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DISPENSE DEL LABORATORIO

“VERBALITA’ E LINGUAGGIO-STRUMENTARIO ORFF”

Parma, 29 Ottobre 2016

Francesca Lanz

Insegnante OSI Orff-Schulwerk Italiano


USO SPECIFICO DEL LINGUAGGIO NELLA DIDATTICA ORFFIANA

“In una didattica come quella Orff, che intende avvalersi di tutto quanto fa parte della normale
attività del bambino, un ruolo primario è svolto dall’impiego specifico del linguaggio. In pratica ciò
comporta l’utilizzazione autonoma di tre tipi di materiali verbali: 1. Fonemi o unità linguistiche
prive di senso compiuto, anche estranee a quelle utilizzate nella lingua parlata dal bambino; 2.
Parole isolate o giustapposte in sequenze anche inventate o prive di significato; 3. Testi1”

Il laboratorio ha mostrato un esempio di percorso didattico sull’uso dello strumentario Orff a


partire da filastrocche nonsense, prese dal vasto repertorio dello Schulwerk Italiano. In particolare
sono state presentate due conte/filastrocche con diverse caratteristiche: una filastrocca
monocellulare, che ripete sempre la stessa cellula ritmica, ed una filastrocca pluricellulare, che
contiene le principali cellule elementari del ritmo binario.2

FILASTROCCA MONOCELLULARE

A-LA MA-LA PU-TU GA-LA CIU-RU-ME-LA PUF!

La filastrocca è stata appresa per imitazione (1 insegnante, 2 tutti):

1 A-LA MA-LA PU-TU-GA-LA CIU-RU-ME-LA PUF X-X-X

2. A-LA MA-LA PU-TU-GA-LA CIU-RU-ME-LA PUF X-X-X

Le tre x dopo la parola puf sono di fatto tre impulsi sottostanti la pulsazione della conta, che
possono essere tradotti in gesti suono sul corpo o anche in gesti nello spazio della mano o di altre
parti del corpo3. Quando tutti hanno imparato il testo e riescono a recitare la conta in isocronia il
risultato vocale sarà:

La conta è stata utilizzata in piedi in cerchio per un gioco di accoglienza e presentazione dei
partecipanti al laboratorio: nei tre silenzi ognuno si è presentato con il suo nome. L’attività è stata
presentata con una forte partecipazione del corpo. Nelle varie ripetizioni che hanno permesso di
completare il giro dei nomi si sono sperimentate:

1
Giovanni Piazza „Orff Schulwerk – Musica per bambini Manuale – Edizione italiana elaborata sulla base dell’opera
didattica di Carl Orff e Gunild Keetman, Suvini-Zerboni Milano 1979 pag. 77
2
Si intende per cellula ritmica un minimo elemento significante e indivisibile da usare per la composizione ritmica.
3
Nel laboratorio la conta è stata presentata dopo un’attività di accoglienza che portava i partecipanti ad avere in
mano un battente. I tre impulsi sono stati sottolineati anche con l’uso del battente nell’aria, o sul proprio corpo, o sul
corpo di un compagno, o su altre superfici della stanza.
2
• Variazioni nell’accompagnamento della scansione vocale con i piedi (es. battere destro e
sinistro alternato ogni misura, oppure destro sempre sul primo movimento della misura e
sinistro sul secondo, etc) ;
• Variazioni agogiche (nella voce o anche nei movimenti del corpo che accompagnano la
voce);
• Variazioni dinamiche (nella voce si esprimono con piano e forte, nel corpo con energia e
tono muscolare);
• Variazioni di passi in diverse direzioni;
• Variazioni nell’espressione vocale e nell’espressione corporea.

La conta è stata poi utilizzata per una prima esplorazione della scala di do maggiore sugli strumenti
a barre, montati nella loro forma tradizionale4 con le tredici barre in successione dal DO della
prima ottava al LA della seconda ottava. La conta precedentemente appresa con il gioco dei nomi
e recitata congiuntamente al gesto percussivo ha aiutato l’isocronia nell’esecuzione della scala sia
in senso ascendente che discendente:

Ad ogni strumento è seduta una coppia di suonatori. Il suonatore collocato alla sinistra suonerà la
prima ripetizione, cioè Ia scala in senso ascendente, mentre il secondo suonatore la seconda
ripetizione, cioè la scala in senso discendente. I tre colpi alla fine di ogni ripetizione possono essere
affidati a strumenti ritmici.

