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L’evoluzione: alberi non scale…

“Leggere la scienza” Percorso “Evoluzione”; Scuola Secondaria di Primo Grado.


Scheda 3.

Traduzione: Silvia Forti


Impaginazione e revisione: Mauro Sparapani
Fonte: http://evolution.berkeley.edu

“Leggere la scienza” Percorso “Evoluzione”; Scuola Secondaria di Primo Grado. Scheda 3 1


1.1 Definizione
Detto in modo molto semplice, l’Evoluzione è una discendenza con modifiche. Questa
definizione comprende l’evoluzione a piccola scala (cambiamento della frequenza
genetica in una popolazione da una generazione all’altra), detta anche microevoluzione e
l’evoluzione a grande scala (la discendenza di diverse specie da un comune antenato
attraverso molte generazioni), detta anche macroevoluzione. L’evoluzione ci aiuta a capire
la storia della vita.

1.2 La spiegazione
L’evoluzione biologica non significa unicamente un cambiamento nel tempo. Tante cose
cambiano nel tempo: gli alberi perdono le loro foglie, le catene montuose s’innalzano e
subiscono i fenomeni di erosione, ma questi non sono esempi di evoluzione biologica
perché non coinvolgono i discendenti attraverso l’eredità genetica.

Il concetto fondamentale dell’Evoluzione biologica consiste nel fatto che tutta la vita sul
pianeta condivide un unico antenato, esattamente come voi e i vostri cugini avete una
sola nonna in comune.

Attraverso il processo delle discendenze con modifiche l’antenato comune di tutte le forme
di vita sulla Terra ha dato origine alla straordinaria diversità biologica che possiamo
rilevare attraverso i ritrovamenti fossili e osservando gli organismi che ci circondano
attualmente. L’evoluzione significa che siamo tutti cugini lontani: gli esseri umani e le
querce, i colibrì e le balene.
1.3 Esempi di cambiamenti nel tempo

Le foglie sugli alberi cambiano colore e cadono ogni autunno (tempo: 100 anni)

Le catene montuose subiscono l’erosione per milioni di anni (tempo: 106 anni)

Fai altri esempi di “cambiamenti nel tempo”…


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1.4 Esempi di cambiamenti nel tempo con eredità genetica

Un albero genealogico mostra i cambiamenti ereditari dopo un piccolo numero di anni (tempo:102 anni)

Solo dopo un numero di anni enorme, l’evoluzione produce un’incredibile diversità di forme di vita (tempo:
109 anni)

Sai fare altri esempi di “cambiamenti nel tempo con eredità genetica”?

2.1 La storia della vita: osservazione delle strutture

Il concetto fondamentale dell’evoluzione consiste nel fatto che la vita ha una storia –
cioè è cambiata nel corso del tempo – e che specie diverse condividono progenitori
comuni.

Nei prossimi paragrafi potrete osservare come vengono rappresentati mediante “alberi
genealogici” sia i cambiamenti che le relazioni evolutive, come vengono costruiti questi
alberi, e in che modo queste conoscenze influiscono sulla tassonomia (cioè su quella
branca della biologia che si occupa di classificazione delle specie animali).

Troverete inoltre una linea del tempo che ricostruisce la storia dell’evoluzione e fornisce
qualche informazione su alcuni eventi specifici della storia della vita: l’evoluzione umana e
l’origine della vita.

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2.2 L’albero genealogico della vita

Il fenomeno dell’evoluzione è all’origine delle relazioni che legano fra loro le diverse
specie. Mentre le nuove discendenze, a causa dell’evoluzione, si separano ed ereditano
nuovi caratteri, le loro “strade” evolutive si allontanano gradualmente. Questo processo
determina un albero genealogico delle diverse specie animali e vegetali che ha l’aspetto di
un albero ramificato.

Lo studio delle caratteristiche ereditate dalle specie assieme ad altre prove storiche
permette di ricostruire le relazioni evolutive e di rappresentarle mediante un “albero
genealogico” che rappresenta la filogenesi1 degli organismi animali e vegetali.

La filogenesi illustrata di seguito rappresenta le relazioni di base che uniscono tutti gli
esseri viventi del nostro pianeta.

