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CAPITOLO III: Gli apologisti [Il contesto socio-culturale]

INTRODUZIONE 1. IL CRISTIANESIMO PRENDE CONTATTO CON LA CULTURA. Nel secolo II il movimento cristiano, pur formando sempre una minoranza nella societ antica, cresce e diventa pi forte. Pian piano si profila e acquista una propria identit, con una propria collezione di testi sacri (il NT precanonico, accanto allAT), una propria liturgia e una organizzazione sempre pi forte. 2. SI SOLLEVANO LE CRITICHE Provoca degli atteggiamenti ostili (anticorpi) grosso modo da parte di quattro gruppi:

Gudaismo
1. C la crescente tensione con il giudaismo che, dopo il fallimento della seconda ribellione (degli anni 132-135 sotto Bar Kochba) e la dispersione del popolo ebraico, si chiude in se stesso. Dopo il 132 c separazione definitiva e distanza sempre pi grande tra sinagoga e cristiani.

Filosofia
2. C il disprezzo da parte delle persone colte e dei dotti che sono formati alla filosofia antica. Si convertono anche gli intellettuali e il cristianesimo alza il livello, diventa pi colto.
Dobbiamo tener presente qui che la filosofia non soltanto un sistema di pensiero intellettuale, ma comprende molto di pi. E anzitutto un modo di vivere, spesso fortemente ispirato anche a livello religioso. I dotti , che hanno frequentato tutto il programma delleducazione classica che culmina nella filosofia, disprezzano il movimento cristiano che ai loro occhi non una filosofia come tante altri correnti religiosi dellepoca. Gli ostacoli per prendere sul serio il cristianesimo sono: a) la fede nellIncarnazione del Logos divino, cio lo scandalo del sommo Dio che si sarebbe fatto uomo abbassandosi fino al punto di subire la morte alla croce; b) la povera qualit letteraria della Bibbia secondo i criteri classici, anzitutto dei libri dellAT che provengono dalla cultura semitica; c) gli antropomorfismi, cio lapparente attribuzione di qualit umane al sommo Dio.

Stato (condizioni politico-civili)


3. C il sospetto da parte delle autorit civili. I cristiani vivono nella diaspora con molti convertiti. Diventano un gruppo pericoloso, una minaccia nella societ a causa del loro rifiuto di partecipare al culto imperiale. Tale rifiuto di fare i giuramenti e di sacrificare viene interpretato come mancanza di lealt rispetto allo stato e allimperatore. Proprio nel secolo II la religione dello stato diventa uno strumento pi importante per garantire lunit del grande Impero. In questo contesto sono proprio i cristiani ad essere accusati di ateismo.

Opinione pubblica
4. C anche la crescente ostilit da parte del grande pubblico che sta fuori. I cristiani, come gruppo speciale, acquistano una reputazione negativa. Non partecipano alle feste o agli spettacoli del teatro e si astengono da tanti eventi pubblici. Invece hanno le proprie riunioni, considerate segrete e esclusive, poich vi si ha accesso solo dopo uniniziazione

dalle condizioni assai radicali. Cos nascono i pettegolezzi e le calunnie dellopinione pubblica, con accuse come quella di cannibalismo, omicidio di bambini e incesto rituale (cfr. testo de Octavius). 3. RISPOSTA (DIFESA=APOLOGIA) In tutto questo contesto di ostilit da parte del mondo esterno, nasce una cultura di difesa del cristianesimo. C un gruppo di autori, verso la seconda met del II secolo, che vengono denominati apologisti. Il termine apo-logia (ajpologiva) significa una parola, o un discorso guridico, in difesa (per prendere le distanze da certe accuse). Gli apologisti sono i primi autori cristiani che si indirizzano, nel loro scritti, al mondo non-cristiano. La loro difesa si potrebbe riassumere in tre punti fondamentali:

Onorabilit morale
1. La negazione di essere un pericolo per lo stato, con laffermazione che la pratica di vita morale da parte dei cristiani piuttosto un sostegno della societ, pi che una minaccia.

Lidea di Dio
2. La critica della religione pagana, anzitutto per quanto riguardo il cattivo modo di vivere degli di della mitologia greca (che sono entrati anche nella religione romana).

La vera filosofia divina


3. Contro il disprezzo da parte degli intellettuali, educati nella filosofia antica, gli apologeti affermano non soltanto che il cristianesimo una vera e propria filosofia, ma anzi, che la filosofia superiore a tutte le altre. Cercando di rendere ragione della fede, possiamo dire che gli apologisti sono i primi teologi. La riflessione sul cristianesimo con scienze greche. 4. AUTORI I manuali di Patrologia di solito elencano un gruppo di autori (o scritti) apologisti, fra i quali lanonima Lettera a Diogneto (ca. 140 ?, vedi anche sopra tra i subapostolici), Quadrato, Aristide, Melitone di Sardi, Aristone di Pella, Milziade, Giustino il Martire (ca. 100-165), Taziano (ca. 160/170), Atenagora (ca. 180), Teofilo dAntiochia (ca. 180). La Lettera a Diogneto risponde alle domande di un certo Diogneto rispetto allessenza del cristianesimo. Giustino e Atenagora, anche se convinti della superiorit del cristianesimo, mostrano un grande rispetto per ci che c di buono nella tradizione filosofica greca. Taziano invece si mostra molto intollerante a questo proposito, rifiutando assolutamente la filosofia, la religione e la cultura greche. Teofilo il primo che usa la parola Trias (triva, trinitas) per designare lunione delle tre Persone in Dio.

