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ARTE CONTEMPORANEA E

TECNICHE
A cura di Silvia Bordini

PARTE PRIMA Rivoluzioni e cesure, tradizione e modernit. Le


ricerche della prima met del Novecento

TECNICHE E MATERIALI NUOVI NELLE AVANGUARDIE


STORICHE

COLLAGE
Le avanguardie degli anni dieci rappresentano nella storia dellarte una frattura
linguista e concettuale, legata alla diffusione dellindustrializzazione,
allincubazione della societ di massa, alle scoperte scientifiche, alla fotografia
e al cinema.
Assumono statuto artistico i materiali bruti e li oggetti quotidiani, nascono
nuovi generi come lopera ambiente. Una tale libert espressiva segnata
da una crescente autonomia individuale , spesso volta a scandalizzare e ad
infrangere qualsiasi ortodossia.
Il collage la prima innovazione tecnica che le avanguardie introducono.
Composizione: frammenti di carta e utilizzo di diversi materiali, prelievo di
elementi extra-artistici e il loro montaggio su carta. La tattilit un effetto
preponderante sullosservatore, che evoca mimetismo.
Metodo di lavoro: sottrazione e addizione di materiali, con composizioni di tipo
figurativo, geometrico, narrativo e simbolico, sullutilizzo ritmico delle forme o
sulla loro composizione.
Il collage nega la manualit propria dellutilizzo di lavoro, finalizzandosi sul
significato proprio dei materiale, che trasmettono una propria temporalit.
Primi utilizzi di collage come tecnica pittorica: 1912 con Pablo Picasso, e 1911
Portugais di George Braque. Introdussero nei loro lavori frammenti di carte che
mimano materiali di natura diversa, lettere e numeri stampigliati su tele per
Braque. Periodo analitico di transizione per il periodo sintetico Cubista.
ASSEMBLAGE
Termine che indica opere tridimensionali costituite da diversi materiali: oggetti
o frammenti, scarti; incollati, inchiodati o tenuti insieme in vario modo.
Fu Jean Dubuffet nel 1954 a proposito di statuette fatte di carta pesta a
utilizzare per la prima volta il termine. Ma con la mostra The art of
Assemblage che il termine sintetizza pratiche artistiche eterogenee che vanno
dal collage agli ambienti.
Picasso nel 1912, realizza sculture in cui la scomposizione cubista dei piani, fino
ad allora praticata nel bronzo, si associa alluso di materiali eterogenei, come
frammenti di modanature di legno dipinto e stoffa. Picasso affronta gli stessi
temi e le stesse problematiche compositive in tutte le tecniche di cui si serve in
un dato momento.

Umberto Boccioni rivendica la primogenitura teorica del ricorso a materiali


anomali in scultura, e nel suo manifesto tecnico della scultura futurista
dellaprile 1912, elenca i materiali che concorrono allemozionalit plastica:
vetro, specchio, cemento, luce elettrica, etc.
Le sculture polimateriche di Boccioni esposte alla mostra parigina del giugno
1913 sono distrutte, rimane sono Dinamismo di un cavallo in corsa 1914-15.
composto in legno, carta, cartone, ferro stagnato e rame sui quali lartista
interviene con vernici, colori a olio e tempera.
Assemblage pi noto del Novecento: LEsprit de notre temps realizzato
da Raoul Hausmann nel 1919.
Lassemblage diventa una delle soluzioni tecniche pi vitali di tutta larte del
Novecento, attraverso cui la scultura sfrutta leconomicit dei materiali e del
procedimento, le possibilit espressive e sperimentali di oggetti di recupero e
delle loro associazioni.
Kurt Schwitters autore dellassemblage pi celebre e sfuggente di tutta la
storia darte contemporanea. Il Merzbau (1923-48), scultura astratta (cubista
con Aspetto costruttivista) in cui le pareti e le scultureappese sono inizialmente
rivestite con ritagli di giornale, poi legati tra loro. Ma con il tempo lambiete
perde laspetto dadaista, e ricopre linsieme con una patina bianca,
lilluminazione viene modificata con il variare della composizione. I piani
immaginari indicano direzioni e movimenti nella stanza e si interrompono nel
vuoto.
PARTE SECONDA SPERIMENTAZIONI NELLA SECONDA
NOVECENTO. DENTRO E OLTRE LIMMAGINE

Al di l della pittura

MET DEL

Max Ernst contribu con la sua incessante sperimentazione di tecniche


artistiche, sperimentando:
Frottage = strofinamento, tecnica
Grattage = variante del frottage
grafica
Metodo che esclude qualsiasi scelta Raschiamento dalla tela, tramite
mentale cosciente.
lutilizzo della spatola, colori ancora
Sovrapposizione di fogli di carta e
freschi
foglie dalbero, in cui viene poi
sfregata la superficie con lutilizzo
di diversi materiali
Decalcomania: viene riscoperta questa tecnica e risperimentata nel
periodo surrealista, ma proprio Marx Ernst a sperimentarla e a realizzare la
sua opera pi convincente nel 1944, con loeil du silence.
Polimaterialismo in pittura: in parte discende dal collage e si
caratterizza come variante del quadro, le tecniche si contaminano, i
materiali e i metodi diversi sono applicati insieme.
SALDATURE
Picasso torna alla scultura nel 1928, quando ha lopportunit di collaborare
con lo specialista del metallo Julio Gonzales. Nascono cos sculture
ottenute con la saldatura autogena di fili e bacchette dello stesso metallo

(se invece si i metalli sono diversi bronzo, ferro, rame, alluminio si


parler di saldatura eterogenea).
Gonzales si afferma nel settore delle arti applicate, nella lavorazione
artistica del ferro, per la quale sono necessarie la padronanza del segno, la
coscienza delle propriet dei metalli e delle tecniche di formatura, forgiatura
e lucidatura.
Lavora con la lastra e la bacchetta di metallo, competenze che unite alla
mancata formazione tradizionale , hanno consentito di sondare territori
nuovi. Con la scultura saldata egli rinuncia alle masse, pur restando
figurativo.
Predilige il ferro, metallo tra i pi rigidi e le composizioni angolose.
La scultura saldata si diffonde nel secondo dopoguerra, perch si presta
meglio di quella monolitica al raggiungimento di una forma astratta e
allimpiego di metalli di recupero.

2. INNOVAZIONE NELLA TRADIZIONE


Nuovi artisti per una nuova societ

Il Bauhaus ha un piano pedagogico utopico, poich convivono da un lato una


teoria della figurazione spiritualistico-individualistica (klee e Kandinskij
per esempio) e unimpostazione materialistico-collettivistica, tecno-sociobiologica.
I principali obbiettivi del Bauhaus sono: accrescere lintuizione individuale
attraverso luso espressivo dei materiali, accrescere losservazione e il
senso tattile, cogliere analogie di intensit, accrescere lanalisi mentale che
controlla le sensazioni.
Ritorni allordine
Negli anni venti e trenta, in seguito al disordine delle avanguardie vi un
ritorno allordine: si regista un diffuso ritorno al quadro dipinto e alla
statuaria, riecheggiano richiami allantico, opere con maggiore compattezza
formale ed equilibrio, con un ritorno alluso del disegno che va
dallesaltazione della geometria alla copia dal vero.
Giorgio De Chirico, nel 1919 critica alcune sperimentazioni formali e
tecniche delle avanguardie, in particolare il collage, la scomposizione
cubista e il dinamismo futurista. Si fa portavoce di una pedagogia artistica
basata sul disegno, sul chiaroscuro e sul modellato. La prospettiva inoltre,
uno dei nuclei di interesse centrali per De Chirico, importante a livello di
indagine sulle tecniche tradizionali.
TECHINCHE TRADIZIONALI: la Tempera
Il termine indica la pittura con pigmenti in polvere , preliminarmente speniti
in acqua e uniti(temperati appunto) ad un agglutinante, dividendosi in:
Tempera magra
Tempera grassa
gomme, cere, albume e tuorlo
Aggiungendo olio (di lino, di
duovo, latte, lattice di fico.
papavero, di noce) aumenta la
presenza del rosso duovo e
aggiungendo gomme, resine e
vernici solubili in trementina.
Nel 1928, De Chirico, pubblica il Piccolo trattato di tecnica pittorica, apice
della sua riflessione teorico-pratica. Risultato di lunghe sperimentazioni alla

ricerca di una tempera che non scurisca dopo la verniciatura e che produca
un impasto resistente e unesecuzione pi larga.
Critica la completa libert artistica, ed esalta il ritorno alla bottega e
dellaccademia.
La pittura a olio moderna, persuade De Chirico nellaffermare che non ha
niente a che vedere con quella del rinascimento italiano, caratterizzata
dallutilizzo della tempera dolio, pi rapida nellessicamento e non presenta
il rischio dellingiallimento dei colori, per le ridotte percentuali di olio;
questultimo nemico della luce.
Kandindiskij sperimenta la tempera alluovo (e come legante caseina,
gomma arabica, cera o resine varie.

Pittura murale

Ritorno alla pittura murale in chiave moderna, per introdurre una


comunicazione su larga scala, non relegata al salotto borghese.
Triennale di Milano, 1933: vennero chiamati artisti a decorare le pareti
interne, non ancora asciutte, di un edificio moderno. Vennero preferite
sperimentazioni diverse e i risultati attirarono aspre critiche: alcuni ricorsero
alla pittura con colla di pesce o alla tempera alla caseina. Tempera alluovo
su pannelli di legno dipinti in studio e applicati gi pronti alle pareti; oppure
lutilizzo di un aggregante una soluzione di silicato di potassio.
Silicato: viene utilizzato da alcuni artisti per la rappresentazione del murale
alla triennale di Milano, materia di tipo vetroso, utilizzato senza diluirlo,
impastandovi colori e sovrapponendo pasta su pasta. Il silexore un
prodotto commerciale a base di silicato di potassio che fissa i colori con un
processo di vetrificazione; limpiego esclusivo di sostanze minerali
garantisce una resistenza allumidit e alla luce anche in esterni.
Fin dallOttocento, la pittura in silicato si rivel deludente per limperizia
degli esecutori e per le pareti spesso ancora umide.
Come composto laffresco: si basa su un processo di carbonazione
della calce presente nellintonaco: una reazione chimica legata
allasciugatura e che produce carbonato di calcio, cio una superficie
compatta e resistente che ha assorbito i colori al suo interno, fissandoli
stabilmente. I colori devono essere dati quando lintonaco ancora umido e
lessiccazione deve avvenire lentamente e in maniera uniforme.
Laffresco difficilmente riconducibile in et contemporanea proprio per la
tecnica di utilizzo.
Mario Sironi produsse unopera murale significativa per il numero e la
rilevanza delle imprese, e per la coincidenza con limpegno teorico e per il
serrato confronto con la committenza e gli architetti responsabili del
cantiere. Il richiamo con la tradizione, per esempio da Giotto e Michelangelo
fino al 700, continuo.
La scultura in taglio diretto
In questi decenni presi in esame la scultura rimane fedele alle tecniche
tradizionali: lartista esegue il modello definitivo in terracotta o gesso e poi
la finitura superficiale dellopera compiuta: le proporzioni intermedie sono
affidate a maestranze specializzate che riportano sul blocco di marmo o di
pietra la forma e anche le dimensioni se si tratta di un modello in scala. Si
procede successivamente al taglio, finitura dellidea. Anche la scultura in
bronzo affidata a fonditori specializzati.

