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SOMMARIO

La polis Europa
Il duplice appello dell’Istituto Italiano per gli Studi Al contrario: la scintilla dell’Unione scocca con il ricono-
Filosofici per la filosofia e la ricerca umanistica tocca le scimento di una cittadinanza europea, affiancata a quella
radici più profonde della nostra comune coscienza di nazionale, e composta dai diritti economici-sociali, già
europei. Il nostro Parlamento è chiamato a raccogliere le menzionai dalla disciplina del mercato unico, ed insieme,
istanze della nostra società civile. Qui ci troviamo di beninteso, dai diritti politici e partecipativi ultimamente
fronte ad un autorevole messaggio dal mondo della previsti dal Trattato di Maastricht. La base della cittadi-
cultura. Non possiamo lasciarlo inascoltato. nanza europea sta nella libertà di circolazione che è, a sua
L’Istituto Italiano per gli Studi Filosofici si rende inter- volta, circolazione delle libertà, non solo di intrapresa ma
prete dell’esigenza che la nuova generazione, la futura anche di pensiero, diritto per ciascuno a fruire senza
classe dirigente, sia educata alla filosofia, al pensiero discriminazioni dello spazio europeo, anche nella pro-
creativo, alla capacità di giudizio. Di qui anche il suo pria formazione umana e professionale. Vi è così una
impegno nel promuovere una rinascita dell’umanesimo polis in divenire, ordinata per la prima volta su scala
che possa vivificare ogni ramo della scienza e guidare lo sopranazionale, nella quale siamo tutti coinvolti. Sappia-
sviluppo. L’uomo torna, imago Dei, al centro dell’uni- mo di doverla creare con il possesso di una nuova
verso quando riscopre il valore perenne della sua libertà cittadinanza. Sarà una cerchia dell’esperienza politica
e dignità, del suo diritto a governare la vita e lasciare, nella quale, ancora una volta, può regnare la persona
com’è accaduto nelle stagioni più felici della nostra umana. E la conquista di un tale nuovo umanesimo ha la
civiltà, il segno della sua opera nella storia. forza aggregante dei grandi moti spirituali che non cono-
L’Istituto Italiano per gli Studi Filosofici ha saputo dare scono frontiere.
il primo impulso a questa mobilitazione degli uomini di La cittadinanza comune significa molte cose, ma comin-
cultura per rivisitare l’umanesimo. E’ un disegno di largo cia in ogni caso con il vivere, crescere ed educarsi
respiro. La sua concreta realizzazione passa necessaria- insieme. La cultura umanistica è una preziosa scuola di
mente attraverso la scuola, ma resta in definitiva affidata conoscenza: unisce i popoli europei pur facendo feconda-
al sostegno dell’opinione pubblica, al favore che merita- re la ricchezza e diversità delle culture nazionali. È un
no le proposte illuminate e che deve maturare anche qui, patrimonio comune che dobbiamo, però, saper rimettere
a Strasburgo e nelle altre sedi delle istituzioni europee. a frutto. Può l’unione ospitare una vera Comunità euro-
L’appello, infatti, costituisce un importante contributo pea della ricerca, della scienza che non è un semplice
alla concezione di un’Europa che comincia finalmente scientismo?
coll’unirsi in aree diverse dal mercato e dall’economia. Nell’ottica della Comunità europea la ricerca è stata
L’Istituto napoletano ha riacceso nella città di Vico e di concepita come uno strumento che serve ad estendere le
Croce un punto focale dell’interesse alla diffusione del risorse tecnologiche, a migliorare la qualità dei prodotti,
pensiero, alla riflessione sui temi centrali da cui non ad affilare le lame della concorrenza nel mercato. Ultima-
possiamo evadere. Guardiamo all’appello. La instanca- mente, però, si è aperta anche la prospettiva dei program-
bile dedizione dell’Istituto napoletano alla causa del mi diretti sotto più aspetti a promuovere le mobilità del
sapere, che desta l’ammirazione negli studiosi non im- corpo docente e degli studenti, cioè quella circolazione
porta di quale paese, è posto al servizio di una Weltan- della cultura, che è il primo correttivo di una elezione
schauung che è anche saggezza politica. grettamente mercantile dell’integrazione europea: ed
Diciamo di voler andare oltre il Mercato, verso l’unione abbiamo insistito perchè a tali iniziative si uniscano i
promessa dal Trattato di Maastricht. La Comunità-Unio- popoli fratelli dell’Est europeo. Il fatto è che si tratta di
ne che viene dopo la Comunità-Mercato costituisce fin da programmi ancora frammentari e privi di mezzi adeguati.
ora un naturale polo d’attrazione per tutta l’Europa e si Non c’è stato il colpo d’ala di una filosofia, appunto, della
dispone ad accogliere come suoi componenti altre nazio- nostra Comune cittadinanza culturale. Come diceva Era-
ni. Chi si lascia ciecamente dirigere dalla logica dell’utile smos, tuttavia, investire nella cultura è il segreto delle
individuale non vede che il mercato deve svilipparsi in comunità più avvedute, la cui ricchezza non si appaga
nuova e progrediente struttura della società europea dell’oro sonante delle monete. Per questo vorrei, come
formata con il cemento dei valori etici, storici e culturali. Presidente della Commissione Cultura, esprimere il no-
L’unione sarà lo specchio dell’umanità che prepariamo: stro concreto apprezzamento per l’iniziativa dell’Istituto
non un superstato che annienta le nostre identità naziona- napoletano. Il suo appello traccia la via maestra dell’eu-
li, ma nemmeno una semplice lega fra sovrani, che non ropeismo più maturo.
conosce l’individuo e ne ignora i bisogni ed i diritti.
Intervento alla presentazione On. Antonio La Pergola
al Parlamento Europeo Presidente
degli Appelli per la Filosofia della Commissione Cultura
e la Ricerca umanistica del Parlamento Europeo
Strasburgo, 22 giugno 1993

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SOMMARIO

5 INTERVISTA 39 NOTIZIARIO

5 Hölderlin in Jena. L’idea di una metafilosofia


41 CONVEGNI E SEMINARI

10 SAGGIO 41 ‘A fatto compiuto’: l’antropologia culturale di Geertz

10 Il pensiero metafisico. 42 Lo spazio dell’etica


Note su Jacques Maritain e la filosofia dell’essere
45 Il moderno di Benjamin

46 Christoph Clavius
17 AUTORI E IDEE
47 Violenza e traduzione
17 L’invenzione delle forme
48 Tratti del moderno tra filosofia e teologia
17 L’Etica di fronte all’Estremo
49 Pensiero e verità in Adorno
18 Pensare gli esperimenti
50 Critica dell’ontoteologia
19 Simone Weil, l’impegno al femminile
50 Guglielmo Ferrero
19 Metafisica e mantica
51 Scritture del pensiero
20 Un’estetica a partire da Adorno
55 Ermeneutica: questioni di confine
22 Filosofia e interpretazione
55 Marcel Mauss e il “fatto sociale totale”
56 Il pensiero greco in Hegel
23 TENDENZE E DIBATTITI

23 Logica nella cultura


58 CALENDARIO
24 Spengler rivisitato

25 Primo piano: filosofia e computer


60 DIDATTICA
Da Teuth a CAL: la didattica elettronica in filosofia
60 Manuali di filosofia a confronto (II parte)
La logica e i “software” didattici
64 La filosofia nelle scuole sperimentali
Due versioni informatiche dell’ “Eutifrone”
65 Interventi, proposte, ricerche
di Platone

67 RASSEGNA DELLE RIVISTE


33 PROSPETTIVE DI RICERCA

33 Einstein: scienziato o filosofo?


71 NOVITÀ IN LIBRERIA
34 La mistica della ragione di Meister Eckhart
34 La libertà in F. M. Pagano

35 Passività sintetica

35 Heidegger, Aristotele e la metafisica

38 Husserl, Brentano e i segni

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INTERVISTA

Johann Gottlieb Fichte, Friedrich Heinrich Jacobi


Friedrich Hölderin
Karl Leonhard Reinhold, Friedrich Schiller

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INTERVISTA

Ricorre quest’anno il 150˚ anniversario della te tutte quelle “costellazioni” di problemi, ogni volta che si parla del sapere “Io” si deve
morte di Friedrich Hölderlin e l’eredità teorie e persone, in mezzo alle quali Hölderlin intendere necessariamente una relazione di
poetica e filosofica lasciataci dalla sua opera consegue consapevolmente, ancora all’om- autocoscienza, a partire dalla quale solo è
sembra non cessare ancora di destare impor- bra della filosofia kantiana, una propria indi- possibile pensare l’Io. Ma l’autocoscienza
tanti sollecitazioni al pensiero della modernità. pendente prospettiva di pensiero all’interno esprime un’unità che a sua volta è determina-
La vasta letteratura critica che accompagna la del dibattito sui fondamenti del sapere; da ta da una distanza e conseguentemente da un
storia della ricezione di questo autore può questo punto di vista, osserva Henrich, l’Uni- certo modo di separazione reale degli ele-
oggi avvalersi di un contributo decisivo per il versità di Jena, quale centro del confronto con menti che costituiscono il caratteristico rap-
chiarimento e la comprensione della partico- Kant e luogo di sviluppo della filosofia post- porto di autocoscienza. Il pensiero in cui si
lare prospettiva di pensiero che Hölderlin, in kantiana, possiede un significato decisivo per esprime l’unità che precede la costituzione
modo frammentario, ma assolutamente origi- quanto riguarda il chiarimento dell’intenzio- dell’autocoscienza e a partire dal quale solo
nario, seppe proporre agli inizi della filosofia ne originaria di Hölderlin di stabilirsi come l’autocoscienza può essere pensata, Hölder-
idealistica tedesca, precorrendo, nel momen- docente di filosofia nel luogo più significati- lin lo definisce, in rapporto e insieme in
to stesso dell’affermarsi della dottrina fichtia- vo della Germania di allora. In Jena, infatti, opposizione al soggetto puro e assoluto fi-
na, i primi abbozzi di sistema di Hegel e nel breve periodo che va dal gennaio all’ini- chtiano, “essere assoluto” (Seyn schlechthin),
Schelling. Si tratta di due opere di Dieter zio del giugno 1795, Hölderlin non solo ap- conferendo a questo pensiero, inteso come il
Henrich, una interamente dedicata alla rico- proda ad una propria autonomia di pensiero, più semplice e il più fondante, valenze pro-
struzione e interpretazione della concezione ma addirittura, secondo le lettere e altri docu- prie del concetto di “sostanza” di Spinoza,
filosofica di Hölderlin maturata a Jena, Der menti biografici di quell’epoca, mostra l’in- quali si possono riscontrare in particolare in
Grund im Bewusstsein. Untersuchungen zu tenzione di voler rendere in forma accademi- Jacobi. Essere assoluto è in tal senso il fonda-
Hölderlins Denken 1794-1795 (Il fondamen- ca la sua teoria; e questo nello stesso momen- mento (Grund) in base al quale, in virtù dello
to nella coscienza. Ricerche sul pensiero di to in cui Fichte consegna alle stampe, per la sviluppo interno di un uno e medesimo tutto,
Hölderlin 1794-1795, Klett-Cot- la coscienza si genera come un
ta, Stuttgart 1992), l’altra caratte- nuovo stato, una nuova condizio-
rizzata dall’intento storico-criti- ne di questo tutto. Il modo di tale
co di calare la proposta di pensie- sviluppo è quello della “separa-
ro hölderliniana nel contesto del- zione” (Theilung), laddove il pri-
le reazioni teoriche alla filosofia mo stadio del processo di separa-
critica di Kant, che Henrich inter-
preta nel suo lavoro con il titolo:
Hölderlin in Jena. zione (Ur-Theilung) ha come ri-
sultato l’Io individuale e pertanto
Konstellationen. Probleme und
Debatte am Ursprung der ideali-
stischen Philosophie 1789-1795
L’idea di la coscienza, una coscienza in cui
è insieme compresa non solo la
possibilità, ma anche la realtà del-
(Costellazioni. Problemi e dibat-
titi all’origine della filosofia ide-
una metafilosofia l’autocoscienza. La formula “Io
sono Io” è, secondo Hölderlin,
alistica 1789-1795, Klett-Cotta, l’esempio più calzante di tale “se-
Stuttgart 1991). Questi studi giun- parazione originaria”, poiché esso
gono a seguito del compimento, con un’intervista a Dieter Henrich ci dice che l’Io individuale signi-
almeno nella sua prima fase, di fica sempre autocoscienza e si
un programma di ricerca dal tito- compie nel porsi in uno di un Io
lo: “Jena-Programm”, condotto come soggetto con un Io come
da Henrich all’Università di Mo- oggetto. Proprio il fatto che que-
naco di Baviera a partire dal 1985, sta coscienza scaturisca imme-
che aveva come scopo il chiari- diatamente da una separazione
mento della situazione filosofica originaria è ciò che rende possi-
e intellettuale all’Università di bile comprendere reciprocamen-
Jena negli anni dal 1789 al 1795. te sia la differenza dei due mo-
Da segnalare anche, come signi- a cura di Riccardo Ruschi menti (soggetto e oggetto) che
ficativa integrazione di questo costituiscono l’Io individuale, sia
materiale critico, due nuove edizioni com- prima volta in forma unitaria, la sua Wissen- la loro necessaria identificazione: nel princi-
mentate, in tre volumi, delle opere complete schaftslehre, Schiller compone le due ultime pio Io sono Io la separazione è già pensata
di Hölderlin, pubblicate con il medesimo parti dei suoi Briefe über die ästhetische come separazione di ciò che in origine è uno.
titolo: Sämtliche Werke und Briefe, l’una a Erziehung des Menschen e Niethammer pub- Alla luce di un tale contesto problematico,
cura di Jochen Schmidt (Deutscher Klas- blica il primo fascicolo del suo “Philosophi- osserva Henrich, la concezione di Hölderlin
siker Verlag, Frankfurt a/M. 1992), l’altra a sches Journal”. espressa nel frammento Urtheil und Seyn,
cura di Michael Knaupp (Hanser Verlag, Il testo con cui Hölderlin s’impone in questo almeno per quanto riguarda la sua posizione
München 1993), quest’ultima condotta sulla “scenario filosofico”, come appunto ci indica nel processo di fondazione filosofica e il suo
base dei risultati editoriali ottenuti a seguito Henrich, è un breve frammento sui fonda- modo di argomentazione, sembra dichiarata-
delle ricerche sui manoscritti operate nel- menti della filosofia, noto con il titolo: Ur- mente porsi in linea con il programma meto-
l’ambito dell’ “Edizione francofortese” theil und Seyn (Giudizio ed essere), trascritto dico introdotto da Reinhold all’interno della
(Frankfurter Ausgabe) delle opere complete probabilmente da Hölderlin sul risguardo di discussione sulla filosofia kantiana e succes-
di Hölderlin, curata da Dietrich E. Sattler uno dei libri in suo possesso, forse addirittura sivamente sviluppato da Fichte: ricondurre la
(Roter Stern Verlag, Frankfurt a/M. 1975-) la Wissenschaftslehre (Dottrina della scien- filosofia a un fondamento sicuro, affinché
giunta attualmente, con l’edizione dei Briefe za) di Fichte, e risalente all’incirca all’aprile essa possa muovere da un unico “principio”,
(Lettere), al penultimo dei 20 volumi previsti. del 1795. Il contenuto decisivo che secondo da cui sia deducibile il sapere filosofico nella
Nel suo sforzo di ricostruzione della posizio- Henrich caratterizza questo testo è costituito sua totalità. Tuttavia, fà notare Henrich, nella
ne di Hölderlin all’interno della filosofia post- da una critica, ancora concepita nei termini di sua critica alla versione fichtiana di una filo-
kantiana Henrich individua tre ambiti proble- Fichte, del modo con cui quest’ultimo aveva sofia che si fonda sul principio fondamentale
matici, in cui presupposti storici e filosofici posto il sapere che si esprime nel semplice “Io sono” o “Io sono Io”, Hölderlin abbando-
insieme confluiscono nella determinazione concetto di Io e nel principio “Io sono Io” na contemporaneamente il programma meto-
della particolare autonomia e complessità spe- come certezza ultima e assoluta, e come fon- dico proprio di una filosofia fondamentale.
culativa che caratterizzano la concezione höl- damento nella costruzione della sua Wissen- Hölderlin piuttosto cerca di fondare un moni-
derliniana. In primo luogo vengono analizza- schaftslehre. In breve, secondo Hölderlin, smo del principio unico, senza cadere però

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INTERVISTA

nello stesso tempo nel monismo metodico Hölderlin nella sua prima formazione alla tivo di quanto non facciano, con i loro succes-
della deduzione di principi da quest’unico composizione, nelle sue varie stesure, del sivi progetti di sistema, sia Schelling (1801)
principio o dalla sua definizione di principio poema Iperione, in cui traspare, filtrata dal- che Hegel (1804).
fondamentale. In altri termini la concezione l’ispirazione poetica e convalidata da precise A tale proposito Henrich dedica buona parte
hölderliniana concorda con le intenzioni di vicende esistenziali, l’assimilazione e riela- della sua trattazione all’analisi del contenuto
una filosofia fondamentale nella misura in borazione della concezione fichtiana della speculativo della costruzione concettuale di
cui essa designa un fondamento ultimo a formazione dell’uomo come “progresso infi- Urtheil und Seyn, indicando in particolare
partire dal quale si formano tutti i modi della nito”. A ciò si aggiunge tutta una serie di come il concetto di “essere” (Seyn), qui utiliz-
coscienza e del sapere. Ma a ciò essa intende riflessioni di estetica e di teoria dell’arte, zato da Hölderlin nel senso del presupposto
giungere mediante un ragionamento che dal proprie di questo periodo, che hanno il loro necessario insito dell’autoriferirsi del pensie-
punto di vista di una “metafilosofia”, cioè del centro nel confronto di Hölderlin con l’opera ro a sé stesso, derivi, sulla scia di sollecitazio-
concetto metodologico del filosofare, si distac- teoretica di Schiller e che sfociano nella ni terminologiche provenienti da Jacobi e
ca del tutto da una filosofia fondamentale. formulazione di un programma di “nuove dalla sua cerchia, da una trasformazione in
Un secondo ambito problematico individuato lettere sull’educazione estetica dell’uomo”, senso speculativo-concettuale del significato
da Henrich in relazione ad una ricostruzione di cui a tutt’oggi si presume facciano parte, naturale della parola “essere” nel concetto
dell’itinerario di pensiero di Hölderlin all’in- tra gli scritti teoretici di Hölderlin, alcuni guida di “Uno-Tutto”. Tuttavia con questo
terno delle tendenze filosofiche della sua epo- brevi frammenti raccolti in modo generico non è ancora interamente dischiusa la poten-
ca è quello che concerne le fonti, le cause sotto il titolo di Philosophische Briefe (Lette- zialità concettuale della terminologia hölder-
dell’autonomia teoretica di questo itinerario re filosofiche). liniana. Occorre, aggiunge Henrich, mettere
dal punto di vista del progetto sia filosofico, Un terzo ambito problematico è infine indivi- in rapporto i termini di “autocoscienza” e
sia poetico, che ne sta alla base. La ricerca duato da Henrich nell’interpretazione del si- “Uno-Tutto” con una analisi di quelle che
inerente lo sviluppo storico dell’itinerario di gnificato contenutistico della proposta di pen- sono le “forme” e le “dinamiche” della vita
pensiero hölderliniano rende ora comprensi- siero hölderliniana, abbozzata in particolare nella consapevolezza esistenziale del suo di-
bile come le concezioni filosofiche maturate nel frammento Urtheil und Seyn, nel suo porsi venire. In tal senso particolare significato
da Hölderlin a Jena devono essere poste in come una forma di “pensiero speculativo”. riveste, secondo Henrich, l’analisi della forma
connessione con i problemi soggettivi, inte- Secondo Henrich, la concezione di Hölderlin dell’autocoscienza in rapporto alle fasi del
riori ed esteriori, che egli si è trovato ad apporta un contributo decisivo alla questione divenire della vita dell’uomo con i suoi conflit-
affrontare nel divenire della sua propria esi- dell’ “autocoscienza” nella fase storica ini- ti, contraddizioni, cambiamenti di direzione;
stenza e che, nella misura in cui hanno potuto ziale della teoria della soggettività. La tesi di come anche particolarmente significativa ap-
portare a una sempre maggiore comprensione Jacobi di un presupposto dato nell’autoco- pare l’analisi della forma della fondazione del-
dello svolgersi della sua vita, hanno di fatto scienza, per cui ogni esistenza finita ne pre- l’esistenza umana nei suoi molteplici eventi,
accresciuto nello stesso Hölderlin la consape- suppone una infinita, viene riformulata da che sola può rendere possibile l’idea speculati-
volezza dell’essenziale autenticità e validità Hölderlin, in relazione soprattutto alla dottri- va di un fondamento nella coscienza.
della sua concezione. Tra i presupposti che na di Fichte, nella tesi che la forma dell’auto- La complessità problematica di una tale in-
hanno condotto Hölderlin a una rapida for- riferirsi del pensiero a se stesso è ciò che terpretazione dell’itinerario di pensiero che
mulazione di una propria concezione filosofi- propriamente implica un tale presupposto, un sta alla base dell’opera di Friedrich Hölder-
ca autonoma Henrich indica in primo luogo il presupposto tuttavia che come tale non può lin ci ha spinto a rivolgere a Dieter Henrich
periodo di studi all’Università di Tubinga e essere concepito come nucleo o forma mini- alcune domande su questioni centrali del suo
l’esperienza di precettorato a Waltershausen male del sapere di se stessi, dunque di un “Io”. lavoro interpretativo. I risultati di questo
presso la famiglia von Kalb. Da questo punto In questo, osserva Henrich, Hölderlin, con la colloquio sono raccolti nell’intervista che
di vista risulta particolarmente significativo il sua teoria, si avvicina di più prima ad una segue. (Trascrizione della registrazione in
rapporto che lega lo sviluppo di pensiero di consistente fondazione del pensiero specula- lingua tedesca di L.C.)

D. Vorrei prendere spunto da una delle Sue ultime e anche con risultati finali, che non possiamo assumere
pubblicazioni, Konstellationen. Probleme und Debatte come verità, o per meglio dire da nessuno di essi ci
am Ursprung der idealistischen Philosophie 1798-1795 possiamo aspettare la segreta soluzione della problema-
(Costellazioni. Problemi e dibattiti all’origine della filo- tica. In altre parole, i problemi di questo periodo e la
sofia idealistica 1789-1795), che riporta importanti ri- correlazione complessiva degli stessi sono ancor sempre
sultati del lavoro di ricerca da Lei condotto in questi di grande rilevanza per noi, laddove sono le soluzioni
ultimi tempi sulla genesi della “filosofia classica tede- vere e proprie raggiunte a costituire per noi un problema:
sca”, come appunto Lei denomina l’idealismo tedesco. a questa situazione di partenza dobbiamo e possiamo far
Innanzittutto, vorrei chiederLe di chiarire il concetto di riferimento. Questo è un motivo.
“costellazione”: che cosa intende per costellazione in Un secondo motivo è che ritengo si debba avere una
relazione alla ricostruzione della filosofia classica tede- maggiore capacità di chiarire a noi stessi, globalmente e
sca? Quale significato gli attribuisce? in modo sinottico, mediante una visione di insieme,
R. Un primo motivo che mi ha spinto a usare questo queste teorie e anche le figure che hanno agito nel
termine sta nel fatto che io credo si sia arrivati al punto di movimento della filosofia post-kantiana, evitando così di
dover tentare di discutere l’intero periodo della filosofia concentrarci eccessivamente soltanto su singoli pensato-
post-kantiana nel suo complesso, vale a dire diversamen- ri - questa deve, naturalmente, essere la premessa - e
te dal modo usualmente adottato in riferimento allo confrontando piuttosto il modo in cui vari pensatori
schema hegeliano, che corrisponde a uno sviluppo con- hanno reagito ai problemi di quest’ambito di pensiero per
seguente del concetto. Ciò che intendo dire è che in suscitare con rinnovato interesse le argomentazioni che
questo periodo prende forma un qualcosa di profonda- vi sono state esposte.
mente unitario, non tanto come conseguenza di fasi Un terzo motivo infine è che in questo movimento
proprie del processo di sviluppo, quanto piuttosto come filosofico colloqui personali, situazioni di discussione in
reazione ad un ambito di pensiero, ad un gruppo di singoli luoghi, intensi campi di tensione intellettuale,
problemi fondamentali e alla loro correlazione, come spiegabili sulla base di vicinanze spaziali e personali,
sforzo di penetrare e chiarire tali problemi in modi diversi hanno agito in quantità molto più elevata che in altri

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INTERVISTA

periodi. Questi sono i tre motivi che mi hanno condotto D. Vorrei passare ora direttamente alla vicenda filosofi-
a utilizzare questo concetto. ca di Hölderlin, prendendo spunto dal Suo ultimo lavoro
dedicato a questo autore, Der Grund im Bewusstsein.
D. Se non erro, dunque, i luoghi, in particolare, in cui Untersuchungen zu Hölderlins Denken 1794-1795 (Il
queste correnti della filosofia post-kantiana vengono fondamento nella coscienza. Ricerche sul pensiero di
alla ribalta, sono sedi vere e proprie di costellazioni, nel Hölderlin 1794-1795). Quanto Lei ha appena espresso a
significato più ampio di questo termine. proposito del problema delle costruzioni teoriche nel-
R. Questo è un significato. Ho scelto questo termine l’epoca della filosofia post-kantiana vale certamente
perché ha più di un significato - ho appena accennato a tre anche per Hölderlin. In particolare Lei afferma che
di questi - anzi, ha molteplici significati che sono però Hölderlin arriva a Jena con il chiaro proposito di occu-
correlati l’uno con l’altro; questi significati sono impa- parsi di filosofia e, nel confronto con Schiller e Fichte,
rentati con luoghi. ottenere una docenza. Ciò implicava di possedere una
Forse bisogna piuttosto accennare al fatto che questo concezione della filosofia precisa e originale. Ma in che
significato dei luoghi e delle conoscenze personali ha misura Hölderlin era allora consapevole di possedere
anche a che fare con l’esperienza di una generazione, vale una propria concezione filosofica? Lasciatosi alle spalle
a dire con ciò che era ritenuto importante da una certa gli anni di Tubinga e superato il periodo dell’incarico di
generazione, quelle che erano le questioni particolar- precettore a Waltershausen, Hölderlin giunge a Jena con
mente scottanti, quelli che erano gli autori generalmente una precisa idea: ascoltare Fichte, entrare in contatto
letti, senza che fosse del tutto evidente come questa con Schiller. Fino a che punto egli era consapevole della
lettura, di cui anche si discuteva o si leggeva in comune, propria concezione filosofica da ritenere di potersi con-
influisse sulla filosofia dei singoli. Anche questa è una frontare proprio con questi pensatori?
costellazione, una costellazione che si pone sullo sfondo R. Credo che Hölderlin ne fosse completamente consape-
della formazione delle teorie. vole. Già nel 1790 scriveva alle madre di avere dei
progetti inerenti la filosofia. Nel 1794 a Waltershausen
D. Il concetto di costellazione ha anche un significato componeva un saggio di critica a Kant e Schiller. Al-
storico-critico. Dobbiamo allora intendere il concetto di l’amico Neuffer scrive dei suoi speculativi pro e contra.
“costellazione” come criterio per uno studio storico- Niethammer lo invita a collaborare al “Philosophisches
critico della filosofia classica tedesca, intesa, in tal Journal”; ed egli intende farlo. Bisogna considerare che
senso, non più come sviluppo lineare da Kant a Hegel, allora non c’era in filosofia alcuno studio di tipo storico.
secondo la formulazione di Richard Kroner, bensì come Chiunque si presentasse come autore di filosofia doveva,
insieme di connessioni diverse di autori, di idee e, natu- in un modo o nell’altro, essere produttivo: non si poteva
ralmente, di quelle condizioni che hanno sviluppato il scrivere una dissertazione su Kant senza avere assunto
modo di pensare di un’epoca? una posizione filosofica. Si poteva lavorare storicamente
R. C’è naturalmente questo sviluppo interno soprat- su Platone; ma per quanto riguardava la filosofia contem-
tutto nei grandi filosofi, soprattutto in Hegel e Fichte, poranea, bisognava in qualche modo avere un orienta-
e tale sviluppo non può essere assolutamente ignorato. mento sistematico. Certo, a Jena si sentivano a casa
Essi per molti anni hanno continuato intensivamente a propria tutta una serie di giovani studiosi che si credeva-
rielaborare i loro problemi e sono così pervenuti a no capaci di una propria posizione filosofica. Ma per
sorprendenti prestazioni teoriche - questa è la cosa più quanto riguarda Hölderlin, si può sicuramente dire che ne
importante per quei tempi, e io non voglio in nessun era del tutto consapevole. Allora egli aveva anche in
caso negarla. Ma il modo in cui essi pensavano e in cui progetto il componimento di Nuove lettere sull’educa-
venivano posti i loro problemi è stato determinato zione estetica dell’uomo. Tale progetto dobbiamo cerca-
molto prima in tali costellazioni. Ad esempio già nel re di immaginarcelo nella sua ambiziosa disposizione;
Fichte della Dottrina della scienza del 1794 la dispo- un’idea che meravigliò Schiller, accanto a Goethe, il
sizione dei problemi risulta dalla situazione del dibat- poeta più grande della nazione. Schiller era rispettato da
tito dell’epoca, sulla quale egli ha sempre continuato Fichte come un filosofo di valore; Hölderlin prende il
a riflettere con tentativi sempre nuovi e approfonditi titolo del capolavoro filosofico di Schiller, un’opera che
di dominare la situazione. Lo stesso si potrebbe dire questi affermava essere la cosa migliore che egli avesse
per Hegel. Sicché non direi che questa fase di forma- mai scritto, e mai l’avrebbe scritto meglio, e a questo
zione, o meglio di fondazione della filosofia post- titolo antepone “nuove”, con l’intenzione, in altre parole,
kantiana racchiuda in sé significative prestazioni teo- di superare Schiller, alludendo chiaramente al fatto di potere
riche - tali restano la tarda Dottrina della scienza di lui stesso scrivere nuove lettere sull’educazione estetica
Fichte e la Scienza della logica di Hegel; ma il modo migliori di quelle precedenti. Tale era la sua ambizione.
in cui queste teorie sono costruite, il tipo di fini che
perseguono e le evidenze alle quali rispondono, tutto D. Sembra quasi che qui Schiller compaia già dietro a
ciò è stato posto in questo periodo iniziale ed è in Hölderlin, non davanti. Certo si tratta di interpretazioni
questo stesso periodo che ha avuto inizio l’allontana- del tutto semplificate; ma mi pare che Hölderlin a Jena
mento degli allievi più significativi di Kant dal pro- avesse di mira in particolare Fichte.
prio maestro, ragion per cui è indispensabile capire R. Sì, certamente ha preso molto più dalla filosofia di
particolarmente bene questa fase di formazione, e non è Fichte che non da quella di Schiller, laddove Schiller
possibile farlo partendo soltanto dalle opere dei singoli. stesso si orientava verso Fichte. Ma le intenzioni fonda-

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INTERVISTA

mentali, queste le ha condivise con Schiller: non la pura Hölderlin definsce appunto anche come “essere” l’unifica-
autoaffermazione, non la pura azione, ma l’intenzione zione più intima di soggetto e oggetto, usando terminologie
estetica, che richiedeva che l’uomo trovasse nel cammi- la cui conoscenza ci deriva soltanto dal nostro sapere. Vale
no verso il proprio compimento un equilibrio tra due a dire “essere” ha significato soltanto alla luce del nostro
tendenze opposte. Ciò che Schiller obietta a Kant, che sapere, pur essendone il fondamento.
l’inclinazione ha un suo diritto e che, quando si prendano Questo per Hölderlin è un programma diverso da quello
contemporaneamente le mosse dalla ragione e dall’incli- di Fichte e ciò permette anche di capire perchè Hölderlin
nazione e si aspiri poi a una sintesi, si produce una teoria arrivi poi a dire che l’arte può superare la filosofia: il suo
dell’arte e soltanto così si può comprendere l’arte, tutto obiettivo è dimostrare perché l’arte possegga in sé una
questo Hölderlin lo ha condiviso con Schiller. Solo che verità più profonda di quella della filosofia. Ciò non
Hölderlin sosteneva che Schiller non avesse alcun mezzo significa che la filosofia non raggiunga la verità: filosofia
teorico per fondare ciò. Ma egli voleva anche contrappor- e arte hanno tratti in comune; ciò che fa l’arte è illuminare
si contemporaneamente a Fichte: non è mai stato fichtia- l’uomo nella condizione di separazione in cui si trova la
no; ha letto Fichte e lo ha subito criticato. sua vita rispetto alla natura - la quale anche proviene da
quell’essere - rendendo manifesto un nesso unitario di
D. Lo scritto fondamentale di Hölderlin nel periodo di reciproca appartenenza nella reciproca separazione, che
Jena è un breve frammento, noto con il titolo: Urtheil und non può essere dischiuso attraverso un programma di
Seyn (Giudizio ed essere), che nel modo in cui è compo- dimostrazione. Si tratta precisamente di una filosofia che
sto, e come tale ci viene tramandato, si presenta, potrem- pone come fondamento l’ “Uno-Tutto”; ma questo “Uno-
mo dire, come sistema di una filosofia della conoscenza. Tutto” non è un concetto che possa porre liberamente per sé
Potrebbe sembrare una espressione eccessiva; ma que- solo una fondazione teoretica. Si tratta allora di partire dalla
sta breve pagina, scritta su entrambi i lati, contiene in propria situazione di autocoscienza e arrivare a deduzioni
verità un sistema della filosofia e questo sistema è prin- orientandoci verso l’esterno: di più la filosofia non può fare.
cipalmente rivolto a Fichte, anche se vi compaiono Questo non è naturalmente il programma di Fichte.
parecchi motivi della discussione filosofica dell’epoca. Fichte ha ripreso più tardi anche motivi di Hölderlin e ha
Come Lei ha mostrato, in Urtheil und Seyn si esprime la enunciato i limiti entro cui il fondamento può essere
ricerca di una ontologia come presupposto per una penetrato, nella Dottrina della scienza del 1813. Certa-
filosofia fondamentale. L’espressione “Seyn”, essere, è mente in modo diverso da Hölderlin; ma alla fine anche
propriamente ciò che deve essere presupposto per poter Fichte ha osservato che sussistevano delle dimensioni
porre soggetto e oggetto come opposti. La formula “Io all’interno del sapere che dal nostro punto di vista, il
sono Io”, nel linguaggio fichtiano, rimanda secondo punto di vista del sapere finito, non sono completamente
Hölderlin a questo essere… penetrabili. Più tardi, anche se in modo del tutto diverso,
R. In Fichte rimanda all’essere, in Hölderlin è un esempio, Fichte ha oggettivamente reso giustizia, potremmo dire,
“il più calzante”, di “partizione originaria” (Urtheilung). a Hölderlin, sebbene Fichte non abbia mutato in senso
drammatico il proprio modo di procedere. Questo è
D. Esattamente! In Hölderlin l’espressione “Io sono Io” appunto il significato di Hölderlin anche per la nostra
è l’esempio di una partizione originaria in quanto rap- epoca, il fatto che egli si sia appropriato di tutti questi
porto di opposizione reciproco di soggetto e oggetto, in problemi, a cui la filosofia idealistica si è dedicata, cioè
cui tuttavia è già presupposto l’intero, che appunto si il problema della costituzione dell’autocoscienza, del
esprime come essere. La domanda è questa: Lei ha fondamento unico dell’autocoscienza, del modo in cui
definito metafilosofia questo metodo di costruzione del possiamo chiarire il rapporto sapere-mondo, e così via.
concetto. Come si può spiegare una tale definizione? Tutti questi problemi egli li ha fatti suoi prima di poterli
R. Metafilosofia significa domandarsi in cosa consiste il a suo modo promuovere, ma non ha accettato il concetto
sapere filosofico, come si costruiscono fondamenti filo- di metodo della filosofia idealistica. In fin dei conti, oggi
sofici. Hölderlin in tal senso non segue propriamente il possiamo identificarci molto più facilmente con Hölder-
programma fichtiano che si possa partire da un principio lin che non forse con Fichte.
supremo che è anche principio fondante. Ciò che per noi
è la cosa suprema è l’autoseparazione in sé, e dobbiamo D. Una interessante conclusione...
pensare un fondamento di questo essere separati, senza R. Ciò non significa ovviamente che Fichte non sia
avere nessun altra sonda nella ricerca di questo fonda- l’importante filosofo che è stato. Ma dobbiamo sempre
mento se non quella della separazione. Dobbiamo dun- chiederci come considerare questo periodo. Dobbiamo
que pensare il fondamento dell’autocoscienza senza ave- considerare che il sentimento è per noi ancor sempre impor-
re di esso alcuna certezza immediata, alcun sapere diret- tante da un punto di vista filosofico; e, d’altro canto, non
to, come pretendeva Jacobi - anche se c’e una comunanza potremmo certo essere semplicemente fichtiani, come an-
tra la metodologia di Jacobi e quella di Hölderlin, che che sarebbe difficile essere hegeliani nel senso pieno che il
consiste nel fatto che non si può semplicemente raggiun- termine ha nella Scienza della logica. E’ dunque per noi
gere questo fondamento ultimo e, a partire da esso, costruire molto liberante avere un tale filosofo, che per un periodo
un sistema. Dobbiamo sempre sapere che possiamo arrivare è stato riconosciuto, almeno da parte di Hegel, di uguale
a un fondamento ultimo solo in modo indiretto, a partire cioè valore, e che mostra un modo di pensare verso il quale ci
da un qualcosa di fondato, laddove però non comprendiamo sentiamo inclini, e che potremmo addirittura assumere o
realmente il modo di questo essere fondato: per questo che, comunque, dovrebbe essere sperimentato.

8
INTERVISTA

Questa intervista a Dieter Henrich è stata con- perché nel definire l’ “essere” come Seyn sch- stato fondamentale per la sua formazione, in
dotta in occasione del convegno annuale della lechthin, si ricolleghi all’ “assoluta certezza realtà di fronte al “grande poeta” Hölderlin
Hölderlin-Gesellschaft tenutosi a Jena nel giu- dell’essere” come presupposto imprescindibi- sembrava avere l’immagine della fuga e del
gno del 1992. Un resoconto delle tematiche e le di ogni conoscenza, secondo l’asserzione di ritorno. Hölderlin cercò infatti, negli “anni più
dei motivi sollevati in tale contesto di discus- Jacobi, dove però tale certezza non si lascia difficili della sua vita” un riavvicinamento a
sione e interpretazione dell’opera di Hölderlin inserire in un discorso in sé evidente o dimo- Schiller, credendo di aver finalmente raggiun-
ci pare opportuno richiamare qui di seguito. strabile. A questo proposito, Henrich sottoli- to una sua indipendenza spirituale. Di fronte
Al centro delle ricerche e delle relazioni espo- nea inoltre l’apporto decisivo del pensiero di alla querelle culturale promossa dagli epigram-
ste al convegno è stato il periodo trascorso da Niethammer - considerato da Hölderlin il suo mi Xenien, pubblicati nella rivista di Schiller
Hölderlin a Jena, dal novembre del 1794 fino “mentore filosofico” - per il quale la filosofia “Musen-Almanach” del 1797, Hölderlin ricorda a
al maggio dell’anno seguente, come momento non poteva trovare la soluzione ai suoi proble- Schiller il programma della “Repubblica dei Sag-
decisivo sia per la sua formazione filosofica mi di fondamento in un unico principio, né gi” parlando di un “più alto Illuminismo”, facendo
che per la sua attività poetica futura. Jena condurre a una conclusione certa. Per Nietham- in ciò appello agli ideali della giovinezza di Schil-
rappresentava per il giovane Hölderlin una mer come per Hölderlin, il compito principale ler di una società repubblicana e democratica
meta: rappresentava la possibilità concreta di della filosofia era quello di riunire quelle due fondata sulla tolleranza e sulla libertà dell’uomo.
conoscere personalmente Schiller, di frequen- “aspirazioni” che orientano la vita degli uomi- Horstmann, riferendosi al progetto di Hölder-
tare i “Corsi” di Fichte e di partecipare a quel ni, in quello stato che viene definito nell’Ipe- lin di scrivere Nuove lettere sull’educazione
dibattito filosofico forse unico tra professori e rione «il più bello e più alto raggiungibile estetica dell’uomo, ha individuato nel suo modo
studenti, nella città che in quegli anni era dall’uomo». Il progetto della filosofia nasce di intendere la Bellezza da un punto di vista
ritenuta la capitale della filosofia europea. quindi dal fondamento metafilosofico della metafisico un modo di prendere le distanze da
Quando Hölderlin giunse a Jena, poteva con- riconciliazione, nella consapevolezza di un pro- Schiller, che invece aveva rivendicato la diffe-
frontarsi con tre progetti filosofici: la Dottrina gresso infinito della filosofia. In questo percorso renza tra la filosofia trascendentale e la metafi-
della scienza di Fichte, le Lettere sull’educa- filosofico, che sarebbe stato impossibile senza il sica, considerando la sua teoria degli “impulsi”
zione estetica dell’uomo di Schiller e la pubbli- confronto con i temi del dibattito che si svolgeva all’interno della filosofia trascendentale e il
cazione del “Giornale filosofico” di Nietham- a Jena, Hölderlin raggiunse anche la consapevo- fenomeno della bellezza come ciò che è in grado
mer. Nella sua relazione Dieter Henrich ha lezza sul ruolo dell’arte nellavita: essoviene inteso di mediare tali “impulsi” dell’uomo. Hölderlin si
stabilito in essi i confini per orientare l’analisi come possibilità di oltrepassare quella verità che si distanzia da Schiller poiché ritiene tale program-
della formazione del pensiero di Hölderlin. La lascia fondare filosoficamente in una più alta e ma riduttivo: la Bellezza è legata all’ “essere nel
sua posizione teoretica, in relazione ai proble- nella quale si compie l’effettiva riunificazione significato autentico della parola”, ne è la presen-
mi fondamentali della filosofia, viene formula- delle opposte “aspirazioni” della nostra vita. tificazione, e dal principio di mediazione presente
ta nel frammento Giudizio e Essere, scritto Sottolineando invece la totale integrazione del- in essa bisogna sviluppare una teoria metafisica.
probabilmente nell’aprile del 1795. A questo l’attività speculativa dei frammenti teorici di Secondo Margarete Wegenast, la corrente di
proposito Henrich ha sostenuto che non è pos- Hölderlin con la sua prassi poetica, che sotten- ricerca sul pensiero di Hölderlin non ha finora
sibile riconoscere la precisa posizione filosofi- de quindi l’assenza in Hölderlin di una rifles- lambito che marginalmente il nodo dei rapporti
ca di questo frammento all’interno della filoso- sione filosofica autonoma, Gerhard Schulz si con la riflessione di Spinoza. Da qui l’esigenza
fia post-kantiana, se ci si limita a considerarlo è posto in opposizione a Henrich nell’attribuire di un’indagine sugli “infiniti rimandi” presenti
come un tentativo di ricondurre il pensiero di importanza al pensatore Hölderlin nella genesi nel pensiero di Hölderlin, considerando in par-
Fichte dell’ “Io assoluto” a Jacobi. Bisogna dell’Idealismo tedesco. Questa interpretazione ticolare la Prefazione alla terza e “penultima
perciò interpretarlo come tentativo di andare viene sostenuta paragonando la posizione di stesura” dell’Iperione, composta da Hölderlin
oltre Fichte anche sul terreno della metodolo- Hölderlin a quella dei fratelli Schlegel o a a Nürtingen subito dopo aver abbandonato
gia filosofica. Se Hölderlin segue Fichte nella Novalis. Non esiste in Hölderlin, come in Jena. La chiave della soluzione ai problemi
ricerca di un unico principio per la filosofia dal Novalis, la volontà di creare un’ “enciclopedia rimasti aperti nelle due stesure di Jena del
quale dedurre l’intera conoscenza, risale tutta- universale del sapere”: la ricerca filosofica è romanzo, viene rinvenuta nel pensiero dell’
via a un fondamento ancora più “originario” subordinata alla sua attività di poeta, come “Uno-Tutto”, di evidente connotazione spino-
dell’ “Io sono Io” di Fichte - che solo dal punto sembrano mostrare le sue liriche più tarde. ziana, nel quale gli estremi della soggettività
di vista del sapere rappresenta il principio Schulz ha analizzato poi ulteriori differenze “eccentrica”, da una parte, e della Bellezza
ultimo e indeducibile della “separazione origi- rispetto al Circolo dei Romantici: Hölderlin dall’altra vengono riuniti. In queste implica-
naria” (Ur-Teilung) da cui appunto il “giudi- traduce Sofocle e non Shakespeare o Calderon, zioni spinoziane Wegenast vede espressa l’im-
zio” (Teil) - verso un’unità indivisa: l’ “essere e se nutre la speranza nel rinnovamento del magine di Hölderlin come filosofo sia nella sua
assoluto” (Seyn schlechthin). In questo modo il presente in un futuro di ritrovata armonia e critica a Schelling, sia nella chiara influenza
suo pensiero si addentra in una “metafilosofia” pace, questa speranza ha una dimensione tedesca del suo pensiero in quello dell’amico Sinclair.
attraverso una metodologiadel filosofare: Hölder- e non europea. Tutto questo accadeva in un’epoca La Prefazione alla “penultima stesura” del-
linponecomefondamentodell’autocoscienza e di di circoli di amicizia e di imprese comuni. Hölder- l’Iperione deve essere perciò analizzata a parti-
tutto il nostro sapere un’ “originaria unitezza”, che lin rimase un isolato, non provando alcuna gioia re dal retroterra culturale di Jena,e Hölderlintrova,
se è incommensurabile per il pensiero, è tuttavia la nell’avere dei modelli o compagni di percorso. in modo apparentemente paradossale, la Bellezza
sola che renda possibile il giudizio “Io sono Io”. Come scrisse a Neuffer già nei primi tempi del suo come paradigma di integrazione dell’Etica, della
A questo proposito viene rilevata da Henrich, soggiorno a Jena: «La vicinanza di spiriti vera- filosofia critica e della teoria dell’azione di Fichte.
nella terza stesura delle Lettere sull’educazio- mente grandi e a cuori veramente grandi, indipen- Considerando l’importante presenza di Plato-
ne estetica dell’uomo, una traccia dell’influen- denti e intrepidi, ora mi abbatte, ora mi esalta». ne, “il divino maestro” nel pensiero di Hölder-
za di Hölderlin laddove Schiller scrive: «l’au- L’analisi del rapporto estremamente proble- lin, Michael Franz ha analizzato la lettura di
tocoscienza nasce senza l’intervento del sog- matico di Hölderlin nei confronti di Schiller, Hölderlin dei Dialoghi platonici in relazione ai
getto e la sua origine si trova al di là del nostro manifestatosi in modo evidente nell’improvvi- problemi inerenti alla ricerca dei principi per una
orizzonte di conoscenza». In riferimento alla sa fuga di Hölderlin da Jena, è stato analizzato “filosofia dell’unificazione”. Nella sua interpreta-
“metafilosofia” di Hölderlin, Henrich ha con- da Günter Mieth e Rolf-Peter Horstmann. zione allegorica dell’insegnamento di Platone,
siderato come paradigmatica una frase citata Mieth ha preso come punto di riferimento della Hölderlin si rifà a Ficino, distanziandosi così da
da Jacobi e tratta dai Pensieri di Pascal, che sua indagine lo scritto di Hölderlin Sulla Reli- quell’esigenza di accuratezza filologica che era
Hölderlin trascrive in una dedica all’amico gione. Sostenendo che le «esperienze reali considerata un criterio ermeneutico fondamentale
Camerer, dove viene affermato che esiste di sono sempre alla base dei concetti teorici di dai suoi contemporanei. Ciò gli permette di trova-
fatto una debolezza della ragione che i dogma- Hölderlin», Mieth rileva come alcune formula- re, nell’insegnamento platonico delle archai, quei
tici non sono in grado di superare e che tuttavia zioni teoriche di questo testo possano essere principi e figure diunità, distinzione e unità media-
noi abbiamo un’idea della verità che lo scetti- ricondotte alla lotta segreta di Hölderlin con il ta che, posti in relazione col mito di Eros, gli
cismo non è in grado di far vacillare. Hölderlin “genio” di Schiller. Se il soggiorno a Jena, cui consentono di indicare proprio nella Bellezza un
accetta questa doppia asserzione, e ciò spiega egli aspirava per poter frequentare Schiller, è principio diadico della mediazione. M.C.

9
SAGGIO

Note sicut nomen entis ad esse imponitur» (In I per rimontare alla sua essenza. Ma la per-
Sent. , d. 19, q. 5, a. 1). cezione non è richiesta per l’ideazione; è
1
Cfr. ad es. O. Spengler, Il tramonto del- 9
sufficiente all’ideazione - ed è perfino pre-
l’occidente (1922); N. Berdjaev, Un nou- «La funzione propria del giudizio consi- feribile - avere, come “esempio”, un og-
veau Moyen Age (1928); J. Benda, La trahi- ste così nel far passare lo spirito dal piano getto nella immaginazione. “Appartiene
son des clercs (1927); J. Ortega y Gasset, della pura essenza, o dall’oggetto presen- all’essenza generale dell’apprensione im-
La ribellione delle masse (1930); J. Hui- tato al pensiero, al piano della cosa o del mediata delle essenze... d’essere compiuta
zinga, La crisi della civiltà (1935); E. soggetto che possiede l’esistenza... Il giu- sulla base di una semplice ripresentazione
Husserl, La crisi delle scienze europee e la dizio restituisce al soggetto transoggettivo (Vergegenwärtigung) delle singolarità
fenomenologia trascendentale (1936). quella unità che la semplice apprensione esemplari”. Questo dà al fenomenologo la
(cogliendo in essa oggetti di pensiero di- libertà necessaria per potersi staccare da
2
Sull’ampia recezione internazionale di verso) aveva disgiunto» (J. Maritain, Bre- ciò che realmente è dato, e per percorrere
L’uomo e lo Stato cfr. l’accurata “Nota di ve trattato dell’esistenza e dell’esistente, la sfera delle possibilità» (La théorie de
bibliografia ragionata” di Piero Viotto, in Morcelliana, Brescia 1965, p. 19 s.). l’intuition dans la phénoménologie de
appendice a L’uomo e lo Stato, Ed. Massi- 10 Husserl, Alcan, Paris 1930, p. 201 s.. La
mo-Vita e Pensiero, Milano 1992, pp. 259- Secondo l’Aquinate: «Esse dupliciter
dicitur: uno modo significat actum essen- frase tra le virgolette [“ “] è di Husserl).
289. Sulle categorie centrali del volume ed
il suo rilievo nella filosofia politica mo- di; alio modo significat compositionem Anche il metafisico gode della libertà di
derna cfr. anche la mia introduzione allo propositionis quam anima adinvenit co- potersi staccare dalla datità e di poter enun-
stesso, pp. X-LXXIX. niungens praedicatur subiecto” (S. Th., I, ciare leggi valide per tutto il dominio del-
q. 3, a. 4; cfr. anche In Im peri Hermeneias, l’essere reale; ma il suo compito non con-
3
J. Maritain, Oeuvres complètes, Ed. Uni- lect. 5, n. 73). siste nel “rimontare all’essenza”. Nell’epo-
versitaires - Fribourg, ed Ed. Saint Paul - 11 ché fenomenologica il filosofo procede a
Paris, 1982-1992. I tredici voll. editati Sull’essenza della verità, a cura di U.
Galimberti, La Scuola, Brescia 1973, p. mettere tra parentesi il problema dell’esi-
contengono le opere firmate solo dal filo- stenza o della non-esistenza del mondo: è
sofo. Ulteriori volumi sono previsti per 19.
pensabile qualcosa di simile in relazione
quelle scritte in collaborazione con la 12
Sistema dell’idealismo trascendentale, all’intuizione dell’essere? Il carattere la-
moglie Raissa e per quelle ad opera solo di Laterza, Bari-Roma 1990, p. 21. borioso dell’intuizione eidetica di Husserl,
quest’ultima. 13 il quale era consapevole della difficoltà di
Cfr. Ivi, p. 27 ss. E anche: «L’autoco-
4
I gradi del sapere, Morcelliana, Brescia scienza è il punto luminoso in tutto il praticare l’intuizione delle essenze perché
1974, p. 19. sistema del sapere... senza domandarci occorre vincere l’inclinazione naturale del-
5 punto se l’esistenza sia il necessario in la vita spirituale ed operare una sorta di
Avendo insegnato storia della filosofia conversione verso il centro dell’Io donato-
generale e il sapere soltanto l’accidente di
moderna per varie decine d’anni, Maritain re di senso (E. Fink definiva addirittura
essa, - per la nostra scienza è certo che il
ne possedeva una conoscenza intima. Que- questa «un’opera di disumanizzazione»),
sapere si rende autonomo precisamente
sto non gli precluse di stimare i pensatori contrasta col carattere umano, spontaneo e
per il fatto che noi lo prendiamo in consi-
medievali, contrariamente perciò allo sche- “comune” dell’intuizione dell’essere.
derazione solo in quanto trova la sua vali-
ma storiografico hegeliano, tanto diffuso
dità in se stesso, cioè in quanto è meramen- 16
J. Maritain, Quattro saggi sullo spirito
finora, per cui il Medio Evo rappresente-
te subiettivo» (Ivi). nella sua condizione carnale, Morcellia-
rebbe rispetto al livello del pensiero greco
e a quello dell’idealismo una parentesi da 14
Lettera di Bergson a J. Chevalier (28 na, Brescia, 1978, p. 171 s.
annullare come astratta o insignificante. aprile 1920), pubblicata da questi nella sua 17
Cfr. Metafisica, l. VI, c. 1.
Uno schema che svariati manuali di filoso- opera Bergson, Plon, Paris, 1926, p. 296.
18
fia oggi ripetono, sorvolando sul Medio 15
Cfr. W. Jaeger, Aristotele, Firenze 1935;
Evo con gli stivali delle sette leghe sulla Cfr. ad es. Riflessioni sull’intelligenza, P. Natorp, Themaund Disposition der ari-
base di un motivo non poco capzioso: quel Massimo, Milano 1987, pp. 273 ss.. Anche stotelischen Metaphysik, in “Philosophi-
periodo sarebbe esclusivamente teologi- nella fenomenologia husserliana si fa am- sche Monatshefte”, 1888, n. 24; M.
co, non filosofico. pio ricorso alla intuizione eidetica, onde Heidegger, Kant e il problema della meta-
pare legittimo domandare in che rapporto fisica, Roma-Bari 1981.
6
Lo strutturalismo assegna alla filosofia essa sia con l’intuizione dell’essere. Os-
19
un compito meramente residuale, quello di serviamo intanto che, mentre la fenome- Per uno svolgimento speculativo del
attivarsi su ciò che le scienze umane le nologia è una scienza eidetica della cono- tema del nichilismo mi permetto rinviare
offrono da pensare. Di questo atteggia- scenza, che si costruisce nella riflessione al mio scritto Sull’essenza del nichilismo
mento è emblematico il seguente giudizio sulla “coscienza” e che mira nell’intuizio- teoretico e la ‘morte della metafisica’, in
di C. Lévi-Strauss: «La filosofia [è] con- ne a cogliere le sue strutture aprioriche “Filosofia”, gennaio-aprile 1993, pp. 3-
dannata a vegetare, a meno che non accetti (struttura del tempo, intenzionalità, corre- 53.
di diventare riflessione sul sapere scienti- lazione di noema e noesi, etc.), la metafi- 20
fico, il che sarebbe già molto» (L’uomo La Chiesa del Cristo, Morcelliana, Bre-
sica dell’essere è una scienza del reale, che scia 1971, pp. 262 s.
nudo, Milano 1974, p. 605). Anche questo si costruisce a partire dagli enti attorno
“positivismo delle scienze umane” non è alla conoscenza della “verità dell’essere” 21
Cfr., Essere e intellectus. Una Prefazio-
mantenuto in piedi da J. Habermas, che in e che nell’intuizione intellettuale afferra ne alla metafisica, “RFNS” n.3, 1991, pp.
Il pensiero post-metafisico (Laterza, Roma- l’esse e le sue proprietà universali (analo- 385-429.
Bari 1991) nega alla filosofia di possedere gia e trascendentalità). 22
un oggetto e un metodo propri (cfr. p. 41), Contra Gentiles , l.I, c. 22.
e di potersi fondare sul primato della teoria La fenomenologia husserliana recupera
(cfr. p. 52). certo il valore conoscitivo dell’intuizione,
che però ha per oggetto solo le essenze
7
G. Gentile, Genesi e struttura della so- (Wesensschau fenomenologica). Per co-
cietà, Mondadori, Milano 1954, p. 32. gliere la diversità tra l’intuizione dell’es-
8 sere e l’intuizione eidetica della fenome-
La citazione esatta suona: «Entitas rei
nologia converrà ascoltare questo passo di
praecedit rationem veritatis, sed cognitio
E. Lévinas: «La riflessione fenomenologi-
est quidam veritatis effectus» (De Verita-
ca è una riflessione ideativa. Dirigendosi
te, q. 1, a. 1). Cfr. anche: «Veritas fundatur
sullo stato di coscienza concreto, percepi-
in esse rei magis quam in ipsa quidditate,
to, essa se ne serve, come di un esempio,

15
SAGGIO

quale sapere sull’essere, che si esprime nell’unità scientifica stile detti “scolastici” hanno fatto il loro tempo, perché sono
di ontologia e di teologia naturale, già sostenuta da Aristotele diventati un ostacolo alla vita e al progresso di quella grande
ma successivamente non poche volte messa in dubbio17. dottrina nella storia umana. Ciò di cui essa ha bisogno non
Come è noto, nel nostro secolo sono stati Natorp, Jaeger, è più un approccio dottorale e cattedratico che scolpisca nel
Heidegger ad allontanarsene18. Nell’opera maritainiana la marmo un maestoso sed contra e perentorie risposte nume-
metafisica vale classicamente come ricerca sull’essere in rate; ha invece bisogno di un approccio libero, indagatore,
quanto essere, che comprende al proprio interno una dottri- umile e intrepido al tempo stesso; è di avanzare sotto lo
na sull’ente come tale (ontologia generale) ed una su Dio stendardo di Giovanna [d’Arco]; c’era qualcosa di simile
inteso come l’Esse ipsum (teologia naturale). Quest’ultima nello stile di Bergson»20.
non è considerata da Maritain, come in qualche modo Ora per Maritain la filosofia dell’essere è entrata in catalessi
accadeva invece in Aristotele, quale indagine sulla regione nell’epoca moderna, in concomitanza con lo sviluppo di
più alta dell’ente e dunque sull’ente più alto (compreso filosofie empiristiche, idealistiche, materialistiche. La mi-
appunto ancora come ente), ma tentativo di ascendere verso glior difesa della metafisica è il suo sviluppo omogeneo,
una qualche conoscenza dell’Essere stesso attraverso i suoi mediante cui essa si conserva in atto, rimane capace di
riflessi creati, e seguendo le classiche vie ascensive dal giudizi, sa suscitare filosofi idonei a filosofare secondo la
diveniente all’Indiveniente, dal contingente al Necessario, sua forma, è in grado di svolgere il “virtuale inespresso”
dall’imperfetto al Perfetto. Alle cinque vie tomistiche il (questo è qualcosa di rilevante per il progresso del pensiero).
filosofo francese aggiunge una “sesta via” che parte Dal momento che l’organismo della filosofia è sinolo di
dall’esperienza del pensare, discussa nel volume Appro- materia e di forma (la materia rappresentando il modo di
ches de Dieu, e specifiche vie dell’intelletto pratico, esprimere, l’assetto sistematico, le problematiche prese in
finora alquanto trascurate nella tradizione altamente in- esame, ecc., mentre nella forma vengono inclusi la posizio-
tellettualizzata del tomismo. ne metafisica fondamentale e i principi in cui questa si
Ontologia dell’esse/actus essendi e teologia naturale forma- esprime), lo sviluppo storico della filosofia dell’essere va
no l’unità ontoteologica della metafisica, sotto la regia della inteso come compresenza di “identità/permanenza” e di
conoscenza dell’essere in quanto tale, ossia in tutta la sua “differenza/mutabilità”: identità della sua ragione formale e
ampiezza trascendentale. In questa regione del pensare non mutabilità della sua ragione materiale. In questo modo si
può giungere la critica heideggeriana dell’ontoteologia, a adegua materialmente la filosofia alla cultura, al processo
cui sfugge che la filosofia dell’essere vale come metafisica storico, alle nuove questioni. L’identità transtemporale e
“transontica”, che non si arresta all’ente ma assume a transculturale della metafisica si situa al livello della sua
proprio oggetto l’essere come tale, e che di conseguenza si ragione formale, ossia della concezione dell’essere; e vale
eleva sulla verità principiale della differenza fra ente ed non come pura identità chiusa e dunque ripetizione, ma
essere. Questa differenza la metafisica dell’essere l’ha come svolgimento del virtuale e rinnovamento materiale.
tematizzata sotto un duplice profilo: 1) differenza o distin- Il progresso della filosofia dell’essere è esattamente un’
zione reale nella struttura stessa dell’ente finito fra esisten- “identità che cresce”.
za/essere ed essenza, per cui esso non è il suo proprio Se con l’Aquintae la Seinsphilosophie penetra l’essente in
esistere; 2) differenza ontoteologica fra l’ente finito e l’Esse direzione dell’essere, portando a compimento ciò che altro-
ipsum, nel quale soltanto accade l’identità di essenza ed ve abbiamo chiamato la “terza navigazione nella storia della
esistenza. L’Atto puro aristotelico, ossia il Dio che è Atto metafisica”21, è perché essa è impregnata dal messaggio
puro di Pensiero (cfr. Metafisica, l. XII), si palesa nella biblico; di ciò che Gilson chiamava la “metafisica dell’Eso-
metafisica transontica dell’essere più radicalmente come do”, Filone la “filosofia mosaica”, e Maritain l’assoluto
Atto puro di Essere, un infinito oceano di Esistenza pura, realismo della filosofia cristiana. Pensando alla luce di
ingenerata ed eterna, che è identicamente il soggetto di ogni Parmenide, ma soprattutto e in maniera decisiva in quella
altra perfezione: Vita, Pensiero, Amore, Spirito, Intellet- della Bibbia e in specie di Esodo 3, 14, la filosofia dell’es-
to. In Dio viene meno la differenza ontologica per l’iden- sere sfugge al destino dell’oblio dell’essere, non arrestando-
tità in lui di esistenza ed essenza, e ciò costituisce il si all’ente. Se si vuole intendere a quali idee uno scrittore
privilegio dell’Assoluto. misurato come l’Aquinate attribuisca particolare rilievo, si
Con l’approfondimento maritainiano della Seinsphilosophie osservino i rari casi in cui il suo stile limpido e piano
come metafisica transontica, che non si arresta all’ente ma raggiunge il massimo grado di eloquenza espressiva. Uno di
si volge all’essere, due guadagni tra i vari possono ora questi, forse il più significativo, ricorre quando egli parla di
brevemente attirare la nostra riflessione. Viene debellato in haec sublimis veritas a proposito della rivelazione a Mosè
radice il nichilismo teoretico, largamente presente nella del più alto nome di Dio: Ego sum qui sum22. Con l’intendi-
filosofia del XX secolo, secondo cui la conoscenza non mento di questo Nome nasce la “metafisica cristiana” che
sbocca su nulla di reale, onde la metafisica come scienza è inizia molto presto e già prima di Agostino, nel quale il
vana illusione. Il nichilismo teoretico viene appropriata- rilievo di Esodo 3, 14 è onnipresente: essa nasce dall’alle-
mente denominato così, perché in esso ciò che va in nulla, anza tra Bibbia e grecità, in cui occorre riconoscere che per
ossia viene nientificato, è la verità dell’essere19. In secondo quanto grande e decisivo sia stato l’apporto della filosofia
luogo viene mostrato che la tradizione della filosofia del- greca, quello dell’ “ontologia biblica” è stato ancor più
l’essere è suscettibile di progresso, senza rinchiudersi nelle decisivo. Poiché nella Bibbia si dischiude più profonda-
forme del passato: «I miei maestri della scolastica mi hanno mente il senso dell’essere, la “metafisica cristiana” ha
insegnato una dottrina che amo e venero. Ma ho sempre proceduto ad una riforma delle categorie e quadri dell’onto-
pensato che la forma dell’esposizione, lo svolgimento e lo logia greca proprio alla luce di quest’ultimo.

