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LAUREA SPECIALISTICA IN SCIENZE E TECNICHE DELLE ATTIVITA MOTORIE PREVENTIVE ED ADATTATE

Teoria, tecnica e didattica delle attivit motorie e sportive nelle diverse et Corso: attivit motoria in et evolutiva
Modulo 1

L essenza della professione Considerazioni sul movimento e le sue funzioni pedagogiche L apprendimento motorio Modelli teorici dell apprendimento e controllo motorio Laboratorio pratico

Docente: Lucio Garbelli

Essenza della professione


Un insegnante, un al lenatore , prima di tutto, uno speci alista del comportamento e delle sue modificazioni. Saper osservare, descri vere e trasformare i comportamenti sono le competenze pri marie dell insegnante.

Essenza della professione


Insegnare a qualcuno a gestire la motricit con uno scopo
Avere conoscenze disciplinari Saper insegnare Conoscere i sogget ti a cui insegnare Conoscere il cont esto in cui si opera

Considerazioni sul movimento


Il movimento un ottimo mezzo per lo sviluppo della persona.

Considerazioni sul movimento


Tutti i rapporti che l uomo ha con il mondo che lo circonda passano per il suo corpo. Con esso ci si esprime e si acquisisce conoscenza della realt.

Considerazioni sul movimento


Il corpo funge da tramite (mediatore) fra bambino e l ambiente circostante. Il corpo per non appartiene mai completamente all essere, esso organo di ogni cultura. L educazione fisica deve permettere di precisare il posto attribuito al corpo nella societ e nella cultura.
(Ullmann, 1989)

Considerazioni sul movimento


Lo sport un fatto preval entemente sociale non biologico. Conviene dunque ripensare le attivit motorie e sportive ricollocandole nel contesto culturale, delle attitudini, delle conoscenze e delle rappresentazi oni sociali che danno l oro un senso.

Attivit motoria in et evolutiva


L attivit motoria in et evolutiva : il mezzo essenzi ale per educare i l movimento un mezzo importante per l a formazione e l educazione dell individuo una componente necessari a per la salute

Il triangolo pedagogico
contesto Sapere Mezzi Processo insegnare Processo apprendere scopo

Docente Processo formare

Allievi

essenziale

Quale scopo attribuisce o trova l allievo nell attivit fisica o sportiva?


Partecipare ed appartenere
Cooperare, collaborare dar vita a un progetto comune, sviluppare il senso di appartenenza ad un gruppo

Sentirsi bene essere in forma e in buona salute


Muoversi in armonia e in equilibrio: scoprire il proprio corpo

Sperimentare, scoprire ed imparare


Arricchire il proprio repertorio di movimenti, acquisire conoscenze e competenze; scoprire l ambiente naturale e materiale

Cercare la sfida e rivaleggiare


Confrontarsi con s stessi, con gli altri e con l ambiente

Creare ed esprimersi Allenarsi e raggiungere delle prestazioni


Ottenere delle prestazioni, provocare i propri limiti, ripetere per migliorarsi. Utilizzare il movimento come mezzo espressivo e di comunicazione. Sviluppare il senso estetico.

Fonte: basi teoriche e didattiche dell educazione fisica Commissione federale dello sport CFS

Fattori pertinenti all apprendimento motorio e alla prestazione


Il soggetto che destinatario dell azione didattica (chi?) Il compito da apprendere da parte del soggetto (che cosa?) Il contesto nel quale deve essere eseguito il movimento (dove?)

Apprendimento motorio e prestazione

Le strategie di insegnamento attuate dal docente (come?)

Definizione di apprendimento

Si definisce apprendi mento l acquisizione di nuovi tipi di comportamento allo scopo di adattarsi alle richieste dell ambiente. Tale adattamento deve pers istere per un certo tempo, poich cambiamenti momentanei del comportamento, dovuto a adattamento sensoriale, non implicano apprendi mento. Inoltre, bisogna anche specificare che i cambiamenti debbono essere determinati dall attivit, dall addestramento e dall osservazione, per distinguerli da quelli determinati dalla maturazione. (Antonelli e Salvini Psicologia dello sport Edilombardo, Roma 1987, pag. 189 ) L apprendi mento motorio un cambiamento tendenzialmente permanente nella prestazione motoria, ottenuto mediante il continuo esercizio (Cratty) .

