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Politecnico di Torino Dipartimento di Meccanica Teresa Berruti Cristiana Delprete Massimo Rossetto COLLEGAMENTI FILETTATI

Politecnico di Torino Dipartimento di Meccanica

Teresa Berruti Cristiana Delprete Massimo Rossetto

COLLEGAMENTI FILETTATI - INDICE

• Filettature - nomenclatura collegamenti filettati

• Analisi del collegamento - diagramma di inteferenza forza assiale e momento di serraggio

• Resistenza del fusto forza assiale limite - materiali per bulloneria

• Effetto dei carichi esterni fattori di ripartizione del carico - stima deformabilità viti e pezzi accorgimenti per diminuire il carico sulle viti e casi particolari

• Incertezze ed allentamenti

• Calcolo collegamenti filettati verifica statica verifica del carico minimo di serraggio verifica a fatica

• Dispositivi antisvitamento

• Viti con carichi trasversali

ECM - Collegamenti filettati

1

FILETTATURE

• Viti di manovra

Viti di collegamento (smontabile)

Filettature metriche ISO Profilo triangolare - UNI 4536 (1964) Profilo trapezio - UNI ISO 2901 2904 (1978)

Filettature Whitworth - UNI 2709 (1945) (pollici - 55°)

Filettature ‘gas’

a tenuta stagna sul filetto - UNI ISO 7-1 (1984)

a tenuta non stagna - UNI ISO 228 (1983)

Filettature a ‘dente di sega’ UNI 127-128 (1928)

ECM - Collegamenti filettati

2

ECM - Collegamenti filettati

Politecnico di Torino Dipartimento di Meccanica Teresa Berruti Cristiana Delprete Massimo Rossetto Nomenclatura

Politecnico di Torino Dipartimento di Meccanica

Teresa Berruti Cristiana Delprete Massimo Rossetto

Nomenclatura collegamenti filettati Bullone (vite+dado) Prigionieri Viti (mordenti) montaggio con leggera
Nomenclatura collegamenti filettati
Bullone (vite+dado)
Prigionieri
Viti (mordenti)
montaggio con leggera
interferenza…
a volte avvitamento fino
alla fine della filettatura…
possibili problemi dovuti
all’aria intrappolata
3
ECM - Collegamenti filettati
ANALISI DEL COLLEGAMENTO
I collegamenti filettati applicano una forza
assiale che tende ad unire le parti.
Le azioni trasversali devono essere contrastate
dall’attrito che si genera fra le superfici.
Le viti non devono lavorare a taglio !!!!
4
ECM - Collegamenti filettati

ECM - Collegamenti filettati

Politecnico di Torino Dipartimento di Meccanica Teresa Berruti Cristiana Delprete Massimo Rossetto I pezzi collegati

Politecnico di Torino Dipartimento di MeccanicaTeresa Berruti Cristiana Delprete Massimo Rossetto I pezzi collegati sono compressi dal bullone (si accorciano)

Teresa Berruti Cristiana Delprete Massimo Rossetto

I pezzi collegati sono compressi dal bullone (si accorciano) La vite viene caricata dal pezzo
I pezzi collegati sono compressi dal bullone (si accorciano)
La vite viene caricata dal pezzo (si allunga).
fi collegamento forzato dato dall’interferenza i fra bullone e pezzo:
Riferimento
i
i
F
v
= p ·n giri
(n° giri dopo il primo contatto)
F
v =Forza che agisce sulla vite
(risultante)
Pezzi prima
del serraggio
F
p = Forza che agisce sul pezzo
(risultante)
F
F
p
p
5
ECM - Collegamenti filettati
K i = rigidezza
d v = deformabilità
u i = spostamento
F
p
pezzi
F
F
vite
p
v
K
=
p
u
1
u
p
v
d
=
=
v
F
v
K
F
K
=
v
v
v
u
u
p
v
1
u
u
p
v
d
=
=
p
K
F
p
p
F P
F v
vite+pezzi
u
p, u v
6
ECM - Collegamenti filettati

ECM - Collegamenti filettati

Politecnico di Torino Dipartimento di Meccanica Teresa Berruti Cristiana Delprete Massimo Rossetto Diagramma
Politecnico di Torino
Dipartimento di Meccanica
Teresa Berruti
Cristiana Delprete
Massimo Rossetto
Diagramma interferenza
F P
F v
Punto di funzionamento
u
u
i
v
p
i
7
ECM - Collegamenti filettati
Forza assiale e momento di serraggio
La forza viene applicata al collegamento mediante serraggio
effettuato con opportune chiavi che forniscono un momento.
Il momento resistente è dato da:
• attrito fra filetti di vite e madrevite;
• attrito fra la sup. del pezzo e quella del dado e del sottotesta.
Le forze di attrito dipendono dalla forza assiale che subisce la vite
È quindi possibile trovare una relazione fra momento di serraggio
(e di svitamento) e forza assiale sulla vite (v. Meccanica applicata)
8
ECM - Collegamenti filettati

ECM - Collegamenti filettati

Politecnico di Torino Dipartimento di Meccanica Teresa Berruti Cristiana Delprete Massimo Rossetto   M T

