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COLLEGAMENTI FILETTATI

[1] Niemann G., Elementi di Macchine, ETS, Milano (Springer, Berlino), 1983
[2] Decker K.H., Elementi di Macchine, Verlag, Monaco, 1982

Filettature e nomenclatura collegamenti


Analisi del collegamento
Diagramma di interferenza o di forzamento
Forza assiale e momento di serraggio
Resistenza del fusto e resistenza dei filetti
Effetto del carico assiale esterno, ripartizione del carico,
deformabilit della vite e del pezzo
Accorgimenti per diminuire il carico sulla vite, casi
particolari
Incertezze e allentamento
Verifica statica della vite, verifica del carico minimo di
serraggio sul pezzo, verifica a fatica della vite
Viti con carico trasversale
Dispositivi antisvitamento (cenni)

ECM - Collegamenti filettati

FILETTATURE
Viti di manovra
Viti di collegamento (smontabile)
Filettature metriche ISO
Profilo triangolare - UNI 4536 (1964)
Profilo trapezio - UNI ISO 29012904 (1978)
Filettature Whitworth - UNI 2709 (1945) (pollici - 55)
Filettature gas
a tenuta stagna sul filetto - UNI ISO 7-1 (1984)
a tenuta non stagna - UNI ISO 228 (1983)
Filettature a dente di sega UNI 127-128 (1928)
ECM - Collegamenti filettati

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Filettatura metrica ISO profilo triangolare UNI 4536-64


d - diametro nominale (esterno) vite: M 10 (d = 10 mm , passo grosso p = 1.5
mm da tabelle) M 101.25 ( d = 10 mm, passo fine p = 1.25 mm indicato)
2 = 60 angolo di apertura profilo triangolare

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NOMENCLATURA COLLEGAMENTI
Bullone (vite+dado)

Prigioniero

Vite (mordente)

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Montaggio con leggera


interferenza.
A volte avvitamento fino
alla fine della
filettatura.
Possibili problemi dovuti
allaria intrappolata.

ANALISI DEL COLLEGAMENTO FILETTATO


Il collegamento applica una forza assiale che tende a unire le parti
Le azioni trasversali devono essere contrastate dallattrito che si
genera fra le superfici; le viti non devono lavorare a taglio
I pezzi collegati sono compressi dal bullone (si accorciano)
mentre la vite caricata dal pezzo (si allunga): il collegamento
forzato dato dallinterferenza i fra bullone e pezzo:
passo filettatura
i
Riferimento
i = p ngiri dopo

Fv

Fv

Pezzi prima
del serraggio

F1v :contatto
forza (risultante) che
agisce sulla
vite
Fp : forza (risultante) che
agisce sul pezzo (sui pezzi)

Fp

Fp

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DIAGRAMMA DI INTERFERENZA o DI FORZAMENTO


Fv
v

1
Kv

Fp

vite

uv

Fv
v
K uv
uv

Fv

Kp

Fp
u p

up

pezzi
p

Fv , Fp

1
Kp
p

vite + pezzi

up
F

uv , up
K = rigidezze ,
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ECM - Collegamenti filettati

= deformabilit , u =
spostamenti

Fv , Fp

pezz
o

vit
e

Punto di
funzionamento del
collegamento al
montaggio

p
uv

up

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FORZA ASSIALE e MOMENTO DI SERRAGGIO


La forza viene applicata al collegamento mediante serraggio
con opportune chiavi che generano un momento di serraggio.
Il momento resistente dato da:
attrito fra i filetti di vite e madrevite
attrito fra la superficie del pezzo e quella del dado e del
sottotesta
Le forze di attrito dipendono dalla forza assiale che subisce la vite.
possibile trovare una relazione (Meccanica Applicata) fra:
momento di serraggio e forza assiale sulla vite
momento di svitamento e forza assiale sulla vite
ECM - Collegamenti filettati

