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BATTERISTI E RISCALDAMENTO

Riccardo Grechi.

ACCORGIMENTI, CONSIGLI ED ESERCIZI


PROPEDEUTICI.
Nel mondo della batteria un aspetto spesso sottovalutato è l’approccio propedeutico allo
strumento stesso. L’esecuzione di un brano, o il tempo dedicato allo studio di qualsivoglia
tecnica, può essere seriamente compromesso se non preceduto da un’adeguata dose di
riscaldamento. Ma quanto tempo dedicarci? Quali muscoli vengono maggiormente
interessati e quali gli esercizi attui a predisporre al meglio il nostro fisico?
Prima di rispondere a queste domande è bene soffermarsi su alcuni fattori “esterni”, ossia
che non dipendono direttamente dal nostro corpo ma che condizionano comunque la fase
di riscaldamento.

LA TEMPERATURA E L’UMIDITA’ DELL’AMBIENTE


Suonare in un ambiente freddo e/o umido, oltre che risultare più arduo e
controproducente, può essere deleterio per i muscoli e tendini del nostro corpo. Bisogna
sempre assicurarsi di avere una temperatura dell’ambiente adeguata (non inferiore ai
20°C) ed ove non sia possibile, sarà necessario agire con esercizi di riscaldamento più
intensi onde evitare di stressare inutilmente il nostro fisico. Un secondo importante fattore
da tenere in considerazione è, per l’appunto, lo stress muscolare.

LO STRESS MUSCOLARE
Anche con un’adeguata temperatura, eseguire esercizi e brani “a freddo” significa logorare
tendini e muscoli, soprattutto in presenza di battiti eseguiti ad alte velocità. In tali
condizioni, se gli stessi muscoli vengono sottoposti a intensi sforzi, c’è il serio rischio di
infiammazioni, crampi e tendiniti che nel peggiore dei casi sono curabili solamente con
interventi chirurgici. Bisogna specificare che tendini e muscoli vengono sottoposti a stress
anche in seguito ad un adeguato riscaldamento; in presenza di esecuzioni ad alti bpm, o
per lunghe durate, è possibile imbattersi in dolori e irrigidimento di alcune fasce muscolari.
In tal caso siamo in presenza di sintomi “naturali” causati dall’elevato uso della parte
interessata. Decelerare gradualmente, senza interrompere bruscamente l’esecuzione,
aiuterà a rilassare la parte dolente.
LA VELOCITA’ DEI MOVIMENTI DI RISCALDAMENTO
E’ bene quindi, in base a quanto detto, iniziare la fase degli esercizi di riscaldamento
lentamente (sia quelli del corpo che i rudimenti sul set) e con movimenti morbidi. Per
fornire una velocità di riferimento si può impostare il metronomo tra i 50 e i 60 bpm
(divisione in ottavi).

LA DURATA DEGLI ESERCIZI DI RISCALDAMENTO


Anche se gli esercizi che andremo ad elencare venissero eseguiti in un ambiente con
temperatura adeguata, con i muscoli rilassati e alla giusta velocità, risulterebbero
comunque vani se non eseguiti per una durata idonea. Ogni esercizio richiede il suo
tempo, inutile altrimenti eseguirli. Questo varierà in base al tipo di esercizio e alla fascia
muscolare interessata. Possiamo raggruppare queste durate essenzialmente in tre
categorie:
• Esercizi di stretching: mantenere la posizione di massima estensione per 20-25 secondi
circa.
• Esercizi di rotazione ed estensione: ripetere la ciclicità del movimento per 60 secondi
circa.
• Rudimenti: esecuzione per 60 secondi minimo.
I movimenti di riscaldamento verranno elencati in un preciso ordine, dando priorità alle
parti del corpo maggiormente interessate. Una volta che muscoli e tendini sono caldi a
sufficienza andremo ad analizzare alcuni rudimenti dello strumento, sempre a scopo
propedeutico allo studio della batteria e all’esecuzione dei brani. E’ consigliato quindi
seguire gli esercizi nell’ordine in cui verranno elencati e tenere in considerazione quanto
descritto fino ad ora, onde evitare di ripetere di volta in volta gli accorgimenti necessari.
Andiamo dunque a descrivere alcuni degli esercizi più utili e diffusi differenziandoli tra le
parti che compongono gli arti superiori (dita della mano, polso, braccia, avambraccio e
spalle) e quelli inferiori (caviglia, polpaccio, quadricipite e muscoli cosciali).

GLI ARTI SUPERIORI:


I POLSI
1. Con le mani in posizione rilassata roteare i polsi in senso orario. Ripetere l’esercizio in
senso antiorario.
2. Porre una mano sopra l’altra in modo che entrambi i palmi siano rivolti verso il basso.
Con la mano appoggiata sopra premere l’altra facendo in modo che il polso si pieghi verso
il basso. Alternare l’esercizio sull’altro polso dopo aver mantenuto la posizione secondo i
tempi precedentemente indicati.
LE DITA DELLA MANO
1. Con le braccia lungo i fianchi ed i pugni chiusi, aprire e chiudere ripetutamente le dita
della mano cercando di allungarle fino alla massima estensione.
2. Giungere le mani all’altezza del petto facendo combaciare i palmi e piegare le dita di
una mano verso il dorso di quella opposta fino al punto di massima estensione; mantenere
la posizione con le modalità precedentemente descritte. Procedere successivamente
nell’altro verso stendendo i muscoli delle dita opposte.
3. Con i palmi a contatto alternare le dita della mano destra a quelle della mano sinistra (o
viceversa) in modo da incrociarle tra loro. Porre i palmi della mano verso l’esterno rispetto
al proprio busto e stendere le braccia fino alla massima estensione in modo da mettere in
tensione muscoli e tendini delle dita.
4. Afferrare singolarmente un dito alla volta facendogli compiere dei cerchi sia in senso
orario che in senso antiorario prima di passare al dito successivo. Terminate le dita
passare a quelle della mano opposta.