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Teresa Berruti Cristiana Delprete Massimo Rossetto

 

M

T

=

F

v

2

[

d

m

tan(a

m

+ j') +

d

t

tan j

s

]

   

M

svit

=

F

v

2

[

d

m

tan(a

m

- j') +

d

t

tan j

 

s

]

M T

= momento di serraggio

 

M svit = momento necessario per lo svitamento

 

d

m

= diametro medio del filetto

 

d

t

= diametro ‘efficace’ su cui agisce la forza fra testa e sottotesta

tanj s = f s = coefficiente di attrito (sottotesta-pezzi) tanj = f = coefficiente di attrito (vite-madrevite) tanj’= coeff. di attrito apparente:

 

tan

j ' =

tan j

a =

30

(filettature metriche)

 

cos a

 

a m

= angolo dell’elica:

tan

a

m

=

p

p d

m

 

p

= passo

 

ECM - Collegamenti filettati

 

9

 

Assumendo

tan(a

m

+ j') ª tan a

m

 

+ tan j'

 

Il momento di serraggio risulta:

 
 

M

T

F

= (

v

2

d

m

tan

a

m

+

d

m

tan

j ' +

d

t

tan

j

s

)

=

 
 

F

v

Ê p

Á

= d

+

m

tan j

+

d

t

tan

j

s

ˆ

˜

2

Ë

p

cos a

 

¯

ECM - Collegamenti filettati

 

10

ECM - Collegamenti filettati

Politecnico di Torino Dipartimento di Meccanica Teresa Berruti Cristiana Delprete Massimo Rossetto RESISTENZA DEL
Politecnico di Torino
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Teresa Berruti
Cristiana Delprete
Massimo Rossetto
RESISTENZA DEL FUSTO
Dato un momento di serraggio la vite (nel tratto fra i sottotesta)
sopporta:
• un carico assiale F v
• il momento torcente dovuto all’attrito sui filetti (la quota di
momento dovuta all’attrito nel sottotesta non viene
sopportata dal fusto della vite)
F
F
Ê p
tan j
ˆ
*
v
M
=
(
v
d
tan
a
+
d
tan
j
'
)
=
Á
+
d
˜
T
m
m
m
m
2
2
Ë
p
cos a
¯
11
ECM - Collegamenti filettati
Per il calcolo delle sollecitazioni si fa riferimento alla sezione
minore, che normalmente è quella di nocciolo
(non si tiene conto dell’effetto di rinforzo dei filetti)
2
p d
n
A
=
d
= diametro di nocciolo (tabelle)
n
n
4
*
4
F
16 M
v
t
s
=
t =
a
2
3
p d
p d
n
n
2
Ê
t
ˆ
2
2
s
=
s
+
3
t
= s
1
+
3
Á
˜
id
a
a
Á
˜
s
Ë
a
¯
12
ECM - Collegamenti filettati

ECM - Collegamenti filettati

Politecnico di Torino Dipartimento di Meccanica Teresa Berruti Cristiana Delprete Massimo Rossetto * 2 t

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* 2 t 16 M p d 4 F Ê p tan j ˆ T
*
2
t 16 M
p d
4
F
Ê p
tan j
ˆ
T
n
v
=
=
Á
+
d
˜
m
s
3
a p d
4 F
d
F
2
Ë
p
cos a
¯
n
v
n
v
2
Ê p
tan j
ˆ
=
Á
+
d
˜
m
d
p cos a
n Ë
¯
Da cui
2
È
2
Ê p
tan j
ˆ
˘
2
s
= s
1
+
3
Í
Á
+
d
˜
= s
1
+
3
k
id
a
m
˙
a
d
Ë p cos a
Î
¯
n
˚
È
2 Ê p
tan j
ˆ
˘
s id
s
=
k
Á
+
d
= Í
m
˜
˙
a
2
d
cos a
1
+
3
k
Î
Ë p
¯
n
˚

k dipende solo da fattori geometrici e dall’attrito

ECM - Collegamenti filettati

13

Forza assiale limite

Si suppone di poter sollecitare la vite al montaggio fino ad una frazione X del limite elastico del materiale della vite (tipicamente X = 0.9). Si pone quindi:

s id ,lim

= X R

p0.2

X = 0.9 ). Si pone quindi: s id ,lim = X R p 0.2 s

s

a ,lim

=

X R p 0.2 2 1 + 3 k
X
R p
0.2
2
1
+
3
k

Si determina quindi la forza assiale limite sulla vite:

 

F

= s

 

A

=

X

R

p 0.2

 

p

d

2

n

 
 

v

,lim

a

,lim

 

n

2 1 + 3 k
2
1
+
3
k
 

4

 

F

v ,lim

Ê p

Á

 

tan j

 

ˆ

M

T

=

+

d

m

+

d

t

tan

j

s

˜

 

2

Ë

p

cos a

 

¯

E quindi il momento di serraggio:

ECM - Collegamenti filettati

14

ECM - Collegamenti filettati

Politecnico di Torino Dipartimento di Meccanica Teresa Berruti Cristiana Delprete Massimo Rossetto Valori da assumere

