Sei sulla pagina 1di 16

Le anomalie rispetto alla visione d Linneo

- possibilità di trasformazione delle forme viventi


- comparsa di ibridi: varianti negli allevamenti e nelle coltivazioni
- i fossili
- il tempo

Nuovi interessi
- comprensione dei fossili
- il tempo geologico
- studi sull’attività funzionale
- analisi della variabilità
e ricerca delle cause (applicazioni in allevamenti
e coltivazioni).

Georges-Louis Leclerc,
conte di BUFFON 1707- 1788

Théorie de la terre
Histoire naturelle, générale et particulière
36 volumi (1749-1789)

Scrittore non scarno e schematico come


Linneo (B. scriveva in francese e non in
latino), Buffon non amava i rigidi sistemi di
classificazione: preferiva le garbate e eleganti
descrizioni della vita e dei costumi degli
organismi, le interpretazioni che consentissero
di giungere a visioni d’insieme o a principi
generali. L'opera è scritta in modo piacevole, a
tratti addirittura affascinante; qua e là l'autore
riusce, senza dare troppo nell'occhio, a trattare
numerosi argomenti proibiti

Periodo storico di grandi cambiamenti


nella società francese

1
BUFFON 1707 - 1788 quali i problemi
scientifici?
- importanza PROCESSI VITALI
FUNZIONALITA’ DEL VIVENTE
concezione antisistematica
- interesse alla Variabilità e alla possibilità di trasformazione
- prove sperimentali
osservazioni sperimentali presso coltivazioni e allevamenti
- meccanismi e ricerca delle cause
come possono insorgere le variazioni?
- quali ne sono i limiti?
tutto ciò che è possibile, è
conservazione della funzionalità
presenza di uno stampo interno (Moule) che definisce i gruppi
l’interno, negli esseri viventi, è il fondo del disegno della natura

- profondità del TEMPO: il grande artefice della natura

BUFFON 1707 - 1788


Approccio sperimentale

È per mezzo di esperimenti fini, ragionati e seguiti, che si forza la natura per
scoprirne il segreto; tutti gli altri metodi non hanno mai funzionato
Le raccolte di esperimenti e di osservazioni sono quindi gli unici libri che possono
aumentare le nostre conoscenze

Le relazioni e i limiti tra specie non potranno essere compresi se non mediante lunghi e
continuati esperimenti di ibridazione.

Pur senza una formulazione precisa


anticipa l’uniformismo di Hutton
… nel corso del tempo i continenti sono stati alternativamente sommersi e scoperti… ciò è
avvenuto per forze ancora in azione, non per un diluvio provocato da forze esterne …

2
BUFFON 1707 - 1788

interesse per l’attività della natura,


più che per il suo ordine;
importanza dei processi vitali e della
funzionalità

la vita è in primo luogo un processo … la descrizione delle specie animali non


può essere una semplice descrizione morfologica. Essa deve includere i
caratteri fisiologici, l’habitat, i costumi e gli istinti che servono anch’essi a
definire la specie.

I processi naturali non sono un disegno statico, ma si caratterizzano


per la loro continuità dinamica

somiglianza nella struttura di animali tra loro del tutto diversi

le relazioni tra le specie


possibilità e capacità
di variare
ogni famiglia, tanto nei vegetali che negli animali, ha la stessa origine, … tutti gli
animali potrebbero essere derivati anche da una sola o poche specie, che, nel tempo,
migliorando e degenerando, hanno prodotto tutte le razze di animali che esistono
attualmente
un modello originale, forse unico, per utti gli animali : stampo interno moule intérieure

i quadrupedi possono essere ricondotti a un piccolo numero di


specie originarie, dalle quali si sono gradualmente diversificati
per effetto del clima e dell’addomesticamento

Continuità dinamica dei processi naturali


- trasmissione per eredità (sia i caratteri ancestrali, sia quelli acquisiti)
- accumulo delle modificazioni

3
Possibili cause delle variazioni:
- clima
- alimentazione
- addomesticamento
- …..
tutti i nostri frutti migliori sono tanto diversi da quelli coltivati un
tempo da non somigliare loro se non nel nome; essi devono essere fatti
risalire a tempi recenti.
Attraverso l’allevamento l’uomo ha creato entro certi limiti specie
secondarie che può moltiplicare a suo piacimento

Tutto ciò che è possibile, è


Fattore limitante: la conservazione della funzionalità
l’allontanamento dallo stampo interno non può oltrepassare i limiti che danno
funzionalità vitale all’organismo.

