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capitolo 2

La sezione ritmica (1)


la batteria

L A B A T T E R I A

Come sicuramente sai gi, si tratta di uno strumento composto da tamburi, piatti ed altri
strumenti a percussione assemblati in modo da poter essere suonati da un unico esecutore.
Pur avendo ormai pi di un secolo di storia, non si ancora arrivati ad ununica indiscussa
combinazione di pezzi, anzi... Quasi ogni batterista combina infatti in maniera differente
il proprio set utilizzando diversi strumenti, scegliendo in base al proprio gusto e a seconda
del genere musicale richiesto.
Esiste comunque un equipaggiamento base, per una batteria che possiamo gi considerare EQUIPAGGIAMENTO BASE
completa, e che larrangiatore si aspetta di trovare in studio o dal vivo se ha richiesto questo
strumento in organico.
Ecco subito un elenco, pi avanti la descrizione di ciascun pezzo.

Vari tamburi di differenti dimensioni e con diverse caratteristiche:


-) 1 rullante
-) 1 o 2 tom tom (detti pi semplicemente tom, tra amici)
-) 1 timpano ( sempre un tom, solo pi grande e in genere poggiato a terra)
-) 1 grancassa (o cassa)

e piatti:
-) 1 ride
-) 1 crash
-) 1 hi-hat (in genere chiamato charleston da noi)

Se questo si pu definire il minimo indispensabile (anche se avrai visto alle volte dei bat-
teristi jazz o on the road con ancora meno cose), molto pi difficile fare un elenco di
tutti gli optional, tanta la fantasia e la creativit dei batteristi contemporanei.
Tamburi o piatti aggiuntivi innanzitutto, ma poi anche percussioni classiche, etniche, fino
ai materiali pi improbabili da usare in maniera pi o meno percussiva...

Provo a darti qualche idea:

-) altri piatti (altri ride e/o crash, oppure piatti dal colore diverso come splash, china, ecc...) ALCUNI OPTIONAL
-) altri tamburi (altri tom, un secondo timpano, una seconda cassa, ecc...)
-) campanaccio
-) woodblock (blocchetti di legno)

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Orchestrazione
prima parte

-) chimes (serie di piccole campane tubolari)


-) percussioni centro e sud-americane (bongos, congas, timbales, claves, shaker vari,
ca jon, ecc...)
-) percussioni africane o asiatiche (djembe, bat, tabla, ecc...)
-) percussioni dellarea mediterranea (tamburelli, tamburi a cornice, darbuka, ecc...)
-) percussioni classiche (xilofono, glockenspiel, gong, triangolo, ecc...)
e la lista solo parziale!
Mi occuper di molti di questi strumenti pi avanti nei capitoli dedicati alle percussioni,
mentre in queste pagine mi concentrer sul materiale di base della batteria.

I VARI OGGETTI CON CUI Ma prima devo parlare un poco delle bacchette e degli altri oggetti con cui il batterista
PERCUOTERE I PEZZI DELLA pu suonare il suo strumento. Oltre a questi non dimenticare la possibilit delle mani!
BATTERIA
Dunque:

-) bacchette (sticks in inglese); generalmente di legno (pi recentemente a volte in fibra


di carbonio), variano leggermente in quanto a peso e spessore e tipo di punta, a seconda dei
gusti dellesecutore o del genere musicale. Sono loggetto con cui percuotere pi comune,
garantendo un attacco definito e una dinamica enormemente flessibile.

-) spazzole (brushes in inglese); quelle pi tradizionali hanno unimpugnatura in plasti-


ca da cui fuoriscono dei fili (delle setole) di metallo (acciaio in genere); strisciandole sulla
pelle del rullante o dei tamburi (meglio allora utilizzare pelli sabbiate, con una superficie
ruvida, che garantiscono maggiore attrito, rispetto a quelle lisce), o accarezzando la
superficie dei piatti, possibile creare dei colori che con le bacchette sarebbero impossibili.
Tipico del jazz laccompagnamento portando il ritmo con costanza sul rullante (in alterna-
tiva al piatto o al charleston) proprio con le spazzole.
In tempi pi recenti ne sono state introdotte anche con i filamenti in plastica (o nylon
duro), o fatte con vari sottili legnetti legati insieme (da considerare per bacchette secondo
alcuni); questi tipi sono ovviamente meno adatti ad essere strofinati sul rullante, ma
hanno in cambio un maggiore attacco.

-) battenti (mallets in inglese); bacchette particolari con la punta in feltro (o gomma o


plastica); hanno un attacco meno definito, pi morbido, che permette per esempio degli
interessanti effetti di crescendo sui piatti (rullando si genera un suono quasi da gong), o dei
colori afro-tribali se utilizzati sui tamburi.

Veniamo ora alla scrittura degli spartiti per la batteria, ma prima una considerazione generale.
PARTI DI BATTERIA PI O Nello scrivere la parte degli strumenti della sezione ritmica nella musica moderna non
MENO SPECIFICHE COME necessario scrivere sempre tutto quello che lesecutore deve suonare, come invece si fa
NOTAZIONE
nella musica classica (dove peraltro ci sono importanti eccezioni, vedi il basso numerato per
organo, clavicembalo, ecc...).
Possiamo infatti indicare anche solo lo stile, la velocit e la dinamica (e le sigle per gli
strumenti armonico-melodici) ed indicare al musicista di accompagnare (con libert, ma
allinterno dei canoni dello stile indicato).
Oppure segnare degli obbligati ritmici, o ancora scrivere una o due misure di groove e
poi dirgli di continuare in maniera simile. Oppure, ma difficilmente lo si fa per tutto il
brano, gli si pu scrivere sul pentagramma tutto quello che deve fare!

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La batteria

Sta anzi alla saggezza dellarrangiatore capire, momento per momento, durante lo svilup- CAPIRE DI VOLTA IN VOLTA
po dellarrangiamento, quando chiedere di pi e quando invece lasciare maggiore libert QUALE TIPOLOGIA DI
SCRITTURA ADOTTARE
allesecutore.
Partiamo comunque dalla situazione in cui abbiamo bisogno di essere pi esigenti, e
analizziamo le caratteristiche e i tipi di scrittura dei singoli pezzi dellequipaggiamento di
base. Pi avanti vedremo come realizzare le altre tipologie di parti.
Intanto la prima cosa da sapere che si usa il pentagramma come per gli altri strumenti,
ma senza chiave, o spesso con il segno che segue (posto prima dellindicazione di tempo),
per indicare che si tratta di uno spartito per la batteria.
Esempio 2.1

