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5.

UNIONI SALDATE
Il collegamento per saldatura si basa sul principio di creare la continuit tra due pezzi da unire mediante fusione. Vantaggi: - minor costo rispetto alla bullonatura - strutture pi monolitiche e continue - semplicit e minor ingombro dellunione - minor peso della struttura Svantaggi: - maestranze pi specializzate - necessit di controlli in superficie e in profondit - apporto di calore con conseguenti stati di coazione - possibile presenza di cricche Per la difficolt della loro esecuzione in opera le istruzioni CNR consigliano di studiare il progetto in modo tale da limitare la loro realizzazione al di fuori delle officine e da evitare la concentrazione di saldature in zone ristrette. Nella saldatura ossiacetilenica la fusione del materiale prodotto dalla combustione dellacetilene (C2H2) con lossigeno (temperatura della fiamma 3100). Il materiale di apporto per il collegamento formato da una bacchetta metallica che viene fusa assieme al materiale base. E il primo procedimento industriale, oggi in disuso. Il metodo maggiormente utilizzato in tutte le applicazioni delle strutture in acciaio la saldatura ad arco.

Fig. 1.5
La sorgente termica costituita dallarco elettrico che, scoccando tra lelettrodo, manovrato dal saldatore mediante la pinza porta-elettrodi, ed il materiale base, sviluppa il calore che provoca la rapida fusione sia del materiale di base che dellelettrodo. Lelettrodo costituito da una bacchetta cilindrica (lunga 350-450 mm) con un rivestimento la cui fusione genera tra laltro del gas per la protezione della zona in cui scocca larco e del bagno. Il materiale di rivestimento dellelettrodo, di peso specifico minore, tende a galleggiare sul cordone di saldatura ed ha la funzione di ridurre lossidazione e la rapidit di raffreddamento. In funzione dei componenti del rivestimento si hanno elettrodi basici, acidi e cellulosici da impiegarsi per varie condizioni (UNI 5132). Durante una passata di saldatura, la profondit dello strato fuso si chiama penetrazione della saldatura. Per ogni passata necessario rimuovere lo strato di scoria. Il materiale di apporto ha in genere una composizione un po diversa dal materiale base e nella zona fusa i due materiali sono mescolati tra loro.

Unioni chiodate e bullonate

Fig. 2.5

5.1 Difetti della saldatura


Le diverse passate producono cicli termici con elevata velocit di raffreddamento, che portano ad effetti simili alla tempera con zone ad elevata durezza che possono originare delle cricche a freddo. Le cricche a freddo possono essere ridotte preriscaldando il materiale base. Altra causa di cricche dovuta alla presenza di impurezze nella zona fusa.

Fig. 3.5
Oltre alle cricche altri difetti sono le soffiature (inclusioni di gas allinterno del cordone), cavit localizzate, mancanze di penetrazione e di fusione al vertice degli smussi e al cuore.

Fig. 4.5
Il mezzo pi comune per rilevare i difetti interni di una saldatura lesame radiografico con raggi X o raggi gamma (i difetti appaiono come macchie pi scure) Altri metodi di esame sono gli ultrasuoni (riflessione delle onde), lesame magnetoscopico (crea un campo magnetico e impiega polveri magnetizzabili), liquidi penetranti (penetrano nelle cricche e vengono evidenziate da un liquido rivelatore successivamente applicato dopo unaccurata pulizia). Il raffreddamento produce altri fenomeni: - la deformazione dei pezzi saldati - linsorgere di stati di tensione dovuti alle deformazioni termiche impedite (tensioni residue)

Unioni chiodate e bullonate

Fig. 5.5

5.2 Classificazione delle saldature


Le saldature si classificano in funzione: - della posizione (fig. 6.5a) saldature in piano saldature frontali saldature in verticale saldature sopratesta (quando le passate sono effettuate su un piano sopra la testa delloperatore) - della posizione reciproca dei pezzi (fig. 6.5b) - nei giunti testa a testa le smussature devono creare un vano accessibile su tutto lo spessore, le saldature si distinguono in funzione della preparazione dei lembi (fig. 6.5 c) - della sezione finale del cordone (fig. 6.5 e) piana concava convessa - della direzione delle forze agenti (fig. 6.5 f) laterali frontali obliqui

Unioni chiodate e bullonate

Fig. 6.5

Fig. 7.5

Esistono due classi di qualit per le saldature: - saldature di I classe: i giunti devono essere eseguiti con particolare accortezza e in grado di soddisfare ai controlli radiografici richiesti dalla UNI 7278 - giunti di II classe: soddisfano condizioni meno severe (UNI 7278) In ogni caso richiesta leliminazione di ogni difetto al vertice prima di effettuare passate successive. I giunti a completa penetrazione realizzano la effettiva continuit tra le parti collegate. I cordoni frontali, laterali e dangolo determinano una deviazione e una concentrazione delle isostatiche che costituiscono punti di innesco per le rotture a fatica.

