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Tecnica Sweep di Jurij Gianluca Ricotti 2/29/04 2:29 PM

Sweep Picking
di Jurij Gianluca Ricotti

Nella lezione scorsa abbiamo iniziato ad occuparci dello Sweep Picking vedendo come sia possibile applicare la
tecnica Sweep prima sulle scale e poi sugli arpeggi. Proprio negli arpeggi lo Sweep viene maggiormente
impiegato, un punto di forza del chitarrista, sono infatti, molti ormai gli Axeman che fanno di questa tecnica un
proprio marchio di fabbrica. La differenza che li contraddistingue è legata più che altro all’impiego saltuario o
totale nei soli o nel fraseggio. Generalmente questi chitarristi vengono annoverati nella schiera degli Shredder.
Maestro incontrastato di questa tecnica e didatta d’eccellenza è senza dubbio Frank Gambale, che ha pubblicato
negli anni, più metodi didattici che dischi proprio per insegnare come usare lo Sweep negli arpeggi. Segue poi a
ruota il prematuramente scomparso Shawn Lane (da vedere nella videodidattica Power Solos) ed il marziano
Allan Holdsworth. I chitarrisiti che invece usano melodicamente questa tecnica sono Malmsteen (sugli arpeggi
diminuiti, e triadi), Vai (arpeggi su due corde), Petrucci e Jason Becker (arpeggi minori e maggiori), Bettencourt
(pentatoniche) etc etc. Mentre poi ci sono altri grandi che non la usano affatto come ad esempio VanHalen.
Sta di fatto che suonare con la tecnica dello Sweep comporta, come enorme vantaggio, la possibilità di non
affaticare la mano, in particolare il polso, destro quando vogliamo suonare sequenze in ripetizione o arpeggi
veloci. Vediamo come svilupparla.

Esempi sul CD

Parte1
Poniamoci innanzitutto l’obiettivo della pulizia d’esecuzione, non c’è peggior cosa che ascoltare degli arpeggi
incompresibili o confusi, meglio lenti ma precisi che veloci ed inefficaci. E’ infatti importante cercare di far
‘capire’ le note che fanno parte di un arpeggio o di una scala ed evitare, per quanto possibile, di sentire soltanto
la nota di arrivo con un guazzabuglio che la precede.
Per ottenere intelligibilità tra le note cerchiamo innanzitutto di diminuire il Gain distorsore, e soprattutto togliere il
compressore dal nostro multieffetto. Con il Gain a palla e il compressore avremo si un buon risultato di ascolto
immediato ma pessimo nel momento in cui alzeremo il volume generale. I grandi come Malmsteen usano poco
Gain e volume al massimo proprio per far distorcere le valvole finali dell’ampli ed avere una compressione più
naturale proprio dalle valvole, un risultato lontanissimo da quello che si ottiene con i normali multieffetti. In
sostanza abbiamo bisogno soltanto di chitarra ed ampli, alziamo un po il Gain, orientativamente a 5, ed il Volume
generale al massimo. I vicini un giorno capiranno.

Parte2
Suoniamo lentamente l’arpeggio della triade di Cmaj indicata in partitura facendo attenzione ad appoggiare il
plettro sulla corda sottostante dopo aver suonato la prima nota, in modo quindi che il plettro fermi le vibrazioni
della corda sottostante e possiamo ascoltare soltanto la nota appena suonata. Stoppiamo tutte le altre note con
il palmo della mano destra usando la tecnica del PalmMuting appunto spiegata nelle puntate scorse.

La prima traccia del CD contiene l’Esempio Sweep suonato a 322bpm di metronomo, un po veloce per i
principianti ma consideriamolo il nostro punto di arrivo. E’ di fondamentale importanza arrivare a questa velocità
passando per velocità intermedie come negli esempi seguenti. La seconda traccia contiene la base suonata al
pianoforte per capire dove mettere gli accenti nella frase e per imparare a distinguere le note a questa velocità.
La stessa frase viene poi suonata a 100bpm di metronomo per capire meglio l’esecuzione. Consideriamo che la
plettrata non deve essere leggera ma energica per poter meglio controllare la dinamica a velocità più alte. Chiaro
non stiamo zappando la terra ma neanche accarezzare le corde. Si consiglia un plettro Heavy.

Parte3
Per rendere più interessante l’esercisio sovrapponiamo l’arpeggio della triade di Gmaj suonando la stessa
identica posizione al VII tasto della chitarra nello stesso identico modo. Questo per imparare a far coincidere le
parti armonizzate nei soli come spesso fa Steve Vai o anche gli Iron Maiden.
L’esempio armonizzato viene prima eseguito a 100bpm, poi a 160bpm e successivamente a 322. Noteremo
come sia molto difficile mantenere l’intelligibilità delle note aumentando la velocità.

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Tecnica Sweep di Jurij Gianluca Ricotti 2/29/04 2:29 PM

Consigli Pratici
Qualora sentissimo fatica o dolore smettiamo immediatamente di suonare e riposiamoci fino al termine del
dolore, eviteremo inopportune tendiniti poi fastidiosissime da curare.
Eseguiamo lentamente l’esercizio prima di accelerare in quanto è proprio la pulizia il fattore determinante di
questo tipo di frasi veloci. Più pulito e definito sarà il nostro suono, più intellegibili saranno le note migliore sarà
l’effetto. Non arrendiamoci alle prime battute ed eseguiamo la parte fino a quando non sarà eseguita
correttamente.