Va comunque detto che fino a qualche tempo fa si potevano trovare anche delle parti di bat-
teria scritte in chiave di basso! Ovviamente le altezze non erano quelle della chiave di FA ma
era solo per avere delle linee e degli spazi sui quali appoggiarsi, esattamente come facciamo
ora sul pentagramma senza chiave tradizionale.
Prima di passare alla descrizione dei singoli pezzi ecco alcune altre riflessioni generali. QUALCHE CONSIDERAZIONE
Ti avviso subito di prepararti al peggio, infatti ci sono purtroppo moltissime varianti nella GENERALE SULLA SCRITTURA

scrittura. Al di l per delle differenti grafie utilizzate dai diversi editori e musicisti, un paio
di cose accomunano pi o meno tutti:
1) i piatti vengono scritti quasi sempre con note con la X al posto della tradizionale
testolina tondeggiante; invece i tamburi vengono indicati con simboli tradizionali;
2) i vari oggetti vengono scritti dallalto verso il basso rispettando allincirca la posizione
che occupano nel set o a seconda degli arti che li suonano (il charleston suonato con le bac-
chette ad esempio viene scritto in alto, mentre se suonato col piede si scrive in basso; i
tom acuti sono nella parte alta della chiave mentre il timpano sar pi in basso); e/o seguen-
do laltezza (come frequenza) dei suoni prodotti (la cassa ad esempio, che produce il
suono pi grave di tutti, sar indicata in basso).
Come anticipato, purtroppo non tutti scrivono lo stesso pezzo alla medesima altezza. Io NON TUTTI SCRIVONO LO
sceglier di volta in volta la posizione che nella mia personale statistica ho visto essere pi uti- STESSO PEZZO ALLA
MEDESIMA POSIZIONE
lizzata (e/o che mi sembra egoisticamente pi comoda). Ti segnaler comunque le varianti pi
interessanti, e alla fine del capitolo per correttezza metter una lista con le variazioni per la
scrittura dei diversi elementi della batteria che ho trovato in tutti i volumi storici che ho
consultato!
Ma oltre alla questione posizione sul pentagramma, ce ne anche unaltra importante. ALCUNI SCRIVONO
Alcune scuole (Berklee ad esempio), per meglio evidenziare la differenza tra i vari pezzi SEPARANDO MANI E PIEDI
CON DIVERSE DIREZIONI
a prima vista, scrivono quello che viene suonato dagli arti inferiori (cassa, hi-hat col piede)
DEI GAMBI
con note con il gambo verso il basso, e quello che viene suonato dagli arti superiori con note
con i gambi orientati verso lalto 1. Come se fosse una scrittura a 2 voci, tipo quella che trovi
in un pentagramma per le voci da coro che hanno ad esempio le voci dei soprani e quelle
dei contralti scritte proprio in questo modo. Anche io adotter questa convenzione.
Dai subito unocchiata allesempio 2.29 a pagina 39 e capirai meglio cosa sto dicendo.
Ma veniamo ora alla piccola panoramica promessa sui singoli pezzi che costituiscono il
set di base.

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Orchestrazione
prima parte

-) I piatti

1) il charleston (hi-hat)

CARATTERISTICHE Si tratta di una coppia di piatti montati uno contro laltro, orizzontalmente, su un suppor-
to metallico dotato di pedale; sembrano i piatti sospesi della banda per capirci, ma sistemati
in modo da poter essere suonati da un batterista seduto. Dopo molti esperimenti in quanto a
dimensioni, negli ultimi anni questa coppia di piatti ha in genere la larghezza di 14 pollici.
SI PU SUONARE CON LE Non dovendo tenere i piatti con le mani, il batterista ha gli arti superiori liberi di poter
MANI O CON IL PIEDE suonare il charleston con dei battenti, oppure di utilizzare le mani per suonare altri pezzi e
suonare invece lhi-hat col piede (in genere il sinistro).
Col piede? Si infatti, il meccanismo a pedale di cui ti dicevo prima permette allesecu-
tore di sollevare il piatto superiore (top) rispetto al piatto inferiore (bottom) separandoli, e
poi di riavvicinarli facendoli sbattere.
I colori che si possono ottenere sono parecchi e molto diversi tra loro; infatti nei con-
testi di musica moderna lhi-hat viene suonato con le bacchette (o con le spazzole) tenendo
i due piatti chiusi (closed), o semi-chiusi (half-open) o aperti (open). Il suono molto forte
dei piatti del charleston suonati aperti spesso utilizzato nella musica metal, e dintorni.
Passiamo alla scrittura.
LA SCRITTURA Il charleston viene in genere indicato con note con delle X al posto della parte tondeg-
giante.
Se suonato con gli arti superiori (con bacchette o spazzole) viene scritto nella parte alta
della chiave. Nel 4 spazio secondo la maggior parte dei volumi che ho consultato, meno
spesso poggiato sopra il pentagramma e ancora pi raramente sul 5 rigo 2. Io sceglier la
prima possibilit.
Esempio 2.2

APERTO E CHIUSO Per indicare invece lhi-hat suonato aperto (sempre con gli arti superiori), ci sono un paio
di interessanti scuole di pensiero, quelli che cerchiano la X dei soli colpi che vanno ese-
guiti aperti e non scrivono nulla per i colpi chiusi (che in genere sono la maggior parte).
Esempio 2.3

E quelli invece che mettono il segno + (sopra il pentagramma) in corrispondenza del


colpo suonato chiuso e il segno dove invece si deve aprire. Dicevo prima che in genere
sono molti di pi i colpi chiusi, si mette allora di norma il segno + solo sul primo dei colpi
che vanno suonati con lhi-hat chiuso e si considerano chiusi anche i successivi, fino
alleventuale prossima indicazione di apertu.ra. Questo per evitare di sovraffollare di segni
lo spartito.

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La batteria

Ecco quindi un altro modo di scrivere il passaggio dellesempio 2.3.


Esempio 2.4

E per indicare invece dei passaggi da eseguire col charleston semiaperto, utilizzer subito SEMIAPERTO
prima del frammento in questione il termine inglese half-open (o 1/2 open) 3.
Esempio 2.5

Il ruolo dellhi-hat chiuso , in molti stili moderni, quello di portare le suddivisioni, il


pattern ostinato (pi o meno costante) a quarti, crome, terzine, sedicesimi, ecc... che alla
base di quello stile.
Aperto invece viene usato per sottolineare alcuni accenti importanti, anche se, come
anticipato nella pagina precedente, non mancano esempi di ostinati suonati aperti o semiaper-
ti (ovviamente molto rumorosi) nel rock o nel metal.

Come dicevo poco fa per, il charleston pu essere anche suonato con il piede. Per indi- COL PIEDE
care questo tipo di esecuzione si usa sempre la nota con la X, ma stavolta messa nella parte
bassa del pentagramma; dove esattamente difficile dirlo, visto che quasi ogni metodo di
batteria lo piazza in un luogo differente 4 (ad esempio a Berklee lo collocano nel secondo
spazio); io dopo alcuni anni di esperimenti mi sono accorto che metterlo subito sotto il pen-
tagramma mi risolve molti problemi di sovrapposizioni e aumenta la leggibilit. E come
anticipato, avendo fatto la scelta di scrivere quello che si suona con gli arti inferiori con i
gambi verso il basso, lo noter cos.
Esempio 2.6

Un ultimo colore, raro ma interessante, che somiglia al suono dei piatti suonati nella
banda o nellorchestra classica, quando vengono sbattuti uno contro laltro dallesecutore
percussionista, quello che si ottiene sbattendo forte i piatti dellhi-hat col piede e lascian-
doli risuonare. Qualcuno lo chiama foot splash e lo indica aggiungendo il pallino di FOOT SPLASH
apertura sotto il charleston suonato col piede.
Esempio 2.7

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Orchestrazione
prima parte

2) il piatto ride (daccompagnamento)

