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I 10 BATTERISTI FONDAMENTALI DEL JAZZ DRUMMING

1) BABY DODDS
Siamo a metà degli anni venti quando Baby Dodds inizia a fraseggiare con terzine e accenti sullo snare
dando una spallata al groove più rigido e vicino alla marcia delle note di semiminima. E’ lui che sposta
l’esecuzione della linea ritmica dal rullante al piatto, in pratica ha inventato il “tin tinti tin” sul ride!!!!
E’ il primo batterista a eseguire dei break su disco; è il primo a fare un vero e proprio assolo; è il primo
ad aver concepito una registrazione didattica, un Lp nel quale suona e spiega, in pratica il precursore
degli attuali dvd!!! Che devo aggiungere ancora......?

2) PAPA JO JONES
Il colosso che ha fatto da tramite tra il drumming più tradizionale del New Orleans del Dixieland e dello
Swing sino agli albori del BeBop.
Curiosità: avete presente il Dave Weckl degli anni ottanta con un tom aggiuntivo alla sinistra dello hi hat?
...azz...che invenzione! Beh, Jo Jones negli anni ‘40 aveva un timpano in quella posizione e si divertiva ad
incrociare ed articolare braccia e fraseggi fantastici, quarant’anni prima del grande Dave...

3) GENE KRUPA
La prima vera Star della batteria; è stato il primo batterista ad emergere come solista e come icona
popolare e cinematografica. Grazie a lui la batteria si è conquistata un posto di primo piano nei confronti
degli altri strumenti e grazie a lui la batteria ha divulgato il proprio business nel pianeta.

4) KENNY CLARKE
La rivoluzione ritmica, melodica e armonica del BeBop di Charlie Parker e compagni parallela e
complementare alla rivoluzione batteristica: prima che Kenny Clarke bussasse alla porta si era rimasti
allo sviluppo delle genialità di Baby Dodds rispettando i cliché degli stili in voga, quali
cassa “in quattro” un bel ride o hi hat corposo e un bel sidestick sul levare. Poi arriva Clarke e la cassa
“in quattro” tramonta per risorgere in un dialogo costante con il rullante e il solista di turno. Nasce il
drumming dei giorni nostri dove interplay, libertà ritmica e creatività devono assecondare sinergicamente
il ruolo di accompagnatore.

5) LOUIE BELLSON
Chi si è inventato la “doppia cassa”? LUIGI BALASSONI alias Louie Bellson, icona insieme a Krupa e
Buddy Rich dell’Era delle grandi orchestre (di cui tutti e tre sono stati leader nel corso dei decenni);
tecnica sopraffina e gusto musicale e scenografico di primo piano Bellson ha accompagnato, oltre ai tour
con la propria big band, gli artisti di tutta la storia del Jazz.

6) BUDDY RICH
Credo che tutto il mondo all’unisono possa confermare che Buddy Rich è l’icona assoluta della batteria
pertanto inserirlo in un contesto solamente jazzistico è sicuramente riduttivo. Rich è tecnica, potenza,
autorità e stimoli essenziali per tutti gli stili e le epoche. I grandi batteristi Rock (Gualdi ve lo confermerà)
si sono ispirati a lui così come tutti i batteristi da Big Band e in generale i virtuosi che hanno fatto del
solismo la propria ragione artistica.

7) ROY HAYNES
Negli anni cinquanta stupiva per quel sound di rullante tirato allo spasimo e quei giochi ritmici fuori dal
seminato! Oggi, a ottantatre anni, non è cambiato nulla, è ancora un genio assoluto dell’arte batteristica.
Possiamo dire che dopo i grandi del BeBop Clarke, Roach, Philly Joe Jones, Jimmy Cobb ed altri miti,
Haynes è il passo successivo, l’anello di congiunzione tra loro e i creativi storici come Jack De Johnette e
quelli più giovani come Bill Stewart così come tutto il mondo del jazz d’avanguardia contaminato da più
etnie musicali.

8) TONY WILLIAMS
Parallelamente a Roy Haynes un altro grande genio si è affacciato sul pianeta, un talento che già
giovanissimo riassume la storia della tradizione, BeBop compreso, e le innovazioni creative di Haynes.
Williams, come Rich per altri motivi, diviene musa ispiratrice dei successivi batteristi del versante Jazz
Rock: Billy Cobham in prima linea.

9) ELVIN JONES
La batteria intesa come amplificatore di fisicità e percussività primordiale. Così come Art Blakey, Elvin
Jones è tra i capiscuola di quel batterismo complesso e sanguigno basato su una potenza espressiva
strepitosa tuttora motivo di innumerevoli spunti per gli attuali batteristi Jazz ma non solo (un po’ di Elvin
c’è in Jack De Johnette e Jeff Tain Watts così come in Steve Gadd).