Brancusi rappresenta unimportante eccezione perch procede con il taglio


diretto, andando dal blocco alla forma, aiutandosi a volte segnando i
contorni delle figure con il gesso.
Per alcuni studiosi il diverso utilizzo dei materiali corrisponde a una diversa
importanza del soggetto, Brancusi utilizza ogni materiale con estrema cura,
lucida le statue per captare le luci, ombre e minimi movimenti attorno.
Lavora: il marmo, lonice, labastro, il granito nero, la pietra calcarea, il
legno di quercia, di acero e di noce.
Lartista esegue o controlla di persona tutte le fasi della lavorazione, i
materiali devono conservare la loro natura in tutte le fasi della lavorazione.
Parte seconda Sperimentazioni nella seconda met del
Novecento. Dentro e oltre limmagine.

3. NUOVI MATERIALI
Trasparenza, leggerezza, metamorfosi: la scultura e le
materie plastiche
MATERIALI PLASTICI
Polimeri sintetici: intervengono nella produzione di sostanze diverse,
dalle vernici alle colle, dai materiali per le costruzioni agli oggetti
domestici.
naturali
semisintetici
sintetici
corno, ambra, gomma
derivati dalla
(derivati dal petrolio, il
naturale, cellulosa,
modificazione chimica
primo dei quali il
bitume ecc.
di polimeri naturali
Bakelite(inventata nel
(come la celluloide
1907, fenolo e
prodotta in usa dal
formaldeide) e i vari
1870, che un nitrato
PVC,
di cellulosa)
polimetilmetacrilato,
polistirene, polietilene,
poliammide,
poliuretano, poliestere.
La ricerca scientifica e industriale sulle materie plastiche inizia negli anni
Venti, mentre la seconda fase parte dagli anni Cinquanta.
Costituzione: lunghe catene di molecole(dette macromolecole o polimeri)
di cui lelemento chimico costante il carbonio(per questo si trovano anche
in natura). Si distingue tra:
Termoindurenti
Termoplastiche
Una volta modellate con il calore
Possono essere rimodellate tramite
mantengono definitivamente la
il calore
forma
Aspetti estetici dei materiali derivati: opaco, morbido, duro,
trasparente.
- Sotto stato liquido o di schiuma, in lastre rigide, in fogli trasparenti,
posso anche essere tessuti, ecc.
Naum Gabo e Anton Pevsner sono i primi artisti ad usare le plastiche
sintetiche, fanno parte del Costruttivismo, di formazione scientifica il primo

e artistica il secondo. Le sculture sviluppano una nuova idea di spazio,


giocata su effetti del vuoto, della trasparenza, dei riflessi di luce. Le
caratteristiche della nuova arte affermano il valore della profondit come
unica forma spaziale pittorica e plastica; rinunciando alla scultura in quanto
massa.
Gabo in Costructed Head, 1917-1920, rifletteva sul risultato della scultura,
quale interazione della celluloide semitrasparente con le proiezioni
stereometriche.
Lapplicazione della stereometria si riscontra gi nelle prime costruzioni
antropomorfe (1915) in cui la figura risolta tramite piani secanti di
compensato o metallo sottile.
Lartista distingue il momento in cui la forma nasce come progetto dalla sua
realizzazione: nella prima fase procede a tentativi, con modelli di piccole
dimensioni, in carboncino colorato; ogni scultura subisce notevoli in
grandimensi con luso del planimetro , fino alla dimensione reale.
I materiali plastici rigidi, opachi o traslucidi, come il plexiglas, erano di
difficile reperimento nella Russia rivoluzionaria, dove la celluloide si importa
in europa dal 1926.
PLEXIGLAS: polimetacrilato di metile, infrangibile e dotato di una
trasparenza e luminosit eccezionale. Negli anni trenta diverse industrie
chimiche arrivano alla produzione dei primi tipi di PMMA, facendo
convergere le ricerche sui derivati del petrolio con quelle sui polimeri
acrilici; pu essere colorato e si combina con altre materie sintetiche.
AUTORI CITATI: Gino Maotta, Gabo, Sante Monachesi.
GOMMAPIUMA: poliuretano espanso flessibile, prodotta
industrialmente con diverse caratteristiche. Il colore pu essere ottenuto
con pigmenti in emulsione vinilica o acrilica, con aggiunta della gomma
sintetica con lo stabilizzante e dellossido che filtra i raggi ultravioletti. Si
tratta di una vernice che protegge dalla depolimerizzazione.
AUTORI CITATI: Sante Monachesi, Piero Gilardi, Agostino Bonalumi, Giulio
Turcato.
POLISTIROLO o POLISTIRENE: ottenuto dalla polimerizzazione dello
stirene, prodotto industrialmente dal 1930, dagli anni cinquanta si impone
come uno dei tre polimeri pi diffusi; si presenta in blocchi bianchi compatti
ma friabili perch costituiti da minuti granuli. un materiale termoplastico
che fonde a bassa temperatura 80 gradi.
Difficolt di colorazione: la plastica reagisce ai diversi solventi presenti nella
maggior parte dei colori, Jean Dubuffet per esempio opta per i colori
vinilici Flashe.
Per la fragilit delle opere Jean Dubuffet impiega la resina epossidica, con
cui possibile eseguire sia un calco a dimensione naturale, sia
ingrandimenti anche monumentali.
Un altro uso del polistirolo in forma di perlinato.
AUTORI CITATI: Jean Dubuffet, Fabio Mauri.

I nuovi colori

I colori acrilici hanno una gamma cromatica diversa e pi brillante, non


sbiadisce nel tempo.
Fase pionieristica delladozione dei coloria a medium sintetico, 1930-65:
quattro le classii di resine sintetiche maggiormente usate come leganti:
- La nitrocellulosa o pirossilina

- La resina alchidica
- Il polivinilacetato (PVA)
- La resina acrilica.
Resine utilizzate dallindustria nella produzione dei colori(raramente
maneggiate dagli artisti): poliuretano, silicato di etile, resina
epossidica(epoxy) ecc.
Colorazione: con pigmenti artificiali o tradizionali + pigmenti organici di
sintesi (polveri simili ai minerali macinati, ma ottenute da molecole
organiche)
Commercializzazione: fine anni 50.
Smalti industriali metallizzati: colorati cio con polvere metallica, satinati e
con forte potere coprente.
SUPPORTI: tele sciolte, tessuti di recupero, nuove tele in cotone olona
(pollock) e demin (Clifford Still).
SUPPORTI RIGIDI LEGGERI: masonite, cellotex (pannelli di cellulosa pressata
industrialmente e con rivestimento in plastica).
SUPPORTI PLASTICI E IN ALLUMINIO: utilizzati in particolare da artisti di
formazione costruttivista e di area cinetica, neodadaista o pop.
PREPARAZIONE: prevale quella industriale con mestiche a base di resine
alchidiche modificate in olio e colorate con il bianco titanico, equivalente
tradizionale imprimitura con bianco di piombo, che asciuga pi
rapidamente.
COLORI FLUORESCENTI: a partire dagli anni 50 negli Stati uniti, molecole
organiche capaci di assorbire le radiazioni ultraviolette e di rilasciarle con la
lunghezza donda corrispondente alla tinta, ma con una luminosit
superiore. In Italia arrivano nel 50, impiegati nella segnaletica stradale e
nelle serigrafie pubblicitarie.
AUTORI CITATI: Wharol, Lucio fontana, Carla Accardi, Frank Stella e Peter
Halley.

Siqueiros e il Laboratorio sperimentale

Polimeri Sintetici, dopo il loro utilizzo per la costruzione di materiali plastici,


vengono impiegati per la produzione, come leganti di: vernici per automobili
e colori per ledilizia /arredamento. Costi ridotti, maneggevolezza, durata e
stabilit.
CELLULOSA: diffusa dagli anni Venti
Colori a base di NITROCELLULOSA: sono semisintetici, il nitrato di cellulosa,
addizionato a resine prima Naturali (come il copale, il mastice, alchidiche),
e quindi sciolto in solvente organico d vita a una sorta di lacca sintetica
impropriamente chiamata smalto quando colorata.
David Alfaros Siqueiros artista simbolo dellimpegno al servizio delle
ideologie rivoluzionarie del XX secolo. Ideologia: arte per le masse e che
appartenga loro fin dallorigine (dalla produzione quindi). Aggiorna forme e
temi in sintonia con la modernit.
TECNICHE DI PITTURA MURALE: spaziano dallencausto (Sistema di pittura
con i colori mescolati alla cera e che quindi per essere usati devono venir
liquefatti dal calore) allaffresco:
- Citt del Messico 1922-23: Siquerios lavora su pareti di Pietra o
mattone
- Los Angeles inizio anni 30:

California: si confronta per la prima volta con le superfici di cemento


idraulico e si rende conto che bisogna aggiornare gli strumenti: il
processo di cristallizzazione del pigmento a contatto con la superficie
infatti troppo rapido, costringendo lartista a procedere a zone
ridotte con laerografo.
- Uruguay 1932: espulso dagli USA per attivit politica sediziosa, in
Uruguay scopre le vernici a base di Nitrocellulosa, lassistente le
raffina e ottiene la pirossilina con il quale saranno realizzati la
maggior parte dei murales.
1948: tiene corsi allaccademia di Belle Arti di San Miguel de Allende, in cui
espone le proprie esperienze e riflessioni su questi temi, rivoluzionando la
didattica accademica della pittura murale. Considerazioni tecniche che
dellassunzione dello spazio architettonico integrale, spazio dinamico
costruito secondo forme geometriche che corrispondono ai percorsi dello
spettatore. Rivalutazione del lavoro di gruppo e predilezione di uno stile
realista.
Lo spazio si sviluppa in una versione tridimensionale della normale
scansione geometrica della superficie piana.
Siqueiros Experimental Workshop, New York 1936: struttura didattica
parte del programma di sostegno dellarte (WAP) varato dal presidente
Rousevelt.
Ricerca e indagine sulle possibilit aperte dai nuovi prodotti tecnologici.
Laboratorio in cui si utilizzano gli smalti alla nitrocellulosa Duco e le pitture
ai silicati, i supporti variano dal metallo, al legno e alla carta. Studio della
prospettiva cinetica. Siqueiros si focalizza sul miglioramento della qualit
dei colori, con esperimenti sulla durata delle tinte e sullaffidabilit dei
pigmenti. Nel laboratorio lavorano anche Morris Louis e Jackson Pollock.
Boston Paint Testing and Research Laboratory (1937-42): primo
laboratorio di ricerca specialistico. Gli scienziati testano nuove formule per
le pitture a medium sintetico e forniscono consigli tecnici agli artisti.
INTERRUZIONE DELLE ATTIVIT CAUSA GUERRA!!

