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CORSO DI FORMAZIONE PER IL

PERSONALE SULLA SALUTE E


SICUREZZA SUL LAVORO
STRUTTURA DEL CORSO:

 Scopo della formazione


 Aspetti legali/giuridici
 Presentazione del DLgs. 81/08 «TESTO UNICO SULLA SALUTE E SICUREZZA SUL LAVORO»
 Organigramma aziendale (diritti e doveri dei vari membri)
 Rischio radiazioni non ionizzanti
 Valutazione e prevenzione dei rischi
 Verifica finale

A cura di:

Ing. Giuseppe Chiarotti


Perché siamo qui

• Obbligo del datore di lavoro: siamo “creditori” di


informazione (artt. 36 e 37 D.lgs. 81/08);

• Attivare la collaborazione

• Ricordare obblighi e diritti fondamentali.

3
Scopo della formazione
• Acquisire la consapevolezza di dover finalizzare l’organizzazione del dipartimento di Fisica Nucleare
alla sicurezza.

• Sviluppare la conoscenza delle norme sotto il profilo penale.

• Sviluppare una metodologia operative per l’analisi del rischio.

• Sviluppare una metodologia operative per l’individuazione delle misure di sicurezza da adottare.

• Conoscere I propri diritti/doveri in ambito di sicurezza e salute dei lavoratori.

• Interagire correttamente con gli altri soggetti al fine di elevare la cultura della sicurezza.
Perché è importante sensibilizzare i
lavoratori sulla “sicurezza”

• Motivo Etico
• Motivo Economico
Paragone tra il 2014 e il 2017 secondo i dati INAIL:

- Anno 2014 - Anno 2017


- Totale infortuni 663.440 - Totale infortuni 635.433
- Mortali 1.139 - Mortali 1.029
- Malattie professionali 57.370 - Malattie professionali 58.000
ASPETTI LEGISLATIVI
Riferimenti normativi - Cenni storici
PERIODO NORMA CONTENUTO
Anni ’50 • 547/55 Prescrizione per la sicurezza dei macchinari e degli ambienti di lavoro
• 303/56
Anni ‘70 • Legge 20 maggio 1970 n° 300 I lavoratori, mediante le loro rappresentanze, hanno il diritto di controllare
«Statuto dei Lavoratori» l’applicazione delle norme per la prevenzione degli infortuni e delle
malattie professionali e di promuovere la ricerca, l’elaborazione e
l’attuazione di tutte le misure idonee a tutelare la loro salute e la loro
integrità fisica.

Anni ‘80 Direttive Europee: Le direttive Sociali sono dette “Orizzontali” perché interessano la società nel
• Sociali suo complesso (art. 118 Trattato di Roma)
• Di Protocollo Le direttive di prodotto stabiliscono requisiti essenziali per i prodotti
(Marchio CE).

Anni ‘90 • D.L. 15/08/91 n° 277 Direttiva Rumore, Piombo, Amianto;


• D.L. 04/12/92 n° 475 Direttiva Dispositivi Protezione Individuale;
• D.P.R. 24/07/96 n° 459 Direttiva Macchine;
• D.Lgs. 24/07/96 n° 494 Direttiva Cantieri;
• D.Lgs. 26/05/97 Direttiva HACCP;
• D.L.gs 626/94 Sicurezza e Salute dei Lavoratori
COSTITUZIONE
• ART.32: La Repubblica tutela la salute come fondamentale diritto
dell’individuo e interesse della collettività, e garantisce cure gratuite
agli indigenti (..omissis..)

• ART.35: La Repubblica tutela il lavoro in tutte le sue forme e


applicazioni. Cura la formazione e l’elevazione professionale dei
lavoratori. Promuove e favorisce gli accordi e le organizzazioni
internazionali intesi ad affermare e regolare i diritti del lavoro.

• ART.41:L’iniziativa economica privata è libera. Non può svolgersi in


contrasto con l’utilità sociale o in modo da recare danno alla
sicurezza, alla libertà, alla dignità umana (..omissis..)
CODICE CIVILE
• ART..2050 - Responsabilità per l’esercizio di attività pericolose -
Chiunque cagioni danno ad altri nello svolgimento di una
attività pericolosa, per sua natura o per la natura dei mezzi
adoperati, è tenuto al risarcimento, se non prova di aver
adottato tutte le misure idonee ad evitare il danno.

• ART..2087 - Tutela delle condizioni di lavoro: L’imprenditore è


tenuto ad adottare nell’esercizio dell’impresa le misure che,
secondo la particolarità del lavoro, l’esperienza e la tecnica,
sono necessarie a tutela dell’integrità fisica e la personalità
morale dei prestatori di lavoro.
CODICE PENALE
• ART..437 - Rimozione o omissione dolosa di cautele contro
infortuni sul lavoro - Chiunque ometta di collocare
impianti,apparecchi o segnali destinati a prevenire disastri o
infortuni sul lavoro, ovvero li rimuove o li danneggia, è punito
con la reclusione da sei mesi a cinque anni. Se dal fatto deriva
disastro o infortunio, la pena è della reclusione da tre a dieci anni.

• ART..451 - Ommissione colposa di cautele o difese contro disastri


o infortuni sul lavoro: Chiunque, per colpa, omette di collocare,
ovvero rimuove o rende inservibili apparecchi o altri mezzi
destinati alla estinzione di un incendio, o al salvataggio o al
soccorso contro disastri o infortuni sul lavoro, è punito con la
reclusione fino a un anno o con la multa da euro 10 a euro 516.
• ART..589 - Omicidio colposo - Chiunque cagiona per colpa la morte di
una persona è punito con la reclusione da sei mesi a cinque anni. Se il
fatto è commesso con violazione delle norme sulla disciplina della
circolazione stradale o di quelle per la prevenzione degli infortuni sul
lavoro la pena è la reclusione da 2 a 7 anni.
Nel caso di morte di più persone, ovvero di morte di una o più
persona e di lesioni di una o più persone, si applica la pena che
dovrebbe infliggersi per la più grave delle violazioni commesse
aumentate fino al triplo, ma la pena non può superare gli anni 15.
• ART..590 – Lesioni personali colpose - Chiunque cagiona ad altri per colpa una lesione
personale è punibile con la reclusione fino a tre mesi o con la multa fino a euro 309. Se la
lesione è grave (583) la pena è della reclusione da uno a sei mesi o della multa da euro 123
a euro 619;
se è gravissima (5832), della reclusione da tre mesi a due anni o della multa da euro 309 a
euro 1.239...
… Se i fatti di cui al secondo comma sono commessi con violazione delle norme sulla
disciplina della circolazione stradale o di quelle per la prevenzione degli infortuni sul
lavoro la pena per le lesioni gravi è la reclusione da 3 mesi a 1 anno o la multa da euro 500
a euro 2.000…
…e la pena per lesioni gravissime è della reclusione da 1 a 3 anni
...Nel caso di lesioni di più persone si applica la pena che dovrebbe infliggersi per la più
grave delle violazioni commesse aumentate fino al triplo, ma la pena non può superare
gli anni 5.
Il delitto è punibile a querela della persona offesa, salvo nei casi previsti nel primo e
secondo capoverso, limitatamente ai fatti commessi con violazione delle norme per la
prevenzione degli infortuni sul lavoro o relative all'igiene del lavoro o che abbiano
determinato una malattia professionale.
DLgs. 81/08 – TESTO UNICO SULLA SICUREZZA
(ultima revisione maggio 2017)
La filosofia del sistema di prevenzione è fondata sul

PRINCIPIO DELL’AUTOTUTELA

(art. 5: …”ciascun lavoratore deve prendersi cura della propria sicurezza e della propria
salute e di quella delle altre persone presenti sul luogo di lavoro su cui possono
ricadere gli effetti delle sue azioni o omissioni.”)

