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Dizionario Romagnolo

Il documento presenta un vocabolario romagnolo-italiano, realizzato da Libero Ercolani, per colmare una lacuna nella documentazione linguistica della Romagna. L'opera, che raccoglie vocaboli, proverbi e modi di dire, è un contributo alla valorizzazione della cultura locale e alla comprensione della lingua romagnola. La prefazione sottolinea l'importanza di preservare il dialetto in un'epoca di cambiamenti linguistici dovuti alla modernizzazione.

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Il documento presenta un vocabolario romagnolo-italiano, realizzato da Libero Ercolani, per colmare una lacuna nella documentazione linguistica della Romagna. L'opera, che raccoglie vocaboli, proverbi e modi di dire, è un contributo alla valorizzazione della cultura locale e alla comprensione della lingua romagnola. La prefazione sottolinea l'importanza di preservare il dialetto in un'epoca di cambiamenti linguistici dovuti alla modernizzazione.

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Hk)
^ a - ^-
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VOCABOLARIO ROMAGNOLO - ITALIANO
M 1030
LIBERO ERCOLANI

VOCABOLARIO
ROMAGNOLO - ITAUANO

MONTE DI RAVENNA
,,^BR4
xy^^. MAY 21 19?
1^

L'EDITORE. ADEMPIUTI I DOVERI.


ESERCITERÀ I DIRITTI SANCITI DALLE LEGGI.

re

Zincografie di Beghelli di Bologna su disegni di Angela Boschi

Tipografia Moderna - Ravenna


Prefazione deW Editore

Il Monte di Ravenna, che affonda le radici nell'anno che vide


aprirsi al mondo — per virtù di un grande italiano — nuovi conti-
nenti, ha trovato in questa sua vetustà, rinverdita da un decennio di
operosa e fruttuosa fatica, che gli ha dato più ampie prospettive e
aperto più larghi orizzonti, motivo per realizzare un'opera di cui da
tempo era lamentata la mancanza, e che se apparentemente esula
da quella che è la normale attività dell'Ente, di fatto contribuisce
a quella valorizzazione di ciò che è insito nella storia della nostra
Romagna, che per chi ne abbia una minima possibilità più che un
merito costituisce un dovere.
E' dallo scorso secolo che si è esaurita l'edizione di un vocabo-
lario romagnolo-italiano, che a suo tempo ebbe notevole fortuna, ed
è da parecchi decenni che questa lacuna è lamentata da studiosi,
non solo italiani, dei vari settori della glottologia, per i quali la
conoscenza dei dialetti costituisce un insostituibile mezzo di inda-
gine per la conoscenza della formazione della lingua italiana.
Va anche ricordato che il vocabolario esaurito risale ai tempi
in cui la critica glottologica, scientificainente intesa, era appeiìa ai
suoi albori, e che la parlata dei nostri padri si è talmente illangui-
dita, che quando la usiamo non ha mai l'aspetto vigoroso di un
tempo, ma ha i caratteri di una retroversione dall'italiano corrente.
Per questo non si è cessato dal rilevare la mancanza di qualcosa che
ci tenesse avvinghiati al passato, e di augurare che l'occasione di
ridare vita al dialetto — che quando risìiona in terre lontane fra
due che si incontrano per caso riaccende in loro Vamore per il natio
loco e li rende fratelli — si presentasse e fosse colta.
E l'occasione si è di fatto presentata: il Maestro Libero Erco-
lani, insegiiante a Bastia di Ravenna, ha compilato con huiga.
VII
paziente e valida fatica un vocabolario romagnolo-italiano, che
serve agli scopi linguistici e a quelli della conoscenza letteraria, e
che rappresenta in un certo modo un felice ritorno alle origini della
nostra terra. E' un vocabolario ricco di proverbi, di espressioni del
nostro idioma, di « modi di dire » anche non più in uso, nel quale
Vautore ha diligentemente ricercato l'etimologia dei vocaboli che
non hanno radice comune con Vitaliano, e che non furono assorbiti
dalla lingua volgare durante il lungo processo, che condusse i domi-
natori romani a far sì che il loro latino assorbisse le parlate dei
popoli soggiogati.
Di questo vocabolario il Monte di Ravenna si è fatto editore,
e lo presenta al pubblico e agli studiosi corredato da illustrazioni
che, oltre dargli un sinnpatico senso estetico, mantengono la
inemoria di attrezzi agricoli e artigiani che furono di uso comune,
e che oggi, con l'affermarsi dei mezzi meccanici, sono ormai del
tutto scomparsi.
Il lettore attento osserverà quanto ricca sia questa nostra par-
lata di Ron^agna, e senza attardarsi sullo spinoso problema se ad
essa debbasi o no riconoscere carattere e dignità di lingua {esiste,
comunque, una discreta letteratura, purtroppo conosciuta soltanto
nei suoi componimenti più popolareschi e triviali) resterà probabil-
mente convinto che il romagnolo ha ricevuto dalV indoeuropeismo,
senza l'interposizione del latino, numerose e fondamentali radici.
La pubblicazione del volume è avvenuta sotto la direzione
attenta del collega Prof. Giordano Gamberini, che vi si è dedicato
con intelligente passione. Desidero ringraziarlo nella maniera più
cordiale, perchè mercè sua anche dal punto di vista tecnico l'opera
è riuscita, oso dire, pregevole.
Offrendola ai concittadini che trovano nel dialetto la più tipica
e genuina espressione dei loro sentimenti, e a quanti coltivano la
indagine sui dialetti, che tanta parte hanno nella vita dei popoli e
nelle loro scambievoli relazioni, il Monte ritiene di dare un contri-
buto caratteristico alla riinviscenza delle migliori tradizioni rave-
gnane, e anche, dal punto di vista culturale, un apporto non
disprezzabile alla conoscenza sempre più completa, sotto tutti i
profili, di questa nostra cara, antica e gloriosa terra di Romagna.
rag. CAMILLO GHIRARDINI
PRESIDENTE DEL MONTE DI RAVENNA

viu
Prefazione deW autore
Per effetto dei moderni mezzi di coviunicazione, del muoversi inces-
sante degli uomini e del rapido e continuo scambio dei prodotti; con
l'introduzione di una radio in ogni casa, di un televisore in ogni circolo
e di un cinema in ogni paese; con la meccanizzazione e l'ammoderna-
mento dell'agricoltura e i nuovi sistemi di allevamento del bestiame; e
per effetto di una crescente quantità di carta stampata che giornalmente
entra in ogni casa, una invasione di parole nuove sta portando sensibili
cambiamenti nel nostro dialetto e non è possibile, per il prossimo futuro,
prevedere quali ne saranno le conseguenze. Ho ritenuto per questa con-
statazione che la compilazione di un vocabolario romagnolo sia utile per
il presente e per l'avvenire e che, in un momento di cosi rapide adozioni
di voci nuove, possa fornire, specie a persone che esplicano attività diver-
se, un mezzo valido a favorire una più sicura reciproca comprensione.
Quando m,i accinsi alla compilazione di questo lavoro non pensavo
quanto sarebbe stato lungo il cammino da percorrere e quante difficoltà
avrei dovuto incontrare. Più le cartelle si accumulavano e più grandi
diventavano i vuoti da colmare. Mio padre, ormai immobilizzato in una
sedia, dopo che mi aveva suggerito qualche raro vocabolo che ricordava
di avere udito quand'era giovinetto, mi andava dicendo: « E sarà pu ora
che t'dega basta! T'a ne sé che l'è un cvèl che un n'ha mèj fén?». Ed aveva
ragione. Un vocabolario, specialmente come questo, avrebbe bisogno, per
ogni voce, di un corredo cosi vasto di modi di dire antichi e tnoderni,
proverbi e citazioni, da richiedere non il lavoro di qualche anno di un
singolo, ma l'opera lunga e coordinata di un gruppo di esperti e volonte-
rosi. Io aveva, all'inizio, solo la volontà, nessuna esperienza e una inade-
guata preparazione culturale. Proseguivo per gradi spesso irregolari e per
balzi alquanto disordinati, eppure il lavoro procedeva e tanti sono i punti
di contatto delle cose più disparate che, di frequente, ciò che mi era
rimasto oscuro nel corso di una apposita ricerca, mi si rivelava improvvisa-
mente in termini chiari mentre ero alle prese con un altro argomento.
Mi sarebbero state necessarie indicazioni precise sui lavori da con-
sultare eper le ricerche da compiere, ma non esistono studi esaurienti sul
nostro dialetto e il materiale che si riesce a trovare è sempre scarso e
frammentario. Per il passato da cui si potrebbe ricavare materiale di raf-
fronto, la letteratura dialettale o è inesistente o scarsissima: infatti
prima del '500 noti abbiamo nulla e di quel secolo si conosce una comme-
dia in una specie di dialetto faentino e un frammento di poema nel dia-
letto di San Vittore di Cesena. Il '600 ci fornisce una «Zirudéla-» in un
dialetto che del romagnolo ha solo vaghe apparenze.
l.\
Inoltre i tre lavori furono purtroppo composti con l'intento, non rag-
giunto, di divertire; e ciò è un danno, perchè certi vocaboli che potrebbero
essere interessanti non si sa come siano stati manipolati, non essendoci
possibilità di fare raffronti con altri documeiiti. Il '700 ci fornisce qualche
composizione poetica, e l'SOO un più ricco materiale che va dalle modeste
ma sempre interessantissime relazioni di alcuni parroci del Dipartimento
del Rubicone al Podestà di Forlì in data 1811, ai vocabolari dell'imolese
Mattioli e del faentino Morri. Si hanno inoltre, in quel secolo, raccolte di
proverbi, di cantilene e di « orazioni ».
Ma è solo ai primi di questo secolo che si raccolgono intorno ad Aldo
Spallicci degli entusiasti cultori del volgare romagnolo
E' evidente che, come sussidio per la conoscenza di un dialetto, tutto
ciò è meno che poco e pertanto il vocabolarista romagnolo e costretto a
destreggiarsi ricorrendo al inateriale più disparato.
Resta comunque un archivio ancora fornito di un abbondante mate-
riale ed è la parlata corrente di alcune campagne. Io ho attinto molto,
per questo lavoro, dalla viva voce degli abitanti di quella zona che com-
prende San Pietro in Vincoli, S. Stefano, S. Zaccaria, Campiano, S. Pietro
in Campiano, Massa Forese, Ducenta e Bastia a mezzogiorno dì Ravenna.
Lì ho trovato interessantissimi term^ini come « sigióla » e « arbajòla » che
indicano rispettivamente la Helix aspersa e la Helix lucorum, due chioc-
ciole per le quali l'italiano è costretto a ricorrere al nome scientifico. Mi
sono imbattuto nella voce « pitunèsa » che ora significa « donna altez-
zosa » ma che ci riconduce a pensare alla Pitonessa, la sacerdotessa del
tempio di Apollo che sorgeva nel territorio di Campiano; e ho rintrac-
ciato usanze, superstizioni e detti che ci fanno sentire nella loro arcaicità
tracce inconfondibili di antichi usi e costumi.
No?i ho voluto, in questa compilazione, seguire il criterio di fare una
cernita fra vocaboli antichi e vocaboli moderni, perchè il dialetto è una
lingua vìva e penso che ciò che esso fa proprio gli appartenga. Le voci di
recente adozione sono già state cosi bene elaborate nelle contrazioni, nelle
elisioni e nei cambiamenti fonetici che ormai sono da considerarsi dia-
lettali. Credo che il dialetto, parlata eminentemente pratica, si sìa
sempre comportato a questo modo senza perdere le sue peculiari caratte-
ristiche che rimangono ancora nette e marcate dopo tanti secoli di vita.
Per quanto riguarda la sua formazione sono convìnto che il nostro
dialetto sia antichissimo e che risalga, per certe sue impronte, ad epoche
remote, una fra le altre, che risalta in modo eindente, è la regola fone-
tica che segue nella formazione dì certi plurali. (Risparmio al lettore una
lunga serie di esempi, perchè può rendersene conto sfogliando le pagine
dì questo vocabolario) .
A chi si porrà una domanda sulle origini del dialetto romagnolo non
posso fornire che riferimenti molto vaghi attenendomi però a dati storici.
I reperti archeologici ci parlano di una popolazione dell'età del bronzo
distribuita lungo tutto l'arco alpino-appenninico e sul cordone lagunare
che andava, ^a un dipresso, dalla laguna veneta alla terramara di Mensa
Matellica di Ravenna. Al momento in cui questa popolazione (forse gli
Umbri) assurse a una civiltà del tipo villanoviano, ecco comparire la
influenza commerciale etrusca che favorisce il sorgere di città splendide
come Spina. L'invasione della pianura Padana da parte dei Celti, vera
emigrazione di popolo, porta alla eliminazione della influenza etrusca
e allo stanziamento nel nostro territorio delle tribù boichè che dura fino
alla conquista romana e alla successiva colonizzazione con elementi
romani o romanizzati delle terre tolte ai Celti. Questi due fatti: l'emigra-
zione celtica' e la colonizzazione romana sono, agli effetti della lingua,
due elementi importantissimi; infatti si verifica, senza distruggerla, una
vera sovrapposizione di materiale linguistico, ^sull'antica variata italica
\degli indigeni. I Celti vi immettono alcune voci e la loro pronuncia, la
quale si impone per la loro entità numerica; e i colorii romani vi immet-
tono un nuovo e più ricco vocabolario dovuto 'alla loro superiore civiltà.
In quel crogiuolo di popoli di ceppo indoeuropeo, in un territorio ben
delimitato a est dal mare, da un immenso arco paludoso a nord, e nord-
ovest, da paludi, foreste e boschi a ovest, si caratterizzò attraverso i secoli
la parlata romagnola che è latino-italica nel vocabolario e celtica nella
pronuncia.
Nessun cenilo v'è negli autori latini, troppo chiusi nei paludamenti
della loro lingua aristocratica, della rustica parlata della nostra terra;
ma quando cori l'apparato amministrativo romano scomparve l'uso del
latino e subentra il latino medioevale — U quale non è altro che un ten-
tativo di latinizzare i volgari — ecco -presentarsi alla ribalta, insieme con
gli altri dialetti, anche il volgare romagnolo, molto bene individuabile
in quelle cronache e atti notarili in cui, dovendosi fare riferimenti locali
ed elencare cose con termini chiaramente comprensibili, \si troica una ter-
minologia latinizzata presa direttarnente dal dialetto. Ecco la ragione
delle continue citazioni latino ryiedioevali che si trovarlo in questo lavoro.
No7i disponendo di materiale dialettale di quell'epoca per poter fare
dei riferimenti e dei confronti, ritengo di vedere in quei vocaboli latino
medioevali una testimonianza, sia pure velata, del dialetto di quell'epoca
cosi lontana
Terminata la parte introduttiva sentirei di non aver compiuto un
dovere se non esprimessi la mia più sentita gratitudine al Presidente e
al Consiglio di Amministrazione della Banca del Monte di Ravenna che
mi hanno assecondato in ogni modo per la piibblicazione di questo
vocabolario. l'A.

XI
BIBLIOGRAFIA GENERALE

Acquisti Giuseppe - Poesie loriivesi, magnola, Forlì.


1864. Maioli U. G. - Quando noi nonni...
Andreoli A. - Emilia .Maioli U. G. - Piccolo cabotaggio per
Aruch Aldo - Un lessichelto romagnolo acque ravennesi.
del scc. XVII; Bibl. Classense. Mattioli - Vocabolario romagnolo ita-
Bagli Giuseppe - Saggio di studi sui liano, 1879.
proverbi e pregiudizi, ecc. (Vedi Mazzotti Mario - (Raccolta di articoli;
per questo A. le note manoscritte Classense).
in «Usi e pregiudizi, ecc.» del
Mengozzi G. - La Cerere della Roma-
Placucci, presso la Bibl. Pianca-
stelli; Forlì). gna Toscana.
Battara G. - Pratica agraria distribuita Migliorini Bruno - Storia della lingua
in vari dialoghi, 1778. italiana.
Biondelli B. - Saggio sui dialetti gallo- Missiroli Icilio - Romagna.
italici. Pergoli Benedetto - Saggio di canti po-
Cantagralli G. - Nuovi cinquanta sonet- polari romagnoli, 1894.
ti, 1912 Faenza. Plolanti (Abate) - L'incredulo senza
Cibotto G. A. - Proverbi del Veneto.
paura. - Usi e pregiudizi dei conta-
Placucci
Cinti D. - Dizionario dei sinonimi e dei
contrari. dini della Romagna.
Plaustro (II), Forlì.
D. E. I. - Dizionario Etimologico Ita-
liano; Barbera, Firenze. Poletti P. - Addio, vecchia Romagna.
D'Hauterive G. R. Dictionnaire des Pratella F. B. - Poesie, narrazioni e
racines des langues européennes; tradizioni popolari in Romagna.
Larousse.
Pratella F. B. - Romagna intima.
Fabi A. - Documenti inediti romagnoli, Prati A. - Vocabolario etimologico ita-
eccetera. liano; Garzanti.
Firenzuola (da) Domenico - (Registro Pulon Matt. - (Frammento di poema
del notaio sarsinate Dom. da Fir., inedito in dialetto romagnolo del
Stud'i Romagnoli; Voi. V, Fratelli sec. XVI).
Lega, Faenza).
Randi Tomaso - Saggio di canti popo-
Gabbusio Lodovico - Frottola (e lessi- lari romagnoli; 1891.
chetto), sec. XVII; Classense; copia
di S. Muratori. « Relazioni dei Parroci del Dipartimen_
to del Rubicone al Podestà di Forlì;
Gallizioli Filippo - Elementi botanico - Fondo del Comune, anno 1811 ».
agrari.
Ricci-Bitti - La pianura romagnola di-
Ginanni - Istoria della pineta di Ra- visa e assegnata ai coloni romani
venna.
(Atti e Memorie).
Guerrini Olindo - Alcuni canti popolari Ricci Corrado - La Bartolla di Cam-
romagnoli (raccolti da...)
Guerrini Olindo - Ricettario galante piano.
Rosetti E. - La Romagna.
del sec. XVI.
Santoni Pietro - Scelta di Poesie ita-
Guerrini Olindo - Sonetti romagnoli. liane e romagnole.
Imparati E. - Avifauna ravennate, 1934. Sella Pietro :l Glossario Latino Errii-
La Pie - Rassegna d'illustrazione ro liano (GLE).

XII
Servolini - Mosaico romagnolo. Zangheri P. e Nigrisoli - Piante medi-
cinali della Romagna.
Spallicci Aldo - E' Sarnér; Fior dra-
decc; La Biòjga: La Ciuzzetta; La Zangheri
MacJuné; La Tègia. Forlì. P. - Flora del circondario di
Uccellini Primo - Dizionario storico di Zangheri P. - La pineta di Ravenna e
Ravenna e di altri luoghi della la sua vegetazione.
Romagna.
Zoli Andrea - L'estimo di Ravenna nel
Zama P. - Romagna romantica. 1373.

ABBREVIAZIONI
a. anno
acc. accrescitivo pars. personale; persona
agg. aggettivo pi. plurale
ant. antico PI. plurale
art. articolo pop. popolare
artic. articolata poss. possessivo
aw. avverbio pr. preposizione
e. canto pron. pronome
card. cardinale (numero) prov. proverbio; proverbiale
Com. Comune prt. participio passato (1)
comp. composto ps. participio presente
rad. radice
cong. congiunzione rav. ravennate
e. p. coniugazione propria [Link]. Ravenna
DEI. Dizion. Etimologico Italiano rei. relativo
dial. dialetto; dialettale rfl. verbo riflessivo
dim. diminutivo
scherz. senso scherzoso
dimo. dimostrativo
sec. secolo
dispr. dispregiativo sostantivo femminile
sf.
es. esempio
esci. esclamazione sign. significato
sim. simile
(F.) senso figurato
f. femminile sing. singolare
st. stanza
Praz. frazione
GLE. Glossario Latino Emiliano superi. superlativo
trad. traduzione
imp. verbo impersonale V. verbo; vedi; verso
int. verbo intransitivo
iron. senso ironico var. varietà
it. italiano vezz. vezzeggiativo
lat. latino voc. voce ; vocabolo
lett. lettera Voc. Vocabolario
long. longobardo
m. maschile
med. medievale (1) Dopo i verbi, le sigle raggruppate
mod. aw. modo avverbiale Prt., PI., F., Pl.F., indicano i casi del
neg. negazione participio passato avente anche valore
num. numerale di aggettivo, o quelli in cui, unito al
verbo essere, concorda nel numero e
onom. onomatopeica
op. cit. opera citata nel genere col soggetto, o quando, co-
ord. ordinale (numero) me participio di un verbo rtansitivo,
può concordarsi con il complemento
orig. origine
oggetto.
XIII
VALORI FONETICI
& = suono nasale cupo (Rumàgna = ce — In fine di parola ha suono dolce
Romagna; stmàna = settimana). (fnòcc ^^ finocchio; ranòcc -
è = suono aperto (parche perchè; ranocchio).
de =- dì). g — In fine di parola ha suono duro
é = suono nasale (balén baleno; (fug --- fuoco; Lug ^ Lugo).
birén = tacchino). gg — In fine di parola ha suono dolce
e = suono dittongale e' con la « e » (mógg = mugghio); svegg =
aperta (burdèl = ragazzo; pnèl sveglio).
pennello). ^ = suono aspro (po^ pozzo; ra-
è = suono dittongale e'' con la « e » ^a ^ razza; ^àmpa ^^ zampa).
chiusa (insalé — insalata; suné
= sonata). ? = suono dolce '(gre? =■ grezzo; pè?
— peggio; ar?ént — argento).
è = suono lungo (pulèr = pollaio; § = suono aspro (ro§ — rosso; ó§ =
rufè = arruffati).
uscio; ò| =^ osso),
è' = Si trova in fine di parola a in- suono dolce (rò§a = rosa; spój
dicare l'elisione della « r » muta = sposo; brus — bruco),
nel verbo all'infinito presente. come in italiano,
=
è' = indica l'elisione della « r » muta se§ suono staccato di « s » aspra e
nei verbi all'infinito presente che s-c
terminano in « èr ». di « e » dura in fine di parola
i' = indica l'elisione della « r » muta (bos-c = bosco; rós-c = spazza-
nei verbi all'infinito presente che tura) ;e di « s » aspra e « e » dol-
terminano in « ir ». ce quando quest'ultima è seguita
ò = suono aperto (farlòt ^ averlot- da « i » o da « e » ( s-ciòp =
to; barilòt == barilotto). schioppo; s-ción = secchione;
s-cèr = assottigliare, ecc.).
ó = suono chiuso (lo = lui; dò =■■
due; sóta = sotto). s-cc = suono staccato di « s » aspra e
« e » dolce, in fine di parola.
o = suono dittongale o^ con la « o »
chiusa (fiòl = figlio; viòl = vi- Le terminazioni in: — én; — in;
colo). — òn; — òm; — àm, hanno la conso-
ò = suono dittongale ou con la « o » '— Un segno di apostrofo indica di-
chiusa (inción = nessuno; Iona nante finale muta.
== luna). sione, voce verbale contratta o,
5' = Si trova in fine di parola a indi- nel caso di « pr' », contrazione
care l'elisione della « m » muta della preposizione « par ».
(fio' [fióm] — fiume; fò' [fóml — ss. In fine di verbo indicano la for-
= gran quantità). ma riflessiva.
e — In fine di parola ha suono duro — Una sbarretta indica cambiamen-
(mòc = moccolo; móc = mon- to di significato, o passaggio da
co). ,
una frase a un'altra,
L'accento tonico, se non è indicato vocaboli si possono cercare anche sen-
con segni particolari, cade sempre sul- za tener conto di questa avvertenza,
l'ultima sillaba. perchè normalmente sono scritti pure
Nei verbi all'infirùto presente, quan- con la grafia corrente. Tolte poche ec-
do l'accento tonico cade sull'ultima sil- cezioni, ho evitato l'uso artificioso delle
laba, la « r » finale è muta. Negli altri doppie.
casi si fa sempre sentire.
La pronuncia è quella delle campa-
Perchè la grafia sia più aderente gne di Bastia, Massa Forese, Ducenta,
alla pronuncia dialettale, i casi di qui, S. Pietro in Vincoli, Santo Stefano,
que, quo, qua sono trascritti con dei Campiano, S., Pietro in Campiano, San
evi, cve, svo, cva; e i gui, gue, guo, Zaccaria dove si ritiene che si parli in
gua, con dei gvi, gve, gvo, gva; ma ì dialetto più genuino.
XIV
1 ABOR
A. Prep. semplice. | A. Voce verbale PI. F. — édi.
della terza pers. sing. e della terza Abéd, sm. Cura^ Governo, Attenzione,
plurale del verbo « aver », avere. | Pre- Assistenza. | Avé'b§ógn d'abéd, Aver
fisso di molte voci verbali per attu- bisogno di cure, di assistenza.
tire l'asprezza dell'incontro di più con- Abèt, sm. Abete.
[Link]
I quanto riguarda la « a » PI. Abit.
che precede le voci verbali di prima Bos-c d'abit, Abetaia.
pers. singolare e di prima e seconda Abilité, sf. Abilità, Attitudine, Mae-
stria.
plurale non condivido l'opinione di PI. AbiUté.
quanti la ritengono un pleonasmo; ma
concordo col Morri (op. cit.) nel rite- Abi§, sm. Matita, Lapis.
nerla pronome. (Vedi sanscrito ahàm, PI. Ebi§.
« io »). Abitàbil, agg. Abitabile.
Abadèr, intr. Rispondere (a chi chia- PI. — Abitèbil
F. — àbila
ma); Abbadare; Dare ascolto. | T'a
n'abèd (Tu non badi; non mi dai ascol- PI. F. — àbili.
to). Abitànt, sm. Abitante.
E' un vecchio modo di chiamare una PI. Abitént
persona senza usare il suo nome. F. — anta
Tale usanza è ricordata anche in una PI. F. — ànti.
relazione del 1811 del Parroco di Vil- Abitazión, sf. Abitazione.
laf ranca di Forlì. PI. Abitazión.
Abandón, sm. Abbandono | Lascér Abitùdina, st. Abitudine.
in abandón, Lasciare in abbandono. PI. Abitùdin.
Abandunér, tr. Abbandonare, La- Abituér, tr. Abituare, Assuefare.
sciare. Prt. Abitué
Prt. Abanduné PI. — è
PI. — è F. — éda
F. — éda PI. F. — édi.
PI. F. — èdi Abón, sm. Indennizzo, Risarcimento.
Abandunéss, rfl. Abbandonarsi. La- PI. Abón.
sciarsi prendere da scoramento. Abort, sm. Aborto.
Abadèr, tr. Abbassare. PI. Abùrt
Prt. Aba^ I Parlando di una donna si preferiscono
PI. — è le seguenti perifrasi:
P. — éda La j' à mand'è da mèi i burdel; La
ABRA ACAS

n'à purté a chèv i burdèl; La n'à Abundànt, agg. Abbondante.


purté a bón fén i burdèl. PI. Abundént
Abraifér, tr. Abbracciare. F. — anta
Prt. Abrade PI. F. — ànti.
PI. — é Abundàn^a, sf. Abbondanza.
F. — éda Abunér, tr. e intr. Indennizzare, Ri-
PI. F. — èdi. sarcire, Dare come indennizzo.
Abrìl, sm. Aprile. I Abbonare (a giornali, ecc.).
Prt. Abuné
I D'abrìl no't' cave gnànc un fil, In
aprile non levarti (di dosso) neanche PI. — è
un filo. F. — éda •
] Abrìl e' fa e' fior e Ma? u j da e' PI. F. — èdi.
culòr, Aprile fa il fiore e maggio gli Aburiss, rfl. Avventarsi contro (Forse
dà il colore. dal latino adoriri, scagliarsi, assaltare).
I Mérz di vént, abril di témp, Marzo Abu§, sm. Abuso.
dei venti, aprile dei temporali. PI. Abu§.
I Abrìl tot i de un barìl, Aprile tutti Abunér, int. Abusare (E' più usato
i giorni un barile. Aprufitér).
I I du o tri d'Abrìl e' eoe l'ha da Acadèr, Accadere (E' più usato ^u-
vini; j' òt s' u n' è vnu l'è còt. Il due zedar).
0 il tre d'aprile il cuculo ha da venire; Prt. Acadù
l'otto se non è venuto è cotto. PI. — ù
F. — ùda
1 Abrìl, cvànd e' pian? e cvànd e' rid.
Aprile, quando piange e quando ride; PI. F. — udì.
cioè è aprile tanto con la pioggia che Acampamént, sm. Accampamento.
col sole. PI. Acampamént.
I D'abrìl no't' scuvrì. D'aprile non sco- Acampèss, rfl. Accamparsi.
prirti, cioè non toglierti niente di dos- Prt. Acampé
so (Prov. faentino).
PI. — e
Ab§én, (v. Bsén). F. — éda
Ab§inér, tr.. Avvicinarsi (Anche « Av- PI. F. — édi.
sinér).
Acani, agg. prt. Accanito, Incanito
Ptr. Ab§iné (v. Acanìss).
PI. — è Acanimént, sm. Accanimento
F. — éda PI. Acanimént.
PI. F. — èdi. Acanìss, rfl. Accanirsi^ Incanirsi.
Abucamént, sm. Incontro, Colloquio, Prt. Acani
Abboccamento.
PI. Abucamént. PI. —— ida
F. i
Abuché, agg. Amabile (detto solo del PI. F. — idi.
vino).
Acaparèr, tr. Accaparrare, Assicurare.
Contr. di A. è « sgró? », aspro, sgarbato. Prt. Acaparé
Abulìr, tr. Abolire.
Ptr. Abulì PI. —— éda
F. è
P. — ì PI. F. — édi.
F. — ida
I rfl. Acaparèss, Accaparrarsi.
PI. F. — idi.
Acasèr, tr. Accasare | Far trovar mo-
Abuminèvul, agg., Abbominevole.
PI. Abuminivul
I rfl. Aca§é
Prt. Accasarsi, Farsi della casa.
F. — èvia
PI. P. — èvU. [Link].
— è _
Abunamént, sm. Abbonamento. F. — éda '
PI. Abunamént PI. P. — èdi.
ACAS ACVA

Aca^lér, tr. Accasciare. Aggravare sot- Acurdéss,


d'accordo. rfl. Accordarsi. Mettersi
to un peso smodato j Indebolire le
membra per eccessiva iatica. Acurdéss, rfl. Accordarsi (fra arti-
Acatèr, tr. (v.-Catér). giano e contadino con pagamento an-
nuale in natura. Il contadino si accor-
miliarizzarsi. rfl. Andar d'accordo, Fa-
Aciapéss,
dava col sarto, col calzolaio, col fab-
Aclèfa, sf. (V. Clès). bro e col falegname. Il pagamento
era chiamato « curdadura »).
Acolt, prt. Accolto, Ricevuto.
PI. Acùlt I Rinnovare il contratto di lavoro (dei
F. — òlta garzoni agricoli).
Prt. Acurdé
PI. F. — òlti. PI. Acurdé.
Acont, sm. Acconto, Caparra.
PI. Acònt. Acus, sm. Accusata. Dichiarazione del
seme che vince sugli altri.
I Tné' d'acont. Conservare ] Tenere in
disparte. Acu§ér, tr. Accusare, Incolpare. (E'
Acórar, intr. Correre. più dialettale «De' la cólpa»).
Acustér, tr. Accostare, Avvicinare.
j U j' acór pòc. CI corre poco. Prt. Acusté
Acsè, aw. (v. Csè).
Acudèss, rfl. Accordarsi. PI. — è
F. — éda
Prt. Acudé
PI. F. — édi.
PI. — è Aev, sf. pi. Acque
F. — éda
PI. F. — édi. I Liquido amniotico.
Acva, sf. Acqua.
Acugliénza, sf. Accoglienza.
PI. Acugliénz. I Pioggia I I contadini chiamano « ac-
va » qualunque preparato liquido per
Acumpagnamént, sm. Funerale. irrorazioni.
PI. Acumpagnamént. PI. Acv.
Acumudamént, sm. Accomodamento,
I Acva minaréla, Acqua minerale.
Transazione, Accordo, Patteggiamento.
PI. Acumudamént. I Acva 'd ré§, Acqua regia.
Acupér, tr. Accoppare, Uccidere I Fé al j' acv, Fare le acque. Liberarsi
delle acque prima del parto.
I Acupéss a lavuré'. Sfiancarsi nella fa-
tica. I Fé' un gózal d'acva. Fare un goccio
d'acqua. (F.) Orinare.
Prt. Acupé
PI. — è I Filla corrente.
d'acva. Filo dell'acqua, Filo del-
F. — éda
PI. F. — édi. I A pel d'acva, A pelo d'acqua.
Acurdadura, sf. (v. Curdadura). I De' l'acva al ter, Dare l'acqua alle
terre; cioè irrigare i campi.
Acupìamént, sm. Accoppiamento.
PI. Acupiamént. I A béva d'acva, A bava d'acqua. Un
Acupiér, tr. Accoppiare, Pare un paio. pelo sott'acqua.
Congiungere cose a due a due. j A méj'acva, A mezz'acqua.
Prt. Acupié I Acva gròsa. Acqua grossa. Pioggia ab-
bondante. Nel gergo dei pescatori vale
PI. — è acqua profonda.
F. — éda
I Acva stila, .'^cqua sottile, cioè acqua
PI. F. — édi. poco profonda.
Acurdér, tr. Accordare (strum. a I Acva vita. Questa bevanda è ricor-
corde). data nel Ricettario di Caterina Sforza
Prt. Acurdé col nome di « acqua de iovenezza et
PI. — è de vita » e « che fa rengiovenire la per-
F. — éda sona ed de morto fa vivo ». Si ottie-
PI. F. — édi. ne con garofani, noci moscate, pepe-
ACVA ADIR

roni, scorza di ginepro e varie altre ma della maturazione; di pianta che


sostanze polverizzate e cotte in acqua. si ammala prima di fruttificare e di
I Acva dal lumég, Acqua delle luma- unghia che si iscurisce e cade.
che. (Pioggia da poco). Adarbér,
I Acva sirinèla, Acqua serenella. Nel (alle bestie).tr. Aderbare. Dare l'erba
vecchio dialetto poetico di Massa Fo- Adarchè, prt. Inarcato.
rese r« acva sirinèla » era la rugiada. PI. Adarchè
F. — èda
(V. Pergoli, op. cit., Santa Madda-
lena [varianti], v. 9). PI. F. — édi.
I « Acv » sono chiamati anche gli spio- Adarchér, tr. Fare il gesto di pic-
venti del tetto, più che « spiuvént » chiare. Fare la mossa di... (Il lat. med.
che è parola piuttosto ricercata. ha adarcare, battere il grano con un
I Chi ch'è armast scuté da l'acva bu-
lida u s' n'argvérda nénc dia gia^éda, Adàt, agg. Adatto, Alto, Idoneo, Ac-
arco; GLE).' concio, Adeguato.
Chi è rimasto scottato dall'acqua bol- PI. Adèt.
lente se ne guarda anche dalla fredda.
F. — àta
I Al j' acv, I lochi. Liquidi che emette
la donna dopo essersi sgravata del PI. F. — àtl.
parto . Adatacéss, rfl. Adattacchiarsi_ Adat-
L'acva la mérza i pel, o L'acva la mér- tarsi alla meglio.
Prt. Adatacé
za al budèl. L'acqua fa marcire i pali,
0 L'acqua fa marcire le budella PI. — è
Così dicono i bevitori (Lat. aqua. Dalla F. — éda
radice europea akw, acqua, considera- PI. F. — édi.
ta come vivente). Adatér, tr. Adattare, Aggiustare.
Acvadéla, sf. Latterino comime (A- [ rfl. Conformarsi.
therina Boyeri). (Oltre ai significati di Adatér).
PI. Acvadèl. Addninz, aw. Davanti.
(Lat. med. aquadella, GLE). Addrénta, avv. Dentro, Addentro.
Acvadè^, sm. Vinello. Adè§, avv. Adesso, Ora | Adès, adès.
(Lat. med. aquadicium, vinello, GLE)
Or ora | Pr' adés. Per ora | L'è ora
Acvaforta, sf. Acquaforte, Acido ni- adès!. E' ora che viene, o che inco-
trico. mincia il bello! Il bello ha ancora
Acvarìna, sf. Pioggerellina. da venire!
PI. Acvarìn. Adè§i, esci. Adagio! Piano!
Acvarola, agg. f. Acquaiola. Riferito j avv. Adagio, Piano.
a frutta molto acquosa e senza alcun I Riferito a persona vale Posapiano.
sapore. Adèss, rfl. Addarsi, Avvedersi, Accar-
PI. F. Acvaròli.
Prt. Ade
1 ^ris,' aovaroli, Ciliege acquaiole, ac- gersi.
quose. PI. — è
Acvastrén, sm. Acquiitrino. F. — éda
PI. Acvastrén. PI. F. — édi
Aevèra, ( v . Cvèra ) .
Ad, prep. Di. Ad qua, Di qua; ad j A m' i n' so ade. Me ne sono accorto.
Adèt, agg. Addetto.
d'ia, di là; ad sota, di sotto; ad sora, PI. Adèt
di sopra; ad fìànc, di fianco; ad che? F. — a
di che?; ad gnit, di niente. PI. F. — i.
Quando la parola che segue comincia Adiri, agg. prt. Adirato, Arrabbiato,
Infuriato.
per vocale, invece di « ad », si à « d' ».
Adanèss, rifl. Addannarsi. Detto in PI. Adiri
senso figurato di chi si dà un gran F. — ida
daffare; della frutta che va a male pri- PI. F. — idi.
ADIR AFEZ

Adirìss, rfl. Accanirsi, Adirarsi. PI. Adurazión.


Adiritùra, avv. Addirittura, Diretta- Adurér, tr. Adorare, Venerare.
mente. Prt. Aduré
Adob, sm. Addobbo PI. — è
PI. Adób. F. — éda
Adóran, agg. Adomo PI. F. — édi.
PI. Adùran (Lat. adorare).
F. — orna Adubér, tr. e int., Addossare, Attri-
PI. F. — orni. buire, Accollare, Imporre.
Adòs, aw. Addosso (v. Dò§). Prt. Adu§é
Adò^i! Adò§i!, (incitazione). Addosso! PI. — è
Addosso ! F. — éda
Adrijèr, tr. Addrizzare, Rizzare. PI. F. — édi.
I Vie' adrizé' al gàmb ai chén, (F.) Vo- Adutér, tr. Adottare.
ler far cose impossibili. Prt. Aduté
Prt. Adrizé PI. — è
PI. — è F. — éda
F. — éda PI. F. — édi.
PI. F. — édi. Aduzión, sf. Adozione
Adruvér, tr. (v. Druvér). PI. Aduzión.
Adruvèss, rfl. Adoperarsi. Darsi da Afadighéss, rfl. Affaticarsi.
fare. Impegnarsi (v. Druvér). Afamé, agg., Affamato
Prt. Adruvé PI. Afamè
PI. — è F. — éda
F. — éda PI. F. — édi.
PI. F. — èdi. (E' più usato Mórt da la fàm).
Adubér, tr. Addobbare, Ornare. Afamèr, tr. Affamare.
Prt. Adubé Afàn, sm. Affanno.
PI. — è Afanèss, rfl. Affannarsi.
F. — éda Prt. Afané
PI. P. — édi. PI. — è
Aducèr, tr. Adocchiare. F. — éda
Prt. Aducé PI. F. — édi.
PI. — é Afa?ér,
F. — éda Prt. Afa^é tr. Affacciare.
PI. F. — édi. PI. — è
Adumbrér, tr. Adombrare, Inombrare, F. —èda
Ombreggiare, Appannare. PI. F. — édi.
Prt. Adumbré Afe, sm. Affare, Negozio, F^cenda.
PI. — è I (F.) Maneggio
F. — èda (V. Aféri)
PI. F. — édi. PI. Afe.
Adunanza, pi. f. Adunanza Aféri, sm. Affare | Contratto.
PI. Adunànz. I Faccenda
Adungèss, rfl. Arrangiarsi, Arrabat- PI. Aféri.
tarsi, Ingegnarsi. Afèt. sm. Affìtto
Prt. Adungé
PI. — è I De' in afèt. Dare in afR'-to.
P. — éda |Tu' in afèt. Prendere in affitto.
Afètè, sm. Affettato (di salame, pro-
PI. F. — édi. sciutto ecc.; tagliato a fette).
Adupiér, tr. Addoppiare, Mettere a Afètèda, agg. Affettata, Tagliata a
doppio. fette.
Adurazión, sf. Adorazione, Venerazione. .\fèziòn, sf. Affetto. Affezione, At-
AFEZ AGRA

taocamento F. — éda
Afeziunèr, tr. Affezionare. PI. F. — édi.
Prt. Afeziuné
At'ujér, tr. Affogliare, Dare la foglia
PI. — è da mangiare al bestiame e ai bachi
F. — èda dopo le mute.
PI. F. — èdi. I Afujèv! Affogliatevi! Modo contadine-
Afìadaraént, sm. Affiatamento, Ac- sco per dire: « Su! Mettetevi a mangia-
cordo. re !».
Alfiadé, prt. Affiatato, Che va d'ac- Aganzér,
Prt. Aganjé tr. Agganciare
cordo.
PI. Afiadé PI. — è
F. — èda F. — éda
PI. F. — édi. PI. F. — édi.
Afidamént, sm. Affidamento. (E' più dialettale « ingan^ér »).
Afidér, tr. Affidare [Link]èr, tr. Raffreddare, Agghiaccia-
Prt. Afide
Prt. Agiate
PI. — è
F. — éda PI. — è
PI. F. — édi. F. — éda
Afinér, tr. Prezzare, Fare il prezzo. PI. F. — édi.
Prt. Afiné
PI. — è Agliédga,
bianca sf. Lugliatica.
che matura in [Link] d'uva
F. — éda (Lat. med. lugliatica, di luglio (uva)
PI. F. — édi. GLE).
Afìtànza, sf. Affitto, Affittanza. Aglión, sm. Leone
PI. Afitànz.
Afìtér, tr. Affittare, Appigionare. I L'è un aglión, (F.) E' un leone
Prt. Afité ] ^ughér a letra e aglión, Giocare a
testa e croce.
PI. — è I Sòl aglión, Solleone
F. — éda PI. Aglión.
PI. F. — èdi. Agnèl, sm. Agnello
Afituéri, sm. Affittuario PI. Agnèl
PI. Afituéri. (Lat. agnellus).
Afòn, sm. Fune Agócia, sf. Agucchia, Palo appuntito.
PI. Afòn PI. Agócc
(v. Fon). (Lat. med. agugia, punta di ferro. Di-
Afradlèss, sf. Afratellarsi | Familiariz- minutivo del lat. acus, ago").
zarsi Agóst, sm. Agosto.
PI. Afradlé
PI. — è , I A la prema acva d'Agost, povr'óm
F. — éda a t' cnó§. Alla prima acqua d'agosto po-
ver'uomo ti conosco (Già in questo me-
PI. F. — édi. se si comincia a capire chi ha ima sa-
Afrónt, sm. Affronto. Atto offensivo. lute tale da dover poi soffrire per la
PI. Afrónt. cattiva stagione). A proposito di questo
Afrunter, tr. Affrontare, Andare in- detto, C. Ricci, in « L'ultimo rifugio di
contro.
Prt. Afrimté Dante » dice che « La prima acqua d'A-
gosto era temuta come apportatrice di
PI. — é febbre ».
F. — èda
PI. F. — édi. I A la prem'acva d'agost / cutadéna met
al màng a e' bost. Alla prima acqua
Afughér, tr. Affogare, Soffocare d'agosto, contadina metti le maniche al
Prt. Afughé busto.
PI. — è Agraplèss, rfl. Aggrapparsi
AGRU ALBA
Prt. Agraplé Prt. Aide
PI. — è PI. — é
P. — éda F. — éda
PI. F. — édi. PI. F. — édi.
Agruméra, sf . -Agrumeto. Ajìr, aw. Ieri.
Aite, sf. Età
Agrupéss,
smo). rl'l. Raggrupparsi (cicli- PI. Aite
Aguacéss, (V. Agvrcéss). ' Ad tòt al j'aité, Di tutte le età.
Aguajé, prt. agg. Afflitto, Addolorato. Ajùt, sm. Aiuto, Soccorso.
PI. Aguajé PI. Ajùt.
F. — éda (V. Aidér).
PI, F. — édi. Ajutér, Aiutare, Soccorrere
Aguajéss, rfl. Affliggersi Prt. Ajuté
Prt. Aguajé PI. — è
PI. — è F. — éda
P. — éda PI. F. — édi.
PI. F. — édi. (Lat. adjuvare).
Agimì, sf. Agonia. Al, art. Le
Agurà^, sm. Auguracoio, Impreca- AI dòn, Le dorme
zione. I pr. artic. Alle. Purté da magne al be-
PI. Agurè^. sti. Portare da mangiare alle mucche.
(Dal lat. augurium, presagio favore- I pron. Esse (nelle forme verbali dopo
vole). « lo » o « lujéti »).
Aguré, sm. Agoraio. Astuccio per aghi. Alagamént, sm. Allagamento.
I Sacchettino di cenere o crusca a cui si PI. Alagamént
appuntano gli aghi. Alaghèr, tr. Inondare, Ridurre come
PI. Agurè. lago, Riempir dacqua. Allagare.
Aguréna, sf. Sagginella selvatica. Prt. Alaghé
(Sorghum halepense L. ) PI. — è
Agu§èl, sm. (v. Ragusèi). F. — éda
Agu'ifén, sm. Aguzzino. PI. F. — édi.
PI. Aguzén Alarmér, tr. Mettere in sospetto. Spa-
P. — éna ventareImpensierire
I | Allarmare.
PI. F. — éni. Prt. Alarmé
Agvacéss, rfl. Accovacciarsi. PI. — è
Agvajè, (v. Aguajé). F. — éda
Ahn?, Come? Non ho capito. PI. F. — édi.
(Suono complet. nasale). Alatèr, tr. Allattare.
Aj, sm. Aglio. Prt. Alate
(Allium sativum, L.). PI. — è
F. — éda
I Aj de cóc,
(Allium Aglio d'orso, Aglio di cane.
ursinum). PI. F. — édi.
.\3 sambèdg, Aglio selvatico. .'\la?èr, tr. (v. La^ér).
(Allium carinatum). Albana, sf. (v. Aibàna).
Albana, sf. Uva e vino bianco dei Albarà^, sm. Alberacelo, Gattice o
colli di Bertinoro. Albana. Pioppo bianco.
PI. Aibàn. PI. Albarèz
( Lat. med. « uva albana est uva alba ». (Dal lat. med. albarus, pioppo. GLE).
GLE). I Albaràz dia Pasuléna. Alberacelo del-
Aibanela, sf. Albanella. [Link] al- la Pasolina. E' un grande pioppo bian-
bana. co che si leva maestoso nei pressi del-
Aibi^ér, int. Albeggiare. la fattoria « la Pasolina » a nord del
Aidèr, tr. Aiutare, Soccorrere. « Valloncello dei Ghezzo ».
ALBA 8 ALUN
Prt. Alité
Albaré, prt. agg. Alberato, Con alberi
I Camp albaré, Campo alberato, PI. — è
(v. Elbar) F. — éda
Albèrg, sm. Albergo. PI. F. — èdi.
PI. Albirg. Almèt, sm. Elmo, Elmetto.
Albi?ér, intr. Albeggiare. PI. Almèt.
Aldrèt, sm. (v. Alderta) Diritto. Aloe, sm. Colui che stende i leg£w:ci
Aldrèta, sf. Parte opposta al rovescio. dei covoni.
PI. Aloe.
I Dritta. Alóra, avv. Allora.
Aldsir, sm. ( v. Al§ir).
Alòz, sm. Alloggio.
Aleàtic, sm. Aleatico. Vino rosso, gu-
stoso, profumato e dolce che si produ- j De l'alo?,
ceva nel forlivese. Veniva messo in ven- Alsir, sm. Dare
Agio, alloggio.
Comodo.
dita il giorna della festa della Madonna I A n' n'ho alsir, Non ho tempo.
del Fuoco (4 febbr.). Passava per la (Dal lat. licere come il francese loisir).
città un « rugiòn », im urlone o bandi- Altèja, sf. Altea.
tore, che gridava : « E vénd la Macióza », Altarén, sm. pi. Altarini (F.) Male-
fatte.
« e' vénd e' Prèta », « e' vénd la Pavu-
lo^a» ecc. j Scuprì' j' altarén.
fatte. Scoprire le male-
Alégar, agg. Gioviale, Allegro, Lieto.
Alter, sm. Altare.
Alìgar Che ha bevuto un pò".
I Alticcio,
PI. PI. Alter.
F. Alègra I Alter magiór. Aitar maggiore.
PI. F. Alègri.
I E' sbaglia nénc e' prit int l'alter.
Alèróm, sm. Allarme Sbaglia anche il prete all'altare. Tutti
PI. Alèrom sono soggetti a sbagliare.
I Fél§ alérom, Falso allarme. Altèza, sf. Altezza ] Statura.
Alè§, sm. Lesso, Bollito. ] Altitudine.
PI. Alè§. PI. Altèz.
j Metr'a lè§. Cuocere a lesso, Lessare. Altetto.
Altòt, *agg. Alticcio (per libagioni) ]
Magne' ralè§. Mangiare il lesso. (Anche «Un pò so»)
Alèv, sm. Allievo, Figlio, Prodotto
PI. Altót
I Redo. F. Altòta
PI. AUv.
(V. arlèv). PI. F. Altòti.
Alfabèt, sm. Alfabeto. Altura, sf. Altura.
PI. Alfabit. PI. Altur.
Alighér, tr. Allegare. Detto dell'azione Alùdar, int. Alludere.
che esercita certa frutta ancora verde Prt. Alù§.
sui denti, come nespole e sorbe. Alunghér, tr. Allungare
I Invischiare. I Dare da lontano.
(Lat. alligare). I Appioppare (un pugno).
Aligrèz, sf. pi. Fé' al j' alìgrèz, Fare ì I Annacquare vino.
rallegramenti. j Dare una capatina.
Aligrèza, sf . Allegrezza, Allegria. Prt. Alunghé
Aligrì, sf. Allegrezza, Allegria. PI. — è
Alintèr, intr. Allentare, P. — éda
(v. Lintèr). PI. F. — édi.
Aljón, sm. Leone. Aluntanér, tr. Allontanare.
' Discostare.
(v. Agljón).
Alitèss, rfl. Allettarsi, Cadere a terra, I Mandar via.
Rovesciarsi a terra delle biade, dei ce- Metter lontano.
reali. Prt. Aluntané
ALUZ AMAN

PI. — è F. — ira
F. — èda PI. F. — ìri.
PI. F. — édi.
[Link]?ìreja,
Al^re^. sf. Leggerezza, Levità.
Alu^è, intr. Alloggiare,
(v. Luzér). Al?irìr, tr. Alleggerire.
Alvadùr, sm. Lievito. Prt. Alzirì
Alvé, sf. Levata (del sole 7. PI. — ì
F. — ida
I L'alvé
vata delde
sole.sòl, Il levar del sole, La le- PI. F. — idi.
Alvé, prt. agg. (v. Alvér e Alvéss). Amàc, sf. pi. Ammacchi. | Fé al j
Alvéda, sf. Levata. L'alvéda, La leva- amàc. Fare il gioco degli aimmacchi.
ta del sole. Per la luna si dice per (F). Schiacciare uova. Il gioco degli am-
intero: L'alvéda dia Iona. macchi si faceva il giorno di Pasqua
e la Domenica in Albis. Si batteva in
] U s' è alvé la Iòne, U s' è alvé e'
sol. E' spuntata la luna, E' spuntato contesa un colpo solo, uovo contro
il sole. uovo, punta contro punta. Il perdente
! Ande' a fé' l'alvéda in tinèla, Andare dava al vincitore l'uovo ammaccato.
a far la caccia dell'alba in botte. Questo gioco è detto anche « scòz » e
Alvén, sm. pi. Lupini, (Lupinus ai- « machi machì ».
bus L.). Il GLE, a « ludus de ovis », riporta :
Alvér, tr. Allevare [ Sollevare | Far « nullus persona... audeat ludere ad lu-
prendere il volo | rfl. (oltre ai sign. di dum de ovis, nec etiam a cozzare insi-
cui sopra). Levarsi (del vento, del mul aliqua ova in platea» (Bologna
sole della luna e delle stelle) j Alzarsi 1306) dove è proibito fare « al j'amàc
(da letto). in piazza ».
Prt. Alvé Amacadura (Macadura), sf. Ammac-
PI. — è catura, Pesto.
F. — èda PI. Amacadùr (Macadùr).
PI. F. — édi. Amacér, tr. Macchiare (v. Macér).
Ichioccia
Alvé' la dal
ciò^a d'int e' nid, Levare la Amachèr, tr. Ammancare | Pestare ]
nido. Schiacciare j Intorbidire (di acqua) ]
I U s' è alvé e' sol, Si è levato il sole. rfl. Ha tutti' i sign. di cui sopra più
I A m' so' alvé. Mi sono alzato (da
letto). quello di Guastare l'amicizia, Interrom-
pere i rapporti. Risentirsi reciproca-
Alvéss, rfl. Levarsi, Alzarsi in volo, mente.
Alzarsi da letto, Spuntare (del sole, Prt. Amache
della Ivma e delle stelle). PI. — è
Prt. Alvé F. — èda
PI. — è PI. F. — èdi.
P. — éda 1 Acva amachéda, Acqua torbida.
PI. F. — édi. Amale, sm. agg. prt. Ammalato.
Alvéda, sf. Alzata | Scolmata (nel PI. Amale
gioco delle carte). F. — éda
PI. Alzèdi. PI. F. — èdi.
Al^ér, tr. Alzare | Scolmare il mazzo I Amalé^ Tifoso (in senso sportivo).
(nel gioco delle carte). Amalèss, rfl. Ammalarsi.
Pt. Al^é ] Amaléss par eh' j' étar, (F.) Ficcare
PI. — è il naso nelle cose degli altri.
F. — éda Prt. Amale
PI. F. — édi. PI. — è
F. — èda
Alfìr, agg. Leggero, Lieve | Scorre-
vole (di bicicletta). PI. F. — édi.
PI. Al?lr .\manadùra, sf. Vestito completo. Ap-
AMAN 10 AMNU

parecchiatura | Bardatura (di cavallo). Amdór, sm. Mietitore.


PI. Amanadùr. PI. Amdùr.
Amanchér, intr. Mancare. F. — óra
Prt. Amanché PI. F. — òri.
PI. — è (v. Mdor).
P. — éda Amér, agg. Amaro.
PI. F. — édi. PI. Amér
Amàndal, sm. Mandorlo. F. — èra
PI. Amèndal. PI. F. — èri.
(Lat. med. amandolus. GLE). (Lat. amarus; rad. indoeuropea am-
Amàndla, sf. Mandorla, frutto del « amaro »).
mandorlo. American, agg. sm. Americano.
PI. Amàndal. (E' più dialettale «maricàn»).
(Lat. pop. amandula). PI. Americhén.
Amanér, tr. Vestire | Bardare, Met- Amicizia, sf. Amicizia ] Comunella.
tere ifinimienti a un cavallo. PI. Amicizji.
Prt. Amane
Amìg, agg. Amico, Intimo ] sm. Aman-
PI. — è PI. te, Drudo.
Amìg
F. — éda
F. — iga
PI. F. — édi.
In senso figurato, « amanér », conserva PI. F. — ighi.
ancora il significato di « Apparecchia- I sf. Pace; Riconciliazione. | Fé' l'amig.
re, Ammannare ». Far pace, Riconciliarsi.
(Lat. amicus).
I Mai tre persone dovrebbero partecipa-
re contemporaneamente all'abbiglia- Amministrazión, sf. Amministrazione.
mento di uno perchè sarebbe causa di I Tné' l'a.. Tenere l'amm. (E' più dia-
disgrazia. lettale Tné' i cònt).
Amaséss, rfl. Venire a un accomo- Aministrér, (v. Ministrèr).
damento. Amlori, sm. Alloro.
Ama§ér, tr. Aggiustare^ Riparare ] PI. Amlùri.
(F.) Appianare divergenze. Amnàcia, sf. Cornacchia nera.
(Nel dial. ravennate del sec. XVII, « a- « Mimacchia » (Spallicci).
masar », accomodare). PI. Amnacc.
Ambén! (o Abén). E' un'espressione Amnér, tr. Condurre, Tirare avanti.
che vale: no, no; oppure: questo poi (Lat. minare, spingere avanti gli ani-
no; e respinge una domanda o una mali da tiro, con le grida e la frusta,
DEI).
affermazione. E' una deformazione del-
l'it. « a, bene ». Prt. Amné
Ambra, sf. Ambra. PI. — è
Ambróla, sf. (v. Mbróla). F. — éda
Ambulànt, sm. Venditore ambulante. PI. F. — édi.
PI. Ambulént Amnér, int. Picchiare.
F. — anta (Lat. med. admenare, G-LE).
PI. F. — ànti. Amnér, tr. Rimenare (pane e pasta).
Ambulanza, sf. Ambulanza. Prt. Amné.
PI. Ambulànz. Amnéstra, sf. Minestra.
Amdàja, sf. Medaglia, Decorazione. PI. Amnèstrar.
] De' l'andàja d'or, d'arzént, ad brónz. I No supié' int l'amnèstra eh' la n'chet'
Decorare scota. Non soffiare sulla minestra
di bronzo. di medaglia d'oro, d'argento, non ti scotta, Non ficcare il naso nel-
PI. Amdàj. le facende che non ti riguardano.
Amdènda, sf. Mietitura. Amnud, agg. Minuto.
PI. Amdènd. PI. Amnud
AMNU 11 AMSU

F. — a * Barile di boccaU 40 -^ 1. 53,771


PI. F. — i. Boccale di fogliette 4 1. 1,344
(Lat. med. menuclus, GLE). Foglietta 1. 0,3361
*I1 barile rav. di bocc. 40 menzionato da A.
Amnuda, sf. Minuta ] A l'ainnuda, Al Andreoli in Emilia è di 1. 54,14, ma si tratta
minuto, al dettaglio. di misure nuove.
(Lat. 1408, Forlì, «ad menutum»). Misure di capacità per aridi:
Amor, sf. pi., More, (v. Mór). Sacco di stala colme 3 = hi. 1,7413
Si dice, al pi., tanto « al mòr » che « al Sacco di staia rase 3 = hi. 1,7252
j' amor ». Staio colmo ^ hi. 0,5804
Amor, sm. Amore, Affetto | Gelso | Staio raso di quartarola 4 = hi. 0,5750
Sapore. Quartarola di scodelle 25 = hi. 0,1437
PI. Amùr. Scodella = 1. 0,5751
I Dmandé' da fé'amorosa.
l'amor. Fare una di- ì Mis. quadrate:
chiarazione Tomatura (Tamadùra) va- 3417,66
I Ande' in amor. Andare in amore. Tavola (Pèdga) m2 34,1766
Amori, agg. Spento, Smorzato. Piede (Pè) mP- 0,3417
PI. Amùrt
I Misure cubiche:
F. — òrta Piede cubo = 1000 once cube ^ m^ 0,199
PI. F. — òrt.
I Elenco alfabetico dei pesi e delle mi-
Ampóla, sf. Ampolla. sure:
PI. Ampól. Bachèta, f. Bachèt, pi. (Canna)
(Lat. ampulla) Barì'l, m. Barìl, pi. (Barile)
Amsir, sm. (Dial. ant.). Messere. Buchél, m. Buchèl, pi. (Boccale)
Amstìr, sm. Mestiere, Arte. Càna, f. Càn. pi. (Canna)
PI. Amstìr. Castlè, f. Castlé, pi. (Castellata)
(Lat. med. mesterium, GLE). Fujèta, f. Fujèt, pi. (Foglietta)
Amstùra, sf. Mistura. Livra, f. Livar, pi. (Libbra)
I Panmistura.
d'amstùra, Pan mescolo, Pane Onza, f. Onz, pi. (Oncia)
di
Pè,*m. Pi, pi. (Piede)
(Lat. med. mistura, miscuglio di gra- Pèdga, f. Pèdg, pi. (Tavola)
naglie; e mixturare, mescolare, GLE). Pònt, m. Pònt, pi. (Punto)
Am§ùra, sf. Misura | Ufficio pesi e role)
Cvartaròla, f. Cvartaròl, pi. (Quarta-
misure.
PI. Am§ùr. Sac da 3 stèra. m. Sèc da 3 stéra, pi.
(Sacco di 3 stala)
I Fura d'am§ùra, Fuor di misura. Prio-
ri dell'ordinario, Eccezionale. Scudèla, f. Scudèl, pi. (Scodella)
(Lat. med. mensura, misura, GLE). Stèr, m. Stèra, pi. f. (Staio)
I Misure e Pesi di Ravenna tratte dal (Il mezzo staio si chiama M?en).
Diz. di P. Uccellini. Misure lineari : Tamadùra, f. Tarnadur, pi. (Tornature)
Canna di piedi 10 ^ m. 5,846 I Misure di capacità per aridi di Rav.
Piede di once 10 = m. 0,584 (Da Emilia di A. Andrioli), Mis. nuove:
Oncia di punti 10 = m. 0,058 Sacco - 3 staia colme litri 180,17
Pvmto di atomi 10 = m. 0,005 Staio coleo - 4 quartarole 100 sco-
Atomo m. 0,000585 delle = litri 60. 05
*(G. Andrioli, Emilia) Staio raso ^= litri 57,05
Braccio mercantile 12 once ^^ m. 0,64; I Monete di Raverma:
Braccio da legname = 10 once m. 0,34 Scudo romano (d'argento) lire 5,32;
I Misure di peso: Testone o pezzo da 3 paoli 3 baioc-
Oncia di ottave 8 = Kg. 0,0289 chi - lire 1,59;
Ottava Kg. 0,0036232 Papetto o pezzo da 2 paoli 20 baioc-
Libbra di once 12 Kg. 0,3478 chi lire 1,06;
I Misure di capacità per liquidi : Paolo o pezzo da 10 baiocchi lire 0,53.
Castellata di barili 15 1. 806,569 I Misure di lunghezza di Forlì, secon-
AMUC AMZE
12
do il vecchio sistema: P. — èda
Pertica (pédga) 10 piedi m. 4,88 PI. F. — édi.
Braccio di tela (braz> = m. 0,74 Amurtér, tr. Ammontare | Intridere
Braccio di panno = m. 0,62 (calce, farina, polvere). • Smorzare,
Piede (pè) = 10 once = m. 0,49 spegnere (v. Murtér).
I Misure di superficie (Forlì): Prt. Amurté
Tomatura (tarnadura) 100 pertiche PI. — è
quadre m^ 2383; F. — éda
Pertica quadra (pedga) 100 piedi PI. F. — édi.
quadri --^ m^ 23, 83. Am?anén, sm. pi. Soffitta, Stanza a
I Misure di volume : tetto.
Piede cubo 1000 once cube = m^ 0,116 Amzèta, sf. Mezzetta. Tipico boccale
I Misure di capacità per gli aridi ( For. ) di terra cotta, a fondo bianco e fiorami
Sacco (sac da dò stera)
2 stala -- azzurri, con cui si mesce il vino. Boc-
1. 144, 32 cale.
Staio (stèr) - 2 mezzini 4 quarti = PI. Am?;èt.
1. 72, 16
Quarto (cvartaròla) = 4 provende La « m?èta » o « amzèta » era ima mi-
sura di vino in Romagna e in Toscana
1. 18,04. in uso nei secc. XIV e XV.
I Pesi (Forlì): N. Massaroli, citando il Minucci dice
Libbra (livra) ^- 12 once ^ Kg. 0,329
che misurava la quarta parte del boc-
Oncia (ónza) ^ 8 ottave -- Kg. 0,024. cale fiorentino, ma è logico che per
Amucér, tr. (v. Mucér).
Ainulèr, tr. (v. Mulér). chiamarsi « m?èta », mezzetta, doveva
Amuntèr, intr. e tr. Ammontare, A- corrispondere alla metà di un'altra mi-
sura che non fosse il fiasco.
scendere, Sommare. | Costare.
Prt. Amunté (Lat. med. mezeta, recipiente di ter-
PI. — è racotta, GLE).

Amzèta
13 ANGH
AN
Da misura divenne poi un semplice Andér, intr. Andare. | Essere di mo-
boccale per vino e acqua come attesta da IAver corso (di moneta).
una distinta di Rav. del sec. XIV in Prt. Ande
cui si dice che nella fabbrica di Anto- PI. — è
nio Badai si producono « mezzette lun- F. — èda
ghe, piccole, e basse ». PI. F. — èdi.
An, sm. Anno j avv. Lo scorso anno. Andghér, (v. Anghér).
PI. Èn. Àndit, sm. Androne, .'\ndito, Corri-
I Fnì' j èn. Compire gli anni. doio.
E' de ch'a fnèss j' èn, Il giorno del Anéda, sf. Annata.
mio compleanno. PI. Anédi.
Anàdra, sf. Anatra. Anédar, sm. pi. Anatre (Manca il
PI. Anàdar sing. maschile).
Pi. m. — èdar. Anel, sm. Anello.
(Lat. anas,-tis; dall'indoeuropeo ant-, PI. Anèl.
«anatra»). (Lat. anellus).
( Anàdra 'd vaia, Germano reale. Anela, sf. Campanella, Cerchietto.
j Anàdra casaléna. Anatra domestica. PI. Aneli.
Anca, sf. Anca. Osso che è tra il fian-
co e la coscia (detto anche Ancón). Cavèja dal j' aneli, Caviglia dalle a-
nella, dai sonagli.
(Dalla supposta voce germanica hanka).
Ancòn, sm. Anca. Osso tra il fianco E' il simbolo della vecchia Romagna.
e la coscia. Anela, sf. Ghiera [ Anello (da muro)
PI. Ancón. [Link].
Anèh.
Ancona, sf. Quadro di pittura (Gab-
busio, sec. XVII; Frottola). Dal bi- , Culóna dal j' aneli. Colonna delle cam-
zantino eikóna, immagine. panelle o Colonna dell'ospitalità (di
Bertinoro).
(In un docum. di Forlì, del 1500, è detta
« ancone »). Narra il «NovelUno»: «...Una colon-
Ancura, sf. Ancora. na di pietra era nel mezzo del ca-
PI. Àncur. stello, alla quale, come entrava dentro
Ancurér, tr. Ancorare. il forestiero era menato; e ad una
Prt. Ancurè delle campanelle che ivi erano, con-
veniali mettere le redini del cavallo,
PI. — è
F. — éda o arme, o cappello che avesse. E co-
PI. F. — èdi. me a sorte gli dava, cosi era menato
Andamént, sm. Andamento. alla casa per lo gentile uomo al quale
Andànt, agg. Andante, alla buona. era attribuita quella campanella, ed
PI. Andént onorato secondodi suo grado ». E' detta
anche Culòna frustir.
F. — anta
PI. P. — ànti. Angari, sf. Angheria, Sopruso.
PI. Angari.
Ande, prt. agg. (v. Andér) | Finito,
che ha fatto il suo stato, che si è Angarièr, tr. Angheriare.
esaurito, consumato. Prt. Angariè
I Ande a la ba§a, Decaduto. PI. — è
Andéda, sf. Andatura. Modo di cam- F. — éda
PI. F. — èdi.
minare Andata
I | L'andare | Striscia
di erba falciata; varco che il falciatore Anghér, tr. Annegare.
lascia dietro di sé o che apre davanti Prt. Anghé
a sé. PI. — è
PI. Andédi. F. — éda
PI. F. — édi.
I Fé' im'andèda. Aprire un varco (lun-
go il campo da falciare). (Come il latino necare,« uccidere ». dal-
ANCO ANUJ
14
la radice indoeuropea nek- « far mo- I Anma in pèna^ Anima in pena.
rire »). I Anma danéda, Anima dannata.
Angòn, sm. pi. Stanghe della barella I Anma cadù, Anima dannata (A. Spal-
con cui il contadino trasporta il fieno. licci).

I Purté' a ca ile'fieno fén cun j' angón. Por- ] Tire' so l'ànma cadù, Rimettere a
tate a casa su due stanghe. posto l'anima. Colui che ha « l'ànma
E' voce che viene dal greco ankòn cur- cadù » è affetto da una suggestione
vatura del braccio, forse giunta a noi che gli fa ritenere che l'anima gli
attraverso il lat. medioevale ancon-onis. sia discesa in basso. Questa anima non
Nel Napoletano antico « angone » si- è comunque lo spirito, ma l'estremi-
gnificava ramo ricurvo; nell'Irpinia si- tà dello sternq chiamata « ànma de
gnifica ramo (ancono) che è il signi- pét », anima del petto. Per queste con-
ficato più vicino al nostro. siderazioni io tradurrei « ànma cadù »
con anima caduta (in basso).
Angva 'd..., Sangue di...!, Porco di...
Anibiér, imp. (v. Nibièr).
] Cunté' al j'ànom. Contare le anime,
I rfl. Armebbiarsi E' temp u s' anebia, cioè fare il censimento. '
II tempo si annebbia. Anména de cuscén, sf. Traliccio del
Animél, sm. Animale. guanciale o del cuscino.
PI. Animèl. PI. Anmén.
I La roba vècia la mòr int al man di Anònim, sm. agg. Anonimo.
cvajòn, La roba vecchia (cioè gli ani- PI. Anónim
mali vecchi) muore in mano agli scioc- F. — ònima
chi. PI. F. — ònim.
Animér, tr. e intr. Animare, Prender Anónzi, sm. Annuncio, Notizia.
vita, Scuotere. PI. Anónzi.
Prt. Anime Anta, sf. Passaggio (Dal lat. med.
PI. — e anditus[?]).
F. — éda I Ave' l'anta. Avere il passaggio; il
PI. F. — édi. diritto di passare.
Anivar§éri, sm. Annuale, Anniversa- Antèna, sf. Antenna.
rio. PI. Antèn.
PI. Anivar§èri. i Antèna dia radio.
Anlér, tr. Inanellare, Mettere l'anello. Antèzip, sm. Anticipo, Pagamento an-
Prt. Anlé ticipato.
PI. -- è I In antèzip, Prima del tempo, In an-
P. — éda ticipo.
PI. F. — édi. Anticòr, sm. (Imprecazione), Colpo,
Anlìn, sm. dim. Anellino. Paralisi cardiaca, Accidente.
PI. Anlìn. Questa imprecazione data da almeno
Anlìna, sf. dim. Campanellina. due secoli (1700). v. P. Santoni, op. cit.
PI. Anlìn. Antipati, sf. Antipatia, Avversione.
Anlón, sm. acc. Anellone. PI. Antipatì.
PI. Anlòn. Antipatie, agg. Antipatico.
Ànma, sf. Anima, Spirito | Punta del- PI. Antipétic
F. — àtica
lo sterno (Anma de pét) | Bottone |
Seme (di zucca, cocomero, mellone, PI. F. -- àtichi
cetriolo) I Nòcciolo (di pesco, albicoc- Anton, sm. Verdone (uccello) i Stri-
co, prugno, susino) | Seme (di pero, scia ottenuta falciando fieno, strame,
pesco, nespolo). ecc. Androne.
PI Àman (semi o bottoni); Anóm, (a- PI. Anton.
nime). Anudadura, sf. (v. Nudadura). .
Anudér, Annodare.
j La bònànma. La buon'anima.
I Ànma spréda. Anima disperata. Anujé, agg. prt. Annoiato, Attediato.
ANUJ 15 APON

PI. Anujè PI.


F. — éda F. —-- éda
e
PI. F. — édi. PI. F. — édi.
Anujér, tr. rfl._ Annoiare, Attediare, Aparénza, sf. Parvenza, Apparenza.
Stufare. PI. Aparén^.
Anunziadór, sn. Annunciatore. Aparìr, intr. Apparire, Comparire.
PI. Anunziadùr Prt. Apérs
F. — óra PI. — èrs
PI. F. — òri. F. — èra
Anunzièr, tr. Annunciare. PI. F. — èrsi.
Prt. Anunzié Aparizión, sf. Apparizione | Visione.
PI. — è PI. Aparizión.
F. — éda
Apa§iunéss, rfl. Appassionarsi ] Inna-
morarsi.
PI. F. — édi.
Anuvlèss, imp. . Annuvolarsi. PI. — è
Anvél, sm. Annata, Annualità. Sem- F. — éda
pre in relazione alle annualità agri- PI. F. — édi.
cole. Apartèr, tr. (v. Partér)
PI. Anvèl. Apastér, tr. (v. Pastér)
(Dal lat. analis come l'ant. francese Apél, sm. Appello, Richiamo, Ricorso.
anvel, « annuale »). Apelcss, rfl. Appellarsi, Andare in
1 Ad tot j' anvèl, Di tutte le annate.
Anvód, sm. Nipote (v. Nvòd). Prt. Apelè
appello.
PI. Anvud PI. — è
F. — oda F. — éda
PI. F. — òdi. PI. F. — édi.
Anzal, sm. Angelo. Apèlt, sm. Appalto.
PI. Èn?al. PI. Apèl.
I Sègn dl'ànzal, Segno dell'angelo è Apèna, avv. Appena, Tosto, Subito,
la macchia bluastra della vena che A stento.
attraversa la radice del naso. Si crede- Apichèr, tr. Impiccare | rfl. Impiccar-
va che chi aveva quel segno dovesse si. IImpigliarsi (delle bestie).
morire giovane. Prt. Apiché
Anzi, avv. All'opposto. PI.
F. —— éda è
Anziàn, agg. sm. Anziano.
PI. Anzién PI. F. — édi.
F. — àna Apicultura, sm. Apicoltura Più usa-
PI. F. — ani.
(Anche Inziàn ). to: Fé' d vèspar, Fé' d'év.
Apiér, tr., Accendere.
Apaltadòr, sm. Appaltatore. Prt. Apié
PI. Apaltadùr. PI. — è
Apaltér, tr. Appaltare, I>are in ap- F. — éda
palto. PI. F. — édi.
Prt. Appalta
PI. — è j Apiér e' fug 1 Apiér e' lóm.
Apighèr, (V. Pighér).
P. — éda Apòggr, sm. Appoggio, Sostegno, Aiu-
PI. P. — édi. to.
PI. Apógg.
Apanèr, tr. Appannare, Offuscare.
1 ócc apanè, occhi smorti. | Vidr' apa- Apònar (v. Upònar).
nè, Vetri opachi. Apònt, sm. Osservazione, Rimarco.
(Usato generalmente nelle forme rifles-
sive). PI. Apònt.
] Nota.
Prt. Apané I aw. Appunto, A punto.
APOS 16 ARBA

Aposta, avv. Apposta, A posta, A Apuntlér, tr. Puntellare, Mettere pun-


bella posta. telli, pali di sostegno.
I Aposta ben, Appositamente. Prt. Puntlé
Apòstul, sm. Apostolo. Aquadéla, sf. Spillancola (Cobitis flu-
PI. Apóstul. viatilis).
Aprufèt, sm. Abuso, Sopruso. PI. Aquadèl.
PI. Aprufèt. (Lat. mediev. aquadella. GLE).
Aprufitadór^ sm. Abusatore. Ck>lui Aquadèz, sm. Vinello di infimo ordi-
che abusa a trar profitto da determi- ne IVino molto allungato.
nate circostanze. (Lat. med. aquadicium, vinello, GLE).
PI. Aprufitadùr Aquarò^, agg. Acquoso.
F. — óra PI. Acquarù§
PI. F. — òri. F. — òsa
Aprufitèr, intr. Approfittare | Abusa- PI. F. — ó§i.
re IProfittare. Aquastrén, sm. Acquitrino, Acqua-
Aprupriéss, rfl. Appropriarsi, Im- strino, Terreno intriso d'acqua.
possessarsi indebitamente. PI. Acquastrén.
Prt. Apruprié Aquaròla, agg. (v. Acvaròla).
PI. — è Aquàtic, agg. Acquatico.
F. — éda PI. Aquétic.
PI. F. — édi. Aquera (v. Cvera).
Apruvér, tr. Approvare, Dare l'ap- Aquèst, sm. Acquisto, Compera.
provazione. PI. Aquèst.
Prt. Apruvé Aquós, agg. Acquoso.
PI. — è PI. Acvù§.
F. — éda F. — ò§a
PI. F. — édi. PI. F. — ó§i.
Apfé§, sm. Assesso. Arabatèss, rfl. Arrabattarsi | Arran-
PI. Ap^è^.
Aptìt, sf. Appetito. (Anche aptita e Prt.
[Link]é
ptit) PI. — e
Buon [ api)etito.
Bon aptìt, Bon 'aptita. Bona 'ptit. F. — éda
PI. Aptìt . PI. F. — édi.
Apugé, agg. prt. Appoggiato | (F.) Arabi (v. Rabì).
Raccomandato dall'alto (Apugé da Aracmandèss, rfl. Raccomandarsi, (v
l'élt). Racmandér).
Apugér, tr. Appoggiare | Aiutare, So- I Aracmandèss a bra^ in orò?, Racco-
stenereSpalleggiare.
I mandarsi abraccia in croce.
Prt. Apugé Aragajéss, rfl. (F.) Far la voce gros-
PI. — è, sa. Detto anche del cane che abbaia
F. — éda con accanimento. Rogare.
PI. F. — édi. Prt. Aragajé.
Apunèss, rfl. Posarsi.
Prt. Apunè [Link]àn^,
Arén?. agg. Arancio.
PI. — è Arbajòn, sm. Si indica con questo
F. — éda nome qualsiasi varietà di erba che
PI. F. — édi. cresca molto alta.
Apuntamént, sm. Appuntamento, Con- PI. Arbajòn.
vegno. Arbalòn, (v. Arbéla).
PI. Apuntamént. Arbalzér, int. Rimbalzare.
Apunté, sm. Appvintato (grado mi- Prt. Arbal^.
lit.) . Arbarol, sm. (Dialetto antico). Erba-
PI. Apuntè. iolo.
AREA ARCI
17
(Lat. med. herbarolus. GLE). Arbìtar, sm. Arbitrio, Volontà.
Arbàtar, int. Ribadire, Rispondere. Arbléda, sf. Rintuzzata, Piegatura (di
Rintuzzare il chiodo dalla parte oppo- punta, di taglio).
sta piegandone , la punta e facendola PI. Arblédi.
rientrare nel legno. Ribattere, Contrad- Arblér, tr. Ripiegare all'indietro (una
dire, Respingere, Insistere, Socchiude- [Link] lama).
re. Arbòt, agg. prt. Rovesciato, Allettato.
Prt. Arbatù
Di
PI. biade
Arbut e alberi ' Ribaltato.
PI. — ù
PI. F. — udì. F. — òta
F. — uda PI. F. — òti.
I Arbàtar i cùdal, Ammaccare le zolle
Arbuli, agg. | E pé' eh' l'epa arbuli,
rimaste dopo l'erpicatura. Sembra che abbia sofferto per fermen-
Arbàza, sf. Erbaccia. tazione. Così di persona di costituzio-
(Lat. med. herbazum, erbaccia. GLE). ne debole.
Arbèg, sm. Ribeca o Ribeba. Antico Arbulìr, Int. Fermentare (Riferito a
strumento musicale ad arco con due foraggio e granaglie).
0 tre corde dei sec. XIV e XVII, di ori- Prt. Arbuli
gine araba (rabàb) chiamato « rebeb » PI. — i
in Spagna e in Provenza. Nel poema Arbumbér, int. Ribombare i Risuo-
Pulon Matt è chiamato « rbghin », ri- nare Echeggiare.
j
bec hino, e « arbega », ribeca. Arbutér, tr. Rovesciare, Abbattere.
« Arbèg » viene ora usato per dire Prt. Arbuté
« persona mal fatta, tutta contorta », PI. — è
F. — éda
con allusione all'estremità superiore a
becco della ribeca. PI. F. — édi.
Arbél, sm. Erbale. Si componeva di Arcadùda, sf. Ricaduta (di malattia)
veccia, avena e fieno greco. I (F.) Ritorno di fiamma.
PI. Arbèl. PI. Arcadudi.
Arbél (sm.), o Arbèla, sf. Canapiglia. Arcàp. sm. Recapito, Ricettacolo |
Arbél?, sm. Rimbalzo. Manutengolo, Ricettatore.
PI. Arbél?. Arcàp di lèdar, Recapito, ricettacolo
1 'D rózl' e d'arbélz, (F.) A furia di spin- dei ladri | Manutengolo. Ricettatore
te 1D'arbél?, Di rimbalzo. di roba rubata.
Arbghér (v. Arbighér). Ha sempre senso dispregiativo.
Arbia^ér, tr. Ribiascicare (F.) Bor- Arcaplér, tr. (v. Rincaplér).
bottare, Brontolare fra i denti. | Se si Archéda, sf. Arcata | Gesto ampio
riferisce a una bestia significa. Mangia- del seminatore.
re di malavoglia. ! (F.) Parlata piena di enfasi ] (F.)
Arbighér, tr. Trascinarsi dietro, Con- Dèi dl'archéda, (F.) Parlare con enfasi.
durre via a viva forza. PI. Archédi.
(Gabbusio, in op. cit., scrive: « Arbgar Archèt, sm. Archetto. Bacchetto pie-
dri una piegora ». Strascinarsi dietro gato ad arco con un lacciuolo per cat-
una pecora). turare uccelletti I Archetto per istru-
Prt. Arbighé menti a corde.
PI. — è j Piante' j' archèt, Mettere gli archetti
F. — éda (per uccellare).
PI. F. — édi. PI. Archèt.
(Forse dal lat. med. herpegare, erpi- Arciàm, sm. Richiamo, Zimbello (vi-
care. GLE). vo). Uccello che con la .sua presenza o
Arbìna grà§a, sf. Erba pignola. col suo verso ne attira altri.
(Sedum acre). PI. Arcèm.
Arbitrèri, agg. Arbitrario.
I U§èl d'arciàm, Uccelli da richiamo.
ARCI ARDU
18
Arciamér, tr. Richiamare. Ardì, agg. Ardito 1 Che sta bene di
Prt. Arciamé salute.
PI. — è PI. Ardì
F. — éda F. — ida
PI. F. — édi. PI. F. — idi.
Arciapér, tr. Ripigliare, Ricomincia- Ardónda, sf. Rotonda. Tomba di Teo-
re, Riattaccare j Riprendere. dorico chiamata in dialetto anche
Prt. Arciapè « Capè] a d'Ardónda » per cui «Ardón-
PI. — è da » diviene un personaggio favoloso.
F. — éda Vuole una leggenda popolare che Ar-
PI. F. — édi. dónda si facesse costruire la nota « ro-
Arciuté, tr. Ricoprire. tonda » perchè gli era stato predetto
che sarebbe morto fulminato. Uscì un
Arcnófar, tr. Riconoscere, Ravvisare.
Prt. Arcnusù giorno di sole e fu fatalmente colpito
da un fulmine.
PI. — ù
F. — uda Nella leggenda è evidente il castigo
PI. F. — udi. divino per l'Ardonda, che è tutt'uno
Arcold, sm. Raccolto, Raccolta. con Teodorico, colpevole di crudeltà
PI. Arcùld. verso i cristiani.
Ardópi, sm. Raddoppio.
I Ninz arcold (pron. ni^ arcold), Pri-
ma del raccolto. Ardò§, sm. Persona rachitica. Min-
I Dòp arcold, Dopo il raccolto. PI. Ardóf.
gherlino.
II contadino, fino a non molti anni fa,
quando dava inizio a un raccolto di- Ardót, sm. Ridotto, Ricetto. | Prt.
ceva : « In nom ad Di », o solo : « Nom Ridotto ] Condotto | Acconciato.
di Di », cioè nel nome di Dio ; e ter- Nel caso che il marito vada a coabi-
minava con « Signor a v'aringrézi » ; tare coi genitori della moglie si usa
cioè, Signore Vi ringrazio.
dire che
hanno fattoquesti « j' ha » ;fai
il « ricetto l'ardót
hanno dato»,
Arcòn, sm. Arcone.
ospitalità (v. ardusar).
I E' pé' un arcòn, (F.) Sembra un ar-
cone. Ardóta, sf. Racolta (di biade, di ac-
Arcòrd, sm. Ricordo. qua, di gente). Adunata, Massa.
PI. Arcùrd. PI. Ardóti.
Arcòta, sf. Ricotta. Ardota, sf. Ritorta, Stroppa, Strop-
PI. Arcòt. pia. Legame di rametto attorcigliato.
(Lat. med. recòcta, GLE). PI. Ardòt.
Arcunè, agg. prt. Arcuato. (v. Stròpla).
Arcunzel, sm. Arcuccio, Arconcello. (It. ant. «ritorta», dal part. pass, del
Arnese fatto di striscie ad arco da met- lat. retorquere, retortus).
tere sulla culla per distendervi un velo ; Ardupiér, tr. Raddoppiare.
0 da mettere in un letto onde solle- Prt. Ardupié
vare coperte o lenzuola sopra una gam- PI. — è
ba inferma. F. — éda
PI. Arcunzel. PI. F. — édi.
Arcurdér, tr. Ricordare, Rammenta- Ardùsar, tr. Ridurre | Raccogliere,
re, Menzionare | Commemorare. Riimire (cose sparpagliate) | Portare a
Prt. Arcurdè
casa (roba dal campo) | Adunare | Con-
PI. — § durre.
F. — éda Prt. Ardót
PI. F. — édi.
Ardént, agg. Ardente (di fuoco). PI. —— óta
F. ót -
1 Fug ardént, Fuoco, bragia ardente. PI. F. — óti.
AREC 19 ARGU

Areclàm, sm. Pubblicità (a carattere darius).


commerciali). PI. Argà?.
I Areclàm di furtùr, (F.) Faccia da Fno al 1925 qualche coppia nidificava
dispeptico. ancora nelle nostre campagne. Ora è
PI. Areclèm. scomparsa, distrutta dai cacciatori, o a
Arèndass, rfl. Arrendersi. causa delle nuove culture arboree.
Prt. Arè§ I Argàza da la coda longa. Gazza
PI — i§ ladra. Uccello che somiglia a un pic-
F. — esa colo corvo, bismco e nero, dalla lun-
PI. F. — è§i. ga coda. comune.
Arèr, tr. Arare. Cazzerà Picarustica o Pica
caudata.
E' più comime l'uso di «-lavuré » ma
nelle cante alla « bioj ga » è frequente , Argà?a 'd maréna, Ghiandaia mari-
anche « arér ». na. Cornacchia celeste, C. azzurra. Gaz-
Arfàt, prt. agg. Rifatto, Rimesso in za marina, G. ciarliera.
salute, Rimesso in' sesto, Ripreso, Ria- (Lat. med. aregaza, specie di gazza,
vuto. .Che ha superato una crisi. GLE, lat. gaja, «gazza»).
I Bdócc arfat, (Pidocchio rifatto, Nuo- Arga?òt, sm. Gazzerotto, Nidiaceo
vo arricchito). Villan rifatto. di ghiandaia e di gazza.
Arfél, (v. Vaca). PI. Arga?ót.
Arfèr, tr. Rifare | Rimettere in car- Arghéi, sm. Ragaglie.
ne, o in salute. (Lat. regalia).
Prt. Arfàt Arghèta, sf. Erba zolfina. Caglio.
P. — et Arghéval, sm. Rigogolo. Uccello del-
F. — àta la famiglia dei tordi che era molto
PI. — àtl. frequente nelle campagne romagnole
I Arfè' òn. Rifare uno. Rinnovare uno. quando c'erano querce. Ora è quasi
Così si dice quando a un neonato si completamente scomparso.
impone il nome di un parente defunto.
\ U m' pé' un arghéval, (F.) Vestito a
Arfiadér, int. Sfiatare. Lasciare usci- colori smaglianti.
re aria. Detto di palla di gomma, di Arghibér, tr. Ingabbiare.
camera d'aria, di recipiente mal sigil- Arghitér, tr. Rigettare, Vomitare.
lato, di valvola di pneumatico. Rècere.
Arfitér, tr. Subaffittare. Prt. Arghité
Prt. Arfìté
PI. — è
PI. — è F. — éda
P. — éda PI. F. — édi.
PI. F. — édi. Argnòn, sm. Rene, Rognone.
Arfiurìr, int. Rifiorire. PI. Argnòn.
Prt. Arfiurì. (Lat. medioevale argnonum).
Arfìùt, sm. Rifiuto, Ripulsa | Pollo- Argì, sf. Energia, Forza, Vitalità.
ne, Virgulto I Scarto.
PI.' Arfìùt. I Ardore.
Argói, sm. Rigoglio delle piante | Or-
Arfìutér, tr. Rifiutare, Respingere,
Rinunciare 1 Rigermogliare, Mette- goglio dell'uomo.
Argór, sm. Sapore, Sapidità, Sajio-
re polloni dalla ceppaia. rosità. I Vigore (del vino).
Prt. Arfiuté .\rguainiss, (v. Argvainiss).
PI. — è Arguardè, prt. Riguardato, Che ha
F. — éda riguardo alla propria salute.
PI. F. — édi. PI. Arguardè
Argai, sf. pi. Rega;:;lie. F. — éda
(Lat. regalia). PI. F. — édi.
Argà^a, sf. Ghiandaia (Garolus glan- Arguèrd, sm. Riguardo.
20
ARGU ARMA

PI. Arguerd. Arivér, intr. Arrivare^ Giungere j


Argumblér (v. Ringumbér). Raggiungere [ Riuscire.
Prt. Argumblè Prt. Arivé
PI. — § PI. — è
F. — éda F. — éda
PI. P. — édi. PI. F. — édi.
Secondo S. Muratori deriva forse da
un lat. recumulare. I La m'ariva nova, Mi riesce nuova.
Arle§, sm. Conseguenza (di ima ma-
Arg^vainìss, intr. Rimettere nuovi ger- lattia). Residuo.
PI. Arlè§.
mogli dopo l'ultima falciatura o quan-
do la pianta deve maturare il seme Arlév, sm. Allievo. Discepolo i Fi-
(detto specialmente dell'erba medica) glio (zootecnia).
PI. Arliv.
I Germogliare a fine stagione. | Ge-
nerare nuovi semi a frutto maturo Arlòn, sm. Edera, (v. Rèi).
(detto del cocomero). PI. Arlòn.
Aribir, intr. Arrabbiare (nel dialet- Arlùsar, nt. Rilucere, Luccicare | Tra-
to antico), (v. Pusta). sparire, Traslucere.
Ariel, agg. Regale, Superbo | Gran- } L'arlùs com.a una candéla, Traspare
dioso. come una candela. Detto di uno che
PI. Ariel sia giallo.
F. — èia Arlusént, agg., ps. Risplendente, Ri-
PI. P. — èli. lucente.
Ari§ghéss, rfl. Arrischiarsi, Aver co- Trasparente. Sòl arlusént. Sole che
raggio. traspare.
Prt. Ari§ghé PI. Arlusént
PI. — é F. — a
F. — éda PI. F. — i.
PI. F. — édi. Armacòl, sm. Cappio. (Traslato di ar-
Arichìr, tr. e int. Arricchire. macollo).
Prt. Arichi Armadiira, sf. Impalcatura (da mura-
PI. — ì tore.
F. — ida PI. Armadùr.
PI. F. — idi. Armadùra de car, Insieme di travi
Arimpinéss^ rfl. Incurvarsi | Ripie- che, disposte sul piano del carro, con-
garsi a tmcino. sentono un maggior carico con più si-
cura stabilità.
j Tot i véce i s'arimpéna, Tutti i
vecchi s'incurvano. Alcuni vi includono anche le sponde
Arimpìr, tr. (v. Rimpir). a rastrelliera, ma quelle si chiamano
Arinfinéss, rfl. (v. Rinfinéss). solo Spond, che sono quattro e forma-
Arinsir, intr. (v. Rinsìr). no e' Ghibòn de car.
Arió§,' agg. Arioso. Armajol, sm. Armajolo.
PI. Ariù§ PI. Armajùl.
F. — ó§a Armamént, sm. Armamento | Attrez-
PI. F. — òsi. zatura.
Arisi, sf. Eresia. (Anche Risi). PI. Armamént.
Ariùt, sm. Rivincita. | Partita di ri- Armandèr, tr. Rimandare, Rinviare,
vincita. Differire.
Prt. Armandé
Ivincita.
Avlé' l'ariùt, Volere, chiedere la ri-
PI. — è
F. — éda
I De' l'ariùt. Concedere la rivincita.
PI. F. — ,édi.
I Arìv,
Tu§ l'ariùt. Prendersi
sm. Arrivo. la rivincita.
Armanèr, tr. Rimanere, Restare.
PI. Arìv.
Armane' sbadzè, Trasecolare.
ARMA 21 ARMU
(v. Gmiscèl).
I A j'Armàst
Prt. ò annast..., Mi è rimasto... Armistìzi, sm. Armistizio.
PI. — èst PI. Armistizi.
F. — asta Armònta, sf. Rimonta (di scarpe).
PI. F. — asti. ' Armór, sm. Rumore, Clamore, Con-
Arma§èr, tr. Riparare una cosa per fusione, Disaccordo, Malumore.
la seconda o terza volta. Rassettare
(abito). I Ave' dl'armór in ca. Avere del disac-
cordo in famiglia.
Prt. Anna§é
[ U j' è dl'amòr in zir. C'è malumore
PI. — è in giro, C'è dello scontento fra la
F. — éda
PI. F. — édi. gente.
Armugadùr, sm. Il ruminare, il di-
Armaci, sf. Rosume, Rimasuglio. Fie- grumare dei nmiinanti. Ruminazione.
no che avanza alle bestie perchè sazie Armughéda, sf. Ruminata.
0 perchè non hanno buona bocca. PI. Armughédi.
Armér, tr. Armare. Fare un'impal- Armughér, tr. intr. Ruminare, Di-
catura di protezione. Mettere del ferro grumare, [Link].
in una gettata di cemento. Prt. Armughé.
Prt. Arme (It. ant. nimicare; dal lat. rumen, -inis,
PI. — è « rumine »).
F. — éda Armulinér, intr. Ammulinare, Far mu-
PI. F. — édi. linello (di acqua, polvere, nevischio,
Arméri, sm. Armadio. vento) I (F.) Rivolgere, rigirare con la
PI. Arméri. mente.
(Lat. med. armarius, armadio, GLiE), ArmuIinèr, sm. Ammulinio.
Armèna, sf. Rimessa. Armundéda, sf. Ripulitura.
PI. Armè|.
I Déss un'armundeda. Darsi una ripu-
Armè^-cc, sm. Misto, Mistura. lita ;(F.) Rimettersi in sesto, Riaver-
Armètar. tr. e int. Rimettere, Ravvi- si da una batosta. Ristabilirsi (in sa-
vare IRimettere in carne | Ripullu- lute).
lare. Germogliare
I di piante e semi Armundér, tr. Rimondare, Pulire, Ri-
1 Scapitare.
Prt. Armè§. pulire.
Quando la mucca in fregola emette
Armintàna, agg. Armentaria. Mucca siero dalla vagina, il contadino dice
di armento.
che « la s'armonda », si rimonda.
PI. Armintàn. « Armundéss » significa anche, in senso
I Armintàna 'd pgnèda, Armentaria di lato, rimettersi in sesto.
pineta. (Lat. med. remondare (ripulire), dal
Armis-cèda, sf. Mischiata, Atto, mo- latino remundare).
do di mischiare, mescolare, miscelare. Armunì, sf. Armonia, Accordo, Con-
PI. Armis-cédi. cordia.
Armis-cèr, tr. Mescolare, Mischiare, PI. Armunì.
Miscelare. Armii^èr, sm. Raschio continuato per
Prt. Armis-cé avvertire qualcuno o per stimolo na-
PI. — è turale.
F. — éda Armunì, sm. Raschio, Rumore dello
PI. F. — édi. spurgo in gola.
Armis-cèr. sm. Rimescolio. (Anche Armusìr).
Armis-ciòn, sm. Mistura, Mescolan- Armu^ìda, sf. Raschio di gola, Ru-
za, Miscuglio di sostanze o cose diverse. more del colpo di tosse con cui ci si
PI. Armis-ción. raschia la gola.
Armi^lèr. tr. Raggomitolare PI. Armu§ldi.
I U s'è armislé, Si è raggomitolato. Armu^idùr, sm. Raschio | Bisogno di
ARNE ARPZ
22
F. — éda
raschiarsi in gola | Raschìo di gola.
Arnéda, sf. Imbrattamento (di mal- Pi. F. — édi.
ta, di fango). Imbrattata. .Armu§ìr, int. Raschiarsi la gola, Tos-
PI. Amédi. sicchiare.
Arnér, tr. Infangare. Arpègg, sm. Arpeggio, Pizzicato.
Prt. Arné Arné, agg. prt. Infangato,
PI. — è (v. Arnér).
F. — éda Arpitér, int. Spetezzare. Emeter peti
PI. F. — édi. per rabbia, dispetto patito ] (F.) Muo-
(Per traslazione, dal latino arena, sab- versi con fare risentito.
bia).
Da repeditare, fS. Muratori). Forma-
Arnè^ar, int. Rinascere, Ripullulare. tosi col lat. petidum ,peto.
Arnì§, sm. Piccolo essere (animale Arplèr, tr. Rimettere in salute.
0 uomo) smunto, denutrito, cresciuto Prt. Arpie
stentatamente. (Dispregiativo di arne- PI. — è
se?). F. — éda
PI. Amì§. PI. F. — édi.
Arnov, sm. Rinnovo. Arpónar, tr. Riporre.
D'arnov, Di nuovo, Nuovamente. Prt. Arpòst
1 Fé d'amòv, Rifare. PI. — óst
I Cminzè' d'arnov. Ricominciare. F. — osta
I Di' d'amòv^ Ripetere. PI. F. — òsti.
Amuvér, tr. Rinnovare. Indossare
per la prima volta (un indumento Arp5n§, sm. Riposo. Ristoro.
nuovo). I Inaugurare (edifìci) | Ripe- ; No' ave' un mamént d'arpo§, Non
avere un momento di riposo.
tere (domande, petizioni, richieste) |
Rinfrescare (la memoria con doman- I Sté' d' arpòn§. Stare a riposo.
de, avvertimenti, suggerimenti) | Far j Mètr'e'in pace.
cuore cor in arpóns, Mettere il
rigermagliare (viti, piante) | Rimutare
Arpòst, agg. Nascosto, Celato, Riposto.
il vecchio col nuovo | Sostituire (per- PI. Arpòst
sonale).
F. — osta
I Arnuvé' e' pulèr, Rifare il pollaio; PI. F. — òsti.
(F.) Cambiar razza o ceppo (di gal-
line). Arpun^èr, tr. Riposare | rfl. Riposar-
Prt. Amuvé si, Ristorarsi.
Prt.. Arpun§é
PI. — è
F. — éda PI. — è
F. — éda
PI. F. — édi.
Aròst, sm. Arrosto. PI. F. — édi.
PI. Aróst. Arpun§éss, rfl. Riposarsi.
Aròsta,' sf. Caldarrosta. Arpurtèr, tr. Riportare.
PI. Aròst. Prt. Arpurté
Arparèla. sf. Raperella, Dischetto fo- PI. — è
rato che si mette sotto il dado. F. — éda
PI. Arparèl. PI. F. — édi.
Arparèr, tr. (v. Riparér). [ Tèra arpurtéda, Terra riportata, Ter-
Arpa§éda, sf. Ripasso, Ripassata. ra di riporto.
PI. Arpasédi. Arpzéda, sf. Rappezzata.
Arpa^ér, tr. Ripassare, Rivedere, Ri- PI. Arpzédi.
leggere, Ricorreggere, Dare una ripas- Arpzér, tr. Rappezzare, Rattoppare.
sata.
I Mètar e' ,rot int l'arpzé, Mettere il
Prt. Arpa^é rotto sul rattoppato. Modo di dire
PI. — è che significa voler rimediare a una
ARSA 23 ARTA
r« arsura ».
cosa guasta con un'altra in peggiore
stato. Ar^ièss, rfl. Rinsecchirsi, Prendersi
Arsanér, tr. Risanare. la stretta. (Detto del grano).
Prt. Arsane Prt. Ar§ié
PI. — è PI. — è
F. — éda Arsintìss, rfl. Risentirsi, Dolersi, Sde-
PI. F. — édi. gnarsiSentire
I le conseguenze, Senti-
Arscaldér, (v. Scaldér). re una mancanza.
Pft. Arsintù
Arscaldéss, rfl. Riscaldarsi | (F.) Ac-
calorarsi, Alterarsi. PI. — ù
Prt. Arscaldé F. — uda
PI. — è PI F. — udi.
F. — éda Arsintù, prt. (v. Arsintìss).
PI. F. — édi. Arfót, agg. Ben cotto. Si dice che il
Arschéld, sm., Riscaldo, Riscaldamen- pane è Ar. quando la mollica non si
to, Calore causato da eccessiva fatica; rimpasta più.
da indigestione o alterazione febbrile. Arspóndar, intr. Rispondere.
Infiammazione. Prt. Arspòst.
PI. Arschéld. Arspòsta, sf. Risposta.
Ars-ciarèda, sf. Risciacquata. PI. Arspòsti.
Ars-ciarér, tr. e int. Rischiarare. Arstèndar, tr. Stendere di nuovo.
Prt. Ars-ciaré [Link].
Ars-ciaréss, rfl. Rischiararsi (del tem- Arstér, intr. Restare.
po). Arstrènzar, tr. Restringere.
j U s'ars-cèra. Si rischiara (il tempo). Arstupièr, tr. Ristopiare; Ringranare.
Il tempo si rischiara. Coltivare uno stesso genere (grano,
Prt. Ars-ciaré. frumentone, bietole) per due anni con-
Arscodar, tr. Riscuotere, Contenere. secutivi nello stesso terreno.
Prt. Arstupié
I rfl. Stare, Stare dentro.
I A n' m'arscòd piò in ca, Non ho più PI. — è
posto in casa. F. -- éda
I Arscòdass tòt int una cambra. Stare PI. F. — édi.
(o abitare) tutti in una camera.
Prt. Arscòst Arsughér, tr. Rasciugare. Arsughé' e'
pan, Far asciugare il pane prima della
PI. — óst cottura.
F. — osta Prt. Arsughé
PI. F. — òsti. PI. — è
Arscuddór, sm. Riscotitore, Esattore. PI. F. — édi.
PI. Arscuddur Arsuladùra, sf. Risolatura.
F. — óra PI. Arsuladùr.
PI. F. — òri. Arsulèr, tr. Risolare.
Ar§gadura, sf. Risegatura. Prt. Arsulé
PI. Ar§gadùr. PI. — è
Ar§ghéss, rfl. Risegarsi per effetto di F. — éda
continuo sfregamento di legaccio, o per PI. F. — édi.
sfregamento di carni. Arsunèr, intr. Risuonare.
Prt. Ar^ghé Arsura, sf. Arsura, Arsione, Siccità.
PI. — è PI. Arsùr.
P. — éda Artachér, tr. Riprendere, Riattacca-
PI. F. — édi. re (il discorso).
Arsié, agg. prt. Rinsecchito. Detto Artàj, sm. Ritaglio, Avanzo, Scam-
del grano che ha la stretta.
I Gran arsié, Grano con la stretta, con PI. Artéj.
polo.
24
ARTE ARVU

Artèsta, sm. Artista PI. Arugànz.


Articiòc, sm. Carciofo. Arustìr, tr. Arrostire, Bruciacchiare.
PI. Articiòc. Cv. Rustir).
Dall'arabo « ardi », terrestre, e « sauki », Arvèja, sf. Piselli.
spinoso. Nel 1500 si italianizza con arti- Traslato del latino ervilia (cicerchia)
ciocco, (v. DEI). come l'it. antico arvilia.
Articiòc sambédg, (A. di cóp). (Sem- Arvéna, sf. Rovina.
previvum tectorum). PI. Arvén.
PI. Articiòc.
I L'arvéna à j' arvinè la n' i fa piò gnit.
Articiuchéra, sf. Carciofaia. La rovina non fa più niente ai rovinati.
PI. Articiucher. Arvèndar, tr. Rivendere.
Artigiàn, sm. Artigiano. Prt. Arvindù
PI. Artigién. PI. — ù
Artirèr, tr. Ritirare. Contrarre | rfl. F. — uda
Rattrappirsi. Contrarsi. PI. F. — udì.
Prt. Artiré
Arversa, sf. Rovescia. Parte oppo-
PI. — è sta alla dritta.
F. — èda
PI. F. — édi. I A Arversi.
PI. l'arversa. Alla rovescia.
Artóran, sm. Ritorno, Rientro. Arvèrs, sm. Rovescio.
PI. Artùran. PI. Arvirs.
Artuchéda, sf. Ritoccata, Restauro.
PI. Artuchédi. I D'arvers, A rovescio.
Arvìd, agg. Spén arvid. Rovo (Rubus
Artuchér, tr. Ritoccare, Restaurare. fruticosus).
Prt. Artuché
Arvindri§, sm. Rivenditore al minuto.
PI. — è PI. Arvindri§
F. — èda Arvir tr. Aprire.
F. — éda
Prt. Arvi
Artundài, sf. pi. Rimasugli, Ritagli.
Artundér, tr. Arrotondare (Solo in PI. — i
F. — ida
senso figurato) | Pareggiare siepi me- PI. F. — idi.
diante potatura o falciatura | Potare
piante ornamentali. Arvivìr, tr. Resuscitare j Ravvivare,
Prt. Artimdé Ridar vita.
PI. — è Prt. Arvivì
F. — éda PI. — ì
P. — ida
PI. F. — édi.
PI. P. — idi.
Artumér, intr. Ritornare | Risorgere Arvolt, sm. Risvolto
I Ridiventare. PI. Arvùlt.
PI. — é
F. — éda . Arvolzar, tr. Rivolgere | Rivoltare
PI. F. — édi. j Arvolzar la paròla, Rivolgere la pa-
Arufèss, rfl. Arruffarsi. rola IArvòl?ar la tera, Rivoltare la
Prt. Arufè terra.
PI. — è Prt. Arvolt; PI. Arvult
F. — éda F. — oltà
PI. F. — édi. PI. F. — òlti.
I Aruféss còntra..., Avventarsi contro.... Arvolzass, rfl. Rivolgersi | Contercersi.
Arugànt, agg. Arrogante. Arvultàia, sm. Capriola.
PI. Arughént PI. Arvultài.
F. — anta
PI. F. — ùnti. I Fé al j'arvultài, Rivoltarsi per terra.
I Anticamente (1811), secondo le re-
Arugànza, sf. Arroganza, Superbia. lazioni dei parroci del Dipartimento
ARVU 25 ASAN

del Rubicone, «al j'arvultai » (rivolta- Arzmént, sm. Attrezzo, Istrumento.


glie o ritornello) era la visita che la PI. Arzmént.
sposa, condotta dal marito, faceva do- Arznér, tr. Arginare.
po otto giorni dal matrimonio alla ( Dal lat. gerere più il prefìsso dialet-
propria casa natale, ove si trattene- tale di area settentrion. ar-).
va, con la madre, otto giorni. Dopo Prt. Ar?né
questo termine, un fratello del marito, PI. — è
F. — éda
0 in mancanza di questi il marito stes-
so, ritornava a prenderla. Ora si crede PI. F. — édi.
semplicemente che sia di cattivo augu- Arzninìr, tr. Rimpicciolire.
rio se la sposa va a visitare i suoi pri- Prt. Arzninì
ma di otto giorni dal matrimonio. PI. — i
F. — ida
L'usanza delle « arvultàj » è conosciuta
anche in Francia col nome di répétail- PI. F. — idi.
les. A§, sm. Asso, (delle carte da gioco).
Arvultéda, sf. Rivoltata, Girata.
PI. Arvultèdi. (Lat.E§.as,Perno.
JPI.
Asse, assis).
Arvultèr, tr. Rivoltare. Voltare di
nuovo. Voltare dall'altra parte | Met- Asansción, f. Ascensione. (15 mag-
tere il rovescio nel luogo del diritto.
1 rfl. (Oltre ai significati di cui sopra) Sposalizio del mare a Cervia.
gio).
Ribellarsi.
Prt. Arvulté I Par l'A^ansciòn e' gran l'è in gar-
nisiòn. Per l'Ascensione il grano è in
PI. — § granigione.
F. — éda I E' de dl'A^ansción u n' s' mòv gnànc
PI. F. — édi. e' picìn int l'òv, II giorno dell'A. non
Arvultón, sm. Rivoltone | Appallot- si muove neanche il pulcino nell'uovo.
tamento.
PI. Arvultón. ( E' de dl'A^ansción, s'è' piòv nénc
dl'òr u n' piòv gnit 'd bòn. Il giorno
Arvu?ón, sm. Rivoltatona. Atto del dell'Ascensione se anche piove dell'o-
mettere il cibo in bocca, voltarlo con ro non piove nulla di buono. (E' un
la lingua, come fa la mucca, e ingoiarlo. momento
nosa). in cui l'acqua è solo dan-
I De' un arvuzón, Masticare in fretta
e mandar giù.
Gal drA§ansción. Gallo dell' Ascen-
Ar?arol, sm. Orzaiuolo, Orzarolo. sione era quello che per arcane ragio-
Bollicina che viene sulla palpebra. ni (perchè quel giorno non si muove
PI. Ar?arùl. nemmeno il pulcino nell'uovo) veniva
Ar?èl, agg. Arzillo. alla luce. Questo gallo veniva invocato
PI. Aiijèl e allevato con amore perchè il suo can-
F. — a to faceva fiorire le messi e salvava i
PI. F. — i. raccolti dalla distruzione della grandi-
Ar?ént, sm. Argento j Ar?ént viv, ne. Fuori dell'aia nativa non aveva al-
Mercurio | Ave' l'ar^ént viv a dos, cun potere (v. L. De Nardis, La pie,
(F. ) Non poter star fermi. anno VII, N .7).
(Lat. argentum).
I Ov dl'A^ansción^ Uovo dell'Ascensio-
Ar?inté, agg. Argentato. ne. Questo uovo deve essere depo-
PI. Arzinté
sto il giorno dell'A. da una gallina ne-
F. — éda ra. Le sue doti non durano oltre l'an-
PI. F. — édi. no. Esposto alle nuvole temporalesche
Ar^intadùra, sf. Argentatura. allontana il flagello della grandine.
PI. Ar?intadùr. Posto su un albero ne raccoglie tutte
Ar^iprés, sm. Cipresso. le formiche sì da poterlo liberare dal-
PI. Ar^iprès. l'infestazione. Scaldato alla fiamma tra-
ASAR 26 ASOL

suda un liquore che toglie le « voglie » PI. A§egnazión.


ai neonati. Sana i mali facendo con A§ént, agg. Esente, Immune.
esso, su di loro, il segno di croce (v. PI. A§ént
L. de Nardi, La pie, anno Vili, n. 6). F. — a
Asarmiànt, ps. Assomigliante, Ras- PI. F. — i.
somigliante. ! La^é' a§ént. Esentare.
PI. Asarmiént A^èstar, tr. Assistere Aiutare.
F. — anta Prt. Asistì
PI. F. — ànti. PI. — i
Asarmiànza, sf. Assomiglianza, Ras- F. — ida
somiglianza. PI. F. — idi. .
PI. Asarmiànzi.
Aficuraziòn,
curtà. sf. Assicurazione, Si-
A|àrmiér, tr. int. Assomigliare, Ras-
somigliare, Somigliare. PI. A^icurazión.
Prt. A§àrmié A§icurèr, tr. Assicurare. Dar fidanza.
PI. — è
F. — éda I Accertare.
Prt. Asicuré
PI. F. — édi. PI. — è
A^a^én, sm. Assassino. F. — éda
PI. Asasén. PI. F. — édi.
Asasinér, tr. Assassinare | (F.) Ro- Anidre, agg., prt. (v. A§idréss).
vinare.
Prt. A^a^iné A§idr§ss, rfl. Assiderarsi. Intorpidir-
PI. — è si dal freddo | Rinsecchirsi. Detto di
cereali che maturano prima del tempo
F. — éda
per avverse condizioni climatiche.
PI. F. — édi. Prt. A§idré
Ascèlt, sm. Assalto | De' l'ascèlt, As- PI. — e
saltare, Dare l'assalto | Ande' a l'ascèlt, F. — éda
Andare all'assalto. PI. F. — édi.
Ascénda, f. Ascensione (Nel dial. cer- (v. Sidar).
vese).
(v. A§ansción). A§igè, (v. Sigé).
Asignèr, tr. Assegnare.
Ascólt, sm. Ascolto | Tné' d'ascòlt, Prt. Asigné
e Sté' d'ascòlt. Ascoltare .Udire, Ten- PI. — e
dere l'orecchio, Origliare. Tné' d'ascót F. — éda
da spè§a l'os. Ascoltare, Origliare da PI. F. — édi.
dietro la porta.
A§ión, (v. Sion).
A§è, sf. Aceto.
PI. A§è. A^istént, sm. Assistente
PI. A§istént.
I Médra dl'asè^ Madre dell'aceto. Strato Agistenza, sf. Assistenza
di muffa che si forma sull'aceto e che PI. Asistenz.
serve per fare inacidire il vino.
(Lat. acetum). Asfèlt, sm. Asfalto. (Anche Sfélt).
A§è, aw. Abbastanza. Asnél, sm. Vericello del carro o del
A§é, sf. Tavolato, Assito. plaustro, o anche del barroccio.
PI. A|é. (Il nome viene forse dall'asinella, una
Asèdi, sm. Assedio. macchina usata nel Medio Evo per ti-
PI. A§idi. rare proiettili).
Afègn, sm. Assegno (bancario). [ I L'è piò indrì eh' n'è l'asnél de car,
Provvisione, Appannaggio. (Alla lettera: è più indietro che non il
PI. A|ègn. verricello del carro). Significa: «Va
Asegnazión, sf. Assegnazione, Desti- troppo all'antica per capire certe cose ».
nazione. A^olt, prt. Assolto (dalla legge).
ASOL 27 ATER

PI. A§Ùlt P. — éda


F. — òlta PI. F. — édi
PI. P. — òlti. Asurtimént, sm. Assortimento.
A§ólut, agg. Assoluto. PI. Asurtimént.
PI. A§ólut At, sm. Atto, Azione, Gesto.
F. — a i L'è sté un at e un fat, E' stato un atto
PI. F. — i. e un fatto. E' stata una cosa rapidis-
Asolutamént, aw. Assolutamente. sima, E' accaduto in un baleno.
A^ólu^iòn, sf. Assoluzione. I At 'd batèsom, Fede di battesimo.
PI. A§oliizión. I At 'd mòrta. Certificato di morte.
A|ón, sm. Tavolone. Atàc, sm. Attacco, Assalto.
PI. A§ón. Infestazione (di insetti).
A§ót, agg. Asciutto. j Accesso febbrile
PI. Asót : Tiro (di buoi, cavalli)
F. — a PI. Atee.
PI. F. — ti. Atacadèz, agg. (v. Tacadèz).
Aspersori, sm. Aspersorio. Atacamàn, sm. Attaccamano (Galium
PI. Aspersùri. aparine).
Aspét, sm. Aspetto, Parvenza. j Altra verietà è il G. cruciata che ha
A§rér, tr. Serrare, Chiudere, quattro foglie anziché sei, come la
(v. Srér).
prima.
Atacamént, ,sm. Attaccamento, Af-
I U s'a§èra. Si chiude. fetto.
Asta, sf. Asta (verga e vendita).
PI. Ast. PI. Atacamént.
Astó^, sm. Astuccio. ' Assalire
Atachér, tr. Attaccare
PI. Astó?.
Astraceli, sm. pi. Adone, Astro (Aster ! Affìggere
chinensis). I Mettere in mostra. Appendere
Astrònom, sm. Astronomo. I Appuntare (distintivi, nastrini) Ap-
PI. Astrònom. piccicare.
Astronomi, sf. Astronomia. Prt. Ataché
Astùzia, sf. Astuzia, Furberia PI. — è
PI. Astùzji. F. — éda
Asucéss, rfl. Associarsi, Unirsi. PI. F. — édi
Prt. Asucé rfl. (Oltre ai sign. di cui sopra) Agrap-
PI. — è parsi, Farsi trainare.
F. — éda I Infettare. Essere contagioso.
PI. F. — édi.
I Un mèi ch'u s'ataca. Un male conta-
A§ughèr, tr. (v. Sughér).
A^un^én, sm. Panconcello. Atént, agg. Attento, Assorto.
gioso.
PI. A^unjén. PI. Atént
A^upéss, rfi. Inzupparsi F. Aténta
Prt. Asupé PI. F. Aténti
PI. — e Ateràgg, sm. Atterraggio
PI. Aterègg.
Afurbir, tr. Assorbire.
Prt. A§urbì Aterèr, int. Atterrare, Scendere a ter-
PI. — ì ra (di aerei).
F. — Ida I Gettare a terra. Abbattere.
PI. F. — idi. Aterèss, rfl. Interrarsi, Colmarsi di
A^urèr, tr. Raffreddare. (Dal lat. exau- terra. E>etto di canali o di porti.
rare, dare aria). Prt. Ateré
Prt. A§uré PI. — è
PI. — è F. — éda
28
ATIN AVDO

PI. F. — édi PI. Avan^di.


(Lat. med. aterare, interrare. GLE). Avan^ér, tr. Avanzare
Atintér, (v. Tintér).
Atintét, sm. Attentato I int. Rimanere
PI. Atintét. Prt. Avance
I Restare
Atirèr, tr. Attirare, Attrarre. PI. — è
Prt. Atiré F. — èda
PI. — è PI. F. — édi
F. — èda .'\varizia, sf. Avarizia.
PI. F. — édi PI. Avarizji.
Atìv, agg. Attivo. Avarténza, sf . -Avvertenza, Accortezza,
PI. Ativ Cautela.
F. Atìva PI. Avarténz.
PI. F. Ativi. Avciàja, sf. Vecchiaia.
Ativité, sf Attività. Avciòt, sm., agg. Vecchiotto.
PI. Ativité. PI. Avciòt
Atnéss, rfl. Attenersi. F. Avciòta
Prt. Atnù PI. F. Avcióti.
PI. Atnù Avdarola, agg. Ovaiola.
F. Atnuda PI. Avdaróli.
PI. F. Atnudi. Avdént, part. pres. Vedente
Atom, sm. Attimo. (v. Occ avdént).
PI. Etom. Avdèr, tr. Vedere
Atòmica, sf. Bomba atomica. Prt. Vèst
Atòran, (v. Atòrna). PI. Vèst
Atòma, avv. Intorno, Dattorno, In- F. Vésta
torno PI. F. Vèsti
I Ziré'
casa, atorna a ca, Girare intorno a i De' d'avdé, Dare a dividere. Dare ad
intendere.
I Ande' atòrna, Manomettere. I Sté' d'avdé, Stare a vedere. Stare in
I De' atòrna, Molestare. attesa prima di prendere una decisione.
Ve! Ve!, Guarda! Guarda!
I Déss d'atòrna,
Aumént, Arrabattarsi, Adoprarsi.
sm. Aumento
PI. Aumént. I Fé' bel avdé'. Far bel vedere.
j Nò avdé'
veder [Link] prit int la néva, (F.) Non
Aumintér, tr. Accrescere^ Aumentare.
Prt. Auminté
j Sté' d'avdé', Stare a vedere j Stare in
ozio.
PI. — è
F. — èda (Lat. videre).
PI. F. — édi Avdèr, tr. Fetare, Far l'uovo.
Autón, sm. Autunno. Avdój, sm.. Acquedotto. Voce caduta
PI. Autòn.
Autor, sm. Autore. in disuso legata solo al nome di un'an-
PI. Autùr. tica pieve del forlivese: «Pi dl'Avdóz »
Avalén (v. Valén). (pieve
dotto. dell'acquedotto). Pieve Acque-
Avanti, pr. e avv. Avanti, Prima, Din- j Pi' dl'Avdó^, Pieve Acquedotto, Santa
nanzi, Davanti. Maria in Acquedotto a 5 chilometri da
Avànz, sm. Resto. Avanzo, Rimanen- Forlì' a sinistra del fiume Ronco. Pieve
za, Rimasuglio. del V o VI secolo che deriva il nome
PI. Avén^. Acquedotto dal fatto che ivi passava
Avanzai, sm. Rimasuglio, Avanzatic- l'acquedotto di Traiano. La chiesa at-
cio. tuale di stile romanico è del 1273, e fu
PI. Avanijèj. ricostruita sulla più antica (Pasquini).
Avanzéda, sf. Avanzata. Attraverso i secoli la località è chia-
AVDU 29 AVMI

mata Aqueducio, Acqueduzio, Laquedu- PI. Avilì


zio, Lagoduzio. F. Avilida
PI. F. AviUdi.
L'acquedotto a cui è legato il nome
della pieve, fu costruito da Traiano (98- Avilimént, sm. Avvilimento, Scora-
117) per rifornire "d'acqua potabile Ra- mento, Sfiducia.
PI. Avilimént.
venna e Classe. L'acqua fu derivata dal-
l'Appennino disopra Calcata. L'acque- Avilìr, tr. Avvilire, Scoraggiare.
dottorezioneseguiva press'a Avincéss, rfl. Piegarsi. Piegarsi come
del Ronco che poco l'attuale di-
nel medioevo fu un vinco, Curvarsi.
chiamano « flurnen aquaeductus », fiume Avinér, tr. Avvinare (il bicchiere).
dell'acquedotto. Fu riattivato da Teodo- Far prendere l'odore del vino al bic-
rico nel 524. Poi cadde in abbandono. chiere dopo che è stato lavato.
Avdùda, sf. Veduta Avintór, sm. Cliente, Avventore.
PI. Avdudi PI. Avintùr.
Avenimént, sm. Avvenimento Avìs, sm. Avviso, Annuncio
PI. Avenim.ént.
I Avvertimento
Aventòr, sm. Avventore
PI. Aventùr PI. Avi§
I Monito
F. Aventóra Avisèr, tr. Avvisare, Avvertire, Dare
PI. F. Aventóri un avvertimento.
Ave, sm. Avere. Ciò che si possedie. Prt. Avisè
I E' mi ave, Il mio avere PI. — è
F. — éda
1 A vój e' mi ave, Voglio il mio avere,
la mia parte, ciò che mi spetta. PI. F. — édi
Aver, c.p. Avere Avi§ón, Ammonimento.
Prt. Avù e Bu PI. Avi§ón.
PI. Avù e Bu Avizèr, tr. Avvezzare, Abituare, As-
F. Avuda suefare
PI. F. Avudi. Prt. Avèj e Ve?
Averi, agg., sm. Avaro, Tirchio. PI. Ave? e Vèz
PI. Averi F. Avèza e Vèja
F. Avèria PI. F. Avè^i e Vè^i.
PI. F. Avérji. Avizèss, rfl. Abituarsi. (Anche Vijés)
Avèrt, agg., prt. Aperto Prt. Avi^é e Avèj
PI. Avirt PI. Avi^è e Avèz
F. Avèrta F. Avi^éda e Avè^a
PI. F. Avèrt. PI. F. Avijédi e Avè^i
Avèrta, sf. Apertura Avlèr, tr. Volere
PI. Avèrti Prt. Avlù
(v. Vèrta). PI Avlù
Avè^, prt. e agg. Abituato, Avvezzo, F. Avlùda
Assuefatto, PI. F. Avlùdi.
(v. Avi|èss). Avlinér, tr. Avvelenare
Avidrè, agg. m. pi. Vitrei. Prt. Avliné
Occ avidrè, Occhi vitrei. PI. — è
Aviéss, rfl. Andarsene, Partire, Andar F. — éda
via. Prender commiato PI. F. — édi
Prt. Aviè Avluntira, avv. Volentieri.
PI. — è ( Anche Vluntira).
F. — éda Avlùt, sm. Velluto, Panno di velluto
PI. F. — édi (v. Vilùt).
Avilì, agg. prt. Avvilito, Demoraliz- .•\vménl, (V. Aument).
zato. Avmintèr. (v. Aumintér).
AVNI 30 AVUL

Avni, sm. Avvenire. PI. Avturén.


Avnìr, int. Venire Avturévul, agg. Autorevole.
Prt. Avnù PI. Avturìvui.
PI. Avnù
F. Avnuda Avturité, sf. Autorità \ Persona auto-
revole.
PI. F. Avnudi PI. Auturité.
(Lat. advenire). Avucatùra, sf. Avvocheria.
Avola, (v. Vola). Avuchèt, sm. Avvocato
Avolzar, tr. Avvolgere, Involgere, Rav- I (F) Saputone
volgere, Avvinghiare. I Avuchét senza vucatura, 'F.) Avvocato
Prt. Avòlt
PI. Avult da
PI. strapazzo.
Avuchét •
F. Avòlta I Avuchét di pòvar, Avvocato dei poveri
PI. F. Avòlti. (espressione che può essere di commi-
Avòri, sm. Avorio serazione o canzonatoria).
PI. Avùri. Con questa definizione viene scherzosa-
Av§in§r, (v. Absinér). mente chiamato chi sostiene cause de-
Avstir, tr. Vestire, Indossare. stinate afinir male.
I Tfl. Vestirsi e Farsi cucire gli abiti. Avulàn, sm. Nocciolo, Avellano
Prt. Avstì PI. Avulén
PI. — ì (Corylus Avellana).
F. — Ida Avulàna, sf. Avellana, Nocciuola.
PI. F. — idi. PI. Avulàn.
Avtòn, sm. Autimno. Avulér, tr. Ricoprire (il fuoco)
Avtor, sm. Autore
PI Avtùr. Ibrace)
Avulé' con e' fug, [Link] il fuoco (la
Avtùra, sf. Vettura « Avulé' » viene da « vola » che è la co-
PI. Avtùr. pritura di cenere che si fa al fuoco per-
Avturén, sm. Vetturale, Vetturino. chè si mantenga più a lungo, e il muc-
AZA 31 AZEN

chio della farina messa a lievitare. siede al governo della casa.


(Aruch Aldo, in op. cit., riporta: « Avo- PI. Azdóri.
lar del sivoll >;, cuocere sotto la bragia Nel poemetto « La Cerere della Roma-
delle cipolle). gna Toscana » Gius. Mengozzi, così de-
Aza, sf. Accia, Canapa filata. scrive la massaia :
(Lat. acia, gugliata di refe; lat. med. «... all'azienda interna / qual regina
aza, « accia », GLE). presiede, ed al pollaio, / cui nutrimen-
A?ardér, intr., e tr. Rischiare, Azzar- to dà, / vigil governa; l'ova raccoglie,
dare. e al fine di febbraio / poiile a covar;
Prt. A?ardé cucina e rigoverna, / cura la bianche-
PI. — è ria, ! spazza il solajo, tesse, fila, cu-
F. — èda ce abiti e rammenda, tosa, munge, fa
PI. F. — édi il cacio e la polenta ». St. 29.
A^arén, sm. Acciarino, Acciaino Azdurarì, sf. Governo della casa, cu-
I Percussore ra degli affari e direzione dei lavori
I Pezzo d'acciaio per affilar coltelli, Ac- agricoli, j Guida ; Comando ; Direzione.
ciaiuolo per battere la pietra focaia. Azdurér, intr. Sfaccendare come un
PI. Azarén. capo famiglia. Comandare, Comportarsi
A?dór, sm. Reggitore. Colui che di- come capo.
rige gli affari della famiglia e i lavori Azént, sm. Accento ' Idioma, Parlata
dei campi. Pronunzia.
PI. A?dùr. PI. Azént.
Azdóra, sf. Reggitora. Colei che pre- I Azént furèst. Accento straniero, Pro-
AZER AZUV
32
nuncia forestiera. un accidente! Tipica imprecazione ami-
Asfèr, sm. Acciaio. chevole romagnola che vale un compli-
PI. A^èr. mento.
(Lat. med. azarum. GLE).
I J' ajident j' ingrana, Gli accidenti (le
A?èrd, sm. Azzardo, Rischio. imprecazioni) ingrassano.
PI. Azèrd. A^idcnti, esclam. Accidenti.
A^ètér, tr. Accettare. Azión, sf. Azione, Atto, Gesto.
Prt. Aulète I Azione (quota di compartecipazione a
PI. — è una azienda).
F. — éda PI. Azión.
PI. F. — édi A^iunèsta, sm, e f. Azionista
A^id, sm., agg. Acido PI. m. Ajiunèsta
PI. E?id PI. f. A^iunèsti.
(Lat. acidus). Azònzar, tr. Aggiungere, Accrescere,
A^idémbar, esclamazione. Deformazio- Dar giunta.
ne di « a?idént », accidenti, purgata di Prt. A?ónt
ogni senso di imprecazione, che vale PI. A?ónt
solo : « Diamine ! ». F. A?ònta
A^idént, sm. Accidente. Colpo apo- PI. F. Azónti.
plettico Azuntér, tr. Aggiungere.
I Accidenti! (esclamazione) Azuvèr (v. ?uvér)
Prt. Azuvé.
I Ch'u t' vegna un azidént!, Che ti pigli
B
BA 33 BACE
Ba, sm. Babbo (Anche Bab) china » ; pisciare è « fé' la pi§a ». Le
PI. Béb scarpe sono « al pépi » o « al papin >;,
|Ba 'd famèja, l'uovo si chiama « cucò » ; le galline « al
terfamilias ». Il capo di casa, Il « pa-
cèchi », l'asino è sempre « e' sumarón »,
I Un ba' l'è bon par ^ent fluì; / ^ent il maiale « e' ninón ». Uno spauracchio
fiùl i n'è bon pr'un ba'. immaginario che nessuno sa cosa sia e
Un babbo provvede a cento figli; /
che « mangia » i bambini si chiama « e'
cento figli non provvedono a un babbo. papón ». Per tutte le parti del corpo del
Babà^, sm. Babbaccio, Padre snatu- bambino e per i suoi indumenti si usa
rato. sempre il diminutivo.
PI. Babé^. I Babin san (v. pi§cér).
Babén, sm. Bambino Babinèda, sf. Bambocciata.
PI. Babén PI. Babinédi.
F. Babéna Babuén, sm. Babbuino (Scimmia).
PI. F. Bebéni PI. Babuén.
(Contrazione di« bambén »). Bacajèr, int. Baccagliare, Schiamaz-
Babìn, sm. Bambino, Bimbo. zare, Parlare rumorosamente. Secondo
PI. Babbi A. Prati, Voc. Etim. Ital., questo v.
F. Babìna viene forse dal latino bacchare, schia-
PI. F. Babìni mazzare.
Per molte cose, nei riguardi del bambi- Bacajèr, sm. Baccano, Rumore di
no si usa un vocabolario diverso dal voci. Confusione, Schiamazzo.
comune. La minestra si chiama « papa »
o « papina » ; il letto si chiama « nanìn » I Fé' de b..[Link] Baccalà.
Bacala, baccano.
che spesso è anche il nomignolo del I Sténc coma un bacala. Stecchito come
bambino. Dormire si dice « fé' e' na- un baccalà.
nìn ». Il sonno improvviso, che fa ca- Bacalèri, sm. Baccalare. Lucerniere,
dere la testina del bambino da ogni par- porta lucerna.
te, è « pirón » e si dice « l'è avnù pirón », Bacèc. agg. Tocco. Insano di mente.
è arrivato pietrone. Il male « la bubù », Pazzerello.
gli escrementi sono « la caca » o « la ca- PI. Bacèc
BACH 34 BAGN
F. Bacèca PI.
PI. F. Bacèchi. F. —— èdaè

Bachèt, sm. Bastone, Batacchio, Ba- PI. F. — édi


tocchio (da ciechi). Bad^òt, sm. Battezzando.
PI. Bad?ót.
I E' va cun e' bachèt, Si regge col ba-
stone (detto di iin cieco o di un in- Bagàj, sf. pi. Bagagli. Mobilio della
fermo). casa.
I Fé' i bachèt. Fare le aste. Bagàj, sm. Cosa. Oggetto qualsiasi di
I Piò ció§ ch'a n' è e' bachèt de pulér. cui non si ha presente il nome.
Più sudicio che non il posatojo del pol- PI. Baghèj.
laio. Bagain, sm. vez. Frugolo, Colettino.
Bachèta, sf. Pertica, Verga, Bacchetta. PI. Bagain.
j S-ciòp a bachèta, Fucile ad avancarica. Bagatéla, sf. Bagatella. Azione poco
I Bachèta. Canna metrica di m. 3 (del seria. Piccolo inganno.
muratore). Bagatér, tr. Rovinare;
PI. Bachèt. Prt. Bagaté
j Bachèta magica, Bachetta fatata. PI. — è
Bacchetta fornita di potenza magica, F. — éda
soprannaturale. PI. F. — édi.
Baciòc, sm. Battacchio. Bagìàn, agg. Sciocco, Baggiano, Sem-
PI. Bacióc.
plicione.
PI. Bagién
Baddór, =»n. Battitore, Addetto alla F. — àna
trebbiatura.
I Rullo a spranghe della trebbiatrice PI. F. — ani.
che sgrana le spighe. Bagianèda, sf. Sciocchezza, Castro-
PI. Baddùr. neria, Baggianata.
Baddura, sf. Battitura, Trebbiatura. PI. Bagianédi.
Badér, tr .Badare, Curare Guardare. Bagìgi, sm. pi. Acciuga piccola.
Prt. Bade (v. « Oman nud »).
PI. — é Forse è traslato del medievale « bigi-
F. — éda cha » che a Ravenna significava « inte-
PI. F. — édi riora di pesce ».
I Bade' al pìgur, Badaro alle pecore. Bagitéda, sf. Sciocchezza, Dissenna-
tezza.
I E' càn alla
guardia e' bèda
casa. la ca. Il cane fa la
Deformazione, dall'antico dialettale
Baderà, sf. Abbatessa, Badessa. « braghitta » con cui i villani indica-
I Médra Badèsa, Madre Badessa. vano, in tono dispregiativo, i cittadini.
Badi, sf. Abbazia, Abbadia, Badia. (v. Braghir).
PI. Badi. Baglìòt, sm. Bimbo preso a bàlia.
BadìI, m. Badile PI. Bagliót.
PI. BadìL
Bàgn, sm. Bagno. (Bagnatura e luogo
(Lat. med. badilus, badile. GLE). per bagnarsi).
Badila, sf. (come Badìl). PI. Badili. PI. Bègn.
Badilàz (v. Fàfan).
Ande' ai bégn, Andare al mare.
PI. Badile^
j Bàgn 'd Rumagna, Bagno di Roma-
Badulà^ (e') sm. Il perdigiorno. Così gna. L'antica Balnei chiamata poi Ba-
era chiamato, con asinesca ironia, Cor- gni di S. Maria « essendo stata l'ab-
rado Ricci, dai « pulinèri ». bazia dedicata a S. Maria Assunta »
«cazioni.
E' badulà? » fu autore di 906 pubbli- (La Pie, N. 1-2, a. XXVI).
Bad?èr, tr. Battezzare. Bàgnacavàl, m. Bagnacavallo. '
Prt. Badzé « Fu forse l'antico Oppidum Tiberia-
cum divenuto poi Balneum Caballi...
BAGN 35 BALA

La stringeva in un amplesso verde la Bàj, sm. Abbaio, Latrato.


Selva Litana. Nel centro di questa, un
j E' rubarèp nénca e' baj a e' càn. Rube-
tempio a Giove » A. Benini. rebbe l'abbaio al cane. Questa espres-
La chiesa di S. Pietro in Sylvis è pro- sione si usa nei riguardi di un ladro
babilmente del VII sec. matricolato.
(V. A. Benini, La chiesa di S. P. in Bàja, sf. Baia, Burla. De' la baja. Dar
S. di Bagnacavallo). Nel sec. XII B. si la baja, Burlare.
governò a comune, fu poi dei Manfre- Bajadòr, sm. agg. Abbaiatore.
di, del Papa, di Giov. Acuto, degli PI. Bajadùr.
Estensi e dei Malabrocca. F. — óra
Bagnacavalèsa, sf. Solaio con travi e PI. F. — òri.
travetti di legno. Baibastrél, sm .Pipistrello.
PI. Bagnacavalè§i. PI. Baibastrél.
Bagnadùra, sf. Specie di battesimo I Si chiama « baibastrél » anche una ba-
laico della casa, consistente in un lauto vetta di pus che si troverebbe dentro
pranzo a cui partecipano tutti coloro i foruncoli e si crede sia quella che
che vi hanno lavorato. genera la marcia.
PI. Bagnadùr. I In alcuni
bastrél », èposti
ciò «che
e' bibastrèl », o « bai-
ho indicato alla
I Fé' la bagnadùra. Festeggiare la fine voce « lusartén ».
dei lavori per la costruzione di una
casa. Baibizér, intr. Balbettare.
È usanza antica, ricordata anche dal Bajér, intr. Abbaiare.
Placucci. I Bajé' dri a la Iona, (F.) Abbaiare
Bagnadèz, sm. Umidiccio [ Umidità per farne. Si diceva che certi cani da
(del terreno). pagliaio abbaiavano alla luna perché,
tormentati dalla fame, credevano che
Bagnadùr, sm. Bagnata ' (F.) Batosta. fosse vma piada.
Bagnaròla, sf. Bagnarola, Vasca da
bagno, Tinozza. Bajòc, sm. Baiocco.
PI. Bagnarci. j Soldo. Cinque centesimi.
PI. Baióc.
Bagnéda, sf. Bagnata, j Rifiuto amo-
I Tire' int e' bajòc, Speculare sul soldo.
[Link]é'
I la bagnéda, Essere rifiu-
tato da una ragazza. | De' la bagnéda, I Taché a e' baiòc, Taccagno.
Ba,jòca, sf. Moneta da due soldi o 10
Lusingare l'innamorato e respingerne centesimi.
sul più bello le proposte d'amore. I Bajòca de pepa. Moneta da 2 baiocchi.
PI. Bagnédi.
PI. Bajòchi.
Bagnér, tr. Bagnare.
Bajuchén, agg. Tirchio, Amante dei
Prt. Bagné
PI. — è quattrini.
PI. Bajuchén
F. — èda F. — éna
PI. F. — édi.
PI. F. — éni.
Bagnèt, sm. Brodo di stufato, di Bajiichin, sm. Bajocchino, Soldino.
umido. Intingolo. PI. Bajuchin.
Bagòrd, sm. Bagordo. | Confusione, Baiunàz, sm. Sorta di lanterna. (Dial.
Baccano.
PI. Bagùrd. forlivese,* 1831; La pie, 1931, n. 12 p.
269).
(Lat. med. bigordus, bagordo, GLE). Bajuncta, sf. Baionetta.
Bagulén, sm. Schiribilla. PI. Bajunèt.
(Porzana parva). I Bajunèta in càna. Baionetta in canna.
I Bagulén de béc curt, Schiribilla gri- Bai, sm. Ballo, Danza.
giata. Forapaglie, Grisetta. Porcellana, PI. Bel.
Gallinella palustre piccola. Baia, sf. Balla .
PI. Bagulén. PI. Bai.
BALA 36
BAMB
(Lat. med. baia, balla, GLE). si manifesta nel periodo vegetativo con
Balàbil, sm. Ballabile, Musica da l'ispessimento e l'accartocciamento del-
ballo. le foglie che assumono i colori dell'ar-
PI. Balèbil. cobaleno.
Balàna, f. Balana. Figura prov. del- Balós-c, agg. Balusco (Fanzini). Stra-
la donna sciocca che ci rimette con- bico (Dal lat. volg. bisluscus).
vinta di combinare ottimi affari. PI.
F. —Balós-c
sca.
I La Balàna, la barateva al j' òv int al PI. F. — schi.
patèt. I La Balana^ barattava le uova
Balsaména. (v. Bar?amén).
con patate. | La B. la j' andèda a Rave-
na int e' car pr' avniss a ca a pè. La B. [Link],
Baia§. sf. Ballotta |(F.) Stolto.
andava a R. sul carro per ritornare a
casa a piedi. Baluséda, sf. Rosolata | Cotticchiata.
Balarén, sm. Ballerino, Danzatore. PI. Balu§édi.
PI. Balarén Balusèr, tr. Bollire leggermente. Bol-
F. — éna licare, Cotticchiare.
PI. F. — éni. Prt. Balusé
Baldachén, sm. Baldacchino. PI. — è
PI. Baldachén. F. — éda
(Lat. med. baldechinus, baldacchino PI. F. — édi.
GLE). Balzàn, agg. Balzano, j Cavai balzàn,
Balén, sm. Lampo, Baleno. | Attimo Cavallo balzano, con una macchia bian-
PI. Balén. ca a una o a tutte le zampe.
I Int un balén, In un attimo. j Tèsta balzana. Caposcarico, Testa
balzana.
Baléna, sf. Balena.
PI. Balén. Balzana, sf. Risvolto della sottana.
PI. Balzàn.
Balér, int. Ballare, Danzale.
Balze, agg. Balzano, (di cavallo che
I O baie', o scu§é' e' cui, O ballare, ha la balza a uno o più piedi).
0 dimenare il sedere. (Quando si è in PI. Balze
ballo bisogna ballare). F. — éda
Baléstra, sf. Arco, Balestra. | Molla PI. F. — édi.
a balestra.
PI. Balèstar. Balzèr, int. Lanciarsi, Saltare.
1 Tiràt a balestra^ Teso, tirato a bale- I Balze'
Prt. Balzeda lèt, Balzare dal letto.
stra.
PI. — è
Bali, sf. Balia, Potere. | Forza. F. — éda
I In bali de vént, In balia del vento. PI. F. — édi.
I In bali dal j' ónd. In balìa delle onde. Bamba^òla, sf. Vecchio nome della
] No' ave' la bali 'd sté' drèt, Non aver bambagia.
la forza, di reggersi in piedi.
Bambén, sm. Bambino ' E' Bambén
I No' ave' la bali 'd scorar, Non aver Gesó, Il Bambino Gesù.
il fiato per parlare.
I E' bambén 'd l'òcc. La pupillo dello
Balinèr, imp. Balenare. Lampeggiare. occhio. Questo nome deriva dalla pro-
Prt. Baliné.
pria immagine che uno scorge guardan-
I E' baléna l'èria. L'aria tremola. dosi la pupilla allo specchio o fissando
I U m' baléna un òcc, Mi tremola un
occhio. la pupilla altrui.
Bambè§, sm. Bambagia.
I E' baléna la vècia (Balena la vecchia) (Lat. tardo, bambax, DEI).
Tremola l'aria^ Tremola la gibigiana. Bambòz, sm. Ometto. Grosso ele-
Questa espressione si usa per indicare mento centrale delle capriate (mura-
il tremolare dell'aria per la calura. tura).Bamboccio.
I ] (F.) Persona sen-
Balìnón. sm. Gommosi del pesco che za serietà.
BAMB 37 BAND

Bambòz, sm. Bamboccio. [ (P.) Per- stoffa. I rivenditori invogliavano i bim-


sona senza serietà.
bi, gridando:
PI. Bambóz.
« E' gal e la galèna la bela bambuzé-
I Rómpar i bambpz, Rompere i bam- na; turòn d'amàndula! » e aggiungeva-
bocci. Romperla con uno. no : « Pian?!, Pianzi burdèl, s'à vii di
Bambòza, sf. Bambola. bra^adèl » ; oppure : « Plan?ì burdèl, che
PI. Bambòz.
vostra me la v' péga i brazdèl ».
Bambù, sm. Bambù. | Càna bambù, Banchìr, sm. Banchiere.
Canna bambù. PI. Banchir.
Bambuzéda, sf. Bambocciata. Bancón, sm. Banco di vendita. [ Ta-
PI. Bambu^édi. volaccio.
Banadìr, tr. Benedire. PI. Bancón.
Prt. Banadì Band, sm. Bando.
PI. — di PI. Bènd.
F. — dida
I E' rimasto prov. un certo bando
PI. F. — didi. dei cani che durò appena tre giorni.
PI. F. — idi. Cadde nel ridicolo perchè, dopo tre
Banale, avv. Molto, Assai. giorni, non lo osservò più nessuno. Il
Bànc, sm. Banco di scuola, di bot- detto è : « L'è coma e' band di chén,
ch'e' dure tri de ».
tega d'artigiano, di negozio.
I Semenzaio, Vivaio (per ortaggi). I E' band 'd Ravèna e' dura tri de a
PI. Bène. mèla péna, Il bando di Ravenna dura
Banca, sf. Panca, Sedile. ! Banca, Isti- tre giorni a mala pena. (Nardi). (Che
tuto di credito. | Panca per lavare i si alluda allo stesso bando dei cani?).
panni. | Scanno. Banda, sf. Banda, Masnada | Ban-
da (musicale).
] Banca de ru§ignòl, Banca inesistente.
Banca del povero. I Ca'd banda. Casa di bando, gratuita.
PI. Band.
I La banca de rusignòl la j' è int al ru- Bandéna, sf. Bandella (da banda,
binèr, set chilómit 'd dia de fìóm.
PI. Bànc. fianco, lato). Fiancata mobile di bi-
(Lat. med. banca, panca. GLE). roccia ( Ridoli (pi.).
PI. Bandén.
Banchcna, sf. Panchina. Tratto della
Bandèsta, sm. Suonatore di banda.
riva, o dell'argine di un canale, adibito PI. Bandèsta.
al passaggio del personale addetto al- Bandèt, prt. agg. Benedetto.
le ispezioni e ai lavori.
PI. Banchén. I Pan bandèt, Pane benedetto.
1 U n'è 'd 5èra banadèta. Non è di
Banchèt, sm. senza
Panchetto, cera benedetta. Cioè è poco malleabile.
tutto in legno [Link]'no
PI. Banchèt. Bandì, sm. Bandito | Fuggiasco.
PI. Bandì.
[ Mat coma un banchèt. (Matto com° Bandida, sf. Bandita, Luogo di cac-
uno sgabello). E' uno strano modo d: cia e pesca proibita.
dire che non ha alcuna attinenza con PI. Bandìd.
la realtà.
Bandirà, sf. Bandiera. (È più dialet-
[ Banchèt da cal?ulèr, Bischetto. tale «bangèra »).
l'I. Bandir.
I Tn è' banchèt, Tener capannello. Aver
sempre la parola in un crocchio. Bandirola, sf. Banderuola.
Banchèta. sf. Bancarella. PI. Bandirci.
PI. Banchèt. Bandiziòn, sf. Benedizione.
Nelle povere bancarelle di una volta PI. Bandiziòn.
c'erano solo torroni alla mandoi .a, Bàr/dul, sm. Bandolo, Capo della ma-
braccitelli, galli e galline di zucchero tassa.
e bamboline di zucchero, di gesso o di Band-inèr, tr Abbandonare. Lascia-
BAO 38 BARA
re incustodito. PI. F. — ó§i.
Prt. Banduné Baràcula, sf. Razza baraccola.
PI. — e (Raia Miraletus).
F. — éda PI. Baràcul.
PI. F. — édi. Barandél, sm. Randello Tortòio.
Bào, sm. Motto.
Randelletto per stringere o attorciglia-
Nelle morti istantanee si dice: L'è re funi e anche doppi fili.
mòrt ^enja
far motto. fé' gnàncbao.È morto senza I Bastoncello di 15 cm. circa, a forma
Bar, sm. Barena. Rilievo erboso in ovale un po', schiacciato, con un foro
a metà, che impedisce lo scorrere del
terreno paludoso. Dosso. collare a cappio dei vitelli di latte.
PI. Ber.
(Dal veneto «baro», terreno incolto, I « Barandél » è un qualsiasi bastone
0 bastoncello messo con funzione di
cespo).
arresto fra i raggi di una ruota.
Baràba, m. Barabba, il malfattore PI. Barandél.
condannato a morte e liberato da Pi-
lato al posto di Gesù. j Lighé'
mél. Legare un barandél a e' còl
un randello d'un ani-
penzoloni al
I E' cmànda Baraba, Comanda Barab collo di xm animale, perchè sia impe-
ha. Così si dice dal mezzogiorno del dito a muoversi.
giovedì a quello del sabato della Set-
1 Barandél dia cadèna dal besti, Ver-
timana Santa; e, in tono allusiva^ del- ghetta di 12 o 13 cm. alle estremità
le case in cui comandan le donne in- delle catene che si mettono al collo
vece degli uomini. delle mucche.
Baràca, sf. Baracca. Costruzione in Barandlér, intr. Modo figurato per
legno I Baracca, Gazzoviglia. dire «morire», (v. Imbarandlér).
I Fé' baraca, Gozzovigliare. Far bal-
doria. j E' tèi l'ha barandlé. Il tale è morto.
Barachén, sm. Piccolo mucchio di L'espressione ha un evidente senso al-
fieno. Mucchietto. lusivo. Forse un tempo era « ... l'ha ba-
II contadino fa i barachén appena il randlé' la pòrta», (ha chiusa a randello
fieno è maturo, poi, prima di metter- la porta; cioè, se n'è andato).
lo nel pagliaio, lo fa maturare in Baràt, sm. Cambio, Baratto, Scam-
bio.
mucchi più grandi, « i mont da acva », PI. Barét.
nei quali sopporta anche le intemperie.
PI. Barachén. (Da una radice europea bara- « ingan-
Barachina, sf. Calessino. no, frode » di origine oscura, da cui
PI. Barachin. anche
no »). l'antico francese barat, « ingan-
Baracòcla, sf. Coccola | Bacca. Baratàc, m. Persona balzana.
I Gàlbulo (del cipresso) | Galla, Galloz- E' alterazione di « Batàc », o « Tac »,
zola INatta. Tumore sul capo.
PI. Baracòcal. personaggio della fola omonima il qua-
le però (nella fola) è un misto di stu-
Baracòcval, sm. Nocchino. Colpo da- pidità e di furbizia. Si dice di costui
to con le nocche a pugno chiuso. che tagliò, vicino al tronco, il ramo
PI. Baracòcval.
su cui era a cavallo e che all'indovi-
Baracón, sm. Baraccone. Grande ba- no (!...) che gli predisse la sicura
racca per spettacoli | Baraccone. Uo- caduta chiese di che morte avrebbe
mo dedito alle gazzoviglie. dovuto morire. « Morirai al terzo pe-
PI. Baracón.
to della tua asina » .gli disse. Lo scioc-
Baracuclós, agg. Bernoccoluto. co andò al mulino e, se al primo
PI. Baracuclù§ peto s'impensierì, al secondo si allar-
F. — ò§a mò al punto che ficcò un tutolo di
BARA 39 BARG

barcaiolo.
granone nel sedere dell'asino; ma do-
po un po' il tutolo partì come un Barchèt, sm. Bichetta. Piccola bica
proiettile e il povero « Batac » o « Tac » provvisoria eretta, insieme ad altre, nel-
colpito al petto, rimase fulminato. le stoppie.
In altre circostanze rivela, invece, una PI. Barchet.
furbizia notevole. (Barchèt è diminutivo di bére).
Baratér, tr. Barattare, Scambiare Barcón, sm. Barcone, Chiatta.
merci. PI. Barcón.
Prt. Barate Bardadùra, sf. Bardatura.
PI. — § PI. Bardatùr.
F. — éda Bardana, (v. Fujòn).
PI. F. — édi.
Baràtul, sm. Barattolo, Recipiente. Bardala, sm. e f. Bardassa.
PI. Bardà§.
PI. Barètul.
Barbacàn, sm. Barbacane. Puntello Bardèr, tr. Bardare, Parare a festa.
Prt. Barde
di sostegno
PI. Barbaché[Link] le" viti. PI. — è
F. — éda
Barbagìàna, sf. Sonnolenza.
PI. Barbagiàn. PI. F. — édi.
Bardèz, sf. pi. Larve di estro delle
Barbari, sf. Barberia.
PI. Barbari. pecore. (Oestrus ovis).
Queste larve si trovano nei seni fron-
Barbèt, sm. Mento.
PI. Barbèt. tali delle pecore, e ne escono per pas-
sare al terreno e compiervi la meta-
Barbata, sf. Pizzo, Pizzetto.
morfosi. L'estro, che è un dittero, de-
I Misto di sabbia e creta. pone le sue uova nelle narici delle
Barbir, sm. Barbiere, Parrucchiere. pecore. Al singolare fa « bardèza » ma
PI. Barbir è poco usato.
F. — a Barèla, sf. Barella.
PI. F. — i. PI. Barèl.
(Lat. med. barberius, barbiere. GLE). Barèton, sm. Baritono.
Barbò j, sf. pi. Bargigli. Bargaména, sf. (Alla lett. pergame-
(Dal lat. barbulae. DEI).
na). Bergamina (Pascoli), Cappuccio,
I Barbój dia galèna, (Alla lettera: bar- Cartoccio (della conocchia o rocca).
gigli della gallina). Salvia dei prati PI. Bargamén.
(Salvia pratensis).
Barbón, sm. agg. Barbone, Barbuto. Bargamé§, sm. pi. Bergamasco. Spe-
PI. Barbón. do di quadriglia rusticana che, il se-
colo scorso, era molto in uso nelle
Barbutlér, int. Borbottare | Barbot- campagne.
tare.
Barghé, sf. Brigata, Comitiva.
(Forse dal lat. tardo balbitare, balbet-
tare). I Ben vèga la barghé! Ben stega l'in-
Barbutlòn, sm. Borbottone, furché!. Ben vada la brigata! Bene stia
l'inforcato !
(v. Barbutlér).
PI. Barbutlòn La prima frase era il saluto di chi an-
F. — ona dava a vedere il passaggio delle stre-
PI. F. — oni. ghe; la seconda, la risposta che esse
davano.
Barbuzèl, sm. ([Link]èt).
Barcaròl sm. Barcaiolo ' « Barca- « Infurché » era lo spettatore che, per
ròl » è anche colui che fa la bica, vedere il passaggio, bisognava tenes-
« e' bére ». se la testa fra i rebbi di una forca.
PI. Barcarùl. Bargnòcul, (v. Bargnòcval).
Barcaròla, sm. Barcarola, Canta del Bargnòcval, sm. Bernoccolo 1 Nocca.
BARG 40 BART
PI. Bargnócval. Barò^, sm. Barocci©, Biroccio. Plau-
(Formato da bis e da nucula, diminu- stro a due ruote.
tivo latino di nux, noce). PI. Baró^.
Bargnucló^, agg. Bernoccoluto. (Lat. med. barotium, baroccio. GLE).
PI. Bargnuclù§ Barèna, sf. Baroccia. Veicolo da tra-
F. — ó§a sporto a due ruote e fondo piatto. Bi-
PI. F. — ò§i. roccia.
PI. Barò^.
BarìI, sm. Barile.
Era una misura della capacità di 42 I Barèna da cuntadén, Baroccia da con-
boccali. (1. 56 circa). tadino (per uso agricolo).
PI. Barìl.
I Baròza da sbaru^ér, Baroccia da ba-
(Lat. med. barile o barilum, barile. rocciaio (per trasporto merci).
GLE. E' di origine oscura). P. Uccellini, nel suo Diz. descrive cosi
Barila, sf. Barile (v. Baril). la « baroza » ravennate : « Sorta di car-
PI. Barili. retta scoperta a due ruote per uso di
Barilòt, sm. Barilotto. trasporto... lunga piedi 4 e once 4; lar-
Barì^àna, agg. f. Baggiana (da Ba- ga piedi 2, alta piedi 1 e once 2 ».
jana, di Baia presso Napoli). Barbai, sm. Bersaglio.
Solo attribuito a fava | Féva brisàna. I TirBar§èj.
PI. a barsai. Tiro a segno.
Fava baggiana.
Barléna, sf. Berlina, Gogna. Barsajér, intr. Parlare a vanvera.
Barlóm, sm. Barlume (di luce). Questo verbo viene evidentemente da
Bamèrda, sf. Bernarda. Antica mis. « barsài », bersaglio: quindi « barsajè »,
di voi. per ai-idi. bersagliare, battere di continuo. Di
(Lat. med. bernarda. GLE). qui a un senso figurato, poi a un
Barnù§, sm. Barnuso, Farsetto. significato un po' diverso, il passo è
PI. B. stato breve.
Barófa, sf. Baruffa, Rissa, Lite. Bartén, agg. Cenerino. Color grigio;
PI. Baróf. bertino.
Baròmetro, sm. Barometro. PI. Bartén
Per indicatore del tempo costumava F. — a.
api>endere una testina di cera a una PI. F. — i.
corda di violino. Tale apparecchio veni- (Lat. med. beretinus, color grigio).
va chiamato da alcuni « bicùco », pa- Bartnora, m. Bertinoro.
rola che è forse una deformazione di La rocca pare sia stata costruita da
« bicóc ». un conte Americo. Federico Barba-
Baròn, sm. Barone. rossa si ritiene che tenesse il sito co-
PI. Barón. me base delle sue operazioni di ricon-
F. — unè§a quista della Romagna.
PI. F. — unè§. Procopio ricorda il luogo col nome di
I Nel vecchio dial. « baròn » significava Retri Honori o rupe di Onorio e Pli-
anche imbroglione, birbante. Tale signi- nio con quello di Forum Truentino-
ficato si deduce dal seguente dialogo rum.
fra un passante e una sorda. Tiziana Ronchi (La Pie, La Madon-
— 'Sa fasiv a le eia dona? na del Lago, N. 1-2 a. XVII) dice che
— A so' a que c'a mès un stèr. anticamente si chiamò Brittinorum e
Cesebeum.
—Castel?
Par piasè, cvànt a j' èl da que a e'
(Forum Druentinorum?).
— Mo! e' tnirà tre stèra e méz. Bartòcc, sm. Berrettuccio.
— A siv mata? o a siv barèna? PI. Bartócc.
— A so' la moj 'd Pirìn de fóran. Bartòcia, sf. Berrettuccia.
— Andì là, andiv a fé' brusé'! Bartóla,* f. Nomignolo che gli abi-
— A sari sempar ringraziè. tanti di Campiano (Ravenna) danno a
BARU 41 BASE

« una corrosa e mutila statua d'Apol- I A bas, In basso, all'ingiù.


lo immancabilmente romana » incasto- (Lat. bassus).
nata presso lo spigolo destro della Ba§a, sf. Bassa, Luogo basso.
PI. Ba§i.
torre campanaria della chiesa di S. Ca-
sciano in Decimo.
I t' à truvé al ba|i! (in tono canzo-
Tale statua, inserita nella muratura o- natorio), Le hai buscate!
riginale della torre, proveniva dalle j Ande' a la basa. Decadere (detto di
rovine di un tempio di Apollo di cui famiglie nobili o ricche).
si ha motivo di dedurne l'esistenza in Basamént, sm. Basamento.
quei pressi da un documento del 953 Ba^avó^a, avv. Bassavoce.
che ricorda un Campo Apollinis nel voce.
Scórr' a ba§àvósa. Parlare a bassa-
territorio di Decimano di S. Cassiano
e da un altro del 971 che parla di un Bas-ciàn, m. Bastiano, Sebastiano.
« fimdum apollinis seu fundum campi- II Placucci, in Usi e pregiudizi del con-
liani ». tadini di Romagna, riporta il seguente
Il Ricci (v. La « "Bartolla » di Campia- pregiudizio : « Rendendosi talvolta gra-
no) pensa che la statua sia stata, in- voso ai contadini per la loro povertà
tomo al mille, sottratta agli oltraggi l'eccesso carico di figli, e bramosi
dei villani che attraversavano il cam- di non averne altrimenti, impongono
po e collocata nel campanile che pro- all'ultimo che nasce il nome di Seba-
prio allora si costruiva. stiano, se è maschio, e di Sebastia-
Chi fu la « Bartóla »? Evidentemente na, se è femmina... ».
una povera accattona dal naso orribil- Bas-ciòn, sm. Bastione.
mente mutilo che girava per le no- PI. Bas-ción.
stre campagne. Infatti si usa ancora (Lat. med. bastionus. GLE).
domandare scherzosamente, a chi di- Bascòmund, sm. Servizio. Locale per
ce delle cose senza senso, se ha so- i servizi.
gnato la « Bartoletta » : « hèit sugne la PI. Bè§còmud.
Bartulèta?» (hai sognato la Barto- Nella casa di campagna i locali chia-
letta?). mati «bèscòmud » (bassi comodi) so-
Baru^è, sf. Quanta roba può portare no nella parte più bassa della casa:
una biroccia (Anche Sbaruzé). Biroc- nel retro e di fianco ;e comprendono i
ciata. capannoni, il forno, la tettoia, i por-
PI. Baru^. cili, il pollalo.
Baruzén, sm. Biroccino. Calesse da Ba§èl, sm. Basilico (pianta aromati-
ca).
viaggio a due ruote.
PI. Baruzén. (Lat. med. basilicon).
Bar?amén, sm. Marzamina. Uva ne- Ba§èlt, sm. Basalto.
ra dolce con acini piuttosto piccoli e Ba^én, sm. Bacio.
rotondi dalla buccia grossa e molti
vinaccioli. j A te ile'sole.
ba§én, A bacio, Dove non bat-
« Bar?amén », che è ima degenerazio- Ba§ér, tr. Abbassare.
ne di marzanina, ha poi degenerato in Ba§é' la testa, Abbassare la testa (in
« balsamén » o « balsaména » che è sem- atto di vergogna, di umiltà o di sa-
pre la stessa uva, chiamata in Emilia luto).
Prt. Ba§é
e nelle Marche balsamina per acco-
stamento di « balsamén » a « bélsóm », PI. — è
balsamo, dovuto anche alla dolcezza F. — éda
del '.'uva. PI. F. — édi.
Ba§, agg. Basso
PI. Bè§ [Link]§ér,
Ba§é tr. Baciare
F. Ba§a PI. — è
PI. F. Ba§i. F. — éda
BASE 42 HATE
PI. F. — édi. PI. Bastimént.
Bastón, sm. Bastone.
j Turné' a ba§é; Ribaciare. PI. Bastón.
Ba^èta, sf. Bassetta. | Zughé' a la
ba§eta, Giocare alla bassetta (a car- I Bastón de pulèr. Posatoio.
te). Bastunè, sf. Bastonata, Colpo di ba-
(Lat. med. bassetta. Nome di giuoco. stone.
GLE). PI. Bastunè.
Ba§e^a, sf. Bassezza | Umiliazione. Bastunèr, tr. Picchiare, Bastonare.
Prt. Bastunè
PI. Ba§ez.
Bast, sm. Basto. PI. — è
PI. Best. F. — éda
Basta, sf. Basta. Piega trasversale PI. F. — édi.
per accorciare. Ba§ù, sf. Paralume.
PI. Bast. ( Francese abat-jour ) .
(Lat. med. basta. GLE). Batàj, sm. Battaglio (delle campa-
ne).
Bastànt, ps. Bastante, Sufficiente.
PI. Bastént
[Link]àja,
Batàj. sf. Battaglia | (F.) Traversia.
F. — anta
PI. F. — ànti. Batajón, sm. Battaglione.
Bastér, int. Bastare, Essere assai, a PI. Batajón.
sufficienza. Batàna, sf. Batana. Piccolo schifo.
Prt. Baste PI. Batàn.
PI. — è Bàtar, tr. Battere, Colpire j Picchia-
F. — éda re I Urtare. Battere contro | Bussare
PI. F. — édi.
I Trebbiare | Battere (legumi col cor-
Bastérd, sm. Incrocio, Ibrido. reg iato) ]Battere. Vincere, Sconfìg-
PI. Bastérd. gere I (F.) Insistere [ Pulsare (del
Basti, f. Bastia. sangue).
Località sulla via Petrosa della fraz. Prt. Batù
di Pievequinta, del Com. di Raverma. PI. — u
Deriva il suo nome da un'antica for- F. — uda
tificazione,bastia
« » o castello fortifica- PI. F. — ùdi.
to, che si suppone sorgesse a sud dello i Bàtar la fera. Battere la falce (per
sbocco del Vicolo delle Ossa, o Degli rinnovare il taglio, a colpi di mar-
Ossi, con la Petrosa. tello).
La tradizione locale ha tramandato il
I Bàtar int un sid, Frequentare un luo-
ricordo di un combattimento con ba-
lestre tra forze stanziate alla Bastia e (Lat. med. batere, battere e trebbiare
forze stanziate a Castellacelo (Massa). a braccia o coi giumenti. GLE).
La località è indicata con « bastita » (Lat. battuere).
In un doc. del 1399, (U. Foschi, Carteg- Batarì, sf. Batteria, Schieramento di
gio e V. anche « strè dia Basti », alle go.
voci Petrosa e Pasna). bocche da fuoco | L'insieme dei richia-
mi nell'uccellagione.
Nella località menzionata sorgeva una I Mets' in batarì, (F.) Mettersi in con-
chiesa, o oratorio, dedicata a S. Ma- trattazione.
ria Maddalena, chiamata comunem. Batdùra, sf. Trebbiatura, Battitura.
Chiesa della Bastia. In essa si vene- I Si dice anche « Batùda ».
rava una sacra immagine (ora conser- PI. Batdùr.
vata nella chiesa di Pievequinta) ri- Batél, sm. Barchino, Barchette usa-
masta incombusta in un incendio scop- to nei paduli per andare a caccia e a
piato nel 1700. pesca con ta fiocina.
Bastimént, sm. Bastimento. PI. Batèl.
43
BATE BDOC
Batént. sm. Battitoio, Battente. Bavós, agg. Bavoso.
PI. Bavùs
Parte dell'imposta dell'uscio o della fi- F. — ó§a
nstra che batte nello stipite.
I Batént dia pòrta. PI. F. — òsi.
Batèsom, sm. Battesimo. Ba?, sm. Palo di sostegno del pal-
PI. Batìsom. co per la coltivazione dei filugelli.
Di uno che non sia molto fortunato si PI. Bèz.
dice ce L'à pi§é int e' batèsom. Baza, sf. Bazza, Buon affare.
PI. Baz.
j Tire'tutto.
fuori fura tot i batìsom, (F.) Tirar
Bazél, sm. Baccello | Piccolo gon-
Baticor, sm. Batticuore, Palpitazio- fiore prodotto da percossa.
ne di cuore. PI. Bazèl.
Batistré, sm. Battistrada, Parte del (Lat. tardo baccilliun; dalla rad. in-
pneumatico che aderisce alla strada. doeuropea bak-« bastone ».
Batiér, sm. Battelliere. Bazén, sm. Idrovoro.
PI. Batiér.
Batlérda, sf. Tagliere. (Il tutto per la parte. Dal lat. med. ba-
zinus, bacino. GLE).
PI. Batlérd.
Bàziga, sf. Bazzica (gioco di carte)
Batòcc, sm. Battaglio (delle cam- I Ba?iga zigliéda, (Su tre carte, due
pane). Battacchio. sono uguali).
PI. Batócc.
Ba?ighér, intr. Bazzicare.
(Lat. med. batochum, battaglio. GLE).
(Nel dial. del sec. XVII « batòcc » si- Bazógn, agg. Bazzotto, Tra il tenero
e il sodo.
gnifica sciocco, person?. zhe non ha
giudizio, (v. P. Sintoni, op. cit.). j Furmàj ba?ógn, Formaggio bazzotto.
PI. Ba?ògn.
Batòsta, sf. (P.) Danno ' Grave ma- Bebé, sf. Imbeccata.
lattia.
PI. Bché.
PI. Batòsti.
Batù, sm. Ragù. ] prt. Battuto. I Tu' la bché, (F.) Accettare l'imbec-
cata.
Batùda, sf. Trebbiatura.
PI. Batùdi. Bcón, (v. Pcón).
Bdél, sm. Tronco di albero.
I Rumore degli zoccoli di un cavallo PI. Bdél.
in corsa.
(Traslato del lat. med. pedale, ceppo.
I Batùda dal gramadóri. Battuta si- GLE).
multanea delle gramolatrici in segno
Bdòcc, sm. Pidocchio.
di allegrezza per segnalare l'arrivo
del corteggiatore di una di esse. j Alfido, Pidocchio j (F.) Uomo gretto.
(Lat. tardo, peduculus).
I Bussamento ] Batùda de pois, Batti- PI. Bdòcc.
to del polso. Pulsazione. | Una batùda
d'ócc, Un attimo. i Bdòcc pulén. Pidocchio pollino Bdòcc
Batudìna, sf. Battutina, Piccolo ru- 'd mér^ Mitile, Cozza (mytilus edulis)
more di passi affrettati i Bussatina I Bdòcc de gran, Sifonora del grano
alla porta . (Aphis granaria).
PI. BatudìJi. ] Bdòcc de prògn, Afide farinoso del
Bavàj, sm. Bavaglio. susino (Alphis pruni).
PI. Bavèj. j Bdòcc dia féva. Pidocchio delle fave
Bavéla, sf. Bavella. Filo che si trae (Aphis papaveris).
dai bozzoli | Tessuto di bavella. Bdòcc de pé§g, Alfide nero del pe-
(Lat. med. bavella, bavella, seta di sco (Aphis persicae Boyer).
scarto. GLE). Bdòcc sangvén. Pidocchio sanguigno
Bavól, sm. Baule. (Aphis lanigera).
PI. Bavól. Bdòcc, sm. Vilucchio ( Convolvulus
BDOG BELZ
44
arvensis).
Béchincró^,
croce. sm. Crociere. Becch'in
(Il DEI cita, fra le altre, la voce emi-
liana « vlócc » e riporta 11 vocabolo PI. Bechincrus.
latino, ricostruito, « volùculum »).
Béda, sf. Bada, Guardia Tné' a
Bdógnti, m. pi. Pòrta di Bdogn (a béda, Sorvegliare.
Forlì). Porta Cotogni. PI. Bèg. sf. Bega.
Bèga,
(Forlì, 1408, Porta Codognis).
Bdól, sm. Pioppo nero. ISi crede che sia di origine ostrogota).
PI. Bdól.
Bègna, Voce del verbo b§ugnér. Biso-
(It. ant. bidollo; e lat. med. bedullum
e bedolium, GLE. Dal lat. betulla che Urge. gna, Occorre. Fa d'uopo. E' necessario,
secondo il DEI è voce di origine gal- Bèglia, sf. Balia j Levatrice.
lica).
Ande a b.. Andare a fare da b.
Hdóla, si. Pioppo cipressino. PI. Begli.
PI. Bdóli.
(V. Bdól). Bèjb, agg. sm. Balbo, Balbuziente.
PI. Bèjb
Bduciós, agg. Pidocchioso. F. — Béjba
PI. Bduciùs. I Si usa generalmente in P. F. — Béjbi.
senso dispregiativo; altrimenti si usa: (Lat. balbus)
cruv ad bdócc, coperto di pidocchi.
Bè, sm. Vino. [Link],
Bèi agg. Bello.
Quando si offre da bere bisogna ver- F. — Bela
sare prima il vino, poi si
l'acqua, perchè PI. F. — Bèli.
facendo diversamente dice che « u Bèi, sm. Belato.
PI. Bèi.
s' perd l'amicizia ». Un tempo ( Ba-
gli, note al Placucci, op. cit.) si diceva Béladóna, sf. Belladonna (Atropos
che, se si versava prima l'acqua, co- belladonna).
lui che beveva, una volta sposato, sa- Belóman, sm. pi. Begliuomini, Balsa-
rebbe rimasto vedovo. mina, (Balsamina hortensis).
Béc, sm. Becco. Bélsom, sm.. Balsamo.
I Puntura (di insetto). PI. Bèlsom
(Lat. balsamum)
I E' bèc d'un u§él. Il becco d'un uccello ;
j E'bèc d'una mosca. La puntura di Bèlz, sm. Balzo (G. Mengozzi, op. cit.,
una mosca. parte III, ott. 44). Legaccio dei covoni.
PI. Bèc. (Dal lat. balteus, cintura; da cui il lat.
Bèc, agg. Becco, Cornuto | Beccuccio. mediev. balzum).
PI. Bèi?.
] Bèc avèrt. Avocetta, Monzechina, Re-
cordella, Becco storto, Spinzàgo d'ac- Bèlza, sf. Pastoia. Correggioio o cate-
qua. nella che si mette alle zampe della ci-
PI. Bèc vetta o di altri zimbelli.
F. — Bèca PI. Bélz.
PI. F. — Béchi
PI.Bèlza,
Bel?. sf. Balza.
I Fé' bèc òn, Far le corna a uno.
Bécafìg, sm. Pigliamosche, Grisòla.
PI. Bècafìg. E' rógg dia bélza. Il ruglio della
balza. Si tratta un urlo o di un cupo
Uccelletto un po' più grande del cana- boato di misteriosa provenienza che
rino, che non ha nulla in comune col ora nessuno più ode ma che una volta
beccafico. pare che si udisse ogni tanto.
Becamort, sm. Becchino, Necroforo. Su « e' rogg dia bélza » la Pie ha rac-
PI. Bécamùrt. colto una documentazione che, con de-
B. ha spesso un significato dispregia- nominazioni diverse, segnala il feno-
tivo. meno su tutto il globo.
45
BEMB BES
Nelle Ville Unite è considerato un « tón formazione del lat. er (her) «riccio».
a zìi §rén » un tuono a cielo sereno. (Vedi R. Grandsaignes d'Hanterive, op.
cit.).
Bèmba, sf. Epa, Pancia.
PI. Bèmb, Bèra, sf. Birra.
PI. Ber.
Ben, sm. Bene, Affetto.
Bérb, sm. Barbio (Barbus plebeius).
i Amore. PI. Bèrb.
i avv. Bene, A modo.
Ben, avv. Molto | Ben ben!, Molto Bérba, sf. Barba j Mento.
bene! PI. Bérb.
Bénavlù, agg. Benvoluto, Beneamato, Questo vocabolo, qui nelle Ville Unite,
stimato. significa solo « barba » ; ma nel dialet-
PI. Bénavlù to antico significava anche « mento »
F. — ùda come in altre zone. Si dice ancora
PI. F. — ùdi. « fazulèt lighé sota la bérba », fazzoletto
annodato sotto il mento.
Bènda, sf. Binda. Cricco, Vericello.
I Benda. Pezzuola per coprire gli occhi. Bérba 'd béco. Barba di becco.
PI. Bènd. (Tragopon pratensis L) P. Zangheri.
Bérb ad fré, (v. Lischi)
Bèndul, sm. Bindolo. Ruota con bi- (Lat. barba; rad. indoeuropea bardh-
concioli per tirare acqua e irrigare orti. « barba »).
( Tire' int e' bèndul, Tirare il bindolo. Berbacàn, sm. Barbacane (V. S-ciop
Beneficiénza, sf. Benefìcienza. dal vid).
Benefizi, sm. Beneficio | Ristoro j PI. Barbachén.
Sollievo I Aiuto.
PI. Benefici. I B., in dialetto, significa solo sostegno
orizzontale delle viti. Saettone.
Benèsom, superi. Benissimo. Bérbar, agg. sm.. Barbaro.
Benestànt, sm. Benestante. PI. Bérbar.
PI. Benestént
Bèrba^vàn, sm. Barbagianni. Allocco;
P. — anta Allocco comune e Allocco bianco (v.
PI. F. — ànti. Ulòc).
Bénsarvì, sm. Benservito. PI. Bérba^vèn.
Benvèst, agg. Benvisto, Stimato. I cacciatori lo chiamano scherzosa-
PI. Bénvèst
F. — està mente «?vanén », « Ugo » e « e' sgnòr
PI. F. — èsti. Ugo ».
Bére, sm. Bica.
Ber, tr. Bere. G. Mengozzi, Op. Cit., nota « a », p.
Prt. Dbu 2M, scrive: «Bére. Barco chiamasi in
PI. — Dbu Romagna la bica o massa, che si fa
F. — Dbuda
suU'aja, dei covoni del grano mietuto ».
PI F. — Dbudi II Glossario Latino Emiliano traduce
I Déla da bè, (F.) Darla da intendere. barcus o barco con « luogo coperto di
Imucche.
De' da be' al bèsti, Abbeverare le deposito» e riporta un «meta (vedi
« meda ») seu barco grani ». Di qui il
(Lat. bibere; rad. indoeur. pi- «bere»). nostro « barco ».
Ber, sm. Montone, Ariete, MascTiio PI. Bére.
della pecora. Bèrca, sf. Bica a forma allungata.
PI. Bére.
1 Làppola, Zeccola. Capolino di lappa
e qualunque seme o involucro di semi (V. Bére).
dotato di uncini che si attaccano ai
vestiti, al vello delle pecore e al pelo PI.Bèrca,
Bére. sf. Barca (da pesca, ecc.").
degli altri animali. PI.Bé§,
Bi§. sm. Bacio
PI. Ber.
Per il secondo significato forse è de- (Lat. basium).
BESA 46 BIAS

Bè^a, sf. Biscia. I Tu' la béva a e' curtèl, Sbavare il ta-


PI. Bè§. glio della lama del coltello.
I Be^a da acva. Biscia dal collare (del-
le Natrici). I (F.) P'è' al bév a la boca, (F.) Acca-
lorarsi, Infervorarsi.
I Bè$a bòa, (Biscia boa). Serpente boa PI.Bè^,
Bè^.sm. Bacello.
e Tromba marina.
Barlé, sf. Vetriciaio.
I Be§a da téra (Biscia di terra). Bi- PI. Barlé.
scia nera e B. grigia.
I Bè^a da la cresta. Biscia crestata. j Barlé de fio', Vetriciaio del fiume.
Biscia (o drago) favolosa scaturita (Vi sono generalmente piantati alberi
probabilmente dalla fantasia popolare e arbusti di ogpi genere).
dalla visione delle immagini di San (Lat. med. barleta, terreno incolto ce-
Mercuriale e di San Giorgio, dipinte spuglioso. GLE).
nei plaustri, raffigurati nell'atto di tra- Bgòn^, sm. Bigoncio.
fìggere ildrago. « Recipiente di legno a doghe, cer-
« Be§a da la cresta » è chiamato anche chiato », adoperato per travasare il
vino.
il regolo delle biscie detto « e' règval
dal bè§ », descritto con la cresta e ri- Anticamente in Ravenna era anche
tenuto capace di fischiare. una misura per la calce.
PI. Bgòn^.
I Be§a-galàna (v. alla voce Besagalàna)
I Bè§ cudéra. (v. Be§a-galàna). Per il I Bgónz d'èv (Alla lett. Bigoncio d'api).
sign. di « cudèra » vedi la voce «cudèr». Bugno rustico.
(Lat. med. beguncio. DEI).
I Fé' la bè^[Link]
dimenando fune. a far la biscia Bgunze, sf. Il contenuto di un bi-
I A bè§a, A biscia, A serpentina.
Be^a an?ula, (Biscia angiola). Biscia PI. Bgxm^é.
goncio.
d'acqua. Bgunzér, sm. Barilaio.
Be§agalàna, sf. Tartaruga (Il nome PI. Bgunzer.
dialettale è composto da « be§a », bi- Biàca, sf. Biacca, Cerussa.
scia, e dal veneto « galana » che signi- Biànc, agg. Bianco.
fica testuggine marina e terrestre). PI. Biénc
PI. Bèsgalàn. F. — Bianca
(Forse dal greco bizantino galaia «na- PI. F. — Bianchi.
ve»; da cui il lat. med. galea). [ E' biànc dl'ongia, Lunetta dell'imghia.
Bèscar, sm. Recipiente in genere. I Ande' a ca di biénc, (F. ) Andare a
PI. Bèscar. ietto.
Bès-cia, sf. Bestia. Biànc scanadè. Candido, Bianco can-
Comunemente significa Mucca. dente.
PI. Bès-ci (Bestie)
I De' e' biànc a la ca. Imbiancare la
casa.
PI. — Bèsti (Mucche).
I Ma§é' al besti. Governare le mucche. Biancari, sf. Biancheria.
I Marche ' dal besti, Mercato del be- Biancù^, agg. Bianchiccio.
stiame. PI. Biancùs
I Mèi dal besti, Afta epizootica. F. — ù§a
I Cnó§ar la bès-cia, (F.) Conoscere il PI. F. — u§i.
carattere di una persona. Biascèr, sm. Masticamento, Biasci-
(Lat. bestia). camento.
Bètula, sf. Bettola. Biascèr, tr. Biascicare.
PI. Bètul. Prt. Biascé
(Lat. med. betula, bettola. GLE). PI. — è
Béva, sf. Bava, Saliva. F. — éda
PI. Bèv. PI. F. — édi.
I Beva' dvént. Bava di vento. Biastèma, sf. Bestemmia.
47
BIAS BIGA
PI. Biastèm. PI. Bicóc
F. — Bicóca
j Biastèm eh' al j' impeja la pepa, Be-
stemmie da accendere una pipa. PI. F. — Biccchi.
(It. ant. biastema. DEI). i Vècia bicóca, Vecchia bianchiccia,
Biastmàza, sf. Brutta bestemmia. canuta.
PI. Biasimaci. I Véce bicóc, Vecchio bianchiccio, ca-
nuto.
Biastmèda, sf. Bestemmiamento.
PI. Biastmédi. I Pél bicóc. Peluria degli imberbi e
Biastmér, tr. e int. Bestemmiare. degli uccelli ancora di nido.
I rfl. Fare un giuramento con maledi- Bicùco, sm. Nomignolo dato in al-
zioni contro sé stesso. cune case a un segnatempo costruito
(v. Biastema). con una corda di violino e una testi-
Biastmaddr, sm. agg. Bestemmiatore. na di cera.
PI. Biastmadùr Bidél, sm. Bidello.
F. — óra PI. BidèI
PI. F. — òri. F. — èia
Bia§unà^, sm. Biascicone. PI. F. — èli
PI. Bia§unéz. Bidòn, sm. Bidone. Grosso recipien-
F. — à^a te di latta.
PI. F. — à?i. PI. Bidón.
Bibastrél, sm. (v. Baibastrél). Biédla, sf. Bietola, Barbabietola.
Bìbita, sf. Bibita. PI. Bièdal.
PI. Bibit.
I Sape' al bièdal, Sarchiare le bietole.
Bicadùra, sf. Beccatura | Puntura (di I Grate' al bièdal, Grattugiare le bie-
insetto). tole.
PI. Bicadùr. Biét, agg. Beato | sch. Compunto.
PI. Bièt
Bichér, tr. Beccare | Pungere j Abboc-
care (all'amo). F. — èta
j Biche' l'uva, Piluccare l'uva. PI. P. — éti
Bichir, sm. Bicchiere. Bièta, sf. Cuneo di ferro, o di legno,
PI. Bichir. per spaccare tronchi.
I Bichir cun e' pe. Bicchiere a calice. I Zeppa,
PI. Bièt Bietta.
(Come il lat. med. becherius (GLE),
dal lat. becarius, dal greco bikos, « va- Bièva, sf. Biada.
so per bere »). PI. Non esiste.
Bichìra, sf. Bicchiere. I La bièva de sumàr (La biada del-
PI. Bichirén. l'asino), II bastone.
Bichirén, sm. Bicchierino. I U j vò dia bièva de sumàr, (F.) Ci
PI. Bichirén. vuole del bastone. Questo rimedio ve-
Biciclèta, sf. Bicicletta. niva purtroppo suggerito per le mo-
PI. Biciclèt. gli poco remissive.
I Biciclèta da via?, B. da turismo. (Lat. med. biava. V. GLE alla voce
I Biciclèta da còrsa, B. da corsa. bernarda; e biada, DEI).
Sue parti: TIèr, Telaio; Ròd, Ruote; Bigaràta. sf. (?) (v. Mèi).
Pur^èla, Forcella anteriore; Furzién, Bigaròn, sm. Con questo vocabolo
Forcella posteriore; Sèla. Sellino; Stèr?, il dialetto fa ora una gran confusio-
Sterzo; Cadéna, Catena; Ruchet, Roc- ne perchè indica l'ape legnaiuola (Xy-
loeopa violacea), il calabrone (Vespa
chetto, Seat fès. Ruota fissa;' Seat
lèbar, Ruota libera, Multeplica, Mol- crabo) e le diverse cetonie dette an-
tiplica; Pidavél, Pedivelle; Ra?, Raggi; che «bigaròn d'or ».
^arción, Cerchi; Gom, Gomme (Cu- E' un accrescitivo della voce emiliana,
rala e Càmbradéria); Pidèl, Pedali. veneta e lombarda « bigùt ». (bigatto e
Bicóc, agg. Bianchiccio. Biancastro. bigattolo, sec. XIV).
BIGA 48 BIOJ

Bìganinèr, sm. Rumore del cala- PI. F. — òti.


brone. Blgul, sm. Spaghetto, Vermicello.
PI. Bìgul.
I Fé' de bigarunèr, Fare il rumore del
calabrone, o dell'ape legnaiola. (Come il veneto « bigolo », spaghetto.
Bigàt, sm. Larva, Baco | Filugello. Secondo il DEI, dal lat. bombyx).
j Bigàt da tèra, Verme bianco, Lar- Bigutér, tr. Boicottare
va del maggiolino (Melolontha, melo- Prt. Biguté
lontha). PI. — è
PI. Bighèt. F. — éda
PI. F. — édi. .
I Fé' idabighèt,
bachi seta. Fare i vermi ] Allevare Biguti^óm Bacchettoneria, Ipocrisia.
I Bigàt dia ?;ri§a, Larva di mosca delle Bìgval, (v. Bigul).
ciliege (Rhagoletis cerasi, L.). Bjidulén, sm. Barbabietola da seme.
II popolo crede ancora nella genera- PI. Bjidulén.
zione spontanea e perciò si dice « fé' i (v. Piantòn).
bighèt », fare, generare larve, bachi. Bjidulén, sm. Barbabietola da fo-
raggio
II Ibachi
bighètda i seta vén arrivano
tra e' vèrd
tra e ile'verde
sec,
PI. Bjidulón.
e il secco. Cioè tra la fine dell'inver- Bilin, sm. Giocattolo.
PI. Bilìn.
no e l'inizio della primavera.
I II detto « l'è un bigàt », è uno scal- Bimbéda, sf. Rimpinzata, Mangiata,
tro, forse deriva dal lat. medioevale Scorpacciata.
bigator che significava « uomo di ma- I Déss una bimbéda, Riempirsi.
le intenzioni» (v. GLE). PI. Bimbèdi.
Bigàta, sf. Baco. Baco della frutta. Bimbèr, intr. Rimpinzare, Gonfiare,
PI. Bigati. riempire per molto mangiare.
Prt. Bimbe
I Bigata dia zri§a. Baco della cilie-
gia. Si tratta della larva della mosca PI. — è
delle ciliegie (Rhagoletis cerasi, L.). F. — éda
I Bigata dal caròt, Depressaria ner- PI. F. — édi.
vosa, Hw. Infesta le infiorescenze del- Bindadùra, sf. Bendatura.
la carota e del sedano. PI. Bindadùr.
Bigaté, agg. prt. Bacato, Verminato. [Link]èr, tr. Bendare. Mettere la ben-
PI. Bigatè
F. — éda Prt. Binde
PI. F. — édi. PI. — è
Bigatela, sf. Crisalidi e farina di F. — éda
crisalidi di filugello. PI. F. — édi.
(Dall'it. ant. bigatolo?) G. Mengozzi, Bindulèr, intr. Girare lentamente
in [Link]., ott. 92, dice: « Bigattina. qua e là senza decidersi a far nulla.
Così chiamasi la farina di crisalidi Ciondolare.
essicate, ad uso di nutrire tardi, ecc. ». (L'idea viene dall'animale che tira il
Biglia, sf. Bile | Ira, Indignazione, bindolo, « e' bèndul », il quale gira sem-
Sdegno. pre e rimane nello stesso posto).
PI. Bigli. Bindulón, sm. Irresoluto ] Incerto )
Bigliérd, sm. Biliardo. Ciondolone ] Bighellone.
PI. Bigliérd. PI. Bindulón
Biglièt, sm. Biglietto. F. — a
PI. Biglièt. PI. F. — 1.
Bigòt, agg. Bigotto. Binéri, sm. Binario delle ferrovie
PI. Bigót PI. Bineri.
F. — òta Biòjg, sm. Bifolco. Colui che custo-
BIOJ 49 BISI

disce le mucche. « La§a la biréna ! » Lascia la tacchina !


