sociale-storico nel suo rapporto profondo con il simbolico; la creativit sociale e le sue implicazioni sul piano delle istituzioni. Leducazione della volont: il problema etico in G. Vailati, di M. De Rose. Ragioni di vita e di libert: sullesperienza della metamorfosi in Elias Canetti, di U. Fadini. La scrittura e il caos, di A. Altamura: convegno di studi in ricordo di Ferruccio Masini tenutosi a Firenze (8-9 febbraio 1990) a cura dellIstituto Gramsci Toscano. Attraverso e oltre Heidegger , di P. Cipolletta: convegno sulleredit di Heidegger svoltosi a Roma dal 29 al 31 maggio 1989. La politica come professione, di G. Magistrale: incontro di studio tenutosi a Napoli, da 25 al 26 gennaio 1990, promosso dallIstituto Suor Orsola Benincasa.

Fenomenologia e sapere, di A. Ales Bello: la dissertazione di K.H. Lembeck: Gegenstand, Geschichte, Geschichtswissenschaftstheorie in Husserls Phnomenologie (Phaenomenologica 111, Kluwer, Dordrecht 1988), dedicata alla problematica della storia nella fenomenologia di Husserl. Dilthey 80. Evoluzione della critica diltheyana negli ultimi quindici anni, di M. Paschi. Verit, sospetto ed epoch, di L. Bottani: recensione del volume di autori vari: Filosofia88, a cura di G. Vattimo (Laterza, Roma-Bari 1989). Nella sezione Universit e scuola compaiono gli interventi di Mario De Pasquale e Piero Porcelli sulla questione della didattica della filosofia.

Le nuove tecnologie e la questione dellimmagine, di C. Marra: possibili interpretazioni dellimmagine tecnologica. Estetica e tecnica nella produzione grafica infraumana, di F. Nicolino: il significato della produzione grafica dei primati a partire da Biologia dellarte di D. Morris. Mitschwingen. Il tempo e la radio, di V. Cuomo: la questione dellesseza della radio a partire dallinterpretazione di R. Kolb del 1932.

VERIFICHE

Anno XIX, n.1-2, gennaio/giugno 1990 Esedra, Trento Nel bicentenario della Critica del Giudizio un numero monografico dedicato a questa fondamentale opera della storia della filosofia. Nota sulla distinzione kantiana tra giudizio naturale (riflettente) e giudizio trascendentale (determinante), di P. Faggiotto La priori del senso comune in Kant: dal regno dei fini alla comunit degli uomini, di F. Menegoni Sul concetto matematico di grandezza secondo Kant: lanalitica del sublime della Critica del Giudizio e la grandezza infinita, di A. Moretto: le considerazioni kantiane sulla grandezza matematica rappresentano un possibile punto di partenza per unanalisi di tutta la filosofia critica; da queste considerazioni emerge come Kant nelle sue riflessioni abbia presente non solo la matematica euclidea e la fisica newtoniana, ma anche le discussioni matematiche e fisiche del suo tempo. Una rilettura della concezione kantiana della matematica appare significativa soprattutto in relazione ad una possibile reinterpretazione dei fondamenti della matematica in chiave costruttiva e/o intuitiva (Weil, Brouwer). Particolarmente utile risulta in questottica lesame dei concetti di grandezza e grandezza infinita della Critica del Giudizio; il concetto matematico di grandezza sta infatti alla base del concetto di sublime. La definizione e la trattazione di grandezza matematica viene seguita nei suoi sviluppi dalla prima edizione della Critica della ragion pura alla Critica del Giudizio. Finalit e idea della vita. La recezione hegeliana della teleologia di Kant, di F. Chiereghin: individuazione delle tappe fondamentali che segnano la riflessione hegeliana sullindividualit vivente a partire dallincontro con la Critica del Giuduzio kantiana: un itinerario nellopera hegeliana dagli scritti giovanili alle opere della maturit.

RIVISTA DI ESTETICA

Anno XXIX, n.32, 1989 Rosemberg & Sellier, Torino William Blake alle origini dellet tecnetronica, di R. Barilli: la riflessione etica antiutilitarista, la concezione conoscitiva antielementarista dellempirismo, la riflessione religiosa ed il regno del Dio Figlio pongono Blake tra modernit e contemporaneit, anticipando Bergson, Husserl, Dewey, Freud. I soggetti, lestetico, i nuovi media, di F. Menna: i rapporti tra arte e politica, tema caro alle avanguardie storiche, in particolare al surrealismo e al costruttivismo, vengono esaminati nella dimensione storica attuale. Il nuovo design, di G. Dorfles: loggetto prodotto industrialmente come mezzo di comunicazione di massa e prodotto darte. Estetica come tecnologia assoluta?, di F. Piselli. Tecnologia, produzione artistica ed estetica della comunicazione, di M. Costa: nellepoca dellirruzione delle tecnologie cade il pregiudizio idealistico della purezza teorica dellarte. Lavvento delle avanguardie ha infatti messo in luce il ruolo delle tecnologie anche in campo estetico: le nuove tecnologie elettro-elettroniche e le valenze estetiche da esse aperte costituiscono il campo dindagine dellestetica della comunicazione dalla cui riflessione emergono la nuova situazione delluomo di fronte ai messaggi lanciati dalle nuove tecnologie comunicazionali ed i destini delle tradizionali categorie estetiche quali bellezza, sublimit, genialit, etc...

NOVITA' IN LIBRERIA

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AA.VV La morte di Newton Il nuovo paradigma scientifico Franco Angeli, Milano gennaio 1991 pp.160, L. 25.000 Alla scienza deterministica tradizionale si va sostituendo un nuovo paradigma scientifico, pi stocastico. I lavori di Heisenberg, Einstein, Popper, Prigogine ci consegnano unimmagine del mondo pi problematica e meno deterministica. Questo volume intende esplorare le valenze pi pervasive e generali di questi nuovi orizzonti. Amiel, Anne 50 grandes citations philosophiques expliques Marabout, dicembre 1990 pp.320, Fr 37 Raggruppate in funzione di grandi problematiche (coscienza, morale, sapere...) queste citazioni e la relativa analisi costituiscono un aiuto prezioso agli studenti di filosofia. Anders, Gnter Opinioni di un eretico Teoria, Roma-Napoli febbraio 1991, pp. 101, . 9.000 In forma di intervista la biografia intellettuale di Anders. Una filosofia doccasione che percorre i temi del pacifismo, della scienza, della reificazione e della distruzione per approdare ad una disperazione che non smette di essere critica. Anderson, A. R. - Beinap, N. D. et al. Entailment. The Logic of Relevance and Necessity. Vol.II Lawrenceville, NJ, dicembre 1990 pp.784, Il secondo volume di Entailment conclude la possente e autorevole presentazione dellargomento eseguita da molti dei migliori studiosi del campo. Annas, Julia (a cura di) Oxford Studies in Ancient Philosophy: Volume VIII Clarendon Press, gennaio 1991 pp.256, UK 35 (ed.ec. UK 17,50) Ottavo volume di questa serie a cadenza annuale che comprende articoli originali, alcuni di una certa lunghezza, su unampia scelta di argomenti di filosofia antica e articoli su libri importanti. Ashcraft, Richard (a cura di) John Locke. Critical Assessment Routledge, gennaio 1991 pp.184, 4 volumi, UK 395 Lo scopo dellopera quello di dare agli studenti che si interessano di teoria e filosofia politica possibilit di accedere a tutto ci che Locke ha scritto nel campo della filosofia politica. Un lavoro di grande consultazione che pone laccento sullo sviluppo dei principi su cui si basarono la Costituzione americana e la Rivoluzione francese.

Assmann, Aleida (a cura di) Weisheit. Archologie der literarischen Kommunikation III Mnchen, dicembre 1990 pp.500, DM 128 (ed.ec. DM 88) Al mondo non c nessuna istanza per la scelta di un sapere universalmente giusto e valido. Da ci ha origine la produttiva molteplicit del sapere, di cui questo libro vorrebbe dare un quadro. Auciello, N. - Racinaro, R. Storia dei concetti e semantica storica Ed. Scientifiche Italiane, dicembre 1990 pp.192, L. 16.00 La storia dei concetti (Begriffsgeschichte) ha registrato negli ultimi anni un notevole successo. Il volume qui presentato intende fare il punto sullo stato della ricerca. Auroux, Sylvain Les Notions philosophiques 2 voll., PUF, dicembre 1990 pp.3344, Fr 2200 Unopera redatta in funzione di un preciso orientamento: rinnovare linformazione nelle opere di tipo lessicografico, aprirle alle scienze e alle societ moderne, dare testimonianza del pensiero non occidentale. Bacone, Ruggero La scienza sperimentale Rusconi, Milano dicembre 1990 pp.358, L. 38.000 Tre dei principali testi del filosofo inglese: Lettera a Clemente IV, La scienza sperimentale, I segreti dellarte e della natura. Baffioni, C. Sulle tracce di Sofia Bibliopolis, Napoli gennaio 1991 pp.576, L.60.000 Lanalisi di una delle pi celebri ed importanti storie della filosofia greca mai scritte in terra dIslam. La prova di come, nel mondo islamico, lantico amore per la sapienza si trasformi gradualmente in una ricerca di Dio e su Dio. Barbera, Sandro Goethe e il disordine. Una filosofia dellimmaginazione Marsilio Editori, gennaio 1991 pp.160, L. 22.000 La struttura filosofica sottesa al mondo politico di Goethe: struttura assai complessa, e destinata a subire decisive trasformazioni nelle varie fasi della riflessione del grande pensatore tedesco. Barley, Delbert Hannah Arendt. Einfhrung in ihr Werk Freiburg i.Br., dicembre 1990 pp.250, DM 38

Geschichte und Bibliographie einer philosophischen Textreihe seit 1868 Hamburg, gennaio 1991 pp.978, DM 320

Baumanns, Peter J. G. Fichte. Kritische Gesamtdarstellung seiner Philosophie Freiburg, dicembre 1990 pp.490, DM 98 Becchi, Paolo Le filosofie del diritto di Hegel Franco Angeli, Milano 1990 pp.272, L. 34.000 Qual limmagine di Hegel che scaturisce da queste lezioni? E sino a che punto essa diverge da quella tradizionalmente conosciuta di uno Hegel conservatore? Sono veramente attendibili gli appunti degli allievi di Hegel? E in che rapporto devono essere posti rispetto allopera del Maestro? La tesi che si cerca di dimostrare che della filosofia del diritto di Hegel oggi occorre parlare al plurale. Il testo pubblicato nel 1820 deve cio essere letto nel contesto pi ampio dei corsi di lezioni tenuti da Hegel sul medesimo argomento dal 1817 al 1831. Bering, K. - Hohmann, W. L. (a cura di) Wie postmodern ist die Postmoderne? Kolloquium 1989 in Bochum Essen, dicembre 1990 pp.200, DM 42 Berlinger, R. et al. (a cura di) Perspektiven der Philosophie. Vol.XVI Amsterdam, dicembre 1990 pp.400, Dfl 150 Il volume contiene articoli sulla filosofia sistematica, su filosofia e storia, su filosofia e scienze naturali e la bibliografia degli scritti di Rudolph Berlinger. Bertazzoni, U. et al. (a cura di) Human Embryos and Research. Proceedings of the European Bioethics Conference Mainz 1988 Frankfurt, dicembre 1990 pp.258, DM 29,80 Berti, Enrico (a cura di) La razionalit pratica. Modelli e problemi Marietti, Genova 1990 pp.234, L. 28.000 La filosofia come proposta forte. Bettini, Maurizio (a cura di) La maschera, il doppio e il ritratto. Strategie dellidentit trad. it. di G. Guastella e L. Parri Laterza, Bari febbraio 1991 pp.230 La maschera, il ritratto, lo specchio, il mito di Narciso: i temi affascinanti del doppio nella concezione greco-romana della persona umana trattati da affermati studiosi del mondo antico.

