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Vittoria Calvani
Vittoria Calvani

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Una storia per il futuro


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LA PIATTAFORMA
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UNA STORIA
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Una storia per il futuro


Seconda edizione

2. Dal Seicento all’Ottocento

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Il progetto didattico

Luigi XIV
GRANDI
i
VIDEO

DISCORSI Signore, vi ho convocato, insieme con i miei ministri e segretari di Stato, per dirvi che sinora ho voluto
della storia Luigi XIV lasciar governare i miei affari dal compianto signor cardinale. Ma ora è tempo che io li governi da me.
Voi mi aiuterete con i vostri consigli quando io ve lo chiederò. Vi prego, ma anche vi ordino, signor
“Ora è tempo cancelliere, di non porre il sigillo su alcunché senza mio ordine e mai senza avermene prima parlato.
E a voi, miei segretari di Stato, io vi ordino di non firmare nulla, nemmeno un visto o un passaporto
che io governi da me” senza il mio permesso, e di rendere conto ogni giorno a me in persona e non favorire nessuno nei
vostri incarichi.
La scena del teatro cambia. Nel governo del mio Stato, nella regia delle mie finanze e nei negoziati con
l’estero seguirò altri princìpi da quelli del defunto cardinale. Ora sapete le mie volontà. Tocca a voi

I Grandi discorsi pronunciati in momenti


adesso, signori, eseguirle.
Il cardinale Mazzarino muore il 9 marzo 1661. Il fregiandosi della loro bellezza erano già convinte
10, prima ancora di seppellire il vecchio ministro, di poter governare un principe di ventidue anni.

cruciali della storia fanno rivivere


Luigi XIV che ha appena ventidue anni ed è sempre Mazzarino aveva prolungato l’infanzia del sovrano Questo discorso viene riportato da Pierre Séguier, Stato. Dilapidando le finanze del regno costruisce
vissuto all’ombra del suo mentore, convoca finché aveva potuto, ma non gli aveva impedito di addetto allora e negli anni successivi a registrare il Palazzo di Versailles, una reggia a quel tempo
i dignitari del regno e pronuncia un discorso diventare splendidamente consapevole del ruolo religiosamente ogni parola del re. Il cancelliere senza eguali, dalla quale domina il Paese e proclama
traumatico. La piccola assemblea ascolta in silenzio che il destino gli aveva assegnato. descrive anche gli effetti che queste parole hanno guerre che renderanno la Francia la più grande

gli eventi del passato attraverso


senza credere alle proprie orecchie perché il re Erano così tutti lontani dall’idea di poter essere sull’uditorio: prima rabbia e stupore, poi sgomento potenza continentale.
con un solo gesto toglie loro tutti i poteri e, per la governati dal proprio sovrano che nessuno subito e senso di impotenza.
prima volta nella storia di Francia, li concentra nella dopo la morte del cardinale pensò di chiedere al Luigi XIV non verrà mai meno all’impegno preso Luigi XIV con la sua corte nella reggia di Versailles, in una scena del

la viva voce dei loro protagonisti.


propria persona. re se voleva ascoltarlo. Tutti invece domandarono: allora, che a qualcuno appare quasi un colpo di film Le regole del caos (2014).

Nel secolo successivo il filosofo illuminista Voltaire ‘A chi dovremo rivolgerci ora maestà?’ Luigi XIV
scriverà: rispose: ‘A me!’.”
“Vivo Mazzarino, Luigi non osava ancora regnare. Ecco le brevi, ma fatali parole rivolte da colui che
In una corte non ci furono mai intrighi e speranze sarebbe diventato Re Sole al proprio cancelliere,
come durante l’agonia del cardinale. Le donne Pierre Séguier, in presenza dei suoi Ministri.

Una seduta del Consiglio del re.

28 Unità 1 L’Europa nell’economia-mondo Lo Stato assoluto Capitolo 2 29

LE SVOLTE DELLA STORIA

La Rivoluzione francese (1789-1799)


La Rivoluzione francese rappresentò in Europa una svolta definitiva rompendo,
senza possibilità di ritorno, le regole politiche dell’Ancien Régime.

PRIMA DOPO

Sul piano politico Sul piano politico


Il regime politico della Francia era La rivoluzione si basò
una monarchia assoluta: tutti i sull’attuazione del principio
poteri erano nelle mani del re. illuminista della separazione dei
Nel Paese esistevano solo piccoli poteri che, dall’accentramento
parlamenti municipali dotati di in una sola persona, il re, vennero
molti privilegi, ma privi dei diritti distribuiti a tre organismi
politici. diversi. Uno di questi organismi
rappresentò un punto centrale del
rovesciamento del regime feudale,
il Parlamento, al quale venne

Le Svolte evidenziano i momenti


delegato il potere legislativo: al suo
interno erano rappresentati partiti
diversi, a volte anche nemici tra
loro. La Francia era diventata una

di rottura, le grandi cesure del percorso


monarchia parlamentare.

Sul piano sociale Sul piano sociale

storico, le tappe epocali dopo le quali


• Libertà e uguaglianza erano • Un altro principio rivoluzionario
concetti sconosciuti e negati a fu quello della libertà e
tutti. dell’uguaglianza di tutti
• L’istruzione passava attraverso la i cittadini; si trattò di

il mondo non è più stato lo stesso.


Chiesa sia in scuole confessionali un’uguaglianza di fronte alla
sia grazie ai pedagoghi individuali legge, quindi giuridica, ma
delle famiglie più abbienti. non politica né sociale. Da un
punto di vista politico, infatti,
le elezioni e la rappresentanza
parlamentare restavano limitate
alle prime classi di censo; la
libertà sociale, invece, venne
negata perché la Costituzione
non contemplò neppure
lontanamente il diritto al lavoro.
L’altro gravissimo limite posto
alla modernità fu la negazione
dell’uguaglianza politica e
giuridica delle donne.
• Efficacissimo invece fu il ruolo
della Rivoluzione nell’abolire
o limitare l’istruzione religiosa
fondando scuole pubbliche,
laiche e gratuite.

Insomma si può dire in una parola che in Francia, e poi per imitazione
in tutta l’Europa, la Rivoluzione francese traghettò la società dall’epoca
feudale alla modernità.

180 Unità 2 L’età delle rivoluzioni

ESAME DI STATO
Prima prova Colloquio orale

La schiavitù oggi I simboli del potere regale

Gli inserti sull’Esame di Stato preparano


Tipologia B
Il lavoro schiavo e la tratta di esseri umani oggi sono illegali, ma non per questo sono scomparsi.
Ne parla questo articolo tratto dalla testata on line dell’Osservatorio Diritti, fondato da un gruppo
di giornalisti e avvocati specializzati in inchieste sul tema dei diritti umani in Italia e nel mondo.

La schiavitù non è un retaggio del passato, ma una condizione che interessa oltre 40,3 milioni di
persone al mondo, in modo particolare donne e ragazze (il 71% del totale) e bambini (uno schiavo
su quattro ha meno di 18 anni). Complessivamente, il 62% è vittima di lavori forzati, mentre il 38%
alla prima prova (tipologia B e C)
e suggeriscono un metodo per avviare
di matrimoni imposti (dati 2016).
Ieri come oggi, la schiavitù è una condizione che interessa soprattutto l’Africa, dove 7,6 persone
su 1.000 sono costrette a lavori forzati, sono vittima di tratta o sfruttamento, sono costrette a pro-
stituirsi o a sposarsi contro la propria volontà.

il colloquio orale a partire da argomenti


Ma le moderne schiavitù riguardano tutte le aree del mondo. Non è esente l’Asia, dove si concentra
il maggior numero di schiavi in termini assoluti (circa 25 milioni, il 62% del totale) e nemmeno
la regione formata da Europa e Asia centrale, dove l’incidenza è di 3,9 ogni 1.000 abitanti. […]
Le forme di sfruttamento coatto si registrano nei settori più disparati: in fabbriche irregolari, nei
1. Commenta l’immagine e ricava tutte le informazioni possibili con l’aiuto della sca-

di Storia o di Cittadinanza.
campi o sulle barche da pesca, nello sfruttamento della prostituzione o nell’ambito di attività illegali
come il traffico e lo spaccio di droga. letta seguente.
Spesso gli sfruttatori sono privati (singoli cittadini, aziende o reti criminali), ma ci sono anche • L’immagine mostra una delle regge più famose del mondo, visitata ogni anno da milioni
governi – come la Corea del Nord o l’Eritrea – che sfruttano il lavoro forzato dei propri cittadini di turisti: quale? Dove si trova?
per rimpinguare le casse dello stato. […] • Descrivi l’immagine nei suoi dettagli: quali parti della reggia sono visibili? L’edificio si
Agricoltura e pesca sono due settori in cui si registrano alti tassi di lavoro coatto e sfruttamento, svolge più in verticale o in orizzontale?

Il fascicolo Educazione civica. Temi


in modo particolare tra i lavoratori migranti che – proprio per la loro vulnerabilità – sono partico- • Spiega le caratteristiche generali del palazzo e dei suoi magnifici giardini.
larmente esposti al rischio di tratta. […]
Nel 50% dei casi, si diventa schiavi a seguito di un debito contratto per affrontare una spesa im- 2. Una volta identificato l’argomento, contestualizzalo nel periodo studiato.
prevista (una siccità, le sementi per il campo, una malattia). Quando, per i motivi più disparati, il Suggerimenti pratici
• Quale sovrano fece costruire la reggia? In che periodo?

e progetti tratta l’educazione ambientale,


debitore non riesce a restituire i soldi, l’importo inizia a crescere e in molti casi diventa impossibile Luoghi come questi
da restituire. In situazioni come questa, il debito può trascinarsi per anni, e persino da una genera- vanno interpretati • In che senso il palazzo rappresentava una sorta di “prigione dorata”?
zione all’altra o da un familiare all’altro, come spiega un giovane tunisino da noi intervistato, che era anche dal punto di vista • Perché il sovrano che fece costruire la reggia venne chiamato “Re Sole”?
simbolico: essi cioè
“obbligato a vendere droga per ripagare il debito contratto da mio fratello, che in quel momento rimandano a una certa

la conquista dei diritti e lo studio


si trovava in prigione in Italia”. Dinamiche simili si trovano all’interno dei percorsi migratori di concezione del potere, 3. Ricostruito il contesto, prova a immaginare dei collegamenti interdisciplinari.
chi vuole raggiungere l’Europa o il Nord America ed è costretto a svolgere una serie di lavori (dai a un insieme di valori. • Per trovare degli spunti, individua quelle che per te sono le parole chiave del documen-
cantieri ai campi, dalla prostituzione ai lavori domestici) per ripagare il debito contratto all’inizio to. In questo caso possono essere:
del viaggio.

della Costituzione, con percorsi speciali


www.osservatoriodiritti.it, settembre 2017 Parigi • Versailles • reggia • barocco e rococò • giardini e fontane • assolutismo •
politica del Re Sole • Parigi • nobiltà • lusso
Comprensione e analisi

sulla Shoah e un’attenzione costante


1. Quali categorie di persone sono più soggette alla tratta e al lavoro coatto (forzato)?
STORIA FISICA ARTE ECONOMIA ARTE
2. Quale continente è più coinvolto in questo fenomeno, in cifre assolute? E in percentuale sul-
la popolazione? assolutismo ➔ ➔ giardini e fontane ➔ Barocco e Rococò ➔ politica del Re Sole ➔ regge
3. In che senso esistono anche Stati “schiavisti”? Quali vengono citati nell’articolo? Che cosa Per alimentare le vasche Spiega le Il ministro delle Anche l’Italia ospita sul

alla Cittadinanza digitale.


4. Qual è la causa principale della riduzione in schiavitù? In che modo questo fattore è a sua s’intende per e le fontane di Versailles caratteristiche dello finanze di Luigi XIV suo territorio alcune
volta legato al fenomeno dell’emigrazione? “assolutismo” in si dovettero affrontare stile artistico e inaugurò una politica bellissime regge: sai
termini storici? diversi problemi di architettonico del economica di tipo citarne alcune? Ti
ingegneria idraulica. Barocco e del Rococò. mercantilistico, cioè sembra che siano
Produzione In quali altri Stati Quali sono le leggi protezionistico. abbastanza valorizzate
Le cronache ci dicono che anche in Italia è presente il lavoro di tipo schiavile, soprattutto nelle europei s’instaurò fisiche fondamentali In cosa consiste? Sai in ambito turistico?
campagne del Sud dove gli immigrati lavorano a pochi euro al giorno, senza diritti o tutele di un regime dell’idrostatica e fare esempi tratti
alcun tipo. Dopo aver riportato alcuni casi di cui hai sentito parlare, spiega in che modo secondo assolutistico? dell’idrodinamica? dall’attualità?
te il governo, le forze dell’ordine, i media e l’opinione pubblica (quindi tutti noi) possono dare
un contributo alla lotta contro questa piaga. LA BACHECA DEI COLLEGAMENTI Espandi i collegamenti nella tua bacheca digitale

92 Unità 1 L’Europa nell’economia-mondo L’Europa nell’economia-mondo Unità 1 93

IV
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Nome: Leonardo

CONTEMPORANEAMENTE STORIA
MONDIALE
LA STORIOGRAFIA
In Australia
Il grande affare dell’urbanizzazione romana Tra il 1850 il 1860 si compì una delle tante tragedie che accompagnarono la
colonizzazione europea: lo sterminio della popolazione indigena dell’Australia.
Questi aborigeni (cioè “originari”) erano arrivati in Australia alcune decine di
Autore: Marina Formica, storica italiana
migliaia di anni prima e, quando il capitano Cook sbarcò a Botany Bay nel 1770,
Opera: Roma, Romae si stima fossero circa 300 000.
Essi erano tra i pochi popoli della Terra rimasti allo stadio di cacciatori-
Data: 2019
raccoglitori nomadi. Gli uomini “cacciavano” la selvaggina tipica del continen-
In questo brano, la storica Marina Formica descrive il contesto in cui ebbe luogo lo te australiano (canguri, emù, conigli selvatici) con armi rudimentali (giavellotti,
Ampiezza territoriale clave e boomerang, un bastone ricurvo che, se non ha colpito la preda, torna ver-
sviluppo urbanistico di Roma capitale. e ruralità diffusa so chi lo ha lanciato). Le donne “raccoglievano” piante commestibili e piccoli
Lo sviluppo urbanistico
animali (roditori, lucertole ecc.) con l’aiuto di un bastone da scavo.
C ittà tra le città, l’Urbe, con il suo spiccato aspetto agreste, favorì pure un viva-
ce, quanto talora disordinato, sviluppo urbanistico. Alla sua ampiezza territoria-
le (16.000 ettari per 226.000 abitanti, laddove Parigi, ad esempio, contava meno di
di Roma capitale si basò
sull’abbondanza di suolo
agricolo e sulla vastità del
Vivevano in tribù riunite da lingua e tradizioni comuni, ciascuna delle quali si
spostava all’interno di un vasto territorio, fabbricando semplici tettoie per ripa-
territorio cittadino. La
10.000 ettari per 2.000.000 d’individui), corrispondeva, di fatti, una ruralità diffusa, città si configurava come rarsi, ma senza mai costruire un villaggio stabile. Le tribù che avevano lo stesso
la parte edificata occupava appena il 40% del territorio, essendo il resto formato da orti

I paragrafi dedicati ai Contemporaneamente


una sommatoria di borghi totem si sentivano unite da legami antichissimi e si incontravano in occasioni
privati, da borghi rurali, da ville e giardini. Dentro e fuori le mura, immobiliaristi e spe- rurali, ville, giardini, orti
privati e nuclei edificati,
rare e speciali solennizzate sotto la direzione degli stregoni da danze, musiche,
culatori poterono dunque avviare quegl’insediamenti residenziali, quegli uffici, quelle
strutture e infrastrutture indispensabili per il centro di un paese con velleità di crescita. più o meno grandi. narrazioni orali sui comuni antenati vissuti in una mitica età, chiamata “età del
Ma l’immenso circondario spopolato che circondava Roma («er deserto» belliano) sogno”. Pitture rupestri e sculture in legno erano anch’esse espressione delle

allargano lo scenario alla storia mondiale,


si configurò come risorsa non solo per i costruttori e le loro maestranze o per i gran- loro credenze magico-religiose.
di latifondisti romani che vendettero i lotti (gli otto casati più importanti dello Stato Per molti anni, dopo la colonizzazione europea dell’Australia, gli aborigeni fu-
Pontificio possedevano terreni di oltre 10.000 ettari, pari, cioè, ognuno all’area della rono lasciati in pace, proprio grazie alla semplicità estrema della loro vita. Essi
città di Firenze). non avevano oro che facesse gola agli inglesi, né questi ultimi avevano bisogno

svelando per ogni epoca le sincronie


In un panorama internazionale su cui, già prima che in Francia prendesse vita la Co- Una città priva
del “pericolo rosso” di schiavi così primitivi per accudire il loro bestiame. Ma tra il 1850 e il 1860
mune di Parigi (1871), l’avanzata delle forze operaie veniva ritenuta una minaccia per l’ingordigia di terre dei coloni più ricchi, che possedevano ormai vasti latifondi
L’assenza di un
l’Europa, la rarità di fabbriche e industrie a Roma era sinonimo di assenza di un pro- proletariato industriale
letariato industriale e ciò venne giudicato come fonte di garanzia per le forze impren- nel continente, portò i bianchi a spingersi sempre più nell’interno, restringendo i
fu molto apprezzata dai

storiche ai quattro angoli del pianeta.


ditoriali e industriali del Settentrione, terrorizzate dal «pericolo rosso». capitalisti settentrionali territori di caccia degli aborigeni. I primi tentativi di resistenza, condotti con armi
ed esteri, che si sentirono preistoriche contro le armi da fuoco dei coloni inglesi, furono il segnale di un ve-
più sicuri nell’investire le ro e proprio “genocidio”, cioè dello sterminio quasi totale dell’intero popolo.
loro somme a Roma.
Oggi gli aborigeni australiani sono ridotti a poche decine di migliaia e confinati
LABORATORIO nelle zone più inospitali del continente.
Comprendere
1. Come si presentava la città di Roma al momento dell’unificazione?
2. Che percentuale del territorio di Roma corrispondeva alla città edificata?
3. Che tipo di costruzioni fu avviato in occasione del trasferimento della capitale del nuovo
Stato?
4. Quali soggetti trassero vantaggio dall’urbanizzazione del circondario romano, un tempo
spopolato?
5. Quale caratteristica dell’economia romana rassicurò più di altre gli investitori del Nord?

Argomentare
Il brano proposto descrive lo sviluppo urbanistico di Roma in occasione del trasferimento
della capitale dello Stato italiano ed evidenzia come la natura essenzialmente agreste del
vasto territorio romano abbia favorito immobiliaristi e speculatori. Rispetto alla riflessione
CONTEMPORANEAMENTE
proposta, quali sono le tue opinioni? Esponile dopo aver riassunto il brano. Puoi usare, se lo STORIA
ritieni utile, questa scaletta:
• aspetto agreste, ampiezza territoriale e scarsa densità abitativa;
MONDIALE
• i soggetti della speculazione edilizia, dentro e fuori le mura;
• rarità di fabbriche e assenza del “pericolo rosso”.

In Australia Un episodio delle esplorazioni


di James Cook in Oceania.

320 Unità 3 Il Risorgimento Tra il 1850 il 1860 si compì una delle tante tragedie che accompagnarono la Il Regno d’Italia e l’unificazione tedesca Capitolo 15 321

colonizzazione europea: lo sterminio della popolazione indigena dell’Australia.


Questi aborigeni (cioè “originari”) erano arrivati in Australia alcune decine di
migliaia di anni prima e, quando il capitano Cook sbarcò a Botany Bay nel 1770,

Atlante di storia locale ➔


CAPITOLO 5 L’Italia spagnola, p. 79 Livorno, patria di tutti

zione difensiva e dal quale partiva un sistema di canali cittadino a quella di gonfaloniere (paragonabile a un
Livorno, che entravano nella città e la attraversavano. sindaco odierno).
Al cantiere dei fossi lavorarono in certi periodi ben 2000
patria di tutti schiavi e 5000 contadini. Intorno al 1600 il sistema idrico
poteva dirsi completato.
Schiavi sì, ma con qualche privilegio
Gli schiavi turchi e barbareschi catturati nelle batta-
Per tutta l’epoca medicea, cioè fino al 1737, le operazioni glie contro i pirati vinte dal granduca Ferdinando I de’
di salvaguardia e pulizia del Fosso reale furono talmen- Medici, vero fondatore di Livorno, erano di proprietà
te perfette che sul fondo delle sue acque cristalline si dello Stato. Ferdinando volle celebrare le sue vittorie
potevano coltivare le ostriche. con un monumento completato nel 1601 e diventato il
simbolo della città: i Quattro Mori.
Le Leggi livornine e la nascita In caso di guerra, gli schiavi venivano impiegati come re-
di una comunità multietnica matori nelle galere; in periodo di pace scavavano i fossi
Dotare la città di buone difese e di adeguate riserve o lavoravano al porto. Nelle ore libere, però, potevano
d’acqua non fu l’unica cura dei Medici. Essa andò di pari girare tranquillamente per la città ed esercitare piccoli
passo con l’emanazione nel 1593 delle Leggi livornine mestieri come, per esempio, tenere un banco al mer-
con le quali Livorno divenne porto franco, ovvero, in cato o aprire un caffè.
senso stretto, “porto libero”, in cui le merci non paga- Di notte dormivano nel “bagno penale”, un grande car-
no dazi né dogane. cere costruito nel 1602 tra le mura e l’attuale Piazza

Alla fine di ogni volume, l’Atlante di storia


La notizia del porto franco si sparse rapidamente e Li- Grande, dove si trovavano anche quattro moschee per
vorno richiamò mercanti e artigiani da Occidente e da permettere loro di pregare come prescrive il Corano.
Oriente. Ciascuno di loro riceveva ogni anno un vestito nuovo
Ognuno celebrava i suoi culti e faceva i suoi affari, non e ogni giorno tre pani e due minestre. Lo schiavo am-

I Medici vogliono un porto


per la Toscana
Mentre Bologna e tante altre città italiane decadevano,
frequenti scorrerie lungo le coste del Tirreno e del Me-
diterraneo in generale.
in separatezza, ma mescolato agli altri senza nulla te-
mere, creando un’unica comunità multietnica, multi-
culturale e multireligiosa che divenne un modello di
tolleranza, tanto più eccezionale se si pensa che tra il
malato veniva mandato in ospedale e, come attesta il
capo degli schiavi medicei, “posto a letto e servito da
varie persone e visitato da un medico”.
locale concentra lo sguardo sul territorio
decollava Livorno.
All’inizio del Cinquecento i Medici, ora insigniti del titolo
di granduchi di Toscana, l’avevano comprata dai Geno-
Il sistema dei fossi
L’architetto Buontalenti creò anche il sistema di fossi
che, sebbene trasformati nel tempo e in parte coperti,
1550 e il 1650 tutta l’Europa occidentale fu dilaniata dalle
Guerre di religione e dalle persecuzioni contro “eretici”
(spesso ebrei e musulmani) e streghe. Qui, invece, cat-
Il porto più importante
del Mediterraneo
Da queste descrizioni si può ben capire perché la città
italiano, raccontando secolo dopo secolo
la storia del Paese, con un panorama
vesi per farne il loro sbocco sul mare. Sceglievano così sono ancora oggi una delle bellezze della città (anni fa tolici, ortodossi e protestanti, giudei, islamici e persino di Livorno, che nel 1601 contava solo poco più di 3000
di affossare definitivamente il porto di Pisa, già parzial- i fossi furono addirittura candidati a entrare nel Patri- adoratori persiani del fuoco convivevano in pace, ce- abitanti, nel 1689 ne avesse più di 21 000 e perché nel
mente interrato, punendo la città che aveva più e più monio dell’umanità curato dall’Unesco). lebravano insieme le feste laiche cittadine e invitavano Seicento fosse diventata il più importante porto del
volte resistito alle loro mire espansionistiche, renden- Il sistema idrico partiva dal Fosso reale, il grande canale tutti gli altri alle proprie feste religiose. A riprova che Mediterraneo, togliendo la palma a Marsiglia, la città

completo di tutte le Regioni.


dosi protagonista di grandi battaglie e di eroiche rivolte. che in origine seguiva il perimetro delle mura con fun- Livorno era “patria di tutti”, diversi stranieri ricoprirono portuale francese dove ormai regnava la più feroce in-
cariche pubbliche, da quella di membro del Consiglio tolleranza.
La costruzione Livorno, “città ideale”
della “città ideale”
Livorno era ancora un piccolo borgo, ma già nel Due-
Il molo frangiflutti
cento era stata dotata da Pisa di potenti fortificazioni
e di un faro, il cosiddetto “Fanale dei Pisani”, proprio
per rafforzare le sue vicinissime installazioni portuali.
Nel Cinquecento, i Medici costruirono il porto attrez-
zandolo con un doppio molo e con un canale navigabile
(il “Canale dei navicelli”) tra Pisa e Livorno. Quindi affi-
darono l’ampliamento della città all’architetto Bernar-
do Buontalenti che progettò la nuova pianta urbana
secondo i criteri della “città ideale” del Rinascimento.
Un luogo, cioè, da disegnare con squadra e compasso
e da definire nei minimi particolari come si vede nella
piantina riportata in questa pagina.
Il risultato fu una splendida città, con quartieri, piazze
e strade progettati con grande sapienza urbanistica,
ma anche una città-fortezza, di pianta pentagonale,
circondata da mura imponenti, baluardi e fortificazio- Un cantiere navale
ni che dovevano servire a proteggerla dall’assalto dei Le mura I fossi a Livorno
pirati, i Mori e i Saraceni, in quei tempi protagonisti di nel XVII secolo.

458 Atlante di storia locale Livorno, patria di tutti 459

I contenuti digitali integrano il corso


con i video sulle epoche principali 13
e i grandi personaggi della storia,
i filmati d’epoca sulla storia del Novecento,
la videolettura dei Discorsi,
le bacheche online con le espansioni IL 1848
dei collegamenti interdisciplinari VIDEO
E LA PRIMA GUERRA
per il colloquio orale, i video su temi • Il Risorgimento D’INDIPENDENZA
di cittadinanza e sull’Agenda Onu 2030.
Completano l’offerta linee del tempo, LESSICO
1. “L’Anno dei miracoli”
Alla vigilia dell’anno 1848 l’avvicinarsi della rivoluzione non si avvertiva solo in
audio, mappe, test, laboratori di Cittadinanza. Quarantotto
Il termine, con riferimento Italia: l’intera Europa era una polveriera. All’insofferenza di alcuni contro l’assolu-
agli avvenimenti del tismo e di altri contro il dominio straniero, si aggiungevano infatti le conseguenze
1848, indic

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V
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Cognome: Cappello
Nome: Leonardo

Indice

UNITÀ 1
L’Europa nell’economia-mondo LINEA DEL TEMPO

Capitolo 1 Capitolo 2
Il Seicento, il secolo “moderno” 4 Lo Stato assoluto 25
1 Un’epoca piena di contraddizioni 4 1 Il primo Stato moderno 25
2 Situazioni disperate 4 2 Gli anni della Fronda 25
3 Dalla crisi a un mondo nuovo, 3 Il re governa da solo 26
anzi “moderno” 5 4 I provvedimenti relativi ai nobili 27
L’influenza del clima sulla storia 6 5 La nobiltà trasferita a corte:
Lettura d’immagine Il Tamigi gelato 6 una gabbia dorata 27
4 Bevande esotiche e riti sociali 8
Le fonti Francesco Redi, Elogio del “cioccolatte” 8
I GRANDI DISCORSI DELLA STORIA
5 La “rivoluzione dei consumi” 9
Luigi XIV, “Ora è tempo che io governi da me” 28
6 Lusso e potere 10
Lettura d’immagine Ostentazione e austerità 10
7 L’igiene privata e pubblica 11 6 La vita a corte 30
8 Un secolo pieno di malati 11 7 Un unico re, un’unica fede 31
Malati mentali ed emarginati 12 Lettura d’immagine La persecuzione
degli ugonotti 31
9 La nascita dell’anatomia 13
8 L’aumento delle entrate dello Stato 32
10 Cartesio e la rivoluzione del pensiero 13
Le fonti Jean-Baptiste Colbert, L’importanza
Le fonti Cartesio, La Ragione 14
dell’imposizione fiscale 33
11 La Rivoluzione scientifica e il trionfo
9 Lo Stato assoluto e il ruolo del re 33
della matematica 14
Le fonti Louis de Rouvroy, duca di Saint-Simon,
LE SVOLTE DELLA STORIA La Rivoluzione La personalità di Luigi XIV 34
scientifica 15
10 Le guerre del Re Sole: trionfo e rovina
12 L’elaborazione dello Stato moderno 16 della Francia 35
La storia in una carta La cintura di ferro 35
CONTEMPORANEAMENTE In Cina 17 Lettura d’immagine Il Re Sole
La storiografia Valerio Castronovo, e l’Accademia delle Scienze 36
L’evoluzione dei costumi 18 11 L’Europa francesizzata 37
12 La Russia di Pietro il Grande 37
SINTESI 20 La storia in una carta Porti e cantieri navali
GUIDA ALLO STUDIO 21 di Pietro il Grande 38
CONTEMPORANEAMENTE In India 39
SCIENZA E TECNICA
La Rivoluzione scientifica 23 SINTESI 40
GUIDA ALLO STUDIO 41

CONTENUTI DIGITALI INTEGRATIVI


PROTAGONISTI
Audio • Test • Mappa Il Re Sole 43

VI Indice
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ECONOMIA SINTESI 72
GUIDA ALLO STUDIO 73
Il mercantilismo di Colbert 45
ECONOMIA
CONTENUTI DIGITALI INTEGRATIVI Dallo sviluppo al sottosviluppo: il caso Spagna 75
Video Il Seicento • I grandi discorsi della storia. Luigi XIV • Luigi XIV
• Audio • Test • Mappa ECONOMIA
Crolli di Borsa: dai tulipani di Amsterdam
alla “bolla” del 2006 77

Capitolo 3 CONTENUTI DIGITALI INTEGRATIVI


Lo Stato parlamentare 47 Video Gli imperi nel Seicento
• Audio • Test • Mappa
1 La forte borghesia inglese 47
2 Il trono agli Stuart 48
Lo Union Jack 49
3 I tentativi assolutistici di Carlo I
e la reazione del Parlamento 49
4 La guerra civile 50 Capitolo 5
I Padri pellegrini 51 L’Italia spagnola 79
La storia in una carta La guerra civile inglese 52 1 La Spagna padrona dell’Italia 79
5 Dalla Repubblica alla dittatura di Cromwell 53 La storia in una carta L’Italia nel Seicento 80
Le fonti Giovanni Sagredo, Cromwell condottiero
2 La Repubblica di Venezia 81
degli Inglesi 54
3 Lo Stato della Chiesa 82
6 La “Gloriosa Rivoluzione” 54
4 Il Regno di Napoli sotto gli Spagnoli 83
LE SVOLTE DELLA STORIA Il Parlamento inglese 56 Lettura d’immagine La Piazza del Mercato
Le fonti Gli articoli del Bill of rights 57 a Napoli 84
Le fonti Maiolino Bisaccioni,
SINTESI 58 Estorsioni fiscali nel Regno di Napoli 85
GUIDA ALLO STUDIO 59 Le fonti Giuseppe Donzelli, Masaniello
perde la testa 85
CONTENUTI DIGITALI INTEGRATIVI 5 La Savoia, ducato tra le montagne e poi Regno 86
Video Il Seicento • Oliver Cromwell
6 Le cause del declino italiano 87
• Audio • Test • Mappa
La storiografia Franco Cravarezza,
I Savoia, potenza militare 87
Piccoli centri attivi, ma all’interno
Capitolo 4 di una “crisi economica generale” 88
Il primato dell’Europa 61 SINTESI 89
1 L’Europa verso il primato 61 GUIDA ALLO STUDIO 90
2 La Spagna dal “Secolo d’oro” alla decadenza 61
Lettura d’immagine Potere e magnificenza CONTENUTI DIGITALI INTEGRATIVI
della Spagna 62 Audio • Test • Mappa
3 Il Portogallo non è mai riuscito a decollare 63
4 In Olanda: democrazia e sviluppo
tecnologico 63
Le origini della Borsa a Bruges 64 ESAME DI STATO
5 L’Inghilterra verso il primato mondiale 65 Prima prova (Tipologia B)
6 L’Europa intraprende la “tratta degli schiavi” 66 La schiavitù oggi 92
7 Il commercio triangolare frutta
guadagni altissimi 67 Colloquio orale
La storia in una carta Il commercio triangolare I simboli del potere regale 93
creato dalla tratta degli schiavi 67 Il peso dell’Europa nell’economia mondiale 94
Il Parlamento nella Costituzione
La schiavitù nell’economia-mondo 68
italiana Educazione civica 95
8 Un sistema chiamato “economia-mondo” 70
La storia in una carta La globalizzazione
e l’economia-mondo 70
CONTENUTI DIGITALI INTEGRATIVI
9 La supremazia europea è favorita Bacheca online
dalla crisi degli imperi orientali 71

Indice VII
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UNITÀ 2
L’età delle rivoluzioni LINEA DEL TEMPO

Capitolo 6 La storiografia Pierre Mantoux,


La Prima rivoluzione industriale 98 Il “modello inglese” visto dai proletari 116

1 Perché in Inghilterra 98 SINTESI 117


2 Dai “campi aperti” ai “campi chiusi” 99 GUIDA ALLO STUDIO 118
3 La rivoluzione dei “campi chiusi” 100
4 L’accumulazione del capitale 101 SCIENZA E TECNICA
5 L’innovazione tecnologica nel tessile 102 Gli eredi di Galileo: il trionfo della misura
Le fonti Samuel e Aaron Walker, e della matematica 120
Come si poteva formare un capitale 103
6 La macchina rotativa a vapore di Watt CONTENUTI DIGITALI INTEGRATIVI
e il decollo della Rivoluzione industriale 104 Audio • Test • Mappa
7 La fabbrica e l’urbanesimo 105
Lettura d’immagine Una delle prime fabbriche:
il cotonificio 106
8 Un’esplosione demografica senza
precedenti 107
9 La rivoluzione dei trasporti 107
Lettura d’immagine Le origini del treno 108 Capitolo 7
10 La divisione del lavoro 109 L’età dei Lumi 122
Le fonti Adam Smith, La divisione 1 L’Illuminismo erede dell’Umanesimo
del lavoro in una fabbrica di spilli 109 e di Galileo 122
11 I cambiamenti legislativi 110 Le radici dell’Illuminismo 123
12 Il liberismo 110 Le fonti Voltaire, La tolleranza rifiuta
13 L’importanza della cultura: giornali le persecuzioni 124
e opinione pubblica 112 2 Una rivoluzione di valori: il diritto alla felicità 125
La storiografia T.S. Ashton, 3 Il compito degli intellettuali 125
Una rivoluzione di idee 113 Lettura d’immagine Il salotto 126
14 Il luddismo e le Leghe operaie 113 4 I “diritti naturali” dei sudditi contro
Le fonti Il “modello inglese” visto dai borghesi 114 il “diritto divino” del re 126
15 Gli operai guadagnarono o persero? 115 Dal ceto alla classe 127

VIII Indice
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5 Contro l’Ancien Régime 127 5 La Dichiarazione d’indipendenza 152


Lettura d’immagine La piccola borghesia Le fonti La Dichiarazione d’indipendenza 153
cittadina 128 6 La Costituzione degli Stati Uniti 153
Le fonti Alexis de Tocqueville, L’Inghilterra, 7 Le classi di una società aperta 155
Paese senza caste 128
6 Un altro principio base: il cosmopolitismo 129 SINTESI 156
7 L’Enciclopedia: la necessità GUIDA ALLO STUDIO 157
della divulgazione 129
Le fonti Voci dell’Enciclopedia 130
CONTENUTI DIGITALI INTEGRATIVI
8 Voltaire: sì al potere assoluto, Video Il Settecento e le rivoluzioni • Audio • Test • Mappa
ma di un sovrano “illuminato” 131
Le fonti Claude-Adrien Helvétius,
Contro la censura 131
9 Montesquieu: la separazione dei poteri
contro l’assolutismo 132
Le fonti Montesquieu, La separazione dei poteri
dello Stato 132 Capitolo 9
10 Rousseau: il contratto sociale tra governanti
e governati 133 La Rivoluzione francese 159
11 Beccaria contro la tortura 1 La bancarotta della monarchia assoluta 159
e la pena di morte 134 2 La pubblicazione del bilancio dello Stato
Le fonti Cesare Beccaria, La pena di morte e l’ira dei Francesi 160
non è un freno ai delitti 135 3 La convocazione degli Stati generali
12 L’adozione del “dispotismo illuminato” e i cahiers de doléances 160
in Europa 135 Le fonti I cahiers de doléances 161
13 I conflitti del Settecento: le Guerre 4 Gli Stati generali: il Terzo stato chiede
di successione 137 la riforma del sistema di voto 162
La storia in una carta L’Europa dopo il 1748 Lettura d’immagine La processione
(Pace di Aquisgrana) 138 d’apertura degli Stati generali 162
14 I conflitti del Settecento: la Guerra I ceti sociali nell’Ancien Régime 163
dei Sette anni 138 5 Il “Giuramento della pallacorda”
15 Le contraddizioni dell’Illuminismo 139 e l’Assemblea nazionale costituente 164
La massoneria 140 6 La rivolta del popolo e la presa
La storiografia Simona Morini, Illuminismo della Bastiglia 165
e diffusione della cultura in Inghilterra 141 Le fonti Emmanuel Joseph Sieyès,
SINTESI 142 Che cos’è il Terzo stato? 166
GUIDA ALLO STUDIO 143 Le fonti L’abolizione dei vincoli feudali 166
7 L’abolizione del sistema feudale
SCIENZA E TECNICA e la Dichiarazione dei diritti dell’uomo
e del cittadino 167
Le tavole dell’Enciclopedia 145
8 Le popolane di Parigi obbligano il re
ad abbandonare Versailles 168
CONTENUTI DIGITALI INTEGRATIVI
9 La Costituzione civile del clero 169
Video Il pensiero illuminista • Il Settecento e l’assolutismo 10 La fine dell’assolutismo, ma l’uguaglianza
• Audio • Test • Mappa non è ancora realizzata 169
11 Perché il varo della Costituzione
non segnò la fine della Rivoluzione? 172
12 La fuga del re a Varennes fa precipitare
gli eventi 172
Capitolo 8 13 Le prime elezioni e la formazione dei partiti 173
14 Guerra all’Austria 174
La Rivoluzione americana 147
15 La nascita della Repubblica francese 174
1 Le tredici colonie inglesi d’America 147 16 La condanna a morte del re: il “sorpasso”
2 I caratteri delle tredici colonie 148 della Rivoluzione 175
La storia in una carta Le tredici colonie 17 Fame, invasione e rivolta della Vandea 175
all’inizio del XVIII secolo 148 La storia in una carta La Rivoluzione
3 La lotta contro le tasse 149 assediata 176
Le fonti Thomas Jefferson, 18 Robespierre crea il Comitato di salute
La protesta dei coloni 150 pubblica 177
4 La Guerra d’indipendenza 151 19 Robespierre instaura il Terrore 177

Indice IX
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Le fonti Napoleone, un’Europa con capitale Parigi 202


I GRANDI DISCORSI DELLA STORIA 12 La Campagna di Russia e la fine
Robespierre, “Il terrore è la giustizia pronta, di Napoleone 202
severa, inflessibile” 178 Le fonti Victor Hugo, La pioggia sul campo
di Waterloo 204
20 Il risanamento della Francia provoca SINTESI 205
la caduta di Robespierre 179 GUIDA ALLO STUDIO 206
21 Il ritorno al carattere borghese
della Rivoluzione: il Direttorio 179
PROTAGONISTI
LE SVOLTE DELLA STORIA La Rivoluzione francese Napoleone 208
(1789-1799) 180
La storiografia Lucio Villari, SCIENZA E TECNICA
L’enigma Robespierre 181 La rivoluzione napoleonica della tattica militare 210
SINTESI 182
GUIDA ALLO STUDIO 183 CONTENUTI DIGITALI INTEGRATIVI
Video L’età napoleonica • I grandi discorsi della storia. Napoleone
PROTAGONISTI Bonaparte • Audio • Test • Mappa

Luigi XVI e Maria Antonietta 186

CONTENUTI DIGITALI INTEGRATIVI


Video Il Settecento e le rivoluzioni • Maximilien de Robespierre ESAME DI STATO
• I grandi discorsi della storia. Robespierre • Audio • Test • Mappa Prima prova (Tipologia C)
A che cosa serve una Costituzione? 212
Colloquio orale
La Prima rivoluzione industriale 213
La Rivoluzione e la pena di morte 214
I diritti del lavoro Educazione civica 215
Capitolo 10
Napoleone Bonaparte 187 CONTENUTI DIGITALI INTEGRATIVI
Bacheca online
1 Il malgoverno del Direttorio 187
Il concetto di “comunismo” 187
2 La necessità della guerra 188
3 Napoleone Bonaparte 189
4 La prima impresa: la Campagna d’Italia 190

I GRANDI DISCORSI DELLA STORIA


Napoleone Bonaparte, “Io vi condurrò
nelle più fertili pianure della Terra” 191

5 Le Repubbliche giacobine 192


La storia in una carta Le “Repubbliche
sorelle” 193
6 La Campagna d’Egitto 193
CONTEMPORANEAMENTE In Egitto 195
7 Il colpo di Stato e la fine della Rivoluzione 196
8 Perché i Francesi accettarono Napoleone:
la patria e la gloria 196
9 La Pace di Lunéville e il Codice napoleonico 197
10 La fondazione dell’Impero: i Francesi
tornano sudditi 198
11 Il duello con l’Inghilterra e la spartizione
dell’Europa 199
La storia in una carta L’Europa napoleonica 201
La storia in una carta L’Italia nel 1810 201

X Indice
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UNITÀ 3
Il Risorgimento LINEA DEL TEMPO

Capitolo 11 La storia in una carta L’America Latina


Il Congresso di Vienna 218 dopo le Guerre d’Indipendenza 242

1 Il trionfo della diplomazia 218


I GRANDI DISCORSI DELLA STORIA
Lettura d’immagine Una riunione al vertice 219
James Monroe, “L’America agli Americani” 243
2 Il principe di Talleyrand e il ruolo della Francia 219
Le fonti Charles-Maurice de Talleyrand,
Gli strumenti della diplomazia 220 8 1830: le Giornate di luglio a Parigi 244
3 Il principio del legittimismo 221 9 I moti del 1830-1831 dopo Parigi 245
4 Il principio dell’equilibrio 222 10 Riflessioni sulla sconfitta 245
La storia in una carta 1815: la nuova 11 L’entrata in campo di Giuseppe Mazzini 246
carta politica dell’Europa 223 Le fonti Giuseppe Mazzini, L’Italia è una 247
La storia in una carta 1815: la nuova 12 I fallimenti di Mazzini 248
carta politica dell’Italia 223 13 Il federalismo: il cattolico Gioberti
5 Il principio dell’intervento e il concerto e il repubblicano Cattaneo 248
europeo 223 La storia in una carta I due programmi
Le fonti Pareri fulminanti sul Congresso 225 dei federalisti 249
6 Tra Inghilterra e Russia nasce Le fonti Carlo Cattaneo, Il federalismo europeo
la “Questione d’Oriente” 225 di Cattaneo 250
7 La “Questione d’Oriente” 226 14 I liberali sostenitori dello Stato unitario:
La storia in una carta L’Impero turco Cavour 250
alla metà del XIX secolo 226 15 Le riforme del 1846-1847 251
CONTEMPORANEAMENTE In Australia 227 CONTEMPORANEAMENTE In Africa 252

SINTESI 229 SINTESI 254


GUIDA ALLO STUDIO 230 GUIDA ALLO STUDIO 255

CONTENUTI DIGITALI INTEGRATIVI CONTENUTI DIGITALI INTEGRATIVI


Video Il Congresso di Vienna • Klemens von Metternich Video I moti degli anni Venti e Trenta in Europa • I grandi discorsi
• Audio • Test • Mappa della storia. James Monroe • Audio • Test • Mappa

Capitolo 12
Moti e riforme nell’età
della Restaurazione 232
1 I conservatori al potere 232
Il Romanticismo 233
2 Gli oppositori della Restaurazione 234
I socialisti utopisti 235
3 Le società segrete e la Carboneria 236
4 I moti del 1820-1821 237
5 L’indipendenza della Grecia 239
La storia in una carta Le forze in campo
intorno alla Grecia 240
6 L’indipendenza dell’America Latina 240
7 La “dottrina Monroe” 241

Indice XI
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Capitolo 13 Le fonti Giuseppe Cesare Abba, Nord e Sud:


Il 1848 e la Prima guerra una lotta comune ma esigenze diverse 288
d’Indipendenza 258 10 La repressione dei garibaldini in Sicilia 289

1 “L’Anno dei miracoli” 258


I GRANDI DISCORSI DELLA STORIA
2 La scintilla: Palermo 259
Giuseppe Garibaldi, “La concordia è la prima
3 Parigi e la nascita della Seconda Repubblica
necessità d’Italia” 290
francese 259
4 L’Europa in fiamme 260 11 L’Italia unita 292
La storia in una carta L’Europa La storia in una carta L’Italia nel 1861 293
in rivoluzione nel 1848 261
La storiografia Alfonso Scirocco, Come l’Italia
5 Il marzo in Italia 262 raggiunse l’unità politica 293
Le fonti Lo Statuto albertino 263
6 Le “Cinque giornate” di Milano 264 SINTESI 295
Lettura d’immagine Barricate a Milano 264 GUIDA ALLO STUDIO 296
Le fonti Carlo Cattaneo, L’eroismo dei milanesi 265
Le fonti Joseph Radetzky, La disfatta
di Radetzky 266 PROTAGONISTI
7 La Prima guerra d’Indipendenza 266 Vittorio Emanuele II 298
La storia in una carta La Prima guerra
d’Indipendenza: prima fase 267 PROTAGONISTI
8 La Repubblica romana 268 Giuseppe Garibaldi 299
L’inno nazionale, nato nel Risorgimento 269
9 I giorni della sconfitta 270
10 L’età della borghesia e delle lotte operaie 271 CONTENUTI DIGITALI INTEGRATIVI
Video Il Risorgimento • Camillo Benso di Cavour • I grandi discorsi
SINTESI 272 della storia. Garibaldi • Audio • Test • Mappa
GUIDA ALLO STUDIO 273

CONTENUTI DIGITALI INTEGRATIVI


Video Il Risorgimento • Audio • Test • Mappa
Capitolo 15
Il Regno d’Italia e l’unificazione
tedesca 301
1 I primi provvedimenti del Parlamento
italiano 301
Capitolo 14
L’Italia unita da una moneta:
La Seconda guerra d’Indipendenza la nascita della lira 302
e l’Unità d’Italia 275 2 La situazione dell’Italia nel 1861 302
1 La repressione in Italia dopo il Quarantotto 275 La storia in una carta Le zone più colpite
Le fonti Luigi Settembrini, Miseria nel Regno da malaria, tubercolosi e colera 303
delle Due Sicilie 276 3 Il risanamento del debito pubblico 304
2 Il Partito d’Azione e la fine del sogno 4 L’agricoltura e le condizioni dei contadini 304
mazziniano 277 Le fonti William de La Rive, Cavour
3 La modernizzazione del Piemonte 279 e la “Questione meridionale” 306
4 Il governo Cavour 280 5 Nascita e diffusione del brigantaggio 307
5 La Guerra di Crimea 281 Lettura d’immagine I briganti e la briganta 307
La storia in una carta La Guerra di Crimea 281 Le fonti Marzio Carafa Pallavicino, Le colpe
Le fonti Camillo Benso, conte di Cavour, dei Piemontesi 308
La vittoria di Cavour al Congresso di Parigi 282 Le fonti François Lenormant, Le colpe
Florence Nightingale, la statistica dei latifondisti meridionali 308
e il corpo delle infermiere 283 6 La grande repressione 309
6 Provocazioni e diplomazia: un accordo 7 Fatta l’Italia, bisogna fare gli Italiani
con la Francia 284 (e completare l’Unità) 310
7 La Seconda guerra d’Indipendenza 285 8 La “Questione romana” 310
8 L’Armistizio di Villafranca e i plebisciti 286 9 La Prussia alla guida del processo
9 La spedizione dei Mille 286 di unificazione degli Stati tedeschi 312
La storia in una carta La Seconda guerra 10 La Guerra austro-prussiana
d’Indipendenza e la spedizione dei Mille 287 o Terza guerra d’Indipendenza 313

XII Indice
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Cognome: Cappello
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La storia in una carta Italia e Germania


CONTENUTI DIGITALI INTEGRATIVI
dopo la Guerra austro-prussiana 314 Video Il Risorgimento • Otto von Bismarck • Audio • Test • Mappa
LE SVOLTE DELLA STORIA L’Unità d’Italia (1861) 315
11 La Guerra franco-prussiana e la nascita
del Secondo Reich tedesco 316 ESAME DI STATO
12 La Comune di Parigi 317 Prima prova (Tipologia B)
13 La Germania di Bismarck, una grande La “Questione meridionale” 326
potenza europea 318
14 Roma capitale 319 Colloquio orale
La storiografia Marina Formica, Il grande La spedizione dei Mille 327
affare dell’urbanizzazione romana 320 Lo Stato della Chiesa dopo il 1870 328
Il federalismo Educazione civica 329
CONTEMPORANEAMENTE In Australia 321

SINTESI 322 CONTENUTI DIGITALI INTEGRATIVI


Bacheca online
GUIDA ALLO STUDIO 323

UNITÀ 4
Capitalismo e imperialismo LINEA DEL TEMPO

Capitolo 16 9 Il “miracolo americano” 348


La Guerra di secessione e lo sviluppo Le fonti Andrew Carnegie, La responsabilità
degli Stati Uniti 332 dei ricchi 349
10 I “baroni della rapina” 349
1 La Terra della libertà e della spietatezza 332 11 Il mito del successo e il mito dell’onestà 350
2 L’acquisto della Louisiana e l’esplorazione
del West 333 SINTESI 351
La storia in una carta L’America settentrionale GUIDA ALLO STUDIO 352
nel 1803 334
3 La conquista della California
e la “febbre dell’oro” 335 CONTENUTI DIGITALI INTEGRATIVI
Video Lo scenario mondiale nella seconda metà dell’Ottocento
4 La colonizzazione del West e la ferrovia
• I grandi discorsi della storia. Seattle, un capo indiano • Audio • Test
da costa a costa 336 • Mappa
5 Organizzazioni economiche
e problemi sociali 337
6 La questione della schiavitù 338 DOSSIER
Le fonti Le cinque regole 339 Le tribù dei Nativi americani prima dello sterminio 354
7 La Guerra di secessione 339
La storia in una carta I due schieramenti
della Guerra di secessione 341
LE SVOLTE DELLA STORIA L’abolizione
della schiavitù negli Stati Uniti (1863) 342
Capitolo 17
Il Ku Klux Klan 343 La Seconda rivoluzione industriale 359
8 Le “Guerre indiane” 344
Lettura d’immagine Little Big Horn 345 1 Un’epoca di trasformazioni 359
2 Crescita demografica e urbanesimo 359
3 La grande crisi di fine secolo 360
I GRANDI DISCORSI DELLA STORIA
4 L’uscita dalla crisi 361
Seattle, un capo indiano, “Gli Indiani preferiscono
5 La grande svolta del capitalismo 362
il suono dolce del vento” 346
6 La Seconda rivoluzione industriale 363

Indice XIII
Codice Fiscale: CPPLRD04H27C111L
Cognome: Cappello
Nome: Leonardo

7 Il perno della rivoluzione è l’elettricità 364 Capitolo 18


Un’invenzione contesa: il telefono 364 Il Movimento operaio 382
8 Dalle ricerche sull’elettricità al telegrafo
senza fili e ai raggi X 365 1 Borghesi contro operai 382
Lettura d’immagine Invenzioni a catena 365 Le fonti Karl Marx, “La Comune fu l’antitesi
9 Una nuova fonte di energia: il petrolio 366 diretta dell’Impero” 384
Lettura d’immagine Benzina, motori a scoppio 2 Il Manifesto del partito comunista 385
e trasporti: la morte del vapore 366 La bandiera rossa e il Primo maggio 386
10 L’acciaio, il “metallo perfetto” 367 3 La Prima Internazionale 387
11 La chimica, base delle nuove industrie 368 Il movimento anarchico 387
12 Ancora la chimica: dalla fotografia I concetti base de Il Capitale 388
al cinematografo 368 4 L’influenza di Lassalle sul Partito
Lettura d’immagine Nuove “arti”: fotografia socialdemocratico tedesco 389
e cinema 369 5 I socialdemocratici e la duplice
13 La nascita della medicina moderna strategia di Bismarck 390
grazie alla chimica 370 6 Il Movimento operaio inglese
Lettura d’immagine Chimica e medicina 370 e le Trade Unions 390
14 La chimica al servizio dell’industria alimentare 371 Le fonti Jack London, La miseria
dei bassifondi di Londra 392
15 L’alimentazione volta pagina 372
La nascita del Bobby 393
16 La diminuzione delle morti post-partum 372
7 La Seconda Internazionale 393
17 La scoperta dell’importanza dell’igiene 373
La cultura operaia 394
CONTEMPORANEAMENTE In India 374 La storiografia Eric J. Hobsbawm, Il Manifesto
che cambiò il mondo 396
SINTESI 375
GUIDA ALLO STUDIO 376 SINTESI 398
GUIDA ALLO STUDIO 399
ECONOMIA
CONTENUTI DIGITALI INTEGRATIVI
La nascita dello shopping 378 Video L’industrializzazione in Europa e negli Stati Uniti • Audio • Test
• Mappa
PROTAGONISTI
Thomas Alva Edison 380 DOSSIER
Donne e politica: il difficile cammino
SCIENZA E TECNICA verso la parità 401
Il Codice Morse 381

CONTENUTI DIGITALI INTEGRATIVI


Video L’imperialismo e la Seconda rivoluzione industriale • Audio
• Test • Mappa
Capitolo 19
Colonie e Imperi 407
1 La seconda fase dell’espansione europea 407
2 La “missione civilizzatrice” dell’uomo bianco 408
La differenza tra colonizzazione e colonialismo 408
3 Il colonialismo ha ambizioni imperiali 409
4 La Conferenza di Berlino e l’inizio
della spartizione dell’Africa 410
5 La situazione dell’Africa 411
6 La grande spartizione del Continente Nero 412
La storia in una carta Assalto all’Africa (L’Africa
nel 1885; L’Africa nel 1914: 29 anni dopo) 413
7 Droga inglese per la popolazione cinese 414
La storiografia Alessandro Giraudo,
Il commercio dell’oppio nel sistema mondo 416
8. Il Giappone: industrializzazione
e imperialismo 417
8 L’India, “perla” dell’Impero britannico 418

XIV Indice
Codice Fiscale: CPPLRD04H27C111L
Cognome: Cappello
Nome: Leonardo

La storia in una carta I domini inglesi in India 418 La storiografia Indro Montanelli, Lo scandalo
La storia in una carta Le colonie europee della Banca Romana 437
nel mondo nel 1914 419 7 A Milano i cannoni contro gli operai 438
La “Valigia delle Indie” 420 8 L’Ottocento si conclude con un grande
10 L’imperialismo “informale” degli Stati Uniti 421 flusso migratorio 440
La storia in una carta L’imperialismo
degli Stati Uniti e del Giappone 421 SINTESI 441
José Rizal, eroe nazionale filippino 422 GUIDA ALLO STUDIO 442
Le fonti A.J. Beveridge, Il commercio nel mondo
deve essere e sarà degli Stati Uniti 423 CONTENUTI DIGITALI INTEGRATIVI
Lettura d’immagine Una profezia Audio • Test • Mappa
degli Stati Uniti: l’Europa verso la guerra 423

SINTESI 424 DOSSIER


GUIDA ALLO STUDIO 425 L’emigrazione italiana 444

PROTAGONISTI
La regina Vittoria 428 ESAME DI STATO
Prima prova (Tipologia B)
CONTENUTI DIGITALI INTEGRATIVI Il cinema tra passato e futuro 452
Video L’imperialismo e la Seconda rivoluzione industriale • Audio
• Test • Mappa Colloquio orale
Il Movimento operaio 453
La “corsa all’oro” 454
L’assistenza pubblica Educazione civica 455

CONTENUTI DIGITALI INTEGRATIVI


Capitolo 20 Bacheca online
L’Italia umbertina 430
1 Un periodo di cambiamenti 430
2 L’eredità della Destra storica 430
3 Le riforme di Depretis 432 Atlante di storia locale
4 Le grandi inchieste sociali e la protesta
dei lavoratori 433 Livorno, patria di tutti 458
Le fonti Leopoldo Franchetti e Sidney Sonnino, La Torino sabauda 460
Mafie e clientele in Sicilia 434 La Toscana di Pietro Leopoldo 464
5 La Sinistra di Crispi: riforme e sistemi autoritari 435 Cagliari in rivolta 467
6 Il fallimento coloniale di Crispi 436 La Valle d’Aosta/Vallée d’Aoste dei castelli 469
La storia in una carta Le colonie italiane a fine Roma, da città del papa a capitale d’Italia 470
Ottocento e il disastro di Adua 436

Indice XV
Codice Fiscale: CPPLRD04H27C111L
Cognome: Cappello
Nome: Leonardo

Indice tematico
I GRANDI DISCORSI DELLA STORIA ECONOMIA
Argomento Capitolo pp. Argomento Capitolo pp.
Luigi XIV, Ora è tempo che 2 28-29 La rivoluzione dei consumi 1 9
io governi da me
Lusso e potere 1 10-11
Robespierre, Il terrore è la giustizia 9 178
pronta, severa, inflessibile Le entrate dello Stato 2 32
sotto Luigi XIV
Napoleone, Io vi condurrò 10 191
nelle più fertili pianure della Terra Il mercantilismo di Colbert 2 45-46

James Monroe, L’America 12 243 Trasformazioni economiche 4 61-65


agli Americani nei Paesi europei

Giuseppe Garibaldi, La concordia 14 290-291 La “tratta degli schiavi” 4 66-69


è la prima necessità d’Italia L’economia-mondo 4 70
Seattle, un capo indiano, Gli Indiani 16 346-347 Dallo sviluppo al sottosviluppo: 4 75-76
preferiscono il suono dolce del vento il caso Spagna
Crolli di Borsa: dai tulipani 4 77-78
LE SVOLTE DELLA STORIA di Amsterdam alla “bolla” del 2006
Argomento Capitolo pp. Le cause del declino italiano 5 87-88
La Rivoluzione scientifica 1 15 nel Seicento
Il Parlamento inglese 3 56 La rivoluzione dei campi chiusi 6 99-100
La Rivoluzione francese (1789-1799) 9 180 L’accumulazione del capitale 6 101-102
L’Unità d’Italia (1861) 15 315 La fabbrica 6 105-106
L’abolizione della schiavitù 16 342 La rivoluzione dei trasporti 6 107-108
negli Stati Uniti (1863) La divisione del lavoro 6 109

CONTEMPORANEAMENTE Il liberismo 6 110-111

Argomento Capitolo pp. La lotta delle tredici colonie 8 149


contro le tasse
In Cina 1 17
La bancarotta della monarchia 9 159
In India 2 39 assoluta
In Egitto 10 195 La modernizzazione del Piemonte 14 279
In Australia 11 227-228 Il governo Cavour 14 280
In Africa 12 252-253 La nascita della lira 15 302
In Australia 15 321 Il risanamento del debito pubblico 15 304
In India 17 374 italiano
Gli Stati Uniti acquistano la Louisiana 16 333-334
TERRITORIO E STORIA LOCALE ed esplorano il West
Argomento Capitolo pp. La conquista della California 16 335
Livorno, patria di tutti Atlante 458-459 e la “febbre dell’oro”
di storia locale La colonizzazione del West 16 336-337
La Torino sabauda Atlante 460-463 e la ferrovia da costa a costa
di storia locale Organizzazioni economiche 16 337-338
La Toscana di Pietro Atlante 464-466 e problemi sociali negli Stati Uniti
Leopoldo di storia locale Il “miracolo americano” 16 348
Cagliari in rivolta Atlante 467-468 La crisi economica di fine secolo 17 359-362
di storia locale e la risposta del capitalismo
La Valle d’Aosta/Vallée Atlante 469 La Seconda rivoluzione industriale 17 363-373
d’Aoste dei castelli di storia locale
La nascita dello shopping 17 378-379
Roma, da città del papa Atlante 470-474
a capitale d’Italia di storia locale Colonie e Imperi 19 407-422

XVI Indice
Codice Fiscale: CPPLRD04H27C111L
Cognome: Cappello
Nome: Leonardo

L’eredità della Destra storica 20 430-431 I Patti di Plombières 14 284-285


Le riforme di Depretis 20 432-433 I primi provvedimenti 15 301
del Parlamento italiano
Lo scandalo della Banca Romana 20 437-438
I caratteri della Comune di Parigi 15 317
L’emigrazione italiana Dossier 444-451
Le tribù dei Nativi americani Dossier 354-358
prima dello sterminio
Donne e politica: il difficile Dossier 401-406
cammino verso la parità
LEGGI E ISTITUZIONI Le riforme di Depretis e Crispi 20 432-435
Argomento Capitolo pp.
L’elaborazione dello Stato 1 16
moderno
Lo Stato assoluto e il ruolo del re 2 33 SCIENZA E TECNICA
La Gloriosa rivoluzione 3 54-55 Argomento Capitolo pp.
e il Bill of rights
La nascita dell’anatomia 1 13
I cambiamenti legislativi 6 110
Cartesio e la rivoluzione 1 13
nella Prima rivoluzione industriale
del pensiero
L’Illuminismo fonte del diritto 7 126-127
La Rivoluzione scientifica 1 14
contemporaneo
e il trionfo della matematica
Una rivoluzione nel diritto: 7 131-134
La rivoluzione di Galileo 1 23-24
Voltaire, Montesquieu, Rousseau,
Beccaria L’innovazione tecnologica 6 102-104
del tessile nella Prima rivoluzione
La Dichiarazione d’indipendenza 8 152
industriale
degli Stati Uniti
La macchina rotativa a vapore 6 104-105
La Costituzione degli Stati Uniti 8 153-154
di James Watt
L’abolizione del sistema feudale 9 167
Gli eredi di Galileo 6 120-121
e la Dichiarazione dei diritti
dell’uomo e del cittadino Le tavole dell’Enciclopedia 7 145-146
La Costituzione civile del clero 9 169 La rivoluzione napoleonica 10 210-211
della tattica militare
La Costituzione del 1791 9 169-170
Florence Nightingale, la statistica 14 283
La caduta della monarchia e la 9 174
e il corpo delle infermiere
nascita della Repubblica francese
La Seconda rivoluzione industriale 17 363-373
Il Terrore come sistema 9 177
di governo Il Codice Morse 17 381
Un’istituzione borghese: 9 179
il Direttorio
Il colpo di Stato di Napoleone 10 196
Il Codice napoleonico, 10 197-198
base del diritto moderno
La fondazione dell’Impero 10 198-199
napoleonico
Il diritto internazionale visto 11 221-224
dal Congresso di Vienna
La “dottrina Monroe” 12 241-242
Federalisti e unitari in Italia 12 248-251
Le riforme del 1846-1847 12 251-252
L’esperimento della Repubblica 13 268-269
romana
La modernizzazione 14 279
del Piemonte e le Leggi Siccardi
Il governo Cavour 14 280

Indice XVII
Codice Fiscale: CPPLRD04H27C111L
Cognome: Cappello
Nome: Leonardo

UNITÀ 1

L’Europa
nell’economia-mondo
LO SPAZIO

L’Europa al centro
dell’economia-mondo

A
O
O C C
E
C

A
FI
CI

N
PA

IA
Macao
R

FILIPPINE
NO

CINA

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RAL
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A S I A
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A

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NO
BRASILE
IA
A

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A F R I C A
IN
L

O
A N

A
E
C
O
T I C O

Lungo questa rotta


(in rosso), la Spagna importa
oro e argento dalle miniere
sudamericane.