4
Lo strumento montato nella forma tradizionale nello Schulwerk Italiano arriva dopo una lunga attività manipolativa
che porta il bambino ad appropriarsi dello strumento attraverso esplorazione, composizione e improvvisazione. Si
veda Giovanni Piazza, Musica a Scuola con lo Strumentario Orff, Volume 2, gli strumenti a barre, capitolo 2 Strumenti
da inventare.
3
FILASTROCCA PLURICELLULARE

Ciascun partecipante è dotato di strumento ritmico delle varie famiglie: pelli (tamburi, tamburi
baschi, congas, bongos, djembè, etc..), metalli (piatti sospesi, triangoli, corone, a-go-go, etc..),
legni (legnetti, guiro, woodblock, etc..).

La filastrocca è scritta su diversi cartoncini colorati, uno per cellula ritmica, messi in ordine per
terra. Come per la precedente conta monocellulare il simbolo X sta ad indicare gesti suono, e
successivamente silenzi.

AN DAN TI-KE TAN

SE ME COM-PA RE

A-LE LA-KE PU-ME TE

BIS! X X

La filastrocca viene letta insieme qualche volta e poi letta e contemporaneamente suonata con il
proprio strumento Il risultato della voce più lo strumento a percussione ed i gesti suono darà:

Volendo escludere i gesti suono avremo invece:

La chiara identificazione del colore del cartoncino con le cellule ritmiche di cui è composta la
filastrocca rende semplice estrapolare le figure ritmiche fondamentali (includendo anche la cellula
TAN TI-KE, non presente nella filastrocca ma facilmente ottenibile dal rovesciamento di TI-KE TAN).
Escludiamo pertanto le ripetizioni e utilizziamo le diverse cellule ritmiche per strumentare la
filastrocca.

4
STRUMENTAZIONE DELLA FILASTROCCA CON STRUMENTARIO RITMICO:

La strumentazione può essere una scelta del gruppo provando a suonare ogni singola cellula
ritmica con le diverse famiglie di strumenti ritmici e attribuendo a ogni famiglia una cellula (un
colore). I cartoncini sul pavimento possono essere ricombinati con molte diverse disposizioni, da
leggere e suonare con la strumentazione stabilita e risultati sonori diversi. La lettura delle
combinazioni avviene attraverso un processo che lega in unicum il colore del cartoncino, le parole
e, nel momento in cui l’allievo è pronto, la notazione ritmica convenzionale5. Osserva a proposito
dell’uso verbale Silvia Cucchi: “La filastrocca offre un’opportunità preziosa per l’apprendimento
ritmico: è importante che le combinazioni siano composte a partire dalle parole. Il bambino piccolo
ha una memoria fonoarticolatoria estremamente sviluppata, iper-stimolata in un periodo critico
per l’acquisizione del linguaggio. Memorizzare le cellule ritmiche attraverso il linguaggio è
immediato per un bambino… il sistema esecutivo del bambino, se condotto adeguatamente,
apprende e recupera il ritmo delle diverse cellule musicali attraverso la memoria verbale, anziché
attraverso una memoria procedurale, relativa al gesto. Il magazzino di memoria dedicato
all’apprendimento del movimento resta quindi libero di organizzare la sincronizzazione motoria.”

COMPOSIZIONE RITMICO-VERBALE CON LE CELLULE DELLA FILASTROCCA:

Il processo pedagogico è così descritto da Giovanni Piazza: …Sarà estremamente facile combinare
tali cellule, trascritte su cartoncino o post-it da usare come se fossero mattoncini del Lego, per far
comporre individualmente agli allievi dei ritmi, che verranno poi riuniti in interessanti contrappunti
ritmico-verbali di facile memorizzazione, da eseguire in gruppo. La combinazione sottostante
somma quattro composizioni ritmiche di quattro cellule ciascuna, composte con i vincoli di non
ripetere alcuna cellula e di usare come ultima o bis o tike tan, in quanto dotate di senso conclusivo.
Il fatto di operare su un’area ritmica delimitata, con un materiale già elementarizzato (cioè a
partire da elementi/cellula portatori di un minimo indispensabile di senso ritmico/metrico, e non di
singoli e disancorati valori di durata), attenendosi ai vincoli sopra citati e godendo, per il resto, di
un buon margine di scelta autonoma nella disposizione delle cellule, garantisce un risultato sempre
formalmente ineccepibile e, insieme, una sufficiente motivazione creativa6.