LA SUA FUNZIONE Ha in genere la stessa funzione del charleston chiuso, ovvero quella di suonare losti-
nato ritmico (quarti, ottavi, sedicesimi, terzine, ecc...), insomma il pattern pi o meno
costante che alla base dellaccompagnamento di tanti stili moderni.
Fa proprio tutto quello che fa lhi-hat? Beh non proprio... Non possiede infatti la possi-
bilit di ricreare i colori del charleston aperto e semiaperto, anche se si pu provare ad evi-
DIFFERENZE TIMBRICHE denziare degli accenti anche con il ride; sicuramente per in questo ruolo funziona meglio
TRA RIDE, CRASH E HI-HAT il piatto crash, che infatti come suggerisce il nome, produce un suono pi risonante e
fragoroso!
Quindi, viste le sue caratteristiche, in molti stili (ad esempio rock, jazz, ecc...), il ride porta
come lhi-hat laccompagnamento. Si possono allora creare delle variazioni timbriche interes-
santi alternandoli nelle varie sezioni: ad esempio suonare il pattern ritmico sul charleston chiu-
so nella strofa (o nella A) di un brano, e poi passare sul ride nel ritornello (o nella B). Ha di
DIMENSIONI E solito il diametro maggiore fra i piatti, da 18 a 28 pollici, ma la sua larghezza pi comune
POSIZIONAMENTO NEL SET tra i 20 e i 22 pollici. Normalmente viene posto (poggiato ovviamente su un sostegno appos-
ito, unasta come si dice in gergo tecnico) alla destra del batterista (se destrorso), sopra il
timpano, cos da lasciare il braccio sinistro libero di muoversi per tutto il kit.
Questo tipo di piatto viene suonato in zone diverse, anche in relazione al genere di musi-
ca suonata.
LA CAMPANA DEL PIATTO Ad esempio nei generi latin, fusion, rock, pop, heavy metal si usa molto la campana;
la parte centrale in rilievo (una specie di cupola, di solito abbastanza grande), che se suonata
con il collo della bacchetta produce un suono molto penetrante, capace di farsi sentire anche
nei generi musicali pi rumorosi. Pu servire per suonare degli accenti allinterno di un
ritmo o per enfatizzare delle figurazioni particolari eseguite da qualche altro musicista, ecc...
IL FLAT RIDE Una variante del piatto daccompagnamento il flat ride ed senza la campana; il suo
suono secco, asciutto e la pronuncia della bacchetta risulta ben definita. Ancora meno
rumoroso del ride tradizionale, molto popolare tra i batteristi jazz.

LA SCRITTURA E passiamo ora alla solita dolente nota della scrittura.


Anche lui, come lhi-hat viene in genere indicato con note con delle X al posto della
parte tondeggiante. Si scrive nella parte alta della chiave, con le solite varianti a seconda
delle abitudini dei diversi batteristi5.
Io lo piazzer subito sopra il pentagramma.
Esempio 2.8

SI PU ANCHE Se si desidera leffetto del piatto stoppato con le mani si scrive choke accanto al
STOPPARLO colpo.
Esempio 2.9

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La batteria

Se invece si vuole un colpo ben pronunciato e ci si vuole garantire che il piatto venga
lasciato vibrare, risuonare, si scrive una legatura che finisce nel nulla e/o la frase let ring. OPPURE LASCIARLO VIBRARE
E se il colpo deve anche essere forte non dimenticare il simbolo dellaccento.
Esempio 2.10

Se infine desideri indicare che il ride deve essere suonato sulla campana, qui la situazione
si fa pi complessa 6. Nelle note a fine capitolo ti descriver tutte le possibilit; tra le tante
io preferisco lindicazione bell (letteralmente campana) accanto al singolo colpo che si
desidera suonato in questo modo.
Esempio 2.11

Oppure (se vedi che c pericolo di sovraffollare la parte di scritte e avvertimenti vari)
puoi provare la grafia che si utilizza per il charleston suonato aperto, ovvero inserire la X
in un cerchietto.
Esempio 2.12

3 ) i l p i a t t o c ra s h

un tipo di piatto che produce, come suggerisce onomatopeicamente il suo nome, un LA SONORIT E
suono molto forte e tagliente e con un lungo sustain, e viene perci usato per suonare LA FUNZIONE

accenti occasionali, al contrario del ride che utilizziamo per gli ostinati. Alla fine di un
fill, o per sottolineare degli accenti molto forti ed importanti, il crash davvero efficace.
Avendo unintonazione medio-alta, si ottiene un bel colore se lo si suona insieme alla cassa,
che fornisce al piatto le frequenze basse che mancano.
Dicevo che viene usato sporadicamente, eppure, come nel caso del charleston aperto, in
qualche genere musicale ad alta energia puoi sentirlo suonato al posto del ride per portare
lostinato ritmico: ovviamente leffetto assai rumoroso!!!
Viene generalmente suonato con le bacchette, meno spesso con le spazzole, e in qualche
caso coi mallets: in particolare leffetto di rullo coi battenti pu essere davvero interessante.

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Orchestrazione
prima parte

In genere si evita di martellarli perpendicolarmente alla superficie, perch facile dan-


neggiarli; meglio colpirli delicatamente, e mentre la bacchetta a contatto col piatto,
muoverla anche leggermente verso un lato, come se doveste spazzolare il bordo del piatto.
POSIZIONAMENTO NEL SET Il crash viene in genere collocato dalla parte sinistra rispetto al punto di vista del batterista
E DIMENSIONI (destrorso), visto che il ride si trova a destra. Un batterista pu per fare uso anche di molti
piatti crash (per avere colori differenti): in questo caso puoi trovarli posizionati in vari punti
del suo strumento; normalmente per sempre dietro ai tamburi e pi in alto rispetto ad altri
piatti dello stesso set visto che il crash viene suonato prevalentemente colpendo il suo bordo.
Si tratta in genere di un piatto meno spesso del ride e anche un poco pi piccolo (nor-
malmente da 14 a 18 pollici, anche se ne esistono di pi grandi).
La scelta del diametro e dello spessore dipende, come nei ride, dal genere musicale e dal
colore che si desidera.
Lo spessore dei piatti crash si definisce in tre modi: heavy, medium, thin.
I crash heavy sono quelli pi pesanti e che sviluppano il volume pi alto; vengono quin-
di di norma usati nella musica rock, pop, heavy metal.
I crash medium sono dei piatti di medio spessore che rispondono bene a tutte le dinamiche;
sono appropriati dunque per qualsiasi genere musicale e sono i pi equilibrati e versatili.
I crash thin sono i pi sottili della famiglia e sono ideali per suonare in acustico, con
bacchette leggere ed eventualmente anche con le mani. Hanno una vasta gamma di armoni-
ci e sono destinati a batteristi consapevoli ed esperti: essendo molto sottili sono pi delicati
e se non suonati in un certo modo facile romperli.

LA SCRITTURA E veniamo anche stavolta alla scrittura.


A Berklee scrivono il crash alla stessa altezza del ride, ovvero subito sopra il pentagram-
ma, e indicano di volta in volta quale tipo di piatto desidera. Effettivamente non vengono
quasi mai suonati simultaneamente e quindi non dovrebbero esserci troppi problemi di scrit-
tura. Molti invece lo scrivono una seconda pi in su, ponendolo sul primo taglio
addizionale sopra la chiave, per riconoscerlo pi facilmente e per evitare di dover stare ogni
volta a scrivere che piatto sia 7: io far in questo modo.
Esempio 2.13

Ovviamente anche per il crash, come per tutti i piatti vale il discorso dello stoppare o
lasciar risuonare, per la scrittura vedi quanto detto poco fa a proposito del ride.

Passiamo ora, dopo aver visto gli oggetti metallici, ad analizzare in dettaglio gli stru-
menti dotati di pelli del set di base della batteria.