LE BRACCIA E LE SPALLE
1. Dalla posizione di partenza, eretti, con le braccia lungo i fianchi e a mani aperte,
roteare gli arti in senso orario compiendo, con gli stessi, ampi cerchi paralleli alla linea del
proprio corpo Ripetere l’esercizio nel senso di rotazione opposto.
2. Tendere le braccia in avanti rispetto alla linea del vostro corpo. Portare il braccio
sinistro verso destra e viceversa in modo da incrociarle fino al punto di massima
estensione. Senza mai flettere gli arti ritornare nella posizione di partenza e ripetere
l’esercizio invertendo, rispetto il movimento precedente, il braccio che era posto sopra con
quello posto sotto.
3. Porre un avambraccio dietro la nuca e con la mano opposta spingere sul gomito
dell’arto piegato. Premere con una pressione crescente senza compiere movimenti bruschi
fino alla massima stensione dei muscoli interessati. Mantenere la posizione per 20 secondi
circa e passare all’arto opposto.
4. Porre un braccio verso la spalla opposta come a volerla toccare con l’interno del gomito.
Con l’arto rimasto libero spingere il braccio opposto verso la spalla con un movimento
lento e progressivo fino alla massima estensione dei muscoli sotto sforzo. Eseguire
l’esercizio a parti inverse.

GLI ARTI INFERIORI:


LE CAVIGLIE
1. Da posizione eretta sollevare un piede da terra e roteare in senso orario la caviglia
indirizzando la punta del piede verso il basso. Ripetere l’esercizio nel senso opposto e
passare all’altra caviglia.
2. Partendo con la pianta del piede appoggiata al suolo, sollevatene fino alla massima
estensione la parte anteriore del piede in modo da lasciare solo il tallone aderente al
pavimento. Ritornate alla posizione iniziale come se voleste emulare un battito con il
pedale della grancassa e ripetete la sequenza, secondo le velocità e i tempi prima indicati,
con entrambi i piedi.
3. Con la punta del piede fissa al suolo compiere dei battiti, sfruttando il tallone,
alternandoli tra sinistra e destra rispetto la punta del piede assicurandosi di portare i
muscoli fino al punto di massima flessione. Esercizio molto utile al riscaldamento della
fascia muscolare della caviglia.

I POLPACCI
1. Da posizione eretta , senza piegare le ginocchia, flettere il busto in avanti fino a toccare
con le dita della mano la punta dei piedi.
2. Appoggiare tutta la pianta del piede al suolo, alzare progressivamente il tallone lasciano
le dita aderenti al pavimento in modo tale da fletterle. Portando il movimento al punto di
massima estensione noteremo che i muscoli del polpaccio saranno sotto sforzo. Dopo aver
mantenuto la posizione per il tempo precedentemente indicato ripetere la gestualità con
l’altro arto.
IL QUADRICIPITE E I MUSCOLI COSCIALI
1. Inginocchiarsi in modo da appoggiare i glutei sopra i talloni portando progressivamente
il proprio busto all’indietro come a voler toccare il pavimento con la nuca. Mantenere la
posizione secondo i tempi indicati.
2. Con le piante dei piedi aderenti al suolo piegare le ginocchia portando i glutei il più
possibile vicini al pavimento. Mantenendo la schiena in posizione eretta stendere e
ripiegare le gambe di qualche grado “molleggiandosi” sulle stesse.
3. Sedersi a terra e unire le piante dei piedi. Da questa posizione premere
progressivamente con le mani sopra le ginocchia, come a volerle avvicinare al pavimento,
fino al punto di massima estensione muscolare.
4. Da posizione eretta piegare le gambe in modo da formare un angolo approssimativo di
90° tra coscia e polpaccio, tenere i piedi alla larghezza delle proprie spalle e, senza
spostare la pianta dei piedi da terra, avvicinare fino al contatto ed allontanare
ripetutamente le ginocchia tra loro.
5. Da posizione eretta piegare il ginocchio portando il tallone verso il gluteo afferrando il
piede con la mano dell’arto opposto. Portare il quadricipite al punto di massima estensione
e mantenere la posizione per i soliti 20 secondi circa. Ripetere invertendo gli arti.
6. Alzare l’intera pianta del piede dal suolo (circa tre dita) per poi riportarla in posizione
iniziale come se si avesse l’intenzione di pestare qualcosa.
Una volta che muscoli e tendini interessati sono stati riscaldati a dovere, è bene compiere
alcuni esercizi, rudimenti della batteria, per predisporre il nostro corpo all’esecuzione di
brani e/o esercizi sullo strumento.