International Klein Blu

DuPont (con i colori Duco) e Ripolin, anni 40: sostituiscono nelle loro vernici
la nitrocellulosa con le resine alchidice o ammino-plastiche (polimeri
poliesteri modificati con grande quantit di oli siccativi o semisiccativi).
Produzione che risale al 1927, in Europa dal 1950.
Gamma cromatica pi intensa e opaca, dato che tali resine potevano
assorbire una maggior carica di pigmento.
Modern Art in United States, 1956: diffonde tra gli artisti europei
linteresse per i nuovi effetti di superficie. Ma i veri divulgatori sono:
- William de Kooning: adotta gli smalti Duco bianco e nero, colori
fluidi che gli permettono leffetto cancellato della pennellata incisiva.
Aggiunge, in altre occasioni, cherosene o benzina ai colori a olio,
ottenendo una materia che si asciuga lentamente.
- Frank Stella
Qualit dei colori: diversa a seconda delle miscele che essi fanno in
proprio, tra pigmento e legante. questa una delle cause di sfogliamenti e
decoesioni di cui soffrono le opere di Mark Rothko, che adotta un colore
magro, cio poco legante.

Lartista ricerca un colore particolarmente puro e sperimenta soluzioni che


diminuiscano il ruolo del legante nella definizione cromatica, e vi riesce sia
nel caso dellolio sia con i colori sintetici, provocando per la perdita di
coesione. La luce penetra la superficie senza essere ostacolata dal medium
e colpisce le particelle di pigmento quasi individualmente provocando quel
particolare colore opaco, chiaro e risonante.
COLORI VINILICI DILUIBILI IN ACQUA, 1940: a base di acetato di
polivinile (PVA). Bisogna distinguere le soluzioni che asciugano
rapidamente ma restano solubili al solvente in cui sono disperse, rendendo
impossibile ridipingere, dalle emulsioni che non rappresentato tale
inconveniente.
Klein sperimenta olio, colla e leganti a base dacqua, ma dal 1954 grazie a
un suggerimento utilizza la resina sintetica prodotta industrialmente dalla
Rohne-Poulenc, il Rhodopas M6oA: un prodotto a base di alcool di etile puro
e acetato di etile, in cui sono disciolti dei grani di Rhodopas M (acetato
polivilinico). La resina artificiale Rhodopas, lasciando le superfici vellutate e
opache, permetta una libert totale ai minuscoli frammenti di pigmento
come li si trova nella forma in polvere.

Morris Louis e gli Acrilici

Le resine Acriliche sono usate nei colori sintetici, esistono soluzioni ed


emulsioni, il primo colore acrilico per artisti, noto come Magna. una
soluzione inventata negli USA, a fine anni quaranta, commercializzata dal
1953.
Legante: resina acrilica (polimetacrilato di butile)
Soluzione: termentina, evaporando da un film secco simile allolio, brillante
e rapido nellasciugatura.
Metodo innovativo di Morris: tela inclinata in cui fa scorrere i colori fluidi
sulla tela inclinata, i Velis, veli di colorore trasparente sovrapposti.
Viene influenzato da Helene Frankenthaler, in particolare da Mountains
and Sea (1952), in cui i colori ad olio, pi fluidi di quelli di Pollock,
espandono con risultati vicini a quelli dellacquerello. Eliminazione del
coinvolgimento personale, fisico ed emotivo dallopera.
Wet on Wet: sfrutta la tendenza delle tinte a mescolarsi cromaticamente
quando sono sovrapposte, perch solubili alla termentina, creando un tono
marrone caldo.
Dal 1954 usa praticamente solo i colori Magna, che dal 1958 inizia a
produrre colori aggiunti a una cera vergine, che danno pi corpo al colore e
rendendolo simile allolio.
Dal 1960 ottiene una formula personalizzata: met resina e met
termentina. Lassenza della cera facilita la separazione del pigmento dal suo
legante, che viene assorbito autonomamente dalla tela, vi possono essere
aloni privi di pigmento attorno al percorso della tinta.
La prima serie di emulsioni acriliche per artisti la Liquitex, minute goccioline
sospese nellacqua, una volta stesa sulla superficie, quando lacqua evapora
forma un film pittorico solido e flessibile.

Riletture: il Cemento, lo sbalzo, il pastello

Dal primo dopoguerra ledilizia adotta il cemento, le conseguenze sono una


necessit di aggiornamento delle tecniche e dei materiali per la pittura murale.
Diversi scultori lo utilizzano per le sculture, come Pablo Picasso e Giuseppe

Uncini. Questultimo fede al cemento e al ferro, caratterizza fin dal 1958 la sua
ricerca.
Carlo Lorenzetti, sceglie lo sbalzo, dal 1950, come principale tecnica
espressiva, in una rigorosa ricerca formale nellastrazione e nella lontananza
dalle politiche formali. Lo sbalzo consiste nel martellare dal retro la lamina per
farle assumere sul davanti la forma desiderata.
Dal 1970 adesirce a forme regolari e alla lavorazione industriali, utilizza la
tecnica dello sbalzo con lalluminio. I colpi sulla lastra sono paragonabili
allazione del modellare, alla ricerca dellimmagine.
Combina pi elementi ad incastro, intersecando piani e spazi, ottenendo un
elemento plastico-spaziale, e valori tridimensionali. Sperimenta metodi e
tecniche per il raggiungimento di quel vuoto tanto ricercato da diversi artisti
del secolo.
Il Pastello: tecnica che risale al 1500, su carta e tele fini. Utilizzata nel roccoc
e poi nella seconda met dellOttocento. In voga per le particolari cromie
opache e coprenti, e per le sue caratteristiche decorative dagli effetti lineari.
Prediletta dai simbolisti e postimpressionisti.
Henrie Roch produce 500 sfumature diverse di colore per ampliare la
gamma cromatica, 1960-1970.
4. Gusto e materia

Automatisti e dripping

Nel secondo dopoguerra si diffonde a livello internazionale uno stile chiamato


informale, che presenta nelle molteplici variazioni ed eccezioni un utilizzo di
materiali poveri e di scarto, in opere di lavorazione materica, in cui gli artisti
lasciano traccia del proprio agire fisico.
Si rigetta qualsiasi idea di progettualit e di rifiuto della forma, simbolo di
razionalismo.
Lautomatismo latto fondativo del surrealismo (1924): espressione
immediata, verbale o grafica del pensiero, libera da qualsiasi controllo della
ragione o da preoccupazioni estetiche.
Andrea Masson, sperimenta lautomatismo, prima ancora di incontrare Breton.
Lobbiettivo rendere la mano pi veloce del pensiero, senza che il moto sia
intercettato dalla cesura della coscienza. Losservatore spinto a sintetizzare
anche gli aspetti dinamici.
Dal 1927 realiza tele poste sul pavimento, e tramite lutilizzo della
colla(legante) vi getta sopra della sabbia(pigmento), che incorpora la tinta e la
texture. Traccia dei segni di ampie dimensioni, poi a freddo aggiunge dei tocchi
di colore. Forme nate libere da qualsiasi composizione.
Marx Ernst negli anni 40, aveva ideato una macchina con qui far scorrere il
colore da un recipiente, per ricoprire piccole tele. Chiamate allora oscillazioni
sono anche una delle prime forme di Dripping.
Pollock il primo a parlare, nel 1947 di dripping, verbo insolito per una
pittura che produce soprattutto effetti lineari: per la precisione si dovrebbe
parlare di colate, per includere la dimensione cinetica. Inizia a realizzarli nel
1943, ma dal 1947-50 che abbandona definitivamente il cavalletto, e inizia a

dedicarsi a tele di grandi dimensioni, che lavora fissandole alle pareti o per
terra.
Pittura rivoluzionaria che cambia il concetto di opera, perch diventa in tal
modo la traccia di un processo pi o meno controllato dallartista.
Number3: 1949 Tiger una delle prime opere di dripping praticato con le
pitture commerciali. I segni neri sono realizzati con un colore per tinteggiare in
soluzione oleoresinosa molto diluita, gli altri colori sono acrilici modificati in
olio, largento coloro a olio. I segni bianchi sono spremuti dal tubetto.
Tachisme termine con cui negli anni cinquanta la critica francese identifica un
tipo di astrazione, in cui la composizione si articola per macchie di colore
(tache=macchia) e pu essere ricondotta allinsieme degli automatismi
pittorici. Termine che designa una pittura informale in cui il caso gioca un ruolo
importante nella distribuzione di chiazze e schizzi di colore. I primi a farne uso
sono i pittori del gruppo CoBrA, ma linterprete pi noto George Mathieu,
che vi ricorre nel 1952. Egli pratica una polifonia di soluzioni tecniche per
distribuire liberamente il colore sulla superficie pittorica.

La pittura si fa materia

Durante la guerra era difficile procurarsi i tradizionali materiali di belle arti,


come per esempio per la produzione espressionista del gruppo CoBrA, a cui
appartengono un cospicuo numero di lavori che reimpiegano tele di lino o di
cotone provenienti da sacchi e lenzuola. Supporti anche di legno e compensato,
su cui venivano stese spesse preparazioni di colla mescolata a gesso. I colori
per imbianchino o decorato a olio, improvvisando dei colori a olio, mescolando
pigmenti con olio di pesce o altri oli a uso domestico.
Antoni Tapies, negli anni Quaranta(surrealismo), adotta dal 1953 impasti
terrosi, in cui la materia lavorata presenta solchi, grumi, spessori, canali, con
una predilezione per le cromie attutite, ottenute con laggiunta di sabbia,
gesso, calce o polvere di marmo alla resa sintetica.
Tele preparate industrialmente sulle quali stende polvere di marmo mescolata a
smalto alchidico, usato per la tinteggiatura di edifici.
Caratteristica dellinformale: rinnovato rapporto con la tecnica, che si
identifica con il processo costitutivo dellimmagine che consustanziale alla
materia impiegata.
Alberto Burri, i CRETTI: con la serie opere monocrome (bianche e nere) a
base di acrilicovinilico su cellotex. Il disegno delle fessure che varia per
profondit, funzione della diluizione della miscela, dello spessore dello strato
presente sul supporto, nonch dellessiccamento. Burri sottolinea che i
materiali non sono importanti semmai la trasformazione che essi subiscono
nelle mani dellartista che coincide con il loro diventare pittura.
Jean Fautrier crea opere la cui pittura grossolana e spessa, e la cui materia
conserva la propria natura terrena e fisica. Esasperazione della pittura a corpo,
dagli anni 40: in cui accumuli di materia densa e pastosa, appunto ottenuta con
strati spessi di colore a olio, tempera e polvere di pigmento mescolati a colla.
Materia lavorata a spatole e strumenti rigidi. La qualificazione cromatica risulta
sia da inchiostro, gouache o acquarello molto diluiti.
Fin dagli anni 40 incorpora nella pittura a olio i materiali pi diversi: catrame,
intonaco, fango, sabbia, ghiaia, cemento, gesso, polveri..

