Sei sulla pagina 1di 19

PEDAGOGIA MUSICALE

A.A. 2018|2019
a cura di Andrea Monarda
06|12|2018 – PEDAGOGIA MUSICALE

Questo corso a cosa dovrebbe servirmi nell’insegnamento?


Quanto la conoscenza da parte degli insegnanti riguardo alla pedagogia e alla
psicologia ha influito sull’insegnamento?
Quanto questa materia può allontanare dalla pratica musicale nelle scuole?
Quanto la pedagogia ci può aiutare a rapportarci con la generazione attuale?
 In che percentuale le regole della pedagogia vanno utilizzate rispetto a un
approccio finalizzato alla sensibilità dell’allievo?
Come fare ad approcciarsi attraverso la pedagogia musicale e alla psicologia
musicale per far fronte ai genitori?
Come includere all’interno della classe un alunno con BES/DSA/DVA/NAI?
Come questa materia può aiutarci sulla prevenzione del bullismo?
Come gestire l’elemento di disturbo all’interno della classe quando tale
elemento non è attestabile a un solo allievo?
 Come catturare l’attenzione dei ragazzi di oggi visto che abbiamo dei modelli
di riferimento diversi?
della cultura e del sapere viene portato a contatto e assimilato

PEDAGOGIA alle coscienze individuali dei discenti, per opera


dell’educatore, secondo un’arte derivante dalla tradizione e
dall’esperienza personale [fonte: Banfi 1931] 1 – La didattica
Arte e scienza dell'educazione, che si occupa della formazione come interazione-comunicazione tra soggetto in educazione
del fanciullo, nel suo aspetto fisico, intellettuale e morale (l’infanzia come l’adolescenza, l’età adulta come quella senile)
|| estens. Teoria dell'educazione comprendente lo studio dei e gli oggetti dell’educazione [fonte: Frabboni 1999]
fini del processo educativo, dei problemi di apprendimento e
delle tecniche di insegnamento: studioso di p.; problemi di p.
[fonte: dizionari.repubblica.it]

-------
PEDAGOGIA O
DIDATTICA DIDATTICA
MUSICALE?
La didattica è la scienza che definisce i metodi e le tecniche
per insegnare [fonte: Lastrucci, 2005] – È il procedimento per
cui nella scuola o in istituzioni affini al mondo dell’esperienza,

1
Entrambe le definizioni di didattica sono riportate in NUTI, p. 54
COSCIENZA DELL’ALLIEVO
 sapere e saper fare (limiti)
 percepire il potenziale e adattare metodologia al potenziale
 maieutica socratica
 scoperta del sé e delle proprie capacità
 allievo e docente di sé
EDUCARE ALL’AUTONOMIA 2

[DELFRATI]
 Paradigma Statico e Paradigma dinamico
 Il ‘ghigno’ di Casals [DELFRATI]
 L’intelligenza emotiva

Cos’è l’apprendimento? L’apprendimento consiste nell’aiutare gli allievi a organizzare i dati offerti
dal problema, classificarli, usare strategie per risolverli. La funzione dell’insegnante, in questo caso, è quella di
fornire strumenti per rendere possibile tale elaborazione e risoluzione dei dati. L’insegnante propone agli studenti
delle situazioni problematiche, di problem solving, cerca di motivarli, stimolando in loro la curiosità e in questo
modo gli studenti si sentono più attivi e più coinvolti”. [Polito, Didattica Gestaltica]

2
Educare: dal latino ex+ducere, condur fuori l’uomo dai difetti originari della rozza natura instillando abiti di buona moralità.
[fonte: www.etimo.it]
Il fine dell’educazione è lo sviluppo delle facoltà dell’uomo per
l’esplicazione sempre maggiore e più perfetta della sua attività creatrice
di valori nel campo del pensiero, della vita morale e della vita pratica
[S. VALITUTTI, docente e politico italiano e Ministro della Repubblica]

Sogno un mondo abitato da persone che abbiano un grado elevato di


istruzione e una disciplina mentale sicura; che siano capaci di pensiero
critico e creativo nonché di partecipazione attiva ai dibattiti su scoperte
e scienze nuove, disposti ad affrontare rischi per quello in cui credono
[H. GARDNER]

Il soggetto morale va educato ad un antidogmatismo del principio, che


gli impedisca di assumere come criteri di azione principi attinti
passivamente dalla tradizione [BERTIN]
STILI DI INSEGNAMENTO

STILE: da stylos, verghetta cilindrica acuminata di cui gli antichi si servivano per scrivere sulle tavolette cerate; donde trapassò a
significare modo di scrivere di un autore quindi complesso delle qualità particolari a un artista o all’epoca di un’arte, che li distingue
dagli altri artisti. [fonte: www.etimo.it]

Quale stile di insegnamento?

