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I campi elettrici, magnetici ed elettromagnetici

Che cosa sono, come vengono generati, che effetti producono

Che cosa sono, come vengono generati, che effetti producono associazione difesa consumatori e ambiente promossa dalla

associazione difesa consumatori e ambiente promossa dalla cisl

Sommario

PRESENTAZIONE

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PREMESSA

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COSA SONO I CAMPI ELETTRICI, MAGNETICI ED ELETTROMAGNETICI

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CAMPO ELETTRICO

11

ELETTROSTATICA

12

CAMPO MAGNETICO

12

FREQUENZA

13

SPETTRO ELETTROMAGNETICO

13

CAMPI ELETTRICI E MAGNETICI A BASSA FREQUENZA (50 HZ)

14

CAMPI ELETTRICI A 50 HZ

15

CAMPI MAGNETICI A 50 HZ

15

CAMPI ELETTROMAGNETICI AD ALTA FREQUENZA

17

UN MONDO DI CAMPI ELETTROMAGNETICI

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STAZIONI RADIO E RADIOTELEVISIVE, SISTEMI DI TELEFONIA MOBILE

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STAZIONI RADIO E RADIOTELEVISIVE

23

STAZIONI RADIO BASE – TELEFONIA CELLULARE

23

TELEFONI CELLULARI

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EFFETTI SULLA SALUTE DEI CAMPI ELETTRICI, MAGNETICI ED ELETTROMAGNETICI

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EFFETTI DEI CAMPI ELETTRICI E MAGNETICI A 50 HZ (ELF)

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EFFETTI DEI CAMPI ELETTROMAGNETICI A RADIOFREQUENZA

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LA NORMATIVA E LE LEGGI DI TUTELA

33

BASSE FREQUENZE

33

RISCHI REALI E RISCHI PERCEPITI

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CONSIGLI PER LA SICUREZZA

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A CHI RIVOLGERSI

45

GLOSSARIO

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BIBLIOGRAFIA

53

Presentazione

Presentazione

Presentazione Presentazione a diffidenza verso tutto ciò che costituisce una qualsiasi novità fa parte di un

a diffidenza verso tutto ciò che costituisce una qualsiasi novità fa parte di un retaggio atavico dell’uomo e lo caratterizza fino dalla più tenera età. Suggestioni e paure si diffondono fra le persone quando si ap-

plicano le nuove scoperte della scienza. Spesso è stato così, in passato e, nonostante che i progressi conseguiti dalla civiltà abbiano di- mostrato che solo raramente le paure avevano motivazioni oggettive, così è, adesso, anche per l’argomento trattato nel presente documento:

i campi elettrici, magnetici ed elettromagnetici generati da linee elettri- che e da sistemi di radiocomunicazione.

L

Difficoltà delle ricerche La ricerca sull’inquinamento elettromagnetico presenta, sia per quanto attiene ai rischi per la salute, sia per le possibilità di ridurne le emissioni, rilevantissime difficoltà. Risulta, infatti, pressoché impos- sibile riferirsi ai principi della statistica (assenza dei “grandi numeri”, mancanza di condizioni “certe” di riferimento) come, ad esempio, avviene per la ricerca sulla salute dei fumatori, e gli studi di laborato- rio non hanno dato, finora, risultati riproducibili. E’ inoltre improba- bile, nonostante i continui progressi tecnologici, una ulteriore rile- vante riduzione delle emissioni se consideriamo gli incrementi del- l’utilizzazione dell’energia elettrica e il formidabile sviluppo del set- tore della telefonia mobile e degli impianti radiotelevisivi avvenuti negli ultimi tempi. In questa complessa realtà le persone avvertono le condizioni di ri- schio ma, solitamente, non conoscono in modo sufficiente né l’argomento né gli interventi attuati dal legislatore per la loro tutela.

7

Obiettivo ADICONSUM L’ADICONSUM, con questa pubblicazione, si prefigge di dare una cor- retta informazione sulle Leggi vigenti o in fase di approvazione e di forni- re, per quanto possibile e in forma accessibile per tutti, cognizioni basilari sui campi elettromagnetici e dati oggettivi sugli effetti derivanti dai ri- schi associati alle vicinanze degli elettrodotti, degli elettrodomestici in generale e dei sistemi di trasmissione in alta frequenza (radio, TV, telefo- nia mobile, forni a microonde, radar, ecc.).

Premessa

Premessa

Premessa Premessa 8 na crescente sensibilità verso i rischi per la salute della popola- zione causati

8

na crescente sensibilità verso i rischi per la salute della popola- zione causati dall’inquinamento elettromagnetico ha determi- nato, nel recente passato, l’emissione del D.P.C.M. 23/04/1992, che fissa i limiti massimi di esposizione ai campi elettrici e ma-

gnetici generati alla frequenza industriale (50 Hz), e del D.M. 381 del 10/09/1998, che fissa i limiti massimi di esposizione ai campi elettro- magnetici a radiofrequenze (100 kHz 300 GHz). A tali Leggi hanno fatto seguito, per la Regione Toscana, la Legge regionale 11/08/1999 n. 51 (con relativo regolamento attuativo 20/12/2000 n. 9), che disciplina in materia

di linee elettriche e di impianti elettrici e la Legge regionale 01/03/2000 n.

50, che disciplina in materia di impianti di radiocomunicazione.

U

Proliferazioni di Leggi regionali e Legge quadro

La scarsa conoscenza scientifica degli effetti sulla salute dei campi elet- trici, magnetici ed elettromagnetici (al momento limitata a quelli di tipo acuto causati da sollecitazioni elevatissime), e le paure per la salute dei cittadini determinate dalla pubblicizzazione degli esiti contraddittori di numerosissime ricerche, avevano indotto molte Amministrazioni Regio- nali ad emettere Leggi in materia di prevenzione dei danni provocati dai campi elettrici, magnetici ed elettromagnetici. Per motivi di competenza legislativa, e al fine di assicurare un quadro

di riferimento omogeneo su tutto il territorio nazionale, il Governo ha

emanato la Legge quadro 22/02/2001 n. 36. Detta Legge fissa i criteri per assicurare la salute dei lavoratori e della popolazione dagli effetti del- l’esposizione ai campi elettrici, magnetici ed elettromagnetici, promuo- ve la ricerca scientifica per valutare gli effetti dell’esposizione a lungo termine, assicura la tutela dell’ambiente e del paesaggio e fissa i termini per l’esecuzione delle azioni di risanamento delle strutture esistenti.

Particolare sensibilità del legislatore E’ da evidenziare che il livello di sensibilità alla tematica in questione dimostrato dal legislatore, se confrontato con quanto avviene in altri Paesi, è da considerarsi decisamente elevato. Infatti, per la popolazione e per tempi di esposizione ai campi elettro- magnetici, generati da radiofrequenze, superiori alle quattro ore, i valori limite riportati nel D.L. n. 381, e che si attendono confermati nei Decreti

Premessa

attuativi della Legge quadro n. 36, risultano, in densità di potenza, ad esempio nel campo delle frequenze dei telefoni GSM, ridotti da 45 a 90 volte rispetto ai valori di riferimento indicati nella Raccomandazione CE n. 512 del 12/07/1999. Inoltre, per la popolazione e per tempi di esposizione ai campi elettri-

ci e magnetici generati in bassa frequenza dai sistemi di trasmissione,

distribuzione e utilizzazione dell’energia elettrica, superiori a quattro ore,

i valori limite di induzione elettromagnetica attesi, già in parte pubblicati dai media, nei sopra citati Decreti attuativi, dovrebbero risultare pari a 1/

200 (valore di attenzione) e pari a 1/500 (obiettivo di qualità), rispetto sia

al valore di riferimento indicato nella Raccomandazione CE, che a quello

indicato nel D.P.C.M. 23/04/1992.

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Cosa sono i campi elettrici, magnetici ed elettromagnetici

Cosa sono i campi elettrici, magnetici ed elettromagnetici

Cosa sono i campi elettrici, magnetici ed elettromagnetici Campo elettrico Lo stato di neutro della materia

Campo elettrico Lo stato di neutro della materia può essere va- riato sia da fattori naturali (es. effetti del vento sulle nubi e sulle carrozzerie delle auto, ecc.) sia da ap- parati costruiti dall’uomo (es. batterie di accumu- latori, generatori elettrici, ecc.). Le condizioni di difetto o di eccesso di elettroni, comunque causa- te sulla materia, la caricano elettricamente. Le ca- riche elettriche determinano, nello spazio ad esse circostante (isolanti – compresi aria e vuoto), una perturbazione chiamata “campo elettrico”.

Se un corpo viene introdotto all’interno della regione perturbata gli elettroni (cariche negative aventi massa trascurabile), presenti negli atomi che lo costituiscono, sono soggetti a forze di natura elettrica attrattive o repulsive a seconda che la ca- rica che genera il campo elettrico sia, rispettiva- mente, positiva o negativa, e tendono a migrare, alterando così l’equilibrio elettrico preesistente nel corpo stesso.

In una regione dello spazio l’intensità del cam- po elettrico (E), la cui unità di misura è il Volt/me- tro (V/m), aumenta col crescere del potenziale della carica che lo genera e si riduce quanto più ci si al- lontana da essa.

Se il campo elettrico raggiunge valori molto ele-

vati e ciò avviene, ad esempio, sia nelle zone pertur- bate da nubi cariche a potenziali elevatissimi - diver-

si milioni di Volt verso terra - sia nelle zone prossime

a linee elettriche in alta tensione - in Italia fino a 230 mila Volt verso terra – possono manifestarsi effetti dirompenti come i fulmini o i noti sfrigolii udibili in prossimità di linee elettriche. Il riferimento adotta-

Cosa sono i campi elettrici, magnetici ed elettromagnetici

Forze di natura elettrica. Migrazioni delle cariche

Unità di misura del campo elettrico

Effetti campi elettrici elevatissimi. Differenza di potenziale

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Cosa sono i campi elettrici, magnetici ed elettromagnetici

to per la valutazione del potenziale delle cariche che

generano i campi è quello della terra (al quale si tro-

va anche l’uomo) e che, convenzionalmente, è con-

siderato uguale a zero: in questo caso i valori di po- tenziale espressi coincidono con quelli di differenza

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Esempio di generatore di campo elettrico

Correnti continue

e alternate

Effetti del campo magnetico su materiali ferromagnetici, su conduttori percorsi da corrente e su magneti permanent

di

potenziale (tensione), e sono misurati in Volt (V).

Elettrostatica Per osservare un semplicissimo effetto prodot-

to

dal campo elettrico si può strofinare lo stelo di

una penna biro su un panno di lana. La penna si carica elettricamente e, avvicinandola a piccoli frammenti di carta, ne elettrizza, di segno contra-

rio al proprio, la superficie esposta. Si generano così forze di attrazione (come avviene fra le polarità contrarie dei magneti) e i pezzetti di carta, più leg- geri, sono attratti dalla penna. Si dice che la penna ha generato un campo elettrico statico il quale ha indotto, sul corpo esposto, una carica superficiale

di segno opposto al proprio.