14
SAGGIO

invece da Bergson. In una lettera a J. Chevalier, quest’ul- raggiunge la massima penetrazione ontologica, essendo
timo scriveva: «Voi avete perfettamente ragione di dire impossibile retrocedere verso un fondamento più origi-
che tutta la filosofia che espongo nel mio primo essai nario e universale dell’esse.
afferma contro Kant la possibilità di un’intuizione sopra- Attraverso la dottrina dell’intuizione intellettuale astrat-
sensibile. Prendendo la parola “intelligenza” nel senso tiva viene introdotta un’idea di filosofia come sapere di
molto largo che le assegna Kant, potrei chiamare “intel- tipo percettivo che, mediante i suoi strumenti conoscitivi
lettuale” l’intuizione di cui parlo»14. (i concetti, che sono determinazioni del concetto di
Ammettendo la possibilità di un’intuizione intellettuale, essere; e i giudizi che si ricollegano ai primi principi),
si viene a sostenere che l’intelletto è una facoltà percet- “vede” il reale attraverso l’idea di essere e le sue infinite
tiva o di “visione” (un tema che richiama il platonico determinazioni. L’intuizione intellettuale dell’essere co-
“occhio dell’anima”), ossia l’idea che l’intelletto conce- stituisce la fondamentale percezione metafisica, che reg-
pendo vede e vedendo concepisce. E’ per esso un unico ge originariamente ogni nostro pensiero, che è implicata
atto “concepire” un’idea e in tutti i nostri atti di intel-
“percepire” intellettual- ligenza e che dischiude la
mente una cosa, anzi l’idea sfera del trans-sensibile, a
rappresenta la cosa, è la cosa partire dall’esistenza con-
stessa sotto un determinato creta nella quale svolgono
esponente di intelligibilità. un compito primordiale i
Trattandosi tuttavia di un sensi. Una tale intuizione
intelletto umano, che è intellettuale non è poi pro-
un’intelligenza in condizio- duttiva, ma contemplativa,
ne corporea e che perciò nel senso che non produce
funziona astrattivamente e il suo oggetto ma lo coglie.
non può prescindere dal- «Se il positivismo, antico e
l’apporto dei sensi, la sua nuovo, e il kantismo non
intuitività non potrà essere comprendono che la meta-
completa come quella di un fisica è autenticamente una
intelletto puro, ma appunto scienza, un sapere, è che
legata all’astrazione: “in- essi non comprendono che
tuizione astrattiva” la de- l’intelligenza vede. Per essi
nomina Maritain15. In essa solo il senso è intuitivo, l’in-
l’essenziale non è costitui- telligenza non ha che una
to dal “togliere”, ossia dal funzione di collegamento,
far cadere le note indivi- di unificazione... E senza
duanti, come accade in ogni dubbio non c’è intuizione
processo astrattivo, ma dal- intellettuale “angelista”, nel
la positiva percezione del- senso di Platone e di
l’essere a cui l’intelletto Cartesio, cioè che fa a meno
perviene in una visualizza- della mediazione del sen-
zione eidetica, ossia in un so; senza dubbio non vi è
“vedere” intellettuale tra- nulla nell’intelletto che non
mite l’idea. Pur non essen- provenga originariamente
do una intuizione sopra- dall’esperienza sensibile.
sensibile del singolare esi- Ma precisamente l’attività
stente, e non sboccando dell’intelletto libera da tale
perciò sull’esistenza singo- Jacques Maritain esperienza e porta nel fuo-
la, l’intuizione astrattiva co della visibilità immate-
dell’essere tocca mediante l’astratto e l’universale l’esse- riale in atto gli oggetti che il senso non poteva decifrare
re in quanto essere. nelle cose, e che invece l’intelligenza vede; è tutto il
Tale intuizione, senza di cui secondo Maritain non si dà mistero della operazione astrattiva... Il problema della
sapere filosofico in senso proprio, non è innata, ma metafisica si riconduce in definitiva al problema dell’in-
acquisita in un processo in cui essa si distende lungo varie tuizione astrattiva, e alla questione di sapere se, al vertice
tappe, precisandosi e approfondendosi a partire da un dell’astrazione, l’essere stesso e in quanto essere, che
momento esperienziale che resta fondamentale. Tale imbeve il mondo dell’esperienza sensibile, ma che tra-
intuizione, intesa dapprima in senso lato, inizia con la bocca da tale mondo da tutte le parti, è o non è l’oggetto
consapevolezza fenomenologica dell’esistere delle cose di una tale intuizione»16.
e della loro densità reale . Si produce poi in e con un
giudizio di esistenza, nel quale si esce dal piano nozionale La metafisica come “identità che cresce”. Veritas
e si raggiunge quello esistenziale; e si compie con l’espli- sequitur esse rerum. Assumendo questo giudizio come
citazione del concetto di “atto d’esistere” attraverso un guida, il pensiero ontologico di Maritain ha operato una
processo di riflessione-comparazione-risoluzione. Esso più profonda penetrazione della natura della metafisica

13
SAGGIO

oggetto di pensiero, una nozione, che pur richiamando il «ogni filosofia è produttiva... perciò la filosofia dell’arte
soggetto reale che essa significa, non esiste se non nello è il vero organo della filosofia»12. Secondo la sua conce-
spirito. Solo con il giudizio si passa dall’oggetto noziona- zione idealistico-poietica, una tale filosofia è intesa come
le al soggetto, all’esistenza9. E’ ciò che con Maritain sistema di tutto il sapere, che inizia solo dall’io, onde
possiamo denominare la funzione esistenziale del giudi- l’intera storia della filosofia è esclusivamente svolgi-
zio, nel senso che in esso il verbo “essere” non svolge solo mento progressivo dell’autocoscienza. Viene perciò ri-
o principalmente il compito di collegare come copula fiutato il “pregiudizio fondamentale” (è sempre Schelling
soggetto e predicato, ma denota lo stesso atto di esistere che parla), a cui tutti gli altri si riconducono, che esistano
esercitato dalla cosa10. La metafisica, intendendo cono- cose al di fuori di noi: pertanto l’idealismo trascendentale
scere tutto quanto esiste e così come esiste, lo considera cerca il principio del sapere non nell’essere, ma al di
non secondo che è un oggetto A o B, ma in quanto essere, dentro del sapere stesso, dove coincide con la coscienza
ossia in quanto esistente. Orbene “tutto quanto esiste”, di noi stessi o autocoscienza. Che rimanga poi da spiegare
ossia l’intera ampiezza trascendentale dell’esistenza si se e come l’autocoscienza rinvii all’essere, Schelling lo
presenta come un’infinita repubblica di individui, che intende, ma considera che tale compito giaccia fuori della
esercitano il loro atto d’esistere quale atto primo più filosofia trascendentale, che si limita al sapere, non
radicale di ogni altro. Ciò non sfugge alla conoscenza: nel all’essere. Completo è perciò lo scambio tra il trascen-
momento del giudizio l’intelletto raggiunge l’esse, l’esi- dentale “essere” e il trascendentale “vero” (il
stenza esercitata dalle cose, e così contempla quel mira- termine“trascendentale” è qui impiegato nel senso della
colo continuo che è il loro non-andare-in-niente. Seinsphilosophie, non dell’idealismo), per cui non il
Il giudizio è possibile perché il pensiero è originaria primo, ma il secondo è fondante.
apertura all’essere. Questo tema è stato toccato anche da La filosofia è ormai intesa possibile solo come scienza
Heidegger, ma nel quadro di un processo di pensiero che del sapere (avente cioè per oggetto il sapere, non l’esse-
conduce in un’altra direzione rispetto all’assunto classi- re), onde il suo fondamento non sta in un principio
co. Nel saggio Sull’essenza della verità il pensatore dell’essere, ma in un principio del sapere, che è appunto
tedesco domanda esplicitamente come possa il giudizio, l’Io13. Con lo scambio di priorità tra i trascendentali ens
conservando la sua essenza per cui è un qualcosa diverso e verum, e la riconduzione di quest’ultimo all’attività
dalla cosa, adeguarsi ad altro, ossia alla cosa. Risponde produttiva dell’autocoscienza, la verità della proposizio-
che la natura dell’adeguazione va determinata a partire ne non è più fondata sull’esse ma sull’io. Spingendo sino
dal tipo di relazione che esiste tra il giudizio e la cosa. in fondo e senza tentennamenti il principio idealistico, il
Esso secondo Heidegger è un rapportarsi che è uno stare pensiero del giovane Schelling ha abbandonato il crite-
aperto sull’ente, inteso come “ciò che è presente”. Tale rio, in cui si è prima riconosciuta l’essenza della verità:
apertura è la condizione previa della verità del giudizio, veritas sequitur esse rerum, provocando con ciò una
e viene fatta dipendere dalla libertà secondo un’opzione specifica crisi della dottrina del sapere.
gravida di conseguenze decisive per l’essenza stessa
della verità. Mentre la verità non ha la sua dimora Conoscenza dell’essere: l’intuizione intellettuale. Se
originaria nella proposizione, «l’apertura del rapportarsi, c’è un messaggio speculativo che Maritain ha cercato di
che rende possibile intrinsecamente la conformità, si trasmettere, esso andrebbe individuato nell’idea che la
fonda nella libertà. “L’essenza della verità e la libertà”»11. conoscenza concettuale della metafisica, espressa in idee
Essa vale poi come lasciar-essere-l’ente, in un atteggia- e giudizi, è preparata e sostenuta da un incontro decisivo,
mento non contemplativo, bensì fondato in una decisio- ad un tempo sperimentale ed intellettuale con l’esistenza:
ne, per cui con l’abbandono del tema della adaequatio un incontro che inizia attraverso una percezione sensitiva
teoretica, l’essenza della verità è spostata verso la prassi. la più acuminata possibile dell’esistenza e dei suoi con-
Se l’essenza della verità è la libertà e non l’adaequatio flitti (per questo un metafisico privo di sensi è un’assur-
enunciativa che raggiunge l’atto d’essere dell’essente, dità), e che poi passa dal piano esperienziale, psicologico,
che cosa sia l’essere rimane incognito. E’ nelle premesse emozionale a quello intellettuale, in cui la realtà dell’es-
più intime del pensiero di Heidegger che egli non abbia sere è espressa dall’intelligenza a se stessa in un’idea, in
raggiunto in una visualizzazione eidetica la “conoscen- un’intuizione, che il filosofo francese denomina “intui-
za” dell’essere, che cercava con tutte le sue forze, ed zione intellettuale dell’essere”. Questa, che è dall’uomo
abbia fatto vela verso un’ “esperienza” dell’essere (Er- posseduta a titolo precario, è per il metafisico da riattua-
fahrung des Seins), la quale è di per sé di ordine metafilo- lizzare costantemente per evitare che scada nel banale o
sofico. A questa profondità nasce il dramma specifico della che si perda. Una tale intuizione intellettuale o eidetica
ricerca di Heidegger: cercare nell’esperienza quasi-mistica (nel senso che si formula in un’idea) è il bene proprio
e nella parola poetante un sostituto a quella conoscenza dell’intelletto nel suo addentrarsi nel mistero ontologico
intellettuale o teoretica dell’esistere che non è stata attinta. ed esprimerlo nell’idea. Se ciò non accade, si cercherà di
Mentre in Heidegger l’essenza della verità è fraintesa, prendere contatto con l’essere per altre vie; ad esempio
perché dislocata verso la decisione e la prassi, in Schelling quella dell’analisi della soggettività, oppure quella del-
lo è perché riportata verso la poiesi. Nel Sistema dell’ide- l’amore, che però conducono più ad una percezione
alismo trascendentale (1800) il giovane Schelling intro- affettiva che eidetica dell’esistenza.
duce un’idea di filosofia (e metafisica) fondamentalmen- Nella tematica dell’intuizione intellettuale dell’essere è
te antiteoretica, non assegnandole il compito di pensare implicata quella più generale della possibilità di una
le cose che sono e come sono, bensì di essere produttiva: intuizione soprasensibile, negata da Kant e sostenuta

12
SAGGIO

reale dell’essere, quest’ultimo circoscrive lo spazio teo- cui atto è l’esistere. La metafisica è un sapere transontico,
retico entro cui non può nascere il nichilismo, il quale perché oltrepassa l’ente per raggiungere l’essere stesso:
possiede un’origine teoretica e si riassume nell’incapaci- con ciò essa è al di là della critica heideggeriana all’oblio
tà dell’intelletto di raggiungere la verità dell’essere: nel dell’essere, poiché quanto intende conoscere è precisa-
suo senso ultimo il nichilismo è il processo di nientifica- mente l’essere stesso e in quanto essere. Costituendosi
zione, in cui il subjectum, volgendosi agli enti ed all’es- come scienza universale, essa astrae dalle condizioni
sere, li coglie come oggetti speculativamente insignifi- materiali dell’esistenza empirica, mai invece dall’esi-
canti, e dove dell’essere non ne è più nulla (oblio dell’es- stenza, in funzione della quale conosce tutto ciò che
sere, sì, ma in un senso diverso da Heidegger). Con la tesi conosce. Costantemente esposta al rischio del nozionali-
sulla possibilità della metafisica il filosofo francese viene smo e dell’essenzialismo, la filosofia è lontana dall’aver
a collocarsi in dialettica con le diffuse e ricorrenti diagno- tratto tutte le necessarie conseguenze dalla svolta decisi-
si sulla morte della filosofia, che trovano una eco nello va impressale dallaSeinsphilosophie dell’Aquinate, che
strutturalismo, nel recente pensiero postmetafisico, e più rende impossibile concepirla come una filosofia delle
indietro nell’attualismo di Giovanni Gentile6. L’opzione essenze secondo lo schema di Platone, di Cartesio, di
comune a queste pur così diverse espressioni filosofiche Wolff, di Kant. In una intenzionalità noetica diversa dalla
è il rifiuto della teoria. Secondo Gentile «Conviene metafisica dell’essere, che cerca l’intelligibilità e la co-
lasciar da parte... il termine “teoria” che è meramente noscenza nell’esistenza, si collocano quelle filosofie che
metaforico e fantastico, come quello di “visione”, o guardano verso l’essenza, e pertanto inclinano verso
“intuizione”, e simili; suppone una rappresentazione così forme più o meno marcate di oblio dell’essere -, come
ingenuamente realistica del rapporto tra soggetto e ogget- pure le correnti dell’esistenzialismo, dove l’esistenza è stata
to del conoscere, che nessuno può pigliare sul serio perlopiù oggetto di analisi fenomenologiche, morali, reli-
almeno da più di duemila anni in qua»7. giose, psicologiche, non propriamente ontologiche.
Nella sua secchezza la frase non abbisogna di molti L’originalità della filosofia dell’essere si declina in una
commenti, salvo l’affermazione storiograficamente non impostazione più radicale dell’essenza della verità. Già
sostenibile sulla fine del realismo conoscitivo da oltre in Aristotele l’essere come vero è presentato come uno
duemila anni. Se però si potesse mostrare che alla teoria dei quattro significati fondamentali dell’essere, che in-
è ancora e sempre riservato un compito attraverso la cludono anche l’essere per sé, l’essere per accidente, e
capacità conoscitiva dell’intelletto quale facoltà dell’es- l’essere come atto e potenza (Cfr. Metafisica, l. V, c. 7).
sere e dei principi, allora l’intera impostazione del pro- E sempre in Aristotele si trova, se non la formula, l’idea
blema ontologico muterebbe aspetto, e l’uomo sarebbe che la verità è adeguazione dell’intelletto e della cosa ,
già da sempre di fronte alla verità dell’essere. Nell’espli- che accade nel giudizio. Affermando che veritas sequitur
citare questi elementi e nel fare esprimere alla tradizione esse rerum, ossia anche che esse rei, non veritas ejus,
della filosofia dell’essere un massimo di rendimento causat veritatem intellectus8, Tommaso d’Aquino pene-
speculativo consiste il compito forse primario del pensie- tra più oltre nell’essenza della verità. Essa ultimamente si
ro ontologico maritainiano. fonda nella cosa esistente e più esattamente sul suo atto
di esistere/esse, colto nel giudizio. La verità enunciativa
L’oggetto della metafisica. La metafisica intende cono- o apofantica segue l’esistenza delle cose, e altro non è che
scere tutto quanto esiste e così come esiste, risolvendolo l’adeguazione dell’immanenza in atto del nostro pensie-
nel concetto di essere/esistenza. Il suo primo passo e in ro, a ciò che esiste fuori di esso, ossia all’esistenza
certo modo il suo compimento stanno nell’idea che esercitata dalle cose col loro proprio atto d’essere. Veri-
l’esistenza non è cieca, ma è la fonte prima dell’intelligi- tas sequitur esse rerum: il trascendentale fondante è
bilità. Questa è infatti massima là dove vi è un massimo l’essere, non il vero, determinazione con la quale viene
di energheia/atto (ogni cosa è intelligibile nella misura evitato lo scoglio massimo contro il quale si sono infrante
stessa in cui è in atto). Ciò accade nell’esistenza, che le filosofie dell’idealismo trascendentale, basate sulla
secondo la grande analisi o risoluzione ontologica di riduzione dell’essere reale all’essere veritativo (tale è il
Tommaso d’Aquino è actus essendi/esse. In ciò è forse caso del primo Schelling, come vedremo tra poco). Ciò
contenuto uno dei massimi guadagni della storia della pone la filosofia al riparo da ogni tentativo di ridurre
metafisica, quando cioè il pensiero ha voluto pensare non l’esistenza al pensiero oppure di sostituire la metafisica
solo l’essenza, verso la quale si dirigono le filosofie di con una sorta di antropologia trascendentale. Poiché
impronta platonica, ma l’ “esistenza stessa”. L’esistenza nella metafisica non viene cercato un discorso dell’uomo
è atto, e più esattamente atto d’essere, atto di tutti gli atti sull’uomo, in cui l’essere entri solo in obliquo, ma un
e perfezione di tutte le perfezioni, perché tutti gli atti e discorso diretto sull’essere, essa non è una scienza uma-
tutte le perfezioni dell’ente in tanto sono possibili in na. L’uomo è solo il soggetto e in certo modo il deposita-
quanto sono sostenuti e attivati dall’atto primo, che è rio di questo sapere, non l’oggetto.
l’atto di esistere. Nell’accesso al vero il giudizio svolge un compito esi-
La metafisica dell’essere assume come proprio oggetto di stenziale: quando in esso si dichiara che una cosa è in un
analisi e di indagine scientifica non il “concetto” di certo modo, non si contempla un quadro di essenze ideali,
esistenza (che sarebbe allora inteso nel modo di un’es- bensì si afferma che nell’esistenza reale quella tal cosa
senza), ma l’ “atto” stesso di esistere. “La metafisica non esiste nel modo espresso dal giudizio. Pensare è origina-
verte sul concetto di esistenza, ma sull’esistenza stessa”. riamente apprendere un’idea e formare un giudizio. Il
Il suo oggetto è sì l’ente, ma inteso appunto come ciò il termine della apprensione non è l’esistenza reale, ma un

11
SAGGIO

L
a presenza del pensiero di Jacques Maritain (1882- son a Thomas d’Aquin (1944), Court traité de l’existence et
1973) nella cultura italiana dura da oltre set de l’existant (1947), Approches de Dieu (1952), Approches
tant’anni, rimontando ai primi anni ’20. Dapprima sans entraves (1973). Non sembra perciò tempo perso
circola il Maritain filosofo dell’arte (cfr. Art et Scolasti- indugiare sul discorso metafisico di Maritain. Propiziano
que, 1919) e il pensatore tomista critico della filosofia l’approccio, oltre a motivi congiunturali quali la ricorrenza
moderna (cfr. Antimoderne, 1922; Trois Reformateurs, del ventennale della morte del filosofo e il completamento
1927). Successivamente negli anni ’30 e ’40, in rapporto della pubblicazione delle sue Oeuvres complètes in tredici
alla temperie culturale europea molto sensibile alla crisi volumi per oltre 17.000 pagine3, le valenze metafisiche e
dell’Occidente1, l’attenzione volge verso gli scritti mari- postmetafisiche della recente filosofia mondiale.
tainiani incentrati sul nesso tra cristianesimo e civiltà,
prospettanti una critica delle ideologie totalitarie moder- Il compito della metafisica. «Si potrebbe credere che la
ne (nazismo, fascismo, comunismo), e miranti a ripensa- metafisica, in epoche di impotenza speculativa, brilli
re il fondamento di una democrazia non scettica (come almeno per la modestia. Ma il tempo che ne ignora la
viceversa la voleva Kelsen), personalista e comunitaria. grandezza, ne ignora parimenti la miseria. La sua gran-
Sono gli anni in cui il filosofo francese pubblica opere dezza: essa è sapienza. La sua miseria: essa è scienza
quali Religion et culture (1930), Du régime temporel et umana; essa nomina Dio, sì: ma non con il Suo Nome»4.
de la liberté (1933), Humanisme intégral (1936), Chri- Con la sua elaborazione ontologica Maritain ha cercato di
stianisme et démocratie (1942), Les droits de l’homme et illustrare la grandezza e la miseria della metafisica (e
la loi naturelle (1942), che forse soprattutto la prima,
culminano nel suo capola- in un’età che poco la inten-
voro di filosofia politica: de), ricollegandosi esplici-
L’homme et l’Etat (1951). tamente alla tradizione del-
Questi scritti, che avranno la metafisica dell’essere
ampia circolazione in vari come espressa soprattutto
paesi e che non di rado di- da Tommaso d’Aquino e al
venteranno un vademecum
per l’impegno storico-poli- Il pensiero lignaggio dei metafisici cri-
stiani, che include
tico durante la Resistenza e
nella fase di ricostruzione metafisico Agostino, Anselmo, Tom-
maso stesso, Bonaventura,
degli Stati democratici, con- Duns Scoto, il Gaetano,
figurano un Maritain grande Suarez, Rosmini5. Egli in-
pensatore politico e filosofo Note su Jacques Maritain tese la loro lezione non
cristiano della democrazia2. come un apporto singolo,
Nell’epoca dell’immediato e la filosofia dell’essere ma un contributo corale a
post-Concilio vasta eco su- costruire la scienza dell’es-
scitò Le paysan de la Ga- sere quale “dottrina comu-
ronne (1966), che è ad un ne”, ossia propria dell’uo-
tempo una convinta accet- mo come tale. Esplorare la
tazione dell’insegnamento possibilità della metafisica
conciliare e una severa cri- di Vittorio Possenti e di una metafisica cono-
tica delle correnti teologi- scitiva che raggiunge l’es-
che cristiane tendenti verso il modernismo e la demitiz- sere (e che non vale perciò come vano protendersi della
zazione. Procedendo per larghi tocchi occorre infine ragione oltre i limiti che la rinserrano) fu forse il compito
citare l’influsso della maritainiana filosofia dell’educa- centrale della riflessione maritainiana, che per questo si
zione (Education at the Crossroads, 1943), dove viene presenta come ripresa della questione ontologica dopo il
svolto un personalismo pedagogico, dei suoi scritti sulla criticismo, l’idealismo, l’attualismo, il positivismo; e
spiritualità e la mistica (De la vie d’oraison, 1922), delle come capacità di resistere all’attacco ad ogni metafisica
ricerche sull’etica (Neuf leçons sur les notions premières avanzato nel nostro secolo da autori, correnti e prospet-
de la philosophie morale, 1951; La philosophie morale, tive diversissime quali sono il neopositivismo, lo scien-
1960). Nella brevissima scansione delineata, che andreb- tismo tecnologico, le correnti delle scienze umane, lo
be arricchita sotto tanti aspetti, c’è un elemento a prima strutturalismo, Heidegger.
vista problematico, ed è lo scarso accesso, che sembra Entro i limiti di una valutazione assai sintetica e che
sconfinare nel silenzio, della cultura italiana all’opera scarnifica la scena, si può sostenere che per quanto
metafisica e gnoseologica del filosofo francese. A rende- riguarda la possibilità della metafisica le posizioni soste-
re più forti le tinte del quadro cospira il fatto che essa nute nella filosofia contemporanea tendono a iscriversi in
costituisce una quota considerevole della sua vastissima uno spazio segnato da tre vertici: il no ad ogni ontologia
produzione (includente oltre sessanta opere), in cui si dell’empirismo logico; la critica heideggeriana a tutta la
annoverano titoli quali: Réflexions sur l’intelligence storia della metafisica per il suo preteso “oblio dell’esse-
(1924), Les degrés du savoir (1932), Sept leçons sur re”; l’elaborazione ontologica della scuola della filosofia
l’être (1934), Science et sagesse (1935), Quatre essais dell’essere, di cui Maritain è stato uno dei massimi
sur l’esprit dans sa condition charnelle (1939), De Berg- esponenti. Sostenendo la possibilità della conoscenza

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AUTORI E IDEE

René Magritte, Le sang du monde, 1926

16
AUTORI E IDEE

AUTORI E IDEE

L’invenzione delle forme vero e proprio neo-aristotelismo matemati- collocarsi a un livello medio di difficoltà, al
co. La filosofia delle “forme sostanziali” di di sotto comunque del livello specialistico
Scienziato, allievo di Jean Petitot e Leibniz si ripresenta qui nei nuovi teoremi riservato ad astronomi ricercatori. In realtà
studioso di Heidegger, nel suo ultimo di classificazione che intendono ordinare non sembra che l’autore riesca del tutto nel
lavoro, L’INVENTION DES FORMES (L’in- le logiche di evoluzione dei fenomeni se- suo intento; andando infatti i suoi interessi
venzione delle forme, Odile Jacob, condo principi analogici, dove la forma è prevalentemente in direzione delle appli-
Parigi 1993), Alain Boutot si propone considerata indipendentemente dal suo so- cazioni della relatività generale, questa in-
di fornire un’introduzione al metodo strato fisico. Scienza contemporanea e an- troduzione mostra un carattere più mate-
morfologico nell’analisi dei fenome- tica: si rinnova qui un’interrogazione po- matico che astrofisico. Gli aspetti teorico
ni, che si risolva in un’interrogazione tentemente metafisica. E.N. matematici sono enfatizzati fino a sovra-
più generale sui modelli conoscitivi stare quelli sperimentali, come l’osserva-
della scienza. zione della radiazione di fondo, o lo studio
di galassie e ammassi, che sono difatto
Nel solco della riflessione di Petitot, Thom trascurati, con il risultato di un complessi-
e Prigogine, Alain Boutot presenta un Cosmologia matematica vo livello di lettura decisamente alto e
modello di sapere “qualitativo”, che si ac- comunque riservato a coloro che abbiano
costa alla singolarità dei fenomeni e ne Il vecchio interrogativo di sapore gali- già ampiamente assimilato la relatività ge-
cerca le leggi regolative nel carattere “loca- leiano - perché le leggi di natura hanno nerale einsteiniana.
le”, individuale, della loro produzione; leg- forma matematica? perché il mondo è Al di là della questione della divulgazione,
gi che sono espresse in modelli topologici. matematico? - è al centro del recente e del grado di difficoltà auspicato e ottenu-
In antitesi a qualsiasi intento di riduzione studio di J. N. Islam, AN INTRODUCTION TO to dall’autore in questa introduzione, che
positivistica della conoscenza, la morfolo- MATHEMATICAL COSMOLOGY (Introduzio- restano peraltro problemi intrinseci al con-
gia difende il carattere conoscitivo della ne alla cosmologia matematica, Cam- tenuto teorico di questa disciplina, sono
scienza contro l’attuale interpretazione bridge University Press, Cambridge comunque innegabili i pregi del lavoro di
pragmatica e manipolatoria della natura, 1992), che si presenta come un tenta- Islam in termini di chiarezza e soprattutto
alla base di quel modello di intelligibilità tivo di introdurre problemi e risultati di sintesi. S.L.
scientifica che ha preso le mosse da Galileo della cosmologia moderna ad un pub-
e che ha prodotto i grandi successi della blico preparato, ma non ancora
“tecnoscienza”. Giunto alla soglia critica specializzato.
della sua evoluzione, questo modello di
scienza “quantitativa” pone l’esigenza di Grandi sono stati i risultati, soprattutto L’Etica di fronte all’Estremo
una nuova modellizzazione, che, registrati osservativi, della cosmologia degli ultimi
i limiti del determinismo nella interpreta- anni, e grandi sono gli interrogativi che Due studiosi dell’Europa orientale, il
zione dei sistemi dinamici, non rinunci a un ancora impegnano astronomi e fisici di semiologo bulgaro Tzvetan Todorov
criterio di intelleggibilità. tutto il mondo. Il problema dell’inizio, la con il suo DI FRONTE ALL’ESTREMO (trad. it.
Il morfologo è innanzitutto un geometra storia dell’universo, il suo stato attuale, il di Elina Klersy Imberciadori, Garzanti,
attento alla singolarità delle manifestazio- suo futuro: tutto oscilla ancora precaria- Milano 1992) e il sociologo polacco
ni del mondo sensibile, il cui intento è mente tra ipotesi azzardate, teorie matema- Zygmunt Bauman, autore di MODERNI-
quello di produrre una rappresentazione tiche e tentativi più o meno riusciti di TÀ E OLOCAUSTO (trad. it. di M. Baldini,
geometrica delle leggi invarianti che stan- integrare il maggior numero possibile di Il Mulino, Bologna 1992), prendono
no alla base di situazioni qualitativamente nuove osservazioni in un modello coerente spunto dalle drammatiche vicende dei
simili, ovvero riconducibili, tramite modi- e possibilmente anche “elegante”. campi di sterminio per sviluppare una
fiche non-strutturali, le une alle altre. La Attualmente, le fondamenta della cosmo- duplice riflessione, da un lato sulla
teoria delle catastrofi di Thom, i frattali di logia sono costituite dalla teoria della rela- possibilità di un discorso etico intorno
Mendelbrot, le strutture dissipative di tività generale di Einstein; questo basta, da a tali situazioni limite, dall’altro sul
Prigogine sono convocate - nell’esposi- solo, a dare a questa disciplina una forte rapporto tra queste ultime e il più
zione che ne dà Boutot - a illustrare nuovi impronta matematica e a renderla di conse- vasto orizzonte della “modernità”.
territori di indagine, dove le ipotesi morfo- guenza inaccessibile a chiunque non abbia
logiche suppliscono alla inadeguatezza una solida preparazione in questo senso. La prima questione da affrontare riguarda
delle scienze fisiche “forti”. Lontano, sullo Un problema non marginale che ostacola la la possibilità stessa del discorso etico in un
sfondo di un sapere che tiene ancora uniti diffusione e l’incremento degli studi co- universo, come quello “concentrazionario”,
scienza e ontologia, torna a imporsi la figu- smologici è proprio la difficoltà di divulga- in cui ogni azione del prigioniero come
ra di Aristotele; nella definizione di Boutot zione di una scienza che parla matematica- dell’aguzzino sembra obbedire ad un ordi-
la morfologia si presenta nei termini di un mente. Lo studio di J. N. Islam intende ne superiore; infatti, secondo una convin-

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AUTORI E IDEE

zione diffusa in tutta la tradizione filosofi- 1964. Il sistema del gulag: tracce scompar- zitutto combatterlo in tempo e non rasse-
ca occidentale, è la libertà il presupposto se, memorie ritrovate di un campo siberia- gnarsi ad esso; ma, dopo averlo sconfitto,
imprescindibile di ogni comportamento che no, Parigi 1991), che fa luce su analogie e quale trattamento riservare ai suoi respon-
voglia definirsi morale. A questo proposito differenze tra i campi di sterminio tedeschi sabili? Todorov rifiuta sia la vendetta sia il
Zygmunt Bauman osserva che in ogni e quelli “di lavoro” sovietici. In entrambi i perdono, ritenendo estranea per entrambi
regime dittatoriale lo Stato esercita un tale casi, osserva anche Todorov, le vittime non una “vera giustizia”. Tuttavia, il dovere
predominio sul singolo da annullarne quasi furono «né eroi, né santi», così come gli principale è quello di opporsi al rischio di
completamente la volontà, fino ad indurlo aguzzini non furono «né mostri, né bestie», oblìo di tali drammatiche vicende, al quale
ad accettare, come nel caso in questione, come troppo spesso vengono definiti, ma invece sarebbero portati, seppur per oppo-
che l’uccisione di un ebreo «per motivi nella quasi totalità persone altrettanto “nor- sti motivi, i sopravvissuti, sia carnefici, sia
puramente politici» non fosse da conside- mali” e “banali”; come scrisse Primo Levi, vittime, e più in generale l’intera società.
rarsi un assassinio (circolare di H. Himm- «i mostri esistono, ma sono troppo pochi Quest’ultima, al contrario, ha il dovere di
ler del 26 ottobre 1942). Tuttavia, obietta per essere veramente pericolosi; sono più conservare la memoria delle “situazioni
Tzvetan Todorov che non ha conosciuto pericolosi gli uomini comuni» con il loro estreme”, in quanto esse «rivelano la verità
direttamente l’esperienza del lager, ma che atteggiamento egoistico. Per questo Todo- di situazioni normali», affinché l’umanità
pure, fino a ventiquattro anni, ha vissuto in rov include nella categoria dei persecutori, sia preservata per sempre dal ripetersi di
un paese totalitario , la costrizione non può seppur attribuendo loro, a differenza di simili tragedie. A tale scopo Bauman pro-
mai essere totale; con questo Todorov in- Baumann, un grado di corresponsabilità pone di por fine alla sottomissione della
tende opporsi ad una visione deterministi- via via decrescente, anche i loro popoli di legge morale individuale a quella generale
ca della realtà come base di entrambe le appartenenza (tedeschi e russi), gli abitan- della società, almeno in tutte quelle situa-
dottrine teorico-politiche che hanno pro- ti dei luoghi ove i lager sorsero (polacchi, zioni in cui «comportarsi moralmente si-
dotto nel nostro secolo i campi di stermi- innanzitutto), ma anche coloro che per gnifica assumere un atteggiamento defini-
nio, il sedicente “marxismo-leninismo” “cecità volontaria” ne minimizzarono la to per decreto come antisociale o sovversi-
staliniano e il “nietzscheanesimo” deliran- portata, quando non ne negarono addirit- vo dai poteri esistenti». G.C.
te di Hitler. tura l’esistenza (la maggioranza degli
La libertà umana non può essere annullata occidentali).
completamente; all’individuo, osserva To- Le cause di tutto ciò, a parere sia di Bauman
dorov, resta sempre una seppur minima che di Todorov, sono da ricercarsi in alcune
possibilità di scelta, se non altro quella caratteristiche della “modernità” che fanno Pensare gli esperimenti
dell’ora e del modo della propria morte, dello sterminio di massa non un episodio
prima che siano altri ad imporgliela. Op- circoscritto, per quanto tragico, della storia Quasi un’introduzione alla filosofia e
porsi, a costo della vita, a un nemico sover- del XX secolo, ma una minaccia costante al dibattito sul potere dell’immagina-
chiante per riaffermare la propria libertà per la società contemporanea. Innanzitut- zione, THOUGHT EXPERIMENTS (Esperi-
(come fecero gli abitanti del ghetto ebraico to, nota Todorov, la modernità si basa su menti pensati, Oxford University
di Varsavia nel ’43) appare infatti a Todo- un’estrema parcellizzazione del processo Press, Oxford 1992), di Roy A.
rov una “reazione sana” alla barbarie nazi- produttivo, che comporta un’analoga fram- Sørensen, si immerge in un’amalga-
sta, un atto di “eroismo quotidiano”. Ap- mentazione delle responsabilità, la stessa ma di esperimenti, vecchi e nuovi,
partengono d’altra parte a questa stessa che poi consente all’aguzzino di seviziare e famosi e non, scientifici e filosofici
sfera di comportamenti altre virtù morali, uccidere le proprie vittime, limitandosi a per difenderne la validità, l’utilità ed il
come l’altruismo e l’esperienza estetica e «compiere il proprio dovere»: argomento fascino conoscitivo.
intellettuale, che preserva gli esseri umani principe nelle autodifese ai processi per
dal totale abbrutimento. Si tratta, in fondo, crimini di guerra, come di recente ha rile- «Quando il filosofo geometra - scrive
delle stesse virtù “normali” dei tempi di vato anche Telford Taylor nel suo Anato- Galileo nel famoso Dialogo - vuol ricono-
pace, che Todorov, rifacendosi al Sartre mia dei processi di Norimberga (Rizzoli, scere in concreto gli effetti dimostrati in
de L’esistenzialismo è un umanismo, con- Milano 1993). Inoltre, il processo di sper- astratto, bisogna che difalchi gli impedi-
trappone (e preferisce) a quelle “eroiche”, sonalizzazione e strumentalizzazione, con- menti della materia...». Difalcare gli impe-
che hanno improntato ad esempio la secon- seguenza della moderna civiltà di massa, fa dimenti della materia significava per Galileo
da insurrezione di Varsavia, quella della sì che gli esseri umani appaiano al carnefi- non solo crearsi in laboratorio le condizioni
popolazione di origine polacca nel ’44, per ce come cose, piuttosto che come persone. più adatte all’esperimento, ma anche im-
«salvare [...] un’astrazione chiamata Polo- Infine, la maggior parte dei delitti commes- maginarsi condizioni ideali, superfici per-
nia» dalla duplice minaccia degli occupan- si nei lager possono essere attribuiti a sem- fettamente levigate, palle perfettamente
ti tedeschi, ormai in rotta, e dei futuri “libe- plice godimento del potere, un altro dei sferiche ecc. Galileo fantasticava gli espe-
ratori” sovietici. Queste virtù si rifanno ad “vizi quotidiani” che, secondo Todorov, rimenti quando non li poteva realizzare, e li
un modello che ha origini arcaiche (i poemi caratterizzano il nostro tempo. pensava con lo stesso rigore, la stessa pre-
omerici) e non appare più adeguato al no- A tutto questo Bauman aggiunge, per parte cisione, la stessa accortezza che usava in
stro tempo, in quanto presuppone un “mon- sua, che la cosiddetta “soluzione finale” laboratorio.
do unidimensionale” in cui l’ideale prevale presuppone le stesse ambizioni al “perfe- Se per Galileo gli esperimenti mentali era-
sul reale, la morte sulla vita. All’astratto zionamento della realtà” che costituiscono no legittimi e del tutto naturali, per quale
Bene, in nome del quale si consuma l’inu- l’essenza del mondo moderno, anche se motivo, si chiede Roy A. Sørensen, noi
tile sacrificio della vita umana, Todorov hanno condotto alla barbarie: non è un caso oggi continuiamo ostinatamente a consi-
antepone la concreta bontà di migliaia di che ad analoghe, tragiche conseguenze, derarli con un certo imbarazzo e a parlarne
uomini e donne, vittime dei campi di con- abbia portato l’altro “moderno” tentativo con la stessa distanza che solitamente te-
centramento o loro compassionevoli soc- di palingenesi radicale della società, quello niamo di fronte a fenomeni misteriosi,
corritori, «a metà strada tra eroismo e sovietico, come ancora ha osserva Alain certo affascinanti, ma mai del tutto
quotidianità». Brossat in Le stalinisme entre histoire et convincenti.
In quest’ambito di riflessione vale la pena mémoire (Lo stalinismo tra storia e memo- Passando attraverso le trattazioni di Mach
ricordare il recente volume di Alain Bros- ria, La Tour d’Aigues 1991). e Kuhn, Sørensen propone un’apologia
sat, Ozerlag 1937-1964. Le système du Sia Todorov che Bauman si pongono infine degli esperimenti pensati, che sono per lui
goulag: traces perdues, mémoires réveil- il problema di quale sia l’atteggiamento da semplicemente casi limite degli esperimenti
lées d’un camp sibérien (Ozerlag 1937- assumere “davanti al male”: occorre innan- ordinari, e dunque prove empiriche e non

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AUTORI E IDEE

astruse argomentazioni astratte. Se zione umana. Connotati non separabili e orienta Weil verso l’ascetismo oltremon-
Sørensen ha ragione, la scienza contem- neppure compiutamente distinguibili nel dano, fino alla parabola della mistica con-
poranea, così come la filosofia, avrebbero movimento dell’anima, che riconosce l’im- versione religiosa. È allora che comincia
ancora di che imparare da Galileo, quello possibilità di amare incondizionatamente ad elaborare, in quella massa di scritti che
stesso Galileo che ci ha insegnato a difalcare alcunché in questo mondo, e insieme volge compongono i Quaderni, una filosofia re-
gli impedimenti della materia con la potenza il proprio desiderio verso l’unico oggetto ligiosa originale. Un pensiero che ritrova
della nostra immaginazione, ad esperire con che possa essere amato incondizionata- nei suoi tratti fondamentali la versione più
la mente e a pensare con l’esperienza. S.L. mente, poiché «è unicamente il bene», cioè tragica del cristianesimo, la Gnosi. L’esi-
Dio. Una tematica, quella religiosa, che stenza diviene male, colpa, e la conoscenza
accompagna l’intera esistenza di Simone avviene attraverso la sofferenza. Una sof-
Weil, e ne caratterizza e contraddistingue ferenza che per Simone Weil è stata radica-
lo stesso impegno politico. le, fino alla morte. E l’esperienza decisiva
Simone Weil, Francese di origine - era nata a Parigi nel è stata certamente il lavoro di fabbrica:
l’impegno al femminile 1909, da famiglia ebraica - Simone Weil «Fino allora non avevo avuto l’esperienza
visse a Marsiglia e negli Stati Uniti; passò della sventura, se non della mia che, essen-
Cinquant’anni fa, nell’agosto del 1943, poi in Inghilterra, dove morì, a soli tren- do mia, mi pareva poco importante... Sape-
moriva Simone Weil. Figura femmini- taquattro anni, nel sanatorio di Ashford, a vo, certo, che c’era molta sventura nel
le singolare, intellettuale scomoda, seguito delle privazioni che aveva voluto mondo, ne ero ossessionata, ma non l’ave-
“engageé”, apolide, assieme ad Han- imporsi. Una vita breve ed intensa, folgo- vo mai constatata con un contatto prolun-
nah Arendt una delle rare pensatrici rante, contrassegnata dall’impegno e dalla gato. Essendo in fabbrica, confusa agli oc-
del ‘900. Un’attualità che, a distanza di ricerca di un ordine spirituale autentico. chi di tutti e ai miei stessi occhi con la
mezzo secolo, rimane inalterata. Ne è Una posizione etica fondamentale: quella massa anonima, la sventura degli altri è
una conferma la pubblicazione della di mettersi sempre dalla parte degli oppres- entrata nella mia carne e nella mia anima».
traduzione italiana del quarto e ultimo si. E di viverne i medesimi problemi e Un’esistenza vissuta nel segno di un prin-
volume dei QUADERNI (Adelphi, Milano patimenti. Intorno agli anni ’30, lascia l’in- cipio di realtà così forte, da impedire qual-
1993), a cura di Giancarlo Gaeta. Di segnamento per lavorare in fabbrica, allo siasi pensiero di fuga. «Bisogna preferire
Wanda Tommasi è invece la monogra- scopo di vivere la condizione operaia, di l’inferno reale piuttosto che il paradiso
fia SIMONE WEIL: SEGNI, IDOLI E SIMBOLI conoscerla e di lottare con tutte le sue forze immaginario», affermava Simone Weil,
(Angeli, Milano 1993), incentrata sul per trasformarla. Nel 1936 partecipa alla attuando una critica spietata dell’immagi-
tema dell’immaginazione, insistente- guerra civile spagnola. Nel ’40 abbandona nazione. Critica alla quale, come mette in
mente presente nei QUADERNI. Parigi in seguito all’invasione tedesca: pri- evidenza Wanda Tommasi, faceva tutta-
ma gli Stati Uniti; poi l’Inghilterra, e sem- via da contrappeso un uso costante e insi-
Il completamento della traduzione dei Qua- pre engageé, al lavoro per l’organizzazio- stito di immagini e di simboli: dal lavoro
derni accompagna l’interesse per Simone ne “France libre”. La critica al marxismo e decostruttivo degli idoli collettivi alla rilet-
Weil sollevato nel nostro paese dalla recen- il ritrovamento di Platone sono espressio- tura dei simboli del sacro, in cui si rivela la
te pubblicazione, con il titolo: Simone Weil, ne, in quegli anni, del medesimo impegno tessitura segreta dell’universo. E.C.
di biografie e antologie dei testi, una ad militante.
opera di Giancarlo Gaeta (Ed. Cultura della Le basta un anno di esperienza sindacale
pace, Firenze 1992), l’altra di Georges per cominciare a mettere in discussione la
Hourdin (Borla, Roma 1992). Scritti du- fede di Marx nelle forze produttive. Non
rante il soggiorno a New York, tra luglio e esita, già nel ’33, a definire mitica l’idea di Metafisica e mantica
ottobre del 1942, i Quaderni sono costituiti una missione storica del proletariato e a
di frammenti, brevi capitoli, appunti disse- denunciare il vuoto teorico della società In METAPHYSIK UND MANTIK. DIE DEUTUNG-
minati in centinaia di pagine che compon- contemporanea. Di Marx critica il materia- SNATUR DES MENSCHEN (SYSTÈME ORPHIQUE
gono una imponente “architettura dell’ani- lismo, la riduzione delle idee a espressione DE JÉNA) (Metafisica e mantica. La na-
ma”, dove emerge l’urgenza di pensare, di un gioco sovrastrutturale di forze, la fede tura interpretativa dell’uomo,
“ripensare” le possibilità di una nuova con- nel bene del meccanismo sociale. Negando Suhrkamp, Frankfurt a.M. 1993) Wol-
vivenza umana sulla terra, oltre e dopo la la filosofia necessitaristica della storia, Weil fram Hogrebe ripropone un concetto,
tragedia della guerra. I temi mistici e reli- riafferma l’esigenza etica: la miseria uma- quello di “mantica”, che alle sue origi-
giosi non sottraggono Simone Weil alle na, la sua lontananza dalla perfezione divi- ni indicava l’arte della divinazione e
preoccupazioni del mondo, all’impegno na, contro ogni illusione che l’uomo possa dell’interpretazione dei segni della
difficile di pensare la politica e la società al autoredimersi attraverso la dialettica. La natura da parte dei veggenti, con l’in-
di fuori degli schemi della tradizione occi- filosofia regna sovrana nella sua formazio- tento di indicare una modalità “pre-
dentale. Ella nega la cultura occidentale, ne intellettuale, ed è una filosofia dualista e semantica” dell’interpretazione, che
fondamentalmente basata sulla guerra, sul- spiritualista, che ha in Platone, Cartesio e allude ad uno strato profondo, non
la violenza e sulla forza, per ritrovare e Kant i suoi pilastri. È su queste idee che si linguistico e non concettuale, della
riattivare la parte più autentica della tradi- forma l’illusione di una verità pura, mistica natura umana.
zione greca e cristiana. e religiosa, un’illusione che per Simone
In questi “Quaderni d’America”, dominati Weil diviene un ideale regolatore che orienta Di Wolfram Hogrebe è già stato tradotto
dalla nozione di mistero, la problematica il suo progetto etico-politico. È l’idea del in italiano, con il titolo: Per una semantica
religiosa è più direttamente investita, «ci si lavoro come azione metodica di conoscen- trascendentale, lo studio del 1974, Kant
trova immersi in una logica cui è stato za e azione sul mondo, che la porta a und das Problem einer transzendentalen
sottratto l’elemento costruttivo della dimo- pensare un modello di uomo come ragione Semantik. Questo suo ultimo lavoro, Me-
strazione» - osserva Giancarlo Gaeta nel- insonne; modello che tuttavia si scontra taphysik und Mantik, in cui sono raccolti
l’Introduzione. Una “nuova logica” che con un agire politico che va nella direzione saggi per la maggior parte pubblicati altro-
crea effetti forti e sconcertanti, a comincia- opposta. La realtà sociale è per eccellenza ve, è dedicato a una modalità particolare
re dalla nozione di fede, definita in termini ambiguità, mescolanza; è un male che “spor- dell’interpretazione, che l’autore definisce
di certezza e desiderio, connotati che tutta- ca le mani”, e contraddice il sogno della “mantica”. Originariamente questo con-
via non vengono collegati a una qualche trasparenza. cetto indicava, nella cultura greca, l’arte
rivelazione, ma all’esperienza della condi- Il pessimismo nei confronti del mondo divinatoria che partendo da segni traeva

19
AUTORI E IDEE

conclusioni su eventi passati, presenti o questo ambito problematico, e si configu- grande importanza nel pensiero di Adorno:
futuri. «Questa arte - scrive Hogrebe - ra come un ampliamento della semantica la sua elaborazione si intreccia con la stesu-
risale nel profondo agli inizi dell’umanità e con il compito di scavare negli strati pre- ra della Dialettica negativa, con studi di
può essere descritta come la prima forma di linguistici della “natura” umana e della sociologia e con lo studio sul compositore
interpretazione del mondo o di studio della sua capacità di significare. Una teoria di Alban Berg; insieme alla Dialettica nega-
natura al servizio del nostro atteggiamento tale natura è per Hogrebe una “metafisica” tiva e a un’opera di filosofia morale, pro-
di sicurezza». La mantica è così originaria- chiarita e regolata nei suoi fondamenti, gettata, ma non realizzata, la Teoria esteti-
mente l’arte dell’interpretazione delle for- una “metafisica povera”, ispirata alle ri- ca doveva esporre, come ebbe a esprimersi
mazioni di senso “naturali”, degli eventi flessioni petrarchesche sulla filosofia: non lo stesso Adorno, «ciò che ho da gettare
naturali che vengono interpretati come una più una “metafisica nominale”, fondata su sulla bilancia».
espressione “mimica” dell’universo. Ma essenze che possono essere colte e fissate Secondo Christine Eichel, punto di par-
anche oggi interpretiamo in senso mantico: attraverso un nome, ma una “metafisica tenza storico e teorico della Teoria estetica
quando reagiamo di fronte a una situazione pronominale”. Solo una teoria della nostra è «l’avanguardia artistica al punto zero
affettiva, di fronte a “sostanze di senso” di “natura sottosematica” può carpire il si- della propria auto-abolizione». Per esem-
carattere “sotto” o “pre” semantico, non gnificato di tale metafisica “pronomina- plificare questo processo di “auto-aboli-
traducibili a livello linguistico, che testi- le”: essa mette in luce l’esistenza di zone zione” l’autrice si riferisce all’ambito della
moniano di una “natura interpretativa” pro- di “orientamento mantico” e con ciò «la musica, in cui, a partire dagli anni succes-
fonda dell’uomo. topologia di uno spazio indefinito, in cui sivi alla seconda guerra mondiale, l’in-
Nella ricerca filosofica, osserva Hogrebe, qualcuno da qualche parte, in qualche fluenza delle riflessioni adorniane era stata
si annida un’ambivalenza o un’ambiguità momento e in qualche modo agisce». Que- più che mai rilevante. Eichel cita come
di fondo tra ricerca e perdità del senso: da sto indefinito orientamento pronominale esempio un pezzo per pianoforte del 1957
una parte essa cerca un senso, dall’altra ne costituisce il presupposto di tutti i processi di Karlheinz Stockhausen, in cui 19 grup-
produce artificialmente la perdita, in quan- di apprendimento. M.M. pi di note venivano suonati in sequenze
to non può lasciar valere niente che non sia scelte arbitrariamente dall’esecutore. Ri-
stato sottoposto al suo vaglio analitico e sultava con ciò chiaro che l’avanguardia
decostruttivo: «La possibilità della filoso- musicale non aveva più alcun rapporto di
fia - scrive Hogrebe - è così ancorata a un sviluppo logico con la “scuola viennese”
annullamento assoluto del senso e questo Un’estetica a partire da Adorno da cui aveva preso le mosse la rivoluzione
semplicemente perché essa pone in que- dodecafonica. Mutamenti di questo genere
stione per principio sostanze di senso (di Oggetto dello studio di Christine Ei- non erano del resto limitati all’ambito della
qualsiasi tipo esse siano) per poi cercarle in chel VOM ERMATTEN DER AVANTGARDE ZUR musica: anche le altre arti avevano cono-
quanto perdute». Il fatto stesso che il non- VERNETZUNG DER KÜNSTE. PERSPEKTIVEN EI- sciuto nel frattempo una frammentazione
senso, l’inconsistenza e la libertà stiano NER INTERDIZIPLINÄREN ÄSTHETIK IM SPÄT- degli stili e delle opere in una dispersa
alla base dell’esperienza del senso, signifi- WERK THEODOR W . ADORNOS (Dallo svani- molteplicità. Questi sviluppi nel campo
ca, per Hogrebe, che il nichilismo semanti- re dell’avanguardia all’intreccio delle della musica e delle altre arti costituiscono
co, da cui prende le mosse tanta parte della arti. Prospettive di un’estetica inter- per Adorno l’occasione di una revisione
filosofia contemporanea, non rappresenta disciplinare nella tarda opera di T. W. della teoria estetica che aveva accompa-
«la fine della storia del senso, bensì proprio Adorno, Suhrkamp, Frankfurt a. M. gnato le sue prime riflessioni sulla musica,
il suo presupposto». 1993) è la teoria estetica di Adorno nel suscitando nuove domande: la musica, e le
Questa situazione di fondo, in cui nasce e si suo rapporto con la crisi delle avan- arti in generale, sono ancora capaci di ge-
sviluppa la filosofia, è stata articolata, in guardie storiche, un rapporto che an- nerare delle teorie? O, più radicalmente:
diversi modi, nell’epochè fenomenologica ticiperebbe alcune linee della discus- l’arte ha ancora bisogno di una riflessione
di Husserl (in quanto annullamento della sione estetica affermatesi con l’av- teorica? E, con l’esaurimento della pratica
“tesi” del mondo), nell’analisi esistenziale vento della tematica del “post-mo- e del concetto dell’avanguardia, non è di-
di Heidegger (non comprendiamo liberi derno”. Ulteriore segno di un interes- ventata anacronistica l’idea stessa di
dal mondo ma nelle forme del nostro esi- se del mondo culturale tedesco per il un’estetica filosofica che da quelle espe-
stere) e nel “silenzio” che per Wittgenstein problema di un’estetica della moder- rienze artistiche era nata?
costituisce il presupposto di un parlare do- nità nell’ambito della Scuola di Fran- Se il citato esempio di Stockhausen è indi-
tato di senso. coforte è anche la traduzione dell’ope- cativo di una rottura delle nuove forme
Dalla necessità di analizzare questa situa- ra della studiosa americana Susan artistiche rispetto alla lezione delle avan-
zione di fondo dell’uomo nel mondo na- Buck-Morss, DIALEKTIK DES SEHENS. WAL- guardie storiche, e con ciò delle aporie e dei
scono anche le analisi del linguaggio che TER BENJAMIN UND DAS PASSAGEN -WERK nuovi problemi di fronte a cui si trova una
costituiscono tanta parte del pensiero con- (Dialettica del vedere. W. Benjamin e teoria estetica contemporanea, esso indica
temporaneo: da Putnam a Carnap, da l’opera sui Passages, trad. ted. di anche la via attraverso cui Adorno, secon-
Gadamer a Kuhn, da Quine a Rorty a Joachim Schulte, Suhrkamp, Frankfurt do Eichel, cerca di uscire da queste aporie.
Habermas. Tali posizioni mancano però, a. M. 1993). O meglio: la direzione in cui egli cerca di
secondo Hogrebe, di un fondamento antro- renderle teoricamente feconde. La partitu-
pologico: esse analizzano l’uomo come Dopo avere dedicato numerosi saggi e stu- ra di Stockhausen, con i suoi gruppi di note
essere che interpreta secondo “cultura”, ma di a questioni di estetica e poetica letteraria disposti in maniera apparentemente casua-
trascurano la sua “natura interpretativa”, e musicale, e dopo avere tenuto negli anni le, ricorda un’opera grafica, e allude con
cioè quello strato pre-linguistico e non an- ’50 e ’60 diversi corsi universitari di este- ciò a un riferirsi reciproco delle arti, che
cora concettualizzato dell’esperienza che tica, Theodor W. Adorno inizia nel 1961 oltrepassano i loro confini tradizionali e
ci fornisce «una rincorsa di significato a cui a dettare il testo dell’opera che sarebbe indicano così alla riflessione alcune dire-
le nostre preoccupazioni semantiche devo- stata pubblicata, dopo la sua morte, da zioni da seguire. Il problema a cui si trova
no anzitutto attingere, senza poterlo mai Gretel Adorno e Rolf Tiedemann con il di fronte Adorno è così quello della possi-
esaurire completamente. La pienezza di titolo: Teoria estetica. Frutto di diverse bilità di un’estetica filosofica nella situa-
significato della vista di una rosa non viene stesure e rielaborazioni, l’opera non giunse zione contemporanea e post-avanguardi-
mai raggiunta dalla sua descrizione, e di alla sua compiutezza formale, ma, interrot- stica del fare artistico, e del modo in cui
questo si nutre la possibilità dell’arte». ta dalla morte dell’autore nel 1969, rimase essa può (ammesso che voglia o debba
L’idea di una “mantica” copre per Hogrebe allo stato di frammento. Essa ha però una farlo) dare ordine alla molteplicità dei fe-

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AUTORI E IDEE

Marcel Duchamp, Scolabottiglie, 1914

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AUTORI E IDEE

nomeni artistici che costituiscono lo stimo- l’industria culturale. Il testo di Benjamin “idealismo quasi-trascendentale”. In base
lo della sua riflessione. Tale problema si obbliga così il lettore a contribuire attiva- a questo punto di vista l’interpretazione
articola in una serie di sottoproblemi: quale mente alla ricostruzione del suo progetto e non è una caratteristica per così dire “onto-
è il rapporto (se un’estetica filosofica im- «a cercare immagini della realtà storico- logica” del reale, ma è un principio trascen-
plica il riferimento a un’idea di arte o di sociale che offrano la chiave per decifrare dentale, che regola le conoscenze umane.
“artisticità”) tra “l’arte e le arti”? Quale il il senso del suo commento - così come L’obiettivo di Lenk è dunque quello di far
rapporto tra scienze particolari dell’arte anche il suo commento fornisce la chiave valere, in senso critico, il carattere interpre-
(storia dell’arte, critica letteraria, musico- del significato di queste immagini». In que- tativo della conoscenza umana (che non si
logia ecc.) e estetica generale o, per usare sto modo l’autrice intende ricostruire quel- pone come una tabula rasa di fronte al
una terminologia che più si confà all’orien- la “dialettica del vedere” sviluppata da proprio oggetto ma è già sempre carica di
tamento filosofico adorniano, tra “partico- Benjamin a partire dalla consapevolezza schematizzazioni) salvando al tempo stes-
lare” e “universale”? In equilibrio tra que- del valore della cultura di massa in quanto so l’esistenza di oggetti reali della cono-
sti due momenti, la filosofia dell’arte di “fonte” della verità filosofica. M.M. scenza e dell’esperienza. Preoccupato di
Adorno è per Eichel «al tempo stesso filo- non risolvere l’ “interpretazionismo gno-
sofia dell’arte e filosofia delle arti» e, al seologico-metodologico” in una forma di
punto di incrocio tra “sprofondamento mi- idealismo, Lenk discute questo problema
crologico” e “teoria sintetizzante”, essa al termine di questo volume, e annuncia
presenta «principi per una teoria della mo- Filosofia e interpretazione una ricerca più dettagliata nella sua prossi-
dernità artistica post-avanguardistica, che ma opera, sotto il titolo “interpretazione e
hanno il significato di uno sviluppo, ma Nel volume PHILOSOPHIE UND INTERPRE- realtà”.
anche di una revisione decisiva della sua TATION. VORLESUNGEN ZUR ENTWICKLUNG Nell’Introduzione Lenk chiarisce, parten-
estetica». Dipende da ciò un segno distinti- KONSTRUKTIONISTISCHER INTERPRETATION- do dal mito platonico dell’invenzione della
vo della teoria estetica adorniana, il legame SANSÄTZE (Filosofia e interpretazione. scrittura nel Fedro, l’ambito problematico
delle sue categorie con la questione della Lezioni sullo sviluppo di principi co- che costituisce l’oggetto delle sue ricerche.
modernità. Nonostante il ruolo di primo struzionistici dell’interpretazione, Egli ravvisa in questo dialogo di Platone
piano che in essa riveste la musica, la teoria Suhrkamp, Frankfurt a.M. 1993) Hans una diffidenza nei confronti della scrittura
estetica di Adorno è, nel suo nucleo più Lenk offre una introduzione alla pro- in quanto fissazione e cristallizzazione del-
intimo, «una teoria della modernità artisti- blematica filosofica dell’interpretazio- la fluidità vivente del discorso. E individua
ca che va oltre i singoli generi», di una ne e presenta alcuni punti di vista in tale posizione la presenza di questioni
modernità che non è per Adorno una cate- dell’attuale discussione su questo attorno alle quali si sarebbero poi affaticate
goria fissa, ma uno spettro di «criteri deter- tema, prendendo in considerazione, tanto l’ermeneutica, quanto la filosofia
minabili per la rilevanza estetica e sociale oltre ad autori ormai classici nella sto- analitica: in che modo si dà, nella scrittura,
delle opere d’arte». ria della riflessione ermeneutica, pen- qualche cosa che possa venire fissato come
A un’opera rimasta anch’essa allo stato di satori appartenenti all’ambito della fi- un senso univoco? Qual è il rapporto tra
frammento, il Passagen-Werk di Walter losofia analitica. significato, espressioni e comprensione?
Benjamin (un’opera di fronte alla quale Che cosa è il significato, questa capacità,
Adorno, come ricordano i curatori della Autore di numerosi studi sulla filosofia che nella vita quotidiana assumiamo come
Aesthetische Theorie, non si rassegnò mai analitica, sulle teorie dell’azione, sull’epi- scontata, del nostro linguaggio di riferirsi a
al fatto che essa non potesse venire “salva- stemologia delle scienze sociali, Hans Lenk qualche cosa?
ta”) è dedicato lo studio di Susan Buck- dedica attualmente le proprie energie a una Su questa base Lenk ripercorre i momenti
Morss, Dialektik des Sehens, disponibile filosofia dell’interpretazione (dei “costrut- fondamentali della riflessione sull’inter-
ora in traduzione tedesca. La studiosa ame- ti dell’interpretazione”) a cui egli attribui- pretazione nell’antichità: l’ermeneutica
ricana si propone di ripercorrere “mimeti- sce il compito di superare la tradizionale greca, che sviluppa una concezione “alle-
camente” l’insieme dei materiali che dove- divisione tra i metodi delle scienze sociali gorica” dell’interpretazione, e quella ebrai-
vano servire da base all’incompiuto pro- e dello spirito e quelli delle scienze della ca, che sviluppa una concezione “letterale”
getto benjaminiano, cercando così di chia- natura. Questo punto di vista dovrebbe dell’interpretazione; il conflitto tra erme-
rire e ricostruire il mondo che Benjamin si permettere, nelle sue intenzioni, di svilup- neutica scolastica e protestante. Vengono
proponeva di descrivere con la propria ope- pare un modello dell’interpretazione vali- poi presi in considerazione, grazie anche ai
ra. La base dello studio di Buck-Morss è do tanto al livello della comprensione dei contributi di Ekaterini Kaleri (una colla-
costituita da quell’insieme di materiali che, testi, quanto a quello delle azioni e dei boratrice di Lenk che firma diversi para-
alla morte di Benjamin, attendevano anco- comportamenti. La dottrina dell’interpre- grafi del volume), alcuni momenti ormai
ra di essere ordinati e collegati tra loro: tazione potrebbe così entrare in un rapporto canonici nelle ricostruzioni della storia
appunti sulla industria culturale nella Pari- attivo con l’ambito della prassi e della vita dell’ermeneutica moderna: dalla lettura
gi del XIX secolo, citazioni derivanti da quotidiana. demitizzante dei testi sacri in Spinoza alle
fonti storiche disparate, annotazioni e com- Secondo Lenk nell’interpretare si connet- teorie settecentesche dell’interpretazione,
menti. Ricucendo tra loro questi materiali, tono azione e conoscenza, prassi e teoria. da Schleiermacher a Dilthey, da Nietzsche
Buck-Morss costruisce un secondo testo in Di conseguenza la filosofia viene da lui a Heidegger, da Gadamer a Ricoeur.
cui si intrecciano due storie: quella della intesa come la disciplina delle interpreta- Entrano poi in gioco prospettive metodo-
Parigi del XIX secolo e quella dell’espe- zioni e delle meta-interpretazioni. Questa logiche e gnoseologiche riconducibili al-
rienza storica di Benjamin. L’ambizioso concezione viene sviluppata nell’ultimo l’ambito del pensiero anglosassone e alla
obiettivo della studiosa è così di “richiama- capitolo di Philosophie und Interpretation, filosofia analitica: il problema di tradurre e
re in vita la forza conoscitiva e politica che intitolato “Progetto di una filosofia dei interpretare in condizioni di radicale estra-
sonnecchia nelle stratificazioni dei dati sto- costrutti dell’interpretazione”. Ben lungi neità e difficoltà in Quine e Davidson; le
rici che costituiscono il Passagen-Werk”. dal voler dissolvere la realtà nell’interpre- “meta-condizioni dell’interpretazione” se-
Il lavoro di interpretazione dell’opera benja- tazione, come fa a suo parere Günter Abel condo Collin; l’interpretazione del concet-
miniana rinvia all’orizzonte della realtà nella sua lettura del “prospettivismo” di to di cultura in Geertz e il contributo delle
storica che in essa viene rappresentata, e le Nietzsche, Lenk sostiene una concezione psicologie cognitiviste alla definizione de-
annotazioni e gli appunti di Benjamin ap- critica del carattere interpretativo della co- gli schemi attivi nei processi di interpreta-
paiono a Buck-Morss come didascalie e noscenza, e parla di un “interpretazioni- zione e comprensione. M.M.
commenti alle immagini della Parigi del- smo gnoseologico-metodologico” e di un

