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Medicina Fisica e

Riabilitativa

LA PROGRAMMAZIONE
DELL'ALLENAMENTO ADATTATO

Prof.ssa Frida SANTINI E-mail frida.val@alice.it


L'Esercizio Terapeutico Adattato
L'Esercizio Terapeutico Adattato è l'esecuzione
sistematica e pianificata di movimenti corporei,
posture e attività fisiche intese a fornire alla
persona i mezzi per:
- Recuperare o prevenire danni
- Migliorare, ripristinare o favorire una funzione
fisica
- Prevenire o ridurre fattori di rischio correlati
alla salute
- Ottimizzare lo stato di salute generale, la
forma fisica e il senso di benessere

I programmi di Esercizio Terapeutico Adattato


sono individualizzati ai bisogi unici di ogni
persona
La Funzione Fisica
Performance muscolare - Capacità del muscolo di
produrre tensione ed eseguire un lavoro fisico e
racchiude la forza, la potenza e la resistenza
muscolare
Resistenza cardio-polmonare - Capacità di eseguire
movimenti di tutto il corpo di bassa intensità
ripetitivi per un certo periodo di tempo
Mobilità - L'abilità delle strutture o dei segmenti del
corpo di muoversi o essere mossi in modo ttale da
permettere l'ampiezza del movimento (ROM - Range
of Movement) necessaria per per l'esecuzione delle
attività funzionali (ROM funzionale). La Mobilità
Passiva dipende dall'estensibilità dei tessuti molli
(contrattili o non contrattili), la Mobilità Attiva
richiede un'attivazione neuromuscolare adeguata
Controllo neuromuscolare - L'interazione delle
afferenze e dei sistemi motori che permettono ai
muscoli sinergici, agonisti e antagonisti, così come
agli stabilizzatori e neutralizzatori, di anticipare o
rispondere all'informazione propriocettiva e
cinetica e di lavorare con una corretta sequenza per
creare il movimento coordinato
La Funzione Fisica
Coordinazione - La corretta programmazione dei tempi di
esecuzione e la sequenza dell'attivazione muscolare
combinati con l'appropriata intensità di contrazione
muscolare conducono ad un inizio, una guida e una
regolazione efficienti del movimento. La coordinazione è la
base del movimento preciso, fluido ed efficiente e si esplica
attraverso meccanismi di regolazione volontari e involontari

Stabilità - La capacità del sistema neuromuscolare attraverso le


azioni dei muscoli sinergici di mantenere un segmento del
corpo, distale o prossimale, in una posizione stazionaria o a
controllare una base di appoggio stabile durante il
movimento che su di essa si organizza. La stabilità
articolare è il mantenimento dell'allineamento degli elementi
ossei di un'articolazione per mezzo di componenti passive e
dinamiche.

Equilibrio - Capacità di allineare i segmenti corporei contro la


gravità per mantenere o muovere il corpo (baricentro)
all'interno della base di appoggio disponibile senza cadere;
capacità di muovere il corpo in equilibrio con la gravità
attraverso l'interazione dei sistemi sensoriali e motori
Esercizio Adattato

Condizionamento e ricondizionamento aerobico
 Esercizi per la performance neuromuscolare:
allenamento della forza, potenza e resistenza
 Tecniche di allenamento comprendenti procedure di
stretching muscolare e tecniche di mobilizzazione delle
articolazioni

Tecniche di controllo, inibizione e facilitazione
neuromuscolare e allenamento per la propriocezione
posturale
 Controllo posturale, meccanismi corporei ed esercizi di
stabilizzazione
 Esercizi di equilibrio e allenamento per l'agilità

Esercizi di rilassamento

Esercizi per la respirazione e allenamento dei muscoli
respiratori

Allenamento per compiti funzionali specifici
Fattori che influenzano i risultati attesi
 Complessità, gravità, acutezza o cronicità delle
condizioni (patologia), danni e limitazioni funzionali
della persona
 Stato generale di salute della persona e presenza di
comorbilità (es. ipertensione, diabete, obesità) e
fattori di rischio
 Livello di funzionamento o di disabilità precedente
della persona
 Ambiente dove vive la persona
 Obiettivi della persona e/o della famiglia
 Motivazione, aderenza e risposta della persona ad
interventi precedenti
 Insicurezza e ansia
 Estensione del supporto (fisico, emotivo, sociale)
I Risultati Attesi