Caratteristiche dell apprendimento


L apprendimento non pu essere osservato direttamente, ma dedotto a partire dall osservazione del comportamento. il processo di cambiamento che conduce il soggetto al miglioramento osservabile delle proprie abilit motorie e della propria prestazione. il risultato della pratica (motoria) o dell esperienza. Le trasformazioni che da esso risultano devono presentare una certa stabilit nel tempo.

Apprendimento e prestazione
Perch il miglioramento di una prestazione sia considerato come i l riflesso di un apprendi mento occorre che il miglioramento deve essere legato all allenamento e relativamente permanente.

Fasi fondamentali apprendimento motorio


Uno stimolo (che attiva una risposta) Un processo neuro fisiologico (che genera la risposta) Una risposta

Modello concettuale della prestazione umana


Vista udito tatto odorato errore

imput

Identificazione dello stimolo

Selezione della risposta

Programmazione della risposta Stato desiderato comparatore

Programma motorio M2

Midollo spinale M1

Stato attuale

muscoli

Feedback propriocettivo

Feddback esterocettivo

output
Visione focale

Risultato del movimento

Conoscenza dei risultati Conoscenza della prestazione

(Schmidt, Wrisberg, 2000).

Input: informazione che gli individui ricevono per elaborarla. Esecutore: stadi di elaborazione della informazione; presa delle decisioni riguardanti le azioni da attuare per mantenere lo stato voluto. Identificazione dello stimolo: primo stadio di elaborazione dell informazione; durante questo stadio si riconosce e identifica l input. Selezione della risposta: secondo stadio di elaborazione dell informazione; durante questo stadio si decide se emettere una risposta motoria e quale. Programmazione della risposta: terzo stadio di elaborazione dell informazione; durante questo stadio si organizza il sistema motorio in modo da effettuare il movimento desiderato. Effettore: il programma motorio e il sistema motorio periferico; rende operative le decisioni Output: risposta prodotta da un soggetto come risultato dell elaborazione dell informazione Feedback: informazione riguardo allo stato attuale del sistema Comparatore: confronta il feedback relativo allo stato che si vuole raggiungere con il feedback relativo allo stato attuale e trasmette all esecutore ogni eventuale discrepanza fra i due stati (cio, l errore). Feedback propriocettivo: derivante da fonti interne al corpo. Feedback esterocettivo: derivante da fonti esterne al corpo. Feedback intrinseco: informazioni sensoriale/sensitiva che si ottiene dall esecuzione dei movimenti; proviene da fonti esterne al corpo (esterocezione) o dall interno del corpo (propriocezione). Feedback estrinseco: informazione sensoriale proveniente da una fonte esterna, in aggiunta a quella che normalmente si ottiene dall esecuzione dei movimenti, (esempio: comunicazione dell allenatore, filmato, ecc.) Visione focale: sistema visivo usato per identificare oggetti al centro del campo visivo: di tipo cosciente, influenzata da movimenti di oggetti circostanti e ridotta in condizioni di scarsa luminosit. Domanda a cui d risposta: che cosa ? Visione ambientale: sistema visivo usato per rilevare l orientamento del proprio corpo nell ambiente; di tipo inconscio, rileva informazione dall intero campo visivo ed utilizzata per il controllo del movimento. Domanda a cui risponde: dove un dato oggetto?, dove sono rispetto ad esso? Reazione M1: riflesso monosinaptico da stiramento con una latenza da 30 a 50 ms si ritiene responsabile delle modificazioni della contrazione muscolare causate da leggeri stiramenti come quelli che si verificano nelle oscillazioni posturali o quando gli arti sono sottoposti a forze esterne inaspettate. Reazione M2: riflesso da stiramento funzionale polisinaptico con una latenza da 50 a 80 ms. come M1 deriva dall attivazione dei fusi neuromuscolari e dalle afferenze che vanno dai fusi ai midollo spinale. Tuttavia gli impulsi procedono oltre il midollo spinale verso i centri superiori del cervello (corteccia e/o cervelletto), dove vengono elaborati. Conoscenza dei risultati: informazione aggiuntiva, usualmente verbale che viene fornita al termine dell esecuzione di una azione (esempio, movimento corretto, obiettivo raggiunto). Conoscenza della prestazione: feedback aggiuntivo che fornisce informazioni riguardo alla qualit del movimento; detto anche feedback cinematico. Controllo a circuito chiuso: tipo di controllo implicante l uso dei feedback e l attivazione di processi di detezione e correzione di errori per perseguire e mantenere l obiettivo desiderato; usato per controllare movimenti volontari lenti. Controllo a circuito aperto: tipo di controllo implicante l uso di comandi prestruttati, determinati a livello centrale, che vengono inviati al sistema degli effettori ed eseguiti senza feedback; viene utilizzato per controllare movimenti rapidi e discreti (esempio movimenti discreti: calciare, portare un oggetto alla bocca, ecc.).

