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DISCORSO DIRETTO E INDIRETTO

Per raccontare qualcosa che ci stato detto possiamo utilizzare il discorso diretto o il discorso indiretto. Diretto: Indiretto: Mario dice: "Ho fame!". Mario dice che ha fame.

Il discorso diretto ovviamente pi facile da utilizzare, ma per rendere il discorso pi fluido e piacevole da ascoltare meglio imparare a fare un buon uso del discorso indiretto. Quando volgiamo una frase al discorso indiretto non dobbiamo cambiare solo il verbo, bens dobbiamo stare attenti anche ad altre parti del discorso: pronomi, avverbi di luogo, aggettivi e pronomi possessivi, nonch i verbi all'imperativo. Questo succede perch dalla prospettiva di chi dichiara qualcosa passiamo alla prospettiva di chi riporta tale voce. In un discorso diretto abbiamo sempre almeno due verbi (in questo esempio "ha detto" e "ho"): FRASE PRINCIPALE FRASE SECONDARIA Mario ha detto: "Ho fame"

A seconda del verbo principale, le regole per il discorso indiretto cambiano. Ricordiamo per che non esistono regole fisse e formule matematiche per passare da una forma all'altra. Pi che la grammatica in questi casi molto utile il buon senso! Ecco come possono cambiarele parti della frase da discorso diretto a indiretto: d.diretto pronomi soggetto io noi pronomi diretti mi ci pronomi indiretti mi ci pronomi riflessivi mi ci avverbi di luogo possessivi qui/qua mio/mia miei/mie nostro/nostra nostri/nostre verbo imperativo d.indiretto lui/lei loro lo/la li/le gli/le gli si si l/l suo/sua suoi/sue loro di+infinito esempio: Elena dice: "Resto a casa". Elena dice che resta a casa. I bambini dicono: "Siamo stanchi". I bambini dicono che sono stanchi. Anna dice:"Mi ha chiamata Luca". Anna dice che l'ha chiamata Luca. I ragazzi dicono: "La maestra ci ha rimproverati". I ragazzi dicono che la maestra li ha rimproverati. Cristina dice: "Mi da fastidio sentirmi osservata". Cristina dice che le da fastidio sentirsi osservata. I bambini dicono: "Non ci piace studiare!". I bambini dicono che non gli piace studiare. Piera dice: "Non ho voglia di alzarmi". Piera dice che non ha voglia di alzarsi. Alessia e Maura dicono: "Ci stiamo preparando per uscire". Alessia e Maura dicono che si stanno preparando per uscire. Mia madre dice: "Qui bisogna pulire!". Mia madre dice che l bisogna pulire. Enzo dice: "Il mio paese molto piccolo". Enzo dice che il suo paese molto piccolo. Gli italiani dicono: "La nostra cucina la migliore". Gli italiani dicono che la loro cucina la migliore. La professoressa ha detto: "Ripassate i verbi irregolari!". La professoressa ha detto di ripassare i verbi irregolari.

Ecco invece come possono concordare i verbi quando la frase principale del discorso diretto al passato: D. DIRETTO presente passato prossimo futuro condizionale semplice D. INDIRETTO imperfetto trapassato prossimo condizionale passato esempio Anna disse: "Vado a casa". Anna disse che andava a casa. Anna disse: "Sono andata a casa". Anna disse che era andata a casa. Anna disse: "Andr a casa". Anna disse che sarebbe andata a casa. Anna disse: "Se andassi a casa riposerei". Anna disse che se fosse andata a casa avrebbe riposato. Anna disse: "Il giorno dopo sono andata a casa". Anna disse che il giorno seguente era andata a casa. Anna disse: "Oggi vado a casa". Anna disse che quel giorno andava a casa. Anna disse: "Ieri sono andata a casa". Anna disse che il giorno prima era andata a casa. Anna disse: "Tre giorni fa sono andata a casa". Anna disse che tre giorni prima era andata a casa. Anna disse: "Questa sera vado a casa". Anna disse che quella sera andava a casa.

congiuntivo imperfetto congiuntivo trapassato domani oggi ieri fa questo / questa questi / queste il giorno dopo il giorno seguente quel giorno il giorno prima prima quello /quella quelli / quelle