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Fv

MT

dm tan( m ' ) dt

tan s

dm tan(m ') dt tan s


2

MT = momento
di serraggio
Msvit = momento necessario per lo svitamento
dm = diametro medio del filetto
dt
= diametro efficace su cui agisce la forza fra testa e sottotesta
tans = fs = coefficiente di attrito (sottotesta-pezzi)
tan = f = coefficiente di attrito (vite-madrevite)
p
p passo
m = angolo dellelica: tan m m
filettatura
d
tan' = coeff. di attrito apparente:
tan ' tan
cos
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30 (filettatu re
metriche)
Fv

M svit

Assumendo tan( m ') tan m tan '


Il momento di serraggio risulta pari a:
MT

F
dm tan m d m tan 'dt tan s
2

cio:
M T Fv p d

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tan
s
cos
d t tan

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RESISTENZA DEL FUSTO


Dato un momento di serraggio MT , la vite (tratto fra i sottotesta)
sopporta un carico assiale Fv e un momento torcente M

dovutoT

soltanto alla quota data dallattrito sui filetti (la quota


dovuta
allattrito nel sottotesta non viene sopportata dal fusto
F
*
F p
della M
vite)
T v dm tan m dm tan ' v
d m tan
2

2
cos

Per calcolare le tensioni si fa riferimento alla sezione


minore, che normalmente quella di nocciolo, e non si
tiene conto delleffe tto di rinforzo dei filetti:
d
dn diametro di nocciolo (tabelle)
An 2 4 n
d
3
Wt 16
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Fv 4

F
An
d

11

v
2
n

16 MT
*
M T *
dn
Wt
3


id 2a 3 2 1 3
a
a
2
*
16 MT n
4 F v p

d m tan 2 p d m tan k

d
a
dn 4 Fv d n Fv 2
cos dn
cos

id a 1 3 k 2 a 1.3

id

id
1.3
1 3 k
2

Il fattore k dipende soltanto da fattori geometrici e dallattrito


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FORZA ASSIALE LIMITE e MOMENTO DI SERRAGGIO


Al montaggio, si suppone solitamente di poter sollecitare la vite fino
al 90% del limite elastico del materiale della vite:

0.9 R

id ,lim

0.9 R p 0.2

p 0.2

a ,lim

1 3 k 2
0.9 assiale
Rp0.2 limite
d sulla vite
Si determina quindi la forza
2 n
Fv,lim a,lim An che vale:
4
1 3 k
2

e quindi il momento di serraggio si calcola


come:
tan
d t tan s
MT Fv,lim p d m

cos
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Per bulloneria normale i valori da assumere nei calcoli sono:


con d diametro nominale vite
diametro sottotesta: d 1.3 d
coefficiente di attrito f = tan (acciaio-acciaio): conviene sempre
t

assumere il coefficiente di attrito minimo fra quelli sperimentali


viti brunite o fosfatate:
lubrificate
con MoS
olio: : f =f 0.12
0.18
lubrificate con
= 0.10
0.12
2

viti con zincatura galvanica: f = 0.12 0.18


viti con cadmiatura galvanica: f = 0.08 0.12

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CLASSE DI RESISTENZA DEL MATERIALE


I materiali per bulloneria sono suddivisi per classi di resistenza,
individuate da due numeri separati da un punto: X.Y
con X = Rm/100
/Rm

Y =10Rp0.2

Esempi: classe 8.8 indica


Rm= 800 MPa e
Rp0.2 =
640 MPa classe 10.9 indica Rm= 1000 MPa e Rp0.2
= 900 MPa
Classi: 3.6 - 4.6 - 4.8 - 5.6 - 5.8 - 6.6 - 8.8 - 10.9 - 12.9
Per le costruzioni di carpenteria:
classe minima 8.8