Unioni chiodate e bullonate

Fig. 8.5

5.3 Calcolo della resistenza delle saldature


Ai fini delle verifiche di resistenza le Norme fanno riferimento a due categorie: - giunti a completa penetrazione - giunti con cordoni dangolo

Fig. 9.5

Unioni chiodate e bullonate

5.3.1

Giunti testa a testa od a T a completa penetrazione

Fig. 10.5

Per sollecitazioni composte deve risultare:

id = 2 + // 2 // + 3 2
dove:

fd (I classe) 0.85 fd (II classe)

la tensione di trazione o compressione normale alla sezione longitudinale della saldatura // la tensione di trazione o compressione parallela allasse della saldatura

la tensione tangenziale nella sezione longitudinale della saldatura.

5.3.2

Giunti a cordoni dangolo

Per il calcolo delle tensioni derivanti da azioni di trazione o compressione normali allasse della saldatura o da azioni di taglio secondo detto asse, deve essere considerata come sezione resistente la sezione di gola del cordone di saldatura; ai fini del calcolo essa ha come lunghezza L quella intera del cordone, purch questo non abbia estremit palesemente mancanti o difettose, e come larghezza a laltezza del triangolo iscritto nella sezione trasversale del cordone (fig. 11. 5) Eventuali tensioni // di tazione o di compressione presenti nella sezione trasversale del cordone, inteso come parte della sezione resistente della membratura, non devono essere prese in considerazione ai fini della verifica del cordone stesso.

Unioni chiodate e bullonate

Fig. 11.5

Il calcolo convenzionale delle tensioni deve essere eseguito ribaltando su uno dei lati del cordone la sezione di gola. La tensione risultante dalle azioni esterne sulla sezione di gola deve essere scomposta secondo tre direzioni ortogonali nelle componenti di modulo , , // come indicato in Fig. 12.5.

Fig. 12.5

Per la verifica i valori assoluti delle componenti di tensione

//

devono soddisfare le

seguenti limitazioni allo stato limiye ultimo:

2 + 2 + // 2
+

0,85 fd per lacciaio Fe 360 0,70 fd per lacciaio Fe 430 ed Fe 510

fd per lacciaio Fe 360 0,85 fd per lacciaio Fe 430 ed Fe 510

5.4 Unioni per contatto


E ammesso limpiego di unioni per contatto nel caso di membrature semplicemente compresse, purch, con adeguata lavorazione meccanica, venga ssicurato il combaciamento delle superfici del giunto.

Unioni chiodate e bullonate

5.5 Effetti delle sollecitazioni 5.5.1 Sollecitazione di trazione

Le sollecitazioni si calcolano in modo diverso a seconda del tipo di saldatura: - cordoni laterali F 1 F // = = 2 2La 4La

Fig. 13.5 - cordoni frontali


= =

F 2La

Fig. 14.5 - cordoni inclinati: F scomposto in N e V: N = F sen ; V = F cos Se la sezione di gola viene ribaltata nel piano verticale si ha: N V = // = 2La 2La
- combinazione di cordoni dangolo frontali e laterali: i cordoni frontali possono risultare meno duttili di quelli laterali, pertanto non sempre lecito sommare i loro contributi. La sperimentazione dimostra che la resistenza globale minore della somma delle resistenze dei vari cordoni frontali e laterali. E prudenziale quindi affidare lintero carico a uno solo dei due tipi di cordone. Se ci non possibile opportuno che sia rispettata la condizione: (Ballio)

L 60a

dove L la lunghezza dei vari cordoni ed a laltezza di gola

Unioni chiodate e bullonate

Fig.15.5
5.5.2 Sollecitazione di flessione e taglio

Anche qui ci sono diversi casi a seconda del tipo di saldatura: - cordone frontale e longitudinale V=F M = FL