PI. Biùjg. Questo grido che si usa ancora più
(Colui che incita, stimola le mucche per ischerzo che per vera allusione,
durante l'aratura^ si chiama « ?arla- veniva rivolto a un povero ubriaco-
dór » perchè una volta teneva la « zér- ne di Forlì che era stato accusato in-
la », l'asta col pungolo. L'aratore, nel giustamente di aver trafugato una tac-
senso di colui che regge l'aratro, non china dall'aia di un contadino. Il gri-
ha 11 corrispondente dialettale). do era « Bertaccini, lassa la biréna ».
(Dal lat. bubulcus^ guardiano di buoi). (La pie, anno X, n. 3).
Biójga, sf. Canzone del bifolco. Biribès-c, m. Bir ibisco. Deformazio-
I A la biójga. Alla bifolca, alla ma- ne di « biribisso », gioco d'azzardo. U-
niera del bifolco, (v. Cantér). sato in tono canzonatorio significa
I Un brano di «Canta a la bìojga»: « persona da nulla ».
« Lavora biujgarin, Birichén, sm. Birichino ; Mariolo.
eh' l'è una cuncola ». PI. Birichén
« A n' po§i laviu-è', F. — a
eh' l'è téra mola». PI. F. — i.
« Lavora biujgarìoi, Birichinéda, sf. Monelleria I Mario-
leria.
eh' l'è una purceta ».
PI. Birichinédi.
« A n' pofi lavurè', Birinàza, sf. Rospo.
eh' l'è tèra seca ».
I Stornello « a la biójga » : PI. Birinàz.
La vaca mora l'à fat un vidèle / e te Birìnéna, agg. f . « Rospina ». Di ro-
putàna t'hèi fat un burdèle. (La vacca spo. Detto della pelle.
morra ha fatto un vitello / e tu put- Pela birinéna, Pelle ocarina.
tana hai fatto un bambino).
I Fé' avnì' la pela birinéna. Fare ac-
Biónd, sm. agg. Biondo. capponare la pelle.
PI. Biónd Birinin, sm. Tacchinotto.
F. — a [Link],
Bi§agg. Bigio.
PI. F. — i.
Biradin, (diminutivo di «ber»). Pe- F. — a
corino. Giovane ariete. | (F.) Tipetto PI. F. — i.
scontroso. (Lat. med. bisius. DEI).
I La j' è un biradin. E' scontrosetta. I Bi§, Ancora, Un'altra volta. Due vol-
Birb, agg. Scaltro, Furbo, Malizioso. te IFé' e' bis. Ripetere (Lat. bis).
PI. Birb Bi§, sm. Borracina. Alghe di acque.
F. — a stagnanti.
PI. P. — i. Bìfàca, sf. Bisaccia | Tasca (Rav.)
Birbité, sf. Furberia, Scaltrezza, Ma- PI. Bi§àc.
lizia. (Lat. med. bisacha, bisaccia. GLE).
PI. Birbité. Bi§-ciòla, sf. Bestiola. Riferito a
Birbòn, sm. Furbacchione. mucca.
PI. Birbón. PI. Bis-ciòl.
Birén, sm. Tacchino; Billo. Biscòt, sm. Biscotto in genere.
PI. Birén. PI. Biscòt.
« Birén » più che da « billo » deriva (v. Scutén).
da « biro » piemontese. Le massaie in- Bi§ighèr, intr. Lavoracchiare,
fatti usano il richiamo « bir - bir » an- (v. Bi§igval).
ziché «billi - billi ». Bi^ighèr, sm. Confusione, Disordine,
Lavoro disordinato.
I Birén, 'd mér. Otarda, Starda, Star-
da maggiore. Bi§iglìn. m. (diminutivo di Bi§igval)
Biréna, sf. Tacchina. Nomignolo con cui si indica una per-
PI. Birén. sona indaffarata in tante piccole fac-
RISI 50 BUG

cende. PI. Bl?èr


Bi^ìgual, sm. (v. Bisigval). F. Bi?;ara
Bi!;ìgula, sf. Aguglia comune. (Belone PI. F. Bi?ari.
Belone). PI. Bi§ìgul. Binari, sf. Bizzarria, Stramberia, Sra-
Bisigval, sm. Oggetto fuori posto che nezza.
genera confusione. PI. Binari.
Blac, sm. Straccio, Cencio.
I Bisegolo. Lisciascarpe. Arnese del cal- PI. Blèc.
zolaio. Il DEI riporta: « Biségolo (bi-
sévolo). Liscia piante, arnese per liscia- ! Car"hé' i blèc, (F. ) Tirar le cuoia.
re la suola delle scarpe ». I Cade' coma un blac. Cadere come un
Bi§igvla, sf. (v. Bisigula). cencio.
Bi^nón, sm. Bisnonno, Bisavolo. [Link]ó§,
Blacu§ agg. Stracciato.
PI. Bi§nón
F. Blacó§a
F. Bi§anóna
PI. F. Bi§nón. PI. F. Blacó§i
Bì^òn, sm. Biscione, Drago. I Tòt blacos. Tutto stracciato.
PI. Bi§òn. Biànda, sf. Bilancia
Bi^ulìna, sf. Bisciolina, Piccola biscia. PI. Blànj
I Rete a bilancia.
PI. Bi§ulìn.
Bitulén, sm. Bettolino.
PI. Bitulén. I Stè' in biànda, Stare in bilico.
I Mètar in blànza, Bilanciare.
Bitóm, sm. Bitume, Asfalto. (Lat. med. balanza).
Bitumira, sf. Bitumiera, Caldaia per Blanzén, sm. Bilancino. Traversino,
sciogliere il bitume | Macchina per di legno, o di ferro, a cui si attaccano
pruzzare il bitume. le tirelle del cavallo, fuori delle stanghe.
PI. Bitumìir.
1 Bilancia del barroccino e della car-
rozza.
Biùda, sf. Albume, Biuta | Biuda
(Panzini). j Bilancino di farmacia, o di negozio,
PI. Biùd. per piccoli pesi.
Biujghé, sf. « Biolcata ». Biolca. Quan- PI. Blanzén.
to lavoro può fare un aratore in un Blér, int. Belare.
giorno. ( Radice europea ble- « belare », da cui il
PI. Biujghé (v. Bicig). lat. belare).
Bivàgn, sm. (v. Dbègn). Blèr, sm. Belamento, Belìo.
Bivdòr, sm. Bevitore Blèt, sm. Rossetto, Belletto
PI. Bivdùr PI. Blèt.
F. Bivdóra Blèza, sf. Bellezza
PI. F. Bivdòri. PI. BÌèz.
Bivdùr, sm. Beveratoio. Pozza d'ac- Blìgul, sm. Ombelico
qua naturale, o artificiale, per la bevera- PI. Blìgul.
ta degli animali o per andarvi a caccia Costuma conservare il cordone ombe-
con reti e panie. licale fino a quando il bambino non è
Bìver, sm. Termine dialett. riporta- capace di sciorglierlo da sé.
to da F. Serantini che significa castoro. A Palma di Montecchio (Sicilia) le
« Bivero » per castoro, è usato da Dante donne conservano il cordone ombelicale
neirinf . quando dice : « E come là tra il dei figli perchè temono che, buttandolo
Tedeschi lurchi - Lo bivero s'assetta a via, questi, fatti adulti, abbandonino la
far sua guerra ». loro casa.
Biviràgg, sm. Beveraggio. Questa costumanza di conservare il
I Intruglio cordone ombelicale in località, così di-
PI. Bivirègg. stanti fra loro, conferma un'origine co-
Bizar, agg. Bizzarro, Strambo, Capric- mune delle più antiche popolazioni ita-
cioso ICaparbio. liche.
51
BLIG BOLA
Blìgrval, sm. (v. Blìgul). di bocca (per darlo a un altro).
PI. Blìgval.
I Ave' dia bóca, (F.) Spararle grosse
Blòc, sm. Blocco I Far l'arrogante (ma solo per impres-
PI. Blóc. sionare, per intimidire).
Blu, agg. Azzurro, Turchino. I Fé boca da ridar. Atteggiare la bocca
Blucàgg. sm. Bloccaggio a sorriso (in segno di saluto, indulgen-
PI. Bluchègg. za, condiscendenza; oppure per com-
Bluchér, tr. Bloccare ] Fermare | patire e commiserare).
Chiudere.
Prt. Bluché I Turzé' la boca. Storcere la bocca.
PI. — è j Ma§*é' la bóca, (F.) Raccomandare
stomaco. lo
F. — éda I Boca 'd lóv. Bocca di lupo, Bocca
R F. — édi. di leone. (Antirrhinum majus).
Bluchèt, sm. Blocchetto II Galliziani (op. cit.) riporta il raven-
PI. Bluchèt. nate « Boca d'agliòn ». La selvatica è la
Blu§, sm. Cartiiciotto linaria (Antirrhinum Linaria) i cui fio-
PI. Blus ri sono di coir giallo canarino.
F. Blu§a Bòcìa, sf. Bottiglia
PI. F. Blu§. Pi. Bòcc
Bo, sm. Bue. (Lat. med. bocia, v. DEI).
PI. Bu Bócla, sf. Buccola
PI. Bócval.
I E' cobóche mat
si faceva (Il buea trebbio
matto). nelle
Era unstalle.
gio-
Bòcval, sm. Ricciolo, Cincino.
Legavano una forca (di legno) alla schie- (Francese, boucle).
na di uno, con i rebbi fuori della testa PI. Bocval.
voltati in su. Poi gli mettevano una co-
perta addosso; indi il bue matto si ap- PI.Bóf,
Bóf agg. Buffo, Comico.
poggiava aterra con le quattro zampe F. Bófa
e veniva preso a mano da un altro che PI. F. Bófì
gli impartiva dei comandi da esso ese- I Sm.
guiva alla rovescia, in modo che mette- Bófal,Comico.
sm. Bufalo
va, fra grida e risa, lo scompiglio fra PI. Bófal.
le ragazze. Bófla, sf. Bufala
I Lèc de bò (v. « lèc »). PI. F. Bófal.
(Lat. bos). Bógn, sm. Foruncolo.
PI. Bogn.
I Bò'dsatoPasqua, Bue per
con ogni cura di Pasqua. Ingras-
la mostra del I Bógn róstic. Bugno rustico, Alveare
mercato che si svolge prima di Pasqua. ospitato in un bigoncio (in questo caso
I Ch'àmigliori
i bu mej è chiamata anche « bgónz »), in un tron-
buoi tiratira avanti.
avanti; cioèChichihahai co di albero, o in un qualsiasi recipien-
più possibilità fa di più. te rudimentale.
Bóbal, sm. Bùbbolo. Tubo di canna.
PI. Bóbel. I Bógn ^ig. Fignolo.
Bòja, Birichino.
' Sch. sm. Boia
« I bóbal 'd cana », i bubboli di canna PI. Bùja.
venivano usati per avvolgere accia. Bub-
boli, col nodo da una parte e un tappo Bója, sf. Bolla j Vescichetta della
dall'altra, servivano per conservare pol- pelle I Gonfiore causato da pesto.
(Lat. ijulla).
veri e semi.
Bóca, sf. Bocca 1 Foce 1 Orifizio. BÒI, sm. Bollo, .Marchio, Suggello.
PI. Bóc. PI. BÒI.
Fé' al bóc, Far le boccucce. Bòia, sf. Chiazza | Pulica.
A bóca, A voce. Boia d' cria. Pulica, Pulliga.
PI. BÒI.
Tuss e' pan da la bóca. Levarsi il pan
BOLS BOSC
52
B61§, agg. Bolso, Asmatico in « Alcuni canti popolari » raccolti da
I Ottuso, Non affilato (di lama) O. Guerrini la « Borda » è un essere
PI. Bul§ cattivo che ammazza i bambini. « Ni-
F. Bol§a nàn, ninàn, la Borda la liga 1 bei ba-
PI. P. Bol§i. bén cun una corda ».
(Lat. med. bulsus, bolso: « equus... bul- Forse dalla radice indoeuropea bha -
sus » OLE). « idea della luce e di rendere luminoso »
Bómba, sf. Bomba (arma). (v. D'Houterive, op. cit.) da cui il lat.
PI. Bómb.
Fata « dea del destino » e l'italiano fan-
tasma.
I E' s-ciopa la bomba, (F.) viene fuori il
marcio, Si scoprono gli altarini. [Link],
Burg sm. Boi'go.
Bòn, agg. Buono
PI. Bón (Lat. med., 1332, burghus).
F. Bòna PI.Bórsa,
Bórg sf. Bùgola. « Burchia ».
PI. P. Boni
I Fé' bón, Far bene | Essere utile. I Bórga de remai. Bùgnola della crusca.
I Sm. Buono, Biglietto con l'obbligo di Ora è un recipiente qualsiasi, ma una
pagamento. Buono per ritirare oggetti. volta era un paniere di paglia. Dice B.
I Bòn da mèi. Carta da mille lire Blondelli « Vaso composto di cordoni
I Fèf bón, Crescere. (Se è inferito al di paglia legati con rovi per tenervi le
tempo sign. «farsi bello»). biade » ; ma forse vi si tenevano anche
I A la bona, Alla buona. cose diverse come fa supporre il verbo
] Ande' a la bona. Comportarsi con mo- « burghér » che vuol dire cercare.
destia. Bòria, sf. Burla, Scherzo, Celia.
I Invstiss a la bòna, Vestirsi modesta- j Bòria a la ramgnàna, Burla tremenda
mente, senza pretese o sfoggio di ele- PI. BórU
ganza. I Sté' a la bòria. Accettare lo scherzo,
I Da 'd bòn, Sul serio, seriamente. Reggele alla celia.
I Bòna lana, sch. Bel tomo. Borsa, sf. Borsa
Bonaman, sf. Mancia, Buonamano. PI. Bors
PI. Bònmàn. (Lat. bursa; dal greco bursa, «pelle,
Boni, sf. pi. Buone maniere, Tatto, otre»).
Garbo. Bóf, sm. Bussata. Chiamata al gioco
( Cun al bòni, Con le buone maniere, delle carte <v. Bu§ér).
con tatto. ! A tòt bo§, A tutto spiano.
Bonuscìda, sf. Abbuono. Bò^al, sm. Bossolo, Tubo di ottone
PI. Bonuscìd. 0 di cartone che contiene la carica e il
Bòra, sf. Brago, Melma. proiettile, o i pallini, delle armi da
PI. Bór.
fuoco I Bosso (Boxus sempervirens).
Bòra, sf. Borra. PI. Bó§al.
PI. Bòr.
Bòrd, sm. Bordo, Limite, Ciglio, Orlo. 1 Legn 'd bòsal. Legno di bosso.
PI. Bùrd. I Bòsal 'd cartocia, Bossolo di car-
tuccia, per cartuccia.
Borda, sf. Strega | Animale immagi- Bòs-e, sm. Bosco.
nario e terribile (Voce ravennate). PI. Bósc.
I « La Borda è una specie di fantasima Bós-c, sm. Bosco.
bendata ed orribile, vagante tra la not-
te e il crepuscolo; è una personificazio- PI. Bòs-c
(« Bòs-c » è pronuncia più antica di
ne imaginaria della paura,... e viene in- « bòs-c »).
vocata dagli adulti per far allibire i Bósca, sf. Siepe.
fanciulli indocili e disobbeddenti ». (T. Ancora alla fine del secolo scorso aveva
Randi, op. cit.). anche il significato di selva. Es. : Sa'
Anche nella III Ninnananna riportata Fabiàn e' la§è la su moj par andé' int
BOSC 53 BRAG
una bósca a fé uraziòn (Da una versio- Bota, sf. Botta, Percossa | Colpo
ne dell'« Urazdòn 'd Sa' Fabiàn », di G. I Picchio I Ammaccatura.
Bacocco, La pie, anno X, n. 3). I (F.) Boria, Spocchia.
Bósca, sf. Busca.
Ifreddo
Colpo o (d'aria, di vento) j Ondata (di
di caldo).
I Andésn'a bósca. Andare alla busca, a
buscare, a guadagnare. I Bòt da òli sànt. Percosse da olio santo.
Bó^Ia, sf. Bussola, Strumento per Bó^a, sf. Buccia, Corteccia, Scorza.
orientarsi | Bussola, Porta intema, di PI. BÓ5
j (F.) Aspetto
legno, leggera, eseguita con lavoro ele-
gante. • Ave' la bó|a bòna, Avere la buccia
PI. Bósal.
buona. Avere l'aspetto florido (Lat.
Bo^ma, sf. Impasto di cruschello e med. buza, scorza. GLE).
acqua Se si toglie la buccia a una mela o a
evitare che veniva passato
il formarsi sull'ordito
di sfilacce. per
Bòzzima. ima arancia, tutta di un pezzo, si dice
Bóst, sm. Busto. che « u s' lebra un'ànma da e' Purgatò-
PI. Bóst.
ri » (si libera un'anima dal Purgatorio).
Bósta, sf. Busta 1 Custodia. Ma si dice anche che « u s' fa muri' un
PI. Bóst. fré (si fa morire un frate).
] Tire' la bosta, Ricevere )a paga. Botalo, sm. (Alle lett. «buttasù»).
Bòt, lat. sm. med.
Tocco,bottum,
Un'ora rintocco
dopo mezzodì. Sossopra (in senso reale e figurato).
(Dal della
I Fé' un botasó. Ammucchiare disordi-
natamente.
campana. GLE).
Bota, sf. Botte. Bò^al, sm. Boccio, Boccinolo
PI. Bót Bòzzolo.
I Bota de cantón. Botte del vino buono, PI. Bó^al.
tenuta normalmente in un angolo della Brac, sm. agg. Bracco, Cane bracco.
cantina. PI. Brèc
I Bota de sulfét. Botte per il solfato (Lat. med. braccus, cane bracco. GLE).
di rame.
Brac, sm. Pronubo, Mediatore di ma-
I Fié da bota, Odore di muffa (del vino) trimonio (Termine ormai caduto in di-
I Té§ dia bota, Tartaro. suso). (In senso figurato, dal lat. tardo
° Cminjér una bota. Cominciare a spil- braccus, dal germanico bracco, « cane
lare il vino da ima botte piena. da caccia »).
I Bota cménza, Botte avviata, non più Bracialèt, sm. Braccialetto
piena. PI. Bracialèt.
I Efar in chév dia bota, Essere agli ul- (Lat. med. brazzalettu, bracciale, parte
tinii sgoccioli. dell'armatura. GLE).
I E§ar int 'na bota 'd fér, (F.) Essere Braghèt, sf. pi. Mutandine per bam-
tranquillo, sentirsi al sicuro. bino.
j Metr'a man la bota, Por mano alla Braghir, agg. Superbo, Altezzoso.
botte. (Dal lat. med. « mittere ad ma- PI Braghir
num » porre mano... GLE; alla voce F. Braghìra
« mittere »). PI. F. Braghiri
I Int la bota ?néna u j sta e' vén bòn, (Il dial. ant. di San Vittore, Cesena, del
Nella botte piccola ci sta il vino buono sec. XVI, ha « braghitta » riferito per
Le persone di statura piccola hanno ischemo ai Cesenati nel senso di « gen-
spesso non comuni doti d'ingegno. (Lat. te che si dà delle arie perchè abita in
tardo, buttis, DEI).
città ». L'aggettivo deriva da « brachie-
Bota, sf . Serranda, Chiusino ; Botola ] re » cintura di cuoio che serviva a te-
Abbattifieno. ner su le «brache». «Braghetta» (il
PI. Bòt.
nostro « bragh>r ») era dunque il raffi-
(Lat. med. bauta, chiusura mobile, ser- nato elegantone che portava il « bra-
randa, GLE). chiere » a differenza del rustico cam-
BRAG BRAZ
54
pagnolo che usava un pezzo di corda. [ In brànc u s' smégra nénc i sturan, In
Anche nella « Frottola » di L. Gabbusio branco dimagrano anche gli storni.
« braghetta » è, in termine dispregiativo (Lat. med. branchus, branco di bestie.
contadinesco, il cittadino. GLE).
(Il lat. med. ha bragherius, brachiere, Brancadùra, sf. Biforcazione (delle
cinto. DEI). branche di un albero).
PI. Brancadùr.
Braghirè'^a, sf. Vanità, Superbia, Or-
goglio, Branchér, tr. Abbrancare, Afferrare.
PI. Braghirè^;. ì Branche' par la vita. Afferrare per i
Braghiròn, sn. Superbione. fianchi.
PI. Braghirón. ] Branche' ignaquèl, (F.) Dedicarsi a
F. Braghiròna molte attività contemporaneamente.
PI. F. Braghiròni. I rfl. Afferrarsi nella lotta, nella rissa.
Braghiri§om, sm. Alterigia. Branchèt, sm. Branchetto.
PI. Branchit.
Bragón, sm. pi. Pantaloni. E' accresci- Brancunèr, tr. Abbrancare, Afferrare
tivo del dialettale « brèg », brache.
con le due braccia.
( Latino, braca, di origine gallica. Polibio Prt. Br aneline
descrivendo la battaglia di Talamone
(225 a.C.) fra Romani e Galli riferisce PI. — è
F. — éda
che questi ultimi indossavano le « bra-
cae »). PI. F. — édi.
Braguné, sf. (v. Sbraguné). Brandél, sm. Brandello, Brano.
PI. Brandèl.
BragTuièra, sf. Cavallo cascante delle
brache. Quando i pantaloni formano un Bra§èr, sm. Bracere.
PI. Brasìr.
vuoto notevole fra le gambe si dice:
I fa dia bragimèra. Bravina, sf. dim. Braciiia.
Brasòn, sm. acc. Braciona.
(Lat. med. bragonera, braca. GLE).
Bra^ùla, sf. Braciola.
Bragun^òn, sm. Bracolone. Colui al PI. Bra§ùl.
quale cascan le brache fino alle gi-
nocchia. j A quel che e' gvérda la brasla 'd ch'j'
PI. Bragun^òn. ètar e' gat u j magna la su. Chi desi-
dera l'altrui perde il proprio.
Bràja, sf. Briglia, Testiera. Bra§ultéda, sf. Convito, Cena, Pranzo
PI. Bràj. a base di braciole.
Bramér, tr. Bramare, Desiderare. PI. Brasultédi.
I Invocare. Bravèda, sf. Sgridata
Prt. Brame
PI. — e I Spacconata
PI. Bravédi.
P. — éda
] Ciapéss una bravéda. Buscarsi una
PI. F. — édi.
sgridata.
I Braméss la morta. Invocare, augurar- Bravèr, int. Sgridare | Litigare | Rim-
si la morte.
proverare.
Bràn, sm. Brano.
PI. Brén. I Brave' dri òn. Sgridare, Rimproverare
uno, Rimbrottare uno.
Brànc, sm. Rebbio, Dente (di forcale Prt. Brave.
e forchetta).
PI. Brénc Bravura, sf. Abilità, Destrezza, Capa-
cità, Valentia.
] Brànc da furchèl, Rebbio di tridente, PI. Bravùr. Al plurale però vale Smar-
di forcale.
giassate.
Brànc, sm. Branco, Stormo, Gregge, I Ironicamente B. ha significato oppo-
Mandria. sto.
Braz,sm. Braccio
[Link]ànc
Brénc.'d zénta. Stuolo di persone. Al pi. diventa fem. e fa « braz ».
BRAZ BRIL
55
PI. Brè§.
I Fé' al braz, Fare la lotta.
I Fé' al labraz cun la mòrta, (F.) Lottare Voce di altri dialetti gallo-italici come
contro morte. il milanese che ha « bruscia », vespaio
(Lat. brachium;- dal greco brakhión). e favo ; e il mantovano che ha « bre-
Bra^adél, sm. Bracciatello, Ciambella. sca », favo.
PI. Bra^adèl Brèscula, sf. Briscola, (gioco con le
(Lat. med. bracidellus, DEI). carte).
Brazadéna, sf. Abbraccio modesto. Carta vincente.
I Bracciatella, Manciatella di fieno o Avnì' 'd brèscula. Giocare una bri-
paglia. scola, una carta di briscola.
PI. Bra^adén. I Fé' titauna brèscula. Giocare una par-
Brazalèt, sm. (v. Bacialèt). a briscola.
Brazè, sf. Bracciata ] Abbraccio. Brèscula! esci. Sorbole!...
PI. Bra^é Brèt, sm. Berretto.
(Lat. med. braciata, bracciata. GLE). PI. Brèt (V. Breta).
Bra^éda, sf. Abbraccio. Brèta, sf. Berretta, j (F.) Cuffia del-
PI. Bra^édi. l'innamorato.
Brazél, sm. Bracciale. PI. Brèt.
PI. Brazèl. (Lat. med. breta, berretta, GLE).
Bra^ér, tr. Abbracciare. Brèv, agg. Bravo | Abile. Capace j E-
Prt. Brazé
sperto.
PI. Brèv
F. è *
PI. —— éda F. Bréva
PI. F. — édi. PI. P. Brèvi
Brazèt, sm. Braccetto. Brèv, sm. Breve. Porta fortuna fatto
con la « camicia della Madonna » ( am-
I Ande
Brazón, 'd brazèt. Andare afrettoloso.
sm. Abbraccio braccetto.
PI. Brazòn. nio) essicata, o con l'immagine di
un Santo. Appeso al collo del neonato
Brèc, sm. Bricco, Asino. lo salvava dal malocchio, dalle strego-
PI. Brèc nerie e da ogni male.
F. Brèca Breviéri, sm. Breviario.
PI. F. Brèc. Briga, sf. Briga.
(Lat. tardo, buricus, asino; sec. Ili, Tuss la briga. Prendersi la briga.
DEI; dal latino buricus, piccolo cavallo). Brigànt, sm. Brigante.
Brég, sf. pi. Brache PI. Brighént.
(Lat. med. braga, braca. GLE). Brigantàgg, sm. Brigantaggio.
fv. Bragón). Brighér, int. Brigare. Ingegnarsi.
Brèl, sm. Brillo, Vetrice (Salix vimi- i Usar sotterfugi.
nalis L.). Brigó.s, agg. Difficoltoso. Che presen-
i Zana. Culla di vimini. ta difficoltà, o fa impazzire; (ma non
I Brillo, Alticcio. Che ha bevuto un po' brigoso).
PI. Brigù§
più del necessario (Più usato alègar).
(Lat. med. brilus, specie di vetrice bril- F. — ó§a
lo. GLE). PI. F. — ò§i.
Bréna, sf. Brina. Brilànt. sm. Brillante.
PI. Brén.
j agg. Brillante, Brioso.
Branda, sf. Merenda. Piccolo pasto PI. Brilént
estivo che si consumava nel campo ver- F. — anta
so le 17. PI. F. - ànti.
Brè§a, sf. Brace, Bragia. Brilantina, sf. Brillantina, (fiore).
PI. Brè§. (Gypsophyla).
Bre^a, sf. Bresca (Pascoli). Favo di Brilcr. int. Brillare, Scintillare,
api, o di vespe. Splendere, Risplendere. E' più usato
BRIN BROZ
56
Starluchér. lustre non limitata ai soli giunchi ma
Brindèr, intr. Far merenda, estesa a tutte le erbe.
(v. Brènda). (Viene dal veneziano « brula » che sign.
I Br. significa anche brindare, fare un giunco).
brindisi ; ma è più comune l'uso di I Manòcc ad brója. Manna di erbe
Be' a la saluta, Bere alla salute. palustri (Manòcc viene dall'antico it.
Brinadùra, sf. Colore del maiale Marmocchio o Mannocchia).
« brine ». Brómb, sm. Rombo (Parola usata
dai cacciatori per indicare il colpo
I Ave' una bela brinadùra. Mostrare ottenuto dallo sparo contemporaneo di
le caratteristiche di un bell'incrocio.
due fucili).
Brine, agg. Prodotto dell'incrocio di
un maiale bianco con uno scuro.
I Fé' e' bromb, Fare il rombo.
Prt. Brine Brómbal, sm. Questa parola signifi-
P. — éda cava Tralcio (pampino) come lo atte-
PI. F. — èdi. sta il folrivese « sbrumblèr » che signi-
Brinéda, sf. Brinata. fica « sbrombolare », cioè spampanare,
PI. Brine. togliere i pampini superflui.
Brinèr, imp. Brinare, Fare la brina Ora « brómbal », brombolo, significa
BrÌ!$al, sm. (v. Brì§ul). stufa, pampanata; cioè lavaggio inter-
PI. Brj§al. no fatto alle botti che hanno cattivo
Brilla, sf. Briciola, Briciolo. odore, eseguito con un intruglio bollen-
PI. Bri§al. te di uva, foglie di vite e di pesco.
Brì§ul, sm. Briciola, Briciolo. II DEI fa derivare « brombolo » dal
PI. Br:'§ul. lat. rumpus, sarmento di vite.
I avv. Niente, Punto. I Tnè' e' brómbal, (F.) Tener duro.
I U n'è vera brì§ul. Non è verno niente. Brònz, sm. Bronzo.
I Ande' in brìsul. Frantumarsi. Brodai, sm. Bruscolo; Scheggia di
Bròc, sm. Brocco. Stecco puntuto di legno.
ramo, o di tronco. PI. Bró§al.
PI. Bròc. (Lat. bruscum, radice nocchiuta e in-
(Dall'aggettivo latino broccus, «che ha crespata dell'acero. DEI).
1 denti salienti ». Lat. med. broca « ra- Brós-c, agg. Brusco,
metto » GLE).
I Ruvido. I Di modi bruschi.
Bròca, sf. Brocca. Recipiente di ter- PI. —Brós-c
F. sca
ra o d'altro per tenere l'acqua da
lavarsi. | Chiodo, Brocco. PI. F. — schi.
PI. Bròc. Brosca, sf. Brusca.
Broca, sf. Rama, Ramo. PI. Broschi.
PI. Broc.
Brócul (Bròcval). Broccolo. I La j' è brosca. La è dura! Stagione
cruda. Tempi difficili!
PI. Brócul (Brócval). Bróst, sm. Brulichio | Miriade, Gran
Brod, sm. Brodo.
PI. Brud. quantità.
PI. Bróst.
I E' bròdè il dl'uva, Bróst, agg. Gremito, Disseminato,
bevitori vino. (P.) Il mosto. Per i Brulicante.
Broda, sf. Broda. PI. Bróst
PI. Bròd. F. Brósta
Brój, sm. Brolo, Cespuglio. PI. P. Brósti.
PI. Brój. Brót, agg. Brutto.
(Lat. med. broìlum, parco, orto, giar- PI. Bróta
Brót -
dino, DEI. Porse di origine celtica dal- F.
la voce « broga », campo). PI. P. Bróti.
Brója, sf. Giunca ja. Vegetazione pa- Bró^, sm., (V. Loz). Bnizzico.
BRUC 57 BSAC

Bruchèt, sm. Zipolo. Piolino che tu- piccoli insetti infestanti.


PI. Bru§.
ra la spia della botte, del tino e del
bigoncio; e anche il foro dello zaffo (Dal lat. brucus come il toscano «bru-
che è alla base della faccia anteriore cio »).
della botte. Brui^adè^, sm. Bruciaticcio. Rimasu-
PI. Bruchèt. glio di cosa bruciata; e puzzo di cosa
Brucós, agg. Sproccoso, che ha sproc- bruciata.
chi.
PI. Brucùs I Udór 'd bru^adè^, Puzzo d'abbruciato
Bru^adùr, sm. Brusone. Malattia del-
F. — ó§a le piante che colpisce le foglie facen-
PI. F. — ó§i. dole essiccare.
(V. Eròe). Brusadùr, sm. Bruciore (fisico o mo-
rale),
Brudèt, sm. Brodetto di pesce.
PI. Brudèt. j A j' ó de brusadùr! Mi scotta!
Bru^adura, sf. Scottatura, Bruciatu-
(Lat. med. bru'dettus, brodetto. GLE). ra, Ustione.
Brudòn, sm. Liquido dei pozzi neri PI. Brusadùr.
che si cosparge come concime nei
campi. Bni§é, agg. prt. Bruciato. | Adusto.
Bragia, sf. Crosta (di sangue ragru- PI. Bru§è
j Brullo.
mato). Brucola, Brucolo. Secondo il F. — éda
DEI è voce che viene dal lat. « ver- PI. F. — édi.
ruca ».
PI. Brùgval. I Tèra bru§éda, Terra brulla.
Brugiò^, agg. Brucoloso (v. Brugla). I Fa^a bru§éda, Faccia adusta.
Bru§è, f. Bruciata, Zona della Valle
PI. Bruglù§ Standiana ove si stendeva un « cér »
F. — ó§a
PI. P. — ò§i. (ciaro), imo specchio d'acqua profon-
dissimo, detto « e' ciarón dia bru§é »,
Brujér, int. Voce del dial. bagnaca- il « chiarone » della Bruciata.
vallese che significa brillare; ma usato
Bru§ér, tr., intr. Bruciare, Ardere. |
solo per indicare l'albeggiare | E' brója Inaridire.
Prt. Bru§è | Disseccare, j Scottare.
l'eiba. Albeggia. Corrisponde a « e'
sbròca l'eiba ». PI. — è
Brulón, sm. Brolo. F. — éda
I Brulón'd PI. F. — édi.
PI. Brulón. spén, Brolo di spini.
Brunchìta, sf. Bronchite. I Lam' bru§a, Mi brucia (E' sottin-
PI. Brunchìt. tesa l'offesa, l'azione, il gesto subito),
Mi scotta.
Bruntlér, int. Brontolare. (Lat. med. brusare, bruciare. (3LE).
Bruntlér, sm. Brontolio. Brusighén, sm. Bruciorino di sdegno
Bruntlón, sm. agg. Brontolone. 0 risentimento.
PI. Bruntlón
Bru§5r, sm. Bruciore. | (F.) Risenti-
F. — óna mento, Bruciore.
PI. F. — óni. PI. Bru§ùr.
Bninij^éna, sf. Bronzina, Cuscinetto Brustulìna, sf. Seme di zucca abbru-
di bronzo. stolito e salato.
PI. Brun^én. PI. Brustulìn.
Bru!5. I Arivé' int e' bru.^, Arrivare Brutè^om, superi. Bruttissimo.
proprio nel momento giusto, nel mo- PI. Brutè§om
mento decisivo, quando un attimo do- PI. F. — èfmi.
po sarebbe troppo tardi. PI. F. — èsmi.
Bru§, sm. Bruco. Oltre ai bruchi, Bibace, sm. (v. Sfnècc). Deriva da
si indicano con questo termine tutti i « b§èj ».
BSAC 58 BUCA
B§acér, intr, e tr. Prendere qua e al
[Link]òl,
B§é Sofisticare.
là. Raccogliere senza seguire un ordi-
ne. Questo verbo è da ritenere che sia PI. — è
un traslato di un antico « bsacér » F. — éda
che significasse dapprima pungere e PI. P. — édi.
poi beccuzzare. Il nostro dialetto ha in- B.^ér, intr. Potere. Il Biondelli dice:
fatti la voce « bsèj » che significa pun- « Bsé. Aver possanza. Latino posse (?) ».
giglione. B§inèr, (V. Absinér).
Non solo, ma il milanese aveva (185.3) B§ógn, sm. Bisogno, Necessità.
« besià » per « pungere » e il ted. ha PI. B§ógn.
beissen che sign. mordere e aver pru- I Fé e' su bsón, Andar di corpo.
rito. L'inglese ha inoltre « bee » ape ; I Esar quél di b§ógn. Essere colui che
l'irlandese « beach » ape ; e il danese viene accetato in mancanza di altri.
« bie » ; il matovano ha « sii » pungi- I U n' gn'era b§ógn che.... Non faceva
gione, il milanese « bsèi », puntura. bisogno che...
Tutte queste voci fanno certamente '' B§ógn u n' gvérda a grógn. (Chi ha
capo a un'antica parola gallica. bisogno non guarda per il sottile).
B§acèr, sm. Raccolta disordinata. B§ugnèr, Intr. Convenire, Essere di
I Fé de b§cèr (v. Bsacér). necessità. Occorrere, Bisognare.
B^ación, sm. Colui che raccoglie di- viene.
I B§ogna, E' necessario. Bisogna, Con-
sordinatamente, senza criterio,
(v. B§acér). B§ugnó§, agg. Bisognoso.
PI. B§aciòn. PI. Bsugnus
F. — òna F. — òsa
PI. F. — óni. PI. F. — òsi.
Bi^addr, sm. Colui che pesa. Pesa- Bu, (V. Bo).
tore. Bua, sf. Male e malattia del bam-
PI. B§adùr. bino.
Bi^adùra, sf. Pesa, Pesatura. Buaréna, sf. Cutrettola.
PI. Bsadùr. PI. Buarén.
B§arél, sm. Pisello. Buàja, sf. (V. Buvaza).
PI. B§arèl. Bubalèr, sm. Chiasso, Pettegolezzo.
( Dal lat. « pisellum », diminutivo di Maldicenza.
« pisum », pisello). Bubàna, sf. Magona, abbondanza.
Bi^arléna, sf . « Pisellina ».
(Lathyrus Aphaca L.) P. Zangheri. I L'è bubàna!. E' Abbondanza! E' cuc-
cagna !
B^dalén, sm. Trovatello. Bubanón, sm. Pròdigo.
PI. B§dalén. Bubù, sf. (Vedi «bua»).
B§dèl, sm. Ospedale. Bucadìna, sf. Centello, Piccolo sorso.
PI. B§dèl. PI. Bucadin.
(Nel dial.'del sec. XVIII « sbdel », P. Bucalén, sm. Boccalino. Questo di-
Santoni, Op. Cit). minutivo di « buchél », boccale, ora si-
B§éda, sf. Pesata, Pesatura. gnifica solo « vaso da notte ».
PI. Bsédi. PI. Bucalén.
B§èj, sm. Pungiglione (Vedi « Bsa- (V. Buchél).
cér »). Bucalèr, sm. (V. Bucalèra).
PI. B§èj. Bucalera, sf. Baccano.
B§én, sm. Vicino, Contiguo.
PI. B§én I Fé' dia bucalera, Fare del baccano,
parlare sgarbatamente ad alta voce.
F. — a Il termine lat. med. buchallaria. in-
PI. F. — i dicava, aRav., l'arte di far boccali; e il
|aw. Vicino, Presso. boccale era un vaso a bocca larga da
B§èr, tr. Pesare, Soppesare. | B§ér cui certo il dialettale « bucalón », boc-
BUCA 59 BUGH

calone e, in senso figurato, persona ru- PI. Budén.


morosa, sguaiata, (v. Arte a Rav. in Bud^én, sm. Botticello.
Felix Ravenna, 1911, di Bernicoli). PI. Budsén.
Da ciò si può ritenere che « buca- Buér, sm. Bovaro.
lera » derivi dal medievale buchallaria PI. Buèr.
(vedi GLE) e che per una certa rasso- Buvér (o buér) era chiamato, nella
miglianza di suoni e di significato ab- brigate dei cacciatori ravennati, colui
bia localmente sostituito il latino « ba- che restava col carniere vuoto. Di qui
chanal », baccanale. il detto : « A n'ò sbuvarè » sono rima-
Bucalèta, sf. Boccaletta. Boccale. sto a carniere vuoto. Con quella nega-
PI. Bucalèt. zione però dovrebbe significare il con-
(Lat. (1483) bochaletus, piccolo bocca- trario e cioè: «non ho fatto il boaro»
le, ampolla. GLE). per cui bisogna ritenere che in origine
Bucalón, sm. Boccalone, Confusiona- il modo di dire fosse « A j ò .sbuaiè »,
rio. Persona rumorosa, sguaiata. ò fatto il boaro, e che la negazione
PI. Bucalón « n' » sia stata introdotta erroneamen-
F. — óna te più tardi.
PI. F. — òni. In senso fig., a Ravenna, « buér »
Bucàna, sf. Bocca (di un fossato). significa anche cattivo pagatore.
Avvallamento alla bocca di un fos- Buèta, sf. Pacchetto di tabacco da
sato in cui stagna l'acqua.
PI. Bucàn. Boetta (1800) significava «pacchetto»
pipa.
(Dal lat. med. buca, bocca di corso di rimasugli di tabacco. Parola intro-
d'acqua GLE). dotta nell'epoca napoleonica.
Bucaròla, sf. Cheilite angolare. ( Francese « boite ». La parola « boe-
PI. Bucarci. ta » col signif . di scatola è però usata
Bucàza, sm. Succiacapre | Boccalone. a Verona nel sec. XV). (v. DEI).
PI. Buchera. P. Buèt.
(Caprimulgas Europeus). « Buèta 'd fujaza », Pacchetto di ta-
Buche, sf. Boccata. | Sorsata. | Sorso bacco da pipa.
I Amabilità (di vino). | agg. Abboccato Bufadùr, sm. AfTanno. Respiro gros-
(vino). so, ansimante.
PI. Buche. Bufér, intr. Buflare. Respirare con
1 Vén cun la buche. Vino amabile, ab- affanno e Soffiare del vento ] Soffiare
boccato. (al gioco della dama). | Sbuffare.
I Vén buche, Vino abboccato. Nevicare a vento.
Buchél, sm. Boccale. Antica mis. di Bugadarì, s.f. Lavanderia.
capacità per la vendita del vino al PI. Bugadarì.
minuto di 1. 1,34. Bugadéra, sf. Lavandaia.
PI. Buchèl. PI. Bugadéri.
(Dal lat. tardo, baucalis. DEI). Bughè, sf. Bucato.
Buchèta, sf. Sportello, Feritoia. | PI. Buche.
Bocchetta. (Lat. med. bugada, bucato. GLE).
PI. Buchèt.
I Sughé' la bughé ad ch'j'ètar, Ascigare
Budèla, sf. Budello, Intestino. il bucato (fatto) dagli altri (Frase
PI. Budél. allusiva in campo amoroso...).
Una volta non si faceva il bucato il
I Ave' al budèl int un ^èst, (F.) Tro-
varsi in una situazione disperata. sabato, in tempo di luna piena e du-
I Budlòn de cui, Retto. rante la vendemmia, perchè veniva mac-
Budèl stili, Intestino tenue. chiato (Placucci. Op. Cit.).
I Budèl grosi, Intestino crasso. Cvànd che l'arzdòra la fa la bughé
(Lat. med. budella, budella. GLE). s' l'amaifa òn l'è ben mazé, Quando
Biidén, sm. Budino (dolce). la massaia fa il bucato .se uccide imo
BUGL 60 BUMB
è bene ammazzato. Bulèr, tr. Bollare, Affrancare, Sug-
Buglióna, sf. Buglione. Confusione, gellare, Munire di bollo.
mescolanza, accozzaglia di gente e di Prt. Buie
cose. Subbuglio. PI. —— èda
è
Bugine, prt. agg. A bugne, A bozze, F.
(detto di facciate). Pi. F. — édi.
PI. Bugne. (Lat. med. bulare, bollare. GLE).
F. — éda Bulèta, sf. Bolletta. Foglio di carta
PI. F. — édi. rilasciato per ricevuta.
Bugno?, agg. Fignoloso. PI. Bulet.
PI. Bugnù§ (Lat. med. bolitta, 1282, a Bologna;
F. — ó§a e a Forlì, 1408).
PI. F. — ó§a Bulìr, tr. Bollire.
Prt. Bull
I Stan bugnò§, sf étr'àn e' spó§, Que-
st'anno foruncoloso, quest'altr'anno PI. — ì
sposo. F. — ìda
Bujarì, sf. Parolaccia, Azione scon- Pl.F. — idi.
cia, Porcheria.
PI. Bujarì. I(Lat.
Fé buli', Fare il ranno per il bucato.
bullire).
Bujè, agg. prt. Chiazzato, che ha bol- Buliròn, sm. Rigurgito, (v. Bulir).
le, vescichette.
Bulitàgg, sm. Sorteggio, con bigliet-
Bujéda, sf. Boiata, Birichinata, Cat- tini.
tiva azione. Sopruso. PI. Bulitègg.
PI. Bujédi.
II sign. varia secondo il caso. Bulitèri, sm. Bollettario, Colui che
Bujèr, intr. Fare delle bolle, rigon rilascia le bollette | Libretto delle bol-
lette.
fiamentl. Riferito specialmente ad into- PI. Bulitèri.
naco.
I La bója, Fa rigonfiamenti. Buio, sm. Persona boriosa. « Pitto-
Prt. Bujè. resco appellativo — dice S. Muratori —
che ravviva tanti ricordi di milizia e
Bujìna, sf. dim. Bollicina.
PI. Bujin. d'avventura lungo tutti i confini della
Dominante ».
I Bujina PI. Buio.
Bujol, pina d'acva, Acquaiola.
sm. Bugliolo.
PI. Bujùl. Bulór, sm. Bollore.
Buladdr, sm. Marchiatore. PI. Bulùr.
PI. Buladùr. ] Per dire che una persona non si
Buladùra, sf. Bollatura | Marchia- piega tanto facilmente si dice: U n' s'
tura. cu§ int e' prém bulòr.
PI. Buladùr. Quando i pulcini hanno patito troppo
caldo sotto la chioccia e muoiono si
Buldè^, sm. Calura ( Afa.
PI. Buldèj. dice; I' à avù (o de) un bulòr.
Buldùra, sf. Ranno non ancora fil- Bul^èta, sf. Bolgetta.
trato. Rannata. Parola, dice S. Muratori, in uso nel
Buie, sf. Tratto (di superfìcie) 1 vecchio dialetto. Riporta la frase che
Chiazza | Periodo (di tempo). si udiva all'arrivo del corriere: «A '1
PI. Buie.
la§é la bul?eta, e' curir? » (Tale bol-
Bulén, sm. Soldo, Quattrino, Moneta. getta era chiamata « la bul?eta de cu-
PI. Bulén. rir » ed era il pacco della corrispon-
denza); «Ha lasciato la bolgetta, il
[ Da bolognino, antica moneta bolo-
gnese coniata dal 1191 al 1612.
I U n' vél un bulén, (F.) Non vale Bumbardamént,
corriere?'». sm. Bombardamen-
niente. to.
BUMB 61 BURA

PI. Bumbardamént Bura, sf. Bora.


Bumbardén, sm. Bombardino. I La bura tri de la dura. La bora dura
PI. Bumbardén tre giorni.
Bumbardér, tr. Bombradare.
Prt. Bombarde j La bura la pòrta e' srén. La bora
porta il sereno (in pianura).
PI. — è I La bura la pòrta la nèva in mutà-
F. — éda gna. La bora porta la neve ai monti.
PI. F. — édi. Témp ad bura tri de e' dura. Il tem-
Bumbardìr, sm. Bombardiere. po di bora dura tre giorni.
PI. Bumbardir ( Lat. boreas, dal greco borea, « vento
Bumbérda, sf. Bombarda. del nord »).
PI. Bumbérd. Buràsca, sf. Burrasca.
Buna^èss, rfl. Bonacciarsi. (Da bo- PI. Buràs-c.
nazza, 1215, Frescobaldi). Mitigarsi, Secondo la credenza popolare certe
Calmarsi (Detto' del tempo). burrasche si verificano tutti gli anni,
Prt. Buna zé.
e sono : « la burasca 'd Sànt Antoni »
Bunèfic, sm. Bonifica, Terreno in via
di bonifica. (17 gennaio); « la buràsca 'd Sa'
Jusèf » ( 19 marzo ) ; « la buràsca dia
PI. Bimèfic. Madóna» (15 agosto).
Bunefica, sf. Bonifica. Buràt, sm. Ventilatore che pulisce le
I Bunefica de Lamòn. « Cassa di col- granaglie da seme.
mata del Lamone », opera di bonifica Buratto, Frullone.
a nord di Ravenna iniziata nel 1840 (Lat. med. buratus, tela da buratto.
per la redenzione di 6500 ettari di pa- GLE).
lude, estesi poi a 8,177.
Bunèga, sf. Bonaga, Bonagra, Re- ^ Buratel, sm. Buratello, Piccola an-
stabue. Ononide (Onónis spinosa"). guilla. medievale, buratelus, v. DEI).
(Lat.
Bunifichér, tr. Bonificare, Prosciu- PI. Buratèl.
gare e mettere in cultura terreni pa- Buratela, f. Boratella. Famosa per
ludosi.
Prt. Bunifiché le sue miniere di zolfo. E' citata in
un documento ravegnano del 1047 che
PI. — è nomina nel cesenate un S. Pietro in
F. — èda
Sulpherina.
PI. F. — édi.
PI. — è Buratén, sm. Burattino j (F.) Fan-
Bunin, sm. Bonello. Bue di sinistra. toccio, Uomo senza carattere.
PI. Buratén.
In certe località questo bue viene chia-
mato «Gì ». [ Castel di buratén. Castello dei bu-
(V. Ro). rattini.
Buratèr, tr. Abburattare. Burattare.
Bunté, sf. Bontà | Sapore. Prt. Buraté
PI. Bunté.
Bur, sm. Buio. PI. — è
PI. Bur. F. — èda
I A lom de bur (A lume del buio), Al PI. F. — édi.
buio. (Lat. med. buratare, abburattare. GLE).
Buratinèda, sf. Burattinata. Azione
I Gvardé' bur, Guardar buio, torvo.
I La bura tri de la dura. La bora dura da
tere. burattino, di persona senza carat-
tre giorni.
PI. Buratinédi.
I Gata bura. Gatta nera (del mondo
delle fiabe, invocata per far paura ai Buratinér. sm. Burattinaio.
bambini). PI. Buratinér.
I Fa?a bura. Volto rabbuiato. F. — èra
(v. Sànt Andrej). PI. F. — èri.
BURA 62 BUS
Bura?na, sf. Borragine. I Avventamento (di cane o persona
(Borrago officinalis L.) P. Zangheri. infuriata).
Burcéla, sf. Burchiello. Barca a fon- I B., Atto del cane che invola la sel-
do piatto. vaggina.
(Lat. med. burclus, DEI; e burchie- Buridón, sm. Rimprovero, Sfuriata
lus, burchio, piccola nave. GLE). Rabbuffo.
PI. Burcéli. PI. Buridòn
Burdél, sm. Ragazzo.
PI. Burdèl Burìss, agg.
Burle, sf. Chiazzato,
(V. Abur'iss).
Macchiato.
F. — èia PI. Burle
PI. F. — èli. F. — éda
PI. F. — édi.
Per l'origine di questo vocabolo il (V. Burèl).
DEI .spiega: «Bordello, m. ant. (1764,
Lori); ragazzo; voce pistoiese rustica, Burlingòt, sm. (F.) Barilotto, Uo-
mo rotonde tto.
che insieme all'emiliano e al romagno- P. Burlingòt
lo « burdèl », risale al latino burdus,
F. — òta
mulo, bastardo, cfr. triestino « mulo »,
ragazzo ». PI. F. — òti.
« Burlingotto » — dice S. Muratori —
I La j' ha avù i burdèl, (Ha avuto i era il nome che una volta si dava, a
bambini). Ha partorito.
Burdér, tr. Orlare, Filettare. Ravenna, alle guardie di finanza, ai
Burdliscòt, sm. Ragazzetto. doganieri e alle guardie daziarie.
PI. Burdliscòt Burlòn, sm. Burlone, Amante delle
P. — òta burle. Motteggiatore.
PI. Burlòn
PI. F. — òti.
Burdón, sm. Bordone, Bastone del PI. P. — i.
F. — a
pellegrino.
che « uraziónE'». menzionato nelle anti- Burni§a, sf. Brunice; cenere calda
(Lat. burdo-ònis che significava an- (Pascoli). Dal latino « pruna » carbo-
ne ardente (DEI).
che trave di sostegno).
Burél, sm. Toro della mucca da latte Burocràtic, agg. Burocratico, Zelan-
detta « burèla ». te, Ligio alle pratiche amministrative.
PI. Burocrètic
PI. Burèl. F. — àtica
(Dal lat. pop. burrus «rosso, rossiccio PI. F. — àtichi.
o fulvo»; colore del mantello).
Burón, sm. Burrone, Precipizio.
Burèla, sf. Mucca da latte. In com- PI. Buròn.
mercio è in uso « borella ».
PI. Burèl Bursarol, sm. Borsaiolo
PI. Bursarùl.
Buré§,, sm. Borace. Bursèta, sf. Borsetta.
Burèt, sm. Borino (R. Alessi). (v. Borsa).
Burghèda, sf. Borgata, Agglomera- PI. Bursèt.
to di case ai due lati della strada. Burslén, sm. Borsellino.
PI. Burghèdi. PI. Burslén.
Burghér, tr. Cercare, Rovistare. Burslòt, sm. Salvadito di cuoio.
Burghét, sm. Borghetto. PI. Burslòt.
PI. Burghèt (v. Borsa)
Burida, sm. Borrita (caccia) | Scac- Burtìr, int. Aboritre.
ciata. Bu§, sm. Buco | Cavo di albero |
j Ande' a ca^a a la burida, Far la (F.) Ripostiglio I (F.) Località fuori
caccia di prima levata, di primo volo. mano [ (F.) Ammanco.
PI. Bu§.
Sparare appena l'uccello si è messo
In volo .
I Bus 'd sòrg. Tana di topi.
BUS BUST
63
Buscèda, sf. Bussata. Chiamata al
I Bus,basepr'delle
alla i ghét,
porte Gattaiola. Botola
dei magazzini per gioco delle carte,
il passaggio dei gatti. (v. Bu§èr).
i Bus d' j' occ, Occhiaie. Buscér, int. Bussare. Dichiararsi for-
te in un dato seme, al gioco delle
I A §én fuori
venuti schép tutti
tot d'int un buco.
per un bus, Siamo carte.
Bu§, agg. Bacato (frutta) | Cariato Buschèr, tr. Buscare, Guadagnare ]
(dente) | Tarlato (albero) | Cavo (al- Buschèt, sm. Boschetto, Brolo.
bero). PI. Buschèt.
PI. Bu§. Bu^éda, sf. Copula del toro con la
F. — a muca.
PI. F. — i. PI. Busédi.
] Tèsta busa!. Testa vuota! Bu§édar, agg. sm. Bugiardo, Mendace.
Bu§a, sf. Buca | Pozza | Fossa | PI. Busèdar
PI. Bu§i. F. — ra
I Fossetta I Toniba. PI. F. — ri.
j Bu§a dl'acva. Pozza; Bu§a de stabi, Bu§ér, tr. Fecondare. Dare il toro
Fossa del letame. Concimaia; Bu§a alla mucca.
da mort, Fossa e Tomba (Fé* la bu§a Prt. F. Bu§èda
pr' un mòrt. Scavare la fossa per un PI. F. — i.
morto); Busa da èlbar, Formella; Bu- Bu§èt, sm. Occhiolino (di scarpa).
sa da cómar, da patét, da fa§ùl, ecc., PI. Bu§èt.
Bucherella per...; Busa dal mlan?;àn,
Bu§ì, sf. Bugia, Menzogna | Bugia.
di §èral. Fossetta delle... Piccolo candeliere, basso, con largo
] §imné' a busa, Seminare a bucanelle. piattino per i fiammiferi.
Bu§adrén, sm. Bugiardello. PI. Busi.
PI. Bu§adrén
F. — a I Una busi taca a l'éta, Una bugia
PI. F. — i. dietro l'altra.
Bu§adùr, sm. Batosta, Bastonatura. I Una
(Detto busi, la n' bota zo' i dént.
forlivese).
PI. Bu^adùr. Bu^Iòt, sm. Bossolotto, Bussolotto.
Bu^àna, sf. « Bussana » (R. Alessi). PI. Buslót.
Vento burrascoso.
j Zug di bu|lót, Gioco dei bussolotti.
(Forse dal lat. medioevale, buffare, sof- Bu^marola, sf. Recipiente che con-
fiare. Nell'Appennino forlivese si dice tiene «bò§ma ».
«u bofa»; cioè, è vento di bufera). PI. Busmaròl.
Bu^anéla, sf. Buchetta, Specie di gio- Busmaroli, sf. pi. Radici filiformi
co infantile. che si raccoglievano in pineta per far
I ?ughè' a bu§anéla, Giocare a bu- brusche per cavalli.
chetta.
Bu^òn, aw. Chino in avanti. Boc-
I Bu^anéla, Buchetta. Gioco con le coni.
bocce sull'aia, che consiste nel man- Bustéra, sf. Bustaia, Colei che fa i
dare una boccia in un'apposita bac- busti.
chetta. PI. Bustéri.
Bu§anòt, sm. Camerino, Ripostiglio, Bustringhéna, sf. Focaccia di pasta
Piccolo ambiente atto a raccogliere un di pane. Per il modo di cuocere que-
po' di tutto. sta focaccia ho raccolto due versioni.
PI. Busanót. La prima dice : « Si meteva nel forno
Buscà,ia, sf. Boscaglia. appena estratto il pane ». La seconda
PI. Buscàj. dice : « Si cuoceva suU'arola del foco-
Buscajol, sm. Boscaiolo. lare coprendola prima con cenere, poi
PI. Buscajùl. con la cinigia appena estratta dal for-
BUST BUTE
64
no ». Forse si cuoceva tanto nell'uno Butela, sf. Brachetta dietro i cal-
quanto nell'altro modo. Invece Aruch zoni dei bambini per dar loro il modo
Aldo (op. cit.) dice: « Bustrèng. Torta di andar di corpo con comodità | Parte
che fanno i contadini ». inferiore dell'apertura anteriore dei cal-
Bustringhir, tr. Abbrustolire. zoni da uomo.
Prt. Bustringhl PI. Butèl.
PI. — ì Butér, tr. Buttare, Gettare, Tirar
F. — ida via I Emettere (pus) ] Grenerare ] Ri-
PI. F. — idi. mettere (di erbe e alberi) \ rfl. Po-
Butadòr, sm. E. era lo specialista sarsi di uccelli ' Gettarsi.
nel lancio dei mattoni, da terra fino Prt. Butè
alla seconda e terza impalcatura. PI. — è
PI. Butadùr. F. — éda
Butaréna, sf. Colpetto. PI. F. — édi.
PI. Butarìn.
j Buté' so', Caricare, (F.) Aggiungere.
Butarìna, sf. Colpetto, Colpettino. I Buté'
in alto. in élt, Butare in alto, Tirare
Butà:^, sm. Bottaccio. Recipiente per
il vino o l'acqua, ricavato da una spe- I Buté' vi', Gettar via.
cie di zucca chiamata « trófa » o « zó- I E' témp e' bota so. Il tempo si pre-
ca butà^a ». para a piovere.
« Butàz » come sinonimo di « trófa » I E' bota so ad curéna, ad bura ecc.
è menzionato nella « bióiga » num. 333 II tempo (le nubi) salgono di «co-
rina », di bora, ecc.
dell'op. cit. di B. Pergoli.
« ....ins e' cavdél a j'hó lascé e' butà?; ] Buté' a mas-cc. Generare maschi
... ins e' cavdél a j ho lascé la trófa ». \ Buté' e' verd, e ?al, ecc., Mostrare il
verde, il giallo, ecc.
Un prov. dice : « La curéna la j' ha
e' butàz, 'd dri da la schéna » (la co- I Buté' a e' mèz (o a e' còjóm), Rivol-
rina ha il bottaccio dietro la schiena) tare le porche verso il centro del
campo.
per dire che dopo la corina piove.
(Lat. med. botazus, recipiente). I Buté' ad qua e ad là. Rivoltare le
Butà^a, sf. Bottaccia (v. Zócabuta^a). porche verso i lati del campo.
Buta^è, sm. Acqua raccolta per far
macinare i mulini.
Questa voce viene usata anche in senso
figurato per « grande afflusso ».
PI. Buta^.
Buta^òla sf. Spigatura. Atto e tem-
po del fare le spighe. Detto del grano.
[ E' gran l'è in buta^òla. Il grano è
in spigatura.
Butéda, sf. Gittata | Brocca; posa-
toio per la caccia col roccolo, ottenuto
con rami secchi sistemati sulla vetta
di una pianta di alto fusto, perchè vi
si posino gli uccelli attratti dai ri-
chiami.
PI. Butéd.
Butèga, sf. Bottega. Esercizio di ven-
dita ILaboratorio o bottega di arti-
giano.
1 Srè' butéga, (F.) Cessare ogni atti-
vità.
BUTE BUZA
65
I Butè' ?o, Abbattere, Diroccare, De- Butrìga, sf. Dice G. U. Maioli in
molire. « Case e Casati di Ravenna »... che
I Buté' da séta, Germogliare, Emette- « Butrighi » erano, un tempo, botti spe-
re getti dalla ceppala, dalla radice. ciali. Così si spiega come Butriga
I Butéss centra a ón, Avventarsi con- significhi « pancia come una botte ».
tro uno. PI. Butrig.
I Butéss in ajùt, Andare in soccorso. (Lat. med. butriga, bottiglia. GLE).
I Butéss ben, (F.) Far capire di es- Butrigòn, sm. Pancione (v. Butriga).
sere ben disposto. PI. Butrigòn
I Butéss a la stré, Mettersi ad assal- F. — a
tare i viandanti. PI. F. — i.
Butér, sm. Bottaio. Buvaréna, sf. Cutrettola gialla. Stri-
PI. Butèr. sciaiola, Boarina.
Butì, sm. Burro. Non nidifica da noi.
(Lat. med. butirum, butirro. GLE). PI. Buvarén.
Butigànt, sm. Esercente, Bottegante. (Motacilla Flava).
PI. Butigànt Buvarì, sf. Casa aziendale.
F. — anta PI. Buvarì.
PI. F. — ànti.
Butighìn, sm. Botteghino. [Link]à|a,
Buvà?. sf. Bovina. Sterco di bue.
PI. Butighìn Buvèr, sm. (v. Buér).
Butirós, agg. Burroso. Bu;{!ar6n, agg. Degenerato ; Ingan-
PI. Butiru§. natore.
BUZA BUZE
66
PI. BiLjarón (O. Stechetti) nell'ottocento
F. - a (It. 1200, buggerone, DEI).
PI. F. — i. Bujèt
bozzo . , sm. Bozzetto Modellino, Ab-
Questo aggettivo è usato tanto
a For- PI. Bujèt.
lì (G. Acquisti), quanto a Ravenna
e
CA 67
CAGA
Ca, sf. Casa. PI. Ca PI. Cadén.
(Lat. casa, capanna). (Lat. med. cadinus, catino. GLE).
) « Ca bru§éda », Casa bruciata ! Ora Cadéna, sf. Catena | Tralcio mae-
questa espressione ha un senso figu- stro.
rato e significa: «Casa vuota! Casa PI. Cadén.
disabitata ! ». Ai primi del secolo era I Cadén dia cumarèra, Ramificazioni
l'espressione di protesta che la ma- del cocomeraio.
schera proferiva quando si trovava di (Lat. catena, DEI).
fronte a casi di avarizia nel suo giro Cader, int. Cadere, Precipitare.
Prt. Cadù
fatto per le case a chieder l'elemosi-
na per Carnevale, o il giorno della PI. — ù
Pascvèta (Epifania). Tale maschera si F. — uda
chiamava « la vècia » o « la viciarèla ». PI. P. — udi.
Da « vecia » e « viciarèla » viene il Cadévar, sm. Cadavere.
detto « andè' in vécia ». PI. Cadèvar.
I E' d' fura l'è di cvajón / e e' d' drénta Cadinèla, sf. Catinella. Piccolo ca-
tino.
l'è di patron, L'esterno (della casa) è
per gli sciocchi, e l'interno è per i PI. Cadinèl.
padroni. Cadnéna, sf. Edera terrestre (Glecho-
Cabarè, sm. Vassoio. ma hederacea L.). Il Gallizioli ripor-
PI. Cabarè ta il termine come ravennate.
Caca, sf. Merda del bambino. Cadù, prt. Caduto, cascato (v. Ca-
Cacar, sm. Caccola nasale. der) Mèi
I cadù. Epilessia.
PI. Chècar. Cadùda, sf. Caduta | Pendenza.
Càcula, sf. Caccola, Cispa. PI. Cadudi.
PI. Càcul. Cafè, sm. Caffè (Coffea arabica).
(Dal lat. med. cachula, caccola; lo Caflfè, Locale pubblico ove si beve
sterco attaccato al pelo delle pecore. caffè.
GLE). PI. Cafè.
Caculòn, agg. e sm. Chi ha sempre Cafltìr, sm. Caffettiere.
le caccole agli occhi. Caccolone. PI. Cafitir.
PI. Caculòn Cafltìra, sf. Caffettiera, Bricco.
F. — óna PI. Cafitir.
PI. F. — óni. Cagadùra, sf. Cacatura | Escremento
Cadén, sm. Catino. di uccello o di insetto.
CAGA 68 CAIC

PI. Cagadùr. Cagnèra, sf. Cagnaia , Strepito, Schia


Cagadùr, sm. Cesso, Cacatoio. mazzo. Chiasso.
PI. Cagadùr. PI. Cagne r.
Cagarà^, sm. Cacheraccio. I Fé' dia cagnéra, Par del chiasso.
Cagare!, sm. Cacherello | (F. ) Zer- (Veneto, cagnara, abbaiare di molti
binotto. cani, chiasso).
PI. Cagarèl. Cagnìn, agg. Canino.
Cagarci, sm. pi. Cacherelli dei filu- PI. Cagnìn
gelli. F. — ina
Cagarèla, sf. Diarrea. PI. F. — in.
PI. Cagarèl.
Cagaròtal, sm. Cacherello. Sterco di I Dént cagnm,' Denti canini.
I Lana cagnina, Lana canina.
capra, pecora, lepre, topo. Cagnina, sf. « Cagnina », Canina.
PI. Cagaròtal. Uva nera da cui si ottiene un ottimo
Cagarùia, sf. Diarrea. vino amabile dello stesso nome.
PI. Cagarùl. II Carducci esalta questo vino chia-
Caghéda, sf. Cacata, Escremento di mandolo divina
« canina ».
uomo 0 di animale. PI. Cagnin.
PI. Caghèdi.
[ Cagnina de rasp rò§. Canina dal ra-
Caghégn, sm. Diarrea. spo rosso. E' la varietà più pregiata.
PI. Caghègn.
Gagnola, sf. Morsa. Piccola morsa u-
Caghèr, intr. tr. Cacare, Defecare. sata narmolmente dagli idraulici.
I Caghé' ignacvél, (F.) Confessare tutto. PI. Cagnòl.
I Caghé' 'd stil, (F.) Aver poco da defe- Cagól, sm. Cogolaria, Cagolara, Co-
care per mancanza di nutrimento.
gola. Rete a sacco conico per la pe-
I Va' lo
a caghé' sca delle anguille.
fare sciocco. int e' remai. (F.) Va' a PI. Cagòl.
I Caghéss adòs, Farsela nei calzoni, (Lat. med. coagularia, rete per pesci;
Sconcacarsi.
e cogolus, rete. GLE).
I Hèit caghé a lèt?. L'hai fatta a letto? Cagón, sm. agg. Cacatore, Sconcaca-
Domanda dell'uso familiare rivolta a
chi si alza presto contro le sue abi- tore Cagòn
PI. I (F.) Pauroso.
tudini.
Caghin, sm. Piccolo insetto che ha F. — a
PI. F. — i.
l'addome molto lungo e le ali corte. Cagóna, sf. Spavento : Ciapéss una
E' di colore nero e vola nel crepusco- cagòna. Prendersi uno spavento, una
lo. Si nota a miriadi sulle cacate de-
gli equini. gran paura.
PI. Cagòn.
PI. Caghin.
Càgn. I In càgn e in ragna, In istato Caicadùr, sm. Spingimento. Premito.
di disaccordo, di litigio. Stimolo a emettere feci, determinato
Cagnaròn, sm. agg. Confusionario, da forme di irritazione 1 Sforzo che
Rumoroso (detto di persona). la mucca compie per figliare.
PI. Cagnaròn Caichér, tr. Calcare, Premere, Pres-
F. — òna sare, Comprimere [ Spingere.
PI. F. — òni. Prt. Calche
Cagnèn, agg. Cagnesco. PI. — è
F. — èda
I Guardé'
sbieco. in cagnègn, Guardare di
PI. F. — édi.
I Ande' in cagnègn. Andare a sghim- I Calche' avanti, Spingere avanti, in
bescio Andare
I in fregola (detto di avanti. -
cani); (F.) Andare in amore (di per- Il'indietro.
Caiché' indrì, Spingere indierto; al-
sone).
CAIC 69 CALI
Calapilòsum è voce antica caduta
I Caiché' so, Spingere in alto, Sospin-
gere. completamente in disuso.
(Lat. calcare; dal lat. calx,-cis, «tallo- Calarón, sm. Callajone. Grande viot-
ne »). tola (accrescit. di «Calerà»).
Caicdn, sm. Spinta, Spintone. I Calarón de Lég. Vialone che dalla
PI. Caicón. Via Emilia conduce alla Madonna del
(v. Caichér). [Link] piedi di Bertinoro.
Caicvél, pron. indeterminato. Qual- Calcistróz, sm. Calcestruzzo.
che cosa. Calculér, tr. Calcolare, Far di con-
Cai, pron. dimo. Codeste, Quelle. to IEsaminare, Considerare, Valutare.
Prt. Calculé
Cai, sm. Callo, Callosità; (Lat. cal-
lum, pelle indurita) | Calo, Diminu- PI. — è
zione (Lat. med. callum, calo dimi- F. — éda
nuzione del peso. GLE). PI. F. — édi.
PI. Chèl. Caldanela, sf. Caldo afoso. Calda-
Calamarèt, sm. Calamaretto nella.
(Loligo vulgaris) PI. Caldanèl.
Calamèri, sm. Calamaio | Occhiaia Caldin, sm. Calduccio.
PI. Caldìoi.
livida I Calamaro, Cefalopodo del grup-
po delle seppie. Cald'ra, sf. Caldaia.
(Lat. med. calamare, calamaio. GLE). PI. Caldìr.
Calamita, sf. Calamita. (Lat. tardo caldaria GLE).
PI. Calamìt. Caldirón, sm. Calderone.
Calamite, agg. prt. Calamitato PI. Caldirón.
PI. Calamite (Lat. med. caldironus. GLE).
F. — éda Calè, sf. Calata.
PI. F. — édi. I Calè de sol, Tramonto | Ponente
Calàndar, sf. pi. Calende. I primi do- Caléda, sf. Discesa, Pendio.
dici giorni di gennaio. Dalla osserva- I Passo, ripasso di uccelli | Migrazione
zione di ogni giorno delle cai. si ricava a valle, Discesa a valle del pesce.
il pronostico dell'andamento stagio- PI. Calédi.
nale del mese corrispondente. Ma dice Caler, tr. Calare, Scemare I Abbas-
un proverbio : « No' bade' ne a calàn- sare j Diminuire | Tramontare (del
dar, né a calandrón, mo gvérda e' de sole e della luna).
'd Sa' Péval che sia bón ». (Alla lett.: Prt. Calè
Non badare ne a calende né a calan- PI. — è
drone, ma guarda che sia bello il gior- F. — éda
no di San Paolo (25 gennaio). «E' PI. F. — édi.
calandrón », il calendone, va dal 12 Calerà, sf. Callaia, Carraia, Viottola
al 24 gennaio. Il 25 è il giorno della campestre.
Conversione di S. Paolo chiamato « Sa' I Carriera, Corsa sfrenata di cavallo.
Péval di sègn », San Paolo dei pro- PI. Caler.
nostici. Alle prime 12 ore si fanno
[ De' calerà, Dare il passo.
corrispondere, nell'ordine, i 12 mesi che (Forlì, 1556, carraria).
avranno l'andamento stagionale delle Calè^na, sf. Fuliggine.
corrispondenti ore. Calcari, sf. Conceria.
Calandrón, sm. (v. Calàndar). PI. Calgarì.
Calànta, agg. Calante (detto della (Lat. med. galegaria. Luogo in cui si
luna). lavora il cuoio. GLE).
I Lona calànta. Luna calante. Cali, sm. (v. Calìg).
Calapilò^um, sm. Cancro. Calìg (o Cali), sm. Caligine, Caligo.
I Ch'u t' vègna un calapilòsum, Che ti Ora indica solo [Link], vapore esti-
venga un.... vo che offusca l'aria; ma in antico si-
CALI 70 CALZ
gnificava anche nebbia, caligine, perchè
usa ancora dire « nèva 'd cali » per dire
neve che si scioglie subito.
(Lat. caligo).
Cali^và, sm. Allargatoio; Calisvàr.
Strunnento per allargare i fori.
(Il DEI dice che è corruzione del fran-
cese equarissoir).
Cali^, sm. Calice.
I Bichir a cali^, Bicchiere a calice. E'
più dialet. Bichir de pè.
(Lat. med. calix, calice. GLE).
Cali:;nó§, agg. Fuligginoso.
PI. Cali?nù§.
Calmér, tr. Calmare, Rabbonire, Tran,
quillare.
Prt. Calme
PI. — é
F. — èda
PI. F. — édi.
Calmìr, sm. Calmiere.
PI. Calmir.
(Lat. med. calmerium, calmiere. GLE).
Calmirér, tr. Prezzare, Fare, fissare
il prezzo.
Calór, sm. Calore | Riscaldamento
I Empitiggine, Efflorescenza | Fregola I Calzedar o secc o secia
Esantema | Colite.
PI. Calùr.
I Calzéna viva. Calce viva.
Calò^a, sf. Caloscia, Soprascarpa di j Calzéna morta, Calce spenta.
gomma. (Come il lat. med. calzina (GLE), dal
PI. Calò§. lat. calx-cis, « calce »).
Calur5§, agg. Che produce, causa ri- CaL^éna, sf. Cinghia di cuoio, o di
scaldamento, empetiggine, efflorescen- corda intrecciata, che passa per le cam-
ze, diarre, ecc. panelle del giogo e si avvolge alle cor-
PI. Calurù§ na delle mucche.
F. — ó§a PI. Calzén.
PI. F. — ò§i. (Forse deformazione del dial. « cavzé-
Cal^èdar, sm. Calcedro (DEI). Sec- na », piccola capezza).
chio di rame. Calder, tr. Calzare (di scarpe, calze o
I bizantàni lo chiamavano « calchi- guanti) I Procurare le scarpe.
Prt. Calze
drion »,». vaso per l'acqua, r<( idra di
bronzo
(Dal greco « calcós » rame e «chytron» F. — éda
vaso). PI. F. — èdi.
II lat. medioevale à « calcedrus » (1227 PI. — è^ sf. Calza.
Cal^èta,
a Bologna). PI. Cal^et.
PI. Cal^ìdar. I Fé' dia calzata, Fare la calza; (F.)
Cal^éna, sf . Calce ; Calce bianca ; Cal- Non ballare per mancanza di cava-
cina per muratura. liere.
I Fé' la calzéna. Fare o Impastare la
calce. I Cal^èt a là ?acarlòna, Calze a cacaiuo-
la, a bracoloni.
PI. Cal^én. I Cusdùra dia e, Costura della e.
71
CALZ CAMA

Calzidnilén, sm. Calcerello (ital. an- (Lat. med. calzolaria. GLE).


tico). Secchiello. Calzulér, sm. Calzolaio.
Questo voc. è in un vecchio scioglilin- PI. Calzulér.
gua che dice : « A j' ò un calzidrulén (Lat. med. calzolarius. GLE).
Camamèla, sf. Camomilla.
ch'u
laróia?s' ».vò incal^idrulé'. A l'incal^idru- (Matricaria Chamomilla).
Trad. alla lettera : ft Ho un calcerello t Camamèla ró|a, Adonide, detto anche
che si vuole incalcerellare. Lo incal- Ranuncolo di grano. Fior Rosso, Ros-
cerellerò? ». (v. Calzèdar). so del diavolo.
(Lat. med. calcedrellus, piccolo reci- Camamlón, sm. Margherita selvatica,
piente. GLE). (v. Margaritón).
Calzinarol, sm. Calcinaiolo. Addetto Camarà^a, sf. Cameraccia, Luogo di
alla calce. ritrovo, di tempo addietro, di circoli
PI. Cal^inarùl. politici di campagna.
Calzinàz, snj. Calcinaccio. Camarén, sm. Cameretta. Camerino
PI. Caljinèz. PL Camarén
(Lat. med. calzinacium. GLE). Camarèta, sf. Cameretta.
Calfiiiéra, sf. Magliaia, Calzettaia. (Lat. med. chamareta piccola camera.
PI. Cal^itéri. GLE).
Calzón, sm. Calzoni, Pantaloni. PI. Camarèti.
I Cavai di e, Fondo, Cucitura di fondo. Camarìr, sm. Cameriere, Servitore.
j Butela di e. (v. Butèla) PI. Camarìr
Calztén, sm. Calzino P. — a
PI. Caljtén. PI. F. — i.
Cal^ularì, sf. Calzoleria. Camaròt, sm. Camerotto, Stanzino.
PI. Calzularì. PI. Camaròt.

Cambra da let. Vi si notano la « condla » e la « scaràna » e. aj>pese al muro,


la <( s-ciópa II, la « gabàna >> e la « galófa ».
CAMA 72 CAME

(Lat. med. camarottus. GLE). giamento.


Carnata, si. Casamatta, Ripostiglio PI. Cambiamént
eretto dai muratori accanto all'edifi- Cambiéla, sf. Cambiale.
cio da costruire. La C. viene poi de- PI. Cambiél.
molita perchè i muri sono senza cal- Cambiér, tr. Cambiare, Mutare, So-
ce e il materiale viene riutilizzato. stituire.
PI. Camàti. Prt. Cambié
I Ca Mata, Casa Matha. Società pi- PI. — è
scatoria ravennate, tuttora esistente, F. — éda
menzionata già in un documento del PI. F. — édi.
X secolo. Cambra, sf. Camera.
Dice il GLE che nel lat. classico e PI. Càmbar.
medievale la parola « matta » significa (Lat. camera, «volta di una stanza»)
stuoia di giunchi, intreccio di giun- Camèglia, sf. Camelia, Rosa del Giap-
chi. Lo Spreti dice che « casa matha » pone. (Camellia japonica).
era un luogo dove si fabbricavano le PI. Camègli.
stuoie; mentre P. Sella in GLE defi- Camél, sm. Cammello ! (F.) Perso-
nisce «ca matha » capanna coperta da na ossuta.
un intreccio di giunchi o di stuoie. PI. Camèl.
Camén, sm. Termine che abbraccia
Càmbi, sm. Cambio j Tu' in càmbi. tutto il focolare e con cui si indica
Confondere uno con un altro. Far con-
fusione fra due. anche il solo camino, e il comignolo
Cambiamént, sm. Cambiamento, Can- chiamato, però, anche « vèta de camén »,

Cambra 'd ca
73
CAME CAMP
vetta del camino. della Madonna » fossero fortunati e do-
PI. Camén. tati di virtù magiche,
Sue parti: Spai de camén, stipiti; Prè (v. Brèv).
de camén, pietra o frontone; Uròla (Lat. med. camisia. GLE).
0 aròla, aiuola r Capa, cappa; Càna. j Quando uno era sudato e non si vo-
canna o gola. leva cambiare gli dicevano: Alora tuli
Ecco ima sintetica descrizione del « ca- la camisa de capu^én, Allora prendete
mén » tradizionale. la camicia del cappuccino; e gli dava-
« Il focolare è ampio, elevato di due- no un bicchiere di vino schietto.
mattoni sul piano del pavimento, con Cami§èra, sf. Camiciaia.
una vasta cappa affumicata che reca PI. Cami§éri.
intorno, sulla cornice fatta a grondaia, Cami^èta, sf. Camicetta.
la ventola ed i zolfini ». Spallicci, La PI. Camisèt.
pie, anno III, N. 8. Cami^òn, sm. Camicione.
Camén, sm. Cammino. PI. Cami§òn.
(Dal lat. med. camisius, camice. GLE).
(Lat. pop. di ori'g.
Caminadór, celtica, camminus).
sm. Camminatore. Camisòt, sm. Camiciotto.
PI. Caminadùr PI. Camisót.
F. — óra Camp, sm. Campo, Podere | Campo
PI. F. — òri. militare.
Caminamént, sm. Camminamento. PI. Chémp.
Via per entro trincee.
PI. Caminamént. I 'D camp, Campestre j Purté' in camp.
Porre sul tappeto, in discussione. |
Caminéda, sf. Camminata, Passeg- No' ave' camp..., Non aver modo di
giata Andatura.
I dire, fare, ecc.
PI. Caminédi. (Lat. campus, «pianura»).
Caminèr, intr. Camminare. Campadòr, agg. Campereccio. Di lun-
Prt. Caminé.
Caminèt, sm. Caminetto. PI. gaCampadur
vita.
PI. Caminèt F. — óra
Camìndn, sm. Ciminiera. PI. F. — òri.
PI. Caminón.
Campagna, sf. Campagna | Campa-
Camita, sf. Camicia ] Camita dia gna di guerra.
be§a, Camicia della biscia, Pellicola di PI. Campàgn.
cui la biscia si libera quando esce Campagnol, sm. agg. Campagnolo,
dal letargo | Guaina, Pellicola. Di campagna.
1 Parti della camicia: Lènza, Colletto; PI. Campagnùl.
Sipalén, Spallette, Spalle; Fundèl, Qua- F. — ola.
derletti; Sulén da la man. Polsini; PI. F. — òli.
Averta de col, Sparato del petto; A- Campana, sf. Campana.
verta dia man, Sparo delle maniche; PI. Campàn.
Patajòl, Falda; Schév, Scollatura; Urèi.
Rimbocco, Risvolto. I Slighé' al campàn. Sciogliere le cam-

I In màng 'd camita, Con la sola ca- pane.


1 Vie' sinti' tòt al campàn a suné'
micia, senza giacca | Scamiciato | Sbrac- Voler sentire tutte le campana a suo-
nare. Voler sentire il parere di tutti.
[Link] I^iré' in camita, Girare in Campana^, sm. Campanaccio.
j Camita de pój. Camicia del pozzo. PI. Campane^.
Rivestimento interno in mattoni, del Campane, agg. prt. Sordo.
pozzo. PI. Campane
Camita dia Madóna, Amnio, Sacco am- F. — éda
niotico. PI. F. — édi.
Si credeva che i nati con la « camicia Campane!, sm. Campanello.
CAMP CANA
74
PI. Campanèl. iava alla luna perchè gli sembrava una
(Lat. med. campanella, campanella. pizza. Quando abbaiava, era costretto
GLE). ad appogigarsi col sedere al pagliaio.
Campanéna bianca, sf. Vilucchione. I Cvànd l'uróla e' càn, la mòrt l'è
(Convolvulus sepium). pòc luntàn. Quando ulula il cane la
PI. Campanén bianchi. morte è poco lontana.
(Lat. med. campanella, campanula. II giorno di S. Stefano si faceva un
GLE). segno di croce sulla fronte del cane con
Campanér, sm. Campanaro. la paletta del fuoco arroventata per-
PI. Campanér. chè, arrabbiandosi, non morsicasse
(Lat. med. campanarius. GLE). quelli di casa..
CampanìI, sm. Campanile. Quando i contadini prendevano un
PI. Campanil. nuovo cane lo mettevano nel forno e
Campanòn, sm. Campanone. dicevano: «A t' met int e' fòran par-
PI Campanòn. che t' a n' cnó§a inciòn d'intóran », poi
Campègg, sm. Campeggio. lo mettevano sotto il eamino e dice-
PI. Campegg. no : « A t' met sota e' camén parche
Camper, intr. Campare, Vivere. t' a n' cno§a parént ne bsén » ( Pla-
Prt. Campè. cucci, Usi, ecc.).
I Ch' campa e eh' scampa (Chi cam- I E' can dri e' su pajèr l'ha una gran
pa e chi scampa). Chi campa e chi fòrza. Ciò significa che a casa pro-
campicchia (Nardi). pria, o nel proprio ambiente, uno si
Campèt, sm. Campicello. Campetto. sente più forte.
PI. Campet. I U s' rispèta e' càn par rigvérd de
Campiàn, sm. Campiano. Frazione padrón^ Si rispetta il cane per riguar-
del Com. di Ravenna. Anticamente do al padrone.
Campilianus, storpiatura del nome di Fé' e' càn adòs (a òn). (F.) Inveire
un Campo Apollinis della Pieve di S. in tutte le maniere contro uno.
C asciano in Decimo menzionato in un ( Lat. canis ; indoeuropeo kwon- « ca-
documento del 953 e in un altro del 971 ne »).
in cui è chiamato « fundum apollinis Càna, sf. Canna comune (Anmdo
seu campiliani ». (v. Bartóla). donax). | Canna.
Dice il Mazzotti che la parte più antica I Radi§a ad càna, Rizoma di canna.
della torre campanaria di S. Case, in
[Link] Càn. 'd càna, Occhi di canna.
Decimo è forse dei primi del 1200 men-
tre tutta la torre non è posteriore I Càna de camèn, Canna del camino,
al sec. XIII. Gola del camino.
Campiòn, sm. Campione | Scandaglio j A tòta càna, A tutta foga. A canna
I Mostra. aperta, (di bòtte, «canèla»).
PI. Campiòn In certi casi « càna » era anche la can-
Campiunèri, sm. Campionario. na palustre che era una risorsa note-
PI. Campiunèri. vole per l'economia della povera gen-
Càmpsànt, sm. Camposanto. te che viveva vicino alle valli. Di qui
PI. Chémpsént.
il detto: U j pinsarà la vaia a fé'
Càn, sm. Cane. dia càna. Ci penserà la valle a pro-
PI. Chén. durre canna.
I Càn da sfùit, Cane da fiuto. (Lat. canna).
I Càn da pajèr. Cane da pagliaio, Ca- Cànadèngia, sf. Cannadindia.
ne da guardia da contadino. (F.) Po- PI. Càndèngia.
vero tribolato. Questo cane, tenuto qua- ] Càna
si sempre legato, che aveva la cuccia in Canàja,d'Engia, Carma
sf. Canaglia. d'India.
una nicchia ai piedi di mi pagliaio, era
proverbiale. Si diceva che di notte abba- Secondo il caso^ « canàja » può signi-
PI Canàj."
CANA 75 CANE
ficare tanto birbante quanto birichino. questo uccello vi depone spesso l'uo-
Canajéda, sf. Canagliata. vo il cuculo.
PI. Canajèdi. PI. Canavin.
Canalèt, sm. Canaletto. Canavón, sm. Canapone. Pianta di
PI. Canalèt. - canapa da seme.
(Lat. med. canaletum, piccolo canale. PI. Canavòn.
GLE). Cancagnol, sm. « Calcagnuolo ». Cai
Canalèta, sf. Fossatella che si forma cagne del cavallo.
in fondo ai corsi d'acqua. Pi. Cancagnùl.
PI. Canalèti. Càncar, sm. Cancro, Tumore.
(V. Canalèt). PI. Chéncar.
Canalìn, dm. Canalino. Cancrèna, sf. Cancrena.
PI. Canalìn. PI. Cancrén.
Canaldn, acr. Canalone. Candéla, sf. Candela i Muco del naso.
PI. Canalòn. so.
PI. Candèl.
Canarél, sm. ' Canapule. Stelo legno-
so della canapa. I No' struscia' dia candela, (F.) Non
PI. Canarél. perder tempo inutilmente.
Coi canapuli si facevano « i suifanèl ». (Lat. candela, «candela», spago incera-
Canarén, (v. Canarìn). to; rad. indoeuropea kand- «ardere»).
Canarìn o Canarén, sm. Canarino. Candiléna, sf. Candelina.
PI. Canarnì o Canarén
I Sóta e' lóm dia candiléna / nènc e'
F. — ina o — éna remi e' pé faréna, Sotto il lume della
PI. P. — ini o — éni candelina anche la crusca pare farina.
(Pringilla canaria). Al lume di una candela anche le brut-
Canarol, sm. Marzaiola, Cercella, Cer- te paiono belle.
cevola, Cerundola, Garganelle, Sar- Candirola, sf. Candelora (anche "^a-
riòla).
tella.
PI. Canarùl. I Madóna Candilòra, che niva o che
Canarol, sm. Attrezzo da pesca di piuva da l'invèrn' a sém fura; e se
canne o di cannucce. sta e' sulatén u j n'è incora un m§aren.
I Cassetto con più scompartimenti per Madonna Candelora (Purificazione, 2
i gomitoli da ordire. febbr.), che nevichi o che piova, da
Canavà^, sm. Canovaccio, Canavac- l'inverno siamo fuori; e se sta il soli-
cio. cello, ce n'è ancora un mesetto.
PI. Canavè^. Candlìr, sm. Candeliere.
I Tela da canavè^. Terzone. PI. CandlìT.
(Lat. med. canipacius, canovaccio. Candlòn, sm. Moccioso.
GLE). Ner ricettario di Cat. Sforza PI. Candlòn
è chiamato « canavazo ». F. — óna
Canavela, sf. Artemisia (Artemisia PI. F. — òni.
vulgaris L.). Candlòt, sm. Candelotto | Ghiacciolo.
Canavén, m. Conciatore di canapa, PI. Candlòt.
Canapino, Canapaio. (Lat. med. candelotus, candelotto.
PI. Canavén GLE).
F. — a Canéd, sm. Canneto.
PI. F. — i. PI. Canid.
Canavér, sm. Canapaio. (Lat. med. canetus, GLE).
PI. CanavìT. Canél, sm. Canale.
I Spintàcc de canavèr, Spaventapasseri. PI. Canèl.
Canavìna, sf. Canapino. Uccello che (Lat. canalis).
nidifica nei canapai legando insieme Canél. sm. Manicalo o Fodero o Can-
alcuni steli di canapa. Nel nido di nolicchio (Solen vagina).
CANE 76 CATA

PI. Canèl. Canon, sm. Cannone. Pezzo di arti-


Canel, sm. Cannello. glieria ITubo fumario Tubo della
PI. Canèl. bicicletta.
PI. Canon.
I Fé' i canèll, Accanellare. Canonie, sm. Canonico.
j Rodaii cannelli.
fare da fé' i canèl, Schidione per PI. Canonie.
Canéia. sf. Cannuccia (Phragmites Canònica, .sf. Canonica, Abitazione del
communis) ] Cannella (cinnamonum parroco attigua alla chiesa.
officinalis) | Cannella. Legno bucato PI. Canonie.
che si introduce nel foro anteriore della Canó^, sm. Cannuzzo. Frazione del
botte per spillare il vino. Cannello comune di Cervia.
da botte. « Deve quasi certamente il suo nome
ai canneti palustri che ivi esistevano ».
j Mane 'd canèla, Manipolo di cannuc-
cia. (Silvio Zavatti, La Pie, N. 9, 10 - 1948).
j Prèla 'd canèla, Pila conica di mani- Anticam. era chiamato anche Cannuz-
poli di cannuccia. zola, nome che resta legato alla Via
(Lat. med. canella, cannella (pianta) Cannuzola.
dal lat. cannula, piccola canna).
[Link]òra,
Canó^. sf. Cannuccia da pipa.
Canéna, sf. Canaiola. Sorta di uva
nera. Uva canucula. Cànt, sm. Canto, Banda, Parte.
Canestar, sm. Canestro. PI. Chént.
PI. Canestar. [ Da cànt, Accanto.
(Lat. med. canestrum, GLE; dal lat.
canistrum). I D' un cànt. Da una parte o Da parte.
j D'e' cànt di..., Per parte di..., o Dal
Canèt, (v. Canèd). lato di... Dalla parte di...
Canèta, sf. Asticciuola per pennino. Cànt, sm. Canto.
PI. Canèt. PI Chént
Canfén, sm. Voce caduta totalmen- (Lat. cantus).
te in disuso. Petrolio. Canta, sf. Canta
Cànfra, sf. Canfora. (Camphorosa PI. Cànt
monspelliensis). La Canta è un canto popolare con pa-
Cangér, tr. Picchiare. Battere alcuno. role dialettali.
Prt. Cangé (V. Biòjga).
PI. — è Cantacér, tr. e int. Canterellare.
F. — éda (Più usato Scantarlér). Canticchiare.
PI. F. — édi. Cantadéna, sf. Cantatella.
Cangiàn, sm. Candiano, Canale Cor- PI. Cantadén.
sini. Cantadìna. sf. Cantatina
Canale navigabile che unisce Ravenna PI. Cantadìn
con Porto Corsini. Cantànt, sm. Cantante
Cangiòta, sf. Botte da viaggio. « Con- PI. Cantént.
giotta ». Vezzeggiativo di « congio » (v. Cantànta, sf. Cantante
« cóng»). PI. Cantanti.
Piccola castellata che, dopo aver ser- Cantaràn, sm. Canterano, Cassettone.
vito per il trasporto del mosto, veni- PI. Cantarén.
va usata come botte da vino. Cantarén, sm. Canterino
PI. Cangiòti. PI. Cantarén.
CanìI, sm. Canile. « I Cantarén Rumagnùl », o semplice-
PI. Canll. mente «I Cantarén », sono gruppi co-
Canòcia, sf. Cannocchia, Cicala ma- rali che eseguono le « cantate roma-
rina.
(Squilla mantis). gnole ».
Catamón, m. Caterinone.
PI. Canòoc. (v. 9maiiO.
CANT 77 CAPA

Cantèda, sf. Canta nessuno sa quale sia ( Cosi De Nardis in


PI. Cantédi. A la garboja).
I Canto di più cante o canzoni. Canunè, sf. Carmonata, Colpo di can-
Cantén, sm. Cantino. none.
PI. Canuné.
Corda più sottile" del violino o di altri
istrumenti. Canunér, tr. Cannoneggiare, Sparare
Canténa, sf. Cantina col cannone.
PI. Cantén Canunìr, sm. Cannoniere. Soldato ad-
I Fé' 'd canténa. Fare il cantiniere. detto al cannone. Artigliere.
Cantér, tr. Cantare PI. Canunir.
I Canté' a la stesa, Cantare alla stesa, Canutét, sm. pi. Connotati.
cioè a voce alta, spiegata, distesa. Cànva, sf. Canapa (Cannabis sativa) j
Canapa, Fibra tessile della canapa. Non
I Canté' a la biòjga, Cantare alla bi-
folca. E' sempre un « canté' a la ste- ha plurale.
§a » ma con una maggior libertà di [ Fé' dia cànva. Coltivare canapa.
ritmo musicale e di contenuto, (v. B. (Lat. med. canava, GLE).
Pergoli, op. cit.). Canzalèt, sm. Ventricolo.
I Canté' a gola averta, Cantare a gola PI. Canzalèt.
aperta, cioè a voce spiegata. Il Biondelli (1853) ha « cavzalèn ».
( Lat. canere ; radice europea Kan - ( Nel» ;dial. del sec. XVIII, si à « cauza-
lén
« cantare »).
Cantilèna, sf. Cantilena, Nenia P. Santoni, op. cit.).
PI. Cantilén Cantèi, sm. Capezzale. Deformazione
(Lat. med. cantilena, DEI e GLE). di « cav^él », capezzale.
Cantón, sm. Angolo, Canto, Parte, PI. Cantei
Banda, Cantonata, Spigolo di una casa. (Lat. tardo, capitiàlis).
I Fé' troi cantoni.
cvàtar cantòn. Giocare ai quat- Canale, sf. Cancellata.
PI. Canzlé
(V. Cvàtar cantòn).
[Link],
Cap. sf. Due dozzine
I E' mèi cantón, Il mal cantone. E'
nella direzione nord-ovest. Di là si Dal sanscrito « Kapati » due manciate ;
affacciano le nuvole cupe delle burra- da cui anche il lat. capere, prendere.
sche. Ora « capa » serve solo per contare le
Cantór, sm. Cantore uova.
PI. Cantùr.
Capa, sf Cappa, Indumento di ve-
Cantunè, sf. Cantonata, Angolo di stiario.
fabbricato.
PI. Cantunè. ] Veste che si metteva al morto appar-
tenente auna confraternita.
Cantunèl, sm. Cantone, Spigolo, An- I Al set cap dl'infèran. Le sette volte
golo di muraglia | Pietra su cui poggia (cappe) dell'inferno. Dire di uno « l'è al
l'angolo di un muro. Cantonale. set cap dl'infèran » si intende, in senso
PI. Cantunèl. figurato, che è di una irrequietezza sfre-
Cantunir, sm. Cantoniere, Stradino nata.
PI. Cantunir Capa, sf Cuore edule.
I Ca cantunìra. Casa cantoniera. (Cardium edule).
Canucél, sm. Cannocchiale PI. Cap.
PI Canucèl. E' detta anche « capa scudèla » e «capa
Canucera, sf. Gli ultimi tre giorni di santa ».
febbraio e i primi tre di marzo (i de Capàn, sm. Capanno
dal fugarén; v. fugarèna) sono anche [ Bosco dei bachi da seta
chiamati « de dia canucera ». In quei
giorni non si può fare nulla, perchè I Capànbaldi o del
'd Garibéld,
[Link] di Gari-
in essi vi è un'ora infausta che però I Fé' e' capàn. Fare il capannuccio.
CAPA 78 CAPI
Detto dei polli e degli uccelli quando (Lat. med. capellus, GLE).
tengono le ali basse perchè ammalati. Capela, sf. Glande
I Purtè' e' capàn. Portare il fazzoletto I Cappella, Capocchia
nero in testa a mo' di capanno. I Capela d'Ardónda (v. Ardonda), Tom-
La donna in lutto, per dimostrare tutto ba di Teodorico.
il suo dolore doveva nascondere quasi I Capela de ciòd, Capocchia del chiodo.
interamente il viso dentro il « capanno ». PI. Capei.
I Alcune località del ravennate si chia- Capelvènar, sm. Capelvenere (Adian-
mano «i capèn » ; cosi in Via Er- tum Capillus-Veneris L. ), P. Zangheri.
bosa, a S. Zaccaria, e a Ravenna fra il Capestar, sm. Capestro
« Portonaccio » e la Mangagnina, per-
chè vi sorgevano abitazioni in legno e ] Lascèsssciarsimètar
mettere i e' capestar,
piedi (F.) La-
nel collo.
canna palustre, intonacate con mota.
Capàna, sf. Capanna ( Lat. capistrum^ « fune per bestie, ca-
PI Capàn. « testa »). vezza»; dall'etimo indoeuropeo Kap-
(Lat. Capanna).
Capètul, sm. Capitolo
Capane, agg. prt. PI. Capètul.
Che fa il capanno. Detto di pollo che
tiene le ali basse per indisposizione. Capì, sm. Intelligenza ] (Conoscenza
1 Senno I Discernimento.
PI. — è
F. — éda I No' ave' incora e' capi, (detto di bam-
PI. F. — édi. bini). Essere ancora in età troppo tene-
ra per poter capire.
(Anche Acapané).
Capanèda, (v. Capàn). I Pèrdr' conoscenza.
Perdere e' capì, Andar fuori di senno \
Capanér, sm. Capannaio.
Colui che costruisce capanni. I Pr'e'
cità di mi capì. Secondo la mia capa-
intendere.
PI. Capanér.
Capanèt, sm. Capannetto, Capannuc- Capigliatura, sf. Capigliatura
cio. PI. Capigliatùr.
PI. Capanèt. Capildni, sm. Vigile urbano.
Capanón, sm. Capannone. « I "capeloni,,... erano chiamati così per
PI. Capanón. il loro alto cappello a cilindro. G. U.
Capar, sm. Cappero (Capparis spi- Majoli, Palazzi... di Raverma... ».
nosa). Capilùta, sf. Cappellaccia, Calandra,
PI. Chèpar. Allodola cappelluta (Galerida cristata)
Capàra, sf. Caparra, Cauzione. PI. Capilùt.
PI. Capar Capir,
Prt. Capi tr. Capire, Intendere.
I Magnèss la capara. Perdere la cau-
zione. PI. — i
Capatela, sf. Capparella, Ferraiolo, F. — ida
Mantello. PI. F. — idi.
PI. Caparèl. Capinera, sf. Capinera.
PI. Capinér.
Caparlà^a | Fé' la caparlaza. Uccidere Capitalèsta, sm. Capitalista, Colui
0 malmenare una persona rovesciando-
le la capparella nella testa in modo da che detiene il capitale.
immobilizzarla. PI. Capitalèsta.
La C. era riservata alle spie e ai tradi- Capitali^om, sm. Capitalismo.
tori. Capitani, sm. Capitano
Capa^itè, sf. Capacità, Abilità. PI. Capitèni.
PI Capa^itè. Capitel, sm. Capitello
Capei, sm. Cappello PI. Capitel.
PI. Capè! Capitél, sm. Capitale Ricchezza.
1 Capei a stér. Cappello a tesa larga. PI. Capitel.
CAPI 79 CAR

Capitela, sf. Capitale, Città ove ha Capota, sf. Capotta, Tetto della car-
sede il governo.
PI Capiteli. PI. Capò[Link] dell'automobile.
Capitér, intr. Capitare, Accadere, Suc- Caprèta, sf. Capretta
cedere. Specie di cavalletto sottostante alla par-
Prt. Capite te anteriore delle birocce da trasporto
PI. — è merci.
F. — éda E' vm vezzeggiativo dell'antica voce « ca-
PI. F. — édi. pra » (sec. XIV) che significava: attrez-
Capitir, int. (v. Capitér). zo per sollevare pesi; cavalletto, (v.
Capitulét, sm. Capitolato. DEI).
Serie di patti e condizioni scritte nei
contratti e negli appalti. [Link]è^,
Caprè^.sm. Capriccio.
PI. Capitulét. Caprèjf, sm. Capriccio. Tazza di terra-
Caplàn, sm. Cappellano cotta smaltata di colore verde, col ma-
PI. Caplén. nico, che serviva per b°rc.
Caplarì, sf. Cappelleria PI. Caprèz.
PI. Caplari.
Caplén, sm. Cappellino. [Link]?,
Capre?.sm. Capriccio, Ghiribizzo
PI. Caplén. Caprició§, agg. Capriccioso
Capléna, sf. Cappello di paglia PI. Capriciù§
PI. Caplén F. Caprició§a
(Lat. med. capellina GLE). PI. F. Capriciò§i.
Caplér, sm. Cappellaio Caprièda, sf. Capriata
PI. Caplér PI. Caprièdi
(Lat. med. capellarius, cappellaio. GLE). (Lat. med. caveriata, capriata. GLE).
Caplèt, sm. Cappelletto Caprifój, sm. Caprifoglio.
I Bolla d'acqua CapurèI, sm. Caporale, Capo squadra
PI. Caplèt di operai.
i I caplèt, Specie di tortellini ripieni a PI. (3apurél.
forma di cappello della sola cucina ro- Capurión, sm. Caporione. Capo di un
magnola. Cappelletti. gruppo di facinorosi.
I « Caplèt »sono anche i semi di mar- P. Uccellini nel suo Diz. dice : « Quando
ruca. vacava la S. Sede solevasi in Ravenna
I E' piòv, l'acva la fa i caplèt!, Durerà a dare in custodia la città ai primari cit-
piovere, l'acqua fa le bolle. tadini, chiamati Caporioni... ».
I Caplèt de lóv, Cappelletto del goloso. PI. Capurión.
Quando si preparano i cappelletti se ne (It. ant., caporione, sec. XIII, «capo
fa uno ripieno di sola pasta. Chi se lo rione »).
trova nel piatto viene canzonato col Capu^én, agg. sm. Cappuccino, Frate
titolo di goloso, « e' lóv ». cappuccino.
(Dal lat. med. capellectum, cappello,
copricapo (Ravenna, sec. XIII). GLE). I Caffè-latte.
I Mònt di capujén, Monte Magtrio.
Caplòn, sm. Cappello delle vinacce. Capu^ol, sm. Monachetto, Dentello
I Fé' e' caplòn. Mettere del mosto sul l'uscio.
ove poggia il saliscendi per serrare
cappello delle vinacce già sfruttate.
PI. Caplòn. PI. Capu^ul.
Capócc, sm. Cappuccic Car, sm. Carro, Plaustro.
PI. Capócc. PI. Chèr (f. Cara)
(Lat. med. capucius, cappuccio. GLE).
Capòt, sm. Cappotto. I Car grand. Costellazione dell'Orsa
Maggiore.
PI. Capót
nore.
I Car ^nìn. Costellazione dell'Orsa Mi-
I De' capòt, Dar cappotto.
CAR 80 CARA

Car a condla. Carro a culla. Cosi chiamato per il suo tavolato concavo.
A terra è visibile « e' piladòr », il pilatore, attrezzo ricavato da un tronco
d'albero, usato per pilare li riso e mondare dalle glume altre sementi.

I Mètr' e' car ad dninz a i bu, Mettere zione di agiatezza.


il carro davanti ai buoi. Far le cose al-
la rovescia. I E'carro
II car unonn' vòlta
volta ee e'il barò?; la n'e'
biroccio non vò,
lo
I Car d'uva, Carro d'uva, del peso di vuole; cioè il ricco non la cerca e il
q. 9,30 circa, di uva mostata. povero non la vuole.
I Car 'd' legna, Carro di legna, di 200 (Lat., carrus, carro a quattro ruote.
fascine più quattro (una per ruota) di DEI).
regalia. Cara, sf. pi. Carri
I L'ùtma roda de car, di
(F.)chiL'ultima ruo- «Cara» conserva ancora anche l'anticD
ta del carro. Detto non conta lignificato di Carra con riferimento al
nulla. carico.
j Car triunfànt. Carro trionfante. Con (Lat. med., carra, carro. GLE).
questo nome vennero chiamati i primi Carabéna, sf. Carabina
carri funebri. Ora vien chiamato « car PI. Carabén.
da mòrt ». Carabignir, sm. Carabiniere.
I Car mat, Costellazione d'Orione. Dallo spagnolo « carabinia », archibugio
j Mètr' e' car a l'ora. Mettere il carro a canna molto lunga, (sec. XVI).
all'ombra. (F.) Raggiungere una posi- PI. Carabignir.
CARA 81 CARA

Car, castlé e bgónz

Caràbia, sf. Carruba, Baccello del car- Caratar, sm. Carattere, Tempera-
rubo. [Link].
I
PI. Carètar.
I Ba^èl 'd carabla,
Caraféna, Baccello
sf. Oliatore di carruba.
a mano Caratén, sm. Carrettino da viaggio,
PI. Carafén. Calesse, Calessino.
(Dal lat. med. carafa, misura per li- PI. Caratén.
quidi; dall'arabo garafa, bottiglia dalla Caraténa, sf. Pipa di terracotta
PI. Caratén
pancia larga da cui anche l'it. caraffa.
V. GLE e DEI.). (Si dice anche Pepa caraténa).
Caraméla, sf. Caramella Caratér, sm. Carrettiere (con carro
PI. Caramèl. tirato da buoi).
Caramlèr, sm. Caramellaio. PI. Caratar
PI. Caramlèr. (Lat. med. caraterius, carrettiere. GLEì.
Caramlèra, sf. Caramellala. Caratìr, sm. Carrettiere
PI. Caramléri. PI. Caratir
CARA CARD
82
Caratón, sm. Carrettone (per traspor- Carcà§a, sf. Carcassa
to di bestiame, maiali) j Carro funebre. PI. Carcàs.
PI. Caratòn Cardadór, sm. Cardatore
Carbòn, sm. Carbone PI. Cardadùr
F. Cardadóra
Carbón 'd legna, Carbone dolce, C. di PI. F. Cardadòri.
legna; Carbòn 'd canèl, C. sottile di ca-
stagno; Carbón da stufa, C. cok o fossi- Cardare!, sf. (Centaurea solstitiahs
le; Carbón 'd brè§a. Carbonella. L.) P. Zangheri.
PI Carbón. Cardél, sm. Cardello. « Il Cardello,
(Lat. carbo,-onls, «carbone di legna») dal 900 al 1100 servi di ricovero ai pel-
Carbunarì, sf. Carboneria. Ass. se- legrini che venivano all'abbazia di Val-
greta fondata ai primi dell'SOO. senio per compiervi pratiche religiose ».
Carbunción, sm. Carbonchio. Malattia Angelo Negri
del grano e del granoturco. |E' mat
I Parte carbonizzata dello stoppino, e lo. Così deeraCardèl, Il matto
chiamato, alla del Cardel-
romagnola,
del legno non bruciato interamente. ma in senso buono, A. Oriani.
Carbunéna, sf. Carbonella, Carbonina. Cardénza, sf. Credensia, Dispensa.
Carbunér, sm. Carbonaio. PI. Cardén^
PI. Carbunér. (Lat. med. credentia, credenza. GLE).
Carbunét, sm. Carbonato. Cardér, tr. Cardare, Scardassare.
Carburànt, sm. Carburante. Sostanza (Dal lat. carrere; dalla rad. indoeuro-
o miscela che alimenta i motori.
pea Kars-« grattare, raspare»).
PI. Carburént. Cardinalìn, sm. Cardinalino del Vene-
Carburaziòn, sf. Carburazione zuela.
PI. Carburaziòn PI. Cardinalin
Carburo, sm. Carburo. Cardinèl, sm. Cardinale, Principe del-

Cardénza e du cardinzot. Credeneza e due credenzette.


CARD 83 CARN
la Chiesa. F. — éda.
I Uccello di colore rosso. Cardinale. PI. F. — édi.
PI. Cardinèl. Garin, sm. Carezzine. Carezza picco-
Cardin^én, sm. Stipo, Armadietto, la, gentile, dei bambini.
PI. Cardin^én PI. Carìn.
Cardin^ìr, sm. Credenziere. I Fé' di carìn, Fare delle carezzine.
Cardléna, sm. (v. Erba e). Carìn, agg. Grazioso, Carino.
Cardó^, Carducci (Giosuè). PI. Carìn
Carét, sm. pi. Carati. F. Carina
Carèt, sm. Carretto. PI. F. Carini.
PI. Carèt. CarioI, sm. Carrettino (per infermi, °
I Ziré* cun e' carèt (Girare col carretto) per il trasporto del fieno dall'aia alla
e Ande dri a e' carèt (Andare dietro il stalla I Giocattolo per bambini. Car-
carretto), significano « Fare il carret- ruccio I U j' à de 'd vòlta i cariùl. Gli si
tiere ».
sono ribaltati i carrioli, (F.) E' diven-
Carata, sf. Carretta | Carrettata, tato pazzo.
Quanto materiale porta una carretta. PI. Cariùl.
PI. Carèt. Carìola, sf. Cariola, Carriola,
Carèz, sm. Carreggio, Trasporto col PI. Cariòl.
carro.
(Lat. med. carezus, GLE.). I Ande'
PI. Cariòl. a la cariola. Fare il cariolante.
Carèna, sf. Carezza. I C. da sbra^ànt, C. da bracciante; C.
PI Care?. da muradòr, C. da muratore; C. da
Carg. agg. Carico cuntadén; C. da contadino. Quest'ulti-
PI. Chèrg ma ha il fondo piatto.
F. Carga (Lat. med. cariola, carretto. GLE).
PI. F. Carghi. I Mej padrón dia cariola che servitor
Càrga, sf. Carico, Pieno de car (Spallieci). Meglio (essere) pa-
I Carica (della cartuccia). drone della carriola che servitore del
PI. Carg. carro.
(Lat. med. carga, carico. GLE.). Caristì, sf. Carestia.
I U n' péga la carga, (F.) Non paga il Caritè, sf. Carità.
carico. Non vale la pena.
Icordia.
Par caritè, Per carità. Per miseri-
Cargadùr, sm. Bastonatura sonora.
PI. Cargadùr. I Caritè di murt, (Vedi Fèva).
Carghèr, tr. Caricare Cariale, sf. Il carico di una carriola.
Prt. Carghé - Carg PI. Cariulé.
PI. Carghé - Chèrg Carijèr, tr. Carezzare, Accarezzare.
F. Carghéda - Carga Prt. Carizé
PI. F. Carghédi - Carghi. PI. — è
Cariatùra, sf. Creatura F. — éda.
PI. Cariatùr. PI. P. — édi.
Caria?, sm. Carriaggio, Carro da sal- Carlona (a la), locuzione avv. Alla
merie o bagagli. Carro militare. buona, cioè alla maniera di re Carlone
PI. Carie?. (Carlo Magno).
Càrica, sf. Carica, Incarico, Posto di Carnarol, agg. Che produce carne.
responsabilità. Buon assimilatore (detto di animale).
PI. Càrie. PI. Carnarùl
Cariér, tr. e intr. Creare, Dar l'es- F. — ròla
sere. Prender
I vita | Procreare, Gene- PI. F. — ròli.
rare] Insorgere. Carna^òn, sf. Carnagione.
Prt. Carie PI. Carna§ón.
PI. — è Carnap, sm. Catenaccio. Perno di
CARN 84 CART
ferro che, scorrendo orizzontalmente, Si ritiene che il suo nome derivi da
serve a chiudere | (F.) Ordigno vec- carpinus (La Pie, n. 9, 10, 1948). Il car-
chio, sconnesso. dinale Anglico (9 ottobre 1371) ricor-
PI. Carnè j. da questa località col nome di «Villa
(Lat. med. cadenatium. GLE). Carpenellae ».
(Dial. del 1700, « cadnaz », P. Santoni,
Car^ànta, agg. Crescente (detto del-
Op. Cit.). la luna).
Carna^én, sm. Catenaccino, Stanghet- j Lòna car§ànta. Luna crescente.
ta.
I C. dia ciavadùra, Stanghetta. Car.^imóni,
Rialzo sm.
di prezzo. Crescita ' Aumento,
PI. Cama^én.
Carnón, sm. Carpo. PI.
CarsùCarsimòni. '
agg. prt. Cresciuto ; Allunga-
I Carnón dia man, Parti molli della to I Alzato I Lievitato Aumentato,
palma della mano. salito di prezzo.
Carnvél, sm. Carnevale. PI. Carsù.
PI. Carnvèl. F. — uda
Carógna, sf. Carogna, Carcassa di PI. F. — udi.
animale morto.
Carsùda, sf. Crescita, Accrescimento.
I (F.) Pingardo, Cattivo, Dispettoso, PI. Carsudi.
Malvagio, Perfido. Cartatócìa, sf. (v. Cartócia).
PI. Carógn.
Carota, sf. Carota. Cartata, sf. Cartaccia.
PI. Caròt.
I Caròta sambédga. Carota selvatica. [Link] cartata. Dar la berta;
I De' celiare.
Carola, sf. Carrozza | Scarafaggio. Carte!, sm. Cartello ] Segnale indica-
Blatta. Scarabeo. toreAvviso
I I Bersaglio.
PI. Cartel.
PI. Caròj.
Carpadùra, sf. Crepa, Screpolatura, Cartéla, sf. Cartella, Cartella per fo-
Fenditura, Incrinatura, Fessura. gli, pratiche, ecc. | Spessore.
I Tirér una carpadùra, Fare una crepa. IPI.'D Cartel.
cartèla stila, Di spessore sottile.
PI. Carpadùr.
Carpe, sm. Crepaccio, Crepa. Carténa, sf. Cartina, Involtino di car-
PI. Carpe. ta che si fa in farmacia pei medicamen-
ti prescritti | (Contenuto della cartin:i.
Carpègna, f. Carpegna. PI. Cartén.
Si vuole che il Carpegna (m. 1414) Carter, sm. Cartaio. Chi fa le carte
fosse chiamato nella più remota an-
tichità pagana, monte Olimpo. La tra- giocando.
dizione sarebbe avvalorata da un di- Carter, sm. Seme (delle carte da gio-
co).
ploma dell'armo 993, in cui si legge: PI. Cartir.
«Montem Carpineum seu Olympicum»
(La pie, anno VI, voi. XX). I quattro semi (I cvàtar cartir) sono:
Spéd (sm.). Spade; Bastón (sm.). Ba-
Carpér, int. Crepare, Tirar creF>e, stoni; Cóp, (sm.) Coppe; Dinèr (sm.).
Screpolare. Denari. Le carte sono dì genere fem.
Prt. Carpe. Speda, Spedi; Bastona, Bastóni; Cópa,
PI. — è Copi; Dinér, Dinéri.
F. — éda.
PI. F. — édi. I Avni' a spéd, baston, ecc. Giocare a
spade, a bastoni, ecc.
Carpintir, sm. Carpentiere. Cartìra, sf. Cartiera.
PI. C. PI. Cartir.
(Lat. med. carpentarius. GLE). Cartlon, sm. Cartellone.
Carpnéla, f. Carpinello. Fraz. del PI. Cartlón.
Com. di Ferii. Cartòn, sm. Bardana (V. Fujón).
CART 85 CASC
PI. Cartón.
Cai^amurè, m. Casemurate. La loca-
Cartdn, sm. Cartone. lità è menzionata fin dal 981 in un do-
PI. Cartón. cumento che cita la « Cappella di S.
Cartucéra, sf. Cartuccera. Mercuriale posta nella Corte <i) di Ca-
PI. Cartucér. samurata... pieve di S. Zaccaria».
Cartulari, sf. Cartoleria. Nel 1204 si parla di un Castello di Ca-
PI. Cartulari samurata. Di qui l'origine del nome
Cartuléna, sf. Cartolina. [ Precetto. « casa murata », cioè casa o luogo forti-
PI. Cartulén. ficato. (Don M. Mazzotti).
Cartulèr, sm. Cartolaio. PI. Cartuler. (1) La Corte era un luogo-residenza
(Lat. med. cartolarius, cartolaio. DEI; del conte o del vescovo - ove si am-
ministrava la giustizia.
Cartun^én, sm. Cartoncino, Dischet-
to di cartone che si mette nelle car- Ca§aròt, sm. Scodella di terracotta
tucce. entro la quale si fa il formaggio.
PI. Ca§rót
PI. Cartun^én.
(Dal lat. med. casarola, recipiente in
Caru^àbil, agg. Carrozzabile.
Praticabile. cui si fa il formaggio. GLE).
PI. Caru?;èbil. Cas-c, sm. Casco.
F. — abita PI. Chés-c.
PI. F. — àbili. Cascade^, agg. Caduco, Cascaticcio,
Cadevole.
Carvàja, sf. Fessura. | Crepa. PI. Cascade^
PI. Carvàj.
Garzare, sm. Carcerato. F. — a
[Link]^arè. PI. F. — i.
Carzé sf, Rotaia, Carreggiata. Cascadè^a (v. Cascadèz).
Traccia delle ruote dei veicoli sulle C. è sempre riferito a frutta.
strade. Solco della ruota o della ruota Cascàm, sm. Cascame, Cascatura,
Borra.
di un veicolo.
PI. Caschèm.
PI. Car?«.
Cascél, sm. Colpo.
Carujfari, sf. Carrozzeria. I Pugno alle costole.
PI. Caru?;ari.
Ca§a, sf. Cassa. | Calcio di fucile. I Urto
PI. che accascia.
Cascèl.
PI. Ca§. Cascéla, sf. Cassella. Cassa per il
I Fé' ca§a, Mettere da parte piccoli ri- trasporto
sparmi. PI. Cascèl. dell'uva mestata.
Ca§a forta, Forziere, Cassaforte. (Lat. capsella).
Ca^a dia pistòla, Calcio della pisVo- Caschéda, sf. Cascata, Caduta di
a. Impugnatura.
acqua ] Caduta.
jCa^a de s-ciòp. Calcio del fucile. PI. Caschèdi.
I Ca§a di tlir, Cassa del telaio.
(Lat. capsa). Caschèr, intr. Cadere, Cascare. ] Ricor-
rere di anniversari.
Ca§alén, agg. Domestico, Casalingo, Prt. Casché
Che sta per casa.
PI. — é
PI. Cafalén F. — éda.
F. — a
PI. F. — i. PI. F. — édi.
Cas-ción, m. Castiglione di Ravenna
(Lat. med. casalengus e casalingus. sulla sinistra del Savio e C. di Cervia
GLE). sulla destra.
Ca^amént, sm. Casamento, Caseggia- Anticamente era un unico territorio ai
to.
due lati del fiume Sapis di cui si ha
PI. Casamént.
(Lat. med. casamentum. GLE). un sicuro ricordo fin dall'anno 1108.
Nel 1136 e ricordato come « Castelgno-
CASE 86 CAST
PI. Castègn.
ne»; nel il86 è designato come «Ca-
stro Leonis Aunestorum », Castiglione 1 Castàgn màt. Ippocastano (pianta e
frutto).
degli Onesti ; nel 1187 è « Castrum Ca-
stellionis ». PI. Castégn mèt.
Nel 1371 il card. Anglico menziona (Aesculus Hippocastanum L.).
due località « villa Castiglioni » con 6 Castagna, sf. Castagna.
focolari, subito dopo Gannuzzo ; e « vil- I Castagna
la Castiglioni » con 9 focolari. lude. Tribolo'd acquatico.
vaia, Castagna di pa-
(Dall'Argine, Don M. M.). (Trapa natans L.) Gallizioli, Op. Cit.
Ca^él, sm. Casello, Casello ferrovia- Gallizioli, Op. Cit. E' voce ravveimate.
rio.
PI. Ca§èl. Castagnàza,
Polenta di farina s'f. Castagnaccio.
di castagne.
(Lat. med. caselus, casotto. GLE). Castagnèda, sf. Castagnata. Cena in
Caselànt, sm. Casellante, Addetto a cui si consumano solo caldarroste. Si
un casello ferroviario. faceva, per tradizione, la sera di San
PI. Casèlént. Martino.
Ca§én, sm. Bordello. PI. Castagnédi.
PI. Ca§én Castagnola, sf. Bombetta, Scoppietto.
Ca^èt, sm. Cassetto. j Castagnetta di pasta tritta.
I Riquadro (di risaia). PI. Castagnòl.
PI. Ca§èt Castagnón, agg. Castagnolo. Di color
Ca^èt, sm. Casetta, Casupola. castagno. Detto di una razza di [Link].
P. Ca§èt PI. Castagnón.
Ca§èta, sf. Cassetta. Castagnèt, sm. Castagneto.
PI. Ca§èt. PI. Castagnìt.
(Lat. med. casetta, cassetta. GLE). Càstar, sf. pi. Scherni, sberleffi, cor-
Ca^imìr, sm. Stoffa del Càshimir. na, fatti con le mani per dileggio o
Ca^itina, sf. Cassettina. contro persone che portano digrazia.
PI. Ca§itìn. Questi gesti, di scongiuro e dileggio in-
(Lat. med. cassitina, cassettina. GLE). sieme^ in origine erano forse solo vin
Ca^itón, sm. Cassettone. gesto di scongiuro che si esprimeva col
PI. Ca§iton. gesto di ferire. La radice indoeuropea
Ca§lér, (v. Aca^lér). Kastr - esprime infatti l'idea del ta-
Ca^òn, sm. Cassettone per la farina | gliare, come il sancrito castram che
Cassone, Grande cassa. | Costruzione significa attrezzo per tagliare, e il la-
interrata in legno, o in muratura, per tino castrare che signif. tagliare.
la caccia in valle. Castel, sm. Castello, Rocca, Antico
Ca§òt, sm. Casotto j Capanno da pe- edifìcio fortificato. | Battipalo.
sca Capanno
I da spiaggia. I Castel di buratén, Palco dei burattini.
PI. Cafót. j Palco. Costruzione in legno eretta per
Gasp, sm. Cesto, Cespo. Cespuglio (di condurre lavori.
erbe, insalata, indivia, radicchio). PI. Castel.
PI. Chèsp.
Castìg, sm. Castigo | Pena Impazzi-
Caspadàj, sm. Gran cespo, gran ciuf- mento.
PI. Castig
fo (d'erba).
PI. Caspadè?;. |Par set castig, A non finire, In gran
Caspadìn, sm. Piccolo cespo.
PI. Caspadìn quantità.
Castigamét, sm. Castigamatti.
Caspìr, int. Cestire, Accestire, far Castighér, tr. Castigare ! Strapazzare.
cesto, cespuglio. Prt. Castighé.
Prt. Caspi.
Castàgn, sm. Castagno, Albero e frut F. —— éda.
PI. è -
to. PI. F. — édi.
CAST CAIE
87
Castigón, sm. agg. Con questo nome I Castrino, Coltelletto impiegato per
i bambini canzonano i loro compagni incidere castagne da farne bruciate.
che sono soliti farsi mettere in casti- PI. Castrén.
go a scuola. Castrér, tr. Castrare, Evirare. | In-
PI. Castigón taccare castagne per farne bruciate. |
F. — óna Sfrondare le piante di cocomero dei
PI. F. — óni. germogli superflui. } Capponare polli.
Castirola, sf. Specie di paletta ai i — E ón — e' dsèva clu ch'castreva i
legno, senza manico, per prendere la frè. - E uno, - diceva colui che castra-
farina.
va i frati.è fatta!...).
checosa E' come dire: (Intanto, qual-
(Forse è una deformazione di casse-
ruola). Castròn, sm. Cicatrice.
PI. Castròn
Castlè, sf. Castellata. Specie di bot-
te oblunga e con l'apertura quadrata (Dalla radice indoeuropea Kastr- «idea
in alto, al mezzo; quasi sempre dipin- del tagliare; come il latino castrare»)
ta a fiorami e a figurine con gli stessi Castruné, agg. Che à cicatrici.
motivi con cui è dipinto il carro. PI. Castruné
Serve al trasporto del mosto. La sua F. — éda.
capacità era di 10 barili ma ve n'erano PI. F. — édi.
anche di diversa capacità. (V. Castròn).
PI. Castlé Catafélc, sm. Catafalco.
(Lat. med. castellata. GLE). PI. Catafélc.
Castléna, f. Pont dia Castléna. Ponte Catalèt, sm. Cataletto, ma nel senso
della Castellina sul fiume Lamone. Nei improprio di carretto a quattro ruote
pressi sorge la celebre villa dei Manfre- per il trasporto di ammalati dal do-
di dove il 2 maggio 1285 Alberigo fece micilio all'ospedale.
trucidare Alberghetto e il padre suo PI. Catalèt.
Manfredo. Catàr, sm. Catarro.
Castléna, sf. Castellina. Mucchio di (Lat. med. catarrus. GLE).
tre noci con una sopra, per gioco di Catarà^a, sf. Cateratta.
fanciulli. (Abate Piolanti. L'incredulo, Addensamento dell'umore cristallino
ecc.). che toglie o appanna la vista ; Pelli-
Castlèt, sm.. Castelletto. I contadini cola che si mette davanti all'occhio e
con « castlèt » indicano la spighetta, impedisce la vista.
PI. Catara^.
cioè l'infiorescenza parziale della spiga
che è composta di più chicchi di gra- Cataréna, f. Caterina.
no. Con questo nome si indicava « la bam-
PI. Castlèt. bola di straccio costruita sul manichi-
I Castlèt dia spiga. no di un pezzo di canna, con tre mac-
Castracàn, sm. Tarassaco. Dente di chie d'inchiostro, o con tre punti di
leone. lana rossa, per il segno degli occhi e
PI. Castrachén. della bocca ». Spallicci.
Castradùra, sf. Castratura, (Operazio- Si vendeva alla fiera di Santa Caterina
ne, taglio e cicatrice). a Forlì e nelle altre fiere.
PI. Castradùr. Cataro?, agg. Catarroso.
PI. Catarù§
I Dire di una pers. che gli brucia la F. — ò§a
C. (u i bru§a la castradùra) è come
dire che è indispettita per un torto PI. F. — ó§i.
ricevuto, ma che gli sta bene. Catàst, sm. Catasto.
Castréda, sf. Castrata, Castrazione. Càtedra, sf. Cattedra.
I (F.) Raffazzonata. Catedréla, sf. Cattedrale.
PI. Castrédi. PI. Catedrél.
Castrén, sm. Castraporcelli, Norcino. Catèr, tr. Ritrovare.
CATI 88 CAVD

Prt. Catè Cavalèt, sm. Cavalletto, Arnese mo-


PI. — è bile di legno o di metallo con tre o
F. — éda quattro gambe, adatto a sostenere
PI. F. — édi.
Cativ, agg. Cattivo. PI. Cavale.
PI. Cativ Ipesi.
Béva a cavai et. Siepe morta di rami
F. — iva di spini di marruche, disposti ad arcali
PI. F. — ivi. accavallati. Siepe a cavalletto. | De' de
Cativéria, sf. Cattiveria. cavalét, Cucire fare del sopraggitto.
PI. Cativèrji. I Cavalèt da muradór, Trespolo, Capra,
Catràm, sm. Catrame. Capretta; Cavalèt da fotògrafo. Trep-
Catùba, sf. Grancassa. piede per fotografo; Cavalèt da pitór,
Cautèla, sf. (V. Cavtela). Cav. da pittore.
Cavajón, sm. Cavaglione (Pascoli). Cavalèta, sf. Cavalletta, Locusta (F.)
Mucchio di fieno o altro. Imbroglio, Truffa | Il (Cavalletto. Mas-
(Del lat. medioev. il DEI riporta ca- sa di bia<Ja.
ballos sive medas feni, cavaglioni o PI. Cavalèt.
mucchi di fieno).
I Ande' avantiCommettere
commercio). a forza 'd cavalèt, (in
una truffa
I Cavallone, ondata.
Dal. lat. tardo cabaglio-onis, diminu- dietro l'altra.
tivo di caballus). I Cavalèta dia bughé. Cavalletto a tre
PI. Cavajón piedi su cui si mette il mastello del
Cavai, sm. Cavallo. bucato per versarci il ranno. Cavalletto
PI. Cavèl. del bucato.
I Cavai marmàn, Cavallo maremmano. ] Cavalèta di gambarón. Catasta degli
I C. pgnaròl. Cavallo di pineta. | E§ar stolli del granone.
a cavai. (F.). Essere a buon punto. Per « cavalèta », nel sign. di mucchio
di..., vedi « cavajón ».
I Cavai de poi, Carena del pollo. Cavalìr, sm. (v. Gamblón)
I Cavai (carta). Seconda figura nel
gioco delle carte. Cavalìr, sm. Cavaliere | Baco da seta.
PI. Cavalir.
I Fé' e' cavai. Giocare a fare il caval-
lo. (Lat. pop. caballus; rad. indoeu- Cavalòn, sf. Cavallone, Onda di mare
ropeo Kew- « cavallo »). mosso, (v. Cavajón).
Cavala, sf. Cavalla. PI. Cavalòn.
PI. Cavali. Cavariola o Carvajòla, sf. Capriola.
Cavalarèz, sm. Cavallerizzo. PI. Cavariòl o Carvajòl.
PI. Cavalarè?. Cavarteli, sm. Frullino, Beccastrino,
Cavalarè^a, sf. Cavallerizza. Sordone, Beccaccino sordo, B. minore.
PI. Cavalarèzi. PI. Cavartén
Covalatì, si. Cavalleria, Corpo dì Cavartón, sm. Croccolone, Beccacci-
esercito a cavallo. no maggiore.
PI. Cavalarì Cavdàgna, sf. Cavedagna, (Pascoli).
Cavalèr, sm. Cavallaro, Addetto alla Strada campestre, specialmete lungo le
guardia o alla custodia di cavallo. testate dei campi.
PI. Cavaler. PI. Cavdàgn.
Cavalèr, tr. Passare per disopra. Cavdèl, sm. Cavezzale. Stricia di ter-
|Varcare, Valicare, Superare (monti, reno alla testata di un campo.
colline I Oltrepassare (fossi, fiumi, cor- PI. Cavdèl.
si d'acqua). (Dal lat. capitàlis, da cui l'it. ant. ca-
vedale).
Prt. Cavale.
PI. — è Cavdèl, sm. Capézzolo.
P. — éda PI. Cavdèl.
PI. F. — édi. (Dal lat. capitellum, dimin. di caput-
CAVO 89 CAVI
aneli).
tis, da cui l'it. ant. cavedello. Radice
indoeuropea Kap- «testa»). I Cavèja buscala, Mastio dello sterzo.
Cavdén, sm. Cavedano. « La cavèja dal j' aneli - dice F. B.
(Squalius cephalus). Pratella - è il simbolo dell'anima can-
PI. Cavdén terina della Romagna ».
Cavdón, sm. Cavedone. Sbarramento (Lat. clavicula; lat. med. cavigla e
di terra (diga) alla testata di un corso caviglia GLE).
d'acqua. ! Alare, Capitone. PI. Cavdòn. Cavèl, sm. Capello.
(Dal lat. capitò, capitonis, dalla testa PI. Cavèl.
grossa. DEI; tramite il lat. med., ca- i Cavèl stis, Capelli lisci; C. undulè,
vedone. GLE).
C. ondulati; C. ingritè, C. crespi; C.
Cavdunér, tr. Chiudere, sbarrare con rè^, C. ricci; C. smulè, C. disciolti.
cavedone. (V. Cavdón).
Prt. Cavduné i Una volta si aveva cura di distrug-
gere i capelli che rimanevano nel pet-
PI. — è tine, perchè le streghe li avrebbero po-
F. — éda tuti raccogliere per farne malefici in-
PI. F. — édi. districabiU.
Cavècia, sf. Capecchio. Canapa di in- Cavèlcavì, sm. Cavalcavia.
fima qualità, grossa e liscosa che si PI. Cavèlcavì.
ottiene dalla prima pettinatura della
canapa. Cavér, tr. Levare, Togliere, Cavare,
Strappare, Sradicare.
[ Cavècia bianca, Capecchio bianco. No- Prt. Cave
mignolo scherzoso rivolto a persona PL Cave
che ha il capo canuto. F. — éda
(Dal lat. med. cavecha, capecchio, GLE,
che viene dal lat. capitulum, parte sup. PI. F. — édi.
degli alberi. V. DEI). Cavèrna, sf. Caverna, Spelonca.
PI. Cavèran.
Cavéda, sf. Uscita, Battuta, Risposta.
PI. Cavedi. Cave§a sf. Capitozza (Antico it. « ca-
passa»; sec XVI; che significava cep-
Cavéj, sm. Cavicchio. (Dall'antico ca- po di una pianta. V. DEI). Estremità
viglio, sec. XV), Cavicchia.
PI. Cavèj. superiore del tronco.
PI. Cavè|.
I Cavèj da l'aj, Cavicchia per piantare (Lat. med. cavacia. Vedi GLE alla voce
l'aglio. « cimale »).
I Piante cun e' cavèj da l'aj. Detto in
senso canzonatorio per dire Sempli- Caverà sf. Capezza. (Sec. XV. Ca-
ciotto. vezza). (F.).
I Ragazzo discolo, j Ca-
Cavèja, sf. Caviglia o Malleolo. naglia.
PI. Cavè^.
I Caviglia. Perno di ferro. [ Chiodo di
grandi dimensioni. I Fé' pighé' al cave?. (F.) Far perdere
l'alterigia.
PI. Cavèj.
I Cavèja dal j' aneli (o Cavèja longa). I Pighé' al cavèz. (Piegare la cima).
Caviglia dagli anelli o Caviglia lunga. Detto di pianta che si appassisce.
Alberello di ferro battuto infisso nel I Tnè' curt 'd cavèja, Tener corto di
timone nella parte posteriore al gioco, capezza. (P.) Concedere poca libertà;
coronata nella parte superiore di fregi, Tenere a corto di quattrini.
anella tinnanti. Impedisce al gioco di (In Pulon Matt (sec. XVI). canto IV.
scivolare indietro. st. 4, « el cavezz », le canaglie).
I Cavèja curta. Caviglia corta. Perno Caviléna, sf. Cuscuta.
infisso anteriormente al giogo che gli (Cuscuta vulgaris).
impedisce di scivolare in avanti e con- Cavilòn, agg. sm. Capelluto.
sente alle mucche di tirare. PI. Cavilòn
F. — Ona
I Cavèja campanéna (V. Cavèja dal j'
CAVI 90 CEVA
PI. P. — òni. Camola, sf. Cazzuola, Mestola.
Caviterà, sf. dispr. Capigliatura disor- PI. Cazòl.
dinata, spettinata, incolta. I Bota 'd dicazòla. Colpo di cazzuola.
PI. Cavilér. Fendente cazzuola.
Caviulìn, sm. Piolino. (Dal lat. med. cazza, cazzuola, GLE).
PI. Caviulin Ca^òn, sm. Sala (Tipha latifolia).
Cavlùta, sf. Barbatella di vite. Detta anche Mazza sorda.
PI. Cavlùt. Con « cajón » si indica la spiga cilin-
Cijat. med. caveluta, vite novella, GLE; drica della pianta da cui si ricava « e'
da lat. caulxs, stelo di pianta erbacea) piumén ».
PI. Ca^ón.
Cavrér, sm. Capraio.
PI. Cavrèr Cazót, sm. Cazzotto, Pugno alle co-
stole.
Tr. — èra PI. Ca^ót.
PI. F. — èri.
Cavrèt, sm. Capretto, Caprettino. Casule, f. Quanto può reggere una
cazzuola.
PI. Cavrèt
PI. Casule
1 Svélt com'un cavrèt, Agile come un Cazutèr, tr. Cazzottare, Dar cazzotti.
capretto.
Cavrèta, sf. Beccaccino, Pizzardella, Picchiare coi gamiti alle costole, Spin-
Pizzarola, Beccaccino reale. gere coi gomiti.
PI. Cavrèt. Cèc, sm. Male delle galline (difterite
e laringotracheite).
Cavrìn, sm. Caprettino.
PI. Cavrm [Link],
Cep. sf. Seppia.
F. Cavrìna
PI. F. Cavrìni. Cèr, sm. Chiaro. Piccolo specchio di
Cavrón, sm. Capro. acqua in padule. | Chiarore. Lumino-
sità.
PI. Cavrón. PI. Cèr.
Cavtéla, sf. Cautela, Precauzione.
PI. Cavtél. Cèr, agg. Chiaro, Limpido. ] Eviden-
Pi'. Cèr
Cavu§òt, sm. Piccola branca d'albero. te, Palese.
PI. Cavu§ót
F. Céra
Ca^a, sf. Caccia. PI. F. Céri.
PI. Caz.
Ca^adòr, sm. Cacciatore. I Acv céri. Acque chiare (che hanno
PI. Cazadùr. depositato la fanghiglia nelle bonifi-
che).
I Ca^adòr da vaia, C. di palude; Ca^a- (Lat. clarus).
dòr da pél, C. di lepri; C. da capàn,
C. che fa la caccia col capanno. PI.Cèrg,
Cèrg sm. Chierico.
(Lat. med. cazador, GLE).
Cajarola, sf. Cazzeruola. Specie di Cèrga, sf. Chierica.
tegame di terracotta. Chiazza priva di capelli.
PI. Cèrg.
PI. Cazaròl.
(Lat. med. casarola, recipiente in cui PI.Cèf,
Cè§. sm. Cesso, Latrina.
si fa il formaggio, GLE).
(Lat. med. cessus, latrina. GLE).
Ca^à^, sm. Cazzacelo. (Vocabolo ra-
vermate). Scioccone. Cèva, sf. Chiave.
PI. Ca^è?;. PI. Cév.
Cazimpéri, sm. Cacimperio, Caciola- E' rò^ dal cév, Il mazzo delle chiavi.
ta. Specie di crema di formaggio, bur- Céva inglèsa, Chiave inglese.
ro, rossi d'uovo, latte (V. Artusi); op- Céva a -òt faz. Chiave a otto facce,
pure di uova, formaggio, burro, saie a otto trafori.
e pepe. Céva a tub. Chiave a tubo.
CHE 91 CHER

I Céva de zug, (F.). Modalità per ri- I De' la chélda a e' fèr.
solvere il gioco. Chélma, sf. Calma, Tranquillità, Pa-
I Mas-C, Chiave maschio; Fémna, Chia- dronanza di sé.
ve trapanata;
Chèlom, agg. Calmo, Quieto, Tran-
i Occ dia céva," Anello o Capo; Gam- quillo, Placido.
bón, Fusto o Canna; Ovar, Ingegni; PI. Chèlom.
Taca, Tacca, Dente. F. Chélma
(Lat. clavis, chiave). PI. F. Chélmi.
Che, pron. rei. per tutti i numeri e ge- Chélza, sf. Calza che si applica co-
neri. Il quale, la quale, i quali, le quali. me segno di riconoscimento alle zampe
j agg. Che bel cvèl, Che bel coso! ' delle galline. \ Geto degli uccelli da
Che? Che cosa? | cong. ] esci. ] pron. richiamo, e degli zimbelli ' Calza.
dim. Codesto. PI. Chélz.
(Lat. quis). [ Mètar al chélz a la zvèta, Calzare la
Che, sm. Cattivo odore, Afrore, Tan- civetta.
fo, ISapore sgradevole, Sapore inde- Chélzar, sf. pi. Carcere.
finito.
[Link]ép,
Chép sm. Capo.
I Dono di sapersi rendere simpatico.
F. Chépa
I E' manda un che; U s' sént un che;
L'à im che!.... PI. F. Chépi.
Checra, sf. Chicchera.
PI. Chècar. Chèpcóla, Capocolle, tra Forlimpo-
poli e Cesena. Chiamato anche Mónt
Chèganid, sm. Scria. Ultimo degli uc-
cellini del nido (Petrocchi). Cria. spaché.
Chér, agg. Caro, di prezzo
Chègasàngv, m. Adonide, Occhio del PI. Chèr
diavolo. F. Chéra
(Adonis aestivalis L.). PI. F. Chèri.
Chègna, sf. Cagna. Femmina del ca- |Caròt, Caruccio (di prezzo).
ne. Chèra, sf. Piacere.
PI. Chègn.
1 A j' ho chéra. Ho piacere.
I De' la via.
chègna. Dar la cagna | (F. ) Nel poema Pulon Matt, canto III, st.
Mandar 74, (sec. XVI), si legge «ho avù a
Chéica, sf. Calca, Affollamento. cara », ho avuto piacere.
PI. Chèic. Chérd, sm. Cardo, Gobbo.
Cheicatrèp, m. Calcarello. Nome del- PI. Chèrd.
lo spirito-folletto « Mazapègul » nella « I chèrd » sono anche i due elementi
tradizione della montagna romagnola. del cardo o scardasso per scardassare
(L. de Nardis). la lana.
Chéld, sm. Caldo, Calore. Chéma, sf. Carne.
PI. Chèld. PI. Chéran.
I agg. Caldo I La chéma eh' crè§ la n' pò sté fer-
PI. Chèld ma, La carne che cresce (i bambini)
F. Chélda non può star ferma.
PI. F. Chèldi
I Chérna mata. Carne matta è chia-
mata quella delle natiche.
I Int e' s-ciòp de chéld. Nel momento
di maggior calura. I U n' gn' avanza chéma in pcarì
I Metr'in chéld. Mettere al caldo. ch'u n' vegna e' géval a purtéla vi.
Chèlda, sf. Calda. Operazione del met- (Non si avvilisca la zitella, perchè an-
tere il ferro nel fuoco perchè prenda il che per lei ci sarà, purtroppo, un
marito).
grado di calore richiesto per la lavorai-
zione. Chérpa, sf. Carpa.
PI. Chéldì. PI. Chérp.
CHER CHIL
92
Chérpan, sm. Carpino (legno e albe- fermarsi a considerare ; Osservare ; Da-
ro). re importanza | Fé-^an che.?, Meravi-
PI. Chérpan. gliarsi, Farci caso, Tenerne conto | Par-
(Carpinus betulus). Lat. carpinus. sene caso.
Chérta, sf. Carta. Chév, sm. Capo, Estremità, Fine |
PI. Chért. Tralcio di vite.
I Chérta suga, Carta suga. PI. Chév.
Chérta sugaréna, Carta velina. I In chév de camp, In fondo al campo.
Chérta da ?ug, Carta da gioco. I In chév de mond, In capo al mondo.
Chérta strada, Carta da macero. I In chév dia bót,^. Agli ultimi sgoccioli.
Chérta ?;ala, Cartapaglia. I In chév de mònt. In cima al monte.
Chérta buléda, Carta bollata. Chéva, sf. Cava.
« Chérta » sign. anche documento. PI. Chév.
?ughé al chért, Giocare a carte. j Chéva de sas. Cava di pietre i Chéva
E§ar pèrs int al chért, (F.) Essere de sòifan. Solfatara (Suif anéra).
dedito al gioco. Chéval, sm. Cavolo.
PI. Chéval.
j Din
di tuttiuna chérta 'd tot i zug, Dirne
i colori. I Chévalfiór, Cavolfiore.
PI. Chévamùr.
I De' al chért, Distribuire le carte (al Chévra, sf. Capra.
gioco).
PI. Chévar.
I Tire'lare lepar
carte.l'urècia al chért, Succhiel- I Pindént dia chévra, Tettole. Bargi-
I Fé' al chért, Predire il futuro, la sor- gli della capra.
te, con le carte | Praticare la carto- Chév§a, sf. Causa. Motivo Lite giu-
manzia. diziaria. Dibattito giudiziario. Proces-
so.
Alcune carte da gioco hanno un loro
nomignolo. Il due di bastoni è « al PI. Chévs.
co§ dia nòna », le coscie della nonna ; Chi, pron. Per tutti i generi, casi e nu-
il due di denari, « j' occ dia ^veta », gli meri, Chi, Colui il quale, Coloro i
occhi della civetta; il due di spade, quali I esci. | pron. dim. pi., Codesti
« cami§a lorda » camicia lorda ; l'asso I Chi ch'l'è l'è. Chiunque sia, Sia chi
di denari, « l'òv fret » l'uovo fritto ; l'as- sia.
so di coppe, « la pivaròla », la pepa- Chietànza, sf. Quietanza.
iola ;l'asso di bastoni « sumarón » so- Chignèr, intr. Bisognare; Dover fa-
marone, o « e' trastól 'd cai don », 11 re; Esser mestieri.
trastullo delle donne; il tre di bastoni, Prt. Chignù
« la f ascéna », la fascina ; il quattro di PI. — ù
spade, « la bara », la bara ; il cinque di F. — uda
spade, « e' rastel de casén », il cancello PI. F. — udi.
del postribolo ; i fanti sono « al spèj », (Dal lat, convenire, adattarsi, acco-
le spie, e portano male; il fante di modarsi, V. DEI).
coppe « quel che e' rubè l'uva seca a Nel ravennate del sec. XVII, abbiamo
e' Signor », quello che rubò l'uva passa la frase : « Al chegna che vagga vie »,
al Signore; il fante di denari «bela bisogna che vada via. (v. Aruch A. op.
cit.).
mela », bella mela ; il due di coppe « e'
martèl dia ca' », il martello della casa. Chilo, sm. Chilo, Chilogrammo.
Chérzar, sm. Carcere. PI. Chilo.
PI. (f.) Chérzar. Chìlòmlt, sm. Chilometro.
Ché§, sm. Caso, Accidente 1 Mera- PI. Chilómit.
viglia, Sorpresa. Chìlumitràgg, sm. Chilometraggio.
PI. Chè§.
Chil^, sm. Calcio } Pedata
traccolpo. | Con-
1 A ché§, A caso. | Par ché§. Per caso. PI. Chil?.
Casualmente. | Fé* ché§,Badare, Sof-
CHIL 93 CIAF
PI. Ciacarén
I Ogni chil? e' manda avanti un pas, F. — éna
Ogni calcio spinge avanti di un passo.
Ogni più piccolo aiuto può servire a PI. F. — éni.
far raggiungere, lo scopo. Ciacaréna, sf. Parlantina [ Chiacchie-
Cliil^ìr, tr. Calciare intr. Calciare. rina, Donna dalla parlantina facile.
I Dare il contraccolpo (di armi da Ciacarér, intr. Chiacchierare, Parla-
fuoco).
China, sf. China. re. Mettere
1 sull'avviso.
Ciacaròn, sm. Chiacchierone (in sen-
so buono 0 cattivo a seconda del caso).
j Inciòstar 'd china, Inchiostro di chi-
na. F. Ciacaròna
PI. F. Ciacaròni. Pettegole.
Chincagliarì, sf. Chincag-lieria, Chin-
caglie. Chincaglierie. Oggetti minuti, di Ciàcra, sf. Pettegolezzo, Maldicenza,
Diceria.
poco valore. PI. Ciàcar.
Chinén. sm. Chinino.
(Oltre ai sign. di cui sopra vale anche
]nino.
Pastén 'd chinèn, Compresse di chi- chiacchiere (v. Ciàcar).
Ciaméda, sf. Chiamata.
Chinér, tr. Chinare, Abbassare il ca- PI. Ciamèdi.
po 0 la persona (ma non inchinare). Ciamér, tr. Chiamare.
Prt. Chiné
PI. — è Una volta c'era l'usanza, durata fino
F. — éda ai primi di questo secolo, di non chia-
PI. F. — èdi. mare per nome, ma di dire : « Ohi t' a
n' abèd!»; cioè, «Olà, tu non badi!»
Ciabòt, sm. Chiasso. Ciancia, sf. Uomo noioso, petulante.
PI. Ciance.
I Fé'DEIde haciabòt,
II Fare intr.,
« Ciabare, del chiasso.
XIX sec. Ciàp, sm. Cappio, Chiappo, Trapelo.
Chiacchierare, ciarlare a voce alta... Canapo con uncini per trainare, tirare
voce toscana, onomatopeica ». Cita an- avanti pesi. Ora è una grossa catena.
che il corso « ciaba », ciarla da bra- L'uncino posteriore del chiappo si ag-
vazzone.
gancai a « e' gulpèr » per dar aiuto,
n francese ha Jabotage (s.m.) e ja- con un altro paio di mucche, a bestie
boterie (s,f.), cicaleccio.
PI. Ciabòt. aggiogate.
PI. Cèp.
Ciào, onomat. Suono imitativo di L'è' sòl pr' e' ciap. E' solo per il pren-
cosa che si spezza. dere. Detto di chi vuole sempre e non
Ciàcar, sf. pi. (da Ciacra) Chiacchie- dà mai.
re IPettegolezzi, Maldicenze, Dicerie Fé' a ciàp a ciàp, Fare a prendo a
I Ciarle. prendo. Fare a chi (dovendo sceglie-
I Fé' dal ciàcar. Chiacchierare, Di- re una cosa) prende per primo.
scorrereMètar
I fura dal ciàcar. Divul- (Dal lat. tardo capulum. DEI).
gare dicerie. Ciàp, sm. Stormo di uccelli di grossa
I Andésn' in toti ciàcar, Perdere il taglia.
tempo in chiacchiere.
I Ciàp d'anèdar. Stormo di germani.
I Ave' più
Aver piò chiacchiere
ciàcar eh' din'è un un venditore
^da^ér, I Ciàp
PI. Cèp.'d oc Stormo di oche.
di setacci. Ciàp, agg. prt. Preso, Acchiappato,
Ciacaréda, sf. Parlata, Chiacchiera- Catturato.
PI. Cèp
ta, Discorso, Ragionamento. F. Ciàpa
PI. Ciacarèdi
PI. F. Ciàpi.
I Fé' una ciacaréda a òn. Fare un di-
scorso a uno. Ciàp int e' fat. Colto sul fatto.
Ciacarén, sm. Persona dalla facile
I Ciàp pr'e' col, (F.) Costretto, Messo
parlantina. in condizioni di bere o affogare ' Ciàp
CIAF CIOR
94
a l'impruvisa, Colto di sorpresa. (Lat. med. clavica, ponticello (1359),
Ciàpa, si. Natica, Chiappa. GLE).
PI. Ciàp. Ciavgòt, sm. Elemento per chiavica
Ciaparòla, sf. Cappio. in terracotta che consta di due parti
PI. Ciaparòl. incavate, combacianti.
Ciapér, tr. Prendere, Afferrare | Co- Piccolo tubo di terracotta per chiavica.
gliere^ Colpire I Prendere (di paga, PI. Ciavgót
stipendio, onorario). Cica, sf. Cicca, Mozzicone di siga-
Prt. Ciapé e Ciàp ro o di sigaretta. Tabacco da masticare
P. Ciapé e Cèp I Gomma da masticare | Basco.
F. Ciapéda e Ciàpi PI. Cic.
PI. F. Ciapédi e Ciàpi
I Ande' a cic, Raccatare cicche.
I rfl. (Oltre ai sign. di cui sopra): An- Cicadór, sm. Persona dedita al vi-
dar d'accordo. Sapersi comprendere. zio di masticar tabacco. Masticatore
di tabacco.
I Ciapé' e' culor, Invaiare (detto spe- PI. Cicadùr.
cialmente dell'uva e dei convalescenti).
Ciapéra, sf. (v. Ciap). Chiappo. Cichér, tr. Azzeccare, Colpire.
PI. Ciapèr.
Ciapòn, sm. Chiappone. Chiappo con I ?ughér
re. Giocoa infantile
ciche. Giocare ad azzecca-
che consiste nel
elementi più robusti del comune. colpire, con la propria, la pallina di un
Ciarè, sf. Chiarata. Impiastro di chia- altro.
Prt. Ciche
ra d'uovo e stoppa applicato per cu-
rare slogature. PI. — è
PI. Ciarè. F. — éda
Ciarél, sm. Chiarello, Vinello. PI. F. — édi.
PI. Ciarèi. Cichér, int. Masticare tabacco.
Ciartén, agg. Chiaretto. Cichèt, sm. Cicchetto, Bicchierino di
PI. Ciartén
liquore | Rimprovero.
Cìa^lér, intr. Fare chiasso (delle ana- I De' e' cichèt a e' mutór, Dare il cic-
tre) Parlottare
I (di donne). Chiassare chetto al motore, Immettere un po' di
(Forse dal lat. tardo « conclassare », benzina supplementare nella camera di
gridare insieme, (v. DEI, alla voce scoppio.
« chiasso »). PI. Cichèt.
Ciaslèr, sm. Chiacchierio delle ani- Ciò, interiezione. Ehi!, Bada bene!
tre IChiasso (di anatre e di donne). Gioca, sf. Ciocca, Ciocca di capelli.
Ciatén, sm. agg. Chietino, Bigotto. PI. Ciòc.
PI. Ciatén. Ciòcia, sf. Capocchia, di fiammifero.
F. — a PI. Ciòcal.
PI. F. — i. Ciod, sm. Chiodo.
Ciavadùra, sf. Serratura. PI. Ciùd.
(Dal lat. medioevale « clavatura ». Mo-
dena, 1244). I Arivé'
nire alleastrette.
e' strèt de ciòd, (F.) Ve-
PI. Ciavadùr. (Lat. med. clodus, chiodo. GLE).
Ciavel, sm. Chiavello. Piccolo piolo. Cióndal, sm. Ciondolo.
PI. Ciavèl. PI. Cióndal.
(Dal lat. med. clavellus, chiodo. GLE). Gino, sm. Cinema.
Ciavér, (v. Inciaver). FI. Cino.
(Dalla rad. europea klew- « chiudere, Ciòpa, sf. Paio, Coppia.
serrare, fissare »). PI. Ciòp.
Ciavèta, sf. Chiavetta. Cioral, sm. Occhione, Strillone^ Uri-
PI. Ciavèt. gino, Gran piviere.
Ciàvga, sf. Chiavica | Piccolo ponte, Ciòrla, sf. Mascherina, Loia.
PI. Ciàvg. Avere la « ciòrla » significa avere il
CIOS 95 CIUT
muso sporco. Generalmente si dice dei I Di persona stupida si dice che «u
bambini dopo che hanno mangiato. j' à de vin bèc e' ciù», cioè le ha
PI. Ciòrlì. dato un becco il chiù. Per questo,
Ció§, agg. Sudicio. « ciù » significa pure stupido.
PI. Ció§ I Sté' com'è' ciù int la pàmpna. Sta-
F. — a re come l'assiuolo fra i pampani,
PI. F. — i. (F.) Bearsi di un bel nulla | (F.) Sta-
Ciòza, si. Chioccia, j Gallinelle, Ple- re come r assiuolo fra i pampani,
iadi. Gruppo di stelle che si vede nel- (In tono di scherno).
la costellazione del Toro. dùca, sf. Sbornia.
I (F.) Persona malaticcia. PI. Ciùc.
PI. CÌÒ5. Ciùdar, tr. Chiudere.
Cipulén, sm. Seppietta (Sepiola Ron- (Dal lat. «eludere»).
deleti). Prt. Ciù§
PI. Cipulén. PI. — Gius.
Cirgòt, sm. Chierichetto. F. — a
PI. Cirgót. PI. F. — i.
Cirlér, intr. Cinguettare. Giudéla, sf. Chiodo, Chiodo lungo.
Cirlón, sm. Lodola che, prillando e PI. Giudèi.
cantando, sale in alto nel cielo e sta là, (It. ant. chiovello, chiodo).
come ferma, ebbra di luce e di canto. Giùgla, sf. Brocca. Canna ladra. Broc-
PI. Cirlón. ca per coglier frutta.
Ci§a, sf. Chiesa. PI. Ciùgal.
PI. Ci§. Giuitén, sm. (v. Tutanén).
Cilena, f. Cesena. Giumpir, tr. Compire, Compiere, Fi-
« A proposito del nome, Aldo Manuzio nire interamente.
afferma che, avendo nove esemplari di Prt. Ciumpì
Cicerone sotto gli occhi, non ne trovò
uno conforme all'altro nella parola Caa- F. — ida
senam. (Caesanam, Caesenam, Caesan- PI. — — idi.
PI. P.
nam, Caesariam, Censaenam, Consona- (Aruch Aldo, in op. cit., sec. XVII,
rum). Cita inoltre un Censenia di Tito scrive: « Chiumpt. Ho chiumpì. Ho fi-
Livio », G. Pasolini - Zanelli. nito ».
I Ciséna la j' è la pie di tri pepa, Ce- Giurlòn, sm. Chiurlo piccolo.
sena è la città dei tre papi (Clemente PI. Ciurlòn.
XIV (Ganganelli); Pio VI (Braschi) e
[Link]ù§,
Ciù§.sf. Chiusa.
Pio VII (Chiaramonti). Il detto popo-
lare si riferisce ai monumenti di quei Gius, agg. prt. Chiuso, Serrato I Chiu-
tre papi, perchè il primo è nato a San- so, Riservato, Poco espansivo.
PI. Ciu§
t'Angelo in Vado, in Prov. di Pesaro-
Urbino. F. — Ciu§a
Cìsnàtic, sm. Cesenatico. PI. F. — Ciu§i.
Sorse per opera dei Cesenati come por- Giù^a. sf. Chiusa, Diga.
to di Cesena nel 1303. Prima vi sor- PI. Ciù§.
geva un castello detto Tumba de Sancto (Lat. 1408, Forlì, cluxa).
Thoma. Giu^én, sm. Chiusino. Coperchio per
Cigola, sf. Chiesuola. chiudere il buco del cesso.
PI. Ci§òl. PI. Ciu§én.
Giù, sm. Chiù, Assiuolo. Giuijitc, sf. Sporcizia, Sudiciume.
PI. Giù. PI. Ciusité.
I Viene chiamato « ciù » anche il Gu- Giuste, sf. Sporcizia. Sudiciume.
PI. Giuste.
fo comune, o Gufo minore, o Alloc-
chetto. Giutèr, tr. Coprire. Celare.
96
CIUT CMAC

Prt. Ciuté F. — éda


PI. — è PI. F. — édi.
F. — éda Claziòn, sf. Colazione che si consu-
PI. F. — édi. mava alle 9 circa,
(v. Lazion).
Ciutùr, sm. Tappo per bottiglia. Tu-
racciolo. Clèri, sm. Clero.
PI. Ciutùr. Clerichèl, sm. Clericale.
(Da cluditorium (S. Muratori); dal PI. Clerichèl.
lat. tardo eludere). Il dial. ant. à
chiutùr. [Link]è^ (o Clè§a), sf. Ecclisse.
Aclèf.
Ciuvèta, sf. Totano moro, Gambet- (Lat. eclipsis).
ta scherzosa, Chiò-chiò, Pantana gri-
èI La clè§ dil'è guerra.
indizio sègn 'd gvèra, L'ecclissi
gia.
Ciuvitén, sm. Piro-piro, Culbianco, Ciinto, sm. Uva usata come colorino.
Piovanello codibianco, P. maggiore, Clómb, sm. Piccione selvatico | Co-
Giarolo, Giaroncello, Rinirolo, Squini- lombo torraiolo, | Colomba sassarola !
rolo. P. torraiolo P. marino I P. selvaggio.
(v. Tlitanén). PI. Clómb.
Ciu^é, sf. Nidiata (di pulcini, tac- (Lat. Columbus).
chinotti, ecc.). Clona (o Culóna) sf. Colonna | Cip-
PI. Ciu^é.
Ciu^ér, int. Chiocciare (della chioc- PI. Clón (0 Culón).
cia che manda il suo verso) | (F.) Co- I Culóna di Franai?, Colonna dei Fran-
vare una malattia | Essere indisposto, cesi. Cippo di Gastone di Foix, sulla
malazzato. po. destra del fiume Ronco, a pochi
riva
Ciuzèta, sf. La costellazione delle Ple- chilometri da Ravenna. Fu fatto erì-
iadi.
gere, nel 1562 circa, dal Cardinale Pier-
CI, agg. dim. Quel, quello. donato Cesi a ricordo del Foix che ivi
I Cl'om!, mare imoQuell'uomo!
sconosciuto).(Maniera di chia- aveva trovato la morte l'U aprile 1512
nella Battaglia di Ravenna.
Ola, agg. dim. (f) Quella.
I Culóna dal j' aneli (v. Anela).
Contrazione dell'ant. dial. « quia ». Clu, pron. Colui.
I eia dona!. Quella donna! (Maniera Forma contratta dell'ant. dial. « qulù ».
di chiamare una sconosciuta).
Clumbà?, sm. Colombaccio, Palom-
Clarèn, sm. Clarino.
PI. Clarén. bo, Favazzo.
PI. Clumbè^.
Cla§,» m. Classe. L'antico « Portus (Lat. med. colombatius, DEI).
classis di Ravenna. Fu distrutto nel Clutnbéla, sf. Colombella, Palumbel-
750 da Liutprando. la. PI. Clumbèli.
La Basilica di S. Apollinare in Clas- Clumbéna de Spiritusànt, f. Colom-
se è del 549; il suo campanile è del bina dello Spiritosanto. Così nel raven-
X secolo. nate era chiamata anticamente la co-
Secondo U. Majoli (Piccolo cabotag- lomba che serviva per eleggere il ve-
gio...) fu G. Cesare che diede al porto scovo. I vescovi di Ravenna eletti a
di Ravenna il nome di Portus Classis mezzo della colomba sono chiamati
o Classicanus. « vescovi colombini ».
Cialda, sf. Classe 1 Qualità. Clumbèra, sf. Colombaia.
PI. Ciaf. PI. Clumbèr.
Cla|èfìca, sf. Classifica, Graduatoria. (Lat. med. columbara, GLE).
PI. Cla§èfic. Clumbin, sm. Colombino, piccolo co-
Cla§ifichér, tr. Classificare (sport). lombo.
Prt. Clasifiché PI. Clumbin.
PI. — è Cmàcc, m. Comacchio.
CMAC 97 eoe
(Lat. Comaclum e Comacula). F. — Cnufuda
Le origini di questa città sono la di- PI. F. — Cnusudi
sperazione degli studiosi. Si crede che (Lat. volgare, cognoscere).
la sua fondazione risalga alla distru- Cnufànt, agg. Persona conosciuta,
Conoscente.
zione di Spina." PI. Cnuscént
Cmacér, int. Verbo onomatopeico che
indica il verso del germano. F. — Cnu§ànta
Cmànd, sm. Comando, Direzione. PI. F. — Cnufanti.
PI. Cuménd.
Cnu^àn^a, sf. Conoscenza.
Secondo la frase, C. può significare
I Fé' cnu§ànza. Far conoscenza. Im-
anche Sopravvento. parare a conoscere.
Cmànda, (v. Dmànda). PI. Cnufàn^.
Cmandànt, sm. Comandante. Cóc, sm. Cuculo.
PI. Cmandént. I (F.)Cóc Uomo sciocco.
PI.
Cmandèr, tr. Comandare | Doman-
dare.
] Spud de cóc, (v. Spud).
Prt. Cmandé
I Culór de cóc. Color di cuculo.
PI. — è I Aj de cóc. Aglio selvatico, Aglio di
P. — éda siepe.
PI. F. — édi.
Cmédra, sf. Amante (Traslato di I C^c da la bela vó§a, cvànt a m' farója
la spó§a?. Cuculo dal bel canto, quan-
comare). do mi sposerò?
PI. Cmédri
(Lat. med. commater, comare GLE). j I du o i tri d'abril e' eoe l'à da vini;
se u n'è vnu i set o j'òt, o ch'l'è mòrt
Cmént, sm. Capecchio, Stoppa, Ca- 0 ch'l'è cót, (Il due o il tre d'aprile
napa di infima qualità. / il cuculo ha da venire; / se non vie-
Cménz, agg. Non più intatto. Non ne il sette o l'otto / o che è morto
più intero. 0 che è cotto).
PI. Cmén^ 1 Una leggenda romagnola dice che il
P. — Cmén^a cuculo insegnò a tutti gli uccelli a
PI. F. — Cmén^i. fare il nido, ma quando si trattò del
I Bota emènda. Botte avviata, da cui proprio non lo seppe costruire, per
si è cominciato a spillare il vino. cui fu costretto a deporre le uova
I Mèla emènda. Mela intaccata, dal nel nido degli altri. Per questo si dice,
prima morso. di chi sa solo consigliare gli altri, che
I Ragà^a emènda, R. defiorata. « e' fa coma e' cóc ». Questo detto ha
Cmin^èr, tr. Iniziare, Cominciare, anche un altro significato allusivo, cioè
Principiare. « fa... il nido a casa degli altri ».
Assaggiare, nel senso di cominciare a
I Cvànd che canta, e' cóc, la maténa
mangiare, a bere. l'è bagné e la sera l'è sót. Quando
Prt. Cmin^è canta il cuculo, la mattina è bgnato
PI. — è e la sera è asciutto. Ciò per dire
F. — éda che nella stagione in cui canta il cu-
PI. F. — édi. culo la pioggia si asciuga subito.
Cmin^ipiér, tr. Cominciare.
I Cóc, bel cóc d'abril. cvànd òja da
(Dalla fusione di un supporto lat. co- muri? Cuculo, bel cuculo d'aprile,
minti are e del lat. incipere). quando ho da morire?
Cmira, sf. Vomere. I L'è coma e' cóc. E' come il cuculo.
PI. Cmìx. Detto di chi sta sempre nascosto a
(Cesena, sec. XIV, gumeria, GLE). spiare (per curiosità) ciò che fanno
Cnó§ar, tr. Conoscere.
gli altri.
PI. — Cnu§ù I Ave' j'èn de cóc, Aver gli anni del
Prt. Cnu|ù cuculo. Essere vecchio decrepito.
98
eoe COJO

I I « cóc », i cuculi, erano figurine in Codal, sm. Zolla.


gesso che volevano imitare il cuculo, PI. Cùdal.
con due fori sul dorso per modulare L'it. ant. à «cotolo»; il lat. medievale
il suono che si otteneva soffiando per codalus, ciottolo (1250); il lat., cotulus,
la coda alla maniera delle ocarine. pietra, .sasso; da cos cotis, cote.
(Lat. cuculus; radice indoeuropea (V. DEI e GLE).
Kuku). Nel ravennate, del sec. XVII, « cò-
Còc, sm. Cocco. Beniamino. dol », significava pezzo di mattone,
Cócal sm. Noce. Albero che produce (v. Aruch A., op. cit.).
noci.
Codaràn^a, srn. Codirosso, C. ordi-
PI. Cócal. Al pi. significa noci, cioè nario.
alberi delle noci, e noci, cioè i frutti PI. Codaràn^a.
e, in quest'ultimo caso, è femminile. ! Detto anche: Culràn? e Ru§igndl de
bu§.
(Vedi Nò§a e Nòs).
Cócc, sm. Covo, Cuccia.
Nicchia ai piedi del pagliaio per rico- Códg,
boso chesm. Cotica sul
si forma d'erba.
terrenoStrato er-
lasciato
vero del cane. incolto.
I Capanno da appostamento in valle. (Dal lat. cutis, i>elle?).
PI. Cócc. Códga, sf. Cotica, Coterma.
Còchi, pi. f. Galline. Cochi! Cochi! PI. Códg.
(Billi, Billi). Modo di chiamare le gal- (Lat. tardo cutica).
line.
Còfa, sf. Secchione o recipiente in
(V. Pigìi, pigù). cui il muratore tiene la calce. Sembra
Cócia, sf. Cuccia, Nicchia scavata ai voce di introduzione recente perchè
piedi del pagliaio per rifugio del cane.
PI. Cóc. una volta si usava la conca. Infatti c'è
un detto che suona così : « Dónca don-
Cociavì,
to al cane).imp. Va' alla cuccia (rivol- ca,
conca/ ».par fer e' murador u j vó la
Còda, sf. Scricciolo o Scricchiolo. (Dal greco Kophinos, «cesto», come il
PI. Cócal. latino cophinus, il francese coffe « cas-
La « cócla » viene chiamata anche « cu- sa » e il tedesco Koffer).
clìna ». Còfan, sm. Cofano.
I Altri nomi: Reattino, Re di macchia. PI. Cófan.
(Motracilla troglodites). (Lat. med. cofanus, cofano GLE)..
Còda, sf. Noce. Frutto del noce. Còjar, tr., intr. Cogliere | Raccoglie-
PI. Cócal, che significa anche « noci », re IColpire I Indovinare, Azzeccare |
cioè gli alberi che danno le noci. Accadere | Andar via.
I Cócla strèta. Noce malescia. Prt. Colt
I Coda di tri canton. Noce di tre coste. PI. — Cult
Si credè che a tenerla in tasca porti F. — Còlta
fortuna. PI. F. — Còlti.
Coda, sf. Coda. I S'a cója fé'; Se mi accade di fare...
PI. Còd. I A m' la so' colta, Me la sono colta.
Me ne sono andato.
I La piò dura da scurghé' l'è la coda.
La più difficile da scuoiare è la coda. I U s' la cujè. Se la colse. Se ne andò.
(F.) L'ultima parte di un lavoro è " Còjma, sf. Colmo (di pagliaio, bica,
la più faticosa. mucchio) I Colmatura | Sommità.
PI. Cójmi.
I Coda 'd cavai. Coda di cavallo (V.
Sedia). Còjom, sm. Colmo (di felicità, di
I Coda 'd sorg. Seghetta sottile e mi- sventura, -ecc.) ] Sommità, Colino (di
nuscola per praticare il foro in cui si tetto, di casa).
applica la serratura. PI. Cùjom.
COJO 99 CONT
I Còjom dia Iona, Colmo della luna. to).
Plenilvinio. PI. Cornar.
(Lat. columen, «colmo»). (Lat. med. cucumer, cocomero).
Còjom, agg. Colmo. Pieno | Coperto
(di casa, pagliaio, bica). PI.Còmpliz,
Compii^ agg. sm. Complice.
PI. Cùjom. F. — Complica
P. — Cólma PI. F. — Complici.
PI. P. — Cóimi. Cómpra, sf. Compera, Acquisto.
Còjpa, sf. Colpa. PI. Cómpar.
PI. Cójp. (Lat. med. compara, compera GLE).
EH una persona sgradita ovunque, si Cómra, sf. Cocomero a forma un
dice: L'è coma la còjpa, ch'u n' la vò po' allungata, ovale.
inción. PI. Cómri.
] De la còjpa, Dar la colpa. Accusare, Còmud, sm. Comodo, Comodità.
Incolpare. PI. Cómad.
Còl, sm. Collo .] Balla. Collo di mer-
canzia. I agg. Comodo; Utile.
PI. Còmud — Cómad
PI. Cól. F. — Còmuda - Cómda
I A ròta 'd cól, A rotta di collo. PI. F. — Cómudi — Còmdi.
IdiE'una
col fiumana.
dl'acva. Prima massa d'acqua Cónca, sm. Truogolo in legno | Con-
ca 1 Avvallamento.
t De e' col (F.) Cedere. PI. Cònc.
Còla, sf. Colla (Anche Còla). (Lat. concha, conchiglia, vaso. DEI;
PI. Còl.
lat. med. conca, conca, recipiente. GLE).
(Lat. med. còla, GLE; dal supposto
Conca da mura-
lat. colla; dal greco Kolla, gomma e I Conca essamuradòr.
tore. In da vi si preparava la calce
colla).
ed era scavata nel legno (Ann. Ra-
I Cóla garavèla. Colla da falegname vermate, 1959).
(Lat. med colla garavella. GLE). Rimane il detto: « Dónca. dónca, par
Còlfèc, sm. Tuffo (a capofitto). fér e'murador u j vò la conca », Dun-
PI. Còlfèc.
que, dunque, per fare il muratore ci
I Butéss zó a còlfèc. Fare un tuffo a vuol la conca; cioè per fare un me-
capofitto.
Còlrós, sm. Collorosso, Moriglione. stiere ci vogliono gli attrezzi neces-
sari.
Còlica, sm. Colica. Attacco di dolori Cóndla, sf. Culla (v. car).
viscerali. PI. Còndal.
(E' più dial. «bota 'd dulùr»).
PI. Còlie. Condla'd
I(Lat. brèl Zana. Culla di vetrici.
tardo cunula).
Cólo, sm. Colpo apoplettico. Paralisi. Cóngg, sm. Misura; Congio.
PI. Culp. (Lat. med. congius, misura, recipiente.
Còlta, sf. Cólta, Raccolta (di frutta GLE; dal lat. congius, barile, misura
e verdura. Per cocomeri e meloni si di un ottavo di anfora e sei sestari,
usa « stachéda »). V. DEI).
PI. Còlti.
Coltòrt, sm. Torcicollo. I J'è tòt d'un còngg, Sono tutti di una
misura. Detto di gente della stessa
Uccello migratore che si nutre preva- risma.
lentemente di formiche. Depone le uo- Cònsul, sm. Console.
va nel cavo degli alberi senza fare il PI. Cònsul.
nido. I CoUotorto, Capotorto, Verti- (Lat. cònsul).
coUo. Cónt, sm. Conto, Calcolo, Novero
PI. Cóltùrt.
Coma, avv., cong. Come. I Conto, Il dovuto
Cornar, sm. Cocomero (pianta e frut- ] Conte'
PI. Cònt (titolo nobiliare).
CONT 100 CORI

I Fé' cónt, Far conto, Fingere I Mètar e' cor in pés, Mettere il cuore
I Tné' da cónt, Tenere in serbo, Conser- in pace.
[Link]é'
I cónt 'd gnacò§a. Tener cal- I E|ar tot un cor cu§ì, (F.) Essere le-
colo di ogni cosa. |Tnèss da cónt, Aver- gati a fil doppio.
si riguardo. | Tumé' e' cónt, Convenire. (Lat. cor,-dis; rad. indoeuropea Kerd-
« cuore »).
I Cónt sbaglié, (F.) Conte squattrinato.
I Par mi cónt, Per conto mio. Quanto Cor, sm. Coro
a me. | Fè§an cónt, Aver cura. PI. Cur.
Cdntra, avv. pr. Contro Còran, sm. Corno, Strumento a fiato
ottenuto da una corna.
I De' contra, 1° Giocar contro; 2" Far PI. Cùran
causa contro; 3° Smuovere, spingere
avanti la boccia ferma madiante quella I In alcune famiglie di contadini si
che si gioca. usava — durante i lavori che impegna-
(Dal lat. contra, dirimpetto). vano quasi tutta la famiglia — dare il
Cdntrabànd, sm. Contrabbando. segnale del pranzo col suono del corno.
Cdntrabandir, sm. Contrabbandiere I Còran è anche il pi. f. di corno.
PI. Contrabandir (Lat. comu .)
Còntracambiér, tr. Contraccambiare, Còrar, int. e tr. Correre
Rimeritare, Compensare. I Fare il corridore
Prt. Còntracambié Prt. Còrs
PI. — è Córr'in stré. Correre su strada
P. — éda Córr'in pista. Correre su pista
PI. F. — édi. Córar al Mei mèja, Correre la Mille
Gontracòlp, (v. Rincul). Miglia; Partecipare alla M. M.
Cdntratémp, sm. Contrattempo I Córar vi, Fuggire, Scappare
PI. Contratémp. I Córr'a 'vanti, Farsi avanti (come chi
Cdntratlèr, sm, Controtelaio, di porte abbia timore di non arrivare o di non
e finestre. esser visto).
PI. Cóntratlir. Corda, sf. Corda, Fune
Contravlén, sm. Controveleno, Anti- I Minùgia (corda di violino)
doto. PI. Còrd
Cdn^a, sf. Concia I De' dia(Lat.
còrda, (F.) Lasciare troppa
libertà chorda).
[Link]'Con?
la cón^a, Conciare
Còri, còri, onomat. Ani, ani. Modo di
([Link]. cunza, concia. GLE). chiamare le anatre.
Cóp, sm. Tégolo, « Coppo » Còma, sf. Como
PI. Cop PI. Còran.
I A cóp, A coppo Corp, sm. Corpo
(Lat. med. cuppus, GLiE). PI. CuTp.
Cópa, sf. Coppa. \ Ande' da còrp. Defecare
Coppa, Premio che si dà al vincitore j C, Reparto militare.
Copa 'd pòrc. Coppa di maiale Córs, sm. Corso, Andamento
Pi. Cóp
I Via principale, Corso
(Lat. med. copa, collo. GLE).
Còpia, sf. Copia IPI.
[Link]
Corso
I Coppia, Paio F. Córsa
PI. Còpji. PI. F. Córsi.
Còpula, sf Cupola Còrsa, sf. Corsa, Gara
PI. Cópul.
[Link]
Córsi. di linea
Cor, sm. Cuore
PI. Cur Corta, sf. Aia
j Ave' de cor, Avere del coraggio. [Link]
Còrt. (sec. XIII), «cortile»
1 Fé' de cor a òn, Far coraggio a imo
CORT 101 COSP

Anticamente la « corte » era un villag- PI. Cùrtal


gio con edifìci ad uso anche agrario. (Lat.
Molti « mansi » o poderi formavano una PI. Cò$culter, coltello).
Cò|a, sf. Coscia
corte (Così dice Santi Muratori, citan-
do L. A. Muratori). I 0§ dia cò§a, Femore
(Lat. cohors,-tis, «recinto, corte rustica» (Dal lat. coxa, anca).
e «divisione di campo»). Còsp, sm. Zoccolo
Còrtal, sm. Coltro Scarpa col fondo di legno Zoccolo di
Ferro tagliente che sta verticalmente neve che si forma sotto la scarpa.
davanti al vomere. PI. Cósp. (Lati med. cuspus).

Coran, fióc e stécval. Corna, fiocchi per bardare il bestiame e stcccole per te-
ner ferma la coperta sulla groppa dei bovini.
COST 102 CREM

Còsta, sf. Costola Craijmér, tr. Cresimare


Litorale, Costa, Marina , Conciare per le feste, Bastonare.
Fianco di montagna Prt. Cra§mé
Stecca d'ombrello. PI. — é
PI. Cóst. P. — èda
Còt, agg. Arsiccio, Adusto, Cotto PI. F. — èdi.
Innamorato Crasmòt, sm. Cresimando (prima del-
Vinto dal sonno la Cr. ), Cresimato (dopo la Cr.)
PI. Cót PI. Crasmòt.
F. Cota. Cotta. Créa, sf. (v. Creja).
PI. F. Coti Creator, sm. Creatore, Dio.
Còta, sf. Cotta, Abbronzatura Creatura, sf. Creatura, figlio.
PI. Creatùr
i Fornata (di pane), Fornaciata di mat- (v. Cariatùra).
toni
I Innamoramento Creo, sm. Scricchio
I Ciapé, la cota, Innamorarsi | Prender I Scricchio (del legno)
la tintarella di sole.
PI. Còti I Schérp cun e' crèc, Scarpe
scricchio con lo
(Lat. med. cocta, cottura. GLE). [ Verricello da automobilista
PI. Crèc
Còtinfóran, sm. Cottinforno, Casta-
gna cotta nel forno. Crèca, sf. Cricca
PI. Cótinfùran. Trio di Asse, Due e Tre dello stesso
Còtum, sm. Cottimo seme, nel gioco delle carte
I Tu' un lavór a c6tum j Fé' un lavór a I Combriccola, Cricca Ganga.
PI. Crèc.
cotum,med.
(Lat. I De'cottimum,
un lavór acottimo.
cotum. GLE).
Crèdar, int. Credere, Pensare, Rite-
Cóv, sm. Covo nere.
Prt. Cardù
I E' cóv di lèdar. Il covo dei ladri.
Cova, sf. Covone PI. — ù
PI. Còv F. — uda
(Lat. med. cova, covone. GLE). PI. F. — udì
Cova, sf. (Dova (Lat. credere).
Covatéra, sm. Crédit, sm. Credito, Stima, Conside-
PI. Covatéra razione.
Con questo nome è chiamato tanto I CTredito (somma che si ha da avere
lo strillozzo che il saltimpalo. da altri).
Cò^, sm. Coccio PI. Cridit.
I Beccatoio per ucoelli ereditar, sm. Creditore
i (F.) Persona malaticcia PI. Creditùr
PI. Có^ F. Creditòra
I CÓ5 di poi. Abbeveratoio dei polli PI. F. Creditóri.
I « I co? », Vasellame da cucina. Crèja, sf. Piccola quantità capace di
Co?, sm. Cozzo, Cornata, Zuccata generare, produrre, suscittare. Seme.
I Fé' i co?, Fare i cozzi I Parvenza, Apparenza, Ombra
Non à pi.
I De' di sf
Còzla, co?,Coccola.
Cozzare Seme formato da
I A n' ho vèst la creja d'un usél, Non
un guscio legnoso e da una mandorla ho visto l'ombra di un uccello.
(seme di pesco di albicocco e di pru- I Int l'uròla u j' era armàst sòl la créja
gno). da fug. Nel focolare c'era rimasto ap-
PI. Cò?al pena un po' di brace.
Questa parola ha innumerevoli varian- Crèma, "sf. Crema (di latte, ciocco-
ti in tutti i dialetti e proviene forse lata, ecc.).
dal greco Kókkos, nocciolo dei frutti. PI. Crèm.
CREN 103 CROS
Créna, sf. Crine PI. Cristèl.
I Impanatura Cristièri, sm. Clistere
PI. Cren. (Lat. medioevale cresterium, GLE; dal
Crèpa, sf. Crepa, Screpolatura, Incri- lat. tardo clysterium).
natura, Fenditura. Critichér, tr. Criticare, (Mettere in
Crè§ar, int. Crescere | Aumentare evidenza solo i difetti) | Denigrare.
I Vegetare | Rincarare Prt. Critiche
Prt. Car§ù PI. — è
PI. Car§u F. — éda
F. Car§ùda PI. F. — édi.
PI. F. Car§udi. I A critiche' tòt i cvajón j' è bòn, A
Crescimóni, sm. Aumento criticare sono buoni tutti gli sciocchi.
PI. Crescimóni Criticòn, sm. Biasimatore. Persona
Cré§ma, sf. Cresima che si compiace a trovare manchevolez-
Cresp, agg. pi Crespi, Arricciati
(Dal lat. crispus «crespo»). [Link], che trova da ridire sull'operato
Créspa, sf. Crespa, Piega, Increspa- PI. Criticòn
tura. F. Criticòna
PI. Crèsp PI. F. Criticóni.
Crèst, m. Gesù Cristo Cròi, sm. Cercine (da crocchia, trec-
Cresi, sm. Cecca, Cilecca ce avvolte a cerchio dietro il capo, che
in dial. è detta «cucài»).
I Fé' crest, Far cilecca.
Crésta, sf. Cresta
PI. Crèst I E' croi de géval. Il cercine del diavolo.
Nome dì un masso dei pressi di San-
(Lat. crista). t'Arcangelo, vicino alla Via Emilia, che
I Crésta 'd gal, Ceiosia la leggenda dice essere stato il cercine
(Ceiosia cristata) che il diavolo lasciò cadere scappando
Crètic, agg. Diffìcile (detto di momen- indispettito per l'inganno subito da
to, situazione). S. Giuliano (v. Sa' Zugliàn) dopo che
PI. Crètic questi ebbe costruito il ponte di Rimini.
P. erètica Cròi, agg. Crollante, Decrepito
PI. F. eretichi. j Véce cròi Vecchio decrepito.
erètica, sf. Critica, che mette in evi- PI. Cròi
denza solo i difetti. F. Cròia
PI. Crètic. PI. F. CróU.
Cri, onom. Verso del grillo. Crònic, agg. Cronico ' Incurabile.
« Cric e Croc » m. Colui che portava PI. Crònic
F. Crònica
questo nomignolo dev'essere stato im
ladro famoso del ravennate, perchè PI. F. Crònichi.
ai primi di questo secolo, quando I Nel vecchio dial. si diceva « incrònic »
si voleva dire che uno era un gran la- Crò§, sf. (v. Cró§a).
dro, si diceva: «L'è pe? ch'n'è Cric e Cró^a,
PI. Crò§sf. Croce
Cróc ch'e' rubeva nénc l'armòr al cara» ;
è peggio di Cric e Croc che rubava an- I L'è[Link]
che il rumore ai carri. Così sipòra
diceerósa,
di unaE' persona
una povera cro-
sempre
Crichèr, int. Scricchiolare malaticcia.
Prt. eriche. I Fé' crò§a, Far croce. Giurare trac-
Crichèr, sm. Scricchiolio. ciando un segno di croce. La formula è :
Criminél, sm. Criminale, Assassino. « A faz crò§a », oppure semplicemente :
PI. Criminél. « Cròsa ! »
Crinièra, sf. Criniera I Tiréj una crò§a sóra, Tirarci una cro-
PI. Criniér. ce sopra. Non parlar più di una cosa;
Cristàl. sm. Cristallo Non esigere più nulla.
CROS 104 CUCH
PI. Crustòn
I Gride' la erósa adò§, Gridare la croce Cruva, sf. Copertura, Gran quantità
addosso. Denigrare, Dire con malevo-
lenza tutto il male possibile. di fiori, frutti, insetti.
PI. Cruvi
I Racmandéss a brà? in erósa, Racco- (v. cruv).
mandarsi abraccia in croce.
I Le croci formate a caso sono opera Cniv, agg. prt. Coperto.
delle streghe: bisogna guastarle, perchè PI. Cruv
ci porterebbero disgrazia. F. Cruva
Cròsta, si. Crosta PI. F. Cruvi
PI. Cròst. (Dal dial. cruvir, «(coprire»).
Crostai, sm. Crosta di pane, Crostello Cruvìr, tr. Coprire
Tozzo di pane Prt. Cruvi e Cruv
Rimasuglio di pane PI. Cruvi e Cruv
PI. Cròsta. P. Cruvida e Cruva
Cruà^, sm. Croato. PI. F. Cruvidi e Cruvi
PI. Cruè|. Cru^òt, sm. Crogiuolo
PI. Cru?ót.
Crucànt, sm. agg. Mandorlato [ Croc-
cante.
PI. Cruchént C§è, aw. Cosi
P. Cruchénta I A c§è, (A così). Così.
Cuc, sm. Cuoco, Cuciniere.
PI. F. Crucànti. PI. Cuc
F. Cuca
Crucifèf, sm. Crocefisso
PI. Crucifè§ PI. F. Cuchi
(Lat. med. crucifixus, crocefisso. GLE).
Cruclér, int. Croccolare, Chiocciare I « Cuc ». Verso dell'allocco.
I Fé' cuc. Giocare a nascondino.
della gallina. Cucàgna, sf. Cuccagna. PI. Cucàgn
Crud, agg. Crudo | Non cotto. Cucàj, sm. Crocchia
PI. Crud PI. Cuchèj.
P. Cruda Cucalèta, sf. Gabbianello, Gabbiano
PI. P. Crudi minore.
I Seda cruda, Seta naturale che non ha PI. Cucalèti.
subito alcun processo di colorazione. (v. Cuchél).
I Eria cruda, (v. éria). Cucalòn, sm. Gabbiano reale, Marino
(Lat. crudus, sanguinante; radice indo- I>escatore.
europea, Krew-« carne cruda ». PI. Cucalón
Crulér, intr. Crollare Cucèra, sf. Cucchiaio.
Prt. Crulé PI. Cucér
PI. — è (Dal lat. coclearium).
F. — éda Cuchél, sm. Gabbiano comune. Coral-
PI. F. — édi. lina cenerina spruzzata.
Cru§éri, sm. Crocevia, Incrocio di PI. Cuchél
strade. I Sciocco (detto di persona).
PI. Crumiri. I Cuchél biànc. Gavina, Zafferano, Mez-
Cnistè, sf. Crossata za mosca.
PI. Crustén I Cuchél de capócc. Gabbiano corallino.
Crustén, sm. Crostino. Gabbiano cenerino. Gabbiano capinere,
PI. Crustén. Moretta corallina, Maschera corallina.
PI. Cuchél
Crustlìn 'd pan, sm. Cantuccio di
pane. (Forse dalla stessa rad. indoeuropea
PI. Crustlìn. kuku-« cuculo » come il sanscrito koki-
Crustén, sm. Crostone, Crosta secca lah e il francese ant. cocu « uccello »).
che si forma sulla terra dopo una Cuchén, sm. Beniamino, Prediletto,
pioggia. Cocchine.
CUCH 105 CUIM
PI. Cuchén Cuddór, sm. Cuocitore .
F. Cuchéna. PI. Cuddùr.
Cuchérda, sf. Coccarda. Cuddùra, sf. Cottura.
PI. Cuchérd. PI. Cuddùr.
Cuchèss, rfl. Pigliarsi, Prendersi. Cudèr, sm. « Cotero ». Astuccio per
I Cvèst a me eòe me! Questo me lo la cote. Portacote. (Lat. cotarium).
piglio io! PI. Cudir.
I In senso dispregiativo vale lasciarsi Cudèta, sf. Bertavello. Parte termi-
ofTendere, Buscarle. nale della rete a imbuto, con uno o più
I Cuchéss dò tòzi, Buscarsi due sca- inganni.
paccioni. PI. Cudèt.
I Cuchéss dl'ignurànt, Sentirsi dire, pi- I Codetta del fucile da caccia.
gliarsi dell'ingnorante. Congegno manovrato a mano, median-
Cuciaré, sf. Cucchiaiata. te il quale l'arma si apre e si chiude.
PI. Cuciaré Cudghén, sm. Cotechino.
Cuciarén, sm. Cucchiaino, da caffè, PI. Cudghén
da te. Cudgnola. Cotignola.
PI. Cuciarén Centro abitato già circa 500 anni a. C.
Cuciarol, sm. Vecchione, Marrone In atti dell'Arch., Ravennate, del 1 feb-
secco. braio 919, è citato un « fundus Coto-
PI. Cuciarùl. niola ».
(Aruch Aldo, op. cit., sec. XVII, ripor- I Chi eh' vò vdè' la bela rumagnòla,
ta «cucchiamole», castagne secche). vèga a Bàgnaeaval e a Cutignòal, Chi
Cuciarén, sm. Mestolo da cucina. vuol vedere la bella romagnola vada
PI. Cuciarón a Bagnacavallo e a (Dotignola.
Cucir, sm. Cocchiere. Cudlàn^, sm. Codone, Anatra di co-
PI. Cucir da lunga, (Herman Marino, Coda-làncea.
Cucii (La), f. Coccolia. Praz, del PI. Cudlén^;
Com. di Ravenna. « Deve il suo nome F. Cudlàn^a
a còccola, noce)». (S. Zavatti, La Pia PI. F. — zi.
N. 9-10 - 1948). I Cudlàn^, da la furjéla, (V. Cudlànz).
Nel 1372 è indicata col nome di « cau- Cudló^, agg. ZoUuto. A ciotoli (Vedi
colie ». « eòdal ». )
Cuclón, sm. Noce (frutto) più grossa PI. Cudlu§
del normale. F. Cudlò§a
PI. Cuelón. PI. F. — ò§i.
Cucóma, sf. Bricco, Caffettiera. | In- (Lat. med. codolosu, a ciotoli a bloc-
ciampo nel parlare. chi. GLE).
PI. Cucòm. Cudòn, sm. Codone. Punto di attacco
I Fé' dal cucòm (F.) Balbettare. della coda della mucca alla spina dor-
Cucon, sm. Cocchiume. Tappo che sale.
tura 11 foro superiore della botte. | PI. Cudòn
Bottone di osso. Cudró^, sm. Codione. | Osso sacro.
PI. Cucón. Cufanèt, sm. Cofanetto. (V. Còfan).
(Lat. med. choconus, cocchiume. GLE) PI. Cufanèt.
Cucó^al, sm. Cocuzzolo, di testa, di Cugnèd, sm. Cognato.
monte, di cappello . PI. Cugnèd
PI. Cucòjal F. — éda
Cucubel, sm. Cerambice muschiata. PI. F. — édi.
PI. Cucubèl. Cupól, sm. (V. Cagòl).
(V. Moscamilàna). Cuimadùra, sf. (V. Cójma).
Cucudrèl, sm. Coccodrillo. PI. Cuimadur.
PI. Cucudrèl Cuimèr, tr. Colmare. Fare colmo.
CUL 106 CULT
pieno. 1 Colmare. Fare il tetto (a una Culeziòn, sf. Collezione, Raccolta.
PI. F. Culeziòn.
casa, a un pagliaio, a una bica. | Riem-
Culghér, tr. Corcare, Propaginaie
pire fino all'orlo.
Prt. Cuimé viti o altre piante.
PI. — è Prt. Culghè
F. — èda PI. — è
PI. F. — édl. F. — éda
Cui, sm. Culo j Sedere,. [ Ano. | Cui PI. F. — édi.
de capei. Stoino. Culór, sm. Colore, Tinta, Colorito,
j Ave' de cui, (F.) Essere fortunato. IPI.
Tinteggiatura.
Culùr. •
I Tire' e' cui indrì, (F.) Fare il reti-
cente, Accedere controvoglia. I De e' culór a la ca, Tinteggiare la
Pi. Cui. casa.
Dopo la divisione delle Leghe, nel Ra- I Cambié' culòr, Mutare colore (del pe-
vennate isocialisti chiamarono, in to- lo o delle piume); Sbiancarsi in vol-
no dispregiativo « Cui zèl », culi gialli, to. I(F.). Cambiare partito politico.
i repubblicani, e questi chiamarono ] Culòr de eòe (Color del cuculo).
« Cui ro§ », culi rossi, i socialisti. Barrato di bianco e cenere; Culòr
Culadùr, sm. Colatoio, Colino. biancù§, color bianchiccio; Culòr bi§
PI. Culadur color bigio; Culór ?altin, color giallino;
Culàna, sf. Collana. | (scherz.). For- Culór d'éria, celestino chiaro; Culór
tuna sfacciata. 'd pèrla, color bianco perlaceo, Culór
PI. Culàn. 'd sòifna, color citrino; Culor 'd mèr-
Culandrén. sm. Pezzuola rettangolare da 'd pòrc, color marrone.
di panno con cui si copre il sedere [Link]ò§,
Culò§.sm. Colosso,
del neonato.
PI. Culandrén. Culpévul, agg. sm. Colpevole.
Culata, sf. Natica. PI. Culpìvul
PI. Culàt. F. Culpèvla
Culèda, sf. Colata. P. F. — è vii.
PI. Culédi. Culpì, prt. agg. Colpito, Còlto.
Culbiànc, sm. Culbianco, Massajòla. I Paralizzato, Còlto da paralisi.
PI. Culbiénc. PI. Culpì
Culégg, sm. Collegio. F. Culpida
PI. Culègg. PI. F. — di.
Culegél, sm. Collegiale. Culpìr, tr. Colpire. \ Percuotere. ]
PI. Culegél Impressionare, Suscitare impressione.
F. Culegéla
PI. F. Culegéli. Culplé, agg.' dispregiativo.
lato. Culo pe-
Culéna; sf. Collina. PI. Culplé.
PI. Culén. Cul-rànz (culo rancio), V. Codarànza.
Culér, sm. Collare. | Colera. Cultelatòri, sm. pi. Accoltellatori.
PI. Culir. « Setta feroce composta di una trenti-
(Dall'agg. lat. coUaris, da collum). na di giovani che, dal 1865 al 1871, per
Culér, tr. Colare; Filtrare, Passare malcomprese e deformate ideologie di
al colatoio. | Fondere. giustizia sociale, uccisero otto persone
Prt. Culé e sei ne ferirono ». Usavano coltelli
PI. — è lunghi 34 cm., di cui 16 di lama. (V.
F. — éda Umberto Ma joli. Ravenna Ottocente-
PI. F. — édl. sca).
Culèta, sf. Colletta. Cultivér, tr. Coltivare.
PI. Culèt. Prt. Cultivé
(Dal lat. colligere, raccogliere). PI. — è
CULT 107 CUMO
P. — èda Cumègia, sf. Commedia. , Finzione.
PI. F. — édi
I Fé' tòt al cumégg, (F.) Saper fìngere
Cultura, sf. Cultura, Coltura, Colti- in tutti i modi.
vazione.
PI. Cultùr. I Fó' tòt j' et in cumègia, (F.) Assu-
mere tutte le pose.
PI. Cumègg.
Columèsta, agg. Economo. Risparmia-
tore. Cumént, sm. Commento.
PI. Culumésta PI. Cumént
P. Culumésta (Lat. commentum).
P. F. Culumèsti Cumèrcér, int. Commerciare.
Culumì, sf. Economia. Cumèrce, sm. Commercio.
Cumerciànt, sm. Commerciante.
] La culumi la s' fa da par lì. PI. Cumercént.
L'economia si fa da sé. Chi non ha è
costretto per forza di cose a far eco- Cumès, sm. Commesso | Ragazzo di
nomia.
bottega I Inserviente di bottega, di ne-
Culurér, tr. Colorare, Tinteggiare. gozio di ufficio.
PI. Cumè§
Prt. Culuré
PI. — è F. — e§a
F. — éda PI. F. — e§i.
PI. F. — édi. Cumèta, sf. Aquilone, Cometa.
P. Oumét.
Curaagnón, sf. Comunione.
Ilone.
Mule' la cumeta. Innalzare l' aqui-
Cumarèra, sf. Cocomeraio, Cocome-
raia. Cumiè, sf. (V. Comiét).
PI. Cumarèr. Cumièt, sm. Commiato, Licen2damen-
Cumbàtar, tr. Combattere, Lottare. to. I Sfratto.
Prt. Cumbatù
Icenziare.
De' e' cumiét. Dare il commiato, Li-
PI. — ù
F. — uda
I Ave' bire e' cumiét, Venir licenziato | Su-
il commiato.
PI. F. — udi.
Cumbatént, sm. Combattente.
PI. Cumbatént I Tu'Cumièt
PI. e' cumiét. Chiedere il commiato.
Cumbatimént, sm. Combattimento. (Lat. commeatus, licenza « congedo ».
PI. Cumbatimént DEI).
Cumbàtìv, agg. Pugnace. Cumigiànt, sm. Commediante, Chi
PI. Cumbàtìv recita commedie. ] Ipocrita.
F. — iva. PI. Cumigiént
PI. F. — ivi. F. Cumigiànta
Cumbinazión, sf. Combinazione | Ca- PI. F. Cumigiànti.
so IFatalità | Occasione. I Fàm da cumigiànt, Fame da com-
PI. Cumbinazión mediante.
Cumbinér, tr. int. Combinare, Colli- Cumi^èri, sm. Commissario. Compo-
nente di commissione.
[Link]
I d'accordo, Concertare, PI. Cumi§èri
1 imp. Accadere, Succedere.
Prt. Cumbiné F. Cumiféria
PI. — è PI. F. Cumiférji.
F. — éda Cumi§ión, sf. Commissione, di stu-
PI. F. — édi. dio, indagine, ricerche, ecc.
Cumbrècula, sf. Combriccola. Comu- PI. Cumisiòn
nella. Cumitét, sm. Comitato.
PI. Cumbrècul. PI. Cumitèt.
Cunchèt, sm. Trogoletto, Truogoletto Comò, sm. Comò, Cassettone,
PI. Cunchèt PI. Cumò
CUMO 108 CUMP
Cumòbila, sf. Locomobile. Prt. Cumpati.
PI. Cumòbil.
PI. —— iida
P.
Cumón, sm. Comune, Municipio.
I Palàz de cumón, Municipio. PI. F. — idi.
Pi. Cumón Ciunpén;^, sm. Ripieno. Condimento
Cumón, agg. Comune, Usuale. intemo del cappelletto e del tortello.
PI. Cumón Camper, sm. Drudo.
F. — óna. PI. Cumpér.
PI. F. — óni. (Nel dial. deirSOO significava compare,
amico).
Cumovar, tr. Commuovere^ Muove-
re a commozione. Cumpérs, prt. Comparso.
Prt. Cumò§ Cumpèrsa, sf. Comparsa.
PI. Cumó§ Pi. Cumpérs.
F. — ó§a Cumpàt, agg. Solidale, Compatto.
PI. F. — ò§i. Cumpetént, agg. Competente. Esper-
to, Capace.
di Cumpàgn, sm. Compagno,
scuola, ecc.). (d'armi, PI. Cumpetént
II agg. Compagno, Uguale, Componente F. — énta
di una coppia. PI. F. — ènti.
PI. Cumpégn. Cumpetén^a, sf. Competenza, Perizia,
Cumpàg^na, avv. Come, Allo stesso Capacità. | Pertinenza.
modo. PI. Cumpetén^.
(Da «cumpàgn», compagno, come). Cumpiànzar, tr. Compiangere, Com-
miserare,
Cumpagnér, tr. Compagnare | Accop-
piare, Appaiare. (Più usato: Ave' cumpasiòn).
Prt. Cumpagnè Campir, tr. Compiere, Compire, Por-
PI. — è tare a termine.
F. — éda
IPrt.
Cumpì
Cumpìj' èn, Compire gli anni.
PI. F. — èdi.
Cumpagnì, sf. Compagnia. PI. —— ida
ì
PI. Cumpagnì F.
Cumparìr, intr. Comparire. Apparire. PI. F. — idi. (E' più dial. « ciumpìr »).
I Riuscire. Far buona riuscita. Camplé§, sm. Complesso, Insieme.
Prt. Cumpari I In cumplè§. Complessivamente.
PI. Cumpari Campièt, agg. Completo^ Intero.
F. — ida PI. Cumplit
PI. F. — idi F. — Cumplèta
PI. F. — èti.
\unL'èlavoro
un lavór che mich'u m' cumparè§. E'
riesce. Campletèr, tr. Completare, Compire,
Cumpàf» sm. Compasso. Rendere intero nelle sue parti. (Più
PI. Cumpèf. usato Fnir).
Cumpà|idn, sf. Compassione | Pietà, Prt. Cumpletè
I Commiserazione. PI. — è
PI. Cumpa^ión F. — éda
I Fé' cumpa§ión a i chén. (Far com- PI. F. — édi.
passione ai cani). Far pena. Cumplicaziòn, sf. Complicazione. |
Difficoltà.
Cumpafiunèvul, agg. Compassionevo-
le. Che sente compassione. I Che muo- PI. Cumplicaziòn
ve compassione. Campliché, agg. Complicato ' Com-
PI. Cumpa^iunìvul plesso, Difficile,
I I Intricato.
P. — èvia PI. Cumplichè
PI. — èvli. F. — éda
Cumpatir, tr. Compatire. PI. F. — édi.
CUMP 109 CUNC
Cumplichér, tr. Complicare, Creare F. — éda
complicazioni. PI. F. — édi.
I Cumpliché' al ròbi, Far le cose dìl- Cumpu§itór, sm. Compositore di mu-
ficili. ] Render 1? cose diffìcili. sica.
Prt. Cumpliché PI. Cumpu§itùr.
PI. — è Ciunudén, sm. Comodino da notte.
F. — éda PI. Cumudén
PI. F. — édi. Cumudité, sf. Comodità.
Cumplimént, sm. Complimento. PI. Cumudité.
Cerimonia. Cumunèl, agg. Comunale, Del comu-
PI. Cumplimént ne.
Cumplimintòs, agg. Cerimonioso. PI. Cumimèl
PI. Cumplimintùs F. — èia
F. — òsa PI. F. — éU.
PI. F. — òsi. Cumunela, sf. Comunella, Combric-
Cumplòt, sm. Complotto, Congiura cola.
Cumplutèr, tr. e intr. Complottare, PI. Cumunèl.
Congiurare | Tramare, | Macchinare. Cun, pr. Con.
Cumpónar, tr. Comporre, Esercitarsi Cunchèr, tr. Incurvare | Render con-
a scrivere. Scrivere. cavo.
Ciunpòst, agg. Composto, Corretto, Prt. Cunché
In posizione corretta. PI. — è
PI. Cumpòst F. — éda
F. — osta PI. F. — édi.
PI. F. — òsti. Cunchèt, sm. Piccola conca per il
Cumpradór, sm. Compratore. | Mer- becchime dei polli. (V. Conca).
cante. Cunchèta, sf. Conchetta.
PI. Cumpradùr. (V. Conca).
Cumprér, tr. Comperare, Acquistare. PI. Cunchèt.
Prt. Cumpré. Cunclùdar, tr. e intr. Concludere.
PI. — è Prt. Cunclùs
F. — éda PI. — ùs
PI. F. — édi. F. — usa
Cumprumèf, sm. Copromesso, Atto PI. F. — ù§i.
legale che obbliga a stipulare un dato
contratto. Conclu^iòn, sm. Conclusione. Ter-
mine (Di opere o discorsi).
Cumprumètar, tr. Compromettere, PI. Cunclu§ión
Mettere a rischio o pericolo.
Cuncòla, sf. Porca. Spazio di terra
] Far perdere la reputazione, l'onore fra solco e solco.
Prt. Cumprumèf PI. Cimcòl.
PI. — è§ (Lat. med. concolla, GLE).
F. — è§a
PI. F. — è§i. Cuncòrar, int. Concorrere, Parteci-
Cumpunimént, sm. Componimento. pare, a un concorso, a un'asta.
Composiz. per esercizio scolastico. Prt. Cuncòrs.
PI. Cumpunimént. Cuncordia, sf. Concordia.
Cumpurtamént, sm. Comportamento. Cuncòrs, sm. Concorso Licitazione.
Contegno. PI. Cuncùrs.
PI. Cumpurtamént Cuncurdét, sm. Concordato.
PI. Cuncurdét.
Cumpurtéss, rfl. Comportarsi, Proce-
dere. Cuncurént. sm. Concorrente, (di con-
Prt. Cumpurté corso, di gara, di asta, ecc.).
PI. — è PI. Cuncurént
CUNC 110 CUNF
Cuncurénza, sf. Concorrenza. PI. F. — óti.
Cundàna, sf. Condanna.
PI. Cundàn. [Link]èj,
Cunèj sm. Coniglio.
F. Cunéja
Cundanàbil, agg. Condannabile, Ri-
provevole. PI. F. Cunèji.
PI. Cundanèbil ( Lat. med. cuniglus, GLE ; dal lat. cu-
F. — àbila niculus).
PI. F. — àbili. Cunfarmér, tr. Confermare, Ricon-
fermato.
Cundanér, tr. Condannare, Punir<^.
Prt. Cundané Prt. Cunfarmé ,
PI. — è PI. — è
F. — èda F. — éda
PI. F. — édi. PI. F. — édi.
Cundiménl, sm. Condimento, Salsa. Cunfén, sm. Confine, Frontiera, Ter-
PI. Cundimént. mine. Confino
I politica.
Cundinsatòr, sm. Condensatore, Ap- PI. Cunfén
parecchio che condensa. Cunférénza, sf. Conferenza.
PI. Cundinsatùr. PI. Cunfèrénz.
Gundènsér, tr. Condensare. Cunferenziér, sm. Conferenziere.
Prt. Cundinsé PI. Cunferenzjìr.
PI. — è Cunférma, sf. Conferma, Riconfer-
F. — éda ma.
PI. F. — édi. PI. Cunfèrmi.
Cundir, tr. Condire.
[Link]é^,
Cunfè§. sm. Confessionale.
Prt. — ì
PI. — i. Cunfe§i5n, sm. Confessione.
F. — ida. PI. Cunfe§ión
PI. F. — idi. Cunfìdént, sm. Confidente. Persona
Cundìziòn, sf. Condizione, Stato. Si- a cui si confidano i proprii segreti,
tuazione. Patto,
I Accordo. pensieri.
PI. Conidiziòn PI. Cunfìdént
Cundiziunèda, prt. ] Eria condiziuné F. — énta
da. Aria condizionata. PI. F. — ènti.
Cundlén, sm. (V. Manitòn). Cunfidénza, sf. Confidènza, Familia-
Cundlér, tr. Cullare. rità, Intimità.
Prt. Cundlé PI. Cunfidènz.
P. Cvindlè [ Al plurale significa Confidenze, Cose
F. — éda confidate.
PI. F. — édi. Cunfidér. tr. Confidare.
Cundòt, sm. Condotto, Aquidotto, Prt. — é
Candotto (V. Cundu§ar). PI. — è
Cundóta, sf. Condotta, Comporta- F. — éda
[Link]
I medica. PI. F. — édi.
PI. Cundót. Cunfinànt, agg. Confinante ] Attiguo.
Cunducént, sm. Conducente. Guida- ] sm. Confinante, Proprietario, mezza-
tore, Guida. dro o affittuario di podere attiguo.
PI. Cunducént PI. Cunfìnènt
Cundugliànz, sf. pi. Condoglianze. F. — anta
Cundù^ar, tr. Condurre, Guidare. PI. F. — ànti.
I rf. Comportarsi Cunfinér, tr. Confinare, Condannare
Prt. Ctmdót
PI. — ót [Link]";
al Cunfìné
F. — óta PI. — è
CUNQ
CUNF 111

F. — éda P. — ù§a
PI. F. — édi. PI. F. — ù§i.
Cunfischèr, tr. Confiscare. Cunfusión, sf. Confusione, Disordi-
Prt. Cunfisché ne, Rumore di voci.
PI. — è PI. Cunfusión
F. — éda Cunfusiunéri, agg. Confusionario.
PI. F. — édi. PI. — Cunfu§iunéri
Cunfi§ér, tr. Confessare. Stare a udi- F. — éria
re i peccati dei penitenti. [ Dire i pro- PI. F. — érji.
prii peccati. Cungèd, sm. Congedo. Solo in rife-
(V. Cunsér). rimento a servizio militare.
Prt. Cunfi§é PI. Cungid.
PI. — è Cungèdèr, tr. Congedare, (Servizio
F. — éda militare).
PI. F. — édi. Prt. Cungedé
Cunfi^ór, sm. XiJonf essere. PI. — è
FI. Cunfi§ur. F. — éda
Cunfóndar, tr. intr. Confondere, PI. F. — édi.
Prendere una cosa per un'altra, | Tur- Cungìùra, sf. Congiura, Complotto.
bare la mente in modo da togliere il PI. Cungiùr.
discernimento. ! Imbrogliare. Cungratuléss, rfì. Congratularsi.
Prt. Cunfùs (Più dial. Inligré^an, Rallegrarsene).
PI. — ùs I A m' n' inlégar, Me ne rallegro, Mi
F. — ù§a congratulo.
PI. F. — ù§i. Cungrega, sf. Congrega (in senso di-
Cunfort, sm. Conforto, ! Sostegno, spregiativo).
Aiuto morale. PI. Cungrèg.
PI. Cimfurt
Cungrègaziòn, sf. Congrega, Congre-
Cunfratèrnita, sf. Confraternita. P. gazione, Opera pia.
Ucellini dice che sorsero in Rav. nel PI. Cungrega^iòn
1232. Prima della Riv. Francese erano
24 in città e nei borghi, e 91 nella [Link]è§,
Cungrèf sm. Congresso.
Diocesi. Congrè§esta, sm. Congressista, Chi
PI. Cunfratèrnit partecipa al congresso.
Cunfrónt, sm. Confronto, Riscontro, PI. Cungre§èsta
Paragone. F. — Cungre§èsta
PI. Cunfrónt PI. F. — esti.
Cunfruntér, tr. Confrontare, Parago- Cunijé, sf. Nidiaicì di conigli.
nare, Raffrontare. PI. Cunijé
Prt. Cunfrunté Cunijér, sm. Conigliere, Allevatore di
PI. — è conigli.
F. — éda PI. Cunijér.
PI. F. — édi. Cunijìn, sm. Coniglino.
(Lat. med. confrontare, confrontare le- PI. Cunijin.
misure con quelle del Comune. GLE). Cunquèsta, sf. Conquista. Acquisi-
Cunfurtér, tr. Confortare. zione.
Prt. Cunfurté.
PI. — è I Fé' dal cunquèsti, (F.) Fare il ruba-
cuori.
F. — éda Cunquistèr, tr. Conquistare, Ottenere.
PI. F. — édi. PI. Cunquisté
Cunfùs. agg. prt. Confuso. Disorien- PI. — è
tato, Mescolato, Frammisto. P. — éda
PI. Cunfu§ PI. F. — édi.
CUNS 112 CUNT
Cunsacrazidn, sm. Consacrazione. A-
zione e rito del render sacro. Cunsión, sf. Confessione.
PI. Cunsacrazión glio.
Cunsóm, sm. Consumo, Logorio ] Con-
Cunsacrér, tr. int. Consacrare, Dedi- cime chimico (v. Cunzém).
care. PI. Cunsóm.
Prt. Cvinsacré
I Cunsóm d'una
tenimento di unafamèja. Spesa di man-
famiglia.
PI. — è
F. — èda
I Stèndar e' cunsóm. Spandere il con-
cime.
PI. F. — èdi.
Cunsarvér, tr. Conservare, Serbare, I Cunsóm in gamela, Concime granu-
I Mettere nella conserva, ] Mantenere loso.
intatto (detto di carne, frutta, for- Consorti, sm. Consorzio.
maggio, uova). PI. Cunsurji.
Prt. Cunsarvè Cunstatér, tr. Constatare, Accertare.
PI. — è CunsuIazióD, sf. Consolazione.
F. — éda PI. Cunsulazión
PI. F. — èdi. Cunsulèda, sf. Consolata, Atto e mo-
Cunseguénza, sf. Conseguenza. Effetto do di dare o trovare consolazione.
Esito. PI. Consulédi.
PI. Conseguénz. Cunsulèr, tr. Consolare.
Cunsèj, sm. Consiglio, Avvertimento, Prt. Consulé
Suggerimento, Parere, Esortazione. PI. — è
PI. Cunsèj. F. — éda
(Dal lat. consilium). PI. F. — édi.
Cun§éls, f. Conselice (Rav.) Antica Consùlt, sm. Consulto.
Caput Silicius situata all'estremo lem- PI. Consùlt.
bo della Valle Padusa.
Cunsultér, tr. Consultare, Chiedere
Cunséns, sm. Consenso, Assenso..
PI. Cunséns. parere. Interrogare per consiglio.
Prt. Cunsulté
Cunsér, tr. int. Confessare (Opera
del sacerdote). PI. — è
F. — éda
PI. Cunsè
PI. F. — édi.
PI. — é
F. — éda I Cimsultéss cun ón. Chiedere consi-
PI. F. — èdi. glio a uno. Consultare qualcuno.
Consèrva, sf. Ghiacciaia. Luogo ove Cunsumèr, tr. Consumare, Logorare,
si conservava il ghiaccio per l'estate. Sciupare, Deteriorare. ] rfl. (oltre ai
I Conserva. Concentrato di i)omodoro, sign. di cui sopra) Struggersi, Dimagri-
di frutta. re, Ridursi in cattivo stato.
PI. Cunsèrv. Prt. Cunsumé
! Pare' una cunserva, Sembrare una PI. — è
F. — éda
ghiacciaia.
Cunsideraziòn, sf. Stima. PI. F. — édi.
Cunsuntìv, sm. Consuntivo
I Tné'
PI. in cunsi derazione, Stimare.
Cunsideraziòn PI. Consuntiv.
Cunsiderèr, tr. Considerare, Esamina- Cunsur^iér, tr. Consorziare, Unire in
re, Prendere in considerazione | Rite- consorzio.
nere. Prt. Cunsurzié
Prt. Cunsideré PI. — è
PI. — è F. — éda
F. — éda PI. F. — édi.
PI. F. — édl. CuntàbiI, sm. Contabile. Ragioniere.
Cun§iér, tr. Consigliare. Dar consi- PI. Cuntebil
CUNT 113 CUNT
divina.
Cuntabilitè, sf. Amministrazione, Con-
tabilità. Cuntér, tr. Contare, Conteggiare, E-
PI. Cuntabilitè.
numerare | Valutare | Confidare | Nar-
Cuntadén, sm. Contadino. Termine rare, Raccontare | Valere | Giovare.
generico che indica tanto il coltivatore Prt. Cunté
diretto quanto il mezzadro. PI. — è
PI. Cuntadén. F. — èda
I A la cuntadéna, Alla contadina; cioè PI. F. — édi.
alla maniera contadina. Cuntintén, sm. Contentino, Aggiun-
(Lat. med. contadinus, abitante del ta.
contado). PI. Cuntintén
Cuntadéna, sf. Contadina, Donna di Cuntintèr, tr. Accontentare, Soddi-
famiglia contadina. sfare, Ai>pagare.
PI. Cuntadéni. Prt. Cuntinté
Cuntadnàja, sf. Contadiname. PI. — è
Cuntadnòt, sm. Contadinotto. F. — éda
PI. Cuntadnòt PI. P. — édi.
P. — òta (Lat. tardo contentare).
PI. F. — òti. Cuntintè^a, sf. Contentezza, Felicità.
Cuntarén, sm. Conticino. PI. Cimtintè^.
PI. Cuntarén. I Sfèss da la cuntinte^a. Liquefarsi
Cuntèda, sf. Contata, Atto e modo dalla contentezza. (F.) Andare in sol-
di contare. luchero.
PI. Cvmtédi. Continuamént, aw. Continuamente.
Cuntègg, sm. Conteggio, Calcolo. Cuntinuativ, agg. Continuativo, Con-
PI. Cuntègg. tinuo.
PI. Cimtinuativ.
Cuntégn, sm. Contegno, Comporta- Cuntìnuaziòn, sf. Continuazione, Se-
mento.
PI. Cuntégn. PI. Cuntinuazión
guito.
Cuntèndar, tr. int. Contendere, Que- Cuntinuér, tr. Continuare, Seguitare,
stionare, Contrastare per ottenere o per Proseguire.
impedire che altri ottenga. Prt. Cuntinuè
Prt .Cuntè§
PI. — is PI. — è
F. — éda
F. — è§a PI. F. — édi.
PI. F. — è§i. Cuntóran, sm. (Contorno. Dintorno
Cunténov, agg. Continuo, Assiduo. I Contomo della pietanza ] Gente che
PI. Cunténuv sta intomo a un personaggio.
F. — énva, PI. Cxintùran.
PI. F. — énvi. Cuntradìr, tr. intr. Contraddire, Op-
I Ad cunténov, Di continuo. porsi con le parole. Dire il contrario.
Cuntént, agg. Contento, ( Soddisfatto. Prt. Cuntradi
PI. Cuntént PI. — i
P. — a P. — Ida
PI. F. — i. PI. F. — idi.
Cuntraditòri, sm. Contradditorio,
I E' Signor u n' i n' vò di cuntént, (Il Contraditto rio.
Signore non ne vuole dei contenti). Per
questa credenza blasfema quanto su- PI. Cuntradi turi.
I)ersti2iosa è raro il caso di qualcuno Cuntradiziòn, sf. Contradizione, In-
che dichiari apertamente di esser con- coerenza.
tento del proprio stato. Ciò per il PI. Cuntradiziòn
sunerstizioso timore di ima punizione Cuntrarier, tr. Contrariare, Avversa-
CUNT 114 CUNZ

re, Contraddire. Cunvàlida, sf. Convalida, Conferma.