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La batteria

-) I tamburi
Si tratta di fusti cilindrici vuoti di varie dimensioni alle cui estremit aperte vengono fis-
sate delle pelli.
I fusti variano moltissimo in quanto a dimensioni: si va dai 12 pollici (ma anche meno a I FUSTI: DIMENSIONIE
volte) dei tom pi piccoli, fino ai 28 delle casse pi grandi. Il materiale utilizzato maggior- CARATTERISTICHE

mente per la costruzione dei fusti il legno (acero, betulla, quercia, mogano, ecc...), anche
se il rullante pu pure essere costruito in metallo (bronzo, acciaio, alluminio, ottone, ecc...).
Molto rare le batterie costruite in plexiglas (acrilico trasparente e/o colorato) e quelle tutte
in metallo.
E anche per le pelli ci sono moltissime varianti.
Il materiale pi usato per la loro costruzione una sostanza sintetica progettata ad hoc LE PELLI: MATERIALI E
(mylar, ma talvolta anche teflon o kevlar, tutte pellicole plastiche sintetiche), e prodotta in uno CARATTERISTICHE

o pi strati, che ha prima affiancato e poi quasi del tutto sostituito (a partire dalla fine degli
anni 50 del Novecento) le pelli animali.
La pelle viene fissata ad un anello di metallo per consentirne il montaggio sul fusto del
tamburo e permetterne laccordatura: si pu infatti tendere o allentare mediante dei tiranti.
La scelta dei materiali delle pelli dipende dal tipo di tamburo da suonare e dal tipo di suono
che si vuole ottenere.
Le pelli per i tamburi della batteria (in inglese: drum heads) si distinguono in:
Pelli battenti, quelle su cui si genera il suono, percuotendole per lappunto con i vari tipi
di battenti (o strusciando nel caso delle spazzole sul rullante con la pelle sabbiata); in genere
sono quelle pi resistenti e possono essere composte anche da pi di uno strato di materiale.
La pelle battente viene sistemata nella parte superiore dei tamburi (o nella parte su cui si
intende eseguire il colpo, anteriore nel caso della cassa, lunico tamburo che si mette in
orizzontale) e viene accordata a seconda delle esigenze dello strumento e del batterista. La
pelle battente viene scelta per laltezza del suono, la risposta della bacchetta, la chiarezza e
la durata (della pelle).

Pelli risonanti, quelle che vengono sistemate nella parte inferiore del tamburo (o poste-
riore nel caso della cassa) e che hanno come unico scopo quello di farlo risuonare meglio.
La pelle risonante non essendo fatta per essere suonata di solito fisicamente diversa dalla
pelle battente. in genere responsabile del colore tonale e della durata del suono ed costi-
tuita da un singolo strato di materiale. Spesso nella grancassa si usa praticare un piccolo foro
(circa 5-6 pollici di diametro) nella pelle risonante per facilitare la ripresa microfonica e
smorzare un poco gli armonici.
Negli anni 70 si usavano anche batterie con tamburi senza pelli risonanti. La risposta dei
tamburi in genere pi limpida senza pelle risonante, ma si perde la risonanza del fusto e
la bellezza del suono del legno. Tali batterie venivano usate prevalentemente in concerti dal
vivo a causa della scarsa qualit media dei microfoni dellepoca per la ripresa dal vivo. Oggi
col progredire della tecnologia e quindi della qualit dei microfoni non si usano pratica-
mente pi queste batterie.
Se ti stai appassionando alla questione, ecco di seguito ancora altre informazioni sulle
varie tipologie di pelli. Altrimenti salta pure alla fine della prossima pagina!
-) lisce (a uno o due strati). Sono usate sia come pelli battenti che come risonanti, e non
enfatizzano alcun aspetto timbrico in particolare; pi lo spessore diminuisce pi si mettono
in evidenza gli armonici del tamburo e lattacco della nota stessa. Al contrario, pi lo spes-
sore aumenta pi si mette in evidenza il suono impulsivo, la nota fondamentale del tamburo.

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Orchestrazione
prima parte

-) sabbiate. Le caratterizza la presenza di un rivestimento satinato sulla superficie; ven-


gono usate come pelli battenti, e sono quelle pi usate per il rullante, ma possono essere
usate anche per i tom e per la cassa. Hanno un suono pi cupo delle pelli lisce poich la sab-
biatura della pelle attenua le vibrazioni, e sono molto usate negli stili in cui si usano le spaz-
zole perch sono le uniche pelli che ne favoriscono lutilizzo permettendo il tipico suono
strusciato cos caratteristico nel jazz.
-) idrauliche. Sono pelli battenti composte da due strati di materiale separati da una mini-
ma quantit di olio particolare. Permettono una grande definizione della nota principale
smorzando gli armonici del tamburo. Molto usate nel rock sui tom, e in generale forse le pi
usate per la grancassa. Ne esistono anche dei modelli a tre e quattro strati.
-) naturali. Erano lunica scelta possibile per i batteristi jazz della prima met del seco-
lo scorso, ovvero le pelli animali; ormai sono state quasi completamente sostituite da
quelle sintetiche.
-) a rinforzo centrale. Questo tipo di pelle progettata appositamente per i batteristi che
suonano molto (molto) forte; il rinforzo centrale permette unusura pi lenta della pelle, ma
le conseguenze sul suono sono drastiche!

Unaltra distinzione infine si fa tra pelli:


mono-strato: sono quelle formate da un singolo film di mylar;
doppio-strato: sono quelle formate da due strati di mylar sovrapposti per aumentarne la
resistenza;
trasparenti: definite anche clear, sono lisce e non hanno alcun rivestimento. Vengono a
volte chiamate naturali (anche se questo genera confusione con le pelli naturali animali)
o, ovviamente, lisce.

Talvolta poi alcune pelli possiedono una sordina, che viene posizionata internamente o
esternamente, e che ha le dimensioni di qualche centimetro; serve a contenere gli armonici
generati dal bordo della membrana.

Diamo ora unocchiata in dettagli ai vari tipi di tamburi, cominciando dai tom.

Come per i piatti non c regola riguardo il numero e la dimensione dei tom: tutto dipende
dal gusto del batterista e dal genere musicale che vuole o deve affrontare; ad esempio si pos-
sono facilmente trovare in commercio batterie anche con 5 tom. Tuttavia, come gi ti dice-
vo, la maggior parte delle batterie standard con 2 tom sospesi (da 12 e 13 pollici rispet-
tivamente, ovvero circa 30 e 33 cm) che si appendono sulla cassa mediante dei sostegni, e
un timpano da 16 (41 cm) che poggia a terra mediante delle gambe sottili (3 di norma).
Fino al 1970 i batteristi avevano di solito uno (raramente due) tom sulla grancassa e uno
pi grande poggiato a terra, il timpano (appunto, in inglese, floor tom). Da allora i bat-
teristi hanno iniziato a usare molti tom (anche 8, 9, o di pi... dai unocchiata a qualche foto
della batteria di Terry Bozzio...) e iniziarono a usare i timpani sospesi (attaccati ad esempio
alle aste per piatto) invece di quelli che partono da terra; malgrado ci rimasto in inglese
il termine tom da pavimento per identificare il timpano.