Al lavoratore è richiesto di eseguire non solo quanto altri (Datore di Lavoro o


Dirigente) hanno stabilito, ma di contribuire all’adempimento di tutti gli obblighi
imposti dalla normativa sulla sicurezza del lavoro.
DLgs. 81/08 – TESTO UNICO SULLA SICUREZZA

Principi generali di PREVENZIONE

 Eliminazione del rischio


 Riduzione del rischio alla fonte
 Prevenzione integrata (misure tecniche, produttive e organizzative)
 Sostituzione del pericoloso con il meno o il non pericoloso
 Rispetto dei principi ergonomici
 Priorità delle misure di protezione collettiva
 Limitazione al minimo del numero degli esposti
 Uso limitato di agenti chimici, fisici e biologici nocivi
 Controllo sanitario dei lavoratori in funzione dei rischi...
DLgs. 81/08 – TESTO UNICO SULLA SALUTE E
SICUREZZA SUL LAVORO
(ultima revisione maggio 2017)
GAZZETTA UFFICIALE del 30 aprile 2008 n°101

Supplemento ordinario n° 108

13 TITOLI (306 articoli)

51 Allegati (232 pagine)


DLgs. 81/08 – TESTO UNICO SULLA SICUREZZA SUL LAVORO
Titolo Nome Articoli legislativi Allegati
TITOLO 1 PRINCIPI COMUNI 1 - 61 I - III
TITOLO 2 LUOGHI DI LAVORO 62 - 68 IV
TITOLO 3 USO ATTREZZATURE DI LAVORO E D.P.I. 69 - 87 V - IX
TITOLO 4 CANTIERI TEMPORANEI E MOBILI 88 - 160 X - XXIII
TITOLO 5 SEGNALETICA DI SALUTE E SICUREZZA SUL LAVORO 161 - 166 XXIV - XXXII
TITOLO 6 MOVIMENTAZIONE MANUALE DEI CARICHI 167 - 171 XXXIII
TITOLO 7 ATTREZZATURE MUNITE DI VIDEOTERMINALI 172 - 179 XXXIV
TITOLO 8 AGENTI FISICI 180 - 220 XXXV - XXXVII
TITOLO 9 SOSTANZE PERICOLOSE 221 - 265 XXXVIII - XLIII
TITOLO 10 ESPOSIZIONE AD AGENTI BIOLOGICI 266 - 286 XLIV - XLVIII
TITOLO 11 PROTEZIONE DA ATMOSFERE ESPLOSIVE 287 - 297 XLIX – LI
TITOLO 12 DISPOSIZIONI IN MATERIA PENALE E DI PROCEDURA PENALE 298 - 303
TITOLO 13 NORME TRANSITORIE E FINALI 304 - 306
La struttura di prevenzione

Datore di lavoro

Servizio prevenzione
Medico competente
e protezione

Squadra antincendio Squadra


gestione emergenze primo soccorso

Dirigenti

RLS Preposti

Lavoratori (VOI)
ALCUNE DEFINIZIONI COMUNI:
DATORE DI LAVORO: il soggetto titolare del rapporto di lavoro con il lavoratore o,
comunque, il soggetto che, secondo il tipo e l’assetto
dell’organizzazione nel cui ambito il lavoratore presta la
propria attività, ha la responsabilità dell’organizzazione stessa
o dell’unità produttiva in quanto esercita i poteri decisionali e
di spesa.

PREPOSTO: persona che SOVRAINTENDE alle attività lavorative e garantisce


l’attuazione delle direttive ricevute, controllando la corretta esecuzione da
parte dei lavoratori ed esercitando un funzionale potere di iniziativa.
Tale ruolo viene svolto in ragione delle competenze professionale e nei
limiti dei poteri gerarchici e funzionali che devono essere adeguati alla
natura dell’incarico conferito al preposto.
LAVORATORE: persona che indipendentemente dalla tipologia contrattuale,
svolge un’attività lavorativa nell’ambito dell’organizzazione di un
datore di lavoro pubblico o privato, con o senza retribuzione,
anche al sol fine di apprendere un mestiere, un’arte o una
professione, esclusi gli addetti ai servizi domestiche familiari.

RSPP: persona designata da Datore di lavoro, a cui risponde, per coordinare il


Servizio di Prevenzione e Protezione dai rischi.

RLS: persona eletta o designata (dai lavoratori) per rappresentare i lavoratori per
quanto concerne gli aspetti della salute e della sicurezza durante il lavoro
OBBLIGHI DEL DATORE DI LAVORO
• nominare il medico competente ;

• designare preventivamente i lavoratori incaricati dell’attuazione delle misure di


prevenzione incendi e lotta antincendio;

• fornire ai lavoratori i necessari e idonei dispositivi di protezione individuale (DPI);

• prendere le misure appropriate affinché soltanto i lavoratori che hanno ricevuto


adeguate istruzioni e specifico addestramento accedano alle zone che li espongono
ad un rischio grave e specifico;

• richiedere l’osservanza da parte dei singoli lavoratori delle norme vigenti;

• inviare i lavoratori alla visita medica entro le scadenze previste dal programma di
sorveglianza sanitaria e richiedere al medico competente l’osservanza degli
obblighi previsti a suo carico nel presente decreto;
• adottare le misure per il controllo delle situazioni di rischio in caso di emergenza e
dare istruzioni affinché i lavoratori, in caso di pericolo grave, immediato ed
inevitabile, abbandonino il posto di lavoro o la zona pericolosa;

• consentire ai lavoratori di verificare, mediante il rappresentante dei lavoratori per la


sicurezza (RLS), l’applicazione delle misure di sicurezza e di protezione della salute;

• consegnare tempestivamente al rappresentante dei lavoratori per la sicurezza, su


richiesta di questi e per l'espletamento della sua funzione, copia del documento di
valutazione dei rischi (DVR), anche su supporto informatico, nonché consentire al
medesimo rappresentante di accedere ai dati; il documento è consultato
esclusivamente in azienda;

• elaborare il documento di valutazione dei rischi (DVR);

• adottare le misure necessarie ai fini della prevenzione incendi e dell’evacuazione dei


luoghi di lavoro;
OBBLIGHI DEL PREPOSTO
• Sovrintende e vigila sull’osservazione da parte dei singoli lavoratori dei loro
obblighi di legge nonché delle disposizioni aziendali in materia di salute e
sicurezza sul lavoro e dei sui mezzi di protezione collettivi e dei D.P.I. messi a loro
disposizione e in caso di persistenza della inosservanza, informa i loro superiori
diretti.
ARRESTO FINO A DUE MESI O AMMENDA DA 400 A 1200 EURO.

• Verifica che solo i lavoratori che hanno ricevuto adeguata istruzione accedano a
zono che li espongano a rischi gravi e/o specifici .
ARRESTO FINO A UN MESE O AMMENDA DA 200 A 800 EURO.

• Richiede l’osservanza delle misure per il controllo delle situazioni di rischio in


caso di emergenza e da istruzioni affinché i lavoratori, in caso di pericolo grave,
immediato o inevitabile, abbandonino il posto di lavoro o la zona pericolosa.
ARRESTO FINO A DUE MESI O AMMENDA DA 400 A 1200 EURO.
• Informa il più presto possibile i lavoratori esposti al rischio di un pericolo grave e
immediato circa il rischio stesso e le disposizioni prese o da prendere in materia di
protezione.
ARRESTO FINO A UN MESE O AMMENDA DA 200 A 800 EURO.

• Si astiene, salvo eccezione debitamente motivata, dal richiedere ai lavoratori di


riprendere le loro attività in una situazione di lavoro in cui persiste un pericolo grave
e immediato.
ARRESTO FINO A DUE MESI O AMMENDA DA 400 A 1200 EURO.