22
TENDENZE E DIBATTITI

tende a zero in quanto l’esplorazione di Note ron”, n. 18, 1984, pp. 26-30; dall’altro “La
ipotesi alternative di sistemazione con- 1
versione informatica di un dialogo platonico:
Cf. G. R. Ledger, Re-counting Plato: A Com- l’Eutifrone”, in AICA 93, Congresso annuale,
cettuale non si presta affatto all’elabora- puter Analysis of Plato’s Style, Oxford 1989; L. 22-24 sett. 1993, Gallipoli, Atti, vol. I (Bari
zione di forme di contro-indottrinamen- Brandwood, The Chronology of Plato’s Dialo- 1993), pp. 771-781 (specialmente il 4).
to. Per poter passare seduta stante dalla gues, Cambridge 1990. Per una valutazione di 4
questi nuovi apporti v. T. M. Robinson, “Plato In “Computer-Assisted Instruction for a So-
percezione di ciò che non “funziona” cratic Dialogue”, in “Philosophy and the Com-
and the Computer”, in “Ancient Philosophy”, n.
all’elaborazione di una proposta alterna- 12, 1992, pp. 375-382. puter”, 1991, pp. 235-246, D. Barker e S. Scott
tiva accettabilmente organica si richie- 2
sono espliciti nello scrivere, in apertura, che
S. A. F. Hubbard e E. S. Karnofsky, Plato’s
derebbero, infatti, mediazioni talmente Protagoras: a Socratic Commentary, London 1982.
«The main thing we want a student to learn from
elaborate e talmente estranee a ciò che si the program is the force of the substantive
3
Un punto così essenziale meriterebbe di essere arguments of Euthyphro».
può acquisire mentre si lavora con Dia- debitamente documentato, ma in questa sede 5
log, da rendere l’impresa virtualmente In tal modo si deroga dagli obiettivi originaria-
può farsi solo per campione. Per esempio, nel mente perseguiti nel compilare Dialog, e tutta-
impossibile. Lo studente è quindi ben caso delle figg. 8-10, il programma assume che via si aderisce alla realtà del programma così
tutelato, anche perché l’esito non è l’apo- Eutifrone debba in qualche modo giustificarsi come esso è stato definito dai suoi compilatori.
ria, bensì una ricerca che è tutta da farsi. per aver esordito offrendo un esempio anziché 6
una definizione, ma non ci vuol molto per intu- Tanto studenti universitari di filosofia, quanto
Ne scaturiscono stimoli differenziati: un studenti della Scuola secondaria superiore: que-
ire che la scelta di esordire con un esempio è
invito a ragionare con la propria testa e perfettamente ammissibile, quindi che giustifi- sta è la gamma di destinatari sui quali si sta
ad avventurarsi nella ricerca filosofica, candosi egli conceda già troppo a Socrate (tanto tentando di commisurare Dialog, anche in vista
un addestramento all’esercizio di una più che nello stesso Eutifrone anche Socrate dell’approntamento di una versione italiana (in
diffidenza intellettuale che non sia né vaga- esordisce volentieri con degli esempi). Analo- corso di realizzazione con il supporto tecnico
gamente nel caso delle figg. 5-6 si passa indebi- del Centro di Calcolo Elettronico dell’Univer-
bonda né irresponsabile, una metodologia sità di Perugia).
per la ricezione non frettolosa di nuclei tamente da una possibilità rapportata agli as-
7
sunti della religione olimpica ad una impossibi- Col concorso dell’IRRSAE dell’Umbria
dottrinali, una metodologia per la lettura lità decontestualizzata (formale), come se il
vigile di unità testuali aventi spessore epi- passaggio non avesse nulla di problematico. Per
stemico. A sua volta la multimedialità del qualche esplorazione (settoriale) di questi pas-
programma, che impone di riflettere prima saggi problematici, su cui i commentatori tutto-
di digitare alcunché, e possibilmente di ra sorvolano quasi sempre, v. almeno C. Carab-
riflettere insieme ad altri (si consiglia infat- ba, “I molti non sequitur dell’ Eutifrone
platonico”,in “Sandalion”, n. 5, 1982, pp. 91-
ti la compresenza di più utenti davanti ad 95; e due miei apporti: da un lato “Encore une
ogni postazione), favorisce lo scambio di inconséquence dans Euthphr. 10”, in “Apei-
idee tra studenti senza dar luogo ad una
competitività di dubbio gusto (l’esperienza
insegna che il fatto di porre gli studenti di
fronte alla fallacia latente puntualmente
annulla il vantaggio iniziale di chi ha mag-
giore dimestichezza con il computer e con
i video-giuochi).
Anche per il docente la multimedialità è
tale da risolversi in un’esperienza grati-
ficante: in primo luogo perché, per una
volta, avrà modo di coinvolgere gli stu-
denti al solo scopo di mettere in moto il
pensiero, senza proporsi di insegnare un
qualche altro mathema; in secondo luo- Fig. 8
go perché è grandemente agevolato nel
tentativo di liberare energie latenti; in
terzo luogo con l’occhio rivolto alla di-
namica di gruppo.
Superfluo aggiungere che Dialog, spe-
cialmente se inteso come perturbato, ri-
chiede un docente-istruttore che, oltre
ad essersi preventivamente familiariz-
zato con specifiche fallacie, abbia una
idea non vaga degli obiettivi da perse-
guire e degli interventi presuntamente
appropriati. E’ ben per questo che è in
atto un processo di ulteriore definizione Fig. 9
delle strategie d’uso7.
Le potenzialità della formula qui deline-
ata probabilmente devono ancora essere
compiutamente esplorate (ed esiste ap-
punto un gruppo di lavoro ad hoc), ma si
intuisce che essa sia in grado di incidere
sulla concezione stessa dei supporti in-
formatici per l’insegnamento. Prospetta
infatti qualcosa come una maieutica al
computer. L.R.
Fig. 10

Figg. 8-10: una sequenza di Dialog

31
TENDENZE E DIBATTITI

in guardia a questo proposito4. Barker e


i suoi collaboratori si discostano, inve-
ro, dall’ortodossia platonica in un punto
cruciale, allorché accreditano l’enuncia-
to: «Religions based on faith are false»;
ma per il resto mostrano di ritenere che
l’itinerario argomentativo, così come
viene da loro stessi ricostruito, sia im-
peccabile, tale cioè da meritare un pieno
Fig. 5 assenso intellettuale.
Posto però che svariati non sequitur sia-
no effettivi, sia in rapporto al dialogo,
sia in rapporto alla sua versione infor-
matica, si profila la suggestiva possibili-
tà di trasformare il limite appena segna-
lato in un pregio impagabile. Nulla vieta
infatti di assumere che Dialog offra di
proposito una simulazione perturbata
(“truccata”) del percorso inferenziale e
induca scientemente a non notare tutta
una serie di passaggi ostensibilmente
Fig. 6 fallaci, ma anzi faccia di tutto per non
farlo notare, e nulla vieta di raccogliere
la sfida5.
Una volta adottata l’idea che il program-
ma sia perturbato e decettivo in più pun-
ti, scatta per il docente la possibilità
anzi, l’opportunità di aprire ogni tanto
delle “finestre” di discussione, mentre
gli allievi6 si cimentano a rispondere sì o
no: è la possibilità di invitarli ad essere
guardinghi ed accertarsi che in determi-
nati punti non si nascondano per avven-
tura dei non sequitur debitamente mime-
Fig. 7 tizzati, per poi accordare al gruppo il
tempo di provare a frugare, ed eventual-
Figg. 5-7: una sequenza di Dialog mente passare ad offrire qualche appro-
priato input.
Gli effetti sono decisamente interessan-
ponente interattiva che lo connota; ma Ma che ne sarà, in queste condizioni, del ti: si delineano impensate opportunità di
proprio qui si nascondono sia un’insidia sia libero assenso dell’intelligenza? Il dia- dissentire a ragion veduta e in modo non
una potenzialità didattica di prim’ordine. logo platonico è tentatore, e la versione banale dalle posizioni difese da “Socra-
Vediamo l’insidia. L’operatore alla ta- informatica semmai accentua la capaci- te”, così come da certe sequenze inferen-
stiera viene almeno in parte rispettato tà di strappare l’assenso, anche perché ziali che la stessa informatica è lì ad
nelle sue opinioni e comunque ampia- l’itinerario deduttivo non è tradotto in avallare; diventa imperativo provare ad
mente gratificato. Ciò che “Socrate” gli linguaggio-macchina: il linguaggio-mac- avventurarsi nell’inesplorato e ricercare
presenta, e su cui chiede il suo assenso, china interviene solo nel prefigurare delle formulazioni alternative alle idee
è infatti un insieme di opinioni ragionate quale debba essere la videata successiva proposte; si dilatano quindi gli orizzonti
e in generale ben argomentate. Il “Socra- in base alla valutazione della bontà del intellettuali, ma non più per gioco, e con
te” di Barker può quindi attendersi il giudizio di merito formulato di volta in la possibilità di capitalizzare acquisizio-
libero assenso dell’intelligenza dell’ope- volta dall’utente. Quindi, posto che qual- ni di qualche rilievo riguardo a certe non
ratore, e questi, a meno di essere preve- che non sequitur si annidi nella singola trascurabili fallacie in cui Platone incor-
nuto o di voler esercitare di proposito videata, il programma non è per nulla re con qualche facilità. L’esperienza fat-
un’azione di disturbo (per vedere come protetto dal rischio di incorrervi. ta con Dialog si presta anzi ad essere
se la caverà il filosofo), a meno cioè di Ora si dà il caso che alcuni importanti assunta a simbolo (o paradigma) del-
optare di proposito e magari solo per passaggi siano veramente affetti da non l’esigenza e della possibilità di decondi-
gioco, con falsa coscienza per l’opinio- sequitur, tanto nel dialogo originale, zionarsi dalla pressione dei media.
ne deviante, tenderà ad accordarglielo. quanto nella sua simulazione al compu- Quanto al rischio di un indottrinamento
Di fatto l’operatore finisce per subire ter, e che le molte differenze che il pas- perfino temibile, questo è in effetti co-
una pressione psicologica pressoché ir- saggio dall’una all’altra versione inevi- spicuo, qualora una scolaresca si cimen-
resistibile. Tutto gli appare ben argo- tabilmente comporta non incidano, di ti con Dialog senza essere indotta a so-
mentato e largamente plausibile, anche norma, sui non sequitur. Per di più questi spettare l’introduzione di forzature (ad
perché supportato da schemi logici non passaggi, pur essendo inequivocabilmente esempio quando Dialog accredita l’enun-
controversi. Ergo non si può non dar ra- fallaci3, passano facilmente inosservati, e il ciato «Religions based on faith are fal-
gione a “Socrate”, e il tutto è perfettamen- programma non fa nulla, assolutamente se» senza né marcare uno stacco rispetto
te in linea sia con l’impatto che il dialo- nulla per mettere in guardia l’utente. alle pagine di Platone, né distinguere tra
gare di Socrate avrà per lo più avuto con In ciò verrebbe fatto di ravvisare un «formalmente falso» e «destituito di ogni
i suoi interlocutori in carne ed ossa, sia difetto del programma, anche perché attendibilità»). Viceversa, qualora il do-
con l’impatto che il dialogo platonico Barker (e il suo collega Scott) neppure in cente inviti la classe a non fidarsi troppo
per lo più instaura con il comune lettore. altra sede hanno fatto la minima messa della lettera di Dialog, un simile rischio

30
TENDENZE E DIBATTITI

sare come Socrate si sta regolando con di interiorizzazione del gioco delle parti, sotto forma di prese di posizione ogget-
Eutifrone e di rinviare all’avviso del così da reintrodurvi una certa dinamici- tivate in video.
giudice ideale, non può non lasciare tà, per poi valutare in interiore homine La formula adottata è discreta e quanto
perplessi). l’opportunità di accordare o negare il mai efficace. In prima approssimazione
Se simili quesiti venissero discussi in libero assenso della nostra intelligenza a all’utente non si chiede che di pronun-
classe, sarebbe probabilmente il docente quanto Platone prospetta di volta in vol- ciarsi sulla congruità delle valutazioni
a trovarsi in imbarazzo, e ne inferisco ta. Però, quali che siano le nostre valuta- proposte dall’interlocutore di Socrate,
che gli studenti dovrebbero piuttosto ci- zioni, il dialogo continua ad andare per ma non appena prende il via l’itinerario
mentarsi da soli, anche perché i quesiti la sua strada, cioè ad ignorare le nostre inferenziale in base al quale le tesi di
non sono tali da consentire un giudizio eventuali perplessità, e con ciò stesso Eutifrone vengono progressivamente
di merito sulla bontà delle scelte effet- ottiene di forzarci un poco la mano indu- demolite, questi si fa da parte e spetta
tuate dall’utente. Si aggiunga il rischio cendoci non solo ad entrare nel mondo quindi all’operatore di misurarsi con gli
che Labyrinth finisca per accreditare mentale di Socrate e Platone e ad accan- argomenti di “Socrate”, accettando o
un’immagine della filosofia in cui tutto tonare per il momento il nostro, ma an- meno di seguirlo nel suo ragionamento,
risulti essere paurosamente labile, flut- che a simpatizzare con il protagonista e, cioè di pronunciarsi sulla pertinenza di
tuante, inafferrabile. in definitiva, ad apprezzare le sue ragio- ogni passaggio.
Con Labyrinth ci scostiamo già larga- ni, cioè a rimpiazzare il giudizio di me- Quanto all’itinerario argomentativo, que-
mente dallo standard della Computer- rito (en philosophe) con un approccio di sto viene opportunamente scomposto in
Assisted Instruction, perché l’obiettivo tipo storiografico (“Platone argomenta una cinquantina di passaggi, a ciascuno
non è più un vero e proprio addestramen- così perché...”), aderendo senza troppe dei quali corrispondono una o più vide-
to, con memorizzazione ed uso corretto remore al punto di vista platonico. Gen- ate. Esso viene inoltre razionalizzato
delle regole via via introdotte, che è tile violenza; ma anche temibile pressio- quanto basta per estrarne un nitido per-
invece la norma nella generalità dei pro- ne psicologica. corso inferenziale, e per tradurre i vari
grammi CAI (ad esempio i CAI di logica Grazie a Dialog, invece, riguadagniamo passaggi in rudimenti di logica dedutti-
formale, o di matematica, o di apprendi- una inedita libertà di giudizio e, come si va (figg. 5-7). All’operatore alla tastiera
mento dell’ortografia, ma anche un re- è già detto, possiamo addirittura ottene- spetta di pronunciarsi letteralmente ogni
cente CAI di filosofia prodotto in Italia re che sia Socrate a seguire, almeno per volta, cioè ad ogni videata: spesso deve
da Piero Carelli). un po’, i nostri pensieri, non sempre e optare tra vero e falso; talvolta è posto di
Sia pure con i limiti indicati, Labyrinth soltanto noi a seguirlo nelle sue argo- fronte a risposte multiple; talaltra gli si
sa mettere in moto le intelligenze (non mentazioni. richiede di digitare un enunciato. Inoltre
propriamente la cultura filosofica), inse- Questo è un avvenimento, perché ha il per ogni risposta deviante è previsto un
gna a scomporre e ricomporre l’unità te- potere di reintrodurre un essenziale mo- apposito commento debitamente alline-
stuale per fini analitici, induce ad avventu- mento creativo altrimenti interdetto e di ato sull’Eutifrone. “Socrate”, in altri ter-
rarsi in terrae veramente incognitae. ‘scongelare’ il dialogo. Per rendersene mini, è preparato ad argomentare e sub-
conto basta considerare che il momento argomentare: qualche volta in modo un
L’altra simulazione dell’Eutifrone di cui creativo risultava, finora, confinato ai po’ sbrigativo (con un sola videata) o più
si ha notizia si deve a Don Barker (Gon- tempi ‘beati’ in cui Socrate ed Eutifrone ampiamente ovvero, se l’utente è pro-
zaga University, Spokane, Washington) hanno forse trascorso per davvero un’ora prio pertinace nel dissentire, accettando
e collaboratori, è denominata Dialog ed insieme in prossimità della Stoa Basi- persino di gettare la spugna e prendere
è datata 1990. L’approccio è completa- leios, poi al giorno in cui Socrate ne ha atto della riluttanza del suo moderno
mente diverso e, in prima approssima- forse fatto ai suoi un dettagliato reso- interlocutore, come ad esempio con
zione (ma solo in prima approssimazio- conto, e infine al periodo in cui Platone un’espressione di questo genere: «Ho
ne), più prossimo allo standard CAI. ha posto il tutto per iscritto, assumendo- letteralmente esaurito le mie risorse, non
La novità davvero grande di Dialog è di si la responsabilità di decidere che cosa saprei che altro dire. Vedo che non ci
non porci ogni volta di fronte ad un far dire a ciascun interlocutore. Da allo- capiamo proprio. Se è così, posso solo
frammento di dialogo, con coppie di ra il tutto, pur mantenendo una sua in- consigliarti di uscire dal programma e
domande e risposte dei due personaggi, dubbia vitalità, si è definitivamente con- porre fine al nostro scambio di idee».
ma di offrire all’operatore alla tastiera gelato finché non è comparso Dialog. Rispetto allo standard dei programmi
l’opportunità di rimpiazzare Eutifrone e E’ precisamente con questo sostituto in- CAI, Dialog non ha bisogno di disco-
dialogare direttamente con Socrate. Per formatico che si determina per la prima starsene poi troppo, perché insegna pur
di più l’operatore può accordare ma an- volta un sostanziale disgelo dell’origi- sempre ad aderire all’ortodossia socrati-
che negare il suo assenso, e in tal caso il nale platonico. Da qui il suo eccezionale co-platonica e, con l’occasione, introdu-
programma propone un Socrate disposto fascino, che a ben vedere travalica di ce alcuni preziosi rudimenti di logica
a seguire almeno per un po’ questo suo molto l’ambito della fruizione del pro- formale.
interlocutore inatteso, ovviamente ten- gramma a fini didattici, in quanto istitu- La funzionalità didattica è senza dubbio
tando di ricondurlo entro l’alveo del isce la possibilità di mettere in conto una assicurata. Di un file di controllo non c’è
dialogo così come questo è stato definito vasta gamma di percorsi definitòri alter- bisogno perché, a seconda delle rispo-
da Platone nei suoi esiti parziali e com- nativi che il dialogo platonico ha impla- ste, il programma propone o l’approva-
plessivi. cabilmente rimosso. Detto diversamen- zione di “Socrate” o sue ulteriori consi-
Nulla di simile era mai stato offerto te: posto di fronte ad un Eutifrone, So- derazioni atte ad indurre l’operatore a
finora, anche se si deve ricordare almeno crate ha buon giuoco, ma l’avrà ancora ritornare sul giudizio di merito che ha
un singolare commento al Protagora (ovvero: l’avrebbe ancora) se Eutifrone appena formulato. Il programma, in altri
costituito unicamente da centinaia di fosse appena un po’ meno remissivo? Ed termini, non va avanti se non a patto che
interrogativi proposti al lettore2. In ef- è tutt’altra cosa tentare mentalmente di l’utente accetti, più o meno di buon gra-
fetti un dialogo come l’Eutifrone, per il non cedere di fronte all’apparente linea- do, di aderire al punto di vista di “Socra-
solo fatto di essere un testo ‘chiuso’ rità del dialogo così come noi lo leggia- te”.
affidato alla lettura, non può non presup- mo, o avere sistematiche opportunità sia
porre un lettore recettivo, se non addirit- di accordare o negare l’assenso, sia di Dialog consente insomma di fare
tura un po’ passivo. La sola possibilità di avventurarsi almeno per un po’ su una un’esperienza veramente fuori dal co-
riviverlo è di impegnarsi in un processo varietà di percorsi alternativi, per giunta mune, non foss’altro per la vistosa com-

29
TENDENZE E DIBATTITI

cia incombente del minotauro che è sem-


pre sul punto di ‘catturarlo’. Viene inol-
tre proposta una intelligente panoplia di
personaggi mitologici che intervengono
ad orientare/disorientare l’operatore ad
ogni passaggio cruciale, cioè ogniqual-
volta l’utente è invitato ad effettuare una
opzione e pronunciarsi per un «sì» o per
un «no» di fronte a determinati quesiti
(figure 1-3). Coerentemente con l’im-
magine del labirinto, lo stesso dialogo
viene intelligentemente scompaginato,
in modo che lo si possa esplorare sulla
base di una varietà di percorsi alternativi
che partono tutti dall’ultima pagina: l’inat-
teso è, tutto sommato, assai gradevole.
Ai fini didattici, cioè con la prospettiva Fig. 1
di un uso in classe, è stato predisposto
anche un file di controllo che memorizza
e classifica (di fatto giudica) la pertinen-
za delle risposte date da ciascun utente.
Siamo dunque in presenza di un pro-
gramma ‘chiuso’, che contempla però
una varietà di percorsi alternativi a se-
conda che si risponda «sì» o «no» a
ciascun quesito.
A parte questa funzione di controllo, ciò
che con ogni evidenza caratterizza La-
byrinth è la scelta di mettere l’operatore
di fronte ad una situazione che non può
veramente controllare, fino a coinvol-
gerlo in una sorta di impegnativo Solita-
rio (o partita a scacchi con il computer)
da cui ben difficilmente può sperare di
uscir vincitore. Lo studente che si ci- Fig. 2
menta con Labyrinth deve insomma po-
tersi disorientare fino a soffrirne, fibril-
lare, quindi accanirsi, provare, riprovare
e tentare a più riprese di dis-impaniarsi
nella speranza, virtualmente vana, di riu-
scire prima o poi a districarsi e sfuggire
quindi alle grinfie del minotauro.
L’obiettivo è insopmma lo shock, più
che l’episteme.
L’obiettivo scientemente perseguito è
dunque il coinvolgimento, l’iniziazione
alla complessità del discorso filosofico,
alle insidie della teoresi. Il programma
include, invero, anche una componente
Fig. 3
ludica, ma a titolo di sfida intellettuale,
allo scopo di instillare la perplessità,
quindi di indurre l’operatore a cimentar-
si in un sostanziale salto di qualità ri-
spetto al dichiarato che compare in vi-
deo. Che l’esperienza possa risultare av-
vincente per chi abbia una minima sensibi-
lità filosofica è pressoché inevitabile.
Il maggior limite di Labyrinth è costitu-
ito dalla natura dei quesiti, che spesso
propongono delle alternative improprie
(è il caso, per esempio, della fig. 4), e
talvolta si spingono fino alle soglie del
non-senso. Di fronte a simili quesiti
l’utente un po’ navigato spesso vorrebbe
poter non rispondere né “sì” né “no”
anche senza bisogno di appellarsi a Wit-
tgenstein per sostenere che gli vengono Fig. 4
proposte domande alle quali non si può
propriamente rispondere (anche il que-
sito della fig. 3, per il fatto di non preci- Figg. 1-4: una sequenza di Labyrinth

28
TENDENZE E DIBATTITI

Schachtner Christel, Geistmachine. Faszination und 1. MacLogic: un software per Macintosh Due versioni informatiche
Provocation am Computer, Suhrkamp, Frankfurt/ che costruisce dimostrazioni per la logica dell’ “Eutifrone” di Platone
M. 1993.
di primo ordine, la logica intuizionistica, e
Simon A. Herbert, Le scienze dell’artificiale, Il le logiche modali S4 e S5. Roy Dyckhoff Quando si parla di “Platone al com-
Mulino, Bologna 1988 (ed. or. ing. 1969).
ha depositato una “demo” di pubblico do- puter” è normale pensare ad una
Skyrms B., The Dynamics of Rational Delibera- minio nel file-server dell’Università di St. minuscola porzione dell’ormai lar-
tion, (Harvard, U.P., Cambridge MA 1989.
Andrews (internet 138.251.192.40) al se- gamente noto (e usato) THESAURUS
Teschner George e McClusky Frank B., “Compu- guente indirizzo: della lingua greca, il CD-ROM pro-
ter Alternatives to the History of Philosophy Clas-
% ftp tamdhu.cs.st-and.ac.uk dotto in California oltre dieci anni fa
sroom”, in “Teaching Philosophy”, n. 13, 1990, pp.
273-280. Dall’ articolo si intuisce che il coursewa- Name: digitare anonymous e successivamente proposto al pub-
re è orientato verso una visione della filosofia come Password: digitare la propria e-mail blico italiano dalla Scuola Normale
una serie di argomentazioni. ftp> cd pub/malt/maclogic Superiore di Pisa, ovvero ad una
ftp> get README.1 nuova fase delle indagini stilometri-
ftp> get README.2 che che data appena dal 1989 1. Se si
ftp> get MACLOGIC.sea.Hqx cerca qualcosa di più specifico, vien
ftp> quit fatto di pensare, tutt’al più, ad un
La logica %... apposito CD-ROM interamente riser-
e i “software” didattici 2. Bertie3: un software per lo studio delle vato a Platone: un prodotto che,
dimostrazioni per i sistemi di deduzione peraltro, non risulta essere neppure
L’uso di “courseware” per l’insegna- naturale nella logica proposizionale e dei in preparazione e che comunque sa-
mento della logica è così diffuso nei predicati. rebbe funzionale per la sola ricerca
paesi di lingua inglese che per alcuni è 3. Twootie: uno strumento con cui si co- specialistica. Ma c’è anche dell’al-
oggi difficile immaginare come si sia struiscono alberi di derivazione per proble- tro: due recenti moduli elaborati
mai potuto fare senza di essi. Ovvia- mi di logica proposizionale e dei predicati. negli Stati Uniti che simulano uno
mente tutti i processi inferenziali si 4. The LogicWorks: un altro programma dei dialoghi più brevi di Platone,
prestano facilmente ad essere struttu- per Macintosh dedicato al critical reaso- l’EUTIFRONE. La simulazione si mate-
rati in sequenze di problemi. Già nel ning e alla logica simbolica. rializza, in tutti e due i casi, in un
1956 Newell Shaw e Herbert Simon 5. The Logictutor: un software che accom- “floppy” da 3 pollici e mezzo che
avevano ideato il LOGIC THEORIST, un pagna il manuale The Art of Reasoning “gira” su un normale personal com-
programma che era in grado di costru- with Symbolic Logic di David Kelley. puter, eventualmente anche su un
ire automaticamente le dimostrazioni 6. The Logic Coach VI.82: programma PC un po’ obsoleto. Sotto il profilo
di semplici teoremi tratti dai PRINCIPIA ideato per il testo A Concise Introduction to della tipologia, in entrambi i casi ci
MATEMATICA di Whitehead e Russell. Logic di Patrick Hurley (di questo cour- muoviamo nell’ambito della “Com-
seware è in via di realizzazione una versio- puter-Assisted-Instruction”, cioè
A più di trenta anni di distanza, il mercato ne italiana). nell’ambito dei sussidi didattici di
offre molti prodotti, organizzabili in tre 7. The Logic Works (versione 6.0): un sof- tipo interattivo, sia pure con carat-
generi. tware assai diffuso e molto flessibile, che teristiche alquanto innovative ri-
1. Gli eserciziari elettronici come il Logi- fornisce esercizi su tutti i temi principali spetto allo standard corrente.
cal Text-Processing, creato alcuni anni or toccati da un corso di introduzione alla
sono da Geoff Keene, oppure Philo the logica formale ed è adattabile sia per mac- Il primo dei due programmi, denominato
Logician (versione 2.0) o Barbara the Syl- chine IBM compatibili che per macchine Labyrinth, datato 1988, è stato ideato da
logizer, ideati da Robert Wengert alla fine Macintosh. Può essere adottato sia singo- Daniel M. Lachenman (Seton Hill Col-
degli anni Ottanta. Si tratta di software larmente sia in connessione con molti degli lege, Greensburg, Pennsylvania). Il pro-
artigianali, molto economici, dalla grafica attuali manuali oggi disponibili sul merca- gramma si propone di accostare l’utente
assai modesta e dalla difficile fruizione. to editoriale di lingua inglese. alla complessità del discorso che fa Pla-
Molto del lavoro simbolico e interpretativo 8. Tarski’s World 4.0: un corso di logica tone e alle insidie del dichiarato, dunque
riguardante la gestione del programma è molto originale, ideato da Jon Barwise e a quel tanto di intricato e di fluttuante
lasciato all’utente (non sono user-frien- John Etchemendy insieme al loro manuale, che connota il dialogo - ricordo le dispu-
dly). La mancanza di manuali che accom- The Language of First-order Logic. L.F. te sia sulla consequenzialità di determi-
pagnino il software, di un menù di facile nati passaggi, sia sulla possibilità di
utilizzo e di una funzione help on line rende Bibliografia estrarre dall’Eutifrone una definizione
questi eserciziari ancor meno interessanti e Barwise Jon e Etchemendy John, The Language of
positiva della santità, definizione che
assai poco popolari tra gli studenti. First-order Logic (including the IBM-compatible secondo alcuni come ad esempio Gio-
2. I software sviluppati per uno specifico Windows version of Tarski’s World 4.0) CSLI, vanni Reale si celerebbe appena in una
manuale di logica già esistente. Lemmi, per Stanford 1992. Esiste anche una versione assai delle ultime sezioni, mentre l’opinione
esempio, è un programma studiato per svol- diffusa che lavora in ambiente Macintosh. prevalente vuole che Platone abbia ri-
gere gli esercizi contenuti in Beginning French Steven e Hill Hammer, “Teaching with the nunciato ad offrire una definizione vera-
Logic di E. J. Lemmon; mentre gli studen- LogicWorks” in “Computers and Texts Newslet- mente affidabile. A tenaci perplessità dà
ter” (CTI Centre for Textual Studies & Office for adito soprattutto l’oscuro nesso che lega
ti dell’Università di Oxford si possono ser- Humanities Communication, Oxford), n. 3, 1992,
vire di Tableau, un programma accessibile pp. 11-12.
le varie ipotesi definitorie, o almeno il
via network che affianca Logic, il manuale passaggio da «caro agli dei perché santo» a
Shagrin Morton L., Rapaport William J. e Dipert
di logica scritto da Wilfrid Hodges. Randall R., Logica e Computer, McGraw-Hill,
«la santità è quella parte del giusto che...».
3. I più recenti programmi di addestramen- Milano 1986 (ed. or. ing. 1985). Assumendo la tesi della complessità
to, in cui manuale e software sono stretta- Lancashire Ian (a cura di), The Humanities Compu- quasi inestricabile del percorso inferen-
mente coordinati. Si tratta di prodotti deci- ting Yearbook 1989-90, Oxford University Press, ziale, Lachenman ha addirittura scelto di
samente innovativi, dal costo sempre piut- New York 1991. presentare il dialogo a mo’ di labirinto, e
tosto contenuto (in genere al di sotto dei non soltanto il programma si chiama
quaranta dollari tutto incluso) e dalla grafi- appunto Labyrinth, ma l’operatore alla
ca a volte accattivante. Tra questi vale la tastiera è formalmente collocato in un
pena menzionare alcuni. labirinto dedalico e posto sotto la minac-

27
TENDENZE E DIBATTITI

scientifica dell’occultismo o del razzismo. della filosofia solo se verranno soddisfatte Accade infatti che un docente non conosca
Si dovrà perciò fare attenzione alla “retori- le seguenti condizioni. l’argomento o non sia interessato alla di-
ca” del computer come macchina infallibile. 1. Dovrà essere promossa la funzione dattica elettronica, trovi il computer troppo
Nonostante questi limiti, i vantaggi della “istruttiva” della didattica elettronica. Fino difficile da usare o sospetti che gli studenti
didattica elettronica sbandierati dal partito ad oggi la filosofia analitica ed una certa possano metterlo in difficoltà (il computer
del “Si” rimangono enormi (Müller [1989] continuità con il modello medievale di in- come sostituto dell’insegnante), non riesca
fornisce una panoramica storica, Karrer segnamento hanno valorizzato quasi esclu- ad immaginare come potrebbe usare un
[1989] contiene una rassegna della biblio- sivamente la funzione di esercitazione. Ma courseware nelle sue lezioni oppure abbia
grafia degli ultimi trent’anni):(Ridgway a fianco delle potenzialità di training vi visto solo qualche programma CAL poco
[1988] fornisce una loro rassegna, Scha- sono quelle, tutt’ora assai poco apprezzate, attraente o versatile, rimanendone deluso.
chtner [1993] indaga i problemi fronteg- di istruzione, ed è qui che subentra la storia Gli studenti sono spesso più entusiasti nei
giati da coloro che lavorano giornalmente della filosofia. Primi tentativi di elaborare confronti della novità rappresentata dai
con il computer). software per l’insegnamento della storia courseware. Si tratterà allora di instaurare
1. L’utilizzo del computer è utile sia per della filosofia sono già stati fatti (Teschner un circolo virtuoso tra produzione ed uten-
scardinare gli approcci abituali al tema e McClusky [1990] e ora Teacher, un cour- za, così da superare l’attuale situazione di
trattato, sia per sottrarre un testo o un argo- seware ideato da Piero Carelli e descritto in stallo, per cui una cattiva informazione,
mento dalla bacheca ideale in cui lo ha Carelli [1993]), ma ancora non esiste un relativa soprattutto a prodotti mediocri,
posto la tradizione culturale (per la descri- courseware completo che copra la storia disincentiva lo studio e la produzione di
zione di un caso specifico si veda l’articolo del pensiero occidentale così come la si courseware migliori e a minor costo, pro-
che segue sul CAL dell’Eutifrone). studia al liceo. Nei prossimi anni questa duzione che a sua volta potrebbe promuo-
2. Mediante un courseware lo studente sarà una delle esigenze che la didattica vere l’ideazione di ulteriori possibili appli-
partecipa in modo più attivo al processo di elettronica dovrà soddisfare, soprattutto se cazioni dell’informatica alla didattica delle
apprendimento, formulando il proprio pen- in Italia il fine sarà quello di introdurre i discipline umanistiche.
siero in modo preciso e sintetico. courseware filosofici nelle scuole secon- Il successo della nona edizione di “Dida-
3. I software didattici facilitano enorme- darie superiori. matica ’93" - la manifestazione sulle appli-
mente l’organizzazione della didattica. Lo 2. I CAL futuri non dovranno più essere cazioni del calcolatore nella didattica pro-
studente viene reso più indipendente dal- pensati solo sulla base dei testi cartacei già mossa dall’Associazione Italiana per l’In-
l’insegnante, responsabilizzato come auto- esistenti. L’esempio di Tarski’s World, sep- formatica e il Calcolo Automatico e svolta-
didatta, e può personalizzare le modalità di pure ancora limitato alla logica è assai si a Genova dal 14 al 16 aprile scorso - sta
apprendimento. Da parte sua, l’insegnante indicativo. Si tratterà di sfruttare tutte le ad indicare che forse anche in filosofia il
ha modo di trarre vantaggio dalla diagnosi potenzialità dello strumento (interazione, computer potrebbe presto affiancare il ges-
prodotta dal computer per individuare qua- visualizzazione, contemporaneità della pre- so e la lavagna. L.F.
li domande o problemi risultano più diffici- sentazione delle informazioni su più fine-
li ad una classe, e perciò adeguare meglio il stre, navigazione ipertestuale, etc.) per va- Bibliografia
suo insegnamento alle necessità sempre lorizzare il contenuto, evitando di forzare Burkholder Leslie, Philosophy and the Computer,
diverse dei gruppi di individui con cui si l’informatica a riprodurre l’esposizione di Westview Press, Boulder CO 1992.
confronta di anno in anno. un dato argomento solo per velocizzare o Burkholder Leslie, The PD WORLD Projects. 1.
4. I CAL possono essere di grande aiuto nei magari abbellire ciò che è già stato fatto PD WORLD: The Book; 2. PD WORLD: The Sof-
paesi in cui il numero degli insegnanti è sulla carta. tware, 1993. Si tratta di un progetto sia cartaceo,
ridotto, nei corsi per portatori di handicap, 3. I docenti dovranno farsi carico del loro che informatico, rivolto allo studio di varie teorie
o nella didattica a distanza via cavo. ruolo di promotori di nuovi courseware. dei giochi e della razionalità. Il lavoro è ancora in
fase di elaborazione.
5. I CAL promuovono l’alfabetizzazione Nonostante l’entusiasmo per le prime espe-
informatica. L’uso dei software didattici rienze, risalenti alla fine degli anni Cin- Calvani Antonio, “Computer e cambiamento nel-
l’educazione umanistica” in Epistemologia Infor-
rompe con l’approccio monomediale, an- quanta, la delusione per i prodotti realizzati matica, una raccolta di testi pubblicata in “BioLo-
cora tipico della didattica sia scolastica che negli anni Sessanta (i cosiddetti volta-pagi- gica”, n. 5, 1991, pp. 163-180.
universitaria dei nostri anni, per introdurre na elettronici) ed il miglioramento del si- Carelli Piero, “Computer e filosofia, un
un contesto multimediale che è poi quello stema PLATO negli anni Settanta, la didat- binomio...blasfemo ?”, in “Sensate Esperienze”, n.
abituale nella nostra cultura e negli am- tica elettronica è ancora in una fase pionie- 18, 1993, pp. 25-29.
bienti di lavoro. Ciò si può tradurre in una ristica. Solo negli anni Ottanta fattori come Celi Fabio, “Le applicazioni del calcolatore nella
maggiore confidenza da parte degli studen- l’enorme diffusione dei personal computer didattica”, in “MC Microcomputer”, n. 131, 1993,
ti nei confronti degli strumenti attraverso e dei portatili, l’avvento delle serie avanza- pp. 194-196.
cui viene gestito il sapere (demitizzazione te dei microprocessori Motorola 680x0 e Gery Gloria, Making CBT Happen - Prescriptions
del computer e sua de-antropomorfizza- Intel 80x86 e la creazione di sistemi opera- for succesful implementation of computer-based trai-
zione), ed in una minore attenzione da parte tivi basati sulla funzione iconica hanno ning in your organization, Weingarten, Boston 1987.
degli insegnanti per l’approccio nozioni- reso possibile immaginare una reale per- Karrer Urs, Computer-Assisted Learning: Toward
stico ed enciclopedico. meazione capillare della didattica da parte the Development and Use of Quality Courseware,
Lang, Frankfurt/M, New York, Paris 1989.
6. Il computer in classe può essere la rispo- dei courseware. L’industria dell’informa-
sta migliore al dominio del piccolo scher- tica, tuttavia, non può creare ciò di cui il Marinof L., “Maximizing Expected Utilities in the
Prisoner’s Dilemma”, in “Journal of Conflict Reso-
mo nel privato. Di per sé la mente è portata mercato ha bisogno se il mercato stesso
lution”, n. 36, 1992, pp. 183-216.
a contemplare o a giocare. La prima fun- non fornirà la duplice spinta sia della do-
Müller W. Ekkehart, Computer im Curriculum -
zione è passiva e trova la sua esaltazione manda economica proveniente dagli ac- Technische Innovation und Pädagogische Re-
nella televisione, la quale rende la mente quirenti, sia delle esigenze teorico-didatti- flexion, (Kiel 1989, dissertazione).
acquiesciente nei confronti di un flusso che provenienti dai docenti. Lo squilibrio a Nievergelt J. et al., Interactive Computer Pro-
informativo continuo e difficilmente strut- favore dei CAL di logica è comprensibile grams for Education - Philosophy, Techniques and
turabile; la seconda è attiva, e può oggi solo in relazione ad una domanda alterna- Examples (Reading, MA 1986).
essere soddisfatta anche valorizzando l’uso tiva ancora mancante. Ridgway Jim, “Of Course ICAI is impossible...worse
dei courseware nel contesto dell’istruzione. 4. Infine dovrà essere superata la diffiden- though, it might be seditious”, in Self John (a cura
Visti i pro e i contra, si può dire che il za dei docenti nei confronti dei nuovi stru- di), Artificial Intelligence and Human Learning -
computer potrà trasformarsi in un ordina- menti informatici, e si dovrà far apprezzare Intelligent Computer Aided Instruction, Capman
rio ausilio didattico per l’insegnamento agli utenti tutti i vantaggi dei courseware. and Hall, London e New York 1988, pp. 28-48..

26
TENDENZE E DIBATTITI

di cui la vita si serve per organizzare la Gli argomenti trattati dai courseware van-
propria sopravvivenza e la lotta che que- no dalla matematica alle lingue naturali,
st’ultima comporta. Una tesi, questa, che dalle tecniche di programmazione allo stu-
andrebbe confrontata con quanto, nel 1932, dio della fisica o della storia. Per ciò che
andava pubblicando E. Jünger con il suo concerne la filosofia, sebbene il mercato
Lavoratore. Dominio e forma. sia in continua espansione, la maggior par-
Escono ora in Italia anche i “diari segreti”, te delle decine di software oggi disponibili
con il titolo: A me stesso. Frammenti, ap- Primo piano: continuano a riguardare lo studio della logi-
punti autobiografici, che Spengler scrisse filosofia e computer ca (si veda la scheda informativa che segue).
con il progetto di tradurli in un libro, che Più di recente sono apparsi anche coursewa-
tuttavia non vide mai la luce, con il titolo re dedicati all’etica applicata. La teoria dei
greco: Eis heauton (A se stesso). Si tratta di giochi ha suggerito l’ideazione di simulazio-
un documento di grande interesse, in cui ni nel settore delle scelte razionali e delle
Spengler stesso si mette impietosamente a capacità decisionali, quindi la produzione di
nudo, svelando gli angoli più reconditi del- programmi quali “Il dilemma del prigionie-
la propria personalità. Ne traspare un’im- ro” o “Right to die ?” (Il diritto di morire, un
magine del pensatore completamente ro- Da Teuth a CAL: la didattica software sul problema dell’eutanasia). Inte-
vesciata: all’uomo del destino, «dall’ani- elettronica in filosofia ressante notare che in questo caso i cour-
mo forte e del tutto ametafisico», si sovrap- seware sono stati in grado di fornire elementi
pone l’uomo d’azione, che fonde in sé i L’uomo ha iniziato a scrivere cinquemi- innovativi anche per la ricerca.
tratti del Romano e del Prussiano; all’uomo la anni fa. A circa metà di questo percor- L’evoluzione dei programmi CAL indica
d’acciaio si sovrappone una personalità so, Platone suggerì che sarebbe stato che presto la filosofia sarà insegnata dal
melanconica e timorosa, incline al tedio di gran lunga preferibile se il dio egizio computer? La domanda è ingenua, ma può
della vita e alla fantasticheria, che recide Teuth non avesse mai inventato l’alfa- aiutare a mettere in luce sia i limiti che i
ogni legame con la realtà e si corazza entro beto. Il testo scritto costringe il pensie- vantaggi della didattica elettronica.
il proprio io. ro dialettico in strutture ad esso estra- Le ragioni addotte dal partito del “No”
Così annota Spengler il giorno dell’entrata nee, fissandolo in modo definitivo e sono diverse (Ridgway [1988] fornisce una
in guerra della Germania: «Talvolta il mio limitante. Non invita ad esercitare la loro rassegna, Schachtner [1993] indaga i
terribile isolamento mi colpisce in modo memoria ed instaura una fiducia pre- problemi fronteggiati da coloro che lavora-
doloroso. Oggi, nel giorno più grande della suntuosa in una multiscienza resa pos- no giornalmente con il computer).
storia universale, che cade nella mia vita e sibile solo da un accesso artificioso alla 1. Il grado di interazione raggiungibile dai
ha un così stretto rapporto con l’idea per la massa delle informazioni codificate, ma “docenti elettronici” non sarà mai neppure
quale fui messo al mondo - oggi, 1 agosto non fatte proprie. Oggi grazie ai “sof- vicino a quello ottenuto in un dialogo ordi-
1914, sto seduto a casa, da solo. Nessuno tware didattici”, i cosiddetti COURSEWA- nario; non esiste un CAL che possa supera-
pensa a me... Piango così facilmente... RE, noti anche come programmi CAL- re un test di Turing e la figura dell’istruttore
Quanto ho già sofferto per questa mia de- COMPUTER AIDED LEARNING, CAI-COMPUTER rimane indispensabile.
bolezza! In seguito, per giorni interi, non AIDED INSTRUCTION, CBT-COMPUTER BASED 2. Per poter dare vita a percorsi precodifi-
riesco a combinare nulla». Debolezza, so- TRAINING, oppure CBI-COMPUTER BASED IN- cati, i contenuti oggetto di insegnamento
litudine, lacrime, paura: sono questi i sen- STRUCTION, la nozione di testo come qual- devono essere sottoposti ad una necessaria
timenti dell’uomo d’acciaio che ha gettato cosa di chiuso in un “maestoso silen- strutturazione e standardizzazione. Discre-
la maschera: «Il tempo di guerra. La paura zio”, secondo la definizione platonica, zione (modularità) e computabilità (assem-
folle. Evitare i giornali, chiudere gli occhi è entrata in crisi. Il concetto chiave blabilità) vanno di pari passo con la chia-
- così prosegue Spengler - Non avere nes- rimane quello dell’interazione, già iden- rezza dell’esposizione, ma il processo di
suno a cui importi qualcosa di te. Tutti si tificato dal dialogo platonico. Ciò che è riordinamento delle informazioni gestite
occupano di qualcuno che non sei tu... cambiato sono gli strumenti tecnologi- da un CAL può nuocere a testi filosofici
bisogno di un po’ d’interesse da parte degli ci. Con un pizzico di ironia della sorte, che abbiano uno scarso impianto argomen-
altri, per mendicare l’attenzione di qualcu- negli anni Sessanta gli ingegneri ame- tativo, oppure una scarsa coerenza nell’uso
no, la sensazione di essere sempre quello di ricani battezzarono il più noto e diffuso della terminologia tecnica.
cui si può fare comunque a meno». Salvo dei sistemi per didattica elettronica con 3. Saper manipolare e gestire non significa
contraddirsi poche righe dopo: «È un bel il nome di PLATO I-PROGRAMMED LOGIC FOR ancora aver compreso. Fin dove la cono-
pensiero quello di poter vivere in una tenu- AUTOMATIC TEACHING OPERATION. scenza procedurale è convertibile in cono-
ta, sposato a una donna intelligente, raffi- scenza concettuale, i CAL richiedono la
nata... ma non potrei sopportarlo; il biso- Un software didattico lavora come un istrut- guida di un insegnante, affinché la ripetiti-
gno patologico di solitudine mi spingereb- tore personale. Una gerarchia di menù vità del processo di apprendimento non
be all’odio...» E ancora, la confessione invita l’utente a confrontarsi con delle instauri dei meri automatismi, ma dia vita
della propria vigliaccheria, i tormentosi domande, o più in generale con dei proble- ad una comprensione cosciente e critica
accessi di paura: «Sono un vigliacco, pavi- mi. Le varie opzioni/risposte determinano degli argomenti trattati.
do, inerme... ho paura di prendere in affitto le fasi successive in percorsi prestabiliti 4. Il computer può esercitare un pericoloso
un appartamento, di aprire una lettera, di (nuova domanda precodificata, nuova al- ascendente su alcuni individui. Contenuti
scrivere qualcosa... ho paura degli incontri, ternativa, nuovo problema, trasformazio- che apparirebbero facilmente discutibili,
delle donne (non appena si spogliano)...». ne delle coordinate concettuali etc.). Il se presentati da un docente, possono a volta
La personalità contraddittoria e contrastata courseware può fornire istruzioni per l’uso godere di una forza di convincimento assai
dell’uomo Spengler si sovrappone conti- del software, suggerimenti riguardanti la maggiore per il solo fatto di essere veicolati
nuamente al pensatore forte, al teorico del migliore strategia per affrontare il proble- attraverso l’uso di una tecnologia avanzata.
III Reich, in un intreccio complesso, intri- ma, spiegazioni relative al contenuto teo- Ora non c’è nulla di male nell’ideare un
gante che costringe a ripensare a fondo rico da cui il problema scaturisce, o la software che elabori il mio oroscopo o
l’intera sua opera. Sotto la maschera del- risposta giusta. Il software può inoltre es- argomenti a favore dell’inferiorità genetica
l’uomo d’azione appare il figlio di un’epo- sere disegnato in modo tale da registrare e dei portatori di occhiali. Il guaio sarebbe
ca di transizione e di crisi. E.C. valutare i risultati ottenuti nel corso del- quello di considerare l’implementazione di
l’esercitazione dal singolo operatore. questi programmi una prova della validità

25
TENDENZE E DIBATTITI

questo approccio; infine accenna agli


sviluppi delle logiche libere, polivalen-
ti, e un approccio a tematiche gnoseolo-
giche classiche. Il problema riguardante
la natura della logica rimane tuttavia
ancora aperto. E’ importante però che
nel mondo accademico italiano sia sem-
pre maggiore il numero di coloro che si
pongono questa domanda e che conside-
rano questa disciplina meritevole di uno
spazio, di un’attenzione e un’importan-
za adeguate al suo ruolo attuale e a quel-
lo nella storia del pensiero scientifico e
filosofico. M.P.

Spengler rivisitato

Pubblicati in prima mondiale i diari


segreti dell’autore del TRAMONTO DEL-
L’OCCIDENTE . In A ME STESSO (trad. it. e
cura di G. Gurisatti, Adelphi, Milano
1993) emerge il vero volto di Spengler,
uomo melanconico e timoroso che il
giorno dell’entrata in guerra della Ger-
mania annota: «Nessuno pensa a me».
Oswald Spengler sta conoscendo in
Italia una riscoperta che richiama l’at-
tenzione su di un pensatore comples-
so e coinvolgente. Stefano Zecchi, già
curatore dell’ANNUARIO DI ESTETICA 1991,
interamente dedicata a Spengler, ha
di recente curato l’edizione italiana
dell’opera di Spengler: L’UOMO E LA TEC-
NICA. CONTRIBUTO A UNA FILOSOFIA DELLA
VITA (Guanda, Parma 1992).

Oswald Spengler, come è noto, ebbe in


vita uno straordinario successo di pubbli-
co, per poi essere rapidamente dimentica-
to. Una certa ripresa di interesse per questo
autore c’è stata di recente con la pubblica-
zione della biografia critica di Detlev
Felken Oswald Spengler: konservativer
Denker zwischen Kaiserreich und Revolu-
tion, (Oswald Spengler: un pensatore con-
servativo tra impero e rivoluzione, 1988),
che inquadra la figura di Spengler nel tra-
vagliato clima di transizione che caratteriz-
za la vita culturale tedesca dei primi decen-
ni del secolo, fino all’avvento del nazional-
socialismo. A ciò si affiancava l’importan-
te volume collettaneo Tramonto dell’Occi-
dente?, a cura di G. M. Cazzaniga, L.
Sichirollo, D. Losurdo (1989).
Questa ripresa dell’interesse, a carattere
prettamente scientifico, ha riguardato non
solo l’opera maggiore, ma anche gli altri
scritti di Spengler. Uno di questi, partico-
larmente significativo per gli sviluppi teo-
rico-filosofici che contiene, è L’uomo e la
tecnica. Contributo a una filosofia della
vita, oggi disponibile in edizione italiana a
cura di Stefano Zecchi. Si tratta di un
saggio, pubblicato originariamente nel
1931, nel quale Spengler interpreta il feno-
meno della tecnica come “tattica della vita”, Oswald Spengler (disegno di R. Grossmann, 1942)
cioè come quell’ “arte”, quello strumento Manifesto di propaganda nazista

24
TENDENZE E DIBATTITI

TENDENZE E DIBATTITI

Logica nella cultura una mentalità neo-positivistica nella fi- zioni e Significato, curata da Enrico
losofia, che agevolò di molto lo studio Moriconi, e dall’opera di Michele
Un numero crescente di pubblica- della logica formale, nonché il dialogo Marsonet, Logica e Linguaggio.
zioni, l’interesse specifico di alcune con gli ambienti scientifici. La situazio- Lolli vuole mettere in evidenza il carat-
case editrici sono il segno di un cre- ne è ulteriormente migliorata dopo lo tere autonomo della logica matematica,
scente affermarsi della logica mate- sviluppo dell’informatica e dei contri- che a suo giudizio non va più considerata
matica come disciplina matura, ri- buti che questa scienza offre nell’affron- una mera disciplina propedeutica per gli
conosciuta anche all’interno del pa- tare i problemi gnoseologici classici del- studi filosofici e matematici, avendo as-
norama culturale italiano. STORIA DEL - la filosofia. Questa situazione, si può in sunto un ruolo e un obbiettivo più speci-
LA LOGICA (Garzanti, Milano 1993) di breve affermare, ha permesso un riavvi- fico. Essa ha perso ogni velleità norma-
Corrado Mangione e Silvio Bozzi; cinamento tra discipline scientifiche e tiva per acquisire un proprio ruolo a
COS ’ È LA LOGICA MATEMATICA (Muzio, discipline umanistiche, provocando an- fianco delle altre scienze, pur mantenen-
Milano 1992); LOGICA E LINGUAGGIO che uno sviluppo della logica, che divie- do la caratteristica peculiare di non ave-
(Pantograf, Genova 1993); DIMOSTRA - ne, per un verso, lo strumento più idoneo re un oggetto di studio ben definito: le
ZIONI E SIGNIFICATO (Franco Angeli, Mi- per questo riavvicinamento, per l’altro, problematiche che la coinvolgono sono
lano 1992): sono alcune delle più una disciplina feconda di concettualiz- «i grandi problemi del ragionamento,
recenti pubblicazioni degne di nota zazioni e metodi per nuove direzioni di delle dimostrazioni, del significato, del-
nel campo di questa disciplina. ricerca. l’intelligenza, dove la logica interviene
L’evoluzione di questa disciplina è l’og- in modo decisivo, come analisi e come
«Coloro che studiano la filosofia impa- getto del volume curato da Corrado strumento.» Lo studio di Lolli si suddi-
rino anzitutto la logica, poi l’etica, quin- Mangione e Silvio Bozzi, Storia della vide in tre capitoli concernenti le rela-
di la fisica e, ultima fra tutte, la natura Logica, nel quale l’esposizione sistema- zioni tra logica e matematica, intelligen-
degli dèi.» Questo è il precetto di Crisip- tica della logica, caratterizzata da un’evo- za artificiale e scienze cognitive. La con-
po nel De repubblica Stoicorum di Plu- luzione lineare fino ai primi anni del clusione, se può essercene una, è che «la
tarco. Non molto diversa è la ricetta di F. secolo, diventa inevitabilmente fram- logica ha un’autonomia e un interesse
Enriques in Scienza e razionalismo mentaria quando vuole essere un reso- intrinseco che deve coesistere con le
(1990) contro il particolarismo filosofi- conto dello stato attuale di questa disci- applicazioni e le inevitabili sovrapposizio-
co, molto forte in Italia già nei primi anni plina. Soprattutto dagli anni sessanta in ni con le altre discipline competenti.»
del secolo: «Anzitutto, una cultura logi- poi, si sviluppano, autonomamente tra Una conferma di ciò ci viene in partico-
ca rigorosa per mezzo di uno studio serio loro e in relazione con gli ambiti di lare dal volume curato da Moriconi, che
ed assiduo della logica formale e dei scienze diverse come la linguistica, la affronta la filosofia della logica di tre
principii di tutte le scienze moderne, geometria, la biologia e la fisica, sotto- pensatori del calibro di Dummett, Mar-
della teoria della probabilità e di quella discipline come la teoria dei modelli, tin-Löf, Prawitz, mostrando come alcu-
dell’induzione. La seconda condizione degli insiemi, della dimostrazione, logi- ne problematiche gnoseologiche e onto-
da realizzare sarebbe uno studio serio che modali, deontiche, ecc... Gli stessi logiche, quali la natura dei numeri, il
delle scienze positive per approfondire i autori, a fronte di questo sviluppo, si concetto di verità, di ragionamento, di
loro rapporti e cogliere i loro metodi. sentono in dovere, nel capitolo conclusi- significato, abbiano acquisito un carat-
Non è che in terza o in quarta linea che vo, di tirare le somme ed esprimere un tere logico e come questo approccio sia
verrebbe, in un sistema regolare d’edu- loro parere sull’importanza della logica utile a quelle discipline interessate agli
cazione filosofica, lo studio approfondi- nella cultura contemporanea: «quello che stessi problemi per sviluppare nuove dire-
to della storia della filosofia.» crediamo debba risultare dall’esame del- zioni di ricerca. La linguistica in particola-
La netta distinzione tra insegnamenti lo sviluppo della logica che abbiamo qui re ha un grosso debito con la logica, la cui
scientifici e umanistici, risultato del- tratteggiato è che proprio la logica mate- applicazione all’analisi della struttura del
l’operato gentiliano, non poteva aiutare matica ha contribuito fortemente a col- linguaggio è ampiamente affrontata da
la logica, strumento indispensabile per mare per certi aspetti quell’arbitraria e Marsonet in Logica e Linguaggio.
qualunque lavoro intellettuale rigoroso; improduttiva frattura che in varie cultu- La domanda che apre il primo dei due
si creò così la separazione di questa re veniva (e viene) operata fra filosofia e volumi di cui si compone l’opera è anco-
disciplina in due tronconi: una logica matematica.» ra la medesima: che cos’è la logica?
formale, affiancata agli studi matemati- Un prova di come siano correlate logica L’autore fornisce una risposta speciali-
ci, e una logica filosofica, che dovette matematica, informatica e matematica, stica: espone l’applicazione vantaggio-
rinunciare a parte della propria natura da una parte, logica e linguistica dall’al- sa dell’analisi logica allo studio del lin-
astratta per salvare l’umanista dalla va- tra, è fornito per un verso dallo studio di guaggio; elenca gli strumenti atti a risol-
cuità del simbolismo. Le cose cambiaro- Gabriele Lolli, Cos’è la logica matema- vere problemi semantici presenti in que-
no in Italia a seguito del diffondersi di tica, per l’altro dalla raccolta Dimostra- sti studi; indica i risultati ottenuti con

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PROSPETTIVE DI RICERCA

Albert Einstein

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PROSPETTIVE DI RICERCA

PROSPETTIVE DI RICERCA

Einstein: scienziato o filosofo? in considerazione gli anni di gestazione suo lavoro è quello di restituire al filosofo
della relatività ristretta e, in quel periodo, i il ruolo attivo nella “costruzione” della
L’importanza di Albert Einstein nella motivi che hanno determinato la scelta natura, rivendicando la natura filosofica
storia della fisica è fuori discussione, della difesa del principio d’inerzia e della della scienza teorica. Lo scienziato teorico
ma molto vi è da dire ancora sul ruolo costanza della velocità della luce e l’abban- è necessariamente filosofo. L’attività scien-
delle sue concezioni filosofiche e sul- dono della meccanica newtoniana. In tal tifica di Einstein, le sue dichiarazioni, gli
l’influenza che queste hanno avuto senso viene analizzato l’imperativo esteti- scambi epistolari con scienziati suoi con-
nel suo lavoro di scienziato. Nel volu- co della simmetria che domina la costru- temporanei non fanno altro che dar credito
me EINSTEIN PHILOSOPHE (Einstein filoso- zione razionale delle sue teorie, mettendo al giudizio di Koyré, secondo il quale «è
fo, PUF, Parigi 1993), recentemente in evidenza la scelta metafisica realista che fuori dubbio che vi sia una meditazione
pubblicato in Francia, Michel Paty evi- Einstein non abbandonerà mai e che sarà la filosofica che ispira l’opera di Einstein.»
denzia il nucleo non esclusivamente causa principale delle sue incomprensioni Einstein diventa quindi l’archetipo dello
scientifico dei lavori di Einstein quan- con Bohr. La tesi che entrambi cercano di scienziato teorico; dello studioso d’ingegno
do questi prende in esame il lavoro di provare è riassunta in una frase di Paty: «La che non può separare la tradizione filosofi-
creazione della teoria scientifica e l’esi- filosofia è nel seno della scienza, nel suo ca dal suo lavoro di ricostruzione della
genza metafisica che ne è alla base. movimento e nella sua trama, e non soltan- realtà. In tal senso acquistano grande im-
Contemporaneamente Jacque Merle- to nella valutazione a posteriori dei suoi portanza gli accenni di Einstein alle sue
au-Ponty, nella sua biografia del fisico risultati.» Viene così mostrato il ‘filosofo’ letture di Spinoza, di Schopenhauer, di
dal titolo: EINSTEIN (Flammarion, Parigi Einstein intento a costruire una “vasta ope- Kant e i suoi debiti con Mach. Nella pro-
1993), dimostra come l’agire dell’in- ra filosofica” attraverso l’elaborazione di spettiva adottata è meno importante sotto-
tellettuale Einstein, impegnato a di- quelli che sono gli strumenti a sua disposi- lineare il debito di Einstein nei confronti
fendere una visione etica molto mar- zione: i risultati della scienza totalitaria della tradizione scientifica.
cata, sia correlato ad una concezione dell’ottocento. Ancor più interessante la proposta di Mer-
filosofica che influenza anche il suo Nella sua celebre biografia di Galileo, Still- lau-Ponty, che dietro al “filosofo” Einstein
modo di intendere la fisica. man Drake addita il diciassettesimo secolo tenta di scorgere l’uomo curioso che vuole
come il termine dell’egemonia filosofica innanzitutto intanto capire e che solo dopo
Si torna a parlare di Albert Einstein. Alle nella descrizione della natura. Dopo Galileo aver trovato una sua dimensione interiore,
numerose pubblicazioni sullo scienziato colui che è incaricato di ordinare il mondo un suo sens artistique, tenta di rintracciarlo
tedesco, alle biografie scientifiche, agli esterno secondo ragione è un personaggio in tutto ciò che lo circonda e nei pensieri di
scritti commemorativi dei colleghi e a tutti che si distacca, per gli strumenti che adope- chi lo ha preceduto. Appartiene ad Einstein
gli studi più o meno autorevoli sulla sua ra nella descrizione dell’ordine naturale, una concezione naturale di creazione arti-
fisica, si aggiungono ora due nuovi studi ad dal filosofo della natura della classicità. stica, dove per arte si intende una tendenza
opera di Michel Paty e Jacques Merlau- Giustificazioni religiose e metafisiche ven- non necessariamente estranea a un’attività
Ponty. Il punto di vista dal quale viene gono man mano allontanate dalla descri- razionale; in questo senso va intesa l’affer-
affrontata l’analisi degli studi di Einstein è, zione dei fenomeni naturali a favore di una mazione secondo cui «il fisico non è nien-
in entrambe le pubblicazioni, quello filoso- descrizione formale: quella matematica. temeno che un filosofo che si interessa a
fico. Identica la tesi: mostrare come la Questa tendenza ha trovato pieno riscontro certi argomenti particolari; altrimenti non è
filosofia di Einstein abbia guidato l’attività nel nostro secolo: la descrizione matemati- che una sorta di tecnico.» Un filosofo,
e gli interessi di Einstein scienziato. ca si è appropriata completamente della dunque, che vuole essere innanzitutto un
Questi due nuovi studi non sono certo i realtà; le figure del fisico e dell’astrofisico artista della conoscenza, che difende
primi a trattare la natura intellettuale del- hanno sostituito quelle del metafisico e del l’«affermarsi del pensiero in sé stesso, come
l’ideatore della relatività generale; ricor- teologo; la filosofia si è ritirata in quei la musica.» Un uomo che sogna cosciente-
diamo, a tal proposito, l’antologia di scritti campi che gli empiristi chiamavano le scien- mente, come lo ha descritto Alan Light-
redatta da Paul A. Schilpp dal titolo indi- ze dell’uomo, l’etica, la politica, e nella man nel suo recente I sogni di Einstein
cativo: Einstein scienziato filosofo (ed. it. sociologia. Sono le personalità carismati- (Guanda, Parma 1993), dove il giovane
Torino 1958). Ma, mentre in questi scritti si che del mondo scientifico che si occupano impiegato dell’ufficio brevetti di Berna,
tentava di dare un’immagine quanto più di descrivere e diffondere le nuove “visio- spettinato e con un paio di calzoni troppo
completa possibile dell’uomo Einstein, ni” del mondo: Hawcking, Penrose, Prigo- larghi, “sogna” una concezione del tempo
questi ultimi due studi sono opere a tesi: gine, Thom, Barrow, Weinberg, Sexl... Il diversa, si immagina molteplici situazioni
l’oggetto dell’analisi non è tanto Einstein, filosofo non può far altro che prendere atto in cui il tempo ha significati diversi, esi-
quanto il suo ruolo di scienziato teorico e di dei risultati, o discutere sulle metodologie stenze fisiche diverse. Non è il filosofo in
intellettuale impegnato. E’ quindi il fisico d’indagine corrette: il lavoro di costruzio- primo piano, ma è l’uomo nella sua com-
Albert Einstein che viene analizzato con ne è lasciato allo scienziato. plessità, che cerca di non costringere la
occhio filosofico, in un esame che prende Il compito che Paty si prefigge in questo propria natura all’interno dei binari morti

