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Il Metodo Radiografico (RT)

La radiografia la tecnica che consente di


ottenere immagini del contenuto di un solido
mediante impressione di un elemento
sensibile (pellicola, schermo, ecc.) da parte
di radiazioni ionizzanti quali raggi X o
raggi .
Il meccanismo di formazione
dellimmagine legato al differente
assorbimento delle radiazioni nel pezzo in
funzione della variazione di spessore, dei
diversi costituenti chimici, di disuniformit
nella densit, della presenza di difetti o di
eventuali fenomeni di scattering
Linformazione ottenibile da un singolo
controllo radiografico bidimensionale e,
come tale, deve essere integrata con altre
radiografie o con altri metodi volumetrici
affinch la discontinuit possa essere
completamente caratterizzata
Vista dallalto della pellicola
Pellicola
= maggiore esposizione
= minore esposizione
Il Metodo Radiografico (RT)
Maggiore assorbimento
Minore assorbimento
Le radiazioni elettromagnetiche
Radiazione
Energia emessa da una sorgente che si propaga nello spazio:
a) sotto forma di onde elettromagnetiche continue
b) in pacchetti discreti di energia chiamati fotoni
Esempi di radiazione:
Luce visibile, onde radio, microonde, calore, raggi X
Tutti i tipi di radiazione vanno a costituire, nel loro insieme il
cosiddetto spettro elettromagnetico, del quale la luce visibile
costituisce una piccola porzione
Lo spettro elettromagnetico
Lo spettro elettromagnetico
Radiazioni ionizzanti
Le radiazioni si classificano in:
Ionizzanti: quando le onde elettromagnetiche (o i fotoni) possiedono
energia sufficiente a produrre ioni nella materia (raggi X, raggi gamma)
Non Ionizzanti: radiazioni che non possiedono energia sufficiente a
rimuovere elettroni fortemente legati al nucleo dalle loro orbite (microonde,
luce visibile)
Lunit di misura che si impiega per descrivere lenergia di una radiazione
lelettronVolt (eV)
1 eV rappresenta lammontare di energia guadagnata da un elettrone che
attraversa una differenza di potenziale pari a 1 Volt
J eV
19
10 602 , 1 1

=
Tipi di di radiazioni ionizzanti
I raggi o sono particelle cariche positivamente che vengono
emesse nei processi di decadimento radioattivo. Sono
costituite da due neutroni e due protoni e sono, per loro
natura, facilmente fermate da un foglio di carta ovvero dai
primi strati di epidermide. Sono pericolose soltanto se la
sorgente interna allorganismo
I raggi | sono elettroni o positroni emesse nei processi di
decadimento radioattivo. Sono molto pi penetranti delle
particelle o ma possono essere arrestate da sottili strati di
acqua, vetro, metallo ecc.
Onde elettromagnetiche (o fotoni) emessi dal nucleo di un
atomo
Onde elettromagnetiche (o fotoni) non emesse dal nucleo,
ma dovute a cambiamenti nellenergia degli elettroni

X
Propriet dei Raggi X e
possono penetrare nella materia;
sono assorbiti in maniera differenziale;
si propagano in linea retta;
producono degli effetti fotochimici sulle emulsioni
fotografiche;
ionizzano il gas attraversato;
non sono deviati da campi elettrici e magnetici;
la loro velocit di propagazione uguale a quella della luce;
possono liberare elettroni per effetto fotoelettrico;
provocano la fluorescenza di alcune sostanze
Produzione dei raggi X
Le radiazioni X si producono ogniqualvolta una sostanza
bombardata da elettroni ad alta velocit
In pratica i raggi X si ottengono da processi di conversione
dellenergia quando
1. Elettroni ad alta velocit sono bruscamente decelerati
quando passano interagiscono con atomi bersaglio
(Bremsstrahlung, Radiazione di frenamento)
2. Elettroni incidenti espellono elettroni delle orbite interne di
atomi bersaglio (Radiazione caratteristica)
Produzione dei raggi X
I raggi X presentano uno spettro misto costituito da due parti:
uno spettro continuo, determinato dalla variazione continua di energia, dovuta alla
diminuzione di velocit che gli elettroni subiscono nellattraversare il bersaglio
metallico
uno spettro a bande (discontinuo), o spettro caratteristico, determinato dal rilascio di
energia da parte degli elettroni urtati del bersaglio che ritornano sullorbita originaria.