Campo magnetico In un cavo conduttore collegato agli elettrodi di una batteria di accumulatori, gli elettroni dei suoi atomi, che precedentemente si muovevano caoti- camente, sono soggetti a forze di natura elettrica generate dalla differenza di potenziale (tensione) esistente fra gli elettrodi e si muovono, ordinata- mente, dall’elettrodo negativo a quello positivo. Il movimento ordinato degli elettroni è chiamato cor- rente elettrica, la cui unità di misura è l’Ampere (A). Lo stesso avviene, ma in questi casi la corrente in- verte il proprio senso di moto cento volte al secon- do, quando si chiude un interruttore per accendere una lampadina o quando si attiva un elettrodome- stico. Le cariche elettriche, messe in movimento or- dinato continuo o alternato (corrente elettrica) cre- ano, nello spazio circostante ai conduttori, un cam- po magnetico (H).

Fra gli effetti prodotti dal campo magnetico possiamo osservare l’esistenza, al suo interno, di forze di attrazione esercitate su materiali ferro- magnetici (come una comune calamita) e di attra- zione o repulsione esercitate su conduttori per- corsi da corrente.

Cosa sono i campi elettrici, magnetici ed elettromagnetici

Anche la terra, ruotando, produce un campo magnetico che, interagendo con l’ago magnetico della bussola, genera forze che orientano l’ago stes- so nella direzione nord-sud terrestre.

In una regione dello spazio l’intensità del cam- po magnetico, la cui unità di misura è l’Ampere/ metro (A/m), aumenta col crescere della corrente

e si riduce quanto più ci si allontana dalla sorgente che lo genera.

Frequenza Ipotizziamo che un corpo (o una carica elettri- ca) oscilli a intervalli regolari: il numero di oscilla- zioni complete che avvengono in un secondo indi- ca la sua frequenza, la cui unità di misura è l’hertz (Hz). La lunghezza d’onda, ovvero la distanza che intercorre fra due picchi dell’onda stessa, è defini- ta periodo; conoscendo la velocità con cui l’onda si propaga nel vuoto (o nell’aria), 300000 km al se- condo, diviene facile calcolarne la lunghezza. Nello studio per la valutazione delle proprietà fisiche dei campi elettromagnetici la frequenza costituisce un parametro fondamentale.

Spettro elettromagnetico Lo spettro elettromagnetico è costituito da tut- te le onde elettromagnetiche conosciute e com- prende campi elettromagnetici con frequenze da zero Hz (corrente continua) fino a miliardi di mi- liardi di Hz. I campi elettromagnetici con frequenze supe-

riori a 10 mila THz, ben oltre la luce visibile, sono ionizzanti. Possono cioè trasportare un livello di energia sufficiente per modificare la materia a li- vello atomico. E’, ad esempio, il caso dei Raggi X. Al di sotto della soglia delle frequenze che ge- nerano i Raggi Ultravioletti, le onde elettromagne- tiche non possono trasportare energia sufficiente

a modificare la materia a livello atomico.

Nel presente documento prenderemo in consi- derazione campi elettromagnetici con frequenze da 0 Hz fino a 300 GHz (300 miliardi di Hz); cioè campi determinati dalle linee per il trasporto di energia o necessari per il trasporto di segnali nello spazio.

Unità di misura del campo magnetico

Moti periodici.

Lunghezza d’onda

Onde elettro- magnetiche. Trasporto di energia a distanza

Intervallo di

frequenza

considerato

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Cosa sono i campi elettrici, magnetici ed elettromagnetici

L’intervallo considerato è convenzionalmente suddiviso i quattro sottointervalli denominati come segue:

- 0 Hz 300 Hz

ELF

(Extremely Low Frequency- Frequenza Estremamente Bassa)

- 300 Hz 300 kHz

LF

(Low Frequency–Bassa Frequenza)

- 300 kHz 300 MHz

RF

(Radio Frequency-Radio Frequenza)

- 300 MHz 300 GHz

MW

( Micro Waves-Microonde).

La seguente Tabella riporta i diversi tipi di cam- pi associandoli alle frequenze e alle sorgenti generatrici.

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associandoli alle frequenze e alle sorgenti generatrici. 14 dove: VHF = Very High Frequency; UHF =

dove: VHF = Very High Frequency; UHF = Ultra High Frequency; kHz = chilohertz (mille Hz); MHz = megahertz (milione di Hz); GHz = gigahrtz (miliar- do di Hz); THz = terahertz (mille miliardi di Hz); PHz = petahertz (milione di miliardi di Hz).

Trasmissione e utilizzazione dell’energia elettrica. Correnti indotte

Campi elettrici e magnetici a bassa frequenza (50 Hz) Necessità che esulano dallo scopo del presente documento dimostrano che la trasmissione e l’uti- lizzazione dell’energia elettrica sono estremamen- te facilitate se vengono effettuate in corrente al- ternata a bassa frequenza. La corrente alternata si differenzia da quella continua (il cui movimento di elettroni nel tempo è unidirezionale), poiché sia la tensione sia la corrente (e conseguentemente i relativi campi elettrici e magnetici) cambiano la loro polarità, in Europa, 100 volte al secondo (50 Hz). Una proprietà che caratterizza sia i campi elettrici sia i

Cosa sono i campi elettrici, magnetici ed elettromagnetici

campi magnetici alternati (variabili nel tempo) è quella di generare, all’interno dei corpi non isolan- ti, correnti indotte alternate il cui valore è propor- zionale alle intensità dei campi e dipendente dalle caratteristiche proprie dei corpi.

Poiché alle basse frequenze l’energia associata ai campi elettromagnetici non abbandona la sor- gente ma viene emessa e riassorbita dal generato- re e rilevando che i due tipi di campi possono assu- mere valori del tutto indipendenti l’uno dall’altro, ne consegue la necessità di trattare separatamente le grandezze (E) ed (H), sia per quanto attiene alle loro misurazioni, sia per i possibili effetti che cia- scuna di esse può determinare.

Campi elettrici a 50 Hz La distribuzione dei campi elettrici a bassa fre- quenza subisce rilevanti deformazioni in regioni dello spazio in cui vi sia presenza di elementi costi- tuiti da materiali disomogenei. Tale constatazione consente di dedurre che detti campi possano es- sere schermati con semplici artifici. Si rileva, infat- ti, che all’interno di un involucro costituito da una reticella metallica il campo elettrico è nullo (gab- bia di Faraday); un rilevante effetto schermante si ha all’interno delle costruzioni in cemento armato e, sostanzialmente, anche nei vecchi tipi di costru- zioni e in qualsiasi altro genere di involucro costi- tuito da materiali non isolanti.

Le misure dei campi elettrici vengono effettua- te con appositi strumenti che indicano direttamen- te i valori rilevati in V/m, possibilmente in aree li- bere, prive di corpi (compreso quello dell’operato- re). Di norma esse vengono eseguite in zone aper- te, al di sotto di linee aeree in alta tensione, in aree pianeggianti e, possibilmente, in assenza anche di erbe a fili lunghi.

Campi magnetici a 50 Hz Diversamente dai campi elettrici, la distribuzio- ne dei campi magnetici a bassa frequenza è scar- samente influenzata dalla presenza di corpi disomogenei a meno che non si tratti di materiali ferromagnetici. Ciò è dovuto al fatto che la

Basse frequenze. Indipendenza dei campi elettrici e magnetici

Possibilità di schermare i campi elettrici

Misure di campi elettrici

Difficoltà per schermare i campi magnetici

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Cosa sono i campi elettrici, magnetici ed elettromagnetici

permeabilità magnetica dei corpi ( ), ovvero la pro-

prietà della materia di lasciarsi più o meno facilmen-

te attraversare dalle linee di forza del campo ma-

gnetico, fatta eccezione per i materiali ferroma- gnetici, ha valore prossimo a quello dell’aria.

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Campo magnetico e induzione magnetica. Esecuzione misure di induzione

Possibilità di ridurre i campi magnetici

Comunemente interessa valutare la densità del-

le linee di flusso magnetico che attraversano un cor- po e, per ciò, si introduce una ulteriore grandezza:

l’induzione elettromagnetica (B). Tale grandezza è correlata al campo magnetico (H) mediante la permeabilità magnetica ( ) e si misura in Tesla (T). Gli strumenti utilizzati per la misura dei campi magnetici a bassa frequenza sono costruiti in modo

da indicare, direttamente, i valori di induzione ma-

gnetica (B) in T (microtesla = un milionesimo di Tesla). Solitamente le misure vengono effettuate in zone prossime a linee elettriche aeree ad alta ten-

sione (in spazi aperti, all’interno di edifici e, in par- ticolare, in quelli di tipo industriale e commerciale

che, talvolta, sono stati costruiti al di sotto delle linee stesse). Viene inoltre ritenuto necessario eseguire mi- sure in ambienti domestici e in ambienti industria- li o commerciali, quando le correnti elettriche che circolano nei circuiti in bassa tensione o in media tensione (anche se interrati o sotto intonaco) sono

di valore rilevante e se nelle loro prossimità sta-

zionano persone per tempi prolungati. Talvolta, in qualche abitazione, sono stati rile-

vati campi magnetici generati dai circuiti elettrici

in bassa tensione, evidentemente non costruiti a

regola d’arte, aventi valori superiori a quelli rilevabili al di sotto di linee aeree in alta tensione. Per rendere più chiari i concetti espressi si evi- denzia che un conduttore percorso dalla corrente

di 1 A, anche se collocato sotto intonaco, genera,

alla distanza di un metro, una induzione magneti-

ca di 0,2 T (pari al valore indicato come limite di

cautela da alcuni studi epidemiologici).

Si dimostra inoltre, nel caso in cui i conduttori che portano la corrente per alimentare una uten-

za

siano due e disposti l’uno aderente all’altro, che

le

loro correnti hanno valore identico ma verso

Cosa sono i campi elettrici, magnetici ed elettromagnetici

contrario e generano campi con versi opposti che si annullano a vicenda: è questo il motivo per cui all’intorno dei cavi per l’alimentazione di un ferro da stiro o di un termoconvettore, nonostante che le correnti che li attraversano abbiano valori ele- vati, il campo magnetico risultante, a pochi cm di distanza, è pressoché nullo. Lo stesso effetto di an- nullamento del campo magnetico si verifica nei cir- cuiti trifasi quando i conduttori, di bassa tensione, sono disposti aderenti l’uno all’altro (es.: collega- menti in cavo tripolare).