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La batteria

1a) i tom sospesi (mounted toms)

Un paio nellequipaggiamento di base della batteria, anche se come anticipato puoi


trovarne in qualche caso molti di pi.
Veniamo come al solito alla grafia. LA SCRITTURA
Tutti i pezzi della batteria con le pelli, come anticipato, si scrivono in genere con note
con le teste tradizionali, a differenza di piatti e hi-hat per i quali usiamo delle X.
Se su questo sono daccordo tutti, ci sono per, come al solito, molte differenti scuole di
pensiero a proposito dellaltezza in cui scriverli sul pentagramma.
Visto che il 3 spazio lo assegner pi avanti al rullante e che alcuni altri luoghi sono
gi occupati, utilizzer 5 e 4 rigo per i tom del set base: ovviamente pi in alto quello pi
acuto (1 tom) e pi in basso quello un poco pi grave (2 tom).
Esempio 2.14

1b) il timpano (floor tom)

In genere uno nel set di base, ma puoi trovarne anche un paio nel caso di batterie super-
equipaggiate. Come abbiamo visto in realt semplicemente un tom pi grande (16-18
pollici), spesso poggiato a terra grazie a dei piedini.
Lo scriveremo pi in basso dei tom sospesi. Nel set base con due tom sar sul 3 rigo. LA SCRITTURA
Esempio 2.15

Nel caso di una batteria super-accessoriata con 5 tom (di cui 2 timpani), una grafia pos-
sibile potrebbe essere la seguente.
Esempio 2.16

31
Orchestrazione
prima parte

2) il rullante

CARATTERISTICHE un tamburo con al di sotto della pelle risonante una cordiera, la cui azione attivata o
disattivata e regolata da un dispositivo, denominato macchinetta. Quando la cordiera
attivata il rullante ha il suo suono pi tipico, lideale per le rullate, o per segnare il 2 e il 4
tempo in molti generi musicali, o per accogliere laccompagnamento costante delle spaz-
zole nel jazz e cos via...
Di solito costruito in legno o in metallo, ma nel caso di alcuni particolari modelli, anche
in plexiglas o altri materiali. Il diametro generalmente di 14 pollici ma ce ne sono anche
di pi piccoli. Il rullante spesso utilizzato come tamburo principale della batteria e viene
posizionato verso il centro-sinistra dal batterista destrorso (al centro-destra, nel caso di per-
cussionisti mancini), sollevato da un supporto che poggia a terra, detto reggirullante.

LA SCRITTURA Si tratta di uno dei pochi pezzi che viene scritto quasi da tutti nello stesso punto del pen-
tagramma, ovvero nel terzo spazio 8.
Esempio 2.17

IL RULLO Ovviamente, disponendo di un rullante, il batterista pu avere voglia di fare delle rullate
(o rulli). Si indicano con il segno del tremolo, in genere con 3 taglietti sul gambo, ma non
per indicare esattamente delle biscrome, ma solo come indicazione generica di rullo.
Si tratta di uno dei pochi colpi che pu essere anche lungo nella batteria.
Esempio 2.18

Talvolta puoi trovare anche la scritta roll (rullo) per maggiore scrupolo.
E in caso di rullata che deve avere una precisa velocit di esecuzione, puoi trovare lindi-
cazione measured roll (rullo misurato, precisa) e il segno del tremolo con 1 o 2 o 3
(ecc...) taglietti sul gambo a richiedere rispettivamente crome o semicrome o biscrome.
Esempio 2.19

32
La batteria

Un altro effetto caratteristico del rullante il cosiddetto rimshot, letteralmente colpo IL RIMSHOT
(sparo) sul bordo.
Si tratta del suono prodotto colpendo simultaneamente il bordo e la pelle (battente, ovvia-
mente) del tamburo con una bacchetta. Normalmente questi colpi vengono utilizzati per pro-
durre dei suoni molto forti ed accentati, caratteristici dei generi ad alta energia.
Ovviamente si pu produrre anche un colpo pi soft, ma avviene molto di rado.
Purtroppo anche questo colpo puoi trovarlo scritto in molti modi differenti 9.
Io user la grafia seguente.
Esempio 2.20

Il rimshot non va confuso col cross stick, letteralmente bacchetta di traverso (incrociata) IL CROSS STICK
Questo tipo di colpo si esegue tenendo poggiata una parte della bacchetta sulla pelle (bat-
tente) del rullante, con la mano poggiata sopra, suonando (in genere delicatamente) con la
parte vicina alla punta della bacchetta sul bordo metallico.
Il risultato che viene fuori un suono molto leggero rispetto al suono pieno del rullante,
come una specie di tic.
Ci sono (come al solito) vari modi di indicare il cross stick 1 0 .
Io utilizzer.la grafia che segue.
Esempio 2.21

Comuni anche i flams, una sorta di acciaccatura tipica degli strumenti a percussione. IL FLAM
Questa tecnica consiste nel dare due colpi sul rullante, eseguendo i colpi rapidamente, uno
dopo laltro senza interruzione di suono, come se fossero uniti; il primo viene eseguito con
una dinamica molto bassa (piano o pianissimo), mentre il secondo un colpo accentato.
Li indicher come le acciaccature della musica classica e non.
Esempio 2.22

33
Orchestrazione
prima parte

LE GHOST NOTES Possibili anche dei colpi pi leggeri, quasi non suonati (ghost, letteralmente fantas-
ma, traducendo dallinglese, o dead, morti), note di cui riusciamo a percepire limpulso
ritmico ma che non sono colpi realmente definiti, da alternare magari con suoni normali.
Li scriver tra parentesi. Esempio 2.23

Molto comuni nel rullante, puoi in realt produrre suoni cos anche con gli altri pezzi della
batteria. Se dovessi scriverli, usa la stessa tipologia di scrittura delle ghost sul rullante,
ovvero scrivi la nota normale che indica il pezzo che ti serve, e poi inseriscila tra parentesi.

3) la grancassa

Detta anche semplicemente cassa, in inglese bass drum o anche kick drum (perch
prima dellinvenzione del pedale, la grancassa veniva usata col piede, e il termine inglese
per calcio kick), il tamburo di dimensioni maggiori di una batteria.
Il pedale della grancassa controlla un battente, rivestito in genere di feltro ma talvolta di
gomma o legno, che colpisce la pelle risonante.
CARATTERISTICHE costruita in legno di forma cilindrica e cava e, come per tutti i tamburi, i legni utiliz-
zati sono di vario tipo, e il suono prodotto influenzato dalle caratteristiche musicali del
legno impiegato.
Le dimensioni vanno dai soli 16 pollici di alcune piccole casse da jazz, ai 20- 22 del
pop, ai 24 - 26 dei modelli pi grandi (magari per le big band o per i gruppi metal...).
Talvolta si usa smorzarne il suono con lausilio di feltri che attenuano la vibrazione della
pelle e contrastano la forte propagazione del suono allinterno della cassa.
Un foro sulla pelle risonante permette al microfono di essere posizionato allinterno dello
strumento, ma diminuisce la risonanza delle pelli accorciandone la durata.
LA SCRITTURA Generalmente uno dei pezzi che viene scritto pi in basso, se non addirittura il pi
basso. Purtroppo come al solito le grafie sono diverse 9. Qui sceglier di scrivere la cassa
nel primo spazio.
E avendo fatto la scelta di scrivere quello che si suona con gli arti inferiori con i gambi
verso il basso, troverai in queste pagine la cassa scritta cos.
Esempio 2.24

34
La batteria

In alcuni generi musicali che richiedono un drumming particolarmente potente si uti-


lizzano talvolta due casse, e i trascrittori pi pignoli possono differenziarle scrivendo la
cassa in pi sul 1 rigo.
Unalternativa un secondo pedale posto vicino a quello del charleston che con una pro-
lunga aziona il battente aggiuntivo.