ECM - Collegamentidiametro
filettati

minimo M12

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RESISTENZA DEI FILETTI


Le filettature unificate hanno dimensioni tali per cui la resistenza
del filetto sicuramente superiore alla resistenza del fusto,
quindi:
I FILETTI NON DEVONO ESSERE VERIFICATI
Il carico applicato sul collegamento filettato si distribuisce
sulle spire della filettatura in modo decrescente:
I PRIMI 5-6 FILETTI (SPIRE) SOSTENGONO
IL 90% DEL CARICO
non servono quindi elevate lunghezze della madrevite per
sostenere carichi maggiori (perch tutto si gioca entro i primi
5-6 filetti in presa)
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ECM - Collegamenti filettati

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EFFETTO DEL CARICO ASSIALE ESTERNO


In assenza di carichi assiali applicati dallesterno, la forza sulla
vite e sul pezzo sono in equilibrio: Fv = Fp
Se si applica un carico esterno C nel sottotesta del dado, questo
carico tende ad allungare la vite e il collegamento trova una
nuova condizione di equilibrio : Fp + C = Fv
Fv

F
v

Fp

Ovviamente linterferenza del collegamento forzato resta immutata.


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Diagramma di forzamento

Fv= Fv + Cv

Fv , Fp

Fv

Fp= Fp Cp
vite

pezzi

C=Cv + Cp
Cv

Fp = Fv

Cp

Fp

u
uv
ECM - Collegamenti filettati

ECM - Collegamenti filettati

u
up
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RIPARTIZIONE DEL CARICO SULLA VITE e SUL PEZZO


u

C C p Cv u v p
p
v
p
v
Cv

p v

v u p (v p ) (v p )

Cv C

( v p p )

e analogamen
te :
v
C p
C
(v p )
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DEFORMABILITA DELLA VITE


Vite di diametro nominale d, in materiale con modulo elastico Ev

l3, A3

l2, A2

l1, A1

Lp
v

uv
Fv

Lv
v

E A

l
l 0.4 d
1 l1 0.4 2 3

1
v
i dv
3
2
A

E A
E
area
media
A
A

li ,efficace

I termini 0.4d tengono conto che la vite non finisce al sottotesta


Larea del tratto filettato calcolata con il diametro medio d
m

La formula deve essere adattata ai vari casi


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DEFORMABILITA DEL PEZZO


Il calcolo esatto richiede la conoscenza della distribuzione delle
tensioni e delle deformazioni dovute allo schiacciamento
Come prima stima si fa riferimento a un cilindro equivalente di
area Ap che a parit di carico imposto genera la stessa
contrazione del caso reale
La deformabilit dei pezzi si calcola quindi come:
up
Lp

materiali dei pezzi serrati


p
Fp E p A p uguali
1
L pi
p p pi materiali dei pezzi serrati
A
diversi
E
Per il cacolo dellarea
Ap si individuano i seguenti tre casi:
21

ECM - Collegamenti filettati

Caso a)

Dp/det 1

det: diametro esterno


testa

Dp

Dp

df

d
Ap
ECM - Collegamenti filettati

ECM - Collegamenti filettati

df

Lp

Lp

Dp d f

22

Dp
Caso b)
=13

Dp/det

df

det

Lp

*2
2
d et d 2f D p 1 0.2 d et Lp* L p
4
100

8 et

*

Lp
L p ; 8d d

Ap

min

ECM - Collegamenti filettati

Caso c)

23

Dp/det 3
det

Lp
df

d
Ap

d 0.1 L*
et
p
4

ECM - Collegamenti filettati

ECM - Collegamenti filettati

d2
f

L*p minL p ; 8d

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ACCORGIMENTI PER DIMINUIRE IL CARICO SULLA VITE


A parit di carico esterno C , il carico Cv sulla
vite diminuisce allaumentare di v:
Cv C

( v p )

NB: se Cv diminuisce, Cp
aumenta
1. Per aumentare v si pu aumentare la lunghezza della vite, p.e.
utilizzando un distanziale (e un gambo completamente filettato)
Aumentando la lunghezza del pezzo
aumenta anche la sua deformabilit p,
ma scegliendo opportunamente le
dimensioni del distanziale, si pu fare
in modo che p aumenti in misura
minore rispetto a v