1
La Filogenesi o filogenetica o filogenia, (dal greco φυλή (classe", "specie) e Γένεσις ("nascita", "creazione", "origine"), è lo studio
dell'evoluzione della vita. È uno strumento fondamentale della sistematica che si occupa di ricostruire le relazioni di parentela evolutiva,
di gruppi tassonomici di organismi a qualunque livello sistematico. "La filogenesi è un processo evolutivo degli organismi vegetali e
animali dalla loro comparsa sulla Terra ad oggi” (Rita Levi Montalcini).

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2.3 I tre domini
Quest’albero, come tutti gli alberi filogenetici, raffigura un’ipotesi sulle relazioni fra gli
organismi. Esso illustra le relazioni fra tutti gli esseri viventi suddivisi in tre gruppi
cladogenetici (detti anche cladi2), spesso definiti come i tre domini: Archea – Batteri –
Eucarioti.

Archea: Gli archea sono, come i batteri, costituiti da singole cellule mancanti di nucleo e
assieme ai batteri sono stati in passato classificati come procarioti o monere. Questi
organismi vivono perlopiù in condizioni ambientali estreme, nelle quali la vita per altri
viventi sarebbe impossibile o comunque molto difficile: ambienti di acqua stagnante,
sorgenti termali ricche di zolfo, acque molto salate. Sono considerati fra gli organismi
viventi più antichi della Terra.

Batteri: Organismi unicellulari di dimensioni dell’ordine di pochi micrometri (intorno ai 0,2


µm) dotati di parete cellulare e privi di nucleo.

Eucarioti: Organismi mono o pluricellulari costituiti da cellule dotate di nucleo

2 Un clade è definito come un gruppo di organismi costituito da un antenato e da tutti i discendenti comuni a quell'antenato. Per
esempio i rettili e gli uccelli insieme rappresentano un clade, in quanto entrambe le classi di Vertebrati derivano da un antenato comune.
Le prove di questa antica parentela fra rettili ed uccelli provengono dalle osservazioni dei resti fossili, dall’anatomia comparata dei due
gruppi di animali e dagli studi sul loro DNA.

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Molti rami dell’albero sembrano evidenti, ma in realtà non è tutto così chiaro come può
sembrare . Gli scienziati devono costantemente sottoporre a verifica le loro ipotesi e
aggiornarle con le nuove conoscenze. Man mano che gli scienziati continuano a
raccogliere nuovi dati, possono rimettere in questione la classificazione, e quindi devono
risistemare alcuni rami dell’albero. Per esempio, negli ultimi 50 anni si è scoperto che gli
uccelli in realtà sono dei dinosauri (o meglio hanno una comune discendenza con i
dinosauri), e per questo è stato necessario un riaggiustamento di alcuni “ramoscelli”
dell’albero dei vertebrati.

Un cladogramma che rappresenta le relazioni filogenetiche fra uccelli e rettili.

2.4 Come capire la filogenesi

Capire come funziona la filogenesi è un po’ come leggere un albero genealogico. La


radice dell’albero rappresenta l’antenato più antico, mentre le punte dei rami
rappresentano i discendenti attuali di questo antenato. Spostandosi a partire dalle punte
verso la radice è possibile andare indietro nel tempo.

Quando una discendenza si separa dal suo ramo originale avviene un fenomeno chiamato
speciazione: si orgina cioè una nuova specie con la comparsa di caratteri che la
distinguono da quella originale. Inoltre, per poter parlare veramente di speciazione, la
nuova specie non deve più potersi incrociare con quella da cui si è originata. Questo
fenomeno viene rappresentato nell’albero genealogico (che si chiama anche
cladogramma) come una nuova ramificazione del ramo iniziale. Perciò, quando avviene

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un fenomeno di speciazione, da una singola discendenza si formano due o più
discendenze figlie.

La filogenesi ricostruisce per ogni linea evolutiva l’origine di una specie a partire da un
antenato comune. Se si legge il cladogramma dei viventi si osserva che ogni specie ha
una parte della sua storia evolutiva che è unica ed una parte della sua evoluzione che è
condivisa con quella di altre specie.

Il cladogramma precedente ricostruisce la storia evolutiva di tre specie: A, B, C. I rami in


nero, in verde e in blu sono unici per le tre specie. La parte tratteggiata rappresenta la
storia evolutiva condivisa dalle due specie B e C (evidentemente le due specie si sono
evolute da un antenato comune).