La materia distrugge qualsiasi forma: il materiale, non n loggetto n il


mezzo della creazione ma uneccitazione permanente dello spirito e della
curiosit.

Combustioni

Linformale ha uno statuto ambiguo tra figurazione e astrazione. Hanno


dimensione estetica anche i processi di combustione, cio interventi realizzati
attraverso il fuoco per lo pi con la fiamma ossidrica.
Aberto Burri realizza opere tramite lutilizzo delle combustioni dal 57-58, la
sua opera dal 55 invece caratterizzata dal degrado come fattore qualificante.
Carta e legno sono incollati con il vinavil al supporto di cellotex o alla tela, e poi
bruciati usando la fiamma ossidrica come se fosse un pennello che genera zone
di chiaroscuro. Dal 58 sperimenta con il cellophane trasparente: un film di
cloruro di polivinile(PVC) con cui lartista ricopre la tela che ha una spessa
imprimitura a base di gesso. Sotto leffetto del calore non si deforma n i
modella ma si distrugge. Modella manualmente i grumi e i buchi dopo tale
processo. Tale degrado per Burri un processo creativo.
Presta attenzione allequilibrio nella struttura in particolare alle zone non
toccate dalla fiamma.
Dagli anni sessanta vi un approccio pi libero ai materiali.
Altri artisti che utilizzano le combustioni e che vengono citati: Yves Klein,
Claudio Parmiggiano.

I gesti di Lucio Fontana

Ovviamente centrale nel vocabolario artistico dellinformale, il gesto con cui


infrange lo schermo visivo e concettuale della tela, negando bidimensionalit e
sfondando verso una dimensione indefinita.
Opere che vanno ricondotte al clima dello spazialismo, che declina in campo
teorico lentusiasmo per il progresso scientifico, dopo la seconda guerra
mondiale, rigore per la ricerca e a un approccio serrato con i materiali.
Dopo il rientro in Italia dal soggiorno Argentino, inizia dal 1949 le prime tele
forate, definite buchi, anche se il titolo concetto spaziale.
Dal 1951 Fontana usa anche la sabbia e/o i lustrini, dal 1954 a volte incolla
sulle tele frammenti di vetro colorato.
Dal 1958 inizia con i tagli, che sono vari e tra loro paralleli, quando si tratta di
un solo taglio, applica sul retro una garza nera. Tali rinforsi contrastano anche
le alterazioni meccaniche.
Trattamento diversificato del pigmento:
- Superfici lavorate con lanilina
- Con lidropittura
- Solo occasionalmente con lolio
- Lolio e lanilina.
Buchi = idea del cosmo, dimensione nuova e infinita.

Oltre linformale

Colorfield: Mark Rothko, Barnett Newman, Clifford Still e Ad Reinhardt


Harvard university 1962 e Rothko Chapel 1964-1970: i risultati pi straordinari

Dal 1949: lartista abbandona le tele preparate industrialmente, e imbeve il


supporto con una soluzione di colla di coniglio diluita, nella quale scioglie il
pigmento in polvere, sfondo dei colori che vengono applicati sopra.
Anni successivi: utilizzo delluovo e pigmento in polvere;
- colore a olio con termentina;
- colore acrilico diluito in acqua.
Obbiettivo: ricerca di una superficie opaca, i singoli grani di pigmento vengono
colpiti dalla luce creando una luminosit unica.
Piero Manzoni allinsegna dello sperimentalismo tecnico e pittorico tramite
una ricerca multiforme.
Dal 1959 i quadri intitolati Achromes sono costituiti da tela imbevuta da
caolino, un supporto ricoperto di un sottile strato di colla. Il titolo riassume sia il
monocromo idealmente privo di colore, sia un processo di sottrazione che si
condensa nella superficie anonima e argillosa.
Dal 1960 alcuni Achromes sono realizzati con i sali di cobalto bivalente (o
cloruro di cobalto) con i cui cristalli Manzoni ricopre direttamente la superficie
del quadro.
Enrico Castellani indaga il confine tra bidimensionalit e tridimensionalit.
Dal 1959 adotta un criterio compositivo in cui vuole concretizzare linfinito in
quanto esigenza spirituale, tramite lutilizzo di linee, ritmi ripetibili, superfici
monocrome.
Le Superfici sono costituite da chiodi che spingono la tela verso lesterno,
hanno la testa protetta da cappucci di plastica. La tela non preparata, prima
di essere tensionata sul telaio, bagnata con acqua e adesivo vinilico. I colori,
pur monocromi, variano dalle tempere alle aniline, dalle vernici allalluminio a
quelle metallizzate, dai colori a olio a quelli acrilici.

5. Ambienti e installazioni

Immergersi nellarte

Un ambiente un opera costruita con le tecniche pi diverse e che si


caratterizza per la dimensione architettonica, vale a dire un opera dentro la
quale il pubblico entra. Lartista organizza lo spazio tramite: dipinti, sculture,
luci, ombre, percorsi, suoni.
Klein nel 1958, nei 20 mq della galleria di Iris Clert, lassenza
paradossalmente la caratteristica essenziale. Contrappone il colore blu, in un
certo senso profano, al bianco immacolato della sala interna, che simboleggia
il luogo puro, in cui il pubblico si impregna di una dimensione intellettuale ed
emotiva. Lassenza di colore da sacralit allarte.
Pareti: bianco puro e misto a speciale vernice allalcool, acetone e resina
vinilica(che non uccide il pigmento puro fissandolo sul supporto) o acrilica.
Pinot Gallizio, Caverna dellantimateria, 1959: ambiente, inteso in senso
urbanistico, va sotto il nome di Situazionismo (1957-72).

Composta da 7 teli, che arrivano a misurare anche dieci metri, rimodulazione


dellambiente ma non alterazione. Ricerca emotiva ed intellettuale dellopera
(infatti anche definito un esperimento-performance).
I colori sono preparati con vinavil, sgocciolatura di resine plastiche, frottage,
pigmenti ad olio dati a corpo.

Identit multiple

Passaggio dalla dizione di ambiente a quella di installazione: fine anni 70.


Spaces, MOMA di New York, 1969: focalizzazione sulla specificit di queste
opere, che consentono allautore di influenzare, determinare e governare le
sensazioni dellosservatore.
Suddivisione in zone per artista: Dan Flavin, Robert Morris, Michael Asher.
Origini delle installazioni: Sculpture de voyage 1918, di Duchamp. Annodando
delle strisce di caucci fissate alle pareti e alle suppellettili della stanza.
Presenta due caratteristiche costitutive: dimensioni variabili e reversibili
dellopera.
Caratteristica di queste opere: adattabilit, il mutare nelle diverse occasioni
espositive.
Ilya Kabakov e linstallazione totale: ambiente immersivo in cui lo spettatore
si sente manipolato dallautore. Il modello la scenografia teatrale,
fondamentale per lo spettatore riconoscere la dimensione sociale
dellambiente. Installazioni nate da una concezione narrativa, strettamente
legata allimmaginario e alla realt quotidiana dellUnione sovietica.
Punto di vista operativo: disegno, pittura ad olio, assemblage e collage,
costruzioni, allestimento teatrale.
Arte concettuale: tramite il ricorso al racconto e alla mediazione linguistica.
El Lissitskij, lAmbiente dei Proun, 1923(Berlin): esempio di concezione
unitaria e attiva dello spazio, infatti secondo lapproccio morfologico dei
formalisti russi considera il cubo spaziale -come parte dellopera, lo quantifica
in maniera astratta con segni grafici (linee, superfici e volumi). Il visitatore
spinto dal dinamismo a muoversi allinterno del padiglione.
Inizialmente bidimensionali dai piani geometrici colorati, si sono trasformati in
costruzioni tridimensionali (di metallo e legno verniciati) che possono essere
fissate alle pareti, di cui eseguono landamento angolare, disponendosi
liberamente sul muro.
Dylaby 1962, Stedelijk Museum: esposizione, arte cinetica. Vengono
coinvolti diversi artisti nella costruzione di un labirinto caratterizzato da un
insieme di dispositivi di vario genere allinterno.
Lidea iniziale di Jean Tinguely, altri artisti che collaborano al progetto sono
Daniel Spoerri, Martial Raysse, Robert Rouschenberg.

Costruire/aderire allo spazio

Anni 70: aumento della produzione di opere che assomigliano a strutture


architettoniche. Metodo simile a quello dellarchitetto, fase creativa che si
riassume nellideazione progettuale dellopera, che si realizza con materiali e
tecniche industriali.
Dan Graham, uno dei maggiori esponenti di questo approccio, tra minimal art
e conceptual art. il pubblico diventa esso stesso oggetto dellopera.
Public Spaces/Two Audiences, Biennale di venezia, 1976: volume rettangolare
abitabile, suddiviso in due zone simmetriche attraverso una parete di vetro
isolante. La parete in vetro isola i due gruppi, ma li rende anche oggetto