Prt. Cuntrarié Cunvar.sér, int. Conversare, Far con-
PI. — è versazione.
P. — èda Cunvarsión, sf. Conversione religiosa.
PI. F. — èdi. PI. Cunvarsión
Cuntràst, sm. Contrasto, Alterco. Cunvartìr, tr. Convertire.
PI. Cuntrést. Prt. Cunvarti
Cuntràt, sm. Contratto,
PI. Cuntret. PI. — i
F. — ida
I Stroncar un cuntrat, Conchiudere un PI. F. — idi.
contratto. Cunvègn, sm Cpnvegno, Raduno, Riu-
j E-^ar in cuntrat, Essere in contratto, nione.
in trattative. PI. Cunvégn
Cuntratér, tr. Contrattare. Cunvegnénza, sf. Convenienza, Van-
Prt. Cuntraté
taggio, Utilità.
PI. — è Cunvént, sm. Convento, Monastero.
F. — èda PI. Cunvént.
PI. F. — édi. I prt. agg. Convinto. Persuaso.
Cuntrè, sf. Contrada. PI. Cunvént
PI. Cuntré. P. — a
Cuntrèri, sm. Contrario, Cosa con- PI. P. — i.
[Link].
I Contrario, Sfavorevole, Av- Cunvén^ar, tr. Convincere, Persua-
verso. dere.
PI. Cuntrèri Prt. Cunvént
F. — éria PI. — Cunvént
PI. F. — érji. P. — a
(Lat. contrarius). PI. P. — i.
Cuntrijion, sf. Contrizione. (Lat. convincere).
I At'd cuntri^ión, Atto di contrizione. Cunvèrsa, sf. Conpluvio, Gorna (mu-
Cuntrìbuìr, int. Contribuire, Coope- ratura).
rare. Dare insieme con altri. PI. Cun vèrsi.
Prt. Cuntribuì. Cunversazión, sf. Conversazione.
Cuntrìbùt, sm. Contributo, Tributo. PI. Cunversazión
Cnntról, sm. Controllo. Cunvinzión, sf. Convinzione, Persua-
PI. Cuntról. sione, Credenza.
Cuntruléda, sf. Controllo. PI. Cunvinzión
PI. Cuntrulédi.
Cunvnìr, int. Convenire, Essere d'ac-
cordo.
Cuntnilér, tr. Controllare, Verificare.
Prt. Cuntrulé Prt. Convnù.
PI. — è Cunvulsión, sf. pi. Convulsioni. Con-
F. — éda trazioni disordinate dei muscoli e dei
PI. P. — édi. nervi, prodotte da irritazione del siste-
Cuntrulor, sm. Controllore. ma nervoso.
PI. Cimtrulùr. Cun^arén, sm. Conciatore.
Cunturnér, tr. Circondare, Attornia- PI. Cunzarén.
re, Contornare. (Dal lat. med. cimzator. GLE).
Prt. Cunturné Cunzéda. sf. Conciata. Atto e mo-
PI. — è do del conciare. | (F.) Pestaggio.
F. — éda
I De'
il di unadellebelafeste.
cunzéda, (F.) Conciar per
PI. F. — édi.
Gunvalescénza, sf. Convalescenza. PI. Cimjédi.
(Usata solo per i dipendenti delle for- Cunjédar, tr. Concedere, Permette-
ze armate). re, Accordare.
CUNZ 115 CURE

Cun^égn, sm. Congegno, Ordigno, Ar-


nese. [Link]ùra, sf. Copertura, Copritu-
PI. Cun?égn. PI. Cupridùr.
Cun^ém, sm. Concime chimico. Coprir, tr. Coprire, j Ricoprire, | Fare
PI. Cun^ém. il tetto, di ima casa, di una capanna.
Cun^ér, tr. Conciare, Acconciare, Pet- I Star davanti.
tinare, Conciare la canapa. I Tnèr cupert, Non scoprire. Celare.
Prt. Cun^é Prt. Cuprì
PI. — è PI. — i
F. — éda F. — erta
PI. F. — édi. PI. F. — erti.
(Lat. med. cunzare, conciare e accon- (Lat. med. coperire, coprire. G-LE).
ciare. GLE).
Cura, sf. Cura | Sollecitudine, Pre-
mura.
Cun^ért, sm. Concerto musicale.
PI. Cun^irt. Curadela, sf. Coratella. Fegato di uc-
Cunze: t, sm. Concetto, Idea | Opi- cello o d'agnello.
nione. PI. Curadèl.
PI. Cun^èt.
Cun^gnéda, sf. Congegnatura. I Curadèl
(Lat. med. 'dcoradella).
sàngv. Grumi di sangue.
PI. Cun?gnèdi.
Cun?gnér, tr. Congegnare. Curàgg, sm. Coraggio, Ardimento, In-
aI
trepidezAnimo.
Prt. Cun?gné
PI. — è I Zénta 'd curàgg. Gente ardimentosa.
F. — éda I Fé' curàgg. Far coraggio.
Curagiò?, agg. Coraggioso, Valoro-
PI. F. — édi.
I
PI. so,Curagiù§
Ardimentos o.
Cun^idn, sf. Condimento per carni
insaccate. Concia. F. — ò§a
PI. Cunzión. PI. F. — ó§i.
Cuparténa, sf. Copertina di libro, Curàj, sm. Corallo. Usato generalm.
di quaderno.
PI. Cupartén. al pi. «curèj », che significa, Coralli, Vez-
zo di coralli e Verrucche (di tacchino).
Cupéla, sf. Lucido per scarpe o per
mobili. I Sfilza 'd curèj, Sfilza di coralli.
(Lat. med. corallum. GLE).
PI. Cupél. Curàm, sm. Cuoio, Corame.
PI. Curém.
I Schérp' d cupéla. Scarpe di coppale.
Cupèt, sm. « Coppette ». Pelle po- (Lat. med. coriamen, corame. DEI);
steriore del collo. it., 1545, corame, cuoio).
I Ciapé' pr* e' cupèt, Pigliare per il Curamèr, sm. Cuoiaio.
coppetto (cani e gatti), PI. Curamèr.
(v. Copa).
Curaiiiéla, sf. Limbello per affilai-e
Cupiér, tr. Copiare, Trascrivere, I- rasoi.
mitare. PI. Curamela.
Prt. Cupié
PI. — è Curala, sf. Copertone per bicicletta.
F. — éda PI. Cura?. (armatura).
I Corazza
PI. F. — édi. (Lat. med. coratia e coracia, coraz-
Cuplén, sm. Cupolino . za. GLE).
I Cuplén dia tèsta, Cuoio capelluto. Cura^ìr, sm. Corazziere, Soldato del-
PI. Cuplén. la guardia del re e ora del presidente
Cuplèt, sm. « Le donne chiamano il della Repubblica.
fazzoletto da spalle « cuplett » ; quello PI. Cura^ir.
da testa « vletta », e quello da naso Curbél, sm. Corbello (Johnius Um-
" trabsen " ». Placucci, op. cit. bra).
CURO 116
CURE
PI. Curbèl. Cure, sf. Corata, Fegato (di pollo,
(Lat. med. corvelus). oca, anatra, tacchino, faraone).
Curdadura, s£. Accordatura. PI. Cure.
I Andé^an in tota curdadura, Andar- [ E' mél dal do' cure, ( F. ) Disturbi
sene in tutta accordatura. (F). Per- della gravidanza.
dere tutto il tempo in preparativi. Una volta « cure » significava anche
Curdéla, sf. Fetuccia. fegato di persona e di animale. Si sen-
PI. Curdèl. te infatti ancora la raccomandazione
di non picchiare bambini e animali alla
I Curdèla de lóm, Calza del lume. schiena con una canna secca, perchè
(Lat. med. cordella, fettuccia. GLE).
] Curdèla rósa. Fettuccia rossa. Dice « u s' i seca la cure », gli si secca il fe-
il Placucci (op. cit., 1818) «Soprav- (Lat. tardo coratum, DEI; e corada,
vive nelle campagne l'usanza che la gato.
lat. med. GLE).
giovane che abbia ripudiato un mo- Dial. ant., (Pulon Matt), «cura».
roso, allorquando sposa, mandi al ri-
pudiato la « cordella rossa »... Questo Curéj, sm. pi. (v. Curaj).
nastro ordinariamente veniva mandato Curéna, sf. Corina (sec. XVI, Coro).
infilato a qualche « bracciatelle » della Vento fra ponente e libeccio.
festa nuziale. Aveva un significato di Latino caurlnus (Diz. Dei). La «curé-
crudele derisione. 11 color rosso era na » è vento di sud-ovest.
scelto ad eccitar la rabbia... ». Questo nome deriva dal lat. caurus o
corus che secondo A. Prati (Voc. Etim.)
Curdèr, sm. Cordaio, Funaio.
PI. Curdèr. oltre che il Maestrale indicava più
venti.
Curdèr, tr. Accordare uno strumento
musicale | Prendere accordi. Stringere I La curéna la j' à e' butàz 'd dri
il contratto col garzone | rfl. Mettersi da la schéna. La corina ha il bot-
l'acqua. taccio dietro la schiena. Cioè porta
d'accordo, Legarsi con contratto come
garzone. Qualche vecchio distingue due sessi di
Prt. Curde
PI. — è questo vento : « E' mas-cc dia curéna »
F. — éda che è asciutto e « La fèmna dia curé-
na » che è piovoso.
PI. F. — édi.
Curdéss, rfl. Accoraarsi. j Cvànd e' tira la curéna e' tèmpo u n'
(v. Acurdéss). è ad vela, Quando soffia la corina non
è tempo stabile.
Curdòn, sm. Spago, Cordone.
Curént, sf. Corrente, Corrente d'a-
I E' gat e' fa e' curdòn, Il gatto fa le ria, d'acqua.
fusa I Ingrossamento o indurimento Pi. Curént.
dì un nervo.
PI. Curdòn. I Ande' dri a la curént, (F.) Seguire il
vento che tira.
(Lat. med. cordonus, GLE).
Curdòn, sm. Cordone. Curér, tr. Curare, Aver cura, Prati-
care cure. Medicare.
Costuma ancora cingere il fianco di un Prt. Cure
bambino morto con un cordone bianco
PI. — è
alle cui parti terminali, lasciate mol- P. — éda
to lunghe, ogni visitatore fa un nodo. PI. F. — édi.
Ogni nodo corrisponde a im Pater reci- Curèsta, sm. Corista.
tato per l'anima del morticino. PI. Curèsta
Quest'usanza è ricordata anche nella F. — Curèsta
relazione dell'arciprete di Pievequinta PI. F. — àsti.
(1811) per il Dipartimento del Rubi- Curét, agg. Corretto, Senza errori.
cone. PI. Curèt.
CURE 117 CURT
Curè?ar, tr. Correggere, Ritoccare. PI. Curnèt
Prt. Curèt. Curnèta, sf. Cornetta (str music).
PI. — et PI. Curnèt.
F. — èta
PI. F. — èti. Curnii^a, sf. Cornice.
PI. Cumì§.
Curèzión, sf. Correzione, Segno di
correzione. Curómpar, tr. Corrompere, Subor-
Curìàndal, sm. Coriandolo | Seme e nare, Sedurre.
Prt. Curót
pianta di coriandolo (Coriandulum sa-
tivum). PI. — ót
Curidòr, sm. Corridore. F. — óta
PI. Curidùr. PI. F. — óti.
F. — óra Curóna, sf. Corona, Simbolo della
PI. F. — òri. regalità.
Curidùr, sm. Corridoio.
PI. Curidùr. I Corona del rosario.
I Cerchio umano protettivo | Corona
Curi5§, agg. Curioso | Indiscreto. di fiori 0 di verdura.
PI. Curiù§ PI. Curón.
F. — ò§a Curpèt, sm. Corpetto.
PI. F. — ó§i. PI. Curpèt.
Curìr, sm. Corriere piccolo, Pivie- Cursèt, sm. Corsetto. Indumento fem-
re minore. minile.
Curìr Biónd, Corrione biondo, Cor- PI. Cursèt.
riere biondo. (Dal francese corset, sec. XIII, giub-
PI. Curìr. bettino. DEI).
Curira, sf. Corriera, Macchina per Cursì, sf. Corsia
servizi di linea. | Diligenza che faceva PI. Cursì.
servizio postale.
PI. Curìir. Cur§iv, sm. Corsivo, Carattere corsi-
vo. Scrittura in corsivo.
I In Romagna, la Via Romea, da Ra- Curi, agg. Corto, Breve.
venna a Cervia, viene ancora chiamata PI. Curt
« La curira » o « stré dia curira ». F. — a
PI. Curìr. PI. F. — i.
Curirón, sm. Corriere grosso, Pivie- I Féla curta. Farla breve.
rello, Corr. col collare. Piviere col col- I Fàla curta, (imperativo), Smettila.
lare. (Lat. curtus).
PI. Curirón. Curtél, sm. Coltello.
Curila, sf. Corsa affannata. PI. Curtèl.
Curiu§èr, intr. Curiosare.
Prt. Curiu§è. I Sté' in curtèl. Stare ritto, voltato di
fianco.
Curiu§ité, sf. Curiosità.
PI. Curiusitè. I Mné' cun e' curtèl, Menare col col-
tello.
Cumàcc. sm. Corvo. (Lat. coltellus. DEI).
PI. Curnècc.
Curtela, sf. Coltella. Coltello a ser-
I II giorno dell'Ascensione si andava ramanico molto in uso nell'SOO.
a nidi di corvi in pineta. Quando la molla della costola o dor-
Cumé, sf. Cornata. so aveva una specie di arricciatura
PI. Cumé.
nella parte superiore era chiamata Cur-
Cumècia. sf. Pennecchio, Roccata.
tela cun e' rè?.
PI. Curtèli.
Quanta roba si può avvolgere a una
rocca. Curili, sm. Cortile. Corte di palazzo.
Curnèt, sm. Cornetto | Corno porta- PI. Curtìl.
fortuna. (Lat. med. cortile, luogo recintato;
CURT 118 CUST
it. antico « curtile »). Cusciént, agg. Cosciente, Che agisce
secondo coscienza.
Curtlà^a, sf. Coltellaccio da macel- PI. Cusciént.
laio.
PI. Curtlaji. F. — a
(Si riscontra un lat. med. cortelacius, PI. F. — i.
coltellaccio, in GLE, del sec. XIV; e Cuscién^a, sf. Coscienza.
PI. Cusciénz.
una cultellessa del sec. XVI, DEI; l'u-
e l'altro dal lat. cultellus. Forse da 1 Cusciénza pulida, Coscienza pulita, in
cortelacius il nostro « curtlaza »).
Curtlè, sf. Coltellata | Muro a col- I Cusciénza spòrca. Coscienza sporca.
tello. pace.
PI. Curtlé. [Link]èt,
Cuscinèt sm. 'Cuscinetto.
I Fé' al curtlé, Venire a coltellate. ] Cuscinèt dal j' ég, Torsello, Guancia-
Curtló^a, sf. Coltello da tavola. lino per aghi e spillini.
PI. Curtló?. Cuscrèt, sm Coscritto. Giovane di
Curu^iòn, sf. Corruzione, Corruttela. leva. I (F.) Inesperto, Novizio, Princi-
PI. Curuifión.
Cur?én, sm. Correggino j Cinghietta PI. Cuscrèt.
piante.
I Cinturino, Cinghia per pantaloni. Caldura, sf. Costura, Cucitura.
PI. Curzén. PI. Cu§dùr.
(Lat. med. corriginus, cinturino per (Lat. med. cusidura, cucitura. GLE).
donna, GLE). Cu§én, sm. Cugino.
Curasi, sm. Correggiòle, Legaccio PI. Cu§én.
per allacciare le scarpe. F. — a
PI. Cur?ul. PI. F. — L
(Dal lat. med. corigia, correggia. GLE). (Lat. med. cusinus. GLE).
Cur^ola, sf. Centinodia, Correggio- Cuféna, sf. Cucina.
la, Coreggiola (Polvgonum aviculare jPI.Fé'Cusén.
d cu§éna. Cucinare.
L.).
(Lat. med. coregella. GLE). (Lat. tardo cocina, DEI; e lat. med.
Cusàc, agg. Cosacco. cusina. GLE).
« E' una sfumatura del marrone, un Cu§inèr, intr. Cucinare.
marrone che tira al chiaro ». F. Seran- Cu§inìr, sm. Cuciniere.
tini. PI. Cu§inìr.
I sm. Cosacco. Cu§ìr, tr. Cucire.
PI. Cu§èc. Prt. Cu§ì
Cù^ar, tr. Cuocere, Cucinare | Ab- PI. — - Cusi
bronzare. F. — ida
Prt. Còt PI. — idi.
PI. Cót (Lat. med. cuslre).
F. Còtà Cuspér, sm. Zoccolalo.
PI. F. Còti. PI. Cuspèr.
(Lat. coquere). Custidìr, tr. Custodire.
Prt. Custidi.
I E' sòl e' cu§. Il sole abbronza.
Cuscén, sm. Cuscino. ] Guanciale. PI. — i
PI. Cuscén. F. — ida
(Lat. med. coxinum, dal lat. coxa «co- PI. F. — idi.
scia»; quindi cuscino per sedere). Custituìss, rfl. Costituirsi, Darsi pri-
I Anména de cuscén, Traliccio, Sacco, gioniero. Consegnarsi all'autorità.
Guscio della piuma. Prt. Custituì
Cuscèt, sm. Cosciotto, Coscia di pe- PI. — ì ^
cora macellata. F. — ida
(Lat. med. cossetus, coscia. GLE). PI. F. — idi.
CUST 119 CVAJ
Custituzión, sf. Costituzione, Legge Cu^da, sf. Cozzo, Cornata.
fondamentale dello Stato. PI. Cuzìdi.
PI. Custituzión Cuzidréla, (o Cujidréna) sf. Coltri-
Custodi, sm. Custode. cella. Cuccetta portatile per bambino,
PI. Custudi a forma di sacco.
F. — oda PI. Cuzidrèl (o Cuzidrén).
PI. F. — òdi. (Dal lat. med. culcedrella, coperta,
Custodia, sf. Astuccio Custodia. GLE).
Custóm, sm. Costume. Costume da Cuzìr, intr. e tr. Cozzare. Dar di
bagno, Costume folcloristico. Abito tra- cozzo. Battere, picchiare con la test^.
dizionale. Costume,
I Tradizione. ; Cuzì'
PI. Custóm. il muro. int la muraja, Cozzare contro
Custumé, agg. Costumato. Cva, avv. Qua | A cva, Qua.
PI. Costume Cvacc, sm. Covacelo, Covo di lepre
F. — éda 0 animale piccolo.
PI. F. — édi. PI. Cvècc.
Cutaróni, sf. pi. Mele o pere cotte. \ Truvé' int e' cvacc, Sorprendere nel
Sing. Cutaróna. covo. (In senso figurato significa tro-
Cutulèta, sf. Costoletta, Cotoletta. vare nel fatto, con allusione ad atto
PI. Cutulèt. carnale).
Cuv, sm. Cova, Covatura (di gal- Cvadarlè, agg. Quadrettato, A qua-
line, uccelli). dretti.
PI. Cvadarlè
[ Eijar int e' cuv, Essere in cova. F. — éda
Cuv, agg. Concavo.
PI. Cuv PI. F. — édi.
P. — a Cvadèran, sm. Quaderno.
PI. F. — i. PI. Cvadiran.
] Piat cuv, Piatto fondo. Cvadrél, sm. Quadrello. Mattone a
(Dalla rad. indoeuropea Kup- che in- forma quadrata | Lima quadra } Qua-
dica cosa 0 cava o concava; come il drello, Erba palustre.
lat. cupa, « botte »). PI. Cvadrèl.
Cuva, sf. Acme. Stadio più acuto Cvadrèt, sm. Quadretto.
della malattia. 1 Cvadrèt ad pie, Quadretto di piada.
I E§ar int la cuva d' 'na malati. Es- Una delle quattro parti in cui viene
sere all'acme di una malattia. spartita la piada.
Cuvadóra, agg. Covatrice. PI. Cvadrèt.
PI. Cuvadòri. Cvàja, sf. Quaglia (Tetrao coturnix).
Cuvé, sf. Covata, (di uova o di pul- 1 Re 'd cvaja, Re di quaglie, Galli-
cini), nella scopaiola. (Rallus crex).
PI. Cuvé. I (F.) Sbornia.
Cuvér, tr. Covare. PI. Cvàj.
Prt. Cuvé Cvajarén, sm. Quagliere. Strumento
PI. — è che imita il verso della quaglia.
P. — éda PI. Cvajarén.
PI. F. — édi.
I Bàtar e' cvajarén, Suonare il qua-
I Ov cuvé. Uovo covato e Uovo stan-
tìo, andato a male in incubazione. gliere.
Cvajàstar, sm. Quagliastro. Quaglia
Cuvón, sm. Covone. che non ha ancora raggiunto la ma-
PI. Cuvón. turità.
(Lat. med. covonus, 1359; dal medie- PI. Cvajèstar.
vale del 945, covus, covone. GLE). Cvajón, sm. Testicolo I Sciocco.
Cu^ér, intr. e tr. Cozzare, Dar di PI. Cvajón.
cozzo.
I Fé' cvajón, Infinocchiare.
CVAJ 120 CVAT

1 I cvajón i sta ben int la maleta. Con chella.


un gioco di parole: «cvajón» (te- j De' cvarela, Querelare.
sticoli) e «cvajón» (sciocchi), il prov. Cvarè^ma, sf. Quaresima. Long
dice che gli sciocchi è bene che stiano cvànt dia cvare§ma, Lungo quanto la
a casa loro. quaresima. (F.) Lungo che non finisce
Cvajòt, sm. Pulcino di quaglia. mai.
PI. Cvajót. Cvarlèss, rfl. Querelarsi. Darsi que-
rela da ambo le parti.
Cvajunéda, sf. Corbelleria | Canzo- Prt. Cvarlé
nata.
PI. Cvajunédi. PI. — è
Cvajunèl, sm. Coglionella | Burla F. — éda
PI. Cvajunèl. PI. F. — édi.
Cvajunèr, tr. Coglionare, Burlare, De- Cvartaròla, sf. Quarteruola. Misu-
ridere, Sfottere. ra di capacità per cereali corrispon-
Prt. Cvajuné dente a un quarto di staio ( Kg. 12,50
PI. — è circa, (v. Am§ur).
F. — éda PI. Cvartaròl.
PI. F. — édi. Cvartà^a, sf. Coperta vecchia e fru-
Cvajun^òn, sm. Scioccone. sta IFé' la cvartà^a, Fare una schia-
PI. Cvajun^ón vina, (jrettare una coperta o un man-
F. — a tello (V. Caparèla) sul capo a uno per
PI. F. — i. poi malmenarlo.
Cvajutèra, sf. Quaglieraio. Paretaio Cvartén, sm. Quartino. Moneta del
per la cattura delle quaglie. valore di quattro soldi. | Strum. a fia-
Cvajutér. to più piccolo del clarinetto.
Cvajutin, sm. Pulcino di quaglia. PI. Cuartén.
PI. Cvajutin. Cvartùra, sf. Copertura, Coperta.
Cvànt, agg. Quanto. PI. Cvartur.
PI. Cvént Cvàtar, agg. num. card. Quattro | sm.
F. — a Il numero, la cifra quattro.
PI. F. — i. [ In cvatr' e cvatr'òt, Su due piedi.
Cvarànta (o Cvarànta) nm. Quaran- ] Cvàtar cantòn, (gioco). Quattro can-
ta. Numero di quattro decine. toni.
Cvarantén, sm. e agg. Quarantino, Questo gioco lo facevano le ragazze
Quarantano. Che matura in 40 giorni. l'ultima sera dell'armo per trarre gli
PI. Cvarantén. auspici del nuovo. In un angolo si
nascondeva vma chiave (governo della
Cvaranténa, sf. Quarantina. Somma
di 40 . casa), in uno cenere (morte), in uno
acqua (pianto), e in uno un anello
I Quarantena. Periodo di quaranta gior- (nozze).
ni.
PI. Cvarantén. Da una stanza attigua le ragazze entra-
vano, una alla volta, e si dirigevano a
Cvarcèr, tr. Fare il tetto, Mettere il
tetto. un angolo per conoscere la loro ven-
tura. Gli oggetti venivano spostati,
Prt. Cvarcé
PI. — é di
tro. volta in volta, da un angolo all'al-
F. — éda
Cvatamén, sm. pi. Quadrettini (mi-
PI. F. — édi. nestra).
Cvarela, sf. Querela. Atto giudiziario Cvatarzènt, nm. Quattrocento. Quat-
per ottenere soddisfazione di danni o tro volte cento .
offese ricevute. Cvatrén, sm. Quattrino.
PI. Cvatrén.
I E§r in cvarela, (F.) Essere in puni-
zione per aver commesso una mara- Ave' di cvatrén, Essere danaroso.
CVAT 121 CVER

1 Pi' 'd cvatrén, (F.) Ricco sfondato. I Di'Cvél.


PI. cvél a ón. Salutare uno.
I Fé' di cvatrén. Far quattrini, Arric-
chirsi. [ Un cvél da gnit, Una cosa da nulla.
i I cvatrén i fa bel òcc. (F.) Le per- Una cosa di poco conto.
sone ricche non. sembrano mai brutte. (It. ant. «covelle», qualche cosa).
Cvatr'occ, m. Quattrocchi, Domenica- Nel dialetto degli stornelli dell'800 ato-
no. (FuUgula clangula). miamo « covèl » (v. Pergoli op. cit.,
Cve, aw. Qui, Costì. N. 187).
A cve, a le, a là. Qui, lì, là. Cvèl, agg. Quello.
Cvéd, agg. Queto, Cheto. PI. Cvi
PI. Cvid F. — èia
F. — éda PI. F. — èli.
PI. F. — èdi. I Cvèl eh' è le, Quello li.
(Rav. sec. XVII, « queda », cheta. Cvèl eh' è là, Quello là.
Aruch A., op. cit.). Cvéla, sf. Cosa.
PI. CvèU.
Cvédar, sm. Quadro, Ritratto [ Qua-
drato, A forma quadrata. Cvélcadón, pron. indef. Qualchedun-
PI. Cvèdar no. Qualcuno.
F. — édra F. Cvélcadòna.
PI. F. — édri. Cvént, agg. num. ord. Quinto.
PI. Cvént
Cvèj, sm. Coviglio | Alveare, tru^
gno rustico. F. — a
PI. Cvèj. PI. F. — i.
Cvél, agg. Quale. Cvèra, sf. Acquara. Scolo Acquara.
[ Tel e cvél, Tale e quale. Nasce nel confine fra il Com. di Ra-
Cvél, sm. Cosa. venna e quello di Forlì a nord della
I Di' un cvél, Dire una cosa... chiesa di Pieve-quinta. Tocca le fraz.
1 De' mucche.
cvél al besti, Dar da mangiare di Pievequinta, Massa, San Pietro in
alle Campiano, Campiano é Savio. Scaricò
CVER 122 CVOT

le sue acque nella Valle Standiana, (Sec. XIII, coverta, coperta. DEI).
nel Fosso Ghiaia e nel Longara; ora Cvést, pron. dimos. Questo.
PI. Cvèst
si congiunge col Bevano. Per ciò, nel-
l'attraversamento della Standiana il F. — a
suo vecchio corso si chiama « Cvèra PI. F. — i.
vècia », Acquara vecchia ; e il nuovo, Cvi, pron. dim. m. pi. Quelli Cvi che,
« Cvéra nova », Acquara nuova. Coloro che. Coloro i quali...
(Neir893, aquara è «scolo d'acqua», Cvilér, Questo verbo corrisponde a
V. DEI). « cosare ».
Cvèrcc, sm. Coperchio. Cvilin, sm. dim. Cosino.
PI. Cvircc. PI. Cvilin
I Sòl e' cvèrcc e' sa cvél ch'e' bòi in F. — ina
pignàta, Solo i coperchio sa che cosa PI. F. — ini.
bolle in pentola.
I Cvilin da gnit, Cosino da niente.
(Lat. med. covergius. GLE). CvJndséna, sf. Quindicina.
Cvèrt, sm. Tetto, Copertura di casa PI. Cvind§én.
e di capanna.
I agg. Coperto. Cvintalér,
PI. Cvirt. gran. Pesare tr. Pesare facendone
il grano | evintale*
tantie'
P. evèrta pesi di un quintale l'uno.
PI. F. Cvérti. Cvintél, sm. Quintale.
PI. Cvintèl.
I Mètr'
evèrta,a cvèrt, Mettere al coperto.
sf. Coperta. Cvintén, sm. Quinta parte di litro.
PI. Cvintén.
I evèrta bòna, Coperta fine, pregiata
delle solennità. Cvòta, sf. Quota, Quota parte.
PI. Cvèrt. PI. F. — Cvòt.
D
123 DAQU
DA

Da, pr. Da i Per | Presso. I Fé' dàn. Riferito a recipiente di le-


Dabdn, avv. Davvero, Veramente. gno che perde acqua e a barca che fa
Dacànt, avv. Accanto, A fianco, Di acqua. Stillare, Gemicare.
fianco. Anche il veneto ha « fare dano » (della
Dacvèr, tr. (v. Daquer). barca che fa acqua).
Dadbòn, avv. Davvero, Veramente, Danaziòn, sf. Tormento, j Preoccupa-
Sul serio. Seriamente. esclamaz. di zione, Assillo [ Dannazione.
meraviglia o dubbio. PI. Danaziòn
Dado, sm. « Tato ». Parola infantile Danèda, agg.
nata. prt. Indanaiata ] Dan-
con cui si indica una persona cara.
(Dal lat. tata, babbo (Varrone). Nel (V. Danéss).
ravennate del 1700 si diceva « dèd », jOngia danéda. Unghia morta.
babbo). Danér, sm. (v. Dinér).
Dafàt, avv. Di sana pianta, Intera- I E' dosona 'd danér.
mente, Del tutto. che non ha Ilnessuna
due di autorità,
denari | Per-
che
non vai nulla.
Dafè, sm. Daffare j Ave' un gran Danèss, rfl. Indanaiarsi.
dafé, Essere molto occupato. Avere
molto da lavorare.
Si dice, di un'unghia, che «la s'adàna»
Dal, pr. art. Delle, Dalle. quando si chiazza per un pesto o per
Dama, sf . Dama ; Gioco della dama. malattia e cade; e si dice di dente che
PI. Dàm. diventa scuro per carie. | Addannar-
Damén, sm. Pedina del gioco della si I Affannarsi | Non aver pace. (V.
dama. Adanéss).
PI. Damén. Danèval, agg. Dannoso, Che reca
Damàs-c, sm. Stoffa di Damasco. danno.
Damasché, prt. agg. Damaschinato, PI Danival
Lavorato alla damaschina. F. Danèvla
PI. Damasché PI. F. Danèvli.
F. — éda Dànt, m. Dante Alighieri
PI. F. — édi. I Piaza di
'd Classe.
Dànt. Piazzale Dante nella
Dan, sm. Danno 1 Perdita (negli af- Pineta
fari).
PI. Dèn. I Tomba
Dantesta,'d sm.
Dànt,Dantista.
Tomba di Dante.
Daquadùr, sm. Annaffiatoio
I De' dàn. Recar danno j Far male (di PI. Daquadùr
cibo) I (P.) Molestare 1 Turbare.
DAQU 124 DECI

(Lat. med. adaquatorium, canaletto Dbàn, sm. Bevano, Torrente Bevano.


Dbanéla, sf. Bevanella. Anticamente
d'i rrigazione . GLE ). si chiamava Avella.
Daquéda sf. Annaffiata, Annacquata
PI. Daquédi Dbègn. sm. Cimosa, Vivagno
(Lat. med. adaquatio, adacquamento. (Lat. med. vivagnum. GLE).
GLE). Dbènda, sf. Bevanda
Daquér, tr. Annaffiare, Annacquare PI. Dbénd.
I Daqué' e' vén, Annacquare il vino. Dbù, prt. agg. Bevuto
Prt. Daqué (V. Ber).
PI. — é Dbùda, sf. Bevuta
F. — éda PI. Dbudi.
PI. F. — édi. De, pr. art. Del, dello (Composta da
(Lat med. adaquare, annaffiare GLE.). « ad » e da « e' »).
Darbér, tr. Aderbare, Somministrare De, sm. Giorno, Dì.
PI. De
foraggio verde subito fuori dell'inverno.
Part. Darbé
PI. — è (It.
I De ant.,
par de. sec. Giorno
XIII, die)
per ' giorno
P. — édi j D'igna de, Di ogni giorno
PI. F. — édi. j De imprastè. Giorni prestati. I primi
Darchér, (v. Adarchèr). tre giorni di marzo dati da questi in
Dartén, agg. Manritto, Mandiritto, prestito a febbraio
Che usa la mano destra ] A la longa de de, Durante il giorno
; Destro, Che è dalla parte destra. I Vi sono giorni ritenuti propizi ad ogni
PI. Dartén occupazione e altri (quelli con la let-
F. Darténa tera R) ritenuti non propizi. Gli uni
PI. F. Darténi sono « de bón » gli altri « de cativ »_ cioè
j Me a so dartén. Io sono mandiritto giorni fausti e giorni nefasti.
(Lat. dies, giorno; indoeuropeo dyen
j Che bò l'è dartén, Quel bue è di man-
ritta. E' di destra. « giorno luminoso »).
Da^én, agg. Lento
PI. Dasén ([Link],
Dér).prt. Dato j Giocato,
F. Da§éna De, sm. Bullone, Dado.
PI. F. Da§éni. PI. De.
Datór Débit, sm. Debito
PI. Dèbit.
1 Datór
PI. 'd lavór. Datore di lavoro
Datùr. Debitór, sm. Debitore.
Davanti, aw. Davanti PI. Debitùr.
I Al cospetto IDinanzi. Debul, agg. Debole, Gracile Fievole [
j sm. Davanti, Parte anteriore. Sottile (di sostegno)
Davnir, int. Divenire sm. Punto debole, Difetto, Debolezza.
Prt. Davnu PI. Dèbul
PI. Davnù F. Debla
F. Davnuda PI. F. Debli.
PI. F. Davnudi. Debuscè, agg. Debosciato, Dissoluto
Da^à (v. Inscont). Di già. PI. Debuscè.
Da^à che. Dacché, Poiché, Giacché. Decifrér, tr. Decifrare
Daziér, tr. Daziare. Sottoporre a dazio Prt. Decifré
Prt. Da^ié PI. — è
PI. — è F. — éda
F. — éda PI. F. — édi.
PI. F. — édi. Decimèr, tr. Decimare, Fucilarne uno
Da^jìr, sm. Daziere ogni dieci.
PI. Dazjir. Prt. Decime
DECL 125 DEPO

PI. — è Dice il DEI : « dal greco deigma, mo-


F. — éda stra, campione ».
PI. F. — édi.
Declinazión, sf. Declinazione. Demurali?ér
int. (Ande' ?o 'd murél) tr.
Demoralizzare.
PI. Declinazión., Prt. Demurali?è
Decrét, sm. Decreto PI. — è
PI Decrit F. — éda
I Decrét PI. F. — édi.
Dècula, '[Link]?,Edicola
Decreto di legge.
PI. Décul. Déns, agg. Denso
PI. Dens
Deda, sf. «Tata» (v. Dado). F. Dènsa
Dedica, sf. Dedica PI. F. Dènsi.
PI. Dèdic.
Dedichér, tr. Dedicare. Intitolare. Fé' avnì' déns, Far condensare |
Prt. Dediche Dvinté' déns. Diventare denso, Con-
densarsi.
PI. — è
F. — èda Dént, sm. Dente
PI. F. — édi. [ Tacca di una lama, di arma o attrezzo
Déda, sf. Data, Anniversario da taglio.
PI. Dént.
I Girata di carte, | Andata nel gioco
delle bocce. I Dént 'd lat, Denti di latte
PI. Dédi. I Dént bus, Dente cariato
Déima, sm. (v. Dèma). I Dént cagnìn. Dente canino
Delfén (o dulfén), sm. Delfino. I Dént ma§lón. Dente molare
PI. Delfén. Dènt'd davanti. Denti incisivi
Da alcuni è chiamato anche pòrc 'd Dent spadì, Dente che risente del cal-
mer, maiale di mare. do e del freddo.
Defórum (o defórom) agg. Deforme, Dént de rastèl. Denti del rastrello
Mostruoso. Dént de pètan. Dente del pettine
PI. Defùrum Dént d'un ingranàgg, D. d'ingranaggio
F. Defórma I Rude' i dént, Digrignare i denti.
PI. F. Deformi. I Dént giaijól, Dente ghiacciuolo, che ri-
Defurmér, tr. (v. Sfurmér). sente l'impressione del ghiaccio
Degradér, tr. Etegradare, Retrocedere Armane' a dént §gargni, 1' Rimanere
nel grado. a denti secchi ; 2" Rimanere a denti di-
Prt. Degradé grignati.
PI. — è O e' dént o la ganà.5a, O il dente o la
F. — éda mascella. (Nelle azioni ci vuole risolu-
PI. F. — édi. tezza).
Delinquént, (o dilinquént) sm. Delin- Dice G. Cantagalli nei suoi « Cinquanta
quente. sonetti in dialetto faentino », Faenza.
PI. Delinquént. 1907: « Le mamme... per indurre i bimbi
F. Delinquénta a farsi levare i denti, mettevano sotto
PI. F. Delinquenti alla caminiera il dente levato, che poi
I Familiarmente significa Birichino. alla mattina sostituivano con dolci, fa-
Delma, sf. (Voce di Raverma,, v. cendoli credere regali di una Vecchia
dèma). (La vécia) discesa dal tetto a prendere
Déma, sf. Modello, Forma, Stampo il dente da servirsene nelle sue biso-
(Da Delma, stampo o modello, ricordata gne ». E' una usanza che dura tuttora.
nell'Art. 276 dell'antico statuto dei Por- Depò§it, sm. Deposito Rimessa per
naciari il quale stabiliva di « facere di- biciclette, motociclette o merci
ctos lapides et cuppos bene coctos ad ; Posatura, Sedimento, Feccia.
Deimam Comunis rav. »). PI. Depùsit.
DEPU 126
DICI
Depù, avv. Da poi, Dappoi. I L'è una deta, 1" E' un modo di dire;
Depurtér tr. Deportare. 2" E' una diceria (senza fondamento).
Prt. Depurtè Deviér, tr. Deviare, Far cambiare cor-
PI. — è so, strada. Cambiar direzione.
F. — éda Prt. Devié
PI. F. — édi. PI. — è
Depu§itèr, tr. Depositare, Lasciare In F. — éda
deposito. PI. F. — édi.
Prt. Depu§itè PI.Dé^i,
Dè^i sm. Dazio
PI. — è
F. — éda (Lat. med. datiuns. GLE).
PI. F. — édi. Di, pr. art. Dei.
Depu§itèri, sm. Depositario, Colui che Dialèt, sm. Dialetto.
tiene in consegna roba depositata. PI. Dialèt.
PI. Depu§itéri. Diana,, sf. Diana.
Deputét, sm. Deputato I Sempr' in ?ir coma la Diana, Sempre
PI. Deputèt. in giro come Diana.
Dér, tr. Dare, [Donare, jGiocare (una J Stèla Diana, Stella Diana.
carta, una boccia). Dibàtar, intr. Riflettere un colore
I Cedere, Allentarsi (di stoffa, di lavoro smorto o che fa sembrare scuri, verda-
a maglia). stri, giallognoli. Detto di stoffe.
[ Cacciare, mandar via (polli, uccelli). I L'èimaun cera
sti che e' dibàt. E' un abito che
Prt. De dà da ammalato.
PI. De Dibulèza, sf. Debolezza, Fiacca, Fiac-
P. Déda chezza, Rilassatezza.
PI. F. Dédi PI. Dibulèz.
Dichèdar, intr. Decadere, Sfiorire (di
I De' a i poi. Cacciare, mandar via I bellezza).
polli.
Prt. Dlcadù
I De' vi' dia ròba. Regalare, Donare
roba I De' fura, Saltar fuori. Uscire | PI. — ù
Comparire. P. — uda
Dèr^na, sf. Darsena. PI. F. — udi.
Dèscul, sm. Discolo Dichiaraziòn, sf. Dichiarazione amo-
PI. Dèscul. rosa.
I Mètar un burdél int i dèscul, Mettere PI. Dichiaraziòn.
un ragazzo in un istituto di corrigendi. I Fé'dichiarazión, Esprimere ii proprio
De§iderér, tr. Desiderare, Agognare amore.
Prt. Decidere Dichiarér, tr. Dichiarare, Affermare,
PI. — è Sentenziare, Proclamare.
F. — éda Prt. Dichiaré
PI. F. — édi. (É più comune «ave' PI. — è
vója »). F. — éda
Desidèri, sm. Desiderio, Aspirazione. PI. F. — édi.
PI. Desidèri. Dicìdar, tr. Decidere, Prendere una
Dèst, agg. prt. Desto, Svegliato, Sve- risoluzione, una determinazione.
glio, Prt. Dlcis
(v. Distér). PI. Dicì§
F. Dicì§a
Dèt, sm, Detto, Massima, ! Prover-
bio, Adagio,
] I Sentenza. PI. F. Dicìsi.
PI. Dèt.
[Link]ì§,
Dici§ prt. e agg. Deciso, Risoluto.
Dèta, sf. Detta | Diceria senza fonda-
mento. P. E>ici§a
PI. Dati. PI. F. DIclsl.
DICI 127 DILI
Dicii^idn, sf. Decisione, Risoluzione, PI. Difèjil.
Conclusione. F. Difè^la
PI. Dici§ión. Pl.F. Difè^li.
Diclinèss, rifl. Struggersi, Deperire Dificulté, sf. Difficoltà, j Scabrosità,
(per malattia o-per passione amorosa). [ Avversità.
Prt. Dicline PI. Dificulté.
PI. — è Difìdént, agg. DlflBdente, Sospettoso
P. — éda PI. Difìdént.
PI. P. — édi. P. Difìdénta
Did, sm. Dito PI. F. Disdenti.
PI. Dida (diventa fem.) Difinsór, sm. Difensore
Did grò^, Pollice PI. Difìnsùr
Prèm did, Indice P. Difinsóra
Did de me?, Medio PI. F. Difinsóri.
Did 'd l'anél, Anulare Digerir, tr. e intr. Digerire
Did znìn o mégnul, Mignolo Prt. Digerì
Did grò§ de pe, Alluce PI. — ì
Did ?;nin de pe, Dito mignolo del piede F. — ida
Le altre dita del piede non hanno PI. F. — idi.
nome. Digestión, sf. Digestione
DidSI, sm. Ditale PI. Digestión.
I Didél 'd zu^eza, Ditale di salsiccia. Dignèss, rfl. Degnarsi.
I Didèl dia genda, Coppa della ghianda Prt. Digné
PI. Didèl PI. — è
(Lat. med. didalus, GUE.). F. — éda
Dièscan, sm. (Dialetto ant., v. « gia- PI. F. — édi.
scanà^). Dignèval, agg. Gentile, Affabile.
Dièta, sf. Dieta, Regime dietetico. Degnevole.
Difamazidn, sf. Diffamazione. PI. Dignìvul
PI. Difamazión. F. Dignèvla
Difarént, agg. Vario, Dissimile, Diver- PI. F. Dignèvli.
so, Differente. Dilata^iòn, sf. Dilatazione.
PI. Difarént PI. Dilata^ión.
F. Difarènta
PI. F. Difarénti. Dilatér, tr. Dilatare, Perdere l'elasti-
cità.
Difarènta, sf. Differenza, Diversità, Prt. Dilaté
Divario. PI. — è
F. — éda
I No' fé' difarén?,
Difèndar, Non usare preferenze.
tr. Difendere PI. P. — édi.
Prt. Difè§ Dilètànt, sm. Corridore ciclista dilet-
PI. Difi§ tanteDilettante.
]
F. Difè§a PI. Diletént.
PI. F. Difési. Dilicatè^a, sf. Delicatezza, Finezza,
Difésa, sf. Difesa Distinzione.
PI. Difè§i PI. Dilicatè;?.
I Ciapé' al difesi d'òn. Difendere uno, Dilichét, agg. E>elicato.
Proteggere uno contro chi lo accusa. I Raffinato (di gusto).
Difèt, sm. Difetto, Vizio. Pecca. PI. Dilichét
PI. Difèt F. Dilichéta
PI. F. Dilichéti
I Fé' di difèt, Trovare delle pecche. Non
trovare di proprio gradimento. (Lat. delicatus, «delicato, raffinato»).
I Fé' difèt. Rilevare. Diligènza, sf. Diligenza. Corriera a
Difè^il, agg. DiflBcile, Malagevole. cavalli.
DILI 128 DIRL

PI. Diligén?. PI. F. — èdi.


Dilincvént, sm. Delinquente. Dio, m. Dio
Diliri, agg. Consunto dagli stenti. (v. anche Signor)
PI. Diliri
I Di' v' l'armita, Dio ve lo rimetta; ve
F. Diliri-da lo restituisca. Cosi ringraziavano gli
PI. F. Diliridi. accattoni.
Diluvi, sm. Diluvio. I U n' s' mòv una fója che Dio u n' vója.
(Anche §luvi). Non si muove una foglia che Dio non
Dimètass, rfl. Dimettersi voglia.
Prt. Dimè§ Diparir, int. Deperire.
PI. — è§ Prt. Dipari
F. — è§a PI. Dipari
PI. F. è^i. F. Diparida
Dimi^idn, sm. pi. Dimissioni. PI. F. Diparidi.
Dimi^iunéri, agg. Dimissionario Dipió, sm. Soprappiù | Aggiunta | So-
Pi. — èri verchio.
P. — èria Dir, tr. Dire | Declamare
Pi. F. — érji. Prt. Dèt
Dimoni, sm. Demonio. PI. Dèt
Dimpartót, aw. Ovunque, Dappertutto F. Dèta
Dimustraziòn, sf. Dimostrazione, Ma- PI. F. Dti.
nifestazione,
Pi. Dimustraziòn. I Cun che di' che.... Col dire che...
1 U i fó un gran di', Se ne parlò ovun-
Dimustrér, tr. Dimostrare, Par vede- que ICI fu un gran dire.
re, Manifestare, Far palese. Diramaziòn, sf. Diramazione.
Prt. Dimustré PI. Diramaziòn.
PI. — è Dirèt, sm. Diritto.
F. — éda PI. Dirèt.
PI. F. — édi. Dirèt, sm. Diretto (treno).
Dinèr, sm. Danaro, Denaro. Antica PI. Dirèt.
moneta. Dirèzar, tr. Dirigere, Reggere, In-
I Uno dei quattro semi delle carte da dirizazre.
gioco. Prt. Dirèt
Dinighér, tr. Negare. PI. — et
Dinón^ia, sf. Denuncia. F. — età
PI. Dinónzji PI. F. — èti.
I Dinònzia dal besti. Denuncia del be- Dire^ión, sf. Direzione, Senso, Orien-
stiame.
tamento, Indirizzamento ' Direzione,
Dintadura, sf. Dentatura Governo di un ufficio.
PI. Dintadur. PI. Dire^iòn.
Dintél (de partighèr), sm. Dentale, Dirlindéna, sf. Sporgenza laterale del-
Ceppo. Parte dell'aratro a cui si ap- la pinuccia.
plica il vomere. Dirlindina (opp. dirindéla, dirindina
PI. Dintèl. e derindéna), sf. Tentennina.
Dintèsta, sf. Dentista. Per chetare o far divertire il bambino
PI. Dintèsta. la mamma se lo mette a cavalcio-
Dìntira, sf. Dentiera. ni delle ginocchia e fa la « dirlindi-
PI. DintÌT. na ». Gli fa fare sobbalzi, o dondolìi,
Dinun^iér, tr. Etenunciare, Segnala- accompagnando ogni movimento con la
re alle autorità, Sporgere denuncia. recitazione ritmica di una filastrocca
Prt. Denunzie che varia da luogo a luogo, ma comin-
PI. — è cia sempre con « dirlindina », « dirindé-
F. — éda la », ecc. Una dice :
DIRU 129 DISP

P. F. — èti.
« Dirlindina, pan grate ] metm' a lèt
ch'a so male; | dam un òv ch'a m' e' Di§èrom, sm. Disarmo.
PI. Di§èrom.
biro, I dàman do ch'a gvariró ».
Diruché, prt. agg. Diruto, Diroccato. Di§involt, agg. Disinvolto, Franco,
Prt. Diruché Pronto I Sicuro di sé.
F. — éda PI. Di§invùlt
PI. F. — édi. F. — òlta
Diruchér, tr. Diroccare. PI. F. — olti.
(v. Diruché). Di§invultùra, sf. Disinvoltura, Fran-
Di§, nm. Dieci. chezza, Prontezza nel dire o nel fare.
Manca il derivato « diecina » forse per- PI. Disinvultur.
chè era nell'uso la « du?éna » o « mèza Di§iparé, agg. prt. Separato. Diviso
capa », quantità di 12. Di^iparér, tr. Separare. Dividere,
Di§apruvér, tr. Disapprovare. da altri,
Prt. Di§apruvé (v. Di^iparé).
PI. — è Di^marì, sf. Sciocchezza, Dabbenag-
F. — èda gine, Scempiaggine.
PI. F. — édi. PI. Di§marì. (v. Disom)
Di^àstar, sm Disastro, Catastrofe. Di§mitè, sf. (v. Di§mari).
PI. Di§èstaT. Dì^om, agg. Sciocco, Stupidetto.
PI. Dì§om
Di§asté, prt. agg. Dissestato, Lascia-
to andare in rovina. In abbandono. F. Dì§ma
PI. Di§astè PI. F. Dì§mi.
F. — éda (It. sec. XIV, decimo, sciocco).
PI. F. — édi. Di^òrdan, sm. Disordine | Intempe-
Disastrò^, agg. Disastroso. ranza.
PI. Disastrus PI. Di§ùrdan.
F. — ò§a Dispènsa, sf. Dispensa.
PI. F. — ò§i. PI. Dispéns.
Discesa, sf. (v. Caléda). Divìda, sf. Divisa.
Dìscipléna, sf. Disciplina. PI. Divì§.
PI. Disciplén. (Lat. med. divisa, veste a strisce di
Disciplinér, tr. Disciplinare, Sotto- diversi colori. GLE).
porre a disciplina. Imporre discipli- Dispenséri, sm. Dispensario, Istituto
na. ospedaliero che dà consulti e cure gra-
Prt. Discipline tuite.
PI. — è PI. Dispenséri.
F. — èda Disperazión, sf. Disperazione.
PI. F. — édi. PI. Disperazión.
Discordia, sf. Discordia.
PI. Discòrdi. [Link]ètó§,
Dispitù§ agg. Dispettoso.
Discrèt, agg. Discreto. F. — ó§a
PI. Discrìt PI. F. — d§i.
F. — ita
PI. F. èti Dispiace, sm. Dispiacere, Dolore, Tur-
bamento.
Discu^iòn, sf. Discussione. PI. Di§pia§e
PI. Discu^ión. (Anche Spia§è).
Discùtar, tr. Discutere, Esaminare. Dispiacer, intr. Dispiacere.
Prt. Discù|. Prt. Dispiaci! .
Di§dìr, (v. Arnunziér). PI. — ù
Prt. Disdèt F. — uda
PI. — et PI. F. — udi.
F. — èta Disprez, sm. Disprezzo.
DISP 130 DLEZ

Dispre^ér, tr. Disprezzare. PI. — i


Prt. Disprejè F. — ida
PI. — è PI. F. — idi.
F. — éda Divèr^, agg. Diverso, Differente, Dis-
PI. F. — édi. simile.
PI. Divir§
Distacamént, sm. Distaccamento. Re-
parto distaccato dal suo corpo. F. Divèrsa
PI. Distacamént. PI. F. Divèrsi.
Distén, sm. Destino j Sorte | Fata- (v. difarént).
lità. Divìdar, tr. Dividere, Separare, Spar-
Pi. Distén.
Distèngvar, tr. Distinguere, Scorgere, Prt. Divi§
tire, Disunire. •
Ravvisare. PI. Divì§
F. Divi§a
Distér, tr. Etestare, Svegliare.
Prt. Distè e Dèst PI. F. Divì§i.
PI. Distè e Dèst Divi^ión, sf. Divisione (operazione
F. Distéda e Désta aritmetica) | Separazione, Spartizione.
PI. F. Distédi e Désti. PI. Divi§ión.
Distinatéri, sm. Destinatario. Divorzi, sm. Divorzio.
PI. Distinatéri PI. Divùrzi.
F. Distinatéria Divurèr, tr. Divorare.
PI. F. Distinatérji. Prt. Divuré
Distinèr, intr. Decidere, | Stabilire, PI. — è
j Assegnare. F. — èda
PI. Distinè P. F. — édi.
F. — éda Divur^ièr, int. Divorziare.
PI. F. — édi. Prt. Divurzié
Distinèr, intr. Decidere j Stabilire PI. — è
F. — éda
I Assegnare.
PI F. — édi.
Distinzión, sf. Distinzione, j Garbo, ' Divuzión, sf. Devozione 1 Tradizione.
Cortesia | Privilegio.
PI. Distinzión. PI. Divuzión.
Distrazión, sf. Distrazione, Disatten- I Par divuzión, e' de 'd Nadél u s' met
zione. i pandurén int la pignata. Per tra-
Distrèt, sm. Distetto militare. dizione, il giorno di Natale si metto-
PI. Distrèt. no pomodorini nella pentola.
Distributór, sm. Distributore. Dijémbar, sm. Dicembre.
PI. Distributùr. (Anche Dicémbar).
Distró^ar, tr. Distruggere Diziunèri, sm. Dizionario.
Prt. Distrót PI. Diziunèri.
PI. — ót Dia, pr. art. Della | Ad dia, Di là.
F. — óta Oltre, Al di là.
PI. F. — óti. DIèt, agg. prt. Scelto.
Distruzión, sf. Distruzione. (It. ant.« diletto », scelto)
PI. Distruzión. Dièta, sf. Cerna Scelta.
Dita, sf. Ditta Società. PI. Dleti.
PI. Dit. Dlèzar, tr. Scegliere, Separare.
Divàn, sm. Divano.
PI. Divén. ]Prt
Fé' la
Dlètdièta, Fare la cernita.
Divartimént, sm. Divertimento. PI. — Dlèt
PI. Divartimént. F. — èta
Divartir, tr. Divertire, Dilettare. PI. F. — èti.
Prt. Divartì (Lat. diligere).
DLIN 131 DONA

Dlindèr, (v. Lindir). Appartiene al reumatico.


vecchio dialetto. Da « dlindèr » viene PI. Dój.
« dlindadór », lusingatore, tentatore. I F\ira la dója, ad drénta la voja. (Pas-
Dli^adór, sm. Sceglitore. sati i dolori del parto, la donna è di-
PI. Dli?adùr sposta a una nuova maternità).
F. — óra Dólèg, sm. Bivomere (Parola com-
PI. F. — òri. posta da « do » due, e « lég » solchi.
Dmàn, aw. sm. Domani. Dòlz,
PI. Dui? sm.. agg. Dolce.
I Pas dmàn, Passato domani, Dopo do- F. Dòl^a
mani.
Pi. F. Dòl^i
I No' dman, cl'ét de, Doman l'altro. (Lat. med. dulzis, GLE: lat. dulcis).
Dmànda, sf. Domanda, Richiesta, In-
terpellanza, Interrogazione. Dol^mors, sm. Animella, Pancreas
PI. Dmàndi. del maiale.
Dmandèr, tr. e int. Domandare, Chie- Generalmente « e' dolzmòrs » è il boc-
dere, Richiedere,' Interrogare. cone prelibato del norcino.
Prt. Dmandé Dóm, sm. Duomo.
PI. — e PI. Dóm.
F. — éda Dòn, agg. Don. Precede solo il nome
PI F. — édi. dei preti. Se il nome comincia per
Dmènga, sf. Domenica (7° giorno consonante si dice Do'.
della settimana).
Es. Dòn Antoni ; Do' Lui§.
Dmènga ch'é andé', D. scorsa. Dòn, sm. Attitudine, Dote naturale.
PI. Dòn.
Dmènga eh' vén, D. ventura.
Dmènga!, Domani! (un giorno che Dona, sf. Dona.
non verrà mai), Mai! PI. Don.
I Dmèng'òt, Domenica otto. I La dona la è cvèla eh' tén dreta la
Dnìn^, aw. Davanti, Innanzi. ca o cvèla eh' la la arbòta.
Dò, sm. Due. La cifra 2. ] agg. num.
Due I Lavepra.
la dona eh' la fes-cia, la è pe? eh' n'è
(Lat. duo; indoeuropeo dwi e duwo Altro prov. sulla donna che fischia è:
« numero due »).
Argvérdtan da e' mar e da la be§a
PI. m. Du, PI. f. Dò. (Rav. 1010, « doi
sono le cose », due sono le cose).
Dóbi, sm. Dubbio.
PI. Dóbi.
(Lat. dubius).
Dòbi, sm. Anello del tridente in cui
s'infila il manico. | Nasello.
( Dal latino duplus « doppio », per indi-
care le due alette che chiudendosi for-
mano l'anello?).
E' significativo comunque che a Pia-
cenza (sec. XIV) dobione significhi
« cerniera » e in calabrese dubbrune
significhi ganghero
Dócumént, sm. Documento.
PI. Ducumént.
Doga, sf. Doga.
PI. Dog.
(Lat. med. dogha, doga della botte,
GLE; lat. doga, «vaso»).
Dója, sf. Doglia (di parto) | Dolore
DONA 132 DSAL

e da la dona ovànd eh' la fes-cia. scavadóra ) .


PI. Drég.
Dona Lombarda. Famosa canta po-
polare raccolta da Benedetto Pergo- Drént (o Drénta) avv. Dentro.
li, da Maria Spallicci e ancora abba- Drénta, avv. Dentro.
stanza conosciuta. Si crede che sia na- ! Ad drénta, In dentro, Dentro | In
ta proprio in Romagna. Ricorda la tra- drénta. In dentro. Dentro, Verso l'in-
gedia di Rosmunda. terno.
Dónca, congiunz. Dunque. : De' indrénta. Mescolare, Rimestare.
(It ant. donqua). Drèt, agg. Ritto, Diritto, In piedi
Dóndla, sf. Donnola. I Destro.
PI. Dóndal. I In Drèt
drèt, In linea retta.
PI.
Dòp, pr. e avv. Dopo, Di poi, Appres-
so, In seguito. F. — a
Dopi, agg. Doppio, Due volte tanto PI. F. — i.
I Piegato in due | A du, a tri, a quatar Drèta, sf. Dritta. Mano destra.
dopi, A due, a tre, a quattro doppi. Dri, avv. Vicino, Accosto, Presso |
I Avdé' dopi, Veder doppio. Dietro I Lungo.
PI. Dopi
I Tnè dri. Seguire, Spiare, Controlla-
P. Dópia
re, Tener d'occhio.
PI. F. Dópji. ! Ande' dri. Seguire, Andar dietro.
Dos, sm. Zaffo. Lungo tappo di le- j Caminé' dri e' fòs, Camminare lun-
gno a forma di tronco di cono che go il fosso, vicino alla riva del fosso.
chiude il foro inferiore della botte.
Drida, avv. Dietro, di dietro. E' sem-
PI. Du§.
Come il francese antico dois, « tubo », pre
sto dipreceduto da « ad» ».e E'« daun (di)
« dri (dietro) compo-
».
dal latino dux (col significato non do- j Ad dri da ca. Dietro casa.
cumentato di sorgente). Rad. indoeu-
ropea duk- « condurre » ; da cui il lat. oj Avrùf
dal dida dietro.
'd drida. Venire da dietro
ducere.
Drii^èda, sf. Raddrizzata, Atto e mo-
Dò§, sm. Dosso, Dorso, Schiena. do del raddrizzare.
I Tajé a su dò§, Tagliato su misura PI. Drijédi.
(in senso reale o fìg.). Driver, tr. Drizzare, Raddrizzare |
II Tu' da dò§. Levar ad'addosso. Rimettere in piedi ] Mettere per il di-
A dò§. Addosso; Ridosso. ritto, in liena retta.
I A dòfi! Addosso! Prt. Dri?;è
(Lat. mediev. dossus, schiena, dosso. PI. — è
OLE). F. — éda
Do^a, sf. Dose. PI F. — èdi. (Let. med. drizare, GLE)
PI. Dò§. Drugari, sf. Drogheria.
Dota, sf. Dote. Qualità. PI. Drugari.
PI. Dot. , Drùgla, sf. Spola, Spola da tessere.
Dòv, aw. Dove. PI. Drùgli.
I In do'. Dove | In duv'el?. Dov'è Druvér, tr. Adoperare, Usare, Impie-
egli? I D'in do'. Da dove. gareManeggiare.
I
Prt. Druvé
Dó^a, sf. Doccia. Canale di gronda.
PI. DÓ5. PI. — è
(Lat. med. doza. condotto d'acqua. F. — éda
GLE). PI. F. — édi.
Drajè, agg. (v. Gran). D§achèr, tr. Disaccare, Togliere dal
Drég, sm. Drago. sacco, I Vuotare il sacco, j Liberare del
PI. Drég. sacco ] rfl. Allentarsi, Essere preso da
Dréga, sf. Draga, Macchina per lo rilassamento del peritoneo, da ernia.
spurgo di canali e porti. (E' detta anche Dsalbaré, prt. agg. Disalberato, Che
DSAL 133 DSUN
non ha più alberi. PI. F. — idi.
I Camp dsalbaré, Campo disalberato. Dsavrì, prt. agg. Esaurito (in senso
PI. D§albarè fisico).
F. — éda PI. D§avri
PI F. — édi. F. — ida
Dsalér, tr. Rompere le ali. Ferire PI. F. — idi.
alle ali. — « Disalare ».
Prt. D§alé PI.D§ègn,
D§ègn. sm. Disegno.
PI. — è Dsévd, (V. Tsèvd).
F. — éda Dsez, avv. Il Muratori annota : « Al
PI F. — édi. dsez ^ al dasezzo ; parola scomparsa »
Dsamàn, avv. Fuorimano. | agg. Chi (v. « Da B. Catti a G. Michilesi »). Non
si comporta come uno avvezzo a usa- è rimasta più alcuna traccia di questa
re la destra e sia costretto a servirsi
della sinistra | Chi usa un attrezzo parola.
(It. sec. XIV, da sezzo, da ultimo).
che non gli è managevole. D§nér, tnt. Desinare.
I A so d§amàn, Non mi trovo, non la- (Lat. med. desenare. GLE).
voro a mio agio.
D^ojar, tr. Sciogliere, Slegare, Di-
I E' pé' d§amàn, Egli si comporta co- sciogliere.
me se non si trovasse a suo agio (nel la- Prt. D§òlt
voro). PI. — ùlt
Dfangvér, tr. Dissanguare. F. — òlta
Prt. Dsangvé PI. F. — òlta.
PI. — è D^órdan, sm. Sregolatezza ] Spro-
F. — éda
PI F. — édi. posito.
[ Fé' un d^òrdan, Bere o mangiare
D^arbèr, tr. Togliere le malerbe, Ri- (intenzionalmente) in modo smodato.
pulire il campo dalle erbe selvatiche.
Diserbare, I Fare una cosa che non è delle pro-
prie abitudini.
Prt. D§arbé PI. D§urdan.
PI. — è D^óta, mod. avv. Disotto, Sotto.
F. — éda D§ovar, agg. prt. D§òvar è colui che
PI F. — édi. avendo intrappreso un lavoro non può
D^alghèr, tr. Disselciare. mai terminarlo perchè deve accudire
Prt. D§alghé ad altre faccende. Alla lettera: Fuori
PI. — è lavoro, Impegnato altrove.
F. — éda PI. D§ùvar
PI F. — édi. F. — òvra
(v. Tsalghèr). PI. F. — òvri.
D§armér, tr. Disarmare ] Togliere Dspè§a, (v. Spefa).
l'armatura (delle costruzioni, delle im- Dijudèr, tr. Dissodare.
palcature, ecc.). Prt. D§udé
Prt. D§armé PI. — è
PI. — é F. — éda
F. — éda PI. F. — édi.
PI. F. — édi. Dìjuguèl, agg. Disuguale.
D§artér, tr. e intr. Disertare. PI. D§uguèl
D§artòr, sm. Disertore. P. — èia
PI. D§artùr. PI. F. — èli.
D^avàni, sm. Disavanzo. D§ulèr (v. Tsulèr).
D^avì, agg. Insipido. D^uniss, rfl. Divorziare^ Separarsi
PI. D§avì dal coniuge. | Disunirsi.
F. — ida Prt. D§uni
DSUN 134 DULI
(V. Do).
PI. — ì
F. — ida F. Dò.
PI. F. — idi. Dubadór, sm. Paratore. Che esegue
Dì^unór, sm. Disonore. addobbi.
PI. D§unùr. PI. Dubadùr.
D§unurér, tr. Disonorare, Far perde- Dubèr, tr. (v. Adubér).
re l'onore | Vituperare. Ducer, tr. <v. Aducér).
Prt. D§unuré Duchèt, sm. Ducato. Antica moneta.
PI. — è PI. Duchèt.
F. — éda Ducumént, sm. Documento.
PI. F. — édi. PI. Documént.
D§ùr, sf pi. Forbici. Duél, sm. Duello.
PI. Duèl.
I D§ùr da pudér, Forbici da potare.
(Lat. med. cesura, cesoie. GLE). Dulént, participio, Dolente.
D§u§ér, tr. Disossare. PI. Dulént
D§ùtal, agg. Obeso. F. — a
PI. D§ùtal PI. F. — i.
F. — a Dulé, (v. Dulir).
PI. F. — i. Dulfén, sm. Delfino.
(Traslato di disutile?). PI. Dulfén.
Du, agg. num. card. m. Due. Dulir, intr. Dolere.
DULU 135 DUPI

I U s' dòl, (F.) Se ne risente. (Si PI. — è


duole). F. — éda
Dulurér, intr. Soffrire, Dolorare | PI. F. — édi.
Dolersi. Duminazidn, sf. Dominazione.
Prt. Duluré. PI. Duminaziòn.
(Lat. dolere, «soffrire»). Duminadòr, sm. Dominatore, Auto-
Dulòr, sm. Dolore, Male, Sofferenza. rità dominante, imperante.
PI. Dulùr. PI. Duminadùr.
I Madóna di set dulùr, (Madonna dei Duminér, tr. Dominare. Esercitare, o
sette dolori). B. V. Addolorata, far sentire la propria autorità o an-
(v. Zacval). che solo il proprio ascendente.
(Lat. dolor). Prt. Duminé
Dulurò^, agg. Doloroso, Che causa do- PI. — è
P. — éda
lore fisico o morale | Dolente.
PI. Dulurùs PI. F. — édi.
F. — ó§a Dumistichér, tr. Addomesticare.
PI. F. — ò§i. Prt. Dumistiché
Dul^égn, agg. Dolciastro. PI. — è
PI. Dulzègn. F. — éda
PI. F. — édi.
F. —F. a— * i.
PI. i (P.) Far diventare più malleabile, più
Dumadòra, sf. Biroccino dalle lunghe docile.
stanghe usato per domare i cavalli. Dundlèr, tr. intr. Dondolare | Oscilla-
Qualcuno chiamava D. anche la « bara- re I(F.) Perdere il tempo senza conclu-
china ». dere nulla. Ciondolare.
PI. Dumadori. Dundlér, sm. Dondolìo, Dondola-
mento.
Dumbrèr, intr. Adombrare. Ombreg-
giare, Coprire d'ombra j Offuscare. Dunén, agg. Galante | Donnaiolo.
Dunén.
Prt. Dumbré
PI. — è Dunèta, sf. Donnicciuola, Donnetta.
F. — éda PI. Dunèti.
PI. F. — édi. j Ave' dal dunèti. Avere a che fare con
U s' è dumbré e' sol. Il sole si è donnette di facili costumi.
offuscato. Dundlìn, sm. Cucciolo di donnola.
Dumén, sm. Dominio, Potere. PI. Dundlìn.
A su dumén, In suo potere. Dundldn, sm. Indolente, Tentennone.
j Metr' a su dumén, Mettere a sua com- Ciondolone | Sfaccendato.
pleta disposizione. PI. Dundlón
Dumér, tr. Domare (animai? da tiro). F. Dundlòna
I Picchiare, Bastonare. PI. F. — oni.
Prt. Dumé Dune, prt. Donato.
PI. — è
j A cavai dune u n' s' i guérda in boca,
F. — éda A cavai donato non si guarda in bocca.
PI. F. — édi. Dun^éla, sf. Donzella.
Duméstic, agg. Domestico. E>omestico, PI. F. Dun?èli.
divenuto tale per addomesticamento. Dupièta, sf. Doppietta. Arma da fuoco
(F.) Malleabile, Trattabile. a due canne.
PI. Duméstic PI. Dupièt.
F. — èstica Dupiòn, sm. Doppione Bozzolo di
PI. F. — èstichi. seta doppio (Lat. med. doplone. bozzo-
Dumiciliéss, rfl. Domiciliasi, Prende- lo doppio. GLE).
dere la residenza (Anche Dumizigliéss). PI. Dupiòn.
Prt. Dumicilié Dupidn, sm. Ventresca (di carne bo-
DUPL 136 DUSE
vina), detta anche « pigadura ». Dùrmìa, sf. Sonnifero.
Duplichét, sm. Duplicato, Copia. Durmidòr, agg. E>ormiglione, Che dor-
PI. Duplichét. me molto.
Dur, sm. Duro. F. — óra
PI. Durmidùr
I Int e' dur, In terreno sodo, duro, com- PI. F. — òri.
patto.
Durmión, agg. Dormiglione (F.)
I Tnè' e' dur. Tener duro, Non cedere. Sornione.
I agg. Duro, Sodo. Unito al sostan- PI. Durmión
tivo dà un senso di pienezza; funge
da accrescitivo e da superlativo. F. — òna
I Mat dur. Pazzo da legare. | Ignurànt PI. F. — òni.
dur, Stupidone. j Imbarièg dur, Ubria- Dormir, tr. Dormire.
Prt. Durmì.
co fradicio | Armane' dur, Rimanere di Durmida, sf. Dormita.
stucco, fulminato, sorpreso, gelato, al-
locchito, secondo 11 senso della frase PI. Durmidi.
in cui si trova. Durmitori, sm. Dormitorio.
PI. Dur PI. Durmituri.
F. Dura Duron, sm. Durone, Callosità alla ma-
PI. F. Duri. no o al piede.
I A mu§ dur, (F.) A becco asciutto. Duròt, agg. Duretto.
I Mu§ dur, Persona imbronciata. PI. Durót
Duréda, sf. Durata j Resistenza. F. — òta
PI. Durédi. PI. F. — òti.
Durér, intr. Durare. Dusént, nm. Duecento. Due volte
Prt. Dure cento.
PI. — è Dusénta, f. Ducenta. Praz, del Com.
F. — éda di Ravenna.
PI. F. — édi. I Dusénta, bela véla e pòca zénta, Du-
(Lat. durare). centa: bella villa e poca gente.

iiiiiii [Link]
DUSE 137 DZAR
Prt. Duvù 0 Dvù
Du§ér, tr. Dosare, j Calcolare, | Mi- PI. Duvù o Dvù
surare.
Prt. Du§é P. Duvuda o Dvuda
PI. — è PI. F. Duvudi o Dvudi
F. — éda Duvnir, (v. Davnir).
PI. F. — édi. ~ Du^adùra, sf. Bagno a doccia.
Dutór, sm. Dottore, Medico. PI. Du^adùr.
PI. Dutùr. Du?éna, sf. Dozzina j Si contano a
Dutréna, si. Dottrina. Insegnamento dozzine le uova, i fazzoletti, le tova-
dei principi della religione | Inse- glie e i tovaglioli | Retta, Dozzena.
gnamento, Ammaestramento | Credo PI. Du^én.
PI. Dutrén. (A Bologna (1283), duzina. DEI).
I Ande' a la dutréna. Andare a farsi Du^èr, sm. Lattoniere. Colui che co-
impartire gli elementi della dottrina struisce docce.
cristiana. PI. Du^èr.
Duturè^a, sf.. Dottoressa, Mediches- Dvanadur, sm. Dipanatoio, Bindolo,
sa. Arcolaio.
PI. Duturè§. PI. Dvanadur.
Duturèss, rfl. Rifare, riprendere al- I U jdur,dà dàn néncGlie'favént
tre carte | Accettare di bere una se- (alla lettera: maledeanche
dvana-il
conda volta. vento del dipanatore). Così si dice
Prt. Duturé di chi ha ima salute cagionevole.
PI. — è « Dvanadur » ha il suo antenato nel
F. — éda latino medioevale « devanatorium » (ar-
PI. F. — édi. colaio).
Duvér, intr. Dovere, Bisognare, Es- Dvanér, tr. Dipanare. Disfare la ma-
sere necessario, costretto. tassa col dipanatoio.
(Dal lat. medioevale devanare, dipana-
re la matassa. GLE).
Dvédla, f. Dovadola.
« Pare che Dovarola venga da " duo
vadora ", (due guadi), per due guadi
sul fiume Montone... Fu im'Abbazia
detta di Sant'Andrea, divenne poi giu-
spatronato dei Conti Guidi, signori di
quella terra fin dal 1468... Poi passò al-
la Repubblica Fiorentina». G. Paso-
lini Zanelli.
Dvént, prt. Diventato, Divenuto,
(v. Dvintér).
Dvèr, sm. Dovere.
PI. Dvir.
Dvintér, int. Diventare, Divenire.
Prt. Dvinté e Dvént.
PI — è e Dvént.
F. — éda e Dvénta.
PI. F. — édi e Dvénti.
Dvot, agg. Devoto, Religioso, Pio.
PI. Dvùt.
F. — òta
PI. F. — òti.
Dvanadur D^arvlé, agg. prt. Scervellato, ) Matto,
Scriteriato.
DZNE 138 DZUN
PI. D^arvle D^òn, sm. Digiuno agg. Digiuno.
F. — èda PI. D?;ón.
PI. F. — édl. Da d?ón, A digiuno.
D?nè, sm. Desinare, Pranzo.
PI. D?;nè. Fé' e' d?òn, Digiunare per devozione.
CLat. med. disnare, pranzo. GLE). Gvasté' e' d?òn. Rompere il digiuno.
D?unér, intr. Digiunare.
D?nér, iiit. Desinare, Pranzare. Prt. Dzuné.
(Lat. med. desenare. GLE).
E
E 139
EG
E, cong. E Ecvilibrér, tr. int. Equilibrare, Mette-
re in equilibrio, in bilico.
I E', art. det. m. sing. Il
j E', pronome pers. m. s. Egli, Esso. Ecvilibrio, sm. Equilibrio ( Anche Ca-
lìbrio).
I È, voce del verbo essere. Terza per-
sona sing. e terza persona pi. Ecvipagér, tr. Equipaggiare, Correda-
[ È, avv. afferm. Sì. re, Fornire del necessario.
Eban, sm. Ebano. Prt. Ecvipagè
Ebanèsta, sm. Ebanista. PI. — è
PI. Ebanèsta. F. — éda
£bi, sm. Abbeveratoio; Truogolo. PI. F. — édi.
PI. Ibi. Ecvipàgg, sm. Equipaggio.
PI. Ecvip>egg.
(Lat. med. aibus, abbeveratoio. GLE.
S. Muratori cita alveus e albius). Educozión, sf. Educazione.
Eduché, prt. agg. Educato.
Ebi§, sm. Matita PI. Educhè
PI. Ebi§ P. — éda
(v. Àbl§). PI. F. — édi.
Ebrèj, agg. sm. Ebreo Educhèr, tr. Educare.
PI. Ebèj Efèt, sm. Effetto, Spicco.
F. Ebrèja Ég, sm. Ago.
PI. F. Ebrèji. PI. Èg; PI. f. Èg.
Ec, aw. Ecco.
I Un ég. Un ago
Eco, sm. Eco.
I Al j' ég. Gli aghi.
Ecònom, sm. Economo.
I L'ég e la p^òla mantén la famiòla.
Ecvatór, sm. Equatore. (L'ago e la pezzuola mantengono la fa-
Ecvila, sf. Aquila migliuola). Bagli.
PI. Ecvil Un ég da la macola: bona nova. (Se
I Pianéta da l'éovila, Piazzetta dell'Aqui- si trova per terra un ago con la capoc-
la (Ravenna.) Prende il nome dalla co- chia è segno che si riceverà una buona
lonna che si eleva al suo centro, sor- notizia).
montata da un'aquila. Tale colonna era Ég da cu§i, nova da rabi. Se si trova
stata innalzata (1606 circa) nella piazza un ago da cucire si riceve una nuovo da
maggiore in onore del Card. Legato Bo- fare arrabbiare. Se invece si trova un
nifazio Caetani. ago con la gugliata il male è passato:
EGAR 140 ENTU

ég infilè, gvài pafè. Eliminér, tr. Eliminare, Togliere, Sop-


Égar, agg. Acido, Agro. primere.
PI. Ègar Prt. Eliminé
F. Ègra Pi. — è
PI. F. Ègri. F. — éda
(Lat. acer acris, acido. DEI). PI. F. — édi.
Egujèsta. agg. Egoista, Tirchio. Èlp, f. pi. Alpi.
PI. Egujèsta. [Link],
Él§.sm. Elee, Leccio.
F. Egujèsta
PI. F. Egujèsti. Elt, agg. Alto.
Elba, sf. Alba. PI. Èlt
PI. Eib F. Èlta
(Anche Elba). PI. F. Élti.
I E' .sbròca l'éiba. Albeggia. ! In élt, In alto, AU'insù.
Eia, sf. Ala. I Acva élta, Acqua profonda.
PI. Èl. Èlta, sf. Altura, Prominenza del ter-
reno.
j Tne' al j' el ba§i, (F.) Star mogio. PI. Èlti.
I De' l'èia, Dar l'ala, Accennare a voler-
si posare j (F.) Avvicinarsi. Élz, sm. Alzo, Congegno per spostare
Elàstic, sm. Elastico. in alto la mira.
I agg. Elastico
PI. Elèstic 1 Congegno della macchinetta per tosa-
re, che consente un taglio dei capelli
F. Elàstica non rasente al cuoio capelluto.
PI. P. Elàstichi. Emblèma, sf. Emblema, Simbolo,
Elba, sf. Alba. PI. Èlb. Stemma.
(V. Eiba). PI. Emblèm.
Èlbar, sm. Albero. Emigrànt, agg. sm. Emigrante.
PI. Elbar; pi. fem. Elbar PI. Emigrént
(Lat. arbor). F. Emigrànta
Elefànt, sm. Elefante (Nel dialetto PI. F. Emigranti.
antico Olifànt). Emigrér, int. Emigrare.
PI. Elèfént. (Più dial. Migrér).
1 E' né§ di' elefànt, La proboscide. Ènd§, sm. Éndice. Uovo vero o fìnto
i I dent dl'elefànt, Le zanne. che si tiene nel nido perchè le galline
Elegànt, agg. Elegante. vi tornino.
PI. Eleghént ' Anace,
PI. Ènd§ Seme di ànace.
F. Elegànta
PI. F. Eleganti (Lat. Index).
(E' più dial. Pajin). Èngia, India.
Elèmént, sm. Elemento, Parte di tutto.
PI. Elemént. Càna d'Èngia, Canna d'India.
Ninìn d'Èngia, Porcellino d'India,
Cavia.
Elementérì, sf. pi. Scuole elementari.
I Fé' al j' elementari. Frequentare le Enorom, agg. Enorme, Colossale.
scuole primarie, elementari. PI Enùrom
Elénc, sm. Elenco, Distinta, Ruolo. F. Enòrma
PI. Elénc. PI. P. Enormi.
Elètric, agg. Elettrico. Entu§ia§mér, tr. Entusiasmare, Tra-
1 Forza elètrica. Elettricità. scinare all'entusiasmo. Appassionare,
Infervorare, Accalorare.
I Ande' elétric, Andare elettricamente. Prt. Entusiasmé
Elevar, tr. Eleggere, Scegliere con ele-
zioni, votazioni.
Eleziòn, sf. pi. (v. Vutazión). F. — éda
PI. — è '
ENTU 141 ERC
PI. F. — édi. Capelvenere (Adianthum capillus Ve-
Entu^ià^om, sm. Entusiasmo, Ardore, neris) e la Lingua cervina (Scolopen-
Fervore, Passione. drium ofiBcinalis).
Entusiasta, agg. Entusiasta, Appassio- : Erba di vturén. Millefoglio.
nato. (Achillea millefolium L.) Gallizioli, op.
cit.
PI. Entu§ièsta
F. Entusiasta Erba dia mèza nota. Erba della mez-
PI. F. Entusiasti. zanotte.
Epù, avv. Eppure , Poi, E poi. Con questo nome sono chiamati i mu-
Epuca, sf. Epoca, Era. schi e i licheni che crescono ove non
PI. Epuc. batte il sole.
Equila, sf. Aquila Erba 'd Sa' Pir, (v. Erba 'd Sa' Zvàn)
PI. Equii. (Hypericum perforatum).
(V. Ecvila). Erba 'd Sa' Zvàn, Pilatro, Iperico.
Era, sf Aia (Hypericum perforatum).
PI. Er Erba gela,
Ora è voc. più forlivese che ravennate. (Thlaspi perfoliatum L. ) P. Zangheri.
Il nome di « Ca dal j' er », casa delle Erba grèla, « Erba grilla ».
aie, nella Pineta di Classe, fa pen- (Thlaspi perfoliatum L.) P. Zangheri.
sare che « era » fosse vocabolo anche Erba insén§. Maggiorana (De Nar-
dis).
ravennate. Ma forse quella è una deno-
minazione lasciata dai pinaroli che, a Erba lataròla. Calenzuola. Erba ra-
squadre, venivano a prestare la loro gna (Euphorbia helioscopia).
opera dalle montagne del forlivese. Erba limunèda, Erba limoncina, me-
(Latino area, «aia»). lissa cedroiiella.
Erba, sf. Erba, Verdura. ! Erba luisa, Erba cedra. Cedrina, Er-
PI. Erb (Erbe e Verdure). ba Luisa (Lippia citriodora).
Le erbe in ramognolo si dividono in Erba mandréna, Muschio e Borrac-
Erb mati (erbe matte) e Erb bòni (erbe cina (V. Erba anadréna).
buone). Le prime sono le erbe sponta- Erba murèla, Murello.
nee di nessim pregio; le altre sono le (Solanum nigrum, L.)
erbe coltivate e le spontanee che ser- Erba muruséna, Attaccamano.
vono come medicamento, o sono com- Erba pó^a. Enula campana.
mestibili. (Inula helenium L. ). Gallizioli, op. cit.
Le erbe chiamate E. sambédghi sono le Erba pr' al piég. Tasso barbasso o
endemiche o spontanee, senza distin- Verbasco (Verbascum Thapsus).
zione.
I Erba pr' i bogn, Farfaro.
Erba anadréna, Muschio. ! Erba raparéna. Borsa di pastore,
I Erba cardléna, i Erba par la tègna, Farfaro.
(Senecius vulgaris L) Zangheri. 1 Erba vèpra, Echio, Erba rogna.
j Erba da impresa, Caglio. (Echium vulgare L.) P. Zangheri.
(Galium verum L) P. Zangheri. L'erba cativa la n' va mèj da mèi,
I Erba dal strig, Giusquiamo. L'erba cattiva non va mai a male. (F.)
(Hyosciamus niger L.) Gallizioli, op. cit. La malerba non muore mai.
j Erba de fug (v. Articiòc sambédg). Erbàgg, agg. Erbaceo.
I Erba de scarabùt, Erba dello scor- Questo agg. si usa per un particolare
buto. innesto detto Inèst a erbàgg, Innesto
E' così chiamato un ranuncolo bianco su rametti verdi ancor teneri (Innesto
erbaceo).
che fiorisce a pelo d'acqua.
I Erba de galet, sf. (v. Giarga). Erbéri, sm. Erbario.
! Erba di póz, Erba dei pozzi. Campionario, raccolta di erbe secche.
Con questo nome si indicano tutte le PI. Erbàri.
erbe che crescono nei pozzi fra cui il Ère, sm. Arco Arco della porta '
ERCA 142 ESAM

Arco della finestra | Arco di ponte. di fessura, aria di sepoltura.


PI. Ere. Éria róija, o che pè^a, o che sofia, Aria
Un susseguirsi di archi : Archédi, Ar- rossa, o che piscia, o che soffia; cioè: o
chédi d'un pónt, Arcata di un ponte. che porta acqua, o che fa tirare il vento.
Érca, sf. Arca. In dial. si dice ancora « éria cruda »,
PI. Ère. cioè aria gelida. Questo « cruda » si col-
] Érca di vituperi, (F. ) Arca dei vitu- lega all'antica radice europea kru-« es-
peri. sere ghiacciato », come il greco kruos,
(Lat. arca). «freddo glaciale»; da cui anche il lat.
Ercbalén, sm. Arcobaleno. crusta, « crosta ».
PI. Ercbalén. Èrma, sf. Arma, Ordigno.
Èrma da lavor. Attrezzo, Ordigno.
Ere balén de cànt dia maténa / e' fa
impì' la sculéna. Ere balén de cànt dia I Èrma de fug (Attizzatoio, Paletta,
sera e' fa s-ciaré' la vela. Molle).
(L'arcobaleno a levante fa piovere; a j Èrma da ca^a, Arma da caccia.
ponente, fa venire il bel tempo). Èrma da guèra, Arma da guerra.
Se neir arcobaleno abbonda il giallo Èrma da ea, Arma per la difesa della
è segno di abbondanza di grano; se il casa (Pistola o doppietta).
rosso, vi sarà molta uva; se il verde, PI. Erom.
molto olio. Érpa, sf. Arpa.
Erèd, sm. Erede. Èrpice, sm. Erpice.
PI. Erid PI. Irpicc
F. Ereda (Lat. tardo herpex. DEI).
PI. F. Erèdi. Ért, sf. Arte.
(Anche Arèd). PI. Èrt.
Erèditè, sf. Eredità. Er^an, sm. Argine.
PI. Eredité. PI. Èr?an.
Ereditér. tr. Ereditare (Lat. med. arzene e arzinus, argine.
Prt. Eredité GLE.)
PI. — è E§a, sf. Asse. Pezzo di legno segato
F. — éda per il lungo. Tavola.
PI. F. — édi. \ Rovesciatoio dell'aratro : « E|a de par-
Ereditèri, agg. Ereditario. tighèr ».
PI. — èri
P. — éria ! Mensola
E^a de furmài, Mensola fissa al muro,
PI. F. — éria. o sospesa a quattro fili, su cu si tiene
Ere§i, sf. Eresia, Sproposito a maturare il formaggio.
PI. Ere§ì (Più dialettale è «risi»).
Erétic, sm. Eretico ' E§ar
PI. sul int
toE§. rè§a, (F.) Essere disteso mor-
tavolaccio.
PI. Erètic
F. Erètica (Lat. med. assis, asse).
PI. F. Eretichi. E^ageraziòn, sf. Esagerazione.
Érgan, sm. Argano. PI. E§agerazión.
PI. Èrgan. Etagere agg. Esagerato, Eccessivo,
Ergna, sf Ernia. Smodato.
Èria, sf. Aria. PI. Esagerè.
PI. Erji E§agerér, intr. Esagerare, Superare,
j Èria 'd 'na canta. Motivo di una canta. andar oltre certi limiti. Dire esagera-
I Èria ba§a, Aria greve. Afa. zioni.
I Bón' éria, Aria tiepida. [Link]àm,
E§èm. sm.
^ Esame.
I Ciapé' una bota d'éria. Prendere un Esaminéf, tr. Esaminare. Sottoporre
colpo d'aria.
! Èria 'd fìsura, éria 'd sipultura. Aria a esame, a controllo.
ESAN 143 ETE
Prt. Esaminé E§igliér, tr. Esiliare.
PI. — è Prt. E§iglié
F. — éda PI. — è
PI. F. — èdi. F. — éda
É^an, sm. Asino. PI. F. — èdi.
I PI. ɧan. E§it, sm. Esito, Risultato.
« ȧan » si riscontra in alcuni detti, ma PI. Isit.
non è voce comune. Èsma, sf. Asma.
Lighè' ré§an, Legare l'asino. Sospen- Espért, agg. Esperto
dere il lavoro più per svogliatezza che PI. Espìrt
per stanchezza. F. — èrta
! Fé' ré§an a e' bòja, Far l'asino al (per PI. F. — èrti.
il) boia. Fare qualsiasi cosa pur di ar- Espònar, tr. Esporre, Mostrare.
rivare allo scopo. E' detto in senso di- Prt. Espòst
spregiativo. F. — osta
' Liga ré§an dov che voi e' padron, PI. F. — òsti.
Lega l'asino dove vuole il padrone. Espért, sm. agg. Esperto
E^ar, e. p. Essere. PI. Espìrt
I sm. Essere F. — èrta
Prt. Sté PI. F. — èrti.
PI. — è Espré§, sm. CafTè espresso.
F. — éda Espresso postale.
PI. F. — édi. PI. Esprè§.
i E§ar int e' su ben sté'. Essere nelle Esprè§iòn, sf. Espressione (del viso
sue migliori condizioni di salute. 0 della voce).
I In èsar, In essere. PI. Espresiòn.
Esar, sm. Essere, Creatura. Espùls, prt. agg. Espulso, Messo via.
' Stato, Condizione di salute. PI. Espùls
PI. ȧar. F. Espulsa
Esat, agg. Esatto Preciso. PI. F. Espulsi.
PI. ɧèt Espu^izidn, sf. Esposizione, Mostra,
F. E§àta Rassegna.
PI. F. E§ati. PI. Espu§izión.
E^aturì, sf. Esattoria delle imposte. Estéran, agg. Esterno.
Esclùdar, tr. Escludere PI. Estiran
Prt Esclù§ F. Estèma
PI. — ù§ PI. F. Estèmi
P. — ù§a sm. Estemo.
PI. F. — ù§i. Estràt, sm. Estratto.
Esclu^idn, sf. Esclusione. PI. Estrèt.
PI. Esclusiòn. Estra^^ión, sf. Estrazione (di lotto,
E§émpi, sf. Esempio, Paragone di lotteria, a sorte).
PI. Esémpi. PI. Estraziòn.
E§ili, sm. Esilio. Et (o Étar), agg. Altro.
E^èrcit, sm. Esercito. PI. Et o Étar.
PI. Esìrcit. F. Éta o Ètra
Esercitaziòn, sf. Esercitazione, Prova, P. F. Èti o Ètri o Étar.
Manovra. Et che. Altro che.
PI. Esercitaziòn. Etar, sm. Ettaro.
Esercitér, tr. Esercitare, Praticare. Mis. agr. di 10.000 mq.
Esercizi, sm. Esercizio, Prova, Eser- Eté, sf. Età
citazioneNegozio.
I 1PI.
Generazione
PI. Esercizi. Eté.
I
ETER 144 EVSA

Etèran, agg. Etemo Eva, sf. Ape


PI. Etìran PI. Ev
F. Etèma (Lat. med. avis, ape. GLE).
PI. F. Etèmi. Evmarì, sf. Avemaria.
I In etèran, Eternamente, In etemo. PI. Évmari.
Eternité, si. Eternità.
Etic, agg. Tisico, Etico. 1 Int l'èvmari, All'ora dell'Ave Maria, A
F. Etica sera \ Int al j' évmari (pi.).
PI. F. Etichi. Évsa, f. Ausa. Nome di origine umbra.
Etichèta, sf. Etichetta, Cartellino. (V. Emilia preromana, n. 4, pp. 143-144).
j E^tichetta, Formalità del cerimoniale. Corsi d'acqua con questo nome si tro-
PI. Etichèt. vano intomo a Forlimpopoli e Rimini.

1
FA 145 FADI
Fa, voce verbale che indica un tem- Fàbrica, sf. Fabbrica, Industria.
po trascorso. PI. Fàbric.
I Témp fa, Tempo fa. Fabrichér, tr. Fabbricare, Costruire,
Edificare.
Fa', (V. Fàm), sf. Fame. Prt. Fabriché
Fàbar, sm. Fabbro.
PI. Fèbar PI. — è
F. — éda
I Butèga da fàbar, Bottega da fabbro. PI. F. — édi.
Officina da fabbro.
Fabrichèt, sm. Costruzione, Fabbri-
(Lat. faber, «artigiano»). cato, Edifìcio.
Fabiol, sm. Zufolo. PI. Fabrichèt.
PI. Pabiùl. Fachén, sm. Facchino
Fabrér (o Fabrèr) sm. Febbraio. PI. Fachén.
I Fabraròl da la curta vòlta e fa§è bru- (Lat. med. fachinus, GLE).
v^é' e' pél dia pòrta. Fachinàgg, sm. Facchinaggio, Spesa
Febbraretto dalla corta volta, fece bru- di portatura ' Atto, opera, effetto del
ciare il palo della porta. Si allude al
gran freddo di questo mese che trova portare.
Factòtum, sm. Facitore, Amministra-
la gente ormai senza più combustibile. tore autorizzato a fare senza dipendere
1 Fabrér, la téra in caldér, Febbraio, la del superiore.
terra in calore. In febbraio la terra co- Faculté, sf. Facoltà, Autorizzazione,
mincia a riscaldai-si. Potere.
\ Par fabrarégn, i ghèt i va in gatégn. PI. Faculté.
In febbraio i gatti vanno in gattesco. Fadiga, sf. Fatica.
PI. Fadìg.
I Se Fabrér u n' sfabrè^a, Mér^ e' §ma-
tè?a. (Se febbraio non è cattivo lo sarà (Lat. med. fatiga. GLE).
poi marzo. Perchè si crede che il cat- Fadighér, int. Faticare, Far fatica.
tivo tempo, o prima o poi, debba venire ; Prt. Fadighé.
e conviene che arrivi alla sua stagione). Fadig5§, agg. Faticoso, pesante, (det-
to di lavoro).
I S'è' piòv d' fabrér l'impinè^ e' granér, PI. Fadigù§
Se piove in febbraio riempie il granaio.
FADU 146 FAME

F. Fadigò§a PI. Falde.


PI. F. Facligò§i. Falde, agg. Fatato.
(V. Fèlda).
Fadupiè, agg. Malvestito. Raggomito-
lato alla buona, senza garbo, Falè?, agg. Incrinato, Tocco.
(v. Fadupiér). PI. Fali.^
F. Falè§a
Fadupiéda. sf. Rawoltatura (senza
nessun garbo). PI. F. Falè§i.
PI. Fadupiédi. Falignàm, sm. Falegname.
PI. Falignèm.
Fadupiér, tr. Aggruppare a mo' di
gomitolo, di cenci. Rawoltare (senza Falignamari, sf. Falegnameria. Labo-
garbo). ratorio da falegname.
Prt. Fadupié PI. Falignamari.
PI. — è Falimént, sm. Fallimento
F. — éda PI. Falimént.
PI. F. — édi. Falìr, int. Fallire, Andare in falli-
(Da faloppa?, bozzolo imperfetto). mento.
Fàfan, sm. Mestolone, Fistione. Prt. Pali.
PI. Fèfan Falsifichér, (v. Infalsir).
(Detto anche Badila^). Falsile, sf. Falsità, Bugia, Finzione,
Faflér, int. Pacchiare. Mangiare fa- Fallacia.
cendo rumore con la bocca, a somiglian- PI. Falsile.
za del cane, del maiale e dell'anatra.
Faflèr, sm. Il pacchiare. [Link]ùg,
Falùg. sm. Falò, Fiammata.

Falùga, sf. Favilla Piccola parte.


I Fé'Faflér).
(v. de faflèr. PI. Falùg.
Faflòn, agg. Che beve e mangia rumo- [ Faluga 'd néva. Fiocco di neve
rosamente. ' Faluga 'd faréna, Grano di farina.
PI. Faflòn. (Dal lat. tardo faluppa, filo di paglia;
F. — óna giunto alla forma attuale attraverso un
Pl.F. — óni. supposto « falupa » ) .
Fagòt, sm. Fagotto Pallet, sm. Falcetto, Falciole. Piccola
PI. Fagót falce usata per tagliare i legacci dei co-
I Fé' fagòt, (F.) Far fagotto voni al momento della trebbiatura. Pic-
( Come il francese fa^jot, « fascina, fa- cola falce.
stello »,dal lat. fascis, « fascina »). PI. Pallet.
Faichèt, sm. Palchetto, Falco lodolaio Fal^ón, sm. Specie di grande coltello
PI. Faichèt. per tagliare la canapa.
] Faichèt di campami, Gheppio. G. PI. Fal^òn.
di torre, G. di fabbrica. G. di grotta, G. (Lat. med. falzone. GLE).
di montagna. Fàm, sf. Fame.
Fajantén, sm. agg. Faentino. PI. Fàm.
PI. Fajantén. I L'àn dia fàm. L'anno della carestia.
F. Fajanténa I Cavéss la fàm, Sfamarsi.
PI. F. Fajanténi.
Fajina, sf. F^ina j La fàm la fa ciacaré' i mot, La fame
fa parlare i muti.
PI. Fajìn (Lat. fames).
(v. Gat faìn). Fama, sf. Fame
Fai, sm. Difetto, Fallo (nei tessuti e PI. Fàm.
nelle terraglie). I Fama de gran. Malattia che pro-
PI. Pél voca l'annerimento di una parte del
chicco del grano.
I Fai 'd fabrica, Difetto di fabbricazio-
ne, di lavorazione.
Falde, sf. Grembo. [Link]èja,"
Famèj. sf. Famiglia.
FAMI 147 FARM

I Ave' f., Patorire. Fardé, agg. Infreddato, Che ha il


I Mètar so f., Mettere su casa, Prender raffreddore.
moglie. PI. — è
F. — éda
I Fé' famèja
nuova. nova, (F.) Far brigata
PI. F. — édi.
Famiuléna, sf. Famigliuola. Fardéss, rfl. Infreddarsi, Prendere il
PI. Famiulén. raffreddore.
Fam5§, agg. Illustre, Famoso, Celebre Prt. Fardé
PI. Famù§
PI. — è
F. — ò§a P. — éda
PI. F. — ó§i. PI. F. — édi.
Fanàtic, agg. Ansioso] Fanatico. Fardór, sm. Raffreddore.
PI. Fanètic PI Fardùr.
F. Fanàtica. Faréna, sf. Farina.
PI. F. Panatichi. PI Farén
Fanatì^om, sm. Ansietà, Ansia
I Fior 'd faréna, Farina (di grano) se-
tacciata.
I Entusiasmo.
Fandéla, sf. Faldella (Lat. farina).
I Fandèla
PI. Fandél. 'd fén. Faldella di fieno. Farghèr, tr. Fregare, Ingannare, Im-
brogliare.
Fanèl, sm. Fanello. Prt. Farghé
PI. Fanèl.
PI. — è
Fanfara, sf. Fanfara. P. — éda
PI. Fanfàr. PI. F. — édi.
Fànt, sm. Fante. Farghéda, sf. Fregata, Inganno, Danno
Terza figura nel gioco delle carte dopo PI. Farghédi.
il re e il cavallo.
PI. Fént. Farina:?, sm. Farinaccio. Spazzatura
di volatico (V. svulativ).
Fantaiòli, sf. pi. Fantigllole. (Lat. med. farinacium. GLE).
Fantarì, sf. Fanteria. Farinèt, sm. Farinello.
PI. Fantarì. Farlèta, sf. Impugnatura trasversale
Pantani, sf. Fantasia, Immaginazione in cima all'asta della vanga.
PI. Fanta§ì. PI Farlèt.
Fantàstic, agg. Fantastico, Immagi- (v. Fèria).
nario. Farlòta, sf. Averla
PI. Fantèstic PI. Farlòt.
F. Fantàstica
PI. F. Fantastichi. I F. bianca, Averla cinerina.
F. ró|a, Averla capirossa.
Fantastichér, int. Fantasticare, So- Farlòt, sm. Nidiaceo di averla.
gnare ad occhi aperti. PI. Farlòt.
I Farneticare. Farlutòn, sm. Averla maggiore.
Fanté§ma, sf. Fantasma. Farmacèsta, sm. Farmacista
Ifantasma.
U m' pé' la fanté§ma. Mi sembra un PI. Farmacèsta
F. Farmacèsta
PI Fantésmi. PI. F. Farmacèsti.
Farabutlón, sm. Imbroghone. (V. P^iél).
PI. — òn Farmaci, sf Farmacia,
F. — óna (v. Pziarl).
PI. F. — óni. Farmàj, sm. Fermaglio
Faracòcal. sm. Piccola spiga di gra- PI. Farmèj
noturco.
PI. Faracòcal. (Lat. med. flrmaculus, fermaglio. (j-LE)
Farméda, sf. Fermata. Sosta.
(v. Faròcal). PI. Farmédi.
FARM 148
FAT
Farmèr, tr. Fermare, Arrestare. Trat- F. Fa?òla.
tenere. PI. F. Fa§òli.
Prt. F^rmé Fa.^ul mèt, Staloggi (Aristolochia Cle-
PI. — è mentis).
F. — éda , Fa§ùl ri^én, Ricini (sing. fa^òl ri^én).
PI. F. — édi. l'occhio.
I Fa§òl da l'occ, Dolico, Fagiuolo del-
Farmela, sf. Spillo
PI. Farmèj (Lat. med. fasolus).
Faròcal, sm. Piccola spiga di grano- Fa§ón, sm. Sciarpa. Banda di lana o
turco che non è giunta a completa gra- di seta che i militari parlavano alla
nigione. cintura.
PI. Farócal. PI. Fa§ón.
Faròn, sm. Faraona. Fastìdi, sm. Svenimento.
PI. Faròn. PI. Fastidi.
Faròna, sf. Faraona. Pasuléda, sf. Fagiolata.
PI. Faróni. Scherno che consisteva nel cospargere
Parte, sf. Frittata. davanti alla porta di ima ragazza fagio-
PI. Farté. li, fave, ceci, sale, fichi secchi e altre
Fartela, sf. Frittella. cose, ciascuna delle quali aveva un suo
I Macchia significato. Semi di zucca sign. scrofa;
PI. Far tèi. d'unto. fieno, vacca; penna, donna pelata; fa-
I Cun dal ciàcar u n' s' fa fartel, Con gioli, donnaè flatulenta. L' oltraggiosa
delle chiacchiere non si fanno frittelle. canzonatura caduta in disuso.
Fartùra, sf. Frittura di pesce misto. Veniva fatta da una donna invidiosa o
I Misto di pesce per frittura. da un pretendente respinto che compi-
PI. Fartùr. va la sua anonima vendetta la notte
Farunzìn, sm. Pulcino di gallina fa- della prima domenica di Quaresima.
raona.
Pa§ulén, sm. Fagiolino in erba. Bac-
PI. Farunjin. cello di fagiolo in erba.
Fa^adén, sm. Fascinotto, Fastello. PI. Fa§ulén.
PI. Fa§adén. Scherzo poetico: Fa§ulén bagné int
Fa§adìn, sm. Fastello.
PI. Fa§adin. ra§è,
vòlta. / l'asè la j' è fòrta, ' fasulen e'
Fa§àn, sm. Fagiano Fa§ulèra, sf . Steli e guaine dei baccelli
PI. Fa§én. dei fagioli.
(Lat. phasianus, dal greco phasianos) Fat, agg. Fatto, Maturo.
I Fa§àna, Femmina di fagiano. PI. Fet.
I Fa§anèra, Fagianiera. F. Fata.
I Fasanìn, Fagianotto. PI. F. Fati.
Fa§adùra, sf. Fasciatura. Fat. agg. prt. Siffatto, Cosi fatto,
PI. Fa§adùr. Tale, Cotale...
Fascéna, sf. Fascina. PI. Fèt.
PI. Fascén. F. Fata
(Lat. fascina). PI. F. Fati.
Pascer, tr. Fasciare.
Prt. Fasce I Un fat óm che... Un fatto uomo che...
I Un fat cvèl che... Una siffatta, tal cosa
PI. — è che...
F. — éda I Ac fata zénta!... Che gente!...
PI. F. — édi. I Da fat. Del tutto, Interamente.
Fascèta, sf. Fascetta. Pat, sm. Fatto, Avvenimento.
PI. Fascèt. ] Racconto ! Proposito, Ordine di idee.
Fa§ol, sm. Fagiolo. PI. Fèt.
PI. Fa§ul.
I Fèt, Affari.
FATA 149 FAZT
PI. Fé?
Cunté' un fat, Raccontare un fatto,
una storiella. (Lat. med. fagium. GLE).
I Fat e' stasm. che... Fatto sìStoriella.
è che... Fa^a,
Fa? sf.
[Link] Faccia, Viso, Volto
Fatarlìn, Fatterello, di una moneta.
PI. Fatarlìn.
Fatà^, sm. Fattaccio. (Lat. med. facies. GLE).
PI. Fatèz. ! Rómpar faza, (F.) Vincere la timi-
Fatè^, sf. pi. Fattezze, Lineamenti. dezza IAssuefarsi.
In faza a tòt. Al cospetto di tutti.
Iuno
Ave' neidal lineamenti.
fatèz a òn, Assomigliare a
[ Ave' dia faza, Essere ardito.
Fati, sf. Nell'antico poema del sec. '• No' ave' dia faza, Non essere ardito.
XVI, « Pulon Matt », al canto I, stanza Essere timido.
35, V. 4, la parola « fatia » vale fatica. I Putè mustré, la faza, (F.) Poter ren-
Di qui la nostra « fati » che subendo dere conto delle proprie azioni.
la sorte di innumerevoli voci piane è di- No' guardé' in faza a inciòn, (F.) Non
ventata tronca. E' vocabolo che deriva usare parzialità per nessuno.
come l'ital. ant. « fatica » e « fatiga » I A fa^a a faza, A faccia a faccia j A
da una voce latina (forse « fatiga ») non viso a viso.
bene accertata. Ora in dial. significa ' Guardé' in faza a e' sòl. Guardare in
affarmo e affaticamento insieme. faccia al sole; Guardar fisso al sole.
I 'D fati, In modo affannato e affa-
ticato. ; Magne' la faza a òn, (F.) Investire uno
con male parole.
Fatór, sm. Fattore. j Bròta fa^a^ (F.) Persona indegna.
Direttore di azienda agricola (Nel 1542 ' Fàza a càn, Faccia di cane (Insulto).
il Fattore del Comune di Ravenna do- Ridr' in fa^a, Ridere in faccia.
veva interessarsi dei lavori pubblici). Ridr' in faza. Ridere in faccia.
PI. Fatùr. j Faza e pèrla. Alla lettera: «faccia e
Fam fatòr pr'un àn, s'a m' murró da pillola ». Gioco dell'area forlivese di
ia fàm sarà mi dàn. Fammi fattore per « testa e croce » chiamato a Rav. « letra
un anno, se morrò di fame sarà mio e aglion ». Il nome deriva con ogni pro-
danno. Bagli. babilità da una moneta coniata sotto il
Fatùra, sf. Fattura | Lista \ Ripara- pontificato di Clemente VII. il cui
zione I Stregoneria, Malefìzib, Beve- stemma aveva le palle (o pillole) me-
raggio che [Link]. dicee.
PI. Fatùr. Faijèda, sf. Facciata.
Faturari, sf. Fattoria l Direzione di PI. Fa^di.
azienda agricola. Fa^ènda, sf. Faccenda, Affare.
Favaréla, sf. Favagello. PI. Fa^ènd.
(Ranunculs fìcaria). Ha petali di ima I Fa^ènd ad ca. Lavori di casa.
lucentezza smagliante, giallo oro. Fio- 'Fazèss, (v. Afazèss).
risce in febbraio.
Favor, sm. Favore, Piacere. PI.Fà^il,
Fèjil agg. Facile
PI. Favùr F. Fà?;ila
(E' più usato « pia§è »). PI. F. Facili.
Favurìr, intr. Assaggiare Fa^lòn, agg. Facilone.
I Favorire (tr.), Usare riguardi. Favo- PI. — ón
reggiare. F. — dna
Prt. Favurì PI. F. — ónl.
PI. — i Fa^inddn, sm. Faccendone
F. — ida PI. — 6n
PI. F. — idi. P. — óna
Fa?, sm. Faggio PI. F. — 6ni.
(Fagus sylvatica) Fantina, sf. Faccino.
FAZU 150 FER

PI. Pa^tìn. (Dal germanico felt, feltro).


Fa^ulèt, sm. Fazzoletto. PI.Fèl^,
Fèl§ agg. Falso, Ipocrita.
PI. Fa^ulèt. F. Félfa
I Fa^ulèt da né§, Fazzoletto da naso.
PI. F. Fél^i.
I Fa^ulèt da tèsta, Fazzoletto da testa.
I Fa^ulèt da sachén, Fazzol. da taschino Fèl^a, sf. Felce.
Fecané§, sm. Intrigante Fèlisa, sf. Morbillo.
PI. Fecané§. F'éltar, sm. Feltro.
Féd, sf. Fede. Credenza. (Lat. med. feltrus, GLE; v. Felpar).
I Fetazione, Formazione delle uova (di PI.Fél^a,
Fél^ sf. Falce.
gallina).
Non ha plurale. (Lat. med. falza, GLE; lat. falx,-cis).
Femna, sf. Femmina
I Ave' fèd, Credere, Ritenere, Supporre PI. Fèman
I Ave' fèd int e' Signor, Credere in Dio. (Lat. femina).
I Ave' fèd int ón, Aver fiducia, stima di
uno. Fén, sm. Fieno
PI. Fén
I E^ar
di int e' fèd, Essere per, o sul punto
ovifìcare.
I Fén gric, Fieno greco (Lat. med. fe-
Fedèl agg. Fedele num grechum).
PI. Fedii (Lat. med. fenum, GLE; lat. foenum».
F. Fedéla I Incontrare un carico di fieno porta
PI. F. Fedéli. fortuna e allegrezza, se ne prende un
Federazión, sf. Federazione. pugnello e si conserva nei panni.
PI. Federazión. Fén, sf. Fine, Termine.
Federe, agg. Federato, Che fa parte PI Fén.
di una federazione.
I La fén de sórg. La fine del topo (Mo-
PI. — è rire schiacciato; morire nella tana).
P. — èda Fén, agg. Fine.
PI. F. — édi. PI. Fén
Fègat, sm. Fegato. F. Péna
PI. Fìgat. PI. F. Pèni.
(Lat. med. fìgadus, fegato (GLE); dal Fèna, prep. Fino.
lat. tardo ficatum, fegato infarcito di Féng, sm. pi. Fanghi, Cura dei fanghi
fichi. DEI).
jSing.
Fé' iFàng.
féng, Fare la cura dei fanghi.
Fègna, sf. Voce della zona a ovest di
Rav. e del faentino che indica « muc- Fént, prt. agg. Finto, Fittizio.
chio di fieno ». PI. Fént
PI. Pègn. F. Penta
(Lat. med. fegna. GLE). PI. F. Penti (E' più dial. « infént »).
Fèl, sm. Fiele, Fénta, sf. Pinta, Finzione, Infingi-
PI. Fil. ■ mento.
Félc, sm. Falco. PI. Fént
PI. Fèlc.
Félda, sf. Fata. I Fé' fénta, Far finta. Fingere, Simulare.
Fénza, sf. Faenza.
In dial. conserva il signif. antico di (Ant. Faventia).
maga, incantatrice.
PI. Péld. \ Cvi 'd Fénza cvànd ch'i n' n'à i fa
sènza, Quelli di Faenza quando non ne
(Lat. fata, dea del destino). hanno fanno senza. Cioè bisogna fare
Si credeva che la « felda » potesse tra- di necessità virtù.
mutarsi in qualsiasi animale. Fénzar, intr. Fingere.
1 Gròt dal féld. Grotte delle fate, sotto Fèr, tr. Pare, Eseguire, Accudire, Agi-
Monte Sassone.
re, Produrre, Cagionare, Creare, Mette*
Fèlpar, sm. Feltro. re. Coltivare, Guadagnare, Adempiere,
FER 151 FETL

Maturare. PI. FÌTom.


I Aumentare di peso (di animale). F. Férma
Prt. Fat PI. F. Férmi.
PI. Fèt Ferovì, sf. Ferrovia.
F. Fata PI. Ferovì.
PI. F. Fati Ferovièr, sm. Ferroviere.
PI. Ferovjìr.
I Int la fé' de de, Al far del giorno.
I Fé' int la ghiboza, Riprodursi in gab-
bia. PI.Fèr^a,
Per§. sf. Farsa, Comica.
I Fé', nel senso di generare è molto Fé§, sm. Fascio (di erba, di legna e
altre cose).
PI. Fé§.
usato per la credenza ancora molto dif-
fusa nella generazione spKjntanea.
Es.: La fruta la fa i bighét (La frutta ! Ande' a fé' e' fè§ in pgnèda. Andare a
fa i bachi); La téra la fa l'erba; La fé- prendere un fascio di legna in pineta.
va la fa i tongg; E' gran e' fa al pavajot ; (Secondo un antico diritto di legnatico).
E' parsót e' fa i 'saltarèi I Fascio, Partito politico.
I Bel fé'! (ironico). Strano! i Ande'
PI. Fè§ ine fè§, Sfasciarsi (di botte, tino,
mastello battello).
I Ave' a'dchech'in
Avere fare.fé', Avere di che fare;
Fér, int. (v. Infér, per il gioco delle (Lat. fascis).
bocce). PI. Fè§
Fè§, agg. Fisso, Stabile.
Fér, sm. Maniera, Modo di fare, F. Fè§a
Fér, sm. Ferro.
PI. F. Fè§i.
j Fèr da stiré', Ferro da stiro.
I Fèr da gucé', Agucchia. PI.Fé§a,
Fè§. sf. Fascia.
I Per da cavai, Ferro da cavallo.
I Fèr da bèsti. Pianella. (Lat. fascia).
I Fèr da pajèr. Tagliola da fieno. Fès-cc, sm. Fischio.
PI. Fèr. PI. Fès-cc.
I I fer de fug. I ferri del focolare sono Fès-ciula, sf. Fistola.
la catena, gli alari, le molle, la paletta, PI. Fès-ciul.
il treppiede. Sparsi nell'aia, quando Fèsta, sf. Festa
grandina, possono fermare il flagello. PI. Fèst
(Lat. ferrum). (Lat. festa).
Fera, sf. Falce fienaia. I Fèsta di brót. Festa dei brutti (la do-
PI. Fèr. menica in Albis alla parrocchia di S.
Fèragóst, sm. Ferragosto. Pietro in Campiano). Questo nome le
Ferèt, sm. Ferretto per lavori a deriva dal fatto che in quella stagione
maglia. Uncinetto. la pelle del volto delle persone è scura
Fèria, sf. Stampella. e arida per il sole e il vento.
PI. Fèral. Fèt, agg. Fitto.
(Lat. med. feria, gruccia. GLE). PI. Fèt
Férma, sf. Ferma (del cane) Ferma F. Fèta
(militare). PI. F. Fèti.
PI. Fermi. Fèta, sf. Fetta di terra rimossa con la
vanga.
Fermachérta, sm. Fermacarte.
Fermént, .sm. Fermento, Subbuglio, PI. Fet.
Agitazione. (Lat. med. fitta, GLE; alla voce « fo-
Feroce, agg. Feroce dione »).
PI. Ferùcc. Fètla, sf. Fetta
F. Feròcia PI. Fètal
PI. F. Feróci. ' Fetla 'd melarànza Spicchio d'arancia.
Fèrom, agg. Fermo, Immobile, Statico. Fetla 'd limòn, Spicchio di limone.
FEVA 152 FIAS

Féva, sf. Fava.


I Féva bari§àna, Fava baggiana.
I Favén, Fava a grana piccola per maia-
li e colombi.
I Féva di murt, Fava dei morti. Piccole
paste dolci che si mangiano il giorno
dedicato ai defunti. In tale giorno co-
stumava cuocere fave e ceci bolliti, da
consumare in casa e da offrire ai poveri
che andavano alla carità dei morti.
I FévaL.).'d vaia, Altea (Althaea offìci-
nalis
I Féva gra§a, (v. Favarèla)
(Lat. faba).
Fèvra, sf. Febbre.
PI. Fèvar
I(Lat.
Ciap>é' al fèvar, Prendere la malaria.
febris).
Fiàc, agg. Fiacco, Debole, Stanco.
PI. Fièc
F. Fiàca
PI. F. Fiàchi.
Fiàca, sf. Debolezza, Fiacca.
PI. Fiàc.
Fiàcula, sf. Fiaccola.
PI. Fiàcul
(Lat. facula; da fax, -cis, torcia).
Fiadér, intr. Fiatare.
j No' puté' giiànca fiadé', Non poter
neanche aprir bocca.
Fiadè^, sm. Odore sgradevole.
PI. Fiadè^.
Fias-c ad tèra
Fiadùra, sf. Figliatura.
PI. Fiadùr.
Fialèta, sf. Fialetta. fiasco, -onis ; dal germanico ilask, « bot-
PI. Fialèt. tiglia »).
Flamba, sf. Fiamma Fiasca, sf. Fiasco.
PI. Piàmb. PI. Fiaschi.
I Quando la fiamma si rivolge intorno a (Basso lat. fiasca).
sé irrequieta, preannuncia la neve e si Fiaschèta, sf. Fiaschetta. Recipiente
dice che « e' fug e' palòta la neva », cioè ove il cacciatore teneva la polvere da
il fuoco appallottola la neve.
sparo.
PI. Fiaschèt.
Fiànc, sm. Fianco | Lato.
PI. Fiénc. Fiascòn, sm.. Fiascone, Truffa. Fia-
I 'D sfìànc, Di fianco, Di lato, A lato. sco di terracotta smaltata. Il suo colo-
Fiàs-c, sm. Fiaso. Tanto il F. di ve- re era il giallo, ma poteva essere an
tro che quello in terra cotta che si usa che verde o blu. Legato con una fu-
va una vQlta. Quest'ultimo aveva, la- nicella per le orecchie, gli operai se
teralmente due orecchiette a cui si lo portavano in valle, nei lavori di
lagava una cordicella da tenere a tra bonifica e nelle larghe per conservare
colla, (v. Trofa) i Fiasco di terra. l'acqua fresca.
PI. Fiés-c. PI. Fiascòn.
(Lat. med. fìaschus, GLE; basso latino (Lat. med. fiascone, fiasco, recipiente.
FICH 153 FILA

sec. IX; GLE. Vedi anche Trofa e Figadèt, sm. Fegatello. (F.) Gana-
fias-c). scino.
Fichér, tr. Ficcare. PI. Figadèt.
Prt. Fiche e Fèc. Figaréna, sf. Ficosecco.
PI. Fiche e Fèc PI. Figarèn.
F. Fichèda e Feca
Fighèra, sf. Ficaia, Ficheto.
PI. F. Fichédi e Fechi. PI. Fighèr.
(Lat. med. ficcare, dal lat. figere). Figura, sf. Figura, Immagine.
Ficià^a, sm. Gentaglia. PI. Figùr.
( Da « fecia »).
I Fé' dia figura, Far bella mostra Pri-
Fid, agg. Fido, Fedele. meggiareFar
I figura.
PI. Fid Fé' una brota figura, Fare una fi-
F. Fida
gTiraccia.
PI. F. Fidi. Figura, illustrazione.
Fidanzament, sm. Fidanzamento. Figurén, sm. Modello. Rivista, cata-
Promessa ufficiale di matrimonio.
PI. Fidanzament. logo di mode.
PI. Figurén.
Fidan^ér, tr. Fidanzare. Promettere Figurina, sf. Figurina. Cartoncino
in isposa. con figura | Vignetta.
Prt. Fidanze PI. Figurin.
PI. — è Cójar al figurin, Far collezione di
F. — éda figurine.
PI. F. — édi. Fil, sm. Filo.
(Lat. med. fidantiare^ render sicuro, PI. Fil.
garantire. GLE). I In fil, In linea retta.
Fidèr, int. Fidare. I Ad fil, Ad ogni costo^ per forza.
Prt. Fide
j Fil de rasùl, Filo del rasoio.
PI. — è Fil d'erba. Filo d'erba, stelo.
F. — éda
PI. F. — édi. I Fil dl'acva, Filo dell'acqua. Corrente.
I Fil de gapón, (v. gapón).
'Lat. fidere, aver fiducia). (Lat. filum).
Fié, sm. Fiato, Respiro. Fila, sf. Fila. Filza, Un seguito di
I Tnè' e' fié cun i dént, Trattenere il cose allineate.
respiro coi denti. PI. Fila.
Fiè, sm. Fetore, Puzzo.
PI. Fiè. ; Gugliata, Filo.
; Ad fila, Di seguito.
(It. ant. fieto; da un supposto foetium, I Mètar in fila. Allineare.
V. DEI; dal latino foetere, puzzare). No' ròmpar fila. Non finir mai.
Fiéla, sf. Fiala. In fila. In fila. Di seguito.
PI. Fiéi I A fila. In fila, Di seguito.
(Lat. med. fiala, bottiglia di vetro, dal Filadelfia, sf. Fior d'angelo. (Filadel-
lat. Dhiala. piccola bottiglia). phus coronarius).
Fiér, intr. Figliare. Filadóra, sf. Filatrice.
Prt. Pie PI. Filadòri.
PI Fiè Filanda, sf. Filanda.
F. — éda PI. Filànd.
P:. F. — édi. Filarén. sm. Corteggiatore, Preten-
Fig, sm. Fico (frutto e albero). dente IFiliera.
PI. Pig. PI. Filarén
; Mèi de fig. Marciume che si forma F. — éna
fra gli unghielli degli ovini e dei bovini PI. F. — éni.
(Lat. ficus). (V. Pilèr).
FILA 154 FIOR

Filastròca, si. Flastrocca, Discorso PI. — è


interminabile e noioso. F. — éda
PI. Filastrùc. PI. F. — édi.
Filél, sm. Filello, Frenulo, Scilingna- Filza, sf. (V. sfilza).
gnolo. j Filza 'd curèj, Filza di coralli.
PI. Filèl. (Lat. med. filza. DEI e OLE).
(It. ant. filetto, sec. XIV). Finél, sm. Finale.
Filèpa, sf. Ora con questo nome s: PI. Finèl.
indica la gallina bantam che ha spic- Fincla, sf. Finale. ^ Ultima partita
cate attitudini a far da chioccia ai Ultima prova.
pulcini altrui. Anticamente la « filepa », PI. Finél.
filippa, era la donna che, quando una Finestra, sf. Finestra.
giovane orfana si sposava, fungeva da PI. Finèstar.
madre durante la cerimonia religiosa. (Lat. fenestra).
Filér, tr. Filare. Ridurre in filo; fare Finghérd, agg. Simulatore.
il filo. Detto anche del vino guasto. PI. Finghérd
F. — érda
I(F.)
File'Filare.
dri a óna. Far la corte a una, PI. F. — érdi.
La sera di S. Antonio le donne non Finistrón, sm. Finestrone.
PI. Finistrón.
dovevano filare, perchè avrebbero fila-
to la barba del Santo al quale si attri- Finistròt, sm. Finestrino.
PI. Finistròt.
buivano queste parole. Se fa n' u m'
vu unuré' / no' m' spudacé', Se non Fióba, sf. Fibbia.
mi vuoi onorare non mi sputacchiare. PI. Fiób.
(Lat. med. fiuba, GLE; dal lat. fibula,.
[Link]èr,
Fil>r. sm. Filare di viti o d'alberi. Fiòc, sm. Fiocco, Nappa.
Filèt, sm. Filetto, Ornamento sotti- PI. Fiòc.
le. IFiletto. Carne della lombata. (Lat. med. fiochus, fiocco, GLE; dal
PI. Filèt. lat. fioccus).
(Lat. med. filettus, filetto, ornamento Fiòca, sf. Chiara d'uovo montata.
OLE). Fiòl, sm. Figlio
Filfer, sm. Filo di ferro. PI. Fiùl.
Filipina (V. filepa). Fiola, sf. Figlia.
Filòn (dia schéna), sm. Spina dor- PI. Piòli.
sale. Figlia, Elemento di registro a ma-
dre e figlia.
j Filòn 'd pan. Filone di pane. Forma
allungata di pane. Fióm, sm. Fiume.
Filò§of, sm. Filosofo | (F.) Persona PI. Fiòm.
che prende le cose con filosofia. ' Let de f.. Alveo. Letto Boca de
Filosofi, sf. Filosofia. fiòm. Foce.
Filòt, sm. Fila di mezzo nel gioco Pasé a gvàz e' fiòm, Guadare il fiu-
agli ometti del bigliardo. me.
PI. Filót. Fior, sm. Fiore.
Fìltar, sm. Filtro. PI. Fiùr.
PI. Fìltar. I fiur piò brot j' è evi de vén, I fiori
(Lat. tardo filtrum). più brutti sono quelli del vino.
Filtèr, tr. Filettare. Fioralìs, m. Fioraliso.
Prt. Filté ( Centaurea cyanus L.).
PI. — è Gallizioli, Op. Cit.
F. — éda Fiordalìs, (v. Fioralis).
PI. F. — édi. Fiòrdamòrt, Crisantemo.
Filtrèr tr. Filtrare | Penetrare. ci).
Fior dal ranèl. Ranuncolo (A. Spallic-
Prt. Filtré
FIOR 155 FIUM

Fior 'd pasiòn. Fior di passione. queo).


Passiflora. (Passiflora coerulea L.). PI. Fis-ciòn.
Gallizioli, Op. Cit. Fi|òla, sf. Fisciù. Fazzoletto da collo
Fiòz, sm. Figlioccio. (Voce antica non più in uso).
Fira, sf. Fiera. Grande mercato di Fistacina, sf. Festicciuola.
bestiame. Nel forlivese, « fira », è anche PI. Fistacìn.
una festa tradizionale. Fisul (o Fisol), sm. Svasso cornuto.
Famosa in tutta la Remagna è la fie- Svasso forestiero. (Antico Fisolo).
ra di Lugo, « La fira a Lug », che
[ Fisul dal j' urècc zali. Svasso picco-
risale a un antichissimo privilegio con- lo, Sv. dal collo nero, Sv. turco, Co-
fermato da Giovanni IV_ dagli Estensi lombo orecchiuto, C. turco.
e da Clemente Vili. Rimane il detto : PI. Fisul (0 Fìsol).
« A s' avdrén a la Fira a Lug ». Fisulàz, sm. Mergo oca. Smergo se-
(Lat. med. fiera, fiera, GLE; dai lat. gatore, Smergo a becco lungo.
feria, festa). PI. Fisulèz.
Firma, sf. Firma. Fisulera, sf. Strologa minore. Stro-
PI. Firóm. loga piccola. PI. [Link]èr.
Firmér, tr. Firmare. Fisulìn (o Fisulèt), sm. Tuffetto, Co-
Prt. Firme limbo minore, C. piccolo, Tuffolino,
PI. — § Tuffetto rosso.
F. — éda Figura, sf. Fessura, Spiraglio.
PI F. — édi. PI. Fi§ùr.
Fi^a^iòn, sf. [Link], Idea fissa. (Lat. fissura, DEI).
Ossessione. Fituéri, sm. Aifittavolo, Fittuario.
PI. Fi§azión. PI. Fituèri.
Fi§é, agg. prt. Maniaco. Fissato. [ Fiubadùr, sm. Azione del « fiubé' »
Ossessionato. Tutto compreso in una (V. Fiubér).
data cosa. Bastonatura, Batosta a suon di busse.
PI. Fi§è Fiubèr, tr. Pichiare, Menar botte.
F. — éda Questo verbo à avuto origine dal fat-
PI. F. — édi. to che una volta i genitori picchiavano
Fi§ér, tr. Fissare : Guardar fisso. i loro bambini con la cinghia dei pan-
i Stabilire ' Determinare. taloni, usando l'estremità in cui si
Prt. Fi§é trova la fibbia.
PI. — è Prt. Fiubé
F. — éda PI. — è
PI. F. — édi. F. — éda
Fis-céda, sf. Fischiata. PI. F. — édi.
PI. Fis-cèdi. Fiuchér, intr. Fioccare, Cadere a
Ischiare.
Fé' al fis-cédi, Prendere a fischi, Fi- fiocchi i (F.) Tempestare.
Fiuchìn, sm. Fiocchetto. Nappina.
PI. Fiuchìn.
Fis-cèr, intr. Fischiare. \ Sibilare.
Fis-ciarén, sm. Fischiatore, Zufola- Fiumana, sf. Fiumana, Piena. Im-
tore.
santi. pluvio, Linea d'intersezione di due ver-
PI. Fis-ciarén
P. — éna PI. Fiumàn.
PI. F. — éni. Fiuitisel, sm. Fiumicello. Secondo
Fis-cèt, sm. Fischietto. Intestino Pietro Reggiani, La Pie. Anno XX, n. 5
di maiale, usato per fare il « salame 6. dove ora [Link] lo scolo Fiumicello,
con aglio » detto « e' salàm da l'aj ». scorreva, nel IV e V secolo, il Vitis
PI. Fis-cèt. Flumen che si gettava nella Fossa
Fis-ciarlèr, tr. Fischiettare. Angusta a nord di S. Lorenzo in Vado
Fis-ciòn, sm. Sirena (a vapore ac- Rondino, l'attuale S. Pietro in Vincoli
FIUR 156 FOLA
F. Flò§a
Don M. Mazzetti dice che il Fiu-
micello è l'antico « Plumisellum » il PI. F. Flòsci.
quale sfociava in mare presso Classe. Flòta, sf. Flotta.
(Lat. med. flumisellus. OLE). PI. Flòt.
Fiuradìn, sm. Fiorellino. Fnida, sf. Fine, Termine di uno spet-
PI. Fiuradìn. tacolo o di lavoro. Finita.
Fiuré prt. agg. Fiorato. • Ben fnida. Festa che si fa al termine
PI. Fiurè della costruzione di una casa a cui in-
F. — èda tervengono tutti coloro che vi hanno
PI. F. — édi. lavorato. Con termine più appropriato
Fiurént, ps. Fiorente. è detta « bagnadura ».
PI. Fiurént Fnìl, sm. Fienile, Cascina.
F. — énta PI. Fnìl.
PI. F. — ènti. Fnimént, sm. Fine, Compimento.
Fiurèt, sm. Fioretto all'occhio. Che- Fnir, tr. Terminare, Portare a ter-
ratite. mine. Completare, Compire.
PI. Fiurèt. Prt. Fnì
Fiuridùra, sf. Fioritura. PI. — ì
PI. Fiuridùr. F. — ida
Fiurìr, intr. Fiorire. PI. F. — idi.
Prt. Fiurì. (Lat. finire).
PI. — ì Fnòcc, sm. Finocchio.
F. — ida PI. Fnócc.
PI. F. — idi. jFnócc sambédg, Finocchio selvatico
Flabòt, sm. Flebotomo | Cerretano. (Foeniculum vulgaris).
I (F.) Ciarlatano. Fnucèra, sf. Finocchieto.
(Lat. tardo phlebotomus, chi cava san- PI. Fnucèr.
gue. DEI). PI.Fója,
Fój. sf. Foglia. ; Fogliame.
Flamòn, sm. Flemmone.
(Lat. med. flegmon, GLE). ] Fé' dia foja, Raccogliere della foglia
Fla?èl, sm. Subisso, intinità. (per i bachi o per il bestiame).
(V. Sna?;èl).
j Ande' a la fója, Recarsi a raccogliere
Fléna, sf. Pavoncella, Fifa. foglia (per bachi e bestiame). Far la
PI. Flén. frasca.
Secondo F. Serantini « fléna » è voce
[ Magne'
lizia. la fója, (F.) Entrare in ma-
onomatopeica che imita il verso del-
l'uccello che è un lamento. Deriverebbe ' Tarme' coma una fója, Tremare co-
quindi dal latino fleo. Voce onom. è me foglia.
considerata pure dal Diz. Etim. Ital., ' Con « foja » si indica anche il tabac-
Firenze, Barbera, 1952.
co da pipa. Forse come l'it. antico
Flèpa, sf. (V. fìlèpa). (1193) « folea », che indicava la foglia
Flévt, sm. Flauto. da concia.
PI. Flèvt. (Lat. tardo folio).
Fló§, sm. Flusso, Dissenteria. (Dal PI. Fój,
Fój sm. Foglio.
lat. fluere, scorrere).
Nel poema Pulon Matt (sec. XVI) c'è ] « E' fój», il giornale. (Lat. folium,
« fìuss » al canto IV, st. I, col signif. foglio di papiro. DEI).
attuale. Fojavérd, sm. (V. Foravèrd).
Idiarrea
Ch' u !t' vègna e' flo|!, Che ti venga la Fòla, sf. Fiaba, Favola. Il dialetto
non fa distinzione tra fiaba e favola.
Flò§, agg. Floscio (detto di tessuto, PI. Fòl.
stoffa). Personaggi delle fiabe romagnole sono
PI. Fló§ « e' lóv », il lupo ; « la félda », la fata ;
FOLG 157 FORM
(Lat. funis).
« e' mèg dal set test ;>, il mago dalle
sette teste ; « la mój de még », la mo- Fónd, sm. Podere. } Fondo.
glie del mago; «i lèdar », i ladri; «e' Da Fundus latino, che era un podere
Re 'd Partugal », il Re del Portogallo » ; che misurava m. 714 per lato ed era
« la vcina » ch,e può essere una fata, limitato da corsi d'acqua e da strade.
una strega o una semplice vecchina; A valle della Via Emilia fino alle pa-
« Mingón », Domenicone, tipo di cam- ludi «la nostra pianura appariva come
pagnolo bonario e credulone ma, alla una immensa scacchiera matematica-
occorenza, capace di sottili trovate; mente regolare ». Pietro Reggiani.
« sbrana liòn », sbrana leoni ; « spaca
muntàgna », specca monti ; « macafér », I Fondo,
PI. Fónd. j Letto (di corso d'acqua)
battiferro o rompiferro ; « e' re », il re ; (Anticam. un fondo era un corpo di
«la regina (o moj de re)», la regina; terra di almeno 50 tornature).
« e' fiòl de re », il principe ereditario ; Fónd, agg. Profondo.
« la fiòla de re », la principessa ; « Pa- PI. Fónd
nucìn », Tutolino, omino piccolissimo P. Fónda
che può passare per il buco di una PI. F. Fóndi.
serratura). Cunté' una fòla. Narrare Fónz, sm. Fungo.
una fiaba. PI. Fónz.
(Lat. fungus).
I Fòla, fulanta » era l'inizio delle an-
tiche fole rimate. « U j'era una vòlta » Fór sm. Foro, Bucherellino. E»un-
(c'era una volta) era l'inizio delle fole tura, di spino, d'ago o d'insetto. , Inie-
zione.
in prosa.
PI. Fur.
Spesso l'inizio rimato nascondeva un
vecchio scherzo al bambino avido di Fóran, sm. Fórno, Forno per cuo-
fole, ed era « cun e' furmaj », col for- cere il pane j F. di cottura.
maggio, cioè con lo scherzo, infatti di- I Bota de fóran, Chiusino, Serranda
ceva: «Fòla, fulànta, la mi cavala del forno.
PI. Fùran.
bianca la va so pr' e' mur e... (qui il
nome del bambino) u j va a liché' e' (Lat. fornus, DEI).
cui ». Il bimbo s'impermaliva e per Foravèrd, sm. Parola formata da «fu-
rabbonirlo ci voleva una fola buona. ra e' vèrd », fuori il verde. Gara che
consiste nel sapere conservare il più a
I Par fé' la fòla curta, In breve.
Fólga, sf. Folaga. lungo possibile, in tasca, verde e non
PI. Fólg. sciupata, una foglia di sempreverde; e
Fòlp, sm. Polipo. (Della famiglia dei a essere pronti a farla vedere ogni vol-
celenterati). ta che la persona con cui si è in gara
PI. Fulp. chiede di vederla con la richiesta: «fo-
Fóm, sm. Fumo. ' Vapore acqueo. ravèrd ». Dice il De Nardis che antica-
I Polvere. mente la gara (generalmente fra mo-
PI. Fóm. roso e morosa ) durava tutta la Qua
resima e si concludeva la domenica
Imo.
Fé' de fóm, Fare del fumo, Far fu-
avanti Pasqua. Nelle Ville Unite è chia-
mato «fojavèrd », foglia verde.
I U j n' era un fóm ! Ce n'era una
gran quantità! Fórca, sf. Forca. Forcone, Bidente
(Lat. fumus). di legno.
Fóma sf. Pipa. PI. Fóro.
PI. Fóm. (Lat. furca).
Fon, sf. Fune. Forma, sf. Forma, Struttura. For-
PI. Fon . ma (da scarpa ì. ' Formaggio di tipo
Si considera anche maschile e, al plu- parnoi giano.
PI. Fórom.
rale, fa «j' afón », mentre al fem. fa (Lat. forma)
« al j'afón».
FORS 158 FRAS

Fórsi, avv. Forse. PI. — è


Fort, agg. Forte, Resistente. Acido F. — éda
PI. Furt PI. F. — édi.
F. Fòrta Fradór, sm. Maniscalco
PI. F. — Fòrti. PI. Fradur.
(Lat. med. ferator. GLE).
I Ciapé' e' fòrt, Diventar acido, Pren- Fradùra, sf. Ferratura
der d'aceto. | Dvinté' fòrt, Inacetire. PI. Fradur
[ Fé' fòrt. Acetire, Inacetire, Divenire
acido. • Lat. med. feratura. GLE).
( Lat. fortis, forte). Fragulèr, sm. Frafolaio
Fòrt, sm. Forte, Fortezza. ; Acidità. PI Fragulir.
PI. Furt. Fra&ulón, sm. Magiostra. Fragola ma-
Fòs, sm. Fosso. Zanella.
PI. Fós. giostra.
PI Fragulón.
] Fé' de fòs, Scavare un fesso. Frajol, sm. Ferraiolo. Ampio mantello
I Salté' e' fòs, (F.) Passare dall'altra non più in uso. Dall'arabo ferjùl (blusa
di lana).
parte.
PI. Frajùl.
I U n' s' fa un fòs senza dò riv, Non
si fa un fosso senza due rive. Questo Framént, sm. Ferramento.
PI. Framént.
per dire che in un litigio c'è respon-
sabilità da tutt'e due le parti. Frampùl, m. Forlimpopoli.
Fò§a, sf. Fossa. | Fossato. \ Tomba. « Forum Pepili. Era uno dei quattro
I Buca, j Fossato grande. Canale di di- fori della via Emilia di cui fa menzione
mensioni ridote. Plinio... Fu distrutta dai Longobardi nel
PI. Fòfi. 666; riedificata dai Forlivesi nel 1042;
\vita
Ave'e un pè int la fò§a. Essere tra la da questi passò nelle mani del cardinale
la morte. Albomoz,... che la fece barbaramente
Fóst, sm. Fusto, Intelaiatura, Stelo. spianare e spargere di sale ». G. Paso-
! Recipiente, Barile. lini-Zanelli.
PI. Fóst.
Fóta, sf. Sproposito. \ Cosa da nulla ] A bursarùl,
di Frampùl Ai sèmna di fasùl seminano
Forlimpopoli e e' nès
Buscherata. | Motto salace.
PI. Fóti. (Francese, faute). fagioli e nascono borsaioli. (E' un det-
to canzonatorio).
Fótar, tr. Coire ' Imbrogliare, Fre- Franér, intr. Franare.
gare, Buscherare. Prt. Frane
Prt. Futù o Futi PI. — è
PI. Futù o Futi F. — éda
F. Futùda, Putida. PI. F. — édi.
PI. F. Futùdi o Putidi. Frangizòl, sm. Frangizolle.
Fótt, esci. Capperi!, Altro che!... Frangvél, sm. (v. Fringuèl).
Fra, prp. Fra, Tra. Pranza, f. Francia.
Frac, sf. Carico, Rovescio. Frànga, sf. Frangia.
PI. Franz.
I Un frac 'd bót, Un carico di pugni.
di legnate. (Lat. med. frangia (1401), dal francese
Un frac 'd bastuné. Un rovescio di antico «frenge»; sec. XII).
legnate, di bastonate. Franzès, sm. agg. Francese.
Fracàs, sm. Fracasso. PI. —— è§a
is
F.
PI. Frachè§.
Fradèl, sm. Fratello. PI. F. — è§i.
PI. Fradèl. Fràpa, sf. Frappa, Frastaglio.
(Lat. frater; indoeuropeo bhrater). PI. Frap.
Fradiéss, rfl. Affratellarsi. (Lat. med.' frappa. GLE).
Prt. Fradlé Frà^an, sm. Frassino.
FRAS 159 FRIN
PI. Frè§an. ; Nuovo, Recente, Non vizzo.
Frasca sf. Fogliame Frasca. Pi. Frès-c
PI. Fras-c (alberi in genere). P. Frésca
PI. F. Freschi
I Tra '1 fras-c, Fra gli alberi.
(Lat. med. frasca, frasca d'albero, sec. sm. Fresco, Frescura.
(Lat. med. friscus, fresco, GLE).
XIII; GLE). sm. ' Fraticello.
Fratazén Frèt, sm. Fritto, Frittura,
PI. Fratazén.
Fratémp, sm. Frattempo. [Link]. Fritto
Frét.
Fré, sm. Frate. F. Frèta
PI. Frè PI. F. Prèti.
I Idrovoro a vite elicoidale. Frèza, sf. Freccia
I T'a n' si miga e' fiòl d'un fré!. Non sei Lancetta di orologio.
mica il figlio di un frate! (cioè^ non sei PI. Frèz
mica trasparente!). Queste parole ven- (Rav. 1510, freza).
gono rivolte a. colui che venendosi a Frè?ar tr. Friggere
trovare davanti al lume impedisce ad intr. Sfrigolare.
altri di vedere. Prt. Frét.
Fred, agg. Fracido. PI. Frèt
F. Frèta
(Lat. fracidum da cui, fra gli altri, l'um-
bro « frado » e il marchigiano « fradio » PI. F. Preti.
coi quali si spiega il nostro). (Lat. frigere, arrostire).
Fred ,sm. Freddo
PI. Fred. ([Link], agg. prt. Ferito, Tocco
Frir)
U n'è fred s' u n'è 'd vént. Non è fred- sm. Ferito.
do se non è di vento. Frida, sf. Ferita Fitta, Dolore acuto.
I E' frèd l'è e' pédar ad tòt i Sént, Il PI. Fri di.
freddo è il padre di tutti i Santi (il Fridulèz, sm. FreddoUno.
freddo, che solitamente si fa sentire alla • Brivido di freddo.
fine di ottobre, tiene a battesimo tutti i PI. Fridulèz.
Santi); infatti un altro proverbio dice: Fridulòs, agg. Freddoloso
« Pr'i Sént i gvént », per i Santi i PI Fridulùs
guanti F. Friduló§a
Fréda, sf. Inferriata PI. F. Fridulósi.
PI. Fred.
Frignér, int. Frignare, Piagnucolare.
(Ravenna, 1637 «ferrata», inferriata). Prt. Frigné
Frègula, sf. Fragola Frignèr, sm. Piagnucolio.
PI. Frégul. Frégual. Frina, sf. Bottone di ferro.
I Frégual sambédghi. Cinquefoglie. PI. Frini.
Frén, sm. Freno Frinéda, sf. Frenata.
PI. Frinédi.
j Tnè' a frén. Tenere a freno.
Nella parlata moderna « frén » è una Frinèr, tr., intr., Frenare.
forma che non si usa se non nella frase Prt. Friné
di cui sopra. Si adopera « freno » che PI. — è
è invariabile. F. — éda
Frégna, sf. Piagnucolona. PI. F. — édi.
PI. Frègn. Fringuél, sm. Fringuello
Frér, tr. Ferrare, Mettere i ferri. PI. Fringuèl
Prt. Fré
PI. — è j Fr. ad pa§, Fr. di passo.
Fr. franciscón, Fr. che fa « francesco-
F. — éda mio ».
PI. F. — édi. F. Fringuéla
Frès-c, agg. Fresco PI. F. Fringuèli
FRIR 160 FRUL

di quercia e uno stecchino.


I Fr.
Frìr,'d tr.
muntàgna,
Ferire Pr. di monte. PI. Frol.
Prt. Fri Fróla-òv, sm. Frullino. Arnese per far
PI. Fri spumeggiare, per sbattere le uova.
F. Frida PI. Fróla-òv.
PI. F. Fridi. Front, sm. Fronte di eserciti | Co-
(Lat. ferire).
spetto.
PI. Front.
Friscòn, sm. Colpo di freddo. | Cia-
pé' un friscòn, Prendere freddo. j Ad front, Di fronte, A confronto, A pa-
Friziòn, sf. Frizione. Congegno mec- ragone.
canico che facilita i cambi di velocità. ! Fé' front, Far fronte. Rispondere,
PI. Friziòn. Rendersi garante. Sostenere spese ele-
Frócc, sm. Foratoio. Strumento di vate rispetto alle proprie possibilità.
legno duro o di ferro per spannocchiare
j Sté pra.
a front cun spese
Condividere dj' étar int una com-
e responsabilità
I Stilo.
PI. Frócc. con altri in una comp>erà.
Frod, sm. Guaina per armi da taglio, Frànta, sf. Fronte.
Fodero. PI. Front.
PI. Frud. Fróst. sm. Frusto.
(Sec. XIII, fòdero, guaina della spada. Verga di legno appuntita o aperta a
Da un supposto longobardo e franco mo' di forcatella per cuocere carne sul-
fodr, guaina della spada. DEI). la brace o rosolare pannocchie tenere
Froda, sf. Fodera di granturco.
PI. Fròd. PI. Fróst.
(Lat. med. sec. XIII, fodra, DEI; e fro- Frósta, sf. Frusta.
da 01335). GLE). PI. Fróst.
Frógn, sm. Mattone ferrigno. Per un Frót, sm. Frutto (albero e frutto).
difetto di eccessiva cottura ha subito I Frutto. Reddito.
un processo di vetrificazione. PI. Frót.
PI. Frógn Fróta, sf. Frutta.
Fról, sm. Frullo. Frucèr, tr. Forare, Bucare.
IFrullo, macchina per sgranare le pan- (F.) Frugare.
nocchie del granone. Frucìn, sm. Frugolino, Bambino che
I Capriccio fruga dappertutto.
i Frullino (detto anche « fróla òv » frul- PI. Frucìn.
la uova. F. Frucina
PI Fról PI. F. Frucina.
I Fról dia finèstra, Nottola. Nottolino. Fruciòt, sm. Colpo di foratoio, di sti-
I Fról de pajér. Frullo dello stollo, Se- lo, di lama appuntita.
gnavento. PI. Fruciòt.
(Viene da Frócc).
I Fról de' magnàn. Trapano da calderaio
I Frol de furmintón, Sgranatoio. Pruder, tr. Foderare
Fról, agg. Frollato. ! Rivestire.
Detto di pollo o altro animale lasciato Prt. Prude
a frollare.
PI. Fról PI. — è
P. — éda
F. Fróla PI. P. — édì.
PI. P. Pròli. (Lat. med. fodrare e frodare. GLE).
Frola, sf. Frullo. Frudèta, sf. Federa, (Foderetta).
Balocco che consiste in un osso che si PI. Prudèt.
fa girare mediante una funicella infila- Frulèr, tr. Frullare (il granone).
tavi in un foro praticato nel mezzo. I Sbattere uova | Frullare uova.
I Trottola ottenuta con una gallozzola I Agitare | Girare su sé stesso.
FRUL 161 FUG

j Frullare. PI. Fug.


; Incendio.
Frulón, sm. agg. Capriccioso, Inco-
stante.
PI. Frulòn I E' fug e' pian?. Il fuoco sfrigola.
F. Frulòna ] E' mògia e' fug. Il fuoco brontola.
PI. F. Frulòni. I Ciapé' fug. Prender fuoco, Accendersi
] Fug amòrt, Fuoco spento.
Fi-ulòna, sf. Farnia (quercus pedun- I Taché' fug, Appiccare il fuoco.
culata). Così chiamata perchè con le I De' fug, Appiccare il fuoco. Accendere
sue foglie secche che rimangono attac- I Fé' e' fug. Far fuoco e fiamma, Acca-
lorarsi.
cate al ramo tutti l'inverno frulla e
fruscia. i Fug sambédg, FMoco salvatico, volati-
PI. Frulòn. co, vago. Erpete, (specie dei bambini)
Frumsèta, sf. Forbicina o Forfecchia. I Rugé' e' fug, Gridare al fuoco.
La più comune è la « forficula auricu- j E' fróla e' fug: l'è sègn 'd nuvité.
laria ». Brontola il fuoco: preannuncia una no-
vità.
PI. Frum§èt.
Fruntón, sm. Frontispizio ; Frontone. I Ande' imprèst pr'e' fug. Chiedere un
PI. Fruntón. po' di fuoco. La bragia che servirà
Fruste, sf. Frustata, Colpo di frusta. per accendere il fuoco si chiama
PI. Fruste. «la sménta de fug», la sementa del fuoco,
Frustén, sm. Staffile, Frustino. i Madóna de fug, B. Vergine del Fuoco.
La « Madonna del Fuoco » è la patrona
Frustér, tr. Frustare.
della città di Forlì, e si festeggia il 4
(Più usato De' dia frósta).
febbraio. Narra un'antica cronaca che
Frustir, agg. Forestiero la notte del 4 febbraio 1428 un furioso
Pi. Frustir incendio bruciò la casa di un certo Lom-
F. — Ira bardìno da Riopetrosa, maestro di scuo-
PI. F. — iri.
(Lat. med. forasterius, GLE). la, lasciando intatta un'immagine della
Madonna che era appesa a un muro.
Frut, sm. (v. Frót). II fatto portentoso fece gridare al mira-
PI. Frut e Frót.
Fruta, sf. (v. Fróta). colo e l'immagine « venne posta nell'an-
tica cappella di San Bartolomeo (ora
FrutaròI, sm. Commerciante in frutta del Santissimo Sacramento) della Cat-
I Fruttivendolo. tedrale per volere di mons. Domenico
PI. Frutarul Capranica arcidiacono della Diocesi, e
F. Frutaròla
PI. F. Frutaròli. più tardi (1636) trasferita... in un'appo-
sita... cappella » L. Servolini, Mosaico
(Lat. med. frutarolus, chi vende frutta. di Romagna.
GLE).
Questa Madonna era anche la protettri-
Frutèr, tr. Fruttare, Rendere. ce dei salinari di Cervia i quali, nel gior-
Prt. Fruté. no della Sua festa mandavano a Forlì
Frutèra, sf. Frutteto una loro rappresentanza col Crocifisso
PI. Fmtér.
per portare offerte all'immagine della
Frutèt, sm. Frutteto. Vergine e partecipare alle funzioni.
PI. Frutit.
' Ligrè^a, ligrè^a, Madunéna banadeta ;
Fucila^iòn, sf. Fucilazione Madunéna da Furie, fé ligrèja nenc a
PI. Fucila^ión. me, (Placucci, op. cit.). Così dicevano,
Fudghér, intr. Grufolare, Scavare col dal monte al piano, i contadini, accen-
grugno (detto dei maiaU). dendo fuochi di allegrezza per la Ma-
Dice il Plaustro « E' proprio il « fodica- donna del Fuoco.
re » dei porci di Orazio e di Cicerone ». |Avè' e' gat int e' fug, Avere il gatto
(Dal lat. fodigare?) nel focolare. Significa non aver nulla da
Fug, sm. F\ioco, Focolare mettere a cuocere, non aver nulla da
FUGA 162 FULM

mangiare. vocazione alla luna, esclude qualunque


« Fug » conserva come il lat. focus il accenno a Marte o al Sole.
signilicato di fuoco e focolare. I Per superstizione non si potano le viti
Fuga, sf. Fuga, Fuggita. nei giorni delle focarine per timore che
si secchino.
[Link].
Fug. PI. Fugarén.
] Ad fuga, Di fuggita, In fretta. Fugatili, sm. Focherello.
Fugaréna, sf. Focarina. Falò che si PI. Fugati n.
accende nei campi, sull'imbrunire, gli Fughèsta, sm. Fuochista.
ultimi tre giorni di febbraio e i primi PI. Fughèsta.
tre giorni di marzo. « Intorno alle foca-
rine — dice L. Servolini — sono fiorite Fughèt, sm. Scatto di nervoso, di rab-
bia. Bizza.
diverse leggende, ma è indubbio che si
tratta di un rito propiziatorio pagano ». Fugón, sm. Focone.
Focolare mobile, rudimentale, per scal-
] Fuochi del calendimarzo — dice anco- dare acqua o cuocere caldarroste.
ra il Servolini in Mosaico di Romagna PI. Fugòn.
— ... un avanzo di costumanze pagane (Accrescit. di «fug», fuoco).
che ricordano gli altari di erbe e ramo- Fugòn, sm. Focone.
scelli che si bruciavano in onore di Lu- Foro delle armi da fuoco per dar fuoco
cina, dea dei parti, nelle calende di
marzo ». alla polvere.
I Una poesiola che veniva declamata da Fu.jàm, sm. Fogliame.
fanciulli e fanciulle, facenti il girotondo Fujarola, sf. Foglia morta. Foglia
intorno alla focarina, dice: « Lóna, Lé- secca. Foglia caduca.
na mérz, / una spiga fè?a un bére; / PI. Fujaròl.
un bére e una barcheta e una ghèba Fujàza, sf. Trinciato. Tabacco da
d'uva seca ». L'invocazione alla Luna fa
pensare a Diana Lucina che, fra i molti Fujèt, sm. Foglio cereo con faccetta-
pipa.
attributi, à pure quello di protettrice dei tura usato in apicoltura I Foglietto.
PI. Fujét.
bimbi e delle donne; patrona della ple-
be e degli schiavi, dea della luce e del Fujèta, sf. Foglietta. Corrispondeva
giorno nel senso della vita. Con le fo- a i'4 di Boccale (1. o, 33)
PI. Fujèt.
carine, l'umile gente dei campi, voleva (Probabile diminutivo del lat. phiala, v.
forse propiziarsi la Dea, perchè tute- fiéla).
lasse anche il risveglio della vita delle
piante. Fujòn, sm. Lappa, Bardana (Grapèla)
Gaspare Bagli ricorda un bando di Car- (Arctium Lappa). Molto usata dai con-
lo Malatesta, del 1379, che proibiva di tadini per proteggere dal sole le tenere
festeggiare marzo con fuochi perchè ri- piante di pomodoro, di peperone e di
cordavano troppo usi pagani (G. Bagli. melanzana dopo il trapianto.
Bandi Malatestiani). PI. Fujòn.
Pratella (Romagna intima) crede che Fulèsta, sm. Narratore di fiabe.
con le focarine si salutasse il Dio Sole PI. Fulèsta.
identico, nei tempi remotissimi, al dio Fulèt sm. Vortice di vento Folletto.
PI. Fulèt.
Mavors (Marte), dio dell'anno, della pri-
mavera, del lampo e del fulmine, della Fùlmin, sm. Fulmine. Folgore.
gioventù e della guerra. Il Pratella av- PI. Fùlmin.
valora la sua tesi col fatto che Marzo Fulminànt, sm. Cappellozzo per fu-
(mese dedicato a Marte) era il primo cile a percussione.
dell'anno. PI. Fulminént.
Col volger dei secoli è lecito anche sup- Fulminèr, tr. Fulminare.
porre che riti diversi si siano fusi in- Prt. Fulmine
sieme; ma la cantilena riportata, di in- PI. — è
FULT 163 FURC
F. — éda Fundir, sm. Fondiere.
PI. F. — édi. « Fondiere » era l'agente responsabile
Fult, agg. Folto, Fitto. di un tratto di valle nella Standiana.
PI. Fult Capo valle.
F. — a PI. Fundir.
PI. F. — i. Funerei, sm. Funerale.
I « Nèbia fulta », Nebbia fitta. 1 Si prendono ancora, in campagna,
Fumadór, sm. Fumatore. tutte le precauzioni per evitare che
PI. Fumadùr due funerali abbiano a incontrarsi,
F. Fum adora perchè si crede che se si incontrassero
PI. F. — òri. accadrebbero disgrazie.
Fumàja, sf. Fumèa (sec. XIV).. Fu- Funghèt, sm. Fumicatello.
mo che si mantiene basso. | (F.) Po- Cosino nero che sembra affumicato.
vertà. «Fumàja », per povertà, si spie- Funtàna, sf. Fontana.
ga col fatto che, una volta, i poveri PI. Funtàn.
alimentavano il fuoco con foglie secche Funtanéla, sf. Fontanella, Zampillo.
(fujaròl) che riempivano la casa di PI. Funtanèl.
fumo.
Fumaréna, sf. Fumaria. Funziòn sf. Funzione, Compito, In-
carico.
(Fumaria officinalis L. ;. PI. Funziòn.
Fumarol, sm. Fumaiolo. Legnuzzo Funziunamént, sm. Fimzionamento.
0 carbone mal cotto che tra l'altra PI. Funziunamént.
brace fa fumo.
(Dal tardo lat. fumariolum, diminutivo Funziunér, intr. Funzionare, Azio-
nare.
di fumarium).
PI. Fumarùl. Funziunèri, sm. Funzionario.
PI. Funziunèri.
Fumé, sf. Fumata. Nuvoletta di fu- Fura, avv. Fuori [ In fura, Infuori;
mo. IFumata (di pipa o sigaretta).
Fumata è anche per i fiocinini quel I Ad fura. Di fuori [ Par'd fura. Di fuo-
pò di torbido che si forma sopra i due menori; Infuori,
che... All'esterno | Fura che..., A
fori della tana del buratello (buratèl)
che è indizio della presenza del pesce. I De' fura. Uscire, Sbucare, Sortire.
PI. Fumé I E' d'fura, Il di fuori.
j Infùra, Infuori.
1 Ande'
la fiocina.a fumé. Andare a fumate con (Lat. foras).
Fumént sm. Fomento. Furadùra, sf. Foratura.
PI. Fumént. PI. Furadùr.
Fumér, int. Fumare. Mandar fumo, Furadvi (V. Vi).
I Emettere vapori. Furàffg, sm. Foraggio.
PI. Furègg.
I tr. Fumare sigari, sigarette, la pipa.
Prt. Fumé Furb. agg. Furbo, Astuto, Scaltro.
PI. Furb
PI. — è
F. — éda F. — a
PI. F. — édi. PI. F. — i.
Fundari, sf. Fonderia. Furbité, sf. Furberia. Accortezza,
PI. Fundari. Scaltrezza.
Fundàz, sm. Fondaccio (peggiorati- PI. Furbité.
vo) Feccia,
I Fondiglio, Posatura. Furcadèla, sf. Forcatella.
PI. Fundè^. PI. Furcadèl.
Fundél. sm. Fondello.
PI. Fundél. I Atrezzo usato per cavare le barba-
bietole.
Fundéna, sf. Piatto fondo. Furcalón, sm. Forcale più grande del
PI. F^indén. normale con quattro o sei rebbi.
FURC 164 FURM

Forcalone. PI. P. — e§i.


PI. F\ircalòn.
; 1 furli§ j' è .'ja§anén, I forlivesi sono
Furchè, cong. Fuorché. scioccherelli. (Cosi dicono i Ravenna-
Purché, sm. Forcata, Quantità di fie- ti, e i Forlivesi ribattono che i Raven-
no o paglia che può stare sulla forca nati volevano fermare la fiumana con
0 sul forcale. le schioppe).
1 CoIpK) di forcale | Ferita da rebbi.
P\. Furcalé. [Link]àj, sm. Formaggio ; (F.) Scher-
Furchél, sm. Forcale, Tridente di fer- PI. Purméj.
ro. ] Furmàj pas, Formaggio passo. Cosi
PI. Furchèl. è chiamato perchè si stende, non sta
Furcòn, sm. Forcone, Forca a due o intatto.
tre rebbi di legno o di ferro. («Pas» dal lat. passus prt. di pande-
I Operaio che lavora alla manutenzione re, stendere ) ; chiamato anche « fur-
del fieno nel campo. màj tumén » formaggio tomino, dal lat.
PI. Furcón.
med. « formagius tominus », cacio fre-
(Lat. med. forconus. GLE). sco, tenero, di forma tonda. GLE).
Furér,
Prt. Furé tr. Forare ] Bucare ' Pungere. 1 Fé' un furmàj, (F.) Fare una piccola
buia.
FI. — é Furmalité, sf. Formalità.
F. — éda PI. Furmalité.
PI. F. — édi. Furméla, sf. Formella, Tumoretto cal-
(Lat. forare). loso del pasturale del cavallo.
Furest, sm. agg. Forestiero (F.) PI. Furmèl.
Selvatico. Conserva i due significati (Dal lat. med. furma, malattia al pie-
dell'it. antico «foresto». (Dal lat. tardo de del cavallo. GLE).
forestis, foresta, v. DEI). Furmént, sm. Lievito, Fermento,
PI. Furèst (v. Alvadùr).
F. — està (Dal lat. fermentum, DEI).
PI. F. — ésti. Furm'ga, sf. Formica.
Furesta, sf. Foresta. PI. Furmìg.
PI. Furèst. \ Furmìga ró|a, Formica dalla testa
(Lat. tardo forestis, selva, foresta). rossa che cammina in lunghe teorie.
Furgón, sm. Frugone. Attizzatoio. Furmighèr, sm. Formicaio 1 (F.) Bruli-
« Furgone ». Lunga asta che serve ad chio.
attizzare il fuoco nel forno. PI. FurmighìT.
PI. Furgòn.
Furìr, sm. F\iriere, Sottufficiale di I E' daBrulicano
piòv, fura i furmighir, l'è sègn
le formiche, ch'e'
è segno
fureria. che vuol piovere.
PI. Furir. Furmigòn, sm. Formicone nero dei
Furistir, (v. Frustir). salici e dei pioppi cariati.
PI. F\irmigòr.
Furie,' m. Forlì. L'antica Forum Li-
vii — secondo l'Enciclop. Pomba — fu Furminànt, m. Fulminante. Fiammi-
probabilmente fondata da Livio Sali- fero e cappellotto per fucile ad avan-
natore nel 207 a. C, dopo la sua vitto- carica \ Capsula per cartuccia.
ria su Asdrubale al Metauro. PI. Furminént.
Furmintél, sm. Campo, piantagione
I Furie par baie', Fénza par fis-cé', Ra-
venna par canté'. Forlì per ballare, di granoturco.
Faenza i>er fischiare, Ravenna per can- PI. Fumintèl.
tare. Furminténa, sf. Erbaio di granotur-
Furlè§, agg. sm. Forlivese. co. Sagginella.
PI. Purli§ PI. Furmintén.
F. — è§a Furmintón, sm. Granone, Granturco.
FURN 165 FUSI
Formentone, Mais. (Da fortunale, Tempesta di marej.
PI. Furmintón. Furtóna, sf. Fortuna, Buona sorte.
[ F. quarantén, Quarantino. PI. Purtòn.
(Sec. XVI, formentone, granoturco. Furtuné, agg. Fortunato.
GLE). PI. Furtunè
Fumasela, sf. FomaceHa. Piccolo for- F. — éda
no per far bollire l'acqua del bucato. PI. F. — édi.
PI. Fuma§èli. Furtùr, sm. pi. Fortori di stomaco,
(Lat. med. fornasella, piccola fornace. Acidità causata da cibo indigesto.
GLE) . Di chi ha un aspetto malaticcio, o è di
Fumé, sf. Sfornata e Infornata di
pane. pelle
stàmpgiallognola
di furtùr si
», dice che lo
sembra « E'stampo
pé' e'
PI. Fumé. dei fortori.
Fumèl, sm. Fornello, Buca a cas- Fur^è, agg. Forzato ' Condannato ai
setta nel focolare di cucina. lavori forzati, Ergastolano.
PI. Fumèl. Prt. Fur^é
(Lat. med. fomellus. GLE). F. — éda
Furnér, sm. Fornaio. PI. F. — édi.
PI. F\imèr Furzéla, sf. Forcella.
F. — èra PI. Fiir^él.
PI. F. — èri. Con quell'osso chiamato « furzéla de
(Lat. fomarius). poi » si tira a indovinare il sesso di
Fumé§a, sf. Fornace. due nascituri. Indovina maschio colui
PI. Furnè§i. che viene ad avere il pezzo con lo
(Lat. fomax).
sperone.
Furnidór sm. Fornitore, Provvedi- Furzéna, sf. Forchetta | Forcina.
tore. PI. Furzén.
PI. Pumidùr.
j Màng dia fur?éna, Codolo.
F. — óra I Brénc dia furzéna, Rebbi.
PI. F. — òri. Furzèr tr. Forzare, Ck)stringere, Vio-
Fumìr, tr. Finire, Terminare. lentare.
Prt. Fur^
Prt. Fumi
PI. — i PI. — è
F. — ida F. — éda
PI. F. — idi. PI. F. — édi.
Fumù, m. Forno. Località a sud Fur^inòn, sm. Forchettone.
di Carpinello ove sorge la chiesa di PI. Fur^inón.
S. Maria delle Grazie, i cui lavori Fu§, sm. Fuso.
furono iniziati nel 1450 dall'eremita Pie- PI. f. Fusa.
tro Bianco da Durazzo.
Furtén, sm. Fortino, Fortilizio. I Prov. Mestr' indù? d'int 'na róvra
e' cave un fus. Mastro indugio da una
PI. Furtén. quercia cavò un fuso.
Furtè:fa, sf. Porte. Fortezza, Citta- (Lat. fusus).
della. Fu^adel, sm. Fossatello. Fossetta.
PI. Furtè?. PI. Fu§adèl.
Furtifichér, tr. Fortificare, Appre- (Lat. med. fossadellus, fossatello. GLE).
stare fortificazioni. Fu§adén, sm. Fossatello.
Prt. Furtifìchè PI. Pus.
PI. — è Fufadòn, sm. Possatene.
F. — éda Fuséna, sf. Fucina, Forgia.
PI. F. — édi. PI. Fu§én.
Furtinél,_ sm. Uragano, Temporale. (Lat. med. fuxina e foxina. GLE).
PI. Purtinèl. Fu§ión, sf. Fusione, Fonditura.
FUST 166 FUZI

PI. Pu§iòn. PI. F. — idi.


Fustagni, sm. Frustagno. 1 Futi^an, Fregarsene.
PI. Fustègn. Pujfil, sm. Fucile.
(Lat. med. fustanevim, DEI). PI. Fu?ll.
Futècc, sm. Gioco con carte. Pugile, sf. Fucilata. Sparo di fucile.
Putida, sf. Fregatura | Coitala. PI. Fucile.
PI. Futidi. Fu^ilèr, tr. Fucilare, Passare per le
armi.
Putir, tr. Fottere, Coire [ (F.) In- Prt. Fucile
gannare, Fregare.
Prt. Futi PI. — è
PI. — i F. — éda
F. — ida PI. F. — édi.
G
GABA 167 GAGL

Gabàna, sf. Gabbana, giacca. | (F.) F. — óna


Pellaccia. PI. F. — óni.
PI. Gabàn. Gaf, agg. Caffo. Dispari.
Dial. ant. gabàn, gabbano e (F.) con- PI. Ghèf.
tadino (v. Gabbusio, Frottola, v. 210).
I Fé' péra o gaf, fare a pari e caffo.
j Vòltagabàna, Voltagabbana, Voltaban- Gàgia, sf. Efelide, Lentiggine.
diera. PI. Gàgi.
I Féss tire' par la gabàna, (Farsi tira- Gagg, sm. agg. Rossiccio. Di pelo
re per la gabbana, cioè l'arsi doman- rosso I Lentigginoso.
PI. Ghégg.
dare i soldi dai creditori).
(Lat. med. gabanus, gabbano. GLE). F. Gàgia
Gabanén, sm. Giubbettino. PI. F. Gagi.
PI. Gabanén.
Gagiarlè, agg. Lentigginoso.
j Tajè' (F.)
bettini. di gabanén, Tagliare
Fare della dei giub-
maldicenza. PI. Gagiarlè
F. — éda
Cabinet, sm. Gabinetto.
PI. Gabinèt. PI. F. — édi.
(Anche Sgagiarlé).
Cabota, sf. Mallo (di noce e di noc-
ciola). Gagìn (E'), m. «E' Gagin » fu l'ul-
I Guscio (di tartaruga e di chiocciola). timo dei banditi che batterono la cam-
I Epicarpo (legnoso) ed endocarpo (le- pagna ravennate.
gnoso). Caglia, sf. Galla. Sté' a gaglia, Stare
PI. Gabó§. a galla | Avnì' a gaglia. Venire a galla.
Gabulér, tr. e intr. Imbrogliare (nel Cagliardèt, sm. Gagliardetto.
gioco). Traslato del verbo Gabellare. PI. Gagliardèt.
Caglièstar. sm. Gallastro. Cappone
« Gabulé'mente »dai bambini.
viene adoperato general- non bene castrato.
Gabulini, sm. Truffaldino. PI. Gaglièstar.
Gabulòn, sm. Imbroglione, Baro (al Cagliòn, sm. Gallione, Gallastrone.
gioco). PI. Gagliòn.
(Vedi Gabulér).
[Link]òt. sm. Galeotto. ' (F.) Birban-
PI. Gabulón
GAGL 168 GALE

PI. Gagliót. (Dall'ital. ant. « galeffare).


F. — ola Prt. Galafé
PI. F. — òti. PI.
F. —— éda
è
Gagliòta, sf. Vettura cellulare della
questura di Ravenna che si rese famosa PI. F. — édi.
nei primi anni del fascismo. j T' a m' galèf! Tu mi imbrogli!
Gaia, sf. Arroganza. (Nel soc. XVI, a Cesena, esisteva un
gioco chiamato « ludus ad galephum »,
I Fé' dia gaja. Comportarsi con arro-
ganza. GLE).
Gajér, intr. Far la voce alta, Fare Galàna, sf. (V. Bc^a galàna).
l'arrogante. Galano, prt^ agg. Racco, Avvilito,
Gal, sm. Gallo. Abbattuto, Malaticcio ; Arruffato (det-
PI. Ghèl. to di uccelli).
I Gal ma§er. Gallo massaro. PI. Galanè
I Gal da §ménta. Gallo da semente. F. — éda
PI. F. — édi.
I Lacanta
e' bela evita l'è' e'cvèla
e' de de gal;
mónta la nòta
a cavai. La chi.
, Sòl galané, S. velato.
bella vita è quella del gallo: la notte Occ galanè. Occhi assonnati, 0 stan-
canta e il cÙ' monta a cavallo.
Galanéss, rfì. Fare il capanno (detto
I E' canta e' gal, fura 'd ora: e' témp
e' va in malora. dei polli) ] Rabbuiarsi (detto del tem-
Anche quando i galli si rispondono in-
sistenti, da aia ad aia, si sente dire: Galani, agg. Galante.
PI. Galént.
po).
« e' piov : u s' arspónd i ghél ».
I Se e' canta e' gal dòp zéna / cvànd Galantóm, sm. Galantuomo.
l'è nùval u s'arsréna. Se il gallo canta I agg. Onesto, Leale.
PI. Galantóm
dopo
serena. cena / quando è nuvolo si ras- P. — orna
Nelle campagne costuma uccidere « e' PI. F. — orni.
gal da sménta » quando si fa il « bar- Galantumìsom, sm. Onestà, Probità
co ». Rettitudine.
L'Amati (1I8II) e il Placucci (1818) ri- P. Galantumìsom.
feriscono che avveniva per la trebbia- Galarì, sf. Galleria, Tunnel.
tura. PI. Galari.
Si diceva: «A j' avém mazé' l'urlò?» Galavérna, sm. Galaverna, Galaver-
(Abbiamo ucciso l'orologio)», perchè no, Calaverna, Ghiacciolo sugli alberi.
il contadino regolava le ore di riposo PI. Galavéran.
della notte sul canto del gallo che era Galéda, sf. Ingallata. Coito del gallo.
PI. Galédi.
chiamato per ciò « l'urlóz de cunta-
dén ». Galèna, sf. Gallina.
Gala, (v. Gaglia). PI. Galén.
Gala Plazidla, Galla Placidia. La galèna vécia la fa e' bròd bón,
Galadìn, sm. Ginestrino giallo. (F.) Gallina vecchia fa buon brodo.
I Fé' i galadin, Abbrustolire fra la bra- Ande' a bade' al galén de prit, (F.)
gia chicchi di granturco. Finire al cimitero.
Galadìn, sm. Gallettino.
PI. Galadìn, j A la galèna ingorda u j s-ciupè e'
gò§. Alla gallina ingorda scoppiò il
I « galadìn » erano bamboccetti e gal- gozzo. Il soperchio rompe il coper-
letti di pasta ornati di zucchero filato, chio (Morri).
bianco o colorato di rosso e dorato, Galèna pradaròla. Gallina pratajola.
messi in vendita nelle « banchetto » o Fagianella, Ot-arda minore.
nelle vetrine in occasione delle «fiere». Fé' la" galèna bagnèda. Star mogio
Galafèr, tr. Ingannare; Burlare. I Galèna rabida (gallina arrabbiata).
GALE 169 GALO

Anticamente costumava che il pronu- italianizzare questo nome con « ga-


bo, « e' brac », mentre accompagnava iezza ». U. Majoli la descrive cosi :
gli sposi a casa dello sposo, li prece- « La « galozza » era una sorta di ber-
deva con una gallina viva in mano, retta ordinarissima, usata da tutta
presa a casa della sposa, che andava quanta la gente di bassa condizione,
spennando lungo la via. Giunto a perchè costava poco: tre o quattro
casa dello sposo, gliela consegnava in soldi. Fatta con grossolana feltratura
segno di augurio. Questa gallina era di bavella e lanetta a calore naturale
chiamata « galèna rabida ». Nel 1811 paglierino sporco, aveva un cocuzzolo
l'usanza era già decaduta. appuntito e l'orlo rimboccato per la
Significava che tutte le pene si lascia- altezza d'un quattro dita ».
vano indietro. In dial., « péna », signi- La radice « gal » di « galòfa » fa pen-
fica tanto penna che pena. Si dice in- sare a una deformazione di « galerus »
fatti che « a sugne' péna e' pòrta pé-
na », cioè sognar penna è segno di
pena.
[ Vója dia galena. Voglia della gallina.
Emeralopia. Disturbo del senso lumi-
noso per cui chi ne é alletto vede
durante il giorno ed è cieco, o quasi,
nelle ore notturne.
I Par l'àn nòv, tot al galén al fa l'òv.
Per l'anno nuovo, tutte le galline fan-
no l'uovo.
I L'ha magne de cui 'd galèna / [Link]
ch'l'ha sintù la sera u'I di§ la maténa
(Ha mangiato del culo di gallina
quello che ha udito la sera lo dice la Galòfa
mattina). Così si dice di chi non é
capace di mantenere un segreto. galero, berretto dei campagTioli italici,
(Lat. med. galena; GLE. Dal lat. gal- nome che continua per tutto il medio-
lina). evo (galerus, 1279) e che passa anche
a indicare la berretta dei prelati.
j Galèna de géval, (Gallina del diavo-
lo), Cerambice. Galón, sm. Staggio, Gamba di sedia.
PI. Galón.
Galèna grà^a, f. (V. Rufòn).
Galér, tr.. Gallare. (Il lat. med. ha « galone », fianco del-
\ Ov gale, Uovo gallato. la persona, GLE).
I Ov galèdi. Uova gallate. Da galón viene il verbo ancora in uso
Galèra, sf. Galera, Prigione. « sgaluné' » che significa: «sconnette-
PI. (jalèr. re gli staggi (della sedia) », e in sen-
so figurato : « schiantare le ossa » e
Galèt, sm. Galletto.
PI. Galèt. « slogare le anche ». Quest'ultimo si-
Galèta, sf. Galletta. Pane biscottato gnificato fa pensare che i « galón », co-
e molto pressato che si dava nello me sono ricordati nell'antichissima
esercito. « urazion » « La passion de Signor »,
PI. (3alèt. fossero « i fianchi » ; poi « galon » a-
Galinàz, sm. Gallinaccio, Tacchino. vrebbe indicato — come l'it. del XV
sec. — il femore e quindi tutta la gam-
Galinà^a, sf. Beccaccia. ba come attesta il significato attuale.
PI. Galinà?. Galòp, sm. Galoppo.
Galòfa, .sf. In alcune parti del ra- (Lat med. guallopus, galoppo del ca-
vennate è chiamata anche « galèna » vallo (1205). GLE).
per cui qualcuno ha ritenuto di poter Galòfa, sf. (V. Galòfa).
GALU 170 GARA

PI. Galó^,. Gambón, .sm. Gambo, Stelo.


Galui^àna, sf. Aria ferma, calda e PI. Gambón.
annebbiata. Caligine estiva (ma non (Lat. med. gambonus, GLE).
afa). Gunài^a, sf. Ganascia. \ Mascella, e
PI. Galu§àn. Mandibola.
Gàmb, sm. Gambo, Manico della
falce fienaia. I Gana§a 'd .sóra, Mascella.
PI. Ghémb. PI. Ganà§. 'd sóta. Mandibola.
i Gana§a
I Gàmb dia fera, Gamb della falce Gàngar, sm. Ganghero della porta
fienaia. PI. Ghèngar.
(Gambo, sec. XIV, stelo. DEI). , Scapé' fura di ghèngar. (F.) Per-
Gamba, st. Gamba, | Stelo. dere la pazienza ; Uscire in escande-
scenze.
Inatore.
Ave' dia gamba, Essere un cammi- (Lat. med. gangarus. GLE).
I Non tajén una gamba. Non dirne Gànj, sm. Gancio, Uncino, Raffio.
una per il suo verso. PI. Ghénz.
PI. Gàmb. Ganzèr, tr. Agganciare.
(Lat. tardo, gamba). (V. Aganzér).
Gàmbar, sm. Gambero. Gapòn, sm. Cappone.
PI. Ghèmbar.
PI. Gapon. I Fé' i gapón. Capponare.
(Lat. med. gambarus, GLE). I capponi si portano in dono alle
Gambaréla, sf. Sgambetto. puerpere. Per Natale e quando si fan-
I Fé' la gambaréla. Fare lo sgambetto no i cappelletti, si fa il brodo di cap-
I (F. ) dare il gambetto.
Gambarón, sm. Stollo di granone o Ipone.
Gapón 'd Sa' Ròc, Cappone di S.
di melica. Rocco. Galletto castrato il 16 agosto,
PI. Gambarón. festa di S. Rocco, usato poi dalle mas-
Garnbéla, sf. Gambella reale. Panta- saie come chioccia.
na, Verderello. j Gapón 'd vaia. Tarabuso.
I Gambéla dal gàmb|rosi, Gambetta (Lat. med. caponus, cappone. GLE).
dalle gambe rosse, Pettegola. Aver e' fil de gapón int la saca, (F.)
PI. Gambèl. Essere assistito dalla fortuna.
Gambèra, sf. Stollo di granone, Ste- E' il filo che è servito a cucire la ca-
lo secco di pomodoii, cocomeri, zuc- stratura e che all'uccisione dell'animale
che, fagioli. viene conservato e tenuto in tasca co-
PI. Gamber. me portafortuna dai giocatori.
Gambièra, f. Gambellara (Rav.). Gara, sf. Rivalità.
Nel luogo dove fu costituita la parroc- \ Fé 'd gara. Gareggiare, Fare a gara.
chia di Gambellara vi era un «fundum Garantir, tr. intr. Garantire, Assicu-
Gamillaria» (731) nome che ci richia- rare, Entrar mallevadore.
ma alla tribù Camillia cui appartenne Prt. Garantì
Ravenna sin da quando ottenne la PI. — ì
cittadinanza romana. Nel 1138 il nome F. — ida
è già Gamelaria. Cinquanta anni dopo PI. F. — idi.
circa, (1186), è ricordata la « cappel- Garanzt, sf. Garanzia, Mallevadoria.
lam S. Jacobi in Gambellaria ». PI. Garanzi.
(Don M. Mazzetti, l'Argine). Garavél, sm. Racimolo. Grappolet-
GamblSn, sm. Cavalier d'Italia, Bian- to d'uva, Ciocchetta d'uva. I (F.) Fi-
chettone, Merlo acquaiolo grande, Mer- glio di padre ignoto.
PI. Garavèl.
lo acquatico maggiore. (E' detto an-
che « cavalir »). (Dal lat. _med. garavella, DEI e GLE,
PI. Gamblòn.
Gambo (V. Zambo). « grappolo d'uva »).
Garavlér, tr. Racimolare, i Raggra-
GARA 171 GARN
nellare, Gracimolare. Gargòz, sm. Gola ! Gorgozzule.
Prt. Garavlé
I Ciapé' pr'e' gargòz. Pigliare per la
PI. — è
F. — éda gola.
Gargara, sf. Gorgiera.
PI. F. — édi. . Si sente ancora dire, in tono scherzo-
(Lat. med. garavellare GLE). so, a chi si chiama Sebastiano (Bas-
Garavlòn, sm. Calabrone. ; (F. ) Pu- ciàn), « Bas-ciàn da la gargura », (Ba-
gno alla testa. stiano dalla gorgera; con allusione a
PI. Garavlòn.
quella parte dell'armatura del Santo
Garavlunèr, sm. Ronzio simile al ru- che si vede riprodotta in alcuni quadri
more del volo del calabrone. che ne raffigurano il martirio.
Garbé, agg. Garbato, Pieno di garbo. (Lat. med. gorgeria, GLE).
PI. Garbè Garlànda, sf. Ghirlanda, Corona.
F. — éda PI. Garlànd.
Pi. F. — édi. (Lat. med. Ghirlanda, ghirlanda: orna-
Garbója, sf. Il raggranellarG. li rac- mento femminile, GLE).
cogliere qua e là per i campi. Garnadél, sm. Scopino, « granatello ».
PI. Garnadél.
I Ande' a la garbója, Raggranellare,
raccogliere qua e là; un pò qua e un I Fé' e' sélt de garnadél. Fare il salto
pò là. dello scopino (che prima spazza la fa-
(Dal lat. med. garbula (1260), ramo rina, poi la cenere).
fronzuto. V. GLE). (Lat. med. garnatellus, sagginella, GLE).
Gardéla, sf. Graticola, Giatiglia, Ar- Garnadón, sm. Ramazza di tamerici,
nese da cucina. Granatone.
PI. Gardèl. PI. Garnadón.
(Lat. med. cratella e gradella. GLE). Game, sf. Scopa, Granata.
Gardizér, int. Garrire (di gallina che PI. Game.
chiama il gallo).
(Lat. garrire). I Piante' al garné, Seminare la sag-
Gardlén, sm. Cardellino | Gratola Igina.
Garné
(della gabbia). zio tutti nova spa^a ben,bene.
si comportano (F. ) All'ini-
PI. Gardlén.
Gardléna, sf. Cardellina, Femmina i Fé' salté' la garné. (Alla lettera: Far
saltare la scopa). Mandar via su due
di Cardellino.
PI. Gardlén. (Lat.
piedi. sec. XVI, granata, saggina,
Garé§, sm. Garrese. GLE).
Garèt, sm. Garetto e Calcagno. Garné da gran. Verbena, Erba croce.
PI. Garèt. (Verbena officinalis).
(Lat. med. garetus. GLE; dalla rad. II Gallizioli, Op. Cit., dice che que-
gallica garr-« gamba »). sta pianta « presso gli Antichi avea
Garèta, sf. Garitta, Garetta. Casotto molte virtù superstiziose, e .«pecial-
di guardia. mente quella di riunire gli animi di-
PI. Garèt. suniti degli amanti. I Romani chia-
Gargajòn, sm. Gorgolione, Gorgoglio. mavano Verbenarius quello che con
I Bulir a gargajòn. Bollire rumorosa- questa pianta accompagnava gli am-
mente, gorgogliando. ca ». basciatori presso una Nazione nemi-
PI. Gargajòn.
Garganél, sm. Esofago, j Gola. Garnel. sf. Plurale di « garnela »
j Be' a garganéla. Bere a garganella, usato per indicare « granaglie » in ge-
a gola aperta. nere: biade e cereali.
PI. Garganél.
j Lavuré'
in cereali. int al gamèl, Commerciare
Gargarii^óm, sm. pi. Gargarismi.
GARN 172 GATA

(iarnèla, si. Granello. Seme, chicco Garjjulé, sf. Gaticciata.


PI. Garrule.
di biade Chicco, acino d'uva. (v. Gar§òl)
PI. Gamél.
Garufanéna, sf. Garofanina.
I Fé' la garnéla, Granire. PI. Garufanén.
j E' dutór dia garnèla. Napoleone Sa-
laghi, medico omeopatico, forniva ai Gar?òn, sm. Garzone. Uomo di fa-
malati medicine quasi sempre sotto tica I Apprendista j Puntello mobile
forma di granellini, per questo fu che impedisce alla biroccia di rove-
chiamato « e' dutor dia garnéla ». Nac- PI. Gar9Ón sciarsi all'indietro.
que a Forlimpopoli il 23-9-1810 e mori F. — óna
a Forlì il 17-11-1884.
Gami, agg. Granoso, Granito, ( det- PI. F. — óni.
to di cereali e biade). Alla fine del secolo scorso, « gar?n »,
PI. Gami. significava ragazzetto.
F. — ida Neir« urazión » intitolata «Sem Lurenz»
PI. F. — idi. si legge : « gan?un?én », garzoncino e
j Occ gami. Occhi pieni di ardore, di « gar?un?èl », garzoncello, per giovinet-
fuoco, carichi. to o giovincello (v. Pergoli, op. cit.).
Gamir, intr. GranireC delle piante
I Ande' par garzòn. Andare a fare il
che sviluppano il seme).
Prt. Gami garzone.
(Dal francese del sec. XII, gargon, ra-
PI. — i gazzo; attraverso il lat. med. garzonus
P. — idi (1372), discepolo o garzone).
PI. F. — idi. Gat, sm. Gatto.
(Lat. med. granescere, far le spighe. PI. Ghèt.
GLE). I Gat faìn, Faìna j Gat pó^a, Puzzola
Garnisiòn, sf. Granigione. IPisa.
I ghèt di mulnèr, (F.) I ladri di
j Par rÀ§anscion e' gran l'è' in gar-
ni§iòn. E' gat l'ha set anm in còrp. Il gatto
ha sette spiriti in corpo.
j In garni§ón, In granigione, In grani-
tura.
I Bus pr' i ghèt, Gattaiola.
Garój, sm. Gheriglio, Gariglio. Se- E' né§ de gat e e' cui dal don j'
me del frutto. è sèmpar gia^è. Il naso del gatto e
PI. Garój. il culo delle donne sono sempre freddi.
(Lat. med. garuglius. GLE). (Lat. tardo cattus; lat. med. gattus).
Garòfan, sm. Garofano (Dianthus i L'è e' gat surgnòn eh' l'arbòta la
caryophillus). pignata, E' il gatto sornione che rove-
I Garofano, Alberello delle MoUucche scia la pentola.
1 cui fiori essiccati si vendono in com- Ora si sente raccomandare, in tono
mercio e sono chiamati, in dialetto, scherzoso, alle donne incinte, che ten-
Bròc'd garòfan, Chiodi di garofano. gano d'occhio il gatto perchè non ab-
PI. Garófan. bia a mangiar la « coda » al nascituro.
j Garòfan biànc §ambédg. Orecchio di Una volta il gatto veniva veramente
lepre (Lychnis alba). tenuto fuori della camera della parto-
I Garòfan 'd gran, Fiordaliso. riente per timore che per la sua pre-
(Centaurea Cyanus L.). senza nascesse una femmina.
Gar§è, agg. Brizzolato, Variegato. Gaia, sf. Gatta. Femmina del gatto.
PI. Gar§è Piccola macchia di sangue pesto rag-
F. — éda grumatosi sotto la pelle.
PI. F. — édi.
I E§ar 'd gata vècia, (F.) Essere amma-
liziato.
Gar§ol, sm. Graticcio.
PI. Gar§ùl. ' parche' dal gati da pie', (F.) Cerca-
(Rav., 1637, grisòla; lat. med. grisòla). re una gatta da pelare. Volersi met-
GATA 173 GEMA

te re nei pasticci. gavàgna », cioè trovare il bandolo, lo


I La gata bura, La gatta buia. Gatta intreccio, il verso o anche trovare la
fiabesca che fa paura ai bambini. soluzione. Mentre questo detto è ancora
Gataròla, sf. Gattaiola. Apertura pra- vivo nelle Ville Unite, i termini «gavà-
ticata in fondo, alle porte per il passag- gna», per cesta; e «gavàgn», per cesto,
gio dei gatti. non si usano più e si adopera «zé^ta» e
Gatégn, agg. Gattesco.
i
1 Ande' in gatégn, Andare in gattesco.
^èjt ».
«verbi Sono invece
« Ingavagnèr ora nell'uso
» chevivi non vuoi
Riferito a gatti e, in senso allusivo, a dire esattamente « fare il cavagno » ma
persone. aggrovigliare ; e « sgavagnér » che signi-
1 Par la Iona 'd fabrér i ghèt i va in fica districare.
gatègn. Con la luna di fabbraio i gatti Gavètla, sf. Gavetta, Matassino di
vanno in gattesco. filo da ricam.o j Matassa.
Gatél, sm. Grappa, Spranga di fer- PI. Gavètal.
ro ripiegata ad angolo retto ai due capi (Lat. med. gavecta, matassa. [Link].
per collegare pietre o travi. Aruch Aldo, Op. Cit., ha « Gavettola di
PI. Gatèl. Un», Matassa di lino).
Galera, sf. Miagolio. Rumoroso mia- Gavòt, sm. Bigotto.
golio di più gatti. PI. Gavót
PI. Gatèr. F. — òta
Gati, m. Gatteo. L'antico « Fundus PI. F. — òti.
Cattei ». Catteo, ricordato in una pie- Gazulèr, intr. Ciarlare indistinto dei
tra del II sec .del Museo di Rimini, neonati. Quando il bimbo modula in-
avrebbe tratto le i=;ue origini dalla vil- distintamente lavoce come volesse par-
la patrizia della famiglia di Caio Ma- lare, la madre dice : « e' gazola ». j Cin-
rio Gatta. Il paese di Gatteo sarebbe guettare sommesso di uccelli.
stato edificato con materiale tratto dal- Questo verbo deriva dal lat. gaja, « gaz-
la Città di Compito distrutta per ter- za » (da cui il medievale aregaza, il
remoto o incendio.
veneziano gaza e l'italiano del sec. XIII
Nel 1300 il paese è soggetto al mona- gazzara); di qui il romagnolo di Sa-
stero di S. Apollinare in Classe. Nel vignano gazòt, « uccello », e il francese
'400 dipende da Nascimbene Catti e nel gazuiller, « cinguettare dolce e sommes-
'500 viene in possesso dei Conti di so degli uccelli ».
Bagno. Geb, agg. Gobbo \ Curvo di spalle.
Gàtul, sm. Gatto, Gattino, Amento. PI. Geb
Infiorescenza di salici, pioppi, noci, F. — a
noccioli. PI. F. — i.
PI. Ghètul. (It. ant. gibbo; lat. gibbus; rad. in-
Gató^al, sf. pi. Solletico. doeuropea gib- «gobbo»).
(Aruch Aldo, in op. oit., scrive: « Gat- Gèba, sf. Gobba.
tuzele», solletico). (It. ant. gibba). (v. geb).
j Stime' al gatózal, Soffrire il solletico. Gèl, sm. Gelo.
Gatu^lén, agg. Solleticoso Che sof- E' piòv de gel. Piove del gelo.
fre il solletico. (Lat. gelu).
PI. G-atu^lén. Gela, sf. Mucca di sinistra.
F. — éna Gelóni, sm. Gelone.
PI. F. — éni. PI. Gelóni.
Gavàgna, sf. Cesta. Femminile di Gelatìna, sf. Gelatina.
« gavàgn », cesto, l'antico cavagno del Gclsumén, sm. Gelsomino. (Anche
1300 che era una sorta di cesta o pa Gialsumén).
niere. « Gtivàgna » doveva, un tempo, PI. Gelsumén.
indicare anche l'intreccio del cavagno
come lo dimostra il detto : « Truvé' la PI.Géma,
Gém. sf. Gemma (d'albero).
GENA GHET
74
(icnar, sm. Messe, Coltura. Coltiva- PI. Gestión.
zione agricola. Gestòr, sm. Gestore
I Mètar e' genar, Mettere a coltura. PI. Gestùr
PI. Gènar.
Géval, sm. Diavolo
Genda, sf. Ghianda. PI. Géval
PI. Gend.
, No' ave' paura de géval, (F.) Saper
I Gabò§a 'd genda, Calice di ghianda. rubare all'occasione.
(Lat. glans, -dis).
Gèndan, sm. Lèndine, Uovo di pidoc- Ave' e' gevl'adòs, ( F. ) Avere il diavo-
lo in corpo.
chio.
PI. Gèndan. \ Cvànd che e' géval e' lavora par se /
Gènerél, sm. Generale, Grado mili- e' pensa la nòta'
tare. de. (Chi lavora per quél
sé hach'l'ha da fé e'
ogni premura)
I Generél 'd brighèda, Gen. di brigata. I Fé' e' géval. Fare il diavolo a quattro,
Far confusione, rumore, baccano.
I Generél 'd divi§iòn, Gen. di divisone. Gèvla, f. Diavola, Moglie del diavolo
I Generél 'd còrp 'd'arméda, Gen. di
corpo d'armata. Gheba, sf. Cesta (per trasportare fie-
I Generél 'd'arméda, Gen. d'armata. no o paglia, a forma di tronco di cono).
I Generél in chép, Comandante supre- Tale cesta serve anche per ingabbiare,
mo. momentaneamente, polli | Gabbia.
PI. Generél. PI. Ghèb
Generò^, agg. Generoso. (Lat. med. gabia, gabbia. GLE)
PI. Generùs Ghefla, sf. Gomitolo di refe o di
F. — òsa cotone
PI. F. — ò§i. PI. Ghèfal
Gèni, sm. Genio
(Lat. med. gueffa^ matassina, GLE. Il
I Gusto, Buongusto DEI lo fa derivare da un supposto
I Ave' gèni, o Ave' de gèni, Avere buon « wiff a » longobardo ) .
gusto.
Genitóri, sm. Genitore Ghèng, sm. agg. Neghittoso, Sfati-
PI. Genitóri. cato, Poltrone
PI Ghèng
Gentilè^a, sf. Grentilezza, Garbo F. Ghènga
PI. Gentile^ PI. F. Ghenghi
Géra, sf. Ghiaia
PI. Cxér (v. Sghinghér)
Geràni, sm. Geranio S. Muratori (carteggio) ritiene che de-
rivi da chimico, dial. chèmic, colui che
I Geràni rèla, Pelargonio a foglia d'e-
dera. praticava la medievale alchimia (Khé-
PI. Gerèni mia, « magia nera ») il quale, agli occhi
Gérg, sm. Gergo, Linguaggio conven- del popolo non era altro che un perdi-
zionale giorno. Chèmic si sarebbe deformato
in ghèng.
PI. Girg
Gès, sm. Gesso Ghègna, sf. Ghigna, Grinta, Ghigno.
PI. Ghègn.
I Fé' e' gès, Fare, impastare il gesso.
Ghérb, sm. Garbo
I([Link]
?ez).l'ingessatura, PI. Ghèrb
Ge§ó, m. Gesù Ghérza, sf. Garza
PI. Ghér?
I Gesó Crèst, Gesù Cristo
I Guplé, cun la ghérza, Fasciare con
I E' babén Gesó, li Bambino Gesù
Gèst, sm. Gesto, Azione
PI. Gest. (Lat. med. garza, GLE).
Gestión, sf. Gestione garza
Ghétul. (V. Gàtul)
GHEV 175 GIAR

Gheba

Ghéval, Gavio. Un quarto di ruota. sul sodo. La mucca di sinistra si chia-


PI. Ghèval ma Gela
(Lat. med. gavilus, DEI). (V. Ro)
Gliibón, sm. Gabbione Altri nomi di questo bue (secondo le
PI. Ghibòn. località) sono gi e Bunìn.
Ghibóza, sf . Gabbiuccia. « Ghibòza » Gialàpa, sf. (v. Salàpa)
è usato, indifferentemente, tanto per Gialsumén, sm. Gelsomino.
gabbia da uccelli, quanto per gabbiuc- PI. Gialsumén.
cia. Per dire gabbia si usa anche « ghè- Giamànt, sm. Diamante.
ba», ma si preferisce «ghibóza», perchè PI. Giamént
c'è « ghèba da u§el », gabbia per uccelli, (Lat. med. diamans, diamante, GLE).
e « ghèba da fén », cesta per fieno, usa- Giamél, sm. Gemello
ta dalle massaie per ingabbiare, per
I Giamèl da la man, Gemello da polso
breve tempo, galline e chioccie con pul- Giamél de col. Gemello da colletto.
cini. I ag. Gemello. Nato da parto gemellare.
PI. Ghibóz PI. Giamèl
Ghignò?, agg. Ghignoso, Antipatico F. Giamèla
PI. Ghignù§ PI. F. Giamèli
F. Ghignósa Giana, f. Diana
PI. F. Ghignó§i
Sopravvive nell'esclamazione « Angv ad
Ghig:nu§ité, sf. Qualità del ghignoso, Giana!», Sangue di Diana!
Antipatia. Giarèda, sf. Inghiaiata
PI. Ghignu§ité. PI Giarédi.
Ghi§a, sf. Ghisa Giarén, sf. pi. Cave di ghiaino.
Gi, sm. Bue di sinistra che cammina Giarén, sm. Ghiaino.
GIAR 176 GIOS

Giarér, tr. Ghiaiare. Inghiaiare Raffreddarsi


Pr. Giare (F.) Intiepidirsi (in politica).
PI. — è Gia^ira, sf. Ghiacciaia, Frigor
P. — éda PI. Gia^ir
PI. F. — édi. GiazoI, agg. Ghiacciuolo. Che si rom-
(Lat. med. aglarare, inghiaiare, GLE). pe come ghiaccio. Che risente l'impres-
Giàrga, sf. Galega, Erba del galletto. sione del ghiaccio. ' Dént giazòl. Den-
Giargianè§, sm. dispr. (da Gargano?) te ghiacciuolo.
Giargianèse, Meridionale PI. Giacili
PI. Giargiani§ F. Gia^òla
Giarol, sm. Ghiarotto PI. F. Giaccia.
I Calcolo al fegato degli animali I Cornar gia^òl. Cocomero gliiacciuolo,
PI. Giarùl Cocomero che si spacca facilmente .
(Lat. med. giarola, ghiaietto, GLE). (Sec. XIV, giazola, varietà di pera,
Giarón, sm. Ghiarone GLE).
Giazulina, sf. Ghiacciuolo
I Crosta di ghiaccio sulla strada.
Giarulè, prt. agg. Calcoloso. Detto del Ghiacciuolo che si forma sui vetri. Sot-
legato quanto è pieno di calcoli. tile crosta di ghiaccio.
PI. Giarulè PI. Giajulìn.
Gibèrna, sf. Giberna
Giascanà^, sm. Diavolaccio. Peggio- PI. Gibèran
rativo dell'antico « gèscan ». Gighér, int. Comportarsi
(v. « dièscan », diavolo, in Pulon Matt.
Gilè, sm. Panciotto, Corpetto, Gilè
C. n, st. 43, v. 4). « Dièscan » viene dal PI. Gilè.
dialettale (v. Pulon Matt) «Die», dio,
divinità. Gilè, prt. Gelato
II rav. del sec. XVIII à « diascanón », \ (F.) Stecchito, Ammazzato.
diavolone. PI. — è
F. — éda
Giavlèr (e Sgiavlèr) sm. Diavolio,
PI. F. — édi
Rumore | Disordine, Confusione.
Giavòn, sm. Giavone (Panicum crux- [ L'è armàst gilè, (F.) E' rimasto stec-
chito, freddato (v. gel).
galli). Pianta infestante delle risaie.
Già?, sm. Ghiaccio. PI.Gil5§,
Gilù§ agg. Geloso
PI. Gè? F. Giló§a
i Rómpr' e' giàz, (F.) Rompere il PI. F. Gilòsi
ghiaccio. Superare le prime incertezze. Gilu§ì, sf. Gelosia.
Giajè, sf. Gelata Gingiòn, sm. Persona alta e indolente
PI. Giajé. PI. Gingiòn
Gia^é, agg. prt. Gelato, Gelido. F. Gingióna
Ghiaccio, Ghiacciato, Agghiacciato, PI. F. Gingióni.
Freddo. Giódi?, sm. Giudice
PI. Giódi?;.
I (F.) Intiepidito, tiepido. E' l'opposto
di « chéld », acceso in politica, Giògia, sf. Bassoflìa. Minestra ab-
(v. Giacer). bondante e di pessima qualità. Bro-
1 Gia^é* 'd §vidar (v. Sidar). daglia.
Gia^r, imp. Gelare [Link]§,
Giù§ agg. Mogio
I E' già^a. Gela F. Giò§a
1 tr. Raffreddare, Agghiacciare.
Prt. Gia^é PI. F. Giò§i
PI. — è Gióst, sm. agg. Giusto.
F. — éda PI. Gióst
PI. F. — édi. F. Giósta
Giazèss, rfl. Gelarsi, Agghiacciarsi, PI. F. Giósti.
GIOS 177 GNAC

) De e' gióst. Frase generalmente allu- PI. F. — èsti


siva che significa: Dare il meno che si Giumali§óm, sm. Giornalismo
può o niente. Giumèda, sf. Giornata j Giornata la-
Giòstra, sf. Giostra vorativa
PI. Giòstar PI. Giumédi
Giumél, sm. Giornale
[Link],
Gir sm. Ghiro' (Sciurus giis) PI. Giurnèl
] Durmì' coma un gir, Dormire come Giumén, sm. Specie di ricamo a bu-
un ghiro. chini, all'orlo della biancheria fine.
(Lat. med. ghirus, dal lat. glis gliris. Punto a giorno
GLE; DEI). ) Fé' de giùmén, Fare del punto a
Girasòl, sm. Girasole. (Anche Mi- giorno.
rasòl). Giu§ér, int. Gioire dentro di sé.
PI. Girasùl Giustizia, sf. Giustizia
PI. Giustizji
I Pianta, seme e fiore di girasole.
Giudichér, tr. Giudicare, Dare il pro- Gianduia, sf. Ghiandola
prio parere. PI. Glàndul
Prt. Giudichè (Lat. gianduia)
PI. — è Glandulé, agg. Ghiandolato, Ammala-
F.— èda to alle ghiandole.
PI. F. — édi. Pi. — è
Giudizi, sm. Giudizi, Parere, Sentenza F. — éda
i Giudizio, Buon senso, Criterio, Senno Pi. F. — édi.
PI. Giudizi. Gloria, sf. Gloria
PI. Glòrji
I No' ave' giudizi, Essere sventato Gmiscél, sm. Gomitolo
j E' pareva e' de de' Giudizi, (Pareva (It. antico « gomicello », sec. XIV, che
il giorno del Giudizio, cioè un fini- il DEI fa derivare dal latino ricostruito
mondo)
Giudizio?, agg. Giudizioso « glomiscellum »).
PI. GmiscèI
PI. — ù§
F. — ó§a (Aruch Aldo, op. cit., scrive: « gumi-
zel di stoppa, gomitolo di stoppa»).
PI. F. — ò§i.
Giunchiglia, sf. Giunchigia Gmi§lér, tr. Raggomitolare. Racco-
(Narcissus jonquilla) gliere in gomitolo
rfl. Acciambellarsi
PI Giunchigli Prt. Gmi§lè
Giundéra, sf. Grondaia (senza lo sco-
latoio) PI. — è
F. — éda
PI. Giundér
PI. F. — édi.
(Dall'it. ant. grondaia) 'Gna, (abbrev. di Igna).
Lat. grunda Gnaca, sf. Nacchera (Da gnàccara
I E' piov al giundér (Piovono le gron- e gnàcchera, V. Prati, voc. etim. it.).
daie), Gocciolano le grondaie. i Bàtar la gnaca. Suonar le nacchere.
Giurgiòl, sm. Gambeccio, Ciurlino, Detto di cavallo che trottando va a
PI. Giurgiùl picchiare con uno o coi due ferri de-
Giumagliér, agg. Giornaliero gli zoccoli posteriori, contro i ferri de-
Giumalèr, sm. Giornalaio gli zoccoli anteriori.
PI. — èr Gnacarél, sf. pi. « Gnaccarelle ». Bat-
P. — èra titure alle natiche. Dolorosa e degra-
PI. F. — èri. dante tortura che veniva inflitta ai
Giumalèsta, sm. Giornalista patrioti per punizione o per strappar
P. — està loro confessioni. Il patriota garibal-
F. — està dino Augusto Branzanti di Ravenna
GNAC 178 GNUC

dice delle sue « g:naccarelle » del 1855: PI. F. — [Link].