E’ consigliabile usare un plettro duro (1.5mm o 2mm) circa per abituarci a controllare la dinamica nello Sweep,
all’inizio incontreremo fatica ma avremo un ottimo controllo del suono e della pulizia. Per quanto riguarda
l’equalizzazione cerchiamo di tagliare i bassi e lasciamo un po di medie fuori. Nell’esempio registgrato non vi
sono effetti, solo chitarra, ampli, cassa e microfono.

Sweep Picking Noclassico

Dopo aver appreso i concetti fondamentali della tecnica sweep e suonato qualche scala nelle precedenti lezioni,
passiamo allo studio di uno degli aspetti più affascinanti dell’Heavy moderno, cioé il punto di unione tra musica
classica e musica rock. Il divario effettivamente non é poi così distante quanto sembra, il rock é
fondamentalmente influenzato dagli insegnamenti classici e recentemente la musica classica ha riscoperto il
rock come nuovo punto di ‘fuga’. I nuovi compositori come Williams o Goldberg hanno da anni capito e
sviluppato il concetto sfruttando il rock-neoclassico per la scrittura di colonne sonore ormai famose, d’altro canto
i gruppi rock, anche i più estremi, hanno preso in prestito l’orchestra per arricchire ed ammorbidire i vecchi brani
più blasonati. Basti ricordare i Deep Purple ed il recente W&M dei Metallica.
Tutti i chitarristi ipertecnici più in voga si sono scontrati con i classici della musica orchestrale e non, rifacendo il
verso a Mozart, Vivaldi, Bach, Beethooven, Paganini e Albinoni. Steve Vai si rese famoso per una personale
versione del Capriccio N.5 suonato nel film Mississipi Adventure, mentre Malmsteen farcisce da anni i suoi brani
con frasi rubate da Paganini, Vivaldi e Bach, non dimentichiamoci poi del capostipite Uli Jhon Roth e del fu
Randy Rhoads. Questo per citare i più famosi fino ad arrivare al nuovo Metal Sinfonico esplorato ampiamente da
Michael Romeo con i suoi Simphony X e dai nostrani Rapsody.
Ma cosa effettivamente porta un chitarrista rock ad approcciare i grandi del passato? Analizzando le varie
composizioni si scopre che le tonalità minori sono quelle più gettonate, partendo proprio dalla scala minore
armonica strausata dai chitarristi “neoclassici”. Ci occuperemo di questa scala nelle prossime lezioni perché
continueremo il discorso della tecnica Sweep in questa direzione.
L’esempio inizia con una pennata in giù e sweep in sù fino a B naturale per poi tornare sullo stesso arpeggio,
spostarsi 4 tasti avanti e ripetere l’esecuzione.

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Esempio 1
Una delle frasi più “classiche” dei chitarristi neoclassici é rappresentata dall’arpeggio della triade diminuita che
per motivi geometrici risulta di facile esecuzione e di sicuro impatto proprio sulla chiarra elettrica. Prendiamo
come esempio le triadi che armonizzano la scala maggiore avremo Cmaj, Dm, Em, Fmaj, Gmaj, Am e Bdim. La
tecnica sweep consiste nello ‘spazzare’ con una sola pennata tutte le note che si trovano sulle diverse corde
adiacenti. L’esempio é sempre suonato lentamente prima a 80 poi a 100 fino ad arrivare a 160 che rappresenta la
velocità esatta di esecuzione. L’importante é essere puliti, cercare di suonare perfettamente la parte lenta e poi
procedere all’esercizio veloce solo quando si é presa piena padronanza della tecnica. Non c’é niente di più brutto
che ascoltare un arpeggio sweep dopo si comprende solo la nota di arrivo seguita da un gorgoglio
incomprensibile, la differenza tra un professionista ed un dilettante. Nell’arpeggio diminuito i rivolti della triade si
trovano esattamente un tono e mezzo avanti, 4 tasti avanti sulla tastiera della chitarra. Nell’esempio abbiamo
usato il PickUp al ponte per poter meglio usare la tecnica del Palm Muting per suonare l’arpeggio ed avere un
suono più violoncellistico di grande effetto.

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Esempio 2
Come per l’esempio 1 usiamo la stessa diteggiatura ma spostandoci sull’arpeggio successivo solo quando si é
al termine del primo. In questo esempio eseguiamo l’arpeggio diminuito in pieno stile Malmsteeniano fino a Ab
conlcusivo sulla sesta corda. Per poter avere un’esecuzione pulita e ben definita abbiamo bisogno di praticare
molto lentamente l’esercizio per poter coordinare al massimo la plettrata della mano destra con il movimento
delle dita della sinistra. Cerchiamo anche di non avere un suono iper distorto e di non usare il compressore,
questi effetti ci permetteranno di eseguire meglio l’esercizio perché appiattiscono la dinamica del suono ma non
ci permettono di prendere coscienza e tecnica sopraffina. Il consiglio é quello di praticare con un amplificatore
valvolare a volume alto con il Gain a metà, all’inizio ci saranno delle difficoltà di controllo ma alla fine avremo il
suono che abbiamo sempre desiderato. Un’altro consiglio potrebbe essere quello di suonare con il Pickup alla
tastiera per rendere il suono più scuro e vicino allo stile di Malmsteen. Per chi possiede una stratocaster
consigliamo i singoli HS3 della Dimarzio che fanno le veci degli Humbucker ma perdono in brillantezza rispetto ai
singoli classici. Facciamo attenzione anche alla posizione della penna rispetto ai PickUp, cerchiamo di plettrare
vicino al singolo centrale o fra il singolo centrale e quello alla tastiera. Spostando la plettrata verso il ponte il
suono sarà più aspro. Stesso discorso per l’effetto violoncello che serve proprio ad emulare il rimbalzo
dell’archetto sulle corde, da simulare con la tecnica del Palm Muting.

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