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Modo musicale

In musica, un modo è un insieme ordinato di intervalli musicali derivato da una corrispondente scala
musicale variando semplicemente la nota iniziale. A qualsiasi scala musicale pertanto può essere applicato
il concetto di modo: in generale in una scala qualsiasi si possono "estrarre" tanti modi quante sono le note
della scala, ad esempio per le scale diatoniche, costituite da sette note, si possono contare 7 modi distinti.
Tuttavia in alcuni casi i modi "effettivamente esistenti" possono essere in numero inferiore al numero di
note della scala, questo accade ove la particolare struttura della scala comporti che anche a partire da note
diverse si possa osservare la stessa successione di intervalli: è il caso ad esempio della scala Diminuita
(costituita da 8 note e da una successione di otto intervalli in cui ad un tono segue sempre un semitono),
dove i modi osservati sono soltanto due; sempre a titolo di esempio si considerino i casi limite della scala
esatonica (sei note separate da sei intervalli di tono) che ha un solo modo (a partire da qualsiasi nota,
infatti, si osserva sempre e solo una successione di sei toni), e della scala cromatica (12 note separate da 12
intervalli pari a un semitono) che pure ha un solo modo (a partire da qualsiasi nota, infatti, si osserva
sempre e solo una successione di dodici semitoni).
I modi musicali più noti e studiati, in ogni caso, sono i modi della scala diatonica, ai quali vengono
attribuiti specifici nomi. L'importanza di tale scala e dei relativi modi nella musica occidentale è dovuta al
fatto che su essa si basa il sistema tonale occidentale, ovvero l'insieme delle "note di base" di qualsiasi
brano musicale: in particolare nella musica occidentale al concetto di Modo è legato quello di tonalità, dal
momento che quest'ultima sfrutta la definizione di modo.
In tal senso è utile indicare che è talvolta diffuso l'uso del termine modalità, in opposizione a tonalità, per
distinguere i modi utilizzati nelle tonalità dei brani medievali e rinascimentali, rispetto ai modi delle
tonalità di gran parte della musica più recente (sostanzialmente i soli modi maggiore e il minore).
I modi e le scale modali non sono utilizzati esclusivamente per la definizione delle tonalità dei brani, ma
anche indipendentemente da queste all'interno dei brani, nella tessitura melodica ed armonica: un uso
particolare di scale modali viene effettuato nel jazz, e più in particolare nella corrente definita, appunto,
jazz modale. Anche in questo senso i termini modalità e tonalità sono spesso utilizzati in opposizione l'uno
all'altro, anche se con motivazioni totalmente diverse rispetto a quanto indicato prima: in questo caso
infatti si distinguono due particolari stili improvvisativi basati, a loro volta, su due diverse maniere di
costruire la progressione armonica dei brani.