Nello stesso modo, ciascuna discendenza ha degli antenati che appartengono solo a
quella discendenza, ed altri invece che sono condivisi con altre discendenze, cioè degli
antenati comuni.

Ogni quadrato rappresenta la comparsa sulla Terra di alcuni antenati delle tre specie (A,
B, C). Il quadrato verde, che si trova soltanto sul ramo di C, indica un antenato che è
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soltanto della specie C. Il quadrato blu, che si trova alla diramazione fra B e C, indica la
presenza di un antenato comune a B e a C. Il quadrato arancione, che si trova a livello
della biforcazione fra A e B e C, indica un antenato comune a tutte e tre le specie.

Un clade è un gruppo che comprende un antenato comune e tutti i discendenti di


quell’antenato (vivi ed estinti). Utilizzando un albero filogenetico è facile capire se un
gruppo di discendenze forma un clade. Immaginiamo di potare un singolo ramo
dell’albero: tutti gli organismi che si ritrovano su quella parte dell’albero che è stata potata
costituiscono un clade.

Le parti verdi e blu sono due cladi. Quelle rosse e arancione non lo sono: quella rossa
comprende rami che si trovano su ramificazioni diverse del cladogramma, quella
arancione non comprende un ramo che dovrebbe appartenere al clade.

I cladi sono nidificati l’uno dentro l’altro, come delle scatole cinesi. Un clade può
comprendere centinaia di specie oppure soltanto poche. Nei seguenti cladogrammi sono
rappresentati esempi diversi di cladi di livello diverso. Si noti come i cladi più piccoli sono
contenuti dentro i cladi di maggiori dimensioni.

Finora abbiamo detto che le estremità dell’albero filogenetico rappresentano le diverse


discendenze. Tuttavia, a seconda del numero di ramificazioni, le estremità dell’albero
possono rappresentare diverse popolazioni di una specie, diverse specie o diversi cladi, i
quali, a loro volta, sono costituiti da numerose specie.

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3.1 Alberi, non scale!

Molte volte nel passato i biologi si sono convinti che la vita possa essere rappresentata
come una scala che va dagli organismi “inferiori” a quelli “superiori”. Questa idea ha le sue
radici nella concezione aristotelica di scala naturae, un concetto dell’universo che prevede
numerosi livelli gerarchici, che vanno dagli oggetti inanimati (i minerali) fino alla perfezione
assoluta, rappresentata dagli angeli e da Dio.

Allo stesso modo è abbastanza facile interpretare in modo scorretto la filogenesi, se si


pensa che essa implichi che alcuni organismi siano più “avanzati” di altri; in realtà la
filogenesi non prevede tutto questo.

In questo cladogramma molto semplificato, è avvenuto un evento di speciazione che ha


portato allo sviluppo di due linee filetiche. Una si è sviluppata fino ai muschi attuali; l’altra
ha portato alle felci, alle conifere e alle rose (in generale alle angiosperme). A partire da
quell’antico evento di speciazione, entrambe le linee hanno avuto a disposizione un tempo
equivalente per potersi evolvere. Perciò, nonostante i muschi si siano differenziati molto
precocemente nell’albero della vita e presentino molte caratteristiche in comune con
l’antenato di tutte le piante terrestri, le specie viventi di muschi non possono essere
considerate le antenate delle altre piante terrestri. E non sono neppure da considerarsi
più primitive. Semplicemente i muschi sono i “cugini” delle altre piante terrestri.

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Perciò quando leggiamo un cladogramma è importante considerare tre cose:

1) L’evoluzione produce un modello di relazioni fra le specie (in questo caso ABCD)
che è più simile ad un albero piuttosto che ad una scala

2) Non esiste nessuna correlazione fra disposizione da destra a sinistra (o


viceversa) delle diverse specie e livello di “avanzamento” nel cladogramma

3) La disposizione delle diverse specie a destra o a sinistra in un cladogramma è


puramente arbitraria. I seguenti cladogrammi sono esattamente equivalenti:

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3.2 Errori riguardo l’evoluzione dell’uomo

I tre punti descritti in precedenza sono la causa della maggior parte dei problemi quando si
parla di evoluzione dell’uomo. Il cladogramma delle specie viventi più strettamente
correlate a noi si presenta in questo modo:

E’ importante sapere che:

1) Gli uomini non si sono evoluti dagli scimpanzé. Gli uomini e gli scimpanzé
sono dei cugini evolutivi e condividono un antenato comune che non era nè
uno scimpanzé né un uomo.
2) Gli uomini non sono “superiori” o “più evoluti” rispetto alle altre specie
animali. Nel momento in cui le due linee filetiche si sono divise, gli uomini e
gli scimpanzé hanno evoluto caratteristiche uniche proprie della loro
discendenza.