Ad ogni riga corrisponde un preciso livello di energia associato al salto dell orbita.
Lo spettro caratteristico dipende dal materiale
del bersaglio ed importante sottolineare che la
sua energia piccola se confrontata con quella
dello spettro continuo.
Lintensit dello spettro continuo
proporzionale al quadrato della tensione
secondo la relazione
2
V K I =
Breve storia della Radiografia
1895
W.C. Roentgen osserva la fluorescenza in alcuni cristalli disposti
in prossimit di un tubo catodico
1913
Coolidge realizza il primo tubo sottovuoto che consente di
raggiungere energie dellordine dei 100 kV
1931
LASME accetta il metodo radiografico quale strumento di
controllo dei recipienti in pressione.
Principi fisici del metodo
Supponiamo di avere un filo di materiale conduttore e di renderlo incandescente (per
effetto Joule) mediante il passaggio di una opportuna corrente.
Gli elettroni eccitati dall apporto di energia riescono a staccarsi dallatomo e a
fuoriuscire dal conduttore. Se poniamo ad una certa distanza dal filo una piastrina di
metallo caricata positivamente gli elettroni fuoriusciti dal conduttore verranno attratti e
cadranno sulla piastrina con una velocit, e quindi con un energia, direttamente
proporzionale alla differenza di potenziale esistente tra conduttore e piastrina.
In altre parole maggiore la differenza di potenziale pi alta lenergia degli
elettroni.
Quando un elettrone arriva sulla piastrina pu urtare contro un elettrone di un atomo
del materiale oppure non urta altri elettroni, ma viene deviato passando nelle vicinanze
di un atomo.
In entrambi i casi, la maggior parte dellenergia liberata viene emessa sotto forma di
radiazione nellintervallo dellinfrarosso come calore, mentre una piccola parte sotto
forma di onde elettromagnetiche a lunghezza donda ridotta e frequenza elevata
chiamate appunto raggi X
Principi fisici del metodo
1. Il tubo unampolla di vetro nella quale praticato
il vuoto spinto (la pressione interna dellordine dei
10
-2
MPa) e che contiene due elettrodi
Il catodo, o elettrodo negativo, costituito da un
filamento di tungsteno avvolto a spirale (sorgente di
elettroni) e da una cupola di concentrazione (schermo
focalizzante)
Allestremit opposta si trova l anodo (elettrodo
positivo) che realizzato usualmente con una
placchetta di tungsteno. Questa rappresenta il
bersaglio metallico
2. Il filamento di tungsteno, riscaldato fino
allincandescenza da una corrente di debole intensit
alimentata da un piccolo trasformatore, emette un
fascio di elettroni che viene focalizzato dalla cupola di
concentrazione verso lanodo.
3 Gli elettroni liberati dal filamento sono successivamente attratti
verso il bersaglio e lemissione dei raggi X dovuta
allinterazione tra gli elettroni (i cosiddetti raggi catodici) con gli
atomi dellanodo
4 Il passaggio verso lesterno del tubo assicurato da finestre
metalliche realizzate con sottili fogli di berillio od alluminio
Anodo di Tungsteno
Catodo
Fascio di elettroni
Raggi X
Braccio anodico
Braccio catodico
Anodo di Tungsteno
Catodo
Fascio di elettroni
Raggi X
Braccio anodico
Braccio catodico
Il Tubo di Coolidge
Energia della radiazione
Lo spettro continuo dei raggi X pu essere
modificato attraverso due parametri
fondamentali:
la corrente con la quale viene prodotto il fascio
elettronico per effetto termoionico
la tensione di alimentazione imposta tra catodo e
anodo che determina laccelerazione degli elettroni.