Storia
Nella musica della Grecia antica i modi prendevano il nome di harmonìai (ἁρμονίαι), armonie; si trattava
di 8 scale discendenti alle quali veniva attribuita una denominazione etnica: armonia dorica, frigia, ecc. La
teoria musicale greca prevedeva che esse fossero costituite da due tetracordi discendenti formati da 4 note
per grado congiunto. I tetracordi in questione dovevano essere omologhi, cioè dovevano presentare la
stessa serie di toni e semitoni. Ad esempio, l'armonia dorica era formata dalle note Mi Re Do Si - La Sol
Fa Mi, dove entrambi i tetracordi erano formati dagli intervalli discendenti T T ST.
Anche se molti pensano che i modi ecclesiastici, vale a dire i modi della musica europea medievale,
discendano direttamente da questa nozione di modalità, la loro nascita è diversa perché direttamente
connessa con il repertorio liturgico della chiesa cristiana. Le terminologie teoriche furono però ricavate
dalla teoria musicale greca, compresi i termini etnici connessi ai modi, con la differenza che furono
applicati quelli utilizzati per definire le trasposizioni tonali dei modi (detti tropi) ai diversi modi musicali,
ottenendo uno sfasamento ravvisabile ancora oggi (il modo di Mi, infatti, che in Grecia era il modo dorico,
per i teorici latini divenne il modo frigio; analogo sfasamento per tutti gli altri modi).
Nel XVI secolo, il teorico svizzero Glareano pubblicò il Dodekachordon, nel quale solidifica il concetto
dei modi ecclesiastici, aggiungendone altri quattro: l'eolio, l'ipoeolio, lo ionico e l'ipoionico; questi ultimi
modi non sono altro che la prima apparizione teorica dei modi maggiore e minore.
La musica antica ha fatto grande uso dei modi ecclesiastici, che non si limitavano alle diverse scale
musicali utilizzate. Come spiega la musicologa Liane Curtis (1988), nella musica medievale e
rinascimentale "non bisogna pensare i modi equivalenti alle scale; i principi dell'organizzazione melodica,
il posizionamento delle cadenze, e l'emotività indotta sono parti essenziali del contenuto modale".
In seguito, però, i modi sono stati organizzati basandosi sulla loro relazione rispetto alle successioni di
intervalli relativi alla scala maggiore. La concezione moderna delle scale modali descrive un sistema dove
ogni modo ha la scala diatonica usuale, ma inizia da una nota diversa. I modi sono tornati di moda all'inizio
del secolo scorso, nello sviluppo del jazz (jazz modale) e nella musica contemporanea. Anche molta
musica folk è composta, o si può analizzare, pensando ai modi. Ad esempio, nella musica tradizionale
irlandese compaiono i modi ionico, dorico, eolio e misolidio, in ordine più o meno decrescente di
frequenza; con l'evoluzione del modo eolio, in cui si alza la settima di un semitono, formando la scala
minore armonica, costituisce la base di tutti i brani del genere flamenco.

Scala modale
Caratteristica

Le scale modali estendono e in qualche modo completano, nella musica, il concetto di scala musicale
tipico dell'armonia classica tradizionale. Una melodia impostata su scale modali, all'orecchio moderno e
occidentale, induce l'idea di qualcosa di sospeso, arcaico, indefinito. I canti gregoriani erano basati su
particolari scale modali e le musiche medievali sono spesso impostate su scale modali. Anche nei canti
popolari più arcaici si ritrova la modalità, ad esempio la stornella romagnola e la bovara romagnola sono
due canti lirico-monostrofici popolari che si basano su scale modali. Scale modali sono utilizzate anche
nella musica jazz.

La costruzione

Le sette note della musica occidentale vengono messe in serie per grado congiunto in modo da dar vita a
scale ascendenti che modernamente sono la scala maggiore (dal Do al Do all'ottava superiore) e minore
(dal La al La dell'ottava superiore). Nel passato si utilizzavano molte più scale, dette modali, ciascuna
avente inizio da una delle sette note e fine sulla stessa all'ottava superiore. Possiamo sperimentare tali scale
utilizzando i tasti bianchi del pianoforte e suonando, per esempio, partendo dalla nota Re alla nota Re
dell'ottava superiore. L'idea è semplice: presa una scala "tradizionale" (maggiore, minore melodica, minore
armonica), si costruisce una nuova scala per ogni nota della scala considerata. In questo modo, da ogni
scala "tradizionale" si ottengono sette modi con sette differenti sequenze di intervalli per ognuno.
Ovviamente, le scale costruite sul primo grado di ognuna delle scale tradizionali coincidono con le scale
tradizionali medesime.
È fondamentale comprendere che quello che in realtà caratterizza e dà il nome ad una scala, è la precisa
successione di intervalli, cioè di toni e semitoni, da cui essa è caratterizzata. Di seguito infatti sono
riportate scale in cui compaiono pochissime alterazioni (# e b), per rendere più facile la lettura. Per capirci
meglio facciamo l'esempio di una scala Frigia. L'esempio sottostante è una scala Frigia di MI, perché
partendo appunto dal Mi e seguendo la successione di intervalli (propria della scala Frigia) composta da S
T T T S T T, le note che dobbiamo suonare sono tutte note naturali, senza alterazioni appunto. Ma
possiamo benissimo costruire altre scale Frigie su "tutte" le altre note, seguendo quella successione di
intervalli. Questo è vero per ogni scala, IN PARTICOLARE per le scale maggiori e minori, che non sono
solo quelle che partono dal Do e dal La rispettivamente.
Si indicano nel seguito gli intervalli con "T" il tono e con "S" il semitono. Le scale sono indicate mediante
un esempio in una tonalità semplice. I loro nomi derivano per lo più da nomi di antiche scale greche.