IL TEMPO
in geologia egli rompe decisamente con la cosmogonia mosaica ipotizzando in 75.000 anni
circa l'età della vita sulla terra (il globo terrestre ha impiegato 72.000 anni a raffreddarsi
prima della comparsa della vita, che compare comunque dopo altri 70.000 anni circa (45,1)).
Egli si oppone alla tradizione degli studiosi di geologia biblica negli scritti dei quali era
caratteristico il tentativo di conciliare il creazionismo basato sul racconto biblico, sia con una
cosmogonia meccanico-razionale di derivazione cartesiana che con le successive indagini
sulle stratificazioni delle rocce e sui ritrovamenti dei fossili. In tali scritti si faceva
solitamente ricorso ad un unico evento catastrofico, il diluvio avvenuto il 23 novembre 2349
a. C.: Buffon invece sostiene che la trasformazioni geologiche sono l'effetto di cause lente
nel loro agire, di forze naturali che continuano ad agire tuttora nell'universo (Geym.,III,289).

Noi non prestiamo la dovuta considerazione al fatto che, benché il tempo della
nostra esistenza sia molto limitato, la natura procede nel suo corso regolare.
Noi vorremmo condensare nella nostra esistenza momentanea le operazioni
del passato e del futuro, senza riflettere che questo istante di tempo, anzi
anche la vita umana stessa, è soltanto un fatto singolo nella storia delle azioni
dell'Onnipotente (Histoire Naturelle)

i pianeti derivano da comete entrate in collisione con il sole; l’età della terra ,
ricavata sul tasso di raffreddamento del ferro, è all’incirca dim75000 anni
Les époques de la nature (1778)

4
BUFFON 1707 - 1788

nelle sue opere Buffon riuscì almeno a menzionare, anche se separatamente


e in modo sparso, tutti gli ingredienti che sarebbero stati incorporati nella
grande sintesi darwiniana.

- la natura è in continuo movimento, è un flusso continuo

- interesse alle variazioni: come possono insorgere?

- la forza vitale che pervade le forme viventi

- lo ‘stampo interno’ e la ‘degenerazione’


TUTTO CIO’ CHE E’ POSSIBILE, E’

- il TEMPO: il grande artefice della natura è il tempo


… le trasformazioni geologiche testimoniano l’effetto di cause lente nel loro agire,
di forze naturali che continuano ad agire tuttora nell’universo …

5
Jean Baptiste Monet Quadro storico: Luigi XVI
Rivoluzione francese - Napoleone.
-

Cavaliere di Lamarck La costanza della vita di Lamarck fu


1744 - 1829 la tristezza... in vita non è che gli
fossero mancati i riconoscimenti;
ancor giovane fu eletto all'Accademia
delle Scienze, ricoprì incarichi
ufficiali tra i più considerevoli cui uno
scienziato potesse allora aspirare.
Ma egli veniva onorato per quelle che
secondo lui erano le cose sbagliate
(classificazione di piante ed animali)
che egli considerava se non
assolutamente banali, almeno solo
marginali rispetto al reale scopo della
sua vita: una visione totale del mondo,
una filosofia cosmica che unificasse
tutti i fenomeni.
Al di fuori dei suoi lavori di routine in
tassonomia, certo brillanti, Lamarck
non fu un pioniere della Scienza, in
1800: Discours d'ouverture du cours de Zoologie de l'an VIII fondo neanche un vero scienziato, ma
1802: Discours d'ouverture du Cours de Zoologie de l'an X uno degli ultimi filosofi sostenitori del
1809: Philosophie Zoologique metodo deduttivo e soggettivo
1815-22: Histoire Naturelle des animaux sans vertèbres derivato dalla antica Grecia.

