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HANON - Principali varianti ritmiche

Andiamo quindi a vedere le principali varianti ritmiche da poter applicare agli esercizi
Hanon.

Nota corta e nota lunga

Questa è la prima variante che generalmente si studia. Come puoi vedere l’esempio è
stato fatto sul primo esercizio dell’Hanon ma può essere riprodotto su tutti gli altri.
L’esercizio è stato quindi trasformato, passando da tutti sedicesimi, a sedicesimi col punto
seguiti da trentaduesimi.
Perché questa variante?
Questo ha lo scopo di preparare l’allievo allo scatto. Infatti, questa variante non va
proprio presa alla lettera. Mi spiego meglio. Non bisogna suonare le notazione ritmica che
si legge (semicroma col punto seguita da biscroma ecc..), ma bisogna tenere la
semicroma col punto un po’ più lunga di quello che realmente vale, e la biscroma un po’
più corta, in modo tale da concentrarsi interamente sullo scatto delle biscroma e non sul
ritmo in sé stesso che serve a poco. Quindi questa variante risulta utile se viene eseguita
in questo modo.
Ovviamente prima di poter arrivare ad eseguire bene lo scatto, bisogna eseguire
l’esercizio lentamente e poi portarlo alla velocità finale.

Nota Tenuta

La variante della nota tenuta consiste nel tenere premuto per il resto della battuta il
primo tasto che si preme, e, se ciò non è possibile in alcuni esercizi, si può tenere giù
qualsiasi tasto.
Anzi delle volte è conveniente fare questo esperimento col mignolo. Ovvero, nel caso di
questo esercizio, bisogna suonare normalmente le prime 4 note (Do Mi Fa Sol), e sul La
bisogna tenere premuto il mignolo. E’ un ottimo esercizio.
Perché questa variante?
Questa variante aiuta a sviluppare, e non di poco, il dito che tiene la nota che rimane
tenuta. Quindi il dito che rimane giù sarà quello che trarrà beneficio e indipendenza da
questo esercizio.
Un altro buon esercizio, che però ti consiglio di fare solo quando avrai provato per bene
tutte le varianti, è quello di unire le varianti. Per esempio, unire a questa variante della
nota tenuta, quella della nota lenta e nota veloce. In questo modo si vengono a
prendere “due piccioni con una fava” 😉 .

Accenti ritmici

Questa è forse una delle varianti più difficili in assoluto. Nonostante a vederla così non
sembri niente di che, in realtà è molto insidiosa.
Praticamente questa variante pone degli accenti ritmici che sono al di fuori del ritmo
binario del 2/4, facendo così diventare questi sedicesimi come se fossero delle terzine,
anche se il ritmo rimane sempre quello dei sedicesimi. E’ veramente complicato.
Ovviamente la variante va riportata per tutta la durata del brano. Perciò l’accento deve
sempre essere posizionato ogni 3 note, indipendentemente da dove siano posizionate le
stanghette (o spezzabattute).
Questa è quindi una variante che consiglio vivamente di eseguire.
Perché questa variante?
Nella musica tonale e non, si trovano molto spesso i casi in cui l’accento viene spostato. In
Beethoven questo accade di frequente, mi viene in mente la 5° sonata per pianoforte riga
n.12-13, sennò della stessa sonata nell’Adagio molto la quinta riga, oppure in Mozart nella
sonata n.14 (Kv 457) nella riga n.10 dell’ Adagio, quando si susseguono accenti f e p di
continuo. Ovviamente di sicuro ci sono migliaia di altri esempi che rendono valida ed utile
questa variante.
Cambio ritmo

Questa è un’altra variante che mi sento assolutamente di consigliarti. E’ utile soprattutto


per suonare le sonate di Mozart dove puoi trovare degli improvvisi cambi di ritmo che
riescono a spiazzare coloro che sono meno esperti.
Questa variante consiste nel passare dalle semiminime alle crome, alle semicrome (e se si
riesce anche alla biscrome) senza un ordine ben preciso. L’importante è far durare per un
po’ di tempo i campi di ritmo. Nell’esempio sopra per motivi di spazio ho fatto durare ogni
cambio di tempo per circa 1 o 2 battute, ma l’ideale sarebbe farlo durare almeno 6-8
battute.
Un consiglio spassionato qui è quello di utilizzare il metronomo perché senza di esso è
veramente facile perdersi.
Ad ogni modo le varianti sono presenti nell’Hanon, a seconda delle edizioni verso le prime
o le ultime pagine (o al centro), perciò prova a dare un’occhiata anche sul tuo libro e…
buono studio! 😉
Ps. Prova a trascrivere le varianti su pentagramma se hai difficoltà ad immaginartele.

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