• Segnala tempestivamente al datore di lavoro o al dirigente le deficienze dei mezzi,


delle attrezzatura o dei D.P.I. sia ogni altra condizione di pericolo che si verifichi
durante il lavoro, delle quali venga a conoscenza sulla base della formazione ricevuta
(obbligatoria di min. 8 ore ).
ARRESTO FINO A DUE MESI O AMMENDA DA 400 A 1200 EURO.

• Frequenta appositi corsi di formazione e di aggiornamento.


ARRESTO FINO A UN MESE O AMMENDA DA 200 A 800 EURO.
OBBLIGHI DEL LAVORATORE

• Ogni lavoratore deve prendersi cura della propria salute e sicurezza e di


quella delle altre persone su cui ricadono gli effetti delle sue azioni o
omissioni, conformemente alla formazione, alle istruzioni e ai mezzi forniti.

• Contribuire all’adempimento agli obblighi a tutela della salute e sicurezza;

• Osservare le disposizioni impartite dai superiori ai fini della protezione


collettiva e individuale;

• Utilizzare correttamente le attrezzature, le sostanze, i mezzi di trasporto, i


dispositivi di sicurezza, i D.P.I.
• Segnalare qualsiasi condizione di pericolo, adoperandosi direttamente in caso
d’urgenza, nell’ambito delle proprie competenze e possibilità, con l’obbligo di
non rimuovere i dispositivi di sicurezza;

• Non compiono di propria iniziativa operazioni che non sono di loro


competenza;

• Partecipare alla formazione e all’addestramento;

• Sottoporsi ai controlli sanitari;

• I lavoratori di aziende in appalto e i lavoratori autonomi devono esporre la


tessere di riconoscimento;
VALUTAZIONE E RILEVAZIONE DEL RISCHIO
Aspetti psicologici

La probabilità di infortunio è funzione sia della reale pericolosità (rischio)


che della percezione che un individuo ha di questa pericolosità

Prevenzione: azione tendente ad instaurare negli individui e nel tempo


una risposta adeguata sia al rischio che alla percezione del rischio

Aumentare la consapevolezza!!!
VALUTAZIONE E RILEVAZIONE DEL RISCHIO
DEFINIZIONI

PERICOLO: è la proprietà o la qualità intrinseca di un determinato fattore avente il


potenziale di causare danni

La probabilità che sia raggiunto il limite potenziale di danno nelle


P condizioni d’impiego, ovvero di esposizione, di un determinato fattore;

Il danno inteso come la previsione sull’entità della conseguenza


D menomante per la salute del lavoratore causata dal verificarsi di un evento
pericoloso

Il rischio inteso come la valutazione congiunta dell’entità dei danni e della


R probabilità che si verifichino
VALUTAZIONE E RILEVAZIONE DEL RISCHIO
METODOLOGIA DI VALUTAZIONE

Identificazione dei pericoli e dei fattori di rischio:

a. Stima della probabilità (P) di accadimento

b. Stima della magnitudo del danno D

c. Valutazione del rischio R come funzione di P e D cioè R = P x D

Dobbiamo adottare delle scale di valutazione per i parametri P e D


VALUTAZIONE E RILEVAZIONE DEL RISCHIO
Scala di valutazione della stima della probabilità (P) di accadimento

VALORE LIVELLO CRITERIO

La mancanza riscontrata può provocare un danno solo in concomitanza di


Poco più eventi poco probabili ed indipendenti (circostanza sfortunata).
1
probabile Sono noti pochi episodi verificatosi in precedenza o addirittura nessuno.
Il verificarsi del danno susciterebbe incredulità e sorpresa.

La mancanza riscontrata può provocare un danno, anche se in modo non


2 Probabile automatico e diretto.
E’ noto qualche episodio in cui alla mancanza ha fatto seguito il danno.

Esiste una correlazione diretta tra la mancanza rilevata ed il verificarsi del


danno ipotizzato per i lavoratori.
Molto
3 Si sono verificati danni per la stessa mancanza rilevata nella stessa azienda
probabile
o aziende simili.
Il verificarsi del danno non susciterebbe alcun stupor.
VALUTAZIONE E RILEVAZIONE DEL RISCHIO

Scala di valutazione della gravità (Magnitudo del Danno)

VALORE LIVELLO CRITERIO (EFFETTI)

Infortunio o episodio di esposizione acuta con effetti di


1 lieve inabilità rapidamente reversibile.
Esposizione cronica con effetti immediatamente reversibili

Infortunio o episodio di esposizione acuta con effetti di inabilità


2 medio reversibile.
Esposizione cronica con effetti reversibili

Infortunio o episodio di esposizione acuta con effetti di invalidità


totale o addirittura letale.
3 grave
Esposizione con effetti totalmente o parzialmente irreversibili e
invalidanti.
VALUTAZIONE E RILEVAZIONE DEL RISCHIO
RISCHIO = PROBABILITÀ X DANNO

La valutazione numerica e cromatica del livello di rischio permette di


identificare la priorità degli interventi da effettuare, ad es.:

. 1≤R≤2 Azioni correttive/migliorative da programmare nel breve-medio periodo

3≤R≤4 Azioni correttive da programmare con urgenza

R≥6 Azioni correttive immediate


RISCHIO DA RAZIAZIONI
NON IONIZZANTI

32
RAZIAZIONI NON IONIZZANTI (NIR)

Il termine RADIAZIONI NON IONIZZANTI, NIR, si riferisce a


qualunque tipo di radiazione elettromagnetica che non trasporta
sufficiente energia per ionizzare atomi o molecole, ovvero, per
rimuovere completamente un elettrone da un atomo o molecola.

Talvolta in questa categoria vengono ricompresi anche i campi


elettrici statici (anche se non emettono radiazioni) e gli ultrasuoni
che sono onde acustiche (meccaniche) e non elettromagnetiche 33
CAMPI ELETTROMAGNETICI ED ONDE ELETTROMAGNETICHE

I campi elettromagnetici (CEM) si originano nel passaggio di corrente


elettrica in un conduttore (o in una antenna) e si propagano nello spazio
(anche nel vuoto) sotto forma di onde.

Le onde elettromagnetiche sono caratterizzate dai seguenti parametri:

• frequenza (si misura in Hz, maggiore è la frequenza e maggiore è


l’energia trasportata;
• l’intensità del campo elettrico (si misura in V/m)
• l’intensità del campo magnetico (si misura in A/m)
• la quantità di energia trasportata (si misura in Joule) 34
In riferimento alla classificazione in frequenza delle onde elettromagnetiche, le radiazioni non
ionizzanti sono quelle che arrivano a comprendere la luce visibile

SPETTRO ELETTROMAGNETICO

35
Le NIR (campi elettromagnetici) sono forme di RADIAZIONI
ELETTROMAGNETICHE presenti

sia in natura:
• radiazioni solari
• cariche elettrostatiche
• radiazioni del campo magnetico terrestre

sia prodotte artificialmente e connesse allo sviluppo scientifico e


tecnologico:
• radar
• elettrodotti
• apparecchi televisivi ed elettrodomestici in genere
• forni a microonde
• telefoni cellulari 36
SORGENTI DELLE RADIAZIONI NON IONIZZANTI
Si riportano in tabella alcune delle
SORGENTI di RADIAZIONI NON IONIZZANTI

Tipo di radiazione Frequenze Sorgenti


CMS Risonanza magnetica nucleare (NMR),
0 Hz
(Campi Magnetici Statici) celle elettrolitiche

ELF-VLF
(frequenze estremamente 1 Hz – 300 Hz Rete elettrica (50 Hz), VDT
basse)

RF-MW Radio – TV, cellulari, radarterapia,


300 Hz – 300 GHz
(radiofrequenze, microonde) forni a microonde

IS-VIS-UV Agitatori termici, flash per laser,


(infrarosso, visibile, > 300 GHz lampade spettroscopiche, lampade
37
ultravioletto) germicide (UV)
CARATTERISTICHE DELLE SOTGENTI NIR

Le sorgenti di CEM possono essere suddivise in sorgenti irradianti


intenzionali e non intenzionali:

RADIATORI INTENZIONALI: hanno come scopo l’emissione di NIR


(sistemi di TLC). Hanno caratteristiche note e delimitate di potenza
d’emissione, stabilità in frequenza, etc.

