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Magistero, evoluzione e

progetto intelligente

P. Rafael Pascual, L.C. Ateneo Pontificio Regina Apostolorum, Roma Perugia, mercoled 11 giugno 2008

I. La posta in gioco nel dibattito attuale


Due libri recenti: O. Franceschelli, Dio e Darwin (Roma, 2005)
Le mutazioni casuali e la selezione naturale dovrebbero implicare la confutazione della teologia naturale da parte del naturalismo darwiniano, e farebbero plausibile il passaggio dal creazionismo al naturalismo (cf. p. 23).

I. La posta in gioco nel dibattito attuale


Due libri recenti: T. Pievani, Creazione senza Dio (Torino, 2006)
Levoluzione un fatto. Chi si scaglia contro Darwin non lo fa per amore di verit. Chi vorrebbe insegnare nelle scuole il teorema del Disegno Intelligente ha in mente una societ antimoderna, condizionata da valori religiosi pervasivi e dogmatici

I. La posta in gioco nel dibattito attuale


Una tesi fondamentale di Papa Giovanni Paolo II: L'ultima ragione perch l'uomo viva, rispetti e protegga la vita dell'uomo, in Dio. E l'ultimo fondamento del valore e della dignit dell'uomo, del senso della sua vita, il fatto che egli immagine e somiglianza di Dio!
(Omelia sul Sagrato del Duomo di Torino, domenica 13 aprile 1980)

II. Il problema terminologico

Confusione tra: - Creazione e creazionismo - Evoluzione ed evoluzionismo - Creazionismo e teologia naturale Come vedremo, bench creazionismo ed evoluzionismo sono di per s incompatibili, non lo sono necessariamente creazione ed evoluzione

III. Cos il progetto intelligente o intelligent design?


Si presenta come unalternativa alle teorie dellevoluzione che negano il finalismo nei processi evolutivi dei viventi Alcuni propongono questa dottrina come unalternativa scientifica alla teoria dellevoluzione, cosicch si dovrebbe insegnare come sua legittima antagonista.
vgr. W. S. Harris - J. H. Calvert, Intelligent Design. The Scientific Alternative to Evolution, in The National Catholic Bioethics Quarterly 3 (2003), pp. 531-561.

III. Cos il progetto intelligente o intelligent design?


Si potrebbe invece vedere come una specie di versione aggiornata della quinta via, fondata sullordine e lo scopo nelluniverso Ma in questo caso bisogna chiarire che, sebbene non abbia un carattere scientifico, nemmeno da considerarsi come di carattere propriamente religioso, ma piuttosto filosofico, e per questo nellordine della ragione, e non della fede

Cosa dice la quinta via?


La quinta via si desume dal governo delle cose. Noi vediamo che alcune cose, le quali sono prive di conoscenza, cio i corpi fisici, operano per un fine, come appare dal fatto che esse operano sempre o quasi sempre allo stesso modo per conseguire la perfezione: donde appare che non a caso, ma per una predisposizione raggiungono il loro fine. Ora, ci che privo dintelligenza non tende al fine se non perch diretto da un essere conoscitivo e intelligente, come la freccia dallarciere. Vi dunque un qualche essere intelligente, dal quale tutte le cose naturali sono ordinate a un fine: e questessere chiamiamo Dio
Tommaso dAquino, La somma teologica, Salani, Firenze, 1964, vol. I, p. 186.

Questo argomento cos attuale che stato chiamato in causa da Albert Einstein
Vi sembrer strano che io consideri l'intelligibilit del mondo [...] come un miracolo o un mistero eterno. Ma [...], a priori, ci dovremmo aspettare un mondo caotico; questo, invece, comprensibile dalla nostra intelligenza ordinatrice [...]. Questo miracolo si manifesta in modo sempre pi evidente a mano a mano che si sviluppano le nostre conoscenze (A. Einstein, Lettres Maurice Solovine, Gauthier-Villars, 1956, p. 115). Quello che c', nel mondo, di eternamente incomprensibile, che esso sia comprensibile (The journal of the Franklin Institute, vol. 221, n. 3, marzo 1936).

O, come ricordava lallora Card. Ratzinger


Pi conosciamo il mondo, pi vediamo balenare in esso una ragione, di cui possiamo ripercorrere pieni di stupore le vie. Attraverso di esse riconosciamo in maniera completamente nuova quello Spirito creatore, cui anche la nostra ragione deve se stessa. Albert Einstein disse una volta che nelle leggi della natura si rivela una ragione cos superiore che tutta la razionalit del pensiero e degli ordinamenti umani al confronto un riflesso assolutamente insignificante.
Joseph Ratzinger Benedetto XVI, In principio Dio cre il cielo e la terra. Riflessioni sulla creazione e il peccato, Lindau, Torino 2006, p. 41

Ma anche lo possiamo trovare nel famoso discorso a Ratisbona di Papa Benedetto XVI
La moderna ragione propria delle scienze naturali [] deve semplicemente accettare la struttura razionale della materia e la corrispondenza tra il nostro spirito e le strutture razionali operanti nella natura come un dato di fatto, sul quale si basa il suo percorso metodico. Ma la domanda sul perch di questo dato di fatto esiste e deve essere affidata dalle scienze naturali ad altri livelli e modi del pensare alla filosofia e alla teologia.