I modi della scala diatonica


Scale modali costruite sui gradi della scala maggiore

Di seguito la definizione "moderna" dei modi relativi della scala diatonica. Verranno evidenziati in
grassetto i gradi che differiscono rispetto a quelli del modo Ionico (Maggiore).
 Ionico o Maggiore
Struttura: tono, tono, semitono, tono, tono, tono, semitono (in breve T-T-S-T-T-T-S, o 2-2-1-2-2-2-1 indicando il numero di
semitoni).
Intervalli: Tonica, 2 maggiore, 3 maggiore, 4 giusta, 5 giusta, 6 maggiore 7 maggiore, 8.
Esempio: Do ionico = Do Re Mi Fa Sol La Si Do
 Dorico

Si trova a partire dal secondo grado del modo maggiore (T-S-T-T-T-S-T o 2-1-2-2-2-1-2).
Intervalli: Tonica, 2 maggiore, 3 minore, 4 giusta, 5 giusta, 6 maggiore, 7 minore , 8.
Esempio: Re dorico = Re Mi Fa Sol La Si Do Re
Esempio: Do dorico = Do Re Mib Fa Sol La Sib Do
 Frigio

Si trova a partire dal terzo grado del modo maggiore (S-T-T-T-S-T-T o 1-2-2-2-1-2-2).
Intervalli: Tonica, 2 minore, 3 minore, 4 giusta, 5 giusta, 6 minore, 7 minore, 8.
Esempio: Mi frigio = Mi Fa Sol La Si Do Re Mi
Esempio: Do frigio = Do Reb Mib Fa Sol Lab Sib Do
 Lidio o Napoletano Maggiore

Si trova a partire dal quarto grado del modo maggiore (T-T-T-S-T-T-S o 2-2-2-1-2-2-1).
Intervalli: Tonica, 2 maggiore, 3 maggiore, 4 aumentata, 5 giusta, 6 maggiore 7 maggiore, 8.
Esempio: Fa lidio = Fa Sol La Si Do Re Mi Fa
Esempio: Do lidio = Do Re Mi Fa# Sol La Si Do
 Misolidio

Si trova a partire dal quinto grado del modo maggiore (T-T-S-T-T-S-T o 2-2-1-2-2-1-2).
Intervalli: Tonica, 2 maggiore, 3 maggiore, 4 giusta, 5 giusta, 6 maggiore, 7 minore, 8.
Esempio: Sol misolidio = Sol La Si Do Re Mi Fa Sol
Esempio: Do misolidio = Do Re Mi Fa Sol La Sib Do
 Eolio o Minore

Si trova a partire dal sesto grado del modo maggiore (T-S-T-T-S-T-T o 2-1-2-2-1-2-2).
Intervalli: Tonica, 2 maggiore, 3 minore, 4 giusta, 5 giusta, 6 minore, 7 minore, 8.
Esempio: La eolio = La Si Do Re Mi Fa Sol La
Esempio: Do eolio = Do Re Mib Fa Sol Lab Sib Do
 Locrio o ipofrigio

Si trova a partire dal settimo grado del modo maggiore (S-T-T-S-T-T-T o 1-2-2-1-2-2-2).
Intervalli: Tonica, 2 minore, 3 minore, 4 giusta, 5 diminuita, 6 minore, 7 minore, 8.
Esempio: Si locrio = Si Do Re Mi Fa Sol La Si
Esempio: Do locrio = Do Reb Mib Fa Solb Lab Sib Do

Riassumendo ecco le differenze fra i sette modi:


Ionico (1º grado) 1 2M 3M 4g 5g 6M 7M 8
Dorico (2º grado) 1 2M 3m 4g 5g 6M 7m 8
Frigio (3º grado) 1 2m 3m 4g 5g 6m 7m 8
Lidio (4º grado) 1 2M 3M 4A 5g 6M 7M 8
Misolidio (5º grado) 1 2M 3M 4g 5g 6M 7m 8
Eolio (6º grado) 1 2M 3m 4g 5g 6m 7m 8
Locrio (7º grado) 1 2m 3m 4g 5d 6m 7m 8
Esistono inoltre delle significative relazioni fra i vari modi della scala maggiore nella sue diverse tonalità:
ad esempio le note che compongono il modo Ionico della scala di DO sono le stesse del modo Dorico della
scala stessa, lo stesso vale per le seguenti scale ovvero il modo Frigio, Lidio, Mixolidio, Eolio e Locrio.