La seguente Tabella riporta alcuni valori di cam- pi elettrici e di induzione magnetica generati da linee elettriche e da alcuni elettrodomestici.

generati da linee elettriche e da alcuni elettrodomestici. Campi elettromagnetici ad alta frequenza Le valutazioni

Campi elettromagnetici ad alta frequenza Le valutazioni espresse sono limitate alle fre- quenze da circa 100 MHz a circa 3 GHz. I campi elet- tromagnetici, nell’intervallo di dette frequenze, costituiscono delle vere e proprie linee invisibili che trasportano nello spazio segnali radio, televisivi, te- lefonici, ecc Diversamente da quanto avviene alle basse fre- quenze, alle alte frequenze esiste, tra il campo elet- trico e il campo magnetico, una profonda simme- tria: la variazione dell’uno genera l’altro. In realtà detti campi sono aspetti diversi di un’ “unica enti- tà”: il campo elettromagnetico. Una carica oscillante nello spazio ad alta fre- quenza genera, nei punti ad essa vicini, un campo magnetico anch’esso oscillante il quale genera, in prossimità, un campo elettrico oscillante, il quale

Onde elettro- magnetiche viste come “unica entità”

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Cosa sono i campi elettrici, magnetici ed elettromagnetici

genera, in prossimità, un campo magnetico oscil-

Nasce così un’onda elettro-

magnetica che si propaga nello spazio trasportan-

do energia.

lante il quale…….ecc

Propagazione delle onde in assenza di materia

Regioni di campo vicino e di campo lontano. Densità di potenza
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Strumenti di misura

Diversamente dalle onde acustiche o da quelle che si creano gettando un sasso nell’acqua stagnan- te, le onde elettromagnetiche non necessitano della presenza della materia che, talvolta, costitui- sce un ostacolo alla loro propagazione. La velocità di propagazione delle onde elettro- magnetiche nel vuoto (o nell’aria) è pari a quella della luce (300 mila chilometri al secondo). La lun- ghezza d’onda, come abbiamo indicato preceden- temente, varia con la frequenza e, ad esempio, per la telefonia mobile è pari a 0,33 metri per la banda a 900 MHz e a 0,16 metri per quella a 1800 MHz.

In prossimità della carica oscillante (antenna) si creano, sostanzialmente, due zone: la regione di campo vicino (alcune volte la lunghezza d’on-

da), e la regione di campo lontano che, teorica- mente, in assenza di attenuazioni, continuerebbe fino all’infinito. Le misure nella zona di campo vicino sono mol- to complesse per la grande variabilità dei parame- tri da punto a punto e per l’assenza di una relazio- ne costante fra i campi elettrico e magnetico. In questo caso è necessario considerare il valore di potenza assorbita dall’unità di massa della materia esposta al campo. Nella regione di campo lontano i campi elettri- co (E) e magnetico (H) sono perfettamente correlati, il loro valore diminuisce linearmente con l’aumentare della distanza, e trasportano la poten- za emessa dall’antenna, la quale si riduce con il quadrato della distanza. Si definisce una ulteriore grandezza, la densità di potenza (S), che rappre- senta l’energia trasportata dal campo elettroma- gnetico che attraversa una superficie di un metro quadrato, disposta in modo ortogonale alla dire- zione del campo, nel tempo di un secondo.

Gli strumenti utilizzati per le misure, oltre ad essere idonei per i campi di frequenze da control- lare, possono essere sensibili ad E (V/m), ad H (A/

Cosa sono i campi elettrici, magnetici ed elettromagnetici

m) e ad S (W/m 2 - watt al metro quadrato). Nella re- gione di campo lontano una costante, l’impeden- za del vuoto il cui valore è pari a 377 (ohm), correla le tre grandezze indicate, per cui è sufficiente mi- surane una per poter calcolare le altre.

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Un mondo di campi elettromagnetici

Un mondo di campi elettromagnetici

di campi elettromagnetici Un mondo di campi elettromagnetici I campi elettromagnetici che ci circondano possono essere

I

campi elettromagnetici che ci circondano possono essere classificati almeno secondo tre criteri.

Il primo criterio è relativo alla natura dei campi, i quali possono essere naturali o artificiali. I campi naturali sono costituiti dai raggi cosmici (a frequen- ze ancora più elevate di quelle che generano i rag- gi gamma), dalla radiazione solare (raggi infraros- si, luce visibile, raggi ultravioletti, raggi X), dal ma- gnetismo terrestre (effetti sull’ago magnetico del- la bussola, ecc.), dalle scariche elettriche atmosfe- riche (fulmini). Questa osservazione consente di sottolineare l’esistenza di un fondo elettromagne- tico naturale con il quale l’umanità ha sempre con- vissuto. I campi artificiali sono generati da qualsia- si tipo di apparato elettrico (batterie di accumula- tori e pile, linee elettriche ad alta, media e bassa tensione, apparecchi utilizzatori di energia (mac- chinari, elettrodomestici, ecc.), antenne radio, an- tenne TV, telefonia mobile, forni a microonde, ra- dar, ecc

Il secondo criterio attiene alle frequenze dei cam- pi elettromagnetici. Come abbiamo già descritto nei capitoli precedenti, alle basse frequenze i campi elet- tromagnetici si diversificano sostanzialmente da quelli ad alte frequenze e, conseguentemente, pro- ducono effetti notevolmente diversi fra di loro.

Il terzo criterio è riferito ad osservazioni di ordi- ne pratico: esistono campi elettromagnetici artifi- ciali definibili “involontari” e “volontari”. Quelli in- volontari sono, in generale, associati alla bassa fre- quenza, e costituiscono un effetto collaterale, non

Campi elettro- magnetici naturali e artificiali

Diversificazione in

funzione delle

frequenze

Campi elettro-

magnetici

“involontari” e

“volontari”

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Un mondo di campi elettromagnetici

necessario, della trasmissione dell’energia elettrica (sono, invece, da considerare volontari i campi ma- gnetici che consentono la rotazione dei rotori dei motori elettrici). Quelli volontari sono, in massima parte, ad alta frequenza e costituiscono il supporto per la trasmissione di segnali (radio, TV, telefonia mobile), oppure hanno funzioni diverse e, comun- que, necessarie (telecomandi per cancelli, metal- detector, radar, apparecchi radiografici, ecc.).

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Stazioni radio e radiotelevisive, sistemi di telefonia mobile

Stazioni radio e radiotelevisive, sistemi di telefonia mobile Stazioni radio e radiotelevisive, sistemi di telefonia

Stazioni radio e radiotelevisive, sistemi di telefonia mobile

I campi elettromagnetici generati dalle anten- ne radio e radiotelevisive, come quelli genera- ti dai sistemi di telefonia mobile, sono “volon- tari” e sono necessari per trasportare a distan- za i segnali modulati. Le corrispondenze fra campi generati da antenne radio e radiotelevisive e da si- stemi di telefonia mobile terminano in questa affer- mazione; infatti, dal punto di vista tecnico, i due si- stemi si distinguono decisamente l’uno dall’altro.

Stazioni radio e radiotelevisive

I sistemi radio e radiotelevisivi sono costituiti

da un numero limitato di stazioni di trasmissione e ritrasmissione (ripetitori). Ogni punto di trasmis- sione deve irraggiare una vasta porzione di terri- torio avente distanze dell’ordine delle decine di chilometri. I segnali radio e radiotelevisivi vengo- no trasportati a distanza dai campi elettromagne-

tici e gli utenti, per captarli, devono utilizzare le antenne riceventi installate sulle sommità degli edifici in caso di segnali radiotelevisivi, o quelle estraibili o incorporate negli apparecchi radiorice- venti, in caso di onde radiofoniche.

I trasmettitori e i ripetitori hanno potenze di

emissione comprese tra qualche centinaio di W e alcune centinaia di kW. Di solito i trasmettitori, per favorire le trasmissioni, sono dislocati su alture, in zone scarsamente popolate; in qualche caso i va- lori di campo elettrico rilevabili nelle zone ad essi adiacenti possono raggiungere 25 V/m (1,6 W/m 2 ) mentre, in zone lontane, anche all’aperto, non su- perano 2 V/m (0,01 W/m 2 ).

Stazioni radio base – Telefonia cellulare Ogni punto di trasmissione dei segnali della tele-

Pochi ma potenti trasmettitori

Molti trasmettitori di ridotta potenza

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Stazioni radio e radiotelevisive, sistemi di telefonia mobile

fonia mobile è costituito da una “Stazione Radio Base” le cui emissioni devono coprire una porzio- ne di territorio assai limitata chiamata “cella” (da qui la definizione di telefonia cellulare). Ciascuna cella ha dimensioni comprese, in am- bito urbano, tra poche centinaia di metri e un paio

di chilometri; la potenza emessa dagli apparati di

trasmissione, da una decina di W a un centinaio di W, deve essere sufficiente a coprire l’intera cella; le frequenze fra celle adiacenti o vicine devono es- sere diverse fra loro.

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Sistema GSM. Migliore utilizzazione della potenza emessa

Scarse difficoltà a rispettare i limiti di Legge

Negli ultimi tempi l’affermarsi del sistema GSM

ha consentito una riduzione delle emissioni elettro-

magnetiche. Infatti, detto sistema consente di tra- sportare, su una sola frequenza, fino ad otto canali i quali si attivano, autoregolando la potenza di emis- sione necessaria, solo in caso che vi siano collega- menti, in assenza dei quali non vi è emissione di po- tenza. Come già descritto nei capitoli precedenti, la densità di potenza (S) è direttamente proporziona-

le alla potenza emessa dall’antenna e si riduce con

legge pressoché quadratica allontanandosi da essa.

In termini quantitativi, una Stazione Radio Base

che emette una potenza di 100 W determina, alla distanza di 10 m e sul suo asse di emissione, una densità di potenza di circa 0,1 W/m 2 , che corrispon- de a un campo elettrico di circa 6 V/m. Tale valore

di campo elettrico coincide con quello previsto, per

luoghi adibiti a permanenza non inferiore a 4 ore, dal D.L. 381/98 (e, probabilmente, con quello previ- sto per la Legge quadro n. 36/2001) il quale, come abbiamo indicato in Premessa, fissa valori di espo- sizione, in densità di potenza, per la popolazione,

da 45 a 90 volte più restrittivi di quelli indicati nelle

Normative emesse nel resto del mondo. Conside- rando che le antenne delle Stazioni Radio Base sono generalmente installate sulla sommità degli edifi-

ci, in luoghi normalmente inaccessibili, e tenendo

conto che le mura degli edifici hanno, per i campi elettromagnetici ad alta frequenza, un rilevante effetto schermante, si può ragionevolmente affer- mare che il limite indicato dal D.L. non viene mai raggiunto nei luoghi in cui vi è permanenza di per-

sone per lungo tempo.

Stazioni radio e radiotelevisive, sistemi di telefonia mobile

Telefoni cellulari Per quanto attiene ai telefoni cellulari occorre osservare che la densità di potenza trasmessa dal campo elettromagnetico da essi generato è pro-

porzionale alla potenza di emissione la quale, con

le nuove tecnologie, è ormai ridottissima. E’ da

evidenziare inoltre che, nei sistemi GSM, la poten-

za di emissione del telefono cellulare viene auto-

maticamente regolata dall’apparecchio al fine di

consentire il collegamento con la stazione radio base della cella in cui esso si trova, senza nulla spre- care, sia per garantire l’ottimizzazione del collega- mento, sia per ottenere la massima durata della propria batteria elettrica. Ne consegue che l’effettiva potenza di emis- sione dei telefoni cellulari è, normalmente, più bas- sa di quella nominale e che il tasso di assorbimen-

to specifico di energia termica per gli utenti risulta

contenuto, per impiego continuativo della durata

di 10 minuti e nonostante l’uso a contatto, entro

soglie di assoluta tolleranza.

Cellulari GSM.