L’aspetto fondamentale della natura è il mutamento.


La realtà non sta nelle fugaci configurazioni della natura, quanto
nel fatto stesso della loro fugacità e del loro continuo mutamento.

Tutti i regni hanno necessariamente come regola il divenire,


e non una conformazione statica.

6
I viventi o sono in equilibrio con il loro ambiente o periscono;
poiché l’ambiente muta di continuo, o i viventi si trasformano
anche loro adeguandosi alle nuove situazioni, o periscono.

Oggetto dello studio degli animali non è solo quello di conoscere le diverse razze e di
distinguere tra esse stabilendo i loro caratteri peculiari, ma soprattutto di scoprire le origini
delle facoltà che esercitano, le cause che hanno dato origine alla vita e la mantengono, e infine
le cause del notevole progresso che gli animali presentano nella loro organizzazione e nel loro
numero, come pure nello sviluppo delle loro facoltà.

7
Tipologia d’approccio

Approccio sperimentale
Ogni fatto o fenomeno osservato in un corpo vivente
è un fatto o un fenomeno fisico,
ed è anche un prodotto dello stadio organizzativo del vivente nel quale si verifica.

Ricerca di cause fisiche, materiali, nella spiegazione delle osservazioni (anche se …)

Nessun corpo fisico ha in nessun luogo stabilità assoluta

Quali i problemi scientificamente interessanti?


OGGETTO DELLE OSSERVAZIONI
DEFINIZIONE DEL PROBLMEA SCIENTIFICO

L’aspetto fondamentale della natura è il mutamento.


La realtà non sta nelle fugaci configurazioni della natura, quanto nel fatto stesso
della loro fugacità e del loro continuo mutamento.
Tutti i regni hanno necessariamente come regola
il divenire, e non una conformazione stabile.
L’apparente stabilità della specie dipende
dalla limitata prospettiva temporale dell’uomo.

Le forme organiche sono soggette ad un continuo mutamento; il problema della


classificazione è subordinato al più difficile compito di scoprire in primo luogo quale
è il meccanismo e quali sono le leggi che governano il mutamento. Oggetto dello
studio degli animali non è solo quello di conoscere le diverse razze e di distinguere tra
esse stabilendo i loro caratteri peculiari, ma soprattutto scoprire l’origine delle facoltà
che esercitano, le cause che hanno dato origine alla vita e la mantengono, e infine le
cause del notevole progresso che gli animali presentano nella loro organizzazione e
nel loro numero, come pure nello sviluppo delle loro facoltà.

8
I viventi e l’ambiente nel quale vivono

I viventi o sono in equilibrio con il loro ambiente o periscono;


poiché l’ambiente muta di continuo, o i viventi si trasformano anche loro
adeguandosi alle nuove situazioni, o periscono.
L’adattamento degli organismi all’ambiente è una relazione dinamica; l’ambiente,
lungi dall’essere predisposto in modo tale da rendere possibile la vita , stabilisce le
condizioni costantemente mutevoli alle quali la vita deve adattarsi per sopravvivere.

È impensabile che i corpi viventi, che dipendono per la loro stessa esistenza, da uno
stretto adattamento al loro ambiente, possano aver conservato per sempre inalterata
la loro forma.

La configurazione degli organismi, delle loro membra, organi, facoltà, … , è


interamente il risultato delle circostanze nelle quali la razza di ogni specie è stata
gettata dalla natura.

Il TEMPO L’apparente stabilità della specie dipende dalla limitata


prospettiva temporale dell’uomo
Il TEMPO fa emergere a poco a poco le varie forme, in SUCCESSIONE. I fatti
dimostrano che gli esseri viventi non si sono formati tutti nello stesso istante;
ognuno di essi è passato attraverso un certo numero di cambiamenti che hanno
inciso nello stato dei vari organi e sui loro reciproci rapporti.