RADIATORI NON INTENZIONALI: emettono radiazioni come effetto


secondario e indesiderato (perdita di radiazione) rispetto al loro primario
(apparecchi di riscaldamento ad induzione, VDT, microonde)

38
SOTGENTI di CAMPI MAGNETICI

Tra le principali sorgenti di campi magnetici vi sono gli apparecchi per


risonanza magnetica nucleare (NMR) in cui sono presenti varie sorgenti
di campo magnetico per produrre immagini diagnostiche:
• Un campo magnetico statico elevatissimo (≤ 10 T), generato da un
magnete superconduttore;
• Un campo magnetico variabile nel tempo;
• Un campo a radiofrequenze (30 MHz – 600 MHz) con potenze medie
fino a di 10 kW.

39
SOTGENTI di CAMPI MAGNETICI a BASSE FREQUENZE (ELF – VLF)

Tra le sorgenti di campi elettromagnetici a basse


frequenze più diffuse nei laboratori vi sono:
• Apparecchiature che fanno uso della rete
elettrica, anche ad alte tensioni e che operano
quindi a 50 Hz;
• Videoterminali. In quelli che fanno uso di tubi a
raggi catodici (CRT), per la generazione
dell’immagine lo schermo viene spazzolato da
un fascetto con le seguenti frequenze:
- Verticale 50 – 150 Hz
- Orizzontale 30 – 70 kHz
- Dot-clock (colore) ~ 20 MHz
• Nei moderni monitor a cristalli liquidi (LCD)
sono presenti solo emissioni alla frequenza di
dot-clock. 40
SOTGENTI di CAMPI MAGNETICI da
RADIOFREQUENZE E MICROONDE
Tra le sorgenti di radiofrequenze e microonde più
frequenti nei laboratori e nelle strutture sanitarie vi
sono:

• Forni a microonde: vengono usati per riscaldare


o portare a alte temperature prodotti ben definiti
o per sterilizzare o cuocere.
Operano intorno a 2,45 GHz.

• Apparecchi sanitari: Servono per riscaldare


tessuti (ad es. marconiterapia ~ 35 MHz oppure
radarterapia ~ 2,45 GHz)

41
Campi elettromagnetici e salute

L’inquinamento elettromagnetico (il c.d. elettrosmog) è prodotto


(COME ABBIAMO VISTO) da radiazioni non ionizzanti a bassa e
ad alta frequenza: a seconda della frequenza si ha una diversa
iterazione tra le onde e gli organismi viventi con rischi diversi sulla
salute umana.

Effetti acuti (esposizioni di breve periodo a campi molto intensi)

Effetti cronici (esposizioni prolungate a campi di modesta intensità)

42
Campi elettromagnetici e salute

Ad oggi non esistono studi universalmente accettati dalla


comunità scientifica, tuttavia si pensa che possa esistere una
correlazione tra alcune patologie (anche cancerogene) e
l’esposizione a CEM.

L’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) raccomanda,


ai fini della prevenzione della salute in ambienti di vita, di
adottare misure di tutela fino alla certezza scientifica degli
effetti dei CEM sull’uomo.

43
Campi elettromagnetici e salute

Effetti sulla salute (esposizioni a CEM ad alte frequenze):

• Opacizzazione del cristallino

• Ridotta produzione di sperma

• Alterazioni delle funzioni neurali

• Alterazione delle funzioni muscolari

44
EFFETTI BIOLOGICI NELL’ORGANISMO

 A basse frequenze (ELF – VLF) e per i campi statici prevale


il fenomeno di induzione di correnti nell’organismo.

 Alle RF e MW prevale il riscaldamento dei tessuti.

 Per le radiazioni IR-VIS-UV prevale il surriscaldamento


superficiale dei tessuti esterni (occhi, pelle).

45
EFFETTI BIOLOGICI A BASSE FREQUENZE

 A basse frequenze (ELF – VLF) prevale il fenomeno di induzione di


correnti nell’organismo.
Il limite superiore di frequenza è determinato dalla necessità che
siano soddisfatte le seguenti condizioni:

- I tessuti devono essere considerati buoni conduttori;

- Le dimensioni o distanze coinvolte devono essere piccole rispetto


alla lunghezza d’onda o alla profondità di penetrazione del
campo elettromagnetico nei tessuti.

46
EFFETTI BIOLOGICI A BASSE FREQUENZE

47
EFFETTI BIOLOGICI alle RF e MW
 Alle RF e MW prevale il riscaldamento dei tessuti.
L’assorbimento di energia non si traduce proporzionalmente in aumento della
temperatura del tessuto.
I meccanismi di termoregolazione dell’organismo tendono a contenere questo
effetto.

- Da 20 MHz a 300 MHz l’assorbimento è relativamente elevato sul corpo


intero con particolare riguardo a zone localizzate a causa di risonanze;

- Da 300 MHz a 10 GHz si hanno assorbimenti localizzati non uniformi.

Particolare attenzione merita il caso di impulsi di radiazioni che possono


generare aumenti di temperatura in tempi inferiori a quelli di risposta
dell’organismo. 48
EFFETTI BIOLOGICI alle radiazioni IR-VIS-UV

 Per le radiazioni IR-VIS-UV prevale il surriscaldamento superficiale dei


tessuti esterni (occhi, pelle).
Più in particolare:

- Le radiazioni ultraviolette non penetrano molto al di sotto della


superficie dei tessuti esposti e sono assorbite in modo particolare
dalla cornea dell’occhio;

- Le radiazioni visibili sono assorbite in maniera particolarmente


efficiente dai coni e dai bastoncelli disposti sulla retina;

- La radiazione infrarossa provoca il riscaldamento intenso dei tessuti


esterni irradiati. 49
Sorgente Lung. onda Frequenza Effetti biologici
Occhio – Fotochimica cataratta;
UV Luce nera, luce solare 318-400 nm 750–950 THz pelle – eritema, inc.
pigmentazione
VIS Luce del sole, Fuoco, LED, Laser 400-780 nm 385–750 THz
Ustione corneale, lesione termica
Luce del sole, Radiazione termica, 780 nm – 1 300 GHz – 385
IR retina, riscaldamento superficie
Lampadine a incandescenza, Laser. mm THz
corpo

Telefoni PCS, alcuni telefoni cellulari, forni a


micronde, telefono cordless, onde
millimetriche, scanner millimetri da
MW 1 mm – 33 cm 1–300 GHz Riscaldamento dei tessuti
aeroporto rilevatori di movimento,
telecomunicazioni a lunga distanza, radar,
Wi-Fi

Riscaldamento dei tessuti del


Telefoni cellulari, televisione, FM, AM, onde
RF 33 cm – 3 Km 100 kHz – corpo, Aumento della
corte, CB, telefoni cordless
1 GHz temperatura corporea

ELF -VLF Linee elettriche > 3 Km


<100 kHz
Magnetica – vertigini/nausea;
CAMPO
magneti forti, MRI infinito 0 Hz elettrica – cariche sulla superficie
50
STATICO
corporea
GRANDEZZE DOSIMETRICHE E GRANDEZZE OPERATIVE
• Tenuto conto della tipologia degli effetti biologici che si riscontrano, le
GRANDEZZE DOSIMETRICHE (parametri più o meno misurabili) più adatte sono
la densità di corrente (J) per le basse frequenze, il tasso di assorbimento specifico
(SAR), che rappresenta la potenza assorbita per unità di massa per le RF e MW ed
infine la potenza assorbita per unità di superficie (S) per le altre radiazioni.