Bialas, Volker Allgemeine Wissenschaftsgeschichte. Philosophische Orientierungen Wien/Kln, dicembre 1990 pp.280, DM 56 - S 392 Bialas tenta di ricondurre alla filosofia la storia della scienza e soprattutto a quella filosofia che si definisce come scienza in generale: la dialettica filosofica in senso hegeliano. Biervert, B. - Held, M. (a cura di) Die Natur des Menschen. Zum Menschenbild der konomischen Theorie Frankfurt, dicembre 1990 pp.210, DM 39 Gli autori discutono il contributo della biologia evoluzionistica, delletnologia e della psicologia alle importanti qualit economiche delluomo, andando alle radici dellimmagine delluomo nelleconomia. Bigelow, John - Pargetter, Robert Science and Necessity Cambridge U.P., gennaio 1991 pp.375, UK 35 Gli autori sostengono che la matematica possa essere compresa se la si vede come uno studio degli universali, delle propriet, delle relazioni, dei modelli e delle strutture. Dopo di che procedono a dimostrare che la teoria degli universali deve dar conto della probabilit, delle leggi di natura, della causalit e della spiegazione. Binder, Th. - Valent, J. - Werby, H. (a cura di) International Bibliography of Austrian Philosophy 1982/1983 Amsterdam, dicembre 1990 pp.305, Dfl 140 Blondel, Maurice Lettera sullapologetica a cura di Guglielmo Forni Queriniana, Brescia 1990 pp. 146, L. 16.000 Per Blondel occorre ricostruire la filosofia a partire dalla comprensione delle posizioni di Riforma e Illuminismo; egli rifiuta, contro Maritain, di dichiarare anticristiana la modernit, ma anche, contro il positivismo, di accettarla come un dato, indiscutibile nella sua autonomia e originalit. Bonicalzi, Francesca Lordine della certezza. Scientificit e persuasione in Descartes Marietti, Genova 1990 pp.128, L. 25.000 Il sapere scientifico di Cartesio come ricerca di un nuovo modo di pensare il mondo. Boolos, George (a cura di) Meaning and Method. Essays in Honor of Hilary Putnam Cambridge U.P., dicembre 1990 pp.372, UK 35 Ampia raccolta di scritti in onore del filo-

Bast, Rainer A. Die Philosophische Bibliothek.

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sofo Hilary Putnam, che celebrano luomo e lopera e rendono conto dello stato della filosofia in molti importanti settori. Borutti, Silvana Teoria e interpretazione Guerini, Milano febbraio 1991 pp.188, L. 26.000 Come parlano dei propri oggetti le scienze umane? Gli oggetti delle scienze umane, cio i soggetti individuali e sociali, non possono essere tradotti in teorie formalizzate. Attraverso una rilettura di temi epistemologici, questo libro si interroga sulle forme del rigore di quelle scienze in cui il conoscere avviene come un proprio e vero scambio comunicativo. Boss, Gilbert John Stuart Mill, induction et utilit PUF, Paris dicembre 1990 pp.128, Fr 34 La sua opera filosofica principale sviluppa una critica radicale del deduttivismo, del trascendentalismo e dellintuizionismo, ai quali oppone conseguentemente linduzionismo in logica e lutilitarismo in etica. Bossuet, Jacques Bnigne Laupies, Frdric Logique du Dauphin Ed. universitaires, dicembre 1990 pp.159, Fr 135 Unesposizione della logica aristotelica nellet classica. Boutroux, Emile - Gramont, Jrome de Leons sur Aristote Ed. universitaire, dicembre 1990 pp.113, Fr 139 Una sintesi del pensiero aristotelico. E. Boutroux, allievo di J. Lachelier e di E. Zeller, insegn filosofia a Caen, alla Sorbona e termin la propria carriera alla Fondazione Thiers. Bowie, Malcolm Lacan Fontana Press febbraio 1991 pp.224, UK 4,99 Introduzione allopera di una dei pi influenti e inaccessibili pensatori di questo secolo. Bowie esamina i pionieristici articoli di Lacan su Freud negli anni 30, il suo lavoro di psicoanalista e il suo ruolo nella rinascita intellettuale di Parigi negli anni 50. Brancacci, Aldo Oikeios Logos Bibliopolis, Napoli gennaio 1991 pp.304, L. 45.000 Attraverso una nuova analisi dei testi trasmessi, e una ricostruzione completa delle dottrine semantiche, dialettiche e logiche di Antistene, questo volume mira a porre in luce una prospettiva unificante del suo pensiero. Braun, Hand-J. (a cura di) Martin Heidegger und der christliche Glaube Zrich, dicembre 1990 pp.144, DM 25 - Frs 22 Contiene saggi di: Huppenbauer, Markus/ Krieger, J. David, Strolz, Walter/Vetsch, Florian. Brecchi, T. - Jacopini, A. I simboli e la realt. Temi e metodi della scienza Jaca Book, Milano dicembre 1990 pp.304, L. 31.000 Gli autori hanno integrato le loro diverse conoscenze per realizzare uno strumento in grado di fornire elementi di fisica contemporanea e temi del dibattito filosofico. Elements of Modern Philosophy. Descartes through Kant Prentice Hall Int. Paperback Ed. gennaio 1991 pp.176, UK 10,95 Questo testo costituisce unintroduzione ai maggiori sistemi metafisici ed epistemologici agli albori del periodo moderno, offrendo alcune informazioni sugli autori discussi e analizzandone scritti e teorie. Lunghi brani riportati da testi importanti come i Saggi di Locke. Brenner, Andreas Gentechnologie und praktische philosophie Pfaffenweiler, dicembre 1990 pp.131, DM 28 Brieskorn, Norbert Rechtsphilosophie Stuttgart, dicembre 1990 pp.187, DM 22 Brodersen, Momme Spinne im eigenen Netz. Walter Banjamin - Leben und Werk Baden-Baden, dicembre 1990 pp.384, DM 25o (ed.ec. DM 58) Ieri come oggi Walter Benjamin uno dei filosofi pi discussi del XX secolo. Questa la prima biografia completa che nello stesso tempo anche unintroduzione alla sua opera. Una grossa fetta di storia e di storia della filosofia che si rivolge a un ampio pubblico. Brooke, Roger Jung and Phenomenology Routledge, febbraio 1991 pp.204, UK 30 Brooke riprende le concezioni fondamentali della psicologia analitica e le reinterpreta in chiave fenomenologca, fornendo una nuova lettura degli scritti di Jung. Brunkhorst, Hauke Der entzauberte Intellektuelle. ber die neue Beliebigkeit des Denkens Hamburg, dicembre 1990 pp.180, DM 24,80 Bubner, R. et al. (a cura di) Die Trennung von Natur und Geist Mnchen, dicembre 1990 pp.260, DM 58 Introduzione di R. Bubner e interventi di Kl. Kodalle, B. Gladigow, V. Hsle, R. Warning, M. Seel. H. R. Jau, M. Forschner, U. Krolzik, G. Dux, W. Haug. Burkert, Walter Antichi culti misterici trad. it. di M. R. Falivena Laterza, Bari gennaio 1991 pp.240 Brschel, Wolfgang Zum Begriff modernen ganzheitlichen Denkens. Studie zur Systemtheorie Luhmanns Frankfurt, dicembre 1990 pp.108, DM 19,80 Buydens, Mireille Sahara, lesthtique de Gilles Deleuze Vrin, Paris dicembre 1990 pp.184, Fr 150 Forse si potrebbe definire il pensiero deleuziano come un pensiero della presentazione, in opposizione a un pensiero della rappresentazione: la distanza, la profondit divengono le protagoniste negative, in quanto rompono limmediatezza del divenire, del vissuto, introducendo il soffio freddo della riflessivit tra il mondo e l'io. Calvi, Evelina Tempo e progetto Guerini, Milano febbraio 1991 pp.260, L. 35.000 E possibile accostarsi al senso del luogo interpretandolo come lelemento di interconnessione, di relativizzazione reciproca di spazio e tempo. Progettare anche interrogarsi sulla natura dei segnali spaziali e degli eventi che li hanno prodotti. Calvo, Francesco Cercare luomo. Socrate, Platone, Aristotele Marietti, Genova 1990 pp.336, L.50.000 Una visione dinsieme della grande filosofia greca alla ricerca del vero volto delluo mo. Campodonico, Angelo Salvezza e verit. Saggio su Agostino Marietti, Genova 1990 pp.216, L. 35.000 Metafisica dellessere e domanda umana di salvezza. Un originale itinerario filosofico. Cannon, Betty Sartre and the Psychoanalysis. An Existentialist challenge to Clinical Metatheory U.P. of Kansas, gennaio 1991 pp.368, UK 27,95 Unindagine delle implicazioni della filosofia sartriana sulla tradizione psiconalitica freudiana. Lautore vuole dimostrare che Sartre apprezzava i risultati psicoanalitici di Freud ma si ribellava al determinismo della sua metateoria. Capek, Milic The New Aspect of Time. Its Continuity and Novelties Dordrecht, dicembre 1990 pp.400, Dfl 160 Carboncini, Sonia Transzendentale Wahrheit und Traum. Christian Wolffs Antwort aus die Herausforderung durch den cartesianischen Zweifel Stuttgart/Bad Cannstatt, dicembre 1990 pp.290, DM 92 Carr, David Educating the Virtues. An Essay on the Philosophical Psychology of Moral Develpment and Education Routledge, febbraio 1991 pp.304, UK 35 Lopera cerca di delineare un approccio alleducazione morale basata sullesaltazione della virt. Partendo da un riesame critico dei filosofi del passato e continuando con teorici pi recenti, il libro scandaglia la natura delle virt morali e parecchie tesi a riguardo. Casini, Leonardo La riscoperta del corpo. Schopenhauer/Feuerbach/Nietzsche Studium, Roma 1990 pp. 348, L. 32.000 Nellintento di ritornare alle radici della moderna rivalutazione della corporalit, questo libro prende in esame tre pensatori che, in contrapposizione con lidealsimo e la tradizione dualistica occidentale, hanno messo in rilievo il ruolo della dimensione corporea delluomo. Cassa, Mario Dellantichissima e nuova e immutabile sapienza Lezioni sulla Repubblica di Platone, Agostino, Moro, Campanella e Muratori Franco Angeli, Milano gennaio 1991 pp.564, L. 48.000 Cassirer, E. - Heidegger, M. Disputa sulleredit kantiana. Due documenti (1928 e 1931) a cura di R. Lazzari Unicopli, Milano dicembre 1990 pp.144, L. 18.000 Raccolte per la prima volta in traduzione italiana due recensioni incrociate di Heidegger e Cassirer che hanno come sfondo generale il significato delleredit di Kant. La prima la recensione di Heidegger del secondo volume (dedicato al Pensiero mitico) della Filosofia delle forme simboliche di Cassirer; la seconda lampia recensione che Cassirer scrisse nel 1931 a proposito di Kant e il problema della metafisica di Heidegger (pubblicato nel 1929). Catania, Alfonso Il diritto tra forza e consenso. Saggi sulla filosofia giuridica del novecento Ed. Scientifiche Italiane, dicembre 1990 pp.250, L. 38.000 La vecchia contrapposizione tra governo delle norme e governo degli uomini, lideologia dello Stato di diritto, oggi perde totalmente significato. Una presa di coscienza dellimpossibilit di definire il diritto senza dare il giusto rilievo allazione degli uomini. Cauquelin, Anne Aristote, le langage PUF, Paris dicembre 1990 pp.128, Fr 44 La questione del linguaggio in Aristotele riscontrabile in tutte le sue opere. Qui lautore tenta di accostare testi differenti. Cessario, Romanus The Moral Virtues and Theological Ethics University of Notre Dame Press, febbraio 1991 pp.192, UK 19,95 Saggio sulle virt morali cristiane, che riflette lemergere di questa visione della vita morale. Con un occhio ai lavori correnti di etica teologica e lo stato attuale della teoria della virt nella teologia contemporanea, lautore spiega come le virt morali incrementino le potenzialit psicologiche e spirituali. Charnay, Jean-Paul Critique de la stratgie Herne, dicembre 1990 Chin, Ann-ping (a cura di) Tai Chen on Mencius. Explorations in Words and Meanings Yale University Press, gennaio 1991 pp.232, UK 19,95 Questa traduzione del trattato filosofico di Tai Chen (Meng Tzu tzu-i shu-cheng) un convincente studio sul significato dei termini nel Mencius, manifesta chiaramente linclinazione di Chen per i significati originari di alcuni concetti chiave del confucianesimo. Con due saggi sulla vita e il pensiero di Chen. Coffa, J. Alberto The Semantic Tradition from Kant to Carnap. To the Vienna Station Cambridge U.P., febbraio 1991 pp.464, UK 35 Una storia della tradizione semantica in filosofia, dallinizio del XIX secolo fino alla sua incarnazione con il Circolo di Vienna, il gruppo di positivisti logici che emerse negli anni 1925-1935 a Vienna. Cometa, Michele Il romanzo dellInfinito. Mitologie, metafore e simboli dellet di Goethe Aesthetica Edizioni, Palermo febbraio 1991 pp. 210, L.28.000 Il continuum metaforico che percorre i grandi momenti della cultura dellet di Goethe - Illuminismo, Sturm und Drang e Romanticismo - rintracciato e interpreta-