Aumentare la corrente del filamento provoca
un aumento della emissione di elettroni dal
filamento stesso e quindi un aumento di
intensit della radiazione prodotta che non ha
influenza sullenergia della stessa.
Aumentare la tensione del tubo significa
aumentare la differenza di potenziale esistente
tra catodo e anodo, e quindi agire sul campo
elettrico che spinge gli elettroni sullanodo. Ci
si traduce in un aumento dellenergia della
radiazione X prodotta.
Zona a basso spessore
Bassa Energia
Alta Energia
Energia della radiazione
La figura mostra la curva di intensit per quanto
riguarda lo spettro continuo dei raggi X.
La curva (a) stata ottenuta con bassa corrente
mentre la (b) ottenuta con una corrente pi
elevata mantenendo costante la tensione di
alimentazione.
Il punto di intersezione di ciascuna curva con
lasse delle lunghezze donda chiamato limite
inferiore di lunghezza donda (min), questo
valore completamente determinato dalla tensione
di alimentazione del tubo.
Aumentando la corrente del tubo radiogeno si
ha leffetto di aumentare lintensit massima dei
raggi X ma non la loro energia, la quale
inversamente proporzionale alla lunghezza
donda.
Lintensit massima si ha infatti per lo stesso
valore della lunghezza donda max, e il limite
inferiore di lunghezza donda rimasto invariato.
Energia della radiazione
Quindi, per aumentare lenergia dei raggi
X, e quindi la loro capacit di penetrare la
materia, necessario aumentare la tensione
di alimentazione tra catodo e anodo, cio la
tensione del tubo. In figura mostrato come
varia lemissione in funzione della tensione di
alimentazione.
Allaumentare della tensione di
alimentazione da 50 a 200 kV si riduce il
limite inferiore di lunghezza donda ed anche
il valore di per cui si ha la massima
intensit di radiazioni.
I raggi X di lunghezza donda minima sono
prodotti dagli elettroni aventi velocit
massima o massima energia.
I Raggi
I raggi sono radiazioni elettromagnetiche emesse
dalla disintegrazione di un isotopo radioattivo
Un isotopo possiede un nucleo instabile che non ha
energia sufficiente a mantenersi unito La
disintegrazione spontanea di un nucleo atomico
origina un rilascio di energia e materia (decadimento
radioattivo)
Dal punto di vista dellimpiego radiologico, le
sorgenti pi impiegate sono il Cobalto (Co-60),
lIridio (Ir-192), il Cesio (Cs-173), litterbio e il tulio.
A seconda della sostanza impiegata, si possono
testare spessori di materiale estremamente variabili;
per esempio le radiazioni originate dal cobalto
possono penetrare una lastra di acciaio di spessore
oltre 200 mm.
I Raggi
La maggior parte degli isotopi radioattivi
impiegati nei controlli industriali viene prodotta
artificialmente mediante un processo di
attivazione a partire da elementi stabili
La tecnica dellattivazione neutronica consiste
sostanzialmente nellesposizione del campione
contenente lelemento stabile ad un flusso di
neutroni (generalmente provenienti da un
reattore nucleare) per un tempo prefissato
I Raggi
A differenza dei raggi X, prodotti da una
sorgente alimentata, la produzione di raggi
gamma non pu essere interrotta.
I radioisotopi sono dunque incapsulati per
prevenire la contaminazione ambientale
La capsula radioattiva attaccata ad un cavo
per costituire il cosiddetto pigtail
Il Pigtail possiede uno speciale connettore
ad una estremit che lo collega ad un sistema
di movimentazione.
I Raggi
Per conservare, trasportare ed esporre il pigtail contenente il materiale
radioattivo si impiega un dispositivo speciale pesantemente schermato
I Raggi
I Raggi
I principali vantaggi dellimpiego di sorgenti a raggi
sono:
ridotte dimensioni della sorgente, che compatta e facile
da trasportare
elevata penetrazione delle radiazioni se comparata con le
sorgenti a raggi X di uso industriale,
prezzo relativamente basso rispetto ad alcune
apparecchiature a raggi X,
non necessaria alcuna sorgente di elettricit,
radiazione monocromatica
il contrasto abbastanza tenue dellimmagine permette
ad un grande dominio di spessori di materiale di essere
radiografati in una sola esposizione e sulla stessa pellicola.