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PROSPETTIVE DI RICERCA

del tecnicismo o del dogmatismo, ma di Muovendo da questa preziosa intuizione La libertà in F. M. Pagano
vivere liberamente la propria esigenza filosofica, che costituisce, secondo Penzo,
di conoscenza. il nocciolo originale del pensiero eckhar- A metà del Settecento l’Illuminismo,
Scienziato di professione, musicista di- tiano, si sviluppa quella particolare erme- oltre che a Napoli, penetrò e si irradiò
lettante, filosofo per natura, pacifista neutica che verrà portata avanti dai filosofi nei più importanti centri della peniso-
per scelta, perseguitato dalle contingen- dell’esistenza, come appunto Nietzsche, la, influenzò decisamente in modo
ze storiche: a riassumere la biografia di Heidegger e soprattutto Jaspers, nonché diretto o indiretto gli orientamenti
Einstein vale la frase di Abraham Pays, dai teologi dell’esistenza, come Barth, culturali, le idee politiche e sociali, gli
suo biografo e amico, «è stato l’uomo Bultmann, Gogarten, Tillich, Bonhoeffer e indirizzi, gli interessi e le forme della
più libero che ho mai conosciuto». M.P. altri, ma che trova il suo antecedente con- vita letteraria. L’Illuminismo a Napoli
temporaneo in Kierkegaard. In effetti permise a personaggi come Genove-
Eckhart mette in luce i limiti di quel cono- si, Galiani, Filangieri, Pagano, Delfico
scere categoriale che è legato al rapporto di operare e di agire quali martiri,
soggetto-oggetto, e va nella direzione di un apostoli e confessori della religione
La mistica della ragione conoscere come non-conoscere - ovvero del razionalismo, come ebbe a defi-
di Meister Eckhart come comprendere - libero dalla conoscen- nirli Croce. E’ in questo contesto sto-
za legata all’oggetto. E’ qui, secondo Pen- rico-politico-culturale che si inserisce
Per un totale di più di duecento pagine zo, che si apre l’autentico conoscere, e, la vita e l’opera di Francesco Maria
il recente volume di Giorgio Penzo nello stesso tempo, la dimensione del sa- Pagano, secondo quanto ci riferisce
MEISTER ECKHART. UNA MISTICA DELLA RA- cro: momento di fondo della realtà sacrale Nunzio Campagna nel suo recente
GIONE (Edizioni Messaggero, Padova è quello di essere liberi dal principio di studio: POTERE, LEGALITÀ, LIBERTÀ. IL PEN-
1992) è costituito, nella sua seconda non-contraddizione, caratteristico invece SIERO DI F . M. PAGANO (presentazione di
parte, da un’ampia antologia di alcune della realtà non sacrale, cioè ontica. La Antimo Negri, Calice Editore, Rionero
delle più importanti opere del Mae- dottrina teologica della continua nascita di in Vulture 1992).
stro domenicano - sermoni tedeschi, Dio nell’anima attraverso il “distacco”,
sermoni latini, commento alla “Gene- ovvero attraverso la liberazione da ogni Lo studio di Nunzio Campagna prende il
si” -; comprende poi integralmente i legame e da ogni “immagine” - che è come titolo da uno dei capitoli più significativi di
due “trattati”, anch’essi in volgare noto, la dottrina centrale di Eckhart - si questo volume, “Libertà, legge, potere”. Que-
tedesco, intitolati: LIBRO DELLA CONSO- rivela così cifra filosofico-teologica per sto tema ha una sua preminenza inequivoca-
LAZIONE DIVINA e DELL ’UOMO NOBILE. Con- chiarire l’essere autentico. bile nell’opera di Francesco Maria Pagano
clude il volume una cronologia essen- Condividiamo pienamente l’insistenza con soprattutto perché qui egli si presenta in
ziale e un’ampia nota bibliografica, cui Penzo sottolinea i profondi legami che veste di filosofo della politica. La sua grande
pressoché unica sull’argomento. Sot- il Maestro domenicano ha con la filosofia passione è la lotta politica, attraverso la quale
to questo aspetto l’opera sembra in antica, medievale e - ovviamente sotto un si dichiarò sempre apertamente ostile a qual-
grado di dare una conoscenza suffi- diverso profilo - moderna e contempora- siasi forma di dispotismo e intolleranza, sin
cientemente articolata ed approfondi- nea; d’altra parte parlare di “mistica della dai tempi in cui difese in un processo alcuni
ta del pensiero eckhartiano, venendo ragione” non significa affatto negarne le giacobini napoletani, una difesa che gli costò
incontro a quelle esigenze di lettura componenti etiche, sapienziali, spirituali la perdita della cattedra universitaria di dirit-
della “mistica tedesca”, nel suo più in senso ampio e forte, proprio perché “ra- to criminale, due anni di prigionia e l’espul-
grande rappresentante, che sempre gione” - come Penzo peraltro chiarisce - va sione dal Regno di Napoli.
più si fanno sentire ai giorni nostri. intesa nel significato più profondo come L’aspetto interessante, stando a quanto scri-
quel “fondo dell’anima” che è ricco di tutte ve Campagna, è scoprire come lo spessore
La prima parte del volume, ad opera di le sue potenze, senza comunque identifi- della riflessione politica di Pagano sembri
Giorgio Penzo, consta di un’organica “In- carsi con nessuna di esse - anzi, tutte tra- «anticipare e ricalcare» alcune posizioni
troduzione” alla vita e agli scritti di Mei- scendendole. In questo senso la “mistica che saranno assunte cent’anni dopo da
ster Eckhart sullo sfondo della cultura del della ragione” eckhartiana è prima di tutto correnti di “riformismo liberal-socialista”
suo tempo, mettendo in evidenza l’origina- un’esperienza dello spirito, alla quale non della storia politica europea: si pensi a
lità della filosofia eckhartiana, incentrata si giunge senza prima aver profondamente Piero Gobetti, Carlo Rosselli, Norberto
sulla dimensione dell’essere e sulla pro- esperito tutto l’umano, anche nelle sue di- Bobbio, che accetteranno anch’essi, come
blematica del “distacco”. Particolarmente mensioni corporee e psichiche. unica garanzia, la stessa convinzione di
interessante è il capitolo dell’Introduzione Che la “fortuna” di Eckhart in Italia sia fondo di Pagano, che cioè «soltanto la
intitolato: “Morte di Dio e nascita di Dio: appena agli inizi è confermato dal fatto che legge assunta a principio regolatore» di
Eckhart filosofo e teologo dell’esistenza”. contemporaneamente alla pubblicazione del tutte le vicende umane può realizzare o
Partendo dal fatto che la coscienza della volume curato da Penzo è apparsa l’edizio- avvicinarsi il più possibile ad un ideale di
propria nientità da parte della creatura ne italiana del trattato di Meister Eckhart, giustizia sociale.
rappresenta il punto di incontro tra creatu- Commento al Vangelo di Giovanni (a cura Il senso profondo della “democrazia libe-
ra e Dio, giacché la coscienza della diffe- di Marco Vannini, Città Nuova, Roma rale” di Pagano, osserva Campagna, è la
renza è data dalla coscienza dell’essere 1992), che giungeva a seguito di una mono- libertà, che al di fuori della legislazione è
nulla senza Dio, mentre, a sua volta, la grafia sull’autore ad opera di Marco Vanni- forza e violenza; ma anche una legislazione
coscienza dell’essere-nulla implica, anche ni, Meister Eckhart e il Fondo dell’anima, senza libertà è forza e violenza. E’ necessa-
se indirettamente, la presenza del divino (Città Nuova, Roma 1991. M.V. rio, dunque, continua Campagna, che il
nella parte più profonda dell’anima, che è rapporto sia tale da conservarsi reciproca-
la ragione, Penzo osserva che Dio e nulla mente e concretamente nelle forme stori-
sono due poli di una stessa dialettica esi- che di una nazione. L’uomo sul quale Paga-
stenziale, dove nell’identità v’è la diversi- no riflette è l’uomo politico della società
tà e dove nella diversità v’è l’identità. In civile: l’uomo, cioè, che avendo superato
questa dialettica esistenziale viene messo lo stato selvaggio e barbarico, deve im-
tra parentesi il principio di non-contraddi- prontare la sua esistenza ai fondamentali
zione, che vale solo nell’ambito del tem- valori del vivere civile: la libertà e la legge.
porale e non in quello dell’eterno. Sembra dunque che Pagano abbia chiara la

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PROSPETTIVE DI RICERCA

“definizione minima di democrazia”, con Come sostiene Paolo Spinicci, curatore del continuum percettivo che accade
la quale, in regime democratico, si intende dell’edizione italiana, queste Lezioni nell’irrompere dell’inaspettato, dell’inu-
primariamente un insieme di regole e di sulla sintesi passiva costituiscono «una suale, del dubbio, con il momento critico
procedure per la formazione di decisioni lunga, analitica riflessione sulle condi- in cui il continuum medesimo si mostra
collettive, in cui è prevista e facilitata la zioni originali di possibilità di un’espe- nel suo ruolo di orizzonte di ciò che
partecipazione più ampia possibile degli rienza di oggetti». D’altra parte, rispetto viene “percepito propriamente” - parla,
interessati. Pagano sostanzialmente ripren- all’intento husserliano degli anni Venti a questo proposito, dell’ “in-vista-di-
de la vecchia idea che diritto e potere siano e Trenta di dar luogo a una filosofia cui” della percezione come del luogo
due facce della stessa medaglia: solo il fenomenologica, concepita come intro- originario del presentarsi dell’ente come
potere può creare il diritto e solo il diritto duzione teoretica a metodo e presuppo- oggetto.
può limitare il potere. Ora, il problema è sto dell’indagine fenomenologica, que- L’attività sintetica riveste, per Husserl,
che lo Stato dispotico è il tipo ideale di ste Lezioni si muovono in senso oppo- un carattere processuale; da essa è quin-
Stato di chi si pone dal punto di vista del sto: i materiali qui presentati costitui- di esclusa l’immediatezza. La ripresa
potere; all’estremo opposto c’è lo Stato scono, infatti, proprio lo svolgersi di una husserliana della determinazione dell’Io
democratico, che è il tipo ideale di Stato di riflessione in medias res, dove la preoc- penso kantiano ne comporta dunque una
chi si pone dal punto di vista del diritto. cupazione metodologica passa decisa- riformulazione radicale: laddove l’apper-
Per Pagano era necessario prender campo o mente in secondo piano nei confronti cezione kantiana si qualifica come frutto
per l’uno o per l’altro. Egli sceglie la demo- dell’articolarsi dell’indagine nel suo svi- della spontaneità dell’intelletto, la sintesi
crazia e dopo essersi rifugiato a Roma, una luppo. Si può dunque sostenere che qui fenomenologica di Husserl si presenta
volta espulso dal Regno di Napoli nel lu- la “questione del metodo” non si ponga come radicalmente passiva, intrinseca alla
glio del 1798, prende parte alla vita politica come tale, cioè come “questione”, bensì dimensione materiale dell’esperienza. F.C.
di quella repubblica e tornerà a Napoli nel come pratica concreta.
1799 per partecipare al governo della Re- Il testo originale, che trae origine da tre
pubblica partenopea. La sua attività nel corsi tenuti da Edmund Husserl a Fri-
comitato di legislazione, giudicata da qual- burgo su “Logica” (1920-21), “Questio-
cuno moderata, fu in realtà estremamente ni fenomenologiche scelte” (1923), “Pro- Heidegger, Aristotele
concreta e rappresentò il tentativo di realiz- blemi fondamentali della logica” (1925- e la metafisica
zare una costituzione capace di proteggere 26), trova la sua unità tematica nel tenta-
il cittadino dall’autorità politica. tivo di delineare una descrizione feno- Mentre in Germania prosegue la pub-
Il problema che resta ancora da considerare menologica dell’esperienza concepita blicazione, nell’ambito della “Ge-
è se il giusnaturalismo di Pagano, innerva- come sistema di percezioni. L’essere samtausgabe”, di opere e corsi di le-
to da una profonda sensibilità storicistica, degli enti non può, in altri termini, esse- zioni di Martin Heidegger, in Italia si
fosse maturo a tal punto da saper affrontare re considerato immediatamente ed esau- segnala la traduzione di alcuni testi
un problema così arduo come quello di una stivamente riconducibile al loro essere del filosofo relativi a corsi e seminari.
possibile conciliazione tra liberalismo e percepiti, perché, così facendo, si ver- E’ il caso delle lezioni del semestre
democrazia. Dobbiamo chiederci, cioè, rebbe a perdere proprio la dimensione invernale 1929-1930, CONCETTI FONDA-
osserva Campagna, se nonostante la sua trascendentale, ovvero la dimensione a MENTALI DELLA METAFISICA: MONDO - FINI-
inequivocabile scelta di campo a favore priori, relativa alle condizioni di possi- TEZZA - SOLITUDINE (trad. it. di Paola Co-
della democrazia, il filosofo napoletano bilità dell’esperienza, in quanto condi- riando, a cura di Carlo Angelino, Il
fosse realmente cosciente dei contenuti e zioni di unificazione delle percezioni. Melangolo, Genova 1992), di quelle
dei problemi che il liberalismo e la demo- Occorreva dunque, per Husserl, tener del semestre invernale 1931-1932, ARI-
crazia presentano in sé e della possibile e fermo alla «fondamentale distinzione tra STOTELE, IX, 1-3. SULL’ESSENZA E LA REALTÀ
sempre concreta prospettiva di non riuscire ciò che viene percepito propriamente, e DELLA FORZA (trad. it. di Ugo Maria Uga-
a conciliare libertà e uguaglianza. Eviden- ciò che non è propriamente percepito» e zio, Mursia, Milano 1992). A ciò si ag-
temente lo Stato dispotico, che Pagano che costituisce, nondimeno, il “senso giunge la traduzione dell’intero conte-
rifiutò, avrebbe potuto al massimo permet- oggettuale” di ciò che viene percepito nuto del vol. XV della “Gesamtausga-
tergli di «essere giusto per sentimento, ma propriamente: la cosa nella sua interez- be”, che comprende il seminario (1966-
non per certezza di diritto». Il suo umano e za, a fronte dell’irrimediabile unilatera- 1967) dedicato a Eraclito, diretto da
caldo entusiasmo fu infatti vergognosa- lità della percezione, superabile solo nel Heidegger in collaborazione con Eu-
mente spento semplicemente per la paura momento della sintesi dei vari sguardi gen Fink, pubblicato nel volume dal
dei suoi pensieri e delle sue parole. M.Ma. prospettici unilaterali, cioè delle singole titolo: DIALOGO INTORNO A ERACLITO (trad.
percezioni. D’altra parte, è proprio cia- it. di Mario Nobile, a cura di Mario
scuna singola percezione, nella sua par- Ruggenini, Coliseum, Milano 1992), e i
zialità, a esigere il rinvio al continuum seminari di Le Thor (1966, 1968, 1969),
percettivo, all’intreccio delle percezioni Zähringen (1973), e Zurigo (1951), rac-
Passività sintetica possibili, che costituisce l’onnilateralità colti nel volume: SEMINARI (trad. it. di
dell’oggetto percepito; dimensione cui Massimo Bonola, a cura di Franco
Dai manoscritti di Edmund Husserl, attinge, appunto, la sintesi. «In altre pa- Volpi, Adelphi, Milano 1992). Infine,
relativi a tre corsi di lezioni, venne role, tutto ciò che si manifesta propria- con il titolo: ERACLITO (trad. it. di Franco
tratto nel 1966 un volume, pubblicato mente è una manifestazione di cosa solo Camera, Mursia, Milano 1993), è stato
con il titolo: ANALYSEN ZUR PASSIVEN in quanto è intrecciato con, e attraversa- tradotto il vol. LV della “Gesamtau-
SYNTHESIS . Quest’opera è ora tradotta to da, un orizzonte intenzionale vuoto»; sgabe”, contenente i corsi dei seme-
in italiano con il titolo : LEZIONI SULLA orizzonte che costituisce, per Husserl, stri estivi del 1943 e del 1944.
SINTESI PASSIVA (trad. it. di Vincenzo l’ente percepito nella sua oggettualità.
Costa, a cura di Paolo Spinicci, Gueri- E’ precisamente l’idea di tale orizzonte Nel corso friburghese del 1931, Aristotele,
ni e Associati, Milano 1993) costitui- uno dei caposaldi dell’analisi fenome- IX, 1-3. Sull’essenza e la realtà della forza,
sce la proposta di una fenomenologia nolo gica h usse rliana mutu ati da la riflessione sul concetto di dynamis in
della percezione, concepita come Heidegger, quando Husserl - identifi- Aristotele rappresenta per Martin
momento e strumento della costru- cando anch’egli, non casualmente, il Heidegger la chiave per penetrare nel-
zione di una filosofia dell’esperienza. momento della sorpresa, della rottura l’ambito della questione dell’essere conce-

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PROSPETTIVE DI RICERCA

Aristotele perviene a una determinazione


del filosofare autentico (riguardante, cioè,
l’essere dell’ente) in quanto, da un lato,
interrogazione concernente l’ente come
tale, dall’altro, questione dell’ente nella
sua totalità. Il tentativo di determinazione
dell’essenza della metafisica attraverso il
contemporaneo richiamarsi all’impostazio-
ne aristotelica e ad alcune tematiche (noia,
decisione, solitudine) tipiche della rifles-
sione esistenzialista di ascendenza kierke-
gaardiana, indica, nel periodo del corso, un
interesse di Heidegger per un prosegui-
mento delle ricerche di Sein und Zeit in una
direzione che, se è quella indicata dalla
“svolta” - la tematizzazione della centralità
della questione ontologica nel suo legame
con il logos - non è ancora orientata sui
sentieri che Heidegger percorrerà dagli anni
Trenta in poi. In altri termini, il progetto di
“ontologia fondamentale”, legato soprat-
tutto agli scritti degli anni Venti, e più
direttamente connesso con il trascendenta-
lismo kantiano (e, attraverso questo, con la
fenomenologia husserliana), pare già qui
cadere in sospetto di antropologismo, dal
quale ultimo Heidegger prende le distanze,
insistendo sulle possibilità di “decentra-
mento” dell’essenza dell’uomo, offerte dal-
l’analitica esistenziale. Come è noto, altre
e più originali risulteranno, in seguito, le
strade battute da Heidegger; e già nell’or-
ganizzazione di questo corso di lezioni,
Martin Heidegger dove il più ampio spazio e il carattere della
trattazione, dedicati al concetto di mondo,
conferiscono alla categoria della noia una
pito come presenza. Da questo punto di ficazione tra predicazione e suo fondamen- tonalità peculiare, lontana dalle elabora-
vista, a parere di Heidegger l’analisi aristo- to, viene teorizzato il risiedere dell’essere, zioni dell’esistenzialismo, si annuncia il
telica si muove sul terreno originario della ovvero della verità, nel giudizio; laddove, cammino futuro.
questione ontologica, proprio perché fini- al contrario, essere e verità rendono possi- In questo corso, lo spirito, più che la lettera,
sce per portare la domanda sull’essere, bile, secondo Heidegger, l’aprirsi dello del progetto di distruzione-fondazione del-
pensato a partire dalla sua differenza dal- spazio per il giudizio, per il discorso apo- la metafisica tradizionale, attraverso l’ “on-
l’ente. La domanda su dynamis e energhe- fantico, e non viceversa. tologia fondamentale”, si coniuga con la
ia, sostiene infatti Heidegger, rientra in Questo corso friburghese deve essere letto tesi relativa a una possibile fine della filo-
quella sull’ente in quanto tale, alla stessa in stretta connessione con quello di Mar- sofia, che non comporti quella del pensiero
stregua di quella relativa al categorein, con burgo del 1925-26, tradotto in italiano con e che preluda, invece, all’apertura di uno
la quale, però, non si identifica. Proprio il titolo: Logica. Il problema della verità spazio per un pensare non metafisico, “ori-
perché in Aristotele l’ente, al quale l’essere (Milano 1986), in cui, pure non casualmen- ginario”, “iniziale”. E’ questa, come è noto,
viene equiparato, va inteso come l’ente in te, Aristotele appare come interlocutore di una delle direzioni in cui si avviano le
quanto tale, una tale equiparazione, secon- rilievo per Heidegger. L’obiettivo inter- ricerche heideggeriane degli anni successi-
do Heidegger, è legittima nel filosofo gre- pretativo di quest’ultimo consisteva qui, vi, che giungono talvolta a ipotizzare, nella
co; «ai giorni nostri», viceversa, essa è il dichiaratamente, nel liberare il testo del storia del pensiero, la realtà storica effetti-
luogo di un’«insanabile confusione», per- pensatore greco dalle incrostazioni e dai va di un’epoca “non metafisica”.
ché parlando dell’essere si intende spesso “fraintendimenti” operati nei secoli suc- In questo senso, come accade nel corso del
l’ente, e viceversa, dimostrando con ciò di cessivi a partire dalla scolastica medioeva- semestre estivo del 1944 dedicato a Eraclito
non comprendere né l’uno, né l’altro. le. Così nel corso del 1931 la meditazione (raccolto, come quello del semestre estivo
Secondo Heidegger, Aristotele ha ben chia- heideggeriana sul concetto di dynamis mira del 1943, dedicato al medesimo pensatore,
ro che l’ente, in quanto tale, è altra cosa a mostrare come la sua essenza non coinci- nel volume LV della “Gesamtausgabe”), il
dalla somma dei singoli enti, e proprio per da con la realtà della sua esecuzione; mira pensiero presocratico viene valutato come
questo è posto come differente dall’essere. cioè, ancora, a mostrare come in Aristotele “premetafisico”. Con Anassimandro e Par-
La distinzione fra l’essere e l’ente risulta venga prospettata la differenza tra una po- menide, Eraclito appartiene appunto al
dunque tanto antica quanto il linguaggio tenzialità ontologica e la sua realizzazione gruppo di «quei pensatori che pensano nel-
che pronuncia, di un singolo ente, la copula sul piano ontico. l’ambito dell’ “inizio”, i pensatori inizia-
“è”, rendendo con ciò possibile la predica- Anche nel corso del 1929-30, dedicato ai li». Il problema che si pone Heidegger è,
zione. Il progressivo oblìo di questa diffe- Concetti fondamentali della metafisica. anzitutto, come determinare il rapporto tra
renza rappresenta, nella prospettiva hei- Mondo - finitezza - solitudine, Aristotele il pensiero “iniziale” e quello “metafisico”;
deggeriana, il principale capo d’accusa nei appare come un interlocutore decisivo per un rapporto che, nella prospettiva di un
confronti della metafisica. Tale oblìo è Heidegger, proprio in sede di definizione futuro superamento della metafisica, va
anzitutto conseguenza della “falsa dottri- della nozione di metafisica. A parere di considerato come storicamente determina-
na” secondo la quale, a partire dall’identi- Heidegger, attraverso il concetto di physis to e si giustifica sulla base della tesi -

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PROSPETTIVE DI RICERCA

sostenuta da Heidegger, come si è detto, in


questi corsi di lezioni - dell’effettiva esi-
stenza storica, nel passato, di una fase “ini-
ziale” del pensiero. L’inizio, nonché «ciò
che va inizialmente pensato», consiste per
Heidegger nella verità dell’essere, che vie-
ne alla luce nei concetti metafisici quando,
portati all’estremo del significato del loro
“detto”, fanno affiorare un senso non detto
che li colloca al limite della loro significan-
za, sull’orizzonte che li circoscrive e li
definisce. Questo metodo di lettura, che
Heidegger aveva rivendicato negli anni
Venti come “fenomenologico”, in quanto
consistente in un «lasciar essere le cose
stesse», all’epoca dei corsi su Eraclito si
presenta piuttosto come un ascolto del lo-
gos, in cui si attua lo spiazzamento di ogni
prospettiva antropologica e psicologica. Il
logos, in quanto “riunione delle cose che
sono”, e in ciò loro custodia, costituisce
l’accesso all’essere nella sua differenza
dall’ente. Il legein del logos pone infatti,
secondo Heidegger, la questione della tota-
lità in quanto «riunificazione che salva-
guarda originariamente»; nell’identità di
essere e logos, l’uomo che ascolta quest’ul-
timo diventa custode dell’essere, anziché
soggetto al quale il logos sarebbe riferibile
come sua “facoltà”. Il rapporto dell’uomo
con l’essere, dove «dominano l’appello e la
risposta», si identifica come evento (Erei-
gnis) dell’essere; questa è la regione origi-
naria della “logica”, ovvero della metafisi-
ca occidentale, il luogo di nascita del pen-
siero rappresentativo, che si muove chiuso
nell’orizzonte della relazione fra soggetto
e oggetto, e perciò impossibilitato a far
questione della propria genesi.
Il volume XV della “Gesamtausgabe” hei-
deggeriana comprende anche il seminario,
dedicato a Eraclito, diretto da Heidegger e
Eugen Fink a Friburgo nel 1966-67, i
cosiddetti “Quattro seminari” (tenutisi a
Le Thor nel 1966, nel 1968 e nel 1969, e a
Zähringen nel 1973), e il resoconto relati-
vo a un seminario zurighese risalente al
1951. La traduzione italiana di questi ma-
teriali ha seguito percorsi differenti: il se-
minario con Fink è stato tradotto con il
titolo Dialogo intorno a Eraclito, mentre
gli altri testi sono stati pubblicati con il
titolo di Seminari.
Discutendo di Eraclito, Fink rappresenta
per Heidegger un interlocutore non occa-
sionale. Come ricorda infatti Mario Rug-
genini nel suo saggio introduttivo al Dialo-
go intorno a Eraclito, l’interpretazione
finkiana di Eraclito è debitrice a Heidegger
del proprio motivo ispiratore, consistente
nel porre la questione dell’origine della
filosofia, presso i presocratici, come que-
stione relativa alla sua origine non metafi-
sica. Eraclito dunque, insieme ad Anassi-
mandro e Parmenide, è pensatore “inizia-
le”, per Fink come per Heidegger, passibile
cioè di un’interpretazione liberata dalla
tradizione metafisica, inaugurata da Plato-
ne e Aristotele. Parmenide ed Eraclito sono,
entrambi, pensatori dell’essere in quanto Aristotele(presuntoritratto)

37
PROSPETTIVE DI RICERCA

pensatori della differenza ontologica, ov- Husserl, Brentano e i segni posizione tra conoscenza intuitiva e di-
vero dell’assoluta trascendenza e irriduci- mensione segnica, nelle Ricerche logi-
bilità dell’essere agli enti nei quali esso si Nasce da un interesse per il ruolo che egli formula una teoria della cono-
manifesta. Per Heidegger, e così pure per della semiotica nel pensiero di scenza simbolica che - attraverso i con-
Fink, il carattere aristocratico del sapere Husserl lo studio di Dieter Münch cetti di “intenzione” e “rappresentazio-
eracliteo mutua la propria ragion d’essere INTENTION UND ZEICHEN. UNTERSUCHUN- ne” - intende la conoscenza come “inten-
dalla medesima fonte di quello parmeni- GEN ZU FRANZ BRENTANO UND ZU EDMUND zione riempita simbolicamente”. Inter-
deo: il logos di Eraclito, così come la alethe- HUSSERLS FRÜHWERK (Intenzione e se- pretando le Ricerche logiche come solu-
ia di Parmenide, rappresentano compren- gno. Ricerche su Franz Brentano e zione di un problema posto nella Filoso-
sioni di quella manifestatività dell’essere sulle prime opere di Edmund Husserl, fia dell’aritmetica, Münch rovescia così
che, in questo seminario, tanto Heidegger Suhrkamp, Frankfurt a.M. 1993), che consapevolmente una prospettiva tradi-
quanto Fink qualificano come Lichtung. intende mostrare come nelle RICER- zionale degli studi sul pensiero di
Ma proprio su questo punto, rimarca Rug- CHE LOGICHE, con la chiarificazione Husserl: quella che interpreta il “primo”
genini, si divaricano le prospettive di lettu- della conoscenza in base al concetto Husserl delle Ricerche logiche alla luce
ra dei due pensatori: mentre Fink pensa la di intenzionalità, Husserl proponga dell’ “ultimo” Husserl della “fenomeno-
determinazione della Lichtung a partire un’alternativa alla prospettiva di logia trascendentale”. Va però ricordato
dall’esemplificazione sensibile della luce, carattere semiotico che aveva svi- che, come del resto osserva lo stesso
e si trova così a insistere sul carattere “po- luppato un decennio prima nella FI- Münch, tale interpretazione trova soste-
sitivo” (che si traduce in una sorta di “illu- LOSOFIA DELL ’ ARITMETICA. I concetti di gno in esplicite affermazioni husserliane,
minazione”) della manifestazione dell’es- intenzione e segno, chiavi di lettura che indicano nella fenomenologia una for-
sere, Heidegger invece, radicalizzando il dell’interpretazione offerta da Mün- ma di “idealismo trascendentale”.
proprio tentativo di pervenire all’ “origina- ch della filosofia di Husserl, si trova- Con la sua analisi del rapporto tra “in-
rio”, riconduce la determinazione della Li- no all’origine di due grandi correnti tenzione” e “segno”, analisi intenziona-
chtung a quella della aletheia, sottolinean- parallele della filosofia contempo- le e analisi linguistica nel pensiero di
do, di conseguenza, l’originaria consustan- ranea: la fenomenologia e la filoso- Husserl, lo studio di Münch propone
zialità della dimensione della chiarezza e di fia del linguaggio. anche l’analisi di un momento preciso
quella della non evidenza, del non ancora nella la storia di una polarizzazione con-
chiarito. A partire da questa divergenza Punto di partenza delle ricerche di Die- cettuale, che svolge un ruolo centrale nel
Heidegger respinge l’impostazione cosmo- ter Münch sul rapporto tra intenzionali- dibattito filosofico contemporaneo. Se il
logica di Fink, nella quale egli legge una tà e segno (o tra analisi della coscienza e concetto di intenzionalità (e la sua di-
non sufficiente sottolineatura della diffe- analisi del linguaggio) nella chiarifica- scussione critica) sta alla base della fe-
renza ontologica, anche per l’eccessivo zione fenomenologica della conoscenza nomenologia non solo husserliana, ma
credito concesso alle esemplificazioni è la questione relativa alla funzione del- anche nei suoi sviluppi successivi in
mutuate dall’ambito ontico. La differenza la semiotica nell’opera husserliana: per- Ingarden, Heidegger, Sartre, Scheler e
ontologica, sostiene Heidegger nel semi- ché le ricerche semiotiche che si trovano Merleau-Ponty, il concetto di segno co-
nario di Le Thor del 1969, non può essere nella prima opera di Husserl, Filosofia stituisce uno degli strumenti e degli
compresa a partire dall’ente, perché essa dell’aritmetica (1891), e nel manoscrit- ambiti di indagine privilegiati delle di-
consiste nel mantenere a distanza l’essere to del 1890, pubblicato postumo, Zur verse modalità semiotiche e linguistiche
dall’ente. Così il pensiero metafisico, che Logik der Zeichen (Semiotik) (Sulla lo- della filosofia, tra cui soprattutto la filo-
pensa l’ente, non può comprendere la dif- gica dei segni. Semiotica) non trovano sofia analitica del linguaggio. Si espri-
ferenza ontologica; o, perlomeno, non può prosecuzione (se si escludono le osser- mono qui due diversi programmi filoso-
comprenderla, come Heidegger spesso si vazioni sulla “funzione costitutiva” dei fici, uno rivolto alle “cose stesse” e ba-
esprime, “tematicamente”. segni che si trovano nel tardo manoscrit- sato sull’analisi e la descrizione della
Anche nei “Quattro seminari” emerge dun- to “Sull’origine della geometria”) nelle coscienza e del suo essere diretta inten-
que il tema che, a partire dagli anni Trenta, opere successive? zionalmente verso “qualche cosa”, l’al-
si impone progressivamente come domi- Per l’autore la presa di distanza di Husserl tro che parte dall’intrascendibilità del-
nante nella riflessione di Heidegger, quello dalla semiotica è legata allo sviluppo del l’orizzonte dei segni e del linguaggio ed
del rapporto tra pensare metafisico e pensa- concetto di intenzione: un concetto che è persuaso che una chiarificazione del
re non metafisico, nonché quello di come si il fondatore della fenomenologia trova pensiero può nascere solo da un’analisi
configuri quest’ultimo. La questione del nel suo maestro Brentano e che costitu- del linguaggio. Münch osserva però che
linguaggio si delinea, a questo proposito, isce, liberato da quelli che a Husserl tali orientamenti talora si avvicinano,
come il terreno decisivo del confronto, apparivano i residui “psicologistici” nelle loro origini storiche e nell’ambito
come la “cosa del pensiero”. L’interesse brentaniani, uno dei nuclei concettuali problematico della loro ricerca: Husserl,
non ultimo di questi seminari risiede nel centrali dell’analisi fenomenologica. “padre della fenomenologia”, e Frege,
fatto che in essi appaiono accenti che, sen- Sotto questo profilo, l’opera di Münch “antenato della filosofia analitica”, fu-
za poter essere definibili come autocritici vuole essere un’analisi della storia del rono in contatto tra loro e si occuparono
da parte di Heidegger, costituiscono co- concetto di intenzione, e intende mettere di problemi simili; i segni e la coscienza
munque precisazioni decisive nei confron- in luce le connessioni tra il concetto di che li costituisce possono diventare un
ti della sua riflessione. F.C. intenzione e quello di segno. tema dell’analisi fenomenologica, così
Se le Ricerche logiche husserliane rap- come la semiotica può cercare di trattare
presentano un’alternativa a una chiarifi- i fenomeni intenzionali nel contesto di
cazione semiotica della conoscenza (in una teoria dei segni. M.M.
quanto cercano di descrivere gli atti psi-
chici che stanno alla base del segno e di
altri fenomeni linguistici), esse possono
anche essere intese, secondo Münch,
come un tentativo da parte di Husserl di
rispondere alla questione della “cono-
scenza simbolica”. Se nella Filosofia
dell’aritmetica Husserl stabiliva un’op-

38
NOTIZIARIO

Con il titolo di LE IPOTESI DEL EPOCHÉ. A JOURNAL FOR THE


SOGGETTO & LA SCIENZA (Edi-
zioni Biblioteca dell’Immagine, Por-
NOTIZIARIO HISTORY OF PHILOSOPHY FROM
A CONTINENTAL PERSPECTIVE
denone dicembre 1993) prende av- (Brigham Young University, Provo,
vio una nuova rivista, che nasce nel- Utah) è una nuova rivista americana
l’ambito della collana “Il Soggetto che si occupa prevalentemente di
& la Scienza” delle Edizioni Biblio- problemi della filosofia continenta-
teca dell’Immagine, una collana che le, andando incontro a un’attenzione
ospita da alcuni anni opere quali i sempre più diffusa in America per il
Moralia di Plutarco (di cui sono di- pensiero europeo. Nel comitato di
sponibili i primi tre volumi - La redazione figurano, tra gli altri,
serenità interiore, L’educazione dei Jaques Derrida, Michel Haar, Domi-
ragazzi ed Etica politica), opere di nique Janicaud, Mario Perniola e
Marsilio Ficino, di Giordano Bruno, Fanco Volpi. Tematica centrale del-
di Paul Valèry ed altre. Si tratta di la rivista è la storia della filosofia e i
testi per lo più inediti, di traduzioni suoi metodi. Questi gli articoli che
integrali di opere che, come nel caso figurano nel primo numero: Limits
dei Moralia, sono assenti da secoli and Grounds of History: The Nonhi-
dal panorama editoriale italiano, con La BIBLIOTECA SAN CARLO trae G.P. Turrini, Modena 1984 e Cata- storical, di Michel Haar; Thinking
testo originale a fronte. Opere di la sua origine dalla antica “libreria” logo dei periodici. Aggiornamento Non-Interpretively: Heidegger on
grande respiro filosofico e di rigoro- della Congregazione della B. Vergi- 1989), delle liste di nuove accessio- Technology and Heraclitus, di Char-
so impegno filologico. Nella stessa ne e San Carlo di Modena e del ni (volumi e periodici) e delle biblio- les Scott; Paramodern Strategies of
collana usciranno tra poco un’opera Collegio dei nobili creato vari anni grafie realizzate a partire dal 1988 in Philosophical Historiography, di
di Joseph de Maistre, Chiarimento prima della morte di Ludovico Ve- occasione di iniziative del Centro Steven Daniel; Nihilism and Beati-
sui sacrifici e un’opera rinascimen- driani (1670) e notevolmente arric- Culturale e del Centro Studi religiosi tude, di Henri Birault; The Will as
tale di Leone Ebreo, Dialoghi d’amo- chita dal lascito dei suoi libri. Istitu- della Fondazione. the genuine Postscript of Modern
re; sono in preparazione inoltre le ita l’Università, nel 1778 i volumi A partire dal settembre 1993 la Bi- Thought: At the Crossroads of an
Opere latine di Giordano Bruno (il andarono a costituire il nucleo origi- blioteca sarà aperta con il nuovo Anomaly, di Frank Schalow.
primo testo proposto sarà il De um- nario della biblioteca del nuovo ente. orario dei servizi al pubblico: lune-
bris idearum) e un trattato sul tempo Data però la persistenza della fun- dì-venerdì ore 10-13 (Emeroteca,
del V secolo d.C. di Simplicio, ulti- zione educativa del Collegio, la Con- Sala periodici, consultazione e pre-
mo esponente dell’Accademia, il Co- gregazione mantenne una sua biblio- stito volumi); ore 15-21 (Emeroteca, La collana FARE L’EUROPA nasce
rollarium de tempore. In questo con- teca per gli studenti fino a tempi Sala periodici, consultazione e presti- dall’iniziativa di cinque editori eu-
testo è nata l’esigenza di creare un recenti, quando le scuole vennero to volumi, Sala lettura). La Segreteria ropei di lingua e nazionalità diffe-
luogo di discussione vivo ed aperto statalizzate. Nel 1971, arricchito il è aperta dal lunedì al venerdì dalle ore renti: Beck (Germania), Basil
dove l’interesse per determinate aree fondo moderno, venne riaperta al 10 alle ore 13 e dalle 15 alle 18.30. Blackwell (Inghilterra), Crìtica (Spa-
tematiche potesse esprimersi non pubblico; e infine nel 1976, dopo un gna), Laterza (Italia), Seuil (Fran-
solo nella scelta di particolari opere, accurato restauro e riadattamento del cia). I volumi che vengono proposti
perlopiù classici di indiscutibile ri- palazzo, venne definitivamente si- sono dovuti ai migliori storici del
lievo filosofico, ma vivere anche nel stemata nella sua attuale configura- La DE MARTINIS & C. EDITORI si momento e affronteranno i temi es-
confronto aperto del dialogo e della zione. La Biblioteca San Carlo si è costituita a Catania (via Aloi 40, senziali della storia europea nei di-
discussione. caratterizza per il grande patrimonio tel. 095/530900, fax 095/274546), versi campi: economico, politico,
Da questa esigenza nasce “Ipotesi”, di periodici e per la specializzazione nell’ottobre del 1992 con un proget- sociale, religioso, culturale. Avran-
una rivista quadrimestrale di cultura in filosofia, scienze sociali e religio- to editoriale incentrato sulle culture no come orizzonte problematico la
varia, dedicata volta per volta ad un se; negli ultimi anni la biblioteca ha del bacino del Mediterraneo. Tale ricerca dell’identità collettiva del-
unico tema. Il tema del primo nume- curato particolarmente l’aggiorna- progetto nasce dall’esigenza, in un l’Europa attraverso le peripezie del-
ro è L’apertura. che viene affrontato mento dei materiali relativi a queste momento storico così travagliato e la sua storia e la pluralità delle sue
sulla base di tre ambiti tematici. Il discipline con l’acquisizione di rivi- soggetto a spinte disgreganti, di pre- componenti. I volumi prescelti non
primo, Il mito e l’apertura, contiene ste e saggi di studio, anche in lingua sentare insieme culture diverse tra costituiranno una collana “accade-
i seguenti saggi: “Platone e il mito straniera. Possiede 21000 volumi loro, ma tutte unite dal medesimo mica”, ma si indirezzeranno a un
della memoria”, di Roberto Melchio- moderni e 4300 antichi, nonché 1252 denominatore comune: il Mediterra- pubblico più vasto, esigente nelle
ri; “Le ombre delle idee nell’arte periodici italiani e stranieri di cui neo. Soltanto negli ultimi anni il proprie richieste culturali, ma non
della memoria di Giordano Bruno”, oltre 700 in corso e 732 audiocasset- panorama editoriale italiano, a diffe- specialistico. Tra i volumi pubblica-
di Maddalena Maddamma. Il secon- te relative a conferenze, lezioni, se- renza di quello straniero, ha mostra- ti: La città nella storia d’Europa, di
do ambito, Genesi delle Forme, pre- minari e presentazioni di novità edi- to qualche segno d’interesse verso Leonardo Benevolo; L’Europa e il
senta “Sull’interpretazione delle fi- toriali organizzati dalla Fondazione. paesi a noi così vicini geografica- mare, di Michel Mollat du Jardin; La
gure paleolitiche e in particolare sul- Tra le principali attività la Bibliote- mente, sempre però in maniera spo- fame e l’abbondanza. Storia dell’ali-
le rappresentazioni umane dell’arte ca presenta repertori di novità edito- radica e senza una volontà precisa di mentazione in Europa, di Massimo
rupestre occidentale”, di Jean Louis riali - volumi e riviste - e predispone presentarli legati alla nostra cultura Montanari; L’Europa dell’Illumini-
Schefer; “Freud secondo natura. bibliografie su argomenti e autori in un progetto comune. smo, di Ulrich Im Hof; La ricerca
Dalla psicanalisi alla fisiognomica specifici, in genere a supporto delle La collana saggistica, diretta da della lingua perfetta nella cultura
della psiche attraverso le illustrazio- iniziative culturali della Fondazio- Manlio Sgalambro, si propone di con- europea, di Umberto Eco; Le rivolu-
ni del corpus freudiano”, di Moreno ne; organizza anche visite guidate tribuire al culto del lettore di saggi zioni europee. 1492-1992, di Char-
Manghi; “Morire alla luce del sole. per le Scuole Medie Superiori orien- con opere nelle quali l’idea di saggio les Tilly. In preparazione: I contadi-
Intorno alla clinica dell’autismo”, di tate all’utilizzo della biblioteca ed sia il più presente possibile e la ten- ni nella storia d’Europa, di Werner
Sandra Pujatti; “Tecnica della gra- alla impostazione di una ricerca bi- tazione della verità più sottilmente Rösener.
zia. A proposito di Oskar Schlemmer bliografica su temi concordati con costruita. Le Ispirazioni mediterra-
e Heinrich von Kleist”, di Eric Mi- l’insegnante. nee di Paul Valéry, edito in cinque-
chaud. Da ultimo, Vocazioni; un La Biblioteca è anche centro di coor- cento esemplari fuori commercio, è
ambito che annovera i saggi “Valery dinamento del Servizio Spoglio Pe- da considerarsi come una sorta di
e ‘il tempo del mondo’ “, di Jean- riodici, progetto di catalogazione co- manifesto editoriale. Tra i titoli filo-
Michel Rey; “La trasformazione in- operativa a cui partecipano 6 diverse sofici in catalogo segnaliamo: Bori-
teriore. La sventura e l’esperienza biblioteche, il cui scopo è fornire slav Pekic, Come placare il vampi-
d’amore nel pensiero di Simone informazioni catalografiche su arti- ro; Piero Martinetti, Dell’onore e
Weil”, di Grazia Giacomazzi. coli apparsi in più di sessanta riviste altre cose; Gabriele D’Annunzio, Su
italiane presenti in biblioteca. Tra i Nietzsche; Julien Benda, Saggio di
servizi offerti segnaliamo la dispo- un discorso coerente tra Dio e il
nibilità gratuita del catalogo dei pe- mondo; Giuseppe Rensi, La filosofia
riodici posseduti dalla Biblioteca dell’autorità; Giulio Cesare Vanini,
(Catalogo dei periodici della Biblio- Confutazione delle religioni; Giusep-
teca San Carlo, a cura di M. Bellei e pe De Lorenzo, La terra e l’uomo.

39
CONVEGNI E SEMINARI

messo in relazione da Gadamer alla dottri-


na greca della reminiscenza. Questa è, per
Gadamer, metafora dell’intersoggettività
linguistica in cui noi da sempre viviamo.
In tal modo, il problema della verità viene
a coincidere con quello del linguaggio
come universo di relazioni. A tal proposito
Gadamer ha sottolineato la vicinanza della
Logica di Hegel al Parmenide platonico,
ritenuto da Hegel stesso la più grande
opera dialettica dell’antichità. Il fatto che
questo dialogo non abbia una conclusione
indica, per Gadamer, che il linguaggio non
ha fine, conclusione, ma è sempre capace
di formare nuove combinazioni di parole,
di idee per esprimere le nostre intenzioni.
In una tale prospettiva la filosofia non può
ridursi alla scienza, al progresso della tec-
nica. Il linguaggio che noi adoperiamo ci
precede, per cui la “cosa” non è l’oggetto
che si trova nelle nostre mani, ma è “fra”
noi, espressa dal linguaggio. A differenza
delle scienze, il “metodo” filosofico è qui
“ascolto” che non forza il dato per ottenere
“certezze”. Filosofare è ascoltare la logica
delle cose. La scienza, ha proseguito
Gadamer, deve superare il “cartesianismo”
moderno riappropriandosi dell’idea-guida
della logica antica: nella filosofia greca, l’
“evidenza” della matematica non viene
sancita da chi indaga la natura, ma è insita
nelle cose stesse. Tale evidenza è detta dai
greci aletheia, disvelamento, evento che si
esprime.
L’ideale della luce che rischiara come
aletheia è alla base dell’autocoscienza in
Hegel; mentre Heidegger prende le distan-
ze dall’idea di uno spirito “trasparente”,
nel quale non resta niente di oscuro, di
velato, e riferendosi ad un modello di co-
scienza di stampo psicanalitico, rifiuta la
riduzione della vita alla totalità della co-
scienza. Dopo i progressi della modernità,
nei secoli XVIII e XIX, anche il concetto
di aletheia acquista una nuova attualità:
essa ha a che fare con “l’entrata della
luce”, non intesa come perfezione e pos-
sesso della verità, ma come un discorso
interrotto e ripreso nella temporalità della
nostra coscienza. E.V.

58
CONVEGNI E SEMINARI

Parmenide e Georg Wilhelm Friedrich Hegel

57
CONVEGNI E SEMINARI

no Martelli, per quanto riguarda Mauss, Mauss-Granet, Il linguaggio dei sentimenti, Il pensiero greco in Hegel
in particolare, non si trattò di un’adesione 1975), ma anche nel suo “Saggio sul dono”
supina alle tesi del fondatore della scuola (in M. Mauss, Teoria generale della ma- Il seminario dal titolo: HEGEL E IL SUO
durkheimiana. Proprio su un tema di fon- gia ed altri saggi, 1965), ne fa un nodo di RETROTERRA GRECO, tenuto da Hans Ge-
damentale importanza per la sociologia decisiva importanza per la sua interpreta- org Gadamer dal 4 al 9 gennaio 1993
della religione si verifica la divergenza di zione del contratto sociale. Paola Bora ha nella sede dell’Istituto Italiano per gli
interpretazione: secondo Mauss i senti- in tal senso preso in considerazione ele- Studi Filosofici di Napoli, ha avuto
menti che hanno per oggetto il sacro non menti del discorso maussiano quali l’im- come tema centrale la definizione del-
sono distinguibili da altri e, questo è il possibilità nelle lingue indeuropee di di- la portata del pensiero greco nella
punto centrale, la stessa categoria di sacro stinguere tra dono e scambio, la capacità di filosofia di Hegel e Heidegger.
si dimostra utilizzabile solo in riferimento creare a un tempo alleanza o rivalità di
alle religioni basate sulla dicotomia puro/ certe forme di scambio (il potlàc come Muovendo dal rapporto che lega Hegel e
impuro. Le ricerche di Mauss, condotte prestazione totale antagonistica), l’espres- Heidegger alla cultura greca, Hans Ge-
assieme ad altri studiosi, quali il sinologo sione obbligatoria dei sentimenti di lutto e org Gadamer ha affrontato il problema
Marcel Granet o l’etnologo Robert Her- di dolore e, più in generale, le analisi di del compito della filosofia nel nostro tem-
tz, furono volte all’approfondimento di Mauss e dei suoi collaboratori delle forme po. Il punto di partenza della riflessione è
una nozione più comprensiva e più duttile, di contratto sociale, basate sulla osserva- stato il contrasto che, a partire dal processo
applicabile a culture religiose non fondate zione delle strutture delle società studiate di matematizzazione della scienza moder-
su schemi binari o dicotomici, efficace- e non sul dibattito filosofico del Sei-Sette- na, si è venuto a creare tra scienza ed
mente trans-culturale, quale quella di mana. cento. Da qui Bora è approdata al proble- esperienza: in tale contesto, ha osservato
Mauss, dunque, non condivise la cosiddet- ma di fondo, che Mauss lascia in eredità a Gadamer, Hegel e Heidegger si presenta-
ta “svolta essenzialistica” di Durkheim e molte successive ricerche, vale a dire il no come due grandi pensatori della moder-
cercò invece di mostrare come il sacro problema di come si istituisce l’obbliga- nità che tentano di produrre un ravvicina-
fosse una specie di cui il mana era il zione sociale prima della costruzione del mento fra scienza ed esperienza, ripren-
genere, aprendo un dibattito sul ruolo e sul diritto: una riflessione questa che sfocia dendo i temi fondamentali della filosofia
significato del sacro, che è proseguito fino nella comprensione dell’obbligatorietà del greca.
ai giorni nostri. dono intesa come fondamento della recipro- Il concetto che caratterizza in modo essen-
L’effetto di relativizzazione storico-an- cità sociale nei sistemi a prestazione totale. ziale la filosofia hegeliana è quello di
tropologica della “società di mercato” e Sulla base anche di una grandissima mole “dialettica”. Gadamer ha analizzato il ter-
della sua morale, accomuna il prodotto di lettere e documenti, molti dei quali mine nelle sue due radici: una di origine
delle ricerche di due studiosi tra loro, per finora inediti, Marcel Fournier, che ha greca, in cui esso assume il significato di
altri versi, molto differenti, quali Mauss e appena concluso la stesura di un nuovo “arte del dialogare”, l’altra di stampo he-
Polany. Alfredo Salsano ha ripercorso in studio su Mauss (previsto per il 1994 pres- geliano, in cui si connota come rielabora-
parallelo i loro lavori, mettendone in evi- so l’editore Fayard di Parigi), ha messo a zione della contraddizione. Lo sviluppo di
denza le diversità. Mentre Polany utilizza fuoco, tra l’altro, il duplice aspetto con cui tale argomento esige che si prenda le mos-
un comparativo “sostanziale” e guarda alla si presenta in Mauss il tema del sacrificio, se dal problema dell’ “inizio”.
forma della redistribuzione, Mauss si rife- in quanto utilità ed obbligazione ad un Nei presocratici, l’inizio è ricercato come
risce al principio euristico del “fatto socia- tempo: «Se il sacrificante dona qualcosa di archè, principio dell’essere e del pensiero.
le totale” e mostra preferenze per forme di sé - scrive Mauss, e anche Hubert - non In Parmenide, infatti, l’essere coincide
reciprocità. I punti di contatto tra i due dona se stesso; si risparmia con prudenza. col pensiero; il noein parmenideo, a diffe-
riconducevano invece ad un comune pro- E se dona è, in parte, per ricevere». Da ciò renza di quello aristotelico-platonico, che
gramma, culturale e politico a un tempo, Mauss fa, in qualche modo, discendere distingue il pensiero dalla percezione, è la
che, a partire dalla diagnosi di ecceziona- anche una conclusione più propriamente percezione stessa intesa in senso passivo
lità della forma di vita della società capita- politica: si deve donare di sé, senza donar- rispetto a ciò che si presenta. Alla luce di
listica, tenta di individuare strade possibili si. Nel richiamare l’attenzione sull’impor- una tale prospettiva Gadamer ha illustrato
per ristabilire il primato della società sul- tanza delle nozioni di “sacrificio”, “dono”, la posizione heideggeriana come già pre-
l’economia, senza per questo rinunciare “reciprocità”, sia nell’opera che nella vita sente al fondo dell’ontologia parmenidea,
allo scambio di mercato. L’analisi polan- di Marcel Mauss, Fournier ha fatto emer- considerando invece Hegel come “l’ulti-
yana delle forme di integrazione (recipro- gere come entrambe siano infatti attraver- mo greco”. In Hegel, infatti, il concetto di
cità, redistribuzione, scambio), così come sate da questioni politiche, che stanno al soggetto è svincolato dal “miracolo della
lo studio maussiano del dono, prendono fondo dell’impegno dello studioso nel presenza” per esporsi alla presentazione
origine da un comune riconoscimento del- “caso Dreyfuss”, della sua attività di pub- della verità. In tal senso la Logica hegelia-
la valenza sociale dell’agire economico: blicista militante e, allo stesso tempo, del- na, ha inizio col superamento del soggetti-
da un rifiuto di letture economicistiche o le sue ricerche sul concetto di “nazione”, vismo; la certezza sensibile implica, in
utilitaristiche dei moventi dell’azione so- sul bolscevismo, ma, in fondo, anche del quanto principio della fenomenologia, la
ciale, che in questi due autori ha una sua suo più celebre Saggio sul dono, nelle cui certezza del reale come vero. La verità, in
prima legittimazione, prende origine un conclusioni troviamo scritto: «Si adotti, Platone ed Aristotele, di cui Hegel parla
percorso di ricerca che nelle scienze socia- dunque, come principio della nostra vita, nel primo libro della Logica, è fatta coin-
li contemporanee ridiscute, anche in ter- ciò che è stato e sarà sempre un principio: cidere con l’eidos: l’idea, in quanto visibi-
mini empirici, l’organizzazione della vita uscire da se stessi, dare, liberamente e per le e presentantesi con questo aspetto e
economica e dei problemi che ne derivano obbligo; non c’è il rischio di sbagliare». non con un altro. Qui, ha fatto osservare
(in questa direzione si muovono, ad esem- Tuttavia questa sua passione politica non Gadamer, è in gioco la dimostrazione
pio, gli studi di un gruppo di ricercatori che sembrò andare a scapito della correttezza argomentativa, caratteristica del metodo
ruotano attorno al M.A.U.S.S. (Mouve- scientifica: al contrario, il suo porre al matematico, a cui Hegel si riferisce nella
ment Anti-Utilitariste dans les Sciences centro delle ricerche le forme concrete, costituzione del metodo dialettico-spe-
Sociales). storiche, della reciprocità gli fornì un an- culativo, in vista dell’elaborazione del
L’ambivalenza del dono è sempre presen- coraggio pragmatico delle sue posizioni sistema.
te nelle analisi di Mauss, che, in particola- politiche, oltre che sostanziosi materiali Il tentativo hegeliano di elevare la filoso-
re nel suo saggio su “L’espressione obbli- per la critica dell’utilitarismo delle teorie fia dal desiderio di sapere a vera scienza
gatoria dei sentimenti” (contenuto in economiche. V.B. attraverso la dialettica speculativa, è stato

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CONVEGNI E SEMINARI

Ermeneutica: Heidegger descriva qui lo spostamento Il seminario si è posto in ideale continuità


questioni di confine della scienza moderna in direzione di una col precedente, tenutosi tra ottobre e di-
dissoluzione del senso stesso dell’imma- cembre 1992, che aveva come oggetto
Nella sede dell’Istituto Italiano per gli gine del mondo, cioè del divenire irrappre- l’opera di Emile Durkheim: “Emile
Studi Filosofici di Napoli si è svolto, dal sentabile del mondo a causa del conflitto Durkheim. Società, sacro, individuo”. Si
24 al 26 maggio 1993, un seminario delle interpretazioni; a partire dal proces- tratta, più complessivamente, della prose-
tenuto da Gianni Vattimo, dal titolo so di matematizzazione della scienza mo- cuzione in ambito francese dell’attività di
ERMENEUTICA: QUESTIONI DI CONFINE. In que- derna, non si può più parlare di esperienza discussione e di ricerca svolta negli ultimi
sti incontri Vattimo ha percorso la sto- diretta della realtà, ma solo di sedimenti anni dal Centro Culturale della Fondazio-
ria dell’ermeneutica, in senso tematico interpretativi. ne Collegio San Carlo sulla teoria delle
più che cronologico, puntualizzando i Da questo punto di vista, ha notato Vattimo, istituzioni di Gehlen, sul conflitto tra vita
rapporti della filosofia ermeneutica con l’ermeneutica di stampo nichilistico risul- e forme in Simmel, sulla relazione tra
la scienza, la religione e l’etica. ta essere il compimento della modernità; condotta di vita e ordinamenti sociali in
essa stessa fu considerata da Dilthey come Weber e sulle strutture del mondo della
Filosofia dell’interpretazione con voca- sfondo della modernità. vita in Schutz, mantenendo al centro del-
zione nichilistica: così Gianni Vattimo ha Per Vattimo, la filosofia ermeneutica non l’interesse l’ambito tematico comune del-
definito l’ermeneutica. Infatti, muovendo poteva che nascere nell’Occidente cristia- le “Istituzioni del senso” (seminari, la cui
dalla lezione di Heidegger della differen- no: essa ha radici di stampo religioso ed è rielaborazione comparirà, sotto forma di
za ontologica e quindi dell’impossibilità legata al pensiero ebraico-cristiano, dove una serie di volumi, a partire dal 1994).
d’identificare l’essere con la semplice pre- l’essere è pensato come accadimento in- Riccardo Di Donato ha introdotto l’opera
senza, l’ermeneutica contemporanea si terpretativo, con un insuperabile elemento e la vita di Marcel Mauss, legato a Du-
muove in un campo sempre aperto all’in- di deiettività. Concetto chiave è per Vattimo rkheim non solo da vincoli di parentela o di
terpretazione: la verità non è più intesa quello di “secolarizzazione”: l’ermeneuti- ambiente familiare e culturale, ma da un
come corrispondenza al dato. Il senso del- ca secolarizza la storia della salvezza, at- più profondo programma di ricerca comu-
l’essere, ha osservato Vattimo, si annun- tuando il cristianesimo nella modernità, e ne. Fu, infatti, proprio lo zio ad indirizzare
cia in modo sottrattivo: l’essere non si dà optando maggiormente per motivazioni Mauss, una volta che questi ebbe ottenuto
nella presenza, ma solo nell’oblio; può etiche (quali ad esempio il rifiuto della l’agrégation, verso lo studio della sociolo-
essere colto dal pensiero rammemorante violenza), più che teoretiche, essa rivela le gie religieuse, ed a introdurlo all’impresa
(An-denken) come un problema che ineri- proprie radici cristiane. dell’ “Année sociologique”. E’ con il pre-
sce la trasmissione, il tramandare, e va Infine, Vattimo ha analizzato il rapporto coce approdo all’insegnamento, presso
quindi ricollegato al problema della pro- tra ermeneutica ed etica prendendo in esa- l’Ecole Pratique des Hautes Etudes, che ha
venienza, al senso della verità. me tre diversi modelli etici: “l’etica della forse inizio un processo di emancipazione
A tal proposito, Vattimo ha chiamato in comunicazione” di Habermas e Apel, dalla dominante personalità di Durkheim:
causa l’esperienza della verità dell’arte, “l’etica della continuità” di Gadamer e nei suoi corsi, coerentemente con la lezio-
rivendicata da Gadamer in Verità e meto- “l’etica della riconoscibilità” di Rorty, ne inaugurale, Mauss parla di psicologia
do. L’esperienza estetica è vera esperienza individuando nella mancanza di un’artico- ed antropologia e dà corpo al chiaro orien-
in quanto evento che implica il cambia- lazione meta-narrativa la loro comune in- tamento etnologico che le sue ricerche
mento storico del mondo. Per Vattimo, qui sufficienza. Vattimo ha sottolineato, infat- prenderanno successivamente. Grande
si opera uno spostamento da una argomen- ti, la necessità di dare un contenuto alla peso, nell’attività intellettuale di Mauss,
tazione di stampo fenomenologico, in cui nostra provenienza attraverso il ripercor- ebbe poi il suo impegno politico, e in
l’esperienza storica viene epochizzata, a rere la storia dell’essere a partire dal nichi- questo senso la coincidenza non solo tem-
una ermeneutica, posta come vero e pro- lismo, consapevoli che l’ontologia inter- porale dei suoi studi sul bolscevismo e
prio tramandamento interpretativo. Lo pretativa nichilista è anch’essa un’inter- delle sue riflessioni sul dono - ricerche che
sfondo che legittima l’ermeneutica è il pretazione. E.V. fissano l’attenzione alle forme dello scam-
nichilismo di Nietzsche, che non si pone bio come struttura fondamentale sia delle
come tentativo di nullificazione dell’esse- società non dotate di scrittura, sia delle
re, ma come movimento, interpretazione altre - può costituire una chiave di lettura
radicale, circolo ermeneutico. dell’appassionato intrecciarsi di interessi
Tra le “questioni di confine” il tema della Marcel Mauss di studio e militanza politica. Purtroppo,
scienza emerge, per Vattimo, come pro- e il “fatto sociale totale” l’edizione delle Ouevres (Minuit, Parigi
blema della relazione fra ermeneutica e 1968-69, 3 voll. a cura di V. Karady) al
modernità. Tra aprile e maggio 1993, presso il momento disponibile non comprende pro-
L’ermeneutica di Gadamer e Habermas, Centro Culturale della Fondazione prio nessuno dei più importanti lavori di
ha rilevato Vattimo, è sostenuta dal tenta- Collegio San Carlo di Modena, si è carattere politico, che pure ebbero collo-
tivo di ricondurre i vari sistemi al mondo tenuto un seminario di studio sul cazioni anche scientificamente prestigio-
della vita; questo tentativo di sfuggire al tema: MARCEL MAUSS, IL “FATTO SOCIALE se, come - è il caso dell’Appréciation so-
relativismo culturale porta entrambi ad TOTALE”. All’interno di questo conte- ciologique du Bolchevisme - la “Revue de
identificare ancora l’essere come presen- sto tematico si sono succedute le le- Métaphysique et de Morale”. Nel mettere,
za. Negando la separazione fra scienze zioni di Riccardo Di Donato, su “Intro- infine, in evidenza le enormi potenzialità
dello spirito e scienze della natura, duzione all’opera di Marcel Mauss: delle nozioni di homme totale e di civilisa-
Gadamer e Habermas rivendicano la supe- dalla sociologia all’antropologia”; tion come oggetti di ricerca e non come
riorità delle scienze dello spirito. In Stefano Martelli, su “Mana o sacro? Il concetti definiti una volta per sempre, Di
Heidegger, invece, l’interrogazione sulla contributo della scuola durkheimiana Donato ha approfondito la grande signifi-
scienza non è più posta in termini di con- alla fondazione della ‘sociologie reli- catività del rapporto, spesso trascurato,
traddizione fra scienze della natura e dello gieuse’ “; Alfredo Salsano, “Il dono che Mauss intrattenne con lo psicologo
spirito, ma sulla base delle trasformazioni come forma di integrazione sociale: Ignace Meyerson.
che la scienza stessa ha prodotto riguardo Marcel Mauss e Karl Polany”; Paola Mauss, Hubert, Bouglé, Siamiand, Fau-
al senso dell’essere nel nostro presente. Bora, “Marcel Mauss: il dono e l’ob- connet, per ricordare solo i più noti, costi-
Riferendosi al saggio L’epoca dell’imma- bligo dei sentimenti”; Marcel Four- tuirono un aiuto fondamentale al lavoro di
gine del mondo, Vattimo ha mostrato come nier, “Marcel Mauss o il dono di sé”. Durkheim. E tuttavia, ha ricordato Stefa-

