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IL CONGIUNTIVO

Il congiuntivo presenta l’azione espressa dal verbo come incerta, desiderata, dubbia.
Se chi parla presenta un fatto per lui certo e reale usa il modo indicativo, se invece esprime
un dubbio,un’ipotesi, un desiderio, una volontà, usa il modo congiuntivo, che è il modo
della possibilità, della soggettività e dell’incertezza.
Vediamo prima di tutto come si coniuga il congiuntivo:
ARE ERE IRE IRE
cantare vedere sentire finire
che io canti che io veda che io senta che io finisca
che tu canti che tu veda che tu senta che tu finisca
che lui, lei canti che lui, lei veda che lui, lei senta che lui, lei finisca
che noi cantiamo che noi vediamo che noi sentiamo che noi finiamo
che voi cantiate che voi vediate che voi sentiate che voi finiate
che loro cantino che loro vedano che loro sentano che loro finiscano

ESSERE AVERE
che io sia che io abbia
che tu sia che tu abbia
che lui, lei sia che lui, lei abbia
che noi siamo che noi abbiamo
che voi siate che voi abbiate
che loro siano che loro abbiano
Vediamo ora come si coniuga il congiuntivo dei principali verbi irregolari:
ANDARE: vada, vada, vada, andiamo, andiate, vadano;
BERE: beva, beva, beva, beviamo, beviate, bevano;
DARE: dia, dia, dia, diamo, diate, diano;
DIRE: dica, dica, dica, diciamo, diciate, dicano;
DOVERE: debba, debba, debba, dobbiamo, dobbiate, debbano;
FARE: faccia, faccia, faccia, facciamo, facciate, facciano;
POTERE: possa, possa, possa, possiamo, possiate, possano;
RIMANERE: rimanga, rimanga, rimanga, rimaniamo, rimaniate, rimangano;
SALIRE: salga, salga, salga, saliamo, saliate, salgano;
SAPERE: sappia, sappia, sappia, sappiamo, sappiate, sappiano;
STARE: stia, stia, stia, stiamo, stiate, stiano;
TENERE: tenga, tenga, tenga, teniamo, teniate, tengano;
USCIRE: esca, esca, esca, usciamo, usciate, escano;
VENIRE: venga, venga, venga, veniamo, veniate, vengano;
VOLERE: voglia, voglia, voglia, vogliamo, vogliate, vogliano.

USO DEL CONGIUNTIVO


Il congiuntivo si usa prevalentemente nelle frasi subordinate ed è determinato dal verbo della
frase principale, dal tipo di subordinata e da certe espressioni che precedono il verbo.
Il congiuntivo in certi casi si usa anche in frasi indipendenti.
Vediamo ora quando si usa:

• L’uso del congiuntivo in frasi indipendenti:


nelle frasi indipendenti il congiuntivo è usato per esprimere:
⇒ un desiderio o un augurio: possiate essere felici per tutta la vita!;
⇒ un dubbio o una supposizione: non è ancora arrivato: che abbia perso il treno?;
⇒ un’esortazione, un invito: abbia un po’ di pazienza! vada via di qui immediatamente! ( il
congiuntivo si usa al posto dell’imperativo nelle terze persone e nella prima plurale);
⇒ una concessione: abbia pure commesso degli errori, ma è sempre un amico.

• L’uso del congiuntivo in frasi subordinate:


si usa in un gran numero di frasi subordinate, vediamo insieme quali sono i verbi che reggono
il congiuntivo:
⇒ verbi che esprimono sentimento: temere, piacere, dispiacere, avere
paura, sperare, essere contento / felice, vergognarsi:
spero che Marco arrivi presto, sono contento che tu stia bene;
⇒ verbi che esprimono opinione: credere, pensare, ritenere, supporre, avere
l’impressione:
credo che loro debbano lavorare di meno, ho l’impressione che tu non dica la verità;
⇒ verbi che
esprimono volontà: volere, desiderare, preferire, pretendere, ordinare, ordinare, vietare,
permettere:
voglio che tu finisca di mangiare, preferisco che voi veniate da me;
⇒ verbi che esprimono un dubbio: dubitare, non essere sicuro / certo:
dubito che domani ci sia il sole, non siamo sicuri che tu stia bene;
⇒ verbi impersonali: basta, conviene, bisogna, occorre, pare, può darsi, sembra:
bisogna che tu studi di più, pare che loro non vogliano venire;
⇒ il verbo "essere" alla forma impersonale + aggettivo, avverbio o nome:
è meglio che voi vi comportiate bene, è impossibile che Marco non voglia venire;
⇒ il verbo "dire" alla forma impersonale:
si dice che Parigi sia una bellissima città;
⇒ il congiuntivo si usa con le espressioni: prima che, senza
che, qualsiasi (qualunque), chiunque,comunque:
esco dalla classe senza che il professore se ne accorga; sarò soddisfatta, comunque
vada l’esame.

ATTENZIONE!
Quando il soggetto della frase con il verbo all’indicativo è uguale al soggetto della frase
con il verbo al congiuntivo non si usa CHE + congiuntivo ma DI + infinito:
credo di essere in ritardo = credo che io sia in ritardo;
mentre i verbi "potere", "volere", "dovere", "preferire", "desiderare" sono seguiti dall’infinito:
non voglio venire; preferisco uscire con te.

FORMAZIONE E CONIUGAZIONE DEL CONGIUNTIVO PASSATO


Il congiuntivo passato è formato dall’ausialiare ESSERE o AVERE al modo congiuntivo + il
participio passato del verbo:

Participio Participio
Ausialiare ESSEREal Ausiliare AVERE al
passato del passato del
congiuntivo presente congiuntivo presente
verbo verbo
che io sia stato – a che io abbia avuto
che tu sia andato – a che tu abbia sognato
che lui, lei sia partito – a che lui, lei abbia visto
che noi siamo venuti – e che noi abbiamo bevuto
che voi siate usciti – e che voi abbiate letto
che loro siano arrivati – e che loro abbiano scritto

USO DEL CONGIUNTIVO PASSATO NELLA FRASE SECONDARIA


L’uso del congiuntivo passato è vincolato dal tempo della frase principale e dal rapporto di
tempo che intercorre tra la principale e la subordinata.
Il tempo passato del congiuntivo si usa per esprimere anteriorità rispetto al verbo
principale che è al tempo presente dell’indicativo, cioè per esprimere un’azione avvenuta
prima rispetto a quella espressa nella frase principale:
credo (oggi→indicativo presente) che tu sia stato (ieri →congiuntivo passato) bravo.
⇒ Il congiuntivo passato si usa per esprimere anteriorità rispetto al momento presente
indicato nella principale nelle frasi secondarie introdotte dal presente indicativo dei verbi che
vogliono il congiuntivo:
• credo che lo spettaccolo sia stato molto divertente;
• spero che tu sia andato a fare la spesa;
• pensate che a Roma ieri sia piovuto?
⇒ Il congiuntivo passato viene anche usato nelle frasi secondarie introdotte da congiunzioni
come senza che, prima che, nonostante, malgrado, a meno che, a condizione che con il valore
di passato:
• Mario è partito senza che tu lo abbia salutato.
• Nonostante tu abbia studiato molto, hai paura dell’esame di domani.
• Ti consiglio di leggere questo libro, a meno che tu non l’abbia già fatto.
• Mia sorella può uscire con te a condizione che abbia finito i compiti per domani.

CONIUGAZIONE DEL CONGIUNTIVO TRAPASSATO


Il congiuntivo trapassato si coniuga combinando le forme del congiuntivo imperfetto degli
ausiliariessere e avere con il participio passato del verbo:

comprare vendere uscire


io avessi comprato io avessi venduto io fossi uscito-a
tu avessi comprato tu avessi venduto tu fossi uscito-a
lui-lei avesse comprato lui-lei avesse venduto lui-lei fosse uscito-a
noi avessimo comprato noi avessimo venduto noi fossimo usciti-e
voi aveste comprato voi aveste venduto voi foste usciti-e
loro avessero comprato loro avessero venduto loro fossero usciti-e

essere avere
io fossi stato-a io avessi avuto
tu fossi stato-a tu avessi avuto
lui-lei fosse stato-a lui-lei avesse avuto
noi fossimo stati-e noi avessimo avuto
voi foste stati-e voi aveste avuto
loro fossero stati-e loro avessero avuto

