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gioved 2 settembre 2010

Tesi di Acustica
1. Fondamenti sici del ritmo, il fenomeno delloscillazione pendolare e sua legge, il metronomo Il suono la sensazione uditiva determinata dalle vibrazioni dei corpi nellaria. Le vibrazioni dei corpi sono paragonabili alloscillazione di un pendolo semplice. Un pendolo composto da un peso tenuto sospeso da un lo non elastico. Se il peso viene spostato dalla posizione di equilibrio, portato ad una altezza h e quindi rilasciato, acquista energia potenziale pari al lavoro speso per lo spostamento effettuato. Quindi ridiscende passando dalla posizione di equilibrio no a risalire alla stessa altezza h. Il fenomeno si ripete periodicamente (a meno di attriti come laria) ed detto oscillazione. Il fenomeno dello smorzamento delloscillazione causato dagli attriti determina ad ogni oscillazione un altezza massima h sempre inferiore a quella precedente no a quando il pendolo cessa di oscillare. Ci che viene mantenuto il periodo delloscillazione, ovvero il tempo complessivo di una oscillazione completa. Questa propriet anche detta isocronismo. Il periodo del pendolo si ottiene da:

E quindi indipendente dalla massa del peso e dipende unicamente dalla lunghezza del lo. La rappresentazione temporale del fenomeno oscillatorio la funzione matematica seno. E detta frequenza delloscillazione (o del suono) il numero di oscillazioni al secondo, lunit di misura lHertz (Hz). La frequenza numericamente linverso del periodo. Il ritmo lordinata successione delle unit di tempo che regola le accentuazioni periodiche dei suoni. Il ritmo un fenomeno periodico. Il metronomo un dispositivo che scandisce la cadenza di una gura musicale nel tempo. E composto di un pendolo rovesciato e, spostando la posizione di un pesetto (quindi solo variando la lunghezza del pendolo), pu generare pulsazioni che per convenzione vanno da 40 a 208 al minuto (comunemente indicate BPM, beat per minute). Al valore numerico corrispondono le indicazioni di tempo tradizionali come Adagio, Andante, Moderato, Allegro, Presto, ecc... 2. Produzione del suono, le vibrazioni dei corpi sonori Lorecchio umano capace di percepire suoni con una frequenza compresa tra 20 e 20.000 Hz (il campo si restringe con let). La percezione dellenergia sonora e quindi lintensit del suono non lineare cio non uniforme per le frequenze udibili, in particolare le frequenze del parlato (500 - 5000 Hz) sono enfatizzate rispetto alle altre. La pressione sonora si misura in decibel (dB) mentre la percezione dellintensit del suono in phon. Il phon tiene conto della non-uniformit della percezione sonora dellorecchio umano. Qualsiasi corpo messo in vibrazione in un mezzo (laria) produce un suono; la distinzione tra suono e rumore che il primo una vibrazione periodica mentre il secondo no. E detto suono puro un suono prodotto da una vibrazione singola priva di distorsioni, rumore puro (meglio rumore bianco o white noise) la simultaneit di tutte le vibrazioni del campo di udibilit. Per esemplicare il suono puro molto simile a quello prodotto da un diapason, mentre il rumore bianco al fruscio di un sofo. I corpi pi utilizzati per la produzione dei