 DIALOGICO?
 INTROIETTIVO?
 ALLIEVOCENTRICO?
 DOCENTECENTRICO?
 GESTALTICO?
 COMPORTAMENTISTA?
 PERMISSIVO?
 AUTORITARIO?
 SUPPORTIVO?

Consegna: (30 minuti) – Descrivere uno stile di insegnamento in base alle proprie esperienze pregresse di studente e di docente.
RISULTATI DEL 10/12/2018
Stile di insegnamento Dettagli
Autorevole Mi ha saputo trasmettere ansia, emozioni, ma tanta forza nel
credere in me
Supportivo / Allievocentrico Mi ha insegnato ad andare avanti, a non scoraggiarmi, aiutava
l’allievo a superare il problema individualmente
Amichevole / Autoritario Buona, repressa, ma alla fine si fa quello che dice lei
Autoritario Mi ha reso insicura, mi ha fatto capire che la gente intorno a me
fosse pronta a giudicarmi
Non empatico Severa, poche prospettive, assillante e poco empatica
Statico e Autoritario Utilizza un metodo di insegnamento arcaico, non riesce a
relazionarsi con la nuova generazione
Puntuale / Autoritario / Coinvolgente Docente che riusciva a ottenere simpatia dagli allievi e risultati
dalla classe
Comprensivo / Maieutico Il docente è lì per sostenere l’allievo, utilizza l’immaginazione
per ottenere un determinato suono o atmosfera
Supportivo / Stimolante L’allievo induce a uno spiccato spirito critico
Amichevole Sapersi approcciare sia come amico/familiare e riuscire a far
venir fuori il meglio da ogni allievo, così come la curiosità di
imparare
Severo / Comprensivo / Genitoriale È stata con me una persona amichevole, pronta a spronarmi nei
momenti di crisi, mi ha insegnato ad amare la musica in toto e
a non arrendermi in nessun caso
Severo / Rigido / Allievocentrico Rispetto dei ruoli
Dialogico Approccio volto all’educazione attiva, non si sostituisce alle
azioni dell’alunno, incoraggiando l’allievo
Dialogico / democratico Docente che utilizza il proprio sapere esponendolo con calma
MODELLO IDEALE: Permissivo Il docente asseconda le attitudini degli allievi, ottenendo risultati
migliori rispetto al docente con atteggiamento rigoroso
Severo / Disponibile Nella classe il docente riusciva ad avere attenzione, comunque
disponibile
Allievocentrica / Coinvolgente / Creativa Invita tutti ad andare a fondo negli argomenti, gioiosa ed
empatica ma comunque autorevole, diventava il proprio
metodo alla portata di tutti
Coinvolgente / Dialogico /Autorevole / Innovativo Ci ha insegnato a non accontentarci mai, non dovevamo amare
la materia per il rendimento scolastico ma per amore della
conoscenza, chiedeva da noi la stessa precisione che dava a noi,
voleva che tutti noi arrivassimo alle conclusioni
Severo / Autoritario / Empatico Poco propenso a dare buoni consigli per la vita e per il futuro
(vita lavorativa), non riusciva a infondere fiducia in se stessi, non
sapeva trasmettere la passione per la materia
Autoritaria Non disponibile, poco paziente, manesca, non potevamo
sbagliare né chiedere di ripetere
Autorevole Esigente, conosce il proprio lavoro, non apprezza superficialità,
cultore della grammatica e utilizzo dei fonemi, originale nel
rimproverare i propri allievi
Autorevole Discreto, non si intromette né giudica la vita privata dei propri
allievi
Comportamentista / Empatico Ferma, decisa, valuta atteggiamento allievo nel contesto classe,
valuta sia la preparazione dell’allievo sia la propria condizione
sociale, per me è un esempio
Insegnante Coach Disponibile, che sa mettere a proprio agio, metodo
personalizzato
Democratico / Autorevole / Stratega Crede nella cultura, ascolta, stimola, consiglia nel risolvere i
problemi degli allievi, ascolta il vissuto personale, individua i
talenti dell’allievo, insegna a rispettare tutti indistintamente,
utilizza esempi pratici per coinvolgere gli allievi, cerca di far
riferimento ad altre discipline per far meglio comprendere gli
argomenti trattati
Trasmissivo Trasmette sicurezza e gli strumenti necessari ad affrontare
difficoltà, timori e incertezze
Autorevole / Comunicativo / Coinvolgente Sa parlare di argomenti sia semplici sia complessi,
apparentemente rigida ma con forte lato umano, empatica
Dialogico / Coinvolgente Molto preparato, paziente, amichevole, linea sottile tra allievo e
docente
Esclusivo Ha creato tensione tra allievo e docente, lanciava letteralmente
le nozioni, si creava il gruppo che riusciva a capirla e il gruppo
che non riusciva a capirla
Dialogico / Empatico Ha avuto un obiettivo chiaro, i testi letti sono importanti per il
loro significato verso l’uomo, cercava il dialogo durante le
lezioni, le interrogazioni si basavano sul pensiero critico,
capacità di essere empatica durante le letture dei testi scritti in
classe, portava testi esterni rispetto a quelli previsti dal
programma
Attributo Tipologia atteggiamento (+ o -)
Allievocentrico +
Autorevole +
Autoritario -
Coach +
Coinvolgente +
Comportamentista +
Comunicativo +
Creativo +
Democratico +
Dialogico +
Disponibile +
Empatico +
Esclusivo -
Esclusivo -
ESEMPLARE ++
Genitoriale +
Permissivo +
Rigido -
Severo +
Statico -
Stimolante +
Strategico +
Supportivo +
Trasmissivo +
TERMINOLOGIA SPECIFICA