Scale modali costruite sui gradi della scala minore melodica

Non tutte hanno un nome ben preciso, e saranno identificate paragonandole a scale modali costruite sulla
scala maggiore e indicando le differenze. Da notare che la scala minore melodica è, in sostanza, simile a
una scala maggiore ma, essendo la scala minore, con l'intervallo tra primo e terzo grado costituito da una
terza minore (un tono e mezzo). Da qui le sonorità particolari delle scale modali costruite sulla scala
minore melodica. Queste scale sono molto utilizzate, soprattutto in ambiti jazz e fusion.
Scala Dorico 7M (equivalente alla scala minore melodica ascendente)
La(T)Si(S)Do(T)Re(T)Mi(T)Fa#(T)Sol#(S)
Scala Dorico, 2m: simile ad una scala dorica, ma con un intervallo tra primo e secondo grado di un solo
semitono.
Si(S)Do(T)Re(T)Mi(T)Fa#(T)Sol#(S)La(T)
Scala Lidio aumentato: simile ad una scala lidia, ma con un intervallo di quinta eccedente tra primo e
quinto grado.
Do(T)Re(T)Mi(T)Fa#(T)Sol#(S)La(T)Si(S)
Scala Lidio dominante: simile ad una scala lidia, ma con un intervallo di settima minore tra primo e
settimo grado.
Re(T)Mi(T)Fa#(T)Sol#(S)La(T)Si(S)Do(T)
Scala Misolidio 6m: simile ad una scala misolidia, ma con un intervallo di sesta minore tra primo e sesto
grado.
Mi(T)Fa#(T)Sol#(S)La(T)Si(S)Do(T)Re(T)
Scala Locrio 2M: simile ad una scala eolia, ma con un intervallo di quinta diminuita tra primo e quinto
grado.
Fa#(T)Sol#(S)La(T)Si(S)Do(T)Re(T)Mi(T)
Scala Superlocrio
Sol#(S)La(T)Si(S)Do(T)Re(T)Mi(T)Fa#(T)

Scale modali costruite sui gradi della scala minore armonica

Come le scale modali costruite a partire dalla scala minore melodica, anche quelle derivate dalla scala
minore armonica non hanno un nome preciso, e saranno identificate paragonandole a scale modali costruite
sulla scala maggiore e indicando le differenze.
La scala minore armonica equivale al modo eolio della scala maggiore, con la differenza che il settimo
grado della scala è alzato di un semitono, in modo da poter svolgere le funzioni di sensibile. In questo
modo, però, si forma un intervallo di seconda eccedente tra il sesto e il settimo grado della scala. Può
anche essere vista come una scala melodica con la sopradominante abbassata di un semitono.
Scala Eolio 7M (scala minore armonica)
La(T)Si(S)Do(T)Re(T)Mi(S)Fa(T+S)Sol#(S)
Scala Locrio 6M (o locria bequadro 6)
Si(S)Do(T)Re(T)Mi(S)Fa(T+S)Sol#(S)La(T)
Scala Ionico aumentato
Do(T)Re(T)Mi(S)Fa(T+S)Sol#(S)La(T)Si(S)
Scala Dorico 4 aumentata (o lidia b3 b7 o dorica #4)
Re(T)Mi(S)Fa(T+S)Sol#(S)La(T)Si(S)Do(T)
Scala Frigio dominante
Mi(S)Fa(T+S)Sol#(S)La(T)Si(S)Do(T)Re(T)
Scala Lidio 2 aumentata
Fa(T+S)Sol#(S)La(T)Si(S)Do(T)Re(T)Mi(S)
Scala Superlocrio diminuito
Sol#(S)La(T)Si(S)Do(T)Re(T)Mi(S)Fa(T+S)