« ...quànd ch'a fó stulghé int la banca, D'ignascòst, Di nascosto. Segretamen-
te.
a m' dsè: Bran?antén fa n'he da sinti'
gnit; e a ogni bastuné a d§èva: Len- Gnascunldéla, sf . « [Link] », Na-
gua, sta jeta; e a n' cunsè gnit». (Quan- .scondello. Nascondino. Gioco infantile.
do fui disteso sulla panca, mi dissi :
Branzantino, non devi sentir niente; e I Fé' ladino. ([Link]èla, Giocare a nascon-
) Giocare a nascondersi.
a ogni bastonata dicevo: Lingua, sta Gnèc, sm. Lamento, Lagno, Gnecco.
zitta; e non confessai nulla), (v. P. i Verso
Poletti, Addio, Vecchia Romagna). PI. Ghè[Link] beccaccino.
Gnacra, sf. Nacchera Gnégn, agg.^ Che ha il gnigno, La
(v. Gnaca).
Gnaf, agg. Camuso, Schiacciato, Rin- ghigna.
j Muri'
PI. gnégn. Morire con la ghigna.
Gnégn
cagnato. Detto di naso e di persona.
I sm. Persona che ha il naso camuso, F. Gnégna
schiacciato, ecc. PI. F. Gnégni.
PI. Gnèf
F. Gnafa Gnègna sf. Ghigno, Smorfia di scher-
PI. F. Gnafi. no. Fé'
I la gnègna. Far la ghigna
(schernire).
Gnànca, cong. intensiva. Neanche. Gnèscval, sm. Lombrico
(Dal ravennate antico, sec. XVII, « nian- PI. Gnèscval.
ca » jiè meno, né manco), Gnèsqual, (v. Gnèscval).
(v. Aruch A., op. cit.). Gnicadùr sm. Lamento continuato.
Gnar, agg. Stizzoso, Caparbio, Rab- Gnrchèr, intr. Lamentarsi, Gneccare,
bioso.
Gnicón, agg. Lamentoso.
Ivolto.
Muri' gnar. Morire con la rabbia nel PI. Gnicòn
F. — óna
PI. Gnér
F. Gnara PI. F. — óni.
PI. F. Gnari Gnintìn, sm. « Nientino ». Diminutivo
di « gnit ». Il bimbo che chiede sempre :
I Tèra gnara, Terra rabbiosa, Così- si « 'Sa m'hèit purté? » si sente dire in
dice della creta che è tenace e dura co-
me la pietra. Per questo non è forse tono canzonatorio
arzént ». : « un bel gnintìn d'
azzardato supporre che si tratti di una
deformazione della voce indoeuropea Gnit, sm. Niente, Nulla.
« mara », roccia (v. C. Battisti, op. cit. \ Gnit che... Per poco che...
p. 34). I Gnit l'è bón par j' ócc. Niente è buo-
Gnara, sf. Forse voce onomatopeica no (solo) per gli occhi.
che imita il ringhio del cane. i Fé' cónt 'd gnit. Fare l'indifferente.
I Fé' gnàra. Fare arrabbiare | Provoca- Gnòc, sm.a forma
screscenza 'Tocco di] Protuberanza.
tubero. E-
re il cane facendogli : « Gnar ! ».
PI. Gnóc.
Al gatto invece gli si fa : « Gnar-tuf ».
Gnargatón, aw. Gattoni, Gatton gat- Gnòca, sf. Nocca, Nocca delle dita \
toni, Carpone. Protuberanza ossea, carnosa.
Gnascóndar, tr. Nascondere, Occul- j Natta I Nocchio (di legno) 1 Testa
(in tono scherzoso).
tare Dissimulare.
I
Prt. Gnascundé PI. Gnòc.
PI. — è Gnorgna, sf. Piagnisteo, Brontolio.
F. — éda PI. Gnòrgni.
PI. F. — édi. Gnuchè, agg. prt. Noccheruto i Appal-
Gnascòst, agg. prt. Nascosto, Celato lot olatoChe
I ha molte protuberanze.
PI. — óst
[Link]»§,
— ù§ agg. Nocchioso, Noduloso.
F. — osta
GNUR 179 GRAD
F. — ò§a PI. F. Gònfi.
PI. F. — òsi. Gónfa, sf. Alta marea.
PI. Gònfi.
Gnurgnér, int. Piagnucolare ] Bron-
tolare.
Gò, sm. Ghiozzo comune. [Link],
Gong, sf. Scanalatura | Incurvatura.
(Gobius niger jozo). (v. Gunghér).
PI. Gò
(Lat. Gobius). PI.Górg,
[Link]. Gorgo. Fossa d'acqua
Gòb, agg. Gobbo, Curvo, Chino. (Lat. tardo gorgus, DEI; e corgum,
PI. Gób GLE).
F. Gòba
[Link]óf,
Guf. sm. Guscio i Valva.
PI. F. Gòbi.
PI. Gó§
Gòb, sm. Gobbo. Quello che i conta- Góf, Guscio (di uovo).
dini, uomini e donne, fanno fuori nella
casa stessa e nel podere, all'insaputa I Pliche' e' go§. Incrinare il guscio (det-
del reggitore, ad esclusivo loro profitto. to del pulcino).
(Serantini).
I Ave' e' go§ taché a e' cui, (F.) Essere
Gobbo I Cardonello, Cardo imbian- appena nato.
cato. (Lat. med. gusus, guscio. GLE).
PI. Gób PI.Gó§a,
(jó§ sf. Buccia (di frutta).
Gòba, sf. Gobba.
PI. Gòbi.
Gòba, sf. Carpa. ] Gó§a 'd cócla. Mallo.
(Cyprinus carpio) [ Fé' almed.
(Lat. gó§. gussa,
Sputareguscio,
le bucce.
GLE).
PI. Gòbi Góst, sm. Gusto, Piacere, Diletto.
(Dal greco kobios). PI. Góst.
Gócc, sm. Agucchia, Bastoncello per
I Tòt i gost j' è gost — e' dsèva e' ber
lavori di maglia. | Lavoro a maglia in cvànd e' strisceva la malèta pr'i spén.
via d'esecuzione. Tutti i gusti son gusti — diceva l'ariete
PI. Gócc. quando strisciava lo scroto per gli
Gògg, sm. Recipiente in genere, Ba- spini.
rattolo. Gòt, sm. Gotto. Tazza larga e bassa
PI. Gògg. di terracotta smaltata con cui si beveva
Gol, sm. Goal, Rete, Punto, nel gioco il vino.
del calcio. PI. Gót
PI. G61. (Dal lat. guttus, «boccale per versare
Gola , sf. Gola l'oUo e il vino ». DEI. Nel sec. XVI, a
P. Gol Cesena, gottus, bicchiere di vetro. GLE)
Gota, sf. Gota Guancia.
I Fé' gola, Far gola. Allettare PI. Gòt.
I Ciapé' par la gola, (F.) Costringere.
Góma, sf. Gomma j Orichicco. Gó?al, sm. Goccio, Gócciolo.
P. Góm PI. Gózal
[ Malati dia goma. Gommosi.
Gómit, sm. Vomito j CJójal 'd vén. Sorso di vino
I Gó^al d'acva. Sorso d'acqua ! Piscia-
tina.
I Sfòrz
Gónd, 'dsm.gómit, Conato
Gomito di vomito.
Gó^la, sf. Goccia, Gócciola.
PI. Gónd. I Gocciolo, Goccio | Lacrima.
PI. (3ó?al
I Andéss a la saca cun e' gónd. Andarsi
alla tasca col gomito (F.) Spendere, Gradà^, sm. Gradasso, Spaccone, Pre-
dare con taccagneria.
PI. Gradè§
potente
Gónf, agg. Gonfio I Sazio 1 Pieno.
PI. Gónf F. Gradàfa
F. Gónfa PI. F. Gradàsci.
GRAD 180 GRAM

Grama

Gradéna, sf. Reticella. Gratina di


rete. ] Ande' a gramadóra, Andare alla ve-
glia delle gramoatrici nelle aie ove si
PI. Gradén
gramolava.
Gradèval, agg. Gradevole Gramadùra, sf. Gramolatura.
PI. Gradivul Grambialé, sf. Quanto si porta con
F. Gradèvla un grembiale,
PI. F. Gradèvli. (v. Grambiél)
Gradimént, sm. Giadimento Grambialòn, sm. Grembiule.
PI. Gradimént. PI. Grambialòn.
Gradir, tr. Gradire Grambiél, sm. Grembiale.
Prt. Gradi PI. Grambiél
PI. — ì e Lat. med. grambialé. GLE).
F. — ida Graméda, sf. Conciata, (F.) Pestata.
PI. F. — idi. Batosta.
Graduatoria, sf. Graduatoria, Clas- PI. Gramédi (v. Grama).
sificazione. Gramègna, sf. Gramigna
PI. Graduatòrji Gramèr, tr. Gramolare. Maciullare
Grama, sf. Gramola. Maciulla per canapa o lino I Gramolare (pane).
gramolare la canapa. Prt. Grame
I Gramola, Impastatrice del pane PI. — è
PI. Gràm. PI. — éda
(Lat. med. grama. GLE). PI. F. — édi.
Gramadel, sm. Grimaldello. (Lat. med. gramare. GLE).
PI. Gramadel Gramét, sm. Gramoletta. Scossio.
(Lat. med. grimaldellus GLE). PI. Grarnèt.
Gramadóra, sf. Gramolatrice
PI. Gramadòri I E' pé' im gramèt, (F.) Pare uno scos-
sio. Detto di ima persona magrissima.
GRAN 181 GRAT
Gran, sm. Grano I Glomere
PI. Grép delle api.
PI. Gj-én
j Gran cun la rèsta, Grano aristato. : Grap pigne. Grappolo serrato.
I Gran arstupié, Grano ringranato. I Grap rèd. Grappolo spargolo.
(Lat. med. grappus, GLE).
I Magnéss in e'erba.
raccolto gran in erba, Mangiarsi il
Grapa, sf. Grappa. Acquavite ottenu-
1 Gran drajé. Grano piegato in tutti i ta dalla distillazione delle vinacce.
sensi. IPI.
Grappa
Grap. (v. Gatèl).
I Ch'ha de gran / va a e' mialén; / e Grapadin, sm. Grappolino.
chi eh' a n' n' ha sta a ca / a gvardér a PI. Grapadin.
chi ch'a i va. Chi ha del grano / va Grapela, sf. Bardana, Lappa
al mulino; / e chi non ne ha / sta
a casa a guardare a chi ci va. PI. Grapel
Gran dal furmig, Forasacco, (Lat. med. grapella. GLE).
(v. Orz sambédg) Graf, sm. Grasso
Grana, sf. Grana, Carattere del for- PI. Grè§
j agg. Grasso.
maggio granuloso. F. Gra^a
Granatir, sm. Granatiere. PI. F. Grafi
PI. Granatir.
Grane, sm. Crampo. Anche il toscano I Gras incvarté, Grasso quartato.
del Xni sec. ha Granchio per crampo. j Gras vàn. Grasso vano, Flaccido.
Gra§a, sf. Ingrasso.
II DEI, per l'etimo di questa voce, ri- Mètar sota dia grasa, (F.) Dare nu-
porta un supposto krampf, crampo, lon- trimento da ingrasso.
gobardo. (Dal lat. med. grassa, grasso. GLE).
PI. Grénc.
Grascéla, sf. Erba salina, statice. (Sta
Grancà§a, sf. (v. Catuba). tiee limonium).
Grand, agg. Grande | Adulto [ An-
I Fiùr 'd grascéla.
Grascéna, Statici. Pinguedine.
sf. Grassezza,
PI. Grèndziano Maggiore
I d'età.
PI. Grascén.
F. Grànda
PI. F. Grandi Gra§ol, sm. Cicciolo.
PI. Grasùl.
I Fé' grand, Ingrandire ] Allevare. Grafóm, sm. Grassume, Untuosità.
( Grand, grò§ e cvajón, Grande grosso Grasòt, agg. Grassoccio.
e stupidone. PI. — òt
Grande?, sf. pi. Grandigie. F. — òta
I Ave' del grande?, Darsi arie da gran PI. F. — òti.
signore. Grastén (o grastìn), sm. Grassottino
Granfa, sf. Grinfia, Zampa, Artiglio, PI. Grastén o Grastìn
Mano rapace. F. Grasténa o Grastìna
PI. Grani PI. F. Grasténa o Grastìni.
(Lat. med. granfa, zampa. GLE). Gratèr. tr. Grattare | Raschiare |
Granfe!, sm. Raffio a due uncini per
estirpare le bietole. Grattuggiare | Strisciare contro un osta-
colo.
PI. Grajifèl.
Granflón, sm. Raffio, Forcale unci- 1 Ave'
di e' vizi 'd grate, (F.) Avere il vizio
rubare.
nato per scaricare il letame. Prt. Grate
I U§él granflón, Uccello rapace. PI. — è
PI. Granflón. PI. — éda
Gran?ela, sf. Grancella, Granchio PI. F. — édi.
(V. Masinèl)
Itole.
Grate' al bièdal, Grattugiare le bie-
PI. Granaci
Grap, sm. Grappolo, Grappo. Gratón, sm. Grattugia molto grande,
GRAT 182 GROS

a cassetta, c;onsistente di un tamburo (Lat. med. grippus).


a tronco di cono, montato orizzontal- Grèpia, sf. Greppia
mente, che si fa girare mediante una Ave' la grepia bòna (F.) Mangiar
manovella. Serve a ridurre in piccoli bene.
PI. Grèpji
ciccioli la bietola da foraggio.
PI. Gratón. Grè^a, sf. Sugna.
Gratula, sf Grattugia Grasso di porco per ungere.
PI. Gratù? ] Tu' la agrè§a
Rubare casa int
dei e' cócc de càn, (F.)
ladri.
I Sbucane come una gatu§a, Bucherel-
lato come una grattugia. Grévda, agg. Gravida, Incinta
(Lat. med. gratusia, GLE). PI. Grévdi.
Gravdànja, sf. Gravidanza Gre?, agg. Grezzo, Rudimentale. Non
rifinito.
PI. Gravdàn^ PI. Gre?
Gravèr, tr. Essere di peso, di aggra- F. Grè?a
vio Gravare.
I PI. F. Grè?i
Grazièr, tr. Graziare^ Conceder gra- (Lat. med. grezus, GLE).
zia.
Prt. Grazie Grè?a ('d prè), sf. Catasta di mattoni
PI. — è PI. Gre? 'd prè.
PI. — èda Grècia, sf. Grazia
PI. F. — édi. Grazie (ringraziamento).
Graziò^, agg. Grazioso. Molto usato ÌP1. Gré?;ji
in senso canzonatorio. j Garbo.
PI. — ù§ Ibuona
Ctm bona
F. — ó§a graziagrézia
che sich'u s' magna
mangia). Così (Con
dice
PI. F. — ó§i. ancora qualche persona anziana per
Gre, sf. Inferriata, Grata, Gratella, chieder scusa di dover fare dei riferi-
PI. Gre menti poco puliti mentre si è a tavola.
Gréd, sm. Grado. Gric, agg. Greco. Usato solo per in-
dicar il fieno greco (fen gric).
I Sapore Grilèt, sm. Grilletto. Sottoscatto del-
PI. Grèd.
le armi automatiche e a percussione.
Grefi, pi. Raffi. PI. Grilèt.
(Ravenna, sec. XV, graffi, GLE. I no-
stri « grèfì » sono descritti nel seguente [Link]§,
Gri§ agg. Grigio.
brano riportato dal GLE: « unus gra-
fius de fero cum quatuor ramponibus » ) F.
PI. —a
F. — i.
GrèI, sm. Grillo
PI. Grèl Griv, agg. Grave.
II grillo , comune che infesta i campi è I Pesante (di lavoro, e di cibo).
il Grillo nero o Grillo moro. I Legato. Che ha le ruote poco scorre-
I Grèl mariàn. Grillo canterino voli, (di veicolo, ecc.).
PI. Griv
(Gryllus o Liogrillus campestrisì. F. Griva
Questo grillo viene catturato nel mese PI. F. Grivi.
di maggio e tenuto in gabbia per il suo Grógn, sm. Grugno, Muso, Ceffo.
canto.
PI. Grògn.
I Grèl biànc. (Platycleis grisea). (Lat. med. grognum. GLE).
Grèla, sf. Grilla, Rinaldesca. Grònc, sm. Grongo (Conger Conger).
Specie d'uva rossa molto dolce. PI. Grònc.
(Lat. med. grilla. GLE).
[Link]òs,
Gróf agg. Grosso
Grèp, sm. Greppo
PI. Grep. F. Gròfa
GROT 183 GUER

PI. F. Grò§i. toso.


I Vén gró§, Vino aspro Guardé' bur^ Guardar torvo, Fare gli
bcchiacci.
1 La donna in stato di avanzata gravi-
danza si dice che è « grò§a ». [ Guardé' 'd mèi òcc, (F.) Guardare di
traverso.
I Ave' la vésta gro§a, (F.) Vederci dop- Guargiàn, sm. (v. Gvargiàn).
pio.
Guardiola, sf. (v. Gvargiòla)
I Durmì' dia gro§a, (F.) Dormire pro-
fondamente. Guarir, tr.,int. (v. Gvarìr).
Gròta, sf. Grotta. Caverna. Spelonca. Guàst, sm. Guasto, Danno.
PI. Gròt. agg. Guasto, Rovinato
ÌP1. Guest
I Grota de Re Tiberi. Grotta di Re Ti- F. Guasta
berio, di fronte a Rivola. Il suo nome
non deriva da alcun re Tiberio ma da Pi. F. Guasti
« re », rio e Tiberiaco, antico nome Fé' de guast, Recare del danno.
del fiume Senio. (Lat. med. guastum, guasto. GLE).
Gru, sf. Gru Guastér, tr. Guastare, Rovinare.
PI. Gru Prt. Guaste
Grugnòn (Sa'), m. «San Grugnone» Pi. — è
Giorno delle Ceneri. Pi. — èda
Grulér, intr. Brontolare dell'intestino Pi. F. — édi.
generato da flautulenze. (Lat. vastare, devastare. DEI; lat. med.
I GróU dia pànza, Borborigno, Borbo- guastare, dare il guasto GLE).
glio. Guaz, sm. (v. Gva?).
Grulér, int. Gloglottare del tacchino. Guàza, sf. (V. Gvaja).
i Grugare del colombi | Tubare delle Guazadin, sm. (v. Gva^adin).
tortore. Gòbla, sf. Mallo. Involucro verde della
Grulòn, agg., sm. Taciturno Che non noce.
parla mai. PI. Gòbal.
PI. Grulón Da « gobla » viene 11 verbo « sgublèr »,
F. — óna levare il mallo.
PI. P. — óni. Gubéla, sf. Sfoglia (di cipola).
Grundér, int. Grondare (di acqua, di PI. Gubèl.
sudore; (F.) di sangue).
j Salvésn' una gubèla,
sene una parte, un pò. (F.) Assicurar-
Gru^èsta, sm. Grossista. Colui che
compra e vende grandi partite di merci. Gucè, agg. Lavorato a maglia, Aguc-
PI. Gru§èsta. chiato.
Gruvèj, sm. Campanella girevole. Prt. Gucè
PI. Gruvèj. PI. — èda
Guàj, sm. Dispiacere, Dolore ] Guaio. PI. F. — édi.
PI. Guèi. Gucér, tr. Agucchiare. Fare lavori di
Guaìn, sm. Guaìme. Erba che rina- maglia.
sce dopo l'ultima falciatura. Gueiadòra, sf. Agucchiatrice.
(Lat. med. guaiume, fieno di secondo PI. Guciadóri.
taglio. GLE). Gudàbil, agg. Godevole.
Guardér, tr. Guardare, Osservare. PI. Gudèbil
Prt. Guardé F. — àbila
PI. — è PI. F. — àbli.
PI. — èda Gudér, tr. Godere.
PI. F. — édi. Prt. Gudù.
Iil Guardé' ( Lat. gaudere).
sottile. a l'amnuda, (F.) Andare per Gudùda, sf. Goduta, Godimento.
PI. Gudùdi.
] Guardèss d'atorna. Guardarsi intorno
Guardare con fare circospetto, sospet- Guérd, sm. Guardo Sguardo Guar-
GUER 184 GURN

datura. Prt. Gumè.


PI. Goiérd. Gumèt, sm. Ciò che è stato vomi-
tato, Vomito.
I No' ave' paura d'un brót guérd. (F.)
Non aver paura di nessuno, essere un Gumitìr, tr., intr. Vomitare, Riget-
fegataccio. tare.
Gucrièr, sm. Guerriero. Prt. Gumiti.
PI. Guerjìr. Gumitori, sm. Azione che provoca il
Guèr?, sm. (V. Gvèrz). vomito I Luogo ove avviene il vomito |
Gaeta, sf. Insidia. Vomitorio.
PI. Gumitùri.
1 Fé' la guèta, Dar la caccia (in senso Gunféda, sf. Gonfiata.
reale e figurato).
Questa parola, notevolmente deformata PI. Gunfédi.
rispetto al suo sign. originale, viene Gunfèr, tr. Gonfiare.
Prt. Gunfé
dall'antica Guaita (da wahta, guardia,
termine franco). Ravenna anticamente PI. — è
era divisa in 12 guaite. Guaita era an- PI. — éda
che la guardia della città. V. GLE. PI. F. — édi.
A. Zoli, in Estimo ravennate, dice che I Gunféss, Gonfiarsi Far ripienezza,
nel 1372 Guaita era divisione civile del- Gonfiarsi dei ruminanti per aver man-
la città, succeduta, nel sec. XIII, al giato erba bagnata.
romano Flegione. Gunfòn, sm. Ingordo, Mangione.
Gujàna, sf. Pimgolo. Ferro appuntito PI. Gunfòn
F. — òna
che si applicava in cima a un'asta di
legno per stimolare le mucche durante PI. F. — òni.
i lavori. Gungadùra, sf. Concavità.
PI. Gujàn. Ganghe, agg., prt. Concavo, Charva,
(Dall'antico aguglia, ago). Divenuto concavo o curvo. Detto di ta-
Gujél, sm. (V. Gujana). vole o lamiere.
PI. Gujèl. PI. Gunghè
Gulèt, sm. Colletto. PI. — éda
PI. Gulèt. PI. F. — édi.
Gulpè, sf. Involto. Gunghér, tr. Curvare (detto di latta
PI. Gulpé e lamiera).
(V. Gulpér). Gupladura, sf. Fasciatura \ Involgi-
tura.
Gulpèr, tr. Avvolgere, Fasciare. Cor-
risponde al francese antico « voloper » PI. Gupladùr.
avvolgere; a cui fa riscontro un lat. Guplé, agg., prt. Fasciato, Avvolto.
med. (Bologna) voluppus, involto, [Link]éda, sf. Fasciatura ' Avvolgitu-
GLE. Dal lat. volvere (?).
Gulpér, sm. Asta robusta di circa PI. Guplèdi.
2 m. con, un occhiello nella parte po- Guplèr, tr. Involgere | Fasciare j Av-
steriore a cui si aggancia il chiappo volgereAvviluppare.
I
(V. Ciap) e un foro trasversale nella Prt. Guplé
parte anteriore in cui si infila una PI. — è
caviglia (cavèja) che consente di ti- F. — éda
rare col giogo. Timone mobile. PI. F. — édi.
Questa asta è chiamata anche « zèrla » (V. Gulpé).
come il pungolo. Guréna, sf. (V. Aguréna).
Con tali aste è possibile aggiogare, Gurés, sm. Abitante di Gòro.
in fila, più paia di mucche. PI. Gurìs.
PI. Giilpir. Gurna, sf. Conduttura d'acqua che
Gumèr, intr. Colar cricchio, Sudar passa sotto- un canale. Gorna.
oricchio, gomma. PI. Gumi.
GUSC 185 GVAZ
PI. Gvèj.
(Lat. med. gorna, grondaia, GLE).
Guscèr, sm. Gusciaglia. Quantità di Gvànt, sm. Guanto.
gusci o di bucce. PI. Gvént.
I Fé' de guscèr. I Sté' coma un gvànt, Calzare come un
Gustén, agg. Agostano.
guanto.
(Lat. med. guantus (1316). GLE).
I PÒI gunstén, Pollo agostano.
PI. Gustén Gvàn^a, sf. Guancia di maiale. [
F. — éna Gota.
PI. Gvàn^.
PI. F. — éni.
Gustér, int. Costare, Valere. Gvardér, tr. Guardare.
Prt. Gusté Prt. Guardé
PI. — è PI. — è
F. — èda F. — éda
PI. F. — édi. PI. P. — édi.
(V. Guardér).
Guton, sm. pi. Orecchioni | sm. Co-
tone. Gvargiàn, sm. Guardiano.
Guv, agg. Cur\>o, Rannicchiato. PI. Gvargén.
PI. Guv (Lat. med. guardianus. GLE).
F. Guva Gvargiola, sf. Guardiola, Feritoia,
PI. F. Guvi.
Guvìss, rfl. Curvarsi, Rannicchiarsi Spia.
PI. Gvargiòl.
per non farsi vedere. (Lat.., 1492, guardiola. GLE).
Prt. Guvì Gvarir, tr., intr. Guarire, Sanare.
PI. Guvì Prt. Gvarì.
F. Guvìda
PI. F. Guvidi. PI. — ì
F. — ida
Guzlér, int. Gocciolare, Cadere a goc- PI. F. — idi.
ce.
Gvarnént, sm.. pi. Governanti, Uo-
Prt. Gu^lé. mini di governo.
Guzlér, sm. Gocciolio.
Gu^lìna, sf. Gocciolina. Gvarnér, tr., int. Governare | Rigo-
vernare (il bestiame).
PI. Gu?;lìn. Prt. Gvamé
Gvacé, prt. Accosciato, Accovacciato
PI. Gvacé PI. — é
F. — èda
P. — éda
PI. F. — édi.
PI. F. — édi.
Gvacéss, sfl. Accovacciarsi. Gvarnìr, tr. Guarnire. Ornare.
Gvacìn, sm. Covaccino. Diminutivo Gvast, (V. Guast).
di « cvacc » covaccio. Gvastèr (V. Guastér).
Gva?, sm. Guazzo. Bagnato fatto per
I Atto dell'accovacciarsi della gallina terra | Piovasco j Guado.
in calore, davanti al gallo.
Gvación, avv. Covaccioni.
j Fé' de gva^. Fare del bagnato.
( Da covaccio ; vedi « cvacc » e « gva- I L'ha fat un gvaz,
vasco. Ha fatto un pio-
cin»).
Gvadàgn, sm. Guadagno. ! Pa§e' un fiòm a gvaz. Guadare un
PI. Gvadégn. fiume.
PI. Gvèz.
I La j' è in gvadàgn, E' in guadagno. (It., sec. XIV., guazzo, terreno molto
Cosi si dice, in senso figurato, di qual-
siasi femmina di animale da alleva- bagnato, ecc. DEI).
mento che sia gravida. Gvà^a, sf. Guazza, Rugiada.
Gvadagnér, tr.. intr. Guadagnare. PI. Gvàz.
Prt. Guadagné. Pr'al gvaj 'd Sa' ?vàn u s' taja e'
Gvàj, sm. Dolore. Dispiacere. gran. Per le guazze di S. Giovanni si
GVAZ 186 GVIN

miete. (24 giugno). Gvérgia, sf. Guardia Guardiano j


(It. ant. guazza). Sentinella.
PI. Gvérgg.
1 La rugiada di S. Giovanni aveva la
virtù di purgare i panni e di preser- I Stè' in gvérgia. Stare sul chi vive.
varli dalle tignole e dai tarli. (Lat. med. guardia. GLE).
I Fòrza 'd gva^a e' cor i fós, A forza Gvèrna, sf. Governo, Pulizia del be-
di guazza (rugiada) corrono i [Link]. stiame, Pulizia con brusca e striglia.
Anche con i)oco, ma che sia accompa- 1 Fé' la gvèrna al besti, Rigovernare le
mucche.
gnato da costante tenacia, si può otte-
nere molto.
Gvèr^, sm. Guercio. \ Nei lavori d'aia
I La gvà^a la n' fa córr' i fó§, La è chiamato « e' gvèrj » colui che diri-
guazza non fa correre i fossi. Con PI. ge l'erezione dtì pagliaio.
Gvìr^.
pochi mezzi non si possono fare gran- Gvèta (V. Guèta).
di cose.
Gva^adìn, sm. Pioggerella di breve Gvid, sf. pi. Redini.
durata. (Etell'it. ant. guida, sec. XIV; lat. me-
dioevale wida, sec. XIII, V. DEI).
PI. Gva^adìn.
Gvazadìna, Rugiadina. Gvidadòr, sm. Guidatore | Ckjnducen-
PI. Gva?;adìn. te j Colui che tiene le redini.
Pl.'Guidadùr
Gvèld, sm. Guado. F. — dora
(Dal lat. vadum; dalla rad. indoeuropea
PI. P. — dòri.
wadh-« avanzare »). Gvidarél, sm. Guidarello. Montone
Gvéra, sf. Guerra.
PI. Gvèr. o pecorone castrato che guida il greg-

I ?ughé' a gvèra franicela, Giocare a Gvidèr, tr. Condurre, Guidare, Te-


guerra francese. nere le redini.
Gvèran, sm. Governo. Prt. Gvidé
PI. Gvìran.
PI. — è
Gvèrd, sm. Guardo, Sguardo. ge.
F. — éda
PI. Guèrd. PI. F. — édi.
Gverdaròba, sf. Guardaroba,
dio, Cassettone per biancheria.
Arma- [Link]^àj,
Gvin^èj. sm. Guinzaglio.
Gveregèr, int. Guerreggiare. (Lat. med. guinzaium, GLE).
I
187 IGNA

I, art. Il i avv. Ci, Vi, Ivi. j prono- chissima città presso il Santerno. Fu
me Loro, Essi, Gli, Le | I, è anche in- ampliata dai Romani, specialmente al
giimzione sp>ecie quando si vuol impre- tempo di Siila, onde ebbe nome Forum
Comellii o Sillae.
care; es.: «I! T'andès a l'inferan!»,
Va! Che tu andassi all'inferno! (In « Nei docurrienti del sec. Vili si pre-
questo caso viene del lat. ire, andare). senta sotto la forma di Imulas od
Ibiol, sm. Albiolo, Beverino [ Truo- Immula.
goletto. Nel sec. IX si hanno le varianti Imol-
PI. Ibiùl. la. Immola, Immolla, Ymola, Ymmola,
(It. antico albuòlo; dal lat. volgare YmmoUa e le forme dialettali lèmmu-
albeus). la, lèmmula, lòmmla ».
Idèa, sf. Idea \ Ideale [ Aspetto ] Ras- (T. Zanardelli, A proposito di Imola
somiglianza. ecc., R. Dep. di St. Patr., 1901-02).
PI. Idèj. Sempre secondo lo Zanardelli, il nome
[ Ave' idea, Pensare, Aver in mente, sarebbe di origine germanica, cioè lon-
Ritenere.
gobarda^ derivante dalla forma ma-
j Ave' dal j' idej a una parsòna. Rasso- schile Imulus dalla radice o tema -im
migliare nell'aspetto a una, persona. che sarebbe una riduzione dell'antico
nordico imr, lupo.
I Ave' una bela idea, Avere lineamenti
simpatici. « Imula - dice lo Zanardelli - ha do-
Ideél, sm. Ideale, Sogno, Aspirante. vuto essere una ricca e possente don-
PI. Ideèl. na, consorte di qualche illustre signo-
Ideja, sf. (v. Idea). re, nei tempi della dominazione longo-
Ideèr, tr. Ideare, Progettare, Esco- barda, il cui nome, trasmessosi prima
gitare. in cerchio ristretto alla corte o al ca-
Prt. Idee stello sul quale aveva civile o politica
PI. — è potestà, si sarà più tardi insensibil-
F. — èda mente esteso alla nuova città che si
PI. F. — édi. andava formando intomo ai suoi do-
lé. Comando di fermarsi | Alt!, ma mini, sulle rovine dell'antica ».
solo ad animali. Igna, agg. Ogni.
lèmula (o lèmla), f. Imola, Anti- Ignamòd, In ogni modo.
IGNO 188 IMBA

Ignòn, pron. Ciascuno, Ognuno, Ogni PI. F. — édi.


persona. Imbacuchér, int. Imbacuccare.
PI. Ignòn Prt. Imbacuché
F. Ignóna PI. — é
PI. F. Ignóna. F. — éda
Ignurànt, agK-, sm. Ignorante. Oltre PI. F. — édi.
a significare « colui che non sa », vale Imbadarél, sm. Trastullo che fa per-
comunemente: stupido; e si usa in dere solo del tempo. Badarella.
senso offensivo e dispregiativo. PI. Imbadarél.
PI. Ignurént Imbadarlér, tr. Baderlare. Tenere a
F. — anta badarella j Far perder tempo.
PI. F. — ànti. Imbalsamadór, sm. Imbalsamatore.
PI. Imbalsamadùr.
I Fé' l'ignurànt par no' paghe' la ta§a,
Fare l'ignorante per non pagare la Imbalsamadùra, sf. Imbalsamazione,
tassa. Fare lo stupido per tornaconto. Imbalsamatura.
PI. Imbalsamadùr.
I J' ignurént j' à da stè' a ca su, Gli
ignoranti devono stare a casa loro. Imbalsamèda, sf. Imbalsamatura.
IgTiurantin, sm. Studipello. PI. Imbalsamédi.
PI. Ignurantì Imbalsamér, tr. Imbalsamare, Im-
F. — ina
PI. F. — ini. Prt. Imbalsamé
pagliare.
Ignuranti§óm, sm. Ignoranza, Zoti- PI. — è
F. — éda
caggine, Imbecillità.
Ignurànza, sf . Ignoranza ( in senso PI. F. — édi.
dispregiativo). Secondo il senso del di- Imbalurdìr, tr. Stordire.
Prt. Imbalurdì
scorso, può valere anche ignoranza, im-
mancanza di cono- PI. — ì
scenza. perizia, inabilità, F. — ida
PI. Ignurànz. PI. P. — idi.
Jìr, aw. Ieri. Imbalzér, tr. Mettere la pastoia. Im-
(Dal lat. heri).
(v. bél^). pastoiareLegare
,j i covoni del grano,
Uuminazidn, sf. Illuminazione \ Lu-
minaria. Prt. Imbalzé
PI. Iluminaziòn. PI. — è
F. — éda
Iluminèr, tr. Illuminare, Fare lumi-
narie. Rischiarare. PI. F. — édi.
Prt. Iluminé Imbambinir, tr. Rimbambire.
PI. — è Prt. Imbambinì
F. — éda PI.
PI. F. — édi. P. —— ida
i

Imànc, avv. Almeno, Dopo tutto, Se PI. F. — idi.


non altro. Imbarandièr, tr. Sprangare, Arran-
I Imànc, imànc. Almeno almeno, Non dellare. Mettere il randello.
meno di..
j Mètar
le ruote e (mettendo
'barandél un
tra'lrandello
raz. Frenare
fra i
Imbacònt, avv. A buon conto.
(Composto da «in bò(n) cont », che raggi).
diventa « in ba cont » e si pronuncia Prt. Imbarandlé.
« imbacònt »). PI. — è
Imbacuché, agg., prt. Imbacuccato, F. — éda
Incapucciato per proteggersi dal freddo. PI. F. — édi.
PI. Imbacuché Imbaràz, sm. Imbarazzo, Infipaccio,
F. — èda Imbroglio. ' Disturbo di stomaco.
IMBA 189 IMBA

PI. Imbarèj. I rfl. Andar fuori squadro, Storcersi.


Imbara^ér, tr. Imbarazzare, Impac- Prt. Imbarlé
ciare. PI. — é
Prt. Imbara^é P. — éda
PI. — è PI. F. — édi.
F. — éda (E* una deformaz. di imbarcare, nel
PI. F. — édi. signif. di incurvare il legname per la
Imbarbajèr, tr. Abbaccinare, Abba- costruz. delle barche. V. DEI).
gliare(F.)
I Incantare. Imbartucé, agg. prt. Incappucciato,
Prt. ilmbarbajé Imberrettato.
PI. — é PI. Imbartucé
F. — éda F. — éda
PI. F. — édi. PI. F. — édi.
Imbarchèr, tr. Imbarcare. Imbascèda, sf. (V. Imbasciéda).
Prt. Imbarché Imbasciadór, sm. Ambasciatore.
PI. — è PI. Imbasciadùr.
F. — éda Imbasciéda, sf. Ambasciata, Comu-
PI. F. — édi. nicazione per interposta persona.
PI. Imbasciédi.
I Imbarchéss int un' impresa, Ficcarsi Imbastardir, tr., int. Incrociare, Imba
in un'impresa.
Imbariagadura, sf. Ubbriacatura. stardire. [ rfl. Trahgnare.
PI. Imbariagadùr. Prt. Imbastardi
Imbarìaghèr, tr. Ubbriacare. PI. — ì
Prt. Imbariaghé F. — ida
PI. — è PI. F. — idi.
F. — éda Imbastidura, sf. Imbastitura.
PI. F. — édi. PI. Imbastidùr.
Imbarìagòt, sm. Ubriacone. [ Beone. Imbastir, tr. Imbastire, Appuntare.
PI. Imbariagót. Prt. Imbastì
F. — òta PI. — ì
PI. F. — òti. F. — ida
Imbariég, sm., agg. Ubbriaco. PI. F. — idi.
PI. Imbariég (Dalla rad. germanica bast-« scorza »
F. — éga da cui l'idea di intrecciare con fibre).
PI. F. — éghi. Imbàtass, rfl. Abbattersi, Incontrarsi
Imbariég coma una ciòza, Ubbriaco per
come una chioccia. Il detto deriva dal- Prt. caso.
Imbatù
l'uso di ubbriacare le galline per farle PI. — ù
crocchiare. F. — uda
i A j' imbariég i j' i dà da be' tot, PI. F. — udi.
Agli ubbriachi danno da bere tutti. Il Imbatù, (v. Imbàtass).
detto ha un senso reale e figurato. Imbavacé, agg., prt. Bagnato di bava
Nel secondo caso vuol dire che la gen- PI. Imbavacé
te è più generosa verso chi non ha bi- F. — éda
sogno. PI. F. — édi.
j U j' è un Signor (alcuni dicono «un Imba^èl, agg. Imbecille.
PI. Imba?;èl
Sànt ») pr' i burdèl e par j' imbariég.
C'è un Signore per i bambini e per F. — èia
gli ubbriachi (che li protegge nelle PI. P. — èli.
cadute).
Imba^uclì, agg. Acciocchito, Inton-
Imbarlé, prt., agg. Fuori squadro. tito, Intupidito.
Imbarlèr, tr. Mettere fuori squadro PI. Imba^uclì.
Imbarcare (di assi). F. — ida
IMBA 190 IMBI

PI. F. — idi. Imbichèda, prt. (v. Imbichér) , sf.


Imbu^ucliss, rfl. Acciocchirsi, Cade- Imbeccata ] Atto dell'imbeccare.
re in uno stato di sonnolenza, di stor- (E' più dialettale «imbché»).
dimento. PI. Imbichédi.
Prt. Imba^uclì Imbichér, tr. Imbeccare.
PI. — ì Prt. Imbiché
F. — ida PI.
PI. F. — idi. F. —— éda è
Imbché, sf. Imbeccata (sia in senso PI. F. — édi.
reale che figurato). Imbiglir, tr. Arrabbiare, Far diven-
PI. Imbché. tar furente.
Imbchér, tr. Imbeccare ( sia in senso Prt. Imbigli
reale che figurato). PI. — ì
PI. Imbuché. P. — ida
PI. — è PI. F. — idi.
F. — éda (Da « biglia», bile).
PI. P. — édi. Imbjité, agg., prt. Abbiettato. Ferma-
Imbducér, tr. Impidocchiare. to con bietta, zeppa.
Prt. Imbducé PI. Imbjité
PI. — è F. — èda
F. — éda PI. F. — édi.
PI. F. — édi. Imbjitèda, sm. Abbiettata. Operazio-
Imbérc, sm. Imbarco. ne del mettere una o più « biette »
PI. Imbèrc. (V. Imbjitér).
PI. Imbjitédi.
[ Truvé' l'imbérc, Trovare il mezzo di
trasporto. Imbjitér, tr. Abbiettare, Fermare me-
diante «bietta», (v. Bièta).
Imbès-cia, sf. Bile^ Eccitazione, Rab-
bia, Furore bestiale. Imbindulér, tr. Abbindolare. Imbro-
PI. Imbès-ci. gliare. Raggirare.
Imbianchèda, sf. Imbiancata. Imbirì, agg. Accigliato.
PI. Imbianchédi. PI. Imbiri
Imbianchén, sm. Imbianchino, Co- F. — ida
lui che tinteggia. PI. F. — idi.
PI. Imbianchén. Imbis-cìr, tr. Imbestialire.
Imbianchér, tr. Imbiancare, Dare il Prt. Imbis-ci
bianco. PI. — ì
Prt. Imbianché F. — ida
PI. — è PI. F. — idi.
F. — éda Imbis-cìss, rfl. Imbestialirsi.
PI. F. — édi. Imbiudè, sf. Impiastro di biuta e
Imbiavè, agg., prt. Abbiadato. Nu- stoppa.
trito di biada ( di avena, orzo, fava). PI. Imbiudè.
Imbiavér, tr. Abbiadare. Nutrire a Imbiudèr, tr. Lutare, Imbiutare. Spal-
biada. mare di malta, luto | Spalmare di biu-
Prt. Imbiavè ta una fasciatura di stoppa.
PI. — è Imbiundìss, rfl. Imbiondirsi, Farsi
F. — èda biondo, Diventar biondo.
PI. F. — édi. Prt. Imbivmdì
Imbicadòr, sm. Imbeccatore, Bravo PI. — i
nel dare l'imbeccata. F. — ida
PI. Imbicadùr PI. F. — idi.
F. — óra Imbizariss. rfl. Imbizzarrirsi, Far
PI. F. — òri. bizze.
IMBI 191 IMBR
Prt. Imbi?ari Imbra^èda, agg., prt. « Embriciata »
PI. — ì Bagnata in superficie. Detto della terra
F. — ida dopo che ha piovuto e l'acqua non è
PI. F. — idi. penetrata in profondità.
Imbiziòn, si. Ambizione, Albagia, Pre- (Dal lat. «ìmber », pioggia dirotta).
sunzione.
PI. Imbiziòn. Imbréga, sf. Imbraca, Braca, Rite-
gno di corregge di cuoio che si mette
Imbiziò^, agg. [Link], Superbo, in corrispondenza della vagina delle
Vanitoso. mucche appena terminato il parto per
PI. Imbiziùs trattenere la eventuale fuoruscita del-
F. — ò§a l'utero. L'imbraca si mette pure ad
PI. F. — ò§i. animali da tiro per meglio trattenere
Imblan^r, tr. Bilanciare, Mettere in la spinta in avanti (specialmente in
bilico. discesa) del traino, nonché a uccelli da
Prt. Imblan^é richiamo, a colli di mercanzia e ad
PI. — è alberi che vengono abbattuti median-
P. — èda te la trazione di un trattore.
PI. F. — èdi. Imbrinè, agg. e prt. Coperto di brina.
Imblida, sf. Abbellimento. PI. Imbrinè
PI. Imblidi. F. — éda
De' un'imblida, Abbellire. PI. F. — édi.
Imbllr, tr. Abbellire. Ritoccare, Imbriglile, agg. e prt. Coperto di
Truccare (allo scopo di abbellire) | briciole.
rfl. Farsi bello ' Cominciar a esser PI. Imbri§ulè
bello. F. — éda
Prt. Imbli PI. F. — édi.
PI. — i Imbrité, agg., prt. Innamorato cotto,
F. — ida che ha la « breta », cioè la cuffia.
PI. F. — idi. PI. Imbrité
Imblitcda, sf. Imbellettatura. F. — éda
PI. Imblitèdi. PI. F. — édi.
Imblitér, tr. Imbellettare, Dare il bel- Imbritcr, tr. Innamorare, Far pren-
letto. dere la cotta (in amore).
Prt. Imblité Imbrój, sm Imbroglio, Trucco, In-
PI. — è
F. — éda PI. Imbrój.
ganno.
PI. F. — édi. Imbrucadùra, sf. Chiodatura.
Imbraghèr, tr. Imbracare, Mettere la PI. Imbrucadur.
braca o imbraca a animali come ca- Imbruchèda, sf. Gelata.
valli asini, muli e mucche, nonché a PI. Imbruchédi.
uccelli da richiamo, specialmente stor- Imbruchér. tr. Inchiodare, Chioda-
ni e allodole. re, I(F.) Azzeccare, Coglier nel segno.
Prt. Imbraghé Prt. Imbruché
PI. — è PI. — è
F. — éda F. — éda
PI. F. — édi. PI. F. — édi.
Imbranchèr, tr. Imbrancare, Riunire Imbru.ié, prt., agg.
a branco | Rimbrancare. Imbrogliato, Confuso, Smarrito j Astru-
Prt. Imbranché so (di discorso). | Offuscata (vista).
PI. — è
I Annebbiato (cielo, tempo, vela). [ Mi-
F. — éda metizzato (con frasche e accorgimenti
PI. F. — édi. vari).
IMBR 192 IMBU

(V. Imbrujér). Imbruvaldéss, rfs. Imbrodolarsi.


Imbrujèr, tr. Imbrogliare, Ingannare Prt. Imbruvaldé
I Mascherare con frasche ' Ingarbu- PI. — è
gliare, Confondere. F. — éda
Prt. Imbrujè PI. F. — édi.
PI. — è (Forse dal lat. med. brodum, acqua
F. — éda di concia, DEI).
PI. F. — édi. Imbua^èda, sf. Intonacatura di ster-
Imbrujér, sm. Intrico, Groviglio. co di mucca; Imbuinata.
Itnbrujòn, sm. Imbroglione. PI. Imbuazédi.
PI. — ón (v. Bua^a).
F. — óna Imbua^ér, tr. Intonacare, Chiudere
PI. F. — óni. fessure con sterco di mucca. Imbovi-
Imbrunì, sm. Crepuscolo, Imbrunire. nare. Spalmare con sterco di mucca.
(v. Buaja).
Imbrunidùra, sf. Patina scura data
(Imbuire, sec. XVII).
alle armi perchè non arrugginiscano. Prt. Imbuajé
PI. Imbrunidùr.
Imbrunir, tr. Abbrunire. | Abbruna- PI. — è
re (non nel senso di mettere il lutto). F. — éda
Prt. Imbrunì PI. F. — édi.
PI. — ì Imbucadùra, sf. Apertura( di un tu-
bo).
F. — ida
PI. Imbucadur.
PI. F. — idi.
(Lat. med. burnire, brunire. GLE). Imbucér, tr. Imbottigliare, Mettere
Imbrustì, agg., prt. Gremito, Letteral- in bottiglia. I (F). Imbottigliare, Co-
mente coperto di insetti, macchie, o Chiudere. stringere in uno spazio restretto. '
pallini di fucile da caccia | Brulicante. Prt. Imbucé
PI. Imbrustì
P. — ida PI. — è
F. — éda
PI. F. — idi. PI. F. — édi.
(v. Bxost).
Imbuchér, tr. Imbeccarn j Imboccare
Imbrustìr, tr., int. Diffondere, Infe. Prt. Imbuché
stare, Disseminare.
Prt. Imbrustì PI. — è
F. — éda
PI. — ì PI. F. — édi.
F. — ida I Imbuchéss int òn. Trovarsi a faccia a
PI. F. — idi. faccia con uno.
Imbrustìss, rfl. Gremirsi, Popolarsi Imbulsiss, rfi. Imbolsire, Divenir bol-
fino all'inverosimile. so.
Prt. (V. Imbrustì). Prt. Imbulsì
Imbrutìda, sf. Imbruttiniento.
PI. Imbrutidi. PI. —— ida
F. ì
Imbrutir, tr. Imbruttire, Disabbel- PI. F. — idi.
lire, Far brutto, Render brutto. Imbunìr, Imbonire (nel senso di mi-
Prt. Imbrutì gliorare terre, animali) ! Abbonire,
PI. — ì Rabbonire | rfl. Mitigarsi, Raddolcirsi,
F. — ida Placarsi, del tempo e della stagione ]
PI. F. — idi. Rimettersi in salute.
Imbruvaldèda, sf. Sbrodolata, Imbro- Prt. Imbunì
dolata. PI. — ì ^
PI. Imbruvaldèdi. F. — ida
Imbruvaldér, tr. (V. Imbruvaldess). PI. F. — idi.
IMBU 193 IMMA

Imburasché, prt., agg. Burrascoso. E' esageratamente un campo.


detto del tempo che si prepara per far Prt. (V. Imbuschè).
burrasca. Imbusiss rfl. Bacarsi : Cariarsi Ton-
Imburér, tr. Infangare con brago, chiarsi.
fanghiglia nera. (y. Bòra). Prt. Imbusì
Prt. Imburé PI.
PI. — è F. —— idai
F. — éda PI. F. — idi.
PI. F. — édi. Imbu§mér, tr. Imbozzimare. Passare
Imburir, (Rimburir), imp. Abbuia- la « bòsma » (v. Bò§ma).
re, per annuvolamento. Imbutèr, tr. Imbottare, Mettere nel-
Prt. Imburì, o Rimburi la botte (il vino).
F. Imburida, o Rimburida Prt. Imbuté
Imburiss, rfì. Oscurarsi (detto del PI. — è
cielo), Rabbuiarsi. F. — éda
Prt. Imburì. PI. F. — édi.
Imbumadè?, sm. Fuliggine. Imbutida, sf. Coperta imbottita. Tra-
Imburnér, tr. Annerire (con polvere
di carbone, con fuliggine o con bruni- PI. Imbutìd.
punta.
ce). Imbutidùra, sf. Imbottitura, Modo e
Prt. Imburné atto di imbottire.
PI. — è PI. Imbutidùr.
F. — éda Imbutir, tr. Imbottire, Rimpinzare.
PI. F. — édi. ; rfl. Imbuti
Rimpinzarsi ' Imbottirsi di panni.
Prt.
(Come l'it. ant. Imbrunire, dal lat. med.
burnire, brunire. GLE). PI. — i
Imbusanér, tr. Ficcare j (F.) Nascon- F. — ida
dere. PI. F. — idi.
] Ind s' èl imbusané? Dove si è fic- Imbuvazéda, sf. Intonacata di bovi-
cato?Dove
I si è nascosto? na, Spalmata di bovina.
Prt. Imbusané PI. Imbua^di.
PI. — è Imbuva^ér, tr. Intonacare con bo-
F. — éda vina. Spalmare di bovina.
PI. F. — édi. Prt. Imbuva?é
(Da « bu§ », buco). PI. — è
F. — éda
Il dialetto, quando deve esprimere l'idea
o l'azione di « mettere dentro », o « fic- PI. F. — édi.
(v. Buva^a)
care in un buco », usa anche « fiche' »
« instiché' », « intané' », « mètar in... ». Immajéss, rfl. Impigliarsi nella rete,
Imbuschè, agg. Coperto di frasche, fra le maglie, nel tramaglio.
di vegetazione j Troppo alberato. Prt. Immajè
Lat. med. imboscatus (detto di una PI. — è
via, come si usa ancora in dialetto). F. — éda
(V. GLE a «via»). PI. F. — édi.
PI. Imbuschè Immalghér, tr. Coinvolgere. Ficcare
F. — éda in una faccenda non chiara.
PI. F. — éda. (V. Immalghéss).
Imbuschéda, sf. Imboscata, Agguato. Immalghéss, rfl. Impelagarsi.
PI. Imbuschédi. ( Viene da « mélga » ; « mètass int una
Imbuschér, tr. Imboscare, Sottrarre mèlga», (F.) Ficcarsi in un melicaio).
al servizio di guerra, tenendo il soldato Prt. Immalghé
in ospedali, e uffici dalle retrovie ] PI. — è
Rendere simile a un bosco. Alberare F. — éda
IMMA 194 IMPA

PI. F. - édi. Prt. Immati.


Immaltéda, sf. Lutatura. Imma?inér, tr. Immaginare, Suppor-
PI. Immaltèdi. re, Ritenere.
Immaltér, tr. Lutare. Intonacare con Prt. Immagine
mota, o mota e pula insieme, Ammal- F. — éda
tare. PI. F. — édi.
Prt. Immalté Immlagfulè, agg. Viscoso. Viscido
PI. — è PI. Immlagulè
F. — éda F. — éda
PI. F. — édi. PI. F. — édi.
Immaltér, tr. Infangare, 'v. Mélta). (Da Mlégula). .
; Insaccare (v. Malèt). Immlèr, tr. Immelare, Cospargere di
Prt. Immalté miele.
PI. — è Prt. Immlé
P. — éda PI. — è
PI. F. — édi. F. — éda
Immamé, agg. Tutto mamma. PI. F. — édi.
! E§ar immamé, [Link] tutto mamma. Immurbjir, tr. (v. Rimmurbjìr), Am-
PI. Immamé mollire, Ammorbidire.
P. — éda Prt. Immurbjì
PI. F. — édi. PI. — i
Immancàbil, agg. Immancabile, Pun- F. — ida
tuale. PI. F. — édi.
PI. Immanchèbil Immurcèr, tr. Annerire con morchia
F. — àbila
I Sporcare di morchia.
PI. F. — àbili. Prt. Immurcé
Immancabilmént, aw. Immancabil- PI. — è
mente. F. — éda
Immanghé, agg. prt. Manicato. PI. F. — édi.
(V. Immanghér). Immurcèr, sm. Morcume.
Immanghér, tr. Immanicare. (V. Murcia).
Prt. Immanghé Immurir, tr. Abbronzare.
PI. — è Immu§arlér, tr. Imbrattare.
F. — éda Prt. Immurarle
PI. F. — édi. PI. — è
Immardér, tr. Lordare, Sporcare con F. — éda
feci, sterco. PI. F. — èdi.
PI. Immardé (Da Musarèla).
PI. — è Immusì, agg., prt. Immusito. Imbron-
F. — éda ciato.
PI. F. ^ édi. PI. Immu§ì
Immas-cèr, tr. Incastrare. F. — ida
Prt. Immas-cé PI. F. — idi.
PI. — è Impacéss, rfl. Pacchiarsi. Mangiare
F. — éda
con
mente. gusto ] (F.) Divertirsi enorme-
PI. F. — édi.
Immatimént, sm. Impazzimento, Di- Prt. Impacé
sturbo, Perdita di tempo 1 Seccatura. PI. — è
Prt. Immatimént. F. — éda
Immatìr, int. Impazzire, Fare dell'im- PI. F. — édi.
pazzimento. Impaciare, agg., prt. (v. Impaciarér).
Immatiss, rfl. Incapponirsi, Ostinar- Impaciàrér, tr. Infangare. Sporcare
si. con fajigo, Imbrattare.
IMPA 195 IMPA

Prt. Impaciare Impaline, agg. e prt. Impallinato, Fe-


PI. — è rito con pallini [ agg. Segnato con
F. — éda biffe.
PI. F. — édi. Impalinér, tr. Impallinare, Colpire con
Impadruniss, rfl. Impadronirsi, Im- pallini, senza uccidere, Ferire con pal-
possessarsi. lini.
Prt. Impadruni Prt. Impaline
PI. — i PI. — è
F. — ida P. — éda
PI. F. — idi. PI. F. — édi.
I Impadrvmiss dia ca (detto di cane o Impalughiss, rfl. Appisolarsi. Corri-
di gatto), Farsi di casa, Diventare di sponde al toscano appalugare (appiso-
casa.
larsi), all'umbro appaliginasse (addor-
Impajaré, agg., prt. Appagliato. Che mentarsi) e si accosta all'aretino ap-
è stato messo nel pagliaio. Detto di pliginare (vederci male, detto di chi
fieno, paglia, cime di granturco, ecc. guarda e non riesce a discernere (v.
PI. Impajaré DEI, a «balugine»).
F. — éda Il ravennate, del sec. XVII, à « palu-
PI. F. — édi. gar », cominciare a prendere sonno,
Impajarér, tr. Appagliaiare. (v. Aruch, op. cit.).
Impajé, agg., prt. Impagliato. Detto Impanér, tr. Panare, Rinvolgere nel
del grano quando fa troppa paglia a pangrattato. Impanare.
tutto scapito della spiga. Prt. Impané
PI. Impajé. PI. — è
Impaièda, sf. Impagliata, Impaiolata. F. — éda
Pranzo in occasione di battesimo.
(Vedi per la comprensione di questo Impapé, agg. e prt. Tale è il bambi-
no (e anche il lattonzolo) che ha rice-
vocabolo la voce Moj). vuto una supernutrizione di pappa.
Impajér, tr. Impagliare, Rivestire di PI. Impapé
paglia. F. — éda
Prt. Impajé PI. F. — édi.
PI. — é Imparchè, m. Causa, Motivo.
F. — éda
PI. F. — édi. I Parsòna d'imparché. Persona che sa
il fatto suo. Questo « d'imparché » è
Impajmè, prt., agg. Invischiato, Im- certo un vecchio « de parche », cioè
paniato. (Da Péjma, pania).
PI. Impaimè del perchè, nel senso: che deve ren-
dersi conto di ogni perchè (di ogni co-
F. — éda
PI. F. — édi. sa), o vuole rendersene conto.
Impaladura, sf. Palatura, Lavoro del Troviamo infatti: « Zénta d'impar-
palare. ché », Gente autorevole, Gente impor-
tante, o che si atteggia a tale.
PI. Impaladùr. Imparèr, tr. Imparare, Apprendere j
Impalè, agg. e prt. Impalato | Che Sentir dire. Apprendere.
sembra un palo, Che non sa muoversi, Prt. Imparé
Che è impacciato [ Sorretto con palatu- PI. — è
ra, Palato. F. — éda
(V. Impalér). PI. F. — édi.
Impalèr, tr. Impalare, Sorreggere con Imparintèr, tr. Apparentare, Impa-
pali. Palare. rentare.
Prt. Impalé Prt. Imparinté
PI. — è PI. — è
F. — éda F. — éda
PI. F. — édi. PI. F. — édi.
IMPA 196 IMPI

Impa^ìr, int. Appassire, Sfiorire, Av- PI. Imperatur.


vizzire. Imperiél, agg. Imperiale.
Prt. Impasì PI. Imperici
PI. — ì F. — èia
P. — ida PI. F. — èli.
PI. F. — idi. Impét, aw. Di fronte, Davanti. Di-
Impastrucé, a^g., prt. Impiastriccia, rimpetto.
to I Infangato.
PI. Impastrucé aj De' imF>et, Capitare di fronte, Andare
imbattersi...
F. — éda (It. di Ravenna, 1637 impeto, di fron-
PI. F. — èdi. te).
Impasti^ér, tr. Impastare (Non si usa Impi, avv. In piedi.
per il pane e la pasta). Impiànt, sm. Prato di erba medica.
Prt. Impastile PI. Impiént.
PI. — è I Simnè' l'impiànt, Seminare il medi-
F. — èda caio.
PI. F. — édi. Impiànt, sm. Impianto j Collocamen-
(v. Pastrucér). to a dimora di piante | Sistemazione
Impatér, tr. Impattare, Far patta. di una fabbrica. | Erezione di pali.
I Accadere. PI. Impiént.
Prt. Impaté Impiantér, tr. Costruire e arredare
PI. — è del necessario (fabbriche, opifici, can-
F. — éda tieri), Istituire.
PI. F. — édi. Prt. Impiantè
I U m' impatarà coma... Mi capiterà PI. — è
come... F. — éda
Impaurir, tr. Impaurire, Spaventare PI. F. — édi.
Prt. Impauri Impiantéss, rfl. Attecchire. Accestire.
PI. — i I (F.)Impiantè
Sistemarsi.
F. — ìda Prt.
PI. F. — idi. PI. — è
Impaviré, agg. prt. Impagliato (det- F. — éda
to di sedie, fiaschi, damigiane, ecc.). PI. F. — èdl.
(v. Impavirér). Impiàstar, sm. Impiastro, Empiastro
Impavirèr, tr. Impagliare. Rivestire I (F.) Persona molesta o malaticcia.
con cordicella attorcigliata, di foglie di PI. Impièstar.
canna o di foglie di erba palustre (v. (Lat. emplastrum).
Pavira) sedie, fiaschi, damigiane. Impiastrèr, tr. Impiastrare, Impia-
Prt. Impaviré stricciare.
PI. — è Prt. Impiastré
F. — éda PI. — è
PI. F. — édi. F. — éda
Impavurir, (v. Impaurir). PI. F. — èdi.
Impèc, agg. e prt. Impigliato, Aggan- Impichér, tr. Impiccare | Impigliare
ciato, Appeso.
PI. Impèc IPrt.
Appendere.
Impiché
F. — a PI. — è
PI. F. — hi. F. — éda
Impègn, sm. Impegno. PI. F. — édi.
PI. Impègn. (Lat. med. apicare, attaccare, GLE).
Imper, sm. Impero. Impichitér, tr. Piantar biffe o paletti,
PI. Impìr. cioè « pfchet », per lavori di delimi-
Imperatdr, sm. Imperatore. tazione di terreni, o impianto di frut-
IMPI 197 IMPI
teti e di fabbricati. PI. — ì
Prt. Impichité F. — ida
PI. — è PI. F. — idi.
F. — éda Impigulér, tr. Impegolare | Impeciare.
PI. F. — édi. (F.) Impelagarsi.
Impidimént, sm. Impedimento, Osta- (It. ant. sec. XIV, impegolare),
colo. (v. anche Pigulón).
PI. Impidimént.
Impidir, tr. Impedire, Ingombrare, Impilimèss, rfl. Impennarsi. E' nel-
l'uso venatorio, per dire che l'uccello
Ostacolare, Impacciare. si alza con volo quasi verticale.
Prt. Impidì Prt. Impiluné
PI. — i PI. — è
F. — ida F. — éda
PI. F. — idi. PI. F. — édi.
Impiè, agg., prt. Rappreso. Aggruma- Impinir, tr. Riempire.
to Rappreso.
I Prt. Impinì
I <' Ròba impièda » è la pioggia gelata PI. — ì
che non è ancora neve. F. — ida
PI. Impiè PI. F. — idi.
F. — éda Impir, tr. Empiere. Far pieno. Riem-
PI. F. — édi.
Impièda, sf. Rassodatura, Rappigliata Prt. Impi'
PI. Impiédi. pire.
PI. — ì
Impièg, sm. Impiego. F. — ida
PI. Impjìg. PI. F. — idi.
Impìèghé, sm. agg. prt. Impiegato. (Lat. implere).
PI. Impieghè Impiruchèr, tr. Imparruccare ] infioc-
F. — éda care, Parare a festa.
PI. F. — édi. Prt. Impiruché
Impieghèr, tr. Impiegare, Mettere in PI. — è
tm impiego, in un ufficio. F. — éda
Impiér, tr. Cagliare, Coagulare, Rap- PI. F. — édi.
prendere (latte, sangue) | Raggelare Impiriiléda, sf. Modulazione del fi-
(acqua). Rappigliare. schio degli uccelli e dell'uomo.
I Accendere. Rafforzativo di « apiér ». PI. Impirulédi.
Impignér, tr. Impegnare | Pignorare Impirulér, tr. Attorcigliare | int. Mo-
I Dare in pegno | Sequestrare al debi- dulare il canto, il fischio.
tore. Prt. Impirulé
Prt. Impigné PI. — è
PI. — è F. — éda
F. — éda PI. F. — édi.
PI. F. — édi. I Fé' dal j' impirulédi, Cantare con mo-
(Lat. med. impignare. GIìE). dulazioni, can variazioni melodiose.
Impignurér, tr. Pignorare. Mettere Impiscè, agg., prt. Orinato. Bagnato
sotto sequestro roba di debitore insol- di orina, Impregnato di orina.
vente. PI. Impiscè
Prt. Impignuré F. — éda
PI. — è PI. F. — édi.
F. — éda Impiti, agg., prt. Impettito, Col petto
PI. F. — édi. in fuori.
(Dal lat. pignorare). PI. Impiti
Impig^ìss, rfl. Impigrirsi. F. — ida
Prt. Impigrì PI. F. — idi.
IMPI 198 IMPR

Impitruglié, agg. e prt. Unto con pe- F. — ida


trolio, Sporco di petrolio. « Petroliato » PI. F. — idi.
PI. Impitruglié Impradì, agg. Indurito, Coagulato.
F. — éda Uvar impradi, Mammella (di anima-
PI. F. — édi. le) indurita, (perchè il latte non può
Implume, prt. Cosparso di piume, di uscire). ([Link] deriva da « pre », mat-
piumino. tone).
PI. Implume Impradiss, rfl. Indurirsi Coagularsi
F. — éda Cagliarsi.
PI. F. — édi. Imprastér, tr. Prestare, Dare in pre-
Irapiumèss, rfl. Cospargersi di piume, stito.
(v. Implume). Prt. Imprasté
Impivaré, agg. Pepato, PI. — è
(v. Impivarér). F. — éda
Impivaréda, sf. Condita di pepe. Im- PI. F. — édi.
pepata. te).Imprémar, tr. Imprimere (nella men-
PI. Impivarédi. Prt. Imprè^
Impivarér, tr. Impcpare, Condire con PI. — èf
abbondanza di pepe. F. — è§a
Prt. Impivaré
PI. — è PI. F. — è§i.
F. — éda
Impré§, agg.. prt. Cagliato, Coagula-
PI. F. — édi. to, Rappreso.
Implachéda, sf. Appiccicata | Imbrat- I Lat. imprès. Latte cagliato.
tata.
PI. Implachédi. I Roba imprèsa, Roba coagulata
vischio. Ne-
Implachér, tr. Appiattare, Ridurre a
I E' fa dia roba imprèsa, Piove del ne-
vischio.
cosa piatta | Attaccare. Appiccicare una
cosa molle, mota, frutta fradicia, frut- Imprèsa, sf. Cagliamento j Coagulo
ta molle, pomodori, ecc.
Prt. Implaché j Caglio.
I De' l'imprèia a e' lat. (Alla lett. Dare
PI. — è il caglio al latte). Mettere il caglio
F. —éda nel atte.
PI. F. — édi. Impreféri, sm. Impresario.
Impné, sf. Impennata j Minaccia di PI. Impre§èri.
colpire.
Imprefion, sf. Impressione Spaven-
I De' l'impné. Avventarsi ] Minacciare. to, Paura | Sensazione.
Impnèss, rfl. Impennarsi, Inalberarsi PI. Imprefion.
Prt. Impné Impre§iunàbil, agg. Impressionabile.
PI. — è PI. Impre§iunèbil.
F. — éda F. — àbila
PI. F. — édi. PI. F. — àbili.
Impanar, tr. Imporre j Intimare | Co- Imprcfiunèr, tr., intr. : Impressiona-
mandare ICostringere ] Obbligare.
Prt. Impòst [Link] 1Commuovere \ Turbare ! Spaven-
PI. Impóst Prt. Impre§iuné
F. Impòsta
PI. —— éda
F. è
PI. F. Impósti.
Impòsta, sf. Impronta, Orma. PI. F. — édi.
PI. Imposti. Impresi, sm. Imprestato. Mai usato
Impradghìr, tr. Impratichire. con questo significato. Si usa invece
Prt. Impradghì
PI. — ì « préstit » e « pia§é ». E' usato solo nel-
la forma avverbiale Ande' imprèsi.
IMPR 199 IMPU

PI. F. — idi.
Andare in prestito j Tu' imprest, Pren-
Impscighir, tr. Vescicare, Far venir
dere a prestito | De' imprest, Dare a
prestito. vesciche j Irritare la lingua, o la bocca.
Imprestè, prt., agg. Imprestato, Pre- Prt. Impscighì
stato. PI. — ì
F. — ida
I De imprastè, Giorni prestati, presta-
ticci. Sono gli ultimi tre giorni di mar- PI. F. — idi.
zo e i primi tre di aprile. E' contro- Impstèda, sf. Impestata, Infezione ve-
versa la credenza se siano fasti o ne- nerea.
fasti ai lavori agricoli. PI. Impstédi.
(V. Imprestér). Impstér, tr. Appestare, Ammorbare,
Imprestér, o Imprastèr, tr. Prestare, Infettare.
dare a prestito. Prt. Impsté
Prt. Imprestè PI. — è
PI. — è F. — éda
F. — éda PI. F. — édi.
PI. F. — édi. Impugnadura, sf. Impugnatura.
PI. Impugnadùr
Imprevèst, sm. Imprevisto | L'impre-
vèst. L'imprevisto, Ciò che non si può Impuléna, sf. Ampollina.
l'olio.
prevedere | agg. Imprevisto, Impreve- , L'impuléna da l'oli. L'ampollina del-
duto, Inatteso, Inaspettato, Impensato.
PI. Imprevèst « Impuléna » significa anche piaga, im-
F. — està
petigine.
PI. Impulén.
PI. F. — esti.
Imprignéda, sf. Impregnazione ] Im- (Dal lat. med. ampulla, ampolla. GLE).
pregnamente. Impultrunìss, rfl. Impoltronirsi, Im-
PI. Imprignédi.
Imprignér, tr. Impregnare (detto di pigrirsi.
Prt. Impultrunì
animali) | Ingravidare. PI. — ì
Prt. F. — éda F. — ida
PI. — èdi. PI. F. — idi.
Imprudènti agg. Imprudente, Incauto. Impunént, agg. Imponente | Autori-
PI. Imprudént tario. Che dà soggezione.
F. — a PI. Impunént
PI. F. — i. F. — a.
Imprudènza, sf. Imprudenza. PI. F. — i.
Imprónta, sf. Impronta, Orma, Se- Impunite, sf. Impunità.
gno, Traccia. Era concessa, dai tribunali pontifici,
PI. Imprónti. l'impunità a coloro che denunciavano
Imprupèri, .sm. Improperio. Maledi- i propri compagni di cospirazione.
zione.
Il traditore godeva per poco dell'impu-
PI. Imprupèri. nità, perchè veniva generalmente elimi-
Impruvì^, agg. Improvviso, Subita- nato a pugnalate o a colpi di pistola
neo. corta dai compagni traditi. Per questo
I A l'impruvisa, All'improvviso. si diceva: Chi entra nelle sette gode e
Impruvi^éda, sf. Sorpresa, Improvvi- chi ne esce muore.
sata. Impuntèss, rfl. Fermarsi, Impuntar-
PI. Impruvi§édi. si, Non voler procedere, Ostinarsi.
Prt. Impuntè
j Fé' un'impruvi§eda. Capitare all'im-
provvisoFare
I una soiiiresa. PI. — è
Impsoig^hi. aiin.. prt. Vescicoso. F. — éda
PI. Impscighì PI. F. — édi.
F. — ida Impurbiè, agg. Impolverato.
IMPU 200 INAR

(v. Impurbièr). P. — 6ra


Impurbiéda, sf. Impolverata. PI. P. — òri.
PI. Impurbiédi. Impustùra, sf. Impostura, Calunnia.
PI. Impustùr.
Impurbièr, tr. Impolverare. Cospar-
gere di polvere. Imputé, sm. Imputato.
Prt. Impurbié PI. Imputé
PI. — è Imputéca, sf. Ipoteca.
F. — éda PI. Imputèc.
PI. F. — édi. Im§urè, agg. prt. <v. Im§urér).
Impurchér, tr. Far coprire dal por- Ini§uréda, sf. Misurazione.
co, dal verro. PI. Im.^urédi..
Prt. F. Impurchèda [Link]én, sm. Misurino. Piccola mi-
PI. F. — édi. sura ; e anche misura per la carica
Impunnètar, (v. Purmètar). di armi da fuoco, e misura del latte.
Impurtan^a, sf. Importanza. PI. Im§urén.
Imsurèr, tr. Misurare.
\ Déss dl'impurtànza, Darsi importan-
za. Prt. Im§urè
PI. Impurtàn^. PI. — è
Impurtazión, sf. Importazione. F. — éda
PI. Impurtazión. PI. F. — édi.
Impurté, agK-. prt., (v. Impurtér). In, pr. In. Nelle forme articolate
Impurtér, intr. Importare, Interessa- acquista
— nelle. una t e diventa: Int e' = nel;
re, Itr. Importare, Introdurre dal di int i nei; int la - nella; int al
fuori.
Prt. Impurté Inacvarì, agg. Acquoso.
PI. — è PI. Inacvarì
F. — éda F. — ida
PI. F. — édi. PI. F. — idi.
Impu^èbil, agg. Impossibile. Inacvarìss, rfl. Divenire acquoso (det-
PI. Impufèbil. to di frutta e del cervello).
F. — a I Ave' al ^arvèl inacvaridi (detto di
PI. F. — i. chi dà segni di scemenza).
Impu^ibilité, sf. Impossibilità. Inagrir, int. Inagrire, Inacidire.
Prt. Inagrì
Impufi^éss,
dronirsi. rfl. Impossessarsi. Impa-
PI. — ì
Prt. Impusifé F. — ida
PI. — è PI. F. — idi
F. — éda (v. Egar).
PI. F. — édi. Inalzèr, tr. Innalzare. (Più usato
Impustèr, tr. Impostare | Mettere in « al^r »).
posta. Inamurajión, sf. Innamoramento.
Prt. Impusté PI. Inamura^iòn.
PI. — è Inamurè, agg. e sm. Innamorato, In-
F. — éda vaghito.
PI. P. — édi. PI. Inamurè
Impustéss, rf. Appostarsi | Mettersi F. — éda
in agguato. PI. F. — édi.
Prt. Impusté Inamurér, tr. Innamorare, Invaghire
PI. — è (v. Inamurè).
F. — éda Inarchér, tr. Inarcare, Piegare ad
PI. F. — édi. arco.
Impustor sm. Impostore.
PI. Impustùr PI. — è
Prt. é -
INAR 201 INCA

F. — éda (V. Incalarér).


PI. F. — édi. Incalarèr, tr. Avviare | Instradare ]
Inarzinté, agg. Inargentato. Indirizzare. Avviare in una carriera,
PI. Inar?mtè in un commercio, in ima professione
F. — éda I (F.) Mettere in carreggiata.
Prt. Incalarè
PI. F. — édi. ~ PI. — are
Inarzìntér, tr. Inargentare^ Coprire
con strato di argento. F. — éda.
Prt. Inar?inté PL F. — édi.
PI. — è I Incalaréss ben, (F.) Avviarsi su una
F. — éda buona strada.
PI. F. — édi. I Incalaréss mèi, (F.) Avviarsi, metter-
Inazarì, agg. Acciaiato. (V. Inazarìr). si su ima cattiva strada.
PI. Inamarì (Da Calerà).
F. — ida Incali^^nìr, tr. Cospargere di fuliggi-
PI. F. — idi ne. Praticato in agricoltura come di-
Inazarìr, tr. Acciaiare. Rinforzare con fesa contro le larve.
acciaio parti di ferro come martelli, Incalurìr, tr. Riscaldare [ Causare
inciudini, mannaie, scalpelli. riscaldamento (per effetto di cibi o be-
Prt. Inazarì vande). Causare irritazioni alla bocca,
ì* alla
Prt. gola, allo stomaco e all'intestino.
PI. —— ida
F. Incaluri
PI. F. — idi. PI. — i
Incaculé, agg. Caccoloso, Cisposo. F. — ida
PI. Incaculé PI. F. — idi.
F. — éda Incalzine, agg. prt. Incalcinato [ Im-
PI. F. — édi. brattato di calce ! Disinfettato con
Incadiné, agg., prt. Incatenato. Lega- calce.
to a catena o con la catena. PI. Incalvine
PI. Incadiné F. — éda
F. — éda PI. F. — édi.
PI. F. — édi. Incal^inéda, sf. Incalcinatura.
Incadinéda, sf. Incatenata. PI. Incalzinédi.
PI. Incadinédi.
Incalzinèr, tr. Incalcinare | Disinfet-
Incadinér, tr. Incatenare. tare con calce | Dare la calce.
Prt. Incadiné Prt. Incalvine
PI. — e PI. — è
F. — éda F. — éda
PI. F. — édi. PI. F. — édi.
Incàj, sm. Intoppo, Incaglio. Incaminèr, tr. Incamminare (F.)
PI. Incàj. Mettere sulla retta via.
Incajé, agg., prt. Incagliato. Inceppa- Prt. Incaminé
to. PI. — è
PI. Incajè F. — éda
F. — éda PI. F. — édi.
PI. F. — édi. Incamifè, agg. Incamiciato. Avvolto
La merce che non ha compratori è nelle glume.
« Roba incajéda », e così è una ra- Detto del grano e del riso.
gazza che non ha più pretendenti. PI. (manca)
Incajèss, rfl. Incagliarsi | Incepparsi. F. — Incami§éda
(v. Incajé). PI. F. — edl.
Incalarè, agg., prt. Avviato. Messo in Incanalér, tr. Incanalare (detto di
carreggiata | (F.) Instradato. acque). Convogliare | Inalveare.
INCA 202 INCA

Prt. Incanalé Incaparlér, tr. Mettere la capparel-


PI. — è la j Gettare la capp. sulla testa.
F. — èda Prt. Incaparlé
PI. F. — édi. PI. — e
Incancriniss, rfl. Incancrenirsi. F. — éda
Prt. — Incancrinì PI. F. — édi.
PI. — ì rfl. Incaparléss, Chiudersi, Avvolger-
F. — Ida si nella capparella.
PI. F. — idi. Incapucé, prt. agg. Incappucciato.
Incanér, tr. Incannare, Sostenere con PI. Incapucé
F. — éda
canne | Incannucciare (la pipa). Met- PI. F. — édi.
tere la cannuccia alla pipa [ A cau-
sa dello scherzo che veniva fatto di fre- Incapucér, tr. Incappucciare.
quente ai fumatori, di otturare il foro Prt. (v. Incapucé).
della cannuccia con un pezzetto di Incaputé, prt. Incappottato.
PI. Incaputè
fiammifero di legno, « incané' la pepa F. — éda
a ón », significa anche otturare la can-
nuccia a uno. PI. F. — édi.
Incàric, sm. Incarico, Incombenza,
Il modo di dire « al j' è pèp incanédi »,
sono pipe incannucciate, significa « so- Compito.
no cose difficili ». PI Inchèric.
Incànt, sm. Incanto. Meraviglia. Incarichér, tr. Incaricare.
PI. Inchént. Prt. Incariché
Incanté, agg. Stup ideilo. Inesperto. PI. — è
PI. Incantè F. — èda
F. — èda PI. F. — édi.
PI. F. — édi. Incarìr, tr. Rincarare.
Incantèr, tr. Incantare, Abbagliare Prt. Incarì
I Operare incantesimi. PI. — ì
Prt. Incanté F. — ida
PI. — è PI. F. — idi.
F. — éda Incarnazéda, sf. Atto e modo di met-
PI. F. — édi. tere il catenaccio.
Incantè^om, sm. Incantesimo, Incan- Incarna:fèr, tr. Mettere il catenaccio.
tamento. Prt. Incarnazé
PI. Incantì§om. PI. — è
Incantéss, rfl. Incantarsi. Rimanere F. — éda
in ammirazione, in contemplazione. Ab- PI. F. — édi.
bagliarsiEssere
1 preso da incanta- Incarnèda, agg. prt. Incarnata (detto
mento. di unghia).
Incantunér, tr. Spingere verso un PI. Incamédì
angolo. Costringere a stare nell'ango- Incarté, agg.. prt. (v. Incartér).
lo. Tenere a bada in un angolo | Rin- Incartér, tr. Incartare. Avvolgere con
cantucciare. carta.
Prt. Incantuné Prt. Incarté
PI. — é PI. — è
F. — éda F. — éda
PI. F. — édi. PI. F. — édi.
Incantunèss, rfl. Rincantucciarsi ] Incarugni, prt., agg. Intrisito, Avviz-
Appartarsi. zito, Vizzo, Incarognito.
Prt. (v. Incantimér). PI. Incarugnì
Incaparlé, agg., prt. Avvolto nella cap-
parella. PI. F. — Incarugnidi
F. — ida*
INCA 203 INCI
Incarugnìss, rfl. Incarognire. Detto Incavalér, tr. Accavallare.
in senso fig. Prt. Incavale
Prt. Incarugnì PI. — è
PI. — ì F. — éda
F. — ida PI. F. — édi.
PI. F. — idi. Incavé, agg. prt. Incavato. Scavato,
Inca§, sm. Incasso. Cavo. Che presenta incavature.
PI. Inchè§. PI. Incavè
Incanali, agg. Addomesticato, Che sì F. — éda
è affezionato alla casa. PI. F. — édi.
PI. Inca§alì Incavéss, rfl. Cavarsi, Disimpegnarsi.
F. — ida I Incavé§am, Disimpegnarsi, Sapersela
PI. F. — idi. cavare. Riuscire.
Incasaliss, rfl. Diventar di casa. Prt. Incavé
Prt. Incasalr Incaviér, tr. Chiavardare. Collegare
PI. — i con chiavarde di legno Mettere ca-
F. — ida vicchi.
PI. F. — idi. Prt. Incavié
Incascé, prt., agg. Incassato (messo in PI. — è
cassa) ] Affondato, Incassato (vicolo, F. — éda
fiume strada) (F.) Incassato. PI. F. — édi.
PI. Incascé Incénf, sm. Incenso.
PI. F. — édi. (Lat. med. incensum, GLE).
F. — éda Inchén, sm. Inchino.
Incaspìr, int. Accestire. PI. Inchén.
Prt. Incaspé Inchèna, avv. Fino. Sino Inchèna
PI. — è che.... Fino a che...
F. — éda Inchèfa, aw., A causa. Per causa.
PI. F. — édi. !Perchè...
Inchè§a 'd, A causa di... ' Inchèsa che...
Incàstar, sm. Incastro.
PI. Inchèstar. Inchinér, tr. Inchinare, Abbassare.
(Lat. med. incastrum. GLE). Prt. Inchiné
Incastrér, tr. Incastrare | Introdur- PI. — è
re, Conficcare, Commettere. P. — éda
Prt. Incastrè PI. F. — édi.
PI. — è Inciacarér, tr. Infinocchiare, Imbro-
PI. F. — édi. gliare. Convincere con delle ohiacchere.
F. — éda Prt. Inciacaré
Incativir, tr. Incattivire Viziare. PI. — è
Prt. Incativì P. — éda
PI. — ì PI. P. — édi.
F. — ida [Link]ìr, tr. Schiarire, Rendere chia-
PI. F. — idi.
Incatraméda, sf. Incatramata, Spal- Prt. Inciari
matura di catrame. PI. — ì
PI. Incatramédi. F. — ida
Incatramèr, tr. Incatramare. Dare il PI. F. — idi.
catrame. (Lat. med. inclariri, schiarire. GLE;
Prt. Incatramè da cui anche il toscano « inchiarire »
PI. — è del XIII sec.).
F. — éda Inciavèr, tr. Inchiavare, Chiudere a
PI. F. — édi. chiave. Mettere sotto chiave.
Incavalèda, sf. Accavallamento. Prt. Inciavé
INCI 204 INCR

PI. — è F. — ida.
F. — èda PI. P. — idi.
PI. F. — édi. Inciuturér, tr. Tappare, Mettere II
(v. Ciavér). turacciolo.
Inciciuì o Inciciuvì (v. Inciciuviss). Prt. Inciuturé
Inciciuviss, rfl. Allocchirsi. Diventare PI. — è
come un chiù. iUa. Ciù, chiù). F. — èda
Prt. Inciciuvì PI. F. — édi.
'Da Ciutùr).
PI. — ì
F. — ida. Incóntar, sm. Incontro I Scontro.
PI. F. — ida. PI. Incùntar. .
Inciòn, pron. e agg. Nessuno. Incontra, pr., avv. Incontro, Contro,
PI. Inciòn Versa, In direzione di...
F. — óna Incora, avv. Ancora, Nuovamente.
PI. F. — óna. Incózan, sm. Incudine.
Inciòstar, sm. Inchiostro. PI. Incó?an.
(Lat. med. inclostrum. GLE). [ Incó?an da bàtar la fera, Incudinetta
Incipriéda, sf. Incipriata. a fìttone che si ficca nel terreno e
PI. Incipriéda. serve per affilare attrezzi da lavoro
Incipriér, tr. Incipriare. agricolo.
Prt. Inciprié (Lat. incudo incudinis; lat. med. an-
PI. — è cuzinis. GLE).
F. — èda Incrichér, tr. « Incriccare ; armare il
PI. F. — édi. cane del fucile per far fuoco. Verbo
Inciuchir, tr. Inciucchire, Ubbriacare. del dialetto romagnolo, che non è sui
PI — i dizionari, ma assai esprimente », G.
F. — ida. Mengozzi, op. cit., nota « a » p. 75.
PI. P. — idi. « Incrichéss ». Rimanere con qualche
(Da Ciuca). articolazione irrigidita p>er cause reu-
Inciudéda, sf. Inchiodatura. matiche. Irrigidirsi.
PI. Inciudédi. Incrinér, tr. Avvitare (v. Invidér).
Includer, tr. Inchiodare. Incrispè, agg. Increspato, Aggrinzato.
Prt. Inciudé PI. Incrispè
PI. — è F. — èda
F. — éda PI. F. — édi.
PI. F. — édi. Incrispér, tr. Increspare, Accrespa-
[ Armane' inciudé, (F. ) Rimanere di re { Aggrinzarsi.
stucco. Incrònic, agg. Cronico. Detto di vec-
(Lat. med. inclodare e inchiodare. chio paralitico, affetto da malattia in-
GLE). curabile.
Inciurlèr, tr. Sporcare la faccia, il PI. Incrònic
muso. Generalmente è usato nella for- F. — ònica
ma riflessiva « inciurlé§ », sporcarsi, im- PI. F. — ònichi.
piastricciarsi. Incr5§. sm. Incrocio, Ibrido.
Prt. Inciurlé Prodotto di un accoppiamento incro-
PI. — è ciato.
F. — èda PI. Incrù§.
PI. F. — édi. F. — éda
(Da Ciòrla). (L'ibrido, di qualsiasi accoppiamento,
Inciusìr, tr. Insudiciare, Sporcare, In- generalmente infecondo, viene chiama-
sozzare. to anche « mul », mulo).
Prt. Inciu§ì Incrudiss, rfl. Incrudirsi. Detto di
PI. — ì patate e legumi che, dopo essere stati
INCR 205 INCU

cotti, ritornano a indurirsi. [ Detto an- PI. — è


che del bucato che, dopo essersi asciu- F. — éda
gato, presenta un aspetto oscuro, di PI. F. — édi.
poco pulito.
Prt. Incrudì . [Link]én^a, sf. Incombenza, Incari-
PI. — ì PI. Incumbén^.
F. — ida Incunijéda, sf. Copula fra conigli.
PI. F. — idi. PI. Incunijédi.
Incru§ér, tr. Incrociare j Accoppia- Incunijér, tr. Dare il coniglio alla
re due soggetti di razza o specie di- coniglia.
versa IIbridare. Prt. F. Incunijéda
(Il dialetto non distingue l'ibridazio- PI. F. — édi.
ne dall'incrocio). Inciinijéss, rfl. Fecondarsi, Impre-
Incù, avv. e sm. Oggi. gnarsi (detto di coniglio).
, D'incù ot, Da oggi a otto, Fra otto Incuntrèr, tr. Incontrare | Incogliere.
Prt. Incuntré
giorni j D'incù cvènd§. Fra quindici
giorni. Da oggi a quindici, l E' de PI. — è
F. — éda
d'incù. Il giorno d'oggi.
Incucér tr. Ficcare la testa dentro PI. F. — édi.
qualche cosa ' Entrare nella cuccia. Inciintréri, sm. Contrario, Opposto,
Prt. Incucé Inverso.
PI. — è Incupér, intr. Mettere il collo sotto.
F. — éda Detto dei buoi che si mettono sotto
PI. F. — édi. il giogo 1 (F.) Mettersi sotto; mettersi
Incucéss, rfl. Accucciarsi j Piccarsi a lavorare.
con la testa sotto le coperte. Incuragér, tr. Incoraggiare, Rincuo-
Prt. Incucé rare.
PI. — é Prt. Incuragè
F. — éda PI. — è
PI. F. — édi. F. — éda
Incucunèss, rfl. Conficcarsi, Ficcar- PI. F. — édi.
si dentro a modo di cocchiume. Incurduniss, rfl. Incordarsi. Indurir-
Prt. Incucuné si come corda.
PI. — è Prt. Incurdunì
F. — éda PI. — ì
PI. F. — édi. Incurèss, rfl. Curarsi, Prendersi cu-
I Incucunèss cun la testa tra la seva, ra. Darsi pensiero.
Andare a finire con la testa fra la Prt. Incurè
siepe, PI. — è
(v. Cucón). F. — éda
Incudèss, rfl. Uscire tra le maglie PI. F. — édi.
con la coda (detto dell'anguilla e del
buratello). [Link]ì, agg. Libeccioso. Di libec-
Avvinghiarsi con la coda. Detto delle Témp incurinì. Tempo libeccioso, Sta-
anguille e dei buratelli quando si av- gione libecciosa.
vinghiano con la coda a uno stelo di (V. C^uréna).
canna palustre. Incurinìss, rfl. Volgersi in libeccio,
Prt. Incudé Cambiare in libeccio (detto del tem-
PI. — é
F. — éda Prt. Incurinì.
PI. F. — édi. (V. Curéna).
po).
Inculèr, tr. Incollare Incumicér, tr. Inconocchiare. Fare
Prt. Inculé
il pennecchio, la connocchia (alla roc-
INCU 206 INDI
ca).
j Induv'èli? Dove sono [Link]?
Prt. F. — Incurnicéda Indafaré, agg. Indaffarato, Affaccen-
PI. F. — éda. dato.
Incurniijér, tr. Incorniciare, Mettere PI. Indafaré
in cornice. F. — éda
Prt. Incurni§é PI. F. — édi.
PI. — è Indarbé, aj^g-, prt. (V. Indarbés.s).
F. — éda Indarbéss, rfl. Sporcarsi, macchiarsi
PI. F. — édi. con erba.
Incurpèss, rfl. [Link] (di ani- Prt. Indarbé
male o persona). PI. — è •
j Ingrossarsi di femmina o donna che F. — éda
si ingrossa per gravidanza. PI. F. — édi.
Prt. Incurpé Indarli, agg., prt. Rammollito (per
PI. — é vecchiaia). Infrollito (per vecchiaia).
F. — éda «Indarli» viene da intarlato (tarlato,
PI. F. — édi. corroso dai tarli) usato nel sec. XV,
Incurunaziòn, sf. Incoronazione. attraverso un « intarlito ».
PI. Incurunaziòn. PI. Indarli
Incurunèr, tr. Incoronare, Mettere la F. — ìda
corona. PI. F. — idi.
Prt. Incuruné Indarliss, rfl. Infrollirsi (per età).
PI. — è (V. Indarli).
F. — éda Indiebité, agg. prt. Indebitato.
PI. F. — édi. E' più usato « Pi'd debit », pieno di
Incusciént, agg. Incosciente ' Mal- debiti.
vagio. Indebitèss, rfl. Indebitarsi.
PI. Incusciént Prt. Indebite
F. — énta PI. — è
PI. F. — ènti. F. — éda
Incuzida, sf. Scontro, Cozzo. PI. F. — édi.
PI. Incu^ìdi. Indenèz, sm. Indennizzo.
Incvarté, agg. Quartato. Detto di ani- PI. Indenèz.
male grasso. Indeni?ér, tr. Indennizzare.
j Gras incvarté, Grasso quartato. Prt. Indeni?é
Tutto grasso. PI. — è
PI. Incvarté F. — éda
F. — éda PI. F. — édi.
PI. F. — édi. Indentar, avv. Dentro, Addentro, En-
Incvarcér, tr. Mettere il coperchio tro.
Coprire. Coprire col cappello, con una De' indentar, Mescolare Rimestare.
foglia di bardana, con un cencio, ecc. Indibulìr, tr. Indebolire, Infiacchire.
Prt. Incvarcé Prostrare.
PI. — è Prt. Indibulì
F. — éda PI. — ì
PI. F. — édi. F. — ida
Incvisizión, sf. Inquisizione. PI. F. — idi.
Ind, (composto di «in» e «dóv»). Indici^, agg. Indeciso, Irresoluto, In-
avv. Dove. Usato nelle interrogazioni. certo, Titubante.
] Indo (altro composto di « in » e PI. Indicìs
« dó(v) »}, Dove. F. — ci§a.

Induv'èl? Dov'è egli? , Induv'èla? PI. F. — ci§ia.


Indicisidn, sf. Incertezza. Indecisione.
Dov'è ella? | Induv'èj, Dove sono essi?
INDI 207 INDÙ

PI. Indici§ión. PI. Indulént.


F. — énta
Indifarént, agg. Indifferente | Imper-
turbabile. PI. F. — énta.
PI. Indifarént Indulénza, sf. Indolenza.
F. — énta Indulì, agg. Indolenzito.
PI. F. — ènti. PI. — Indulì.
Indifarénza, sf. Indifferenza \ Apatia F. — ida
j Impertubabilità. PI. F. — idi.
Indigést, agg. Indigeribile, Difficile Indulidùra, sf. Indolenzimento.
da digerire. P. Indulìdùr-
PI. Indigést Indulìss, rfl. Indolenzirsi.
F. — està Prt. (V. Indulì).
PI. F. — èsti. Indulzir, tr. Addolcire, Rendere, dal-
Indire^, sm. Indirizzo. ce.
PI. Indirèz. Prt. Indulzi
Indu§ér, intr.' Indugiare. PI. — ì
Indiri^r, tr. Indirizzare. PI. F. — idi.
Prt. Indirijé F. — ida
PI. — è Induniss, rfl. Farsi donna. Indon-
F. — éda nire.
PI. F. — édi. Prt. Indunida.
Indispia^èr, intr. Dispiacere. PI. Indunidi.
Indivia, sf. Indivia (cichorium en- Induré, agg. Dorato ^ Indorato.
divia). PI. Induré
PI. Indivji. F. — éda
(Lat. mend. indivia, GLE). PI. F. — édi.
Indìzi, sm. Indizio, Manifestazione. Indurèr, tr. Indorare, Dorare.
Segno, Segnale. Prt. Induré
PI. Indìzi. PI. — è
Indo, avv. Dove, Ove. P. — éda
Indóstria, sf. Industria, Fabbrica. PI. F. — édi.
PI. F. — Indóstriji. Indurir, tr. Indurire, Rassodare.
Indrénta, aw. Dentro, Addentro. (V. Prt. Induri
Indentar). PI. — ì
F. — ida
I De' indrénta, Rimescolare | Mischiare.
P. F. — ida.
I De' indrénta
senza economia. a i bajóc. (F.) Spendere Indurmént, agg. Addormentato, .^s-
Indrì, aw. Indietro. sopito, (F.) Tonto.
PI. Indurmént
I De' indrì, Restituire. F. — énta
I De' d' indrì. Indietreggiare.
I Caminé' ninz e indrì, Camminare a- PI. F. — ènti.
vanti e indietro. Indurmintèr, tr. Addormentare.
Prt. Indurminté
I Armane' indrì. Restare, rimanere in-
dietro. PI. — è
F. — éda
I La^é'tere,indrì. Lasciare
Trascurare. indietro, Omet-
PI. F. — édi.
I Tiréss indrì, (F.) Ritirarsi. (It. ant. indormentare. Ricettario di
I Indietreggiare. Caterina Sforza).
I Témp indrì. Tempo addietro. Tem- Indùs, sm. Indugio.
po fa, Una volta. (V. Mestrindù§).
I J'èn indrì. Gli anni addietro, Gli an- Indu§èr. int. Indugiare.
ni- passati. Prt. Indu§é.
Indulént, agg. Indolente. Industrièss. rfl. Ingegnarsi, Adope-
INDÙ 208 INFA
rarsi. Prt. Inlaflé
Prt. Industrie PI. — è
PI. - è F. — èda
F. — éda PI. P. — édi.
PI. F. — édi. Infaguté, prt. agg. Infagottato. Av-
Industriò^, agg. Ingegnoso, Intrap- volto a modo di fagotto.
prendente, Industrioso. PI. Infaguté
PI. Industriù? F. — èda
F. — ó§a PI. F. — édi.
PI. F. — ò§i. (v. Fagòt).
Indùv, avv. Dove (nelle interrogaz.). Infalèbil, agg. -Infallibile.
PI. Infalèbil.
Indùv èl? Dov'è (egli)? | Indùv èia? Do-
v'è (ella) ecc. (v. Ind). F. — a
Indvén, sm. Indovino. Pi. F. — i.
PI. Indvén Infalsir, tr. Falsificare.
F. — éna Prt. Infalsì
PI. F. — éna. PI. — i
Indvinel, sm. Indovinello, Enigma. F. — ida
PI. Indvinel. PI. F. — idi.
L'indovinello popolare romagnolo è Infàm, agg. Infame.
spesso un inganno per fare uno scher- PI. Infèm
zo, « un furmàj », un formaggio che, F. — ama
in senso figurato, significa scherzo... PI. F — ami.
saporito. Eccone alcuni. Infamèr, tr. Infamare, Denigrare.
Prt. Infame
I Induvinèl, induvinaia, chi fa l'òv int
la paia? PI.
L'è la galèna. F. —— éda
é
Merda in boca a chi eh' l'indvéna. PI. F. — édi.
A j ò, im budsén pznén pznén / che Infariné, agg. Infarinato.
tén do fata 'd ven. PI. Infariné
P. — éda
I L'è l'òv!
I Bè§a e' cui a Maciòl. PI. F. — édi.
Maciòl u n' gn' è. Infarinèda, sf. Infarinatura, Atto ed
Bè§m e' cui a me. effetto dell'infarinare.
Chi èl e' pio ció§ dia ca? (P.) I ficiale
Preparazione Conoscenza super-
L'è la game. di una data materia dello scibile.
Bé^a e' cui a tu pé. PI. Infarinédi.
Indvinel, m. Erba calderugia, Pie Infarinèr, tr. Infarinare.
d'uccellino (Senecio vulgaris L.). Prt. Infariné
Gallizioli, Op. Cit. PI. — è
Indvinér, tr. e int. Indovinare, Divi- F. — éda
nare, Predire, Presagire ' Azzeccare. PI. F. — édi.
Imbroccare. Inf armari, sf. Infermeria.
I Tire' a indviné' Cercare di indovina- PI. Infarmarì.
re I Rispondere per tentativi. Infarmir, sm. Infermiere.
Infaflè, agg., prt. (V. infaflér). PI. Infarmir
Infaflèda, sf. Impiastricciata (V. In- F. — ira
faflér). PI. F. — iri.
PI. Infaflédi. Infamèl, agg. Diabolico, Infernale.
PI. Infamèl
{ Déss
[Link]'infaflèda. Darsi un'impia- F. — èia
Infafléss, rfl. Impiastricciarsi. (V. PI. F. — èli.
Fafìér).
Infartlè, agg., prt. Infrittellato, Mac-
INFA 209 INFR

chiato d'unto. F. — éda


PI. Infartlè PI. F. — édi.
F. — éda Lnfilér, tr. Infilare | Infilzare.
PI. F. — édi. Prt. Infilé
Infartléss, rfl, Infrittellarsi, Mac- PI. — é
chiarsi d'unto i vestiti. F. — éda
Prt. (V. Infartlè). PI. F. — édi.
Infavriss, rfl. Infebbrarsi. Infil^ér, tr. Infilzare | Traforare, Tra-
Prt. Infavri
figgere.
Prt. Infil^é
PI. — i
F. — ida PI. — è
PI. F. — idi. F. — éda
Infai^indè, prt., agg. Affaccendato, In- PI. F. — édi.
daffarato. Infitir, tr. Infoltire, Infittire.
PI. — é Prt. Infiti
F. — éda PI. — ì
PI. F. — édi. F. — ida
Infèma, pr. (V. Infèna). PI. F. — idi.
Infèna, pr. Fino, Perfino. Infiubèr, tr. Affibbiare.
Infént, agg. Finto. Prt. Infiubé
PI. Infént PI. — è
F. — énta P. — éda
PI. F. — ènti. PI. F. — édi.
Infér, intr. Misurare. Prendere le mi- Infiuchèr, tr. Infioccare.
sure. Questo V. è usato solo per il Prt. Infiuché
gioco delle bocce e altri giochi, PI. — è
F. — éda
j A j' infà?, Misuro, Prendo le misure.
[ B§ògna inféjan, Bisogna misurare, Oc- PI. F. — édi.
corre prendere le misure, confrontare Infraschè, agg., prt. Frondoso. Ricco
le distanze. di fronda. Che ha molta fronda | Che
I Infàjan, (imperativo). Misura. è molto alberato (detto di campo).
Prt. Infàt. PI. Infraschè
Infèran, sm. Inferno F. — éda
lnfè§, sm. pi. Infissi. PI. F. — édi.
Infet, agg. Infetto. Infrignì, prt., agg. Indisposto. Di ma-
Pi. Infèt lavoglia, perchè indisposto. Infrigno.
F. — età Malaticcio.
PI. F. — éti. PI. Infrigni
Infèziòn, sf. Infezione. F. — ida
PI. Infezión. PI. F. — idi.
Infiamé, agg., prt. (v. ilnfiamèr). (Da infronitus, ostile (?). Agnello, ecc.
Infiamèr» tr. Infiammare. Causare in- IX; GLE).
fiammazione. Infrucèda, sf. Infilzata. Atto e modo
Prt. Infiamé di infilzare, di trafiggere.
PI. — è PI. Infrucedi.
F. — èda Infrucér, tr. Infilzare.
PI. F. — édi. ] Forare con un ferro appuntito.
Infia^òn, sf. Gonfiore, Enfiagione. Prt. Infrucé
PI. Infia§òn. PI. — è
Infìér, tr. Gonfiare, Provocare gon- F. — éda
fiore. PI. F. — édi.
Prt. Infié Infrustèr, tr. Infilzare (V. Próst).
PI. — è Prt. Infrusté
INFR 210 INGA

PI. — e
F. — èda PI. Infurmazión.
guaglio.
Infruntér, tr. Azzeccare, Indovinare. [Link]ér, tr. Informare, Ragguaglia-
Infughì, agg. prt. Rovente, Incande-
scente, Infuocato. Prt. Infurmé
(V. Infughir). PI. — è
Infughida, sf. Arroventata. F. — éda
PI. Infughidi. PI. F. — èdi.
Infughir, tr. Infuocare, Rendere in- Infurmighì, agg. prt. Intormentito.
candescente. Arroventare. (V. Infurmighiss).
Prt. Infughì Infurmighiss, rf. Informicolirsi, In-
PI. — ì formicolarsi, Intormentirsi.
F. — ida Prt. Infurmighì
PI. F. — idi. PI. — ì
[ Ro§ infughì. Affocato | rfl. Accalo- F. — ida
rarsi IArrabbiarsi. PI. F — idi.
Infunghè, agg. Affumicato, fumoso. Infume, sf. Infornata, Fornata.
PI. Infunghè PI. Infume.
F. — éda Infurnér, tr. Infornare, Mettere nel
PI. F. — èdi. forno 1 (F.) Ficcare dentro.
Infunghèda, sf. Affumicata. Prt. Infume
PI. Infunghédi. PI. —— èda
è
Infunghèr, tr. Affumicare. F.
Prt. Infunghè PI. F. — édi.
PI. — è (Lat. med. infornare. GLE).
F. — éda
Infur^inèr, tr. Infilzare con la for-
PI. F. — èdi. chetta.
Infurbiss, rfì. Scaltrirsi, Ammaliziar- Prt. Infurijinè
si.
Prt. Infurbì PI. —— éda
F. è
PI. — ì PI. F. — édi.
F. — ida
PI. F — idi. Infume,
ma come agg.,
un prt.
[Link].
Detto Che for-
anche di
Infurché, agg. Inforcato. L'« infur- collo piantato fra spalle alte | Fondo.
PI. Infume
ché » era pure colui che nelle ore dispa-
ri, dalla mezzanotte in poi, si metteva F. — éda
nei crociari di cinque o più strade e, PI. F. — édi.
stando col capo fra i due rebbi di una
Ingabané, agg. prt. Chiuso nella giac-
forca, vedeva impunemente sfilare le ca. (Da Gabàna).
streghe. Al loro passaggio diceva: PI. Ingabané
« Be' vega la barghé (Ben vada la bri- F. — éda
gata) » e loro rispondevano: «Be' stè- PI. F. — édi.
ga l'infurché » (Bene stia l'inforcato). Ingabuscèda, agg. Avvolta nella scor-
Infurmajé, agg. e prt. Incaciato. Co- za, nel mallo, nel guscio (detto di no-
sparso di formaggio. Condito con for- ci, avellane e mandorle).
maggio. PI. Ingabuscédi.
PI. Infurmajé Ingagér, tr. e int. Cucire a mac-
F. — éda china.
PI. F. — èdi. Prt. Ingagé
Infurmajèda, sf. Incaciata. PI. — è
PI. Infurmajédi. F. — éda
Infumiajèr, tr. Incaciare. PI. F. — édi.
Infurmazìón, sf. Informazione, Rag- Ingalì, agg. Ringalluzzito, In frego-
INGA 211 INGI

la, In calore. de di qualcuno. Illudere, gabbare.


PI. Ingali Prt. — è
F. — ida PI. — è
PI. F — idi. F. — éda
Ingalìss, rfl. Ingalluzzirsi, Ringalluz- PI. F. — édi.
zirsi.
Ingan^èr, tr. (v. Aganzér).
Prt. Ingali Ingarbujér, tr. Ingarbugliare, Imbro-
PI. — ì gliare 1 Confondere (le idee) | rfl.
F. — ida Rannuvolarsi (del tempo).
PI. F — idi. Prt. Ingarbujé
I Iló§ ingali, Rosso affocato. PI. — è
Ingambadùra, sf. Montatura (di fal- F. — éda
ce fienaia; V. Gàmb). PI. F. — édi.
PI. Ingambadùr.
Ingarì (v. Ingariss) | U s'è ingarì,
Ingàmbar, sm. Tanghero. Ha preso passione (a un lavoro).
PI. Inghèmbar. ' Ingariss, rfl. Operare con spirito di
Ingambarlé, agg. prt. (V. Ingambar- emulazione. Cercare di superarsi a vi-
lér). cenda.
Ingambarléda, sf. Impastoiata ] Tra- Prt. Ingarì
nello (amoroso). PI. — ì
PI. Ingambarlédi. F. — ida
Ingambarlér, tr. Impastoiare^ Lega- PI. F — idi.
re con le pastoie. Avviluppare, Incep- Ingar^nì, prt. Intirizzito dal freddo.
pare I(F.) Adescare. Tirare a sé con PI. Ingarzni
arte, lusinghe | Irretire (in amore). F. — ida
Prt. Ingambarlé PI. F — idi.
F. — éda Ingarzniss, rfì. Intirizzirsi.
PI. P. — édi. Ingavagnéda, sf. Atto e modo di
Ingambér, tr. Immanicare (la falce « ingavagnér ». Aggrovigliatura.
fienaia) | (F.) Congegnare. PI. Ingavagnèdi.
Prt. Ingambé Ingavagnér, sm. Viluppo ] Imbro-
PI. — è
F. — éda fìo. glio IConfusione | Groviglio | Arruf-
PI. F. — édi. Arruf-
(v. Gàmb). Ingavagnér, tr. Avviluppare,
fare, Aggrovigliare. Intricare.
Ingàn, sm. Inganno. Prt. Ingavagné
I Trappola nella rete a cogolaria | Tra- PI. — è
nello. F. — éda
PI. Inghèn. PI. F. — édi.
I Sa' Zvàn e' dà l'ingan. San Giovanni (V. Gavàgna).
punisce l'ingannatore, l'imbroglione. Ingènov, agg. Ingenuo } Innocente.
Inganadòr, agg. e sm. Ingannatore, PI. Inginuv
Imbroglione, Impostore. F. Ingènuva
PI. — ùr PI. F. Ingenuvi.
F. — óra Ingcnuité, sf. Ingenuità.
PI. P. — òri. PI. Ingenuité.
Ingarnéda, agg. Incarnata. Del colo- Inghibér, tr. Ingabbiare \ Mettere nel-
re della carne. la gabbia | Mettere sotto la gabbia.
(In « Alcuni Canti Pop. Rom. raccolti. Prt. Inghibè
da O. Guerrini » si trova « rò§a ingar- PI. — è
nadéna », rosa incarnatina). F. — éda
Inganèr, tr. Ingannare, Mistificare, PI. F. — èdi.
Indurre in errore, Tradire la buona fe- Ingiàn, sm. Indiano ] agg. Stupido.
INGI 212 INGR

PI. Ingómbar
1 Fé' l'ingiàn, Far lo gnorri, Fare l'in- F. Ingómbra
diano, Far finta di non sapere.
PI. F. Ingómbri.
I L'è un ingiàn! E' uno stupido!
PI. Ingién. [Link]ò.^,
Ingùf. sm. Angoscia.
Ingiavulì, iign., prl. Indiavolalo. In-
furiato, Furibondo. Ingò.<j, sm. Rete a mcinica fonda, ap-
(V. Ingiavuliss). plicata all'estremità di una pertica per
Ing'iavuliss, rfl. Indiavolarsi, Infuriar- catturar
PI. Ingùf. rane.
si.
Prt. Ingiavuli Ingramigné, prt., agg. Infestato di
PI. — i gramigna. Gramignoso.
F. — ida PI. Ingramigné
PI. F — idi. ( Anche ingramgné ) .
Ingia^è, sf. Ghiacciata, Gelata. Ingrandér, tr. Ingrandire, Accresce-
PI. Ingia^ re, Estendere, Allargare, Dilatare.
Ingia?ér, imp. Gelare. Prt. Ingrandé
PI. Ingia^
PI. — è
F. — éda
1 L'ingià^a,
Ingiutìr, [Link].
Inghiottire (Rav.). PI. F. — édi.
(A Rav., 1637, ingiutire). Ingranér,la marcia
tr. Ingrané' la mércia,
Prt. Ingiutì Innestar (meccanica).
PI. — ì Ingranflér, tr. Artigliare, Abbranca-
F. — ida re, Afferrare, Ghermire.
PI. F. ~ idi. Prt. Ingranfìé
Ingi^adura, sf. (V. Inzi?;adura). PI. — è
Ingi^èr, tr. Ingessare, Praticare, Fare F. — éda
l'ingessatura (v. In^i^ér). PI. F. — édi.
Prt. Ingi§é Ingrà|, sm. Ingrasso.
PI. — è I Mètar sota da ingràf, Sagginare (ri-
F. — éda ferito a buoi e maiali). Dare cibo da
PI. F. — édi. ingrasso.
Ingiugèss, rfì. Ridursi a brodaglia, Ingranér, tr. Sagginare, Ingrassare
(v. Giogia).
animali in genere. | Cospargere di gras-
Prt. Ingiugé
PI. — è Prt. so, Ingrassare. ] Concimare.
Ingrate
F. — éda
PI. — e
PI. F. — édi. F. — éda
Inglè§, agg., sm. Inglese. PI. F. — édi.
PI. Inglì§ Ingravdir, tr. Ingravidare.
F. — e§a Prt. F. Ingravdida
PI. F. — é§i. PI. F. Ingravdldi.
Inglurièss, rfì. Gloriarsi 1 Vantarsi Ingrest, sm. Agresta.
di una cosa mal fatta. Specie di uva non mai matura per-
Prt. Ingiurie fettamente, detta anche « Uva ingré-
PI. ~ è sta ».
F. — éda « Ingrest » o « Uva ingresta » era anche
PI. F. — édi. chiamata l'uva selvatica.
Ingòrd, agg. Ingordo. , Ingresta (V. Ingrest).
PI. Ingùrd Ingrét, agg. Ingrato.
F. — òrda PI. Ingrét
PI. F. — órdi. F. — éta
Ingómbar, agg. Ingombro. Impedito. PI. F. — éti.
Occupato. Ingrinznìda, sf. Intirizzimento.
INGR 213 INGU

Ingrin^nida, sf. Intirizzimento. Ingubìr, tr. Ingobbire, Incurvare, Pie-


Ingrin^nìr, tr. Intirizzire, Aggrez-
zarsi. Prt. Ingubi
gare.
Prt. Ingrin^nì PI. — ì
PI. — i P. — ida
F. — ida PI. F. — idi.
PI. F. — idi. Ingubìda, sf. Incurvatura.
Ingritè, agg. m. pi. Crespi. PI. Ingubidi.
I Cavèl ingritè, Capelli crespi. Ingulé, prt. Ingoiato. | Incollettato,
Ingrò§, aw. Ingrosso, In grandi par- Col colletto alto j Che porta il colletto
tite. ben alto.
PI. Ingulè
(Lat. med. in grossum, all'ingrosso. F. — éda
GLE).
Ingnignì, prt., agg. Ingronito. PI. F. — édi.
PI. Ingrugnì Inguléda, sf. Ingoiata, Ingoiamento.
F. — ida PI. Ingulédi.
PI. F. — idi. Ing^ér, tr. Ingoiare.
Ingru^amént, sm. Ingrossamento, Ri- Prt. Ingulé
gonfiamento, Crescita. PI. — è
PI. Ingru§amént. F. — édi
Ingru§ér, tr. Ingrossare. Rendere PI. P. — édi.
grosso I rfl. Ingrossarsi. Diventar gros- Ingulfèr, tr. Ingolfare.
so I Ingrossarsi. (F.) Inoltrarsi nella Affogare di carburante (un motore).
gravidanza. Prt. Ingulfé
Prt. Ingrujé PI. — è
PI. — è F. — éda
F. — éda PI. F. — édi.
PI. F. — édi. In?ulpé, prt., agg. Avviluppato. Invi-
Insfrutì, agg., prt. (Traslato dell'ita- luppato.
PI. Ingulpè
liano Aggrottato). Riferito a pollo signi-
fica arruffato perchè ammalato. F. — éda
PI. Ingrutì PI. F. — édi.
F. — ida Ingumbrér, tr. Ingombrare, Occupa-
PI. F. — idi. re formando ostacolo, impedendo il
Inguajè, agg. prt. Addolorato, Pieno passaggio I Occupare uno spazio con
di dispiaceri. cose inutili e in disordine.
PI. Inguajè Prt. Inbumbré
F. — éda PI. — è
PI. F. — èdi. F. — éda
Inguanén, agg. Di un anno. Annoti- PI. F. — édi.
no, Uguanno. « Uguannino ». (Lat. med. ingomberare. GLE).
PI. Inguanén Ingunàja, sf. Inguinaglia, Anguinaia,
F. — éna
PI. F. — éni. I Enfiagione all'inguinaglia.
Un'enfiagione sotto un'ascella è « Una
I Oim inguané, Olmo dai rami di un ingunàja sota un bra? ».
anno. Ingurdìss, rfl. Ingordarsi, Ingordirsi
Inguajè, agg. prt. Bagnato di guazza, Prender gusto, passione a fare una da-
di rugiada. ta cosa per soddisfazione personale:
PI. Ingua^ 0 per il premio che se ne può ricavare
F. — éda Si dice anche « ciapéj pa§ión ».
PI. F. — édi. ■ Prt. Ingurdì
Ingua^èss, rfl. Inguazzarsi, Bagnarsi PI.
di guazza. P. —— ida
ì
INGU 214 INNU

PI. F. — idi. PI. — ì


Ingurdì^ia, si. Ingordigia. F. — Ida
Ingurdi^ji. PI. F. — idi.
Ingurdó.'j, agg. Che appasiona , La- A m' n'inlègar, Me ne rallegro.
vòr ingurdó§, L. che appassiona. Inligriss, rfl. Diventar allegro per via
Inguscè, agg. prt. Angosciato. di libagioni | Rallegrarsi.
PI. Inguscé Prt. Inligrì
F. — èda PI. — i
PI. F. — édi. F. — ida
Inguscèss, rfl. Angosciarsi, Provare PI. F. — idi.
angoscia.
Prt. Ingiiscé Inligrì, agK-. 'p:t. Preso da allegria
insolita (generalmente per aver bevu-
PI. — è to) Rallegrato.
I
F. — éda PI. Inligrì
PI. F. — édi. F. — ida
Ingutì, (v. Ingutir). PI. F. — idi.
Ingutir, tr. Angosciare. Iniìsiss, rfl. Logorarsi. Diventar liso
Prt. Ingutì (detto dei panni e dei polpastrelli del-
PI. — i le dita).
F. — Ida Prt. Inli§i:
^1 F. — idi.
PI. —— ida
F. ì
(Lat. tardo angustiare; dalla radice in-
do-europea angh- «serrare»). PI. F. — idi.
Ing^vagnér, tr. (v. (Ingavagnèr). Inlitéss, rfl. Mettersi a letto a causa
Ingvanén, (v. Inguanén). di vecchiaia o malattia che porta alla
Ingvazé, agg. prt. (V. Inguazé) morte. Allettarsi.
Ing\'azéss, rfl. Inguazzarsi, Prender Prt. Inlité
la guazza e Bagnarsi nella guazza. PI. — è
Ingvèla, sf. Anguilla. F. — éda
PI. Ingvèl. PI. F. — édi.
(La tanguilla; vaà. indoeuropea ang- Inlulì, prt., agK. Istupidito nel vino.
« serpente »). ( Antico ravennate : « lulón », uomo sen-
Inidijìs, rfl. Convincersi ] (F.) Met- za cervello. Aruch Aldo, op. cit.).
tersi In testa una data idea. Inluvir, tr. intr. Ingolosire | Allettare.
Prt. Inidijì Prt. Inluvì
PI. — ì PI. —— ida
i
F. — ida F.
PI. F. — idi. PI. F. — idi.
Inizi, sm. Inizio. ( Da « lòv », goloso, traslato di levo,
(Lat. initium). lupo, sec. XVII).
Inlachè, agg. Infangato (di melma). Inluzìss, rfl. Farsi leraio, Insudi-
PI. Inlachè ciarsi.
F. — éda Innigrìr, tr. Annerire | rfl. Annerirsi
PI. F. — édi. e Abbronzarsi.
(v. Leca). Prt. Irmigri
Inlachér, tr. e intr. Sporcare di mel- PI. — ì
ma, di « lèca ». F. — ida
Prt. Inlachè PI. F. — idi.
PI. — è Innuvlé, agg., prt. Annuvolato.
F. — èda Innuvlèss, rfl. Rannuvolarsi (oielo)
PI. F. — édi. Prt. Innuvlé.
Inligrè§s, rfl. Rallegrarsi. Innuvlér, impers. Annuvolare.
Prt. Inligrì Prt. Innuvlé, o Nuvlé
INO 215 INSA

PI. Irmuvlè, o Nuvlè PI. — ì


F. Innuvléda, o Nuvléda F. — ida
PI. F. Innuvlédi, o Nuvlédi. PI. F. — idi.
Ino, sm. Inno. Inru§ida, sf. Colorazione in rossi.
PI. Ino. PI. Inru§idi.
Inótil, agg. Inutile | Dannoso. Inru§iss, rfl. Arrossarsi, Sporcarsi,
PI. Inótil tingersi di rosso.
F. — a Prt. Inrufì
PI. — i. PI. — ì
F. — ida
I L'è inótil! Non giova a nulla (escla- PI. F. — idi.
mazione di rammarico o di sdegno).
Inquarcér, tr. Mettere il coperchio. Insabiunèr, tr. Sporcare con sabbia.
Coprire. Prt. Insabiuné
Prt. Inquarcè PI. — è
PI. — è F. — èda
F. — éda PI. F. — édi.
PI. F. — édi. Insachèr, tr. Insaccare | (F.) Far
Inquarté, agg. prt. (v. Incvarté). star zitto. Chiuder la bocca.
Pingue, Quartato. Prt. Insaché
Si usa solo per le bestie per significa- PI. — è
re che sono molto grasse. F. — éda
PI. Inquarta PI. F. — édi.
F. — éda I E' sòl e' va ?ó insaché, II sole tra-
PI. F. — édi. monta in sacco (cioè tra nuvole am-
Inrandér, tr. Avviare, Muovere. Dare massate all'orizzonte).
l'avvio (mai in senso figurato). Insachéss, rfl. Insaccarsi { Allentar-
Prt. Inrandé si (per ernia).
PI. — è Prt. Insaché
F. — éda PI. — è
PI. F. — édi. F. — éda
Inran^iss, rfl. Diventar rancido. Ir- PI. F. — édi.
rancidirsi, Rancidirsi. Insaldi, prt. agg. Inamidato.
Prt. Inran^ì (V. Insaldér).
PI. — ì Insaldér, tr. Inamidare, Dar la salda.
F. — ida Prt. Insaldé
PI. F. — idi. PI. — è
Inra?èr, tr. Mettere i raggi. Montare F. — édi
i raggi (in una ruota). PI. F. — èda
I Inra?ér una roda da bicicletta, Met- Insalè, sf. Insalata. Erba che si man-
tere i raggi a una ruota da bicicletta. gia condita con olio, sale, pepe e ace-
Prt. f. Inrazéda
to IInsieme di erbe che formano l'in-
salata.
PI. f. — édi.
Inri?nì, agg. Arru.i^Kinito.
(v. Inri?niss). I Gasp
lata. d'insalé, Caspo. cesto d'insa-
Inri^niss, rfl. Arrugginirsi, Irruggi- ' I pescatori delle « pialasse » chia-
nirsi.
mano «insalé » oppure « insalé 'd mér »
Prt. Inri?m la lattuga di mare (Ulva lactuca).
PI. — ì Insalé 'd mér. Lattuga di mare (Ulva
F. — ida lactuca).
PI. F. — idi. Alga marina che cresce nelle coste
Inrudìr, tr. Inaridire, Fare arido, sec- basse e nelle lagune.
co, ruvido. Insalé, prt. (Da §éla). Disposto (in
Prt. Inrudì senso fisico).
INSA 216 INSC

I Insalé mèi, Indisposto. In condizioni PI. F. — édi.


fìsiche non buone.
I Foja inscartu^éda. Foglia accartoccia-
I Insalé ben, In buono stato di salute. ta. Molte foglie, per cause diverse, si
Insalé, agg. prt. (v. Insalér). | (F. ) accartocciano abbozzando o formando
Disposto. galle. L'agente della foglia dell'olmo è
Insalér, tr. Metter l'assale, l'asse, Un afide: lo Schizoneura lanuginosa;
la sala. quello del pioppo nero, « bdól », è un
Prt. Insalé afide: il Pemphigus vescicarius; quel-
PI. — é lo della quercia è un imenottero cini-
F. — éda pide: la Cynips mayri; oppure la Cy-
PI. F. — édi.
nips hartigi; oppure la Cynips koUa-
Insambadghì, agK., prt. Inselvatichi- ri; oppure la Cynips Kiefferi. Il cini-
to. Rinsalvatichito. pide che causa il formarsi della galla
Insambadghiss, rfl. Inselvatichirsi. della quercia è la Cynips Kollari.
Rinselvatichire. In^chér, tr. Ficcare, Conficcare, Pian-
Prt. Insambadghi tare.
PI. — ì Prt. Insché
F. — ida PI. — è
(Da Sambédg). F. — éda
Insangunér, tr. Insanguinare, Lorda- PI. F. — édi.
re di sangue. (Contrazione del dial. « instichér »).
Prt. Insanguné Inschivir, tr. Sporcare, Insudiciare
Insansé, agg. Insensato. I Schifare, Avere a schifo.
PI. Insansè
Prt. Inschivì'
F. — éda PI. — ì
PI. F. — édi. F. — ida.
Insarviss, rfi. Servirsi | Usare. PI. F. — idi.
Insavér, Sapere. Solo nella forma ne- Inschiviss, rfl. Schifarsi, Provare schi-
fo, disgusto.
gativa e interrogativa. | Nosn' avlé' Prt. Inschivi
insave. Non volerne sapere | Disinte-
ressarsene. PI.
Insavunéda, sf. Insaponata. F. —— ida.
i
PI. Insavunédi. PI. F. — idi.
Insavunér, tr. Insaponare. Inscònt, modo avverbiale. In cambio.
Prt. Insavuné
I A buon conto.
PI. — è (Lat. med. enscontrus, (cambio) e hin-
F. — éda scontrus, (cambio). GLE).
PI. F. — édi. j To' inscònt!, Prendi, in cambio! in
Insburgnì, agg. Sborniato j Avvinaz- compenso !
zato. Inscufjir, tr. (Mettere la cuffia). In-
PI. In§b,urgnì namorare, Fare innamorare fino al
F. — ida. punto da non vedere nulla.
PI. F. — idi. Prt. Inscufjì
Insburgniss, rfl. Ubriacarsi, Avvinaz- PI. —— ida.
F. ì
zarsi.
Inscarpér, tr. Calzare, Provvedere di PI. F. — idi.
scarpe. Inscufjiss, sfl. Inamorarsi perduta-
Prt. Inscarpé mente.
PI. — è Prt. (v. Inscufjir).
F. — éda Inscurir, tr. Oscurare, Incupire.
PI. F. — édi. Prt. Inscurì
Inscartu^ér, tr. Accartocciare. PI.
Prt. Inscartu^é F. —— ida.
ì -
INSD 217 INST
PI. — è Insistènza, sf. Insistenza.
F. — éda In^mì, agg. prt. (v. In§mir).
PI. F. — idi. Contrazione di « indismì » indecima-
Insdaddr, sf. Innestatore. to, istupidito.
PI. Insdadùr. In§mìr, tr. Istupidire.
Insdadùra, sf. Innesto. (Da « disóm », sciocco, stupido).
PI. F. Insdadùr. « In^mìr » è una contrazione di « indi-
(v. Inèst).
In^dè, avv. A sedere. §mir ».
Insòlìt, agg. Insolito, Inconsueto, Prio-
In^dèr, tr. Innestare, Mestare. ri dell'ordinario.
I In§dér a spac, Innestare a spacco; PI. Insólit
In§dér a òcc, Innestare a gemma; In-
F. — olita
sdér a péna. Innestare a corona. PI. F. — oliti.
Insebón, modo avverbiale. | Si dice Insóma, avv. Insomma, In conclusio-
di una persona quando dimostra, dal- ne, In breve [ esci, di impazienza.
l'aspetto, di star bene, In buono stato Insort, sm. Ribelle, Insorto.
(v. Insòr?ar).
di salute. (Composto da « ias e' bón »
cioè, in sul buono). Insertar, int. Insorgere, Ribellarsi.
Insém, aw. Insieme. Prt. Insort
PI. — ùrt
I Sté' insém, Stare uniti. F. — òrta
I Mètar insém, Unire, Mettere assieme.
I Mètar insém di burdèl, Procreare fi- PI F. — òrti.
gli- Inspadiss, rfl. (v. Spadì).
! Mètar insém di bajóc. Arricchirsi. I U m' s'inspadè§ i dént, Mi si alle-
j Mètar insém de credit. Acquistare gano i denti.
credito, fiducia. Inspaladùra, sf. (gergo venatorie).
' Mètar insém de gran, Raccogliere Montatura dei calcio di un fucile.
molto grano. Inspalé, agg. Di spalle larghe, Che
ha spalle robuste.
I Mètar insém d' j' èn, Invecchiare. PI. Inspalé
Insichìss, rfl. Dimagrire | Insecchire.
Prt. Insichì P. — éda
PI. — ì PI. F. — édi.
F. — ida. I Inspaléss e' s-ciòp, Portarsi il fu-
PI. F. — idi. cile alla spalla.
In§gnurìss, rfl. Arricchirsi. Inspiriti, prt., agg. Spiritato.
Prt. Insgnurì I Occ inspiriti, Occhi spiritati.
PI. — ì Iiisprì, (v. Insprir).
F. — ida. Insprìr, tr. Innasprire j Inviperire \
PI. F. — idi. Irritare | Eccitare ! Infoiare.
Insignér, tr. Insegnare, Ammaestrare Prt. Insprì
! Indicare, Additare. PI.
Prt. Insigne F. —— ida
i
PI. — è PI. F. — idi.
F. — éda Instalèr,
PI. F. — édi. Prt. Instale tr. Insediare ' Installare.
In^imunì, agg. Scimunito, Balordo. PI. — è
PI. In§imunì F. — éda
PI. — i PI. F. — édi.
F. — Ida. Instarghì, (v. Instarghìrì.
PI. F. — idi. Instarghir, tr. Stregare, Ammaliare.
Insipì, aw. Invece, In cambio, in luo- Prt. Instarghì
go (di). (E' composto da « ins i pi», PI. — i
cioè in sui piedi). F. — Ida
INST 218 INST

PI. F. — idi. Prt. Instinclì.


Intschèr, tr. (v. [Link]ér). Ficcare. PI. — i
Prt. Instèc o Instché F. — ida
PI. — èc o — e PI. F. — idi.
F. — èca o — éda Instici, agg. prt. Stizzito, Arrabbiato,
PI. F. — èchi o — édi. Incollerito.
PI. Instici
Insté, sm. Estate.
PI. Instè F. — ida
PI. F. — idi.
IMartino.
Insté 'd Sa' Martén, Estate di San
Insti^idùra, sf. Arrabbiatura.
Instèc, prt., agg. Cacciato, Ficcato. PI. Instizidùr.
Conficcato. Insti^ìr, tr. Indispettire, Fare arrab-
PI. Instèc biare, Irritare, Mandare in collera.
F. — èca Prt. Instici
PI. F. — èchi. PI. — ì
F. — ida
I E§ar instèc int e' lavòr, Essere ficca- PI. F. — idi.
to nel lavoro, (F.) Essere affogato nel
lavoro. Insti^ìss, rfl. Stizzirsi, Arrabbiarsi,
Instè§, agg. Stesso. Indispettirsi.
Instradèr, tr. Instradare Mettere
I L'instè§, Lo stesso, La stessa cosa.
(V. Stè$). sulla buona strada. Avviare negli af-
Insti, ( contrazione di Invstì. v. Inv- fari { (F.) Indirizzare.
stir). Prt. instradé
Instichèr, tr. Ficcare; Mettere in...; PI. — è
F. — éda
Conficcare | Affondare (nella melma).
Prt. Instiché PI. F. — édi.
PI. — è Instrighìr, tr. Stregare, Praticare arti
P. — éda magiche, Fare incantesimi. (E' più co-
PI. F. — édi. mime « instarghir »).
Prt. Instrighì
Insticulér, tr. Incannucciare, Stecca-
re. Far una fasciatura con l'incannuc- PI. — ì
ciata. F. — ida
Prt. Insticulé PI. F. — idi.
PI. — è Instrumént, sm. Strumento musicale.
F. — éda PI. Instrumént.
PI. F. — édi. (Lat. med. instrumentum. GLE)
Instighér, tr. Istigare, Sobillare. Instruncunér, (Sempre nella forma
Prt. Instighé riflessiva Instruncunéss, Pungersi, Fo-
PI. — è rarsi con un troncone di stelo sporgen-
P. — éda te dal suolo, dalla ceppaia).
PI. F. -n- édi. Prt. Instruncuné
Instijèr, tr. Mettere nella stia. Stiare. PI. — è
Prt. Instijé F. — éda
PI. — è PI. F. — édi.
P. — éda Instruvi, agg.. prt. Istruito, Colto.
PI. F. — édi. PI. Instruvi
Instiméss, rfl. Farsi stima | Vantarsi. F. — ida
Prt. Instimé PI. F. — idi.
PI. — è Instruvìr, tr. Istruire Ammaestra-
F. — éda
PI. F. — édi. [Link] 1Instruvi
Dare una cultura.
Instinclìr, tr. e intr. Irrigidire, Stec-
chire. F.
PI. — — idaì -
INSÙ 219 INTA

PI. F. — idi. Intàca, sf. Tacca. Piccolo taglio | In-


Insuduré, prt. agg. Inzuppato di su- terruzione del filo di strumenti taglienti.
dore Sporco
I di sudore. PI. Intàchi.
PI. Insuduré
Intacagnè, agg. Imbrattato, Insudi-
F. — éda ciato, Impiastrato. Sporco di roba ap-
PI. F. — édi. piccicosa.
Insugnéss, rfl. Sognare, Sognarsi. PI. Intacagnè
'V. Sugnér). F. — éda
Insuifanér, tr. Inzolfatare. PI. F. — édi.
(V. Sòifan). Intacagnéda, sf. Impiastricciata.
Insuifatè, agg. Irrorato di solfato di PI. Intacagnédi.
rame.
Intacagnér, tr. Imbrattare, Impiastra-
Insunlì, agg. Sonnacchioso, Asson- re.
nato. Insonnolito. Prt. (V. Intacagnè).
PI. Insunlì
Intacagnér, sm. Impiastricciamento.
F. — ida
PI. P. — idi. Modo, atto d'impiastricciare.
Insulénza, sf. Insolenza. Intachér, tr. Accusare, Incolpare. I
Corrodere. Detto di acidi.
Insupé, prt. agg. Inzuppato, Bagna- Prt. Intaché
to, Madido I Fradicio d'acqua . PI. — è
I Insupé 'd sudòr, Madido di sudore. F. — éda
I Pan insupé, Pane rammollito, inzup- PI. F. — édi.
pato.
] Lègn insupé, Legno fradicio. Intàj, sm. Intaglio, Lavoro d'inta-
PI. Insupé PI. Intèj.
F. — éda gliare.
PI. F. — édi. Intajadór, sm. Intagliatore.
PI. Intajadùr.
Insupéda, sf. Inzuppata, Inzuppa-
mento. Intajèr, tr. Intagliare. Scolpire fre-
PI. Insupédi. gi e figure nel legno.
Prt. Intajé
Insupér, tr. Inzuppare, Imbevere, Im-
pregnare, Render zuppo. Immollare. PI. — è
Prt. Insupé F. — éda
PI. — è PI. F. — édi.
F. — éda ] U n' n' intàj a una gamba! (F.) Nort
PI. F. — édi. batte a segno; Non ne dice una delle
Insurdìr, tr. Assordare, Assordire, giuste.
Rintronare. (Lat. med. intajare. GLE).
Prt. Insurdì Intanéss, rfl. Rintanarsi, Nasconder-
PI. — ì si, Appiattarsi | (F.) Stè intané, (F. )
F. — ida Star chiuso in casa.
PI. F. — idi. Prt. Intané
In§viltir, tr. Sveltire. Far diventar PI. — è
svelto, sollecito. F. — éda
Prt. Insviltì PI. F. — édi.
PI. — ì Intarasè, agg. Interessato. Dedito al
F. — ida proprio interesse.
PI. F. — idi. PI. Intarasè
Int, prep. Sempre seguita dagli art. F. — éda
PI. F. — édi.
« e' », « la », « i », « al ». Per cui si ha
int e' fnel), int la (nella), int i (nei), Intarc^, sm. Interesse.
int al (nelle). PI. Intarè§.
(Forse dal lat. inter. «dentro»). I Tire' l'intarés dia ca, Tirare all'inte-
INTA 220 INTI
resse della casa. Prt. Interprete
Intar^ér, tr. Frammettere, Interporre. PI. — è
Metter fra due. Piantare su due o più F. — éda
linee in modo che le piante di ciascuna PI. F. — édi.
linea o filare siano in corrispondenza Intervàl, sm. Intervallo.
del centro di ogni varco del filare di PI. Intervèl.
fianco. Intervént, sm. Intervento, Intromis-
Prt. Intar^é sione.
PI. — è PI. Intervént.
F. — éda Intervnir, tr. Intervenire Intromet-
PI. F. — édi. tersi.
Inta^èss, rfl. Intasarsi. Detto di tu- Prt. Intervnù
bature che si otturano per incrosta- PI. - ù
zioni dovute a deposito di sali. Questo F. — uda
V. viene da « tés », che è il tartaro PI. F. — udi.
delle botti. (Si usa anche « intarvnìr »).
Intavanè, agK-. prt. Avvinazzalo, Al- Intès, prt. agg. Inteso, Convenuto,
coolizzato. Concordato.
PI. Intavanè PI. Intì§
P. — éda F. — è§a
PI. F. — èdi. PI. F. — èsi.
Intavanéss, rfl. Alcoolizzarsi [ Avvi- [ I s'era intì§, Si erano messi d'accor-
nazzarsiIntavanè
I int e' vén, Abbruti- do d'accordo, Avevano stretto un'in-
to nel vino. tesa.
(Da taverna). Intèsa, sf. Intesa, Accordo | Preac-
Inteligént, agg. Intelligente. cordo.
PI. Inteligént
F. — énta I No' dé§an gnànc pr'intèsa. Non ac-
corgersene neanche lontanamente.
PI. F. — ènti.
j No^an Non
inteso. de' pr'intèsa,
curarsene. Non darsene per
Inteligénza, sf. Intelligenza.
Inténdar, tr. Intendere. Intestér tr. Intestare. Se si tratta di
im lascito, si dice più comunemente
1Dare
De' ad'intendar,
credere. Dare ad intendere, i
Lasé' la roba. Se invece si tratta di
I Féss inténdar, Farsi intendere (Nel dare il nome si usa : « De' e' su nom »
senso di farsi rispettare). enomper». registrare si usa « Sgné' a su
Prt. Intès
PI. Intìs Prt. Intesté
F. — è§a PI. — è
PI. F. — èsi. F. — éda
Intenzìòn, sf. Intenzione, Intendi- PI. F. — édi.
mento. Intichité, sf. Antichità.
PI. Intenziòn. PI. Intichité.
Interesamént, sm. Interessamento. Intìg, agg. Antico.
■ Antiquato.
Intere§éss, rfl. Interessarsi.
Prt. Interesé Rozzo, Che non segue la moda.
PI. — è
F. — éda I A l'intiga. All'antica. Alla
antica. maniera
PI. Intìg
PI. F. — édi.
Intèrpret, sm. Interprete. F. — iga
PI. Intìrprit. PI. F. — ighi.
Interpretaziòn, sf. Interpretazione. Intighèt, sm. Anzianotto.
PI. Interpretaziòn. PI. Intighèt
Interpretér, tr. Interpretare. F. — èta
INTI 221 INTS

PI. F. — èti. PI. Intrédi.


Intignamod, modo avverbiale forma- (Lat. med. intrada. GLE).
to da «int» (in), « igna » (ogni), Intrèj, sm. pi. Interiora^ Budella.
« mòd » (modo). In ogni modo.
1 Gra§ d'intrèj. Grasso di interiora, di
budelle.
Intignìss, rfl. Intestardirsi, Incappo-
nirsi. Ostinarsi. ' Intrèr, int. Entrare.
Prt. Intigni Prt. Intré
PI. — ì PI. — è
F. — ida F. — éda
PI. F. — idi. PI. F. — édi.
Intimurìr, tr. Intimorire. Impaurire. Intrèz, sm. Intreccio, Groviglio |
Prt. Intimurì Trama.
PI. — ì PI. Intrèz.
P. — ida Intrìg, sm. Intrico, ' Impaccio,
PI. F. — idi. jPI.U Intrìg.
m' è d'intrig, M'è di impedimento
Intìr, agg. Intero ] Non castrato
(cavallo e asino). Intrigànt, sm., agg. Intrigante. Nel
PI. Intìr
senso di ficcanaso che s'impiccia dei
F. — ira casi altrui.
PI. F. — iri. PI. Intrighént
Intistardìss, rfl. Ostinarsi, Incaponir- F. — anta
si. PI. F. — ànti,
Prt. Intistardì Intrighé, prt. Impacciato, Intrigato
PI. — ì (Vedi anche Intrighéss).
F. — ida PI. Intrighé
PI. F. — idi. F. — éda
Intivdir, tr. Intiepidire, Riscaldare PI. F. — édi.
appena. Intrighéss, rfl. Inframmettersi, Im-
Prt. Intivdì
picciarsi,
PI. — ì Intrider, tr. Intrecciare.
F. — ida Prt. Intrizé
PI. F. — idi. PI. — è
Intlaradùra, sf. Intelaiatura | Telaio. F. — éda
PI. Intlaradùr. PI. F. — édi.
Intlarér, tr. Fare, o montare il telaio Intrugnìss, rfl. Intristirsi. (Per ma-
Mettere insieme, costruire i pezzi di lattia o indisposizione).
una intelaiatura. Intelaiare, Montare. Prt. Intrugnì
Prt. Intlarè
PI. — ì
PI. — § F. — ida
F. — éda PI. F. — idi.
PI. F. — édi. (Da Trógn).
Intnài, sf. pi. Tanaglie, Tanaglia. Intruvdir, tr. Intorbidire | rfl. Intor-
Intnajón, sm. pi. Gavaina, Tanaglio- bidirsi Annebbiarsi
I (della vista).
ne. Prt. Intruvdì
Intónd, avv. Intorno, Attorno. PI. — ì
Intòp, sm. Intoppo, Incaglio, Impe F. — ida
dimento. PI. F. — idi.
PI. Intóp. Intruvlinèda, sf. Succhiellata ] (F.)
Intram^ér, tr. Intramezzare. Copula del verro.
( Lat. med. intramizare. OLE). PI. Intruvlinédi.
Intréda, sf. Entrata, Ingresso \ En- Int^ón, pronome e agg. Nessuno.
trata di cassa, Introito. PI. Intsón
F. — óna
I Porta d'intréda. Porta d'ingresso.
INTU 222 INVA

PI. F. — óni. Inundazión, sf. Inondazione, Allaga-


Intunas^ión, sf. Intonazione, Tono. mento.
PI. Intuna^iòn. PI. Inundazión.
Intunadùra, sf. Abbottonatura. Inundér, tr. Inondare, Allagare.
PI. Intunadùr. Prt. Inundé
Intunè, agg. Intonato | Abbottona- PI. — è
F. — éda
to (In questo ultimo caso è deforma-
zione di « imptuné »). PI. F. — édi.
PI. Intunè Inurladùra, si. Orlatura.
F. — éda PI. Inurladùr.
PI. F. — édi. (Da urladùra, Orlatura j Guernizione.
(v. Urècia). PI. Urladùr).
Intunér, tr. Intonare. | Abbottonare. Inurlcr, tr. Orlare a scopo di guar-
Prt. Intunè nizione.
PI. — è Prt. Inurlé
F. — éda PI. — é
PI. F. — édi. F. — éda
Intupèr, tr. Intoppare, Ostruire. PI. F. — édi.
Prt. Intupé
Inurtighida, sf. Effetto dell'orticheg-
PI. — e giare. Orticheggiata.
F. — éda PI. Inurtighidi.
PI. F. — édi. Inurtighìr, tr. Orticheggiare.
Inturmintìr, tr. Intormentire. Toglie- Prt. Inurtighi
re alle membra la facoltà di sentire PI. — ì
F. — ida
ed agire (Dall'it. indormentire).
Prt. Inturmintì PI. F. — idi.
PI. — i Inu^idé, agg. Ossidato.
F. — ida PI. Inu§idè
PI. F. — idi. P. — éda
Inturdir, tr. Intorbidire, Intorbidire, PI. F. — édi.
Render torbido, Inutilmént, avv. Inutilmente.
Prt. Inturdt Inuzént, agg. Innocente.
PI. — ì PI. Inuzént
P. — ida F. — a
PI. F. — idi. PI. F. — i.
(Anche Intruvdìr). Invàlid, agg. Invalido (per infernità)
Inucariss, rfì. Istupidirsi come una PI. Invèlid
oca. F. — a
Prt. Inucari PI. F. — i.
PI. — i Invaine, agg. Avvelenato Velenoso.
F. — ida Invelenito.
PI. F. — idi. PI. Invaine
Inugliér, tr. Inoliare, Ungere con olio. F. — éda
Prt. Inuglié PI. F. — édi.
PI. — è i Invaine coma una bè|a. Velenoso co-
P. — éda me una biscia.
PI. F. — édi. Invalnèr, tr. Avvelenare.
Inumdi (V. Inumdir). Prt. Invaine
Inumdìr, tr. Inumidire. PI. — è
Prt. Inumdi F. — éda
PI. — i PI. F. ■— édi.
F. — ida Invanamént, avv. Invano. Inutilmen-
PI. F. — idi. te.
INVA 223 INVI
Invantèr, tr. Inventare. PI. F. — édi.
Prt. Invanté Invcér, tr. Invecchiare.
PI. — è [Link]é
F. — éda PI. — è
PI. F. — édi. F. — éda
Invantéri, sm. Inventario. PI. F. — édi.
PI. Invantéri. Inveì, avv. In nessun posto. In nes-
Invantéss, rfl. Menar vanto, Gloriarsi sun luogo.
I Dire cose inventate di sana pianta. Invèran, sm. Inverno.
Prt. Invanté PI. Inviran.
PI. — è j Da invèran^ Vernile, Invernale.
F. — éda L'invéran u n' s' l'è mèi magne al
PI. F. — édi.
pà§as. L'inverno non se lo sono man-
Invantór, sm. Inventore. ^ Ideatore. giato mai le passere ;cioè viene tutti
PI. Invantùr.
gli anni.
Invanzión, sf. Invenzione. Inviamént, sm. Inizio, Avvio, Prin-
PI. Invanzión. cipio.
Invardiss, rfl. Inverdire, Verzicare. PI. Inviamént.
Prt. Invardt Invid, sm. Invito.
PI. — ì PI. Invid.
F. — ida Invidér, tr. Invitare. Fare invito, j
PI. P. — idi. Convitare | Avvitare.
Invarnéda, sf. Invernata, Stagione Prt. Invidé
invernale ] Inverno | Tutta la durata di PI. — è
un inverno. F. — èda
PI. Invarnédi. PI. F. — édi.
Invarnél, agg. Invernale. Inviéda, sf. Avviata.
PI. Invamèl. PI. Invièdi.
F. — éla Inviér, tr. Avviare (un motore) i Av-
PI. F. — èli. viare (un lavoro).
Invarnér, tr. Invernare. Preparare I rfl. Andarsene, Partire.
per l'inverno. j Invié' a fé' un amstir. Avviarsi a fare
Prt. Invamé un mestiere.
PI. — è Prt. Invié
F. — éda PI. — è
PI. F. — édi. F. — éda
Invami§éda, sf. Verniciata. PI. F. — édi.
PI. Invarni§édi. Invigia, sf. Invidia.
Invarni§ér, tr. Verniciare. | Imbrat- PI. Invìg.
tare di vernice.
I Ave' invigia, Invidiare.
Prt. Invami§é
PI. — è [Link]ó^,
Invigiù§ agg. Invidioso.
F. — éda F. — ò§a
PI. F. — édi. PI. F. — òsi.
Invartìr, tr. Invertire. Invis-cèr, tr. Invischiare^ Impaniare.
Prt. Invartì Prt. Invis-cé
PI. — i PI. — è
F. — idi F. — éda
PI. F. — idi. PI. F. — édi.
Invader, tr. Invasare, Mettere in vaso. (Lat. med. inviscare. GLE).
Prt. Inva§é Invisprir, tr. Irritare, Invespire.
PI. — è Prt. Invispri
F. — éda PI. — ì
INVO 224 INZE

F. — ida Prt. In^acaré


PI. F. — idi. PI. — e
(Da « vèspra », vespa). F. — éda
Invòlt, sm. Involto, j Pacco. PI. F. — édi.
PI. Invùlt. In^acarlè (V. Inzacaré).
Invstir, tr. Vestire. In^^aghé, prt. agg. Impedito, Impa-
Prt. Invstì stoiato, ostacolato nei movimenti a
PI. — ì causa dei panni troppo numerosi.
F. — ida PI. In?aghè
PI. F. — idi. F. — éda
Invstida, sf. Vestitura.
PI. Invstidi. PI. F. — édi. ■
In^alìs, rfl. Biondeggiare (del gra-
Invujér, tr. Invogliare, Muovere a de- no). Diventar giallo.
siderio Inuzzolire,
[ Destare desiderio In^amparunè, agg. prt. Che à i piedi
intenso. appesantiti, sporchi, impediti da zoc-
Prt. Invujé colo di terra appiccicosa.
PI. — è PI. In^amparuné
F. — éda F. — éda
PI. F. — édi. PI. F. — édi.
Invulèr, tr. Far prendere il volo. (V. I^amparòn).
Inzamparunéss, rfl. Fare lo zoccolo.
aj Invulé'
un uccelloun u§èl, Par prendere il volo
(V. I^amparón).
Invuléss, rfl. Involarsi. Spiccare il Inzampé, agg. Che ha gambe o zampe
volo. robuste.
Prt. Invulé PI. Inzampé
PI. — è F. — éda
P. — éda PI. F. — édi.
PI. F. — édi. Inzampér, tr. Agguantare.
Invuléss, rfl. Rafforzativo di « Avu- Prt. Inzampé
léss ». Rimaner copertqf. Seppellirsi PI. — e
sotto fieno, pula, neve, sabbia. Da F. — éda
«(la
volabrace)
» I Invulé' e' fug. Coprire il fuoco PI. F. — édi.
con cenere.
In^anché, agg. (V. Inzanchéss).
Prt. Invulé
Injanchèss, rfl. Inginocchiarsi, Det-
PI. — è to del grano che prima si alletta e poi
F. — éda si rizza da metà stelo.
PI. F. — édi. Prt In^anché.
Invurni, agg., prt. Stordito. ; Inton- In^an?arlé, agg. Zaccheroso. Che ha
tito IInesperto j Alticcio [ Sciocco. | zacchere di sterco.
Tonto.
PI. Invurni PI. — è
F. — éda
F. — ida PI. F. — édi.
PI. F. — idi. In^arcèr, tr. Cerchiare. Mettere il
Invumida, sf. Stordimento. cerchio.
PI. Invurnidi. Prt. In^arcé
Invumimént, sm. Capogiro. PI. — è
PI. Invumimént. F. — éda
Invurnir, tr. Stordire, Inebriare. PI. F. — édi.
Prt. Invurni
PI. — i Inzèg^, sm. Ingegno, Talento ' Giu-
dizio, Senno.
F. — ida PI. In?ègn.
PI. F. — idi. Inzért, agg. Incerto. Titubante, In-
Inzacarér tr. Inzaccherare. deciso, Irresoluto.
INZG 225 INZU

PI. In^irt. PI. F. — idi.


F. — a In^izadùra, sf. Ingessatura, Gesso.
PI. F. — i PI. In?izadur.
I sm. Piccolo guadagno, fuori del nor- Inzi?;ér, tr.
satura. Ingessare, Fare l'inges-
male.
Prt. In?i?é
In^ghì, agg. (V. In?ghìr).
In^ghìda, sf. Accecamento. PI. — è
PI. In?ghidi. P. — éda
Inzghìr, tr. Accecare. PI. F. — édi.
Prt. In?ghi Insfiiinìr, tr. (V. Ar^ninìr).
PI. — ì In?nucé, agg. prt. Inginocchiato.
F. — ida (V. In?nucér).
PI. F. — idi. Inznucéda, sf. Inginocchiata.
Iii?gnéss, rfl. Ingegnarsi. PI. In?nucédi.
Prt. In?gné In?nucér, tr. Mettere in ginocchio |
PI. — è Inginocchiare.
F. — éda I rfl. Inginocchiarsi.
PI. F. — édi. Prt. Inznucé
In?gnìr, sm. Ingegnere. PI. — è
PI. In?gnir. F. — éda
(Lat. med. ingignerius. DEI). PI. F. — édi.
Inziàn, agg. Anziano. Attempato. Inzucaréda, sf. Inzuccherata.
PI. Inzién PI. In^ucarédi.
F. — àna
In^ucarér, tr. Addolcire con zucche-
ro. Inzuccherare.
PI. F. — ani.
In^ichèr, tr. Azzeccare, Indovinare. Prt. In?ucaré
In^idént, sm. Incidente. PI. — è
PI. Inzidént. F. — éda
In?ignéss, rfl. Ingegnarsi, Adoprarsi. PI. F. — édi.
Prt. In?gné Inzuchéda, sf. Scontro, Inzuccata.
PI. — è PI. In^uchédi.
F. — éda
In^uchér, tr. e intr. Inzuccare, Sbat-
PI. F. — édi. tere con la testa.
In^indrè, agg. Ceneroso. Prt. In^uché
PI. In^indré PI. — è
F. — éda P. — éda
PI. F. — édi. PI. F. — édi.
Injindrér, tr. Incenerare. In^uchiss, rfl. Intontirsi.
Prt. In^indré Prt. In^chi
PI. — è PI. —— ida
i
F. — éda F.
PI. F. — édi. PI. P. — idi.
In:finel, sm. Uncino, Gancio per in- Inducane, ( Rafforzativo di « inju-
dumenti di vestiario. chér »).
PI. Injinèl. In^urlir, tr. Intontire. Far divenire
In:fivil, agg. Incivile. come tonto.
PI. Inaivi! Prt. Indurli
P. — a
PI.
P. —— ida
i
PI. P. — i
Incivilir, tr. Incivilire | Snellire. PI. P. — idi.
Prt. In^vilì. (Antico ravenate, « insurlir ». « Al m'
PI. — ì à u insurlir », m'ha avuto a sbalordire.
F. — ida V. Aruch Aldo. op. cit.).
INZU 226 JUSE

In/uti, agg. (V. In?;utiss) F. — éda


In/utìss, rfl. Risecchirsi. Indurirsi PI. F. — édi.
come un ciotolo (V. "^òt) I^ulér, tr. Isolare.
I Ammezzarsi (del pane e del terreno) Prt. I§ulé
Prt. In?uti PI. — é
PI. — i F. — éda
F. — ida PI. F. — édi.
PI. F. — idi. Ii^ulòt, sm. Isolotto.
In^vitiss, rfl. Incivettire, Diventare PI. I§ulót.
di facili costumi. Ispètór, sm. Ispettore.
Prt. F. In^vitida PI. Ispetùr.
PI. F. — idi. Ispe^ión, sf. Ispezione.
Io. Grido con cui si incitano gli PI. Ispezión.
animali ad andare avanti.
(Dal lat. ire). Istruì, agg., prt. Istruito. Collo. , Am-
maestrato.
Io! Io! (V. Ju, ju). PI. Istruì.
Jò§a! esci. Gesù! F. — ida
(Lat. Jesus). PI. F. — idi.
Jost, sm., agg. Giusto, Almeno due Animél istruì. Animale ammaestrato.
secoli fa (Vedi P. Santoni, Op. Cit.), U§él istruì, Uccello ammaestrato.
questo voc. valeva solo «giusto»; ora, Istru^.ión, sf. Istruzione.
secondo il tono, può valere negazione Itaglia, f. Italia.
0 approvazione. Itagliàn, sm., agg. Italiano.
Normalmente si usa « giost ». PI. Itaglièn
Istighér, tr. Istigare. F. — àna
Prt. Istighé PI. F. — ani.
PI. — è Jù! (Jù, jù!). Esclamazione che ora
F. — éda viene rivolta alle maschere in tono
PI. F. — édi. canzonatorio ( « Mascarina ! Jù, jù »,
I^ula, sf. Isola. Mascherina! Jò, jò!) ma che era, una
PI. Isul. volta, il grido di gioia delle maschere.
I^idé, agg. Isolato, Solitario. (Latino, io).
Prt. I§iilé Juséf. Giuseppe.
227 FAMI

'L, pron. pers. m. Lo, Lui. Nelle forme I Càn lagòt. Cane lagotto. In gergo
interrogative vale Egli, Esso. venatorio chiamato semplicemente « la-
I Me a'I dèg, Io (me) io (a) lo CD gòt ». Cane di media grandezza, dal
dico (deg). pelo folto, ruvido, riccio e piuttosto
I E'I avnù?. E' egli venuto? lungo, adatto ai terreni paludosi.
Lama, sm. Scola Lama (Ravenna) |
I A'I det
(det) gnit?(gnit)?
niente Ha (à), egli CD, detto
Fossatello di scolo | Solco scavato per
I A l'à '1 vest? Lo ha egli visto? scolare una bassa | « Avvallamento •
La, pron. pers. Lei, Essa, Ella, La. dice S. Muratori - che separa una duna
PI. Li.
dall'altra ». Di qui l'espressione «lama
La, art. det. La. de cui», lama del sedere, (fra natica e
PI. Al. natica).
Là, avv. Là, In quel posto. PI. Làm.
Làbar, sm. Labbro. (Dal lat. lama, piano acquitrinoso, bas-
PI. Lebar. sura acquitrinosa).
Làbar 'd sóra. Labbro superiore. Làmbar, sm. Ambra.
Làbar 'd sóta, Labbro inferiore. l'ambra.
I Cér coma e' làmbar. Chiaro come
Pèrdar e' làbar, Perdere l'imbocca-
tura (per mancanza di esercizio). (Lat. med. lambrum, ambra. GLE).
Laburatòri, sm. Laboratorio. Lambichés, ini. Almanaccare.
PI. Laburatùri.
I Lambichéss
Stillarsi e' ?;arvèl.
il cervello. Almanaccare,
Ladén, agg. Scorrevole, Facile, Ce-
devole (Antico it. « ladino »). Prt. Lambiché
PI. Ladén
PI. — è
F. — éna F. — éda
PI. F. — éni. PI. F. — édi.
Lagena, sf. Lagna. Lamentela. Lambròc, sm. Allume di rocca.
PI. Làgn. Lambrós-c, sm. Lambrusco (vino).
Lagnanza, sf. Lagnanza, { Lamentela { (Lat. med. lambruscha, lambrusco. no-
Rimostranza. me di uva. GLE).
PI. Lagnane;. Lamént, sm. Lamento.
Ladrì^om. sm. Ruberia. PI. Lamént.
Laghèt. sm. Laghetto. Lamintéss, rfl. Lamentarsi. Lagnar-
PI. Laghèt. si, Dolersi.
La^òt, agg. Lagotto. Di Lago Santo. Prt. Laminté
PI. Lagót. PI. — è
1 AMI 228 LATA

F. — éda Prt. Lan^tr. Lanciare.


Lan^é,
PI. F. — èdi.
Lamira, sf. Lamiera. PI. — è
PI. Lamìr. F. — éda
Lamiròn, sm. Lamierone. PI. F. — èdi.
PI. Lamiròn.
Lamón, m. Lamone (fiume). Lancétta,
(Lat. med. [Link],
Lancetta piccola
(dell'orologio).
lancia.
Antico Anemo. GLE).
Làmp, sm. Amo. Lapèr, int. Lappare, (di cane che
PI. Lémp.
beve) I Allappare | Allegare i denti, !a
Làmp, sm. Baleno. lingua. Astringere.
I Int un làmp, In un baleno. Lapida, sf. Lapide.
j Lémp de fug, Bagliori del fuoco, di PI. Làpid.
un incendio. PI Lémp.
Lardarci, sm. Lardaiolo. Salumiere.
Lampadéna, sf. Lampadina. PI. Lardarùl.
PI. Lampadén.
Lampadéri, sm. Lampadario. (Lat. med. lardarolus, chi vende lar-
do. GLE).
PI. Lampadéri.
Lampièt, sm. Lampo | Baleno. Lardél, sm. Lardello. Pezzetto di lar-
do.
PI. Lampièt. PI. Lardèl.
:Lampión, sm. Lampione, Fanale.
PI. Lampión. Là^an, sm. Senape dei campi.
Lana, sf. Lana. Vello di pecora o di (Brassica sinapistrum Boiss).
capra. Traslato di làssana (Lapsana commu-
PI. Làn. nis L.) che è ima composita.
Làscit, sm. Lascito.
I Lana s-ciavóna, Lana schiavona, Lana PI. Lèscit.
di Slavonia.
Laser, tr. Lasciare, Abbandonare |
I Plóc 'd Tana, Bioccolo di lana. Lasciare in eredità.
I Lana cagnìna, (v. Pél, Pél cagnin).
I Lana da pchèr. Lana bistosa. I La§ér andé', Mollare, Credere.
iLandròna, sf. Sudiciona. Donna su- Irere.
Laser fé'. Lasciar fare, Lasciare cor-
dicia.
' Landrona. I La§èr una mimoria, Lasciare qual-
Pi. Landróni. Prt. che cosa in eredità a titolo di ricordo.
La|é
(It., sec. XI, landra, donna di mal af-
fare). PI. — é
F. — éda
Lan^ér, int. Ansimare.
Lansìr, sm. AfFarmo. PI. F. — èdi.
Lantamén, sm. Lanternino. ] Laséss andé',
PI. Lantamén. controllarsi più. Lasciarsi cadere | Non
Lantarnit, sm. Eternit. Laterizio leg- I La§èss andé',persona.
(F.) Trascurarsi nel ve-
gero e incorruttibile. stire e nella
Lantamón, sm. Guardavivande. Cre- Lastra, sf. Lastra | Pietrone piatto.
denza munita di fitta rete. I Piastra di ferro.
PI. Lantamón. PI. Làstar.
Lantèrna, sf. Lanterna. (Lat. med. lastra. GLE).
PI. Lantèran. Lat, sm. Latte ] Lattice vegetale.
(Lat. lanterna). I Lat 'd galèna, Latt« di gallina. Cibo
Làn^, sm. Lancio. impossibile a trovarsi.
PI. Lén?. Lata, sf. Latta.
Làn^, sf. Lancia. (Lat. med. latta. GLE) .
PI. Làn^. Latarì, sf. Caseificio ' Latteria.
(Lat. lancea. DEI). PI. Latarì.
LATA 229 LAVU

Lataròla, sf. (v. Erba Lataròla). Lat- PI. Lavandèri.


taròla, Erba cipressina. (Lat. med. lavandéra. GLE).
Lataròla, agg. Lattosa, Che produce Lavéda, sf. Lavata.
molto latte. PI. Lavédi.
PI. Lataròli.
[ Ogni lavadéna, una s-ciantadéna. Op-
Latén, sm. Lattime (malattia dei pure: Ogni lavéda una s-ciantéda.
poppanti) I Latino. Lavèl, sm. Lavello, Lavatoio.
Latér, sm. Lattaiolo. PI. Lavél.
PI. Latér. (Lat. labellum, tinozza. DEI).
Latinèsta, sm. Latinista. Lavér, tr. Lavare j Sciacquare |
Latón, sm. Lattone, Lattonzolo. Por- Prt. Lave
cello di latte. PI. — è
PI. Latòn. F. — èda
Latréna, sf. Latrina, Cesso. PI. F. — édi.
PI. Latrén.
(Lat. med. latrina. GLE). j La j' à cménz a lavés cun tot dò
al mam, Ha cominciato a lavarsi con
Latùga, sf. Lattuga. tutt'e due le mani; ha iniziato ad
Lavadùra, sf. Rigovernatura (di piat- avere molta cura della sua persona,
ti) jLavadùra di piét. Rigovernatura, cioè a sentirsi donna.
dei piatti. Acqua sporca, rimasta dopo Lavór, sm. Lavoro | Opra.
la rigovernatura. I A lavor fni, A opera compiuta.
PI. Lavadùr. PI. Lavùr.
Lavanda, sf. Lavanda, Spigo. Lavuracèr, int. Lavoracchiare.
(Lavanda Spica L.). Lavuradòr, sm. Lavoratore.
Lavandéra, sf. Lavandaia. PI. Lavuradùr.

Lanterna
LAVU 230 LEGA

(Lat. med. laborator. GLE). misti alle culture dei campi ». G. Men-
Lavuraddra, sf. Lavoratora (F. Se- gozzi, op. cit. I Lacciaia.
rantini). PI. La?èr.
PI. Lavuradóri.
La?èt, sm. Laccetto, Lacciuolo. Na-
Lavuradùra, sf. Aratura. strino o spago per allacciare. Diminu-
PI. Lavuradùr. tivo di « la? », laccio.
Lavurant, sm. Operaio. PI. Lajèt.
PI. Lavurént Lazión sf. Colazione.
F. — anta Le, avv. Li. (E' sempre preceduto
PI. F. — ànti.
Lavurazión, sf. Lavorazione. dalla prep. «
le. Li per lì. a » | A )è. Lì. ' A le pr' a
PI. Lavurazión.
] Esr' a le le, Esser li li.
Lavurèda, sf. Aratura in genere [ Lèatic, sm. Aleatico.
Terreno arato. Lèbar, agg. Libero.
PI. Lèbar
I Fé' una bela lavurèda, Fare una bella
aratura. F. Lèbra
PI. Lavurèdi. PI. F. Lèbri.
Lavurèr, tr. Lavorare ] Arare. Lèbra, sf. Lebbra.
Prt. Lavuré Leo, sm. Lecco j Leccornia.
PI. — è PI. Lèc.
F. — éda I Lèc de bò, Lecco del bue. Ricciolo
PI. F. — édi. a base espansa sul margine della fron-
te. (L .De Nardis).
I Lavuré' la tèra, Arare la terra.
Lavora ben, lavora mei / Lavora ben E' definizione benevolmente canzona-
ins e' cavdél. / Cvànd e' patron e' vén toria; infatti, quando il piccolo con-
a vdè' / ins e' cavdél u s' met in tadinotto usciva coi capelli ben ordi-
§dè'. (Così dice il reggitore al bifol- nati e impomatati gli si chiedeva:
co. Plac. op. cit.). « A t'hai liché la vaca? », Ti ha lecca-
to la vacca?
I Ch' lavora ha una cami§a e ch'a n'
lavora n'ha dò, Chi lavora ha una ca- Lèca, sf. Melma di pantano. In una
micia e chi non lavora ne ha due. memoria dell'acqua del 1637, a Raven-
Lavurìr, sf. Lavorio. na, si legge « laca » per melma, fango.
PI. Lavurìr. (Più che da «lìtta», (sec. XIV), limo
La^, sm. Laccio, Capestro, Cappio, di fiume, credo che derivi dal lat. la-
Corda per stringere. Legamento scor- cus attraverso «lacca», fossa, v. DEI).
soio. Lédar, sm., agg. Ladro.
j Lacciuolo per catturare uccelli, fatto PI. Lèdar
di crine di mucca; oppure per cattu- F. Lédra
rare lepri. PI. F. Lédri.
(Lat. med. latro. GLE).
I Fé' i le?, Tendere lacci. Lég, sm. Lago.
I Armane'
addescato. int e' laz, (F.) Rimanere
PI. Le?. I Un lég d'acva, Uno specchio, una
distesa
PI. Lèg. d'acqua.
(Lat. med. lacium. GLE).
La?arèt, sm. Lazzaretto.
PI. Lazarèt. Lég (E'), m. Madonna del lago.
Santuario ai piedi di Bertinoro, poco
Lajèr, tr. Allacciare | Lacciare. distante dalla Via EmiUa. Nel San-
Prt. Lajé
tuario del Lago si venera un'immagi-
PI. — è ne della Beata Vergine. Vicino al San-
F. — éda tuario c'era un piccolo lago che nel
PI. F. — édi. 1705 fu -totalmente prosciugato.
Lazèra, sf. Lacciara. Léga, sf. Lega, Unione.
« Così chiamansi i filari di viti fram- I Léga di cuntadén, Lega dei contadini.
LEGA 231 LEST

I Léga di sbra^ént, Lega dei braccianti. (Lat. lingua).


PI. Leg. Lént, agg. Lento | Allentato.
PI. Lént.
Léga, sf. Solco.
PI. Lég. F. — Lènta.
PI. F. — Lenti
I De' una léga. Tracciare un solco.
(Dall'it. ant. «lacca», fossa, dal lat. la- L'è
I Di lént.
chi ha ima punta d'ernia si dice:
cus).
Leghél, sm. Legale. Lènta, sf. Lente.
PI. Lént.
PI. Leghél.
F. — èia I Lènta d' ingrandimént, L. d'ingran-
dimento.
PI. P. — èli.
Lègn, sm. Legno | Legname. Lèpa, sf. Lippa | La più piccola par-
(Lat. lignum). te o quantità.
Legna, sf. Legna. U n' tirèva una lepa 'd vént, Non
spirava una bava di vento.
I Legna da bru§é', Legna da ardere. \ U n' gn'era la lepa d'un u§el, Non
I Mé?;a legna, Liegna di fascina, Cima- c'era la penna d'un uccello.
ture.
Légrom, sf. pi. Lacrime. I Fé' lepa, Balzar via, scattare come
nel gioco della lippa.
Léla, agg. Lilla, Gridellino.
Lèrd, sm. Lardo.
Lègual, sm. Legoro. ((Lat. med. lardum).
Léma, sm. Lima | Lama (di arma da
taglio). PI.Lérg,
Lerg agg. Largo.
PI. Lem. F. Lérga
I Léma da lègn, Raspa. PI. F. Lérghi.
I Mèza léma. Mezza lima. Da una par- Lérga, sf . « Larga ».
te è curva e dall'altra è piatta. PI. Lérg.
I Léma de curtél, Lama del coltello. « Sono le « larghe » sterminate distese
I Léma mota. Persona che lavora in di terra bonificata, quasi prive di
sordina.
alberi e di case... » A. Bandini-Buti.
Lèmit, sm. Limite, Termine 1 Con- I Ciapèla a la lérga, Prenderla alla lon-
fine. tana.
PI. Lèmit. PI. Lè§
Lè§, agg. Liscio.
I Scapé' fura di lèmit, (F.) Eccedere.
Lén, sm. Lino. F. — a
Lencàna (o lengva 'd càn), sf. Pian- PI. P. — i.
taggine minore, Petacclola lunga. (V. Alès).
PI. Lencàn.
I Ande'
co dellelè§, Giocare scartini (nel gio-
carte).
Lengva, sf. Lingua | (F. ) Facilità di
parola. Lèsca, sf. Lisca. Bruscolo di seme.
PI. Lengv. Tutto ciò che cade sotto il vaglio. Ca-
scame.
Lengva 'd tèra, Strisciolina di terra.
Mèla lengva, Malalingua. Lè§na, sf. Lesina.
PI. Lè§an.
Lengva 'd càn (v. Lencàna).
Lengva 'd bò. Lingua di bue. Lespa, sf. Fanciulla snella e piena di
(Anchusa italica) P. Zangheri. vivacità. E' ormai vocabolo in disuso.
I Lengva d'oca, Piantaggine maggiore. Si dice: «La j' (1600)
tico ravennate è una aveva
lespa».loNell'an-
stesso
I L'èra mèj eh' a m' fós mursé int
la lengva!, Era meglio che mi tossi significato. Aruch A., in op. cit., dice:
morsicato la lingua. Così dice colui « Lispa, Fanciulla viva, che non può
che con le sue parole ha causato in- star ferma ».
volontariamente del male; o che ha Lest, agg. Lesto, svelto, rapido.
parlato a suo danno. PI. Lèst.
LEST 232 LICE

F. Lesta Lèvd, sm. Lievito, Fermento.


PI. F. Lesti. PI. Livd.
I Gambalèsta, Gambalesta. Sopranno- I agg.
F. Lievitato.
Lèvda
me di persona.
Lesta, sf. Lista, Conto | Striscia di PI. P. Lèvdi.
carta. Lévdan, sm. Laudano. Calmante dei
PI. Lèst. dolori di ventre.
(Lat. med. laudanum. GLE).
Lét, sm. Letto | Letiera (del bestia-
me). Lèvra, sf. Lepre.
PI. Lèt. PI. Levar.
I Lèt de videi, Sacco vitellino. Borsa ] La lèvra la j' è, indo eh' u n' s' pensa
amniotica.
La lepre è dove non si pensa. E' da
I Fé' e' lèt. Rifare il letto. dove non si aspetta, che arriva la sor-
I Fé' lèt al bèsti. Rifare la lettiera al-
le mucche. Lévrea, sf. Laurea.
presa.
PI. Lévri.
I Roba da fé' lèt, Lettime. Le?, sf. Legge.
I Gvasté' e' lèt. Disfare il letto. PI. Le?.
I La vaca la j' à fat e' lèt, La mucca (Lat. lex).
ha espulso il sacco vitellino.
I Lèt a dò pià^, Letto a due posti. Lèz, sm. Leccio (Quercus ilex).
] Lèt di spu§. Letto matrimoniale. (Il PI. Lèz.
(V. El§).
ietto degli sposi dev'essere preparato
da due ragazze innocenti. Ciò porta Lè^, sm. Liccio (per tessere la tela).
fortuna e prosperità). PI. Lèz.
Lèta, sf. Letta, Scorsa di una lettura. I.òzar, tr. Leggere.
PI. Lèti. (Lat. med. licius. GLE).
Prt. Lèt
Lètra, sf. Lettera dell'alfabeto | Mis- PI. et.
siva I Nel dial. antico signif. anche
scritta (v. Letra e agliòn). F. èta.
PI. Lètar. PI. F. èti.
I Savè' 'd lètra, « Saper di lettera », Lezit, agg. Lecito.
saper leggere. PI. Lè?;it
I Lètra o aglión. Lettera, (scritta) e F. Lèzita
leone. Gioco di testa e croce che
PI F. ^Lèjiti.
si chiama anche « faija e pèrla ». Il Li, pron. Lei, essa, ella i Le. Esse.
nome viene dal Mezzo Bolognino di Liàndar, m. Oleandro.
rame, coniato a Bologna nel 1612. il PI. Lièndar.
quale aveva nel retto un leone (aglión) (Nerivmi Oleander L.).
con la scritta Mezzo Bolognino; e nel Libarél, sm. Liberale (appartenente
verso lo stemma di Boi. col motto al partito liberale).
Bononia Docet. PI. Libarèl.
Lèva, sf. Leva. Libarér, tr. Liberare.
Prt. Libare
1 Pònt d'apogg. Sottoleva.
I Leva di suldè. Leva dei soldati. Chia- PI. — e
mata alle armi. F. — éda
I Ande' a fé' la leva. Andare a rifor- PI. F. — édi.
nirsi dei generi di monopolio. Libarle, sf. Libertà.
PI. Lèv PI. Libarté.
Librari, sf. Libreria.
1 U n'era
era gnànc
neanche int leve
nelle al levdeidi Santi
Sent, (cioè
Non PI. Librari.
non era ancora nato). Librèt, sm. Libretto.
Levànt, punto cardinale. Levante |
sm. Oriente, Paesi del Levante.
[Link]ènza,
Librèt.^ sf. Licenza 1 Porto d'armi
LICH 233 LIMU
per fucile da caccia. j Fiòl ligètom, Fglio legittimo.
PI. Licénz. Lighéda, sf. Legatura, Legamento.
Lichéda, sf. Leccata. PI. Lighédi.
PI. Lichédi. Lighér, tr. Legare.
Prt. Lighé
Liché, agg. Leccato [ Lisciato (nella
pettinatura). PI. — è
PI. Lichè F. — éda
F. — éda PI. F. — édi.
PI. P. — édi. (Lat. ligare).
Lichen, sm. Lecco, Leccornia. Lìgirà^a, Peggiorativo di « ligera ».
PI. Linchén. PI. Ligiràzi.
Lichér, tr. Leccare. Ligiròta, sm. o f. Testa sventatella.
Prt. Liché PI. Ligiròti.
PI. — è Lignàm, sm. Legname.
(Lat. med. lignamen).
F. — éda
PI. F. — édi. Lignèra, sf. Legnaia.
PI. Lignèr.
Lichèrda, sf. Leccarda.
PI. Lichérdi. (Lat. med. lignaria, GLE).
Ligóstic, sm. Ligustro.
Licinziér, tr. Licenziare, Congedare.
Ligrè?, (v. Aligrè^).
I Accomiatare. Mandar a spasso | Man- Ligrè^a, sf. Allegrezza, Allegria.
dar via dal servizio. PI. Ligrèz.
Prt. Licinzié
Lìmadòr, sm. Limatore.
PI. — è PI. Limadùr.
F. — éda Limadùra, sf. Limatura j Polvere di
PI. F. — édi. limatura.
Licòt, sm. Leccatina, Assaggio di lec- PI. Limadùr.
cornia con la punta del dito, Tocca- Limbèc, sm. Alambicco.
tina sulla guancia col dito inumidito PI. Limbèc.
di saliva.
PI. Licót. Limbichéss, rfl. | Limbichéss e' jar-
vèl,
vello. Almanaccare, Spremersi il cer-
Ligadùra, sf. Legatura, Legamento [
Rilegatura. Prt. Llmbiché
PI. Ligadùr. PI. — è
(Lat. med. ligatura. GLE). F. — éda
Ligà^a, sf. Legaccio delle calze. PI. F. — édi.
Involto fatto con un fazzoletto gran- Limòn, sm. Limone (Albero e frutto).
de, (v. anche Gulpé). PI. Limòn.
In un documento ravennate del 1595 Limosina, sf. Limosina. Dono ai po-
sono ricordate « le ligazze delle calze ». veri.
Alla fine dell'SOO usavano ancora. I Fé' la limosina, Far la limosina.
PI. Ligà?. [ Nighé' la limosina, Negare la limo-
Lìgètima, sf. Legittima. Parte di ere- sina.
dita spettante per legge.
[Link]è,
Limpé sf. Vampata | Folata.
I U i tóca la ligètima, Gli spetta la
legittima.
j Limpé 'd vent, Folata di vento.
JJgèra, sm. o f. Persona scapestrata. [ Limpé di 'dcalore.
chéld, Vampa, vampata di
PI. Ligèr. caldo,
I Una ligèra dal prèmi^ Uno scapestra- 1 Limpé 'd fié, Zaffata di puzzo.
to di prim'ordine. Limunèda, sf. Limonata, Spremuta
Ligètom, agg. Legittimo. Conforme di limone.
alla legge, Riconosciuto dalla legge. PI. Limunèdi.
PI. Ligétom. Erba limunèda, Erba limoncina.
LIMU 234 LIST
Limunéra, sf. Limonaia, Serra per Lìngule, sf. Quanto può contenere
limoni. un lenzuolo.
PI. Limunèr. PI. Linzulé.
Limu^inér, intr. Domandare, chiede- Lingule, sf. Grande involto fatto con
un telo.
re come chi va all'elemosina.
Linarola, sf. Fiordaliso. PI. Lingule.
(Centaurea cyanus). Tali involti contengono fave, fagioli
PI. Linoròl. 0 piselli da passare al vaglio o già va-
Lindir, tr. Lusingare con chiacchie-
re, o blandizie. Lión, sm. Leone.
gliati.
Questo V. è ormai usato solo dalle PI. Liòn.
persone anziane ed è poco conosciuto. 1cino.
Liunè§a, Leonessa | Liun^ìn, T^eon-
Nella « urazión » intitolata « Santa Ma-
daléna» (Pergoli, op. cit.), al verso 30 (v. Aglión).
v'è « dlindodór », lusingatore. Lirón, sm. Contrabbasso.
Prt. Lindi Nelle Ville Unite si usa « rilón ».
PI. — ì (Da lira).
PI. F. — idi. PI. Lirón.
F. — ida [Link]§,Li§ agg. Liso, Logoro, Consunto.
Linea, sf Linea (più usato Riga).
PI. Linei. F. — a
I Linea dia lu§, Linea elettrica. PI. F. — i.
Lineamént, sm. pi. Fattezze, Linea- Li^abéla, sf. Uva fragola.
menti. (Vitis Labrusca L.).
Linguèta, sf. (anche Lingvèta). Lin- Liscéda, sf. Lisciata.
guetta. PI. Liscédi.
PI. Linguèt 0 Lingvèt. Liscér, tr. Lisciare.
Lingvàgg, sm. Linguaggio, Parlata. Prt. Lisce
PI. Lingvégg. PI. — è
F. — èda
Ling^à^, sm. Elemento a cuneo del-
lo sterzo del carro che s'inserisce nel PI. F. — édi.
timone. Lischi, sm. pi. Liscari. Salsola. Er-
« Lingva? » e timone vengono tenuti col- ba grassa che cresce rigogliosa nelle
legati con un perno di ferro orizzon- saline.
tale. Sono detti anche « Bèrb ad fré », bar-
Linguèta, sf. (v. Linguèta). be di frate.
Lintér, tr., intr. Allentare | Rallen- (Salsola Soda L.).
tare. Lisciva, sf. Lisciva.
(Lat. tardo lixivia).
I Quànd
il vento che e' lènta e' vént... Quando
rallenta... Li§ègna. Soprannome di famiglia di
due feroci banditi, Angelo e Lodovico
I Linté' .un nòd. Allentare un nodo.
Lintèi^a, sf. Lentezza. Lama, che facevano parte della banda
PI. Lintè^. del Passatore.
Lin^én, sm. Uncino. Li§èta, sf. Saraghina piccola.
Detto solo della spiga del grano quan- (Clupea Papalina).
do, raggiunta la piena maturazione, si PI. Li§èt.
piega un po' da un lato. Si dice: «e' Li§nén, sm. Lesinetta. Lesina dalla
gran punta sottile.
cino. l'ha e' lin?é », il grano ha l'un- PI. Li§nén.
Lìn^ol, sm. Lenzuolo | Telo. Listel, sm. Listello, Regoletto.
PI. Lin^. PI. Listèl.
(Lat. med. lenzolus. GLE; dal lat. lin- Listér, "tr. Listare, Contornare con
toleum). una lista, con una striscia.
LIT 235 LODL

I Liste'
Prt. Listea lut, Listare a lutto. I Livdè'
Prt. Livdée' pan, Lievitare il pane.
PI. — è PI. — è
F. — éda P. — éda
PI. F. — édi. PI. P. — édi.
Lit, sf. Lite, Litigio. Live, prt. Levato,
PI. Lit. (v. Livér).
Lita, sf. Causa legale | Questione, Li- Livél, sm. Livello. Stato di un piano
te.
orizzontale | Condizione. Grado [ Altez-
[ Taché'
PI. Lit. lita, Questionare, Litigare. me. za IMisuratore delle piene di un fiu-
Litanì, sf. pi. Litanie. PI. Livèl.
Lìtar, sm. Litro. Unità di misura di I Pasàgg a livèl. Passaggio a livello.
capacità corrispondente a un decime- (Lat. med. livellum, livello dell'acqua,
tro cubo. GLE).
PI. Lìtar. Livèla, sf. Livella, Livello. Strumen-
Litighér, int. Litigare, Bisticciare. to misuratore per conoscere se una li-
(Più comune « ragnér »). nea o un piano siano paralleli all'o-
Litira, sf. Lettiera. Letto delle be- rizzonte.
stie. PI. Livél.
Litòr, sm. Chi legge. Lettore. Livéss, rfl. Levarsi. Venir su. Detto
PI. Litùr. della luna, del sole, del vento, della
(Lat. med. lector). nebbia e delle stelle (v. Alvéss).
Livalé, agg., prt. Livellato. Piano, ben I Alzarsi
spianato. Prt. Live da letto.
(V. Livalér). PI. — è
F. — éda
Livalèda, sf. Livellazione | Livellatu-
ra. PI. F. — édi.
PI. Livalédi.
[ U s'è live e' sol, Si è levato il sole.
Livalér, tr. Livellare, Ridurre allo Livra, sf. Libbra.
stesso piano orizzontale. La minuta o comune era di 12 once,
I Livalé' al ter, Ridurre i campi a uno la grossa di 18.
stesso livello, (Togliere le alture e col- PI. Lìvar.
mare le bassure). (v. Amsur).
Prt. Livalé (Lat. med. libra).
PI. — è Livròn, sm. Leprone. Lepre maschio.
F. — éda PI. Livròn.
PI. F. — édi. Livròt, sm. Leprotto.
PI. Livrót.
Livalèta, sf. Livella (E' detta anche
« li vela »). Livnitìn, sm. Leprottino.
PI. Livalèt. PI. Livrutln.
Lìvar, sm. Libro. Livrèr, sm. Cacciatore di lepri.
PI. Lìvar. PI. Livrèr.
I Lìvar di cònt, Libro mastro. Li^adùra, sf. Licciatura.
I Lìvar da me§a, Libro da messa. PI Li^dùr.
(v. Le?).
I §igné'
to. (Dal intlat. e'liber).
lìvar, (F.) Mettere in con-
Lo, pron. Egli, lui, esso.
Livar^én, sm. Libercolo, Libriciattolo. PI. Lo. Loro, essi, esse.
Libricino. Lòd, sf. Lode.
PI. Livarijén. PI. Lòd.
Livdadùra, sf. Lievitazione. Lodla, sf. Lodola, Allodola.
PI. Livdadùr. PI. Lodai.
Livdér, tr. Lievitare, Far lievitare.
I Ludlén 'd mèrz, Allodole di passo.
LOFA 236 LONA

chiamate lodole marzaiole, perchè arri- Detto di persona panciuta e tarda.


vano in marzo. Lóm, sm. Lume ^ Luce Fanale
(Lat. med. lodula, GLE). PI. Lom.
Lòfa, sf. Loffa. Peto senza rumore Lom de de, Luce del giorno.
(F.) Bugia grossolana. Pèrdar e' lom 'd j' ócc, Perdere la vista
PI. Lòfi.
Fé' lóm, Far lume ^ Mandar luce,
Il DEI la considera voce onomato- Rischiarare, Illuminare.
peica. Mettere al corrente di una cosa.
Logic, agg. Logico. Fé' lóm a Mérz, Far lume a Marzo,
PI. Logic. Accendere fuochi nei campi, la sera, de-
F. Lògica gli ultimi tre gliomi di Febbraio e dei
PI. F. Logichi. primi tre giorni di Marzo (v. Fugaréna).
Lògica, sf. Logica. Murté' e lóm, Smorzale il lume.
PI. Logic.
I Tu' e' lóm, Togliere la luce (Togliere
Lój, sm. Loglio I Zizzania. la possibilità di vedere).
(Lolium temulentum, L.).
jBafé' e' lóm, Ribassare la fiamma (del
lume).
Lój, m. Luglio.
i 'D loj u s' med e u s' racój, Di lu- I A lóm de bur, Al buio.
glio si miete e si raccoglie. Lóm a òli, Lucerna (chiamata più co-
munemente lóm
« a »).
I 'D brevità
alla loj u n'delle
piòv notti).
'd nota ( Si allude
Lorna, sf. Lucerna ad olio.
Lòia, sf. Olla, Pentola di terracotta
, Fuoco
PI. Lóm. fatuo.
ove si conserva il grasso ', Anticamen-
te vi si conservava l'olio. Lómb, sm. Lombo.
Pìn coma una lòia, Gonfio, pieno PI. Lómb.
come un'olla di grasso. Lómina, sf. Notorietà.
(Lat. med. olla). Stima I Nomea.
Lola, sf. Rospo di dimensioni molto (In « Pulon Matt », sec. XVI, si dice:
grosse. « luminér » per « numinér », nominare.
PI. Lòl. L'it. del sec. XVI, ha nòmina nel senso
I La lòia int e' fén gric, La botta (ro- di accusa, voce).
spo) nel fieno greco. Lòn, m. Lvmedì.
PI. Lón.
I Ande'a fare
Forlì a fé'ile'mercato
lón a Frulè, Andare a
del lunedi.
' Lòn dal fést, Lunedi di Pasqua.
Lóna, sf. Luna ' Lunazione.
PI. Lón.
« Al lón », Le lunazioru.
Scójom dia lóna, Scolmo della luna.
Fase in cui la luna, da piena, accenna
a calare.
Lóna bòna, Luna buona. Lima ca-
lante.
I Lóna cativa. Luna cattiva, Luna cre-
scente.
1 Tnè*
ne. dri al lón,
Osservare Tener dietro alle lu-
le lunazioni.
j Lóna nova. Luna nuova;
scente. Lima cre-
' Lóna calànta. Luna calante.
Lòia I Lóna carscénta. Luna crescente.
Lóna pina, Luna piena.
LONA 237 LONG

j La Iona Lala luna j'à e' èsghet, La nel


luna primo
ha il [ E§ar ned
Essere natochequando
la Iona lala luna
j'èva aveva
e' sghèt,il
falcetto. entrata
quarto. falcetto. Esser nato sotto cattivi au-
Fé' 'vdè' la Iona int e' pò?. Far vedere spici.
la luna nel pozzo,. Far vedere (o com- La Iona la j'à e' cui a mòl. La luna
piere) cose incredibili. ha il culo a mollo. Così si dice quando
' Ave' la Iona vòlta (o vultéda) mèi. ha la gobba verso il basso; e si crede
Aver la luna voltata male. Essere di sia indizio che pioverà.
cattivo umore. Lóm 'd Iona, Lume di luna (F.) Tem-
I La Iona la tira j'azident, La luna at- pi diffìcili.
tira gli accidenti. E' una credenza an- A la Iona sitimbréna set lòn al s'in-
cora molto diffusa che la luna, battendo chéna. Alla luna settembrina sette lune
in volto a uno che dorma, può causargli s'inchinano. Questo per la credenza
la morte con un accidente. Alcuni di- che dipenderà dall'andamento stagio-
cono che tale influsso malefico fa fare nale di questa luna quello delle seguenti
la bocca storta: «'La Iona la fa avnì' sette.
la boca tòrta ». Lòna di grèp, Luna dei grappoli. Così
I E' zèrcc dia Iona, L'alone della luna (1811) era chiamata la luna buona di
(v. ^èrcc). gennaio, e in tale periodo si consigliava
] La IonaLa lalunava arriva
a e' de. La luna va al di potare le viti.
giorno. al mattino.
Lòna di garavèl. Luna dei racimoli. E'
] Ogni mé§ e' fa la Iona, tot i de u s' la luna di febbraio, durante la quale
n'impera ona. Tutti i mesi fa la luna, non si potavano le viti, perchè si crede-
tutti i giorni se ne apprende una. va che dessero grappoli piccoli.
E' fa la Iona, Fa la luna. Comincia il A luna cattiva non si semina, non si
novilunio.
pota, non si travasa vino, non si rimuo-
i Nè§ar a bòna Iona, Nascere a buona ve il letame, non si castrano i polli,
luna. (F.) Sotto buona stella.
non si accoppian le bestie perchè rimar-
rebbero sterili.
Long,
PI. Long agg. Lungo
F. Lónga
PI. F. Longhi.
Pr'e'd long. Per il lungo. Nel senso
della lunghezza.
E' piò long di tri, Il più lungo dei tre.
Cosa sono questi « tre »? Luciano de
Nardis dice che si tratta del manico del
forcale a due rebbi. « A't dag e' piò
long di tri ». Ti do del manico di for-
cale. Tutto bene se la frase fosse rivolta
a persona che infastidisce; ma invece
nelle campagne delle Ville Unite signifi-
ca: Non ti do niente. E in questo caso
ci si riferisce a uno dei tre rebbi del
tridente che però sono tutti uguali. Si-
gnifica quindi : ti dò il più lungo dei tre,
e cioè niente, perchè i tre rebbi sono
uguali. Volendo pensare a un'altra allu-
sione, e cioè alle parti genitali masco-
Lorna line, si trova un'altra spiegazione me-
no pulita ma più allusiva.
LONZ 238 LUCH

Lón^, sf. Lonza, Lombo di maiale. 0 invocato per spaventare i bambini.


j Bra§ula da lón^a, Braciola di lonza. j E' vén e' lóv eh' u t' magna. Viene il
Lóp, sm. Lupo. « lovo » che ti mangia.
I Luppolo (Humulus lupulus). Lóva sf. (Ghiotta, golosa). Annuncio
PI. Lóp. dato dalle campane, in altri tempi, un
Lópa, sf. Lui>a. Femmina del lupo. po' prima della mezzanotte dell'ultimo
I Bulimia. Mal della lupa. giorno di carnevale, per avvertire che
I Voja dia lópa. Ninfomania, Andro- venissero consumati gli ultimi avanzi
mania. delle grasse ghiottonerie prima di en-
P. Lópi. trare in Quaresima.
Lópia, sf. Ciuffo, Ciuf fetto alla testa. 1 I sona la lóva. Suonano la ghiottona.
PI. Lópal. (E' chiaro il significato, ma è impossi-
(v. Sa' Vizénz) bile una traduzione letterale italiana).
Lord, agg. Sconcacato, Sporco di feci.
Imbrattato di feci. Lordo. i A n' avi sintì la lóva? ' La Quarè§ma
l'è tuméda... » (Non avete sentito la
PI. Lurd « lova »? La Quaresima è tornata).
F. Lórda (G. Acquisti, La Quaresma).
PI. F. Lórdi I Caverna in fondo a un pozzo causata
I Lordo (di peso). da smottamento.
1L05, sm. Lusso, Sfarzo, Pompa. I Strumento che addenta, abbranca e
PI. Lo§. serve a ripescare cose cadute nel pozzo.
'Lóstar, sm. Lustro, Splendore. Lòppalo.
PI. LÓ5
I iLucido (da scarpe e per mobili) Lò|, sm. Sudiciume. Loia, Sozzura.
I Chiarore.
I De' e' lóstar, Lucidare. (Dal
ra). lat. luteus, fangoso; da lutea, ter-
I agg. Lucido, Lustro, Forbito, Splen- PI. Lo?
dente. LÓ5f, sm. Luccio (Lucius esox)
PI. Lóstar
F. Lóstra
PI. F. Lóstri. ] Ciapé' un lo? [ (F.) Cadere nell'ac-
I Occ lóstar, Occhi lustri. (Lat. med. lucius e luzzus. GLE).
iLòt, sm. Lotto (gioco del lotto). Lo?, sm. Lusco.
qua.
I Parte di terra avuta in sorteggio. I Tra lóz e bró?. Tra lusco e brusco.
PI. Lót.
PI.Lòza,
Lo?. sf. Loggia, Porticato.
I L'è un lót, (F.) E' un tentar la sorte. (Lat. med. logia, GLE).
iLòta, sf. Lotta.
I Battaglia (contro avversità). Lò?la, sf. Lucciola (lampjris nocticula)
PI. Lót. PI. Ló?al.
:L6v, agg. Goloso, Ghiotto. I Pòchi ló?al, pòc gran, Poche lucciole,
PI. Luv
poco grano.
F. Lóva Lucalité, sf. Località.
PI. F. Lóvi PI. Lucali té
[ Lóv coma un gat ró§, Goloso come un Lucànda, sf. Locanda.
gatto rosso. PI. Lucànd.
I 1 de luv (i giorni ghiotti). Gli ultimi Luceméri, sm. Lucernaio.
giorni di carnevale. PI. Luceméri.
I Se e' piòv int i de luv u j'è de Luche, agg. Rauco.
gran e di marcili. (Se piove gli ultimi PI. é
F. — éda
giorni di carnevale c'è molto grano e
molti marzuoli). PI. F. — édi.
(Traslato dell'antico ital. lovo, lupo). Luchél, sm. Locale, Ambiente, Sala,
iLóv, sm. Antico nome del lupo che [Link]. Locale, Del posto.
ora si sente ricordare solo nelle fiabe Luchèl.
LUCH 239 LUJE
Luchèss rfl. Perdere la voce, Far la ad adorare la casta Dea.
voce rauca.
La cosa è molto probabile, perchè « lu-
Prt. Luche cus » significava anche bosco sacro.
PI. — è
F. — èda I Fira 'd Lug. L'importanza di questa
fiera è confermata da un detto : « a s'
PI. F. — édi. avdrén a la fira a Lug » ci vedremo
Luchèt, sm. Lucchetto. alla fiera a Lugo, che ha un senso figu-
PI. L.
rato e significa non mancheremo di ri-
'Lucilini, sm. Petrolio (per rillumina- vederci. E' un antichissimo privilegio
zione). Lucilina. Liquido che serve i>er confermato da Papa Giovanni IV ; dagli
l'illuminazione. Dal francese « luciline ». Estensi e da Clemente Vili.
Lùdar, sf. Lontra (v. «Ludra»). Lug, sm. Luogo, col signif. di spazio,
iLudèr, tr. Lodare.
Prt. Ludé posto.
I Fé' lug. Far posto.
PI. — è I De' lug, Dar luogo, Dare il passo |
F. — èda (F.) Cedere.
PI. F. — édi. Lùgar, sm. Consumo
Ludla, sf. Favilla. ]ilA mio
'1 tegn par mi lùgar. Lo tengo per
PI. Lùdal consumo.
('Dal lat. lùcula). Lugarén, sm. Lucarino.
Ludlén sm. Lodoletta. (Fringilla spinus)
I Fischietto per le allodole. PI. Lugarén.
I Ludlén 'd mérz, Lodoletta marzo- Lugrér, tr. Logorare, Corrodere, Con-
lina. Lodola di passo nel mese di marzo. sumare.
PI. Ludlén. Prt. Lugré
Ludlèr, sm. Cacciatore di allodole. PI. — é
PI. Ludlèr. F. — èda
Ludra, sf. Lontra (Lutra vulgaris) | PI. F. — édi.
Otre per trasportare olio. Icervello.
Lugréss e' jarvèl, (F.) Consumarsi il
PI. Lùdar
Nella palude che si stendeva a est di Lugréss la vésta. Consumarsi la vista.
Campiano, le lontre erano fittissime.
I U n' s' lugra!, Non si sopporta! (rife-
Avide come sono di pesce rompevano le rito a persona insopportabile).
cagolarie (i cagól o cugól) e ne divora- Lujè^a, sf. Loglierella.
vano il contenuto. Per questo è rimasto (Lolium perenne, L.).
il detto « magne' coma una ludra ». Le ragazze, per conoscere i sentimenti
iLufègna, sm. Colui che cerca di man- del loro amato, interrogano, comincian-
giore a ufo. do dalla base, la spiga della « lujè§a »
(v. « lufér »). staccando, una alla volta, le spighette
PI. Luiègna. alterne, e formulando le domande:
Lufèr, intr. (v. Luvér) A m' vut? (Mi vuoi?)
Lufón, sm. Scroccone (di cose da man- A n' u m' vut? (Non mi vuoi?)
giare). Golosone. Int e' lét? (Nel letto?)
PI. — ón Int la bara? (Nella bara?)
F. — òna L'ultima spighetta dà la risposta buona.
PI. F. — óni. Gli scolaretti ,invece, tentano di divina-
Lug, m. Lugo (di Romagna).
Da lucus, bosco. « Si vuole si chiamasse re quale
cendo : « sarà
A pas?l'esito dei loro studi di-
Lugo dalla grande selva Litana che era A n' pas? »
a capo della valle Padana » G. Pasolini - ( Sono promosso?
Zanelli. Dove è ora la città si dice sor- Non sarò promosso?)
gesse un magnifico tempio a Diana do- Lujétar, pron. di terza per. pi. m..
ve accorrevano da ogni parte forestieri Loro, essi.
LUJE 240 LURD
(Nel vecchio dial. si diceva «lurèt»). si possono elencare.
Lujctri, pron. di terza per. f. pi., Loro, Lunèta, sf. Lunetta, rosone. Piccola
esse. finestrella a semicerchio.
Luìmè, sm. Ranuncolo dei campi. PI. Lunèt.
Lumagòt, sm. Lumacone (Limax agre- Lungàgna, sf. Lungàgnola, Lungagnata.
stis). Discorso lungo e noioso.
PI. Lungàgn.
I Piccola chiocciola in genere, Luma-
cotto. Lungàna, f. Longana. Dice M. Mazzot-
PI. Lumagót. ti che di questa villa si hanno notizie
Luméga, sf. Lumaca, Chiocciola. del sec. XI (1079 e 1097). Il Card. An-
PI. Lumég glico parla di due Longane, una con
I Ave' tente
la voja dia luméga. Essere impo- 11 focolari, quella ravennate; e una con
sessualmente. 17 focolari, denominata Longana presso
« Lóma, lóma lumagòla, / tira fura al il Montone, la Longana Forlivese (1371 ).
cvàtar còran: ' óna par me, óna par Il più antico ricordo di S. Bartolo in
te / e do' pr' e' gèval ad Furie ». Longana si ha nel 1262; e nel 1348 è
Cantilena dei bambini rivolta alla luma- menzionato un « fundus S. Bartoli de
ca per invitarla a uscire dal guscio. Lungana ».
I Acva da lumég, Lumacaglia. Luntàn, agg. Lontane, Distante.
Luminéria, sf. Illuminazione a festa. PI. — àn
PI. Luminéri. P. — àna
Lumìra, sf. Lumiera. PI. F. — ani.
PI. Lumìr I avv. Lontano, Lungi.
(Lat. med. lumeria, lucerna. GLE). ! Da la luntàna. Da lungi.
Lunàtic, agg. Lunatico^ Volubile, Stra- Sté' a la luntàna. Stare alla larga,
vagante. Girare, passare alla larga.
PI. Lunétic Luntàna, (v. Luntàn).
F. Lunàtica Luntanànza, sf. Lontananza
PI. F. Lunàtichi.
I Distanza (panoramica).
(Lat. med. lunaticum. GLE). PI. Luntanànz.
iLunér, intr. Lunare. Luntanér, tr. Allontanare.
I Ande' a lune' Andare a lunare. Andare j rf. Allontanarsi. Distanziarsi.
a caccia a luna piena. E' una espressio- I Distaccarsi.
ne usata dai cacciatori. Prt. Luntané
Lunèri, sm. Lunario [ Calendario. PI. — e
i Lunéri di Smèmbar, « Lunario dei tra- F. — éda
caimatori ». PI. F. — édi.
« Lunario dei poveri diavoli in cui l'al- Luntanòt, agg. dm. Lontanetto.
legra povertà è presa a prestito per pun- PI. — ót
genti note critiche e per un certo sapo- F. — òta
re picaresco ». A. Spallicci. PI. F. — òti.
Si pubblica a Faenza dal 1845. Lupén (o Sula), sm. pi. Sulla.
PI. Lunèri. (Hedysarum coronarium. L.)
I « Lunéri » signif . anche Persona che (Lat. med. lupinus).
si lagna continuamente. Lupinéla, sf. Lupinella
I Tsi un liméri!. Non sei mai contento!. PI. Lupinèl (campi coltiv. a lup.).
Ti lamenti sempre! Lurdèr, tr. Sconcacare, Sporcare con
feci.
I Di lunéri u j n'è a Ravena / eh' u n' Prt. Lurdé
i n' scriv tént la mi péna. (Alla lettera:
Di « lunari » ce n'è tanti a Ravenna che PI. — è
non ne scrive tanti la mia penna). F. — éda
A Ravenna ci sono tanti brontoloni <o PI. F. — édi.
gente che si lamenta sempre) che non Lurdèr sm. Lordume.
LURS 241 LUTE
Lur§ifér, m. Storpiatura di Lucifero Prt. Lusinghe
(diavolo) delle antiche orazioni roma- PI. — e
gnole. F. — éda
Lu§, sf. Luce, Luce elettrica. PI. F. — édi.
PI. L. Lu^iòn, sf. Illusione.
PI. Lusiòn.
: Fé' lu§ a ón, (F.) Mettere uno suUl'av-
viso. Avvertire su qualche cosa, Mettere Lustréda, sf. Lucidata, Lucidatura.
al corrente. PI. Lustrédi.
Lu§a, sf. I Fé' lu§a, Far lima lima. Lustrér, tr. Lucidare, Lustrare, For-
Modo di beffare dei bambini, fregando bire.
l'indice della mano destra sull'indice Prt. Lustre
della sinistra verso colui che si vuol PI. — è
canzonare o indispettire, dicendo : « Lu- F. — éda
sa lusa ». PI. F. — édi.
Lusartén, sm. Lucertino. Lut, sm. Lutto.
I Lusartén de gat, Lucertino del gatto. Insti 'd lut. Vestito a lutto.
Parte terminale della coda del gatto che Purtér e' lutt, Vestire a lutto.
l'animale muove sempre. Una volta si E§ar 'd lut, Essere a lutto (per la per-
credeva che quel movimento fosse cau- dita di un parente).
sato da « e' lusartén » e che fosse no- Smètr' e' lut. Cessare il lutto.
civo. Per questo si usava scodare i gatti. Lutar, sm. Utero
Lusartòn, sm. Lucertolone. (Lat. uterus; sanscrito udàram, «ven-
PI. Lusartòn. tre »).
Lusènga sf. Lusinga. Lutarì, sf. Lotteria.
PI. Lusèng. PI. Lutarì.
Lu§érta, sf. Lucertola. Lutén, sm. E' il diminutivo dial. di
PI. Lusèrt. lotto.
Lu§inghèr, tr. Lusingare. Lutér, int. Lottare
! Allettare, lllludere Intenzionalmente. Durare, Continuare
LUTO 242 LUZO
PI. Luvité.
I Insistere. (V. Lov).
Prt. Luté.
Lutón, lutòn, modo avv. Lemme, lem- Lu?ér, intr. Alloggiare.
me. Lu:^èta, sf. Loggetta, Ballatoio.
Luvarì, sf. Leccornia, Ghiottoneria. PI. Lu?èt.
PI. Luvarì. Lu^lin, sm. Coccinella.
Luvà^, sm. Ghiottone. 1 Lu^lin rós, Lina del pioppo (Li-
PI. Luvè^ na populi) e Coccinella dei pioppi (Me-
F. Luvà^a lasoma populi).
PI. F. Luvà^i. PI. Lu^lin.
(v. Lòv).
Luvén sm. (v. Alvén). Lu^lón, sm. Lucciolato (Blatta orien-
talis, Linn.).
Luvér, intr. Golosare. PI. Lu^lón.
(v. Lòv).
Luvinèra, sf. Venditrice di lupini. [Link]?ò§,
— ù§ agg. Sudicio, Sozzo.
F. — ó§a
Luvité, sm. Golosità
I Ghiottoneria, Leccornia. PI. F. —òsi.
M
MA 243 MACH

M', pron. Mi e Me. Macarunéda, sf. Maccheronata, Man-


Macàc, sm. Macaco, Uomo basso e giata abase di maccheroni.
brutto. PI. Macarunédi.
PI. Machèc. Macè, agg., prt. Macchiato, Chiazzato,
Macadùr, sm. Ammaccatoio. Bastone Maculato,
con cui si spezzano gli steli della ca- (v. Macér).
napa prima di passarli alla maciulla o Macèr, tr. Macchiare.
gramola. Prt. Macé
PI. Macadùr.
PI. — è
Macadùra, sf. Ammaccatura, Ammac- F. — éda
camento, Depressione di lamiera o me- PI. F. — èdi.
tallo.
Machér, tr. Ammaccare | Frantuma-
I Pesto a un piede | Piaga sulla schie- re IRompere | Pestare.
na, sotto la sella di un animale da tiro (E' ritenuta voce di origine onoma-
0 da soma. topeica).
PI. Macadùr. Prt. Maché
(Lat. med. macatura. GLE). PI. Machè
Macànic, sm. Meccanico. F. —éda
PI. Machènic. PI. F. — édi.
Macarén, sm. Spaccapietre. Quando due non sono più in buoni rap-
PI. Macarén.
Macaròn, sm. pi. Maccheroni urtati).porti si dice che: I s'è maché, (Si sono
Sng. Macaròn. Macèta, sf. Macchietta. Figura cari-
caturale.
1 Macaròn 'd patéta
tata), Gnocchi (Maccheroni di pa-
di patata. PI. Macèt.
I Macaròn int e' lat, Maccheroni col Machina, sf. Macchina di qualsiasi
latte. Era un piatto comune delle fami-
specie.
PI. Màchin.
glie di campagna. Dice T. Randi (op.
cit.) che, in occasione di nascita di un Machinèr. tr. Macchinare, Tramare.
maschio, mangiare detti maccheroni si- (Lat. med. machinare, macchinare, tra-
gnificava augurio di felice allevamento. mare, GLE).
MACH 244 MAFR

Machinéri, sm. Macchinario disordinali.