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Teresa Berruti Cristiana Delprete Massimo Rossetto

Valori da assumere per i calcoli

D = diametro nominale vite

( per bulloneria normale, in altri casi valutare d t secondo il disegno della vite)

Coefficiente di attrito f=tanjj (acciaio-acciaio): in tutti i casi conviene assumere il coefficiente di attrito minimo fra quelli rilevati sperimentalmente:

Viti brunite o fosfatate:

lubr. olio: 0.12 0.18

Viti con zincatura galvanica:

Viti con cadmiatura galvanica

ECM - Collegamenti filettati

lubr. MoS 2 : 0.10 0.12

0.12 0.18

0.08 0.12

15

d

t

ª 1.3

D

Materiali per bulloneria

I materiali sono suddivisi per classi di resistenza, individuate da due numeri separati da un punto: x.y dove x = R m /100, y =10· R p0.2 /R m

Esempio: classe 8.8 indica R m = 800 MPa, R p0.2 = 640 MPa

Classi: 3.6 - 4.6 - 4.8 - 5.6 - 5.8 - 6.6 - 8.8 - 10.9 - 12.9

Per i lavori di carpenteria (costruzioni) classe minima 8.8 diametro minimo M 12

ECM - Collegamenti filettati

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ECM - Collegamenti filettati

Politecnico di Torino Dipartimento di Meccanica Teresa Berruti Cristiana Delprete Massimo Rossetto Verifica filetti
Politecnico di Torino
Dipartimento di Meccanica
Teresa Berruti
Cristiana Delprete
Massimo Rossetto
Verifica filetti
Le filettature unificate hanno dimensioni tali per cui la resistenza
del filetto è superiore alla resistenza del fusto
I FILETTI NON DEVONO ESSERE VERIFICATI
Il carico si distribuisce sulle spire in modo decrescente:
le prime 5-6 spire sostengono il 90% del carico
Non servono quindi lunghezze della madrevite elevate per
sostenere carichi maggiori.
17
ECM - Collegamenti filettati
AZIONE DI CARICHI ASSIALI ESTERNI
In assenza di carichi assiali esterni la forza sulla vite e sul
pezzo sono in equilibrio: F v = F p
Se si suppone di applicare un carico C nel sottostesta del dado
che tende ad allungare la vite, si ha una nuova situazione di
equilibrio : F’ p + C = F’ v
F
F
F’ v
F’ v
F’ v
F’ v
F’ v
F’ v
F’ v
F’ v
v
v
F
F
p
p
F’ p
F’ p
F’ p
F’ p
F’ p
F’ p
F’ p
F’ p
C
C
C
C
C
C
C
C
l’interferenza rimane immutata
18
ECM - Collegamenti filettati

ECM - Collegamenti filettati

Politecnico di Torino Dipartimento di Meccanica Teresa Berruti Cristiana Delprete Massimo Rossetto F’ v =
Politecnico di Torino
Dipartimento di Meccanica
Teresa Berruti
Cristiana Delprete
Massimo Rossetto
F’ v = F v + DC v
F p
F v
F’ p = F p - DC p
C=DC v + DC p
F’ v
DC
v
F p = F v
C
DC
p
F’ p
Du
i
u
u
v
p
i
19
ECM - Collegamenti filettati
Fattori di ripartizione dal carico
D u
D
u
d
+ d
v
p
C
= D
C
+ D
C
=
+
= D u
p
v
d
d
d
d
p
v
p
v
D
C
D
d
d
u
d
v
p
v
p
=
=
C
d
D
u
(
d
+ d
)
(
d
+ d
)
v
v
p
v
p
d
p
D
C
=
C
v
(
d
+ d
)
v
p
e analogamente :
d
v
D
C
=
C
p
(
d
+ d
)
v
p
20
ECM - Collegamenti filettati

ECM - Collegamenti filettati

Politecnico di Torino Dipartimento di Meccanica Teresa Berruti Cristiana Delprete Massimo Rossetto Stima della

Politecnico di Torino Dipartimento di Meccanica

Teresa Berruti Cristiana Delprete Massimo Rossetto

Stima della deformabilità della vite

Vite di diametro nominale D, materiale con modulo elastico E v

d

l 1 ,A 1

l 2 ,A 2 l 3 ,A 3 L p
l 2 ,A 2
l 3 ,A 3
L p

u

L

D ˆ

˜

 

v

=

v

= Â

 

˜

¯

v

E

v

A

v

l

i efficace

,

=

1

Ê l

Á

1

+ 0.4

D

+

l

2

+

l

3

+ 0.4

E

v

A

i

E

v

Á

Ë

A

A 1 A

2

3

=

v F

(area ‘media’)

Á Ë A A 1 A 2 3 = v F (area ‘media’) I termini 0.4

I termini 0.4D tengono conto che la vite non finisce al sottotesta… L’area del tratto filettato è calcolata con il diametro medio (d m ). La formula deve essere adattata ai vari casi.