CURRICOLO
PROGETTAZIONE VS PROGRAMMAZIONE
UNITÀ DI APPRENDIMENTO
UNITÀ DIDATTICA
BISOGNI
COMPETENZE
OBIETTIVI
STRUMENTI
ABILITÀ
METODOLOGIE
VALUTAZIONE
CURRICOLO
 LA RAZIONALIZZAZIONE DELL’INSEGNAMENTO: La differenza tra programma e
curricolo riguarda sostanzialmente la funzione di entrambi. La funzione del programma
è quella di indicare determinati obiettivi complessivi, propri dell’intero processo
formativo. Quella del curricolo è invece di individuare concretamente, nel rispetto degli
obiettivi più generali, itinerari e attività specifici, sulla base di variabili come l’ambiente,
gli insegnanti, gli alunni, i mezzi a disposizione. [fonte: DELLA CASA, p. 3]

 SAPERE, SAPER FARE E SAPER FAR FARE: secondo Bruner, il sapere è tale quando è
organizzato e mirato alla struttura del pensiero, evitando il sapere separato, secondo
Scurati il sapere privo di connessioni […] costituisce il primo passo verso il fallimento e
l’insignificanza della comunicazione didattica.

 STRUMENTI DEL CURRICOLO: Linguaggi, Obiettivi, Modalità Operative (v. scheda II


incontro)

 LE INDICAZIONI NAZIONALI (2012) [cfr. testo su google drive]