M M 3FL = = 2 W 1 2 ah 2 ah 6 Per il taglio non si tiene conto della distribuzione reale delle , ma viene considerata uniformemente distribuita nella sezione di gola: F // = 2ah
max =

Fig. 16.5

- cordoni frontali trasversali: questo collegamento ha scarsa capacit di sopportare sforzi di taglio (fig. 17.5): FL M = abh = abh per il taglio si ha: F = 2ba

Unioni chiodate e bullonate

Fig. 17.5

- combinazione di cordoni frontali, longitudinali e trasversali: si prenda come esempio un collegamento di una trave ad I con una colonna (fig. 18.5). Si assume che lo sforzo di taglio sia sopportato dai cordoni dellanima (// = cost) e che il momento sia assorbito dai cordoni sia delle ali che dellanima ( anche possibile affidare ai soli cordoni delle ali gli effetti del momento). Per cui si ha nei cordoni A, B, C: F // = 2a 3 L 3 M max = W I punti pi sollecitati sono i cordoni esterni delle ali A e le estremit dei cordoni dellanima C.

Fig. 18.5

5.5.3

Sollecitazione di torsione, flessione e taglio

Metodo semplificato del momento polare Si ribaltano le sezioni di gola sul piano di giunzione dei pezzi, si considera come centro di rotazione il baricentro G di tali sezioni ribaltate e si calcola il momento dinerzia polare I0 rispetto a G. Per effetto della torsione la tensione tangenziale massima agisce nel punto pi distante da G e vale: Tr max = max I0

Fig. 19.5
Scomponendo max nella direzione parallela ed ortogonale allasse della saldatura si ottengono // e . Nel caso di due cordoni paralleli si ha: Momento Torcente = La//(h+a) Unioni chiodate e bullonate 10

Studiamo i tre casi principali: - Cordoni laterali:

Fig. 20.5

Il momento torcente nelle saldature vale M = Fe La forza di taglio vale F


// = Fe Lah

F 2La

- Cordoni frontali:

Fig. 21.5

Il momento torcente nelle saldature vale M = Ve e la relativa // = La forza di taglio vale F e la relative // = Da cui // = // + // - Due cordoni laterali e due frontali:
F 2La

Fe zLa

Fig.22.5

Leffetto del taglio fatto assorbire dai cordoni frontali (verticali) e il momento equilibrato dalle due coppie generate dai cordoni. Per il momento si ha: Fe = a1L1L// + a2L2h// // =

Fe a 1 L1 L + a 2 L 2 h

( la // dovuta alla torsione uguale nei due cordoni).

Unioni chiodate e bullonate

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Per il taglio si ha:

// =

2 L1a 1

Quindi sui cordoni laterali (orizzontali) // = // sul cordone frontale (verticale) pi sollecitato // = // + // Questa ripartizione ha il vantaggio di equilibrare le azioni esterne con solo //. Altre ripartizioni sono possibili (ad esempio facendo riferimento al metodo del momento polare). Nel caso di tre cordoni (2 orizzontali e 1 verticale) il momento equilibrato dai due cordoni orizzontali, il cordone verticale equilibra il taglio (il momento calcolato rispetto al cordone verticale).

- Sezioni a cassone:

Fig. 23.5

Se il profilo a cassone saldato lungo tutto il perimetro le tensioni tangenziali possono essere calcolate con la formula di Bredt: Mt // = 2Aa dove A larea delimitata dagli assi dei cordoni di saldatura rispetto al baricentro delle saldature

A G a
Fig. 24.5

Unioni chiodate e bullonate

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6. COLLEGAMENTI
Le giunzioni tra membrature possono essere interamente saldate o bullonate, oppure in parte saldate ed in parte bullonate. In base a ci si pu fare una prima distinzione tra collegamenti in base alla sua reversibilit: - sistemi scioglibili: bulloni, perni - sistemi non scioglibili: chiodi, saldature, adesivi Lo sforzo del progettista quello di realizzare collegamenti semplici al fine di ridurre i dettagli costruttivi che incidono sul costo della giunzione e che non sono determinanti nel comportamento della giunzione. Dal punto di vista statico i collegamenti si dividono in: - articolazioni: permettono spostamenti mutui tra i pezzi collegati - giunti a parziale ripristino: consentono di trasmettere da un elemento strutturale allaltro solo una parte delle componenti di sollecitazione resistenti (M, N, T, Mt) che ha lelemento strutturale pi debole - giunti a completo ripristino: permettono di trasferire da un elemento allaltro tutte le risorse di resistenza e quindi non devono essere considerati punti di debolezza Per i giunti a parziale e completo ripristino importante valutare la duttilit cio la capacit di deformarsi in campo plastico senza giungere al collasso. La duttilit del giunto condiziona la duttilit di insieme della struttura.