Svantaggi derivanti dallimpiego di sorgenti a raggi :
Impossibilit di controllare i parametri di emissione
(on/off)
Immagini poco contrastate
Significativi problemi di sicurezza
I Raggi
Schema della Procedura Radiografica
Dalla sorgente ha origine un fascio di
radiazione divergente che attraversa il
provino, ne viene differentemente assorbito
(in funzione delle sue caratteristiche fisico-
chimiche) e finisce per impressionare una
pellicola sensibile, uno schermo
fluorescente, un convertitore fotonico
(scintillatore).
Limmagine che si ottiene (in scala di grigi)
deve essere successivamente interpretata
per valutare la presenza di discontinuit
che producono livelli diversi di densit
dellimmagine in funzione delle loro
caratteristiche.
Schema della Procedura Radiografica
La relazione esistente tra la direzione del fascio
incidente e le caratteristiche geometriche delle
discontinuit rappresenta un fattore estremamente
critico ai fini della caratterizzazione radiografica di un
componente
possibile osservare come difettosit
apparentemente simili nella tipologia (cricche orientate
perpendicolarmente tra loro) sono rappresentate da
immagini estremamente diverse tra loro; infatti la
discontinuit orientate parallelamente alla direzione di
propagazione del fascio appaiono nettamente pi
distinguibili rispetto a quelle orientate
perpendicolarmente
Il fenomeno grazie al quale i raggi X producono
unimmagine variamente contrastata quello
dellattenuazione, che avviene a seguito di fenomeni di
scattering e di assorbimento
Schema della Procedura Radiografica
0
o
10
o
20
o
Importanza del contrasto nellimmagine
Raggi X 150 kV
Raggi Ir-192
Fattori critici per lesame radiografico
Esame visivo preliminare delloggetto.
importante analizzare ad occhio nudo loggetto da testare per decidere
lorientamento della direzione di indagine sia sulla base della possibile collocazione dei
difetti allinterno del componente, e sia in relazione agli spessori che devono essere
attraversati dal fascio.
Energia dei raggi X
Lenergia dei raggi X deve essere selezionata considerando la composizione
delloggetto, la lunghezza del percorso che il fascio deve attraversare e le eventuali
problematiche legate alla dispersione dei raggi.
Registrazione dellimmagine
Limmagine pu essere osservata su uno schermo controllato in remoto o su pellicola in
unione con opportuni schermi luminosi.
Interpretazione delle radiografie
Il risultato finale di una radiografia una proiezione che non offre alcuna informazione
relativamente alla profondit dei difetti nel pezzo.
Assorbimento e Scattering nella Materia
Effetto Fotoelettrico
Lassorbimento fotoelettrico avviene quando un fotone dei raggi X di
bassa energia ( 0,5 MeV) collidendo con un atomo trasferisce tutta la
sua energia ad un elettrone e, se tale energia raggiunge un certo livello di
soglia, lelettrone espulso e liberato dalla forza di attrazione del nucleo.
Questo fenomeno avviene per basse energie del fotone (il quale viene
completamente assorbito) e per elevati livelli di numero atomico
dellatomo.
Effetto Compton
Leffetto Compton, noto anche come scattering incoerente, avviene
quando un fotone con energia superiore alla soglia necessaria alla
liberazione di un elettrone, collide con un atomo; della sua energia, parte
viene usata per espellere un elettrone dellorbitale pi esterno, e parte
prosegue sotto forma di fotone avente per energia inferiore e direzione
di propagazione diversa rispetto al fotone incidente.
Produzione di coppie
La produzione di coppie si verifica quando un fotone ad elevata energia
(superiore a 1,2 MeV) collidendo con un atomo viene completamente
assorbito e al suo posto si formano un elettrone ed un positrone. Il
positrone ha una vita brevissima; esso svanisce con la formazione di due
fotoni aventi energia pari a 0,5 MeV ciascuno.