IL TEMPO

1603 1618- 1633 1642- 1643- 1647 1648-


1648 1649 1715 1653

Inizio Guerra Abiura Guerra civile Regno di Luigi XIV Rivolta Rivolta
della dinastia dei Trent’anni di Galileo inglese in Francia: monarchia popolare della Fronda
Stuart in Galilei assoluta guidata in Francia
Inghilterra da Masaniello
a Napoli
Codice Fiscale: CPPLRD04H27C111L
Cognome: Cappello
Nome: Leonardo

In blu sono indicate le rotte IL RACCONTO


del commercio triangolare
di schiavi, monopolizzato Gli avvenimenti di questa Unità si svolgono nel
dagli Inglesi.
XVII secolo. In questo periodo si sviluppa una
nuova forma di economia: l’economia-mondo.
La carta della pagina a fianco è la più adatta a
La Russia si espande spiegare il significato di questa espressione: ci
in Siberia.
mostra infatti che l’Europa diventa il centro
del mondo trasformando gli altri continenti in
periferie che le forniscono tutto ciò di cui ha
bisogno per il suo sviluppo. LE SVOLTE
In verde sono indicate
le rotte mercantili del Da un punto di vista politico, nel Seicento si DELLA STORIA
Portogallo, che importa definiscono e si fronteggiano due modelli • La rivoluzione
dall’Asia sete, spezie e altre di Stato, che rompono definitivamente con scientifica
merci di lusso. l’organizzazione feudale del potere: lo Stato • Il Parlamento inglese
assoluto in Francia (simboleggiato dal sovrano
Provvisoriamente l’India
Luigi XIV, il Re Sole) e lo Stato parlamentare
e la Cina si arricchiscono in Inghilterra, basato sul ruolo centrale del
rifiutando il baratto e Parlamento.
pretendendo argento in Nel nuovo assetto politico ed economico
cambio delle merci di lusso europeo l’Italia risulterà una periferia, ovvero
ambite dagli Europei. un territorio da sfruttare, essendo quasi
completamente passata sotto il dominio
spagnolo.
Il Seicento è stato definito il “secolo di ferro” per
i numerosi conflitti che contrapposero le varie
potenze europee; ma va ricordato soprattutto
come il “secolo moderno” perché vi si svolse
I GRANDI DISCORSI
l’attività di Galileo Galilei e degli altri scienziati
DELLA STORIA
che, introducendo il metodo sperimentale
• Luigi XIV “Ora è
nella ricerca, dettero vita a quella rivoluzione
tempo che io governi
scientifica che contribuì in modo decisivo da me”
all’accelerazione economica europea.

1653 1682- 1685 1688 1689 1701- 1720


1725 1714

Cromwell Regno di Pietro Luigi XIV “Gloriosa Bill of Rights: Guerra Nasce il Regno
instaura la il Grande revoca l’Editto Rivoluzione”: monarchia di successione di Sardegna
dittatura in in Russia di Nantes Guglielmo III parlamentare spagnola
Inghilterra d’Orange in Inghilterra
sul trono inglese
Codice Fiscale: CPPLRD04H27C111L
Cognome: Cappello

1
Nome: Leonardo

IL SEICENTO,
IL SECOLO “MODERNO”

1. Un’epoca piena di contraddizioni


Il Seicento è stato definito il “secolo di ferro”, per le Guerre di religione e di su-
premazia, le crisi economiche, le epidemie che afflissero soprattutto i suoi primi
cinquant’anni; ma anche il “secolo moderno”, perché in alcuni Paesi europei
segnò la morte dello Stato feudale e la nascita di nuove e più stabili forme di po-
tere; infine il “secolo della Rivoluzione scientifica”, perché il genio di Galilei
(➔ SCIENZA E TECNICA La Rivoluzione scientifica, p. 23) decretò la fine di tutte le creden-
ze e le superstizioni incancrenitesi nel tempo e spalancò le porte all’osservazione
MENTRE STUDI
oggettiva dei fenomeni naturali.
1. Per quali motivi
il Seicento è stato definito Il Seicento fu dunque un secolo di grandi contraddizioni e laceranti sofferen-
in modi diversi? ze, ma certo anche un’epoca di radicali trasformazioni ed esaltanti progres-
2. Quali sono stati si che accelerarono il superamento della mentalità medievale e diedero agli
gli aspetti positivi Europei, con le rivoluzioni del XVIII secolo, il passaporto per entrare nell’Età
del Seicento? contemporanea.

2. Situazioni disperate
Lo sfondo su cui si verificarono queste trasformazioni, però, fu tra i più cupi che
si possano immaginare. Innanzitutto, dopo cinquant’anni di pace, la Guerra dei
Trent’anni, svoltasi tra il 1618 e il 1648, riportò sui campi di battaglia tutte le
maggiori nazioni europee in una confusione di fedi e di obiettivi economici e mili-
tari che la rese la più devastante e sanguinosa che il continente avesse mai vissuto.
Quando essa terminò, la Germania era ridotta a un deserto, ma gli altri Paesi non
versavano in condizioni molto migliori.
L’elemento più drammatico, tuttavia, fu probabilmente il clima, che nel Cin-
quecento era tornato a essere mite dopo il grande peggioramento del XIV seco-
lo, e che invece, all’inizio del Seicento, si irrigidì nuovamente. La conseguenza
fu una micidiale serie di gelate che dimezzò la produzione di cereali. Contem-
poraneamente – e in parte a causa di questi eventi – una crisi demografica ral-
lentò e in alcuni luoghi fece crollare la crescita che aveva ripopolato l’Europa
dopo la peste del 1348.
MENTRE STUDI
Inoltre si ripresentarono proprio le epidemie di peste. Quella del 1629-1630 col-
1. Quali conseguenze
determinò la Guerra pì la Spagna, l’Italia del Nord e poi l’Europa centrale; quella del 1665-1666 infu-
dei Trent’anni? riò in modo particolarmente virulento in Inghilterra. Il morbo causò un’ulteriore
2. Quali fattori provocarono diminuzione della popolazione, frenò ulteriormente l’economia, in particolare
la crisi demografica quella manifatturiera urbana, e creò fenomeni di panico collettivo che sfociarono
del Seicento? spesso in rivolte sia nelle città sia nelle campagne.

4 Unità 1 L’Europa nell’economia-mondo


Codice Fiscale: CPPLRD04H27C111L
Cognome: Cappello
Nome: Leonardo

3. Dalla crisi a un mondo nuovo,


anzi “moderno”
Nel Seicento la parola “crisi” fu applicabile a tutti i settori della politica, dell’e-
conomia e della società; essa non significò però “declino”, ma si rivelò piuttosto
una spinta verso nuove scelte.
La stessa devastante crisi agricola non causò un ritorno a primitive forme di auto-
consumo, ma portò a una redistribuzione della proprietà fondiaria che rovesciò
rapporti consolidati da millenni. Le economie mediterranee, in particolare quelle
della Spagna e dell’Italia, che erano state invidiate da tutta Europa, declinarono
e crebbero invece in modo prodigioso quelle dell’Olanda e dell’Inghilterra. Ciò
fu dovuto anche a una rivoluzione alimentare prima impensabile: se il clima di-
struggeva i cereali, nelle regioni del freddo, potenti surrogati del pane arrivarono
dal Nuovo Mondo, l’America, in salvataggio delle popolazioni affamate del Nord.
Nuove scelte ispirarono anche l’organizzazione degli Stati: al termine di cruen-
te lotte religiose e di vere e proprie guerre civili, le monarchie uscirono non solo
rafforzate ma addirittura portatrici di due modelli di potere alternativi, mai speri-
mentati prima: l’assolutismo e lo Stato parlamentare (vedi capitoli 2 e 3).
E infine, la mentalità: mentre i cristiani vacillavano dopo aver visto che la fede
esasperata portava a stragi senza fine, che la Terra non era piatta ed era abitata da
popoli “senza Dio” che non si sapeva come classificare, dalle scienze fisiche scaturì
la scintilla di un nuovo sapere che, dopo avere seminato il dubbio, fornì risposte
grandiose e dimostrabili matematicamente. MENTRE STUDI
È per tutti questi motivi che, sebbene la periodizzazione storica abbia definito co- 1. Quali effetti ebbe la crisi
agricola del Seicento?
me spartiacque tra Medioevo ed Età moderna il 1492, anno della scoperta dell’A-
merica, si può sostenere che il vero inizio della modernità sia idealmente la se- 2. Come cambiarono
rispettivamente
conda metà del Seicento in cui, finite le Guerre di religione, l’Europa si dedicò l’organizzazione politica e
alla ricostruzione di un mondo apparentemente andato in rovina. la mentalità nel Seicento?

Questo quadro seicentesco ci


restituisce l’aspetto della grande
piazza del mercato a Napoli
durante la peste del 1656. In
secondo piano, a destra, accanto
alla fontana, si intravedono i
cadaveri degli appestati che
presto saranno gettati in una
fossa comune coperta di calce
viva. Sullo stesso piano, a sinistra,
su una ruota della tortura è stato
legato un uomo accusato di
essere un untore. Un altro, con
la stessa accusa, viene impiccato
sulla forca. In primo piano,
invece, due cavalieri sembrano
contenere alcuni cittadini
elegantemente vestiti che forse
danno luogo a scene di panico
oppure di proteste contro
le autorità.

Il Seicento, il secolo “moderno” Capitolo 1 5


Codice Fiscale: CPPLRD04H27C111L
Cognome: Cappello
Nome: Leonardo

L’influenza del clima sulla storia sconcerta il mondo intero. Nel XVII secolo, invece,
Se la Guerra dei Trent’anni si concluse con la totale un’ondata di freddo altrettanto estremo fece strage
rovina della Germania, ciò non fu dovuto soltanto al- degli abitanti di tutti i continenti conosciuti e si por-
le pur devastanti violenze della guerra, ma anche alla tò dietro una scia di ribellioni spesso dovute alla di-
durezza di un clima che fu tra i peggiori che la storia sperazione.
ricordi. Mentre in Germania infuriava la Guerra dei Trent’anni,
Il clima è formato da un insieme di temperatura, piog- in Francia la temperatura invernale passò in una notte
gia e siccità che condiziona profondamente lo stato da +9 gradi centigradi a -9, a Venezia si pattinava sulla
del Pianeta e, di conseguenza, la vita degli uomini. laguna ghiacciata e a Londra il Tamigi gelava a sua vol-
Oggi siamo preoccupati a causa di un abnorme riscal- ta, uccidendo i pesci e gli uccelli che da millenni vi ave-
damento globale che determina inondazioni, tempe- vano trovato il loro habitat.
ste, tifoni tropicali, ondate di calore, siccità ed episo- Fenomeni ancora più macroscopici accadevano altro-
di di afa, una moltiplicazione di fenomeni estremi che ve. A Costantinopoli gelò il Bosforo e si poté passare

LETTURA D’IMMAGINE
Il Tamigi gelato

Un inverno rigidissimo
Tra il 1683 e il 1684 Londra fu
colpita da un’ondata di freddo
polare che gelò le acque del
Tamigi nei mesi invernali, la
peggiore che l’Inghilterra visse
in Età moderna. Il fiume rimase
ghiacciato dal 23 dicembre
al 5 febbraio, e lo spessore
del ghiaccio raggiunse i 28
centimetri.

Un ponte che diventa


un’inaspettata diga
Al congelamento delle acque
fluviali contribuì anche il London
Bridge, il ponte nel pieno
centro della città: i pilastri che
reggevano le sue arcate, molto
strette, trattennero i blocchi di
ghiaccio sul fiume, favorendone
la saldatura.

6 Unità 1 L’Europa nell’economia-mondo


Codice Fiscale: CPPLRD04H27C111L
Cognome: Cappello
Nome: Leonardo

a piedi dall’Asia all’Europa; nel Nord Europa gelò il Gli storici si occupano del clima da poco tempo, at-
Mar Baltico e gli Svedesi che intervennero nella Guer- tingendo notizie dalle cronache dell’epoca, dai regi-
ra dei Trent’anni poterono passare con tutto l’esercito stri parrocchiali, dalle memorie private, ma anche dal-
e decine di cannoni sul “ponte continentale” forma- lo studio di alberi molto antichi e, per il Seicento, dalle
tosi tra la Svezia e la Danimarca. prime registrazioni delle temperature effettuate gra-
I motivi di queste gelate risiedono in movimenti astro- zie al termometro inventato nel corso del Rinascimen-
nomici che fecero precipitare la Terra in un periodo di to e perfezionato da Galileo Galilei.
“piccola glaciazione”, rinnovando in parte le condizio- In seguito a questi studi gli esperti stanno comincian-
ni in cui erano vissuti gli uomini preistorici di Cro-Ma- do a verificare se alcuni grandi fenomeni umani, come
gnon. Le conseguenze furono tragiche: la Cina perse le rivoluzioni, le rivolte urbane e contadine, le stes-
metà dei suoi abitanti, mentre la popolazione europea se guerre di religione non siano da attribuirsi in parte
si ridusse di un terzo (ancor peggio finì la Germania, all’esasperazione di un’umanità posta dal clima conti-
dove al freddo si sommò la guerra). nuamente di fronte alla morte.

Le fiere del ghiaccio


Quando il Tamigi ghiacciava,
lungo il suo corso si
organizzavano vere e proprie
fiere del ghiaccio durante le
quali si pattinava sul fiume,
si creavano negozi e punti di
ristoro, si rappresentavano
spettacoli teatrali e di burattini,
si organizzavano corse di cavalli
o di barche a vela con ruote.

Una cappa di fumo


Un cronista dell’epoca raccontò
che, durante l’inverno del 1683-
1684, l’aria era così gelida da
impedire al fumo dei camini di
disperdersi nell’atmosfera: sopra
Londra si creò così una cappa di
fumo di carbone che rendeva
difficile la respirazione.

Il Seicento, il secolo “moderno” Capitolo 1 7


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4. Bevande esotiche e riti sociali


Nel Seicento cambiamenti enormi si produssero a partire da fatti all’apparenza
molto semplici, eppure è proprio così che spesso procede la Storia.
È il caso del tè e del caffè. Nulla di più banale e irrilevante, si potrebbe pensare.
Invece queste due bevande, diffuse in Europa proprio nel XVII secolo, diedero
origine a riti sociali destinati a modificare il modo con cui le persone stavano in-
sieme: nacquero infatti i caffè, luoghi pubblici d’incontro e discussione desti-
nati a diventare i motori di cambiamenti sociali di enorme portata a cominciare
dal fatto che, per la prima volta, lo scambio culturale fra le persone non avvenne
più all’interno della corte, in casa o in chiesa ma in un luogo pubblico e laico, non
sottoposto al controllo della Chiesa e dei potenti.
Il caffè e il tè provenivano dall’Oriente. Il tè, scoperto a Giava in Indonesia da-
gli Olandesi, fu importato in Europa nel 1646; il caffè, originario dell’Etiopia, nel
Quattrocento era stato trapiantato in Arabia, nella regione di Moka. Due secoli
dopo fu acclimatato anche in America e fece la sua comparsa sui mercati di Vene-
zia e di Amsterdam.
Nello stesso periodo, un dolcificante arabo già conosciuto ma utilizzato solo in
medicina entrò nell’alimentazione quotidiana e sostituì il miele in uso dal tempo
degli antichi Greci: lo zucchero. Quando la canna dalla quale lo si produceva fu
trapiantata con successo in America, il prezzo dello zucchero scese e la sua diffu-
MENTRE STUDI sione divenne inarrestabile.
1. Quali luoghi pubblici Intanto nelle corti più raffinate gli speziali e i medici di fiducia dei signori si tra-
di incontro nacquero smettevano segretissime ricette di un’altra prelibatezza diventata di gran moda:
nel Seicento? il cioccolato. Mescolando il cacao, che i conquistadores avevano portato dall’A-
2. Da dove provenivano il merica, con zucchero, latte e vaniglia, si produceva una bevanda squisita per cui
tè, il caffè e lo zucchero? l’Europa intera impazzì.

LE FONTI

Elogio del “cioccolatte”

Autore: Francesco Redi, una delle personalità più note e influenti del periodo, così
Francesco Redi, medico riassumeva, intorno alla metà del Seicento, la fortunata parabola del cioccolato
e biologo italiano
e gli ingredienti più strani con cui veniva mescolato.
Opera:
Annotazioni al Bacco
in Toscana L’uso in Europa è diventato comunissimo e particolarmente nelle corti dei principi
Data: e nelle case dei nobili poiché si crede che esso possa fortificare lo stomaco e che
1685 abbia mille altre virtù. La corte di Spagna fu la prima a ricever tale uso. E vera-
mente in Spagna si manipola il cioccolatte alla perfezione, ma a questa perfezione
spagnola è stato ai nostri tempi aggiunto un non so che di più squisita gentilezza
alla corte di Toscana, per la novità degli ingredienti europei: si è infatti trovato il
modo d’introdurvi le scorze fresche dei cedri e dei limoncelli, l’odore gentilissimo
del gelsomino che, mescolato con la cannella, con le vaniglie, con l’ambra e con il
muschio fa un sentire stupendo per coloro che di cioccolatte si dilettano.
LABORATORIO

Comprendere
1. Perché principi e nobili consumano il cioccolatte?
2. In quale Paese è preparato nel migliore dei modi?
3. Quali ingredienti vengono aggiunti al cioccolatte in Toscana?

8 Unità 1 L’Europa nell’economia-mondo


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5. La “rivoluzione dei consumi” Questo locale inglese del


Seicento serve caffè bollente
(nota le quattro caffettiere sul
Tra le piante venute dall’America non ci fu solo il cacao. Esse furono numerosis- camino), mentre intorno ai tavoli
sime ed ebbero il potere di stravolgere letteralmente le abitudini alimentari del fervono le conversazioni culturali
Vecchio continente, tanto che storici come il francese Fernand Braudel sostengono e politiche.
che nel XVII secolo sia avvenuta una vera e propria “rivoluzione dei consumi”.
Le piante più rivoluzionarie furono il mais e la patata, che svolsero un ruolo deci- LESSICO
sivo nel sostentamento dei poveri perché erano resistentissime e sopravvivevano
alle gelate e alla siccità, quando tutto intorno i cereali morivano.
La patata tardò a diffondersi, perché nessuno sapeva come cucinarla. All’inizio, Consumo
L’acquisto e l’utilizzo di beni
infatti, i cuochi del re di Spagna tentarono di macinarla con la buccia e di mesco- primari (quelli che servono
larla a crudo con acqua, ma ottennero soltanto una poltiglia nauseabonda. Poi i alla sopravvivenza) e di
contadini impararono a bollirla e sbucciarla o ad arrostirla sotto le ceneri del fo- quelli superflui.
colare ed essa divenne la salvezza dei popoli del Nord Europa durante le carestie
causate dal peggioramento del clima.
Il pomodoro arrivò prima in Spagna, poi in Italia. Piacque moltissimo e divenne
un alimento base e il condimento di molte pietanze.
Grande successo ebbe anche la principale droga degli Indios, il tabacco, che con-
quistò l’Europa intera sin dai primi anni del Seicento. All’inizio non lo si fumava,
ma lo si annusava o masticava. I medici, che ne impiegavano piccole porzioni a
uso farmaceutico, si accorsero immediatamente dei suoi effetti nocivi, ma nessu-
no riuscì a frenarne il consumo. La tabacchiera divenne per i signori e le signore
dell’alta società un oggetto raffinato e prezioso da portare con sé in ogni occasione.
Un’altra pianta che rivoluzionò i consumi fu il cotone. Non si trattava di una pian- MENTRE STUDI
ta americana e nemmeno di una pianta prima sconosciuta perché la rivincita del 1. Quali piante arrivarono
in Europa dall’America
cotone sulla lana era iniziata fin dal Quattrocento, ma il suo successo si consolidò nel Seicento?
proprio nel corso del XVII secolo, quando le transazioni europee di questa merce
2. Perché il cotone
decuplicarono. Impiegato per lenzuola, camicie, biancheria e fazzoletti, il cotone si diffuse soprattutto
fu tra i protagonisti del XVII secolo. nel Seicento?

Il Seicento, il secolo “moderno” Capitolo 1 9


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6. Lusso e potere
LESSICO
Con l’arrivo in Europa di merci esotiche i gusti delle classi elevate si modificaro-
Ceto
no per sempre, creando una nuova mentalità del lusso che s’impadronì dell’ari-
È questo il termine esatto stocrazia europea.
per definire i componenti in Lo scopo principale dei nobili fu quello di distinguersi da tutti gli altri ceti, in
cui era suddivisa la società particolare dall’emergente borghesia. L’obiettivo (esprimere fasto, magnificenza
del Sei e Settecento. Il
termine è un sinonimo di
e splendore) aveva una funzione sociale precisa: era cioè un mezzo per tradurre
“ordini” e di “stati” (come la ricchezza in potere.
in Stati generali). Differisce Agli occhi dei nobili non era sbagliato spendere ma risparmiare, perché rispar-
dal termine “classe” perché miando la famiglia perdeva il suo posto nella società mentre possedere e ostentare
quest’ultima è tipica di una
società economicamente beni di lusso era un elemento di distinzione (naturalmente questo non fu vero nei
più avanzata in cui si può Paesi calvinisti, dove una morale rigidissima poneva il risparmio e l’investimento
passare da una classe al vertice del buon comportamento sociale).
all’altra, mentre era di gran Gli abiti dei nobili divennero così sempre più ricchi e ornati, le pettinature delle
lunga più difficile passare
da un ceto all’altro. dame si fecero enormi, le parrucche dei signori scendevano in boccoli fino a metà
schiena, le carrozze erano rivestite di lamine d’oro, in ogni tasca si nascondevano
un portagioie, un ventaglio, una pipa, un cammeo, uno più raffinato dell’altro. Per
non parlare dei palazzi con i loro arredi, i parchi e i giardini (anch’essi sterminati
e pieni di statue, fontane, labirinti).

LETTURA D’IMMAGINE Ostentazione e austerità


Le due immagini mettono a confronto una nobildonna francese raffinatezza e del lusso. La seconda veste sobriamente di nero,
(a sinistra) e una ricca borghese olandese (a destra) del XVII se- esprimendo così il suo attaccamento al lavoro e ai precetti della
colo. La prima ostenta già nell’abbigliamento tutti i segni della religione calvinista.

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Oltre che nei cibi e negli oggetti, l’aristocrazia del Seicento espresse la sua distin-
zione adottando le buone maniere: fu in questo secolo, infatti, che presero piede
regole e divieti sulla condotta da tenere in società, molti dei quali sopravvissuti
fino a noi. I numerosi Galatei, cioè i libri di consigli sul comportamento, detta-
vano norme via via più strane e complicate allo scopo di marcare la differenza fra
chi le conosceva e chi no.
In un testo francese del 1671 si legge: “Un tempo si poteva sbadigliare, l’impor-
tante era che non si sbadigliasse mentre si parlava. Oggi una persona di rango si MENTRE STUDI
scandalizzerebbe”. Fino ad arrivare a esasperazioni assurde: soffiarsi il naso in 1. Perché per i nobili del
Seicento era sbagliato
pubblico, dopo vari espedienti per rendere l’operazione il più silenziosa possibi- risparmiare?
le, venne semplicemente giudicato inaccettabile.
2. In che modo la nobiltà
Anche nelle corrispondenze le differenze sociali vennero sottolineate in modo cercò di ostentare la sua
sempre più accentuato: se prima ci si rivolgeva a un potente con un “Vostra Si- ricchezza?
gnoria” e si concludeva con un “affezionatissimo servitore”, ora si cominciava con 3. Come si modificò
“Illustrissimo” e si concludeva con “servitore obbligatissimo” oppure “devotissi- l’educazione negli ambienti
mo” o ancora “umilissimo”. dell’aristocrazia?

7. L’igiene privata e pubblica


La grande livellatrice di tutte le classi sociali era l’igiene generale del corpo. I viag-
giatori raccontavano che in Oriente tutti facevano un bagno al giorno, denudan-
dosi e strofinandosi con il sapone. Ma il pudore nonché il pregiudizio che tutto
ciò che era “umido” fosse portatore di malattie impedirono agli Europei di adot-
tare queste norme basilari per la salute. “Lavarsi – sosteneva la medicina dell’e-
poca – significherebbe aprire le porte ai veleni che allignano nell’umidità dell’aria
e berli a garganella”.
Aristocratici e popolani continuarono a non lavarsi mai i denti e a pulirsi raramente
il resto del corpo, nonostante il sudiciume causato dalla polvere e dal fango delle
strade sterrate e a dispetto del sudore estivo: una vera e propria tortura, aggravata
dall’uso quasi esclusivo della lana per le divise militari e per gli abiti femminili e
maschili di tutti i giorni.
Se a ciò si aggiunge che le città e i palazzi erano privi di fognature, che ognuno
faceva i propri bisogni in vasi che venivano abitualmente vuotati per le strade e
infine che, durante i viaggi, persino i re e i ministri si liberavano la vescica apren-
do uno sportello della carrozza per non fermare i cavalli al galoppo, si può capire
perché in quell’epoca, che pure aveva compiuto significativi progressi in vari set-
tori, continuassero ad allignare tante malattie.
MENTRE STUDI
Tutti continuarono a coltivare un’antica credenza secondo la quale pulizia e igie-
1. Perché la pulizia nel
ne erano rappresentate dal colore bianco. Si moltiplicarono quindi le camicie, i Seicento era ritenuta
colletti e i pizzi candidi che assunsero forme e dimensioni inusitate quando una nociva?
lavanderia olandese inventò l’amido, un collante zuccherino ricavato dalle pata- 2. Quali componenti
te che si passava sulla biancheria prima di stirarla e rivoluzionò letteralmente la favorirono la mancanza
moda europea. di igiene nel Seicento?

8. Un secolo pieno di malati


A causa della scarsa igiene e di un’alimentazione errata o insufficiente, le malat-
tie colpivano poveri e ricchi indifferentemente. Tra quelle più diffuse, le più gravi
erano il vaiolo, la tubercolosi, il colera, la malaria, l’idropisia, il cancro, la gotta, la
perdita dei denti e, ovviamente, la peste.
Le cure della medicina ufficiale erano inefficaci quanto terrificanti. A Lui-
gi XIV, re di Francia, che ebbe una fìstola alla mascella per la quale gli furono

Il Seicento, il secolo “moderno” Capitolo 1 11


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estratti tutti i denti della parte destra, le ferite in bocca furono cicatrizzate con
un ferro rovente.
Per quasi tutte le malattie si praticavano salassi, cioè incisioni per far defluire il
MENTRE STUDI sangue, nella convinzione che il corpo si ammalasse per eccesso di umidità.
1. Quali erano le malattie Fratture e infezioni si eliminavano drasticamente amputando braccia e gambe,
maggiormente diffuse ma qualsiasi ferita, anche quelle che oggi sono insignificanti, aveva spesso conse-
nel Seicento? guenze mortali: il tetano e la cancrena. La più alta mortalità, tuttavia, si verificava
2. Con quali rimedi tra le partorienti, perché la scarsa igiene causava quell’infezione mortale che si
venivano curate? chiama “setticemia”.

Malati mentali ed emarginati reale. Le spese di mantenimento erano a carico degli


stessi internati.
Un problema terribile era costituito da quella serie in- Questo tipo di trattamento sarebbe stato impensabile
finita di disturbi mentali che gli storici della medicina, nel Medioevo, dove “il pazzo” era stato tollerato e pro-
studiandone i sintomi attraverso i resoconti di medici tetto dalla comunità. I nuovi Stati nazionali, invece, vo-
e sacerdoti dell’epoca, hanno classificato come isteria, levano ordine e disciplina: ognuno doveva essere per-
depressione, attacchi di panico, anoressia, alcolismo, fettamente inserito in una famiglia, avere un lavoro, ri-
lesioni cerebrali ecc. spettare le leggi, frequentare la Chiesa stabilita dal suo
Nel Seicento questi disturbi, che oggi vengono cura- re. Tutti gli altri semplicemente “non esistevano”.
ti e spesso guariti, continuarono a essere definiti co-
me “possessione diabolica” e affrontati con gli esor-
cismi, cioè con riti di purificazione eseguiti dal clero
mediante preghiere e scongiuri, oppure come “paz-
zia”, nel qual caso determinavano l’internamento per-
petuo negli ospizi.
Questi luoghi da incubo erano prigioni a vita con ca-
tene, strumenti di tortura, celle di isolamento, cibo ri-
dotto al minimo e totale mancanza di igiene. La paz-
zia, infatti, era ritenuta un ritorno dell’uomo alla con-
dizione animale causata da vizi e colpe morali e quindi
doveva essere punita.
In questi stessi luoghi finì anche una massa incalcola-
bile di emarginati. Veniva internato chi era sorpreso a
chiedere l’elemosina, un figlio fuggito di casa, un gio-
catore che non aveva pagato i suoi debiti, un dissipa-
tore di beni familiari o, spesso, un fratello minore da
cui il maggiore, che aveva ereditato tutto il patrimonio
paterno, si sentiva minacciato.
Ancora una volta, tuttavia, le vittime più numerose fu-
rono le donne: anziane colpite dalla “demenza seni-
le” o dal morbo di Alzheimer, ma anche sorelle che
un fratello voleva derubare dell’eredità, ragazze madri
oppure donne nubili che non andavano d’accordo con
cognate prepotenti.
Per l’internamento a vita bastava una semplice richie-
sta della famiglia con la generica motivazione di “sal-
L’estrazione della pietra della follia è il titolo del dipinto,
vare l’onorabilità del nome”. In Francia il re firmava per- drammatico e satirico al tempo stesso, di Hieronymus Bosch
sonalmente gli ordini di arresto che venivano chiama- che rappresenta un ciarlatano che esegue su uno stolto
ti lettres de cachet, cioè lettere munite del “sigillo” la trapanazione del cranio.

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9. La nascita dell’anatomia
Quando la peste, che non si era mai completamente esaurita, si ripresentò nelle
forme virulente delle due epidemie del 1629 e del 1665, le autorità reagirono con
i mezzi di sempre. Sebbene fossero passati trecento anni dalla Peste nera del 1348,
esse ricorsero ai riti della Chiesa, con i rosari, le processioni e le penitenze collet-
tive, alla quarantena e all’isolamento degli ammalati nei lazzaretti.
Eppure proprio allora la medicina cominciò a rialzare la testa, imponendo l’abro-
MENTRE STUDI
gazione delle leggi che vietavano la dissezione anatomica dei cadaveri e riprenden-
1. Come reagirono gli
do con slancio lo studio del corpo umano. uomini del Seicento al
Nacquero vere e proprie scuole e l’osservazione del cuore, della circolazione del ripresentarsi della peste?
sangue, degli altri organi interni e dei muscoli cominciò a demolire le teorie dei 2. Quali cambiamenti attuò
medici greci e romani che, prese come dogmi inconfutabili, bloccavano dal Me- la medicina occidentale
dioevo la medicina occidentale. nel Seicento?

10. Cartesio e la rivoluzione del pensiero


L’evento più importante del mondo seicentesco fu la nascita di un nuovo modo
di pensare.
Uno dei principali autori di questa rivoluzione fu il filosofo e matematico francese
René Descartes, in italiano Cartesio. Dopo un’indigestione di studi letterari e te-
ologici nel collegio dei gesuiti di Parigi, Cartesio scoprì in Olanda la matematica
e ne fece la base del suo sistema di pensiero.
In estrema sintesi, nel suo libro Discorso sul metodo del 1637, egli propose il dub-
bio sistematico, cioè un metodo secondo il quale ogni conoscenza, anche la più
ovvia ed evidente, va messa in dubbio, perché solo non dando nulla per scontato
si può stabilire la veridicità delle cose. Sulle conoscenze sopravvissute al setaccio
del dubbio è possibile costruire una sapienza nuova e molto più solida. Il proce-
dimento fondato da Cartesio si serve della Ragione, cioè della facoltà dell’uomo MENTRE STUDI
di utilizzare la propria intelligenza per comprendere il mondo. 1. Quale metodo innovativo
Il “metodo cartesiano” ebbe una vastissima influenza sulla mentalità europea, gra- propose Cartesio?
zie anche alla contemporanea diffusione, fra i dotti e i liberi pensatori dell’intero 2. Perché il “metodo
continente, di un altro grande sistema di pensiero: il “metodo sperimentale” del cartesiano” ebbe un’ampia
fondatore della scienza moderna, Galileo Galilei. diffusione?

Nella parte a destra questo


dipinto mostra il filosofo e
matematico Cartesio, vestito
di nero con un ampio colletto
bianco, che illustra il suo metodo
alla regina Cristina di Svezia.
Il dipinto si allarga a sinistra
ritraendo una grande sala in
cui vari gruppi di cortigiani
attendono di conoscere anch’essi
i princìpi del pensiero cartesiano.

Il Seicento, il secolo “moderno” Capitolo 1 13


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LE FONTI

La Ragione

Autore: L’opera principale di Cartesio è intitolata Discorso sul metodo. Da essa è tratto
Cartesio, filosofo e questo brano, in cui si esalta il ruolo della Ragione.
matematico francese
Opera:
Discorso sul metodo Volendo seriamente ricercare la verità delle cose, non si deve scegliere una scienza
Data: particolare, infatti esse sono tutte connesse tra loro e dipendenti l’una dall’altra.
1637 Si deve piuttosto pensare soltanto ad aumentare il lume naturale della Ragione,
non per risolvere questa o quella difficoltà di scuola, ma perché in ogni circostanza
della vita l’intelletto indichi alla volontà ciò che si debba scegliere; e ben presto
ci si meraviglierà di aver fatto progressi di gran lunga maggiori di coloro che si
interessano alle cose particolari e di aver ottenuto non soltanto le stesse cose da
altri desiderate ma anche più profonde di quanto essi stessi possano attendersi.
LABORATORIO

Comprendere
1. Perché bisogna indagare servendosi della Ragione?
2. Che risultati ottiene l’uomo con l’uso di tale strumento?

11. La Rivoluzione scientifica


e il trionfo della matematica
Galileo non è solo l’autore della gigantesca scoperta del sistema solare. Ne fe-
ce molte altre, tutte fondamentali. Soprattutto però fu il padre della Rivoluzione
scientifica (➔ SCIENZA E TECNICA La Rivoluzione scientifica, p. 23), una vera esplosione
del pensiero umano, che è la base grazie alla quale siamo riusciti a costruire aero-
plani e stazioni spaziali, comunichiamo via mail, applichiamo le nanotecnologie e
indaghiamo i misteri del DNA.
La rivoluzione di Galileo consiste nell’aver dimostrato che l’intero mondo della
natura, senza più differenza fra Cielo e Terra, obbedisce a leggi matematiche e
che, per scoprire queste leggi, occorre un preciso metodo, il metodo sperimen-
Galileo Galilei.
tale. Esso è basato su:
• l’osservazione diretta dei fenomeni naturali, molti dei quali possono essere si-
mulati in laboratorio;
• la loro conoscenza attraverso un numero elevatissimo di misure di precisione;
• l’individuazione delle relazioni matematiche che regolano i rapporti fra que-
sti fenomeni;
• la formulazione di leggi che permettono di prevederli e controllarli.
Il metodo di Galileo si diffuse con una rapidità impressionante: tra i filosofi, che
MENTRE STUDI erano stati prigionieri della teologia; tra i chimici-alchimisti che, con la magia,
1. Quali scoperte fece
avevano cercato la “pietra filosofale”; tra gli astrologi esperti nell’osservazione del
Galileo Galilei? cielo, che cessarono di fare oroscopi e si misero a esplorare il sistema solare; tra i
2. In che cosa consiste
botanici, che classificavano piante locali ed esotiche; tra i medici e, infine, tra gli
il metodo sperimentale? artigiani più abili, pronti a fornire strumenti di misurazione e di osservazione per
3. Chi furono i principali qualunque branca della scienza.
fruitori del metodo Galileo fu come la diga che si apre e libera un fiume in piena. L’intero sistema di
di Galileo? pensiero può essere valutato alla luce del “prima” e del “dopo” di lui.

14 Unità 1 L’Europa nell’economia-mondo


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LE SVOLTE DELLA STORIA

La Rivoluzione scientifica
La Rivoluzione scientifica innescata da Copernico, Galileo e Newton (➔ SCIEN-
ZA E TECNICA La Rivoluzione scientifica, p. 23) fece rinascere nell’umanità il desiderio
di osservare i fenomeni della natura e di cercarne le cause. Da essa nacque la
moderna ricerca sperimentale: le scoperte e le invenzioni cominciarono a sus-
seguirsi a un ritmo mai conosciuto prima.

PRIMA DOPO

Sul piano scientifico Sul piano scientifico


Nell’Europa del Medioevo molte Con l’introduzione del metodo
conoscenze scientifiche del sperimentale nacque la figura
mondo antico erano andate dello scienziato, che misurava
perdute, compresa la nozione i fenomeni della natura
ricavata da calcoli matematici che riproducendoli in laboratori
la Terra è sferica. Ci si limitava costruiti a questo scopo. Vi
a osservare i fenomeni naturali, trovavano posto i primi strumenti
ma l’idea che si potessero anche scientifici, che lo scienziato stesso
misurare era scomparsa. I progressi aveva costruito.
erano lentissimi e le più importanti
invenzioni arrivavano dalla Cina e
dall’India.

Sul piano ideologico Sul piano ideologico


L’uomo del Medioevo, quando si Gli intellettuali del Seicento
poneva una domanda sui fenomeni cercavano la verità nella natura
naturali, ricorreva all’insegnamento stessa. E quando una scoperta si
della Chiesa, che a sua volta rivelava in contrasto con la Bibbia
era fondato sulla Bibbia. Non – come il fatto che è la Terra a
c’era quindi bisogno di misurare, girare intorno al Sole e non il
verificare, calcolare, bastava contrario – gli scienziati finivano
consultare i testi sacri. Dove la in aperto conflitto con la Chiesa.
religione non poteva arrivare, ci si La condanna di Galileo e la morte
affidava a credenze tramandate da sul rogo di Giordano Bruno furono
secoli: alcune, come le conoscenze le conseguenze drammatiche di
sulle erbe medicinali, avevano un questa lotta tra la nuova scienza e
reale fondamento; altre invece l’interpretazione letterale dei testi
erano pure superstizioni. sacri.

Sul piano economico Sul piano economico


Nonostante la ripresa che si La Rivoluzione scientifica
verificò a partire dall’anno Mille, innescò in Europa un progresso
l’assenza di progressi scientifici tecnico che non ha mai smesso
continuava a frenare anche il di accelerare. La prima e più
progresso delle tecniche: quando importante “ricaduta tecnologica”
la produzione agricola cresceva, del nuovo modo di fare ricerca
solo di rado ciò avveniva grazie ad fu, nella seconda metà del
una innovazione, ma piuttosto per Settecento, l’uso del vapore
l’aumento della popolazione (e come forza motrice. Ci vollero
quindi della mano d’opera) o per solo pochi decenni per passare
un cambiamento del clima. dagli esperimenti in laboratorio
alla realizzazione delle prime
macchine a vapore.

Il Seicento, il secolo “moderno” Capitolo 1 15


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12. L’elaborazione dello Stato moderno


MENTRE STUDI • Tra gli uomini del Seicento che dubitavano di tutto, formulavano leggi fisiche rivo-
RICORDA luzionarie e si riunivano nei caffè a discutere di politica, vi fu anche una categoria
Il Capitolare di Quierzy di borghesi che, dal Medioevo in poi, non aveva fatto altro che crescere d’impor-
È un documento dell’877 tanza, sia nella società civile sia nelle corti regie: i giuristi, ovvero gli studiosi di
con cui uno dei nipoti di
Carlo Magno, Carlo il Calvo,
diritto che esercitavano la professione di avvocato o magistrato.
concesse l’ereditarietà dei La cosa che essi iniziarono a mettere in dubbio e a sottoporre alla critica della Ra-
feudi, cioè la possibilità che gione fu la forma dello Stato. Sebbene dai giorni in cui il feudalesimo si era ra-
un feudatario trasmettesse al dicato in Occidente con il Capitolare di Quierzy fossero passati più di settecento
figlio maggiore la proprietà dei anni e le monarchie avessero più volte tentato di abbattere il potere delle grandi
suoi territori e tutti i privilegi
ad essa connessi.
famiglie e di affermare la propria autorità, i loro regni europei erano rimasti so-
stanzialmente degli Stati feudali.
Uno Stato feudale è un’istituzione in cui permane la frammentazione del potere,
vaste categorie di persone hanno il diritto di non pagare le tasse, se non in circo-
stanze del tutto eccezionali, e non esiste un codice nazionale di leggi ma ogni pro-
prietario di un feudo esercita la giustizia sul proprio territorio in piena autonomia.
Detto sinteticamente, lo Stato feudale è il regno dei privilegi: dei signori, del clero,
dei singoli municipi e persino di particolari famiglie non nobili che, in un lontano
passato, hanno ottenuto per qualche motivo un favore dal re o da un feudatario.
Questa serie di privilegi faceva parte dei “diritti fondamentali” e non poteva as-
solutamente essere toccata dal sovrano senza suscitare congiure aristocratiche,
anatemi papali e rivolte municipali. Per i giuristi seicenteschi, però, non vi era nul-
la di così fondamentale da non poter essere discusso e modificato. Furono loro
a suggerire ai re quali strade percorrere per trasformare lo Stato feudale in Stato
moderno agendo su due linee guida:
• la trasformazione dei privilegi fiscali in tassazione regolare e obbligatoria;
• l’abolizione del diritto signorile di legiferare e la conseguente imposizione del-
MENTRE STUDI
la legge del re.
1. Quale forma dello Stato
misero in dubbio i giuristi Vi aggiunsero una terza linea, quella dell’atteggiamento da tenere nei confronti
del Seicento? delle religioni presenti nel Paese per evitare che minoranze di altre fedi diventas-
2. In che modo i giuristi sero un gruppo di potere pericoloso, come gli ugonotti (protestanti) francesi, op-
del Seicento contrastarono pure, al contrario, potessero essere espulse o perseguitate a seconda degli umori
i privilegi dei nobili? delle classi dominanti, come era accaduto in passato agli ebrei.

Qui vediamo un gruppo


di giuristi a consulto.
Questa categoria, che assunse
un’enorme importanza nel
Seicento, fu tra le più attive
nel proporre soluzioni che
consentissero un rafforzamento
delle monarchie.

16 Unità 1 L’Europa nell’economia-mondo


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CONTEMPORANEAMENTE STORIA
MONDIALE

In Cina
Intorno alla metà del Seicento, la dinastia dei Ming, che aveva governato la
Cina dal 1368, fu rovesciata da una serie di rivolte che coinvolsero numerosi
strati della popolazione.
I Ming a loro volta erano andati al potere dopo aver scacciato dalla Cina quei
Mongoli che erano stati visitati da Marco Polo e avevano dato vita a una presti-
giosa dinastia. Sotto di loro era stata messa a punto una colossale riforma agra-
ria e alcune tecniche come quella della lacca e quella della porcellana avevano
raggiunto risultati mai ottenuti prima.
Nei cantieri navali cinesi in quell’epoca erano state costruite navi adatte a tut-
ti gli scopi e tra esse imbarcazioni enormi che misuravano fino a 120 metri di
lunghezza per 50 di larghezza. Tra il 1405 e il 1433 con questa flotta, attraverso
sette spedizioni, i Cinesi esplorarono tutte le coste asiatiche fino a raggiungere
quelle orientali dell’Africa.
Nel XVII secolo il malessere dei contadini esplose in feroci rivolte aggravate
dall’arrivo di una popolazione straniera proveniente dalla Siberia: i Manciù.
Essi presero Pechino nel 1644 e vi si insediarono fondando la dinastia Qing,
che durò fino al 1912.
Il nuovo regime si mostrò per almeno un secolo capace di risolvere i problemi
più urgenti. La situazione dei contadini migliorò, la popolazione crebbe e, so-
prattutto, fu dato grande impulso al commercio con le nazioni europee che
Un’udienza alla corte
cominciarono ad acquistare regolarmente dalla Cina seta, tè, porcellane prezio- imperiale di Pechino
sissime e “lacche”, di cui essa deteneva i segreti dei processi di fabbricazione. nel XVIII secolo.

Il Seicento, il secolo “moderno” Capitolo 1 17


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LA STORIOGRAFIA

L’evoluzione dei costumi

Un’acuta e divertente descrizione del galateo dei nostri antenati: gente di rango che
oggi non inviteremmo alla nostra tavola.
Autore: Valerio Castronovo, storico italiano
Opera: Articolo comparso sul “Corriere della Sera” (Gli antenati scostumati)

Data: 1982

C i vollero cinque secoli prima che i modelli di comportamento degli uomini nella
società mutassero a tal punto da far sentire l’uso della forchetta come un’esigenza
generale. Sebbene la si conoscesse già sin dall’undicesimo secolo, la gente continuò a
portarsi il cibo alla bocca con le mani: infine, nel corso del Cinquecento, prima in Ita-
lia e in Francia, poi in altri paesi, la forchetta cominciò a comparire in tavola, non più
soltanto per prendere le vivande dal vassoio comune, ma per lungo tempo furono uni-
camente i ceti superiori ad adoperarla.
Allo stesso modo, con molta fatica e lentamente, vennero accolte dalla società altre in- La tesi dell’autore
novazioni, nei costumi e nelle forme di comportamento, che a noi oggi sembrano delle I costumi evolvono
usanze del tutto ovvie e naturali. insieme alla società: ciò
Le persone che si sceglievano i bocconi migliori frugando nel piatto di portata, che che oggi a noi sembra
bevevano il vino dallo stesso bicchiere, che sorbivano la minestra dalla stessa scodel- normale non lo era
affatto nei secoli passati
la, avevano tra di loro un rapporto differente dal nostro e diversa era anche la loro di- e viceversa.
sposizione spirituale e affettiva. Certi gesti e atteggiamenti che ci paiono sgradevoli, o
perlomeno assai poco attraenti, erano perfettamente in armonia con la realtà sociale
del tempo. Tutti quanti, dal re ai contadini, mangiavano con le mani, si leccavano le
dita, si soffiavano il naso nella tovaglia, si grattavano il collo e le orecchie, si pulivano i
denti col coltello. Altrettanto naturale, e niente affatto disgustoso, veniva considerato
l’esercizio, in presenza d’altri, di certe funzioni corporali, come ruttare o sputare. Né
suscitava scandalo parlare dei propri bisogni naturali o delle corrispondenti parti del
corpo con una ricchezza di dettagli per noi sorprendente.
Semmai fra i signori feudali […], c’era chi praticava modi conviviali più raffinati e cer-
cava per il resto di comportarsi con maggior discrezione nei rapporti interpersonali.
Non perché si ritenesse sconveniente e imbarazzante, per sé e per gli altri, divorare cibi Il comportamento
come dei lupi o fare i propri bisogni dove capitava, talora anche in pubblico, ma per- a tavola come segno
ché un certo tipo di comportamento formalmente più decoroso, come quello indicato di distinzione sociale
dai codici cavallereschi per quanti vivevano a corte, serviva ad alcuni gruppi di vertice A partire dall’età feudale
della società feudale per esprimere la propria autocoscienza, per legittimare e per far un contegno decoroso
a tavola iniziò a riflettere
valere meglio il loro modo di vivere le cose e la loro superiorità gerarchica. A questo l’appartenenza a un
modello di vita e di costume, fondato sull’educazione al “buon gusto” e, insieme, su gruppo sociale di grado
una marcata distinzione di rango sociale, si riferiva il concetto medievale di “courtoi- elevato e essere quindi
sie”. Il “modo nobile” di comportarsi veniva costantemente contrapposto ai modi, più espressione della
elementari, propri dei contadini e della gente comune, la gentilezza d’animo e l’affabilità gerarchia sociale.
venivano indicati come dei tratti distintivi in una società nella quale i sentimenti erano
espressi in maniera impetuosa e diretta […] e le occasioni di piacere e divertimento
contenevano spesso una forte carica di aggressività e di violenza.
Con la progressiva decadenza della nobiltà feudale il termine di “courtoisie” entrò an-
che nei circoli borghesi. Ma soltanto nel corso del XVI e del XVII secolo il concetto di
“civilité” cominciò a prendere il sopravvento su quello di “courtoisie”, come espres-
sione di un comportamento adeguato alla società. […] La soglia della sensibilità e il
limite del pudore acquistarono nuove e più ampie dimensioni, la coercizione esercitata
dagli uomini gli uni sugli altri divenne più forte, mentre crebbero i moniti a tenere e a
fare rispettare una “buona condotta”.

18 Unità 1 L’Europa nell’economia-mondo


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Il concetto di “civilité”, che si diffuse a partire dal Rinascimento e si affermò col pro-
gredire dello Stato assoluto, non riflette soltanto una certa evoluzione delle abitudini
e delle forme di convivenza, ma un nuovo clima politico e culturale. Tramontata l’ege-
monia della classe feudale e divenuto più rapido il ritmo di mobilità sociale sia verso
l’alto che verso il basso, in seguito a un rimescolamento di fortune tra persone di di-
versa estrazione, l’individuo singolo si trovò esposto in modo più diretto al giudizio e
alla pressione degli altri membri della società, mentre si delineò l’esigenza di una più
salda gerarchia sociale. Insomma il “buon comportamento” diventò un problema sem- Il “buon
pre più importante. Costretti ad adottare forme nuove nei loro rapporti reciproci, gli comportamento”
uomini divennero più sensibili alle reazioni altrui, cominciarono ad esigere recipro- in risposta alle pressioni
della società
camente maggiori riguardi. Crebbe in tale modo l’obbligo di esercitare un certo tipo Con il Rinascimento
di autocontrollo e, di conseguenza, cominciò a modificarsi in settori sempre più ampi comincia a diffondersi
della società anche lo standard del comportamento. […] una maggiore mobilità
Almeno nella buona società il banchetto in comune cominciò a obbedire a un’etichetta, sociale; dato che
un rituale più rigoroso: ci si lavava le mani prima del pasto, in mancanza di forchette, l’appartenenza a una
determinata classe non
non si usavano più entrambe le mani per attingere al piatto, ma soltanto tre dita, ci si è più solo legata alla
puliva la bocca prima di bere da un boccale comune e se non si riusciva a mandar giù nascita ma anche alle
qualcosa non si deponeva il boccone già masticato sul tavolo. Tuttavia la gente conti- capacità individuali,
nuava ad avventarsi sui vassoi appena sistemati sulla sedia, a schioccare troppo rumo- i singoli si sentono e sono
rosamente le labbra mangiando, a intingere le dita nel sugo, a vomitare senza allontanar- maggiormente esposti
al giudizio altrui e quindi
si dal proprio posto, e a fare altre cose che oggi desterebbero un moto di repugnanza. adeguano il proprio
I nuovi modelli di comportamento non si affermarono tutto d’un tratto neppure negli comportamento anche
aspetti più intimi della vita privata. Nel Cinquecento, sebbene si fosse cominciato a a tavola all’etichetta
prescrivere certe regole di decenza nel soddisfacimento dei propri bisogni, appartan- imposta dalle convenzioni
dosi in modo da sottrarsi alla vista altrui, accadeva sovente di imbattersi in persone sociali.
adulte, e di entrambi i sessi, che continuavano a comportarsi in questa circostanza con
la stessa libertà e disinvoltura che esibivano in passato.
Non diversamente ci si comportava riguardo alla nudità; fino al XVI secolo la vista del
corpo nudo era del tutto naturale: nel fare il bagno gli uomini venivano accuditi da
donne, e dame e cavalieri non avevano alcun ritegno a spogliarsi di fronte ai servi. […]
Le cose cominciarono a cambiare successivamente, quando una serie di norme istitu-
zionali conferì nuovi attributi al comune senso del pudore. Ma con una certa gradua-
lità e a seconda del rango sociale: nelle classi più elevate ricevere i propri sottoposti
quando ci si alzava dal letto o si faceva il bagno era, ancora nel Settecento, una con-
suetudine del tutto normale, espressione dell’assoluta libertà da qualsiasi vincolo di
cui godeva la propria casta.