tutti i corpi organizzati sono dei prodotti della natura che li ha formati in tempi
successivi.
Herschel aveva saputo documentare attraverso la astronomia la grande antichità
dell'universo, rendendo possibili interpretazioni che richiedono lassi di tempo
enormi.
La serie di trasformazioni ha potuto realizzarsi concretamente solo perché si è
svolta nel corso di lunghi periodi di tempo... la stabilità che l'uomo vede nel
mondo naturale è soltanto apparenza e deriva dal fatto che l'uomo riconduce tutti
gli eventi alla propria durata temporale. "In confronto agli intervalli temporali che
consideriamo grandi nei nostri calcoli ordinari, sono stati indubbiamente
necessari un tempo enorme ed un grado notevole di variazioni nel succedersi degli
avvenimenti, perché la natura abbia potuto portare la organizzazione al grado di
complessità e di sviluppo che noi oggi vediamo"

9
MATERIA VIVENTE E STADIO ORGANIZZATIVO: ORIGINE della VITA
La vita non è una proprietà di un genere particolare di materia, ma un fenomeno che si associa a
determinati stadi di organizzazione della materia normale... forze attrattive e repulsive che
conferiscono una certa struttura... che dà capacità di reagire con l'esterno attraverso il moto dei
fluidi contenuti nella sua massa: così si caratterizzano i corpi viventi... le forme viventi sono
espressione del tipo di organizzazione... Lamarck mise da parte il dualismo cartesiano di mente e
materia.

Ogni volta che un corpo gelatinoso acquista attraverso l'azione di forze attrattive e repulsive una
certa struttura... diventa capace di reagire a stimoli esterni attraverso il moto dei fluidi contenuti
nel suo interno: diventa un corpo vivente.. corpi ad organizzazione più elevata sono capaci di
forme di comportamento più complesse... ogni fenomeno organico deriva da una organizzazione
della materia essenziale per la sua esistenza

La generazione spontanea
La generazione spontanea alimenta con continuità il passaggio dalla natura inorganica allo stato
minimo di organizzazione dei corpi viventi; appena generati questi si inseriscono nel movimento
ascendente della organizzazione e cominciano a loro volta a salire la scala della natura. Così gli
organismi più semplici sono quelli generati più di recente, che non hanno ancora avuto il tempo
di andare oltre, e gli organismi più complessi sono stadi più avanzati raggiunti da organismi
generati in tempi precedenti.

MATERIA VIVENTE E STADIO ORGANIZZATIVO

Vita: capacità di reagire con l’esterno, dipende dal livello di organizzazione della struttura
Come si origina:
Ogni volta che un corpo gelatinoso acquista attraverso l'azione di forze attrattive e repulsive
una certa struttura... diventa capace di reagire a stimoli esterni attraverso il moto dei fluidi
contenuti nel suo interno: diventa un corpo vivente.. corpi ad organizzazione più elevata sono
capaci di forme di comportamento più complesse... ogni fenomeno organico deriva da una
organizzazione della materia essenziale per la sua esistenza
gli esseri viventi non si sono formati tutti nello stesso istante; ognuno di essi è passato
attraverso un certo numero di cambiamenti che hanno inciso sullo stato dei vari organi e sui
loro reciproci rapporti.

Come si modifica: due fattori fondamentali


- MOVIMENTO PRINCIPALE: forza fondamentale della natura che guida il movimento
della massa lungo la scala di ascesa che porta ad un più alto livello di organizzazione
- MOVIMENTI SECONDARI: rappresentano la interazione con l’ambiente esterno, con
le circostanze occasionali; non si limitano a favorire o ostacolare la perpetuazione
degli esseri esistenti, ma possono modificarne proprietà, struttura, funzioni.

10
MATERIA VIVENTE E STADIO ORGANIZZATIVO

Risalendo la scala animale a partire dagli organismi più imperfetti, la organizzazione


si fa più composita, e perfino più complicata, in misura davvero notevole.

L’organizzazione è figlia del tempo. L’organizzazione conferisce ai corpi la capacità


di interagire con il loro ambiente. La capacità di interagire con l’ambiente, come la
quantità e qualità dell’interazione, dipende dal grado di organizzazione.

La interazione con l’ambiente esterno ha un effetto diretto sulla organizzazione del


corpo vivente, e dunque sulle facoltà che esso è in grado di esplicare.