Leggi di attenuazione
Si pu dimostrare che un fascio omogeneo di raggi X di intensit I
0
, nellattraversare un
spessore di materiale x, subisce unattenuazione di intensit I, che proporzionale
allintensit del fascio incidente e allo spessore del materiale
x I I A - - = A
) (
0
x
e I I
-
- =

Questa relazione esprime la legge fondamentale sullassorbimento di un fascio omogeneo di
raggi X o raggi gamma.
La costante di proporzionalit definita coefficiente di assorbimento lineare e si esprime in
cm
-1
.
Questo parametro esprime, in sostanza, la frazione di energia assorbita per cm di materiale
attraversato, ed il suo valore numerico dipende dalla lunghezza donda della radiazione incidente
e dal tipo di materiale attraversato.
Assorbimento e Scattering
Il coefficiente di assorbimento che misurato dal rivelatore risulta essere composto da due
parti: un termine legato allassorbimento vero e proprio e un termine causato dalla dispersione.
Lassorbimento vero e proprio caratterizzato dalla scomparsa di un quanto di energia e dal trasferimento
di essa agli elettroni del materiale attraversato
La radiazione dispersa , invece, caratterizzata da una variazione di direzione rispetto al fascio incidente, e
da unenergia minore
Lo scattering (dispersione) il fenomeno in seguito al quale una parte raggi emergenti dal
corpo assorbente (dopo averlo attraversato) seguono delle direzioni diverse rispetto al fascio
incidente. Questa radiazione definita anche radiazione diffusa.
Durante lesposizione ai raggi X o , la pellicola radiografica colpita dalla frazione di radiazioni
che hanno attraversato il pezzo in esame (che non sono state assorbite) e dalla radiazione di
scattering.
A seconda dello spessore del materiale, dei difetti presenti o della presenza di eventuali inclusioni
di materiale a diverso coefficiente di assorbimento, le radiazioni subiscono un differente livello di
attenuazione e, quando infine vanno ad incidere sulla pellicola, la impressionano in maniera
differenziata con diverse densit di annerimento.
Registrazione delle Immagini
Le tecniche di rappresentazione dei risultati di unindagine
radiografica possono essere classificate come segue:
Radiografia su pellicola (Film Radiography)
Radiografia Computerizzata (Computed Radiography)
Radiografia in tempo reale (Real-Time Radiography)
Radiografia Digitale Diretta (Direct Radiography)
Registrazione delle Immagini
Nella pratica industriale, la pellicola
radiografica di gran lunga il sistema pi
impiegato
Nel metodo fotografico, la radiazione X
modifica le caratteristiche dellemulsione
fotografica allo stesso modo in cui la luce nelle
lunghezze donda del visibile rende possibile la
realizzazione di fotografie.
Le pellicole per radiografie a raggi X sono
formate da una base di materiale trasparente
(acetato di cellulosa) uniformemente rivestita sui
due lati con unemulsione gelatinosa di bromuro
dargento. Il bromuro dargento si trova sotto
forma di piccoli cristalli ed disposto
uniformemente allinterno della gelatina. Lo
spessore di ciascuno strato circa 0,025 mm.
Registrazione delle Immagini
Quando i raggi X o incidono sullemulsione,
ha luogo una reazione chimica nei cristalli del
bromuro dargento con una energia che
proporzionale allintensit della radiazione
incidente e al tempo di esposizione
Il risultato di tali modificazioni chimiche
latente sulla pellicola e, affinch possa essere
osservato, necessario trattare la stessa con una
soluzione chimica chiamata rivelatore
Il rivelatore ha unazione riduttrice nei
confronti del bromuro dargento, che consiste
nel prelevare il bromuro dai cristalli esposti del
bromuro dargento, e depositare atomi di
argento nero sulla gelatina. La concentrazione
dellargento metallico nero, per unit di
superficie dellemulsione, dipende dal tempo
di esposizione e dunque, in definitiva, il fattore
che determina la densit della pellicola.