10) SHELLY MANNE


L’amore per le spazzole lo devo a questo grande artista collocato nel periodo Cool Jazz, al pari di altri
grandi come Mel Lewis e Chico Hamilton, Manne è stato un sopraffino solista di spazzole (ma ci dava
dentro anche con le bacchette!!!) oltre che leader di formazioni che fondevano il puro linguaggio jazz alle
atmosfere più cameristiche ed elaborate vicine al classicismo europeo.
I 10 BATTERISTI FONDAMENTALI DEL ROCK DRUMMING
1) RINGO STARR
L’importanza di Ringo è enorme come quella dei Beatles. Sono 50 anni che si fa musica Pop copiandoli. I
Beatles hanno sperimentato un po’ tutti gli stili, dal Rock & Roll alle ballate, dalla world con musicisti
indiani alla psichedelica costruendo dei “Loop” tagliando i nastri e incollandoli. Ringo a mio avviso è stato
il primo creare degli arrangiamenti di batteria per i vari brani. Pochi fronzoli e tante idee al servizio della
musica.

2) GINGER BAKER
amante della musica africana, anima blues e con studi jazzistici alle spalle, Ginger Baker porta tutto
questo nel super trio Cream, formato insieme a Jack Bruce al Basso e Eric Clapton alla chitarra. Doppia
cassa, splash vari, lunghi assoli con chiari riferimenti alla musica percussionistica africana sono le novità
portate dal buon Ginger.

3) KEITH MOON
Il creatore del Muppet Show ha detto di essersi ispirato al batterista degli Who per Animal, il “bestiale”
batterista dei Muppets. Moon è veramente l’istinto e la follia. Il “dono” che ci lascia è creare i fill più
pazzeschi e suonare veramente tantissimo ma sempre talmente connesso con la melodia dlla voce o i riff
di chitarra da risultare sempre pertinente

4) CARMINE APPICE
Appice è importante per due motivi. Innanzitutto è stato il primo a fare fraseggi e groove portati poi al
successo da altri. Basti pensare che era l’idolo di Bonham. L’altra importanza di Apice è stata legata alla
didattica. È stato il primo a scrivere un metodo di batteria Rock “Realistic Rock” prendendo spunto dal
famoso libro di Jim Chapin per il jazz e girando tutto per il rock, con esercizi per power groove, doppia
cassa, fill ecc..

5) JOHN BONHAM
Signore e signori, sua Maestà “Il Batterista Rock”. Obbligatorio per ogni drummer ascoltare i dischi degli
Zeppelin, non a caso musicisti del calibro di Steve Gadd e Jeff Porcaro hanno sempre dichiarato di
ammirare Bonham. Il suono poderoso, il portamento rilassato ma inesorabile e gli arrangiamenti sempre
incastonati con le parti di chitarra sono la sua lezione.
Grande fan di James Brown e di Rhythm&Blues ha portato nel rock sedicesimi, ghost notes sul rullante e
accenti spostati. Il tutto con grande efficacia.

6) BILL BRUFORD
Se dobbiamo parlare di un batterista solo per il Progressive Rock parliamo di Bruford. Avendo suonato
con Yes, King Crimson, UK. Genesis, chi meglio di lui. Solida preparazione jazzistica alle spalle, suono
personalissimo e maestria superiore nel muoversi tra tempi dispari e metriche complesse, Bruford ha
sempre cercato di evolversi continuamente sperimentando in continuazione. La lezione di Bruford è: “se
così funziona bene, proviamo però in altri tre modi”

7) SIMON
SIMON PHILLIPS
Grande fan di Tony Williams e Billy Cobham, conoscitore della tradizione jazzistica e della big band oltre
che dei grandi del Rock, Phillips porta tutto questo nel mondo del rock e del pop.
Doppia cassa e fill mozzafiato e suono potente si fondono con grande senso del tempo, della forma
canzone e con un groove micidiale.

8) TERRY BOZZIO
E’ il padre della batteria rock metal moderna. Tutti hanno preso da lui. Per certi versi è simile a Phillips,
porta tutto il suo background jazz e jazzrock nel mondo del rock. Ha una tecnica e una foga esecutiva
micidiale. Frasi lineari tra mani e piedi, melodie divise tra rullante e china e casse, botta e risposta tra
mani e piedi, sono le particolarità di Bozzio che hanno fatto scuola nella prima parte della sua carriera.
Nella seconda parte si dedica alla musica per solo batteria crendo suggestive melodie contrapposte a
suggestivi e complicati ostinato, il tutto sempre cercando la musica e non gli esercizi.

9) NEIL PEART
Altro padre del Prog Drumming, ispiratore di tantissimi batteristi, Portnoy su tutti. Peart razionalizza il
debordante fraseggio di Keith Moon, le raffinatezze poliritmiche e polimetriche di Bruford, i colori di Baker
e successivamente di Copeland e mette tutto al servizio della musica dei Rush. Uomo colto e intelligente
è una fucina di idee ritmiche.

10) STEWART COPELAND


L’uomo che più di tutti ha condizionato il drumming moderno. Suono di rullante tirato, splash,
fraseggi sul charleston, suoni percussivi e colori inseriti nel set, il tutto con un tiro rock e una energia
pazzeschi. Da Manu Katchè a Vinnie Colaiuta, tutti devono qualcosa a Copeland.
Dal Reggae Punk dei Police ai suoi dischi “African Music Oriented” obbligatorio l’ascolto.