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CONVEGNI E SEMINARI

emerge dunque il duplice ordine dell’he- mica ha luogo una sorta di contrazione, le categorie per attingere all’inarticolato,
gelismo diltheyano: il presupposto relati- come se l’opera promettesse una risposta che non rappresenta però un annullamento
vo all’autotrasparenza del soggetto, da una che viene di continuo elusa: ciò che non della coscienza, ma una sorta di surplus
parte, e quello relativo all’ “epigonismo”, viene esibito, ma solo enunciato, può con- rispetto a essa. Il mantra, il testo, valgono
esemplificato dalla nottola di Minerva (per tinuare a essere scritto proprio e solo in non di per sé, ma per come essi vengono
cui solo il compimento dà senso alla tota- forza del fatto che esso è, appunto, annun- correttamente pronunciati o eseguiti: l’as-
lità dello sviluppo), dall’altra. ciato, ma non esibito. E’ questa, in realtà, soluto non viene rappresentato, bensì ma-
Se in Dilthey è dunque possibile rilevare la una condizione interna al testo, ha rilevato nifestato. L’ideogramma non rinvia a un
connessione tra autobiografismo, istanza Gabetta, che consente al testo di perpe- significato altro da sé, ma rappresenta,
della totalità e intimità del soggetto con sé tuarsi senza fissarsi. Proprio attraverso invece, una sorta di autoscrittura da parte
medesimo, Ferraris ha allora affrontato la questo limite, che impedisce alla scrittura del cosmo. Ciò che conta è dunque (si
posizione heideggeriana alla luce del rap- di diffondersi, essa si itera. pensi all’importanza della calligrafia, o ai
porto, da essa istituito, fra le nozioni di A questo scacco della scrittura, che ne gesti “esemplari” dei maestri zen) l’esecu-
autobiografia, totalità, morte, finitezza, costituisce l’essenza, si perviene anche, ha zione, non il “contenuto”, scisso dalla sua
autenticità. Ma questo legame non si dà aggiunto Gabetta, esaminando il tentativo “espressione”.
mai effettivamente come tale, perché di Montaigne di esprimere il rapporto che Al contrario, in Occidente la scrittura si
l’esperienza autentica della morte, la no- lo legava all’amico Etienne de la Boétie. pone come pratica di trascrizione di una
stra, non si dà mai. La morte degli altri non Montaigne si dichiara incapace di espri- verità che la trascende, in quanto prove-
può, dal punto di vista dell’esperienza au- mere le motivazioni del proprio affetto per niente da un altrove rispetto a essa; per
tentica, surrogare la propria. Emerge qui, l’amico «se non rispondendo: perché era questo essa richiede, stante l’inattingi-
ha osservato Ferraris, il pregiudizio antio- lui, perché ero io». C’è qui, secondo Ga- bilità della verità nella sua interezza,
culare che Heidegger mutua dal conte betta, una sospensione della natura deno- un’interpretazione, e la dimensione ora-
Yorck, secondo il quale ciò che si vive tativa del linguaggio, e un’attenzione al colare costituisce l’archetipo della scrit-
rimane ineluttabilmente differente, e di suo carattere puramente connotativo, cioè tura occidentale.
valore superiore, rispetto a ciò che si vede. inerente al fatto che qualcosa è. Il dibattito che ha concluso il ciclo semina-
Il tema dell’autobiografismo nella scrittu- Edoardo Greblo (“Benjamin, immagine riale ha avuto come tema la questione della
ra filosofica è emerso anche nella relazio- e scrittura”) ha enucleato, all’interno della filosofia come genere letterario. Pier Aldo
ne che Rocco De Biasi (“Il metalogo”) ha prospettiva di Benjamin, alcune specifi- Rovatti ha messo in evidenza come la
dedicato alla riflessione di Bateson. Con- cità e caratteri della scrittura filosofica. In risposta risulti, di necessità, ambigua: in
testando la tesi secondo la quale gli ultimi primo luogo la sua non sistematicità, che si prima istanza negativa, in quanto nella
sviluppi del pensiero batesoniano avreb- manifesta nella non linearità dell’argo- filosofia non si presentano elementi speci-
bero abbandonato l’epistemologia, per mentazione. La “prosaica sobrietà” della fici nel senso di una tale qualificazione. In
giungere a una fase di misticismo e di scrittura benjaminiana riposa sulla conti- secondo luogo, la questione della scrittura
narrativismo autobiografico, De Biasi ha guità, e sull’affinità, fra la scrittura mede- appare inscindibile da quella del pensiero,
ricordato che per Geertz la scrittura del- sima e la cosa che essa esprime. Questa e occorre dunque determinare l’una e l’al-
l’etnografo dà spesso luogo a un testo di concezione della scrittura filosofica, sot- tro. Pensiero e scrittura emergono allora
tipo narrativo, romanzesco, ricco di ele- tolinea Greblo, si muove in una filosofia come relativi a ciò che non è padroneg-
menti retorici e, appunto, autobiografico. del linguaggio, estranea all’idea di un ca- giabile, che per Rovatti coincide con il
Per De Biasi, Bateson rappresenta un esem- rattere strumentale della lingua, in quanto dominio della soggettività. Per accostar-
pio di ciò, e la difficoltà a introdurre il parole e scrittura non vengono concepiti si a questo terreno Rovatti ha indicato
proprio sé nel discorso rinvia a quella di come veicoli inerti di significazione. Nel come compito della scrittura la salva-
inserire l’ “altro” nel discorso etnografico. collocarsi al di qua della distinzione fra guardia del silenzio.
Il cosiddetto “autobiografismo” imputato significante e significato, nella prospet- Ricorrendo all’esempio degli Essais mon-
a Bateson rappresenta, dunque, la difficol- tiva benjaminiana immagine e linguag- taigneani, laddove essi si pongono come
tà insita nel tentativo di definire l’oggetto gio risultano avere in comune il caratte- commento di un’opera, quella di La Boétie,
antropologico. In questo parlare di sé, in- re metaforico. che non c’è, Giampiero Comolli ha soste-
fatti, il parlare medesimo riguarda altro. Emerge inoltre un carattere frammentario nuto che questa salvaguardia del silenzio
Per Bateson, dunque, la scrittura etnogra- dell’argomentazione, in cui ciascun fram- appare come un’iperfecondazione: il testo
fica si qualifica anzitutto come un pen- mento è “micrologico” e “monadologico”, nasce da un “fuori testo” che non si dà. La
siero autoreferentesi, e in secondo luo- e pone in primo piano l’esigenza del “mon- scrittura appare così articolata come il
go, in quanto “pensare per storie”, come taggio” paratattico: l’oggetto storico non è tentativo di riempire un vuoto, in quanto
narrativo. Il suo carattere “ecologico” dato, bensì costruito, e questo è il compito, commento a qualcosa che non si dà;
rinvia all’approccio sistemico, olistico musivo e micrologico, dello storico. D’al- organizzata cioè intorno a un centro che,
di Bateson, secondo il quale l’apparte- tra parte, per Benjamin non si deve tentare in quanto non padroneggiabile, è per
nenza dell’uomo alla natura, espressa di dire, occorre bensì mostrare; ma in que- essa un vuoto.
dalla religione, viene tradita dalla vo- sto programma, nota Greblo, Benjamin Rosella Prezzo, richiamando il nesso
lontà di potenza della tecnica, che ne abdica dal compito monadologico e fini- fra scrittura e pensiero, ha infine osser-
costituisce una degenerazione. sce per condividere con il suo antagonista, vato come nella scrittura sia in gioco la
La questione dell’autobiografismo viene Heidegger, la passione per l’ “autentico”. pretesa alla continuità sostenuta dal pen-
messa in gioco anche dalla relazione di Giampiero Comolli (“Figura e scrittura siero. La scrittura mostra infatti la di-
Gianfranco Gabetta (“La lettera e la scien- in Oriente”) ha identificato nella possibili- scontinuità, l’intermittenza del pensiero
za della scrittura in Montaigne”), che in un tà, attribuita al soggetto, di raggiungere medesimo; in ciò emerge, e si rende
clima di profonda costernazione e rim- l’assoluto attraverso la coincidenza con esperibile, un senso che trascende le in-
pianto è stata letta da altri, a causa della esso quel minimo comune denominatore tenzioni di colui che scrive. F.C.
prematura scomparsa del suo autore. La che unifica varie correnti, raggruppabili
questione della possibilità della scrittura, sotto la dizione di “pensiero orientale”.
secondo Gabetta, costituisce in Montaigne L’ontologia si determina qui come sote-
il caso di un’opera consustanziale al pro- riologia, in quanto tale coincidenza impli-
prio autore, un ritratto di sé, dove lo scrit- ca la beatitudine. Occorre, in questa pro-
tore parla di sé medesimo. In questa dina- spettiva, abbandonare l’articolazione del-

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CONVEGNI E SEMINARI

ge. In tal senso “le parole mancano” ve non c’è filosofia; ma non c’è filosofia vero il “noi”) dell’altro, l’altro che è insito
l’inconscio, cioè non lo colgono in quanto senza linguaggio. La filosofia è il luogo nell’identità del “noi”.
loro oggetto; nel contempo, però, dicono della verità; proprio per questo non è oltre- Riccardo De Benedetti (“I ‘Quaderni’ di
anche questa mancanza. Per rappresen- passabile, come afferma Heidegger: non si Simone Weil”) ha inteso in primo luogo
tare il tentativo di scrittura dell’incon- dà linguaggio che non pretenda la verità; evitare il rischio di ridurre la riflessione
scio si rivela, dunque, adeguata la meta- non c’è linguaggio che non sia irretito (la della Weil alla sua biografia, per quanto
fora, che fa riferimento a ciò che sta menzogna, in massimo grado) nella “vo- sia stato spesso sottolineato, legittimamen-
dietro le quinte, nella messa in scena del lontà di verità”. te, il parallelismo fra il carattere di incom-
“teatro filosofico”. Così, al di là dell’in- Emerge qui, ha notato Polidori, la questio- piutezza dell’opera da un lato, e quello di
dubbio debito di Lacan nei confronti di ne del rapporto fra linguaggio e tempo: il una vita marcata da un “azionismo”, tanto
Heidegger, ha concluso Rovatti, se il linguaggio fornisce stabilità e permanenza febbrile quanto impotente, dall’altro. Lo
filosofo tedesco, con la grande narrazio- a ciò che viene nominato, alle cose e a noi stile dei Quaderni non è d’altra parte, per
ne dell’oblìo dell’essere, mette in scena stessi. L’effetto di verità è la presenza in De Benedetti, casuale, poiché esso a suo
una tragedia, la rappresentazione laca- quanto sottrazione al tempo, e nel luogo parere intende riflettere il carattere di “non
niana mostra piuttosto le caratteristiche della presenza si producono gli oggetti e il finito” della stessa riflessione weiliana;
della commedia. soggetto. Ma, con particolare riferimento nel paludarsi del punto di vista dell’autore
Attraverso l’esame di testi di Platone, a Nietzsche, emerge qui anche, all’inver- dietro la selva di citazioni c’è il desiderio
Kierkegaard e Nietzsche, Rosella Prez- so, la questione del rapporto fra tempo e di “esporsi”, di farsi portatore di istanze
zo (“La narrazione del femminile nel testo linguaggio: la dottrina dell’eterno ritorno altrui, piuttosto che della propria identità.
filosofico”) ha preso in considerazione si qualifica come impronunciabile, e L’onnivoricità della Weil, in campo spiri-
l’ampio uso, da parte della scrittura filoso- Nietzsche tenta appunto di sottrarsi alla tuale e religioso, giustappone suggestioni
fica, di rappresentazioni immaginali, che volontà di verità, evitando di dire. In e citazioni provenienti da tradizioni e mi-
risultano avere un ruolo ambiguo: neces- Nietzsche, di fatto, non si chiarisce che sticismi diversi e alquanto eterogenei. Non
sarie all’argomentazione da un lato, per cosa sia il tempo, ma come esso è, e ciò si può tuttavia parlare, ha osservato De
ciò che concerne il loro significato risulta- spiega l’impossibilità di dire il tempo nella Benedetti, di contaminatio fra diverse tra-
no però incompatibili con il sistema del sua verità. Così, la dottrina dell’eterno dizioni, perché nella prospettiva della Weil
pensiero in quanto tale. In questo, secondo ritorno è indicibile, ha ribadito Polidori, esse rivestono tutte, consapevoli o meno
Prezzo, l’immagine del femminile diven- proprio perché essa non consiste solo in un che siano di ciò, un ruolo anticipatore nei
ta, in filosofia, archetipo del ruolo dell’im- pensiero dell’eternità, bensì in un pensare confronti della figura del Cristo.
magine: una presenza che è tale in quanto come tempo. L’indicibilità del tempo ri- Il risvolto teologico dei Quaderni esce
assenza, un’assenza che è presente nel manda dunque, in modo speculare, all’in- comunque dal solco del pensiero teologico
discorso filosofico. temporalità del linguaggio; l’una e l’altra tradizionale, se inteso come riflessione sul
Nell’erotica platonica il femminile cade pongono capo alla reciproca negazione di rapporto fra uomo e Dio. I tentativi di
nella differenza fra il modello e la copia, tempo e linguaggio. comunicazione con Dio, che innervano la
fra il mondo delle idee e quello dei corpi: Alessandro Dal Lago (“La scrittura etno- meditazione weilliana, approdano alla più
l’immagine del femminile è, appunto, im- grafica”) ha prefigurato la possibilità, at- radicale alterità fra i due poli. Di qui la sua
magine, cioè copia del modello ideale, in traverso la scrittura etnografica, di sfuggi- posizione antinomica, rispetto alla metafi-
quanto incarnazione del momento geneti- re al discorso metafisico sull’Altro, attra- sica religiosa ebraica. Non si dà infatti per
co della nascita. Ma la nascita propriamen- verso l’introduzione, all’interno della pre- la Weil, in senso proprio, né lettura, né
te filosofica, quella delle idee provenienti sunta identità con sé di colui che scrive, interpretazione né, quindi, riflessione:
dall’anima gravida del filosofo, è, per l’ap- della reale alterità che egli stesso è. Per l’unico autentico lettore, in grado di co-
punto, ideale, differente e opposta a quella giungere a ciò, ha osservato Dal Lago, gliere il senso vero, è Dio; ma con ciò la
corporea, frutto del parto femminile. La occorre però ripensare la prospettiva della filosofia viene annichilita.
dialettica hegeliana, con il suo tentativo di scrittura etnografica tradizionale, quella A partire dall’esperienza della monumen-
riappropriazione e dominio, da parte del che ricopriva il ruolo di ancilla anthropo- tale Storia dell’autobiografia di Georg
logos e della verità, dell’apparenza, del logiae. Per quanti meriti essa abbia avuto Misch, risalente al primo decennio del
caduco, del non sufficientemente reale, nella costruzione di un’antropologia scien- secolo, Maurizio Ferraris (“Lutto e auto-
sviluppa ulteriormente la contrapposizio- tifica, liberata cioè dalle affabulazioni biografia”) ha rilevato che l’autobiografia
ne platonica fra maschile e femminile. A mitologizzanti - e mitologizzate - intorno non appartiene, originariamente, al nove-
essa si sottrae invece, ha rilevato Prezzo, ai “popoli selvaggi”, la scrittura etnografi- ro dei generi filosofici, bensì a quello dei
tanto l’ironia kierkegaardiana, che “lascia ca novecentesca, che ha dato luogo all’an- generi letterari, di cui costituisce una delle
essere” l’apparenza, quanto, e ancor più, la tropologia intesa come “scienza dell’uo- manifestazioni più antiche. Perché l’auto-
denuncia nietzscheana della metafisica mo”, non ha intaccato il pregiudizio fon- biografia divenga un genere filosofico (o,
come storia di contrapposizioni, che ri- damentale dell’interesse antropologico per almeno, perché possa essere interpretata
mandano a quella fondamentale tra verità e l’altro. Esso consiste nel fatto che que- come tale) occorre la presenza di una filo-
menzogna, come lotta antitetica di valori. st’ultimo viene ridotto a elemento specu- sofia che metta in primo piano il concetto
Al testo di Nietzsche è stata appunto dedi- lare di fondo di una scena dove l’attore è di vita. Questo accade con Dilthey (suoce-
cata la relazione di Fabio Polidori (“Il sempre colui che scrive, che pretende di ro di Misch), il cui storicismo rinvia, con
testo di Nietzsche”). Polidori, anzitutto, ha parlare dell’ “altro”. Questo perché a sif- una forma radicale di hegelismo, all’idea
ricordato che Nietzsche individua, come fatto sguardo etnologico, “scientifico” o che il senso della vita risieda nella postu-
propri obiettivi polemici, verità e sogget- meno che fosse, veniva sempre, di princi- mità. In primo luogo, la comprensione non
to. La nozione di verità, dal punto di vista pio, sottratto l’osservatore: gli “altri” sono può, per Dilthey, essere altrimenti che
del pensiero, rappresenta un errore, per costituiti in culture da indagare, con stru- empatica: si comprende, in senso proprio,
quanto necessario alla vita umana: essa menti che riterremmo però inadeguati per solo ciò in cui ci si traspone. La compren-
rimanda infatti al concetto di permanenza studiare la nostra realtà. Per rovesciare la sione storica di un personaggio, o di un
(dell’io, della sostanza), e si fonda nel prospettiva che cerca negli altri sempre evento, è “biografica” in quanto comporta
linguaggio. Il rapporto tra filosofia e lin- l’immagine di sé, ha concluso Dal Lago, il comprendere la “vita” che vi pulsa; per
guaggio costituisce così, ha osservato Po- occorre dunque sospendere questo pregiu- questo l’autobiografia rappresenta il caso
lidori, il tema principale della filosofia, il dizio; occorre considerare noi stessi come limite, e ottimale, di comprensione. Nel
suo soggetto. C’è linguaggio anche laddo- possibili altri, scoprire, anziché il sé (ov- carattere senile dell’opera autobiografica

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CONVEGNI E SEMINARI

Max Ernst, The Illustrious Forger of Dreams, 1959

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CONVEGNI E SEMINARI

Se il nome di Guglielmo Ferrero può ne sviluppata la tesi della continuità tra il Scritture del pensiero
essere per molti sconosciuto, sono invece fascismo ed i precedenti regimi politici, la
molto note alcune sue tesi, come ad esem- risposta del regime fascista è il sequestro Organizzato dalla rivista «aut-aut» e
pio quelle sulla decadenza di Roma, sulla de La democriazia in Italia e l’inizio della dall’Ufficio Cultura dell’ISU, si è svol-
legittimità del potere politico, sulla debo- persecuzione. Nel 1930 riesce ad avere, to a Milano, a partire dal 27 gennaio
lezza della democrazia italiana, su cesari- grazie a innumerevoli intercessioni, fra 1993, un ciclo di incontri seminariali
smo e banapartismo, e altre ancora, che cui quella del re del Belgio, il passaporto e con cadenza settimanale, dedicato al
sono state spesso fatte oggetto di studio. si trasferisce a Ginevra nella cui Universi- tema: SCRITTURE DEL PENSIERO. Il presup-
Personaggio dagli interessi alquanto com- tà gli viene conferito il duplice incarico di posto ispiratore dell’iniziativa consi-
positi, Ferrero ebbe altresì una certa noto- tenere un corso di storia moderna in quali- ste nell’affermazione della rilevanza
rietà in Europa, così come anche nel con- tà di professore ordinario alla Facoltà di decisiva, in filosofia, di forma e stile
tinente americano, grazie ai suo soggiorni Lettere e uno all’Institut des Hautes Etu- del testo. Ciascun incontro si è artico-
e alle sue costanti collaborazioni a giornali des Internationales. A Ginevra insegna lato in una relazione, nel commento,
e riviste. per dieci anni, fino alla morte sopraggiun- da parte del relatore, di alcuni brani di
Guglielmo Ferrero nasce a Portici, Napoli, ta il 3 agosto 1942, a Mont-Pèlerin. Lo testi filosofici precedentemente di-
nel 1871. L’influenza dell’incontro a Tori- stesso anno esce postuma a New York la stribuiti agli intervenuti, e in un dibat-
no con Cesare Lombroso si ripercuote sua ultima opera, Potere. tito conclusivo.
nei suoi primi lavori; nelle Cronache cri- L’elemento che ha di fatto più colpito i
minali, mirando a conferire al diritto una partecipanti alle giornate di studio di Roma Per Pier Aldo Rovatti (“Lacan, scrivere
base positiva, Ferrero sostiene la necessità e Napoli è stato il radicale anticonformi- l’inconscio?”), che ha aperto il ciclo semi-
di una radicale riforma della giustizia e del smo di Ferrero, che gli permise di rivolger- nariale introducendone le motivazioni, la
sistema carcerario. Successivamente emer- si ad un più vasto pubblico mondiale, an- questione della scrittura rinvia a quella
ge nei suoi studi un interesse più propria- che quando fu costretto all’esilio dal fasci- della pratica filosofica in quanto tale. Pren-
mente sociologico che lo distanzierà pro- smo. Nonostante la vastità degli interessi dendo le mosse dall’esame del testo relati-
gressivamente dalla scuola positiva di To- culturali, la sua produzione scientifica può vo a un seminario di Lacan del 1955-56, e
rino e quindi da una criminologia naturali- essere in ogni caso raccolta sotto quattro assumendo come metafora della pratica
stica che si limita a spiegare in chiave di filoni particolari, che sono poi stati gli assi filosofica il tentativo di scrivere l’incon-
patologia criminale - e non in chiave stori- portanti del convegno, assieme all’esposi- scio, Rovatti ne ha enucleato alcuni ele-
ca e sociopolitica - i delitti politici. Coin- zione dell’attuale stato delle ricerche sul- menti a suo parere essenziali. In primo
volto nei processi crispini contro il partito l’autore e la sua opera. Il primo filone può luogo, l’elemento della “scena”, cioè del-
socialista, processato col Treves e condan- essere individuato nella riflessione di ca- l’aspettativa rispetto alla quale, nel sog-
nato a due mesi di domicilio coatto, Ferre- rattere sociologico e filosofico-politico, il getto “in ascolto” del linguaggio, della
ro lascia l’Italia e viaggia per due anni in cui nucleo centrale è costituito dalla teoria scrittura, si verifica una “sorpresa”: una
Europa: Francia, Inghilterra, Germania, della legittimità e del potere; su questo frase, un concetto inaspettati, vengono im-
Russia e Scandinavia, scrivendo una serie tema sono intervenuti tra gli altri: C. provvisamente alla mente. Si pongono a
di articoli dapprima pubblicati sul Corrie- Mongardini, G. Sorgi, D. Settembrini, questo punto, ha evidenziato Rovatti, due
re della Sera e poi raccolti ne L’Europa L. Pellicani, R. Baldi, D. Pacelli. Il questioni. La prima è relativa alla determi-
giovane (1897), primo esempio di repor- secondo riguarda in particolare gli studi nazione della modalità dell’ “ascolto”, la
tage politico-psicologico e sociale con cui e la critica di Ferrero alla civiltà contem- seconda riguarda invece la comprensione
Ferrero si impone all’attenzione della cul- poranea, anche come civiltà della paura; di che cosa accada quando, nella modalità
tura italiana. Tra il 1902 e il 1906 escono a questo hanno fatto riferimento le rela- dell’ascolto, emerge l’inconscio, per esem-
i 5 volumi di Grandezza e decadenza di zioni di A. Negri , L. Battaglia , pio quando “viene in mente” una frase. Ma
Roma, risultato di lunghe ricerche sul tema V.Frosini. All’interno di questa rifles- questo, ha osservato Rovatti, non è altro
della decadenza, avviate dal 1898. Questa sione non vanno dimenticati gli scritti che il problema di “scrivere l’inconscio”
opera monumentale gli conferisce vasta ferreriani di antropologia criminale, che riguarda ogni linguaggio, in particola-
notorietà, soprattutto all’estero; da Albert scritti assieme, o sotto la diretta influen- re quello filosofico. In generale, la que-
Sorel viene invitato a tenere un corso a za del suocero, Cesare Lombroso (come stione di Lacan, “come scrivere l’incon-
Parigi al Collège de France e da Edouard ha rilevato da N. Zapponi), a cui sono scio”, si pone nei termini di “come scrive-
Rod una conferenza a Ginevra sulla storia direttamente connessi alcuni studi sulla re la sorpresa”; proprio questo “scrivere la
romana. A New York, gli viene conferita “questione femminile” (come hanno ri- sorpresa”, cioè l’inconscio, costituisce il
la laurea honoris causa presso la Colum- cordato G. Conti Odorisio e M. Callo- senso, e l’essere, della scrittura.
bia University. ni). Il terzo filone d’interesse del lavoro Rovatti ha inoltre evidenziato il carattere
Nel 1913 Ferrero pubblica Fra i due mon- di Ferrero riguarda il pensiero storico- fenomenologico della questione relativa
di, una sorta di dialogo filosofico scritto al politico e istituzionale, con particolare all’ascolto del linguaggio, consistente in
rientro del viaggio in America, in cui ela- attenzione per l’antichità romana e per la un vissuto che non è, però, quello fenome-
bora la teoria delle due civiltà e la filosofia Rivoluzione francese, su cui sono inter- nico. Per collocarsi nell’apertura del-
del limite, mettendo a confronto la moder- venuti: F. Amarelli, L. Dondoli, L. l’ascolto occorre infatti operare, nei con-
na civiltà quantitativa con l’antica civiltà Campagna, D. Cofrancesco. L’ultimo fronti del mondo, quell’epoché che consi-
qualitativa. filone di riflessione è stato quello rap- ste in una chiusura. Al carattere di signifi-
A partire dagli anni ’20 si interessa quasi presentato dall’antifascismo di Ferrero cante dell’ascolto (che si fa chiaro nel suo
esclusivamente del problema della legitti- e dall’analisi delle sue ragioni, su cui essere sorpresa) è infatti connesso il fatto
mità. I totalitarismi al potere e la matura- hanno relazionato: P. Ungari, E. Jac- di non identificarsi con l’attesa di quel
zione della filosofia del limite attraverso la chia, H. Ulrich, A. Sarubbi, A. M. linguaggio che ci viene come significante.
lettura dell’opera di Talleyrand, lo portano Isastia, G. Ceci, M. P. Paternò. Alla Per poter ascoltare occorre dunque opera-
ad elaborare una teoria della legittimità la fine delle due dense giornate di studio, è re una chiusura, che si rivela, in un senso
cui interpretazione impegna tutt’ora validi stata proposta e approvata la fondazione più profondo, un’apertura.
studiosi italiani e stranieri. Alla pubblica- dell’ “Associazione Internazionale di In merito alla questione relativa a ciò
zione di scritti come Da Fiume a Roma Studi su Guglielmo Ferrero”, i cui presi- che accade al momento dell’irrompere
(1923), Le dittature in Italia (1924) e La denti onorari saranno gli eredi, Bogdan dell’inconscio, Rovatti ha ricordato come
democrazia in Italia (1925), nei quali vie- Raditsa e Leo Raditsa. M.Cal./L.Ce. per Lacan l’essenziale sia ciò che sfug-

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CONVEGNI E SEMINARI

tismo e relativismo. A proposito, invece, l’ontoteologia, dal Dio della metafisica, questo, non solo determinerebbe la causa,
del problema di Dio, le perplessità rilevate di ma anche dal Dio della religione cristiana. ma la collegherebbe anche all’effetto, fa-
fronte alle posizioni adorniane sono state In effetti, ha rilevato Cacciari, la differenza cendo di Dio, a-priori, un Deus sive natu-
ricondotte a quelle già riscontrate nelle argo- dei Beiträge rispetto a Sein und Zeit consiste ra, causa immanente all’effetto e rappre-
mentazioni kantiane in merito, di cui Adorno nel pensare l’apertura non più come un sem- sentabile nell’effetto; un Dio necessitato
riprende i passaggi fondamentali. G.F. plice progetto dell’uomo, ma come possibi- all’effetto. Ma se per la teologia cristiana
lità offerta all’uomo dall’Ereignis stesso. non si può ammettere un Dio necessitato,
Bisogna cioè appartenere all’Ereignis per- questa non può che rivolgersi alla tradizio-
ché l’uomo possa aprirsi. I Beiträge sono il ne platonica, all’idea di una divinità total-
testo in cui si sviluppa in maniera più radica- mente libera dall’essere causa, anche se
Critica dell’ontoteologia le la critica dell’ontoteologia. così facendo incorre nel problema della
Secondo lo schema heideggeriano possia- relazione tra Unum-Unum, l’indefinibile,
Nella sede dell’Istituto Italiano per gli mo constatare nella nostra tradizione tutta e l’Uno-che è. La tradizione neoplatonica
Studi Filosofici di Napoli si è svolto una serie di differenze di tono all’interno salva la differenza ontologica, ma non
dal 5 all’8 aprile 1993 un seminario della proposizione fondamentale che con- spiega questa relazione; la tradizione cri-
tenuto da Massimo Cacciari dal tito- sidera l’arché, l’inizio, come Ente, la cui stiana invece corre il rischio opposto di
lo: “CUR DEUS ESSE”. CRITICA DELL’ONTO- straordinarietà rispetto agli enti consiste spiegare profondamente la relazione tra cau-
TEOLOGIA, in cui la filosofia teologica nel fatto che questo Ente è causa sui e sa ed effetto, ma di perdere la differenza.
classica è stata messa a confronto coimplica in sé la totalità degli enti. E’ Cacciari ha rilevato come queste due tradi-
con il pensiero di Heidegger, soprat- cioè, in termini heideggeriani, dimenti- zioni siano continuamente intrecciate tra
tutto quello espresso nei BEITRÄGE ZUR canza dell’Essere rispetto all’Ente. Ma loro ed entrambe si interroghino sul pro-
PHILOSOPHIE, dove compare appunto il questa posizione del discorso heideggeria- blema dell’ontoteologia, disegnando, col
tema ontoteologico e la posizione cri- no è, secondo Cacciari, ulteriormente pro- problema dell’Uno e dell’Essere, un circo-
tica di Heidegger stesso nei confronti blematizzabile soprattutto se la confron- lo vizioso. Se infatti viene posto l’Uno-
di ogni teologia. tiamo con la tradizione neoplatonica, se- Bene al di là di ogni predicazione d’essen-
condo la quale il problema non riguarda za, ha osservato Cacciari, non si può con-
Per Heidegger, ha esordito Massimo più la differenza tra l’Ente Sommo e gli siderare la molteplicità, ma si è costretti a
Cacciari, bisogna ripensare un inizio che Enti, ma tra l’Ente in generale e l’Uno. La ricorrere alla mitologia. Se viceversa l’Uno
non è l’origine, segnata da Platone, della tradizione neoplatonica non interroga più è Trinitas, pensa la moltitudine e necessita
tradizione metafisico-teologica, ma quel- la differenza nell’ambito degli enti, del Dio all’effetto. Nella VII Lettera di Plato-
l’inizio cosiddetto presocratico che non è Dasein, ma la differenza tra l’Ente in ge- ne appare, sotto forma di mito, il problema
mai cominciato e non ha dunque mai pro- nerale e l’Uno. dell’Uno, che qui viene chiamato matema,
dotto effetti. Nei Beiträge viene riformu- Per Plotino, ha rilevato Cacciari, il punto in quanto scienza che non è comunicabile
lato il tema della differenza ontologica già di confronto è la teologia aristotelica che in alcun modo. Si tratta di una “Cosa”, di
aperto da Sein un Zeit: tornare all’altro pensa il Dio come Primo Intelletto, e in un pragma che sfugge al logos in quanto
inizio significa tornare alla domanda ri- quanto Dio stabilisce l’unità tra il pensiero episteme, in quanto discorso della scienza.
guardante l’Essere e la differenza tra l’Es- e il pensato. Il Dio aristotelico è dunque Si tratta dunque dell’uno stesso in quanto
sere e la totalità dell’essente, il Dasein in pensiero di pensiero, e questo primo pen- indefinibile nella sua singolarità rispetto
generale, e, superando la posizione di Sein siero è per Plotino identico a quello della alla quale la ragione, l’episteme, è insuffi-
und Zeit, chiamare l’eccedenza dell’esse- seconda ipotesi del Parmenide di Platone, ciente. E’ il matema dell’istante e della sua
re rispetto all’ente Ereignis, evento, termi- all’ “Uno che è”, in cui l’Uno è pensato paradossalità, rispetto al quale il pensiero
ne che sta ad indicare proprio l’impossibi- identico e differente insieme all’Essere. L’ ammutolisce e insieme lo indica nell’istante
lità di rispondere alla domanda su che cosa “Uno che è” è identità di pensiero e pensa- appunto in cui esso appare. A.C.
è l’Essere; l’impossibilità cioè di rappre- to, identità che risolve in sé la differenza,
sentare l’Essere, a meno di non rendere di e in quanto tale è insieme Uno ed Essere.
nuovo l’Essere il Deus Esse della filosofia Per Cacciari, Plotino è dunque il primo ad
teologica. indicare lo spostamento dall’indagine al-
Per Heidegger l’Ereignis è un adveniens l’interno dell’essente all’indagine sulla Guglielmo Ferrero
che non potrà mai farsi fatto, avvento; è differenza tra l’Uno e l’essente. L’ “Uno-
avvenire appropiantesi che sottolinea la Uno” della prima ipotesi del Parmenide è A cinquant’anni dalla sua scomparsa,
distanza da ogni rappresentazione teologi- l’Uno-Bene platonico, il quale non è lo Guglielmo Ferrero è stato ricordato a
ca. L’Essere “avviene”, appropiandosi del- stesso dell’Essere come totalità dell’es- Roma e a Napoli con due Giornate
l’uomo, chiamandolo ad una apertura ra- sente. Questa differenza tra Unum-Unum Internazionali di studio (3-4-5 dicem-
dicale, per la quale appunto rinuncia ad e Unum-Esse, ha fatto notare Cacciari, è bre 1992), organizzate dall’Università
ogni contenuto determinato. Il Dasein di avvicinabile proprio al tema della diffe- Luiss, Facoltà di Scienze Politiche, e
Sein und Zeit è qui chiamato al compito, renza ontologica che riguarda l’eccedenza dall’Istituto Italiano per gli Studi Filo-
offertogli dall’Ereignis, di restare aperto, dell’essere, nell’accezione heideggeriana, sofici di Napoli, grazie anche al contri-
di disporsi a questa chiamata. Chiaramen- rispetto ad ogni predicazione di essenza, buto del CNR. Il convegno ha avuto
te, ha sottolineato Cacciari, non si tratta di rispetto ad ogni ente. come scopo non solo di tracciare - per
un’apertura all’evento in quanto effimero, Il pensiero della teologia cristiana dell’ar- quanto possibile - gli itinerari cultura-
ma di un’apertura all’assenza di contenuti ché, ha poi proseguito Cacciari, presuppo- li di un intellettuale assolutamente
determinati, alla mancanza di ogni religio, ne una causa necessariamente legata a un atipico per la sua epoca, grazie all’uti-
di ogni rappresentazione. L’essere come effetto; questa teologia è cioè legata ne- lizzo degli inediti conservati alla Co-
Ereignis è il tutt’altro eccedente rispetto cessariamente ad una rivelazione, ad una lumbia University di New York, ma
ad ogni rappresentazione, è il tutt’altro che scrittura, e deve dunque pensare il princi- anche di comporre una visione d’in-
Heidegger chiama anche “ultimo Dio” pio come causa e determinarlo, rappresen- sieme dell’enorme produzione di la-
come quel Dio che non è più concettualiz- tarlo, proprio come indicava Heidegger. vori antropologici, storici, sociologi-
zabile metafisicamente, non è più rappre- D’altra parte, fa notare Cacciari, questa ci, politici, letterari, giornalistici di
sentabile, non può più rivelarsi. L’ultimo teologia non può limitarsi allo schema questo autore, che rimane un interes-
Dio è radicalmente diverso dal Dio del- ontoteologico, giacché se si limitasse a sante interlocutore del nostro secolo.

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CONVEGNI E SEMINARI

con gli insegnamenti di Agostino e Lutero, missione del concetto non teologico di culativo di un Occidente segnato dall’oblio
denunciando il fallimento di una teologia natura e di essenza, giacché Dio non è una del senso dell’Essere: nella dimensione
incapace di confrontarsi con la modernità. forma, bensì un pungolo che ci spinge a dell’ascolto non si tratta di rinunciare alla
Sulla base di Calvino, egli può ricordare decidere di noi stessi. Rahner parte invece domanda, ma al protagonismo della do-
che Dio è alterità e Cristo è totalmente da una sostanziale dedizione alla fede del- manda, consentendo al linguaggio di dive-
coinvolto: la causa del Vangelo è la propo- la sua Chiesa, ma non si accontenta di una nire dimora dell’Essere. L’Essere si dice
sizione di questi due aspetti, che si raccol- riproposizione asettica dell’oggettivismo nel linguaggio, perché l’evento del dire
gono nel tema della fedeltà di Dio. classico, avendo ben presente che la teolo- originario è composizione ed amore, glo-
Il tema filosofico-teologico della crisi è gia e la filosofia contemporanee devono rificazione e lode. Il rifiuto della teologia
presente in altri due maestri della teologia fare i conti con il problema della soggetti- in Heidegger, ha osservato Forte, è legato
cristiana, Rahner e Bultmann, in cui il vità. Egli teorizza la concezione della tra- alla constatazione che la stessa dimensio-
problema della modernità e dell’emanci- scendentalità come incontro tra oggettivi- ne teologica non ha saputo resistere alla
pazione, si pone al di là degli scenari tà e soggettività: l’a-priori è segno della violenza di spiegare l’essere con l’ente,
deludenti dell’ideologia. Bultmann si rife- trascendenza dell’uomo. l’alterità con l’identità. D’altra parte, l’im-
risce al “primo” Heidegger e parla dell’uo- Il complesso e fecondo rapporto tra filoso- postazione teologica autentica, in quanto
mo come essere posto nella decisione; fia e teologia ha condotto Forte ad un’at- ermeneutica, è consapevolezza dell’alteri-
Rahner, nella sua antropologia trascen- tenta analisi anche del pensiero di Bloch; tà e della differenza: la teologia può anche
dentale, parte dalla rivisitazione della Sco- è emersa qui l’immagine di un Hegel pen- essere vicina alla consapevolezza del-
lastica per aprirsi ad un dialogo con la satore della rivoluzione, ma anche quella l’impossibilità di scambiare l’ente con l’Es-
soggettività moderna. di un Hegel filosofo della restaurazione. sere, alla coscienza che l’Essere non va
Bultmann, ha rilevato Forte, porta con sé L’analisi della problematica di Moltmann dominato, ma accompagnato. Inoltre, per
l’eredità della teologia dialettica e della ha condotto invece Forte al tema dell’esca- Heidegger, la poesia è luogo di un avvento
teologia liberale, nel tentativo di cogliere tologia e alla prospettiva della speranza come che non si estingue neppure nel tempo della
l’alterità nell’autenticità dell’esperienza forma del pensiero: la trascendenza è la povertà e della notte del mondo; tale tensione
esistenziale: l’essere si manifesta nell’es- dimensione dell’incontro personale col Dio ontologica trova riscontro in due tappe fon-
serci e l’esserci è possibilità di autenticità vivente perché, in ciascuno di noi, è viva damentali del pensiero teologico, quella del-
e inautenticità, come testimoniano le pagi- l’inquietudine della promessa e dell’attesa. lo Pseudo-Dionigi e quella di Lutero, in cui
ne del Vangelo. La storia, per Bultmann, Il confronto tra teologia e filosofia ha vive profondamente il senso di un approccio
non è una serie di fatti bruti, ma la possibi- indotto, infine, Forte ad interrogarsi sulle diverso al Divino e al linguaggio. F.deC.
lità di un incontro, che non è stato contem- varie e intricate vie della filosofia di
plato né dalla concezione greca dell’uo- Heidegger, di cui non va proposta una
mo, né dagli esiti nichilisti del pensiero fuorviante teologizzazione. Heidegger ha
contemporaneo. In campo religioso, ha insistito sul tema dell’ascolto, che si diffe-
fatto notare Forte, Bultmann critica l’im- renzia nettamente dall’atteggiamento spe- Pensiero e verità in Adorno

Con il titolo PENSIERO E VERITÀ NELLA


DIALETTICA DI T. W . ADORNO ,
si è svolto a
Chieti nei giorni 22 o 23 aprile 1993,
presso la Facoltà di Lettere e Filoso-
fia, una conferenza organizzata dai
Cattolici Popolari con la partecipazio-
ne di Massimo Nardi, autore del volu-
me: PENSARE NELLA VERITÀ. L’ITINERARIO
DELLA RAGIONE DIALETTICA IN TH. W. ADOR-
NO (Ed. Studium, Roma 1993).

La conferenza si è articolata in due mo-


menti, il primo dei quali è stato dedicato
all’approfondimento del problema della
conoscenza e della verità, col delinearsi
del rapporto tra soggetto ed oggetto alla
luce di tre componenti fondamentali, che
Massimo Nardi individua nel pensiero di
Adorno, vale a dire quella fenomenologi-
co-trascendentale, quella linguistico-erme-
neutica e quella esistenzialistico-dialetti-
ca. In secondo luogo l’attenzione è stata
rivolta al rapporto controverso di Adorno
con Kierkegaard, rapporto caratterizzato
da un forte contrasto critico, in termini teore-
tici, a cui corrisponde una sostanziale dipen-
denza genetico-strutturale tra i due autori.
Sempre in relazione alla tematica gnoseo-
logica è stata messa in evidenza la portata
antropologica dell’originale definizione
che Adorno dà dell’io umano: insieme di
logos e mimesis. E’ da questa connessione
originaria che scaturisce il legame fonda-
mentale tra filosofia ed arte e la possibilità
Karl Barth di uscire dalla contrapposizione di dogma-

49
CONVEGNI E SEMINARI

Karl Rahner, Ernst Bloch

siano solo un contenitore, prive di conte- Tratti del moderno sa esperienza della guerra mondiale. Barth
nuto proprio; dall’altro un’attrazione, che tra filosofia e teologia comprende la difficoltà di cogliere le di-
fa da “contrappeso”, per i testi originali, rettrici del cambiamento, soprattutto per-
per quanto fittizi, come quelli di Ossian. Dal 22 al 26 marzo, presso l’Istituto ché l’uomo contemporaneo, più che ap-
A proposito di stratagemmi di traduzio- Italiano per gli Studi Filosofici di Napoli, partenere ad un tempo, vive tra i tempi e tra
ne, Yves Hersant ha ricordato il dibatti- si è tenuto un seminario condotto da diverse esperienze; il problema del tempo
to in Francia sul “nome” del traduttore Bruno Forte sul tema: FIGURE E MOMENTI induce alla questione del silenzio, dell’in-
(XVI secolo). Nel momento in cui, uscen- DEL DIALOGO “MODERNO” TRA FILOSOFIA E quietudine, della nostalgia. Di fronte alle
do dalla pratica anonima del Medio-Evo, TEOLOGIA, in cui, attraverso l’opera di sfide epocali crolla la possibilità di un
il traduttore acquista una sua “identità”, autori come Barth, Bultmann, Rahner, ottimismo teologico-filosofico, l’idea di
egli fa in qualche modo pagare all’auto- sono stati messi in evidenza i problemi una ragione che superi i conflitti.
re la sua identità per procura: la figura di un dibattito culturale, che permette Riguardo all’idea che il cambiamento sia
ricorrente del traduttore è in quest’epoca di comprendere molti dei tratti salienti legato al dominio della ragione, Barth non
quella del servitore fedele pronto a ribal- del nostro tempo e delle inquietudini accetta più le impostazioni della teologia
tare il ruolo di dipendenza. del mondo contemporaneo. liberale: le tesi di Schleiermacher e dei
Uno sguardo più attento ai problemi con- teologi liberali, sottomettendo l’annuncio
temporanei della traduzione ha preoccu- Uno dei pensatori più significativi della alla ragione interpretante, finiscono per
pato altri relatori: Georgy Katzarov, modernità, anche in campo teologico, è applicare il metodo di Hegel alla teologia
traduttore in bulgaro di Derrida, si è certamente Hegel, che in nome di una e rendono la fede una provincia dello Spi-
pronunciato sul “nome tradotto”, sui rap- rivisitazione del pensiero cristiano indivi- rito. Occorre, dunque, mettere in discus-
porti conflittuali e di scambio reciproco dua il carattere della filosofia nel desiderio sione la religione dello Spirito, che non
fra traduttore e autore; Vladimir Tren- di totalità, dispiegamento della ragione e cambia le contraddizioni dell’esistenza, e
dafilov si è espresso sui “collages” post- dell’Assoluto. Hegel, ha notato Bruno che pone Dio come proiezione dell’umano
moderni e sui reciproci “furti” fra le Forte, parla di Dio come spirito e riconci- su un piano più elevato. Barth, ha rilevato
lingue, evocando una soglia di traduci- liazione della coscienza; la manifestazio- Forte, introduce in tal senso le categorie
bilità feconda sulla “medesima linea di ne progressiva dell’Idea, fino allo Spirito della differenza e dell’alterità: Dio è infi-
differenza”; Karel Thein ha analizzato Assoluto, è il cammino di Dio. Diversa- nitamente altro dalla finitezza; pone in
il testo di Benjamin sui compiti del tra- mente da quest’impostazione, Barth vive crisi i valori e i concetti umani. E’ dunque
duttore; André Lyotard-May ha testi- invece profondamente l’esperienza della necessaria una teologia del Verbo; Dio va
moniato delle difficoltà della ricezione totale alterità di Dio, rinvenendo una via pensato come sconosciuto e rivelato. Ep-
di Freud nell’America puritana. F.M.Z. nuova per scoprire l’umanità di Dio nella pure, ha osservato Forte, il Dio totalmente
divinità del Cristo. In Barth, ha osservato altro di Barth non è lontano da noi; Egli è
Forte, è presente il problema della “crisi” l’impossibile possibilità, la differenza che
epocale novecentesca, contrassegnata dal- può anche condurre all’identità. Barth rin-
le crepe del mondo liberale e dalla doloro- nova di fatto il legame del cristianesimo

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CONVEGNI E SEMINARI

nente variabile-individuale che nella co- glio culturale della tradizione scolastica tace o nega. E’ la mancanza di voce e non
municazione verbale è responsabile del- medievale. Domenico Iervolino ha sotto- solo la sua torsione.
le variazioni all’interno del “sistema” lineato, infatti, come la semplice datità del Sulla violenza della traduzione connes-
linguistico. Ma questo punto di vista fatto linguistico che, per uno studioso di sa al potere, soprattutto gli ospiti bulgari
appare del tutto inadeguato a chi, come problemi del linguaggio costituisce un fe- hanno portato numerose testimonianze:
Bréal e de Saussure, affermava che la nomeno (su cui poi stabilire una serie Stoyan Atanassov ha raccontato gli osta-
linguistica non è descrizione di forme teorica), rappresenti già invece per Ricoeur coli incontrati per la pubblicazione di
ma è frutto dell’uomo, delle sue diversi- un problema. Questionare intorno al lin- un’antologia degli scritti di R. Barthes;
tà e a lui deve ritornare. guaggio comporta inevitabilmente che si Dimiter Zachev, invece, si è occupato
Questa stessa complessità nativa degli ap- assuma la difficoltà del rapporto intersog- della traduzione di Jaspers in russo. Vla-
procci metodologici allo studio del lin- gettivo: il discorso è superamento delle dimir Gradev ha ricordato, d’altro can-
guaggio è responsabile, secondo Federico individualità, contatto fra le alterità, pen- to, la volontà politica di “normalizzazio-
Albano Leoni, della difficoltà di reperire siero comune di identità ed alterità; non a ne” dei testi in Bulgaria, centrando il suo
un ruolo definito per la fonetica. E’ infatti caso, come più avanti ha notato Iervolino, intervento su una “cattiva traduzione” di
accaduto che le diverse correnti teoriche, un momento cruciale nella riflessione di Pascal.
di volta in volta dominanti nel panorama Ricoeur è rappresentato dall’analisi del Ma sul nesso violenza-potere è interve-
scientifico complessivo, fossero scarsa- problema dell’intersoggettività in Hegel e nuta anche Camilla Cederna, con un
mente interessate alle manifestazioni este- Husserl. Il valore della comunicazione di- intervento sulle strategie di traduzione
riori del linguaggio e che perciò alla fone- scende allora proprio da questa originaria in Sicilia, alla fine del XVIII secolo.
tica stricto sensu subentrassero poi la fo- tensione monadica che separa e isola i Cederna ha ricostruito il doppio filo di
nematica e la fonologia. Per una serie di soggetti nelle loro individualità irripetibi- attrazione e repulsione che la cultura
contingenze, però, che vanno dalla rivalu- li, ma che li mette in questione nella loro siciliana ha intrattenuto con le lingue
tazione nell’ambito dell’analisi linguisti- molteplicità quando essi divengono altret- “straniere”, atteggiamento composito
ca del linguaggio parlato, alla messa a tanti momenti di un discorso. Il discorso è ben espresso dal motto “nutrire l’altro e
punto di tecniche e strumenti più raffinati dunque il «momento dell’incomunicabili- divorare se stesso” con cui il popolo
per la rilevazione dei dati, fino alle esigen- tà superata», afferma Ricoeur, ed è già una siciliano sembra essersi identificato.
ze pratiche dell’industria informatica, si è risposta al problema della comunicazione: Pierre Penisson ha invece indagato le
giunti ai nostri giorni a una effettiva riva- dalla semplice messa a confronto degli ragioni ideologiche e pregiudiziali, se-
lutazione dello studio fonetico. unici si potrà giungere a una definizione condo cui la traduzione di Kant in fran-
Peirce rappresenta una delle voci più au- multivoca delle individualità. Ma al Di- cese fu considerata a lungo impossibile,
torevoli e significative del pensiero logi- scorso Trionfante si arriva solo percorren- a causa di una netta contrapposizione
co-matematico del nostro secolo. Massi- do una lunga strada, infinita, quasi asindo- culturale fra la Germania, profonda e
mo Bonfantini ha sottolineato la stretta to della comprensione; ed in effetti noi oscura, e la Francia, cartesiana e legge-
contiguità teorica del pensatore americano ancora vaghiamo negli sterrati del “di- ra. Un caso particolarmente interessante
con le problematiche dell’incomunicabili- scorso militante”. M.P.R. di violenza, metà giudiziaria, metà lette-
tà e del valore del senso che sono rivalutate raria, è stato quello presentato da Guil-
da Peirce sulla scorta dell’influenza delle laume Monsaingeon: trattasi di un pro-
Untersuchungen wittgensteiniane. cesso intentato da Victor Hugo a Men-
Nel considerare le radici neolatine della nier che ha tradotto la sua Lucrezia Bor-
questione linguistica, Giovanni Polara Violenza e traduzione gia dall’italiano per farne un libretto
ne ha sottolineato soprattutto gli aspetti musicale. Attraverso l’accusa e la difesa
filologici e ha focalizzato l’attenzione sui A Melnik, in Bulgaria, si è tenuta una viene sollevato il problema del rapporto
problemi storico-culturali legati alla na- tavola rotonda franco-bulgara sul fra teatro e opera, e sulla differenza (di
scita della tradizione sulla scorta dei testi tema: VIOLENZA E TRADUZIONE. L’incontro stile, di pubblico, di livello) fra rappre-
grammaticali del tardo impero romano. A è nato come bilancio e apertura: bilan- sentazione e letteratura.
partire dai secoli II e III d.C., l’indagine cio di un gruppo di lavoro in seno al Della traduzione interna alla lingua si è
del fatto linguistico diviene esclusiva per- “Centre Europe” di Parigi, che si è occupato Philippe Roussin, analizzan-
tinenza dei retori e dei grammatici, di occupato quest’anno del carattere do il rapporto di Céline con la traduzio-
coloro, cioè, che consapevoli della funzio- “violento” della traduzione; apertura ne, in particolare riguardo alla tensione
nalità burocratica e politica della lingua a dei colleghi bulgari che della violen- fra lingua morta e lingua, viva nel seno
rimangono interessati agli aspetti mera- za, in particolare ideologica e politica della lingua poetica. Sulla traduzione
mente grammaticali, più che poetici, del hanno una cognizione concreta e do- invece fra due lingue estremamente lon-
discorso. Di fatto, una preoccupazione di lorosa. I lavori si sono svolti dal 7 al 10 tane si è pronunciata Viviane Alleton,
natura squisitamente filosofica sull’essen- maggio 1993 con il concorso dell’Isti- specialista di lingue orientali, con un
za del nome, tratto speculativo che ancora tuto Italiano per gli Studi Filosofici di brillante intervento sulla trascrizione dal
ricorreva nell’opera varroniana, ricompa- Napoli. cinese al francese.
re solo verso la fine del VI secolo con Alcuni partecipanti hanno insistito sul
Isidoro di Siviglia. L’analisi della parola si Il termine stesso di violenza è stato al ruolo fecondo della traduzione e della
fa studio del significato, indagine della centro delle discussioni, durante le quali sua inevitabile violenza: tradurre nel
struttura profonda della comunicazione, e le posizioni si sono scontrate ma anche XVI-XVII secolo, afferma Nuccio Or-
il linguaggio non viene considerato più poco per volta “raffinate”, assottigliate. dine, un autore antico, cioè un “classi-
come strumento da utilizzare, ma anche Per alcuni, violenza è termine “macro- co”, significa entrare in competizione
come uno scrigno di valori semantici da scopico”: indica le procedure di lavoro con l’o riginale e impa dronirsi d i
comprendere e da trasmettere. di una lingua sull’altra, le torsioni del un’auctoritas altra per rivendicare la
Ora, proprio intorno alla problematica na- traduttore sull’autore, le invenzioni lin- propria originalità. Philippe Roger ha
scita della “significatività” del discorso guistiche, che tanto cercano di essere invece individuato nell’epoca della Ri-
(quale testimonianza della messa a con- fedeli al testo, quanto mistificano, devi- voluzione francese due tendenze con-
fronto di due parlanti, di due soggetti di ano il senso. Per altri, violenza è termine traddittorie: da un lato la parola d’ordine
langue), la riflessione di Ricoeur recupe- “microscopico”: contrassegna la presen- dell’esportazione della lingua francese e
ra, riallacciandovisi idealmente, il baga- za di un potere che censura, manipola, la convinzione che le lingue straniere

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CONVEGNI E SEMINARI

noto, Benjamin contrappone all’approc- dividuato tracce di platonismo e di aristo- a l’Aquila, superando l’opposizione dei
cio classicista, all’idea di un mondo sen- telismo nella filosofia della matematica di signori aquilani. A Napoli invece, come ha
za turbamenti, allo sguardo solare e pan- Clavius, sottolineando l’abuso che molto riferito R. Gatto, si istaurò un buon rap-
oramico della totalità, la prospettiva “ba- spesso si fa dei due termini. porto tra la cittadinanza e i gesuiti, che
rocca”, connotata invece dalla Vergän- Delle fonti medievali dell’ontologia di mostrarono (almeno a livello teorico) molta
glichkeit, dal senso di caducità di tutte le Suarez ha parlato L. Gentile, che ha spie- sensibilità verso le nuove teorie coperni-
cose, dalla riflessione sulla morte, che gato le due modalità dell’analogia, quella cane anche se Clavius si mostrò, verso di
trova nell’allegoria la più adeguata ma- di attribuzione e quella di proporzionalità; esse, sempre cauto e ritenne il vecchio
nifestazione della mentalità “barocca”, quest’ultima ritenuta da Suarez poco ido- sistema solare il più “probabile”.
nel loro comune procedere e porre a nea, perché include qualità metastoriche. I gesuiti non operarono soltanto in Europa,
tema il momento dello scacco, del nau- L’analogia è propria in primo luogo del ma addirittura in Oriente; ad illustrare il
fragio, del frammento. A partire dal- concetto di ente, per cui Dio è ente per contributo scientifico della scuola di Cla-
l’equazione di Benjamin per cui «le alle- essenza e le creature per partecipazione. vius in Cina è stato I. Iannacone, che ha
gorie sono, nel regno del pensiero, quel- La relazione di P. Casini ha delineato la riferito dell’opera dei missionari gesuiti,
lo che sono le rovine nel regno delle complessa personalità del gesuita Tirabo- in particolare di Rho, Schall e Terrentius,
cose», Agazzi ha concluso sottolinean- schi ed il suo contributo per il progresso che riuscirono a creare uno scambio signi-
do in Benjamin l’assimilazione di verità della scienza. Nella Storia della letteratu- ficativo tra la cultura rinascimentale euro-
allegorica e “archeologismo”. P.C. ra, Tiraboschi si è ispirato agli enciclope- pea e quella cinese. Gli allievi di Clavius
disti francesi; pur esaltando la genialità di introdussero un tipo di sperimentazione
Galileo, Tiraboschi fa notare la testardag- laica, priva di dogmatismo teologico, ed il
gine del pisano nel pretendere il riconosci- loro impegno si rivolse prevalentemente
mento ufficiale delle proprie teorie e nel- all’ambito scientifico piuttosto che a quel-
Christoph Clavius l’ammettere la fallibilità del tribunale che lo religioso. A.S.
lo condannò nel 1633.
Un convegno internazionale dal tito- Dopo aver ricordato il contributo di padre
lo: CRISTOPH CLAVIUS E L’ATTIVITÀ SCIENTI- Clavius alla riforma del calendario, l’astro-
FICA DEI GESUITI NELL ’ETÀ DI GALILEO, si è nomo J. Casanovas ha sottolineato l’im-
tenuto dal 28 al 30 aprile 1993, orga- pegno dei gesuiti nella promozione del- Linguistica,
nizzato dall’Istituto di Filosofia del- l’insegnamento dell’astronomia o della ma- semiotica, ermeneutica
l’Università di Chieti con il contributo tematica. Clavius non riscrisse mai com-
particolare di Ugo Baldini, autore del pletamente le sue opere, però lasciò un Un ciclo seminariale in cinque lezioni
volume, recentemente pubblicato, folto gruppo di discepoli ben addestrati sul tema: LA PLURALITÀ DEGLI ASPETTI LIN-
STUDI SU FILOSOFIA E SCIENZA DEI GESUITI IN alla ricerca scientifica. GUISTICI. LINGUISTICA, SEMIOTICA, ERMENEU-
ITALIA, 1540-1632 (Bulzoni, Roma 1993). Tra i relatori stranieri H. Enszenberg ha TICA, si è svolto dal 9 marzo al 6 aprile
parlato del rapporto società-religione nel presso il dipartimento di Filosofia del-
Il convegno è nato dal proficuo rapporto di ‘500 e ‘600 a Bamberga, mettendo in luce l’Università “Federico II” di Napoli. Or-
collaborazione internazionale tra le Uni- le deficienze dell’egemonia vescovile che ganizzata da Domenico Iervolino, che
versità di Chieti e Bamberga, dove nacque si rivelò poco attenta alla causa cristiana. ne ha concluso il ciclo, la serie di appun-
Cristoph Clavius. L’avvio ai lavori è sta- E. Knobloch ha mostrato la poliedricità tamenti settimanali ha visto alternarsi
to dato dalla relazione di E. Pastine che ha della speculazione di Clavius, sofferman- docenti e studiosi di diversa formazio-
evidenziato l’eredità dell’umanesimo nel- dosi sulla tematica della quadratura del ne scientifica, da Rosanna Sornicola e
la cultura gesuitica, mostratasi una forza cerchio; A. Ziggelaar ha invece illustrato Federico Albano Leoni, a Giovanni Po-
religiosa altamente riformatrice. A riferire la corrispondenza tra diversi studiosi ge- lara, a Massimo Bonfantini.
sulle innovazioni della cosmologia dei suiti europei che non ammisero la validità
gesuiti nella Rosa Ursina di Scheiner, si è delle teorie di Galileo, non perché erano Nel sottolineare la sequenza di disconti-
presentato C. Dollo, che ha sottolineato la ideologicamente contrari, ma perché (non nuità che definisce la pluralità strutturale
convergenza delle tesi di Galilei e Schei- avendo un cannocchiale perfetto) non ri- dello studio del linguaggio, Rosanna Sor-
ner nel convalidare la regola di Agostino scontravano la certezza empirica dei po- nicola ha puntualizzato le difficoltà og-
secondo la quale, quando vi è contrasto sui stulati galileiani. gettive che si incontrano nel tentativo di
dati osservabili, è l’interpretazione del P. Tabarroni ha riferito sul ruolo della tradurre reciprocamente modelli linguisti-
Testo Sacro che deve adattarsi ai fatti scuola di Clavius in una situazione di degra- ci afferenti alle diverse discipline scienti-
certificati, non viceversa. do dell’astronomia tolemaica, ridottasi ad fiche e, richiamandosi alla distinzione
Le relazioni di A.Garibaldi e di S.Corra- ancella dell’astrologia giudiziaria, mettendo chomskyana tra adeguatezza descrittiva e
dino hanno trattato rispettivamente la pro- in luce l’esattezza del sistema ticoniano oltre adeguatezza esplicativa, ha posto l’accen-
blematica della risoluzione della quadra- a proporre la rivalutazione del Biancani, to sulla sostanziale incompatibilità della
trice da parte dei gesuiti e l’assiomatica allievo di Clavius e studioso delle maree. modellistica teorica con l’oggettualità “bru-
euclidea nel Cinquecento. Clavius inizia Dei rapporti che istaurò la Compagnia di ta” del fatto linguistico. E’ tuttavia possi-
infatti un’opera di riorganizzazione e libe- Gesù con le città in cui essa operò tra il bile rintracciare una seria problematica
razione della matematica euclidea dalle Cinquecento e Seicento, hanno riferito di- comune all’interno delle diverse teorie che,
“strettoie” dell’antefatto letterario, nel ri- versi relatori. R. Moscheo ha messo in sicuramente, presentano una divergenza
spetto della specificità scientifica, ristabi- evidenza la precarietà culturale della Sici- fondamentale nella descrizione linguisti-
lendo definitivamente l’avvio assiomatico lia e il rapporto guardingo e poco fiducioso ca, ma che condividono però un obiettivo
della deduzione geometrica. C. Casadio del matematico messinese Maurolico nei epistemologico unico, quello di fornire
ha parlato della risolubilità delle prove confronti dei gesuiti; A. Romano ha inve- una buona descrizione di una lingua. Ora è
matematiche in sillogismi nell’opera di ce riferito sulla situazione, tra il 1560 e il chiaro, ha osservato Sornicola, che uno
Clavius e nella filosofia della matematica 1643, della Francia, tormentata dalle guer- strutturalista, sulla scorta di Bloomfield e
tra Cinquecento e Seicento ed ha ripropo- re di religione; nel 1594 venne infatti sop- Mathesius, darà rilievo soprattutto alla
sto la tesi di Clavius dell’inutilità di ridur- presso il collegio di Parigi. Clementi ha forma linguistica per spiegare le ragioni e
re in forma sillogistica le dimostrazioni ricordato l’impegno di Bellarmino a Ac- le economie di funzionamento del lin-
matematiche. G. Lucchetta ha invece in- quaviva per l’istituzione di collegi gesuiti guaggio, trascurando con ciò la compo-