Registrazione delle Immagini
Impressione
della pellicola
Rivelatore
(sviluppo)
Metolo-idrochinone
Arresto
(Acido Acetico)
Fissatore
(Iposolfito di sodio)
Lavaggio
Essiccatura
Le pellicole
Per le radiografie vengono utilizzati
diversi tipi di pellicole che differiscono per
la loro velocit (rapidit di esposizione,
ISO), il contrasto e la dimensione dei grani.
Nonostante la differenza di qualit tra le
radiazioni delle sorgenti a raggi X e le
sorgenti a raggi gamma, per entrambi i
casi si impiegano gli stessi tipi di pellicole.
Ciascun tipo di pellicola caratterizzato
da una curva densitometrica che
rappresenta graficamente il grado di
annerimento ottenibile al variare
dellesposizione cui la pellicola soggetta.
I Densitometri
Il densitometro lo strumento atto alla
misura della densit della pellicola che aiuta il
tecnico a stabilire se i limiti di densit sono
rispettati
I densitometri ottici prendono anche il nome
di strisce densitometriche e si compongono di
varie bande di grigio corrispondenti a densit
note: la densit incognita della pellicola viene
determinata per confronto visivo diretto con le varie
bande.
Questo metodo consente stime di densit
sufficientemente precise anche se, ovviamente,
occorre tenere presente i limiti dellapparato
visivo umano.
Radiografia Digitale
Nella Radiografia Computerizzata (Computed Radiography (CR)) al posto
della pellicola si impiega una speciale lastra sensibile (composta da uno strato
di fosfori) riutilizzabile che viene esposta seguendo esattamente la stessa
procedura del film tradizionale
Radiografia Digitale
I raggi X che hanno attraversato il pezzo, eccitano i fosfori della lastra e tale
cambiamento si imprime in modo stabile.
CR Phosphor Screen Structure
X-Rays
Phosphor Layer
Protective Layer
Substrate
Phosphor Grains
Radiografia Digitale
La lastra viene letta da una stazione dotata di PC e apposito scanner e poi
cancellata (sempre per via elettronica)
Radiografia Digitale
Mentre il laser scansiona la lastra, si origina unemissione luminosa dalle zone colpite
dai raggi X che proporzionale allenergia accumulata durante la fase di esposizione.
La radiazione luminosa letta da un fotomoltiplicatore (rivelatore elettronico di luce
estremamente sensibile nell'ultravioletto, in luce visibile e nel vicino infrarosso) e
convertita in informazione binaria da un convertitore A/D
Motore
A/D
Converter
A/D
Converter
Lastra
Scanner ottico
Tubo Fotomoltiplicatore
110010010010110
110010010010110
Fascio Laser
Radiografia Digitale
Le immagini sono inviate ad una workstation per lediting
lanalisi e larchiviazione finale
Radiografia digitale diretta
Nella Radiografia Digitale Diretta, la
pellicola sostituita da uno speciale
pannello piatto
Il pannello lavora convertendo la
radiazione incidente in cariche elettriche
Allinterno del pannello sono ospitati
minuscoli condensatori che si caricano in
funzione delintensit della radiazione
incidente
Il segnale elettrico convertito in
immagine digitale
La formazione dellimmagine radiografica
Lintensit dei raggi X decresce con il
quadrato della distanza come accade, del resto,
per tutti gli altri tipi di onde elettromagnetiche
Il fascio emesso (divergente) investe i
differenti piani che lo intersecano
perpendicolarmente secondo aree di
dimensione progressivamente crescente nelle
quali lintensit rilevata in un singolo punto
diminuisce
Questa legge valida solo se la dimensione
della sorgente piccola confrontata con la
distanza sorgente-oggetto (nella maggior parte
delle applicazioni pratiche > 50 mm)
La penombra geometrica
La penombra (unsharpness), si definisce
come lincapacit di riprodurre fedelmente i
bordi di un dato oggetto.
Lo stesso termine viene anche usato per
indicare la distanza minima che pu essere
risolta da un dato sistema radiografico.