suoni sono le corde (messe in vibrazione attraverso pizzico, stronio, ecc..) e i tubi (lelemento vibrante la colonna daria in essi contenuta). 3. Trasmissione del suono, riessione, eco e risonanza Il suono si trasmette nei mezzi, come laria, dalla sorgente vibrante al soggetto che ascolta. Le particelle dellaria, messe in vibrazione, subiscono i fenomeni della condensazione e della rarefazione creando un onda. La forma dellonda nellaria pu considerarsi sferica. La velocit del suono dipende dal mezzo di propagazione, nellaria 340 m/s (acqua 1430 m/s, ferro 5130 m/s). Il valore di tale velocit, nel caso dellaria, varia in funzione della temperatura, della pressione e dellumidit. La Riessione il fenomeno tale per cui un onda che incontra un ostacolo viene deviata secondo un angolo pari allangolo di incidenza rispetto alla normale alla supercie. LEco un fenomeno di riessione delle onde sonore. In presenza di eco il suono originale e quello riesso possono essere uditi distintamente (ci signica che tra i due suoni intercorre un tempo di almeno 1/10 s, limite sico dellorecchio umano per distinguere la separazione tra due suoni). Attraverso il calcolo matematico si ottiene che la distanza minima tra lostacolo che genera la riessione e lascoltatore deve essere di 17 metri. Il Riverbero un fenomeno analogo che sia ha quando non possibile distinguere i due suoni, la sensazione quindi quella del prolungamento. Il Rimbombo la versione dannosa del riverbero che causata da riessioni caotiche che alterano negativamente la qualit del suono originale. La Risonanza un fenomeno di oscillazione forzata. Si genera quando viene fornito in modo sincronizzato un impulso periodico ad un sistema oscillante (nel caso in cui non fosse sincronizzato pu determinare una oscillazione smorzata). Unoscillazione forzata tende ad aumentare la propria energia. Un esempio una altalena alla quale viene dato un impulso ad ogni ridiscesa. L altalena tender ad oscillare con unampiezza sempre maggiore. Nella pratica musicale il fenomeno viene sfruttato negli strumenti per amplicare il suono (vedi la cassa di risonanza del pianoforte o della chitarra). 4. Le qualit del suono Laltezza di un suono determinata dalla sua frequenza. La percezione dellaltezza, in soggetti non allenati allascolto musicale, pu variare con lintensit sonora in modo particolare sulle frequenze pi acute. La percezione melodica dei suoni logaritmica e al raddoppio della frequenza corrisponde un suono allottava superiore. Lintensit del suono determinata dallenergia della vibrazione. Si esprime comunemente in decibel:

Il timbro, la qualit che, a parit di frequenza, distingue un suono da un altro. Il timbro dipende dallintensit relativa dei suoni armonici (suoni ausiliari aventi una frequenza che equivale ad un multiplo intero della frequenza del suono fondamentale) rispetto alla fondamentale. E determinato dalla natura del corpo oscillante e dal metodo con cui viene messo in oscillazione.