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4.1 La costruzione dell’albero

Come gli alberi genealogici, gli alberi filogenetici o cladogrammi rappresentano i rapporti
fra i discendenti moderni e i loro antenati. Tuttavia, mentre le famiglie degli esseri umani
hanno la possibilità di registrare la loro storia man mano che si presenta, le discendenze
evolutive delle specie animali e vegetali non possono essere studiate nello stesso modo. I
biologi evoluzionisti devono ricostruire la storia evolutiva delle diverse specie mediante la
raccolta e l’analisi di numerosi dati e indizi. Attraverso questi dati gli scienziati possono
formulare un’ipotesi su come gli organismi sono correlati gli uni con gli altri e ricostruirne
la storia evolutiva, o filogenesi.

Per costruire un albero filogenetico come quello seguente, i biologi raccolgono i dati dei
caratteri di ciascun organismo al quale sono interessati. I caratteri presi in considerazione
devono essere ereditabili e paragonabili fra loro, per esempio: una caratteristica fisica
(morfologica), le sequenze genetiche, i tratti comportamentali.

Al fine di costruire la filogenesi dei vertebrati, possiamo iniziare ad esaminare i


rappresentanti di ciascuna discendenza per conoscere la loro struttura di base, se la
discendenza possiede vertebre oppure no, uno scheletro osseo, quattro arti, un uovo
amniotico3, ecc…

4.2 L’utilizzo dei caratteri condivisi e derivati


Il nostro obiettivo consiste nel trovare delle prove che ci permettano di raggruppare gli
organismi in domini via via più estesi e meno inclusivi. In particolare siamo interessati ai
3
L’uovo amniotico compare per la prima volta nei rettili: nell’uovo ci sono sacche e membrane, l'uovo è avvolto da una pellicola,
l'amnios, donde il nome dell'uovo, ed è protetto da un guscio calcareo.

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caratteri condivisi e derivati. Un carattere condiviso è un carattere che due discendenti
hanno in comune, mentre un carattere derivato è un carattere che si è evoluto solo in una
discendenza e che ha dato origine ad un gruppo cladogenetico e che quindi ha separato i
membri di questo gruppo dagli altri individui.

I caratteri condivisi e derivati possono essere utilizzati al fine di raggruppare gli organismi
in gruppi cladogenetici. Per esempio, gli anfibi, le tartarughe, le lucertole, i serpenti, i
coccodrilli, gli uccelli e i mammiferi, hanno tutti (o storicamente hanno avuto) quattro arti.
Osservando un serpente attuale, non si notano in modo evidente i quattro arti, ma i
fossili hanno dimostrato che gli antichi serpenti possedevano veramente quattro
arti e alcuni serpenti attuali sono dotati di arti vestigiali4. Il fatto di possedere quattro
arti rappresenta un carattere condiviso e derivato, ereditato da un antenato comune e che
ha dato la possibilità di definire un gruppo cladogenetico particolare dei vertebrati, quello
dei tetrapodi (animali vertebrati dotati di quattro zampe).

Recentemente sono stati rinvenuti i resti fossili di antichi serpenti (circa 95 milioni di anni fa) che
presentavano gli arti posteriori perfettamente funzionanti

Tuttavia, la presenza di quattro arti non può essere un parametro sufficiente per stabilire i
rapporti all’interno del gruppo cladogenetico, visto che tutti i discendenti all’interno del
gruppo hanno questo stesso carattere. Per stabilire le relazioni filogenetiche fra i
discendenti, dovremo esaminare altri caratteri che variano all’interno di questo gruppo.