6.1 Articolazioni
Le articolazioni si suddividono in: - Articolazioni a perno:

Fig. 1.6 a. a piatto lavorato b. a piatto rinforzato con due guance saldate c. cerniera complessa Il calcolo comporta problemi di contatto tra le superfici e lo studio della diffusione degli sforzi nelle piastre.
- Articolazioni per contatto: si distinguono in due tipi: d. il contatto avviene tra superfici di cui almeno una curva (fig. 2.6. a, b)

Fig. 2.6

Composizione strutturale

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Fig. 3.6

e. il contatto avviene tra una piastra ed un piatto di coltello

Fig. 4.6

f.

articolazioni in materiale sintetico:

Fig. 5.6

Tra le piastre metalliche viene interposto uno strato di gomma (neoprene). Esso permette scorrimenti e rotazioni tra i due elementi. Per realizzare articolazioni con piccolo attrito si pu impiegare uno strato di teflon.
Composizione strutturale 14

Le pressioni di contatto, calcolate mediante le formule di Hertz, devono risultare: - per contatto lineare l 4 fd - per contatto puntuale p 5,5 fd Le formule delle pressioni di contatto sono riportate nella norma CNR-UNI 10011 (5.6.2) Nel caso in cui la localizzazione della reazione dappoggio venga ottenuta mediante piastre piane la pressione media di contatto superficiale deve risultare s 1,35 fd

6.2 Giunti tesi


Possono essere con saldatura a completa penetrazione (fig. 6.6.a) o con coprigiunti saldati (fig. b) o bullonati (fig. c). Nella figura d, e, f invece le giunzioni di profilati avvengono tramite fazzoletti.

Fig. 6.6

Gli elementi tesi possono essere collegati mediante giunti flangiati (Fig. 7.6)

Fig. 7.6

I possibili meccanismi di rottura sono descritti nella Fig. 8.6.


Composizione strutturale 15

caso a: la flangia ha deformazioni flessionali piccole rispetto alla deformazione dei bulloni che saranno pertanto sollecitati dallo sforzo N = F/2 e la flangia dovr sopportare il momento M2 caso b, c: lo sforzo nei bulloni sar N = F/2 + Q e la flangia sar sollecitata dai momenti M1 ed M2.

Fig. 8.6

Nei collegamenti con coprigiunti tra due profilati, opportuno distribuire le varie unioni in modo da deviare il meno possibile il flusso delle tensioni. Esempi di profilati tesi:

Fig. 9.6

Particolare attenzione va posta con i profilati a L ed a C.

6.3 Giunti compressi


Quando i collegamenti interessano profili danima di sezione uguale o poco diversa i giunti sono semplici e possono essere saldati a completa penetrazione (b), bullonati (c), per contatto bullonati (d) o per contatto saldati (e).

Composizione strutturale

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Fig. 10.6

Se le sezioni delle membrature collegate sono di dimensioni diverse bisogna interporre una piastra di adeguato spessore (proporzionale a quello degli elementi da collegare). Il giunto pu cos risultare saldato di testa (g), con cordoni dangolo (h), a contatto (i). In caso di variazioni di sezione importanti occorrono opportuni accorgimenti (m,n).

6.4 Giunti di base


Riguardano il collegamento tra acciaio e calcestruzzo, tipico il giunto di base delle colonne. Il collegamento pu essere compresso, pressoinflesso con sforzo tagliante oppure anche teso. I problemi del giunto di base sono: g. la verifica delle dimensioni geometriche in pianta della piastra h. il dimensionamento dei tirafondi di ancoraggio i. la trasmissione delle azioni taglianti
6.4.1 Base La pianta di base calcolata in funzione dello sforzo normale e del momento flettente. La sezione deve essere considerata reagente solo a compressione e si pu ammettere una distribuzione lineare delle tensioni.