LABORATORIO
Comprendere
1. In quali Paesi europei, nel Cinquecento, sulle tavole dei ceti più abbienti comparvero
le prime forchette?
2. Per quale ragione nella società feudale i nobili iniziarono ad adottare comportamenti
più raffinati?
3. Che cosa comportò, nella sfera del comportamento individuale, la mobilità sociale
diffusasi nella prima Età moderna?
Argomentare
4. Riassumi il brano e poi esponi la tua opinione riguardo alla relazione tra l’evoluzione dei
costumi e il contesto sociale di riferimento. Per il riassunto puoi seguire la seguente scaletta:
• la percezione dell’adeguatezza o meno dei comportamenti a tavola propri e altrui
in relazione al contesto sociale;
• le circostanze storiche in cui fu introdotta la forchetta come posata individuale;
• l’affermazione di un comportamento cortese nella società feudale;
• l’emergere del concetto di comportamento “civile” nel Cinquecento, al tramonto
della società cortese;
• il “buon comportamento” come fatto individuale all’inizio dell’Età moderna.

Il Seicento, il secolo “moderno” Capitolo 1 19


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Sintesi
AUDIO

1-2. Un secolo pieno di contraddizioni 6-9. Lusso, igiene e malattie


Il Seicento è stato definito il “secolo di ferro” per le Guerre L’arrivo in Europa di merci esotiche crea una nuova men-
di religione e le varie crisi economiche, ma anche il “seco- talità del lusso. Gli abiti, le suppellettili e le dimore degli
lo moderno” perché in alcuni Paesi segna la morte dello aristocratici diventano sempre più elaborati e si diffondo-
Stato feudale, e il “secolo della Rivoluzione scientifica” no le buone maniere, esemplificate dai Galatei, ma l’igiene
perché Galilei spalanca le porte all’osservazione oggettiva è carente sia fra i ricchi sia fra i poveri e ciò crea terreno
dei fenomeni naturali. Pur tra grandi contraddizioni e sof- fertile per le malattie, nei confronti delle quali la medicina
ferenze, esso è quindi un’epoca di radicali trasformazioni ufficiale è impotente: si praticano inutili salassi, si ampu-
ed esaltanti progressi, anche se lo sfondo di queste tra- tano arti e moltissime partorienti muoiono per setticemia.
sformazioni è composto da elementi drammatici come la Tuttavia è proprio nel Seicento che vengono abrogate le
Guerra dei Trent’anni, il peggioramento del clima, la crisi leggi che vietano la dissezione anatomica dei cadaveri e
demografica e nuove epidemie di peste, che colpiscono riprende con slancio lo studio del corpo umano.
la Spagna, l’Italia del Nord, l’Europa centrale e l’Inghilterra.
10-11. La Rivoluzione scientifica
3. L’inizio della modernità L’evento più importante del Seicento è però la nascita di
Nel Seicento la parola “crisi”, tuttavia, non significa mai “de- un nuovo modo di pensare. Uno dei suoi principali auto-
clino” ma spinta verso nuove scelte. La crisi agricola, per ri è Cartesio che, nel suo Discorso sul metodo del 1637,
esempio, non causa un ritorno a forme primitive di auto- propone il dubbio sistematico fondato sulla Ragione. Il
consumo, ma porta a una redistribuzione della proprietà “metodo cartesiano” si diffonde contemporaneamente agli
fondiaria, mentre al tramonto economico di Spagna e Italia studi di Galileo Galilei, fondatore della scienza moderna e
fa riscontro la crescita prodigiosa di Olanda e Inghilterra, padre della Rivoluzione scientifica. Essa consiste nell’aver
dovuta anche alla rivoluzione alimentare determinata dai dimostrato che l’intero mondo della natura obbedisce a
prodotti che arrivano dal Nuovo Mondo. leggi matematiche e che, per scoprire queste leggi, occorre
Cambiano anche l’organizzazione degli Stati, che si orien- il metodo sperimentale, il quale si basa sull’osservazione
tano verso l’assolutismo e lo Stato parlamentare, e la diretta dei fenomeni naturali, la loro conoscenza attraverso
mentalità, per cui si può sostenere che il vero inizio della misure di precisione, l’individuazione delle relazioni ma-
modernità è idealmente la seconda metà del Seicento. tematiche che li regolano e la formulazione di leggi che
permettono di prevederli e controllarli.
4-5. La “rivoluzione dei consumi”
Nel XVII secolo il tè e il caffè, provenienti dall’Oriente, 12. I giuristi e lo Stato moderno
determinano la nascita di luoghi pubblici d’incontro e di- Intanto i giuristi cominciano a mettere in dubbio la for-
scussione destinati ad assumere un ruolo culturale impor- ma dello Stato feudale, regno di privilegi che da più di
tantissimo. Nello stesso periodo fa la sua comparsa lo zuc- settecento anni fanno parte dei “diritti fondamentali” dei
chero e i signori europei impazziscono per il cioccolato, signori, e suggeriscono ai sovrani quali strade percorrere
ottenuto dal cacao che i conquistadores hanno portato per trasformarlo in Stato moderno agendo su tre linee
dall’America. Da lì provengono altre piante, che danno luo- guida: la trasformazione dei privilegi fiscali in tassazione
go a una vera e propria “rivoluzione dei consumi”: il mais regolare e obbligatoria; l’abolizione del diritto signorile
e la patata, fondamentali per il sostentamento dei poveri, di legiferare e la conseguente imposizione della legge del
il pomodoro, il tabacco e il cotone. re; l’atteggiamento da tenere nei confronti delle religioni.

CRONOLOGIA DEGLI EVENTI

1618-1648 1629-1630 1637 1665-1666


Guerra dei Trent’anni Epidemia di peste Cartesio pubblica il Epidemia di peste
Discorso sul metodo

20 Unità 1 L’Europa nell’economia-mondo


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Guida allo studio TEST MAPPA

1. Ripassa in breve il capitolo 1 sul Seicento con l’aiuto della mappa.

IL SEICENTO

è contemporaneamente un

secolo di crisi secolo di progresso

in cui nascono
economica sociale religiosa

il lo

metodo scientifico Stato moderno

al peggioramento delle condizioni climatiche


VERIFICA nel Seicento.

Crisi demografica …………………………….......……………………..........................................


2. lessico Il termine “metodo” deriva dal greco …………………………….......……………………..........................................
mèthodos ed è composto da “meta”, che significa
“oltre”, e òdos, “via”: quindi ha il significato di Carestie …………………………….......……………………..........................................
“strada con la quale si va oltre”, “procedimento …………………………….......……………………..........................................
seguito nel perseguire uno scopo”. Hai trovato Malattie …………………………….......……………………..........................................
questo vocabolo riferito a Cartesio e a Galileo. …………………………….......……………………..........................................
Adesso cerca almeno due sinonimi del termine
e altri due ambiti ai quali riferirlo (es: metodo Rivolte …………………………….......……………………..........................................
…………………………….......……………………..........................................
di studio).

3. par. 1 Completa la tabella seguente spiegando 5. par. 3 Indice con una crocetta se le affermazioni
il significato delle varie definizioni date al seguenti relative al Seicento in Europa sono vere
Seicento. o false.
“Secolo di ferro” 1. Nel Seicento, la parola “crisi” non significò
…………………………………..............................................
“declino” bensì spinta verso nuove scelte. V F
…………………………………..............................................
2. Nel Seicento, la crisi agricola causò un ritorno
“Secolo moderno” ………………………………….............................................. a primitive forme di autoconsumo. V F
………………………………….............................................. 3. Nel Seicento, crebbero in modo prodigioso
le economie dell’Olanda e dell’Inghilterra. V F
“Secolo della …………………………………..............................................
4. Nel Seicento si interruppe l’evoluzione
Rivoluzione scientifica” …………………………………..............................................
dell’assolutismo e dello Stato parlamentare. V F
5. Nel Seicento, dalle scienze fisiche scaturì
la scintilla di un nuovo sapere. V F
4. par. 2 Completa la tabella seguente spiegando 6. Il vero inizio della modernità fu idealmente
ciascun elemento e mettendolo in relazione nella seconda metà del Cinquecento. V F

Il Seicento, il secolo “moderno” Capitolo 1 21


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Guida allo studio

6. par. 4 Quali furono gli alimenti importati dal 10. par. 12 Spiega in un testo di dieci righe quali
Nuovo Mondo che si diffusero in Europa nel elementi emergono dal dibattito dei giuristi sullo
Seicento? Stato moderno.

7. parr. 5-9 Rispondi alle seguenti domande. GUIDA PER L’ESPOSIZIONE ORALE
a. Quali furono le bevande che cambiarono le abitudini
degli Europei? 11. Illustra i mutamenti sociali, alimentari e
b. Come si abbigliavano i nobili per distinguersi dai comportamentali avvenuti nel XVII secolo.
borghesi?
Scaletta:
c. Come si chiamano i libri che contengono norme e
• nascita dei caffè
regole di comportamento?
• “rivoluzione dei consumi”
d. Come cambiarono le norme igieniche e quali • utilizzazione di piante esotiche
differenze c’erano tra aristocratici e popolani? • mentalità del lusso
e. Quali effetti aveva la medicina ufficiale sulle malattie • buone maniere
del tempo?
f. Che cosa riguardava la legge in vigore da secoli e Parole e concetti chiave:
abrogata nel Seicento? tè e caffè, luoghi pubblici d’incontro e discussione,
zucchero, cioccolato, mais e patata come
sostentamento dei poveri, pomodoro, tabacco,
8. parr. 10-11 Inserisci in modo appropriato nella cotone, tradurre la ricchezza in potere, cambiamenti
mappa sul pensiero del Seicento i seguenti nomi nell’abbigliamento e negli arredi, Galatei.
e termini. Come cominciare:
Cartesio • metodo sperimentale • Ragione • “Nel Seicento cambiamenti enormi si produssero a
Galileo • metodo cartesiano • leggi matematiche partire da fatti all’apparenza molto semplici.”

12. Spiega in che modo e grazie a quali personaggi


Il nuovo modo di pensare del Seicento nel XVII secolo nacque un nuovo modo di
pensare.
Scaletta:
………...................................… ………...................................… • Cartesio
• dubbio sistematico
• Ragione
• Galileo Galilei
dubbio sistematico osservazione diretta
• Rivoluzione scientifica
• leggi matematiche
• metodo sperimentale
………...................................… ………...................................…
Parole e concetti chiave:
Discorso sul metodo, “metodo cartesiano”, osservazione
………...................................… ………...................................…
diretta dei fenomeni, misure di precisione, relazioni
matematiche, formulazione di leggi.
Come cominciare:
9. par. 12 Indica con una crocetta quali “L’evento più importante del mondo seicentesco fu
la nascita di un nuovo modo di pensare.”
affermazioni caratterizzano lo Stato feudale e
quali lo Stato moderno.
13. Con l’aiuto della scaletta, illustra le
a. Tassazione regolare e obbligatoria. FEU MO caratteristiche del Seicento, il “secolo moderno”.
b. Categorie molto vaste di persone
non pagano le tasse. FEU MO • Il Seicento: definizioni, fattori di crisi, fattori di
cambiamento.
c. Non esiste un codice di leggi nazionali. FEU MO
• I cambiamenti sociali nell’Europa del Seicento: i riti
d. Decide di avere un atteggiamento proprio sociali, le abitudini alimentari.
nei confronti delle altre religioni. FEU MO • Gli usi, i costumi e l’evoluzione delle scienze
e. Autonomia assoluta dei nobili all’interno nell’Europa del Seicento.
dei propri feudi. FEU MO • Cartesio e Galileo: metodo cartesiano, rivoluzione
f. Imposizione della legge del re a livello scientifica e metodo sperimentale.
nazionale. FEU MO

22 Unità 1 L’Europa nell’economia-mondo


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Scienza e tecnica

LA RIVOLUZIONE
SCIENTIFICA

Galileo: la scoperta del sistema solare Il divorzio fra la Chiesa e la scienza


Tutto nacque da un telescopio, uno strumento per La dimostrazione della teoria copernicana fatta da Ga-
“vedere” (dal greco skopèin) “lontano” (tele) inventato lileo cambiò radicalmente la direzione della ricerca, ma
dagli ottici olandesi, che il fisico pisano Galileo Galilei non fu accettata dal Tribunale dell’Inquisizione che,
(1564-1642) copiò e potenziò con l’intenzione di usarlo dopo un accanito dibattito interno, nel 1633 costrinse
per osservare il cielo. Galileo ad abiurare la sua teoria, cioè a rinnegarla au-
Da qualche decennio, infatti, gli studiosi di astronomia toaccusandosi di essere un “empio” e un “delinquen-
di tutta Europa erano in fermento: il polacco Niccolò te convinto”. Condannato al carcere a vita, gli furono
Copernico (1473-1543) aveva proposto una nuova teoria concessi gli arresti domiciliari nella sua casa di Arcetri,
in base alla quale non era il Sole a girare intorno alla Terra vicino a Firenze.
bensì il contrario. Questa teoria eliocentrica (cioè con Questa condanna fu solo la più celebre e la più clamoro-
il Sole al centro: in greco elios significa “sole”) era guar- sa; molti altri pensatori, in quel secolo difficile, andarono
data con sospetto dalla stragrande maggioranza delle
persone e dalla Chiesa, in particolare perché contrasta-
va con un passo della Bibbia in cui il condottiero ebreo
Giosuè ordina al Sole di fermarsi; dal che, per secoli, si
era dedotto che fosse la Terra a star ferma al centro
dell’universo e il Sole a ruotarle intorno.
Con il cannocchiale di sua invenzione Galileo dimostrò
sperimentalmente che l’idea di Copernico era giusta: era
il 1609 e per la prima volta l’uomo scopriva che il Sole
è posto al centro del sistema solare, mentre la Terra e
gli altri pianeti gli girano intorno. Poi Galileo dimostrò
che la Terra e i pianeti compivano anche un giro su se
stessi (rotazione).

Il titolo di questo quadro della pittrice ottocentesca messicana


Félix Parra è Galileo dimostra le nuove teorie astronomiche
all’Università di Padova. In realtà sembra che parli a un solo
allievo, che lo ascolta con molta attenzione.

Il Seicento, il secolo “moderno” Capitolo 1 23


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LE FONTI

La pluralità dei mondi

Autore: Nel 1686 il filosofo francese Bernard de Fontenelle pubblicò un breve dialogo in
Bernard de Fontenelle, cui immaginava di trascorrere una sera nel giardino di una dama discorrendo
filosofo francese
e spiegando le nuove scoperte fisiche e astronomiche: esse, rivoluzionando ogni
Opera:
Conversazioni sulla pluralità precedente conoscenza, lasciavano prevedere l’esistenza di altri mondi abitati
dei mondi da esseri pensanti. Il dialogo è un tentativo di spiegare al lettore comune la
Data: straordinaria portata delle nuove scoperte e le loro conseguenze religiose e filosofiche.
1686
Noi vediamo che tutti i pianeti sono della medesima natura: tutti corpi opachi che
non ricevono la luce se non dal Sole e hanno tutti i medesimi moti. Sin qui, tutto
è uguale e allora resta da comprendere perché essi siano tutti uguali ma solo la
Terra sia quella abitata.

incontro a sorti ancora peggiori, subendo la tortura e la Newton e le leggi fisiche


condanna al rogo. È il caso del filosofo Giordano Bru- fondamentali
no (1548-1600), bruciato per eresia nella Roma dei papi. La rivoluzionaria visione di Galileo non fu certo con-
Si consumò così la grande frattura tra la Chiesa e la divisa da tutti i suoi contemporanei. Uno di loro scris-
“nuova scienza”. Erano finiti i tempi dell’Umanesimo, se che “nessuno nel pieno possesso delle sue facoltà
quando poeti, artisti e filosofi agivano in pieno accordo mentali potrà mai credere che la Terra, grave e len-
con il Papato e un umanista come Piccolomini saliva per- ta per il proprio peso, si agiti su e giù attorno al suo
fino al soglio pontificio con il nome di Pio II. Anche nel centro e a quello del Sole, perché alla minima scossa
Seicento, specialmente tra i gesuiti, c’erano intelligen- della Terra noi vedremmo crollare fortezze, città e
ze brillanti che capivano e condividevano il nuovo che montagne”.
avanzava, ma con il Concilio di Trento il cattolicesimo Fu grazie al metodo scientifico di Galileo che, nel 1687, il
aveva scelto di arroccarsi in difesa dei dogmi e temeva fisico e chimico inglese Isaac Newton (1642-1727) “com-
che, discutendoli, fosse minacciata la sua stessa esisten- pletò” per così dire le teorie galileiane formulando le
za.Solo nel 1992 papa Giovanni Paolo II ha chiesto scusa equazioni matematiche che regolano la Legge di gra-
a nome della Chiesa e ha riabilitato, anche agli occhi dei vitazione universale, per la quale la Terra viene attirata
cattolici, il grande scienziato italiano. dal Sole e non fluttua nel vuoto.

LE FONTI

Il libro della natura

Autore: Nessuno meglio di Galileo ha spiegato il suo metodo: lo fece in questa celeberrima
Galileo Galilei, pagina del suo trattato scientifico del 1623 intitolato Il Saggiatore, termine che
scienziato italiano
si riferisce alla bilancia di precisione degli orafi.
Opera:
Il Saggiatore
Data: La filosofia è scritta in questo grandissimo libro che continuamente ci sta aperto
1623 innanzi agli occhi (io dico l’universo), ma non si può intendere se prima non s’im-
para a intender la lingua, e conoscer i caratteri, ne’ quali è scritto. Egli è scritto in
lingua matematica, e i caratteri son triangoli, cerchi, ed altre figure geometriche,
senza i quali mezzi è impossibile a intenderne umanamente parola; senza questi è
un aggirarsi vanamente per un oscuro labirinto.

24 Unità 1 L’Europa nell’economia-mondo


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LO STATO
ASSOLUTO VIDEO
• Il Seicento

1. Il primo Stato moderno


Il 1643 era stato un anno fondamentale per la storia di Francia: in quell’anno i
Francesi avevano ottenuto la vittoria di Rocroi rovesciando le sorti della Guerra
dei Trent’anni, ma avevano perso le due figure nelle cui mani si concentrava tutto
il potere: dopo la morte del cardinale Richelieu, nel 1642, era infatti scomparso
anche il re Luigi XIII.
A Luigi, che era salito al trono a nove anni, succedette suo figlio che di anni ne ave-
va quattro e che regnò per i successivi settantadue. Nel suo lunghissimo regno, il
più lungo della storia europea, questo sovrano creò un modello di Stato, lo Stato MENTRE STUDI
assoluto, che fu il primo a poter essere definito “moderno” poiché, assumendo 1. Quali avvenimenti
in prima persona il governo del Paese, il giovane re si pose l’obiettivo di porre fi- si verificarono nel 1643?
ne alla frammentazione feudale dei poteri che aveva caratterizzato il Medioevo. Il 2. Perché lo Stato creato
giovanissimo monarca prese il nome di Luigi XIV ma è passato alla storia con il da Luigi XIV fu definito
titolo di “Re Sole” (➔ PROTAGONISTI Il Re Sole, p. 43). “moderno”?

2. Gli anni della Fronda


Probabilmente alla nobiltà non parve vero che, nel giro di qualche mese, fossero MENTRE STUDI • RICORDA
scomparsi sia Luigi XIII sia il suo ministro, quel Richelieu che aveva fatto della Guerra dei Trent’anni
lotta all’aristocrazia uno dei cardini della sua politica. Ora che sul trono sedeva Coinvolse quasi tutti gli Stati
un bambino e la reggenza era affidata alla sua inesperta madre, Anna d’Austria, i europei, devastò la Germania
Grandi di Francia credettero di poter ottenere facilmente la vendetta che cercava- e si concluse nel 1648 con la
Pace di Westfalia.
no. Anna, però, sorprese tutti consegnando il potere al ministro succeduto a Riche-
lieu, il cardinale italiano Mazzarino, che seppe sia traghettare la Francia fuori dalla
LESSICO
Guerra dei Trent’anni, sia proteggere il giovanissimo re dalle ribellioni dei nobili.
La rivolta più violenta, detta Fronda, si scatenò nel 1648, proprio nell’anno della
fine della guerra. Gli aristocratici, ansiosi di restaurare i loro antichi diritti feuda- Fronda
li, chiesero la convocazione degli Stati generali, l’assemblea che riuniva i rappre- Fronde significa “fionda”
in francese, poiché
sentanti dei tre stati (o ordini) della società francese (nobiltà, clero e borghesia) e con quest’arma vennero
che non si riuniva più dal 1614. bersagliate le finestre della
Non ottenendola, passarono alle congiure: il principe di Condé, trionfatore di residenza di Mazzarino.
Il termine si usa oggi per
Rocroi, ordì un complotto contro il re, la regina-madre e il loro ministro. Mazza- indicare un movimento
rino sventò il complotto, ma non poté impedire che la Francia precipitasse nella di opposizione politica
guerra civile. Perfino alcuni membri della famiglia reale aderirono alla rivolta e (per esempio: “fare
Luigi e Anna dovettero fuggire nottetempo da Parigi. Il popolo, intanto, scendeva la fronda a qualcuno”;
“tira aria di fronda”).
in strada a sostegno dei nobili e veniva massacrato dall’esercito del re.

Lo Stato assoluto Capitolo 2 25
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Il cardinale Mazzarino. Il re Luigi XIV in età giovanile.

La Fronda fu definitivamente sconfitta solo nel 1653, ma, in quei cinque anni di
MENTRE STUDI continue fughe, esìli e detenzioni forzate all’interno del palazzo reale, Luigi ap-
1. Da quali figure
prese una lezione che non dimenticò mai: la nobiltà rappresentava il pericolo più
fu affiancato Luigi XIV insidioso per un sovrano che voleva affermare la propria autorità.
nel governo del Paese? Le grandi famiglie aristocratiche, infatti, erano dotate di privilegi inattaccabili,
2. Che cosa era l’assemblea ereditati dall’Età feudale. In particolare erano rischiosissimi due di questi privilegi:
degli Stati generali? il diritto di mantenere eserciti personali del tutto indipendenti da quello del re e
3. Come si svolse la Fronda il diritto di non pagare tasse regolari allo Stato. Tutti gli atti di governo di Luigi
del 1648? XIV sarebbero stati orientati a svuotare la nobiltà di potere.

3. Il re governa da solo
Mazzarino morì nel 1661 e i Grandi di Francia, se si aspettavano che il re (che ave-
va ventidue anni), orfano del suo ministro, si mostrasse indebolito, rimasero delusi
e sbalorditi. Infatti, la prima mossa di Luigi fu quella di dichiarare che nessun pri-
mo ministro avrebbe sostituito l’onnipotente cardinale perché, da quel momento,
egli avrebbe governato da solo.
Nel governo sarebbe stato assistito dal Consiglio di Stato, composto di tre mi-
MENTRE STUDI
nistri i quali avrebbero risposto a lui soltanto. Ai ministri, privi di potere deci-
1.  Che cosa successe dopo
la morte di Mazzarino?
sionale, affiancò pochi collaboratori, nessuno dei quali era un ecclesiastico o un
Grande di Francia. Scelse egli stesso gli amministratori e inviò nelle province una
2. Quali altre figure
affiancarono il re
trentina di suoi uomini, gli intendenti, incaricati di far applicare le leggi, dirigere
nella gestione dello Stato la polizia, riscuotere le tasse e rendere conto al sovrano di tutto ciò che avveniva
e con quali compiti? in ogni angolo del Paese.

26 Unità 1 L’Europa nell’economia-mondo


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4. I provvedimenti relativi ai nobili


Sotto la direzione di Luigi XIV, i ministri cominciarono da subito la riorganizza- MENTRE STUDI • RICORDA
zione dello Stato. Il primo obiettivo fu ovviamente quello di impedire che il ven- Nobiltà di spada/nobiltà
di toga
to della Fronda tornasse a sconvolgere la Francia. Per riuscirvi, bisognava togliere In Francia la “nobiltà di spada”
potere effettivo alla nobiltà di spada e consegnarlo a uomini di fiducia, le cui for- era l’antica nobiltà di origine
tune dipendessero in tutto e per tutto dal re. feudale. La “nobiltà di toga”
Perfetti a questo scopo erano gli esponenti della nobiltà di toga. La prima mossa invece era quella creata dal
del sovrano fu quella di ridurre il numero degli aristocratici di sangue nell’ammi- cardinal Richelieu e formata da
notai e giuristi, che acquistavano
nistrazione dello Stato, sostituendoli con nobili di origine borghese. una carica ufficiale versando
Luigi la realizzò ordinando la più lunga “inchiesta sulla nobiltà” della storia di forti somme allo Stato e,
Francia: durò fino al 1727, quando lo stesso Re Sole era già morto da molti an- insieme a essa, ottenevano
ni. La “ricerca di nobiltà” era un’antica pratica che i re ordinavano prima delle una “patente” di nobiltà.
guerre per censire le famiglie nobili: in questo modo i sovrani capivano l’esatta
quantità delle forze militari a loro disposizione, mentre i nobili che non potevano
dimostrare l’autenticità del loro titolo lo perdevano, insieme a tutti i privilegi che
ne derivavano.
La “grande inchiesta” fu il principale strumento con cui Luigi XIV mise sotto con-
MENTRE STUDI
trollo la nobiltà di spada ottenendo tre risultati:
1. Quale differenza
• eliminare le famiglie scomode od ostili al sovrano; intercorreva in Francia
• rimpinguare le entrate fiscali dello Stato: chi rimaneva senza titolo doveva in- tra la nobiltà di spada
fatti iniziare a pagare le tasse; e quella di toga?
• ingrossare le fila della nobiltà di toga dal momento che i titoli rimasti vacanti 2. In che cosa consistette
furono acquistati da ricchi borghesi. l’“inchiesta di nobiltà”?

5. La nobiltà trasferita a corte:


una gabbia dorata
Il re sapeva bene che con queste mosse rischiava di alienarsi per sempre le simpatie
della nobiltà di sangue. I Grandi di Francia vivevano un periodo particolarmente
difficile: sconfitti nella Fronda, costretti a dimostrare il loro rango in tribunale, si
stavano impoverendo perché la terra, che era la loro principale fonte di reddito,
rendeva sempre meno anche a causa delle pessime condizioni climatiche, proprio
nel momento in cui le spese crescevano sempre più. I nobili, infatti, erano alla con-
tinua ricerca di un lusso esasperato che li distinguesse dai borghesi arricchiti.
Ecco allora che Luigi decise di lusingarli concedendo loro incarichi onorifici,
prestigiosi e del tutto inutili, dotati però di laute “pensioni”. Questi incarichi ri-
guardavano quasi tutti la persona del re: un nobile veniva nominato sovrintendente
dei menu regali, un altro responsabile dell’addobbo delle scuderie, un altro anco-
ra organizzatore delle battute di caccia per conto del re. Di conseguenza, tutti do-
vevano vivere a corte vicino al sovrano, cosa che però a Parigi non era possibile,
perché la residenza reale, cioè il palazzo del Louvre, era in rifacimento.
Luigi XIV decise allora di trasferire i nobili in una magnifica “prigione dora-
ta”, vicina al re ma lontana dai castelli privati (dove i nobili si sentivano padroni)
e anche da Parigi (dove il popolo già una volta aveva spalleggiato le loro rivolte).
La “gabbia” sarebbe stata una reggia fastosa come mai se n’erano viste, in grado
di ospitare una corte di diverse migliaia di persone. MENTRE STUDI
Il re non ebbe dubbi su dove collocarla: a una ventina di chilometri da Parigi, 1. In quali condizioni
si trovava la nobiltà
nel sobborgo di Versailles, dove sorgeva un castello della famiglia reale. Il castel- di spada dopo l’“inchiesta
lo non era piccolo, ma il Re Sole lo rese smisurato: affidandolo ai suoi architetti, di nobiltà”?
lo fece trasformare in una reggia sontuosa che contava più di duemila stanze e 2. In che modo Luigi XIV
intorno a cui si stendevano, a quell’epoca, cento ettari solo di giardini oltre a un riuscì a ricucire i rapporti
parco sterminato. con la nobiltà di spada?

Lo Stato assoluto Capitolo 2 27
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Luigi XIV
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i
GRANDI
DISCORSI
della storia Luigi XIV
“Ora è tempo
che io governi da me”

Il cardinale Mazzarino muore il 9 marzo 1661. Il fregiandosi della loro bellezza erano già convinte
10, prima ancora di seppellire il vecchio ministro, di poter governare un principe di ventidue anni.
Luigi XIV che ha appena ventidue anni ed è sempre Mazzarino aveva prolungato l’infanzia del sovrano
vissuto all’ombra del suo mentore, convoca finché aveva potuto, ma non gli aveva impedito di
i dignitari del regno e pronuncia un discorso diventare splendidamente consapevole del ruolo
traumatico. La piccola assemblea ascolta in silenzio che il destino gli aveva assegnato.
senza credere alle proprie orecchie perché il re Erano così tutti lontani dall’idea di poter essere
con un solo gesto toglie loro tutti i poteri e, per la governati dal proprio sovrano che nessuno subito
prima volta nella storia di Francia, li concentra nella dopo la morte del cardinale pensò di chiedere al
propria persona. re se voleva ascoltarlo. Tutti invece domandarono:
Nel secolo successivo il filosofo illuminista Voltaire ‘A chi dovremo rivolgerci ora maestà?’ Luigi XIV
scriverà: rispose: ‘A me!’.”
“Vivo Mazzarino, Luigi non osava ancora regnare. Ecco le brevi, ma fatali parole rivolte da colui che
In una corte non ci furono mai intrighi e speranze sarebbe diventato Re Sole al proprio cancelliere,
come durante l’agonia del cardinale. Le donne Pierre Séguier, in presenza dei suoi Ministri.

Una seduta del Consiglio del re.

28 Unità 1 L’Europa nell’economia-mondo


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VIDEO

Signore, vi ho convocato, insieme con i miei ministri e segretari di Stato, per dirvi che sinora ho voluto
lasciar governare i miei affari dal compianto signor cardinale. Ma ora è tempo che io li governi da me.
Voi mi aiuterete con i vostri consigli quando io ve lo chiederò. Vi prego, ma anche vi ordino, signor
cancelliere, di non porre il sigillo su alcunché senza mio ordine e mai senza avermene prima parlato.
E a voi, miei segretari di Stato, io vi ordino di non firmare nulla, nemmeno un visto o un passaporto
senza il mio permesso, e di rendere conto ogni giorno a me in persona e non favorire nessuno nei
vostri incarichi.
La scena del teatro cambia. Nel governo del mio Stato, nella regia delle mie finanze e nei negoziati con
l’estero seguirò altri princìpi da quelli del defunto cardinale. Ora sapete le mie volontà. Tocca a voi
adesso, signori, eseguirle.

Questo discorso viene riportato da Pierre Séguier, Stato. Dilapidando le finanze del regno costruisce
addetto allora e negli anni successivi a registrare il Palazzo di Versailles, una reggia a quel tempo
religiosamente ogni parola del re. Il cancelliere senza eguali, dalla quale domina il Paese e proclama
descrive anche gli effetti che queste parole hanno guerre che renderanno la Francia la più grande
sull’uditorio: prima rabbia e stupore, poi sgomento potenza continentale.
e senso di impotenza.
Luigi XIV non verrà mai meno all’impegno preso Luigi XIV con la sua corte nella reggia di Versailles, in una scena del
allora, che a qualcuno appare quasi un colpo di film Le regole del caos (2014).

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6. La vita a corte
Versailles, circondato a perdita d’occhio dalle paludi, era l’ideale per “imprigio-
narvi” la più bella aristocrazia di Francia. E con l’esca delle onorificenze, il re non
fece fatica a convincere i nobili a seguirlo nella nuova reggia dove li obbligò a con-
durre un’esistenza piena di forma ma priva di qualsiasi sostanza.
La vita a corte divenne un meccanismo spietato, dominato dall’etichetta (cioè dal-
le rigide prescrizioni del cerimoniale), capace di stritolare individui e patrimoni:
tutto si svolgeva come su un immenso palcoscenico dove il protagonista assoluto
era, ovviamente, il Re Sole. Solo pochi fortunati venivano ammessi a presenziare
ai diversi momenti che scandivano la giornata del re: i momenti più ambiti erano
il risveglio e la vestizione, a cui i nobili assistevano da dietro una balaustra.
La vita della corte trascorreva nel tentativo disperato di mettersi in luce e, magari,
entrare nelle grazie di sua maestà. Per distinguersi, nella massa sterminata di nobili
che popolavano Versailles, ogni espediente era valido: pur di farsi notare le dame
accettavano che sulle loro teste fossero poggiate parrucche a forma di veliero del
MENTRE STUDI peso di alcuni chili e gli uomini studiavano per giorni il modo di camminare e in-
1. Che cos’era l’etichetta e
che funzione aveva a corte?
chinarsi di fronte al re. Una giocata sbagliata al tavolo del sovrano poteva indebi-
tare un gentiluomo per tutta la vita; un vestito non all’ultima moda precipitava in
2. Con quali mezzi
Luigi XIV teneva legata
disgrazia anche la dama più bella.
a sé la nobiltà? Se non volevano incappare in simili disastri, i nobili avevano una sola scelta: met-
3. In che modo i cortigiani tere di continuo mano al portafogli e acquistare gemme, sete, mobili per le proprie
attiravano l’attenzione stanze a corte, carrozze con cui esplorare il parco, cani delle razze più strane e ogni
del sovrano? possibile oggetto di lusso che potesse farli risaltare agli occhi del re.

Luigi XIV a una battuta di caccia nella reggia di Versailles.

30 Unità 1 L’Europa nell’economia-mondo


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7. Un unico re, un’unica fede


Luigi XIV era consapevole che rafforzare il potere del re era impossibile se, all’in-
terno del Regno, continuavano a esistere dei gruppi che sfuggivano al controllo
centrale. Era necessario che anche a livello religioso fosse imposta un’unica fede,
quella cattolica.
Un caso lampante era quello degli ugonotti, come erano chiamati i calvinisti fran-
cesi, che, nonostante la repressione attuata da Richelieu, avevano ancora libertà
MENTRE STUDI
di culto grazie all’Editto di Nantes e cominciavano a riorganizzarsi.
1. Perché Luigi XIV impose
Fin dal 1660 Luigi XIV decise di piegare la resistenza ugonotta con le cosiddette un’unica religione
“dragonate”: stabilì infatti che ogni famiglia calvinista ospitasse un dragone, cioè in Francia?
un soldato di un corpo militare molto aggressivo, la cui presenza rendeva la vita 2. In che modo Luigi XIV
domestica impossibile. contrastò gli ugonotti?
Poi, nel 1685, revocò l’Editto di Nantes e da quel momento valse il principio del 3. In che cosa consisteva
cuius regio, eius religio: chi non si piegò alla conversione, dovette fuggire in Olan- il principio del cuius regio,
da o in Inghilterra. eius religio?

MENTRE STUDI • RICORDA


Editto di Nantes Cuius regio, eius religio
Decreto con cui nel 1598 il re di Francia Enrico Il principio alla base della Pace
IV pose fine alle Guerre di religione tra cattolici di Augusta che nel 1555 pose fine
e ugonotti (nome dei protestanti calvinisti alla guerra tra Carlo V e i principi
francesi), che travagliavano il Paese dal 1562. protestanti: “la regione segua la
Esso riconosceva agli ugonotti la libertà di religione di chi la governa”, cioè
culto e l’uguaglianza dei diritti civili; inoltre, la religione dei cittadini di uno
concedeva loro il diritto di tenere guarnigioni Stato deve essere quella del loro
militari in cento città fortificate. sovrano.

LETTURA D’IMMAGINE La persecuzione degli ugonotti


La stampa popolare mostra un dragone alloggiato in casa di un ugonotto; minacciandolo con l’archibugio (sul qua-
le è scritto in francese “Ragione invincibile”), lo obbliga a firmare la propria conversione al cattolicesimo. Il cartello
è intitolato “Nuovi missionari”.

Soldato del re
Il dragone di Luigi
Ugonotti
XIV, qualificato
convertiti
in questa
La maggior parte
caricatura come
dei protestanti
“missionario”,
era molto
punta un fucile
riluttante a tradire
che termina con
la propria fede,
una croce contro
ma dovette
un ugonotto.
accettare il fatto
che “la forza vince
sulla ragione”.

Atto di abiura
Gli ugonotti dovevano firmare un atto che
sanciva la loro abiura dal calvinismo e poi
fare pubblica professione di fede cattolica.

Lo Stato assoluto Capitolo 2 31
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LESSICO
8. L’aumento delle entrate dello Stato
Monopolio Mentre attuava il suo piano politico, il re provvide anche a creare le fonti di de-
Questo termine deriva naro che gli permettessero di governare senza essere ricattato dagli Stati generali,
dall’unione di due parole che, come abbiamo visto, erano l’assemblea che riuniva i rappresentanti di nobil-
greche: monos (“solo”) tà, clero e borghesia.
e polion (“vendita”). Indica
quindi un prodotto che Luigi sapeva di non potere intaccare i privilegi dell’aristocrazia e del clero, in
può essere smerciato da un quanto tali privilegi rientravano nelle cosiddette leggi fondamentali, ossia nelle
unico venditore. Spesso leggi non scritte che erano le più sacre tradizioni del Paese. Quindi non fece alcun
(e in particolare nell’epoca tentativo per imporre tasse alle due categorie più ricche, ma agì in questo modo:
di cui stiamo parlando)
questo venditore è lo Stato, • sottopose allo stretto controllo dei suoi funzionari gli esattori, cioè i privati inca-
ma può trattarsi anche ricati di riscuotere le tasse. Scoprì così che essi intascavano somme enormi per
di un privato o perché ha antichi diritti o per ruberie: di 36 milioni di tasse, ne sparivano 26. Una volta
ottenuto un brevetto o per
altri motivi accuratamente
che costoro furono messi sotto controllo e le loro percentuali ridotte, le entrate
elencati dalle diverse fiscali passarono da 10 a 24 milioni;
legislazioni nazionali. • creò numerosi monopòli di Stato grazie ai quali la produzione e il commercio
di molti beni furono vietati ai privati per diventare un’esclusiva delle aziende
reali. Ovviamente vennero scelti beni di largo consumo, come sale, carte da
gioco e tabacco, e beni di lusso, come gli arazzi;
• incrementò la fondazione di colonie in America – iniziata da suo padre con
l’esplorazione del Canada e, più a sud, della Louisiana e del bacino del Mis-
sissippi, negli odierni Stati Uniti – da cui importare pellicce, tabacco, canna da
zucchero e altre merci preziose;
• non potendo tassare la Chiesa, adottò lo stratagemma di domandarle forti pre-
stiti che però non restituì mai;
• vendette alla borghesia una nuova serie di uffici, cioè di cariche pubbliche (per
esempio quelle di giudice o di notaio), che garantivano ricchi introiti a chi li ac-
quistava legandolo al re;
• per impedire che gli aristocratici si facessero giustizia da soli ignorando i tribu-
MENTRE STUDI nali di Stato, proibì severamente i duelli.
1. Perché Luigi XIV creò Il principale artefice di questa politica di riorganizzazione economica e fiscale fu
varie fonti di introiti?
il più stretto consigliere del re, il ministro delle Finanze Jean-Baptiste Colbert
2. Da quali ambiti Luigi XIV
riuscì a reperire congrui
(➔ ECONOMIA Il mercantilismo di Colbert, p. 45). I responsabili degli uffici, infatti, ora
guadagni? non erano più autonomi ma funzionari stipendiati che riferivano al re e la cui esi-
3. Chi fu l’artefice
stenza dipendeva da lui.
principale della politica Ormai si diceva: i tribunali del re, i reggimenti del re, le tasse del re. Grazie a que-
economica e fiscale ste riforme, Luigi XIV ebbe l’opportunità di compiere l’ultima mossa: governò
francese? senza convocare gli Stati generali, azzerando il ruolo del Parlamento.

Re Luigi XIV visita con Colbert la


manifattura dei Gobelins, celebre
per i suoi arazzi. Ed è appunto
su un loro arazzo che viene
immortalato questo evento.

32 Unità 1 L’Europa nell’economia-mondo


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LE FONTI

L’importanza dell’imposizione fiscale

Autore: In una sua lettera agli intendenti, il ministro Colbert esprime bene il ruolo primario
Jean-Baptiste Colbert della fiscalità nella Francia del Re Sole.
Opera:
Lettera
Data:
1° settembre 1670
1670 Signori, vi invio le disposizioni del re per l’imposizione fiscale del prossimo anno,
1671, che dovrete esercitare con giustizia e imparzialità.
Considerate questo incarico come il più importante fra tutti quelli che vi sono
affidati, poiché si tratta della ricetta migliore per sostenere le spese dello Stato e
per essere giusti nei confronti del popolo proprio mentre lo si va a toccare in ciò
che ha di più caro, e cioè il proprio bene.
Siate dunque attenti, e fate in modo che sia chiaro a tutti il vostro sforzo di sor-
vegliare per impedire qualsiasi frode, così comune in questi casi.

LABORATORIO

Comprendere
1. Quali disposizioni Colbert spedisce agli intendenti?
2. Perché afferma che si tratta dell’incarico più importante di tutti?
3. Che cosa devono impedire, in particolare, gli intendenti?

9. Lo Stato assoluto e il ruolo del re


In pochi anni Luigi XIV portò alla perfezione una forma di Stato che si chiama
Stato assoluto. Esso, infatti, è uno Stato in cui il re non solo afferma che la sua au-
torità gli deriva direttamente da Dio, ma si ritiene anche legibus solutus, “sciolto
dalle leggi”, e quindi da ogni dovere nei confronti dei sudditi.
In uno Stato assoluto è la parola del re che diventa legge e nulla può opporsi alla sua
volontà. Si dice che un giorno Luigi abbia esclamato: “Lo Stato sono io”. Non si sa
se l’aneddoto sia vero ma, anche se questa frase fosse stata inventata dai suoi primi
biografi, essa riassume in modo molto espressivo la realizzazione dell’assolutismo.
Luigi XIV consacrava così la sua trasformazione in un Sole attorno a cui ruota-
va ogni singolo aspetto della vita della nazione. Ogni suo gesto e ogni sua impre-
sa vennero celebrati da cerimonie, ritratti, opere, imponendo ai Francesi un vero
MENTRE STUDI culto della personalità.
1. Che cosa significa
letteralmente Stato
Luigi XIV escogitò raffinati meccanismi di propaganda sia presso i nobili sia pres-
assoluto? so la popolazione, mentre una censura attenta fece il resto, perseguitando ogni
2. Con quali strumenti
possibile forma di dissenso. Inoltre diede di sé un’immagine di protettore delle
Luigi XIV creò arti e di fondatore delle istituzioni nazionali, creando per esempio l’Accademia
l’assolutismo? Reale delle Scienze.
LESSICO

Assolutismo
Forma di governo nella quale il potere è concentrato interamente nelle mani del sovrano,
il quale è libero da qualunque limitazione giuridica ed esercita il suo potere senza controlli
da parte di organi dello Stato o autorità politiche o ecclesiastiche.

Lo Stato assoluto Capitolo 2 33
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LE FONTI

La personalità di Luigi XIV

Autore: Fonte ricorrente dell’epoca di Luigi XIV e della reggenza, le Memorie del duca di
Louis de Rouvroy, duca di Saint-Simon sono, ancora oggi, un’opera fondamentale sull’epoca di Luigi XIV
Saint-Simon
e sulla reggenza. Saint-Simon è un esponente dell’alta nobiltà residente a corte,
Opera:
Memorie conservatore seppure anti-assolutista, e la natura essenzialmente privata dei suoi
Data: scritti ci consente di venire in contatto con un pensiero che non si pone troppi vincoli,
1739-1749 giungendo persino a criticare in vari suoi passi il sovrano.

Re quasi dalla nascita, soffocato dalla politica d’una madre che voleva governa-
re, e più ancora dall’accanito interesse di un pernicioso ministro che mise cento
volte in pericolo lo Stato soltanto per la sua propria grandezza, e asservito a quel
giogo finché visse il suo primo ministro, [il periodo dell’infanzia e giovinezza di
Luigi XIV] è una parte da tagliar via di questo monarca. Tuttavia, egli già cresce-
va sotto quel giogo. Sentì l’amore, capiva l’ozio come nemico della gloria [ebbe]
abbastanza cervello da stimarsi liberato alla morte del Mazzarino, se pur non ebbe
abbastanza forza da liberarsi prima. Fu anzi uno dei lati più belli della sua vita, che
gli fruttò almeno il rispetto di questa massima che niente ha potuto infirmare in
seguito: di abolire qualunque primo ministro, e così qualunque ecclesiastico nel
suo Consiglio. Ne assunse fin da allora un’altra, cui non poté però restare fedele
con la stessa fermezza, perché non si accorse quasi che nei fatti essa gli sfuggiva
di continuo: quella di governare da sé, che fu la cosa di cui egli si vantò maggior-
mente, di cui fu più lodato e adulato, e che meno mise in pratica.
Nato con un cervello al di sotto della mediocrità ma capace di formarsi, di limarsi
e di raffinarsi, di prendere dagli altri senza limitazione e riguardo, egli approfittò
infinitamente del fatto d’aver passato tutta la vita con persone del mondo che
tutte ne avevan di più, e delle più diverse qualità, sia uomini che donne, di ogni
età, genere e rango. […]
La sua prima educazione fu talmente abbandonata che nessuno osava accostarsi
al suo appartamento. Lo si è sentito spesso parlare di quei tempi con amarezza,
ed egli narrava persino che lo avevano trovato una sera caduto nella vasca del
Palais-Royal di Parigi, dove era allora la corte. In seguito, egli fu trascuratissimo.
Gli si insegnò appena a leggere e a scrivere, e restò talmente ignorante che delle
nozioni più comuni di storia, dei nostri avvenimenti […] non ne seppe mai una
parola. E cadde, per questo difetto, e talvolta in pubblico, nelle peggiori assurdità.
I suoi ministri, i suoi generali, i suoi cortigiani si accorsero ben presto, da quando
egli fu il padrone, del suo debole, meglio della sua passione, per la gloria. Lo loda-
rono a gara e lo guastarono. Le lodi, diciamo meglio, le adulazioni gli piacevano
a tal punto che le più grossolane erano ben accolte e le più basse ancor meglio
gustate. Era l’unico mezzo per accostarsi a lui, e quelli che egli amò lo dovettero
soltanto all’aver incontrato bene e non essersi mai stancati sull’argomento.

LABORATORIO

Comprendere
1. Quale fu, secondo l’autore, il principale merito di Luigi XIV come sovrano?
2. Che educazione e istruzione ricevette il giovane Luigi XIV?
3. Quale debolezza caratteriale limitò Luigi XIV nei giudizi e nell’azione?

34 Unità 1 L’Europa nell’economia-mondo


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La battaglia della Baia di Vigo, in


Galizia, combattuta il 23 ottobre
1702 fra la flotta anglo-olandese
e quella franco-spagnola. La
Guerra di successione spagnola
si combatté su molti fronti:
Spagna, Paesi Bassi, Germania,
Italia, colonie americane.

10. Le guerre del Re Sole: trionfo e rovina


della Francia
Alla magnificenza del Re Sole non poteva mancare la gloria militare. Grazie alla
riorganizzazione delle finanze, il suo esercito di 380000 uomini, ammirato da tutti
gli altri sovrani europei, era dieci volte superiore a un esercito del Cinquecento e
la marina poteva competere con le flotte inglese e olandese, le migliori dell’epoca.
Inoltre il sovrano si prefisse di rendere la Francia una fortezza inespugnabile.
Perciò la munì di un’impressionante rete di fortificazioni (la “cintura di ferro”)
posizionate lungo l’intero confine di nord-est, ma anche a sud, verso la Spagna, e
a ovest, sull’Oceano.
Per molti anni Luigi XIV, grazie a questi strumenti, condusse una politica estera
di espansione, volta alla conquista di nuovi territori, e mostrò di essere il più forte
sovrano d’Europa, battendo Inglesi, Olandesi, Austriaci e Spagnoli.
La potenza raggiunta dalla Francia, però, suscitò la reazione delle principali po-
tenze europee che si coalizzarono contro il Re Sole. I suoi nemici si fecero sem-
pre più numerosi: Austria, Spagna, Svezia, Province Unite (Olanda), Inghilterra
e Ducato di Savoia. Le loro vittorie riuscirono ad arrestare momentaneamente la

LA STORIA IN UNA CARTA La cintura di ferro


La carta mostra la collocazione
Arras delle dodici principali fortezze
Saint-Vaast-la-Hougue con cui Luigi XIV circondò
Longwy
i confini della Francia. Ognuna
di esse era collegata a un sistema
Camaret-sur-Mer di decine di fortificazioni più
Neuf-Brisach
piccole.
Besançon

Saint-Martin-de-Ré

Briançon

Blaye/Cussac-Fort-Médoc
Mont-Dauphin

Villefranche-de-Conflent
Mont-Louis

Lo Stato assoluto Capitolo 2 35
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politica espansiva di Luigi XIV, ma all’inizio del Settecento il sovrano francese si


impegnò in una nuova guerra. Morto senza eredi diretti l’ultimo Asburgo di Spa-
gna, il Re Sole pretese che il trono passasse a un suo nipote, provocando la Guer-
ra di successione spagnola contro gli Asburgo d’Austria, i pretendenti legittimi,
MENTRE STUDI appoggiati da mezza Europa (1701-1714).
1. In quali condizioni si
trovava l’esercito francese
Nel 1714 la guerra finalmente si concluse, dopo una serie impressionante di scon-
sotto il Re Sole? fitte subite dai Francesi in battaglia. Il nipote del re ottenne ugualmente il trono
2. Quali obiettivi militari
spagnolo, diventando il capostipite dei Borbone di Spagna, ma le casse dello Sta-
perseguiva Luigi XIV? to erano vuote, centinaia di migliaia di contadini francesi erano morti in battaglia,
3. Come reagirono i sovrani i campi erano rimasti privi di braccia e la carestia attanagliava il Paese.
degli altri Stati? Luigi XIV morì nel 1715 dopo avere regnato per più di settantadue anni. Il so-
4. Come si svolse e quale vrano che aveva sognato in grande lasciò però un Paese impoverito e in miseria
esito ebbe la Guerra di a causa del peso intollerabile costituito dai lunghi anni di guerra e dalla forte tassa-
successione spagnola? zione, tanto che la notizia della sua morte venne accolta con gioia dai suoi sudditi.

LETTURA D’IMMAGINE Il Re Sole e l’Accademia delle Scienze

8
3

2
6

Un re assoluto perfetto doveva


1 Il Re Sole magnificamente abbigliato è l’u- 5 Il mappamondo troneggia in primo piano:
anche proteggere e soprattutto
controllare l’attività scientifica che
nico che ha il diritto di stare seduto. Ha in esso simboleggia il nuovo miracolo della
in quell’epoca stava esplodendo mano il bastone che in quell’epoca fungeva tecnica e della scienza perché per la prima
e avviandosi a grandi traguardi. Il da scettro regale. volta rappresenta la rotondità della Terra.
quadro rappresenta Luigi XIV a È foderato di pelle sulla quale sono stati
2 Il Delfino, ovvero l’erede al trono; anche lui
una riunione dell’Accademia del- dipinti i continenti che, grazie al calcolo
ha in mano il bastone simbolo della regalità.
le Scienze di Parigi da lui fondata infinitesimale e integrale e al metodo del-
nel 1666 a imitazione della prima in 3 Un giovane assistente porta nuovi rotoli la triangolazione, hanno ora proporzioni e
ordine di tempo, l’Accademia dei contenenti carte geografiche. Il tavolo ne collocazioni sempre più simili al vero.
Lincei di Roma, e della successiva è già coperto.
Royal Society di Londra.
6 Il ministro Jean-Baptiste Colbert, l’unico
4 Un’altra mappa più grande chiude insieme vero consigliere del re.
al mappamondo la parte del quadro de-
dicata alla grande attenzione del re per le
7 Un gesuita e astronomo della corte di Fran-
cia presenta a Luigi un suo progetto.
esplorazioni.
8 I matematici, geografi, astronomi e medici
chiamati a far parte dell’Accademia.

36 Unità 1 L’Europa nell’economia-mondo


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11. L’Europa francesizzata REGNO DI SVEZIA

IMPERO
RUSSO

La Francia del Re Sole, con le sue ricchezze, i suoi tesori artistici, le sue mode, REGNO DI

divenne l’argomento principe di ogni conversazione in tutta Europa e da Roma GRAN


BRETAGNA
USS
I A
DI PR
REGNO
a Stoccolma ogni cosa era ammirata se veniva da Parigi. Fu allora che il francese Berlino
REGNO DI POLONIA

divenne la lingua delle élite e della diplomazia e rimase tale per oltre due secoli. REGNO DI

I re e i principi di mezza Europa vollero tutti la “loro” Versailles e le architetture FRANCIA IMPERO
D’AUSTRIA

francesi (con i relativi giardini) furono copiate ovunque. Dalla Spagna alla Rus-
sia, le dame e i gentiluomini imitarono i complessi stili di vita dei cortigiani del Re
Sole: abiti sofisticati, parrucche candide, nèi finti, portagioie e tabacchiere, cani
da grembo, arazzi alle pareti: era nata la moda e chi non la seguiva era già fuori
La Prussia
dalla vita di società.
Tuttavia, fu la riuscita politica di Luigi XIV a suscitare l’ammirazione maggiore.
Sulle sue orme si mosse Federico I di Prussia, sovrano di un piccolo regno dell’a-
MENTRE STUDI
rea tedesca affacciato sul Baltico, il quale consolidò il proprio potere piegando la
1. Quale opinione ebbe
nobiltà al servizio dello Stato, accentrando l’amministrazione e rafforzando l’eser- l’Europa della Francia
cito. Quando quest’ultimo fece la sua comparsa sui campi di battaglia della Guerra nel Seicento?
di successione spagnola, gli altri Stati compresero che sulla scena degli equilibri 2. Quale sovrano europeo
europei si affacciava un nuovo temibile concorrente. In effetti da quel momento si ispirò in alla politica
la Prussia iniziò una politica espansionistica. di Luigi XIV?

12. La Russia di Pietro il Grande


In Russia da circa un secolo regnavano gli zar, termine che deriva dal latino
caesar, fino ad allora appellativo degli imperatori di Bisanzio: i monarchi rus-
si lo avevano adottato per significare che, caduta Bisanzio, erano loro gli eredi
dell’Impero romano.
Anch’essi, fin dalla seconda metà del Cinquecento, miravano a costituire uno Stato
assoluto: lo zar Ivan IV, detto il Terribile, aveva iniziato una sistematica distru-
zione della struttura feudale della società russa riducendo il potere dell’aristocra-
zia locale, i boiàri, ai quali aveva requisito gran parte dei possedimenti terrieri.
Per stroncare le proteste e le congiure, ne aveva mandati a morte 4000 (e da quella
strage gli venne l’appellativo di “Terribile”).
Nel secolo successivo l’opera di trasformazione della Russia in uno Stato assoluto
fu continuata dallo zar Pietro il Grande che regnò dal 1682 al 1725 e che riuscì
a trasformare un Paese isolato dal resto del mondo in una potenza europea. Co-
me Luigi XIV, anche Pietro assistette da bambino alle violenze degli aristocratici
e addirittura al linciaggio di uno zio, ucciso dai nobili in rivolta.
Innamorato della cultura occidentale, che aveva conosciuto frequentando il quar-
tiere degli stranieri di Mosca, lo zar voleva a tutti i costi modernizzare il suo Paese MENTRE STUDI
liberandolo dalle opprimenti tradizioni e dallo strapotere della Chiesa ortodossa. PIETRO IL GRANDE
Quando, nel 1694, riuscì a stroncare una nuova ribellione e poté disporre piena-
mente del potere, Pietro, sull’esempio del re di Francia, si circondò di nove mini- Modernizzazione
della Russia
stri soltanto e indebolì il consiglio dei boiàri (la Duma). Poi creò una nutrita schie-
ra di funzionari pubblici: per fare carriera tutti, anche i nobili, dovevano partire • fondazione di
San Pietroburgo
dal gradino più basso. • creazione della flotta
Giustamente convinto che la Russia si sarebbe modernizzata davvero solo quan- commerciale e militare
do si fosse inserita nelle grandi correnti del commercio marittimo internazionale, Fondazione
lo zar stabilì che la Russia doveva avere due cose che le mancavano: una flotta e di uno Stato assoluto
due porti, uno sul Mar Baltico e uno sul Mar Nero.
• ridimensionamento
Per arrivare a ottenere una flotta, però, non aveva alcun esperto locale; così decise di della Chiesa ortodossa
compiere un viaggio in incognito e, travestitosi da carpentiere, lavorò per un anno • lotta contro i boiari
con i falegnami di Amsterdam, in Olanda, e riportò le conoscenze acquisite in Russia.