4
Per organi vestigiali si intendono degli organi presenti in diversi organismi viventi che, in alcuni di questi, hanno perso parzialmente o
completamente la loro funzione originale attraverso i processi evolutivi. Esempi di organi vestigiali sono: i residui degli arti in alcuni
serpenti (per esempio nei boidi), l’appendice vermiforme, i denti del giudizio e il coccige nell’uomo, i residui degli arti posteriori nei
cetacei etc…
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La parte in verde indica il clade (o gruppo cladogenetico) cui appartengono i vertebrati
dotati di quattro zampe: anfibi, tartarughe, lucertole, serpenti, coccodrilli, uccelli,
mammiferi.

4.3 Omologie e analogie

Visto che un albero filogenetico rappresenta un’ipotesi sulle relazioni evolutive fra specie
diverse, vogliamo utilizzare quei caratteri che siano degli indicatori affidabili delle
ascendenze comuni fra specie diverse. Lo scopo è quello di ricostruire l’albero evolutivo e
di risalire fino all’antenato comune alla base dell’albero. Quindi, prenderemo in
considerazione dei caratteri omologhi, cioè dei caratteri presenti in diversi organismi e che
sono simili perché ereditati da un ascendente comune, il quale a sua volta possedeva
quello stesso carattere. I quattro arti dei tetrapodi rappresentano un buon esempio di
carattere omologo. Gli uccelli, i pipistrelli, i topi, i coccodrilli hanno tutti quattro arti,
contrariamente agli squali e ai pesci ossei. Nell’antenato dei tetrapodi si svilupparono per
la prima volta quattro arti: i discendenti di questo antico vertebrato terrestre hanno
ereditato questa struttura e quindi la presenza di quattro arti è un’omologia comune a tutti i
tetrapodi.

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Il segno in rosso indica il punto del cladogramma (cioè la rappresentazione grafica della
filogenesi dei vertebrati) nel quale compaiono i quattro arti dei tetrapodi. Le specie sulla
sinistra, i pesci cartilaginei (sharks = squali) e i pesci ossei (Ray-finned fish), non
possiedono quattro arti.

Non tutti i caratteri comuni corrispondono a delle omologie. Per esempio, i pipistrelli e gli
uccelli possiedono entrambi le ali, contrariamente ai topi e ai coccodrilli. Questo può
significare che gli uccelli e pipistrelli sono più strettamente in relazione tra di loro rispetto ai
topi e ai coccodrilli? La nostra risposta non può che essere negativa. Infatti basta
esaminare più accuratamente le ali degli uccelli e dei pipistrelli per notare delle differenze
fondamentali.

Le ali dei pipistrelli sono costituite da pelle stesa fra le ossa delle dita e del braccio. Le ali
degli uccelli sono formate da penne che si estendono sopra e oltre il braccio. Queste
differenze strutturali indicano che le ali dei pipistrelli e le ali degli uccelli non sono state
ereditate da un antenato comune con le ali. Questo concetto viene rappresentato
mediante lil cladogramma seguente, che è stato ricostruito basandosi anche su una
grande quantità di altri dati: anatomici, genetici, fossili.

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Il cladogramma indica i punti della storia evolutiva dei vertebrati in cui si evolvettero i
quattro arti (Four limbs evolved) e i punti nei quali, in modo del tutto indipendente negli
antenati dei pipistrelli e degli uccelli, dagli arti anteriori si evolvettero le ali (forelimbs
evolved into wings).

Le ali degli uccelli e dei pipistrelli sono strutture analoghe - cioè hanno diverse origini dal
punto di vista evolutivo, ma sono superficialmente simili perché svolgono la stessa
funzione. Le analogie sono il risultato dell’evoluzione convergente.

La cosa interessante è che le ali dei pipistrelli e degli uccelli sono analoghe in quanto ali,
mentre se considerate come arti anteriori, risulterebbero omologhe. I pipistrelli e gli uccelli
non hanno ereditato le ali da un antenato comune con le ali, ma hanno ereditato gli arti
anteriori da un antenato comune dotato di arti anteriori (indicato nel cladogramma dalla
scritta “Four limbs evolved”.

5.1 Come utilizzare l’albero della classificazione

I biologi costruiscono gli alberi filogenetici per:

• Verificare le ipotesi sull’evoluzione


• Acquisire nuove conoscenze sulle caratteristiche delle specie estinte e e sul loro
legame evolutivo con le specie attuali
• Classificare gli organismi

L’utilizzo della filogenesi per la classificazione fa parte di uno sviluppo recente nel campo
della biologia.