I risultati sono associati al


miglioramento della limitazione
funzionale e della disabilità, unite
al raggiungimento del livello
migliore possibile di funzione,
salute generale e soddisfazione
della persona
Stimolare le Motivazioni
all'Esercizio Fisico Adattato
 Analizzare e cercare di valutare le condizioni della
persona sugli esercizi o il valore che la persona dà agli
esercizi come metodo per “stare meglio”
 Aiutare la persona ad identificare i benefici personali
che derivano dall'aderenza ad un programma di esercizi
 Spiegare le motivazioni e l'importanza di ciascun
esercizio e attività funzionale
 Identificare quegli esercizi disegnati appositamente per
aiutare alcune persone a raggiungere i propri obiettivi o
risultati
 Permettere ed incoraggiare la persona a fornire degli
input sulla natura e lo scopo del programma di esercizi,
sulla selezione e il cadenzamento della pratica e del
feedback e sulle decisioni riguardanti la progressione
della difficoltà degli esercizi per accrescere
l'autocontrollo
Stimolare le Motivazioni
all'Esercizio Fisico Adattato

Mantenere il programma il più breve possibile
 Identificare modi pratici e funzionali per effettuare
alcuni esercizi selezionati durante le attività
quotidiane
 Fare in modo che la persona tenga un diario degli
esercizi
 Fissare delle verifiche funzionali per rivedere e
modificare gli esercizi
 Evidenziare i progressi correlati agli esercizi
 Identificare eventuali deterrenti all'aderenza
(mancanza di tempo durante il giorno; scomodità
durante l'esercizio; mancanza della necessaria
attrezzatura) e suggerire modifiche al programma
PRATICA per l'Apprendimento Motorio
Pratica Parziale - Un lavoro motorio viene suddiviso in
esercizi separati. Vengono svolti quelli più difficile e, una
volta appresi, vengono combinati in una sequnza
Pratica Completa - Gli esercizi vengono svolti per intero e
non in segmenti separati
Pratica Fissa - Gli esercizi vengono ripetuti, nelle stesse
condizioni e in ordine prestabilito
Pratica Casuale - Gli esercizi vengono eseguiti con piccole
variazioni in ordine casuale (cambia ad ogni ripetizione)
Pratica Mista casuale/fissa - Gli esercizi vengono svolti
effettuando variazioni casuali, ma ogni variazione viene
ripetuta più volte
Pratica Fisica - I movimenti vengono realmente svolti
fisicamente
Pratica Mentale - Prima di eseguire l'esercizio fisicamente,
i vari movimenti vengono ripassati mentalmente
(Visualizzazione motoria – Allenamento ideomotorio)
Feedback
Il Feedback è un'informazione di
tipo sensoriale che la persona
riceve ed elabora durante o
dopo aver eseguito o tentato di
eseguire un lavoro motorio.
Il Feedback è considerato la
variabile più importante che
influenza l'apprendimento
motorio.
Nel Modello Concettuale
Integrato della prestazione
umana elaborato da Schmidt e
Wrisberg, gli elementi del
sistema di controllo a circuito
chiuso sono integrati con gli
stadi di elaborazione
Feedback associati
all'apprendimento motorio

Conoscenza della performance –


Feedback intrinseco sentito durante
un'attività o feedback immediato, finale
ed esterno – solitamente verbale –
relativo alla natura o qualità della
performance o del lavoro motorio

Conoscenza dei risultati – Feedback


immediato, finale ed esterno sui
risultati di un lavoro
Feedback intrinseco
Proviene da tutti i sistemi sensoriali di chi impara e deriva
dall'esecuzione o dal tentativo di esecuzione di ogni movimento; si
verifica naturalmente durante o dopo lo svolgimento di un esercizio.
E' una continua fonte di informazione che fornisce una conoscenza
della performance e dei risultati, durante lo svolgimento di
un'attività di routine o tentando di imparare nuove capacità motorie.