Bene, abbiamo visto fin qui le caratteristiche dei singoli pezzi di base e almeno un modo
ragionevole di scriverli sul pentagramma.
Nella figura che segue ti mostro come in genere vengono assemblati, dal punto di vista
del batterista.
Figura 1 CAMBIAAAA

Allinizio di questo capitolo ti avevo fatto un elenco abbondante di oggetti optional che
il batterista pu incorporare nel suo set.
Diamo una rapidissima occhiata solo ad alcuni dei pi utilizzati.
Della possibilit di aggiungere altri tom, un secondo timpano e una seconda cassa ti ho
gi detto. Possiamo inoltre trovare altri piatti delle tipologie gi descritte, ovvero altri crash,
ride o magari crash-ride dal colore intermedio.
Queste che seguono sono invece altre interessanti tipologie di piatti:

35
Orchestrazione
prima parte

QUALCHE ALTRO TIPO DI -) china. Le loro origini probabilmente possono essere fatte risalire almeno a qualche mil-
PIATTO OPTIONAL lennio fa, viste le somiglianze con i piatti cinesi antichi e con i gong (dei quali riprendono
in parte anche suono e forma). Hanno spesso una forma particolare che ricorda un po quella
dei tetti delle case tradizionali cinesi; infatti in genere sono con i bordi rovesciati e vengono
montati (spesso) con la campana verso il basso; qualche piatto non ha tale aspetto ma viene
comunque inserito in questa tipologia per via del suono molto particolare: di solito grave,
aspro e metallico, fragoroso, esplosivo; anche se, ovviamente, vi sono dei cambiamenti nel
suono a seconda delle dimensioni.
Generalmente il diametro va da 14 a 22 pollici, ma esiste anche una variante piccolina
comunemente conosciuta come: mini china(da 8 a 12); e talvolta ne trovi invece di pi
grandi, anche fino a 27.
Pu essere usato sia come piatto di chiusura di frase (crash) o, suonato pi delicata-
mente, come piatto di accompagnamento, soprattutto se ha un suono corto.

-) pang. Qualcuno li considera una categoria a se stante, mentre per qualcun altro invece
sono solo un sottoinsieme dei china. Producono infatti anche loro un suono basso profondo e
al tempo stesso penetrante, aspro e crudo. Hanno una forma particolare: la campana pi pic-
cola della media ed a volte di forma squadrata anzich rotonda e la zona esterna della curva
caratterizzata da un lembo rivoltato verso lalto come i china. E anche loro vengono utiliz-
zati sia come crash, cio per sottolineare accenti, sia come ride, per portare il ritmo.
Molto utilizzati nel Funky, sono prodotti con spessore medio-sottile ed in diametri da 18
a 22. Il pi usato il 20.

-) splash. Piatto molto sottile e col diametro pi piccolo tra i tipi di piatti comuni: da 6 a
14 pollici, ma il pi diffuso il 10; possiede, proprio per le sue dimensioni ridotte, un
suono piuttosto acuto e di breve durata (sono piatti velocissimi sia nella risposta che nello
smorzamento). La funzione di questo piatto in qualche modo simile a quella del crash,
semplicemente con un suono diverso, pi delicato. Per questo possibile inserirlo anche in
alcuni pattern ritmici, magari in levare o allinterno di figure sincopate, che non necessitano
di un volume elevato.

-) sizzle. Sono i piatti che vengono anche chiamati chiodati o rivettati. Si tratta in
genere di normali ride o crash ride in cui sono stati praticati dei forellini (6 oppure 8 a secon-
da del diametro) a circa 3 cm. dal bordo esterno nei quali sono stati sistemati rivetti o chiodi-
ni per ottenere un suono ronzante.
Talvolta, senza bucare il piatto si pu ottenere un effetto comunque interessante anche con
una catenella (appesa al centro dove c la vite per fissare il piatto allasta) lasciata libera di
rimbalzare sulla superficie.
Possono essere usati al posto dei ride e creano un effetto morbido e dolce; o anche come
crash, ma con una sonorit pi delicata, una risposta leggermente pi lenta, ed uno smorza-
mento molto pi lungo del suono (a causa dei chiodini).
Lo spessore in genere medio-sottile ed esistono con molti diametri differenti; i pi dif-
fusi sono comunque il 18 e il 20.

36
La batteria

Altri piccoli strumenti optional molto interessanti poi possono essere quelli che ALTRI OPTIONAL
seguono. ABBASTANZA COMUNI

-) woodblock. Letteralmente blocco di legno dallinglese. ricavato a partire da un


singolo blocchetto (da cui il nome) in cui viene intagliata una fessura longitudinale; per-
cosso con una bacchetta, produce un suono molto caratteristico.
Talvolta se ne usano due o un intero set, con blocchetti di diversa grandezza e che quin-
di producono suoni di altezza differente.
Tradizionalmente allinterno del set di batteria il woodblock viene montato su un morset-
to fissato in cima al bordo della cassa. In tempi pi recenti puoi trovarlo anche sistemato su
un braccio attaccato a qualche asta dei piatti.

-) cowbell. Letteralmente campana della mucca, ovvero il campanaccio. Si, hai capi-
to bene, spesso identico a quello che trovi al collo delle mucche alpine e da questo
prende il suo nome.
costruito con una lamiera di metallo ed ha una forma simile ad una campana appiatti-
ta. Ne esistono di molte differenti dimensioni, allincirca da 3 a 50 cm di altezza. Le forme
pi diffuse sono quella troncopiramidale e quella ovoidale.
Percosso con bacchette di legno o di metallo, questo oggetto viene utilizzato da
moltissimo tempo nella musica caraibica e brasiliana; stato successivamente introdotto
come accessorio della batteria nel jazz, e poi pian piano anche in altri generi musicali.

-) chimes. Dette anche mark tree o chime tree or set of bar chimes, sono delle pic-
cole campane tubolari (lunghe pochi cm) di metallo pieno, disposte verticalmente. A dif-
ferenza delle vere campane tubolari queste non producono un suono perfettamente defini-
to, essendo piene di armonici. Vengono comunque montate in ordine di grandezza (e quin-
di frequenza approssimativa) e vengono utilizzate per degli effetti coloristici.
Si suonano in genere facendo scorrere rapidamente le dita o la punta della bacchetta oriz-
zontalmente attraverso le varie campane, in modo da creare degli effetti di glissato ascen-
dente o discendente.

37
Orchestrazione
prima parte

Ed ora dopo aver descritto tutti questi strumenti singolarmente, vediamo qualche esem-
COME ASSEMBLARE I VARI pio di scrittura in cui li troviamo assemblati.
PEZZI NELLA PARTE DI Per quanto riguarda la scrittura dei pezzi suonati con gli arti superiori (che saranno con i
BATTERIA
gambi in su), per non affollare troppo la parte, si tende in genere a non mettere tutte le pause
di ogni pezzo; dopo aver infatti scritto la parte dellostinato (piatto o hi-hat che sia) si incol-
lano a questo i colpi isolati del rullante, dei tamburi o degli altri piatti, come se fossero dei
bicordi in una parte di pianoforte o di chitarra.
Ecco qualche esempio.
Esempio 2.25

Esempio 2.26

Anche per quanto riguarda ci che viene suonato con i piedi (cassa ed hi-hat col pedale),
si tende quando possibile ad unire i pezzi per snellire la scrittura.
Esempio 2.27

Ma quando c solo qualche colpo isolato, come nella cassa del rock e simili, meglio met-
tere le pause per maggiore chiarezza.
Esempio 2.28

38
La batteria

Ed ecco ora qualche esempio in cui trovi sia oggetti suonati dalle mani che dai piedi. LA SCRITTURA CHE SEPARA
Esempio 2.29 CI CHE VIENE SUONATO
CON LE MANI DA QUELLO
CHE SI SUONA COI PIEDI

Esempio 2.30

Esempio 2.31

Come detto allinizio del capitolo per si sta diffondendo negli ultimi anni unaltra cor- E QUELLA CHE ALLINEA
rente di pensiero che tende ad alleggerire ancora di pi la scrittura, scrivendo tutti i pezzi TUTTO VERSO LALTO

con i gambi verso lalto. Dopo aver infatti scritto lostinato del piatto o di quello che lo
porta, si incolla tutto a questo, come fossero dei fili delle marionette.
Il groove dellesempio 2.29 si scriverebbe allora cos.
Esempio 2.32

E quello dellesempio 2.30 in questo modo.