Brennar H. William

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to alla luce di alcuni temi essenziali: lidea di una mitologia della ragione in Herder, la rinascita poetica di cosmologie antiche e moderne e lidea di rivoluzione in Hlderlin e F. Schlegel, lintreccio di irrazionalismo e illuminismo nella narrativa di Schiller ed infine il significato simbolico dellarchitettura e il tema del demoniaco in Goethe. Coppola, Bruno Lo stupore e la malia prefaz. di A. Masullo Liguori, Napoli febbraio 1991 pp.157, L. 18.000 Cercando di evitare le ristrettezze della dogmatica, senza daltra parte cadere in unimpossibile definizione della filosofia, lautore si prodiga in unanalisi e messa a nudo critica dei fenomeni che nella loro variet diacronica e sincronica vanno generalmente sotto il nome di filosofia. Corbin, Henry History of Islamic Philosophy Londra, dicembre 1990 pp.212, UK 35 Pubblicato per la prima volta in inglese, limportante opera di Corbin, studioso dellIslam, filosofo e storico della religione, una storia completa della tradizione filosofica islamica, dalle origini fino ai giorni nostri. Courtine, Jean-Franois Heidegger et la phnomnologie Vrin, dicembre 1990 pp.408, Fr 210 Oltre allesame del dibattito, sostenuto e documentato, tra Heidegger e Husserl, i saggi che compongono il presente volume sono centrati sullidea della fenomenologia, nella sua possibilit, da Essere e tempo al progetto ultimo di una fenomenologia tautologica. Craig, Edward Knowledge and the State of Nature. An Essay on Conceptual Analysis Clarendon Press, gennaio 1991 pp.184, UK 22,50 Il semplice progetto filosofico di analizzare lidea di conoscenza ha il difetto fondamentale di restringere arbitrariamente loggetto a rischiosi presupposti teoretici. Il presente libro suggerisce un approccio pi vicino al metodo dello stato di natura che si ritrova nella teoria politica. Croce, Bendetto Estetica a cura di G. Galasso Adelphi, Milano gennaio 1991 pp.724, L. 90.000 Lopera fondatrice del pensiero di Croce. Dagognet, Franois Nature Vrin, Paris dicembre 1990 pp.232, Fr 138 Questopera analizza lidea della natura e le sue funzioni, dai tempi dei Greci ai giorni nostri. De Bono, Edward Sei cappelli per pensare trad. it. di F. Terrenato Rizzoli, Milano febbraio 1991 pp.200, L. 10.000 La discussione il metodo usato tradizionalmente dagli occidentali per esplorare un argomento. Il metodo dialettico, per, produce una riflessione sterile che non lascia spazio alla creativit e alle idee nuove. Il metodo dei sei cappelli stato ormai adottato dalle pi grandi aziende del mondo: invece di cercare di coprire contemporaneamente col nostro pensiero tutti gli aspetti, possiamo separare i vari tipi di pensiero e portarli a termine separatamente. De Martino, Giulio Etica Narrativa. Decostruzione dei valori e filosofia della natura Liguori, Napoli febbraio 1991 pp.262, L. 24.000 Descartes, Ren Discours de la mthode a cura di Pierre Jacerme Presses-Pocket, dicembre 1990 pp.351, Fr 27,50 Il libro che ha fondato la filosofia moderna e la ragione occidentale. La presente edizione consente una comprensione approfondita dellopera. Dummett, Michael Frege and Other Philosophers Le idee del filosofo e matematico tedesco Gottlob Frege stanno alla base del movimento analitico in filosofia. Questo libro presenta tutti i saggi di Frege, gi pubblicati e inediti, tranne quelli compresi in Verit e altri enigmi. Dupleix, Scipion La Physique Fayard, 1990 Fr 295 Lautore fu segretario di Margherita di Valois e storiografo del re Luigi XIII. Scrisse un corso completo di filosofia. La presente opera al contempo una storia delle teorie del mondo e delle cose naturali e una riflessione su metodi e oggetti della fisica. Duvernoy, Jean-Franois LEpicurisme et sa tradition antique Bordas, dicembre 1990 pp.191, Fr 55 Lepicureismo, questa grande filosofia sconosciuta, calunniata e svilita, si confronta con latomismo, il piacere, lamicizia, la morale. Una saggezza che costruisce un mondo sensato. Eifler, G. - Saame, O. (a cura di) Postmoderne. Anbruch einer neuen Epoche? Eine interdisziplinre Errterung Wien, dicembre 1990 pp.320, DM 69 - S 483 Ellos, William J. Ethical Practice in Clinical Medicine Routledge, dicembre 1990 pp.244, UK 30 (ed.ec. UK 8,99) Una presentazione delle origini teoretiche delletica della virt, che indirizza a problemi clinici pratici in una prospettiva storica, utilizzando testi di Platone, Aristotele e Tommaso dAquino. Tra le questioni trattate, la morte, la verit, la confidenzialit e il rapporto medico-paziente. Englander, Jean-Loup Pour lincertain Priscope, dicembre 1990 pp.142, Fr 65 Uno studio comparato dei modi di pensare dei filosofi Marx e Popper, che conduce lautore a una riflessione sul non determinismo. Eschebach, Insa Der versehrte Mastab. Versuch zu Nietzsches Willen zur Macht und seiner Rezeptionsgeschichte Wrzburg, dicembre 1990 pp.228, DM 48 Evnine, Simon Donald Davidson Polity Press, gennaio 1991 pp.200, UK 29,50 (ed.ec., UK 8,95) Introduzione allopera del filosofo americano Donald Davidson, dal suo contributo alla filosofia della mente, alla filosofia del linguaggio e infine agli aspetti metafisici del suo pensiero a un giudizio globale sul progetto filosofico. temporanea. Farina, M. - Penzo, G. (a cura di) F. D. E. Schleiermacher (1768-1834) tra teologia e filosofia Morcelliana, Brescia gennaio 1991 pp.486, L. 50.000 Una lettura a pi voci del padre dellermeneutica contemporanea: lattualit della sua meditazione filosofica tra teologia e filosofia. Ferrari, Massimo I dati dellesperienza. Il neokantismo di Felice Tocco e la filosofia italiana tra 800 e 900 Olschki, Firenze gennaio 1991 pp.466, L. 88.000 Il percorso di Felice Tocco dalla scuola di Spaventa al tormentato rapporto con il nascente attualismo di Gentile. La posizione assunta da Felice Tocco - studioso di Platone, Bruno, del criticismo kantiano e dei movimenti religiosi - nel contesto del neokantismo italiano ed europeo tra 800 e 900. Ferraris, Maurizio La filosofia e lo spirito vivente Laterza, Bari gennaio 1991 pp.279, L. 39.000 Per una nuova ricerca occorre registrare da un lato lesaurimento della grande stagione della filosofia tedesca e dallaltro raccogliere leredit di Heidegger, riportando in primo piano quella filosofia dellesistenza, grande promessa filosofica del secolo. Con il riconoscimento della caducit del vivente anche lo spirito iperbolico, che al di l della lettera congiunge antico e moderno, mostra le ambiguit della sua traiettoria eccentrica. Ferretti, Giovanni (a cura di) La ragione e i simboli della salvezza oggi Marietti 1990 pp.195, L. 38.000 Si tratta degli Atti del IV Colloquio su: Filosofia e religione, tenutosi a Macerata dal 12 al 14 maggio 1988. Interventi di P. Ricoeur, A. Schkel, R. Bodei, X. Tilliette, M. Pagano. Fetzer, J.H. (a cura di) Epistemology and Cognition Dordrecht, dicembre 1990 pp.304, Dfl 150 Tra i problemi pi rilevanti dellintelligenza artificiale e della scienza cognitiva al giorno doggi ci sono quelli della rappresentazione, che comprendono da una parte le questioni su ci che innato e sul linguaggio dei pensieri, e dallaltra la sintassi e le relazioni con la semantica. Il libro offre una rassegna dei lavori pi recenti in proposito. Fever, Lewis S. Einstein e la sua generazione Nascita e sviluppo di teorie scientifiche Il Mulino, Bologna gennaio 1991 pp.454, L. 50.000 Lautore ricrea lunicit del milieu sociale, politico, religioso e filosofico in cui ebbe radici e si dischiuse, nella prima met del nostro secolo, la vicenda di Einstein e degli scienziati suoi contemporanei. Fleischer, Margot Philosophen des 20. Jahrhunderts. Moore, Wittgenstein, Quine, Husserl Scheler, Heidegger, Camus, Sartre Merleau-Ponty, Foucault, Adorno Bloch, Marcuse Darmstadt, dicembre 1990 pp.265, DM 49 Questo libro una scelta rappresentiva dei filosofi pi significativi del XX secolo, offrendo un quadro ricco di suggestioni della molteplicit di problemi attuali e degli appassionati dibattiti della filosofia conFloistad, G. - Klibansky, R. (a cura di) Contemporary Philosophy A New Survey. Vol.VI: Philosophy and Science in the Middle Ages Dordrecht, dicembre 1990 pp.1088, Dfl.340 Flckiger, Hansueli Sextus Empiricus Grundri der pyrronischen Skepsis. Buch 1: Selektiver Kommentar Bern/Stuttgart, dicembre 1990 pp.126, DM 34 - Frs. 28 Gadamer, Hans Georg Interpretazioni di poeti 1 a cura di G. e M. Bonola Marietti, Genova 1990 pp.132, L. 25.000 Goethe, Hlderlin, Kleist, Bach: il classicismo tedesco nella riflessione del maestro dellermeneutica. Gaiser, Konrad Loro della sapienza Sulla preghiera del filosofo a conclusione del Fedro di Platone Vita e Pensiero, Milano gennaio 1991 pp.108, L. 10.000 Lo studio e linterpretazione della preghiera finale del Fedro, che Socrate recita a Pan, riassumendo tutto ci che un filosofo deve desiderare e ricercare. Galvan, Sergio Logiche intenzionali. Sistemi proposizionali di logica modale, deontica, epistemica. Franco Angeli, Milano febbraio 1991 pp. 288, L. 35.000 Garroni, Emilio Dissonanzen quartett. Una storia Pratiche editrice, Parma 1990, pp. 227, . 23.000 Romanzo-saggio o saggio-romanzo, quando la distinzione canonica cade, la scrittura insieme finzione narrativa e riflessione non finta. Tra ansia di verit e inclinazione alla finzione, la scrittura esperienza di unalterit del pensiero che paradossalmente radicata nel mondo. Esperienza eterogenea, impronunciabile e segreta da cui il pensiero generato e che, attraversandola, cerca di esprimere. Gekle, Hanna Die Trnen des Apoll. Zur Bedeutung des Dionysos in der Philosophie Ernst Blochs Tbingen, dicembre 1990 pp.168, DM 24 Un libro che va in cerca di un Bloch sconosciuto, mostrando un senso rimasto finora sconosciuto. Hanna Gekle, che fu assistente di Ernst Bloch, ne ha riordinato e curato leredit. Giesz, Ludwig Philosophische Spaziergnge. Zwlf vorsichtige Antworten auf die Frage, wie man sich im Leben denn einzurichten htte Con una nota di Enno Rudolph Stuttgart, dicembre 1990 pp.227, DM 38 Gilmour, Peter (a cura di) Philosophers of the Enlightenment Edinburgh U.P., febbraio 1991 pp.196, UK 9,95 Introduzione ai filosofi dellIlluminismo. Nove specialisti contemporanei guidano lo studioso nel pensiero illuministico analizzando le vite e gli scritti di singoli pensatori come Leibniz, Berkeley, Hume, Reid, Kant, Voltaire e Fourier. Gioanola, Elio

