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UNIVERSITÀ DEL SALENTO

FACOLTÀ DI SCIENZE DELLA FORMAZIONE


CORSO DI LAUREA IN PEDAGOGIA DELL'INFANZIA
__________________________________________________________

Tesi di Laurea
in
Teatro d'animazione

Giochi musicali e vocali nella scuola


dell'infanzia

Relatore
Prof. Salvatore COLAZZO

Laureanda
Silvia PISCOPIELLO

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anno accademico 2005/2006
INDICE

INDICE....................................................................................
..................................... 1
Introduzione .................................................................................................... 2

1. Pedagogia e musica ................................................................................... 5


1.1 – I suoni e la musica nella vita quotidiana ......................................... 5
1.2 – La pedagogia del risveglio ............................................................... 7
1.3 – La musica e lo sviluppo del bambino ........................................... 14

2. DALLE INDICAZIONI NAZIONALI AI GIOCHI MUSICALI E VOCALI......................... 18


2.1 – Le Indicazioni Nazionali per l’educazione al suono e alla

musica .......................................................................................... 18

2.2 – Proposte per una didattica musicale .............................................. 23


2.3 – L’orecchio, la voce e il senso ritmico ........................................... 28
2.4 – Giochi musicali e vocali ................................................................ 30
2.4.1 – Ascoltare, esplorare, percepire, imitare e manipolare
un suono ......................................................................... 32
2.4.2 – Esperienze ritmiche e di movimento ................................ 36
2.4.3 – Scoprire la voce. Giochi fonatori e canto ......................... 38

CONCLUSIONI..................................................................................................40
Bibliografia .................................................................................................. 41
In questo mio lavoro di tesi ho proposto dei giochi musicali e vocali che si potranno
realizzare nella scuola dell’infanzia, in quanto può essere un modo per offrire delle attività
che, tenendo conto dei bisogni e delle motivazioni dei bambini, riescano a trasformare le
capacità personali di ciascuno in competenze, proprio come enuncia la normativa in vigore.
La pratica sonoro-musicale è il frutto della maturazione graduale di diverse abilità che si
uniscono e che rappresentano il terreno sul quale lavorare fin dal primo ingresso del bambino
nella scuola dell’infanzia.
Considerando la musica non solo come manifestazione di una competenza artistica, ma
anche come strumento di comunicazione, quindi di linguaggio, questa può favorire nel
bambino competenze di vario tipo:
- riesce a far avere maggiore coscienza della realtà e dell’ambiente circostante, ma anche
del proprio corpo e di quello altrui;
- può essere un buon veicolo per relazionarsi agli altri, quindi favorire la socialità e
l’affettività;
- l’attività musicale aiuta a sviluppare nel bambino anche competenze motorie che gli
permettano di fare nella sua globalità movimenti fluidi.
Le esperienze musicali se da un lato possono permettere al bambino della scuola
dell’infanzia di cominciare a conoscere la musica e il materiale sonoro, dall’altro possono
sviluppare la capacità di collegare gli eventi sonori con il maggior numero possibile di
contenuti, di scoprire i codici esistenti e di inventarne di nuovi, capacità tutte che avranno un
peso importante nel suo processo di maturazione globale.
Il suono e in generale la musica fanno parte della nostra esistenza, ci accompagnano per
tutta la vita, costituiscono una relazione tra noi e gli altri, ci fanno provare sentimenti ed
emozioni e possono essere anche un modo per interpretare e leggere il mondo che ci circonda.
L’orecchio è uno dei primi sensi che giunge a compimento già prima della nascita. Infatti il
feto ha la capacità di udire i suoni che lo circondano, i rumori interni del corpo della madre e
poi, se sufficientemente forti da coprire quelli intrauterini, anche l’universo sonoro. Un
corretto atteggiamento di ascolto è il presupposto per la maturazione di una personalità
attenta, recettiva, disponibile.
Molti autori si sono interessati all’importanza della musica per il bambino e quindi del suo
insegnamento.
F. Delalande, ad esempio, pone un approccio nuovo di educazione musicale chiamata
Pedagogia del risveglio: non più l’insegnamento del solfeggio, di tecniche strumentali, lo studio
di un repertorio classico e di storia della musica che impedisce al bambino di avvicinarsi alle
musiche extraeuropee, ma incoraggiare i bambini a fare ciò che in genere fanno, cioè svolgere
un’esplorazione sonora, interessarsi agli oggetti che producono suoni agendo su di essi,
indirizzarli verso altri linguaggi e altri metodi e solo in un secondo momento, dopo che
avranno inventato delle sequenze musicali, condurli all’insegnamento teorico, in quanto solo
attraverso un’esperienza preliminare di ricerca sonora, di creazione e di gusto sonoro, si può
rendere più proficua l’acquisizione di tecniche. Ciò non vuol dire che l’esperienza di
invenzione e di ricerca sonora è destinata solo a chi dovrà praticare delle forme musicali, in
quanto essa ha finalità in se stessa.
Per questo autore sviluppare delle capacità musicali non è una dote o qualcosa di innato,
durante il primo anno di vita non si hanno molte differenze, queste si avranno nel momento in
cui si daranno rinforzi sociali e condizioni educative specifiche. Quindi bisognerebbe
cambiare la pedagogia musicale che si è praticata fino ad ora e sostituirla con una pedagogia
delle condotte. Per condotta si intende la capacità di coordinare una serie di azioni per ottenere
un fine e fare da guida ai comportamenti.
Egli costruisce la sua pedagogia musicale anche sull’intreccio teorico tra musica e gioco,
unendo i tre tipi di strutture che caratterizzano i giochi infantili teorizzate da J. Piaget, con la
musica. Giocare e suonare hanno funzioni affini, perché nelle pratiche e motivazioni del
musicista vi sono delle somiglianze con quelle dei giochi dei bambini. E’ presente anche una
corrispondenza lessicale, in quanto nella lingua francese i termini suonare e giocare hanno lo
stesso vocabolo. I tipi di giochi di cui si fa riferimento sono: i giochi senso-motori, i giochi
simbolici e i giochi di regole.
Queste tre forme di gioco corrispondenti alle tre fasi di attività che per il bambino sono
spontanee, fa pensare all’autore che la prospettiva dell’educazione musicale si possa invertire,
educando così i bambini non per farli uscire dal vuoto musicale e portarli ad un particolare
livello di competenza, ma per sviluppare l’attività ludica che, come si è detto, è in loro e che
sarebbe poi, “la sorgente stessa del gioco musicale”.
Compito dell’educatore, afferma Delalande, è quello di stimolatore e di osservatore, per
incoraggiare il bambino nella ricerca musicale ed offrirgli dei dispositivi che potranno fargli
sviluppare in maniera indefinita la sua immaginazione musicale, creare delle condizioni per
far nascere le proposte e sollecitare lo sviluppo del senso critico, poiché si possano fare dei
progetti sempre più ambiziosi e risultati governabili.
Prendendo in considerazione le vigenti Indicazioni Nazionali per i Piani Personalizzati
delle Attività Educative nelle Scuole dell’Infanzia del 2004, si può notare che i dettagli
riferibili alle attività dell’universo pedagogico musicale, si sono ridotti rispetto a quelli
previsti dagli Orientamenti del 1991, ma rimangono comunque delle significative indicazioni
da cui si può delineare un’idea di riferimento riguardante l’attività musicale per la scuola
dell’infanzia.
Diverse sono state le proposte e i curricoli musicali ideati e progettati per poter attuare
un’interessante attività sonoro-musicale nella scuola dell’infanzia, tenendo conto di tutti gli
aspetti che ne fanno parte, prima di tutto del bambino con i propri interessi e bisogni, in modo
che quest’attività non si isoli dalle altre, ma che invece, si possa integrare e insieme arricchire.
Nell’ultima parte del lavoro ho presentato una serie di giochi musicali e vocali da svolgersi
nella scuola dell’infanzia. Questi sono dedicati: alla ricerca ed all’esplorazione dei suoni;
all’ascolto e all’analisi di eventi sonori semplici e complessi; all’imitazione e alla
manipolazione di più suoni; alla classificazione, gradazione, elaborazione di più serie di suoni;
alle esperienze ritmiche legate al movimento; alle improvvisazioni di ogni genere; alla
scoperta della voce; al canto e all’elaborazione di eventi sonori usando la creatività.
I giochi proposti, potranno essere utilizzati soprattutto da quegli insegnanti della scuola
dell’infanzia che non hanno una competenza musicale di base, in tal modo anche loro
potranno impostare un laboratorio o delle attività sonoro-musicali, l’importante è che tengano
conto della graduale crescita del bambino e quindi dei bisogni che man mano manifesta.
Un esempio di giochi è il seguente:
- La tombola degli animali. Si invitano i bambini a giocare agli animali della fattoria.
Ogni bambino sceglie un animale che dovrà poi, riprodurne il verso, verrà
registrato e successivamente, anche disegnato su un cartoncino. In un secondo
momento si disporranno le figurine degli animali, in ordine sparso su un piano e si
metterà in funzione il registratore. Il bambino dovrà prendere la figurina
corrispondente al verso riconosciuto.
CONCLUSIONI