L’intera massa degli organismi non ha soluzione di continuità: essa deriva


semplicemente dalla successione continua con la quale sono emersi i diversi
gradi di organizzazione.

L’uomo è il vertice della scala, il fine dell’ascesa. La materia,


Uomo raggiunto questo massimo, non evolve oltre, ma ritorna allo
stato inorganico e lentamente si degrada finché toccato il
fondo va incontro ad una altra generazione spontanea e
ricomincia la lunga ascesa lungo la scala. Così l’intera massa
viventi non si accumula mai al vertice …
Movimento
‘potenza’ presente nella materia che tende
principale
incessantemente a creare organizzazione
Aumento del movimento in direzione ascendente, che porta
livello di all’aumento della complessità
organizzazione processo a senso unico, dal semplice al complesso
della materia LA NATURA SA GIA’ COSA DEVE FARE
OGNI TRASFORMAZIONE
Generazione spontanea SI TRADUCE IN UN SUCCESSO

Alimenta continuamente la vita, grazie alla


acquisizione di un sufficiente livello di organizzazione
Materia inorganica

Movimento principale

11
Movimento principale

Nella materia, in tutta la materia, esiste una potenza (vis vitalis) che incessantemente
tende a creare organizzazione, vera fonte dell’armonia e della regolarità presente nel
mondo naturale.

Il movimento principale è continuo, anche se non necessariamente costante nella


sua velocità, e si svolge in direzione ascendente lungo la univoca e continua scala
della natura. Da esso deriva il continuo aumento della complessità nella
organizzazione e nella capacità di interagire con l’ambiente.
Il movimento principale è continuamente alimentato dalla generazione spontanea

Il vertice dell’ascesa è costituito dall’UOMO. La materia, raggiunto questo massimo,


non evolve oltre, ma ritorna allo stato inorganico e lentamente vi degrada finché
toccato il fondo va incontro ad una altra generazione spontanea e ricomincia la lunga
e lenta ascesa lungo la scala. Così l’intera massa non si accumula mai al vertice …

Movimento principale

Il processo di trasformazione è un processo a senso unico, dal semplice al


complesso, … Ogni trasformazione si traduce in un successo, mai in un fallimento
che abbia come conseguenza la rovina di una specie …

Lamarck attribuisce alla vita animale una causa prima e predominante: lw


operazioni in natura si svolgono secondo un ‘piano’ che adegua la formazione di
nuovi esseri alle condizioni della realtà nella quale essi dovranno vivere.
LA NATURA SA GIA’ COSA DEVE PRODURRE: passo dopo passo, senza
errori né insuccessi, la natura crea, progredisce, modifica le forme, per raggiungere
il suo scopo, un grado cioè più elevato di organizzazione.

12
Movimento secondari

I movimenti secondari rappresentano l’interazione con l’ambiente esterno, con le


circostanze occasionali. In genere sono movimenti di rafforzamento del movimento
principale, ma che a volte possono apparire anche di direzione contraria.

Risentono dei bisogni e delle necessità dell’organismo:


Interazione tra il ‘prodotto delle circostanze che creano nuovi bisogni, le azioni ripetute
che creano le abitudini e le inclinazioni, i risultati di un maggiore o minore impiego di un
determinato organo, i mezzi dei quali la natura si avvale per conservare e perfezionare
tutto quanto è stato acquisito all’interno della organizzazione.
Ogni vivente o è in equilibrio con il proprio ambiente o perisce: se l’ambiente cambia,
come cambia di continuo, anche l’animale deve modificarsi

Lamarck ammise che il progresso da forme semplici a forme complesse è rilevabile


solo a grandi linee; esso viene spesso oscurato da variazioni di grado e da linee di
sviluppo che sembrano divergere dal modello principale o addirittura sfociare in
vicoli ciechi. Queste irregolarità sono distorsioni nel normale sviluppo della
organizzazione animale, sono prodotte da circostanze accidentali, che agiscono come
forze tangenziali,flettendo la linea principale dell’evoluzione della vita.