Nel laboratorio si è sperimentato il processo pedagogico sopra descritto ma il lavoro di


composizione individuale è stato sostituito con un lavoro di gruppo. Sono stati distribuiti a quattro
gruppi diversi di partecipanti cinque cartoncini colorati con le corrispondenti cellule ritmiche della

5
Silvia Cucchi in collaborazione con Giovanni Piazza “ Il sistema cervello e l’apprendimento musicale del bambino”
Collana didattica OSI pag. 70
6
Silvia Cucchi in collaborazione con Giovanni Piazza “ Il sistema cervello e l’apprendimento musicale del bambino”
Collana didattica OSI pag. 70
5
filastrocca, escludendo in un primo momento la cellula con i due silenzi ed omettendo il testo,
quindi con la sola notazione ritmica. Siamo in una fase di apprendimento successiva a quella della
ricombinazione della filastrocca con insieme parole e notazione. Ogni gruppo ha creato un proprio
ritmo, al quale ha assegnato anche una dinamica. Inizialmente ogni gruppo ha eseguito la propria
composizione con i propri strumenti, indipendentemente dalla strumentazione attribuita alle
cellule ritmiche nel passaggio precedente. I quattro ritmi sono stati poi sovrapposti a formare un
“quadrato ritmico” sul pavimento. Sotto è riportato un esempio.

COSTRUZIONE DI UN BRANO RITMICO IN FORMA DI RONDò A PARTIRE DALLA LETTURA DEL


QUADRATO RITMICO

Riprendendo la strumentazione assegnata prima alle cellule ritmiche colorate, che vedeva una
famiglia di strumenti ritmici abbinata a ogni colore, leggiamo di seguito da sinistra verso destra e
dall’alto verso il basso le 16 misure scritte con i cartoncini.

Poi pensiamo una lettura verticale del quadrato ritmico. E’ una lettura paragonabile a quella di una
partitura di quattro misure dove gli strumentisti riconoscono subito dal colore del cartoncino quali
misure devono suonare la loro parte e quali no. Ad esempio gli strumentisti che devono suonare la
cellula a-le-la-ke, di colore rosso, dovranno suonare la prima e la terza misura delle quattro,
mentre coloro che suonano bis la seconda e la quarta battuta. Le quattro misure lette in senso
verticale rappresentano la sovrapposizione delle quattro composizioni ritmiche strumentate con il
criterio della cellula corrispondente a una famiglia di strumenti.

Possiamo pensare alle 4 misure lette in verticale come alla parte A di un rondò, e alle 4 righe
orizzontali come ai vari couplets, anche essi della durata di quattro misure, eseguibili dai loro
compositori (ogni gruppo esegue il proprio) o secondo il criterio della strumentazione per cellula.

6
FILASTROCCA PLURICELLULARE E STRUMENTI A BARRE

I suonatori si dispongono in coppia per ogni strumento. Gli strumenti sono montati nella maniera
tradizionale con tutte le barre in successione dalla più lunga alla più corta. Sul pavimento ci sono
ancora le composizioni ritmiche precedentemente viste. A ogni coppia viene chiesto di collaborare
per inventare una melodia sul ritmo di
una riga del quadrato. Supponiamo di
assegnare7:

• La prima riga ai glockenspiele;


• La seconda riga agli xilofoni;
• La terza riga ai metallofoni;
• La quarta riga ai bassi (xilofoni e
metallofoni)

Avremo tante melodie quanti


strumenti. Nello schema sottostante ne
riportiamo solamente quattro, una per
riga ritmica, a titolo di esempio:

7
Si è usato il criterio di dividere le righe tra le famiglie di strumenti a barre, analogamente a quanto precedentemente
fatto con gli strumenti ritmici. Si possono utilizzare altri criteri, quali i registri degli strumenti, assegnando ad esempio
una riga a tutti gli strumenti che suonano in un determinato registro, o anche la libera scelta.
7
COSTRUZIONE DI UN BRANO MELODICO IN FORMA DI RONDò

Dopo aver ascoltato le melodie composte da tutte le coppie di strumentisti, analogamente a


quanto fatto precedentemente con gli strumenti ritmici, realizziamo un brano in forma di rondò
che abbia come parte A la sovrapposizione delle melodie, mentre come couplets le singole
melodie inventate dai diversi strumentisti. Anche in questo caso sia la parte A che i couplets hanno
la durata di 4 battute.