25

ECM - Collegamenti filettati

Fv , Fp

Fv,lim

vite

vite allungata
Cv

C Cp

Cv
C

Cp

Cv C

p
(v p )

u
Fv,lim rimane invariata perch dipende dal diametro di nocciolo
ECM - Collegamenti filettati

ECM - Collegamenti filettati

26

2. Per aumentare v si pu utilizzare una vite con fusto alleggerito

dg
La Fv,lim in questo caso deve essere calcolata in base allarea
Ag del tratto alleggerito
Fv,lim a,lim Ag

MT

0.9 Rp0.2 dg

2
4
13
2
k

Fv,li

tan

p d m cos d t tan

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ECM - Collegamenti filettati

Fv , Fp
vite

Fv,lim

v,lim
(vite
alleggerita)

vite alleggerita
Cv
Cp

Cv
C C
p

u
Fv,lim calcolata in base ad Ag inferiore, mentre la deformabilit
del pezzo invariata
ECM - Collegamenti filettati

ECM - Collegamenti filettati

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INCERTEZZE e ALLENTAMENTO
Il carico iniziale di trazione sulla vite, e di compressione sui
pezzi serrati, dato dal momento di serraggio MT , calcolato in
base alla forza di equilibrio al montaggio Fv=Fp.
In esercizio il carico Fp di serraggio sul pezzo diminuisce a
causa di:
1. incertezze sulla forza Fv al montaggio e sul momento
applicato,
2. allentamento del collegamento (p.e. assestamento,
vibrazioni),
3. azione del carico esterno, in particolare della quota di carico
esterno che va sul pezzo Cp (che va conteggiato a partire dal
punto di funzionamento finale raggiunto).
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ECM - Collegamenti filettati

1. Incertezze sulla forza Fv al montaggio e sul momento applicato


Le incertezze derivano da due cause:
incertezza sul coefficiente di attrito - a parit di momento
applicato, allaumentare del coefficiente di attrito diminuisce
la forza sulla vite,
incertezza sulla misura del momento applicato - spesso non
viene misurato ma le attrezzature di officina che permettono
la misura sono tarate in modo da avere eventuali scostamenti
che permettano solamente un momento applicato minore di
quello impostato.
F
v
I Fv,min
,lim

serraggio con chiave dinamometrica


I=
1.6
serraggio con avvitatore a taratura periodica I =
2.5
ECM - Collegamenti filettati
serraggio manuale o senza taratura periodica I = 4
ECM - Collegamenti filettati

30

2. Allentamento del collegamento


Nel tempo, sotto lazione delle forze esterne, le superfici dei
pezzi serrati subiscono un assestamento con modifica della
rugosit, perdita dinterferenza i e conseguente riduzione della
forza sulla vite Fv
N
superfici
2
3
4
5
6

ForzeValori
assialidi i in m
Forze tangenziali
Ra = 1.6 m Ra = 0.8 m Ra = 1.6 m R a = 0.8 m
13
10
20
13
16
12
28
16
20
14
35
20
25
16
42
25
30
18
50
30

N sup = 3

N sup = 2

31

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Effetto globale di incertezze 1. e allentamento 2.


Fv , Fp
pezzo
Fv,lim = Fp = Fv
Fv,lim
F
v,min
I
F
v,lim
I F v

vite

Fv

ECM - Collegamenti filettati

ECM - Collegamenti filettati

Il punto di funzionamento
del collegamento al
montaggio scende

Fv Fv
i i Fv v p
Fv

F v

i
p

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CALCOLO DEI COLLEGAMENTI FILETTATI


Scelta iniziali:

In prima approssimazione :

numero viti (C=Ftot/nviti)

classe (materiale), tipo

Amin (3 4)

max

Rp0.2

dimensione
Cambiamenti

Calcolo di: k , Fv,lim , MT , v e p , Fv,min , Fv , Cv , Cp


Verifica statica della vite
Verifica del carico minimo di serraggio sul pezzo
Verifica a fatica della vite
No
Si
Fine

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VERIFICA STATICA DELLA VITE


Viene effettuata nelle condizioni peggiori per la vite, supponendo
applicata la Fv,lim calcolata:
senza considerare incertezze al montaggio,
senza considerare allentamenti in esercizio,
con carico massimo applicato Cmax.