Fasi apprendimento motorio


autori Meinel e Schnabel (1977)

Prima fase Coordinazione grezza - Comprende il processo d apprendimento che va dalla comprensione del compito di movimento fino allo stadio della coordinazione grezza (l allievo, in condizioni favorevoli, in grado di eseguire il movimento). Fase conoscitiva o cognitiva - Si ha all inizio dell apprendimento. Lo studente deve capire l intento e gli scopi di certe azioni motorie, vagliare la situazione ed escogitare tecniche per conseguire gli obiettivi. Deve anche trasformare direttive verbali in comportamenti motori significativi. Fase esplorativa Il soggetto posto di fronte alla situazione problematica e i suoi sforzi saranno subito orientati verso un impiego funzionale delle passate esperienze, ma sono le informazioni esterocettive a controllare il suo comportamento ed infine a dirigerlo, piuttosto che uno schema interiorizzato. Hanno una particolare importanza le informazioni visive. Si raccomanda una larga utilizzazione delle esperienze personali dell allievo. Stadio verbale cognitivo - Fase nella quale i processi verbali e cognitivi dominano l attivit dell allievo. Gli allievi che si trovano in questo stadio passano molto tempo a dire (verbale) a se stessi quello che si accingono a provare e a pensare (cognitivo) alle strategie che potrebbero essere pi efficaci. Stadio della riduzione dei gradi di libert del movimento - All inizio dell apprendimento di un movimento il soggetto riduce a priori tutti i gradi di libert delle articolazioni, escludendo quelle poche indispensabili per la fase del movimento considerata.

Seconda fase Coordinazione fine - Va dallo stadio della coordinazione grezza fino allo stadio della coordinazione nel quale l allievo in grado di eseguire il nuovo movimento in modo aderente al modello tecnico, quasi senza errori, e quindi raggiunge gi buone prestazioni. Fase associativa - quella di passaggio dall esordio ai pi alti livelli d abilit. In questa fase l allievo capisce ci che occorre fare; ci che adesso lo preoccupa sono le tecniche di un allenamento che permetter di apprendere l attivit. Fase dissociativa quella in cui l apprendimento si matura nel senso di un progressivo passaggio dal controllo esterocettivo, a quello diretto dalle informazioni propriocettive. Nel corso della fase di dissociazione, il processo di controllo e di inibizione operer per selezionare le contrazioni efficaci. In questa fase, l abitudine motoria si fissa progressivamente. Si colloca a questo livello la problematica del rinforzo e della verbalizzazione del compito.

Terza fase Disponibilit variabile - Va da quando si raggiunge lo stadio della coordinazione fine al momento della disponibilit variabile, lo stato della maestria . L atleta in grado di usare efficacemente il movimento, anche in condizioni difficili e non abituali. Fase autonoma - A questo livello, l esecutore in grado di passare in rassegna le informazioni con facilit, con un interferenza minima da parte d altre attivit in corso. Il comportamento automatico e c un controllo cosciente minimo sul movimento. Fase di stabilizzazione quello in cui l apprendimento tende a consolidarsi come misura dell interiorizzazione dello schema esecutivo o pattern. Ci avviene attraverso automatismi liberi e plastici e non rigidi. Le componenti dell abitudine motoria finiscono di automatizzarsi. Questo nuovo automatismo potr essere sfruttato inconsciamente nelle attivit ulteriori e per nuovi apprendimenti.