Sonorità ed esempi sui modi diatonici


Ogni modo ha una sua sonorità caratteristica, e quando definisce una tonalità comporta anche distinte
possibilità nella creazione della progressione armonica del brano.
 Il modo ionico è quello comunemente conosciuto come Modo Maggiore, quindi moltissime
canzoni, come ad esempio Happy birthday, sono in tonalità di modo maggiore. Lo Ionico è il modo
più "stabile", proprio grazie alla struttura dei suoi gradi, e nella musica occidentale rende possibile
una gran varietà di progressioni armoniche. Data la sua somiglianza col modo Lidio, nel fraseggio
jazz/fusion, può essere sostituito con questo soprattutto ove sia sostenuto da un accordo di Settima
Maggiore, anche se ciò non influsce sulla tonalità. È l'unico modo dove, armonizzando la quadriade
costruita sulla tonica, l'accordo di settima di dominante viene a trovarsi proprio sul quinto grado
(dominante) (V7).

 Il modo dorico è simile al minore, cui differisce per la sesta maggiore, che produce un accordo
maggiore IV, e un accordo minore ii. Esempi di brano in tonalità di modo dorico sono il noto brano
tradizionale folk Greensleeves, Impressioni di settembre della PFM, Oye Como Va di Santana,
Impressions di John Coltrane, Another Brick in the Wall dei Pink Floyd; in questi i brani, la nota
che "sta meglio" è proprio la sesta.

 Il modo frigio ha come caratteristica principale la seconda minore, che porta agli accordi bII e v
(diminuito). Viene utilizzato molto poco nella classica, e molto nel blues e nel metal, a causa della
sua sonorità piuttosto scura; spesso si applica il suo corrispondente, il frigio dominante, che è molto
comune nel flamenco, tanto che lo si definisce a volte modo "spagnolo". Il secondo movimento
della Quarta sinfonia di Brahms inizia in modo frigio. È utilizzato più come soluzione melodica per
il fraseggio, che per definire tonalità di brani.

 Il modo lidio ha il quarto grado aumentato. Questo significa che l'accordo sul quarto grado (iv) è
semidiminuito invece che maggiore, quello sul settimo (vii) minore invece che diminuito, e infine
quello sul secondo grado (II) maggiore invece che minore. Un esempio di brano scritto in tonalità di
modo lidio è la sigla dei I Simpson; nella discografia di Joe Satriani si trovano molti brani lidi. Si
tratta comunque di un modo molto diffuso, anche nel jazz modale e nella classica (ad esempio il
primo movimento della suite Lieutenant Kijé di Prokofiev). Frank Zappa ne ha fatto largo uso, sia
nelle composizioni che nei suoi assoli chitarristici.

 Il modo misolidio è simile al maggiore, da cui differisce per avere il settimo grado abbassato di
mezzo tono. La quadriade costruita sulla tonica è un accordo di settima di dominante, il che porta
agli accordi I7, v (minore anziché maggiore) e bVII. In teoria ci sarebbe anche l'accordo diminuito
sul terzo grado iii, ma, in pratica, non viene usato. La particolarità del misolidio è il possesso del
suo accordo fondamentale, M7, dell'intervallo di tritono, ossia di quinta diminuita, precisamente
formato dalla terza e dalla settima dell'accordo; la presenza del tritono fa sì che l'accordo possa
reggere un'infinità di tensioni, basti pensare al blues: si utilizzano normalmente la pentatonica
maggiore e la pentatonica minore della tonalità del giro, la scala blues, volendo anche l'esatonale!
Un esempio molto noto di brano in modo misolidio è Norwegian Wood dei Beatles, che
"sembrerebbe" in sol maggiore a patto di considerare fa naturale come "alterazione" e l'accordo di
fa maggiore come accordo alterato, ma che va più correttamente considerato, per l'appunto, in sol
misolidio. Altri brani misolidi sono The Mule dei Deep Purple, o Freeway Jam di Jeff Beck, o
ancora il celebre tema eseguito al minimoog di "è Festa" della Premiata Forneria Marconi.

 Il modo eolio è meglio conosciuto come scala minore naturale; ovviamente, gli accordi maggiori di
questo modo nascono sul terzo, sul sesto e sul settimo grado. Come già detto, all'interno di
progressioni jazz su accordo min7 gli si può preferire il modo dorico, soprattutto su cadenze ii-V-I.
Esempio di brano composto con il modo Eolio è Summertime di Gershwin. Facilmente, però, si
trovano brani di modo minore in cui il fraseggio segue la scala minore armonica, in cui la settima è
eccedente: una quinta sopra troveremo la corrispondente scala Frigia Dominante.