Composizione strutturale

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Fig. 11.6

Per la resistenza del calcestruzzo si fa riferimento alle regole del cemento armato. Per la regolazione in altezza degli elementi metallici sempre necessario lasciare una tolleranza in elevazione dellordine di 5 cm che successivamente verr riempita di malta espansiva. La piastra di base pu essere irrigidita con costolature.

Fig. 12.6

Composizione strutturale

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6.4.2 Tirafondi I tirafondi possono essere suddivisi in: - tirafondi annegati nel getto (a) - tirafondi ad uncino (c) - tirafondi a martello (d)

Fig. 13.6

6.4.3

Equilibrio del taglio

Le azioni taglianti possono essere equilibrate: - mediante tirafondi, che in questo caso devono essere verificati come bulloni - per attrito col calcestruzzo, assumendo un coefficiente di attrito dellordine di = 0.4 (deve quindi risultare taglio diviso sforzo normale pari a 0.4) - mediante dispositivi opportuni (ad esempio incastrando il profilo nel calcestruzzo).

Composizione strutturale

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6.5

Giunti inflessi

I giunti inflessi possono trovarsi in sezioni della trave oppure alle estremit. Possono essere a completo ripristino o a parziale ripristino.
6.5.1 Giunti intermedi

Fig. 14.6 Nella fig. 14.6 sono riportati alcuni esempi di giunti intermedi: giunto realizzato con cordoni di testa, a completo ripristino sia per il momento che per il taglio le ali sono saldate testa a testa e lanima collegata con coprigiunti bullonati analogo a b) ma i coprigiunti sono saldati giunto tutto bullonato collegamento flangiato (pu essere a completo o parziale ripristino) collegamento con coprigiunto bullonato nellanima (parziale ripristino)

a) b) c) d) e) f)

6.5.2

Giunti di estremit

Nella figura 15.6 sono riportati alcuni esempi di giunti di estremit: a) giunto saldato ripristina completamente la resistenza flessionale e tagliante delle travi collegate b) per evitare le saldature in opera di a) si saldano alla trave principale dei moncherini che vengono poi collegati con giunti bullonati c) analogo a b) d) lazione nella flangia inferiore si trasmette per contatto, mentre quella di trazione affidata al coprigiunto bullonato, anche il taglio affidato al coprigiunto bullonato e) a differenza del giunto d) il taglio non trasferito con un collegamento danima, la trave appoggia su una sedia realizzata con due angolari bullonati sulla trave principale.

Composizione strutturale

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Fig.15.6

Composizione strutturale

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Nella figura sono riportati altri giunti a parziale ripristino

Fig. 16.6 f) giunto flangiato g) attacco bullonato con squadrette realizzate con angolari (si tiene conto della sola azione tagliante). Il giunto simula una cerniera h) come il giunto g) per saldato dal giunto i) al n) sono tutte varianti, si comportano come cerniere. - Nei giunti con coprigiunto a totale ripristino flessionale il flettente deve essere suddiviso tra ali e d anima, lanima deve assorbire il taglio - Nel caso di giunti a parziale ripristino flessionale si attribuisce ai coprigiunti delle ali tutto il flettente ed a quelli dellanima il taglio - Nei giunti flangiati il taglio viene trasmesso da tutti i bulloni, il flettente equilibrato dai bulloni tesi e dalla zona compressa della flangia

Fig. 17.6

Composizione strutturale

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6.5.3

Giunti a squadretta

Sono a parziale ripristino e permettono la rotazione della trave collegata. Il calcolo del collegamento deve tenere conto delle due eccentricit e1 ed e2.