dellosservazione reciproca. Ogni spettatore diventa consapevole di s come


corpo, in relazione con il gruppo.
Lothar Baumgarten, American Invention (1988-93): unione tra lattitudine
verbale e unindagine ideologica sullo spazio.
Biki de Saint-Phalle, Esempio di opera darte ambiente: Hon (lei) di del
1966.
Figura femminile lunga 28 metri, larga 12 e alta 7. Tre piani interni che
contengono sale espositive, cinematografiche e un bar; pu contenere fino a 2
mila visitatori.
Costruzione: impalcatura di tubi metallici e legno che costituiscono la struttura
portante, ricoperta da una rete metallizza in modo da creare una superficie
continua. Hon ancorata a dei tiranti alla parete della grande sala. Lartista
dipinge con il rullo e il pennello.
riempie gli spazi di elementi sensibili alla presenza del pubblico: listarelle di
legno, metallo o plastica rigida, fibre flessibili.
LE INSTALLAZIONI NON PRATICABILI sono strettamente imparentate con la
scultura! Per esempio Le Plein (1960) di Arman, che colm lo spazio della
galleria, rendendolo inaccessibile.
Antony Gormely, field (1991): ha collocato sul pavimento della galleria
35.000 statuette di terracotta fatte a mano. Statuine che sembrano guardare
losservatore, lopera allude al sovrappopolamento planetario.
Lopera darte partecipa alla libera circolazione delle merci, dei capitali e delle
persone che segna la diffusione planetaria delleconomia capitalistica.
Site Specific: rapporto stabile fra lopera e il luogo. Termine che accomuna
opere diversissime tra loro, realizzate allaperto o al chiuso, ma che se spostate
subiscono una pesante decurtazione semantica e simbolica.
Daniel Buren: ha battezzato lo Strumento visino (outil visuel).
Nellintervento al Guggenheim Museum nel 1971, lenorme tela 20x10m, che
pende allinterno della spirale, suscita la rivolta di alcuni partecipanti che
chiedono di rimuovere i lavori gi installati, ma sottolinea la posizione
egemonica (di rilievo) allinterno della logica architettonica. Un vuoto da
riempire, e sottolinea Burnen la maggior parte delle opere sono pensate a
priori in vista del supporto definitivo. Burnen lavora sul vuoto, che
normalmente non viene neanche percepito.
Mette quindi in discussione lautonomia dellopera darte in quanto
indipendente e isolata, sia sotto il profilo dellambiente in cui si trova, sia sotto
laspetto semantico, che risulta dallinterazione con schemi sociali e culturali.
Modellare lesperienza
Se per Dan Graham linstallazione era un indurre lo spettatore attivo, a certi
atteggiamenti fisici e psicologici proprio in relazione allambiente. Dalla
seconda met degli anni 70, lopera darte diventa loccasione per creare una
socialit autentica e spontanea, attraverso la partecipazione collettiva
e la scenografia approntata dellartista.
Per esempio Tropicalia 1967 Eden 1969, di Hlio Oticica.
- Untitled 1991, di Felix Gonzales Torres
Negli ultimi ventanni si sono diffusi appuntamenti artistici come le biennali o le
grandi mostre, con un impiego di materiali afferenti alle culture locali e alle
situazioni installative e performative.
Ernesto Neto si focalizza sui componenti olfattivi immediatamente
riconducibile ad altre culture.

Per esempio nellinstallazione We fishing Time 1999, i bacelli che pendono


dal soffitto a diverse altezze, hanno allinterno enormi quantit di zafferano e
chiodi di garofano. In modo tale che ognuna corrisponda ad un colore e odore.
Obbiettivo: offire un accesso immediato allopera, che ancora prima che visivo
sia olfattivo e tattile.
Nylon: nome commerciale depositato nel 1938, fibra sintetica della famiglia
delle poliammidi, dalla caratteristica elasticit(famosa per lutilizzo nelle calze
femminili).
Le opere di Neto sono forme autonome allarchitettura, indipendenti anche
dalla presenza del pubblico. Ma questo non laspetto centrale per tutte le
installazioni, infatti si focalizza sul confine fra le persone e a suo avviso larte
trasforma questo limite, in un luogo di sensazione e di scambio.

6. Macchine
Bruno Munari, nel 1938 scrive Macchina per fare larta e Manifesto dellarte
meccanica. Manifesti che sottolineano il rapporto tra arte e macchine, simbolo
di modernit e innovazione.
il movimento non soltanto un aggiungere laspetto dinamico allopera
darte mobile, ma un elemento imprescindibile del loro proporsi alla visione.
Anche la luce elettrica un materiale costitutivo fondamentale della loro
configurazione.

Macchine ottiche e macchine luminose

Duchamp nel 1920, realizza Rotary Glass Plaques. Macchina ottica fatta di
vetro e ferro e provvista di un motore elettrico. Costituita da 5 lastre
rettangolari di vetro dipinte con segmenti di circonferenza neri. Motore che fa
ruotare allintero apparato su questo asse trasformando la costruzione
tridimensionale.
Rotary Demisphere, 1924: le lastre di vetro sono sostituite da una semisfera
bianca di legno su cui sono delineate in bianco e nero delle circonferenze
eccentriche. Il motore elettrico trasforma visivamente la spirale, che sembra
avanzare e ritrarsi.
Rotoreliefs (Disques optique), 1935: esempio di opera che esiste solo quando
in movimento.
vladimir tatlin, monument to the third international (1919): opera utopica,
mai realizzata. A livello tecnico doveva configurarsi come una immensa spirale
dacciaio alta 400 metri, strutturata su un asse diagonale corrispondente
allasse di rotazione della terra: al suo interno dovevano essere inseriti 4
ambienti di cristallo destinati a ospitare congressi.
Naum Pevsner (Gabo), nel 1920 realizza una scultura cinetica dal titolo
Kinetic Statue: Standing Wave (Tate gallery di Londra). Asta di acciaio di 62 cm,
fissata ad un supporto in cui inserito un motore elettrico che produce delle
oscilazioni velocissime che determinano la forma di un volume. Opera anche
questa che esiste solo quando in movimento.
Moholy-Nagy nel 1922 pubblica il manifesto del sistema della forza dinamia
costruttiva.

Dal 1923 insegna al Bauhaus.


Dal 1922 al 1930: con la collaborazione dellingegnere ungerese Stefan Sebok,
realizza Lichtrequist (modulatore di luce). Complesa costruzione
tridimensionale, in cui movimento e luce si pongonoin una relazione asincrona,
disturbata, sfruttando trasparenze e semitrasparenze dei materiali e delle
forme.
Alla base un motore elettrico mette in moto ogni parte dellintero apparato
secondo una combinazione di spostamenti diversi.
Struttura: piani traforati, lastre, griglie e aste di metallo cromato, plastica
(metacrilato) e vetro, che si intersecano secondo direttrici orizzontali, verticali
e diagonali.
Il Lichtrequist segna una svolta nella direzione non solo dellopera in
movimento ma anche nelluso della luce artificiale, e nella conquista di una
espansione visiva nellambiente.

Mobiles e macchine inutili

Calder, 1931 Parigi: prime sculture dinamiche, realizzate tramite dei


motorini elettrici. Movimento progettato e calcolato, le due palle bianche
ruotano ad alta velocit e su se stesse.
Bruno Munari, 1930: costruisce una Macchina aerea, basata su unanalogo
gioco di equilibri instabili, pesi e contrappesi.
Macchine inutili, 1933: ironiche, ludiche, senza pi motori, elaborate con
materiali poveri e semplici ma con la razionalit delle macchine. Costruite
secondo un procedimento giometrico e implicano complessi rapporti armonici.
Mettere in movimento la pittura astratta, uno degli obbiettivi principali.

Riciclaggi

Jean Tinguely affronta costantemente il tema del movimento fisico dellopera,


costruendo congegni meccanici realizzati con materiale riciclato. Anche queste
sono in un certo sento macchine inutili perch liberate della propria funzione
produttiva.
Inizialmente le costruzioni mobili sono attivate da una rotazione manuale di
una manovella, in seguito utilizza energia idrica, ma dagli anni 50 utilizza
costantemente dei motori.
Tinquely accentua nelle sue opere sempre di pi il carattere di organismo
vivente.
Il meccanismo delle sue opere sempre visibile, esibito, protagonista e in
dialogo con il pubblico, carattere di evento e performance.
Le Meta-Tecquinques vogliono coinvolgere gli osservatori, divertono, ecc.
Inventa macchine perfettamente progettate con una presenza fisica durevole.
Idea di Caos e autodistruzione: Homage to New York, una grande
macchina costruita nello Sculture Garden del MOMA, 1960. Macchina che nel
giro di mezzora si autodistrugge, opera-evento anche per il modo in cui viene
costruita in breve tempo, attraverso laccumulo e il montaggio di tutto ci che
lartista riesce a trovare nelle discariche di New York.
Assembla una quantit enorme di materiali di scarto: 80 ruote di bicicletta,
parti di motore, pianoforte, gocart, timer, ecc.
Tutto viene dipinto di bianco. Appena terminata inizia a muovere le sue parti e
produce rumori cacofonici e vi una successione di microeventi. Tutto culmina

con un incendio che distrugge la macchina, lasciando come residuo una


quantit di rottami che vengono raccattati dal pubblico e dai collezionisti.
Oggetto che si trasforma in performance.
Per tinguely lautodistruzione delloggetto significa anche smaterializzare,
negare la materia, partendo appunto da una materia gi logora e vissuta, alla
sacralizzazione dellarte.

Luce, Materia e medium


Il neon

7. arte cinetica e arte programmata


Larte cinetica riceve una precisa connotazione nel cosiddetto manifesto
giallo pubblicato da Victor Vasarely (1955). un momento storico di
aggregazioni sul tema della variabilit e della trasformazione delle immagini.
Larte programmata viene indotta nel 1962 da Umberto Eco, nella
presentazione della mostra Arte Programmata a Milano, per indicare il metodo
razionale di procedimenti che immettono nella struttura di opere in movimento
la previsione del loro funzionamento e della loro lettura unitamente
allinterazione con elementi casuali.
I movimenti di arte cinetica e programmata sono alcuni gruppi che si formano a
livello internazionale, ma che rapidamente si disgregano, dopo aver
partecipato a un gran numero di mostre.
Gli artisti cinetici intendono eliminare larte come categoria e riportarla al suo
valore iniziale di tecnica, demistificarla di tutti i suoi valori idealistici e
trascendentali di cui andata caricandosi citazione del Manfredo Massironi, a
nome dei gruppi N e T.
fondamentale per tutti i gruppi la ricerca di uno stretto rapporto tra
immagine e tecnica, in funzione di una serrata sperimentazione, sulla
percezione del movimento nel tempo, che rendono trasformabili e variabili
materiali e procedimenti di organizzazione formale.
Rifiuto di opera finita e immodificabile, e il rovesciamento del rapporto artistaopera.
Intervento attivo dello spettatore, come parte integrante di queste
trasformazioni dinamiche nello spazio e nel tempo.
Cambia il modo di pensare la tecnica e le pratiche operative in tessuto di
relazioni con la razionalit della scienza e con gli apporti della psicologia della
forma.