ECM - Collegamenti filettati

21

Stima deformabilità dei pezzi serrati Il calcolo esatto richiede la conoscenza della distribuzione delle tensioni
Stima deformabilità dei pezzi serrati
Il calcolo esatto richiede la conoscenza della distribuzione delle
tensioni e delle deformazioni dovute allo schiacciamento.
Come prima stima ci si riconduce al caso di un cilindro equivalente
con area A p tale da generare la stessa contrazione del caso reale a
parità di carico imposto.
La deformabilità si calcola quindi come:
u
L
p
p
d
=
=
materiali dei pezzi serrati uguali
p
F
E
A
p
p
p
d
Â
materiali dei pezzi serrati diversi
p
A
p E
pi
Per la stima di A p si individuano tre casi
22
ECM - Collegamenti filettati

=

1

L

pi

ECM - Collegamenti filettati

Politecnico di Torino Dipartimento di Meccanica Teresa Berruti Cristiana Delprete Massimo Rossetto Caso a) D

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Caso a) D p /d et £ 1 d et D D D p p
Caso a) D p /d et £ 1
d
et
D
D
D
p
p
p
d
d
d
f
f
f
L
L
L
p
p
p
D
p
(
2
2
)
A
=
D
- d
p
p
f
4
23
ECM - Collegamenti filettati
D
p
Caso b) D p /d et = 1 3
L
p
d
d
et
et
d
f
D
D
Ê
*2
ˆ
p
p
Ê D
ˆ
L
(
2
2
)
p
Á
*
p
˜
A
=
d
-
d
+
Á
-
1
˜
Á 0.2
d
L
+
p
et
f
Á
˜
et
4
8
d
100
˜
Ë
et
p
¯
Ë
¯
*
(L
D)
L
= min
;8
p
p
24
ECM - Collegamenti filettati

ECM - Collegamenti filettati

Politecnico di Torino Dipartimento di Meccanica Teresa Berruti Cristiana Delprete Massimo Rossetto Caso c) D

Politecnico di Torino Dipartimento di Meccanica

Teresa Berruti Cristiana Delprete Massimo Rossetto

Caso c) D p /d et 3 d et L p d f D p
Caso c) D p /d et 3
d
et
L
p
d
f
D
p
È
(d
2
*
)
2
˘
*
(L
D)
A
=
+
0 1
.
L
-
d
L
=
min
;
8
p
Í
et
p
f
˙
p
p
4 Î
˚
25
ECM - Collegamenti filettati
Accorgimenti per diminuire il carico sulle viti
e casi particolari
d
A parità di carico C
DC v diminuisce all’aumentare di d v
p
D
C
=
C
v
(
d
+ d
)
v
p
Per aumentare d v si può aumentare la lunghezza della vite, ad
esempio utilizzando un distanziale (ed un gambo completamente
filettato)
Aumentando la lunghezza del pezzo
aumenta anche la sua deformabilità d p ,
ma, scegliendo opportunamente le
dimensioni del distanziale, si può fare
in modo che essa aumenti in misura
minore rispetto alla deformabilità della
vite.
NB: se DC v diminuisce, DC p aumenta
26
ECM - Collegamenti filettati

ECM - Collegamenti filettati

Politecnico di Torino Dipartimento di Meccanica Teresa Berruti Cristiana Delprete Massimo Rossetto F v,lim rimane

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F v,lim rimane uguale perché dipende dal diametro di nocciolo F p F v Vite
F v,lim rimane uguale perché dipende dal
diametro di nocciolo
F p
F v
Vite ‘allungata’
DC
DC
F
v
v
v,lim
C
C
i
27
ECM - Collegamenti filettati
Viti con fusto alleggerito
d
g
la F v,lim deve essere calcolata in base ad A g
È
˘
2
Ê p
tan j
ˆ
k
=
Í
Á
+
d
˜
˙
m
Ë p cos a
¯
Í Î d
g
˚
˙
2
X
R
p d
p
0.2
g
F
= s
A
=
v
,lim
a
,lim
g
2
4
1
+
3
k
F
tan j
v ,lim
Ê p
ˆ
M
=
Á
+
d
+
d
tan
j ˜
T
m
t
2
Ë
p
cos a
¯
28
ECM - Collegamenti filettati

ECM - Collegamenti filettati

Politecnico di Torino Dipartimento di Meccanica Teresa Berruti Cristiana Delprete Massimo Rossetto F v,lim ,

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F v,lim , calcolata in base ad A g , è inferiore, la deformabilità del
F v,lim , calcolata in base ad A g , è inferiore,
la deformabilità del pezzo è invariata
F p
F v
DC v
F v,lim
DC v
C
F v,lim
(alleggerita)
C

ECM - Collegamenti filettati

i

29

Carico applicato non sottotesta L L a a A A L B B L L
Carico applicato non sottotesta
L L
a a
A
A
L
B
B
L L
L
L
L
b b
p
p
p
p
L L
c c
L
L
+
L
b
c
b
a
c
= d
a + d
+ d
d p
p n =
< 1
(1-
n ) =
p
p
L
L p
p
modello
prima del montaggio
dopo il montaggio
i
a
d
p
d
v d
d
b
d
B
p
A
B
v d
v
p
c
d
p
30
i a d p b d d p A v d p c d p
i
a
d
p
b
d
d
p
A
v d
p
c
d
p
ECM - Collegamenti filettati
ECM - Collegamenti filettati
Politecnico di Torino Dipartimento di Meccanica Teresa Berruti Cristiana Delprete Massimo Rossetto Con il carico