Fitts e Poster (1967)

Le Boulch (1975)

Schimidt e Wrisberg (2001)

Stadio motorio - Fase nella quale Stadio autonomo - Fase nella quale vengono sviluppati programmi motori e la gli allievi sono capaci di eseguire le loro azioni prestazione dell individuo diventa sempre pi quasi autonomamente, ponendo scarsa o costante. In questo stadio l allievo sposta la sua nessuna attenzione nel corso dell esecuzione. attenzione verso una pi efficace organizzazione del movimento. Stadio dell esplorazione dei gradi di libert - Quando l allievo in grado di eseguire il movimento nella forma semplificata dalla riduzione dei gradi di libert, inizia a disinserire gradualmente i gradi di libert che ha fissato nella misura in cui ci indispensabile. Stadio di capitalizzazione dei gradi di libert. - In questa fase in soggetto riesce a sfruttare le forze esterne (gravit, inerzia, ecc.) e quelle reattive (elasticit muscolare, ecc.) al fine di rendere pi economico il movimento.

Bern tein (1967)

Modalit di approccio all apprendimento motorio


Scelgo il ritto adatto alle mie capacit

Modalit di approccio all apprendimento motorio


Nell ambito dell educazione f isica e sportiva le principali modalit di approccio al controllo e all apprendimento motorio pi diffuse sono:

l approccio cognitivo l approccio ecologico l approccio dinamico


Si distinguono per la posizione e il ruolo che attribuiscono alle strutture mentali prescrittive: rappresentazioni, conoscenze, piani motori, schemi nella produzione delle abilit motorie .

Approccio cognitivo

L approccio cognitivo ritiene che le relazioni fra la percezione e l azione sono mediate da strutture prescrittive elaborate sul momento e/o immagazzinate a livello centrale.

Teoria dei programmi motori generalizzati


Questa teoria ritiene, per ovviare al problema dell enorme mole di programmi motori che si devono immagazzinare nel corso della vita se il rapporto programma movimento fosse 1:1, che vengono memorizzati programmi motori generalizzati contenenti comandi motori che def iniscono la struttura profonda comune ad una intera classe di movimenti (ad esempio lanci o salti), mentre le caratteristiche superficiali specifiche vengono def inite di volta in volta mediante un processo di parametrizzazione (Schmidt, W risberg, 2000).

Programma motorio generalizzato


un programma motorio che definisce un modello (pattern) di movimento piuttosto che un movimento specifico; questa sua flessibilit consente di adattarlo in modo da produrre varianti del pattern motorio adattate a modificate richieste dell ambiente [1]. La sua struttura tale che consente all esecutore di aggiustare il movimento al fine di far fronte a mutate esigenze dell ambiente.
[1] Schmidt R. A., Craig A. Wrisberg Apprendimento motorio e prestazione S.S.S., Roma, 2000 pag. 140

Funzioni principali dei programmi motori


definire ed emettere i comandi che determi nano, in ultima analisi, quali muscoli devono essere contratti, quando e con quanta forza; organizzare i vari gradi di libert dei muscoli e delle articolazioni, integrandol i in una singola unit per produrre un azione efficace ed efficiente; specificare e avviare gli aggiustamenti posturali preliminari necessari per dare supporto all azione che sar svolta; modulare le varie vie riflesse al fine di garantire che l obiettivo del movimento verr raggiunto .[1]
[1] Schmidt R. A., Craig A. W risberg
Apprendimento motorio e prestazione S.S.S., Roma, 2000 pag. 137

Caratteristiche invarianti dei programmi motori generalizzati


sono: la durata relativa delle singole fasi funzionali del movimento; la forza relativa, cio l accelerazione impressa in ogni singola fase del movimento; l ordine sequenziale delle contrazioni muscolari.

Approccio ecologico
L approccio ecologico ritiene che il ricorso a strutture mentali prescrittive non af fatto necessario perch:
l informazione che specifica l azione direttamente disponibile per chi agisce nel proprio ambiente; Il sistema senso motorio possiede propriet di auto organizzazione che non necessitano il ricorso ad un programma motor io o a una parametro spazio temporale preciso da parte della centrale di comando .

Esso basato sull idea che il SNC non regolato da specifiche leggi ma si sviluppa a partire dalle influenze ambientali sui gruppi neuronali che si specializzano su specif ici compiti.
(Edelman, 1987).

Approccio ecologico
L apprendimento si definisce come una educazione dell attenzione (Gibson, 1986). Si tratta di: ottimizzare i processi percettivi, sviluppare la capacit di dettare gli stimoli adeguati. Secondo Gibson (1986), il soggetto capace di percepire ci che l ambiente gli permette di fare tenuto delle proprie capacit fisiche, motorie, secondo la sua et, la sua taglia, il suo livello di esperienza. (Fowler C., Turvey M.T., 1978).