In teoria si dovrebbe verificare che:


id

con:

a,lim

16 M
v *
T
dn

v2 3 v 2
p0.2

4 Fv,lim

max, v

dn2

dn

C
2 max, v

ECM - Collegamenti filettati

ECM - Collegamenti filettati

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Ma date tutte le incertezze presenti, sufficiente verificare che:


id ,lim max, v R p 0.2

cio

0.9R p0.2 max, v

R p0.2 max, v (1 0.9)Rp,0.2

cio: Cmax, v (1 0.9)Fp,0.2


Possibili cambiamenti:
cambiare classe del materiale
aumentare il numero di viti (diminuire C)
diminuire la percentuale di utilizzo del materiale (es. 80%)
utilizzare viti pi lunghe ( pi deformabili)
aumentare il diametro della vite non sempre efficace perch
diminuiscono le tensioni ma aumenta, con stessa legge, la
rigidezza della vite
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ECM - Collegamenti filettati

Attenzione: Lutilizzo di viti alleggerite diminuisce s il carico


sulla vite, ma la sezione di riferimento per il calcolo quella
alleggerita (e quindi minore), dove le tensioni rimangono
comunque elevate.
Dato che nelle sezioni alleggerite la verifica deve essere
effettuata considerando la tensione ideale:

R
con:

2 3 2

id

dg

g
g
p 0.2

16 M
g *4 Fv,lim
T
C max, v
dg
3

in pratica le viti alleggerite non hanno una resistenza statica molto


diversa da quella delle viti non alleggerite.
ECM - Collegamenti filettati

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Sollecitazioni di flessione
Se le superfici di appoggio non sono perfettamente parallele tra
loro, la vite si incurva subendo sollecitazioni di flessione:

1 Mf
R EI f L
assumendo
si ottiene

Mf

D
L D2

1
D 1
E 2 10E5 MPa;
0.5 114.6 rad;

L
max 87 MPa
ma
x

If

Conviene utilizzare viti snelle e imporre le tolleranze


10 di
planarit.
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VERIFICA CARICO MINIMO DI SERRAGGIO SUL PEZZO


Riguarda il collegamento.
Di solito richiesto un carico minimo (di serraggio) sul pezzo
Fp,lim
per
la tenuta del collegamento (p.e. per le guarnizioni)
Fgarantire
p , Fv
Fv,lim = Fp
= Fv
F
F
v,min
I
Fv,lim

v,lim

F v

C
Cp

Fp,min
F p,lim

i teorica
ECM - Collegamenti filettati

ECM - Collegamenti filettati

u
38

La verifica richiede che:

p,min

Fv,lim

v
p
I
p,lim
F

F
C F
NB: se Fp,min = 0 si ha il distacco fra le parti serrate e tutto il carico C
agisce sulla vite. Questa situazione va evitata, sia per la tenuta del
collegamento sia per lintegrit della vite.

Possibili cambiamenti:
diminuire le incertezze utilizzando chiavi dinamometriche
lavorare accuratamente le superfici dei pezzi serrati
cambiare classe del materiale (Fv,lim pi alta)
utilizzare viti meno deformabili
aumentare il numero di viti (diminuire C)
aumentare la deformabilit del pezzo (con attenzione)
39

ECM - Collegamenti filettati

VERIFICA A FATICA DELLA VITE


Si pu utilizzare il diagramma di Haigh per filettature di classe di
resistenza da 8.8 a 12.9 della normativa tedesca VDI 2230.
80

D 160

(MPa)

(MPa)

M4

70
Viti non
rullate
60

M 10
M 18

M3
0

M8

140
Viti
rullate
120

M1
6

50

40
0.1
0.3

100

0.2

0.4
0.5

La vite verificata se:


ECM - Collegamenti filettati

ECM - Collegamenti filettati

0.6
0.7

a 0.9 D

0.8

80
0.9

m Rp0.2
40

Calcolo di a e m : caso a) 0 C(t) Cmax


Cv (t
)

Fp , Fv
Fv,a
Fv,lim

max,
v

Fv,m

a Fv,a

Fv,max Fv,lim Cmax, v


Cmax, v
Fv,m Fv,lim

An
m Fv,

Fv,min Fv,lim
Cmax, v
v,
a

m
ECM - Collegamenti
filettati

C max

An

Calcolo di a e m : caso
b)
Fp , Fv

41

Cmin C(t) C max con Cmin e C max > 0


Cv(t)

Fv,a

C max,v

Fv,lim

C min

Fv,m

C max

Cmin,v

u
a Fv,a
An
m Fv,
Amn
ECM - Collegamenti filettati

ECM - Collegamenti filettati

Fv,max Fv,lim Cmax, v


v,m

Fv,max Fv,min

Fv,min Fv,lim Cmin,v


v,a

Fv,max Fv,min

42

Calcolo di a e m : caso
c)

Cmin 0 C ma x con Cmin < 0 e C ma x > 0


Cv(t
)

Fv , Fp
Fv,lim FC
v,max
min,v

C min

C max

Fv,a
C max,v

Fv,min

Fv,m

F
a v,a
An
m Fv,m
n

AE
C
M
C
ol
le
ga
m
en
ti
fil
ett
ati

Fv,max F

max,
v,lim C
v
Fv, Fv,max Fv,min
m
2
Cmin,v Cmin

Fv,min F

v,lim
C F v,max F
Fv,
v,min
a

p
(v p )

u
min,
v

43

Possibili cambiamenti:
utilizzare viti rullate
utilizzare viti pi deformabili (in particolare alleggerite)
aumentare il numero di viti (diminuire C)
cambiare classe del materiale (meno efficace rispetto al caso statico)
Lutilizzo di viti alleggerite conveniente per la resistenza a
fatica perch diminuiscono le tensioni nella zona filettata.
Le tensioni nella parte alleggerita sono pi elevate ma in questa
zona, dove non ci sono gli intagli dovuti alla filettatura, la
resistenza a fatica maggiore (il diagramma dato valido per le
filettature).
Per utilizzo in campo aeronautico sono previste viti MJ (ISO 31677), con disegno del filetto modificato per ridurre leffetto di
intaglio (rullate).
ECM - Collegamenti filettati

ECM - Collegamenti filettati

44

CASI PARTICOLARI Carico applicato non sottotesta (B)


La
A

Lp

Lp
Lb

n Lb 1
p

Modello dopo il montaggio

i
Modello prima del
ap
montaggio
v

bp

L
p ap c bp cp

La Lc

(1 n)

a
p

cp

bp

cp
45

ECM - Collegamenti filettati

Con il carico sottotesta (A):


Lp
Lv
v v Av ; p p A
E
E
p

C
Lp = Lv
C

Con il carico non sottotesta (B) la deformabilit del pezzo tra i punti di
applicazione del carico diminuisce:
C
n Lp
Lb
ap

p
p
b
E p Ap E p
p
A
c
La deformabilit della vite aumenta perch
C
p
bisogna aggiungere quella del tratto di pezzo
esterno ai punti di applicazione del
B
carico:
Lv
La
Lc

v (1 n) p v
*v
Ev Av E p A p E p A p
*

p p

ECM - Collegamenti filettati

ECM - Collegamenti filettati

46

Con il carico non sottotesta (B) quindi come se la vite fosse pi


deformabile (v aumenta) e il pezzo pi rigido (p diminuisce).
Per la vite quindi cautelativo assumere sempre il carico come se
fosse applicato al sottotesta (A).
Con il carico non sottotesta (B) potrebbero insorgere problemi sul
carico minimo sul pezzo Fp,min perch aumenta la possibilit di un
distacco (Fp,min=0) e in questo caso tutto il carico graver sulla
vite (assolutamente da evitare, vedi pag. 44).
vite (A)
Fv , Fp
vite (B)
Fv,lim