Politecnico di Torino Dipartimento di MeccanicaTeresa Berruti Cristiana Delprete Massimo Rossetto Con il carico sottotesta C L L L p

Teresa Berruti Cristiana Delprete Massimo Rossetto

Con il carico sottotesta C L L L p = L v p v d
Con il carico sottotesta
C
L
L
L p = L v
p
v
d
=
;
d
=
v
p
E
A
E
A
v
v
p
p
C
Con il carico non sottotesta la deformabilità del pezzo
tra i punti di applicazione del carico diminuisce e risulta:
L
n
L
C
a
d
*
b
p
b
p
d
d
=
=
< d
p
p
p
E
A
E
A
p
p
p
p
b
d
d
v
p
Alla deformabilità della vite bisogna invece
sommare quella del pezzo esterno ai carichi:
c
C
d
p
L
L
L
*
v
a
c
d
=
+
+
= d
+
(1
-
n
)
d
> d
v
v
p
v
E
A
E
A
E
A
v
v
p
p
p
p
31
ECM - Collegamenti filettati
Per il carico è come se la vite fosse più deformabile
e il pezzo più rigido.
Per la vite risulta quindi cautelativo assumere sempre il
carico come se fosse sottotesta.
F p
F v
vite A
vite B
F
v,lim
pezzo A
pezzo B
i
32
ECM - Collegamenti filettati

ECM - Collegamenti filettati

Politecnico di Torino Dipartimento di Meccanica Teresa Berruti Cristiana Delprete Massimo Rossetto Carico applicato non

Politecnico di Torino Dipartimento di Meccanica

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Carico applicato non sottotesta

In questo caso potrebbero insorgere problemi sul carico minimo F p,lim perché è maggiore la
In questo caso potrebbero insorgere problemi sul carico minimo
F p,lim perché è maggiore la possibilità di distacco; in questo caso
tutto il carico graverà sulla vite (situazione da evitare).
C
F p
F v
B: vite
A: vite
F v
B: pezzo
A: pezzo

i

NB: F v può essere inferiore a F v,lim (vedi nel seguito)

ECM - Collegamenti filettati

33

Elemento elastico tra i pezzi

L’inserimento di un elemento elastico fra i pezzi, ad esempio una guarnizione, comporta un’aumento molto elevato della deformabilità d p , quindi il carico sarà sopportato quasi interamente dalla vite:

F p F v

F v,lim

DC v ª C
DC v ª C

ECM - Collegamenti filettati

i

34

ECM - Collegamenti filettati

Politecnico di Torino Dipartimento di Meccanica Teresa Berruti Cristiana Delprete Massimo Rossetto Possibile rimedio:
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Cristiana Delprete
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Possibile rimedio:
F p
F v
F
v,lim
F
p
F
e
i
35
ECM - Collegamenti filettati
INCERTEZZE / ALLENTAMENTI
Il carico iniziale sulla vite e quindi di compressione sui pezzi serrati,
viene dato dal momento M T , calcolato in base alla forza F v =F p
In esercizio il carico di serraggio F p può diminuire a causa di:
• Incertezze sulla forza F v al montaggio e sul momento applicato
• Allentamento del collegamento (ad es. per assestamenti dovuti a
vibrazioni,…)
• Azione del carico esterno (DC p )
36
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Politecnico di Torino Dipartimento di Meccanica Teresa Berruti Cristiana Delprete Massimo Rossetto Incertezze sulla forza

Politecnico di Torino Dipartimento di Meccanica

Teresa Berruti Cristiana Delprete Massimo Rossetto

Incertezze sulla forza F v al montaggio e sul momento applicato

Le incertezze derivano da due cause:

 

• incertezza sul coefficiente di attrito All’aumentare del coefficiente di attrito, a parità di momento applicato, diminuisce la forza sulla vite.

• incertezza sulla misura del momento applicato Spesso il momento non viene misurato; le attrezzature di officina che permettono la misura sono tarate in modo da avere eventuali scostamenti che permettano solamente un momento applicato minore di quello impostato.

ECM - Collegamenti filettati

37

Da apposite misure si è trovato il campo di incertezza

F

v

,max

F

v

,lim

 
 

I =

F

v

,min

=

F

v

,min

Serraggio con chiave dinamometrica:

I = 1.6

Serraggio con avvitatore ad impulsi con taratura periodica :

 

I = 2.5

Serraggio manuale o con avvitatura senza taratura periodica

I = 4

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38

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Politecnico di Torino Dipartimento di Meccanica Teresa Berruti Cristiana Delprete Massimo Rossetto Allentamento del

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Teresa Berruti Cristiana Delprete Massimo Rossetto