I RUDIMENTI:
ARTI SUPERIORI
1. Sfruttando avambraccio e polsi eseguire per un minimo di 60 secondi dei colpi singoli
alternati invertendo in seguito la diteggiatura (RLRL e LRLR). Partire da una velocità di 50
bpm (divisione in ottavi) aumentando successivamente la velocità con gap di 5 bpm per
volta. Fermare il metronomo quando si comincia a sentire la necessità di usare le dita
anziché gli arti.
2. Ripetere l’esercizio appena descritto ma sfruttando le dita della mano anziché
avambraccio e polsi.
3. Compiere con diteggiatura RRLL e LLRR (double strokes) un minuto di riscaldamento
per tipo di diteggiatura sfruttando braccia e polsi.
4. Analogamente a prima ripetere i doppi colpi ma usando le dita della mano.
5. Una volta abituate braccia, polsi e dita all’esecuzione di singoli e doppi colpi, combinare
gli stessi eseguendo dei paradiddles con entrambe le diteggiature (RLRRLRLL e
LRLLRLRR).

ARTI INFERIORI
1. Tramite il pedale eseguire, su pad o grancassa, dei colpi singoli tenendo il tallone
aderente alla pedana (tecnica heel down) . In caso si disponga di un doppio pedale
eseguire colpi singoli alternati, altrimenti cambiare arto dopo aver eseguito almeno un
minuto di battiti secondo le modalità precedentemente esposte.
2. Ripete l’esercizio appena descritto ma tenendo il tallone sollevato dalla piastra del
pedale (tecnica heel up). Sfruttare il quadricipite alzando il più possibile la coscia in fase di
preparazione del colpo.
3. Alternare dei doppi colpi eseguendo il primo a circa metà della pedana e il secondo
sull’estremità alta del pedale; eseguire l’esercizio con entrambi i piedi. Questo movimento
è gergalmente detto “game” o “gioco di cassa”.

In conclusione:
Il riscaldamento è una fase fondamentale che consente di sfruttare al meglio il tempo
investito sullo strumento e che previene lesioni di muscoli e tendini del nostro corpo.
Essendo dal punto di vista fisico uno strumento completo, la batteria richiede un
investimento di tempo notevole per la fase di riscaldamento. Al di là del fattore di
precauzione, un buon riscaldamento aiuta ad apprendere meglio, e più velocemente,
tecniche e studi di qualsivoglia stile, in quanto il fisico è più predisposto a memorizzare i
movimenti e a sviluppare meglio i muscoli interessati (concetto di memoria muscolare).

Programma di batteria – Corso di studio per bambini e


principianti
Programma didattico del corso metodo di studio della batteria – Corso per principianti o
batteristi autodidatti

Il programma didattico di batteria per principianti è indicato per chi comincia a suonare la
batteria musicale, soprattutto per i bambini, ragazzi delle scuole medie ed adulti che
vogliono avere le nozioni di base per suonare canzoni semplici di musica leggera, pop, rock,
pop-rock eccetera.

È una guida di riferimento per gli insegnanti di batteria che hanno allievi alle prime armi ed
è solo un’indicazione. Le varie fasi del “metodo di batteria” possono subire variazioni nei
contenuti e nell’ordine delle varie tecniche.

Questo programma può essere studiato da soli, se si hanno delle conoscenze di base della
teoria musicale ma è preferibile essere seguiti da un maestro di batteria con esperienza
nell’ambito della didattica.

Programma:
Conoscenze di base sullo strumento musicale:
batteria
Informazioni generali sullo strumento

– definizione e classificazione degli strumenti a percussione (da distinguere dagli altri


strumenti musicali per famiglie in base alla produzione del suono);

– cenni storici sulla batteria;

– derivazione dei vari strumenti inglobati nella batteria;

– nomi di tutti i pezzi (strumenti e hardware) in italiano e in inglese;

– montaggio, smontaggio e sistemazione del drum-set.

Tecnica delle mani (utilizzo di un rullante o di un pad allenatore)

– impostazione delle mani per la prima presa delle bacchette (german-grip);

– studio dei tre movimenti principali: down-stroke – preparazione del colpo (movimento in
su) – full stroke (eseguiti col polso);

– studio dei colpi singoli lenti – single stroke roll (down-stroke);

– studio dei colpi singoli a media velocità (full-stroke);

– studio dei colpi doppi a media velocità – double stroke roll (full-stroke).

Lettura – Solfeggio ritmico


– letture semplici con semiminime, crome e relative pause da solfeggiare a voce e suonare
sul rullante.

Piede destro

– primi movimenti per l’utilizzo del pedale con tallone giù;

– studio del movimento del piede con tallone su.

Coordinazione

– Spostamento della mano destra su hi-hat per suonare gli ottavi;

– coordinazione di destra e sinistra per suonare il down-beat su secondo e quarto


movimento della battuta;

– inserimento colpo di cassa col piede destro nel pattern di base;

– studio dei primi cinque/otto patterns di base semplici con varianti di cassa in ottavi;
– spostamento dei patterns con accompagnamento della destra sul piatto ride;

– inserimento del piatto crash all’inizio di un ciclo di quattro/otto battute o misure e sul
finale.