Lo Stato assoluto Capitolo 2 37
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Quanto ai porti, invece, sgombrò dai Turchi ottomani la città di Azov e vi collocò,
dopo averla creata, la flotta del Mar Nero. Intanto, abbandonato il porto di Ar-
cangelo sul Mar Bianco, gelato quasi tutto l’anno, edificò San Pietroburgo, chia-
mando architetti italiani a costruirne i palazzi, e ne fece il grande porto del Mar
Baltico, riservato alla flotta che doveva commerciare con l’Europa. La città diven-
ne ben presto splendida e Pietro vi trasferì da Mosca la capitale.
Intanto, forte delle sue conoscenze tecniche, fece addestrare squadre di esperti
falegnami e disseminò di cantieri navali i fiumi che collegavano i porti con le città
principali. Tutto ciò richiese moltissimo denaro che lo zar trovò trasferendo allo
Stato parte delle immense ricchezze della Chiesa ortodossa: arrivò a ordinare di
fondere le campane delle chiese per farne cannoni.
I conservatori, sobillati dal clero, non glielo perdonarono mai e lo additarono al
popolo come l’incarnazione del Demonio. Nonostante questa feroce opposizio-
MENTRE STUDI ne e la guerra che la Svezia gli mosse per impedirgli di conquistare lo sbocco sul
1. Perché i sovrani Baltico, Pietro il Grande riuscì nel suo intento, la modernizzazione del Paese.
di Russia si facevano
chiamare zar? Grazie a lui la borghesia russa abbandonò gli abiti tradizionali e tagliò le lunghe
barbe, iniziò a parlare un po’ di francese e a vestirsi all’occidentale. A San Pie-
2. In che cosa consistette
l’opera di assolutizzazione troburgo le giovani generazioni di ufficiali e tecnici studiavano nelle Accademie
della Russia? fondate dallo zar e non più nelle scuole ortodosse. L’esercito era ben addestrato
3. In che modo lo zar e l’Europa intera doveva ormai tenere conto di un nuovo e scomodo vicino a est.
Pietro il Grande cercò Sotto questa facciata, però, la Russia mostrava ancora elementi di arretratezza.
di modernizzare la Russia? L’agricoltura restò infatti in mano all’aristocrazia, proprietaria di enormi estensioni
4. Chi furono i detrattori di terra, coltivata con tecniche medievali, arcaiche e improduttive, e di un’enorme
di Pietro il Grande? massa di servi della gleba, che vivevano in condizioni di grande miseria.

LA STORIA IN UNA CARTA Porti e cantieri navali di Pietro il Grande

1 Dalla carta si può


rilevare l’importanza
Mar Glaciale del porto di San
Pietroburgo: quello di
Artico
Arcangelo, nell’estremo
Nord, infatti, era quasi
M

sempre ghiacciato e
O

S I B E R I A
quello di Riga, più a
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sud, all’epoca di Pietro


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il Grande apparteneva
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Arcangelo U
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alla Svezia.
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A Omsk
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verso i porti olandesi e inglesi

L
I
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AR

I
2 Il secondo porto
O
NIM

San Pietroburgo
GN

Ekaterinburg
L. Ladoga
russo era Azov, nella
DI DA

RE

Penisola di Crimea,
indispensabile sia
REGNO

Riga Mosca
Mar come difesa dai
TERRITORI
Baltico
SSIA Lago
Tartari, sia per i traffici
I PRU
Amburgo
REG
NO D d’Aral dei TARTA RI tra Mar Nero e Mar
REGNO
DI POLONIA Kiev
o MONGOLI Mediterraneo.
IMPERO
ROMANO- Azov
GERMANICO
M
ar
C
IMPERO as
D’AUSTRIA p
io
Mar Nero

L’Impero russo nel 1715


I M P E R O O T T O M A N O
PERSIA
Manifatture tessili
e metallurgiche
Cantieri navali

38 Unità 1 L’Europa nell’economia-mondo


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CONTEMPORANEAMENTE STORIA
MONDIALE

In India
In Età moderna, dopo la grande stagione delle scoperte geografiche, gli Euro-
pei riempirono gli oceani di galeoni, armati di cannoni, che facevano la spola
tra l’Europa e le Americhe, l’Europa e l’Africa, l’Europa e l’Oriente. In quelle
terre i navigatori trovarono genti diverse e diversamente si comportarono. La
sorte peggiore toccò ai nativi americani, che rischiarono l’annientamento, e agli
Africani, vittime dello schiavismo.
Ben diverso fu l’impatto dell’Europa con la Cina e con l’India, due paesi dotati
di grandi e antiche istituzioni statali, di armi da fuoco e di eserciti perfettamen-
te addestrati.
Dal XVI secolo in poi l’India settentrionale era dominata dai Moghul, mem-
bri di un gruppo di tribù turco-mongole che avevano fatto parte degli eserciti di
Gengìs Khan e che poi avevano abbracciato la religione islamica.
Il loro più grande re fu Akbar (1542-1605) che riuscì a conquistare tutti i vil-
laggi e le città induiste di tre quarti dell’India. Akbar vi diffuse la fede in Allah e
una cultura lussuosa e raffinata tutta concentrata nel grande palazzo di Delhi, la
capitale. Lì egli elaborava le sue riforme amministrative e riceveva i rappresen- L‘imperatore moghul, che
tanti delle grandi compagnie commerciali dell’Occidente dei quali era riuscito risiede a Delhi, attraversa la
a diventare il maggior fornitore di navi per la navigazione oceanica. città dall’alto del suo elefante,
mentre tutti i membri
La dinastia di Akbar dominò l’India fino al 1703 quando subì l’invasione dei della corte lo seguono
Maratti, guerrieri provenienti dal Deccan, un altopiano dell’India centrale. in processione.

Lo Stato assoluto Capitolo 2 39
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Sintesi
AUDIO

1-2. La Fronda 8. L’aumento delle entrate dello Stato


Nel 1643, l’anno dopo la scomparsa di Richelieu, muore Luigi Per creare le fonti di denaro necessarie a governare, Luigi XIV
XIII e sul trono di Francia sale Luigi XIV, il futuro “Re Sole”, e il suo ministro delle Finanze, Colbert, mettono in opera
che però è troppo giovane per governare, tanto è vero che varie strategie: sottopongono a stretto controllo gli esat-
la reggenza viene affidata alla madre, Anna d’Austria, la qua- tori; creano numerosi monopòli di Stato; incrementano la
le consegna il potere nelle mani del cardinale Mazzarino. fondazione di colonie in America; chiedono forti prestiti
È lui a dover affrontare, nel 1648, la cosiddetta Fronda, ov- alla Chiesa; vendono alla borghesia nuove cariche pubbliche.
vero una violenta rivolta degli aristocratici che, ansiosi di Grazie a queste riforme, il re ha l’opportunità di compiere
restaurare i loro antichi diritti feudali, chiedono la convo- l’ultima mossa: governare senza convocare gli Stati generali.
cazione degli Stati generali e, non ottenendola, passano
alle congiure contro il re. Mazzarino sventa il complotto, 9. Lo Stato assoluto
ma la Francia precipita lo stesso nella guerra civile e la
Luigi XIV porta così alla perfezione lo Stato assoluto, uno
Fronda viene sconfitta solo nel 1653. In quei cinque anni
Stato in cui il re non solo afferma che la sua autorità gli
il giovane sovrano capisce che il pericolo più insidioso per
deriva direttamente da Dio, ma si ritiene anche “sciolto
una monarchia è la nobiltà, dotata com’è di privilegi inat-
dalle leggi” e quindi da ogni dovere nei confronti dei sud-
taccabili, fra cui il diritto di mantenere eserciti personali e
diti. Nell’assolutismo è la parola del re che diventa legge.
quello di non pagare le tasse.

3-7. Luigi XIV governa da solo 10. Le guerre del Re Sole


Mazzarino muore nel 1661 e da quel momento Luigi deci- Grazie a un esercito e a una marina fortissimi, il Re Sole avvia
de di governare da solo, assistito dai tre ministri del Con- una politica estera di espansione, ma questo provoca la
siglio di Stato che rispondono solo a lui. Nelle province, reazione delle principali potenze europee che si coalizzano
invece, manda gli intendenti, incaricati di far applicare le contro di lui e riescono a bloccarlo. Quando però muore
leggi e riscuotere le tasse. senza eredi l’ultimo Asburgo di Spagna, Luigi pretende che
Sotto la direzione del sovrano, i ministri cominciano a rior- il trono passi a un suo nipote e provoca la Guerra di suc-
ganizzare lo Stato e per farlo tolgono potere alla nobiltà di cessione spagnola contro gli Asburgo d’Austria appoggiati
spada consegnandolo alla nobiltà di toga. A questo scopo, da mezza Europa. Malgrado le numerose sconfitte subite
Luigi ordina una “inchiesta sulla nobiltà” che gli permette dai Francesi, il nipote del re ottiene il trono diventando il
di eliminare le famiglie ostili alla monarchia, di rimpin- capostipite dei Borbone di Spagna, ma il conflitto ha im-
guare le entrate fiscali e di dare ai ricchi borghesi i titoli poverito il Paese al punto che, quando nel 1715 il Re Sole
rimasti vacanti. Tuttavia, per evitare che gli aristocratici si muore, la notizia viene accolta con gioia dai suoi sudditi.
ribellino, conferisce loro incarichi onorifici ben remunerati
che però li costringono a vivere a corte e, poiché a Parigi 11-12. Prussia e Russia
la residenza reale non è adeguata, fa costruire la reggia di Il modello di Stato assoluto viene imitato da Federico I di
Versailles, che si trasforma per la nobiltà in una magni- Prussia e dallo zar di Russia Pietro il Grande, che moder-
fica prigione dorata. nizza il suo Paese e lo trasforma in una potenza europea:
Sul piano religioso, invece, nel 1685 revoca l’Editto di Nan- costruisce una flotta, crea due porti ed edifica San Pietro-
tes e da quel momento vale il principio del cuius regio, burgo, ma l’agricoltura resta arcaica e improduttiva e per-
eius religio. mane un’enorme massa di servi della gleba.

CRONOLOGIA DEGLI EVENTI

1642 1643 1648 1653 1661 1682-1725 1685 1701-1714 1715


Morte di • Vittoria • Pace di La Fronda Morte di Regno di Pietro Luigi XIV Guerra di Morte di
Richelieu di Rocroi Westfalia viene sedata Mazzarino il Grande revoca successione Luigi XIV
• Morte di • Scoppia la l’Editto di spagnola
Luigi XIII Fronda Nantes
• Inizio del regno
di Luigi XIV

40 Unità 1 L’Europa nell’economia-mondo


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Guida allo studio TEST MAPPA

RIPASSA

1. Ripassa in breve il capitolo 2 su Luigi XIV e lo Stato assoluto con l’aiuto della mappa.

dilaniata conflitti
IN FRANCIA da religiosi

sale al trono fronda


dei nobili

Luigi XIV domata da

che alla morte di Mazzarino

fonda lo

Stato assoluto Pietro


imitato da
o Stato moderno il Grande

basato su

diritto divino controllo unità fisco monopòli esercito


del re sui nobili religiosa efficiente reali forte

3. parr. 2-3 Indica se le seguenti affermazioni sulla


VERIFICA Fronda sono vere o false.
1. Quando Luigi XIV sale al trono, la madre
2. lessico L’aggettivo “assoluto” ha altre reggente affida il potere al cardinale
sfumature di significato, oltre a quella che hai Richelieu. V F

già incontrato. Infatti, può voler dire “totale, 2. Nel 1648 gli aristocratici, riuniti nella Fronda,
ottengono la convocazione degli Stati
completo” e “urgente”. Inserisci nelle seguenti generali. V F
frasi il significato più appropriato dell’aggettivo. 3. Il principe di Condé ordisce un complotto
Poi, trova la definizione dell’espressione contro il re che viene sventato dal cardinale
“maggioranza assoluta” in cui l’aggettivo Mazzarino. V F
possiede un significato peculiare. 4. In Francia scoppia la guerra civile. V F
5. Il popolo scende in strada per sostenere il re. V F
TOTALE, URGENTE 6. Luigi capisce che i veri nemici della monarchia
COMPLETO sono i nobili. V F
Ho un assoluto 7. Alla morte del cardinale Mazzarino,
bisogno di vederti. Luigi decide di governare da solo. V F
Ho in te una fiducia
assoluta.
4. parr. 4-7 Completa il brano seguente sulle
Ho assoluta politiche di Luigi XIV.
necessità di parlarti.
Sotto la direzione del re, i ministri cominciano a
Provo verso di te riorganizzare lo ……….........…… e per farlo tolgono potere
un amore assoluto. alla nobiltà di ……….........……, consegnandolo alla nobiltà di

Lo Stato assoluto Capitolo 2 41
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Guida allo studio
……….........……. A questo scopo, Luigi ordina una “inchiesta 9. par. 12 Completa il brano seguente, riguardante
sulla ……….........……” che gli permette di eliminare le famiglie la Russia, con i termini sottostanti.
ostili alla ……….........……, di rimpinguare le ……….........…… e di
dare ai ricchi ……….........…… i titoli rimasti vacanti. Tuttavia, potenza • Bisanzio • appellativo • distruzione •
per evitare che gli ……….........…… si ribellino, conferisce caesar • boiari • Ivan IV • Paese • assolutizzazione
loro ……….........…… onorifici ben remunerati che però li In Russia da circa un secolo regnavano gli zar, termine
costringono a vivere a ……….........……, e poiché a Parigi la che deriva dal latino ……….........……, fino ad allora appellativo
residenza reale non è adeguata, fa costruire la reggia di degli imperatori di ……….........…… Anch’essi, fin dalla seconda
……….........…… Sul piano religioso, invece, nel ……….........…… revoca metà del Cinquecento, miravano a costituire uno
l’……….........…… e da quel momento vale il principio del Stato assoluto: lo zar ……….........……, detto il Terribile, aveva
……….........……. iniziato una sistematica ……….........…… della struttura feudale
della società russa riducendo il potere dell’aristocrazia
locale, i ……….........……, ai quali aveva requisito gran parte
5. par. 8 Spiega in un testo di dieci righe come dei possedimenti terrieri. Per stroncare le proteste e le
Luigi XIV riuscì ad aumentare le entrate, congiure, ne aveva mandati a morte 4000 (e da quella
utilizzando i seguenti termini. strage gli venne l’……….........…… di “Terribile”). Nel secolo
successivo l’opera di ……….........…… della Russia fu continuata
uffici • monopoli • prestiti • colonie • esattori • dallo zar Pietro il Grande, che regnò dal 1682 al 1725 e
clero • aristocrazia che riuscì a trasformare un ……….........…… isolato dal resto del
mondo in una ……….........…… europea.
6. par. 9 Rispondi alle domande seguenti.
1. Che cosa significa Stato “assoluto”?
2. Perché Luigi XIV fu chiamato “Re Sole”? GUIDA PER L’ESPOSIZIONE ORALE
3. Che cos’è il “culto della personalità”? In che modo
fu imposto da Luigi XIV?
10. Illustra le tappe del percorso compiuto da Luigi
XIV per costruire lo Stato assoluto.
7. par. 10 In ciascuna delle seguenti coppie di
frasi sottolinea la causa, distinguendola così Scaletta:
• decisione di governare da solo
dall’effetto, e riordina cronologicamente le • “inchiesta sulla nobiltà”
coppie nello schema. • svuotamento del potere aristocratico
a. In Francia si costruisce una rete di fortificazioni detta • costruzione di Versailles
“cintura di ferro”. – Luigi XIV vuole rendere la Francia • revoca dell’Editto di Nantes
inespugnabile. • creazione di nuove fonti di denaro
• governo senza convocazione degli Stati generali
b. Luigi XIV inizia un progetto di espansione. – Luigi XIV
intraprende molte guerre. Parole e concetti chiave:
c. La Guerra di successione spagnola fu molto lunga Fronda, guerra civile, morte di Mazzarino, Consiglio
e dispendiosa. – Le casse pubbliche si erano di Stato, nobiltà di spada, nobiltà di toga, incarichi
impoverite. onorifici, “pensioni”, necessità di vivere a corte,
d. Luigi XIV partecipa alla Guerra di successione di “prigione dorata”, ugonotti, “dragonate”, cuius regio,
Spagna. – Un pretendente al trono di Spagna era eius religio, controllo sugli esattori, creazione di
nipote di Luigi XIV. monopòli di Stato, fondazione di colonie, prestiti
e. Il re impose tasse pesantissime ai contadini. – Migliaia dalla Chiesa, vendita di cariche pubbliche, Colbert.
di persone morirono di fame nelle campagne. Come cominciare:
“Quando salì al trono, Luigi XIV era un bambino e la
1 2 3 4 5
reggenza fu affidata alla madre.”

11. Con l’aiuto della scaletta, illustra le


8. par. 11 Indica con una crocetta i completamenti caratteristiche dello Stato assoluto.
corretti delle affermazioni seguenti sulla Prussia.
Scaletta:
1. Federico I di Prussia: • i primi anni di Luigi XIV: dalla Fronda all’assolutismo
consolidò il proprio potere guadagnandosi • i provvedimenti di Luigi XIV nei confronti della nobiltà
l’appoggio della nobiltà. (di spada e di toga) e degli ugonotti (dalle dragonate
rafforzò l’esercito e avviò una politica alla revoca dell’Editto di Nantes)
espansionistica. • la politica economica e fiscale del Re Sole
avviò un progetto di decentramento • la politica estera di Luigi XIV: difesa, espansione e
dell’amministrazione. Guerra di successione spagnola
2. La Prussia era un piccolo regno: • la situazione in Prussia e Russia: Federico I e Pietro
ai confini con la Francia e affacciato sul Canale il Grande
della Manica. Come cominciare:
situato nell’area tedesca e affacciato sul Baltico. “Da secoli la politica francese era caratterizzata dal
situato nell’area scandinava e affacciato sul contrasto tra il sovrano e l’aristocrazia.”
Baltico.

42 Unità 1 L’Europa nell’economia-mondo


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Protagonisti

Il Re Sole
VIDEO

Il figlio del miracolo Cesare, dallo studio della grammatica, della retorica e
Luigi XIV nacque nel 1638 da Luigi XIII e Anna d’Austria, della logica, nonché di numerose materie tecniche. Fra
al ventitreesimo anno di matrimonio dei suoi genitori, tutte, però, primeggiava la geografia, giacché solo la
quando ormai si credeva che il re sarebbe morto senza perfetta conoscenza dei confini e della natura del suo-
eredi. Gli fu quindi imposto il nome di Louis Dieudon- lo permetteva di pianificare guerre, spostare eserciti e
né, Luigi Diodato, ovvero concesso dal cielo grazie a vincere battaglie. Oltre al francese, gli furono insegnati
un miracolo. l’italiano, che parlava perfettamente, e lo spagnolo, con
La regina rimase vedova cinque anni dopo e affidò la cui se la cavava in modo un po’ meno brillante.
cura del regno al cardinale abruzzese Mazzarino, che
dovette affrontare la Fronda dei principi, riorganizzatasi
nonostante le repressioni di Richelieu.

Un’infanzia minacciata dalla Fronda e


allietata da giochi di guerra
L’infanzia del re fu tumultuosa e traumatica. Per ben due
volte gli aristocratici più bellicosi entrarono nel Palaz-
zo del Louvre con l’intenzione di ucciderlo e la madre
dovette nasconderlo tremante in uno sgabuzzino. Se-
guirono le fughe in piena notte e persino i giorni pas-
sati soffrendo la fame. Luigi non dimenticò mai quegli
anni da incubo e nutrì quella diffidenza nei confronti
della nobiltà che fu uno dei motivi della costruzione
dello Stato assoluto.
Nonostante ciò, il cardinale gli fornì l’educazione che si
conveniva a un sovrano e che era innanzitutto militare.
Luigi XIV ebbe a disposizione un’armata in miniatura con
tanto di cavalieri, fanti, cannoni e macchine da guerra.
A tredici anni si divertiva ad attaccare o difendere un
fortino costruito per suo ordine nel giardino del Louvre,
che era allora il palazzo reale, utilizzando veri archibugi
e vera polvere da sparo.
La preparazione al mestiere di re era completata dal-
la lettura delle gesta di Alessandro Magno e di Giulio Il Re in tutta la sua magnificenza di sovrano assoluto.

Lo Stato assoluto Capitolo 2 43
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Madame de Maintenon, l’unica donna che esercitò sul sovrano Re Luigi ormai vecchio e malato.
una vera influenza.

Amanti e regine le dame tacevano e i gentiluomini, se non parlavano di


Luigi aveva una salute vigorosa, amava smodatamente teologia, si dilettavano con racconti di guerra e di av-
mangiare e bere (andava pazzo per i sorbetti) e ancora venture amorose intessute di frasi oscene. Sputavano
più smodatamente amava le donne. Ne ebbe moltissi- per terra e non esitavano a orinare sulle scale del Louvre
me, ma fu anche capace di innamorarsi sul serio. mentre si recavano a conferire col re.
La sua prima passione fu per la nipote di Mazzarino, Il Re Sole godette invece di una generazione di donne
e a vent’anni implorò la madre di fargliela sposare. Fu eccezionali, tra cui brillò in particolare la marchesa di
costretto invece dalla ragion di Stato a maritarsi con Montespan, che impose l’arte del conversare: un’arte
Maria Teresa, figlia del re di Spagna, un Paese cattoli- che consisteva nel toccare tutti gli argomenti in voga,
co con cui la cattolica Francia aveva un bisogno estre- tra cui la scienza, la moda, l’arte, la letteratura, purché
mo di allearsi contro l’Inghilterra anglicana e l’Olanda trattati con leggerezza e senza quella passionalità che
protestante. può degenerare in discussioni litigiose e aggressive.
Il giorno del matrimonio – i due giovani erano entrambi Le conversazioni di corte si spostarono anche in fa-
ventenni –, Luigi sfilò a piedi per le strade di Parigi, le- mosi salotti, tenuti da dame dell’aristocrazia o della
vandosi il cappello davanti a tutte le signore assiepate borghesia.
lungo il percorso e suscitando l’entusiasmo della fol-
la. Era bello come un dio, esibiva i suoi lunghi capelli Gli ultimi anni del Re Sole
castani inanellati e alzava la sua bassissima statura con Luigi XIV, morta la regina, sposò segretamente la mar-
tacchi grossi e alti. chesa di Maintenon, una donna molto pia che lo con-
Ben presto la regina si rivelò cupa e noiosa e il re si vinse a praticare più intensamente la religione e ad ab-
dedicò, senza curarsi di nasconderlo, a grandi amici- bandonare le avventure galanti. A questa ‘conversione’
zie femminili, amanti e “favorite” che ricoprivano a contribuì anche una serie di disgrazie che colpirono il
corte un ruolo ufficiale. La famiglia del re risultava re nei suoi affetti privati: prima morì il suo erede, il Del-
così composta da una regina, una prima favorita e, a fino come veniva chiamato in Francia, poi tre femmine
volte, una seconda favorita. Le altre erano semplice- e l’altro maschio, infine il figlio e il nipote del Delfino,
mente avventure, spesso però compensate con doni costringendo il Re a nominare erede suo nipote, il fu-
di palazzi e gioielli. turo Luigi XV.
Nell’agosto del 1715 il Re Sole si ammalò gravemente per
Le donne e l’arte della conversazione i suoi eccessi alimentari. La gotta, che gli aveva attacca-
Il ruolo delle donne nella Francia del Re Sole fu decisivo. to un piede e poi la gamba, degenerò in cancrena. Morì
Negli anni del regno di Luigi XIII la corte era un luogo il 1° settembre con quella maestosa dignità che aveva
poco brillante e poco interessante: gli uomini erano sempre mostrato. Aveva regnato 72 anni e segnato un’e-
rozzi e volgari, la conversazione non era affatto curata, poca, l’epoca del Re Sole.

44 Unità 1 L’Europa nell’economia-mondo


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Economia

IL MERCANTILISMO
DI COLBERT

Il colbertismo tiste Colbert. Egli era stato l’amministratore del pa-


Revisione del fisco, monopòli e manifatture di Stato, trimonio personale del cardinale Mazzarino, il quale
controllo dei commerci: lo scopo principale della poli- aveva in lui tale fiducia che, in punto di morte, lo rac-
tica economica del Re Sole fu quello di riempire il più comandò al re.
possibile le casse dello Stato francese. Colbert proveniva da una famiglia di commercianti di
Incaricato di realizzare al meglio questo obiettivo fu il tessuti; in gioventù, suo padre gli aveva comprato la
ministro generale delle Finanze di Luigi XIV, Jean-Bap- carica di “commissario ordinario”, dalla quale iniziò la
scalata che lo porterà a dominare la politica econo-
mica francese per oltre vent’anni e a lasciare un segno
indelebile nella storia del pensiero economico: da lui,
infatti, prende nome il “colbertismo”, una politica eco-
nomica che, secondo alcuni studiosi, rappresenta la più
completa realizzazione del mercantilismo.
Con quest’ultimo termine si indica una serie di misure
pratiche adottate da molti Stati nell’Età moderna: tali
pratiche si basavano sull’idea che la prosperità e la
potenza di un Paese e dei suoi abitanti fossero legate
alla quantità di metalli preziosi presenti all’interno dei
confini, metalli con cui si potevano pagare gli eserciti
e dunque garantire la difesa e l’espansione territoriale
dello Stato.
Per incrementare le riserve d’oro e d’argento, bisognava
sviluppare le esportazioni e limitare le importazioni
gravandole con dazi. Siccome poi solo lo Stato poteva
imporre il rispetto di queste misure, la politica mercan-
tilistica prevedeva un massiccio intervento del re nelle
iniziative dei privati.

Stato e iniziativa privata


Con Colbert la logica mercantilistica dell’accumulo di
metalli preziosi si trasformò in un’organizzazione me-
ticolosa che intervenne in tutti quelli che erano ritenuti
Jean-Baptiste Colbert. i centri vitali dell’attività economica. Di conseguenza:

Lo Stato assoluto Capitolo 2 45
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• per sviluppare la produzione di manufatti, nacquero le Colbert torna attuale


grandi “manifatture” statali come la fabbrica di mo- Proprio in questi nostri tempi segnati da una crisi eco-
bili, arazzi e tappeti dei Gobelins o le grandi vetrerie nomica mondiale forse senza precedenti, il colberti-
di Saint-Gobain, celebri ancora oggi, che appartene- smo è tornato a far parlare di sé a causa delle tensioni
vano a privati ma erano sovvenzionate dallo Stato. Per indotte dalla crescente pressione competitiva dovuta
lo stesso motivo vennero attirati in Francia dall’estero alla globalizzazione.
operai specializzati (in particolare, fabbri tedeschi e Una corrente di pensiero chiamata “neo-colbertismo”
mastri vetrai veneziani); afferma che gli Stati si devono difendere con provve-
• affinché i prodotti delle manifatture non rimanessero dimenti specifici nel caso in cui il procedere della glo-
invenduti, lo Stato stesso si trasformò in acquirente balizzazione sia troppo rapido, impedendo, con il loro
comprando tessuti, armi, navi ecc.; intervento, che i problemi causati dalla perdita delle
• affinché i prezzi dei beni non aumentassero eccessi- produzioni locali e/o dalle delocalizzazioni produttive
vamente e fossero concorrenziali sui mercati esteri, verso Paesi dove il costo del lavoro è più basso possano
lo Stato impose salari molto bassi agli operai, i quali mettere in pericolo la stabilità economica e sociale dei
erano obbligati a orari estenuanti e puniti con pene Paesi di antica industrializzazione.
fisiche in caso di disobbedienza;
• per assicurarsi materie prime a un prezzo vantaggioso,
lo Stato promosse la ricerca e l’acquisto di nuove co- ECONOMIA E LAVORO
lonie (in Canada, nelle Antille e in Louisiana). Parallela-
mente vennero potenziate le compagnie commerciali La corsa dello Stato all’accumulo di metalli preziosi
e fondate nuove basi, soprattutto in India. non si è certo esaurita con il Seicento. Anzi, nei secoli
Il colbertismo determinò lo sviluppo economico fran- successivi è diventata sistematica ed oggi è praticata
cese non solo del Seicento ma anche del secolo suc- da tutti i governi. La Banca centrale di ogni Stato, in-
cessivo e, in effetti, gli esperti di storia economica lo fatti, custodisce enormi riserve d’oro, depositato nei
considerano una tappa importante nella creazione delle suoi forzieri prima di tutto a garanzia della moneta
stampata o coniata dalla stessa Banca e circolante nel
moderne strutture economiche. Senza le teorie mercan-
Paese. L’oro è insomma un’assicurazione sull’affidabi-
tilistiche, infatti, non si sarebbe realizzato il passaggio da
lità di quel Paese, che in caso di grave crisi economi-
un’organizzazione economica di stampo medievale a un ca o finanziaria potrebbe sempre fare ricorso alle sue
sistema basato sull’iniziativa privata e sull’azione dello riserve. Ti stupirà forse sapere che l’Italia ha la quarta
Stato in economia e sul mercato, gli elementi cioè della riserva aurea del mondo. Scopri il come e perché sul
fase capitalistica avviata nel Settecento e che ancora link tiny.cc/8jfpjz.
oggi caratterizza la nostra società.

LE FONTI

La teoria del colbertismo

Autore: Colbert, uomo di poche parole, spiega a Luigi XIV i princìpi della sua azione.
Jean-Baptiste Colbert,
politico ed economista
francese La buona conduzione delle finanze e l’incremento delle entrate di vostra
Opera: Maestà consistono nell’aumentare in tutti i modi la quantità di denaro li-
Memoria sulle finanze quido che costantemente circola nel Regno e nel mantenerlo nella giusta
Data: proporzione in tutte le province.
1670 Un altro rimedio consiste in tre punti, nei quali risiedono la grandezza
e la potenza degli Stati e la magnificenza del re: aumentare il denaro nel
commercio pubblico attirandolo dai Paesi di provenienza, conservandolo
all’interno del Regno impedendone la fuoruscita, dando agli individui la
possibilità di trarne profitti.

46 Unità 1 L’Europa nell’economia-mondo


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3
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LO STATO
PARLAMENTARE VIDEO
• Il Seicento

1. La forte borghesia inglese LESSICO


Prima di Luigi XIV in Francia, un’altra dinastia europea aveva tentato di fonda-
re uno Stato assoluto ma non vi era riuscita: era la dinastia Stuart, cioè quella dei Puritanesimo
cugini di Elisabetta I di Inghilterra ai quali la regina era stata costretta a lasciare il Movimento religioso
trono per mancanza di eredi. Nel 1603 essi avevano ricevuto un Paese ormai lan- inglese diffusosi tra la
ciato alla conquista degli oceani e consacrato a nuova potenza europea. fine del XVI e l’inizio del
XVII secolo, caratterizzato
Il fervore economico, sociale e culturale dei quarantacinque anni di regno della da una severa moralità
Regina Vergine aveva trasformato un Paese dilaniato da tensioni religiose in uno e fautore di un rigoroso
Stato dinamico e moderno nel quale stava crescendo, più che altrove, una clas- indirizzo calvinista.
se borghese intraprendente che aveva bisogno della massima libertà politica ed
economica. Le grandi ricchezze ricavate dalla pirateria e dalle colonie erano sta-
te reinvestite in innovazioni e nuove imprese le quali erano favorite dal fatto che
Elisabetta, lanciando il suo Paese sui mari, lo aveva dotato di porti e canali utili
anche per i commerci interni.
Tutto questo aveva rafforzato una borghesia “alta” che s’identificava, nelle cit-
tà, con banchieri, finanzieri, armatori e, nelle campagne, con gli “intendenti”,
cioè gli amministratori delle tenute nobiliari che andarono a far parte di una nuo-
va classe sociale, la gentry.
Gli intendenti avevano avviato lo sviluppo del settore agricolo e pastorizio con
l’introduzione di numerose tecniche innovative: fu grazie a loro se, nel Seicento, la
Gran Bretagna riuscì ad evitare le tremende carestie che sconvolsero il resto d’Eu-
ropa. Anzi, in Inghilterra s’innescò una forte crescita demografica e la popola-
zione di Londra, in poco più di un secolo, aumentò di quasi otto volte, sfiorando
il mezzo milione di abitanti.
Alla bassa borghesia apparteneva invece la miriade di avvocati, notai e altri pro-
fessionisti nonché di artigiani qualificati e operai che dipendevano strettamente
dal giro d’affari della borghesia imprenditoriale. L’alta e la bassa borghesia erano
unite da una mentalità comune basata su: MENTRE STUDI
• puritanesimo in campo religioso, cioè si battevano affinché la Chiesa anglicana 1. In quali condizioni
fosse “purificata” da ogni elemento cattolico e da ogni influenza della Corona. si trovava l’Inghilterra
Inoltre seguivano alla lettera l’insegnamento calvinista in base al quale la mis- alla morte di Elisabetta I
sione affidata da Dio all’uomo è dedicarsi anima e corpo al lavoro trascurando Tudor?
ogni piacere; 2. Quale differenza
• profonda cultura religiosa, tecnica e giuridica favorita dalla consuetudine cal- intercorreva tra la figura
degli intendenti in
vinista alla lettura della Bibbia che aveva ampliato il numero delle persone ca- Inghilterra e in Francia?
paci di leggere e scrivere;
3. Quali erano i tratti
• appoggio incondizionato al Parlamento, e in particolare alla Camera dei Co- comuni di alta e bassa
muni che rappresentava i loro interessi. borghesia?

Lo Stato parlamentare Capitolo 3 47
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Esponenti della gentry inglese,


i nuovi ricchi non aristocratici.

2. Il trono agli Stuart


Il primo Stuart a salire sul trono, nel 1603, fu Giacomo I, figlio di Maria Stuar-
da, la regina cattolica che Elisabetta aveva fatto decapitare scatenando la reazione
della Spagna di Filippo II.
Giacomo non aveva nulla in comune con Elisabetta a parte la fede anglicana, ma
a differenza della regina cercò di intromettersi in ogni questione teologica ini-
micandosi sia i puritani sia i cattolici che ancora restavano nel Regno. Elisabetta
aveva basato la sua politica sul rispetto del Parlamento, invece Giacomo smise di
convocarlo. Inoltre, per finanziare lo Stato, riprese la vendita di titoli nobiliari
che Elisabetta aveva quasi azzerato. Tuttavia, nonostante questa politica di stam-
po assolutista, il Paese era così sano e in crescita che i ventidue anni del suo regno
MENTRE STUDI
non ne turbarono lo sviluppo.
1. Quali rapporti ebbe
Giacomo I Stuart con La novità principale per cui è ricordato è che, essendo prima di tutto re di Scozia,
il Parlamento inglese? egli unì i due regni che si erano combattuti fin dal Medioevo; Inghilterra e Sco-
2. Per quale innovazione zia si trovarono così uniti per la prima volta, dando origine alla Gran Bretagna. Nel
è ricordato Giacomo I XIX secolo, accogliendo anche l’Irlanda, che nel Seicento era considerata quasi
Stuart? una colonia, diventerà Regno Unito.

LESSICO

Gran Bretagna
È l’espressione corretta per indicare la principale delle isole britanniche formata da Inghilterra,
Galles, Scozia e le isole minori.
Inghilterra
Il termine si usa comunemente per indicare l’intera Gran Bretagna, sebbene sul piano
geopolitico indichi solo la regione meridionale con capitale Londra.
Regno Unito
Dal XIX secolo in poi l’espressione fu usata per comprendere Gran Bretagna e Irlanda (oggi
soltanto l’Irlanda del Nord, ovvero la regione dell’Ulster).

48 Unità 1 L’Europa nell’economia-mondo


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Lo Union Jack Il primo passo fu fatto nel 1606 quando Giacomo I, il


figlio di Maria Stuart, unificò le bandiere dei regni di
Union Jack è, nel lessico marinaro inglese, il sinonimo Scozia e d’Inghilterra.
di Union flag, “bandiera dell’Unione”, ed è l’espressio- La sua forma definitiva comprende anche l’emblema
ne con cui la Gran Bretagna odierna chiama la sua ban- dell’Irlanda ed è la somma delle tre croci che portano
diera. il nome dei santi patroni delle tre nazioni.

Inghilterra
La croce rossa in campo
bianco porta il nome
di San Giorgio. Nel 1603 il re di Scozia eredita il
trono d’Inghilterra e la croce di
San Giorgio si unisce alla croce di
Sant’Andrea formando il primo
Scozia
Union Jack.
La forma diagonale della
croce bianca in campo blu
porta il nome di Sant’Andrea
in ricordo del suo martirio.

Irlanda Nel 1800, con l’Atto d’Unione


La croce diagonale rossa in dell’Irlanda all’Inghilterra, la croce di
campo bianco porta il nome San Patrizio va a completare l’attuale
di San Patrizio. Union Jack.

3. I tentativi assolutistici di Carlo I


e la reazione del Parlamento
Il figlio di Giacomo, Carlo I, salito al trono nel 1625, era ancora più intenzionato
del padre a seguire la strada dell’assolutismo. In particolare, egli voleva imporre il
principio del cuius regio, eius religio e annullare i poteri del Parlamento, seguen-
do le orme che la Francia di Luigi XIII e Richelieu andava tracciando. Però, così
facendo, egli non tenne affatto conto delle grandi differenze che dividevano una
nazione prevalentemente contadina come la Francia dalla dinamica società inglese.
In effetti, tutta la sua politica sembrava fatta apposta per entrare in collisione con
le forze sociali più vivaci del Paese:
• pur non essendo cattolico, cercò di rendere sempre più vicina a Roma la reli-
gione anglicana, sposando una principessa cattolica e appoggiando i vescovi
anglicani fedeli al papa, mentre ordinava la confisca dei patrimoni dei puri-
tani più ferventi;
• concesse ad alcuni suoi favoriti di appropriarsi dei beni confiscati ai dissidenti
religiosi; ai medesimi consentì il permesso di esportazione di lana grezza, che
di norma era vietata per tutelare il lavoro dei tessitori;
• per raggranellare fondi, rese ordinarie tasse tradizionalmente imposte solo in
caso di guerra. MENTRE STUDI • RICORDA
La questione delle tasse disgustò il Parlamento inglese che, grazie alla Magna Magna Charta
Charta, aveva il diritto di approvare o contestare qualsiasi tassa extra chiesta dal La Magna Charta era il
re, mentre la persecuzione anti-puritana fece sollevare la Scozia che seguiva a documento con forza di legge
che i baroni inglesi strapparono
grande maggioranza la fede calvinista. In tutto il Paese si diffuse il timore che l’in- al re Giovanni Senzaterra nel
fluenza su Carlo della moglie Enrichetta Maria, di fede cattolica, preludesse a una 1215. Esso contiene anche
restaurazione religiosa. l’articolo dello Habeas Corpus.

Lo Stato parlamentare Capitolo 3 49
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Carlo I d’Inghilterra
con la moglie Enrichetta
Maria di Borbone, 1630 circa.
Il matrimonio con una cattolica
fu una delle varie scelte
filo-cattoliche compiute
da Carlo, che gli costarono
la diffidenza e l’ostilità dei
protestanti inglesi.

Intanto, nel 1638 in Scozia i presbiteriani si ribellarono alla politica di Londra.


Carlo pensò di ottenere i mezzi necessari per reprimere la rivolta convocando il
Parlamento perché approvasse nuove tasse. Ma l’assemblea rappresentativa ingle-
se, riunita nell’aprile 1640, venne sciolta da Carlo dopo solo due settimane (per
questo è ricordata come il “Breve Parlamento”). Come si è visto, infatti, i Parla-
menti d’Età moderna non erano organi indipendenti ma si riunivano solo se il so-
vrano decideva di convocarli e concludevano i loro lavori quando il re li decretava
chiusi; il sovrano aveva inoltre il potere di sciogliere a suo piacimento l’assemblea.
Le truppe inglesi in Scozia però continuavano a essere sconfitte e Carlo fu costret-
to a convocare nuovamente i rappresentanti della Camera dei Lord e della Camera
dei Comuni. L’opposizione alle scelte del sovrano fu altrettanto se non più netta
MENTRE STUDI che in passato e vennero prese decisioni che limitavano i suoi poteri.
Carlo I ordinò allora lo scioglimento dell’assemblea, mai membri del Parlamento
1. In che modo Carlo I
si ispirava a Luigi XIII inglese si rifiutarono di abbandonare l’aula. L’occupazione durò addirittura quat-
e quali politiche adottò? tro anni, dal 1640 al 1644, e passò alla storia col nome di “Lungo Parlamento”.
2. Quale fu la reazione Quando il re cercò di far arrestare i parlamentari più ostili, appartenenti alla Ca-
dei membri del Parlamento mera dei Comuni, il popolo di Londra prese le armi per difenderli e scoppiò la
alle riforme di Carlo I? guerra civile.

4. La guerra civile
Dal 1642 al 1649 il Regno fu messo a ferro e fuoco dalle due opposte fazioni: i
Cavalieri, partigiani del re, anglicani o cattolici, contro le cosiddette “Teste ton-
de”, i puritani intransigenti, per lo più borghesi e sostenitori del Parlamento; era-
no detti così perché avevano i capelli rasati proprio per differenziarsi dai Cavalieri
che portavano lunghe parrucche ricciute.
All’inizio, la vittoria arrise ai Cavalieri, addestrati alle armi fin da bambini e dota-
ti di piccoli eserciti ai loro ordini: infatti, già negli ultimi anni di Elisabetta, i no-
bili più potenti si erano attrezzati all’eventualità di una guerra civile ammassando
uomini e munizioni nelle loro terre (il duca di Leicester, per esempio, aveva più
di cento cannoni nel suo castello). Le “Teste tonde” invece erano “un insieme di

50 Unità 1 L’Europa nell’economia-mondo


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vecchi domestici, osti e gente del genere”, come disse uno di loro, abituati a ma-
neggiare scope e caraffe piuttosto che spade e archibugi.
La svolta fu merito del colonnello puritano Oliver Cromwell; egli proveniva dalla
gentry ed era membro della Camera dei Comuni; era animato da una fede profon-
da e credeva in una vita austera e dedita al lavoro. Ebbe l’intuizione fondamentale
di arruolare fra le “Teste tonde” gli abitanti delle campagne, rivolgendosi in par-
ticolare agli “intendenti”, che erano abituati a organizzare e comandare centinaia
di lavoranti.
Cromwell li addestrò all’arte militare e li organizzò nell’Esercito di nuovo mo-
dello nel quale si faceva carriera in base ai meriti effettivi e non al titolo nobiliare
e dove le decisioni erano prese da un consiglio aperto anche ai rappresentanti dei
soldati semplici. Con questo esercito – all’interno del quale vigeva una disciplina

I Padri pellegrini ti con venerazione e rispetto dagli Statunitensi che li


considerano tra le figure fondative del loro Paese) era-
I puritani scozzesi non erano i primi a subire le per- no riusciti a insediarsi e a organizzare una colonia sulle
secuzioni degli Stuart: già sotto il regno di Giacomo, coste della baia del Massachusetts battezzata Nuova
un centinaio di puritani inglesi, stanchi delle conti- Inghilterra (New England).
nue violenze, aveva deciso di lasciare la Gran Bretagna. Ancora oggi, la Festa del Ringraziamento, celebrata
Avevano perciò acquistato una concessione territoria- da ogni famiglia statunitense come simbolo della pa-
le dalla Compagnia della Virginia, la colonia inglese in tria americana, ricorda le celebrazioni seguite al pri-
Nord America, e un galeone a tre alberi, il “Mayflower”. mo abbondante raccolto agricolo ottenuto nella nuo-
Imbarcatisi nel settembre del 1620 dal porto di Ply- va terra.
mouth, attraversarono l’Oceano fra le tempeste e
sbarcarono sulle coste americane quando l’inverno era
ormai iniziato. Le terre in cui erano approdati si rivela-
rono selvagge e inospitali.
I Padri pellegrini sul ponte della Mayflower. Durante
Tuttavia già l’anno successivo i “Padri pellegrini” (no- la traversata dovettero affrontare terribili tempeste
me che essi stessi si diedero e con cui sono indica- che superarono riunendosi in preghiera.

Lo Stato parlamentare Capitolo 3 51
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Oliver Cromwell al comando


del suo esercito
“di nuovo modello”.

ferrea e che era continuamente motivato dalla predicazione puritana – Cromwell


inflisse una sconfitta dopo l’altra ai Cavalieri.
Carlo I però non volle arrendersi e cercò aiuto presso i re europei. Gli eventi pre-
cipitarono: il re, inseguito, si rifugiò in Scozia ma gli Scozzesi lo vendettero agli
Inglesi che lo arrestarono. Mentre il Parlamento si divideva sull’opportunità di met-
MENTRE STUDI
terlo sotto processo, Carlo I riuscì a evadere e a scatenare una rivolta, ma Cromwell
1. Quali fazioni
si affrontarono nella guerra e il suo esercito lo sbaragliarono di nuovo.
civile e in che cosa Processato per tradimento, in tribunale il re si rifiutò di rispondere dichiarando
differivano? di non riconoscere l’autorità della corte e di dover dar conto del proprio operato
2. Quali riforme introdusse solo a Dio e non ai sudditi. Il tribunale lo condannò a morte e fu decapitato il 30
Cromwell? gennaio 1649: per la prima volta un sovrano europeo regnante veniva giustizia-
3. Quale fu la sorte to per ordine di un tribunale composto dai suoi sudditi. Il fatto suscitò un orrore
di Carlo I? senza precedenti in tutte le famiglie reali europee.

LA STORIA IN UNA CARTA La guerra civile inglese

1 L’area verde indica le


zone controllate dal
Parlamento. Sono
regioni dove l’agricoltura
è più evoluta e dove
gli interessi economici
SCOZIA sono più pressanti.
2 L’area rosa individua le
O CE ANO
Edimburgo
Mare regioni fedeli a Carlo I,
ATL ANTI CO
Glasgow
del Nord prive di città importanti
e con un’agricoltura
Carlise
Durham e una pastorizia più
arretrate.
York
3 L’area viola è il Regno
Dublino
Liverpool di Scozia, indipendente
Manchester
Chester ormai solo sul piano
IRLANDA
I N G H I LT E R R A Norwich formale.
Wexford Northampton
4 L’Irlanda si è già
Gloucester Oxford sollevata contro la
Bristol
Londra
tassazione imposta
Southampton da Londra, ma non
Plymouth parteggia né per il re
L a Ma n i c a
né per il Parlamento.
Cromwell stroncherà
la rivolta nel sangue.

52 Unità 1 L’Europa nell’economia-mondo


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5. Dalla Repubblica alla dittatura


di Cromwell
La guerra civile aveva avvelenato l’atmosfera: si era diffuso un clima di terrore, i
gruppi religiosi più radicali predicavano l’imminente fine del mondo e le guerre
VIDEO
avevano stremato la popolazione; ovunque serpeggiava la rivolta.
In questo contesto il Parlamento dichiarò la fine della monarchia e la nascita • Oliver
Cromwell
della Repubblica, con il nome di Commonwealth (termine che in inglese signifi-
ca “comunità”). Fu assicurata la libertà religiosa a tutte le fedi tranne che ai catto-
lici. Di fatto, però, il comando era dei puritani e Cromwell, forte del suo enorme
prestigio e della sua fama di puritano integerrimo, si proclamò “Lord Protettore”
della repubblica e represse con durezza le varie emergenze, fra cui le ribellioni
dell’Irlanda e della Scozia.
Paradossalmente, in brevissimo tempo Cromwell compì le medesime mosse per
cui aveva mandato al patibolo Carlo I: anch’egli infatti sciolse il Parlamento, ne
nominò uno nuovo e poi sciolse anche quello perché non obbediva ai suoi ordi-
MENTRE STUDI
ni. Dal 1653 assunse il governo personalmente trasformandosi in un dittatore:
1. Quali conseguenze
la Gran Bretagna era di fatto nelle mani di un uomo solo che regnava grazie al so- politiche e sociali ebbe
stegno del suo esercito. la guerra civile?
Quando alla sua morte Cromwell lasciò il potere nelle mani del figlio Richard, gli 2. In che modo
Inglesi si accorsero del rischio che una nuova dinastia decidesse le sorti del Pae- la vicenda di Cromwell
se, senza nemmeno più il pretesto dell’unzione divina. A questo punto prevalsero fu paradossale?
i monarchici e nel 1660 il trono fu riconsegnato agli Stuart: il nuovo sovrano, 3. Che cosa successe
Carlo II, si impegnò a governare in accordo con il Parlamento. alla morte di Cromwell?

LESSICO

Dittatura
Un regime politico opposto alla democrazia e spesso imposto con la forza, in cui tutti i poteri
sono concentrati nelle mani di un solo organismo o addirittura di un’unica persona ed esercitati
senza alcun controllo, cioè non limitati da una Costituzione o da altre leggi.

Un ballo alla corte di Carlo II


d’Inghilterra.

Lo Stato parlamentare Capitolo 3 53
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LE FONTI

Cromwell condottiero degli Inglesi

Autore: Se per la storiografia dell’Ottocento Cromwell era una sorta di eroe nazionale,
Giovanni Sagredo comparso nel momento giusto per condurre in porto la Rivoluzione inglese, al
Opera: contrario buona parte della storiografia novecentesca era incline a evidenziare
Relazione di ambascerie
su Oliver Cromwell come Cromwell abbia realizzato una vera e propria “dittatura rivoluzionaria”,
Anno: riportando l’ordine e garantendo le gerarchie sociali, contro le minacce di sovversione
Metà del XVI secolo portate dal radicalismo entro e fuori l’“esercito di nuovo modello”, cioè in sostanza
restaurando la supremazia della gentry nella vita pubblica inglese.
Negli ultimi venti anni gli studi storici non si sono allontanati più di tanto da
questa lettura. Sulla sua figura di uomo è illuminante il giudizio del Sagredo,
ambasciatore veneto: un ritratto che ha il pregio della testimonianza coeva.

È un uomo di spada e di lingua e perciò ha fatto carriera a gran passi: divenuto


colonnello, poi sergente generale, indi tenente generale e infine generale di tutte
le armi. Favorito dalla fortuna in molte battaglie, si fece conoscere come uomo
molto coraggioso, impavido degli incontri più spinosi e difficili. Apparentemente
molto religioso, predica con eloquenza ai soldati, li persuade a vivere secondo
le leggi di Dio e, per rendere più efficace la persuasione, si serve spesso delle
lacrime, piangendo più i peccati altrui che i propri. È uomo di giudizio sodo e
massiccio, che conosce la natura degli inglesi come il cavallerizzo i suoi cavalli di
maneggio, e perciò a un solo cenno della verga li fa volteggiare da tutte le parti.
Non è severo se non con quelli del partito opposto ed è cortese e civile con i suoi,
e gran rimuneratore di chi l’ha ben servito. Per il resto, egli è dall’universale più
temuto che amato, poiché per mantenere in piedi gran forze si richiedono grandi
imposizioni, e queste non rendono mai applaudito il principe. Vive con sempiterno
sospetto, per quella ragione, ch’egli non è nato al comando, ma se l’è procurato
con l’autorità e con la forza.

LABORATORIO

Comprendere
1. Qual è il carattere di Cromwell?
2. In che modo mette a frutto la sua conoscenza del popolo inglese?
3. Perché Cromwell è “più temuto che amato”?

6. La “Gloriosa Rivoluzione”
Con gli Stuart di nuovo sul trono tornarono i vecchi problemi: tentativi di accen-
tramento, simpatia per i “papisti”, corruzione della corte, cui si aggiunsero le ven-
dette e i rancori contro chi aveva osato giustiziare un re. Giacomo II, re dal 1685,
si proclamò addirittura cattolico creando l’assurda situazione di un capo della
LESSICO
Chiesa anglicana che obbediva al papa. Come se questo non fosse già abbastanza
per preoccupare i sudditi, egli abolì lo Habeas Corpus.
Papista Quando riusciva a riunirsi, però, il Parlamento vedeva al suo interno formarsi una
Il nome spregiativo che novità che avrebbe guidato la vita politica inglese, e non solo, fino a oggi; si erano
i protestanti inglesi davano
ai cattolici fedeli al papa.
formati infatti i primi schieramenti politici moderni. L’assemblea si era divisa
in tories e whigs.

54 Unità 1 L’Europa nell’economia-mondo


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• I tories erano aristocratici anglicani sostenitori della monarchia; con la lo- LESSICO
ro azione politica volevano favorire gli interessi della proprietà terriera e raffor-
zare il potere della Chiesa anglicana; il nomignolo in origine indicava i ribelli Stato parlamentare
cattolici d’Irlanda. Uno Stato in cui il potere
• I loro avversari, i whigs, erano esponenti dell’alta e bassa borghesia, protestanti del governo è limitato dai
e soprattutto sostenitori del Parlamento, della libertà religiosa e di quella com- diritti del Parlamento, in cui
siedono i rappresentanti
merciale. Il loro nome in origine indicava i protestanti scozzesi, accaniti nemici dei cittadini.
della Chiesa anglicana.
Nel 1688, subito dopo la nascita di un erede maschio che garantiva il prosegui-
mento della disastrosa dinastia, un gruppo di parlamentari decise di liberarsi defi-
nitivamente di Giacomo II e in segreto offrì la Corona al principe olandese e pro-
testante Guglielmo III d’Orange, marito di una principessa inglese.
Guglielmo l’accettò e sbarcò in Inghilterra con il suo esercito. Giacomo II fuggì
in Francia e l’episodio fu chiamato “Gloriosa Rivoluzione”: “gloriosa” perché si
era svolta senza versare una sola goccia di sangue; “rivoluzione” perché per la pri-
ma volta un monarca veniva dichiarato decaduto per non aver rispettato il “con-
tratto” fra re e popolo.
Inoltre, i whigs posero come condizione che Guglielmo firmasse nel 1689 l’Atto MENTRE STUDI
di tolleranza che garantiva libertà religiosa ai protestanti chiudendo la lunga e 1. Quali riforme realizzò
sanguinosa stagione dei conflitti religiosi e, soprattutto, il Bill of rights, una “di- Giacomo II?
chiarazione dei diritti” che aveva il valore di una Costituzione, cioè di una legge 2. Chi erano i tories
e i whigs?
generale alla quale dovevano ispirarsi tutte le altre leggi: essa poneva limiti precisi
ai re, ribadiva i diritti del Parlamento e ristabiliva lo Habeas Corpus. 3. Perché la “Gloriosa
rivoluzione” fu chiamata
La sua importanza è enorme: con il Bill of rights, infatti, nacque un tipo di monar- in questo modo?
chia del tutto originale, la monarchia costituzionale, in cui il potere del sovrano
4. Quali principi
è limitato dalla Costituzione e dà luogo a uno Stato parlamentare. Esso costi- affermò il Bill of rights
tuirà il modello di tutti gli Stati democratici contemporanei, monarchie o repub- e perché rappresentò
bliche che siano. un’innovazione epocale?

Una seduta del Parlamento.


L’immagine inquadra gli scranni
degli whigs (dalla parte opposta ci
sono i tories). Sopra, grande novità,
il pubblico.

Lo Stato parlamentare Capitolo 3 55
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LE SVOLTE DELLA STORIA

Il Parlamento inglese
Lo Stato parlamentare inglese fece conoscere al mondo la prima forma di civile
convivenza tra i cittadini e un re i cui doveri venivano sanciti da un “contratto”
firmato da entrambe le parti.

PRIMA DOPO

L’Inghilterra è una monarchia L’Inghilterra è una monarchia


assoluta costituzionale

Il re gode di un diritto divino che I poteri del re sono limitati dal Bill
lo rende onnipotente of rights; il sovrano non ha solo
diritti, ma anche doveri

La convocazione del Parlamento L’attività del Parlamento


dipende dal sovrano è alla base della monarchia
costituzionale

Il Parlamento rappresenta la voce


I cittadini non hanno voce
dei cittadini

La religione della minoranza che L’Atto di tolleranza garantisce


non è al potere viene perseguitata la libertà religiosa

56 Unità 1 L’Europa nell’economia-mondo


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LA STORIOGRAFIA

Gli articoli del Bill of rights


Il Bill of rights, l’atto culminante della Gloriosa Rivoluzione, rappresenta il documento fondamentale
del sistema parlamentare inglese. Sancisce il principio dell’equilibrio dei poteri, e condanna l’abuso
e la coercizione nell’esercizio del potere politico. Riportiamo qui gli articoli fondamentali. Come si vedrà,
il documento enuncia molti diritti che noi oggi diamo per acquisiti. È quindi particolarmente interessante
leggerlo “in negativo”, cioè deducendone le molte prepotenze che caratterizzarono le monarchie assolute.