Movimento reale

Tramite lutilizzo di motori larte cinetica diventata famosa. Congegni per la


maggior parte elettromeccanici, semplici, invisibili e celati dietro il supporto.
Boriani (del Gruppo T), fornisce un esempio tipico con limpiego del
magnetismo in superfice magnetica (dal 1961). Lopera costituita da un
supporto circolare, chiuso anteriormente da un vetro e fissato su un piedistallo.
Sulla superficie vi sono mensole di plastica o gommapiuma, sul retro vi un
passaggio periodico di una calamita azionata da un motore che modifica la

configurazione dellinsieme secondo una sequenza sempre diversa.


losservatore che deve azionare il meccanismo, semplicemente premendo un
pulsante.
Grande oggetto pneumatico, del gruppo T, 1960: aria compressa, che
gonfia e si sospinge in tutte le direzioni dello spazio della galleria. Tubi in
polietilene trasparente del diametro di 60 cm e lunghi 6/10 metri. Congegno
elettromeccanico pompa laria, e quando i tubi raggiungono il massimo
rigonfiamento, laria viene risucchiata.
Giovanni Anceschini (Gruppo T) lavora con:
- Elementi elettromeccanici: Strutturazione cilindrica virtuale, 1963
- Fluidit di materie come sabbia e liquidi viscosi: Tavole liquide e forma in
divenire, 1960.

Movimento apparente

Relazione con la percezione visiva dello spettatore, la strutturazione di


superfici, forme e colori a indurre una apparente dinamicit allopera, relativa
alle possibili angolazioni visuali dei movimenti di chi guarda.
Josef Alber, Homage to square, 1950: realizzati ad olio su masonite, in
litografie, serigrafie e arazzi e pareti di vari materiali, basati tutti sulle variabili
e le ambiguit ottico-percettive dellinterpretazione di quattro quadrati di
dimensione e colori diversi.
Victor Vasareley: dipinti e serigrafie basati sul principio dellambiguit visiva
di forme, colori e dimensioni; prototipi ripetibili e impersonali, progettati
secondo un sistema matematico di interferenze binarie, in modo da poter
essere realizzati da chiunque.
Contrappone nella medesima immagine costruzioni prospettiche diverse,
varianti dimensionali e cromatiche, ecc. la composizione del quadro diventa un
oggetto e un enigma che induce a vedere forme secondare che non sono
realizzate ma hanno un volume e una presenza di tipo virtuale.
Francois Morellet sfrutta dal 1956 la variabilit ottica della sovrapposizione
di griglie di fil di ferro calcolando gli effetti ottici in base alla loro inclinazione,
spessore, dstanza e numero.

Ambienti

La tematica ambientale oggetto di ricerca in particolare per il minimalismo e


per larte cinetica, con lobbiettivo di un preciso coinvolgimento dello
spettatore nella configurazione dello spazio tridimensionale.
In Spazio elastico, 1967-68: Gianni Colombo dispone nello spazio i principi
della struttura cinetica di pannelli dallo stesso titolo, realizzati in precedenza.
Ambiente cubico, 400 cm di lato, ripartito geometricamente da fili trattati con
colore fluorescente e illuminati da lampade a luce di Wood ultravioletta.
Fili fatti di elastico, mossi da motori elettrici, deformano lentamente la griglia
che avvolge il visitatore in una dilatata ragnatela luminescente, producendo un
senso di disorientamento.
Opera sperimentale con al quale, secondo Colombo, si possono compiere rilievi
di comportamento ottico e psichico del suo fruitore, il quale vi apporter delle
variabili.
Davide Boriani, Spazio + linee + spettatori, 1964: 8 fotocellule reagiscono
agli spostamenti delle perone nello spazio di un ambiente nero (4x4x4) e fa
scattare laccensione di 32 proiettori, a gruppi da 3, che emettono fasci di luce
dalle pareti e dal soffitto.

Nicola Schoffer costruisce spettacolari costruzioni spaziodinamiche di matrice


costruttivista, in cui un dispositivo elettronico comanda i movimenti, i suoni e le
luci di strutture monumentali in metallo e plexiglas.

8. Temi e tecniche della societ dei consumi

Oggetti invadenti

Loggetto gi centrale nel dadaismo e nel surrealismo (e quasi


contemporaneamente per i movimenti New Dada e Nouveau Realismo).
CoBrA, Bruxelles, 1949 Objects a travers les ages: raccoglie oggetti
surrealisti, lavori prodotti aderenti al gruppo negli anni del conflitto e quindi con
materiali di recupero. Il pubblico invitato a depositare nello spazio pubblico i
propri oggetti,
Robert Rauschenberg, combines che racchiudono allinterno, Bed 1955, il
pi famoso. Colori a olio e matita sulle diverse stoffe, colore a corpo e
pennellata trascinata. La presenza fisica dellartista mediata dal colore.
Combine-painting: ovvero opere combinate, evitando categorie. Desidera
integrare nella sua tela qualsiasi oggetto/rifiuto nellopera, che entrando in
essa smette di essere tale. Rispetto al Dada, il gesto di negazione sostituito
con lintegrazione. Sintetizza a modo proprio il ready-made Duchampiano e
lintervento diretto dellartista.
kurt schwitters autore di numerosi collage, e generatore di una serie di
variazioni creative e soluzioni operative: noto infatti che lartista ricorre a
quieta tecnica anche nella fase di studio e progettazione delle opere.
Enrico Baj: stoffe e tappezzerie confluiscono variamente in diverse ricerche
italiane del 60, concentrate sugli stessi elementi: tulle, stoffe, tappezzrie.
Cesare Tacchi: divani imbottiti
Nouveaux Realistes: riuniti attorno al critico militante Pierre Restany nel
1960, presentano un ventaglio ampio di proposte estetiche, molte delle quali si
collocano fra i due estremi della produzione in serie e del rifiuto.
Arman: individua loggetto come la quintessenza del mondo contemporaneo,
della societ dei consumi e della produzione industrializzata.
- Poubelles, 1959: trasgressive raccolte di materiali sporchi e ingobili,
oggetti svuotati in teche.
- Inclusioni, 1961: oggetti allinterno del poliestere, facendo somigliare le
inclusioni imili allambra che conserva i residui fossili.
- Dal 1964: utilizzo di resina poliestere, che sottoposta per mesi ai raggi
ultravioletti sviluppa delle bolle daria che alla lunga compromettonola
visibilit.
- Dal 1971: uso sistematico del Masscast, resina poliestere sirenica a
polimerizzazione rapida, di fabbricazione statunitense.
Daniel Spoerri, uno dei fondatori del Nouveau Realisme, che deve la propria
notoriet allidea di fissare sul supporto quelle che egli definisce situazioni di
oggetti, organizzati un po a caso.
- Nel 1960: assemblage posti in verticale, diventando i Tableaux-pieges
(quadri trappola), catturazione del tempo quotidiano.

Dal 1961 al 1964: esplorazione delle possibilit compositive dei suoi


tableaux-pieges, con i residui di pranzi ed occasioni conviviali.
Cesar: autore di sculture particolari, costruite da carrozzerie di macchine
rottamate compresse industrialmente per il riciclio. Opera quindi
tridimensionale del tutto priva dellintervento dellartista. una variante del
ready-made, dove laspetto sociologico convive con quello formale.
Articolato rapporto con loggetto usato costituito dalla raccolta di suppelletti,
tra loro simili per aspetto, impiegati dagli artisti in maniera vissuta.
Tony Cregg: a met degli anni settanta si afferma a met degli anni Settanta,
creando sculture con oggetti di plastica. Loggetto di plastica, ha per lui, vari
significati.
Red Skin, 1980: lartista ha impiegato solo oggetti di plastica rossa, di
dimensioni comprese tra 10 e 40 cm, prevenendo anche eventuali sostituzioni
con i pezzi della sua collezzione.

La dittatura dellimmagine

Tipica nella fase di passaggio dagli anni 50 ai 60 la tecnica del decollage,


che consiste nello strappare i manifesti pubblicitari urbani dal loro supporto e
applicarli poi in vari strati sulla tela.
Il risultato un aspetto distruttivo dellimmagine e del messaggio pubblicitario
che non costruttivo di nuove composizioni.
Mimmo Rotella: crea composizioni differenti dai primi decollagisti francesi per
i colori e per i soggetti rappresentati. Lartista strappa i manifesti dai muri, li
incolla indifferentemente sia con il verso sia con il retro sul cartone, con il
vinavil diluito, e poi lacera ancora, prestando attenzione alla composizione
finale.
Dal 1960: la pittura abbandona le pratiche miste di collage e assemblage,
tipiche del New Dada e del Noveau Realisme, per una progressiva acquisizione
del grande formato, quasi come conseguenza dellassunzione estetica
cinematografica.
Roy Lichtenstein: lingrandimento del retino tipografico e le immagini tratte
dai fumetti
Dal 1964: inizia a usare i disegni preparatori, con lo scopo non riprodurre
limmagine ma di ricomporla. Proietta il disegno sulla tela e lo ricalca a matita.
Impiega tele commerciali gi preparate a cui stende uno strato bianco. Le
campiture cromaticamente uniformi e quelle nere, dal 1962 sono dipinte con
soluzioni acriliche Magna. Solubili alla termentina, rendeno agevole ridipingere i
pigmenti. Lesecuzione inizia dai puntini, dipinti con colori a olio servendosi di
una griglia metallica con fori di dimensioni e intervalli variabili.
I puntini richiamano volutamente il retino tipografico ideato da Ben Day, ma se
ne discostano sostanzialmente in quanto nel caso della stampa a colori ciascun
puntino ottenuto sovrapponendo quantit diverse di giallo, rosso, blu e nero.
Linchtenstein usa un solo colore per ottenere una determinata sfumatura
cromatica, che si produce osservando da una certa distanza lopera in base
allinterazione del colore con il bianco dl fondo, secondo il principio della sintesi
ottica gi sperimentata dai neoimpressionisti e divisionisti alla fine del 1800.
Rosenquist: campiture sproporzionate di ispirazione pubblicitaria. Colori a olio
su tela, gioco di trasparenza, la grisaille, ricorre allo spostamento cromatico e
gioco di suggestione subliminale.