Emissioni

ridottissime

25

Effetti sulla salute dei campi elettrici, magnetici ed elettromagnetici

salute dei campi elettrici, magnetici ed elettromagnetici Effetti sulla salute dei campi elettrici, magnetici ed

Effetti sulla salute dei campi elettrici, magnetici ed elettromagnetici

G li effetti sulla salute che possono deter- minare le esposizioni ai campi elettrici, magnetici ed elettromagnetici sono ar- gomenti di studio sui quali, da lungo

tempo, molti laboratori di ricerca, a li- vello mondiale, lavorano intensamente. La vasta letteratura prodotta è stata censita dall’Organiz-

zazione Mondiale della Sanità (OMS), il cui com- pito statutario è quello di raccogliere i risultati

di tutti i lavori attinenti alla ricerca scientifica

applicata alla salute umana. Le notizie riportate in queste pagine sono ac- quisite dalle pubblicazioni edite dall’OMS e vengo-

no escluse le notizie, spesso prive di solide basi scientifiche, provenienti da altre fonti. Al fine di rimanere nei limiti prefissati dal pre- sente documento occorre distinguere le onde elet- tromagnetiche ad altissima frequenza, che posso-

no trasportare livelli elevatissimi di energia, da tut-

te le altre.

Le prime sono dette ionizzanti e l’energia che

possono trasportare può essere sufficiente a de- terminare modifiche irreversibili dello stato della materia. Si tratta della fascia più alta dei Raggi ul- travioletti, dei Raggi X e dei Raggi Gamma; detti Raggi, se assorbiti in dosi significative, possono provocare modificazioni della struttura del DNA e provocare patologie tumorali. E’ ben noto a tutti,

ad esempio, che l’esposizione al sole per lungo tem-

po, nelle ore in cui esso si trova a picco (i raggi ul-

travioletti sono meno filtrati dall’atmosfera), può provocare i tumori della pelle e, purtroppo, i testi specializzati ricordano ancora i numerosi tumori, causati dai Raggi X, nei primi periodi del loro im- piego per l’effettuazione delle radiografie.

Dati OMS

Radiazioni ionizzanti

27

Effetti sulla salute dei campi elettrici, magnetici ed elettromagnetici

Linea di

demarcazione

Effetti diversi alle diverse frequenze. Effetti acuti e a lungo termine
28

Correnti indotte in tutti i corpi non perfettamente isolanti

La soglia di energia al di sotto della quale non si manifestano fenomeni di ionizzazione è perfetta- mente individuata e, in termini tecnici, è definita “discreta”, nel senso che costituisce una vera e pro- pria linea di demarcazione. Le onde elettromagne- tiche possono quindi essere separate da una netta linea di rottura: da una parte quelle ionizzanti e

dall’altra tutto l’intervallo che va da quelle a bas- sissima frequenza (0 400 Hz), fino alla luce visibile comprendendo, quindi, quelle a radiofrequenza e

le microonde.

Le onde elettromagnetiche di frequenza infe- riore a 10000 THz (dieci milioni di miliardi di Hz, pari

a oltre cinque milioni di volte la frequenza della telefonia mobile), non possono, direttamente, pro- vocare alterazioni atomiche o molecolari nella materia o nei tessuti biologici che irraggiano.

Nei capitoli precedenti è stato affermato che i campi elettromagnetici a bassa frequenza si diver- sificano, sostanzialmente, da quelli ad alta frequen-

za e, conseguentemente, sono diversi gli effetti che

essi possono determinare sui tessuti biologici. Si evidenzia, pertanto, la necessità di effettuare due

ulteriori distinzioni: da una parte i campi elettrici e magnetici a bassa frequenza e, dall’altra, i campi elettromagnetici ad alta frequenza e le microon- de. E’ inoltre necessario distinguere tra gli effetti acuti, a breve termine, e quelli a lungo termine. Tutto ciò premettendo che, comunque, effetti

di sensibilizzazione come, ad esempio, la vibrazio-

ne della peluria cutanea che avviene quando ci av- viciniamo allo schermo di un televisore, o altri ef- fetti di natura biologica, non provocano, necessa- riamente, condizioni patologiche (facendo uno spuntino si costringe l’organismo a sviluppare com- plesse attività metaboliche, ma non per questo ci ammaliamo).

Effetti dei campi elettrici e magnetici a 50 Hz (ELF) Normalmente i campi elettrici e magnetici ELF sono generati dalle tensioni e dalle correnti a 50 Hz dei sistemi di produzione, trasmissione e di- stribuzione dell’energia elettrica. Sono generati, inoltre, dai circuiti elettrici presenti in ogni edifi-

Effetti sulla salute dei campi elettrici, magnetici ed elettromagnetici

cio (civile, industriale, commerciale, ospedaliero, scolastico, ecc.), e da tutti gli apparecchi ad essi collegati. Come è stato descritto in precedenza, i campi

elettrici e magnetici alternati inducono, nei corpi non perfettamente isolanti posti al loro interno, correnti elettriche anch’esse alternate di valori pro- porzionali alle intensità dei rispettivi campi. Tali effetti si verificano anche negli organismi dell’uo- mo il quale, sensorialmente, li percepisce solo se i livelli dei campi sono molto elevati e, comunque,

in particolari situazioni.

La letteratura descrive alcuni effetti sensoriali

conseguenti all’esposizione ai campi elettrici qua-

li, ad esempio, la vibrazione della peluria cutanea,

piccole scariche tra parti del corpo e certi tipi di vestiario, scariche fra parti del corpo e strutture metalliche isolate, ecc., che si manifestano quan- do l’intensità dei campi elettrici prossimi alle parti interessate supera i 10 kV/m e in condizione di aria

particolarmente secca (ad es.: sfiorando uno scher- mo televisivo; spogliandosi da abiti in tessuti acrilici; scendendo da un’auto dopo un viaggio; ecc.). Più raramente sono descritti effetti sensoriali

di vertigine o nausea associati alla presenza di cam-

pi magnetici molto elevati. Fra le risultanze speri- mentali effettuate su volontari è possibile rilevare che percezioni sensoriali immediate, a livello ocu- lare (percezione di lampi luminosi), tattile (sensa- zione di formicolio), extrasistole cardiache, ecc., iniziano con induzioni elettromagnetiche dell’or- dine delle decine di migliaia di T.

Per quanto attiene agli effetti acuti sullo stato di salute della popolazione derivanti dall’esposizione

ai campi elettrici e magnetici, l’esperienza di oltre

un secolo di impiego dell’energia elettrica non ha mostrato, finora, alcuna evidenza di effetti nocivi collegabili ai campi presenti nei normali ambienti di vita. Si può osservare, in merito, che i lavoratori ad- detti agli impianti elettrici ad alta tensione, sotto- posti anche per tempi di lunga durata a campi elet- trici e magnetici decisamente superiori a quelli riscontrabili nei normali ambienti di vita (rispetto alle linee elettriche i circuiti ad alta tensione degli im-

Effetti sensoriali

Effetti acuti

29

Effetti sulla salute dei campi elettrici, magnetici ed elettromagnetici

pianti hanno distanze dal suolo inferiori e correnti elettriche di valori superiori; i circuiti di media e di bassa tensione possono trasportare correnti elevatissime; ecc.), non si diversificano, per quanto attiene alle patologie, dal resto della popolazione.

30

Effetti a lungo termine

Effetti a breve termine. Solo di tipo termico

Verifiche

sperimentali

Per quanto concerne gli effetti a lungo termi- ne derivanti da esposizioni prolungate nel tempo ai campi elettrici e magnetici, l’OMS riferisce di al- cuni studi, fatti in diversi Paesi, che hanno eviden- ziato, talvolta, risultanze contraddittorie o basate su deduzioni. Fra detti studi quello considerato più attendi- bile, di tipo epidemiologico, è stato svolto dalle autorità sanitarie svedesi, le quali hanno posto sotto osservazione la popolazione residente entro 300 m dalle linee elettriche ad alta tensione che attraversano la Svezia; l’esito dello studio ha evi- denziato un incremento di 6 casi di leucemia in- fantile in un intervallo di 25 anni. Il limitatissimo incremento della patologia evidenziata rende di

scarsa significatività la valutazione statistica e, pertanto, gli incrementi riscontrati potrebbero anche essere attribuiti a fluttuazioni fisiologiche.

Effetti dei campi elettromagnetici a radiofrequenza Le pubblicazioni scientifiche censite dall’OMS indicano essenzialmente, quali effetti a breve ter- mine dell’esposizione ai campi elettromagnetici a radiofrequenza, quelli di tipo termico. Le onde elettromagnetiche sono, infatti, assorbite dai tes- suti biologici e, penetrando all’interno del corpo, cedono progressivamente ad esso la propria ener- gia determinando l’aumento della sua temperatu- ra. L’intervento dei meccanismi naturali di termo- regolazione contrasta l’aumento di temperatura e risulta, normalmente, efficace nello smaltire il ca- lore assorbito mantenendo la temperatura corpo- rea nei limiti fisiologici (detto contrasto è sensibil- mente ridotto per gli occhi e per le gonadi maschi- li a causa della loro ridotta vascolarizzazione).

Risultanze sperimentali dimostrano che aumen- ti di temperatura di un grado centigrado, oltre il quale possono manifestarsi effetti biologici di un

Effetti sulla salute dei campi elettrici, magnetici ed elettromagnetici

qualche significato, corrispondono ad un tasso di assorbimento specifico di circa 4 W/kg (il tasso di assorbimento – SAR – Specific Absorption Rate – è la quantità di energia assorbita da una massa di un kg

in un secondo, e si misura in W/kg) cui equivale una

densità di potenza (S) di circa 100W/m 2 . In regione di campo lontano (a distanza di un’antenna emittente

di alcune lunghezze d’onda), ad una densità di po-

tenza di 100W/m 2 corrisponde un campo elettrico

di circa 200V/m. Si tratta di valori riscontrabili nelle

immediate vicinanze di trasmettitori molto potenti (oltre 10000 W), utilizzati per trasmissioni radio o ra- diotelevisive e installati, solitamente, in luoghi mol-

to elevati e inaccessibili al personale non addetto.

Da molti anni innumerevoli studi sono stati ef- fettuati per verificare gli effetti a lungo termine del- l’esposizione ai campi elettromagnetici e, in parti- colare, per accertare se essi provocassero l’insorgen-

za dei tumori. Le ricerche sono state condotte an-

che per accertare l’esistenza di un nesso fra gli ef- fetti delle esposizioni ai campi a bassa frequenza e quelli delle esposizioni ai campi ad alta frequenza.

Di fatto sia i campi elettrici e magnetici (a bassa fre-

quenza), sia quelli elettromagnetici (ad alta frequen- za), interagiscono con i tessuti biologici in maniera

del tutto diversa fra loro al punto che, al fine di valu- tare gli effetti che possono produrre, devono esse-

re considerati come due agenti fisici del tutto di-

stinti. E’ da evidenziare, inoltre, che le risultanze degli studi a supporto di effetti tumorali, già labili e con- troverse per i campi ELF, sono del tutto inesistenti per i campi elettromagnetici a radiofrequenza.

