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La modulazione ai toni vicini


Si definiscono vicine due tonalità che abbiano al massimo un’alterazione di differenza. Partendo, per esempio dalla tonalità
di Do maggiore, le tonalità vicine sono La minore, Sol maggiore e Mi minore, Fa maggiore e Re minore
L’affinità dei suoni delle 2 scale fa sì che vi siano sempre alcune triadi in comune. La conseguenza è che per modulare si
possono impiegare due semplici tecniche:

1. introduzione della funzione di


dominante (V(7), VII(7)) della nuova
tonalità (es. 1);
2. collegamento attraverso triadi
comuni (seguite da una dominante)
(es. 2).
es.1 es. 2

Falsa relazione di ottava

Errore prodotto da una trasformazione


cromatica non affidata alla stessa voce.
Si risolve affidando il cromatismo alla
stessa parte.

Se possibile si eviti di raddoppiare la


parte che realizza il movimento
cromatico (nell’esempio seguente, il
Do).
Se però il raddoppio è inevitabile, si
facciano procedere le due voci per
moto contrario.
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Consuetudini di scrittura nell’armonizzazione del basso (SCHEMA)

L’armonia tonale si basa su una struttura gerarchica. Ogni triade riveste un proprio ruolo all’interno della tonalità, ruolo che
viene tecnicamente funzione. Le funzioni armoniche sono tre: tonica (T), sottodominante (S) e dominante (D). Queste
funzioni si identificano essenzialmente con i tre gradi principali I, IV e V (i cosiddetti gradi forti), ma comprendono anche
tre gradi paralleli (gradi deboli): il VI (parallelo del I), il II (parallelo del IV) e il VII (parallelo del V). Il III grado non
appartiene ad alcuna funzione e per questo motivo era normalmente escluso dai percorsi armonici principali. Questo è il
motivo per cui la terza nota della scala veniva armonizzata con un primo rivolto (I6) assai più spesso che con uno stato
fondamentale (III).
Lo schema seguente rappresenta le possibilità di movimento tra le funzioni. Da notare l’esistenza di un divieto quasi
assoluto per l’armonia tonale: da una dominante (V o VII) non si può andare ad una sottodominante (IV o II)!
L’unica eccezione consiste nel seguente movimento del basso, in cui il IV grado in 1° rivolto risulta essere “di passaggio”
tra il V e il V6:

T D S T D T
I (VI) S IV (II) D V (VII) S

Consideriamo la possibilità di trovare rivolti sui vari gradi. Notare che il secondo rivolto è appannaggio dei soli gradi forti
(le eccezioni sono minime e non vengono considerate in questa sede)

Rivolti sui vari gradi


5 6 6
I, IV, V 3, 3 e 4 (ma attenzione all’uso del 2° rivolto)
Gradi forti

5 6
II 3, 3
Gradi deboli 5
VI solo 3
6
VII solo 3 (ma tutti gli stati se VII 7)

Ulteriori convenzioni

Le triadi le cui fondamentali sono in rapporto di terza si concatenano in senso discendente

Lo schema riguarda solo le coppie vicine di accordi: VI - IV, per esempio, e non VI – I.
La presenza di eventuali rivolti non modifica il significato dello schema.
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Utilizzo del VII grado


VII 6 = V 6/4 cioè intermedio tra I e I6; il VII risolve in pratica solo sul I o sul I6

…ed ecco il significato


dell’equivalenza tra V 64 e VII 6:
il 1° rivolto del VII si usa come
alternativa al V 64 di passaggio

Utilizzo del II grado


Il II grado procede verso una dominante V
(V o, più raramente, VII), direttamente II I 64 - V
o attraverso un I 64
(VII)

Ecco alcuni tipici andamenti del basso


che realizzano questa convenzione.

Gli ultimi due schemi possono anche essere utilmente riassunti utilizzando un “precetto” della didattica armonica
basata sull’andamento melodico del basso (e non sulle funzioni armoniche): se la seconda nota della scala procede di
grado (come nel 1° caso) viene armonizzato con una 64 o una 63 (= con un V o un VII).
Se invece procede di salto (2° caso) viene armonizzato in stato fondamentale (= con un II)
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Settima di sensibile e settima diminuita

E’ costituita dalla triade diminuita del VII grado, a cui si


sovrappone una terza. Se la tonalità è maggiore, si ottiene una
settima minore (tradizionalmente denominata settima di
sensibile); se la tonalità è minore, si ottiene una settima diminuita
(in tal caso l’accordo si chiama, appunto di “settima diminuita”).
Quest’ultimo accordo, nonostante provenga dalla tonalità
minore, può ugualmente venire impiegato nel modo maggiore.
Si scrive sempre completo (non si possono omettere note!).

La settima di sensibile o quella diminuita risolvono sempre sul I


grado.
Vi sono tre note con movimento obbligato: la sensibile (che sale),
la 5ª e la 7ª (che risolvono scendendo di grado).
L’obbligo di risoluzione della 5ª si spiega sottintendendo una
fondamentale “nascosta” sul V grado (in tal caso la 5ª e la 7ª di
questo accordo diventerebbero la 7ª e la 9ª dell’accordo di
dominante.
La terza dell’accordo risolve scendendo sulla fondamentale del I
grado se non crea 5e con la settima (es. 1).
Se invece si producono 5e, la terza sale andando a raddoppiare la
terza sull’accordo di tonica (es. 2)

Se la triade del VII grado esiste solo in primo rivolto, il VII7 si può trovare in stato fondamentale ed è dotato di tutti e tre
i rivolti, la cui numerica è identica a quella della settima di dominante (così sarà anche per tutti gli altri accordi di settima).

Di seguito il prospetto dei tre rivolti, che hanno le stesse regole di risoluzione dello stato fondamentale (sensibile, 7a e 5a)
Nel caso del terzo rivolto, però, la settima al basso secnde in anticipo rispetto alle altre, generando una settima di
dominante, prima di risolvere sul I grado.

La 7ª non necessita di preparazione, tranne quando, nel 3° rivolto, si trova al basso.

Nel 1° e 2° rivolto, la 7ª va posta sopra la sensibile