PROGRAMMA CURRICOLO
Espressione di una determinata Flessibile, per definizione, deve
concezione culturale continuamente adeguarsi alla
situazione
Promana da un’autorità politico- Si realizza nel decentramento
burocratica centrale didattico e amministrativo
Indica principi di carattere generale, Si sforza di valutare gli esiti
fini e scopi dell’attività educativa comportamentali specifici delle idee
che propone
Non prevede una metodologia La metodologia precisa di
precisa di applicazione applicazione fa parte integrante
della programmazione
È rivolto prevalentemente ai Considera il complesso integrato
contenuti ed alla loro dell’esperienza
organizzazione gerarchica
Ai docenti è affidato il compito di Ai docenti si richiedono capacità di
interpretare il programma progettazione e di conduzione
LA FAVOLA DEL CURRICOLO
Tanti e tanti anni fa, gli animali decisero che dovevano fare qualcosa per affrontare i problemi del "mondo nuovo"
e così organizzarono una scuola. Essi adottarono un curricolo di attività consistenti nel correre, arrampicarsi,
nuotare e volare e, perché ne fosse reso più facile lo svolgimento, tutti gli animali presero tutte e quattro le materie.
L'anatra era un'alunna eccellente nel nuoto, migliore di fatto dello stesso istruttore, e fece dei buoni passi in avanti
nel volare, ma era una frana nella corsa. Dato che era così lenta in quest'ultima materia, fu costretta ad andare al
doposcuola e anche a saltare il nuoto per praticare la corsa. Questo finché le sue zampe membranose si
consumarono in malo modo e finì per diventare mediocre anche nel nuoto. Ma la mediocrità a scuola la si accettava
pure, sicché nessuno se ne preoccupò tranne l'anatra stessa. Il coniglio fu dall'inizio il primo della classe nella corsa,
ma ebbe un crollo nervoso tanta fu la fatica che dovette porre nel nuotare. Lo scoiattolo era bravissimo finché non
sviluppò una grave frustrazione nella classe di apprendimento del volo, dove il suo insegnante lo fece cominciare
dal basso in alto, anziché dalla cima dell'albero in giù. Si beccò pure, a causa della iper-esercitazione, delle
contrazioni muscolari e finì quindi per avere un “buono" nell’arrampicamento e un discreto nella corsa. L'aquila
era un bambino-problema e si dovette sottoporla a severa disciplina. Nella classe di arrampicamento batteva tutti
gli altri nel raggiungere la cima dell'albero ma insisteva nell'usare il suo proprio modo di arrivarvi. Alla fine
dell'anno, un'anguilla anomala che poteva nuotare straordinariamente bene, e un poco anche correre, arrampicarsi
e volare ebbe la media più alta e, promossa, ebbe l'onorifico incarico di tenere il discorso di commiato. Questa
favola stronca decisamente l’impostazione del curricolo uguale per tutti. È stata scritta, negli anni ‘70 (“Favola del
curricolo o delle differenze nelle differenze individuali”) da G. H. Reavis, pedagogista e fondatore della Phi Delta
Kappa Educational Foundation.
LEGGE 201/99 E 107/2015

 DECRETO 9 FEBBRAIO 1979: La scuola media risponde al principio democratico di elevare il


livello di educazione e di istruzione personale di ciascun cittadino […]; potenzia le capacità di
partecipare ai valori della cultura, della civiltà e della convivenza sociale e di contribuire al loro
sviluppo in tutte le direzioni […]; favorisce l’iniziativa del soggetto per il proprio sviluppo e lo
pone in condizioni di conquistare la propria identità di fronte al contesto sociale e di consolidare
una capacità decisionale che si fonda su una verificata conoscenza di sé. DM 9 febbraio 1979,
parte I, 3.

 DECRETO SU ORDINAMENTO SCUOLE MEDIE A INDIRIZZO MUSICALE 201/99:


http://3.flcgil.stgy.it/files/pdf/20110112/decreto-ministeriale-201-del-6-agosto-1999-corsi-ad-indirizzo-musicale-nella-scuola-
media.pdf

Per l’ordinamento sulle scuole medie a indirizzo musicale confronta L’insegnamento strumentale
di Ciro Fiorentino e Ciro Orlando, Ed. Carisch
 LA BUONA SCUOLA:
http://www.paschinimarchi.it/legge-107-del-13-luglio-2015-riforma-della-scuola-con-note.pdf

• Cos’ha di buono? La Carta Docente, il Bonus stanziato ai docenti, Reti tra Istituzioni
Scolastiche, Piano Nazionale Scuola Digitale
• Un Articolo costituito da 212 commi, dei quali 126 destinati al personale docente e i restanti
al DS (Comparto Amministrativi) e al personale ATA
• Informazioni sul Concorso Scuola 2016 e su reclutamento personale
Consegna per il 3/1/2019
Slide 6: Consegna per lezione 2 - studio di caso. Un allievo dell’Uzbekistan è arrivato in
Italia a marzo 2017, ha 11 anni e a settembre 2018 si è iscritto al primo anno presso una
scuola media a indirizzo musicale di Taranto. Parla poco l’italiano, sembra volenteroso e
collaborativo. La situazione economica di partenza sembra sufficiente tuttavia il ragazzo non
riesce a concentrarsi a scuola per via dei vari spostamenti. Non conosce la differenza tra gli
strumenti presenti nella vostra scuola (flauto, clarinetto, pianoforte e chitarra) e sia lui sia i
genitori vorrebbero trovare uno strumento che motivi il loro figlio a studiare. Come
presenteresti/e il tuo/vostro strumento e come organizzeresti/e le prime lezioni?

(Testo di 200 parole da inviare a pedagogiamusicalepaisiello2019@gmail.com entro 09/12


con oggetto: Lezione 1 - Nome Cognome)