Fra gli argomenti di discussione viene spesso sostenuto che se le ricerche scientifiche non han- no evidenziato che i campi elettromagnetici pos-

sono determinare patologie tumorali, ciò non si- gnifica che tale evenienza sia da escludere. Il me- todo scientifico non può mai giungere ad esclude-

re che una qualsiasi sostanza o materiale o feno-

meno abbia un qualche effetto. La scienza può sol-

tanto dimostrare nessi causali e non può esclude-

re ciò che non dimostra. Ed è proprio per questo

che la ricerca degli effetti sulla salute dei campi elettrici, magnetici ed elettromagnetici continua.

Effetti a lungo termine. Mancanza di un nesso fra esposizione e patologie

Corretto metodo di valutazione scientifica

31

La normativa e le Leggi di tutela

La normativa e le Leggi di tutela

e le Leggi di tutela La normativa e le Leggi di tutela livello internazionale , così

livello internazionale, così come in Italia, no- nostante la debolezza degli indizi che po- trebbero indicare che i campi elettrici, ma- gnetici ed elettromagnetici, a qualsiasi fre-

quenza, possono produrre un qualche ef- fetto di carattere sanitario, sono state emanate nor- me di tutela indirizzate alla massima prudenza. Un documento di particolare importanza, cui viene fatto riferimento di seguito, è la Raccoman- dazione CE n. 512 del 12/07/1999, “Raccomandazio- ne del Consiglio, del 12 luglio 1999, relativa alla li- mitazione dell’esposizione della popolazione ai campi elettromagnetici da 0 Hz a 300 GHz”. Detta Raccomandazione fonda le sue conclusio- ni sulla totalità dei lavori di ricerca censiti dall’OMS in base ai quali la “Commissione Internazionale per la Protezione dalle Radiazioni Non Ionizzanti” (ICNIRP) ha definito i valori di esposizione ai campi elettrici, magnetici ed elettromagnetici.

A

Basse frequenze Per quanto attiene alle basse frequenze, da 0 Hz a 3 kHz, i valori di riferimento per esposizione ai cam- pi elettrici e magnetici si basano su possibili effetti a breve termine. Tali valori, stabiliti in funzione della frequenza, sono riportati nella seguente tabella.

Normativa CE

improntata alla

massima prudenza

Limiti CE per effetti a breve termine

33

riportati nella seguente tabella. Normativa CE improntata alla massima prudenza Limiti CE per effetti a breve

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La normativa e le Leggi di tutela

Limiti CE per effetti a breve termine

Alte frequenze Per quanto concerne i campi elettromagnetici ad alta frequenza la Raccomandazione CE prescri- ve, per l’intervallo di frequenze 100 kHz 10 GHz,

un tasso di assorbimento specifico (SAR), mediato sul corpo intero, di 0,08 W/kg: un limite di estrema prudenza se si considera che gli effetti biologici di- ventano evidenti soltanto per tassi di 4 W/kg (ben 50 volte superiore del livello di cautela finora adot- tato sul piano internazionale). La Raccomandazione prescrive, inoltre, i livelli

di riferimento, anch’essi basati su possibili effetti a

breve termine. I valori prescritti nel campo di fre-

quenze da 3kHz a 300 GHz sono riportati nella se- guente tabella

3kHz a 300 GHz sono riportati nella se- guente tabella Per ciò che attiene alle frequenze

Per ciò che attiene alle frequenze tipiche della telefonia cellulare GSM - 900 e 1800 MHz - e facendo

riferimento ai dati indicati in tabella, i valori limite

di esposizione risultano, per l’intensità dei rispet-

tivi campi elettrici, 41,25 V/m e 58,3 V/m cui corri- spondono, in regioni di campo lontano, densità di potenze pari a 4,5 W/m 2 e 9 W/m 2 .

Condizione legislativa italiana. Adozione di limiti di esposizione di estrema prudenza.

I decreti attuativi della recentissima Legge qua- dro sulla protezione dalle esposizioni ai campi elet- trici, magnetici ed elettromagnetici, 22/02/2001 n. 36, sono ormai in fase di emanazione. Tali Decreti dovranno indicare, fra l’altro, i limiti di esposizio-

ne, i valori di attenzione e gli obiettivi di qualità, sia per i lavoratori sia per la popolazione. Le notizie anticipate dagli organi di informazio- ne indicano l’acquisizione, da parte di detti Decre-

ti, per quanto attiene ai campi generati da frequen-

ze comprese fra 100 kHz e 300 GHz, degli stessi va- lori riportati nel D.M. 381. Tali valori, pari a 20 V/m

La normativa e le Leggi di tutela

(corrispondente, in regione di campo lontano, alla densità di potenza di 1 W/m 2 ) per esposizioni in tempi limitati, e pari a 6 V/m (corrispondente, in regione di campo lontano, alla densità di potenza

di 0,1 W/m 2 ) per esposizioni superiori alle quattro

ore, risultano estremamente ridotti rispetto ai va-

lori di riferimento, aventi fattore di sicurezza di cir-

ca 50 rispetto ai valori limite accertati che determi-

nano effetti acuti, riportati sulla Raccomandazio- ne CE n. 512 del 12/07/1999 (con riferimento alla telefonia mobile: alla frequenza di 900 MHz pari a 4,5 W/m 2 e a 1800 MHz pari a 9 W/m 2 ). Per quanto attiene alle basse frequenze e, in par-

ticolare, per la frequenza industriale (50 Hz), è sta-

ta pubblicata la bozza del Decreto che indica i se-

guenti limiti per la popolazione: limiti di esposizio- ne per la prevenzione degli effetti acuti, 100 T per l’induzione magnetica e 5 kV/m per il campo elet- trico; valori di attenzione, per ambienti scolastici, abitativi, ecc., e per permanenze superiori a quat- tro ore, 0,5 T, da intendersi come mediana dei va- lori nell’arco delle 24 ore, e 1000 V/m; obiettivi di qualità, in caso di nuove installazioni, per ambienti scolastici, abitativi, aree gioco bambini, ecc., e per permanenze superiori a quattro ore, 0,2 T, da in- tendersi come mediana dei valori nell’arco delle 24 ore, e 500 V/m. La Raccomandazione CE prevede, per i campi elettrici e magnetici a 50 Hz, valori di riferimento aventi fattore di sicurezza di circa 50 rispetto ai valori limite accertati che determinano effetti acuti, pari a 100 T e 5 kV/m.

E’ da ritenere, fatta eccezione per rari casi, che

la quasi totalità delle Stazioni Radio Base della te-

lefonia mobile rientri nei limiti di emissione impo- sti dal legislatore, e che ogni eventuale decisione volta a ridurre ulteriormente detti limiti, oltre che priva di qualsiasi fondamento sotto il profilo scien- tifico, renderebbe assai arduo garantire un servi- zio efficace come, tra l’altro, prescrive lo stesso D.M. 381 e come vuole, rigorosamente, l’Autorità per le Telecomunicazioni quando delibera la con- cessione all’esercizio di una rete.

Così come del tutto infondate, e di ben difficile applicazione sotto il profilo tecnico, apparirebbe-

Probabile rispondenza alla Legge delle SRB

Rapido decadimento della potenza emessa

35

La normativa e le Leggi di tutela

ro Norme che vincolassero a rispettare una distan-

za di sicurezza tra Stazioni Radio Base ed edifici particolari, come scuole o ospedali. Purtroppo, in tal senso, si sono già indirizzate alcune Amministra- zioni Locali, non tenendo conto che la densità di potenza del campo elettromagnetico generato da una Stazione Radio Base, in regione di campo lon- tano, si riduce quadraticamente con la distanza e potrebbe diminuire, rispetto a quella emessa, an- che di qualche centinaio di volte in funzione della specifica posizione dell’antenna rispetto all’edifi- cio in questione.

36

Adeguamenti delle stazioni radio e radiotelevisive

Problematiche di risanamento nel campo della bassa frequenza

Per quanto attiene agli emettitori radio e radio-

televisivi si può ritenere che, in alcuni casi, i limiti previsti dalla Legge quadro n. 36, in situazioni am- bientali non idonee, possano essere superati. Considerando tuttavia le particolari caratteristi- che di detti impianti, che trasmettono corretta- mente anche per grandi distanze, si può ragione- volmente ipotizzare che una loro ricollocazione in

siti idonei, o diverse soluzioni impiantistiche, pos- sano consentire i loro adeguamenti per l’otteni- mento del rispetto della Legge. Si tratterà quindi, essenzialmente, di sostenere consistenti impegni finanziari, di ottenere nuove concessioni di utilizzazione ambientale e di tempi

di attuazione più o meno lunghi.

Relativamente agli adeguamenti che si rende- ranno necessari per il rispetto dei ridottissimi limi- ti dei campi elettrici e magnetici indicati dalla Leg- ge nel campo della bassa frequenza si possono ipo- tizzare, oltre ai giganteschi impegni finanziari già dichiarati dai gestori della rete elettrica, anche no- tevoli difficoltà di natura tecnica e rilevantissime ripercussioni legate alle interferenze con le costru- zioni civili, commerciali e industriali. Si rileva infatti, in moltissimi casi, che le linee elettriche passano al di sopra o sono molto vicine ad edifici di ogni tipo: forse sarà necessario sapere chi ha costruito in precedenza e, quindi, che cosa dovrà essere demolito. Si evidenzia, inoltre, che i problemi non si risol- veranno solo col risanamento della rete elettrica

in alta tensione ma investiranno anche quelle in

La normativa e le Leggi di tutela

media e in bassa tensione e le cabine di trasforma- zione AT/MT, spesso ubicate, nelle città, a contatto con gli edifici, e quelle MT/BT, spesso ubicate all’in- terno di edifici cittadini. Si dovrà, inoltre, verificare il rischio all’interno delle fabbriche, ovunque vi sia- no macchinari elettromeccanici, e in alcune abita- zioni a causa di particolari realizzazioni dei circuiti elettrici. Particolare rilevanza dovrà essere data all’infor- mazione sulle caratteristiche degli elettrodomestici (ad esempio un reattore di una lampada al neon, spesso collocata sopra il tavolo da pranzo, può pro- durre una induzione magnetica, a circa 30 cm di distanza, fino a 20-30 T).

37

Rischi reali e rischi percepiti

Rischi reali e rischi percepiti

reali e rischi percepiti Rischi reali e rischi percepiti e polemiche sorte sulla questione dei campi

e polemiche sorte sulla questione dei campi elettrici, magnetici ed elettroma- gnetici generati dagli apparati per tra- smissione, distribuzione e utilizzazione

dell’energia elettrica, nonché dalle stazio- ni radio e radiotelevisive e dalle Stazioni Radio Base per la telefonia mobile sono incentrate in- torno al concetto di rischio e, prima di entrare in dettagli di natura tecnica, è opportuno esa- minare questo aspetto. La materia, del resto, è da almeno tre decenni oggetto di approfonditi studi di psicologia sociale cognitivista e, ad essa, sono stati dedicati importanti lavori di ricerca, sia negli Stati Uniti sia in Italia (in particolare nel- l’ambito della Facoltà di Psicologia dell’Univer- sità di Padova).