Nell’assolutismo
il re si identificava
E quindi i Lords e i Comuni, ora riuniti in una piena e libera rap-
presentanza di questa nazione, dichiarano:
1 che il preteso potere di sospendere le leggi o l’esecuzione delle
con la Legge leggi, per autorità regia, senza il consenso del Parlamento, è illegale;
e poteva quindi 2 che il preteso potere di dispensare dall’osservanza delle leggi, per
sospenderla Qui si allude
o violarla a suo autorità regia, come è stato fatto di recente, è illegale;
all’eterno dissidio
piacimento. 3 che la raccolta di tributi ad uso della Corona, senza la concessione tra re e sudditi sul
del Parlamento, è illegale; problema delle
L’esercito 4 che è diritto dei sudditi rivolgere petizioni al re, e che tutti gli arresti tasse.
è costoso e inoltre o le procedure d’accusa per tali petizioni sono illegali;
può servire al re 5 che radunare o mantenere un esercito permanente nel Regno in Un problema
con funzioni tempo di pace, senza il consenso del Parlamento, è illegale; tipicamente
di repressione. inglese;
6 che i sudditi protestanti possono tenere armi per la propria difesa
secondo le loro condizioni e come è consentito dalla legge; si ricordino
le numerose
Come si vede, la 7 che le elezioni dei membri del Parlamento devono essere libere; persecuzioni degli
libertà di voto e 8 che la libertà di parola e i dibattiti e i procedimenti in Parlamento Stuart contro
di parola era stata non devono essere posti sotto accusa o contestati in nessun tribunale i protestanti.
fino ad allora solo o luogo al di fuori del Parlamento;
un miraggio.
9 che non devono essere richieste cauzioni eccessive, né imposte am- La libertà
mende eccessive, né inflitte punizioni crudeli o insolite; del giudice
10 che i giurati devono essere nominati regolarmente e che i giurati e dei giurati
che processano persone per alto tradimento devono essere liberi da viene affermata
Sebbene i come uno dei
Parlamenti (si qualsiasi influenza; fondamenti della
ricordino in Francia 11 che ogni minaccia di ammende e confische a persone singole pri- Costituzione.
gli Stati generali ma della condanna è illegale e nulla;
e in Spagna le
Cortes) fossero già 12 e che per riparare a tutte le ingiustizie, e per correggere, rafforza-
stati istituiti nel re e preservare la legge, il Parlamento dovrà riunirsi frequentemente.
Medioevo, fino
al Bill of rights
essi potevano
riunirsi solo se
convocati dal re
e il re cercava di
non convocarli
mai. Qui si
afferma invece
il principio della
loro regolarità di
riunione garantita
dalla legge. LABORATORIO
Comprendere
1. Che cosa afferma il documento a proposito della raccolta di tributi?
2. Chi deve dare il consenso alla creazione di un esercito permanente?
3. Quali regole vengono stabilite per la formazione e i lavori del Parlamento?

Lo Stato parlamentare Capitolo 3 57
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Sintesi
AUDIO

1. La nuova borghesia inglese 4-5. La guerra civile


Il lunghissimo regno di Elisabetta I ha trasformato l’Inghil-
e la dittatura di Cromwell
terra in uno Stato dinamico e moderno in cui è cresciuta Dal 1642 al 1649 il Regno viene messo a ferro e fuoco dal-
una classe borghese intraprendente: la borghesia “alta” si lo scontro fra i Cavalieri, partigiani del re, anglicani o cat-
identifica, in città, con banchieri, finanzieri e armatori e, tolici, e le “Teste tonde”, i puritani intransigenti sostenito-
nelle campagne, con la gentry, ovvero gli intendenti che ri del Parlamento. La svolta avviene quando il colonnello
hanno avviato lo sviluppo del settore agricolo e pastorizio; puritano Oliver Cromwell arruola fra le “Teste tonde” gli
alla borghesia “bassa” appartengono invece professioni- intendenti delle campagne e li organizza in un esercito di
sti, artigiani e operai. nuovo modello con il quale sconfigge più volte i Cavalie-
Le due borghesie hanno in comune una mentalità basa- ri, riuscendo alla fine a catturare il re che, processato per
ta sul puritanesimo, una profonda cultura e l’appoggio tradimento, viene giustiziato nel 1649. La guerra civile ha
incondizionato al Parlamento, in particolare alla Camera diffuso un clima di tale terrore che il Parlamento dichiara
dei Comuni. la fine della monarchia e la nascita della Repubblica con
il nome di Commonwealth, ma Cromwell, che si proclama
2. Il regno di Giacomo I Stuart “Lord protettore”, si trasforma ben presto in un dittatore
È questo il Paese su cui, morta Elisabetta, comincia a go- cosicché, nel 1660, i monarchici decidono di riconsegnare
vernare Giacomo I Stuart che smette di convocare il Par- il trono agli Stuart. Il nuovo sovrano, Carlo II, si impegna a
lamento e, per finanziare lo Stato, riprende le vendite di governare in accordo col Parlamento.
titoli nobiliari. Nonostante la politica di stampo assolu-
tistico, tuttavia, non riesce a turbare lo sviluppo del suo 6. La nascita dello Stato
popolo e anzi, durante il suo regno, unisce Inghilterra e parlamentare
Scozia dando origine alla Gran Bretagna. Il ritorno degli Stuart, tuttavia, riapre i vecchi problemi e
Giacomo II, re dal 1685, si proclama addirittura cattolico e
3. Gli errori di Carlo I arriva ad abolire lo Habeas Corpus. Intanto, però, in Parla-
Il figlio di Giacomo, Carlo I, salito al trono nel 1625, pro- mento si sono formati i primi schieramenti politici moderni:
segue sulla strada dell’assolutismo che Luigi XIII e Riche- i tories, aristocratici anglicani sostenitori della monarchia,
lieu stanno tracciando, senza però capire quanto l’Inghil- e i whigs, esponenti dell’alta e bassa borghesia, protestan-
terra è diversa dalla Francia. Oltre a sposare una cattolica ti e sostenitori del Parlamento stesso. Nel 1688 un gruppo
e ad appoggiare i vescovi anglicani fedeli al papa, ordina di parlamentari decide di liberarsi definitivamente degli
la confisca dei patrimoni dei puritani e concede ai suoi Stuart e offre in segreto la Corona al principe olandese e
favoriti di appropriarsene e anche di esportare lana grez- protestante Guglielmo III d’Orange, che accetta e sbarca
za; infine rende ordinarie tasse di solito imposte solo in in Inghilterra con il suo esercito. Giacomo II fugge e l’epi-
caso di guerra. Quest’ultimo gesto disgusta il Parlamen- sodio prende il nome di “Gloriosa Rivoluzione”.
to, mentre la persecuzione antipuritana provoca la solle- Nel 1689 Guglielmo firma l’Atto di tolleranza che garan-
vazione della Scozia. tisce libertà religiosa ai protestanti e il Bill of rights, una
Il re tenta di sciogliere il Parlamento, ma i suoi membri “dichiarazione dei diritti” che ha il valore di una Costitu-
occupano l’aula per ben quattro anni dando vita al cosid- zione: essa pone limiti precisi ai re, ribadisce i diritti del
detto “Lungo Parlamento” e, quando Carlo cerca di farli Parlamento e ristabilisce lo Habeas Corpus. Il Bill of rights
arrestare, il popolo di Londra prende le armi per difenderli sancisce la nascita della monarchia costituzionale, che
e scoppia la guerra civile. dà luogo a uno Stato parlamentare.

CRONOLOGIA DEGLI EVENTI

1606 1625 1640-1644 1642-1649 1649 1653 1660 1685 1688 1689
Giacomo I Carlo I “Lungo Guerra civile 30 gennaio Cromwell Carlo II Giacomo II “Gloriosa Atto di
unifica le sul trono Parlamento” inglese Condanna e instaura la sul trono sul trono Rivoluzione”: tolleranza e
bandiere dei decapitazione dittatura Guglielmo II Bill of rights
regni di Scozia di Carlo I sul trono
e Inghilterra

58 Unità 1 L’Europa nell’economia-mondo


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Guida allo studio TEST MAPPA

RIPASSA

1. Ripassa in breve il capitolo 3 sullo Stato parlamentare inglese con l’aiuto della mappa.

rafforzando l’ Gli Stuart calpestando il

assolutismo scatenano la Parlamento

GUERRA CIVILE

che oppone che degenera in che si conclude con la

i Cavalieri di Carlo I dittatura restaurazione

e finché la

le Teste tonde
di Cromwell Gloriosa Rivoluzione

affida il trono a

Atto di tolleranza
che firma Guglielmo d’Orange
Habeas Corpus con Bill of rights

che fondano lo Stato parlamentare

VERIFICA 3. par. 1 Indica con una crocetta i completamenti


corretti delle affermazioni seguenti.
1. Elisabetta I non aveva eredi e lasciò il trono agli
2. lessico I termini “dissidenti” e “sostenitori” Stuart, che erano:
indicano due concetti contrari. Definiscili e poi a. cugini di Elisabetta e sovrani d’Irlanda.
trova per ogni vocabolo almeno tre sinonimi. b. cugini di Maria Stuarda e sovrani di Scozia.
c. cugini di Elisabetta e sovrani di Scozia.
TERMINI DEFINIZIONE SINONIMI 2. Alla morte di Elisabetta I, la borghesia inglese:
Dissidenti ............................................... 1. .......................................... a. era intraprendente e aveva bisogno della massima
............................................... 2. ........................................ libertà politica ed economica.
............................................... 3. ........................................ b. era dilaniata dalle tensioni religiose tra cattolici
e anglicani.
Sostenitori ............................................... 1. .......................................... c. era colpita da un forte decremento demografico
............................................... 2. ........................................ dovuto a terribili carestie.
............................................... 3. ........................................ 3. La classe sociale della gentry era composta da:

Lo Stato parlamentare Capitolo 3 59
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Guida allo studio

a. banchieri, finanzieri e armatori che svolgevano le loro 2. Giacomo II instituì lo Habeas Corpus. V F
attività in città. 3. I tories erano aristocratici anglicani sostenitori
b. avvocati, notai e professionisti che svolgevano le loro della monarchia. V F
attività in città. 4. Gli whigs erano esponenti popolari. V F
c. amministratori di tenute nobiliari che svolgevano le 5. Nel 1688 un gruppo di parlamentari inglesi
loro attività in campagna. offrì la Corona al principe olandese
4. La borghesia inglese era accomunata: e protestante Guglielmo III d’Orange. V F
a. dalla confessione anglicana e dall’appoggio alla 6. Giacomo II fuggì in Francia e l’episodio
Camera dei Comuni. fu chiamato “Gloriosa Rivoluzione”. V F
b. dalla confessione puritana e da una profonda cultura 7. L’Atto di tolleranza era una “dichiarazione dei
religiosa. diritti” che aveva il valore di una Costituzione. V F
c. dalla confessione cattolica e dall’appoggio alla
Camera dei Comuni. 8. par. 6 Completa la tabella seguente, relativa
ai due fondamentali documenti firmati da
4. parr. 2-3 Sottolinea l’alternativa corretta tra Guglielmo nel 1689.
quelle che ti vengono proposte.
Giacomo I Stuart aveva molto / poco in comune con Atto di tolleranza ...........................................................................................
la regina Elisabetta: egli professava la fede anglicana / ...........................................................................................
cattolica e teneva / non teneva in considerazione il Bill of rights ...........................................................................................
Parlamento. Per finanziare lo Stato riprese la pirateria ...........................................................................................
/ vendita di titoli nobiliari. Nonostante la politica
assolutista / democratica, il Paese continuò a vivere
nel benessere. Durante il suo regno si ebbe l’unificazione
della Scozia / Gran Bretagna. Il figlio, Carlo I, volle GUIDA PER L’ESPOSIZIONE ORALE
perseguire l’assolutizzazione / liberalizzazione dello
Stato, attraverso l’applicazione del principio del cuius 9. Esponi gli eventi che, a partire dalla guerra civile,
regio eius religio / dell’Editto di Nantes in campo condussero l’Inghilterra a diventare uno Stato
economico / religioso e attraverso il potenziamento parlamentare.
/ l’annullamento dei poteri del Parlamento. Egli sposò
Scaletta:
una principessa cattolica / anglicana, ordinò la confisca • Cavalieri e Teste tonde
dei beni dei cattolici / puritani e stabilì per i suoi • Oliver Cromwell
favoriti il divieto / permesso di esportazione della lana • esercito di nuovo modello
grezza, prerogativa dei tessitori. Infine rese straordinarie • condanna a morte di Carlo I
/ ordinarie delle tasse che erano straordinarie / • nascita della Repubblica
ordinarie, previste solo in caso di guerra. • dittatura di Cromwell
• ritorno degli Stuart
5. par. 3 Completa la tabella seguente, scrivendo • Giacomo II
quali mosse compiute da Carlo I Stuart • tories e whigs
portarono alla guerra civile. • “Gloriosa Rivoluzione”
• Atto di tolleranza
Religione ..................................................................... • Bill of rights
Parole e concetti chiave:
Confische e assegnazioni .....................................................................
intendenti; decapitazione del re; clima di terrore;
Commonwealth; primi schieramenti politici moderni;
Tasse .....................................................................
Guglielmo d’Orange; “dichiarazione dei diritti”;
Parlamento ..................................................................... Costituzione; limiti precisi ai re, diritti del Parlamento;
Habeas Corpus; monarchia costituzionale.
6. parr. 4-5 Spiega in un testo di sette righe chi fu Come cominciare:
e che cosa fece Oliver Cromwell, sviluppando “Dal 1642 al 1649 il regno fu messo a ferro e fuoco da
i seguenti punti. due opposte fazioni: i Cavalieri, partigiani del re, e le
Teste tonde, sostenitori del Parlamento.”
a. A quale classe sociale apparteneva e che ruolo
politico aveva Cromwell. 10. Con l’aiuto della scaletta, illustra le
b. Quali erano i suoi valori morali e religiosi. caratteristiche dello Stato parlamentare.
c. Che cosa fece durante la Guerra civile.
d. Che ruolo aveva quando il Parlamento proclamò • Differenza tra l’Inghilterra di Elisabetta I e quella di
la nascita della Repubblica. Giacomo I Stuart
• Carlo I Stuart, la guerra civile, la Repubblica e la
e. Come si comportò durante il periodo repubblicano.
dittatura di Cromwell
f. A chi lasciò il potere.
• I cambiamenti politici nel Parlamento inglese del
Seicento: Cavalieri, “Teste tonde”, tories e whigs
7. par. 6 Indica con una crocetta se le affermazioni • Carlo II Stuart, Giacomo II Stuart e la “Gloriosa
seguenti sono vere o false. Rivoluzione”
1. Giacomo II, re dal 1685, si proclamò cattolico. V F

60 Unità 1 L’Europa nell’economia-mondo


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4
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IL PRIMATO
DELL’EUROPA VIDEO
• Gli imperi
nel Seicento

1. L’Europa verso il primato


L’Età moderna fu per l’Europa un periodo terribile dal punto di vista delle guer- MENTRE STUDI
re, dell’intolleranza e delle persecuzioni. Nonostante ciò, quest’epoca si concluse 1. Quali aspetti negativi
con un fenomeno che non si era mai più verificato dalla caduta dell’Impero roma- e positivi caratterizzarono
no d’Occidente: il primato tecnologico, economico e militare di alcune nazioni l’Europa durante l’Età
europee sul resto del mondo. moderna?

2. La Spagna dal “Secolo d’oro”


alla decadenza
Tra Cinquecento e Seicento il primato appartenne alla Spagna, che chiamò questi
duecento anni el Siglo de oro, “il Secolo d’oro”, non solo per le immense ricchezze
di cui i suoi galeoni la rifornivano dall’America, ma anche per lo splendore della
sua cultura, espressa da alcuni dei più grandi scrittori, pittori e architetti dell’epoca.
Ancora una volta, però, la storia dimostrò di non essere così semplice e lineare
come può apparire ai suoi protagonisti. “La storia – scrive l’economista Carlo Ci-
polla – è un gioco dialettico di elementi probabilistici. I disastri non sono solo pre-
ceduti da disgrazie, e il successo non fiorisce soltanto da situazioni paradisiache”.

Tra i Paesi che seppero


approfittare più di altri delle
nuove opportunità offerte dalle
esplorazioni vi fu l’Olanda. Qui
vediamo appunto l’intenso
traffico del porto di Amsterdam,
dove arrivavano le merci
esotiche e da dove partivano
raffinati prodotti europei.

Il primato dell’Europa Capitolo 4 61
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Gli Spagnoli, inebriati dal grande afflusso di metallo prezioso, si comportarono un


po’ come una squadra che, avendo sbaragliato tutti gli avversari durante le quali-
ficazioni, perde la finale perché troppo sicura di sé.
Mentre l’aristocrazia, invece di investire il denaro in migliorie per l’agricoltura, lo
MENTRE STUDI sperperava in beni di lusso, il sovrano Filippo II ne impiegava somme enormi per
1. Tra Cinquecento combattere inutilmente la ribellione protestante dell’Olanda. Si scontrò con l’In-
e Seicento, in quali ambiti
la Spagna deteneva
ghilterra di Elisabetta I e perse l’Invincibile Armata.
il primato? Infine, poco dopo la sua morte, arrivò in Spagna la terribile notizia dell’esauri-
2. Per quali motivi mento delle miniere d’argento della Bolivia e, nel giro di pochi anni, la nazione
la Spagna perse poi piombò dallo splendore al sottosviluppo (➔ ECONOMIA Dallo sviluppo al sottosvi-
questo primato? luppo: il caso Spagna, p. 75).

LETTURA D’IMMAGINE Potere e magnificenza della Spagna


Questo dipinto, eseguito da un pittore della corte di Filippo II, della marina islamica. Il marchese è abbigliato secondo la moda
celebra sia la forza militare della Spagna sia il lusso della sua classe dell’epoca e indossa una corazza decorata con lamine d’oro. I suoi
aristocratica nel Siglo de oro. Esso infatti mostra il marchese di ufficiali sono altrettanto eleganti ed esibiscono grandi colletti
Santa Cruz, ammiraglio della flotta spagnola, accolto dal doge di pizzo di Madera. Uno di loro ha in mano un cappello con le
della Repubblica di Genova dopo averlo salvato da un attacco piume di feltro fiorentino.

Il doge di Genova Il marchese Álvaro Quattro ufficiali I galeoni spagnoli


di Santa Cruz accalcati nel porto
di Genova

Due lanzichenecchi Un paggio che porta


al servizio della Spagna il magnifico elmo piumato
del marchese

62 Unità 1 L’Europa nell’economia-mondo


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3. Il Portogallo non è mai riuscito


a decollare
Nonostante i grandi meriti conquistati ai tempi delle esplorazioni in Estremo
Oriente, il Portogallo non riuscì ad approfittare pienamente delle sue scoperte. I
suoi mercanti tentarono di acquistare prodotti orientali dando in cambio merci
occidentali; ben presto però si accorsero che esse non interessavano né ai Cinesi
né agli Indiani o ai Giapponesi. I mercanti perciò dovettero accontentarsi di fare
da mediatori portando argento giapponese in Cina, rame giapponese in India,
spezie dall’Indonesia all’India e alla Cina, tessuti di cotone indiano nel Sudest
asiatico e tappeti persiani in India. I guadagni furono buoni, ma non tali da far MENTRE STUDI
decollare la loro economia. 1. Perché in Età moderna
l’economia del Portogallo
Il primato mondiale dell’Europa non fu dunque realizzato dalle più grandi poten- non decollò?
ze navali del Cinquecento, ma dai due nemici storici della Spagna, l’Inghilterra
2. Quali Paesi europei
e l’Olanda. Ai tempi delle Guerre di religione e delle lotte tra monarchie e aristo- raggiunsero il primato
crazie queste nazioni avevano fatto scelte originali e davvero “moderne” e nel Sei- economico mondiale
cento ne raccolsero il frutto. nell’Età moderna?

4. In Olanda: democrazia e sviluppo


tecnologico
L’Olanda aveva lottato con successo in nome della libertà. Era riuscita a liberarsi
degli Spagnoli, aveva basato la vita politica sulla centralità del Parlamento e assun-
to la forma di una repubblica. Tra i due tipi di atteggiamento nei confronti delle
diverse fedi non aveva scelto la “religione di Stato”, ma la tolleranza e, grazie a
questo, aveva accolto ebrei e calvinisti in fuga dai Paesi cattolici che avevano por-
tato un prezioso bagaglio di saperi tecnici e professionali, consolidando la base
borghese della società.
Come in tutti i Paesi protestanti, il livello di alfabetizzazione era altissimo (tutti
dovevano poter leggere direttamente la Bibbia) e, con esso, la diffusione di ma-
nuali tecnici e scientifici. I finanzieri investivano volentieri in nuove imprese e lo
Stato non poneva limiti all’iniziativa individuale.

Sull’onda delle loro fortune


commerciali, gli Olandesi non
tardarono a fondare una serie
di colonie in Estremo Oriente.
Qui viene illustrato il mercato
di Giacarta, in Indonesia, di
cui si intravede a sinistra una
costruzione che ospita gli uffici
della Compagnia olandese delle
Indie orientali.

Il primato dell’Europa Capitolo 4 63
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Le origini della Borsa a Bruges te alimentari. Il venditore esponeva una lettera in cui
aveva scritto quanto si aspettava di ricavare. I compra-
Sapere come e perché è nata la Borsa è molto impor- tori offrivano denaro. La merce veniva venduta al mi-
tante. Oggi infatti essa rappresenta l’essenza dell’e- glior offerente, come in un’asta.
conomia finanziaria mondiale e funziona in modo Un’asta è, ridotta all’osso, anche la contrattazione che
enormemente complesso. Coglierla al momento del- si tiene nella Borsa odierna e i due termini “denaro” e
la sua nascita è utile per capirne la chiave, che resta la “lettera” sono diffusi ancora oggi. La differenza è che
stessa: una compravendita. non si compra più direttamente la merce – per esem-
La sua nascita risale al XV secolo per iniziativa di un pio, occhiali da sole –, ma le “azioni” emesse dall’im-
mercante di origine veneta di nome Della Borsa, poi presa che la produce. Il valore di queste azioni sale o
chiamato Van Der Burse, a Bruges, dove si era trasfe- scende a seconda di quanti occhiali il mercato mon-
rito. In casa sua, ormai nota come “la Borsa”, si dava- diale è disposto momento per momento a comprare,
no appuntamento alcune volte all’anno i mercanti di esattamente come accadeva a Bruges.
tutta Europa per comprare e vendere grossi carichi di Tra il XVI e il XVII secolo le Borse si moltiplicarono in
merci varie: stoffe, pellicce, gioielli, vino, armi, derra- varie città europee.

Nel Medioevo gli Olandesi avevano basato il loro sviluppo sulla pesca e sulla sa-
latura dell’aringa del Mar Baltico, cui era seguita la pesca del merluzzo in Islanda
e delle balene nel Mar Glaciale Artico. Nel Cinquecento essi costruirono le dighe
e dissalarono i terreni strappati al mare (i cosiddetti polder) consentendo al Paese
di porre le fondamenta di un’eccezionale attività agricola.
Alle soglie del Seicento gli Olandesi moltiplicarono le iniziative. Fiorirono le in-
dustrie tessili e la produzione di macchinari (dalle gru agli orologi, passando
attraverso le lenti, che permisero loro di inventare il cannocchiale, ricercatissimo
dalle marine di tutta Europa).
Altrettanto famosi divennero i cantieri navali. Basti ricordare che proprio qui lo
zar Pietro il Grande si recò per imparare a costruire velieri (vedi capitolo 2, para-
grafo 12). Gli armatori si riunirono nella Compagnia olandese delle Indie orien-
tali e costruirono una vasta rete commerciale appoggiata da navi da guerra per
proteggere i convogli, mentre gli agricoltori dei polder si specializzavano nella col-
tivazione intensiva dei tulipani, di cui avevano scoperto i bulbi in Turchia e che
fruttavano milioni in monete d’oro.
Amsterdam, il cui nome significa “diga (dam) sull’Amstel”, divenne il “magaz-
MENTRE STUDI zino del mondo” e la sua Borsa la più importante d’Europa (➔ ECONOMIA Crol-
1. In quali settori l’Olanda li di Borsa: dai tulipani di Amsterdam alla “bolla” del 2006, p. 77). Per le sue potenzialità
si sviluppò tra Cinquecento
e Seicento? l’Olanda avrebbe potuto condividere il primato mondiale con l’Inghilterra, ma
alla fine pagò lo scotto di essere una nazione molto piccola e non particolarmente
2. Quali iniziative
economiche intrapresero orientata alla guerra.
gli Olandesi dal Medioevo Dopo essere stata sua alleata contro la Spagna, l’Inghilterra la schiacciò quando
al Seicento? cominciò a vederla come una pericolosa rivale sui mari del mondo.

MENTRE STUDI Le cause del successo olandese

Repubblica parlamentare, puritana e tollerante

Compagnia olandese
alfabetizzazione progresso tecnologico vasta rete commerciale
delle Indie orientali

64 Unità 1 L’Europa nell’economia-mondo


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La vita degli Occidentali nelle


colonie doveva adeguarsi alle
abitudini del posto. Qui un
ufficiale della Compagnia inglese
delle Indie orientali viaggia
spostandosi su un elefante.

5. L’Inghilterra verso il primato mondiale


L’Inghilterra medievale non aveva conosciuto uno sviluppo paragonabile a quello
dei Paesi Bassi, ma l’affermazione del Parlamento, in cui i borghesi poterono bat-
tersi per leggi propizie ai loro affari, e l’unione con la Scozia le impressero un’ac-
celerazione che non ebbe rivali.
Ormai la Gran Bretagna poteva avvalersi di risorse economiche e umane più ric-
che e numerose di prima, che le consentirono di proporsi come potenza commer-
ciale a livello globale e di intraprendere una decisa espansione coloniale. Anche
l’Inghilterra aveva una Compagnia delle Indie orientali e commerciava con l’In-
dia (dove occupava una serie di avamposti e stava sostituendosi al Portogallo), il
Sudest asiatico e la Cina, dove si approvvigionava di tè, seta, cotone.
Intanto la monarchia ordinava l’esplorazione dell’America settentrionale, dove fon-
dava le tredici colonie da cui un giorno sarebbero nati gli Stati Uniti. Verso la fine
del Seicento la Gran Bretagna era ormai la più grande potenza navale del mondo.
In Europa il cammino che portò la Gran Bretagna a questo predominio passò at-
traverso un duro scontro con l’Olanda. Le due grandi alleate di un tempo, infat-
ti, divennero mortali nemiche quando si trattò di spartirsi il commercio mondia-
le. Gli Olandesi, agli occhi degli Inglesi, avevano il torto di essere ben inseriti nel
MENTRE STUDI
commercio triangolare (vedi paragrafi 6-7), di avere colonie in Estremo Oriente
1. Perché alla fine del
e di smerciare in Europa prodotti di altissimo livello a prezzi molto più bassi di Seicento l’Inghilterra era la
quelli britannici. Il governo di Londra non esitò allora a schiacciarli con tutta la più grande potenza navale
forza della sua marina e a fare dell’Inghilterra la regina degli oceani. del mondo?

MENTRE STUDI Le cause del successo inglese

Monarchia parlamentare inglese

Commerci con India, Fondazione delle tredici


Sudest asiatico e Cina colonie nell’America
settentrionale

Compagnia inglese
delle Indie orientali

Il primato dell’Europa Capitolo 4 65
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6. L’Europa intraprende
la “tratta degli schiavi”
Le cifre della schiavitù
Il primato dell’Inghilterra fu largamente favorito dal commercio ad altissimo ren-
dimento di una merce molto particolare: gli esseri umani. Questo commercio, che
2
va sotto il nome di “tratta degli schiavi”, ebbe come bacino di rifornimento l’A-
frica subsahariana (lo stesso al quale aveva attinto per secoli l’islàm) e come mèta
1,5
l’America, dove gli enormi spazi a disposizione erano ancora quasi disabitati e la
totale mano d’opera scarseggiava.
milioni

1 totale 3.646.000
1.600.200 La tratta era cominciata intorno all’anno 1500, quando i Portoghesi, che aveva-
totale
totale
500.000
1.552.100 no appena scoperto il Brasile, vollero impiantarvi la canna da zucchero. Poiché
0,5
il Brasile era poco popolato, a un capitano intraprendente che conosceva bene le
totale 2.064.000 coste africane venne in mente di comprare schiavi neri dai mercanti islamici del
1492- 1601- 1701- 1810-
Golfo di Guinea.
1600 1700 1810 1870 I Neri si rivelarono dei lavoratori instancabili, ben diversi dagli Indios; la notizia
Impero portoghese si diffuse e ben presto anche gli Spagnoli cominciarono a importarne nelle loro
Impero britannico
Impero francese colonie, specialmente quelle del Mar dei Caraibi.
Impero spagnolo
Impero olandese
Nel corso del Cinquecento furono deportati dall’Africa 650 000 schiavi; nel Sei-
cento salirono a 1 milione e mezzo; nel XVIII secolo furono 5 800 000. Nel 1815
la tratta venne ufficialmente proibita, ma numerosi contrabbandieri continuaro-
no a praticarla raggiungendo la cifra di 2 700 000 Africani deportati.
In tre secoli e mezzo il totale delle persone strappate dalla propria terra raggiunse
una cifra tra i 10 e gli 11 milioni, di cui quasi 2 milioni morti durante la traver-
MENTRE STUDI sata dell’Atlantico. A essi vanno sommati gli 11 milioni di schiavi di cui si rifor-
1. In che cosa consisteva nirono gli imperi islamici, prima quello arabo, poi quello turco-ottomano, in un
la “tratta degli schiavi”? tempo però molto più lungo: dieci secoli.

Un gruppo di uomini, donne e bambini africani catturati e condotti Gli schiavi sono arrivati a destinazione e vengono esibiti al mercato
al mercato degli schiavi. da un padrone in attesa dei clienti.

66 Unità 1 L’Europa nell’economia-mondo


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7. Il commercio triangolare frutta


guadagni altissimi
Verso la fine del Seicento, il 90% del commercio degli schiavi era ormai passato
nelle mani dei mercanti inglesi e olandesi. Essi avevano praticamente eliminato
la concorrenza delle altre nazioni occidentali nonché la mediazione degli Arabi,
che rendeva il prezzo degli schiavi troppo elevato, e trattavano direttamente con i
sovrani dei Regni africani.
Le loro rotte costituirono il commercio triangolare rappresentato nella carta:
• Londra o Amsterdam ➔ Golfo di Guinea, con navi cariche di merci europee
da scambiare con i venditori di schiavi: tessuti di lana e di cotone prodotti ap-
positamente per il mercato africano, rum, acquavite, barre di ferro, polvere da
sparo, fucili, perline;
• Golfo di Guinea ➔ Antille, con il carico umano da rivendere sui mercati di
schiavi locali;
• Antille ➔ Londra o Amsterdam, con navi stracolme di zucchero, cacao, ta-
bacco, cotone in balle, riso, coloranti naturali per tingere le stoffe, come l’inda-
co (che forniva uno splendido punto di azzurro tendente al violetto) o il brazil
(il rosso derivato dal tronco degli alberi che avevano dato il nome al Brasile).
I prodotti che arrivavano sulle “navi negriere” (come erano chiamate le imbarca-
zioni destinate al trasporto degli schiavi) erano nuovissimi per l’Europa e ricerca-
tissimi dalle classi abbienti. Una tazza di cioccolata ben zuccherata o la biancheria
di cotone, che d’estate sostituiva finalmente quella di lana, valevano fortune per
gli importatori. Non parliamo dell’indaco: l’Inghilterra sembrava volesse diven- MENTRE STUDI
tare tutta di quel colore. 1. Quali rotte prevedeva
I guadagni dei negrieri non avevano paragoni. Alcuni studiosi sostengono addi- il commercio triangolare?
rittura che uno schiavo pagato in Africa 30 fiorini olandesi venisse rivenduto nei 2. Quali prodotti venivano
Caraibi a 500 fiorini con un guadagno di poco inferiore al 1600%; altri propen- scambiati nel commercio
dono per cifre minori, ma comunque altissime rispetto ai guadagni su altre merci. triangolare?

LA STORIA IN UNA CARTA Il commercio triangolare creato dalla tratta degli schiavi
Le frecce rosse
indicano i tragitti
di merci e schiavi
Quebec Bristol Londra
Amsterdam
tra Europa, Africa
pei
e Nordamerica;
Montreal
uro
gli E E U R O P A
ci per
Richmond
New York m er Istanbul quelle verdi
i
an

Lisbona Barcellona
N O R D A M ER IC A
i traffici islamici.
ci per i re afric

New Orleans Charleston Siviglia Bagdad


PERSIA

Alessandria
Antille
Mecca INDIA
mer

Gorea AFRICA
sch
iav ta deg
Cartagena i cos li
Lagos sc Mogadiscio
hi

Mombasa
av
i

Cabinda Zanzibar
SUDAMERICA Luanda

Il primato dell’Europa Capitolo 4 67
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La schiavitù nell’economia-mondo I negrieri erano persone dabbene, sposi leali, buoni padri
di famiglia e rigorosamente puritani. Avevano l’approva-
Un grande nemico dei diritti umani zione dei re e delle Chiese e, se qualcuno li avesse accu-
Nel lungo cammino verso l’affermazione dei diritti umani sati di compiere un crimine orrendo, avrebbero risposto
e civili, vi sono stati (ed esistono ancora) molti ostacoli. sdegnati che si trattava solo di un “onesto commercio”
Uno di essi – il più grave insieme al razzismo – è la schia- come tanti altri.
vitù, quella forma di dominio dell’uomo sull’uomo che a
uno garantisce tutto e all’altro niente. La schiavitù è sem- Dalla cattura nella savana ai mercati della Costa
pre esistita, persino ai tempi dei civilissimi Greci e Roma- Quando le navi europee attraccavano nei porti del Gol-
ni; lo stesso cristianesimo l’aveva accettata. Molti Europei fo di Guinea, chiamato con il triste appellativo di “Costa
possedevano due o tre schiavi, prevalentemente africani, degli schiavi”, cominciavano le contrattazioni tra i capita-
fin dai tempi delle Crociate. La stessa famiglia Medici ne ni e i mercanti locali.
teneva costantemente alcuni al proprio servizio, facen- I bianchi mostravano la loro merce e gli Africani mostra-
doli arrivare direttamente dai mercati di Algeri. vano gli schiavi.
Avere sottratto il traffico ai mercanti arabi, secondo i ti- Questi ultimi arrivavano in fila, incatenati gli uni agli al-
morati borghesi europei, portava semmai un vantaggio tri. Erano uomini e donne prelevati dai loro villaggi attra-
ai “negri”: ora essi erano in mano a gente che li avreb- verso la razzìa oppure gente ridotta alla fame che si era
be convertiti al cristianesimo, li avrebbe messi in contat- consegnata a un re accettando la schiavitù pur di essere
to con una “civiltà superiore” e, se si fossero comporta- nutrita. Più raramente erano criminali di cui ci si voleva
ti bene, un giorno avrebbe magari restituito la libertà ai disfare.
più docili. Le trattative duravano molto a lungo: gli Africani erano
abilissimi nello sfruttare la concorrenza tra gli Europei e
Il mercante di schiavi nell’età dell’economia-mondo nel tirare sul prezzo.
I negrieri che si arricchirono smisuratamente trattando
merce umana non erano fuorilegge o gentaglia ai margini L’incubo della traversata sulle navi negriere
della società, bensì rispettabilissimi borghesi o membri Alla fine gli schiavi venivano stipati sul ponte inferiore
di antiche famiglie nobili, accomunati dal fatto di esse- delle navi in spazi alti tra gli 80 e i 120 centimetri. I sorve-
re molto ricchi. Una spedizione, infatti, poteva durare an- glianti li spogliavano, li rasavano a zero perché non si co-
che due anni e la cifra investita, irrisoria rispetto al pro- prissero di parassiti, li marchiavano a fuoco su una spal-
fitto ma piuttosto alta in assoluto, fruttava in tempi mol- la, poi li incatenavano, li facevano sdraiare a terra e li in-
to lunghi e comportava dei rischi: il 15-20 per cento delle castravano l’uno accanto all’altro. In questo modo uno
imprese non andava a buon fine. spazio che a malapena avrebbe potuto contenere 400

Il trasporto degli schiavi


avveniva in condizioni
disumane: ammassati,
fatti sdraiare a forza,
condotti quotidianamente
a prendere aria sul
ponte della nave. Come
vediamo in questa
immagine, gli schiavi erano
costantemente tenuti sotto
osservazione per evitare
lo scoppio di rivolte.

68 Unità 1 L’Europa nell’economia-mondo


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persone ne ospitava 600 e più. Quando vedevano allon- Un sistema di stivaggio “razionale”.
Se la merce trattata non fosse stata costituita da esseri viventi,
tanarsi la costa dell’Africa, molti deportati tentavano di
il modo di “imballare” gli schiavi mostrato in questo disegno
suicidarsi, altri cercavano di rivoltarsi e venivano ucci- dell’epoca sarebbe stato un capolavoro di ingegno: lo spazio
si. Prendere il mare, infatti, era considerato uno strap- veniva utilizzato fino all’ultimo millimetro e inoltre gli schiavi
po molto più drammatico della semplice perdita della non potevano muoversi per cercare di liberarsi dalle catene.
libertà.
Due volte a settimana i prigionieri venivano trascinati in Questi ultimi, in genere, uccidevano i rivoltosi; se, come
coperta e lavati con secchiate d’acqua. Poi erano costret- accadeva raramente, gli schiavi avevano la meglio, per-
ti a danzare perché i loro muscoli non si indebolissero. devano ugualmente la vita perché non sapevano mano-
Chi si opponeva doveva saltellare a forza per evitare le vrare la nave. Nei periodi peggiori, tra malattie come lo
frustate sui piedi. Le donne, invece, potevano circolare scorbuto e la dissenteria e spietate repressioni dopo le
liberamente durante il giorno ed erano rinchiuse in un rivolte, morì il 20% dei deportati. Arrivati in America, li
luogo a loro riservato durante la notte. Il pasto consiste- aspettavano i mercati di schiavi, in cui venivano vendu-
va in una zuppa di riso e fave, accompagnata ogni tanto ti per la seconda volta come bestie, e poi il lavoro nel-
da rum allungato con l’acqua. le piantagioni. In quelle di zucchero, la vita media era
Spesso gli schiavi si rivoltavano. Durante la notte qualcu- di dieci anni, ma questo non riusciva a rendere amara la
no riusciva a liberarsi dalle catene, scioglieva qualcun al- cioccolata che le dame europee gustavano per essere
tro e la mattina piombava addosso ai marinai. alla moda.

LE FONTI

Al mercato come bestie

La fonte seguente è di Frederick Bailey, che nacque Osservate come si svolge il traffico di schiavi ameri-
schiavo nel 1818 in una piantagione del Maryland, cano. Vedrete uomini e donne allevati come porci.
dove imparò di nascosto a scrivere. Nel 1838 fuggì Vedrete uno di questi trafficanti di carne umana, ar-
e trovò rifugio a New York. Portuale e falegname, mato di pistola, frusta e coltello, guidare un gruppo
dal 1841 divenne un fervente attivista per la di uomini, donne e bambini dal Potomac al mercato
causa abolizionista. Nel 1845 pubblicò la sua degli schiavi di New Orleans. Presenziate all’asta;
autobiografia e con il ricavato delle vendite pagò guardate uomini esaminati come cavalli; guardate le
al padrone il prezzo della sua libertà. Durante forme delle donne brutalmente esposte allo sguardo
la guerra civile guidò la mobilitazione politica e volgare dei compratori di schiavi americani. Ditemi,
militare degli afroamericani e in seguito diventò cittadini, dove potete essere testimoni di uno spetta-
uno dei primi afroamericani a ricoprire incarichi colo altrettanto diabolico e sconvolgente.
pubblici federali.

Il primato dell’Europa Capitolo 4 69
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8. Un sistema chiamato “economia-mondo”


LESSICO
I commerci con l’Oriente e il “commercio triangolare” atlantico inaugurarono l’e-
Globalizzazione
ra dell’economia mondiale. Ancora oggi, anche se con modalità molto più com-
Ha luogo quando nessun plesse e dimensioni gigantesche, siamo figli di quel modo di far circolare merci,
fenomeno economico, uomini e idee di cui furono gettate le basi allora.
sociale e culturale è più Sul piano geografico il concetto è chiaramente comprensibile: le rotte navali, che
controllabile localmente,
ma dipende da tutto ciò
nel Medioevo erano state limitate al Mediterraneo e al Mare del Nord, a partire
che accade nel resto del dalla scoperta dell’America e dal viaggio di Vasco da Gama intorno all’Africa si
mondo. estesero agli oceani, arrivando a unire l’Oceano Atlantico all’Oceano Pacifico.
Sul piano economico e politico essa è stata definita economia-mondo dallo stori-
co francese Fernand Braudel che, con questa espressione, ha voluto sottolineare la
differenza tra l’economia mondiale dell’Età moderna e la globalizzazione dell’Età
contemporanea. Oggi, infatti, i protagonisti della globalizzazione sono più nume-
rosi e diffusi nel mondo, come si vede nella carta qui sotto.
Tra il Cinquecento e il Seicento, invece, il centro fu occupato di volta in volta da
MENTRE STUDI
una singola nazione, e sempre europea. Tutte le altre ebbero il ruolo di periferie.
A queste ultime fu imposto il compito di fornire al centro, alle potenze dominanti,
1. In Età moderna, in
quali aree geografiche prodotti alimentari, materie prime e manodopera, senza possibilità di sviluppare
si praticava l’economia autonomamente le proprie potenzialità. Nel Seicento altre nazioni europee come
mondiale? la Francia, la Russia e la Svezia cominciarono a distinguersi, collocandosi a metà
2. Che cosa significa strada tra il centro e le periferie, ma le loro fortune dipesero più dalla forza dei lo-
economia-mondo? ro eserciti che dall’estensione dei loro commerci.

LA STORIA IN UNA CARTA La globalizzazione e l’economia-mondo


1 Nell’Età attuale la La globalizzazione
globalizzazione interessa tutto 1
il pianeta, ma all’interno di essa,
si sono ugualmente create delle RUSSIA
aree dominanti che nel 2015
erano quelle colorate in giallo
nella carta 1 . STATI UNITI
CINA
2 Nell’economia-mondo dell’Età
moderna, invece, si crearono INDIA

un centro che fu prima della


Penisola iberica (carta 2a ), poi BRASILE
dell’Inghilterra (carta 2b ), che SUDAFRICA
sfruttò alcuni Paesi relegati nelle
periferie condannandoli
a essere semplicemente dei
fornitori di materie prime.

L’economia-mondo nel Siglo de oro: 2a L’Inghilterra al centro dell’economia-mondo 2b


la Spagna e le sue periferie
Paesi Bassi
INGHILTERRA

SPAGNA Italia
13
Colonie Cina

Tunisia India
Filippine
America Isole dei
Centro-meridionale Caraibi

Africa
Subsahariana

70 Unità 1 L’Europa nell’economia-mondo


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9. La supremazia europea è favorita


dalla crisi degli imperi orientali
Tra il Seicento e il Settecento l’economia-mondo rappresentò la grande svolta che
pose l’Europa atlantica al centro di tutti i movimenti economici – produzione,
commercio, finanza – e relegò alla periferia gli altri Paesi europei e tre interi con-
tinenti: America, Asia e Africa.
Le cause del primato raggiunto dall’Europa atlantica durante l’Età moderna sono
molte, ma tra esse rivestì una particolare importanza la crisi di due imperi orien-
tali dominatori dei mari: l’Impero turco e l’Impero cinese.
Dopo secoli di splendore, nel XVII secolo l’Impero turco-ottomano cadde nelle
mani di un’imponente burocrazia, nata per amministrare la vastità dei suoi territori
e l’eterogeneità dei suoi popoli, ma poi diventata fine a se stessa, corrotta, arrogante
e insofferente del potere del sultano. Essa soffocò qualunque libera iniziativa, rese
improduttive molte delle attività sia agricole sia artigianali e commerciali e comin-
ciò a utilizzare i propri enormi profitti in un’inutile e dannosa economia del lusso.
Nell’Impero cinese la grande dinastia Ming, che fra il XIV e il XVII secolo, do-
po avere scacciato i Mongoli, aveva regnato gloriosamente, nel 1644 fu sopraffatta
dalla dinastia Qing, che cadde anch’essa nelle trappole della burocrazia e dell’e-
MENTRE STUDI
conomia del lusso.
1. Quale, fra le cause della
Per questi motivi (qui esposti in modo estremamente semplificato), entrambi gli supremazia atlantica in Età
imperi cominciarono a diventare una delle periferie del mondo, destinate a soc- moderna, ebbe particolare
combere di fronte all’intraprendenza degli Occidentali. importanza?

MENTRE STUDI L’economia mondiale


Tra il XVII e il XVIII secolo

Commerci con l’Oriente e commercio triangolare

Economia-mondo

Al CENTRO l’Europa atlantica Alla PERIFERIA America, Asia, Africa

Ambasciatori veneziani
alla corte di un gran visir
ottomano nel XVIII secolo.

Il primato dell’Europa Capitolo 4 71
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Sintesi
AUDIO

1-3. Il declino della Spagna 5. L’affermazione della potenza


e del Portogallo inglese
Malgrado le guerre e le persecuzioni, l’Età moderna si con- Nello stesso periodo l’Inghilterra inizia a sua volta un velo-
clude con il primato tecnologico, economico e militare di cissimo sviluppo. Ora fa parte della Gran Bretagna insieme
alcune nazioni europee. Tra Cinquecento e Seicento tale alla Scozia, al Galles e all’Irlanda, anch’essa ha una Compa-
primato appartiene alla Spagna grazie all’oro e all’argento gnia delle Indie orientali e inoltre possiede tredici colo-
che i suoi galeoni portano dall’America. La cecità della sua nie nell’America settentrionale. Grazie alla sua flotta, sta
classe dirigente, con un’aristocrazia dedita unicamente al- diventando la più grande potenza del mondo.
le spese di lusso, e la monarchia di Filippo II, che sperpe-
ra denaro nell’inutile guerra contro l’Olanda, le impedi-
scono però un vero e proprio sviluppo. Tanto è vero che,
6-7. La tratta degli schiavi
e il commercio triangolare
quando in Spagna arriva la terribile notizia che le miniere
d’argento della Bolivia si sono esaurite, nel giro di pochi Il primato britannico è favorito dalla tratta degli schiavi.
anni la nazione passa dallo splendore al sottosviluppo. Essa è iniziata nel 1500 con il trasferimento di manodope-
Quanto al Portogallo, la natura dei suoi scambi non per- ra africana in Brasile e, verso la metà del XVII secolo, viene
mette di accumulare tanto denaro da poter competere monopolizzata dagli Inglesi e dagli Olandesi.
con le altre nazioni. L’acquisto degli schiavi avviene all’inizio con la mediazio-
Nel XVII secolo emergono invece due nuove potenze eco- ne dei mercanti berberi, poi trattando direttamente con
nomiche: l’Olanda e l’Inghilterra. i sovrani dei Regni africani. Le cifre di questo commercio
sono enormi: tra i 10 e gli 11 milioni di persone a causa degli
4. La crescita olandese Europei e 11 milioni a causa degli imperi islamici.
La tratta dà luogo al cosiddetto “commercio triangolare”,
Liberatasi dagli Spagnoli e diventata repubblica, l’Olanda che parte da Londra o Amsterdam, arriva al Golfo di Gui-
si segnala come il regno della tolleranza, dove vengono nea, passa nelle isole dei Caraibi e torna a Londra o Am-
accolti tutti i perseguitati per motivi religiosi, che porta- sterdam. Nel corso degli scambi effettuati in questi viaggi
no i loro saperi e le loro competenze tecnico-scientifiche. i guadagni dei negrieri sono vertiginosi.
Il Paese è completamente alfabetizzato, nuove terre da
coltivare vengono strappate al mare nei polder, i cantieri
navali sono i migliori del mondo, la Compagnia delle In- 8. L’“economia-mondo”
die orientali fa lucrosi affari in Estremo Oriente e importa I commerci con l’Oriente e il “commercio triangolare” apro-
prodotti preziosi, come i bulbi dei tulipani della Turchia. no l’era dell’“economia-mondo”, dove il centro viene occu-
Amsterdam diventa il “magazzino del mondo” e la sua pato di volta in volta da una singola nazione, sempre euro-
Borsa la più importante d’Europa. pea, mentre le altre svolgono il ruolo di periferie.

CRONOLOGIA DEGLI EVENTI

XVII-XVIII 1815
Si intensifica Proibizione
la tratta degli ufficiale
schiavi della tratta

72 Unità 1 L’Europa nell’economia-mondo


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Guida allo studio TEST MAPPA

RIPASSA

1. Ripassa in breve il capitolo 4 sul primato dell’Europa con l’aiuto della mappa.
Nel XVI secolo nasce la

ECONOMIA-MONDO

costituita da

un centro molte periferie

occupato da nazioni con dove viene relegata anche la

economia di investimento

Spagna

Gran Bretagna Olanda


a causa di

che alla fine resterà


economia
del lusso
dominatrice dei mari e centro
dell’economia-mondo

VERIFICA 4. par. 3 Indica se le seguenti affermazioni sono


vere o false.
1. Il Portogallo non riuscì ad approfittare
2. lessico Il termine “tratta”, riferito agli schiavi, pienamente delle sue scoperte. V F
ha un significato oggi desueto. Cercalo e scrivi 2. I mercanti inglesi dovettero accontentarsi di fare
almeno due sinonimi del vocabolo suddetto. da mediatori nel commercio con l’Oriente. V F
3. Il primato mondiale dell’Europa fu realizzato
3. par. 2 Individua e cancella le parole scorrette dalla Spagna e dall’Olanda. V F
(sono quattro) e sostituiscile con i termini 4. L’Inghilterra e l’Olanda, nel Cinquecento,
seguenti. fecero scelte originali e davvero “moderne”
e nel Seicento ne raccolsero il frutto. V F
metallo • squadra • agricoltura • argento
5. parr. 4-5 Inserisci nella casella opportuna
Gli Spagnoli, inebriati dal grande afflusso di materiale i termini e le espressioni seguenti.
prezioso, si comportarono un po’ come una persona
che, avendo sbaragliato tutti gli avversari durante le cantieri navali • monarchia costituzionale •
selezioni, perde la finale perché troppo sicura di sé. traffici dei negrieri • repubblica • polder •
Mentre l’aristocrazia, invece di investire il denaro in tulipani • produzione di macchinari • tessuti di lana
migliorie per l’astronomia, lo sperperava in beni di e cotone • basi commerciali in India • tolleranza
lusso, il sovrano Filippo II ne impiegava somme enormi religiosa
per combattere inutilmente la ribellione protestante Olanda ......................................................................................................
dell’Olanda. Si scontrò con l’Inghilterra di Elisabetta I e ......................................................................................................
perse l’Invincibile Armata. ......................................................................................................
Infine, poco dopo la sua morte, arrivò in Spagna la
terribile notizia dell’esaurimento delle miniere d’amianto Gran Bretagna ......................................................................................................
......................................................................................................
della Bolivia e, nel giro di pochi anni, la nazione piombò
......................................................................................................
dallo splendore al sottosviluppo.

Il primato dell’Europa Capitolo 4 73
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Guida allo studio

6. Di ciascuna delle seguenti coppie di frasi


sottolinea la causa, distinguendola dall’effetto; GUIDA PER L’ESPOSIZIONE ORALE
quindi riordina cronologicamente le frasi nello
schema sotto. 9. Indica quali nazioni, fra Cinquecento e Seicento,
decaddero e quali si svilupparono e spiegane
a. Il commercio degli schiavi passa direttamente agli i motivi.
Inglesi e Olandesi. • Nella vendita degli schiavi la
mediazione degli Arabi è molto costosa. Scaletta:
b. Nel 1815 la tratta viene proibita. • Tra il Cinquecento • Spagna • decadenza • economia del lusso •
e il Settecento è deportato un numero ingente di esaurimento delle miniere boliviane • sottosviluppo
schiavi. • Portogallo • decadenza • mediazione • mancato
c. Gli schiavi neri si rivelano dei grandi lavoratori. • Gli decollo economico
Spagnoli li importano nelle loro colonie. • Olanda • sviluppo • repubblica • tolleranza •
alfabetizzazione • iniziativa individuale • attività agricola
d. I Portoghesi importano gli schiavi in Brasile per
e industriale • rete commerciale • Borsa
coltivare la canna da zucchero. • Nel Cinquecento il • Inghilterra • sviluppo • Gran Bretagna • potenza
Brasile non era molto popolato. commerciale • espansione coloniale • tredici colonie
Parole e concetti chiave:
1 2 3 4 sperperi dell’aristocrazia; inutile lotta contro l’Olanda;
accoglienza di ebrei e calvinisti; consolidamento
della borghesia; dighe e polder; industrie tessili,
macchinari, cantieri navali; Compagnia olandese delle
7. par. 7 Completa la tabella seguente, relativa al Indie orientali; tulipani; Amsterdam “magazzino del
“commercio triangolare”. mondo”; affermazione del Parlamento; unione con la
Scozia; Compagnia delle Indie orientali; esplorazione
Londra o Amsterdam ➔ Golfo di Guinea con ................... dell’America settentrionale; potenza navale.
......................................................................................................................................................... Come cominciare:
“L’Età moderna si concluse con il primato tecnologico,
Golfo di Guinea ➔ Antille con .............................................................
economico e militare di alcune nazioni europee sul
.........................................................................................................................................................
resto del mondo.”
Antille ➔ Londra o Amsterdam con ..............................................
.........................................................................................................................................................
10. Illustra origini e caratteristiche della “tratta
8. Completa la tabella seguente, relativa alle degli schiavi” e spiega che cos’è l’“economia-
caratteristiche dell’“economia-mondo”. mondo”.
Scaletta:
CENTRO PERIFERIA • Brasile
• schiavi neri
Tipi di attività ........................................ ........................................ • mercanti islamici
economiche ........................................ ........................................ • contrabbando
che vi si svolgono ........................................ ........................................ • milioni di vittime
........................................ ........................................ • mercanti inglesi e olandesi
........................................ ........................................ • commercio triangolare
• navi negriere
Continenti in cui ........................................ ........................................
• guadagni altissimi
si collocano ........................................ ........................................
• differenza con la globalizzazione
........................................ ........................................ • Centro
........................................ ........................................ • Periferie
........................................ ........................................
Come cominciare:
“Il primato dell’Inghilterra fu largamente favorito dal
commercio ad altissimo reddito di esseri umani.”

11. Con l’aiuto della scaletta, illustra le


caratteristiche del primato dell’Europa.
• Gli aspetti positivi e negativi dell’Europa, della Spagna
e del Portogallo in Età moderna.
• Lo sviluppo economico dell’Olanda e dell’Inghilterra in
Età moderna.
• La tratta degli schiavi e il commercio triangolare.
• Le caratteristiche dell’economia-mondo.

74 Unità 1 L’Europa nell’economia-mondo


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Economia

DALLO SVILUPPO
AL SOTTOSVILUPPO:
IL CASO SPAGNA

Importazioni, esportazioni e bilancia slàm, erano ritenuti i massimi difensori del cattolicesimo.
dei pagamenti Le speranze di ricchezza erano sfrenate poiché le casse
Il sottosviluppo è una situazione economica che si dello Stato cominciavano a riempirsi dell’oro e dell’ar-
verifica quando un Paese esporta solo materie prime e gento provenienti dalle miniere trovate in America dai
importa tutti i prodotti lavorati di cui ha bisogno. conquistadores.
Tale situazione è negativa su diversi piani: Questi sentimenti condussero gli Spagnoli a compiere
• sul piano economico, perché le materie prime non una serie di eccessi e di azioni avventate che li porta-
lavorate vengono esportate a basso prezzo, mentre rono in pochi decenni alla situazione di sottosviluppo
l’importazione di prodotti lavorati è molto costosa; di definita sopra.
conseguenza la cosiddetta “bilancia dei pagamenti”
pende drammaticamente dalla parte dei costi, inde-
bitando sempre di più il Paese; Il flusso dei metalli preziosi dalle Americhe alla Spagna
• sul piano produttivo, perché l’importazione di pro- 40
dotti lavorati impedisce la nascita di un artigianato (o
Milioni di pesos

di un’industria) locale; 35

• sul piano sociale, per due motivi: A. il crollo della 30


produzione, al quale segue il crollo del commercio,
impedisce la formazione di una classe borghese im- 25

prenditoriale; B. dovendo pagare debiti che gli inte- 20


ressi bancari rendono sempre più alti, lo Stato au-
menta le tasse impoverendo in modo insostenibile 15

la popolazione. 10
Una volta innescata la spirale del sottosviluppo, è ben
difficile per un Paese tirarsene fuori. 5

0
L’orgoglio spagnolo 1500 1510 1520 1530 1540 1550 1560 1570 1580 1590 1600 1610 1620 1630 1640 1650

All’inizio del XVI secolo la Spagna si illuse di essere di- Anno

ventata il Paese più potente e più ricco d’Europa. Il grafico mostra le forniture di oro e di argento affluite
L’orgoglio nazionale era alle stelle per la fama dei suoi in Spagna dalle miniere americane. Come si vede, il tetto
guerrieri, che avevano da poco terminato la Reconquista massimo fu toccato tra il 1590 e il 1600, ma dopo il 1630,
quando cominciò il declino, la quantità non fece altro che
scacciando da Granada l’ultimo emiro arabo. calare. Se estendessimo il grafico oltre il 1650, arriveremmo
La tensione spirituale era altissima perché i suoi sovrani, a una quantità pari a zero.
Ferdinando e Isabella, avendo liberato la Spagna dall’i-

Il primato dell’Europa Capitolo 4 75
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da lana l’intero territorio della Penisola iberica, trasfor-


mando i campi in pascoli.
Esportare lana grezza era stato al momento più redditi-
zio che coltivare la terra, ma ciò fece precipitare in una
crisi irreversibile la classe contadina; inoltre, i terreni
furono resi aridi e incoltivabili dai milioni di pecore che
ogni anno li calpestavano durante le transumanze dai
pascoli estivi a quelli invernali.
Nel mondo preindustriale l’agricoltura era la base im-
prescindibile della ricchezza di un Paese e distruggerla
era una scelta che prometteva solo rovina.

