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Campi elettromagnetici

Le radiazioni non ionizzanti e radiazioni ionizzanti


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Il termine campi elettromagnetici, molto generico e comprende
una serie di agenti diversificati per caratteristiche fisiche,
modalit di trasmissione, meccanismi di interazione e effetti
biologici; essenizalmente si suddividono in:

- Campo elettrico
- Campo magnetico

I due campi concomitanti, a frequenze molto basse si comportano
come agenti fisici indipendenti, e lenergia sviluppata resta
localizzata intorno alla sorgente.
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Il campo elettrico prodotto dalle cariche elettriche presenti nei
conduttori dellimpianto elettrico ed presente anche quando
limpianto spento, ma collegato alla rete di alimentazione.

Il campo magnetico si produce quando unapparecchio elettrico
viene messo in funzione e in esso circola corrente elettrica.
Il campo magnetico non facilmente schermabile a differenza
di quello elettrico , e penetra qualsiasi oggetto; a frequenze
elevate, si manifesta sotto forma di onde che trasportano
energia elettrica e magnetica invisibile, e si propaga alla velocit
della luce.
Quando unonda elettromegnetica incontra un ostacolo, penetra
la materia e vi deposita la propria energia (radiazione).
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Un campo elettrico variabile genera un campo
magnetico e viceversa.
Il risultato un'onda, detta onda elettromagnetica, che si
propaga nello spazio ed composta da un campo elettrico e
da un campo magnetico.


Il Tesla l'unit di misura del campo magnetico adottata dal Sistema Internazionale (SI) o meglio il
suo sottomultiplo microTesla (abbreviato uT) pari ad un milionesimo di Tesla.

Esiste anche un'altra unit comunemente usata nella misura del campo magnetico, il Gauss.
Un Tesla corrisponde a 10.000 (diecimila) Gauss.
In uno specifico mezzo, l'intensit del campo elettrico E legata alla densita di potenza P (espressa in
Watt/m
2
) dalla relazione:
P(W/m
2
) = E
2
/ Z
Dove Z l'impedenza del mezzo.
Per la misura dei campi elettrici a Radiofrequenza si usa invece come unit di misura il Volt/metro
(abbreviato V/m).

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In tutti gli ambienti domestici e industriali sono presenti campi
elettromagnetici; ci dovuto soprattutto alla diffusione degli
impianti e delle apparecchiature elettriche.


Le radiazioni elettromagnetiche si suddividono in due campi:

- Radiazioni ionizzanti
- Radiazioni non ionizzanti (naturali: fulmini, magnetismo
terrestre; artificiali: qualsiasi dispositivo elettrico).

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Con il termine radiazioni non ionizzanti (NIR : Non Ionizing
Radiation) si indicano in genere tutte quelle forme di
radiazioni elettromegnetiche che non posseggono energia
sufficiente a provocare la ionizzazione della materia.
Le NIR sono generate da un campo elettromagnetico con
frequenza compresa tra 0 e 300 GHz.


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Sono considerati NIR:
- i raggi ultravioletti (UV)
- il visibile
- linfrarosso (IR)
costituenti nel complesso la radiazione ottica; anche il sole una
sorgente naturale di radiazione ottica e come tale va
considerata in tutte quelle attivit lavorative che costringono
allaperto per molte ore diurne.
- le radiofrequenze. Le principali sorgenti sono costituite dagli
impianti di ricetrasmissione radio/TV
- le microonde. Le principali sorgenti sono costituite dagli impianti
di telefonia cellulare
- campi elettromagnetici caratterizzati da frequenze
estremamente basse (ELF - Extra Low Frequency) pari a 50-60
Hz. La principale sorgente costituita dagli elettrodotti, che
trasportano energia elettrica dalle centrali elettriche di
produzione agli utilizzatori.
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Le radiazioni non ionizzanti sono in grado di interagire con la
materia provocandone essenzialmente un riscaldamento; a tale
azione pu comunque conseguire anche un danneggiamento
delle cellule con modificazioni chimico-fisiche.