L

Un buon esempio di come la percezione del rischio possa deformare la realtà è il seguente: - la stragrande maggioranza delle persone mani- festa molto più timore nell’apprestarsi a com- piere un viaggio in aereo piuttosto che nel sali- re in auto per recarsi in una qualsiasi località. Eppure è ben noto come la pericolosità (in- tesa come numero di vittime per chilometro percorso) dell’automobile sia alcune migliaia di volte più elevata di quella dell’aeroplano. In Ita- lia, ogni anno, muoiono sulle strade circa 9 mila persone a fronte di circa mille decedute, nel mondo, per disastri aerei nell’arco degli ultimi dieci anni.

A rendere il rischio di un incidente aereo molto più evidente di quanto esso sia realmen- te contribuiscono diversi fattori e, in primo luo- go, la spettacolarità degli incidenti aerei: - se

Come viene deformata la realtà

Amplificazione dei

mezzi di

informazione

39

Rischi reali e rischi percepiti

cade un aereo la notizia va sulle prime pagine di tutti i giornali, mentre soltanto l’accadimento di grandi incidenti stradali si offre ai media come “notizia del giorno”; questo si traduce in una vividezza del ricordo degli incidenti aerei ben superiore a quella relativa al gran numero di in- cidenti stradali dei quali le persone sono spesso protagoniste.

40

Paura di ciò che non conosciamo

Obbligatorietà di

delega

I processi inferenziali

In secondo luogo, gioca un ruolo determinan- te la non conoscenza del mezzo aereo: - quasi nes-

suno fra coloro che salgono su un aereo di linea ha

la minima idea di come esso funzioni e di come si

faccia a pilotarlo, mentre quasi tutti i cittadini ita- liani adulti sono provvisti di patente di guida e con- ducono il loro automezzo.

Il fatto di non sapere come funziona e come si

pilota l’aereo rende dipendenti dagli altri (dal pilo- ta, in questo caso), produce un senso di delega ob- bligatoria (c’è l’obbligo di avere fiducia nel pilota),

e pone i passeggeri in una situazione nella quale

non è possibile intervenire né sull’operato di colui che è stato delegato né per giudicare l’entità reale

dei rischi (nessuno può recarsi in cabina e verifica- re se tutto sta filando liscio). Una situazione del tutto analoga sembra essersi instaurata in ordine alla questione dei rischi derivanti dall’esposizione

ai campi elettrici, magnetici ed elettromagnetici a

basse frequenze e a radiofrequenze.

I meccanismi psicologici che determinano que-

sto straordinario divario tra rischio reale e rischio percepito sono definiti dalla psicologia cognitivista come “processi inferenziali”, cioè come processi psicologici attraverso i quali le persone tendono a completare ed integrare le informazioni di cui di- spongono fino a definire anche gli antecedenti e

le conseguenze degli elementi a loro conoscenza.

Accade che una parte assai rilevante delle nostre conoscenze è frutto non di una diretta informa- zione ma di una ostinata ricerca volta a definire sempre le cause e le conseguenze delle cose che osserviamo. Se così non fosse, l’umanità non avreb- be probabilmente ancora lasciato le caverne nelle quali viveva cento secoli or sono.

Rischi reali e rischi percepiti

Purtroppo, questa straordinaria capacità della mente umana ha anche un effetto negativo: quel- lo di portare ad asserire cose false, o soltanto in parte vere, nella più assoluta ed onesta convinzio- ne che esse siano, appunto, del tutto vere. Schematicamente, un’inferenza è costituita da una premessa (cioè l’informazione che giunge alla per- sona), una conclusione e una serie di regole o prin- cipi e procedimenti che collegano la premessa alla conclusione medesima nella maniera più “ragione- vole”. Si possono così distinguere diversi tipi di in- ferenza, a seconda dei procedimenti utilizzati per connettere le premesse con la conclusione. Entra- no qui in gioco una serie di meccanismi mentali, vere e proprie “scorciatoie” (definite dagli studiosi “euristiche”) attraverso le quali si giunge a conclu- sioni “verosimili” nella maniera più veloce e con il minore spreco di energie intellettuali (il cervello è l’organo più “pigro” del nostro corpo). I risultati di questi meccanismi sono spesso deleteri, nel senso che da un’informazione soltan- to suggerita, spesso assai vaga ma dotata di un certo potere immaginifico, le persone inferiscono conclusioni abnormi, estreme, errate. E, soprattut- to, difficilmente contrastabili. Qualche esempio degli errori che compie il nostro cervello nel de- terminare i giudizi: - non si rispetta la probabilità reale che un evento si verifichi; non si tiene conto dell’entità del campione; ci si lascia confondere dalla somiglianza anche soltanto formale tra even- ti del tutto diversi tra loro; si attribuisce certezza ad eventi per il solo fatto che eventi analoghi ci vengono in mente più facilmente di altri. I casi, peraltro ben dettagliati e codificati nella letteratu- ra scientifica, sono numerosi.

Ci basti qui considerare quali effetti può avere su una persona l’acquisizione di un’informazione generica ma fortemente enfatizzata e ridondante che concerna i rischi per la sua salute, in un am- biente, come quello dominato dai media, soprat- tutto quelli televisivi, nel quale gli eventi catastro- fici sono tanto più assiduamente, e con enfasi, rap- presentati quanto più sono rari. Tutti i meccanismi psicologici sopra indicati risulteranno fortemente coinvolti, fino a determinare in quella persona la

Capacità di trarre conclusioni in assenza di riscontri oggettivi

Enfatizzazione del

rischio.

Coinvolgimento dei

meccanismi

psicologici. Paure

41

Rischi reali e rischi percepiti

convinzione o, comunque, la generica opinione, che quei rischi siano effettivamente molto elevati. E’ dunque assolutamente naturale che, in pre- senza di un forte flusso di comunicazione enfatiz- zante e ridondante, l’entità dei rischi connessi con una qualsiasi attività produttiva venga percepita dalla popolazione come enormemente più elevata della realtà.

Avversione per l’impatto ambientale rafforzata dai timori per la salute

42

Se a tutto ciò viene aggiunto che, talvolta, l’aspetto sanitario serve per rafforzare l’avversio- ne di parte della popolazione ad installazioni di tra- licci per linee elettriche e di antenne telefoniche, diviene facile comprendere le motivazioni per cui sono sorti i numerosi comitati di cittadini che si oppongono a nuove installazioni o che chiedono l’immediato risanamento di impianti già esistenti.

Consigli per la sicurezza

CONSIGLI PER LA SICUREZZA

Data la risonanza dell’argomento in questione molte persone si pro- pongono come esperti a trattarlo. Noi crediamo che sia cosa saggia riferirsi a professionisti della materia o alle ARPA tenendo anche con- to che, finora, nessuno Stato al mondo ha dimostrato un livello di sensibilità alla questione superiore a quello italiano. Diamo, di seguito, alcuni consigli basilari improntati a valutazioni di massima prudenza.

Non sostare per lungo tempo accanto agli elettrodomestici dotati di motori quando sono in funzione (lavastoviglie, lavatrici, frigori- feri, ecc.).

Non rimanere per lungo tempo accanto alle stufe elettriche accese.

Non usare per tempi eccessivi gli asciugacapelli che, comunque, devono essere tenuti a ragionevole distanza dalla testa (possibil- mente usare quelli fissi, a parete, dotati di tubo flessibile).

Non rimanere per lungo tempo accanto a trasformatori elettrici ed a circuiti elettrici che portano correnti elevate.

Non entrare nel letto con termocoperte o altri sistemi riscaldanti alimentati.

Non sostare accanto al forno a microonde quando è in funzione.

Non consentire ai bambini di stare per tempi lunghi in prossimità o

a contatto con gli schermi dei televisori accesi.

Utilizzare il telefono cellulare per collegamenti di breve durata; per contatti di lunga durata preferire il telefono fisso. Non riferirsi a chi propone rimedi magici del tipo coccinelle od altro (se non omo- logato CE) quali toccasana per eliminare i campi elettromagnetici.

Evitare lunghe permanenze sotto linee aeree ad alta tensione.

Con prevalenza nelle aziende, nei casi in cui l’immagine sul moni-

tor del computer presenti “sfarfallii” associabili a campi magnetici

a 50 Hz cambiare postazione e far controllare i circuiti elettrici in

bassa tensione più vicini. Se è ragionevole ritenere che gli sfarfallii siano conseguenti a campi magnetici generati da linee elettriche sovrastanti gli edifici rivolgersi al locale Ufficio ARPA. Non riferirsi alle notizie diffuse da alcuni mezzi di informazione che affermano che i cactus o altre “fantasie” del genere possano ridurre i campi magnetici.

43

A chi rivolgersi

A CHI RIVOLGERSI

Le Regioni esercitano il control- lo ambientale tramite le Agenzie Regionali Per la Protezione dell’Am- biente (ARPA – L. 61/94), e il control- lo sanitario attraverso i Dipartimen- ti di Prevenzione delle ASL. In particolare, all’Azienda Nazio- nale per la Protezione dell’Ambien- te (ANPA), competono le attività di indirizzo e coordinamento delle Aziende Regionali e Provinciali per la Protezione dell’Ambiente (ARPA e APPA) e le attività di supporto al Ministero dell’Ambiente, ad altri Ministeri e ad Enti Pubblici. Al Dipartimento di Prevenzione, all’Istituto Superiore di Sanità e all’ISPESL, competono le attività di consulenza al Ministero della Sani- tà e alle strutture regionali che si occupano di controlli in materia di sicurezza e tutela della salute dei luoghi di lavoro. La normativa di riferimento sul- l’inquinamento elettromagnetico, fino alla data di entrata in vigore dei Decreti attuativi della Legge quadro

ARPA ABRUZZO

Dip.to Provinciale di PESCARA Via Marconi, 51

65100 PESCARA

Tel. 085/4254500 Fax 085/4254505 e-mail: artape@mixo.it

ARPA BASILICA TA Dip.to Provinciale di POTENZA

Settore Fisico Ambientale CRR-CRAB Via Ciccotti, 25

85100 POTENZA

Tel. 0971/440145-6-7 Fax 0971/25060

Dip.to Provinciale di MATERA Settore Fisico Ambientale Via Montescaglioso SNC

75100 MATERA

Tel. 0835/243591 Fax 0835/314620 e-mail: fisicomt@tin.it

APPA BOLZANO Laboratorio di Chimica Fisica Via Amba Alagi, 5

22/02/2001 n. 36 (la cui emanazione è prevista entro il mese di maggio 2001) è la seguente:

D.P.C.M. 23 aprile 1992 “Limiti massimi di esposizione ai campi elettrico e magnetico generati alla frequenza industriale nominale (50 Hz) negli ambienti abitativi e nel- l’ambiente esterno; Accordo interministeriale per la valutazione dei progetti di risana- mento ambientali dall’inquinamen- to elettromagnetico del 14 settem- bre 1995; D.P.C.M. 28 settembre 1995 “Norme tecniche procedurali di attuazione del Decreto del Presi- dente del Consiglio dei Ministri 23 aprile 1992 relativamente agli elettrodotti; Decreto del Ministero dell’Am- biente 10 settembre 1998, n. 381, “Regolamento recante norme per la determinazione dei tetti di radio- frequenza compatibili con la salu- te umana”, entrato in vigore da gennaio 1999.