Differenze approccio cognitivo ed ecologico


La percezione del contesto differente e definisce diversamente il processo di apprendiment o. Nel primo si tratta di stabilizzare un programma motorio efficace in funzione di un trattamento particolare dell informazione. Nell altro, si tratta di ricercare l adattabilit del movimento accoppiandone la diversit dell ambiente e la specificit dell individuo.
Carnus S., Marsualt C. - Repenser l EPS partir de l approche ecologique 2003 Rivista EPS, dition revue EPS - N 302 pag. 13 Parigi,

Approccio dinamico
L approccio dinamico s interessa all evoluzione nel tempo del comport amento dei sistemi complessi. Un sistema complesso def inito come un insieme compost o da elementi multipli in interazione. Qui diremo che il sistema si riferisce al corpo in movimento, e che gli element i che lo compongono sono i diversi segmenti corporei.

Approccio dinamico
Nella prospettiva dinamica apprendere costruire e stabilizzare un nuovo stato di coordinazione non previsto nell iniziale dinamica del sistema.
(Basi teoriche e didattiche dell educazione fisica 2001, volume 1 pag. 81, Commissione Federale dello sport CFS)

Approccio dinamico apprendimento


In questo contesto teorico, def iniamo l apprendimento come la costruzione di una nuova coordinazione, adattata alle esigenze del compito prescritto. Questa costruzione non si realizza ex novo: il debuttante, che affronta per la prima volta un compito, sfrutta alcuni tipi di coordinazione spontanea, che possono far riferimento a dei comportamenti anteriormente acquisiti, o ancora essere sottinteso da delle tendenze molto generali di accoppiamento. sulla base di questo repertorio che dovr realizzarsi la costruzione dei nuovi modelli di coordinazione.

Approccio dinamico definizione di coordinazione


Chiamiamo coordinazione le relazioni spazio temporali stabili che si instaurano tra i differenti segmenti corporei nel corso della realizzazione di un dato compito. importante porre attenzione al carattere che ai differenti segmenti sono attribuiti e se si inf luenzano gli uni con gli altri nel corso dei loro rispettivi movimenti, con dei fenomeni chiamati accoppiamento . Una coordinazione cos l espressione di un certo modo di accoppiamento tra i complessi elementi del sistema.

Approccio dinamico
La coordinazione risulta dall organizzazione spazio temporale degli elementi che compongono il sistema.

Approccio dinamico generali

principi

Stato stabile di coordinaz ione gesto riproducibile pi volte in un determinato compito e situazione. indipendente dal livello (esperto o inesperto). Il passaggio da uno stato stabile ad un altro di coordinazione viene chiamato transizione. Questa transizione brusca, non lineare. Il passaggio da uno stato stabile ad un altro avviene attravers o la variazione di un parametro detto: parametro di controllo. (esempio: aumentando la velocit l individuo passer bruscamente dalla marcia alla corsa). Nel corso dell apprendi mento avvengono cambiamenti bruschi e significativi nella coordinazione attraverso la modifica dei parametri d ordine. Esempio: modifica della coordinazione spalla, gomito, polso nella battuta della pallavolo.

Approccio dinamico generali

principi

Figura 2
A: illustrazione dell esempio sul compito del servizio nella pallavolo [3]. I soggetti dovevano colpire un bersaglio piazzato a 16 metri, dietro la rete, su di un campo di gioco regolamentare. B: posizioni normalizzate della spalla, del gomito e della mano in funzione del tempo negli esperti e nei debuttanti. Le analisi delle correlazioni sono state effettuate a partire da queste curve. Si nota la modificazione delle relazioni spazio temporali tra le tre articolazioni nel corso dell esperimento.

Approccio dinamico implicazioni pratiche


Il comportamento emerge dall interazione di tre tipi di vincoli che agiscono sul sist ema: vincoli legati all ambiente, al compito e all organismo (et, morfologia, esperienza sport iva, ecc.). Vincoli ben diret ti permettono all allenatore di far emergere tutti i tipi di comport amento. sufficiente semplicement e scegliere i vincoli.

Approccio cognitivo - didattica


L approccio cognit ivo ha in s conseguenze didattiche prescrittive, vale a dire la strutturazione di programmi motori sempre pi articolati e l ottimizzazione della loro parametrizzazione. L attivit didattica consister nel prescrivere all allievo modalit di esercitazioni atte a stabilizzare e perfezionare la programmazione mot oria e ridurre al minimo le variabili dell esecuzione.