• Tali GRANDEZZE DOSIMETRICHE sono difficilmente misurabili. Tuttavia esse


possono essere messe in relazione con altre grandezze, il campo elettrico (in V/m)
ed il campo magnetico (in A/m), che sono più OPERATIVE.

• Il superamento di un limite di GRANDEZZA DOSIMETRICA implica


forzosamente il superamento di una grandezza operativa, mentre il contrario non è
obbligatorio (principio di cautela).

51
GRANDEZZE DOSIMETRICHE E GRANDEZZE OPERATIVE

GRANDEZZA GRANDEZZA
RANGE FREQUENZE EFFETTI RISCONTRATI
DOSIMETRICA OPERATIVA

Elettrostimolazione cellule
ELF – VLF Campo elettrico (E) e
dovuta a correnti indotte Densità di corrente (J)
10 Hz – 100 KHz Campo magnetico (H)
nei tessuti

Surriscaldamento
RF – MW localizzato di organi e Tasso di Assorbimento
100 KHz – 10 GHz tessuti per assorbimento di Specifico (SAR)
energia elettromagnetica Campo elettrico (E) 0
Campo magnetico (H)

IR – VIS – UV Surriscaldamento superficie Potenza assorbita per unità


> 10 GHz dei tessuti esterni di superficie (S)
52
NORME DI PREVENZIONE PER CMS

Per i campi magnetici statici e/o operanti a basse frequenze sono previste
delle limitazioni di accesso (zone di accesso controllato), viste le difficoltà di
schermare i campi magnetici.
Per le altre sorgenti di NIR sono in corso di definizione limiti di accesso e
procedure operative.

53
Norme di prevenzione per CMS-ELF-VLF-RF-MW
• Predisporre un’adeguata schermatura delle sorgenti (normalmente garantita
dal costruttore, prestare particolare attenzione nel caso di prototipi);
• Durante il funzionamento degli apparecchi mantenere una certa distanza
di sicurezza (≥ 2 m);
• Limitare o vietare l’accesso a portatori di pacemaker e di protesi metalliche
(solo CMS-ELF-VLF);
• Evitare l’uso di oggetti conduttori () vicino all’area di lavoro; soprattutto se
ferromagnetici
• Non posizionare più macchinari vicini tra loro;
• Evitare postazioni di lavoro permanenti vicine al macchinario (ad es.
scrivania sul muro adiacente alla stanza in cui vi è il macchinario, oppure
postazione di lavoro alle spalle di un videoterminale con tubo a raggi
catodici).
54
Norme di prevenzione per IR-VIS-UV

• In tutte le situazioni che possono provocare l’esposizione a sorgenti


intense di radiazione IR, VIS, UV (ad es. lampade spettroscopiche)
vanno usati camici per difendere la pelle ed opportuni occhiali
protettivi. In particolare, la visione diretta di sorgenti UV deve essere
fatta attraverso schermi opachi alla radiazione stessa.
• Nel caso di esposizioni a livelli di radiazione nocivi si dovrebbe
procedere ad una visita medica specialistica.
• Visita periodiche sono consigliabili a chi lavora usualmente con
sorgenti di radiazioni IR-VIS-UV.

55
DLgs. 81/08 – TESTO UNICO SULLA SALUTE E
SICUREZZA SUL LAVORO

Le parti di interesse
del DLgs. 81/08 – TESTO UNICO SULLA SICUREZZA SUL LAVORO
che riguardano i CAMPI ELETTROMAGNETICI
sono:

• TITOLO I «PRINCIPI COMUNI»

• TITOLO VIII «AGENTI FISICI» /ART. 180 – 220 / ALLEGATI XXXV - XXXVII

• TITOLO XIII «NORME TRANSITORIE E FINALI»

56
Dlgs 81/2008 (Titolo VIII - Capo IV) - Art. 206
Campi di applicazione

Determina i requisiti minimi per la protezione dei lavoratori


contro i rischi per la salute derivanti dall’esposizione ai campi
elettromagnetici di frequenza compresa tra 0 e 300 GHz e dà
disposizioni per la protezione dai rischi per la salute e la
sicurezza dei lavoratori dovuti agli effetti nocivi a breve termine
conosciuti nel corpo umano derivanti da correnti indotte,
dall’assorbimento di energia e da correnti di contatto.

57
Dlgs 81/2008 (Titolo VIII - Capo IV) - Art. 207
Definizioni

 CAMPI ELETTROMAGNETICI, campi elettrici statici, campi magnetici


statici e campi elettrici, magnetici ed elettromagnetici variabili nel tempo con
frequenze sino a 300 GHz;
 EFFETTI BIOFISICI DIRETTI, effetti provocati direttamente nel corpo
umano a causa della sua presenza all’interno di un campo elettromagnetico:
• effetti termici, quali il riscaldamento dei tessuti a causa dell’assorbimento
di energia dai campi elettromagnetici nei tessuti medesimi;
• effetti non termici, quali la stimolazione di muscoli, nervi e organi
sensoriali. 58
Dlgs 81/2008 (Titolo VIII - Capo IV) - Art. 207
Definizioni

 VALORI LIMITE DI ESPOSIZIONE (VLE), valori stabiliti sulla base di


considerazioni biofisiche e biologiche, in particolare sulla base degli effetti
diretti acuti e a breve termine scientificamente accertati, ossia gli effetti
termici e la stimolazione elettrica dei tessuti;

 VLE relativi agli effetti sanitari, VLE al di sopra dei quali i lavoratori
potrebbero essere soggetti a effetti nocivi per la salute, quali il riscaldamento
termico o la stimolazione del tessuto nervoso o muscolare;

 VALORI DI AZIONE (VA), livelli operativi stabiliti per semplificare il processo di


dimostrazione della conformità ai pertinenti VLE e, ove appropriato, per prendere le
opportune misure di protezione o prevenzione ; 59
Dlgs 81/2008 (Titolo VIII - Capo IV) - Art. 208
Valori limite di esposizione e Valori d’azione

 Le grandezze fisiche relative all’esposizione ai campi elettromagnetici sono


indicate nell’allegato XXXVI, parte I; I VLE relativi agli effetti sanitari, i VLE
relativi agli effetti sensoriali e i VA sono riportati nell’allegato XXXVI, parti II e
III.

 Il datore di lavoro assicura che l’esposizione dei lavoratori ai campi


elettromagnetici non superi i VLE relativi agli effetti sanitari e i VLE relativi
agli effetti sensoriali; Il rispetto dei VLE relativi agli effetti sanitari e dei VLE
relativi agli effetti sensoriali deve essere dimostrato ricorrendo alle procedure
di valutazione

60
COME COMPORTARSI IN CASO DI SUPERAMENTO DEI VALORE
DI AZIONE?

Nel caso di superamento dei valori di azione occorre adottare misure tecniche e
organizzative finalizzate a ridurre l'esposizione.

Le misure tecniche e organizzative possono includere:

• verifica delle corrette condizioni di installazione della macchina in termini di messa a


terra e filtraggio rispetto all'impianto di rete;

• ricollocazione della sorgente nel locale ed eliminazione delle superfici riflettenti che
possono aumentare l'esposizione;

• allontanamento del lavoratore dalla sorgente tramite remotizzazione del controllo


della macchina

61
• schermatura della sorgente, dei locali o dello spazio tra sorgente e operatore;

• revisione e ottimizzazione delle procedure di utilizzo della macchina;

• limitazione degli accessi e segnalazione delle aree a rischio tramite appositi


cartelli;

• apposizione di segnaletica specifica per i soggetti sensibili;

• utilizzo di dispositivi di protezione, ove possibile;

• dispositivi di allarme atti a segnalare tempestivamente il possibile superamento


dei valori di azione.