Spostamenti sul set di batteria

– spostamento delle semiminime con una mano (solo destra e solo sinistra) su tutti i tamburi
(movimenti di base sui tom e timpano);

– spostamento delle semiminime, eseguite a colpi singoli, sul set con i movimenti di base;

– spostamento delle crome eseguite a colpi singoli sul set con i movimenti di base in modo
parallelo e movimento di una sola mano.

Uso del metronomo

– uso del metronomo sui vari esercizi con velocità di metronomo da 70 a 100 bpm.

Struttura o stesura

– sviluppo della capacità di contare a voce alta il numero della battuta fino ad arrivare alla
decima o ventesima misura;

– sviluppo della capacità di contare a voce alta il numero della battuta per cicli di quattro
misure e otto misure

Compendio

– Unione graduale di tutte le tecniche con sviluppo della capacità di gestire a tempo di
metronomo i vari movimenti con la finalità di accompagnare un brano musicale lavorando
su una struttura di quattro e otto misure.

– Utilizzo dello strumento all’interno di un brano (minus-one) semplice (pop/pop-rock), di


velocità

Come studiare per migliorare i risultati


Ogni sessione di studio sulla batteria dovrebbe essere suddivisa in quattro fasi che possono
avere la stessa durata o, a seconda delle esigenze, avere durate diverse per svilupparne
qualcuna che ha priorità rispetto ad altre.

I quattro argomenti principali sono:


1. Esercizi di tecnica (Warm-up);

2. Coordinazione e indipendenza, applicazioni techiniche;

3. Stili musicali, Grooves, fills, ecc.

4. Play along, Jam e improvvisazione.


Se si stabilisce ad esempio che il tempo giornaliero da dedicare allo studio della batteria è
di 2 ore e non ci sono importanti priorità da rispettare suddivideremo la sessione di studio
in 4 fasi da 30 minuti per ogni argomento.

Fase 1

Esercizi di tecnica e warm-up

Questa è la fase in cui si comincia la sessione di studio ed è il riscaldamento per i muscoli


oltre che, molto importante, è il momento in cui ci si concentra di più.

In questa prima fase si deve pensare ai seguenti fattori:

– rilassamento;

– concentrazione;

– contatto con lo strumento;

– aspetti tecnici

– impugnatura

– postura

– movimento

– produzione del suono

– circolazione

– respirazione

È fondamentale, in questa fase, utilizzare il metronomo per fare gli esercizi.

L’uso del metronomo ci aiuterà a coordinare i movimenti, la respirazione ed il suono nel


tempo.

Questo tipo di lavoro è di fondamentale importanza per sviluppare una certa fisicità in
funzione della musica.

Fase 2

Coordinazione, indipendenza ed applicazioni tecniche.

Nel momento in cui il corpo è riscaldato con la fase 1 si può procedere col mettere insieme
gli arti.

Molto utili sono gli studi del “4-way coordination” che tratta molto bene l’argomento della
coordinazione sulla batteria.
Altri esercizi che si possono fare in questa fase sono i rudiments applicati al drum set, gli
stiking, ecc.

In linea generale sarebbe opportuno applicare su tutta la batteria gli esercizi di tecnica
studiati nella fase 1.

Anche in questa fase è opportuno usare il metronomo.

Nel momento in cui un esercizio di tecnica di tamburo è applicato sulla batteria, l’equilibrio
del corpo è in continuo cambiamento, questo comporta un ulteriore allenamento a suonare
nel tempo con le braccia che si muovono sul set.

Il solo fatto di essere a tempo sul pad o sul rullante non vuol dire che saremo a tempo anche
sulla batteria.

Fase 3

Stili musicali, Grooves, fills, ecc.

In questa fase dello studio si arriva alla parte più specifica riguardo agli obiettivi a lungo
termine.

A questo punto bisogna lavorare sugli stili. Meglio se si affronta uno stile specifico per ogni
sessione dello studio.

Deciso il genere che si vuole studiare si lavorerà su un pattern in particolare, sul groove
specifico e sui fill di batteria che sono inerenti al genere che stiamo suonando.

In questa fase è molto utile applicare il vocabolario tecnico che si sta sviluppando nelle
precedenti fasi. Si può concepire il lavoro della tecnica applicata alla batteria come fill.

Attenzione a non dare troppo sfogo all’ improvvisazione che sarà fatta nell’ultima fase.

Anche qui l’uso del metronomo è di grande utilità e necessario a sviluppare un buon timing
sulla batteria.

Fase 4

Play along, Jam e improvvisazione.

Questo è il momento giusto per applicare il lavoro fatto nella fase 3, applicando il pattern o
il groove studiato.

Per questa fase dello studio si possono usare vari supporti come cd di pezzi che si vogliono
studiare, loop di un sequencer, basi minus-one per batteria ecc.

Si può utilizzare questa fase anche per studiare dei brani che si vuole imparare a suonare,
studiare un assolo di batteria ecc.

Si può sfruttare questa fase anche per suonare gli esercizi di warm-up su un loop del
sequencer ed applicarlo alla batteria, improvvisando.
Il ciclo di studio
Se abbiamo più di 2 ore a disposizione per studiare conviene non esagerare con una delle 4
fasi perché si rischia di non concentrarsi abbastanza per affrontare le altre.