USO DEL CONGIUNTIVO TRAPASSATO


Il congiuntivo trapassato di solito viene usato nelle frasi secondarie introdotte da forme
verbali al passato di verbi che vogliono il congiuntivo come credere, pensare, sperare, ecc.,
viene usato peresprimere anteriorità rispetto al momento indicato dal verbo della
principale.
Il verbo della principale può essere:
• all’imperfetto: volevo (ieri) che tu fossi arrivato (prima di ieri) in tempo;
• al passato prossimo: ho creduto (ieri) che loro fossero già partiti (prima di ieri);
• al passato remoto: pensai (ieri) che lei si fosse offesa (prima di ieri);
• al trapassato prossimo: non avevo pensato (ieri) che tu avessi finito (prima di ieri);
• al condizionale passato: avrei voluto (ieri) che voi vi foste incontrati (prima di ieri) prima.
Possiamo trovare il congiuntivo trapassato anche in una subordinata retta da un verbo
al condizinale presente:
• vorrei (oggi) che loro avessero letto (prima di oggi) questo libro.
Il congiuntivo trapassato si usa anche nelle subordinate introdotte da congiunzioni come:
• senza che: Marco è venuto senza che nessuno lo avesse invitato;
• nonostante: avevo paura dell’esame nonostante avessi studiato molto;
• malgrado: malgrado tutti fossimo arrivati in orario, lo spettacolo cominciò dopo più di
un’ora;
• a meno che: non sarei mai venuto alla festa, a meno che tu non mi avessi invitato;
• a condizione che: abbiamo fatto entrare tutti alla festa a condizione che fossero vestiti in
maschera.
Anche in questi casi la frase principale ha il verbo al passato.

CONIUGAZIONE DEL CONGIUNTIVO IMPERFETTO


cantare vedere
che io cantassi che io vedessi
che tu cantassi che tu vedessi
che lui, lei cantasse che lui, lei vedesse
che noi cantassimo che noi vedessimo
che voi cantaste che voi vedeste
che loro cantassero che loro vedessero
sentire finire
che io sentissi che io finissi
che tu sentissi che tu finissi
che lui, lei sentisse che lui, lei finisse
che noi sentissimo che noi finissimo
che voi sentiste che voi finiste
che loro sentissero che loro finissero

essere avere
che io fossi che io avessi
che tu fossi che tu avessi
che lui, lei fosse che lui, lei avesse
che noi fossimo che noi avessimo
che voi foste che voi aveste
che loro fossero che loro avessero
La prima e la seconda persona singolare sono uguali, per farsi capire è meglio scrivere il
soggetto.
Per esempio nella frase: "Marco si chiedeva perché non potessi venire", non si capisce se si
intende "tu" o "io", quindi è necessario scrivere "Mario si chiedeva
perché tu non potessi venire".
USO DEL CONGIUNTIVO IMPERFETTO
Il tempo imperfetto del congiuntivo si usa per esprimere contemporaneità rispetto al verbo
principale, se il verbo della frase principale è all’indicativo passato prossimo o imperfetto,
oppure se si ha un verbo che esprime desiderio o volontà al condizionale presente o passato.
Alcuni esempi:
– se il verbo della frase principale è all’indicativo passato prossimo:
• ho desiderato (ieri) che tu ieri sera venissi → contemporaneità;
– se il verbo della principale è all’indicativo imperfetto:
• desideravo (ieri) che tu ieri venissi → contemporaneità;
– se il verbo della frase principale è al condizionale presente:
• vorrei (oggi) che tu oggi venissi → contemporaneità;
• vorrei (oggi) che tu domani venissi → poteriorità;
– se il verbo della principale è al condizionale passato:
• avrei voluto (ieri) che tu ieri venissi → contemporaneità;
• avrei voluto (ieri) che tu oggi venissi → posteriorità.