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Psicanalisi, ermeneutica e letteratura Mursia Editore, Milano febbraio 1991 pp.448, L. 45.000 Una lettura in chiave anche psicanalitica di alcuni tra i principali autori del Novecento letterario, nella persuasione che la forma della malattia di fatto intervenga a condizionare le modalit contenutistiche ed espressive di unopera letteraria. Giovannangeli, Daniel La Fiction de ltre: lectures de la philosophie moderne De Boeck-Wesmael, dicembre 1990 pp.149, Fr 80 Oltre allo stesso Descartes, Spinoza, Leibniz, Baumgarten, Kant Hegel, Bergson, Sartre vengono interrogati su alcuni punti problematici del proprio pensiero, confrontati fra loro o rapportati alla filosofia contemporanea, soprattutto a Foucault, Deleuze o Derrida. Gosselin, Mia Nominalism and Contemporary Nominalism. Ontological and Epistemological Implications of the Work of W. V. O. Quine and of N. Goodman Dordrecht, dicembre 1990 pp.274, Dfl 120 Graumann, Gnter Zwischen Abgrndigkeit und Tiefgrndigkeit.Grundlagen menschlicher Selbststeuerung im gesamtkulturellen Kontext Ammersbek bei Hamburg, dicembre1990 pp.750, DM 98 Green, Julien Sulla libert trad. it. di C. A. Bonadies Marietti, Genova dicembre 1990 pp.50. L. 10.000 Un breve pamphlet, nel quale lo scrittore francese sviluppa le proprie riflessioni sul tema della libert individuale e collettiva. Gregor, Paul Aspects of Confucianism. A Study of the Relationship between Rationality and Humaneness Frankfurt, dicembre 1990 pp.200, DM 70 Griffero, Tonino Spirito e forme di vita. La filosofia della cultura di Eduard Spranger Franco Angeli, Milano febbraio 1991 pp.204, L. 22.000 Prendendo le distanze tanto dal positivismo quanto dagli esiti irrazionalistici dellesistenzialismo e dello storicismo, Spranger vi oppone unarticolata filosofia dello spirito improntata alla grande tradizione idealistica. Griffin, Nicholas Russells Idealist Apprenticeship Clarendon Press, gennaio 1991 pp.432, UK 45 Basato principalmente su scritti inediti dellarchivio Bertrand Russell alla McMaster University, il primo studio dettagliato del periodo giovanile, neo-hegeliano, della carriera filosofica di Russell. Grosholz, Emily R. Cartesian Method and the Problem of Reduction Clarendon Press, gennaio 1991 pp.176, UK 22,50 Un esame dettagliato degli effetti, positivi e negativi, del metodo cartesiano sulla sua produzione scientifica e filosofica, riferito alla Geometria, ai Principi, al Trattato delluomo e alle Meditazioni. Grosse, Carl ber das Erhabene Con una nota a cura di C. Zelle St. Ingbert, dicembre 1990 pp.92, DM 18 Grnder, K. (a cura di) Philosophie in der Geschichte ihres Begriffs. Sonderdruck aus dem Historischen Wrterbuch der Philosophie Basel, dicembre 1990 DM 58 - Frs 48 Gut, Bernardo J. Die Verbindlichkeit frei gesetzer Intentionen. Entwrfe zu einer Philosophie ber den Menschen Stuttgart, dicembre 1990 pp.250, DM 29,80 Hacking, Ian The Taming of Chance Cambridge, dicembre 1990 pp.280, UK 27,50 (ed.ec. UK 10) Con una combinazione di una dettagliata ricerca storico scientifica con la caratteristica ampiezza e vivacit filosofica, questo saggio porta alla luce le relazioni fra filosofia, scienze fisiche, matematica e lo sviluppo delle istituzioni sociali, fornendo cos unanalisi autorevole e unica della probabilizzazione del mondo occidentale. Hager, F. - Pftze, H. (a cura di) Das unerhrt Moderne. Berliner Adorno-Tagung Lneburg, dicembre 1990 pp.300, DM 36 Haller, R. - Brandl, J. (a cura di) Wittgenstein - eine Neubewertung. Akten des XIV Internationalen Wittgenstein-Symposium, Feier des 100. Geburstages, August 1989, Kirchberg am Wechsel Wien, dicembre 1990 pp.336. DM 72 - S 500 Hauff, G. - Schweizer, H.R. Wildermuth, A. (a cura di) In Ercheinung Treten. Heinrich Barths Philosophie des sthetischen Basel, dicembre 1990 pp.326, DM 68 - Frs 58 Lanniversario della nascita del filosofo di Basilea Heinrich Barth (1890-1965) loccasione per presentare la sua posizione filosofica, che attribuisce un significato fondamentale allestetica. Heidegger M. - Husserl, E. Fenomenologia Storia di un dissidio 1927 a cura di R. Cristin Unicopli, 2 ed. dicembre 1990 pp.116, L. 18.000 Il dissidio tra Husserl e Heidegger per la definizione di fenomenologia. La documentazione di un piccolo ma decisivo episodio in cui si gioca il senso di una parte rilevante della filosofia contemporanea. Heidegger, M. - Jaspers, K. Der Briefwechsel 1920-1963 A cura di W. Biemel e H. Saner Frankfurt, dicembre 1990 pp.300, DM 48 Gli scritti sono riportati intatti. Dal 1936 al 1949 ci fu una ricerca. Lo scambio epistolare confidenziale e originariamente non ne era prevista la pubblicazione. In esso vi si trovano giudizi taglienti sui contemporanei e anche sugli allievi. Nessun nome stato cancellato, nessuna frase modificata. Heidegger, Martin Kant und das Problem der Metaphysik a cura di Fr.-W. von Herrmann Frankfurt, 5 ed. dicembre 1990 pp.280, DM 48 (ed.ec. DM 38) Rispetto alla quarta edizione apparsa nel 1973, il presente volume presenta lintroduzione delle numerose note in margine tratte dalla copia di Heidegger e un considerevole miglioramento delle appendici. Hermann, Friedrich-W. von Weg und Methode. Zur hermeneutischen Phnomenologie des seinsgeschichtlichen Denkens Frankfurt, dicembre 1990 pp.38, DM 12,80 Hersch, Jeanne Karl Jaspers. Eine Einfhrung in sein Werk Mnchen, dicembre 1990 pp.149, DM 14,80 Un libro che nello stesso tempo unintroduzione alla filosofia di Jaspers e uninterpretazione della sua opera. Hildebrandt, Helmut Weltzustand Technik. Ein Vergleich der Techinkphilosophien von Gnter Anders und Martin Heidegger Berlino, dicembre 1990 pp.224, DM 38 Hinske, N. (a cura di) Was ist Aufklrung? Beitrage aus der Berlinischen Monatsschrift (1.-7. Band), 1783-1786 Con la collaborazione di Michael Albrecht. Quarta edizione ampliata, con nota finale. Darmstadt, dicembre 1990 pp.600, DM 63 Hoche, Hans U. Einfhrung in das sprachanalytische Philosophieren Darmstadt, dicembre 1990 pp.250, DM 49 Holzhey, H. - Leyvraz, J.-P. (a cura di) Persnliche Freiheit. Zu einem Grundproblem praktischer Philosophie. Libert de la personne Bern/Stuttgart, dicembre 1990 DM 82 - Frs 68 Hossenfelder, Malte Epikur Mnchen, gennaio 1991 pp.210, DM 24 Hossenfelder dimostra che Epicuro era tuttaltro che un uomo dedito ai piaceri. Il fine ultimo della sua filosofia sta piuttosto nellaffrancamento del singolo dalla pigrizia e quindi dalla paura, tramite cui potr trovare la propria felicit nella calma e nella serenit interiore. Hoy, David C. Il circolo ermeneutico. Lettura, storia e ermeneutica filosofica trad. it. di F.D. DAgostini Il Mulino, Bologna dicembre 1990 pp.220, L.20.000 Strumento di aggiornamento sulla discussione contemporanea a proposito della filosofia ermeneutica, offre un quadro sinottico delle teorie critiche che hanno assunto particolare preminenza negli ultimi anni. Hubbertz, Karl-Peter Schuld und Verantwortung. Eine Grenzbeschreitung zwischen Tiefenpsychologie, Ethik und Existenzphilosophie Mnster, dicembre 1990 pp.274, DM 58,80 Illiez, Pierre Reflets ou apparences: causalit et incertitude dans la pense occidentale Age dhomme, dicembre 1990 pp.165, Fr 100 Come il pensiero occidentale, nel corso dei secoli, ha concepito il rapporto tra realt e apparenza e tra ordine e caso. P. Illiez lo pseudonimo scelto da Jean-Pierre Ritter, attualmente ambasciatore in Austria. Jackendoff, Ray Coscienza e mente computazionale (Sistemi intelligenti) trad. it. di S. Gozzano Il Mulino, Bologna gennaio 1991 pp.484, L. 50.000 Attraverso una ricognizione analitica delle facolt, dal linguaggio alla visione e alle capacit musicali, in cui lautore si richiama esplicitamente alla teoria della mente modulare di Fodor e ai lavori sulla visione di Marr, si compie la saldatura tra teorie computazionali e teorie della coscienza. Jaeschke, W. - Holzey, H. (a cura di) Frher Idealismus und Frhromantik. Der Streit um die Grundlagen der sthetik (1795-1805) Hamburg, dicembre 1990 pp.269, DM 86 Jaspers, Karl Cifre della trascendenza a cura di Giorgio Penzo Marietti, Genova 1990 pp.122, L. 24.000 Il testamento filosofico di un grande pensatore del nostro secolo. Jauch, Ursula Pia Damenphilosophie und Mnnermoral. Von Abb de Grard bis Marquis de Sade. Ein Versuch ber die lchelnde Vernunft Wien, dicembre 1990 pp.208, DM 39,80 - S 280 Jauss, Hans Robert Estetica e interpretazione letteraria. Il testo poetico nel mutamento dorizzonte della comprensione Marietti, Genova 1990 pp.208, L. 45.000 Una raccolta di saggi che concernono testi di Goethe, Racine e Schiller secondo il modello di analisi dei testi letterari di Jauss. Jervolino, Domenico The Cogito and Hermeneutics. The Question of the Subject in Ricoeur Dordrecht, dicembre 1990 pp.212, Dfl 125 Johnson, Lawrence E. A Morally Deep World. An Essay on Moral Significance and Environmental Ethics. Cambridge U.P., gennaio 1991 pp.180, UK 25 Lautore auspica un cambiamento radicale del nostro atteggiamento nei confronti del mondo non umano, sostenendo che gli animali non umani e gli stessi ecosistemi abbiano un significato morale con interessi e diritti propri. Vengono esaminati alcuni recenti lavori sulletica ambientale. Kamuf, Peggy (a cura di) A Derrida Reader Harvester Wheatsheaf, gennaio 1991 pp.608, UK 12,95 Una raccolta di scritti significativi di Derrida, la prima introduzione in un solo volume al suo lavoro sulla decostruzione, contenente 22 estratti, commenti a opere individuali, informazioni generali sul contesto intellettuale e guide alla struttura delle sue affermazioni. Kellow, Peter A Unified Theory of Human Experience Ammons, gennaio 1991 pp.542, UK 30 Lo scopo di questo libro quello di applicare la concezione di ununit onnicomprensiva, tipica delle scienze fisiche, a quelle umane. Il saggio sviluppa teorie della conoscenza, azioni, linguaggio, arte,