Giustino il Martire

Vita e martirio (100-162/68?)


Di gran lunga il pi importante fra gli apologeti greci Giustino, il solo di cui possiamo occuparci in po nel contesto della nostra breve Introduzione. Sulla sua vita sappiamo soltanto le grande linee. Nato a Flavia Neapolis in Palestina, da giovane era un filosofo in senso pagano: andava in ricerca della verit universale e del modo giusto di vivere. Pass per varie scuole filosofiche senza trovare una risposta soddisfacente. Finalmente si

convert al cristianesimo, abbracciando questa religione come la vera e somma filosofia. Per la societ tardo-antica Giustino rimase un filosofo (portava il mantello dei filosofi). Si stabil a Roma e fond una scuola, come facevano tanti altri maestri. Scrisse molte opere ma ce ne sono rimaste solo tre: la Prima Apologia, la Seconda Apologia e il Discorso con Trifonio (un giudeo). Nel 165 Giustino fu decapitato, insieme ad alcuni compagni, per la sua testimonianza della fede cristiana, denunciato dal filosofo Crescente (tra il 163 e il 167). Atti dei Martiri.

Scritti
I APOLOGIA (153):
indirizzata ad Antonio Pio (138-161) pu essere distinta in due parti: la prima intende discolpare i cristiani dalle accuse ingiuste loro rivolte dai pagani; 4-12: condanna latteggiamento ufficiale verso i cristiani (nome; ateismo); la seconda, pi positiva, espone il contenuto dottrinale del Cristianesimo, la condotta dei suoi seguaci, il suo culto. 13-67 descrive la liturgia cristiana; 68: espone le quattro regole della procedura giudiziaria equa 1. procedura regolare di fronte alla corte 2. provare loffesa alle leggi romane 3. pena adeguata alla natura del reato 4 le accuse false vanno punite

II APOLOGIA
Rivolta contro il senato romano per lingiustizia (forse appendice della prima): dimostra la superiorit del Cristianesimo su ogni dottrina umana. Occasione: decapitazione di tre cristiani sulla base del semplice nome

DIALOGO CON TRIFONE (dopo il 150)


contro gli ebrei; discussione di giorni con un rabbino (Tarfon) forse risalenti al tempo della rivolta di Bar Kochba 132-135 2-8 formazione di intellettuale di Giustino 9-47 AT (relazione all S.S.) 48-108adorazione di Cristo come Dio (relazione a Ges) 109-142 chi crede in Cristo il nuovo popolo eletto (relazione ai pagani)

Caratteristica degli scritti


Ellenismo molto forte: difende il cristianesimo con categorie filosofiche. Tiene molto alla storia della salvezza. Per Giustino Dio ha parlato sempre ma anche per i pagani, per i filosofi. Il grande caratteristico dei suoi scritti la prospettiva assuntiva nei cfr della cultura pagana (vs Taziano). Anche se lunica vera filosofia il cristianesimo, Giustino non disprezza la filosofia greca. Anche i filosofi greci (almeno i bravi) hanno certi elementi di verit, perch il Logos di Dio li ha inseminati in loro. Tuttavia, la tradizione cristiana pi verace: mentre i filosofi greci conoscono la verit soltanto parzialmente e in modo imperfetto (infatti si contraddicono fra loro), nella carne umana del Cristo il Logos si rivelato pienamente. Il libri dellAntico Testamento, che anticipano gi in modo velato questa rivelazione, sono pi antichi degli scritti dei filosofi greci. Ci che quegli ultimi hanno di vero e di buono, lo hanno preso da Mos (furta graecorum).

Il concetto di Logos spermatikos


Introduce la dottrina del logos come base della sua teologia della storia e della sua esegesi. Cristo logos mediatore tra creazione e creatura. Rivelatore. Dio si rivela tramite la sua parola. Ci sono particelle di verit disperse nella creazione. Ha ispirato il VT che una rivelazione imperfetta ma migliore di quella della creazione. UNIVERSALITA? Della salvezza. Il logos era presente nei giusti, in Socrate, nei filosofi prima di Cristo e nei profeti. Unit dei due testamenti, nellincarnazione la parola perfetta. Esegesi tipologica: spiega fatti dellAT come prefigurazione di eventi del NT Il concetto ancora presente nei documenti magisteriali (cfr. testi LG 16-17; NA 2; AG 9; LG 17; RM 28) [Cfr. A Diogneto]