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Fattori di rischio:

- intensit del campo elettrico e/o magnetico
- tempo di esposizione

Effetti sullorganismo:
Radiofrequenze e microonde

Gli effetti sanitari accertati o ipotizzati si dividono in due categorie:
- effetti termici, caratterizzati da trasformazione in calore nei
tessuti biologici di parte dellenergia associata a unonda
elettromagnetica
- effetti non termici, che si manifestano per valori di potenza
dissipata molto pi bassi e in genere collegati a disturbi
soggettivi.
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Esempi di manifestazioni morbose nelluomo attribuite a
radiofrequenze e microonde


Occhio: cataratta del cristallino, congiuntivite,
lesioni retiniche
Cuore e circolazione : bradicardia, ipo e ipertensione, alterazioni
ECG
Varie: iperattivit tiroidea
Sistema nervoso: diminuita risposta alla fotostimolazione
Sintomi soggettivi: cefalea, nausea, vertigini, insonnia,
irritabilit, debolezza, senso di malessere

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Apparati che emettono radiazione ultravioletta (UV) sono
utilizzati in ambito domestico, medico, commerciale,
industriale(arco elettrico, lampade germicide, corpi
incandescenti prodotti in metallurgia e nella lavorazione del
vetro). I UV si producono artificialmente eccitando un gas con
una scarica elettrica o riscaldando un corpo fino
allincandescenza. Le principali sorgenti UV sono lampade
alogene e a bassa pressione (inattivazione virus e batteri),
fototerapia...

Lesposizione a tale tipo di radiazione pu produrre danni acuti o
a lungo termine a carico dellocchio e della cute e che, a parit di
esposizione, il tipo e la gravit del danno dipendono fortemente
dalla lunghezza donda della radiazione.
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Molto diffuse sono anche le sorgenti di luce visibile, le cui
intensit variano entro limiti molto ampi; i fattori da prendere in
considerazione nel valutare i potenziali rischi, sempre per
locchio, connessi a esposizioni a tali radiazioni sono
essenzialmente rappresentati dallintensit della sorgente, dal
diametro pupillare , cui correlata larea di esposizione, e dalla
durata dellesposizione stessa.

Per quanto riguarda la radiazione infrarossa, le maggiori
esposizioni sono possibili in alcuni settori lavorativi, tipo altiforni,
fusione dei metalli e del vetro, arco elettrico
Tra le sorgenti artificiali di radiazione ottica, notevole rilievo
hanno i dispositivi laser; lesposizione pu causare danni anche
rilevanti, di natura termica o fotochimica, a livello di cornea,
cristallino e retina.
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saldature resine termoplastiche
brasatura
tempera
ricottura
Settori industriali e esempi tecnologie a campi EM
trattamenti termici
fusione e degassaggio sottovuoto semiconduttori
essicamento anime di fonderia
mettalurgico e meccanico
stampa e saldatura accessori
riscaldamento metalli
plastificazione
incolaggio
verniciatura pezzi meccanici
fusione
saldatura
gomma
preriscaldamento mescole
stampa, collaggio
vulcanizzazione profilati
preriscaldamento resine indurenti
settori diversi
fusione uranio
degassaggio sotto vuoto per tubi elettronici
produzione apparecchiature per radiodiffusione
produzione industriale ozono
fusione metalli oreficeria
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Lesposizione a campi elettromagnetici allinterno dei luoghi di
lavoro dipende, oltre che dalle sorgenti, anche da una
complessa serie di fattori, quali le caratteristiche
dellinstallazione degli apparati, il loro stato di manutenzione,
le procedure di utilizzo, le caratteristiche degli ambienti, la
disposizione delle postazioni di lavoro, le modalit operative
adottate sugli addetti.


quindi possibile che si riscontrino esposizioni completamente differenti
in luoghi di lavoro ove siano impiegate simili tipologie di sorgente.
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In generale sono presenti campi elettrici e magnetici ovunque vi
siano apparecchiature alimentate da tensione o linee percorse
da elevate correnti continue.

Ad esempio: i lavoratori addetti a processi di elettrolisi (fra cui
preparazione dellalluminio), e coloro che operano nel comparto
ferroviario su trasporti alimentati in corrente continua.

Elevati livelli di campi statici sono riscontrabili anche presso
macchinari per la produzione di grandi elettrodi per archi
voltaici, a causa delle elevate correnti elettriche continue in
gioco applicate durante il cosiddetto processo di grafitazione
degli elettrodi stessi.
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La frequenza di 50 Hz universalmente impiegata per il
trasporto e limpiego di energia elettrica. Ogni linea elettrica
aerea o interrata, cablaggio, barra di trasmissione, cavo,
costituisce quindi una sorgente di dispersione nellambiente
circostante.