39100

Tel. 0471/291221 Fax 0471/283264 e-mail: luigi.minach@provincia.bz.it

ARPA CALABRIA Direzione Generale c/o Regione Assessorato Ambiente

Via delle Repubbliche Marinare, 2

88063 CATANZARO

Tel. 0961/738536 Fax 0961/738005

ARPA CAMPANIA Direzione Generale Via G. Porzio, 4 Centro Direzionale Isola E/5

80143 NAPOLI

e-mail: arpae_segreteria@libero.it

ARPA EMILIA ROMAGNA

Dip.to Provinciale di PIACENZA Via XXI Aprile, 48

29100 PIACENZA

Tel. 0523/489676 Fax 0523/482480 e-mail: sez@pc.arpa.emr.it

BOLZANO

45

A chi rivolgersi

Dip.to Provinciale di REGGIO EMILIA Via Amendola, 2

42100 REGGIO EMILIA

Tel. 0522/336011Fax 0522/330546

e-mail: sez@re.arpa.emr.it

Dip.to Provinciale di BOLOGNA Via Traichini, 17

40138 BOLOGNA

Tel. 051/396227 Fax 051/342642

e-mail: sez@bo.arpa.emr.it

Dip.to Provinciale di RAVENNA Via Alberoni, 17/19

48100 RAVENNA

Tel. 0544/210611 Fax 0544/210650

e-mail: sez@ra.arpa.emr.it

Dip.to Provinciale di RIMINI Via Gambalunga, 83

47037 RIMINI

Tel. 0541/367269 Fax 0541/367275

e-mail: sez@rn.arpa.emr.it

Dip.to Provinciale di PARMA Via Spalato, 4

43100

Tel. 0521/381111 Fax 0521/381239

PARMA

46 e-mail: sez@pr.arpa.emr.it

Dip.to Provinciale di MODENA Viale Fontanelli, 21

41100 MODENA

Tel. 059/433611 Fax 059/433658 e-mail: sez@mo.arpa.emr.it

Dip.to Provinciale di FERRARA Corso Giovecca, 169

44100 FERRARA

Tel. 0532/234811 Fax 0532/204945 e-mail: sez@fe.arpa.emr.it

Dip.to Provinciale di FORLI’ - CESENA Via Salinatore, 20

47100 FORLI’

Tel. 0543/451411 Fax 0543/451451 e-mail: sez@fo.arpa.emr.it

ARPA FRIULI VENEZIA GIULIA

Dip.to di UDINE Sezione di Fisica Ambientale Via Colugna, 42

33100

Tel. 0432/553166 - 0432/553175

e-mail: dipud@arpa.fvg.it

UDINE

ARPA LIGURIA

Dip.to Provinciale di GENOVA Via Gropallo, 5

16122 GENOVA

Tel. 010/8462441 Fax 010/8462442 e-mail:

arpal.dipge.servterr1@liguriainrete.it

ARPA LOMBARDIA Dip.to Provinciale Milano Città Via Juvara, 22

20129 MlLANO

Tel. 02/75722281 Fax 02/70124857

Dip.to Provinciale Milano 1 Via Spagliardi, 19

20015 PARABIAGO (Ml)

Tel. 0331/449668 Fax 0331/449703

Dip.to Provinciale Milano 3 Via Solferino, 16

20052 MONZA (MI)

Tel. 039/2384000 Fax 039/2384009

Dip.to Provinciale di BRESCIA Via Cantore, 20

20128

Tel. 030/3838537-686 Fax 030/394234

Dip.to Provinciale di PAVIA Via Nino Bixio, 13

27100 PAVIA

Tel. 0382/432620 Fax 0382/432634

Dip.to Provinciale della VALLE CAMONICA SEBINO Via Quarteroni, 10

25047 DARFO (BS)

Tel. 0364/540308 Fax 0364/540312

Dip.to Provinciale di LODI Piazza Ospitale, 10

26900 LODI

Tel. 0371/372584 Fax 0371/372400

Dip.to Provinciale di SONDRIO Via Stelvio, 35/A

23100 SONDRIO

Tel. 0342/521525 Fax 0342/521138

Dip.to Provinciale di COMO Via Cadorna, 8

22100

Tel. 031/370556Fax 031/370564

BRESClA

COMO

ARPA LAZIO

Dip.to Provinciale di BERGAMO Via C. Maffei, 4

Direzione Tecnica

24100

BERGAMO

Viale del Caravaggio, 99

00147 ROMA

Tel. 06/51688655 Fax 06/51688003 e-mail: direzione.arpa@regione.lazio.it

Tel. 035/385850 Fax 035/385860

Dip.to Provinciale di VARESE Via Caretti, 5

A chi rivolgersi

21100 VARESE Tel. 0332/327751

Fax 0332/313161

Dip.to Provinciale di LECCO Via 1Maggio, 21/B

23848 OGGIONO (LC)

Tel. 0341/266864 Fax 0341/266853

Dip.to Provinciale di CREMONA Via Santa Maria in Betlem, 1

26100 CREMONA

Tel. 0372/497974 Fax 0372/497975

Dip.to Provinciale di MANTOVA Viale Risorgimento, 43

46100 MANTOVA

Tel. 0376/334881-82 Fax 0376/366877

ARPA MARCHE Dip.to Provinciale di ANCONA Via C. Colombo, 106

60100 ANCONA

Tel. 071/5965661 Fax 071/5965662 e-mail: SMSP.Ancona@Regione.Marche.it

Dip.to Provinciale di ASCOLI PICENO Via della Repubblica, 34

63100 ASCOLI PICENO

Tel. 0736/358531 Fax 0736/358500 e-mail: SMSP.Ascoli@Regione.Marche.it

Dip.to Provinciale di PESARO Via Barsanti, 8

61100 PESARO

Tel. 0721/424716 Fax 0721/424710 e-mail: SMSP.Pesaro@Regione.Marche.it

Dip.to Provinciale di MACERATA Via Armaroli, 44

62100

Tel. 0733/257655 Fax 0733/257737 e-mail: SMSP.Macerata@Regione.Marche.it

MACERATA

ARPA TOSCANA Dip.to Provinciale di FIRENZE U.O. Settore Fisica Ambientale Via San Salvi,12

50100 FIRENZE

Tel. 055/678309 Fax 055/678314 e-mail: rumore.fi@arpat.toscana.it

Dip.to Provinciale di GROSSETO Settore di Fisica Ambientale Via Fiume, 35

58100 GROSSETO

Tel. 0564/422458 Fax 0564/422460 e-mail: fisica.gr@arpat.toscana.it

Dip.to Provinciale di AREZZO U.O. Settore di Fisica Ambientale Viale Maginardo, 1

52100 AREZZO

Tel. 0575/939112 Fax 0575/939115 e-mail: fisica.ar@arpat.toscana.it

Dip.to Provinciale di LIVORNO U.O. Settore di Fisica Ambientale Via Marradi, 114

57126 LIVORNO

Tel. 0586/263469 Fax 0586/263465 e-mail: fisica.li@arpat.toscana.it

Dip.to Sub-Provinciale di PIOMBINO Settore di Fisica Ambientale

Strada Statale 398 - Loc. Montegemoli

57025 PIOMBINO

Tel. 0565/277320 Fax 0565/277308 e-mail: fisica.pb@arpat.toscana.it

Dip.to Provinciale di LUCCA

Settore di Fisica Ambientale Via Vallisneri, 6

55100

Tel. 0583/958723 Fax 0583/958720 e-mail: c.balocchi@arpat.toscana.it

LUCCA

47

ARPA MOLISE

Dip.to Provinciale di MASSA

Direzione Generale

c/o Regione Assessorato Ambiente

Settore di Fisica Ambientale Via del Patriota, 2

V.le Elena, 1

54100

MASSA

86100 CAMPOBASSO

Tel. 0874/429216 Fax 0874/429528

ARPA PIEMONTE Dip.to Subprovinciale di IVREA Via Jervis, 30

10015 IVREA (TO)

Tel. 0125/6453527 Fax 0125/6453584 e-mail: <arpaivrea2@eponet.it

Tel. 0585/899410 Fax 0585/47000 e-mail: dip.ms@arpat.toscana.it

Dip.to ProvinciaIe di PISA Via V. Veneto, 27

56100 PISA

Tel. 0.50/835675 Fax 050/835670 e-mail: fisica.pi@arpat.toscana.it

ARPA PUGLIA

Direzione Generale

Dip.to Provinciale di PlSTOIA Settore di Fisica Ambientale Via dei Baroni, 18

Piazza A. Moro, 37

51100

PlSTOIA

70100 BARI

Tel. 080/5404233-6-8 Fax 080/5404189

Tel. 0573/992553 Fax 0573/21751 e-mail: a.cappelli@arpat.toscana.it

A chi rivolgersi

Dip.to Provinciale di PRATO Via V. Veneto, 9

59100 PRATO

Tel. 0574/437411 Fax 0574/437460

e-mail: dip.po@arpat.toscana.it

Dip.to Provinciale di SIENA Settore di Fisica Ambientale

Strada deI Ruffolo - Loc. Ruffolo

53100 SIENA

TeI. 0577/365712 FaX 0577/365726 e-mail: c.fagotti@arpat.toscana.it

APPA TRENTO

U .0. Inquinamento Acustico Via Mantova, 16

38100

Tel. 0461/497745 Fax 0461/497729 e-mail: acustico.appa@provincia.tn.it

TRENTO

32100 BELLUNO

Tel. 0437/935517 Fax 0437/30340

e-mail: dapvi@arpa.veneto.it

Dip.to Provinciale di VICENZA Via Spalato, 14

36100 VICENZA

Tel. 0444/217317 Fax 0444/217347 e-mail: dapvi@arpa.veneto.it

Dip.to Provinciale di TREVISO Viale Trento Trieste, 27/a

31100 TREVISO

Tel. 0422/558515 Fax 0422/558516 e-mail: daptv@arpa.veneto.it

REGIONE CALABRIA

A.S.L. n11 - PMP REGGIO CALABRIA Via Carlo Rosselli, 89/100

89100 REGGIO CALABRIA

ARPA UMBRIA

Tel. 0965/892171 Fax 0965/8950602

Direzione Generale

48

c/o Regione Ufficio Difesa Suolo Piazza Partigiani, 1

06100 PERUGIA

Tel. 075/5042657 Fax 075/5042732

ARPA VALLE D’AOST A

Sezlone radiazioni ionizzanti, non

ionizzanti, rumore e vibrazioni Regione Borgnalle, 3

11100 AOSTA

Tel. 0165/276541 - 278511Fax 0165/278555

e-mail: arpa@arpa.vda.it

ARPA VENETO

A.S.L. n4 - PMP

Settore fisico ambientale Via Montesanto, 123

87100 COSENZA

Tel. 0984/23000 Fax 0984/77339 e-mail: fisicasl@tin.it

REGIONE CAMP ANIA A.S.L. NAPOLI 1

Servizio Controllo Inquinamento Atmo- sferico Via S. Maria Lanova, 43

80100 NAPOLI

Tel. 081/5512861 Fax 081/5512861

Dip.to Provinciale di VENEZIA Via Caviglia, 3

e-mail: nascia@iol.it

30173

MESTRE (VE)