Allentamento del collegamento Nel tempo sotto l’azione di forze esterne le superfici dei pezzi serrati
Allentamento del collegamento
Nel tempo sotto l’azione di forze esterne le superfici dei pezzi
serrati subiscono un assestamento con modifica della rugosità e
perdita dell’interferenza Di e conseguente perdita dela forza sulla
vite DF v
Valori di Di in mm
Forze assiali
Forze tangenziali
superfici
R a = 1.6 mm
R a = 0.8 mm
R a = 1.6 mm
R a = 0.8 mm
2
13
10
20
13
3
16
12
28
16
4
20
14
35
20
5
25
16
42
25
6
30
18
50
30
N° sup = 2
N° sup = 3
39
ECM - Collegamenti filettati
F p
F v
D
F
F
F
v
v
v
=
=
(
)
D
i
i
F
d
+ d
v
v
p
D
i
D
F
=
v
(
)
F p = F v
d
+ d
v
p
DF v
Di
i
i
40
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ECM - Collegamenti filettati

Politecnico di Torino Dipartimento di Meccanica Teresa Berruti Cristiana Delprete Massimo Rossetto CALCOLO DEI

Politecnico di Torino Dipartimento di MeccanicaTeresa Berruti Cristiana Delprete Massimo Rossetto CALCOLO DEI COLLEGAMENTI FILETTATI Scelta iniziali: • numero viti

Teresa Berruti Cristiana Delprete Massimo Rossetto

CALCOLO DEI COLLEGAMENTI FILETTATI Scelta iniziali: • numero viti (C=F tot /n°viti) in prima approssima
CALCOLO DEI COLLEGAMENTI FILETTATI
Scelta iniziali:
• numero viti (C=F tot /n°viti)
in prima approssima zione
C max
A
=
(
3
• classe (materiale), tipo
4
)
min
R
p
0 2
.
• dimensione
Cambiamenti….
Calcolo di k - F v,lim -
M T - d v - d p - DF v - DC v -
DC p
• Verifica statica
• Verifica del carico minimo di serraggio
• Verifica a fatica della vite
No
Si
Fine
41
ECM - Collegamenti filettati
Verifica statica
Viene effettuata nelle condizioni peggiori:
• supponendo applicata la F v,lim calcolata
• senza allentamenti
• senza considerare incertezze al montaggio
con carico massimo applicato C max
In teoria si dovrebbe verificare che:
2
2
s
=
s
+
3
t
£
R
id
v
v
p0.2
dove
4
F
4 D C
v ,lim
max, v
= s
+ Ds
=
+
s a
v
,lim
max,
v
2
2
p d
p d
n
n
*
16 M
t
t =
v
3
p d
n
42
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Politecnico di Torino Dipartimento di Meccanica Teresa Berruti Cristiana Delprete Massimo Rossetto In pratica, in

Politecnico di Torino Dipartimento di Meccanica

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In pratica, in considerazione di tutte le incertezze presenti, è sufficiente verificare che: s +
In pratica, in considerazione di tutte le incertezze presenti,
è sufficiente verificare che:
s
+ Ds
£
R
cioè
(1
-
X )R
+ Ds
£
R
id
,lim
max,
v
p,0.2
p,0.2
max,
v
p,0.2
Ds
£
(1
-
X
)
R
max,
v
p,0.2
D
C
£
(1
-
X
)
F
max,
v
p,0.2
Possibili cambiamenti:
• cambiare classe del materiale
• aumentare il numero di viti (diminuire C)
• diminuire la percentuale di utilizzo del materiale (es. 80%))
utilizzare viti più lunghe (= più deformabili)
Aumentare il diametro della vite non sempre è efficace
(diminuiscono le tensioni ma aumenta la rigidezza della vite
con la stessa legge)
43
ECM - Collegamenti filettati
Attenzione: viti alleggerite
L’utilizzo di viti alleggerite diminiusce il carico sulla vite, ma
la sezione di riferimento per il calcolo è quella alleggerita
(minore), dove le tensioni rimangono comunque alte.
Nelle sezioni alleggerite la verifica deve essere effettuata
considerando la tensione ideale:
2
2
s
=
s
+
3
t
£
R
id
g
g
p0.2
(
)
*
4
F
+ D
C
16 M
v
,lim
max,
v
t
s
=
t
=
g
g
2
3
p d
p d
g
g
In pratica le viti alleggerite non hanno una resistenza statica
molto diversa da quella delle viti non alleggerite
44
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ECM - Collegamenti filettati

Politecnico di Torino Dipartimento di Meccanica Teresa Berruti Cristiana Delprete Massimo Rossetto Sollecitazioni di
Politecnico di Torino
Dipartimento di Meccanica
Teresa Berruti
Cristiana Delprete
Massimo Rossetto
Sollecitazioni di flessione
Se le superfici di appoggio non sono perfettamente parallele la
vite si incurva, subendo sollecitazioni di flessione:
a a a
L
L
L
1
M
a
M
D
a
D
=
=
s
=
=
E
max
R
EJ
L
J
2
L
2
1
D
1
5
assumendo
E =
2 10
MPa;
a =
0.5
=
rad;
=
114.6
L
10
si ottiene
s
ª
87 MPa
Conviene utilizzare viti snelle… e imporre le tolleranze di planarità
45
ECM - Collegamenti filettati
Verifica del carico minimo di serraggio
Normalmente si vuole un carico minimo di serraggio F p,lim
(ad esempio per garantire la tenuta delle guarnizioni).
F p , F v
F
v,lim
F
v,lim /I
F v,lim /I - DF v
DC
p
F
p,min
Di
i
i teorica
46
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Politecnico di Torino Dipartimento di Meccanica Teresa Berruti Cristiana Delprete Massimo Rossetto Deve essere: F