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particolari, scienza e rapporti sociali e le accorpa in una sola sintesi filosofica. Kemper, P. (a cura di) Martin Heidegger - Faszination und Erschrecken. Die Politische Dimension einer Philosophie Frankfurt, dicembre 1990 pp.220, DM 28 Ci che interessa lautore non liquidare per lennesima volta il passato di Heidegger, ma accostarsi storicamente e filosoficamente al suo agire e alla sua opera, mettendo in luce i complessi legami tra filosofia e visione del mondo. Kerny, Kroly Figlie del Sole trad. it. di Francesco Berberi Bollati Boringhieri, Milano febbraio 1991 pp.140, L. 20.000 Opera della maturit di Kerny, il libro dedicato alle donne solari del mito antico: Circe, Medea, Afrodite, Era, Pasifae e Arianna, le figure femminili legate al culto del Sole. Il mito diviene qui strumento di interpretazione della civilt e chiave per penetrare nel mondo religioso. Kirsch, Guy Das freie Individuum und der dividierte Mensch. Der Individualismus von der Norm zum Problem Baden-Baden, dicembre 1990 pp.186, DM 39 Abbiamo creato un ordine per gli uomini in quanto individui; ora dobbiamo creare un ordine per gli individui in quanto uomini. Knrzer, Guido Tod ist Sein? Eine Studie zu Genese und Struktur des Begriffs Tod im Frhwerk Martin Heideggers Frankfurt/Bern, dicembre 1990 pp.260 Koch, Rainer Geschichtskritik und sthetische Wahrheit. Zur Produktivitt des Mythos in moderner Literatur und Philosophie Bielefeld, dicembre 1990 pp.207, DM 38 Koppelberg, Dirk Die Aufhebung der analytischen Philosophie. Quine als Synthese von Carnap und Neurath Frankfurt, dicembre 1990 pp.416, DM 28 Contro lopinione diffusa, che la filosofia di Quine rappresenti una acuta critica del Circolo di Vienna, nel lavoro di Koppelberg viene proposta la tesi che la filosofia di Quine sia un tentativo di ricostruire in sintesi i diversi orientamenti teoretici di Rudolf Carnap e Otto Neurath. Kracauer, Siegfried Sullamicizia Marietti, Genova 1990 pp.96, L. 14.000 Una rivisitazione dellamicizia, parola che racchiude unindefinita complessit di vicende ed esperienze, un sentimento sul quale luomo non ha mai cessato di interrogarsi, da Platone a Montaigne, da Emerson a Nietzsche. Kreimendahl, Lothar Kant - der Durchbruch von 1769 Kln, dicembre 1990 pp.300, DM 90 Krockow, Christian Graf von Die Entscheidung. Eine Untersuchung ber Ernst Jnger, Carl Schmitt, Martin Heidegger Frankfurt, dicembre 1990 pp.170, DM 38 Alla sua pubblicazione nel 1958 questo libro and presto esaurito. Krockow si propone un chiarimento dello sviluppo spirituale e delle forze che a partire dal 1933 hanno portato alla caduta della dittatura tedesca. Krombach, Hayo B. E. D. Hegelian Reflections on the Idea of Nuclear War. Dialectical Thinking and the Dialectic of Mankind MacMillan Press, febbraio 1991 pp.272, UK 45 Servendosi del metodo dialettico hegeliano, Krombach cerca di dimostrare come il pensiero hegeliano offra un metodo per superare labisso tra storia della filosofia e idea di guerra nucleare, mostrandone al contempo le dirette implicazioni per la concettualizzazione di problemi ambientali. Krger, Hans-P. Kritik der kommunikativen Vernunft. Kommunikationsorientierte Wissenschafts forschung im Streit mit Sohn-Rethel,Toulmin und Habermas Berlin, dicembre 1990 pp.530, DM 48 Krger appartiene alla nuova generazione di filosofi critici che hanno sviluppato negli anni 80 la concezione di una democratizzazione radicale ed ecologica. Kppers, Bernd-Olaf Der Ursprung biologischer Informationen. Zur Naturphilosophie der Lebensentstehung Prefaz. di C. F. von Weizscker Mnchen, dicembre 1990 pp.319, DM 19,80 Il fisico e filosofo Kppers porta qui alle estreme conclusioni filosofiche la moderna teoria sullorigine della vita, descrivendo il ruolo dellinformazione per tutto il divenire biologico. Labica, Georges Robespierre, une politique de la philosophie PUF, Paris dicembre 1990 pp.128, Fr 34 Esiste un pensiero politico di Robespierre che di particolare e di inedito ha il fatto di essere un pensiero della rivoluzione, uscito dalle sue stesse vicissitudini. Lachelier, Jules Cours de logique: Ecole normale suprieure 1866-1867 A cura di Jean-Louis Dumas Ed. universitaires, dicembre 1990 pp.162, Fr 145 Il considerevole interesse storico si spiega con il suo valore pedagogico e la potenza speculativa. Un esame delle principale questioni logiche nello spirito di Kant. Lanaro, Giorgio Il positivismo tra scienza e religione. Studi sulla fortuna di Comte in Gran Bretagna Franco Angeli, Milano gennaio 1991 pp.176, L, 24.000 Nel secolo scorso il pensiero di Auguste Comte sollev in Gran Bretagna un ampio dibattito, dividendo la cultura inglese in due partiti in cui militavano alcune delle sue figure di maggior rilievo. Langthaler, Rudolf Kants Ethik als System der Zwecke. Perspektiven einer modifizierten Idee der moralischen Teleologie und Ethikotheologie Berlin, dicembre 1990 pp.428, DM 168 Unanalisi della concezione delletica kantiana, modificata e ampliata, che in futuro dovrebbe consentire di portare in luce anche nuovi aspetti della parte centrale della filosofia della religione kantiana. letteratura medievale. Le Grand, H.E. (a cura di) Experimental Inquiries. Historical, Philosophical and Social Studies of Experimentation in Science Dordrecht, dicembre 1990 pp.296, Dfl. 140 Lecaldano, Eugenio Hume e la nascita delletica contemporanea Laterza, Bari gennaio 1991 pp.290 La ricostruzione del pensiero etico di Hume e la sua permanente influenza nelle varie correnti delletica contemporanea: utilitarismo, neo-contrattualismo, teorie dei diritti. Lefebvre, Henri Le Matrialisme dialectique PUF, Paris dicembre 1990 pp.168, Fr 44 La prassi il punto di partenza e quello di arrivo del materialismo dialettico, parola che in filosofia designa ci che per il senso comune la vita reale. Legris, Javier Eine epistemische Interpretation der intuitionistischen Logik Wrzberg, dicembre 1990 pp.142, DM 36 Lentini, Luigi Il paradigma del sapere Franco Angeli, Milano febbraio 1991 pp.136, L. 24.000 Il volume propone una ricostruzione del processo di formazione dellimmagine della scienza dominante nellepistemologia contemporanea e dei diversi modi in cui questultima determina i suoi strumenti analitici e si definisce in generale come disciplina. Leszek, Kolakovski Elogio dellincoerenza Vita e Pensiero, Milano dicembre 1990 pp.236, L. 20.000 Pamphlet del filosofo polacco espulso dal Partito Comunista nel 1966 per via delle sue prese di posizione sulle limitazioni della libert di pensiero nel Paesi socialisti. Lvinas, Emmanuel Autrement qutre ou Au-del de lessence LGF, dicembre 1990 pp.286, Fr 40 In questo libro parlo di responsabilit come struttura essenziale della soggettivit. Essere umani significa: vivere come se non si fosse un essere in mezzo ad altri esseri. Levinas, Immanuel Trascendenza e intelligibilit Marietti, Genova 1991 pp.90, L. 12.000 Le principali tematiche di un pensiero provocatorio e controcorrente che evidenzia la priorit del volto dellaltro e sottolinea la centralit delletica. Vengono qui tratteggiati i principali nuclei attorno ai quali ruota la pi recente ricerca levinasiana: il confronto tra sapienza ebraica e saggezza greca, il significato dellelezione e limportanza del dialogo interconfessionale tra ebraismo e cristianesimo. Lewis, C.S. Limmagine scartata Il modello della cultura medievale Marietti, Genova 1990 pp.198, L. 27.000 Un grande saggista ricostruisce il capolavoro pi alto del Medioevo, il Modello, limmagine delluniverso e delluomo che i moderni hanno scartato, ma la cui conoscenza indispensabile per leggere la Liebmann, Otto Kant e gli epigoni a cura di G. Cognetti Ed. Scientifiche, Napoli gennaio 1991 pp.190, L. 30.000 La dottrina fondamentale e lerrore fondamentale di Kant; la tendenza idealistica. Fichte, Schelling, Hegel; la tendenza realistica. Herbart; la tendenza empirica. Fries; la tendenza trascendete. Schopenhauer. Lorenz, Kuno Einfhrung in die philosophische Anthropologie Darmstadt, dicembre 1990 pp.153, DM 32 Lucchetta, Giulio Scienza e retorica in Aristotele. Sulle radici omeriche delle metafore aristoteliche Il Mulino, Bologna gennaio 1991 pp.172, L. 20.000 I vegetali, la calamita, la selva, la macina del mulino, le acque dellOceano sono oggetti metaforici che riportati al loro terreno originario - lOdissea - contribuiscono alla definizione delluniverso della memoria ellenica, danno ragione del carattere naturalistico della riflessione aristotelica e, per contrasto, consentono di capire concetti-chiave. Lurol, Grard Mounier . Vol.I. Gense de la personne Ed. universitaires, dicembre 1990 pp.319, Fr 245 Saggio sulla genesi del personalismo che rintraccia la storia del legame indissolubile fra la persona di Mounier e il concetto di persona. Lyons, David In the Interest of the Governed Clarendon Press, febbraio 1991 pp.164, UK 20 Basandosi sullo studio delle pi importanti opere di Jeremy Bentham, questo volume offre una reinterpretazione della sua principale dottrina filosofica, del principio di utilit e dellanalisi della legge. Edizione riveduta e aggiornata, che include una nuova prefazione e nuove bibliografie e indici. MacDonald Ross, G. - McWalter, T. (a cura di) Kant and his Influence Bristol, dicembre 1990 pp.392, UK 40 Costituito da ampi stralci delle relazioni presentate a un convegno su Kant dellaprile 1990, organizzato dalla British Society for the History of Philosophy, il libro raccoglie una grande quantit di prospettive su Kant e sulla sua influenza. Mackay, M. Donald Behind the Eye Basil Blackwell, gennaio 1991 pp.228 UK 19,95 Basato sulle lezioni su Gifford tenute dallautore nel 1986, il libro ci d unidea chiara del cervello e del suo funzionamento, affrontando gli argomenti a esso collegati che pi costituiscono materia di riflessione, dalle macchine intelligenti alla linguistica, dalle teorie della percezione alla questione della vita dopo la morte. Magrini, Maria Vittoria Predaval (a cura di) Scienza, filosofia e religione tra 600 e 700 in Italia Franco Angeli, febbraio 1991 pp.380, L. 40.000 I lavori presentati in questo volume analizzano una serie di tendenze della cultura italiana tra il diciassettesimo e il diciottesi-