62
PARAMETRI MISURABILI:

• Intensità di campo elettrico (E) [V/m];

• Intensità di campo magnetico (H) [A/m];

• Induzione magnetica (B) [T] Tesla;

• Densità di potenza (S) [W/mq];

• Tasso di assorbimento specifico di energia (SAR) [W/Kg];

63
Dlgs 81/2008 (Titolo VIII - Capo IV) - Art. 209
Valutazione dei rischi e identificazione dell’esposizione

 Il datore di lavoro valuta tutti i rischi per i lavoratori derivanti da campi


elettromagnetici sul luogo di lavoro e, quando necessario, misura o calcola i livelli dei
campi elettromagnetici ai quali sono esposti i lavoratori.
La valutazione, la misurazione e il calcolo devono essere effettuati tenendo anche
conto delle guide pratiche della Commissione europea, delle pertinenti norme
tecniche europee e del Comitato Elettrotecnico Italiano (CEI), delle specifiche buone
prassi individuate o emanate dalla Commissione consultiva permanente di cui
all’articolo 6 del presente decreto, e delle informazioni reperibili presso banche dati
dell’INAIL

64
Dlgs 81/2008 (Titolo VIII - Capo IV) - Art. 209
Valutazione dei rischi e identificazione dell’esposizione
Nell'ambito della valutazione del rischio di cui all'articolo 181, il datore di lavoro presta particolare
attenzione ai seguenti elementi:
a. la frequenza, il livello, la durata e il tipo di esposizione, inclusa la distribuzione sul corpo del lavoratore
e sul volume del luogo di lavoro;
b. i valori limite di esposizione e i valori di azione di cui all'articolo 208;
c. effetti biofisici diretti;
d. tutti gli effetti sulla salute e sulla sicurezza dei lavoratori particolarmente sensibili al rischio;
e. qualsiasi effetto indiretto di cui all’articolo 207;
f. l'esistenza di attrezzature di lavoro alternative progettate per ridurre i livelli di esposizione ai campi
elettromagnetici;
g. la disponibilità di azioni di risanamento volte a minimizzare i livelli di esposizione ai campi
elettromagnetici;
h. informazioni adeguate raccolte nel corso della sorveglianza sanitaria di cui all’articolo 211;
i. informazioni fornite dal fabbricante delle attrezzature;
j. altre informazioni pertinenti relative a salute e sicurezza;
k. sorgenti multiple di esposizione;
l. esposizione simultanea a campi di frequenze diverse. 65
Dlgs 81/2008 (Titolo VIII - Capo IV) - Art. 209
Valutazione dei rischi e identificazione dell’esposizione

 Qualora non sia possibile stabilire con certezza il rispetto dei VLE sulla base di
informazioni facilmente accessibili, la valutazione dell’esposizione è effettuata sulla
base di misurazioni o calcoli.

 Il datore di lavoro precisa, nel documento di valutazione del rischio di cui all'articolo
28, le misure adottate, previste

*Il non rispetto di questo articolo provoca procedure penali

Nel DVR il datore di lavoro può includere una giustificazione per la quale, data la
natura e l’entità dei rischi connessi con i CEM, non è stata necessaria una valutazione
dei rischi più dettagliata. 66
Dlgs 81/2008 (Titolo VIII - Capo IV) - Art. 210
Disposizioni miranti ad eliminare o ridurre i rischi

 Il datore di lavoro elimina alla fonte o riduce al minimo i rischi da CEM;


 Il datore di lavoro elabora e applica un programma di misure tecniche ed
organizzative (metodi di lavoro, scelta attrezzature, programmi di
manutenzione, progettazione luoghi di lavoro, organizzazione del lavoro,
disponibilità di DPI);
 Il datore di lavoro segnala con apposita cartellonistica i luoghi di lavoro a
rischio CEM
 I lavoratori non devono mai essere esposti a CEM che superino i valori limite
di esposizione;
 Il datore di lavoro adotta misure particolari per lavoratori particolarmente
sensibili ai CEM (portatori di pace-maker, p.e.) 67
Dlgs 81/2008 Titolo I - Art. 211
Sorveglianza Sanitaria

• Misure adottate
• Entità e significato dei valori limite e dei valori di azione
• Risultati della valutazione dei rischi
• Modalità per individuare e segnalare effetti negativi
• Quando i lavoratori hanno diritto alla sorveglianza sanitaria
• Procedure di lavoro per ridurre al minimo i rischi

68
Dlgs 81/2008 ALLEGATO XXXVI
Campi elettromagnetici (CEM)

Contiene definizioni, tecniche di applicazione (modalità e tempi) e di


calcolo delle misurazioni che il datore di lavoro deve porre in essere al
fine della valutazione del rischio per l’esposizione dei lavoratori ai
Campi Elettromagnetici.

69
Dlgs 81/2008 ALLEGATO XXXVI
Campi elettromagnetici

Valori di esposizione e valori di azione: le grandezze fisiche

Ic Corrente di contatto
J Densità di corrente
E Intensità di campo elettrico
H Intensità di campo magnetico
B Induzione magnetica
S Densità di potenza
SA Assorbimento specifico di energia
SAR Tasso di assorbimento specifico di energia
70
Dlgs 81/2008 ALLEGATO XXXVI
CAMPI ELETTROMAGNETICI
Tabella 1 - Valori limite di esposizione
Tutte le condizioni devono essere rispettate
Frequenza Densità di SAR mediato su SAR localizzato SAR mediato su Densità di
corrente corpo e corpo intero su corpo e tronco arti potenza
tronco [W/Kg] [W/Kg] [W/Kg] [W/m2]
[J] [mA/m2]

Fino a 1 Hz 40 -- -- -- --

1 – 4 Hz 40/f -- -- -- --

4 – 1000 Hz 10 -- -- -- --

1-100 KHz f/100 -- -- -- --

100 KHz – 10 MHz f/100 0,4 10 20 --

10 MHz – 10 GHz -- 0,4 10 20 --


71
10 – 300 GHz -- -- -- -- 50
Di seguito viene riportato un elenco delle sorgenti che

possono essere giustificate a priori; tale elenco deriva

anche dal final draft della norma EN 50499 “Procedure

for the assessment of the exposure of workers to

electromagnetic fields”, che il CENELEC ha

predisposto su mandato della Commissione Europea

in applicazione della Direttiva 40/CE.


72
Non richiedono ulteriori valutazioni circa l’esposizione ai CEM le
seguenti tipologie di sorgente:
• Attrezzature marcate CE valutate secondo gli standard armonizzati per la protezione dai
CEM.
• Attrezzature marcate EN 50360 per telefoni cellulari;
• Attrezzature marcate EN 50371 per gli apparecchi elettrici ed elettronici di bassa potenza
• Attrezzature marcate EN 50401 per apparecchiature fisse per trasmissione radio (110
MHz - 40 GHz) destinate a reti di telecomunicazione senza fili;
• Apparati luminosi (lampade) escluso specifiche lampade attivate da RF;
• Computer e attrezzature informatiche; Attrezzature da ufficio;
• Cellulari e cordless;
• Radio rice-trasmittenti (con potenza inferiore a 20 mW);
• Basi per telefoni DECT e reti Wlan;
• Carica batterie;
• Apparecchiature audio e video;
• Apparecchiature portatili a batteria esclusi i trasmettitori a radiofrequenza.
• Rete di distribuzione dell’energia elettrica a 50 Hz nei luoghi di lavoro; 73
Per esposizioni al campo magnetico sono conformi:

• Ogni installazione elettrica con una intensità di corrente di fase inferiore o


uguale a 100 A;

• Ogni singolo circuito all’interno di una installazione con una intensità di


corrente di fase inferiore o uguale a 100 A;

• Tutti i componenti delle reti che soddisfano i criteri di cui sopra sono conformi
(incluso i conduttori, interruttori, trasformatori ecc...);

• Qualsiasi conduttore nudo aereo di qualsiasi voltaggio.