Se nel discorso indiretto il soggetto della frase principale e quello della secondaria risultano coincidere, esiste la possibilit di usare di+infinito. Marco disse: "Sono stanco". --> Marco disse che era stanco. --> Marco disse di essere stanco. ANDARE o VENIRE? Come tutte le determinazioni di spazio anche i verbi ANDARE / VENIRE possono essere coinvolti da qualche cambiamento nel discorso indiretto: venire si usa se c' un movimento in direzione di chi sta parlando (di chi sta facendo il discorso indiretto) e andare se c' un movimento di allontanamento da lui. Quindi se una persona ha detto: "Io sono andato a Roma", se io sono a Roma, dovr dire: "Lui ha detto che era venuto a Roma". Nello stesso tempo, se io fossi a Milano, dovrei dire: "Lui ha detto che era andato a Roma". Qualche complicazione c' in relazione all'uso "eccezionale" di venire: in italiano infatti la regola delle "direzioni" (andare lontano da me - venire vicino a me) ha un'eccezione nelle frasi: vengo da te o vengo da voi. In pratica, se sto parlando con uno o pi interlocutori, il mio movimento nella loro direzione espresso dal verbo "venire" (per una sorta di "cortesia" o di "avvicinamento" nei confronti di chi parla con me). Per questo immaginiamo un discorso diretto tipo: "Io sono andato a casa di Claudio" Se io volessi fare il discorso indiretto dovrei dire: "Lui ha detto che era andato a casa di Claudio". Ma se io stessi parlando direttamente con Claudio, dovrei dire: "Lui ha detto che era venuto a casa tua"

Alcune frasi di esercizio: trasformale al discorso indiretto nella forma che ritieni pi appropriata (in alcuni casi esiste di una soluzione). 1. Mario: "ho fame!" Mario ha detto che _______________________________________________________________________________ 2. Elena: "ieri sono andata a Venezia." Elena ha detto che _______________________________________________________________________________ 3. Francesco e Sergio: "domani partiremo per Londra." Francesco e Sergio dissero che______________________________________________________________________ 4. "Quando sei tornato?" Mi chiese ______________________________________________________________________________________ 5. Lorenzo: "penso che nostro zio abbia ragione." Lorenzo pensava che _____________________________________________________________________________ 6. Roberta: "Mi piace la piadina." Roberta ha detto che______________________________________________________________________________ 7. Giuseppe: "ho mangiato un'ora fa." Giuseppe disse che _______________________________________________________________________________ 8. "Ti telefono tra dieci minuti." Mi disse che ____________________________________________________________________________________ 9. "Vieni qui!" Disse __________________________________________________________________________________________ 10. "Non lasciarmi proprio adesso!" Mi chiese_______________________________________________________________________________________ E ora un esercizio pi completo. Nella colonna di sinistra c' la trascrizione di un'intervista. Completa la colonna di destra con il discorso indiretto. GIORNALISTA: "Dimmi, Roberto, anche tu hai uno zio d'America?" ROBERTO: -"S, il mio prozio Tartaglione Joe era un immigrato" Un giornalista ha domandato a Roberto se... G: - "Cosa sai di lui?" R: - "Ne so pochissimo, ma ho sentito parlare di lui in famiglia" G: - "Quando andato in Amerca?" R: - "Era arrivato a New York, a Ellis Island, 97 anni fa, nel 1907, quando aveva 18 anni. E ha cominciato a fare il barbiere. Abitava a Patterson." G: - " uno di quegli italiani che hanno fatto fortuna?" R: - "In famiglia dicevano di s" G: - "Come cominciata la sua fortuna?" R: - "La sua vita cambiata quando sotto il suo rasoio capitato un vecchio boss" G: - "Non tenermi sulle spine, racconta!" Il giornalista chiede a Roberto se anche lui ha uno zio d'America.

R: - "Joe gli ha puntato il rasoio sul collo e gli ha detto: Se non mi prendi in societ con te ti mando a guardar crescere le margherite dalla parte delle radici!" G: - "E il boss?" R: - "Il boss lo avrebbe preso in simpatia e cos sarebbe cominciata la fortuna di Tartaglione Joe" G: - "Incredibile..." R: - "Sar vera questa storia? Mah, io non lo so, ma mi piace pensare di s" G: - "Cosa altro sai di Joe?" R: - "So che negli anni Cinquanta Tartaglione Joe venuto per la prima volta in vacanza in Italia dove ha incontrato suo nipote Giuseppe che viveva a Roma e gli ha fatto una proposta" G: - "Che proposta?" R: - "Caro nipote - ha detto Tartaglione Joe - , tu ti chiami Giuseppe come me e per questo mi stai simpatico: se vuoi, io pago il viaggio e un anno di soggiorno in America a te e a tua moglie Anna. Se fra un anno non sarai ricco potrai tornare in Italia e vi pagher anche il viaggio di ritorno. Accetti?" G: - "E Giuseppe ha accettato?" R: - "Giuseppe Tartaglione gli ha risposto che non ci pensava nemmeno." G: - "E poi?" R: - "E poi Tartaglione Joe tornato a New York da solo, Giuseppe rimasto a Roma, povero ma tranquillo e Anna si un tantino arrabbiata con con il marito. E dopo un po' di tempo ad Anna e Giuseppe nato un figlio che si chiamato Roberto e non si chiamato Bob." G: - "Avrai pure qualche altra notizia di Joe!" R: - "No, nessuna. Ma se qualche lettore americano di Matdid sa qualcosa di Joe o dei suoi discendenti pu scrivermi e io... gli insegner l'italiano!" tratto da http://www.scudit.net