 Il modo locrio, infine, ha sia la seconda minore che la quinta diminuita; questo significa che
l'accordo sul primo grado i è semidiminuito (m7b5), il che a sua volta implica che stabilire la
tonalità è praticamente impossibile; i pochi pezzi classici scritti in questo modo usano l'accordo
minore - quindi alterato - sul primo grado per stabilire la tonalità, e poi lavorano su iii e bV.
L'instabilità del modo è tale che non si può nemmeno usare l'accordo sul secondo grado bII, perché
diverrebbe immediatamente percepito come la nuova tonica di un brano in tonalità maggiore.
Spesso l'accordo di questo modo è sostituito con quello del corrispondente modo Misolidio. Il
locrio viene utilizzato con altri toni di passaggio da chitarristi come Steve Vai e Joe Satriani, e nel
death metal negli assoli, insieme a scale cromatiche.
Imparare i modi
 A partire dai gradi

A partire dalla scala maggiore si possono ricostruire facilmente tutti i modi ricordandone l'ordine (in base
al loro grado rispetto a quello del modo Ionico)
Modo Grado Nota di partenza rispetto alla scala maggiore di DO
Ionico I DO (prima nota)
Dorico II RE (seconda nota)
Frigio III MI (terza nota)
Lidio IV FA (quarta nota)
Misolidio V SOL (quinta nota)
Eolio VI LA (sesta nota)
Locrio VII SI (settima nota)
La nota di partenza della scala, nel modo desiderato, sarà ovviamente quella del grado corrispondente (es:
nel caso del modo Lidio la prima nota da suonare, la Tonica, sarà la quinta della sequenza della scala
maggiore a cui ci si sta riferendo).
Ottenuta a questo punto la scala maggiore nel modo desiderato non resta che traslarla fino al tono finale.
Esempio completo:
Voglio ottenere il modo Eolio della scala maggiore di MIb.
Considero la scala maggiore di Do, la più comoda dato che non presenta alterazioni (sul pianoforte, fra l'altro, è interamente sui
tasti bianchi): DO RE MI FA SOL LA SI DO.
Il modo eolio corrisponde al 6º grado della scala maggiore, quindi prendo come punto di partenza il LA ottenendo: LA SI DO
RE MI FA SOL LA.
A questo punto traslo la scala dal LA al MIb (intervallo di 5 diminuita, 6 semitoni): MIb FA SOLb LAb SIb DOb REb MIb.
 A partire delle equivalenze per la scala di DO

Un altro modo comodo per ricostruire la sequenza di note di ogni modo è memorizzare a quale scala
maggiore ionica corrisponde ogni modo della scala maggiore di DO.
Eseguendo la scala in questione partendo dalla nota di DO (Tonica) si otterrà il modo desiderato.
Resta solo da traslare la scala alla tonalità desiderata.
modo ionico di DO: si esegue la scala maggiore di DO maggiore
modo dorico di DO: si esegue la scala maggiore di SIb
modo frigio di DO: si esegue la scala maggiore di LAb
modo lidio di DO: si esegue la scala maggiore di SOL
modo misolidio di DO: si esegue la scala maggiore di FA
modo eolio di DO: si esegue la scala maggiore di MIb
modo locrio di DO: si esegue la scala maggiore di REb
 A partire dagli intervalli

Se si preferisce vedere come variano gli intervalli, toni (T) e semitoni (s), nei vari modi, si veda lo schema
seguente.
Si noti, in particolare, come i semitoni si spostano di un posto a sinistra di riga in riga!
T - T - s - T - T - T - s Ionio (Maggiore)
T - s - T - T - T - s - T Dorico
s - T - T - T - s - T - T Frigio
T - T - T - s - T - T - s Lidio
T - T - s - T - T - s - T Misolidio
T - s - T - T - s - T - T Eolio (Minore)
s - T - T - s - T - T - T Locrio
 Basandosi sul circolo delle quinte