PI. Machinéri.
' La Madóna Tinaréna la s' sbu^va al
Machinèsta, sm. Macchinista. Condu- man a fé' e' furmàj. Madonna Tenerel-
cente di macchine a vapore. la si sbucciava le mani a fare il for-
PI. Machinèsta. maggio. Detto di persona che è affetta
MachinL^óm, sm. Meccanismo. da eccessiva delicatezza.
PI. Machini§om.
j Madóna da l'élbar, Madonna del-
Macia,, sf. Macchia. l'Albero. Fraz. del Com. di Raverma.
Segno di sudiciume, colori o altro .so- Nel 1636, quando Rav. fu inondata dalle
pra una superficie; segno naturale sulla acque del Montone e del Ronco, due
pelle o sul pelame; parte oscura che si contadinelle pregavano sotto la pioggia
vede sugli astri ; boscaglia fitta di piante davanti a un'immagine della Madonna
basse. fissata al tronco di un alberacelo (popu-
I (F.) Macchia, Disonore.
lus alba), perchè l'acqua del vicino Ron-
I Persona caricaturale. co non invadesse i loro, campi, quando
PI. Macc.
videro zampillare dall'argine un fonta-
I Cave' al macc, Togliere le macchie,
Smacchiare. nazzo. Strapparono un ramo dell'albe-
raccio e turarono il foro, che non fece
Macód, agg. Codimozza, Mozzicoda. più uscire l'acqua. Si gridò al miracolo
Che ha la coda mozza. e accanto all'alberacelo fu edificata una
I Did macòd, Dito mozzo. chiesa. Di qui il nome della località.
PI. — ùd Madrègna, sf. Matrigna (Màma ma-
F. — oda drègna).
PI. F. — òdi. PI. Madrègn.
I L'animél macòd, L'animale senza co- Madrina, sf. Matrice. Organo della ge-
da. Così è chiamata, scherzosamente, la stazione delle femmine dei mammiferi.
donna.
Madunè (La), sf. «La Maduné » —
I Argvérdat da l'animél macòd!, Guar- dice A. Spallicci — era l'offerta alla Ma-
dati dall'animale senza coda. Sta in donna che, secondo il rito religioso, la
guardia con la dorma! gente del contado deponeva sui gradini
Macubén, sm. Macubino. Tabacco da dell'aitar maggiore sotto forma di pri-
fiuto simile al macuba. mizie ».
Macudér, tr. Scodare, Tagliare la co- Madunèr, sm. Madormaro, Madonnaio.
da, Mozzare la coda. PI. Madunèr.
Prt. Macudé
Da questi madonnai è rimasta l'espres-
PI. — è sione: Cavèl a la madunèra; Cavél da
F. — éda madunèr, cioè capelli che scendono fi-
PI. F. — édi. no alle spalle.
Madanlà^a (La), f. La Madanlaccia. Madunina, dim. Madonnina.
PI. Madunìn.
nei iltrebbi.
E' nome di un gioco che si faceva
Mafrigldn, sm. Pacioccone.
I (F.) Donna mal vestita. Mafrìgval, sm. pi. Malfattini. Pasta
Madóna, f. Madonna. tagliata minutamente per minestra in
PI. Madón brodo.
I Di' dal Madón, Dire delle Madonne. PI. Mafrigval.
Bestemmiare.
La pasta per i « mafrìg'/al », una volta,
j U n' gn'è né Sént e gnànc Madón, si faceva di sola farina e acqua. Adesso
Non vi sono Santi e neanche Madon- si impasta con uova.
ne... (che possano porre qualche rime- I nostri « mafrigval » pare comunque
dio).
non siano più quelli del sec. XVII, per-
I Cvi ch'vindèva al Madón, Quelli che chè Aruch Aldo, in op. cit., scrive:
vendevano le Madonne. Erano prover- « Manfrigul. Minestra che si fa di pane,
biali perchè tenevano i capelli lunghi e cacio e vuova (sic) ».
MAGA 245 MAGR

Magagna, sf. Magagna, Pecca. PI. Magnén.


PI. Magàgn. (Lat. med. magnanus, DEI).
(Lat. med. magagna, piaga; « magagnas Magnati?§r, tr. Ipnotizzare.
equorum» Rav. sec. XIII. GLE). Prt. Magnatizè
Magalòta, sf-. Gruzzolo. PI. — è
F. — éda
I L'ha la magalòta, Ha un gruzzoletto
da parte. PI. F. — édi.
(Dall'ebraico « meghillot », rotolo, in- Màgnatival, agg. Mangereccio.
volto).
PI. — ival
Maganzes, (v. manganzés). F. — ìvla
Magàra, esci. Magari | Dio la volesse ! PI. F. — ìvli.
Proprio, Almeno | Fosse vero!
I L'è magàra vera!, E' proprio vero! Màgnavàc, f. Magnavacca. L'antica
Magà^, sm. Moriglione (Anas ferina) Sagis menzionata da Plinio.
PI Maghè§. Magnala, sm. Mangione.
Maga^én, sm! Moretta tabaccata ] PI. Magnèza.
Tuffetto tuffatore, Colletto. Magnèda sf. Mangiata. [ Pranzo.
PI. Magnédi.
Magafón, sm. Fischione turco, Fi-
schione, col ciuffo, Germano turco, Ca- Magnèr tr. Mangiare.
porosso maggiore. (Anas rufina). I Corrodere.
PI. Magafón. j Consumare.
Prt. Magne
Magazén, sm. Magazzino^ Granaio,
Deposito. PI. — è
PI. Maga?én. F. — éda
(Arabo makhzin, « luogo di deposito »). PI. F. — édi.
Maga?inìr, sm. Magazziniere.
PI. Magazinìr. 1 Magnéss e' capitél. Mangiarsi il capi-
tale. (F.) Sciuparsi il capitale.
Maghèt, sm. Testicolo (di pollo).
PI. Maghèt. I Magne' da sót. Mangiare cibi asciutti.
I Magnéss la paròla. Mangiarsi la pa-
Magi, sf. Magia. rola. Mancare di parola.
Magic, agg. Magico, Di magia. I Ch' a n' magna ha magne. Chi non
PI. Mègic [Link] ha mangiato.
F. Màgica
PI. F. Màgichi. j E' magna cvànt de fìòm pét a Martu-
ren, Mangia quanto il fiume (Savio)
I Bachèta magica, Bacchetta magica. di fronte a Martoranno. Così si dice
Magistratura, sf. Magistratura. di una persona insaziabile.
Magistrél, agg. Magistrale. Magné§a, sf. Magnesia.
I Che è eseguito con perizia.
PI. — èl Magnùga, sf. (scherzoso) Cibarie.
Cibo.
F. — èia
PI. F. — èli. Magón, sm. Ventriglio (dei volatili).
I Groppo alla gola (causato da dolore,
Magistrèt, sm. Magistrato. accoramento).
PI. Magistrèt.
I Per de magòn, Pere mézze.
Màgnacanéla, sm. Cannareccione. PI. Magón.
PI. Màgnacanéla.
Magnadór, sm. Mangiatore [Link]è^a,
Magrèj. sf. Magrezza.
PI. Magnadùr.
F. — óra Magròn, sm. Magrone, Maiale da in-
PI. F. — òri. grasso.
PI. Magrón.
Magnadùra, sf. Pastura (di uccelli) MagrGna. f. Nome usato, nelle escla-
PI. Magnadùr. mazioni, da coloro che non volevano no-
minare il nome della Madonna.
Magnàn, sm. Magnano ' Calderaio.
MAGR 246 MALE

I Par la magròna!, Per la miseria! due settimane. In quella occasione, bri-


(G. Acquisti, Forlì, 1831). c?ate di ragazze scendevano dalle vicine
Magrulén, agg. Magrolino. montagne e si spargevano per la città
PI. Magrulén a dire la ventura e a cantare il « ben
P. — éna veniva maggio ».
PI. F. — éni. La festa fu abolita, a Ravenna, nel 1722
Maj, sm. Maglio. dal cardinale Vitaliano Borromeo.
PI. Méj. Majèra, sf. Magliaia.
PI. Majéri.
I Maneggia, Striscia di terra ove si pro-
cede alla mietitura. Maladèt, agg.. prt. Maledetto.
Maja, sf. Maglia. ; (F.) Scaltro, Astuto.
Indumento di lana, o di cotone lavorato PI. Maladèt
a maglia, che si porta sotto la camicia F. — èta
0 al posto di questa. PI. P. — èti.
1 Cerchietto formante il [Link] a ma- Majóscula, sf. Lettera maiuscola
glia. PI. Majóscul.
PI. Màj.
1 Ciacaré'
in italiano. in majóscul, (scherz.) Parlare
(Lat. med. maglia. GLE).
Majé, sf. Maggiolata. Maladèz agg. Malaticcio, Cagionevole.
PI. Maladè^
« Vecchia usanza delle campagne roma-
gnole è quella di guarnire di fiori e di F. — è?;a
fronde verdi di pioppo le finestre e le PI. F. — è?i.
porte delle case nei primi giorni di mag- Maladir, tr. Maledire
gio... Tale rito ha la virtù di tener lon- Prt. Maladì
tana dalle case l'invasione delle formi- PI. — ì
che voraci e quella di render propizia F. — ida
la stagione all'agricoltura ». B. Pratella PI. F. — idi.
la ritiene una festa pagana del sole, Maladizión, sf. Maledizione.
altri festa cristiana di Calendimaggio. PI. Maladizión.
Forse è l'una e l'altra insieme. Forse Malàn, sm. Malanno, Danno.
festa pagana convertita in festa cristia- PI. Malèn.
na. Poiché « maio » nel 1300 significava Malati, sf. Malattia ] Morbo.
« maggio », « ramo fiorito », « ramo d'al- PI, Malati.
bero » in genere (v. Div. Comm. Purg. Male, agg. Ammalato.
XXVIII, 36 e Dizionario Etimologico PI. — è
Italiano, Istituto di Glottologia, Firen- F. — éda
ze, 1952) è difficile stabilire se «la ma- PI. F. — édi.
jé » sia la versione dialettale di « ma- Malègn, agg. Maligno.
jata » derivante da « majo », mese, o da PI. — ègn
« majo »„ ramo fiorito. F. — ègna
I Non è ad escludere che « Majé » sia PI. F. — ègni.
antico rito in onore di Maia, dea di ori- Maléss, sf. (v. Amaléss).
gine ellenica, identificata dai Romani Malé§ar, sm. Malessere, Indisposizione
con una divinità dello stesso nome fi- PI. Malè§ar.
gliuola di Fauno e moglie di Vulcano, Malè§om, superi. Malissimo.
preposta alla fecondità primaverile del- Maléstar, sm. Malestro, Danno, Gua-
la natura, onde Ovidio fa derivare da sto.
lei il nome di maggio, mese in cui le si PI. Maléstar.
prestava culto. Era identificata anche (Dalla radice indoeuropea ster-« astro »
con la dea Bona (Bona Dea) la cui festa da cui il latino malum aster (cattiva
si celebrava il lo maggio. stella) e il francese antico malastru).
I La « majé », maggiolata, festa del ca- Maièt, sm. Sacco.
lendimaggio, durava a Ravenna una o PI Malèt.
MALE 247 MANA
(Lat. med. maletta, piccolo sacco. GLE)
Malèta. sf. Scroto j De' una man, [Link].
I De' satauna man 'd culòr. Dare una pas-
di colore.
I Sacco.
PI. Malèt.
(Nel sec. XVII la «maletta» era un } Una man 'd prè, Un giro di mattoni
lungo il muro.
« sacchetto piccolo da mezzo staro ». I L'ùtma man, L'ultimo giro di matto>
V. Aruch Aldo, op. cit.).
ni
sata.I L'ultimo ritocco [ L'ultima ripas-
Malignitè, sf. Malignità.
PI. Malignitè. j Tnè' a man. Tenere al guinzaglio;
Malignér, int. Malignare, Sparlare. Condurre a mano.
Malincunì, sf. Malinconia, Tristezza. 1 Tné' d'una man, Tenere per mano.
PI. Malincunì. I Reggere con ima mano.
Malizia, sf. Malizia. i Tnè' un cvèl d'igna man. Tenere una
PI. Mali^ji. cosa per ogni mano, ad ogni mano.
I L'è in tot al malizji, Ha tutte le ma-
lizie. j Ande' dri a la man, Seguire l'ordine,
Procedere secondo un determinato or-
Malizio^ agg. Malizioso. dine.
PI. Mali^ù§ I Fé' la man
P. — ò§a stichez a auna un lavór, Prendere dime-
lavoro.
PI. F. — òsi. I Tu' la man, Prendere la mano. Non
Malóra sf. Malora, Rovina. sentir più il freno.
I Ande' a la malóra. Andare in rovina.
Maltà^a, sf. Pesca. aI Mètr'
mano...a man, Dar di mano | Mettere
II nome M. deriva dal fatto che i nume- I Capiti' pr' al man. Venir per le mani.
ri della pesca vengono estratti da un Capitare fra le mani.
sacchetto, che in dialetto si chiama I Bòna man. Buona mano. Mancia.
« malèt ».
j Purté' in piànta 'd man. Portare in
Maltér, sm. Tondo di terra morbida palma di mano.
appiccicata a un muro, o a una tavola, I Fé' mambà^a Far manbassa.
per controllare la rosa di tiro di un I No' cave' al man d'int gnit. Non cavar
fucile da caccia. le mani da nulla. Non riuscire a con-
PI. Maltìr chiudere niente.
(Da « mélta »).
I 'D §gonda man. Di seconda mano.
Marna, sf. Mamma. j Ròba a man. Manufatti.
PI. Marni.
j D'igna man. Di mano in mano. | Per
I Màma bòna. Madre naturale. ogni mano.
Màma madrègna, Matrigna. I E§ar da la man, Aver la mano (nel
Mamalóc, sm. Mammalucco, Stupido. gioco delle carte).
Mamalóca, sf. Il Biondelli, nel suo
[Link] con Succiamele (Orobanche I Ave' al man che
ni di ricotta, d'arcòta, ( F. ) Aver le ma-
non stringono.
maior, L.). Nelle Ville Unite il succia- I Bàtar al man. Applaudire.
mele è chiamato impropriamente « na- I Sté'
dècia ». re concunle al man in int
mani la falde. (F.) Sta-
mano.
Mamént, sm. Momento, Attimo. I Man drèta, M. destra.
PI. Mamént. Man stanca, M. sinistra.
Mamintin, sm. Momentino, Attimo.
PI. Mamintin. I Man 'd pan, Forma di pane, Pezzo
di pane. Piccia, Tiera.
Mamòn sm. Forte infreddatura.
PI. Mamòn. I Druvé' la man de mèi, (F.) Usare
molto garbo, Usare tatto.
Man, sf. Mano 1 Ave' al man sfondi, Avere le mani
PI. Man. bucate.
I Mantutto.
d'or. Mani d'oro. Mani che sanno I Man bòna, Mano fortunata.
far Màna, sf. Manna | Melata.
MANA 248 MANE
Umore vischioso; dolce e di colore scu PI. F. — édi.
re che molte piante emettono partico (Lat. med. « mandriare », condurre al
larmente nel mese di agosto. A volte pascolo ; e « amandriare », pascolare con
per alcune piante come salici, vinchi una mandria di bestie. GLE).
ecc., la manna è prodotta da innume Mandér, tr. Mandare.
revoli afidi. Il popolo crede ancora che j Condurre, Guidare.
cada dal cielo perchè l'emissione di j Emanare, Esalare.
manna coincide con forti guazze e sem- ] Emettere (fumo).
pre in periodi di siccità. La manna è ^ Spingere (un rapporto di bicicletta).
ben visibile nella parte superiore delle Prt. Mandé
foglie, dove forma uno strato lucido PI. — è
F. — éda
che si secca sotto l'azione del sole e si
discioglie per effetto dell'umidità della PI. F. — édi.
notte. Certo è questa constatazione che Mandé' vi'. Mandar via, cacciare.
ha fatto ritenere che la manna piova ; Mandé' 90, Mandar giù. Inghiottire.
dal cielo. Mandé' a di'. Mandare a dire, far sa-
I L'è una màna de zìi, (F. ) E' una
fortuna insperata.
I Mandé' so al bèstl. Incitare le bestie,
pere.
Manarén, sm. Accetta. le mucche | Farle rientrare nella stalla.
PI. Manarén. • Mandé' so j'animèl. Far rientrare gli
([Link]. nanarinus, piccola marma- animali (domestici) nei loro covili.
la, GLE). ' Mandé' a tu'. Mandare a prendere.
Manarola, sf. Bandella (per porte, fi- Mandèt, sm. Mandato, Autorizzazione.
nestre, sportelli). PI. Mandèt.
PI. Manaròl. Màndla, sf. Mandorla.
Mane, agg. Manchevole Quadra (di piada). Pascoli.
PI. Mandai
Ia Avni' mane, Venir
mancare. manco, o Venire
[ A màndla, A mandorla , A forma di
PI. Méne rombo e di roniboide.
F. Manca ! Màndla 'd pie, Quadra di piada.
PI. F. Manchi. (Lat. med. mandola, mandorla. GLE).
Mandrègula, f. Mandragola.
I Fé' 'd mane, Fare a meno. Far senza. (Atropa mandragora L. )
Mancamént, sm. Acciacco, Difetto
fisico. (Lat. mandragoras).
PI. Mancamént Mandrén, sm. MaiilrLno.
Mancànt, agg. Difettoso, Mancante. Utensile che funge da trapano a mano.
Mancanza, sf. Mancanza | Spossatezza. PI. Mandrén.
PI. Mancànz. Màndrèta, sf. Manritta.
Manchèr, int. Mancare | Difettare. I A màndrèta, A destra.
Mandriùl (I), m. Mandrloli.
I Manche'
Prt. Manchein..., Difettare in...
j E' pa|drlolidi Mandriùl,
(m. 1173 s.m.). Il valico del Man-
PI. — è
F. — éda
PI. F. — édi. I La stré
tinese di Mandriùl, L'Umbro-casen-
n. 71.
Mandarén, sm. Mandarino Mànd?, sm. Mantice.
(Citrus mandaurensis). PI. Ménds.
PI. Mandarén.
I Tire' Int e' mànds, Tirare il mantice.
Mandarièr, tr. Stabbiare. (Lat. med. manticus. GLE).
Tenere le pecore a dormire o a pasco- Mane, agg., prt. Vestito.
lare in un terreno per concimarlo. PI. — è
Prt. Mandarle F. — éda
PI. — è PI. F. — édi.
F. — éda (Da « amanér », vestire).
MANE 249 MANF

Mànds

Mane, sf. Marinella. Manipolo (di gra- (Lat. med. manaria. GLE; dal lat. ma-
no, canapa, cannuccie, ecc.). nuaria, scure da tenersi in mano).
(Lat. med. manata, quanto si può affer- Manèf-c, agg. Manesco.
rare con una mano; fastello. GLE). PI. Manès-c.
I Manata. Colpo di mano aperta. Manèt, sf. pi. Manette.
PI. Mane. (Lat. med. maneta, manetta per car-
cerati. GLE).
S'è' piòv int al mane / u j n'è ad tòt
al cvalitè, Se piove sulle mannelle ce Manèvul, agg. (F.) Maneggevole. Che
n'è di tutte le qualità. si lascia guidare, condurre Docile.
Manècia, sf. Manecchia. Uno dei due PI. Manìvul.
manici dell'aratro. F. — èvia
PI. Manècc. PI. F. — èvli.
(Dal lat. manicula, DEI). Manèj^a, sf. Manicotto.
Manén 'd Sànt Antoni, f. pi. Capri- Mànfar, sm. Manovella, e Traslato di
foglio (Lonicera caprifolium L.). manfano, manico, del correggiato).
(Gallizioli, Op. Cit.). Manfrigval (o ManfrìguD. (Vedi Ma-
Manér, tr. Vestire (V. Amanért. frigval).
Manéra, sf. Mannaia. Manfrón, sf. pi. Malfattini di taglia
PI. Manèr. più grossa dei comuni « mafrìgval » e
MANG 250 MANU

impastati di sola acqua. Manóc, sm. Monco.


Màng, sm. Manico. PI. Manóc.
PI. Mèng. Manòcc. sm, Fastello. Manocchio,
(Lat. med. manegus e manicus, GLE). Fascio I Un pugnello di stecchi [ Mal-
I La cójpa la j'è sempar de màng, La loppo di stracci.
PI. Monócc.
colpa è sempre del manico. L' inca-
pace attribuisce sempre la colpa allo Manòfla, sf. Guanto col solo dito
arnese. pollice e un'unica sacca per le altre
Manga, sf. Manica, Parte del vestito dita j Manopola.
che copre le braccia. PI. Manòfal.
Manòn, sm. Matassa,
I Manica. Banda di gente trista, spre- PI. Manòn.
gevole.
PI. Màng.
I Manòn 'd lana. Matassa di lana.
Màngan, sm. Mangano, Gualcherà. Manovra, sf. Manovra i Fé' manò-
PI. Mèngan. vra. Far manovra (con automezzi).
(Lat. med. manganum. GLE). PI. Manòvar (Manovre,- Esercizi mili-
Manganél, sm. Manganello, Randello. tari).
PI. Manganél. Mansión, sm. Mansione, Compito.
(Lat. med. manganellus. GLE). PI. Mansiòn.
Manganér, tr. Gualcare, Manganare, Mànstànca, sf. Sinistra, Mano sini-
Passare sotto il mangano. stra.
I Tela manganéda, T. passata sotto il Mantèca, sf. Manteca. Unguento per
mangano. lucidare capelli e metalli.
(Lat. med. manganare. GLE). Mantègn, sm. Bracciuolo, Scorrima-
Manganlé, sf. Randellata. no.
PI. Manganlé. PI. Mantègn.
Manganzè^, agg. Ingarmatore, Tradi- (It. ant. manitengolo, manico).
tore. (Da «il maganzese », cioè Gano Manti?], sm. Mantello. Mantello
di Maganza che, col suo tradimento, di animale.
avrebbe causato la morte di Orlando). (Lat. med. mantellus. GLE).
I Fa^a da màgan^ès! Faccia da impo- Mantil, sm. Mantile, Tovagha.
store! PI. Mantil.
Mangòt, sm. Manichetta, Mezzama- (Lat. med. mantile. GLE).
nica, Manicotto (di pelle col peloì. Mantiéna, sf. Mantellina, Mantello
PI. Mangót. corto militare.
(Lat. med. manigottus, GLE). PI. Mantlén.
Manina de Signor, .sf. Manina del Mantnèr, tr. Mantenere, Passare un
Signore. Così è chiamato il germe del mantenimento [Conservare.
pignolo. I U s' mantén, Si conserva bene : Man-
Manira, sf. Modo, Maniera | Stile. | tiene l'aspetto giovanile.
Garbo. Prt. Mantnù
PI. Manir. P 1. — ù
I Cun bòna manira, Con bel garbo. F. — uda
Garbatamente. PI. F. — udi.
I Cun bróta manira, Sgarbatamente. Mantnimént, sm. Mantenimento, As-
I A eia manira! esci. Proprio così!, A segno, Provvigione.
quel modo ! PI. Mantnimént.
I Fura 'd manina. Fuori (di
dell'ordinario. Mantnù, sm. Mantenuto j Magnaccia,
Manitòn, sm. Bandella biroccino) PI. Mantnù.
PI. Manitòn. Mantnùda, sf. Mantenuta.
Mani^én, sm. Manichino. Risvolto PI. Mantnùdi.
staccato dalla maglia. Manucé,- agg. Manipolato, Affastel-
Pi. Mani^én. lato, (v. Manòcc)
MANU 251 MARA

PI. Manucè Man^én, sm. agg. Mancino (che sta a


F. — éda sinistra) | Che usa la mano sinistra.
PI. F. — édi. PI. Man^én
Manucéda, sf. Manipolata. F. — éna
(V. Manucér). PI. F. — éni.
Manucér, tr. Affastellare disordinata- Manzéna, sf. Impugnatura di sini-
mente. stra, posta circa a metà del gambo del-
Prt. Manucé la falce fienaia.
PI. — è Tale nome deriva dal fatto che nel gam-
F. — éda bo, a volte, vi erano due impugna-
PI. F. — édi. ture: una in alto a destra e una, a
Manuvrér, tr. Maneggiare [ Manovra- metà circa, sulla sinistra. Quella di
re ! Dominare (persone). destra, col tempo, è andata in disuso
Prt. Manuvré ed è rimasta quella di sinistra, o
PI. — è mancina, che si impugna però con la
F. — éda mano destra.
PI. F. — édi. Mandòla, sf. Giovenca j Tenosivite
Manvél, sm. Manovale. Muratore ad- ( È una irritazione, a un tendine del
detto ai lavori più faticosi. polso, che colpisce i mietitori).
PI. Manvèl. Mapa, sf. Mappa. Carta topografica.
PI. Map.
(Lat. med. manualis, manovale mura-
tore. GLE, aggiunte). Mapamónd, sm. Mappamondo.
Manvèla, sf. Manovella. Mar, sm. Ramarro.
PI. Manvèl. PI. Mér.
Man? sm. Manzo. j Culòr de mar^ Verde ramarro.
PI. Mén?.
I E' mar l'è l'amig dl'om. Il ramarro
F. — a è amico dell'uomo.
PI. F. — i. Secondo una credenza popolare, se il
I M. da vita, Manzo da lavoro. ramarro vede un uomo che dorma nel
[ M. da pchèr, Manzo da ingrasso, da campo, in pericolo di essere morsicato
macello. (M. da beccaio). dalla vipera, lo sveglia con un fischio.
(Lat. med. manzus). Altrettanto si crede che faccia se una
Man^è, sf. Bracciata (di spighe). biscia tenta di entrargli in corpo per
PI. Manze. la bocca.
(La M. è formata di più manipoli Perciò il detto :
(pogn'd spig), e più M. formano un E' mar ténl a man dreta parche u t'
covone, una « cova ». ) fes-cia int l'urècia. Cioè, abbi rispetto
Man^édga, sf. Terreno arato. del ramarro, perchè ti avverte quando
(Traslato del lat. med. manzatica, mag- sei in pericolo.
gese. GLE). Marachèla, sf. Gherminella.
Nel dialetto antico (v. Abate Piolanti, PI. Marachèl.
L'incredulo; ecc.). significava magge- Marafòn, sm. Stampo da caccia im-
se, maggiatica.
Manzéla, sf. Ralla. PI. Marafò[Link] con un malloppo d'erba.
« Bastone che a un capo ha un pun- 1 (Giuoco con le carte). Beccaccino.
golo e all'altro un ferro col quale si I Marafóna, Cricca al gioco di beccac-
cino.
leva la terra che si va attaccando
MaraiiRhén, sm. Marengo. Moneta
all'aratro ». Prati Voc. Etim. j Vanghet-
d'oro da venti lire. ' Venti lire.
da ta per pulire il vomero. '• Vanghetta
tartufaio. PI. Maranghén.
(Dal lat. med. vanga attraverso un Marangòn. sm. Legnaiuolo, Falegna-
supposto « vangella » (?). V. GLE alla me, Maestro d'ascia (Voce ravennate 1.
voce manus, « duas manus vange»). PI. Marangòn.
MARA 252 MARC

(Lat. med. marangonus, carpentiere, PI. F. — édi.


DEI). Marco (o Marcón), sm. Corvo (No-
Marascón, sm. Marascone. Vino meri- me onomatopeico che riproduce il verso
dionale ricordato spesso da O. Guerri- del corvo).
ni. Marcurela, sf. Marcorella.
Maravèja, sf. Meraviglia | Smanceria, (Mercurialis annua).
E' la mercurialis herba di Catone e
I Leziosaggine
no di smorfie ! ] Pin 'd maravèj ! Pie- la mercurialis del medio evo.
PI. Maravèj. Con « marcurela » si indicano anche
Maravièss, rfl. Meravigliarsi. le prime feci del neonato.
Marcànt, sm. Mercante. j A t' fa? caghé' la marcurela. (F.)
PI. Marchént. Ti faccio rimettere ciò che mi hai man-
Marcantival, a^g. Commerciabile. giato Te
j la faccio pagar cara.
PI. Mercantìval. Mardón sm. Faloppa. Bozzolo rima-
F. — ìvla sto incompiuto; cosi chiamato perchè
PI. F. — ìvli. facile a schiacciarsi e' a insudiaciarsi
Marcanti, sf. Mercanzia. del liquido emesso dalla crisalide.
PI. Marcanti. PI. Mardón.
Mardón, agg. (F.), Fifone, Pauroso.
èj Uricercato.
n' ha marcanzì, Non ha pregio, Non PI. Mardón.
(It. ant. marcentia. DEI). F. — óna
Marcéda, sf. Andatura. PI. F. — óni.
PI. Marcédi. Maragià, sf . « Manoregia ». Autorità,
potere, incarico, mandato.
Marcèr, int. Marciare ] Marce' a la
grànda, (F.) Fa vita da gran signore. j Tu' la marègia. Togliere l'autorità,
l'incarico, ecc.
I Marce' cun Garibéld, Seguire Gari-
baldi, Combattere agli ordini di Ga- I De' la marègia, Dare autorità, po-
ribaldi. tere; ecc.
I Marce' vi', Andarsene in fretta e fu- (Manoregia era chiamato, nel '500, il
ria. mandato che il governo papale dava
Marche, sm. Mercato. Luogo ove si ai Presidenti inviati a governare Pro-
svolge commercio di cose o bestiame. vincie e città, i quali « avevano la ma-
I Marche cvért, Mercato coperto. noregia e comandavano ai soldati, ai
birri ed alla fortezza ».
] Marche dia gra§a, Mercato di bestia-
me grasso prima di Pasqua. Marèma, sf. Maremma.
PI. Marèm.
]mercati.
Bàtar pr' i marche, Frequentare i
Marena, sf. Marina. Spiaggia, Stri-
I A marche strac, A fine mercato, A scia di terra lungo il mare. ' Marina.
mercato finito. Corpo di marineria.
PI. Marche.
(Lat. mercatus). j Suldé
PI. Marén. 'd maréna, Marinaio.
Marche, agg. Che ha i lineamenti Margarita, sf. Margherita.
ben marcati. PI. Margarìt.
] Marcato. Che che il marchio | Segna- Margaritina sf. Bellide, Pratellina.
to col marchio. (Bellis perennis L.).
PI. Marche PI. Margaritìn.
F. — éda Margaritòn, sm. Margherita grande
PI. F. — édi. (dei campi).
Marchér, tr. Marcare [ Marchiare, ( Chrysanthemum Leucanthemum ) .
Segnare col marchio. PI. Margaritòn.
Prt. Marche Margós, sm. Marcolfo. Uomo goffo
PI. — è
F. — éda Si usa normalmente l'accrescitivo
e tonto. ^
MARI 253 MARM

« margu§òn » (Marculfus fu un monaco Col passar dei secoli, questo modo


frane, del VII sec. compilatore di una di dire è arrivato al signif. attuale
raccolta di « formulae », destinate al- che non ha più nulla a che vedere con
l'antico.
le scuole. V. DEI).
Mari, sf. (V. Mariòla). Il detto risalirebbe, secondo P. D. Paso-
Maricàn, agg. Americano. lini (Rav. e le sue grandi memorie), al
I Poi m., cunèj m. ecc., Pollo gigante, medioevo, quando Maria, nome fre-
coniglio gigante. quentissimo fra i Longobardi, signi-
PI. Marichén. ficò, per i Romagnoli, la donna violen-
Maricanéda, sf. (Americanata). Esa- ta. «Il proverbio: Cercar Maria per
gerazione, Sproposito. Ravenna (in Toscana, cercar Maria
PI. Maricanédi.
per averne; e nell'Italia meridionale,
Marìd, sm. Marito, Sposo. carcare Maria per Roma) dimostra
PI. Marìd. che così in Ravenna, come in Roma,
Maridàz, sm. Matrimonio mal riu- difficilmente si trovava una donna lon-
scito. gobarda, ma trovatala si rischiava di
PI. Maridéz. esser percossi ».
Maridè, sm. pi. Minestra con fa- Mariunèta, sf. Marionetta.
gioli. PI. Mariunèt.
Maridèr, tr. Maritare, Sposare, Dar Marlòt, sm. Merlotto.
marito. PI. Marlòt.
Prt. P. Maridéda Canté' coma un marlòt. Cantare come
PI. F. — Maridèdi. un merlotto.
Marì-di^ma, f. Maria sciocca. La Ma- Marló^, sm. Merluzzo.
ri-diurna, detta anche La Minghérda, I OliMario?.
PI 'd marlóz. Olio di merluzzo.
personifica la dabbenaggine più stoli-
da e sciocca. Marmàn, agg. Maremmano ] Usato
La favola di « Marì-di§ma » è ripor- anche per persona o animale dal pro-
tata dalla Pie, anno n. 9, col titolo filo montanino. ■ Figura marmana. Pe-
« La vai di ciù », e la M. ha il nome cora bergamasca.
di « Gesuélda ». (Forse perchè i primi esemplari fu-
IVIarigiàna, sf. Meridiana, Orologio rono importati in Romagna dalla Ma-
a sole. remma?).
PI. Marigiàn. PI. Marmén
Marinèr, tr. Marinare. Marinare il F. — àna
pesce cotto, mettendolo sotto aceto. PI. F. — ani.
Prt. Marine Marmanàja, sf. Maramaglia, Pleba-
PI. — è glia jRagazzaglia.
F. — éda Marmeléta, sf. Marmellata.
PI. F. — édi. PI. Marmelét.
Marinèr, sm. Marinaio. Uomo di Marmita, sf. Marmitta, Calderotto
mare. da militari.
PI. Marinèr. PI. Marmìt.
Mariola, sf. Mariola. Figura tutta Marmòta, sf. Marmotta.
consunta di un frammento di antico (Arctomy marmotta).
bassorilievo, incastonata nella torre di PI. Marmòt.
Ravenna. Marmuffnèr. tr. Brontolare, bronto-
lare fra i denti, parlare a denti stretti,
I parche' Mari par Ravenna (o zar-
ché' Mariòla ecc.; e anche zarché' Ma- proferire parole incomprensibili, mo-
riòl, ecc.; dove Mariòl è vezzeggiativo gugnare. Usato anche nel senso di la-
familiare di Mariòla), Cercare Maria mentarsi, lagnarsi.
per Ravenna; cioè una cosa che si sa Marmurè, agg. Marezzato, Venato co-
di non poter trovare. me certi marmi.
MARM 254 MASA
l'aratro.
PI. Marmurè
F. — éda PI. Martlén.
PI. F. — édi. Marùg, (Spén marùg), sm. Marruca.
Marmurén, sm. Marmista. Mariani, sf. Merceria. Stoffe.
PI. Marmurén. (Lat. med. marzaria, GLE).
Marógna, sf. Lichene. Marker, int. Marcire, Infracidare,
PI. Marógn. Imputridire | tr. Infradiciare, Rendere
Marón, agg. Marrone. | sm. Testicolo.
PI. Maròn. putrido.
Prt. Marjé e Mérz
Maròta, sf. Maretta. Recipiente di PI. — è e Mèr^
vimini, o traforato, dove i pescatori F. — éda e Mér^a
conservano il pesce in acqua. PI. F. — édi e Mérji.
PI. Maròt.
L'acva la mérza al budèl. L'acqua
(Veneto maròta). infracida le budella.
Pasolini - Zanelli (Op. Cit. ), dice che (Motto dei bevitori).
la maretta era un « recipiente di vi- Marzèr, sm. Mereiàio.
mini, in forma di botte, che conteneva PI. Marcir
quasi 3000 libbre di pesce ». F. — èra
Marsciòn, sm. Marsione. PI. F. — èri.
( Gobius fìuviatilis ). Marzìr, intr., tr. Marcire, Imputri-
PI. Marsciòn. dire.
Martèl, sm. Martello I Testicolo (di Prt. Marzi
animale). PI. — ì
Occ, Occhio del m. P. — ida
Péna, Penna del m. PI. F. — idi.
Tèsta, Bocca del m. Marcirò!, sm. « Marcirolo ». Figno-
Incózn' e martél. Incudinetta e mar- lino, Foruncolino.
tello (a due penne). PI. Marzirùl.
I Martel traver§, Martello da maniscal- (Dal lat. marcidus, marcio).
co. Marzol, sm. Biada marzuola. Bieto-
PI. Martèl. la, fagiolo e ogni pianta che si semina
(Lat. med. martellus). in marzo. Marzatello. agg. Marzoli-
Martél, sm. Mirto, Mortella. no, Marzuolo.
(Mirtus communis). PI. Mar^ùl
Martin ghéla, sf. Martingala, (del ca- F. — ola
vallo). Capestro, freno, briglia, cavez- PI. F. — òli.
zone. Finimento del cavallo che ne (Lat. med. marzola, biada seminata di
regola la testa. marzo, GLE).
I Martinghèla dia gabàna. Striscia di Marzùl, sm. pi. Marzatelli, Marzuoli.
stoffa di traverso del lato posteriore PI.Màfa,
Ma§. sf. Massa, Mucchio.
della giacca. Martingala della giacca.
Martìri, sm. Martirio I Sofferenza, I avv. Parecchio, Molto, Assai.
Martorio.
PI Martìri. I Una masa. Un mucchio. Una mas-
sa I agg. Assai, Parecchio. Parecchi,
Martiri?èr, tr. Martoriare ' Affligge- Molta, Molte.
re, Tormentare. ! Ave' una ma§a 'd ròba. Avere tanta
Prt. Martiri?» roba.
PI. — è j Ave' una mafa 'd bajóc. Avere tanti
F. — éda
quattrini.
PI. F. — édi. Ma^a, f. Massa Forese (Chiesa di
Marilena, sf. Martello a due penne S. Andrea). Fraz. del Com. di Rav.
usato per rifare il taglio alle falci. Una volta si diceva con un motteg-
I Martléna de partighèr, Registro del- gio scherzoso:
MASA 255 MASR

Ma§a, massa di ladri. (It. ant., sec. XIII, mascara).


Anticam. « massa » significava insieme Mafér, sm. Massaro, Antica voce ca-
di poderi, terreno. duta in disuso. Si dice ancora « gal
(Lat. med massa, GLE). maser», gallo massaro (v. Gal).
Ma§a Lumbérda, f. Massa Lombar- Ma§ér, tr. Accomodare, Riparare j
da. Fu fondata, con investitura del Apparecchiare (la tavola) Governa-
Consiglio di Imola, nel 1252 da 150 fa- re (le mucche) I Sistemare [ Appre-
miglie di Marmirolesi (Marmirolo è stare.
PI. Ma§é
fra Goito e Mantova) fuggiti per evi-
tare la sorte degli abitanti di Brolet- PI. — è
to e Campitello, trucidati dal feroce F. — éda
Ezzelino da Romano. PI. F. — édi.
L'abitato si chiamò Massa di S. Pao- (V. Amafér).
lo, dalla chiesa che ivi sorgeva fin dal IVIa§inéI, sm. Granchio. ( v. Mulèca )
sec. XI. (Curcinus maenas).
Ma§àcar, sm. Massacro. Ma§inér, tr. (v. Ma§nér).
PI. Ma§ècar. Marion, sm. Molare.
Ma§acréda, sf. Operazione mal ese- PI. Ma§lòn.
guita. I Dént ma§lòn, Dente molare.
[Link]|acrér,
Masacré[Link]. Trucidare. ' Rovinare. Mafnadùra, sf. Macinato ' Molenda
(prezzo della macinatura) Macinatu-
ra.
Prt. Masacré
è* PI. Ma§nadur.
PI. —— éda
F. (Lat. med. maxenatura. GLE, aggiun-
PI. F. — édi. te).
Ma§adìna, sf. Mucchietto. Ma^nèda, sf. Masnata.
PI. Ma§né
I ?ughé' a banco
carte) a la ma§adina,
fallito. Giocare (a
(Lat. med. masnata, GLE).
PI. Ma^adin. Ma§nén (o Ma§inén da cafè) sm. Ma-
Masamònt, avv. Alla rinfusa. Catafa- cinino (da caffè, ecc.).
scio (a). Sottosopra. PI. Ma§nén.
Mascarèda, sf. (v. Immascaréda). Ma§nér, tr. Macinare.
PI. Mascarédi. Prt. Ma§né
Mascarén, sm. Mascherino | Masche- PI. — è
rino della scarpa ] (F.) Faccia fran- F. — éda
ca; faccia tosta. PI. F. — édi.
PI. Mascarén. (Lat. med. masinare. GLE».
Mascarér, tr. Mascherare Coprire Ma§ól, sm. Masullo.
con un giro di parole I Mimetizzare Località intorno all'incrocio di Via Be-
con frasche | Celare. veta col Dismano. Dice G.U. Majoli in
Prt. Mascaré Piccolo cabotaggio... « Fra la destra del
PI. — è Ronco e la sinistra del Savio si aveva
F. — éda una vastissima depressione palustre
PI. F. — édi. chiamata Valli di Masullo ».
Mascaréss, rfl. (v. Immascaréss). Ma^ón, sf. Casa. (Antica voce raven-
Mascarén, sm. Mascherone I Viso nate).
imbellettato | Viso arrossato, accal- (Lat. med. mansio, casa. GLE).
dato. Ma§rèr, tr. Macerare.
PI. Mascarón. Prt. Ma§ré
Ma§-cc sm. Maschio. PI. — è
PI. Mé§-cc (Lat. mas). P. — éda
Mascra, sf. Maschera. PI. F. — édi.
PI. Màscar. (Lat. med. masserare e maxerare. GLE;
MASR 256 MATR
dal lat. macerare). PI. Métar.
Maìjròt, sm. « Macerotto ». Peso che Matarà^, sm. Materasso.
si metteva sulla canapa messa a mace- Tarli? de m.. Guscio, Traliccio del ma-
rare, per tenerla sott'acqua. terasso (Lat. med. matarazum, GLE).
PI. Ma§rót. Matarazér, sm. Materassaio.
Mastèla, sf. Mastello. PI. Matarajèr
PI. Mastèl. F. — èra
Mastéla da bughé, Mastello da bu- PI. F. — èri.
cato. Mataré, sf. (v. Smataré).
(Lat. med. mastellus, specie di tinozza). Matarièl, sm. Materiale.
Mastén, agg. sm. Mastino.
[Link]èl,
Matarièl.'
agg. Temerario, Violento.
I Càn mastén, Cane mastino.
(Lat. med. mastinus. GLE). PI. Matarièl
Mastigàz, sm. Biascicotto Mastica- F. — èia
tura. PI. F. — èli.
PI. Mastighèj.
[Link]à^a,
Matàf. sf. Matassa.
] Spudé' e' mastigà^, Sputare la masti-
catura. Matèda, sf. Pazzia. Cosa da pazzi.
Mattezza.
Mastighér, tr. Masticare | F. Biascica-
re. Prt. Mastighé. PI. Matédi.
PI. — è Maténa, sf. Mattina, Mattino.
P. — éda
PI. F. — édi. I Sté' mattino.
buon so la maténa prèst. Alzarsi di
Mastlén, sm. Mastello piccolo | Bu- j Da la maténa a la séra, Da mane
gliolo. a sera.
PI. Mastlén. PI. Matén.
Mastlèr, sm. Bottaio, Barilaio. j De cànt dia maténa, AI mattino.
PI. Mastlèr. Matera (In). Per terra. (Modo cadu-
Màt, agg., sm. Malto, Pazzo | Falso. to in disuso).
Detto di monete, metalli e cose orna- II prefisso « ma- » fa pensare alla
mentaliSelvatico.
j Detto di erbe \ Mat- radice « ma- » latina, che significa buo-
tacchione, Molto allegro. no, (v. R. Gradsaignes d'Hauterive,
PI. Mèt
op. cit.).
F. — a. Matèria, sf. Materia. Ciò che costi-
PI. F. — i. tuisce ogni corpo | Parte dello scibile
; Or mat, Oro falso. [Link], Marcia.
I Perai mati. Perle finte. Matèrji.
I Erba mata. Erba selvatica (Anche Matìria, sf. Mattia, Pazzia.
Sambèdga).
I Tòt j' in?;ègn j'à un pò 'd matiria,
] Bajóc mèt. Monete false. Tutti
tia. gli ingegni hanno un po' di mat-
j Amrièstra mata, Minestra con brodo
di soffritto; e non di carne bollita. Màtra, sf. Madia.
I Mat dur. Matto da legare. PI. Màtar.
Mata, sf. Matta. (Lat. med. matra, GLE).
Carta determinata che, in alcuni gio- Matréna, sf. Madietta.
chi, cambia valore secondo il bisogno PI. Matrén.
del giocatore. (v. Matra) .
PI. Mati.
Matrimoni, sm. Matrimonio, Sposa-
Mataldn, sm. Fiorone. Primo frutto lizio, Nozze.
del fico. /PI. Matalón. PI. Matrimòni.
Màtar sm. Vetta. Matrimunièl, agg. Matrimoniale.
Bastone appiccato al manico del cor- PI. Matrimunièl
reggiato. F. — èia
MAVO 257 MAZE
PI. F. — èli. « Il primo giorno di maggio gli aman-
(E' più usato «da spus»). ti prendono un ramo di acacia in fio-
Mavór (Mont) o Mont Mévar. m. re, e vanno la mattina per tempo a
Monte Mauro.
piantarlo o presso l'uscio o vicino a
«Mavòr» ricorda (V. F. Balilla Pra- una finestra dell'amata; alcune volte
tella, Romagna intima) il nome di attaccano a questo ramo doni come,
Mavors divenuto poi Mars = Marte, dio spille, fazzoletti ed altro. Poi cantano:
della quercia e del fico, dei giovani e « L'è venuti magi e l'ha purté la spiga,
della primavera, della guerra e della Dio de ciel eh' la sia ben garnida.
morte .Questo monte eccelso doveva L'è venuti magi, / Ben venga magi.
essere stato consacrato al dio latino ed La Catarena la s'vò fé la sposa. /
italico Mavors (Mavór) di cui ci tra- j La Catarena la s' ve fé la sposa. |
manda il nome. (Pratella). L'è venuti magi, ' Ben venga magi.
Ma?, sm. Maggio. L'è venuti magi, / Ben venga magi ».
Nel ricettario di Caterina Sforza, que- I giovani invece che hanno abbandona-
sto mese è chiamato « mazo ».
ta l'amante, vanno a piantare in luo-
! Fé' maz. Fare il maggio (devozioni go del maggio uno spino ».
del mese mariano).
Maz, sm. Mazzo di fiori o d'altro.
I Palón d' ma?. Pallone di maggio. I Mazzotto, strumento per spaccar legna
(Vibumus opulus). con cunei.
Prov. « Ma? tot i de un tinàz ». ' Maz 'd cavel. Chioma abbondante e
I Ma? l'è e' mès di mèt e di sumèr. PI. Mèz.
Maggio è il mese dei matti e degli asini.
Si vuole che in maggio i matti diano (Lat. med. mazzum. GLE).
in ciampanelle e che diventi matto Maza, sf. Mazza. Mazza da fabbro a
chi, in questo mese, si sposa o si rade due bocche o con una bocca e una
i capelli. Maggio è poi il mese in cui
gli asini vanno in amore. penna.
Bàtar
bella*la màza, Lavorare di mazza
j Ma? urtlàn, pura|é paja e pòc gran. in
PI. più
Ma^.persone.
Maggio ortolano, molta paglia e poco
grano. (Lat. med. maza, (arma). GLE).
I Ma? scarvàz (maggio è il mese degli
acquazzoni improvvisi. (V. «scarvaz»). ra Ma^agàt,
chiamato sm. Mazzagatti.
« mazagàt » una Nell'SOO e-
specie di
I Ma? sót, mo nò tòt. Maggio asciutto, pistola corta. Ora diremmo « maza-
ma non tutto. (Un po' di pioggio fa
bene anche in questo mese). ghèt ».
Mazapègval, (o Mazapègul) sm. Spi-
ritello che, secondo la superstizione, va
[ Ma^ da e' col long, Maggio dal collo
lungo. (Forse vuol dire che fa fare di notte a giacere con donne.
il collo lungo a chi lavora perchè le Senso di oppressione al petto che si
giornate sono molto lunghe). prova dormendo.
I S' t' hèi un bon ^uca^ ténal pr' e' mè§ Allusivo di « mazzapicchio » nel sen-
'd Ma?, Se hai un buon ceppacelo so figurato di membro virile (?).
tienilo per il mese di maggio. (Forse dal lat. med. mazapilus, mazza-
I Mér?; e' ten? picchio).
Abril e' dpén?. Ma^aprit, sm. Centaurea.
Chi è 'd bona forma Mazatra vèrsa, sf. Mazza a penna ver-
'd Ma? u s'artorna. ticale.
(Marzo tinge. Ma?èl, sm. Macello.
Aprile dipinge. PI. Ma?èl.
(Ma) Chi è di buona costituzione Mazèr, tr. (v. Amazér).
si rivela in Maggio). Ma^èt, sm. Mazzetto ] Mazzettino.
I Piante' maz. Piantar maggio. Di que- Fé' e' maijèt. Fare il mazzettino (nel
sta usanza, dice il Placucci (1&18): gioco delle carte), Accozzare le carte.
MAZE 258 MEGA

PI. Ma?èt . I Se fòs int me, Se dipendesse da me.


I Ma?;èt 'd Sa'Jusèf. Mé*. sf. Madre. In uso a Ravenna.
(Saponaria officialis) Gallizioli, op. cit. Nelle campagne delle Ville Unite era
Ma^èta, sf. Mazzetta. Verga di cor- in uso una volta. CE' troncamento di
da di acciaio con una capocchietta, in « médra », madre).
cima, di piombo fuso, rivestita di pel- Mèc, sm. I vecchi rammentano an-
le e usata dagli « squadristi » fascisti. cora « e' pan 'd mèc » che, il secolo
PI. Maijèt. scorso, era un « pane pietroso, fatto
Ma^è?, agg. Massiccio ] Tarchiato. una volta la settimana con una mistura
PI. Ma?;è5 di molta farina gialla e poco grano;
F. — èja oppure di scJla farina gialla ». Con
PI. F. — è^i. « mèc » si indicava certamente in antico
Ma^Iadùra, sf. Macellazione. una veccia ; infatti nel medio evo, « mo-
Magiari, sf. Macelleria. chus » era il corno ^ una specie di vec-
PI. Magiari. cia. V. GLE.
(V. Pcarì). Mècia, sf. Miccia. Corda incendiaria
Mailer, tr. Macellare. per far brillar mine.
Prt. Ma^lé PI. Mècc.
PI. — è Mècia, sf. Muggine.
F. — éda PI. Meco.
PI. F. — édi. Meda, sf. Catasta (di legna).
Mailer, sm. Macellaio. PI. Med.
PI. Mailer. L'it. ant. ha « meta », sec. XIV, paglia-
Ma^òcla, sf. Capocchia ' Pomo del io a forma conica. Conserva il si-
bastone. gnificato del lat. mèta come usato da
PI. Ma^òcval. Calumella e Plinio, (v. DEI). V. anche
(Lat. med. mazoca, sec. XIII. DEI). lat. med. meda, mucchio.
MazòI, sm. Mazzuolo. Mèdar, tr. e intr. Mietere.
PI. IVIazul. Prt. Mdù
(Lat. med. mazolus. GLE). PI.
Macola, sf. Mazzuola. F. —— ùda ù

][Link] da macola, Spillo con la mazzuo- PI. F. — ùdi.


(Lat. metere).
Ma^^òla, sf. Capone o gallinella. Media (o Mèldula). f. Meldola. Cit-
(Triglia lucerna). tadina della Prov. di Forlì il cui no-
PI. Ma^òl. me sì crede derivi dal nome proprio
Mazuràna, sf. Maggiorana. (Dial. di fem. longobardo « Imelda », il cui di-
Brisighella). minutivo, Imeldula
« », diventò per a-
Mbróla, sf. Midollo delle ossa. feresi Meldola. Il nome Meldola com-
(It. antico, sec. XIII, merolla).
tri è pare
detta in attiImelda. del sec. XI. In molti al-
Mdàja, sf. Medaglia.
PI. Mdàj. Médra, sf. Matrice. Utero, j Matrice
Mdènda, sf. Mietitura. di registro a madre e figlia.
PI. Mdènd. (Lat. tardo màtra).
Mdór, sm. Mietitore. Médrapérla, sf. Madreperla.
PI Mdur Médravida, sf. Madrevite. Arnese che
F. — óra fa le viti.
PI. F. — òri.
(Lat. med. metitor. OLE). PI.Még,
Mèg. sm. Mago.
Me, pron. Me | Io. (Lat. magus).
I Da par me, Da solo | Entro di me. Mègar, sm. Magro. Carne magra (del-
I §gond a me, Secondo me, A mio le masse muscolari).
avviso.
j Magne' da mègar, Mangiar di ma-
MEGA 259 MELA

grò. PI. Mil cudógn.


Mégar, agg. Magro, Scarno | Pove- Se ne distinguono due varietà principali
ro (di misture, miscele). | Scarso (di per la forma del frutto : « e' mèi cu-
guadagni). dógn », dal frutto rotondo come una
PI. Mègar mela, che è il Cotogno maschio ; e « e'
F. Mégra. per cudógn », così chiamato erronea-
PI. F. — Mégri. mente per il suo frutto allungato come
Ivere.
Mégar spènt, Magro come un cada- una pera, che è il C. femmina.
Mèi, nm. Mille. Quantità di dieci cen-
Méj, avv. Mai. tinaia.
Mèj, sm. Miglio (panicum miliaceum) Mèla, sf. Mela.
I Miglio. Unità di misura di 1000 passi PI. Mèi.
= a 1460 metri lineari (PI. Mèja) | I Mèla cudógna, M. cotogna | Mèla
avv. Meglio | agg. Migliore (invaria- da ròsa. Mela rosa | Mèla zógna, M.
bile).
Mèja, sf. pi. Miglia, giùgnola I Mèla da l'invèran. Mela in-
vernale, da inverno | Mèla piatlóna,
(v. Mèj).
Mèima, sf. Malva. M. piattona | Mèla da l'oli, M. la cui
polpa presenta chiazze di color d'olio
Mèi, sm. Male. Ciò che è nocivo, d'oliva
dannoso, sconveniente, disonesto, do- sorta diI Mèla
mela musóna, Forse (sec.
che il Pucci la stessa
XV)
loroso Morbo,
I Malattia, Dolore, Ac- chiama «musa», (v. DEI).
ciacco.
PI. Mèi. j Chi t'à de la mèla''. Chi ti ha dato
la mela? Questo detto, che ha un tono
scherzoso e significa : « Chi ti ha dato
I Ande' da mèi, Andare a male.
la mela per farti crescere a questo
j Tajé' e' mèi
re il male a me?, (F.)
a mezzo, (Alla Trovare
lett. Taglia-
ima modo? », deriva dall'usanza di dare al
risoluzione di compromesso.
bimbo, appena nato, un po' di mela cot-
ta. Alcuni autori, fra cui G. Bagli,
e[ Ave' e' mèi e e' malàn. Avere il male
il malanno. ritengono che si credesse, che la mela
j Mèi 'd testa e' vò magne / togliesse l'alito cattivo. Ma forse le si
mèi 'd pànza e' vò caghé. attribuivano anche altre virtù. Si usa
ancora.
I Mèi no' fé, pavura no' ave. Male non
fare, paura non avere. Secondo una credenza popolare, se si
I E' mèi e' vén a cavai e e* va vi' a sbuccia una mela,
cia in modo una pera
da ottenere unao fettuccia
un'aran-
pè. Il male viene a cavallo e va via
a piedi, (F.) Viene m fretta e va via tutta intera, si provoca la morte di
piano. un frate.
I Mèi dia bigata, Spina ventosa. Luciano de Nardis (La pie, anno XIII,
j Tu' da mèi e' metr' in pè?, Levare n. 5) dice che si libera un'anima dal
dal male e mettere nel peggio.
Mèi, sm. Miele. purgatorio.
Mélacòpia, sf. Minuta, Bozza, Mala
PI. Mil. copia.
I Mèi di fìùr, Nettare. PI. Mélcòpji.
I Cave' e' mèi, Smelare. Mèlagarnè, sf. Melagrana.
I Cun al man de mèi, (F.) Con ogni ri- PI. Mèlgamé.
guardo. Mèlandè. agg. Malandato, Malconcio.
(Lat. mei). PI. Mélandè
Mèi, sm. Melo. F. — éda
(Pirus malus). PI. P. — édi.
PI. Mil. Mèlànom, sm. Malanimo, Malevo-
I Mèi zógn. Melo giùgnolo. lenza.
Mèi cudógn, sm. Cotogno. Melo co- Mèlanòta. sf. Mala notte.
togno. (Cydonia vulgaris).
j Padì' dia mèlanòta, Soffrire per lun-
260
MELA MERA
ghe veglie. PI. Mèl§àni.
Mélapartugàla, sf. Melarancia. Mélta, sf. Fango, Mota, Malta, Bel-
PI. Mèi partugàli. letta.
PI. Mèlt.
Mélapèna, parola composta, A méla-
pèna, A malapena, a stento, Appena. (Lat. med. malta, calce. GLE).
Mélaràn^a, sf. Melarancia. Mélvèst, agg. Malvisto, Disprezzato.
PI. Mélaràn;j. PI. Mélvèst.
(Il nome più dialettale è Partugàla o F. — a
Mela partugàla). PI. F. — i.
Mélavdù, agg. (v. Mélvèst.). Ména, sf. Mina.
Mélavgùri, sm. Malaugurio | U§èl de PI. Mèn.
mélavgùri. Uccello del malaugurio (ci- Mènsa, f. Mensa. Località sulla sini-
vetta)(F.)
I Cassandra. stra del Savio che, insieme a Matellica,
Melavi, sm. Malavia | Disgrazia | forma fraz. del Com. di Ravenna. Ivi
Moria. sorge una stazione preistorica (venuta
I U s' j' è mès la méla-vi, Ci si è in luce nel 1951) dell'età del bronzo
messa la mala via (o la disgrazia; o che ha un'estensione di almeno 250 m.
la moria). La stazione ha carattere intermedio fra
Mélavlèr, tr. Voler male j Péss mé- il pedemontano e il terramaricolo.
lavlè, Farsi malvolere. Non farsi voler Ménsula, sf. Mensola, Beccatello.
bene. (La M. è chiamata anche è§a).
PI. Ménsul.
[ Ciapèr a mélavlèr. Prende a mal-
volere. Mént, sf. Mente.
Mèlaviuntira, avv. Malvolentieri. I De' mènt, Dar retta.
Mèlavója, sf. Controvoglia | Malavo- I Ave' int la mént, Avere in mente.
glia. I Fé'te a...mént, Porre mente, Volger la men-
I 'D mélavòja, Malvolentieri.
I A so' 'd mèlavója, Non sto bene. I Avnì' int la mènt. Venire in mente.
Mélcadù, sm. Epilessia | Mal caduco Mént, sm. Mentre, Frattempo.
Mélcantdn, sm. Nord-ovest. (E' contrazione della più comxme for-
Mélfamè, agg. Malfamato. ma dialettale « méntar »).
PI. Mélfamè I Ins che mént. In quel mentre (si dice
F. — éda però anche « int che méntar »).
PI. P. — édi. Ménta, sf. Menta.
Mèlfàti, sf. pi. Malefatte. Méntar, cong. Mentre j sm. Mentre,
Melfój, sm. Millefoglie. Tempo, Frattempo.
(Achillea millefolium). I Int che méntar. In quel mentre, In
PI. Milfój . quel momento.
Mèlgamé, m. Melograno | Melogra- Mér, sm. Mare.
nato (Gallizioli, op. cit.). PI. Mèr.
PI. Mil game. I Fé' sché' e' mèr, (F.) Averle tutte
contro.
Mèlga, sf. Melica, Saggina | (F.) Si-
tuazione diflBcile. Mér, agg. Amaro.
PI. Mèlg. PI. Mèr
F. — èra
j Mets' int 'na mèlga, (F.) Cacciarsi in
una meliga. PI. F. — èri.
(Lat. med. meliga. GLE). ] sm. Amarume | Amaro,
Mélmè§, agg. Malandato. (v. Amér).
PI. Mélme? Méral, sm. Merlo.
P. — è§a PI. Mirai.
PI. F. — èjì. (Lat. rned. merlus. GLE).
Mélòcc, sm. Malocchio.
I Cvànd e' canta e' mèral a sèm fura
Mel^àna, agg. Malsana. dl'invèran, Quando canta il merlo sia-
MERA 261 MES

mo fuori dell'inverno. (Attento, non farti raggirare).


Mèral sasel j Codirossone, Codirosso Mèrt, m. Martedì, Secondo giorno
maggiore, Tordo sassàtile, Merlo sas- della settimana.
sàtile, Passera solitaria rossa. PI. Mirt.
Mère, sm. Marco, Peso, Romano. Pe- Mèrz, m. Marzo.
so usato per la stadera. I Mèr^ sót e abrìl bagné. Marzo asciut-
PI. Mère. to e aprile bagnato: ecco la stagione
« E' mère » era il peso usato per la ideale per l'agricoltore.
stadera corrispondente al peso di vma
libbra detto, in antico, Marca. Mèr?;, cuccimi
Marzo, cusm' e'il cui
culo ee no'
non cusm' et.
cuocermi
(Lat. med. marca, marchus e mar-
chum = peso. GLE). altro. Ai primi del secolo, l'usanza di
mostrare il sedere al sole il primo di
Mérca, sf. Marca, Marchio. marzo, perchè non abbronzasse troppo
PI. Mère. la pelle e anche per tener lontano le ma-
Mércabò, m. Marcabò. In un luogo lattie, era osservata da molti e special-
vicino a Sant'Alberto, esisteva il ca- mente dalle donne ; ora non più.
stello dei Marcomani, ossia del popolo
j Fé' lòm a Mérj, Far lume a marzo.
di S. Marco. Fu fabbricato dai Vene- Si fa lume a Marzo con falò per propi-
ziani in guerra contro i Ravennati, rie- ziarselo (v. Fugaréna).
dificato edemolito più volte. Fu chia- j Mér^ mar^òt, long i de cvànt dal nòt.
mato Marcabuono, poi Marcamo e fi- Marzo marzotto, lunghi i giorni quanto
nalmente Marcabò... E' citato da Dan- le notti.
te... « ... lo dolce piano / che da Ver- ; Mèr^, ch'a n' ha al schèpi véga schélz.
celli a Marcabò declina ». Marzo, chi non ha scarpe vada scalzo.
Mércia, sf. Marcia. Atto del cammi- I Mèrz dal bàn schèrp. Marzo dalle buo-
nare di schiere, eserciti, formazioni va- ne scarpe.
rie.
] U n'i fó un trest Mér? eh' u n' mandès
I Composizione musicale atta ad ani- e càn a l'ora, Non ci fu un tristo marzo
mare schiere in cammino.
che non mandasse il cane all'ombra.
PI. Merce. I Mèrz di vént, Abrìl di témp. Ma? di
Mérciapi, sm. Marciapiede. tón. Marzo dei venti. Aprile dei tempi
PI. MerciapL (delle intemperie), Maggio dei tuoni.
Mèrda, sf. Merda, Sterco. I Mérz sót, gran par tòt, Marzo asciutto,
PI. Mèrd. grano per tutti.
] Cremar coma la merda a e' sol. Cre- I Se Mér^ carnvale?a, bara care?a. Se
scere come la merda al sole. (F.) Decre- marzo camevaleggia, la bara carreggia.
scere anziché prosperare. E' segno di moria.
I Sugne' dia merda l'è segn 'd taajóc. I Mér^ da e' pè schélz, Marzo dal piede
scalzo.
Mèrit, sm. Merito, Pregio.
PI. Mirit.
Meritèr, tr. Meritare. I L'è coma e' righéli ch'e' fa§è Mèrz a
Prt. Merité la mój. E' come il regalo che fece mar-
zo alla moglie. Simile al detto veneto:
PI. Meritè
« Marzo g'ha compra la pelizza a so
F. — éda mare e tre dì dopo el ha venduta ».
PI. F. — èdi. I Si credeva, una volta, che, se marzo
Mèrla, sf. Merla. non aveva cinque venerdì, le piante con
PI. Meral. baccelli avrebbero dato scarso raccolto.
I Ciapé' Int l'òcc a la merla, Colpire Mèr^, sm. Marcio. Marciume.
nell'occhio la merla, (F.) Colpire nel I agg.Mér^.
PI. Marcio, Fradicio.
punto esatto, Azzeccare.
(Lat. med. merla, GLE; dal lat. me- F. Mérja.
nila). PI. F. Mérji.
I ùcc a la mèrla!. Occhio alla merla! Mèrja, sf. Marcia. Pus. Umore putrì-
MES 262 MEZA

do che si genera nelle piaghe. Putredine. Mèst, agg. Mesto, Triste, Addolorato.
Me?, sm. Mese. PI. Mèst
PI. Mi§ F. Mèsta
PI. F. Mèsti.
I Ande' a tu' e' mè§, Andare a riscuo-
tere il mensile.
Mestar, sm. Maestro] Mastro d'opera
I Cvànd che e' me§ e' cménza ad 'dmen- \ Insegnante elementare.
PI. Mestar
ga / u n' s'i n' fa pr' una fazènda. F. Mèstra
(Quando il mese comincia di domenica
non si fa niente di buono ) ; oppure : PI. F. Mèstri.
Cvànd che e' mès l'entra 'd dmenga '' Mèstrindù?, sm. Mastro indugio.
e' cuntadén u n' fa fa^enda. (Quando il [fu§,
Mèstrindùs
mese entra di domenica il contadino Mastro d'int
indugio'na róvra
da unae' cave un
quercia
non fa lavori, perchè il tempo sarà pio- cavò un fuso. Mastro Tampicchio sfe-
voso). ce una rovere per fare un cavicchio.
I S' l'è bel e' prem e e' sgond, l'è bel Mètar, tr. Mettere, Porre
tot e mès tond, Se è bello il primo e il
secondo, è bello tutto il mese. i Collocare | Paragonare ] Supporre [ Ri-
mettere (di piante).
Mè§, sm. Messo. j Mètaszionea amorosa.
fé' l'amor, Avviare una rela-
PI. Mè§
I Mès de Cumón, Messo comunale. j Mètar insén di bajóc, Arricchirsi.
Nelle relaz. del Dipartimento del Ru- , Mètar sóta ón, (F.) Incaricare uno
bicone si legge che i mès (messi) erano (per un affare).
i due uomini che si recavano, in occa- ] Mètar zo. Calare [ Mettere giù.
sione di morte, a portare la nuova ai Prt. Mè§
i Mètar
PI. Mè5 so. Montare, Rimontare.
parenti. Essi giravano armati di un ro-
busto bastone. Altri due andavano ad F. Mè§a
avvertire 1 parroci.
PI. F. Mé§i.
Mè§a, sf. Messa | S. Messa \ Rlpullu-
lazione, Rimessa (di vegetazione). Méz, sm. Mezzo | Centro | Metà. Una
delle due metà.
I E§ar 'd mesa. Essere (molto) devoto.
Mè§ar, sm. Macero. I agg. Mezzo. Pieno per metà.
PI. Mì§ar. PI. Mèz
(Lat. med. maxerum, GLE). F. Mèz;a
Mès-cia, sf. Mischia. PI. F. Mè?;i.
Mèscula, sf. Mestola bucherellata.
PI. Mèscul. I Fé' a mèz. Fare a metà, Far mezzo
Mèscval (o Mescul), sm. Mestolo. per uno.
I Tu' 'd me?. Andare di mezzo, Subir
I U s' i è tachè e mèscval a e' cui. CJosi le conseguenze, Rimetterci.
si diceva della ragazza che rimaneva
I Be' un mèz. Bere un mezzo litro (di
vino).
troppo a lungo a casa di parenti.
Me§ihandé, sm. (Composto di « mès », I Sté' int un me?, Abitare in un luogo
messo e «mandé», mandato). Messag- lontano dal paese.
gero. j Cvèl de mèz. Quello di mezzo. Il me-
diano.
j E' mèsmandé! (ironico). Colui che
porta in giro le nuove. I A mè?a vi, A mezza via; A metà.
(v. Mès). Mé?adrì, sf. Mezzadria.
Mè^na, sf. Macina, Mola. (Lat. med. mezadria. GLE).
Pi. Mè§an Mézalàna, sf. Mezzalana. « ... tradizio-
I Bàtar la mé§na. Addentare, Mettere nale e fortissima stoffa per i vestiti de-
in taglio la macina. gli uomini, di tipo unico, color ruggine,
(Lat. med. masina, GLE). ordita di canapa e battuta di lana filata
Mèst, sm. Misto, Miscuglio. in casa ». U. Majoli.
PI. Mest. (Lat. med. mezalana, GLE).
MEZD 263 MIND
Mé?aròba, sf. Falasco | Erbe palustri Migliurér, intr. tr. Migliorare.
La « mé?aròba » serviva a ricoprire ca- Prt. Migliuré
panne e pagliai e, in caso di bisogno, co- PI. — è
me nutrimento del bestiame. F. — éda
PI. F. — édi.
I Mets' int e'~
nire in una mèz d'un cvèl. Interve-
cosa. Migliurì, sf. Miglioria.
Mézdè, sm. Mezzogiorno. j Opar 'd migliurì, Lavori di miglioria.
Mezèdar, sm. Mezzadre. Migrér, int. Emigrare.
PI. Mezèdar Milànta, sf. Un migliaio (circa).
(Lat. med. mezadrus, GDE). (Anche Smilanta).
Mé?vèn, sm. Vinello.
unaMilè§om,
data. sm. Millesimo. L'anno di
PI. Mè?;vén.
Mi, agg. poss. Mio, Mia, Miei, Mie Mimoria, sf. Memoria. Capacità di
(invariabile). ricordare.
Miaguléra, sf. Mucillaggine. : Memoria, Ricordo.
PI. Miagulèr. PI. Mimòrji.
Miarol, sm. Voltolino, Sforzana. Mimósa sf. Mimosa.
PI. Miarùl. PI. Mimó§i.
Miàz, sm. Migliaccio. Dolce casalingo Minacèr, tr. Minacciare. ; Ricattare.
di sangue di maiale, cioccolata in pol- Prt. Minacé
vere, zucchero, sapa, latte, candito. PI. — è
(Il Diz. DEI riporta: «specie di torta F. — éda
fatta di sangue di maiale con miglio PI. F. — édi.
prillato; latino migliaceus, di miglio»). Minàcia, sf. Minaccia, Intimidazione.
PI. Mie?.
Micòt, sm Tierotto di farina di gran- PI. Minàcc.
j Ricatto.
turo (Da Mec). Minadòr, sm. Minatore.
PI. Micót. PI. Minadùr.
Midghèda, sf. Medicata Minarci, sm. Minerale | agg. Minerale.
PI. Midghèdi. PI. Minarèl
Midghér, tr. Medicare I Oli minarèl, Petrolio.
Prt. Midghé Mindadóra, sf. Rammedatrice
PI. — è PI. Mindadòri.
F. — éda Mindadùra, sf Rammendo.
PI. F. — édi. PI. Mindadùr.
Miégula, sf. Mucillaggine. Mindariòl, m. Mandriole. Località del
PI. Miégul. Com. di Ravenna. Dice M. Mazzotti che
Miga, avv. Mica, Punto, Affatto. la prima traccia di questa località è del
U n' é miga vera, Non è vero affatto. sec. XVI, quando i Monaci dell'Abazia
Migliardér, sm. Miliardario di S. Vitale, « dopo aver cominciato la
PI. Migliardèri bonifica del territorio posto fra pineto
F. — éria. e Po, stabilirono qui il pascolo per le
PI. F. — érji. loro mandrie ». Di qui il nome « ager
Miglièrd, agg. num. Miliardo. Mandriolarum ».
PI. Miglièrd. Mindèc, agg. Gracile. Esile. Mingher-
Mìglión, agg. num. Milione. lino.
PI. Miglión. PI. — èc
Migliunèri, sm. Milionario. F. — eoa
PI. — èri PI. F. — èchi.
P. — éria (Forse dal lat. mendicus (?) ).
PI. F. — érji. Mindèr, tr. Rammendare.
Migliuramént, sm. Miglioramento. Prt. Mindè
PI. Migliuramént. PI. — è
MIND 264 MISI
F. — éda PI. Mir.
PI. F. — èdi. Mirabulàn, sm. Mirabolano.
Mindséna, si. Medicina. PI. Mirabulén.
PI. Mind§én. (Lat. med. mirobolanus, GLE; dal lat.
Mind§inél, agg. Medicinale, Medica- myrobalanum. DEI).
mentoso. Miracul6§, agg. Miracoloso.
PI. Mind§inél PI. — ù§
F. — ó§a
F. — èia
PI. F. — èli. PI. F. — ò§i.
Minèr, tr. Minare Miràndula, sf. Malora, Perdizione,
Prt. Mine Rovina.
PI. — è I Ande' a la miràndula, Andare in ma-
P. — éda lora, in rovina.
PI. F. — édi. Mircul, m. Mercoledì.
Minèstar, sm. Ministro. PI. Mircul
Pi. Minèster. Mircval, m. (v. Mircul).
Minièra, sf. Miniera. PI. Mircval
PI. Minièr. Mirécul, sm. Miracolo.
Mingón, sm. Menicene, Domenicone. PI. Mirècul.
Accrescitivo di Domenico. A seconda Mirècval, sm. (v. Mirécul).
dell'intenzione di chi parla, ha diversi PI. Mirècval.
significati. Il più comune si avvicina Mirén, sm. Mirino | Mira.
al « Beco » fiorentino. PI. Mir.
Come personaggio delle favole mantie- I Mira infisso
da nò[Link] Mira da notte. E' che
un
ne sempre un fondo di ingenuità grosso- mirino un anello elastico
lana, buona e generosa, che può esplo- il cacciatore mette di notte al suo fucile.
dere in furori primitivi non appena si Mirér,, tr. Mirare. Prender di mira.
accorge di un inganno. Prt. Mire
Minghérda (La), (v. Marì-disma). PI. — è
Minìn, sm. Micino. F. — éda
(Dial. ant. mnin, Gabbusio, Voc). PI. F. — édi.
Ministèri, sm. Ministero Mi§ari5n, sm. Miserione.
PI. Ministèri. PI. Mi§ariòn.
Ministrèr, tr. Amministrare. Minarci sm. Chietino.
Prt. Ministre PI. Mifarul
PI. — è P. — ola
F. — éda PI. F. — òli.
PI. F. — édi. Mis-céda, sf. Mischiata, Mescolata.
Minó^ia, sf. Minuzia. Cosa di poco o PI. Mis-cédi.
nessun conto. MiscèI, sm. (v. Gmiscèl).
PI. Minójji. Mis-cér, tr. Mischiare, Mescolare.
Mintàstar, sm. Mentastro (Lat. med. mischiare. GLE).
(Mentha pulegium) Misèria, sf. Miseria, Povertà, Indi-
(Lat. mentastrum).
Minùt, sm. Minuto. PI. Misèrji.
genza.
PI. Minut.
Miol sm. Miagolo. I Vèndar pr'una misèria, (F.) Vendere
per nulla, a sottoprezzo.
I Verso del beccaccino quando spicca il Misericordia, sf. Misericordia, Pietà.
volo. Mi|i6n, sf. Predica, Missione.
PI. Miùl.
I Fé' al mi§ión. Fare un ciclo di pre-
Mira, sf. Mira ] Mirino. diche.
I Intenzione. I Missione diplomatica.
I Tu' 'd mira, Addocchiare. I Ande' int al mi^iòn, Farsi missionario.
MISI 265 MOD

PI. Mifiòn. Mnàcia, (v. Amnacia).


Mìfiunéri, sm. Missionario. Religioso Mnér, tr. Menare, Condurre
che va nelle missioni. Picchiare j Rimestare (pane e pasta).
PI. Mi§iunèri. Prt. Mné
Mistèri, sm. -Mistero. PI. — è
PI. Mistìri. F. — éda
Fé di mistìri. Far delle difficoltà, La- PI. F. — édi.
gnarsi. ( V. Amnér).
I Veder le cose dal lato più complicato. Mné§tra, sf. Minestra, Pasta.
Mite, sf. Metà. PI. Mné§tar.
PI. Mite Per ragioni fonetiche si dice anche
Amnèstra.
[ Fé' a mite, Fare a metà.
I La mi mite, La parte che mi spetta. Sempar 'd eia mnéstra! (F.) Sempre
Mitraglia, sf. Mitraglia. la stessa cosa.
Mitragliatrice. Mnistrón, sm. Minestrone.
PI. Mitragli. PI. Mnistrón
Mitragliamént, sm. Mitragliamento. Mnud, agg. Minuto (v. Amnùd).
PI. Mitragliamént PI Mnud
Mitragliéda, sf. Mitragliata. F. Mnùda
PI. Mitragliédi. PI. F. Mnùdi.
Mitragliér, sm. Mitragliere. Soldato I Ròba mnuda, Minutaglia.
addetto ai mitragliatori. I Guardé' a l'amnùda, Guardare per il
PI. Mitraglir. sottile.
Mitragliar, tr. Mitragliare. Mo, cong. Ma.
Prt. Alitraglié j Meti di mo (Alla lett. « metterci dei
PI. — è ma »), Manifestare incertezza, tituban-
P. — éda za; non volersi impegnare. Tergiversare.
PI. F. — édi. Mòbil, sm. Mobile
Miulèr intr. Miagolare. [Link]. Mobile, Movibile
Mlaguléra, sf. (v. Mlégula). Móbil
PI. Mlagulèr F. Mòbila
Mlaguléra de buratèl, Viscidità del- PI. F. MòbiU.
buratello e dell'anguilla. Mòc, sm. Moccolo
Mlan^àna, sf. Melanzana. Purté' e' moc (v. Ora).
PI. Mlan?àn. Móc, agg_ Monco, Mutilo
Mlégula, sf. Vischiosità \ Mucillaggine PI. Móc
[ Viscidità. Mócc, sm. Mucchio, (di paglia, di
PI. Mlégul. fieno, di erba).
Mlón, sm. Mellone. Pianta delle cu- PI. Mócc
curbitacee fCucumis melo). (Lat. med. muchius, mucchio. GLE).
PI. Mlòn. Mòcval, sm. Moccio. Muco del naso.
I Mlòn da la rèda, Mellone retato. Moccolo di candela.
I Mlón raparén, M. zuccherino. PI. Mócval
I Mlón da la rogna (Mlón da cuntadén), ! Purté'
Zatta. (v Ora».e' mòcval. Reggere il moccolo.
Mlòn sambédg, Mellone selvatico, Mod, sm. Modo, Maniera. Usanza.
Cocomero asinino. 1 Consiglio.
(Ecballium elaterium). PI. Mud.
Mlori, sm. Alloro i Fé* in mòd e in manira. Fare in modo
PI. Mlùri. e in maniera, Far di tutto per...
Mlunèra, sf. Mellonaia, Poponaia. Fé' e mòd d'un étar, Seguire il con-
PI. Mlunér siglio di un altro.
(Lat. med. melonaria. GLE).
I Par mòd 'd di', Per modo di dire.
MOD 266 MONT
Moda, sf. Moda, Usanza, Costume, IPI.(F.) Sornione.
Foggia. Mómji.
I Córar dri a la moda. Seguire la moda. Mónd, sm. Mondo.
PI. Mónd.
I Za Mòd.
PI. 'd moda, Fuori moda.
Mòdul, sm. Modulo, Modello. I Clétar mond. L'altro mondo.
PI. Módul. I ?iré' pr'e' mond, Peregrinare.
(V. Mudèl). j ?iré' de mond, Viaggiare.
I Tu' da e' mónd, Uccidere.
Móf, agg. Bruno-pallido.
PI Móf I Tus da e' mond, Suicidarsi
F. Móf a I Avni' a e' mond, Nascere. (F.) Rina-
scere.
PI. F. Mófì. I E' mond dia Iona, Il mondo della luna.
Mófa, sf. Muffa j Sté' a e' mond, Vivere.
PI. Móf. I Un mónd. Tanto.
Mogan, sm. Mogano. Legno di mo- j E§ar 'd stè comprensivo,
mónd, (F.) Essere ragio-
gano.. nevole, tollerante.
Mógg, sm. Muggito, Mugghio. [ Mètr 'a e' mond di fiul. Generare figli.
PI. Mogg o Mugg. Mónd, agg. Mondo, Pulito. Questo
Mój, sm. Maglia di congiunzione a agg. si trova solo nel detto « Tónd e'
forma di S (delle catene). mónd coma e' cui de gat », Tondo e
PI. Moj. mondo come il culo del gatto.
Mój, sf. Moglie. Mónga, sf. Gelone al tallone dei piedi.
PI. Móng.
Tu' moj. Prender moglie.
La bòna moj la fa e' bón marid. j Per liberarsi di questa infiammazione
si andava a bussare a un uscio e, alla
A j'ò la moj ins l'uròla. Ho la moglie
suU'arola. Così diceva il [Link], a chi gli domanda « Chi è? », si rispondeva : « L'è
chiedeva notizie dei suoi, mentre si re- al mong ch'a li lès a cve », (sono i ge-
cava ad avvertire la suocera che la mo- loni che lascio qui).
glie aveva le doglie del parto. Essa, in- Nel dialetto antico si diceva « mimga »
fatti, alle prime doglie si siedeva davanti e pare che indicasse « geloni che ven-
al focolare, coi piedi suU'arola, appog- gono alle dita per il fredo » (v. Aruch
giandosi alla conocchia, Aldo, op. cit.).
(v. Relaz. Dip. del Rubicone, 1811). Mòn§a, sf. Verderame.
I A j'ò la moj int la paja. Ho la moglie i Incrostazione dell'acqua nelle tubature.
nella paglia. Così diceva il marito PI. Món§.
quando la maglie aveva partorito (Vedi I Patina.
docum. di cui sopra). (Forse dal lat. med. mulsa, schiuma,
II rom. di vecchio stampo non dice mai : v. DEI).
«Mi mój» (mia moglie); ma ricorre Mòni, sm. Monte
alla perifrasi: « Cla dona ch'a j'ò a ca » 1 Monte di pietà | Mucchio.
(quella donna che ho a casa). ÌP1. Mònt
Mòl, sm. Mollo I Bagno.
Mètr a mol, Mettere a bagno, a mollo. ] Massa.
I Un mònt, Molto.
Ande' a mol. Entrare in acqua. I Un mònt ad zénta, Molta gente.
Mètr a mol e' pó^, (F.) Dar da bere a j A massamont, A catafascio. Alla rin-
tutti. (Lat. med. mollus, bagnato. GLE). fusa. Una cosa sull'altra.
Mòla, sf. Molla. Strumento elastico
di acciaio. I Ande' a mònt, Ricominciare da capo
im gioco di carte già iniziato.
I De' la mòla, Mollare, Sciogliere | Apri- i Mandé' a mónt. Mettere a tacere | Fa-
re (liquidi) I Dare il via (a corridori) re in modo che una cosa non giunga a
I Dar la stura. compimento.
PI. Mòl. j Un mònt ad roba, Tanta roba.
Mómia. sf. Mummia.
I Mónt Ma?, Monte Maggio. Conosciu-
MONT 267 MOSC

to più comunemente come « Mónt di j Ganàf dia mòrsa. Ganasce.


Capu^én », Monte dei Cappuccini, a Mort, agg. Morto j Spento
fianco di Bertinoro. [Link]
Estinto, Cadavere.
Mòni da aeva, Mucchio di fieno
F. Mòrta
formato con quattro o cinque mucchiet-
ti più piccoli, (v. Barachén). PI. F. Mòrti.
PI. Mónt
] Se un morto ha qualche cosa da rim-
Mónta, sf. Monta taurina, suina, ecc. proverarci «e' vén a tiré§ pr' i pi »
PI. Mónt. viene a tirarci per i piedi mentre dor-
M5n?ar, tr. Mungere. miamo.
Prt. Mónt Mòrta, sf. Morte.
PI. Mónt PI. Mòrti
F. Mónta I Mòrta imbariéga (La). «Macabra im-
PI. F. Mónti. maginazione in cui sono personificati
Mór, agg. Moro, Scuro di pelle, Bruno. il tragico e il comico » Paolo Toschi.
PI. Mór \ O mòrta o sòrta, O morte o sorte. (Si
F. Mòra riferisce a determinazione, risolutezza).
PI. F. Mòri
] Fé' la mòrta 'd Tac. (Fare la morte di
Tacco, uno sciocco proverbiale ucciso
I E' vél piò una mora a la finestra / da un tappo che aveva ficcato nel sedere
ch'a n'è ^ent gagi int una fèsta.
Mòr, sm. Gelso al proprio asino), (F.) Fare una morte
PI. Mur. ridicola.
(Anche Amor). Mò§, agg., prt. Mosso, Smosso, Agitato
Mór, sf. Morra. PI. Mòvar).
(v. Mó§
[ 2ughé' F. Mò§a
(Lat. med.a la mór. morre).
ludus Giocare alla morra.
Mòra, sf. Mora di gelso o di rovo. PI. F. Mó§i.
PI. Mór Mò§a, sf. Gesto, Mossa, Moina, Mo-
vimento.
I Mòra 'd spén. Mora di rovo.
I Mòra frégula. Lampone. I Smorfia j Atteggiamento I Comporta-
(Rubus Idacus L.). mento.
PI. Mò§i
I Mòra 'd mór, Gelsa, Mora gelsa.
I Ande' a mòr in pgnèda, Andare a ! Fé' dal mó§i. Gesticolare, Fare dei
more in pineta. (Con le more di rovo si
faceva una marmellata che aveva virtù Una mò§a cun la bóca, Una smorfia.
curative). gesti.
E' fa mò§a e' temp. Il tempo accenna
(F.) Andare in pineta per divertimento a guastarsi.
amoroso. Mó^al, sm. Mussole, Mussolina.
Morabù^ sm. Picchio muratore. Mos-c, sm. Muschio. (V. Erba ana-
(BiondeUi) dréna).
PI. Mòrabu§. Mósca, sf. Mosca domestica (Musca
Mors, sm. Morso. Morsicatura. domestica, L.).
I Boccone. « Magne' un mòrs », Mangia- [ Mósca cagnìna, Mosca cavallina. Ta-
fano.
re Un boccone. Anche « Tu' un mòrs ».
I Morso. Ferro che si mette per traver- I Mósca 'd òr, Dorifera.
so, in bocca al cavallo, per meglio gui- I Mósca milàna. Cerambice muschiata
darlo. Mosca di Milano. Vescicante.
I Metr e'il mòrs, j Mósca dia chèrna. Mosca vomitona.
Mettere freno. Mettere il morso, ( F. ) \ Mosca. Ciuffo di peli sotto il labbro
i Dól^ mòrs, Stomachino del maiale. inferiore.
PI. Murs
I Avni' alla naso.
mosca mosca a e' né§, (F.) Salire la
Mòrsa, sf. Morsa.
PI. F. Mòrs I Mosca ?;iga. Mosca cieca (gioco).
MOSC 268 MUDE

I E' bèca al mos-c; e' piòv, Pungono le chiare(F.)


I Ritirarsi in buon oridne.
mosche: piove. Prt. Mucè
Moscamilàna, sf. Cerambice muschia- PI. — è
ta. Questa cerambice è chiamata anche F. — éda
Macuba per il suo odore simile a quello PI. F. — édi.
del tabacco macuba. Una altro nome (Lat. med. admucclare, ammucchiare.
dialettale è « galèna de géval ». GLE.).
PI. Moscmilàn. Muchin, diminutivo di « móc ».
Móst, sm. Mosto, Uva pigiata Mucina, sf. Muccina, (da Mucia o
PI. Móst. Micia, gatta domestica, mansueta).
Questa parola si trova ancora nel detto
j E' boi e' most, Il mosto fermenta.
(Lat. med. mustum, mosto. GLE). « Fé' mucina », Far muccina. Far mici-
Mestar, sm. Mostro. no, che in dial. significa « mettersi la
PI. Móstar. coda fra le gambe », ritirarsi.
Móstra, sf. Mostra, Esposizione. (It. antico (sec. XIII) muceiare. na-
PI. Móstar. scondersi, sfuggire. V. DEI).
Mot, sm. Moto, Movimento. Muclón, sm. Moccione Moccioso.
PI. Mot. PI. Muclón
Mot, agg., sm. Muto | Mutolo. F. — òna
PI. Mot PI. F. — óni.
F. Mòta Muda, sf. Muta, Cambio.
PI. F. Mòti.
A la mòta, Alla chetichella. [ Una
PI. Mudmuda 'd pai. Sei bocce.
Mòta, sf. Duna. Motta. Fé' la muda, (detto di uccelli), Far la
Piccola altura sabbiosa lungo la spiag- muta. Cambiar piumaggio.
gia.
PI. Mòti. j Fé' muda. Darsi il cambio, Darsi la
muta.
(It. ant. mota (1280), rialzo di terreno; De' muda, Dar muta, Dare il cambio.
e lat. med. mota (1270), punto elevato. Mudadùra, sf. Cambio, Muta di bian-
fortificato, v. DEI e GLE). cheria e abiti.
Movar, tr. Muovere, Smuovere. PI. Mudadùr.
Prt. Mò§ Mudànd, sf. pi. Mutande.
PI. Mó§ (Lat. med. mudanda, mutanda. GLE).
F. Mò§a Mudarnéss, rfl. Mettersi al passo coi
PI. F. Mò§i. tempi. Modernizzarsi.
Móz, sm. Mozzo (della ruota)
PI. Móz. Mudé, agg. Vestito con l'abito della
domenica.
Msir, sm. (Dial. ant.) Messere. PI. — è
Msdànza, f. Borsa del pastore. F. — éda
(Capsella bursa pastoris, L.). PI. F. — édi.
M§ura, sf. Misura (V. Amsur). Mudèl, sm. Modello, Bozzetto.
PI. M§ur PI. Mudèl
CLat. med. mensura. GLE).
Mubiglia, sf. Mobilia. Complesso dei I Mudèl 'd ^u^èja, Salcicciotto
Tu' zo e' mudél. Copiare il modello.
mobili che arredano la casa. Fare una copia del modello.
(Lat. mobilia, oggetti che la sposa porta (Dal lat. med. modulus, misura, cam-
in casa del marito; corredo. GLE). pione. GLE).
Mubigliér, tr. Ammobigliare. Mudéla, sf. Modella.
Prt. Mubìglié PI. Mudèli.
PI. — e Mudér, tr. Mutare, Cambiare.
F. — éda
PI. F. — édi. ; Vestire- a nuovo.
I Sostituire una cosa usata o sporca
Mucér, tr. Ammucchiare, Ammontic- con un'altra migliore.
MUDE 269 MULN

jalMudé' potatore.
letto. e' lèt, Cambiare la biancheria I Mujèt de fug. Molle da camino, per il
Prt. Mudé fuoco.
PI. — è ( Il lat. med. ha « moieta », piccola mol-
F. — éda la ;« mogia » molla, pinza ; e « mogletta »
PI. F. — édi. pinzetta per attizzare i lumi. GLE).
! Mudé' la péna, Mudare Mul, sm. Mulo
Mudéran, agg. Moderno [Link],
PI. — Iran Mul Incrocio (di animali).
F. — èma F. Mula
PI. F. — érni. PI. F. MuU
Mudést, agg. Modesto Mulàt, sm. Mulatto. Figlio di un bian-
P. — èst co e di una nera.
F. — està PI. Mulét
PI. F. — èsti. F. — àta
Mudèsta, sf. Modista, Crestaia. PI. F.— àti.
PI. Mudèsti.
Mulèca, sf. (v. Masinèl) E' il gran-
Mufì, agg. Ammuffito chio al momento della muta, quando è
PI. — i più molle.
F. — ida Mulén, sm. Mulino
PI. F. — idi. PI. Mulén.
Muflon, sm. Muflone, Pelo, pelliccia Mulén da l'oli, Frantojo.
di muflone. Mulènda, sf. Molenda.
PI. Muflòn. (Dall'antico it. mulènda. v. Prati, Voc.
Mugér, intr. Muggire. (Anche per dire Etim. Ital.).
che il fuoco borbotta. Tale rumore è un Mulèr, tr. Mollare, Sciogliere, Libe-
segno premonitore dell'arrivo in casa rare, Sganciare, Mettere in libertà,
di uno sconosciuto). Sguinzagliare, Aprire.
Mugiàna, f. Modigliana, chiamata già Innalzare (l'aquilone).
nel 1122 Mutiliano, da Castrum Mutilia- Prt. Mule
num, da Castrum Mutilum, sulla strada PI. — è
F. — éda
imperiale romana che da Arezzo, toc-
cando Pontassieve, Acqua Cheta e Faen- PI. F. — édi.
za, andava a Ravenna. (Mulér= De la mòla)
Mugión (de car) sm. Coscialetto, Zoc- ( Lat. med. amolare, sciogliere ; « canes
colo. amolatos ». GLE).
PI. Mugiòn. Mulést, agg. Molesto
Mugnàc, sm. Il Biondelli (1853) tra- PI. —èst
F. — està
duce con « Toppo. Legno grosso e infor-
me»; ma ora non si usa se non per PI. F. — èsti.
indicare una boccia deformata per il Mulìga, sf. Mollica, Midolla.
lungo uso 0 ima persona tozza. Parte molle del pane, contenuta entro
PI. Mugnèc. la crosta (sec. XIII, mollica).
Mugnèg, sm. Albicocco, Munlaco. 31uli$éna, sf. Moina, Grazia lusin-
(Gallizioli, op. cit.).
PI. Mugnèg. ghiera
Fé' dia muli§éna, Cercare di entrare
Mugnéga, sf. Albicocca, Meliaca. nelle grazie con lusinghe.
Frutto dell'albicocco. Mulistér tr. Molestare.
PI. Mugnèg Mulnel, sm. Mulinello. Strumento che
( Dall'it. antico mulica. In alcuni posti gira con l'asse stesso e che ha moto di
si dice anche «mugliéga»). rotazione intomo all'asse.
Mujèt, sf. pi. Mollette. j Molinello, Rigiro di acqua.
Mujèt da pudé', Forbici (a molla) da Mulnel da puzér. Mulinello da poz-
MULN 270 MUNT
zaio. Argano orizzontale attorno al qua- zo da 10 baiocchi L. 0,53.
le si raccoglie la fune del secchione. Munérca, sm. Monarca, Re.
(V. S-ción) PI. Munèrca.
I Mulnèl de filèr o dal vid, Mulinello, Munfréna, sf. Monferrina (Ballo).
che serve a tendere o ad allentare i fili PI. Munfrén.
che sostengono le viti. Munì, prt., agg. Chiuso ; Interrato.
PI. Munì
j Mulnél da in
consistente mètar int l'acva,
un asse Mulinello
orizzontale con F. — ida
pale rudimentali di piccole stecche di PI. F. — idi.
canna, il quale poggia su due forcelle Municàja, sf. Minutaglia.
e gira per la spinta che le pale ricevono Monetaglia, Spiccioli.
dall'acqua. Munir, tr. Murare (una porta o fine-
] Fé' e' mulnèl, Ballare vorticosamente stra) Empire
I (una buca).
sempre sullo stesso posto. (Aruch Aldo, in op. cit., scrive « Munì.
Mulnél de car. Argano del carro L'ha munì. L'ha empita, o piena).
(V. Ragaiòn) Questo verbo è ormai usato solo da
PI. Mulnèl.
Mulnèr, sm. Mugnaio quelli che parlano all'antica.
Muni^ión, sf. Ammonizione.
PI. Mulnèr Al tempo del dominio temporale, i so-
(It. ant. mulinaro, da un lat. pop. moli- spetti di idee liberali venivano obbligati
narius; A. Prati Voc). Dial. ant. muli- a non uscir di casa dopo una data ora
ner. V. Lud. Gabbusio, Frottola. di notte. Quella era chiamata « la mu-
nizión ».
Multa, sf. Multa.
Pena pecuniaria per contravvenzione. Muntadùr, sm. Montante, Montatoio.
PI. Mult. Parte del veicolo che serve per mon-
tar su.
Munàcia, sf. Monacchia. PI. Muntadùr.
(Dal lat. monedula)
PI. Munàcc Muntàgna, sf. Montagna Monte.
PI. Muntàgn.
Munarchì, sf. Monarchia.
PI. Munarchì Fila 'd muntàgn, Catena di monti.
Mundéda, sf. Mondatura. Muntagnola, sf. Montagnola, Piccola
PI Mundèdi. altura naturale o artificiale.
PI. Muntagnòl.
Mundér, tr. Mondare j Portar via la
buccia. Sbucciare 1 Ripulire. Muntanèr, sm., agg. Montanaro.
Prt. Mundè PI Muntanir
PI. — è F. — èra
F. — éda PI. F. — èri.
PI. F. — édi. (Lat. med. montanarius).
Mundé' al j' òv. Sbucciare le uova. Muntéda, sf. Copula di animali
(Lat. tardo mundare. DEI). Migrazione a monte dei pesci.
Mandela, sf. Mondezza, Spazzatura, PI. Muntédi.
Immondezza. Munténa, sf. Peppola, Fringuello mon-
j Rimasuglio, Mondatura, Cascame. tanino.
PI. Muntén.
I Loppa.
Munècia, sf. (Dactylis glomerata, L.). Muntér, tr. Montare (Salir sopra);
Munèda, sf. Moneta. Salire (Andar su e ascendere); Pren-
PI. Munèd.
der posto (in vettura) ' Copulare.
Alcune monete in uso a Rav. furono: Armare (Comporre nelle varie parti
lo scudo romano (argento) = L. 5,32; il o pezzi, armi, telai, congegni).
testone o pezzo da 3 paoli = 30 baiocchi Prt. Munte
- L. 1,59; il papetto o pezzo da 2 paoli PI. — è
= 20 baiocchi =^ L. 1,06: il paolo o pez- F. — èda
MUNT 271 MURE
PI. F. — èdi. Parapetto.
; Muntéss la testa, Montarsi la testa. (Lat. med. murazolus. GLE).
Muntòn, m. Fiume Montone. Esso ha Murbén, sm. Morbino, Vivacità.
origine da tre torrenti: l'Acquacheta o Mùrbi, agg. Morbido ' Molle ' Tenero
Fine.
Acquabella dei Romiti, il Rio Destro e
il Troncalosso. Non si sa che sia stato
; Moscio,
PI. Murbi Floscio.
menzionato dagli autori latini. I docu-
menti ravennati, dei secoli X, XI, XII, F. Mùrbia
lo chiamano Fluvius Liviensis, fiume di PI. F. Mùrbi.
Forlì. (Nelle campagne ravennati si Murcia, sf. Morchia, Sudiciume nero
chiama ancora, più che Muntòn, « e' d'unto, delle ruote dei carri.
fión 'd Furie »). (Lat. med. murchia, feccia dell'olio.
Prese il nome di Montone, perchè GLE).
fu introdotto nel « canale dei montoni ». Murciàn, m. Mordano.
Così si legge in Miscellanea Romagno- (Lat. med. Marcianixs).
la, G. Mengozzi, La Cerere della Roma- Murcin, m. « Morchino ». Nomignolo
gna Toscana, pp. 12, 13. che si dà a un ragazzo sporco di
Dante lo menziona al Canto XVI del- morchia,
(v. Murcia).
l'Inferno. (Ant. teguriense?).
Muntùra, sf. Montura. Divisa, Uni- Murdècia, sf. Mordecchia, Nasiera.
forme. Tanaglia le cui branche terminano con
PI. Muntùr. un capolino rotondo. Si applica alle na-
(Dal francese (1368) monture. DEI). rici delle mucche per poterle guidare.
Mur, sm. Muro. PI. Murdècc.
PI. Mur. Murél, sm. Livido, Echimosi.
Mur a sec, Muro a secco.
agg.
PI. Murèl Livido.
j Mur' d'na tèsta, Muro d'un mattone. F. — eia
Muro a sopramattone.
[ Mur de me?, Muro maestro. PI. F. — èli.
; Cuzì' contra a e' mur, (F.) Dare del (Lat. med. morellum, colore paonazzo.
capo nel muro. GLE).
I Mur ad do test. Muro di due mattoni Murél, sm. Murale | Morale j Travi-
per il lungo. cello. (Lat. med. moralis).
I Tire' murus).
so Un mur, Erigere un muro. PI. Murèl.
(Lat. Muréla (v. Erba murèla).
Mura, sf. p' Mura, Bastioni. Murèna, sf. Coltivazione di gelsi a
Muradór, srri Muratore. ceppala. Siepe di gelsini.
PI. Muradùr PI. Murén.
(Lat. med. murator. GLE). Murér, tr. Chiudere Tappare.
Muradùra, sf. Muratura. Lavoro del Prt. Mure
murare. Costruzioni, lavori, opere in PI. — è
muratura. F. — èda
Muragì, sf. Emorragia. PI. F. — èdi.
PI. Muragi (Traslato di murare (1388), fare del mu-
Muràja, sf. Muraglia | Muro. ro, murare).
PI. Muràj. Murerà, sf. Gelseto. Morato.
Murandéna, sf. Mignattino, Colom- PI. Murèr.
bino. Murèt, sm. Muretto, Muricciolo.
I Murandéna scura. Rondine di mare. PI. Murèt.
PI. Murandén. '. Moretto.
Mura^ol, sm. Muricciolo, Muretto. P. Murèta.
I Mura?;òl de pónt. Parapetto del ponte. Moretta, Morettina, Brunetta.
I Mura^òl de poz, Muricciolo del pozzo, Murèt, sm. Moretta, Anatra marina,
MURI 272 Muse
Moretta turca. F. — èda
Muri, sf. Moria. PI. P. — édi.
j La nèbia l'è sègn 'd muri, La nebbia è j U s' è murté e' sòl, Si è spento il
segno di moria. Ciò .si dice se c'è neb- sole. Detto del sole che scompare
bia il giorno di S. Paolo dei Pronostici dietro le nubi.
(V. S. Péval di segn). Murtifìca^ión, sf. Mortificazione, Of-
Murir, Morire. fesa.
Prt. Mòrt PI. Murtifìcaziòn.
PI. Mùrt Murtifichèr, tr. Offendere, Mortifica-
F. Mòrta re.
PI. F. Mòrti. Prt. Murtifìché
PI. — è
I L'è un muri', E' uno struggimento! F. — éda
Muritina, sf. Morettina.
PI. Muritin. PI. F. — édi.
I Si dice anche Muriténa. Martori, sm. Mortorio | (F.) Tipo da
Muritòn, sm. Moretta grigia. Mori- funerale.
tetro, Uomo tetro ' | (F.) Ambiente
noioso.
glione. PI. Murtùri.
Murlé, agg., prt. Pieno di lividi, di
echimosi (V. Murél). Pesto. [Link]?,
Mu§ sm. Muso, Grugno ' Broncio.
PI. Murlè
F. — éda I Fé' e' mu§ long, Fare il broncio.
PI. F. — édi. I Ave' e' mu§. Avere il broncio.
Muròj, sf. pi. Emorroidi. I A mu§ dur, (F.) A bocca asciutta.
Musarèla, sf. Museruola (In senso
Mur5§, sm. Amoroso, Moroso. Inna-
figurato, per « musino sudicio »).
morato jFidanzato. PI. Musarèl.
PI. Murù§
F. — ó§a Mu§arola, sf. Museruola.
PI. Mu§aròl.
PI. F. — òsi.
Mu§arlón, agg. sm. Chi ha sempre
Mursér, tr. Mordere, Azzaimare. il muso sporco.
Mursòn, agg. Chi ha denti molto PI. Mu§arlón.
grandi e grossi. F. — óna
PI. Mursòn
F. — óna PI. F. — òni.
PI. F. — òni. Muscardén, sm. Bellimbusto | Mo-
scardino.
Mursìn, sm. Bocconcellino. PI. Muscardén.
PI. Mursìn. Muscarola, sf. Moscheruola. Rete
Murtadéla, sf. Mortadella. di protezione contro le mosche.
PI. Murtadél. PI. Muscaròl.
Murtalèt, (V. Murtarèt).
Murtarèt, sm. Mortaretto. Muscatel, sm. Moscatello, Uva mo-
scatella.
PI. Murtarèt.
Murtéda, sf. Impastata. Muscatél biànc, Uva moscatella bian-
ca.
PI. Murtédi.
Murtél, agg. Mortale. ] Muscatél ró§, Uva moscatella rossa.
PI. Murtèl I Vén 'd muscatél, Moscato.
(Lat. med. moscatellus).
F. — èia
Muscatlèda (uva), sf. Uva moscata,
PI. F. — èli.
che sa di moscatello.
Murtèr, tr. Smorzare, Spegnere (Dal- Muscela, sf. Mazzacchera. Boccone.
l'antico Ammortare) j Intridere, Stem- Strumento per pigliar anguille e bu-
perare, Impastare. ratelli; che consiste in im mazzetto
Prt. Murtè
di lombrichi infilati nel medesimo spa-
PI. — è go che li infilza tutti.
MUSC 273 MUTO

PI. Muscèl. PI. F. — óni.


Musché, agg. Picchiettato, Macchiet- Mustaròla, sf Ammostatrice, Pigia-
tato. trice.
PI. Muschè. PI. Mustaròl.
F. — èda (V. Mustér).
PI. F. — édi. Mustàz, sm. Mostacchio, Muso, Ceffo
Muschér, sm. Moscaio, Miriade di Ora non è quasi più in uso.
mosche. PI. Mustè^.
Muschèt, sm. Moschetto. Fucile cor- Mustér, tr. Ammostare. Pigiare la
to. uva per fame il mosto.
PI. Muschèt. Prt. Musté
Muscón, sm. Moscone. PI. — è
PI. Muscòn. F. — éda
Musculadùra, sf. Muscolatura, Com- PI. F. — édi.
pagine dei muscoli. (Lat.
PI. Musculadùr. . GLE). med. amostare, pigiare l'uva.
Mus-dùr, sm. Mùtria. Muso duro. | Mustérda, sf. Mostarda.
Muso serio di persona che sta conte- PI. Mustérd.
gnosa e superba. Mustrcr, tr Mostrare, Far vedere.
PI. Mu§-dùr. Prt. Mustré
Muleta, sf. Piccolo sacco di tela che PI. — é
vetturini e blrocciai adoperano per F. — éda
dare la biada alle loro bestie quando PI. F. — édi.
sono in viaggio. Musetta. Mustréna, sf. Mostrina (distintivo a
Mugica, sf. Musica, i (F.t Storia, colori sul bavero dei militari).
Storiella. PI. Mustrén.
PI. Music. Mustru6§, agg. Mostruoso, Deforme.
Mu§lén, sm. Moscerino. PI. Mustruùs
F. — ó§a
1 Mu§lén dal vinàz, (Culex vinarius).
PI. Mu§lén. PI. F. — ò§i.
(Dal lat. med. muscinus, moscerino. Mutìv, sm. Motivo, Causa. Cagione.
GLE). PI. Mutìv.
Mu§5n, sm. Musorno, Imbronciato, Mutivaziòn, sf. Motivazione.
Musone. Mutivér, tr. Far motto.
PI. Musòn. No' mutivé', Non far motto.
P. — óna Mutòr, sm. Motore in genere e an-

^'TVfi^-i^
MUTU 274 MZOL
che motocicletta. zo.
I Mutór da stré, Motocicletta. F. — M?àna.
I Mutór Mzàn, m. Mezzano 'Rav.». Il nome
PI. Mutù[Link] lavuré' la tèra, Trattore. indica un luogo di mezzo.
Muturèsta, sf Motorista | Trattorista La chiesa di S. Cistoforo del Mezzano
PI. Muturèsta. risale probabilmente al sec. XV ed ha
Muvimént, .sm. Movimento. subito sicuri resturi nel 1666, rifa-
PI. Muvimént. cimenti prima del 1778 e restauri nel
Muzadura, sf. Mozzicatura, Mozzico- 1778 (Don M. Mazzotti).
ne, Ritaglio.
PI. Muzadùr. } E' stròlg de M?àn, s' u n' i cój incù
Mu?g5n, sm. Mozzicone. uj cój dmàn,di ' Mezzano se non ci co-
PI. Mu?gòn. L'astrologo
glie oggi ci coglie domani.
(Dial. del sec. XVII, «mosgon»; V. Detto di chi si atteggia a far prono-
Aruch A., Op. Cit.). stici senza costrutto.
Muzión, sf. « Monizione ». Pallini per
fucile. M?én, sm. Mezzino. Misura di capa-
cità per aridi. Mezzo staio.
(Dall'it. ant. monizione, magazzino di PI. M?én.
munizioni, sec. XVI). e Dal lat. med. mizinus misura. GLE).
Muzòn, sm. Mozzicone di sigaro o M?èta, sf. (V. Amzeta).
sigaretta. Mozzone. Mzol, sm. Mozzo della ruota.
PI. Mu^òn. PI. M?ul.
Mzàn, agg. Mezzano. Quello di mez- (Lat. med. muzolus. GLE).
N
NA 275 NASE

N' avv. di negazione. Non. Nànz,»). aw. Prima (E' comime


« ninz anche
Nadècia, sf. Con questo nome si in-
dica tanto l'elleboro, o erba nocca, j Nàn^ ch'i vègna. Prima che vengano.
quanto il succiamele, o fiammone. j Nàn^ e indri, Avanti e indietro.
Nadél, sm. Natale. Natività di Cri- Napuletàn, sm. agg. Napoletano.
sto. PI. Napuletén.
F. — tana
I ^òc'de
(V. alla Nadél, Ceppo di Natale.
voce «divuzion»). PI. F. — ani.
I Bón e' Nadél, cativa la Pascva. Se Narbadùra, sf. Nerbatura. Comples-
è bello il Natale è brutta la Pasqua. so nervoso.
I Cvànd l'entra e' Nadél 'd dmènga, Narbè, sf. Nerbata, Scudisciata. Staf-
vend e' cavai e cómpra la vivènda. filata.
Quando Natale entra di domenica, PI. Narbé.
vendi il cavallo e compra vivande. Narbèt, sm. Nervetto.
(Perchè è ritenuto di cattivo auspicio). PI. Narbèt.
I Chi di Nadél nun fila, di Carnuvél Narón, m. Nerone, l'imperatore ro-
suspira (Nardi). Chi di Natale non mano.
fila, di Carnevale sospira. Oltre ad si- Naróncal, sm. Ranuncolo.
gnificato letterale, si deve intendere che Narvó§, sm. Nervoso.
chi non compie un lavoro al momento
opportuno se ne dovrà rammaricare I agg.
PI. Nervoso.
Narvù§
P. — ó§a
in seguito. La forma poetica è iden-
tica a quella tipica delle cante roma- PI. F. — ó§i.
gnole.
Nàja, sf. Naja. Servizio militare. [Link]ì?, sm. Narciso (fiore). Giacin-
PI. Nar?;is.
1 L'è naja!, E' vita militare!
I Sóta la nàja, Sotto le armi. Nàscita, sf. Nascita.
Nana, sf. Nanna. PI. Nàsciti.
I Fé' la nana. Far la nanna. Ninnare. Na^èda, sf. Fiutata.
Nanìn, Vezzeggiativo che sign. Pic- PI. Na?édi.
colino, Bimbette. Na§él, sm. Narice.
PI. Na§èl.
j Fé' e' nanìn, Dormire (del bimbo)
Na^èr, tr., intr. Annusare, Fiutare.
1I sm.
Ande'Nano.
a e' Nanetto.
nanìn, Andare a nanna. Prt. Na§é
NASE 276 NERE

PI. — è I rfl. Altalenare, Dondolarsi.


F. — éda Navès.s, rfl. [Link] con l'altale-
PI. F. — édi. na (V. Néva).
Na^èta, sf. Fiocco. Legatura a fiocco Navicéla, sf. Navicella.
dei lacci delle scarpe e altri casi detta Navighér, int. Nuotare j Stare a
pure « ciaparola». galla I Navigare.
PI. Nasèt.
I E' naviga
cattive [Link] dal brot acv, Naviga in
Naspa, sf. Naspo, Aspo.
PI. Nasp.
(Lat. med. naspus). I Savess
re. navighé'. Sapersi barcamena-
Naspèr, intr. Annaspare.
(Lat. med. [Link]).
cong,. Né'
Né, cvèst
[ Ne né cvèl. Né questo, né
Nàstar, sm. Fiocco di fettuccia, Na-
stro. quelNèbia,
lo. sf. Nebbia, Foschia, i Ruggine
PI. Nèstar.
][Link]
Nèbji. infesta ai .cereali.
Nata, sf. Natta, Protuberanza.
PI. Nat. (Lat. nebula).
(Lat. med. natta, GLE).
Tre nèbji ima nèv, tri vént l'acva, tre
Natìv, agg. Nativo, Oriundo, Origi- scure? la caca (Bagli).
nario. I La nebia la fa i nibiót (La nebbia
PI. Nativ. fa i nebbiotti). Modo allusivo per dire
F. — iva che la nebbia porta la neve.
PI. F. — ivi.
j La nebia la s' magna la nèva, La
Natura, sf. Natura, Mondo naturale. nebbia scioglie la neve.
I Vagina di animale. Necia, sf. Nicchia.
PI. Natùr. Nècc, sm. Nicchio. PI. Necc.
Naturalèza, sf. Naturalezza [ Disin- Ned, prt. (V. Nè§ar).
voltura. Néda, sf. Nidiata, Covata \ Nascita
PI. Naturale?. di semi, di insetti, di uccelli ] Nascita.
Naturalmént, avv. Naturalmente. PI. Nédi.
Naturèl, sm. Naturale, temperamen-
to, indole. piùNeghér, tr. « Negare,
dialettale nighèr »).Diniegare. (E'
I agg. Naturale. Negozi, sm. Negozio, Bottega, Riven-
dita.
I Sté' naturai, Stare al naturale, senza PI. Negù^i.
posa.
Navata, sf. Navaccia. Botte per il Nemig, sm. Nemico,
trasporto delle urine (Navata de pèf). PI. Nemìg.
I Tinozza della calce bianca (da mu- Nénc, avv. Pure, Anche.
ratore).
PI. Navà?. [ Se nénc, Se anche.
! J'è nén cativ, Sono anche cattivi.
(Lat. med. navacia, recipiente; e na- j Mo nénc! esci. Ancora!
vis, forma di treggia, GLE).
Navéda, sf. Nave, Navata (di chiesa) Nénca,
tra volta. avv. Anche, Di nuovo, Un'al-
PI. Navéd.
I Fé' nénca. Ripetere.
Navèli, sm. Naviglio. (Canal Navi- Nén?, prep e avv. Avanti, Anzi.
glio Zanelli di Faenza, ideato e co- I Nénz de, Avanti il giorno, cioè pri-
struito dal conte Scipione Zanelli, age- ma del giorno.
volato nel suo intento dal papa cese- I Nén? arcòld. Prima del raccolto.
nate Pio VI Braschi).
I Nén? si' sera. Prima che sia sera
(Lat. med. navilium, corso d'acqua. (Anche così: « Ni§ si' sera»).
GLE). Nèpul,- m. Napoli.
Navér, tr. Dondolare^ Fare fare l'al- Nérb, sm. Nervo.
talena.
1 Scudiscio, ottenuto col membro essi-
NES 277 NIGR
cato del bue. Staffile. Paradosso: U n' è nèva intànt che
[ Ave' de nerb, Essere forte, nerbo- e'
stè[Link] da la sménta u n' bèca int al
ruto.
PI. Nirb. Nèva, sf. Nave, Piroscafo j Altalena.
Nè§. sm. Naso, j Fiuto , Intuito. Fé' la néva, Fare l'altalena.
PI. Nè§. PI. Név.
I Scorr'int e' né§, Parlare con voce Ni, sm. Neo. Piccola macchia ton-
nasale. deg ianEscrescenza
te I sanguigna della
I De' int e' nés a ón, Non andare a
genio a uno. PI. Ni.
pelle.
I Ave' de né§, Avere del fiuto (reale o Nibié, agg. Annebbiato (di tempo).
figurato). Vésta nibiéda, Vista annebbiata.
I Ave' e' nès long, (F.) Saperla lunga Nibièr, imp. Offuscare, Armebiare.
Prt. Nibié
I Ande' sota a e' né§ a òn.
Metter le dita sotto il naso a una per- PI. — è
sona con atto di insulto, di provoca- P. — éda
zione. PI. F. — édi.
I Chi à de né§ à de ghérb. Nibiéra, sf. Foschia | Nebbiaio.
PI. Nibièr.
I Int 'na bela, pia^a u i sta ben nénca
un bel campanil, (F.) In una bella Nibjìna, sf. Nebbiolina.
faccia ci sta bene anche un bel naso. PI. Nibjìn.
(Lat. nasus; indoeuropeo nas). Nibiòn, sm. Nuvolone basso, gravido
Nè§ar, intr. Nascere. di pioggia.
Prt. Ned PI. Nibión.
PI. Ned Nibiót, sm. (Vedi «nebia»).
F. Néda
Nici§èri ,agg. Necessario.
PI. F. Nédi. PI. Nici§èri
Néspal, sm. Nespolo (Nespilus ger- P. — éria
manica). PI. F. — érji.
PI. Nèspal. (Lat. necessarius).
(Lat. med. nespilus). Nici§itè, sf. Necessità.
I Nèspal de Giapón, Nespolo del Giap- (Lat. necessitas).
pone (Eriobotrya japonica). Nid, sm. Nido | Covo | Nidiata.
Néspla, sf. Nespola. Frutto del ne- PI. Nid.
spolo.
PI. Nèspal. I U§èl 'd nid, Nidiaceo.
j Fé' e' nid. Preparare il nido
ficare. | Nidi-
I Al nèspal al j' indvéna l'arcòld. Le ne-
spole indovinano il raccolto; cioè dal- (Lat. nidus).
la quantità delle nespole si può pro- Nida^-n, sm. Nidietto.
nosticare come sarà il nuovo raccolto. PI. Nida?;ìn.
Net, agg. Netto; Puro. Nidè, sf. Nidiata ] Covata.
PI. Net PI. Nidé.
P. Neta
PI. F. Neti. I Nidé 'd burdèl. Nidiata di bambini.
Nidèr, int. Nidificare, Farsi il nido.
(V. S-cet). Nigar, agg. Nero.
Nèva, sf. Neve. PI. Nigar
PI. Nèv. F. Nigra
PI. F. Nigri.
I Nèva'd cali, Neve che si scioglie su-
bito (V. Cali). (Lat. niger).
\ Nèva surghéna, Neve a piccoli ghiac- Nigarfòm, sm. Nerofumo.
cioli. NIghér, tr. Negare (v. Neghèr).
I La aneva
sera mar^uléna la n' dura da hi
la maténa. Nigrèt, sm. « Neretto ». Sorta d'uva
nera simile alla canina o cagnina. Ha
NINA 278 NOSA

il raspo verde e dà xin vino quasi si- PI. Nud.


mile alla cagnina. Il Morri lo chiama (Lat. nodus).
colorino, ma in Toscana il colorino Nòja, sf. Noia, Tedio, Fastidio, Sec-
serve per dare il colore, mentre il « ne- catura Molestia
J | Lamentela.
retto » nostrano è solo uva da vino a PI. Nòj.
cui si mescola, nella pigiatura, un'uva Noi, sm. Nolo. PI. Nul.
chiamata « ?achén » per il colore. Nóm, sm. Nome.
I Nigrèt de rasp rof , « Neretto » dal PI. Nóm.
raspo rosso. I Dì' di nóm a ón. Dare titolacci a uno.
Ninàn, sf. Ninna nanna.
j Sota e' nom d' un étar, A nome di
Ninàna, sf. Ninnananna. Il volgare un altro | Sotto il nome di un altro.
romagnolo (come ogni altro volgare) I Mètr' e' nom, Imporre il nome.
è ricchissimo di ninnenanne che le don-
de si tramandano da generazione a I Arfè' unnovarlonom. Rifare un nome, (Rin-
in famiglia).
generazione. Per le ninnenanne (come I Purtè' e' nom dia màma, Avere il
per le « orazioni », gli stornelli, e 1 cognome materno.
canti alla boara) non è possibile dire I U s' e' pèrs e' nom, Si è spento il
ove siano state composte perchè, can- casato.
tate un po' ovunque, in ogni contrada i Fé' e' nom d'ón, Suggerire il nome
di Romagna, hanno subito alterazioni di uno I Rivelare il nome di uno.
e modifiche continue nei diversi tem- \ Ciamè' e' nom dia mama, Invocare
pi e nei diversi luoghi. la mamma.
I (F.) Cantilena, « vernia » che fa ad- \ Metr' insén de nom,
nomanza o credito. Acquistare ri-
dormentare.
Nini, d'Engìa, sm. Porcellino d'India. (Lat. nomen, -inis; rad. indoeurop.
Cavia (Cavia coboya). nom- « nome »).
Ninén, sm. Maialino. Nomar, sm. Numero \ Cifra ] Novero.
PI. Ninén.
I Int e' nomar di piò. Nel novero dei
I I ninén e i burdèl di cuntadén j' è più (Nel regno dei morti).
bel da ^nén, I maialini e i bambini PI. Nomar.
dei contadini sono belli quando sono
j De' i nomar de lot , (F.) Dire cose
piccoli. senza senso, Parlare fuori di senno.
Nin^ (v. Ninz e Nenz). (Lat. numerus).
Ninzdri, aw. AH 'indietro. Nòmina, sf . Nomina. Comunicazione
I Caminé' ninzdri, Camminare all'in- di nomina. Atto del nominare, elegge-
dietro. re, investire di un grado.
Nin^ùl, sm. pi. Lenzuola. PI. Nòmin.
(E' più comune lin^ul »). Non, sm. Nonno.
Anche il veneto ha ninzioi e linzioi co- PI. Non
me il romagn. (v. C.A. Cibotto, Prov. ] Non, (pesce). Nonnato (Aphya vera).
Veneti, 495, Edit. Martarello). Nòna, sf. Nonna.
Nis, (v. Nénz). PI. Nòni.
Ni?, (v. Nénz). Contraz. di «ninz». I Mèi dia nòna, Malattia della nona.
I Ni? che sia (o Niz che sipa). Prima Encefalite letargica.
che sia. (Lat. tardo, nonna, «nutrice»).
I Ni? e indri. Avanti e indietro. Nón?i, sm. Nunzio Apostolico.
I ón ni? retar, Uno avanti l'altro. Nora, sf. Nuora.
Nò, neg. No. PI. Nòr.
Nò, pr. Noi, (m. e f.).
Nòd, sm. Nodo, Groppo. ci.Nós, sf. Noce. L'albero che fa le no-
] Nocca (del legno). PI. Nò§.-
I Brocco (di tela). PI.Nó§a,
Nó§. sf. Noce. (Albero e frutto).
Giuntura (delle dita).
NOST 279 NUSE

(Juglans regia L.). Nud, agg. Nudo ] Spoglio.


j Nò§a muschèda, Noce moscata. PI. Nud.
F. — a
j La nòsa muschéda la n'è fata pr' e'
porc jignél, La noce moscata non è PI. F. — i.
fatta per il cinghiale. Le cose fini non Nud ned, Ignudo nato, (Come natura
sono per le persone volgari (Nardi). l'ha fatto). Nudo nato.
( Lat. nudus).
I Se i frutti della noce sono raggruppa-
ti e formano il così detto castelletto, Nudadùra, sf. Annodatura. Anello del
« e' castlèt », è presagio di scarso rac- fusto di una pianta.
PI. Nudadùr.
colto: Cvànd la nosa la fa e' castlèt /
chi ch'à de gran ch'i '1 tegna stret. Nudén, sm. (vezzeggiativo di «nud»,
Quando la noce fa il castelletto / chi nudo).
ha del grano lo tenga stretto Nudello. Pannocchia di granturco li-
Nòst, agg. poss. Nostro. berata delle glume esterne e lasciata
PI. Nóst. con quelle inteme, più bianche, che
P. — osta venivano usate da riempire i paglie-
PI. F. — òsti. ricci.
Nòta, sf. Notte. La sera, nelle aie, al tempo della sfo-
PI. Not.
gliatura, i giovani corteggiatori face-
(Lat. nox, noctis; radic. indoeuropea vano i « nudelli », alle spannocchia-
nokt- « notte »). trici.
PI. Nudén.
j La nota la j'è fata par durmì.
Nudin, dim. di « nud ». Nudino.
I La nota e' zira i lèdar e i murù§.
Nota, sf. Nota (music). | Segno, ap- j Nudi'
punto. Il bimbonudisi ! trastulla
« Nudin nudino ».
a correre nudo
I Tu'Nòt.
PI. nòta, Prender nota. per casa e fa « nudi' nudi' ».
Nujétar, pron. m. pi., Noialtri, Noi.
Nòv, agg. num. card. Nove. Nujétri, pron. f. pi. Noialtre, Noi.
(Lat. novem). [Link]ó§,
Nujù§ agg. Noioso.
Nov, agg. Nuovo.
PI. Nuv P. — ò§a
F. Nova PI. F. — ó§i.
PI. F. Nòvi. Nuju§ité, sf. Noia, Molestia. Fasti-
diosaggine.
j U m' è nòv, Mi giunge nuova. PI. Nuju§ité.
èj Unuovo.
m'ariva nòv, Mi riesce nuovo. Mi
Nulègg, sm. Nolo | Noleggio.
(Lat. novus).
Nova, sf. Nuova, Notizia. ] De' a nulègg. Dare a nolo, Noleg-
PI. Nòv. Numarér,
giare. tr. Numerare,
Enumerare.
ILeAl nuove
nòv calivi cattiveal sono
j'è sempr'
sempre avara,
vere. Prt. Numaré
I Intsóna nova: bòna nova, Nessuna PI. — è
nuova: buona nuova. F. — éda
Novzènt, nm. Novecento. Nove vol- PI. F. — édi.
te cento. Numinèr, tr. Nominare. Fare il no-
Nubilté, sf. Nobiltà. me I Eleggere, Investire di un grado,
I Nubilté scaduda, Nobiltà decaduta. I Scegliere | Menzionare, Rammentare
Prt. Numiné
I Ave' dia nubilté, Appartenere a no-
bile famiglia, Discendere da n. f PI.
] Ad vècia nubilté, Di antica prosapia. F. —— éda
è

Nuciòla, sf. Nocciola | Nocciolina ame- PI. F. — édi.


ricana. Arachide. Nu^ént, sm. pi. Costellazione degli
PI. Nuciòli. innocenti, dei gemelli.
NUSE 280 NVOD
Nujjèta, sf. Malleolo. Noce del piede. Nuvél, agg. Novello (di pesce).
PI. Nusèt. I Pef nuvèl, Pesce novello I Avanotti.
Nu§òn, sm. Ailanto. PI. Nuvèl.
(Ailanthus glandulosa). Nuvéna, sf. Novena (relig.).
PI. Nu§ón. PI. Nuvén.
Nustràn, agg. Nostrale, Nostrano. Nuvèmbar, m. Novembre.
PI. Nustrén.
Nuvighér, intr. Nuotare.
F. — àna
Nuvitè, sf. Novità, Nuova.
PI. F. — ani. PI. Nuvité.
(Lat. med. nostranus, GLE).
Nutaril, agg. Notarile. Nuvi^i, sm. Novizio. Nuovo del po-
Nutèda, sf. Nottata. sto o dell'ambiente.
PI. Nuvì^i
PI. Nutédi.
F. Nuvi^ia
Nutér, tr. Notare, Osservare. PI. F. Nuvì^ji.
Prt. Nuté
PI. — è Nuvizièt, sm. Noviziato i Tirocinio.
F. — éda Nùvla, sf. Nube, Nuvola.
PI. Nùval.
PI. F. — édi.
Nutéri, sm. Notaio. I Al nuval al va ad vént. Le nubi sono
PI. Nutèri. portate dal vento.
(Dal lat. nubilus).
(Lat. med. notarius, GLE).
Nutìzia, sf. Notizia. Nuvlàja, sf. Nuvolaglia
PI. Nutìzji. Nuvlón, sm. Pino che ha la sua chio-
Nùval, sm. Nuvolo, Nube. | (F.) Mi- ma al di sopra degli altri '■ Nuvolone.
riade. PI. Nuvlón.
PI. (m. e f.) Nùval. Nuziòn, sf. Nozione.
PI. Nuziòn.
I Cvànd che i nuval i va a e' mér / Nvéda, sf. Nevicata.
taca i bu e va a lavuré'; / cvànd che PI. Nvédi.
i nuval i va a la muntàgna, / staca i
bu e va a la capàna. Nvér, imp. Nevicare (It. ant. nevare).
Prt. Nvé.
Nùval, agg. Nuvoloso, Nuvolo, Annu-
volato. 'Nvòd, sm. Nipote.
Nuvànta (o Nuvànta) nm. Novanta. PI. "Nvud
Numero di nove diecine. F. 'Nvòda
Nuvanténa, sf. Novantina. PI. F. 'Nvòdi.
PI. Nuvantén. (V. Anvód).
0
OB 281 occ
O, cong. O, Oppure. spetto.
I Oh, esci. Oh. I òcc ga?òl, Occhio ammaliatore.
I ò, voce del verbo avere. I A ócc a§rè, A occhi chiusi.
Ó?, Cosa vuoi? (domanda). I A òcc, A vista.
I ò, (Risposta impertinente che signifi- I In§dé' a ócc, Innestare a gemma.
ca: Cosa vuoi tu? Che te ne importa? I Buté' fura j' ócc, Mettere, (ingrossa-
Io faccio a modo mio. Esprime uno re) le gemme.
stato d'animo di ribellione, di opposi- I òcc a la mèrla! (F. ) Attenzione!
zione).
§ré' un ócc, (F.) Chiudere
chio. un oc-
òblig, sm. Obbligo, Imposizione, Vin-
colo, Obbligazione. ! Fé' j' òcc a i ghét, (F. ) Fare i piedi
PI. óblig. alle mosche.
Oca, sf. Oca. I ócc apanè, Occhi annebbiati.
PI. Oc. d'occhio.
I Int un bàtar d'òcc, In un batter
I Oca casaléna, Oca domestica.
so
[ Féla a ócc avdént. Farla sotto il na-
I Oca 'd vaia, Oca granaiola.
j Oca faraóna, Oca paglietana.
I Marche dal j' oc (v. Zàcval). I òcc a..., Attenzione a...
I Oca lumbérda, Oca lombarda. Dice G. U. Majoli in « Palazzi... di Ra-
venna... », che nel 1300, ogni sera, due
aI Apoco
poc si
a poc u s' le
pelano pelaoche.
al j' Con
oc, A calma
poco
armigeri saUvano sulla torre del Comu-
si possono fare le cose più difficili. ne di Ravenna a vigilare di lassù per
(Nardi). la sicurezza della città immersa nel son-
Magne' dl'òca, Mangiare dell'oca. Non no; e ogni tanto, per mantener svegli e
afferrare il senso di un sottinteso, o es- vigili i guardiani delle sette porte, urla-
sere all'oscuro di una cosa. vano, con un portavoce marino, ai quat-
òcc, sm. Occhio j Gemma, da inne- tro venti: Occ a la pòrta!...
sto. Scudetto. I Gemma, di pianta. [ Un ócc a la pignata e ó a la gata.
PI. ócc. Un occhio alla pentola e uno alla gatta.
I A òcc e crò§a, A occhio e croce. Detto per chi ha più cose da tener
I A òcc, A occhio, A un dipresso. d'occhio. (Nardi).
I A ^ig a ócc, A occhi chiusi, Alla cieca. 1 E' tén piò j' ócc ch'a n'è la boca. Ten-
Seriche' dl'occ, Ammiccare. gono più gli occhi che non la bocca.
I Occ ch'i fora. Occhi che trafiggono. (Così si dice specialmente ai bimbi in-
I De' int l'òcc, Far spicco; Dar so- gordi).
ODI 282 ONZA
Ombra, sf. Ombra.
(Lat. oculus; rad. indoeuropea ok- «oc-
chio »).
j Fé dl'ombra. Ombreggiare ] Fare om-
bra.
I Occ 'd bò, Saltimpalo, (saxicola tor-
quata rubicela). \PI.
Ave' ombra, Adombrarsi.
ómbar.
I Occ stane,
cor frane; Ómd (pronuncia ónd), agg. Umido.
òcc dret, PI. ómd
cor fred (Bagli). F. — a
Odi, sm. Odio, Astio | Livore. PI. F. — i.
PI. Udi. Omid, sm. Umido. Vivanda con pro-
(Lat. odium, odio). prio sugo e condimento.
Ofa, sf. Ufo. (V. Stufe).
PI. ómid.
I A ófa, A ufo.
Ogni, agg. Ogni. Si trova pure Igna e
'Gna. un, pron. indef. o quantit. Uno.
F. óna.
Ohi, esci. Ehi! (anche Vohi). ón, agg. num. card. Uno.
I Ohimè, Ahimè. (Lat. unus; lat. arcaico, oinis).
ójom, sm. Olmo. Onda, sf. Onda
PI. Ujom. PI. Onci
I Uimòn, Olmo maestoso. j Ciapè' l'onda, Pigliar l'abbrivio.
I ójom inguanén (ójm inguané). Olmo I Déss unda).
(Lat. dl'onda. Darsi delle arie.
con rametti di un anno.
I ójom 'd foja mora. Olmo a foglia óngia, sf. Unghia | Artiglio | Zoccolo
grande. di equino.
De' dl'óngia a l'urlò^, (F.) Mettere
I ójom 'd foja curzòla,01mo a foglia
piccola. sempre a punto l'orologio.
I ójom da la foja nò§a. Olmo a fo- j óngia 'd pòrc, « Cavacchia ». Leva
glia grande. augnata di ferro.
Ont, sm. Unto, Unguento.
' Untume.
I ójom m?;ulén. Olmo dalla foglia lun-
ga e stretta.
(Lat. med. ulmus). Ave' l'ónt par tot i mèi, (F.) Avere
un rimedio per ogni cosa.
I ójom siberiàn, Olmo siberiano (Ul-
mus pumila). ] ónt par tòt i mèi. Panacèa.
òi§, Voce contadinesca per fermare Ónt, agg. Unto.
le mucche. Alt.
Macchiato
PI. ónt d'unto j Bisunto j Oliato.
In alcuni posti si dice anche « u§ »
Oli, sm. Oli. F.. ónta
PI. un. PI. F. ónti.
I Oli minarèl, Petrolio. ónta, sf. Unta.
I Oli gas, Petrolio. PI. ónti.
I Bòt da òli sànt, Botte da orbi. I De' un'onta, Dare un'imta, Ungere.
1 Oli da magne, Olio da cucina. Òi^a, sm. Oncia.
I Oli 'd rè^, Olio di ricino. jPI.
Ande'
ònz. a ònz, (F.) Andare all'antica.
Om, sm. Uomo.
PI. Oman. (Lat. med. onzia, oncia; misura di
I Om sambédg, Uomo selvatico | Go- peso e anche di superfìcie; dal lat.
rilla. ancia, dodicesima parte di un tutto),
(v. anche «amsur»)
I J' Oman i n' s'amsura a pèdg. Gli onzar, tr. Ungere.
uomini non si misurano a pertiche. Il
valore di una pjersona non si giudica Prt. ónt
dalia statura (Nardi). PI. ónt
Oman nud, Bianchetti o neonati di F. ónta
acciuga (v. sardón). PI. F. ónti.
OPI 283 ORSA

Òpi, sm. Acero, Oppio, (pianta). Orca! (esclamazione che indica me-
(Lat. med opius). raviglia).
I Oppio (sonnifero). Orchidea, sf. Orchidea. Pianta delle
(Lat. med. oppium). O. la cui infiorescenza è composta di
PI. ópi (piante). circa quaranta fiori disposti a spiga.
Opra, sf. Opera | Azione. E' color lillà scuro, con picchiettature
PI. Opar. dello stesso colore, su sfumature chiare.
Or, sm. Oro. Cresce spontanea nelle nostre campagne
PI. Ur. PI. Orchidei.
Órdan, sm. Ordine, Comando.
I D' òr ,D'oro, Aureo i Ordine (disposizione di cose).
I Or mazè|. Oro di massello.
PI. Urdin.
I U n' è tòt òr cvèl eh' arlù§, Non è òrdin, sm. Ordine, Assetto.
tutt'oro quel che riluce. (La parvenza
può ingannare). ( Lat. ordo.-inis).
Ora, sf. Ombra. Organ, sm. Organo (str. musicale).
PI. Or. [Link].
(Ora (Dante), aria, brezza; passato a Orgàndi§, sm. Beatiglia, Mussolina
indicare « ombra » nel romagnolo e nel rada e fine.
modenese, v. DEI). òrs, pr. Verso.
óra, sf. Ora. Órs, sm. Orso.
PI. òr. I (F.) Burbero.
j óra térda, Tarda ora. PI. Urs.
I Al j' ór curti, Le prime ore dopo mez-
zanotte. PI.Órsa,
órsi. sf. Orsa. Femmina d'orso.

I Fura 'd óra, Fuori orario | A ora in-


solita.
I Fé' d'ora, Fare in tempo.
Arivé' d' óra, Arrivare in tempo.
I Ora 'd capèla, Fra le otto e le nove
del mattino, quando le risaiole consu-
mavano la colazione (G. U. Majoli).
Di qui forse il detto: rinfurzéss la ca-
pèla de stòmac, cioè fare ima mangia-
tina ristoratrice.
! Ora 'd nòt, Ora di notte. Segnale del
coprifuoco, dato a Ravenna dal campa-
none, subito dopo l'Ave Maria. Riesu-
mando un vecchio editto, il Cardinal A-
gostino Rivarola, legato pontifìcio (1824
-1826), decretò che, dopo quell'ora, nes-
suno poteva girare per la città se non
era munito di una lanterna. Quasi tutti
trovavano più comodo farsi portare la
lanterna da qualche poveraccio deside-
roso di guadagnarsi qualche soldarello.
Questi portatori di lanterna, sotto il cui
sguardo si effettuavano avventure ga-
lanti, fecero sorgere il detto allusivo:
purtè' e' mòc.
I No' ave' un'ora 'd ben, Non avere
un'ora di bene | Non avere un'ora di Oi/a
pace.
(Lat. hora).
ORT OSCI
284
Ort, sm. Orto.
PI. Urt. j Fé'ne a una
rò§ cosa.
a un (F.)
cvèl, Fare
(F.) il
Farcallo.
l'abitudi-
I Roba 'd òrt, Ortaggi. ; Esar un mont d'ò§. Essere un fascio di
ossa.
Or?, sm. Orzo.
I Orj sambédg, Orzo selvatico^ Orzo 0§ d'una vòlta, Fossile.
canino, Forasacco. ,PI.
0§ scruclén. Cartilagine.
(Lat. hordeum) (Lat.o§OS, ossis, «osso»).
Or^a, sf. Orcio. Recipiente di terra- Ó.5, sm. Uscio, Porta, Imposta.
cotta con manico ad arco e beccuccio
V « pepi », pipio ) per contenere acqua ^irèla 'd ró§.
da bere., che ha la « pré Contrappeso
», (mattone) dell'uscio
peso; la
PI. Or^. «còrda», funicella; la « zirèla », rotella
iLat. med. orcea e urcia, GLE). con una scanalatura.
òs, sm. Osso.
PI. (Fem.) ù§. [ Ciapé' rò§^ Andarsene.
j Sté' da ó§ a ó§, Stare da uscio a uscio.
[ ò§ dia tèsta, Ossa del cranio; ò§ de { Tiréss dri rò§. Tirare a sé l'uscio,
cól, Osso del collo (al singolare); 0§ Chiudere.
dia schéna o aneli dia schéna, Vertebre ; ] Farméss int ró§, Fermarsi sulla soglia.
Paleta dia spala, Scapola; Os dia spala, (Lat. ostium, porta. DET).
Clavicola; Anma de pèt, Estremità del- Òs-cia, sm. Òstia.
lo stemo; Ca§a de pet. Gabbia toraci- PI. òs-ci.
ca; ò§ de cui o cudrón. Osso sacro. (Lat. med. hostia, ostia; dal lat. hostia,
Coccige. ciò che si offre in sacrifìcio).
OST 285 OV

Òst, sm. Oste. I A '1 j òv a '1 j'è bòni nénc dop Pascva
PI. Ost. Le uova sono buone anche dopo Pa-
F. Osta (dialetto antico). squa; cioè una cosa buona, o bella, si
Ot, agg. num. card. Otto. può regalare in qualsiasi momento.
(Lat. octo; rad. indoeuropea okt-« ot- I Òv dia Sanfiòn. Uovo dell'Ascensione,
to»). così chiamato perchè raccolto nel detto
ótil, agg. Utile. giorno. Aveva la facoltà di far rinveni-
PI. ótil re gli affogati; e veniva usato per bene-
F. ótila dire i temporali e scongiurarne i pe-
PI. F. etili. ricoli.
òt^ènt, nm. Ottocento. Otto volte (Lat. ovum).
cento.
Ov, sm. Uovo I Ov dal mos-c. Cacchioni.
PI. Ov (ma diventa femminile), : Pie' un òv dur. Sgusciare un uovo,
sodo.
ov cér, Uovo vano, infecondo;
Òv bón, Uovo fecondo; Pin còma l'òv de de. Pieno come
Ov dur, Uovo sodo; l'uovo del giorno (fatto in giornata).
ov §erb, Uovo acerbo, senza guscio; O eh' l'ha al j' òv o i pi^ón, O che ha
Ov de gal; Uovo piccolissimo (il primo le uova o i piccioni. In senso figura-
to vuol dire ; « Ora è ammalato, e ora
di una pollastra, o l'ultimo di una gal- è malaticcio ».
lina vecchia).
Ov 'd càna. Cannocchio.
Ov 'd calzéna, Uovo conservato nel-
l'acqua di calce. I Le donne serbano per l'inverno le
] Ov pulsine. Uovo covato (col pulcino uova della luna d'agosto perchè dicono
già creato). che si conservano meglio.
j Ov gale. Uovo gallato. I Ov de gal. Uovo del gallo. Una volta
I Ov pliche. Uovo picchiato (dal pulcino si credeva che il gallo facesse un uovo.
che ha rotto il guscio). II Placucci (v. op. cit.) dice «Alcuni
I Spiane' al j' ov int e' panir, (F.) Siste- vogliono che il gallo, dopo l'età di un
mare le cose. anno diventi ovipero : e se le uova non
si trovano, nasca il basilisco dal cui
j Cusr'
ovo nellaun cenere.
òv a .suifanèl. Cuocere un
sguardo resta avvelentata tutta la fa-
miglia: motivo per cui si ammazza ogni
I Spré' al j' òv. Sperare le uova.
OVAR 286 OZI

anno il gallo più vecchio nel giorno i Ande' a òvra, Andare a lavorare a
in cui battono il grano ». giornata.
Ovar, sf. pi. Ingegno della chiave. O^i, sm. Ozio.
[Link], sf. Operaio a giornata. Opera.
Ovar. Sté' otium).
(Lat. in Ò5Ì, Oziare. Stare in ozio.
PAC 287 PADI

Pac, sm. Pacco. (Dal lat. med. patuzum, fangliglia (?)


PI. Pèc. GLE).
(Rad. europea pak- «pacco»). Pacòn, sm. Babbeo j Ceffone, (Da
Paca, sf. Pacca.
PI. Pac. pacca).
PI. Pacòn .
Pàcc-papàcc... onom. Verso del ma- Pacòt, sm. Pancotto.
schio della quaglia. PI. Pacòt.
Pacèfie, agg. Pacifico, Calmo, Tran- Pacòt, sm. Veronica. (Veronica Agre-
quillo. stis).
PI. Pacèfie
F. Pacèfica Pacòt biànc (o Pacòt ?mtil), Mordi-
PI. F. Pacèfichi. gallina, Aanagallide.
Pachèt, sm. Pacchetto. (Anagallis arvensis).
PI. Pachèt. Padéla, sf. Padella | Bilancia. Rete
Paciàr, sm. Pastrocchio. quadra a sacca, sospesa a due pertiche
PI. Pacèr. piegate ad arco, montate a croce e
fissate a un lungo manico.
Paciaréna, sf. Moticchio; Pacchia-
rina. Fango delle strade che si forma (Lat. med. padela, GLE. lat. patella,
quando cade la pioggia. «tazza, padella, piccolo piatto»).
j Par Santa Cataréna, o nèva o pa- Padi, agg. Stentato. Cresciuto a sten-
ciaréna, Per S. Caterina, o neve o to IMacilento Patito.
pacchiarina. PI. Padì
F. — ida.
Paciarér, sm. (v. Pastrucèr).
Paciarér, intr. Pastrocchiare col fan- PI. F. — idi.
go I Tramescolare. Metter disordine. Padimént, sm. Patimento, Sofferen-
Paciarón, agg. (v. Pastruciòn). za, Pena, Dolore.
Pacifichér, tr. Tranquillare. Calma- PI. Padimént.
re. Padìr, tr. e intr. Patire. Soffrire.
Prt. Pacifiche Prt. Padi
PI. — è PI. — ì
F. — éda F. — ida
PI. F. — édi. PI. F. — idi.
Paciùg, sm. Fanghiglia, Pacchiuco. I Padì' de dulòr, Patire del dolore.
PADL 288 PAJE

(Lat. pati, soffrire). Paghèr, tr. Pagare.


Padlè, sf. Padellata. Prt. Paghe
PI. Padlè PI. — è
Padlón, sm. « Padellone ». Rete a bi- F. — èda
lancia di grandi dimensioni (V. « pa- PI. F. — édi.
dèla »).
[ E' Signor e' péga tot i sebat. La
« Padlòn » è anche il capanno da pe- giustizia divina arriva a tempo e a
sca. luogo.
PI. Padlòn. Pàgina, sf. Pagina, Foglio di libro o
FadóI, agg. Frollo, Marcio, Fradicio di quaderno.
(detto solo di legno). PI. Pàgin.
PI. Padól Pagliàn, sm. Palliativo (usato come
F. — a sostantivo).
PI. F. — i. i De' e' pagliàn, Dare un palliativo.
(Nel dial. antico « padol » significava, Pagnòca, sf. Pagnotta, Pane a for-
« padule, terreno fangoso, palude ». ma tonda.
Vedi Abate Piolanti, L'incredulo, ecc.). j U s' è salve la pagnòca, (F.) Si è
Padrén, sm. Padrino. assicurato il pane.
PI. Padrén.
[Link],
Paj. sf. Paglia.
(Lat. med. patrinus).
Padrón, sm. Padrone. Che possiede
poderi, stabili, cose. Proprietario. j Fé' pàja longa e paja curta. Fare
paglia lunga e paglia corta; cioè ti-
PI. Padròn rare a sorte, prendendo una paglia
F. — óna da im pagliaio. Vince chi tira fuori la
PI. F. — òni. p. più lunga.
] A n' so padrón 'd fé' gnit. Non pos- I Incontrare im carro di paglia è se-
so far niente [ Non mi è concesso di gno di rabbia; « s' la j' è insachéda
far niente.
o lighéda, rabia pa§éda », se è insac-
Padrunàn^a, sf. Padronanza, Sicu- cata 0 legata la rabbia è passata.
rezza. Pajarén, (v. Pajaròl).
Padrunèl, agg. Padronale. Pajarol, sm. Pagliaiuolo. Colui che
PI. Padrunèl.
era addetto a curare l'erezione del
F. — èia
PI. F. — èli. pagliaio, poi è divenuto l'operaio che
mette giù i covoni nella trebbiatrice,
Faè§, sm. Paese. chiamato anche «pajarén».
PI. Paì§. (Lat. med. paiarolus, colui che vende
(Lat. med. paysius, GLE).
paglia, GLE).
Pagadèt, sm. Pagadebiti. Uva bian- Pajàrola, sf . « Pagliaròla ». Quella
ca che dà un vino molto alcoolico.
parte dell'aia ove si erigono i pagliai.
Di essa dice A. Spallicci : « Uva famo- (Dal lat. medioev. paliarium, aia).
sa rorhagnola per un suo vino che Pajaz, sm. Pagliaccio, Saccone di pa-
annebbia la vista ». glia o pagliericcio.
PI. Pajè^.
Pagadòr, agg., sm. Pagatore, Che pa-
ga sicuramente. In campagna, appena imo muore gli
PI. Pagadùr. si toglie il pagliaccio e si va a brucia-
F. — óra re un po' discosto da casa. Tale funzio-
PI. F. — òri. ne va fatta finché « e' mòrt l'è sora
Fagamént, sm. Pagamento, Sborso. tèra », finché il morto è sopra terra.
Versamento. E' indubbiamente l'antichissimo rito
PI. Pagamént.
crematorio, modificato dall'avvento del
Faganél, sm. Ghiozzo (Gobius pa- Cristianesimo, (v. Pajón).
ganellus). Fajèr, sm. Pagliaio. Meta di paglia,
PI. Paganèl. o fieno, cilindrica, con cupola e stollo.
PAJE 289 PALI

j Càn da pajér, Can da pagliaio. I Esar in pala, Essere in forma; in


PI. Pajìr. vena.
(Lat. med. paleàrium, paglarium e paia- I ^ughé' al pai, Giocare alle bocce.
rium. GLE).
Pajéra, sf. Cavaglione. Pagliaio a due [ Pala de ?nòcc. Rotula.
I Pala 'd savòn, Pezzo di sapone.
spioventi. Pala da ?ug. Boccia.
PI. Pajèr. Paladéna, sf. Palatina, Lampasco,
Pajè§, sm. (V. Paè§). Mal della fava. Irritazione con gonfiore
Pajèz, sm. Pagliaccio. Tritume di pa- e placche che colpisce il palato.
glia. PI. Paladén.
(Lat. med. paglitium, detriti di pa- Falafèta. sf. Palafitta.
glia, GLE). PI. Palafèt.
Pajin, sm. Paino. Giovanotto elegante Palaz, sm. Palazzo.
che segue tutte le mode. PI. Paìèz.
PI. Pajìm (Lat. med. palatium, palazzo. GLE).
F. Pajina Paladéna, sf. Villa, Palazzina.
PI. F. Pajìni. PI. Palazén.
Paimarola, sf. « Paniarola » (Da pa- Pale, sf. Palata. Quanta roba sta in
nia). Verghetta spalmata di vischio. una pala ! Colpo di pala.
I Panietta. [Link]
I Marza da innesto. Pale. (di neve).
PI. Paimaròl. A pale, A palate, In abbondanza.
Palmata, sf. Pelle che serviva ad av- I Fé' al pale cun la néva, Fare una bat-
volgere le panie. « Paniaccio ». taglia a palle di neve.
Paimón, sm Palmone, (sec. XIV). Pale, sm. Palato
Palo con rami a cui si affiggono bac- PI. Pale.
chette impaniate per prendere uccelli. (Lat. palatum, volta).
PI. Paimòn. Falè, sf. Molo.
I Paimòn di stùran, Palmone degli stor- ; Steccato, Staccionata di protezione.
ni IPaimòn dal ?;vet, Palmone per ci- Palizzata. .
vette. Il panione è chiamato « vargòn». ÌP1. Pale.
Pajol, sm. Giogaia, Pagliolaia. (Lat. med. palata, palafitta. GLE).
PI. Pajùl Palén, sm. Pallino.
I Per l'uomo si usa a indicare la pap- Palén dal pai, Pallino delle bocce.
pagorgia. PI. Palén.
I E§ar a e' pajòl, Essere al termine, alla Paléna, sf. Palina, Biffa.
fine. PI. Palén.
Anticamente costumava tirare il « pa- Paléstra, sf. Paletra.
gliolo » al neonato. PI. Paléstar.
Pajòn, sm. « Paglione ». Paglier'ccio. Palèi, sm. Vanga
PI. Palet.
I Bru§é' e' pajòn, Bruciare il paglione.
(F.) Andarsene bruciando la paglia del ' Màng de palèt, Asta
pagliericcio davanti alla porta di casa, ! Farlèta de palèt. Gruccetta.
per significare che non si intende pa- Vangarci de p., Vangile.
gar la pigione. Ciò voleva dire « fate (Lat. med. palletus. V. GLE alla voce
conto che sia morto ». aratrum).
(V. alla voce «pajà:?;»). Facèta, sf. Paletta (del focolare).
Pajulìna, sf. Faloppa. I Scapola (della spalla).
I Pagliuzza. PI. Palèt.
PI. Pajulìn (Lat. med. palecta e paletta. GLE).
Pala. sf. Palla ' Sfera 1 Boccia. Palina, sf. Pallina.
I Rotula. PI. Palin.
PI. Pai. Paline, agg. Impallinato con pallini
PALI 290 PAN

da caccia, Ferito con pallini. Paluda, sf. Palude, Padule.


I Dona palinéda, (F.) Donna di facili PI. Palùd.
costumi, che ha avuto un passato bur- (Lat. palus-, dis).
rascoso. Palude^, agg. Paludoso.
PI. — è PI. — ù§
F. — éda F. — ò§a
PI. F. — édi. PI. F. — ò§i.
Pa^i^èda, Palizata, Palafitta. Palug, sm. Pisolino.
PI. Palijédi. PI. Palug.
Palmòn, sm. Polmone. (v. Impalughiss).
PI. Palmòn. Palumbèr, sm. Palombaro.
Palmuné, agg. Bolso, Asmatico. PI. Palumbèr.
PI. —è Palunzéla, sf. Pala da lavori in ter-
F. — éda reni melmosi, tutta in legno, di forma
PI. F. — édi. e dimensioni uguali a quelle di una
Pa^munèria, sf. Polmonaria vanga.
(Polmonaria officinalis). Citata dal Gal PI. Palunjel.
lizioli (op. cit.). PaZun^ìn, sm. Palloncino
Palóm, sm. Tanfo di palude, Tanfo PI. Palun^ìn.
paludano.
I Fé' i palun^in cun e' savcn, Far bolle
I Fié 'd palóm, Tanfo di palude. di sapone.
(Dal lat. palus, palude). Palurì, agg. Imporrato
Palòn, sm. Pala, Ventilabro.
I Ammuffito
(v. PalurìT).
j Palòn da spulé'. Spulatoio.
I Palòn 'd ma?, Pallone di maggio, o di Palurìr, int. Imporrare, Imporrire
neve (Vibumum opulus) PI. Palurì
I 2ug de palòn, Gioco del calcio. F. — ida
I Palòn vulànt, Pallone areostatico, PI. F. — idi.
Ar eostato. Palutéda, sf. Manipolata.
PI. Palòn. Abboracciata.
Falòt, sm. Palla informe manipolata PI. Palutédi.
con !e mani. Pallottola | Grumo. Palutér, tr. Appallottolare
PI. Palót.
' (F.) Mettere a tacere, Sistemare le
Falòta, sf. Pallottola, Pallotta, Palla. cose alla meglio.
PI. Palòt. Prt. Paluté
(Lat. med. paletta, palla. GLE).
Palpèdra, sf. Palpebra. PI. ——èéda
F.
PI. Palpèdar PI. F. — édi.
I Urèi dia palpèdra, Nepltello, Orlo I Paluté'
della palpebra. (v. Palota).a la mèj, Abboracciare.
Falpiméda, sf. Palponata, Palpeggia- Palutìn, sm. Pallottolino
mento. PI. Palutin.
PI. Palpunèdi. Palutìna, sf. Pallottolina.
Palpunèr, intr. Palpare | Pescare con PI. Palutm
le mani, a tentoni. Pàmpan, sm. Pampino.
PI. Pémpan.
aI Ande'
tastoni.a palpuné'. Andare a pescare (Lat. pampinus).
G. Pasolini - Zanelli scrive : « Palpona- Pàmpna, sf. Fogliame della vite.
re », pescare con la mano (V. pàmpan).
Paltàn, sm. Pantano, Loto. Fango Pan, sm. Panno
nero degli acquitrini. PI. Pèn. (Panni e vestiti).
(Indoeuropeo pan-, panko, «fango»). I Féss di pèn, Farsi dei vestiti.
Paltò, sm. (v. Capòt). I Pan dia pànza. Diaframma, Membra-
PAN 291 PANI

na che separa il torace dall'addome. Pandurén sambèdg, Dulcamara.


I Peritoneo. (Solanum dulcamara).
Pan, sm. Pane (La «n» non si pro- Pandurér, sm. Campo, appezzamento
nuncia). Non ha plurale. coltivato a pomodori.
PI. Pandurir.
I Pè? 'd pàn^ Pezzo di pane, Tiera di
pane. Panerà, sf. Panala.
Man 'd pan, Tiera di pane. Pala da fornaio.
PI. Panér.
Tira 'd pan, Tiera di pane.
Tirón 'd pan, Tierone di pane. j Scherz. Piedi di dimensioni fuori del
normale.
( Pan 'd Sànt Antoni, Pane di S. Anto,
nio. Pane benedetto che il giorno di S (Lat. med. panaria, asse per cuocere il
Ant. si dà agli animali perchè si man- pane nel forno. GLE).
tengano sani. Pangastrél, sm. Panicastrella.
I Pan d'amstura, Pane di mistura. Di (Sorghum glauca L.).
farina di grano e di frumentone. Pàngraté, sm. Pangrattato.
I Pan incuti. Pane mazzerato. Panìg, sm. Panico
Pan dur. Pane raffermo. (Lat. med. panigus. GLE).
Buschèss e' pan. Guadagnarsi il pane. Panighè, agg. Panicato. Affetto da pa-
nicatura. Detto del maiale la cui carne
Magne' e' pan a tradimént, (F.) Vi-
vere della fatica degli altri. grassa è piena di grani simili a chicchi
I Piò bón ch'a n' è e' pan. Migliore del di panico.
pane (Di cuor d'oro). PI.
F. ——èéda
I Amnè' e' pan. Rimenare il pane.
Pan da Nadél, Pane di Natale. PI. F. — édi.
Panìra, sf. Paniere, Paniera. Canestro
I Pan crèf, che Di' u t' l'ha det, Pane
cresci (lievita) che Dio te l'ha detto. di vimini, o di paglia intrecciata, a for-
Con queste parole la massaia faceva il ma allungata.
segno di croce sulla farina messa nella PI. Panìr.
madietta (« matréna ») col lievito (« al- (Dal lat. panarium, cesta per pane).
vadur »). Panirin (o Panirén), sm. Piccola pa-
Qualche burlone all'atto di infornare niera aforma rotonda, o anche allunga-
il pane diceva: « Crè§ pan coma al ta, ove le donne custodivano i loro at-
putàn drì e' Dbàn, Cresci (sollevati) trezzi da cucire, Panierino, Cestello.
pane come le p vicino al Bevano ». PI. Panirin o panirén.
I Cresta a forma di paniere,
I U n' s' pò fé' 'e pan 'd vènar, Nor'. (v. Panira).
si può fare il pane di venerdì (porta
disgrazia).
I U n' s' pò parcè' la tèvla ^én^a meti
e' pan, parche u s' mòr l'arzdór. Non
si può apparecchiare la tavola senza
metterci il pane, perchè muore il reg-
gitore
I Pan dal bè§, Gigaro.
(Arum italicum).
I Pan de eòe,, Pan del cuculo.
Pana, sf. Panna, Crema, Fior di latte
PI. Pan.
Pandajér, intr. Vacillare | Barcollare
Pandora, sf. Pomodoro (sia la pianta
che il frutto).
PI. Pandòr (m. e f.)
Pandurén, sm. Pomodoro a fiaschetta
PI. Pandurén. Panira
PANI 292 PARA

Panirón, sm. Panierone a più usi: per gio i vecchi cervesi a causa della cirro-
legna, per raccogliere uva, per bozzoli si epatica che li colpiva ad età avanzata.
di seta, per pasta | Gerla | Cesta fonda (R. Alessi, Calda era la terra).
PI. Panirón. [Link],
Pap. sf. Pappa (del bambino).
Panitén^a, sf. Penitenza.
PI. Panitenz. Papagà/, sm. Pappagallo.
Panòcc, sm. Tutolo. PI. Papaghèl.
PI. Panócc. Papalén, agg. sm. Papalino.
Panòcia, sf. Pannocchia, Spiga di gra- I Soldato del Papa ] Papista.
none. PI. Papalén.
PI. Panòcc. Papaléna, sfr Papalina. Berretto da
(Lat. med. panocha, OLE). casa somigliante a quello del papa.
Pantalón, sm. (F.) Popolo. PI. Papalén.
I Pantalón Papél, agg. Papale.
ci rimette èe' ilpéga, Pantalone paga. (Chi
popolo).
Pantuména, sf. Pantomina I Ciacaré' a la papéla, Parlare senza
veli^ apertamente, Parlare alla papale.
I (F.) Finzione, Commediola. Papèr, tr. Pappare. Mangiare con in-
PI. Pantumén.
gordigia.
I Fé' dal pantumén, (F.) Recitare la I (F.)Pape
Prt. Guadagnare in modo illecito.
commedia.
Pànp, sf. Pancia, Ventre. PI. ——èèda
I Uzzo (di botte). F.
PI. Pan?. PI. F. — édi.
I Pàn^a schègna. Pancia smilza (simile Papèta, sf. Papetta. Lira d'argento
a quella di un cane). dell'ex stato pontifìcio.
I Pàn^a mi fósi la vaia, Pancia mia I Al ciàcar al j' è ciàxiar, mo al papèt
fossi la valle. Pancia mia fatti capanna. al j' è papèt. Le chiacchiere son chiac-
Questo detto si ispirava alle valli che chiere, ma le papette son papette.
si alimentavano dell'acqua dei fiumi PI. Papèt.
e del Bevano. Quando la foce del Be- Papòn, sm. Figura spaventosa creata
vano fu portata al mare il detto si... per metter paura ai fanciulli.
arricchì di una seconda strofa che di- L'orco che mangia i fanciulli.
ceva: « ... e e' bu§ de cui e' Dbàn ». Papòza, sf. Pappuccia, Babbuccia.
Pantofola.
j E' tén piò i ócc eh' a n' è la pàn^a. PI. Papò^i
Tengono più gli occhi che la pancia.
(Così si dice degli ingordi). Voce comune a diversi altri dialetti ita-
(Lat. med. panzia. GLE; lat. pantex,- liani e alle lingue mediterranee. Viene
icis). dal persiano pàpùs, pantofola.
Pan:fè, sf. Spanciata. Par, pr. Per.
I Mangiata da riempire il ventre. Scor- Paracadù, sm. Paracadute
pacciata. PI. Paracadù.
PI. Pan^é. Paracadutèsta, sm. Paracadutista (sia
Pan^èta, sf. Pancetta, Ventresca. militare che civile).
FI. Pan^èt. PI. — està
Pan^ìra, sf. Pancera, Ventriera. F. — està
PI. Pan^ìr. PI. F. — òsti.
(Lat. med. panzeria. GLE). Paracàr, sm. Paracarro.
PI. Parachèr
Fan^irlòt, sm. Bambolotto. Uomo bas-
so con pancia rotondetta. Paradél sm. Forchetto. Asta da spinta
PI. Pan^irlót. per manovrare il barchino. F. Serantini
Panzòn, sm. Pancione. lo chiama « paradello ».
PI. Pan^ión. PI. Paradèl.
« I Panzòn » erano chiamati per dileg- Paradìs, sm. Paradiso.
PARA 293 PARE
vola.
I U n' s' pò andé' in paradis a spét di Prt. F. Parcèda
Sent, Non si può andare in Paradiso a
dispetto dei Santi. PI. F. Par cèdi.
Paradlér, sm. Spingere col forchetto, Parche, cong. Perchè
(v. Paradél). , I Parche e parcóma. Perchè e per com.e.
Paradòr, sm. Caricatore, Addetto al Parciamént, sm. Apparecchiamento,
carico e allo scarico del bestiame. Apparecchio, Preparativo.
PI. Paradùr. PI. Parciamént.
Paradò§, sm. Paratìe. Parete, piccolo Parcurèr, tr. Procurare, Provvedere.
riparo di frasche, di gamberoni, per di- Prt. Parcuré
fendere dal vento.
PI. Paradóf. PI. ——èéda
F.
(Dal lat. parare, apparecchiare). PI. F. — édi.
Parafàng, sm. Parafango. Pardgarol, sm. Aratore (Colui che
PI. Parafèng regge la stiva).
Paragón, sm. - Paragone, Raffronto PI. Pardgarùl.
I Similitudine. Pardon, sm. Perdono.
PI. Paragón. PI. Pardon.
Paragiinàbil, agg. Paragonabile. Ave' di pardon. Avere dei perdoni. (F.)
PI. — èbil Avere dei precedenti da farsi perdonare.
F. — àbila Pardunér, tr. Perdonare.
PI. F. — àbili. Prt. Parduné
Paragunèr, tr. Paragonare, Compara-
re, Assomigliare, Confrontare. PI. ——èéda
F.
Prt. Paragunè PI. F. — édi.
PI. —è Pare, sm. Consiglio, Parere, Opinione.
F. — éda PI. Pare
PI. F. — édi.
I Ande' a tu' un pare, Andare a con-
Paralètic, agg. Paralitico. sigliarsi.
PI. — ètic Parècc, agg. Parecchio, Molto.
F. — ètica PI. Parècc
PI. F. — ètichi. F. Parècia
Paràli§i, sf. Paralisi. PI. F. Parèci
Parali?è, prt. Paralizzato. 1 avv. Parecchio, Molto, Assai.
PI. —è Parèda, sf. Parata.
F. — éda
PI. F. — édi. j Sté' a la paréda, Stare pronto (per
entrare in azione).
Paramént, sm. pi. Interiora, Viscere.
I Paramenti, Addobbi. ] Stare in agguato.
Parénc, sm. pi. Paranco.
Parane, sm. <v Parénc). Parént, sm. Parente, Congiunto.
Parangón sm. (v. Paragón). PI. Parént
Parcàl sm. Percalle. F. Parénta
Parapèt, sm. Parapetto. PI. F. Parénti.
Paratàj, sm. Paretaio. Luogo attrez-
zato per la caccia con reti verticali, mon- I Fé' 'd parént. Convitare i parenti.
Era costume invitare i parenti il giorno
tate lungo spalliere ottenute con albe- della festa della Parrocchia.
relli appositamente potati. Anche la
rete così impiegata si chiama paretaio. Parer, intr. Parere. Sembrare.
PI. Parate j. Prt. Pérs
Paravént, sm. Paravento. PI. Pérs
PI. Paravént. F. Pèrsa
Parcèr, tr. Apparecchiare. PI. F. Pèrsi.
I Parcé' la tévla, Apparecchiare la ta- Parer, tr. Parare (a festa) ] Schermi-
PARE 294 PARS

PI. Péruc.
re I Opporre riparo.
I Comparire. Paròchia, sf. Parrocchia.
Prt. Pare PI. Paròchji.
PI. —è Parol, sm. Paiuolo, Caldaio.
F. — éda PI, Parùl
PI. F. — édi. fLat. med. parolus. GLE).
Pare?, sm. Pareggio Parola, sf. Parola, Vocabolo, Voce,
PI. Pare?. Dizione | Eloquio.
Pargàtol, sm. Svasso maggiore. Co- I E|ar in paròla, Essere in trattative.
limbo crestato magg., Colimbo magg., I Magnéss la p.. Venir meno alla parola
Sparga, Svasso comune. data.
Parghér, tr. Pregare. j De' la paròla, Promettere.
Parguler, sm. Pergolato i Pergola.
I Ciapé' in p., Mettere di fronte a un
PI. Pargulir caso d'onore | Acchiappare in parola. Pi-
(Lat. med. pergolarium, pergolato. GLE) gliare in parola.
Pargulòn, sm. Pergola. Uva pergola.
Parigin, sm. Parigino I B§é'sare al parol, Parlare' misurato j Pe-
le parole.
PI. Parigin. I Cercare di cogliere in fallo.
F. — ina
j Truvé'
in dal paròl, Questionare, Venire
discussione.
PI. F. — ini.
Parintéla, sf. Parentela, Affinità.
PI. Parintèl I Caiché' int al paròl, Parlare con enfasi
I Di' dalinme?
Parlare paròl.
forma Dire e non dire,
allusiva.
(Anche Parintéla, Parintèl)
Pariór, sm. Priore
PI. Pariùr. ] No' bàtar paròla, Non profferire pa-
rola. Non interloquire ] Non ribattere.
Parlanténa, sf. Parlantina | Scilingua- I Pa§è' paròla. Far sapere tramite Inter-
gnolo. posta persona.
PI. Parlantén.
Parlata, sf. Perla di vetro. j Mettere sull'avviso.
De' una bòna paròla. Dare una buona
Parlén, agg. Color perla. | Periato. parola, Lusingare.
PI. Parlèt.
] Sté' int la paròla. Rimanere alla parola
Parmadè?, agg. Primaticcio, Precoce. i Mètar paròla, Intromettersi.
PI. Parmadèj I Paròl spòrchi, Parole sconce.
F. Par madèra Paròn, sm. Si chiama così, in termine
PI. F. Parmadè^i. veneto e romagnolo, il proprietario di
Farinaio^, agg. Permaloso. un peschereccio. Nel dial. campagnolo
PI. — ù§ ricorre solo in riferimento a cose di
F. — ò§a mare.
PI. F. — ó§i. PI. Paròn.
Parmèl, sm. Fermale. Parpadèla, sf. Lasagna, Parpadella.
1 Avè§àn parmél, Aversene a male. PI. Parpadèl.
Parme?, sm. Permesso, Autorizzazione Parpàia, sf. Farfalla. Termine raven-
PI. Parmè§. nate.
Parmìra, sf. Primiera. Gioco di carte PI. Parpài.
in cui bisogna fare il maggior punto con (Lat. med. parpalia, GLE; lat. papilio).
quattro carte di quattro semi diversi. Parpgnàn, sm. (v. parpiàn).
PI. Parmir. Parpiàn, sm. Perpignano. Manico di
Parmì^ia, sf. Primizia frusta, di legno di bagolaro (celtis au-
PI. Prmìjji. stralis), così chiamato dalla città fran-
cese di Perpignan.
Pamifa, sf. Pernice. PI. Parpién.
PI. Pamì§.
Par§agultér, tr. (v. Perseguitér).
Pàroc, sm. Parroco, Prete. Parsarén, sm. Diminutivo di «prèsa».
PARS 295 PART

Piccolo riquadro di terreno. PI. — ì


PI. Par§arén. Partì, sf. Partita (a carte, a bocce,
Parsec, sm. Seccume. Fetta di frutta ecc.).
essiccata al sole. PI. Parti.
PI. Parsec. Particulér, sm. Particolare | Minuzia
Circostanza.
Porse dall'it. ant. persesco, « persiano »,
per indicare « frutta essicata alla per- PI. Particulér.
sesca ». Particulér, agg. Particolare, Singolo,
Parsimogna, sf. Parsimonia, Modera- Distinto I Privato, Non pubblico.
zione, Frugalità. j Originale.
Par§òn, sm. Accrescitivo di « prèsa ». PI. — èr
Grande riquadro di terreno. F. — èra
PI. Par§ón. PI. F.— èri.
Par§ón^ sf. Prigione. Partìda, sf. Partita (di merce).
PI. Par§ón. PI. Partìdi.
Par^óna, sf. Persona. Partìgarol, sm. Aratore
PI. Pardon. (v. pardgaròl)
PI. Partigarùl.
I Al Trinità).
SS. Par§ón al j' è tre (Le Persone della Partighèr, sm. Aratro (Perticaro, 1334
(Lat. persona). a Imola). « Da perticarius, dice S. Mu-
Par§ót, sm. Prosciutto.
PI. Parsót.
Parsuèdar, tr. Persuadere | Indurre,
I Convincere.
Prt. Parsués
PI. — é§
F. — é§a
PI. F. — e§i.
Parsunalité, sm. Personalità, Perso-
naggio importante.
PI. Parsunalité.
Parsunalmént, avv. Personalmente. Partigher
Parsunèl, sm. Personale | 1" Corpo
della persona; 2° Insieme delle persone ratori. La parte per il tutto ». Infatti il
addette a un lavoro. timone si chiama « pèdga », pertica.
I agg. Personale. PI. Partighìr.
PI. Parsunèl. (Lat. med. perticarum, GLE).
Par§unì, sf. Prigionia. Sue parti: Pèdga. Dintèl, Còrtal, Cmira,
Par§unìr, agg. e sm. Prigioniero. E§a, Manècc.
PI. — in: Partigiàn, sm. Partigiano.
F. — ira PI. — én
PI. P. — ìirì. P. — àna
Parsuvédar, tr. (v. Parsuèdar). PI. F. — ani.
Parsuvé§, prt. Persuaso, Convinto. Partigianè§óm, sm. Partigianesimo.
PI. — ì§ Partigèr, int. Parteggiare. Tenere per
F. — é§a una parte.
PI. F. — é§i. Partir, intr. Dividere una eredità.
Partire
Partenza, sf. Partenza.
PI. Partén|;.
I J' Partì
Prt. à partì, Si sono divisi l'eredità.
Partì, sm. Partito (politico) ' Offerta
di matrimonio. PI. — ì
F. — ida
I Tendenza (di opinione).
j agg. Partito, Spartito. Diviso in parti. PI. F. — idi.
PART 296 PASA

Parti!jìòn, sf. Ripartizione, Divisione, cio); appartenere, dal latino pertinere.


Distribuzione di parti. Pa^.sm. Passo
PI. Parti§ión
I! Varco,
Andatura,Passo, Migrazione d'uccelli.
Velocità
I Fé' al partisión, Suddividere.
Partugàla, sf. Arancia. IPI.
agg.
Pè§ Passato [ Promosso | Inoltrato,
PI. Partugal. ! Accettato.
Parturiénta. sf. Partoriente. F. Pa^a
PI. Parturiénti.
Parturìr, tr. Partorire. PI. P. Pafi.
Pàruc (o Pàroc), sm. Parroco. i Furmài pa§, Formaggio molle, quasi
PI. Péruc
liquido, passo. '
Panichiàn, sm. Parrocchiano, Che ap- Fé' e' pa§ piò long eh' a n' è la gam-
partiene a una parrocchia. ba; (F.) Non fare il [Link] in ragione
PI. — én della gamba.
F. — àna Passo. Punto di passaggio , Guado.
PI. F. — ani. Pasadór, sm. Passatore. Soprannome
Parulé, sf. Paiuolata. Quanta roba sta del celebre bandito Stefano Felloni (4
in un paiuolo. agosto 1824 - 23 marzo 1851). Prima di
PI. Parulé. darsi al brigantaggio faceva il passatore
Paruléna, sf. Paroletta, Parolina. sul fiume Lamone nella località Mura-
PI. Parulén glione. Nacque a Boncellino nella loca-
Par?èr, tr. Pareggiare. Rende pari. lità Rocchetto. Operò nelle Legazioni
Ridurre alla stessa altezza o allo stesso di Forlì, Ravenna, Ferrara e Bologna.
livello. Con la sua banda invase e taglieggiò:
Parzét, sm. Precetto. Comandamento Bagnara (1849 -febbraio?)
giuridico o riligioso. Cotignola (17-1-1850)
Par^ialité, sf. Parzialità. Castelguelfo (27-1-1850)
PI. Par^ialité. Brisighella (7-2-1850)
Par^ièl, agg. Parziale. Longiano (28-5-1850)
PI. — èl Consandolo ( 9 - 1 - 1851 )
F. — èia Forlimpopoli (25 - 1 - 1851 ).
PI. F. — eli. Nemico della legge pontifìcia e prodigo
Par^nèvol, sm. (v. Parznegval) verso gli umili a cui distribuiva parte
PI. Parznival. di ciò che toglieva ai ricchi; autore di
Parznegval (o Par^èval o Parznèvol), beffe vere e altre immaginarie verso le
sm. Nello schedario della Classense, autorità; fu per il popolo una figura
Santi Muratori annota: « Parznèvol, (vo- eroica. A nobilitarne il profìilo contri-
ce ravennate) partenevole = partecipe. buì il motivo sentimentale della sua ri-
Proprietario di nave mercantile o del bel ione ela sua dichiarata simpatia per
suo carico. E' il partenevole del linguag- Garibaldi al tempo della « Trafila ro-
gio marinaresco ». magnola » quando, alle ingiunzioni delle
II Morri scrive: « Parznèvul. Pesciven- autorità di denunciarlo, si contrappose
dolo ». il suo monito : « Chi tocca Garibaldi
A Bastia di Rav. non si sa chi fosse avrà del piombo ».
« e' parznegval », ma se si dice di uno II Pascoli lo chiama« il Passator cor-
che è « un parznegval » significa dire tese, re della strada, re della foresta ».
che è uno scaltro, astuto. Dice di lui G. Pasolini-Zanella: «...fu
Il Diz. Eitm. Italiano (DEI) riporta: un terribile ed ingegnoso bandito; non
«Partenevole! m. (D'Annunzio); pesci- fu sanguinario, e si racconta che uno
vendolo; romagnolo, parznévui — Par- sventurato amore lo traesse a quella
vita infame ».
tenevole 2agg. ant., XIV sec; partecipe,
complice ». Questa voce viene (v. DEI) Passatore, Traghettatore, Navalestro.
?1. Pasadùr.
dall'ant. partenere (XIV sec. Boccac-
PASA 297 FASE

Pafadén, sm. Passatello. [ O élta, o ba§a, l'è invern' infena a


PI. Pasadén. Pascva (Che venga presto, o tardi è in-
i Minestra di pane grattugiato, formag- verno fino a Pasqua).
gio, uova, odore di limone e noce mo- 1 Tèrd la Pascva, tèrd la frasca. Tardi
scato. la Pasqua, tardi la frasca.
Pa§agg, sm. Passaggio. Elta e ba§a e' vén la Pascva. Alta e
I Varco j Periodo di tempo j Passo di bassa viene la Pasqua. (Essendo una
uccelli. festa mobile non cade sempre alla
PI. Pasegg. stessa data).
Pa^amàn, sm. Passamano. Elta o ba§a, l'è fred infena a Pascva.
I Fé' e' pa§amàn, Fare il passamano. Cioè: che la Pasqua venga tardi o pre-
Pa§ànt, agg. Passante. Che penetra. sto, è freddo fino a quel giorno.
Che trafigge. Nadél a e' sol: Pascva a e' fug. Se è
PI. Pa$ént bello il Natale, è brutta la Pasqua.
F. Pafànta Pascvèla, sf. Pasquella.
PI. F. Pasànti. . (V. Pascvèta).
Pa§ànt, sm. Passante, Viandante. « Pascvèla » è anche la « canta » che
PI. Pa§ént. gruppi di buontemponi andavano a
Pà§ar, sf. pi. Passere, Passerotti. cantare, di casa in casa, specie nella
zona del cervese.
I E' brànc dal pàsar. Lo stormo delle
passere. Pascvèta, sf. Pasquetta (diminutivo
(Sing. Pa§^ra) di Pasqua). Epifania.
Pàijar sulitèri, sm. Passera solitaria. j Par la Pascvèta un'urèta. Per la « Pa-
Tordo solitario, Passero solitario. E' scvètta» (Epifania, 6 gennaio) un'oret-
chiamato pure « pa§ra sultéria ». ta. (Le giornate si sono allungate di
un'oretta).
Pa§arér, sm. Passeraio. Stormo di
passeri.
I La nòta dia Pascvèta e' scór e ciù
I Rumore, Ciarlìo dei passeri alla ap- e la ^vèta. La notte della Pasquetta
pollaiata. parla il chiù e la civetta. (Per dire che
PI. Pasarìr parlano tutti gli animali). I contadini
Pa§aròt, sm. Passerotto, Passera no- credono che la notte dell'Epifania par-
strale. Passera, P. caparmaia, P. reale. lino tutti gli animali. Questa credenza
PI. Pasarót. è ricordata anche nel poema Pulòn
Viene chiamato « pasarot da la capàna » Matt (Sec. XVI), canto III, st. 62.
quando si costruisce il nido, a forma di Par la Pascvèta, Carnvél e' sbacheta,
manica orizzontale, fra i rami. Per la Pasquetta (Epifania), Carnevale
I U m' bat e' pasaròt, (F.) Mi batte il si agita, comincia a farsi sentire.
cuore. La Pascvèta la vò una galineta, La
Pa§arutìn, sm. Passerottino, Nidiaceo «Pasqueta» vuole una galinetta. Il gior-
di passero. no dell'Epifania è tradizione, in cam-
PI. Pa^arutìn. pagna,perchè
mangiarsi iluna gallina a mo' di
Pasatémp, sm. Passatempo, Trastullo. sacrifizio, pollaio prosperi.
PI. Pasatém. Pa§dmàn, avv. Dopodomani.
Pàscili, sm. Pascolo
PI. Péscul. [Link]§èda, sf. Passata | Revisione I Scor-
PI. Pa§édi.
I Mandè' a e' pascul, Condurre al pa-
scolo.
Pa§ér, tr. e int. Passare, Attraversa-
(Lat. pascuum) re, Valicare, Penetrare, Oltrepassare.
Pasculèr, int. Pascolare I Perlustrate (gergo venatorie) | Allun-
(Lat. med. pasculare. GLE). gare, Dare | Fare il [Link] [ Sfi-
Pascva, sf. Pasqua. lare (davanti, o per...) | Cedere mo-
mentaneamente una cosa.
i Ov 'd Pascva, Uova tinte. Colorate con Prt. Pasé
fiori, erbe e pezzuole.
FASE 298 FAST

PI. — é F. — éda
F. — éda PI. F. — édi.
PI. F. — édi. sm. Pastaio.
Pasé' 'd sóra, Sorpassare. PI .Pastèr.
Pasé 'd sòra da tot, Sovrastare tutti. Pastè^, sm. Pasticcio, Imbroglio I Pa-
Pasé 'd dia, (F. ) Trascendere. sticcio (pietanza).
PI. Pastèj.
Oltrepassare.
Pa§è' sora. (F.) Lasciar correre. Pastizarì, sf. Pasticceria.
PI. Pasti^.arì.
per il buco del-
la cuffia. lè^a, Uscirsene
j Pamela
Fastidir, sm. Pasticciere, Ciambellaio.
PI Fastidir
Pa§èt, sm. Passetto | Piccolo passag- P. — ira
gio. PI. F. — ìri.
PI. Pa§èt.
Imietitrice.
Fé' i pa§èt. Fare il passaggio per la Pastón, sm. Pastone, Mangime intri-
so d'acqua, o di latte, contenente vari
Pa§igèda, sf. Passeggiata. ingredienti.
PI. Pasigédi. PI. Pastòn.
Pa^igèr, int. Passeggiare. Pastròcc, sm. Pastrocchio, Pasticcio.
Pa§igiòt, sm. Passeggiatina. PI. Pastròcc.
PI. Pa§igiót. Pastròcc, sm. Pacciume, Fanghiglia.
Pafión, sf. Passione | Struggimento. Pastrucè, agg. Pastrocchiato.
PI. Pa§iòn. Pastrucér, intr. Pastrocchiare ] Im-
I Ave' pa§ión piastricciare.
sionato a un alavoro.
un lavòr, Essere appas-
Pastrucèr, sm. Pacciume, Fanghiglia
I Fé' una pa§ión pr' un cvèl, Struggersi j Tramescolamento | Confusione.
per una cosa. PI. Pastrucir.
PasiSn, sf. Passiflora. I Fé' de pastrucèr. Causare disordine
(Passiflora L.). ] Fare fanghiglia.
Pa^na, sf. Nome di una strada che Pastrución, agg. Pastrocchione, Di-
unisce la via Petrosa con la via Ba- sordinato.
PI. Pastrución
g-nolo. Sulla stessa strada vi è una lo-
calità che ha lo stesso nome. Una F. — a
volta si chiamò anche via Fiumazzo. PI. F. — i.
Pasqua (v. Pascva). Pastunzén, sm. Pastoncino (per ni-
Pasquèta <v. Pascvèta). diacei).
Pàsra, sf. Passera, Passero (v. Pa- PI. Pastunzén.
saròt). Pastura, sf. Pastura. Il pascolare. Il
PI. Pàsar. luogo e l'erba del pascolo. Il luogo e
Pà§ra, sf. Passera pianuzza (pesce). il becchine
Usta. Odore (riferito a selvaggina) '
del selvatico.
(Pleuronecte flesus").
PI. Pà§ar. I Amné' a la pastura. Condurre al pa-
Fast, sm. Pasto ] Cibo. scolo.
PI. Pèst.
j Féss la pastura, Abituarsi a pasco-
Pasta, sf. Pasta. lare in un dato posto (detto di selvag-
PI. Past.
gina).
Truvé la pastura dia lèvra, Scoprire
I Tòt d'una pasta. Tutti d'un conio. la pastura della lepre.
Pasténa, sf. Pastiglia | Compressa.
PI. Pastén. Pastura dia zèrcia. Striscia di cuoio
Pastèr, tr. Abituare al becchime. che unisce i due elementi del correg-
j Paste'turatij' adulti
u|è[Link] Abituare
becchime gli
di uccelli
cattività.cat- PI. Pastùr.
giato.
Prt. Paste Pasturén, agg. (Da «pastura»). Che
PI. — è si è fatto la pastura in un dato posto.
FAST 299 FAVI
Detto della selvaggina in genere \ sm. tomezzi.
Pastorino. PI. Patént.
PI. Pasturén. Pater, sm. Pater, Pater nostro.
F. — éna PI. Pater.
PI. F. — én. I Di' e' pater, Recitare il Paternostro.
Pasturér, intr. Pascolare, brucare. , I trèds pater ad Santa Cataréna, I
tredici paternostri di S. Caterina. Nei
j Fiutare l'usta e mettersi alla ricerca
della selvaggina. tempi antichi, chi chiedeva una gra-
Pat, sm. Patto, Accordo, Convenzio- zia a questa Santa recitava tredici
ne. paternostri ogni sera, preceduti da u-
na particolare orazione, per un mese
j Fé' di pèt, Mettere delle condizioni. intero, cominciando il 25 novembre e
I Cun e' pat che..., A patto che.. terminando il 25 dicembre.
Fata, sf. Patta, Pareggio.
Patì, sm. Sofferenza. Il patire.
I Fé' pata. Finire in parità, pareg-
giare. [ L'è un patì. E' una sofferenza, un
PI. Pat. tormento.
Patacca, sm. agg. Minchione, Sciocco. Pàtina, sf. (v. Mónsa).
PI. Patéca. Patòcc, sm. Canapa di infima quali-
Patajol, sm. Falda. Lembo inferiore tà. «E' patòcc » si usava per fare im-
della camicia.. Qualcuno chiama così bot iture e corda scadente.
solo il lembo posteriore. Infatti G. Nar- Patóglia, sf. Pattuglia.
PI. Patógli.
di dice: «E' quel lembo della camicia
che pende talvolta dall'apertura di mez- Pàtria, sf. Patria.
zo delle brache ai fanciulli di primo Patriòta, sm. Patriota.
vestire». (Dal long, paita, abito). PI. Patriòta.
Patajùla, sf. Modo scherzoso per in- Patron, sm. (v. Padrón).
dicare «e' patajol ». Patrunéla, agg. Padronale (detto di
Patàn, sm. (voce ravennata). Soldato casa: Ca patrunéla. Casa patronale).
tedesco; tanghero, rozzo. Patatucco. Pavajòn, sm. Luogo destinato al mer-
« Popolo dell'India anteriore » ( Mura- cato dei bozzoli : « pavajòn dia seda ».
tori). (Lat. med. pavalionum, tenda, padi-
Patatón, sm. Topinambur (Helian- glione).
thus tuberosus). Tartufo di canna. Pa- (v. Parpaja).
tata americana. Pavajòta, sf. Farfalla.
PI. Patatón. PI. Pavajòt.
Patatón, sm. Pacioccone. Pavajòta di nomar (cosi chiamata
PI. Patatón perchè si crede di scorgere sotto le
F. — óna sue ali i numeri 97, o 78. o 67. Vanessa
PI. F. — óni. atalanta o Vulcano.
Patatràc, sm. Crollo, sia in senso ] Pavajòta bianca, Cavolaia.
reale che figurato | Caduta mmorosa. Secondo lo Zangheri le specie di farf.
Fracasso | Dissesto finanziario j Cam- della fauna romagnola oltrepassano il
biamento improvviso di situazione. Ca- migliaio.
povolgimento. Pavarà^a, sf. (v. Pavra^a).
PI. Patatrèc. Pavimént, sm. (v. Saighe), Pavimento
Patècia, sf. Tazza di terracotta smal- di stanza.
tata, molto bassa, usata fino al primo PI. Pavimént.
decennio di questo secolo per bere il Pavìra, sf. Pavèra.
vino. E' la forma dialettale di patella II DEI cita le antiche voci « paviera »
(lat.) da patera (lat.), «vaso per liba- (il370) « paveria » (1288 a Bologna e
gioni ». I Gotto. 1328 a Ravenna); nonché l'emiliano e
PI. Patècc. il romagnolo « pavira » dalla voce lati-
Paténta, sf. Patente di guida di au- na ricostruita « papyria » (herba). Con
FAVO 300 PE

« pavira » si indica tanto il materiale ve, (pi. pché).