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CONVEGNI E SEMINARI

Il moderno di Benjamin benjaminiana. Questi due aspetti sono in ste in quel processo di fatuità di cui la
realtà reciprocamente escludentisi, negan- metropoli è spazio principe: consiste nella
Si è svolto a Milano nel marzo 1993, tisi: il materialismo storico intende “assor- sovrabbondanza, nell’apparire contrappo-
presso la Casa della Cultura, un dibat- bire” la teologia, risolverla in sé; ma il sto all’essere, nell’ostentatività, nella moda,
tito, coordinato da Marina Calloni, sul momento del riscatto qualifica teologica- che è «la ricerca sempre vana, spesso ridi-
tema: WALTER BENJAMIN. LO SPAZIO DELLA mente, e rovescia, il materialismo medesi- cola, talvolta pericolosa, di una superiore
MODERNITÀ, con la partecipazione di mo, messianizzandolo. La fedeltà alla sto- bellezza ideale». Dal punto di vista antro-
Elena Agazzi, Gianfranco Bonola, Giu- ria costringe d’altra parte nell’immanen- pologico la vita viene strutturata dalla velo-
liano Della Pergola, Ubaldo Fadini, za, come solo orizzonte del riscatto, il cità: la conoscenza diviene essenzialmente
Ugo Perone. messianismo ebraico; quest’ultimo si con- strumentale, rimane al livello dell’infor-
nota così non come compimento ma, al mazione. Il tipo di sapere dell’uomo metro-
L’incontro, come ha ricordato Marina contrario, come frammentazione, come politano è finalizzato alla comunicazione:
Calloni che lo ha organizzato e coordina- rottura della continuità, come arresto del non è un sapere per sé, ma un sapere “per
to, ha inteso focalizzare due zone differen- movimento della storia. Contro Marx, la altri”, ripetitivo e massivo.
ti, interessate dalla riflessione di Walter società senza classi, o il Messia, non arri- Relativamente a Parigi, Benjamin ha come
Benjamin: quella degli scritti di filosofia vano alla fine della storia, al termine del obiettivo polemico la ricostruzione otto-
della storia, in qualche modo legati a Ange- suo sviluppo, ma si qualificano invece centesca attuata da Haussmann, che ri-
lus novus, e quella costituita dalle teorizza- come loro rottura, loro interruzione. Il pensò una metropoli dell’ordine e della
zioni estetiche riferite all’ambiente urbano. messianesimo è un riscatto della storia e geometria urbana. Fu attuato, nel contem-
Gianfranco Bonola (“Metafore di salvez- dalla storia; ma tale riscatto può avvenire po, un riordino sociale attraverso una sele-
za”) ha focalizzato le tesi benjaminiane solo nella storia. zione antropologica improntata alla razio-
relative alla filosofia della storia, sottoli- Partendo dal concetto di esperienza, Ubal- nalità pianificatoria, tipica caratteristica dei
neando in esse il legame intercorrente fra do Fadini (“I luoghi comuni di Benjamin”) ceti emergenti post-rivoluzionari, e all’odio
la riflessione più propriamente filosofica e ha preso in considerazione la svalutazione profondo per l’individualità. In un’acce-
i testi di carattere “narrativo”. La storia, di questo concetto nella prospettiva benja- zione tipica della Scuola di Francoforte,
più che materia di scienza, è oggetto di miniana, in cui l’ “esperienza” è intesa nel progetto urbanistico di Parigi si manife-
“rammemorazione”, e ciò vieta di poterla come patrimonio, eredità del passato. La sta per Benjamin la “dialettica della razio-
pensare prescindendo da una dimensione tecnica, mentre getta l’uomo in un’oppri- nalità”: un progetto geometrico che scom-
teologica. Quest’ultima diventa così una mente povertà, in quanto lo priva del so- pare come senso generale, per riemergere
sorta di nuovo inquadramento, in funzione stegno dell’esperienza, al contempo lo ar- solo come aggregato di funzioni urbane
ancillare e insieme direttiva, del materiali- ricchisce, in questa povertà, di un’altret- manipolate. Nella società di cui la Parigi
smo storico. Tra un determinato presente, tanto opprimente ricchezza, ampollosa di ottocentesca è prefigurazione, l’individua-
e altrettanto determinati segmenti di pas- false idee e false speranze. Quanto più lità diventa un feticcio, privata di un auten-
sato, si stabiliscono, per il materialista l’esperienza non si collega (e non ci colle- tico rapporto con la realtà, ricacciata nella
storico, nessi che fanno di presente e pas- ga) più a un patrimonio culturale, quanto dimensione onirica. Parigi medesima di-
sato significanti reciproci, per cui solo più si è, in questo senso, poveri di espe- venta, ha sottolineato Della Pergola, il pro-
alcuni passati sono significativi per alcuni rienze - sia private, sia “politiche”, riferite dotto onirico di un’individualità schiaccia-
presenti, e viceversa. E’ così che il passato cioè all’umanità in generale - tantopiù si ta in esso: dal sogno della città imperiale di
viene “redento”, strappato com’è, prima cerca rifugio nella dispersione, nel guaz- Napoleone III alla Parigi delle fogne è
ancora che all’oblìo, a una considerazione zabuglio, nel barocchismo. Nasce così, e possibile parlare di una città sognata che si
museale, ovvero alla sua fruizione sotto le va superata, la fase, peraltro necessaria, sovrappone a quella reale; un sogno che
spoglie dell’ “eredità”. della “nuova barbarie”, intesa come an- racchiude l’Arco di Trionfo e le cloache.
La funzione redentrice del presente nei nientamento dei resti soggettivi, delle sco- Elena Agazzi (“Walter Benjamin: verità
confronti del passato, cioè la funzione rie immaginali (ovvero, marxianamente, del frammento e culto delle rovine”) ha
della prassi storica della classe operaia, “ideologiche”), distaccate dalla corporeità infine incentrato il proprio intervento a
distingue per Benjamin l’autentico mate- reale, quali le nozioni di “uomo interiore”, partire dalla polemica che Benjamin in-
rialista storico dal socialdemocratico posi- “psiche”, “individualità”, e così via. Lad- gaggia nei confronti del mondo classico, e
tivista. Per questo Benjamin privilegia, dove, per converso, l’azione reale produce dal suo rapporto con la figura di Winckel-
nella considerazione storica, il motivo del l’immagine, ed è quest’immagine, non c’è mann. Agazzi rileva un’ambivalenza fra
“salto”, la discontinuità, l’intermittenza, posto per le scorie immaginali, per la men- la netta condanna espressa nei confronti
la contraddizione. L’ “attualizzazione” zogna, per l’ideologia; resta il corporeo, la del classicismo, dove Benjamin vede rilu-
(Jetztheit) ha valore, dunque, solo in una fisicità che si realizza nella tecnica, nel- cere la falsa apparenza della totalità, e il
prospettiva funzionalizzante rivoluziona- l’oggettività, dove corporeità e attività im- più sfumato giudizio su Winckelmann, nel
ria; d’altro canto, ha sottolineato Bonola, maginale si compenetrano. La tecnica cui approccio estetico il filosofo tedesco
tale attualizzazione è possibile solo ipotiz- diventa protesi di uno spazio corporeo individua invece l’emergere delle istanze,
zando una giustizia superiore, trascenden- collettivo che produce il proprio spazio totalmente aclassiche, del frammento e
te, o “redentrice”, rispetto al presente da immaginale. dell’espressione allegorica, riguadagnata
cui si parte. Giuliano Della Pergola (“La Parigi di alla dignità di espressione artistica, con
In un medesimo ambito di riflessione, Ugo Benjamin”) ha ricordato le riflessioni benja- valenza “gnoseologica”, al di là del suo
Perone (“Redenzione del moderno”) si è miniane contenute in Parigi capitale del mero aspetto di tecnica.
soffermato sul nesso-tensione tra materia- XIX secolo, dove la capitale francese viene Benjamin si richiama esplicitamente alla
lismo storico e teologia, proponendo la interpretata come luogo privilegiato del- componente “rinascimentale” dell’opera
metafora del manichino giocatore di scac- l’affermarsi della modernità nell’Ottocen- winckelmanniana, quando evidenzia il ca-
chi, il materialismo storico, i cui fili sono to. Le teorizzazioni di Benjamin hanno, rattere euristico e “poietico” dell’allego-
mossi da un abilissimo nano nascosto, la insieme, la caratteristica di riflessione este- ria: l’allegoria insegna all’artista a inven-
teologia. L’intreccio, ha sottolineato Pero- tica e politica, come individuazione delle tare, al di là e contro l’atteggiamento mi-
ne, è inscindibile, non resolubile nei termi- forme di sviluppo della metropoli, nel mo- metico che contraddistingue, invece, l’ap-
ni di una distinzione di aspetti, né tantome- mento in cui essa si evolve dal localismo al proccio classicista. Quest’ultimo si instaura
no in quelli di una successione di fasi cosmopolitismo. L’essenza del cosmopo- a partire da uno sguardo simbolico, che si
all’interno dell’evolversi della riflessione litismo, che è cifra della modernità, consi- esplica sotto gli auspici del mito. Come è

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CONVEGNI E SEMINARI

Walter Benjamin nella Bibliothèque Nationale a Parigi (1937)

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CONVEGNI E SEMINARI

sazione dei confini della discussione filo- ne umana, in quanto conseguenza di un poralità come futuro. Nel saggio di Sergio
sofica sull’etica, Magri si è soffermato in impossibile fondamento teorico. Ciò che Moravia, Esistenza, etica e complessità
primo luogo sulla registrazione dell’esclu- si realizza con la determinazione di un ritorna la problematica della discontinuità
sione, in questo fascicolo di “Paradigmi”, valore è un puro fatto, che si impone, che temporale, là dove l’autore mostra come
della prospettiva analitica, ad eccezione di prevarica. Se il luogo dell’etica, della all’interno dello stesso individuo, dello
un saggio. Si tratta di una scelta che, per prassi è il luogo della violenza si tratta stesso io ci sia una molteplicità di io; si
Magri, può essere in qualche modo discus- allora, ha ribadito Petterlini, di collocar- delinea così all’interno del singolo una
sa indicando le ragioni di un’ “etica” ana- vi, ove è possibile, una ragione pratica, discontinuità temporale, che pone all’in-
litica come soggetto del dibattito filosofi- intesa in termini contemplativi, come terno dello stesso io la domanda dell’alte-
co-morale contemporaneo. Quattro “am- una regola del gioco utile anche se non rità. Infine, la problematica della tempora-
biti” o “aree” di impostazione analitica, vera, utile sino a quando non prevarran- lità si piega in quella de La scelta, che è il
hanno compiuto notevoli sviluppi nella no altre regole e altri giochi. titolo del saggio di Giuseppe Semerari.
discussione della moralità. In primo luo- Augusto Ponzio ha proposto di ricercare La temporalità della scelta concerne il suo
go, le discussioni sul significato del lin- una specie di filo conduttore della raccolta rapporto con la necessità, non ci può esse-
guaggio morale, sui modi in cui si possono di saggi nella domanda: «C’è ancora tem- re scelta se c’è soltanto una libertà. Il
formulare e difendere linguaggi morali; si po, c’è ancora spazio per l’etica nella cul- rapporto tra necessità e libertà è di natura
è passati qui da una visione atomistica di tura contemporanea?» Ma se il tempo non temporale.
discussione dei singoli enunciati morali ad è il tempo lineare, continuo, il tempo di Franca Pinto Minerva è intervenuta sul
un approccio molto più ampio e più radica- Kant, di Hegel, della predizione, della “bisogno dell’etica” nella società con-
le, con una crescita dell’oggetto della me- filosofia della storia, ma è il tempo della temporanea, che è società aperta al pos-
taetica nel campo più importante degli rottura, della divisione, della discontinui- sibile per tutti, caratterizzata dalla com-
esami dei procedimenti di costruzione e di tà: «C’è ancora spazio per l’altro? C’è parsa sulla scena di nuovi soggetti di
controllo di argomentazioni di più singoli ancora spazio per la politica?» Nel fasci- diritto e da un ampliamento di riconosci-
enunciati e addirittura di intere teorie mo- colo di “Paradigmi” la temporalità è tema- mento di diritti e dalla possibilità per
rali. In secondo luogo, un passaggio di tica esplicita del saggio di Giuseppe Bar- tutti di intraprendere percorsi di autoaf-
filosofi analitici dalla semplice analisi lo- letta (“La vertigine del cominciamento. fermazione; ma che contemporaneamen-
gico-linguistica ad un altro tipo di analisi Congetture (meta) etiche sul tempo e la te è il teatro della negazione di diritti,
dichiaratamente metafisico. In terzo luo- morale”), che sembra paradigmatico della dell’espansione della violenza. E’ intor-
go, il convincimento che in filosofia mora- lettura di Ponzio proprio perché sottolinea no al tema della differenza e dei diritti
le si può aspirare a giungere a delle conclu- la discontinuità della situazione storica della differenza, ha osservato Pinto Mi-
sioni normative, a delle vere e proprie dell’ Homo temporalis come essere vacuo; nerva, che si pone per la pedagogia il
prese di posizione. Da ultimo lo studio del la nascita e dall’altra parte la procreazione problema dello spazio dell’etica. In tale
rapporto tra norme morali ed azioni. I come momento di separazione tra due tem- prospettiva la pedagogia si presenta come
problemi dell’etica sono problemi che de- pi, il procreante e il procreato, che malgra- un discorso antinomico, un discorso di
vono essere affrontati e definiti sulla base do la loro connessione, sono in due tempi fini ma anche di mezzi; di fatti ma anche
di una costruzione teorica razionale forte- completamente separati, per cui il tempo è di valori; di analisi ma anche di progetti
mente controllata; è proprio in tale pro- quello della discontinuità, apre immedia- per costruire il futuro. Il discorso del-
spettiva che la nuova filosofia analitica tamente al problema dell’alterità e dunque l’etica in pedagogia è, da una parte, quello
offre uno sfondo di discussione. al problema della responsabilità e quindi di una ridefinizione continua dei fini
Per Arnalo Petterlini vi è una convinzio- al tema della comprensione. dell’educazione. Dall’altra parte, la parola
ne che fa da sfondo e che collega i contri- Questo nesso tra temporalità, alterità, re- etica si carica in pedagogia di significato
buti presenti nel fascicolo monografico sponsabilità si ritrova con implicazioni empirico, perché il problema non è solo
Paradigmi: il venir meno di una realtà pedagogiche nel saggio di Bertolini La quello di individuare le dimensioni del
assoluta in campo etico, non solo rende crisi della contemporaneità: possibilità e possibile, ma è anche quello di attivare
problematico il “tu devi”, ma carica l’uo- limiti dell’etica e della pedagogia. L’etica realmente dei comportamenti etici che
mo stesso del peso e della responsabilità come obbligo di trascendere il presente, devono diventare fatti nella prassi di cia-
delle proprie scelte. Oggi assistiamo mol- che è un’altra versione della dimensione scuno. Le sollecitazioni derivanti dall’eti-
to spesso ad un richiamo all’etica della temporale, è uno dei temi del saggio di ca per la pedagogia riguardano l’esclusio-
solidarietà e al collegamento tra la nega- Franco Bianco, Complessità dell’agire e ne di qualsiasi monocentrismo, antropo-
zione dell’assolutezza da un lato e l’assun- sua comprensione. Un altro saggio impor- centrismo, logocentrismo, bloccocentri-
zione di responsabilità dall’altro. Si è per- tante, in tale prospettiva, è quello di Gio- smo e il riconoscimento di una ragione
venuti a dire, ha osservato Petterlini, che la vanni Cera, Agire razionale e agire mo- problematica e pluriculturale.
morte di Dio è il prezzo più o meno elevato rale. Sulla coalterità come fatto e come Giuseppe Semerari, direttore di “Para-
per l’autentica emancipazione dell’uomo. valore, dove si parte dal comprendere, digmi”, ha concluso il dibattito soffer-
Se la garanzia teologica o metafisica è collegandosi con il significato dell’esserci mandosi sulle caratteristiche della rivi-
venuta meno non si può che assistere al come poter-essere, che in quanto tale è sta che più la caratterizzano: la dimen-
dispiegarsi dell’effettualità, dell’indiffe- apertura, trascendenza, progetto, distinto sione pluralistica e il rifiuto di ogni pro-
renza; assistere a quello che è stato detto il dalla semplice presenza chiusa, rappresa. spettiva “orto-scolastica”. L’inserimen-
“politeismo dei valori”, secondo cui per Se l’essere dell’esserci è un poter-essere, to e la dimensione locale è sempre stata
ognuno sono sacri i propri valori, non solo, comprendere è quindi comprendersi. Nel complementare ad una apertura nazio-
ma la realizzazione di un valore nella pras- saggio di Ferruccio De Natale si eviden- nale e ad una collaborazione con studio-
si è ottenuta contro altri valori. La prassi zia che l’epoché husserliana non è un fatto si di altre culture, di altre nazioni. Infine
si rivela, così, come il luogo dell’intolle- gnoseologistico, ma è un fatto prettamente Semerari ha ricordato il significato “ce-
ranza, il luogo della violenza, nel senso etico. L’epoché rappresenta la fuoriuscita lebrativo” di questo fascicolo monografi-
che l’impossibilità di determinare in dalla continuità spazio-temporale e la pos- co con il compimento, nel 1992, del primo
maniera decisiva il valore della scelta sibilità di immaginare e di comprendere decennio di vita della rivista, rendendo
comporta, per ciò stesso, l’impossibilità spazi diversi. Quello di Mario Manfredi giusto ringraziamento al coraggio impren-
di determinare il disvalore delle scelte è un saggio incentrato sull’altro, sulla re- ditoriale dell’editore Nunzio Schena il cui
opposte: la violenza è il necessario ap- sponsabilità, sull’apprensione per l’altro, impegno organizzativo si è rivelato essen-
pannaggio del problema della condizio- sulla paura per/dell’altro connessa alla tem- ziale per la vita della rivista. F.R.C.

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CONVEGNI E SEMINARI

base di ciò che essi ci raccontano. La tradu- ma l’ho esteso ad altri campi, quali l’eco- Lo spazio dell’etica
zione diventa allora un operazione fonda- nomia e il sistema politico. Il mio modo
mentale perché in questo modo ci sforzia- principale di procedere nelle generalizza- Per iniziativa dell’Accademia Puglie-
mo di rendere ciò che i nativi dicono di se zioni è di fare un assiduo avanti-indietro tra se delle Scienze il 27 aprile 1993, nel-
stessi in un idioma differente da quello che i due oggetti di studio e di costruire una l’Aula Magna dell’Università di Bari,
essi usano. Molti antropologi descrivono la sorta di struttura di comparazione, in modo ha avuto luogo una Tavola rotonda,
loro attività come traduzione di un’altra cul- da riuscire a parlare di entrambe le realtà, coordinata da G. Dotoli e da France-
tura - dei suoi segni e dei suoi simboli - nella tenendo conto dell’individualità di ciascu- sco Tateo, per la presentazione e di-
nostra lingua e nella nostra forma di vita; io na ed evidenziando il tipo di rapporto che scussione del fascicolo monografico
arrivo addirittura a sostenere che il modo con può essere istituito tra di esse. E’ un tipo di n. 31 della rivista “Paradigmi”, dedi-
cui la traduzione è concepita e realizzata sia generalizzazione delimitata in base all’in- cato al tema: LO SPAZIO DELL’ETICA NELLA
il vero nocciolo dell’antropologia. crocio di diversità ed analogie, per cui ho CULTURA CONTEMPORANEA. Sono inter-
D. Un presupposto fondamentale del suo sostenuto che il sapere antropologico si co- venuti, F. Tateo, D. Bigalli, T. Magri, A.
approccio alla realtà dei nativi è quello di stituisce in tal senso come local knowledge. Petterlini, F. Pinto Minerva, A. Ponzio.
considerarla come un testo da decifrare. Il Faccio un esempio per chiarire questo con-
suo collega Kevin Dwyer ha definito que- cetto: il confronto tra il Marocco e l’Indo- «C’è spazio per l’etica nella cultura con-
sta strategia interpretativa una sorta di nesia mette in evidenza come una religione temporanea?» L’etica non si risolve nella
contemplative pattern e ad essa ha con- - essenzialmente la medesima religione - politica, nell’economia? Non è ancora
trapposto il pattern of dialogical fieldwork, possa assumere una specifica fisionomia in scomparsa come principio dell’azione?
che considera il momento discorsivo sul una realtà sociale rispetto all’altra. In pri- Non si è ridotta ad un oggetto della storia
campo, con le sue dinamiche interattive, mo luogo, il Marocco è un paese quasi della cultura? Francesco Tateo ha consi-
più adeguato per la comprensione dell’Al- totalmente islamico, mentre in Indonesia derato i diversi saggi presenti in “Paradig-
tro, pur nella consapevolezza dei limiti di accanto all’islamismo coesistono differen- mi” come risposte a tali questioni. Ripren-
ogni operazione interpretativa. ti altri riti e strutture religiose. Inoltre, per dendo le argomentazioni della Presenta-
R. Questa discussione con Dwyer dura da i marocchini l’islamismo è la base tradizio- zione del fascicolo a cura di Giuseppe
parecchio tempo e non sono d’accordo con nale costitutiva della loro società, mentre Semerari, Tateo ha indicato le ragioni
il suo punto di vista. Ritengo infatti che per gli indonesiani quella religione è arri- storiche che fanno dell’etica il banco di
l’interpretazione del testo - di qualsiasi tipo vata ad insediarsi relativamente tardi, per prova della filosofia e le difficoltà in cui si
di testo - sia molto attiva e la distinzione tra cui i primi sono prevalentemente preoccu- imbatte la scienza condizionata dal persi-
i due modelli non sia valida. Il metodo di pati di difendere la loro tradizione a diffe- stere di reazioni nichilistiche e conferme
lavoro che sviluppa Dwyer, e che mi sem- renza dei secondi, più inclini ad adattare e dogmatiche. La riflessione etica, ha osser-
bra interessante, consiste nella costruzione conciliare l’islamismo con il contesto sto- vato Davide Bigalli, si trova in un bilico
del testo antropologico in base all’intera- rico precedente. Se qualcuno trascura o tra una specializzazione tecnico-discipli-
zione dialogica con l’informatore; ma sin- attenua queste differenze, che si estendono nare e uno spazio che fa riferimento ad una
ceramente non vedo in che cosa si distingua oltre il campo prettamente religioso, fini- generalità. Da un lato, si delinea un’etica
specificamente dal mio tipo di lavoro. An- sce per operare generalizzazioni troppo in situazione, che porta alla riflessione, a
ch’io faccio quello che fa lui; ovvero parla- astratte e superficiali. saperi particolari, alla disseminazione del-
re con i nativi, cercare di capirli, di comu- D. Lei ha indicato strade nuove di ricerca l’etica nelle etiche (questo è un prezzo che
nicare e di costruire un testo che descriva la con la sua proposta di un’ “antropologia il moderno sta pagando). Dall’altro lato si
loro realtà. Tuttavia Dwyer pensa che la interpretativa” ed ha prospettato un in- tende a considerare l’etica non “dissemi-
rappresentazione di un incontro basato sul contro tra antropologia e filosofia. Per il nata” come qualcosa che appartiene al
dialogo consista nella pura e semplice regi- futuro della sua ricerca ritiene più impor- passato, come una metanarrazione. L’esau-
strazione di esso, mentre ciò richiede ne- tante lo sviluppo dei suoi rapporti con i rirsi di una figura dell’attività filosofica
cessariamente un’interpretazione, contro filosofi o con gli antropologi? non significa, immediatamente, per Bigal-
la presupposizione che di per sé la registra- R. Certo, la mia è una strada di ricerca li, il venir meno dell’esigenza di totalità.
zione sia più reale e diretta. In ogni caso possibile e promettente, anche se non pos- Forse si sta assistendo ad una dimissione
sono convinto che l’interpretazione sia ne- so sbilanciarmi nel dire che sia del tutto del grande spazio dedicato all’etica all’in-
cessariamente limitata e che non sia possi- nuova, perché in realtà è stata indicata già terno della storia della filosofia, che va dal
bile né per mezzo del dialogo, né con altri da altri prima di me. Su certe direttrici è Rinascimento a Cartesio, sino al bon ton
strumenti catturare pienamente l’esperien- possibile, a mio parere, procedere ulterior- seicentesco, settecentesco, fino alle grandi
za altrui; ciò che possiamo fare è di fornire mente, studiare culture diverse, raccoglie- pagine da Kant a Husserl, che si caratteriz-
un’interpretazione dotata di senso sulla base re serie di interpretazioni e collegarle l’una zano soprattutto come etica nei termini di
delle differenze tra la nostra forma di vita e con l’altra, è quanto stanno già facendo una scienza dei costumi, come progetto,
quella dei nativi. molti degli antropologi contemporanei. quindi, di umanizzazione dell’uomo e ri-
D. Lei ha ribadito con forza di essere con- Per quanto riguarda la seconda parte della definizione moderna del magnum mira-
trario alle generalizzazioni affrettate e al- domanda, non voglio operare una distin- culum della scienza occidentale. Il dram-
l’individuazione di categorie e sistemi clas- zione, in quanto qualsiasi antropologo deve ma dell’etica e della filosofia è la dialettica
sificatori astratti. Tuttavia, vi sono criteri tenere rapporti con i suoi colleghi per reci- irrisolta tra il filosofo come “spettatore
teorici in base ai quali ha condotto le sue proci scambi di lavoro; ma devo ammettere disinteressato” e il filosofo come “funzio-
ricerche e le sue comparazioni? che le intenzioni e gli obiettivi dell’antro- nario dell’umanità”.
R. Sono d’accordo che vi siano compara- pologia sono fondamentalmente filosofici, Tito Magri ha invece sottolineato come
zioni che si possono fare; anzi, uno dei per questo intendo mantenere stretti rap- nella cultura filosofica contemporanea,
motivi per cui ho fatto la scelta di studiare porti con i filosofi. Ritengo tuttavia impor- proprio lo spazio dell’etica è tanto più
la realtà del Marocco, dopo il mio soggior- tante lavorare sia con gli uni che con gli esteso di quanto non fosse nei decenni
no in Indonesia, è stato proprio di indagare altri, senza discriminazioni, e, personal- trascorsi, così da essere, probabilmente,
un’altra società plasmata dalla tradizione mente, ho cercato di stabilire sulla base di uno dei pochi spazi rimasti autonomi. Nello
islamica, riservandomi quindi la possibili- analisi e ricerche antropologiche alcune stesso tempo si tratta di uno spazio estre-
tà di individuare sia le affinità che le diffe- posizioni filosofiche nello studio delle re- mamente complesso, che si configura con
renze. Questo confronto non l’ho limitato lazioni all’interno delle culture e tra le aspetti di tendenziale contradditorietà.
esclusivamente al campo della religione, differenti culture. Come elemento di integrazione e di preci-

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CONVEGNI E SEMINARI

CONVEGNI E SEMINARI

‘A fatto compiuto’: elementi raccolti in fase di ricerca: sono duce un senso: la configurazione di una
l’antropologia culturale di Geertz questi i presupposti con cui Geertz sta certa realtà secondo un’ipotesi descrittiva
raccogliendo la sua esperienze di studioso resta dunque una decisione dello studioso,
Per il ciclo di lezioni “Questioni del di antropologia in un opera dal titolo: After la cui validità dipende dalla capacità di tale
tradurre” il Centro Culturale della Fon- the fact (A fatto compiuto), che vuole esse- configurazione di render conto di tutte le
dazione Collegio San Carlo di Modena re nel contempo una sintesi delle sue ricer- implicazioni successive e degli ulteriori
ha organizzato il 21 maggio 1993 una che su due paesi da molti decenni sotto la resoconti destinati ad ampliare l’orizzonte
lezione di Clifford Geertz dal titolo: RI- sua osservazione, il Marocco e l’Indonesia, rappresentativo in essa implicito. In tal
FLESSIONI SULLO STUDIO DELLA CULTURA. A ed una riconsiderazione riflessiva dell’an- senso descrivere una cultura significa ca-
FATTO COMPIUTO, in cui il noto antropolo- tropologia come disciplina appartenente ratterizzare una forma di vita, mostrarla
go, introdotto da Maurizio Viroli, ha all’ambito delle scienze sociali. Il volume, sotto una certa luce e cercare di indurre
presentato alcuni passaggi dell’opera a suddiviso nei capitoli: Paesi, Culture, Ege- qualcun altro a guardarla allo stesso modo,
cui da alcuni anni sta lavorando con monie, Discipline, Modernità, si presente- assumendosi tutte le responsabilità della
l’intento di raccogliere oltre quarant’an- rà come uno studio comparativo che a prospettiva adottata.
ni di esperienze di lavoro antropologi- partire dall’analisi di due cittadine, Pare, Queste posizioni teoriche rappresentano il
co sul campo e nella discussione teori- che si trova a est di Giava, e Sefrou in punto di arrivo di oltre quarant’anni di
ca, intervenendo su problemi fonda- Marocco, si sviluppa in una considerazione studi e ricerche; Geertz ne fa il punto nel
mentali dell’antropologia culturale, più allargata della cultura di questi due paesi. momento in cui la cultura occidentale ha
come quelli della comprensione, del- La domanda fondamentale a cui Geertz radicalmente mutato il suo atteggiamento
l’argomentazione, della verifica del pun- cerca in quest’opera di dare una risposta nei confronti delle altre culture e ha abban-
to di vista, della concettualizzazione riguarda il problema della descrizione del- donato la certezza della sua superiorità e
teorica. Hanno partecipato al dibattito le realtà assunte come oggetto di osserva- della continuità dei cambiamenti in atto.
Silvana Borutti, Alessandro Dal Lago, zione. La tentazione dello studioso della Già nel corso degli anni ’50 questo proces-
Franco La Cecla, Steven Lukes. cultura è di ingabbiare la realtà nei suoi so di revisione delle relazioni tra le nostre
postulati teorici, costruendo modelli, pro- rappresentazioni delle culture indigene e le
Dopo aver presentato Clifford Geertz come cessi, teorie, in base ai quali distingue stadi loro realtà iniziò a svilupparsi. Parallela-
un cultore dell’arte dell’interpretazione, (Tradizionale/Moderno, Feudalesimo/Co- mente, cominciò a declinare l’immagine
Maurizio Viroli ha richiamato l’attenzio- lonialismo/Nazione), individua tendenze romantica dell’antropologo come esplora-
ne sulla possibilità di ricercare significati, (ad esempio: maggior individualismo, mi- tore solitario ai margini della civiltà. In
e non leggi, e di considerare l’elaborazione nore religiosità, benessere crescente), po- questo scenario il ruolo dell’antropologo
concettuale meno importante della com- stula mete di riferimento (ad esempio la può diventare quello di voce per altre voci,
prensione dei processi di vita. Negli scritti realizzazione dello Stato). di narratore di altri discorsi, i discorsi ap-
di Geertz sono di fatto innumerevoli gli Ciò porta, secondo Geertz, alla illusione punto “degli altri”. F.S.
spunti che conducono in tale direzione. In della quiddità, alla presunzione di inqua-
primo luogo, ha fatto notare Viroli, ci tro- drare le realtà osservate all’interno di bo- Alla luce di questa prospettiva Franco
viamo sempre più a dover fare i conti con riose categorie, che occultano il lungo ed Sarcinelli ha rivolto a Clifford Geertz le
aree di ricerca per noi oscure e minacciose, ininterrotto processo di sedimentazione che seguenti domande in occasione della sua
che richiedono non di rinunciare al nostro le ha formate, ovvero una sorta di paesag- conferenza alla Fondazione Collegio San
punto di vista, ma di avviare un processo di gio storico. Carlo di Modena.
interpretazione in cui i diversi parlano con Contro questa impostazione Geertz solleva
la loro voce, non con la nostra. In tale forti obiezioni; il ricercatore raccoglie ma- D. Sulla base delle presupposizioni di
situazione, non capire le differenze signifi- teriali eterocliti (storie confuse, resoconti Wittgenstein, possiamo definire l’oggetto
ca precluderci la possibilità di allargare i intuitivi, collegamenti instabili, sciami di dell’antropologia come una forma di vita
nostri orizzonti mentali e di diventare visi- eventi e di inserti biografici) che scorrono con le sue regole, che sono di tipo linguisti-
bili a noi stessi: l’interpretazione delle cultu- su una superficie temporale non lineare, co. In tal senso possiamo considerare le-
re risulta in tal senso un presupposto fonda- percorsa da correnti che ora viaggiano in gittima l’affermazione secondo la quale la
mentale per comprendere chi siamo noi. parallelo, ora deviano e si separano per poi traduzione costituisce il principale mezzo
Per convalidare la sua nozione di compren- incrociarsi e dividersi di nuovo. L’esattez- di accesso all’oggetto antropologico?
sione in antropologia Clifford Geertz ha za, il parametro dell’oggettività, la sicurez- R. Certamente! Ritengo che la traduzione
esordito citando una frase di Kierkegaard: za della verità diventano delle pure chime- sia il principale strumento per il materiale
«La vita è vissuta in avanti, ma è compresa re. In realtà, l’antropologo è un bricoleur, fornitoci dai nostri informatori; il che si-
all’indietro.» Ricercare in prima istanza i che lavora ad hoc e ad interim per mostrare gnifica che dobbiamo riuscire a interpreta-
fatti, per poi passare all’interpretazione come elementi particolari possano essere re ciò che dicono, non avendo un modo
come effetto della configurazione degli intrecciati in una interpretazione che pro- diretto di accedere alla loro vita se non sulla

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CONVEGNI E SEMINARI

CliffordGeertz

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CALENDARIO

CALENDARIO

Nell’ambito delle attività culturali ● Informazioni: Centro Culturale


della Casa della Cultura di Milano Polivalente, Piazza della Repubbli-
ha preso avvio nell’ottobre 1993 un ca 31, 47033 Cattolica, 0541/967802.
ciclo di seminari a cura di Fulvio
Papi con il titolo: La filosofia mo-
derna. Verità e destino dei clas- In occasione della presentazione del
sici. Questo il calendario degli in- libro di Umberto Eco, La ricerca
contri: 14 ottobre, Carlo Sini: della lingua perfetta nella cultu-
“Cartesio”; 21 ottobre, Fulvio Papi: ra europea (Laterza, Roma-Bari
“Bruno”; 4 novembre, Valerio Ver- 1993), il 26 ottobre 1993, alla Bi-
ra: “La filosofia moderna. Verità e blioteca Nazionale Braidense di Mi-
destino dei classici”; 11 novembre, lano, sono intervenuti: Maria Corti,
Fulvio Papi: “La filosofia moderna. Raffaele Simone, Mariateresa Fu-
Verità e destino dei classici. Marx”; magalli Beonio Brocchieri.
18 novembre, Mario Ruggenini: ● Informazioni: Editori Laterza,
“Kant”; 25 novembre, Giorgio Pa- Via di Villa Sacchetti 17, 00197
squalotto: “Nietzsche”; 2 dicembre, Roma.
Salvatore Veca: “Hume”; 16 dicem-
bre, Giuseppe Semerari: “Spinoza”.
Sempre presso la Casa della Cultu- Nell’ambito delle attività del Cen-
ra, il giorno 15 novembre 1993, in tro Culturale della Fondazione Col-
occasione della presentazione della legio San Carlo di Modena ha pre-
pubblicazione della rivista “Nuova so avvio nell’ottobre 1993 il ciclo
civiltà delle macchine”, Maria Te- di lezioni: La Prova dello stra-
resa Fumagalli Beonio Brocchieri, niero. Figure per il confronto
Luca Bianchi, Giulio Giorello, Ma- fra le culture. Questo il program-
rio Vegetti intervengono sul tema: ma degli incontri fino a febbraio
Le età della scienza. 1994: 29 ottobre, Romano Màdera:
● Informazioni: Casa della Cultu- “L’ombra dello straniero”; 17 no-
ra, Via Borgogna 3, 20122 Milano, vembre, Francesco Remotti, “Can-
tel. 02/795567. nibali, schiavi e sovrani. Il ricorso
allo straniero in una prospettiva
antropologica”; 3 dicembre, Gio-
Il Centro Culturale Polivalente di vanni Filoramo: “Pellegrino, stra-
Cattolica, in collaborazione con niero, senza patria. Figure del-
l’Istituto Italiano per gli Studi Filo- l’estraneità al mondo nel Cristia-
sofici di Napoli, ha organizzato una nesimo antico”; 28 gennaio, Pierre
serie di colloqui dal titolo: Libri in Rosanvallon (introd. Paolo Pom-
cerca di gloria. Letture. Queste beni): “Straniero e cittadino. I con-
letture sono iniziate nell’ottobre fini della politica”; 11 febbraio,
1993 con un seminario introduttivo Francisco Jarauta: “Abitare la fron-
di Ezio Raimondi, La retorica d’og- tiera. Riflessioni su meticciato e
gi, che ha avuto il seguente svolgi- interculturalità”; 25 febbraio, Si-
mento: 18 ottobre, “La comunica- monetta Tabboni: “Lo straniero e
zione inautentica”; 19 ottobre, “I la modernità. Dall’uguaglianza del
topoi nella letteratura e nell’arte”; diritto al riconoscimento della dif-
20 ottobre, “Per un’antroplogia del- ferenza”.
la retorica”; 21 ottobre, “La rinasci- Sempre nell’ambito della Fonda-
ta della retorica”. Nel novembre zione Collegio San Carlo, il Centro
1993 si è tenuto il seminario di An- di Studi Religiosi ha organizzato a
drea Battistini, La scienza nuova partire da ottobre 1993 il ciclo di
di Vico: un farmaco per la fanta- lezioni: In cammino verso Dio.
sia, con il seguente calendario: 10 La metafora del viaggio nel-
novembre, “Vico, filosofo dell’al- l’esperienza religiosa . Questo il
ba: la teoria antropologica delle ori- calendario degli incontri fino a
gini”; 11 novembre, “Gli strumenti gennaio 1994: 7 ottobre, Raimon
genetici di mito, metafora, etimolo- Panikkar: “La metafora del viag-
gia”; 12 novembre, “Robusti sensi e gio nelle religioni”; 28 ottobre,
vigorosissima fantasia. Per un’er- Filippo Gentiloni: “Abramo con-
meneutica delle passioni”; 13 no- tro Ulisse”; 11 novembre, Amalia
vembre, “Vico in USA, ovvero la Pezzali: “Il viaggio spirituale di
terapia dell’ingegno enciclopedico”. Siddharta, il Buddha”; 9 dicembre,

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CALENDARIO

Ermenegildo Manicardi: “Il cammi- A cura dell’Università Cattolica del un seminario di studio alla presenza Organizzata dal Centro Internazio-
no di Gesù e la via di Dio”; 13 gennaio Sacro Cuore, nei giorni 15-16-17 di Richard C. Lewontin sul tema: The nale Studi di Estetica di Palermo e
1994, Paolo Branca: “Le vie di Allah”. novembre si è svolto un seminario di Genetics, Evolutionary Theory dall’Università degli Studi di Paler-
Infine è da ricordare che in occasione fenomenologia e ontologia dal tito- and the Genome Project. Alle due mo, il 10 dicembre 1993 si tiene una
della presentazione del volume di Hans lo: L’idea di persona. Gli incontri relazioni di Richard C. Lewontin del- giornata di studio su Wladislaw Ta-
Blumenberg, Passione secondo Mat- hanno avuto il seguente svolgimen- la prima giornata (ore 10.00, “Inside tarkiewicz. Storia dell’estetica -
teo (Il Mulino, Bologna 1992), tenuta- to: 15 novembre, Paul Beauchamps: and Outside - Gene, Environment and Storia delle idee, in occasione del-
si il 22 ottobre 1992 con la partecipa- “Dimensioni della persona nell’an- Organism”; ore 15.30, “Fitness, Op- la pubblicazione del volume di W.
zione di Sergio Givone, Pierangelo tropologia biblica”; 16 novembre, timality and the Evolution of Cogni- Tatarkiewicz, Storia di sei idee. L’Ar-
Sequeri e Carlo Gentili, è stato orga- Aldo Masullo: “Persona e tempo”; tion”) ha fatto seguito, nella seconda te, il Bello, la Forma, la Creatività,
nizzato un Seminario di studio su Hans Jean-François Courtine: “La perso- giornata, una Tavola rotonda con l’Imitazione, l’Esperienza estetica
Blumenberg. Metafora, mito, mo- na nella fenomenologia di E. Giorgio Bignami, Edoardo Boncinel- (Aesthetica Edizioni, Palermo 1993).
dernità, che prevede i seguenti inter- Husserl”; Philibert Secretan: “Il per- li, Aldo Fasolo, Vittorio Sgaramella, ● Informazioni: Centro Interna-
venti: 19 gennaio 1994, Vincenzo sonalismo di E. Stein”; 17 novem- Pietro Corsi. zionale Studi di Estetica, Università
Vitiello; 16 febbraio, Barnaba Maj; 2 bre, Nicolas Grimaldi: “Lo statuto ● Informazioni: Centro di Studi degli Studi, Via delle Scienze, 90128
marzo, Michele Cometa; 23 marzo, dell’interiorità”; Michele Lenoci: Semiotici e Cognitivi, Contrada Palermo.
Bruno Accarino. Infine per il 10 mag- “Prospettive scheleriane sulla per- Omerelli 77, 47031 San Marino, tel.
gio 1994 è in programma una Giornata sona”; Ada Lamacchia: “Il persona- 0549 882516.
di studio su Hans Blumenberg, con lismo americano tra Ottocento e Organizzato dalla Scuola Europea di
la partecipazione di Remo Bodei, Gian- Novecento”; Roberta Corvi: “La Nell’ambito dell’attività convegni- Psicanalisi in collaborazione con
ni Carchia, Pier Aldo Rovatti e Fran- persona nella filosofia analitica”. stica organizzata dalla casa editrice l’Università degli Studi di Milano,
cesca Rigotti. ● Informazioni: Università Catto- “Il Saggiatore” di Milano in occa- l’11 dicembre 1993, presso la Sala
● Informazioni: Fondazione Col- lica del Sacro Cuore, largo Gemelli sione della pubblicazione del volu- Incontri I.S.U., si tiene un convegno
legio San Carlo, via San Carlo 5, 1, 20100 Milano. me di Alain Touraine, Critica della dal titolo: Jacques Lacan. La psi-
41100 Modena, tel. 059/222315. modernità, (Il Saggiatore, Milano canalisi, l’ermeneutica, il reale.
1993), si è tenuto il 1 dicembre 1993, Intervengono, nell’ordine: Massimo
Nell’ambito del ciclo: La filosofia presso l’Aula Magna dell’Universi- Recalcati: “Il reale di lacan”; Pier
Il Centro culturale “Casa Zoiosa” di in Germania oggi, che ha preso tà degli Studi di Milano, in collabo- Aldo Rovatti: “Ciò che sfugge”; Igi-
Milano ha organizzato nei mesi di avvio nel marzo 1992 grazie alla razione con l’I.S.U., un convegno no Domanin: “Lacan e la scena della
novembre e dicembre 1993 un ciclo collaborazione tra l’Università degli sul tema: Quale modernità. Que- scrittura”; Ettore Perrella: “Indivi-
di lezioni dal titolo: Il ‘900: il Seco- Studi di Milano e il Goethe Institut sto il programma degli interventi: duazione e fine della psicanalisi”;
lo dei Limiti. Questo il programma di Milano, il 16 novembre 1993 ha ore 15.00, Alain Touraine: “La crisi Adone Brandalise: “Perfezione e
degli incontri: 8 novembre, Enrico avuto luogo un incontro con Dieter della modernità”; ore 15.30, Carlo realtà”; Laura Fragasso: “Il reale
Bellone: “La fisica come violazione Heinrich, introdotto da Franco Vol- Sini: “Il transito”; ore 16.30, Severi- nello spazio lacaniano”; Maria Te-
dei limiti”; 15 novembre, Giuliano pi. no Salvemini: “Organizzare senza resa Maiocchi: “Ascesi della scrit-
Toraldo di Francia: “Limitazioni nel- ● Informazioni: Goethe Institut, organizzare: i dilemmi e paradossi tura”; Marco Focchi: “L’ostaco-
l’indagine del mondo fisico”; 22 no- Via S. Paolo 10, 20100 Milano, tel. del management contemporaneo”; lo”; Carlo Viganò: “La differenza
vembre, Giorgio Lunghini: “I limiti 02/76005571. ore 17.00, Fulco Pratesi: “La que- reale”; Graziano Senzolo: “L’ani-
dell’economia”; 29 novembre, Aldo stione ecologica: un ostacolo o un ma e il numero: Lacan e il tempo
Gargani: “I limiti del dicibile: contributo alla modernità?”; ore del significante”; Francesca Boni-
Wittgenstein e la filosofia contem- Il Centro di Studi Semiotici e Cogni- 17.30, Discussione. calzi: “Lacan versus Cartesio: il
poranea”; 6 dicembre, Francesco tivi dell’Università di San Marino ha ● Informazioni: Il Saggiatore, via soggetto della scienza”; Fabrizio
Moiso: “I limiti della ragione e i organizzato il 29-30 novembre 1993 Bianca Maria 26, 20100 Milano. Palombi: “Cartesio e il vaso di fio-
limiti della corporeità”; 13 dicem- ri rovesciato”; Domenico Cosen-
bre, Maurizio Mori: “Limiti etici per za: “La causa del desiderio: Lacan
la medicina e la biologia? Un punto Istituto Italiano tra Spinoza e Marx”; Riccardo Mas-
di vista bioetico”; 20 dicembre, Cor- sa: “Desiderio, struttura, formazio-
rado Mangione: “Aspetti della teo- per gli Studi Filosofici ne”.
rizzazione umana”. Via Monte di Dio 14, Napoli ● Informazioni: I.S.U. Università
● Informazioni: La Casa Zoiosa, degli Studi di Milano, Ufficio Cultu-
C.so di Porta Nuova 34, 20121 Mila- 29 novembre-3 dicembre 10-13 gennaio 1994 ra, C.so di Porta Romana 19, Mila-
no, tel. 02/6551813. Mario Agrimi Adriaan Peperzak no, tel. 02 809431 int. 162/186.
L’unità della filosofia di Vico Lineamenti di un’etica
Vico e la tradizione “platonica” - Il
Il 13 novembre 1993, in occasione De antiquissima e le polemiche con il 17-19 gennaio Il Dipartimento di Filosofia dell’Uni-
della pubblicazione del volume di “Giornale de’ Letterati d’Italia”. Gian-Carlo Rota versità degli Studi di Genova orga-
AA.VV., Dio nella Filosofia del No- L’intelligenza dall’illuminismo nizza, il 14 dicembre 1993 a Palazzo
vecento (a cura di Giorgio Penzo e 6-10 dicembre alla fenomenologia
Cambiaso, una Giornata di studio
Rosino Gibellini, Queriniana, Bre- Alessandro Ghisalberti sul tema: Jacques Maritain 1973-
scia 1993), presso il Centro Italiano 1993. Vent’anni dopo la morte.
Forme e figure 17-21 gennaio
di Ricerche Fenomenologiche di Intervengono Giuseppe Goisis (“Jac-
dell’aristotelismo Medievale Giorgio Agamben
Roma, Francesca Brezzi, Aniceto ques Maritain: dall’interpretazione
Gli inizi dell’aristotelismo scolastico Esperimentum potentiae:
Molinaro, Pietro Coda, Giorgio Pen- della storia all’impegno sociale”),
- L’aristotelismo mediato - Dall’aver- verso un’ontologia della potenza
zo e Rosino Gibellini, hanno parlato Angelo Campodonico (“Esperienza
roismo latino all’averroismo bologne- Il pensiero come esperienza della
su Dio nella Filosofia del Nove- e metafisica”), Letterio Mauro (“Il
se - Aristotelismo e Nominalismo. potenza - Aristotele e la potenza del
cento. Il giorno 11 dicembre 1993 è problema di Dio”), Ignazio Semino
pensiero.
previsto un incontro con Bruno Cal- (“Il problema delle scienze”), Fran-
13-17 dicembre
lieri, Aldo Masullo, Bianca M. d’Ip- cesco Botturi (“Ragion pretica e po-
Saverio Ricci 24-27 gennaio
polito e Alberto Gaston su: La psi- litica nel personalismo di Jacques
Una ‘filosofia milizia’. Andrew Packard
chiatria come scienza dell’uomo, Maritain”), Edilia Cassani Traverso
L’Accademia dei Lincei L’uomo biologico
in occasione della pubblicazione del- (“Legge naturale e legge eterna”),
Le origini lincee tra alchimia e astro- nel mondo progettuale
l’omonima opera di L. Binswanger Gianni Baget Bozzo (“Jacques Ma-
nomia - Lo svolgimento della vita
(Ponte delle Grazie, Firenze 1992). ritain ‘contadino della Garonna’”).
accademica - L’idea lincea a Napoli. 31 gennaio-3 febbraio
● Informazioni: Centro Italiano di ● Informazioni: Dipartimento di
Ricerche Fenomenologiche, Via dei Girolamo Cotroneo Filosofia, Via Balbi 4, 16126 Geno-
Serpenti 100, 00100 Roma. 10-14 gennaio Il metodo storico va, tel. 010 2099857.
Sanja Roic e i suoi problemi.
Poetica e oratoria in Vico Hegel e i “tipi della considerazio-
Eclettismo e fantasia: il poetico o ne storica”
tracce di una poetica vichiana Dalla filosofia della storia alla storio-
La poesia vichiana fra tradizione e grafia - La storiografia “originaria” -
Barocco. La storiografia “riflettente”.

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DIDATTICA

DIDATTICA

a cura di Riccardo Lazzari

Manuali di filosofia a confronto suggerimenti bibliografici di base, anche prattutto dalla collocazione all’esterno del
(II parte) se insieme ai classici viene talora indicata testo scritto, in posizione di facile eviden-
una letteratura di difficile reperibilità, ma za per rintracciare argomenti o per riper-
La TAVOLA III riassume l’apparato di- non siamo voluti entrare nel merito delle correre la materia. Per lo più si tratta di
dattico dei diversi manuali. Quattor- scelte. E’ stata invece segnalata la colloca- brevi indicazioni, segnalate come “titoli”
dici sono gli indicatori prescelti per zione della bibliografia e la sua impagina- nel nostro quadro riassuntivo; nel caso di
questo esame e non tutti sono ugual- zione (la formula “ben leggibile” indica Geymonat e Moravia troviamo invece
mente significativi. In questo caso il una bibliografia in cui i libri sono ordina- articolati riassunti dei vari argomenti, con
confronto non è quantitativo, limi- tamente elencati su righe separate in modo funzione simile a quella di un sommario
tandosi a segnalare la sola presenza da individuarne facilmente titolo e autori). (che peraltro Moravia ha già). L’imposta-
di alcuni sussidi e descrivendone bre- Non si sono distinte le bibliografie dedica- zione grafica di Giannantoni potrebbe far
vemente le caratteristiche. te solo alla letteratura critica da quelle che segnalare in questa sede l’uso del neretto
riportano sia le edizioni delle opere dei nel testo quale strumento di riconoscimen-
La prima colonna registra la presenza di filosofi che (magari a parte) i saggi critici. to dei temi in corso di trattazione. Trom-
una “introduzione” alla storia della filoso- L’obiettivo è quello di evidenziare la pre- bino usa invece i margini del testo per
fia vera e propria. La maggior parte dei senza di uno strumento di semplice avvio ampie citazioni di testi che documentano
manuali preferisce iniziare direttamente a studi ulteriori; e in tal senso sembra più la ricostruzione storica.
da Talete o dalla cultura della Grecia arcai- funzionale la collocazione della bibliogra- La “cronologia” è un sussidio didattico
ca, inserendo eventualmente all’interno di fia alla fine di ciascun capitolo, anziché non troppo frequente, ma che sarebbe logi-
questa descrizione qualche considerazio- alla fine del volume dove solo lo studente co attendersi in descrizioni storiche. Un
ne sulla natura della riflessione filosofica. già motivato avrà la pazienza di andare a quadro sinottico della storia filosofica, ci-
Molti docenti invece amano dedicare le ricercare ciò che lo interessa in mezzo a vile, artistico-letteraria consente di stabili-
loro prime lezioni a un’introduzione teori- pagine piene di riferimenti. Alcuni ma- re correlazioni spesso interessanti, ma va
ca alla nuova materia, soffermandosi su nuali offrono preliminarmente una sintesi detto che un simile espediente è adottato di
concetti, metodi e problemi che caratteriz- sugli strumenti di consultazione generale rado dai docenti e ancor meno dagli stu-
zeranno il lavoro successivo. In questo in ambito storico-filosofico: le proposte denti, soprattutto se questi prospetti sono
senso ben pochi testi vengono loro in aiu- più significative ci sembrano quelle di Gian- inseriti alla fine dei singoli volumi in posi-
to. Solo due manuali (Lacchini-Rivoltel- nantoni, Merker e Perone-Ferretti-Cian- zione di non frequente consultazione. Solo
la e Merker) hanno una vera e propria cio. In qualche caso si trovano bibliografie sette manuali, e non dei più recenti, pre-
unità didattica di introduzione teorico- ragionate che orientano brevemente le scelte sentano sinossi del genere: si segnalano
metodologica alla nuova materia di studio, dei lettori. Nel caso di Voltaggio c’è un per originalità di impostazione le tavole
con indicazioni molto concrete per il lavo- vero e proprio saggio critico (dovuto alla cronologiche tematiche del Berti, che iso-
ro degli studenti. Sono state però inserite collaborazione di E. Ronchetti) che rico- lano singoli periodi o autori stabilendo
in questa colonna anche presentazioni di struisce l’evoluzione della letteratura prin- analitici confronti, utili anche per impo-
altro genere. Berti e Severino introduco- cipale sui vari argomenti. stare delle lezioni. Mancini- Marzocchi-
no la materia con un discorso prevalente- Il “sommario” è la sintesi del contenuto di Picinali propone solo per i filosofi mag-
mente teoretico legato alla ricostruzione un capitolo. La sua utilità è piuttosto di- giori una cronologia della vita, però senza
delle origini della filosofia. Più o meno scutibile, ma può servire per un ripasso alcun confronto sinottico. L’ “iconogra-
analogo è l’intento di Firrao-Cambi, che veloce o per riassumere argomenti che non fia” è un elemento che non ci si aspettereb-
affida il compito ad alcune letture critiche si ritiene di dover trattare in maniera diffu- be di trovare in un manuale di filosofia, ma
come è nello stile del manuale; orientata in sa. Di solito è alla fine di un capitolo, ma da qualche tempo anche in questo campo
senso filologico è l’introduzione di Gian- può trovarsi all’inizio, con la diversa fun- comincia ad affacciarsi l’uso di questo
nantoni, mentre la prefazione di Casini- zione di preparare allo studio delle pagine strumento comunicativo. Fatta eccezione
Benvenuti, per la sua dimensione e l’im- seguenti. Merker propone entrambe le per qualche grafico riassuntivo, presente
pegno contenutistico può essere destinata versioni, con uno schema conclusivo in- in quasi tutti i testi, si segnalano qui i
anche alla lettura degli studenti. Metodo- telligentemente elaborato. Originale è an- manuali che ospitano almeno un numero
logicamente interessante è la soluzione di che l’idea di Abbagnano-Fornero di rie- ridotto di disegni e qualche rara cartina
Trombino, che suddivide l’introduzione pilogare il contenuto di un capitolo attra- geografica. Più interessante è invece la
teoretica ai diversi problemi della filosofia verso un glossario finale. presenza di foto, che solo in cinque ma-
nel corso del volume, in unità didattiche La “paragrafazione a margine” è presente nuali è dato ritrovare. Se usate in maniera
che preparano alla trattazione di periodi e in numerosi manuali, non solo di filosofia. intelligente, le foto possono essere (con
autori di specifica rilevanza. Si tratta di un accorgimento che sostituisce didascalie opportune) una vera integrazio-
La “bibliografia” è un sussidio presente in o accompagna la titolazione dei paragrafi ne al testo e non solo un riempimento
quasi tutti i manuali. Si tratta sempre di nel corso del testo ed è caratterizzato so- decorativo. Risultano un po’ estempora-

60
DIDATTICA

nei gli inserti fotografici di Casini-Benve- taggio, ma in ciò assume talvolta l’aspetto tura critica più consolidata, che dovrebbe
nuti e purtroppo isolati fuori testo quelli di un vero testo scientifico, disorientando costituire un importante complemento della
più problematici e monografici di Severi- forse lo studente secondario che è ancora mera informazione su autori e problemi.
no. Solo Reale-Antiseri riesce in qualche abituato alle sole note esplicative e non Invece questa integrazione manca signifi-
caso a far dialogare le immagini con il comprende sempre la funzione del riferi- cativamente in quasi tutti i manuali esami-
manuale, ma è chiaro che per questo risul- mento bibliografico. nati, come forse manca nella didattica di
tato non ci si può limitare a riprodurre i Per “schede” si intendono quelle porzioni molti insegnanti, riproponendo così una
ritratti o i busti dei filosofi, anche se vedere di testo, di solito graficamente identificate forma neanche tanto aggiornata di nozio-
il volto di un filosofo può renderlo più da una cornice, che sviluppano un argo- nismo nella preparazione “scolastica”, che
concreto e vicino agli studenti abituati a mento a parte nella pagina. Servono a gli studenti per lo più acquisiscono. Certo,
una comunicazione iconica altrove sem- movimentare l’impaginazione, ma anche c’è il rischio che l’aggiunta di una rasse-
pre più spinta. Mancini-Marzocchi-Pici- a fornire informazioni che altrimenti inter- gna delle interpretazioni anche divergenti
nali accompagna le cronobiografie dei romperebbero il filo del discorso svolto di filosofi e filosofie possa ingenerare il
maggiori con piccoli ritratti. dal testo. Isolando queste informazioni, ne sospetto di un fondamentale relativismo
Gli “indici” sono il complemento essen- fanno intendere la diversa importanza ri- storicistico nello studente già abituato alla
ziale di ogni libro. Non sono qui in discus- spetto al resto del discorso, favorendone dossografia dei filosofi che si succedono
sione gli indici generali, ma solo quelli una lettura concentrata ed estemporanea. contestandosi l’un l’altro. Ma una fondata
analitici, che permettono di usare un testo Il manuale che ne fa maggiore uso è quello analisi comparativa dell’ermeneutica co-
come strumento di consultazione e ricer- di Merker, che le distribuisce ampiamen- struitasi su ogni argomento potrebbe arric-
ca. In questo senso, un indice analitico è te nel testo, utilizzandole per piccole mo- chire e rinnovare positivamente lo studio
pressoché indispensabile in un manuale nografie e raccordi tematici. Sono chiama- della materia. L’uso delle letture critiche è
scolastico e stupisce constatarne l’assenza te schede e ne hanno l’aspetto, ma occupa- invece di solito - in quei pochi casi in cui
in quattro casi. Di solito questi manuali no talvolta più di una pagina, quelle di è presente - quasi sostitutivo della rico-
propongono un indice dei nomi, del resto Firrao-Cambi, raggruppate alla fine dei struzione manualistica, senza proporsi
il più facile da realizzare. Solo Perone- capitoli per sviluppare argomenti minori o come prospettiva autonoma ed originale.
Ferretti-Ciancio e Santinello-Pieretti- collaterali. Altrettanto ampie, ma destina- Del resto lo spazio dedicato a queste lettu-
Capecci aggiungono un indice dei concet- te a contenuti diversi, quelle di Trombino re è assai ridotto; solo Firrao-Cambi ne fa
ti o degli argomenti, che si presta ad essere (biografiche, critiche e antologiche). Ne- una sezione ampia e costante del manuale,
usato anche per approfondimenti tematici. gli altri quattro casi alle schede è affidata abituando a conoscere quanto meno gli
Merker addirittura presenta tre indici: dei l’informazione sulla vita degli autori. Già autori della più consolidata storiografia
nomi, dei concetti e delle schede monogra- ricordate, infine, le schede lessicali di filosofica sui vari argomenti. Anche Trom-
fiche (piuttosto numerose). Anche Veget- Vegetti-Alessio-Papi. bino affida spesso in apposite schede agli
ti-Alessio-Papi aggiunge l’indice delle Le “letture di testi” sono il necessario autori più accreditati la trattazione di alcu-
schede lessicali, ma si tratta di poche unità. complemento di ogni ricostruzione ma- ni problemi o proposte interpretative, ag-
Mancini-Marzocchi-Picinali ha appositi nualistica. Al posto di una antologia sepa- giungendo alla fine di ogni volume brevi
indici degli autori e delle opere nei volumi rata, molti manuali propongono una sezio- cenni biografici sugli autori utilizzati. In
antologici. ne antologica al proprio interno per ri- questa colonna sono stati anche segnalati
La presenza di un “glossario” può essere spondere all’esigenza di documentazione gli unici due casi di vera e propria storia
ritenuta importante in un testo scolastico contenendo i prezzi. Andrebbe valutata la della critica, proposti alla fine di ogni
che deve introdurre anche all’uso di un funzione di queste letture, ora usate solo capitolo da Dolci e Perone-Ferretti-Cian-
linguaggio tecnico piuttosto complesso. come conferma di quanto già esposto nel cio. Probabilmente non si tratta dei para-
Invece solo pochi manuali propongono manuale, ora proposte come itinerario al- grafi più consultati di questi manuali, ma
questo utile sussidio didattico. La soluzio- ternativo o integrativo alla ricostruzione sono due utili repertori delle principali
ne più originale è quella di Abbagnano- storica. In entrambi i casi sembra però interpretazioni succedutesi sui diversi ar-
Fornero che riepiloga il contenuto di ogni necessario che la lettura di un testo non si gomenti: più didascalica quella di Dolci,
capitolo alla fine con un ampio glossario riduca a poco più di una citazione. Occorre più scientifica e ragionata quella di Pero-
specifico. Gli altri preferiscono collocare che lo studente possa apprezzare la capaci- ne-Ferretti-Ciancio. Va infine ricordato il
un dizionario più o meno sintetico (solo tà argomentativa e lo stile di un autore, saggio critico bibliografico di Voltaggio.
brevissime definizioni in Dolci) alla fine imparando a dialogare con esso. Perciò si Per “guide alla ricerca” si intendono quel-
del volume, posizione che in questo caso è cercato di segnalare anche la lunghezza le indicazioni, per lo più di carattere bi-
può però rivelarsi utile se il dizionario è delle letture e l’eventuale introduzione che bliografico, che cercano di orientare ap-
destinato a una consultazione rapida per (comunque quasi sempre molto sintetica) profondimenti tematici, suggerendo lettu-
ritrovare parole di uso poco frequente. mira a commentare e contestualizzare il re e collegamenti tra gli argomenti studia-
Geymonat offre un vero e proprio dizio- testo. Le sezioni antologiche sono quasi ti. Se un manuale scolastico va inteso prin-
nario (discendente dalla consolidata tradi- sempre inserite alla fine di ogni capitolo. cipalmente come uno strumento di lavoro,
zione Garzanti) in un fascicolo a parte Solo in Badaloni-Pompeo Faracovi oc- è legittimo attendersi la presenza di questi
allegato al primo volume. cupano la seconda metà di ogni volume, incoraggiamenti allo studio personale o di
Le “note” sono un altro elemento caratte- mentre in Moravia sono raccolte in tre suggerimenti per lo stesso lavoro dell’in-
ristico dei testi scolastici. In questo caso volumi a parte, inseparabili dal resto del segnante. Invece, solo due manuali (Ador-
però solo pochi manuali le adoperano, e di manuale. Del tutto originale la proposta di no-Gregory-Verra e Merker) presenta-
solito per spiegare le letture inserite nel Mancini-Marzocchi-Picinali che, in ag- no questa integrazione, mentre in altri due
volume. E’ infatti più logico attendersi un giunta a quello di storia, hanno tre volumi casi si hanno solo bibliografie orientate
apparato di note per commentare un clas- di sole letture raccolte per argomenti che praticamente in questo senso: da un lato il
sico che non per accompagnare una parte consentono un diverso uso del manuale in già citato saggio critico-bibliografico di
manualistica che ha già il compito di esse- senso teoretico e problematico. Voltaggio, dall’altro le bibliografie di Lac-
re chiara da sé. Alle note sono per lo più Le “interpretazioni critiche” sono un altro chini-Rivoltella che comprendono anche
affidate osservazioni marginali, ma Ador- capitolo controverso. Ogni storia della fi- una specie di esercitazioni di approfondi-
no-Gregory-Verra preferisce destinarle losofia è un’interpretazione ed anche i mento.
sistematicamente alla trattazione di autori manuali scolastici non sfuggono a questa L’ultima colonna è praticamente vuota,
e argomenti minori. Ne fa ampio uso Vol- regola, ma qui si vuol parlare della lettera- poiché è dedicata alla presenza di “que-

61
DIDATTICA

AUTORI INTRODUZIONE BIBLIOGRAFIA SOMMARIO PARAGRAFI CRONOLOGIE ICONOGRAFIA INDICI GLOSSARIO


A MARGINE
Abbagnano-Fornero ben leggibile glossario sintesi foto ad inizio dei nomi (v. sommario)
a fine capitolo riepilogativo e titoli dei capitoli riepilogativo
a fine capitolo a fine capitolo
Adorno-Gregory-Verra ben leggibile a fine volume pochi disegni dei nomi
a fine capitolo