Un buon metodo è quello di mantenere sempre delle fasi 30 – 40 minuti e passare alla
successiva; se rimane del tempo oppure si decide di studiare due volte nello stesso giorno,
si possono riprendere le varie fasi dalla prima per poi procedere nello stesso ordine.

Ricordatevi che conviene sempre preferire poco tempo ogni giorno ansiché 4 ore in un giorno
da fare solo una volta a settimana.

I risultati arrivano solo con l’esercizio costante e la ripetizione continua.

Se siete pratici di allenamenti sportivi potete fare riferimento al tipo di allenamento di un


giocatore di qualsiasi sport e se non conoscete questo metodo provate a chiedere a qualcuno
che lo pratica. Vi confermerà che in ogni tipo di allenamento la chiave è nella costanza.

Ricordatevi che solo un esercizio costante vi porterà a realizzare gli obiettivi a lungo termine
che avete prefissato.

Organizzare lo studio della batteria


Chiunque abbia imparato a suonare uno strumento musicale conosce bene il ruolo
fondamentale del processo dell’apprendimento. Molti musicisti trascorrono diverse ore di
studio senza ottenere risultati soddisfacenti perché hanno poca consapevolezza del modo in
cui bisogna procedere.

Per studiare strumento musicale bisogna sempre cercare di avere un obiettivo finale come
ad esempio migliorare qualcosa che si conosce o imparare qualcosa di nuovo.

Senza obiettivi si rischia di impiegare inutilmente tempo allo studio senza ottenere nessun
beneficio.

Iniziare a studiare uno strumento


Per ottimizzare lo studio sulla batteria è necessario avere una chiara idea dell’argomento,
conoscerlo bene prima di cominciare a fare gli esercizi ed avere un riferimento di come
dovrà suonare quando sarà fatto bene. Per questo basta fare riferimento ai batteristi che
sanno fare quel determinato esercizio, pattern, fill di batteria ed analizzare bene come lo
fanno loro per capire bene come deve diventare.

Se si guarda un bravo batterista suonare un bel pattern o assolo si potrà sicuramente notare
la naturalezza con cui egli attua determinati movimenti e la facilità con cui suona
determinate cose. Il motivo è da attribuire al fatto di avere una elevata padronanza della
batteria dovuta alle ore di esercizio e di pratica.

Non bisogna mai perdere l’occasione di vedere e sentire i grandi batteristi perché è da loro
che si possono apprendere tante cose, dalle più generali alle più dettagliate. Usare i vari
supporti audio e video oggi è ormai alla portata di tutti ed è di grande utilità per chi deve
sviluppare il proprio drumming.

Acquisire la consapevolezza dei propri punti deboli


Ognuno di noi ha sicuramente delle priorità su cui deve cominciare a lavorare. Lo studio
della batteria e della percussione in generale comprende tanti aspetti. tecnica, suono, lettura
della musica, grooves, ritmi, fills, idee per gli assoli, time keeping (capacità di stare sul
tempo), le basi della musica ecc.

Qualunque sia la nostra priorità bisogna cominciare proprio da quella e lavorare con
l’obiettivo di migliorarla. Se non avete la capacità di giudicare da soli cosa è che non va e
deve essere con una certa urgenza migliorato, affidatevi ad un buon insegnante di batteria
che con la sua esperienza in qualche minuto riuscirà a dirvi da dove è meglio cominciare.

Un ottimo metodo è quello di registrarsi, audio o meglio se video, e poi riascoltarsi e


rivedersi. Con l’occhio e l’orecchio da spettatore si riesce sempre ad essere più critici. Questo
metodo è sempre consigliato, a qualsiasi livello voi siate.

Con una pianificazione degli obiettivi poi si riuscirà a rendere più efficace lo studio ed i
miglioramenti saranno evidenti anche in poco tempo.

Fissare gli obiettivi


Tutti ormai parlano di obiettivi anche se sono pochi quelli che realmente li raggiungono.
Perché?

Probabilmente perché quando si fissano gli obiettivi bisogna essere realistici. Facciamo un
esperimento.

Immaginate queste tre situazioni diverse:

A – Supponiamo che voi abbiate sentito un bel groove di batteria in un disco o in radio e vi
mettete alla batteria per studiarvelo ma quando lo provate vi accorgete che c’è dietro
qualche passaggio tecnico che non sapete fare. Ignorate e vi mettete a suonare liberamente
senza pensarci.

Dopo qualche giorno vi rimettete alla batteria con l’intento di riprendere quel groove e di
riprovare a suonarlo, non solo non riuscite a farlo ma ve lo siete pure dimenticato. Vi
rimettete a suonare liberamente ignorandolo di nuovo.

B – Un bel giorno vedete qualcuno che suona un tamburo tipo un jambe o una darbuka. Vi
piace, vene andate subito a comprare uno, arrivate a casa, ve lo guardate , lo provate e poi
lo conservate. Un altro giorno lo riprendete provate di nuovo a suonarlo per qualche minuto
e poi lo rimettete a posto. Passano i giorni, le settimane, i mesi e il vostro jambe sarà
diventato un accessorio d’arredamento della vostra stanza.