Il feedback intrinseco si palesa con:


 Un suggerimento o una serie di suggerimenti di tipo sensoriali
inerenti all'esecuzione del lavoro motorio
 Nasce direttamente durante l'esecuzione o il tentativo di
esecuzione dell'esercizio
 Può seguire il completamento di una serie o anche prima che serie
sia completata
 Spesso coinvolge altre sfere sensoriali quali quella tattile, visiva,
uditiva, propriocettiva, cinestesica
Feedback estrinseco
E' complementare al Feedback intrinseco, (o aumentato) fornisce informazioni sulla
performance o sui risultati dei un movimento
E' particolarmente necessario durante l'insegnamento di capacità motorie a persone con
un feedback intrinseco inadeguato o impreciso, dovuto ad un danneggiamento dei
sistemi sensoriali in seguito a lesione o malattia.
Alcuni indizi sensoriali provengono da una fonte esterna, supplementare rispetto al
feedback interno; non sono inerenti all'esecuzione del lavoro
Può provenire da una fonte meccanica o da un'altra persona.
Il feedback può essere verbale o tattile (somministrato dal chinesiologo), visivo o
uditivo (attraverso un'unità di biofeedback o altri ausili)
Schemi di Feedback
Feedback simultaneo è una forma di feedback estrinseco che avviente
“in tempo reale” mentre la persona sta eseguendo o cercando di eseguire
un'attività motoria

Feedback dopo la risposta (terminale) avviene dopo il


completamento o il tentativo di completare un esercizio e può essere:
Immediato – l'informazione è fornita subito dopo che un compito è
stato completato
Ritardato – l'informazione è fornita dopo un breve intervallo, che dà
tempo a chi sta imparando su come il compito è stato eseguito: bene o
male
Riassuntivo – l'informazione è fornita dopo che sono state eseguite
parecchie ripetizioni di un compito motorio

Feedback variabile (intermittente) avviene irregolarmente durante


l'esecuzione di un compito motorio

Feedback costante avviene con ricorrenza regolare, continua durante


l'esecuzione di un compito motorio
Stadio Cognitivo
dell'Apprendimento Motorio
La persona deve fare SOLO esercizi alla propria portata, deve pensare a ogni fase dell'esercizio, si
distrae facilmente, comincia a capire le esigenze dell'esercizio motorio, inizia a “sentire”
l'esercizio, commette errori e modifica la prestazione soprattutto quando riceve il feedback
estrinseco, inizia a capire la differenza tra prestazione giusta o sbagliata, sicura o non sicura

STRATEGIE DI ISTRUZIONE
 Iniziare l'istruzione in un ambiente che non distrae  Far notare le indicazioni sensoriali (feedback
 Identificare lo scopo e l'importanza funzionale intrinseco) alle quali la persona dovrebbe fare
dell'esercizio o del compito funzionale attenzione
 Dimostrare l'esecuzione ideale dei movimenti  Fornire un feedback positivo frequente ed esplicito in
 Iniziare a guidare o aiutare la persona a fare i rapporto con la conoscenza della performance e dei
movimenti. Ridurre l'eventuale feedback con guida risultati
manuale appena la persona può controllare i
 Utilizzare varie forme di feedback (verbale, tattile,
movimenti in sicurezza visivo) e cambiarle
 Far notare la distanza e la velocità dei movimenti
 All'inizio usare il feedback dopo ogni ripetizione per
migliorare la performance (acquisizione); passare
 Mettere in evidenza l'importanza del controllo motorio
gradualmente al feedback variabile e ritardato per
 Suddividere i movimenti complessi in più parti aumentare l'apprendimento (memorizzazione)

Far descrivere verbalmente alla persona la sequenza  Introdurre il concetto di autovalutazione e
dei vari elementi del movimento autocorrezione dei movimenti
 Fare poche ripetizioni e alternare i compiti, per  All'inizio usare la pratica di tipo fisso; introdurre
assicurare la sicurezza ed evitare la stanchezza gradualmente la pratica di tipo casuale
 Consentire prove ed errori entro limiti della sicurezza
Stadio Associativo
dell'Apprendimento Motorio
La persona compie movimenti con meno errori o movimenti estranei; esegue i
movimenti in maniera ben organizzata; rifinisce i movimenti dell'esercizio o del compito
funzionale; individua e corregge da solo gli errori del movimento, quando avvengono; è
meno dipendente dal feedback estrinseco/aumentato; usa indicazioni riguardanti il
futuro e anticipa gli errori prima che avvengano