IV. Lo status quaestionis


Il problema risiede nel fatto che spesso non si distinguono bene i diversi livelli che sono in gioco, soprattutto tra quello scientifico e quello filosofico, sia riguardo ai sostenitori della teoria dellevoluzione (alcuni dei quali confondono evoluzione ed evoluzionismo), sia quelli che propongono il creazionismo oppure la teoria del progetto intelligente. Bisogna invece distinguere i piani, sebbene senza separarli del tutto, perch vero che esiste una qualche relazione tra loro.

IV. Lo status quaestionis


In ogni caso, la questione del finalismo, sia per quelli che lo escludono, sia per quelli che lo sostengono, non si trova sul piano propriamente scientifico, ma piuttosto su quello filosofico, per cui bisogna trattarlo in tale sede.

V. La posizione della Chiesa (in sintesi)


- la Chiesa prende atto dello stato dellarte della scienza - in linea di principio, non vede che ci sia conflitto tra la teoria scientifica dellevoluzione correttamente intesa, cio appunto come teoria scientifica, e non come ideologia o concezione filosofica che intenda negare la causalit divina, o il finalismo, o che intenda sostenere il materialismo, e la dottrina della creazione

V. La posizione della Chiesa (in sintesi)


Non creano ostacoli una fede rettamente compresa nella creazione o un insegnamento rettamente inteso dell'evoluzione: l'evoluzione infatti presuppone la creazione; la creazione si pone nella luce dell'evoluzione come un avvenimento che si estende nel tempo - come una creatio continua in cui Dio diventa visibile agli occhi del credente come Creatore del cielo e della terra.
Giovanni Paolo II, Retta fede nella creazione, retto insegnamento dell'evoluzione. Discorso al simposio Fede ed evoluzione, 26 apr 1985

V. La posizione della Chiesa (in sintesi)


In modo simile si esprimeva tempo fa al riguardo lallora Card. Joseph Ratzinger: Non possiamo dire: creazione o evoluzione. La formula esatta creazione ed evoluzione, perch le due cose rispondono a due domande diverse. Il racconto della polvere della terra e dell'alito di Dio, non ci narra infatti come l'uomo ha avuto origine. Esso ci dice che cosa egli . Ci parla della sua origine pi intima, illustra il progetto che sta dietro di lui.

V. La posizione della Chiesa (in sintesi)


Viceversa, la teoria dell'evoluzione cerca di individuare e descrivere dei processi biologici. Non riesce invece a spiegare l'origine del 'progetto' uomo, a spiegare la sua derivazione interiore e la sua essenza. Ci troviamo perci di fronte a due questioni che si integrano, non si escludono.
J. Ratzinger, Creazione e peccato, Paoline, Milano 1987, pp. 40-41

Lindau, Torino 2006, pp. 71-72

In principio Dio cre il cielo e la terra. Riflessioni sulla creazione e il peccato,

Joseph Ratzinger Benedetto XVI,

V. La posizione della Chiesa (in sintesi)


- Quello che interessa la Chiesa in questo dibattito soprattutto il fatto che chiamata in causa la concezione delluomo. - Nel recente insegnamento della Chiesa si sottolinea il fatto che luomo non esiste per caso, ma il frutto di un disegno di Dio, ed stato creato ad immagine e somiglianza di Dio. Il suo destino eterno. - Da questo deriva la sua dignit, la sua libert e la sua responsabilit. Luomo l'unica creatura nel mondo visibile che Dio abbia voluto 'per se stessa' (GS n. 24).
Cfr. Giovanni Paolo II, Udienza generale, 16 gennaio 1980

V. La posizione della Chiesa (in sintesi)


- daltra parte, non si esclude che ci sia un posto per il caso nei processi naturali. Infatti: Secondo la concezione cattolica della causalit divina, la vera contingenza nell'ordine creato non incompatibile con una Provvidenza divina intenzionale. La causalit divina e la causalit creata differiscono radicalmente in natura e non soltanto in grado. Quindi, persino l'esito di un processo naturale veramente contingente pu ugualmente rientrare nel piano provvidenziale di Dio per la creazione.
Comm. Teologica Internazionale, Comunione e servizio, n 69