Fig. 18.6 I bulloni che collegano lanima della trave secondaria alle due facce 1 delle squadrette sono soggette al taglio V = R ed al momento torcente T1 = Ve1. Questi inducono una componente verticale V1 = V/2 e una componente orizzontale H1 = Ve1/h1 che impegnano su due sezioni i bulloni con la loro risultante:
2 R 1 = V12 + H1

I bulloni che collegano le facce 2 di ognuna delle squadrette allanima della trave principale sono soggetti al taglio V/2 e al momento torcente T2 = (V/2)e2. Questi inducono una componente verticale V2 = V/4 ed una orizzontale H2 =
V e2 che impegnano su una sola sezione i bulloni con la loro risultante: 2 h1
2 R 2 = V2 + H 2 2

6.6 Giunti trave-colonna

I giunti trave-colonna sono tipicamente sede di cerniere plastiche in un eventuale meccanismo di collasso della struttura. I nodi possono essere: - a completo ripristino - a completo ripristino delle sole capacit flessionali - a parziale ripristino con sufficiente capacit di rotazione Nella figura 19.6 sono riportati alcuni esempi di giunti trave- colonna: a) giunto a completo ripristino, interamente saldato. Sono presenti irrigidimenti b) giunto saldato, senza irrigidimenti. Pu risultare insufficiente la capacit di rotazione c) giunto flangiato con irrigidimenti d) i coprigiunti sono saldati alla colonna e bullonati alle ali delle travi. Lanima collegata con giunti a squadretta e) la squadretta del punto d) sostituita da un appoggio a sedia e il coprigiunto in zona compressa da un giunto per contatto f) per agevolare il trasporto si possono realizzare coprigiunti bullonati sia alla trave che alla colonna come nel caso f)

Composizione strutturale

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Fig. 19.6
6.6.1 Giunti pendolari

Sono nodi che possono essere assimilati a una cerniera (trasmettono momenti flettenti limitati)

Fig. 20.6 trave continua con giunti flangiati delle colonne attacco a squadretta attacco a squadretta attacco flangiato appoggio a sedia. Deve sempre essere presente la squadretta collegante lanima o lala superiore della trave per prevenire il ribaltamento f) variante del giunto a sedia g) variante del giunto a sedia h) attacco trave - colonna dove convergono diagonali di controvento
a) b) c) d) e) Composizione strutturale 24

6.6.2

Possibili cedimenti della colonna

Fig. 21.6

In corrispondenza del lembo compresso lanima pu cedere per snervamento o per fenomeni di instabilit locale b) in corrispondenza del lembo teso lala pu inflettersi o lanima pu staccarsi dallala c) il pannello compreso tra due irrigidimenti pu cedere per eccesso di taglio
a)

6.7 Travi reticolari piane

Nella forma pi semplice sono composte da aste corrente e aste di parete. Ladozione di coppie di profilati collegati tra di loro con imbottiture o calastrelli mediante i fazzoletti dei nodi

Fig. 21.6

Composizione strutturale

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Tendenza attuale quella di realizzare reticoli semplici con il minor numero di nodi e preferenza per le travi con i correnti paralleli o ad andamento trapezio. Nel caso di travi reticolari semplicemente appoggiate, conviene assumere laltezza della trave pari a 1/8 1/10 della luce, al fine di limitare lentit delle frecce. Se la trave continua laltezza pu essere ridotta fino a 1/16 della luce. Si possono assumere le seguenti ipotesi: - le aste sono vincolate ai nodi con cerniere senza attrito - le aste sono rettilinee e le loro linee dasse passano per i centri delle cerniere - le linee baricentriche delle bullonature e delle saldature a cordone dangolo coincidono con le linee dasse delle aste - le forze agenti sono applicate ai nodi Con queste ipotesi le aste sono soggette esclusivamente a sforzo normale. E frequente tuttavia il caso di giunzioni in cui il baricentro degli elementi di connessione (chiodi o bulloni) non si trovi sullasse dellasta. Nei casi in cui leccentricit sia elevata, bisogna tenere conto della flessione secondaria che si produce.

Fig. 22.6

I bulloni dovranno assorbire lazione tagliante T1 parallela allasse dellasta e quella T2 = Ne p congruenti alleccentricit e. Le prime travi reticolari saldate si distinguevano da quelle chiodate solo per la sostituzione delle saldature ai chiodi. La successiva eliminazione di elementi intermedi di unione ha permesso di conseguire riduzioni di peso e minori costi. Nella composizione delle aste di corrente si cerca di ottenere sviluppi laterali adeguati allattacco delle aste di parete senza fazzoletti intermedi.

Fig. 23.6

Di uso abbastanza corrente sono i tubi quadri e rettangolari che permettono un elevato rendimento, determinante per il minor costo. Per i nodi una volta venivano usati i fazzoletti, attualmente preferibile lattacco diretto mediante saldatura.

Fig. 24.6

Composizione strutturale

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