Lavorando sugli strumenti a barre, la simultanea esecuzione delle diverse melodie nella parte A del
rondò inserisce una nuova variabile: la relazione intervallare tra note. Con il procedimento attuato
è inevitabile che si possano venire a creare delle relazioni intervallari dissonanti. Tali dissonanze
saranno maggiormente percepite se suonate all’interno della stessa ottava (sappiamo che le barre
hanno un’estensione di una tredicesima e quindi anche strumenti come contralto e soprano, se
suonati sulla stessa ottava, possono incorrere in questa evenienza). Oltre che intervalli dissonanti
tra due note, il procedimento descritto può portare all’eventuale formazione di cluster. La
presenza, utilizzando tutte le barre, dei semitoni tra Mi e Fa e tra Si e Do, è la causa principale di
quei punti di schiacciamento armonico che si vengono a creare nella sovrapposizione melodica
quando percuotiamo insieme queste note. Tali dissonanze vengono in larga parte evitate
attraverso l’uso della scala pentatonica. Una prima scala pentatonica che possiamo utilizzare è
quella che otteniamo omettendo nella creazione delle linee melodiche il Fa ed il Si. Lo
strumentario Orff offre la possibilità di eliminare le barre smontandole, così che lo strumento
stesso assuma una diversa forma adatta all’obiettivo fissato. Smontando dallo strumento i Fa e il Si
lo strumento si presenterà così:

DO RE MI SOL LA
DO RE MI SOL LA

Le coppie di suonatori dovranno adeguare la linea melodica precedentemente inventata alla


nuova forma dello strumento. Potrebbe capitare che dove prima suonavano una nota ora lo
strumento presenti un vuoto. Lasciamo ciascuna coppia libera di scegliere se:

• Suonare il vuoto (di fatto introduce una pausa nella melodia);


• Suonare un’altra barra a scelta;

8
Immaginiamo semplificando che tutti scelgano di suonare il vuoto (indichiamo questo con una
nota quadra) e che questo sia pertanto il risultato dopo la “rivisitazione” delle melodie da parte
degli strumentisti:

Il Rondò che si viene ora a costruire è dunque un rondò melodico pentatonico dove la
sovrapposizione delle linee melodiche non può mai contenere intervalli dissonanti come seconde
minori, settime maggiori e intervalli aumentati o diminuiti.

USO DELLA SCALA PENTATONICA PER ACCOMPAGNARE IL CANTO

Il risultato armonico della sovrapposizione delle linee melodiche pentatoniche è utilizzabile per
accompagnare melodie cantate sia che utilizzino solo note della pentatonica sia che includano
altre note di passaggio. Nel cercare di eseguire un canto suonando al tempo stesso le melodie
inventate nel precedente processo, ci siamo però resi conto che è molto difficoltoso. Siamo così
passati a forme di accompagnamento strumentale di più immediata e semplice realizzazione,
quali:

• Invenzione da parte di ogni suonatore di un semplice ostinato che venisse spontaneamente


e che la mano riuscisse a ripetere in autonomia, lasciando spazio ai suonatori di
concentrarsi sul canto;
• Realizzazione del bordone fluttuante con due battenti: una mano ribatte la medesima nota
mentre l’altra alterna due note contigue. Questa tecnica di accompagnamento è stata
anche estesa a un bordone fluttuante in tempo ternario, dove le note alternate erano tre.

Tra le varie note melodie proposte e intonate: Frà Martino (anche in canone), Ah je Vous dirai
maman, Ninna nanna di Brahms (con accompagnamento su bordone fluttuante in tempo
ternario), e altre.

9
TRASPOSIZIONI PENTATONICHE

Nel cantare la ninna nanna valdostana “Son Son” nell’ambito pentatonico di DO abbiamo notato
come la presenza del Sol grave rendesse tale melodia poco adatta alla vocalità infantile.

Possiamo però utilizzare un’altra scala pentatonica: quella che si ottiene estraendo dallo
strumento le barre Mi e Si, cioè la scala di Fa. Lo strumento presenta ora questa configurazione:

DO RE FA SOL LA
DO RE FA SOL LA

Ricostruendo il nostro accompagnamento con bordone fluttuante possiamo ora intonare in un


registro più consono ai bambini la nostra ninna nanna valdostana.