Politecnico di Torino Dipartimento di Meccanica

Teresa Berruti Cristiana Delprete Massimo Rossetto

Deve essere:

F v ,lim

I

Nota: se F p,min = 0 (si ha cioè il distacco fra le parti serrate) tutto il carico C agisce sulla vite: si deve sempre evitare questa situazione.

Possibili cambiamenti:

diminuire le incertezze utilizzando chiavi dinamometriche

lavorare più accuratamente le superfici dei pezzi serrati

cambiare classe del materiale (F v,lim più alta)

utilizzare viti meno deformabili

aumentare il numero di viti (diminuire C)

aumentare la deformabilità del pezzo (con attenzione)

ECM - Collegamenti filettati

47

F p

,lim

£ F

p

,min

=

- D

F

v

- D

C

p

Verifica a fatica della vite

Diagramma di Haigh per filettature classi 8.8 12.9 (da VDI 2230)

s D

(MPa)

Viti non

rullate

8 M 4 M M 10 M 16 80 160 M 18 M 30 70
8
M 4 M
M 10
M 16
80
160
M
18 M 30
70
140
60
120
50
100
40
80
0.1
0.2
0.3
0.4
0.5
0.6
0.7
0.8
0.9
s
m
R p0.2

s D

(MPa)

Viti

rullate

La vite è considera verificata se s a £ 0.9 s D

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48

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Politecnico di Torino Dipartimento di Meccanica Teresa Berruti Cristiana Delprete Massimo Rossetto Calcolo di ss

Politecnico di Torino Dipartimento di Meccanica

Teresa Berruti Cristiana Delprete Massimo Rossetto

Calcolo di ss a e ss m Caso a): 0 £ C(t) £ C max
Calcolo di ss a e ss m
Caso a): 0 £ C(t) £ C max
F p , F v
DC
v (t)
F v,a
DC max,v
F v,lim
C
max
F v,m
i
F
v
,
a
F
= F
+ D
C
F
=
F
s
=
v
,max
v
,lim
max,
v
v
,min
v
,lim
a
A
D
D C
n
C max, v
= max, v
F
=
F
+
F
v , m
v
,lim
F v a
,
v
,
m
2
2
s
=
m
A
n
49
ECM - Collegamenti filettati
Caso b): C min £ C(t) £ C max F p , F v DC
Caso b): C min £ C(t) £ C max
F p , F v
DC v (t)
F v,a
DC max,v
F v,lim
F v,m
DC min,v
C max
C min

F

=

F

+ D

C

F

,min

 

+ D

F

v

C

 

v

,max

F

v

v

,lim

,max

+ F

v

max,

,min

v

v

F

v

,lim

-

,max

min,

,min

v

=

=

F v m

,

2

F v a

,

2

ECM - Collegamenti filettati

F v , a s = a A n F v , m s =
F
v
,
a
s
=
a
A
n
F
v
,
m
s
=
m
A
n

i

50

ECM - Collegamenti filettati

Politecnico di Torino Dipartimento di Meccanica Teresa Berruti Cristiana Delprete Massimo Rossetto Caso c): C

Politecnico di Torino Dipartimento di Meccanica

Teresa Berruti Cristiana Delprete Massimo Rossetto

Caso c): C min £ 0 £ C max F p F v DC v
Caso c): C min £
0
£ C max
F p
F v
DC
v (t)
F v,a
F v,max
DC max,v
DC min,v
F v,lim
F
v,m
F v,min
d
p
C min
D
C
=
C
(< 0)
C max
min,
v
min
(
+ d
)
d v
p
i
F
v
,
a
F
=
F
+ D
C
F
=
F
+ D
C
s
=
v
,max
v
,lim
max,
v
v
,min
v
,lim
min,
v
a
A
n
F
+ F
F
- F
v
,max
v
,min
v
,max
v
,min
=
=
F
F v m
,
F v a
,
v
,
m
2
2
s
=
m
A
n
51
ECM - Collegamenti filettati

Possibili cambiamenti:

utilizzare viti rullate

utilizzare viti più deformabili (in particolare alleggerite)

aumentare il numero di viti (diminuire C)

cambiare classe del materiale (meno efficace rispetto al caso statico)

Attenzione:

Per la fatica l’utilizzo di viti alleggerite è conveniente perché diminuiscono le tensioni nella zona filettata; le tensioni nella parte alleggerita sono più elevate ma in questa zona, dove non vi sono gli intagli dovuti alla filettatura, la resistenza a fatica è maggiore (il diagramma dato è valido per le filettature…)

Per esclusivo utilizzo in campo aeronautico sono previste viti MJ - ISO 3161 (1977), con disegno del filetto modificato per ridurre l’effetto di intaglio (solo rullate)

ECM - Collegamenti filettati

52

ECM - Collegamenti filettati

Politecnico di Torino Dipartimento di Meccanica Teresa Berruti Cristiana Delprete Massimo Rossetto DISPOSITIVI

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DISPOSITIVI ANTISVITAMENTO Lo svitamento spontaneo della vite in condizioni statiche è impedito se a m <j ; in pratica, sotto l’azione di sovraccarichi, vibrazioni, scosse si può avere lo svitamento spontaneo.