F- III, 1965: introduzione di tele in alluminio accanto alle tele, per indurre la
sensazione visiva del metallo nellosservatore, e rendendo brillante tutta
lopera.
Opera di dimensioni monuentali, rappresenta il bombardiere da combattimento
a cui fa riferimento il titolo. Lartista afferma che lopera nasce con lidea di
essere smembrata dato che si compone di oltre 50 pannelli.
3 lampadine in basso a sinistra: grigio-magenta, grigio-giallastro, grigioazzurro, su sfondo rosso scuro fluorescente. Il contrasto fra i toni delle
lampadine e dello sfondo le fa sembrare illuminate di luce propria anche se non
sono accese.
Artisti pop-art: fanno ampio uso di materiali industriali come la formica, le
vernici al cromo o allalluminio, le carte da parati anche plastificate, i tessuti
sintetici economici, le plastiche, le lacche e gli smalti per carrozzieri.
In Italia: vi una predilezione per i colori a smalto rispetto a quelli a olio.
Giosetta Fioroni, La ragazza della TV, 1964: utilizzo di smalti vinilici e
acrilici metallizzati.
Valerio Adami e Domenico Gnoli: utilizzo degli smalti acrilici.
Fotografia e pittura
Andy Warhol dalla fine degli anni 40, mette a punto varie tecniche
impersonali, segno di un rifiuto dellindividualit esaltata nellarte americana
degli anni 50. Ricorso allimmagine fotografica e ai contenuti depersonalizzati.
La ripetizione, con effetto ridondante, enfatizza lidea della produzione in serie.
Idea che culmina con la fotoserigrafia su tela.
La serigrafia consiste nellusare come matrice della stampa, una stoffa di seta
o nylon, sulla quale si disegna con materiali impermeabili: colla, pastelli grassi
o sagome di materiale repellente allacqua.
- Dal 1961-62: disegna a mano libera da una foto, sul quadro di stampa;
- Dal 1962: elimina il disegno, sostituito con limpressione fotografica della
stoffa emulsionata, poi la matrice viene sviluppata in modo che le zone
che devono essere stampate sul supporto finale risultino libere e gli
inchiostri possano filtrare.
- Le matrici: tele di grandi dimensioni (a volte dittici), con la preparazione
industriale chiara e con un fondo omogeneo acrilico, steso a mano con un
grosso pennello (di rado con il rullo).
- Immagine: realizzata con smalti a olio o inchiostro alchidico, con un ruolo
importante affidato al nero.
- Immagini volutamente sporche, poco leggibili o pasticciate. Wharol rifiuta
la perfezione dellimmagine pubblicitaria. Gli errori fanno parte, secondo
il suo pensiero, dellarte.
Robert Rauschenberg, dagli anni 60 utilizza la fotoserigrafia per ingrandire le
immagini sulla tela.
Prima utilizzava il Transfer di foto su tessuto di seta o nylon, tecnica semplice.
La tela viene bagnata con un solvente chimico e le foto vengono applicate sulla
stoffa, il retro della foto con uno strumento appuntito, viene ripassato e
vengono lasciati segni di questa incisione sulla tela.
Solventi anni 50: termentina o la benzinaper accendini, che danno immagini
tenui.

Il duro e il morbido

Claes Oldenburg
- Womans Leg, 1959: costruita avvolgendo della carta di giornale dipinta
(colori bruni e rialzi di pittura nera) su struttura in fil di ferro, dalla forma
irregolare;
- Roast Beef, 1961: struttura in fil di ferro ricoperta con mussola di cotone
impregnata di gesso dipinto con colori a smalto;
- Meats, 1964: stucco dipinto.
Perch importante: per il rinnovamento delle tecniche tridimensionali con le
sue dimensioni morbide di oggetti duso. La scelta cromatica allude
allidealizzazione tipica della cultura classica, ma anche come processo di
astrazione fisica e mentale, dalla vita allarte. Sculture ottenute con pesanti teli
di cotone cucito, impregnato di colore acrilico bianco.
- Soft Typewriter ghost Version, 1963: struttura interna in legno,
esteriormente di kapok
- Due versioni del lavandino e del water, 1966: in cui lartista contrappone
il duro e morbido. Cartone ondulato e smaltato(dure), cotone e PVC
imbottito (morbide). In alcuni casi il cotone sostituito da polivinilcloruro
(PVC), che una delle resine sintetiche commercialmente pi importanti.
Limbottitura pu essere costituita di pallini di polistirene o di kapok.
Il kapok una fibra naturale che ricopre i semi contenuti nei baccelli
dellalbero di Ceiba, setosa e simile al cotone, che non pu essere tessuta, ma
usata per le imbottiture galleggianti.
Allen Jones
Come vengono compose le bambole: modello di argilla realizzato da Jones, dal
quale tratto lo stampo in gesso, rifinito nei minimi dettagli. Allinterno stasa
la resina poliestere rinforzata in fibra di vetro, con cui si ottiene il manichino
traslucido e incolore. Ricoperto da una mestica di cellulosa in spray, e poi
dipinto con i colori acrilici.
Pino Pascali utilizza centine, cio strutture in legno che definiscono la
volumetria senza avere il peso dellequivalente solido pieno. Ricopre lo
scheletro di legno con cotone grezzo, panno felpato, tessuto spugnoso, pelo
acrilico o gomma piuma. Per la colorazione utilizza smalti sintetici e vinavil,
sopra la preparazione bianca per le opere appese alla parete. Per le opere al
pavimento lascia solo la base di vinavil e bianco.

Fantasmi e copie

George Segal realizza figure umane a grandezza naturale.


Procedimento: modella armature in fil di ferro delle tele di sacco,
successivamente le ricopre di gesso.
Dal 1961: usa modelli veri che ricopre di strisce di stoffa ancora umida,
imbevuta di gesso, ottenendo dei gusci realistici, di cui modella la superficie
lasciandola rugosa.
La realt dei manichini, inseriti in ambiente realistico, sono contraddetti dal
gesso bianco.
Obbiettivo: enfatizzare limpersonalit della scenografia, il gesso inoltre da
drammaticit allopera.
Femme assise la chaussure ballante, 1982: il corpo della modella viene
ricoperto con strisce di cotone impregnate di gesso, che seccano in pochi
minuti ma rimanendo flessibili, consentendo di sfilare la corazza facendo
rimanere la forma. La forma vuota lo stampo in cui versa il gesso

idrostono. Gesso industriale resistente e a presa rapida, con il quale dal 1971
realizza le statue. Analoghe alla contemporanea scultura iperrealistica.
Duane Hanson e John DeAndrea: scultori iperrealisti. Procedimenti, pagina
162-163.

9. Happening e performance. Corpo e comportamento

lhappening, assemblage di eventi

Allan Kaprow liniziatore dellhappening, considerato come unassemblage


di eventi, una pratica artistica dal vivo, un avvenimento effimero. Le
ambientazioni possono essere costruite, ma si procede secondo uno schema
senza prove, pubblico o repliche. arte ma sembra pi vicino alla vita. Lazione
si svolge su un tracciato predisposto, trasformando la situazione che viene
presentata e di cui gli spettatori, insieme allartista, diventano gli attori.
Anni 50 e 60: lhappening contiene una dialettica tra programma e casualit
delle risposte , ricondotte allopera aperta teorizzata da Umberto Eco.
Influenzato dallopera programmata e cinetica, espandendo tale influenza fino
alla partecipazione fisica, includendo le attese, la noia (nuovo elemento mai
introdotto) e le emozioni.
Zurigo, 1916: manifestazioni surrealiste, finalizzate a un filo diretto tra arte e
vita. Serate di avvenimenti, letture, poesia, azioni inambienti concepiti dagli
artisti.
Costruttivisti russi, 1917 manifestazioni
Serate dadaiste e surrealiste: provocative e indeterminate, con lobbiettivo di
assimilare il mondo reale allopera darte. Senso di gioco e di festa, con
lobbiettivo di sollecitare e stimolare i sensi del pubblico.
Dal XX Secolo: la ricerca si focalizza sullindagine del pensiero e del
comportamento umano, con la sperimentazione di nuove tecniche e
procedimenti.
John Cage: espone teorie e attivit determinanti per lhappening al Black
Mountain Colleage.
Fondato nel 1933, luogo in cui si svolge nellestate del 1952, levento concepito
da Cage e Merce Cunningham.
La maggior parte degli happening degli anni sessanta rappresentati a New
York, si distinguono principalmente per lassenza di finzione scenica. Infatti
Tempi, luoghi, azioni e persone sono reali, come nella vita di tutti i giorni.
Sono riscontrati principi del collage nellazione, anche dellassemblage e
lenvironment, fino al coinvolgimento fisico della persona.
The Store, negozio affittaoto a New York, 1961: lidea del negozio si fonda
sullidea del riciclo. Luogo di studio, di creazione e azione di alcuni happening,
opera e ambiente pittorico abitato da 85 articoli reclamizzati nel catalogo
dellartista. La creazione di una scultura o un quadro pu avvenire in
concomitanza con un happening.
Kaprow, inizialmente pittore, nella mostra alla Hansa Gallery di New York, nel
1952, espone i dipinti e composizioni simili ad assemblage.
Poco tempo dopo sviluppa i cosidetti collage gestuali, eseguiti in fretta, con
pezzi a caso di materiali diversi (stagnola, paglia, fotografie, giornali, ecc).

Nel constatare, nelle mostre seguenti, che il pubblico faceva effettivamente


parte dellenvironment, Karpov tra il 57 e 58 fece intensificare questaspetto
appunto con gli happening.
Difficile comprensione degli happening: termine per definire un
avvenimento spontaneo che semplicemente si verifica. Termine ambiguo e di
difficile comprensione.
- Courtyard, 1962: ha luogo nel cortile di un hotel abbandonato.
Essere e agire nella performance
Arte e Vita: i nuovi tipi di azioni artistiche, vogliono tutti rappresentare questo
stretto rapporto (installazioni, environment, performance).
Performance: non un patrimonio esclusivo dellarte visiva perch pervade le
discipline affini che rivelano le medesime caratteristiche. Il suo fulcro il corpo
e la sfera percettiva, coinvolgendo lautore e lo spettatore, sviluppandosi nello
spazio e nel tempo.
Protagonista il performer, concretamente e simbolicamente concentrato su se
stesso. Il cui obbiettivo il pubblico, le relazioni che intercorrono con esso, e le
sue reazioni.
Si vuole dare spazio allespressione corporea, di liberare lindividuo da
inibizioni, tab e convenzioni sociali. Un bisogno di produrre sensibilit,
umori, inquietudini e non oggetti.
Body Art, ha due diverse inclinazioni:
- La prima: fredda, esercitando il corpo in una funzione espressiva di fronte
a mezzi di riproduzione (telecamere, obbiettivi fotografici;
- La seconda: aggressiva, azioni violente in cui vengono messi alla prova i
limiti fisici e psichici della persona, corpo inteso come materia in cui
imprimere segni e ferite.
Ist Action, Vienna 1962: rituali di gruppo violenti, espressione estrema di una
sorta di psicosi nichilista. Scuoiamento di agnelli, mutilazioni in pubblico.
Rapporto con la teoria dellinconscio e della psicoanalisi di Freud.
Vito Acconci: in Seedbed, a New York nel 1962, espone la sua personale
formulazione del suo lavoro sul corpo, come spazio reale, luogo di pulsioni e
dellistinto. Lui si posiziona sotto una piattaforma che occupa lintera superficie
di una stanza, si sdraia sotto di essa continuando a masturbarsi mentre i
visitatori camminano al di sopra ascoltando le parole che continua a
pronunciare.
Marina Abramovic, Chris Burden, Gina Pane e Orlan
Queste pratiche artistiche, hanno come comune intento lattivare la coscienza
attraverso la percezione del s, provocando nei fruitori una sensibilizzazione
critica verso la realt contemporanea. Tra queste linternational situationisme
(1957) e Fluxus, al cui interno si verificano le prime sperimentazioni della video
arte.