Pchèr, sm. Beccaio, Macellaio.
(sala, biodo, falasco, carice, t'oglia di PI. Pchir
canna) che si impiega a impagliare se-
F. — èra
die^ fiasche, damigiane, quanto la cor-
dicella che con esso si ottiene. PI. F. — èri.
PI. Pavìr. Pcón, sm. Boccone j Mazzacchera, E-
Pavón, sm. Pavone. sca, Boccone.
PI. — ón PI. Pcón.
F. Pavóna
I Fé' e' pcón, Masticare il cibo e non
PI. F. — òni. inghiottirlo: trattenerlo in bocca.
Pavrà^a, sf. Arsella. j Fé' i pcón a vin bambin, Dare i boc-
PI. Pavrà^. coni già masticati a un bimbo. E' una
(Lat. med. pavaracia, GLE). usanza che le giovani madri non pra-
Pavunà^, agg. Paonazzo, Violaceo. ticano più. Il boccone consisteva di
PI. Pavunèz
pane tro ievermi.
aglio masticati. L'aglio era con-
F. — à^a
PI. F. — àzi. 1 La mazzacchera (pcón da buratèl) è
(Lat. med. paonacius. GLE). un rocchio di lombrichi infilzati con
Pavunèss, rif. Pavoneggiarsi. una gugliata. Serve a pescare anguille
Favùra, sf. Paura, Timore. e buratelli.
PI. Pavùr. ! Un pcón 'd téra, (F.) Un piccolo
campo.
1 Ciapèss pavùra, Impaurirsi.
(Lat. med. boconus, pezzo, GLE).
I No' ave' pavura de géval, (F.) Aver
le grinfie lunghe. Pcuné, sf. Boccata (di cibo e sim.).
PI. Pcuné.
Pavurò§, agg. Pauroso | Spaventoso.
PI. Pavurù§ Pcunzén, sm. Bocconcino.
F. — ò§a I Pcun^en 'd ròba bona, (F. ) Boccon-
PI. F. — òsi. cino prelibato.
PI. Pcunzén.
Pa^ém^ia, sf. Pazienza. Virtù di pa-
zientare. Pe, sm. Piede.
PI. Pi.
I Striscia di panno che scende davanti
e di dietro dal saio dei frati. I Pe de dvanadùr, Tocco dell'arcolaio.
Pa^èt, (V. Zégar). Ciapé' de pe, (F.) Prender confidenza,
Paziént, agg. Paziente, Che ha pa- Abusare in confidenza. Pigliar piede.
zienza.
PI. Paziént j De' de pe^ Dare del piede (alla sca-
la) I(F. ) Concedere confidenza.
P. — a I Tu' de legn int e' pe, Comperare le-
PI. F. — i. gna in piedi, ancora da abbattere.
Pa^jintér, int. Pazientare, Portar pa- { Ins i pi d' un étar. Al posto di un
zienza. altro. Invece di un altro.
Pazinzjina, sf. Pazienzina. Carnicina E|ar ins i pi a ón, (P.) Essere di p^o
del neonato. a uno.
Diminutivo di « pa^énzia ». I A pi péra, A piedi giunti.
Pa^izòn, sm. agg. Pacioccone. I Fé§ da pe, Ricominciare da capo.
PI. Pa|:izòn
I Mèt§
nei int di
panni i piund'un
altro.étar. (F.) Mettersi
F. —F. —a * i.
PI. [ In du pi, (F.) Su due piedi.
Pcari, sf. Beccheria, Macelleria. ì Ave' i pi rós. Avere i piedi rossi. (F.)
PI. Pcari. Essere incagliata. Detto di donna che
Pché, sf. Imbeccata. s'inoltra negli anni e non si sposa.
PI. Pchè.
[ Pianté'^i pi da 'd bòn, Piantare i pie-
di con fermezza.
I Tu' la pché, (F.) Accettare regalie.
I sm. Peccato, Malefatta, Mancanza gra- ! Mèi de pe, Mal del piede. (Malattia
PE 301 PEL

del grano). parroci del Dipartimento del Rubicone


I Pèrdar e' pe, Perdere il piede. Si dice (1811). Si poteva guarire con la bene-
che il grano « perde il piede » quando dizione del parroco, con la reliquia del-
è maturo e cessa di assorbire con le la Madonna o di qualche Santo.
radici. I Pedga tajé. Pedica (orma) tagliata.
Colui che faceva il maiefìzio (una stre-
I Armane' a pè, Rimanere a piedi. (P.)
Perdere un'occasione; rimaner privo di ga o uno stregone) tagliava l'orma do-
Un aiuto, di un appoggio. po che la persona da stregare era pas-
I Fél^ de pè, Fiosso. sata.
Pè', sm. Padre. Voce ravennate. Tron- (Qualche vecch\o lo ricorda ancora).
camento della vecchia voce dialettale
Pedga 'd ésan. Tamaro, Vite nera.
« pédar ». (Tamus communis L.) Gallizioli, op.
cit.
Pèca, zione . sf. Ripicca | Puntiglio, Ostina-
Pèdgaléna, sm. Pie di Gallo, Piede
j Fé' par pèca. Fare per ripicca; Fare di Gallina (Er^nthis hiemalis). Il pri-
per puntiglio. mo fiore gialle che in gennaio occhieg-
(Dalla rad. indoeuropea peik- che con- gia qua e là pei campi.
tiene l'idea di ostilità) (Pè 'd galèna).
Péce, sm. Ripiglino. Pèfar, sm. P: fiero. Ma solo in senso
j 2ughé' a péce, Giocare a ripiglino. allusivo per dire naso lungo.
Questo gioco che si fa con sei sasso- Péga, sf. Paga, Onorario, Stipendio,
lini risale alla più remota antichità. Salario,
PI. Pég. Mercec'e.
Nelle tombe dei bambini della necro-
poli di Spina si trovano sassolini, le- Pègn, sm. Pegno.
PI. Pègn.
vigati dall'uso, che erano serviti ad essi
a giocare a « pece », ai sassetti. Pègna, sf. Pira, Pigna.
Péce, sm. Picchio muratore. PI. Pègn.
PI. Péce.
I Cui 'd pègna, Scapuglio.
(Dalla rad. indoeuropea pik- «specie I Pègna vèrda, (P.) Persona tirchia.
di uccello », da cui il sanscrito pikàh (Lat. med. pigni, GLE).
«specie di cuculo»; da cui il lat. pica Pèjma, sf. Palma
« pica, gazza » e picus « picchio verde»). PI. Péjm.
Pédar, sm. Padre. Voce caduta in di-
suso che si trova ancora nel detto: E' I Rametto d'olivo.
de 'd Sa' Stèvan tot i fiùl a ca di pé- I Pania.
Pel, sm. Pelo ' Pelame j Peluria |
dar, (Il giorno di S. Stefano, tutti i figli nugine.
a casa dei padri ) e nel composto « Pé- PI. PU.
dretéran », Padreterno. I Pél cagnìn. Lana caprina, Borra. La-
PI. Pédar I Pél bicóc. Caluggine, Lanugine,
(Indoeuropeo paté, «padre» in senso luria.
sociale e religioso; lat. pater ,-tris «pa- I Pél da còl, Pelliccia per bavero.
dre »). , Pél de pén. Aghi di pino. Fogliame
Pèdga, sf. Pedica. Orma del piede secco che cade ai piedi dei pini.
I Timone, Pertica dell'aratro. \ Ave' e' pél int e' cor. Avere il ijelo
I Pertica. Misura agraria lineare di me- nel cuore (Essere malvagio).
tri 5,68 e misura agraria quadr. di mq. ; Ad pél ró§ u n' e' bón gnànc i videi,
34,17. Di pelo rosso non sono buoni neanche Pe-
PI. Pèdg. i vitelli.
(Lat. med. pertica^ misura agraria e I Fé' e' pél. Mettere il pelo.
palo, GLE). (Lat. pilus).
I Pedga tajé. Specie di maleflzio che Pél, sm. Palo| Puntello | Sostegno.
causava malattia, ricordato nelle rela- PI. Pél.
zioni al Podestà di Forlì, scritte dai Pél da Vida, Canocchie. Calocchio.
PEL 302 PEPA

I Pél dia jvèta, Pertica in cima alla I Pèn al^ir, Panni leggeri, estivi.
quale si mette la civetta quando si dà I Pèn pesént, Panni, indumenti pesan
la caccia alle allodole. ti, da inverno.
Pél, si. Palo per palafitte | Pilatro di I Sotapèn^ Sottopanni.
ponte. Pila. Mérz crè§ pèn, Abril no' fi cave.
I Ghiaino fine per calcestruzzo Lapillo. Ma?:
PI. Pél. Pén,va sm.
pianén,
Pino ?6gn fa cvèl ch'u't pé'.
da pignoli.
(Lat. med. pila, pilastro, GLE). (Pinus pinea)
Pela, si. Pelle j Pén zapén o ?apen, Pino marittimo,
PI. Pel (Pinus pinaster)
I Pela birinéna (Alla lettera: Pelle ro- Le due specie 'sono coltivate nelle Pi-
spina). Pelle ocarina. nete di Ravenna. La prima specie ha
la chioma a ombrello, la seconda ha
I Pela d' òv, Pelle d'uovo. [Link] fi-
nissima. una chioma ovale.
Péna, sf. Penna.
I Fé' la pela, (F.) Far la pelle, Ucci-
dere. PI. Pèn.
I Pela stila!. Buona lana! Pèn dal j' èl. Penne remiganti.
Pela, si. Pala_ Ventilabro. I Pèn dia coda, Ferme timoniere.
PI. Pél. I Péna da mataràz o da cu§cén. Piu-
(V. Palón). mino.
Pélo, sm. Palco, Podio. j Péna da scrivar, Pernia, Pennino.
PI. Pèlc.
I Fé' la péna. Mettere le penne.
I Pélc scènic, Palco scenico. I Fé' la péna nova, Far la muta, Mu-
Péli, sm. Palio dare.
(Lat. med. palium) ] Pèrdar la péna, Perdere le penne.
Mudare.
Smessa l'usanza di correre il palio, è
caduto in disuso il vocabolo. Si conser- Péna, sf. Pena. Afflizione, Sofferenza
va i nun detto riportato dal Nardi: morale.
« Fat la fèsta, cors e' péli », fatta la ' Pena, Punizione (di colpa).
festa, corso il palio (Non ha il premio j Fé' pena, Far pena. Muovere a com-
se non chi ha corso).
passione.
Pélma, sf. Palma j Sté' in pena, Stare in pensiero.
(v. Pejma) I Apèna, A stento ; Appena.
I Marza. No' vale' la péna, Non valer la pena.
I Dmènga dia pélma, Domenica del- Non metter conto.
l'ulivo o delle palme. Pèndar, intr. e tr. Pendere.
PI. Pélom. tr. Piegare da una parte, Far pendere
da una parte.
1 S' u n' s' bagna la pélma, u s' bagna
'1 j' òv, Se non si bagna la palma si ba- Simpatizzare per una corrente poli-
gnano Je uova. (Se non piove il giorno tica.
della Palma piove il giorno di Pasqua) Prt. Pindù
Pélja, sf. Pece, Pegola. PI. — ù
] Pèlza da calzulér, Pece nera. F. — uda
I E^lza greca. Pece greca. PI. F. — udi.
Pèl^a da viulén. Colofònia. Pèndili, (Urlóz a pèndul), sm. Orolo-
(Lat. pix,-cis). gio a pendolo..
Pèn, sm pi. Vestiario. Penta, sf. Spinta.
j Paimi I Coperte da leto. j Forza vegetativa.
I E' Signor e' dà i pèn sgónd e* frèd. Penti, sf. pi. I fili dell'ordito che re-
(P.) Il Signore provvede ai bisogni di stano a tela ultimata.
ognuno. Dal lat. pendix, parte estrema (?).
1 Int i pèn d'un étar, (F.) Al posto di Pepa, m. Papa.
Un altro. ! Nel gioco delle palline viene chiama-
PEPA 303 PERA

to « pepa » la prima a sinistra, e chi PI. Pir.


colpisce quella le vince tutte. (Lat. pirus).
j Pepa ragnin. Deformazione di « Papa Per cudógn, (v. Mèi cudógn).
regnante». I suldè de pepa ragnin i Per, sm. Paio. Due cose della stessa
murèva par la gyaja, I soldati del papa specie. Due polli, due tacchini, due gal-
regnante morivano per la rugiada. line faraone, due anatre, due colombi.
A questo proposito il Nardi (Proverbi, I Due mucche, due buoi appaiati, da
ec.) accenna a un «Re pipén » (Re lavoro o da carne.
Pipino, padre di Carlomagno) ma il j Coppia. Due colombi, due tortore,
detto non ha nessuna attinenza con le due canarini da riproduzione.
vicende storiche di quel re; per cui è PI. Péra.
più logico pensare ai proverbiali « sul- (Lat. par).
dè de Pepa », soldati del papa, il cui co- Per péra, mod. avv.
mando, una volta, avrebbe emesso il
jvolta.
Fé' per [Link] Fare
Detto, sensoun reale
passettino alla
e figurato,
seguente ordine del giorno : « Domani
si marcia, tempo permettendolo ». di persona ammalata j Essere così de-
I Suldé de pepa!, Soldato del papa! bole da reggersi appena. Questo modo
(Soldato da nulla). di dire si ispira forse al gioco menzio-
] Pare' un pepa 'd ?e?, Parere un papa nato alla voce « piradin ».
di gesso (Stare impalato o in atteggia- Péra, sf Pera.
mento solenne). PI. Per
j E' Pepa 'd bròn?. Il papa di bronzo. I Péra spadòna, Pera spadona.
Così era chiamata, a Ravenna, la statua
in bronzo di Alessandro VII che era I Péra da l'invèran, Pera vernina.
1 Péra vuipéna. Pera volpina. Pera ton-
in piaza S. Francesco. da e dura simile alla selvatica che si
! L'àn eh' e' pa§è e' pepa schélz, L'an- mangia solo cotta al forno, o lessata
no in cui passò il papa scalzo; cioè nel vino.
l'anno che non fu mai ; e anche : « Al I Péra cun e' magón. Pera mezza, trop-
tempo dei tempi ». po matura.
I Mòrt un pepa fat un étar (Morto un i Per saziòli. Pere sazievoli. Magne' al
papa fatto un altro; inutile quindi spe- per saziòli, (F.) Prendere una cotta
rare che dalla morte di un papa pos- di sole, sete e stanchezza.
sano venire cambiamenti. Così era il Pera, agg. Pari.
deto popolare).
j mod. avv. In pari. Alla pari. Di fian-
J Sté' divinamente.
coma un pepa. Stare da papa. co. In regola.
Stare (Lat. par, paris «uguale»).
I Fé' pepa, Far papa. Gioco grossolano A pi péra, A pie pari.
che consiste nel levare, a viva forza,
i pantaloni a uno (normalmente a un I Sté' da péra, Stare a lato, di fianco,
affiancati ; al fianco ] Stare alla pari.
ragazzetto imberbe che si dia le arie I E§ar (o Esr) a péra cun tot, Essere
da giovanotto), mettergli in mostra le in regola. Non avere obblighi, contesta-
vergogne e sputarci sopra abbandante- zioni con nessuno.
mente. Métas da péra (amministrativamente),
Fèpa, sf. Pipa l'avere). una pendenza (nel dare e nel-
Regolare
PI. Pèp.
I Pepa incanèda (v. Incanér). Métr' a péra, Pareggiare.
Pépi, sm. Pippio. Beccuccio di am- I Péra e gaf, Pari e caffo.
polla, orcio, boccale. Péracàr, sm. (v. Paracàr).
Pérafàng, sm. (v. Parafàng)
Idetto
E' fa dele* pepi.
bambinoFa ilchebeccuccio. Viene
fa il musino PI. Pérafèng.
prima di piangere. Pèralóm, sm. Paralume.
(Lat. med. pipio). PI. Pèralóm.
Per, sm. Pero. Pèran, sm. Perno Pernio.
PERA 304 PES

PI. Pìran. PI Pèrt.


Pèrapét, sm. Parapetto.
Pcrdar, tr. Perdere. j Fé' al pèrt, Fare le parti (di roba da
distribuire j Dividere in parti uguali.
PI. Pir$
P. Pèr§a I Ciapé' la pérta d' òn, Prendere la di-
fesa di uno, Shierarsi dalla parte (in
PI. F. Pèr§i. difesa) di uno.
Pérgula, sf. Pergola | Uva pergola. 1 Tu' so la pérta. Parteggiare.
(Lat. med. pergola, pergolato).
Pèrla, sf. Pillola. ! Fé' la pérta. Fare a chi tocca pagare
(fra i due perdenti al gioco delle carte
PI. Perai 0 delle bocce).
(Lat. pillila, «piccola palla») 1 La pérta drèJta, La parte destra, Il
I Faja e pèrla. Gioco di testa e croce, lato destro.
(v. Latra e agliòn). I Fé' perta. Far parte, Partecipare.
Pèrla, sf. Perla.
PI. Perai I Da pérta ad ba'. Da parte di padre.
! Da pérta 'd màma. Da parte di madre.
I Pèrla bòna, 'Perla pregiata, P. natu- ; Da pérta a pérta. Dà parte a parte.
rale. I Al pèrt da bas. Le parti basse (del
I Pèrla mata. Perla artificiale. corpo). Le parti d'abbasso, (il sedere,
Fèrs, prt. Parso, Sembrato (v. Parer) ecc.).
PI. Pèrs
F. Pèrsa I Fé' una brota pérta, Fare una catti-
va azione | Fare una brutta figura.
PI. F. Pèrsi. Pèf, sf. Pace, Concordia, Tranquillità,
Pèrs, agg. prt. Perso. Perduto | Smar- Calma, Quiete.
rito ]Dedito. Pè§, sm. Urina.
Paralizzato, Inerte, Rovinato. I Bota
Pèrs int al dòn. Donnaiolo. PI. Pèf de pe§ (v. navaza).
Pè§, sm. Pesce
Pèrs int e' be', Ubbriacone.
I Pè§ nuvèl, Avanotti.
zardo. int e' zug, Dedito al gioco d'az-
Pèrs
i Pè^ cot e chérna cruda. Pesce cotto e
I Pèrs int i §namènt. Confuso nei gio- carne cruda.
chi (detto di bambini).
I E' pè§ e' ne§ int l'acva e e' mòr int e'
I Bra^, (man, gamba, ecc) pèrs. Brac- ven. Il pesce nasce nell'acqua e muore
cio inerte, rovinato, paralizzato. nel vino. Ciò significa che mangiando
I A tèmp pèrs, Fuori del lavoro ordi- pesce bisogna bere vino.
narioAI tempo libero. Un detto veneto dice lo stesso del riso
Peróce, sm. pi. Paraocchi, Parocchi. (v. Ciboto, Prov. ven.).
Perseguitèr, tr. Perseguitare.
Prt. Perseguite I E' pèf e' sta int l'acva e i cvajòn int
la riva. Il pesce sta nell'acqua e gli
PI. — è sciocchi nella riva. Con questo detto si
F. — éda canzonano i pescatori con la canna.
PI. F. — édi. E' mond l'è sempar andé acsè: e' pè^
Persiana, sf. Persiana. Imposta fatta grand u s' magna e' piò ?;nén. Il mondo
di stecche orizzontali. è sempre andato cosi: il pesce grande
PI. Persi àn. mangia il più piccolo,
Pérsìta, sf. Perdita.
PI. Pèrsiti. j Pe§ ro§, Pesce rosso.
(Cavassius vulgaris).
Fért, sm. Parto Pé§, sm. Peso | Misura di peso
PI. Pèrt. [Link].
Pi§
I Dona 'd pèrt, Puerpera.
I Pèrt féls. Aborto. I Sinti'' de pè§ int e' stòmat, Sentir pe-
Pérta, sf. Parte. santezza ^allo stomaco.
I Porzione | Banda, Lato | Luogo I Sintiss còma im pè§ adò§. Provare
i Fazione. un senso di spossatezza.
PESA 305 PETR

I Ave' un pe§ int la cuscién^ia, Sentir fondata da A. Spallicci nel 1907 e che
rimorso. visse pKXio più di un biennio.
I Déss de pèf (Darsi del peso), Darsi ] Pestapepe. Figura ritratta magistral-
delle arie | Menarsene vanto. mente da Un ignoto pittore forlivese
j Cavéss un pè§ d'adó§. (F.) Levarsi un per insegna di una farmacia. Ora è
peso d'addosso! conservata nella Pinacoteca di Forlì.
(Lat. med. pisus, peso (misura). GLE). Pèt, sm. Petto, torace.
Pè§a, sf. Pesa. Luogo ove si pesa. Stemo (di uccello).
PI. Pès. Seno (di donna)
Pè§a a càn, m. Gallizioli (1810) I Pèt sguègnal, Seno floscio, cascante.
(v. Castracàn). ( Anma de pèt, Estremità inferiore
Pè§ànt, agg. Pesante. Che pesa. dello stemo.
j (F.) Noioso. 1 Stè' pèt a òn. Stare, o abitare di fron-
PI. Pesént. te a uno. (F.) Rispondere dell'operato
Fi — anta di uno. Rendersi garante di uno.
PI. F. — ànti. . I Féss pèt cun la mènt a un rasuna-
Pèsca, sf. Pesca. Atto, opera2àone del mènt, Trovare il perchè di vin dato ra-
pescare. gionamento.
I (F.) Pasticcio, Difficoltà. I Fé§i pèt, (F. ) Trovare il bandolo, il
j Truvèss int al peschi, Trovarsi nei filo, la guida.
pasticci, nei guai. ! Pèt (di finimenti). Pettorale.
Pè§g, sm. Pesco. I De' pèt. Imbattersi.
PI. Pi§g (Lat. pectus).
I Pèsg sambédg. Pesco franco, Pesco Pét, avv. (v Impèt)
selvatico. Pétan, sm. Pettine.
Pésga, sf. Pesca. PI Pètan
PI. Pèsg. I Pètan da canavén, Pettine da cana-
; Anma 'd pèsga. Nocciolo, Seme. pino. Scapecchiatoio.
I Pè§ga spicànta. Pesca spicca o spic- j Pètan da tè§ar, Pettine da tessitore.
cante, la cui polpa si stacca dall'osso. J Dént de pétan. Denti
I Pè§ga tu§gona^ Pesca duracina. I Costa de pètan. Costola.
I Pè§ga parmadè^a, Pesca precoce o Pètan rèd, Pettine rado.
primaticcia. Pétan fèt. Pettine fìtto.
I Pé§ga no^a. Noce persica. Se chesca e' pètan in tèra, l'è segn
Pe§ràgn, sm. Pesceragno o dragone. eh' e' vèn un furést. Se cade il pettine
(Trachinus vipera) per terra è segno che viene un fore-
PI. Pefrègn. stiero.
Pèst, sm. Pastone di erba tritata con Pètro§, sm. Pettirosso
crusca e farina gialla. Tritume. (Silvia rubecola)
PI. Pètrós.
I Pest pr' i ^ècval. Pastone
anatre. per le
PI. Pèst. Petrosa, f. Nome di un'antica strada
che i Romani (v. G. Susini, Studi Ro-
Pèst, agg. Pesto, Livido. magnoli, V. VII) costruirono su una
I Macolato (attribuito a frutta). pista dei Galli. Iniziava da un punto in-
I Schiacciato determinato asud di Raverma, passava
I Tritato. per Campiano e la larga della Pana, pro-
PI. Pèst
seguiva davanti alla chiesa di Pieve-
P. Pésta
PI. F. Pèsti. quinta e sboccava nell'Emilia presso
Pesta, sf. Peste Forlimpopoli.
timo tratto, il L'attuale segue,della
vecchio vicolo nell'ul-
Ba
1 Pestilenza. stia, poi lo abbandona a sud della
villa Franceschi e va a sboccare nella
I Tachè' la pesta a ón, Impestare uno.
Pestapevar, sm. Rivista romagnola via Bagnolo.
PEVA 306 PIAN

La Petrosa, così chiamata per il sue


tari ed era di proprietà dell'Abbazia di
S. Vitale.
fondo di pietre, fu ripristinata anche
dai Longobardi, infatti in un documen- Fi, sf. Pieve. Antica chiesa parrocchia-
to del 973, è chiamata « strata petrosa le che aveva sotto di sé altre chiese. Nel
qua vocatur longobardum ». ravennate e nel forlivese si contano
Péval, sm. Paolo. Moneta da 10 ba- molte « Pi », pievi.
iocchi.
PI. Pèval. I Pi 'd cvènta. Pievequinta (Diocesi di
Ravenna e Com. di Forlì).
C'era anche « e' me? pèval » il mezzo I Piajténa, Pievesestina (di Oesena).
paolo. ! Pi dl'Avdój, Pieve Acquedotto (For-
I Nome proprio Paolo. lì) e altre esistenti e scomparse.
I Sa' Péval di sègn, San Paolo dei pro- (Lat. plèbs plebis, popolo, «plebe»; da
nostici (25 gennaio). Vedi Calàndar. cui «pieve», (sec. XIV), giurisdizione
del piovano, o plebato, cioè popolo retto
{ Par Sa' Péval, tòt e giàj a ca'
de géval. Per S. Paolo tutto il ghiaccio dal pievano).
a casa del diavolo. Nel 1372 il contado di Rav. era divise
Pèvar, sm. Pepe. in 10 pievi, ognuna delle quali compren-
I Pèvar masné, Pepe in polvere (ma- deva più « scuole ». La tradizione popo-
cinato) lare attribuiva la costruzione di sette
] Impivaré^ Pepato. pievi a Galla Placidia, fra le quali Pie-
(Lat. Piper). vequinta. Questa chiesa invece, si chia-
Fèz, agg. Peggiore (invariabile) mò «S. Pietro in quinto», perchè sorgeva
] avv. Peggio. al quinto miglio della via Petrosa., da
Fèz, sm. Pizzo, Trina. Forlimpopoli. In un atto del 3 aprile 9S.5
Pè^ sm. Pezzo ] Frammento | Tocco è chiamata S. Pietro « qui dicitur in
j Tratto. Quinto» (M. Mazzetti, op. cit.).
PI. Pè^
([Link]'Pe)sm. pi. Piedi
I Pè^ 'd pan (v. Pan).
I Da un pèz, Da gran tempo. Fiadanéia, sf. Farfare, Piede d'asine,
I Pr'un pè^, Per lungo tempo. (Tussilago farfara).
Pladanella. (G. Mengozzi, op. cit. p. 73).
I Fé' un pè^ pr'ón, Fare a turno.
Féza, sf. Pezza.
I Piadanèla de zàcval. Piede dell'anatra.
I Striscia di panno | Toppa Secondo la superstizione, chi raccoglie
I Rattoppo (per pneumatici). fiori di farfare causa la morte ai propri
PI. Pè?.
genitori.
Fiadànza, sf. Erba Trinità.
j Pare' una pèja lavèda, Sembrare un (Anemone Hepatica)
panno lavato.
(Lat. med. pecia e pettia, pezza. GLE). Le foglie, a tre lobi, si tingono spesso
Pgnarol, agg. Pignarolo del colore brunastro del fegato. Ciò
I sm. Uomo che abbacchia le pigne. ha suggerite il nome scientifico della
PI. Pignarùl.
pianta.
Piadén, sm. Focaccina.
I Cavai pgnarol, Cavallo pignarolo. Cav.
brado di pineta. PI. Piadén.
Fgnèda, sf. Pineta Fiadòt, sm. Pane di farina di grano-
(Boccaccio, « pigneta », nov. Vili, gior. turco con un po' di farina di grano.
V.). Focaccina, Piadotto.
PI. Pgned PI Piadót.
(Lat. med. pigneta; Ravenna, sec. XIII. Fiadùra, sf. « La corda con la quale
GLE). si assicurano al timone del carro le
] Pgnèda 'd Sa' Videi, Pineta di S. Vi- cerna dei buoi. Da appigliatura ». S.
Muratori, Carteggio.
tale. Si ritiene che sorga sull'antica iso- PI. Piadur.
la di Palazzolo. Originariamente occu-
pava una estensione di circa 4 mila et- Fiàn, agg. Piano, Eguale
PIAN 307 PIAN

I Spianato senza alture e avvallamenti. campi, paesi).


PI. Pién PI. Piànt
F. Piana.
■ Piànta umamentéla. Pianta ornamen-
PI. F. Piani.
tale.
I aw. Piano, Adagio, Lentamente. I Piànta da ?ardén. Pianta da giardino
sm. Piano, Luogo piano. Pianura. 0 da parco.
Piano^ Proponimento, Divisamente. 1 Piànta gra§a, Cactacea.
Piano' (di uno stabile) Piànta (La), f. Pianta, Fraz. del
Pianoforte. Com. di Forlì.
Pian 'd téra. Pianterreno. « Deve il suo nome a un'antichissima
PI. Pién. quercia abbattuta nel 1880 ».
Piana, si. Pianura. (S. Zavatti, La Pie, N. 9, 10-1946).
Fiancala, sf. Calcola. Assicella su cui Piantamént, sm. Piantagione.
la tessitrice calca i piedi per alzare e (Lat. med. plantamentum, GLE).
abbassare le file dell'ordito. Piante, sf. Piantagione, Piantamento,
PI. Piàncul. i Filare.
Piàncula (dia machina da simné'), sf. PI. Piante.
Vomere seminatore. (Lat. med. piantata, GLE).
PI. Piàncul. Piantèr, tr. Piantare
Pianéla, sf. Pianella, Ciabatta, Pan- I Seminare (granoturco, legumi, verdu
tofola.
re, cucurbitacee, radici di bietole, ca-
j Membrana del piede dell'anatra. rote, rape e ravanelli da seme).
PI. Pianèl. Conficcare
(Lat. med. pianella, pianella, calzatura. ' Abbandonare sul più bello j Lasciare
GLE). in asso.
Pianèt, sm. Pianerottolo Prt. Piante
PI. Pianèt.
PI. — è
Pianéta, sm. Pianeta, Oroscopo. F. — éda
I Lè?ar e' pianeta. Leggere l'oroscopo. PI. F. — édi.
«E' pianeta» è un foglietto che danno I Piante' dal bu§ì, (F.) Raccontar frot-
i mendicanti in cambio della carità. tole.
Contiene l'oroscopo, i numeri del lotto Piantón, sm. Palo di sostegno. Bron-
e predizioni varie. cone.
Pianéta, sf. Pianeta. Indumento sa- I Piantone, Militare di guardia
cerdotale. I Barbabietola da seme (detta anche
PI Pianèt.
« bjidulén »).
Piàngala, sf. Piagnucolìo. PI. Piantòn.
I Dri a e' ridr' u ,j' è la oiàngula, Dietro IdaFé'seme.
i piantòn. Coltivare barbabietole
al ridere c'è il pianto. Così si dice ai
bambini che si trastullano delle altrui (Dal lat. med. piantonus, pollone della
confidenze fino a stancare e a buscarle.
pianta. GLE).
Pianpulèr, sm. Piagnisteo, Piagnu Piantulìna, sf. Pianticella, Piantina.
colio. PI. Piantulìn.
Pianpulòn, sm. e agg. Piagnucolone Piantunér, tr. Piantonare, Far la
I II P. ha spesso la candela al naso, per
cui viene canzonato dicendogli « Pian- guardia.
Prt. Piantuné
gulòn dal set candèl ». PI. — è
PI. — òn F. — éda
F. — óna PI. F. — édi.
PI. F. — òni. Pianura, sf. Pianura, Landa.
PI Pianùr.
Piani' pianìn, mod. avv. Pian pianino.
Piànta, sf. Pianta, Albero. Piantar, int. Piangere. Lacrimare.
I Tracciato, Topografia, Pianta (di case, I Sfrigolare (del fuoco).
PIAS 308 PICI

Prt. Pian?ù.
Pia,^é, sm. Piacere. I Fé' pià^a pulida, Far repulisti.
' Piàja 'd érom, Piazza d'armi.
I Favore | Prestito | Servigio. Pia^aròl, sm. e agg. Piazzaiolo, Fan-
IConcedere
Fé' un pia§e, Concedere un prestito farone, Uomo di troppe parole.
un favore. PI. — ùl
PI. Pia^è. F. — ola
I Ande' pr'e' pia§è, Andare per un pre- PI. F. — òli.
stito e per un servigio.
Fia^èl, sm. Piazzale (di chiesa e sta-
zione).
Pia§ér, int. Piacere.
Prt. Pia§ù PI. Piazèl
PI. — ù (Lat. med. plazale, piazza, GLE).
F. — uda. Fiazér, tr. Piazzare, Collocare, Siste-
(Lat. piacere). mare.
Fia§imént, sm. Piacimento, Gradi- Prt. Piazé
mento.
Piastra, sf. Piastra. F. — éda
I Muriella. PI. F. — édi.
PI. — è * sf.
Piazèsta, Piazzista, Venditore di
I 2ughé' al piàstar, Giocare alle mu-
rielle.
PI. Piàstar. PI. Piazèsta.
piazza.
Piastréla, sf. Mattonella (da pavimen- Piazèta, sf. Piazzetta.
to o da rivestimento). Piastrella. PI. Piazèsta.
PI. Piastrèl. Fiazola, sf. Piazzuola.
Plastron, sm. Lastrone. PI. Piazòl.
PI. Plastron. (Lat. med. plazola, GLE).
Piai, sm. P^iatto. Ficàj, sm. Uncino
I Ruota dentata (della bicicletta). ! Clitoride ! Piolino sporgente.
PI. Piche j
I Scodella.
] (F.) Pietanza. (Dal lat. beccus (becco, rostro) come
PI. Pièt. il medievale « picagia », fermaglio.
I Piàt CUV, Scodella, Piatto fondo. GLE).
Fiatafòrma, sf. Piattaforma, Piazzuola Picànt, agg. Piccante, Pepato (Impi-
PI. Piatafórom. vare), Molto condito.
Piatél, sm. Piattello. ! (F.) Salace.
I TirPiatél.
a e' piatél, Tiro al piattello. PI. Pichént
PI. F. — anta
Piàtla, sf. Piattola PI. F. — ànti.
(Pediculus inguinalis). Picatòr, sm. Peccatore.
] Persona noiosa. PI. Picatùr.
PI. Piàtal.
Piatlìn, sm. Piattino. I U j' armèt l'unèst pr' e' picatòr, Ci ri-
PI. Piatlìn. mette l'onesto per il peccatore (per il
disonesto).
Piatlón, sm. Piatto grande. Ficèt, sm. Pollastrello.
PI. Piatlón. PI. Picèt.
Pià^a, sf. Piazza Pichèt, sm. Picchetto, Paletto, Testi-
PI. Piàz mone (in ingegneria).
I Ande' al pià^, Andare a fare i mer- ! Pichèt armé^ Plotone di servizio ar-
cati (come piazzista. Fare il piazzista). mato.
j Bàtar la piàza. Frequentare le piazze, PI. Pichèt.
i mercati (detto dei mercanti e delle
meretrici). I Mètar (o piante') i pichèt, (v. Impi-
chitér). -
I Piàza de stabi, Piazzuola della conci- Ficìn, sm. Pulcino.
maia. PI. Picìn.
PICO 309 FIGA
(Lat. med. pulcinus, GLE). PI. Pìdrii
Picòn, sm. Piccone.
I Be' com' vma pidria, Bere come ima
^l. Picón.
(Lat. med. picone. GLE). pévera.
Pie, sf. Piada. Stiacciata. (V. anche
Picunér, intr.- Scendere a picco, in
Pjì).
picchiata. Questo v. si usa solo per l'a- I La Pie. Rivista di studi e folclore ro-
quilone, che precipita in picchiata per- magnolo, fondata e diretta da A. Spal-
chè mal equilibrato. licci.
Fidale, sf. Pedalata. Spinta su un pe- PI. Pie.
dale. Colpo di pedale | Giro completo di La piada è una sottile stiacciata di fa-
pedivella. rina di grano, impastata con acqua e
PI. Pidalé.
condita di sale. Si può impastare an-
Pidalèda, sf. Pedalata, Modo di pe- che con latte e condire con un po' di
dalare.
Pidalér, int. Pedalare, Premere sui grasso. Dice Pascoli: « E' liscia come
un foglio e grande come la luna ».
pedah. I Pie int la vola, Covaccino, Stiacciatina
Fidàna, sf. Pedana, Scendiletto. cotta sotto la cinigia.
I Pedana (del biroccino o della carroz- Altre specie di « pie », diverse per con-
za). Posto dove il guidatore tiene i fezione dalla classica « pie », sono : la
piedi. « Pie frèta cun l'avadùr », pizza fritta
PI. Pidàn. di pasta lievitata ; « la pie cun i grasùl »
Pìdaria, sf. (v. Pidria). Pizza coi ciccioli ; la « pie sota la vola »,
Pidariòl, sm. Diminutivo maschile
di Pìdaria o Pidria, (v. Pidria). Imbuto Pizza sotto la cinigia ; la « Pie d'am-
stura », Pizza di farina di grano e di
Peverino. granone, con un pizzico di bicarbonato;
PI. Pidariùl.
la « Pie cun l'uva seca », Pizza con l'uva
Pidar§ol, sm. Prezzemolo, Petrosello secca.
(Apium petroselium, L). Fra i tributi che la Romagna doveva
PI. Pidarsùl.
c'era
Pidavéla, sf. Pedivella. anche ». Nella ApostoUca
« pie Camera
pagare la alla descrizione della
PI. Pidavèl. Romagna fatta dal Cardinale Anglico
Pidél, sm. Pedale (1371) è detto che, fra gli altri tributi,
PI. Pidèl.
Modigliana doveva dare due piade.
Pidéna, sf. Pedina (del gioco della Pièga, sf. Piaga.
dama). PI. Piég.
PI. Pidén.
Pier, (v. Apiè e Impièr) tr. Accen-
Pidcvènta, f. Pieve Quinta. Parroc- dere. Appiccare il fuoco.
chia della Diocesi di Ravenna. La chie- Piètè, sf. Pietà, Compassione.
sa è dedicata ai SS. Pietro e Paolo. Ant-
ticamente S. Pietro in quinto, perchè I Ave' pieté, Avere (o usare) compas-
sione, pietà.
sorgeva sulla antica Petrosa al quinto
miglio da Forlimpopoli. I Fé' pieté, Mouvere a compassione.
Suscitare pietà.
Pidghér, tr. Camminare lasciando le Pifanì, f. Epifania (V. Pascveta).
orme (su terra umida, neve). Filastrocca della Epifania:
I Camminare a piedi nudi.
« Pifanì. tot al fést la ména vi', la li
I Attraversare a piedi un acquitrino, met int una ca§a, la li mola sol par
(v. « pèdga »).
Pascva.
li mola aInt
ònala a ca?a
òna ».u j' è la Iona, la
(Rad indoeuropea ped-« piede »).
Pidria, sf. Pévera, Imbottavino. Figa. sf. Piega. Crespa. Grinza I (F.)
(Il Diz. DEI riporta Pidria nel 1334 a Tendenza | Piegatura. Piegamento |
Imola; nel XIV sec. a Ferrara; nel (F.) Andamento.
PI. Pig.
XVI sec. dall'Ariosto).
I (P.) Beone.
I Ciapé' una bróta piga. Prendere una
FIGA 310
cattiva piega. (F.) Faccia tosta, Faccia di bronzo.
Pigadùra, si. Ventresca (di carne bo (Lat. med. pignolus. GLE).
vina). E' detta anche « dupiòn ». Pignol, sm. Pignuolo, Sorta di uva
nera.
I Piegatura, Piegamento.
PI. Pigadùr.
Fìgar, agg. Pigro.
Pignón, sm. Ruota dentala posterio- PILE'
re, avvitata al mozzo della ruota della
PI. Pìgar bicicletta. Pignone fìsso e Ruota libera
F. Pigra (detti anche rispettivamente: Seat fès
PI. F. Pigri. e Seat lèbar).
(Lat. piger). PI. Pignón.
Pìghér, tr. Piegare, Ripiegare, Tor- [Link]^ijia,
Pigrj^ji. sf. 'Pigrizia,
cere, Curvare, Incurvare, Piegare ad Indolenza.
arco.
Pigù, pigù. Billi, billi. Modo di chia-
I intr. Sbandare. mare il pollame fV. Cochi, cochi e
I Pendere. | Propendere verso una data Cori, cori).
corrente di pensiero. Pigulón, sm. Pegolone, Catrame • Pe-
I Pighé' la boca, Storcere la bocca.
j Pighé' e' né§, Storcere il naso. (Lat. med. pegola e pegula, pece. GLE)
Prt. Pighé gola.
Figura, sf. Pecora.
PI. — è PI. Pìgur.
F. — èda Pigurén, agg. Pecorino.
PI. F. — èdi. PI. Pigurén
(Lat. med. pigare, piegare. GLE). F. Piguréna
Pignàt, sm. Pignatto. Piccola pentola. PI. F. Piguréni
PI. Pignèt.
(V. Pignata). j 'D pìgura. Pecorino.
Pigurér, sm. Pecoraio.
Pignàta, sf. Pentola. Pignatta ( sec. PI. Pigurér.
XV). Pigurìn, sm. Pecorino, Agnello.
PI. Pignat. PI. Pigurìn.
F. — ina
I Truvé' la pignata, (F.). Trovare un
tesoro (nascosto in una pignatta). PI. F. — ini.
I L'è mej un gardlén int la pignata Fi, sm. pi. (V. Pe).
eh' a n' è un curnacc int la vaia, E' me- Fjì, sf. Piada, Pizza romagnola.
glio un cardellino nella pentola che Pjì int la tegia. Piada cotta sul testo.
non un corvo nella valle.
I Pjì int e' foran. Piada cotta al forno,
(Lat. med. pignata, pignatta. GLE). grossa con ingredienti dentro.
Pìgnatà^a, sf. Pignattaccia, Pentolac- I Pjì int la vola, Covaccino.
cia, Gioco della pentolaccia. j Pjì freta, Pizza fritta in padella,
(v. Pie).
I Fé' la pignataza, Giocare alla pento-
leccia.. Filari, sf. Pileria del riso.
Pignatèr, sm. Pignattaio. Pignattaro, PI. Pilari.
Fabbricante di pignatte. Pilà§a, sf. Pialassa. Luogo di acque
PI. Pignatèr. stagnanti a carattere lagunare. Piai-
Pignatèr, intr. Penare, Stentare, Pro- lassa.
cedere faticosamente, stentatamente. PI. Pilà§.
Pigne, agg. Pinato, Sodo, Compatto, (Dal veneto «pia» e «lassa», piglia
Grasso pinato. e lascia?).
PI. Pigne Filàstar, sm. Palo, di pietra. Pilone,
F. — éda di ponte, o di arcata.
PI. P. — èdi. PI. Pilèstar.
Pignol, sm. Pignolo, Pinolo. File, -agg. Zeppo, Pressato.
PI. Pignùl. PI. Pile
F. — èda
j Faza eh' u s' i maca i pignùl in so.
PILE 311 PINS

PI. F. — édi. I Tettole che alcune capre hanno sotto


Caiché pile, Pieno zeppo, pillato. la gola. Bargigli della capra.
Pilègra, sf. Pellagra. Pindù, prt. agg. Che pende, Penden-
Nel secolo scorso questa malattia cau- te, Obliquo, Inclinato.
PI. Pindù
sava una alta , mortalità fra i conta-
F. — ùda
dini. Dice G. Mengozzi, Op. Cit. par-
PI. F. — udi.
te IV, ottava 66; «fa strage sull'uno Pindùda. sf. Pendenza, Inclinazione
e l'altro sesso : / e più vite tal morbo
(F.) Propensione.
abbatte solo, che non delle altre ma- PI. Pindùdi.
lattie lo stuolo ».
Pilèr, tr. Brillare (riso, miglio, orzo, Pine, sf. Pedata.
lupini). Spogliare del guscio mediante PI. Pine.
il brillatoio, la pila. Pinél, sm. Permeilo; ma solo nel mo-
Questa operazione veniva fatta a ma- do avverbiale «ad pinèl», cioè «a pen-
no con una pila e un pestello a forma nello». Negli altri casi si usa sempre
di cono rovesciato che si chiamava « pnèl ».
:< pistòc » e « piladòr ». Pinér, intr. Penare.
Piligrén, sm. Pellegrino. Prt. Pine.
PI. Piligrén Pinèr, sm. Spargimento di piume.
P. — éna Ping\'él, sm. Verruca. Escrescenza ru-
PI. F. — éni.
Piligrinàgg, sm. Pellegrinaggio. ; Pingvèl dia
gosa. gola. Ugola.
PI. Piligrinegg. PI. Pingvèl.
Pilòn, sm. Pillo, Pila o Pilone di Pin§éda, sf. Pensata, Pensamento.
PI. Pin§èdi.
ponte j Mazzapicchio, per calcare, pi-
giare terra i Pestello per pilare il riso. Pinker, int. Pensare, Meditare.
PI. Pilòn. Pinféi
Prt. Pin§ében, Pensarci bene. Riflettere.
Pilunèr, tr. e intr. Pillare, Pestare,
Battere terra. PI. — é
Prt. Pilline. F. — éda
F. — éda PI. F. — édi.
Pimpinéla, sf. Pimpinella, Salvastrel- Pinsìr, sm. Pensiere, Piccolo cappio
la. sul petto della filatrice, che regge il
(Lat. med. pimpinella. GLE) . manico della rocca.
Pin, agg. Pieno, Colmo | Sazio Sa- Dal lat. pensum, « lavoro giornaliero
tolloZeppo.
I delle schiave che filavano la lana »,
Gremito. così chiamato perchè la lana veniva
PI. Pin pesata. (Pensum, dal lat. pendere, pe-
F. Pina sare).
PI. F. Pini. Pinsìr, sm. Pensiero.
(Lat. plenus). I Preoccupazione | Idea fìssa.
Pinarela, sf. Pineta giovane. Pinarel- PI. Pinsir.
la.
PI. Pinarel. I Sté' in pinsìr par òn. Stare in ansia
per uno.
Pindàj, sm. Pendaglio. Costuma ancora, quando si assaggia
PI. Pindèj. una primizia, « fé' un pinsir », formu-
Pindajèr, int. Pencolare ' Barcollare lare mentalmente un desiderio.
per stanchezza. Pinsìròs, agg. Pensieroso, Meditabon-
Prt. Pindajé. do.
PI. Pinsirù§
Pindès^ia, sf. Filo che lega la ma- F. — ò?a
[Link].
Pindént. sm. Orecchino. PI. F. — ò§i.
PI. Pindént. Pinzimòni, sm. Pinzimonio. Salsa di
PINZ 312 PIRI

pepe, olio, sale. 2) se pasa i stùran; 5) se u s' arspónd


Piò, sm., agg., avv. Più. i ghèl; 4) se i burdèl i fa e' géval;
I In piò, In più. Inoltre, In saprappiù 5) se al mós-c al béca; 6) se e' cor
[Ad pio, In più; j Di troppo. Inoltro, al vò§; 7) se e" fóm e' va dri tèra;
In soprappi. fi) se e' sèi l'è bagné; 9) se al vac
I Sèmpar pio, Sempre più; Vieppiù. al leca la ?un?é; 10) se al rundanén al
Piòc, sm. Pitocco. Persona noiosa, vola dri tèra; 11) se e' canta la rancia;
petulante. 12) se al galén al tèrda andè' a e' pulèr
PI. Pióc 13) se e' sol e' va ?ó insaché; 14) se
F. — Piòca e' zèrcc l'è luntàn da la Iona; 15) se
PI. F. — Piòchi e' gat u s' pa§a la ?àmpa sòra l'urècia;
Questa voce ha origine (V. DEI, Pitoc- 16) se e' ^vulà^a i zècval e al j' oc;
co) da latino tardo p(i)tochus, dal 17) se al vac al j è stulghédi toti pr
greco ptóchós, mendico diffusosi coi vm vèrs (in questo caso si crede che
Bizantini nell'Esarcato di Ravenna ed farà burrascha); 18) se e' da fura i
estesosi poi ad altre parti d'Italia. furmighir.
Da « piòc » viene il v. « piuché' » pe- Cvànd e' piòv l'è mat chi a s' móv.
tulare, ciangottare (della tacchina). Con Quando piove è matto chi si muove.
(BagU).
questo forse si spiega come il Bion-
delli, nel suo Saggio di Vocab. Emiliano Si dice ancora: Cvànd e' piòv e' ?ira i
(1853), dica: «Piòc, (Romagnolo). Vo- mèt; ma anche: Cvànd e piòv nénc 1
ce contadinesca. Pollo, pollastro ». mct i sta a cvèrt.
Piol, sm. Pio. Verso dei pulcini, dei Pipèr, intr. Boccheggiare.
polli e degli uccelli di nido. I Pipe' coma una ténca. Boccheggiare
PI. Piùl.
come una tinca (fuori d'acqua).
Piola, sf. Pialla. Piradìn, sm. (dim.) Ferino, Piccolo
PI. Piòl.
Pióma, sf. Piuma, Piumino; Pappo, PI. Piradìn.
pero.
di pioppo, di cardo, ecc. I Pistillo di fior di malva.
(Il pistillo del fiore di malva, staccato
[Link]ómb, '
Pióm. sm. Piombo. dal calice, emette un liquido appicci-
|A piomb. Perpendicolarmente. coso che gli consente di stare ritto su
I Ad piomb, Di peso, A picco. una superfìcie orizzontale. I bimbi fan-
[ Piomb, Sigillo di piombo. no a chi è più bravo a farlo star ritto
Piòpa, sf. Pioppo. sul dorso della mano dicendo ! Taca,
La varietà conosciuta come « piopa » taca piradìn!)
è quella cipressina (var. pyramidalis ) ;
mentre ora si chiama con lo stesso ; Fé'to delunbambino
piradìn, piccolo).
Reggersi Siin dice
piedi anche
(det-
nome anche il Pioppo del Canada (Po- !< Fé' di piradìn ».
pulus canadensis Moench), detto pure Pirbórs, m. (Vedi Starlòn 'd lélba)
«piòpa de Canada»). Pirèra, sf. Pereto.
PI. Piòp PI. Pirèr.
(Lat. med. pioppa. GLE). Pirìcul,, sm. Pericolo, Rischio.
Piotòst, avv. composto. Piuttosto. In- PI. Pirìcul.
vece.
Piovar, coniug. propria. Piovere. Piriculòs, agg. Pericoloso, Rischioso
PI. Piriculùs
Prt. Piuvù
F. — òsa
P. — ù
F. — ùda PI. F. — òsi.
PI. F. — ùdi. Piriglia, sf. Pariglia.
I Piovar a zil sfondar. Piovere a di- Tiro a^due. Coppia di cavalli.
rotto. PI. Parigli.
I E' piuvarà se e' piòv i 27 de mès; De' la pariglia, (F.) Rendere la pariglia
PIRI 313 PISG

Pirìt, sm. Perito, PI. Pisarùl.


PI. Pirit. Piscadòr, sm. Pescatore.
Pirìzia, sf. Perizia^ Valutazione, Sti- PI. Piscadùr.
ma, Estimo Progetto. Piscéda, sf. Orinata, Pisciata.
PI. Pirìzji. PI. Piscédi.
Piscér, sm. Pescivendolo. Pesciaiuolo.
I De' la pirizia, Presentare il proget- PI. Piscér
to I Mostrare il progetto ' Dare la
direttiva. F. — èra
Piróca, sf. Pinnacolo. Guglia ; Par- PI. F. — èri.
rucca. Piscér, int. e tr. Pisciare, Mingere,
PI. Piróc. Orinare.
Piròl, sm. Piuolo, Piolo (di sedia o E' babin san e' pè|a cvànt de càn.
di scala). Il bimbo sano piscia qi;anto il cane.
PI. Pirùl.
Se imo é perseguitato dall'avversa
] Schèla a pirùl, Scala a pioli. fortuna si dice che « l'ha pisce int e'
(^Lat. batesóm, cioè ha bagnato i suoi pan-
Pirón,[Link]
pirolus, piuolo.
di « Pir GLE).
», Pietro. nicelli mentre veniva battezzato, es-
sendo ciò ritenuto un segno di cattiva
, E' vèn pirón. Così si dice in gergo fa-
miliare quando si vede che il bimbo sorte.
non è più capace di vincerò il sonno. Pischér, tr. Pescare, (F.) Tirar fuori
Piròna, sf. Trottola. a caso.
PI. Pirón. Prt. Fische
« Piròna », per la sua forma conica ; PI. — é
F. — éda
dall'antico « pirone » che significava
cavicchio, piuolo, perno. PI. F. — édi.
j Piròna de bóbal. Trottola col bub- (Lat. piscare).
bolo.
Tèra eh' pesca. Terra che pesca.
Pir péra, modo di dire. Fé' pir pera. Terreno che si allaga.
Stare in piedi per carità, Essere fra la Pi§én, sm. Membro virile.
vita e la morte, (.v. Per pera). Pisghera, sf. Pescheto.
Pirucòn, sm. Parruccone (in senso PI. Pi§ghèr.
canzonatorio). Pi§gnàn, m. Pisignano. Fraz. dei Com
Pirulér, tr. Prillare, Ravvolgere, At- di Cervia.
torcigliare. Legare intorno | int. Gi- La chiesa di S. Stefano « in Pisiniano »
rare su sé stesso. è ricordata in un documento del 977;
Prt. Pirulé nel 1128 è ricordta come S. Stefano
PI. — è «in Piliniano»; e nel 1185 S. Stefano
F. — éda « in Pisignano ».
PI. F. — édi. Il nome viene certamente da un « fun-
I Piruléss da tónd, Girarsi intorno. dus Pilinianus », uno dei tanti poderi
1 Pirulé'a una. atoma a óna, ( F. ) Far la in cui era diviso quel territorio (Don
corte M. Mazzotti nei suoi « Itinerari della
(It. ant. pirlare). S. Visita» ne cita ben 14). il quale
Pirulòt, sm. Prillo | Pii'oetta | Giro podere prendeva il nome certamente
di chiave ' (F.) Capogiro
istantaneo. [ Decesso da quel palo milliare recentemente rin-
venuto.
PI. Pirulót. Nel sec. XII, il giorno di S. Stefano,
Pi§a, sf. Piscia. a Pisignano si correva il palio. « Jacopo
[Link]ùr, sm. Pisciatoio, Orinatoio. Guarnieri^ ravennate, il eiomo di S
PI. Pi§adùr. Stefano era solito collocare davanti
Pi^arùla, sf. Pisciaiuola, Bisogno fre- alla chiesa « unum zindatimi ». che
quente di pisciare. veniva assegnato a chi meglio avesse
1 Sottile caduta di liquido. Stroscia. corso il palio ».
PISL 314 PITR

(Don M. Mazzetti). (Detto quando si hanno più mezzi per


Pi§la, agg. Questo agg. .si usa solo per effettuare una data cosa).
l'uva quando è nelle casse, nelle ceste Pistón, sm. Pistone (di motore a
nei recipienti e dà un senso di pie- scoppio).
nezza succosa. Pesa. PI. Pistòn.
Pi§ón, sf. Pigione. Pistulèta, sf. Fioretto, (ballo).
PI. Pisòn. PI. Pistulèti.
Pi§òt, sm. « Pisciotto ». Ora P. significa ballo molto movimen-
Materassino per neonato, di piumino tato.
di tifa. Pi§unànt, sm. Pigionante, Pigionale.
PI. Pi§ót. PI. Pi§unént.
Pistadùra, sf. Lividura, Pesto, Con- F. — anta
tusione. (V. Macadùra). PI. F. — ànti.
PI. Pistadùr. Pitàr, sm. Orcio impiegato dai lattai
Pistaròl, sm. Pestello e mortaio in- per il trasporto e la vendita del latte.
sieme. L'italiano antico ha le voci pitàro,
PI. Pistaròl. pittàro e pitàrro per vaso di terra,
Pistarola, sf. Attrezzo per mostare orcio, derivante da un vocabolo lat.
l'uva, Ammostatrice. regionale (V. DEI), dal greco pithàrion,
PI. Pistaròl. diffuso dall'Esarcato di Ravenna.
Pistéda, sf. Pestata, Pestone. PI. Ktér. (S. Muratori scrive: «Pitàr.
PI. Pistédi. Sorta di vaso »).
Pistér, tr. intr. Pestare | Calpestare Pitarìn da la nèva, sm. Regolo.
I Ammaccare | Pigiare | Tritare. PI. Pitarin.
Prt. Piste Questo piccolissimo uccello che, come
PI. — è dice Spallicci « l'ha e' voi d'na pava-
F. — éda jota », si trova ormai solo in pineta.
PI. F. — édi. Popolava le grandi siepi e i broli.
A proposito di tale uccelletto gli
I Va' a piste' l'acva a i ^écval, Va' a ma- autori fanno una notevole confusione.
sticare l'acqua alle anatre!
Il Biondelli riporta: « Pitaràn (pita-
I Piste' dl'erba, Calpestare dell'erba. rén). Pettirosso « L. Sylvia rubecula»;
1 Piste' l'erba pr' i zècval, Tritare la
erba per le anatre. il Missiroli, in una nota (V. Romagna),
lo chiama «uccello cocola» («la cócla»)
I Piste' l'uva, Pigiare, Ammostare
uva. la cioè scricciolo. Lo Spallicci lo chiama
I Piste' dia chérna, Tritare della carne, semplicemente « e' pitarin da la nèva »
(Lat. med. pistare: « pistare uvam >; che, alla lett., si può tradurre solo con
Ravenna, sec. XIII. GLE). « pettorine della neve », dando a « pita-
Pìstòc, sm. Pestello per brillare il rìn » il sign. di « uccello impettito ».
riso. Vecchi contadini, da me interrogati,
PI. Pistóc. non si sono pronunciati né per il Pet-
(Dal lat. med. pistonus, pestello (?) tirosso, né per lo Scricciolo, poiché
GLE).
l'uno viene chiam. « e' pèt ró§ », e l'al-
Pistola, sf. Pistola. tro, «la cócla ».
PI. Pistòl. Pitòr, sm. Pittore.
I Pistòla curta. Pistola a due canne, o PI. Pitùr.
doppietta. Pìtràngula, sf. Petrangola. Gioco di
carte.
I Ave' la pistòla curta, Avere la pisto-
la corta. (P.) Essere poco largo di mani- Pitroli, sm. Petrolio.
che; essere piuttosto taccagno. Si chiamava anche « canfén » e « òli mi-
narél ». .
I S' u n' fa e' s-ciòp e fa la pistòla. Se
no fa (se non spara) lo schioppo, fa Pitunè§a, f. Pitonessa. Sacerdotessa di
la pistola. Apollo. (Questo nome, ancora vivo, con-
315
PITU PIVI
serva solo il significato di « donna al- PI. Piiimén.
tezzosa ».E' certo un ricordo della Pito- (V. Ca?ón).
nessa del tempio di Apollo che sorgeva Piupéla, sf. Pioppella.
a Campiano. (V. Bartóla). PI. Piupèli.
Pitùra, sf. Dipinto, Quadro, Pittura Piùv, sm. Piovasco, Acquazzone in-
I Arte del dipingere, Pittura. termittente.
PI. Pitùr. PI. Plùvi.
Piturér, tr. e intr. Dipingere, Pittu (V. Piuva).
rare. Piùva, sf. Pioggia (It. ant. piova sec.
Prt. Pituré XIII).
PI. — è PI. Piùv (m.).
F. — èda (Lat. pluvia, pioggia).
PI. F. — édi. Piuvàna, agg. Piovana.
Piuchèr, sm. Ciangottio | Petulanza Acva piuvàna, Acqua piovana.
Piuchèr, intr. Petulare | Ciangottare Piva, sf. Piva.
(di tacchina). • Piccolo strumento sonoro ottenuto da
Piucón, sm. (Accrescitivo di «piòc»). una cannuccia, da uno stelo di dente
PI. Piucón. di leone, da ima paglia, da uno stelo
F. — òna verde di grano, ecc.
PI. F. — òni. PI. Piv.
Piulér, tr. Piallare. j Piva de sac. Zampogna, Cornamusa.
Fiulér, intr. Pigolare. Pivarola, sf. Pepajuola, Pepaiuolo
Si ritiene derivi dal lat. ricostruite Vasetto del pepe.
piulare (V. DEI). PI. Pivaròl.
Piulèr, sm. Pigolio. Pivaròn, sm. Peperone (F.). Naso
Piulèt, sm. Pialletto. rosso.
PI. Piulèt. PI. Pivaròn.
Piulòn, sm. Pigolone, Persona che si Pivinàz, sm. Chiurlo maggiore, Tor-
lamenta di continuo. quato, Tarlino, Chiurlo, Fischione mag-
PI. Piulòn
F. — óna PI. Pivinè^.
giore.
PI. F. — óni. Pivinèla, sf. Pivieressa, Pivierone, Pi-
Piumbéda, sf. Impiombatura. viere montano, Squattarola, Vanello a
PI. Piumbèdi. gastreo nero.
Piumbén, sm. Martin pescatore. PI. Pivinèli.
PI. Piumbén. Pivir, sm. Piviere, Piviere dorato.
Uccello pescatore, U. Santa Maria, U. (Lat. med. piverius, GLE).
del Paradiso, Alcione, Pescatore del Re, Pivìr agustén. Piviere tortolino, Gui-
Piombino, Picupiolo, Alcedine, Vetriolo gnardo. Piviere morinello.
Piumbér, tr. Sigillare, Apporre i
I Pivìr rato,daPiviere,
la Pluviero.
pena d'or. Piviere do-
piombini | Impiombare (un dente).
PI. Pivir.
I Piombare,
si addosso Cadere a piombo ' Gettar-
impetuosamente. Pivirol, sm. Chiurlottello. Fischione
Prt. Piumbé terraiolo. CJlurlottello.
PI. — e PI. Pivirùl.
F. — éda Pi?ghèr, intr. Pizzicare, Prudere.
PI. F. — édi. IlaU lingua.
m' pe?ga la lengva, (F.). Mi prude
I Piumbér i virman. Piombare i vermi.
(V. Virman). Pi?gòr, sm. Pizzicore, Prurito.
(Lat. plumbare, impiombare). PI. Pi?gùr.
Pìuméii, sm. Spiga di biódo, o sua Pi?gòt, sm. Pizzicotto ! Pizzico. Quan
piuma. (Scirpus lacustris. | Piuma, to si prende (di polvere o alt rei fra
Piumino.
la punta del pollice e quella dell'indice
PIZG 316 PLOS

Pi^Rutcr, tr. Dar pizzicotti. delle penne; o implume , Pelato, Sen-


Prt. Pi?;guté za capelli, calvo. I Non ancora nella
PI. — è
F. — éda pubertà.
PI. Pie
PI. F. — édi. F. — éda
Pi^icuchi (V. Pizincuchi). Pi. F. — édi.
Pi^ighén, agg. Pizzichino^ Attributo Plèc, sm. Pelecchio. Erba che pare
di una sorta di tressette (Tri^ét pizi- peluria.
ghén). Plèc, sm. Picchio Cuntént coma
Pizincuchi, sm. Cerisuola, Bacca di un plèc, Contento (vivace, allegro) co-
biancospino. me un picchio..
Il Biondelli (1853) ha « Pzancul. Balle- Plèc róss, Picchio rosso, Picchio va-
rino. Còccola rossa che fa il rosaio e rio maggiore, Picchio sarto maggiore,
rovo canino ». ( Forse deriva da pizzi- Culorosso.
coccola, cioè piccola bacca). j Plèc vérd. Picchio verde.
Pizón, sm. Piccione. PI. Plèc.
PI. Pi^òn. Pléda, sf. Pelata. Testa calva.
F. — òna PI. Piedi.
PI. F. — òni. Pier, tr. Spennare, Spiumare De-
I Ave' al j' òv o i pi^ón, (F.) Passare da pilare I Sbucciare | Scuoiare.
una malattia all'altra in continuazione. ] Pléss, Perdere le penne ; Perdere
Stare tra il letto e il letticciuolo.
i capelli I Spellarsi, Rinnovare la pri-
(Lat. med. pipionus, GLE; dal lat. ma pelle.
pipio-onis). I Pie' e' pòrc. Radere il pelo al maiale.
Pi^unèra, sf Picionaia, Colombaia. ] Pie' e' pajér. Rastrellare un pagliaio
PI. Pizunèr. (allo scopo di pareggiare la superfìcie
Pi^unzìn, sm. Piccioncino, Pippione. laterale).
PI. Pizunzin. Prt. Pie
Placa, sf. Placca. Piastra di metallo. PI. — è
j Macchia di pus sulle mucose. F. — éda
Plachér, tr. Placcare Doppiare (me- PI. F. — édi.
tani).
Prt. Plaché La spagnéra la s' pela, La medica
perde il baccello (per mancanza di
PI. — è fecondazione).
P. — éda (Lat. med. pelare, spelare; «porci... de-
PI. F. — édi. beant pelari cum acqua ». Imola, 1334.
GLE).
I Plaché'
un anello. d'or mi anèl. Placcare in oro Plèspa, sf. Plispola,
Pladìn, sm. Peluzzo. Pispola, Spipola, Prispola.
PI. Pladìn. PI. Plèsp.
Plàtah, sm. Platano. Fleza, sf. Pelliccia.
PI. Plètan. PI. Plèz.
Platèja, sf. Platea. Pliche, agg. Bezzicato ( detto di uovo
Plàtin, sm. Platino.
il cui guscio è stato incrinato dall'in-
Platóna, sf. Pulledra, a'asino, Soma- terno dal pulcino).
rella che non ha ancora buttato giù PI. Plichédi (al pi. c'è solo il femm.).
il pelo da pulledra. Plichér intr. Pichiare del pulcino
PI. Fiatóni. per rompere il guscio
Plaustro, sm. Il plaustro. Rivista ro- PHspulòn, sm. Pispolone.
magnola fondata da A. Spallicci (1911- PI. Plispulón.
1914).
Pie, agg. prt. Pelato. Privo di peli; [Link]óc,
Plóc. SQi. Bioccolo I Ciuffo. -
o privato di peli ! Spennato. Privato Plò§, agg. Peloso.
PLUG 317 POLS

PI. Pu§. Pnó^a, sf. Pinuccia, Muro di pinuccia.


F. — ò§a Parte superiore che termina a punta, nei
PI. F. — òsi. muri laterali della casa a due spioventi.
(Lat. pilosus). PI Pnóz.
Pluchér, tr. Piluccare d'uva) ] Bruca- [Link],
Puc agg. Poco
re (delle pecore e delle capre) | Bec- F. Poca
chet arBezzicare
e[ (delle galline) | (F. )
Mangiucchiare. PI. F. Pòchi
Prt. Pluché I avv. Poco, Da poco
PI. — è I A pòc a pòc, Poco alla volta, A poco
F. — éda a poco.
PI. F. — édi. ] A di' pòc, Senza esagerare...
Plunzìn 'd cavèl sm. Ciuffetto, Bioc- Pochisì, avv. Purchessia
colino, Cioccherella di capelli.
PI. Plunzìn. j agg. Qualsiasi.
Fògli. Puglia, regione d'Italia
Pintóri, sm. .Piotone. I Int al Fògli, Nelle Fughe
PI. Plutòn. Fòglia, sf. Gettone. Pezzo di metallo,
Fnàcc, sm. Pennacchio. 0 d'altra materia, usato nel gioco d'az-
PI. Pnècc. zardo al posto della moneta.
Pnadòra, sf. Parrucchiera ' Pettina- Fògn sm. Pugno
trice. PI. Pògn.
PI. Pnadóri. (Lat. pugnus)
Pnadùra, sf. Pettinatura. Acconcia- j Tné' e' pogn stret. (F.) Essere tirchio.
tura PI.Fòjpa
Pòjp. sf. Polpaccio
PI Pnadùr.
Pnél, sm. Pennello Pòi, sm. Pollo
PI. Pnèl PI. PÒI
1 A pnèl, A pennello F. Fòla
PI. F. Pòli
I Di una cosa perfetta: La pé' fata cun
e' pnèl. Roba pr' i poi. Becchime
Pnéna, sf. Pettinina, Pettinella. 1 De' ai poi, Mandar via i polli.
PI. Pnén. (Lat. puUus, pollo. GLE).
Pnér, tr. Pettinare j Gudèss a pòi, Godersi a pollo.
I (F.) Conciare. Fòla, sf. Pollastra Gallina giovane.
Prt. Pné PI. Pòli
PI. — è ; Fòla ^anta, (F.) Madonnina infilzata.
F. — éda Santarella, Finta ingenua.
PI. F. — édi. PIPolita,
Pòli^. sf. Polizza d'assicurazione.
Pnét, sm. Pennato, Pennaio
PI. Pnét Pòlp, sm. Polpo comune.
F. Pnéta (Octopus
PI. F. Pnét PI. Pulp. vulgaris).
I Pònta de p., Penna Polpa, sf. Polpa.
I Taj de p., Petto I Bu.^a dia pólpa, Fossa delle polpe
Barbu|;él de p., Cresta (di bietola).
I Fat cun e' pnét, (P.) Tagliato con PI.Pòl§. sm. Polso I Tempia
Pul§.
l'accetta.
(Lat. med. penatus, pennato. GLE). j Sintì' e' pois, Sentire il polso Con-
Pnéta, sf. (V. Pnét). trol are ibattiti del polso
Pnilè, sf. Pennellata, Tocco di pen- Batudi de pois. Pulsazioni
nello
I Ave' de pois (F. ) Avere dei mezzi fi-
nanziari.
I Verniciata alla buona.
PI. Pnilé. 1 'D pòl§, Di polso.
POLS 318 PORC

Pólija, sf. Pulce dei Ladri). Ponte Fiumicello, .sulla Via


I Perno in ferro del mozzo della ruota Dismano a circa 10 kilometri a sud di
della carriola. Ravenna.
I Piccolo insetto nero che salta e di- Come dice il nome, li i ladri da strada
vora le foglie tenere delle barbabietole. assaltavano i passanti.
Fra i molti ladri che operarono in quel
I Fé' al pol§ a ón, Perquisire uno.
I Metr' una pólsa int un'urecia, Met- punto, rimase famoso « e' Gagìn ».
tere in guardia, sull'avviso. Pont dia Zela, Ponte Cella sul fiume
PI. Pól§. Ronco dove la Via Cella si immette
Pómpa, sf. Pompa. nella Ravegnana.
I Pompa de sulfét, Irroratrice. Pont Nov, Pome Nuovo sui Fiumi
PI. Pómp. Uniti a sud di Ravenna. Questo ponte
Pónila, sf. Pietra pomice, Pomice. fu fatto iniziare dal Card. Altaeroni il
(Lat. med. pomexa, GLE). 22 luglio 1735.
Pònar, tr. Mettere a covare (sia la Pònta, sf. Punta
chioccia che le uova).
I Vertice | Estremità acuta, in punta.
I Pònar una ciòza, Mettere a covare I Cocca del fazzoletto.
una chioccia. PI. Pònt
juova.
Pònar dal j' òv. Mettere in cova delle I Pònta da di§égn. Puntina da disegno.
I In pònta, A punta, Appuntito, Aguzzo.
PI. Post.
PI. Post [Link],
Pop. sf. Upupa. Bubbola.
F. Pòsta (Lat. ùpupa).
PI. F. Pósti. Pòpul, sm. Popolo.
Pónass, rf. Porsi, Mettersi Posarsi. PI. Pópul.
Prt. Post Por, (contrazione di Pòvar) agg. Po-
PI. Post vero.
F. Pòsta PI. Pur
PI. F. Pósti.
Pónga, sf. Talpa 1I E'
Por por...
óm, Pover'uomo.
(precede il nome di persona
PI. Pong. defunta).
(Per similitudine, forse da sus pontica, F. Pòra.
un maiale dal pelo nero e il muso lungo, PI. F. Por.
originario del Ponto). Por, sm. Porro
P6n§a, sf. Posa. Posatura di liquidi in ( Allium porrum )
cui, per l'ebollizione, sono rimaste in so- (Lat. porrum)
speso particelle pesanti. I Porro. Piccola escrescenza o verruca.
Pònt, sm. Ponte | Punto. PI. Por. (Lat. porrum).
I Punto. Punto fermo. Pórbia, sf. Polvere di ogni genere.
I Punto (di punteggio). ! De' la porbia, Spolverare i mobili.
I Punto (di cucitura). I De dia porbia int j' ócc, (F.) Cercare
Punto (in geometria). di darla da intendere; (F.) Mirare a in-
Punto di riferimento. gannare altrui sul proprio conto.
Pont 'd vesta. Punto di vista, Idea, Pórbia nigra. Polvere nera. Polvere
Criterio. pirica, formata di una miscela di ni-
I Pònt 'd riputaziòn, Punto d'onore. trato potassico, carbonio e solfo.
I In pònt 'd mòrta, In punto di morte. Icaccia.
Porbia da s-ciòp, Polvere da fucile da
i Vén cun e' pònt, Vino che ha una PI. Pórbji.
punta di acidità.
PI. Pònt. Poro, sm. Porco, Maiale.
(Lat. pons, pontis; sanscrito panthàh, ' (F.) Persona immorale.
« passaggio »). PI. Pure
Pònt di Lèdar, sm. (Alla lett. Ponte Pòrc 'd màeia. Maiale nero di macchia
PORG 319 POST

I Pò re ^ignél, Cinghiale. Ave' pòrta lebra. Poter entrare libera-


mente.
I Pòro spinòs, Porcospino, Riccio.
j Sànt Antoni u s' inamurè int un pòrc, j Tiréss dri la pòrta. Tirare a se la
(Sant'Antonio s'innamorò di un maia- porta. Chiudere la porta.
le). Questo per dire che la gente ha i
gusti più strani. j Al cvàtar
vanì por 'd Furie Pòrta
(P. Schaivonia); : Pòrtadi'dBdogn
S-cia-
Cvànd e' pòrc l'à e' pel brusé / o l'à (P. Cotogni); Pòrta 'd Sa' Pir (P. S.
fàm 0 l'è male (Placucci, op. cit.). Pietro); Pòrta 'd Ravaldén (P. Raval-
I Pru là! (Porco, via di là!). dino). In un docum. di Forlì, del 1408,
(Lat. porcus; radice europea pork- sono rispettivamente chiamate: Porta
« porco domestico »). Schiavania; Porta de Codognis; Porta
Pòrga, sf. Purga, Purgante Saneti Petri; Porta Ravaldini.
PI. Pórg. Pòrtasré, f. Porta Serrata (Rav.). Ven-
Porgat, sm. Portico, Loggiato. ne così chiamata perchè fu deciso di te-
PI. Pùrgat. nerla chiusa dopo che i Veneziani eb-
(Lat. med. porticum, GLE). bero allontanato dalla città Ostasio da
Port, sm. Porto. Polenta e la sua consorte Ginevra Man-
PI. Pùrt fredi. Poi, quando nel 164^8 il cardinal
I prt. Portato. legato Alderano Cibo fece riedificare un
I Pòrt Cursén. Porto Corsini (Ra). ponte di legno fuori Porta Serrata, si
Dal nome della famiglia fiorentina Cor- riaperse e fu chiamata Porta Cibo
sini a cui apparteneva il papa Clemente Lì vicino sorgeva una torre dove la
Xn, il quale autorizzò tutte le opere tradizione voleva che vi fosse stato
portuali e quelle della diversione del rinchiuso Boezio.
Ronco e del Montone. ( G. Pasolini - Zanelli).
Pòrt 'd fura. Porto Fuori (Ra). [Link]§a,
Pò§ sf. Posa, Atteggiamento.
« Pietro Peccatore... dalla famiglia nobi-
lissima degli Onesti... reduce di Terra- [ Mèts in pò§a. Posare
santa, scioglie il voto, fatto in una tem- Post, sm. Posto, Sito, Luogo
pesta di mare, edificando la chiesa ed Podere [ Sistemazione.
il convento di S. Maria in Porto. ' La§é' e' post. Abbandonare il posto.
La tradizione racconta che in quella Lasciare il podere.
chiesa e nelle mani di Pietro Peccatore, Di' un cvèl fura 'd post. Dire una
gli angeli, attraversato il mare, vennero cosa inopportuna.
a deporre l'immagine marmorea della I Sintìss fura 'd post. Non trovarsi a
Vergine Greca, e fu questa leggenda che proprio agio.
nei secoli condusse migliaia di pellegri- j Truvè' un post. Trovare un impiego,
ni, tra i quali anche imperatori, al ro- una sistemazione.
mito santuario di S. Maria in Porto».
P. D. Pasolini. I Fé' de post, Far posto. Far luogo.
I No' ave' e' post a fèrom. Essere irre-
Porta, sf. Porta, Uscio.
PI. Pòrt. PI Post.
quieto.
I Fé' pòrta, Far pagare alla porta. Pòsta, sf. Posta. Servizio postale. Uf-
I Ande' a la pòrta. ficio postale.
I mietitori che volevano lavorare per I Appostamento. Caccia con apposta-
tutto il tempo della mietitura, andavano mento.
a Forlì a una delle quattro porte e lì I Posta. Somma di ogni giocatore nella
contrattavano coi datori di lavoro la
giocata.
I Quota, Parte. Azione in denaro,
propria [Link] d'opera.
I A porta sréda. A lavoro ultimato in
ogni sua parte (detto per la costruzione jI Agguato.
di edifici). Fé' la pòsta a 6n, Attendere uno al
varco j Dar la caccia a uno con appo-
I Ere dia pòrta. Architrave. stamento.
POTA 320 PRE
Pradél, sm. Mattonella (da pavimento
j Ande' a la pòsta, Cacciare all'aspetto.. e da rivestimento).
j Fé' la posta a la levra, Andare al bal-
zello. PI. Pradèl.
I A posta 'd lo, A sua (di lui) posta, A Pradèla de fug, .sf. Lastra del foco-
piacer suo. lare. Serve a impedire che la fiamma
corroda il muro.
I A posta 'd li' A sua (di lei) posta, A PI. Pradèl.
piacer suo.
I A pòsta, avv. Appositamente. [Link]àdg,
Prèdg agg. Pratico, Esperto.
I A pòsta, Ad arte. F. Pràdga
I A posta ben!, AF>punto!; Per l'ap-
punto !
[Link]àdga,
F. Pradghi. '
sf. Pratica, Esperienza.
I 'D posta, Totalmente, Interamente.
I « Pòsta » si usa anche per « piccolo Fé' pradga. Impratichirsi, Far pratica
appezzamento di terreno per fabbricarci
una casa ». In questo signif . si accosta I Mètr' in pradga, Mettere in atto, :n
pratica.
al lat. med. « posta », appezzamento di Pradgadór, sm. Predicatore.
terreno. GLE. PI. Pradgadùr.
Pota, sm. Superbo, Borioso. Secondo Pradghér, int. tr. Predicare.
S. Muratori deriverebbe da Potestà il Pradìna (per accendisigaro), sf. Pie-
cui femm. sarebbe «Pute§a». tra focaia I Piccolo mattone..
PI. Pota. PI. Pradìn
Povar, agg. Povero (v. Por) Pradòcval, sm. Ciottolo (di mattone).
PI. Pùvar. (Da Prè).
I Avuchét di pòvar, Avvocato dei poveri. Pradòn, sm. Tambellone.
Pó^, sm. Pozzo PI. Pradón.
PI. Pó| (Lat. med. predone, grossa pietra. GLE
I Pò? artigiàn. Pozzo artesiano. (v. prè).
I Fé' vdè' la Iona in e' poz. Par vedere Pradulòt, sm. Frammento di mattone.
cose impossibili. PI. Pradulòt.
I Metr'a mòl e poz. Fare festa grande, \ Sucité di Pradulòt. Con questo nome
baldoria. mordace ma asinesco i ravennati incolti
I Murarci de pó^. Parapetto. chiamavano la Sovraintendenza ai Mo-
I Camita, Incamiciatura. numenti.
I Póz a rasul. Pozzo a rasoi. Secon- (Vedi U. Majoli, Quando noi nonnni...).
do la fantasia popolare ogni rocca ro- Praparèr, tr. Preparare, Allestire, Ap-
magnola aveva il suo pozzo con lame parecchiare.
trasversali disposte in tutti i sensi in Prt. Praparé.
modo che gli infelici che vi venivano PI. — è
precipitati finivano « tagliati a fette esat- F. — éda - PI. F. — édi.
tamente come un cocomero agostano » Pràtic, (v. Pràdg).
Paolo Poletti.
(Lat. med. puteus, pozzo. GLE). [Link]è,
Prè sm. Mattone.
Póza, sf. Puzzo, Fetore. I Cote (per affilare) detta « Pre da
PI. Póz
(Dal lat. putere, puzzare). rude' ».
] Prè cruda. Mattone crudo (non cotto)
Pr' pr. Per. Contrazione di « par ». ! Prè §élda, Mattone intero.
Fracìf, agg. Uguale, Identico, Preciso. j Mèza prè, Mezzo mattone.
I Esatto, Meticoloso. I Prè lareda
PI. Praci§ rasoi).rasùl. Pietra a olio (per affi-
F. Praci^a
PI. F. Piacisi. [ Man 'd prè,
muro). FHla di mattoni (di un
Pradarol sm. Mattoniere
PI. Pradarùl. I Mèi dia prè. Calcolosi alla vescica.
Mètar una prè sòra (F.) Mettere una
PRE 321 PRES

pietra sopra, Mettere in tacere. (Detto di ammali, ma il campagnolo lo


usa anche per la propria moglie).
I Ave' una prè int e' pónt 'd Matèlga,
Avere un mattone nel ponte di Mate- Prèl, sm. Prillo. Giro in tondo.
lica. Essere uno sciocco. PI. Prèl.
Questo modo ,di dire si spiega ricor- Prèla, sf. Pila (di canapa). Mucchio
dando che anticamente costumava far conico di fastelli di canapa eretti e mes-
pagare come tassa o pedaggio un certo si ad asciugare dopo la macerazione.
numero di mattoni per la costruzione PI. Prèl.
di mura, o di ponti. Probabilmente i più Prelavént, sm. Elica a due ali usata
scaltri eludevano il pedaggio e solo i più come giocattolo dai bambini. Quello
sciocchi lo pagavano. Di qui il detto che è in cima allo stollo del pagliaio si
canzonatorio. chiama « fról de paièr ».
I Ave' e' mèi dia prè. 1° Avere la calco- I Gheppio.
PI. Prelavé[Link] di falchetto.
losi; 2° Avere la mania di fabbricare.
(Lat. med. preda, mattone cotto. GLE). Prèm, agg. num. ordinale. Primo.
Pré, sm. Prato, Medicaio. PI. Prèm
PI. Prè F. Frèma
j Pré lèbar, Campo seminato a prato, PI. F. Prèmi
in primavera. Per far distinzione con la [ Ad prèma bota. Di primo colpo. Di
pratica normale di seminare l'erba me- primo acchito.
dica fra il grano.
Prèma, avv. Prima, Dianzi, Per l'ad-
I Padrón di prè §ghè, fF.) Padrone di dietro.
niente.
(Lat. med. pratum, prato. GLE). I Prèma 'd tot,
Premavìra Anzittutto. sf. Primavera
o Primavera,
PI. Primavér
I Guaste' e' pré, Rompere il prato.
I Tnè' a pré, Coltivare a prato. Premavira, sf. (Primula acalius).
Precisión, sf. Precisione, esattezza. (V. Viòla ?ala).
PI. Precisión. Premavira, sf. Primavera
Prèda, f. Prada. Villa di Prada poco Fiùr 'd premavira, Fiori primaverili.
discosto da Russi. E' antico borgo dove Premura sf. Premura, Cura.
nacque Guido da Prada, valoroso e li- PI. Premùr.
berale personaggio ricordato da Dante Premuro^, agg. Premuroso.
nella Commedia. PI. — ù§
Predàpia, f. Predappio. F. — ò§a
( Praedia Appii ) PI. F. — ò§i.
Praedium era il nome generico che Prèmvìra, sf. Gambetta, Combattente.
presso i Romani si dava al fondo, o a PI. Premvìr.
una serie di fondi, come dimora padro- Prén^ip, sm. Principe.
nale, case coloniche, servi^ parchi, ac- PI. Prénzip.
que, ecc. conferiti in proprietà per pub- Preputént, sm. Prepotente. Traco-
blica benemerenza, o venuti a possedere tante.
per eredità, ovvero per legittimo acqui- PI. — ént
sto. (E. Bottini - Massa, La Pie, Anno F. — énta
X, n. 1). PI. F. — ènti.
Prédga, sf. Predica. Preputén^a, sf. Prepotenza.
I (F.) Richiamo, Ramanzina. PI. Preputén^
PI. Prèdghi. Presa, sf. Presa. Spartimento rego-
I Prédga bura, Predica della sera del lare di campo.
PI. Pré§
Venerdì Santo.
I D'indo' che vén la prédga!, Da che (Lat. med., a 1250, Bologna, «presa»,
pulpito viene la predica! spazio di terreno, v. GLE e DEI).
Prégna, agg. f. Pregna, Gravida. Prc^a. prep. Rispetto a....
PI. Prégni
j Prè§' a pòco, A un dipresso.
PRES 322 PROF

Prè§apòc, (locuzione avverbiale) Pres- fatto.


PI. Princìpi.
so a poco, Press'a
Presentér, poco, Pressapoco.
tr. Presentare, Mostrare, In prinzipi, Dapprima.
Prospettare.
Prt. Pre§enté \ Da, e' prém prinzipi. Proprio dall'ini-
zio.
PI. — è IunU costrutto.
n' gn'è un prinzipi, (F.» Non c'è
F. — èda
PI. F. — édi. Prin^ipiànt, agg. Principiante, Ap-
Pi-e^énja, sf. Presenza, Cospetto. prendista.
P. — ént
I Aspetto, Presenza, Sembiante.
Presepi, sm. Presepio. F. — anta
Fresi, sm. Prestito PI. F. — ànti.
I In prèst, In prestito. Pri-prìcc, pri-prìcc, onom. Verso del-
(It. ant. presto, [Link]. Novellino). la quaglia.
Prést, avv. Presto, Tosto. Prìscia, sf. Fretta.
Prestèr, tr. (V. Imprastér). PI. Prìscji.
Prestèss, rfl. Prestarsi, Offrirsi, Veni- ] Fé' prìscia, Sollecitare.
re in aiuto. 1 In prìscia. In fretta. Affrettatamente.
Prt. Preste (Antico, pressa (fretta^ Boccaccio).
PI. — è Pri§inién, sm. « Presentino » — dice
F. — éda S. Muratori — era il nome che veniva
PI. F. — édi. dato, a Ravenna, a finanzieri, guardie
Pretésa, sf. Pretesa. daziarie e doganieri.
PI. Pretèsi. PI. Prisintén.
Pretcndar, tr. Pretendere, Volere, Esi- Prit, sm. Prete, Sacerdote.
gere. [PI.
Trabiccolo
Prit. per scaldare il letto.
Prt. Prete?
PI. — i§ Priia, sf. dispreg. Bigotta.
P. — è§a Privilègg, sm. Privilegio.
PI. F. — è§i. PI. Privilègg.
Pretési, sf. Pretesto, Appiglio, Scusa. Prò, sm. Pròsito. Pro.
PI. Pretèst. I Pro, Utilità, Giovamento.
Prevèdar, tr. Prevedere, Presagire, An- ' Bón prò, Buon appetito, Prosito.
tivedere. I Magne' 'd prò. Mangiare di gusto.
Prt. Prevèst Profóm, sm. Profumo, Odore.
PI. Prevèst PI. Profóm.
F. Prevèsta
PI. F. Prevèsti. [Link]ógn,
Prógn sm. Prugno, Susino.
Prèz, sm. Prezzo Prógn sambèdg Prugno selvatico
PI. Prèz Prégna, sf. Prugna. Fratto del prusno,
del susino.
I Crèsar 'd prè^, Salir di prezzo. PI. Prógn.
I Ande' 9Ó 'd prè?;, Calare di prezzo.
I Fé' e' prè5, Stabilire, fissare il prezzo, 1 Prógna vaca. Prugna gialla, grossa,
Fare il prezzo. polposa, comune nelle aie dei contadini.
] Tire' int e' préz^ Stiracchiare sul Susina giallina.
prezzo. Pròni, agg. Pronto, Preparato, Appa-
j No' guardé' int e' prèz, Non badare al recchiato, Disposto.
prezzo. I Disinvolto. Franco, Sollecito, Rapido.
Prilèr, tr. intr. Prillare, Roteare, At- Spigliato.
tortigliare. PI. Prónt
Prt. Prllé - PI. Prilè F. Prónta
F. Priléda. - PI. F. Prilédi PI. F. Prónti.
Prinzìpi, sm. Principio, Inizio, Ante- Pròpi, avv. Proprio, Davvero.
PROF 323 PRUV

Proprieté, sf. Proprietà. PI. Pruibì


PI. Proprietà. F. — ìda
Froprietéri, sm. Proprietario PI. F. — idi.
PI. — èri Pruibi^iòn, sf. Proibizione, Divieto.
F. — éria PI. Pruibi^ion.
PI. F. — érji. [Link]èf,
Prumè§ agg., prt. Promesso.
Prò§a, sf. Prosa
PI. Prò§. F. — è§a - PI. F. Prumèfi
Próscia, f. Prussia. (Dial. ant. «purmè§»).
Prova, sf. Prova, Esperimento. Prumè§a, sf. Promessa, Impegno.
I Dimostrazione PI. Prumèsi.
I Testimone. Priunètar (e Purmètar) tr. Promet-
PI. Pròv. tere.
Prt. Prumè§
I Pròva fél§a, Testimone falso. PI. — è§
Pruci§ión, sf. Processione
F. — è§a
PI. Pruci^iòn.
Prudént, agg. Prùdente, Cauto, Avve- PI. F. — èsi.
duto, Scaltro. Pruntè^a, sf. Prontezza, Sveltezza.
PI. — ént Prupònar, tr. Proporre.
F. — énta Prt. Prupòst
PI. F. —enti. PI. Prupòst
Prudènza, sf. Prudenza, Cautela, Sa- F. Prupòsta
gacia, Scaltrezza. PI. F. Prupòsti.
PI. Prudénz.
Prupo§it, sm. Proposito, Proponimen-
Prudót, sm. Prodotto, Raccolto | Pro- to, Intenzione, Divisamento | Giudizio.
duzione. PI. Prupù§it.
I 'D prèm prudót, Di prima produzione. I U n' à un prupòsit a e' mond. | (F.)
Prufèt, sm. Profitto, Utile, Guada- Non ha un po' di buon senso!
gno. Prupurziòn, sf. Proporzione, Dimen-
Secondo il caso può significare anche sione, Rapporto.
Abuso. PI. Prupurziòn.
PI. Prufèt.
Prupurziunè, agg. Proporzionato, Ar-
Pruféta, sf. Profeta | Indovino. moruco.
PI. Prufèta. PI. Prupurziunè
Prufìl, sm. Profilo. F. — éda
'D prufil, Di profilo, di fianco. PI. F. — édi.
Prugnòl, sm. Pruno. Pru^iàn, agg. sm. Prussiano | Cap-
Prugnolo, Susino di macchia. potto (alla prussiana).
(Prunus spino§a). PI. Pru§ién.
PI. Prugnùl. Prutésta, sf. Protesta, Rimostranza,
Prugnola, sf. Prugnola. Prugna di pru- Lamentela, Reclamo.
gnolo. PI. Prutèst.
PI. Prugnòl. Prutestér, int. Protestare.
Prugfre§, sm. Progresso. Pnitè?ar, tr. Proteggere.
PI. Prugrèf. Prt. Prutèt
Prufìtér, int. (v. Aprufìtèr). PL — et
Prugresèsta, sm. Progressista, Li- F. — età
berale. PI. F. — éti.
Con l'abuso che si fa adesso di certi Prutezión. sf. Protezione, Tutela.
vocaboli, questa parola, ora, non dice PI. Pruteziòn
più nulla, ma nell'ottocento era un Pruva. sf. Prua.
passaporto per tutte le galere. Pruvébi, sm. Proverbio.
Pruibìr, tr. Poibire, Vietare. PI. Pruvìbi
PRUV 324 PUJA

] Pruvébi di vece, Proverbio dei vecchi. Pta^òl, .sm. Mughetto.


Detto di una volta. PI. Pta^ul.
I Pruvébi d'una vòlta, Proverbio antico. (Si usa sempre il pi.).
Pruvèdar, tr, intr. Provvedere, Ap- Ptón, sm. Bottone.
provvigionare. PI. Ptòn.
Prt. Pruvèst (Dal francese bouton (sec. XII), da cui
PI. — èst deriva anche il lat. med botonus, 1327».
F. — està Pu, avv. Poi.
PI. F. — èsti. Publicazión, sf. pi. Pubblicazioni.
Pruvén, sm. Termometro Provino. ] Mètar fura al publicazión, Fare le
PI. Pruvén. pubblicazioni (di matrimonio).
Pnivér, tr. Provare.
Prt. Pruvé [Link]èr,
Publiché tr.' Pubblicare ' Stampare.
PI. — è PI. — è
F. — éda F. — éda
PI. F. — édi. PI. F. — édi.
Pruvèst, prt. (v. Pruvèdar). Pudachén (v. Putachén).
Pruvèsta, sf. Provvista, Riserva. Pudadòr, sm. Potatore.
PI. Pruvèst. PI. Pudadùr.
Pnividénza, f. Provvidenza. (Lat. med. podator, GKE).
Pruvi§ori, agg. [Link], Avventi- Pudadùra, sf. Potatura ' Quanto ca-
zio, Temporaneo. de a terra durante la potatura.
PI. Pruvi§ùri PI. Pudadùr.
F. — orla (Lat. med. putatura, GLE).
PI. F. — òrji. Pudèr, tr. Potare.
Pscarì, sf. Pescheria.
PI. Pscarì. 1 Pudé' long, Fare la potatura lunga;
Pudé' curt, Fare la potatura corta.
Pscadór, sm. Pescatore. Prt. Pudé
PI. Pescadùr.
PI. — è
Pschér, tr. Pescare. (Si usa normal- F. — éda
mente pi5chèr). PI. F. — édi.
P§è, sm. Fossato. (Lat. med. podare. GLE).
Antica voce che è contrazione di <( fu- Pudèr, sm. Podere.
scét », fossato. PI. Pudìr.
I P§é grand. Fossato Grande. Fosso (Lat. med. podere. GLE).
Ghiaia a sud di Ravenna. Puèta, sm. Poeta.
(Dial. ravennate antico, «fsa , v. L. Gab- PI. Puèta.
busio). Pugnale, sf. Pugnalata.
P§iga, sf. Vescica. PI. Pugnale.
I P§iga de pè§, Vescica natatoria. Pugnalèr, tr. Pugnalare.
PI. Psig.
PI.
F. —— éda
è
Pfigòn, sm. Vescica al tallone.
PI. Psigón. PI. F. — édi.
P§i6n, sf. Possessione. Possedimento Pugnél, sm. Pugnale.
(di terre). PI. Pugnèl.
PI. P§ión. (Lat. med. pugnalis. GLE).
Psté, agg. Appestato. Pugnér, int. Menar pugni, Dar pugni.
PI. Pstè
F. — éda I Prendere a manciate.
Pugnlìn, sm. Pugnetto.
PI. P. — édi. (Dal lat. pugnus).
(E' più comune «impsté»). Pujàn, sf. Spazzaneve.
Psulér, sm. Pisciolare. PI. Pujén.
PI. Psulìr. Pujàna, sf. Poiana, uccello rapace del-
PUID 325 pulì
la famiglia dei falchi.
PI. Pujàn. I Mnè' la pulénta, Mestare la polenta.
1 Bastón da mnè' la pulénta, Mesta-
(Buteo vulgaris). toio, Mestone.
Puida, sf. Pipita. Pellicina che si Pulèr, sm. Pollaio.
stacca dalla -pelle alla radice dell'un- PI. Pulir.
ghia. j Bachèt de pulèr, Posatoio.
I Malattia dei polli e dei tacchini con- I Ande' a e' pulèr, Andare a pollaio.
sistente in una falsa membrana che
I Sgumbré' im pulèr, (F.) Sposare una
si sviluppa nella punta della lingua. donna che stentava a trovar marito.
PI. Ptùd. (Lat. med. pularè, GLE).
Puipèta, sf. Polpetta. Pulètic, sm. Politico, Uomo che si
PI. Puipèt. dedica alla politica.
Pui§ì, sf. Poesia. PI. Pulètic.
PI. Pui§ì. Pulètica, sf. Politica.
Pula, sf. Pula, Lolla | (F.) Roba di I Piaggeria, Lusinga.
nessun valore: ! Druvé' dia pulètica. Adulare.
PI. Pul. I Pulètica spòrca, Piaggeria sfacciata.
CLat. med. pula. GLE). Pulìd, agg. Pulito, Terso, Lindo |
Pulàc, sm. Polacco. Abitante della Netto ! Termine venatorie che indica
Polonia. anche un terreno nudo, libero.
PI. Pulèc PI. — ìd.
F. — àca F. Pulida
PI. F. — àchi. PI. F. — idi.
Pularè, sf. Appollaiata (di polli e Pulida, sf. Pulitura | Pulita.
uccelli in genere). PI. Pulìdi.
Pularéda, sf. (v. Pularè). Pulinéri, m. Apollinare.
Pularèss, rfl. (e Apularéss). Appol- Essendo S. Apollinare patrono della cit-
lairs . tà di Ravenna, nel passato, questo no-
Prt. Pularè me era così comune fra i Ravermati
PI. — è che venivano chiamati scherzosamen-
F. — éda te, per antonomasia, « Pulinéri », cioè
PI. F. — èdi. Apollinari.
Ptxlaròl, sm. Pollaiolo. ' Pulinéri, a la càna! Questo detto vie-
PI. Pularùl. ne spiegato nel seguente modo: Per la
F. — ola festa di S. Apollinare, si lanciavano raz-
PI. F. — òli. zi il cui bastone, o canna, esauritosi
(Lat. med. puUarolus, venditore di il razzo, cadeva a terra sulla folla. I
polli. GLE). buontemponi, p>er pigliarsi gioco dei
Pulàstar, sm. Pollastro. vicini, gridavano : « Pulinéri, a la cà-
PI. Puléstar na!» (Apollinare, (attento) alla can-
P. — astra na!) e qualcimo abbassava la testa per
PI. F. — astri. proteggersi. Così si buscava im sono-
fLat. med. pullaster, GLE). ro scapaccione senza vedere chi glielo
Pulèdar, sm. Puledro. aveva dato.
PI. Pulìdar Pulir tr. Pulire, Nettare
F. — edra Prt. Pulì
PI. F. — èdri. PI. — ì
(Lat. med. puledrus. GLE). F. — ida
Pulén. (v. Bdòcc pulén). PI. F. — idi.
Puléna, sf. Sterco pollino. Pollina. Puli§àna, f. Polissena. Si tratta secon-
(Gallizioli, op. cit.). do N. Massiroli della «bela I*ulisàna »,
Pulénta, sf. Polenta. bella Polissena, figlia del condottiero
PI. Pulént. Gattamelata di Narni, andata in isposa
pulì 326 PUNS

del condottiero Tiberio Brandolini, (Ti- Pulsón, sm. Pulcione. [Link] di


berio IV Signore di Bagnacavallo). pulce. In certe case, infestate di pulci,
Andrea Vassura (La Pie, Anno XVIII, si diceva che vi era anche il «pulcione ».
N. 3, 4, 1949) dice che si tratta della Naturalmente in tono scherzoso.
Contessa Polissena Ruffo di Montalto Pultróna, sf. Poltrona
di Calabria, sposa di Francesco Sforza, PI. Pultròn.
duca di Milano e signore di Cotignola. Pumariél, sm. Azzeruolo, Lazzeruolo
La Polissena è cantata in antiche canti- (cratoegus azarolus).
lene popolari. PI. Pumariél.
Puliticón, sm. dispr. Adulatore. Pumarìéla, sf. Azzeruola, Lazzeruola.
Pulirai, sm. Agente investigativo.
PI. Puli^èj zeruolo. acidetto, rosso o bianco, dell'az-
Frutto
« Pulirai » è sempre sinonimo di ficca- PI. Pumariél.
naso, odi spione. Si usa in tono dispre- Pumpi^èl, sm. Pompisello.
giativo. Anticamente, a Ravenna veni- Pumèda, sf. Pomata.
vano buttati giù dalle mura. Era popo- PI. Puméd.
lare questo stornello : « I pulizàj i dis Pumpér, tr. Pompare. Aspirare, trar-
eh' i n'à paura: s' j'à de curàgg, eh' i re con pompa.
vegna in so int al mura ». ( I poliziotti I Immettere aria con la pompa a mano
dicono che non hanno paura: se hanno I Gonfiare con la pompa a mano.
del coraggio, vengano sulle miira). Pumpéda, sf. Azione del pompare, o
S. Muratori riporta anche questo : « I del gonfiare con la pompa a mano. Pom-
pulizèj chi pòrta la pistòla, / s' i
vò magne' eh' i vèga a la cariòla » (I PI. Pumpédi.
poliziotti, che portano la pistola, se vo- pata.
Pumpón de sulfét, sm. Irroratrice a
gliono mangiare vadano alla carriola). carriola.
Puliti, sf. Polizia. Pund§én, sm. Ponticello, Piccolo ponte
I Pulizia. PI. Pimdsén.
PI. Puliti. (Dal lat. med. pontisellus, GLE).
Piilon Matt, Napoleone matto. Titolo Punént, sm. Ponente, Ovest (punto
di un antico poema del sec. XVI di au- cardinale).
tore ignoto, in dialetto di San Vittore Punéss, rfl. Posarsi.
(Cesena), di cui si conoscono tre canti Prt. Puné
completi e parte del quarto. L'opera era PI. — e
in dodici canti. Il frammento, edito dal- F. — éda
la Regia Tipografìa di Bologna, 1887, a PI. F. — édi.
cura di Gius. Gaspare Bagli, è forse Punghìn, sm. Piccolo di talpa.
una copia dell'originale. Punger, tr. Posare, Adagiare: Riporre
Prt. Pun§é
E' così distribuito: Due sonetti, poi i
canti preceduti da un « Argmént », ar- PI. — è
gomento, che consta di ima ottava. I F. — éda
canti sono in ottave ariostesche <64 il PI. F. —édi.
primo; 58 il secondo; 74 il terzo; e 34 Puntél, sm. Puntello, Sostegno.
del quarto che è interrotto). Il poeta si PI. Pxmtèl
dichiara « Puvèta cuntaden », poeta con- (Lat. med. puntellus, puntello, GLE).
tadino, ma si tratta di un erudito. Puntén, sm. Punteruolo che serve a
Pulpastrel, sm. Polpastrello (del dito) fare il segno prima di forare col trapano.
PI. Pulpastrel Puntér, tr. Fermare (del cane da
Pulsine, agg. Che ha il germe del ferma).
pulcino. Detto di uovo in cui sia visi- I Appuntare. Dare punti.
bile, alla spera, il germe. (Lat. med. apontare, cucire, GLE).
I Ov pulsine. Uovo col pulcino. i Puntare, (F.) Fissare, Guardar fìsso.
PI. F. Pul§inédi. Prt. Punte
PUNT 327 PURT
PI. — è Purèt, sm. Povero, Accattone.
F. — éda { Purèt scané. Povero in canna.
PI. F. — édi. I Purèt me! Povero me!
Puntigliò§, agg. Caparbio, Puntiglioso, I Fé' e' purèt, Fingere di esser povero.
Ostinato. Purèt, agg. sm. Povero, poverello.
PI. — ù§ PI. Purèt.
F. — ó§a PI. — et
PI. F. — o§i. F. — èta
Puntiròl, sm. Punteruolo. PI. F. — èti.
PI. Puntirùl Purgatori, sm. Purgatorio.
(Lat. med. punctirolus, GLE). Purghér tr. Purgare | Purificare
Puntlèr, tr. Puntellare. j Fare ammenda dei propri errori.
Prt. Ptmtlé Prt. Purghe
PI. — è PI. — è
F. — éda F. — éda
PI. F. —édi. ' PI. F. —édi.
Puntura, sf. Puntura (d'insetto) I E'terra.
gia^ e' porga la tera, Il gelo purifica
j Iniezione. la
PI. Puntùr. Purmètar, tr. Promettere. Ora si dice
Punzèt, sm. Pungolo (Spallicci). « prumètar ».
Pupazèda, sf. Pagliacciata. Puròt, sm. Porro coltivato.
PI. Pupazédi. (Allium porrum L.)
Pupuloziòn, sf. Popolazione PI. Purót.
PI. — ón. Sono chiamati « purót » anche i germo-
Pupulér, agg. Popolare gli di cipolla.
PI. — èr Purpuréna, sf. Porporina.
P. — èra PI. Purpurén.
PI. F. — èri. Purtadòr, sm. Portatore.
Pur, agg. Puro, Pretto, Genuino. PI. Purtadùr
Puro (di razza). (Lat. med. portator, GLE).
PI. Pur Purtanténa, sf. Portantina.
F. Pura PI. Purtantén.
PI. F. Puri. Purté, agg. Proclive, Propenso, Che
Furale, agg. Parecchio, ha disposizione, attitudine. Portato.
(è invariabile in tutti i casi). PI. — è
! avv. Parecchio, Molto, Assai. F. — éda
Purbjìna, sf. Polverina, (F.) Polvere PI. F. —édi.
venefica, o malefica. Purtèda, sf. Portata.
PI. Purbiìn. i Capacità, Forza
Purbiòn, sm. Polverone. I Possibilità
PI. Purbiòn. PI. E*urtédi.
Purchèr, sm. Porcaio. Guardiano di Purtèr, tr. Portare, Recare, Arrecare,
porci. Sostenere, Reggere.
PI. Purchèr
(Lat. porcarius). Prt. Purté
I Riportare
Purchèra, sf. Porcilaia. Insieme di PI. — è
porcili. F. — éda
PI. Purchèr. PI. F. —édi.
Purchèta, sf. Porchetta. Purté' de vén, (F.) Portare bene il vino.
(Lat. med. porcheta e porchita. GLE).
I E^irté' §grèzia. Portare o recare di-
Purd§ina, sf. Porticina.
PI. Purd§in. sgrazia.
I Purté' furtóna. Portare fortuna.
Purè, sm. Purè.
I Purté' ben, Portar bene. Portar for-
PURT 328 FUTA
tuna. (Lat. med. portulaca, GLE).
(Portulaca olearia L.)
I Purté' mèi, Portar male, Portar sfor-
tuna, disgrazia. Pu^ànza, sf. Possanza, Forza.
I Purtéss ben, Portarsi bene, Compor- Puscè, agg. Posato, Calmo, Quieto.
tarsi bene. PI. — é
F. — éda
I Purté' so, Costruire il nido. Detto de-
gli uccelli e dei giovani sposi che met- PI. F. — èdi.
ton su casa.. Puscéss, rfl. Calmarsi, Divenire quie-
to, calmo, posato.
IRubare.
Purté' vi', 1" Portar via; 2° Rapire, Part. Puscé
Purtòn, sm. Portone. PI. — è
PI. Purtòn. F. — éda
Purzàna, sf. Porzana, Rallo, R. acqua- PI. F. — édi.
tico, Galinella, G. acquatica. Pu^èbil, agg. Possibile, Fattibile.
PI. Pur^àn j Fé' e' pu§èbil, Fare tutto ciò che è
(Rallus o Ortigòmetra porzana). nelle proprie possibilità.
Certe mattine rigide d'inverno con forti Pu§ér, intr. Posare. Darsi delle arie
gelate e galaveme, certi ragazzini credu- Pufèdar, tr. Possedere.
loni vengono mandati « a purjàn ». De- Pu§é5, sm. Possesso. Possessione, Ap-
vono mettersi un sacco, un po' umido, PI. Pu§è§.
propriazione.
attorno al collo per metterci le por-
zane e tenere in mano due cunei di Pu§idént, sm. Possidente.
acciaio, batterli ritmicamente insieme PI. Pu^idént.
e ripetere: « Purzàna vèn a e' sac che Pu§iziòn, sf. Posizione, Sito, Località
e' mat t'aspèta », Porciglione vieni nel [Link].
Pusiziòn.
sacco che il matto t'aspetta.
(Lat. med. porzana, gallinella acqua- Pust' aribi'! (Imprecazione). Che tu
tica, GLE). possa diventare idrofobo! Tradotto alla
Pur^anón, sm. Porciglione. Gallinella lettera perde ogni efficacia : « Possa tu
arrabbiare ».
d'acqua, Pollo sultano, Sciabica, Fola-
ga verdipiede. (Sec. XVIII, « pusta arrib: ». P. Santo-
PI. Purzanòn. ni, op. cit.).
(Rallus aquàticus). Pustarìn, sm Poderetto.
PI. Fustami.
Pur^anón turchén, Pollo sultano, Por-
firione ceruleo, Cimandorlo. Pustéma, sm. Postema, Ascesso.
(Porphyrio caeruleus) PI. Pustém.
Purzél, sm. Porcello. Pustén, sm. Postino
PI. Pur^èl PI. — én
F Purjéla F. — éna
PI. F. Pudjèli PI. F. — én.
I Fé' i purzèl, (F.) Vomitare per aver Pustèz, agg. Posticcio, Provvisorio.
bevuto troppo. PI.
F. —— è?a èz
(Lat. porcellus, DEI; lat. med. por-
cellus e porzellus. GLE). PI. F. — èzi.
Purzìl, sm. Porcile. Putachén, sm. Cincia, Cinciallegra,
PI. PÙrzil. Puticchia (1890, Giglioli).
Pur^iléra, sf. Porcilaia. PI. Putachén.
PI. Pur^ilèr. Rno a non molti anni fa era l'uccelletto
Purziòn, sf. Porzione, Parte. tradizionale del ciabattino forlivese.
PI. Purziòn .
Col suo canto, fuori dell'inverno, ram-
Purznàca (v. Purznacia). .'iienta ai contadini di potare le viti:
Pur^nàcia, sf. Portulaca, Porcellana « Puda '1 vidi puda '1 vid », Pota le viti,
Pianta delle portulacacee. pota le viti.
FUTA 329 PUZE

Putàcia, avv. Molto, Assai. (Zona di Prt. Putii


S. Zaccaria, Vecchio dialetto). PI. — ù
F. — uda
'Putàna,
PI. Putàn. sf. Putt£ina PI. F. — udi.
Putanìr, sm. Puttaniere. [Link]è§a,
Putè§. sf. Superba, Boriosa (v. Pota)
PI. Putanìr.
Putèce, sm. Stufatino Putifèri, sm.
' Disordine. Putiferio ] Confusione.
(Dal lat. med. potagium, vivanda GLE)
Putént, agg. Potente Puvarté, sf. Povertà
I Alcoolico. Puvént, sm. Poventa. Luogo riparato
I Vén putént. Vino ad alta gradazione. dal vento.
Roba puténta (da bere), (F. ) Alcoolici. A e' puvént, A poventa.
PI. Putént (Lat. post ventum).
F. — énta Pu^él, sm. Pozzale. Parapetto del
PI. P. — ènti.
Pimtén^a, sf. Potenza, Forza. PI. Puzél.
pozzo.
[ Stato potente. (Lat. tardo « puteale », orlo del pozzo.
PI. Putènz. DEI; e lat. med. puzzale, bordo del
Putèr, Int. Potere. pozzo. GLE).
PUZE 330 PZUL

Pu^ér, sm. Pozzaiolo, Scavatore di Da « spezieria »


pozzi. PI- P?iari.
PI. Pu^er. P^iél, sm. Farmacista (Speziale).
Pu^èr, int. Puzzare Pl. p^iél
I (F.) Darsi delle arie. (v. Pziarì)
I Pu?;é' da .sgnór, (F.) Posare da ricco. P^ultén, sm. Pezzetto
Pu^ét, sm. Pozzetto | Pozzo nero. PI. P^ultìn
Pl. Pu^èt. P^ultina, sf. Pezzuola
P^iari, sf. Farmacia. PI. Pzultin.
Q

QUAC 331

Q. Nella ortografia dialettale roma- Quajunèr, tr. (v. Cvajunér). QUAT


gnola icasi di qui, que, quo e qua sono Quajunzón, sm. (v. Cvajunzòn).
scritti con evi, cve, evo e cva, perchè Quajutéra, sf. Paretaio per la cattura
così suonano. Alcuni seguono l'ortogra- delle quaglie. Quaglieraio
fia italiana. Io ho ritenuto opportuno, PI. Quajutér.
per molte voci, riportare le due ma- Quajutìn, sm. (v. Cvajutìn).
niere. Nella ricerca dei vocaboli sarà Quànd, (v. Cvànd)
opportuno aprire alla q. come alla e. Quànt (v. Cvànt).
Quàcc, (v Cvacc). Quaranta nm. (v. Cvaranta).
Quadarlé, agg. (v. Cvadarlé). Quarantén, sm. e agg. (v. Cvarantén).
Quadèran, sm. Quaderno Quarantèna, sf. (v. Cvaranténa).
PI. Quadìran. Quarcér, tr. Fare il tetto. Mettere il
(Lat. med. quatemus, GLE). tetto.
Quadrél, sm. (v. Cvadrèl) Prt. Quarcé
I Mattone quadro. PI. —— éda
è
(Lat. med. quadrellus, GLE). F.
Quadrèt, sm. (v. Cvadrèt). PI. F. — édi.
Quàia, sf. Quaglia. Quarela, sf. (v. Cvarela).
I Sbornia. Quarè^ma, Quaresima.
PI. Quaj Quarlèss, rfl. (v. Cvarléss).
(Lat. med. quaglia, GLE). Quartarola sf. ([Link]òla).
Quajarén, sm. (v. Cvajarén). (Lat. med. quartarola, mis. di volume.
Quajàstar, sm. (v. Cvajàstar). GLE).
Quajón, sm. (v. Cvajòn) Quartana, sf. (v. Cvartaza).
Quaiòt, sm. (v. Cvajót) Quartén, sm. (v. Cvartén).
Quajunèda, sf. Canzonata Quàlar (v. Cvàtar).
I Stupidaggine Quatar^ènt, nm. (v. Cvatarzènt).
PI. Quajunédi. Quatarnén. sm. pi. Quadrettini (mi-
Quajunel, sm. Coglionella (Una presa nestra).
in giro). Quatrén, sm. (v. Cvatrén).
PI. Quajunel. Quatrócc. sm. Quattr'occhi, Canone.
332
QUE
Domenicano. OUOT
Quèra, sf. (v. Cvèra).
( Fuligula clangula). Quèrce, sm. (v. Cvèrcc).
Que, avv. Qui, Costì. Quèrta, sf. (v. Cvèrta).
(Sempre preceduto dalla preposizione
« a »). Quèst, pron dimos. Questo.
PI. Quèst
I A que, a le, a là. Qui, lì, là.
Quèdar, sm. Quadro, Ritratto. F. Quésta
PI. F. Quésti.
I agg. Quadro, Quadrato, A forma qua-
drata. « Quèst » è abbreviato in « 'st » tutte
PI. Quèdar le volte che è seguito da un nome,
F. Quédra (v. 'St).
PI. P. Quédri. Qui, pron. dim. m. pi. (v. Cvi).
Quèj, sm. Bugno rustico Quilér (v. Cvilér).
Qullìn, sm. dim. Cosino.
I Covile, Covo. PI. — in .
PI. Quèj.
F. — ina
Quél, agg. Quale
Tel e quél, Tale e quale. PI. F. — ini.
Quél, sm. (v. Cvél). Quind§èna, sf. (v. Cvind§éna).
Quél, pron. dimos. Quello. Quintalér, tr. (v. Cvintalèr).
PI. Qui Quintél, sm. Quintale
F. Quèla PI. Quintél.
PI. P. Quèli. Quintén, sm. Quinta parte di un litro.
Quéla, si. Cosa (in senso dispreg.) Quòta, sf. Quota ] Quota parte.
PI. Quèli. PI Quot.
R
R 333 RABI

R... Il suono della « r » molto prolun- magnolo antico « réba » riportato dal
gato veniva emesso durante l'aratura Biondelli con la spiegaz. « Specie di fa-
per incitare allo sforzo le mucche. Po- me così grande che è malattia».
trebbe essere il troncamento della voce Ràbi, sm. Trebbio. Attrezzo munito
Ro, che è il nome del bue di destra, o di denti di ferro (rebbi), con cui si trita
di Riba che è il nome della mucca di il terreno arato per spianarlo. Erpice a
destra. rebbi.
PI. Rèbi
Rabajol, sm. Panciullino. E>aU'antico
« Rabàcc », comune u molti altri dia- Ràbi di dént, Trebbio.
letti e all'italiano antico rabacchio. I Ràbi dal cadén, Erpice snodevole
PI. Rabajùl. Ràbi dal cmìr, Erpice a vomeri.
Rabàtar, tr. Rabbattere, Socchiudere Ràbia, sf. Rabbia, Ira, Stizza.
PI. Ràbji
(porte, fineste e occhi).
Prt. Robatù. ! Ave' ràbia. Avere rabbia, Essere ar-
rabbiato.
PI. — ù
F. — ùda Rabi, agg. Idrofobo.
PI. P. — ùdi. ] (F.) Ingordo
PI. — i
Rabatù, agg., prt. Rabbattuto, Soc- F. — ida
chiuso.
PI. F. — idi.
PI. — ù
F. — ùda ! Càn rabì, Cane idrofobo.
Per il sign. (F.) vedi la v. « Rabè§ ».
PI. F. — udi Rabièda, sf. Erpicata
I ó§ rabatù. Uscio rabbattuto; Pòrta PI. Rabiédi.
rabatuda, Porta rabbattuta; Finèstra ra- Rabiél, sm. Raschiatoio. Strumento
batùda. Finestra rabbattuta.
con cui si raschia il terreno, o si spiana.
Rabatèss, rfl. (v. Arabatéss).
E' a forma di rastrello con solo ma-
Rabè§, sf. Ingordigia | Bulimo | Avidi- nico e cassa. Secondo il Biondelli (1853),
tà insaziabile in senso più figurato che questo nome indicava il mazzuolo da
reale. Di un uomo avido di denaro si di- terra, quello con cui si rompevan le
zolle.
ce, per esempio, « L'à la rabè^ ». Questo PI. Rablèl.
« rabè§ » ha il corrispondente nel ro-
RABI 334 RAGN
j Rabièl de fòran, Tirabrace. PI. F. — édi.
Rabiér, tr. Erpicare. Rafón, sm. Con « rafón » che il Morri
Prt. P. — éda chiama impropriamente «canajolo ne-
PI. F. — édi. ro » si indica un'uva dolce dalla buccia
(V. Rabi). rossa, con acini un pò allungati, di me-
Racò^, sm.. Crocchio dia grossezza, che resiste bene alle
I Fé' de racò^, Fé' e' racòz, Raccogliersi intemperie. Raffone.
in crocchio. Ragajèr, intr. Ringhiare del cane.
PI. Racó^. Nella forma riflessiva prende spesso
(V. Racu^ér). una «a» come prefìsso [ (F.) Far la
Racuzér, tr. Radunare, Raccozzare. voce grossa (V. Aragajéss).
Prt. Racia^é Ragajìn, sm. Attaccalite. Persona ar-
PI. — è rogante, litigiosa.
F. — éda PI. Ragajìn.
PI. F. — édi. (V. Aragajéss e Ragajér).
Radanéda, si. Rabberciata, Rattop- Ragajòn de car, sm. Argano del car-
ro. « Arganone ».
pata jDe' una radanéda, Dare una
rattoppata, o una rabberciata. Raganlè, agg. Che ha la raganella, la
(Aruch Aldo, in op. cit., riporta: « Arba- raucedine.
danar i mie bragon, Rappezzare i miei
calzoni »). Ragà^, sm. Ragazzo, Giovine Sca-
PI. Raghè| ,
Radanèr, tr. (v. Radanéda). Rabber-
ciare, Rattoppare. F. — àza
polo.
Radèce, sm. Radicchio. PI. F. — àzi.
PI. Radèce. Ragàza, sf. Ragazza, Signorina, Gio-
Ràdghi, agg. f. pi. Dispari. Detto delle vine IZitella.
carte da gioco quando non sono distri- PI. Ragàzi
buite regolari.
I Sté' ragàza. Rimaner zitella.
! Al j' è ràdghi. Sono dispari. I Raga^a smè§a. Ragazza attempata,
Radicela, sf. Radichetta, Radicchiella. che ha passato l'età da marito.
Gè race. Ragion, sm. Tordella, Tordo mag-
PI Radiceli. giore (Turdus viscivorus).
Radìsa, sf. Radice Barba PI. Ragion.
I Apparato radicale. E' chiamato anche «rangión ».
I Ravanello bianco a forma allungata. ■ Cvànd e' canta, e rangión a sém
j Ramolaccio. fura di' avtón. Quando canta la tor-
PI. Radi§. dela siamo fuori deirautunno.
I Cave' d'int al radis, Sradicare, Estir- Ràgn, sm. Ragno.
PI. Règn.
pare.
I Radj§a vàs-cia, Radice vana, stopposa. I Ràgn ró§. Ragno rosso (Metatetra-
(Lat. radix). nychus ulmi).
Radì^én, sm. Ravanello.
PI. Radisén. I Ràgn d'acva, Gerris.
I No' cave' un ràgn d'int un bu§. Non
Radi^èr, sm. Intrico di radici. levare un ragno da un buco. Non ve-
Rafél (e Do Rafél), (v. vaca). nire a capo di nulla.
Rafèt, sm. Graffiello da falegname. I Ràgn dal set gàmb, Ragno dalle set-
PI. Rafèt. te zampe. Prima di uccidere un ragno
Rafìnarì, sf. Raffineria. costuma assicurarsi che non abbia set-
PI. Rafìnarì. te zampe, perchè si crede che, in que-
Rafìnér, tr. Raffinare, Affinare. sto caso, porti fortuna alla casa in cui
Prt. Rafìné si trova, e si lascia vivere.
PI. — è Ràgn, sm. Fanciullaccia.
F. — éda (Nigella damascala L.).
RAGN 335 RAME
P. Zangheri. Rama, sf. Rama, Frasca Ramo.
Ragna, sf. Discordia. PI. Ràm.
Questa par., riportata dal Bionedelli U§èl da rama. Uccello che si posa
(1853) col signif. di discordia e che re- sui rami, ramace.
sta ancora come radice nel v. « ra- [ Rama'd tre fój. Rama di tre anni.
gnér » (rabbuffarsi, litigare, altercare), Ramarle, sf. Mestolata | Colpo di me-
si conserva nel detto « è^ar in càgn e in stola ]Contenuto di una mestola, di
ragna », essere in capiesco e in discor- un ramajuolo.
dia. PI. Ramarle.
Ragna, (Erbaràgna), sf. Cuscuta. Ramarol, sm. Ramaiuolo, Mestola.
(Cuscuta epithymun). PI. Ramarùl.
E' chiamata anche « caviléna ». (Sec. XIV, ramaiolo).
I Tramaglio, Rete a tramaglio detto Ramasè, prt. Raccolto Rarmicchiato,
anche « rèd d'imbròc ». Rattratto, Ammassato, Ammucchiato.
Ragnadòr, agg. Litigioso, Attaccalite. i Tnè' al gàmb rama^édi. Tener le
PI. Ragnadùr . gambe raccolte, rattratte.
F. — óra. PI. Ramale
PI. P. — òri. F. — éda
Ragnéda, sf. Rabbuffo, Litigio, Con- PI. F. — édi.
tesa.
PI. Ragnédi. j Sté' tòt rama§é, Star tutto rannic-
chiato.
Ragnèr, int. Litigare. Rama^éda, sf. Ammucchiata.
j Ragnèss, un cvèl, Contendersi una PI. Ramasèdi.
cosa. Rama§ér, tr. Ammassare.
Prt. Ragne Prt. Rama§é
PI. — è PI. — è
F. — éda F. — éda
PI. F. — èdi. PI. F. — édi.
Ragnìn, agg. Regnante. Si trova solo Rama^òn,
nel detto: I suldé de pepa ragnìn i ta in modo sm. Ammucchiata
disordinato. esegui-
mureva sota la guaza; per significare Rama^ìna, sf. Rametto.
che non valevano nulla. PI. Rama^ìn.
I 'Sa sit un suldé de pepa ragnìn? Sei Ramblé, agg. Che ha le gambe stor-
forse im soldato del papa regnante? te.
(Col sottinteso che quei soldati soffri- PI. Ramblé
vano anche per una semplice rugiada). F. — éda
Ragusei, sm. Spillettone. (Scandix PI. F. — édi.
pecten Veneris). (V. Ranche).
Di odore disgustoso. Raméda, sf. Vecchia voce con cui si
PI. Ragu§èl. indicava la « rete metallica ». Lo Zin-
(Anche Agusèl). garelli riporta: «ramata», graticolato
Ralintér, tr. int. Rallentare (di velo- fitto di fili di metallo per usci e fine-
cità) Scemare
I (di pioggia) ' Calare stre. Il GLE riporta un « remata ».
(di vento). 1261, Bologna, reticella metallica che si
Ràm, sm. Rame. mette ai telai degli armadi. Da queste
due voci il nostro vocabolo.
Irame.
Roba Rami.
'd ràm, Utensili da cucina in
Raména, sf. Mestola forata, bucherel-
(Lat. med. ramum. GLE). lata e piatta | Schiumarola.
Ràm, sm. Romo (di albero | Rampa PI. Ramén.
(di scala). Ramènd, sm. Rammendo.
PL Rem. PI. Ramènd.
Isul
Sté'chi coma Ramèta, sf. Saliscendi (della porta).
vive. ru§èl int e' ràm, Stare
Spranghetta del saliscendi.
RAMG 336 RANZ

PI. Ramèt. Randlé, sf. Randellata, Colpo di ran


I Ciavèta dia ramèta, Linguetta. dello.
I Capu^òl dia rameta, (o dia pòrta) PI. Randlé.
Monachetto.
[ De' dal randlé, (F.) Tirar frecciate.
I Scò^aramèt, (dispregiativo). Colui che Ranéla, sf. Raganella.
in una stessa sera va in più trebbi. I Giocattolo che dà un suono simile a!
canto della raganella, Si ottiene con
I Tire' so la ramèta, Alzare il saliscen- un bossoletto di canna coperto da una
di. Quest'espressione deriva dal fatto
che molti saliscendi erano azionati da parte da un foglio di carta molto so-
una funicella. lida, per il quale si fa passare, tramite
Ratngnàn, agg., sm. Ravegnano, Ra- due forellini, un crine di mucca, o di
vennate. cavallo; alle due estremità che riman-
PI. Ramgnén gono dentro il bossoletto, si lega un
F. — àna bastoncino che fa da fermo; all'altra
PI. F. — ani. estremità si fa un cappio che abbraccia
I A la ramgnàna, Apertamente. una bastoncello intomo al quale si fa
(Lat. med. 1332 ravegnanus). roteare fortemente il bossoletto. Per
Ramó^, (V. Ramuscér). effetto dello sfregamento del crine col
Ramuscéda, sf. Rasciugata (V. Ra- legno, si ottiene un suono che imita il
muscér). canto della raganella.
Ramuscér, tr. Rasciugare (detto dei Rantolo. Stridore del respiro prodot-
panni lavati). to da catarro.
Prt. Ramó§ e Ramuscé I Cvànd e' canta la ranèla, la s' vò
PI. Ramó§ e Ramuscé bagné la pela. Quando la raganella
F. Ramósa e Ramuscéda canta è segno che vuol piovere.
PI. F. Ramósci e Ramuscédi. Ràngg, sm. Rancio (dei soldati).
(Aruch Aldo in Op. Cit. sec. XVIII,
riporta « aramusar », rasciugare). di Rangè,
cavallo. sf. Raglio d'asino ' Nitrito
Rana, sf. Miseria squallida. I Fé'un ima rangéda, Emettere un raglio
PI. Ràn. (o nitrito).
Ranche, agg. Arcato, Arcuato. PI. Rangédi.
PI. Ranche Ranger, int. RagUare (di asino).
F. — éda j Nitrire (di cavallo).
PI. F. — èdi. Rangoon, (V. Ragion).
Rangutàn, sm. Orangutano, Orango.
I L'è ranche, Ha le gambe arcuate.
I Gàmb ranchédi. Gambe arcuate, stor- Scimmia antropomorfa dell'isola di
te. Bomeo ' (F.) Persona misantropa e
(Forse dal celtico rand, curvo). tirchia.
Rancor, sm. Rancore. PI. Rangutén.
PI. Rancùr. Ranicé, prt., agg. Rannicchiato.
Rànd^, sf. Secondo il Biondelli (1853) Ranòcc, sm. Rana, Ranocchio.
significava sesto delle volte e degli PI. Ranócc.
archi. Ora, di una persona che si at- Rantlìr, sm. Rantolìo.
teggia a gran signore, si dice : « U s' dà Ranucér, sm. Ranocchiaro.
dia randa». PI. Ranucér.
Randel, sm. Randello. Ranucèra, sf. Ranocchiaia, Strato di
PI. Randèl.
alghe d'acqua dolce (zanichella palu-
I Armane' cun e' randèl int la nó^, stris). Conferva. Borracina d'acqua.
Rimanere incagliato, o a metà opera. (Da « ranòcc »).
I De' Lanciare
una randlé. Rànz, agg. Rancio, Rancido.
(F.) unaTirare
frase unallusiva
randello
corij PI. Rénz
l'intento di creare suscettibilità ' Dare
ima stoccatina. PI. F. Rànzi.
F. Ràn^a*
RAPA 337 RASU

(Rancio, rancido (Sec. XVI)


I A ra§òn 'd, A ragione di.
Raparén, agg. Rampichino. Riferito Purté' al su ra§ón. Par sentire le pro-
a piante rampicanti. | « Mlón raparén » prie ragioni.
melone rampichino. | sm. Picchio mu- (Rav. sec. XIV, rasone, ragione).
ratore. Rasp, sf. Raspo.
PI. Raparén. « Malattia che colpisce i conigli al naso,
F. — éna alle orecchie e ai piedi, chiamata «Mèi
PI. F. — éni. de rasp ».
Rapéda, sf. Erta, Salita. Raspa, sf. Raspa.
PI. Rapédi. Lima da legno.
Rapèr, intr. Arrampicarsi, SaUre. PI. Rasp.
Prt. Rapè Raspatola, sf. Graticola. Si applica
PI. — è internamente ai tini in corrispondenza
F. — èda del foro da cui si spilla il mosto, per
PI. F. — édi. arrestare raspi e vinacce.
(Dal lat. repere, arrampicarsi). PI. Rasparci .
Rapèt, sm. Erta breve, Salitella. RaspSda, sf. Raspatura, Razzolata.
PI. Rapèt. PI. Raspèdi.
Rapiàt, sm. Soppiatto.
Raspégn, sm. Avarizia, Mania di ri-
I 'D rapiat, Di soppiatto, Di nascosto. sparmiare e mettere da parte.
Rapón^al, sm. (F.) Raperonzolo. Na-
nerottolo | Maiale basse, tozzo e pan- Raspén, sm. Prurito, Pizzicore alla
ciuto. gola, Stimolo a raschiarsi la gola.
PI. Rapòn^al. Raspèr, tr. e int. Raspare \ Razzola-
Rapdnzul, sm. Raperonzolo o Rapon- re dei polli.
zolo (Campanula rapunculus L.). Prt. Raspe
P. Zangheri; e così anche il Gallizioli PI. — è
in Op. Cit. F. — éda
Raport, sm. Lamentela, Lagnanza, PI. F. — édi.
Rimostranza, Rapporto. Raspól, sm. Raspo, Graspo. Grappolo
PI. Rapùrt. d'uva dopo che sono stati levati i
Ra^èda, sf. Raditura (di sfalcio, e chicchi. Raspollo.
di taglio di capelli). Rasata. PI. Raspól.
I Passaggio rasente, (Dal
PI. Rasédi. GLE). lat. med. graspus, graspo d'uva.
Ra§egnèss, rfì. Rassegnarsi. Rastél, sm. Rastrello (Attrezzo agri-
PI. Ra§egné colo).
PI. — è PI. Rastèl.
F. — éda (Dal lat. rastrum, rastrello. DEI).
PI. F. — édi. Rastél, sm. Cancello.
Ra^éna, sf. Rasiera. Asticella, rego- PI. Rastèl.
lo per rasare misure di capacità per (Lat. med. rastellum, cancello. GLE).
aridi. Rastladùra, sf. Rastellatura. Fieno,
PI. Ra§én. 0 strame, raccolto rastrellando
Ra§ént, aw. Rasente. Rastlér, tr. Rastrellare.
Rasér, tr. Rasare. (V. Rastèl).
I Rasentare | Sfiorare. Rastlìra, sf. Rastrelliera.
Prt. Rase PI. Rastlìr.
PI. — è (Lat. med. rasteleria, mangiatoia. GLE)
P. — èda Ra!>ùl, sm. Rasoio.
PI. F. — èdi. PI. Ra§ùl.
Ra^ón, sf. Ragione, Cagione, Causa, [Link]ént, sm. Ragionamento.
Motivo. PI. Ra?unamént.
RASU 338 RAZE

Forlì.
Raijunéda, sf. Ragionamento, Discor-
so IChiacchierio | Proposta Raviulé, agg. prt. Attorcigliato, Con-
torto.
I Ave' una ra§uné<ia, Ehscorrere con (V. Raviulèr).
vivo interesse, o anche animatamente
I Fé' una ra§unéda a una dona, (F.) Raviulé, agg., prt. Attorcigliato, Con-
me una biscia.
Fare una proposta a una donna Fé'
una ra§unéda. Fare un discorsetto (per Raviulèr, tr. Attorcigliare, Avvolgere.
chiarire alcune cose). Prt. Raviulé
I L'è una ra§unéda ch'la n'u m' va, E' PI.
F. —— édaè
un ragionamento che non rni garba.
Rasunér, intr. Ragionare, Discorrere. PI. F. — édi.
Prt. Ra§uné. Raviulòt, sm.. Attorcigliamento.
Rata, sf. Piano inclinato di terra. PI. Raviulòt.
Ratta (Vasari). Ra?, sm. Raggio, di luce Fuoco di
PI. Rat. artificio.
Ratatóglia, sf. Accozzaglia. ! Fé'Re?.
PI. i rè?. Fare i fuochi d'artificio.
PI. Ratatogli.
Ravàce, sm. (?)
j Fé' i rè? de fug (F.) Sprizzare scin-
1 U j n' è a ravàce, (detto solo di ro- tille.
ba). Significa che ce n'è in tale abbon- I Fé' i ré? pr e' cui, (Fare i razzi per
danza da non doversi preoccupare se il culo), (F.) Essere su tutte le furie.
anche ne va a male.
I E' raz magiòr. La raggerà dell'osten-
sorio.
Forse « ravàce » deriva dal verbo « ra-
vacér ». In origine, forse si riferiva a Raza, sf. Raggio (di ruota). Razzo.
quando il raccolto dell'uva era in tale (Lat. med. razus, raggio della ruota.
abbondanza che vi si poteva - in senso GLE).
figurato - diguazzare dentro fino « a Ra?a, sf. Razza stellata.
ravacé§ ». (Raja
PI. Ra?.Asterias).
(V Ravacér).
Ravacér, tr. Infangare, Impillacche- Raza, sf. Razza, Stirpe, Schiatta.
rare.
Prt. Ravacé dispr. Genia | Specie ] Animèl 'd
ra^a. Animale puro, di alta genealogia.
PI. — è 'D raja bòna. Di buon ceppo.
F. — éda Raza cativa!. Cattiva genia.
PI. F. - édi. Fé' ra^a, Generare.
Ravaciòn, agg. Che si infanga. Che Animèl da ra?;a, Animale da ripro-
ama infangarsi. duzione.
PI. Ravaciòn Ra^adùra, sf. Raschiatura, Lavoro ed
F. — òna effetto del raschiare [ Materia raschia-
PI. F. — óni. ta.
Ravaldén, m. Ravaldino. Località di Ra^adùra dia stré, Materiale aspor-
Forlì ove sorge la rocca omonima. Se- tato dalle strade, mediante raschiatura.
condo icronisti, fu il cardinale Pietro Razér, tr. Raschiare per appianare, o
Bruggia a Idearne e iniziarne la co- pulire il terreno. Togliere erbe, spor-
struzione nel 1372. L'opera fu ripresa, genze, eroste risalti.
secondo il piano originario, un secolo Gli attrezzi impiegati per raschiare pos-
dopo, da Pino III degli Ordelaffi; ma sono essere, la vanga (la vanga), il ba-
fu realizzata (1483) da Gerolamo Ria- dile (e' badil), il raschino (e' razèt);
rio, marito di Caterina Sforza, succe- la ralla (la manzela).
duto airOrdelaffi nella Signoria di For- j Pronunziare
Prt Ra^é la « r » con la gola.
lì. (Romagna. L. Pasquini).
PI. — è ,
lE' Borg 'd Ravaldén, Il Borgo di Ra- F. — éda
valdino. E' uno dei quattro borghi di
RAZE 339 REMA

PI. F. — édi. PI. Rid.


Ra^èt, sm. Raschino. I Red d' imbròc, Tramaglio.
I Rajèt da pulì' la sapa, Raschino per Rèd da cvàj, Bùcine.
zappa. Réd, agg. Rado | Raro.
PI. Red.
I Razèt da pulì'
strisciarvi al schérp,
con le scarpe. Raschino per F. — éda
PI. Razét. PI. F. — édi.
Ra:ì!5n7ar, tr. Ottenere, Conseguire, I Grap réd, Grap])olo spàrgolo.
Addivenire, Raggiungere. Reda, sf. Rete iper vari usi).
Prt. Ra?ònt
PI. — ónt PI. Rèd.
I Omento.
P. — ónta
PI. F. — ónti. I Casché' int la reda, (F.) Rimaner
nella rete.
Re, sm. Rio, Rigagnolo. I Stèndar la reda, Tendere la rete.
PI. Re. (Lat. retis).
(Lat. med. rivus, GLE). Referendum, sm. Referendum.
Questo nome, non più in uso nelle Vil- Règan, sm. Uragano.
le Unite, resta nella toponomastica lo- PI. Règan.
cale legato allo Scolo Re fra Ducen- Règimént, sm. Reggimento.
ta e Du razzano. PI. Regimént
Re, sm. Re. Monarca.
PI. Re. Regina, sf. Regina, | Ape madre, Re-
Nel gioco delle carte v'è « e' re 'd cóp », PI. Regìn.
gina.
Règn, sm. Regno, Reame.
il re di coppe ; « e' re 'd bastòn, il re
PI. Règn.
di bastoni, « e' re 'd spéd », il re di
spade; «e' re 'd dinér », il re di de- Regnér, (Più usato «gvarnér»), intr.
nari. Governare, reggere, regnare.
I U m' pè' e' re Roda, (detto di per- Règula, sf. Regola, Norma, Regola-
sona che si pavoneggia. E' forse un ac- mento, Precetto, Prescrizione. (Si dice
cenno al re longobardo Rotari?). anche « règvla »).
PI. Règul.
I Re 'd quaja, Re di quaglia.
I Re Pipén. Questo re è menzionato
insém. Ognuno baz-
nel detto « I suldè de re Pipen i mur§- ] Ognizica con gente trata
règula del suo stampo.
va sota la gvaza ». (Per lo stesso detto
vedi «Pepa ragnin»). I No' tu' règula da quél che u s' dis,
Non regolarti con ciò che si dice.
I Re Roda, (V. Roda).
I A logica.
di règula 'd brèscula, (F.) A ragion
Rèe, agg. Abbondante | Ricco.
PI. Rèe
Régval, (Régval dal bè§), sm. Regolo,
F. Reca Re delle biscie. Basilisco. Si credeva
PI. F. Rechi. che avesse la cresta e che fischiasse.
Recluta, sf. Recluta. Militare all'ini- PI. Rigval.
zio del suo servizio di leva. Coscritto.
PI. Reclut. Rèi, sm. Ellero. Si tratta normal-
mente di un olmo, o di una quercia.
(V. Cuscrèt). vestiti di edera.
Reclutamént, sm. Reclutamento, (per PI. Rèi.
servizio militare). Rèla, sf. Edera.
Reclutér, tr. Reclutare, Chiamare al- PI. Rèi.
le armi.
Prt. Reclute I Uvin dia rèla. Bacche di edera.
(Dal lat. hedera).
PI. — è Relation, sf. Relazione, Amicizia.
F. — éda PI. Relazión .
PI. P. — édi. Relècvia, sf. Reliquia.
Rèd, sm. Rete (da pesca e da tesa) Remai, sm. Crusca. (It., sec. XV, rè
REN 340 RICL

malo). Lat. med. remolum (Bologna, j Lisca,


1250) e rumulus (Parma, 1448), «cru- PI. Rèst. spina di pesce.
sca » e « crusca della farina »^ dal lat (Lat. med. resta, resta di fichi. GLE).
remolum « crusca». Rèva, sf. Rapa .
Rén, sf. pi. Reni. Parte di dietro del PI. Rév.
corpo, dalle spalle alla cintura. (Lat. med. rava. GLE).
Si dice sempre « al rén dia schéna ».
Réndar, tr. Rendere, Fruttare. Rcif, sm. Riccio, Ricciolo, Cincinno,
Boccolo.
I Restituire. I Vitdccio, Vignuolo, Capriolo (di vite).
Prt. Rè§.
PI. Rè§ I Truciolo
PI. Rè?. (di piallatura).
F. R€§a
PI. F. Ré§i. j Oli 'd rè?, Olfo di ricino.
Rendicònt. sm. Rendiconto. (F.) Resa (Lat. ericius, riccio).
PI. Rè?
dei conti. Rè?, agg. Riccio, Ricciuto, Riccioluto.
Rèndita, sf. Reddito, Rendita, En- F. Rè?a
trata.
PI. Rèndit. PI. F. — Rè?i.
Rènga, sf. Aringa. (Si dice anche «ri?è»).
PI. Rèng. Rèza, sf. Refe, Spago sottile.
(Lat. med. arengha, aringa, (pesce), (Lat. med. repe e repus, GLE. Dal lat.
GLE). retis, « laccio, filetto »).
I Caiche coma al rèng int e' baril. Pi- Rèzna, sf. Ruggine. (F.) Ruggine,
giati come le aringhe nel barile. Risentimento, Rancore.
Rénz, sm. pi. Scardiccione, Cardo. I Ave' dia rèzna vècia, (F.) Avere della
(Scolymus hispanicus, L.). La buccia vecchia ruggine (Avere vecchi nisenti-
della sua radice veniva usata come menti, rancori).
ingrediente del « savore ». (V. « savòr »).. I Rè?na de gran. Mal della ruggine,
Repért, sm. Reparto.
PI. Repért . Ruggine.
Riha, sm. Mucca di destra. Da « va-
Replica, sf. Replica, Ripetizione. cha ruiba » (12O0), vacca rossa.
PI. Replic. (V. Ro).
Rè§, prt. (V. Rendar).
[Link]à^,
Ribè§. sf. Ribasso.
Rèi?, agg. Raso, Pareggiato, Pieno fi
no all'orlo. A misura rasa. Ribré?, sm. Ribrezzo.
PI. Re§ Rie àm , sm . Ricam o .
F. Ré§a PI. Richèm.
PI. F. Rè§i. (Lat. med. recamus. GLE).
I sm. Raso. Panno di raso. Ricamadòra, sf. Ricamatrice.
Ré§a, sf. Rasiera (Vedi ra§éna). PI. Ricamadòri.
I De' la rèsa, Rasare, Ridurre lo staio, Ricamèr, tr. Ricamare.
il mezza staio, la quartarola, a misura Prt. Ricamé
perfettamente piena. PI. —— éda
è
(Lat. med. rasora, GLE). F.
Ré§a, sf. Resa, Rendimento | Resa, PI. F. — édi.
Cedimento. (Lat. med. recamare, GLE).
PI. Rés. Ricavér, tr. Ricavare, I Ottenere.
Rèsi, sm. Resto, Rimanente, Avan- Ricavèt, sm. Ricavo | (F.) Risultato,
zo, Residuo, Restante. Vantaggio.
PI. Rèst. PI. Ricavèt.
Resta, sf. Resta (del grano, dell'ave- Richèta, sf. Rachitide, Rachitismo.
na, dell'orzo, ecc.). 1 Mèi dia richèta. Rachitide.
I Resta, Filza, Treccia di agli, o cipolle Riclamér, int. Reclamare. Esporre
RICO 341 RIGH

lamentele. Richiedere per vie legali. PI. F. Ridèculi.


Protestare. Ridéna, sf. Reticella.
Ricórar, intr. Ricorrere, Far ricorso. PI. Ridén.
Prt. Ricòrs Ridite, sf. Eredità.
PI. Ricùrs. Riditér, tr. int. Ereditare.
F. Ricórsa Prt. Ridite
PI. F. Ricòrsi. PI. Ridite.
Ricord, sm. Ricordo | Memoria (Vedi F. — éda
Mimòria) | Oggetto-ricordo. PI. F. — édi.
PI. Ricùrd. Riélt, sm. Rialto, Luogo rilevato. In
Ricòrs, sm. Ricorso, Appello [ Istan- piazza Saffi, a Forlì, c'è un punto det-
za.
to « e' riélt dia pia^a ».
PI. Ricurs. PI. Rièlt.
Ricovar, sm. Ricovero, Ospizio di Rifìurént, agg. Rifiorente.
mendicità. PI. Rifìurént.
PI. Ricùvar. F. — énta
Ricrea?iòn, sf. RicreazioneC delle sco- PI. P. — ènti.
laresche). Riflètar, intr. Riflettere. Si dice an-
Ricumpénsa, sf. Ricompensa, Rime- che « Pinséj ben », « Pinsej a long »,
rito, Premio. « Pinsej sóra».
PI. Ricumpéns. Rifurnimént, sm. pi. Rifornimenti.
Ricumpin^ér, tr. Ricompensare, Con- Rifumìr, tr. Rifornire, Approvvigio-
traccambiare, Premiare, Compensare. nare.
Prt. Ricumpin^è Prt. Rifumì
PI. — è PI. — i
F. — éda F. — ida
PI. F. — édi. PI. — idi.
Ricurénza, sf. Ricorrenza. Riga, sf. Riga, Linea.
PI. Ricurénz. ì Riga (per tirar linee).
Rìcuvarèr, tr. Ricoverare, Accoglie- I Tratto di linea.
re, Ricettare. PI. Rig.
Prt. Ricuvaré I Frego.
PI. — è
I Tire' ima riga sota, Sottolineare.
F. — éda j Tiréj una riga sóra, Tirare un frego,
PI. F. — édi. Cancellare (uno scritto).
Ricvistér, tr. Riacquistare, Ricupera- Rigadén, sm. Rigatino.
re, Riavere. Tessuto di cotone, o lino, a righe pic-
Prt. Rie viste cole, di filo turchino e bianco.
PI. — è Rigadùra, sf. Rigatura.
F. — éda PI. Rigadùr.
PI. F. — édi. Rigalèr, tr. Regalare, Donare.
Ricvi§ìr, tr. Requisire. Esigere di au- Prt. Rigale
torità.
PI. — é
Ricvi^iziòn, sf. Requisizione. F. — éda
Ridar, intr. Ridere | Ridar dri. De- PI. F. — édi.
ridere, Schernire. Rigèstar, sm. Registro, Libro mastro
Prt. Ridù. PI. Rigèstar.
I Par ridar, Per burla. Righcr, tr. Rigare, Tracciar righe.
Prt. Righe
I Fé' bóca da ridar, Far bocca da ri-
dere.
PI. —— éda
P. è
Ridècul, agg. Ridicolo, Goffo.
PI. Ridècul PI. F. — édi.
F. Ridècula Righcli, sm. Regalo, Dono.
RIGH 342 RIMP

PI. Righèli. Prt. Rimbusché


I Pèrdar un righèli (specie fra moro- PI. — è
si) e' pòrta sgrèzia. F. — éda
(Perdere un regalo porta disgrazia). PI. F. — édi.
I E' righèli 'd Mérz! (v. Mér?). Rimbuschimént, sm. Rimboschimen-
Righèt, sm. Righetto. to.
PI. Righèt.
(rimboschimento.
Cantir 'd rimbuschimént, Cantieri di
Rigìr, sm. Raggiro, Espediente, Pic-
colo imbroglio. Rimburiss, rfì. Rabbuiarsi (del tem-
PI. Rigìr.
Rigor, sm. Rigore, Rigorosità, Seve- Prt. Rimburì.
rità. DiscipLina. po).
Rigiiardèr, int. Riguardare, Concer- [Link]ègi,
Rimigi. sm. 'Rimedio | Riparo.
nere, Appartenere. Rimigèr, tr. Rimediare, Porre rime-
Riguèrd, sm. (V. Rigvèrd). dio.
Riguladór, sm. Regolatore. (Conce- I Sistemare
gno meccanico). Prt. Rimigé | Raggranellare.
PI. Riguladùr. PI. — è
Rigulér, tr. Regolare | Registrare (un F. — èda
congegno). PI. F. - édi.
Prt. Rigulé Rimirér, tr. Rimirare, Osservare at-
PI. — è tentamente.
F. — éda Prt. Rimirè
PI. P. — édi. PI. —— éda
è
Riguli^ia, sf. Liquirizia. F.
(Lat. med. riquilicia, GLE). PI. F. — édi.
Rigultin, sm. Regoletto. Lista di le- Rimi^ión, sf. Remissione.
gno più lunga che larga, di piccole di- \ Sènza inción rimi§iòn, Senza alcuna
mensioni. Listello. remissione.
PI. Rigultin. Rimmurbjìr, tr. Ammollare, Ammor-
Rigvardèr, (V. Riguardér). bidire.
Rigvèrd, sm. Riguardo, Cura, Rispet- Prt. Rimmurbjì
to, Avvertenza, Precauzione. PI. — ì
PI. Rigvèrd. F. — ìda
I Rigvèrd a.... In relazione a..., In me- PI. F. — idi,
rito a... Rimors, sm. Rimorso.
Rilón. sm. Contrabbasso. PI. Rimùrs.
PI. Rilón.
RimpàI, sm. Ripicchio (nel gioco del-
(V. Lirón). le bocce).
Rima, sf. Rima. PI. Rimpèl.
PI. Rim.
Rimpaléss, rfl. Ripicchiarsi (nel gio-
Rimanènza, sf. Rimanenza, Residuo co delle bocce).
PI. Rimanén^. Prt. f. Rimpalèda
Rimbal^èr, tr. Rimbalzare, Disporre Prt. f. pi. — édi.
i manipoli del grano sui balzi (V. Bélz). Rimpatriér, tr., intr. Rimpatriare.
Rimbambì, agg. Rimbambito (V. Im- Prt. Rimpatrié
bambinìs).
PI. — è
Rimbichér, intr. Fare piccoli rispar- F. — èda
mi. Speculare su piccole cose. PI. F. — édi.
I Fare piccole economie. Rimpén, sm. Rampino, Ronciglio,
Rimbuchèr, tr. Rimboccare. Gancio, Rostro | (F.) Appiglio, Pre-
Rimbuschèr, tr. Rimboschire, Rimbo-
scare, Ricoprire di bosco. PI. Rim.pén.
test-o. -
RIMP 343 RINF

I Né§ a rimpén, Naso adimco. (Da «remai»).


Rincagnèr, tr. Schiacciare (il naso).
I parche' tòt i rimpén, Cercare tutti 1 (Nel dial. ravennate del sec. XVII,
pretesti, tutti gli appigli, i cavilli.
I A rimpén, Adunco, Uncinato. « rancagnar » significava ritirarsi, v.
Aruch Aldo, op. cit.).
I Fé' e' rimpén, Aduncare. Piegare a
uncino, a rampino. Rincajchéss, rfl. Stracollarsi, Tracol-
Rimpì, agg.. prt. Ripieno, Riempito. larsi un piede, o una mano.
PI. Riempì Prt. Rincajché
F. — ida PI. — è
PI. F. — idi. F. — éda
j Zuchén rimpì, Zucchini ripieni. PI. F. — édi.
Rimpiànt, sm. Rimpianto. Rincalzér, tr. Rincalzare. (Ammuc-
PI. Rimpiént. chiare terra alla radice di piante) | Fic-
Rimpiàn^ar, tr. Rimpiangere. care lenzuola e coperte sotto il mate-
Prt. RimpiarL?;ù rasso, ai lati del lette.
PI. — ù Rincaplér, tr. Rincappellare, (detto di
F. — uda chiodo, o perno).
PI. F. — udi. Rinca§ér, tr. Oomprimeie.
Prt. Rinca^é
Rìmpià^, sm. Sostituto | Sostituzio-
ne, Rimpiazzo. PI. — è
Rimpiazér, tr. Rimpiazzare, Sostitui- F. — éda
re, Surrogare j Supplire. PI. F. — édi.
F^t. Rimpiazé Rincuchér, tr. Coccolare, Careggiare.
PI. — è Prt. Rincuché
F. — éda PI. — é
PI. F. — édi. F. — éda
Rimpiné, agg. prt. Uncdnato, Adimco. PI. F. — édi.
A uncino I Contratto (di arto). Rat- Rincùl, sm. Rinculo, Contraccolpo.
trappito. PI. Rincùl.
PI. Rimpiné Rinculéda, sf. Rinculata.
F. — éda PI. F. Rinculédi.
PI. F. — édi. Rinculér, tr. Rinculare, Indietreggia-
Rimpinéss, rfl. Contorcersi, Rattrap- re, Dare indietro. Arretrarsi.
pirsi, Uncinarsi. Farsi adunco. Prt. Rinculé
Prt. Rimpiné Rindópi, sm. Raddoppio.
PI. — § Rindupièr, tr. Raddoppiare.
F. — éda Prt. Rindupié
PI. F. — édi. PI. — è
Rimpir, tr. Riempire. F. — éda
Prt. Rimpì PI. F. — édi.
PI. — ì Rinfà^, sm. Rinfaccio.
F. — ida PI. Rinfé?.
PI. F. — idi. Rinfa^èr, tr. Rinfacciare [ (F.) Cìetta-
re in faccia.
Rimpòn, sm. Arpione j Rimpòn 'd Prt. Rinfa^é
l'ó^. Contrafforte dell'uscio.
PI. Rimpòn. PI. — è
(Lat. med. ramponus, uncino, GLE). F. — éda
Rimulè, prt., agg. Lentigginoso. PI. F. — édi.
PI. Rimulè Rinfégria, sf. Grinza. Ruga.
F. — éda PI. Rinfégn.
PI. F. — édi. ] Fé' al rinfégn, Far le grinze.
Rimulèta, sf. Cruschello. Rinfignè, agg., prt. Rinfrignato. Rag-
PI. Rimulèt. grinzito, Grinzoso.
RINF 344 RINZ
Neir« uraaion » dal titolo Ursdfèl o PI Ringraziamént
Luzifèr (Lucifero) al v. 67, si legge Ringraziér, tr. Ringraziare.
« arinzignédi » che è il pi. di «arinzi- Prt. Ringrazié
gnéda » il cui masch. sing. è « arin- PI.
F. —— éda
è
zigné ». Di qui col cambiamento di
« zi » in « fi », il nostro « rinfigné ». PI. F. — édi.
PI. Rinfigné Ringumbél, sm. Risvolto .
F. — èda PI. Ringumbél.
PI. F. — èdi. Riiigumblér, tr. Risvoltare ^ rfl. Ti-
(V. F.B. Pratella, Poesie, narrazioni, rarsi su le maniche deila camicia, Rim
ecc.). boccarsi le maniche della camicia, o ri-
Rinfignér, tr. Raggrinzire, Far grinze. svoltarsi gli orli delle gambe dei pan-
Prt. Rinfigné taloni.
PI. — è Prt. Ringumblé
F. — éda PI. — è
PI. F. — édi. F. — éda
\ Rinfigné' e' nè§, Arricciare il naso, PI. F. — édi.
Rinfinèss, rfl. Raffinarsi. (Vedi Argumblér).
Prt. Rinfiné Rinigliè, agS-. sm. Rinnegato.
PI. — è PI. Rinighè
P. — éda F. — éda
PI. F. — édi. PI. F. — édi.
Rinfitir, tr. (V. Infitir). Rinighèr, tr. Rinnegare.
Rinfor^, sm. Rinforzo. Rinnuvlèss, rfl. Rannuvolarsi, Rab-
PI. Rinfùr^. buiarsi (tempo)
Rinfranchéss, rfl. Riaversi, Riacqui- Prt. Rirrnuvlé.
stare nuova lena. Rinsida, sf. Riuscita.
Prt. Rinfranché Kinsir, int. Riuscire, Riescire. An-
PI. — è dare a finire [ Sortire (bene o male)
F. — éda I A rinsès da par me, Riesco da solo
PI. F. — édi. I A n' rinsèss a..., Non riesco a...
Rinfraschèda, sf. Rinfrescata. Tempo ] E' va a rinsì' che... Va a finire che...
in cui la stagione diventa fresca. Prin- I Ande' a rinsì' int un post. Capitare,
cipio dell'autunno. Arrivare, Pervenire in un luogo.
I Rinfrescata. Fatto del rinfrescare. I Ande' a rinsì' ben (o mèi). Finir
Rinfraschér, tr. Rinfrescare, Render bene (o male).
fresco I rfl. Rinfrescarsi della stagio- Rintanèss, rfl. Rintanarsi.
ne. Farsi più fresco in autunno i Farsi Prt. Rintané
veniire in mente, ( Rinf raschéss la mi- PI. — è
moria). F. — éda
Rinfur^ér, tr. Rinforzare. Far più PI. F. — édi.
forte I Ridar vigore. Rinvigorire | Rin- Rintuzèr, tr. Rintuzzare, Attizzare (il
foxzare. Mandar rinforzi. fuoco).
Prt. Rinfur^é Prt. Rintuzé.
PI. — é Rìnvanghér, tr. (F.) Rivangare cose
F. — éda vecchie, incresciose.
PI. F. — édi. Rinvnìr, tr. Invincidire, Diventare vin-
Ringhè, sf. Bastonata. cido (di pane)
PI. Ringhé. I Fé' rinvnì' e' pan, Invincidire il pane
Ringhìra, sf. Balcone \ Ringhiera. Prt. Rinvnù.
PI. Ringhìr. Rinzuvnìr, tr. Ringiovanire.
(Lat. med. rengheria, Lugo, [Link]). Prt. Rinzuvnì
Ringraziamént, sm. Ringraziamento. PI. — ì
RION 345 RISP
P. — ìda PI. Riparili.
PI. P. — idi. Riveda, sf. Risata.
Riòn, sm. Rione. PI. Risédi.
PI. Rión. !Fèj una ri§éda sora, Parai una risata
Riparaziòn, sf. Riparazione. Ri§én, sm. Forapaglie. Uccelletto dei
I Fé' una riparaziòn, Pare una ripara- canneti e delle boscaglie vicino a ter-
zione. reni paludosi.
(V. anche Maser). Ri§éna, sf. Risino. Riso frantumato,
Kiparèr, tr. Protegere, Nascondere Mezzo riso.
Coprire, PI. Risén.
Prt. Riparé Rifèr, sm. Risaiolo.
PI. — è PI. Risèr.
P. — éda Ri§§ra, sf. Risaja.
PI. P. — édi. PI. Risèr.
Ripèr, sm. Riparo, Protezione, Difesa i Tu' l'acva a la risèra, Dar l'asciutta
I A e' ripér^ Al riparo. i Ca§èt dal risèr, Vasche.
(Lat. med. reparus, riparo. GLE). Ri§g, sm. Risico, Rischio.
Ripètar, tr. Ripetere, Ridire.
Prt. Ripitù I(Lat.
Ande'med.a ri§g. Risicare,
risecum. Correr rischio
GLE).
PI. — ù Risghér, tr. Rischiare.
P. — uda (V. Arisghéss).
PI. P. — udi. Prt. Risghè
Ripetizión, sf. Ripetizione. PI. — è
Riputazión, sf. Reputazione, Dignità, P. — éda
Riquèdar, tr. Acquietare, Calmare, PI. F. — édi.
Placare. Ri§ì, sf. Eresia. (Anche Ari§ì).
Prt. Riquidù Ri^ólvar, tr. Risolvere, Arrivare a
PI. — ù una conclusione | Decidere.
P. — uda Prt. Ri§òlt
PI. F. — udi. PI. — òlta
Riquisir, (V. Ricvisìr). PI. F. — òlti.
Riqui^izìòn, sf. (V. Ricvi§iziòn ) . Risolùt, agg. Deciso Risoluto.
Riquistér, tr. Riacquistare^ Ripren- PI. Risolùt
dere, Ricuperare. F. — uta
Prt. Riquisté PI. P. — uti.
PI. — è Risorsa, sf. (V. Risòrsita).
P. — éda Risorsita, sf., Risorsa | Utile |Gua-
PI. P. — édi. dagno IVantaggio | Convenienza.
Ri§, sm. Riso (pianta, o seme). Rispet, sm.. Rispetto.
Ri§a, sf. Riso (nervoso, convulso). j CXm bón rispet, Con licenza.
I Tu' in ri^. Accettare come burla. Rispìr, sm.. Respiro, Alito. Piato [
I Tnè' focare
la le risa.
ri§a. Trattenere il riso, sof- Respirazione.
PI. Rispìr.
Ri^adéna, sf. Soghigno. Riso di scher- I Tu' e' rispir. Mozzare il fiato, to-
no. gliere ilrespiro | Levare il respiro.
PI. Risadén. I Cativ rispir, Cattiva respirazione.
Ri^adina, sf. Sorrisetto, Risatina. [ Tire'
(di sollievo).un rispir, Mandare un respiro
PI. Risadìn.
Rispirér, intr. e tr., Respirare.
Ri^arola, sf. Risaiola, Mondina. Prt. Rispdré.
PI. Ri§aròl.
No' ave' gnànc e' témp da rispiré'
Riparala, sf. Riso continuato e ner- (F). Non poter prendere un po' di
voso. respiro.
RIST 346 RIZO
PI. Rivarén^.
Ristrèt, agg. Ristretto (di brodo e di Rivél, sm. Argine.
prezzo). PI. Rivel.
I Prè? ristrèt, Prezzo ristretto.
Rivesta, sf. Rivista (milit.) ] Rivista
I Di' e' ristrèt, Chiedere il minimo (mostra).
(del prezzo) .
Ritègn. sm. Ritegno. Riguardo, Ri- j Rivista (giornale illustrato, a roto-
serbo. calco, ecc.).
Ritir, sm. Ritiro. PI. Rivèst.
Rivòlta, sf. Rivolta, Ribellione.
I Collegio per giovani | Casa vecchi). di rie- PI. Ri vòlt.
ducazione IRicovero (per Rivuluzión, sf.. Rivoluzione.
PI. Ritìr.
PI. Rivuluzión.
Ritirata, sf. Ritirata | Ripiegamento Rivuluziunéri, sm. Rivoluzionario,
(di eserciti) | Bassa marea. Rivoltoso.
PI. Ritirati.
Ritirèr (V. Artirèr). PI. Rivoluziimèri
F. — éria
Ritrai, sm. Ritratto, Effige, Imma- PI. F. — èrji.
gine.
I U m' pé' e' ritràt dia paura. Mi Ri^é, prt., asg. (V. Rizér).
Rizén, (Vedi Fasòl).
sembra la personificazione della paura.
PI. Ritrèt. Rizér, tr. Arricciare j Inanellare ]
Rizzare.
Prt. Ri^
Ritratèr, tr. Pare il ritratto, Ritrat-
tare.
Prt. Ritraté PI. — è
P. — éda
PI. — è
F. — éda PI. P. — édi.
PI. F. — èdi. Ricérca, sf. Ricerca.
Ritruvét, sm. Ritrovato, Invenzione. PI. RL^rchi.
PI. Ritruvét.
[Link],
Rizet. sf. Ricetta.
Riturnél, sm. Ritornello (di can-
I
zone) (F.) Ripetizione. Rilevar, tr. Riceve [ Accogliere.
PI. Ritumèl. Prt. Rizivù.
Riuniòn, sf. Riunione, Assemblea. P. — ù
PI. Riuniòn. F. — uda
Riunir, (V. Ardùsar). PI. F. — udi.
Riurdinér, tr. Riordinare, Riasset- I Quél t'fè e quel f rizivrè. Riavrai
tare. quel che avrai fatto.
Prt. Riurdiné Rizivimént, sm. Ricevimento.
PI. — é PI. Rijivimént.
F. — éda
Ri^ivuda, sf.
ne di ricevuta. Ricevuta. Dichiarazio-
PI. F. — édi.
Riuscir', int. Riuscire. (Poco usato). PI. Rizivudi.
Riuscìda (V. Rin§ida). Ri?ni, prt. e agg. Arrugginito.
Riva, sf. Riva, Margine, Ciglio, Pro- PI. Ri?nì
da I Ripa (di monte). F. — ida
I Avnì' a riva, Accostarsi alla riva ] PI. F. — idi.
Approdare.
PI. Riv. Riznós, agg. Rugginoso, Arrugginito
Ossidato.
I Riva dia stré, Ciglio della strada. PI. Ri?nù§
Rivalèt, sm. Arginetto. F. — ò^a
PI. Rivalèt.
Rivalòn, sm. Arginone. PI. F. — ó§i.
PI. Rivalón. Ri^ol, sin. Muretto di protezione.
Rivarén^a, sf. Riverenza, Inchino. Muricciolo.
RIZU 347 ROCA

PI. Rizùl.
I Ròba
(V. 'd rubén, Refurtiva.
Rubén).
(Lat. med. riciolus, muretto, GLE).
Ri^uléna, sf. Ricciutella. (Lat. med. roba, merce. GLE).
PI. Rizulén. Roca, sf. Rocca.
Ro, sm. Bue di destra. Anticamsnte PI. Róc.
il bestiame romagnolo era di pelo
rossiccio (così si riscontra anche negli j Roca 'd cana, R. di canna.
! Roca 'd tamarès, R. di tamerisco. La
atti del notaio sarsinate Domenico da prima per filare il legoro, la seconda
Firenzuola, 1403-1419, in cui è spesso per filare stoppa o capecchio.
nominato bestiame di pelame rubrus
e rubeus), di qui « Ro » col cambia
mento della « ru » in « ro » e tronca-
mento. Il bue di sinistra era poi chia-
mato «Bunin », cioè bonello che signi-
fica «rossastro» (V. DEI alla voce bo-
nello). In tal modo il contadino poteva
dare la voce al bue di destra, chiaman-
dolo « roso », e a quello di sinistra
chiamandolo « rossino ».
I U s' n'é
morto andé rosso
il bue e' ro ede e'
il bunin, (E'
rossiccio).
(F. ) Abbiamo perso tutto.
Ròba, sf. Ruba (preda).
] A ròba, (F.) A ruba. (It. ant. ruba).
Prati riporta un germanico (supposto)
raubón (saccheggiare, depredare).
Ròba, sf. Roba.
PI. Ròbi.
I A '1 j' è robi ad Dò' Rafèl che u n'
li cred gnànc un burdèl. (Sono cose
di Don Rafaele).
I Al j' è ròbi dl'ètar mondi. Sono cose
dell'altro mondo!
I La ròba rubèda la n' pòrta furtòna,
Roba rubata non porta fortuna.
Ròba da be', Bevande.
Ròba da bru§è'. Bruciaglia. Roca e filira o filir o filurén
Ròba dól^a, Dolciumi.
Ròba da fé' lét, Lettime. ] Pànza dia róca, Uzzo della rocca.
! Roba 'd vàia, Roba valliva. Roca, sf. Ròcca, Castello,
PI. Ròc.
I Ròba 'd porc, Carne di maiale. (Sa-
lami, Salsicce, Prosciutti, ecc.). 1 Roca dal Caminé, Rocca delle Ca-
minate.
I Ròba 'd ch'j' ètar, Roba altrui.
I Ròbi da gnit, Cose di nessuna impor- Roca Sa' Casciàn, Rocca S. Ca-
tanza. sciano.
I Ave' dia roba a e' sol, (P). Possedere Dice G. Mengozzi, in Op. Cit., (Miscel-
qualcosa. lanea Romagnola), che c'è chi vorreb-
I Ròba mata, (di ori, gemme, collane, be farne una immaginaria città Etru-
ecc.). Gioielli falsi. sca o Gallica col nome di Sassatica, o
iRòba dia nòna, Roba, beni, capitali Sassantina. Di certo si sa comunque
che vengono sciupati, perchè non sono che prese il nome dal titolare della
costati nessim sacrificio. sua chiesa plebana, S. Casciano in
I Ròba rubèda. Refurtiva. Appennino, come si legge in un doru-
ROCA 348 ROMB

mento, del 25 nov. 1048, in cui è men-


zionato la « Basilica S. Cassiani quae
vocatur in Appennino ».
Il citato G. Mengozzi accetta comun-
que per esigenze... poetiche quanto di-
ce la tradizione e dice poi, nel suo poe-
metto La Cerere della Romagna To-
scana :
« Quivi, se vecchia tradiaion non erra/
grande e ricca città sorse un di in
piede; / Sassatica fu detta, ma di
questa, / del nome in fuor vestigia
oggi non resta ».
Kòcal, sm. Roccolo, Uccellatoio.
PI. Rócal.
Róda, sf. Rucola, Ruchetta.
(Eruca sativa).
Roda, sf. Ruota.
PI. Ròd.
j Roda da rude', Mola.
I Fé' la roda, Far la ruota, ( F. ) Cor-
teggiare.
I Ande' a roda lavéda, (F.) Procedere
s,peditamente.
] E' Re Roda, Il Re Erode, ricordato
per la sua superbia. « 'Sa sit e' re Ro-
da? », Cosa sei? il re Erode! (Cosa
ti credi di essere?)
II detto ravennate, invece : « 'Sa sit
e' Cònt Roda?» (Cosa sei il Conte
Rota?) si riferisce alla ricchissima fa- Rodai
miglia dei Conti Rota di Ravenna.
I L'è la roda eh' strid eh' vò de' du (Dalla radice indoeuropea reu- «rumore
di animali»).
vultòn. E' la ruota che cigola che vuol
dare due giri. (E' colui che deve tace- Róggia, sf. Rogna, Scabbia .
re che vuol proprio parlare). I contadini, per guarire dalla rogna
(Lat. rota, ruota). si coricavano nudi nella guazza la not-
Rodai, sm. Ròtolo, Rullo con cui si te della vigilia di San Giovanni.
batteva il grano nelle grandi aie. Ról, sm. Rullo, Cilindro di legno o
(V. Gallizioli, Op. Cit., Voi. II, p. 142). di pietra, per spianare, pressare terra.
Rodai,, sm. Schidione. Serve ad ac- I Rullo, da mettere sotto a carichi,
canellare; ad avvolgere cioè il filo at- pesi, massi da spostare.
torno ai cannelli. PI. Ról.
PI. Rùdal. Róma f. Roma.
Róf, sm. Ruvistico, Ligustro, divel- j Tot al stré al porta a Róma, Tutte
le strade conducono a Roma.
la (Ligustrum vnlgare). E' detto anche
« uvastrèl ». Serve per fare il bosco ai } A Róma i liga i chén cun la zuzeza,
filugelli. Cresce spontaneo in pineta. A Roma legano i cani con la salcic-
PI. Róf. cia. Così si diceva in tono canzonato-
Rófia, sf. Forfora. rio a chi si voleva recare a Roma col
PI. Rófji. miraggio di farsi ricco.
Rógg, sm. Rùgghio, Grido. Rómb, sm. Rombo (pesce).
PI. Rógg. (Rhombus maximus).
ROMP 349 ROTA
PI. Rómb. Rófal, sm. Triglia di fango.
(Lat. med. rombus). (MuUus barbatus).
Rómpacvajòn, sm. Rompiscatole. PI. Ró^al.
PI. Rómpacvajòn. Ro^apèla, sf. Risipola, Resipola.
Rampar, tr. Rompere | Spezzare, (Lat. 1500, herisipille. GLE).
Frangere. Rós-c, sm. Pattume, Spazzatura , Bru-
Prt. Rót scolo. Cosa minuta, piccolissima.
PI. Rót PI. Rós-c.
F. Ròta
PI. F. Roti. I Cantón de rós-c, Angolo della spazza-
tura.
j Rómpar la tèra, Procedere a una j Ave' un inrós-c int un òcc. Avere un
sommaria aratura in superficie, prima isruscolo un occhio.
di arare. Questo modo di dire conser- II ravennate del sec. XVII à « rusch »,
va il significato del medievale « rum- spazzatura. Aruch A., Op. Cit.
pere », rompere il terreno con l'aratro. (Lat. med. ruscum, immondezza, GLE)
V. GLE.
Róni^a, si. Romice (Le due varietà Ró^Ia, sf. Rosselllno.
rossa. Specie d'uva
Rumex crispus L. e R. pulcher L. ). Rovinati, sf. pi. Rosolacci.
Roncazis, m. Roncalceci. Fraz. del (V. Ró^a mata) .
Com. di Ravenna. Ròsp, sm. Rospo (bufo vulgaris).
V'è chi ritiene che derivi il suo nome Rana pescatrice, Rospo di mare (lo-
da un « Roncus caesus », Ronco ta- phius piscatorius).
gliato, da qualche antico drizzagno PI. Rósp.
del fiume in quella località (P. Polet- Pregiudizio :
ti, 11 Plaustro); e chi ritiene che il Non si può dire « ròsp » a un bam-
suo nome significasse « bosco tagliato » bino, perchè sta tre giorni senza cre-
(A. Zoli, Estimo ravennate). Nel 1372 scere.
il suo nome era Roncol cexe. (Lat. med. rospus. GLE).
Ronda, sf. Ronda (militare) ] (F. ) Ròsta, sf. Rosta, Fascinata. Riparo
Corteggiamento . dell'argine.
(Lat. med. rosta, GLE).
I A còda 'd ronda, A coda di rondine.
RÓ5, agg. Rosso. Rót, prt., agg. Rotto. Spezzato, In-
PI. RÒ5 franto.
F. — a
[ Allentato.
rotto Che ha l'ernia ,il peritoneo
0 allentato.
PI. F. — i
PI. Rót
II Dvinté'
Rós comaró§. un Arrossire.
galinàz, Rosso come un F. — a
tacchino. PI. F. — i.
Ro^a, sf. Rosa. Ròta, sf. Rotta (.di fiume) | Disfatta,
PI. Rò§. Rotta (di eserciti) j Disaccordo (in fa-
I Ro§a mata. Rosolaccio (papaver miglia o fra individui) [ Morso. Den-
rhoeas). tizione di equini e bovini.
(PI. Rò§ mati). PI. Roti.
Rosa sambèdga, Rosa canina (Rosa A ròta 'd col, A rompicollo.
canina L.).
' E§ar in ròta cun òn, Essere in disac-
(PI. Rò§ sambédghi). cordo con uno. Non essere più in
Questa rosa, dai fiori color rosa o buoni rapporti con uno.
biancastri, si trova ancora fra le vec- (Lat. med. rupta, rotta di un fiume,
chie siepi. GLE).
Le sue bacche, « sca,mi§ », hanno una Ròta (La), f. Villa Rotta di Forlì.
polpa che quando è matura è un po' (Lat. 1571, Forlì, Burgus Rupta).
aspretta e gustosissima. Rotai, sm. Rutto.
! Rò§a spampanèda. Rosa sfiorita. PI. Rotai.
ROST 350 RUD
Ruben, .sm. Acacia, Robinia.
Kóstic, agg. Scontroso '; Rustico. PI. Ruben.
Ròtul, sm. Rotolo.
PI. Rótul. Ruben, sm. Furto. Per alludere a ro
(Lat. med. rodulos. GLE). ba di provenienza illecita si dice
Kóvra, sf. Rovere, Quercia. « L'è ròba 'd rubén », è roba rubata
PI. Róvar. (Forse dal tedesco rauben, depredare).
La Rovra, f. Villa Rovere. Rubér, tr. Rubare. Portar via. De-
S. Maria della Rovere, sulla via che predare (V. Ròba).
da Forlì conduce a Terra del Sole, Prt. Rubé
eretta nel 1623 su disegno del forlivese PI. — è
Francesco Brunelli. Prima vi era una F. — éda
altra chiesa parrocchiale, S. Pietro in PI. F. — èdi.
Arco, eretta probabilmente nel sec. XI j La ròba
roba rubatarubéda la fortuna.
non fa n' fa furtóna, La
0 XII. «Deve il suo nome a un'anti- Di un ladro matricolato si usa dire:
chissima quercia ricordate anche nel
racconto delle lotte ghibelline forli- «E' rubarèp e' bài a e' càn » (rubereb-
vesi ». be l'abbaio al cane); «E' rubarèp l'ar-
(S. Zavatti, La Pie, n. 9, 10 - 1948). mór al cara » ( ruberebbe il rumore
(Lat. med. ruver, rovere (1282) GLE; ai carri); «E' rubarèp l'agnél a Sànt
lat. robus, oris). Antoni» (ruberebbe l'agnello a S. An-
tonio).
Ròz, agg. Rozzo, Ruvido | Zotico.
PI. Ró?. Ruberà, sf. Cose di poco valore (V.
F. Ro?a roba e lat. med. robaria, vesti in ge-
PI. F. Ro?i. nere, GLE).
Ròz, sm. Rocchio, Mazzo. Rubèta, sf. Robetta, Roba da poco.
PI. Róz. Rubigliòn, sm. Tafferuglio.
PI. Rubigliòn.
1 Ròz d'uva. Rocchio d'uva. (Forse deformazione di ribellione).
]d'uccelli.
RÒ5 d'usèl, Rocchio d'uccelli. Filza Rubinéra, sf. Coltivazione di robinie,
Boschetto di robinie.
I Rò^ dal cév. Mazzo delle chiavi. PI. Rubinèr.
(Dal lat. med. rotium, tralcio di vite;
a Lugo, 1520 « rotio uvae ». GLE). Rubinèt, sm. Rubinetto, Spina.
PI. Rubinèt.
Rózal, sm. Rullo | Atto del ruzzo- Rubicon, m. Alterazione popolaresca
lare.
derivante d^ Robinson (Crosuè).
I De' e' ró^al, Dare l'avivo a una palla Rubóst, agg. Robusto. Di costituzione
0 a im oggetto per farlo ruzzolare.
robusta j Solido, Resistente (oggetti,
1 Tu' int i rózal. Prendere in giro. Can- attrezzi).
zonare, Beffare. PI. Rubóst
I ?ughé'
(di a e' ró^al.
monete). Giocare a ruzza F. — a
PI. F. — i.
eI 'Ddi rózàl e d'arbélz,
rimbalzo. (F.) Di trotto Ruchèt, sm. Rocchetto (di filo) ' Pi-
gnone della bicicletta.
I 'D ró^al, Ruzzoloni | Ruzzolando. PI. Ruchèt.
Rud, agg. Ruvido, Scabro, Aspro \
Ró^ial.' tr. Rubacchiare.
[Link], Di modi aspri. Di maniere rozze I Scon-
Rubamént, sm. Rubamento, Furto, troso.
Ladrocinio. PI. Rud
PI. Rubamént. F. — a
Rubarì, sf. Ruberia. PI. F. — i.
Rubala sf. Robaccia, Rifiuti, Roba I Rud coma una fascéna 'd spén, (F.)
di scarto. Al pi., Rubàzi, significa pa- Aspro come una fascina di spini (Ri-
role sconce. ferito a persona intrattabile).
RUDA 351 RUGA
(Lat. rudìs, grossolano). PI. — è
Rudadùra, sf. Arrotatura. F. — éda
PI. Rudadùr. PI. F. — édi.
Rudarén, sm. Arrotino. (Dal lat. med. refatus, arruffato, GLE).
PI. Rudarén. Rufiàn, sm. Ruffiano, Lenone. ] Ca-
I Capei da rudarén, Cappello con la vallo, o asino, che ha il compito di ec-
tesa stretta e tirata in su che denota
citare la cavalla, o l'asina.
miseria. I Mediatore in faccende poco pulite
Ruddùra, sf. Rottura.
PI. Ruddùr. 0 equivoche | Favoreggiatore di imbro-
gli in compre e vendite.
Rude, sf. Rotata, Colpo di ruota. Rufìanéda, sf. Ruffianata, Mediazio-
PI. Rude. ne (in imbrogli, cose disoneste o lo-
sche).
Rudèda, sf. Arrotamento | Arrota-
tura. PI. Rufìanédi.
PI. Rudédi. Rufìanèr, tr. Ruffìnare, Arruffianare.
1 Allettare.
I De' una rudéda 'd cui, (F.) Rivol- iPrt. Rufìané
tarsi con fare indispettito.
Rude!, sm. Rotolo. PI. — è
PI. Rudèl. F. — éda
I Rudèl *d chèrna, Rotolo di carne. PI. F. — édi.
(Dal lat. med. rodellus, tondo, roto- Rufulàì, sm. Arruffamento.
lo (?)). E' un vocabolo impreciso che indica
Rudela, sf. Rotella, Girella. { Rudèla furia di gente che pigia, o fa qualcosa.
de pròzz. Girella del pozzo. ] U j man- La voce che più si accosta a « rufu-
ca una rudèla. Gli manca una rotella; lai » è « ruffa » usata da Jacopone da
cioè non ha il cervello a posto. Todi con uguale significato.
PI. Rudèl. (Forse dal longobardo hraffón, rapire,
Rudér, tr. Arrotare. identico al ted. moderno raffen).
Prt. Rude Rufòn, sm. Erba della famiglia delle
PI. — è composite dalla foglia dentellata simi-
F. — èda le al tarassaco, coperta da peluria, che
PI. F. — édi. si raccoglie in primavera e si mangia
I Rude' i dént, Digrignare i denti. bollita. E' chiamata anche « galèna
(Lat. med. arodare, arrotare, GLE).
Rudlér, tr. Arrotolare. PI. Rufón.
gra§a ».
Prt. Rudlé Ruga, sf. Ruga della pelle. ( Lat. ruga).
PI. — è j Eruca, Ruca, Bruco peloso.
F. — ©da (Lat. eruca).
PI. P. — édi. I (F.)
Rudón, sm. Accrescitivo di ruota. PI. [Link] scaltra.
Quando la neve si appiccica alla ruota Rugànt, agg. Arrogante.
di un veicolo in modo da ingrossarla PI. Rughént
e formare quasi un disco, si usa dire F. — anta
che « la fa e' rudón », forma il « ruo- PI. F. — ànti.
to ne ». Rugantini, sm. Arrogantello.
Forse anticamente, con « rudón », si in- Rugàn^.a, sf. Arroganza.
dicava una ruota piena, a disco. Rugatela, sf. Modo di colpire una
Rufé, agg., prt. Arruffato. boccia, anziché di colpo, facendo ruz-
PI. Rufè zolare la propria. Dal dial. antico
F. — éda ruglar, ruzzolare.
PI. F. — édi. (Vedi Gabbusio, Voc).
Rufér, tr. Arruffare. Rugazidn, sf. pi. Rogazioni. Proces-
Prt. Rufé sioni che si svolgono nei tre giorni
RUGE 352 RUMI

che precedono l'Ascensione per invo- le abetine del [Link] dei Mandrioli
care la protezione celeste sui campi. (detto anche Porta di Romagna) nella
Le rogazioni cristiane succedettero alle linea di displuvio tra Badia Frataglia
funzioni propiziatorie pagane chiama- (Casentino e Bagno di Romagna) sulla
te ambarvalia. Falterona, nella dantesca Acquacheta
Rugèr, int. Urlare, j Ruggire, all'Alpe di S. Benedetto, sul colle di
lyat. rugire. (Vedi «rogg»). Casaglia (alle sorgenti del Lamone) a
Ragion, sm. Imbonitore Urlatore monte di Marradi.
I Banditore. PI. Rugión. « Per limite settentionale una linea che
Rugnèr, sm. Il grugnire del porco, o da Magnavacca comprende la laguna
il ringhiare del cane. di Comacchio e il territorio di Argen-
Rugnér, intr. RugUare. Grugnire del ta per risalire luligo il letto del Sillaro
maiale | Ringhiare (del cane). dalla sua confluenza del Reno (Po di
RugnÒ!}, agg. Rognoso | Scabro. Primaro) fin verso il Covigliaio sopra
PI. Rugnùs Fiorenzuola.
F. — ò§a « Per confine orientale il mare Adria-
PI. F. — ó§i. tico dalla foce del Tavollo al porto
j Ràm rugnò§, Ramo sugheroso (di di Magnavacca ».
olimo, o di acero). Questa delimitazione ha un valore ap-
Rumàgna, f. Romagna. prossimativo, ma è certo la più pon-
«Il nome di Romania, (poi Romagna) derata.
incominciò a darsi all'Esarcato di Ra- Rumagnòl, sm.. agg. Romagnolo.
venna nella seconda metà del sec. VI PI. Rumagnùl
per distinguere le provinole che an F. — ola
cora rimanevano agli Imperatori di PI. F. — òli.
Oriente, ...da quelle con le quali i Lon I Rumagnòl ?intil (romagnolo gentile).
gobardi conquistatori andavano for Così A. Borgognoni chiamava il dia-
mando un nuovo regno che si chia letto «letterarizzato ». (S. Muratori).
mava Longobardia o Lombardia. Rumàn, sm., agg. Romano. Di Roma.
...Più tardi col nome di Romagna si PI. Riunén
trova designato tutto il paese intorno F. — àna
a Roma, quindi tutto lo Stato papale. PI. F. — ani.
Poi questo nome, a poco a poco, toma Rumanela, sf. Romanella. (Una delle
a restringersi aJ luogo di dove aveva campane di S. Mercuriale di Forlì
avuto origine. E siccome le tradizioni porta questo nome in ricordo di Ro-
romane si trovano più vive a Raven- manello da Forlì della Disfida di Bar-
na che a Roma stessa, il nome di Ro- letta).
mania, Romaniola, e finalmente Ro- Rumbèr, intr. Rombare.
magna rimane alla sola regione circo- Rumbìda, sf. Romba, Rumore grave
stante a Ravenna ». P. Desiderio Pa- e cupo.
solini, Itiranni di Romagna e i Papi PI. Rumbidi.
nel mediò evo. Rumi, sm. Romeo. Pellegrino diretto
Nella sua opera La Poesia Popolare a Roma.
Romagnola, Maria Spallicci così ne II Majoli (Piccolo cabotaggio, ecc.) di-
indica la delimitazione territoriale: La ce che, al tempo della sua fanciullezza,
Romagna ha « per confine meridio- i mendicanti chiedevano l'elemosina
nale vma linea che rimonta il Tavollo con questa invocazione: « Rumi, rumi,
(tra Cattolica e Pesaro), passa per Ma- chi mi dà la bona vi'? ».
cerata Feltria e giunge, attraverso al Alla lettera suona così : « Romeo, ro-
monte Carpegna, sino all'Alpe della Lu- meo, chi mi dà la buona via?»; ma
na. Per limite occidentale, una linea come invocazione dei vecchi romei, va
che dall'Alpe della Luna arriva fino a intesa : « Sono un romeo ; datemi il
Fiorenzuola correndo tra le faggete e viatico!».
RUMI 353 RUSP

Rumìt, sm. Romito. Eremita. Glareola, Rondone marino.


PI. Rumìt. PI Rundòn.
I agg. Deserto, Sconsolato. Ruscadìn, sm. Bruscolino.
(Sec. xni, romita). PI. Ruscadìn.
Rumita, (V. Rumit). Ruscarola, sf. Pattumiera.
Rum?ol, sm.. Cruschello. PI. Ruscaròl.
PI. Rum?ùl. (V. Ros-c)
(V. remai).
Ruschèra, sf. Spazzatura ] Immon-
Runcadòr, sm. Roncatore, Sarchia- dezza ]Ruschèra 'd mèr, Lavarone di
tore. mare.
PI. Rimcadùr (V. Ros-c).
F. — óra Ru§ér, tr. Rosolare.
PI. F. — òri. Prt. Ru§è
(Lat. med. runcator, GLE). PI.
Runcadùra, sf. Roncatura, Sarchia- F. —— èda
è
tura. PI. F. — édi.
PI. Runcadùr. . Rusér, sm. Rosaio 1 Gran quantità
Runchér, tr. (Roncare. Tagliar bron- di rosolacci.
chi e cespugli). Sarchiare. PI. Ru§ìr.
Nel Medioevo si roncava tenendo una Ru§éri, sm. Rosario.
forca con la mano sinistra e una ron- PI. Ruséri.
cola dal lungo manico con la destra Di' e' ru§éri, Recitare il rosario.
(Salterio di Loutrell, 1340). Rubata, sf. Rosetta | Borchia.
(Lat. med. runcare, togliere gli sterpi, Pomello della guancia.
GLE). PI. Rusét.
Runchèt, sm. Ronchetto, Piccola ron- (Lat. med. roseta, rosetta. GLE).
cola. Coltello
I a roncola. Ru^gadùra, sf. Rosicatura, Polvere di
PI. Runchèt. legno lasciata cadere dal tarlo.
Runchèta, sf. Róncola, Ronca. Fer- 'Impronta lasciata dai denti della grat-
ro adunco, tagliente per potare, svel- tugiaRosicatura.
I
lere e recidere. Si usa per tagliare Ru§ghén, sm. Prurito alla gola, Irri-
le siepi innastata a un lungo manico. tazione alla gola. Bruciore di gola.
PI. Runchèt. Rusghér, tr. Rosicchiare, Rodere
(Lat. med. runchèta, roncola. GLE). Pizzicare.
I Né§ a runchèta, Naso a ronchetta, a Prt. Ru§ghé
roncola.
PI. — è
Runchité, sf. Colpo di roncola. F. — èda
PI. Rvmchité. PI. F. — édi.
Rundanéna, sf. Balstruccio j Rondi- Ru^ignòl, sm. Rusignolo. Usignolo
ne. PI. Ru§ìgnùl.
PI. Rundanén I Ru§ignòl de bus, (Vedi Còdorànza).
] Rimdanéna da la furzèla, Rondine Ru^òli, sm. Rosolio.
comune. R. domestica.
Ru^òn da garden, sm. Malvone. Mal-
1rondini
Al rundanén al j' Madonna.
è dia Madona. Le va da giardino.
sono della PI. Rusòn da garden.
I Rundanéna 'd fìóm. Topino, Rondi- Ruspa, sf. Ruspa. Arnese per ap-
ne riparia, R. delle rive. Balestruccio pianare, livellare terra.
selvatico, B. ripario, Dardanello. PI. Rusp.
j Par Sa' Bandét la rundanéna sota Ruspèda. sf. Ruspata, Atto e azione
e* tèt. del ruspare.
Rundòn, sm. Rondone. PI. Ruspédi.
( V. Sant'Apulinéri ). Ruspèr, tr. Rvispare, Dare, passare
la ruspa.
I Rundòn 'd mèr, Pernice di mare
RUST 354 RUZL

[Link]è
Il Biondelli riporta « ruvighé' » tradu-
PI. — è cendo con « bastonare ». Ora, dopo un
F. — èda
secolo, si dice ancora « de' una ruvi-
PI. F. — èdi. ghéda », dare una malmenata, una ba-
Rustìda, sf. Bruciacchiatura | Arro- stonatura.
stitura.
PI. Rustìdi. Ma già allora, (1853), «ruvighé'» non
poteva essere che una traslato del-
Rustìr, tr. Arrostire, Bruciacchiare | l'italiano «rovigliare ».
Inaridire (azione del vento, del sole e Ru2^è, sf. Grappolo.
del freddo sulla pelle e sui capelli). PI. Ru^
Prt. Rusti I Rlza I Torma.
PI. — i
F. — ida I Ru^é d'uva, -Filza d'uva.
PI. F. — idi. I Ru^é d' u§el, Filza o infilzata d'uc-
celli.
(It. ant. rostire; dalla rad. germa-
nica rost-«arrostire»). } Ru^é 'd burdèl. Torma di bambini.
Rutàm, sm. Rottame. I Ru^, Scroto e pene (insieme).
PI. Rutém. I Avèn una ruzé. (F.) Averne piene le
tasche.
Rutlìr, int. Ruttare. (Vedi RÒ5).
Rutùra, sf. Rottame (di ferro e me-
talli in genere). Ruzlér, rntr. e tr. Ruzzolare [ Roto-
Ruvar^én, sm. Vinciperdi (gioco di lare j Cadere dal letto (Ruzlé' ?ó da
carte). Rovescino. e' lèt) I Ruzzolare di rotelle che pog-
giano per terra, di sasso e di qualsiasi
I Zughé' a ruvarzén. Giocare a vinci- cosa che rotoli, o ruzzoli.
perdi. Prt. Ru?lé.
PI. Ruvarzén. PI. Ru^lè
Ruvar^éna, sf. Querciolo, Roverella. F. — èda
PI. Ruvarzén.
Ruvarzìna, sf. (V. Ruvarzéna). PI. F. — édi.
Ruvrina, sf. Querciolo. I 'D ruzlòn. Ruzzoloni.
PI. Ruvrìn. Ru^lòn, sm. Ruzzolone, Caduta ruz-
zolando.
Ruvighé, sf. Bastonata, Legnata, Ver-
gata. (V. «ruvighèr»). PI. Ruzlòn.
PI. Ruvighé. I Fé' un ru^lón. Fare un ruzzolone.
Ruvighéda, sf. (V. Ruvighé). I Avnì' za 'd ruzJón, Venir giù niz-
Ruvighèr, tr. Malmenare. zoloni.
SA 355 SABI

Sa' agg. Abbrevviazione di Santo ogni 1 E' de 'd Sa' Bamabè e' gran e' perd
volta che incontra un nome che co- e' pè, Il giorno di San Barnaba (11
mincia per consonante. giugno) il grano perde il piede.
Tale abbreviazione era in uso anche
(Il grano, cioè, perde l'apparato radi-
per l'ital. nel sec. XIV. (V. Diz. DEI). cale, perchè comincia ad essicarsi dal
Se il nome comincia per vocale si ha, piede).
invece, « Sànt ». Sa' Bas-ciàn, m. San Sebastiano.
'Sa, Abbr. di csa. Cosa, Che cosa. (20 gennaio).
Nei casi in cui incontra una «a» pro- I Par Sa' Bas-ciàn e' trema la còda a
nome la assorbe. e' càn (per il gran freddo).
Saba, sf. Sapa. Mosto cotto.
PI. Sab. I Sa' Bas-ciàn da la viòla in man. Come
dice un altro proverbio, questo è un
Sa' Bandèt, m. San Benedetto. giorno rigidissima, ma in qualche pro-
I Par PerSa' [Link]èt, la rundanéna da soleggiata compaiono le prime vio-
tet. Benedetto la rondineinssule' lette.
tetto. Sàbat, sm. Sabato. Il sesto giorno
della settimana.
I Par Sa' Bandèt, s' u n' tén e' vèrd
e' tén e' sec, Per S. Benedetto se non PI. §èbat.
tiene il verde tiene il secco. Il giorno
di S. Benedetto (21 marzo), se la I U n' gn' è sàbat §én5 §òl e u n' gn'è
pianta non verdeggia si seccherà. dona §én?a amor. Non c'è sabato senza
sole e non c'è donna senza amore.
Sa' Barnaba, m. San Barnaba Ap. Sa' Bié§, m. San Biagio.
(11 giugno). j Par Sa' Biè§ dò òr scvè§. Per San
(V. anche Sa' Bamabè). Biagio (3 febbraio), due ore circa.
S'è' piòv par Sa' Barnaba ' l'uva I Par Sa'
bianca la s' n' in va; / s'è piòv ma- scvè§, Per Bié§, da e' sifredmuore
San Biagio u s' quasi
mòr
téna e sera ' u s' n' in va nénc la dal freddo.
lacera. Sahiòn, sm. Sabbione, Sabbia.
Se piove il giorno di San Barnaba / Al pi. che è « Sabión » significa anche
terreni sabbiosi.
l'uva bianca se ne va; / se piove mat-
tina e sera / se ne va anche la lacciaia. (Lat. med. sablone, .sabbia, Rav. sec.
Sa' Bamabè, m. San Barnaba. XIII. GLE; lat. sabulum).
SARI 356 SAGA

Sabiunè, agg. Sabbioso. PI. Sacón.


PI. — Sabiune Sacramént, sm. Sacramento.
F. — èda PI. Sacramént.
PI. F. — édi. Sacrifichér, tr. Sacrificare. Costrin-
Sabiunéda, agg. Sabbiosa. gere a rinuncie, a privazione.
I Tèra sabiunéda, Terra sabbiosa. Prt. Sacrfiiché
PI. Sabiunédi.
PI. —— éda
F. è
Sabiunél, sm. Renischio.
Sac, sm. Sacco. PI. F. — édi.
Anticamente era anche una misura di Sacrifìci, sm. Sacrifìcio. Privazione.
cereali che equivaleva a tre staia, e Rinuncia volontaria, o impesta
cioè hi. 1,7252. Sacrilègg, sm. Sachilegio. Azione sa-
PI. Sèc. chilega.
(V. Am§ùr). PI. Sacriligg.
I §vuité' Sacristi, sf. Sacrestia.
Dir tutto. e' sac, (F.) Vuotare il sacco. (Lat. med. sacristia. GLE).
(Lat. saccus « sacco », dal greco sakkas,
tela da imballaggio). j L'è mej pu^' ad canténa eh' n'è
ad asacristi, E' meglio puzzare di
Sacarol, sm. « Saccaiolo ». Facchino cantina che di sacrestia.
(che porta i sacchi). [ Portatore di Sadól, agg. Satollo, Sazio.
sacchi. PI. Sadól
PI. Sacarùl. F. Sadóla
(Lat. med. sacharolus chi porta sac- PI. F. Sadóli.
chi. GLE). Saduléda, sf. Satollamente.
Saca, sf. Tasca. PI. Sadulédi.
I Sàccolo (del seminatore). Sadulér, tr. Satollare, Saziare.
PI. Sac. Prt. Sadulé
Saché, sf. Saccata. Quanto può con- PI. — è
tenere un sacco. Il contenuto di un F. — éda
sacco. PI. F. — édi.
PI. Saché. (Ravennate del sec. XVII, «sadular».
Sachègg, sm. Saccheggio. Si usa so- Aruch Al. Op. Cit.).
lo in apicoltura. Negli altri casi si Sa* Fran?ès-c, m. San Francesco.
dice « purté' vi 'gna cvèl ». i Par Sa' Franzès-c, la nèspula int e'
Sachén, sm. Taschino. ifè^t. Per San Francesco (4 ottobre)
PI. Sachén. la nespola nel cesto. (Nanni).
Sachéri, sm. Sicario.
Safuitèr, intr. Frugare ' Rovistare.
Usato in tono scherzoso per « va- Safuitòn. sm. Ciarafu gliene.
gheggino». PI. Safuitòn
PI. Sacheri.
Sa' Gal, m. San Gallo.
Sachèt, sm. Sacchetto.
PI. Sachèt. I S' e' sta bón e' de* 'd Sa' Gal u s*
semna nénc al vai, Se sta buono il
(Lat. med. sachetus, sacchetto. GLE). giorno di S. Gallo (16 ottobre) si rie-
Sachigér, tr. Saccheggiare. (Usato so- sce a fare tutta la semina.
lo in apicultura). ^agàt, sm. Rovina, Disastro. aw.
Prt. Sachigé di quantità. Una enormità.
PI. — è PI. I^aghèt.
F. — éda (V. Sagatér).
PI. P. — édi. Sagatèda, sf. Rovinata, Atto o effet-
Sacón, sm. (V. Sacóna). to del rovinare.
Sacóna, sf. Saccona. Tasca trasversa- PI. Sagatédi.
le posteriore della giacca da caccia- Sagatér, tr. Sciattare Rovinare, Sciu-
tore IGiacca alla cacciatora.
pare.
SAGA 357 SALA

Prt. Sagaté PI. Sajèt.