Per quanto riguarda i processi industriali, ogni apparecchiatura
alimentata con correnti elevate costituisce una potenziale
sorgente . Nei vari tipi di forni elettrici e nelle fonderie (fusione
e trattamento dellacciaio e altri metalli) i lavoratori possono
risultare esposti con continuit a campi magnetici tra 100 Tesla
e 10 mTesla, con picchi superiori ai 100 mTesla nel caso dei
saldatori, che sembrano costituire la categoria potenzialmente
esposta ai livelli pi elevati. Esposizioni significative sono inoltre
riscontrabili nei processi di smerigliatura a mano e nella
produzione di magneti permanenti.
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Radiazioni ionizzanti


Radiazioni costituite da fotoni o da particelle aventi la capacit
di determinare, direttamente o indirettamente, la formazione di
ioni.
Lenergia delle radiazioni ionizzanti si misura in elettronvolt (eV).
Le fonti di radiazioni possono essere naturali (radiazione
cosmica, Uranio, Radio, Radon) o artificiali (macchine
radiogene, acceleratori di particelle, elementi transuranici,
radioisotopi)
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Le radiazioni ionizzanti sono delle particelle e delle onde
elettromagnetiche dotate di potere altamente penetrante nella
materia. Ci permette alle radiazioni di far saltare da un atomo
all'altro gli elettroni che incontrano nel loro percorso. In tal
modo gli atomi, urtati dalle radiazioni, perdono la loro neutralit
(che consiste nell'avere un uguale numero di protoni e di
elettroni) e si caricano elettricamente, ionizzandosi.

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Sono le radiazioni pi pericolose per la vita umana.
Nelle radiazioni ionizzanti troviamo:
Radiazioni direttamente ionizzanti: particelle dotate di carica, quali
elettroni, protoni e particelle e .
Le radiazioni indirettamente ionizzanti, sono costituite
- i raggi X, prodotti artificialmente
- i raggi gamma, che derivano dal processo di disintegrazione del
nucleo dellatomo di una sostanza radioattiva
Tutte queste radiazioni hanno un'energia sufficiente a provocare
mutazioni genetiche nell'individuo, rompere i legami chimici che
tengono insieme le molecole, provocare malattie tumorali.

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I raggi X
La medicina utilizza le radiazioni per fini diagnostici (es. le
radiografie e la TAC sono basate sui raggi X) e per fini curativi:
(es. le radiazioni possono distruggere i tessuti tumorali attraverso
fasci concentrati).
Va osservato come, nel caso della medicina nucleare, la
pericolosit dei raggi ionizzanti assume un ritorno positivo. I raggi
X, pur essendo pericolosi per la salute umana, sono controllati
dall'ingegno umano e messi al servizio della medicina.
Ci non attenua per la loro pericolosit ed i medici sono ben
coscienti di questo, ricorrendo con prudenza alla medicina
nucleare solo in assenza di valide alternative per la salvaguardia
della salute del paziente.
La medicina nucleare anche la principale fonte di materiale
radioattivo di scarto, ovvero di materiali da stoccare per decine di
anni prima che decada il loro livello di radioattivit.
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Le scorie radioattive di origine ospedaliera vanno comunque
distinte da quelle provenienti dalle centrali nucleari, le scorie delle
centrali nucleari hanno un'elevata pericolosit e necessitano di
decine di migliaia di anni prima di decadere.

Va quindi fatta la seguente distinzione:
I e II categoria: scorie ospedaliere
(a medio-bassa radioattivit, da tenere sotto controllo per
poche decine di anni)
III categoria: scorie delle centrali nucleari
(ad elevata radioattivit e pericolosit, da tenere sotto
controllo per decine di migliaia di anni)

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Sorgenti di radiazioni ionizzanti
Impianti generatori di raggi X
Sorgenti g sigillate per teleirraggiamento
Sorgenti radioattive non sigillate
diagnostica e terapia medica
ricerca (analisi in fluorescenza e difrattometria
aceleratori di particelle
terapia medica
controlli non distruttivi
irraggiamento a scopo industriale
medicina nucleare
laboratori analisi e di ricerca
impianti nucleari
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Sorgenti di esposizione: macchine industriali
Macchine per trattamenti termici
trasformano lenergia elettromagnetica in calore
sono utilizzate in processi che richiedono un riscaldamento
rapido con cicli controllabili
In base allazione fisica predominante si classificano in tre
categorie:
riscaldatori a perdite dielettriche
riscaldatori a induzione magnetica
riscaldatori a microonde
Sono progettate per erogare potenza in bande di frequenza
assegnate da convenzioni internazionali
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Sorgenti di esposizione : riscaldatori a perdite
dielettriche
Tali apperecchiature sono in grado di produrre calore
direttamente allinterno del materiale trattato, e vengono
impiegati nellindustria del legno (incollaggio e piegatura), per
la saldatura e stampaggio di manufatti in plastica (PVC in
primo luogo).

