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LE CADENZE ARMONICHE

Il discorso armonico, come il discorso letterario, ha delle punteggiature, chiamate CADENZE. Le cadenze sono particolari concatenamenti di accordi: Le principali sono:

CADENZA PERFETTA (V I) entrambi in stato fondamentale CADENZA IMPERFETTA (V I) con uso di rivolti di cui i casi tipici sono: VI 6 5

VI 5 6

CADENZA PLAGALE (IV I) entrambi in stato fondamentale oppure: IV I 6 5 4

CADENZA SOSPESA (II V) generalmente entrambi in stato fondamentale CADENZA DINGANNO (V VI) rigorosamente entrambi in stato fondamentale Nella cadenza dinganno per evitare errori di quinte o ottave parallele o di intervalli melodici proibiti, si raddoppia di norma la terza nellaccordo del sesto grado. CADENZA EVITATA (V accordo di dominante o di sensibile di unaltra tonalit)

Nellarmonia tradizionale ci sono accordi che hanno funzione analoga: V e VII IV e II Il V grado pu essere spesso sostituito dal VII grado con esito di una maggiore asprezza data dalla triade diminuita, ma solo nel concatenamento con il I grado e non con il VI. Il IV grado pu essere sostituito dal II grado, specie per variare unarmonizzazione basata rigidamente sui tre gradi principali (I, IV, V).

SCHEMA DEI PRINCIPALI CONCATENAMENTI ARMONICI CLASSICI I numeri romani di questo schema si riferiscono ai gradi armonici e non a quelli melodici; senza ulteriore indicazione si intendono in stato fondamentale, i rivolti sono invece precisati.

II 6 IV 5 - 6- 6 4 I V 5 - 6- 6 4 VI VII (5) - 6

I 6 II 4 V 5-6 VII 56

I 5 - 6- 6 4 II IV (6) V 56 VII 56

I V 5 - 6- 6 4 VI

II 5 (6) IV VI V (5 6) VII (5 6)

VII

I 5-6

Si indicato uno schema relativamente valido che non ha pretese di assolutezza e pu essere un semplice aiuto per chiarire le possibilit di concatenamenti fra triadi nellarmonia classica. Considerando anche le possibilit con uso di settime e none lo schema sostanzialmente non cambia, ma si tratta di aggiungere un rivolto e qualche caso che, con il semplice uso di triadi, sarebbe di scarso interesse. Ma prima di affrontare queste casistiche bene affrontare il discorso dellarmonia dissonante.