Esempio 2.33

39
Orchestrazione
prima parte

Dunque abbiamo visto come scrivere i singoli pezzi della batteria e come assemblarli, ma
non sempre dobbiamo o vogliamo scrivere al nostro batterista tutto quello che deve fare.
MA NON NECESSARIO Gli arrangiatori esperti sanno che ci sono dei momenti in cui possono lasciargli pi libert
SCRIVERE SEMPRE TUTTO per interagire spontaneamente col resto del gruppo, specie laddove non ci siano obbligati par-
AGLI STRUMENTI DELLA
SEZIONE RITMICA
ticolari e se magari il groove gi stato introdotto.
Passiamo in rassegna allora le varie possibilit di scrittura, cominciando da quella che
lascia pi margini di libert allesecutore.

1) Basic time playing (portare il tempo)

SLASHES PER DIRE: Stanghette diagonali (slashesnei testi americani) in mezzo al pentagramma, come
ACCOMPAGNA quelle per specificare la ripetizione del movimento precedente, servono per indicare al bat-
terista che deve accompagnare, portare il tempo.
Ma che tipo di tempo? Beh quello segnato in alto a sinistra dallindicazione di stile (rock,
swing, reggae, ecc...). Scegliendo lui come, purch rimanga nei parametri di quello stile.
Nella parte puoi ovviamente indicare le dinamiche, quali oggetti deve usare per produrre
i suoni, e tutte le indicazioni che ritieni utili; ma non quello che esattamente deve fare.
Ecco un paio di esempi.
Esempio 2.34

Esempio 2.35

40
La batteria

Il batterista in questo modo libero di scegliere secondo il proprio gusto e sicuramente (non
essendo occupato a leggere troppe cose) pu dedicare maggiore attenzione allinterazione col
resto dei musicisti.
Questo tipo di scrittura ovviamente adatta solo a sezioni dellarrangiamento in cui non
ci sono obbligati ed altre informazioni pi specifiche da comunicare al batterista, magari
una zona degli assoli senza background...

2) Kicks over time (colpi sul tempo)

Per avvertire il batterista della presenza di alcuni colpi, di alcuni accenti importanti NOTE SOPRA IL PENTAGRAMMA
(presenti nella melodia o magari suonati da qualche strumento di accompagnamento) si uti- PER SEGNALARE ACCENTI
IMPORTANTI SUONATI
lizzano delle note poste subito sopra il pentagramma, riempito come nel caso precedente DAL GRUPPO
dagli slashes e da tutte le altre informazioni tipiche del basic time playing. Queste note
vengono piazzate l dove ci sarebbe il piatto ride, ma scritte stavolta con la testolina nor-
male (e non con le X) per far capire che non si tratta di un pezzo specifico della batte-
ria; esse indicano accenti che possono (o devono secondo alcuni) essere incorporati allin-
terno dellaccompagnamento. Se il batterista decide di suonarli libero di scegliere i pezzi
che reputa pi adatti a seconda dello stile e del livello di dinamica di quella particolare sezione.
Ma se anche decide di non suonarli deve comunque tenerne conto, magari preparandoli e
aiutando cos gli altri musicisti ad eseguirli; o perlomeno non dovrebbe remare contro!
Larrangiatore pu ovviamente aggiungere altre informazioni vicino a questi colpi sul
tempo, come ad esempio che strumento o che sezione li esegue, per aiutare il batterista ad
orientarsi e a scegliere in maniera appropriata il da farsi.
Ecco anche stavolta un paio di esempi.
Esempio 2.36

Esempio 2.37

41
Orchestrazione
prima parte

Questo tipo di notazione, come quella basic time, particolarmente adatta al jazz e din-
torni, dove non ha molto senso scrivere un groove specifico alla batteria, ed invece
davvero gradita la libera interpretazione e linterazione col resto del gruppo.

3) Colpi e ritmi specifici sopra il tempo base

POSSIAMO INSERIRE DEI Se allinterno dellaccompagnamento generico, libero indicato con gli slashes
COLPI SPECIFICI SOPRA desideriamo inserire dei colpi obbligati da far eseguire con un pezzo specifico, possiamo
GLI SLASHES
farlo, aggiungendo (sopra o sotto) alle stanghette diagonali i colpi o il pattern desiderato,
scrivendolo con la notazione caratteristica di quel particolare oggetto.
In genere si tratta di accenti o ostinati particolari dei piatti o di ritmi da inserire nella
cassa.
Ad esempio nel caso di un pattern da eseguire sullhi-hat possiamo scrivere cos.
Esempio 2.38

Come hai appena visto si pu scrivere anche solo una o un paio di misure dellostinato,
quello che basta per farlo capire, e poi indicare che si deve continuare in maniera simile: in
questo caso si utilizza anche in campo internazionale, proprio la parola italiana simile!

E nel caso di un ritmo obbligato della cassa puoi invece fare in questo modo.
Esempio 2.39

Hai visto due esempi di indicazione di pattern specifici da suonare sopra il basic time, ma
con questo tipo di scrittura possiamo indicare anche un singolo colpo, o solo alcuni accen-
ti sporadici.
Si tratta quindi di un tipo di scrittura che, pur lasciando in linea di massima il batterista
libero di scegliere la maggior parte dei ritmi e dei pezzi da utilizzare per portare landa-
mento ritmico richiesto, lo obbliga a suonare esattamente qualcosa allinterno del tempo.
Nella notazione kicks over time invece si trattava di avvertimenti, e comunque di colpi
da incorporare nellaccompagnamento in totale libert per quanto riguarda la scelta dei
pezzi.

42
La batteria

4) Obbligati ritmici

Si utilizzano per indicare al batterista di interrompere laccompagnamento e di suonare COME INDICARE CHE SI
invece solo alcune figure ritmiche obbligate. Smettiamo dunque di utilizzare gli slashes DEVONO SOLO ESEGUIRE DEGLI
OBBLIGATI E SMETTERE DI
e, al loro posto, al centro del pentagramma inseriamo la figura ritmica che deve essere PORTARE IL TEMPO BASE
suonata, utilizzando note con le teste modificate secondo la convenzione della notazione
ritmica, ovvero:
-) schiacciate per le note nere (dalla semiminima in gi come durata)
-) a forma di rombo per le note bianche (minima e semibreve)

Il batterista deve suonare queste figure ma pu scegliere lui con quali pezzi.

Esempio 2.40

Esempio 2.41

Se per larrangiatore desidera proprio alcuni suoni e colori specifici, meglio scrivere
la parte con la notazione esatta dei singoli pezzi richiesti.

43
Orchestrazione
prima parte

5) Fills

COME INDICARE I Si tratta di quei passaggi improvvisati, brevi (o brevissimi, da un movimento fino in
RIEMPIMENTI genere ad un paio di misure) e cos caratteristici, che avrai ascoltato migliaia di volte nelle
IMPROVVISATI
esecuzioni dei batteristi. Spesso si lascia allesecutore, oltre alla scelta di cosa suonare,
anche la decisione su dove collocarli temporalmente; ma se larrangiatore li desidera pro-
prio in alcuni punti precisi, pu indicarli utilizzando la parola fill (letteralmente il coman-
do : riempi, dal verbo to fill, riempire), posta sopra il pentagramma e seguita da una linea
tratteggiata che delimita con esattezza i movimenti nei quali va inserito.
Esempio 2.42

Per indicare un fill leggero, delicato, si pu utilizzare la dicitura light fill.