REGIONE LAZIO

Tel. 041/5347432 Fax 041/53518.32 e-mail:dapve@arpa.veneto.it

A.S.L. - PMP LATINA Settore Ambiente Via Oberdan, 3

Dip.to Provinciale di ROVIGO Viale Porta Po, 87

45100 ROVIGO

Tel. 0425/473202 FaX 0425/473201 e-mail: dapro@arpa.veneto.it

Dip.to Provinciale di VERONA Via Salvo D’Acquisto, 7

37122

Tel. 045/8075913 Fax 045/8075002 e-mail: dapvr@arpa.veneto.it

Dip.to Provinciale di PADOVA Via Ospedale, 22

35121 PADOVA

Tel. 049/8214261 Fax 049/8214271 e-mail: dappd@arpa.veneto.it

Dip.to Provinciale di BELLUNO Via Masi Simonetti, 20

VERONA

04100 LATINA

Tel. 0773/655062

A.S.L. - PMP VITERBO Via Monte Zebio snc

01100 VITERBO

Tel. 0761/343120 Fax 0761/343120

REGIONE MOLISE

PMP Igiene e Prevenzione Dipartimento Regionale Via Ugo Petrella, 1

86100 CAMPOBASSO

Tel. 0874/4091 Fax 0874/409707

REGIONE PUGLIA

A.S.L. LECCE 1 - PMP Settore fisico ambientale Via Miglietta, 2

73100 LECCE

A chi rivolgersi

Tel. 0832/342736 Fax 0832/342579

REGIONE SICILIA

e-mail: Pmp_set_fisico_lecce@libero.it

A.S.L. n6 - CRR/LIP Via Nairobi, 4

A.S.L. BRINDISI 1 - PMP

90129 PALERMO

Settore fisico ambientale

Te1. 091/7033517-73

Via Galanti, 16

Fax 091/7033345

72100 BRINDISI

Tel. 0931/536842-3-5 Fax 0831/536848 e-mail: pmp.brindisi@flashnet.it

A.S.L. n4 - LIP CHIMICO Via Messina, 104

94100 ENNA

A.S.L. FOGGIA - PMP

Tel. 0935/520620

Settore fisico ambientale P.zza Libertà, 1

Fax 0935/520622

71100 FOGGIA

Tel. 0881/733310 Fax 0881/733312

A.S.L. BARI 4 - PMP

Settore fisico ambientale Via Piccinni, 164

70122 BARI

Tel. 080/5726704 Fax 080/5234106 e-mail: olattar@tin.it

A.S.L. TARANTO 1 - PMP Via Anfiteatro, 8

74100

Tel. 099/7786683 Fax 099/7786687 REGIONE SARDEGNA

A.S.L. n1 - PMP SASSARI Via Rockfeller, 56

07100

Tel. 079/2835381 Fax 079/2835315

A.S.L. n5 - PMP ORlSTANO Via Diaz, 63

09170

Tel. 0783/317406 Fax 0783/73750

A.S.L. n7 - PMP PORTOSCUSO Via Cagliari, 1

09010 PORTOSCUSO (CA)

Tel. 0781/511081 Fax 0781/511083

TARANTO

SASSARI

ORISTANO

A.S.L. n7 - LIP CHIMICO Viale Sicilia, 7

97100 RAGUSA

Tel. 0932/657401 Fax 0932/651389

A.S.L. n1 - LIP CHIMICO Via Francesco Crispi, 46

92100 AGRIGENTO

Tel. 0922/25312 Fax 0922/20429

A.S.L. n8 - LIP CHIMICO Via Bufarderi, 22

96100

Tel. 0931/484436 Fax 0931/753455

A.S.L. n3 - LIP CHIMICO Via Carlo Ardizzone, 35

95100

Tel. 095/350741 Fax 095/350741

A.S.L. n9 - LIP CHIMICO Viale delle Province

91100

Tel. 0923/472340 Fax 0923/472360

A.S.L. N2 - LIP CHIMICO Viale della Regione, 64

93100 CALTANISSETTA

Tel. 0934/506624 Fax 0965/599134

SlRACUSA

CATANIA

TRAPANI

49

Glossario

GLOSSARIO

Ampère (A): Unità di misura dell’in- tensità di corrente. In un condut-

tore elettrico circola la corrente di 1 A quando attraverso una sua se- zione trasversale passa una carica

di un Coulomb (pari a 6 miliardi di

miliardi di elettroni) in un secondo.

Ohm ( ): Unità di misura della resi- stenza elettrica.

Volt (V): Unità di misura della diffe- renza di potenziale elettrico (ten- sione). Si dice che agli estremi di un condutture avente la resistenza di un Ohm, esiste la differenza di po- tenziale di un Volt, quando il con- duttore è percorso dalla corrente

di un Ampère.

movimento. L’Intensità di campo magnetico si misura in Ampère per metro lineare (A/m).

Campo elettromagnetico: Campo elettrico e campo magnetico sono strettamente correlati fra loro fino

a dover essere considerati “unica entità”.

CEM:

magnetico.

Acronimo di campo elettro-

Densità di potenza del campo elet- tromagnetico (S): Si misura in Watt

per metro quadrato W/m 2 . Si calco-

la con le seguenti formule:

S = E_/Z o = Z o x H_ = E x H dove Z o = 377 (Ohm)

Watt (W): Unità di misura della po-

SAR: Acronimo di Specific Absorp-

Fattore di sicurezza: fattore di ri-

51

tenza. Nel caso di potenza elettrica

tion Rate (Tasso Specifico di Assor-

proporzionale al prodotto Volt x Ampère.

è

Tesla (T): Unità di misura dell’indu- zione magnetica (densità di flusso magnetico). Nella quasi totalità dei casi trattati nel presente documen-

bimento). Si misura in Watt per chi- logrammo (W/kg) di tessuto biolo- gico e definisce la quantità di po- tenza assorbita da una persona.

duzione prudenzuiale del valore ac-

to

i valori di induzione sono espres-

certato che provoca effetti di sen-

si

in T (un milionesimo di Tesla).

sibilizzazione

Campo elettrico (E): Regione dello

spazio nella quale un oggetto cari-

co elettricamente risulta soggetto

a forze di natura elettrica. L’Inten-

sità di campo elettrico si misura in Volt per metro lineare (V/m)

Campo magnetico (H): Regione dello spazio nella quale cariche elet- triche in movimento ordinato (elet- troni) esercitano la loro forza attrat- tiva o repulsiva su altre cariche in

Frequenza (f): Numero di oscilla- zioni di una grandezza in un secon- do. Si misura in Hertz (Hz).

ELF: Extremely Low Frequency. Campi elettrici o magnetici a Fre- quenza molto bassa e, tipicamen- te, prodotti da correnti a 50 Hz.

kHz: mille Hertz; MHz: Un milione di Hertz; GHz: Un miliardo di Hz; THz: Mille miliardi di Hz; PHz: Un

Glossario

milione di miliardi di Hz.

Radiofrequenza (RF): Si dice dei campi elettromagnetici aventi fre- quenze comprese fra 30 kHz e 3 GHz. Detti campi sono utilizzati per la trasmissione a distanza dei se- gnali radio, radiotelevisivi, ecc

VHF: Acronimo di Very High Fre- quency (Frequenza molto alta – fra 30 MHz e 300 MHz). E’ utilizzata per trasmissioni radio e radiotelevisive.

UHF: Acronimo di Ultra High Fre- quency (Frequenza Ultra Alta – fra 300 MHz e 3 GHz). E’ utilizzata per le trasmissioni radiotelevisive e per la telefonia cellulare.

Radiazioni ionizzanti: Radiazioni

52 generate da frequenze superiori a 10000 THz e capaci di alterare lo sta- to atomico o molecolare della ma- teria.

Raggi Ultravioletti (UV): Onde elet- tromagnetiche a frequenze compre- se tra 750 THz e 30000 THz. Esse sono, tipicamente, prodotte dal sole.

Raggi X: Onde elettromagnetiche a frequenze comprese tra 30000 THz

e 3 milioni di THz, utilizzate normal- mente per ricerche e cure sanitarie.

Raggi Gamma: Onde elettroma- gnetiche a frequenze comprese tra 3 milioni di THz e 30 mila miliardi di PHz.

Spettro Elettromagnetico: Insieme

di tutte le frequenze possibili (da

zero Hz ai Raggi Gamma).

Stazioni Radio Base (SRB): Stazioni ricetrasmittenti deputate, in una rete telefonica cellulare, a coprire una piccola porzione di territorio (cella).

Rete telefonica cellulare: Sistema

di comunicazioni costituito da una

fitta rete di SRB. Le frequenze delle SRB adiacenti sono diverse fra di loro.

OMS:

Mondiale della Sanità. E’ un organi-

smo dell’ONU.

Acronimo di Organizzazione

ICNIRP: Acronimo di International Commission on Non-Ionizing Radia- tion Protection (Commissione In-

ternazionale per la Protezione dal-

le Radiazioni Non Ionizzanti).

Bibliografia

BIBLIOGRAFIA

Amaldi U. – Le scienze della materia e dell’energia. Zanichelli Editore Bologna , 1966.

Gambarelli L. – Elettrotecnica Industriale. Principi e Metodologia. Patron Editore.

Pace E. – Fondamenti di Comunicazioni Radio Mobili. 1992.

Raccomandazione CE n. 512 del 12/07/1999 . - Raccomandazione del Consiglio, del 12 luglio 1999, relativa alla limitazione dell’esposizione della popolazione ai campi elettromagnetici da 0 a 300 GHz.

D.M. n. 381 del 19/09/1998

dei tetti di radiofrequenza compatibili con la salute umana.

. – Regolamento recante norme per la determinazione

Legge n. 36 del 22/02/2001

campi elettrici, magnetici ed elettromagnetici.

. - Legge – Quadro sulla protezione dalle esposizioni a

D.P.C.M. del 23/04/1992 . – Limiti massimi di esposizione ai campi elettrico e ma- gnetico generati alla frequenza industriale nominale (50 Hz) negli ambienti abita- tivi e nell’ambiente esterno.

ICNIRP (1998). – Guidelines for limiting exposure to time varying electric, magnetic and electromagnetic fields (up to 300 GHz.)

Legge Regionale T oscana n. 50/2000 del 1 mar impianti di radiocomunicazione.

zo 2000 . - Disciplina in materia di

53

Legge Regionale V eneto n. 27 del30/06/1993 . - Prevenzione dei danni derivanti dai campi elettromagnetici da elettrodotti.

Norme CEI ENV 50166-1 . – Esposizione umana ai campi elettromagnetici. Bassa frequenza (0 Hz - 10 kHz).

Norme CEI ENV 50166-2 . – Esposizione umana ai campi elettromagnetici. Alta fre- quenza (10 kHz – 300 GHz).

Norme CEI 111-1 . – Esposizione umana ai campi elettromagnetici ad alta frequen- za. Rapporto informativo.

Igeam s.r .l. – I campi elettromagnetici. Che cosa sono, da dove vengono, che ef- fetti producono.