74
Per esposizioni al campo elettrico sono conformi:
• Qualsiasi circuito in cavo sotterraneo o isolato indipendentemente dal
voltaggio;

• Qualsiasi circuito nudo aereo tarato ad un voltaggio fino a 100 kV, o linea
aerea fino a 125 kV sovrastante il luogo di lavoro, o a qualsiasi voltaggio se
sovrasta luogo di lavoro chiuso.

• Computer e attrezzature informatiche con trasmissione wireless;

• Trasmettitori a batteria (solo apparecchiature per il pubblico);

• Strumentazione e apparecchi di misura e controllo;

• Antenne di stazioni radio base. 75


76
SEGNALARE
SEMPRE I
CAMPI
MAGNETICI

77
SEGNALI DI
AVVERTIMENTO
PERICOLO

78
NORME COMPORTAMENTALI

Per gli impianti, al fine di garantire la sicurezza del personale tutto


devono essere rispettate le seguenti norme:

all’ingresso deve essere affissa idonea cartellonistica che indichi la


presenza di campo magnetico e il divieto di accesso alle persone con
situazioni particolari e controindicazioni all’accesso.

Non possono, per nessun motivo, essere ammessi a tale area:


• portatori di pacemaker;
• portatori di protesi metalliche, protesi con circuiti elettronici, clips
metalliche;
• donne in stato di gravidanza.
79
NORME COMPORTAMENTALI

• In fase di installazione di una nuova apparecchiatura/impianto si deve


evitare che il campo all’interno del locale non superi i 0,5 mT e prestare
la massima attenzione alla presenza di masse ferromagnetiche.

• Compatibilmente con l’impianto e le condizioni di lavoro, si deve


disattivare il generatore di campo quando l’impianto non è in uso;

• Il personale autorizzato ad accedere al reparto/laboratorio è tenuto a


comunicare tempestivamente al Responsabile ogni variazione del
proprio stato fisico che comporti una condizione di controindicazione
all’esposizione a campi magnetici;

80
NORME COMPORTAMENTALI
• Prima di accedere all’impianto devono essere depositati tutti gli
oggetti metallici ed in particolare quelli ferromagnetici, così come
orologi analogici, floppy, carte di credito e tessere magnetiche che
potrebbero danneggiarsi.

• Il personale autorizzato deve accedere nei pressi dell’impianto solo per


il tempo necessario a svolgere brevi operazioni, mentre attività che
richiedono tempi lunghi devono svolgersi all’esterno;

• Chiunque riscontri anomalie di funzionamento dell’impianto e/o


nell’utilizzo delle dotazioni tali da poter comportare una situazione di
rischio gravosa deve interrompere l’attività ed avvisare
immediatamente il Responsabile del reparto/laboratorio. 81
CENNI SULLE NRI DA LASER

82
CENNI SULLE NRI DA LASER

LASER

Light Amplification by Stimulated Emission of Radiation

Sistema di amplificazione straordinaria della luce che sfrutta il


fenomeno dell’emissione stimolata di radiazioni nella regione
dall’IR all’UV.

La radiazione emessa è un’onda monocromatica collimata (tutte le


componenti sono parallele) e coerente, con la caratteristica di
concentrare su di una superficie puntiforme una enorme energia (>
100 MW/cm2).
83
CENNI SULLE NRI DA LASER

Il fascio laser viene generato attraverso un processo di amplificazione, detto emissione


stimolata, di un sistema atomico eccitato che costituisce il mezzo attivo.

Il mezzo attivo può essere costituito da materiale solido, semiconduttore, liquido o


gassoso.

I mezzi attivi più utilizzati per i laser medicali sono l’Anidride carbonica (CO2), l’Argon,
il Kripton, il Neodimio-YAG, l’Holmio-YAG, l’Arseniuro di Gallio (Ga-As).

84
CENNI SULLE NRI DA LASER

L’emissione di luce laser è caratterizzata da una lunghezza d’onda espressa in


nanometri (nm) che determina anche il potere di assorbimento da parte dei tessuti e
quindi il loro impiego.

Le potenze emesse variano da pochi milliwatt (mW) fino a un centinaio di watt (W).

Inoltre l’emissione può essere continua o pulsata. La luce laser è fortemente


direzionale e non perde la sua energia nel propagarsi anche per riflessione.

85
CENNI SULLE NRI DA LASER

Il fascio di radiazione laser, visibile o invisibile, viene in genere utilizzato attraverso


fibre ottiche e/o adeguati manipoli o sistemi di specchi che ne consentono
l’applicazione nel sito richiesto.

In alcune tecniche il fascio viene utilizzato attraverso sistemi di riflessione a specchio


collegati a dei micro- manipolatori.

86
CENNI SULLE NRI DA LASER

Classificazione delle sorgenti Laser

La grande varietà di lunghezze d’onda, energie e caratteristiche d’impulso dei laser e


sistemi che includono laser, e delle applicazioni e dei modi di impiego di tali sistemi,
rendono indispensabile, ai fini della sicurezza, il loro raggruppamento in categorie, o
classi, di pericolosità.

E’ risultato molto utile pertanto l’introduzione di un nuovo parametro chiamato Limite


di Emissione Accettabile (LEA), che descrive i livelli di radiazione emergente da un
sistema laser, la cui valutazione permette la collocazione dell’apparecchio
nell’opportuna categoria di rischio.

La determinazione del LEA deve essere effettuata nelle condizioni più sfavorevoli ai
fini della sicurezza.

87
CENNI SULLE NRI DA LASER
Si sono individuate, secondo la norma CEI 76-2, 5 classi di laser:
1, 2, 3A, 3B e 4, con indice di pericolosità crescente con il numero di classe.

CLASSE 1 (Exempt Laser): Il fascio di questo tipo di dispositivi è considerato innocuo


perché la radiazione emessa è sempre al disotto degli
standard massimi consentiti

CLASSE 2 (Low-Power, Visible, Continuous-Wave Laser): I laser in questa classe


possono emettere radiazione pericolosa, ma la loro potenza
è così bassa da risultare in qualche modo dannosa solo in
caso di esposizione diretta e prolungata ovvero per un
tempo superiore ai 0,25 secondi.

88
CENNI SULLE NRI DA LASER

CLASSE 3A (Medium Power Laser): Sono compresi in questa classe i laser con
emissione nel visibile e una potenza in uscita fino a 5mW.
Possono emettere radiazioni sia nel campo del visibile che
in quello del non visibile e i loro fasci non sono pericolosi se
osservati direttamente in maniera non continua, mentre lo
possono diventare se si utilizzano strumenti che
amplificano e concentrano il fascio ottico (quali microscopi,
binocoli, ecc.).

CLASSE 3B (Medium Power Laser): I laser di classe 3B hanno potenze medie comprese
tra i 5mW e i 500 mW. I laser di classe 3B sono pericolosi per
gli occhi se non protetti e possono essere pericolosi per la
pelle; anche le riflessioni diffuse da questi sistemi possono
essere pericolosi.
89
CENNI SULLE NRI DA LASER

CLASSE 4 (High Power Laser) : Sono i laser più pericolosi in quanto, oltre ad avere una
potenza tale da causare seri danni ad occhi e pelle anche se
il fascio è diffuso, possono costituire un potenziale rischio di
incendio, causare fuoruscita di materiale tossico e spesso il
voltaggio e l’amperaggio di alimentazione sono
pericolosamente elevati.