Esistono dispositivi unificati contro lo svitamento:

• Rosette elastiche UNI 1751 (1988)

• Rosette con nasello UNI 6599 (1969)

• Rosette con linguetta UNI 6600 (1969)

• Piastrine UNI 6601 (1969)

• Dadi esagonali ad intagli UNI 5593-5594-5596
• …

Dadi esagonali autobloccanti (unificati in campo aerospaziale) UNI EN 3377 - UNI EN 3723 (1996)

E’ possibile l’applicazione di prodotti adesivi ‘frenafiletti’

ECM - Collegamenti filettati

53

Sistema dado - controdado Schema di funzionamento

Sistema dado - controdado Schema di funzionamento Dado serrato, primo contatto dado-controdado Controdado serrato Il dado
Sistema dado - controdado Schema di funzionamento Dado serrato, primo contatto dado-controdado Controdado serrato Il dado

Dado serrato, primo contatto dado-controdado

Controdado serrato

Il dado viene progressivamente scaricato; e poi si inverte il contatto con i filetti della vite e del dado; la parte di gambo fra dado e controdado si comporta come una molla che impedisce il movimento (aumenta la forza d’attrito).

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54

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Politecnico di Torino Dipartimento di Meccanica Teresa Berruti Cristiana Delprete Massimo Rossetto Spesso si utilizzano

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Teresa Berruti Cristiana Delprete Massimo Rossetto

Spesso si utilizzano dadi e controdadi di altezza diversa: poiché il carico è sopportato prevalentemente
Spesso si utilizzano dadi e controdadi di altezza diversa:
poiché il carico è sopportato prevalentemente dal controdado
questo deve essere di altezza maggiore.
NO
SI
55
ECM - Collegamenti filettati
VITI CON CARICO TRASVERSALE
Le viti non devono lavorare a taglio, perché nel caso di
movimento relativo dei pezzi serrati, oltre alla sollecitazione a
taglio si può avere una elevata sollecitazione di flessione.
Nel caso (frequente) in cui le viti siano utilizzate per prevenire
movimenti reciproci trasversali si possono utilizzare 3 soluzioni:
• viti passanti: si deve garantire una forza di attrito fra le parti
sufficiente a impedire il movimento
• viti con gambo calibrato
• inserzione di bussole che sopportano lo sforzo di taglio
56
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ECM - Collegamenti filettati

Politecnico di Torino Dipartimento di Meccanica Teresa Berruti Cristiana Delprete Massimo Rossetto Viti passanti F

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Viti passanti F T F CS T F = p ,min f n m F
Viti passanti
F
T
F
CS
T
F
=
p ,min
f
n
m
F
=
forza trasversale totale
T
CS
=
coeff. di sicurezza (1.25
1.6)
f
=
coeff. di attrito
n
=
numero di bulloni
f·F p,min
m = superfici fra i pezzi (es.1)
57
ECM - Collegamenti filettati
Viti calibrate Sono calcolate come chiodi: F T Taglio : F F 4 T T
Viti calibrate
Sono calcolate come chiodi:
F
T
Taglio :
F
F
4
T
T
t
=
=
£
t
amm
d
m
n
A
2
m
n
p
d
Pressione specifica :
F
T
s
=
£
s
amm
d
s
s
F
T
t
=
0 . 4
0 . 6 R
amm
p
0 . 2
s
=
0 . 75
0 . 6 R
amm
m
(molto costose)
58
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Politecnico di Torino Dipartimento di Meccanica Teresa Berruti Cristiana Delprete Massimo Rossetto Bussole Anche la

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Bussole Anche la bussola viene calcolata come un chiodo (cavo) F T Taglio : 4
Bussole
Anche la bussola viene calcolata come un chiodo
(cavo)
F
T
Taglio :
4
F T
F T
=
=
amm
m
n
A
2
d
d
m
n
p
(
d
-
d
)
e
i
e
i
Pressione specifica :
F
T
s
=
£
s
amm
F
p
T
t
=
0 . 4
0 . 6 R
amm
p
0 . 2
L
p
s
=
0 . 75
0 . 6 R
amm
m
(materiale della bussola)
59
ECM - Collegamenti filettati

t

t £ t

£

t

d

e

L

Bibliografia

Giovannozzi R., Costruzione di Macchine, vol. I, Patron Bologna,

1965

Niemann G., Elementi di Macchine, ETS Milano - Springer Berlino,

1983

Decker K.H., Maschinenelemente - Gestaltung und Berechnung, Carl Hanser Verlag, München (D), 1982

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