10
BIBLIOGRAFIA

RIELABORAZIONE UFFICIALE ITALIANA DELL’ORFF SCHULWERK:

• Giovanni Piazza: Orff-Schulwerk-Musica per bambini, edizione italiana elaborata sulla base
dell'opera didattica di Carl Orff e Gunild Keetman, Manuale, Suvini Zerboni, Milano 1979,
pagg. 224.

• Giovanni Piazza: Orff-Schulwerk-Musica per bambini, edizione italiana elaborata sulla base
dell'opera didattica di Carl Orff e Gunild Keetman, Esercitazioni pratiche, Suvini Zerboni,
Milano 1984, pagg. 227.

• Sandro Biagiola-Giovanni Piazza: Orff-Schulwerk-Musica per bambini, Canti folklorici


italiani da 2 a 6 suoni, Suvini Zerboni, Milano 1991, pagg. 124.

• Giovanni Piazza, Musica a scuola con lo strumentario Orff - 2 voll. Reprint dell’Edizione
AMADEUS del 1991 -OSI-MKT, Brescia 2009, Vol 1° - Gli strumenti ritmici (pagg. 148)

• Giovanni Piazza, Musica a scuola con lo strumentario Orff - 2 voll. Reprint dell’Edizione
AMADEUS del 1991 - OSI-MKT, Brescia 2009, Vol 2° - Gli strumenti a barre (pagg. 124)

COLLANA DIDATTICA O.S.I. Orff Schulwerk Italiano: [Link]

• Paola Anselmi Pongo musicale – Idee musicali da modellare per bambini piccolissimi. CDO–
018 – OSI-MKT Brescia 2010, pagg. 60 con CD allegato

• Paola Anselmi - Ines Melpa - Ugo Valentini Ba Ba Settete - Salta, canta, gira e dondola... -
Giochi di Musica da 0 a 6 anni CDO-028 - OSI-MKT, Brescia 2014, CD con libretto di 14
pagine

• Paola Anselmi - Francesco Saverio Galtieri I linguaggi espressivi della primissima infanzia -
Spunti dal convegno del 28 ottobre 2005 con un intervento di Beth M. Bolton CDO-008 -
OSI-MKT, Brescia 2006, pagg. 38

• Associazioni della Rete Nazionale Musica in culla®a cura di Alberto ConUIrado e Francesco
Saverio Galtieri Musica in culla – proposte didattiche zerotre CDO-021 - MKT, Brescia 2011,
pagg. 68

• Stefano Baroni - Ciro Paduano QUESTIONE DI... STILE - Ascolto attivo con la body
percussion CDO - 027 - OSI-MKT, Brescia 2014, pagg. 48 con CD allegato

• Alberto Conrado Cross Fade - Dietro le quinte della performance CDO-003 - OSI-MKT,
Brescia 2003, pagg. 38

11
• Silvia Cucchi Il 'sistema' cervello e l'apprendimento musicale del bambino - in
collaborazione con Giovanni Piazza per un confronto con alcune pratiche dell'Orff-
Schulwerk Italiano CDO-030 - OSI-MKT, Brescia 2015, pagg. 216

• Walter Fischetti Suonare subito insieme - Giochi al pianoforte a 3 mani in cui uno dei
pianisti non sa nulla di musica (l'altro speriamo di sì) CDO-015 - OSI-MKT, Brescia 2009,
pagg. 32 con CD allegato

• Manuela Foppoli - Chiara Infantino - Ciro Paduano - Marcella Sanna ...ANIMALI... Percorsi
didattici per la Scuola dell'Infanzia CDO-007 - OSI-MKT, Brescia 2006, pagg. 44 con CD
allegato

• The song of the Bird, Canzoni palestinesi per bambini composte da Rima Nasir Tarazi (a
cura di Bettina Ezbidi e Francesco Saverio Galtieri) Arrangiamenti per strumentario Orff:
Maria Grazia Bellìa Versione italiana CDO-012 - OSI-MKT, Brescia 2008, pagg. 72 con CD
allegato

• The song of the Bird, Palestinian songs for children composed by Rima Nasir Tarazi (edited
by Bettina Ezbidi and Francesco Saverio Galtieri) arrangements for Orff Instruments: Maria
Grazia Bellìa English version In cooperation with Edward Said National Conservatory of
Music in Palestine CDO-013 - OSI-MKT, Brescia 2008, 72 pages + enclosed cd

