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Andrea Sangiorgio

Educazione ritmica: uso dei pattern


Percorsi per una alfabetizzazione ritmica

1. Pattern ritmici con sillaba neutra (livello audio-orale)


L’itinerario per l’educazione ritmica qui presentato è largamente basato sulla Music Learning Theory di
E.Gordon, rielaborato e integrato con procedure derivate dalla prima didattica delle percussioni.
In estrema sintesi:
1.1 Rilassamento, respirazione, movimento fluente.
1.2 Pattern ritmici a eco D-P con la sillaba “pa”, una battuta di due, poi quattro macrobeat (con suddivisione
binaria 4/4 o ternaria 12/8).
a) Pattern per le fasi iniziali di apprendimento (acculturamento 0-4 anni).
Sono costituiti di due macrobeat, il primo dei quali contiene microbeat e suddivisioni.

Vanno eseguiti in alternanza con una filastrocca o un chant (frase ritmica con sillaba neutra) nello stesso
metro, in modo da situare la declamazione di un pattern all’interno di un contesto. Non è importante che il
bambino risponda o risponda correttamente; lo scopo dei pattern è che il bambino assorba la sintassi - in questo
caso il metro con le suddivisioni - dei dati musicali presentati.
b) Pattern di imitazione e assimilazione (3-6 anni).
Non appena il bambino dimostra attraverso le risposte motorie o vocali una certa consapevolezza dei macro- e
microbeat si passa ai pattern con quattro macrobeat, così strutturati:

Per aiutare il bambino a comprendere il meccanismo dell’imitazione l’insegnante imita di volta in volta le
risposte non corrette o inaccurate del bambino, cercando di instaurare un dialogo ritmico. Successivamente
l’insegnante ristabilisce metro e tempo iniziali e ripropone il pattern originariamente presentato.
In queste fasi di apprendimento la declamazione dei pattern è accompagnata da movimento fluente (movimenti
continui con tutto il corpo che visualizzano lo scorrere del tempo). È anche importante evidenziare
l’inspirazione che precede il pattern.
Via via che il bambino interiorizza il processo di imitazione e coordina sempre meglio respiro, movimento e
declamazione del pattern, si può introdurre il movimento a flusso continuo con pulsazioni (ad es. muovere una
mano nello spazio aprendo e chiudendo le dita sui macrobeat), dei saltelli prima dei pattern, movimenti
(piegare le ginocchia) e passi che segnalino i macrobeat, ecc.

c) Pattern più complessi (indicativamente dai 6-7 anni in poi)


Esplorare le molteplici possibilità - più o meno elaborate - di combinare macrobeat, microbeat e suddivisioni (è
consigliabile appoggiarsi sull’ultimo macrobeat).
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Diverse possibilità di coinvolgere il corpo nell’esecuzione dei pattern sono: accompagnare con movimento
fluente, muoversi nello spazio e camminare sulla pulsazione, includere un salto su uno dei macrobeat, camminare
sul posto o utilizzare specifiche combinazioni di passi. Sperimentare altri modi di associare pattern e movimento.

Alcune procedure per la somministrazione dei pattern:


1.3 A coppie, pattern ritmici a eco: A propone un pattern, B lo imita. Poi cambio.
Attenzione al gesto d’attacco: sul primo e secondo macrobeat tenere le mani a sé (o muoverle con movimento
fluido), sul terzo protendere le mani ferme in avanti, sul quarto macrobeat dare il gesto d’attacco. Dare
l’attacco con l’intero corpo. (attenzione: il gesto cambia per i pattern in levare)
1.4 Il D indica un solo P e solo questo risponde.
Provare in piccoli gruppi con un leader a rotazione, esercitando il gesto.
1.5 Inventare un pattern: l’insegnante dà la testa del pattern (il primo macrobeat con diverse suddivisioni),
l’allievo ripete l’incipit e continua.
1.6 Risposta libera (approccio all’improvvisazione): invece di imitare, chi risponde inventa un pattern diverso.
Provare a coppie.
Un’indicazione per inventare un pattern diverso: imitare soltanto la testa del tema e variare il resto, oppure
variare la testa del tema e lasciar emergere il resto di conseguenza.
1.7 Da soli. La mano destra inventa il pattern, la sinistra lo ripete (eseguire l’esercizio anche in silenzio).
oppure: la destra inventa un pattern, la sinistra risponde con un pattern diverso.
1.8 Possibili sviluppi:
- Improvvisazione dialogica (un pattern apre, la risposta chiude).
- Pattern di due o quattro battute (semifrasi, frasi ritmiche).
- Pattern ritmici in altri metri (3/4, 5/8, 7/8, …).