Lapplicatore formato da due superfici metalliche affacciate
(condensatore) al cui interno sistemato il materiale da
trattare termicamente

Le potenze in gioco variano dal kWatt fino a diverse decine di
kWatt, e le frequenze duso vanno tipicamente da qualche MHz
sino al centinaio di MHz, anche in ragione delle dimensioni
degli applicatori e del materiale da trattare.
Le macchine per la plastica lavorano spesso alla frequenza ISM di
27,12 MHz, quelle per il legno a frequenze pi basse.
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Sorgenti di esposizione : riscaldatori a
induzione magnetica
Sono impiegati nellindustria siderurgica (tempera superficiale,
ricottura e riscaldamento di metalli, saldatura di tubi),
nellindustria elettronica (raffinamento di semiconduttori,
produzione di fibre ottiche), nelloreficeria (fusione di metalli
preziosi)
Sono progettati per creare forti campi magnetici. Sono costituiti
da un generatore a radiofrequenza e da un applicatore a bobina
Le potenze impiegate vanno dalle centinaia di kW alle migliaia di
kW (solo per grossi impianti di saldatura tubi), mentre la
frequenza duso pu variare da qualche decina di kHz sino a
poche decine di MHz (tra 200 e 500 kHz per la sadatura dei tubi
metallici).
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Sorgenti di esposizione : riscaldatori a
microonde
Si dividono in due classi:
per usi domestici
per usi industriali
Gli apparati industriali sono progettati per la precottura, il
riscaldamento, lessiccamento e la sterilizzazione di grosse
quantit di materiale
Gli apparati industriali impiegano potenze di alcune decine di kW
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Sorgenti di esposizione : apparati per
telecomunicazioni
Sono progettati per irradiare nello spazio onde
elettromagnetiche che trasferiscono informazione ai sistemi
riceventi

Sono di due tipi:
direttivi (ponti radio, comunicazioni spaziali)
a diffusione (radio, televisione)
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Paricolare attenzione deve essere posta nei confronti dellistanza
di riduzione dellesposizione ai campi magnetici alla frequenza di
rete negli ambienti di lavoro.

Ogni possibile azione di riduzione dellesposizione ai campi
magnetici alla frequenza di rete, realizzata anche con misure
organizzative o procedurali, dovrebbe essere attuata ove
praticabile.

Data la molteplicit e complessit delle potenziali esposizioni a
campi magnetici a 50 Hz negli ambienti di lavoro, potrebbe non
risultare possibile specificare numericamente un obiettivo di
qualit, ancorch di solo significato tecnologico, che possa
essere uniformemente applicabile o raggiungibile in tutte le
applicazioni lavorative interessate al problema

La riduzione al minimo di ogni categoria di esposizione indebita
dovrebbe essere perseguita ove praticabile.
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Molte apparecchiature presenti negli uffici sono sorgenti di
campi ELF, come ogni apparato utilizzatore della corrente
elettrica: macchine fotocopiatrici, stampanti laser, PC e
periferiche, lettori a banda magnetica
I campi associati a questo tipo di attrezzature, per intensit e
configurazione spaziale non risultano significativi ai fini
protezionistici.
I circuiti di scansione verticale dei VDT emettono campi elettrici
e magnetici molto bassi nella banda delle ELF (60 Hz).
I circuiti di scansione orizzontale emettono campi nella banda LF
(componente fondamentale in genere compresa tra 15 kHz e 70
kHz).
Tipici valori del campo magnetico sono dellordine dei Tesla.
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Alcune possibili misure di intervento:

- interdizione completa di accesso alle aree ove sono superati i
livelli di sicurezza per gli effetti acuti, mediante barriere fisiche;
- installazione di apposita segnaletica nelle aree ove pu verificarsi
esposizione a livelli significativi, con prescrizione di ridurre al
minimo la permanenza
- segnalazione di percorsi appropriati per gli spostamenti del
personale
- impiego di dispositivi personali di protezione in determinate
lavorazioni
- articolazione in brevi turni per le operazioni che avvengono in
prossimit di punti critici
- individuazione delle aree da inibire ai portatori di stimolatori
cardiaci, e installazione di apposita segnaletica
- informazione e formazione del personale sulle procedure di
riduzione dellesposizione, e sullo stato delle conoscenze circa i
reali rischi
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Sorgenti di onde elettromagnetiche
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Nellambito del processo di riciclo dei rottami metallici vengono
ritrovate le sorgenti orfane.

Gestione dei rottami metallici

Macrofasi:
- raccolta dei materiali
- stoccaggio
- trasporto
- riciclo

Dove poter effettuare i controlli:
- in ingresso sul territorio nazionale (strade, autostrade..)
- durante lo stoccaggio
- durante il trasporto
- in fase di riciclo


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Materiale radioattivo contenuto nei rottami metallici:

- Radionuclidi: Cesio 137, Cobalto 60

- Sorgenti radioattive orfane che possono essere contenute nei
carichi di rottami metallici sotto diverse forme, tra le quali:
sorgenti mescolate al rottame
sorgenti fuse con il rottame

- Materiali vari: materiali contaminati e attivati
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La fusione accidentale di un materiale radioattivo in una
acciaieria/fonderia pu provocare:


emissione di radionuclidi in atmosfera
contaminazione dei lavoratori
contaminazione della produzione
contaminazione dellimpianto
contaminazione dellambiente
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I sistemi di rivelazione radiometrica fissi sono preferibili rispetto
a quelli portatili in quanto permettono in generale una misura
pi veloce e la possibilit di un controllo remotizzato dei carichi.