• Sestino Macaro Aluwasio - 8 canti africani a 1 e 2 voci con accompagnamento di


pianoforte, body percussion e strumenti ritmici - Partitura e parti staccate CDO–024 – OSI-
MKT, Brescia 2012 pagg. 112

• Sestino Macaro - Giovanni Piazza Pentajazz - Diversi usi delle pentafonie per un approccio
didattico al jazz immediato e creativo CDO-005 - OSI-MKT, Brescia 2005, pagg. 68 Con CD
allegato

• Elita Maule Per una didattica attiva del paesaggio sonoro - Antichi sound da scoprire e
reinventare: suoni e musiche di mestieri scomparsi CDO-006 - OSI-MKT, Brescia 2005, pagg.
40 Con CD allegato

• Liliana Minutoli Gli Aristogiochi - dal Cartoon… una guida ai linguaggi espressivi: musica,
teatro, movimento, arte - Quaderno per giocatori dai 5 ai 12 anni CDO-010 - OSI-MKT,
Brescia 2008, pagg. 48 con CD allegato

• Ciro Paduano I suoni del corpo - Dal gesto suono alla body percussion - Brani, giochi e
attività con e sulla tecnica della body percussion CDO 23 - OSI-MKT, Brescia 2011, pagg. 44
con CD allegato

• Ciro Paduano e Marcella Sanna Altro che musica - Percorsi didattici per la realizzazione di
undici brani da giocare, cantare, suonare e ballare CDO-002 - OSI-MKT, Brescia 2003, pagg.
35

12
• Giovanni Piazza - Roberto Piumini Il Cow-boy misterioso per coro interattivo a 2 voci
bianche accompagnato dal pianoforte e, in modo episodico, da strumenti Orff a barre,
percussioni, body percussion e altri strumenti. 2 [Link]-009A e CDO-009B - OSI-MKT,
Brescia 2007 Partitura (pagg. 76 con CD allegato)

• Giovanni Piazza L’Ippopo… - 19 pezzi facili per pf. su poesie e con disegni originali di Toti
Scialoja CDO-011 - OSI-MKT, Brescia 2008, pagg. 44

• Giovanni Piazza Suoniamoci su...® - Sonorizzazioni di gruppo su playback Reprint


dell’Edizione Ricordi del 1994 CDO-004 - OSI-MKT, Brescia 2004, pagg. 74 Con CD allegato

• Giovanni Piazza Tre pezzi per pianoforte a quattro mani e strumentario ORFF CDO-001A e
CDO-001B - OSI-MKT, Brescia 2003 Partitura (pagg. 23)

• Marcella Sanna … A tempo con i passi … – Danze originali, variate, modificate, rielaborate,
stravolte e inventate per la scuola dell’infanzia e primaria Primo volume CDO–022 – OSI-
MKT, Brescia 2011 pagg. 52 con CD allegato

• Chiara Strada Duetti colorati - 15 pezzi d’autore adattati al pianoforte per bambini ai primi
passi in compagnia dell’[Link]-014 - OSI-MKT Brescia 2009 pag.40

• Chiara Strada Coloured duets - 15 classical pieces adapted to the piano for children's first
steps in music in the company of the teacher. CDO-025 - OSI-MKT Brescia 2014 pag.40

• Chiara Strada Frottole, Villotte e Villanelle – me le canto e me le suono – 20 brani tratti dal
repertorio rinascimentale adattati per canto con accompagnamento pianistico a due mani
nell'ambito delle 5 dita - CDO-019 – OSI-MKT Brescia 2011, pagg. 56

• Chiara Strada Musica in cornice – piccoli cantautori al pianoforte: inventare musica e testi
CDO-031 – OSI-MKT Brescia 2016, pagg. 90

• Chiara Strada Tasti e Testi– sette giochi musicali per la scuola primaria in compagnia dei
grandi pittori CDO-026 – OSI-MKT Brescia 2014, pagg. 56 con cd allegato

• Enrico Strobino Battimani – Giochi di bambini in musica CDO-029 – OSI-MKT Brescia 2015,
pagg. 64 con video in rete

• Enrico Strobino Tintinnabula – Omaggio ad Arvo Pärt attraverso esperienze di ascolto,


analisi, interpretazione e composizione CDO-032 – OSI-MKT Brescia 2016, pagg. 64 con cd
allegato

ALTRE PUBBLICAZIONI

•Giovanni Piazza (a cura di) L'Orff-Schulwerk in Italia EDT/SIEM, 2010, pagg. 192

13

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