Badaloni- Pompeo Faracovi a fine capitolo titoli pochi disegni dei nomi a fine volume
nella sezione
antologica
Balducci introduttivo poche cartine dei nomi
al capitolo
Berti storico-teoretica ben leggibile tematiche dei nomi
a fine volume a fine volume
Bontempelli-Bentivoglio schemi
e cartine
Casini-Benvenuti premessa teorica ben leggibile titoli tavole b/n dei nomi
a fine capitolo fuori testo
Ciancio-Ferretti dei nomi
Pastore-Perone
Dolci a fine volume dei nomi sintetico
a fine volume
Firrao-Cambi storico-teorica ben leggibile titoli
(letteratura a fine capitolo
critica)
Geymonat a fine volume sintesi dei nomi in volumetto
separato
Giannantoni storico-filologica a fine volume dei nomi
Lacchini-Rivoltella teorica ragionata introduttivo titoli schemi dei nomi a fine volume
e metodologica per ricerche al capitolo
a fine capitolo
Mancini-Marzocchi-Picinali ben leggibile titoli biografia ritratti dei nomi
a fine volume degli autori dei maggiori degli autori
maggiori filosofi delle opere
Merker teorica ben leggibile
e metodologica a fine capitolo
Merker teorica ben leggibile introduttivo titoli a fine volume dei nomi
e metodologica a fine capitolo al capitolo dei concetti
e prospetto sintetico delle
a fine capitolo schede
Moravia a fine capitolo a fine capitolo sintesi dei nomi
Perone-Ferretti-Ciancio ragionata titoli dei nomi
a fine capitolo dei concetti
Plebe-Emanuele premessa teorica prospetti analitici titoli dei nomi
e concettuale e sintetici
Reale-Antiseri a fine volume a fine volume foto nel testo dei nomi
Santinello-Pieretti-Capeci ragionata a fine volume dei nomi
a fine capitolo dei concetti
Severino storico-teoretica a fine capitolo tavole a colori
fuori testo
Trombino capitoli teorici
e problematici

Vegetti-Alessio-Papi ben leggibile titoli sintetiche foto nel testo dei nomi alcune schede
a fine capitolo all'inizio di su parole chiave
ogni sezione
Voltaggio saggio critico a fine capitolo titoli dei nomi
di bibliografia
ragionata
a fine volume

TavolaIII

stionari” che solo Giannantoni contiene l’esercizio e lo studio degli alunni che per re la descrizione di ciascun manuale.
nella sua ultima edizione (curati da F. la valutazione dell’apprendimento. Vale Il manuale di Abbagnano-Fornero è il
Aronadio). Un’interpretazione tradizio- la pena di segnalare a questo proposito risultato di un’indovinata operazione edi-
nale dell’insegnamento filosofico, fatto di alcuni testi appositamente costruiti come toriale, consistita nell’utilizzazione di par-
sola comunicazione verbale, fatica ad ac- eserciziari di filosofia: Marco Cerasti, ti della grande Storia della filosofia di
cettare l’ingresso di questi nuovi strumen- Prove di controllo graduate di filosofia, 3 Abbagnano (Utet), che molti insegnanti
ti di verifica dell’apprendimento, ma il voll., Nuove Edizioni del Giglio, Genova hanno utilizzato o quanto meno conosco-
rinnovamento generale della didattica ini- 1992, e R. Ameruso-S. Tangherlini-M. no ed apprezzano. E’ un manuale tradizio-
zia a suggerire anche nel nostro campo Vigli, Esercizi di filosofia, 3 voll., Lucari- nale, ricco di un’informazione analitica
l’adozione di queste tecniche valutative ni, Roma 1990. Nel primo caso si tratta di dedicata soprattutto agli argomenti mag-
(cfr. i programmi “Brocca” per il triennio). un sussidio abbinabile a qualunque ma- giori della storia della filosofia (cfr. gli
La proposta di Giannantoni-Aronadio nuale; nel secondo invece gli esercizi sono indici del testo effettivo e dei classici). La
precorre quindi soluzioni non troppo lon- un supporto specifico al già citato manuale chiarezza espositiva è confermata da un
tane e si fa apprezzare per una certa cura degli stessi autori, I percorsi del pensiero, alto indice di leggibilità e la seconda edi-
nel distinguere quasi tassonomicamente i non compreso in questa rassegna. zione ha arricchito il supporto didattico.
diversi livelli dei test. Anche Trombino Il manuale di Adorno-Gregory-Verra non
propone alcune esercitazioni nel suo testo, Si possono aggiungere a questo punto solo è più recentissimo e la stessa casa editrice
ma si tratta di un supporto pensato più per delle brevi note informative per completa- gli ha affiancato di recente un nuovo pro-

62
DIDATTICA

dotto. Ma la diffusione di cui continua a sente una rapida identificazione degli orien- didattica, curata con una serie articolata di
godere conferma la novità dell’imposta- tamenti storiografici, culturali e ideologici sussidi e con un’impaginazione chiara che
zione registrata all’epoca della sua prima degli autori. ha sempre presenti le esigenze del lettore
uscita: ogni volume era curato da uno Ciancio-Ferretti-Pastore-Perone è for- studente. Gli argomenti principali sono
specialista e ogni capitolo era accompa- se l’equipe più collaudata di autori in que- accompagnati da schematizzazioni molto
gnato da un’ampia sezione antologica. Il sto settore. Si esaminano qui due loro utili e l’informazione è piuttosto ampia (v.
testo effettivo è piuttosto ridotto e i capito- prodotti, mentre un terzo è rimasto fuori da testo effettivo). Ridotta la trattazione dei
li sono per lo più monografie sui singoli questa analisi. Questo Profilo si propone minori e dei panorami storici riassuntivi.
autori. Ne risulta un manuale pratico e soprattutto come supporto al più volumi- Il manuale di Mancini-Marzocchi-Pici-
agile, pur se di complessa leggibilità. noso e recente manuale antologico, ma nali è diretto da Salvatore Veca e si avva-
L’impostazione di Badaloni-Pompeo Fa- può vivere autonomamente soprattutto se le della collaborazione di alcuni altri spe-
racovi è altrettanto tradizionale, anche se si ricerca un testo maneggevole e un’infor- cialisti. La caratteristica principale è data
si tratta di un’edizione recente. La caratte- mazione essenziale. Praticamente privo di dall’aver raccolto in un unico grosso volu-
ristica principale è di aver concentrato la qualsiasi apparato didattico, è il risultato me la storia della filosofia, riservando a tre
sezione antologica nella seconda metà di dei sostanziosi tagli operati sul precedente volumi più piccoli i materiali antologici
ciascun volume. La ricostruzione storica è manuale tradizionale (sul quale v. oltre). che sono riuniti per argomenti (verità, eti-
essenziale, ma leggibile e accompagnata Si distingue dagli altri il manuale di Dolci, ca, politica, bellezza, linguaggio, storia-
da un apparato didattico piuttosto articola- che riprende in un certo senso la formula tempo, ecc. ), consentendo anno per anno
to. L’antologia è chiara e ben curata. del vecchio Dolci-Piana. Pensato soprat- una lettura trasversale dei filosofi e uno
Il manuale di Balducci presenta alcune tutto dalla parte dell’alunno per la chiarez- studio per problemi della materia. Un indi-
peculiarità interessanti dal punto di vista za dell’impostazione, la schematicità del- ce per autori dei testi antologizzati consen-
del contenuto. Fin dal titolo tende a presta- la trattazione e le dimensioni ridotte del- te però anche un uso più tradizionale.
re attenzione al “pensiero umano”, senza l’insieme, non sempre ha riscosso la stima Il manuale di Merker, era originariamen-
circoscriversi al solo ambito filosofico e dei docenti. L’apparato didattico è discre- te pubblicato presso gli Editori Riuniti.
alla sola area occidentale. Sono sistemati- to e arricchito da soluzioni originali come Riproposto in versione aggiornata presso
camente presenti capitoli dedicati alla “fi- l’apprezzabile storia della critica. Distur- Giunti-Marzocco, non ha ottenuto il suc-
losofia” orientale e ad aree culturali solita- ba un po’ l’uso ormai superato di italianiz- cesso che avrebbe meritato per la cura
mente trascurate (cfr. infatti il basso indice zare i nomi di battesimo degli autori mo- dedicata all’apparato didattico (il più ricco
dei classici). La veste tipografica è piutto- derni e contemporanei. tra quelli esaminati). L’autore ha scritto
sto povera, ma l’informazione è ricca: si Il recente Firrao-Cambi mantiene la pro- solo una metà del manuale, affidando il
tratta di un manuale “tutto-testo”, che la- messa fatta con il sottotitolo. Si tratta ef- resto a una ventina di specialisti, ma il
scia poco spazio agli apparati didattici. fettivamente di una raccolta di “materiali risultato finale è omogeneo e caratterizza-
Il manuale di Berti è firmato anche da didattici” per l’insegnamento della filoso- to da un taglio teorico peculiare.
Volpi nel terzo volume. Si caratterizza per fia, ordinatamente ripartiti tra una sezione Quello di Moravia è tra i manuali più
le dimensioni contenute, anche se una ve- storica, una di letture antologiche, una di ricchi in termini quantitativi. Costituito da
rifica più attenta scopre che le pagine estre- letture critiche, una di schede monografi- sei volumi (tra storia e antologia), ha il
mamente dense racchiudono un testo ef- che e una di bibliografia. Gli autori lascia- maggior numero di pagine senza però ec-
fettivo piuttosto abbondante. L’imposta- no spesso la parola alla letteratura critica cedere nel prezzo. Anche il testo effettivo
zione è tradizionale e sono ben valorizzati più autorevole per sviluppare argomenti è tra i più vasti e presenta un’informazione
tipograficamente i pochi sussidi didattici anche di una certa importanza; perciò si è ampia (pur se non di facilissima lettura),
presenti, tra i quali si segnala soprattutto ritenuto di calcolare le letture critiche al- che tocca enciclopedicamente quasi tutti i
l’originale uso delle tavole cronologiche l’interno del testo effettivo, altrimenti si possibili campi della cultura filosofica. E’
tematiche. sarebbe avuto un valore notevolmente più alla terza edizione (in soli otto anni) e in
Bontempelli-Bentivoglio è un altro ma- basso. La leggibilità è stata invece calcola- alcuni capitoli si è avvalso della collabora-
nuale “tutto-testo”, praticamente privo di ta sul solo testo degli autori. zione di alcuni specialisti.
apparati didattici, come è anche nello stile Il manuale di Geymonat può contare su Quasi ventennale la vita del Perone-Fer-
del corrispondente manuale di storia (Bon- una trentennale sperimentazione scola- retti-Ciancio, che viene oggi presentato
tempelli-Bruni). Il testo è abbondante e stica, sostenuta dalla fama dell’autore e anche nell’edizione minore già segnalata.
leggibile, nettamente suddiviso per ogni della sua grande Storia del pensiero filo- Si è ritenuto di dar conto anche della ver-
capitolo in una prima parte, che ricostrui- sofico e scientifico. Si presenta in veste sione originaria, ancora in circolazione,
sce il contesto storico-culturale, e una se- completamente rinnovata, ma con un data la chiarezza espositiva (cfr. l’indice
conda, dedicata all’elaborazione della fi- impianto sostanzialmente tradizionale, di Flesch) e l’informazione attenta anche
losofia vera e propria. Il titolo metafisico- arricchito solo dalla sezione antologica alla dimensione critico-teoretica.
heideggeriano non trova piena conferma e dal dizionario filosofico aggiunto in un La coppia Plebe-Emanuele ha realizzato
nel contenuto sostanzialmente tradiziona- volumetto separato. un manuale piuttosto essenziale, il cui te-
le dei primi due volumi, mentre emerge Il manuale di Giannantoni è un altro ve- sto è semplicemente arricchito da validi
una scelta teoretica più originale nel terzo terano della scuola. Arrivato alla sua quar- prospetti analitici e sintetici che rispondo-
volume attraverso l’ampia trattazione di ta edizione rinnovata, conserva sempre no all’intento di sviluppare anche la di-
alcuni autori contemporanei. l’attenzione al dato storico, alla comple- mensione critica dei lettori, già stimolati
Il manuale di Casini-Benvenuti è ancora tezza dell’informazione (cfr. la bassa per- da alcune discussioni teoretiche presenti
un manuale “tutto-testo”. Il sottotitolo in- centuale dei classici) e alla dimensione nelle sue pagine.
dica una particolare attenzione alla rico- filologica. In questa ultima edizione sono Il manuale di Reale-Antiseri - affiancato
struzione delle atmosfere storico culturali stati diversamente suddivisi i capitoli ed è recentemente da una buona antologia sem-
in cui si inserisce l’attività filosofica vera stata aggiunta l’originale appendice di pre a cura degli stessi autori, accompagna-
e propria (cfr. il bassissimo indice dei questionari. Sono state anche diversamen- ti da M. Baldini - si caratterizza per l’in-
classici). Leggibile e chiaro, ha una stru- te utilizzate le letture, inserite - con dimen- formazione ricchissima e chiara (ha valori
mentazione didattica limitata all’essenzia- sioni minori - in schede sparse nel corso elevati sia nel testo effettivo che nella
le. E’ interessante, per il lettore esperto, la del testo. leggibilità). L’ampiezza del testo ha sug-
segnalazione delle fonti critiche utilizzate Il testo di Lacchini-Rivoltella è una novi- gerito all’editore di pubblicarne un’edi-
per la stesura di ogni capitolo, poiché con- tà particolarmente attenta alla dimensione zione ridotta con il titolo: La filosofia nel

63
DIDATTICA

suo sviluppo storico, ma si è preferito qui nazionale riguardante l’insegnamen- - collocazione, significato ed importanza
esaminare l’edizione maggiore, che ha to della filosofia nelle scuole italiane dell’insegnamento della filosofia nell’area
proprio nell’estensione il suo pregio prin- fu prodotta nel 1985-86 e pubblicata comune e nell’area d’indirizzo;
cipale. E’ da ritenere il maggior esempio con il titolo: L’INSEGNAMENTO DELLA FILO- - compiti assunti dalla filosofia all’interno
di manuale “tutto-testo”, povero di sussidi SOFIA. RAPPORTO DELLA SOCIETÀ FILOSOFICA del curriculum sperimentale;
didattici. ITALIANA (a cura di L. Vigone e C. Lan- - taglio metodologico adottato;
Santinello-Pieretti-Capecci è un manua- zetti, Laterza, Roma-Bari 1987). L’in- - argomenti trattati e importanza riservata
le non più recentissimo, che si è fatto dagine fu condotta da un gruppo di al pensiero del ’900;
apprezzare a suo tempo per la maneggevo- ricercatori, diretto da Clemente Lan- - innovazioni introdotte negli ultimi anni;
lezza e l’impostazione, al tempo stesso zetti, nell’ambito di un programma di - legame tra indirizzi scelti e programma di
tradizionale e nuova, caratterizzata da una ricerca voluto dalla Società Filosofica filosofia;
dimensione problematica che lo stesso ti- Italiana con l’obiettivo di una messa a - valenza formativa e professionalizzante
tolo lascia supporre. La veste tipografica fuoco del reale stato dell’insegnamen- della filosofia;
appare oggi un po’ dimessa, ma l’essen- to della filosofia nelle scuole. Il volu- - aspetti relativi alla pratica d’insegna-
ziale - informazione e apparato didattico - me L’INSEGNAMENTO DELLA FILOSOFIA NEL- mento (uso dei testi classici, del manuale,
è presente ed è anche esposto chiaramente. LE SCUOLE SPERIMENTALI. RAPPORTO DELLA criteri di selezione del manuale, altri stru-
Il manuale di Severino è la rielaborazio- SOCIETÀ FILOSOFICA ITALIANA (a cura di C. menti utilizzati, tipo di orientamento filo-
ne scolastica delle fortunate sintesi di Lanzetti e C. Quarenghi, di prossima sofico sostenuto, lavoro di gruppo, ecc. );
storia della filosofia pubblicate negli pubblicazione presso Laterza, Roma- - verifica e valutazione;
ultimi anni dall’autore presso Rizzoli. Bari), offre ora una prosecuzione e un - collegamenti con le altre discipline;
L’apparato didattico è ridotto all’essen- completamento di quella inchiesta, - aggiornamento effettuato e richiesto;
ziale e anche il testo effettivo è il più con riguardo all’insegnamento della - valutazioni personali su aspetti innovati-
breve. Ogni capitolo è articolato in una filosofia negli istituti sperimentali. vi dell’insegnamento;
ricostruzione storico-teorica, una breve Peraltro il tempo intercorso (con la - dati generali sulla scuola e sui docenti.
sintesi bibliografica e una sezione anto- crescita del credito dell’insegnamen- Interessate all’indagine sono state sia
logica. Chi sceglie questo testo lo fa to filosofico presso l’opinione pubbli- scuole statali che non statali dei settori
soprattutto per l’impostazione teoretica ca e con la proposta, contenuta nei classici, scientifici, magistrali (molte
che l’autore gli ha dato, senza tuttavia programmi “Brocca”, di generalizzare delle quali trasformate in istituti lingui-
nuocere alla sua leggibilità e chiarezza. la presenza della filosofia in quasi tutti stici) e tecnici.
Particolarmente originale il recentissimo gli istituti superiori) e la peculiarità Per quanto concerne gli istituti statali
testo di Trombino, soprattutto per la di- del campione non potevano evitare di sono state privilegiate le cosiddette ma-
sposizione del contenuto. Il primo volume proporre anche un nuovo obiettivo, xisperimentazioni (328 al maggio del
si ferma a S. Agostino, mentre la filosofia insieme a quello documentario: rac- 1990), anche se le minisperimentazioni
medievale è trattata sinteticamente per pro- cogliere eventuali indicazioni, model- non sono state affatto escluse dal cam-
blemi all’inizio del secondo. Il terzo volu- li, innovazioni utili al miglioramento pione. Queste ultime hanno costituito
me si divide in due tomi, di cui il secondo dell’insegnamento filosofico italiano. l’universo di riferimento pressoché esclu-
(più piccolo) è dedicato a undici autori del sivo degli istituti non statali, in quanto in
novecento. L’apparato didattico è discreto Quest’ultima ricerca, condotta dal ’90 al essi le maxisperimentazioni sono molto
e l’impaginazione movimentata da schede ’92, col patrocinio della S. F. I. e per rare.
e citazioni. Caratteristici i capitoli di intro- iniziativa di un progetto dei Dipartimenti Complessivamente si sono raggiunti 562
duzione ai principali problemi filosofici. di filosofia dell’Università di Messina (Gi- istituti (con un’elaborazione conclusiva
Il manuale di Vegetti-Alessio-Papi è la rolamo Cotroneo), dell’Università Cat- dei dati riferita a 174 istituti, quota che
terza edizione di un testo che in preceden- tolica di Milano (Virgilio Melchiorre) e rappresenta circa il 50% delle scuole spe-
za si era avvalso anche della collaborazio- del Dipartimento di pedagogia dell’Uni- rimentali dell’universo potenziale, cioè
ne di R. Fabietti e che ha finora goduto di versità Statale di Milano (Luciano Corra- dell’insieme delle scuole con la filosofia
ampia diffusione. Nell’edizione attuale (in dini), è stata finanziata dal C. U. N. (Mini- presente nel curriculum e toccata dall’in-
cui il secondo volume è dovuto alla stesura stero dell’Università) e curata da Clemen- novazione) dell’intero territorio naziona-
completamente nuova di F. Alessio e il te Lanzetti e Cesare Quarenghi. Il volume, le, con una soddisfacente rappresentativi-
terzo è ampiamente rimaneggiato) si con- attualmente in corso di stampa, apparirà in tà sia dei vari indirizzi, sia delle varie aree
ferma l’impostazione teorica che già il libreria presumibilmente a partire da feb- geografiche. A quest’ultimo proposito,
titolo lasciava trasparire. E’ tra i testi più braio del 1994. però, va precisato che, in rapporto alla più
vasti quanto al numero di pagine, ma con- L’indagine vera e propria, di tipo quantita- diffusa presenza di esperienze sperimen-
tiene al suo interno un ricco repertorio tivo, è stata preceduta da una ricerca con- tali al Nord rispetto al Centro e al Sud,
antologico. dotta qualitativamente, come studio dei risulta anche nel campione più rappresen-
Infine, Voltaggio è un manuale “tutto- casi, sui seguenti quattro istituti: l’Istituto tata la scuola del Nord rispetto a quella
testo” in cui ci sembra di avvertire Magistrale “Stefanini” di Mestre, l’I. T. I. delle altre regioni d’Italia.
l’esperienza didattica dell’autore, anche S. di Bollate (Milano), l’I. T. I. S. “Cobian- Come già detto, l’ottica che ha guidato la
se i sussidi sono piuttosto ridotti. L’im- chi” di Verbania (Novara), l’I. T. C. a presente indagine è di tipo essenzialmente
postazione è tradizionale, con trattazio- indirizzo linguistico di Paderno Dugnano operativo. Infatti, fermo restando lo scopo
ni analitiche degli argomenti principali (Milano). Essa ha permesso le opportune di dare un’immagine per quanto possibile
(cfr. l’indice dei classici) e rapide sintesi integrazioni e modifiche del questionario completa dell’insegnamento filosofico nel-
sui minori. S.C. dell’’85-’86 e la redazione di due distinti le sperimentazioni, si è fatta una ricogni-
questionari, per docenti e presidi, inviati zione di tale insegnamento con l’obiettivo
per via postale. di trarre dalle esperienze in atto stimoli e
I punti focalizzati dal questionario sono proposte per un aggiornato insegnamento
stati i seguenti: della filosofia. A tale scopo l’indagine ha
La filosofia - tipologia d’istituto e di indirizzi in cui è riservato una particolare cura ai seguenti
nelle scuole sperimentali presente la filosofia; tre poli del comportamento didattico dei
- aspetti organizzativi e strutturali della docenti: il rapporto coi testi, il rapporto coi
La prima indagine empirica su base scuola; diversi saperi, lo spazio dato al pensiero
filosofico contemporaneo (o del ’900), cioè
64
DIDATTICA

i temi che, per molti studiosi, costituisco- Interventi, proposte, ricerche contraddistingue la storia del pensiero fi-
no i più significativi requisiti di qualità losofico come pensiero che privilegia la
dell’insegnamento filosofico. D’altro can- Due recenti interventi sulla rivista “Pa- conoscenza logico-formale. Conoscenze
to sono esattamente questi i fronti sui quali radigmi” (n. 32, maggio-agosto 1993), tratte dall’ambito della biologia (E. Neu-
i nuovi programmi “Brocca” di filosofia l’uno di M. L. Gavuzzo, l’altro di L. mann), dalla psicologia genetica (Piaget),
intendono attestare l’insegnamento della Podini Alano, hanno messo in rappor- dalla psicologia storica (J. -P. Vernant)
filosofia nella scuola superiore. to il problema dell’insegnamento del- aiutano a focalizzare la “mutazione men-
Il resoconto dettagliato dei risultati sfugge la filosofia nelle scuole con il proble- tale” che stiamo vivendo e che impone alla
di necessità all’economia di questa nota. ma delle motivazioni o dell’interesse filosofia, oggi, di non essere più soltanto la
Essi, comunque, sono destinati a produrre (tutt’altro che scontato) dei giovani coscienza critica della cultura, ma della
pessimismo o ottimismo. Pessimismo in per la disciplina. Sulla rubrica “inse- crisi della cultura stessa.
chi pensi (ma esiste?) a proposito delle gnamento e programmazione” di Leonella Podini Alano (Istituto Magi-
sperimentazioni tutto il bene possibile, “Nuova Secondaria” (n. 1, settembre strale “Virgilio” - Milano), nel suo inter-
indipendentemente dai travagli che le han- 1993) F. Minazzi, F. Bottin e A. Girotti vento su “Paradigmi, dal titolo: La didat-
no attraversate e le attraversano e dalla avanzano proposte concrete per la tica della filosofia, invita a «fare i conti...
cronica incapacità del Ministero a fornire didattica della filosofia. con quel “principio di realtà”, che è l’at-
indirizzi, supporti e, soprattutto, “gover- tuale utenza della Scuola Secondaria».
no”, intendendo con tale concetto, benin- Nel suo intervento su “Paradigmi”, dal Occorre non dare affatto per scontato il
teso, quanto di meglio si possa e si debba titolo: Insegnamento filosofico e metafilo- bisogno di filosofia nei giovani, almeno
intendere. Ottimismo, invece, in quanti sofia, Maria Luisa Gavuzzo (III Univer- nel senso in cui gli insegnanti sono abituati
ben conoscono i caratteri di vischiosità sità di Roma) prende spunto dalla diffusa a riconoscerlo. L’intervento di Alano, che
della scuola italiana, cioè l’immobilismo e e pressante ricerca, da parte degli inse- prende spunto dal tema dell’apertura del
quella sorta di a-storicità che la contraddi- gnanti, di metodologie adeguate e di forme disagio in cui si gioca l’identità culturale
stinguono o, per lo meno, i tempi lunghi nuove di didattica, per sottolineare come dell’insegnante di filosofia, precedente-
dei suoi processi modificativi. Da questo essa celi in realtà un disagio profondo, mente messo a fuoco da F. Papi (“Paradig-
punto di vista ci si trova di fronte ad una relativo al declino dell’interesse degli stu- mi”, n. 26, 1991; cfr. questa rivista, n. 5,
complessiva dinamicità che, seppur con denti per il programma di filosofia. «Assi- 1991), avanza la tesi che insegnare oggi
lentezza e forse non senza qualche statici- stiamo così a questa situazione assurda: in filosofia richiede «di dover scalzare una
tà, disloca comunque l’insegnamento filo- tempi in cui era scarsissimo, se non nullo, sorta di renitenza, di sorda riluttanza a...
sofico in atto certamente più avanti sul l’interesse per la didattica (vedi ad esem- correre il rischio cui l’esercizio del “pen-
segmento ideale della qualità. Ciò vale per pio G. Gentile), l’insegnamento della filo- sare” inevitabilmente ci espone». L’ap-
tutti e tre i nodi citati, vale per lo stile sofia era sostanzialmente adeguato e ri- proccio alla filosofia porta inevitabilmen-
didattico, fattosi certamente più vario e scuoteva vivo interesse negli allievi, men- te ad una esplorazione di orizzonte simbo-
flessibile rispetto alla metà degli anni ’80 tre oggi le metodologie più moderne e lici diversi e “altri” rispetto a quelli soliti,
- per quanto sia improprio un raffronto stimolanti lasciano gli allievi indifferenti e abituali, ed impegna ad aperture mentali e
stretto fra le due immagini, data la diversi- spesso del tutto demotivati». Questo affie- “revisioni” talora costose. Da qui la neces-
tà dei campioni e il tempo trascorso - e vale volimento dell’interesse degli studenti per sità di una «regia duttile e accorta dello
soprattutto per la consapevolezza che di- la filosofia non discende tanto, secondo spazio didattico», cioè una impostazione
mostrano di avere i docenti stessi a propo- l’autrice dell’articolo, da una inadegua- dell’insegnamento che non miri alla sem-
sito di quelli che essi stessi considerano tezza della didattica o dei manuali in uso, plice ripetizione-memorizzazione e che
difetti o limiti da superare. bensì dalla incertezza circa lo statuto e valorizzi invece lo sforzo euristico-inter-
Emergono, a questo proposito, le carenze l’identità della disciplina stessa. Ne deriva pretativo, facendo inoltre i conti con lo
della formazione di base fornita dall’Uni- un compito che è quello di discutere non statuto aperto della disciplina.
versità, le quali, se possono essere in qual- tanto intorno alle tecniche d’insegnamen- Fabio Minazzi (Istituto “L. Geymonat” -
che modo affrontate e forse superate con to, quanto al problema della legittimità Milano), nel suo intervento su “Nuova
un aggiornamento mirato per quanto con- della filosofia nel panorama odierno dei Secondaria”, dal semplice titolo: Filoso-
cerne il pensiero del ’900, più difficilmen- saperi. fia, pone il problema di distinguere, nel-
te possono venir eliminate con tale sistema La proposta di Gavuzzo è quella di una l’ambito della programmazione didattica
a proposito del rapporto coi saperi, in spe- nuova chiave di lettura della filosofia, vale di inizio anno, fra l’avviamento dell’inse-
cie fisico-matematici e naturalistici. a dire, come proponeva P. Filiasi Carca- gnamento della filosofia ed il suo regolare
La tavola rotonda, tenuta al termine del- no in alcuni suoi studi divenuti oggi quasi proseguimento. In entrambi i casi il meto-
l’indagine proposta nella forma di inter- irreperibili (Introduzione alla metafiloso- do più opportuno per tale insegnamento
venti organici di Enrico Berti, Virgilio fia, Roma 1968-69; Genesi psicologica consiste, secondo Minazzi, in quello che
Melchiorre, Pietro Rossi, Carlo Sini, della problematica filosofica, ivi, 1969- già Kant aveva indicato con il nome di
Carlo Lazzerini e Cesare Quarenghi, si 70; Analisi metafilosofica e storia della metodo erotematico o dialogico-socrati-
è occupata specificamente di questi pro- filosofia, ivi, 1973-74) di assumere nei co, basato sul costante confronto critico
blemi, contestualizzandovi i risultati della riguardi della filosofia un atteggiamento fra il docente e il discente. Tale metodo
ricerca, tanto più importanti in un momen- autonomo e distaccato, in modo da consi- appare infatti il più atto a sviluppare in
to di potenziale espansione dell’insegna- derarla come un oggetto di indagine al pari quest’ultimo autonome capacità critico-
mento filosofico anche in curricoli tecnici. di ogni altra attività culturale, nell’ottica dialettiche ed un autonomo punto di vista,
Il volume è aperto da una prefazione di di indagare sui caratteri dell’attività filo- suscettibile di essere confrontato con altre
Girolamo Cotroneo, presidente della S. sofica e sulla sua funzione culturale. Ciò prospettive. Minazzi indica alcuni obietti-
F. I. dal 1986 al 1989, e da una introduzio- richiede una metodologia più ampia di vi che si pongono all’interno di una strate-
ne di Luciana Vigone, curatrice dell’in- quella tradizionale, ossia una metodologia gia dell’educazione al dialogo e alla libera
dagine sull’insegnamento della filosofia di tipo storico-genetico, che rimanga aper- discussione critica, ma avverte anche come
del 1985-86. C.Q. ta a tutte le sollecitazioni che vengono da i possibili confronti che possono essere
altre discipline. L’autrice esemplifica que- avviati fra discenti e docenti devono esse-
sta prospettiva in una sintetica considera- re sempre vincolati, come punto di parten-
zione circa la «storia della progressiva za, dai testi filosofici, in modo da superare
carenza della capacità partecipativa», che ogni rischio di genericità culturale e da

65
DIDATTICA

abituare i discenti a storicizzare sistemati- nonché delle discussioni e degli approfon-


camente argomenti delimitati e problemi dimenti in classe. Gli obiettivi del test,
ben specifici. presentato sulla rivista, riguardano la com-
Fra gli obiettivi indicati nell’articolo, ac- prensione terminologica, la comprensione
quista particolare rilievo quello di abituare dei problemi, la verifica della capacità di
lo studente ad individuare i differenti con- analisi delle risposte kantiane, della capa-
cetti cui può far riferimento un medesimo cità di generalizzazione, di trasformazio-
termine del lessico filosofico e ad inserire ne e di adattamento dei risultati. Si sono
ciascuno di questi differenti significati nella utilizzati quesiti a scelta multipla, quesiti
tradizione di pensiero che gli è più appro- del tipo Vero/Falso (anche con correlazio-
priata. Inoltre, sottolinea Minazzi, «di fron- ne logica), quesiti del tipo “corrisponden-
te alla polimorfa varietà del testo filosofi- ze”, e infine quesiti del tipo “saggio bre-
co bisogna sviluppare nel discente la capa- ve”. Vengono poi specificate le istruzioni
cità di compiere letture diversificate di una per l’analisi e la valutazione esatta dei
stessa pagina filosofica...; di saper indivi- risultati.
duare il tema fondamentale affrontato dal-
l’autore, ricollegandolo, eventualmente,
con il suo tipico orizzonte filosofico, non-
ché con altre - e conflittuali - tradizioni di
pensiero».
Francesco Bottin (Università di Padova)
e Armando Girotti (Liceo scientifico
“Cornaro” - Padova) avanzano, sul mede-
simo numero di “Nuova Secondaria”, un
progetto articolato per l’insegnamento della
filosofia (“Filosofia: proposta per una di-
dattica”). Convinzione degli autori è che
l’insegnamento filosofico, pur interagen-
do ed integrandosi con le altre discipline
curricolari, non deve mai mancare di ca-
ratterizzarsi in maniera autonoma, in base
alla sua finalità fondamentale che è quella
di sviluppare lo spirito critico proprio del-
la razionalità contemporanea. La proposta
degli autori si traduce poi in una ipotesi di
definire la struttura e le fasi sequenziali in
cui articolare le lezioni di filosofia, secon-
do uno schema basato sui seguenti titoli
principali: premessa generale (definizione
degli obiettivi, scelta dei metodi e degli
strumenti), argomento specifico (tesi por-
tante, selezione dei contenuti, struttura-
zione delle sequenze di approfondimento,
preparazione dei materiali), attuazione, ve-
rifica e questionari.

Su “Il tempo della scuola”, n. 3 (1993),


compare un articolo di Ennio d’Amico,
che propone un test di verifica dell’ap-
prendimento del criticismo kantiano.
La proposta nasce dal tentativo di
misurarsi con i problemi relativi alla
valutazione dei processi di apprendi-
mento in itinere.

Secondo Ennio d’Amico il docente deve,


per una sua seria riqualificazione profes-
sionale, maturare competenze relative alla
conoscenza dei processi di apprendimen-
to, alla valutazione e alla verifica dei livel-
li di apprendimento dei propri allievi, alla
costruzione di strumenti di verifica. Il test
approntato intende individuare i livelli di
apprendimento di una classe quinta di li-
ceo scientifico, in relazione alla problema-
tica epistemologica, così come si presenta
nel criticismo kantiano. Nel costruire gli
items si è tenuto conto non solo del pro-
gramma svolto, ma anche dei testi utilizza-
ti (manuale e antologia di scritti kantiani)

66
RASSEGNA DELLE RIVISTE

RASSEGNA DELLE RIVISTE

a cura di Silvia Cecchi

RIVISTA INTERNAZIONALE a proposito di critica della conoscenza e Wittgenstein e la natura felice del colore,
DI FILOSOFIA DEL DIRITTO critica della metafisica: la critica hegelia- di G. Cascione: la riflessione su spazio,
n. 1, gennaio-marzo 1993 na, pur muovendo dalle posizioni kantiane, colore e immagine nello sviluppo del pen-
Giuffrè editore, Milano si propone come un vero e proprio supera- siero di Wittgenstein.
mento di Kant.
Questo numero della rivista è dedicato alla Wittgenstein e Peirce sull’esperienza inter-
figura di Renato Treves. I principi dell’etica biomedica e il perso- na, di R. M. Calcaterra: la riflessione di
nalismo, di P. Cattorini. Wittgenstein e Peirce sui “fatti interni” rap-
Renato Treves (1907-1992), di N. Bobbio. presenta un aspetto significativo della impo-
La recuperacion de la politica como cienca stazione anti-coscienzialista di entrambi.
Renato Treves filosofo del diritto, di M. A. pratica y Santo Tomas de Aquino, di J. M.
Cattaneo. Barrera. Dalla macchina intelligente alla macchina
socializzata, di D. Sparti: una critica filoso-
Renato Treves sociologo del diritto, di V. Aristotele in Hegel secondo G. R. G. Mure, fica dell’intelligenza artificiale.
Ferrari. di M. Demofonti: lo studioso inglese Mure
e la sua interpretazione di Hegel alla luce di La critica dei pregiudizi in D’Holbach, di
La schiavitù in Aristotele, di L. Bagolini: un effettivo rapporto con Aristotele. D. Di Iasio.
l’articolo prende spunto dalla tesi che la
teoria aristotelica della schiavitù inerisca al Ontosemantica en el umbral de la metafisi- Il ritmo del pensiero nei ‘Quaderni del
problema morale e riguardi quindi la que- ca, di L. V. Burgoa. carcere’, di G. Baratta.
stione della perfettibilità dello schiavo.
Compare inoltre un ricordo di C. Lupo-
Integrità, tradizione, interpretazione, di B. rini, recentemente scomparso, a cura di
Pastore: la riflessione di Dworkin, in L’im- D. Bigalli.
pero del diritto (1986), sulla nozione di NOVECENTO
integrità alla luce dei concetti di pratica Vol. 3, n. 7, 1993
sociale e tradizione. Centro di Studi Italiani, Roma

Bioetica y poder, di J. M. Serrano Ruiz- L’autonomia scientifica della linguistica: STUDI KANTIANI
Calderon. intervista di F. Casadei a Raffaele Simone n. 6, 1993
sul suo recente libro: Il sogno di Saussure Giardini Editori e Stampatori, Pisa
(Laterza, Bari, 1992).
Del criticismo kantiano o della filosofia
Un enigma platonico, di F. Fronterotta: la come “riflessione trascendentale”, di F.
AQUINAS questione della dottrine non scritte e la Barone: testo dell’intervento di Barone a
Anno XXXVI, n. 1, gennaio-aprile 1993 storiografia platonica. Napoli nel 1991 in occasione della presen-
Pontificia Università Lateranense tazione dell’opera di Kant, Epistolario fi-
Verso una sistemazione del concetto di losofico (1761-1800) (Il Melangolo, Geno-
L’archeologia del post-moderno: Bataille, immagine corporea, di F. Castellana. va 1990).
Lacan, Derrida, di P. Pellecchia: determi-
nante per la comprensione del pensiero Tra ambiguità e conflittualità permanente, Spontaneità e libertà nella filosofia pratica
della post-modernità non è tanto Nietzsche, di M. Gracceva: note a Die Betrogene di di Kant, di K. Düsing: un’analisi accurata
quanto le letture di Nietzsche, soprattutto a Thomas Mann. della teoria kantiana della libertà nella Fon-
partire dall’interpretazione heideggeriana. dazione della metafisica dei costumi, in cui
è ancora ben presente la riflessione degli
Christian anthropological conceptions and anni Settanta, per poi rivolgersi al rapporto
their foundation in the ‘Holy Scripture’ tra legge morale e libertà nella Critica della
and the ‘Magisterium’, di G. Blandino. PARADIGMI ragion pura. In questa evoluzione si regi-
Vol. XI, n. 32, maggio-agosto 1993 stra un passaggio da una concezione della
Hegel e Kant: critica della conoscenza e Schena Editore, Brindisi libertà vicina a quella dell’idealismo fi-
critica della metafisica, di L. Messinese: chtiano alla dottrina propriamente kantia-
analisi della critica hegeliana alla filosofia La filosofia delle forme simboliche di na della libertà, in cui pur sempre permane
teoretica di Kant, con particolare attenzio- Cassirer e il suo significato per il presente, un significato teoretico.
ne ai rapporti intercorrenti tra i due filosofi di E. W. Orth.

67
RASSEGNA DELLE RIVISTE

Pietro Siciliani Lettore “positivista” di AUT AUT che cosa consiste il post del Postmoderno.
Kant, di L. Bellatalla. n. 254-255, marzo-giugno 1993
La Nuova Italia, Firenze L’ospitalità, di P. A. Rovatti: alcune pagi-
Luigi Pareyson ad un anno dalla scompar- ne sull’ospitalità di E. Jabès.
sa, di S. Givone. Tema della rivista: “Il soggetto di Leibniz”
Gadda e il caleidoscopio dell’euresi, di G.
Il significato “ecologico” di alcune pagine Il fascicolo si apre con un contributo di H. G. Gabetta
kantiane della ‘Critica del Giudizio’, di S. Gadamer del 1946, in occasione del trecen-
Marcucci: un’analisi del cap. 63 della Cri- tesimo anniversario della nascita di Leibniz, Di un gatto (Malraux e la gloria) di J. F.
tica del Giudizio teleologico. in cui viene delineato un profilo storico- Lyotard.
teoretico del grande filosofo moderno.
Il ritorno di Hermann Cohen a Marburg, di Seguono poi interventi che indagano su La città aperta ed i suoi emblemi, di H. D.
P. Fiorato. aspetti particolari del pensiero leibniziano: Bahr: l’immagine della città nella storia
Lineamenti fondamentali del “senso inter- della filosofia.
Filosofia della natura e soggettività in Kant. no”, di A. Robinet, sul problema del “senso
Alcuni punti di vista, di P. Vasconi: una interno” della monade; La teoria leibnizia- La verità del cercare, di F. Rella e O.
rassegna di testi recenti sulla filosofia della na della relatività di spazio e tempo, di H. Cecchi: una corrispondenza tra i due amici.
natura di Kant in rapporto ad alcuni temi Poser, sul contesto teoretico di spazio e
della riflessione epistemologica odierna e tempo della monade; Relazioni intramona- Filologia col botto, di M. Ferraris: ancora
ai progressi delle scienze empiriche. diche e percezioni, di M. Mugnai, sul rap- un intervento sul dibattito relativo alla re-
porto di relazione nelle percezioni monadi- cente pubblicazione della Volontà di po-
La Kant-Forschungsstelle dell’Università che; Il proscritto del re. Leibniz “genti- tenza, a cura di Ferraris e Kobau, con
di Magonza, di C. La Rocca. lhomme de coeur”, di G. Zingari, sul ruolo particolare riferimento all’ambito della
di Leibniz come impiegato di corte; Il lato denazificazione di Nietzsche.
notturno della filosofia di Leibniz, di V.
Mathieu, sull’aspetto non rigorosamente Per un’epistemica costruttiva, di A. Sciac-
razionale del pensiero di Leibniz; Un in- chitano.
RIVISTA DI FILOSOFIA contro monadologico tra Oriente ed Occi-
NEOSCOLASTICA dente. La recezione di Leibniz nel poeta
Anno LXXXV, n. 1, gennaio-marzo 1993 giapponese Kenji Miyazawa, di K. Sakai;
Vita e Pensiero, Milano “Perché qualcosa piuttosto che niente?”
Leibniz e l’onto-teo-logia moderna, di M. ZEITSCHRIFT
Il Gaetano e l’ente “primum cognitum”, di Ruggenini, sulla domanda metafisica fon- FÜR PHILOSOPHISCHE FORSCHUNG
F. Riva: la questione dell’ente come pri- damentale che lega Leibniz a tutta la storia Vol. 47, n. 2, aprile-giugno 1993
mum cognitum è al centro della riflessione della metafisica occidentale; Su Leibniz, di Klostermann Verlag, Frankfurt a/M
di Tommaso de Vio Card. Gaetano (1469- G. Deleuze; Leibniz, paradigma di siste-
1534), il quale non può essere considerato maticità. Intorno alla lettura di Michel Formale Semantik im Verhältnis zur
semplicisticamente come il prodotto di una Serres, di A. Delcò; Che cos’è il neobaroc- Erkenntnistheorie, di H. Hrachovec.
certa tradizione filosofica di stampo aristo- co filosofico?, di M. Perniola; La camera
telico-tomista. Questa problematica assu- oscura. Implicazioni e complicazioni del Die Konsequenzialistische Begründung des
me infatti una curvatura problematica che, soggetto in Leibniz, di R. Cristin. Lebensschutzes, di G. Pöltner.
oltre all’ambito ontologico, investe anche Lo sforzo di tutti questi interventi è quello
l’area teoretica. di porre in rilievo il tema del soggetto, tema Zwischen Wissenschaftskritik und Herme-
che, al di là di una specifica ricerca, rappre- neutik: Foucaults human Wissemschaften,
Il problema del “dovere” nel pensiero di senta senz’altro un tentativo di risposta ad di D. Teichert: una riflessione sull’evolu-
Moritz Schlick e di Ludwig Wittgenstein, di una delle questioni che più caratterizzano zione del pensiero di Foucault.
S. Marini. la nostra epoca. In questo senso l’attualità
di Leibniz si coglie soprattutto nello sforzo Freiheit und Determinismus (2), di G. Se-
Per una interpretazione fenomenologica di ridimensionamento del ruolo del sogget- ebass.
di Jonas, di S. Mancini: riesame di alcuni to , alla ricerca di un nuovo rapporto organi-
temi etici della filosofia di Jonas, connessi co con il mondo che ben si lega alle esigenze
anche a problematiche teoretiche; infatti il ecologiche da più parti emergenti.
contributo più importante che Jonas ha D’altra parte, se senz’altro risultano inne-
lasciato alla riflessione del nostro secolo è gabili i contributi forniti dal filosofo alla ZEITSCHRIFT
appunto incentrata sulle tematiche etiche, scienza, degna di attenzione è anche la sua FUR PHILOSOPHISCHE FORSCHUNG
legate anche a problemi di ordine economi- prospettiva politica di stampo europeista, Klostermann, Frankfurt a/M
co ed ecologico, a partire soprattutto dal che rappresenta un’anticipazione di pro- Vol. 47, n. 3, luglio-settembre 1993
1979. blematiche proprie del nostro tempo.
Interkulturalität und inter-Intentionalität,
Prove elènchiche relative all’immateriali- di E. W. Orth: gli articoli di Husserl del
tà ed immortalità dell’anima, di F. Rivetti 1923-24 (Kaizo- Artikel).
Barbò.
AUT-AUT Jenseits von Cartesianismus und Skeptizi-
Il senso di presenza e la concezione post- n. 256, luglio-agosto 1993 smus, di W. Lütterfelds: il paradosso witt-
fenomenistica dell’essere (il problema di La Nuova Italia, Firenze gensteiniano della certezza del contingente.
una semantizzazione elementare dell’esse-
re), di M. Mangiagalli. Il postmoderno come parte del Moderno, Die Fäden im Gewebe der Natur, di W.
di O. Marquard: l’autore sostiene, in modo Lübbe: determinismo e probabilismo nella
originale, che Moderno e Postmoderno non teoria della causalità di J. Stuart Mill.
sono in contraddizione, indicando anche in

68
RASSEGNA DELLE RIVISTE

Kants Theorie der formalen Bestimmung lità probabilistica in J. von Kries (1888). za del ruolo di Sartre per la nascita del post-
des Willens, di F. Schroeter. strutturalismo.
What is species?, di M. Mahner: un’analisi
dell’ontologia di Mario Bunge. Discontinuous becomings. Deleuze on the
becoming-woman of philosophy, di R.
Is there an incommensurability between Braidotti.
DEUTSCHE ZEITSCHRIFT FÜR superseding theories?, di A. Polikarov:
PHILOSOPHIE alcune considerazioni sul concetto di in- Gilles Deleuze: the aesthetics of force di R.
Vol. 41, n. 4/1993 commensurabilità. Bogue: una ricostruzione della riflessione
Akademie Verlag, Berlin estetica di Deleuze a partire da Francis
Philosophy of science in Finlaand: 1970- Bacon: logique de la sensation (1981) e dai
Der Tod des Subjeckts, di A. Heller: la 1990, di I. Niiniluoto. suoi scritti sul cinema e sulla musica.
questione della soggettività nella filosofia
contemporanea. Making it whit death: remarks on thanatos
and desiring-production, di N. Land:
Habermas liest Humbolt, di J. Trabant: un Deleuze come emblema dello spinozi-
confronto tra Habermas e Humbolt intorno JOURNAL OF THE HISTORY smo trascendentale di molti pensatori
al problema del linguaggio. OF PHILOSOPHY contemporanei.
Vol. XXXI, n. 2, aprile 1993
Was Computer noch immer nicht können, Washington University, St. Louis Language games, expression and desire in
di H. L. Dreyfus. the work of Deleuze, di J. M. Heaton.
The moral status of “the Many” in Aristot-
Und noch einmal: “Ob Computer denken le, di J. E. Garrett: sul significato dei termi- Nomads and revolutionaries, di S. Plant:
können?”, di K. Meyer-Drawe. ni hoi polloi, hoi fauloi e le loro implicazio- la riflessione politica di Deleuze e Guat-
ni, legate alla riflessione dell’Etica nico- tari in Mille Plateaux: capitalisme et
Die umfassende Rolle des Körpergefühls machea e della Retorica II, 12-17. schizophrénie (1980).
im Denken und Sprechen, di E. T. Gendlin.
Burudan and skepticism, di J. Zupko: il
Werfen wie ein Mädchen, di I. M. Young: confronto tra Buridano e le tesi scettiche di
la corporeità e la riflessione di Merleau- Nicola di Autrecourt.
Ponty. J. B. S. P.
Mathematical demonstration and deduc- Vol. 24, n. 2, maggio 1993
Die Situiertheit des Denkens, Wissens und tion in Descartes’s early methodological University of Manchester, Manchester
Sprechens im Handeln, di H. J. Schneider: and scientific writings, di D. A. Recker.
gli orizzonti di pensiero aperti dalla rifles- Tema della rivista: “Io, Politica, Metodo”.
sione dell’ultimo Wittgenstein. The rational warrant for Hume’s general
rules, di M. A. Martin: dopo una breve The question of the transcendental Ego:
rassegna dei più significativi interventi sul Sartre’s critique of Husserl, di J. M. Edie:
tema humeano delle leggi generali e un a partire da La trascendenza dell’ego (1936)
esame preventivo di questa teoria, viene di Sartre, l’articolo ricostruisce il rapporto
ZEITSCHRIFT FÜR ALLGEMEINE analizzato il rapporto tra leggi generali e tra Sartre e Husserl sulle nozioni di “io
WISSENSCHAFTSTHEORIE autorità normativa. trascendentale” e di intenzionalità; tali no-
Vol. 24, n. 1, 1993 zioni, se da un lato consentono a Sarte di
Kluwer Academic Publishers, Limiting reason’s empire: the early recep- abbandonare la fenomenologia dei suoi
Dordrecht, Boston, London tion of Hegel in France, di B. Baugh: Hegel maestri francesi, come Brunschvicg, La-
in Francia, ovvero il “concreto universale” lande, Meyerson, dall’altro gli appaiono
Nachruf auf Wolfgang Stegmüller, di R. nell’epistemologia francese e il ritorno dal- inficiate da una profonda irrazionalità.
Kleinknecht. l’epistemologia alla storia.
A question concerning Heidegger’s invol-
The seven sins of pseudo-science, di A. A. vement in national socialism , di F.
Derksen: il criterio di demarcazione tra Schalow.
scienza e non-scienza e le riflessioni di
Laudan e Lugg. J. B. S. P. Recent american perspectives on Nietz-
Vol. 24, n. 1, gennaio 1993 sche’s political significance, di H. Weiss:
Mathematical progress: between reason University of Manchester, Manchester distinguendo tra una Destra, un Centro ed
and society (I), di E. Glas: esame dello una Sinistra nietzscheana, l’articolo affronta
statuto epistemologico della matematica; Tema della rivista: “Il pensiero di Gilles alcune questioni centrali nella critica ame-
alla luce anche della riflessione di Lakatos; Deleuze”. ricana al filosofo tedesco: l’olismo erme-
ci si chiede se la matematica sia una cono- neutico, l’integrità logica, il postmoderno.
scenza svincolata da ogni condizionamen- The system and its fractures: Gilles Deleuze
to storico, culturale, sociale o temporale, o on otherness, di T. G. May: la riflessione Marx’s ‘Capital’ from the viewpoint of
non sia piuttosto un prodotto storicamente dell’ultimo Deleuze. transcendental philosophy, di K. Hartmann:
contingente della cultura umana. una valutazione dell’aspetto teoretico del
Deleuze and empiricism di B. Baugh: la Capitale a partire dalla filosofia trascen-
Physical constants and reference dynami- particolarità dell’empirismo di Deleuze, dentale.
cs, di B. Lauth. venato di metafisica ed ispirato da Hume.
Towards a unified epistemology of the hu-
Die Theorie der adäquaten Verursa- Foreclosure of the other. From Sartre to man and natural sciences, di S. Glynn.
chung, di W. Lübbe: il concetto di causa- Deleuze, di C. V. Boundas: sull’importan-

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RASSEGNA DELLE RIVISTE

THE PHILOSOPHICAL REVIEW Socratic questioning, logic and rhetoric, di perte sono state di recente rivalutate (Dalla
Vol. 102, n. 2, aprile 1993 J. Hintikka: l’articolo indaga l’origine del- logica contemporanea alla logica medie-
Cornell University, Ithaca, New York la teoria logica, metodologica e retorica di vale, di A. Maierù). Troviamo inoltre inter-
Aristotele. venti sul rapporto tra fede, scienza e conce-
Descartes on mind-body interaction and zione della storia (Scienza ed epistemolo-
the conservation of motion, di P. McLau- Persuasion and moral reform in Plato and gia nell’Islam medievale, di M. Campani-
ghlin: la questione cartesiana del rapporto Aristotle, di G. Klosko: l’importanza della ni; La concezione del tempo e della storia
anima-corpo e l’interpretazione di Leibniz. riflessione platonica sulla retorica nel Fe- nell’Islam. L’interpretazione fenomenolo-
dro e nel Gorgia per lo sviluppo della teoria gica di H. Corbin, di R. Silva). Numerosi
Spinoza’s argument of the identity theory, aristotelica, in funzione anche del forte interventi anche sulla medicina medievale,
di M. Della Rocca: la questione del rappor- legame tra retorica e politica. sull’aritmetica e sulla concezione scientifi-
to anima-corpo in Spinoza. ca di Dante.
Style & sense in Aristotle’s rhetoric BK 3,
Anomalism, uncodifiability and psychophy- di S. Halliwell. INTERSEZIONI (Vol. XIII, n. 2, agosto
sical relations, di W. Child. 1993, Il Mulino, Bologna) dedica un nume-
La possibilità di una formalizzazione della ro monografico al tema: “La tecnica alla
logica aristotelica degli entimemi, di A. fine del millennio”.
Plebe: la logica aristotelica degli entimemi
dei cap. 23-24 della Retorica dà la possibi- PROSPETTIVA PERSONA (N. 1-2, luglio-
REVUE PHILOSOPHIQUE DE LOUVAIN lità di una formalizzazione di una logica dicembre 1992, Demian Edizioni, Tera-
Vol. 91, maggio 1993 della scelta, gli entimemi dimostrativi, da mo) presenta un intervento di P. Ricoeur
Institut supérieur de philosophie un lato, e di una logica paralogica, gli dal titolo: Il nuovo ethos per l’Europa.
Louvain la Neuve entimemi apparenti, dall’altro.
MERKUR (Vol. 47, n. 6, giugno 1993, Klett
Événement et destinée chez Schelling, di Remarks on induction in Aristotle’s dialec- Cotta, Stuttgart) presenta interventi su
M. Maesschalck: nella fase finale dello tic and rhetoric, di S. Knuuttila. Shakespeare, Stendhal ed una conversa-
sviluppo della sua filosofia Schelling tenta zione tra Duby, Geremek e Sainteny sul
di superare le aporie relative alla questione ruolo delle donne nel Medioevo
dei principi primi dell’esistenza in rappor-
to all’Assoluto; le difficoltà interpretative TEOLOGIA (Anno XVIII, n. 2, giugno 1993,
proprie di questa fase della riflessione schel- ER, REVISTA DE FILOSOFIA (n. 14, 1992/ Glossa, Milano) presenta un intervento di
linghiana hanno determinato un certo oblio 1, Er editorial, Sevilla) presenta un numero P. Gilbert dal titolo: La ragione teologica
storiografico che solo di recente ha recupe- monografico dedicato a Friedrich nel sec. XIII: a proposito di figure medie-
rato la portata ontologica di una filosofia Nietzsche. vali della teologia, a proposito del volume
essenziale per la comprensione dell’esito di I. Biffi: Figure medievali della teologia
finale dell’idealismo tedesco. LES ÉTUDES PHILOSOPHIQUES (genna- (Milano, Jaka Book, 1992)
io-marzo 1993, Paris, PUF) dedica il fasci-
Anthropologie et philosophie: un double colo a Revaisson, l’intelligence de l’habi- CULTURA E LIBRI (n. 86, maggio-giugno
retour au fondement, di P. Watté: la que- tude. 1993, Dante Alighieri, Roma) è dedicata al
stione, posta da Cassirer, delle condizioni tema: “Epistemologia contemporanea (II):
di oggettività e dello statuto epistemologi- REVUE DE METAPHYSIQUE ET DE MO- Popper e Kuhn” e propone una rilettura
co dell’antropologia sociale negli studi più RALE (Vol. 98, n. 1-2, gennaio-giugno critica delle opere di Popper e Kuhn, segna-
recenti. 1993, Armand Colin, Paris) è dedicata al lazioni bibliografiche e recensioni dei prin-
centenario della fondazione della rivista. cipali testi di critica epistemologica ed un
La sagesse de l’histoire. Jean Baptiste Vico In questo numero speciale vengono raccol- glossario dei termini fondamentali per ca-
et la philosophie pratique, di M. R. Natale; ti articoli significativi per la storia della pire la moderna filosofia della scienza.
recensione dell’omonimo volume di F. rivista e dei suoi importanti collaboratori
Botturi (Vita e Pensiero, Milano 1991). ed un elenco degli articoli pubblicati dal RIVISTA ROSMINIANA (Anno LXXXVII,
1893 al 1992. n. 2, aprile-giugno 1993) presenta un arti-
Hegel, des années de jeunesse à la fondation colo di W. A. Daros: Ser y verdad en la
du premier système. Aperçu de la littérature NUOVA CIVILTA’ DELLE MACCHINE filosofia de Rosmini, che propone un con-
récente sur le jeune Hegel, di O. Depré. (anno XI, n. 2, aprile-giugno 1993, Nuova fronto tra il pensiero di Rosmini e quello di
Eri, Torino), presenta un fascicolo mono- Heidegger.
Sur la spécificité philosophique du Japon, grafico dedicato al tema: “Scienza e tecni-
di B. Stevens: recensione di N. Kitarô: La ca nel Medioevo”, in ideale continuità con RIVISTA ROSMINIANA (Anno LXXXVII,
culture japonaise en question (Publica- un analogo fascicolo del 1991 dal titolo: n. 3, luglio-settembre 1993 presenta l’arti-
tions Orientalistes de France, 1991). “Scienza e tecnica nel mondo classico”. Il colo di G. Giannini: La nozione di mondo
Medioevo cristiano, anche grazie all’ap- nella Teosofia di Rosmini.
Penser l’Autre: théologie négative et “po- porto della cultura araba, integrò la conce-
stmodernité”, di P. W. Rosemann. zione greca dell’universo e dell’ordine co- SCHERIA (Anno I, n. 3, settembre-dicem-
smico attraverso l’idea dell’origine divina bre 1992, Valentino Editore, Casamicciola
di esso, pur non rinunciando ad un’analisi Terme) presenta un intervento di K. O.
razionale che potesse allargare il campo Apel dal titolo: La dimensione ermeneuti-
delle nostre conoscenze. Questo è quanto ca delle scienze sociali e la sua fondazione
REVUE INTERNATIONALE afferma M. T. Beonio Brocchieri Fumagal- normativa; compare inoltre Raffaello Fran-
DE PHILOSOPHIE li (Teologia e scienza nel pensiero medie- chini: la filosofia come vocazione, di G.
Vol. 47, n. 1, 1993 vale), che con ciò dimostra l’infondatezza Cotroneo.
Universa, Wetteren dell’opposizione, nel Medioevo, tra reli-
gione e scienza naturale. Rilevante anche
Tema della rivista: “La retorica di Aristotele”. l’apporto dei logici medievali, le cui sco-

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AA.VV. del nostro secolo, in particolare su sul problema dell’essere; discussioni Bianchi, L. - Randi E.
Filosofia e cultura nell’Europa quella italiana. polacche sul reismo. Vérité dissonantes:
di domani Aristotes à la fin du Moyen Age
a cura di Battista Mondin pref. M. Fumagalli
Città Nuova, settembre 1993 Alighieri, Dante Baas, Bernard Beonio Brocchieri
pp.224, L. 20.000 Convivio Le Désir pur: parcour philosophique trad. dall’italiano di C. Pottier
Nell’Europa “da fare” la sintesi clas- Rizzoli, settembre 1993 dans les parages de J. Lacan Ed. Univ. de Fribourg, giugno 1993
sico-cristiana rimane esemplare e pp. 376, L. 14.000 Peeters, luglio-agosto 1993 pp. 266, F 45
orientatrice, ma essa deve restare aper- La grande enciclopedia filosofica di pp. 219, F. 123 Gettando uno sguardo nuovo sulla
ta alle necessità e urgenze dell’oggi e Dante, mista di versi allegorici e pro- Il nostro secolo filosofico ha fatto storiografia medievale, quest’opera
del domani: per esempio, la cultura se esplicative, per la nuova aristocra- della finitezza l’oggetto di dibattito affronta diversi problemi relativi al
della solidarietà e dell’ “altro” deve zia spirituale degli italiani, fu scritta intorno al pensiero. Le prospettive quadro filosofico e culturale dei seco-
prendere il sopravvento sull’attuale fra il 1304 e il 1307. aperte dalla comprensione lacaniana li XIII e XIV: onnipotenza divina,
disgregante modello edonistico. ci invitano ad una rilettura dei filoso- pluralità dei mondi possibili, calcu-
fi, a cominciare da Platone. Ai filoso- lationes, armonia dell’universo
Alverny, Marie-Thérèse d’ fi restano molte cose da scoprire del
AA.VV. Aviecienne en Occident: pensiero di Lacan, che troppo spesso
Interiorità e comunità. receuil d’articles si è voluto ridurre alle motivazioni Borreil, Jean
Esperienze di ricerca in filosofia de Marie Thérèse d’Alverny réunis liguistiche della sua ricerca. La Raison nomade
a cura di A. Rigobello en hommage a l’auteur a cura di C. Buci-Glucksman,
Studium, settembre 1993 Vrin, luglio-agosto 1993 J. Fraisse, G. Rancière
pp. 339 pp. 272, F 320 Balibar, Etienne pref. J. Rancière
Il volume raccoglie diversi saggi che La redazione degli articoli raccolti in La Philosophie de Marx Payot, giugno 1993
affrontano la filosofia dal punto di questo volume accompagnò l’elabo- La Découverte, luglio-agosto 1993 pp. 264, F. 160
vista della ricerca e del ricercare come razione e la pubblicazione da parte di pp. 128, F 45 Lo scrittore e filosofo Jean Borreil,
domande fondamentali della filoso- M. T. d’Alverny del catalogo metodi- Allievo e collaboratore di Louis nato nella Catalogna francese nel
fia e, sotto questo profilo, prendono co del Avicenna latinus, apparso ne- Althusser, l’autore tenta una doppia 1938, rintraccia il suo percorso pa-
in esame varie forme in cui questo gli Archivi di storia dottrinale e lette- scommessa: rendere accessibili i temi ziente, dalla fondazione della rivista
ricercare della filosofia si concretizza raria del Medioevo tra il 1961 e il ed i problemi propriamente filosofici “Rivolte logiche” (nel 1975) fino alla
nell’esperienza comunitaria: dal dia- 1972. I manoscritti di Avicenna van- che sono stati trattati da Marx o che sua scomparsa nel 1992.
logo al seminario, dalla lectio alla no a controbilanciare, nella nostra possono essere suscitati dalle sue
disputatio. conoscenza della vita intelletuale opere, e proporre gli elementi di un
medioevale, il peso dell’aristotelismo. bilancio e di un pronostico. Bos, E. P. - Krop H., A.
(a cura di)
AA.VV. Franco Burgersdijk (1590-1635).
Chaos- das schöpferische Prinzip? Antony, Louise M. (a cura di) Baruzzi, Arno Neo-Aristotelian in Leiden
a cura Engadiner Kollegium A Mind of one’s own. Die Zukunft der Freiheit Edition Rodopi, giugno-luglio 1993
Herder, maggio 1993 Feminist Essays on Reason Wissenschaftl. Buch., maggio 1993 pp. 185, Fior. Ol. 60
pp. 240, DM 38 and Objectivity pp. 370, DM 69
Westview Press, maggio 1993 Si riflette sul futuro della libertà attra-
pp. 330, £ 12 verso la sua origine: libertà classica, Bourg, Dominique (a cura di)
Abel, Günther Tredici femministe discutono se ri- libertà cristiana, Liberalismo, Ideali- Les Sentiments de la nature
Interpretationswelten. servare o meno un posto agli ideali smo tedesco, Socialismo, Liberali- La Découverte, luglio-agosto 1993
Gegenwartsphilosophie jenseits tradizionali di razionalità ed obietti- smo postmoderno. Nel capitolo fina- F 120
von Essentialismus und Relativismus vità, all’interno del modo femminista le viene posta la domanda sulla digni- Per superare il mito di una simbiosi
Suhrkamp, maggio 1993 di vedere la filosofia ed il mondo. tà umana in relazione alla libertà. uomo-natura che sarebbe propria del-
pp. 535. DM 64 le società africane, in opposizione
all’essenza predatrice che caratteriz-
Aubenque, Pierre Bayertz, K. (a cura di) zerebbe le società cristiane occiden-
Abosch, Heinz La Prudence chez Aristote Evolution und Ethik tali, questo libro offre un’informa-
Das Ende der großen Visionen. PUF, luglio-agosto 1993 Reclam, giugno-luglio 1993 zione rigorosa sulle interpretazioni
Plädoyer für eine skeptische Kultur pp. 224, F. 62 pp. 375, DM 14 della natura nelle grandi civiltà.
Junius, maggio 1993 La prudenza aristotelica rappresenta,
pp. 180, DM 34 secondo P. Aubenque, la fortuna ed il
rischio dell’azione umana. Bell, David (a cura di) Bourgeois, Bernard
Wissenschaft und Subjektivität. D’Hondt, Jacques
Albertazzi, L. - Poli, R. Der Wiener Kreis La philosophie
Brentano in Italia Augustynek, Z. - Jadacki, J.J. und die Philosophie des 20. et la Révolution française
Guerini, settembre 1993 Possible Ontologies Jahrhunderts Vrin, luglio-agosto 1993
pp.350, L. 54.000 Edition Rodopi, giugno-luglio 1993 Akademie Verlag, luglio 1993 pp. 313, F 240
Il volume tratta della complessa in- p. 193, Fr. Ol. 100 pp. 160, DM 98 Con l’intento di aiutare a forgiare una
fluenza che il filosofo tedesco Franz Rassegna di una certa ontologia; il concezione meditata della Rivoluzio-
Brentano ha esercitato sulla cultura minimo ontologico; Carnap e Leibniz ne, questo Convegno internazionale

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(Société française de philosophie, 31 Punti di vista e competenze eteroge- Eric Weil (1904-1977), filosofo fran- convenzionale? Il testo indaga su
maggio- 1˚ e 2 giugno 1989) permette nee si confrontano, ragionando intor- cese d’origine tedesca e di religione queste questioni e fa il punto sull’eti-
di chiarire il ruolo e la funzione della no al multivalente concetto di Spazio: ebraica, ha elaborato una concezione ca del commercio, dell’ambiente e
filosofia nella storia. artistico, urbanistico, teatrale, testua- ed una pratica della filosofia intera- della biomedica.
le, cognitivo, estetico, letterale e me- mente rivolte al problema della vio-
taforico; visibile e invisibile; referen- lenza. Si tratta di una filosofia politi-
Breadzeale, D. ziale e ideologico. ca che ci permette di interrogare la Coreth, Friedrich
Janke, W.- Krämer, F. nostra realtà, segnata dal post-comu- Der Zeitbaum. Grundlegung
Hiltscher, R. nismo. einer allgemeinen Zeittheorie
Theorethische Vernunft Caputo, Cosimo Insel-Vlg, maggio 1993
Edition Rodopi, luglio 1993 Su Hjelmslev pp. 288, DM 38
pp. 244, Fior. OL. 80 La nuovola di Amleto: segno, senso Ceynowa, Klaus
e filosofia del linguaggio Zwischen Pragmatismus
E.S.I., settembre 1993 und Funktionalismus. Courcelles, Dominique de
Brykman, Geneviève pp.168, L. 22.000 Hans Vaihimgers La Parole risquée de Raymond Lulle:
Berkeley et le voile des mots L’esigenza di determinare l’orizzon- Philosophie des Als Ob entre judaïsme, christianisme
Vrin, luglio-agosto 1993 te semiotico generale della ricerca di Königshausen & Neumann et islam
pp. 445, F 280 Louis Hjelmslev (1899-1965) finora maggio 1993 Pref. A. De Libera
Fondato sulla critica dell’astrazione, non pienamente focalizzata nei nu- pp. 250, DM 50 Vrin, luglio-agosto 1993
l’immaterialismo di Berkeley si evol- merosi studi che la considerano in pp. 192, F 162
se privilegiando il carattere metafori- funzione di un interesse strettamente Il volume propone una lettura dina-
co delle forme del discorso degli uo- linguistico, fa emergere così un “altro Cicerone mica di alcuni grandi testi nei quali
mini. In effetti il velo delle parole è Hielmslev”. La problematica dell’in- Plaisir et vérité: Lulle parla di se stesso e rivela diver-
una realtà doppia: il primo velo è terpretazione non è dunque estranea De finibus, livre I et II se convinzioni fondamentali della
nella polvere sapiente dei partigiani al linguista- danese, non è il tema più du souverain bien et du mal suprême propria esistenza. La tesi centrale è
delle idee astratte; il secondo si mo- evidente, ma scavando nei suoi scrit- a cura di e trad. di Chantal Labre che Lulle, nato tra il mondo ebraico,
stra nel carattere indicibile di ciò di ti, nella sua pratica teorica e storio- Arléa, luglio-agosto 1993 cristiano e musulmano nel XIII seco-
cui non abbiamo idea e di cui parlia- grafica se ne rintraccia la presenza. pp. 153, F 95 lo, si sia convertito al Cristianesimo
mo per analogie e metafore. Una nuova traduzione di una delle in linea con le interpretazioni talmu-
maggiori opere dell’autore, consa- diche e midrasciche.
Cassirer, Ernst crata ai temi cari agli epicuristi.
Buccianti, Giovanni Erkenntnis, Begriff, Kultur
1989: idoli infranti, a cura di R.A. Bast D’Holbach, Paul Thiry
fantasmi di guerra Meiner, maggio 1993 Cohn, Jonas Saggio sul pregiudizio
Giuffrè, settembre 1993 pp. 302, DM 38 Théorie de la dialectique: Guerini, settembre 1993
pp.172, L. 18.000 Questo volume riunisce sei impor- doctrine des formes philosophiques pp.246, L. 38.000
Il crollo dell’impero sovietico, l’ab- tanti saggi scritti fra gli anni 1913 e Age d’homme, luglio-agosto 1993 Il pregiudizio, afferma D’Holbach, è
battimento del muro di Berlino, il 1939 - altrimenti difficilmente rag- pp. 349, F 180 tutto ciò che ingombra la strada della
fallimento dell’ideologia comunista, giungibili in originale - nei quali Dopo un excursus sulla storia del verità, è l’errore che occorre sradica-
la fine della guerra fredda: i grandi Cassirer presenta i tratti fondamenta- pensiero occidentale, quest’opera pro- re dalla metodologia politica di go-
avvenimenti del 1989 che hanno chiu- li del concetto della conoscenza svi- pone un inventario sistematico delle verno: è l’inganno, la menzogna,
so definitivamente un’epoca, al va- luppato nelle sue opere principali e contraddizioni contro cui urta ogni l’ideologia di cui il regime si serve
glio di uno storico delle relazioni in- respinge i fraintendimenti dei suoi coscienza al momento della ricerca di come sistema per reprimere i popoli
ternazionali. contemporanei. un discorso coerente. governanti.