Allo stato attuale anche i portali di rivelazione presentano delle
possibilit limitate di applicazione: la ridottissima velocit con
cui il mezzo pu procedere di fronte ai pannelli rivelatori fa si
che questi possano essere posizionati solo in prossimit di
varchi con barriere (es. uscita/ingresso da acciaierie, fonderie,
depositi)


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Problemi tecnici:

- rivelabilit delle sorgenti (schermate, debolmente radioattive)
- limiti dei sistemi di rivelazione (falsi allarmi, sensibilit, tempi di
misura)
- limiti delle procedure di rivelazione (tempi lunghi)

Problemi legislativi:

Normativa nazionale attualmente non idonea a garantire un quadro
di riferimento univoco ed esaustivo per la esecuzione dei
controlli radiometrici preventivi
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Rischi per comparto produttivo

Utilizzo del cannello ossiacetilenico
Descrizione:
Lutilizzo del cannello ossiacetilenico per la saldatura, pu essere
causa per gli addetti di esposizione a vari rischi.
Danno atteso
Ustioni per contatto con la fiamma o superfici calde; lesioni
traumatiche, in caso di scoppio delle bombole, le cui
conseguenze per gli addetti potrebbero essere fatali; danni alla
vista per esposizione a calore radiante e radiazioni luminose;
intossicazioni e danni allapparato respiratorio per esposizione ai
fumi di combustione.

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Prevenzione
Lattrezzatura ossiacetilenica deve essere dotata di valvole di
sicurezza applicate quanto pi possibile vicine ai cannelli, in
modo tale da impedire il ritorno di fiamma e lafflusso
dellossigeno o dellaria nelle tubazioni del gas combustibile,
permettere un sicuro controllo in ogni momento del suo stato di
efficienza, impedire la possibilit che avvenga uno scoppio per
ritorno di fiamma.
Per ridurre lesposizione ai fumi di combustione sono necessari
impianti di aspirazione localizzata, fissi o portatili.
Gli addetti devono essere adeguatamente informati e formati alle
corrette modalit di lavoro e allutilizzo dei D.P.I. (tuta, guanti,
maschere filtranti, occhiali o visiere) e sottoposti a sorveglianza
sani

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Saldatura

Saldatura all arco elettrico: formazione di radiazioni UV ad alta
energia, con possibilit di scissione dei legami molecolari di
ossigeno e azoto e formazione di composti tossici (biossido di
azoto, ozono).

Saldatura sotto protezione gassosa (MIG/MAG): emissione di
radiazioni UV pi energetiche

Le affezioni di pi comune riscontro sono:
- congiuntivite cronica i cui agenti causa sono radiazioni UV nella
saldatura ad arco e radiazioni IR nella saldatura a gas.
- Ustioni ed eritema cutaneo a carico di polsi, viso, collo dovute
allesposizione a radiazioni UV

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1. Acciaieria elettrica

. Preparazione rottame (radiazioni IR e UV)
- impiego di cannelli e lance ossigeno

. Preparazione acciaio (radiazioni IR e UV)
- controllo superfici incandescenti
- controllo materiale fuso
- operazione di scorifica
- operazione di travaso


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. Trattamento effluenti (radiazioni IR e UV)
- Lavoro che prevede la visione di materiale fuso e superfici
incandescenti

. Lavorazioni in siviera (radiazioni IR e UV)
- controllo superfici incandescenti
- controllo materiale fuso
- operazioni di travaso
- impiego lance ossigeno

. Colata (radiazioni ionizzanti)
- Dispositivi di controllo di livello di lingottiera
- depositi dei dispositivi in area colata
. Colata (radiazioni IR)
- controllo superfici incandescenti e materiale fuso
- impiego cannelli e lance ossigeno
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. Manutenzione, ripristini e lavori ausiliari ( radiazioni IR e UV)
- interventi presso impianti in attivit
- Impiego cannelli e lance ossigeno
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Fonderie di ghisa di II fusione in terra

- Produzione di anime:
Il silicato di zirconio pu contenere isotopi radioattivi i quali sono
sorgenti di radiazioni ionizzanti

- Fusione e colata:
In caso di presenza tra i rifiuti metallici di parti contaminate da
radioattivit o presenza di sorgenti radioattive nel rottame alla
rinfusa, al momento che la sorgente viene accidentalmente fusa
in forno si pu avere la conseguente diffusione di polvere
radioattiva. Anche durante la movimentazione, manipolazione e
stoccaggio dei rottami metallici si pu avere esposizione dei
lavoratori.
Ai sensi del D.Lgs. 230/95, gli addetti della fonderia sono da
considerare popolazione e non lavoratori esposti in quanto
lattivit di fonderia non comporta lutilizzo di sorgenti di
radiazioni ionizzanti e la messa in atto delle relative procedure
di sicurezza.