C – Suoni la batteria da 3 – 4 anni e sei contentissimo di come suoni tanto da spargere la


voce fra amici e colleghi che sei un batterista e che ti ispiri a Mike Portnoy o Virgil Donati.
Un bel giorno qualche amico musicista o un’altra persona X vi dice che forse non avete una
buona conoscenza dei rudimenti e che sarebbe il caso di andare da un buon maestro di
batteria per prendere lezioni. Vi informate, trovate un maestro, ci andate. Non vedete l’ora
di fargli vedere quanto siete veloci con le bacchette e non appena vi fa sedere dietro la
batteria vi scatenate e fate tutte le cose che sapete suonare per mostrargliele.

Il maestro ad un certo punto vi fa segno di fermarvi e cerca di dirvi che state facendo troppo
baccano e che quello che secondo voi è un rullo a colpi doppi in realtà suona come una taglia
erbe e che non avete per niente il senso del timing o del groove quindi dovreste ricominciare
tutto da capo e cominciare a fare i primi esercizi mooooooolto lentamente. Voi, finita la
lezione, ve ne andate a casa pensando che non ha capito con chi aveva a che fare e vi
mettete a suonare ancora più veloce……………….

Queste sono tre situazioni tipo che potrebbero esservi familiari. Questi sono tre modi diversi
che significano la stessa cosa. Purtroppo questo è l’approccio sbagliato che molti hanno nei
confronti dello studio della batteria.

Come bisogna comportarsi


Innanzi tutto bisogna determinare in linea generale qual’ è l’obiettivo finale.

Determinare qual’ è il tempo necessario per arrivare all’obiettivo che può essere la
conoscenza di uno stile, l’assimilazione di una nuova tecnica o lo sviluppo di un nuovo
groove.

Capire bene il grado di difficoltà di ciò che si vuole imparare è da tener conto nel momento
in cui si stabilisce il tempo.

esempio

Se voglio imparare a suonare bene tutti i rudimenti per tamburo e decido di farlo in una
settimana avrò sbagliato il tempo.

Per imparare e sviluppare bene tutti i rudiments è necessario pianificare il lavoro per mesi
oppure qualche anno.

Frammentare gli obiettivi


Una volta stabilito l’obiettivo finale bisogna frammentare in diversi step tutto il percorso.

Se si fissa l’obiettivo di diventare un bravo batterista heavy-metal ed il risultato finale è


quello di suonare come il nostro batterista preferito potrebbe essere scoraggiante avere solo
un obiettivo a lungo termine.

Il modo ideale per procedere è organizzare lo studio in modo da avere diversi step che, col
tempo, ci portano al risultato finale.

In pratica bisogna creare dei mini obiettivi che hanno un tempo di raggiungimento minore
in modo da poter constatare, monitorare e controllare gradualmente i risultati.

La motivazione nello studio della musica


Vi è mai capitato di avere un periodo in cui non trovavate la motivazione per studiare il
vostro strumento?

Volete qualche suggerimento per ritrovare dunque la motivazione per studiare la vostra
batteria e migliorare giorno dopo giorno?

Cerchiamo di trovare quali possano essere gli elementi essenziali per ritrovare la
motivazione che un giorno ci ha spinti a voler suonare e che dovrebbe ogni giorno spingerci
a compiere quelle azioni che ci portano a migliorare nel tempo.

Questo articolo è valido per tutti i musicisti anche se per gli esempi faremo riferimento allo
studio della batteria in quanto ai batteristi è fondamentalmente dedicato questo sito (gli
altri sono comunque benvenuti).

Non esistono ricette valide per tutti i musicisti per quanto riguarda la motivazione. Questo
non vuol dire che non ci sia una soluzione alla mancanza di voglia di studiare ma proveremo
ad analizzare insieme quali sono i fattori che ci motivano nello studio della musica, suonare
e sviluppare nuove idee.

Suggeriamo di seguito una lista delle azioni che hanno inspirato la maggior parte dei
musicisti ad essere motivati nello studio e ritrovare costantemente la motivazione per
andare avanti:

Azioni motivanti per lo studio dello strumento


musicale
Ascoltare musica
Ascoltare costantemente musica, comprare nuovi cd ed ascoltare musica soprattutto prima
di mettersi a studiare.

Partecipare alle drum clinics


Partecipare a clinics, workshop e masterclass di batteristi e non solo, anche altri musicisti
possono motivare la voglia di suonare.

Prendere lezioni di batteria


Andare a fare delle lezioni con un insegnante o comunque con qualcuno più baravo. Se non
ce ne sono in zona vale la pena fare un viaggio in auto, treno o aereo ed andare a trovare
qualcuno che può insegnarci qualcosa di nuovo. Spiegare all’insegnante il motivo della visita
e farsi consigliare sul metodo di studio da adottare.

Comprare un nuovo Dvd


Andare a comprare un nuovo dvd didattico può essere un buon metodo di confronto e può
stimolare la voglia di provare nuove cose.
Assistere ad un concerto live
Andare a vedere e sentire un buon concerto dal vivo o vederne qualcuno registrato.
Guardare il video o un concerto intero dal vivo fa veramente venire la voglia di andare a
suonare.

Altre manifestazioni artistiche


Visitare una mostra, una galleria fotografica, un balletto o qualsiasi altro evento artistico
può essere di grande ispirazione.