Dalla riflessione pedagogica ritroviamo una dimensione musicale non lontana


dall’esperienza infantile: il bambino diviene il soggetto principale anche dell’educazione
musicale il cui ambito formativo pone in primo piano il rapporto fra il naturale sviluppo
dell’uomo e il suono.
Pertanto, se i processi di sviluppo delle abilità sonore camminano di pari passo con lo
sviluppo evolutivo, è logico ipotizzare che le condizioni ideali per l’acquisizione del
linguaggio musicale saranno determinate dalla sinergia fra crescita biologica e crescita
cognitiva del bambino.
Questa acquisizione può essere agevolata da un ambiente scolastico ricco di specifiche
stimolazioni acustiche che si potranno tradurre in esperienze produttive e fruitive efficaci
allo sviluppo dell’autonomia espressivo-musicale.
L’esperienza sonora nella scuola dell’infanzia, come è stato detto, prende le caratteristiche
dell’ascolto attento e consapevole, dell’esercizio della vocalità, del coordinamento motorio
e dell’abilità di produzioni sonore-musicali. Queste caratteristiche possono essere di aiuto
sia per la crescita globale del bambino, che per far acquisire attenzione, preparazione,
sensibilità dell’orecchio e comprensione del fenomeno sonoro che successivamente
potranno essere riprese ed ampliate per una competenza più specifica.
Tutto ciò può essere fornito non solo da un’insegnante con competenze musicali, ma
anche da insegnanti che non ne hanno, l’importante è che si tenga conto della graduale
crescita del bambino e quindi dei bisogni che man mano manifesta.
BIBLIOGRAFIA

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- http://www.csmdb.it
RIVISTE

- Scuola materna per l’educazione dell’infanzia, anno 92, n. 1-3-4-5-6-7-8-10-15-16

- Scuola materna per l’educazione dell’infanzia, anno 93, n. 1-2-4-5-6-9-12.