Movimento secondari
La configurazione degli organismi, delle loro membra, organi, facoltà, … , è
interamente il risultato delle circostanze nelle quali la razza di ogni specie è stata
gettata dalla natura.

Il grado di sviluppo di un organo particolare è determinato dalla sua utilità per la


creatura che lo possiede. Gli organi utili si sono sviluppati e esercitati, quelli meno
utili , che non vengono utilizzati, mostrano la tendenza ad atrofizzarsi e sparire. Al
mutare delle condizioni di vita organi un tempo utili e quindi altamente sviluppati
possono presentare la tendenza a scomparire. Questi effetti dell’uso e del disuso
vengono trasmessi alle generazioni successive …
… organi di nuovo sviluppo per far fronte alla sfida lanciata dalle nuove
circostanze.

Le varie combinazioni di sistemi e organi attraverso i quali vengono realizzati i


processi vitali fondamentali, i nuovi livelli di organizzazione e di esistenza sono
resi possibili non per la ricerca di una mera varietà, fine a se stessa, ma in risposta
a reali bisogni di creature viventi in lotta per sopravvivere in mezzo a condizioni
ambientali in mutamento.

13
Movimento secondari
Essi (i viventi) risentono dei bisogni e ciò mette in movimento il loro sentimento
interno e fa tosto dirigere i fluidi e le forze verso quel punto del corpo ove si può
applicare un’azione atta a soddisfare il bisogno. Orbene se in tale punto esiste un
organo adeguato, esso viene immediatamente posto in azione, ma se l’organo non
esiste ed il bisogno incalza pressante, l’organo si produce e si sviluppa sempre più, in
rapporto alla assiduità e all’energia con la quale viene impiegato (Hist.Nat..Vol. 1)
… se si dovessero confrontare i diversi viventi… dall’organizzazione animale più
semplice a quella dell’uomo, che è la più complessa e perfetta, … allora ci si potrebbe
rendere conto di come i bisogni, in principio quasi inesistenti e successivamente via
via sempre crescenti, abbiano prodotto una tendenza ad azioni appropriate a
soddisfarli; di come azioni divenute abituali ed energiche abbiano dato origine ad
organi destinati a compierle; di come la forza che eccita i movimenti organici possano
negli animali più imperfetti, essere situata al di fuori di essi e tuttavia stimolarli; di
come successivamente questa forza sia divenuta qui la fonte della sensibilità e,
finalmente, degli atti della intelligenza (Phil. Zool. Vol.I).

È facile mostrare attraverso la osservazione che sono i bisogni e gli usi delle parti che
hanno sviluppato queste parti stesse, che hanno addirittura dato loro origine quando
non esistevano …

Modalità di adattamento
I naturalisti, avendo osservato che la forma delle parti degli animali, comparata
all’uso di tali parti, è sempre perfettamente adattata ad esso, hanno pensato che la
forma e la posizione di tali parti abbiano condotto al loro uso; ma ciò è un errore,
perché è facile mostrare attraverso l’osservazione che al contrario sono i bisogni e
gli usi delle parti che hanno sviluppato queste stesse parti, che hanno addirittura
dato loro origine quando ancora non esistevano e che, di conseguenza, hanno creato
la condizione nella quale li osserviamo in ciascun animale
(Système des animaux sans vertèbres)

È facile mostrare attraverso la osservazione che sono i bisogni e gli usi delle parti che
hanno sviluppato queste parti stesse, che hanno addirittura dato loro origine quando
non esistevano …