C
pezzo
(B)

Fp,min

C
pezzo
(A)
u

ECM - Collegamenti filettati

47

CASI PARTICOLARI Elemento elastico tra i pezzi


Linserimento di un elemento elastico fra i pezzi, p.e. una guarnizione,
comporta un aumento molto elevato della deformabilit del pezzo p e
quindi il carico esterno sar sopportato quasi interamente dalla vite
(pericoloso per la vite).
Fv , Fp
C Cv C
Fv,lim

Cp

u
ECM - Collegamenti filettati

ECM - Collegamenti filettati

48

Possibile
rimedio:

Fv , Fp

Fv,lim

Fp
Fe
ECM - Collegamenti filettati

49

VITI CON CARICO TRASVERSALE


Le viti non devono lavorare a taglio perch nel caso di movimento
relativo dei pezzi serrati, oltre alla sollecitazione a taglio si genera
unelevata sollecitazione di flessione.
Nel caso (frequente) in cui le viti siano utilizzate per prevenire
movimenti reciproci trasversali si possono utilizzare 3 soluzioni
diverse:
1. viti passanti: si deve garantire una forza di attrito fra le parti
sufficiente a impedire il movimento reciproco,
2. viti con gambo calibrato,
3. inserzione di bussole che sopportano lo sforzo di taglio.

ECM - Collegamenti filettati

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50

1. Viti passanti
FT

F p,min

FT
CS
fn
m

FT forza trasversale totale

fFp,min

CS coeff. di sicurezza (1.25 1.6)


f coeff. di attrito
n numero di bulloni
m superfici fra i pezzi (es.1)

51

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2. Viti calibrate
Sono molto costose.
Sono calcolate come se fossero chiodi.

FT

Taglio :
FT
FT 4

amm
mn
m n d
2
A

FT

Pressione
specifica
F :
T amm
ds
amm 0.4 0.6 Rp 0.2
amm 0.75 0.6 Rm
(materiale della vite)

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52

3. Bussole
Sono calcolate come chiodi (cavi).
FT

Taglio
:
FT

mnA

de di

FT 4

m n (d
e

am
m

d )2
Pressione specifica:
FT
Lp

FT

am
m
de p
L
amm 0.4 0.6 Rp 0.2
amm 0.75 0.6 Rm
(materiale della bussola)

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53

DISPOSITIVI ANTISVITAMENTO (cenni)


Lo svitamento spontaneo della vite in condizioni statiche impedito
se langolo dellelica minore dellangolo di attrito vite-madrevite
(m<. Sotto lazione di sovraccarichi, vibrazioni, scosse si pu
comunque avere uno svitamento.
Spesso si utilizza il sistema dado-controdado.
E possibile anche applicare prodotti adesivi frenafiletti.
Esistono dispositivi unificati contro lo svitamento:
Rosette elastiche UNI 1751 (1988)
Rosette con nasello UNI 6599 (1969)
Rosette con linguetta UNI 6600 (1969)
Piastrine UNI 6601 (1969)
Dadi esagonali ad intagli UNI 5593-5594-5596
Dadi esagonali autobloccanti (unificati in campo aerospaziale)
UNI EN 3377 - UNI EN 3723 (1996)
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54

Sistema dado-controdado
Serrando il controdado, il dado viene progressivamente scaricato e si
inverte il contatto tra i filetti della vite e del dado.
La parte di vite fra il dado e il controdado si comporta come una
molla che impedisce il movimento (aumenta la forza dattrito).

1) Dado serrato,
primo contatto dado-controdado

2) Controdado serrato

55

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Spesso si utilizzano dadi e controdadi di altezza diversa; dato che il


carico prevalentemente sopportato dal controdado questultimo deve
essere di altezza maggiore rispetto al dado.

SI

NO
dado
controdado

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