V. La posizione della Chiesa (in sintesi)


- questa possibilit era gi riconosciuta da Tommaso dAquino nel secolo XIII
Effetto della divina Provvidenza non soltanto che una cosa avvenga in un modo qualsiasi; ma che avvenga in modo contingente, o necessario. Perci quello che la divina Provvidenza dispone che avvenga infallibilmente e necessariamente, avviene infallibilmente e necessariamente; quello che il piano della divina Provvidenza esige che avvenga in modo contingente, avviene in modo contingente.
Summa Theol. I, 22, 4 ad 1

Ricapitolando, la questione del finalismo nei fenomeni biologici


- Non una questione scientifica, ma piuttosto un argomento filosofico - Ma nemmeno la negazione del finalismo e il ricorso al puro caso e la necessit sono scientifici - In ogni caso, sembra sbagliato presentare lintelligent design come una teoria scientifica alternativa alla teoria dellevoluzione

La critica di Stanley Jaki riguardo la proposta dellintelligent design opportuna e contundente:


Allo stesso modo di molte altre persone ben intenzionate prima di lui, anche Behe ha tentato di combattere una battaglia di tipo filosofico impiegando strumenti scientifici. Il filosofare scadente che si trova dappertutto nella ideologia Darwiniana si pu solo combattere filosoficamente
S. L. Jaki, Disegno Intelligente?, Fede & Cultura, Verona, 2007, p. 32

Detto in un modo ancora pi lapidario:


Chi tenta di salvare la finalit attraverso la scienza [] sta cercando nel posto sbagliato.
S. L. Jaki, Ibid., p. 38.

Cosa fare, dunque, con la teoria dellevoluzione?


Bisogna presentarla come teoria scientifica, con gli argomenti a favore, ma anche riconoscendo i limiti ed i problemi ancora irrisolti e non come ideologia, come una specie di dogma assoluto, definitivo ed indiscutibile

Allora Creazionismo, oppure evoluzionismo?


N luno n laltro, ma creazione ed evoluzione Mentre creazionismo ed evoluzionismo sono di per s incompatibili, non lo sono creazione ed evoluzione (si trovano su due piani diversi, e sono compatibili)

Peraltro, bisogna distinguere


- tra teoria (o teorie) dellevoluzione, e darwinismo - e poi, allinterno dello stesso darwinismo, tra elementi di carattere scientifico e quelli di tipo filosofico oppure ideologico (non confondere la scienza con lo scientismo, come ha fatto recentemente qualche filosofo della scienza)

E poi ci sono degli scienziati che, dopo tutto, trovano il modo di conciliare scienza e religione
Per esempio, Francis S. Collins, direttore del Human Genome Project, e uno dei pi importanti scienziati del mondo odierno, nel suo libro The Languaje of God, parla di unevoluzione teistica, secondo la quale Dio avrebbe creato luniverso e si sarebbe servito dellevoluzione per creare lessere umano

A modo di conclusione
- Ci sono ancora tante questioni aperte - Si potrebbe parlare di una specie di proposizioni indecidibili, in cui sembrerebbe che la ragione non sia in grado di dare una risposta definitiva, ma che ci sarebbe bisogno dellaiuto della rivelazione - Analogia con la questione delleternit del mondo (cfr. dibattito nel secolo XIII). La ragione non pu dimostrare n la temporalit n leternit del mondo; sappiamo dalla rivelazione che il mondo ha avuto uninizio nel tempo.

A modo di conclusione
- In ogni caso, bisogna sottolineare lautonomia delle realt temporali, che agiscono secondo le proprie leggi insite nella loro natura, il che risponde in ultima istanza, come ricorda il Conc. Vaticano II, alla volont del Creatore:
Se per autonomia delle realt terrene si vuol dire che le cose create e le stesse societ hanno leggi e valori propri, che l'uomo gradatamente deve scoprire, usare e ordinare, allora si tratta di una esigenza d'autonomia legittima: non solamente essa rivendicata dagli uomini del nostro tempo, ma anche conforme al volere del Creatore. Infatti dalla stessa loro condizione di creature che le cose tutte ricevono la loro propria consistenza, verit, bont, le loro leggi proprie e il loro ordine; e tutto ci l'uomo tenuto a rispettare, riconoscendo le esigenze di metodo proprie di ogni singola scienza o tecnica (GS, n 36).

A modo di conclusione
Ancora una volta troviamo qualche indicazione al riguardo nel pensiero di Tommaso dAquino: Infatti, se le cose create non avessero la capacit di agire da s, sarebbero state create invano, e la loro esistenza non avrebbe senso, il che andrebbe contro la sapienza, la bont e lonnipotenza di Dio.
Non igitur auferimus proprias actiones rebus creatis, quamvis omnes effectus rerum creatarum Deo attribuamus quasi in omnibus operanti (C.G. III, c. 69).