PI. —è (Dal lat. sagitta, freccia.
P. — éda Saifaràz, sm. Farfare (V. Piadanèla)
PI. F. — édi. Saimèstar, sm. Salnitro, Nitrato di
(Lat. med. sagatare, scannare una be- potassio che si forma sulle pareti dei
luoghi umidi e delle stalle.
stia all'uso "ebraico. GLE).
§agatón, sm. Sciupone, Sciattone. Sa' Job, m. San Giobbe. Protettore
PI. §agatón dei bachi da seta nelle nostre campa-
F. ^agatóna gne (L. De Nardis).
PI. §agatóni. Sa' Juséf, m. San Giuseppe.
Sagi, sm. Saggio. Il giorno di S. Giuseppe le ragazze
Piccolo scavo che indica la luce, o la andavano a raccogliere radicchi di
profondità dell'escavazione di un fosso. campo per fare bei seni e per trovarsi
PI. Sègi. il fidanzato.
(Lat. med. sagium, misura tipo, GLE). (V. anche « ma^èt »).
Sa' Grigori. §alachér, tr. Scialacquare, Scialare.
Sa' Gregòri, San Gerogorio (17 nov) Prt. §alaché
I S' e' piòv par Sa' Grigori, tot nu- PI. — è
F. — éda
vèmbar l'è un dimòni.
Se piove per SanGregorio tutto no- PI. F. — édi.
vembre è un demonio. Salàm, sm. Salame.
Sagua^éda, sf. Risciacquata. PI. Salèm.
PI. Saguazédi.
Il'aglio.
Salàm da l'aj. Salame nella cui con-
Saguazér, intr. Sciaguazzare, Scia- cia è incluso anche l'aglio | Salame al-
guattare, Diguazzare nell'acqua | tr.
Sciacquare. [ (F.) Stupidone.
I Saguazéss la boca. Sciacquarsi la Salamalèc, sm. pi. Salamelecchi, Sa-
bocca. luti cerimoniosi.
Saguazòn, .sm. Risciacquata alla Salamàna, (Uva salamàna), sf. Sala-
buona. mana. Uva grossa, bianca, dolcissima
PI. Saguazòn. che Alamanno Salviati fece venire dal-
Sàja, sf. Stoffa lucida, Saia. la penisole iberica. La vite fu detta
(Lat. med. saia. GLE). anche Vite di Messer Alamanno.
Sa' Jacóm, m. San Giacomo. (V. A. Prati, Diz., ecc.).
I Par Sa' Jacóm (25 luglio) e Sanf Salamandra, sf. (V. ^acaramàndla).
PI. Salamàndar.
Ana (26 luglio) u s' fa al vet a la
cànva. Per San Giacomo e Sant'Anna Salamùria, sf. Salamoia [ Salsuggine.
si cima il granturco e si taglia la ca- ! Salsedine | Anche sale che rimane
napa.
nelle buche, nelle orme, dopo l'evapora-
Sajàna, sf. Sagana, Saga, Maga, In- zione dell'acqua di mare.
dovina.
E' termine piuttosto vago.
Antica voce che si conserva nel det- ^alàpa, sf. Scialappa, Gialappa (Mi-
to: La' m' pé' la sajàna. (Rivolto a rabilis jalapa).
donna scarmigliata e con le vesti in ! Purgante di Gialappa. Doveva essere
disordine). im potente lassativo perchè è rimasto
Saviòl, sm. Panno di lana ruvida.
« Saietto ». proverbiale.
Salarol, sm. Vaso di legno per ser-
Dal lat. sagum, « pezzo di panno di lana bare il sale. Vaso del sale. Salarino.
grossolana usato come mantello cor- PI. Salarili.
to; mantello militare». A. Prati. Voc.
Elim. It. [ Ande' a 'vdèr e' salarol. (F.) Far
visita, la prima volta, alla casa del pro-
Sajèta, sf. Saetta, Fulmine, Folgore. messo sposo.
I (F.) Persona svelta, agilissima. Salà$, sm. Salasso.
SALD 358 SALU

PI. Salè§. Pavimentare, Ammattonare.


^It. ant. salasso). Prt. Saighe
In dial. si usa anche il verbo «sala^ér» PI. — è
salassare (lat. med. salaxare, GLE) F. — éda
ma si preferisce comunemente « tu' Pi. F. — édi.
sàngv », togliere sangue. (Lat. med. salegare e selegare. GLE).
Saldadór, sm. Saldatore. Salida, sf. Salita.
PI. Saldadùr. (E' più dialettale «rapéda»).
Saldadòra, sf. Saldatrice. Apparec- PI. Salid.
chio per saldare. Salinér, sm. Salinaio.
PI. Saldadóri. PI. Salinér.
Saldadùra, sf. Saldatura. (Lat. tardo salinàre).
PI. Saldadùr. SaLmòn, sm. Salmone. Pesce salmone.
Saldér, tr. Saldare. PI. Salmón.
Prt. Salde Sa' Loca, m. San Luca.
PI. — è E' de 'd Sa' Loca la bàlu§a in bóca,
F. — éda il giorno di San Luca (18 ottobre), la
PI. F. — édi. ballotta in bocca.
] Canèl da salde', Cannello da sal- Salóm, sm. pi. Saliuni.
dare. Raramente si usa il sing, che è uguale
al pi.
I Salde' un sf.
Saldóna, cònt. Saldare
Donna un conto.
sterile. Saltadòr, agg., sm. Saltatore.
PI. Saldón. Pi. Saltadùr.
F. Saltadòra
Sale, agg., prt. Salato j Salso ' (F.) PI. F. SaJtadóri.
Mordace | (F.) Salace.
PI. Sale
Saltarci, sm. Saltarello. Sorta di an-
F. — éda
tico ballo I Saltarello, Marmeggia. Ver-
PI. F. — édi. me bianco della carne secca.
Saléna, sf. Saliera. Vaso del sale ] PI. Saltarèl.
Salina. Luogo ove si produce il sale. Saltarlèr, intr. Saltellare.
PI. Salén. Saltarlìn, sm. Saltello.
(Lat. salina, salina, luogo dove si PI. Saltarlìn.
estrae il sale). Saltarlòn, sm. Saltellone.
Salér, tr. Salare. 'D saltarlòn. Saltelloni, A sbalzi, Bal-
Prt. Sale zeloni.
PI. — è Saltér, tr. Saltare [ Balzare \ Omet-
F. — éda tere, Trascurare, Lasciare indietro |
PI. F. — édi.
I Salté' a la stré, Assaltare alla strada.
I Sale' al chért, Lasciare 11 mazzo co- I Salté' fura, Sbucare ] Interloquire
me sta, cioè non alzare.
(nel discorso) j Salté' dal pàgin. Sal-
Salfarà?, sm. Tasso barbasso. Ver- tare delle pagine r
basco. Prt. Salté
(Verbascum Thapsus L.).
Saighe, sm. Selciato 1 Pavimento. PI.
F. —— éda
è
PI. Saighe. PI. F. — édi.
!Saighe 'd fè§. Acciottolato. Sa' Lurenz, m. San Lorenzo.
j Saighe 'd prè. Ammattonato. Si commemora il 10 agosto a Cervia.
Salghéda, sf. Selciatura | Pavimen- Quel giorno tm bagno ne vale sette: e
tazione. costumava far prendere il bagno aftche
PI. Salghédi. agli asini e ai cavalli.
Salghén, sm. Selcino. (V. Sànt Antoni).
PI. Salghén. Salùt, sm. Saluto.
Salghèr, tr. Selciare, Acciottolare. PI. Salùt.
SALU 359 SAMI

I Arvòlzr e' saiut, Rivolgere il saluto n. 18, Anno II), questa festa risalireb-
I Tu' e' salut, Levare il saluto. be alle Antesterie dei Greci, ereditate
Salùt, sm. Saluto. PI. Salùt. dai Latini col nome di Brumalia. Fu-
« I « salut » dice Nino Massaroli era- rono poi continuate dai cristiani cat-
no una forma singolarissima di cant tolici nel giorno di S. Martino col no-
popolari che si improvvisavano ne me di Martinalia.
trebbi invernali nel tepore delle stalle Il riferimento al Santo è puramente
casuale.
e la state, sull'aia durante la spannoc-
chiatura ». Par Sa' Martén, tòt e' mòst l'è vén,
E' un componimento di pochi versi, Per S. Martino (11 nov.) ogni mosto
diretti normalmente a una ragazza. é vino (Nanni).
Saluta, sf. Salute, Sanità. Par Sa' Martén u s' imbariéga grend
PI. Salùt. e ^nén. Per San Martino si ubbriacano
Saluta 'd fèr, Salute di ferro. grandi e piccini (Nardi).
La saluta l'è 'gna cvèl, La salute è Da Sa' Martén a Nadél ogni purèt
tutto. sta mèi, Da San Martino a Natale
Salvaròt, sm. Salvaroba. Dispensa. ogni povero sta male (Non si la-
PI. Salvaròt. vora più, quindi non si guadagna e
Salvèr, tr. Salvare. si sente avvicinare l'inverno che è
I Conservare \ Trarre in salvo \ Met- il nemico della povera gente). Nardi
tere al «icuro j rfi. Oltre ai sign. di Par Sa' Martén al bòt tot pini 'd vén,
cui sopra significa: Riservarsi, Tenere Per San Martino, le botti tutte piene
per sé, a propria disposizione. di vino.
Prt. Salve Samartén, sm. Con questo nome si
PI. — é indica qualsiasi bruco peloso di note-
P. — éda vole grandezza.
PI. F. — édi. PI. Samartén.
Salvéss la pòsta. Esimersi dalla posta.
^àm, sm. Sciame, Alveare. PI.§ambédg,
Sambèdg agg. Selvatico.
PI. §èm. F. Sambèdga
Fé' 'd sèm, Dedicarsi all'apicoltura. PI. F. Sambédghi.
(Lat. med. [Link], GLE). Sambràca, sm. Vino scadente.
Sa' Marcuriél, m. San Mercuriale. Fu ^amèr, sm. Apicultore.
vescovo di Forlì per 27 anni e morì PI. ^amèr.
circa nel 449. Si festeggia il 30 aprile. Sa' Mère, m. San Marco.
Secondo G. Pasolini - Zanelli, il cam- Par Sa' Mère e' big-at o eh' l'è post,
panile di S .Mercuriale (Forlì) è ope- 0 eh' l'è ned. Per San Marco il baco
ra di un architetto forlivese chiamato (da seta) o è in incubazione, o è
Baldi e fu costruito nel 1177. nato.
I Par Sa' Marcuriél la brenda int e' ; San Marco alle Gattinelle. Dice M.
grambiél. Per S. Mercuriale la meren- Mazzotti che la più antica notizia di
da nel grembiale. Le giornate si sono questa località è data dal Fantuzzi con
allungate e le massaie portano la me- una citazione del 1351 che ricorda S.
renda agli uomini che lavorano nei Marco « de Gattinelli », la cui deno-
campi. minazione pare derivi da un « canalem
Samarén, sm. San Marino. quod dicitur Gatinella ». Nel docum.
Sa' Martén, m. San Martino (11 no- del Card. Anglico, nel 1371 troviamo
vembre). la Villa de Gattinelis con 41 focolari.
Per tradizione, il giorno di S. Martmo Sa' Michìl, m. San Michele.
è la festa dei cornuti, « la fèsta di bèc» 1 Par Sa' Michìl, tot al brend al va in
Si beve il vino nuovo e si mangiano 5ÌI e e' aprem
castagne. al vén bra?. de 'd Ma?, tot al brènd
Secondo Padre Carmeli (V. Plaustro Per San Michele (29 settembre) tutte
SAN 360 SANT
le merende vanno in cielo; e il primo dice: « ...I Romani riconobbero che
dì di maggio tutte le merende vengono questo vino era squisito e addirittura
a bracciate. Alla fine di settembre si 10 paragonarono al sangue del padre
smette di far merenda perchè ormai degli dei: « sanguis Jovis »...
le giornate sono brevi; mentre in mag- 11 dialetto... ha storpiato ed abbrevia-
gio si riprende a far colazione perchè to la definizione in San-2vè§, ossia
le giornate si sono allungate. sangiovese ».
Sa' Mingòn, m. San Domenicone. (Nel dial. del sec. XVIII. « sanzves ».
Accrescitivo di S. Domenico (9 otto- P. Santoni, Op. Cit.).
bre). Dice L. de Nardis che il giorno Sànt, sm. Santo.
di questo Santo si seminava la fava
per averne un buon raccolto. PI. SéntSanto.
I agg.
F. Santa
^àn, agg. Sano | Salubre.
PI. Sén PI. F. — Santi.
F. Sana
PI. F. Sani. I E' de di Sént, Ognissanti.
I Cvélc Sànt a j pinsarà, Qualche San-
I Eria sana, Aria salubre. to provvederà.
^àndal, sm. Sandalo. patita (o ^ànta) nm. Sessanta. Nu-
Calzatura formata di una .suola e di mero di sei diecine.
sottili strisce di cuoio. Santa, agg. Santa.
PI. §èndal. PI. Santi.
Sanguètla, sf. Sanguetta, Sanguisu- Santa Bérbara, f. Santa Barbara,
ga, Mignatta. (4 die).
PI. Sanguètal. Veniva invocata durante il maltempo:
Sangunéla, sf. Sanguinella. I Santa Bérbara banadèta tnis luntàn da
(Comus sanguinea L.). e' tón e da la sajèta.
Lat. med. sanguinis. GLE. (La Pie A. XXVI, N. .5-G).
Sàng-y, sm. Sangue. Santa Bibiàna, f. Santa Bibiana.
PI. Sèngv.
j Se e' piòv
cvaranta de par Santa
e una Bibiàna, e' piòv
stmàna.
I Tu' sàngv, Praticare un salasso.
Se piove per Santa Bibiana (2 die),
I Stagne' e' sàngv. Fermare l'uscita del
sangue, la perdita, l'emorragia. piove quaranta giorni e una settimana.
Santa Cateréna, f. Santa Caterina.
I Sbóc 'd sàngv. Sbocco di sangue. (25 novembre).
L'antico dial.: ci ha tramandato: Angv
ad... (Sangue... di...) che, secondo i I Par Santa Cataréna, o neva o pacia-
casi, suona esclamazione, imprecura- réna, Per Santa Caterina o neve o
zione, o bestemmia. moticchio.
^angvèta, sf. (V. Sanguètla).
j DamèsSanta
un ugvèl,Cataréna a Nadél u j' è
^an^alari, sf. Senseria, Mediazione
(opera e mercede). Da Santa Caterina a Natale (25 die.)
PI. Sansalarì. c'è un mese esatto.
^an§él, sm. Sensale. Mediatore. [ Par Santa Cataréna la néva int la
PI. §an§èl. culéna. Per S. Caterina la neve sulla
(Lat. med. sensalis, sensale, 1264. GLE) collina.
San§vè§ (pronuncia Sa' svè§) sm. I Par Santa Cataréna o ch'e' piòv, o
Sangiovese. ch'e' neva, o ch'e' bréna, o ch'e' tira
« Vino rosso da pasto e da bottiglia, la curéna, o eh' u j' è la paciaréna.
armonico nei suoi componenti, di pron- Per Santa Caterina o che piove, o che
ta beva, gi'adevolmente amarognolo ». nevica, o che brina, o che tira la co-
A. Panzini, Dizionario Moderno. rina, o che c'è la « pacchiarina ». Con
Tipica varietà di vino rosso proprio questo proverbio burlone si acconten-
della Romagna, orgoglio di Predappio. tano tutti i- pronostici.
L. Servolini, in Mosaico di Romagna, ! Par Santa Cataréna la nèva, int la fi-
SANT 361 SANT

nistréna, Per S. Caterina la neve sulla manna, perchè la t€rra è arsa. (V.
finestrina. anche a Sa' Jacòm).
^àntacóst, sm. Tarabusino, Aghirone Sant'Andarjìn dal bunég (Sant'An-
piccolo. dreino delle Bonaghe), m. Sant'Andrea
PI. §àntacóst. di Cervia.
Santa Crósa, l. Esaltazione della San- Per la spiegazione del nomignolo dia-
ta Croce (3 maggio). lettale basta pensare che la « bunéga »,
« E' de 'd Santa Cròsa » il reggitore, bonaga, è pianta infestante dei luoghi
« l'azdór », piantava piccole croci di incolti e aridi, e il Forlivesi (1889)
canna, ornate di rametti di palma be- dice della località : « nuda d'alberi e
nedetta, nei campi di grano per pre- vigne, manca di acque potabili buone
servarli dalla grandine. ed è pochissimo abitata per essere una
Sànt'Agnès, f. Santa Agnese. zona di aria non molto salubre». C'era
dunque anche la malaria; e la plaga si
I Sànt'Agnès, la lusèrta int e' paès. ebbe il nome di « infèran » inferno ;
Sant'Agnese (21 genn.) la lucertola per
il paese. da cui Villa Inferno e Montaletto.
Sànt Albert, m. Sant' Alberto, fraz. Don M. Mazzetti, basandosi su buona
del Com. di Ravenna. documentazione, formula l'ipotesi che
I Sànt Albert dal bel campàn, j' Oman l'antica pieve di S. Andrea esistesse
j' à la tegna e al dòn al j è p... già (non dove sorge l'attuale) nel 1907.
Sant'Alberto dalle belle campagne, gli Sànt Andrej, m. Sant'Andrea.
uomini hanno la tigna e le donne Sono proverbiali « i bur 'd Sànt An-
sono p... (scherz.). drej », i bui di S. Andrea, le « notti
Sànt Aldubrànd, (V. alla voce «ti- nere di Sant'Andrea », che si hanno
gnos » ) . nei giorni della luna nuova di dicem-
Santa Luzi, f. Santa Lucia (13 die). bre.
I Par Santa Luzì e' de e' cor vi, Sànt Antoni, m. Sant'Antonio Abate
Per S. Lucia il giorno corre via (Si (17 gennaio) detto «Sànt Antoni d' j'
allude alla brevità del dì ). animèl », Sant'Antonio degli armnali,
I E' de 'd Santa Luzì l'è e' de piò perchè gli sono consacrati gli animali
curt chi sì. Il giorno di Santa Lucia della stalla e della corte.
è il più corto che ci sia. Così era Il giorno di S. Antonio si dà da man-
prima della riforma del calendario av- giare agli animali della stalla, e ai maia-
venuta nel 1532. li, il pane benedetto.
Nella chiusa de r« urazion » « Santa
I Sant'Antoni, im'òra bòna, Sant'Anto-
Luzì » è detto : « Santa Lu^ì l'è dégna nio, un'ora buona. (Allude all'allun-
di curóna. / Mantén la vesta a tóti li garsi delle giornate).
persone; / Santa Lu^ì l'è degna di ! Sànt Antoni da la bérba bianca s'
vintùr, / Mantén la vésta a tòt al che- u n' la j' à u s' la fa, Sant'Antonio
riatùr ».
dalla barba bianca, se non l'ha se la
(Santa Lucia è degna di corona, / fa. (Allude alla neve).
Mantiene la vista a tutte le persone; I Sànt Antoni dia muntàgna, prema
/ Santa Lucia è degna di fortuna. u i fa e pu u j' acumpàgna, Sant'An-
Mantiene la vista a tutte le creature ) tonio di montagna, prima li fa poi li
Sant'Ana, f. Sant'Anna. accompagna. (Dio fa le persone poi le
j Ch'va a Sant'Ana, pèrd e' lug e la appaia).
scaràna, Chi va a Sant'Anna perde il ! Sànt Antoni, gran fardùra; Sa' Lu-
posto (luogo) e la scranna. (Chi si rén?dura,
grànda calura : l'òna e l'ètra pòc
al
lascia sfuggire un'occasione perde tut-
to ciò che essa poteva offrire. (Nardi). Sant'Antonio, grande freddura; San
j L'acva 'd Sant'Ana la j' è mej dia Lorenzo, grande calura; l'una e l'altra
màna, (29 luglio). L'acqua (la piog- poco durano.
gia) di Sant'Anna è migliore della I Da Sànt Antoni in là, tot i cvaión
SANT 362 SAP

i s' n' adà, Da Sant'Antonio in là tutti Sanvéla, sf. Savanella. Collettore di


gli sciocchi se ne accorgono (che le bonifica ; Fossatello scavato nel fondo
giornate si sono allungate). di canali per facilitare lo scolo totale
(V. anche «manén»). delle acque | Striscia libera ottenuta
col taglio della canna palustre e delle
I Par Sànt Antoni abét / i de i s' slon-
ga un'ora e un cvért, Per S. Aritonio erbe, nel letto dei corsi d'acqua.
i giorni si allungano di un'ora Se non si può parlare di uria deriva-
eabate
un quarto). zione, si può pensare almeno a una co-
I Par Sànt Antoni da la bérba bianca mune origine col toscano zanella, « cu-
la nèva la n'amànca, Per S. Antonio netta per lo scolo delle acque », da
dalla barba bianca la neve non manca. zana che ne! sec. XVII significava
(V. filér). « luogo della colmata ove si adunano
Sànt Apulinéri, m. Sant'Apollinare le acciue ».
(23 luglio. V. Pulinéri). Sanvizintén, sm. Regolo, Flegolo cri-
stato, Regolo col ciuffo.
I Par Sànt Apulinéri l'uva la s'invera,
Per Sant'Apollinare l'uva s'invaia. PLSapa.
Sap. sf. Zappa, Marra.
iI La nòta 'd Sant'Apulinéri
rundòn, u s'avèia
I Sapa mara. Marra.
La notte di S. Apoll. vanno via i ron- [ Occ dia sapa, Occhio della zappa.
doni. I Butéss la sapa int i pi, (F.) Costruir-
Santa Fulógna, f. Santa Apollonia. si il danno con le proprie mani (Lat.
Si festeggiava ad Alfonsine il 9 feb- med. sapa. GLE).
braio con bevute e mangiate formi- Sapadòr, sm. Zappatore.
dabili. PI. Sapadùr
F. Sapadóra
Sànt Arcànzal, m. Sant'Arcangelo.
I A Sànt Arcànzal i i dà bèi e lighè PI. F. Sapadòri.
(Si allude tanto ai matti che ai ma- ^apadóra, sf. Zappatrice meccanica.
landrini) A Sant'Arcangelo li danno PI. Sapadòri.
belli e legati. (Nardi). Sapéda, sf. Zappatura.
^anténa, sf. Sessantina. Somma di 60 PI. Sapédi.
PI. §antén. Saper, tr. Zappare.
Santèrna, f. Santerno (Rav.).
Prt. Sape
I Sarchiare.
II più ant. docvimento conosciuto (1225)
parla della chiesa di S. Sisto « de San- PI.
F. —— éda
è
terno » e ciò fa ritenere che la loca-
lità abbia avuto il suo nome dal fiu- PI. F. — édi.
me Santerno il cui corso ha subito
I Sape' e' gènar. Sarchiare le colture.
tanti spostamenti. (Lat. med. sappare. GLE).
C'è chi sostiene, con una documenta- Sapèt, sm. Zappetto, Sarchiello, Sar-
chio.
zione basata sul ritrovamento di un
PI. Sapèt.
piatto su cui è scritto « piatto del con-
vento » , e per certi particolari della Sapèta, sf. Ascia.
vecchia parrocchia, che il nome sia la PI. Sapèt.
contrazione di « santo eremo » poi San- Sa' Péval, m. San Paolo.
termo e quindi Santerno.
I Sa' Péval, tot e glàz a ca' de géval.
Ma di un eremo, o di un monastero, di San Paolo, tutto il ghiaccio a casa del
quella località non è fatto cenno in diavolo. (E' un pò troppo presto; ma
alcun documento (Da l'Argine, M.M.). i proverbi esprimono spesso un desi-
Sànt Safol, m. Santo Sassuolo. derio).
(V. Sa§òl). I Sa' Péval di Sègn, S. Paolo dei Se-
Sàntul, sm. Padrino di battesimo. gni, cioè degli auspici, perchè il 25
Sàntolo.
F. Sàntla, genn. si ricavano gli auspici per l'an-
damento stagionale di tutto l'anno. (V.
SAPI 363 SARM

calàndar).
I Par Sànt'Apulinéri l'uva la s'invera.
Sapiènt, agg. Sapido, Gustoso. Per S. Apollinare l'uva s'invaia.
PI. Sapiènt Saràca, sf. Salacca j (F.) Coltello a
F. Sapiénta serramanico.
PI. F. Sapiènti. PI. Saràc.
Sapiènt, agg. Sapiente, Saggio, Dotto. Nel gergo bracciantile, « saràca », è
PI. Sapiènt colui che si adopera nell'interesse del
F. Sapiénta padrone. (Usato in senso di dispregio).
PI. F. Sapiènti. Saràcc, sm. Scaracchio, Sputo catar-
roso.
Sa' Piligrén, m. San Pellegrino (na- PI. Sarècc.
to nel 1265, morto nel 1345). Patrono
di Forlì. ( Nel dial. rav. del sec. XVII, « Sarachi.
Uno sputo grosso da infreddato »
j Fé' avdè' Sa' Piligrén int 'na bòcia 'd Aruch A., Op. Cit.).
remai. Far vedere S. Pellegrino in
una bottiglia di crusca. Far vedere Saracéda, sf. Scatarrata.
cose mai viste, incredibili. PI. Saracédi.
Sa' Pir, m. .San Pietro | Sa' Pir, la §aracér, int. Scaracchiare, Fare sputi
catarrosi.
stéla pr' e' ^il. San Pietro, la stella (V. Saràcc).
per il cielo. (Le notti sono serene).
La festa di S. Pietro veniva scrupo- Saraciòn, Scaracchione.
PI. Saraciòn.
losamente osservata per paura di es-
sere respinti dal Santo alle porte del Saraghéna, sf. Sarda papalina (Clu-
Paradiso, o di buscarsi un colpo, col pea papalina).
mazzo delle chiavi, in faccia. PI. Saraghén.
Sarai sm. Sedano | Ombrello verde
j Par sa' Pir i fìg int' e' panìr, E" il 29 di tela incerata.
giugno e i fichi cominciano a ma-
turare. PI. Sèral.
Saracèna, sf. Saracinesca, Saracina.
I Sa' Pir in InGvargiàn
Guardiano). un docum.(S. del
Pietro
.1186 inè PI. Sarasén.
chiamato « capella S. Petri in Gradi- §arbìn, agg. [Link], Asprino. A-
gliano » (V. Mazzetti, Op. Cit.). cerbino.
Sa' Pir a Véncul. San Pietro in Vin- Che ha dell'apro. Di sapore aspro gu-
stoso.
coli. Il campanile attuale è una copia
fedelissima di quello distrutto che era Sardéla, sf. Sardina (Clùpea sardina)
PI. Sardèl.
dell'anno 1179. La località è antichissi-
ma. Un pavimento in mosaico di un Sardòn, sm. Acciuga (Engraulis En-
edificio rustico romano è databile fra chrasicholus).
il II e il III sec. d. C. La più vecchia PI. Sardòn.
denominazione conosciuta è S. Loren- Sa' 'Rfèl, m. San Ruffillo. La chiesa
zo in Vado Rondino. di S. Ruffillo in Forlimpopoli sorse
Sa' Pir, sm. San Pietro (pesce). (Zeus sulle rovine di un tempio di Ercole.
Faber). Rifatta, non serba più vestiglia di an-
PI. Sa' Pir. tichità (G. Pasolini - ZaneUi).
Così chiamato perchè, secondo la leg- Sarmént, sm. Sarmento. Tralcio re-
genda. San Pietro gli avrebbe impres- ciso con la potatura.
so ai fianchi le sue impronte digitali. PI. Sarmént.
(Lat. sarmentum).
Sa' Pulinéri, m. Sant'Apollinare, pri-
mo vescovo di Ravenna e patrono del- Sarmiàn^a, sf. Somiglianza.
la città. PI. Sarmiànif.
I La nota 'd Sa' Pulinéri (23 lugUo) Sarmièr, int. Somigliare, Rassomi-
u s' avèja i rundón.
(V. Asarmiér).
ghare.
La inotte
via di Sant'AnpoUinare
rondoni. vanno Prt. Sarmié
SARM SASO
364
PI. — è Sarvitó, sf. Servitù.
F. — éda Jjarvitòr, sm. Servitore, Servo.
PI. F. — édi. PI. §arvitùr.
Sarmòn, sm. Sermone. F. Sarvitòra
Composizione poetica in italiano o in PI. F. Sarvitóri.
dialetto, a carattere religioso, che i bim- Sarvìzi, sm. Servizio
bi andavano a recitare per Natale PI. Sarvizi.
presso le famiglie amiche, davanti ai Fé' un via? e du sarvizi, (F.) Prender
presepe. due piccioni con una fava sola.
Sarnèr, sm. Maestrale. Voce del dia- PI.^a§,
§65. sm. Sasso, Pietra, Ciottolo.
letto faentino I Raccolta di poesie di
A. Spallicci Maché' i sès, -Spaccar sassi.
ratori comeI E' citato di
« nome anche da che
vento S. Mu-fa
L'è una prè eh' ména int un sas, E'
venire il sereno » e aggiunge : « sere- una pietra che batte contro un sasso.
narius? ». Sono due forze che si equivalgono.
Sa' Ròc, San Ptocco. §a§anén, sm. Scioccherello. Persona
I Erba 'd Sa' Ròc, Achillea. (Morri). dalla parlata sciocca. « Sasanén » è (per
II giorno di S. Rocco la massaia ac- i campagnoli) il tipico forlivese che
capponava un galletto che diventava usa la «esse» invece della «zeta».
molto bravo per guidare i pulcini, ed PI. §a§anén.
era chiamato « e' gapòn 'd Sa' Ròc ». PI.^a§é,
!^a§é.sf. Sassata.
Sarpél, sm. (V. Sarpuléna).
(Lat. med. serpilium. GLE).
Sarpént, sm. Serpente. I De' al sa^é, Prendere a sassate.
PI. Sarpént. I Fé' al sa§é. Fare la sassaiola.
Sa' Simon, m. San Simone (28 ot-
Sarpinténa, sf. Serpentina. Tubazione tobre).
a serpentina dei distillatori I agg. f.
( Par Sa' Simon u s' fora la bota de
Serpentina. vén bón, Per S. Simone si fora la botte
PI. Sarpintén. del vino buono. Cioè si spilla il vino
I Lèngva sarpinténa, (F.) Lingua di ser- buono.
pente, Lingua maligna.
j Par Sa' Simon e' vintàj u s' arpón,
Sarpól, sm. (V. Sarpuléna). Per San Simone il ventaglio si ripone.
Sarpuléna, sf. Serpillo.
(Thymus Serpyllum L.). II ^a^ol
Santo (e' Sànt), era
Sassuolo m. un sasso che si
^ar§ol, sm. Alberello di biancospino. credeva fosse miracoloso. Veniva espo-
Cerisuolo. sto nella Chiesa del Duomo di Raven-
PI. §arsùl. na nel mese di Maggio.
^ari^ola, sf. Cerisuola, Bacca di bian- Secondo una leggenda, un contadino,
cospino. arando il suo campo, aveva scalfito
PI. Sarsòl. un sasso da cui era sprizzato sangue.
Sarturì, sf. Sartoria. Avvertito il Vescovo, il sasso fu portato
PI. Sarturì. in città e quando il corteo giunse alla
Sarvìr, tr. Servire. porta, le campagne di tutte le chiese si
Prt. Sarvì misero a suonare da sole. Deposto
PI. Sarvì sull'altare della Cattedrale e studiata
F. Sarvida. la cosa, fu detto che era uno dei sassi
PI. F. Sarvidi. che exan serviti alla lapidazione di
^anis, sm. Servigio. Sant'Apollinare, patrono della città.
PI. §arvis. Durante il tempo in cui stava espo-
Sarvisèvul, agg. Servizievole. sto, «dalla città e ville vicine accor-
PI. Sarvi§ivul revano i molti afflitti da mali ribelli
F. Sarvi§èvla alle cure jnediche e lo coprivano di
PI. F. Sarvi§èvli. baci e carezze, se lo applicavano sulle
SAZO 365 SANZ

parti infette del corpo, fidenti nella I Savón da bughé. Sapone da bucato.
guarigione» (P. Poletti). I Una pala 'd savón, Un pezzo di sa-
^a§5n, sm. Sassone, Macigno.
PI. §a§òn. pone.
j Un pez ad savón. Una stecca di sa-
Sa' Stèvan, m. Santo Stefano (Ra).
Già menzionato -in una pergamena del Savòr, sm. Savore.
pone.
1188 in cui è chimato « Cappella S. Ste- « Specie di marmellata ottenuta col far
phani in aggere », Cappella di S. Ste- bollire nel sugo di mosto, non ancor
fano in argine, specificato anche in al- fermentato, ogni sorta di frutta tagliuz-
tri documenti (1292 «in argere»; sec. zata, pere, mele, cotogne, noci, buccie
XIII «in arzene»; 1449 Villa S. Ste- d'aranci ». Paolo Toschi.
phani de argine») perchè situata sulla (It. ant. savore, salsa, DEI).
strada del Piumicello, l'antico Plumi- Savrèz, m. Santoreggia.
sellum. (Satureja hortensis L.).
Nel 1606 la denominazione cambia in Gallizioli, Opp. Cit.
« S. Stefano in Nazareth ». Cresce in montagna.
La chiesa di adesso è un nuovo tempio Savurì, agg. Saporito, Saporoso.
costruito 2 Km. più verso S. P. in PI. Savurì
Vincoli (1732-1733) e che à .subito con- F. Savurida
tinuamente modifiche. PI. F. Savuridi.
(Don M. Mazzetti). Sa' Zacarì, San Zaccaria, fraz. del
I E' de 'd Sa' Stèvan, tòt i fiùl a ca Com. di Rav. La più antica notizia
di pèdar, Il giorno di Santo Stefano di questa località è in un documento
(26 dicembre) tutti i figli a casa dei menzionato dal Mazzotti (Op. Cit.)
padri. E' tradizione che ognuno tra- dell'S giugno 959 in cui è chiamata
scorra quel giorno nella casa paterna. « plebs S. Zagarie ».
^a§ulìn, sm. Sassolino. In questa località sono stati rinvenuti
PI. Sasulin. i resti di una stazione terramaricola.
1 Zughé' cun i sasulin. Fare a ripiglino. Sa' Zòrz, m. San Giorgio.
Sa' Tmé§, m. San Tomaso (21 die). II Santo uccisore del drago che si ve-
I Par Sa' Tmé§ la gózla a e' nés. Per de dipinto nei plaustri romagnoli.
S. Tomaso, la goccia al naso (per il San Giorgio.
freddo). Fraz. del comime di Cesena ove sor-
Savér, tr. Sapere. Conoscere per stu- geva il castello di S. Giorgio, fatto
dio, per informazione, per esperienza. costruire da Carlo Malatesta nel 1420
Prt. Savù. per il divertimento della caccia.
PI. Savù. La torre esisteva ancora nel 1944 quan-
F. Savuda. do i tedeschi la fecero crollare.
PI. F. Savudi.
Sa' ?ugliàn, m. S. Giuliano. Secondo
Sa' Videi, m. San Vitale. un'antichissima leggenda, diffusa per
(V. Urlò?). tutta la Romagna, questo S.. mentre
Sa' Vi^én?, m. San Vincenzo. viaggiava per il mondo a far penitenza
La « lòpla 'd Sa' Vi?;énz - dice Spal- per aver ucciso, per errore, i propri
licci - è formata da un gruppo di ca- genitori, passò da Rimini dove il dia-
pelli ritto sul vertice del capo, ed è volo e la diavola vi stavano costruen-
di cattivo augurio. La vita sarà di bre- do il ponte. Sempre per penitenza,
ve durata ». chese al diavolo di poter fare lui il
Savòn, sm. Sapone. lavoro. Il diavolo glielo permise a pat-
( Lat. med. sapone e savonus, GLE, dal to di potersi prendere la prima anima
lat. sapo-onis, miscela di sego e ce- che vi passava sopra. Il S. costruì il
nere per tingere i capelli in rosso; ponte in una notte e il diavolo lo in-
DEI). vitò ad attraversarlo per rimirare la
I Savón da l'udòr, Sapone da toeletta. bellezza del'opera.
SAZV 366 SBAL

Capito l'intento del diavolo, il S. fece e « Sbadàc, (sbadaco » mantovano, che


ruzzolare sul ponte un formaggio. Un significa spiragho.
cagnolino corse a prenderlo e il diavolo PI. §bzadèj.
io ghermì. Accortosi dell'inganno, il .Sbada.jùla, sf. Sbadigliarella.
maligno fuggì indispettito e così pre- PI. §badajùl.
cipitosamente, da lasciar cadere il cer Sbaddór, sm. Battitore. Pinaiolo che
cine presso Sant' Arcangelo (V. Crój ) armato di una lunga pertica con un
Sa' Zvàn, m. San Giovanni. uncino in cima, raccoglie, cioè stacca
San Giovamii Battista (24 giugno). le pine.
E' detto anche « Sa' ?vàn da la zóla » Questi operai lavoravano a squadre.
(S. Giov. della cipolla), perchè è tra- PI. §baddùr.
dizione secolare che si svolga in Ra- Sbadè, agg.' Distratto, Sbadato.
venna, il 24 giugno, la « sagra della ci- PI. §badè
polla ». La festa del Santo si celebra F. — èda
nella chiesa di S. Giov. Battista di PI. F. — édi.
Rav. e a Cesena. ^badile, sf. Badilata. Colpo di ba-
Esiste anche una varietà di cipolla dile.

grande e schiacciata detta « ^òla 'd I Palata. Quanto può essere trasporta-
Sa' Zvàn ». to con un badile.
I Par Sa PI. §badilé.
scàn, PerZvàn S. iGiovanni
de i s' sloga, un pè de
(27 dicembre Sbadilér, intr. Lavorar di badile.
S. Giov. Evang.) i giorni si allungane
un piede di scanno. Sbadzé, agg. Sbattezzato | Traseco-
Quando un bambino tenta un inganno, lato 1Stupito. Armane, sbadzé, (P. )
Trasecolare i Trasecolare di stupore.
specie nel gioco, e ciò va poi a suo
danno, gli altri gli dicono : « Sa' Zvàn Sbagajé, tr. e int. Traslocare | Cam-
e' da l'ingàn », cioè: S. Giovanni re- biare di abitazione j Spostare le mas-
serizie da un ambiente a un altro ■ Li-
stituisce l'inganno.
Sbabarér, intr. Lingueggiare. berare un ambiente dalle masserizie |
§bacaréda, sf. Scroscio di risa. Traslocare con tutte le masserizie '
PI. Sbacarédi. (F.) Morire. (V. Bagàj).
I Mule' una sbacarèda, Dare in uno §baglièr, tr. e int. Sbagliare Erra-
scroscio di risa, Scoppiare in una ri- re jMancare il colpo (in venatoria).
sata. (Nel dial. ravennate del sec. XVI Prt. Sbaglié
si ha « Sbacarar », ridere fortemente. PI. — è
(Vedi Aruch A., Op. Cit.). F. — éda
§bachit§r, tr., int. Dimenare. PI. F. — édi.
Sbaciuchéda, sf. Sbattacchiata. | E' sbaglia nénc e' prit int l'alter.
Scampanata. $baglièt, sm. Erroretto.
PI. §baciuchédi. PI. SbagUèt.
Sbaciuchér, tr. Sbattacchiare j Scam- Sbaibizér, int. Balbettare. Pronuncia-
panare. re con difficoltà le parole, per difetto
Prt. Sbaciuché
PI. — è degli organi vocali.
P. — èda Sbaibizér, sm. Balbettamento.
PI. F. — édi. §bajuchér, intr. Usato normalmente
Sbaciuchér, sm. Sbattimento. in senso ironico canzonatorio. Far quat-
$badàj, .sm. Sbadiglio I « Staadàj » è trini.
pure una barra, o un legno qualsiasi, Sbàli, sm. Sbaglio, Errore, Fallo.
che si mette fra il battente e lo stipite
; Tu|
PI. e' sbali. Riconoscersi in fallo.
Sbeli.
perchè la porta non si chiuda. Il Bion-
delli riporta le voci « Bada, (bade') » I De' e'- sbali. Dar torto.
del piacentino, che significa socchiudere I Rimigé' i sbéli. Riparare gli errori.
SBAL 367 SBAR

§balistrér, tr. Sbalestrare, Allonta- coccola.


nare. Significa: far rumore di coccole (che
Prt. Sbalistrè cozzano fra loro ) ; e anche sballotto-
PI. — è lare.
F. — éda Prt. Sbaracuclé
PI. F. — édi. PI. — è
F. — éda
I Armane' §balistré, Rimaner dissestato
§balurdìr, tr. Sbalordire, Stupire. PI. F. — édi.
Prt. Sbalurdì §baracuclèr, sm. Rumore di noci che
PI. — ì cozzano fra loro.
P. — Ida I Rumore di più cose sbattute insieme.
PI. F. — idi. Scotimento.
Sbambu^èr, tr. Trattare da bamboc- §barandlér, tr. Levare il randello.
cio IMettere in ridicolo. Liberare, sciogliere fili, funi e anche
Prt. ^bambu^é animali arrandellati
PI. — è ! (F.) Scaraventare, Gettar via.
F. — éda 1 Sbarandlé' vi'. Scaraventar via.
PI. F. — édi. Contrario di « imbarandlé' », cioè di
^bandè, agg., prt. Sbandato, Disper- randellare, mettere il randello, arran-
so, Separato dagli altri. dellare (funi, fili).
PI. Sbandé Sbarandlòn, avv. Se fosse concesso
F. — éda bisognerebbe tradurre con « randello-
PI. F. — édi. ni ».
§bandéss, rfl. Sbandarsi. Separarsi, Cade' 'd §barandlòn. Cadere come un
disordinatamente. randello, Cadere come cosa inerte.
Prt. (V. Sbandé).
§barbér, tr. Sbarbare. Radere la bar-
[ Sbandéss da tot i chént. Disperdersi ba. E' più comune « fé' la bérba ».
in tutte le direzioni.
Sbarè, sf. Calcio. Calcio all'indietro
§bandirér, sm. Svetolio di bandiere di quadrupede.
Sbandierata. PI. Sbaré.
^bandirér, tr. Sbandierare (F.) Pro- i^barér, intr. Calciare (detto degli ani-
palare. mali) I tr. Sbarrare. Chiudere con
Prt. ^bandire sbarra. Impedire il traffico mediante
i;?banduné, agg. Scorato. sbarre.
PI. §banduné Prt. §baré
F. — èda PI.
PI. F. — édi. F. --— éda
è

I Sté' tot §banduné. Stare tutto triste, PI. F. — édi.


scorato. I^bariaghèss, rfi. Disi;briacarsi ! (F.)
i>bara, sf. Sbarra. Spranga. Disebriarsi.
PI. §bar. Prt. §bariaghé
f?barachèr, intr. e tr. Sbaraccare, To- PI. -—— éda
F. è
gliere ogni cosa, Levare tutto, Sgom-
berare. PI. F. — édi.
Deriva dall'antico « baraccare » che si- §barièg, agg. Sbriaco. Non più bria-
gnificava «rizzar baracche ». co.
« Sbarachér » ha perduto il significate PI. Sbarièg
primitivo e ne ha acquistato uno figu- P. — éga
rato. Idiz. moderni non portano « sba- PI. F. — éghi.
raccare », né « baraccare » se non nel Sbarlàf, sm. Sberleffo. Squarcio, Ta-
senso di gazzovigliare. glio. Strappo.
§baracuclèr, tr. e intr. Verbo ono- PI. Sbarléf.
matopeico che deriva da « baracocla », Sbarlèr, tr. Mettere in squadro.
SBAR 368 SBEL

Prt. §barlé PI. F. §batùdi.


PI. — è Jjbatucér, tr., intr. Sbattacchiare, Sbat
P. — éda
PI. P. — édi. tere forte j Battere più volte ' Agi-
tare Batacchiare.
I
§barlòcc, sm. agg. Strabico. Affetto Prt. ^batucé
da strabismo. PI. — è
PI. Sbarlócc. F. — éda
F. §barlòcia PI. F. — édi.
PI. F. Sbarlòci.
f?batucér, sm. Sbattacchiamento, Suo-
^barlòcia, sf. Avvedutezza | Scaltrez- no ripetuto di cose che cozzano fra
za. loro, j Scampanio I Sballottamento.
I Ave' dia scaltrezza.
za. Avere §barlòcia, Avere avvedutez- I Fé' de sbatucèr.
^bavàcc, sm. Bavaglino.
§barlucéda, sf. Sbirciata. Bavaglino, che si annoda al collo ai
PI. Sbarlucédi. bambini piccoli.
Sbarlucèr, tr. Sbirciare. PI. §bavécc.
§baru^é, sf. Barocciata. Quanto può l^bavacèr, intr. Sbavare, Spargere,
essere portato, o caricato, su un baroc- emettere bava. ' rfl. Bagnarsi di bava.
ci, o su una barocoia. Prt. Sbavacé
PI. §baruzé. PI. — è
^baruzèr, sm. Barocciaio. Conducen- F. — éda
te di baroccio per trasporto merci. PI. F. — édi.
PI. §baruzèr. i^bavacèr, sm. Sbavamento.
§ba§acér, tr. Baciucchiare. I Fé' de sbavacèr. Sbavare. Emettere
§ba§acèr, sm. Baciamente. bava, Spargere bava.
^baféda, sf. Sbassata. §bavàcia, sf. Bava. Filo di saliva che
PI. §ba§édi. cola dalla bocca.
$ba§èr, tr. Sbassare. Abbassare, Fai PI. §bavàcc.
più basso I Far più profondo. §bavaciùla, sf. Sbavamento Biso-
Prt. §ba§é gno di emettere bava.
PI. — è
P. — éda j Ave' dia nuamente sbavaciùla.
bava. Emettere conti-
PI. F. — édi. FI. Sbavaciùl.
(Lat. med. esbassare, e asbassare. §bavér, int. Sbavare. Mandar bava
GLE). §bducèda, sf. Spidocchiata.
§bàtar, tr. e intr. ^battere, Scuotere PI. Sbducédi.
I Percuotere | Battere j Bacchiare frut- Sbducér, tr. Spidocchiare.
ta. Prt. §bducé
Prt. §batù PI. — é
PI. §batù P. — éda
F. §batùda PI. F. — édi.
PI. F. §batuti. $bèbi, sm. Zibibbo, Uva galletta.
I §bàtar la testa int la murala, (F.) (E' chiamata anche « maghèt de gal»
Cozzare contro il muro. testicoli di gallo).
^batimàn, sm. Applauso, Battimano. $bèc, sm. Dente, Smerlo. Dentello i
PI. §batimàn. forma di becco.
Sbatléna, sf. Blaterina | Pettegola. PI. Sbèc.
PI. Sbatlén. (Il DEI riporta Sbecco come voc. to-
Sbatlér, intr. Blaterare. | Cicalare. scano, lucchese e romagnolo).
§batù, agg. Sbattuto, Smorto, Pallido §bélz, sm. Sbalzo ' Balzo, Salto in
(di persona) j (V. §bàtar). avanti.
PI. èbatù PI. §bèL2.
F. Sbatùda §bèr, sm. Sbirro. 1 agg. Sfacciato,
SBER 369 SBIS
Impudente. Che non ha vergogna cellare.
PI. §bèr Prt. Sbiché
F. §bèra PI. — è
PI. F. 5bèri. F. — éda
Sbèrla, sf. Ceffone. PI. F. — édi.
j Manrovescio. Il Diz. DEI cita Sbeccare come voce
PI. SberU. toscano, lucchese e romagnolo.
^bia^é, agg., prt. Smozzicato | Sboc- §bichirèda, sf. Bicchierata.
concel ato Tagliato
I a sghembo, in §biduaé, sf. Bidonata. Serenata agli
isbieco. sposi a suon di bidoni. Questa allegra
PI. §bia§è e rumorosa serenata è riservata a tipi
F. — éda originali e a vecchi scapoli che com-
PI. F. — édi. piono il gran passo. E' normalmente
§bia§ér, tr. Tagliare in isbieco Pra- scherzo amichevole; raramente è scher-
no.
ticare tagli obliqui.
Prt. §bia§é I Fé' la sbidunè, Fare la bidonata
PI. — è Batterella.
F. — éda Questa usanza è ricordata anche dal-
PI. F. — édi. l'Amati (1811) e dal Placucci (1818).
Chiavi, agg., prt. Sbiadito. Che ha §bidunèr, sm. Rumore di bidoni che
perduto, in parte, il colore | Pallido cozzano fra loro.
( di volto ) I Che ha perduto il suo colore §biè§, agg. Sbiescio, Sbieco. Storto,
naturale. Obliquo.
PI. §biavì t Ande' in sbiès. Procedere obliqua-
F. Sbiavida mento.
PI. F. §biavidi. Guardé' in sbiè^, Guardare bieco.
(Dal lat. med. sbiavetus, colore azzurro j In sbiè§, In sbieco.
(GLE); che viene dal lat. tardo blavus, ] Ad sbiè§. Di sbieco.
azzurro chiaro (DEI). §b jidulé, Colpo, sassata con bie-
Con lo stesso significato il lat. med. tola.
ha blavittus e sblavatus).
I Tire' una §bjidulé. Tirare una bie-
§biavidén, agg. Palliduccio. tola, Scagliare una bietola.
PI. §biavidén ' De' una §bjidulé. Dare una botta con
F. ^biavidéna una bietola.
PI. P. §biavidéni. §bimbèss, rfl. Crepare. Spanciarsi,
§biavir, tr. Sbiadire, Scolorare, Stin- Sbellicarsi per troppo mangiare.
gere, in parte. Prt. §bimbé
Prt. §biavì PI. — è
PI. — i F. — éda
P. — ida PI. F. — édi.
PI. F. — idi. I E' tira a sbimbéss, Tira a scoppiare,
(V. Sbiavì). a crepare.
!?bjaviss, rfl. Sbiadirsi. Perdere, in §bi^la, sf. Bazza. Prominenza del
parte, il colore. mento.
Prt. §biavì (A Venezia, sbezzola, Tommaseo, Diz.
dei sinon.).
PI. §biavì
F. §biavida Sbisulér, Int. Serpeggiare.
PI. F. §biavidi. ^bi^ulé, agg. Sinuoso, Tortuoso.
(V. Sbiavi). PI. §bi§ulé
F. — éda
^biché, agg.. prt. (V. Sbichér). PI. F. — édi.
$bichèr, tr. Smerlare. Ritagliare a
^bi^ulèr, sm. Serpeggiamento. Tor-
forma di becco, Dentellare, Sboccon- tuosità, Sinuosità.
SBIU 370 SBRA

!?biudèr, tr. Ammaccare le uova pro- cerare.


vocandone lospappolamento (v. Biùda). Prt. ^branche
Prt. Sbiudé
PI. — è
PI. — e F. — èda
PI. F. — édi. PI. F. — édi.
Sblachèr, imp. Cadere a larghe falde. $brandalè, prt., agg. A Brandelli
Sbrandellato.
I(Da
E' Blac).
sblàca, Nevica a larghe falde.
PI. §brandalè
Sblig^lèr, tr. Sbellicare. F. — èda
Prt. Sbligulé PI. F. — èdi.
PI. — è J?brandalér, tr. Sbrandellare, Fare a
F. — éda brandelli.
PI. F. — èdi. Prt. §brandalé
(Da Blìgul). PI.
ijbòbla, sf. Minestra pessima, Mine- F. —— èda
è
stra da povera gente. Brodaglia. PI. F. — èdi.
S. è il peggior appellativo che si Sbrasèr, tr. Sbraciare, Togliere la
possa dare a una minestra. bragia dal fuoco o da un pezzo di le-
PI. §bòbal.
Sbóc, sm. Sbocco (di strada e corso Prt. §bra§é
F. — éda
d'acqua) gno.
PI. §bóc. | Sbocco di sangue. PI. F. — édi.
§bòcia, sf. Bisboccia, Gozzoviglia. J>bra§ultéda, sf. Braciolata. Pranzo a
PI. §bòcc. base di braciole. Si usa anche « bra-
sultèda ».
I Fé' sbocia, Far bisboccia.
§bóf, sm. Sboffo, Gonfiatura di qual- Sbraz, sm. Sbraccio. Largo movimen-
che parte del vestito. to del braccio per il tiro della boccia.
' Calzón cun e' sbóf, Pantaloni con lo Sbrazànt, sm. Bracciante.
sboffo. Pantaloni alla cavallerizza. PI. Sbrazént
Sborgna, sf. Sbornia. F. — anta
PI. Sbòrgni. PI. F. — ànti.
Sbraghirér, int. Comportarsi con su- ( Lat. med. bracente, bracciante. GLE )
perbia, con alterigia, Fare il borioso. §bra?ér, tr. Buttar su (terra) a forza
Assumere arie di comando. (Da Bra- di braccia.
ghir). [ Trasportare (cose) da un posto a un
^bragunè, sf. Quanta ne posson con- altro. Spostare, cambiar posto a cose
tener le brache. a forza di braccia. Tirar fuori (canapa
dal macero) a forza di braccia.
] Fésn' una
brache. §braguné. Farsela nelle
Sbraitér, intr. Sbraitare. Gridare, §bra?;é' dia léca \ Sbrajé' dia tèra,
Sbra?é' dia cànva d'int e' mèsar.
Strepitare, Vociare scompostamente. §bra?éss, rfì. Sbracciarsi.
§braitòn, sm. Sbraitone. Che ha il Adoperarsi con ogni forza e mezzo.
Prt. ^bra^é
vizio di sbraitare.
PI. Sbraitòn PI. — è
F. — éda
F. — óna
PI. F. óni. PI. F. — édi.
$brazulè, agg. A maniche corte.
§brànc, sm. Strappo, Squarcio, La- Sbracciato.
cerazione. PI. §bra^lé
PI. Sbrénc.
§brazuléss, rf. Sbracciarsi.
§branchèr, tr. Sbrancare. Cavar di Mostrar le braccia nude. Denudarsi le
branco. Separare dal branche ! Scioglie- braccia.
re il branco, Disfare il branco ' La- Prt. Sbra^ulé.
SERE 371 SBRU

PI. — è PI. §brité.


F. — éda §bròc, sm. Calcolo approssimativo.
PI. F. — édi. j De' Un sbròc, Fare un calcolo appros-
§brèng, agg. Intrattabile (detto di simativo.
persona | Ricalcitrante, Bizzarro (detto Sbróf, sm. Spruzzo, Schizzo j Sbrot
di animale). 'd melta. Pillacchera.
PI. Sbrèng PI. Sbróf.
F. Sbrènga Sbrualdé, agg. e prt. Sbrodolato, Im-
PI. F. §brènghl. brodolato, Insudiciato di brodo o un-
Sbrè§, sm. Scivolo. tume.
Sbrichèss, rf. (F.) Sgravarsi come PI. Sbrualdé
un'asina. F. — éda
(V. Brec). PI. F. — édi.
Sbrigatìv, agg. Sbrigativo, Spedito. §brualdèr, sm. L'atto di sbrodolare,
PI. Sbrigatìv di insudiciare con brodo, untiime, li-
F. Sbrigativa quido sporco.
PI. F. Sbrigativi, (Più che il verbo, Sbrualdér, si usa Fé'
§brighèss, rfl. Sbrigarsi. Fare lesta- de sbrualdér).
mente.
Sbrucadùra, sf. Scacchiatura | Scac-
Prt. §brigtié chiume.
PI. — è §bnichéda, sf. Scacchiata | Dibruca-
F. — éda tura Brucata
I (di animali).
PI. F. — édi. Sbruchèr, tr. Tagliar le brocche, i ra-
§brilér, tr. Svolgere. Azione contra- moscel i 1Brucare | Baluginare (del-
ria del prillare. l'alba) !(F.) Spillare.
Prt. Sbruché
I Sbrilé' la créna, Svolgere il crine
(vegetale). PI. — è
Sbriscéda, sf. Scivolata. F. — éda
PI. Sbriscédi. PI. F. — édi.
Sbriscéna, sf. Sdrucciolo. Scivola. Su-
pernce di ghiaccio jjer scivolare. Gioco j E' sbroca l'élba, Balugina l'alba.
dello scivolare. (V. Sbriscèr). j Sbruché'
una [Link] lèngva, Conoscere un po'
I Fé' la sbriscéua, Scivolare sul ghiac- (Lat. med. sbroccare, strappare dal
cio IPreparare la scivola. ramo, Lugo, 1520. GLE).
PI. Sbriscén. Sbrudaclér, sm. Sbrodolio.
(Il forliv. ha «ghina»). Fé' de §bnidaclèr.
Sbriscèr, intr. Scivolare, Sdruccio- Sbrudaclér, tr. Sbrodolare, Imbro-
lare. dolare.
(Da sbrisciare, DEI e S. Muratori, Prt. §brudaclé
Carteggio). PI. — è
Sbriscir (V. Sbriscèr). F. — éda
Sbri§òn, sm. Scivolone, Sdrucciolone. PI. F. — édi.
PI. Sbri§òn. ^brufìda, sf. Spruzzata.
§bri.?ulcr, tr. Sbriciolare. Ridurre ; Sbrufìda 'd neva. Piccola nevicata.
in briciole. PI. Sbrufìdi.
Prt. $bri§ulé Sbnifir, tr. Spruzzare, Aspergere.
PI. — è Prt. Sbrufì
F. — éda PI. Sbrufi
PI. F. — édi. F. — ida
J>bri§ulér, sm. Sbriciolio. PI. F. — idi.
I Fé' de §bri§ulér, (Sec. XIV, sbruffare).
Fare delle briciole. Cospargere briciole,
$brufìr. intr. e tr. Spruzzare. Schiz-
§brité, sf. Colpo di berretto. zare nota, fango.
SBRU 372 SBUL
Prt. Sbrufì PI. F. — édi.
PI. Sbrufì i^bucé, sf. Colpo di bottiglia.
F. — ida PI. Sbucé.
PI. F. — idi. i>bucér, tr. Levare dalla bottiglia,
5>brufòn, sm. Spaccone. Aprire ima bottiglia | (F.) Far bal-
PI. §brufòn doria.
F. — óna Prt. Sbucé
PI. F. — óni. PI.
^brugladùra, sf. Scrostatura (di pia- F. —— éda
è
ga, di intonaco, di vernice). PI. F. — édi.
PI. §brugladùr. Sbuché, agg., prt. Sboccato, Triviale.
Sbniglér, tr. Scrostare. Togliere l'in- 1 Scheggiato, Sbocconcellato all'orlo
tonaco, lo smalto, la vernice [ Sbru- (detto di vasi, bicchieri, bottiglie, fia-
colare. Scrostare, Levare le brucole. schi).
Prt. Sbruglé PI. Sbuchè
PI. — è F. — éda
F. — éda PI. F. — édi.
PI. F. — édi. §buchér, tr. Scemare il fiasco (del
(V. Brugla).
Sbrugnér, intr. Brontolare. vino che arriva all'orlo) ] Scheggiare
l'orlo di un recipiente di vetro, o di
(Aruch Aldo, Op. Cit., sec. XVII; terra | Uscire, Venir fuori ] Sboccare
« Brugnir », brontolare).
Sbrugnér, sm. Brontolio. IPrt.
Sfociare.
Sbuché
§brujèr, tr. Sbrogliare, Districare, PI. — è
Disimpacciare. F. — éda
I §brujèsla da par sé, Cavarsela da solo. PI. F. — édi.
Prt. §brujé Sbuchèt, sm. Sbocco (di un fossa-
PI. — è tello di scolo).
F. — éda PI. Sbuchèt.
PI. F. — édi. §buciòn, sm. Dedito alle bisbocce.
§brulè, agg., prt. Smidollato. Che PI. Sbución
non à pivi midollo, (v. Bróla). F. — óna
PI. §brulè PI. F. — óni.
PI. — è §budlèr, tr. Sbudellare.
F. — éda Prt. §budlé
PI. F. — édi.
Sbrumblér, (V. brombal). PI. — è
PI. F. — édi.
§bruvaldér, tr. e intr. Sbrodolare. F. — éda
Prt. §bruvaldé
PI. — è Irisa.
§budlèss da e' ridar, Sbellicarsi dalle
F. — éda §bufèr, int. Sbuffare.
PI. F. — ' édi. ébufunéda, sf. Beffeggiata.
^bmvaldér, Sbrodolio.
I E)é' una sbufunéda. Beffeggiare.
I Fé' de §bruvaldèr. §bufunér, tr. Beffeggiare, Deridere.
$bruvaldòn, sm. e agg. Sbrodolone. Prt. §bufuné
PI. §bruvaldòn PI. — è
F. — óna F. — éda
PI. F. — óni. PI. F. — édi.
Sbuarér, (V. Buvèr). §bulacé, agg., prt. Chiazzato. (Se le
§bublér, tr. e intr. Spappolare. chiazze sono circolari si usa « baju-
Prt. Sbublé ché »).
PI. — è PI. Sbulacè
F. — éda F. — éda
SEUL 373 SCAD
PI. F. — édi. ^bu^ér, tr. Escoriare | Sbucciare |
§biilacér, tr. Ridurre a chiazze, a Levare la buccia, Dibucciare, Scortec-
ciare.
macchie, a tratti coperti di vegetazio- Prt. §bu^é
ne e ad altri no. Chiazzare.
§bulacèr, sm. Un succedersi di chiaz- PI. — è
ze, o macchie, procurate mediante sfal- F. — éda
cio d'erbe o taglio d'alberi o causate PI. F. — édi.
da altri fattori.
] La Madóna Tinaréna la s' sbu^va
I Fé' de §bulacèr, Fare delle chiazze. al dida a fé' e' furmàj. Madonna Tene-
§bulé, agg. Sprovvisto, non munito rella si sbucciava le dita a fare il
di bollo.
formaggio. (E' un detto scherzoso).
PI. §bulè §bujlèr, int. Sbocciare.
F. — éda Prt. §bu?lé
PI. F. — édi. PI. — è
F. — éda
§bundan^iér, intr. Dare con larghez-
za, con prodigalità. PI. F. — édi.
^bundanzìón, [Link]. Prodigo, Genero- §cacarèss, rfl. Liberarsi, pulirsi dal-
sissimo. le caccole.
PI. Sbundanzión. Questo V. viene sempre usato in senso
§burdunér, tr. Sfrondare un albero figurato per dire « averne dette
(Dial. bagnacavallese). quattro », « aver detto tutto senza peli
Da « bordone ». Voce di origine medi- sulla hngua ».
terranea che si connette col calabrese
sbordaccu, « rametto di albero », e col I A m' so scacaré', (F.) Mi sono libera-
to di tuto quello che avevo da dire.
greco Porthos, « getto, pollone ». Prt. Scacaré
§bur5n, sm. Borioso, Borione. PI. — è
PI. §buròn F. — éda
P. — óna PI. F. — édi.
PI. F. — óni Schachira, sf. Scacchiera.
(Parola volgare e offensiva). PI. Scachìr.
§busanér, tr. Sforacchiare, Forar bu- Scaculèss, rfl. Togliersi le cispe dagli
occhi.
chi, Bucacchiare. Rovistare | (F.) Fic-
carsi dappertutto, per affari, pratiche, Scadént, agg. Scadente, Di infima
informazioni | Braccare | Andare alla
qualità.
PI. Scadént
busca d'impieghi.
Prt. §bu§ané F. — a
PI. — è PI. F. — i.
F. — éda Scadènza, sf. Scadenza. Termine in
PI. F. — édi. cui scade un accordo, un'obbligazione,
(Per l'origine di « §bu§ané' » col signi- un contratto, ecc.
ficato di « Ficcarsi dappertutto », vedi PI. Scadén^.
Imbu§anér). Scader, int. Scadere, Andar fuori cor-
§bu§anèr. sm. Un seguito di buchi so (moneta) | Decadere dai limiti di
disposti disordinatamente. una garanzia.
I Fé' de §bu§anèr. Prt. Scadù.
§buschér, tr. Disboscare. PI. — ù.
Prt. ^busche F. — uda
PI. — é PI. F. — udì.
F. — éda Scadinér, sm. Scatenio. Rumor di
PI. F. — édi. catene.
^bu^adura, sf. Dibucciatura | Scorti- Scadinèss, rfl. Scatenarsi, Sciogliersi
catura Escoriazione
I | Scalfittura. dalle catene.
PI. ^bu^adùr. I U s' scadéna e' géval, Si scatena il
SCAD 374 SCAL
diavolo. Questa frase ricorre durante PI. F. — àji.
i temporali, con tuoni. Scaja, .sf. Squama (di pesce) Sca-
Prt. Scadine
glia (di ferro) \ Pietruzza schiaccia-
PI. — è ta, molto adatta ad essere scagliata, j
F. — éda (F.) Sbornia.
PI. Scaj.
PI. F. — èdl.
^cadòr, sm. Prurito, Pizzicore. ] Pe§ a scaja, Pesce dotato di squame.
PI. ^cadur. (Lat. med. schaia, scaglia. GLE; dal
I Fé' scadór, Prudere, Pizzicare, Dar gotico skalja. DEI).
prurito, pizzàcore. Scajér, int. Sparlare. Far maldicenza
Scafa, sf. Acquaio.
[Link] male, Parlar male. ' (F.) Scaglia-
( Lat. med. scapha, « scarico d'acqua »,
GLE). I Scajéss centra ón, Sparlare contro
I Gradino (nel taglio del pagliaio) da uno.
cui si levano le faldelle. I Scajéss cóntra tot, Dir male di tutti.
(Per similitudine, dal lat. med. scafa,
« scaffale, banco ». GLE. I E'Scalfì,
[Link]. Sparla, Fa . maldicenza.
Tanfo. Puzzo di muffa, di
Dalla radice indoeuropea Skep- « idea rinchiuso. Forse dal francese antico
di appoggio, sostegno »). « eschif ».
PI. Scaf. Scaimanela, sf. Spossatezza. Senso
Scafèl, sm. Scaffale. di fiacca.
PI. Scafèl. PI. Scaimanél.
(v. Scafa). Scajola, sf. Scagliola.
Scafèr, tr. Tagliare capelli, fieno in (Phalaris canariènsis).
modo irregolare, sì da lasciare alte e I Sménta 'd scajola. Seme di scagliola,
basse come fenditure, Scagliola.
(v. Scafa). Scajòn, sm. Maiale di pelo nero;
Prt. Scafè alto e lungo di statura.
PI. — è Scalandréss, rfl. Uscire dal ritmo sta-
P. — éda gionale. Detto del tempo e, in senso
PI. F. — édi. figurato, anche di piante per la frutti-
Scagarlér, intr. Par cacherelli. ficazione; edi animali per la riprodu-
Scagàza, sf. Paura da cacajola. zione e la deposizione delle uova.
I Ciapéss una scaga:5a, (P.) Pigliarsi (Questo V. viene da « calàndar » che
uno spavento da farsela addosso. significa calende).
(Nel ravennate del sec. XVII, «Sca- Scalare, prt. Fuorviato | (F.) Guar
gàza, paura»; Aruch Aldo, op. cit.). stato, Fuorviato, Depravato, Sviato.
Scaga^èr, int. Scacazzare, Cacare qua PI. Scalare
e là, o a tratti frequenti. F. — éda.
Prt. Scaga^é PI. F. — édi.
PI. — è (v. Scalaréss).
F. — èda Scalaréss, rfl. Fuorviarsi. Uscir di
PI. F. — édi.
carreggiata. ] (F.) Guastarsi ] Depra-
varsi.
Scaga^èr, sm. Modo e atto di sca-
cazzare. Prt. Scalare
I Fé' de scagazèr. Scacazzare. PI. — è
Scagné, sf. Caduta (a corpo piatto). P. — éda
PI. Scagné. PI. P. — édi.
Scàj, agg. Difficile. Si usa solo nella (v. Calerà).
frase: «Scàj 'd bóca », (F.) Di difficile Scalarol, sm. « Scalaiolo » è colui
contentatura.
PI. Schéj che, ritto su im'asse infissa nel paglia-
io e poggiata sul piolo di una scala,
F. — àja riceve le inforcate che passa poi a
SCAL 375 SCAM
chi è sul pagliaio. della pigna.
Costui dev'essere forte e abile perchè Scalòpa, sf. Ripiano, Gradino, in ter-
i pagliaroli (i pajarùl, v. La Pie, a ra, nella riva di un fosso.
PI. Scalòp.
XXVIII, N. 7-8) fanno a gara a chi gli
(V. Scalòs).
passa le inforcate più grandi per far-
lorci ».venir giù, cioè per « tu' zó e' scala- Scalò§, sm. Questo vocabolo ha in-
dubbiamente perduto il suo significa-
PI. Scalarùl. to originale di scalino come perdura
Scaldén, sm. Scaldino, Veggio. ancora nel lucchese nella voce « sca-
PI. Scaldén. locchio » per dire scalino rozzo. Nel
Scaldèr, tr. Riscaldare i Mettere al nostro dialetto, ora, ha il significato di
fuoco per riscaldare. accidentalità del fondo stradale, cu-
Prt. Scaldé netto, buca (stradale).
PI. — è PI. Scaló§.
P. — èda Scalzér, tr. Mettere a piede nudo.
PI. F. — èdi. I Levare la terra intomo al ceppo di
Scalén, sm. 'Scalino, Gradino. Cia- una pianta. Scalzare.
scim ripiano della scala. Prt. Scazé
PI. Scalén.
F. — éda
I Fé' dinii in scalén
fretta. in priscia. Salire i gra-
PI. F. — — è * édi.
PI.
Scambia, sf. Rincorsa | Vantaggio.
) Fé' un scalén a la volta, (F.) Fare
un passo alla volta.
I Tu' la scambia. Prendere la rincorsa.
Scalèr, tr. Togliere. Defalcare. Leva- i De' dia scambia, Dare del vantaggio
(nella corsa).
re una quantità da un'altra più grande.
Scalèi, sm. Piccola scala a piuoli, a Scambiér, tr. Scambiare, Spicciola-
tre o quattro staggi, che si apre ad re (soldi).
angolo. Scambièt, sm. Balzo, Scarto. Salto
PI. Scalèt. brusco, da una parte | Rimbalzello.
Scalfaròt, sm. Scalferotto j Pantofo- PI. Scambièt.
la rudimentale. I Fé' un scambièt. Fare uno scarto.
PI. Soalfarót. Piegare bruscamente da una parte (det-
(Lat. med. scalforanus (1334), GLE). to di cavallo, bicicletta, animale in
Scalinéda, sf. Scalinata, Gradinata. corsa).
PI. Scaline di.
j Fé' i scambièt, Giocare a rimbal-
zello.
Scalmane, agg. Irrequieto, Scalma-
nato.
PI. Scalmane I De' un scambièt, (F.) Fare un sopras-
salto.
F. — éda (It. ant. « scambietto », salto, sec. XIV).
PI. F. — édi. Scami§è, agg. Scamiciato, Senza ca-
Scalógna, sf. Scalogna. Specie di ci- micia IChe ha la camicia fuori dei
polla dal piccolo capo. calzoni.
j Pan e scalogna. Pane e scalogna (era I Póz scami§é, Pozzo che ha perduto
la merenda del contadino). o che sta perdendo la camicia, il ri-
(Lat. med. scalogna, dal lat. scalonia, vestimento interno.
cipolla di Ascalona. DEI). Prt. Scami§é
Scalón, sm. vScalone. Scala grande PI. — è
con ornamenti i Lunga scala a pioli. F. — éda
PI. Scalón. PI. F. — édi.
I Scalón da la pegna. Scalone del Mu- Scami§èr, tr. Scamiciare | Togliere
nicipio di Ravenna.
la camicia | Togliere la guaina o l'in-
volucro.
I A s' atruvén dri e' scalón da la pè- Prt. Scami§é
gna, Ci vediamo vicino allo Scalone
SCAM 376 SCAN

PI. — è PI. Scandajé


F. — éda F. — éda
PI. F. — édi. PI. F. — édi.
Scarnò^, sm. Camoscio I Pelle di ca- Scandal, sm. Scandalo.
moscio. PI. Schèndal.
I Schèrp ad scamó§, Scarpe di pelle I La prè de scandal. La pietra dello
camoscina. scandalo.
Scarnò^, sm. Scamozzolo. Minuzzolo. Scané, agg. Scannato, Sgozzato.
Piccola parte ] Spicciolo | Resto. PI. Scané
PI. Scamój. F. — éda
Scàmp, sm. ScamiK). Salvezza | In- PI. F. — édi.
tervallo, Spazio libero ] Via di uscita. I Purèt scané, Povero in canna.
Scampanér, int. Scampanare, Suona- Scanél, sm. Fossatello | Scanalatura.
re le campane, Sbattagliare.
Scampanér, sm. Scampanio. I Scolatoio. Fossetta per scolo di li-
Fé' de scampanér. PI. Scanèl.
quidi.
Sintl' de scampanér. Scanén, sm. Strozzino.
Sintì' un scampanér. I Scannabecco (coltello).
Scampanlér, intr. Scampanellare. PI. Scanén
Agitare il camp>anello. F. — éna
Scampanlér, sm. Scampanellio. PI. F. — éni.
I Fé' de scampanlér. Scanér, tr. Scannare. Recidere la
Scampanlér, int. Scampanare, Suo- gola [ (F.) Strozzare, Sfruttare.
nar le campane. Prt. Scané
I (F.) Non rigar diritto.
ScàmpuI, sm. Scampolo, di stoffa, PI. — é
F. — éda
(v. Scavè^). PI. F. — édi.
PI. Schémpul. (Lat. med. scanare. GLE).
(Lat. med. scampulus, GLE).
Scanòcc, sm. Ribalta. Congegno che
Scamu^ér, tr. Scamozzare. Levare u- consente di ribaltare il carico di im
na parte.
Prt. Scamu^é biroccio, 0 altro, sollevando il cassone
PI. — é su un fianco o all'indietro.
F. — éda ^càn^, sm. Scanso.
PI. F. — édi. I A scans a... (o Ad §càn§ da...), Di
fianco a... Di lato a... Discosto da...
Scanadè, agg. Candente.
Dal latino candens (da candere), bian- I A §càn§ da... A scanso di...
co rilucente. Scanner, tr. Scansare, Schivare | Di-
Infatti il dialetto dice: Biànc scanadé, scostareEvitare.
Prt. Scan§é I
Bianco rilucente.
PI. Scanadè. PI. — é
(v. Candela). F. — éda
Scanarléss, rfl. Frantumarsi (di can- PI. F. — édi.
na e di ossa). I Scanfé da tòt. Evitato da tutti, Te-
Prt. F. Scanarléda nuto lontano da tutti.
PI. F. — édi. I Scan§é coma la pesta. Schivato co-
Scandàj, sm. Controllo (di peso e di me la peste.
basculla). I Scan§é'
il lavoro. la fadiga. Scansare la fatica,
PI. Scandàj.
Scandajér, tr. Scandagliare. Control- Scantarlér, tr. e intr. Canticchiare,
lare. Esaminare la giustezza del peso, Cantarellare.
o l'esattezza della basculla. Scantunèr, intr. (F.) Non comportar-
Prt. Scandajé si rettamente I Non rigar diritto.
SCAN 377 SCAP
Scanucèr, tr. Ribaltare. in un luogo | Andata per poco e in
Prt. Scanucé fretta | Atto di imprudenza giovanile
PI. — è I Licenza. Divertimento con soverchia
F. — èda libertà | Uscita, Scatto improvviso.
PI. F. — édi. (V. Scanòcc). PI. Scapédi.
Scan^ladùra, sf. Scancellatura, Can- Scapén, sm. Scapino, Pedule.
cellatura. PI. Scapén.
PI. Scanzladùr. (Novellino, nov. LXXVII, scapino).
Scandì, sf. Scansia | Scaffale. Scapèr, intr. Scappare, Fuggire | U-
PI. Scanzì. scire, Venir fuori i Ottenere [ Scam-
Scanzlér, tr. Cancellare | Depennare | Prt. Scapé
Scancellare.
pare.
Prt. Scansie PI. — è
PI. — é F. — éda
F. — éda PI. F. — édi.
PI. P. — édi. j Scapéle féna!. Scamparla bella!
Scan^léss, rfl. Cancellarsi i Togliersi j 'Sa j scapai d'int sta peza?. Cosa si
(da un elenco, da un partito, da una ottiene, cosa si può ricavare da questa
lista).
Scanziòn, sm. Sgorbio. pezza?
PI. Scanzlón. INon
A n'cii esco).
scap (Traduzione
Ci rimetto. alla lettera:
Scan^lòt, sm. Cancellotto. I Scapé' d'in ca, Uscire di casa. La-
PI. Scanzlót. sciare la propria casa (per formare
Scap, prt. Scappato, Uscito, Fuggito. una nuova famiglia).
PI. Schèp
I Scapé' a di', Uscire a dire.
F. — apa Scapinèla (In), avv. In peduli; a pie-
PI. F. — api. di coperti dei soli peduli.
Scapiol, sm. Scapiolo (Fr. Ginnani)
I Scap d'int e' fòran. Tolto dal forno.
Scàp 'd fàt, (Alla lettera: Uscito di Scaglia di pigna | Nocciolo del pigno-
maturo). lo (v. Scapiulér).
Che ha oltrepassato il punto giusto di PI. Scapiùl.
maturazione (se detto di frutta); (F.) In alcuni posti i « scapiùl » sono solo
Che ha oltrepassato l'età giovanile (se le scaglie delle pigne, in altri, come
riferito a persona). Cannuzzo di Cervia, si dice « sgabiùl » e
Scapadéna, sf. (F.) Scappatella, Leg- sono i noccioli dei pignoli. Anche Aruch
gerezza, divertimento, libertà licenziosa. Aldo, nell'op. cit., dice: « Scapiùl. Scor-
PI. Scapadén. ze di pina », ma è una spiegazione
Scapadìna, sf. Capatina. che ne sostituisce una precedente an-
PI. Scapadìn. cora leggibile, sotto la cancellatura, che
diceva: «Nocciolo dove dentro sta il
I De' ima scapadina, Dare una capa-
tina.
pignolo ».
Scaparlé, sf. Colpo di capparella. In origine era forse solo la parte sotto-
stante della pigna. Dal latino scapus,
I Fé' al scaparlé. Darsi del colpi con « sostegno, appoggio ».
le capparelle.
PI. Scaparlé. Scàpit. sm. Discapito.
Scaparlèr, tr. Togliere la capparella. Scapiulér, tr. Tagliare lo « scapiolo »
I rfì. Scaparléss. Togliersi la cappa- della pigna (v. Scapiol).
rella. Forse questo v. viene da un antico
Prt. Scaparlé « capiòlo », piccola estremità ; dall'it.
PI. — è antico « capo », estremità. La voce poi
Scapa^òn, sm. Scapaccione. si è estesa a tutte le scaglie, o valve,
PI. Scapa^òn. della pigna e anche al guscio dei pi-
Scapèda, sf. Scappata. Breve corsa gnoli (v. Scapiol).
SCAP 378 SCAR

Nel fase. Ili dell'anno I della Pie, PI. F. — idi.


sotto una bella illustrazione si legge: Iuno.
Scapi!?!' int òn, (F.) Imbattersi in
« Nella pineta di Classe, alla soleggia-
ta « Casa delle aie », le pigne sono a Scapu^ón, sm. Inciampata.
PI. Scapu^ón
mucchi. E il sole d'agosto le fa scatta-
re, a mettere in mostra i chicchi in- Scarabandi, sm. Gioco infantile ir^
carbonati dei pignoli. Ad affrettare l'o- cui uno si mette in mezzo alla .stra-
I>era del sole cala il martello a « sca- da, fra due punti franchi chiamati
pdulé... ». « pel », pali e tenta di prendere quelli
Questa operazione, eseguita dal pina- che corrono da un palo all'altro.
rolo con un colpo secco, mediante un (Dal latino medievale cazabannitus, chi
martello di foggia speciale, antichissi- sorveglia i bandjti dal comune. GLE).
mo, consiste nel distaccare dalla base Scarabàtla, sf. Battola.
della pigna il nodo ligneo che mantie- Scarabattola, Carabattola. Strumento di
ne strettamente legati i segmenti. legno con cui si dava il segnale del
Scaplé, sf. Colpo di cappello. mezzodì, passando per le strade, quan-
PI. Scaplé. do le campane eran lega:te in segno di
Scaplèr, tr. Scappellare, Levare il lutto per la morte di Gesù Cristo.
cappello. (F.) Cosa scassata.
Scapléss, rfl. Togliersi il cappello PI. Scarabàtal.
(usato generalmente in senso dispre- Scarabatlér, int. Emettere un suono
giativo oironico). di carabattola.
I (F.) Umiliarsi. Scarabatlér, sm. Carabattolio. Rumo-
Scaplòt, sm. Scappvellotto. re di carabattole.
Scarabòcc, sm. Scarabocchio.
I Ave' un scaplòt. (F.) Avere una per- PI. Scarabòcc.
dita, un danno notevole.
Scapóz, sm. Scappuccio. Inciampo j Scarabucèr, tr. Scarabocchiare.
(F.) Inciampo, Avversità. Prt. Scarabucé
PI. Scapó^. PI. — è
F. — éda
I Ande' avanti 'd ró|al e 'd scapó^, Pro-
cedere a ruzzoloni e a inciampi. Anda- PI. F. — édi.
re avanti con molta fatica. Scarabucèr, sm. Scarabocchiatura.
Scapri^ér, tr. Levare, togliere o far ' Fé' de scarabucèr.
perdere i capricci. Scarabuciòn, sm. Scarabocchione.
Prt. Scapri^é PI. Scarabuciòn
PI. — e F. — òna
F. — éda PI. F. — óni.
PI. F. — èdi. Scarabùt, sm. Scorbuto.
Scaputér, tr. (F.) Battere, Superare, Questo nome rimane legato a un'erba.
Saverchiare (in bravura, nel gioco, nel- r« erba de scarabùt », che cresce nei
lo sport, nella produzione). fossi e fiorisce a pelo d'acqua. Con essa
Prt. Scaputé si faceva un decotto i>er la cura dello
PI. — è scorbuto.
F. — éda Scaramózal, sm. Accidente. Inegua-
PI. F. — édi. glianza di fondo stradale. Piccola buca,
Scaputéss, rfl. Scappottarsi. Levarsi fossetta, rialzo che causa sobbalzi ai
il cappotto. veicoli.
Scapu^ìr, int. Scappucciare, Inciam- PI. Scaramózal.
pare jCapitare per caso | (F.) Sba- Scaramuzl6§, agg. Accidentato, Ine-
gliare. ro). guale (detto di strada, carraia, sentie-
Prt. Scapu^ì
PI. — ì PI. Scaramuzlù?
F. — ida F. — ó§a
SCAR 379 SCAR

PI. F. — òsi. Scardént, sm. Incredulo ! Miscre-


Scaràna, sf. Sedia, Scranna. dente.
PI. Scaràn. PI. Scardént
(Lat. med. scaranna, GLE; dal longo- F. — a
bardo skranna, panca). PI. F. — i.
Scaranè, sf. Colpo di seggiola. I Quando « scardént » è riferito a bam-
PI. Scaranè. bino significa Disubbidiente.
Scaranél, sm. Testicolo di cane. Scardinér, tr. Scardinare.
(Orchis morio L.). Gallizioli, op. cit.
[Link]àrg,
Schèrg agg.. prt. Scarico.
Scaranén, sm.
Seggiolino. F. — Scarga
PI. Scaranén. PI. F. — Scarghi.
Scaranèr, sm. Seggiolaio. Artigiano Scarghèr, tr. Scaricare.
che costruisce le seggiole. Prt. Scarghé
PI. Scaranèr. PI. — è
Scaranìna, sf. Seggiolina. F. — éda
PI. Scaranìai. PI. F. — èdi.
Scaranòn, sm. Seggiolone.
PI. Scaranòn 1 Scarghé'dossare la còipa agli
la colpa adò§altri.
a ch'j' ètar. Ad-

Scaravà^ (d'acva) sm. Acquazzone. Scariulànt, sm. Carriolante, Scarrio-


lante.
PI. Scaravè?.
(Ravennate del sec. XVII « scarvaz », PI. Scariulént
gran pioggia, Aruch Aldo, Op. cit.). F. — anta
Scarbujéla, sf. Seminella. Traccia di PI. F. — ànti.
cose perdute, lasciate cadere o disse- I carriolanti, che tanto lavorarono nel-
minate per terra. le opere di arginatura trasportando la
PI. Scarbujèl. terra con la carriola, avevano una lo-
Scarbujèr, tr. Spargere, Sparpaglia- ro canzone che cominciava così : « Sia-
re, Disseminare. mo gli scarriolanti, lari lerà... ».
Prt. Scarbujé Scariulèr, tr. Scarriolare.
PI. — è Portare in carriola, in carrettino, sul
P. — éda carro | Carrettare.
PI. F. — édi. Prt. Scariulé
Scarciòfal (da murtè' al candèl) sm. PI. — è
Spegnimoccolo. F. — éda
(Forse è una deformazione del lat. med. PI. F. — édi.
cartotius (Faenza, 1414), cartoccio). E' gèval e' scariòla la mój. Il diavo-
PI. Scarciòfal. lo scarriola la moglie. Così dice la
§cardà§, sm. Scossone, (v. Scardasèr). gente quando, durante i temporali, sen-
PI. §cardé§. te tuonare.
Scarda§éda, sf. Scardassata. Carda- Scarlaténa, sf. Scarlattina (malattia).
ta I(F.) Strapazzata, Sconquassata. (Dal lat. med. scarlatinus. colore scar-
PI. Scarda§èdi. latto. GLE).
Scardasèr (v. Scardasèr). Scarnadór, sm. Norcino.
Scarda^òn, sm. Scossone. I Per indicare colui che uccide il ma-
PI. Scarda§ón. iale si dice: Quel ch'è' maja e' porc.
(v. Scardasèr).
« E' ma^aporc » è il coltello che vie-
Scarda^, sm. Scardasso, Cardaccio. ne usato per scannare il maiale.
PI. Scardè^. PI. Scarnadùr.
(Lat. med. scardassus (1364), Forlì). (v. Scarnér).
Scarda^r, tr. Scardassare, Cardare, ^carna^èr, intr. Scatenacciare, Muo-
(v. Cardèr). vere, far scorrere avanti e indietro
I (F.) Scuotere fortemente. il catenaccio.
SCAR 380 SCAR

(V. Camaz). PI. Scarplé


Scarna^èr, sm. Rumore del catenac- F. — éda
ciare. PI. F. — èdi.
lino.
I Fé' de scarnajèr. Scarplén, sm. Scalpellatore, Scalpel-
Scarnè, prt., a^K- Scarnato,
(v. Scamér). PI. Scarplén.
Scarnér, tr. Scarnare. Levar via le Scarplér, tr. Scalpellare, Incidire |
parti carnose di animali macellati. Scheggiare | Guastare a colpi di scal-
Prt. Scarne
PI. — è Prt. Scarplé
F. — éda pello.
PI. — e
PI. F. — édi. F. — éda
PI. F. — édi.
eI Scarne'
conciarnee' le porc,
[Link] il maiale (Lat. med. scarpellare. GLE).
(Lat. med. scarnare, scarnire. Rav., Scarpón, sm. Scarpone. Scarpa da
sec. XIII. GLE). montagna; da sciare; militare.
Scarnila, sf. Ballerino. Bacca di ro- PI. Scarpòn.
sa selvatica. Caccabello. Scarsigér, intr. Scarseggiare.
(Dal lat. med. camesinus, color cremi- E' scarsègia e' pan, Scarseggia il
si. GLE).
Scarpa^ér, intr. Scarponare, Cammi- Scarsltè, sf. Scarsità, Scarsezza.
pane.
nare strisciando le scarpe. PI. Scarsi té.
Scarpa^èr, sm. Rumore di scarpe Scartablà^, sm. Scartafaccio.
che strisciano per terra ] Scarpiccio. PI. Scartabléz.
(v. Scarpazér). Scartablér, tr. Scartabellare.
Scarpàzi, sf. pi. Screpolature agli Scartén, sm. Scartino. Carta da gio-
zoccoli degli asini. co di nessun valore.
PI. Scartén.
j Ave' al scarpàzi, Avere gli zoccoli Scartér, intr. Fagliare, Sfagliare,
screpolati (detto di asini).
(Nel medioevo questo male era chia- Scartare | Scartare, Escludere.
mato crepatius, crepaccio. V. GLE). Prt. Scarte
Scarpazòn, sm. Persona che fa ru- PI. — è
more di scarpe, F. — éda
(v. Scarpazér). PI. F. — édi.
PI. Scarpazòn Scartòz, sm. Anello a forma di se-
F. — a gaccio che, infìsso in un legno e ma-
PI. F. — i. novrato a mo' di succhiello, serviva ai
Scarpél, sm. Scalpello. falegnami per fare i fori alla botti.
PI. Scarpèl. PI. Scartóz.
Scarpén, sm. Scarpino. Scartòz, sm. Cartoccio (di carta) |
PI. Scarpén. Cartoccio della pannocchia del frumen-
tone le cui foglie servono da foraggio, o
j Mèts' i scarpén, (F.) Imporsi con le da bruciare.
buone o con le cattive \ Far sentire la
propria autorità. PI. Scartóz.
Scarpèra, sf. Palettino di legno che 1 Fé' e' scartò^. Accartocciare.
serviva a raschiare la terra dalle scar- (Lat. [Link]. cartotius, cartoccio. GLE).
pe. Si teneva fuori della porta. Scartu^ér, tr. Scartocciare. Disfare il
PI. Scarpèr. cartoccio.
Prt. Scartu^
Scarpion, sm. Scorpione.
PI. Scarpion. PI. — è
(Lat. med. scurpione. GLE). F. — éda
Scarplé, agg., prt. Scalpellato ' Scheg- PI. F. — édi.
giato, Intaccato. Scanizé, sf. Carrozzata.
SCAR 381 SCAV

PI. Scaru^é. (Forse dal lat. captare, dar la caccia).


Scarvajé, agg., prt. Screpolato | Fes- Scatarér, intr. Scaracchiare.
so, Fenduto. | (F.) Testa bislacca. Scatarón, sm. Scaracchione.
Scarvajèss, rfl. Screpolarsi | Tirar fes- PI. Scatarón
sure (detto del legno). F. Scataròna
Prt. Scarvajé PI. F. Scataròni.
PI. — é Scatér, int. Scattare. Scoccare.
F. — éda Prt. Scaté
PI. F. — édi. PI. — è
F. — éda
Scarvà^ (d'acva) sm. Acquazzone. PI. F. — édi.
Rovescio d'acqua.
PI. Scarvèj. Scatla, sf. Scatola.
PI. Scàtal.
Scarzadór, sm. Scherzatore | Motteg-
giatore Ingannatore
I (in amore). (Lat. med. scatola, GLE).
PI. Scar^adùr Scatlìna, sf. Scatolina.
F. Scarzadòra PI. Scatlìn.
PI. F. Scarzadórf. Scatlòn, sm. Scatolone.
Scarzèda, sf. Canzonatura. Presa In PI. Scatlòn.
giro. Beffa. Scavadóra, sf. Draga, Cavafango,
PI. Scar^édi. Scavatrice.
Scar^èr, tr. Scherzare, Mottegiare. PI. Savadóri.
Prendere in giro. Scavadùra, sf. Scollatura. Scollo.
Prt. Scarne PI. Scavadùr.
PI. — è Scavalér, tr. Scavalcare. L-evare una
F. — éda
cosa (fune, filo) da sopra vm'altra j
PI. F. — édi. Ripassare al disopra, in senso inverso.
Prt. Scavale
j Per « scarzé' » s' intende anche in-
gannare in amore, Non mantenere le- PI. — è
promesse in amore. F. — éda
Scarziòn, sf. Discrezione. PI. F. — édi.
Sca§, sm. Scasso. Scava§adùra, sf. Scapezzatura. Taglio
Lavoro di rottura del terreno a grande dei rami grossi, delle branche, raso al
tronco.
profondità, per l'impianto di vigneti,
frutteti, ecc. PI. Scava§adùr.
PI. Schè§. (V. cavé§a).
Sca^éda, sf. Scassata. Lavoro di scas- Scavascéda, sf. Scapitozzata, Opera-
so. zione del recidere a capitozza.
PI. Sca§édi. PI. Scavascédl.
Scader, tr. Scassare. Lavorare, rom- Scavascèr, tr. Scapitozzare. Scapez-
pere il terreno a grande profondità. zare, Scamozzare, Recidere le grosse
Prt. Sca§é branche in modo da lasciar solo il
PI. — è tronco I Capitozzare.
F. — éda Prt. Scavascé
PI. F. — édi. PI. — è
Seat, sm. Scatto j Impeto | Gesto F. — éda
rapido, violento ' Balzo. Movimento PI. F. — édi.
automatico. (V. Cavè§a).
PI. Schèt. Scavèr, tr. Scavare.
Scatarél, sm. Buffetto, Colpetto con Prt. Scavé
le dita I Spintarella. PI. — è
PI. Scatarél. F. — éda
Scatarél, sm. Congegno a gabbia per PI. F. — édi.
accalappiare uccelletti. Scavè^, sm. Scampolo. La parte che
SCAV 382 SCHE

resta di una pezza di tela, di un cam- Scéla, sf. Sella, Sellino.


po, ecc. PI. Scèl.
PI. Scavè?;. Scèmia, sf. Scimmia.
(It. antico cavezzo; lat. medioevale ca- PI. Scèmji.
vizium; lat. capitium).
j Fé' la scemia. Assumere pose ipocrite.
Scavè^, sm. Scapestrato. I Magne' di sèlt 'd scemia. Frase scher-
PI. Scavèj zosa per dire non mangiar niente.
' No' 'vie' mustré' e' cui coma la sce-
( P'orse da « caverà » che, in senso fi-
gurato, .significa, birichino, scapestra- mia, (F. ) Non voler rivelare ciò che si è.
te). I Scèmia de cui pie!, Scimmia dal culo
Scaviér, tr. Scaviardare. Sfilare le pelato! (detto per scherno).
chiavarde | Sconnettere i cavicchi ] Scèna, sf. Scena ' (F.) Baruffa, Liti-
Levare i cavicchi, o i pioli. gio IScandalo.
Prt. Scavié PI. Scèn.
PI. — è Scènéda, sf. Scenata, j Rimprovero
P. — èda aspro.
PI. F. — édi. PI. Scènédi.
Scavile agg., prt. Scarmigliato. Scenèri, sm. Scenario.
PI. Scavile PI. Scenèri.
F. — éda S-cèr, tr. Assottigliare. Affilare alla
PI. F. — èdi. forgia vomeri, coltri, zappe, scuri e
Scavruné, agg. Scarruffato. cunei.
Scarmigliato come un caprone. II vecchio dialetto raveimate aveva « a-
PI. Scavruné stjér » in cui è evidente la contrazione
^. — éda deformata di « assottigliare ».
r^l. F. — édi. Il Nardi nei suoi «Proverbi, ecc.» ha:
ocavstré, agg. (F.) Scapestrato. « Intant che e' gròss u s' astèja e' stil
ìt"!. Scavstrè u s' ròmp », Intanto che il grosso si
0?. — èda assotiglia, il sottile si rompe.
PI. F. — édi. S-cèt, agg. Schietto 1 Sano ] P-etto.
Scavzèr, tr. Scavezzare, Scapezzare. PL S-cèt
Togliere il « capezzo ». Levare una pic- F. — a
cola somma da un tutto. Es. Togliere, PI. F. — i.
mille lire da un milione si dice « Scav- Vén s-cet. Vino schietto.
\ S-cèt coma un bichir. Sano come iin
Prt. ié'Scavzé
e' migliòn », scavezzare il milione. bicchiere.
; Legn s-cèt, Legno sano.
PI.— — édaé *
P. I A dila s-cèta, A dirla schietta.
PI. F. — édi. i S-cèt e net. Schietto e netto.
(V. Scavèz). S-cèvalorgan, sm. «Schiudi (a chia-
Sca^ignér, int. Rovistare. Frugare, ve ) l'organo ». Persona piccola e insi-
Ficcare • il naso ovunque. gnificante.
S-céda, sf. Affilata (V. S-cér). S-cè?la, sf. Scheggia. Scheggiuzza di
PI. S-cédi. legno.
S-cèfal, sm. Zufolo | Fischio. PI. §-cè?al.
PI. S-cèfal. Schéc, sm. pi. Scacchi. Gioco degli
Scéla, sf. Sala. Locale vasto per riu- schacchi.
nioni, feste, ecc. | Assale. I De' scac. Dare scacco.
I Scéla de car. Sala del carro, Asse I Scac mat, Scacco matto.
delle ruote del carro. I pezzi si chiamano Pèz (al sing.) e
I Scéla de baruzén, Sala. Asse del bi- Pè? (al pi.).
roccino.
PI. Scél. Sché, agg., prt. Seccato, Essicato '
Prosciugato 1 Inaridito.
SCHE 383 SCHE
PI. Schè Schéltar, sm. Scheletro F.) Pelle e
F. — éda ossa.
PI. F. — édi. ì L'è un schéltar!. E' tutta pelle e ossa!
Schèda, sf. Scheda. PI. Schìltar.
PI. Schèd. Schèlz, agg. Scalzo. A piedi nudi.
Schedéri, sm. Schedario. PI. Schèlz
PI. Schedéri. F. — élza
PI. F. — élzi.
Schégia, sf. Scheggia.
PI. Schègg. Schéna, sf. Schiena.
PI. Schén.
Schégn, agg. m. Smilzo. Che ha la
pancia a cane. ' Ave' dia schéna, (F.) Essere favorito
PI. Schégn in modo smisurato dalla fortuna. Es-
F. — a sere protetto dalla fortuna.
(Lat. med. schéna, GLE; longobardo
PI. F. — i. schéna. DEI).
Questo voc. è così collegato all'idea Schér, tr. Seccare, Essiccare Pro-
di cane che non si dice solo « schégn », sciugare.
ma « schégn coma un càn da lèvra » Prt. Schè
(smilzo come un levriero); per cui
credo non sia azzardato pensare che PI. — è
F. — éda
sia una contrazione dell'altro agg. dia- PI. F. — édi.
let ale «cagnègn » cagnesco, con la
Schérma, sf. Scherma.
aggiunta del prefisso « s » avente valo-
re rafforzativo. Ave' dia schérma, Saper tirare di
Schéla, sf. Scala : Gradinata. scherma. (F.) Sapersi destreggiare.
PI. Schèi. Schérpa, sf. Scarpa.
PI. Schérp.
j Schéla 'd ca, Scala di casa.
I Schéla a du, tri, cvàtar rem, Scala
a due, tre, quattro rampe. j L'è propi la schérpa de su pè. E'
proprio la scarpa del suo piede. (F.)
] Pianèt dia schéla, Pianerottolo della E' proprio ciò che gli sta bene.
scala. ' Muri' cun al schérp int i dì. Morire
I Schéla 'd legn. Scala di legno (anco- con le scarpe nei piedi, cioè di morte
ra in uso in alcune vecchie case di cam- violenta.
pagna). i L'è mèj s-cianté' dal schérp eh' n'è di
I Schéla 'd fura, Scala estema. linzul, E' meglio consumare scarpe che
! Schéla a luméga. Scala a lumaca, a lenzuola. (Chi consuma scarpe sta be-
chiocciola. ne, mentre chi logora lenzuola è amma-
I Schéla drèta. Scala ripida. lato).
! Schéla a pirùl. Scala a pioli. Schérs, agg. Scarso.
I Stàng dia schéla. Staggi della scala. PI. Schèrs
j Schéla eh' s'arvè§ e s'afèra. Scaleo. F. — érsa
I Fé' la schéla. Salire, o scendere, la PI. F. — èrsi.
scala.
fiuto.
Schért, sm. Scarto | Cascame : Ri-
Ande' so' par la schéla, Salire per la
scala.
PI. Schért.
I Ande'
la scala. zó par la schéla, Scendere per ' Schért 'd lèva. Scarto di leva.
(Lat. e lat. med. scala, di cui si ha I Fé' de schért. Scartare.
« scalam cum piroli », la nostra « schéla [Link]érp,
Schir^. sm. Scherzo, Burla.
a pirul ». GLE).
Schèldalèt, sm. Scaldaletto | In sen- Schèrz a la ramgnàna. Beffa alla ra-
so ironico, con « schèldalèt » si indica
anche la moglie. vegnana, Beffa atroce ' Schér? d na-
tura. Mostro.
SCHE 384 SCIA

Schév, sm. Scavo. Aruch A., op. cit. ) [ Assottigliatore (S.


PI. Schév. Muratori).
Schè^, sm. Schizzo, Abbozzo | Ca- S-ciàf, sm. Schiaffo.
muso, (v. Gnaf). PI. S-cèf.
PI. Schèj. S-ciaféla, sf. Pianella, Ciabatta.
Schichirèr, intr e tr. Sbevazzare, tra- PI. S-ciafèl.
cannare. S-ciafèr, tr. Schiaffare, Scaraventare.
Schichiròn, sm. Tracannatore, Trin-
cone. j Piccare.
Prt. S-clafé
PI. Schichiròn PI. — è
F. — a P. — éda
PI. F. — i. PI. F. — édi. •
Schèldabàgn, sm. Scaldabagno. S-ciafòn, sm. Schiaffone, Ceffone.
PI. Schéldabègn. PI. S-ciafòn.
Schiév, sm. Schiavo. Scialéna,trazione di sf. Scialletto.
(Lat. slavus). « sciai téna »). E' una con-
Schifò§, agg. Dispettoso | Malvagio | PI. Scialén.
I Schifoso. Sciali, sm. Scialle.
PI. Schifù§ PI. Sciali.
F. — ó§a Schialinina, sf. Sciallettino.
PI. F. — ó§à. PI. Scialinìn.
Schifu§ité, sf. Malvagità, Azione in- S-ciàmpa, sf. Schiampa. Ognuno dei
degna, Soperchieria. pezzi in cui viene spaccato im tappo
PI. Shifusitè. da bruciare | (F. ) Nullità, Schiappino.
Schiv, sm. Schifo. Ribrezzo. PI. Sciàmp.
I agg. Sporco, Sudicio, Che fa ribrezzo. S-ciampéda, sf. Azione dello schiam-
PI. Schiv
F. — a PI. S-ciampédi.
PI. F. — i. pare.
S-ciampér, tr. Schiampare. Spaccar
Schivarì, Schifezza, Sporcizia. legna.
PI. Schivarì. Prt. S-ciampè
Schivile, sf. Sudiciume | Sudiceria. PI. — è
PI. Schivité. F. — éda
S-ciàcla, sf. Frantiune, Coccio. PI. F. — édi.
I S-ciàcla 'd cóp, Frantume di coppo. S-ciampèta, sf. Schiappetta. Schiap-
PI. S-ciàcal. pa di dimensioni ridotte.
(Forse dal lat. med. clapa, lastra di PI. Sciampèt.
pietra. GLE).
^-ciàn, sm. Uomo. (E' il traslato di
cristiano).
Schivi^, sm. Porcheria. Cosa inde-
gna. Non ha femminile.
PI. Schivici. PI. S-cén.
S-ciadùr, sm. Mattarello. Alla lettera S-cianà^, sm. (dispregiativo). Omac-
si dovrebbe tradurre con «assottiglia- cio.
tore ». (Vedi « S-cèr »). Cilindretto di PI. S-cianè?.
legno lungo circa 70 centimetri, piutto- S-ciàpla, sf. Scheggia. Frammento di
sto sottile che serve a fare la sfoglia mattone, di coppo, di tegola, di terra-
per la pasta.
I Libellula. Forse è chiamata « s-cia- PI. S-ciàpal.
dùr» per il suo addome lungo e ton- (Dal lat. medioevale clapa).
glia.
deggiante. S-oiaré, agg., prt. Sciacquato. Risciac-
PI. S-oiadùr. quato Schiarito.
I
(Nel ravennate, del sec. XVII, « Stia- PI. S-ciarè
dur », bastone tondo da far lasagne. F. — éda
SCIA 385 SCIO

PI. F. — èdi. e faceva la faccia grinzosa coperta di


S-ciaréda, sf. Schiarita Sciacquata,
Risciacquata. peluria.
Scintela, sf. Scintilla.
PI. S-ciarédi. PI. Scintèl.
S-ciarér, tr. Risciacquare, Sciacqua- I Fé' fé' la scintela, Par scoccare la
re (bocca, mani, , panni, bicchieri, bot- scintilla.
tiglie).rfl.
I Schiarirsi (del tempo, del Sciòc, sm. Sciocco.
cielo). PI. Scióc
Prt. S-ciaré F. — òca
PI. — è PI. F. — èchi.
P. — èda S-ciòc, sm. Schiocco. Rimiore di im
sPl. F. — èdi. colpo secco.
S-ciarón, sm. Risciacquata alla buona. PI. S-cióc.
PI. S-ciaròn. Sciójar, tr. Sciogliere.
S-cia^da, sf. Schiacciata, Spiaccica- Prt. Sciòlt
ta. PI. — ult
PI. S-cia^édi. F. — òlta
S-ciazér, tr. Schiacciare, Spiaccicare. PI. F. — olti.
PI. S-cia^é. Sciolta, sf. Sciolta, Diarrea.
PI. — è PI. Sciòlti.
P. — éda
S-cióma, sf. Schiuma [ Sudore (di ani-
PI. F. — édi. male).
Scièlpa, sf. Sciarpa. Benda di lana PI. S-cióm.
colorata che i birocciai portavano al- S-ci6n, sm. Secchione. Secchio da poz-
la cintura. | Benda di lana, o di altra zaiolo.
stoffa, che si porta attorno al collo per PI. S-ciòn.
ripararsi dal freddo. (Lat. med. segionus, secchio, 1309, Ra-
PI. Scièlp. venna. GLE).
i Scièlpa nigra, Cravatta nera a svo- S-ciòp sm. Schioppo. Fucile da caccia
lazzo. Cravatta alla mazziniana. a una canna 1 Palo che si mette nei
Sciérpa, sf. (v. Scièlpa). filari fra l'albero e il filo. Saettone.
^-ciflarén, sm. Fischiatore. I S-ciòpa a bachèta. Fucile, schioppo ad
PI. S-ciflarén. avancarica.
F. — a PI. S-cióp.
PI. F. — i. (Lat. med. sclopus, schioppo. GLE).
S-ciflér, intr. Fischiare, Zufolare. S-ciòpa, sf. Schioppa, Doppietta. Fal-
cile da caccia a due canne.
S-ciflin, sm. Fischietto, Piccolo fi-
schio. ' « I Ramgnén i vlèva farmé' la fiuma-
PI. S-ciflìn. na cun al s-ciòpi ». Cosi dicono i For-
livesi dei Ravennati per mettere in bur-
S-cifulòt, sm. Zufolotto | (F.) Membro la la fede che questi hanno nelle loro
virile.
schioppe.
PI. S-cifiilót.
Scimjìna, sf. Piccola scimmia. Iinciòn,
La s-ciòpa e la mój ea la
La schioppa n' moglie
s' prèstanona
PI. Scimjin. si danno in prestito a nessuno.
Scimión, sm. Scimmione.
PI. Scimión. ! E' s-ciòp vùit e' fa pavura a du. Lo
schioppo vuoto fa paura a due (a chi
Scimiòt, sm. Scimmietta, Scimmiot- lo tiene e a chi gli sta davanti).
to. PI.
I Scimiót. PI. S-ciòpi.
I Mèi de scimiòt, Mal della scimmia. S-ciòpacòr, sm. Crepacuore.
Con questa malattia, dovuta certamente Sciòpar, sm. Sciopero.
a denutrizione e a disfunzioni ghian- PI. Sciópar.
dolari, ilbimbo deperiva, non cresceva S-cior^, sm. Fischione turco.
SCIO 386 SCIU

PI. S-ciùr^. Prt. S-ciudé


S-ciòt, a^'J^-. pi't- Scoperto. [Link] al- PI. — è
lo scoperto. Senza niente .sopra. F. — éda
PI. S-ciùt. sPl. F. — édi.
F. — òta S-ciumà^ 'd carbòn, sm. Scoria flui-
PI. F. — òti. da che si estrae dalla forgia del fab-
Sciròc, sm. Levante. Detto anche Sci- bro [Gruma di carbone.
rocco benché nulla abbia in comune PI. S-ciumè?.
con lo S. che viene dalla Libia.
Dice Dante nella famosa terzine in ma.^-ciumazòl, sm. Bollicina di schiu-
cui si menziona il «lido di [Link]»: PI. ^-ciuma^ùl.
« quand' Eolo Scirocco fuor discioglie » f^-ciumèr, tr. Togliere la schiuma.
e trattasi proprio del nostro « sciròc », Schiumare.
perchè Benvenuto da Imola spiega il Prt. S-ciumé
significato di questo vento con « ven- PI. — è
tus orientaUs ». F. — éda
Corrado Ricci nel suo lib. « L'ultimo sPl. F. — édi.
rifugio di Dante » dice : « lo scirocco
I S-ciumé' la pignàta. Togliere la schiu-
ma dalla pentola.
spira di tra levante e mezzogiorno ».
Ma la defìnizone non è esatta, perchè S-ciunclén, sm. Scheggiuola di legno.
vene da oriente. PI. S-ciunclén.
Quando questo vento si alterna con S-ciunclén, agg. Schiantereccio.
quello, che spira da ovest, si dice che ; Sèl§ s-ciunclén. Salcio schiantereccio.
« e' témp l'è ad vela », cioè è stabile e S-ciunclèr, tr. Scheggiare, Sminuzza-
non si chiama più « sciròc » ma « vént re (legno). Schiantare. Spezzare (le-
'd mér », cioè vento di mare, brezza ma- gno fragile).
rina.
S-ciupè, agg., prt. Scoppiato | Mor-
Sciròp, sm. Sciroppo. to a causa di esalazioni gassose pro-
PI. Sciróp. dotte da erbe ingerite troppo fresche
Scirupér, tr. Sciroppare, Preparare (detto di rimiinanti).
le frutta a modo di sciroppo. PI. S-ciupe
Prt. Scirupé F. — éda
PI. — è PI. F. — édi.
F. — éda S-ciupér, intr. Scoppiare ! (F.) Cre-
PI. P. -— édi.
I Pruta scirupéda, Frutta sciroppata. Prt. S-ciupé
Sciucarì, sf. Sciocchezza. pare.
PI. — è
PI. Sciucarì. F. — éda
S-ciuchén, sm. Sverzino. Spago che si PI. F. — édi.
aggiunge al cordone della frusta per
poter fare gli schiocchi. Codetta. I Tire' a s-ciupé', (F.) Andare a rischio
PI. S-ciuchén. di crepare (dall'ingordigia).
S-ciupèt, sm. pi. Varicella.
S-ciuchér, int. Schioccare. Far lo S-ciupèt, sm. Scoppietto. Giocattolo
schiocco I tr. Schioccare. Far schiocca- infantile consistente di un cilindretto
re (la frusta, le dita premendo il pol- di ramo di sambuco, privato del midol-
lice sul medio) | Scrosciare. lo, munito di due palle (tappi) di stop-
Sciuchè^a, sf. Schiocchezza. pa rese compatte dalla saliva e fatte
PI. Sciuchè?. uscire, una per volta, dalla pressione
Sciuchìna, sf. dim. Sciocchina. dell'aria che l'ima, spinta da un appo-
PI. Sciuchìn.
sito cilindretto, esercita sull'altra.
S-ciudé, agg., prt. Schiodato. PI. S-ciupèt.
(v. S-ciudèr). (Lat. med. schiopetus, schioppo.- GLE).
S-ciudér, tr. Schiodare. S-ciupitér, intr. Scoppiettare.
SCIU 387 SCOR
S-ciupitér, sm. Scoppiettio. « Pscola (Rav. sec. XVII, Aruch A., op.
S-ciùsa, sf. Scusa, Pretesto. cit.). Una buca con dell'acqua».
PI. S-ciù§. Scola, sf. Scuola ((3on tutti i signif.
S-ciutér, tr. Scoprire. Mettere allo che ha in italiano).
scoperto, Liberare da ciò che copre. PI. Scoi.
Prt. S-ciuté
PI. — è I Scapé' da scòla. Uscire da scuola.
F. — èda 1 No' ave scòla. Non avere istruzione.
(Lat. med. scola, « scuola, corporazio-
PI. F. — édi. ne ». Rav. 954).
S-ciuturèr, tr. Stappare, Levare il tap. Scòmud, agg. Scomodo, Disagio.
pò, il turacciolo. PI. Scómad.
Prt. S_ciuturé F. — da
PI. — è PI. P. — di.
F. — éda Scónt, sm. Cambio | Ricompensa |
PI. F. — édi. Sconto.
(v. Ciutur).
I In scont che.... In cambio di ...; Per
Sclaméss, rfl. Sclamarsi, Sfiatarsi a ricompensa di...
furia di gridare. ' Scòp, sm. Scopo, Intento, Fine.
Prt. Sciame PI. Scopi.
PI. — è Scòpia, sf. Scoppola.
F. — éda PI. Scopai.
PI. F. — édi. Scorar, intr. (Conversare, Parlare, Di-
Scódavàca, sf. Coda di topo. Paleo. scorrere.
Scófia, sf. Cuffia | (F.) Innamora- I E' scor e' fug. Il fuoco parla, bor-
mento.
PI. Scófji. botta. Tale rumore preannuncia l'ar-
rivo di un forestiero.
I Ciapé' la scófia, Innamorarsi perdu-
tamente. I Scórr' in qua e in là, Divagare.
I Scórr' in dialèt. Parlare in dialetto.
(Lat. med. scófia, GLE; dal lat. tardo
cofia). I Scorar
liano. in itagliàn. Parlare in ita-
Scój, sm. Scoglio. I Scorar coma un lìvar stampe, (iron.)
PI. Scój. Parlar bene.
I Mèts' int un scój, Cozzare contro uno I Scorar cun óna, (F.) Discorrere con
scoglio.
una, (Fare all'amore con una).
Scójom, sm. Scolmo | Scolmatura. Scorar in ben. Parlare in bene.
I Scójom dia Iona, Scolmatura della Scórs, sm. Discorso [ Parlata \ Ora-
luna. Passaggio dal plenilunio alla lu- zione.
na calante. PI. Scùrs.
Scoi (In), avv (Da « ins' e' còl»). I Ad scurs èi nénc cvist?. Che discorsi
Sulle ginocchia.
sono anche questi?. E' questo il ro-
I Tnè' in scoi un burdèl, Tenere addos- do di parlare?
so (sulle ginocchia) im bambino.
I Int al mi scoi, Sulle mie ginocchia. I Tajé' a me?
discorso. e' scórs. Troncare il

I Tnè' int al scoi un burdèl, Tenere i I scurs j' à da è§ puc e bón, I discorsi
addosso, sulle ginocchia un bambino. devono essere pochi e buoni.
Scoi, sm. Scolo, Canale di scolo | Scorta, sm. Scorta. Guardia arma-
Sbocco I Blenorragia. ta per la sicurezza di cose, o persone
PI. Seul.
viaggianti.
Scóla, sf. Pozzanghera. ] Scorta, Riserva di cose, o denari, che
II termine « pescolla » è riportato co- si porta con sé in più del previsto.
me voce romagnola, abruzzese, um- PI. Scòrt.
bra, laziale e marchigiana (DEI). Scorda, sf. Scorza, Corteccia.
PI. Scoi. PI. Scòr?.
scos 388 SCRU

Scritór, sm. Scrittore.


►^cò§ (d'acva), sm. Scroscio d'acqua. PI. Scritùr.
PI. §có§.
Scò^a, sf. Scossa, Scotimento. Scritùra, sf. Atto notorio Scrittura
PI. Scò§i.
I Calligrafìa.
PI. Scritùr.
Scòst, agg. Discosto, Distante ' prt.
Scostato.
PI. Scóst \ Efar indri 'd scritùra, (F. ) Aver po-
co comprendonio. Esser corto di mente.
F. Scòsta Scrivàn, sm. Scrivano.
PI. F. Scòsti. PI. Scrivén.
Scòt, sm. Scottata. Scrivanél, sm. Scrivanello.
PI. Scrivanél.
I De'Scòt.
PI. un scòt, Dare un bollore.
Solo dal tono della voce si può capire
Scotadida (A), avv. A scotta dita. In se è anche disfjregiativo.
modo da scottarsi le dita | Appena tolta Scrìvar, tr. Scrivere.
dal forno. Prt. Scrèt
Scòria, sf. (v. Cozla). PI. — et
F. — èta
I ?ughé' al scodai, Giocare a noccio-
li. E' il gioco di ripiglino, fatto con PI. F. — èti.
noccioli di pesca, o di albicocca. Ripi- (Lat. scribere).
glino. Scròc, sm. Scrocco.
I Scòria 'ddi spén, Frutto della marruca, I Curtel à scròc, C. a serramanico.
Capolino marruca.
I Vivr' a scroc, Vivere a ufo.
PI. Scodai.
I Scroc dia porta. Scatto della serra-
tura.
Scrèe,
conci sm. volta
della « E' scrèc » : gli ultimi tre
del forno.
Scrédit, sm. Scredito, Discredito. Scròi, sm. Scroscio, Scroscio d'ac-
PI. Scrìdit. qua. Acquazzone ] Scotimento I Scossa.
PI. Scròi.
Scrèt, sm. Scritto | Scrittura ] (F.) Co. Scrópul, sm. Scrupolo.
sa cne avverrà infallibilmente. PI. Scrópul.
I agg. prt. Scritto. Scruchér, tr. Scroccare. Carpire, Man-
I L'èScrèt.
un scrèt, E' una cosa certa, sicura. giare a spese altrui.
PI. Prt. Scruché
Scrèta, sf. Scritta. PI. — è
PI. Scrèti. F. — éda
Scrichéda sf. Stretta | Spremuta | Plt. — édi
Strizzata. Scruclànt, sm. Croccante. Dolce di
PI. Scrichèdi. mandorle tostate e zucchero cotto.
Scrichèr, tr. Scricchiolare | Stringere PI. Scruclént.
I Strizzare | Accendere (fìiammiferi). Scruclèr, intr. Crocchiare j tr. Fran-
Prt. Seriche
gere (biade).
PI. — è Prt. Scruclé
F. — éda PI. — è
PI. P. — édi. F. — éda
Scricòt, sm. Stretta | (F.) Batosta, PI. F. — édi.
Stretta | Difficoltà | Frangente. Scruclén, agg. Croccante.
PI. Soricót. f 0§ scruclén. Cartilagine (del naso,
delle orecchie).
I Pa§é' un brót scricot. Superare un
brutto frangente. Scrucòn, sm. Scroccone, Scroccatore.
Scriné, agg., prt. Spanato. Che ha i PI. Scrucòn
pani guasti, l'impanatura rotta. F. — a
PI. Scrinè PI. F. — i.
F. — èda Scrudida, sf. Intiepidita.
PI. F. — édi. PI. Scrudidi.
SCRU 389 SCUF
Scnidìr, tr. Intiepidire, Temperare. Scucumèstar, sm. Balbuziente.
I Scrudi' l'acva, Intiepidire l'acqua. I (sch.) Fabbricante di cucume, Cu-
cumaio, ma nel senso figurato di imo
I L'éria la s'è scrudida, L'aria si è in-
tiepidita. che inciampa nel parlare.
Scniléda, sf. Scrollata, Scrollata di PI. Scucumèstar
spalle, Scrollatura, Scotimento di al- F. — èstra
bero per farne cadere foglie o frutti. PI. F. — èstri,
PI. Scrulédi. (v. Scucimiér).
Scrulèr, tr., e intr. Scrollare, Scuo- Scud, sm. Scudo. Moneta da cinque
tere Agitare.
I lire I Scudo. Arma che serviva a difen-
I Scruléss da dò^, Togliersi di dosso. dere il corpo.
(F.) Liberarsi di...
I Scudònda Vitt.
messi d'arzént. Scudi
Em. II e da d'argento
Umberto e-I.
I Scrulé' al bot, (F.) Scrollare le bus-
se. Scuda^, sf. Colpo di coda.
Prt. Scrulé PI. Scudate.
PI. — è Scuda^èr, sm. Scodinzolio.
F. — éda L'atto del dimenare la coda in genere.
PI. F. — édi. Scuda^ér, intr. Scodinzolare, E>ime-
(Lat. med. scrollare, scuotere. GLE). nare la coda | (F.) Sculettare.
Scrulón, sm. Scossone. Scuda^éna, sf. Ck)dazzola, Cutrettola.
PI. Scrulón. PI. Scuda^én.
Scrupulo§, agg. Scrupoloso j Onesto. Scudéla, sf. Tazza, Ciotola.
PI. Scrupulù§ PI. Scudel.
F. — ó§a (Lat. tardo scutella, DEI; e scudela.
PI. F. — ó§i. GLE; dal lat. scutra, -piatto.,).
^crustèr, tr. Scrostare, Togliere la Scudéss, rfl. Scodarsi. Perdere la
crosta. coda.
Prt. Scnisté Prt. Scudé
PI. — è PI. — é
F. — éda F. — éda
PI. F. — édi. PI. F. — édi.
Scucaìna, (v. Scusaina). Scudghér, tr. Levare lo strato erboso
Scucladùra, sf. Scocciatura, Secca- che si forma sul terreno incolto,
tura. (v. «Codg »).
PI. Scuciadùr. (Il lat. med. ha scodigare, levare le
Scuciadòr, sm. Scocciatore, Secca- zolle di terra. GLE).
tore. Scudlè, sf. Zollata. (Dolpo con ima
PI. Scuciadùr zolla. Sassata con una zolla.
P. — óra
PI. F. — òri. I De'Scudlé.
PI. una scudlé. Tirare una zollata.
Scucèr, tr. Scocciare, Seccare. (v. Còdal).
Prt. Scuce Scudlòt, sm. Scodello tto. Ciotoletta.
PI. — è PI. Scudlót.
F. — éda
] Scudlòt di bajóc. Ciotola delle mone-
PI. F. — édi. te spicciole.
Scucumèr, intr. Balbettare. Pronun- (Lat. med. scudellottus, scodella. GLE).
ciare con grande difficoltà le parole, Scudrignèr, int. Sculettare | (F.) Muo-
per difetto degli organi vocali. vere il codrione.
« Scucumé' », viene da « cucóma », cu- Scufjina, sf. (dim. e vezz.) CXifflna,
cuma che, in senso figurato, significa Cuffietta.
anche « intoppo nel parlare ». PI. Scufjìn.
1 Fé' dal cucóm, Inciampare nel par- Scufiòt, sm. Cuffietta, Cufflotto.
lare. PI. Scufiòt.
SCUJ 390 SCUM
Scujàtul, sm. Scoiattolo. PI. Scultùr.
PI. Scujètul. Sculuriss rfl. Scolorirsi ] Sbiadirsi.
(Lat. med. scuoiatulus, GLE). Prt. Sculurì
Scuimèr, tr. Scolmare. Togliere il PI. — ì
colmo. Levar la colmatura. F. — Ida
PI. F. — idi.
I Scuimè'
Prt. Scuimé e' pajèr, Scolmare il pagliaio.
I puristi preferiscono Smalviss; ma
PI. — é Sculuriss è nell'uso comune, non es-
F. — éda sendo altro che il contrario di Culu-
PI. F. — édi. réss che viene da Culòr.
Sculadùra. sf. Colaticcio, Feccia, De- Scumachèr, tr. Far fare la schiuma.
posito, Scolatura.
PI. Sculadùr. ] Scumaché'
un uovo. un òv. Sbattere, frullare
Scalale, sf. Sculacciata [ Atto del bat- (Questo verbo viene dal lat. med. schu-
tere col sedere per terra ma, schiuma; dal germanico skums o
PI. Sculajé. dal longobardo skum).
Scula^èr, tr. Sculacciare Scumarér, intr. Raccogliere tutti i
Prt. Sculajé cocomeri... Fare l'ultima raccolta dei
PI. — è cocomeri.
F. — èda Scumè§a, sf. Scommessa. Fatto dello
PI. F. — édi. scommettere. Contrasto con pegno da
Sculéna, sf. Scolina. Fossatello per cui risulta vincitore chi è dalla parte
far scolare le acque. della verità.
PI. Sculén. PI. Scumè§i.
Sculér, tr. Scolare. Far scolare. Far Scumètar, tr. Scommettere. Fare
sgocciolare. Prosciugare. Liberare dalle scommese.
acque. Scumigér, tr. [Link].
Prt. Sculè
PI. — è I Scumigé' 'gna cvèl, Scompigliare tut-
to, ogni cosa.
F. — éda Scumónica, sf. Scomunica.
PI. F. — édi.
(Lat. med. scolare. DEI). i Ave' la scumónica adòf, (F.) Aver la
scomunica. Aver tutte le disgrazie.
Sculér, sm. Scolaro | Apprendista. (E' più dialettale « stmónga »).
PI. Sculér
F. — èra Scumpàgn, agg. Scompagno, Disugua-
le. Non compagno (detto di un ogget-
PI. F. — èri. to rispetto a un altro; di un indumen-
Sculpér, tr. Scolpare | Discolpare. to rispetto al vestito; di animale).
Prt. Sculpé PI. Scumpégn
PI. — é F. — àgna
F. — éda PI. F. — agni.
PI. F. — édi. Scumpsgnér, tr. Scompagnare, Divi-
Sculpi, agg., prt. Scolpito 1 Inciso. dere, Disixnlre (animali, vasi, scarpe,
PI. Sculpi cose appaiate, o numerate). Spaiare.
F. — Ida Guastare il paio.
PI. F. — idi. Prt. Scumpagnè
Sculplr, tr. Scolpire.
Prt. Sculpi PI.
F. —— éda
è
PI. — i PI. F. — édi.
F. — ida Scumpartimént, sm. Scompartimento,
Pi. P. — idi. Compartimento.
Scultór, sm. Scultore. PI. Scumpartimént.
PI. Scultùr. ScumRÓnar, tr. Scomporre.
Scultura, sf. Scultura. Prt. Scumpòst
SCUM 391 SCUP
PI — óst coniglia).
P. — osta Scuntér tr. Scontare.
PI. P. — òsti Prt. Scimté
Scumpòst, agg., prt. Scomposto | PI. — è
Scorretto, In posizione, in atteggiamen- F. — éda
to scorretto, scomposto. PI. F. — édi.
PI. Scumpòst Scuntrén, sm. Scontrino. Biglietto di
F. — osta riscontro I Contromarca per il reingres-
PI. F. — òsti. so in balli, teatri, ecc.
Scumunichèr, tr. Scomunicare. PI. Scimtrén.
Prt. Scomuniche Scimtrómbal, sm. Scompiglio | (F.)
PI. — è Disaccordo.
F. — éda PI. Scuntròmbal.
PI. F. — édi. Scunvòl^ar, tr. Sconvolgere.
Prt. Scunvòlt
Scuncà^, sm. Sfasciume (detto di bi-
cicletta, motocicletta, ecc.). Sconquas- PI. Scunvùlt
so. F. — olta
PI. Scunchè§. PI. P. — òlti.
Scun?gné, (v. Scim?gnér).
I Un scuncà^ 'd biciclèta, Una bici-
cletta tutta sgangherata. Scunzgnér, tr. Scongegnare, Disuni-
Scunca^è, agg., prt. Sconquassato, re I (F.) Mettere disaccordo.
Scassato, Rovinato, Sconnesso. Prt. Scun?gné
(V. Scuncasér). PI. — è
Scuncaféda, sf. Sconquassata, Fracas- F. — éda
sata. PI. F. — édi.
PI. Scunca§édi. Scupèr tr. Ammazzare.
Scunca^r, tr. Sconquassare, Scassa- « Scopare - dice il Tommaseo - era
re, Rovinare, Sconnettere. pena di vituperio ».
Prt. Scunca§é Nel 1500 esisteva una « pena della sco-
PI. — è
F. — éda Prt. Scupé
pa».
PI. F. — édi. PI. — è
(P. Santoni, op. cit., scrive « sconqua- F. — éda
sè», a. 1700). PI. F. — édi.
Scunclu^iunè, agg. Sconclusionato. j Scupé' ón coma un cunèj, Ammazza-
PI. Sconclu§iunè re uno come im coniglio (I conigli si
F. — éda ammazzano dinoccolandogli la nuca con
PI. F. — édi. un colpo dato a mano rigida).
Scunfèt, agg., prt. Sconfitto, Vinto, Scupèrt, prt. Scoperto, Rivelato, Pat-
Battuto. to conoscere.
PI. Scvmfèt PI. Scupìrt
F. — èta F. — èrta
PI. F. — èti. PI. F. — èrti.
Scunfèta, sf. Sconfitta, Disfatta. Scupèrta, sf. Scoperta, Scoverta, Sco-
PI. Scunfèti. primento, Rivelazione.
(Lat. med. sconficta. GLE). PI. Scupérti.
Scunfinér, intr. Sconfinare. Uscire dai Scupridór, sm. Scopritore.
confini. Entrare in territorio altrui I PI. Scupridùr
(F.) Oltrepassare i limiti. F. — óra
Scunijèda, prt. Spregnata (detto del- PI. F. — òri.
la coniglia). Scnprìr, tr. Scoprire, Rivelare.
PI. Scunijédi. Prt. Scupri, Scupèrt
Scunijèss, rfl. Spregnarsi (detto di PI. — ì, — ìrt
SCUR 392 SCUR

F. — ìda, — èrta Scurghér, tr. Scorticare | Spellare ;


Escoriare.
PI. F. — idi, — érti. Prt. Scurghé
Scur, sm. Scuro, Sportello, Scurino
di finestra. PI. — è
F. — éda
I Scuro, Oscuro, Oscurità.
PI. Scur. PI. F. — édi.
I Sumàr scurghé, Asino pieno di guida-
I Int e' scur. All'oscurità. leschi.
Scur, agg. Oscuro, Scuro. Privo, o
quasi, di luce | Opaco | Che tende al (Lat. med. scortigare, scorticare. GLE)
bruno. Scurnacér, tr. Scornacchiare.
PI. Scur Scurna^ér, int. Strofinare le coma
P. — a (detto dei bovini che strisciano le cor-
PI. F. — i. na contro il muro, o contro i divisori
Scuragé, agg., prt. (v. Scuragér). delle stalle, in segno di irrequietezza).
Scuragèr, tr. Scoraggiare, Togliere co- Scurné, prt., agg. Scornato, Che ha
raggio Disanimare.
I perduto uno o tutti i comi,
Prt. Scuragé PI. Scumè
PI. — è F. — éda
F. — éda PI. F. — édi.
PI. F. — édi. (Lat. med. scomatus. GLE).
Scurdé, prt., agg. Scordato. Senza Scurnèr, tr. Scomare I rfl. Scornarsi
corde (di istrum. a corde) ] Scordato. (in senso reale e figurato).
Prt. Scurné
Guasto nell'accordatura.
PI. Scurdè PI. — é
F. — éda F. — éda
PI. F. — édi. PI. F. — édi.
(v. Scurné).
Scurdéss, rfl. Rompere l'accordo, Scumicér, tr. Sconocchiare. Disfare
(v. Acurdéss).
Prt. Scurdé la conocchia, il pennecchio (della roc-
PI. — § ca) IFilare ima conocchia [ rfl. (F.)
F. — éda Accapigliarsi.
PI. F. — édi. Prt. F. Scumicéda
Scurè^, sf. Peto, Vento | Giaggiolo. PI. F. — édi.
PI. Scure?. Scurtadùr, sm. Scorciatoia.
PI. Scurtadùr.
I Anghé' int al scure?, (F.) Asfissiare
coi peti. I Ciapé' un scurtadùr. Prendere una
scorciatoia.
I ArbvUì int al scure?, (F.) Intossicato,
che non cresce per aver odorato trop- Scurtatòja, sf. Scorciatoia. Via più
pi peti, Avvizzito dai peti. breve.
PI. Scurtatòj.
Imanica,
Scurè^a de gèval, Giaggiolo, Iris ger- Scurtér, tr. Accorciare. Rendere più
Scurgadùra, sf. Escoriazione. Guida- corto 1 Abbreviare | Scortare.
Prt. Scur té
lesco 1Spellatura ] Scuoiatura.
PI. ScuTgadùr. PI. — é
Scurghè, agg., prt. (v. Scurghér). F. — éda
Scurghéda, f. Scorticata (Torriana PI. F. — édi.
dal 21 giugno 19Q8), monte, borgata, (Lat. curtare, tagliare).
castello, omonimi che traggono il nome Scurtlazé, agg., prt. Accoltellato | Ta-
dalla natura squallida del terreno. Il PI. Scurtla^ gliuzzato malamente.
più antico documento che ricorda il
luogo è del 1144, e menziona la Chiesa F. — éda
di S. Cristoforo nel Castello di Scorti- PI. F. —-édi.
cata. Scurtlazér, tr. Accoltellare. Colpire
SCUR 393 SCVA

più volte con coltellate. PI. Scu§ón.


Scur^ér, int. Scoreggiare. Far peti, Scustér, tr. Scostare ' Allontanare |
scorregge. Separere, Disgiungere.
Scurzòn, sm., agg. Scoreggione. Che Prt. Scusté
fa scorregge senza ritegno. PI. — è
PI. Scur?ón F. — éda
F. — a PI. F. — édi.
PI. F. — i. Scutadùra, sf. Scottatura.
Scur?iné, si. Correggiata. Colpo di PI. Scutadùr.
correggia, di cinturino dei pantaloni Scutèda, sf. Scottata.
(da Cur?én). PI. Scutédi.
PI. Scurziné. Scutént, ps. agg. Scottante. Bru-
ciante.
Scusa, sf. Scusa | Pretesto.
PI. Scu§ PI. Scutént
F. — a
j Tire' fura dal scus, Mettere in cam-
po delle scuse, .Addurre scuse. PI. F. — i.
Scu^aìna, sf. Fienarola. Scuter, tr. Scottare.
(Pòa pratensis). Prt. Scuté
Scuscéda, sf. Scossa, Scotimento | PI. — è
Tentennata | Scrollata. F. — éda
PI. Scuscédi.
PI. F. — édi.
Scuscér, tr. e intr. Scuotere, Agita-
re, Dimenare I Oscillare. I Armane' scuté, (F.) Rimaner scottato.
Prt. Scuscé Seuvé' agg., prt. (v. Scuvér).
Scuvér, tr. Scovare. Far smettere di
PI. — §
F. — eda covare
do [ (F.) Snidare. Cacciare dal ni-
PI. F. — édi. Prt. Scuvè
I Scuscé' la tèsta. Scuotere la testa. PI. — è
I Scuscé' al bòt, Scuotere le botte (Non F. — éda
fame caso).
PI. F. — édi.
I Scuscé' al ramèt, (v. Ramèta). I Ciòza scuvéda, Chioccia scovata.
I Scuscé' la còda, Dimenare la coda. I Ov scuvédi, Uova scovate, tolte dal
(Lat. med. scosare, scuotere. GLE). covo.
Scu§ér, tr. Considerare, Ritenere I
Scusare | (F.) Valutare. [Link]?è§,
Scu|ì§. agg. Scozzese.
Prt. Scu§é
PI. — è I A la scuzè§a. Alla scozzese.
F. — éda Scvacè, agg., prt. Schiacciato.
PI. Scvacè
PI. F. — édi.
F. — éda
I Scu§é'
uno òn pr' un burdèl,
un bambino. Giudicare PI. F. — édi.
(v. Scvacér).
I Nò' scu§é' par gnit. Non tenere in Scvacéda, sf. Schiacciata.
alcuna considerazione.
Scu^ì, agg., prt. Scucito. Scvacér, tr. Schiacciare. Spappolare.
PI. Scu§ì
Acciaccare | Pestare
male nel covaccio. le uova o l'ani-
(v. Cvacc).
F, — ida
PI. F. — idi. Prt. Scvacè
Scu§ìr, tr. Scucire. PI. — è
Prt. Scu§ì P. — éda
PI. — ì PI. F. — édi.
P. — ida Scvaciarèl, sm. pi. Così erano chia-
PI. F. — idi. mati per dileggio i cattolici e « scva-
Scufdn, sm. Scossone. ciarèla » la loro associazione.
SCVA 394 SDAZ

Sing. Ssvaciarél (v. Scvaciarèla). Prt. Scvarcé


Scvaciarela, si. Squacquera. Feci li- PI. — è
F. — éda
quide.
Scvacvarèss, rfl. Scquacquerarsi. PI. F. — édi.
Prt. Scvacvaré Scvédar, sm. Squadro.
PI. — è I Zo 'd scvédar, Fuor di squadro; Giù
F. — éda di sesto (in senso reale, o figurato).
PI. F. — èdi. PI. Scvédar.
Scvacvar5§, agg. Squacqueroso. Detto Scvèla, sf. Squilla j Allerta. Avvertita.
di un tipo di formaggio molto molle. I Sté' in scvèla, Stare in guardia. Sta-
PI. Scvacvarù§ re sull'avvertita.
F. — ò§a Sevèri, prt., agg. Scoperto | Svelato )
PI. P. — ò§i. Scoperchiato 1 Aperto.
PI. Scvirt
Scvadrèr, tr. Squadrare | (F.) Squa- F. — èrta
drare I(F.) Piacere, Andare a genio,
Soddisfare. PI. F. — èrti.
Prt. Scvadré Scvé§i, avv. Quasi.
PI. — è [Link]è^,
Scvè|. sm. Schizzo, Spruzzo.
F. — éda
PI. F. — édi. Sevi^ér, tr. e intr. Schizzare, Spruz-
zare 1Zampillare.
Prt. Scvi^
Inon
U n'mi u vam' a scvédra,
genio. Non mi soddisfa
Scvajér, tr. Snidare | (F.) Scoprire PI. — è
(malefatte) ] Ammaliziare quaglie (e F. — éda
civette) nei riguardi del richiamo. PI. F. — édi.
Prt. Scvajé Sevizèt, sm. Schizzetto. Pompetta per
PI. — è schizzare liquidi. Schizzatoio.
F. — èda PI. Scvi^èt.
PI. F. — édi. $da^, sm. Staccio, Setaccio.
ScvarcSl (di carabignir), sm. Quar- PI. 9déz.
tiere dei carabinieri. (Lat. med. sedacius, setaccio. GLE).
I « Lascé' e' s-ciòp int e' scvarcèl di ca- ! §daz d'acva, Spaglio d'acqua. Spar-
rabignir ». Si narra che un tale, reca- paglio d'acqua. Spruzzaglia circolare o
tosi a San Pietro in Vincoli, armato semicircolare provocata da un corpo
di fucile, si fermò in una casa fuori che cade nell'acqua.
del paese e chiese : « Posso lasciare qui §da?é, agg., prt. Stacciato. Passato
lo schioppo, che non ho il permesso? » ; allo staccio.
PI. ^daijè
ma quella casa era il quartere dei ca-
rabinieri, «e scvarcèl di carabignir », F. — éda
e ognuno può immaginarsi che cosa PI. F. — édi.
gli capitò. §dazéda, sf. Stacciata, Cernita.
Questo voc. è la deformazione di quar- PI. §da?édi.
tierello. Sdazéna, sf. Staccino. Scatola per
Scvarcèr, tr. Scoperchiare. Levare uccellatore, bassa, a forma cilindrica,
il coperchio [ Strappare il coperchio. con le basi di tela. In quella supe-
Prt. Scvarcé riore è applicata una manica per in-
PI. — è trodurre e levare gli uccelli vivi.
F. — éda §da3fér, tr. Stacciare. Passare al setac-
PI. F. — édi. cio (farine). Per semi e sabbia si usa
Scvartèr, tr. Squartare. Valer.
Scvar^éss, rfl. (Traslato di Squarcia- ^da^ér, sm. Staccialo, Venditore o
re) Spappolarsi. Ridursi come una pap- fabbricante di stacci.
PI. ^dajèr.
pa.
SDAZ 395
SE
PI. F. — édi.
]Avè' piò ciàcar eh' n'è un ^dajér,
Aver più chiacchiere di uno stacciaio. $dintér, tr. Sdentare. Rompere i den-
(Lat. med. sedazzarius, costruttore o ti (di pettine, sega) | Far tacche a una
venditore di setacci. GLE). lama di arma da taglio.
§da^ié, agg., prt. Sdaziato, Prt. §dinté
(v. ^da^iér). PI. — é
F. — éda
§daziér, tr. Sdaziare. Liberare dal-
PI. F. — édi.
l'impedimento della gabella. Pagare il
dazio per svincolare una merce. $dinuzié, agg., prt. (v. Sdinuziér).
PI. §dazié §dinuziér, tr. Disdire una denimcia.
PI. — è I §dinuzié' un pòrc,
F. — éda sare la denuncia di un Disdire,
maiale. far cas-
PI. F. — édi. Prt. §dinuzié
§dégn, sm. Disgxisto, Offesa. Dispia- PI. — è
cere per azione ricevuta. F. — éda
PI. §dégn. PI. F. — édi.
§dén, sm. Sedile (per botti e tini). §dirìn, sm. Sederino j Sté' in sdirìn
I Sedile ottenuto da un toppo, o da un ((Mettersi
Stare a asedere ) [ Mèts'
sedere). Modi in §dirìn
avverbiali
pezzo di tronco. usati verso i bambini.
PI. Sdén.
§dèr, intr. Sedere. §dubér, tr. Disaddobbare.
Prt. §dubé
j Mets' in sdè', Mettersi a sedere, Se-
dersi. PI. — è
F. — éda
§dèta, sf. Disdetta, Sfortuna, Jattura. PI. F. — édi.
PI. Sdèti.
Si usa anche: Cave' l'adòb; Tu' l'adòb.
§dignè, agg. prt. Sdegnato, Offeso, Ri-
^duliss, rfl. Sdolenzirsi. Togliersi l'in-
dolenzimento.
sentito Disgustato
I . Nauseato [ Indi-
sposto (di salute). Prt. §dulì
PI. §dignè
F. — éda PI. — 1
F. — ida
PI. F. — édi. PI. F. — idi.
§dignèr, tr. Sdegnare. Provocare a $è, sf. Aceto, (v. A§è).
sdegno | Nauseare, Disgustare | Pro- Se, cong. Se.
vocare risentimento.
I Safós e Sajavès i mure purèt scanè
Prt. §digné
PI. — è int e' fond d'un fo§. (« Safó§ » è com-
posto di « se a fo§ », cioè : se io fossi ;
F. — éda e « Sajaves » è composto da « se a
PI. F. — édi.
j' aves », cioè: se io avessi). « Se-fossi »
$dinfièr, tr. Disenfiare, Sgonfiare. e « Se-avessi » morirono poveri in can-
Prt. §dinfié na nel fondo di un fosso.
PI. — é Questo detto viene rivolto a coloro che
F. — éda parlano di ciò che farebbero se si tro-
PI. F. — édi. vassero nelle condizioni in cui non
^dinté, agg., prt. Sdentato. Che non sono.
ha denti. Che è privo di alcuni o di Sé, avv. affermativo. Sì.
tutti i denti. Detto di persona, di pet- Nella zona delle Ville Unite è usato in-
tine e di sega. dif erentementSe
e « », « È » ed « È ».
Si dice anche di un'arma, o di un at- \ Di' se. Dire sì
tere. Dire di sì ] Promet-
trezzo, a cui siano state fatte delle tac-
che alla lama.
I Di' d
messa. se. Acconsentire Far pro-
PI. §dintè
F. — éda I Fé' 'd se cun la tèsta Accennar di
SEBA 396 SEGN
sì col capo. Seda, sf. Seta ! Bozzoli (di seta).
Sèba (La) f. Villa Selva. Fraz. del PI. Séd.
Com. di Forlì, sulla destra del fiume Pavajón dia seda, Padiglione della
seta. Mercato dei bozzoli.
Ronco, a nord dell'Emilia.
La selva (il dial. conserva ancora la A Forlì si svolgeva in piazza XX Set-
voce « siba ») che in quella località si tembre ed era coperto di teloni.
estendeva, era forse un avanzo di quel- I Seda naturéla, Seta naturale.
la « Silva Litana » che delimitava ovun- j Seda artificiéla, Seta artificiale.
que la grande « valle Padusa ». (Lat. med. seda. GLE).
Nella toponomastica della Romagna al- Sèdia, sf. Setola.
tri nomi si collegano a questa Selva Pelo grosso e, lungo del maiale o del
Litana: Bagnara, detta anticam. Silva cinghiale. 1 Setola. Crepatura sottilis-
Bagnariae; la pieve di S. Pietro intra sima Setola.
I Fenditura dolorosa del-
Silvas, presso Bagnacavallo ; S. Loren- la pelle, alle dita, ai piedi, alle mam-
zo in Selvis, presso Lugo; S. Giov. in melle.
Silva vetere, nella diocesi di Faenza. PI. Sedai.
Sèbén, aw. affermativo composto da Sèdia, sf. (Equisetum arvensis L.)
« se », sì, e « ben », bene, con funzione P. Zangheri.
rafforzativa. Sega, sf. Sega.
PI. Ség.
I Sì; Sicuro; Sicuramente.
Sèc, sm. Secco, Aridità, Siccità j I De' dia stré a la sega, Allargare l'am-
Seccume (di piante) 1 Stagione asciut- piezza del taglio della sega, divarican-
ta. done i denti lateralmente.
PI. Sèc. I Tu' dia stré a la sega, Restringere
I A sec, A secco (senza calce). l'ampiezza del taglio della sega.
I De' int e' vèrd e int e' sec, (F.) Com- I Strade' la sega, Allicciare la sega.
merciare in tutti i generi. I Sbichè coma una sega, Dentellato
Sec, agg. Secco [ Asciutto, Privo di come una sega.
umidità, di acqua |Arido I Duro | Dis- (Lat. med. sega. GLE).
seccato (di frutta). Sègavécia, sf. Segavecchia. Festa che
PI. Sèc si svolge a mezza quaresima a Cotigno-
F. — èca la, Forlimpopoli e Bertinoro.
PI. F. — èchi. « Segavècia » viene da « sghé' la vè-
Seca, sf. Arsura (alla bocca) j Sec- cia », segare la vecchia.
ca. Parte della riva, del fondo di uno Ai tempi del Papa veniva rilasciato
stagno, o di un canale, che rimane un « Passaporto per andare a segar
scoperta per il deflusso delle acque. la vecchia a Forlimpopoli ».
PI. Sechi. E' una festa sorta durante il Rinasci-
Secc, sm. Secchio. mento, che consentiva uno strappo al-
PI. Secc. la magra dieta quaresimale e concedeva
al popolo un ingenuo divertimento.
I Indovinello: E' va zo ridènd e e' vén
so pian?;ènd. Ha indubbiamente (come ogni spetta-
Sècia, sf. Secchia. colo rinascimentale) un suo significato
PI. Sècc. allegorico.
(Lat. med. setia, GLE). « La vecchia », dall'aspetto così brutto,
Seoul, sm. Secolo. significa forse che l'invisa quaresima
PI. Sìcul. contiene frutti doviziosi. Infatti la Vec-
Secvestar, sm. Sequesto. chia veniva segata in piazza e dal suo
PI. Secvestar. grembo uscivano, a saziare il popolo,
Sèd, sf. Sete \ Sede. frutta secche, carrubi e castagne sec-
PI. Sed. che.
(Anche Seda). Sègn, sm. Segno, Frego ] Traccia |
! Cave' la sèd, Dissetare. Indizio I Cenno | Presagio, indizio pre-
SEGN 397 SEND

monitore 1 Gesso per scrivere.


PI. Sègn. PI. §èld
(Lat. signum). F.
Secondo la superstizione popolare vi gro.§èlda
PI. F. §éldi.
sono segni premonitori di disgrazie Un de §èld, Un giorno intero.
imminenti e còse, o fatti, che portano ^Ida, sf. Amido.
disgrazia. De' la sélda. Inamidare.
I segni sono: Svar§é' l'oli; Svar§è' e' ^lov, agg. Salvo.
§èl; Rompr' e' spèco; L'uról de càn; \ Mets'
E' cànt dia zvèta; E canté' a gal dia San e insèlov,
sè[Link]
Mettersi in salvo.
e salvo.
galèna; Avdè' cade' una stèla e no' PI. §èlov
fé' un pirulòt; Furmé' una erósa par F. §élva
PI. F. Sèlvi.
chés; Tnè' e' gal nìgar; Ma^é' e gat
dia ca; Cójar al j' òv da du tóral (al- §éls, sm. Salice.
cuni sono di parere contrario).
L'è sègn 'd gnèra, la stela da la còda. PI.§èl§S'èls.
véncc o §èl§ vLncèn. Salice da
Segùgg, sm. Segugio. Cane da cerca legare.
usato per la caccia alla lepre. l^èl^ s-ciunclèn, Salice fragile, che
PI. Segùgg. si spezza facilmente.
(Lat. salix).
E' detto anche « Càn da sfùit », cane da
fiuto (non da ferma), per scovare, sni- §èlsan, sm. Salsedine.
dare la selvaggina. §èlt, sm. Salto j Copula (di animali >.
(V. Sgugg). PI. §èlt.
Seguii, sm. Seguito. Ciò che viene
I Fé' Un §èlt, Spiccare un salto.
dopo I Corteo, Codazzo, Seguito. Sèlta in pél, sm. Saltimpalo. Saltin-
selce moro, Sassicola mora,
I 'D sèguit, Di seguito.
PI. Sìguit. (v. Seltinvèta e òcc 'd bò).
Sègval, sm. Segale. §€Itaprè, sm. Rana bruna dei prati
(Lat. med. segalum. GLE). (Rana temporaria).
I E' sègval e' fase muri e' su ba' da la Rana più grande della comune con
fàm. La segale fece morire il suo zampe molte limghe che le consento-
babbo dalla fame. no di fare grandi balzi.
E' detto così della segale perchè è il PI. §èltapré.
primo cereale a mettere la spiga e ^éltinvèta, sm. Saltimpalo (detto an-
l'ultimo a maturare. che « òcc 'd bò ».
Sègvit, sm. (V. Sèguit). PI. Seltinvèta.
Sèi, sm. Sale. §èlvadinèr, sm. Salvadanaio, Salva-
danaro.
E§ar e' fug 'd §èl, Essere salatissimo. (Lat. med. salvadinari, cassetta in cui
Mètr' int e' sèi, Mettere sotto sale.
Cave' da séta sèi, Togliere da sotto si raccolgono denari. GLE).
sale. Sèmna, sf. Semina, Seminagione |
I Sóta sèi, Sotto sale. Seminato.
(Lat. sai). PI. Sèman.
§èla, sf. Sella (per cavalcatura). Sel- [ Par la sèmna. Durante la semina.
lino (della bicicletta). ! Int la sèmna. Nel seminato.
PI. I?èl. j Semna a man, Semina a spaglio.
§éla, sf. Sala, Assale. Sèmpar, aw. Sempre.
Asse di legno, o di ferro, che entra §émpli^, agg. Semplice [ Modesto.
nei mozzi delle ruote [ Sala, Stanza. Sén, sm. Seno.
PI. Sèi.
[ Mèts' in sén, Mettersi in seno.
(Lat. med. sala, sala della ruota del Negli altri casi si usa sempre « pet ».
carro, Rav. 1358. GLE). che sign. Petto, Seno.
§èld, sm. Saldo | agg. Intero, Inte- pendio, sm. Sindaco. Il primo citta-
SENI 398 SET
dino del Comune.
ne piante al riparo durante l'inverno.
PI. §èndic. PI. §èr.
(Lat. med. sindigus, sindaco, GLJE). Séra -sera (Un), mod. avv. Serra
Sèni, sm. Senio (fiume). serra.
« Pare che derivi il nome dalla voce §èrb, agg. Acerbo.
PI. §irb
gallica « sinn » che vale torpido, len-
to ». F. Serrantini. F. §èrba
^én^, sm. Senso, Sentimento \ Di- PI. F. §èrbi.
rezione Senno
1 j Modo. (Lat. acerbus).
PI. Séns. .^èrda, sf. Sarda (Clupea pilchardus).
Isenso.
§én§ cumón. Senso comune, Buon- PI. §èrd.
Serenéda, sf. Serenata.
Sensèbil, agg. Sensibile, Delicato, Im- ( Nel dialetto antico si usava « sirlné-
pressionabile, Di sentimenti delicati. da »).
PI. Sensèbil. PI. Serenédi.
F. — a Sèri, agg. Serio.
PI. F. — i. PI. Siri
Séni, sm. pi. Santi j Ognissanti. F. Sèria
(V. Fred). PI. F. Sèrji.
I Pr' i Sént, i gvént. Per i Santi, i I Ins e' sèri. Sul serio, Seriamente.
Davvero.
guanti.
Sentènza, sf. Sentenza. Serietè, sf. Serietà.
PI. Senténz. Serpént, sm. Serpente.
' Lè?ar la sentènza a òn, (F.) Giurare PI. Serpént.
di far la pelle a imo.
^r§an, sm. Salsedine.
§ènza, Senza. Sèrt, sm. Sarto.
PI. Sèrt
I Fé' §énza. Far senza. Rinunziare. F. Sèrta
I §én|;'étar.
Sequèstar Senz'altro.
(v. Secvèstar). PI. F. Sèrti.
Sèr, sm. Siero, Parte acquosa del Serva, sf. Serva.
latte. PI. F. Sèrvi.
Séra, sf. Sera.
PI. Sèr. [ Par chiPerm'héit
Zòful?, tòlt,haiparpreso,
chi mi la serva 'd
per la
j De cànt dia séra. Verso sera, Verso serva di Zoffoli? (Cosa credi che io
l'imbrunire, Sul far della sera. sia un baggiano?).
i Dmàn a sera. Domani sera. Servito, sf. Servitù.
I Jarsèra, Ieri sera. Servitòr, (v. Sarvìtòr).
PI. éè§
I Lòn séra, Lunedì sera (Cosi per tut- §ès, agg. Sciocco.
ti i giorni della settimana).
F. — é§a
I L'è séra nòta, E' sera buia, inoltrata.
I De' la bòna séra. Dar la buona sera. PI. F. — é§i.
I U s' fa séra tòt i de. Tutti i giorni PI.§é§t,
|è§t agg. num. ord. Sesto.
annotta, (F.) Ogni vita invecchia. | Ma
significa anche : « Spicciati ( a ultimare F. — è§ta
il lavoro), che si fa tardi! ». PI. F. — è§ti.
j Sèr bòni e sèr cativi. Sere buone e §ét, agg. num. card. Sette.
sere cattive. Le buone sono quelle del Set, sm. Sette. La cifra sette.
Martedì, Giovedì, Sabato e Domenica PI. Set.
in cui i fidanzati vanno a morosa. Le
altre sere non sono « buone », cioè non ] E'denari).
di set bel. Il sette bello (Il sette
propizie all'amore. Set e me?, Sette e mezzo. Gioco d'az-
§éra, sf. Serra. zardo il cui massimo punto è sette
Stanzone con vetrate per tenervi alcu- e mezzo (il mezzo pvinto è dato da
SETA 399 SFAR
una figura o, volendo, dalla « mata » che « siv » e « bosca ».
che è il due di bastoni). (Dal lat. saepes).
I Féss un set int i calzón, Farsi un Sevi, m. Savio (fiume). L'antico Sa-
sette ai calzoni (Farsi uno strappo a pis I Località Savio (Ra).
forma di 7). L'antica Sabis, località di sosta per
I Al set sìdar.- Le sette sidera. <Per coloro che percorrevano l'antica « Via
dire un freddo siderale). Popilia ».
I Sóta set cév, Sotto sette chiavi. (Don M. M., l'Argine).
I Al set cap dl'infèran, (F.) Il massimo §évia, sf. Salvia (Salvia officinalis).
della cattiveria, o della monelleria. , §évia da garden, Salvia splendida.
1 La Madona di set dulùr, La Madonna (Lat. salvia).
dei sette dolori (detto in senso allu- Sévia sambédga. Salvia campestre.
sivo). ( Salvia pratensis ) .
I E' még dal set test, Il mago dalle PI.^zi,
Se^i agg. Sazio
sette teste (Personaggio delle antiche F. Sè^ia
fiabe romagnole).
PI. F. Sézji
I La dona la j' è coma e gat eh' l'ha Sezión, sf. Sezione.
set gèval in corp. La donna è come il PI. Seziòn.
gatto che ha sette diavoli (spiriti) in
corpo. Questa frase è sempre detta in Sfadiga, sf. Noia, Rincrescimento,
tono scherzoso. Fastidio i Fatica.
Seta, sf. Setta. j U m' sa sfadiga. Mi è fatica | Mi nn-
PI. Set. cresce | Mi riesce grave i Mi è di fasti-
(Lat. secta). dio. Solo dal contesto si può capire
se la cosa dispiace, se è di peso, se
§ét-cru§eri (I), m. Sette Crociari. rincresce o se riesce troppo gravosa.
Località fra Bertinoro e Cesena in cui
si incontrano sette strade. Si credeva « Sfadiga » non è altro che la parola
che vi si svolgesse il Sabba delle « fadiga » ( rafforzata da una « s » ini-
streghe. ziale) che acquista, secondo l'uso, un
significato particolare.
Setèmbar, m. Settembre.
Sfaltéda, sf. Strada asfaltata.
! Setèmbar l'è e' mè§ di fig. Sf alter, tr. Asfaltare.
I 'In setèmbar i fig i emènda a pèn- Prt. Sfalté
dar, In settembre i fichi cominciano
a pendere, PI. — è
P. — éda
(v. Lóna ad setèmbar).
PI. F. — édi.
Sétóm, agg. num. ord. Settimo.
F. Sétima Sfarne, agg., prt. Sazio, Satollo | Sa-
ziato, Satollato, Sfamato.
^et^ènt, nm. Settecento. Sette volte PI. Sfamè
cento. F. — éda
l^èva, sf. Siepe. PI. F. — édi.
PI. §év. Sfamèda, sf. Satollata.
PI. Sfamédi
j §èva ad spén biànc. Siepe di bianco-
spino. Sfamér, tr. Sfamare. Disfamare, Sa-
I §èva ad spén marug, Siepe di marru- ziare.
che. Prt. Sfarne
j §èva a cavalèt, Siepe a cavalletto (con PI. — è
rami di marruche). F. — éda
PI. F. — édi.
I Fé' un pas int una seva, Aprire un
varco in una siep>e. Sfanga^èd, sm. Fanghiglia
I Furé' la seva. Passare fra la siepe Sfonga^r, tr. Ridurre a fanghiglia
(detto della lepre). Smuovere il fango.
Invece di « seva » qualcuno dice an- Sfarfajér, intr. e tr. Sfarfallare Far
SFAR 400 SPIA
PI. Sfa^è
volare a mo' di farfalla (piume, bioc- F. — éda
coli di lana, ecc.) | Spruzzar liquidi a
pioggia I Spruzzare a ventaglio. PI. F. — édi.
Sfarfajèr, sm. Sfarfallio, Sfarfalla- I Culór sfa^, Colore vistoso.
mento.
Sfazéss, rfl. (F.) Dimesticarsi, Fa-
Sfarghèda, sf. Sfregata j Strofinata miliarizzarsi, Assuefarsi, Perdere la ti-
(di mani) | Toccata. midezza.
Prt. Sfa^é
PI. Sfarghédi.
Sfarghèr, tr. Fregare, Strofinare j Ac- Invece di Sfazéss si usa molto comune-
carezzare. mente: Rómpar fa^a.
(Lat. fricare).
Sfa^indèr, int. Sfaccendare, Affaccen-
Sfarinér, tr. Sfarinare. Ridurre in darsi.
farina. Sfélt, sm. Asfalto.
Prt. Sfarina
Sfèr, tr. Sciogliere, Liquefare, Fon-
PI. — è dere IDisfare.
P. — éda Prt. Sfat
PI. F. — édi. PI. et
Sfarinò^, agg. Farinoso, Che si sfa- F. — ata
rina, Che si riduce in farina. PI. F. — ati.
PI. Sfarinù§
F. — ò§a I Fé' e sfé' l'è tot un lavuré. ( Scherzo-
so) Fare e disfare è un continuo la-
PI. F. — ó§i. vorare.
Sfarne, agg. Irrefrenabile, Sfrenato, Sfera, sf. Sfera.
Incontrollabile. PI. Sfèr.
PI. Sfarne
I Ouscinèt a sfèr. Cuscinetto a sfere.
F. — éda Sfìadè, agg., prt. Sfiatato. Che non ha
PI. F. — édi. più fiato 1 Esausto. Che non può più
Sfamél, sm. Ponticello, Bastoncello produrre (Detto di terreno).
che il muratore mette sotto il filo per- PI. Sfìadè
chè si mantenga discosto dal muro. F. — éda
Sfarsè, agg. Graffiato. Intaccato da PI. F. — édi.
solchetti. Scalfito. Sfìadéda, sf. Sfiatatura | Sfiatamento.
Sfar§ér, tr. Strisciare. Passare so- PI. Sfiadédi.
pra, o vicino, fregando o quasi | Rade- Sfiadèr, tr. Sfiatare ' Impoverire (ter-
re (di proiettili) | Intaccare | Scalfire. reni).
Prt. Sfar§é Prt. Sfiadé
PI. — è
F. — éda PI. —— éda
F. è
PI. P. — édi. PI. F. — édi.
Sfar^dn, sm. Frosone, Frusone. ^fìambéda, sf. Fiammata.
( Coccothraustes vulgaris). PI. Sfiambé.
I Fregaccio 1 Scalfittura. Sfìamèr, tr. Disinfiammare. Togliere
PI. Sfar§òn. l'infiammazione.
Sfar?é, sf. (in senso fìg.) Frecciata, Prt. Sfiamé
Stoccata.
PI. — è
PI. Sfar?é. F. — éda
Sfata, sf. Disfatta, Sconfìtta | (F.) PI. F. — édi.
Tracollo, Rovina. Sfìànc (v. Fiànc), sm. Fianco.
PI. Sfati.
Sfìanchér, intr. Deviare bruscamen-
Sfavré, agg., prt. Sfebbrato. te. Scartare, Piegare con moto repen-
Sfazè, agg., prt. Sfacciato, Sfrontato, tino ad altra parte.
Impertinente | Vistoso, 1 Sfianché'^a man drèta. Deviare bru-
(v. Sfazéss). scamente adestra.
SFID 401 SFNI

I Sfianché' scamentae a sinistra.


man stanca, Deviare bru- Sfitlè, agg., prt. Affettato. Patto, ri-
doto, tagliato a fette.
Sfida, sf. Sfida \ Gara. PI. Sfitlé
PI. Sfid. F. — éda
Sfidèr, tr. Sfidare. PI. F. — édi.
Pr. Sfide Sfitlér, tr. Affettare. Tagliare a fette.
PI. — è Prt. Sfitlé
P. — èda PI. — é
PI. F. — édi. F. — éda
Sfiéd, sm. Sfiatatoio. PI. F. — édi.
PI. Sfiéd. Sfiubér, tr. Sfibbiare.
Sfigate, agg. Sfegatato, Sviscerato, Ap- Prt. Sfiubé
passionato. PI. — è
PI. Sfigate F. — éda
F. — éda PI. F. — édi.
PI. F. — édi. Sfiiirèda, sf. Sciorinata Aerazione.
Sfigurèr, intr. Sfigurare. Far cattiva PI. Sfiurédi.
figura. Non essere alla pari con altri. Sfiurér, tr. Far uscire i cattivi odo-
Sfilacé, agg., prt. Sfilacciato, Ridot- ri. Togliere l'aria viziata. Rinnovare
to a filacce. l'aria in ambienti chiusi. Aerare.
(V. Sfilacér).
, Sfiuré' al cambar, Rirmovare l'aria
Sfilacér, tr. Sfilacciare, Ridurre a alle camere.
filacce.
Prt. Sfilacé 1 Sfiuré' i ca§èt. Far prendere aria ai
cassetti (della biancheria).
PI. — e
F. — éda ; « Sfiiuré' » significa anche sfiorare,
PI. F. — édi. rasentare,
Prt. Sfiuré ma è più comune « Ra§é' >;.
Sfilàcia, sf. Sfilaccia, Filaccia. PI. — è
Pezzo di filo sdrucito, o ricavato da P. — éda
sfilacciatura. PI. F. — édi.
PI. Sfilàcc. Sfiuri, intr. Sfiorire.
Sfilé, agg., prt. (V. Sfilér). Prt. Sfiuri
F. — ida
Sfilér, tr. Sfilare. Disfare l'infilato
(ago, perle) I rfl. Sfilarsi. I Perdere il PI. — ì
filo, il senso del discorso ] Perdere la PI. F. — idi.
trafila | Perdere l'andamento, il ritmo. Sflazel, sm. Flagello ! (F.) Una gran
Prt. Sfilé
PI. — è quantità.
F. — éda §flè?na, sf. Scintilla.
PI. §flè?an.
PI. F. — édi.
I Fé' al sflè?an, Sprizzare scintille.
(Dal lat. fuligo-inis, fuliggine).
le.§filì, agg. Snello, Affusolato [ Sotti-
Sfnècc, sm., (in tono scherzoso^. Né
PI. Sfili bambina, né donna.
F. — ida PI. Sfnècc.
PI. F. — idi. Sfni, agg., prt. Sfinito, Spossato ]
Sfilza, sf. Filza | Serie di cose dello Distrutto (V. Sfnir) | Estinto.
stesso genere. PI. Sfni
PI. Sfil?. F. — ida
Sfil^ér, tr. Sfilzare, PI. P. — idi.
(v. Filza). Sfnir. tr. Distruggere e popolazione,
Sfióbal, sm. Pinolo che congiunge l'a- razza, stirpe, ecc.). Annientare.
go, « pèdga », col ceppo dell'aratro. Prt. Sfni
PI. Sfióbal.
PI. — ì
SFOG 402 SFRU

F. — ida Sfran^àja, sf. Filo di frangia.


PI. F. — idi. PI. Sfranzài.
Sfòg, .sf. Sfogo I Spurgo I Efflore Sfran?ajér, tr. Sfrangiare.
Prt. Sfran?ajé
scenza. Calore benigno (o ritenuto ta-
le) della pelle. PI. — è
PI. Sfùg. F. — éda
I La natura la vò e' su sfòg, La natura PI. F. — édi.
reclama i suoi bisogni. Sfrat, sm. Sfratto.
Sfògia, sf. Sfoggio, Ostentazione. PI. Sfrèt.
I Fé' sfògia, Far sfoggio. Sfrata^, sm. Nettatola. Assicella ret-
Sfój, sm. Scheggia, Rccolo frammen- tangolare che il muratore usa per li-
to appuntito di legno, o di ferro, che
penetra nelle carni qualora si strisci sco . sciare l'intonaco quando è ancora fre-
contro un legno o un ferro scheggiato PI. Sfratè?.
0 sfaldato.
PI. Sfój. la Sfratazér,
nettatola. tr. Lisciare l'intonaco con
Sfója, sf. Sogliola (Solea vugaris). Sfrè, (V. Stress).
PI. Sfój. Sfregafóm, sm. Inezia. Cosa da nulla.
Sfond, sm. Sfondo. Campo nel qua- §frés, sm. Frego. Segno. Graffio.
le è posto il soggetto di un quadro, o PI. Sfri§.
della nostra osservazione | Uscita (di Sfrèss, rfl. Sferrarsi. Perdere i ferri.
campo, di aia). Prt. Sfré
Adito (di camjK)). PI. — è
Sfondar, sm. Vano (di porta, fìne- F. — éda
tra). I Adito | Breccia. PI. F. — édi.
PI. Sfondar. Sfrignèr, sm. Frignolio. Piagnucolio.
1 agg. Senza fondo | Sfondo, Forato, Bu- 1 Fé' de sfrignér.
cato, (v. Sfundrér). Sfrignér, intr. Frignare, Piagnuco-
Sfor^, sm. Sforzo ! (F.) Sacrifìcio. lare.
PI. Sfur^. Sfrómbla, sf. Tirapasseri. Il più sem-
I Fé' tot i sfurz, (F) Pare tutto il pos- plice consta di una forcella di legno
sibile. alle cui estremità delle branche si
Sfraca^éda, sf. Fracassata. lega ima fettuccia di gomma, j Fionda
PI. Sfracasédi.
[Link].
Sfrómbal.
Sfraca§ér, tr. Fracassare, Sconquas-
sare. Sfróstna, sf. Fiòcina.
Prt. Sfraca§è PI. Sfróstan.
PI. — è Sfrudè, agg., prt. (v. Sfrudér).
F. — éda Sfrudèr, tr. Sguainare (il coltello, il
PI. F. — édi. pugnale, la spada) | Sfoderare, Levare
Sfraca§èr, sm. Fracasso. Rumore as- dal fodero, dalla guaina ! Levare la fo-
sordante. dera.
Pt. Sfrudé
I Fé' de sfraca§èr, Par del fracasso.
Sfracasón, sm., agg. Fracassone. PI. — è
F. — éda
PI. Sfracasón
PI. F. — édi.
F. — dna
Sfrulè, agg., prt. Frollato, Frollo.
PI. F. — òni.
] Sèc sfrulé, Secco frollato (Detto solo
Sfragilér, tr. Sfracellare. del legno da ardere).
Prt. Sfragilé Sfrumblé, sf. Frombolata (V. Sfróm-
PI. — è bla) .
F. — éda
PI. F. — édi. I Sassata.
PI. Sfrumblé
SFRU 403 SFUM

Sfrumblér, tr. Frombolare | Scaglia- Sfujazèr, sm. Frascheggìo. Rumore


he (sassi, pietre). Questo verbo è più di frasche | Frascame. Quantità di fra-
forte di « tire' di §é§ » e significa sca- sche sparse al suolo ] Lo stormire delle
gliare sassi con velocità inaudita (v. frasche.
sfrómbla). Sfujéss, rfl. Sfogliarsi | Perdere le
Sfrunté, agg., grt. Stempiato.
foglie I Perdere l'impiallacciatura | Sfal-
Sfrustné, sf. Fiocinata, Colpo di fio- darsi.
cina. Sfùit, sm. Fiuto.
PI. Sfrustné 1 Càn da sfùit. Cane da fiuto.
I agg. e prt. Fiocinato, Colpito o cattu (S. è usato solo come termine vena-
rato con fiocina. torio).
Sfrustnér, tr. Fiocinare. Sfuitér, intr. Fiutare (del cane che
Prt. Sfrustné
PI. Sfrustné sente l'usta), j (F.) Rovistare.
Sfuitón, sm. Fiutone. Colui che rovi-
F. Sfrustnéda sta dappertutto.
PI. F. Sfrustnédi (Da «sfrostna»). Sfùlmin, sm. Fulmine. Rare volte
Sfrutadór, sm. Sfruttatore, Aguzzino questo termine viene usato per dire
PI. Sfrutadur fulmine, che comunemente viene chia-
F. Sfrutadóra mato « sajèta ».
PI. F. Sfrutadòri. Con Sfùlmin invece è indicato un mo-
Sfrutèr, tr. Sfruttare. do particolare di condire i radicchi.
Prt. Sfruté Si mette della pancetta a friggere in
PI. Sfrutè una padella e quando il grasso è tutto
F. Sfrutèda
PI. F. Sfrutédi. sciolto vi si getta dell'aceto che na-
turalmente provoca fumo e schizzi vio-
Sfudgazér, tr. Frugacchiare. lenti di grasso e aceto. Il tutto viene
Sfudgazér, sm. Effetto del frugac- subito versato sui radicchi.
chiare, del frugare delle talpe e dei Questo condimento si chiama Sfùlmin.
maiali.
' Radèce cun e' sfùlmin, Radicchi al
(V. fudghér). fulmine, o fulminati.
Sfugazión, sf. Efflorescenza. Sfulminér, imp. Questo v. viene da
Calore benigno della pelle, o rienuto « sfùlmin », cioè fulmine, ma non si
tale. usa mai co! signif . di « fulminare » per
PI. Sfugazión.
il quale c'è « fulminér » ; si usa invece
Sfughér, tr. Sfogare | Sbramare. per dire « correre come il fulmine »,
Prt. Sfughé infatti si dice : « e' va che sfulmina »,
PI. Sfughé va come un fulmine, corre come il
F. Sfughéda fulmine.
PI. F. Sfughédi. Sfumadùra, sf. Sfumatura.
Sfujadór, sm. Sfogliatore. Colui che PI. Sfumadùr.
raccoglie la foglia dagli alberi (da olmi, Sfumér, tr. e intr. Sfumare, Svanire.
gelsi, robinie, ecc.). Andare in fumo (in senso reale, o fi-
PI. Sfujadùr
F. Sfujadòra gurato).
I Sfumare, Attenuare gradatamente la
PI. F. Sfujadóri. colorazione.
Sfujér, tr. Sfogliare | Sfrondare. Le- Prt. Sfumé
vare le foglie. PI. — è
I Sfujé' un lìvar. Sfogliare, scorrere le F. — éda
pagine di un libro. PI. F. — édi.
Prt. Sfujé Sfumèss, rfl. Sfumarsi. Andare in fu-
PI. Sfujé mo (in senso reale e fig.) | Svanirsi
F. Sfujéda (di essenze).
PI. F. Sfujédi. Prt. Sfumè
SFUN 404 SGAB

PI. — è Sfurmiglèr, sm. (F. ) Formicolio. Pru-


F. — éda rito.
PI. F. — édi. Sfumè, sf. Sfornata.
Sfundér, tr. (V. Sfundrér). PI. Sfumé
Sfundrér, tr. Sfondare, Bucare nel Sfumér, tr. Sfornare, Levare dal for-
fondo, Togliere il fondo, Rompere il no, dalla fornace.
fondo. Prt. Sfurné
Prt. Sfundré
PI. — è
PI. — é F. — éda
F. — éda PI. F. — édi.
PI. F. — édi. Sfur?én, sm. Funicella sottile e mol-
Sfundrón, sm. Sprop>osito, Svarione \ to resistente. Sforzino.
Trivialità. Il Mattioli (1879) dice che era un cor-
PI. Sfundrón. dicella sottilissima per frustini da fru-
Sfuracé, agg., prt. Sforacchiato, Fo- sta.
racchiato. (It. ant. sforzino, cordicella sottile, ro-
PI. Sfuracé busta. DEI).
F. Sfuracéda Sfur^èr, tr. Sforzare 1 Costringere ]
PI. F. Sfuracédi.
Scassinare | Scoflìccare (porte e ser-
Sfuracèr, tr. Sforacchiare, Foracchia- rature).
re, Bucherellare. Prt. Sfurzé
Prt. Sfuracé
PI. — è
PI. — è F. — éda
F. — éda PI. F. — édi.
PI. F. — édi. Sfurziné, sf. Forchettata, Forcinata.
Sfurbì, agg., prt. (v. Sfurbìr). PI. Sfurziné.
Sfurbìda, sf. Forbita, Nettata. Sgabané, sf. Colpo dato con la gab-
PI. Sfurbidi. bana. Pare che fosse uno dei giochi
Sfurbìr, tr. Forbire, Nettare. preferiti dagli studenti ravemiati insie-
Prt. Sfurbì me « al sa§è », le sassate e « al pale »,
PI. Sfurbì le palle di neve.
F. Sfurbida PI. Sgabané
PI. F. Sfurbidi. (V. Gabàna).
Sfurgatlér, tr. Frugacchiare | Rovi- §gabanè, prt. (V. §gabanér).
stare.
§gabanéla, sf. Questo nome viene
(NeirOp. cit. di Aruch Aldo: « Sfur- probabilmente da Gabbanella che in
gatar per cà. Cercare diligentemente antico era una sorta di casacca (V. A.
per casa»). Prati, Voc. Etim. Ital.). Ora è un ge-
Sfurgunér, tr. Frugare. Frugacchia- nere di lotta in cui i due antagonisti
re col frugone, con l'attizzatoio. si pigliano con tutte e due le mani per
Sfurmadùr, sm. Risentimento susci- il bavero della giacca e, con strattoni
tato da un rifiuto amoroso, o da un e fìnte, fanno a chi può scaraventare
mancato successo. Rabbia, Stizza. l'altro per terra.
PI. Sfurmadùr. Sgabanèr, tr. Levare la giacca (Vedi
Sfurmajèr, sm. Sciupio di foraggio gabàna) | (F.) Far la pelle.
grattugiato fuori del piatto, per terra, Prt. Sgabané
ecc.
PI. — è
1 Fé' de sfurmajèr. Spargere formaggio. F. — éda
Sfurmér, intr. Dimostrare risenti- PI. F. — édi.
mento con modi o con parole.
Sfurmiglèr, int. Formicolare, Far pru- $gabél, sm. Sgabello (E' più dialet-
tale Banchèt).
rito. Informicolire, di parte mtormen- PI. Sgabèl.
tita del corpo. Sgabrès, agg. Scabroso | Intrigato,
SGAB 405 SGAM
DiflBcoltoso I Scontroso. si aggancia il paiolo. (Per l'origine, v.
PI. §gabrù§ Sgrugnòla).
F. Sgabrósa PI. Sgagnol.
PI. F. $gabròsi. §gagnulèr, sm. Gagnolio. Il guaire,
§gabuscè, agg., prt. (V. §gabuscér). il gagnolare prolungato.
§gabuscér, tr-. Sgusciare, Togliere lo (V. Sgagnol).
involucro legnoso (di pine, pignoli, §gagnulér, int. Guarire.e. Emetter guai-
mandorle, avellane, arachidi), o il mallo ti. Gagnolare, Sguagnolar
della noce e della mandorla. Sgalèmbar (In o Ad), mod. avv. A
Prt. §gabuscé sghimbescio, Di sghembo.
PI. — è
F. — éda §galuné, agg., prt. Sconnesso (di se-
dia).
PI. F. — édi. I Sciancato. Detto di pollo che è stato
(V. Gabò§a).
colpito alla schiena e cammina scian-
§gabuscéss, rfl. Smallarsi | Sgusciar- catamente. (V. §galunér).
si. (V. Sgabuscèr).
^galunér, tr. Sconnettere gli elementi
$gadèja, sf. Segatura( di legno). che compongono una sedia | Levare o
§gadòr, sm. Falciatore. Colui che fal- sconnettere gli staggi di una sedia.
cia. Prt. Sgaluné
|Segantino, Segatore. Colui che sega. PI. — è
PI. §gadùr. F. — éda
(Lat. med. segator, falciatore, GLE). PI. F. — édi.
§gaf, agg. Caffo.
PI. Sghèf. « Sgalunér » viene da « galòn dia sca-
ràna ».
F. §gafa (Vedi galón).
PI. F. §gafì
Sgambarle, agg., prt. (V. §gambarlér).
I Péra e gaf. Pari e caffo. tr. Spastoiare, Distriga-
§gafé, agg., prt. (V. §gafèr). §gambarl
re. Liberare ér, dalle pastoie (in senso
§gafér, tr. Sparigilare | Spareggiare, reale e figurato).
Far caffo (nel gioco delie carte). Prt. Sgambarle
Prt. §gafé
PI. — è
PI. — è F. — éda
F. — éda PI. F. — édi.
PI. F. — édi.
(Da gambarél», bastone legato penzo-
(Dall'it. antico, sec. XIII, caffare). loni al collo degli animali per impedire
Sgagg, sm. Spigliatezza (di movimen- che corrano).
ti). Brio. Riferito specialmente a don- §gambarlòn, sm. Spilungone.
na.
I Ad §gambarlòn, Come impedito da
(Dal francese «; degagé )<, disinvolto, pastoie o da « gambarél ».
spigliato (?) ). $gambè, agg. (V. $gambér).
Sgagiarlè, agg. Lentigginoso.
PI. §gagiarlè I Sgambé, se si riferisce a un animale
significa che ha gambe ben fatte. Se
F. — éda si riferisce a im attrezzo significa sen-
PI. F. — édi. za manico, senza gambo, sgambato.
(v. gagg)
Sgagnol, sm. Guaito. Lamento del $gambér, tr. Sgambare. Levare il ma-
nico, il gambo (alla falce fienaia).
cane.
PI. §gagnùl. I Fera §gambéda. Falce sgambata, pri-
va o privata del manico, del gambo.
(Da « scagno », guaito del cane che fiu-
ta la lepre). §gambitlér. intr. Sgambettare, Muo-
vere rapidamente le gambe.
Sgagnola (de camén), sf. Braccio gi- §gainbu?è. agg. e prt. Che ha perso
revole di ferro, infisso a un occhiello il gambo | Senza gambo,
del muro del camino, alla cui estremità (v. Sgambuzér).
SGAM 406 SGAR

^gambu'i^èr, tr. Sgambare. Rompere, PI. F. — ^ganténi.


Spezzare il gambo, lo stelo del grano Il lavoro dei « sgantén » veniva eseguito
in prossimità della spiga. a mano.
Prt. §gambuzé Sgaravlèr, tr. Sgranare, Schiccolare.
PI. (manca) Staccare dal raspo j (F. ) Sgretolare
F. §gambuzéda. (di terra f ribile).
(Dal lat. med. gambucium, gamba, Sgarbé, agg. Sgarbato.
GLE). PI. §garbè
§gamugnèr, intr. (F.) Ricalcitrare F. — éda
Fare il ritroso, il restio a consentire, PI. F. — édi.
ad accettare.
I Vén §garbé. Vino aspro.
Ritengo che questo v. derivi come ì'it. Sgarér, tr. Sgarrare, Sbagliare di poco
antico « camo », museruola, freno e, in Prt. §garé
senso figurato, freno morale, dal lat. PI. §garè
Camus, museruola. F. §garéda
Nel dialetto del sec. XVII, una certa PI. F. §garédi.
spiegazione si ha di « scamugnar » Sgargàn (o Sgargànt), sm. Scanala-
neirOp. Cit. di Aruch Aldo, dove si tura. Incanalatura trasversale fatta al-
legge : « Scamugnar. Non occorre sca- l'estremità degli « schioppi » delle vi-
mognar. Bisogna farla e aver pazienza ». ti (Vedi «s-ciòp») per la quale scorre
§gamugnòs, agg. Ritroso. Restio a il filo di sostegno del filare, perchè
consentire, ad accettare | Recalcitrante. non scivoli indietro.
PI. Sgamugnùs PI. Sgarghén
F. §gamugnò§a L'it. antico ha « gargante », gola. Da
PI. F. §gamugTió§i. gargante il nostro « sgargàn ». (Vedi
Sganascèr, tr. Sganasciare. (F.) Man- DEI alla voce gargozza).
giare da sconnettere le ganasce. Anche il reggiano (Biondelli) ha la
Prt. Sganascè voce « gargam » per scanalatura.
PI. — è Sgarganlèr, tr. Sgozzare. Recidere la
F. — éda
PI. F. — èdi. I rfl. Sgolarsi.
Prt. Sgarganlé
gola.
I Sganascéss
dalle risa. da e' ridar, Smascellarsi
PI. — è
$gana§6n, sm. Sganascione, Ceffone. F. — éda
PI. §gana§òn. PI. F. — édi.
$gangaré, agg., prt. Sgangherato [ (v. Garganèl).
Sconnesso ] Allentato (di tessuto a §garganléss, rfì. (F.) Sfiatarsi (a gri-
maglia). dare, a urlare), Sgolarsi.
PI. Sgangarè §gargnér, intr. Ridere insistentemen-
F. — éda
te.
PI. F. — édi. §gargnèr, sm. Il ridere continuo.
$gangarèr, tr. Scardinare, Sganghe- ; Fé' de sgargnèr. Ridacchiare
rare, Scassare, Rovinare ! Allentare le §gargnì, agg.. prt. (Viene da Sgargnir).
maglie. Digrignato.
Prt. §gangaré PI. Sgargnì.
PI. — è
F. — éda I A dént sgargnì, A denti digrignati
PI. F. — édi. 1 Muri' a dent sgargnì, Morire coi
denti digrignati.
§gantén, sm. Segatore, Operaio che §gargnìr, int. Ridacchiare, Sogghigna-
sega toppi per farne panconi, travi. re, Sghignare.
assi, ecc. Segantino. Sgargnón, sm. Ridanciano.
PI. §gantén PI. Sgarguòn
F. §ganténa F. Sgargnóna
SGAR 407 SGHE
PI. F. Sgargnóni. preda per ghermirla.
§gargu^èr, tr. Sgozzare. (Forse da gazza, ghiandaia).
Px:t. §garguzé Sgarzèla, sf. Nitticora, Sgarza nitti-
PI. — è cora, S. cenerina. (Ardea nictico-
F. — éda rax).
PI. F. — édi. " PI. §garzèl.
(v. Gargòz) I Sgarzèla bianca, Garzetta, Airone mi-
§garì, sf. Segheria. nore, Sgarzetta.
PI. §gan. $gascé, agg., prt. (V. §gascèss).
Sganna, sf. Seghetta | Seghina. §gascéss, rfl. (F.) Perdere, i bollori,
PI. §garìn. i fervori, gli entusiasmi j (F.) Sgonfiarsi
Sgarnarola, sf. Sorta di uva bianca Prt. §gascé
il cui grappolo, essendo composto di PI. — è
alcuni chicci belli e grossi e altri pic- F. — éda
colissimi, sembra sgranato. Il nome PI. F. — édi.
viene da « sgarné », sgranare. E' un'uva Sgavagnér, tr. Districare.
spàrgola. Prt. Sgavagné
Sgarnér, tr. Sgranare j Sgvisciare. To- PI. — é
gliere i grani (piselli ceci, fave) dal F. — éda
guscio I Ridurre in grani. Frantumare PI. F. — édi.
(di denti) (V. Cavagna).
Prt. Sgarné §gavdìr, tr. Scansare, Evitare.
PI. — è Prt. Sgavdì
F. — éda PI. Sgavdi
PI. F. — édi. F. Sgavdida
PI. F. Sgavdidi.
I Sgarné' e' furmintón, Sgranare (a
mano) il granone. Sgavitlér, int. Guizzare. Detto del
j Dént sgarné, Dente frantumato. muoversi e del nuotare delle anguille e
(Lat. med. sgamare, GLE). delle biscie.
Sgarpunér, tr. (F.) Prendere con vio- Sgavitlòn, sm. Guizzo. Mossa rapida
lenza. Allude all'amplesso. (Deriva da simile a quella dell'anguilla.
carpire). PI. Sgavitlòn.
Prt. (F.) Sgarpunèda !$ga^, sm. Segaccio, Saracco.
PI. F. Sgarpunédi. PI. §ghèz
§garté, agg., prt. (V.^gartér). j Sga^ a man. Saracco a costola.
$gartèda, sf. Smozzicata. §ghé, agg., prt. Segato ; Falciato.
De' una §gartèda. (V. Sghér).
§gartér, tr. Smozzicare una o più ^ghèda, sf. Segata | Falciata.
unghie ai polli a scopo di riconosci- PI. §ghédi.
[Link]
I nel garretto. §ghcnda, sf. Seganda, Taglio del
fieno.
I PÒI sgartè, Pollo con l'unghia mozza.
I Sgarté' al j' óngg, Smozzicare le un- PI. §ghènd.
ghie. ^ghèr, tr. Segare, Tagliare legno con
(Dal lat. med. sgarletare, sgarrettare. la sega | Falciare. Taglierà erba con
OLE). falce fienaia, o con falcetto.
§garujcr, tr. Sgherigliare. Levare il Prt. §ghé
gheriglio. PI. — è
Prt. §garujé F. — éda
PI. — è PI. F. — édi.
F. — éda (Lat. med. segare, falciare. GLE).
PI. F. — édi. Sghérdla, sf. (V. Sghédula).
i?gar?è, sf. Picchiata, Striciata. Atto Sghèrdula. sf. Scardola (Scardinus
del rapace che piomba a volo sulla erytrophthalmus ).
SGHE 408 SGOB

PI. Sghérdul. F. — éda


(Lat. med. scardola). PI. F. — édi.
Jjghéi-?, sm. Airone, Sgarza. ijgné, agg., prt. Segnato j Annotato j
PI. §ghér?. Esorcizzato.
PI. Sgnè
1 §ghér? bianc, Airone bianco maggio- F. — éda
re, Sgarza bianca maggiore. Egretta.
PI. F. — édi.
I ^ghér? ró§. Airone rosso, Ranoccliiaia,
Aghirone purpureo. ^gnér, tr. Segnare, | Iscrivere | An-
I §ghé?rone,jinarén. Airone cenerino. Ai- Prt. §gnénotare Marcare
j | Esorcizzare.
Sgarza, Aghirone cenerino.
^ghèja, sf. Sguìscia. Gran fame. Sa- PI. — è
gratina. F. — éda
PI. §ghè§. PI. F. — édi.
§ghèt, sm. Falcetto, Falciolo, Falce §gnèss, rf. Inscriversi, Mettersi in
usata solo per il taglio dell'erba, j nota I Farsi il segno della croce.
(F.) Lavoro, opra mal riuscita | (F.) §gniflèda, sf. Piagnucolata, Piante
Ganghero. lungo.
PI. §ghèt. PI. §gnifìédi.
I §ghèt dia Iona, Falce di luna. Sgniflèr, intr. Frignare dei bambini.
I Fé' Zanchèta).
un sghèt, (F.) Fare un ganghero. Questo verbo
dialettale. La deriva dall'antico
« s » iniziale «gnif>;
ha valore
(V.
(Lat. med. seghettus, falcetto, GLE). rafforzativo (v. Aruch Aldo, Op. Cit.
§ghèta, sf. Pennato (V. Pnét). « Gnif. U m' fa al gnif. Mi fa il grugno,
PI. §ghèt. 0 il muso storto »).
I Sgheta dia bràja, Seghetta. §gniflèr, sm. Piagnisteo, Piagnucola-
§ghinghér, intr. Stare inoperoso. mento continuo.
(It. ant. ghinghellare, tentennare). j Fé' de §gnifìèr. Piagnucolare.
§ghitér, intr. Zigzagare, Andare, vo- §gniflòn, sm. Piagnucolone.
lare a zig zag. Deviare ad angolo retto. PI. Sgnifìòn
(F.) Fare im ganghero (V. ^anchèta). F. §gnifìòna
§giarulé, sf. Sassata con un pugnetto PI. F. Sgnifìòni.
di ghiaino, o di ghiarotto. Sgnòr, sm. Ricco | Signore.
PI Sgiarulé. PI. Sgnùr.
Sgiavlér, int. Strepitare. Fare del dia- F. Sgnóra
volio. PI. F. Sgnori.
Sgiavlér, sm. Diavolio, Strepito, Con-
fusioneDisordine.
I 1 L'è un sgnòr, E' im uomo ricco.
I E' sgnòr Gadòn!, Lo squattrinato che
I Fé' de §giavlèr. Fare del diavolio. si atteggia a gran signore.
Sgiazèr, imp. Disgelare, Dimoiare.
Sgnuréna, sf. (F.), (v. Sciadùr). Li-
] E' sgia^a. Disgela bellula.
§giol, sm. Sediolo. PI. Sgnurén.
PI. Sgiùl.' Sgnurì, sf. Signoria. Si usa solo in
(Dial. del sec. XVIII, « sidiòl », V. P.
Santoni, Op. Cit.). qualche caso come: L'è un sgnòr sén^a
sgnurì, E' un signore senza signoria,
§gm'flè, agg. prt. Sgomitolato. cioè senza ricchezze. (Ha un tono can-
$gmiflér, tr. Sgomitolare. Disfare il zonatorio).
gomitolo.
Prt. §gmi§lé §gòbla, sf. Sgobbola. (P. Uccellini,
PI. §gmi.5lè Diz.), Pigna vuota, Strobilo vuoto di
§gnachér, tr. Piccare, Mettere, intro-
durre con forza. PI. Sgòbal.
pino.
Prt. §gnaché ( Ravennate, del sec. XVIII, « sgobola »,
PI. — e pigna senza pignoli. Aruch A., Op.
SGOM 409 SGRI
Sgranucér, tr. Sgranocchiare.
j Va a sgòbi in pgnèda!, Va' a sgob- Prt. Sgranucé
bole in pineta!. Mandare uno a sgob-
bole in pineta significa considerarlo PI. — è
uno sfaccendato e invitarlo a impiegar F. — éda
meglio il suo tempo, anzicchè sciuparlo PI. F. — édi.
in cose oziose. - Sgraplòn, sm. Unghiata, Graffiata.
Sgómbar, agg. Sgombro. PI. Sgraplòn.
PI. Sgómbar Sgrascè, agg., prt. (V. §gra§é).
F. Sgómbra Sgrascèr, tr. (V. Sgra§ér).
PI. F. Sgómbri. §grasér, tr. Sgrassare, Digrassare.
Sgómbar, sm. Sgombro o scombro Prt. §gra§é
(Scomber, Scomber). PI. — è
PI. Sgómbar. F. — éda
Sgombrale!, sm. « Sgombraletto ». PI. F. — édi.
Spiccia letti. Nomignolo che si dà a §grazié, agg. Disgraziato, Infelice ]
un mediconzolo. Deficiente, Nato deforme. Difettoso |
Sfortunato.
PI. Sgombralèt. '
§g5n, sm. Magliolo. Tralcio di vite da PI. Sgraziè
trapiantare. F. — éda
j Segaccio. Grande sega per segar tron- PI. F. — édi.
chi. I Nèfar sgrazié, Nascere difettoso.
PI. §gòn. Sgrègna, sf. Riso insistente.
$gónd, agg. num. ord. Secondo. Sgregnapàpa, m. (Nome composto da
PI. Sgónd. «sgregna» (V. Sgargnèr) e da «papa»,
F. §gónda che è la pappa). « Ridi, mangia pappa ».
PI. F. §góndi. Gioco che si faceva fra ragazzi e ra-
$gònd, pr. Secondo, Stando a, ecc. gazze, nei trebbi.
I Sgond a me. Secondo me. tJn giovane, il più buffo della comiti
Sgónd, avv. Secondo, A seconda. a, passava davanti a ciascuna ragaz-
^gónda, sf. Seconda, Placenta, Se- za con Un piattino in mano contenente
condina. (E' detta anche Let). cenere bagnata. Nell'altra mano teneva
Sgóst, sm. Disgusto | (F.) Fermale. uno stecchino a mo' di cucchiaio e
PI. Sgóst. diceva:
§grafàgn, sm. Graffio (F.) Scalfit- « Sgregnapàpa.
tura. a so a qua da vo.
PI. Sgrafègn. S' a ridi, s'a sgargnì
§grafagné, agg., prt. Graffiato ! Scal- la mi papa a magnarì ».
fito (V. Sgrafagnér). (Mangia pappa che ridete sempre /,
§grafagnér, tr. Graffiare | Scalfire. sono qua da voi /. Se sorridete, se ri-
Prt. Sgrafagné dete forte /. mangerete la mia pappa).
PI. Sgrafagné Se la ragazza rideva, il giovane tentava
F. §grafagnéda di darle, con uno stecchino, un po' di
PI. F. Sgrafagnédi. cenere.
(Dal lat. med. sgrafignare, sgraffiare, ^grèzia (o §grézia) sf. Disgrazia.
GLE). Sventura, Sciagura | Sfortuna i Ietta-
$gramignér, tr. Estirpare, togliere, tura.
sradicare la gramigna. PI. Sgrèzji (o Sgrézji).
I ^gramigne' e' camp. Liberare il cam-
po dalla gramigna. LeAl disgrazie
^grèjjl u ses' leli tienetén chi
chi eh'
le al
ha. j' à,
Prt. ^gramigne Sgrignèr, intr. Sgricchiare. Ridac-
PI. — è chiare, (v. Sgargnèr).
F. — éda Sgrivir, tr. Sgravare, Alleggerire.
PI. F. — édi. Prt. §grivì
SGRO 410 SGUL

PI. §grivì PI. P. — édi.