Approccio cognitivo - didattica


Le principali met odologie che sono emerse da questa modalit di approccio sono:
l esercitazione parziale, l esercitazione randomizzata, l esercitazione variata, le tecniche di somministrazione del f eedback, le tecniche di ripetizione mentale.
(E. G. Lee e altri, 2001).

Approccio cognitivo - didattica


L esercitazione parziale consiste nel frazionare movimenti complessi semplificandoli, segmentandol i o riducendone la velocit o le richieste di precisione esecutiva allo scopo di eseguirli in una forma pi semplificata (Wightman, Lintern 1985). Semplificare vuol dire togliere temporaneamente alcuni effettori del movimento senza alterare la struttura profonda del programma. Segmentar e significa, per esempio, far esercitare separatamente i movimenti degli arti inferiori e superiori per ricomporli, una volta automatizzati, in forma simultanea. Per esempio nelle esercitazioni per la presa ed intercettazione della palla vuol dire che si organizzer il lavoro in modo da proporre esercitazioni sulle modalit di spostamento separate da quelle di gestione della palla per poi ricomporre in tutti in un unico esercizio.La semplificazione di un esercizio pu anche essere attuata attraverso la riduzione della velocit e variando la precisione esecutiva, variando le dimensioni di un bersaglio (per esempio, nel tiro a canestr o abbassando il canestro o variando la sua dimensione). L esercitazione randomizzata prevede l esecuzioni di esercizi relativi a vari compiti motori senza un ordine sequenzi ale preciso, alternando, per esempio, salti, a lanci o corse. Questi tipi d esercitazione spesso a breve termine evidenziano livelli di prestazioni inferiori a quelli che si raggiungono con le esercitazioni per blocchi. Favorisce per, dovendo l allievo ogni volta selezionare il programma motorio, la ritenzione e riproduzione delle abilit apprese. L esercitazione variata consiste nel far eseguire pi movimenti appartenenti ad una stessa classe variando alcuni parametri: lancio della palla pi veloce, a distanze diverse, verso bersagli di dimensioni diverse. Questa tecnica facilit parametrizzazione del programma motorio generalizzato. Le tecniche di somministrazione del feedback sono quelle in cui si forniscono all allievo, nel corso dell apprendimento, informazioni aggiuntive a quelle che gli derivano dall esecuzione del movimento. Si tratta di informazioni verbali o per immagini riguardo alla correttezza del movimento e al risultato raggiunto o alla qualit della prestazione. Le tecniche di ripetizione mentale consistono nel pensare agli aspetti cognitivi e procedurali dell azione, mentre la rappresentazione mentale consiste nell immaginare lo svolgimento di una azione .

Approccio ecologico - didattica


Per l approccio ecologico esercitarsi non signif ica ripetere sempre la stessa soluzione di un dato compito, ma ripetere pi e pi volte il processo di soluzione del compito stesso. La didattica nell approccio ecologico f inalizzata a stimolare l emergere di soluzioni spontanee (euristiche) ai problemi motori, quindi sfruttare la variabilit esecutiva cio attuare un processo di ricerca di soluzioni motorie che passa attraverso la continua variazione dei gesti motori.

Approccio ecologico

didattica

Sfruttare la variabilit significa variare sistematicamente i vincoli imposti dall organismo (ad esempio livelli di attivazione, f atica), dal compito (ad esempio tempo di esecuzione) e dall ambiente (ad esempio tipo di materiali didattici). Secondo questa modalit di approccio il soggetto capace di percepire ci che l ambiente gli permette di fare tenuto conto delle proprie capacit f isiche, motorie, secondo la sua et, la sua taglia, il suo livello di esperienza.

Approccio ecologico - didattica


Nel metodo ecologico l insegnante deve assistere l allievo nella ricerca autonoma di soluzioni motorie. Nel caso in cui il compito sia troppo complesso, non si devono imporre dei vincoli prescrittivi all allievo (indicandogli in maniera prescrittiva come semplif icare l esecuzione motoria), ma si devono applicare vincoli diversi all ambiente, per esempio modificando il peso, la struttura dello strumento utilizzato, variando l altezza di un ostacolo da superare, piuttosto che facilitare la coordinazione motoria attraverso esercitazioni parziali.