La penombra dipende dalle dimensioni della
macchia focale, e dalle distanze sorgente-
oggetto e oggetto-pellicola
Penombra
D
d
F U
g
- =
La penombra geometrica
D
d
F U
g
- =
La penombra geometrica
Casi particolari:
Pellicola e oggetto a contatto (d=0): la penombra trascurabile
Distanza tra pellicola e oggetto molto grande: si ha ingrandimento
Contrasto e definizione
Il contrasto pu essere definito come la differenza di densit che si
registra nella pellicola, in seguito allesistenza di una variazione di spessore
o di densit del pezzo radiografato. Questo parametro risulta essere
particolarmente critico ai fini della bont del controllo radiografico, infatti un
difetto pu essere individuato nellimmagine radiografica proprio a causa del
contrasto tra la densit della sua immagine e la densit del materiale
circostante. Pi questa differenza rilevante pi facile diventa rintracciare il
difetto allinterno del pezzo.
Mentre per contrasto si intende la differenza di densit tra due zone
contigue della radiografia, con il termine definizione radiografica si esprime
la rapidit con la quale avviene tale passaggio. Ottenere unelevata
definizione vuol dire, in sostanza, poter distinguere in modo nitido i bordi del
pezzo o i contorni di eventuali discontinuit mentre, quando la definizione
scarsa, limmagine appare velata e poco leggibile.
Sensibilit
La sensibilit radiografica esprime convenzionalmente la minima
differenza di spessore del materiale in esame che possibile rilevare
sullimmagine finale, valutata nella direzione del fascio primario. In
sostanza, questo parametro ha un diretto riscontro nella nitidezza con la quale
la radiografia capace di evidenziare le discontinuit nel pezzo radiografato.
La valutazione pratica della sensibilit radiografica viene effettuata
mediante limpiego dei cosiddetti penetrametri o Indicatori della Qualit
dellImmagine (IQI), che commercialmente sono realizzati secondo tipologie
differenti con materiali che possono essere omogenei rispetto al pezzo da
testare o radiologicamente simili.
Qualit dellImmagine
Gli Indicatori di Qualit dellImmagine
La tipologia pi diffusa quella degli IQI
a fili, che sono costituiti da una serie di sette
fili (Fe-Al-Cu-Ti etc.) di diametro diverso, in
funzione delle caratteristiche del test da
eseguire, pressati su un supporto di plastica
(vedi figura, diametri da 0.25 a 0.81 mm)
La sensibilit radiografica (percentuale)
calcolata come rapporto tra il diametro del
filo pi sottile visibile sulla radiografia e lo
spessore del pezzo radiografato.
Questo tipo di penetrametro viene posto
generalmente a cavallo della zona di
interesse che deve essere radiografata.
Gli Indicatori di Qualit dellImmagine
Un altro tipo di penetrametro molto
utilizzato quello a fori che
sostanzialmente realizzato da una piastrina
di spessore T (che rappresenta una certa
percentuale dello spessore del pezzo da
radiografare) sulla quale si eseguono tre fori
di diametro T, 2T, 4T.
In questo caso la sensibilit si valuta sulla
base del diametro del foro che risulta pi
visibile sullimmagine radiografica.
Gli Indicatori di Qualit dellImmagine
Quando viene fatta una radiografia i penetrametri a
piastra forata sono generalmente posti sulla superficie
rivolta alla sorgente di radiazioni in prossimit della
regione che deve essere radiografata. Se ci dovesse
risultare difficoltoso (o addirittura impossibile) i
penetrametri possono essere posti sulla pellicola.
Se il profilo del penetrametro visibile sulla
radiografia e lo spessore del penetrametro , per
esempio, il 2% dello spessore del provino, la sensibilit
radiografica almeno del 2%.
Limmagine dei fori o dei fili fornisce unindicazione
sulla chiarezza con la quale un difetto sar visibile sulla
radiografia
Il penetrametro pu essere pensato come un difetto
artificiale di cui siano note a priori tutte le caratteristiche
quantitative e qualitative.
Alcuni esempi
Alcuni esempi
Alcuni esempi
Alcuni esempi
Alcuni esempi

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