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mo secolo, attraverso il confronto con lo sviluppo e la ricezione delle idee scientifiche e filosofiche europee nella situazione di frammentariet culturale che consegue al secolare particolarismo economico-politico della penisola. Malingham, Indira (a cura di) Logical Foundations: Essays in Honour of D. J. OConnor MacMillan Press, febbraio 1991 pp.208, UK 35 Una raccolta di articoli per celebrare il 75 compleanno di Dan OConnor. Ogni saggio prende in considerazione un argomento al quale si dedicato intellettualmente, dalla logica filosofica alla filosofia delleducazione, e riflette limpegno di OConnor per i principi fondamentali dellempirismo logico. Mancini, Italo Lethos dellOccidente. Neoclassicismo etico, profezia cristiana pensiero critico moderno Marietti, Genova 1990 pp.628, L. 80.000 Masullo, Aldo Filosofie del soggetto e diritto del senso Marietti, Genova 1990 pp.216, L.30.000 Ragione filosofica e crisi del senso in una originale riproposta del pensiero classico. Matilal, B. K. The Word and the World OUP India, febbraio 1991 pp.200, UK 10,95 Una monografia che studia ci che oggi viene chiamata filosofia del linguaggio basandosi su materiale tratto esclusivamente dalle opere di filosofi indiani classici. Medawar, P. B. - Medawar, J. S. Biologie von A bis Z. Ein philosophisches Wrterbuch Mnchen, dicembre 1990 pp.391, DM 19,80 Il premio Nobel Peter Medawar e sua moglie Jean con il loro sapere enciclopedico hanno creato con spirito voltairiano (New York Times) un dizionario filosofico che riflette sulla biologia, che ne spiega i concetti in articoli approfonditi con stile piano, divertente e vivace. Mehrtens, Herbert Moderne - Sprache - Mathematik. Eine Geschichte des Streits um die Grundlagen der Disziplin und des Subjekts formaler Systeme Frankfurt, dicembre 1990 pp.620, DM 78 Melandri, Enzo Le ricerche logiche di Husserl Introduzione e commento alla prima ricerca Il Mulino, Bologna gennaio 1991 pp.232, L. 30.000 Unintroduzione generale in cui la fenomenologia husserliana viene ricondotta al suo alveo storico, e la rassegna degli immediati predecessori di Husserl nel contesto della filosofia tedesca tra la fine dell 800 e gli inizi del 900. Migliori, Maurizio Dialettica e verit Commentario filosofico al Parmenide di Platone Vita e Pensiero, Milano gennaio 1991 pp.570, L. 40.000 Linterpretazione del Parmenide di Platone condotta sui principi ermeneutici desunti dalle dottrine non scritte di Platone medesimo, tramandate dai suoi discepoli immediati. Misak, C. J. Truth and the End of Inquiry. A Peircean Account of Truth Clarendon Press, gennaio 1991 pp.200, UK 22,50 C. S. Peirce, fondatore del pragmatismo, sosteneva che la verit ci su cui siamo daccordo, su cui si pu effettuare una ricerca finch essa si dimostra fruttuosa. Lautore di questo libro si batte per un concetto di verit pragmatico, soffermandosi sui suoi requsiti fondamentali secondo Peirce. Mosconi, Giuseppe Discorso e pensiero Il Mulino, Bologna dicembre 1990 pp.344, L. 40.000 Il linguaggio non serve soltanto a veicolare e ad esternalizzare il pensiero, ma a pensare, nel senso che il pensiero si determina discorsivamente. Lapproccio psicoretorico adottato dallautore deriva dalla necessit di considerare la dimensione retorica del discorso un aspetto essenziale del pensare-parlare. Nagl-Docekal, H. - Pauer-Studer, H. (a cura di) Denken der Geschlechterdifferenz. Neue Fragen und Perspektiven der feministischen Philosophie Wien, dicembre 1990 pp.240, DM 34, S 240 Negri, Antonio The Savage Anomaly. The Power of Spinozas Metaphysics and Politics Minnesota U.P., febbraio 1991 pp.320, UK 29,95 (ed.ec. UK 11,95) Negri propone una rilettura degli scritti filosofici e politici di Spinoza nel quadro dello sviluppo dello Stato moderno e della sua relativa economia politica. La tesi centrale del libro si muove attorno allaffermazione di una serie di anomalie uniche nella situazione di Spinoza. Nietzsche, Friedrich La gaia scienza a cura di Fabrizio Desideri Edizioni Studio Tesi, Pordenone 1991 pp. 357, . 20.000 Il libro che costituisce il culmine dellilluminismo nicciano, riproposto in una nuova edizione che si segnala per il ricco apparato cronologico e bibliografico. Norris, Christopher Spinoza and the Origin of Modern Critical Theory Basil Blackwell, febbraio 1991 pp.240, UK 35 (ed.ec. UK 9,95) Un resoconto dettagliato dellinfluenza di Spinoza su varie correnti attuali di pensiero critico, dal marxismo di Althusser allermeneutica, alla decostruzione, alla poetica narrativa, al nuovo storicismo e agli scritti difficilmente classificabili di un pensatore come Gilles Deleuze. Nussbaum, Martha Loves Knowledge Oxford University Press, gennaio 1991 pp.432, UK 40 Una raccolta degli scritti pubblicati dallautore sui rapporti fra letteratura e filosofia, specialmente filosofia morale. Vi vengono esplorati i rapporti fra stile e contenuto, con un occhio alle questioni etiche, e il ruolo delle emozioni sulle deliberazioni e sulla conoscenza di s. Ohashi, Ryosuke (a cura di) Die Philosophie der Kyoto-Schule. Texte und Einfhrung Freiburg i.Br., dicembre 1990 pp.552, DM 68 Uno dei pi influenti filosofi giapponesi della nostra epoca, Kitaro Nishida (18701945), ha fondato a Kyoto una scuola di pensiero nella vecchia tradizione nipponica, soprattutto di pensiero Zen, contrapposta alla filosofia europea contemporanea, entrambe rivolte ai moderni interrogativi. Chi vuole conoscere il pensiero giapponese deve confrontarsi con questa scuola. Onfray, Michel Il ventre dei filosofi trad. it. di Giovanni Bogliolo Rizzoli, Milano febbraio 1991 pp.176, L. 26.000 I filosofi, quando pensano, dimenticano. Soprattutto troppo spesso si dimenticano del proprio corpo e di ci che esso assimila quando mangiano. Eppure tra il pensiero e lo stomaco esistono innegabili affinit e vincoli, profondi legami e corrispondenze. Per affrontare il problema, Onfray ha invitato ad un curioso banchetto alcuni prestigiosi ospiti. Tra gli altri, il cinico Diogene, Rousseau, Kant. Pansera Maria Teresa Luomo progetto della natura. Lantropologia filosofica di Arnold Gehlen. Prefazione di Vincenzo Cappelletti Studium, Roma 1990 pp. 208, L. 22.000 E questo il primo lavoro dinsieme dedicato al filosofo tedesco Arnold Gehlen (1904-1976). Di fronte allespansione della civilt tecnologica di massa, che tende a dissolvere lidentit dellessere umano, Gehlen intende ricostruirne una nuova immagine, fondata sui risultati delle scienze. Da questa indagine luomo emerge come un unicum incomparabile rispetto agli altri esseri viventi. Pasternack, G. (a cura di) Zur spten sthetik von Georg Lukcs (Congresso di Brema, 25-27 marzo 1987) Frankfurt, dicembre 1990 pp.208, DM 38 Patella, Giuseppe Sul postmoderno. Per un postmodernismo della resistenza Studium, Roma 1990 pp. 184, L. 19.000 Lautore approfondisce le principali elaborazioni filosofiche sul postmoderno e prende in esame le pi importanti teorie letterarie che si confrontano con esso. Patocka, Jan Die natrliche Welt als philosophisches Problem. Phnomenologische Schriften I a cura di Kl. Nellen e J. Nemec Stuttgart, dicembre 1990 pp.319, DM 98 - S 764 Jan Patocka, allievo di Husserl e mentore di Vclav Havel, indaga in questo libro il rapporto del mondo naturale con luomo secondo la sua rappresentazione scientifica. Troviamo unanticipazione del concetto di Husserl di mondo vivente. Pears, David Humes System. An Examination of the First Book of his Treatise Oxford University Press, gennaio 1991 pp.208, UK 25 (ed.ec. UK 7,95) La prima filosofia di Hume, si sostiene, in questo saggio, potrebbe essere vista sia come un abbozzo di teoria del significato, che come una ricerca nella natura di verit ed evidenza. Pears esamina lapplicazione delle teorie di Hume alla questione della causalit, dellidentit e della percezione. Peperzak, Adriaan Hegels praktische Philosophie. Ein Kommentar zur enzyklopdischen Darstellung der menschlichen Freiheit und ihrer objektiven Verwirklichung Stuttgart, dicembre 1990 pp.360, DM 198 Un confronto di due stesure diverse dimostra i cambiamenti della filosofia pratica di Hegel fra il 1817 e il 1830. Perrefort, Maria Opfer und Gehorsam. Kritische Untersuchungen zur Struktur von Heideggers Gelassenheitsidee Wrzburg, dicembre 1990 pp.202, DM 48 Perrotta, Raffaele Gli scuri delle semantiche. Idee, immagini (espressioni) Pellicani Editore, Roma 1990 pp.94, L. 15.000 Il linguaggio come luogo di operazioni simboliche che non si risolvono nellordine del discorso codificato. Contro il Senso formalizzato della sintassi la ricchezza dei linguaggi dove la parola non topica ma problematica. Philippe, Marie-Dominique Lettre un ami: itinraire philosophique Ed. universitaire, dicembre 1990 pp.199, Fr 135 Oggi tutti si interrogano su ci che la persona umana. Superando le ideologie per ritrovare il realismo di unautentica ricerca della verit, bisogna scoprire, a partire dalle proprie esperienze, ci che d un senso alla propria vita. Lautore, un domenicano, insegna filosofia e teologia. Philonenko, Alexis La jeunesse de Feuerbach: 1828-1841: introduction ses positions fondamentales Vrin, Paris dicembre 1990 2 voll., pp.320, 400, Fr 360 Questo libro uno degli anelli che formano la catenna della storia ermeneutica della filosofia protestante. Feuerbach lantiteologo che discute con i teorici del dogmatismo protestante, senza mai perdere di vista il cattolicesimo. Pitassi, Maria Cristina Le Philosophe et lcriture: John Locke, exegte de saint Paul Cahiers de la "Revue de thologie et de philosophie", n.14, dicembre 1990 pp.104, Fr 123 I fondamenti dellermeneutica lockiana, i suoi legami con la tradizione esegetica e con il metodo filosofico sviluppato nellEssai concernant lentendement humain Plotin Trait sur la libert et la volont de lUn: Ennade VI, 8 A cura di Georges Leroux Vrin, Paris dicembre 1990 pp.452, Fr 210 La questione dellesistenza e della natura della libert divina, non la libert di creare lessere, ma quella per lUno di produrre se stesso. Pggeler, Otto Der Denkweg Martin Heideggers 3 edizione con commento dettagliato, note e indice dei nomi ampliati. Pfullingen, dicembre 1990 pp.464, DM 78 Polin, Raymond John Locke. Senso e fondamento del potere trad. it. e cura di A. Zanini Pellicani Editore, Roma 1990 pp.66, L. 12.000 Il breve saggio, pubblicato da Polin per la prima volta nel 1956, offre le coordinate essenziali del pensiero di Locke e ne rivendica lunitariet morale del progetto filosofico contro le interpretazioni che privilegiano il carattere gnoseologico della filosofia lockiana.