Burbage, Frank Cavallari, Giorgio Colli, G. - Montinari, M. Derrida, Jacques


Chouchan, Natalie La forma, l’immaginario, l’uno. Miller, N. - Pieper, A. (a cura di) Khôra
Leibniz et l’infini Saggi sull’analogia e il simbolismo Nietzsche-Briefwechsel. Galilée, giugno 1993
PUF, luglio-agosto 1993 Guerini, settembre 1993 Kritische Gesammtausgabe pp. 90, F. 100
pp.128, F 280 pp.239, L. 35.000 Briefe von und an Friedrich Khôra fa riferimento alla famosa
Leibniz è uno degli inventori del cal- Insegnare che l’albero simboleggia i Nietzsche Oktober 1849-April 1869 materia informe di cui dispone il
colo infinitesimale. Qual’è il senso di molteplici stati dell’essere, o che la (Sez. I, vol. 4) demiurgo nel Timeo di Platone per
questa invenzione? Si tratta del punto montagna è simbolo del cosmo, o che de Gruyter, giugno-luglio 1993 formare il mondo sensibile sul mo-
di ancoraggio di una filosofia nuova il sole rimanda ai principi intelleggi- pp. 960, DM 360 dello del mondo intellegibile. J.
che farebbe della comprensione ra- bili dell’universo, significa mettere La prima opera con i resoconti ag- Derrida commenta il testo di Platone
zionale dell’infinito la sua preoccu- in evidenza come le varie forme della giuntivi all’edizione critica completa alla luce dell’analisi di J.-P. Vernant
pazione principale? vita siano intrecciate in modo indis- delle lettere di Nietzsche. e presenta Khôra come il modello di
solubile con le immagine archetipe un nome di cui sottolinea la femmi-
scaturite dai miti dell’Origine. nilità essenziale.
C. Chalier, M. Abensour (a cura di) Coniglione, F.(a cura di)
Cahier de l’Herne Polish Scientific Philosophy.
Emmanuel Lévinas Cavazzani, Guido The Lvov- Warsaw School. Derrida, Jacques
LGF, giugno 1993 Interpretazioni di Weber Edition Rodopi, giugno-luglio 1993 Passions
pp. 626, F 70 e teorie della società pp. 358, Fior. Ol. 150 Galilée, giugno 1993
Contiene dei testi di filosofia, tra i Franco Angeli, settembre 1993 Scritti su Twardowski, Adjukiewicz, pp. 90, F. 98
quali: Trascendenza e tempo; La co- pp.160, L. 24.000 Kotarbinski, Tarski e Lukasiewicz, Meditazione sui paradossi dell’edu-
scienza non intenzionale; Socialità e I temi weberiani della politica, della come pure sull’etica, sulla scienza, il cazione, sul senso del «dovere» e sul
danaro. Diversi autori, tutti operanti burocrazia e della razionalizzazione nominalismo e la metodologia della «segreto» che riveste i nomi propri.
in ambito universitario, e specialisti nella società moderna sono visti psicologia.
stranieri apportano il loro contributo come interpretazioni di Habermas e
a questo studio dell’asse portante del di Luhmann e di un particolare marxi- Derrida, Jacques
pensiero di Lévinas. smo italiano di forte rilevanza socio- Coombs, Jerrold R. - Winkler, Earl Sauf le nom
logica. Applied Ethics. A Reader Galilée, giugno 1993
Blackwell, giugno-luglio 1993 pp. 115, F.100
Cabibbo, Paola pp. 450, £ 15 Due interlocutori discutono di ciò che
Lo spazio Cavinez, Patrice Qual’è la natura dell’etica applicata? ruota intorno al nome: dal nome dei
e le sue rappresentazioni: stati Le Politique et sa logique Qual’è il rapporto tra l’etica applica- nomi e dal nome di Dio che viene
modelli, passaggi dans l’oeuvre d’Eric Weil ta, la scienza e la tecnologia? Può presentato come una realtà spirituale
ESI, settembre 1993 Kimé, luglio-agosto 1993 l’etica applicata essere criticamente che non si può nominare. Dio diventa
pp.190, L. 26.000 pp. 296, F 180 sovversiva e riformare la moralità allora un SopraNome, che «conta di

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più del nome» ma che viene al «suo contentare dell’autodeterminazione In un dialogo interdisciplinare rap- Gauthier, D. - Sugden, R.
posto». dell’essere umano come essere uma- presentanti di diverse discipline (teo- (a cura di)
no. Nessuna realtà esterna può deci- logia, filosofia, geografia, pedago- Rationality, Justice
dere rispetto a questa questione, solo gia, psicologia e scienza comporta- and the Social Contract.
Descombes, Vincent l’essere umano stesso. mentale) discutono in maniera rap- Themes from Morals by Agreement
The Barometer of Modern Reason. presentativa diverse questioni etiche Harvester Wheatssheaf
On the Philosophies sul rapporto dell’uomo con la natura giugno-luglio 1993
of Current Events Ehrlich, L. H. - Wisser, R. e l’ambiente. pp 192, £ 35
Oxford University Karl Jaspers. Filosofi, economisti e teorici politici
giugno-luglio 1993 Philosopher Among Philosophers. discutono l’opera di David Gauthier,
pp. 224, £ 25 Edition Rodopi, giugno-luglio 1993 Fischer, Hubert il quale cerca di dimostare che indivi-
L’autore esplora e mette in discussio- pp. 357, Fior. Ol. /5 Einführung in die Philosophie. dui razionali sarebbero disposti ad
ne i mezzi di misurazione - “il barome- Grundlegende Begriffe accettare certe costruzioni morali sulle
tro” - che vengono utilizzati dai filoso- und Vorstellungen im Rahmen loro scelte. Vengono analizzate pos-
fi per valutare lo spirito del tempo e/o Ehrlich, Leonhard H. einer essentiellen Philosophie sibilità e limitazioni di un approc-
la natura della ragione moderna. Fraglichkeit der jüdische Existenz. Kovac, giugno-luglio 1993 cio contrattuale su questioni giudi-
Philosophische Untersuchungen pp. 200, DM 79,80 ziarie.
zum modernen Schicksal der Juden
Di Gennaro, Antonio Karl Alber, giugno-luglio 1993
L’ermeneutica idealistica pp. 366, DM 78 Fisher, K. R. - Wimmer, Fr. M. Gesche, Astrid
Filosofia politica neoidealistica La domanda sul futuro dell’Ebraismo (a cura di) Johann Gottfried Herder:
italiana e interpretazione viene sviluppata in tre parti: 1. l’in- Der geistige Anschluß. Sprache und die Natur des Menschen
ESI, settembre 1993 contro dell’Ebraismo con l’epoca mo- Philosophie und Politik Königshausen & Neumann
pp.172, L. 22.000 derna ed il suo ingresso in essa; 2. la an der Universität Wien 1930-1950 maggio 1993
Una storia del pensiero giuridico pre- distruzione della comunità ebraica Wiener Universität, maggio 1993 pp. 172, DM 38
suppone un valore delle varie e suc- europea da parte della Germania na- pp. 250, ÖS 248 Lo scopo del lavoro è di stabilire, in
cessive formulazioni in una loro con- zista; 3. la necessità di assicurare l’esi- maniera il più possibile riassuntiva,
siderazione nel tempo. Questa possi- stenza delle comunità ebraiche attra- la posizione di Herder all’interno del-
bilità sorgerà solo superando la dico- verso i moderni mezzi di esercizio del Foley, Richard la discussione filosofica e del dibatti-
tomia tra un diritto e una interpreta- potere . Working Without A Net. to sulle scienze naturali a lui coevi
zione che ne è specchio. A Study of Egocentric Epistemology tesi a stabilire la motivazione antro-
Oxford University, maggio 1993 pologica della lingua.
Eichel, Christine pp. 256, £ 27.50
Dorschel, A. (a cura di) Vom Ermatten der Avantguarde In questo libro, l’autore offre un’im-
Transzendentalpragmatik. zur Vernetzung der Künste. portante nuova teoria sulla razionali- Giorello, Giulio - Regge Tullio
Ein Symposium für Karl-Otto Apel Perspektiven einer tà. Il suo scopo è di sottrarsi alla Veca Salvatore
Suhrkamp, giugno-luglio 1993 interdisziplinären Ästhetik “malinconia di Cartesio”, abbassan- Europa Universitas
pp. 456, DM 30 im Spätwerk Theodor W. Adornos do il livello di ciò che è razionale Feltrinelli, settembre 1993
Suhrkamp, maggio 1993 dall’impossibile livello di richiesta di pp.128, L. 20.000
pp. 360, DM 48 certezza preteso da Cartesio. I tre saggi che compongono questo
Duchesneau, François libro, frutto di una originale e inedita
Leibniz et la méthode collaborazione tra un filosofo della
de la science Elster, Jon Freimuth, Frank scienza, uno scienziato e un filosofo
PUF, giugno 1993 Argomentare e negoziare Wie kultiviere ich die Freiheit della politica, intendono mettere a
pp. 424, F. 258 Anabasi, settembre 1993 bei dem Zwange? fuoco, da tre diverse angolazioni pro-
Al di là del regno, poi l’eclisse, dal pp.141, L. 20.000 Zum Bildungsverständnis spettiche, questa specificità europea.
paradigma newtoniano, si pone l’ope- Il centro teorico di questo mirabile Friedrich Albert Langes In particolare, Giulio Giorello rico-
ra filosofica e scientifica di questo saggio di filosofia politica è l’indagi- Centaurus-Verl.-Ges., maggio 1993 struisce nel suo saggio alcuni mo-
pensatore che inventò il calcolo infi- ne su due tipi di atto linguistico: l’ar- pp. 176, DM 38 menti cruciali del percorso storico
nitesimale, la dinamica e dei nuovi gomentare - che rinvia all’uso della dell’ “Europa dei saperi” e spiega
modelli per la teoria dell’organismo e ragione e al principio di imparzialità come si è costituita ed evoluta e quali
fornì un punto di ancoraggio privile- - e il negoziare - in cui l’egoismo Freistetter, W. - Weiler, R. effetti di lunga durata ha prodotto la
giato all’analisi epistemologica. scoperto si esprime mediante pro- (a cura di) comunità degli scienziati europei.
messe, avvertimenti e minacce. Die Einheit der Kulturethik
in vielen Ethosformen
Ebbinghaus, Julius Duncker & Humbolt, maggio 1993 Gloy, K - Burger P. (a cura di)
Gesammelte Schriften Enderle, G. (a cura di) pp. 360, DM 98 Die Naturphilosophie
Vol.IV: Studien zum Deutschen Lexikon der Wirtschaftsethik im deutschen Idealismus
Idealismus. Schriften 1909-1924 Herder, giugno-luglio 1993 Frommann-holzboog
a cura di H. Oberer e G. Geisman pp. 704, DM 158 Friedrich, Janette giugno-luglio 1993
Bouvier, maggio 1993 Il testo offre una conoscenza orienta- Der Gehalt der Sprachform. pp. 399, DM 142
pp. 430, DM 85 tiva per coloro i quali cercano delle Paradigmen von Bachtin Atti del convegno tenutosi presso la
Il quarto ed ultimo volume dell’opera risposte affidabili nel campo proble- bis Vygotskij “Reimers Stiftung” di Bad Homburg
raccoglie lavori del periodo prece- matico dei rapporti tra economia e Akad. Verlag, maggio 1993 nell’aprile 1992. Questo volume vie-
dente al 1924, principalmente gli Stu- morale. pp. 224, DM 68 ne promosso dallo “Hegel-Archiv”
dien zum Deutschen Idealismus. Con- della Ruhr-Universität di Bochum.
tiene l’attesa prima pubblicazione
della tesi per l’abilitazione alla libera Engelen, Eva Maria Gadamer, Hans-Georg
docenza, Die Grundlagen der Hegel- Zeit, Zahl und Bild. Hermeneutik - Ästhetik Graham, George
schen Philosophie 1793-1803 del Studien zur Verbindung praktische Philosophie. Philosophy of Mind. An Introduction
1921. von Philosophie und Wissenschaft Hans-Georg Gadamer im Gespräch Blackwell Publishing, maggio 1993
bei Abbo von Fleury a cura di C. Dutt pp. 224, £ 11
de Gruyter, maggio 1993 Winter, maggio 1993 Un’introduzione alla filosofia della
Ebeling, Hans pp. 171, DM 42 pp. 48, DM 24 mente, che copre argomenti quali
Das Subjekt in der Moderne. mente/corpo, identità personale, co-
Rekonstruktion der Philosophie scienza, intenzionalità e libertà della
im Zeitalter der Zerstörung Erdmann, K.-H. volontà. Il libro include anche argo-
Rowohlt, giugno-luglio 1993 Perspektive menschlichen Handelns: menti come “l’esperienza dopo la
DM 22,90 Umwelt und Ethik morte”, le menti degli animali e di
L’autore fa riferimento alla dibattuta Springer, giugno-luglio 1993 Dio, la malattia mentale e la felicità.
questione se ci si debba o meno ac- pp. 216, DM 48

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Grätzel, Stefan Hager, Fritz-P. Herbart, Johann Friedrich Hornung, E. von - Schabert T.
Organische Zeit. Aufklärung, Platonismus Lehrbuch zur Einleitung (a cura di)
Zur Einheit von Erinnerung und Bildung bei Shaftesbury in die Philosophie Auferstehung und Unsterblichkeit
und Vergessen Haupt, giugno-luglio 1993 a cura di W. Henckmann W. Fink, giugno-luglio 1993
Karl Alber, maggio 1993 pp. 240,, DM 48 Meiner, giugno-luglio 1993 pp. 300, DM 48
pp. 150, DM 48 pp. 408, DM 78 Sulla possibilità di sperimentare la
L’autore concepisce il rapporto, fon- Questa seconda edizione, riveduta e vita nella morte esistono diversi per-
dato dal punto di vista esistenziale- Haller, Rudolf corretta criticamente, è un’importan- corsi di riflessione. In questo volume
ontologico, tra spazio e tempo ricor- Neopositivismus. te opera di confronto con l’Idealismo vengono mostrati i più importanti: la
rendo al principio del “Gestaltskreis” Eine historische Einfürung tedesco ed è contemporaneamente un psicologia spirituale, i riti socio-reli-
(V. v. Weisäcker) come regolazione in die Philosophie paradigma della didattica filosofica. giosi, la meditazione filosofica, la
organica di ricordo e oblio. Sotto que- des Wiener Kreises purificazione dell’anima, la dottrina
sto aspetto egli indaga i criteri del- Wissenschaftl. Buch., maggio 1993 della Redenzione, la conoscenza ra-
l’accesso e della disponibilità di pas- pp. 308, DM 59 Hersch, Jeanne zionale, i culti sacrificali tesi alla ri-
sato presente e futuro. Il libro non fornisce solamente una L’Etonnement philosphique: conciliazione con il mondo spirituale
panoramica delle premesse del Neo- une histoire de la philosophie e naturale.
positivismo, della sua evoluzione in- Gallimard, giugno 1993
Grethlein, Thomas terna ed esterna, ma corregge anche pp. 464, F. 44,50
Reservate der Geltung. l’immagine steoreotipata dell’Empi- Lo stupore è quella capacità di inter- Hüsser, Heinz
Untersuchungen zum Verhältnis rismo logico. rogarsi su di una evidenza accecante, Natur ohne Gott. Aspekte
von Transzendentalphilosophie che ci impedisce cioè di vedere e di und Probleme
zu Hermeneuthik und Pragmatik comprendere il mondo. E’ attraverso von Ludwig Feuerbachs
Königshausen & Neumann Hansen, Chad la storia di questo stupore, di conti- Naturverständnis
giugno-luglio 1993 A Taoist Theory of Chinese Thought. nuo ripreso, che J. Hersch ci racconta Königshausen & Neumann
pp. 200, DM 38 A Philosophical Interpretation come la filosofia sia sempre stata giugno-luglio, 1993
Il lavoro verifica come potrebbe rea- Oxford Univ., giugno-luglio 1993 attuale. pp.164, DM 38
lizzarsi un’ulteriore “espansione” del pp. 496, £ 50 L’esautorazione della teologia e del
programma della filosofia trascen- Nel tentativo di abbattere le barriere Dio monoteistico vengono realizzati
dentale rispetto a quanto già tematiz- tra la filosofia cinese e la filosofia del Hinske, N (a cura di) da Feuerbach ricorrendo alla natura
zato da Kant come Gegenstandsbe- resto del mondo, questo studio si pro- Kant und die Aufklärung fisico-matematica. Questo fa sorgere
reiche, o se esistano delle pretese di pone di presentare una teoria unifica- Meiner, giugno-luglio 1993 la domanda se questa natura senza
validità in un’operazione di questo ta del pensiero classico cinese. L’au- pp. 134, DM 58 Dio significhi una rivalutazione della
tipo. tore utilizza il Taoismo, invece del natura o se questa venga abbandonata
Confucianesimo, come principio cen- definitivamente alla prassi umana.
trale ed unificante. Hinterberger, Norbert
Greven, M.Th. - Koop D. Der philosophische Aberglaube
(a cura di) des Antirealismus Husserl, Edmund
War der Wissenchaftliche Haug, Wolfgang Fritz Bouvier, giugno-luglio 1993 Idées directrices
Kommunismus eine Wissenschaft? Elemente einer Theorie pp. 260, DM 58 pour une phénoménologie
Leske u. Budr., giugno-luglio 1993 des Ideologischen. In questa raccolta di saggi e critiche et une philosophie
pp. 180, DM 28 Mit einer Einleitung vengono analizzati - all’interno della phénoménologique pures
in die ideologietheoretische parte critica - sia due autori contem- Vol. 3 La Phénoménologie
Fragestellung von Juha Koivistu poranei (Baudrillard e Niklas Luh- et les fondements des sciences
Großheim, M. - Waschkies, H. J. und Veikko Pietilä mann), sia un classico del cosiddetto a cura di D. Tiffeneau
(a cura di) Argument-Verlag, maggio 1993 Idealismo “oggettivo” (Hegel); que- PUF, giungo 1993
Rehabilitierung des Subjektiven. pp. 176, DM 18,50 sto avviene tramite i mezzi della logi- pp. 320, F. 298
Festschrift für Hermann Schmitz ca utens in relazione ad un confronto Ottanta anni fa Husserl terminava la
Bouvier, giugno-luglio 1993 con i modelli di realtà critici realisti- redazione del Manuscrit au crayon.
pp. 540, DM 180 Hausman, Carl R. ci. Ma furono necessari ancora diversi
Hermann Schmitz ha presentato ne- Charles S. Peirce’s lavori prima che il terzo volume delle
gli ultimi decenni una concezione Evolutionary Philosophy Idee si staccasse dal tronco comune
completamente nuova della filoso- Cambridge University, maggio 1993 Höckmayr, Karl del secondo libro e che l’opera venis-
fia attraverso il metodo di una lucida pp. 288, £ 30 Die Evolution des menschlichen se pubblicata nel 1952. Il volume
fenomenologia empirica. Invece di Il testo pone l’attenzione su quattro Geistes zwischen Haben und Sein contiene anche la Postfazione alle
lavorare con le dicotomie tradizio- dei concetti fondamentali per Peirce: Profil Vlg., maggio 1993 Idées directrices pour une phénomé-
nali (corpo-anima, mondo interiore- il pragmatismo e la sua evoluzione in pp. 140, DM 35 nologie pure di Husserl (a cura e
mondo esteriore), Schimtz prende in quello che Peirce chiama “pragmati- tradotto dal francese da Arion L.
considerazione il coinvolgimento af- smo”; la sua teoria del segno; la sua Kelkel).
fettivo, la sensualità, i sentimenti fenomenologia e la sua teoria che la Hoeres, Walter
come atmosfere, le situazioni, le sen- continuità è di importanza primaria Offenheit und Distanz.
sazioni. per la filosofia. Grundzüge einer phänomenologische Jacobs, W. G. - Schieche, W.
Anthropologie (a cura di)
Duncker & Humbolt, maggio 1993 Fichte in zeitgenössischen
Guyer, Paul (a cura di) Heidegger, Martin pp. 456, DM 98 Rezensionen (4 voll.)
Kant and the Experience of Freedom. Eraclito Frommann-holzboog
Essays on Aesthetics and Morality 1. L’inizio del pensiero giugno-luglio 1993
Cambridge University, maggio 1993 occidentale Höffe, Otfried pp.1600, DM 200 (1 vol.)
pp. 480, £ 45 2. Logica. La dottrina Moral als Preis der Moderne.
Questa raccolta di saggi si propone di eraclitea del Logos Ein Versuch über Wissenschaft,
trasformare il nostro modo di conce- Mursia, settembre 1993 Technik und Umwelt Jacobs, Wilhelm G.
pire l’estetica e l’etica di Kant. Guyer pp.272, L. 45.000 Suhrkamp, giugno-luglio 1993 Gottesbegriff
mostra che al centro della teoria este- I due corsi universitari tenuti rispetti- pp. 320, DM 24 und Geschichtsphilosophie
tica di Kant il disinteresse per il gusto vamente nel semestre estivo del 1943 in der Sicht Schellings
diventa un’esperienza di libertà e e del 1944, costituiscono un ampio Frommann-Holzboog, maggio 1993
quindi un accompagnamento indi- materiale su cui si basano gli scritti su Hogrebe, W. von (a cura di) pp. 88, DM 105
spensabile alla moralità stessa. Eraclito già pubblicati dallo stesso Philosophie in Jena.
Martin Heidegger. Reden anläßlich der Neugründung
des Philosophischen Instituts
der Friedrich-Schiller-Universität
Palm und Elke, maggio 1993
pp. 40, DM 20

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Janich, Peter strutturazione concettuale del sapere Lea, F. A. libertà del volere, critica l’utilitari-
Erkennen als Handeln. in una comunità. The Tragic Philosopher: smo ed offre al lettore una guida alle
Von der konstruktiven Friedrich Nietzsche attuali teorie della punizione.
Wissenschaftstheorie The Athlone, giugno-luglio 1993
zur Erkenntnistheorie Kobusch, Theo pp. 354, £ 16.95
Palm & Enke, giugno-luglio 1993 Die Entdeckung der Person. Basato su fonti letterarie e biografi- Lyotard, Jean-Francois
pp. 30, DM 18 Metaphysik der Freiheit che originali, questo libro traccia lo Letture d’infanzia
und modernes Menschenbild sviluppo del pensiero di Nietzsche Anabasi, settembre 1993
Herder, maggio 1993 attraverso le sue fasi principali e sot- pp. 190, L. 24.000
Jonas, Hans pp. 300, DM 48 tolinea la sua importanza per i nostri L’arte e l’etica, la legge e il mito
Das Prinzip Verantwortung. tempi. rinviano all’infanzia, intesa non come
Versuch einer Ethik età della vita, ma come luogo del-
für technologische Zivilisation Köhler, Dietmar l’esperienza originaria, inarticolata,
Suhrkamp, giugno-luglio 1993 Schematisierung des Seinssinnes Leger, François del corpo, della differenza sessuale,
pp. 426, DM 24,80 als temporale Interpretation. Monsieur Taine della voce.
Untersuchungen zur Thematik Critérion, giugno 1993
des dritten Abschnittes pp. 520, F. 159
Kauffmann, Clemens von Heideggers Sein und Zeit Un esame minuzioso dell’esistenza Mac-Beath, Murray (a cura di)
Ontologie und Handlung. Bouvier, maggio 1993 intima dello storico e del filosofo, The Philosophy of Time
Untersuchungen zur Platons pp. 168, DM 48 destinato a riabilitare la memoria di Oxford University maggio 1993
Handlungstheorie L’autore ricostruisce la tematica cen- questo grande umanista. pp. 232, £ 10
Karl Alber, giugno-luglio 1993 trale del terzo capitolo - progettato e Il testo presenta una serie di letture
pp. 490, DM 128 non pubblicato - della prima grande che introducono gli argomenti cen-
Il libro tratta di un modello, finora opera di Heidegger Sein und Zeit, che Lennon, Thomas M. trali della “filosofia del tempo”. Due
non rivelato, significativo sia nella in realtà avrebbe dovuto essere il ful- The Battle of the Gods and Giants. di questi saggi sono stati scritti ap-
prospettiva sistematica che in quella cro sistematico della trattazione. The Legacies of Descartes positamente per questo volume. I
storica. Si tratta del modello della and Gassendi curatori riassumono i punti salienti
teoria dell’azione di Platone. Princenton UP, giugno-luglio 1993 del dibattito e dimostrano come gli
Kolmer, P. - Korten, H. pp. 456, $ 74,50 argomenti della filosofia del tempo
Grenzbestimmungen der Vernunft. Questa monografia mostra come il si rapportano ad altre branche della
Kaufman, Arthur Philosophische Beiträge più importante dibattito filosofico filosofia.
Über Gerechtigkeit. zur Rationalitätsdebatte della seconda metà del XVIII secolo
Dreißig Kapitel praxisorientierter Karl Alber, giugno-luglio 1993 fosse la disputa tra i sostenitori di
Rechtsphilosophie pp. 500, DM 90 Cartesio e quelli di Gassendi, nel ten- MacIntyre, Alasdair
Haymann, giugno-luglio 1993 Il volume, dedicato a Hans Michael tativo di stabilire quale immagine Enciclopedia, genealogia
pp. 544, DM 240 Baumgarten per il suo sessantesimo scientifica sarebbe succeduta al mo- e tradizione
compleanno, offre una vivace imma- dello aristotelico. Massimo, settembre 1993
gine speculare delle definizioni con- pp.200, L. 35.000
Kissling, Christian temporanee del concetto di ragione. Breve storia del tomismo, inteso come
Gemeinwohl und Geregtigkeit. Lequier, Jules-Clair, André genere specifico di ricerca morale: il
Ein Vergleich von traditioneller La Recherche d’une première verité: paragone tra il modo enciclopedisti-
Naturrechtsethik und kritischer Koslowski, Peter et autres textes co di ricerca che dominava la cultura
Gesellschaftstheorie Postmoderne Kultur und Wirtschaft. a cura di A. Clair accademica a cavallo tra i due secoli,
Herder, maggio 1993 Eine Auseinandersetzung pref. C. Renouvier e il modo genealogistico di ricerca
pp. 520, DM 96 Schulz-Kirchner, luglio 1993 PUF, giugno 1993 sviluppato per la prima volta da
pp. 216, DM 32 pp. 384, F. 250 Nietzsche.
Jules Lequier (1814-1862), precurso-
Klein, H.-D. (a cura di) re del neocriticismo, ha un pensiero
Systeme im Denken der Gegenwart Krüger, Hans-P. unico: impiantare stabilmente la li- Mader, Johann
pp. 290, DM 85 Perspektivenwechsel. bertà. La libertà, che è indimostrabi- Philosophie in die Revolte.
Una recente tematizzazione del con- Autopoiese, Moderne le, si afferma attraverso un atto di Das Ende des Idealismus
cetto di sistema filosofico è di nuovo und Postmoderne auto-posizione e, attraverso il gesto im 19. Jahrhundert
attuale, anche se poteva sembrare fa- im kommunikationsorientierten più semplice, mette già in scacco la WUV-Universität-Vlg, maggio 1993
cilmente accantonabile. Questa at- Vergleich necessità. La libertà, parteggiando pp. 400, ÖS 348
tualità pone il sistema non come dog- Akademie-Vlg, maggio 1993 solo per se stessa, si scopre come
ma, ma come problema. Nel primo pp. 256, DM 68 incondizionale.
volume della serie: “Studien zum Maerker, Peter
System der Philosophie” viene pro- Konservatorismus - noch modern?
posto un bilancio generale. Kühn, Rolf Liessmann, Konrad Paul Theorie des konservativen Denkens
Französische Reflexions Philosophie der modernen Kunst. Bouvier, giugno-luglio 1993
und Geistesphilosophie. Eine Einführung pp. 220, DM 58
Klueting, H. - Hinske, N. Profile und Analysen WUV-Univ.-Vlg. La teoria del pensiero conservativo
Hangst, K. (a cura di) Hain, giugno-luglio 1993 giugno-luglio 1993 spiega il conservatorismo, al di là
Katholische Aufklärung. pp. 224, DM 74 pp. 200, ÖS 238 delle sue manifestazioni storiche ed
Aufklärung im katholischen antropologiche, come un pensiero
Deutschland dell’essere, che nella soggettività con-
Meiner, giugno-luglio 1993 Kutschera, Franz von Lo Schiavo, A. creta cerca di tenere in perenne equi-
pp. 424, DM 128 Die falsche Objektivität Il segno della distinzione librio il pensiero determinato dalle
de Gruyter, maggio 1993 Biblipolis, settembre 1993 idee e che ha la sua stessa origine.
pp. 314, DM 48 pp.256, L. 35.000
Kober, Michael Il materialismo, con le sue implica-
Gewißheit als Norm. Wittgensteins zioni per la concezione dei fenomeni Maier, W - Zoglaurer, Th.
erkenntnistheoretische del pensiero, in particolare del rico- Lucas, J.R. (a cura di)
Untersuchungen in Über Gewißheit noscere e dell’agire, è al centro della Responsibility Technomorphe Organismuskonzepte.
de Gruyter, maggio 1993 prima parte, di impostazione critica, Clarendon , giugno-luglio 1993 Modellübertragungen zwischen
pp. 429, DM 198 del volume. Nella seconda parte, di pp. 288, £ 30 Biologie und Technik
Diversamente rispetto alle interpre- impostazione costruttiva, viene trat- Questo volume presenta un’ampia ed Frommann holzboog, maggio 1993
tazioni correnti di Über Gewißheit, tato il concetto di persona ed il pro- accessibile discussione sulla respon- pp. 350, DM 38
viene rivelato come Wittgenstein non blema corpo-anima. sabilità in vari settori della vita uma-
riesca a sgretolare lo scetticismo filo- na, dai rapporti personali e sessuali
sofico. Egli ha però sviluppato una alla politica. J.R. Lucas discute della

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Majer, U - Schmidt, H. J. sugli esseri umani ed anche della ri- Hume, Berkeley e Kant e poi ai com- monografia sulla sua filosofia, ma
(a cura di) cerca medica, di quella sulla droga e piti e ai supercompiti, alle promesse come un contributo alla interrogazio-
Sematical aspect nel campo delle scienze sociali. Il ed ai paradossi di Skolem, ai modelli ne sulla questione della possibilità di
of Spacetime Theories libro riflette sull’etica di tale speri- ed alla realtà, al caso Makropolus ed una concezione empirica sia all’in-
B. I. Wissenschaftsverlag mentazione e chide: chi difende gli al tedio dell’immortalità. terno della filosofia del linguaggio
maggio 1993 interesse di questi soggetti umani ed sia nella teoria scientifica.
pp. 300, DM 48 assicura che non vengano danneg-
Non esiste preticamente nessun’altro giati? Moore, Edward C. (a cura di)
settore scientifico in cui la fisica e la Charles S. Peirce Neurath, Otto
filosofia si compenetrino come acca- and the Philosophy of Science. Anti-Spengler
de nelle teorie dello spazio e del tem- Metzinger, Thomas University of Alabama Palomar, settembre 1993
po. La domanda riguardante che cosa Subjekt und Selbstmodell. pp. 512, £ 39.95 pp.194, L. 26.000
si intenda per “spazio-tempo” è fon- Die Perspektivität phänomenalen Una selezione delle relazioni tenute Un pamphlet critico contro l’autore
damentale per la semantica delle teo- Bewußteins vor dem Hintergrund durante il Centocinquantesimo Con- del Tramonto dell’Occidente.
rie fisiche. einer naturalistischen Theorie gresso Internazionale su Charles S.
mentaler Repräsentation Peirce a Harvard nel settembre 1989.
Schöhning, maggio 1993 Si tratta della filosofia della scienza e Neveu, B.
Mannella, Maria Amelia pp. 320, DM 48 della sua logica in Peirce. L’erreur et son juge.
Owen e Rousseau Remarques sur les censures
Pacini Fazzi, settembre 1993 doctrinales à l’époque moderne
pp.112, L. 18.000 Michel, Romain Müller, Christof Biblipolis, settembre 1993
Le somiglianze e le differenze tra il Du Dieu des philosophes au Dieu Geschichtsbewußtsein pp.624, L. 160.000
filosofo inglese Robert Owen e il des chrétiens:au delà du catéchisme bei Augustinus. Ontologische, E’ difficile oggigiorno, sia allo stori-
ginevrino Jean-Jacques Rousseau sul Quinquet, giugno 1993 antropologische co che al teologo, riprendere i princi-
piano della morale, della scienza, della pp. 171, F. 124. und universalgeschichtlich- pi e le applicazioni dell’ “ars censo-
società e di una prospettiva essenzial- L’autore riflette sul Dio della metafi- heilgeschichtliche Elelemente ria” praticata dall’autorità teologica
mente pedagogica, nel tentativo di sica arrivando al Dio delle religioni einer augustinischen nei secoli XVII e XVIII. L’individua-
spiegare come due pensatori così di- cristiane. ”Geschichtstheorie” zione dell’errore associato a un testo
versi abbiano assunto posizioni simi- Augustinus-Vlg., maggio 1993 e ad un autore mette in gioco delle
li in relazione al mondo loro contem- pp. 368, DM 87. realtà storiche e dottrinali complesse.
poraneo. Millet, Louis - Mourral, Isabelle
Petite encyclopédie de philosophie
Ed. universitaire, giugno 1993 Münkler, Herfried Noichl, Franz
Marcus, Ruth Barcan pp. 300, F. 220 Thomas Hobbes Gewissen und Ideologie.
Modalities. Philosophical Essays L. Millet e I. Mourral, professori ag- Campus Vlg., maggio 1993 Zur Möglichkeit der Rekonstruktion
Oxford UP, giugno-luglio 1993 gregati di filosofia, sono entrambi pp. 150, DM 17,80 eines unbedingten Sollens
pp. 288, £ 30 membri dell’Associazione degli scrit- L’autore presenta il pensiero politico Herder, maggio 1993
Una raccolta degli scritti più impor- tori cattolici, dell’Accademia di edu- di Hobbes sullo sfondo della guerra pp. 330, DM 49
tanti di questo filosofo e logico ame- cazione e di studi sociali e fondatori civile inglese e mette in relazione la
ricano, comprendente i suoi primi e dell’Associazione dei filosofi cri- teoria di Hobbes con i grandi progetti
più significativi scritti di logica mo- stiani. di sistema della filosofia politica. Noll, Wulf
dale e la sua opera più recente sulla Sloterdijk auf der ‘Bühne’
filosofia morale e la razionalità. Zur philosophischen
Mongardini, Carlo Nathanson, Stephen und zur philosophiekritischen
La cultura del presente.Tempo Patriotism, Morality and Peace Positionsbestimmung des Werkes
Mascolo, Dyonis e storia nella tarda modernità Rowman & Littlefield, maggio 1993 von P. Sloterdijk
Haine de la philosophie: Franco Angeli, settembre 1993 pp. 220, £ 18 im Zeitraum von 1978-1991
Heidegger comme modèle pp.160, L. 24.000 Questo testo offre un dibattito intor- Vlg. Die Blaue Eule
bassesse et profondeur Per recuperare i valori e gli ideali no alle domande: Il patriottismo è giugno-luglio 1993
J.-M. Place, giugno 1993 della cultura moderna occorre ripen- un’idea valida, un’idea che si dovreb- pp. 258, DM 48
pp. 184, F. 120 sare il senso, le funzioni e i limiti be promuovere e sostenere? Oppure
Il pensiero ed i testi di Heidegger delle istituzioni che l’hanno prodotta si tratta di una idea pericolosa e di-
sono il pretesto per un pamphlet sulla e ne rappresentano la struttura por- struttiva che porta alla guerra e al- Nuttal, Jon
filosofia, nella misura in cui questa è tante. Solo dalla ripresa della coscien- l’ostilità? Vengono definite forme di Moral Questions
sempre in scarto, se non in contraddi- za storica e dalla consapevolezza cri- patriottismo pericolose, preziose e An Introduction to Ethics
zione, con il metodo di vita. Per l’au- tica del presente può derivare un re- costruttive. Polity Press, maggio 1993
tore la teoria e la pratica possono cupero del progetto moderno e dei pp. 240, £ 12
essere d’accordo. suoi ideali. Questo testo discute valori e giudizi,
Natoli, Salvatore esamina l’educazione morale e reli-
L’incessante meraviglia giosa e la punizione. Nuttal prende in
Mayer, Hans Moore, A. W. (a cura di) Lanfranchi, giugno 1993 considerazione la moralità sessuale,
Walter Benjamin The Theory of Meaning pp.184, L. 28.000 con capitoli sulla pornografia, sul-
Congetture su un contemporaneo Oxford University, maggio 1993 Un’attenta indagine sulla “verità”, che l’aborto, sulla ricerca fetale, sui bam-
Garzanti, settembre 1993 pp. 320, £ 10 viene qui a coincidere con quel che si bini; esamina argomenti morali reali-
pp.88, L. 16.500 Questo volume presenta una selezio- cerca piuttosto che con quel che si tivi alla morte, ai diritti degli animali
Viene ripercorsa l’esistenza di ne dei maggiori scritti relativi al di- trova. Gli scritti qui raccolti si soffer- ed alle teorie morali.
Benjamin ed evidenziati i nessi pro- battito sulla natura del senso e del mano sulla “verità” senza pretendere
fondi che legano la sua esperienza a referente che iniziò cento anni fa con di darne un’esposizione sistematica,
quella dei suoi contemporanei, Bloch, il saggio di Frege On Sense and Refe- ma al contrario, ne mostrano le diver- Oberrauch, Marta Maria
Hofmannsthal, Brecht, Lukàcs, rence. Un argomento che è di prima- se sfacettature, i molteplici volti. Aspekte der Operationalität.
Adorno e Horkheimer, e viene rico- ria importanza per la filosofia del Untersuchungen zur Struktur
struito il rapporto con Berlino, Pari- linguaggio. des Cusanischen Denkens
gi, Mosca. Naumann, Ralf R.G. Fischer, giugno-luglio 1993
Das Realismusproblem pp. 258, DM 68
Moore, Adrian (a cura di) in der analytischen Philosophie.
McNeill, Paul M. Infinity Studien zu Carnap und Quine
The Ethics and Politics Dartmouth, maggio 1993 Karl Alber, giugno-luglio 1993 Ott, Konrad
of Human Experimentation pp. 500, £ 60 pp. 560, DM 168 Ökologie und Ethik.
Cambridge UP, giugno-luglio 1993 Quest’opera affronta gli aspetti filo- L’argomento centrale di questo libro Ein Versuch praktischer Philosophie
pp. 328, £ 37.50 sofici del concetto di infinità, passan- è la filosofia di W. V. Quine. Il lavoro Attempo Vlg., maggio 1993
Il testo tratta della sperimentazione do da Aristotele a Zeno, attraverso non è da intendersi come un’ulteriore pp. 188, DM 38

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NOVITÀ IN LIBRERIA

Questo libro presenta molto di più del Pöggler, Otto Reif, A. - Reif R. R. Ruprecht, E. - Ruprecht A.
semplice resoconto della discussione Hegels Idee einer Phänomenologie (a cura di) (a cura di)
e tratta invece di come poter final- des Geistes Grenzgespräche. Dreizehn Dialoge Tod und Unersterblichkeit.
mente arrivare a risultati praticabili Karl Alber, maggio 1993 über Wissenschaft Texte aus Philosophie,
attraverso l’etica applicata. pp. 450, DM 89 und Weltverständnis Theologie und Dichtung
Il libro è stato pubblicato per la prima Wiss. Verl- Ges., maggio 1993 vom Mittelalter
volta nel 1973; in questa seconda pp. 154, DM 29,90 bis zur Gegenwart (3 voll.)
Otto, Marcus edizione, riveduta ed ampliata, una Vol. 2: Goethezeit und Romantik
Ästhetische Wertschätzung. postfazione include nella discussione Vlg. Urachhaus, giugno-luglio 1993
Bausteine zu einer Theorie anche gli ultimi risultati della ricerca Rensi, Giuseppe pp. 600, DM 128
des Ästhetischen in questo campo. Spinoza
Akad.-Vlg., maggio 1993 Guerini, settembre 1993
pp. 336, DM 64 pp.112, L. 20.000 Salmeri, Giovanni
Pöggler, Otto L’impegno filosofico di Giuseppe Doppia verità, doppio errore
Schritte zu einer hermeneutischen Rensi fu innanzitutto finalizzato al- La questione dell’uomo nell’Etica
Paetzold, Heinz Philosophie l’indagine aperta, senza dogmi, met- di Spinoza
Ernst Cassirer zur Einführung Karl Alber, giugno-luglio 1993 tendo in crisi i fondamenti di tutte le Studium, settembre 1993
Junius, maggio 1993 pp. 550, DM 120 regioni del sapere. pp.216
pp. 160, DM 17,80 Queste trattazioni e conferenze ten- Il libro considera il problema antro-
dono a dimostrare, in quali condizio- pologico come tema fondamentale
ni il far filosofia in quanto formazio- Robinson, Howard (a cura di) dell’Etica spinoziana e ne rivela an-
Pareyson, Luigi ne ermeneutica può separarsi dalla Objections to Physicalism che la complessità, laddove imposta-
Prospettive di filosofia filosofia analitica e dialettica. Il per- Clarendon Press, maggio 1993 to come problema della “doppia veri-
contemporanea corso da Hegel, Bergson e Dilthey, pp. 288, £ 32.50 tà”, la via sentimentale e quella razio-
Mursia, settembre 1993 attraverso Scheler e Heideger fino a Questi saggi mettono in discussione nale, si rivela anche un “doppio erro-
pp.380, L. 40.000 Gadamer ed alla filosofia dialogica l’adeguatezza delle contemporanee re” per l’impossibile contemporanea
Questi saggi lasciano trasparire quel- viene così discusso criticamente. teorie materialiste, specialmente per coesistenza dell’una e l’altra.
la profondità e quel rigore che sono i quanto riguarda la filosofia della
tratti caratteristici della filosofia pa- mente. Le forme di materialismo qui
reysoniana: nell’insieme si rivelano Popkin, R. H. - Vanderjagt, A. discusse sono state alla ribalta nel Schaefer, Alfred
un’ottima introduzione ad essa, con- (a cura di) recente dibattito, sebbene da esso Die Anonymität des Denkens.
sentendo una facile collocazione del- Sceptisism and Irreligion emerga quanti problemi queste teorie Agnostischer Essay
le sue proposte speculative nel qua- Brill, giugno-luglio 1993 devono affrontare. Berlin Verlag Spitz, maggio 1993
dro della filosofia contemporanea e Fior. Ol. 125 pp. 160, DM 32
un documento estremamente signifi-
cativo della vivacità di un pensiero Rohr, Susanne
che non ha cessato di confrontarsi Portales, Gonzalo Über die Schönheit des Findens. Scheler, Max
con gli aspetti più importanti della Hegels frühe Idee der Philosophie Die Binnenstruktur menschlichen Schriften aus dem Nachlaß
cultura filosofica del nostro tempo. frommann-holzboog Verstehens nach Charles S. Peirce. Vol. V: Inedita et Varia
giugno-luglio 1993 Abduktionslogik und Kreativität Bouvier, maggio 1993
pp. 220, DM 105 M & P, maggio 1993 pp. 450, DM 110
Pauthier, Gillaume (a cura di) pp. 200, DM 39,80
Confucius.
Le Ta Hio ou la Grande Etude Putnam, Hilary Schickel - Bakker - Nagel
Trad. dal cinese di G. Pauthier Rappresentazione e realtà Rombach, Heinrich Indische Philosphie
Ed. du Prieuré, luglio-agosto 1993 Garzanti, settembre 1993 Phänomenologie des sozialen Lebens. und Europäische Rezeption
pp. 114, F 105 pp.180, L. 36.000 Grundzüge einer Pref. Hans Heinz Holz
Il primo dei quattro libri di filosofia Hilary Putnam è stato uno dei primi phänomenologischen Soziologie Dinter, maggio 1993
morale e politica della Cina. filosofi a rendere plausibile l’ipotesi Karl Alber, giugno-luglio 1993 pp. 90, DM 24,80
del computer come modello adegua- pp. 220, DM 48
to alla mente umana. Questo è possi- Rombach descrive ed analizza gli
Petrarca, Francesco bile mediante la proposta di una vi- ordini trascendentali, la creatività, la Schiller, Friedrich
Über seine und vieler sione “funzionalista”: per capire co- sociogenesi ed il senso civico come Kallias, o della bellezza
anderer Unwissenheit - s’è la mente non abbiamo bisogno di fenomeni sociali fondamentali e in a cura di Cesare Marchi
De sui ipsius et multorum ignorantia riprodurre dei processi materiali, ma questo modo rivela le condizioni per Mursia, settembre 1993
a cura di A. Buck dobbiamo specificare soltanto le sue la costituzione di qualsiasi comunità pp.128, L. 13.000
Meiner, giugno-luglio 1993 funzioni. Da allora, tutti i filosofi vivente. I tre testi di Schiller qui presentati:
pp. 201, DM 68 della mente sono funzionalisti. kallias, o della bellezza, pensieri sul-
Alla Scolastica, che si preoccupa del- l’uso volgare e del basso nell’arte, e
la comprensione concettuale dell’or- Rose, Ulrich Lezioni di estetica. Frammenti da una
dine dell’essere, Petrarca contrappo- Putnam, Hilary Friedrich Heinrich Jacobi. trascrizione, contengono il nucleo del
ne una nuova “ars vivendi” umanisti- Renewing Philosophy Eine Bibliographie pensiero estetico del grande autore
ca orientata al superamento dell’esi- Harvard University, maggio 1993 Metzler, maggio 1993 classico tedesco: essi affrontano in
stente, i cui principi vengono da lui pp. 224, $ 29.95 pp. 160, DM 34 modo rigorosamente teorico il pro-
esaminati in un’esposizione non si- Con il.proposito di rinnovare la filo- Questa bibliografia personale eviden- blema di una definizione del bello
stematica. sofia, Putnam passa in rassegna un zia l’orizzonte di discussione storico d’arte.
ampio spettro di problemi primari e quello attuale, in cui si trovava e si
che vanno dall’intelligenza artificia- trova la figura di Friedrich Heinrich
Platone le alla selezione naturale e propone Jacobi (1743-1819) Schnädelbach H. - Keil, G.
Werke. un approccio nuovo ben definito, un (a cura di)
Übersetzungen und Kommentar “atteggiamento”, alle questioni filo- Philosophie der Gegenwart
Vol. III, 4: Phaidros sofiche. Rota, Gian Carlo Gegenwart der Philosophie
a cura di E. Heitsch - C.W. Müller Pensieri discreti Junius, maggio 1993
Trad. di Ernst Haitsch Garzanti, settembre 1993 pp. 400, DM 68
Vandenhoeck & Ruprecht Quante, Michael pp.200, L. 35.000
maggio 1993 Hegels Begriff der Handlung Le tappe essenziali del percorso in-
pp. 280, DM 66 froomann-holzboog tellettuale di un matematico che è
giugno-luglio 1993 riuscito a coniugare la ricerca scienti-
pp. 270, DM 110 fica e la speculazione filosofica. Ri-
tratti di alcuni grandi matematici del
nostro secolo.

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NOVITÀ IN LIBRERIA

Schneider, Martin Seung, T. K. differenze, sia nel suo statuto secola- Thönges, Bernd
Das mechanistische Denken Intuition and Construction. re che nella sua ripresa nella dipen- Das Genie des Herzens.
in der Kontroverse. The Foundation of Normative Theory denza dalla fede. Über das Verhältnis
Descartes’ Beitrag Yale University, maggio 1993 von aphoristischem Stil
zum Geist-Maschine-Problem pp. 240, $ 30 und dionysischer Philosophie
Steiner, maggio 1993 Molti teorici normativi hanno pro- Sosa, Ernest (a cura di) in Nietzsches Werken
pp. 480, DM 148 dotto tre tipi di construttivismo che Causation M & P, maggio 1993
corrispondono a tre concezioni della Oxford University, maggio 1993 pp. 400, DM 49,80
razionalità: quella formale (Hare e pp. 264, £ 10
Schönherr, Hartmut Gerwirth), quella strumentale (Gau- Il volume presenta una selezione del-
Einheit und Werden. thier) e quella ideale (Rawls). Seung le più influenti e recenti discussioni Tierceline, Claudine
Goethes Newton-Polemik esamina questi tre tipi e sostiene la sulla questione metafisica cruciale: La Pensée-signe:
als systematische Konsequenz posizione di Rawls, secondo il quale che cosa significa per un evento cau- étude sur C.S. Peirce
seiner Naturkonzeption solo il construttivismo della raziona- sarne un altro? Il tema della causalità J. Chambon, giugno 1993
Königshausen & Neumann lità ideale - che ha alla sua base gli porta con sé altri argomenti, come il pp. 399, F. 150
giugno-luglio 1993 ideali kantiani - è praticabile. tempo, la spiegazione, gli stati men- Il volume introduce a certi aspetti del
pp. 208, DM 58 tali, le leggi della natura e la filosofia pensiero di Charles Sanders Peirce
L’autore dimostra che la teoria di della scienza. (1839-1914), il filosofo americano
Goethe sulla luce pura come fulcro Simkin, Colin fondatore del pragmatismo e della
della sua polemica contro Newton è Popper’s Views on Natural semiotica, in particolare attraverso
comprensibile solo sulla base delle and Social Science Spet, Gustav G. un’analisi dei legami che Peirce sta-
concezioni speculative sulla natura e E. J. Brill, maggio 1993 Die Hermeneuthik bilì tra la logica (o semiotica), la
di quelle sulla teoria dell’unità. pp. 196, FR. OL. 75 und ihre Probleme psicologia e la filosofia della cono-
Un chiaro resoconto delle idee di Sir a cura di A. Haardt et al. scenza.
Karl Popper sulla metodologia scien- Trad. dal russo
Schuller, A. - Rahden, W von tifica che vanno da Logik der For- Karl Alber, giugno-luglio 1993
(a cura di) schung nel 1934, a A world of Pro- pp. 360, DM 86,40 Titze, Hans
Die andere Kraft. pensities nel 1990. L’autore si occu- Spet (1879-1937), il più importante Das philosophische Gesammtwerk
Zur Renaissance des Bösen pa sia del trattamento della interrela- rappresentante del movimento feno- Vol.IV: Theorie der Information
Akademie Verl., maggio 1993 zioni tra metafisica e scienza sia dei menologico in Russia, fornisce un Schäuble, maggio 1993
pp. 370, DM 38 problemi delle scienze sociali. quadro della problematica ermeneu- pp. 94, DM 58
tica.

Schütt, Rolf Simmel, Georg Tortolone, Gian Michele


Martin Heidegger Saggi di cultura filosofica Stamm, M. - Bernecker, Sv. Invito al pensiero di Sartre
Versuch einer Psychoanalyse L’estetica, le religione, la moda Elementarphilosophie. Mursia, settembre 1993
seines Seyns e la filosofia dei sensi Gründe und Folgen der Systemkrise pp.256, L. 15.000
Vlg. Die Blaue Eule Guanda, settembre 1993 K. L. Reinholds (1790-1792)
giugno-luglio 1993 pp.256, L. 30.000 Intr. D. Heinrich
pp. 240, DM 68 Saggi scritti tra il 1903 e il 1911, che Klett-Cotta, giugno-luglio 1993 Ueding, G (a cura di)
affrontano la questione femminile, la pp. 650, DM 96 Zutrauen zur Wahrheit.
sessualità come momento conosciti- Große Tübinger Reden
Seo, Djeong-Uk vo, la moda e la civetteria, il proble- aus fünf Jahrzehnten
Logik und Methaphysik ma di Dio e la religione. Stenzel, Jürgen Attempto Verlag,giugno-luglio 1993
der Erkenntnis. Kein Recht auf Leben. pp. 308, DM 44
Kritischer Vergleich Peter Singers Kritik Questo volume documenta in modo
von Hermann Cohens und Nicolai Simon, René des Lebensrechte im Lichte imponente il ruolo dell’Università di
Hartmanns philosophischen Etique de la responsabilité der Philosophie Constntin Brunners Tübingen dal dopoguerra ad oggi,
Grundpositionen Cerf, giugno 1993 Vlg. Die Blaue Heule, maggio 1993 simile a quello di un sensibile sei-
Haag & Herchen, giugno-luglio 1993 pp. 354, F. 160 pp. 116, DM 21 smografo delle modificazioni stori-
pp. 332, DM 48 E’ il concetto della responsabilità che che, sociali e culturali. Si tratta di una
fornisce il principio di intellegibilità raccolta di diversi discorsi di Bloch,
dell’etica esposta in questo libro ed Bollnow, Jens, Jüngel, Küng, Sch-
esaminata, salvaguardando tutte le mid, Schulz, Spranger e altri.


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Valenti Cesare Un’analisi statistica esemplare nel- Wielad, J. (a cura di) filosofica. Propone una nuova piatta-
La svolta emotiva l’ambito della logica matematica. Wirtschaftsethik und Theorie forma di discussione sulle posizioni
E.S.I., settembre 1993 Base statistica: 55000 pubblicazioni der Gesellschaft di quei realisti che credono la verità
pp.98, L. 13.000 di logica. Suhrkamp, giugno-luglio 1993 pienamente oggettiva e quelli che non
L’intenso sviluppo tecnologico ha DM 18 lo credono.
esaurito le possibiltà di un’etica og-
gettiva e sistematica, sia nell’ordine Weinheimer, Joel C.
empirico che in quello razionale e Eighteenth-century Hermeneutics. Wilson, John E. Yolton, John
ideologico. Si impone oggi una rico- Philosophy of Interpretation Schellings Mythologie. A Locke Dictionary
gnizione e revisione della conviven- in England from Locke to Burcke Zur Auslegung der Philosophie Blackwell, giugno-luglio 1993
za umana su una più ampia base emo- Yale University, giugno-luglio 1993 der Mythologie und der Offenbarung pp. 224, £ 15
tiva, una svolta emotiva. Di questa il pp. 272, $ 35 Kohlhammer, maggio 1993 Presenta e spiega le parole-chiave ed
presente lavoro indaga e profila la Esaminando le opere di Swift, Locke, pp. 330, DM 138 i concetti del pensiero di Locke e dei
struttura di fondamento, la condizio- Toland, Bolingbroke, Hume, Reid, suoi libri.
ne filosofica originaria. Blackstone e Burke, J.C. Weinshei-
mer discute i comuni problemi filoso- Winter, Michael
fici della comprensione, concentran- Ende eines Traums. Zarone, Giuseppe
Vico, Giambattista dosi specialmente sulle loro teorie Blick zurück auf das utopische Pensiero e verità
La science nouvelle: 1725 riguardanti l’utilizzo del gusto per Zeitalters Europas ESI, settembre 1993
Pref. P. Raynaud distinguere la verità interpretativa. Metzler, maggio 1993 pp.212, L. 28.000
Trad. dall’italiano C. Trivulzio pp. 230, DM 48 Nell’epoca post-moderna caratteriz-
Gallimard, giugno 1993 Winter nel suo saggio tira il lucido zata da fenomeni diffusi di frammen-
pp. 434, F. 85 Wetz, Franz J. bilancio di quattro secoli di sviluppo tazione sociale, politico-nazionalisti-
Questo testo segna il momento in cui, Hans Blumenberg zur Einführung culturale e filosofico, nel corso dei ca, culturale e religiosa, un’epoca
alla fine dell’Illuminismo, la riflessio- Junius, giugno-luglio 1993 quali è stato dimostrato che le utopie priva di fiducia in verità diverse da
ne si emancipa dalle presunte leggi pp. 200, DM 19,80 sociali non raggiungono il loro scopo quelle relative e provvisorie delle
eterne per riconoscere il suo radica- di fondare una società ideale se ven- scienze positive, che senso ha parlare
mento nello spirito umano e la sua gono considerate come indicazioni di Verità? Il libro intende mostrare
dipendenza dalla storia. Questo diven- Wetzel, Manfred operative concrete. come e perchè filosofia e teologia
ta del resto l’oggetto della scienza. Si Praktisch-politische Philosophie: possano e debbano riconsiderare que-
tratta di scoprirne le leggi, poiché essa Grundlegungen sto tema essenziale per il pensiero.
non è né un destino né un prodotto del Karl Alber, giugno-luglio 1993 Winter, Stefan
caso, ma un processo razionale. pp. 570, DM 148 Heideggers Bestimmung
In un’impostazione etica integrativa der Metaphysik Zea, Leopoldo
vengono accostate - sulla base della Karl Alber, giugno-luglio 1993 Filosofia latinoamericana
Voss, Stephen (a cura di) funzione guida delle Idee del Bene di pp. 260, DM 76 Pacini Fazzi, settembre 1993
Essays on Philosophy and Science Platone - le posizioni dell’utilitari- Questa analisi si confronta con la con- pp.152, L. 20.000
of Rene Descartes smo sociale, di Aristotele, di Kant e cezione di Heidegger di una continuità Le linee fondamentali del percorso
Oxford University dell’etica del discorso e del procedi- della conoscenza metafisica passando storico della filosofia del Sudame-
giugno-luglio 1993 mento. Un’analisi critica dei tentativi per la posizione hegeliana e fino a rica.
pp. 336, £ 15 dogmatici di impossessarsi del di- Nietzsche, dimostrando che questa
Questi saggi di prominenti studiosi di scorso politico e di quelli scettici di continuità è pensabile solo sulla base
Cartesio, finora non pubblicati in in- esautorazione della forza del discor- di una deformazione della metafisica. Zecher, Reihard
glese, rappresentano un compendio so politico. Wahrer Mensch und heile Welt.
della ricerca contemporanea sulla fi- Untersuchungen zur Bestimmung
losofia e la scienza di Cartesio. Wright, Crispin des Menschen und zum Heilsbegriff
Wickham, L. R. (a cura di) Truth and Objectivity bei Ludwig Feuerbach
Christian Faith Harvard University M & P, maggio 1993
Wagner-Döbler, R. - Berg, J. and Greek Philosophy giugno-luglio 1993 pp. 370, DM 49,80
Mathematische Logik von 1847 in Late Antiquity. Essays in Honour pp. 224, $ 29.95
bis zur Gegenwart. of Pr. Stead’s 80th Birthday Basandosi sulle conferenze Wayn-
Eine bibliometrische Untersuchung Brill, giugno-luglio 1993 flete, tenute a Oxford nel 1991, Wri-
de Gruyter, giugno-luglio 1993 pp. 300, Fior. Ol. 125 ght offre una prospettiva originale sul
pp.271, DM 148 ruolo del “realismo” nell’indagine a cura di A.M.; trad. it. di L.T.


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