E’ di uso comune in tassonomia il sistema di classificazione di Linneo il quale attribuisce a


ciascun organismo un Regno, un Phylum, una Classe, un Ordine, una Famiglia, un
Genere e una Specie. Questo sistema è stato creato molto temo prima che gli scienziati
riuscissero a capire che gli esseri viventi subiscono un’evoluzione (Linneo1707-1778).
Visto che il sistema di Linneo non si basava sul concetto di evoluzione, in parte i biologi
evoluzionisti hanno cambiato metodologia e preferiscono utilizzare un sistema che tenga
conto della storia dell’evoluzione degli esseri viventi.

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Questo sistema di classificazione filogenetica attribuisce
un nome tassonomico solo ai gruppi cladogenetici,
cioè ai gruppi di organismi che sono tutti discendenti da
un solo antenato . Come esempio possiamo vedere da
più vicino i rettili egli uccelli.

Nel sistema di classificazione filogenetica, possiamo


dare un nome ad ogni gruppo cladogenetico di
quest’albero. Per esempio, le Testuggini, gli Squamati,
gli Archeosauri e i Coccodrillomorfi sono tutti gruppi
cladogenetici.

Tuttavia i rettili non costituiscono un gruppo


cladogenetico, come qui è di fronte è mostrato, Infatti il
gruppo dei rettili non comprende gli uccelli, che, invece,
hanno un antenato in comune con i rettili. Questo può
significare due cose: o i “rettili” non costituiscono un
raggruppamento valido dal punto di vista filogenetico,
oppure dovremmo iniziare a pensare agli uccelli come
se fossero dei rettili un po’ “particolari”.

Altra cosa divertente a proposito della classificazione


filogenetica è il fatto che i dinosauri non sono del tutto
estinti. Gli uccelli sono, in realtà, dinosauri, o, meglio, una
parte del gruppo cladogenetico dei dinosauri. E’
veramente interessante pensare che si può sempre
imparare qualcosa sul T. Rex studiando gli uccelli!
Recenti esami filogenetici hanno dimostrato che gli
uccelli sono più strettamente imparentati coi dinosauri di
quanto si pensasse in precedenza, tanto da ritenere
opportuno piazzarli nel gruppo dei Teropodi (dinosauri
comprendenti principalmente forme bipedi e carnivore,
sviluppatisi nel Triassico medio, cioè 220 milioni di anni
fa, ai quali appartieneil T. Rex). Assieme all'ordine dei
Crocodilia costituirebbero gli ultimi membri esistenti del
clade Archosauria, formato, quindi da: dinosauri (estinti)
e coccodrilli ed uccelli (viventi).

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A volte l’apparenza inganna: Tyrannosaurus. Rex e
Cormorano Crestato, chi l’avrebbe mai detto che erano
“cugini”?

5.2 Aggiungere il tempo all’albero

Se volessimo concentrare i 3,5 miliardi di anni della storia della vita sulla terra in un solo
minuto, allora si dovrebbero attendere circa 50 secondi per l’evoluzione dei
pluricellulari, altri 4 secondi per l’invasione delle terre emerse da parte dei vertebrati,
altri 4 secondi per l’evoluzione dei fiori, e solo negli ultimi 0,002 secondi si vedrebbe
la comparsa degli esseri umani moderni.

I biologi rappresentano il tempo nelle filogenesi disegnando la lunghezza dei rami


proporzionalmente al tempo che è passato dal momento in cui la nuova discendenza è
apparsa. Disegnando l’albero della vita in questo modo, esso avrebbe ovviamente un
tronco molto lungo prima di ramificarsi nei primi rami delle piante e degli animali.

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L’albero seguente rappresenta l’evoluzione dei vertebrati: un piccolo gruppo cladogenetico
sul grande albero della vita. Le lunghezze dei rami sono state adattate per mostrare
quando le discendenze si sono separate e quando si sono estinte.

In ordine: Agnati, Placodermi, Pesci cartilaginei, Teleostei, Celacantiformi, Pesci Polmonati, Rane e
Salamandre, Tartarughe, Lucertole, Sepenti, Coccodrilli, Uccelli, Dinosauri non “Uccelli”, Monotremi,
Marsupiali, Placentali. In rosso: linee evolutive estinte.