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Una ricognizione sui circa 180 anni di ritardo (rispetto al continente) con cui le teorie sullatomo furono accettate in Inghilterra, che mette in luce limportantissimo ruolo avuto dal gassendismo. Come un punto di contatto oltremodo distintivo tra Gassendi e Locke dimostra si mostra il cosiddetto teroema dello spettro rovesciato. Recherches sur la philosophie et le langage, n.12; Hommage Henri Joly Groupe de recherches sur la philosophie et le langage, dicembre 1990 pp.472, Fr 149 In queste pagine si possono trovare numerosi lavori che riguardano la Grecia antica. Reese-Schfer, Walter Karl-Otto Apel zur Einfhrung Con una nota di J. Habermas Hamburg, dicembre 1990 pp.160, DM 16,80 Reimann, Werner Verweigerte Vershnung. Zur Philosophie von G, Anders Wien, dicembre 1990 pp.192, DM 46 - S 322 Rentsch, Thomas Die Konstitution der Moralitt. Transzendentale Anthropologie und praktische Philosophie Frankfurt, dicembre 1990 pp.350, DM 48 Riccobono, Maria Gabriella Tra desiderio e realt. Pratica, poesia, storia in Benedetto Croce Ed. Scientifiche Italiane, dicembre 1990 pp.336, L. 40.000 Le modalit e le difficolt che caratterizzano il tormentato e continuo sviluppo tra desiderio, poesia e conoscenza storica nel pensiero di Croce. Richardson, John Existential Epistemology Clarendon Press, febbraio 1991 pp.230, UK 10,95 Questo saggio introduce alla fenomenologia esistenziale di Martin Heidegger, dimostrando come le idee di Heidegger poggiassero sul punto centrale dellepistemologia, cio come sia possibile sviluppare una conoscenza obiettiva. Riedel, M. (a cura di) Hegel und die antike Dialektik Frankfurt, dicembre 1990 pp.288, DM 18 Rohls, Jan Geschichte der Ethik Tbingen, dicembre 1990 pp.550, DM 98 (ed.ec. DM 68) Una storia dei progetti etici nel loro contesto sociale, che parte dalletica religiosa fino alle attuali teorie della societ. Rohrmoser, Gnter Was ist heute sozial? A cura di H.R. Vogel et al. Stuttgart, dicembre 1990 pp.32, DM 14,80 Rohrmoser tenta uninterpretazione del concetto di sociale da un terreno storico e filosofico. Rolland, Jacques Dostoevskij e la questione dellaltro Jaca Book, Milano gennaio 1991 pp.176, L. 26.000 Lautore, filosofo e discepolo di Lvinas, tenta un approccio filosofico allopera letteraria di Dostoevskij. Lintento di avvicinare il filosofo al testo, in un rapporto nel quale ognuno invii allaltro stimoli, suggestioni e nuove interpretazioni o possibilit di significato. Rosen, Stanley Introduzione alla Repubblica di Platone Ed. Scientifiche Italiane, dicembre 1990 pp.54, L. 8.000 Il testo di tre delle cinque lezioni tenute dallautore alla Scuola Superiore di Studi Universitari e di Perfezionamento S.Anna di Pisa nel 1989. La complessa struttura e le contraddizioni insanabili che sorgono dalla relazione tra giustizia, beatitudine e felicit. Roustang, Franois Lacan: Why did we follow him for so long? Oxford University Press, gennaio 1991 pp.176, UK 22,50 Jacques Lacan, uno dei massimi intellettuali francesi, negli anni 60 ha avuto grande seguito in campo psicoanalitico. Lautore, un suo ex seguace che poi abbandon il sistema lacaniano, ricerca i motivi della sua grande influenza. Runggaldier, Edmund Analytische Sprachphilosophie Stuttgart, dicembre 1990 pp.200, DM 22 Ruschi, Riccardo Lo spirito di natura dellarte. Un itinerario nel pensiero estetico di Theodor W. Adorno Unicopli, dicembre 1990 pp.136, L. 18.000 Una ricostruzione della concezione estetica di Adorno dai primi scritti del 31-33 alla Teoria estetica, passando attraverso la critica dellidea di dominio della Dialettica dellilluminismo: il rapporto dialettico che lega la natura allarte si rivela paradigma della conoscenza. Rutherford, R. B. The Meditations of Marcus Aurelius: A Study Clarendon Press, febbraio 1991 pp.301, UK 14,95 Il saggio si sforza di rendere le Meditazioni pi accessibili al lettore moderno spiegandone il contesto storico e filosofico, tracciando le linee principali del pensiero di Marco Aurelio e collegando i dettagli stilistici alla sua visione morale e intellettuale. Safranski, Rdiger Wieviel Wahrheit braucht der Mensch? ber das Denkbare und das Lesbare Mnchen, dicembre 1990 pp.212, DM 36 Il libro un saggio narrativo sulle fortune e le catastrofi delle ricerca della vera vita, esemplarmente condotta su Rousseau, Kleist, Nietzsche e Kafka, ma anche su alcuni casi nella storia della ricerca della verit, da Socrate a Freud. Salem, Jean La Mort nest rien pour nous: Lucrce et lthique Vrin, Paris dicembre 1990 pp.304, Fr 210 Un erudito saggio dellarte di vivere insegnata da Lucrezio, presentatoci da uno specialista delletica epicurea. Scheffczyk, Leo (a cura di) Dualismus versus Dualitt. Aspekte neuzeitlicher Weltbetrachtung Freiburg, dicembre 1990 pp.240, DM 68 Schlanger, Jacques La Situation cognitive Mridiens-Klincksieck, dicembre 1990 pp.152, Fr 95 Il fatto di sapere come avvenimento globale e inglobante: un soggetto conoscente, un oggetto conosciuto e lattivit cognitiva che li lega. Schlosser, Marianne Cognitio et amor. Zum kognitiven und voluntativen Grund der Gotteserfahrung nach Bonaventura Paderborn, dicembre 1990 pp.280, DM 58 Schmid, Wilhelm Die Geburt der Philosophie im Garten der Luste. Michel Foucaults Archologie des platonischen Eros Frankfurt, dicembre 1990 pp.220, DM 19,80 Nel Simposio platonico per la prima volta la forza del piacere appare tramutata in ricerca della verit. Wilhelm Schmid rintraccia questo avvenimento, sulla scia di Foucault e in questi fondamenti ricerca con cura la nascita della filosofia nel giardino dei piaceri. Schmidt, Herrmann J. Nietzsche absconditus oder Spurenlesen bei Nietzsches Kindheit. An der Quelle: In der Pastorenfamilie, Naumburg 1854-1858 oder Wie ein Kind erschreckt entdeckt, wer es geworden ist, seine christliche Erziehung unterminiert und in heimlicher poetophilosophischer Autotherapie erstes eigenes Land gewinnt Berlin, dicembre 1990 2 volumi, pp.567+553, DM 68 (fino al 30.4.91, poi DM 84) Unopera che riassume 100 anni di cecit nelle interpretazioni di Nietzsche da ogni angolazione possibile. Schopenauer, Arthur Il fondamento della morale trad. it. di Ervino Pocar Laterza, Bari febbraio 1991 pp.310 Seidler, Victor J. The Moral Limits of Modernity. Love and Inequality MacMillan Press, febbraio 1991 pp.304, UK 40 Questo libro, per certi versi una sfida alle forme dominanti della teoria morale, riflette la consapevolezza dellautore del senso di inadeguatezza della tradizione morale razionalistica per valutare le realt morali cui ci troviamo di fronte dopo Auschwitz e Hiroshima. Seiffert, H. - Radnitzky, G. (a cura di) Handlexikon zur Wissenschaftstheorie Mnchen, dicembre 1990 pp.512, DM 98 Severino, Emanuele La filosofia antica. I grandi temi del pensiero greco dai presocratici a Plotino Rizzoli, Milano dicembre 1990 pp.224, L. 10.000 Un manuale che mira a illuminare la struttura di fondo del pensiero filosofico, in modo che il lettore possa avanzare poi da solo nella lettura e nello studio dei grandi autori della filosofia greca. Shklar, Judith Montesquieu Il Mulino, Bologna dicembre 1990 pp.138, L. 14.000 Una lettura del percorso umano e intellettuale di Charles de Secondat, barone della Brde e di Montesquieu, storico, moralista pensatore e filosofo a cui dobbiamo lelaborazione di alcuni tra i concetti-cardine del pensiero politico e della sociologia moderna.

Pltner, Gnther Auf der Spur des Heiligen. Heideggers Beitrag zur Gottesfrage Wien/Kln, dicembre 1990 pp.224, DM 42 Ponton, Lionel Philosophie et droits de lhomme de Kant Levinas Vrin, Paris dicembre 1990 pp.216, Fr 150 I diritti delluomo esigono la costituzione di una repubblica o sono semplicemente i principi regolatori del diritto esistente? Inglobano i diritti economici e sociali? Potter, K.H. (a cura di) Encyclopedia of Indian Philosophies. Vol.V: The Philosophy of the Grammarians Lawrenceville, NJ, dicembre 1990 pp.520, $ 55 Monumentale opera di consultazione preparata sotto la supervisione editoriale di Karl Potter, con riassunti delle maggiori opere della tradizione grammatica nella filosofia indiana. Pozzoli, Claudio (a cura di) Nietzsche - Nei ricordi e nelle testimonianze dei contemporanei Rizzoli, Milano dicembre 1990 pp.446, L. 16.000 Attraverso gli scritti di familiari,amici, colleghi, conoscenti si delinea la vita del filosofo come venne vista e condivisa dai contemporanei: queste testimonianze aiutano anche a far luce sugli aspetti pi contradditori di questa esistenza sfociata nella pazzia. Pranteda, Maria A. Individualit e autobiografia in Dilthey Guerini, Milano febbraio 1991 pp.176, L.25.000 Questo volume indaga il tema dellindividualit in Dilthey in un confronto con la monadologia di Leibniz, evidenziando, al di l della dimensione puramente coscienziale del soggetto cosciente, la struttura degli affetti e delle rappresentazioni inconscie dellio come condizioni della sua storicit. Prini, Pietro Lambiguit dellessere Marietti, Genova 1990 pp.102, L.18.000 Un confronto originale con una forma classica: il dialogo filosofico. Pritchard, Michael S. On Becoming Responsible Kansas U.P., gennaio 1991 pp.288, UK 23,95 Uno studio della morale individuale in cui lautore mescola teorie filosofiche etiche a considerazioni da una prospettiva psicologica sullo sviluppo delluomo e sulla condotta morale. Nel testo occupano una posizione centrale i temi delleducazione morale e delle complesse influenze sulla vita morale. Puech, Michel Kant et la causalit: tude sur la formation du systme critique Vrin, Paris dicembre 1990 pp.526, Fr 300 Questo libro permette di seguire lo sviluppo di una crisi della metafisica nella Germania del XVIII secolo e di osservarvi la formazione della prima idea trascendentale nellopera pre-critica e nei testi inediti. Puster, Rolf W. Britische Gassendi-Rezeption am Beispiel John Lockes Stuttgart, dicembre 1990 pp.176, DM 78