Un ulteriore modo per ricostruire le note di un modo della scala maggiore in una certa tonalità viene,
basandosi sul circolo delle quinte, dal conteggio delle alterazioni in chiave dei vari modi rispetto a quelli
della scala nel modo ionico.
modo differenza
Ionio 0
Dorico -2
Frigio -4
Lidio +1
Misolidio -1
Eolio -3
Locrio -5

Esempio:
Voglio ottenere le note della scala maggiore di Re nel modo frigio.
In base al circolo delle quinte so che la scala maggiore di Re presenta 2 diesis (alterazione di +2).
Dallo schema precedente vedo che il modo frigio applica un'alterazione di -4.
Sommo i due valori: 2-4 = -2
La scala maggiore di Re frigio avrà -2 alterazioni in chiave (ossia 2 bemolli).

NB Il circolo delle quinte ci dice anche che la scala maggiore ionica con 2 bemolli è quella di SIb, che
infatti è costituita dalle stesse note. Cambia solo la tonica.

Circolo delle quinte


Il circolo delle quinte o ciclo delle quinte è un grafico utilizzato nella teoria musicale per mostrare le
relazioni tra le dodici note che compongono la scala cromatica.
L'intervallo di quinta perfetta ha molti significati in teoria musicale: esso è alla base del temperamento
pitagorico ed è l'intervallo che suona meglio ed in modo più naturale per l'orecchio umano.
Per illustrare tutti questi significati facciamo riferimento alla seguente illustrazione visiva, dove in un
quadrante di orologio sono inserite in senso orario le note a partire dal Do in successione di quinte giuste.
In questo modo tutte e dodici le note sono rappresentate, e in senso orario ogni nota è adiacente alla sua
dominante mentre in senso antiorario alla sua sottodominante (nel caso di do: fa è sottodominante e sol è
dominante).
Per determinare il numero di diesis o bemolle che sono inseriti in chiave per una determinata tonalità ci si
muove in senso orario per i diesis ed in senso antiorario i bemolle.
Per esempio partendo dal Do maggiore, che non ha accidenti (alterazioni) in chiave, ci spostiamo sul Sol
che ha un diesis in chiave (Fa#), il Re maggiore ha due diesis (Fa# e Do#) e così via.
Nell'altro verso spostandoci sul Fa maggiore abbiamo un bemolle in chiave (il Sib), il Sib maggiore ne ha
due (il Sib ed il Mib) e così via.
Il circolo delle quinte si può anche usare per definire le scale: 7 note consecutive adiacenti formano una
scala maggiore, 5 note consecutive compongono una scala pentatonica. Per esempio le note dal Fa in senso
orario fino al Si formano la scala di Do maggiore.
Se invece consideriamo i nomi delle note come accordi questi possono aiutare a visualizzare i movimenti
armonici di una progressione tipica come la cosiddetta seconda-quinta-prima (rappresentata spesso come
ii-V-I, ovvero: seconda minore - quinta maggiore dominante - tonica). Per esempio la tipica progressione
Sol-7 / Do7 / Fa si visualizza in senso antiorario partendo dal Sol.
Considerando sempre le note come accordi, quelle che si trovano agli opposti della circonferenza (per
esempio Do e Fa#) sono separate da un tritono, un intervallo particolarmente delicato. Tale intervallo
spesso è utilizzato per creare tensione nel brano musicale, mediante la sostituzione di tritono, ovvero si
sostituisce ad una progressione un accordo di settima dominante con il suo tritono, ad esempio nella
progressione Sol-7 / Do7 / Fa si sostituisce il Do7 con un Solb7).

Ciclo diatonico delle quinte


Il cosiddetto ciclo diatonico delle quinte è un ciclo delle quinte che utilizza solo le note di una scala
maggiore, o diatonica. Ciò implica che un passaggio sia di quinta diminuita, anziché di quinta giusta. Ad
esempio nella scala di Do il ciclo diatonico delle quinte è il seguente: Do Fa Si Mi La Re Sol Do. Il
passaggio da Fa a Si è di una quinta diminuita discendente anziché di una quinta giusta discendente.
Rispettando gli accordi derivati dall'armonizzazione della scala di Do maggiore si ottiene il seguente ciclo
diatonico delle quinte armonizzato:
Domaj7 Famaj7 Sim7/b5 Mim7 Lam7 Rem7 Sol7 Do7.