Frequentare prsone già motivate


Trascorrere del tempo con qualcuno che si conosce e che fa quello che voi vorreste fare,
andare a cena insieme, uscirci qualche volta e cercare di capire da cosa è motivato. Provate
a chiedere quali sono i suoi obiettivi e se li condividete cominciate a comportarvi nello stesso
modo.

Frequentare community on-line


Frequentare una community su internet di musicisti e fare domande e condividere la
passione che abbiamo per questo strumento.

Modificare impostazione dello strumento


Cambiare impostazione della batteria, molte volte i set di batteria troppo grandi suscitano
un senso di poco controllo su di essa quindi provate a diminuire ad esempio il numero di
pezzi, portatela a 4 pezzi e suonare così.

Frequentare le jam session


Partecipare ad una jam session oppure andarci comunque a sentire gli altri che suonano.

Nuovo acquisto
Comprare un pezzo nuovo della batteria, un rullante nuovo, un piatto. La voglia di provarlo
può far ritornare in noi la voglia di studiare.

Nuovo strumento
Provate a comprarvi un nuovo strumento a percussione che avete visto suonare a qualcuno
o che conoscevate già e imparate a suonarlo.

Rivista di news del settore


Leggere qualche rivista di musica o meglio se specializzata in percussioni.
Registrare gli esercizi
Fare una registrazione audio o video mentre studiate, rivedersi, analizzare cosa si vede e si
sente che non va e confrontarlo con come vorreste che fosse.

Lezioni di batteria on-line


Fare un giro su Youtube e guardare qualche lezione di batteria.

Studiare un libro di nuovo


Provare a riprendere un libro che già studiato e rileggerlo, provando una nuova applicazione
che vorreste sviluppare.

Riflettete su quello che state facendo


A volte la mancanza di motivazione può durare poco e non è un grosso problema, bisogna
distrarsi ogni tanto, potrebbe anche essere causata da un troppo lungo periodo di studio o
da un’altra forte motivazione su altri aspetti della vita. Capita, ma poi passa.

Se la mancanza di motivazione si protrae nel tempo dovremmo cominciare a fare i conti con
noi stessi, fare un lavoro di introspezione per capire veramente cosa succede.

Ritrovare la motivazione che un giorno ci ha spinti a cominciare lo studio dello strumento,


capire se ancora oggi la voglia di suonare può soddisfare i nostri bisogni e decidere se
continuare o farlo diventare un semplice passatempo.

Semina un pensiero e raccoglierai un’azione, semina un’azione e raccoglierai un’abitudine….

Idee per sviluppare i drum fills


Molti bravi batteristi o semplicemente batteristi alle prime armi hanno spesso il problema di
creare un fill sulla batteria.

Anche se dotati di un ottimo e solido groove, spesso si ha il problema di non sapere come
fare un fill o non avere un’idea per farlo.

Se stai leggendo questo post molto probabilmente sei un batterista che è alle prime armi
oppure sei un batterista già esperto che vuole aumentare le proprie conoscenze in merito
ai vari argomenti della batteria.

In ogni modo leggi questo post e ti daremo delle idee in merito a come sviluppare i fill sulla
batteria.

In questa sede suggeriremo solo alcuni modi in cui si può suonare un fill di batteria, ce ne
sono anche altri altrettanto validi di cui ne parleremo in un altro momento.

1. Ascoltare attentamente la musica che si sta suonando, estrapolare una frase ritmica
ricorrente nel brano musicale o che spicca particolarmente e provare a riprodurla. Non c’è
bisogno di cercare di riprodurre la melodia, ma da essa provare a riprodurre solo l’aspetto
ritmico.

2. Provare a suonare i fill che già suoniamo di solito cambiando e sostituendo i consueti
strumenti con altri.

Provando a sostituire ad esempio il tom col floor tom, invertire il rullante col primo tom,
sostituire un tom con la cassa e via dicendo.

3. Provare a suonare un fill che si conosce già bene e cambiare stiking, utilizzando uno dei
4 paradiddle con le quartine, utilizzando stiking diversi sulle terzine.

es.

RLR LRL che può diventare RRL o RLL o LLR oppure LRR.

Ricordiamo che per ogni figurazione ritmica si possono adottare diversi stiking e questi
possono essere suonati in vari modi sulla batteria.

4. Provare ad utilizzare pochi strumenti per costruire un fill (ne basterebbero solo 2). Con
solo rullante ed un tom le possibilità melodiche sono tantissime. Il solo fatto di avere talvolta
molti strumenti a disposizione non potrebbe essere un limite per la nostra creatività?

Sforzatevi ad inventare delle combinazioni con soli due o al massimo tre strumenti sulla
batteria e vedrete un grosso miglioramento dal punto di vista creativo e musicale. (molti
grandi artisti sono divenuti famosi proprio perché utilizzavano poche note e le utilizzavano
bene).

5. Gli abbellimenti sono delle piccole noticine che non cambiano la struttura ritmica delle
frasi che stiamo suonando. Usateli!

L’uso dei Flams, Ruff, Drag, accenti, buzz roll ed altri non fa altro che caratterizzare la frase
ritmica che stiamo suonando senza nulla togliere alla musica ma aggiungendo quel tocco di
stile che può caratterizzare un brano musicale o il proprio drumming. Scegliete i vostri
rudiments preferiti e sviluppateli su set.