2. Pattern con sillabe ritmiche (livello: associazione verbale)


Quando si sia raggiunta una certa dimestichezza con i pattern a sillaba neutra, si può passare al sistema di
solfeggio ritmico basato sulle funzioni del metro.
- Il sistema è basato su come il ritmo viene sentito in audiation. I nomi delle sillabe ritmiche fanno riferimento
alla posizione (funzione) dei suoni sul metro e alle loro relazioni reciproche
- è una sorta di “notazione verbale”
- è semplice, di facile ed estesissimo utilizzo (nonostante alcuni limiti)
Ridotto alla sua essenza, il sistema di sillabe è così organizzato:
- “Du” per i macrobeat;
- “Du de” o “Du da di” per i microbeat, a seconda che il macrobeat sia suddiviso in due o tre.
- “ka” per le ulteriori suddivisioni, quindi “Du ka de ka” o “Du ka da ka di ka”.

Attraverso la combinazione di queste sillabe si può produrre una quantità di ritmi diversi – su metri diversi. I
primi esempi:

Pattern di macrobeat e microbeat:


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Pattern con macrobeat, microbeat e suddivisioni:

Le procedure di somministrazione di questi pattern sono le stesse descritte per i pattern a sillaba neutra (imitare un
pattern, data la testa continuare, inventare un pattern diverso, proposta e risposta, ecc)

3. Rappresentazione grafica del metro. Fondamenti di lettura e scrittura del ritmo


(livello: associazione simbolica)
Il D dispone dei piccoli oggetti a terra in una sequenza che rappresenta il metro, differenziando macrobeat e
microbeat (si possono utilizzare ad es. barre di xilofono e barre di metallofono, maracas e piattini, cucchiai e
forchette di plastica, ecc). Disporre inizialmente 4, poi 8, 6 o altre combinazioni di oggetti.

du de du de du de du de du da di du da di
I partecipanti leggono con sillabe ritmiche (“du de” per i gruppi di due e “du da di” per i gruppi di tre). Si può
accompagnare la lettura con gesti suono (piedi su macrobeat e mani su microbeat) o direttamente con gli
strumenti.
- Il D sottrae o riposiziona di volta in volta uno o più oggetti, facendo emergere diversi ritmi (evtl con
accompagnamento strumentale che marchi il metro). Ogni ritmo viene letto almeno un paio di volte, poi il D
cambia, facendo attenzione a non intralciare la lettura.
- Ciascun P per conto proprio inventa ritmi utilizzando le sillabe ritmiche e contemporaneamente li visualizza
mentalmente.
La lettura può anche comprendere le suddivisioni (attenzione: differenziare gli oggetti per i macrobeat, i
microbeat e le suddivisioni):
Du ka de ka Du ka de ka Du ka Da ka Di ka Du Da Di
O . o . O . o . O . o . o . O o o
- Procedura per il dettato ritmico: ripetere il pattern con una sillaba neutra, tradurlo in sillabe ritmiche, quindi
scriverlo. È molto utile declamare i pattern camminando sul posto o utilizzando specifiche combinazioni di
passi, per le misure a quattro tempi DDSS e per le misure a tre tempi DSD SDS (i “du” cadono in
corrispondenza dei piedi, il movimento serve ad orientare l’ascolto e l’analisi).
- Lo stesso procedimento è applicabile ad altri metri (33, 3333, 222, 333, 32, 23, 322, 223, 332, 3322, 2223,
33222, ecc.)