Fluxus: un modo di vivere

Anni 70: Esigenza di una cultura interamente nuova, in un clima di tensioni


internazionali.
George Maciunas, grafico per la rivista Film Cutlture.
Nel 1961, apre la A.G Gallery a New York, e per la prima volta appare il termine
fluxus. Galleria in cui diversi artisti organizano una serie di performance.

Fluxus non diviene mai n un gruppo n un movimento organizzato, ed un


modo di vivere non un concetto artistico. Le sue opere sono happening, film
sperimentali, opere multimendiali, musica, ecc.
Ispirazione: Futurismo, Dada e Duchamp. Anche Cage, con cui studiano quasi
tutti i membri statunitensi del Fluxus.
Usano ogni tipo di tecnica, aprendosi a qualsiasi esperienza possibile. Scoperta
del video e della multimedialit (disegno, grafica, collage, ecc).
Produzione editoriale: uno degli aspetti pi interessanti di questa tendenza.

10. Materiali poveri e materiali industriali

Terra, acqua, aria, fuoco

la presenza di elementi naturali e di sostanze organiche nellarte manifesta


lesigenza di recuperare la dimensione umana nelle sue forme primarie.
Dalla natura allarte, dallarte alla natura, Biennale di Venezia, 1978.
Land Art e Arte Povera
Materie ed elementi naturali vengono spesso presentati in quanto tali, non solo
appartenendo allopera ma essendo essi stessi i protagonisti.
Alghiero Boetti, lautoritratto, 1993: bronzo fuso su calco in gesso dellartista.
Viene collegato un sistema idraulico e un complesso dispositivo elettrico. La
statua affonda i piedi in un cumulo di terra, vi la sintesi dei 4 elementi.
Joseph Beuys, fa piantare 7'000 querce, evento che dal 1982 coinvolge
lintera citt di Kassel. Progetto in divenire, terminato alla morte dellartista,
realizzando la sua idea di scultura sociale.
Kunnellis, realizzazione del giardino povero nel 1967, associazione di
strutture industriali a elementi naturali e animali vivi. Rapporto naturaleartificiale e trasformazione della materia inorganica informe in oggetto
scultoreo.
Andy Goldsworthy lavora in simbiosi con la natura, di notte o al mattino
presto, nei suoi lavori con il ghiaccio, per favorire il processo di congelamento.

Trasformazioni. Dai fiori alla Cioccolata

Joseph Beuys: centrale per il suo lavoro il rapporto con la natura. Molti degli
oggetti da lui prodotti sono ci che resta di azioni eseguite di fronte a un
pubblico, per esporre e dimostrare un processo organico.
Materiali: gesso, feltro, cera, miele e pittura grassa rosso-bruna con cui ricopre
gli assemblaggi di oggetti. Dal 1963 lavora con vari tipi di grasso, dalla
margarina al lardo indurito, dal grasso di montone a quello di maiale, una
materia che si trasforma in acidi grassi e glicerina quando diventa rancida e va
in putrefazione, o si purifica quanto interagisce con acqua e fuoco, nel processo
di saponificazione, il cui stadio finale la bollitura.
Anselm Kieer, Giuseppe Penone, Mario Merz, Gilberto Zorio, Helen
Chaldwick

Il paesaggio come materia. Citt e natura

Land Art, 1968: consacrata da Earth Arth, dove sono esposte in prevalenza
fotografie. Poich il video e la fotografia, sono gli unici mezzi possibili per
registrare limmagine di queste opere effimere.

Richard Long, Robert Smithson, Michael Heizer, Alberto Burri, Christo,


Gerry Schum, Nils Udo, Janny Holzer, Barbara Kruger, Pierre Huyghe
I lavori della Land Art sono concettuali e focalizzati sul rapporto fra luomo e la
natura, posseggono un forte carattere estetico. Sono tuttavia effimeri, e ci che
rimane sono fotografie e video, creando un evento impresso nella memoria
della gente e divenendo, come per il lavoro di Christo, arte pubblica.
Art in Nature: movimento organizzato, in seguito a un formarsi di pi gruppi a
livello internazionali, che hanno come fulcro una consapevolezza dei problemi
ambientali, una coscienza ecologica. Caratteristica comune operare in spazi
naturali allaperto, utilizzando soltanto materiali dello stesso ambiente, senza
fare mai ricorso a sostanze, colorazioni o tecniche invasive o disomogenee.
Queste opere effimere deperiscono con il tempo.
Novit di questo movimento: lattenzione al valore antropologico del rapporto
natura e uomo, cosicch vengono privilegiate tecniche e procedure primarie,
antiche, il ui valore simbolico sarebbe riconducibile allidea proposta da Beuys
di un nuovo umanesimo in contatto con luniverso dellarte.
Implicazioni sociali: conseguenza del rapporto di analisi fra la natura e
luomo.
Gruppo Stalker: interventi proiettati nel presente, tra il fare arte
camminando e comunicare linquietudine dei luoghi urbani che il gruppo
costantemente esplora. Laboratorio di ricerche.

Pitture e vernici industriali

Anni 60: esiti delle ricerche sui materiali svolte nel ventennio precedente.
Smalti alchidici e colori acrilici: Stati Uniti, fine degli anni 40
Novit anni 60: vernici industriali, smalti industriali
Mauriuzio Mochetti, Gianni Piacentino
Metalli ed elementi seriali
Anni 60: si trovano elementi industriali elaborati con metalli quali ottone, rame,
ghisa, alluminio, acciaio inossidabile, acciaio Cor-Ten. Molti gli impiegano allo
stato grezzo lasciandoli liberi da patine e rivestimenti, altri li sottopongono a
trattamenti per ottenere effetti particolari sulle superfici (smerigliate,
anodizzate, lucidate, placcate, ecc).
Beverly Pepper
Acciaio Cor-Ten: utilizzato da Richard Serra, Ellsworth Kelly e Donald Judd.
Ricoperto da una speciale patina protettiva, questo materiale possiede un
aspetto simile al metallo arrugginito, insieme a unelevata resistenza
allinvecchiamento e allossidazione.
Apparentemente solide e resistenti, le sculture in metallo sono in realt molto
delicate, poich estremamente difficile conservare limmacolata omogeneit
delle superfici, lavorate con precisione e sensibili agli agenti atmosferici,
soggette alla corrosione e allossidazione.
La disponibilit di material stimola la sperimentazione, anche se il problema
della questione di carattere pratico e teorico alla quale gli artisti, almeno in un
primo momento, non si interessano.
Naturale o artificiale?
Accanto ai materiali industriali spesso gli artisti usano accostare, sempre pi
spesso, non soltanto le tecniche tradizionali ma anche gli elementi naturali.
Giovanni Anselmo, Struttura che mangia, 1968: due pezzi di granito in cui
inserita della lattuga, tenuti insieme da un filo di rame. La struttura fisica
dellelemento naturale esercita un gioco di forze bilanciate.

Mario Merz, tavolo a spirale in tubolare di ferro per festino di giornali


datati il giorno del festino, 1976: installazione composta di ferro, vetro,
materiale elettrico, fascine di legna e tubi al neon, carta da quotidiani. Motivo a
spirale che Merz ritrova in natura, nella chiocciola per esempio, e che sviluppa
nella tridimensionalit degli igloo.
Rosemarie Trockel, Strickbilder, 1984: quadri a maglia, fibre di lana
naturale, basati su disegni elaborati graficamente al computer, quindi trasferiti
su telai industriali e tessuti di fabbrica.
Boetti, Stefano Arienti

11. Al di l della materia. Larte concettuale

Concept Art: progetto e modulo

Arte i cui materiali sono i concetti, essi strettamente legati al linguaggio.


Henry Flynt, musicista e matematico, membro del Fluxus dal 1961, segna il
processo di smaterializzazione delloggetto artistico. Gi avviato da tempo e
maturato negli anni sessanta, fenomeno complesso e articolato, e pertanto
difficile fissare una data di inizio.
Preminenza dellidea sulla realizzazione, poich considerata come un mero
fatto meccanico. Si lavora sui concepts, processes, situations, informations.
Idee e processi si sostituiscono alla forma concreta e alla materia, a volte in
maniera totale.
Marchel Duchamp, facendo interagire linguaggio, pensiero e oggetto, si
allontana dalla materia arrivando a trattare il pensiero come puro fatto
estetico.
LeWitt: il progetto pu anche non essere realizzato, eventualit che non
pregiudica la natura dellopera. Nelle sue strutture modulari si riscontra la
serialit, cicli di lavoro o serie di elementi in successione.
1962: LeWitt adotta parole per descrivere alcune variazioni compositive
effettuate sul modulo del quadrato.
Arte minimalista: si compone di due fasi, infatti gi dal 1969 si considera gi
come post-minimalismo.

Linguaggio

Joseph Kosuth sviluppa schemi logici e analitici che riguardano il linguaggio,


definisce loggetto e la natura stessa dellarte. Mette sullo stesso piano
proporzioni analitiche e artistiche, forma e significato.
Dal 1965: i suoi cicli di lavoro sono basati sulla presentazione di elementi fisici
e testuali affiancati, intitolati Art as Idea as Idea.
One and Three, del 1965, descrive il medesimo oggetto sotto tre forme diverse:
oggetto fisico, fotografia dello stesso in scala I:I, e la riproduzione relativa alla
definizione del dizionario.
La fotografia al contempo immagine e oggetto dellinstallazione, possiede
dunque altre caratteristiche legate al momento e alle condizioni di
realizzazione. un elemento importante la fotografia per ribadire la tautologia
che sta alla base del lavoro, cio riproposizione della situazione reale mediante
la riproduzione fotografica e la definizione verbale.

NEON: sia Kosuth e Bruce Neuman, influenzati dal Tractatus LogicoPhilosophicus (1922) e dalle ricerche filosofiche (1953) di Ludwig Wittgenstein.
Ma con un differente approccio al linguaggio.
Five Words in Blue Neon, 1965, Kosuth: cinque parole del titolo, in cui si
ribadisce la concezione formale analitica, tautologica e autoreferenziale, dove
la definizione di linguaggio prevale sul mezzo bench venga adottato in virt di
specifiche caratteristiche tecniche utili alla trasmissione del messaggio.
My last name exaggerated fourteen times vertically, 1967: adotta la
frase scritta come una delle varie possibilit di arricchire e rendere complesso il
suo lavoro, rimanendo legato allapparenza formale e alla trasmissionne del
messaggio.
Le opere di Kosuth vengono spesso paragonate ai ready-made, che diventano
opera attraverso latto creativo della scelta dellartista, prescindendo quindi
dalloggetto. Lui precisa i ready-made mutano la natura dellarte da una
questione di morfologia a una questione di funzione