6. Ascoltate tanta musica, non solo i batteristi. Molti artisti si riconoscono proprio per i fills
che utilizzano o hanno utilizzato e registrato nel corso della storia, pensate Steve Gadd o
Jeff Porcaro…….

Imparate ad ascoltare, cantare (riprodurre con la voce con qualsiasi sillaba) e riprodurre.
La trascrizione è anche un metodo utile per interiorizzare, capire e riprodurre. Imparate
dagli altri ed imparate il sistema, senza copiare.

Questi sono solo alcuni dei tantissimi suggerimenti utili a poter imparare a sviluppare dei
fills sulla batteria. Sono solo alcuni esempi e suggerimenti ma molto utili a riflettere.

Cominciate ad applicarne qualcuno e cercatene il beneficio, se non funziona passate ad un


altro e così via……..

Condividi il tuo modo di sviluppare i fills sulla batteria, lasciaci un commento……


Sviluppare l’ambidestria con l’esercizio e la ripetizione
I musicisti, soprattutto batteristi e percussionisti, molto spesso lamentano il fatto di avere
la mano sinistra più lenta o più debole rispetto alla destra. Per chi ha la mano sinistra
dominante il problema è opposto, la mano destra risulta essere più lenta e debole rispetto
alla sinistra.

Il sogno di molti batteristi e percussionisti è diventare ambidestri, cioè, riuscire ad utilizzare


indifferentemente le mani allo stesso modo.

Esiste un modo per diventare ambidestri?


La questione più importante è chiedersi come mai una parte del corpo sia più sviluppata
rispetto ad un’altra e come mai il divario di forza e velocità in alcuni casi è enorme.

Rare sono le persone che riescono ad usare entrambe le mani o i piedi in egual maniera. Il
modo per migliorare, ed in alcuni casi eguagliare le due mani esiste.

Diversi studi hanno dimostrato e spiegato come è fatto il cervello umano. Per evitare di
dilungarci su discorsi scientifici pieni di grafici e statistiche riassumiamo in questo modo:

il nostro cervello è formato da due emisferi: sinistro e destro. Il primo riguarda


l’apprendimento, la memoria e si preoccupa di analizzare, educare, memorizzare e rendere
automatiche alcune azioni; il secondo è quello della creatività. Come se avessimo due
cervelli che lavorano in modo indipendente l’uno dall’altro. L’uomo ricorre ad un emisfero o
all’altro a seconda delle funzioni che deve svolgere. Tutto questo avviene
inconsapevolmente.

Da bambini, nelle prime fasi dell’apprendimento, si comincia già a sviluppare la parte


dominante che verrà mantenuta per tutta la vita. Questo è il compito della natura ed il resto
lo facciamo noi.

Circa il 70% della popolazione mondiale è destrimani; il restante 30% e mancina. In questo
30% ci sono anche le persone ambidestre.

Nei destrimani i movimenti sono controllati dall’emisfero sinistro. Nei mancini è l’opposto.

Raramente si riscontra una coincidenza tra emisfero e lato dominante. In pratica solo il 10
% delle persone ha il lato dominante che coincide con lo stesso lato dell’emisfero che lo
controlla (specie nei destrimani). Questa è la situazione ideale per la creatività.

Non si può migliorare il lato debole?

È sbagliato ammettere ciò.

Anche se noi utilizziamo sempre la stessa mano per compiere un’ azione si può sviluppare
anche l’altra.

È tutta una questione di abitudine


È l’abitudine e la ripetizione delle azioni con costanza che ci porta a sviluppare una parte
del corpo e siamo noi stessi a continuare ad usare solo quello.

Cambiare le abitudini!

Se si vogliono utilizzare entrambe le mani è bene cominciare a cambiare le proprie abitudini


senza forzare la natura. Intendiamoci. L’istinto ci porterà sempre a preferire uno dei due
lati del corpo per le situazioni di emergenza ma allo stesso tempo, per migliorare la nostra
ambidestria, dobbiamo cominciare a compiere le azioni che quotidianamente esercitiamo
solo con una mano, anche con l’altra.

Col tempo i muscoli ed il cervello (che si allena come un muscolo) acquisiranno delle azioni
che diverranno automatiche e l’esercizio costante, come in tutte le arti che richiedono la
ripetizione costante, farà in modo che entrambe le mani riusciranno a fare esattamente le
stesse cose.

Azioni che si possono compiere per sviluppare


entrambi i lati del cervello:
-Lavarsi i denti;

-pettinarsi;

-mescolare il caffè con lo zucchero;

-aprire una porta con una chiave;

-usare la forchetta o cucchiaio per mangiare;

-aprire o chiudere una un cassetto;

-raccogliere oggetti molto piccoli.

Riassumendo:

– iniziare a compiere delle azioni col lato che abbiamo sviluppato di meno;

– abituarsi a fare inizialmente tutto con l’altra mano;

– abituare i muscoli a compiere determinate azioni;

– ripetere costantemente le stesse azioni come degli esercizi;

– attendere che naturalmente il cervello riesca a gestire informazioni per entrambe i lati.

….semina un pensiero e raccoglierai un’azione, semina un’azione e raccoglierai


un’abitudine…