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Il limite di dose di esposizione personale da applicare quindi pari
a 1 mSv/anno.

Lattuale normativa prevede che chiunque a scopo industriale o
commerciale compia attivit di fusione o raccolta e deposito di
rottami metallici debba eseguire una sorveglianza radiometrica
da intendersi come controllo, sia visivo che tramite appositi
strumenti, della presenza di sostanze radioattive nei rottami
metallici.

Con il D.Lgs. n.241 del 26.5.2000 sono state introdotte
nellordinamento italiano le disposizioni della Direttiva
n.96/29/EURATOM in materia di protezione della popolazione e
dei lavoratori contro i rischi derivanti dalle radiazioni ionizzanti;
ci ha comportato alcune modifiche ed integrazioni al
D.Lgs.230/1995.

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Radiazioni emanate dal metallo fuso.
Durante la produzione di ghisa sferoidale si sviluppa un notevole
bagliore luminoso, al momento in cui la ghisa viene a contatto
con la graniglia di lega al magnesio.
Le radiazioni IR alle quali sono esposti gli addetti alla fusione e alla
colata, sono quelle corte con lunghezza donda compresa tra
700 e 2000 nanometri.

Lesposizione pu provocare irritazione agli occhi, congiuntiviti,
cataratta da calore e stress da affaticamento visivo.
Per la protezione dalle radiazioni luminose IR necessario lutilizzo
di coperchi, schermi, DPI (occhiali e visiere).
Importante linformazione e la formazione degli addetti.
richiesta sorveglianza sanitaria.
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Il cannello ossiacetilenico utilizzato per il taglio di materozze.

- Manutenzione meccanica
Esposizioni a radiazioni non ionizzanti generate dal cannello
ossiacetilenico o dallelettrodo delle saldatrici elettriche.
Le operazioni di officina che richiedono la saldatura espongono i
meccanici a radiazioni IR ed UV; lo stesso fattore di rischio
sussiste per manutenzioni in prossimit dei forni o sugli stessi,
durante la giornata lavorativa per la presenza delle masse di
metallo liquido incandescente .
Per ridurre lesposizione indiretta opportuno effettuare la
manutenzione preventiva programmandola nei giorni o orari di
fermo impianto.
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Riferimenti normativi:
- DPCM 8/7/2003
Fissazione dei limiti di esposizione, dei valori di attenzione e degli
obiettivi di qualit per la protezione della popolazione dalle esposizioni ai
campi elettrici e magnetici alla frequenza di rete (50 Hz) generati dagli
elettrodotti
- DPCM 8/7/2003
Fissazione dei limiti di esposizione, dei valori di attenzione e degli
obiettivi di qualit per la protezione della popolazione dalle esposizioni a
campi elettrici, magnetici ed elettromagnetici generati a frequenze
comprese tra 100 kHz e 300 GHz
- CE direttiva Parlamento europeo e Consiglio 29 aprile 2004, n.
2004/40/CE
sulle prescrizioni minime di sicurezza e di salute relative all'esposizione
dei lavoratori ai rischi derivanti dagli agenti fisici (campi elettromagnetici)
- LEGGE 22 febbraio 2001, n.36 - Legge quadro sulla protezione dalle
esposizioni a campi elettrici, magnetici ed elettromagnetici.
- DM 381/98 Regolamento recante norme per la determinazione dei tetti di
radiofrequenza compatibili con la salute umana




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- Decreto Legislativo 26 maggio 2000, n. 241 "Attuazione della direttiva
96/29/EURATOM in materia di protezione sanitaria della popolazione e dei
lavoratori contro i rischi derivanti dalle radiazioni ionizzanti"
- Decreto Legislativo 17 marzo 1995, n. 230 (1).
Attuazione delle direttive Euratom 80/836, 84/467, 84/466, 89/618, 90/641 e
92/3 in materia di radiazioni ionizzanti

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Definizioni

Limite di esposizione: il valore di campo elettrico, magnetico ed
elettromegnetico considerato come valore di immissione,
definito ai fini della tutela della salute da effetti acuti, che non
deve essere superato in alcuna condizione di esposizione della
popolazione e dei lavoratori