L’arroganza della nobiltà


Per tutto il Cinquecento la nobiltà spagnola chiuse gli
occhi di fronte a questa realtà, accecata dall’oro che la
ricopriva.
Continuò a esportare lana grezza (a basso prezzo) nel-
le nazioni che la trasformavano in tessuti e a importa-
re dall’estero (ad alto prezzo) sia il grano necessario a
Una famiglia nobile madrilena circondata dal lusso.
nutrire la popolazione sia i tessuti (di lana, lino, seta,
broccato) e gli altri prodotti di lusso richiesti da una
aristocrazia del tutto parassitaria.
Il metallo prezioso venne poi dissipato dal re Filippo II
L’espulsione degli ebrei dalla Spagna per finanziare la Guerra dei Paesi Bassi, tanto costosa
e la scomparsa della classe borghese e sanguinosa quanto inutile.
Il primo errore fu compiuto nel 1492, lo stesso anno del- La bilancia dei pagamenti del Regno di Spagna cominciò
la scoperta dell’America e della conquista di Granada, presto a pendere dalla parte delle spese. Finché ad ag-
quando il re Ferdinando firmò il decreto di espulsione gravare la situazione, nei primi anni del Seicento, arrivò
degli ebrei dalla Spagna. la terribile notizia che le miniere americane comincia-
Con questo atto di intolleranza religiosa finì la lunga vano a esaurirsi.
era della convivencia (“coesistenza”) delle tre grandi La monarchia tentò di rimediare aumentando le tasse
religioni (cristianesimo, islamismo, ebraismo) che per sia nella Spagna stessa sia nei territori dominati, tra i
secoli aveva reso la storia culturale e commerciale della quali c’era l’Italia. Con queste misure, però, non fece che
Penisola iberica un modello unico in Europa per i suc- impoverire ulteriormente le popolazioni e soffocarne
cessi conseguiti nella medicina, nella matematica, nella l’economia senza risolvere il problema. Alla fine del Sei-
tecnologia e nelle esplorazioni. cento il sottosviluppo spagnolo era ormai irreversibile.
In base al decreto del re, circa 300 000 ebrei furono
costretti a emigrare, chi nei Paesi mediterranei, chi in
quelli dell’Europa centro-orientale. La loro partenza ECONOMIA E LAVORO
privò dell’intera classe borghese la società spagno-
Nella Spagna del Seicento viveva una piccola minoranza
la, che era composta prevalentemente da un numero
molto ricca, composta dalla nobiltà e dal clero, e una
ristretto di famiglie nobili e da una massa di sudditi in grande maggioranza molto povera, composta dal resto
parte impiegati nella pastorizia, in parte privi di reddito, della popolazione. Questa divisione tra ricchi e pove-
poverissimi e spesso dediti al banditismo. ri si trova ancora oggi, su scala addirittura planetaria.
La nazione perse così una categoria preziosissima di Leggi su https://www.oxfamitalia.org/davos-2020/ i
professionisti, mercanti, artigiani e banchieri, ponendo dati del rapporto rilasciato nel 2020 da OXFAM, un’or-
le basi del declino economico che avrebbe afflitto ganizzazione internazionale che studia e combatte la
tutta la sua storia successiva fino alla seconda metà povertà globale. Scoprirai che i 2153 uomini più ricchi
del Novecento. del mondo posseggono un patrimonio superiore a
quello dei 4,6 miliardi di abitanti più poveri del piane-
Un’agricoltura povera ta. La loro esistenza è associata a condizioni di preca-
Il secondo errore degli Spagnoli fu quello di non ren- rietà, scarsa istruzione e scarse cure mediche, spesso
vera e propria fame.
dersi conto dello squilibrio creatosi tra agricoltura e
Rifletti su questo tipo di disuguaglianze economiche
allevamento.
e rispondi: in che cosa somigliano e si differenziano ri-
Verso la fine del Medioevo, infatti, i grandi feudatari di spetto alla situazione spagnola del Seicento?
Spagna avevano destinato all’allevamento di pecore

76 Unità 1 L’Europa nell’economia-mondo


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Economia

CROLLI DI BORSA:
DAI TULIPANI DI AMSTERDAM
ALLA “BOLLA” DEL 2006

Il 5 febbraio 1637 ebbe inizio la più grave crisi economica La febbre sale
della storia olandese, che fu al tempo stesso il primo Man mano che la domanda cresceva, il prezzo dei tuli-
crollo di Borsa della storia mondiale. Questo evento ri- pani saliva. Nei primi anni del Seicento un bulbo costava
sulta bizzarro quando si scopre che l’oggetto del crack già 1000 fiorini (lo stipendio mensile di un cittadino era
era un fiore. Nel 2006 lo stesso evento si è ripetuto per in media di 150 fiorini e con 120 si poteva acquistare un
colpa delle case d’abitazione. bue). Poi i bulbi divennero addirittura denaro: come
oggi si comprano azioni o titoli di Stato sperando che
il loro valore aumenti nel tempo, in Olanda
IERI si cominciò a comprare bulbi.
Il Paese intero investì
La passione per i tulipani tutto quello che aveva
Il tulipano è un fiore di origine turca, comparso nei Paesi in tulipani, illudendosi
Bassi verso la metà del Cinquecento grazie a un amba- che da questo commer-
sciatore degli Asburgo, che in quel periodo dominavano cio si potesse trarre un
ancora l’Olanda. Il suo nome deriva dal turco tülibent, guadagno senza limiti. Nel
“turbante”, per la forma dei suoi petali. Il bulbo fu col- 1635 vi fu chi pagò una vera
tivato da un olandese che ne ottenne una produzione fortuna, 100 000 fiorini, per
massiccia a buon mercato. A un certo punto, però, le quaranta bulbi. L’anno successi-
piante furono attaccate da un virus che, invece di di- vo un acquirente offrì cinque ettari
struggerle, diede ai petali una serie di striature di vari di terreno per una delle uniche due radici
colori, simili a fiamme. I nuovi esemplari conquistarono esistenti in Olanda di Semper Augustus, la
in un batter d’occhio il mercato europeo diventando varietà più preziosa.
addirittura un simbolo di prestigio che non poteva
mancare nei giardini di lusso.
Se si pensa che ogni bulbo produce un solo fiore e che
esso vive una sola settimana, si può immaginare quan-
to fosse costoso piantarne centinaia nelle aiuole delle
residenze nobiliari e altoborghesi.
Il tulipano però ha un vantaggio: dopo la fioritura il
bulbo può essere conservato con opportuni accorgi-
menti anche per anni e poi ripiantato, dando origine
a un nuovo fiore. Il Semper Augustus, il fiore che arrivò
a costare quanto una casa di lusso.

Il primato dell’Europa Capitolo 4 77
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La costruzione del nuovo municipio nella piazza Dam di del prezzo. Alcune agenzie immobiliari ne approfitta-
Amsterdam. La frenesia edilizia dell’Olanda di questo secolo rono per indurre i loro clienti ad acquistare case non
dimostra quali ricchezze affluissero ormai nel Paese.
per risiedervi ma per specularvi sopra.
Il trucco consisteva in questo: tu dai un anticipo, accendi
La “bolla” scoppia un mutuo e compri una piccola casa a 100. Nel giro di
Poi si arrivò al febbraio 1637. In quel mese terribile si sei mesi la tua casa varrà 120. Allora la rivendi insieme al
scoprì che i bulbi ormai circolavano a prescindere dal mutuo, accendi un altro mutuo e ne compri un’altra più
loro uso effettivo nei giardini: la moda stava passando, grande da 140 che presto varrà 180 e così via all’infinito.
altri fiori cominciavano a sostituire i tulipani, diventati Anche se avrebbe dovuto essere chiaro da subito che
troppo cari, e i bulbi acquistati a fini speculativi resta- prima o poi la richiesta di case sarebbe cessata, una
vano invenduti. I loro prezzi cominciarono a cadere in quantità incredibile di gente cascò nella trappola. Ci fu
picchiata, chi li possedeva tentò di cederli a qualunque chi dissipò tutti i risparmi accumulati per far studiare
costo, ma ormai essi non interessavano più. i figli e ci furono intere famiglie di disoccupati che si
Si diffuse il panico. Alcuni ricchi commercianti si ridus- indebitarono per versare gli anticipi.
sero a chiedere l’elemosina e molti nobili videro le pro- Nel 2006 la “bolla” cominciò a sgonfiarsi: all’enorme
prie fortune andare in frantumi. La fiorente economia quantità di case vendute non corrispondeva alcuna fa-
dei Paesi Bassi subì un colpo così duro che impiegò miglia che volesse comprarle per risiedervi; gli acquirenti
anni a riprendersi. non ebbero più denaro per pagare le rate dei mutui; le
banche, impaurite, ne chiesero l’immediata riscossione,
e alla fine tutti persero tutto.
OGGI Anche negli Stati Uniti, come nell’Olanda dei tulipani,
la crisi fu devastante.
La storia si ripete
Ciò che accadde con i bulbi di tulipani nel Seicento vie- ECONOMIA E LAVORO
ne studiato ancora oggi come esempio di bolla specu-
lativa, cioè una particolare fase di mercato caratteriz- A differenza di quanto accadeva nel Seicento, oggi le
zata da un aumento ingiustificato dei prezzi di un bene attività di Borsa e di intermediazione finanziaria so-
no strettamente regolate in tutto il mondo per legge.
in seguito a una crescita della domanda improvvisa e
A tutelare gli investitori e a garantire l’efficienza e la
creata artificialmente. La bolla si gonfia sempre di più
trasparenza del mercato finanziario è in Italia la CON-
man mano che l’inganno si diffonde e infine scoppia SOB, Commissione nazionale per le società e la Borsa.
quando esso viene scoperto. Istituita con la legge 7 giugno 1974, n. 216, è un’autorità
Nel 2006 vaste categorie di abitanti degli Stati Uniti, amministrativa indipendente ed ha il compito di evitare
ingenuamente attratte dal miraggio di guadagni milio- fenomeni speculativi come quello che secoli fa diede
nari, furono vittime della cosiddetta “Grande bolla” origine in Olanda alla “crisi dei tulipani”.
che ebbe come oggetto la compravendita delle case. Scopri come funziona questo organismo visitando il si-
Qualche anno prima importanti spostamenti di popola- to http://www.consob.it/ e naviga in particolare nella
zione avevano creato in alcune zone (come per esempio pagina http://www.consob.it/web/investor-educa-
Las Vegas) una forte domanda di nuove abitazioni che, tion/pilot-scuole, per scoprire quali progetti educativi
di conseguenza, avevano subito un consistente rialzo la CONSOB mette in campo con le scuole.

78 Unità 1 L’Europa nell’economia-mondo


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5
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L’ITALIA SPAGNOLA

1. La Spagna padrona dell’Italia


Come si è studiato nel capitolo precedente, nel XVII secolo due Stati avevano il MENTRE STUDI
primato economico, l’Inghilterra e l’Olanda; altri, come la Francia e la Russia, ave- 1. Quale grado di sviluppo
vano uno sviluppo lento, ma pur sempre uno sviluppo; tre stavano precipitando economico avevano
in una crisi senza speranze: il Portogallo, la Spagna e l’Italia. gli Stati europei
nel XVII secolo?
Per quanto riguarda l’Italia, il primo dato da ricordare – a parte quello della sua
frammentazione – è il fatto che, con la divisione dell’Impero decisa da Carlo V nel 2. Nel Cinquecento,
quali territori italiani si
1556, essa era diventata quasi interamente spagnola. trovavano sotto l’influenza
Infatti, a parte il dominio diretto della Spagna sul Ducato di Milano, sullo Stato spagnola?
dei Presidi e sul Regno di Napoli, comprendente la Sicilia e la Sardegna, erano
soggetti alla Spagna la Toscana dei Medici, che doveva la sua stabilità alla “prote-
zione” degli Asburgo, la Repubblica di Genova, col suo possedimento di Corsica,
legata a doppio filo alla corte di Madrid in quanto sua “banchiera”, e il Ducato di
Savoia, che sopravviveva grazie alla sua alleanza con la Spagna.
Vincoli analoghi legavano alla Spagna tutti gli Stati minori della Penisola. Lo Stato
della Chiesa era a sua volta costretto a una ferrea alleanza con la corte di Madrid
a causa della comune lotta contro l’Europa protestante.
Restava davvero indipendente solo la Repubblica di Venezia.

Tra le città italiane sottoposte alla


Spagna, soffriva in particolare
Milano, che l’età dei Comuni
aveva abituato a produrre e
commerciare in piena libertà. Qui
si vede una folla riunita per una
festa o per una fiera in un grande
spiazzo di fronte al Castello
Sforzesco.

L’Italia spagnola Capitolo 5 79
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LA STORIA IN UNA CARTA L’Italia nel Seicento

Ducato di Savoia: Ducato di Milano: Ducati di Mantova, Repubblica


di fatto dipendente spagnolo Modena e Parma: di Venezia: unico Stato
dalla Spagna asserviti alla Spagna italiano indipendente
alla quale la dinastia
si legò attraverso
numerosi matrimoni

DOMINI AUSTRIACI
SVIZZERA

VESCOV. DI
TRENTO
DUCATO DI Trento
DUCATO

R
MILANO Trieste
P

E
Marchesato DI SAVOIA U
Milano Mantova
del Monferrato: Torino Venezia B B
sottomesso L
Parma IC
alla Spagna A
Modena Bologna D
Genova I
V
REP. DI GENOVA EN
Lucca Firenze EZ
Nizza IA
GRANDUCATO DI
Repubblica TOSCANA STATO M
di Genova: Piombino A
R
dipendente E
finanziariamente DELLA A
D
R
e militarmente IA
Corsica TI
dalla Spagna, che le CHIESA C
O
ha concesso anche
Stato
la Corsica
dei Presidi Roma

Terracina Bari
Stato della Chiesa:
legato alla Spagna Napoli
per la comune lotta
R

MARE
in difesa Sardegna
I
del cattolicesimo
E

TIRRENO
L
G

Regno di Napoli Cagliari N


O

con Sicilia e
Sardegna: spagnolo O
P

Palermo
D A Reggio
MARE
I N
Sicilia IONIO

1 Leggi il brano seguente, estratto dalla voce di Wikipedia cento e Seicento, avranno una forza di attrazione ed una
“Dominazione spagnola in Italia”, e scegli, tra i vari proiezione internazionale non certo inferiori.
nomi, quelli che ti interessano più di altri. Quindi È comunque un dato di fatto che, ancora per tutta la pri-
approfondiscili con una ricerca online. ma metà del Seicento ed oltre, l’Italia continuò ad essere
un Paese vivo, capace di elaborare un pensiero filosofico
Il declino culturale dell’Italia non marciò di pari passo con (Giordano Bruno, Tommaso Campanella, Paolo Sarpi) e
quello politico, economico e sociale. È questo un fenome- scientifico (Galileo Galilei, Evangelista Torricelli) di altis-
no riscontrabile in molti Paesi, Spagna compresa. Se nel simo profilo, una pittura sublime (Caravaggio), un’archi-
Cinquecento il Rinascimento italiano produsse i suoi frut- tettura unica in Europa (Gian Lorenzo Bernini, Borromi-
ti più maturi e si impose all’Europa del tempo, l’arte ed il ni) ed una musica, sia strumentale (Arcangelo Corelli) che
pensiero barocchi, elaborati a Roma a cavallo fra Cinque- operistica (Claudio Monteverdi), che fece scuola.

80 Unità 1 L’Europa nell’economia-mondo


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In questo quadro è radunato


tutto il potere politico di Venezia.
Il soggetto, infatti, è una seduta
del Maggior Consiglio della
Repubblica in una sala del
Palazzo Ducale.

2. La Repubblica di Venezia
Nella seconda metà del Cinquecento, la Repubblica di Venezia si era pienamente
riavuta dopo lo shock che le aveva provocato la scoperta delle rotte per l’India da
parte dei Portoghesi e continuava a commerciare prodotti di lusso. La flotta del-
la Serenissima rimaneva molto potente ed era l’unica che poteva competere con
quella turca.
I problemi vennero però dalla sua classe dirigente, la quale non comprese che il
Mar Mediterraneo era sempre meno importante a causa della scoperta dell’Ame-
rica e che perdervi alcune basi rappresentava ormai un sacrificio sopportabile.
Di conseguenza, quando i Turchi, nella seconda metà del Cinquecento, cerca-
rono di strapparle l’isola di Cipro, la Repubblica si impegnò in una guerra este-
nuante che le costò la somma di 50 milioni di ducati; per confronto, si consideri
che una banca privata, a Venezia, aveva mediamente un capitale di 70 000 ducati
e che le campagne di tutto il retroterra veneziano (che si estendeva da Pola a Ber-
gamo occupando il Veneto e quasi tutta la Lombardia) rendevano ogni anno 13
milioni di ducati.
Questa e altre azioni discutibili determinarono il declino della Repubblica, che
nel corso del Seicento si trovò anche a subire la concorrenza dei mercanti olan- MENTRE STUDI
desi e inglesi. Fu però un declino splendido, scandito da un’intensa vita cultura- 1. Quali fattori
le, più libera che nel resto della Penisola, dalla costruzione di più di cinquecento determinarono il declino
della Repubblica di Venezia
ville aristocratiche lungo il fiume Brenta e dalle meraviglie pittoriche della Scuola nella seconda metà
veneziana, resa illustre, dopo Tiziano, da Tiepolo e Tintoretto. del Cinquecento?

MENTRE STUDI Ascesa e declino di Venezia


XI-XIV secolo Potenza marinara con decine di basi nel Mediterraneo
XIV secolo Potenza anche terrestre dopo la guerra contro Milano
XV secolo Difficoltà economiche per i traffici portoghesi con l’Oriente
XVI secolo Ripresa e poi declino a causa della guerra per Cipro

L’Italia spagnola Capitolo 5 81
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3. Lo Stato della Chiesa


LESSICO
Lo Stato della Chiesa aveva perso la sua autorità sulla metà dell’Europa conver-
Banditismo/Brigantaggio tita al protestantesimo e non riusciva più a svolgere quella funzione diplomatica
Il “bandito” era, già nel internazionale che faceva parte della sua tradizione. Se il re di Spagna aveva dei
Medioevo, una persona problemi con i sovrani d’Inghilterra, il papa e i suoi nunzi, ovvero i suoi ambascia-
“messa al bando”, cioè tori, potevano far sentire il peso della loro autorità da una parte sola: il prestigio
esiliata, con il divieto di
riavvicinarsi a una città o del papato, infatti, restava fortissimo tra le potenze cattoliche, ma era privo di for-
a un castello, pena la morte. za tra quelle protestanti. Ciò rendeva quindi molto parziale il suo intervento. Se
La differenza tra il bandito poi la questione riguardava l’Olanda e la Svezia, due nazioni puritane, il Vaticano
e il brigante, nel linguaggio restava del tutto fuori dai giochi.
della storia, è che il bandito
agisce esclusivamente Tuttavia, se il ruolo internazionale del Papato si era fortemente ridotto, la sua
per sé, mentre il brigante influenza sulle coscienze e sulla mentalità dell’epoca e il suo ruolo centrale nella
sostiene di compiere società italiana erano rimasti inalterati. Ciò ebbe conseguenze negative sulla vi-
crimini in nome di una fede
o di uno Stato. I due diversi
ta culturale e sulla libertà di pensiero nella Penisola, come dimostrano le vicende
significati richiamano che portarono alla condanna al rogo come eretico del filosofo Giordano Bruno
la differenza fra “pirata” (1600) e il processo contro Galileo Galilei, conclusosi nel 1633 con la sua abiu-
e “corsaro”. ra (➔ SCIENZA E TECNICA La Rivoluzione scientifica, p. 23).
Sul piano interno, i pontefici scelsero un modello assolutistico di governo, mo-
derato dal forte stimolo alla beneficenza raccomandato dal Concilio di Trento.
Grazie a esso, in tutte le città dello Stato della Chiesa si moltiplicarono i Monti di
Pietà (che concedevano prestiti in cambio di un bene lasciato in pegno) e fu varata
una politica paternalistica che assicurava a tutti un impiego, anche se miserabile.
MENTRE STUDI D’altra parte, per assecondare le richieste dell’“aristocrazia nera”, pigra e per nul-
1. Su quali Paesi europei la motivata a investire in migliorie sui suoi latifondi, i papi del Seicento vararono
nel Seicento lo Stato della norme che riducevano a pascolo vastissime estensioni di terreno fertile. Con que-
Chiesa aveva perso la sua
autorità? ste scelte politiche essi si garantirono il consenso delle grandi e potenti famiglie
nobili e, per un certo periodo, anche quello delle plebi urbane.
2. Quali furono
le conseguenze in Italia Le conseguenze, però, furono, da una parte, l’arresto di ogni possibile sviluppo
dell’influenza del Papato? economico e sociale dello Stato della Chiesa, dall’altra, una progressiva esaspe-
3. Quali scelte politiche razione delle masse contadine che, a partire dalla fine del XVI secolo, sfociò nel
effettuarono i pontefici del brigantaggio, il quale assunse via via dimensioni insostenibili: basti pensare che
Seicento? in alcuni periodi si contarono 25 000 briganti.

Una veduta di piazza


Navona a Roma. La piazza fu
costruita secondo uno stile
monumentale per volere di
papa Innocenzo X. La Fontana
dei Quattro Fiumi è di Gian
Lorenzo Bernini e la chiesa
di Sant’Agnese in Agone è
di Francesco Borromini:
due dei massimi esponenti
del Barocco.

82 Unità 1 L’Europa nell’economia-mondo


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4. Il Regno di Napoli sotto gli Spagnoli


L’amministrazione spagnola del Regno di Napoli aggravò le condizioni di territori
che erano già sfavoriti dalla scarsità di un elemento essenziale sia per l’agricoltura
sia per ogni attività di tipo industriale: l’acqua. Nel Mezzogiorno, come nelle Iso-
le, la pioggia, scarsa e comunque concentrata nel periodo autunnale e invernale,
lasciava che per molti mesi l’aridità diventasse la sovrana assoluta. Fiumiciattoli e
torrenti si asciugavano, i prati inaridivano.
Arabi e Normanni (e prima di loro i Romani) avevano corretto queste carenze con
acquedotti, grandi opere di canalizzazione e bacini di raccolta dell’acqua piova-
na, ma gli Spagnoli non si erano affatto preoccupati di curarne la manutenzione e
li avevano mandati in rovina. Come in patria, avevano privilegiato l’allevamento
ovino rispetto all’agricoltura, aggravando di anno in anno l’inaridimento dei ter-
reni, perché gli escrementi ovini non sono utilizzabili come concime.
Inoltre, la proprietà della terra era costituita dai feudi ovvero dai vasti latifondi dei
baroni e del re di Spagna. Essi non vi apportarono alcuna miglioria, ben soddi-
sfatti di quanto ricavavano dall’esportazione di grano, olio, vino, lana e zucchero
(esportazioni a cui non rinunciavano neppure in tempo di carestia, incuranti del
fatto che i contadini rimanevano senza mangiare).
Secondo uno storico dell’economia, nel Mezzogiorno si poteva distinguere “l’osso
dalla polpa”: “la polpa”, cioè le zone in cui si poteva praticare l’agricoltura anche
nella stagione secca grazie all’irrigazione, rappresentava solo il 12% del territorio
del Regno; l’“osso” era il restante 88%. A ciò si aggiungeva una tassazione feroce
che colpiva tutti i sudditi del Regno salvo il clero e i baroni.

MENTRE STUDI
Gli errori dell’amministrazione spagnola nel Regno di Napoli

Mancata manutenzione di acquedotti, Allevamento ovino Feroce tassazione


opere di canalizzazione e bacini
di raccolta dell’acqua piovana

La rivolta dei Napoletani,


di cui Masaniello assunse presto
la guida.

L’Italia spagnola Capitolo 5 83
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Una monarchia come quella spagnola, che tutelava unicamente i privilegi feuda-
li, impedì inoltre che nelle numerosissime e prestigiose città di Campania, Puglia
e Sicilia si sviluppassero libere iniziative imprenditoriali e, quindi, una dinamica
MENTRE STUDI classe borghese.
1. Di quale risorsa era Nel Regno di Napoli le rivolte urbane furono frequenti, sebbene destinate alla re-
carente il Regno di Napoli e pressione. La più pericolosa e la meglio organizzata fu quella guidata dal pesciven-
quali soluzioni al problema dolo Masaniello che, nel 1647, si pose a capo della plebe napoletana esasperata
avevano trovato gli Arabi dalle tasse e riuscì a contagiare non solo la città ma gran parte del Regno. Erano
e i Normanni?
sbagliate però le premesse, racchiuse nello slogan “Viva il re di Spagna, muoia il
2. Come gestirono le terre malgoverno”: secondo l’ingenua visione dei sudditi delle monarchie assolute, in-
gli Spagnoli nel Regno
di Napoli? fatti, il re risultava sempre innocente e degno d’amore, mentre i colpevoli erano i
suoi funzionari.
3. Quali furono
le conseguenze del cattivo Naturalmente questo errore portava a grandi tragedie. Fragile era anche la figura
governo spagnolo di Masaniello, che ben presto cedette alle lusinghe del viceré (il governatore per
nel Mezzogiorno? conto del re di Spagna), tradì la causa e fu ucciso dai suoi stessi sostenitori.

LETTURA D’IMMAGINE La Piazza del Mercato a Napoli

4 1
2
5

Questo quadro del paesag- 1 La pavimentazione del perimetro ricoperta 5 Le bancarelle coperte dai teloni dove si
gista napoletano Domenico di pietre del Vesuvio (il resto era tutto un vendeva di tutto. Lì attorno circolavano
Gargiulo fu dipinto verso la pantano di terriccio e fango). maiali e altri animali.
metà del XVII secolo, qual- 2 Le botteghe intorno al perimetro, che spes- 6 Le baracche in cui venivano pagate le “ga-
che anno prima della rivolta so erano anche l’abitazione dei bottegai. belle” (tasse) riscosse dagli odiati “gabellieri”
di Masaniello. 3 La Chiesa del Carmine. al servizio dei viceré per riempire le casse
4 La forca dell’impiccato, dove si eseguivano di Madrid e quelle dei nobili. Proprio dalla
le sentenze e le torture che le precedevano. ressa davanti a uno di questi esercizi nacque
A volte lì vicino veniva montato un palco la rivolta di Masaniello.
dove si esibivano saltimbanchi e comme- 7 Il Vesuvio.
dianti.

84 Unità 1 L’Europa nell’economia-mondo


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LE FONTI

Estorsioni fiscali nel Regno di Napoli

Autore: Maiolino Bisaccioni, un cronista del Seicento nato a Ferrara ma vissuto a lungo
Maiolino Bisaccioni, cronista a Napoli, racconta con efficacia la disperazione delle popolazioni calabresi e
Opera: l’indifferenza degli Spagnoli alle sorti dell’Italia.
Historia delle guerre civili
degli ultimi tempi
Data: Ricorsero più volte le popolazioni ai viceré per essere ascoltate e per dimostra-
1652 re loro che, con i metodi usati nella riscossione delle tasse, si otteneva l’effetto
contrario.
Infatti, a causa della pesantezza dei tributi, borghi e campagne erano abbandona-
ti, le città restavano deserte, le strade erano piene di ladri, così che tasse e contri-
buti diventavano sempre più scarsi: ma era tutto tempo perduto.
Furono anche mandati alcuni religiosi alla corte di Madrid con la speranza che
potessero essere ascoltati. Ma, appena essi arrivarono alla corte e fu conosciuto lo
scopo della missione, venne impedito loro di avvicinarsi alla pedana del re.
Così, vedendo fallire ogni tentativo di soluzione dei propri problemi, molti abi-
tanti della Calabria si videro costretti ad abbandonare la patria con le mogli e con
le famiglie per andare a cercare altrove terre meno aggravate.

LE FONTI

Masaniello perde la testa

Autore: L’avventura politica di Masaniello durò solo dieci giorni a causa del suo
Giuseppe Donzelli comportamento scriteriato, sorprendente in un giovane che aveva dimostrato
Opera: all’inizio tanto coraggio e tanta capacità organizzativa. Forse il perché sta nella
Partenope liberata
trappola tesagli dal viceré di Spagna, raccontata qui sotto.
Data:
1647-1648
Il 14 luglio venne un’ambasciata a Tomaso Anello da parte del Viceré, che invita-
va esso, e tutta la sua famiglia, a una gita nella deliziosa e amena riviera di Posilli-
po. Accettò egli l’invito, ringraziando il Viceré del favore.
Intanto la Viceregina mandò la sua solita carrozza a sei cavalli, per condurre la
moglie di Tomaso Anello con l’altre donne sue parenti; entrarono in carrozza
con superbissimi vestiti di broccato, e giunti a Palazzo furono accolti molto alla
grande. La Viceregina diede alla moglie di Tomaso Anello il titolo di Duchessa,
sì come aveva già dato il Viceré a Tomaso Anello quello di Duca di San Giorgio.
Tomaso Anello fu lusingato con un’apparenza di singolare cortesia, benché il po-
polano (per quanto poi si scoperse) non solo era fieramente odiato, ma di già gli
era stata orditala tela di una crudelissima morte.
Lasciato il Palazzo e arrivati a Posillipo il Viceré lo onorò assaissimo, godendo
con lui di una sontuosissima colazione, e nell’istesso modo la Viceregina trattò le
Donne, avendo di più regalato alla moglie di Tomaso Anello una collana di mille
e cinquecento scudi.
Dopo questo convito, fu osservato che Tomaso Anello non operò più con sano
giudizio, e che cominciò a fare molte azioni da pazzo.

L’Italia spagnola Capitolo 5 85
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5. La Savoia, ducato tra le montagne


e poi Regno
Il Ducato di Savoia era nato nel Medioevo da una serie di castelli e conventi si-
tuati lungo i sentieri alpini che collegavano il Piemonte con la Savoia francese.
Li avevano costruiti e finanziati i fondatori della dinastia, arricchendosi con il traf-
fico di pellegrini e mercanti che vi transitavano.
Nel corso dei secoli i duchi spostarono il baricentro dei loro domini dalla Francia
(dove non potevano competere con i sovrani di quel Regno) verso l’Italia, esten-
dendo il loro territorio fino a Torino (che divenne capitale del ducato al posto di
Chambéry) (➔ STORIA LOCALE La Torino sabauda, p. 460) e oltre. Il rafforzamento del-
la dinastia sabauda avvenne agendo in tre direzioni:
• combinare matrimoni tra i membri di importanti case regnanti e le principes-
se di Savoia;
• utilizzare la vocazione guerriera dei duchi per comandare eserciti stranieri, ac-
quisendo meriti presso gli Stati nazionali;
• accentuare il carattere di protettori e difensori del cattolicesimo, conservando
così il favore del Papato.
Come difensori del cattolicesimo, nel 1655 i Savoia si dimostrarono più realisti
MENTRE STUDI del re, marciando contro i valdesi di Torre Pellice e seminandovi morte, torture
1. In che modo i duchi e stupri. Morirono, dicono le fonti valdesi, 1712 persone. Le persecuzioni, note
sabaudi rafforzarono ed
estesero il potere della loro come “Pasque piemontesi” perché cominciarono nel giorno di Pasqua, finirono
dinastia? circa un anno dopo grazie allo sdegno suscitato in tutti i Paesi protestanti e persi-
2. Contro quali minoranze no nella cattolica Francia.
religiose si scagliarono Nella seconda metà del Cinquecento (con Emanuele Filiberto) e nel Seicento i
i Savoia? duchi sabaudi impostarono una politica assolutistica, creando un forte eserci-

La reggia di Venaria Reale


a Torino, fatta costruire
dal duca Carlo Emanuele II
di Savoia tra il 1658
e il 1679.

86 Unità 1 L’Europa nell’economia-mondo


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to e un sistema fiscale efficiente e partecipando alle guerre combattute in quegli


anni in Europa.
Nei primi anni del Settecento, alla fine della Guerra di successione spagnola, i du-
chi ottennero con Vittorio Amedeo II dapprima la Sicilia, che fu poi scambiata
nel 1720 con la Sardegna. Da quel momento, quindi, il Ducato di Savoia cambiò
la denominazione in Regno di Sardegna, guidato dal Piemonte e formato anche
dalla Savoia, da Nizza e dall’omonima isola.

6. Le cause del declino italiano


Un politico, filosofo e storico dei primi del Novecento, Antonio Gramsci, disse MENTRE STUDI • RICORDA
che in Italia le classi al potere “non volevano dirigere, ma dominare”. La differen- La mancata unificazione
za è enorme: “dirigere” significa far muovere le persone, motivarle, dar loro degli dell’Italia
Secondo una corrente della
incentivi, farle agire su obiettivi chiari, definiti e condivisi; “dominare” significa storiografia, ciò che impedì
invece deprimerle, sfruttarle, educarle all’ipocrisia e alla menzogna, perché dire la che uno degli Stati regionali
verità ai dominatori significa perdere tutto, anche la vita. si espandesse al punto di
La più grave delle colpe dei “dominatori” era stata quella di impedire l’unificazio- unificare l’Italia fu la politica
dell’equilibrio, alla quale l’Italia
ne dell’Italia nel Quattrocento, quando era ancora possibile. Nel Seicento la forza si ispirò nella seconda metà del
di una famiglia o di una città non bastava più. Ora scendevano in campo i grandi Quattrocento.

LA STORIOGRAFIA

I Savoia, potenza militare


Autore: Franco Cravarezza

Opera: Studi di storia sabauda

Data: 2016

Franco Cravarezza, ex generale degli alpini, illustra in questo brano il percorso


che portò i Piemontesi a diventare nella prima Età moderna protagonisti della
storia d’Italia.

L a storia sabauda è frequentemente storia militare. I duchi e re sabaudi, custodi


di vie strategiche a cavallo delle Alpi occidentali, tra vicini potenti in perenne
lotta tra loro, alleati preziosi di volta in volta degli uni e degli altri, condottieri ap-
prezzati di molte battaglie, usarono spesso il campo di battaglia come mezzo diplo-
matico e l’Armata come strumento di sopravvivenza e di affermazione.
Dopo le alterne fortune iniziali, dal secondo Cinquecento il Ducato di Savoia, or-
ganizzato sul modello dei nascenti stati nazionali europei, maturò su un efficiente
apparato statuale e su un solido strumento militare fino a diventare, come Regno di
Sardegna, il protagonista della storia italiana. Portata la capitale a Torino, riformato
radicalmente l’esercito come componente stabile e fedele dello Stato, Emanuele Fi-
liberto e i suoi successori attivarono proprio sul terreno dell’organizzazione militare
quell’idea moderna di servizio pubblico, di attaccamento e partecipazione alla te-
nuta dello Stato che rimase esemplare nel contesto nazionale ma anche precursore
in Europa con la costituzione nel 1659 del primo reggimento permanente, quello
delle Guardie, antesignano degli eserciti odierni.

L’Italia spagnola Capitolo 5 87
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Stati nazionali, con i loro eserciti di centinaia di migliaia di uomini. Gli esempi
sono moltissimi. Basti per tutti quello della piccola Olanda che, quando, all’inizio
MENTRE STUDI • RICORDA del Settecento, cominciò ad apparire pericolosa per i prezzi bassissimi ai quali riu-
Corporazioni
Questo termine di origine
sciva a vendere i suoi prodotti, fu attaccata dall’Inghilterra che le dichiarò ben tre
medievale indica le associazioni guerre navali, lanciandole contro la marina britannica armata di 12 000 cannoni.
che garantivano il controllo Inoltre, la legge del commercio stabilisce che si acquisti a buon mercato e si riven-
della qualità del prodotto e l’alto da ad alto prezzo. Gli artigiani italiani non soddisfacevano questa condizione in
livello dei salari, causando però alcun modo perché, nonostante il crollo della produzione, le corporazioni mante-
forti rialzi dei prezzi di vendita.
Esse inoltre si opponevano alle
nevano alti i salari e le tasse gravavano sul costo delle merci. Nessuno quindi ave-
innovazioni tecnologiche. va più interesse ad acquistare in Italia.
Per spiegare il declino della Penisola, lo storico francese Fernand Braudel usò una
metafora suggestiva: gli Italiani erano lepri e gli altri Europei tartarughe; le lepri
corsero per tutto il Medioevo, poi si fermarono senza fiato e furono raggiunte e su-
perate dalle tartarughe, che si erano prese il tempo necessario a costruire le basi
delle nazioni e degli Stati.
A questa analisi politica vanno aggiunte alcune particolari disgrazie che colpiro-
no l’Italia:
• le devastazioni della Guerra dei Trent’anni (che oltre alla Germania avevano
colpito anche l’Italia);
• le epidemie di peste che esplosero a più riprese (per esempio a Milano e nelle
regioni centro-settentrionali tra il 1630 e il 1631; a Napoli e nel Mezzogiorno
MENTRE STUDI
nel 1656-57);
1. Quale responsabilità
Gramsci attribuisce • il conseguente calo demografico (ma alla fine del Seicento la popolazione tor-
ai dominatori italiani? nò sui valori precedenti);
2. Quali eventi negativi • il più grave di questi eventi negativi fu, come si è visto nel caso di Venezia, la
si verificarono in Italia perdita di importanza del Mediterraneo dopo la scoperta dell’America che
nel Seicento? causò una consistente diminuzione dei traffici commerciali.

Piccoli centri attivi, ma all’interno


di una “crisi economica generale”
Se dall’analisi degli Stati principali passiamo a quella
dell’intera situazione italiana, dobbiamo rilevare due Il crollo dell’industria tessile in tre città campione
fenomeni contrastanti:
20 000
• da una parte, la produzione delle città maggiori,
quelle che avevano reso grandi Medioevo e Rinasci- 18 000

mento, nel Seicento era crollata, come mostra il gra- 16 000

fico; 14 000
• dall’altra, si stavano sviluppando i piccoli centri della 12 000
Pianura padana, dal Piemonte alla Lombardia, al Ve- 10 000
neto, come pure quelli intorno a Bologna, in Tosca- 8000
na, in Puglia, intorno a Napoli e in alcune zone della
6000
Sicilia e della Sardegna.
Queste piccole produzioni locali, tuttavia, erano 4000

troppo scollegate tra loro per costituire nuovi poli di 2000

sviluppo in grado di competere sui mercati internazio- 0


nali. Firenze Milano Venezia
In complesso, quindi, il terreno perduto dall’Italia non
era recuperabile in breve tempo: la storia dimostra che L’asse delle ordinate (verticale) indica il numero di “pezze” di
il nostro Paese rientrò nel circuito delle grandi nazioni lana prodotte in un anno; l’asse delle ascisse (orizzontale) le
solo nel corso del XX secolo. città nel 1600 (azzurro) e nel 1650 (arancione).

88 Unità 1 L’Europa nell’economia-mondo


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Sintesi
AUDIO

1. L’egemonia spagnola in Italia 4. Il Regno di Napoli


Con la divisione dell’Impero decisa da Carlo V nel 1556, L’amministrazione spagnola del Regno di Napoli aggrava le
non solo Milano, lo Stato dei Presidi e il Regno di Napoli condizioni di territori che, sfavoriti dalla scarsità di acqua,
con Sicilia e Sardegna, ma anche Genova, la Toscana e il vivono solo di allevamento ovino mettendo in pericolo
Ducato di Savoia sono passati sotto l’egemonia spagnola. l’agricoltura. Inoltre, la proprietà della terra è costituita
Resta indipendente solo la Repubblica di Venezia, mentre dai latifondi dei baroni e del re di Spagna, i quali non vi
lo Stato della Chiesa è costretto a un’alleanza con la Spa- apportano alcuna miglioria. A ciò si aggiunge una tassa-
gna a causa della comune lotta contro il protestantesimo. zione feroce dalla quale sono esclusi i baroni e il clero. La
monarchia spagnola, infine, impedisce lo sviluppo di una
2. La Repubblica di Venezia libera imprenditoria nelle città e quindi di una dinamica
Nella seconda metà del Cinquecento, Venezia ha superato classe borghese. Le rivolte urbane sono frequenti: la più
lo shock provocato dalla scoperta delle rotte per l’India e pericolosa è quella di Masaniello che, nel 1647, solleva la
ha continuato a commerciare prodotti di lusso. La sua clas- plebe napoletana con esiti però fallimentari.
se dirigente, tuttavia, non ha capito che, dopo la scoperta
dell’America, il Mediterraneo è sempre meno importan- 5. Il Ducato di Savoia
te e si impegna in una costosissima guerra contro i Turchi Nato nel Medioevo, nel corso dei secoli il Ducato di Sa-
in difesa dell’isola di Cipro. voia si estende fino a Torino. Nel 1655, come difensori del
Ciò determina il declino della Repubblica, contrassegna- cattolicesimo, i Savoia attaccano i valdesi di Torre Pellice
to però da un’intensa vita culturale, dalla costruzione di e compiono una strage, nota come “Pasque piemontesi”,
ville aristocratiche e da meraviglie pittoriche. che suscita lo sdegno di tutti i Paesi protestanti e persino
della cattolica Francia. All’inizio del Settecento, con Vitto-
3. Lo Stato della Chiesa rio Amedeo II, i duchi ottengono dignità regia sulla Sarde-
Lo Stato della Chiesa ha perso la sua autorità sulla metà gna e il Ducato si trasforma in Regno di Sardegna, guida-
dell’Europa convertita al protestantesimo e non riesce più to dal Piemonte e formato anche dalla Savoia e da Nizza.
a svolgere la sua funzione diplomatica internazionale. Tut-
tavia la sua influenza sulle coscienze e il suo ruolo centrale 6. Il declino italiano
nella società italiana sono rimasti inalterati e influiscono Il politico, filosofo e storico Antonio Gramsci ha detto che
negativamente sulla vita culturale e sulla libertà di pensie- in Italia le classi al potere “non volevano dirigere, ma do-
ro nella Penisola, come dimostrano la condanna al rogo di minare”, ovvero volevano deprimere e sfruttare le persone
Giordano Bruno e il processo contro Galileo Galilei. educandole all’ipocrisia e alla menzogna. La più grave colpa
Sul piano interno, i pontefici scelgono un modello assolu- dei “dominatori” è stata quella di impedire l’unificazione
tistico di governo, moderato però da una politica pater- dell’Italia nel Quattrocento, ma altre disgrazie hanno con-
nalistica, e assecondano le richieste dell’“aristocrazia nera” tribuito al declino del Paese: le devastazioni della Guerra
varando norme che riducono a pascoli vaste estensioni di dei Trent’anni, le epidemie di peste, il conseguente calo
terreno fertile. Ciò arresta lo sviluppo economico e so- demografico e la perdita di importanza del Mediterra-
ciale e provoca il brigantaggio. neo dopo la scoperta dell’America.

CRONOLOGIA DEGLI EVENTI

1600 1630-1631 1633 1647 1655 1656-57 1720


Morte sul Epidemia di Abiura di Masaniello I Savoia Epidemia di peste Nasce il Regno
rogo di peste nel Nord Galileo Galilei guida una rivolta compiono nel Sud Italia di Sardegna
Giordano Italia popolare a il massacro
Bruno Napoli dei valdesi

L’Italia spagnola Capitolo 5 89
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Guida allo studio TEST MAPPA

RIPASSA

1. Ripassa in breve il capitolo 5 sull’Italia spagnola con l’aiuto della mappa.

Dopo la

divisione dell’Impero di Carlo V

L’ITALIA

viene dominata dalla

SPAGNA

che governa con l’eccezione di

alleata dello Venezia


direttamente indirettamente
Stato della Chiesa ormai
Regno di Napoli,
Genova, Toscana,
Stato dei Presidi
Stati minori, che soffre per in declino
e Ducato di Milano
Savoia
che sottopone
dopo la
a un intenso
perdita assolutismo
sfruttamento di prestigio Guerra di Cipro

una ……...............……… senza speranze: il Portogallo, la Spagna


VERIFICA e l’Italia. Per quanto riguarda l’Italia, il primo dato da
ricordare – a parte quello della sua ……...............……… – è che,
con la ……...............……… dell’Impero decisa da Carlo V nel 1556,
2. lessico Scrivi il corretto contrario (per esempio: essa era diventata quasi interamente spagnola. Infatti,
pericoloso/sicuro) dei seguenti aggettivi: recente, a parte il ……...............……… diretto della Spagna sul Ducato
illustre, miserabile, vasto, oculato, efficiente, di Milano, sullo Stato dei Presidi e sul Regno di Napoli,
rigoroso, arido, dinamico. Poi scegline tre e usali comprendente la Sicilia e la Sardegna, erano ……...............………
per comporre un’unica frase di senso compiuto. alla Spagna la Repubblica di Genova col suo ……...............………
di Corsica, legata a doppio filo alla corte di Madrid
in quanto sua “banchiera”; la Toscana dei Medici, che
3. par. 1 Completa il brano seguente sulla doveva la sua ……...............……… alla “protezione” degli Asburgo;
situazione d’Europa nel Seicento utilizzando solo il Ducato di Savoia che sopravviveva grazie alla sua
alcuni dei termini sottostanti: ……...............……… con la Spagna.

crisi • supremazia • soggetti • divisione • primato 4. par. 2 Scegli il completamento corretto delle
• potere • accordo • stabilità • frammentazione • frasi seguenti su Venezia e i Turchi.
dominio • oggetti • possedimento • possesso •
alleanza 1. Nella seconda metà del Cinquecento, la Repubblica
Nel XVII secolo due Stati avevano il ……...............……… di Venezia:
economico, l’Inghilterra e l’Olanda; altri, come la stava attraversando un periodo di crisi
Francia e la Russia, avevano uno sviluppo lento, ma economica.
pur sempre uno sviluppo; tre stavano precipitando in continuava a commerciare prodotti di lusso.

90 Unità 1 L’Europa nell’economia-mondo


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Guida allo studio

2. Nella seconda metà del Cinquecento, i Turchi:


si espansero nel Mediterraneo. GUIDA PER L’ESPOSIZIONE ORALE
tentarono di strappare Cipro a Venezia.
3. Nel corso del Seicento, Venezia: 8. Illustra la situazione della Repubblica di Venezia
subì la concorrenza dei mercanti olandesi e inglesi. e dello Stato della Chiesa fra Cinquecento e
subì la concorrenza dei mercanti portoghesi. Seicento.
4. Nel Seicento, tuttavia, Venezia: Scaletta:
mantenne una intensa vita culturale. Venezia • perdita d’importanza del Mediterraneo •
si espanse nell’Atlantico. guerra per Cipro • declino
Stato della Chiesa • perdita di autorità internazionale
ma non all’interno dell’Italia • assolutismo • politica
5. parr. 2-4 Completa la tabella sugli Stati italiani paternalistica • “aristocrazia nera” • arresto dello
con le frasi sottostanti. sviluppo • brigantaggio
Parole e concetti chiave:
a. La proprietà della terra era suddivisa in latifondi Turchi; 50 milioni di ducati; concorrenza dei mercanti
appartenenti ai baroni e alla Spagna. olandesi e inglesi; funzione diplomatica; Giordano
b. Nonostante la scoperta delle nuove rotte da parte Bruno; Galileo Galilei; latifondi; esasperazione delle
dei Portoghesi continuò a sviluppare un fiorente masse contadine.
commercio di lusso.
c. Varò una politica paternalistica per assicurare a tutti Come cominciare:
un impiego. “Nella seconda metà del Cinquecento Venezia
d. La costosissima guerra con i Turchi la portò a una continuava a commerciare prodotti di lusso.”
lenta ma progressiva decadenza.
e. Perse la sua autorità dopo che metà dell’Europa si era
convertita al protestantesimo. 9. Illustra la situazione del Regno di Napoli sotto
f. Fu teatro di molte rivolte urbane tutte represse in l’amministrazione spagnola e spiega come
modo violento. si formò il Regno di Sardegna.
Scaletta:
Repubblica di Venezia ...................................................................... Regno di Napoli
...................................................................... • acqua
• allevamento ovino
Stato della Chiesa ...................................................................... • latifondi dei baroni
...................................................................... • tassazione
• rivolte urbane
Regno di Napoli ...................................................................... • Masaniello
...................................................................... Ducato di Savoia
• Torino
• “Pasque piemontesi”
• assolutismo
6. par. 5 Rispondi alle domande seguenti sul • dignità regia
Ducato di Savoia.
Parole e concetti chiave:
1. In che modo i Savoia riuscirono a estendere il loro inaridimento dei terreni; mancanza di migliorie; privilegi
territorio fino a Torino? feudali; valdesi di Torre Pellice; Vittorio Amedeo II.
2. Di quale grave delitto si macchiarono nel 1655? Come cominciare:
3. Che cosa accadde nel 1720? “L’amministrazione spagnola del Regno di Napoli fu
rovinosa.”
7. par. 6 Indica l’esatto completamento delle frasi
seguenti sottolineando l’opzione corretta tra 10. Con l’aiuto della scaletta, illustra
quelle in corsivo. le caratteristiche dell’Italia spagnola.
1. Antonio Gramsci / Giordano Bruno disse che in • La condizione degli Stati nell’Italia del Seicento: Stati
Italia le classi al potere “non volevano dirigere, ma dominati dalla Spagna, Stati soggetti alla Spagna e
dominare”. Stati indipendenti.
2. La più grave delle colpe dei “dominatori” era stata • La Repubblica di Venezia e lo Stato della Chiesa tra
quella di impedire l’unificazione dell’Italia nel Cinquecento e Seicento.
Quattrocento / Seicento. • La politica del Regno di Napoli e del Ducato di Savoia.
3. Nel Seicento, nessuno aveva più interesse ad • Le cause del declino italiano.
acquistare in Olanda / Italia.
4. Lo storico francese Fernand Braudel usò una
metafora suggestiva: gli Italiani erano lepri / conigli e
gli altri Europei tartarughe.
5. La perdita di importanza dell’Atlantico / del
Mediterraneo dopo la scoperta dell’America causò
una consistente diminuzione dei traffici commerciali.

L’Italia spagnola Capitolo 5 91
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ESAME DI STATO
Prima prova

La schiavitù oggi
Tipologia B
Il lavoro schiavo e la tratta di esseri umani oggi sono illegali, ma non per questo sono scomparsi.
Ne parla questo articolo tratto dalla testata on line dell’Osservatorio Diritti, fondato da un gruppo
di giornalisti e avvocati specializzati in inchieste sul tema dei diritti umani in Italia e nel mondo.

La schiavitù non è un retaggio del passato, ma una condizione che interessa oltre 40,3 milioni di
persone al mondo, in modo particolare donne e ragazze (il 71% del totale) e bambini (uno schiavo
su quattro ha meno di 18 anni). Complessivamente, il 62% è vittima di lavori forzati, mentre il 38%
di matrimoni imposti (dati 2016).
Ieri come oggi, la schiavitù è una condizione che interessa soprattutto l’Africa, dove 7,6 persone
su 1.000 sono costrette a lavori forzati, sono vittima di tratta o sfruttamento, sono costrette a pro-
stituirsi o a sposarsi contro la propria volontà.
Ma le moderne schiavitù riguardano tutte le aree del mondo. Non è esente l’Asia, dove si concentra
il maggior numero di schiavi in termini assoluti (circa 25 milioni, il 62% del totale) e nemmeno
la regione formata da Europa e Asia centrale, dove l’incidenza è di 3,9 ogni 1.000 abitanti. […]
Le forme di sfruttamento coatto si registrano nei settori più disparati: in fabbriche irregolari, nei
campi o sulle barche da pesca, nello sfruttamento della prostituzione o nell’ambito di attività illegali
come il traffico e lo spaccio di droga.
Spesso gli sfruttatori sono privati (singoli cittadini, aziende o reti criminali), ma ci sono anche
governi – come la Corea del Nord o l’Eritrea – che sfruttano il lavoro forzato dei propri cittadini
per rimpinguare le casse dello stato. […]
Agricoltura e pesca sono due settori in cui si registrano alti tassi di lavoro coatto e sfruttamento,
in modo particolare tra i lavoratori migranti che – proprio per la loro vulnerabilità – sono partico-
larmente esposti al rischio di tratta. […]
Nel 50% dei casi, si diventa schiavi a seguito di un debito contratto per affrontare una spesa im-
prevista (una siccità, le sementi per il campo, una malattia). Quando, per i motivi più disparati, il
debitore non riesce a restituire i soldi, l’importo inizia a crescere e in molti casi diventa impossibile
da restituire. In situazioni come questa, il debito può trascinarsi per anni, e persino da una genera-
zione all’altra o da un familiare all’altro, come spiega un giovane tunisino da noi intervistato, che era
“obbligato a vendere droga per ripagare il debito contratto da mio fratello, che in quel momento
si trovava in prigione in Italia”. Dinamiche simili si trovano all’interno dei percorsi migratori di
chi vuole raggiungere l’Europa o il Nord America ed è costretto a svolgere una serie di lavori (dai
cantieri ai campi, dalla prostituzione ai lavori domestici) per ripagare il debito contratto all’inizio
del viaggio.
www.osservatoriodiritti.it, settembre 2017

Comprensione e analisi
1. Quali categorie di persone sono più soggette alla tratta e al lavoro coatto (forzato)?
2. Quale continente è più coinvolto in questo fenomeno, in cifre assolute? E in percentuale sul-
la popolazione?
3. In che senso esistono anche Stati “schiavisti”? Quali vengono citati nell’articolo?
4. Qual è la causa principale della riduzione in schiavitù? In che modo questo fattore è a sua
volta legato al fenomeno dell’emigrazione?

Produzione
Le cronache ci dicono che anche in Italia è presente il lavoro di tipo schiavile, soprattutto nelle
campagne del Sud dove gli immigrati lavorano a pochi euro al giorno, senza diritti o tutele di
alcun tipo. Dopo aver riportato alcuni casi di cui hai sentito parlare, spiega in che modo secondo
te il governo, le forze dell’ordine, i media e l’opinione pubblica (quindi tutti noi) possono dare
un contributo alla lotta contro questa piaga.

92 Unità 1 L’Europa nell’economia-mondo


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Colloquio orale

I simboli del potere regale

1. Commenta l’immagine e ricava tutte le informazioni possibili con l’aiuto della sca-
letta seguente.
• L’immagine mostra una delle regge più famose del mondo, visitata ogni anno da milioni
di turisti: quale? Dove si trova?
• Descrivi l’immagine nei suoi dettagli: quali parti della reggia sono visibili? L’edificio si
svolge più in verticale o in orizzontale?
• Spiega le caratteristiche generali del palazzo e dei suoi magnifici giardini.

Suggerimenti pratici 2. Una volta identificato l’argomento, contestualizzalo nel periodo studiato.
• Quale sovrano fece costruire la reggia? In che periodo?
Luoghi come questi
vanno interpretati • In che senso il palazzo rappresentava una sorta di “prigione dorata”?
anche dal punto di vista • Perché il sovrano che fece costruire la reggia venne chiamato “Re Sole”?
simbolico: essi cioè
rimandano a una certa
concezione del potere, 3. Ricostruito il contesto, prova a immaginare dei collegamenti interdisciplinari.
a un insieme di valori. • Per trovare degli spunti, individua quelle che per te sono le parole chiave del documen-
to. In questo caso possono essere:

Parigi • Versailles • reggia • barocco e rococò • giardini e fontane • assolutismo •


politica del Re Sole • Parigi • nobiltà • lusso

STORIA FISICA ARTE ECONOMIA ARTE


assolutismo ➔ ➔ giardini e fontane ➔ Barocco e Rococò ➔ politica del Re Sole ➔ regge
Che cosa Per alimentare le vasche Spiega le Il ministro delle Anche l’Italia ospita sul
s’intende per e le fontane di Versailles caratteristiche dello finanze di Luigi XIV suo territorio alcune
“assolutismo” in si dovettero affrontare stile artistico e inaugurò una politica bellissime regge: sai
termini storici? diversi problemi di architettonico del economica di tipo citarne alcune? Ti
ingegneria idraulica. Barocco e del Rococò. mercantilistico, cioè sembra che siano
In quali altri Stati Quali sono le leggi protezionistico. abbastanza valorizzate
europei s’instaurò fisiche fondamentali In cosa consiste? Sai in ambito turistico?
un regime dell’idrostatica e fare esempi tratti
assolutistico? dell’idrodinamica? dall’attualità?