5. Il fenomeno dei suoni armonici, causa, importanza come base della tonalit, applicazioni negli strumenti I suoni armonici sono suoni di frequenza multipla rispetto ad una frequenza fondamentale che si generano ogni volta che un corpo elastico viene messo in vibrazione. Vengono designati in ordine successivo a seconda del rapporto di frequenza. Partendo dal suono fondamentale corrispondente ad un do, larmonico successivo di frequenza doppia ancora un do, il successivo di frequenza tripla un sol, quindi ancora do, mi, sol, sib, ecc... Come si pu notare fra i primi 6 armonici vi sono le note componenti una triade maggiore ovvero il primo, il terzo e il quinto grado della scala maggiore. Non a caso i suddetti gradi della scala sono anche i pi importanti e quelli che suonati simultaneamente danno la sensazione di consonanza migliore. Alla base dellindividuazione dei suoni delle scale musicali, per esempio Pitagorica e Naturale, stanno i rapporti fra i suoni armonici. Nella scala Pitagorica il rapporto 3/2 che corrisponde ad un intervallo di quinta (e quindi il 9/8 che corrisponde al tono) deriva proprio dal rapporto tra larmonico di ordine tre (nellesempio precedente sol) e larmonico di ordine due (do). Nella scala Naturale i rapporti 5/4 e 6/5 che corrispondono agli intervalli di terza maggiore e minore sono anche questa volta i rapporti tra gli armonici dl rispettivo ordine (5/4 mi - do, 6/5 sol - mi). I suoni armonici vengono utilizzati negli strumenti musicali per estendere la gamma sonora verso lacuto. Infatti, attraverso procedimenti opportuni, possibile generare nella maggiorparte degli strumenti dei suoni privi della fondamentale (ma anche degli armonici successivi) il che consiste di fatto generare suoni ad una ottava (o 12, due ottave, ecc...) superiore a quella normale. Questo espediente largamente utilizzato soprattutto negli strumenti a ato. 6. Scala naturale e scala temperata Qualsiasi scala costituita da una serie di note corrispondenti a suoni di altezza progressiva, il cui numero ed i cui intervalli derivano da una preordinata suddivisione dellottava. Le scale differiscono tra loro proprio dal sistema utilizzato per distribuire i gradi. La scala Pitagorica, basata sul rapporto 3/2 (intervallo di quinta), aveva come conseguenza negativa che solo i rapporti di ottava, quinta e quarta erano consonanti. Con la scala Naturale (o Zarliniana) anche i rapporti di terza e sesta diventano consonanti. E per questo motivo che suddetta scala rappresenta il miglior punto di riferimento per una buona armonia ed chiamata naturale perch si basa sulle regole siche naturali dei suoni. La scala naturale quindi basata su i rapporti 3/2 (quinta) 5/4 (terza maggiore) e 6/5 (terza minore) che come si spiegava al punto 5 derivano direttamente dal fattore di proporzionalit dei primi 6 suoni armonici. Ne consegue che laccordo perfetto maggiore sta alla base della scala naturale. Il risvolto negativo che gli intervalli di tono non sono pi tutti uguali, ma ve ne uno grande con rapporto 9/8 (do - re) e uno piccolo 10/9 (re mi). Con la scala temperata lo scopo quello di avere un intervallo di semitono unico, permettendo lequivalenza enarmonica del diesis e del bemolle (da cui luguaglianza anche nellintervallo di tono). Il rapporto di semitono si ottiene dunque matematicamente dalla radice dodicesima di due. Infatti 2 il rapporto di ottava, e si cerca quel numero che moltiplicato per se stesso 12 volte (come i semitoni di unottava) dia proprio 2. In questo modo si possono calcolare tutti gli intervalli semplicemente elevando il tutto al numero di semitoni corrispondenti. Esempio: per trovare il rapporto dellintervallo di terza maggiore si avr

Come si pu notare il risultato discosta leggermente dalla consonanza naturale del rapporto 5/4 = 1,25. La leggera stonatura di tutti gli intervalli per trascurabile rispetto ai vantaggi ottenuti dalluniformit della scala temperata. 7. Il fenomeno delloscillazione simpatica, le casse di risonanza Il fenomeno delloscillazione simpatica si verica quando un suono mette spontaneamente in vibrazione un corpo elastico dotato della medesima frequenza di vibrazione naturale. Le casse di risonanza, come per esempio quella di un pianoforte, hanno lo scopo di amplicare il suono dello strumento e migliorarne qualitativamente il timbro. 8. Il fenomeno dei battimenti Il fenomeno dei battimenti si verica quando due suoni con frequenza poco differente interagiscono fra loro. Il risultato un suono di frequenza intermedia che modula in intensit periodicamente producendo una sorta di pulsazione. Questa pulsazione ha frequenza pari alla differenza tra le frequenze dei due suoni. Esempio: f1 = 440 Hz; f2 = 444 Hz; f = (444 + 440)/2 = 442 Hz; fbattimento = 444 - 440 = 4 Hz. Ci dovuto alla sovrapposizione delle due onde che a volte risulta costruttiva (fase concorde, amplicazione del suono) e a volte distruttiva (fase discorde, riduzione del suono). Il fenomeno dei battimenti in realt si verica sempre ma quando la frequenza differenziale diventa grande (pi di 20 Hz) il battimento non viene pi percepito. 9. Classicazione degli strumenti musicali Gli strumenti musicali si possono dividere in quattro grandi categorie: Cordofoni arco (violino) percossa/strappata (pianoforte) pizzico (arpa) plettro (mandolino) Aerofoni naturale (auto) ancia semplice (clarinetto) ancia doppia (oboe) bocchino (tromba) Membranofoni/Idiofoni piastre (piatti) membrane (tamburo) regoli (xilofono) Elettrofoni elettrici (theremin) elettronici (sintetizzatore)