Valore di attenzione: il valore di campo elettrico, magnetico ed
elettromegnetico considerato come valore di immissione, che
non deve essere superato negli ambienti abitativi, scolastici e
nei luoghi adibiti a permanenze prolungate . Esso costituisce
misura di cautela ai fini della protezione da possibili effetti a
lungo termine e deve essere raggiunto nei tempi e nei modi
previsti dalla legge.
50
Gli obiettivi di qualit sono:

- i criteri localizzativi, gli standard urbanistici, le prescrizioni e le
incentivazioni per lutilizzo delle migliori tecnologie
disponibili
- i valori di campo elettrico, magnetico ed elettromegnetico,
definiti dallo Stato

51
- DPCM 8 luglio 2003: Fissazione dei limiti di esposizione, dei
valori di attenzione e degli obiettivi di qualit per la protezione
della popolazione dalle esposizioni ai campi elettrici e magnetici
alla frequenza di rete (50 Hz) generati dagli elettrodotti

I limiti di esposizione e i valori di attenzione di cui al presente
decreto non si applicano ai lavoratori esposti per ragioni
professionali.

Sintesi dei limiti raccomandati per 50-60 Hz

- Popolazione- giornata intera
Campo elettrico: 5 kV/m
Campo magnetico: 0,1 mT
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- Aree gioco per linfanzia, ambienti abitativi, scolastici e luoghi adibiti a
permanenza non inferiore a 4 ore:
Valore di attenzione: 10 T

- Obiettivi di qualit: 3 T

In passato(abrogato dal DPCM 8 LUGLIO 2003)
Distanze di rispetto dagli elettrodotti (art.5 DPCM 23 aprile 1992)
- linee a 132 kV 10 m
- linee a 220 kV 18 m
- linee a 380 kV 28 m
53

DPCM 8 luglio 2003 : Fissazione dei limiti di esposizione, dei
valori di attenzione e degli obiettivi di qualit per la protezione
della popolazione dalle esposizioni a campi elettrici, magnetici
ed elettromagnetici generati a frequenze comprese tra 100 kHz
e 300 GHz


I limiti di esposizione e i valori di attenzione di cui al presente
decreto non si applicano ai lavoratori esposti per ragioni
professionali.


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Limiti di
esposizione
Intensit di campo elettrico E
(V/m)
Intensit di campo magnetico H
(A/m)
Densit di potenza D
(W/m2)
0.1< f 3 MHz 60 0.2
3< f 3.000 MHz 20 0.05 1
3< f 300 GHz 40 0.01 4

Valori di
attenzione
Intensit di campo
elettrico E (V/m)
Intensit di campo
magnetico H (A/m)
Densit di potenza D
(W/m2)
0.1 MHz < f
300 GHz
6 0.016 0.1 (3 MHz-300 GHz)


Obiettivi di
qualit
Intensit di campo
elettrico E (V/m)
Intensit di campo
magnetico H (A/m)
Densit di potenza D
(W/m2)
0.1 MHz < f
300 GHz
6 0.016 0.1 (3 MHz-300 GHz)


55
LEGGE 22 febbraio 2001, n.36 - Legge quadro sulla protezione
dalle esposizioni a campi elettrici, magnetici ed elettromagnetici.
Art. 2
(Ambito di applicazione)
1. La presente legge ha per oggetto gli impianti, i sistemi e le
apparecchiature per usi civili, militari e delle forze di polizia, che
possano comportare l'esposizione dei lavoratori, delle lavoratrici e della
popolazione a campi elettrici, magnetici ed elettromagnetici con
frequenze comprese tra 0 Hz e 300 GHz. In particolare, la presente
legge si applica agli elettrodotti ed agli impianti radioelettrici, compresi
gli impianti per telefonia mobile, i radar e gli impianti per
radiodiffusione.
2. Le disposizioni della presente legge non si applicano nei casi di
esposizione intenzionale per scopi diagnostici o terapeutici. Agli
apparecchi ed ai dispositivi di uso domestico, individuale e lavorativo si
applicano esclusivamente le disposizioni di cui agli articoli 10 e 12 della
presente legge.
()


56
Campi magnetici statici


Caratteristiche dell'esposizione
Induzione
magnetica


Lavoratori


Giornata lavorativa (media pesata sul
tempo)
200 mT

Valore mai superabile 2 T
Estremit 5 T


Popolazione

Esposizione continua 40 mT


Fonte INIRC (International Non-Ionizing Radiation Committee)
Le persone che abbiano impianti stimolatori cardiaci (pacemaker) e altri dispositivi azionati
elettricamente o che abbiano impianti di materiale ferromagnetico potrebbero non essere
adeguatamente protetti dai limiti qui forniti.
Il limite di esposizione pertanto di 0,5 mT.
57
D. Lgs. 26 maggio 2000 n.241: "Attuazione della direttiva
96/29/EURATOM in materia di protezione sanitaria della
popolazione e dei lavoratori contro i rischi derivanti dalle
radiazioni ionizzanti