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L’Europa nell’economia-mondo Unità 1 93
Codice Fiscale: CPPLRD04H27C111L
Cognome: Cappello
Nome: Leonardo

Colloquio orale

Il peso dell’Europa nell’economia mondiale


40%
Ripartizione del prodotto interno mondiale
35% dallÕanno 0 al 2000

30%

25%

20%

15%

10%

5%

0%
0 500 1000 1500 2000
Europa Cina India Giappone Stati Uniti

1. Commenta l’immagine e ricava tutte le informazioni possibili con l’aiuto della sca-
letta seguente.
Il grafico mostra l’incidenza (in percentuale) di varie aree del mondo rispetto al totale
della ricchezza mondiale.
• Quale periodo copre il grafico?
• Che dato riporta l’asse delle ordinate?
• A partire da quando l’economia europea comincia a salire in maniera costante? Quan-
Suggerimenti pratici do invece comincia a calare rispetto a quella totale?
In questo tipo di grafici • A partire da quando l’economia cinese subisce un tracollo?
bisogna tenere presenti
insieme quattro aspetti:
il dato delle ascisse, 2. Una volta identificato l’argomento, contestualizzalo nel periodo studiato.
quello delle ordinate, la • Cosa si intende con economia-mondo?
posizione della linea in • Cos’è il “triangolo commerciale”? Quali erano i suoi vertici immaginari?
un dato momento storico
e la legenda, che mi dice • Anche la tratta degli schiavi contribuì all’ascesa delle potenze europee: chi ne erano le
a quale Paese corrisponde vittime? Dove venivano prelevate?
un certo colore. Quando
due linee si toccano vuol
dire che in quel periodo 3. Ricostruito il contesto, prova a immaginare dei collegamenti interdisciplinari.
la ricchezza di quei due • Per trovare degli spunti, individua quelle che per te sono le parole chiave del documen-
territori è la stessa. to. In questo caso possono essere:

sviluppo economico • economia europea • ricchezza nazionale/continentale/mondiale •


economia-mondo • globalizzazione • grafico • percentuale • PIL

STORIA INFORMATICA MATEMATICA ECONOMIA GEOGRAFIA


sviluppo economico ➔ ➔ grafico ➔ percentuale ➔ globalizzazione ➔ globalizzazione
Quali due Paesi nel Che software Conoscendo la Uno dei criteri La globalizzazione
Seicento si imposero utilizzeresti per percentuale e il suo per distinguere i Paesi non è solo economica,
come potenze creare questo corrispondente in ad alto reddito ma anche culturale:
commerciali, superando le tipo di grafici? cifre assolute, che da quelli a basso che peso ha l’industria
vecchie potenze coloniali? proporzione devi reddito è il Pil turistica in questo
Quali fattori ne favorirono impostare per trovare la (prodotto interno fenomeno?
lo sviluppo? cifra totale di partenza? lordo).
Sapresti spiegare
in che modo viene
calcolato?

94 Unità 1 L’Europa nell’economia-mondo


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Colloquio orale

Il Parlamento nella Costituzione italiana Educazione


civica

Art. 67 “Ogni membro del Parlamento rappresenta la Nazione ed esercita le sue


funzioni senza vincolo di mandato”.

Art. 68 “I membri del Parlamento non possono essere chiamati a rispondere delle
opinioni espresse e dei voti dati nell’esercizio delle loro funzioni.
Senza autorizzazione della Camera alla quale appartiene, nessun membro del Parla-
mento può essere sottoposto a perquisizione personale o domiciliare, né può essere
arrestato o altrimenti privato della libertà personale, o mantenuto in detenzione, salvo
che in esecuzione di una sentenza irrevocabile di condanna, ovvero [oppure] se sia
colto nell’atto di commettere un delitto per il quale è previsto l’arresto obbligatorio
in flagranza. […]”.

Suggerimenti pratici
1. Commenta gli articoli della Costituzione e ricava tutte le informazioni possibili con
l’aiuto della scaletta seguente.
Nota, nel secondo
articolo, le parole della In questa unità hai studiato il ruolo del Parlamento, un organismo che oggi è presente
stessa area semantica in tutti i Paesi democratici del mondo (e anche in quelli che lo sono solo sulla carta).
(significato affine, ma non • Cosa significa che il parlamentare esercita la sua funzione “senza vincolo di mandato”?
identico): perquisizione;
arrestato; detenzione; • L’art. 68 tratta delle tutele a difesa dei parlamentari: quali sono?
condanna; delitto; • In quali casi un parlamentare può essere arrestato?
arresto: probabilmente • Il parlamentare rappresenta solo chi lo ha eletto o tutto il popolo? Dove emerge que-
sarai chiamato a dare
qualche spiegazione sul sto dato negli articoli citati?
loro impiego in questo
contesto. 2. Una volta analizzato il testo, contestualizzalo nel periodo studiato.
• Qual era l’unico Stato parlamentare d’Europa, nel Sei-Settecento? In seguito a quali av-
venimenti? Cos’è il Bill of rights?
• Viceversa, quale nazione rappresentava il modello più avanzato di assolutismo?
• La Costituzione italiana fu scritta dopo un periodo in cui il Parlamento aveva perso il
suo ruolo di baluardo della democrazia: quale?

3. Ricostruito il contesto, prova a immaginare dei collegamenti interdisciplinari.


• Per trovare degli spunti, individua quelle che per te sono le parole chiave del documen-
to. In questo caso possono essere:

Parlamento/parlamentare • assemblea • Camera e Senato • partiti • immunità


parlamentare • Nazione • libertà personale • vincolo di mandato • arresto • detenzione

DIRITTO STORIA ITALIANO


Parlamento ➔ ➔ partiti ➔ libertà personale
Da quali due rami è formato il L’Inghilterra fu il primo Paese in cui si I valori della libertà di espressione, di
Parlamento italiano? Che requisiti formarono i partiti moderni: che idee stampa ecc. furono sostenuti e difesi
bisogna avere per esserne elettori? professavano i tories e i whigs? dagli scrittori di età illuministica,
italiani e non. Sai citare qualche autore o
testo che si esprime su questi temi?

L’Europa nell’economia-mondo Unità 1 95
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UNITÀ 2

L’età delle rivoluzioni

LO SPAZIO

Le grandi rivoluzioni
tra modernità
e contemporaneità

Rivoluzione americana
(1775-1783)

IL TEMPO

1756- 1764 1765 1775- 1776 1787 1789


1763 1783

Guerra Beccaria Watt realizza Rivoluzione Dichiarazione Entrata 14 luglio


dei Sette anni pubblica la macchina americana d’indipendenza in vigore della Presa della Bastiglia:
Dei delitti a vapore degli Stati Uniti Costituzione inizio della
e delle pene d’America negli Stati Uniti Rivoluzione
francese
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Nome: Leonardo

Inghilterra IL RACCONTO
Prima rivoluzione
industriale La dimensione globale della storia – illustrata
(seconda metà
nell’Unità 1 con la definizione di economia-mondo –
del XVIII secolo)
è testimoniata dalla Guerra dei Sette anni (1756-1763),
definita “la prima guerra mondiale della storia” perché
dallo scenario europeo passò rapidamente a quello
dell’intero pianeta e si combatté sugli oceani.
Più o meno negli stessi anni, a partire dalla seconda
metà del Settecento, il mondo vide una accelerazione LE SVOLTE
Francia
decisiva verso la contemporaneità. È il periodo DELLA STORIA
Rivoluzione francese
(1789-1799) indicato come età delle rivoluzioni. • La Prima rivoluzione
In Inghilterra prese avvio la Prima rivoluzione industriale
industriale che, grazie a una generazione di inventori • La Rivoluzione
e imprenditori, dette una svolta decisiva all’economia francese
e modificò profondamente la società.
Contemporaneamente, in Francia, un movimento
Italia di pensiero erede dell’Umanesimo e di Galileo
Rivoluzione scientifica mise in crisi l’Ancien Régime. I suoi protagonisti lo
di Galileo chiamarono Illuminismo.
(XVII secolo) L’Illuminismo ispirò le tredici colonie americane
della Gran Bretagna che, in nome del diritto
all’uguaglianza e alla felicità, diventarono
indipendenti e fondarono gli Stati Uniti d’America.
Dall’Illuminismo e dall’influenza della Rivoluzione I GRANDI DISCORSI
americana prese avvio la Rivoluzione francese che DELLA STORIA
abbatté i residui di feudalesimo e la monarchia • Robespierre “Il terrore
assoluta, degenerò nel Terrore di Robespierre e poi è la giustizia pronta,
ristabilì il primato della borghesia. severa, inflessibile”
• Napoleone “Io vi
Dalla Rivoluzione emerse Napoleone, il più grande
condurrò nelle più
genio militare di tutti i tempi e abile legislatore, a fertili pianure della
capo di un grande impero in Europa ma anche un Terra”
dittatore che costrinse l’Europa a vent’anni di guerre.

1789 1793 1795- 1799 1804 1814 1815


1799

4 agosto Settembre Governo 9 novembre Napoleone Esilio Definitiva


L’Assemblea Robespierre del Direttorio Colpo di Stato imperatore. di Napoleone sconfitta di
sancisce la fine instaura di Napoleone Codice civile nell’Isola d’Elba Napoleone
dell’Ancien il Terrore in Francia a Waterloo
Régime
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6
Nome: Leonardo

LA PRIMA RIVOLUZIONE
INDUSTRIALE

1. Perché in Inghilterra
Tra quanti festeggiarono il capodanno del 1700, quelli che avevano i maggiori mo-
tivi per essere fiduciosi nel futuro erano gli Inglesi. O meglio, i nobili e i borghesi
inglesi, cioè gli appartenenti ai due ceti che, conclusa ormai la lunga stagione dei
conflitti politici e religiosi, potevano approfittare della ricchezza accumulatasi
nel Paese per imprimere alla propria crescita economica un’accelerazione dagli
esiti inaspettati.
E in effetti fu nella Gran Bretagna del Settecento che si compì una svolta storica
della civiltà e dell’economia occidentali: la Rivoluzione industriale. Essa viene
universalmente considerata il mutamento più radicale avvenuto dalla Rivoluzione
neolitica in poi, quando i cacciatori-raccoglitori si trasformarono in agricoltori-al-
Dove c’è un fiume c’è commercio levatori, rivoluzionando non solo l’alimentazione ma i rapporti sociali, le forme
e dove c’è commercio ci sono del potere, l’intero modo di vivere.
navi, barche, facchini e mercanti.
Tutto questo è racchiuso
In Europa, la Gran Bretagna era l’unico Paese in cui poteva verificarsi una rivolu-
in questa immagine di uno zione di tale portata. Le radici della sua fortuna risalivano alla scelta di Elisabetta I
dei porti sul Tamigi. di assecondare la naturale vocazione di un’isola, trasformandola da Paese povero,
allevatore di pecore ed esportatore di lana grezza, in una
nazione di marinai, padroni degli oceani, dotata della più
grande flotta dell’epoca.
Le imprese dei corsari e, soprattutto, la tratta degli schia-
vi avevano fruttato enormi ricchezze private che, attra-
verso tasse equamente distribuite presso tutte le ca-
tegorie sociali, si erano convertite anche in ricchezza
pubblica.
Inoltre, la vittoria del Parlamento nella Gloriosa Rivo-
luzione aveva permesso agli Inglesi di adattare rapida-
mente le leggi dello Stato alle necessità del commercio
e delle manifatture, assecondandone lo sviluppo; in
Gran Bretagna, per esempio, diversamente che nel resto
d’Europa, erano state abolite le dogane che bloccavano
i commerci interni.
Grazie al concorrere di tutti questi elementi favorevoli,
nella prima metà del XVIII secolo il Paese conobbe un
eccezionale incremento degli scambi commerciali e dei
consumi. Le sue “Compagnie commerciali” importava-
no e utilizzavano più merci “esotiche” di qualsiasi altra
zona d’Europa: non solo le spezie o le sete più raffinate,
ma zucchero, caffè, cotone e, soprattutto, tè. Quest’ul-

98 Unità 2 L’età delle rivoluzioni


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timo, giunto a Londra nel 1658 accompagnato dalla fama di bevanda in grado di
curare ogni disturbo, nel 1700 era diventato un rito collettivo, consumato da un
numero sempre maggiore di persone; per servirlo c’era bisogno di un adeguato MENTRE STUDI
corredo di tazze, bricchi e recipienti vari che ovviamente dovevano essere di por- 1. In che modo l’Inghilterra
cellana finissima. Poiché solo i Cinesi sapevano fabbricarne di tanto pregiata, era si era arricchita
nel Cinquecento?
necessario scoprirne al più presto i segreti.
Anche attraverso meccanismi come questo si crearono le basi della Rivoluzione 2. Quali fattori
determinarono
industriale. Tuttavia né il commercio né l’artigianato avrebbero potuto portare a nell’Inghilterra del XVIII
tali risultati se in Inghilterra non si fosse contemporaneamente verificata una gran- secolo un incremento
de rivoluzione agricola. degli scambi?

2. Dai “campi aperti” ai “campi chiusi”


Subito dopo la Gloriosa Rivoluzione il Parlamento votò una serie di leggi che scar-
dinarono l’intero sistema agricolo feudale il quale, in Inghilterra come in Francia
e in altre parti d’Europa, era basato sui cosiddetti “campi aperti”.
I campi erano “aperti”, cioè privi di recinzioni, in quanto ogni proprietario pos-
sedeva parcelle di terreno lontane le une dalle altre e incastrate in quelle altrui,
per cui, per raggiungerle, bisognava attraversare i campi dei vicini. Ogni parcella
veniva divisa in tre strisce e su di esse si praticava la rotazione triennale: una stri-
scia a cereali, una a legumi, l’altra “a maggese”, ovvero a riposo.
Al di là dei campi aperti si estendevano le terre comuni che in realtà erano di pro-
prietà dello Stato o dell’aristocrazia ma che, in base ad antiche tradizioni feudali,
venivano concesse ai contadini come terre da pascolo, dove potevano anche rac-
cogliere la legna per l’inverno. A Natale si macellava gran parte del bestiame, per-
ché non c’erano riserve di foraggio secco per mantenere gli animali durante i mesi
freddi, quando l’erba smetteva di crescere, e le carni macellate venivano conservate
per tutto l’anno sotto sale. Da questa organizzazione derivava una serie di sprechi:
• di tempo per i contadini, che impiegavano ore per spostarsi da una parcella
all’altra;
• di terreno, a causa dei troppi sentieri e delle parti lasciate ogni anno a maggese;
• di bestiame che, se fosse rimasto in vita, a primavera avrebbe potuto riprodursi.
Fin dai tempi di Elisabetta I le critiche a questo sistema si erano sprecate, ma la re-
sistenza della maggioranza dei contadini, ostili a qualunque novità, aveva bloccato
quasi ovunque i tentativi di cambiamento. La grande trasformazione avvenne solo
nel XVIII secolo, quando le leggi imposero a una regione dopo l’altra di riunire i
fondi e trasformarli in “campi chiusi”, ovvero dotati di recinzioni.

Seguendo attentamente
le linee scure di questo quadro
si possono distinguere le siepi
e le file di alberi che segnano
il confine tra i diversi campi.
Quando i campi erano ancora
aperti, questo panorama era una
macchia disordinata di pascoli
e coltivazioni.

La Prima rivoluzione industriale Capitolo 6 99


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Fu un’operazione epocale, compiuta da funzionari che spesso furono presi a sas-


sate, chiusi nei fienili e minacciati di essere messi al rogo da contadini infuriati che
ritenevano di venire truffati nei cambi perché una parcella fertile veniva sostituita
MENTRE STUDI da una meno fertile o perché le misure non tornavano. Molti preferirono vendere
1. Che cosa erano i “campi ai più ricchi, i Lord, e andarsene a cercare lavoro in città.
aperti” e le terre comuni? Alla fine, il caotico panorama dei campi aperti si trasformò in un ordinato siste-
2. Che cosa erano e come ma di grandi tenute, suddivise in campi recintati che comprendevano anche le
sorsero i “campi chiusi”? ex terre comuni e che erano interamente di proprietà dell’aristocrazia terriera.

3. La rivoluzione dei “campi chiusi”


LESSICO
Nel corso della storia i latifondi sono stati spesso una sciagura per l’economia di
Migliorìe
un Paese: basti pensare ai latifondi romani dell’età dei Gracchi e a quelli baronali
Un termine che si usa del Meridione spagnolo. In Inghilterra, al contrario, i latifondi furono all’origine
solo per i miglioramenti delle fortune nazionali. Lì, infatti, l’aristocrazia non si accontentò di ricavare dai
apportati a “beni immobili” terreni una rendita sufficiente a mantenerla nel lusso, ma li affidò ai coltivatori più
come case, strade,
fabbriche e terreni.
intelligenti e preparati, nominandoli intendenti e fornendo loro il denaro e il po-
tere per effettuare tutte le migliorìe necessarie.
Gli intendenti cominciarono con il sostituire la rotazione triennale con la rotazio-
ne quadriennale. Ogni campo fu diviso in quattro parti di cui una fu seminata a
cereali, una a piante primaverili, una a piante autunnali e una, invece di essere la-
sciata a riposo, fu seminata a trifoglio e rape.
Queste piante ricche di azoto agiscono infatti sul terreno rigenerandolo e, con-
temporaneamente, servono la prima come foraggio, la seconda come pianta ali-
mentare. Inoltre, al frumento e all’orzo furono affiancati il riso indiano e il mais
americano.
La rivoluzione agricola inglese

CAMPI APERTI CAMPI CHIUSI


Molti proprietari Unico proprietario
Parcelle distanti Riunificazione delle parcelle
Rotazione triennale Grandi migliorìe
Macellazione annuale del bestiame Rotazione quadriennale
Pascoli in comune Tenute divise in campi, pascoli, bosco, miniera

Bosco Bosco Miniera


riserva del signore produce legname produce ferro
e ghiande per i suini e carbone

Campi Campi Pascoli Campi


dopo la mietitura nutrono bovini e ovini. divisi in 4 parti producono
diventano pascolo Producono lana e latticini cereali e altre piante alimentari

100 Unità 2 L’età delle rivoluzioni


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La seconda migliorìa fu quella di dividere a sua volta l’intera tenuta in quattro parti:
• i campi, già suddivisi con i criteri della rotazione quadriennale;
• i pascoli, su cui brucavano le pecore e i bovini, dai quali si traevano lana, carne,
latticini e concime; quest’ultimo, non più disperso ma radunato in un unico set-
tore della proprietà, veniva raccolto e utilmente sfruttato per fertilizzare i campi;
• il bosco, usato per la caccia, la legna e, nella parte del querceto, anche per le
ghiande con cui nutrire i maiali;
• la miniera di carbone o di ferro, di cui il sottosuolo era ricchissimo; gli inten-
denti modernizzarono quelle esistenti e ne aprirono di nuove.
La rivoluzione agricola non si fermò a queste migliorìe. L’attivismo nelle grandi
tenute stimolò ogni genere di ricercatori, da quelli che inventarono nuovi attrez-
zi per la semina e l’aratura a quelli che si cimentarono in incroci sempre più au-
daci per selezionare spighe con un maggior numero di chicchi, razze bovine più
ricche di latte, maiali più grassi, nuove razze di cani per tutte le necessità della pa-
storizia e della caccia.
Nacquero allora anche le prime splendide varietà di “rose inglesi”, a forma di cop- MENTRE STUDI
pa, di rosetta o di pon-pon, per il piacere delle dame e l’addobbo della casa. Sono 1. Chi erano in Inghilterra
le “madri” di tutte le rose odierne e ancora oggi le più pregiate. gli intendenti?
Le migliorìe arricchirono i Lord ma anche gli intendenti che, a loro volta, com- 2. In che cosa consisteva
prarono terreni e formarono un nuovo ceto, la gentry, le cui origini risalivano ai la rotazione quadriennale?
tempi di Cromwell e che con lui aveva combattuto contro il re Carlo I Stuart. La 3. Quali altri miglioramenti
gentry conquistò tanta stima nel Paese che, nonostante le sue origini non aristo- vennero introdotti
cratiche, venne considerata piccola nobiltà di campagna e i suoi membri ebbero nel settore agricolo inglese
il titolo di Sir. nel XVIII secolo?

4. L’accumulazione del capitale


I “campi chiusi” crearono le condizioni che permisero alla gentry di accumulare
ciò che gli Europei del XVIII secolo chiamavano il capitale, intendendo con que-
sto termine il denaro che veniva investito, ovvero il “denaro che produce altro
denaro”: per esempio, il denaro del banchiere prestato a interesse a un mercante
oppure il ricavato di una vendita di legname usato per apportare migliorìe in un
“campo chiuso”.
In quell’epoca si usava già largamente anche il termine capitalista, coniato nella
prima metà del Seicento per indicare persone dotate di denaro e pronte a impie-
garlo per averne sempre di più.

Mr e Mrs Andrews.
Il titolo del quadro è il nome di
questa coppia ritratta dal pittore
inglese Thomas Gainsborough.
Sembrano due aristocratici,
ma sono in realtà due
ricchissimi membri della gentry.
Amministrando patrimoni altrui,
Mr Andrews se ne è costruito
uno personale da favola.

La Prima rivoluzione industriale Capitolo 6 101


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L’accumulazione del capitale fu facilitata dal fatto che la gentry era una catego-
ria di persone che non avevano né l’abitudine al lusso né tantomeno la necessità
del lusso. Un Lord doveva sostenere spese enormi per mantenere castelli in cam-
pagna, palazzi in città, dove aveva il seggio (senza stipendio) alla Camera alta del
Parlamento, cavalli da corsa, carrozze, un centinaio di cani per la caccia alla volpe,
servi, valletti, un guardaroba elegante per sé e per la sua famiglia.
MENTRE STUDI I consumi di un intendente, invece, non erano così dispendiosi: un cottage, un
1. Quali cambiamenti cavallo, un calesse, in modo da mantenere il decoro di sé e dei suoi, qualche con-
sociali furono determinati cessione alle nuove mode come quella del tè ma nulla più.
dal sistema delle
recinzioni? Ciò che restava poteva essere interamente investito. A ciò bisogna aggiungere la
componente religiosa: mentre i Lord erano anglicani e provenivano anche da fa-
2. Perché i Lord non
accumularono lo stesso miglie che avevano tentato di riportare in Inghilterra il cattolicesimo, la gentry era
capitale della gentry? puritana e quindi aveva assorbito la rigida morale calvinista del lavoro.

5. L’innovazione tecnologica nel tessile


LESSICO
Nel 1750 l’intera economia inglese sembrò acquisire una marcia in più. Lo dimo-
Brevetto
stra il numero impressionante di brevetti richiesti negli anni 1750-1780: cento
Un documento breve, volte superiori a quelli depositati fra il 1700 e il 1750. Furono inventati nuovi si-
come dice il nome, stemi di drenaggio per bonificare i terreni paludosi, selezionati buoi, pecore, muc-
rilasciato da esperti che che, come si è detto, dessero più latte o più carne, sementi che garantissero
nominati dallo Stato,
che attesta l’utilità di
rese più alte, attrezzi più funzionali.
un’invenzione e garantisce Per trasportare i carrelli nelle miniere furono utilizzate le rotaie e nuove pompe
all’inventore il diritto estrassero l’acqua che si formava nelle gallerie sempre più profonde. Inoltre si sco-
esclusivo di sfruttarla prì che il ferro poteva essere utilizzato come materiale da costruzione.
per un periodo di tempo
determinato. Come in tutte le economie pre-industriali, tuttavia, il settore artigianale più impor-
tante rimase quello tessile ed è da lì che partì la Rivoluzione industriale. L’Inghil-
terra era ricca sia di lana, fornita dalle pecore, sia di cotone, che proveniva dalle
colonie e aveva il vantaggio di costare meno e di essere assai più robusto.
Fra il 1750 e il 1790, alcuni artigiani del settore s’ingegnarono per velocizzare i
procedimenti di filatura e tessitura. Sui filatoi tradizionali girava un’unica spola
di filo; poi fu inventata una nuova macchina, la cosiddetta jenny, e di colpo una
sola persona poté filare sette fili alla volta.
In vent’anni furono costruite ventimila jenny, le quali avevano un unico difetto,
quello di produrre un filo troppo sottile. Combinandolo però con quello assai più
robusto ottenuto grazie a un’altra macchina appena ideata, il frame, era possibile
ricavare un filato molto resistente. Poco dopo fu inventato il mule, che combinava
la tecnologia della jenny con quella del frame.

Con le nuove macchine i telai dei


cotonifici potevano essere messi
in moto in serie sostituendo
a venti o trenta addetti per fila
il lavoro di una singola operaia,
che non doveva più manovrarli
a mano ma semplicemente
controllarne il funzionamento.

102 Unità 2 L’età delle rivoluzioni


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LE FONTI

Come si poteva formare un capitale

Autore: Grazie a queste pagine di diario scritte da due fratelli (uno, maestro di scuola;
Samuel e Aaron Walker l’altro, contadino con un’infarinatura di nozioni da fabbro ferraio) si può capire
Opera: come due persone poverissime, ma dotate di tenacia e di spirito di iniziativa,
Diario
riuscirono a costruire da zero un capitale. Si può cioè seguire in modo semplice
Data:
1741-1774 e lineare quel processo che gli economisti chiamano “accumulazione capitalistica”.
I due fratelli parlano quasi sempre di sé in terza persona.

1741. All’incirca nell’ottobre di quell’anno Samuel e Aaron Walker costruirono


una piccola fornace nella vecchia officina del chiodaiolo aggiungendovi una o due
baracche. E dopo aver rifatto una volta i camini e più volte la fornace, si cominciò a
progredire un poco: Samuel insegnando alla scuola del villaggio, e Aaron dedicando
parte del suo tempo a fabbricare chiodi e parte a mietere, tosare ecc.
1743. Aaron cominciò ora ad avere parecchio lavoro e, non avendo più tempo
per mietere, prendeva dai guadagni quattro scellini a settimana per mantenere sé
e la famiglia.
1745. In quest’anno Samuel Walker, essendo aumentati gli affari, fu costretto a
rinunciare alla scuola e si costruì lui stesso una casa in margine all’officina, e allora
si sentì sistemato per il resto dei suoi giorni. Allora ci concedemmo un salario di
dieci scellini alla settimana ciascuno per mantenere le proprie famiglie.

Il diario continua: a quell’epoca il valore dell’azienda era stimato 400 sterline,


ma l’anno dopo Jonathan, il fratello di Samuel e Aaron, vi aggiunse 100 sterline;
Samuel ne aggiunse 50 di suo e un amico, che aveva già lavorato a stipendio nella
ditta, altre 50.

1748. Con questo capitale, i soci aprirono prima una fonderia nella città più vicina,
poi, nel 1748, un forno per l’acciaio.
1754. Con lavoro indefesso e molta parsimonia, Aaron e Samuel Walker fecero
scavare un canale e lastricare una strada a proprie spese.
1764. Allo stabilimento fu aggiunto un grande reparto per la fabbricazione di
padelle.
1767. Poiché ormai l’azienda valeva 7500 sterline, Aaron e Samuel Walker tolsero
per la prima volta dal capitale 140 sterline per dividerle tra i soci.
1774. Il capitale era arrivato a 62 500 sterline.

A quell’epoca l’azienda comprendeva anche una fabbrica di armi da fuoco; sicché,


quando l’Inghilterra entrò in guerra con le sue colonie americane, il valore
dell’azienda salì fino a 128 000 sterline. In quell’anno Samuel Walker morì, ma
l’azienda continuò a crescere. All’inizio dell’Ottocento era ormai diventata una delle
maggiori industrie siderurgiche britanniche.

LABORATORIO

Comprendere
1. Quale attività imprenditoriale svolgono i fratelli Walker?
2. Quali scelte permettono loro di crescere e affermarsi come imprenditori?
3. Quanto vale l’azienda alla morte di Samuel Walker?

La Prima rivoluzione industriale Capitolo 6 103


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Dopo queste invenzioni che interessarono la filatura, anche la fase della tessitura
fece un enorme salto di qualità quando, nel 1785, Edmund Cartwright brevettò il
MENTRE STUDI • LA DATA suo telaio meccanico. Il miglior filatore indiano (l’India era allora la capitale mon-
1785 diale del cotone) produceva 150 matasse da una libbra di cotone grezzo, mentre
Brevetto del telaio meccanico. dalla stessa quantità un filatoio meccanico ne produceva 300.
Il cotone si poteva produrre in una versione più rozza, il calicò, e in una più fi-
ne, la mussolina. E soprattutto costava così poco da soddisfare un mercato vasto,
che comprendeva anche gli operai salariati. Anche i ceti più poveri potevano così
accedere a un bene che non avevano mai posseduto: la biancheria e le camicie.
MENTRE STUDI
Inoltre il cotone soddisfaceva i mercati oltremare che, a causa del clima tropicale,
1. Quali brevetti vennero
introdotti nell’Inghilterra gradivano stoffe più leggere.
del XVIII secolo? Le nuove macchine, però, erano troppo pesanti per essere manovrate a mano e
2. Quali miglioramenti non potevano essere collocate nel cottage di una famiglia contadina: esse doveva-
avvennero nell’industria no essere sistemate vicino a un corso d’acqua e collegate alle ruote di un mulino
tessile inglese? perché la forza dell’acqua potesse metterle in moto.

6. La macchina rotativa a vapore di Watt


e il decollo della Rivoluzione industriale
È a questo punto che entra in scena James Watt. Watt era un tecnico (➔ SCIEN-
ZA E TECNICA Gli eredi di Galileo: il trionfo della misura e della matematica, p. 120) scoz-
zese di grande ingegno che aveva lavorato per molto tempo come assistente di un
professore di fisica all’Università di Glasgow. Standogli accanto, aveva assistito a
numerosi esperimenti sull’energia sviluppata dal vapore acqueo, ottenuto scal-
dando un contenitore pieno di acqua su un fornello a carbone.
Molti ingegneri, sulla base di questa scoperta, erano riusciti a imprimere un moto
verticale a un pistone e avevano costruito delle pompe per estrarre dalle minie-
re l’acqua che trasudava dalle pareti delle gallerie.
Anche Watt ne inventò una, ma non era questo ciò cui aspirava. Il suo sogno, in-
James Watt.
fatti, era di trasformare il moto verticale in moto rotatorio, grazie al quale le ap-
plicazioni dell’energia del vapore sarebbero state infinite: una ruota che gira, in-
fatti, può essere collegata con una cinghia alla ruota fissata su un’altra macchina e
trasmetterle il movimento. Ci arrivò per la prima volta nel 1765 leggendo libri di

Le prime macchine a vapore

bilanciere

bilanciere

cisterna

pistone
2 asta di ruote dentate
collegamento a “sistema
solare”
scatola
cilindro

delle
valvole
cilindro

pistone
A sinistra, una delle
macchine a vapore
condensatore

verticali che pompavano caldaia


1
valvole
acqua dalle miniere. caldaia
3

A destra, la macchina
rotativa di Watt, che,
grazie a una serie di ruote pompa
Principali migliorie:
1 condensatore separato
e di cinghie, riusciva a 2 cilindro chiuso e scatola delle valvole
trasmettere il movimento 3 movimento rotatorio
ad altre macchine.

104 Unità 2 L’età delle rivoluzioni


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CONFRONTO TRA LA POTENZA DI DIVERSE FONTI DI ENERGIA

Fonte d’energia Epoca Potenza in Equivalente in uomini MENTRE STUDI • LA DATA


kilowatt che lavorano 1781
Uomo fino al 9000 a.C. 0,075 1 Brevetto della macchina
rotativa a vapore.
Bue da tiro fino al 4000 a.C. 0,56 7
Asino alla macina 3000 a.C. 0,15 2
Cavallo da tiro 1000 d.C. 0,75 10
Mulino a vento o ad acqua 1000 d.C. 2 30
Macchina a vapore di Watt 1765 35 466
Turbina a vapore odierna 1976 1,3 milioni 17,3 milioni

meccanica e fisica, interrogando grandi scienziati e sperimentandone tipi sempre


più perfezionati.
Nel 1781 Watt costruì il suo ultimo e finalmente perfetto modello di macchina rota- MENTRE STUDI
tiva a vapore, lo brevettò e lo applicò a un filatoio compiendo così il primo passo 1. Qual era il sogno di Watt
della Rivoluzione industriale. e come lo realizzò?

7. La fabbrica e l’urbanesimo
Da millenni l’uomo usava l’energia muscolare, quella dei mulini a vento e quella
dei mulini ad acqua. Grazie a Watt, per la prima volta poté disporre di una nuova
forma di energia, quella del vapore.
I vantaggi furono incalcolabili. Prima di tutto, la forza del vapore era molto più po-
tente di quella muscolare di uomini e animali. In secondo luogo, mentre i mulini
potevano funzionare solo vicino a un corso d’acqua o quando il vento spirava con
continuità, le macchine a vapore erano sempre disponibili dove e quando serviva
perché il carbone – utilizzato per alimentare le macchine – si poteva accumulare,
conservare e trasportare.
Grazie alla nuova invenzione, decine di filatoi e telai meccanici potevano essere
posizionati in un unico stanzone dentro il quale la macchina di Watt produceva
l’energia necessaria a farli funzionare tutti: nasceva la fabbrica. Gli stanzoni di-
vennero ben presto enormi edifici e furono costruiti nelle città portuali, vicino ai
grandi mercati e alle vie di comunicazione, fluviali e terrestri.

Una fonderia situata in un


terreno scosceso della tenuta
di un Lord. Da una parte essa
è l’ennesima dimostrazione
dell’astuto sfruttamento delle
campagne da parte della gentry,
dall’altra, col fumo che esce dalle
ciminiere, mostra l’inizio di quel
terribile fenomeno che si chiama
inquinamento.

La Prima rivoluzione industriale Capitolo 6 105


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Il proliferare delle fabbriche richiese allora un numero sempre maggiore di operai.


Questa domanda fu soddisfatta dalla popolazione rurale che, rimasta senza terra
a causa dell’espansione dei campi chiusi e priva del lavoro di filatura e tessitura a
domicilio, si offrì come manodopera.
La conseguenza della nascita delle fabbriche fu che una valanga di ex contadini
abbandonò le campagne e si rovesciò nelle città. Si creò quindi un nuovo urbane-
simo alimentato da un circolo virtuoso: più fabbriche nascevano, più ex contadini
vi affluivano e più le città si ampliavano.
Questo nuovo urbanesimo trasformò anche il rapporto fra produttori e prodot-
MENTRE STUDI
ti. I contadini erano vissuti per secoli di autoconsumo: abitavano nei cottages di
1. Quale forma di energia
fu utilizzata nella Prima famiglia, mangiavano ciò che coltivavano, si vestivano con ciò che filavano e tesse-
rivoluzione industriale? vano, vangavano e zappavano con gli attrezzi che si costruivano. Diventati operai,
2. Quali vantaggi aveva passavano invece la giornata in fabbrica e quindi dovevano comprare il pane e gli
il vapore? abiti e affittare una stanza dove dormire. Sebbene le loro paghe fossero estrema-
3. Quali furono le mente basse, operai e operaie crearono un fenomeno completamente nuovo: la
conseguenze della nascita domanda di beni di consumo, cioè beni come il pane e il vestiario, che nel tem-
delle fabbriche? po sarebbe diventata di massa.

LETTURA D’IMMAGINE Una delle prime fabbriche: il cotonificio

1 Cotone indiano in balle


2 Filatoi
3 Rocchetti di cotone filato
4 Telai
5 Ruota del mulino ad acqua

1 4
2

106 Unità 2 L’età delle rivoluzioni


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8. Un’esplosione demografica
senza precedenti
A mano a mano che il mercato dei compratori si allargava, cresceva La crescita demografica
la domanda di prodotti alimentari e di tessuti; di conseguenza doveva in Inghilterra e nel Galles
crescere l’offerta di questi beni da parte dell’agricoltura e dell’indu-
14 000 000
stria; di conseguenza occorreva sempre più manodopera per produr- abitanti
re. Di conseguenza occorrevano sempre più consumatori che “do-
mandassero” (comprassero) i beni di consumo “offerti” (prodotti e 9 000 000
abitanti
messi sul mercato). 6 500 000
5 000 000 abitanti
L’Inghilterra non avrebbe potuto mettere in moto questa spirale “virtuo- abitanti
sa”, così chiamata perché creatrice di ricchezza, se nel Settecento non
avesse registrato una prodigiosa crescita demografica che approssima-
tivamente tra il 1700 e il 1800 toccò, secondo alcuni, addirittura il 61%. 1700 1750 1800 1830
I motivi di questa crescita – che, sebbene in misura molto minore rispet-
to all’Inghilterra, interessò tutta l’Europa – sono molteplici:
• la fine delle grandi epidemie di peste; La diminuzione della mortalità
• la diminuzione della mortalità, dovuta, oltre che all’attenuazione del-
le epidemie, anche a una migliore alimentazione (legata a sua volta ai
miglioramenti dell’agricoltura) e a condizioni igieniche meno dram- 36% 21%
matiche. In particolare, diminuì la mortalità provocata dall’alcolismo,
grazie alle leggi che intorno alla metà del Settecento limitarono l’uso
del gin; questo alcolico tratto dal ginepro rappresentava in Inghilter- 1740 1820
ra una vera e propria piaga sociale e nei primi anni del secolo aveva
fatto balzare il numero dei decessi a livelli insostenibili;
• l’aumento delle nascite, dovuto alla maggiore produttività in agricoltura e all’au-
mento dei posti di lavoro, due circostanze che permisero un’alimentazione più
abbondante e un abbassamento dell’età dei matrimoni. MENTRE STUDI
Per tutta l’Età moderna, a causa delle incertezze sul futuro, nelle campagne i maschi
1. Perché nell’Inghilterra
si erano sposati in media tra i 28 e i 31 anni e le femmine tra i 25 e i 28. La mag- del XVIII secolo si verificò
giore nutrizione e le prospettive d’impiego abbassarono la media rispettivamente una rilevante crescita
a 20-21 e 18-20 anni: fino a dieci anni guadagnati dalle donne per avere bambini. demografica?

9. La rivoluzione dei trasporti


Se il settore tessile fu quello trainante, in brevissimo tempo anche tutti gli altri am-
biti produttivi furono investiti dalla Rivoluzione: l’Inghilterra era percorsa in lungo
e in largo dal carbone che dalle miniere affluiva nelle fabbriche, dal materiale da
costruzione per erigere le fabbriche stesse e i dormitori per gli operai, mentre le
balle di cotone scaricate nei porti dovevano raggiungere gli stabilimenti e le pezze
di stoffa finite dovevano essere instradate verso i mercati interni ed esteri.
In un’epoca in cui le strade erano quasi sempre sterrate e tortuose, gli impren-
ditori inglesi si unirono per costruirne di nuove e rientrarono dei soldi spesi
istituendo un sistema di pedaggi. Ampliarono anche la rete di canali e, in po-
co più di trent’anni, la Gran Bretagna fu attraversata da oltre mille chilometri di
vie d’acqua.
Un cavallo che traina una chiatta può tirare fino a 400 volte il peso che tirerebbe
su strada, ma procede comunque lentamente. Invece, la nuova industria, anche se
neonata, aveva già bisogno di trasporti rapidi. Gli inventori scalpitavano: applica-
re la macchina rotativa a vapore a un carro e usarne l’energia per farlo correre era
certamente possibile, ma il brevetto della macchina a vapore apparteneva a Watt,
che continuava a riservare il suo gioiello alle fabbriche tessili.

La Prima rivoluzione industriale Capitolo 6 107


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Quando finalmente il brevetto arrivò a scadenza, tecnici e ingegneri si gettarono sul


problema: alcune caldaie scoppiavano, altre erano troppo pesanti e il carro non si
muoveva, altre ancora consumavano troppo carbone con costi proibitivi. Poi, il fi-
glio di un fuochista, George Stephenson, riuscì a costruire un oggetto semovente
MENTRE STUDI e funzionante: una locomotiva. Era il 1814. Quindici anni dopo a Stephenson fu
1. Quali miglioramenti commissionata la linea ferroviaria Liverpool-Manchester, che collegava il prin-
nelle vie di comunicazione cipale porto del Paese con la capitale dell’industria tessile. Fu lui stesso a dotarla
furono effettuati in di rotaie, modificando quelle su cui scorrevano i carrelli di carbone nelle minie-
Inghilterra per favorire il re, e di stazioni con sale d’attesa, ristoranti, bagni e stanze per cambiarsi gli abiti,
flusso dei materiali e delle
merci? anneriti dal fumo grasso delle locomotive.
Era cominciata l’era della ferrovia che diede inizio a un’altra fondamentale rivolu-
2. Quale rivoluzione
ebbe inizio grazie zione: la rivoluzione dei trasporti. Essa fece immediatamente crollare i costi del
alla costruzione trasporto-merci del 30% e concesse a un numero sempre più alto di Inglesi una
della locomotiva? straordinaria possibilità: quella di viaggiare comodamente.

LETTURA D’IMMAGINE Le origini del treno

Il Rocket
Un modello perfezionato della locomotiva inventata da George
Stephenson, chiamato Rocket, “razzo”, fu fatto gareggiare nel 1829 con
altre locomotive e vinse nettamente alla velocità di quasi 60 chilometri
l’ora. Era in grado di trainare un treno di 14 tonnellate.

Locomotiva contro cavallo


Nel disegno è raffigurata
la più famosa locomotiva
di Stephenson. Nel 1829
essa vinse una mitica corsa
battendo un cavallo che
trainava anch’esso un vagone
e convincendo in tal modo
anche gli ultimi scettici.

Le stazioni
L’interno di una stazione, con
il tetto di vetro sostenuto da
strutture in ferro, per lasciar
passare la luce del giorno.

108 Unità 2 L’età delle rivoluzioni


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10. La divisione del lavoro


Il lavoro in fabbrica era un tipo di lavoro completamente nuovo che tuttavia all’i-
nizio fu organizzato come quello di una bottega artigiana dove chi costruiva un
prodotto ne seguiva il ciclo dall’inizio alla fine. Se l’artigiano faceva una scarpa,
sceglieva e comprava il cuoio e la pelle, tagliava, montava e cuciva la suola, il tacco
e la tomaia, praticava i buchi per i lacci, lucidava la scarpa finita.
Tutto ciò non era più compatibile con i ritmi imposti dalle macchine. Era neces-
sario mettere a punto una nuova organizzazione; fu l’economista scozzese Adam
Smith a farlo e la chiamò “divisione del lavoro”. Smith ne dimostrò l’utilità nel
1776 scegliendo come esempio la fabbricazione di un prodotto della massima
semplicità: lo spillo.
L’esempio consistette nel suddividere l’intero ciclo di lavorazione di un prodot- MENTRE STUDI
to in una serie di operazioni distinte, ciascuna delle quali veniva eseguita da un 1. Quali erano le fasi
gruppo di operai che si specializzavano in quella e che ignoravano invece tutte le del lavoro nella bottega
operazioni precedenti e successive. artigiana?
Il nuovo sistema si rivelò geniale e in breve tempo fu applicato a ogni tipo di fab- 2. In che cosa consistette
brica, da quelle di tessuti a quelle di ceramiche, di utensili metallici, di orologi. la “divisione del lavoro”?

LE FONTI

La divisione del lavoro in una fabbrica di spilli

Autore: Nel seguente brano Adam Smith illustra la divisione del lavoro nella produzione
Adam Smith, filosofo industriale degli spilli.
ed economista scozzese
Opera:
Indagine sulla natura Prendiamo come esempio una manifattura di modestissimo rilievo, ma in cui la
e le cause della ricchezza divisione del lavoro è stata osservata più volte, cioè il mestiere dello spillettaio. Dato
delle nazioni il modo in cui viene svolto oggi questo compito, non soltanto tale lavoro nel suo
Data: complesso è diventato un mestiere particolare, ma è diviso in un certo numero di
1776
specialità, la maggior parte delle quali sono anch’esse mestieri particolari. Un uomo
trafila il metallo, un altro raddrizza il filo, un terzo lo taglia, un quarto gli fa la punta,
un quinto lo schiaccia all’estremità dove deve inserirsi la capocchia; fare la capocchia
richiede due o tre operazioni distinte; inserirla è un’attività distinta, pulire gli spilli
è un’altra, e perfino metterli nella carta è un’altra occupazione a sé stante; cosicché
l’importante attività di fabbricare uno spillo viene divisa in tal modo in circa diciotto
distinte operazioni che, in alcune manifatture, sono tutte compiute da mani diverse.
Ho visto una piccola manifattura di questo tipo dov’erano impiegati soltanto dieci
uomini e dove alcuni di loro, di conseguenza, compivano due o tre operazioni distinte.
Ma sebbene fossero molto poveri e perciò solo mediocremente dotati delle macchine
necessarie, erano in grado, quando ci si mettevano, di fabbricare, tra tutti, circa
dodici libbre di spilli al giorno [circa sei chili]. In una libbra [circa mezzo chilo]
vi sono più di quattromila spilli di formato medio. Quelle dieci persone, dunque,
riuscivano a fabbricare, tra tutte, più di quarantottomila spilli al giorno. Si può
dunque considerare che ogni persona, facendo la decima parte di quarantottomila
spilli, fabbricasse quattromilaottocento spilli al giorno.
LABORATORIO

Comprendere
1. Quante operazioni sono necessarie per fabbricare uno spillo?
2. A quale scopo Adam Smith suggerisce di dividere il lavoro tra più operai?

La Prima rivoluzione industriale Capitolo 6 109


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In questa manifattura inglese


si producono vestiti, grazie a
un intenso lavoro di decine di
operaie che cuciono per dieci ore
al giorno rovinandosi gli occhi e
le mani. In questo periodo si sta
formando la coscienza operaia e
padroni e sorveglianti, in primo
piano, si mostrano sempre più
preoccupati di eventuali proteste
dei lavoratori.

11. I cambiamenti legislativi


Lo sviluppo della Rivoluzione industriale e del capitalismo fu favorito anche dall’e-
voluzione delle leggi che regolavano il diritto commerciale e il diritto del lavo-
ro. Attraverso i loro rappresentanti in Parlamento, i proprietari delle fabbriche e i
loro finanziatori riuscirono infatti a promuovere scelte politiche che assecondas-
sero le iniziative industriali e favorissero lo sviluppo economico. Tali politiche ri-
guardarono soprattutto due aspetti:
• la politica del credito, che si adeguò alle esigenze della produzione: quanto più
l’agricoltura, l’industria e il commercio britannici diventavano forti, tanto più
le banche abbassavano il “tasso di sconto”, cioè l’interesse che chi chiedeva
denaro in prestito per fondare nuove imprese doveva pagare ai creditori. Men-
tre intorno al 1625 chi otteneva denaro dalle banche doveva pagare ogni anno
un interesse del 10%, nel 1717 pagava solo il 5% e nel 1757 addirittura il 3%.
Grazie a un tasso di sconto così basso, farsi prestare denaro non fu più un pro-
blema: chi voleva impiantare una nuova attività sapeva di poter pagare gli inte-
ressi senza grossi sacrifici e chi lo prestava lo concedeva facilmente perché non
temeva di perdere ciò che aveva investito;
MENTRE STUDI • le leggi sul lavoro, che smantellarono le ultime corporazioni artigiane, facendo
1. Perché le banche sì che chiunque apriva una fabbrica non dovesse più fare i conti con i privilegi
inglesi, a un certo punto, che esse ancora difendevano.
abbassarono il tasso Il risvolto terribile di queste leggi si fece sentire in campo sociale: il lavoratore po-
di sconto?
teva essere licenziato dall’oggi al domani, le donne venivano pagate la metà degli
2. Quali leggi sul uomini e si sfruttavano spietatamente i bambini, spesso tolti dagli orfanotrofi e
lavoro furono applicate
nell’Inghilterra del costretti a lavorare quindici ore al giorno; in cambio ricevevano solo un letto fe-
Settecento e che effetti tido e il cibo bastante a sopravvivere. Molti dei bambini-minatori, assunti a otto
determinarono? anni, non vivevano oltre i quindici.

12. Il liberismo
Queste scelte legislative rivelano una particolare concezione dello sviluppo dell’e-
conomia: secondo tale interpretazione, lo sviluppo si realizza solo se sono garan-
titi la massima libertà di iniziativa dell’individuo, liberi scambi internazionali,
libera concorrenza e la minore interferenza dello Stato nelle leggi del mercato.

110 Unità 2 L’età delle rivoluzioni


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MENTRE STUDI Il liberismo


Assenza Assenza di monopoli
di tasse doganali di Stato

Libertà
Le richieste dei liberisti economici
d’iniziativa

Assenza di protezione Libertà


dei lavoratori di concorrenza

Questa teoria fu chiamata più tardi liberismo. Essa trovò il suo massimo teorizza-
tore in quello stesso Adam Smith che aveva elaborato la teoria della divisione del
lavoro. Nel 1776 egli scrisse un libro considerato immediatamente la Bibbia del
liberismo, Indagine sulla natura e le cause della ricchezza delle nazioni, in cui so-
steneva che il benessere dell’individuo coincide con il benessere della società,
anzi addirittura che, perseguendo il proprio interesse, gli individui, in virtù di una
“mano invisibile”, finiscono per assicurare naturalmente l’interesse della collettività.
A illustrare questa teoria, sostenuta immediatamente dai maggiori economisti bri-
tannici, possono essere utili due esempi.
• Il primo è la profonda revisione della legge sui poveri del 1834, che tolse l’as-
sistenza pubblica ai disoccupati e ai sottopagati perché ritenuta contraria all’e-
tica del lavoro libero e fonte di parassitismo.
• Il secondo è, nel 1846, l’abolizione delle Corn Laws, le leggi sul grano, vale
a dire l’abolizione di quelle leggi protezioniste che tenevano alto il prezzo del
grano favorendo i grandi proprietari terrieri ma danneggiando sia i consuma-
tori sia gli industriali, interessati ad abbassare il prezzo dei generi alimentari in
modo che agli operai rimanesse parte del salario per fare altri acquisti.
Nei decenni successivi il liberismo dall’Inghilterra si diffuse in tutto il continente
europeo e si basò su una serie di princìpi:
• la totale libertà d’iniziativa degli imprenditori: chiunque era libero di impian-
tare una fabbrica nel luogo e nel momento che preferiva e di chiuderla quando
più gli conveniva;
• l’assenza di tasse doganali sull’importazione dall’estero di materie prime;
• l’assenza di monopòli di Stato;
• l’assenza di leggi a protezione dei lavoratori: quindi libertà di assumere e li-
cenziare, libertà di definire i salari in base alle esigenze dell’impresa; nessun
contributo di previdenza sociale; MENTRE STUDI
• la libera e sfrenata concorrenza tra le imprese. 1. In che cosa consistette
Il liberismo economico si sviluppò in Inghilterra parallelamente a una grande cor- la teoria del liberismo?
rente europea che sosteneva l’esistenza di diritti inalienabili dell’individuo che lo 2. Su quali fattori si basò
Stato non può violare: il liberalismo politico. il liberismo in Europa?

LESSICO

Liberismo
È un termine applicato all’economia, che significa libertà di ogni individuo dai poteri dello
Stato, quando esso pretende di intervenire sui “diritti economici”, come il diritto di conservare
una proprietà, fondare un’impresa, commerciare ecc.
Liberalismo
È un termine applicato alla politica, che significa libertà di ogni individuo dai poteri dello
Stato, quando esso pretende di intervenire sui “diritti naturali”, come la libertà di pensiero
o di religione.

La Prima rivoluzione industriale Capitolo 6 111


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13. L’importanza della cultura: giornali


e opinione pubblica
LESSICO
Quando gli storici si interrogano sul perché la Rivoluzione industriale nacque e
Opinione pubblica
si sviluppò in Inghilterra, esaminano una serie di fattori fondamentali, che vanno
L’opinione pubblica è dalla rivoluzione dei “campi chiusi” allo sviluppo della rete di strade, ferrovie e
l’insieme dei modi di canali. Va però considerato anche un altro elemento di enorme importanza: il li-
pensare e delle convinzioni vello culturale generale del Paese.
collettive di una società.
Essa consiste in una quantità Quasi cent’anni prima dell’invenzione di Watt, il 70% della borghesia di città e di
di atteggiamenti (verso la campagna sapeva leggere e scrivere e, fatto ancora più importante, era alfabetiz-
religione, la morale, il senso zato il 40% dei lavoratori. Paragonate con quelle degli altri Paesi europei (tranne
del dovere, il concetto l’Olanda) erano cifre sorprendenti.
di famiglia ecc.) e la sua
importanza diventa decisiva Un Paese lanciato verso una crescita economica velocissima, in cui le merci cir-
in occasione delle elezioni colavano arrivando e partendo da tutte le parti del mondo e dove si scontravano
politiche. Oggi l’opinione interessi enormi, era un luogo dove le notizie erano preziose quanto il denaro e
pubblica è fortemente dove la discussione era la base di ogni nuova invenzione, di ogni affare da conclu-
influenzata dai mass media.
dere, di ogni richiesta da fare.
La “domanda” di notizie, certe e verificate, non più affidate alla trasmissione orale
che le deforma e le rende inattendibili, fu soddisfatta dal giornale, un foglio quo-
tidiano che, dietro pagamento di una piccola somma, informava gli Inglesi di ciò
che accadeva in Parlamento, dell’arrivo di una nave e del suo carico, delle ricer-
che degli scienziati.
I primi giornali, spediti per posta a pochi abbonati (finanzieri e uomini politici),
risalgono addirittura al Seicento, ma il primo quotidiano messo in vendita per
le strade fu quello fondato nel 1704 da Daniel Defoe, il giornalista e romanziere
MENTRE STUDI autore di Robinson Crusoe.
1. Per quali motivi la Prima
In tutte le città di provincia, e non solo a Londra, aprirono la loro attività stampa-
rivoluzione industriale tori e librai, mentre un esercito di strilloni e ambulanti vendeva libri a buon mer-
nacque proprio cato nelle campagne. La discussione ferveva ovunque, ma soprattutto nei club, i
in Inghilterra? “circoli” esclusivi degli imprenditori, e nei pub, le osterie degli operai. I dibattiti e
2. Come nacque l’opinione la diffusione dei giornali contribuirono a far nascere un elemento del tutto assente
pubblica in Inghilterra? nella società antica e medievale: l’opinione pubblica.

Una caricatura dei borghesi di


Londra, seduti in un caffè per
compiere quello che è diventato
un rito quotidiano di cui non
si può fare a meno: leggere e
discutere le notizie dei giornali.
Fu così che si formò l’opinione
pubblica inglese.

112 Unità 2 L’età delle rivoluzioni


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LA STORIOGRAFIA

Una rivoluzione di idee


Un grande studioso della Rivoluzione industriale analizza uno degli aspetti
fondamentali di questo fenomeno.
Autore: T.S. Ashton, storico inglese

Opera: La rivoluzione industriale

Data: 1948
I fattori produttivi
Terra, lavoro e capitale

L a congiuntura della crescente offerta di terra, lavoro e capitale rese possibile l’e-
spansione dell’industria; il carbone e il vapore fornirono il combustibile e l’energia
necessari per una produzione su larga scala; la modicità dei tassi d’interesse, l’aumento
furono i tre elementi
essenziali che, combinati
tra loro, consentirono
dei prezzi e le buone prospettive di profitto fornirono l’incentivo. Ma al fondo e al di là l’espansione dell’industria.
di questi fattori materiali ed economici c’era qualcosa di più. Il commercio con l’estero
aveva ampliato la visione del mondo e la scienza aveva esteso i confini dell’universo: la Una rivoluzione di idee
rivoluzione industriale fu anche una rivoluzione di idee. La rivoluzione industriale
impose nuove parole
d’ordine e nuove
LABORATORIO prospettive alla società.
Comprendere
1. Quali fattori produttivi consentirono l’espansione dell’industria?
2. Oltre ai fattori economici, quale elemento dette un contributo determinante allo
sviluppo industriale?
Argomentare
3. Questo brano racconta in estrema sintesi lo sviluppo della Rivoluzione industriale inglese.
Riassumi i vari aspetti che contribuirono al processo ed esponi, motivandola, la tua opinione
su quale fattore contribuì, più di altri, al successo del nuovo modello economico.