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5.3 Come possiamo sapere cosa è successo e quando

La vita ebbe inizio 3,8 miliardi di anni fa, gli insetti iniziarono a diversificarsi 290 milioni
di anni fa, ma le discendenze degli esseri umani e scimpanzè si svilupparono solo 5
milioni di anni fa. Come hanno fatto gli scienziati a trovare le date degli eventi evolutivi del
passato? Ecco qualche metodologia utilizzata dagli scienziati per datare eventi avvenuti
decie di migliaia, milioni o miliardi di anni fa.

1. Datazione radiometrica: è un metodo basato sul tempo di


decadimento (tempo di dimezzamento) di alcuni radioisotopi al fine di
datare direttamente le rocce e alcuni materiali.

2. Stratigrafia: fornisce una sequenza di eventi dai quali possono


essere estrapolate delle date relative ai reperti fossili.

3. Orologi molecolari: permettono agli scienziati di studiare la quantità


di divergenza genetica tra organismi viventi e di ricavare informazioni
sul tempo trascorso (in milioni di anni) da quando due specie si sono
differenziate, allontanandosi sull’albero evolutivo.

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5.4 Gli eventi più importanti della storia della vita

Una linea del tempo è in grado di fornire delle informazioni aggiuntive sulla storia della
vita, che non sono evidenti attraverso un semplice albero dell’evoluzione. Si tratta dei
principali eventi geologici, dei cambiamenti climatici, della diffusione degli organismi in
nuovi habitat, dei mutamenti degli ecosistemi, dei cambiamenti di posizione dei continenti,
delle estinzioni di massa.

Anni fa Evento

Evoluzione degli esseri


umani dal punto di vista
anatomico. Settantamila
anni più tardi i loro
130,000
discendenti creano delle
pitture nelle grotte come
prima espressione di
coscienza.

In Africa vive il più antico


ominide, chiamato
“Lucy” dagli scienziati in
4
modo affettivo. Inizia l’età
milioni
del ghiaccio, e si
estinguono molti
mammiferi.

Un enorme asteroide
colpisce la penisola dello
65 Yucatan, e si estinguono
milioni sia le ammoniti che i
dinosauri. Sopravvivono
uccelli e mammiferi.

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Mentre i continenti vanno
alla deriva verso le loro
posizioni attuali, i primi
130 fiori si evolvono, i
milioni dinosauri dominano il
paesaggio. In mare i
pesci ossei si
diversificano.

Evoluzione dei dinosauri


225 e dei mammiferi. La
milioni Pangea ha iniziato a
dividersi.

Più di 90% degli esseri


viventi marini e 70% degli
esseri viventi terrestri
scompaiono nella più
248
grande estinzione di
milioni
massa della storia della
vita sulla terra. Le
ammoniti fanno parte dei
sopravissuti.

Si forma il
supercontinente Pangea.
Le foreste di alberi tipo
250
conifere, i rettili, i
milioni
sinapsidi (ascendenti dei
mammiferi) sono gli
organismi più comuni.

I vertebrati tetrapodi (con


quattro arti) migrano
360 verso le terre emerse
milioni mentre compaiono le
piante con semi e vaste
foreste.

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Evoluzione delle piante
terrestri, le quali
420
cambiano radicalmente il
milioni
paesaggio terrestre
creando nuovi habitats.

Gli artropodi migrano


verso le terre emerse. I
450
loro discendenti
milioni
evolvono in scorpioni,
ragni, termiti, e millepiedi.

Evoluzione dei vertebrati


simili ai pesci. Gli
500 invertebrati come i
milioni trilobiti, crinoidi,
brachiopodi sono diffusi
negli oceani.

Gli organismi marini


pluricellulari sono
diffusi. Dall’assortimento
555
diversificato della vita
milioni
fanno parte animali
dall’aspetto strano come
Wiwaxia.

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Evoluzione della vita
unicellulare. I batteri
3.5
fotosintetici iniziano a
miliardi
liberare l’ossigeni
nell’atmosfera.

Si formano le prime
3.8
molecole replicanti
miliardi
(precursori del DNA).

Si forma a Terra, ed è
4.6
bombardata da meteoriti
miliardi
e comete.

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