Art. 9 direttiva 96/29/ EURATOM:
Limiti di dose per lavoratori esposti
100 millisievert (mSv) nellarco di 5 anni consecutivi con una
dose massima efficace di 50 mSv in un singolo anno
Limite di dose equivalente:
a) per il cristallino 150 mSv anno
b) per la pelle 500 mSv anno
c) mani, avambracci, piedi e caviglie 500 mSv anno

58
SEGNALI DI DIVIETO
59
SEGNALAZIONI DI AVVERTIMENTO - PERICOLO
60
REGOLE FONDAMENTALI GENERALI DI RADIOPROTEZIONE

Rispettare le indicazioni riportate sulla segnaletica affissa.
Mantenersi a distanza dagli oggetti o dalle apparecchiature
elettriche in funzione.
Non toccare e non avvicinare troppo il capo ad oggetti elettrici
non noti.
Non mantenere inutilmente in funzione apparecchiature elettriche
se non se ne ha necessit o diretta utilit.
Mantenere in buona efficienza le sicurezze, i collegamenti
elettrici, i cavi di alimentazione e di messa a terra.
Attenzione alle possibili interferenze del cellulare con altri
apparecchi elettrici.

61
Aspetti di compatibilita` elettromagnetica considerati dalla
Direttiva 89/336/CEE

Emissioni di disturbi condotti:
sono i disturbi originati dalle apparecchiature elettriche/elettroniche che si
propagano lungo le linee di alimentazione o di segnale, e che possono
interferire con il funzionamento di altre apparecchiature connesse sulla
stessa linea.
Emissioni di disturbi irradiati:
sono i disturbi originati dai dispositivi elettrici/elettronici che si propagano
dall'involucro attraverso mezzo circostante, e possono raggiungere altri
sistemi provocandone il malfunzionamento.
Suscettibilit ai disturbi condotti:
la sensibilit di una apparecchiatura ai disturbi presenti sulle linee di
alimentazione o di segnale originati da altre apparecchiature collegate alla
stessa linea.
62
Suscettibilit ai disturbi irradiati:
la sensibilit di una apparecchiatura ai disturbi presenti nell'ambiente
circostante che si accoppiano con parti conduttive (masse metalliche, cavi,
piste di circuiti stampati, etc.) provocando il malfunzionamento del
sistema.
Suscettibilit alle scariche di elettricit statica:
la sensibilit di una apparecchiatura al brusco passaggio di cariche
elettrostatiche sulle sue parti metalliche (es. le cariche che si accumulano
sui tessuti sintetici quando si cammina su pavimento isolante in atmosfera
secca).

63
Ciascun lavoratore e` tenuto a:

Osservare le procedure di lavoro suggerite dal Servizio di Prevenzione e
Protezione
Utilizzare i dispositivi di sicurezza adottati e conservarli in buono stato
Utilizzare materiali schermanti ed assorbenti attorno alla sorgente per
ridurre alla fonte le possibili emissioni
Stare ad almeno 60 cm dal videoterminale e, in presenza di piu`
computer, stare ad almeno 1 metro dal retro dello schermo del computer
vicino
Durante l'attivita` lavorativa mantenersi alla maggiore distanza possibile
dal dispositivo emittente, soprattutto con il corpo, facendo uso ad
esempio di attrezzi piu` lunghi o di lenti di ingrandimento
Verificare periodicamente lo stato di funzionamento dei dispositivi di
allarme a soglia e delle batterie degli stessi
Verificare che le connessioni elettriche e di trasmissione dei segnali
collegate alle apparecchiature emittenti siano in buone condizioni d'uso



64
Non trascurare le perdite elettromagnetiche provenienti dalle cattive
connessioni di guide d'onda o dalla mancanza di involucri schermanti o dai
cattivi collegamenti a terra delle stesse
Non sostare o transitare per nessun motivo davanti ad una antenna a
parabola di un radar a meno di conoscerne la distanza di sicurezza
Non sostare senza motivo nei pressi di un dispositivo elettrico con
caratteristiche di potenziali emettitori
Non transitare frequentemente e/o senza motivo attraverso ambienti in cui
sia segnalata presenza di emissioni di campi elettromagnetici, quando si
possono scegliere percorsi alternativi.
Nell'organizzazione del lavoro scegliere postazioni di lavoro a lunga
permanenza sufficientemente lontane dalle potenziali sorgenti di campo

Fonte ISPESL