STRATEGIE D' ISTRUZIONE


 Enfatizzare la pratica di un maggior numero di  Rimandare il feedback o l'uso di un feedback a
esercizi e varietà di movimenti e compiti schema variabile per dare alla persona l'opportunità
 Aumentare la complessità dell'esercizio o dei compiti di scoprire gli errori e di correggerli da solo
 Variare la sequenza degli esercizi o dei compiti  Diminuire gradualmente il feedback riducendo la
praticati (pratica casuale) quantità totale di feedback, ma aumentare la
 Permettere alla persona di svolgere l'attività in modo specificità del feedback
indipendente, enfatizzando la capacità di risolvere i  Permettere alla persona di eseguire una serie
problemi e l'uso delle informazioni propriocettive completa di esercizi o parecchie ripetizioni di un
(feedback intrinseco) per individuare gli errori compito funzionale prima di fornire il feedback
 Introdurre nella sessione pratica la simulazione di (feedback riassuntivo)
compiti funzionali  Aumentare il livello delle distrazioni nell'ambiente
 Continuare a fornire feedback estrinseco riguardo alla dell'esercizio
conoscenza della performance e alla conoscenza dei  Preparare la persona a svolgere il programma degli
risultati, ma evitare l'uso della guida manuale esercizi a casa o in ambienti della comunità
Stadio Autonomo
dell'Apprendimento Motorio
La persona esegue il programma di esercizi o di compiti funzionali coerentemente e in
maniera automatica e mentre svolge altri compiti; applica strategie di movimento
imparate a compiti sempre più difficili o a nuove situazioni ambientali; se è opportuno,
esegue il compito più rapidamente e per un periodo più lungo con minor dispendio di
energia.
STRATEGIE DI ISTRUZIONE
 Predisporre una serie di attività  Se la persona è ancora in terapia, cosa
progressivamente più difficili che la che spesso accade durante le sedute di
persona possa fare indipendentemente, richiamo o mantenimento, usare poco o
come aumentare la velocità, la distanza e niente feedback se non si nota un errore
la complessità degli esercizi o dei compiti importante di movimento o se non
insorgono situazioni potenzialmente non
 Suggerire modi con cui la persona possa sicure
variare l'esercizio o il compito originale e
usare il compito in situazioni più  Fornire assistenza, secondo le necessità,
impegnative che si incontrano nella vita per integrare le capacità motorie della
di tutti i giorni persona nella forma fisica o nelle attività
sportive
Programma di prevenzione, salute,
benessere e programmi di fitness
FASE 1 – Identificazione del bisogno FASE 2 – Traguardi e obiettivi
Identificare il tipo di pubblico: Identificare lo scopo del programma
 Bambini
Identificare i traguardi che devono
 Adulti essere raggiunti
 Anziani  Screening
 Industrie/Affari
 Istruzione

Sistema scolastico

Comunità
 Programma di esercizi
 Popolazione specifica (es. portatori di
 Identificare gli obiettivi del
handicap o con determinate patologie programma
stabilizzate)
Programma di prevenzione, salute,
benessere e programmi di fitness
FASE 3 – Sviluppo dell'intervento

 Screening: identificare gli strumenti  Determinare l'orario e la durata del


validi e attendibili per l'uso dello programma
screening (es. livelli delle sedute)  Determinare il numero di persone che
 Istruzione: sviluppare il programma possono seguire il corso basandosi
includendo opuscoli per i partecipanti sullo spazio
 Esercizio: sviluppare un programma  Identificare chi potrebbe svolgere il
per ogni corso programma (da solo o con assistenza)
 Organizzazione logistica:  Sviluppare la presentazione e il
Identificare una sede per il programma programma (compresi gli opuscoli per
Tenere in considerazione parcheggi e i partecipanti
accesso alla struttura  Sviluppare il budget (determinare
costi e addebiti per i partecipanti
Programma di prevenzione, salute,
benessere e programmi di fitness
FASE 4 – Esecuzione dell'intervento FASE 5 – Valutare i risultati
E' Importante riconoscere che anche il Per una sessione di istruzione, chiedere ai
miglior programma dev'essere partecipanti di valutare il programma.
flessibile e adattabile a qualsiasi tipo Prendere in considerazione una
di imprevisto valutazione supplementare di controllo
Per un corso di esercizi, registrare i dati di
base e valutare i progressi durante lo
svolgimento e alla fine del programma
Chiedere ai partecipanti di valutare il
programma di esercizi
Chiedere il feedback su cosa potrebbe
essere fatto per poter migliorare il
programma (es. orari differenti, classi
meno numerose, sessioni più lunghe)
Bibliografia
Kisner C., Colby L.A. - “Esercizio Terapeutico –
Fondamenti e tecniche” 3a Edizione Italiana - Piccin
2014
Schmidt R.A., Wrisberg C.A. - “Apprendimento
motorio e prestazione – Un metodo basato su
problemi reali” Società Stampa Sportiva – Roma
2000