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Obiter dicta Profili, schede, interventi Quattroventi, Urbino gennaio 1991 pp.288, L. 32.000 Raccolta di scritti brevi, articoli, fogli pi o meno volanti, effimeri. Diario di letture che si tradotto in schede, un colloquio con personaggi e maestri. Siegmann, Georg Benjaminiana. Eine biographische Recherche zu Walter Benjamin im Auftrag des Werkbund-Archiv Gieen, dicembre 1990 pp.144, DM 45 Simmel, Georg Vom Wesen der Moderne. Essays zur Philosophie und sthetik Hamburg, dicembre 1990 pp.220, DM 32 Solomon, Robert C. Higgins, Kathleen M. (a cura di) Reading Nietzsche Oxford University Press, gennaio 1991 pp.228, UK 9,95 Raccolta di saggi sullopera del filosofo tedesco Friedrich Wilhelm Nietzsche. Ogni saggio verte su una singola opera, con il contributo di molti insigni allievi di Nietzsche, tra cui Ivan Soll, Alexander Nehemas, Frithjof Bergmann e Arthur Danto. Sorman, Guy I veri pensatori del nostro tempo trad. it. di A. Silva Longanesi, Milano dicembre 1990 pp.261, L. 32.000 Interviste ad alcuni protagonisti del pensiero moderno che con le loro teorie e interpretazioni hanno tracciato le linee direttrici del nostro secolo. Spallanzani, Maria Franca Immagini di Descartes nellEncyclopdie Il Mulino, Bologna dicembre 1990 pp.240, L. 28.000 I volumi della Encyclopdie di Diderot e dAlambert sono letti inseguendo le tracce del pensiero di Descartes e cercando le diverse immagini che i vari collaboratori restituiscono di lui nelle voci di filosofia e di scienza. Speck, J. (a cura di) Philosophie des Altertums und des Mittelalters. Sokrates, Platon, Aristoteles, Augustinus, Thomas von Aquin, Nikolaus von Kues 4 edizione riveduta Gttingen, dicembre 1990 pp.257, DM 23,80 Spinoza, Benedetto Trattato politico a cura di Lelia Pezzillo Laterza, Bari gennaio 1991 pp.180 Lopera nella quale Spinoza formula nel modo pi preciso e maturo il suo punto di vista sulla politica. Steigleder, Kl. - Mieth, D. (a cura di) Ethik in den Wissenschaften. Ariadnefaden im techinischen Labyrinth? IV Blaubeurer Symposium. 8.-12. Okt. 1989 Tbingen, dicembre 1990 pp.300, DM 68 Steiner, Rudolf Considerazioni esoteriche su nessi karmici trad. it. di G. Quattrocchi Quattroventi, Urbino gennaio 1991 pp.246, L. 20.000 Le conferenze tenute a Praga, Parigi e Breslavia dal marzo al giugno 1924. Lantroposofia come base conoscitiva dello spirito nel mondo e nelluomo e come impulso dellanima per la vita morale e religiosa. Stenlund, Sren Language and Philosophical Problems Routledge, gennaio 1991 pp.208, UK 35 Partendo dalle idee di Wittgenstein, questa ricerca sulla questione della mente, del significato e della matematica basata sui preconcetti del linguaggio esamina problematice in diverse regioni della filosofia e si propone di dimostrare che hanno radici comuni nel cattivo uso di concetti tecnici e di metodi formali. Stirling, James H. The Secret of Hegel Being the Hegelian System in Origin, Principle, Form and Matter 2 volumi, ristampa delled. 1898 Bristol, dicembre 1990 pp.434, UK 68 Non si sottolineer mai abbastanza limportanza storica del libro di Stirling, che per la prima volta introdusse la filosofia tedesca in Inghilterra. Stove, David The Plato Cult and Other Philosophical Follies Basil Blackwell, febbraio 1991 pp.196, UK 25 Libro sulla filosofia che sottopone diverse teorie a unanalisi critica e si chiede come si rapportino alla nostra idea di realt basata sul senso comune. Tra i nomi celebrati che lautore cerca di ridimensionare troviamo Platone, Hegel, Kant, Foucault, Popper, Nozick, Feyerabend e Goodman. Theunissen, Michael Verzweiflung und Vershnung. Kierkegaard negativistiche Methode Frankfurt, dicembre 1990 pp.96, DM 24 Theunissen indaga i rapporti di dipendenza reciproca, importanti secondo le pi recenti teorie psicologiche, tra ego e disperazione, cos come sono stati pensati da Kierkegaard nel suo profondo trattato La malattia mortale Thiel, Detlef ber die Genese philosophischer Texte. Studien zu Jacques Derrida Freiburg, dicembre 1990 pp.424, DM 98 Thiel, Manfred Versuch einer ontologie der Persnlichkeit. vol.II: Die Philosophie der Unmittelbarkeit. Teil I: Fundamentalanthropologische Deskriptionen und Bestimmungen. Teil II: Das Problem der Individualitt und die Genealogie der Sexualitt Heidelberg, dicembre 1990 Parte I: pp.884, DM 320 Parte II: pp.246, DM 98 Thiel, Manfred Versuch einer Ontologie der Persnlichkeit. Vol.II. Teil III: Geschichtliche Mglichkeiten und die Komplementrfunktion des Persnlichkeitsideals. Teil IV: Anhang: Wesen und Schicksal der Homophilie (Homophilie und Vorurteil) Heidelberg, dicembre 1990 Parte III: pp.724, DM 260 - Parte IV pp.324, DM 110 Lopera, sostenuta economicamente dal DFG, delinea in maniera dettagliata i contorni dellontologia, presentando una perduta filosofia della sessualit sul versante teologico. Thies, Erich Ludwig Feuerbach zwischen Universitt und Rathaus oder die Heidelberg Philosophen und die 48er Revolution Heidelberg, dicembre 1990 pp.96, DM 19,80 Thomsen, Dirko Techne als Metapher und als Begriff der sittlichen Einsicht. Zum Verhltnis von Vernunft und Natur bei Platon und bei Aristotele Freiburg, dicembre 1990 pp.330, DM 79 Topitsch, Ernst Heil und Zeit. Ein Kapitel zur Weltanschauungsanalyse Tbingen, dicembre 1990 pp.150, DM 78 (ed.ec. DM 48) La vita essenzialmente temporanea, come pure la coscienza, il pensiero e lagire, quindi leterno presente non pu che essere la dissoluzione completa. Luomo cerca perci rifugio nella contraddizione interna di una vita esanime, di una coscienza inconsapevole, eccetera. Le speculazioni in materia hanno sempre dovuto lottare con queste difficolt, fin da Upanishade e Platone. Totok, Wilhelm Handbuch der Geschichte der Philosophie. Band VI: Bibliographie 20. Jahrhundert Frankfurt, dicembre 1990 pp.854, DM 294 (ed.ec. 270) In questo volume rigorosamente bibliografico si possono trovare sia i pi importanti scritti dei filosofi trattati, sia lampia letteratura esistente nelle lingue occidentali su di essi dal 1920 al 1986. Troncon, Renato Studi di Antropologia filosofica Guerini, Milano febbraio 1991 pp.260, L, 35.000 La filosofia del viaggio, la filosofia della danza, lantropologia filosofica nel Novecento, la fisiognomica sono le linee prospettiche che lautore di questo volume ha riunito nellorizzonte di una filosofia dellinquietudine. Tweyman, Stanley (a cura di) David Humes Dialogues Concerning Natural Religion in Focus Routledge, febbraio 1991 pp.288, UK 40 (ed.ec. UK 12,99) Una nuova edizione dei Dialoghi di Hume, ricavata dai manoscritti originali conservati nella National Library di Edinburgo, sforzandosi di rimanere il pi possibili fedeli al testo di Hume, alle note in margine e alle correzioni. In appendice dibattiti, analisi e quattro scritti di Hume sul male. Vaitkus, Steven How is Society Possible? Intersubjectivity and the Fiduciary Attitude as Problems of the Social Group in Mead, Gurwitsch, and Schutz Dordrecht, dicembre 1990 pp.208, Dfl 140 Valdinoci, Serge Introduction dans leuropanalyse: Krisis II, transformer la phnomnologie de Husserl pour fonder la philosophie Aubier, dicembre 1990 pp.206, Fr 98 Unanalisi della Krisis di Husserl e uno sviluppo delle sue teorie Weber, Elisabeth Verfolgung und Trauma. Zu Emmanuel Lvinas Autrement qutre ou au-del de lessence Wien, dicembre 1990 pp.256, DM 52,80 - S 370 Weizscker, C. Fr. von Zum Weltbild der Physik 13 edizione, con una nuova prefazione: "Rckblick nach 46 Jahren" Stuttgart, dicembre 1990 pp.378, DM 38 Wendnagel, Johannes Ethische Neubesinnung als Ausweg aus der Weltkrise? Ein Gesprch mit Hans Jonas Wrzburg, dicembre 1990 pp.90, DM 24 Whiten, Andrew Natural Theories of Mind. Evolution, Development and Simulation Basil Blackwell, gennaio 1991 pp.320, UK 32,50 Un lavoro interdisciplinare sullemergere di teorie della mente, che spazia dal dibattito sui fondamenti concettuali e metodologici allesplorazione di modelli comuni nella macchina, nellanimale e nelluomo. Wimmer, Reiner Kants kritische Religionsphilosophie Berlin, dicembre 1990 pp.286, DM 120 Linterpretazione critica della filosofia della religione di Kant dal suo versante trascendentale nelle sue ripercussioni sulle tre Critiche, sulla Religione allinterno della pura ragione e sulle Opere postume . Wittgenstein, Ludwig Grammatica filosofica a cura di Mario Trinchero La Nuova Italia, Firenze 1990 pp. 474, L. 55.000 Pubblicata per la prima volta nel 1969, questopera tratta da un dattiloscritto cui Wittgenstein lavor negli anni 1930-32 sottoponendolo in parte, fra il 1933 e il 1934, a due revisioni. Sviluppando temi che si ritroveranno nelle Ricerche filosofiche, Wittgenstein affronta qui il problema dellaccordo fra linguaggio e mondo, spostandolo in un ambito esclusivamente grammaticale. Questultimo visto come arbitrario e puramente convenzionale: le inferenze linguistiche sono ricondotte alle implicazioni logiche, al di fuori di qualsiasi suggestione realistica. Wolin, Richard The Politics of Being. The Political Thought of Martin Heidegger Irvington, NY, dicembre 1990 pp.280, $ 43 Wolin ricostruisci i delicati rapporti che corrono fra filosofia e politica nella prima produzione di Heidegger e il peso che ebbe il suo fallimento politico nel rilancio della sua filosofia negli anni 30 e 40. Zarnecka-Bialy, E. (a cura di) Logic Counts Dordrecht, dicembre 1990 pp.244, Dfl 150 Un libro indicato per tutti coloro che fanno ricerca filosofica e che sono interessati a scoprire in che modo la logica possa essere utile loro.

Zucal, Silvano Romano Guardini e la metamorfosi del religioso tra moderno e post-moderno Un approccio ermeneutico a Hlderlin, Dostoevskij e Nietzsche Quattroventi, Urbino gennaio 1991 pp.506, L. 48.000 Saggi sugli scritti in cui Guardini cerca, sul piano ermeneutico, una conferma della sua ipotesi teoretica riguardante la metamorfosi del religioso tra moderno e post-moderno.