Esempio 2.43

Per avvisare poi il batterista che nella zona del riempimento non deve portare il tempo
base, cio non deve accompagnare, ma fare solo il fill, si utilizza lindicazione solo fill.
Esempio 2.44

44
La batteria

Abbiamo dunque visto in queste ultime pagine alcune interessanti grafie alternative alla
notazione specifica dei singoli pezzi, e che ovviamente si possono anche avvicendare
allinterno dello spartito: puoi scegliere quella che pi ti soddisfa cambiando ad ogni PUOI ANCHE
sezione o addirittura anche ogni misura o perfino alternandole allinterno della stessa bat- ALTERNARE I VARI TIPI DI
SCRITTURA
tuta, se questo ti permette di comunicare meglio allesecutore quello che hai in mente.
Ma, se nessuna delle grafie appena introdotte fosse sufficiente ad esprimere le tue idee,
si pu tornare, anche solo per qualche passaggio, alla scrittura completa.
Ecco un frammento in cui vengono utilizzate diverse tipologie di scrittura.
Esempio 2.45

45
Orchestrazione
prima parte

Ed ora per fissare le informazioni contenute in questo lungo capitolo ecco alcuni

E S E R C I Z I
3. Scrivi due versioni della parte di batteria per i frammenti tematici che seguono.
-) Versione A: con le istruzioni date (mi serve solo per farti ripassare le varie tecniche di scrittura)
-) Versione B: libera!

a) Minor Blues n.1 (inserisci lindicazione di dinamica mf, e avvisa lesecutore che deve
suonare con le bacchette)

-) Basic time dappertutto tranne nelle misure 11-12-13 in cui la batteria suona stop time
seguendo il ritmo degli obbligati nel pentagramma della melodia.
-) Accenti sul piatto crash per i seguenti frammenti: anticipo di croma nella misura di lancio,
ultimo ottavo della misura 12, 4 movimento delle misure 2 e 6.
-) Notazione kicks over time seguendo il ritmo della melodia nei primi 2 movimenti delle misure
2, 4 e 6, negli ultimi 2 tempi della 8, lultima croma della 9 e le due ultime crome della 10.

46
La batteria

b) O Nosso Samba (dinamica mf e bacchette)

-) Basic time dappertutto tranne nella misura di lancio in cui il batterista fa pausa e le ultime
4 misure in cui ci sono gli obbligati ritmici che seguono: misura 13 e 14 pausa di croma e
note semiminima e croma, misura 15 solo una semiminima in battere, misura 16 pausa di
semiminima, croma, semiminima, semiminima, e rimane un ottavo alla fine libero sul quale
metti un colpo sul piatto crash accentato nellultimo ottavo insieme ad un colpo di cassa.
-) Notazione kicks over time seguendo il ritmo della melodia negli ultimi 2 movimenti delle
misure 8 e 12.
-) Un leggero fill nei primi due movimenti della misura 12

47
Orchestrazione
prima parte

c) Rhythm Changes? (dinamica mf e bacchette)

-) Una parte scritta per le prime due misure con le seguenti istruzioni:
il piatto ride suona due crome nel 1 e nel 3 movimento e una semiminima nel 2 e nel 4, il
rullante cross stick sul 4 ottavo, la cassa e lhi-hat col piede sul 1 e sul 3 movimento, il
tom sul 4 tempo della prima misura, il timpano suona due crome nel 4 tempo della seconda.
-) Quindi gli slashes e lindicazione continua in modo simile nelle misure 3-6 e 9-14.
-) Stop time nelle misure 7 e 15 seguendo il ritmo della melodia..
-) Solo fill nella misura 8.
-) Pausa nella misura 16.

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La batteria

d) Pop Ballad n.3 (dinamica f e bacchette)

-) Una parte scritta con le seguenti istruzioni:


nelle prime 2 misure il charleston chiuso suona semicrome tranne sul 4 sedicesimo del 3
movimento in cui viene aperto; il rullante sul 2 e sul 4; la cassa suona nella prima misura 1
e 4 16 imo del 1 movimento, il battere del 3 e il levare del 4, mentre nella seconda cambia il
1 tempo che contiene solo il levare.
-) Quindi continua cos, ma sul levare di ottavo del 4 movimento della misura 3 c un accento
del piatto che sostituisce i due sedicesimi dellhi-hat.
-) Infine la misura 8 non ha lapertura del charleston alla fine del 3, e lultimo tempo cos
composto: sul battere rullante e hi-hat, per i restanti 3 sedicesimi un colpo simultaneo di cassa
e hi-hat aperto.

49
Orchestrazione
prima parte

CD 4. Trascrivi dal cd allegato i groove di batteria che seguono. Ogni groove ripetuto 4 volte,
(TRACCE DA 1 A 10) viene concluso per maggiore chiarezza sul battere della misura successiva, ed preceduto da 2
misure a vuoto di clic!

a) traccia 1

b) traccia 2

c) traccia 3

d) traccia 4

e) traccia 5

50
La batteria

f) traccia 6

g) traccia 7

h) traccia 8

i) traccia 9

l) traccia 10

51
Orchestrazione
prima parte

5. Trascrivi la parte di batteria di molti brani di stili differenti ed in particolare di quelli elencati
qui di seguito. Cerca di tirare gi almeno le prime misure! CAMBIA ORDINE

a) I DONT MIND (James Brown; LP Live At The Apollo, Polygram, 1963)


Clayton Fillyau - batteria; trascrivi intro e verse

b) I GOT YOU (James Brown; dalla colonna sonora A Smile Like Yours Elektra/Wea, o da
40th Anniversary Collection Polygram, registrato nel 1965)
Melvin Parker - batteria; trascrivi tema

c) TRAVELLING RIVERSIDE BLUES (Page-Plant; LP Led Zeppelin Boxed Set, Atlantic,


1990; registrato nel 1969)
John Bonham - batteria; trascrivi intro e prime 12 misure prima sezione (giro di blues)

d) ABACAB (Banks-Collins-Rutherford; singolo dei Genesis, Charisma Records, 1981)


Phil Collins - batteria; trascrivi intro e sezioni A e B del tema

e) FOLLOW YOU FOLLOW ME (Banks-Collins-Rutherford; singolo dei Genesis, Charisma


Records, 1978)
Phil Collins - batteria; trascrivi intro e prime 8 misure del tema

f) WOMAN (John Lennon; LP Double Fantasy, Geffen Records, 1980)


Andy Newmark - batteria; trascrivi intro e sezioni A e B del tema

g) I CANT STAND MYSELF (James Brown; singolo, King Records, 1967)


William Bowman - batteria; trascrivi groove

h) GOT TO GETCHA (Maceo Parker; LP Doing Their Own Thing, Charly Records, 1970)
Melvin Parker - batteria; trascrivi groove

i) COVER ME (Bruce Springsteen; LP Born In The U.S.A., Columbia, 1982)


Max Weinberg - batteria; trascrivi intro e sezione A

6. Analizza con attenzione quanti pi stili musicali moderni puoi, facendo particolare
attenzione al ruolo della batteria.
Per aiutarti ti riporto in questa lunga appendice che segue molti

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