14
UN PIANO DELLA NATURA

In che modo potevano aver origine corpi organizzati capaci di interagire con il loro ambiente,
riprodurre il loro genere tendere continuamente alla complicazione della loro organizzazione e
alla comparsa di proprietà e facoltà totalmente diverse da quelle della materia inorganica?
(ricordare Buffon che parla solo di 'degenerazione' e i processi descritti dai geologi che sono
erosione,... per lo più cioè processi tendenti esclusivamente alla disorganizzazione)
Sicuramente esiste - deve esistere - un piano della natura, riscontrabile e utilizzabile come
metodo naturale di classificazione.
Lamarck cercò la individuazione di tale piano nel principio di adattamento: i mutamenti cui le
creature viventi sono soggette devono servire ad adattarle ai mutamenti dell'ambiente; e si
osserva che in realtà piante e animali sono adattati alle condizioni degli ambienti in cui essi
vivono. Poiché non c'era motivo di credere che i mutamenti prodotti dalla diretta azione
dell'ambiente dovessero essere mutamenti di adattamento, la fonte dell'adattamento doveva essere
cercata nella risposta della creature stesse alle richieste poste dai mutamenti nelle condizioni di
vita. Gli animali non sono indifferenti alla loro sopravvivenza o estinzione. Messi di fronte a
situazioni nuove fanno sforzi per procurarsi sostentamento o difesa dai nemici. Questi sforzi
quando assecondati da "circostanze favorevoli" e quando protratti per molto tempo, finiscono per
sfociare in mutamenti fisiologici attraverso i quali gli animali si trovano adattati al loro ambiente.
Questa lotta costante per adattarsi al mutarsi delle condizioni di vita dava origine all'evoluzione
di organismi sempre più complessi. Il mutamento ha una direzione perché è un processo di
adattamento. (Greem,190-5).

Cause

Secondo Lamarck tutto ciò che è importante nel processo evolutivo deve venire dall'interno,
dall'organismo stesso considerato come il veicolo o il luogo proprio del flusso costruttivo della
natura. Lamarck negò esplicitamente che effetti diretti dell'ambiente potessero avere una
importanza sostanziale e che fossero ereditari (contrapposizione ad affermazioni che sono proprie
invece del neo-lamarckismo). nella determinazione del movimento principale della massa della
materia, una parte essenziale è insita nella potenza vitale degli animali, una potenza che
incessantemente tende a complicare la organizzazione, a formare e moltiplicare particolari organi,
infine ad accrescere e perfezionare le facoltà; dall'altra parte le cause accidentali e modificanti -
dipendenti dalle circostanze - i cui effetti sono le varie anomalie, divergenti dai risultati cui
porterebbe la potenza vitale.... In altre parole la causa del progredire della massa è la potenza, la
forza, la capacità (pouvoir) della vita; le circostanze ambientali - che agiscono attraverso
necessità contingenti, provocando uso e disuso di organi particolari - producono solo divergenze
minori da quella linea principale di progresso. Cioé: il movimento principale è una caratteristica
inerente la vita (... il che in realtà solo rimanda le spiegazioni...). Lamarck sostiene la creazione
della natura da parte del "divino autore", dopo di che l'intero svolgimento della realtà naturale è
stato esclusivamente fisico, reso necessario dal POUVOIR dato da Dio alla materia (vivente).

15
"Lamarck era un deista della fine del 700. L'evoluzione ai suoi occhi era la realizzazione di una
finalità immanente diretta al perfezionamento della creazione. Così nel suo pensiero l'antica scala
fissa si era trasformata in una scala mobile. La vita emerge costantemente in forma semplice e,
attraverso il suo principio o impulso interno verso la perfezione, tende alla complessità e
all'ascesa ai livelli superiori... eccezion fatta per la presenza dell'ambiente fisico (causa dei
movimenti secondari) Lamarck dà la impressione di ritenere che la natura tenda a disporsi da sé
in una perfetta scala ascendente paragonabile alla vecchia scala di esistenza concepita nell'ambito
della teologia.

La teoria dell'evoluzione di Lamarck fu l'ultimo tentativo di costruire una scienza


dell'intuizione... che il mondo è flusso e processo, e che la scienza deve studiare non le
configurazioni della materia, non le categorie della forma, ma le manifestazioni di quell'attività
che è ontologicamente fondamentale, mentre tali non sono i corpi immoti e le specie di esseri...
La filosofia di Lamarck non è perciò una anticipazione di Darwin, ma un miscuglio di echi
morenti; uno sforzo verso la perfezione, un principio organico ,d'ordine imposto alla materia
bruta, un processo vitale come l'organismo che assimila il suo ambiente, un primato del fuoco che
cerca di tornare a sé stesso, un mondo come flusso e divenire,... (Gillespie, da green,p.187)

16