90
CENNI SULLE NRI DA LASER

SOGGETTI ESPOSTI:

i soggetti esposti, sono tutti i lavoratori che permangono all’interno degli ambienti
in cui le sorgenti laser sono installate e utilizzate.

L’esposizione fortuita o di tipo incidentale può e in generale deve essere evitata. Nel
caso quindi di esposizione non desiderata sarà necessario valutare l’entità
dell’incidente e le eventuali implicazioni mediche.

91
CENNI SULLE NRI DA LASER
RISCHI RNI DA LASER

Gli organi a rischio sono in prima istanza gli occhi e la pelle ma esistono anche dei rischi
collaterali associati all’utilizzo dei laser.

I laser di classe 4 possono per esempio produrre energia sufficiente a incendiare


materiali infiammabili.

Si aggiungono a questi rischi quelli tipici derivanti dall’uso di una apparecchiatura


elettrica (elettrocuzione) e l’emissione di campi elettromagnetici a radiofrequenza o di
ultravioletti o anche di raggiX dovuti ai sistemi di pompaggio del mezzo attivo. Questi
ultimi sono in genere efficacemente schermati dai pannelli di rivestimento
dell’apparecchiatura.

92
CENNI SULLE NRI DA LASER

MISURE DI PREVENZIONE E PROTEZIONE

Tecnico Sicurezza Laser (TSL), che seconda la norma CEI EN 60825-1 punto 3.43 è una
persona che possiede le conoscenze necessarie per valutare e controllare i rischi causati
dai laser e ha la responsabilità di supervisionare sul controllo di questi rischi. Le sue
funzioni (descritte nel par. 3.5) sono a supporto ed in integrazione alla attività del
Servizio Prevenzione e Protezione.

Responsabile del Servizio Prevenzione e Protezione che in collaborazione con il TSL


effettua la valutazione dei rischi specifici e delle misure da adottare, assicurando che
tutto il personale esposto sia adeguatamente informato e formato sui tali rischi.

93
CENNI SULLE NRI DA LASER
A seconda del tipo di apparecchiatura laser in uso presso un certo laboratorio vanno
adottate delle misure di sicurezza ad essa adeguate.

CLASSE 1:
Utilizzo senza prescrizioni

CLASSE 2:
1. il laser non dovrà mai essere diretto verso gli occhi di una persona;u
2. un cartello di pericolo con la scritta “ATTENZIONE - NON STAZIONARE IN
PROSSIMITÀ DEL FASCIO LASER” dovrà essere posizionato in un punto evidente
sul laser;
3. tutti gli ingressi di osservazione e gli schermi di osservazione inclusi come parti del
laser, nonché l’ottica collegata (lenti, microscopi etc) utilizzata come punto di
osservazione, dovranno incorporare connessioni, filtri, attenuatori od altri dispositivi
atti a mantenere la radiazione ai livelli di sicurezza durante tutte le situazioni di
94
utilizzo e di manutenzione.
CENNI SULLE NRI DA LASER

CLASSE 3:
Questi laser sono potenzialmente pericolosi se il fascio, diretto o riflesso da una
superficie (orologi, anelli, penne, etc), è intercettato da un occhio non protetto. Si devono
seguire queste prescrizioni, in aggiunta a quelle già citate per la CLASSE 2:
1. Evitare l’uso di strumenti ottici;
2. Effettuare l’allineamento tramite mezzi meccanici o elettronici;
3. Fissare la quota del fascio laser molto al di sopra o al di sotto dell’altezza degli occhi;
4. Evitare che il fascio sia diretto verso superfici riflettenti;

95
CENNI SULLE NRI DA LASER

CLASSE 3B:
1. I laser dovrebbero essere utilizzati in luoghi ad accesso controllato;
2. Evitare riflessioni speculari e indossare protezioni per gli occhi;
3. E’ richiesta la sorveglianza medica qualora sia presente un rischio di esposizione
elevato;
4. Tutte le parti dell’alloggiamento che, durante le operazioni di manutenzione,
vengono rimosse, consentendo così l’accesso alla radiazione, devono essere fornite di
connessioni di sicurezza (per impedire l’accesso all’interno durante il
funzionamento).

96
CENNI SULLE NRI DA LASER

CLASSE 4:
1. il laser deve essere utilizzato in un’area ad accesso controllato;
2. per assicurare la massima protezione nell’area controllata, l’intero percorso del fascio,
inclusa l’area di irraggiamento, dovrà essere chiuso;
3. i laser devono essere forniti di una chiave di sicurezza o dispositivo di accensione e
spegnimento. La chiave deve essere custodita da persona autorizzata;
4. i laser saranno forniti di sistema di bloccaggio o attenuazione del fascio;
5. devono essere disponibili procedure scritte per l’allineamento del fascio, il suo utilizzo e la
manutenzione;

97
CENNI SULLE NRI DA LASER

L’individuare della Zona Laser Controllata (ZLC) che contiene al suo interno tutte le
zone nelle quali esista il rischio di superamento dei livelli di Esposizione Massima
Permessa (EMP) per l'occhio e per la pelle, è compito del TSL.

Lo stesso individua anche la Zona Nominale di Rischio Oculare (ZNRO), che


rappresenta la zona all'interno della quale l'esposizione al fascio laser supera
l'Esposizione Massima Permessa (EMP) per la cornea.

E’ necessario adottare adeguate precauzioni per impedire che la ZNRO si estenda al di


fuori della sala ove viene utilizzato l'apparecchio laser, che rappresenta solitamente la
Zona Laser Controllata.

98
CENNI SULLE NRI DA LASER

La Zona Laser Controllata deve essere marcata mediante cartelli di segnalazione


appropriati posti all’ingresso della zona

99
CENNI SULLE NRI DA LASER

DISPOSITIVI PROTEZIONE INDIVIDUALE


Devono essere a disposizione dei lavoratori addetti e dei soggetti esposti i DPI, in
particolare occhiali e indumenti di protezione.

Per quanto riguarda gli occhiali è necessario che sia specificato per quale tipo di
radiazione laser (modalità di emissione e lunghezza d’onda) e quindi di apparecchiatura
forniscono protezione.
È inoltre da sottolineare che gli occhiali devono poter garantire anche la protezione da
incidenza obliqua.

Particolare attenzione dovrà essere rivolta ai lavoratori addetti portatori di occhiali da


vista. Per questi dovranno essere scelti occhiali confortevoli da potere indossare sopra
quelli da vista.

100
CENNI SULLE NRI DA LASER
ATTORI COINVOLTI E RESPONSABILITA’

Sono coinvolti il TSL e il RSPP che collaborano nello svolgimento delle seguenti attività
di propria competenza:
• valutazione i rischi relativi all’installazione LASER;
• individuazione della ZONA LASER CONTROLLATA e della apposita segnaletica
adesiva e luminosa;
• scelta i dispositivi di protezione individuale adatti a ciascuna sorgente;
• effettuazione della valutazione delle condizioni di sicurezza dell’ambiente e degli
operatori sia in fase di acquisto che durante l’utilizzo della sorgente;
• organizzazione della attività di formazione del personale operatore;
• analizzazione tutti gli infortuni ed incidenti che riguardano i LASER;
• definizione le procedure di sicurezza,

101
LA SEGNALETICA
DI SICUREZZA
NEI LUOGHI DI LAVORO

102
SEGNALI DI
DIVIETO
SEGNALI DI
AVVERTIMENT
O
SEGNALI DI
PRESCRIZIONE
SEGNALI DI
SALVATAGGIO
SEGNALI
ANTINCENDIO