14. Il luddismo e le Leghe operaie


La Rivoluzione industriale arricchì in tempi molto rapidi gli imprenditori e i
capitalisti in generale, ma, tra il 1800 e il 1850, portò anche a un miglioramento
del livello di vita di tutta la popolazione britannica. Lo dimostrano diversi ele-
menti e più di ogni altro la prodigiosa crescita demografica.
All’inizio, tuttavia, i contadini diventati operai subirono un trauma violento. Gli
orari e le condizioni di lavoro nelle fabbriche, uniti alla crescente divisione del
lavoro, riducevano l’operaio a non essere più che “una mano”. Il ritmo di lavoro
veniva imposto da una macchina inanimata e instancabile e svolto insieme a una
schiera di operai sotto gli occhi di sorveglianti che, per punirli, avevano a dispo-
sizione le multe, le violenze fisiche e il licenziamento. “La fabbrica – ha detto lo
storico David S. Landes – era un nuovo genere di prigione; e l’orologio un nuovo
genere di carceriere”.
Il contesto urbano non era migliore. Le città industriali che si erano formate at-
torno a una o più fabbriche erano costantemente coperte da una nube di fumo
denso e nero prodotto dal carbone di migliaia di caldaie; i quartieri operai, sor-
ti in fretta, erano luridi e malsani; le case erano divise in decine di appartamenti
spogli e non riscaldati.

La Prima rivoluzione industriale Capitolo 6 113


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Molti reagirono tentando addirittura di distruggere le macchine e dando luogo


a violente proteste organizzate da una società segreta formata da artigiani, inqua-
drati in “bande di guerriglieri”. Il movimento fu chiamato luddismo, dal nome di
Ned Ludd, un tessitore immaginario che, secondo le leggende operaie, nel 1799
aveva distrutto per primo un telaio meccanico. Ci furono anche una serie di scio-
peri ai quali i padroni reagirono con multe e licenziamenti.

LE FONTI

Il “modello inglese” visto dai borghesi

Opera: La seguente fonte costituisce una delle prove più significative dell’entusiasmo
Progressi dell’industria suscitato dal “modello inglese” nella borghesia di tutta Europa. Il documento
in Inghilterra
(in “Antologia”, Firenze) apparve nel 1825 sulla rivista “Antologia”, pubblicata a Firenze, nel Granducato
Data: di Toscana.
1825
Per convincersi dello stato di prosperità delle classi medie, basta percorrere le
campagne, visitare le botteghe, esaminare le officine e i magazzini.
Dappertutto si scorge l’agiatezza, che rende la sussistenza più facile e più dolce. Le
abitazioni sono più comode. Quegli oggetti di lusso che gl’Inglesi chiamano tanto
a proposito comforts (quasi per indicare che non i soli e pochi ricchi li posseggono)
sono sparsi generalmente. Malgrado l’aumento delle spese dei commercianti, il
numero dei fallimenti diminuisce proporzionalmente; da trent’anni a questa parte,
il numero dei commercianti a Londra è triplicato; gli affari commerciali hanno
acquistata un’estensione proporzionalmente decupla.
La condizione delle classi inferiori è migliorata, come quella delle classi medie.
Verso la metà del Settecento pan di segale, d’orzo, o di avena, formava il principale
alimento della popolazione lavoratrice. Adesso il popolo si nutre di pane di grano
anche nei quartieri più periferici della capitale.
Dal 1764 al 1824, la popolazione è aumentata in ragione del 78%: il consumo
della carne da macello del 115%; il che indica un aumento di consumo delle classi
inferiori. Il peso dei bestiami è aumentato insieme al numero delle bestie macellate.
Nel 1732, il peso medio di un bue era di 370 libbre: oggi, i rapporti ai quali si può
prestar fede lo fanno giungere a 800. Il consumo del maiale fresco, e di quello salato,
del burro, e del formaggio, è aumentato con una proporzione eguale. Il consumo
del tè e dello zucchero è raddoppiato, mentre il numero dei consumatori non è
cresciuto che della metà. Un tal miglioramento si vede chiaramente nelle abitazioni,
nei mobili, e nei vestiti delle classi povere. La vecchia trascuratezza ha ceduto il
passo alla pulizia: negli ultimi quarant’anni, il consumo del sapone è giunto da 35
a 90 milioni di libbre.
Tali sono i risultati dell’industria. Potenza per la nazione e benessere, e indipen-
denza per gli individui.

LABORATORIO

Comprendere
1. Qual è la situazione dei commerci inglesi?
2. Quali fasce della popolazione godono di un benessere maggiore che in passato?
3. Che conseguenze economiche e sociali porta l’industrializzazione?

114 Unità 2 L’età delle rivoluzioni


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Nel 1800 il Parlamento stabilì che associarsi per chiedere un aumento salariale o
la riduzione dell’orario lavorativo rientrava nel reato di congiura contro lo Stato e
molti operai furono processati e condannati ai lavori forzati. Nel 1812 contro i lud- MENTRE STUDI
disti fu addirittura introdotta la pena di morte. Poi, nel 1824, il luddismo si esaurì.
1. Quale fu la reazione degli
Intanto però le lotte dei lavoratori avevano portato alla formazione delle prime Le- operai ai gravosi problemi
ghe operaie, associazioni che rappresentano le prime vere forme di rappresentan- causati dal sistema
za sindacale dei lavoratori. di fabbrica?

15. Gli operai guadagnarono o persero?


Abbiamo visto che la Rivoluzione industriale provocò grandi mutamenti nella so-
cietà inglese. Il principale fu la trasformazione dei lavoratori agricoli delle cam-
pagne in operai delle città. Per molti anni un’autorevole parte degli storici diede
di questo fenomeno un’interpretazione estremamente negativa sostenendo che il
trasferimento in fabbrica fece crollare il livello e la qualità della vita.
Secondo questa interpretazione, gli svantaggi furono enormi: la divisione del la-
voro tolse al lavoratore l’orgoglio di sentirsi il vero artefice del prodotto, i salari
erano da fame, il futuro incerto, le abitazioni malsane, le città inquinate dalle fab-
briche a livello intollerabile.
Studi più recenti hanno riequilibrato il giudizio mostrando i vantaggi delle nuove
condizioni di vita a confronto con le vecchie. I contadini dei “campi aperti” erano
oberati da affitti e tasse, costretti alle corvées, preda delle prepotenze dei signori e, MENTRE STUDI
soprattutto, morivano letteralmente di fame e di fatica.
1. Quali furono gli effetti
In Inghilterra la vertiginosa crescita della popolazione che si verificò a partire dal negativi e positivi
1700 e i rapporti tra salari e costo della vita dimostrano che un operaio di fabbri- del sistema di fabbrica
ca si nutriva meglio di un agricoltore tradizionale. sugli operai?

Le ciminiere di questa fabbrica da cui usciva l’acciaio di Sheffield emettono giorno e notte, sotto
forma di vapore, i residui della combustione del carbone. La fabbrica sorge a pochi metri dal centro
storico della città: comincia quell’era che i sociologi chiamano “antropocene”, ovvero l’era in cui l’uomo
distrugge la natura.

La Prima rivoluzione industriale Capitolo 6 115


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LA STORIOGRAFIA

Il “modello inglese” visto dai proletari


I costi umani dello sviluppo industriale inglese sono esaminati qui da uno
storico contemporaneo che analizza l’atteggiamento degli operai, ben lontano
dall’entusiasmo dei borghesi europei testimoniato dalla fonte precedente.
Autore: Pierre Mantoux, storico francese

Opera: La rivoluzione industriale

Data: 1971

A l risentimento verso la macchina si univa l’odio per la fabbrica. È facile com-


prendere il sentimento di intollerabile repulsione che la disciplina della fabbri-
ca ispirava all’operaio abituato a lavorare a domicilio oppure nella piccola bottega.
Nella sua casa, malgrado dovesse lavorare molte ore data l’esiguità del guadagno,
egli poteva mettersi al lavoro e sospenderlo a piacimento, senza ore fisse, dividerlo
come voleva, andare e venire, fermarsi un poco a riposare, e anche astenersene, se
così decideva, per due giorni interi.
Presso la bottega del mastro artigiano, la sua libertà, pur ridotta, era ancora grande.
Egli non si sentiva separato dal padrone da un abisso incolmabile e i loro rapporti
mantenevano la caratteristica di relazioni personali, da uomo a uomo. Non era sot-
tomesso ad un regolamento inflessibile e trascinato come un ingranaggio, nell’ine-
sorabile movimento di un meccanismo inanimato.
Entrare in una fabbrica era come entrare in caserma o in prigione. Per questo i fab-
bricanti della prima generazione trovarono spesso gravi difficoltà a reclutare il per-
sonale, ed esse sarebbero state ancora maggiori se non avessero avuto a disposizio-
ne la popolazione fluttuante che le usurpazioni dei grandi proprietari cacciavano
dall’agricoltura verso l’industria e dalle campagne verso la città.

LABORATORIO
Comprendere
1. Quali sentimenti provavano gli operai nei confronti delle macchine e della fabbrica?
2. A quali altre istituzioni dell’epoca l’autore paragona la fabbrica?
Argomentare
3. In questo brano lo storico francese Pierre Mantoux ci racconta come gli operai si
accostavano alla fabbrica agli albori dell’era industriale, facendo anche un paragone con
altre strutture sociali dell’epoca. Qual è la tua opinione a questo riguardo? Riassumi
il brano, esponendo in un testo di 10 righe il tuo punto di vista sull’analogia.

116 Unità 2 L’età delle rivoluzioni


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Sintesi
AUDIO

1-4. La rivoluzione agricola inglese della mortalità, all’aumento delle nascite. Intanto la nuo-
va industria ha sempre più bisogno di trasporti rapidi e nel
All’inizio del XVIII secolo in Gran Bretagna si creano le
1814 George Stephenson costruisce la prima locomotiva,
basi per la cosiddetta “Rivoluzione industriale”. I fattori
aprendo l’era della ferrovia e la rivoluzione dei trasporti.
determinanti per questo cambiamento epocale non vanno
cercati soltanto nell’incremento dei traffici commerciali e
10-12. “Divisione del lavoro”
dell’artigianato, ma anche e soprattutto in una grande ri- e liberismo economico
voluzione agricola. Fino a ora, infatti, il sistema agricolo
inglese è stato basato sui “campi aperti” dove si è praticata I ritmi imposti dalle macchine rendono necessaria una nuo-
la rotazione triennale, che ha comportato numerosi spre- va organizzazione ed è Adam Smith, nel 1776, a metter-
chi. A partire dal Settecento, invece, vengono introdotti la a punto dandole il nome di “divisione del lavoro”. Per
i “campi chiusi” dove si attua la rotazione quadriennale, favorire lo sviluppo economico, inoltre, le banche abbas-
che risulta estremamente più produttiva e permette alla sano il “tasso di sconto” e le leggi sul lavoro smantellano
gentry di arricchirsi e di accumulare capitale da investire. le ultime corporazioni artigiane, creando però gravi con-
seguenze sul piano sociale. Nasce il liberismo, teorizzato
5-6. La macchina a vapore di Watt ancora una volta da Adam Smith che sostiene che il be-
e il decollo della Rivoluzione nessere dell’individuo coincide con il benessere della
industriale società. Il liberismo si basa sulla libertà d’iniziativa, l’as-
Intorno alla metà del secolo, sono molto numerose le in- senza di tasse doganali, di monopòli di Stato e di leggi a
venzioni volte a facilitare le attività artigianali e manifat- protezione dei lavoratori nonché sulla sfrenata concor-
turiere. Il settore tessile conosce un aumento della pro- renza tra le imprese. Il liberismo economico si sviluppa in
duzione grazie all’uso della jenny e del telaio meccanico, Inghilterra parallelamente alla grande corrente europea del
brevettato da Edmund Cartwright nel 1785. Tre anni prima, liberalismo politico.
nel 1781, James Watt ha perfezionato la macchina rotativa
a vapore, che viene applicata a un filatoio avviando così la
13. Giornali e opinione pubblica
Rivoluzione industriale. La Rivoluzione industriale nasce e si sviluppa in Inghilterra
grazie anche al livello culturale generale del Paese: l’alfabe-
7-9. Urbanizzazione, crescita tizzazione è altissima, nel 1704 Daniel Defoe fonda il pri-
demografica e rivoluzione mo quotidiano, si moltiplicano stampatori e librai, nei club
dei trasporti fervono le discussioni e si forma così l’opinione pubblica.
L’invenzione di Watt determina la nascita delle fabbriche
e nelle città che le ospitano aumenta il bisogno di mano- 14-15. Il luddismo e le Leghe operaie
dopera. Così gli ex contadini abbandonano le campagne e La Rivoluzione industriale arricchisce gli imprenditori e
si trasferiscono nei centri urbani creando un nuovo urba- porta a un generale miglioramento del livello di vita, ma
nesimo e trasformandosi in operai che hanno bisogno di all’inizio gli operai subiscono un trauma violento: orari e
beni di consumo. Via via che il mercato dei compratori si condizioni di lavoro sono massacranti e i quartieri in cui
allarga, cresce la domanda; di conseguenza cresce l’offer- vivono sono luridi e malsani. Molti tentano di distruggere
ta, che porta alla necessità di aumentare la manodopera le macchine e danno vita al luddismo, che si esaurisce nel
e la massa dei consumatori. Questa spirale “virtuosa” può 1824. Intanto però si sono formate le prime Leghe operaie
verificarsi solo grazie alla prodigiosa crescita demografica, e comunque, malgrado tutti gli svantaggi, i vantaggi offerti
dovuta alla fine delle epidemie di peste, alla diminuzione dalla vita in città sono evidenti.

CRONOLOGIA DEGLI EVENTI

1658 1704 1781 1785 1799 1814 1834 1846


Il tè viene Defoe fonda Watt Cartwright Nasce il Stephenson Revisione Abolizione
venduto per il primo realizza la brevetta luddismo inventa la della legge delle
la prima volta quotidiano macchina il telaio locomotiva sui poveri Corn
a Londra venduto per rotativa meccanico Laws
strada a vapore

La Prima rivoluzione industriale Capitolo 6 117


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Guida allo studio TEST MAPPA

RIPASSA

1. Ripassa in breve il capitolo 6 sulla Prima rivoluzione industriale con l’aiuto


della mappa.
LA RIVOLUZIONE INDUSTRIALE

nasce in si basa sull’utilizzo dell’ determina la nascita delle

Inghilterra energia del vapore fabbriche

grazie al della organizzate in base alla

capitale macchina di Watt divisione del lavoro

generato dalla applicata a ispirate al

rivoluzione agricola liberismo


telai e filatoi locomotiva

dei

campi chiusi

VERIFICA 4. parr. 2-4 Scegli il completamento corretto delle


frasi seguenti sull’agricoltura in Gran Bretagna.
2. lessico Il sostantivo “rivoluzione” deriva dal 1. Nei “campi aperti” si praticava la rotazione:
quadriennale.
verbo “rivolgere”, il quale dà origine a numerosi
triennale.
termini. Con i quattro che ti elenchiamo qui
sotto scrivi altrettante frasi di senso compiuto. 2. Gli intendenti apportarono migliorìe:
nei “campi chiusi”.
rivolta • rivoltella • rivoltoso • rivoltante nei “campi aperti”.
3. Gli intendenti divisero ogni tenuta:
3. par. 1 Indica con una crocetta se le seguenti in tre parti.
affermazioni sulla Gran Bretagna alle soglie della in quattro parti.
Prima rivoluzione industriale sono vere o false. 4. Il capitale era il denaro accumulato e investito
1. Nella Gran Bretagna del Seicento si compie grazie alle migliorìe:
una svolta storica per l’Europa: la Rivoluzione dalla gentry.
industriale. V F dall’aristocrazia.
2. Le imprese dei corsari e la tratta dei corsari
avevano creato molte ricchezze private. V F
3. Nonostante il benessere economico, le tasse 5. par. 5 Completa il brano seguente sui progressi
colpivano soprattutto i ceti più umili. V F dell’economia inglese con i termini sottostanti.
4. In Gran Bretagna erano diffuse merci esotiche latte • brevetti • economia • miniere
in grande quantità. V F • sistemi • ferro • gallerie • materiale
5. Elisabetta I rese l’Inghilterra più ricca Nel 1750 l’intera ……...............……… inglese sembrò acquisire
incrementando la pastorizia e l’agricoltura. V F una marcia in più. Lo dimostra il numero impressionante

118 Unità 2 L’età delle rivoluzioni


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Guida allo studio

di ……...............……… richiesti negli anni 1750-1780: cento volte 9. par. 10 Completa il brano seguente
superiori a quelli depositati fra il 1700 e il 1750. Furono sull’organizzazione del lavoro industriale.
inventati nuovi ……...............……… di drenaggio per bonificare
Il ……...............……… era un tipo di lavoro nuovo che tuttavia
i terreni paludosi, selezionati buoi, pecore, mucche
all’inizio fu organizzato come quello di una ……...............……….
che dessero più ……...............……… o più carne, sementi che
Tutto ciò non era più compatibile con i ritmi imposti
garantissero rese più alte, attrezzi più funzionali. Per
dalle ……...............………. Era necessario mettere a punto
trasportare i carrelli nelle ……...............……… furono utilizzate le
una nuova organizzazione; fu l’economista scozzese
rotaie e nuove pompe a mano estrassero l’acqua che si
……...............……… a farlo e la chiamò ……...............……… del lavoro”. Essa
formava nelle ……...............……… sempre più profonde. Inoltre
consisteva nel suddividere l’intero ciclo di lavorazione di
si scoprì che il ……...............……… poteva essere utilizzato come
un prodotto in una serie di ……...............……… distinte, ciascuna
……...............……… da costruzione.
delle quali veniva eseguita da un gruppo di ……...............………
che si specializzavano in quella e che ignoravano
6. parr. 6-7 In ciascuna delle seguenti coppie di invece tutte le operazioni precedenti e successive. Il
frasi su vapore e fabbriche sottolinea la causa, nuovo sistema si rivelò ……...............……… e in breve tempo fu
applicato a ogni tipo di ……...............……….
distinguendola così dall’effetto. Riordina poi le
coppie in ordine cronologico nello schema sotto.
a. La macchina a vapore viene applicata a filatoi e
10. parr. 11-12 Completa la tabella seguente sui
telai meccanici. – La forza del vapore è maggiore di cambiamenti legislativi in Gran Bretagna.
qualsiasi altro mezzo utilizzato finora.
I CAMBIAMENTI LEGISLATIVI
b. Gli ex contadini si trasferiscono in città. – Le
fabbriche hanno bisogno di manodopera. Politica del credito ...........................................................................................
c. I fisici scoprono che dal vapore si ottiene energia. – ...........................................................................................
Vengono costruite macchine con pistoni per estrarre Leggi sul lavoro ...........................................................................................
acqua dalle miniere. ...........................................................................................
d. Filatoi e telai alimentati dalla macchina a vapore sono Legge sui poveri ...........................................................................................
posizionati in grandi edifici. – Nascono le fabbriche ...........................................................................................
nelle città.
e. La macchina a vapore ha ampie possibilità di impiego. Corn Laws ...........................................................................................
...........................................................................................
– Watt trasforma il movimento dei pistoni in
movimento rotatorio.

1 2 3 4 5 11. parr. 13-15 Rispondi alle domande seguenti


sulle conseguenze sociali della Prima rivoluzione
industriale.
1. Come si forma l’opinione pubblica in Inghilterra?
2. Che cos’è il luddismo?
7. par. 8 Completa lo schema seguente. 3. Che cosa sono le Leghe operaie?
4. Quali mutamenti provoca la Rivoluzione industriale
Si allarga il mercato dei sulla società inglese?
………...................................…

Di conseguenza cresce la GUIDA PER L’ESPOSIZIONE ORALE


………...................................…

Tutto questo è reso 12. Con l’aiuto della scaletta, illustra le


Di conseguenza cresce l’ caratteristiche della Prima rivoluzione
possibile dalla
………...................................… industriale.
………...................................…

Di conseguenza occorre • Lo sviluppo economico e l’accumulo di ricchezze


nell’Inghilterra del Cinquecento e del Seicento.
più ………...................................…
• La rivoluzione agricola: dai “campi aperti” ai “campi
determinato da chiusi”.
Di conseguenza servono ………...................................… • Inventori, invenzioni e rivoluzioni nel settore tessile,
più ………...................................… dei trasporti e dell’economia: Cartwright, Watt,
Stephenson, Smith.
• La rivoluzione demografica e i cambiamenti legislativi
8. par. 9 Spiega in un testo di sette righe che nell’Inghilterra del Settecento.
cosa si intende con “rivoluzione dei trasporti”, • La nascita dei giornali e dell’opinione pubblica.
utilizzando i termini seguenti. • Effetti positivi e negativi del sistema di fabbrica sulla
condizione dei lavoratori.
locomotiva • George Stephenson • ferrovia

La Prima rivoluzione industriale Capitolo 6 119


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Scienza e tecnica

GLI EREDI DI GALILEO:


IL TRIONFO DELLA MISURA
E DELLA MATEMATICA

Fondamentali strumenti di misura sco Otto von Guericke nel 1654. Dopo essere riuscito
Il metodo sperimentale di Galileo si diffuse immedia- ad aspirare con una pompa l’aria contenuta in due se-
tamente tra tutti coloro che, a vario titolo, osservava- misfere di bronzo, egli constatò che si “incollavano”:
no e studiavano i fenomeni della natura. Tra i vari in- il vuoto formatosi al loro interno le teneva talmente
segnamenti forniti dal metodo, quello che sulle prime unite che nemmeno otto coppie di cavalli riuscirono
affascinò più di ogni altro fu il concetto di misura: se a separarle.
la scienza diventava tale solo misurando e rimisurando
ogni fenomeno, per prima cosa occorreva costruire La nascita della chimica
strumenti di precisione adatti allo scopo. Gli esperimenti sul vuoto furono perfezionati dall’irlan-
Il primo di questi strumenti fu costruito verso la metà dese Robert Boyle, considerato il padre della chimica
del Seicento da un olandese, Christiaan Huygens, che moderna. Le sue ricerche riguardarono quella che al-
aveva studiato le leggi del moto pendolare: una delle lora fu chiamata “chimica pneumatica” (pneuma è una
prime formulate da Galileo. Grazie ad esse Huygens parola greca che significa “aria” e “respiro”).
costruì il primo orologio a pendolo, ben più preciso Egli osservò che diversi fenomeni, dalla combustione
degli orologi meccanici che, col tempo, rallentavano all’ossidazione dei metalli fino alla respirazione degli
vistosamente perché le ruote dentate dei loro ingra- esseri viventi, avvengono solo in presenza di aria; sco-
naggi si consumavano. prì così che quest’ultima non è, come si credeva, uno
Un altro fondamentale strumento di misura fu il ba- dei quattro elementi primari insieme all’acqua, la terra
rometro creato nel 1644 da un discepolo di Galileo, e il fuoco, bensì un misto di particelle fondamentali.
l’italiano Evangelista Torricelli che aveva elaborato la Qualche decennio dopo, nel Settecento, il francese An-
teoria della pressione atmosferica e che, grazie ad essa, toine-Laurent de Lavoisier proseguì gli studi di Boyle
aveva fornito il primo strumento scientifico per fare, tra sulla combustione e scoprì il primo elemento chimico
l’altro, previsioni meteorologiche. della storia, l’ossigeno: da lì partì a individuarne altri,
come l’azoto, l’anidride carbonica e l’idrogeno che, unito
La scoperta del vuoto all’ossigeno, – egli scoprì – formava l’acqua.
Gli esperimenti di Torricelli aprirono un nuovo vastissi- Grazie alla diffusione del fortunatissimo Trattato di
mo campo di ricerca perché permisero di ipotizzare l’e- chimica elementare, le applicazioni pratiche non tar-
sistenza del vuoto, un concetto ritenuto fino ad allora darono a venire. Lavoisier poté compiere le sue straordi-
inammissibile perché si credeva che la natura provve- narie scoperte grazie all’uso di bilance di precisione che
desse a riempire di qualcosa di materiale (per esempio si era fatto costruire apposta: con queste misurazioni
l’aria) qualunque spazio lasciato libero. accuratissime egli poté formulare la legge per la quale è
Su questa linea fu fondamentale un esperimento noto noto e che recita così: “Nulla si crea, nulla si distrugge,
come “emisferi di Magdeburgo” compiuto dal tede- tutto si trasforma”.

120 Unità 2 L’età delle rivoluzioni


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La cultura scientifica entra nelle famiglie. Qui un padre mostra ai figli l’esperimento Lavoisier e la moglie ritratti da
con cui si estrae l’aria da una campana di vetro. A dimostrazione della buona riuscita Jacques-Louis David, il più celebre
dell’operazione, un passerotto privato di ossigeno muore. pittore dell’età napoleonica.

Il “nonno” della macchina a vapore essa diventasse un linguaggio universale comprensibile


Allievo sia di Boyle sia di Huygens fu il francese Denis in tutto il mondo.
Papin, che fu il primo a cercare di sfruttare il vapore Il primo passo verso questo obiettivo fu l’invenzione
come energia motrice. Egli dimostrò che, liberando e dei segni che usiamo ancora oggi per le quattro ope-
condensando vapore acqueo all’interno di un cilindro, razioni elementari.
un pistone a esso collegato compie un movimento ver- Nel 1637 Cartesio inventò gli assi, poi detti cartesiani.
so l’alto e poi verso il basso. Contemporaneamente il matematico francese Blaise
Tuttavia, l’invenzione non fu davvero compresa e sfrut- Pascal costruì la prima calcolatrice meccanica e il ma-
tata: Papin provò ad applicarla a un battello ma senza tematico inglese John Napier inventò le tavole loga-
esito. Più fortuna ebbe quando costruì una pentola che ritmiche che divennero uno strumento essenziale per
rendeva i cibi “più digeribili”: la pentola a pressione. la navigazione.
La Rivoluzione scientifica del XVII secolo ebbe un’im-
Il trionfo della matematica portanza incalcolabile e preparò il terreno alle rivo-
Tutti gli studiosi citati qui e tantissimi altri capirono, in luzioni economiche e politiche del XVIII secolo che
quel periodo, quale formidabile strumento di cono- segnarono la fine dell’Età moderna e l’inizio dell’Età
scenza fosse la matematica e si adoperarono perché contemporanea.

SCIENZA, TECNICA E LAVORO


I primi eredi di Galileo erano geniali innovatori che con- dal Ministero dell’istruzione: svolge attività di ricerca nei
tribuivano al progresso dell’umanità spinti da passione, propri laboratori, promuove l’innovazione e la competiti-
ma con pochi mezzi a disposizione e spesso da soli. Oggi vità del sistema industriale italiano, lavora con le universi-
tutti i governi e le grandi aziende hanno compreso l’im- tà. Si occupa di svariati settori: dalle scienze biomediche
portanza della ricerca scientifica e delle sue applicazioni all’ambiente, dalla fisica alle tecnologie materiali.
tecnologiche. Entra nella pagina https://www.cnr.it/it/concorsi-oppor-
Il più grande ente pubblico di ricerca italiano è il Consiglio tunita e scopri in che modo il CNR recluta oggi i migliori
nazionale delle ricerche, o CNR. È nato nel 1923 e dipende talenti in circolazione per metterli al servizio della società.

La Prima rivoluzione industriale Capitolo 6 121


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L’ETÀ DEI LUMI


VIDEO
• Il pensiero
illuminista
• Il Settecento
e l’assolutismo

1. L’Illuminismo erede
LESSICO
dell’Umanesimo e di Galileo
Nel Settecento, mentre l’Inghilterra marciava a grandi passi sulla via dell’indu-
Ragione strializzazione usando un’energia alternativa a quelle tradizionali e applicando al
Per gli illuministi questo lavoro metodi di razionalità sulla base del principio “massimo effetto col minimo
termine indicava la capacità sforzo”, in Francia nasceva un movimento che trionfò e si diffuse in tutto l’Occi-
umana di pensare in
modo laico e razionale. dente a partire dal 1750 circa: l’Illuminismo. Esso accompagnò la Rivoluzione
“Laico” significava “senza industriale inglese, interagendo con essa in uno straordinario scambio di stimoli
l’oscuramento di dogmi, reciproci e di idee.
fedi o superstizioni” che Negli illuministi trovò un’applicazione politica e sociale quel lungo percorso alla
si richiamano a princìpi
non dimostrabili (“è così ricerca della Verità con l’aiuto della Ragione che era stato iniziato dagli umanisti
perché è così”) o autoritari e che aveva trovato la sua soluzione scientifica in Galileo e negli altri scienziati del
(“è così perché qualcuno Seicento. “Illuminismo” significa appunto che “i Lumi” della Ragione scacciano le
l’ha detto”). “Razionale”
significava invece “libero”
tenebre del pregiudizio e dell’errore, della violenza bruta e della superstizione.
e quindi “logico”, cioè Per la sua ambizione di arrivare alla Verità con le sole forze umane, l’Illuminismo
ragionevole e dimostrabile fu il primo movimento interamente laico della storia. Essere “laici” non signi-
sul piano scientifico. ficava necessariamente non credere in Dio, ma piuttosto non aderire a una Chiesa
– cattolica o protestante che fosse – che si imponeva ai fedeli come centro di pote-
re, obbligandoli a credere ciecamente nei suoi dogmi e spingendoli al fanatismo.
A fare del laicismo il punto centrale del movimento contribuì in larga misura la
MENTRE STUDI riflessione fatta dagli illuministi sulle stragi delle Guerre di religione, che tra il
1. Quali erano i princìpi XVI e il XVII secolo avevano insanguinato l’Europa, e in particolare la Francia.
cardine dell’Illuminismo? Mai più – sostenevano gli illuministi – un uomo dovrà uccidere in nome di Dio.
2. Per quale motivo E, poiché il contrario del fanatismo è rappresentato dalla tolleranza, essi procla-
il laicismo divenne il punto mavano il diritto di tutti a osservare – se lo volevano – la propria religione, a patto
centrale del movimento? però di garantire la pacifica convivenza di tutte le fedi.

MENTRE STUDI
I princìpi dell’Illuminismo

Ragione Capacità umana di pensare in modo Contro il pregiudizio e la superstizione


razionale
Laicismo Rifiuto di aderire a una Chiesa accettando Contro la religione come centro di potere
senza discutere i suoi dogmi
Tolleranza Rifiuto di uccidere in nome di Dio e diritto Contro il fanatismo che aveva causato
di osservare la propria religione le Guerre di religione

122 Unità 2 L’età delle rivoluzioni


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Le radici dell’Illuminismo

Francesco Petrarca Pico della Mirandola Leonardo da Vinci

Galileo Galilei Cartesio Isaac Newton

I giganti del pensiero laico Leonardo da Vinci fu il genio universale che applicò
La galleria di ritratti qui sopra ripercorre le tappe fon- l’Umanesimo alla scienza e alla tecnica.
damentali della strada che portò all’Illuminismo. Galileo fu il genio che, inventando il “metodo speri-
Petrarca fu il primo umanista e con la sua appassiona- mentale”, fondò la scienza intesa nel vero senso della
ta ricerca di libri perduti ritrovò le opere antiche che parola.
diedero ai dotti una visione antidogmatica della cul- Cartesio fondò il razionalismo ponendo alla base di
tura. ogni aspetto del sapere una conoscenza ispirata alla
Pico della Mirandola fu tra i fondatori della filologia, precisione delle scienze matematiche.
facendo della lettura una “scienza del testo”, e pose Newton fu il loro degno continuatore ed elaborò le
l’uomo al centro dell’universo. leggi fondamentali della fisica.

La Strage di San
Bartolomeo, rappresentata
in questo quadro dipinto
da un ugonotto nel
Cinquecento, fu uno
dei tanti orrori delle
Guerre di religione che
insanguinarono l’Europa
tra il XVI e il XVII secolo.
Fu proprio reagendo al
ricordo indelebile dei tanti
delitti compiuti in nome
del fanatismo religioso
che gli illuministi
elaborarono il loro
concetto di tolleranza.

L’età dei Lumi Capitolo 7 123


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LE FONTI

La tolleranza rifiuta le persecuzioni

Autore: Nel 1763 l’illuminista Voltaire dedicò un trattato al tema della tolleranza religiosa.
Voltaire, filosofo francese Ne presentiamo qui due brani. Nel primo egli condanna l’intolleranza, che nasce
Opera: dalla pretesa di conoscere verità assolute, e ne mostra gli effetti negativi nel mondo.
Trattato sulla tolleranza
Nel secondo innalza una preghiera a un Dio unico per tutti i popoli, a cui domanda
Data:
1763 di consentire la pacifica convivenza tra gli uomini.

FONTE 1 Gli effetti negativi dell’intolleranza


Il diritto umano non può essere fondato che sul diritto della natura; e il grande
principio, il principio universale dell’uno e dell’altro, è in tutta la Terra il seguente:
“Non fare agli altri ciò che non vorresti fosse fatto a te”.
Orbene, non si comprende in quale modo, seguendo questo principio, un uomo
potrebbe dire a un altro: “Credi ciò che credo io, anche se non puoi crederlo,
altrimenti morirai”.
Se al diritto fosse lecito procedere in questa maniera, il Giapponese dovrebbe allora
detestare il Cinese, che a sua volta odierebbe il Siamese; e questi perseguiterebbe
gli abitanti della regione del Gange, che si rifarebbero con gli abitanti della regione
dell’Indo; il cittadino del Malabar potrebbe sgozzare il Persiano e questi potrebbe
massacrare il Turco e tutti insieme si scaglierebbero contro i cristiani, che da lungo
tempo si sono divorati tra loro.
Il diritto all’intolleranza è dunque assurdo e barbaro: è il diritto delle tigri, e anzi
più orribile di questo, poiché le tigri divorano per mangiare, mentre noi ci stermi-
niamo invece a causa di semplici paragrafi.

FONTE 2 Per una pacifica convivenza di tutte le fedi


Non è più dunque agli uomini che mi rivolgo; ma a te, Dio di tutti gli esseri, di
tutti i mondi, di tutti i tempi: Tu non ci hai donato un cuore per odiarci l’un l’altro,
né delle mani per sgozzarci a vicenda; fa’ che noi ci aiutiamo vicendevolmente a
sopportare il fardello di una vita penosa e passeggera.
Fa’ sì che le piccole differenze tra i vestiti che coprono i nostri deboli corpi, tra tutte
le nostre lingue inadeguate, tra tutte le nostre usanze ridicole, tra tutte le nostre
leggi imperfette, tra tutte le nostre opinioni insensate, non siano altrettanti segnali
di odio e di persecuzione.
Possano tutti gli uomini ricordarsi che sono fratelli! Se sono inevitabili i flagelli
della guerra, non odiamoci, non laceriamoci gli uni con gli altri nei periodi di pace,
e impieghiamo il breve istante della nostra esistenza per benedire insieme in mille
lingue diverse, dal Siam alla California, la tua bontà che ci ha donato questo istante.

LABORATORIO

Comprendere
1. Qual è il principio universale su cui deve fondarsi ogni diritto?
2. Perché il “diritto all’intolleranza” è assurdo e barbaro?
3. A quale scopo Voltaire prega il “Dio di tutti gli uomini”?

124 Unità 2 L’età delle rivoluzioni


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2. Una rivoluzione dei valori:


il diritto alla felicità
Il laicismo e la fiducia nella Ragione portarono gli illuministi a dare valore anche
filosofico a una parola del linguaggio comune che fino ad allora non aveva avuto
grande importanza: felicità. Pensare in modo laico, infatti, conduceva a cercare
obiettivi terreni, realizzabili nell’arco della vita di una persona.
Oggi può sembrare banale dire che ognuno di noi vorrebbe essere felice, ma per
quei tempi era un concetto rivoluzionario. Allora si aspirava alla salvezza e alla be-
atitudine eterna; nessuno aveva mai osato credere alla possibile felicità in questa
vita, perché tutto ciò che la procurava era considerato peccato.
Quanto al 90% della popolazione che in Francia coltivava la terra, esso non pen-
sava certo che potesse esserci una vita diversa dall’alzarsi la mattina all’alba e an-
dare a letto al tramonto, spesso con la pancia vuota, sempre distrutti dalla fatica
e dalle malattie.
L’Illuminismo, invece, era convinto che tutti gli esseri umani, indistintamente, fos-
sero dotati di Ragione; che, da questo punto di vista, non vi fosse alcuna differenza
MENTRE STUDI
tra un re e il più miserabile dei garzoni; che, di conseguenza, tutti gli esseri umani
1. Secondo gli illuministi,
avessero il diritto di usare la propria Ragione per essere felici. quale connessione c’era
Con affermazioni come questa si arrivava a una vera e propria rivoluzione dei va- tra Ragione e felicità?
lori, poiché le tesi illuministe piombavano in un mondo dominato dall’aristocrazia, 2. Quale idea avevano
ostile a chiunque non appartenesse alla sua cerchia ristretta e convinta, addirittura, gli illuministi
che nelle sue vene scorresse un sangue diverso dal resto dell’umanità. delle differenze sociali?

LESSICO
3. Il compito degli intellettuali
La via alla felicità era una strada che si chiamava progresso: con la Ragione tutti Intellettuale
si possono educare e ogni cosa può migliorare. Dalla Francia questa parola d’or- Se usato come sostantivo,
il termine “intellettuale”
dine si diffuse tra i progressisti di tutta Europa. E poiché la felicità pubblica e in- indica una persona che
dividuale non si può realizzare senza modificare la società, gli illuministi furono ha uno spiccato interesse
tutti profondamente interessati alla politica. per la cultura oppure che
Con loro cambiò radicalmente il ruolo dell’intellettuale, che non ebbe più sol- svolge un’attività culturale
o artistica.
tanto il compito di custodire il sapere ma anche e soprattutto quello di indicare a
tutti (e in particolare ai governanti) come agire secondo Ragione per garantire –
come disse l’illuminista italiano Cesare Beccaria – “la massima felicità divisa nel
maggior numero”.
Da ciò derivò che il compito dell’intellettuale – e questo fu un altro aspetto rivo- MENTRE STUDI
luzionario del pensiero degli illuministi – era di lottare per il benessere generale 1. Perché gli illuministi si
della popolazione. interessarono alla politica?

MENTRE STUDI La via illuminista alla felicità

Ogni essere umano è dotato di Ragione

Ogni essere umano ha diritto di usare la Ragione per raggiungere la felicità

La felicità si raggiunge attraverso il progresso

Gli intellettuali illuministi si impegnano per modificare la società

L’età dei Lumi Capitolo 7 125


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LETTURA D’IMMAGINE Il salotto

6
3
2

5
4
1 7

Il luogo d’incontro degli illuministi francesi, 1 Il conte di Buffon, curatore dei giardini del re e grande studioso di storia naturale;
quello in cui si scambiavano le idee o leg- 2 Jean-Jacques Rousseau;
gevano ad alta voce le loro opere per poi
3 Pierre de Marivaux, autore di commedie galanti di grande successo;
discuterne, era il “salotto”. Si trattava di una
piccola sala nella residenza di un gran signo- 4 Jean-Baptiste d’Alembert, che sta leggendo un’opera di Voltaire;
re o, più spesso, di una gran dama, messa 5 il barone di Montesquieu;
a disposizione in giorni definiti per le loro 6 Voltaire, il cui busto al centro presiede l’intero salotto poiché la lettura di una sua
riunioni. Questo quadro ne ha immortala- opera ha dato occasione alla riunione;
to uno dove si distinguono alcuni tra i più 7 Madame Geoffrin, la padrona di casa (nel salotto ci sono anche altre donne,
grandi protagonisti dell’Illuminismo: a testimonianza della nuova partecipazione femminile alla vita intellettuale).

4. I “diritti naturali” dei sudditi


contro il “diritto divino” del re
L’illuminista-politico cominciò dunque a esaminare la società del tempo. Essa si
fondava su un principio primo: i re assoluti governavano per diritto divino e la
società era divisa in ceti o “stati” immutabili perché così erano stati voluti dalla
Provvidenza.
Sulla base di questo principio la società francese era da secoli suddivisa in tre
“stati”: la nobiltà e il clero, ai quali spettava il potere, e il Terzo stato, dedito alle
attività produttive. Questa suddivisione escludeva da tutte le posizioni di coman-
do non solo la massa di contadini, artigiani e piccoli rivenditori, che costituivano
la stragrande maggioranza del Terzo stato, ma anche la borghesia, un gruppo di
professionisti, imprenditori e funzionari molto meno numeroso di quello inglese
però ugualmente vivace, dinamico: la parte della società francese più aperta alla
“modernità”.
Tutti erano convinti che contestare questo ordine divino significasse precipitare
la società nel caos, ma l’Illuminismo ci “ragionò” sopra e dimostrò che tale ordi-
ne era invece un’invenzione umana diretta unicamente a giustificare il potere.
La logica conseguenza di questo ragionamento fu sovversiva. Se non provengo-
no da Dio l’autorità del re e i privilegi degli aristocratici e del clero, significa che
lo Stato è il frutto di un normale contratto fra chi governa e chi è governato, in

126 Unità 2 L’età delle rivoluzioni


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tutto simile a un contratto di lavoro o di compravendita; e se tra i due contraenti


finisce l’accordo, il contratto può essere annullato.
Di conseguenza, i sudditi hanno il diritto di ribellarsi al potere, se esso viene me- MENTRE STUDI
no ai propri doveri e calpesta i “diritti naturali” dell’essere umano, senza i qua- 1. Come era suddivisa
li l’individuo non può essere felice: primi fra tutti, la libertà personale e l’ugua- la società francese
glianza di fronte alle leggi. nel Settecento?
Con le sue idee rivoluzionarie l’Illuminismo si offrì come l’ideologia in grado di 2. Che cosa era lo Stato
contestare l’oscurantismo, cioè l’atteggiamento di tutti coloro che, “oscurando” per gli illuministi?
la Ragione, difendevano “il vecchio” contro “il nuovo”. 3. Quale sistema politico
Il “vecchio” erano la Francia nel suo complesso e le altre monarchie assolute. Il veniva considerato
dagli illuministi “nuovo”
“nuovo” aveva la sua rappresentazione concreta nella monarchia parlamentare e migliore rispetto alla
inglese che stava permettendo la gigantesca trasformazione rappresentata dalla monarchia assoluta
Rivoluzione industriale. francese?

Dal ceto alla classe erano esclusi dalle cariche non pertinenti al loro ceto.
Nella società contemporanea, i ceti scomparvero e
La parola “ceto” indica la posizione sociale che, prima furono sostituiti dalle “classi”. Questa parola indica
nel mondo medievale poi negli Stati assoluti dell’Età una nuova distinzione all’interno di una società che,
moderna, ciascuno occupava per nascita e dalla quale per legge, riconosce l’uguaglianza di tutti i cittadini di
non poteva in alcun modo passare a un’altra. fronte allo Stato e quindi non impedisce i matrimo-
Un contadino o un borghese, infatti, non avrebbero ni tra una classe e l’altra né la possibilità per il figlio di
in nessun caso potuto far parte della nobiltà dal mo- un operaio di accumulare ricchezze o di accedere alle
mento che erano vietati i matrimoni misti e i sudditi massime cariche dello Stato.

5. Contro l’Ancien Régime LESSICO


È facile intuire a quale classe sociale appartenessero gli illuministi: essi erano i
rappresentanti della borghesia emergente, che riteneva ormai intollerabili le li- Lettre de cachet
mitazioni economiche, politiche e di costume in cui la imprigionavano i vecchi Significa “lettera con
ordinamenti e che voleva diventare classe di governo. il sigillo”, intendendo
“Vecchi” erano coloro nelle cui mani si concentrava tutto il potere: la monarchia as- il sigillo reale impresso
sulla ceralacca come
soluta “per diritto divino”, l’aristocrazia feudale, privilegiata “per sangue”, e il clero autenticazione di un ordine.
privilegiato “per consacrazione”. Non a caso, tutto ciò che gli illuministi contesta- Oltre agli ordini di arresto,
vano fu racchiuso nell’espressione Ancien Régime, “Vecchio Regime”, appunto. erano de cachet anche le
Con una semplice lettre de cachet il re poteva arrestare chiunque e tenerlo in car- nomine dei funzionari, le
comunicazioni agli ordini
cere a vita senza processo; certe carriere, come quella militare, erano sbarrate ai giudiziari, le convocazioni
non aristocratici; la censura impediva la libera espressione del pensiero. ecc.
Poi vi erano i vincoli economici: il re aveva il monopòlio di numerosissime mani-
fatture (dal tabacco al sale, alle carte da gioco ecc.). L’iniziativa privata era bloccata
da leggi medievali e da dazi e dogane che impedivano la libera circolazione delle
merci. I contadini vivevano di autoconsumo ed eseguivano ogni tipo di scambio
praticamente senza moneta, attraverso il baratto.
A tutto ciò si aggiungeva l’irritazione quotidiana per l’arroganza dei privilegiati:
la carrozza di un borghese doveva lasciare il passo a quella di un nobile blasonato
MENTRE STUDI
anche a rischio di finire in un burrone e, se conti e marchesi a cavallo decidevano
1. Che cosa significa
di passare su un campo coltivato, non c’era legge che potesse impedirlo. l’espressione Ancien
Quanto clero e aristocrazia fossero lontani da questi problemi lo dimostra il fatto Régime?
che in Francia, come abbiamo già detto, essi chiamavano tutto il resto della popo- 2. Quali prepotenze poteva
lazione “Terzo stato”, un’espressione che accomunava il medico e l’avvocato al esercitare il re di Francia
pescivendolo, il contadino al lavoratore inurbato. sui sudditi?

L’età dei Lumi Capitolo 7 127


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LETTURA D’IMMAGINE La piccola borghesia cittadina


Nel Settecento i consumi si moltiplicano e la piccola borghesia cittadina cresce, diventando
la parte più dinamica della società.

Allo stesso ceto appartiene anche la famiglia contadina che


invece è analfabeta e completamente isolata dal mondo che
conta.

Il sarto parigino (nell’immagine a sinistra è il personaggio seduto a destra) è un


piccolo imprenditore con un certo numero di lavoranti alle sue dipendenze (come
l’uomo che sta misurando il pantalone al cliente). Sa leggere, scrivere, far di conto
e si interessa di politica.

LE FONTI

L’Inghilterra, Paese senza caste

Autore: L’ammirazione degli illuministi francesi per la società inglese si fondava sulla sua
Alexis de Tocqueville, “modernità”, che stava abbattendo, tra l’altro, le barriere tra i ceti. Lo dimostra
pensatore e politico francese
questo brano.
Opera:
L’antico regime
e la Rivoluzione L’Inghilterra è il solo Paese in cui si sia veramente abbattuto il sistema di casta.
Data: Lì i nobili e i non nobili si occupano insieme degli stessi affari, seguono le stesse
1856 professioni e, cosa ben più significativa, si sposano fra di loro. La figlia del più gran
signore si può sposare senza vergogna con un “uomo nuovo”.

LABORATORIO

Comprendere
1. Qual è la prova che in Inghilterra sono state abbattute le barriere tra i ceti?

128 Unità 2 L’età delle rivoluzioni


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6. Un altro principio base: il cosmopolitismo


Dopo i rivoluzionari viaggi dei Portoghesi promossi da Enrico il Navigatore, di
Cristoforo Colombo e di tutti i navigatori che li avevano seguiti, le esplorazioni
di nuovi mondi erano continuate, ma fu nel Settecento che, grazie ai grandi pro-
gressi tecnici della cantieristica navale e degli strumenti di orientamento, esse di-
vennero non più casuali ma metodiche e scientifiche.
Le nazioni che più si impegnarono nelle spedizioni marittime furono la Francia
e l’Inghilterra, che si diressero non solo nell’Atlantico ma anche nelle terrificanti
immensità del Pacifico. Le nuove scoperte della medicina diedero, infatti, la pos-
sibilità di sconfiggere lo scorbùto (una malattia mortale dovuta alla carenza di vi-
tamina C che decimava gli equipaggi quando le tappe erano troppo lunghe) cari-
cando nelle stive grandi quantità di limoni e di crauti.
Alcune spedizioni toccarono l’Isola di Pasqua, che scatenò la fantasia degli Eu-
ropei per le misteriose ed enormi statue che si stagliavano su un territorio quasi
desertico. Nel corso di dieci anni (tra il 1768 e il 1778), il capitano inglese James
Cook scoprì le Hawaii e l’Australia arricchendo le mappe dei geografi, diventati
in quel secolo scienziati celeberrimi e stimati ovunque.
Intanto Newton dimostrava che la Terra non è sferica ma schiacciata ai Poli: per
verificarlo, l’Accademia inglese delle Scienze inviò due spedizioni che si avvicina-
rono il più possibile una al Polo nord, l’altra al Polo sud. Erano in fermento anche
i botanici, che si imbarcarono con gli esploratori e tornarono in Europa con semi
e classificazioni di piante mai viste; uno di loro fu Louis Antoine de Bougainville
che diede il suo nome alla pianta oggi magnificamente acclimatata in tutto il Me- MENTRE STUDI
diterraneo. 1. Verso quali Paesi
si diressero le esplorazioni
Tutti coloro che tornavano da questi viaggi riferivano delle loro scoperte in con- nel Settecento?
ferenze affollatissime, che si tenevano nelle accademie e nelle università. Anche a 2. Che cosa dimostrò
causa di queste esperienze gli illuministi divennero i sostenitori del cosmopoliti- Newton?
smo, cioè dell’atteggiamento che fa sentire un uomo cittadino del mondo, prima 3. Quale correlazione esiste
ancora che francese, inglese o spagnolo. Un cosmopolita nutre sentimenti esat- tra nuove scoperte
tamente opposti a quelli del nazionalista e aspira a un ideale di pace tra i popoli. e cosmopolitismo?

7. L’Enciclopedia: la necessità
della divulgazione
L’atteggiamento generoso e aperto degli illuministi li portò a considerare un do- MENTRE STUDI • LA DATA
vere sacro la divulgazione, senza la quale il meraviglioso mondo delle nuove co- 1751-1772
noscenze sarebbe rimasto un privilegio di pochi e nessun cambiamento mentale Pubblicazione dell’Enciclopedia
e sociale sarebbe stato possibile.
Questo compito fu assunto da due filosofi francesi, Denis Diderot e Jean Bapti-
ste d’Alembert, i quali decisero di “schedare” tutte le esperienze che in Francia,
in Inghilterra e altrove stavano rivoluzionando i vecchi saperi e portando alla fi-
ne l’Ancien Régime. Essi decisero di organizzare questi saperi sotto forma di En-
ciclopedia (così la intitolarono) a cui lavorarono indefessamente dal 1751 al 1772
coordinando l’attività di un gran numero di intellettuali dell’epoca e compiendo
un’opera monumentale costituita da 17 volumi di testo e 12 di illustrazioni per
un totale di 60 000 voci organizzate in ordine alfabetico (➔ SCIENZA E TECNICA Le
tavole dell’Enciclopedia, p. 145). Il sottotitolo dell’Enciclopedia, Dizionario ragionato
delle scienze, delle arti e dei mestieri, segnala il suo carattere prevalentemente tec-
nico-scientifico e l’obiettivo degli autori di diffondere le conoscenze di questo
ambito e i risultati della rivoluzione scientifica.
Per compilare le voci ed eseguire i disegni che, non essendo stata ancora inventa-
ta la macchina fotografica, dovevano essere di una precisione minuziosa, Diderot Denis Diderot.

L’età dei Lumi Capitolo 7 129


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e d’Alembert radunarono e organizzarono un gruppo numerosissimo costituito


dai maggiori esperti delle singole materie, dalla filosofia alla musica, dalle scien-
ze politiche a tutte le tecniche, i quali collaborarono con disegnatori specializzati.
Il lavoro fu immenso e dimostrò anche uno straordinario spirito imprenditoriale,
sia per l’organizzazione perfetta che lo sostenne sia per i notevoli risultati econo-
mici che portò ai curatori.
L’opera non ebbe vita facile: in essa si descrivevano le procedure di un fabbrican-
MENTRE STUDI te di orologi, ma, per esempio, ci si chiedeva anche se fosse “ragionevole” la pre-
1. Che cosa si proposero di tesa dei sovrani di far derivare il loro potere assoluto da Dio. La censura del re di
fare Diderot e D’Alembert? Francia bloccò spesso la pubblicazione dei volumi, ne bruciò alcuni e costrinse gli
2. Quale diffusione ebbe autori a pubblicare gli ultimi in Svizzera. L’Enciclopedia fu però terminata ugual-
l’Enciclopedia? mente, ne furono vendute 25 000 copie e divenne la Bibbia del sapere moderno.

LE FONTI

Voci dell’Enciclopedia

L’Enciclopedia era organizzata per “voci”, cioè per Il frontespizio


articoli tematici (piuttosto lunghi e accuratamente dell’Enciclopedia.
documentati) disposti in ordine alfabetico. Ecco
quattro brani estratti da alcuni di essi.

Privilegio
Vantaggio concesso ad un uomo su un altro uomo.
I soli privilegi legittimi sono quelli concessi dalla natu-
ra. Tutti gli altri possono essere considerati altrettanti
abusi, altrettante ingiustizie fatte a tutti gli uomini in
favore di uno solo.

Cultura
Alcuni dotti, simili a quei sacerdoti dell’antico Egitto
che tenevano segreti al resto della nazione i loro riti e
i loro misteri, vorrebbero che i libri servissero solo a
loro e si sottraesse al popolo anche il più piccolo lume Industria
persino nelle materie meno importanti: lume che inve- Non ci si venga più a dire, contro l’utilità delle inven-
ce non gli si deve nascondere poiché la soddisfazione zioni nell’industria, che ogni macchina capace di dimi-
del suo bisogno di sapere è utile a tutti. nuire di metà la manodopera toglie immediatamente
alla metà dei lavoratori i mezzi di sussistenza; che gli
Libertà di stampa operai disoccupati dovranno mendicare a carico dello
La libertà di stampa è vantaggiosa per uno Stato? La Stato piuttosto che apprendere un nuovo mestiere.
risposta non può essere che affermativa. Ed è indi- Simili obiezioni sono irragionevoli e insensate: infatti
spensabile conservarla presso tutti gli Stati fondati – dobbiamo chiederci – è meglio prevenire l’industria
sulla libertà. degli altri Paesi nell’impiego delle macchine oppure
C’è di più. Gli inconvenienti che possono derivare da attendere che ci costringano ad adottarne l’uso, per
questa libertà hanno così poco peso a confronto dei tener testa alla loro concorrenza?
vantaggi, che la libertà di stampa dovrebbe essere un Il profitto più sicuro sarà sempre della nazione che
diritto comune presso tutti gli Stati del mondo. sarà all’avanguardia dell’industrializzazione.
LABORATORIO

Comprendere
1. Perché gli enciclopedisti considerano il privilegio un 2. Che cosa affermano a proposito della libertà di
abuso? stampa?

130 Unità 2 L’età delle rivoluzioni


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8. Voltaire: sì al potere assoluto,


ma di un sovrano “illuminato”
Oltre che dai curatori dell’Enciclopedia, le idee illuministe furono propagandate e
divulgate da molti altri intellettuali. Il più brillante fra tutti, e il punto di riferimen-
to degli illuministi europei, fu Voltaire, pseudonimo di François-Marie Arouet,
figlio della media borghesia parigina.
Le sue battaglie più tenaci e proficue furono quelle sulla libertà e sulla tolleranza.
Non a caso, ai primi del Novecento gli fu attribuita questa frase: “Disapprovo ciò
che dici, ma difenderò fino alla morte il tuo diritto di dirlo.” Riferendosi in parti-
colare alla realtà francese, Voltaire attaccò l’intolleranza religiosa, la censura e
le lettres de cachet attraverso le quali si affermava il potere arbitrario del sovrano.
Cosmopolìta e viaggiatore, fu il pensatore più influente del secolo e seppe farsi
ascoltare anche da alcuni grandi sovrani europei dei quali divenne amico. Nono-
stante le sue illustri frequentazioni, fu costantemente perseguitato dalla polizia
del re di Francia. Per sfuggire agli arresti comprò una proprietà sul confine con la
Svizzera che, quando le guardie arrivavano, gli permetteva in quattro passi di re-
carsi nella metà fuori dalla loro giurisdizione e di salvarsi. Voltaire.

LE FONTI

Contro la censura

Autore: Anche se con molte contraddizioni, l’Illuminismo fu comunque un movimento fautore


Claude-Adrien Helvétius, del progresso e motore di grandi trasformazioni. Tra le sue battaglie, questo brano
filosofo francese
del filosofo francese Claude-Adrien Helvétius testimonia quella fondamentale per la
Opera:
Sullo spirito libertà di stampa.
Data:
1758 La stampa deve essere libera. Il magistrato che la contrasta si oppone al progresso
della morale e della politica: pecca contro la nazione, soffoca in germe le buone
idee che questa libertà avrebbe prodotto.
Chi può valutare questa perdita? Si può affermare in proposito che il popolo libero,
il popolo che pensa, domina sempre quello che non pensa. Il sovrano deve dare,
perciò, la verità alla nazione, perché essa le è utile e, per raggiungerla, consentire
la libertà di stampa. Dovunque questa è proibita, l’ignoranza si stende su tutte le
menti come una notte profonda.
Talvolta coloro che amano la verità, nel cercarla, temono di scoprirla. Sentono
che, una volta accertata, dovranno tacerla e nasconderla vigliaccamente o esporsi
alle persecuzioni.
Tutti la temono.
Se è sempre nell’interesse di tutti conoscere la verità, non sempre rivelarla è
nell’interesse del singolo. La maggior parte dei governi ancora esortano i cittadini
a ricercare il vero, ma quasi tutti li puniscono quando essi lo scoprono. Perciò,
pochi sono gli uomini che osano sfidare a lungo l’odio del potente soltanto per
amore dell’umanità e della verità.

LABORATORIO

Comprendere
1. Perché la libertà di stampa fatica a diffondersi?
2. Qual è l’atteggiamento dei governi nei suoi confronti?