F. §grivida (Viene da « gubèla » e da «gobla»).
PI. F. §grividi. J>guègnal, agg. Moscio ' Mencio | Vi-
$grò?, agg. Grezzo [ Ruvido, Aspro scido Vizzo.
I
I Rozzo I Scortese. PI. §guègnal
PI. §gró? F. §guègnla
F. §gró?a PI. F. §guègnli.
PI. F. 9gró?i. I Chérna sguègnla, Carne moscia, men-
I Vén §gró?, Vino aspro. cia.
Sgrugnòla, sf. « Grugnòla ». Braccio
girevole, a forma di gru, situato nel èI E'viscido.
gnèscval l'è sguègnal. Il lombrico
muro del focolare per appendervi il NeirOp. Cit. cii Aruch Aldo si legge:
paiolo. « Piccola gru >>. « Svigna. Ha la borsa svigna. Ha la
(Da gru, come l'it. antico « gruga » e borsa con pochi quattrini ».
il marchigiano «gruògola»). PI-i?gugg,
Sgugg. sm. Segugio.
§gruscéda, sf. Dirozzata | Disgrossata.
(Lat. med. segusus. GLE).
I De' una §gruscéda, Dare una dirozzata
I Prima della lavorazione. Sguignulér, sm. Languore (di stoma-
PI. §gruscédi. co, di pancia).
§gruscér, tr. Dirozzare, Digrossare. ^guignulèra, sf. Languore, Langui-
Prt. §gruscé dezza (di stomaco, di pancia).
PI. — è §guiléna, sf. « Sguiléna », è tanto il
F. — éda ghiaccio su cui si scivola, quanto il
PI. F. — édi. gioco dello scivolare. «Fé' la sguiléna».
§gnitér, intr. Franare. Rovinare di Scivolare. « Sguiléna » è sinonimo di
argine, di terra che smotta. Smottare, « Sbriscéna ». « Scivolina ».
Prt. Sgruté
Sg-uilèr, intr. Scivolare ' Slittare.
PI. — è Prt. Sguilé
F. — éda PI. — è
PI. F. — édi. F. — éda
$guaratlér, int. Diguazzare. PI. F. — édi.
(Dal lat. med. guattarus, guattero). PI. F. — édi.
§guazèr, intr. Sguazzare, Diguazzare §guilòn, sm. Scivolone, Slittata, Sci-
volata.
in
[Link]. | (F.) Nuotare nell'abbon- PI. Sguilón.
(Lat. med. guazare. DEI e GLE).
§guitlér, int. Diguazzare
la). Contrazione di « sgavitlér(dell'anguil-
».
§gubèr, int. Sgobbare, Faticare. La-
vorar molto. Sguitlér, sm. Diguazzamento, Modo e
§gubi, sm. Quantità enorme, Gran atto del diguazzare dell'anguilla.
quantità. E' una deformazione della §guladùra, sf. Scollatura.
parola « §luvi » che nel dialetto arcaico PI. Sguladùr.
significava Diluvio, (v. Sluvi). (Lat. med. sgolatura, GLE).
§gubié, (Vedi Sgubi), sf. Grande quan- $gulé, agg., prt. Scollato (detto di
tità. vestito) I Sgolato, Sfiatato.
§gublér, tr. Smallare. Levare il mallo PI. §gulè
della noce e della mandorla. Levare F. — éda
sfoglie, tuniche (a cipolle). PI. F. — édi.
1 rfl. Arrovesciarsi (detto della pelle §guléss, rfl. Sgolarsi.
delle dita e del cuoio capelluto, che si Prt. §gulé
stacca, in parte, dalle ferite). PI. - è
Prt. ggublé F. — éda
PI. — è PI. F. — édi.
F. — éda Sguipé, agg., prt. (V. Sgulpér).
SGUL 411 SGVA

Sgulpér, tr. Svolgere. Aprire un in- Sguné, agg., prt. (V. Sgunér).
volto Svolgere
I una fasciatura. (In Sgunéda, sf. Taglio col segaccio.
questo caso è il contrario di « gu- PI. Sgunédi.
plér », fasciare.
I De' una sgunéda. Fare un taglio con
Prt. Sgulpé la sega o col segaccio.
PI. — è Sgunér, tr. Far rocchi Arrocchiare
F. — éda usando il segaccio che è chiamato
PI. P. — édi. « sgón ».
(V. Gulpér).
Sguplér, tr. Sciogliere, Toglie l'in-
Sgumbèj, sm. Scompiglio. volto, Liberare dall'involto | Sciogliere,
Sgumbié, prt., agg. In preda a rime- Togliere la fasciatura.
Prt. Sguplé
scolio di pancia o a diarrea ] Scompi-
gliato. PI. — è
PI Sgumbiè F. — éda
F. — éda PI. F. — édi.
PI. F. — édi. (v. Guplér).
Sgumbiér, tr. Scompigliare. §gurghèr, int. Sfogare, (detto di pia-
Prt. Sgumbié ghe, foruncoli Sgorgare.
PI. — è §guscér, tr. Sbucciare, Levare la buc-
F. — éda cia (a noci, a castagne, ad arance, a
PI. F. — édi. frutta dalla buccia grossa).
Sgumbiér, sm. Rimescolio (nella pan- j Sgusciare (semi da becchime) | Sbac-
cia) Scompiglio.
I cellare.
§gumbiéss, rfì. (F.) Scompigliarsi. Prt. §guscé
Cadere in preda di disturbi viscerali. PI. — è
Sgumbrèr, tr. Sgomberare, Vuotare, F. — éda
Pulire. PI. F. — édi.
Prt. Sgumbré §gu§èr (V. Sguscér).
PI. — è Sgustèr, tr. Disgustare, Dare dispia-
F. — éda cere, o disgusto.
PI. F. — édi. Prt. Sgusté
■ §gumbré' la stala, Pulire la stalla. PI. — e
F. — éda
I Sgumbré' una jóca, Vuotare una zuc-
ca. (Ripulirla internamente). PI. F. — édi.
(Lat. med. sconborare, sgomberare, Sgu?lé, agg.. prt. (V. Sguzlér).
GLE).
Sgujlér, intr. Sgocciolare. Gocciola-
Sgundén, sm. Secondino, Carceriere.
PI. Sgundén. re j tr. Scolare, Vuotare fino all'ulti-
ma goccia.
Prt. Sguplé
Sgundér, tr. Assecondare, Appoggia-
re. PI. — é
i Accompagnare a voce, o con istru- F. — éda
menti musicali. PI. F. — édi.
Prt. Sgundé Sgu^lèr sm. Gocciolio | Stillicidio.
PI. — è I Fé' de sgu^lèr, Lasciar cadere gocce
F. — éda di liquido I Spargere gocce di liquido.
PI. F. — édi. §gvàn?a, sf. Svanzica. Moneta austria-
Sgundèss, rfì. Espellere la seconda. ca che valeva circa diciassette soldi
Liberarsi della placenta, seconda o se- italiani (Petrocchi).
condina. PI. Sgvàn?.
Prt. (F.) Sgundéda Sgvàtar, sm. Sguattero.
PI. F. Sgundédi. PI. Sgvàtar.
[ La vaca la s'è sgundéda. La mucca ha (Dal lat. med. guattarus. guactero).
espulso la placenta. Sgvazunèr, int. Appianare il fondo
SGVE 412 SIGI

dei riquadri delle risaie. L'uso di que- che, tradotto alla lettera, vuol dire « so-
sto verbo è motivato dal fatto che si no le sette stelle », ma significa, invece,
lavora diguazzando nell'acqua. « è un freddo siderale ». Anticamente,
Sgvègnal, (v. Sguègnal). come riporta A. Prati in Voc. Etim.
5ji, sm. Sego, Sevo. Ital., « sido » significava appunto fred-
Si, sm. Il numero 6. do eccessivo.
I agg. num. cardinale Sei. | Cvèl di si, Le menzionate « set sidar » sono le
II sesto. sette stelle dell'Orsa (Spallicci).
$iandón, sm. Girondolone Altra forma di « sìdar » è « svìdar »,
PI. ^iandòn parola deformata che indica « nevi-
F. — óna schio » (Vedi Svidar).
PI. F. — óni (Sidar, dal lat. sidrus, astro)..
(V. ?iòn). Sidléss, rfl. Fendersi, Tirar crepe,
Siba, si. Selva. fenditure sottilissime, setole.
PI. Sib. Prt. Sidlé
(Lat. Silva). PI. — è
F. — èda
Sibèla, sf. Sibilla | (F.) Donna spi- PI. F. — édi.
ritata.
(V. Sedia).
I La pé' una sibèla, Pare una sibilla. Sidlé, agg., prt. <V. Sidléss).
< Può significare « donna spiritata », o
«donna magra, ossuta e alta»). §idré, agg., prt. (V. Asidréss).
§icè, sf. Secciata. Ciò ce sta in Assiderato. Intorpidito dal freddo.
una secchia, in un secchio. I Rinsecchito. Maturato anzitempo per
avverse condizioni di clima. (Detto di
PI. §icé.
cereali).
^ichér, tr. Essiccare [ Prosciugare,
Prt. §iché e Sché ^idréss, rfl. (V. A§idrèss).
PI. §ichè e Schè Siér, intr. Errare, Andar qua e là.
F. §ichéda e Schèda (Dal lat. ire come l'it. ant. «gire»?).
PI F. ^ichèdi e Schedi. NeirOp. Cit. di Aruch Aldo è scritto:
Si usa pure la forma contratta Schér. « Asiar pre al mond. Camminare per
il mondo ».
I Schè' e' póz. Vuotare completamente
il pozzo (per uso d'acqua). Se invece Sigé, {V. Sigér).
si vuol vuotare si usa Vuitèr; se si vuol Sigèl, sm. Sigillo.
pulire SI uga Sgumbrèr. PI. Sigèl.
Sicùr, agg. Sicuro, Certo, Tranquillo, Sigér, tr. Costringere in piccolo spa-
Scevro da timori, Quieto. Fiducioso zio. Stringere da ogni parte.
I sm. Sicuro, Riparo. (Da «assediare»? Il cambiamento do-
PI. Sicùr. vrebbe essere avvenuto con la elimi-
F. Sicura nazione della « a » iniziale, con il mu-
PI. Sicuri. tamento della prima «e» in « i » e della
« d » in « g ». Per il mutamento della
I A e' sicùr. Al riparo, Al sicuro.
Sicura, sf. Sicura, Congegno di sicu- « d » in « g », valga il caso di « sediòlo»
rezza delle armi. che in dialetto è divenuto « sgiòl », dove
PI. Sicur. la « e » è stata assorbita ma che nella
Sicura, avv. Sicuro. Sicuramente. Si, vecchia poesia dialettale fa «sigiòl».
Certo. Sigilér, tr. Sigillare, Chiudere ermeti-
Sid. sm. Sito, Luogo | Podere. camente.
PI. Sid. Prt. Sigile
(Lat. situs, giacitura). PI. — è
Sìdar, sf. pi. Stelle. Questa parola, F. — éda
che non si usa più per dire stelle, si PI. F. — édi.
conserva nel detto « le al set sìdar » Sigiola, sf . « Sediola ». Lumaca dal
SIGN 413 SINI

guscio scuro, di media grossezza, non PI. §imiót.


commestibile. Deriva il suo nome dalla I Mei de jimiòt. Mal dello scimiotto.
rassomiglianza col « sediòlo » del sec. Distrofìa alimentare del bambino cau-
XIII che era una sorta di veicolo a im sata da errori dietetici.
posto, usato nelle corse di cavalli, (v. Simìs, sm. Camiciotto, Blusa per uo-
DEI alla voce « sèdio »). Helix aspersa. mo.
^ignél, sm. Segnale. (Dal lat. med. sciammitum, tessuto di
PI. ^ignèl. seta. GLE).
Signor, m. Signore, Dio ' Cristo. Simnadòr, sm. Seminatore.
PI. Signùr. PI. Simnadùr
F. — óra
j Purté' ae uno.
viatico Signor a òn, (F.) Portare il
PI. F. — òri
j E' mi Signor!, Mio Dio! Simné, agg., prt. (V. Simnér).
Simné, sf. Seminato.
I Viva e' tu Signor!, Vivaddio! PI. Simné.
j Signor ajutóm!. Signore aiutami!
Simnéia, sf. Seminella. Traccia di
I Signor a v'aringré^i, Signore Vi rin- cose disseminate.
grazio.
PI. Simnèl.
I E' Signor e' dà e' fred sgónd i pèn, Simnér, tr. Seminare.
II Signore dà il freddo secondo i pan-
ni. Prt. Simné
I Vie' de' d' intèndar che e' Signor l'è PI. — è
mòrt d'e' fred. Voler dare d'intendere F. — éda
che il Signore è morto dal freddo. PI. F. — édi.
(Voler far credere cose impossibili). I Simné' a man. Seminare a spaglio.
Ecco una... spassosa invocazione al
Signore : [ Machina
Simunèla, dasf. simné'. Seminatrice.
Semolino.
(It. ant. semunella, sec. XIV, DEI).
I E' mi Signor, da§im la vita e l'unòr,
de gran da vèndar; di cvatrén da spèn- Sincér, agg. Sincero, Leale j Fido
dar; una bela dona a ste mond; e' (detto di animale).
PI. Sincìr
paradis in clétar; e' mi Signor a n'u F. — èra
v' dmànd étar ! Mio Dio, datemi la vita
e l'onore; del grano da vendere; dei PI. F. — èri.
quattrini da spendere; una bella donna I San e sincér. Sano e fido. Queste
in questo mondo; il paradiso nell'altro; due qualità sono richieste come ga-
mio Dio non vi domando altro! ranzia di un cavallo venduto a condi-
Silabèrì, sm. Sillabario. zione che non abbia difetti. Altrimenti
PI. Silabèri. si vende « a longa caverà », a lunga ca-
Silènzi, sm. Silenzio, Quiete. pezza; senza cioè rispondere di even-
PI. Silènzi. tuali difetti.
§il§èra, sm. Saliceto. Piantagione di Sinéstar, sm. Reuma. Dolore reuma-
salici. tico che impedisce per qualche tem-
PI. Sil§èr. po il movimento del collo, della spal-
Simbén, cong. Benché, Sebbene, Quan- la o della regione lombare.
tunque. PI. Sinéstar.
! Cvèl simbén!. Quello non conta; non Sinfunì, sf. Sinfonia.
fa regola!... Questa parola viene usata comunemen-
Simé^a, sf. Cimasa (di mobile). te per indicare cosa lunga e noiosa.
PI. Simé§. PI. Sinfunì.
(Lat. tardo cymatium. DEI). Sinigàja, sf. Senigallia. Fu capitale
Siminéri, sm. Seminario. Istituto di dei Galli Senoni e quindi la Sena Gal-
istruzione per chierici. lia dei Romani.
PI. Siminèri. I Sinigàja, mite ebrei e mite canaia,
^imiòt, sm. Scimiotto. Senigallia, metà ebrei e metà canaglia.
SINI 414 SIVL

(Nardi). Sirén, sm. Lillà, Siringa, Serenella.


Sinigoga, sf. Sinagoga | (F.) Discor- (Syringa vulgaris).
so nonioso, lungo che non finisce mai. PI. Sirén.
Sirénga, sf. Siringa. Cannellino di
I Fé' dia sinigoga.
Sino, (composto della cong. Se e dal- vetro con stantuffo per praticare inie-
l'avv. neg. No), avv. Se no, Nel caso con- zioni.
trario. Altrimenti. PI. Siréng.
Sintimént, sm. Sentimento i Animo Sirénga, f. Filadelfia, Siringa, Fiore
I Sensibilità. Angiolino, Gelsomino della Madonna.
PI. Sintimént. ( Philadelphus coronarius L.).
Sintinèla, sf. Sentinella. Gallizioli, Op. Cit.
PI. Sintinèl. Sirinèda, sf. Notte serena. Serenata
Sintìr, tr., intr. Sentire, Udire, Ascol- ( 1310, Bencivenni ) | Serenata. Concerto
tare jProvare i Assaggiare : Tastare musicale sotto la finestra dell'amorosa.
j Gustare. Siringhér, tr. Siringare.
Prt. Siringhe
^ U s'iSintù
Prt. sént. Ci si sente
PI. — è
PI. — ù F. — éda
F. — uda PI. F. — édi.
PI. F. — udi. Siròp, sm. Siroppo.
j Fé' sintì'. Fare assaggiare. (Lat. med. siropus, GLE).
j Sintisla, (F.) Sentirsela, Avere il pre- Fruta sirupéda. Frutta siroppata.
sentimento di qualcosa che ha da ac- §i§ècia, sf. Cesena. (Turdus pilari).
cadere. (« Sisècia » è im adattamento dell'antico
italiano Ceséssa. Bologna, a. 1383).
j Int
si odono eia ca voci, u s'i sént. diIn spiriti.
rumori quella casa
PI. §isècc.
Sintìr, sm. Sentiero. ^isma, sf. Frenesia, Desiderio, An-
PI. Sintìr. sietà.
(Lat. med. senterium. sentiero, 1255, PI. §ismi.
Rav., GLE). Sistèma, sm. Sistema, Metodo, Modo.
Sintìss, rfl. Sentirsi ' Ritenersi, Con- PI. Slstima.
siderarsi. Sistimér, tr. Sistemare, Ordinare. As-
Sintù (V. Sintìr). sestare.
§i5n, avv. Aione; Ajoni; A zonzo. Mettere a posto. Assicurare, procura-
Già nel sec. XVI, in Pulòn Mat, canto re una buona posizione, sistemazione,
IV, st. 9, si legge « Pulon e Flpon va
asiun », Napoleone e Filippone vanno Prt. Sistimé
posto.
a zonzo. Nell'Op. Cit. di Aruch Aldo PI. — è
abbiamo: «Asiun. Al va asiun par ca. F. — éda
Va innanzi e indietro per casa ». PI. F. — édi.
A mio parere la « a » iniziale è pre- Situvaziòn, sf. Situazione.
posizione, e si deve scrivere « a sion ». PI. Situvaziòn.
(V. Siér). Siv, sf. Siepe.
Si6r, sm. Andirivieni ; Gran movimen- PI. Siv.
to di persone [ Fregola. La j' ha de siór, Rivela, sf. Chiodo sottile e lungo.
(Non è capace di star ferma). Cosi si PI. Sivèl.
dice in tono scherzoso di una giovinet- (It. antico, chiovello, chiodo).
ta che dimostra, dai movimenti, di sen-
tirsi dorma. Sivlìna, sf. Chiodino.
(V. Siér). PI. Sivlìn.
Sipuitùra, sf. Sepoltura. Sivón, sm. (acc.) Siepe alta e folta.
PI. Sivón.
Eria 'd figura, éria 'd sipultura. Aria
di fessura, aria di sepoltura. (Nardi). In queste siepi, che sono quasi tutte
SIZE 415 SLIN

scomparse, c'era un vero campionario ^lapazóc, (nomignolo usato in senso


di sterpi e arbusti; v'erano pruni, rose dispregiativo) sm. Mangiazucche, (cioè
selvatiche, marruche, biancospini, vi-
talbe, rovi, sanguinella, edere, lamponi. porco).
Slapér, tr. Divorare. Mangiare con
Vi si annidavano biscie, ricci, faine, avidità. Verbo onomatoF>eico che ripro-
puzzole. duce il rumore (lap, lap...) del cane che
^izènt, nm. Seicento, Sei volte cento. beve o che mangia. La « s » iniziale
§lachér, tr. Smottare. Levare la mel- è rafforzativa.
ma. Prt. Slapè

j §lachè' i fós. Levare la melma dai PI. — è


fossi. F. — éda
Prt. §laché PI. F. — édi.
PI. — è §larghér, tr. Allargare j rfì. Allarga-
P. — éda re la propria attività, Estendere il giro
PI. F. — édi. degli affari, ecc.
(V. Leca). Prt. §larghé
§làmp, sm. Scottatura, Bruciacchia- PI. — è
tura Abbruciatura
I causata dal ferro F. — éda
da stiro sulle stoffe. PI. F. — édi.
Ciapé' e' §làmp. Bruciacchiarsi. §la§é, agg. Rilassato, Allentato.
« Slàmp » è un traslato di « làmp », PI. Slasè
lampo, rafforzato dalla « s » iniziale. §la§èss, rfl„ Rilassarsi, Allentarsi.
Slampé, agg., prt. CV. Slampér). (Detto di tessuti).
Prt. §la§é
^lampèr, tr. e intr. Avvampare, Bru-
ciacchiare con la fiamma, o col ferro da PI. — è
stiro. P. — éda
(Dall'antico Allampare, Vedi A. Prati. PI. F. — édi.
Voc. Etim., alla voce Lampada. §lavé, agg. Dilavato I Smorto, Slava-
I (F.) Ingoiare con rapidità fulminea. to ISbiadito.
Prt. §lampé PI. §lavè
PI. — é F. — éda
F. — éda PI. F. — édi.
PI. F. — édi. §lajé, agg., prt. (V. Slazér).
fiancane, agg., prt. Sciancato.
PI. §lancunè Prt.§la?ér,
^lajé tr. Slacciare.
P. — éda PI. — è
PI. F. — édi. F. — éda
§lancunér, tr. Sciancare. Rendere, PI. F. — édi.
far diventare sciancato.
i^lén, sm.
tiro). Sellino (dell'animale da
Prt. §lancunè
PI. — e PI. Slén.
F. — éda
I Ave' dal bòt sota e' §lén. Aver delle
PI. F. — édi. ammaccature sotto il sellino. (Detto
Questo verbo viene forse dall'ital. antico delle donne che hanno avuto dei tra-
« lacca » che significava anca o coscia. scorsi).
5?lànz, sm. Slancio | Foga, Entusia- §lépa, sf. Schiaffone.
smo. PI. §lèpi.
PI. ^lén^. (Dal lat. med. allappata, schiaffo. GLE)..
$lapa, (V. Slèpa). (V. Slapa).
^lan^é, agg., prt. Slanciato, Snello. §lèr, sm. (V. Slinér). Sellaio.
PI. §laji?é.
F. — éda PI.?lèrg,
§lérg. sm. Largo | Radura.
PI. F. — édi. $liné, agg., prt. Svenato. Dissanguato
SLIN 416 SMAC

per emorragia. ^^luntanér, tr. (V. Aluntanér).


PI. §linè ^luntanéss, rfl. Allontanarsi. Farsi
F. — éda più lontano j Discostarsi.
PI. F. — èdi. Prt. giuntane
^linér, sm. Sellaio. PI. — è
PI. I^linèr. F. — éda
^lìnèss, rfl. Dissanguarsi. Perdere il PI. F. — édi.
sangue per causa di ferite o per emor- §luvi, sm. Diluvio.
ragia intema. PI. §luvi.
Prt. §liné
I Sluvi d'acva, Diluvio d'acqua; rove-
PI. — è scione d'acqua.
F. — éda
PI. F. — édi. $lu^èda, sf. Diloiata. P*ulita.
PI. §luzédi.
§lintér, tr. Allentare. (Questa parola viene da Lo?;, sudiciu-
Prt. §linté me).
PI. — è $lu^r, tr. Pulire. Lavare chi è su-
F. — éda dicio. (Viene da « Lò^»).
PI. F. — édi, Prt. Slu|;é
^lucadùra, sf. Slogatura | Lussazione. PI. — è
PI. §lucadùr. F. — éda
$luché, agg., prt. (V.§luchér). PI. F. — édi.
§luchér, tr. Slocare. Dislocare mani, §luzèr, tr. Sloggiare, Disloggiare |
braccia, gambe, piedi, collo ] Schian- intr. Sgomberare, Andarsene.
tare (rami, branche di alberi). Prt. §lu?é
Prt. §luché PI. — è
PI. — è F. — éda
F. — éda PI. F. — édi.
PI. F. — édi. §mac, sm. Smacco, Scorno.
§lumbé, agg. Slombato, Dilombato, PI. §méc.
Sfiancato. §macèr, tr. Smacchiare.
(V. §Iumbér). Prt. §macé
§lumbér, tr. Slombare, Sfiancare, Di- PI. — è
lombare I Fiaccare. F. — éda
Prt. §lumbé PI. F. — édi.
PI. — è Smachinér, intr. Lavorare intorno ad
F. — éda attrezzi meccanici.
PI. F. — édi. Prt. ^machine.
Slungadùr, sm. Allungatore. §machinér, sm. Tramestio di mac-
PI. Slungadùr. chine, 0 macchinari.
§lunghér, tr. Allungare, Prolungare ^maciadòr, sm. Smacchiatore. So*
1 Allungare, Aggiungere acqua | Por- stanza che smacchia.
gere (una cosa) da lontano | Farla più PI. §maciadùr.
lunga (di strada) | (F.) Differire. Man- §maciadòra, sf. Smacchiatrice.
dar per le limghe. Donna che cava le macchie.
I rfl. Protendersi, ecc. PI. §maciadòri.
Prt. ^lunghe §macudéda, sf. Atto ed effetto dello
PI. — é scodare, recidere, mozzare, scollettare
P. — éda (V. §macudér). Mozzata.
PI. F. — édi. PI. §macudédi.
§lunghignòn, sm. Spilungone. $macudèr, tr. Scodare. Recidere la
PI. §limghignón coda a cani, cavalli, gatti ] Ilecidere
F. §lunghignóna la coda, Tagliare la coda a galline,
PI. F. Slunghignóni. anatre, ecc. (come segno di riconosci-
SMAD 417 SMAN

mento ] Mozzare (dita) | Scollettare che congiunge Ravenna con la Via


(barbabietole). Elmilia a ovest di Cesena.
Prt. Smacudé (Da decumanus, limite della centu-
PI. — è riazione romana. Il DEI riporta l'anti-
F. — éda ca voce ravennate «desmanus» del 1268
PI. F. — édi. che significava « confine tracciato fra
Smadunèr, intr. Bestemmiare la Ma- i campi » e con lo stesso signif. è ripor-
donnaBestemmiare.
j tata dal GLE).
§magnazé, agg. Smangiato, Corroso j emanarle, agg., prt. Discinto.
Sbocconcellato. PI. Smanarlè
PI. §magnazè F. — éda
F. — éda PI. F. — édi.
Pi. F. — édi. (V. §manér)
§magnazèr, tr. e intr. Denticchiare. Smànarvérs, sm. Manrovescio.
PI. Smanarvìrs.
I Mangiucchiare ] Mangiare fuori ora-
rio piccole quantità di cibo. Composto di « man », mano e «arvèrs»
Prt. ^magna^é rovescio; mentre la «s» iniziale à fun-
PI. — è zione rafforzativa.
F. — éda §mànc, sm. Incavo di un oggetto.
PI. F. — édi. PI. Sménc.
§mali^iè, agg. e prt. Ammaliziato, (Ital. del sec. XIII, «manco», manca-
Scaltro, Che non si lascia ingannare. mento, da «mancare», V. DEI).
PI. Smaliziè §mané, agg., prt. (V. Smané).
F. — éda §manéda, sf. Spoliazione.
PI. F. — édi. PI. Smanédi.
Smali^iéss, rfl. Ammaliziarsi. §manér, tr. Svestire, Spogliare aegli
Prt. Smaliziè
PI. — è abiti I (F.) Spogliare dei beni, degli ave-
ri, di tutto.
F. — éda Prt. §mané
PI. F. — édi. PI. — è
§maltacè, agg., prt. Motoso, Fangoso, F. — éda
j Infangato. PI. F. — édi.
PI. §maltacè (V. Amanér).
F. — éda
^manèz, sm. Maneggio. Governo, di-
PI. F. — édi.
$maltacér, sm. Fanghiglia. rezione di alTari, faccende, ecc. ' Mo-
direzione. vimento. De'
! e' §manèz. Affidare la
I Fé' de smaltacèr, Fare del fango,
Smuovere fango, o fanghiglia. PI. §mane?;.
^maltè, prt., agg. Smaltato.
$manghè, agg., prt. Senza mani-
§malvi, agg., prt. Sbiadito. Che ha co, Privato del manico I Che non ha
perduto, in parte, il colore. maniche (di vestito).
PI. §malvì PI. §manghè
F. §malvida F. — éda
PI. F. §malvidi. PI. F. — édi.
^malviss, rfì. Sbiadirsi. Perdere, in
§manghèr, tr. Levare il manico. Pri-
parte, il colore. vare del manico.
Prt. ^malvi Prt. §manghé
PI. §malvì
PI. — è
F. §malvida F. — éda
PI. F. ^malvidi. PI. P. — édi.
I §malviss da fat. Sbiadirsi completa- !iì»man?èr, tr. Maneggiare.
mente. Prt. 9man?é
^màn, sm. Dismano. Via Dismano PI. — é
SMAR 418 SMEC
F. — éda PI. ?martlé
PI. F. — édi. i^martlér, tr. e intr. Martellare. Per-
J?marcantér, intr. Mercanteggiare, cuotere col martello i (F.) Battere e
Commerciare. ribattere, Insistere caparbiamente.
^mardaclèss, rfl. Squagliarsi come \ Pècia e smartèla, (F.) Picchia e mar-
poltiglia, Spappolarsi. tella; cioè dalli e dalli.
Questo verbo viene da « mardaclìna », §mar^ida, sf. Sgorgata di pus da fo-
feci liquide. runcolo, o piaga.
Prt. §mardaclé PI. ^marjidi.
PI. — è S?inar^ìr, tr. Far sgorgare, far uscire
F. — éda
F. — éda
PI. F. — édi. ! $marzì' un bggn, Liberare un forun-
colo dal pus, Far sgorgare il pus da
§mard5s, agg. (dis.) Merdoso. pus.
un foruncolo.
PI. §mardù§ Prt. ^mar^ì
F. §mardòsa PI. ^marjì
PI. P. Smardósi. F. ^marjida
§margulòn, sm. Smergomaggiore, PI. F. §mar?;idi.
Mergo domenicano, Mergone, Garga- Sma§amént, sm. Movimento, Trame-
nello, Polòro. stio Agitazione
I [ Confusione (di cose
PI. §margulòn. o persone).
§mari, agg-. prt. Smarrito. Smascarér, tr. Smascherare, Togliere
« E' Smarì 'd Catarnón », Lo Smarri- la maschera.
to di Caterinone. Figura proverbiale Prt. §mascaré
del finto tonto.
PI. — è
E' Smarì 'd Catarnón l'andèva a tartó- F. — éda
fla cun un bò e l'aveva vm parsót par PI. F. — édi.
vangaròla. Lo « Smarrito di Caterinone §ma§ér, tr. Smuovere, Rimuovere 1
andava a tartufo con un bue e aveva Spostare.
un prosciutto per vanghetta. (Questo Prt. §ma§è
finto tonto commetteva stranezze per PI. — e
burlare i gonzi). Nardi. F. — éda
^marìda, sf. Smarrita. Nome che si PI. F. — édi.
dava alla valle Standiana. §matarè, sf. Stramazzata, Caduta.
j La calérà dia sma-ìda (La callaia PI. Smataré.
della Smarrita). E' la strada privata S. Muratori dice che questa voce cor-
che va dalla Via Lunga alla Via Ro- risponde a materassata. Credo piutto-
mea, attraversando tutta la zona boni- sto che venga dal vecchio dialettale
ficata della Standiana chiamata popo- « in matera » che significa « in terra ».
larmente Smarìda
« ». Anche nel faentino, « mataré », significa
$marìr, tr. Smarrire, Non trovar più. caduta. (V. Cantagalli, Op. Cit.).
Perder di vista. §matìr, tr. Far perdere i grilli, le
Portar lontano perchè non possa più mattate.
tornare. Prt. §mati
Prt. §marl PI. Smatì
PI. §marì F. §matida
F. §marida PI. F. Smatidi.
PI. F. Smarìdi. §mazè, sf. Giocata delle quaranta
carte.
I Fé' e' smarì, Pare il finto tonto. PI. §ma?é.
§marìss, rfì. Smarrirsi. Perdere lo
orientamento. Disorientarsi. §mazér (al chért), tr. Spacchettare
§martlé, sf. Martellata, Colpo di mar- un mazzo di carte.
tello.
§mècc (b Cumacc 'd mér), sm. Cor-
SMEG 419 SMNO
morano, Marangone, Corvo acquatico. si, Dare in ismanie.
§mègna, sf. Smania | Impazienza |
Ansia, Ansietà. [Agitarsi
(Dal lat. dell'ammalato.
med. desmenare, dimenare.
GLE).
I Ave' la smegna, Aver fretta, Essere
impaziente | Smaniare. §inilér, tr. Smelare. Cavare il miele.
§mélt, sm. Smalto. Prt. §milé
(Lat. med. esmàltus. GLE). PI. — è
§mèmbar, sm. Bastone di circa 70 F. — éda
cm. che si infila in un apposito foro del- PI. F. — édi.
l'argano del carro, per tendere mag- §milad5r, sm. Smelatore. Macchina
giormente le funi, azionandolo a leva. per smelare i favi senza rovinarli.
I Leva dell'argano. Bilia, Randello. PI. §miladùr.
I Ubriacone. « §mèmbar » è diventato §milanta, agg. num. car. Millanta.
sinonimo di « imbariagòt » per via del Grandissima quantità.
Limarlo faentino « E' lunàri di Smèm- ^milzadina, sf. (dim.). Benché sia
bar », i cui personaggi sono poveri dia- il diminutivo di « §mil5é » ha uguale
voli sempre alle, prese con fiaschi e significato.
damigiane di vino. PI. §milzadin.
PI. §mèmbar. (V. Smilze).
Smèng (V. Smingher). §milzé sf. Sacco smilzo. Sacco con-
^ménta, sf. Seme, Sementa. tenente un po' di roba.
PI. Smént PI. Smil^.

I Sménta de lug, Un po' di bragia §mimuriè, agg. Smemoriato.


presa in prestito dal vicino per av- PI. §mimuriè
viare il fuoco. F. — éda
I Fé' la sménta, Sementire. PI. F. — édi.
I Tnè' da sménta, 1° Tenere da seme §minadór, sm. Sminatore.
(erbe); 2° Tenere da riproduzione (ani- PI. Sminadur.
mali). $minér, tr. Sminare. Levare le mine.
I Gal da sménta, Gallo da razza. Prt. Sminé
IilTnè' PI. — è
seme. da cònt la sménta. Conservare F. — éda
I Smarcante' int al smént. Commer- PI. F. — édi.
ciare in [Link] sementi. §minghèr, tr. Dimenticare, Scordare.
§méral, sm. Smerlo. Ornato di piz- Prt. §minghé e §mèng
zo per biancheria. PI. §minghè e §mèng
PI. §mìral. F. §minghèda e §mèngha
§mè|, agg., prt. Smesso | Usato | Fuo- PI. F. ^minghédi e §mènghi.
ri uso. (V. Smètar). (It. ant. sdimenticare).
PI. §mèf i^mi^lér, (V. §gmislé).
F. Smèfa ^mintàj, sf. pi. Semi minuti (esclusi
PI. F. Smè§i. i cereali per i quali si usa preferibil-
5>mètar, int. Smettere, Cessare j tr. mente «gamèl », granaglie).
Smettere, Lasciare, Metter fuori uso, Sing. ^mintàja.
da parte. Smintén, agg. Sementino. (V. ójom)
Prt. §mè§ l^mintér, tr. Lasciar mettere la se-
PI. §mè5 mente.
F. $mè§a
j Sminté' una tèra (o préfa) ad spa-
PI. F. 9mè§i. gnéra, Lasciar fare il seme a una pre-
§micèr, intr. Andar lesto. E' un mo- sa di erba medica.
do figurato che deriva da una defor- ^mi^lèr, tr, Sgomitolare. Disfare il
mazione di « snicér ».
gomitolo.
^mignér, intr. Smaniare. Spazientir- ^mnó^al, sm. Minuzzolo. Pezzettino.
SMNU 420 SMUL
(Si pronuncia §nó^al). mento, Mutazione.
PI. §ninó^al. PI. ^mudazión.
^mnu^àja (^nuzàja), sf. Minutaglia, i^mudé, agg., prt. (V. §mudèr).
Minuzzaglia.
PI. §mnuzàj. Smudcr, tr. Cambiar d'abito f Toglie-
re l'abito nuovo e mette quello vec-
^mnu^lér, tr. Sminuzzare. Ridurre
in pezzi minutissimi, stecchi, assicel- chio)rfl.
lo della I festa)
Levarsie indossare
l'abito nuovo, (quel-
il vestito
le, sarmenti, ecc. di ogni giorno.
Prt. §mnu^lè Prt. §mudé
PI. — è
F. — éda PI. — è
F. — éda
PI. F. — édi. PI. F. — édi. .
(La « m » è muta).
j A m' daso lavoro.
l'abito §mudé, Mi sono rimesso
§mój, sm. Disgelo [ Dimoio j Fan-
ghiglia causata da scioglimento di neve,
0 di ghiaccio. SSmujadùr, sm. « Dimoiatore ». Tavo-
la per il bucato su cui la lavandaia
§mója, sf. Acqua per ammollare i batte, insapona e strizza i panni.
panni. PI. $mujadùr.
1 Fé' la smója, Preparare l'acqua per (V. Smujér).
ammollare i panni.
?mujé, agg., prt. (V. §mujér).
§mòlg, agg., prt. Ammollito Ram-
mollito, Inzuppato, Molle, Dimoiato. §mujéda, sf. Dimoiata | Ammollata.
PI. §mujédi.
Reso mole per assorbimento d'acqua. Smujér, imp. Dimoiare. Liquefarsi,
PI. §mólg
F. Smòlga Sciogliersi di neve e ghiaccio | tr. Am-
PI. F. Smòlghi. mollare (il bucato).
(Lat. med. smoyare, bagnare. GLE).
I Pan §mòlg, Pane rammollito, inzup-
pato (in acqua, latte, vino). §mulè, agg. Sciolto, Non incartato.
I Pèn smólg. Panni ammollliti. Non impacchettato ] Sciolto, Libero da
I Pi §mólg, (F.) Piedi bagnati fradici. legacci.
(Lat. med. mollus, bagnato). PI. Smulè
§mucér, tr. Guastare il mucchio, F. — éda
Disfare il mucchio. PI. F. — édi.
Prt. §mucè I Dona §muléda. Donna in preda a
PI. — è flusso di sangue. Emorroissa.
F. — éda I Ròba smuléda. Roba, merce sciolta,
PI. F. — édi. non impacchetata.
(Lat. med. demuchiare, sfare i mucchi $miilè, agg., prt. Sciolto, Disciolto,
di fieno. GLE). Libero, Mollato.
$muclér, tr. Smoccolare. Levar la PI. §mulé
moccolaia | Pulire il moccio. F. — éda
Prt. §njuclé PI. F. — édi.
PI. — è §mulér, tr. Sciogliere j Slegare ! Mol-
F. — éda lare.
PI. F. — édi. Prt. Smulé
§mudarnèda, sf. Ammodematura. PI. — è
^mudarne, tr. Ammodernare. Rimo- F. — éda
dernare. PI. F. — édi.
Prt. ^mudarne
PI. — è I §mulé int l'acva. Sciogliere in acqua.
§mulghé, (V. Smulghér).
F. — éda §mulghéda, sf. Ammollata, Inzuppa-
PI. F. — édi. ta, Bagnata.
^mudazidn, sf. Mutamento. Cambia- PI. Smulghédi.
SMUL 421 SMUZ

I De' una §mulghéda, Ammollare, In- F. §na§lóna


zuppare, Mettere a bagno. PI. F. §naslóni.
§mulghér, tr. Ammollare, Rammol- §naturè, agg. Snaturato, Degenerato,
lire, Inzuppare. Inumano.
Prt. §mulghé PI. ^nature
PI. — è F. — éda
F. — éda PI. F. — édi.
PI. P. — édi. §nibiér, imp. Piovigginare (con tem-
Smunte (V. Smuntér). po nebbioso), Spruzzolare.
§muntéda, sf. Operazione dello smon- I E' §nèbia. Pioviggina, Spruzzola.
tare, dello scomporre. Smontata. §nibiér, sm. Piovigginìo, Spruzzolìo.
PI. §muntédi. Continuo piovigginare.
§muntér, tr. Smontare. Scomporre
un congegno nei suoi pezzi. I E' fa depiovigginare.
continuo snibièr. Pioviggina, E' un
Prt. §munté $nòd, sm. Snodatura | Articolazione.
PI. — è PI. §nud.
F. — éda §nicér, tr. Snicchiare, Levare dalla
PI. F. — édi. nicchia | Far uscire dal nicchio, cioè
Smurér, tr. Sturare. dal nido.
Prt. Smuré Prt. Snicè
PI. — è PI. — è
F. — éda F. — éda
PI. F. — édi. PI. F. — édi.
§muru§ér, int. Amoreggiare. §nó^al (V. SmnózaI).
^musta^ón, sm. Pugno nel mostac- §nudadùra, sf. Giuntura, Articola-
chio, nel muso. zione Snodatura.
I
PI. §mustazón. PI. Snudadur.
§muziunè, sf. Impallinata, Fucilata §nudér, tr. Denudare, Spogliare, Ren-
a pallini (a cane o persona) senza la der nudo.
intenzione di uccidere, ma come av Prt. §nudé
vertimento, o per disgrazia. PI. — è
PI. §muziuné. F. — éda
^namént, sm. Gioco, Trastullo j Sdol- PI. F. — édi.
cinatezza, Smanceria. Cerimonia | Moi- §nudér, tr. Snodare | Sciogliere.
na. Prt. §nudé
PI. ^namént. PI. — è
F. — éda
I Fé' di §namént. Giocherellare, Tra-
stul ars(F.)
iI Far sdolcinatezze. PI. F. — édi.
I Ave' di §namént, (F.) Essere compli- (Lat. med. disnodare, snodare. GLE).
mentoso, cerimonioso. $numdìda, sf. Operazione, atto del
I Par §namént. Per gioco. togliere umidità. Disumidita.
(Vedi T§né) I De' una snumdida a e' lèt. Togliere
^namintòn, sm. Giocherellone. l'umidità dal letto. Disumidire il let-
PI. §namintón to.
P. l^namintóna ^iiumdìr, tr. Disumìdire.
PI. F. ^namintóni. Prt. ^numdì
(Da §namént). PI. 5numdì
Snarbé, sf. Nerbata. F. ^numida
PI. 9narbé. PI. F. Snumdidi.
$na§lèr, int. Annasare (Detto in senso §nuvlacè, agg. Coperto, in parte, di
reale e figurato). nubi. Nuvolate.
§na§Iòn, sm. Annusone. ^nuvlacér, sm. Nuvolaglia.
PI. §na§lòn. ^nu^àj, sf. pi. Minutame. Pezzame,
SNUZ 422 SOL

Frammenti. Sóli, sm. SofiBo


f^nuzàja, sf. (V. §nuzàj). PI. Sófi.
!?nujèr, Sminuzzare. (V. ^mnu^lér). Sogn, sf. Sogno.
Prt. §nu?;é PI. Sogn.
PI. — è
F. — éda I E' mòrt e' porta e' viv ( Il morto
porta il vivo), Se si sogna un morto
PI. F. — éda. arriva qualcuno.
So, prep. o avv. Su j Sopra. i Sugne' dia merda l'è segn 'd bajóc.
I In so, In su; Sopra. Sognare degli escrementi è segno di
! Da so, Da sopra. ricchezza.
j D' in so, Da sopra. I Sugne' di' acva al j' è légrom. So-
Pr' in so. Vero l'alto. gnare dell'acqua è segno di lacrime.
I So e zó, Su e giù. I Frut fura 'd sta§ón: o gvàj o cunsu-
I Ande' esoindietro.
e zó. Andare su e giù, o lazion, Frutto (sognato) fuori stagione
Avanti 0 dispiacere o consolazione.
I D' in so, Da sopra. j Sugne' dal j' ov al j' è ciàcar (Se
I Ande' so. Salire | Entrare (in scuola) si sognano uova sono chiacchiere).
Andare al pollaio I Entrare nel por- Se u s' sogna dia péna l'è brot segn.
cile, nella stalla.
Se si sogna della penna è brutto se-
I Mandé' so. Far entrare (animali).
I Tu' so. Prender su, Sollevare j (F.) j Se u s' vita,
sogna Seche
Rubare. slonga
gno. la si òn l'è che
sogna mortuno
u siè
I Ereditare caratteri. morto gli si allunga la vita.
1 Avni' so, Crescere | Salire (del mo- §ój, sf. Letame. Lettiera sporca di
sto in fermentazione) j Venire a galla. sterco.
I Tnè' so òn. Elogiare uno. [ Fé' de soj, (F.) Sporcare sotto di
sé.
I Tnéss so. Curarsi, Tenersi curato nel-
la persona.
PI.Sója,
Sój. sf. Posta (di stalla).
I Sté'
al so. Star su, Alzarsi j (F.) Stare
potere. (Dal latino solum, «suolo»).
I Mètar so. Montare, Mettere insieme Sóifan, sm. Zolfo.
le varie parti | Allestire | Indossare. (Lat. med. solfanus, GLE).
Sóifna, sf. Zolfo.
I De' so. Interloquire.
I Di' so. Dimmi... 1 De' la sòifna, Dare lo zolfo (alle
I Tire' so. Tirar su. Sollevare. viti).
Sóbi, sm. Subbio, Involgitelo del te-
laio da tessere. PI.Sójg,
Sùig. sm. Solco.
I §gargàn de sóbi, Incanalatura del Sòl, sm. Sole.
subbio I Càna de s., Verguccia del s. PI. Sul.
I Pirulé' e' sobi, Far girare il subbio. I E' spónta e' sòl, Spunta il sole.
(Lat. insubulum, DEI; Lat. med. su- I E' cala e' sol, Cala il sole.
bium, GLE).
Sóbit, avv. Sùbito, Tosto. I De cànt che nè§ e' sol, Dalla parte
dove spunta il sole.
PI.Sòd,
Sud. agg. Sodo ; Incolto ' Duro. I De cànt
dove muorecheil mòr
sole. e' sòl. Dalla parte
F. Sòda
I De cànt de sol, A solatio.
PI. F. Sòdi.
I Sòl aglion. Solleone.
j Bas-cia sòda. Bestia tenuta o lascia- I Ave' dia roba a e' sol. Possedere
ta soda.
qualcosa.
I Tné' sòd. Tener fermo. Tener stretto. I L'alvéda de sol, La levata del sole.
(Lat. med. saudus, terreno incolto.
GLE). ; Int l'andé' ?ó de sòl. Al calar del
sole.
Sòda, sf. Soda, Soda caustica.
1 Colp 'd sòl, Insolazione.
SOL 423 SORG

[ Se il e'sole
sòl vae' giù
va ?ó insaché piove.
e' piòv. Sópialodal, sm. (Alla lettera: Soffial-
Se insaccato, lodole). Vento gelido. Sizza.
I Sòl galané, Sole annebbiato. Sora, sf. Suora, Monaca.
§51, agg. Solo. Che non ha nessuno. PI. Sòr.
PI. Sul Sòra, avv. o pr. Sopra.
F. Sóla
{ 'D sòra, Di sopra.
PI. F. Sóli. I Féss sòra a un cvèl, Por mente a
Sol, avv. Solo, Soltanto, Solamente. una cosa [ Rendersi conto di una cosa,
Sola, sf. Suola. Parte inferiore della i Sté' sòra al j òvar. Sorvegliare gli
scarpa | Cuoio per suole. operai.
PI. Sòl. I Avnì' sòra a l'acva, Venire a galla.
(Lat. med. sola, GLE). ! Sté' sòr' acva, Stare a galla.
Solamént, avv. Soltanto, Solo, Sola- (It. ant. sora, sopra. Novellino).
mente. Soranóm, sm. Soprannome, Nomi-
Sold, sm. Soldo.
PI. Suld. PI. Soranóm.
gnolo.
Sòlìt, agg. Solito, Consueto, Abitua- j A proposito di certi sopranomi di
le. Romagna il De Nardis ricorda il se-
PI. Sólit guente aneddoto: A Forlì, ai tempi del
F. Sòlita papa, la sentinella del « maschio » ve-
PI. F. Sòliti.
de passare un'ombra per la strada e
Sòma, sf. Cottimo. dice: Alt! Chi va là?, e la risposta è:
j Somma, Addizione. L'è caghéda 'd vaca eh' u s' va a ca.
La sentinella si crede derisa e spara.
I Tu' voro
una cottimo.
lavòr a sòma. Prendere un la-
La mattina seguente trovano sulla stra-
I In sòma, Insomma. da il corpo insanguinato del povero
Són, sm. Sonno. « cacata di vacca ».
PI. Són Sorb, sm. Sorbo, Con questo nome
I Són griv, Sonno pesante. si indica tanto il sorbo pero (s. dome-
I Sòn al?ìr, Sonno leggero. stica piriformis) quanto il sorbo me-
lo (s. domestica maliformis.
I Sòn de gal, Sonno del gallo (bre- PI. Surb.
ve e leggero).
Sorba, sf. Sorba, Frutto del sorbo.
I Casché' da e' són, Cascare dal sonno. PI. Sòrb.
eI Tra la vegia e e' són, Tra la veglia
il sormo. (Lat. med. sorba, GLE).
Ave' pòc són, (F.) Essere sveglio di Sórd, sm., agg. Sordo.
mente. (Detto in tono canzonatorio). PI. Surd
Sòn, sm. Suono. F. Sórda
PI. Són. PI. F. Sórdi.
Sópa .sf. Zuppa. I Sòrd coma un cudér. Sordo come un
PI. Sop. portacote.
j Ande' a la sopa (Vedi Impajeda), i Sòrd coma una cmira, Sordo come
Andare al pranzo in onore della puer- un vomere [ Sórd coma un incò?an.
pera. Sordo come un'incudine.
Si racconta la storiella dei due sordi
«I Fé' dal sop.
far delle storieModo
». volgare per dire
che s'incontrarono e uno domandò:
I S' u n' è sópa l'è pan grate, Se non — Ind vèt? a vét a pè§? — e l'altro
è zuppa e pane grattugiato (per far rispose: — No, a vèg a pè§ — Ah,
la zuppa). — disse il primo — a d§eva t'andiva a
(Se non è come si dice, poco ri man-
ca). Sórg, sm. Topo, Sorcio Caccole del
pè§!
naso.
Sopì, sm. Soffio 'Alito. PI. Sorg.
PI. Sópi.
SORG 424 SPAD
PI. Sotaràn.
I Sórg da tera, Topo terragnolo o cam-
pagnolo o Arvicola. Solavi, avv. Sottovia. Sotto.
I Sórg da acva, Topo acquaiolo. D sotavì da fat, (Di sotto affatto),
Di sotto completamente.
I Fé' la morta de sórg, Far la morte Sotavita, sf. Sottovita. Sottoveste. < In
del topo (Morire schiacciato, Rimane-
re schiacciata. Perire dentro un buco). dum. femminile).
Sotavòsa, aw. Sottovoce.
I Fé' e' tir a sórg, Fare il tiro alla
fune. j Scorar sotavó§a, Parlare sottovoce.
Sórga, sf. Femmina di topo. Sotcóda, sm. Sottocoda, Sotto coda-
I Sorgo zuccherino. gnolo, Posolino.
I Fé' dia sórga. Coltivare sorgo. I (F.) Sottomesso (in senso dispre-
Sòrt, prt., agg. Sorto ] Venuto su giativo).
Scaturito | Nato. PI. Sotcóda.
PI. Surt Sótgòla, sm. Soggolo.
F. Sòrta Sotòcc, (Ad) avv. Di sottocchio. Sot-
PI. F. Sòrti tecchi.
(Da « Sòr?ar », Sorgere, ma si usa di più Sotpónt, sm. Sottopunto, Soppunto.
Avnì' so). j De' de sotpónt.
Sorta, sf. Sorte, Destino | Fine §ót§5ra, avv. Sottosopra, Sossopra.
Capitale | Qualità | Varietà, Specie. I Mètar sótsóra, Mettere sossopra ' Ca-
PI. Sòrt.
povolgere.
I Tire' a sòrta. Tirare a sorte. Sòvra^èja, sf. Sopracciglio.
Pi Sóvrazèj.
I Ognòn
suo l'à la su sòrta, Ognuno
destino. à il
Sòvrò§, sm. Esostosi. Escrescenza
I Ave' un bróta sòrta, Avere un brutto ossea I (F.) Abitudine.
destino, Pare una brutta fine. Só-?ó, sm. Via vai, Andirivieni.
I Magnèss la vera sòrta, Mangiarsi, Spac, sm. Spacco, Fentiture.
sciuparsi, rimetterci l'intero capitale, PI. Spéc.
cioè tutto. Spacadùra, sf. Spaccatura, Fenditura.
I D'ogni sòrta. D'ogni qualità. PI. Spacadùr.
I Tinte' la sòrta, Gettarsi allo sbara- Spacamuntàgna, nome m. Spacca-
glio. monti. Nome di un personaggio di una
fiaba i cui protagonisti sono: Macafèr
to.Sót sm. Asciutto I agg. Magro. Asciut-
(Ammaccaferro), §brànalión (Sbrana-
PI. §ót leoni), Spacamuntàgna.
F. §óta Spachèr, tr. Spaccare, Fendere.
PI. F. ^óti. Prt. Spaché
I Int e' sót. All'asciutto. F.
Soia, avv. di luogo, o prep. Sotto. PI. —— éda
è ':
I Féss sota, Farsi sotto. Farsi avanti. PI. F. — édi.
I Esar SQta a ón, 1^ Essere sotto a j Spaché' a me?, Spaccare in due.
uno; 2° Lavorare alle dipendenze di Spacòn, sm. Spaccone, Smargiasso.
uno. PI. Spacòn
F. — óna
I Mètar sóta ón; 1" Mettere sotto uno;
2° Incaricare uno (per l'espletamento PI. F. — óni.
di incombenze, o di pratiche). Spacunéda, sf. Spacconata.
I Sota téra, Sotto terra. Sotterra. PI. Spacunèdi.
I Sot'acva, Sott'acqua. Spadaréla, sf. Gladiolo dei eampi,
(Lat. subter). Pancacciòlo, Spadino.
Sotafója, aw. Sottomano. Di nascosto. (Gladiolus segetum).
PI. Spadarèl
j 'D sotafója, Di nascosto.
Sotaràna, sf. Sotterraneo | Scantina- Spadén, -sm. Spada corta, Spadino.
to IGalleria. PI. Spadén.
SPAD 425 SPAL

Spadéna, sf. (v. Spadén). Spalanchér, tr. Spalancare.


I In spadéna, (F.) In abito leggero, op- Prt. Spalanchè
pure senza giacca, col solo panciotto. PI. — è
Spadì, agg. Detto del dente che al- F. — éda
lega per essere venuto a contatto con PI. F. — édi.
frutta acerba, o sostanze acide. Que- Spalér, tr. Spanare. Guastare l'im-
sto aggettivo viene da « spada » attra- panatura Far
I più di sette punti e
verso l'idea di freddo, e ha subito col mezzo (nel gioco di « sette e mezzo »)
tempo una ulteriore mutazione di si- rfl. (Oltre ai sign. di cui sopra) Sfian-
gnif. Infatti il dial. ha ora, per dire carsi nello sforzo.
«dente ghiacciolo», « dént giazòl » (v. Prt. Spalè
spadir). PI. — è
Spadìr, tr. Allegare (i denti). Azione F. — éda
esercitata sui denti da frutta acerba, PI. F. — édi.
0 cose acide. Spalici, Aldo Spallicci.
Prt. Spadì Di questo grande poeta romagnolo v'è
PI. Spadì. una quartina che è tutta una sintesi del
1 La fruta sèrba la fa spadì' i dent, suo lavoro: E nénca me a j' ò buté
La frutta acerba allega i denti. una sménta / Sora una chérta bian-
Spadóna, (v. Pera). ca / Ch'la fiiurirà qua un de, par la mi
Spadulèr, sm. Spadolaro. zénta I Cun una gamba franca.
Viene dall'antico « spadulare », prosciu- L'opera di Spallicci sta al dialetto ro-
gare il padule. romagnolo, come l'opera dei Trecenti-
Il lat. med. ravennate ha spadolarium. sti sta alla lìngua italiana.
col significato di fossato e di tratture. Spalìra, sf. Spalliera. Parte di sedia,
Tali denominazioni restano legate alla poltrona, o banco, che serve d'appoggio
toponomastica delle Ville Unite in cui alla schiena | Disposizione dei rami di
si riscontra uno Spadolaro (fossato di una pianta fatta crescere con rami ver-
Bastia) e una Via Spadolaro (un vi- ticali e orizzontali a mo' di spalliera.
colo vicino a Gambellara).
I Fé' avnì' so a spalira, Far crescere
Spaghèt, sm. Spavento, paura. a spalliera.
Ivento.
Pa§é' un spaghèt, Provare uno spa- Spalitér, intr. Correre, andare velo-
cemente. Questo verbo deriva da «pela»
Spagnèra, sf. Erba medica | Medicaio. o « paleta » che indica la pala di una
PI. Spagnér. ruota a pale.
Spagnola, sf. Spagnola, Epidemia in- Spalmunèss, rfl. Sfiatarsi, Sgolarsi.
fluenzale che causò tanti lutti nel 1918. Prt. Spalmuné
Spagógn, agg. Selvatico, Che mal si PI. — è
accomoda alle voglie altrui. F. — éda
PI. Spagógn PI. F. — édi.
F. — a Spaltè, sf. Colpo di vanga.
PI. F. — i. (Da « palèt »).
Spala, sf. Spalla. Spalunér, tr. Spalare (la neve).
PI. Spai. (Da « Palòn », pala).
I Spala de pónt, Spalletta, Spalla del j Spaluné' la neva. Smuovere la neve
ponte. col «palone» (v. Palòn).
I Viulén 'd spala. Violino di spalla. (L'it. ha palare, smuovere con la pala.
I Tiréss int al spai, Alzare le spalle, Far V. A. Prati op. cit.).
spallucce. Spalutér, tr. Maneggiare, Palleggiare.
Spalanchè, agg., prt. (v. Spalanchèx). Prt. Spaluté
Spalanchéda, sf. Spalancata. PI. — è
F. — éda
[ De' una spalanchéda al pòrt e al fì-
nèstar, Spalancare le porte e le finestre. PI. F. — édi.
SPAM 426 SFAR

Spampané, agg., prt. (v. Spampanér). I Fat spapié. Più che maturo. Detto
Spampanécla, sf. Spampanata. di frutto che ha superato il giusto
I De' una spampanéda al vid, Togliere grado di maturazione ed è in procin-
i pampani superflui alle viti (Si dice to di decomporsi.
anche « E>é' una sfiuréda al vid » per Sparadòr, sm. Sparatore.
dire arieggiare). « Sparadòr » era colui che dava il via
Spampanér, tr. Spampanare. Toglie- allo sparo dei mortaretti nelle feste.
ri i pampini ( Si dice anche « sbrum- Sparàgn, sm. Risparmio.
blér ». Sparagnèr, tr. Risparmiare.
Prt. Spampané («Sparagnar» viene dall'it. ant. spara-
PI. — è
F. — éda gnare).
Prt. Sparagné
PI. F. — édl. PI. — è
Spampanéss, rfl. Sfiorire. Detto del F. — éda
fiore che lascia ricadere i petali, o che PI. F. — édi.
ha i petali cascanti | Avvizzire. Sparaguài, sm. Lo « sparaguato » era
Spana, sf. Spanna, Palmo. anticamente, (1500) a Ravenna, la guar-
PI. Spàn. dia di una « guaita », o parrocchia, del-
(Lat. med. spana, misura di lungh. la città (ve ne erano 12;, il quale aveva
GLE). il compito di far osservare i regola-
Spanci, sm. Spanna corta, Una span- menti ai cittadini, (v. Guèta). Rimane
na circa. ancora il modo di dire « fé' un cvèl 'd
PI. Spanèl. sparaguài » che significa fare una co-
Spanucér, intr. Scartocciare il grano- sa di nascosto, di soppiatto.
ne, Spannocchiare il granone per rica- Sparavìr, sm. Sparviere. Tavoletta
varne foglie o glume. quadrata di legno, con manico per di
Prt. Spanucè sotto, usata dai muratori per nettare
PI. Spanucè. o per portare mestolate di calce, ges-
F. — éda so, o cemento.
PI. F. — édi. PI. Sparavìr.
Spanuciadóra, sf. Colei che scartoc- (Dal lat. med. sparaverius, sperviero,
cia il granone. Sparmocchiatrice. (uccello). GLE).
PI. Spanuciadóri Sparcèr, tr. Sparecchiare.
I Ande' a spanuciadóra, Andare a Sparér, tr. Disimparare. (Poco usa-
far veglia con le spannocchiatrici. to IInveii d'imparé'
Spanuciadùr, sm. pi. I giovano che an- di imparare disimpara.e' spéra, Invece
davano a corteggiare le spannocchiatrici. Spargujèr, tr. Spargere, Disseminare.
Spanuciadùra, sf. Scartocciatura. Prt. Spargujé
Operazione dello scartocciare il gran- PI. —— éda
F. è
turco per ricavarne le glume da met-
tere nei pagliericci. PI. F. — édi.
Spanzé, sf. Spanciata. Mangiata a (Sec. XVII, « Sperguiar del gran. Spar-
pancia piena. gere del grano ». Aruch, op. cit.).
PI. Spande Sparir, int. Sparire, Scomparire.
I Fé' una spande, Fare una mangiata. PI.
Prt. — Spari
ì
Spanzéss, rfl. Spappolarsi la pancia.
(Normalmente è detto in senso figu- F. — ida
rato). PI. F. — idi.
Spaplèr, tr. Spappolare. Ridurre in Spama^éda, sf. Strapazzata I Scom-
poltiglia
mu§ a òn. I (F.)
Dire Spapié' un acvèl
una cosa uno,intalla
e' pigliata.
PI. Spamazédi.
papale. Sparna^ér, int. e tr. Starnazzare, Raz-
Prt. Spapié zolare Sparnazzare
! ' (F.) Strapazzare :
SFAR 427 SPAV

Scompigliare. I Giretto esplorativo, intenzionale, a-


Prt. Spamazé vente secondi fini.
PI. — è PI. Spa§igiót.
F. — éda Spatachéss, rfl. (F.) Sbellicarsi (per
PI. F. — édi. il troppo ridere).
Sparóifan, sm." Tramezza (della scar- I (F.) Spappolarsi come una patata.
pa). In questo v., usato in senso figurato,
PI. Sparùifan. c'è un richiamo alla natura della dorma
(Nel rav. del sec. XVI, lo .< sparulf » è detta anche « pataca » come si usa an-
che in altri dialetti. Ora « spatachéss »
«cit.).
l'orlo de' panni ». Aruch Aldo, op. è usato senza distinzione di sesso.
Sparpiané, sf. Colpo di perpignano. Spatagné, agg., prt. Spiaccicato, Ap-
(V. Parpiàn). piattito. Schiacciato. Piatto.
PI. Sparpiané. Nés spatagné. Naso spiaccicato.
Spartè, sm. Proposito disperato. PI. Spatagné
Spartida, sf. Scriminatura, Divisa, Spatagnèr, tr. Spiaccicare, Schiaccia-
Discriminatura dei capelli. re come ima focaccia.
Spartir, tr. Spartire, Ripartire, Par- Prt. Spatagné
tire IDividere in parti | Distribuire PI. — è
in parti uguali. F. — éda
Sparvérs, agg. Enorme. Fuori del co- PI. F. — édi.
mune. (Ravennate del sec. XVII, « squata-
PI. Sparvi rs gnar », schiacciare. Aruch A., op. cit.).
F. — èrsa §patà§, sm. Spinta, Urto.
PI. F. — èrsi. (Traslato di perverso). PI. ^patè§.
Spar?éna, sf. Funicella, Spata§ér, tr. Dare spintoni. Spingere.
pi. Spar?én. Urtare. (F.) Soppiantare. Dare lo sgam-
betto.
Sparzér, tr. Spareggiare, Sparigliare |
Scompagnare. Prt. Spata§é
Prt. Sparzé PI. — è
PI. — è F. — éda
F. — éda PI. F. — édi.
PI. F. — édi. Spata§ón, sm. Spintone, Urtone.
Spargerà, sf. Asparagiaia. PI. Spata§òn.
PI. Sparger. Spaté, prt. (V. Spatéss).
Spargine, sf. Fustigata, Colpo di fu- Spatèss, rfl. Rivalersi, Rifarsi, Far
nicella.
Spaf, sm. Spasso, Passeggio | Impasto Prt. Spaté
patta.
(V. Spasel). PI. — è
Spasègg, sm. Passeggio. P. — éda
I I spasègg, I viali ove si svolge il PI. F. — édi.
paseggio. Spavéld, sm. Spavaldo.
Spacci, sm. Quantità di pasta da pa- (Lat. med. spavaldus)
ne per fame una tiera. Quantità di Spavént, sm. Spavento, Paura
pasta da fame una sfoglia. PI. Spavént.
PI. Spa§èl. Spavintèr, tr. Spaventare, Far spa-
Spa§igér, int. Passeggiare. vento, paura.
I tr. Portare in giro. Prt. Spavinté
Prt. Spa^igé PI. — è
PI. — è F. — éda
F. — éda PI. F. — édi.
PI. F. — édi. Spavintò^. agg. Pauroso. Che si spa-
Spa§igiòt, sm. Giretto, Passeggiatina venta.
SPAV 428 SPEN
PI. Spavintù§ PI. Special
P. — ò§a P. — èia
PI. F. — 69Ì. PI. F. — èli
^paviré, agg. Non impagliato, o che Spèd, sm. Spiedo.
PI Spid.
h!i perduto il rivestimento. Svestito.
(Riferito a damigiana, fiasco e sedia). I Roba med.
int e'spedum).
.spèd, Roba allo spiedo.
PI. Spavirè (Lat.
P. — éda PI. Spèd.
PI. F. — édi. (V. Pavira). Speda, sf. Spada.
Spazadùra, sf. Spazzatura. j In speda, Senza mantello e senza
Spa^cda, sf. Spazzata. giacca.
PI. Spa^édi. (Lat. spatha). '
Spazaréna, sf. Spazzola. Spég, sm. Spago. Pilo spalmato di
cera o pece, usato dai calzolai.
PI. Spa|;arén.
Spa^arinèda, sf. Spazzolata. Spèja, sf. Spia. | Chi esplora, inve-
PI. Spa?;arinédi stiga per riferire ad altri | Informa-
Spazarinér, tr. Spazzolare. tore jDelatore.
Prt. Spajariné I Spèja de gvèran! ciapa la stré e va a
PI. — è l'inferan, Spia del governo! prendi la
P. — éda strada e va' all'inferno.
PI. P. — édi. Spèl, sm. Spillo.
PI. Spèl.
Spa^én, sm. Spazzino.
PI. Spazén. I Spèl d'or, Ranuncolo bulbosoranun-
(Ra-
nunculus bulbosus). Il comune
Spazér, tr. Spazzare. colo che si trova da maggio in poi
Prt. Spa^é limgo i fossati.
PI. — è Spela, sf Spilla.
P. — éda PI. Spèl.
PI. F. — édi. Spén, sm. Spino.
Spazili, sm. Spaccino, i Merciaiolo. PI. Spén.
Venditore ambulante di merce minu-
: Ciapé' un spén, (P.) Pigliare una
ta, di cianfrusaglie di poco valore. Que- malattia venerea.
sti venditori giravano con una cas-
settina a cavalletto, piena zeppa di col- \ Spén L.).
cosus di mòra. Rovo. (Robus fruti-
tellini, forbici, rasoi, gingilli per don- Spén burdón, Rovo.
ne, spille, anelli falsi, collane, ecc. : Spén marug. Marruca.
PI. Spa^ìn. ' Spén prugno!, Pruno.
Spèc, sm. Spicco, Risalto. Spén biànc, Biancospino.
] Fé' de spècc. Pare spicco. (Crataegus oxjacanta, C. monogyna).
Spèc, agg. Tolto, Preso, Levato, U- Spén arvid. Significa evidentemente
scito ] Raccolto dalla pianta. spino di campo (dal lat. arvum, campo) ;
PI. Spèc ma alcuni dicono sia il rovo e altri « la
F. — a mòra frégula », la mora fragola, cioè
PI. F. — i. il lampone che cresce ancora qua e là
Spècc, agg. Spiccio. per i campi.
PI. Spècc
P. Specia I Spén catharica).
mnus ^arvén, Spino cervino (Rha-
PI. P. — Speci.
Specialitè, sf. Specialità, Peculiarità. I Chi eh' semna spén a n' vega schélz.
Chi semina spini non vada scalzo, stia
PI. Specialitè. cioè preparato alle conseguenze.
Specialment, avv. Specialmente, In PI. Spén.
modo speciale. Particolarmente. Spéna, sf. Spina.
Speciél, agg. Speciale, Scelto. PI. Spén.
SPEN 429 SPIC

Spèndar, tr. Spendere. Spè§om, sm. Spasimo.


Prt. Spé§ PI. Spè§om.
PI. Spì§ Spèt, sm. Dispetto. Danno intenzio-
F. Sp€§a nale provocato da persona anonima
PI. F. Spè§i. a cose, o animali. Offesa gravissima
Spènt, agg. Spefito ; Scheletrico. Che Torto fatto per puntiglio.
PI. Spèt.
sembra uno scheletro, o che ha l'aspet-
to di un morto (per la magrezza).
PI. Spènt I Fé' spèt. Far dispetto.
Spèza, sf. Augnatura. Taglio obli-
F. — a quo, a becco di clarino, (v. Sbisla).
PI. F. — i. Spezi, sm. Specie, Impressione, Me-
L'è spènt! (F.) E' morto! (per la raviglia, Sorpresa ] Ribrezzo.
sua magrezza) . Speziòn, sm. Pertinenza, Competenza.
Sèc spènt, Secco sceletrico. Spianér, tr. Spianare \ Appianare |
Mégar spént. Magro come un cada- Sistemare.
vere. Prt. Spiane
Spénta, sf. Spinta PI. — è
PI. Spént. F. — éda
I « Spénta » è anche il vigore, la forza PI. F. — édi.
vegetativa di ima pianta.
I Spiane' al j' òv int e' panir. (Alla let-
tera: Sistemare le uova nel paniere).
I Ave' dia spénta, (F.) Avere del rigo-
glio. Con ciò si vuol significare « Sistema-
Spér, sm. Sparo ] Sparatoria. re le cose a modo » ; sia per scopi pa-
: L'è un spér!, (F.) E' una sparatoria! lesi che reconditi.
PI. Spér. Spianlè, sf. Ciabattata. Colpo di pia-
Spèra, sf. Spera (di sole, di luce) | nella, di ciabatta.
Spettro, Larva, Fantasma. PI. Spianlé
Pare' una spèra, Parere uno spet- Spianlèr, int. Ciabattare.
tro. Spianlèr, sm. Il ciabattare.
PI. Spèr
I Fé' de spianlèr. Acciabattare.
Si)€rs, agg., prt. Disperso. Spiànta, sf. Spianto, Rovina. Ridu-
PI. Spirs zione in povertà.
F. — a I E§arvina la spiànta dia ca. Essere la ro-
PI. F. — i. dia casa.
Spèr?, sm. Asparago. Spianté, agg. Spiantato. Ridotto in
PI. Spèr?. povertà | Che non ha alcuna profes-
Spè§, agg., prt. Speso. sione.
(V. Spèndar). PI. Spiantè.
§pè§, aw. Spesso, Di frequente. Spìa§è, sm. Dispiacere. Dolore mo-
Spè§a, avv. Dietro. rale. Afflizione.
PI. Spia§é.
I L'era spe§a l'ó§. Era dietro l'uscio.
I Gvardé' da spe§a, Guardare stando Spia§èr, intr. Dispiacere. Rincrescere
nascosto. Recar dispiacere.
Prt. Spia§ù
I Sté' spè§a a l'ójom, (F.) Stare dalla
parte del sicuro. Stare al riparo, PI. — ù
n dial. rav. del sec. XVII ha: « D' F. — uda
spessa al us » dietro alla porte (v. PI. F. — udi.
Gabbusio, Lessichetto). Spia^ù, prt. Dispiaciuto (v. Spiaijèr).
Bernardino Catti scrive; « Depesso a PI. Spia§ù.
un ós » dietro a un uscio, (v. Sonetto, Spià^, sm. Spiazzo, Spazio.
«Dimmi Barison...). PI. Spièz.
Spè§a, sf. Spesa. Spicànt, agg. Spicco. Che fa la frut-
PI. Spé§i. tua spicca | Spiccante.
SPIC 430
SPIN
PI. Spichént. lare (?). GLE).
Spicànta, agg. Spicca, Spiccona, Che SpigUifér, tr. Spiegazzare. Sgualcire.
si stacca dal nocciolo (Detto di pesche, Causar
Prt. Spiga^ pieghe, piegacce, a stoffa e carta.
prugne, albicocche) | Spiccante.
PI. Spicànti. PI. — é
F. — éda
Spicéss, rfl. Spicciarsi, Sbrigarsi |
Specchiarsi. PI. F. — édi.
Prt. Spicé Spighèr, tr. Spigolare | Spiegare, Di-
PI. — è stendere.
P. — éda Prt. Spighe
PI. F. — èdi. PI. — è
F. — éda
Spicèt, sm. Luminello. Barbaglio del-
lo specchio colpito dal sole | Specchiet- PI. F. — èdi.
to. Congegno a luminelli per addescare Spignér, tr. Levare i pignoli dalla pi-
le allodole | Specchietto.
Prt. F. Spignéda
I De' e' spicèt. Far luminello. gna.
PI. — édi.
Spichèr, tr. e intr. Staccare, Cogliere
dalla pianta | Sganciare ] Spigliare, Li- Spigné' la pegna. Liberare la pigna
berare dai lacci, dalle reti a tramaglio. dai pignoli.
I Far spicco. Spignéss,
d'obbligo. rfl. Disimpegnarsi, Cavarsi
I Spiché' e' VÓI, Prendere il volo.
Prt. Spiché Spigòt, sm. Viglia, Vigliuolo. Parte
PI. — è di spiga sfuggita alla trebbiatura.
P. — éda PI. Spigòt.
PI. F. — édi. Spìgiil, sm. Spigolo. Canto vivo dei
Spicìra, sf. Specchiera. Grande spec- corpi solidi.
chio. PI. Spìgul.
PI. Spicìr. Spigala, sf. Spigola o ragno.
Spiculadòr, sm. Speculatore, Che (Labrax lupus).
non fa nulla senza mirare al proprio PI. Spìgul.
tornaconto.
Spìgval d'àj, sm. Spicchio d'aglio.
PI. Spiculadùr Spìg^al dl'acva santa, sm. Pila del-
F. Spiculadóra l'acqua santa. Acquasantiera.
PI. F. Spiculadóra . Spijèda, sf. Spiata, Delazione. Accu-
Spiculér, tr. Indagare, Calcolare per sa segreta.
il sottile. PI. Spijédi.
Spicunèr, tr. Lavorare di piccone, Pic- Spijòn, sm. Spione.
conare. PI. Spijòn
Spifarér, tr. Spifferare, Spiattellare. F. — a / PI. F. — i.
Raccontare ciò che si è udito o veduto. Spijunàgg, sm. Spionaggio.
Spiga, sf. Spiga. Spilagéss, rfl. Buscarsi lo spillatico.
PI. Spig. Provvedere da sé al proprio minuto
I Castlèt dia spiga. Spighetta. mantenimento.
Spigadòra, sf. Spigolatrice. Prt. Spilagé
PI. Spigadóri. PI. — è
(Dal lat. med. spigator, spigolatore. F. — éda
GliE). PI. F. — édi.
Spigarola, sf. Orzo canino. Grano del- Spilàtic, sm. Spillatico.
le formiche. Spindòr, sm. Spendaccione.
PI. Spigaròl. PI. Spindùr
Spìgàz, sm. Spigolarne. F. — óra
PI. Spighe^. PI. F. — òri.
(Dal lat. med. spigadicium. lo spigo- Spinduglér intr. Spenzolare, Penzo-
SPIN 431 SPLU
lare. no le campane, la gente si bagnava
Spinduglòn, avv. Penzoloni. gli occhi con l'acqua che normalmente
Spinéz, sm. pi. Spinaci. si trova fra le foglie e il fusto. Ciò
(Lat. med. spinacium, spinacio). doveva preservare la vista.
Spinsiré, agg. Spensierato, Che non ] Spiòn róss, Cardo rosso (Carduus
ha pensieri. nutans).
PI. Spinsiré j Spiòn sumàr. Cardo asinino (Cirsium
F. — éda lanceolatum).
Pi. F. — édi. \ L'ha sintù l'udòr de spiòn. Ha senti-
Spintàcc, sm. Spaventacchio. Spa- to l'odore dello stoppione, (F.) Ha co-
ventapasseri. Fantoccio di panni vec- nosciuto la donna.
chi, pieno di paglia. Spìrit, sm. Alcool, Spirito. Prodotto
PI. Spintècc. di distillazione j Spirito, Spettro, Fan-
Il Mattioli traduce con « spantacchio » tasma.
che è la voce più prossima a « span- PI. Spirit.
tare », (sec. XVI), sbigottire, spaven- Spi§acèr, int, Spisciolare | Minge-
tare. re qua e là.
(Il ravennate del sec. XVII, ha « spin- Detto dei cani, dei gatti e dei bambini.
tachio. Spauracchio per uccelli » Aruch I tr. Sporcare di orina.
Aldo, op. cit.). Spisacèr, sm. Lo spisciolare | Orina
Spintacè, agg. Scarmigliato. dei bambini, dei cani e dei gatti spar-
PI. Spintacè sa qua e là.
F. — éda
§pi§èr,
Prt. Spi§é tr. Spesare, Mantenere.
PI. F. — édi.
Spintacér, tr. Scarmigliare. PI. — è
Prt. Spintacè F. — éda
PI. — è PI. F. — édi.
F. — éda Spiumbér, tr. Spiombare. Levare il
PI. F. — édi.
piombo, l'impiombatura.
Spintéda, sf. Scacciata, Cacciata. Spiumbèss, rfl. Inclinarsi, Piegarsi
[ De' una spintéda a i pòi. Dare una verso una parte.
scacciata ai polli, (v. Spintér). I Perdere la piombatura.
PI. Spintédi. Prt. Spiumbé
Spintér, tr. Cacciare, Scacciare, Man- PI. — è
dar via. F. — éda
Prt. Spinte PI. F. — édi.
PI. — è §piuvi?nèr, imp. Piovigginare.
P. — éda
I E' spiuvè?na, Pioviggina.
PI. P. — édi.
Spi^unèr, int. Piccionare. Amoreg-
(v. Spantare, alla voce «spintàcc»). giare, baciarsi come colombi.
Spintlòn, sm. Spintone, Urtone. Splè^, sm. Rimasuglio. Avanzaticcio,
PI. Spintlòn. Resto, Piccolo avanzo. Piccola quantità.
PI. Spie?;.
Fé' i spintlòn, Fare agli urtoni.
Spiòn, sm. Stoppione, Cardo selva- ^plìr, tr. Seppellire. Sotterrare.
tico. Prt. §plì
PI. Spiòn. PI. Splì
« Spiòn » è termine usato per tutti i P. — ìida
cardi selvatici. Lo stoppione è il cir- PI. F. — idi.
sium arvensis. Spluchèda. sf. Brucata.
I Spiòn de Signor, Scardaccione, Car- PI. Spluchédi.
do da cardajoli, C. dei lanajoli. (Dipsà- Spluchèr, tr. Brucare | Strappare sen-
cus fullònum). za garbo erba, fiori, foglie, virgulti.
S. de S. perchè, quando si scioglieva- Prt. Spluché /PI. — è
SPNA 432 SPRE
P. — éda PI. F. Sposti.
PI. F. — édi. Sprà,j, sm. Spiraglio. Luce che tra-
Spnàcc, sm. Pennacchio. Pannocchia pela da una fessura. (Come l'antico
di saggina, di canna, di cannuccia | francese « espirali »).
Mazzo della scopa | Ciuffo. i Riverbero. Luce riflessa Fascio di
PI. Spnècc. luce 1 Chiarore.
Spój, sm. Spoglio, Esame j Controllo PI. Sprèj.
di schede.
Sprajér, Intr. Raggiare. ( Deriva for-
PI. Spój. se da spera come « spereiare », usato
Spója, si. Sfoglia. Foglio di farina di da lacopone da Todi col significato di
grano, intrisa d'acqua e uova, per fare raggiare).
la pasta. Spranga, sf.. Spranga, Sbarra, Tra-
PI. Spój. versa.
Spòla, sf. Spola della macchina da PI. Spràng.
cucire. Per quella del telaio si usano (Longobardo spranga)
i termini « navèta » e « drugla ». Spranghér, tr. Sprangare. Chiudere,
PI. Spól. sbarrare con spranga.
Spóma, sm. Spuma j Schiuma o Spu- Prt. Spranghe
ma di mare | Magnesite j Sepiolite. Si- PI.
licato idrato di magnesio usato per F. —— éda è
far pipe e bocchini. PI. F. — édl.
Spónda, sf. Sponda. Spranghèta, sf. Spranghetta. La prima
PI. Spónd. delle traverse (normalmente tre) che
Spónga, sf. Spugna. uniscono gli staggi posteriore della se-
PI. Spóng. dia formando la spalliera.
(Lat. med. sponga, GLE; lat. spon- PI. Spranghèt.
gia ; rad. mediterranea sfong- « spu- Spraposit, sm. Sproposito.
gna »). PI. Sprapùsit.
Sporch, agg. Sporco, Sudicio. Spravèrs, agg. Enorme, Colossale.
PI. Spùxc (Traslato di Perverso).
F. Spòrca PI. Spravìrs
PI. F. Spòrchi. F. Spravèrsa
Spòrtla, sf. Sporta. PI. F. Spravèrsi.
PI. Spòrtal. (v. Sparvèrs).
(Lat. med. sporta).
Spré, agg., prt. Squattrinato | Dispe-
Spó§, sm. Sposo. rato Sperato
I (prt. di Spirér, sperare)
PI. Spu§
I Sperato
PI. Sprè (prt. di Sprér).
F. Spó§a
PI. F. Spó§i. F. Spréda
I O piòvar o nivé' la spò§a l'ha d'andé. PI. F. Sprédl.
(Fissata l'ora degli sponsali la sposa Sprègn, sm. Lamento, Lagnanza, (E'
deve partire. Se gli sposi si bagnano usato quasi sempre al plurale Sprégn.
tanto meglio! perchè: spu§ bagnè, spus Viene da « sprignulér », lagnarsi, lamen-
furtunè; sposi bagnati, sposi fortunati). tarsi.
e} Fat
saraie' visto.
spó§ e t' sarè vest, Fatti sposo I A n' vój slntì' tént sprègn, Non vo-
glio sentire tante lament-ele.
Alcuni ritengono che 11 detto continui Spréna, sf. Lattuga vlrosa, o vele-
con queste parole: « ... cun al còran»; nosa.
altri Invece ritengono che la conti- PI. Sprén.
nuazione sia: «...cun dia miseria». Sprénamòra, sf. Barba di becco.
Spòsi, prt. Disposto, Propenso. Sprèr, sm. Vespaio. Nido di vespe
PI. Spóst Favo.
F. Spòsta I Formazione di focolai con pus nel
SPRE 433 SPUL
larve della cicadella.
tessuto della pelle. Antrace. | De' ator-
na a un sprèr. Molestare un vespaio. Spudàce, sm. Sputacchio.
(F.) Sollevare un putiferio. PI. Spudècc.
PI. Sprir. Spudacér, int. e tr. Sputacchiare.
Sprèr, tr. Sperare. Guardare attra- Prt. Spudacé
verso la luce, o a una spera di luce PI. — è
F. — éda
Spré' al j' òv, Sperare le uova.
Prt. Spré PI. F. — édi.
PI. Spré Spudacér, sm. Lo sputacchiare.
F. Spréda Fé' de spudacér. Sputacchiare.
PI. F. Sprédi. Spudaciòn, sm. Sputacchione.
(Lat. med. sperare, esaminare. GLE). PI. Spudaciòn.
Spréss, rfl. Disperarsi. Spudacjùla, sf. Tialismo Abbondan-
Prt. Spré te salivazione.
PI. Spré PI. Spudaciul.
F. Spréda Spade, prt., agg. (V. Spudér).
PI. F. Sprédi 1 E§ar spudé, Essere sputato, uguale,
Sprignèr, tr. Sgravare, Dispregnare. identico.
Sprignulér, sm. (F.) Piagnucolio. Spudér, tr. e int. Sputare.
Lamentela continua. Prt. Spudé
Sprignulér, int. (F. ) Piagnucolare, PI. — è
Lagnarsi con insistenza. P. — éda
(Il ravennate del sec. XVII, ha « spre- PI. F. — édi.
gnolar » dolersi di qualche male. Aruch, (Lat. spuere e sputare, dalla rad. indo-
Op. Cit.).
europea spiu che contiene l'idea di
Sprignulón, sm. Brontolone j (F.) Pia- sputare).
gnucolone. Persona che si lagna di Spujpér, tr. Spolpare.
tutto. Spulé, prt., agg. Spulato. Pulito della
PI. Sprignulón pula. I (F.) Che ha perduto tutto al
F. Sprignulòna
PI. F. Sprignulòni. gioco.
PI. Spulé.
Spritéss, rfl. Spretarsi. (v. Spulér).
Prt. Sprité Spulèc, agg., prt., (Contrazione di
PI. Spritè Spuliché; v. Spulichér).
Sprón, sm. Sperone, Sprocco | Spro- Spoglio, Spogliato di soldi (o di figu-
ne.
rine, bottoni palline se si tratta di bam-
PI. Sprón. bini) per causa di perdita al gioco.
(Lat. med. sperone). PI. Spulèc
Sprufundér, intr., tr. Sprofondare, F. Spulèca
Inabissare. PI. F. Spulèchi.
Prt. Sprufundé Spulér. tr. Spulare. Togliere la pula.
PI. — è Prt. Spulé
P. — éda Prt. F. Spuléda.
PI. F. — édi. (Lat. med. Spulare. GLE).
Sprunér, tr. Spronare j (F.) Dolersi : Bsógna spulé' cvànd eh' e' tira e'
in modo risentito. vènt. Bisogna spulare quando tira il
Sprun^òla, sf. Spugnola, Spugnolo vento. (Bisogna fare le cose quando è
(Morchella esculenta). il momento propizio).
PI. Sprun?òl. Spulichér, tr. Spogliare, Spogliare
Spud, sm. Sputo, Saliva. dei soldi nel gioco.
PI. Spud. Prt. Spuliché
I Spud de eòe, Sputo del cuculo. Gru- PI. — è
mo di bollicine bianche emesse dalle F. — éda
SPUL 434 SPUR

PI. F. — édi. Spurbiéda, sf. Spolverata.


Spulicrèn, sm., agg. « Pulichino ». PI. Spurbiédi.
Schifiltoso. Molto esigente per la pulizia Spurbiér, tr. Spolverare.
delle vivande (Dall'antico policato, (sec. Prt. Spurbié
XIII ) ; dal lat. tardo pulicare, nettare, PI. — è
F. — éda
pulire).
« Persona linda ed accuratamente pu- PI. F. — édi.
lita, con un principio di affettazione »
S. Muratori. j Spurbié'
nare imo. la gabàna a òn, (F.) Basto-
PI. Spulicrèn Spurb.jìn, sm. Venditore ambulante
F. Spulicréna di polvere pirica.
PI. F. Spulicréni. PI. Spurbjin,
Spumànt, agg., sm. Spumante | Vi- Spurbión, snì. Terra di campo pol-
no spumante. verizzata, ma sempre granulosa. Polve-
PI. Spumént. rone.
Spumér, int. Spumeggiare. PI. Spurbión.
Prt. Spume Spurcación, sm.. Sudicione, Triviale,
PI. — è Porcaccione.
F. -— éda PI. Spurcación.
PI. F. — édi. F. Spurcacióna
Spundarola, sf. Sponderuola. Pialla PI. F. Spurcaciòni.
con il ferro sagomato. Spurchèr, tr. Sporcare. Insudiciare.
Spundén, sm. « Spondino ». Terraz- Prt. Spurché
ziere dotato di cognizioni di agrono- PI. — è
mia con particolare riferimento allo F. — éda
scolo delle acque. PI. F. — édi.
PI. Spundén. Spurchité, sf. Sporcizia.
Spungòn, sm. Spungone. Roccia del- (Più usato Schivité).
le nostre colline che si riscontra da
Spurghèr, tr. Spurgare. Ripulire fon-
Monte Castellacelo a Capocolle. « Sas-
so... composto di un grossolano impa- [Link]é
melmosi di corsi d'acqua.
sto di gusci di conchiglie marine ». PI. —— éda
é
E' attribuito al pliocene antico ( P. F.
Zangheri). (V. Sponga). PI. F. — édi.
Spungòs, agg. Spugnoso. (Lat. med. spurgare. GLE).
I Sas spungòs, Sasso spugnoso, poroso. Spuri, agg. Spaurito.
(V. Spungòn). PI. Spuri
Spuntér, tr. Spuntare, Rompere la F. Spurida.
pvmta I intr. Spuntare. Venire fuori, PI. F. Spuridi.
nascere (di erbe, piante, germogli) | Spurtel, sm. Sportello, Usciolo.
Sbucare. PI. Spurtèl.
Prt. Spunte (Lat. med. sportellum. GLE).
Spurtéla, sf. Porticciuola. (It. ant.
è'
FPI. —— éda portella, dal lat. tardo portella). Nel
PI. F. — édi. ravennate si usa ancora « spurtéla »
Spuntòn, sm.. Spuntone , Punteruolo per indicare una sbarra girevole messa
I Punta. di traverso a una strada privata.
PI. Spuntòn Spurtlàn, sm. Portinaio. Era il porti-
(Lat. spuntone. GLE). naio della città.
Spupulèr, tr. Divulgare, Par noto a I Hèit ba§é e' cui a e' spurtlàn?. Hai
tutti. Propalare. baciato il sedere al portinaio? (Questa
I Un cvèl spupulè, Una cosa nota a domanda veniva scherzosamente rivol-
tutti. ta al bambino che era andato per la
SPUS 435 SRIG
prima volta in citta). poca cura.
Spusadùr, sm. Posatoio. Piccola ta- ^radura, sf. Serratura.
vola fissa su cui possono salire le ana- PI. §radùr.
tre del « gioco », nella caccia in palude. (Dall'it. ant. seratura, sec. XIV. DEI).
PI. Spu§adùr. §ràj, sm. Serraglio, Recinto fatto
Spusalìzi, sm. SpKJsalizio. con un robusto steccato per tenerci la
PI. Spusalìzi. cavalla, o qualche vitello. Si ha quindi:
(Lat. sponsalicius). « e' sràj dia cavala », e « e' sraj di
Spu§é, prt., agg. Sposalo. videi ».
Spu§ér, tr. Sposare. PI. §rèj.
Spu§lìn, sm. Sposino. §ramazé, sf. Colpo di rama.
PI. Spu§rm PI. ^ramajé.
F. Spuslina $ramitéda, sf. Colpo di spranghetta
PI. F. Spu§lini. del saliscendi. Ticchettio del saliscendi.
Spusté, prt, agg. Spostato j Disoccu- PI. §ramitédi.
pato I(F.) Scervellato. §ramitér, tr. e intr. Scuotere, far
Spustèr, tr. Spostare, Cambiar di po- andare su e giù il saliscendi, la spran-
sto I Scomodare | Prendere l'avvio | ghetta del saliscendi.
Muovere | Smuovere. I bramite' intoma a la pòrta. Armeg-
Prt. Spusté giare al saliscendi.
PI. — è « Sramité' » viene da « rameta » che è la
F. — éda spranghetta del saliscendi.
PI. F. — édi. §randlér, tr. Arrandellare, Randella-
Squacér. (V. Scvacér). re, Scagliare con forza. Gettar via.
Squajér, tr. (V. Scvajér).
Squaquarér, (V. Scvacvarér). I Srandlé'
Prt. Srandlévi, Gettar via.
Squaquarós, (V. Scvacvaró§).
PI. — è
Squarcél, sm. (Scvarcèl). F. — èda
Squarcér, tr. (V. Scvarcér). PI. F. — édi.
Squédar, (V. Scvédar). $ra§unèr, intr. Sragionare, Ragionar
Squért, prt., agg. (V. Scvèrt). male.
Squèri, (V. Scvèsi). §ra?ér, intr. Tralignare.
Squèz, sm. (V. Scvèz). §réd, sm. Radura, Radere. Parte ra-
Squi^ér, tr. e intr. (V. Scvizér). da di terreno boscoso o erboso | Trat-
$radé, prt., agg. (V. Sradèr). to di filare mancante di alberi | Pun-
§radèda, sf. Diradamento, Diradatura. to più rado.
PI. §radédi. §rén, agg. Sereno. Usato anche come
§radèr, tr. Diradare. sostantivo ] Un bel §rén. Un bel sereno.
I rfl. Diradarsi | Divenir raro.
Prt. §radé I Fésstico hai^rén. Rasserenarsi.
« sirén »). (Il dial. an-
PI. — è Srénda, sf. Serranda. Porta o fine-
F. — èda stra.
PI. F. — édi. PI. Srèndi.
§radisér, tr. Sradicare, Estirpare, Di-
vellere Sbarbare.
I (Dal lat. med. seranda, chiusura. GLE")
Prt. §radi§é §rér, tr. Serrare, Chiudere, Racchiu-
dere, Rinchiudere.
PI. — è Prt. §ré
F. — èda PI. §rè
PI. F. — édi. F. $réda
§radi§èda, sf. Sradicamento, Sbarbi- PI. F. §rédi.
cata. (Lat. med. serare, chiudere. GLE).
PI. Sradi§édi. $ripulè, agg. Smodato, Sregolato.
^raddn, sm. Diradamento eseguito con PI. §rigulè
SRIN 436 STAG

P. — éda scrive « Per l'aia avevano gli antichi


PI. P. — édi. un interesse sommo di bene stabilirla
v^rinér, tr. Slombare, Direnare. per la battitura del grano ».
Prt. §rinè Stac, prt., agg. Staccato, Distaccato,
PI. — è Separato.
P. — éda (V. Stachérh
PI. F. — édi. Stac, sm. Spicco , Distacco.
$ri?nìr, tr. Srugginire. Dirugginire. lAvè' de stac, Avere dello spicco.
Prt. §ri?aiì Stacadòr, sm. « Staccatore ». Colui
PI. §ri?ni che stacca i cocomeri.
F. §ri?nida PI. Stacadùr.
PI. F. I§ri?mdi. Stachéda, sf. -Staccata, Raccolta fdi
J^rodan, sm. Acciarino. Perno che cocomeri e meloni) [ Colta.
passa verticalmente per l'estremità del PI. Stachédi.
perno della sala onde impedire l'uscita
della ruota. I 'D prèma stachéda, Di prima colta.
PI. §rùdan. Stachér, tr. Staccare ' Raccogliere
(frutta) ' Distaccare. Distanziare in
^ròdan, agg. Serotino, Tardivo, Che gare sportive.
matura tardi | Piantato fuori stagione. Prt. Staché e Stac
PI. §rùdan PI. Stachè e Stèc
F. ^ròdna F. Stachéda e Staca
PI. F. §ròdni. PI. F. Stachédi e Stachi.
§rubaeér, tr. Rubacchiare. Stadìra, sf. Stadera.
Stabi, sm. Stabbio, Letame | Conci- PI. Stadìr.
maia.
I Stanghèta dia stadira. Stilo.
PI. Stebi.
] Sègn dia stanghèta, Tacche della sta-
dera.
I Bu§a de stabi, Letamaio, Concimaia.
I Mèda de stabi. Mucchio del letame. I Mère, Marco, Romano, Peso.
Stabié, prt., agg. Concimato. Reso (Lat. med. staderia, OLE).
fertile mediante stabbio. Stafa, sf. Staffa.
Stabiéda, sf. Concimata con concime PI. Staf.
naturale, Letamazione. Stàgn, sm. Stagno (metallo),
PI. Stabiedi. i agg. Stagno. Che non lascia
l'acqua. passar
Stabièl, sm. pi. Stabbiali. « ...tutte
le radunanze de' bestiami... stabbiali Stagnadén, sm. Calderotto. Piccolo
s'appellano». Fr. Ginanni, Istoria...
delle Pinete di Ravenna. (V. Stagne).
paiolo.
Stabiér, tr. Stabbiare. Concimare con Stagnadùr, sm. Saldatoio. Arnese per
stabbio. saldare e stagnare.
Prt. Stabié PI. Stagnadùr.
PI. — é Stagnadùra, sf. Stagnatura.
F. — éda PI. Stagnadùr.
PI. F. — édi. Stagne, sf. Caldaia di rame per usi
Stablìdùra, sf. Intonaco, Intonaca- domestici. Così chiamata, probabilmen-
tura.
PI. Stablidùr. te, perchè nell'interno è rivestita di
stagno.
Stablir, tr. Intonacare. PI. Stagne.
Prt. Stablì (Lat. med. stagnata, recipiente di rame
PI. Stablì stagnato. GLE).
F. Stablida Stagnèda, sf. Stagnatura. Operazione
PI. F. Stablidi. praticata a recipienti di metallo per
(ItaJ. ant. stabilire, dal lat. stabilire, rivestirli internamente di stagno, o per
fissare). Il Gallizzioli (1810) in Op. Cit. otturar fori mediante stagno fuso; o
STAG 437 STAN

praticata, mediante immersione in ac- j Vósa stambréna. Voce chiara che si


qua o bagnatura, a vasi di legno sente a distanza.
(botti, tini, mastelli) per renderli sta- (Il dial. del secolo scorso aveva « stam-
gni. burér», suonare il tamburo).
PI. Stagnédi. Stamént, sm. Testamento.
Stagnér, tr. Stagnare. Rivestire con
stagno. Otturare con stagno. Saldare I Fé' stamént, Far testamento.
I La^é' det par stamént. Lasciar detto
con stagno | Stagnare. Rendere stagno. per testamento.
Rendere impermeabile all'acqua. PI. Stamént.
Prt. Stagne Stamela, sf. Calpestio | Scalpicio ]
PI. — è Pesta.
F. — éda
PI. F. — édi. I Impronte
mento fatto lasciate coi piedi
sul terreno molle, j Pesta-
o sul
Stagnili, sm. Stagnino, Stagnaio | coltivato. Calpestamento.
Calderaio. PI. Stame?,
PI. Stagnìn. (v. Stam?ér).
Stagnola, sf. Stagnola. Foglia di sta- Stàmp, sm. Stampo, Marchio, Im-
gno con cui si avvolgono pacchetti pronta 1Zimbello di legno, di paglia,
onde preservarli dalla umidità. 0 di latta.
Stajà?, sm. Ritaglio j Lardello (di PI. Stémp.
carne o di cuoio).
Stam?èr, tr. Pestare, Calpestare, Scal-
PI. Stajè?;.
Staja^èr, tr. Trinciare, Tagliuzzare, picciare.
Prt. Stam?é
Cincischiare. PI. — é
Prt. Staja^ P. — éda
PI. — è PI. F. — édi.
P. — éda (Jacopone ha « stampiando, calpestan-
PI. F. — édi. do». V. DEI).
Staja^èr, sm. Tritatura, Tritume. Stane, agg. Sinistro. | Di sinistra,
I Fé' Che sta a sinistra.
Stala,de [Link]^èr.
Stalla. Far del tritume.
PI. Sténc
PI. Stai. F. Stanca
(Lat. med. stalla). PI. F. Stanchi.
I U n' bsógna srè' la stala dop eh' j' (It. antico «stanco», detto del braccio
à rubé i bu. Non bisogna chiudere la e della mano sinistra; sec. XIII).
stalla dopo che anno rubato i buoi. 1 A man stanca, A mano sinistra, A
Stalàtic, sm. Stallaggio. sinistra.
PI. Stalétic.
Standèrom, sm. Stendardo | (Scherz.)
Stalèt, sm. Stalletto, Stabbiuolo. Spilungone.
PI. Stalèt. PI. Standèrom.
Stalìr, sm. Stalliere. Stanga, sf. Stanga | Palo | Staggio.
PI. Stalìr. PI. Stàng.
Staldn, sm. Ruffiano. Mezzano di me-
retricio. j Stàng dal rèd, Staggi delle reti.
(Dal lat. med. stalone, richiamo, zim- ! Stàng dia cariòla, Stanghe della car-
riola.
bello (per uccellare) cosi denominato (Lat. med. stanga).
perchè tenuto sul palo che era chiamato
stallone. V. GLE). Stangarèl. sm. Stangherello. Traver-
sino anteriore del fondo del biroccino.
Stambèc, sm. Stambecco.
PI. Stambèc. Stanghe, sf. Stangata. Colpo di stan-
ga | (F.) Batosta | Rifiuto amoroso.
Stambréna, agg. « Stamburina » Dal- PI. Stanghe.
l'it. antico (sec. XIV) stamburare, « suo- Stanghèr, tr. Punire fortemente (in
nare a distesa il tamburo». senso materiale o morale).
STAN 438 STEC

Prt. Stanghe Starluchér, intr. Risplendere, Lucci-


PI. — è care, Brillare come .stella.
F. — éda E>alla rad. indoeuropea ster-« astro ».
PI. F. — édi. (V. Stèla).
Stanghèta, sf. Stanghetta Legno mi- Starnùd, sm. Stemuto, Starnuto.
nuto IStilo, Braccio della stadera. PI. Starnùd.
PI. Stanghèt. Starnudìr, intr. Sternutire.
Stanghilòn, sm. Spilungone. Persona Star^éda, sf. Sterzata. Voltata di
alta e magra. sterzo.
PI. StanghlIón Starzér, intr. Voltare manovrando
F. Stanghilòna lo sterzo. Sterzare.
PI. F. Stanghiloni. Sta§ón, sf. Stagione | Tempo.
Stangiàna, sf. Standiana o Valle Stan- I Par la bòna sta§òn, Nella buona sta-
diana.
La bonifica di questa valle fu iniziata Ogni cvèl a la su sta§òn,
gione. Ogni cosa
nel 1919 e portata a compimento nel alla sua stagione.
1924-25.
Stangòn, sm. Stangone, Perticone. ] Fura 'd stasón, Fuori stagione.
Stamane, agg., prt. Stagionato | Ma-
PI. Stangòn. turo (V. Sta§unér).
Stànta, (o Stànta) nm. Settanta. Nu- §ta§unér, tr Stagionare. Si stagiona
mero di sette diecine. il legno, il formaggio, il vino, ecc.
Stanténa, sf. Settantina. Prt. Sta§uné
PI. Stantén.
PI. — è
Stantì, agg. Santio. F. — éda
PI. Stantì PI. F. — édi.
F. Stantida Statura, sf. Statura.
PI. F. Stantidi. PI. Statùr.
Stantiss, rfl. Perdere la fragranza,
la freschezza. Diventar stantio. I Slunghé'
rare il collola astatura a un pòi, (F.) Ti-
un pollo.
Prt. Stantì Stavulé, sf. Tavolata. Distesa di be-
PI. Stantì vande 0 commestibili su una tavola.
F. Stantida PI. Stavulé
PI. F. Stantidi. Staz, sm. Stazzo. Tratto asciutto in
Stardàcc, sm. Strillozzo | (F.) Ragaz- luogo paludoso. Dosso.
zina che comincia a dc^Tsi delle arie. PI. Ste?.
Stargiòn, sm. Maiale di 60-70 chilo- Negli stazzi stazionavano, all'aperto o
grammi. al chiuso, pecore e bestiame.
PI. Stargiòn. (Lat. med. stazzium, stazzo, GLE).
Stargòn, Stregone | Empirico, Ple- Sta?a, sf. Staggio, Regolo usato dal
botomo. muratore per fare gli spigoli.
PI. Stargòn. PI. Sta?.
Starle, ,sf. Cielo stellato.
PI. Starle. Sta?ol, sm. Stagginolo, Regolo da mu-
ratore.
(V. Stela). PI. Sta?ùl.
Starléna, sf. Sterlina. Sorta di mo- Ste, pron. dim. Questo.
neta inglese. PI. Sti
PI. Starlén. F. Sta
Starlòn 'd lélba (o Starldn 'd léjba), PI. F. Stai.
m. Stellone dell'alba. Lucifero, Stella (Lat. iste).
mattutina. Stella Diana, Stella del bo- Ste, prt. (v. Stér).
varo (Stèla buvaréna). Il Placucci (Op. Stèc, sm. Stecco, Fuscello.
Cit.) dice che una volta i contadini PI. Stèc.
la chiamavano anche Pirbórs I I stèc, Là legna minuta.
STEC 439 STEZ
Stèca, sf. Stecca. Stér, intr. Stare | Abitare.
PI. Stèc. Prt. Sté
Stècla, sf. Stecca per immobilizzare PI. — è
un arto. P. — èda
PI. Stècval. PI. F. — édi.
Stèja, sf. Stia, Gabbia per ingrassa- 'Stér, int. Aspettare, Attendere.
re i polli. (Contraz. dell'ant. dialettale « asptér »,
PI. Stèj. aspettare).
Stèla, sf. Stella. j Tnè' da 'sté', Aspettare; Attendere.
PI. St€l. Stér, sm. Staio. Antica misura di ca-
I Stèla da la còda, Cometa. pacità per aridi (1. 57,509. v. Amsur).
I Stèla buravéna o de buvér. Lucifero, PI. (f.) Stèra.
Venere mattutina,
j Sté' a e' ster. Stare alla pesa. Questo
(v. Starlón). modo di dire si usa ancora alla trebbia-
tura.
j E' chesca
una stella: ima muorestèla: e' mòr
imo). Tale ón (Cade
credenza Capei a ster, Cappello a larga tesa.
— dice il Placùcci (op. cit.) — era Quando si era concluso il matrimonio
dovuta al fatto che, una volta, si cre- della sorella maggiore, « e' brac » si
deva che alla nascita di im uomo sor- rivolgeva a quella che in ordine di età
gesse una stella. veniva dopo e diceva: « Adès la j' è eve-
Quando le stelle splendono in modo sta eh' la sélta in e' stér» (adesso è
eccezionale si dice che il tempo si gua- questa che salta nello staio ) ; ciò si-
serà. Questa credenza è ricordata an- gnificava che ora le trattative p>er il
che da G. Mengozzi in op. cit., ottava nuovo matrimonio interessavano lei.
76 : « Ma se poi troppo sfavillar li ve- (Lat. med. starium, GLE).
di, gli astri), / a guastarsi proclive il Stér, sm. Sterro, Lavoro di sterro,
tempo credi ». di riporto di terreno.
(Lat. stella, dalla rad. indoeuropea PI. Stér.
ster- « astro »). Stèrna, sf. Starna, Pernice cenericcia,
Stèma, sf. e sm. Stemma, Emblema. P. cenerognola.
PI. Stèm. PI. Stéran.
Stéma, sf. Stima, Fiducia | Conside- [Link]ér^,
Stir?. sm. Sterzo.
razioneEstimo.
I
[Link]è§,
Stè§ agg. Stesso, Medesimo.
I Ave' stéma a ón. Avere fiducia in uno.
IRitenere
Ave' stéma che....che.... Aver fiducia che.... F. — a
PI. Stém. PI. F. — i.
Steno, sm. Stinco, Tibia. [Link]è§,
Sti§ agg. Disteso. Steso.
PI. Sténc.
I agg. Stecchito, Rigido. F. — a
PI. Sténc. PI. P. — i.
F. Sténca (Dial. del sec. XVIII, « dstés »; P. San-
PI. F. Sténchi. toni, op. cit.).
Stèndar, tr. Stendere. Distendere | Sté§a, sf. Distesa, Estensione.
PI. Stè§i.
Spandere, Estendere | rfl. Oltre agli al-
tri significati, vale: Prolungarsi ] Al- I De' una sté.'ja, Cader disteso.
lungarsi. (It. ant., sec. XIV, «stesa»).
Prt. Stè§ Stèt, sm. Stato | Condizione, Istato.
PI. Sti§ PI. Stèt.
F. Ste§a ] Om 'd stét, Uomo di stato.
PI. F. Stè§i. Stétuva, sf. Statua.
I Stè§ coma un bisòn. Disteso come PI. Stétuv.
un biscione. Stèza, sf. Stizza, Rabbia j Stizza del
STI 440 STMA

pollo. Codone. tratto.


PI. Stèz. Stipulér, int. Stipulare.
Sti, sf. Stia. Gabbia per pollame e Stirér, tr. e intr. Stirare j rfl. Stirarsi
conigli. le membra, Sciogliersi dal torpore.
PI. Sti. Prt. Stiré
(Lat. med. stia).
PI. — è
'Sii, sm. Vestito. F. — éda
PI. 'Sti. PI. F. — édi.
I 'Sti da fèsta, Vestito delle feste. Stirpa, sf. dispr. Genia.
Sticarin, sm. Fuscello. Stirpe, (V. Stirpir).
PI. Sticarin.
Stirpìr, tr. Estirpare, Estinguere, Di-
Stichét, sm. Steccato. struggere.
PI. Stichèt. Prt. Stirpi o Stirpe
(Lat. med. sticatum). PI. Stirpi o Stirpe
Sili, agg. Sottile | Esile. F. — ida o — éda
PI. Stil PI. F. — idi o — édi.
F. Stila
PI. F. Stili. (Lat. extirpare; lat. med. stirpare, to-
gliere gli sterpi. GLE).
I Caghé' 'd stil, (Alla lettera: Andar Stitér, Svezzare, Slattare, Spoppare.
di corpo sottile); (P.) Patir la fame, Sti Prt. Stité
racchiare la vita.
(Lat. subtilis). PI. — è
F. — éda
Stiòn, sm. Gabbione (per maiali). PI. F. — édi.
PI. Stión. (V. Teta).
Stimadòr, sm. Estimatore, Colui che Stlè, sm. Ridotto come uno stelo.
fa l'estimo.
PI. Stimadùr. ] Mégar stlé. Magro come imo stelo.
PI. Stlè.
Stimént, sm. Vestimento, Vestito.
(Lat. med. vestimentum). Stlìn (o Stlén), sm. Regolo, Fior-
rancino.
Stimèr, tr. Stimare | Reputare | Esti- PI. Stlìn (o Stlén).
mare, Valutare.
Prt. Stime Stlòncc, sm. Scheggia (di legno).
PI. Stlòncc.
PI. — è
F. — éda I Sec stlòncc. Secco come una scheg-
PI. F. — édi.
Stimprèr, tr. Stemperare. Togliere la (Dal lat. med. stellone, palo. GLE).
tempra (al ferro). I L'è mej a vdé' fé' di stronz che di
Prt. Stimpré gia.
stlòncc (Bagli). E' meglio veder fare
PI. -- è degli stronzi che delle schegge di legno.
F. — éda Perchè le schegge di legno possono sal-
PI. F. — édi. tare in un occhio.
Stinclì, agg., prt. Stecchito, Rigido. Stmàg, sm. Persona schifiltosa.
PI. Stinclì PI. Stmèg.
F. — ida
PI. F. — idi. Stmaghè, agg. e prt. Stomacato, Nau-
seato,
Stindéna, sf. Distesa. (v. Stmaghér).
PI. Stindén.
Stintér, intr. Stentare. Stmaghér, tr. Stomacare, Nauseare.
Prt. Stmaghé
I Stinte' a vnì' so. Stentare a crescere. PI. — è
Stipèt, sm. Stipo, Comodino. F. — éda
PI. Stipèt.
Stipulazión, sf. Stipulazione, Contrat- PI. F. — édi.
to, Obbligazione o promessa, per con- Stmagòs, agg. Stomachevole [ Schi-
STMA 441 STRA
filtoso (Detto di persona). PI. Stópid
PI. Stmagùs F. — ida
F. — òsa PI. F. — idi.
PI. F. — ó§i. Stòran, sm. Storno, Stornello.
Stmàna, sf. Settimana. PI. Stùran.
PI. Stmàn. Tira la rèd che pa§a i stùran. Questa
I Fra stmàna, Fra settimana. frase veniva detta ad alta voce, per
I La stmàna ch'à du sebat (La setti- ischerno, al passaggio di im prete.
mana che ha due sabati), Modo iro- Stòran marén o Stòran biànc, Stomo
nico per dire : « Mai ». roseo. (E' migratore).
Stmónga, sf. Alla lettera significa: Storia, sf. Storia. Narrazione di av-
Scomunica, ma ora vale solo : Irre- venimenti del passato j Storia, Scusa,
quietezza. Pretesto | Cosa inventata.
[ Ave' la stmònga adòs, (Avere la sco- Stòria eh' a n' fnè§ méj, Limga storia.
munica addosso). Essere in preda a una Strabég, sm. Strascico.
irrefrenabile irrequietezza. 'D strabég, Di strascico.
Stmunghè, agg. Scomunicato. Ora Strabialé, agg., prt. Rovesciato, Pe-
è usato nel senso di Irrequieto, In- stato.
demoniato, Che non sta mai fermo. Mo- (V. Strabialér).
lesto. Strabialèr, tr. Stribbiare, Strebbiare.
PI. Stmunghè Rovesciare e pestare erbe e messi.
F. — éda Prt. Strabialé
PI. F. — èdi. PI. — è
I Stmunghè cvànt de gèval, Molesto F. — éda
quanto il diavolo. PI. F. — édi.
Stóc, sm. Stucco. (Composizioni di (Da trebbiare, sec. XIV, battere il gra-
materie tenaci per lavori di muratura no).
0 di legno. Strabighér, tr. Strascinare. Trascina-
Stóf, agg. Stufo, Stanco. re con forza.
PI. Stóf Prt. Strabighé
F. Stófa PI. — e
PI. F. Stófi. P. — éda
Stómac, sf. Stomaco. PI. F. — édi.
PI. Stómac. (V. Arbighér).
Boca de stómac. Bocca dello stomaco. Strabigòn, sm. Accrescitivo di « stra-
bég ».
, Ma§é' e' stómac, Acconciare lo sto-
maco. Strac, agg. Stracco, Stanco.
PI. Stréc
1 Arvulté' e' stómac. Rivoltare lo sto-
maco. F. Straca
( Lat. stomachus, dal greco stoma, « a- PI. F. Strachi.
pertura, bocca»). j Pè5 strac. Pesce non più fresco.
Stópa, sf. Stoppa. I A marche strac, A mercato che volge
PI. Stop. alla fine.
I Man 'dstopa. ' Ciapé' a strac, Pigliare a stracco.
lasciano cadere (F.)
tutto).Mani di lolla (che Stràca, sf. Spallaccio Bretella.
(Lat. med. stopa, dal lat. stuppa). PI. Stàc.
Stópia, sf. Stoppia. Strachér, tr. Stancare, Affaticare. |
PI. Stópji. Fiaccare.
Prt. Straché
I Bru§é' al stópji, Fare il debbio nelle
stoppie. PI. — è
(Lat. med. stopia, DEI). F. — éda
Stópid, sm., agg. Stupido. PI. F. — édi.
STRA 442 STRA

Stracóna, sf. Strachezza, Stanchezza, PI. — è


F. — éda
Spossatezza fisica dovuta a sforzo con-
tinuato. PI. F. — édi.
PI. Stracòn. Strangulòn, sm. Actinomicosi.
Stradél, sm. Stradello, Stradella. Specie di [Link]. Gonfiore provocato
PI. Stradèl. da fungo che si riscontra alla bocca
(Lat. med. stradellum. GLE). e in altre parti del corpo dei bovini e
Stradér la sega, tr. Allicciare la sega. anche delle persone.
PI. Strangulòn.
I De' la stré o Fé' la stré al sèg, Al-
licciare le seghe. Strapu^óna, sf. Brenna, Cavalla da
^tradòn, sm. Stradone, Via Maestra. strapazzo | Detto anche di donna bra-
PI. §tradòn. va solo da far lavori pesanti.
Strapén, sm. Ronzino, Brenna.
I Stradòn
lia che va'ddaFénza, Forlì Tratto di via Emi-
a Faenza. PI. Strai>én.
Strafójal, sm. Trifoglio. Strapér, tr. Strappare I Togliere di
(Lat. trifolium). mano.
Stralunè, agg. Stralunato, Allucinato. Prt. Strapè
PI. Stralunè PI. — è
P. — éda F. — éda
PI. F. — édi. PI. F. — édi.
Stràm, sm. Strame. Stradari, sm. Strapazzo, Disagio.
PI. Strèm. Strascén, sm. Devastazione, Rovina,
(Lat. med. stramen). Danno incalcolabile.
Strambai, agg. Stambo, Stavagante. PI. Strascén.
PI. Strèmbal. ^tràscin, sm. Strapazzo.
F. Stràrnbla §trascinér, tr. Strapazzare, Trattar
PI. F. Stràmbli. male, Maltrattare, Sciupare.
Strambale, agg., prt. Strampalato, Prt. Strasciné
Stravagante | Spropositato. PI. — è
PI. Strambale F. — éda
F. — éda PI. F. — édi.
PI. P. — édi. Straseinòn, sm. Sciupone.
PI. Straseinòn
Strampalarì, sf. Strampaleria, Stra-
nezza, Sproposito. F. Strascinòna
PI. Strampalarì. PI. F. Strascinòni.
Straurdinéri, (V. Stravurdinéri).
I Pin 'd strampalarì. Pieno di spro-
positi. Stravané, prt., agg. Storto. Che non
Stramzé, agg. Intramezzato, Variato, segue la linea retta. Che non è tutto
Disuguale. piano (Detto di perni e tavole).
PI. Strambe PI. Stravané
F. — éda F. — éda
PI. F. — édi. PI. F. — édi.
Stramzèss, rfì. Crescere in modo di- Stravanéss, rfl. Torcersi, Piegarsi,
suguale. Detto di erbe e piante colti- (Detto di perni e tavole).
vate, e di animali della stessa nidiata. Stravìzi, sm. Stravizio, Stravizzo.
Strancalè, agg., prt. Sciancato. Disordine nel mangiare, nel bere, o in
PI. Strancalè altro.
F. — éda PI. Stravìzi.
PI. F. — édi. Stravolta, sf. Storta, Lussazione.
PI. Stravòlti.
I Ande' ad strancalòn, Camminare
rancando. ar-
Stravurdinéri, agg. Straordinario.
Strangulèr, tr. Strangolare. i sm. Lavoro straordinario.
Prt. Strangulé PI. Stravurdinéri
STRA 443 STRI
F. Stravurdinéria PI. Strén.
PI. F. Stravurdinérji. (Dal lat. stemere, distendere).
Stra^, sm. Straccio, Cencio, Bran- Nel ravennate, anticamente, erano chia-
dello. mate « strine » lunghe strisele di terra
PI. Strèz. emerse dalla palude.
I De' e' straz, Dai'e il cencio. Sirènga, sf. Stringa. Laccio di cuoio
(Lat. med. strazus, GLE). per scarpe | (F. ) Persona resistente
Straza, sf . Rafforzativo di « ra^a », alle fatiche.
razza, usato nelle esclamazioni. Signi- PI. Strèng.
fica specie, qualità, sorta. I Ad strènga, Tiglioso (V. Stringò§).
^ta^èr, sm. Cenciaiolo. (Lat. med. stringa, legaccio, GLE).
PI. Stra^ìr. Strènzar, tr. Stringere i Astringere.
F. Strazerà Prt. Strèt
PI. F. Stra^zèri. PI. Strèt
(Lat. med. stracerius, GLE). F. Strèta
Strazón, sm. Straccione, Pezzente. PI. F. Strèti.
PI. Strazòn Strépit, sm. pi. Mosse ] Contorsioni
F. Strazóna (di agonizzante).
PI. F. s'tra^óni. I Fé' tot i strèpit, (F.) Far tutte le
mosse possibili.
lo Straber,
straccio. tr. Allisciare l'intonaco con I Fé' i strépit dia mòrta, Dare i tratti.
Strè, sf. Strada | (F.) Cammino, Car- Strè^, sm. Treggia | Striscio | Rete
rieraApertura
I del taglio di una sega, a strascico.
PI. Stréf.
Ampiezza del taglio.
PI. Stré. Strè§la, sf. Striscia.
j Stré mòrta, Strada senza sfondo | PI. Stèsal.
Strada abbandonata. Strèt, sm. Stretto ] agg. Stretto |
I Stré drèta, Rettilineo. Attillato j Intimo.
Stré feréda, Ferrovia. j Parént strèt. Parente stretto;
I Stré »,'d ViaRoma, I Amicizia strèta. Amicizia stretta, in-
Roma Lattea.« Via che guida a tima.
I A mè?a stré, A metà strada. PI. Strèt
F. Strèta
I Fé' dia stré, Percorrere molte cani PI. F. Strèti
mino (in senso reale e figurato).
I A vèg par la mi stré, Io vado pei Strèta, sf. Stretta { Stringimento |
fatti miei. Stringitura.
(Lat. strata, via lastricata; lat. med. PI. Strèti.
strata, strada. GLE). Strid, sm. Strido, Strillo. Grido acu-
Strègia, sf. Striglia, Stregghia. to.
P;. Strègg. PI. Strid.
(Lat. med. strigia, GLE).
I A vet a lotu strido
prendere e' strid
del demaiale?).
pòrc? (Vai
Frasea
Strègn, agg. Irritabile. Sdegnoso,
Stravagante. scherzosa che si rivolge ai bambini
PI. Strègn che varmo a vedere uccidere ii maiale.
F. Strègna Stridar, int. Stridere, Strillare ' Ci-
PI. F. Strègni.
(Da stranio). Prt. Stidù.
golare.
Strègul, sm. Trefolo. Filo attorto di Strider, sm. Lo stridere II cigo-
cui si compone la fune. lare. Cigolio.
PI. Strìgul. Fé' de strider, Stridere (o cigolare)
Stréna, sf. Andana, Striscia di fieno, insistemente.
o di strame, falciato e pronto da am- Striga, sf. Strega (F.) Vecchia mal
mucchiare. vagia.
STRI 444
STRI
PI. Strig. estremità.
(Dal latino striga, da strix, civetta, di Prt. f. Striguléda
cui i Romani favoleggiavano che la PI. Strigulédi.
notte andasse a succhiare il sangue ai (V. Strégul).
bambini. Ancor oggi, di un bimbo Stringhér, tr. Picchiare, Menare, Bat-
pallido e gracile, si dice : « E' pé' dbu tere con violenza | (F.) Sparare, Ti-
dal stri» (par bevuto dalle streghe) rare con decisione | Fare, Agire, La-
pare cioè che le streghe gli succhino vorare con passione, con accanimento.
il sangue. Le nostre streghe volavano, Prt. Stringhe
facevano ogni sorta di malefizi, erano PI. — è
vecchie e avevano il naso scorticato. F. — èda
Si credeva che potessero entrare nel PI. F. — édi. .
corpo di animali, specie in quello dei Stringhér, intr. Essere tiglioso. Detto
rospi. Esse viaggiavano di notte nelle del legno e della carne.
ore dispari, da mezzanotte in poi. Si
I Stè lègn e' strenga, Questo legno è
davano convegno nei crocevia per re- tiglioso.
carsi poi a una specie di sabba ai Stringò^, agg. Tiglioso. Detto del le-
Sette Crociari, tra Bertinoro e Cesena. gno e della carne ; (F. ) Resistente
Per poterle vedere bisognava mettersi alla fatica (detto di persona) | Resisten-
in mezzo a un crocevia con la testa te come una stringa.
appoggiata fra i rebbi di una forca PI. Stringùs
e, al loro passare, dire : « Ben véga F. Stirngò§a
la barghè », ben vada la brigata ; a PI. F. Stringevi.
cui esse rispondevano : « Ben stega lo Strigual (V. Strìgval).
infurché », bene stia l'inforcato. Gra- Strìgrval, sm. pi. Budella di pecora
ve offesa era, ed è ancora, dire a una con membrana grassa.
vecchia : « Brota striga », brutta stre- (Traslato di Strigolo (sec. XVTI), o-
ga; o rivolgerle la cantilena infantile mento, rete intestinale ; forse da « in-
che dice: « Vècia bicoca, , fila la sto- triglum», grasso, Forlì (1364). GLE).
e' stupén, va so pr' e' ca- Strim?adùr, sm. Spremigrasso. Arne-
pa, /», fila
mén perchè questa era la formula se composto di due leve usato dal
usata per scacciare vma strega. Per norcino per spremere il grasso | Strin-
scongiurare il malefìzio, quando si ve- gi toio.
deva una vecchia ritenuta una strega, Strinzùra, sf. Strettura (seC; XIII),
si facevano le corna tenendo le mani
ben nascoste. Stringitura (sec. XIV).
Questa parola è in uso solo nel modo
Contro i malefizi delle streghe, o ma- avverbiale « ad strinzùra ».
liarde, si legava la coda ai buoi (G.
Mengozzi). ' Intré' ad strinzùra, Entrare con dif-
ficoltà, afatica, a stento.
Strigarì, sf. Stregheria, Stregoneria.
PI. Strigarì. Stri§adìna, sf. Strisciatina ■ Liscia-
Strignarì, sf. Lagnanza. tina 1 (F.) Piccola adulazione.
PI. Strignarì. PI. Stri§adìn.
Strignér, tr. Urtare, Disgustare, Im- ^triscéda, sf. Strisciata, Strisciamen-
permalire, Indispettire, Recar dolore. to ]Volo radente ] (F.) Adulazione.
Prt. Strigné PI. §tri§cèdi.
PI. — è §tri§cér, tr. e intr. Strisciare | Alli-
F. — èda sciareSfregare
I | Strascicare.
PI. F. — èdi. I Striscéss drì. Tirarsi dietro.
Strìgul, (V. Strìgval). Prt. Strisce
Striguléda (v. Striguléss). PI.
Striguléss, rfl. Svolgersi. Detto di F. —— èda
é
fune i cui tre foli si sciolgono alle
PI. F. —'édi.
STRI 445 STUC

Striscér, sm. Strisciamento. Atto e manac areEscogitare.


j
modo dello strisciare. Strofinio. Prt. Strulghé
Stri^òn, sm. Striscione | Str. di pro- PI. — è
F. — éda
scio. paganda Strisc.
I di traguardo | Stri-
PI. F. — édi.
PI. §tri§ón. Strunchèr, tr. Stroncare, Rompere,
Stròc, sm. Stòcco (solo nel senso di Spezzare, Fare a pezzi, Rompere stec-
stelo di erba medica da seme; strame chi con le mani | Superare una grave
di medica). malattia.
I Ronzino. Prt. Strunché
PI. Stróc. PI. — è
Stròlg, sm. Astrologo, Strologo. Ora F. — éda
significa solo Indovino, Chiromante. PI. F. — édi.
PI. Strólg Struncón, sm. Mozzicone di stelo
F. Stròlga stroncato o falciato, di medica, grano,
PI. F. Stròlghi. canna, canapa, ecc. Troncone | Bor-
I Mura e' stròlg, "Crepi l'astrologo. done. Spuntone delle prime penne de-
Stròlga, si. Strologa, Indovina, Chi- gli uccelli.
romante, Cartomante | Fatucchiera (in PI. Struncón.
senso dispregiativo). Strupà^, sm. Piccolo arbusto. Ster-
PI. Stròlghi.
Stròpal, sm. Strofinaccio. PI. Strupè^.
PI. Strópal. « Strupàz » è il peggiorativo del dial.
I Stròpal dal vé§, Strofinaccio delle «[Link]òpla » con un significato suo pro-
stoviglie.
Strópi, sm., agg. Storpio. Strupéda, sf. Pulita, Nettata
prio.
PI. Strópi PI. Strupédi.
F. Strópia Strupér, tr. Pulire, Nettare.
PI. F. Strópji. Prt. Strupé
Stròpla, sf. Stroppa, Stroppia. Ritor- PI. — è
ta delle fascine. F. — éda
PI. Stròpal. PI. F. - édi.
(V. Ardòta). Strupiér, tr. Storpiare, Azzoppare,
(Lat. med. stropa, legaccio, GLE). Prt. Strupié
Strosci, sm. Irritazione della pelle PI. — è
causata da sfregamento | Sciupio. F. — éda
Strosciasvèrna (V. strusciér e sver- PI. F — édi.
na). Nomignolo che significa « persona Strusciér, tr. Strusciare, Logorare ]
che consuma nutrimento senza produr- Sciupare | Dissipare.
re o rendersi utile ». Svemaccia. Prt. Struscié
Strufacc, sm. Strufàzzolo, Batufolo PI. — è
di brandelli di stoffa, di stoppa. Struf- F. — éda
fo. PI. F. — édi.
PI. Strufècc. Struscion, sm. Struscione (da stru-
Stnifìgnè, agg., prt. Gualcito (V. sciare, sec. XIII, XV) I Scempione, Dis-
Strufignèr). sipatore.
Strufignér, tr. Gualcire, Sgualcire. PI. Struscion
Prt. Strufigné F. Struscióna
PI. — è PI. F. Struscioni.
F. — éda Struvlinèr, intr. Trivellare. Succhiel-
PI. F. — édi. lare senza garbo, senza metodo.
Strulghér, tr., intr. Strologare, Pre- Prt. StruvUné
dire il futuro Indovinare 1 (F.) Al- Stuchè, sf. Stoccata. 1 Tire 'd stuché.
STUC 446
STUR

Tirare di stoccata. In venatoria signi- Stupà^, sm. Stoppaccio. Batuffolo di


fica sparare al selvatica nell'attimo in stoppa usato come borra per pressare
cui si scorge. la polvere
PI. Stupé^. nei fucili ad avancarica.
Stuchér, tr. Stuccare. Dare lo stucco.
Studéiit, sm. Studente. Stupén, sm. Stoppino, Lucignolo.
PI. Studént
I Stupén dia loma. Lucignolo o Stop-
F. Studénta. pino della lucerna.
PI. F. Studènti.
I Stupén dia candela, Lucignolo o Stop-
Stùdi, sm. Studio. pino della candela.
PI. Stùdi.
I Stupén de lóm, Calza.
Stufa, (V. Stuva). (Lat. med. stupinus).
Stufarola, si. Tegame di terracotta Stura, sf. Stuoia.
PI. Stur.
per cuocere
noiosa. lo stufato ' (F.) Persona
(Lat. med. stora, dal lat. storca).
PI. Stufaròl. Sturb, sm. Turbamento, Cordoglio,
Stufe, sm. Stufato. Pianto funebre. « Alla, fine del Sette-
Misto di carne, patate, finocchio o cento, fra ifc classi rurali, in Roma-
sedano, cotto nel brodo a fuoco lento. gna, il pianto funebre, a onta delle
PI. Stufe. proibizioni civili ed ecclesiastiche, ri-
Stufar, tr. Stufare, Annoiare, Tedia- petute per secoli e secoli, sopravvive-
re j Scocciare, Seccare. va» P. Toschi.
Prt. Stufe e Stóf Questa usanza si mantenne, in tono più
PI. Stufe e Stóf limitato, fino al primi di questo secolo
F. Stuféda e Stòla e si può dire che non è ancora del
PI. F. Stufédi e Stófi. tutto scomparsa. Non vi sono più le
Stugèr, tr. Studiare j Escogitare. prefiche, ma si sente, nel gran pianto
Prt. Stugé delle parenti, accennare alle grandi
PI. — è virtù dello scomparso. (Forse dal lat.
F. — éda turbare, « commuovere »).
PI. F. — édi.
Stuglè, agg., prt. <v. Stuglér). I L'ora
del de sturb
dolore la vén
viene per par tot, L'ora
tutti.
Stuglér, tr. Coricare, Sdraiare. Sturb, sm. Disturbo.
Prt. Stulghé Sturbadòr, sm. Disturbatore.
PI. — è PI. Sturbadùr
F. — éda F. Sturbadóra
PI. F. — édi. PI. F. Sturbadóri.
I Gran stuglè, Grano allettato. Sturbé, agg., prt. Turbato, Addolora-
Stulghè, prt., agg. (V. Stuglè). to, Dispiaciuto I Risentito [ Disturbato
Stulghér, tr. (V. Stuglér). PI. Sturbé
Stane, agg., prt. Stonato | Sbottonato. F. — éda
PI. Stunè PI. F. — édi.
F. — éda Sturbér, tr. Disturbare, Recare di-
PI. F. — édi. sturbo Contristare
I | Addolorare.
Stunér, int. Stonare | Sbottonare. Prt. Sturbé
Prt. Stuné PI. — è
PI. — è F. — éda
F. — éda PI. F. — édi.
PI. F. — édi. Stumela, sf. Stornello, Breve canto
Stupaciós, agg. Stopposo, Stoppaccio- popolare a tenzone. (Dal provenzale
so, Tiglioso. « estorn », tenzone poetica).
PI. Stupaciùs PI. Sturnèli.
F. Stupaciò§a
PI. F. Stupaciò§i. j Canté'
Sturiòn,[Link]èli. Cantar stornelli
Storione.
STUR 447 SUFI
(Lat. med. storione). F. — éda
Sturòl, sm. Stuoino da mettere da- PI. F. — édi.
vanti alle finestre. Sudéda, sf. Sudata.
PI. Sturùl. PI. Sudédi.
(V. Stura). Sudér, int. e tr. Sudare.
Stuva, sf. Stufa.
PI. Stuv. I Sudé' al set camìs. Sudare sette ca-
micie.
Su, agg., pronome. Suo, Sua Suoi, ! Di uno che abbia un gran caldo si
Sue. dice che U i suda la lèngva in bóca.
Prt. Sudé
I I su 'd lo, I genitori di lui; I su' 'd
li, I genitori di lei. PI. — è
F. — éda
I A ca'
renti). di su, A casa dei suoi (pa-
PI. F. — édi.
I Ave' ón da la su, Avere uno che tie- Sudòr, sm. Sudore.
ne dalla sua parte. PI. Sudùr.
I Sté' int la su, Star sulla sua. Sudisfaziòn, sf. Soddisfazione.
PI. Sudisfaziòn.
I Di' la su, Dir la sua opinione.
Subès, sm. Subisso.
[Link]è§,
Suè$. sm. Rombo (Bothus rhombus)
Gran quantità.
Sublimét, sm. Sublimato corrosivo. (Veneto soaso).
Sciolto in acqua veniva usato come Sufèstic, agg. Sofistico, Cavilloso,
disinfettante. Schizzinoso.
Sucéda, sf. Succhiata. PI. Sufèstic
PI. Sucédi. F. Sufèstlca
Sucér, tr. Succhiare. PI. F. Sufèstichi.
Prt. Sucé Sufèta, sf. Soffitta.
PI. — è PI. Sufèt.
F. — éda
I Bas 'd sufèta, (F.) Corto di compren-
donio.
PI. F. — édi.
Sucialèsta, sm. « Socialista ». E' un Sufìèr, intr. Soffiare [ Sbuffare j (F.)
ciprinide. Soffiare, Portar via.
Suciòn, sm. Succhione ; Risucchio | Prt. Sufié
Pollone I Saéppolo. Rimessiticcio del PI. — è
pedale della vite ] Prime remiganti F. — éda
e timoniere, così chiamate perchè, a- PI. F. — édi.
vendo il calamo ancor ricco di sangue,
si riteneva che fossero dei succhioni I Suflé' int al j'urècc a la ?énta, Soffiare
negli orecchi alla gente; cioè dire mal-
dannosi e venivano strappate j Livido. dicenze per sobillare; oppure istigare.
Succhio da bacio.
PI. Suciòn . i Sufié' int e' fug, (F.) SoiTiare nel
fuoco.
Sucité, sf. Società, Associazione.
PI. Sucité. Sufiér, sm. Soffiamento | Fé' de su-
fièr cun e' né?, Far nimore col naso
Sucórar, tr. Soccorrere. (per cattiva respirazione).
Prt. Sucórs Sufièt, sm. Soffietto. Solforatrice a
PI. Sucùrs mantice.
F. Sucòrsa I Mantice delle carrozze.
PI. F. Sucórsi.
j Piccolo mantice per il fuoco.
Sucórs, sm. Soccorso. PI. Sufièt.
PI. Sucurs. Sufiòt, sm. Piccolo soffio.
Sudarela, sf. Sudarella. PI. Sufiót.
PI. Sudarèl. Sufitèr, tr. Soffittare. Fare il soffitto
Sudè, agg. Sudato. Prt. Sufité
PI. Sudè PI. — è
SUFR 448 SUMA
F. — éda Salane, (V. Sulanéss).
PI. F. — édi. Suhinéda, sm. Soleggiata.
Sufrèt, sm. Soffritto. PI. Sulanèdi.
PI. Sufrèt. Sulanè.ss, rfl. Soleggiarsi, Assolarsi,
Sufrir, tr. Soffrire. Stendesi al sole.
Sug, sm. Succo. Prt. Sulané
Sugét, sm. Soggetto. PI. —— èda
è
PI. Sugèt. F.
Sughéla, sf. Cassetta situata sotto il PI. F. — édi.
plaustro sul legno che unisce la sala Sulatìn, sm. Solicello.
posteriore con la parte anteriore. PI. Sulatìn.
( Forse da un « subbiella », fem. di sub- Suldè, sm. Spldato.
PI. Suldè
biello, palo tondo, di cui il nostro «su-
ghéla » sarebbe un traslato riferentesi (Lat. med. soldatus, GLE).
a un accessorio). Sulén, sm. Solino.
PI. Sulén.
Sughér, tr. Asciugare, Prosciugare.
Prt. Sughé Sulér, sm. Solaio.
PI. — è Piano che fa da palco alla stanza inf.
F, — éda e da pavimento alla superiore | Sot-
PI. F. — édi. totetto.
Sugliév, sm. Sollievo. Aiuto. PI. Sulìr.
PI. Suglìv. (Lat. med. solarium, GLE).
Sugnér, tr. Sognare. Sulèta, sf. Suoletta ! Pianta del pie
Prt. Sugne de divenuta callosa.
PI. Sulèt.
PI. — è
F. — éda Sulèv, sm. Sollievo | agg. Soffice.
PI. F. — édi. PI. Sulìv
F. Suleva
Sugnér, sm. Sognerìa (Papini, Race. PI. F. Sulèva.
di gioventù).
Sùgval, sm. pi. Sugoli. Dolce di sugo Sulitéri, sm. Solitario, Gioco del so-
di mosto, bollito con pane grattugiato. litario agg.
I Solitario, Solo.
PI. Sulitéri
Sujàn, sm. Sogliano al Rubicone. P. Sulitéria
Dice Pio Macrelli: PI. F. Sulitérji.
« La tradizione narra come quivi si Sulivér, tr. Sollevare, Tirare in su.
inalzasse im tempio al sole venerato
] (F.) Aiutare, Soccorrere.
sotto il nome del dio Gian»^ -^ questo Prt. Sulivé
avrebbe dato il nome al luogo ». (La
pie, anno V, n. 1). PI. — é
F. — éda
Suifanel, sm. Zolfanello. Canapule PI. F. — édi.
sottile intinto da una parte nello zolfo
fuso e usato per accendere il fuoco. Sulijén, sm. (V. Sunzén)
Sumàr, sm. Somaro | Asino (F.)
I Cóp di suifanel (Coppo degli zolfa- Zuccone.
nelli murato accanto al focolare). PI. Sumér
PI. Suifanel. PI. F. Sumari.
Suifanéra, sf. Zolfatara, Solfatara. (Lat. med. sec. Ili, saumarius. bestia
PI. Suifanèr.
Sulàn, sm. Solatìo. Luogo esposto a da soma; 1335, somarius, asino. GLE").
mezzogiorno. I E' sumàr e' porta e' vén e e' bèv
l'acva. L'asino porta il vino e beve la
1 A e' sulàn, A solatio. acqua. (Si allude a chi s'affatica più
I Int e' sulàn, Dove batte il sole. per gli altri che per se). (Nardi).
Sulàn, sf. pi. Miopia | (F.) Traveg- ' Voja de sumar, (Vedi «voja»).,
gole. Sumarèda, sf. Asinata.
SUMA 449
SUSP
PI. Sumarédi. Surdòn, sm. Sordone. Specie di co-
Sumarìn, sm. Pulledro di asino. lombaccio molto grosso ritenuto com-
PI. Sumarìn. pletamente sordo.
Sunadór, sm. Suonatore. PI. Surdòn.
PI. Sunadùr. Surela, sf. Sorella.
i Bòna nota, sunadùr, Buona notte, PI. Suréli.
suonatori, (F.) E' terminata la festa. Suréna 'd vaia, sf. Pesciajola, Mergo
Sunàj, sm. Sonaglio. oca minore. Monaca bianca. Smergo
PI. Sunéj. bianco.
(Lat. med. sonalium. GLE). Surér, tr. (V. Asurér).
Siinajèr, sm. Suono di sonagliera o Surgarò!, agg. Topaiolo, Abile nel
di sonagli. pigliar topi.
PI. Sunajér. I Gat ben surgaròl. Gatto molto abile
Sunajéra, sf. Sonagliera. a catturar topi.
Sunàmbal, sm. Sonnambulo. PI. Surgarùl
Ande' in siinàmbal, Andare in son- F. Surgaròla
nambulo. PI. F. Surgaròli.
PI. Sunèmbal Surgaròla, sf. Trappola per topi.
F. Simàmbla Pr. Surgaròl.
PI. F. Sunàmbli. Surgatà^, sm. Topaccio.
Sunarén, sm. Sonarino (Così nei ver- PI. Surgatéz.
si del Ballo del Canto, riportato alla Surgatìn, sm. Topino, Topolino.
Nota 1 della 590 ottava, dell'opera ci- PI. Surgatìn.
tata di G. Mengozzi) | Suonatore. Surgatìn 'd camp. Arvicola.
PI. Sunarén. Surghér, int. Sorciare, Stridere a
Suné, sf. Sanata. Quanta roba sta topo.
in seno | Seno. Spazio fra il petto, la Verbo caduto completamente in disuso,
camicia e la cintura dei pantaloni. ma che una volta veniva [Link]
PI. Suné. adoperato come dimostra il detto an-
Sunéda, sf. Suonata. cora in uso :
PI. Sunédi.
« U n' sorga e mane e' miòla », Non
Sunér, tr. Suonare. sorcia e manco miagola; cioè non si
Sunlén (o Sunlin), sm. Sonnellino.
PI. Sunlén (o Sunlin). esprime né in un senso né nell'altro;
non si decide a prendere un atteggia-
Sutifén, sm. Canaletto di scolo della mento.
stalla. Solchetto, Cunetta.
(Da sulcinus, diminutivo di sulcus). [Link]ì§,
Suri? sm. Sorriso.
Super, tr. e int. Assorbire. Surnacér, int. Russare, Ronfare.
I La chèrta la sópa, La carta assorbe, Surnacèr, sm. Russamento ' Il rus-
s'imbeve. sare.
Superiora, sf. Superiora ' Médra su- Sumaciòn, sm. Russatore.
periora, Suora che regola e governa il PI. Surnación
convento. Superiora. F. Sumaciòna
Superstizión, sf. Superstizione. PI. F. Sumacióni.
Supiér, intr. Soffiare (nel fuoco per Survcgliànt, sm. Sorvegliante
accendere; nel lume per spegnere la
fiamma). Survegliér, tr. Sorvegliare. (E' più
dialettale Sté' sòra).
Supiòn, sm. Soffione (accrescitivo di Suspet, sm. Sospetto. Dubbio. DifT!-
Sópi). denza.
Supìra, sf. Zuppiera. PI. Suspèt.
PI. Supìr. I E^ar in suspèt, Essere in sospetto,
Surditè, sf. Sordità. Insospettirsi.
PI. Surdité.
SuspSt, agg. Sospetto, Dubbio. Equi-
SUSM 450 SVAL

voco, Non chiaro. Suvràn, sm. Sovrano, Re.


PI. Suspèt PI. Suvrén.
F. Suspeta Suviàn, sm. Sopranno. Bue che ha
PI. F. Suspèt i. più di un anno, che ha superato l'anno.
Suspìr, sm. Sospiro. PI. Suvrén.
PI. Suspìr. (Lat. med. sopranus, di oltre un anno,
Suspirér, int. e tr. Sospirare | (F.) riferito a vitello. GLE).
Desiderare. .^vaché, prt. (V. Svachéss).
Prt. Suspirè Il fem. « Svachéda » significa anche
PI. — è Depravata.
F. — éda J?vachéss, rfl. Svaccarsi (sec. XIV).
PI. F. — édi. Coricarsi a mo/ di vacca | Comportar-
Suspir5§, agg. Sospiroso. si da vacca.
PI. Suspirù§ Prt. Svaché
F. Suspirò§a PI. — è
PI. F. Suspiró§i. F. — éda
Suspitér, tr. e int. Sospettare, Dif- PI. F. — édi.
fidare, Dubitare. F. — éda
Prt. Suspité Svaghéss, rfl. Svagolarsi, Distrarsi.
PI. — è Ricrearsi.
F. — éda Prt. Svaghé
PI. F. — édi. PI.
Suspitòs, agg. Sospettoso, Diffidente. F. —— éda
è
PI. Suspitù§ PI. F. — édi.
F. Suspitò§a §vagliér, intr. Tracimare, Straripare
PI. F. Suspitósi. (di acque): Traboccare. Straboccare di
Sustànza, sf. Sostanza. liquido da recipiente troppo pieno.
I De' sustànza, Dar sostanza, Nutrire. I E' §vaglia e' paradis 'd burdèl, (iro-
Sustègn, sm. Sostegno. nico). La fortuna ha bussato a tutte
PI. Sustègn.
le porte | C'è abbondanza di tutto.
Sustintamént, sm. Nutrimento, So- §val, sm. Trasporto dalla valle alla
stentaménto Mantenimento.
I riva, o dal campo alla capitagna, alla
PI. Sustintamént. aia, alla strada.
Sustintér, tr. Sostentare. Nutrire, Ali- §valèda, sf. (V. Sval).
mentare bene. PI. Svalédi.
Prt. Sustinté
§valér, tr. L'Oudin, citato da A. Prati
PI. — è in Voc. Etim. Ital., riporta un Svallare
F. — éda col significato di « uscir dalla valle ».
PI. F. — édi. II nostro dialetto lo usa transitiva-
Sustnèr, tr. Sostenre. Affermare ' mente col significato di « Trasportare
Sorreggere | Favoreggiare. da Un luogo disagevole a un altro più
Prt. Sustnù comodo ». Questo v. è legato al lavoro
PI. Sustriù dei « vallaroli », « i valarùl », che con
F. Sustnuda barche e battelli portavano fuori della
PI. F. Sustnudi. palude canne ed erbe palustri.
Sustnù, prt. (V. Sustnèr). Ora i contadini dicono che « svallano »
I Sté' sustnù, Fare il sostenuto. le barbabietole quando dalle prese, o
Sutàna, sf. Sottana, Gonnella. campi, le trasportavano nelle carraie o
PI. Sutàn.
(Lat. med. sotana. GLE). nell'aia, per caricarle poi sui mezzi che
le porteranno agli zuccherifici, j (F.)
Sùvar, sm. Sughero. Superare una malattia.
PI. Sùvar. Prt. §valé
I Ciutùr 'd sùvar, Tappo di sughero.
PI. — è -
SVAL 451 SVAS
F. — éda PI. F. — édi.
PI. F. — édi. I E' pé' svamé 'd pula, (Pare che ab-
§vali§èr, tr. Svaligiare, Saccheggiare. bia trascorso l'inverno mangiando pu-
Frt. §vali§é la). E' detto in tono scherzoso.
PI. — è Questo modo di dire, rivolto a per-
F. — éda sone, è motivato dal fatto che una
PI. F. — édi. volta la sverna era scarsa e i conta-
§vanì, prt., agg. Svanito, Dileguato ] dini, spesso, eran costretti a dare per-
Svaporato. sino pula alle bestie, per cui queste
I Vén §vanì, Vino svaporato, svigorito. uscivan dall'inverno con la sola pelle
I Ov §vanì. Uovo svanito (detto di uovo sulle ossa e un brutto pelo arruffato.
a cui è morto il germe). (Lat. med. vernare, sec. XIII. GLE; e
PI. F. Svanìdi. svernare. DEI).
$vantà?, sm. Svantaggio, Disvantag- Svarscér, tr. Rovesciare.
gio. Prt. Svarscé
PI. §vantè?. PI. — é
^vapuréss, rfl. Svaporarsi, Evaporar- F. — éda
si (di spirito, e di essenze odorose). PI. F. — édi.
Prt. §vapuré («Svarscér» corrisponde al volgare an-
PI. — è tico « versare » col significato di rove-
F. — éda sciare, dal lat. versare. V. DEI).
PI. F. — édi. §vasèr, tr. Svasare. Cambiar di vaso
§vargugnér, tr. Svergognare, Far pro- j Togliere dal vaso.
var vergogna, Rimproverare pubblica- Prt. Svasé
mente. PI. — è
Prt. §vargugné F. — éda
PI. — è
F. — éda
PI. F. — édi.
Svariè, agg., prt. (V. Svarièr).
§variéda, sf. Sciorinata ] Aerata.
PI. Svariédi.
§variér, tr. Aerare, Dare aria; Scio-
ni). rinare, Stendere, spiegare all'aria (pan-
Prt. §varié
PI. — é
F. — éda
PI. F. — édi.
(Dal latino tardo exaurare, dare aria).
Svariòn, sm. Svarione, Strafalcione.
PI. Svariòn.
§varnàza, sm. Svernaccia. Fanullone.
PI. ^varnè^a.
(E' sinonimo di «strosciasverna »).
$vamér, intr. Svernare. Trascorrere
l'inverno | tr. Alimentare durante l'in-
verno §vamé'
I al bèsti cun di canèl.
Alimentare le bestie (d'inverno) con
canne palustri.
Prt. §vamè
PI. — è
F. — éda
SVEG 452 SVIG

PI. F. - édi. (ha vecchia piazza d'armi di Forlì).


§vég, sm. Svago | Distrazione j Diver- ^vìdar, sm. Nevischio. « Pioggia con-
timento. gelata che pare minutissima grandine.
PI. §vèg. Biondelli ».
J>vègg, prt., agg. Sveglio, Desto | Scal- \ E' piòv de svidar, Piove del nevischio.
tro.
PI. §vègg ] Giaifè 'd svidar, Freddo come nevi-
schio.
F. §vègia (Dal lat. vitreus, di vetro, vitreo).
PI. F. §vègi. §vidléda, agg. Degenerata f detto di
5>vélt, agg. Sveto, Agile ! Che è in donna). V. Svidlèss.
buona salute. Che sta bene. PI. §vidlédi.
PI. §vilt ^vidléss, rfl.^ Sgravarsi, Spregnarsi.
F. Svèlta Questo verbo non è mai usato in rife-
PI. F. §vèlti. rimento ad animali e precisamente a
I A la svèlta. Alla svelta, Ih fretta. mucche, ma solo per donne di mere-
§vèlti, (esortazione o comando). For- tricio, e in senso figurato.
za!, Su!, Via! §vigér, tr. Svegliare, Destare [ Scal-
$vérg, sm. Varco, Adito ! Spazio tra trire.
albero e albero di filare. Prt. §vigé o §vègg
PI. §vérg. PI. Svigè o Svègg
(Lat. med. svargum, varco, GLE). F. §vigéda o Svègia
Sverna, sf. Sverna. Foraggio che si PI. Svigédi o Svègi.
serba per nutrire il bestiame d'inver- §vigliachèr, intr. Imprecare, Bestem-
no. (V. Svarnèr). miare.
Svètla, sf. Bastonata. §viguré, agg., prt. Spettorato. Che
PI. §vètal. ha il petto nudo, scoperto.
Svèzar, sm. e agg. Svizzero. PI. Svigurè
PI. Svèzar. F. — éda
I Pré di Svèzar, Campo degli Svizzeri PI. F. — èdi.

iiiiiiiiiiiiiiiiiiiiSi
SVIG 453 SVUR

Sviguréss, rfl. Spettorarsi. PI. — è


§viltèza, sf. Sveltezza, Agilità, Pre- F. — éda
stezza. PI. F. — édi.
PI. Sviltèz.
Svujè, agg. Svogliato ] Abulico | Ir-
§vinciastré, sf. Vincigliata, Colpo di resoluto.
vinciglio, di vincastro. PI. §vujè
PI. §vinciasté. F. — éda
(Da « vinciàstar », vincastro). PI. F. — édi.
§\'inculér, tr. Svincolare. §vujér, tr. Svoigliare, Disamorare.
Prt. §vinculé Prt. (V. Svujé).
PI. — è §vùit, sm. Vuoto (della pancia).
F. — éda ! agg. Vuoto.
PI. F. — édi. PI. Svùit
§vinadùra, sf. Svinatura. F. Svilita
PI. §vinadùr. PI. F. §vùiti.
Svinèr, tr., int. Svinare. Spillare il §vuitér. tr. Svotare. Votare, Vuotare
vino nuovo dal tino.
recipienti.
Prt. §viné. Prt. §vuité
(Lat. med. svinare). PI. — è
§vintajér, tr. Sventolare. Agitare al F. — éda
vento j Far vento col ventaglio. PI. F. — édi.
Prt. S vinta jé
§vulazèr, int. Svalazzare.
PI. — è
F. — éda §vulazér, sm. Svolazzìo
PI. F. — édi. §vulatìv, sm. Volatico. Polvere di
farina che vola via dalla macinazione.
§vintrunér, tr. Sventrare. Aprire il (Lat. med. volaticus; vedi GLE alla
ventre. Sbudellare.
voce farinacium).
Prt. §vintruné
PI. — è ^vTilatlér, (V. §vulazér).
F. — éda $vulér, tr. Far svolare, Far volar
PI. F. — édi. via (in venatoria j (F.) Scoprire. ' Sve-
^vintulér, tr. Sventolare. Agitare a lare, Rivelare | Suscitare | Scoprire il
fuoco da sotto la « vola ».
vento j Ventilare.
Prt. Svintulé Prt. §vulé
FI. — è PI. — è
F. — éda
F. — éda
PI. F. — édi. PI. F. — édi.
§vintulér, sm. Sventolio. I Svulé' un visprér. Suscitare un ve-
§vitér, tr. Svettare, Cimare, Tagliare spaio IDissotterrare un vespaio.
la cima, la vetta ' Oltrepassare la vet- I Svulé' dal ciàcar. Suscitar dicerie,
ta. pettegolezzi, maldicenze.
! Svité' e furmintón, Cimare il granone 5ì»vultèda, sf. Voltata, Curva.
I Svité' una piòpa cun 'na sa§é, Pas- PI. §vultédi.
sar sopra la cima di un pioppo con $vultèr, tr. Rivoltare | Voltare.
una sassata.
§vulté' ón, Svoltare, far mutar pen-
Prt. Svité siero a una persona.
PI. — è Prt. §vulté
F. — éda PI. — è
PI. F. — édi. F. — éda
§vizè, prt., agg. (V. $vizér). PI. F. — édi.
$vi^ér, tr. Svezzare, Slattare i Disav- ^vurnida, sf. Schiarita della mente
vezzare, Disusare. annebbiata da intontimento o da sbor-
Prt. §vi?é nia.
SVUR SVUR
454
^o ir, li mente da annebbiamento.
, Déss una [Link]. ^ib^rarsi^a - ^^^^^^Zm
'tonti mento. da annebbiame nto della p^^-J^^^-
mente. , ^ ihprare dai F. ^vurnida
Svurnìr. tr. Scaltrire 1 liberare aai ^^^^nidi.
e, Schiarire
fumi dell'alcool. Snebbiar
455 TACH
T' pronome. Ti, Te. Tabarnàcval, sm. Tabernacolo.
Nei verbi è una ripetizione o un raf- PI. Tabamècval.
forzativo di « te », cioè tu. Tao, sm. Tacco.
PI. Tèe.
Es.: Te t' dì, Tu dici; Te t' ve. Tu (Vedi Baratac).
vai;
ti fa. Te t' tu. Tu prendi; U t' fa, Egli
Tacadè^, agg. Attaccaticcio j Appicci-
Tabàc, sm. Ragazzo. coso I(F.) Attaccalite.
PI. Tabèc PI. Tacadè^
F. Tabàca F. Tacadè^a
PI. F. Tabachi P. F. Tacadè^i.
( Traslato del veneto « tabacco », dal Tacagnè, (Vedi Intacagné).
lat. med. tabachus, cuoco nelle galee. TacagnSn, sm. Impiastricciamento.
Confronta « tabachus super gallono » Tacalìt, sm. Litigioso, Attaccabrighe.
(a. 1350, a Venezia), DEI; e « cum uno PI. Tacalìt.
tabacho prò dieta navi », GLE alla Tacapàn, sm. Attaccapanni.
voce « navis ». PI. Tacapèn.
Tabàc, sm. Tabacco j Pianta del ta- Tacer, intr. Tacciare, Accusare. In-
bacco. colpare.
Prt. Tace
I Una prè§a 'd tabac. Un pizzico di ta-
bacco da fiuto. PI. Tace
Tabachér, int. Fiutar tabacco. F. Tacéda
PI. F. Tacédi.
I tr. Tabaché' dia porbia, (F.) Fiutare,
respirare polvere. Tachèr, tr., int. Attaccare, Unire | Sal-
[ sm. Tabaccaio. dare (due cose).
Tabachira, sf. Tabacchiera. I Appiccicare | Saldare (di innesto).
PI. Tabachir. Attecchire | Appendere, Agganciare,
Tabàr, sm. Voce non più in uso. Ta- Sospendere | Principiare.
barro ; gabbano. Prt. Taché
PI. Tabèr. PI. — è
(Lat. med. tabarus, Bologna 1289; Il F. — éda
DEI, per questa voce, dice fra l'altro: PI. F. — édi.
« La toga, o mantello degli Etruschi, è I Tachè' fug a un pajér, Incendiare
indicata, da autori greci, col nome di im pagliaio.
te' benna, certamente adattamento di Tachèt, sm. Impiastriciamento. Su-
voce etrusca ». diciume.
Tabarnàcul, sm. (V. Tabarnàcval). ' Tachèt sota a e' né§, Impiastriccia-
TACH 456 TALE
mento di muco secco sotto il naso. Taja, sf. Dimensione Tipo, Specie
I Tachèt pèt a e' cui, Sporcizia di merda Misura , Taglia. Ave' lai taja dri. Es-
secca nel fondo dei pantaloni del bam- sere colpito da taglia.
PI. Taj.
bino che non si pulisce il sedere.
PI. Tachèt. Tajadél, sf. pi. Tagliatelle. «Creazio-
Tachèta, sf. Rivalità. ne di Mastro Zafirano bolognese, cuo-
PI. Tachèt. co dei Bentivoglio Signori di Bologna...
Tàcia, sf. Accusa, Nomea, Taccia. Apparvero la prima volta nel 1487 al
PI. Tace. banchetto dato da Giov. Bentivoglio
per le nozze del figlio con Lucrezia
I Ave' la tàcia de càn che magna i
poi. (Avere una cattiva nomea). d'Este» (Guido Ruata, La Pie, N. 1-2,
Tacòn, sm. Lòia, Sudiciume. a. XX).
PI. Tacòn. Cosi cantò un poeta :
Tafàgn, sf. pi. Zuffa per contendersi « Minestra che per gusto si convenne
una cosa. (Per questa parola pare sia dir ch'ogni sapor del mondo avanci.
avvenuto un cambiamento di una « g » Tagliatine de pasta e conditura
iniziale in una « t ». Scrive infatti Aruch da Zafìran trovate e sua fattura ».
Aldo in Op. Cit. « Gafiagna. Cioè quan- Tajadèl, sm. pi. Tagliolini.
do si getta danari o altro in occasione Sing. Tajadèl.
di allegrezza e la gente li piglia, si Tajafer, sm. Scalpello | Tagliuolo.
dice « far alla gaffagna »). PI. Tajafèr.
Tafagnèss, rfì. Azzuffarsi. Tajè, sm. Bassotta, (Gioco d'azzardo).
Tafagnòn, sm. Alterco, Rabbuffo, Zuf- ?;ughé' a tajè. Giocare alla bassetta.
fa. Tajè, sf. Tagliata di argine.
PI. Tafagnòn. (Lat. med. taiata, GLE).
Tafanéri, sm. dispregiativo. Sedere. I agg. Atto. Che ha attitudine.
Tafetà, sm. Taffettà. Tajér, tr. o rifì. Tagliare, Affettare,
(Lat. med. tafeta e taffetatum, GL.E). Fendere, Recidere | Mescolare, Taglia-
re vini.
Tàj, sm. Taglio. Recisione. Amputa- Prt. Tajé
zione.
PI. Tajè
Parte tagliente di un'arma o di un
attrezzo. F. Tajéda
I Taglio. Ferita, fenditura provocata PI. F. Tajédi.
da arma da taglio. | Incisione. (Lat. med. talare).
Taj 'd sti. Taglio di vestito. Tajìr, sm.. Tagliere, Tavoletta su cui
Scòla 'd taj, Scuola di taglio. la massaia taglia, pesta carne e ingre-
Sfalcio (di erba). dienti vari.
Tòt d'un taj, (F.) Tutti di una risma E§a de tajìr, Tagliere.
Tutti della stessa dimensione. PI. Tajìr.
De' un taj, (F. ) Porre termine. Met- (Lat. med. taierius, GLE).
ter fine. Tajol, sm. Tagliolo, Fettina di carne.
PI. Tajùl.
I Taj dia tèsta. Decapitazione.
I De' un taj a e' vén, Mescolare il vino Tajòla, sf. Tagliola, Trappola a scat-
con altro di diversa qualità. to che afferra animali.
I Vén da taj, Vino da taglio. [ Tajòla da pajèr. Ferro del pagliaio
I De' volta
im tajle carte.
al chèrt, Mischiare una per tagliar fieno e paglia.
sola PI. Tajòl.
I Taj de fén, Sfalcio, Taglio del fieno. Tajón. sm. Taglione.
j Prèm taj, Primo sfalcio; Sgónd taj, Così a Ravenna veniva chiamata una
Secondo sfalcio; Terz taj. Terzo sfal- tassa 0 imposta sui terreni o un pe-
cio ;Cvért taj. Quarto sfalcio. daggio per ponti e strade.
I Taj bòl§. Taglio ottuso. \ La lèz de tajòn. La legge del taglione.
PI. Tèj. Talèfan, sm. Telefono.
TALE 457 TARD

PI. Talìfan. ; Tape in ca. Chiuso, rintanato in casa.


Talént, sm. Talento, Ingegno. Tapèt, sm. Tappeto.
Talmént, avv. Talmente, Cosi', Tanto. PI. Tapìt.
Tamagnòn, sm. Zuffa, Rabbuffo. (Lat. med. tapedus).
PI. Tamagnòn. Tapizarì, sf. Tappezzeria.
(v. Tafàgn). - PI. Tapizarì.
Tamarénd, sm. Tamarindo. Tapi^ér, tr. Tappezzare.
Tamaré§, sm. Tamarisco. Prt. Tapizé
PI. Tamaris. PI. — è
(Lat. med. tamarisius). P. — éda
Tambucèt, sm. Bambinetto. PI. F. — édi.
( Deformazione di « bambuzèt » bam- Tapizìr, sm. Tappezziere.
bocceto). PI. Tapizìr.
PI. Tambucèt. Tarabùs, sm. Tarabuso, Trombetto,
Tambur, sm. Tamburo. Trombone, Sgarza stellare, Aghirone
PI. Tambur. stellare.
PI. Tarabùs.
1 Ande' vi' a tambur scurdé, Andare
via a tamburo scordato, (F.) Andarse- Tarabuséla, sf. Sgarza ciuffetto, Ciuf-
ne battuto, vinto, umiliato. Questo det- fetto.
to deriva da im antico uso di accom- PI. Tarabu§eli.
pagnare iferetri di illustri personaggi, Taramòt, sm. Terremoto.
col suono dei tamburi scordati, cioè PI. Taramót.
con le corde allentate. Il terr. più forte che abbia colpito la
Tampòn, sm. Tampone (per inumi- Romagna è stato quello del 1875. Un
dire timbri). testimone - Barico de ^óz - ha lasciato
PI. Tampón. questo detto : « E' cascheva al mei da
Tampunér, tr. Tamponare. la veta dl'anneri ». cadevano le mele
Prt. Tampuné da sopra l'armadio.
PI. — è Tarantéla, sf. Tarantella.
F. — èda Taràntla, sf. Tarantola [ (F.) Per-
PI. F. — édi. sona noiosa.
Tana, sf. Tana ] (F.) Covo. PI. Taràntal.
Tana 'd ?intàza. Covo di gentaccia. Tarapatlèr, sm. Parapiglia.
Tant, (o Tànt), agg. Tanto. PI. Tarapatlìr.
PI. Tént e Tènt Tarbiàn, sm. Trebbiano. Un vino
F. Tanta e Tanta bianco molto apprezzato.
PI. F. Tanti e Tanti.
\ Pan 'd gran e' vén tarbiàn, Pane
j avv. Tanto. di grano e vino di trebbiano.
I A un tànt de ?;ènt, A un tanto per j Tarbiàn da la flamba, Trebbiano dal-
cento. la fiamma. Di un biondo più carico
del comune.
II No'
Una tànt.
vòlta Non
tànt, molto.
Una volta tanto. (Lat. med. trebianum, GLE).
I D' igna tànt. Di tanto in tanto. Tardél, sm. Coàgulo ! Torbidezza.
Tap, sm. Tappo. Fa « e' tardél » il latte quando si rap-
j Cocchiume (di botte). prende in tanti grumetti nella confe-
j Colletto (di barbabietola). zione delle creme.
PI. Tép. Altrettanto si dice del solfato di rame,
Tapér, tr. Otturare ; Tamponare ! mescolato con calce, quando dà luogo a
Tappare, Chiudere. una torbidezza grumosa.
Prt. Tape Tardér, intr. Tardare, Far tardi.
PI. — è Prt. Tarde.
F. — éda Tardìv, agg. Tardivo. Che matura
PI. P. — édi. tardi I Lento a crescere ' Serotino.
TARD 458 TASE

PI. Tardìv (V. Amsur).


F. Tardiva Tarnadurét sm. Area (di campo).
PI. F. Tardivi Tamà^, .sm. Terreno argilloso.
PI. Tamè?.
Tardòt, avv. Piuttosto tardi.
Tardùra, sf. Minestra di pan trito Probabile traslato dell'it. antico terraz-
e uova. zo (Bologna, 1255), terriccio.
Tarèfa, sf. Tariffa. Tarnèz, sm. Terriccio.
PI. Tarèf. Tarón, sm. Terrone, Meridionale.
Tar zia, sf. Itterizia. PI. Tarón
F. Taróna
Tarlé, agg. Tarlato (di legno) j In- PI. F. Taròni.
tonchiato (di legumi) | Intarlato, In-
tignato. Tar§àcc, sm- (Corisponde a casac-
PI. Tarlè cio, ma si usa solo nel modo avverbiale
F. — éda «a tar§acc », a casaccio).
PI. F. — édi. Tarsènt, nm. Trecento, Tre volte
(Lat. med. tarlatus, GLE). cento.
Tarlér int. Fare i tarli, Intarlare. Tartà.ia, sm. Tartaglione.
Pn. Tarlé (Anche tiritaja).
PI. — è Tartajèr, intr. Tartagliare.
F. — éda Tarta§éda, sf. Tartassata.
PI. F. — édi. PI. Tarta§édi.
Tarlì§, sm. Traliccio. Tarta§ér, tr. Tartassare, Vessare.
PI. Tarlì§. Prt. Tartare
Tarmaréla sf. Tremito ] Tremarella. PI. — §
PI. Tarmarèl. F. — éda
Tarmarùla, sf. Tremito, Tremarella. PI. F. — édi.
PI. Tarmarùl. Tartófla sf. Tartufo, Trifola.
Tarmèr, int. Tremare. Ande' a tartofla. Cercar tartufi.
Tartuflèr, sm. Tartufaio, Trifolaio.
I Tarme'
re come unacoma verga. una foglia (F.) Trema- Cercatore di tartufi.
Tarmèr, tr. Tarmare. Tarzàna, sf. Febbre terzana. Febbre
Prt. Tarme malarica intermittente.
PI. — è Per g-uarire questa malattia si faceva
F. — éda passare il colpito, durante l'attacco di
PI. F. — édi. febbre, sotto una vite. Un altro rime-
(V. Térma).
dio marro
consisteva nell'appendere
al collo del febbicitante. un ra-
(Lat. med. tarmare, GLE).
Tarmòn, sm. Tremito, Brivido im- Tarzèr, sm. Compartecipante a ter-
provviso dovuto a paura, a freddo, a zeria. Terziario.
febbre o a causa nervosa. PI. Tarzèr.
PI. Tarmòn. (Lat. tertiarius, DEI).
( [Link] a « tremone » accresciti- [Link],
Tè§. sm. Tasso (animale).
vo dell'it. antico tremo).
Per questo brivido si sente dire : « U (Lat. med. taxus).
m'è pa§é la morta da sòra » mi è pas- I Ta§ bardàf. Tasso barbasso (P. Zan-
sata la morte da sopra. gheri); (v. Erba pr' al piég).
Tarrnurìr, sm. Tremitìo. Tremito con- [Link],
Ta?. sf. Tassa.
tinuo .
Tamadùra, sf. Tomatura. Misura I Fé' l'ignurànt par no' paghe' la ta§a,
agraria che varia da Cesena, a Forlì, (F.) Fare il tonto per convenienza.
a Ravenna e altrove. Quella ravennate (Lat. med. tansa, dazio). GLE).
è di mq. 3417. Ta§è, prt. Calmato | Taciuto.
PI. Tamadùr.
1 U s' è ta§é. Si è calmato 1 Ha smesso
TASE 459 TEGI

di fare chiasso, di gridare. once, larga 5 e mezzo e grossa una).


PI. Ta§è (Lat. med. tavella).
F. — éda Tavulàz, sm. Tavolaccio. Tavolato in-
PI. F. — édl. clinato del corpo di guardia, o delle pri-
Tafél, sm. Tassello.
Pezzetto di legno, di pietra, o di metal- PI. Tavulèz.
gioni.
lo, che si mette per riparare, risarcire, Tavulé, sf. (V. Stavulé).
riempire ! Pezzetto che si cava come Tavulén, sm. Tavolino.
saggio da formaggio, cocomero, ecc. PI. Tavulén.
Tessera di mosaico. Tavlón, sm. Tavellone. (Accrescitivo
PI. Ta§èl. di « Tavéla »).
(Lat med. tasellum). PI. Tavlón.
Ta§§r, tr. Tassare. Taza sf. Tazza.
Prt. Ta§é Cocchiume (di botte) con la parte su-
PI. — è periore incavata a mo' di tazza, da usar-
F. — éda si per coprire il foro superiore della
PI. F. — édi. • botte onde consentire la fuoriuscita del-
Tasi, sm. Tatto l'anidride carbonica.
PI. Taz
I Tasto.
PI. Test Tazùl (V. Ptazùl).
I A tast, A caso. Te* pron. Tu e Te.
Dim da te. Dammi del tu.
I A e' tast, Al tatto.
; Test sm. pi. Tasti (di istrumento). Druvé' e' te. Parlare col tu, Usare il tu.
Tuché' un tast, (F) Toccare una corda. Tèbia, sf. Trebbia, Trebbiatrice. Mac-
Tastér, tr. Tastare, Palpare. china per trebbiare
; Frugare, Perquisire, I Una volta « tebia » era l'aiata, cioè la
i (F.) Saggiare. quantità di biade o altre sementi prepa-
Prt. Tasté rate sull'aia per essere trebbiate col
Pi. — è correggiato.
P. — éda Tèce, sm. Ticchio. Tecca. Teccola,
PI. F. — édi. Piccola macchia.
PI. Tècc.
• Tasté' e' pois a òn, (F.) Saggiare le
possibilità finanziarie di uno. Tècc, agg. Tecchio (agg. dialet. an-
Tastira, sf. Tastiera. tico, XVII sec. Redi. DEI). Grosso,
PI. Tastìr.
Tastón, avv. Tentoni. pieno.
Gra§ tècc. Grasso tecchio. pieno.
Ande' a tastòn, Andar tentoni. Grasso quartato.
sm. Palpata. PI. Tècc
Tàtra, sf. Persona noiosa. F. Tècia
PI. Tàtar. PI. F. Tèci.
Tècia sf. Ticchio, Piccola macchia,
(Traslato dell'it. ant. tàttera corrispon-
dente a magagna, bagatella, minuzia). Tecca, Taccola.
Tavarnèr, sm. Oste [ Colui che ha PI. Tècc.
il compito di dar da bere agli operai Tèda, sf. Teda. Legno resinoso di pino
durante la trebbiatura. che veniva acceso con fiammifero, o alla
PI. Tavarnèr brace, e serviva per appiccare il fuoco.
(Lat. med. tabemarius, GLE). Veniva conservata in mazzetti di legnet-
Tavéla, sf. Tavella. Mattone piano da ti sulla mensola della cappa del camino
tetto. Tègia sf. Teglia o Testo (Pascoli).
PI. Tavèl Stoviglia di terracotta porosa, rotonda
E§ar in pian come tavéla, (F.) Essere e piatta su cui si cuociono piade, ceci
a posto. [Link].
Tègg.
(La tavella nel ravennate era lunga 11
TEGN 460 TENZ

E' u il nero testo di porosa argilla » del Negli altri casi si usa Pónga.
Pascoli. Tèmbar sm. Timbro, Marchio, Sug-
(Lat. med. teglia). gello, Bollo .
Tegna, sf. Tigna, malattia del cuoio PI. Tèmbar.
capelluto che fa perdere i capelli. Témp, sm. Tempo.
I Stizza, Rabbia. I Stagione
PI. Témp. | Ritmo.
PI. Tegn.
Tègula, sf. Tegola. I E' témp u s' agalàna (v. Galanéss). Il
PI. Tègul e Tègval. tempo si annebbia, fa culaia.
(Lat. med. tegula). j E' témp u s' acapàna (v. Cc-panéss).
Tèja, sf. Tiglio. II tempo si chiude ; si prepara a piovere.
Fibra di canapa, di lino ecc.
PI. Tèj. I De' témp un.àn, Dare im armo di
tempo.
(Lat. med. tilia, tiglio della canapa, j Fé' e' bel e e' catìv témp. Fare il bello
GLE). e il cattivo tempo. (F). Fare alto e
Tèi, sm. Telo. basso.
PI. Til. j Témp indrì. Tempo addietro.
(Lat. med. telus).
I Témp eh' arlùs, acva ardù§. Tempo
Tèi, pron. Tale. che riluce, acqua accumula ( o raduna).
PI. Tèi E' témp u '1 dà e' Signor par caritè,
F. Téla II tempo lo dà il Signore per carità.
PI. F. Téli. Témp ad bura tri de e' dura. Tempo
j E* tèi, Il tale. di bora dura tre giorni. Simile all'altro
I I tèi, I tali. che dice: La bura tri de la dura. La
I La téla. La tale. bora dura tre giorni.
I Al téli, Le tali. Témpar, sf. pi. Tempora.
Tel, agg. Tale. [ Al cvàtar témpar. Le quattro tempora.
PI. Tel Tèmpra, sf. Tempera (di metalli).
F. Téla PI. Témpar
PI F Téli I Tèmpra dura. Tempera dura.
' Tel e cvél. Tale e quale. j Tempra murbia. Tempera dolce.
Téla, sf. Tela. Tènar, agg. Tenero.
PI. Tèi PI. Tènar
F. Tènra
; Fé' la tela, Tessere PI. F. Tènri.
] Tursèl ad tela, Rotolo di tela. Tor-
sello. Ténca, sf. Tinca (Tinca vulgaris)
I Stèndar la t., Sciorinare la t. PI. Tene
, Téla inzréda. Panno, tela incerata. E' pepa coma una ténca. Pipa come
1 Téla de lat, Parma. una tinca. Boccheggia come una tinca.
\ Téla fata in ca. Tela casalinga. (Lat. med. tinca).
[ Téla a spéna, Tela a spina. Tènda, sf. Tenda delle finestre, o
da campo.
j Urdi' una tela. Ordire una tela. PI. Tend.
I Mètar so una téla, Imporre la tela.
! Téla urdìda. Dio Faida. Tela ordita. Tenta, sf. Tinta, Colorazione, Colore.
PI. Tént.
Dio l'aiuta. (Ai risoluti gli eventi son
propizi). Nardi j Quando una cosa è De' la tenta. Tingere, Dare la tinta.
bene avviata ha buone probabilità di Tèntazión, sf. Tentazione.
riuscire. PI. Tèntazión.
Telajuta, sf. Telajuta Téntnamént, sm. Tientammente.
(v. Urtiga). Colpo. Batosta da ricordare.
Télpa sf . Talpa. Solo nel detto « Ignu- I Avvertimento, Ramanzina.
PI. Téntnamént.
rànt com'una télpa », Stupido come una
talpa. Ténzar, tf. Tingere.
TERA 461 TEST

Prt. Tént e il fine.


PI. Tént Tèrtar, sm. Tartaro della botte.
F. Tenta (Lat med. tartarus).
PI. F. Tenti. Tèrz, agg. num. ord. Terzo.
(Lat. med. tingere). PI. Tirz
Téra, sf. Terra, Globo terrestre. F. Tèrza
Terra, Terreno. PI. F. Tèrzi.
Campo (V. Presa) Tés, sm. Taso, Deposito, Incrosta-
zione.
j Patria.
PI. Ter Tè§ar
Prt. T§ù tr. Tessere.
I Lavuré' la tèra, Arare.
Mé?a tera, Terra di medio impasto. PI.
F — — uda
ù
I Tèra dura, Terreno compatto, argil-
loso. PI F. — udi.
Tèra gnara. Terra tenace, appiccicosa Tèsor sm. Tesoro.
(di natura argillosa). PI. Te§ùr.
Tèra eh' la fa j' Oman, (F.) Terra che Té§ra sf. Tessera. Carta di riconosci-
fa miracoli (fertilissima). mento.
PI. Tèfar.
; Fé' dia tèra da fasul, (F.) Andare al-
l'altro mondo. Tèsta, sf. Testa, Capo.
I Dri tèra. Raso terra.
] Tèra de Sòl, Terra del Sole (Forlì), [Link]
Test d'albero.
" Eliopoli „. Il castello, o fortezza, fu Tajé' la testa a e' tor, (F.) Decidere
edificato da Cosimo I dei Medici nel
su una questione, d'accordo con ambo
1569. le parti I E' ancora vivo nelle campagne
Tèral, sm. Tarlo, Rodilegno. il detto « e' vén quél eh' taja la tèsta
PI. Tèral. a e' tòr », che vuol dire : viene colui che
Teresina, f. Diminutivo di Teresa. risolverà ogni cosa. Tale detto si ricol-
Ande' vi' par Teresina. Questo detto lega al paganesimo e, in particolare, al
che significa «morire» si collega eviden- momento in cui il sacerdote metteva
temente al colera che infierì a Ravenna termine alle cerimonie di rito, sacrifi-
nel 1854 per il quale « il Comune — dice cando il toro.
U. G. Maioli — istituì il primo lazza- Una tèsta!. Un caposcarico.
retto nella già soppressa « Casa delle Abasé' la testa, Chinare il capo, (F.)
Teresine ,, vicino a Porta Serrata ». Perdere la boria.
Colpito da colera, all'età di 83 anni, vi E' gréd e' dà a la tèsta, La carica fa
si recò da solo a morire il letterato, fa- montare la testa.
moso per le sue facezie, Teodorico Lan- No' è§ar a le cun la tèsta. Aver la
doni, il quale, a uno che gli chiese dove mente altrove.
Métar fura la tèsta. Tirar fuori la
andava, rispose: A vèg a e' ma^l...
Térla, sf. Tarlo. testa, Far capolino.
PI. Tèral. Ad su tèsta. Di sua testa.
Térma, sf. Tarma Muntéss la tèsta, Montarsi la testa.
PI. Térom Scaldarsi la testa
(Lat. med. tarma, v. GLE alla voce bla- Mettersi in agitazione.
dum). ' No' savè' dòv sbàtar la tèsta, (F.) Non
Tèrn sm. Temo sapere dove battere il capo.
I Térn a e' lòt. Temo al lotto. Testa 'd mort, Farfalla testa di morto.
Acherontia.
j Fé' tèrn e fén. Fare tutto il possibile
(per ottenere...) Questo detto che ora, Tèsta 'd véce. Erba calderugia. Pie
d'uccellino.
alla lettera, non avrebbe alcun senso, è
la storpiatura della frase dialettale « tè' (Senecio vulgaris L.).
l'etèran e e' fén ». cioè fare l'eterno Gallizioli, op. cit.
TEST 462 TIMP

Tèstróss sm. Fischione. PI. Tignu§.


PI Tèstróss. F. Tignósa
Tèta, sf. Tetta, Mammella di donna. PI. F. Tignósi.
PI. Tèt. I puntigliosi hanno, secondo la tradi-
i De'bimbo)
la tèta, Far poppare, Dare il latto zione, illoro protettore in S. Aldebran-
(al do, nato a Sorrivoli (Sorbetulum) in
(Lat. med. titta, mammella, GLE). quel di Cesena, Preposto di Rimini dal
Tètal sm. Capezzolo (solo di animale). 1222 al 1230 e Vescovo di Fossombrone
PI. Tètal. dal 1230 al 1250.
Tètar, sm. Tetano. II detto « L'è dvòt 'd Sànt Aldubrànd »,
Tètul, sm. Titolo. è devoto di S. Aldebrando, pare nato o
PI. Tètul. dall'ostinazione del Santo a non voler
Tèvd, agg. Tiepido mangiar carne, o dal puntiglio con cui
PI. Tivd combattè la setta eretica dei Patarini.
F. Tèvda Tilén, sm. Calcinello bello, Tellina.
PI F. Tèvdi. (Donax venustus)
Tévia, sf. Tavola, Desco. PI .Tilén.
PI. Téval Timbradùra, sf. Suggellamento, Bolla-
I Parcé' la tévla, Apparecchiare la ta- tura, Segnatura.
vola. PI. Timbradùr
I Mèts a tévla, Sedersi a tavola. Timbrér, tr. e int. Timbrare, Bollare
col timbro, col marchio.
I Sparcé' la tévla. Sparecchiare
vola. la ta- Prt. Timbré
I Ave' una bòna tévla, (P.) Par buona PI. — è
tavola. F. — éda
I Chép tévla, Capotavola. PI. F. — édi.
Ticé, agg. Picchiettato | Screziato Timòn, sm. Timone.
Chiazzato, Punteggiato. PI. Timòn.
PI. — è Timor, sm. Timore, Soggezione.
F. - éda "Krapesta, sf. Grandine.
PI. F. — édi. PI. Timpèst
Ticéss, rfl. Arrugginirsi, Chiazzarsi Garnèla 'd timpèsta, Ghiacciolo di
(detto delle foglie), Ticchiolarsi. grandine. Chicco di grandine
Prt. Ticé Quando cade la grandine, una fanciulla
PI. — è se ne mette qualche chicco in seno per
F. — éda farla cessare. (Di questa superstizione
PI. F. — édi. ne parlarono l'Amati, in op. cit. (1811),
Ticiadùra, sf. Picchiettatura. Punteg- il Pacucci (1818, Porli) il Baghi (1886) ).
giatura, Screziatura, Ticchiolatura. Timpré, agg. prt. Temperato, Assue-
PI. Ticiadùr. fatto.
Tigè, sf. Tegliata. Quanto sta nella PI. — è
teglia. F. — éda
PI. Tigé. PI. F. — édi.
Tigér, sm. Tegghiaio, Fabbricante, o Timprér, tr. Temperare, dare la tem-
venditore di teglie.
PI. Tigèr.
I Assuefare.
Prt. Timpré
(V. Tegia) pera
Tignola, sf. Tignola. PI. — è
I U j bèca la tignòla, (P.) Dà segni di F. — éda
pazzia. PI. F. — édi.
I Fé' al tignòl, Intignarsi. Timpstér, imp. Tempestare,
nare. Grandi-
Tignò?, agg. Tignoso. Affetto da tigna.
] Stizzoso I Puntiglioso. Prt. Timpsté
TIMP 463 TIRE

I Ave' avù la timpèsta, Aver avuto la j Sté' in tiradùr. Stare in tensione.


grandine. I Tiradùr dia cànva, Tiratoio della ca-
Timpurél, sm. Temporale. napa. Meta di canapa, accatastata entro
PI. Timpurél. quattro pali piantati diritti, dalla quale
Tina?, sm. Tino. si tirano fuori gli steli che hanno una
PI. Tinèz. stessa lunghezza onde farne fasci uni-
(It. ant. « tinazzolo », Ravenna, sec. formi.
XVI; e lat. med. « tinaoius ». v. DEI; I Tiro. Mezzo del trainare con forza di
e « tinatium », v. GL.E). animali.
Tinazèra, sf. Tinaia. Tiràgg, sm. Tiraggio del camino.
(V Tinàz).
i Attrattiva,
PI Tirègg. Fascino.
Tindén, sm. Tendina.
PI. Tindén. Tirànt, sm. Tirante. Filo di ferro o
Tinèla, sf. Tinella. Botte per caccia corda avente la funzione di tirare o
in padiile. trattenere.
PI. Tinèl PI. Tirént.
(Lat. med. tinella, tinozza, GDE). Tiràt, prt., agg. Tirato.
Tininéra, sf. Tiritera. Teso I Gettato.
Tintatìv, sm. Tentativo, Prova. Taccagno, Tirchio.
PI. Tintativ. Attillato (di vestito o di persona ele-
Tintér, tr. Tentare. Far prove di riu-
scita. gante).
I Tirato (per esercizi fisici).
I Attentare alla vita. PI. — et
I Indurre in tentazione. F. — àta
Prt. Tinte PI. F. — àti.
PI. — è Tirata, sm. Tirata.
F. — éda PI. Tirati.
PI. F. — édi.
Tintór sm. Tintore I Fé' tòta una tirata. Fare (di veglia, di
sonno, di percorso) tutta ima tirata.
PI. Tintùr Tiraglia, sf., (1808). Terraglia.
(Lat. tinctor). Tiréla, sf. Tirella.
Tintura sf. Tintura (di jodio). PI. Tirèl.
Tinturi, sf. Tintoria. Tire, sm. Penzana, Catena. Tralcio di
(Lat. med. tinctoria)
vite che legasi al filo, oppure al caloc-
Tir, sm. Tiro. chio, o a un albero del filare.
j Trovata, Espediente, Artificio. PI. Tire.
PI. Tir.
Tiréla, sf. Tirella. Funicella per tirare.
I Animél da tir, Bestia da tiro, da trai- I « Al tirèl » sono quelle funi che vanno
no (cavallo, asino, mulo).
dal petto del cavallo al bilancino.
I Efar a e' tir, (F.) Essere verso la con-
clusione. PI. Tirèl.
I Fé' un brot tir, Giocare un brutto tiro. (Il lat. med., (1250), ha tirellum, tortura
della corda. GLE).
I Ave' di tir da birb, Avere dei tiri da
birbone. Tiréna, sf. Terrina. Zuppiera
PI. Tirén.
I Fura 'd tir. Fuori tiro.
I Tir a sórg, Tiro alla fune. (Lat. med. farina, zuppiera. GLE).
Tira, sf. Tiera di pane.
PI. Tir. Tirér tr. Tirare ] Trainare ' Tendere
Tiradòr, sm. Tiratore, Colpitore. Scagliare | Sparare | Lanciare ] Ri-
PI. Tiradùr. scuotereAttirare
I I Intr. Assomigliare.
Tiradùr, sm. Tensione di corda, di Prt. Tire e Tiràt
filo di ferro. PI. Tire e Tirèt
I (F.) Fascino femminile. F. Tirèda e Tirata
TIRU 464 TNAR

PI. F. Tirédi e Tirati Titéda, sf. Poppata.


PI. Titédi.
I Tire' d'un cànt, Tirare, andare, cam-
minare obliquo, (F. ) Agire non retta- Titér, intr. e tr. Tettare, Poppare.
mente jTirare in disparte. Prt. Tité
I Tire' 'd post, Tirare da fermo ( in ve Titéss e' did. Succhiarsi il dito.
natoria). Titón, sm. Poppatoio 1 Tettarola.
PI. Titón.
I Tire' 'd voi. Tirare al volo (in vena-
toria). Titòna, sf. Biscia nera.
PI. Tifóni.
I Tire a e' ba. Padreggiare, Patrizzare. Si dice che queste biscie succhino il
I Tire' a la màma. Madreggiare, Matriz-
zare. latte delle mucche. (Titóna deriva da
«titér»).
I Tié' par l'urècia a la chérta, Succhiel-
lare una carta (da gioco). Tizador, sm. Provocatore [ Aizzatore,
I Tire' la pinsiòn, Percepire la pensione. j Stuzzicatore.
PI. — ùr
I Tire' e' stipendi. Percepire, o riscuo- F. — óra
tere lo stipendio.
PI. F. — òri.
I Tire'
Tirèt, alsm.
sajèt. Attirare
Tiretto, i fulmini.
Cassettino. Ti^èr, tr. Aizzare [ Stuzzicare | Mo-
PI. Tirèt. lestareProvocare.
I
Tirón, sm. Strattone. Attizzare il fuoco.
Prt. Tijé
I Tirón
PI. Tirón.'d pan (Accrescitivo di « tira»). PI. — è
Tirumbéla, (?) F. — éda
I A tirumbéla, A più non posso, A tutto PI. F. — èdi.
spiano. Smoderatamente. (Lat. titio, nis, tizzone).
Ti§g, sm. e agg. Tisico. Tlaràgna, sf. Ragnatela.
PI. Ti§g PI. Tlaràgn
F. Ti§ga Le ragnatele del cassone della farina ve-
PI. F. Tisghi nivano usate per fermare il sangue del-
le ferite.
j Ande' vi' ti§g, Spegnersi per etisia.
Tifi, sf. Etisia
PI. Ti§ì. I A tu' vi' al tlaràgn u s' pòrta vi' e'
gvadàgn, Se si tolgono le ragnatele (nel-
Tistardàgina, sf. Testardaggine, Coc- le stalle o nei porcili) si porta via il
ciutaggine.
Tistèda, sf. Testata, Estremità, Parte guadagno. nimale sia Si aspetta
stato per levarle che l'a-
venduto.
superiore o anteriore (di un foglio. d\ Tlarón, sm. Telaio di finestra.
un campo, di un carro i. PI. Tlarón.
I Ad tistèda. Di fronte, Davanti. Tlér, sm. Telaio.
PI. Tistéd
I Cornice quadra, rettangolare, o con al-
(Lat. med. testata). tre forme per vari usi.
Tistérd, agg. Testardo, Caparbio, Osti- PI. Tlìr.
nato.
PI. Tistèrd I Tlèr med.
(Lat. da ricamé', Telaio da ricamo.
thellarium).
F. Tistérda Tlir sm. pi. Telaio da tessere.
PI. F. Tistérdi.
j Lavurè' int i tlìr. Tessere col telaio.
I Tistèrd coma un mul. Testardo come Mètar so i tlir, Armare il telaio.
un mulo. (Lat. med. telarium, telaio).
Tistòn, agg. Zuccone, Testone. Tlòn, sm. Telone | Sipario.
PI. - òn PI. Tlòn,
F. — óna Tmón, sm. Timone.
PI. F. — óni. PI. Tmón.
Ti§tòt, sm. Girino. Tnaròn, sm. Tenerume. Cartilagine
PI. Ti§tót. molle.
TNER 465 TORC
PI. Tnarón. Tòn, sm. Tuono.
Tnèr, tr. Tenere, Reggere. [Link].
I Attecchire Tòn. Pesce tonno.
I Legare (frutti) Tónd, sm. Cerchio.
I Contenere | Resistere (in senso spor- [ Pista (e' tond di cavèl = ippodromo).
tivo)tenere
Mantenere
I la parola). (« Tnè' e' dèt » Man- I agg.
PI. Rotondo | Circolare.
Tónd
I rfl. Stimarsi, Ritenersi, ecc. F. Tónda
Prt. Tnu PI. F. Tóndi
PI. Tnu
F. Tnuda I ?iirè' da tónt, Girare intorno.
Tóngg, Tonchio, Punteruolo, Calandra
PI. F. Tnudi. (Calandra granaria) e (Calandra orizae)
Tnèss (v. Atnéss e Tnér). La calandra granaria riduce i chicchi
Tnùda, sf. Tenuta, Possedimento ter- di grano alla sola buccia. La congenere
riero. " calandra orizae ,, attacca anche i le-
PI. Tnùd. PI. Tongg
gumi secchi.
(Lat. med. tenuta).
Toc, agg. Tocco, Bacato, Tarato.
[ Fé' i tóngg. Intonchiarsi.
1 Insano di mente Top top, sm. Doppietto. (Gergo vena-
torio).
j Risentito
PI. Toc nell'amor proprio. PI. Top top.
F. Tóca Tor, sm. Toro
PI. F. Tochi PI. Tur
I Toc int i palmòn, Malato di petto ' Una vosa coma un tòr. Una voce pos-
I Toc int la tèsta, Balzano. sente.
I Frut toc, Frutto infradiciato. j Tajé' la tèsta a e' tòr Tagliare la testa
Toc, sm. Tocco, Sorteggio mediante al toro. Decidere la questione defini-
il conto delle dita. tivamente (Vedi Tèsta).
Torà sf. Torre
I Fé' e' toc, Fare a chi tocca. PI. Tór
Toc, sm. Rocchio. Pezzo di legno ci-
lindrico, o quasi, da ardere. Torà 'd Bèlocc, Torre di Bellocchio.
I Toc 'd bièdla, Cimatura di barbabie- La Torà de Dbàn, La Torre del Beva-
tola. Colletto di barbabietola. no sorgeva presso la foce del torrente
PI. Toc. omonimo. Era un monco fantasma che
Todna, sf. Persona noiosa, Seccato- ricordava le antiche difese costiere con-
re (Da tòtano, uccello trampoliere che tro le navi corsare (V. la fotogr. in La
emette un verso monotono e insisten- Pie, fase. IV, aprile 1921).
te. V. Tutanén). Tóral, sm. Tuorlo.
PI. Todan. PI. Tóral.
Tóf, sm. Tufo. Tóral, sm. Tornio
Tóf, sm. Tuffo. (E' più dialettale PI. Tóral.
« colfèc »). (Lat. med. torlus. tornio. GLE).
PI. Tóf. Tòrce, sm. Torchio. Macchina per
Tolt, prt., agg. Eccetto, Eccettuato ; spremere uva e ulive. (Veniva chiamato
Tolto, Levato. anche « scricadùr », stringitoio).
PI. Tult PI. Turcc
F. Tòlta
PI. F. Tòlti. I Mètar
le strette.sóta a e' tòrce, (F.) Mettere al-
Tomba, sf. I salinari cervesi indicano Torce, sm. Tortiglione. Damaschino.
con questo nome lo spiazzo sopraele- Canna di fucile di ferro attorto e fucile
vato su cui si costruisce il mucchio del stesso.
sale. (Nel medioevo, la « tumba », era PI. Turco.
un dosso). Torcia, sf. Torcia.
TORC 466 TRAD

Torciané§, sm. Torcinaso, Torcilab- tosse.


bro, Stringilabbro. Tòs-c, sm. Tosco | Veleno.
Tòrci, sm. Tordo. Tordo comune, Tor- Mér coma e' tòs-c, Amaro come il
do bottaccio. tosco.
(Turdus philomelus philomelus, Brehm) (Lat. med. tosicum, OLE).
) Tórd cantarén, Tordo sassello, Tordo Tòsta,
minore. cia tosta. agg. f. Tosta | Faja tòsta, Fac-
PI. Turd Tòt, agg. Tutto, Intero.
I Alctmi chiamano ^ècc il tordo comvme PI. Tòt
I Gra§ coma un tòrd, Grasso pinato. F. Tòta
I Capàn da turd, Capanno per la caccia PI. F. Tòti
ai tordi.
' Tòt òn. Tutto in una volta. All'improv-
I Avlé' tòt i turd e la mite d' ,j' usèl, (F)
Volere quasi tutto per sé.
j Tòt visoètar,
ITutt'uno.'
Tutt'altro.
Tórd, agg. Torbido. Tòt gna cvèl. Ogni cosa. Tutto.
PI. Tord
F. Torda I E' tòt. Già, Di già.
Totan, sm. Tòtano. Uccello palustre.
PI. F. Tordi. PI. Tùtan.
Tórda, sf. Torbida (di colmata). Ac- Tot-vàc... Parola onomatopeica che
qua da colmata. imita il canto della gallina faraona.
PI. Tórdi.
Tóma, aw. Attorno, Intorno. PI.Tò?a,
Tòz. sf. Scappellotto.
Tòma a ca, Intorno a casa. Tòzla, sf. Cocciuola, Gonfiore.
Tòma tóma, Tomo tomo. Piccolo gonfiore provocato dalla puntu-
Déss da tòma, Darsi attorno. Affac- ra di una zanzara, di una mosca, di un
cendarsi.
Tort, sm. Torto. qualsiasi
una vespa. insetto che non sia un'ape o
I agg. Storto, Tortuoso, Piegato. PI. Tò^al.
PI. Turt.
Tra, pr. Tra, Fra.
I In tòrt, F\iori della linea retta. Trabalér, int. Traballare, Barcollare,
Tórta, sf . Torta Vacillare.
PI. Tort Trabsén (v. Cupèt).
(Lat. med. di Ravenna, turta). Trabucón, sm. Traballone, Barcellone
Questa vivanda rustica, o dolce che si in avanti.
cuoceva sulla teglia non si fa più, o non I De' un trabucón, Fare un barcollone
è più quella. E' menzionata ancora in in avanti.
una cantilena infantile che dice: « E' PI. Trabucón.
piòv! E piòv! I La gata la fa l'òv. | e' Tracagnòt, sm. agg. Tracagnotto, Fat-
prit e' fa la torta, | la gata la j'è lorda ». bassa. ticcio, Tarchiato e di statura un po'
Tor^a sf. Torcia
PI. Tòrji PI. — ót
PI. Tòrji F. — òta
Così un' una " canta ,, della fine del- PI. F. — oti.
l'800 di Massa Forese, Tracanér, int. e tr. Tracannare.
(v. PergoU, op. cit.). Tracaiitón sm. Cantoniera. Mobile di
Tor^icòl, sm. Torcicollo. Dolore reu- legno che si tiene nei canti delle stanze.
matico che provoca dolore e quasi in- PI. Tracantón.
capacità di girare il collo. Tradimént, sm. Tradimento.
Tó§a, sf. Tosse PI. Tradimént.
PI. Tó§
Tradir, tr. Tradire.
I Una bota ad tó§a. Un insulto, un at- Prt. Tradì
tacco di tosse. PI — ì
I Tó§a cunvòlfa, Tosse convulsa. Per- F. — Ida -
TRAD 467 TRAM

PI. F. — idi. ficio che valeva due baiocchi e mezzo,


Tradóta, sf. Tradotta, Convoglio ferro- emessa da Pio VI (1795-1798).
viario per trasporto di truppa. Questa moneta si sente ancora menzio-
PI. Tradót.
nare da qualcuno con l'app llat'vo s her-
Tradu§ar, tr. Tradurre zoso di «munèda trója», «moneta scrò-
Prt. Tradót fa».
PI. Tradót Trama, sf. Trama Intreccio, di vicen-
F. Tradóta da o di componimento.
PI. F. Tradóti. PI. Tram.
Traduziòn, sf. | Traduzione | Versiona. Tramandaziòn, sf. Infiltrazione, Pe-
PI. Traduziòn. netrazione (di acqua).
Tràfic, sm. Traffico Tramandèr, tr. Tramandare, Trasmet-
I Commercio tere usanze, memorie, ricordi, eredità.
PI. Trefìc. Prt. Tramandé
Trafila, sf. Serie | Sequela PI. — è
F. — éda
I (F.) Via, Modo, Operazione.
PI. F. — édi.
I «La trafila» .fu anche l'operazione Trama?, sm. Vaglio, Crivello.
condotta dai patrioti romagnoli per il
salvamento di Garibaldi. Con Tr. si indicava propriamente il
vaglio del granone il cui fondo traforato
I Truvé'
modo. la trafila, (F.) Trovare il era di cotica di maiale o di cinghiale.
Trafilèt, sm. Trafiletto. Stelloncino di Tramè§-c, sm. Tramestio, Disordine.
giornale. Traméz, Tramezzo, Divisorio, Assito
PI. Trafilèt. verticale.
PI. Trame?.
Tragatér, intr. Questo v. non indica
Tramischér, int. e tr. Tramestare
una azione precisa, ma l'affaccendarsi
incessante della dorma per casa. j Pastrocchiare ' Armeggiare | Eseguire
piccoli lavori.
I A j' ò tragaté tòt incù. Sono stata in Tramischér, sm. Scompiglio, Disor-
continue faccende tutt'oggi. dine, Trambusto. Tramescolamento.
Forse deriva come l'it. antico " traget- PI. Tramischi r.
tare ,,, che significa tragittare e tra-
ghettare, dal lat. « trajectare », traspor- Tramiscón, agg. Pastrocchione, Disor-
dinato, Tramestone.
tare al di là (v. DEI, alle voci tragetta- PI. — ón
re e traghettare). Tramó?a, sf. Tramoggia.
Traghèt, sm. Traghetto. PI. Tramò?
PI. Traghèt. (Lat. med. tramocia e tremoza, GLE).
Tràgul, sm. Fórcole. Strumento ville- Tràmpal, sm. Persona che viene ad
reccio di legno, a guisa di forca, assai
essere sempre fra i piedi, che è un in-
grande, ma senza manico, che per via tralcio, im impedimento. Nella zona del-
tien sollevato da terra l'aratro, accioc- le Ville Unite è usato solo con questo
ché non logori le bure. Biondelli (1853). senso figurato, ma fa pensare alla parola
I « E' tràgul » è anche \mo spianatoio «trémpul» che a Teodorano e dintorni
a traino che serve a spianare il terre- significa mobili, attrezzi di casa.
no e a ricoprire le sementi. PI. Trémpal.
(Lat. tràgula) Trampalèr, int. Barcollare, Vacillare
PI. Trègul. dell'ubbrriaco e del nimbo che fa 1
Tràgval, sm. (v. Tràgul).
primi passi. (Dall'antico tempellare?).
I (F.) Persona che cammina con passo Trampalini, m. Nomicrnolo scherzoso.
strascicato.
Barcollante. Forse dall'antico trempel-
PI. Tregval lino, (Diz. DEI), «uomo che si dime-
Tra Jan, sm. «Sanpietrino». Piccolissi- na ».
ma moneta d'argento dello stato ponti- Tramuntàna, sf. Tramontana, Vento
TRAN 468 TRAT

di tramontana. PI. F. — èdi.


Trancvèl, agg. Tranquillo, Placido, Trapièt, sm. Grocchio, Gruppo.
Calmo.
PI. — èl ,[Link]èt
Trapièt.'d ca. Gruppetto di case.
F. — èia Tràpula, sf. Trappola.
PI. F. — èli.
jPI.(F.) Inganno.
Tràpul
Tranci, sm. Tranello, Inganno.
PI. Tranèl. (Sec. XIII, trappula, DEI).
Trangulamént, sm. Contesa. Trapulón, sf. Imbroglione.
Trangulér, intr. Contrastare, Resiste- PI. Trapulón.
re a lungo. Usato per indicare il modo Tra.«>andé, agg. Trasandato, Dimesso.
di lottare di due che si equivalgono in PI. — è
volontà, forza, tenacia. F. — éda
Trangulèr, sm. Atto e modo di Tran- PI. F. — édi.
gulér. Trascuratela, sf. Trascuratezza.
I Fé' de trangulèr. Trascuré, agg., prt. Trascurato.
Tranquèl, agg. Tranquillo. E' «trascuré» tanto l'oggetto trascurato,
PI. Tranquèl. quanto colui che trascura.
F. — èia PI. — è
PI. F. — èli. F. — éda
Tranténa, sf. Trentina, Somma di 30. PI. F. — édi.
PI. Trantén. Trascurèr tr. Trascurare, Non curare.
Tranvàj, sm. Travaglio. Congegno di Prt. (V. Trascuré).
travi nel quale i maniscalchi assicurano Trasparént, agg. Trasparente.
le bestie per ferrarle. Lo stesso «tran- PI. — ént
vàj» èusato anche presso le stazioni di F. — énta
monta taurina, PI. F. — ènti.
(v. Travàj). Trasparir, int. Tralucere. Mostrar la
PI. Tranvèj. luce attraverso.
Tranvajér, int. Lavorare con affanno. (E' più dialettale Arlù§ar).
Tranvài, sm. Trenino a scartamento Trasport, sm. Trasporto
ridotto che da Meldola arrivava fino a PI. Traspùrt.
Classe. Il suo esercizio cominciò nel Traspurtèr, tr. Trasportare.
1882 sulla linea Meldola- Forlì. Nel 1884 Prt. Traspurté
la inea si prolungò fino a Ravenna e PI. — è
nel 1900 giunse allo zuccherifìcio di F. — éda
Classe. Nel 1930 fu soppresso. PI. F. — édi.
Tràpan, sm. Trapano. TrastóI, sm. Trastullo, Gioco, Balocco
PI. Trèpan PI. TrastóI.
I Tràpan a man, Trapano a mano. [ Ciapéss trastól, Trastullarsi.
(Lat. med. trapanum). Trastuléss, rfl. Trastullarsi, Divertirsi
Trapanèr. int. Penetrare per capilla- Prt. Trastulé
rità. (Detto di liquidi). PI. — è
Prt. Trapané F. — éda
PI. — è PI. F. — édi.
F. — éda Trai, sm. Tratto (di strada)
PI. F. — èdi.
I Tratto, Pezzo di fune
Trapiànt, sm. Trapianto. I Striscia, Estensione.
PI. Trapiént. PI. Tret
Trapiantér tr. Trapiantare.
Prt. Trapianté I Pr'un
(di bón trat, Per un buon tratto
strada).
PI. — è Trat, sm. Così viene chiamato a Ra-
F. — éda venna coliu che ha una relazione con
TRAT 469 TREL

una donna. (Forse da lat. tractare, nel un corpo nella sua larghezza.
senso di « avere a che fare »). I Stanga.
Tratamént, sm. Trattamento I Ad travèrs, A traverso, Attraverso.
PI. Tratamént.
I ?irè' 'd travèrs, Camminare attraverso
Tratativa, sf. Trattativa, Negoziato. i campi (fuori delle strade e dei sen-
I Contrattazione^ tieri).
PI. Tratatìvi.
Tratér tr. Trattare. I Ad drèt e 'd travèrs,
manca. A dritta e a
Prt. Traté
1 Metr' e' travèrs a ró§. Mettere la
PI. — è
stanga all'uscio.
F. — éda Travèrsa, agg. Traversa | Scadente. Di
PI. F. — édi. qualità infima | Uva travèrsa. Uva di
I Tratéss ben. Fare buona vita, Trattar- nessun pregio.
si molto bene.
Tratét, sm. Trattato, Accordo (di ca- èI Lauvacanéna l'è uva travèrsa. La canaiola
traversa.
rattere commerciale, politico, ecc.ì. (Lat. trasversa).
PI. Tratèt. PI Travèrsi.
Tratnèr, tr. Trattenere. Travè§, sm. Travaso.
Prt. Tratnù PI. Travè§.
PI. — ù Travet, sm. Travetto (muratura)
F. — uda PI. Travet.
PI. F. — udi. Travici, sm. Travicello.
Tratnùda, sf. Trattenuta, Ritenuta PI. Trav§èl
sulla paga, sullo stipendio. (Lat. med. travesellus, GLE).
PI. Tratnùdi. Travstì, agg. Travestito, Camuffato.
Travài, sm. Travaglio. Ordigno di pali Travstìr, tr. Travestire | Camuffare.
e sbarre ove si fanno entrare gli animali Prt. Travstì
indocili da ferrare o sottoporre ad altre PI. — ì
operazioni. P. — ida
Travalèr, int. Traboccare. PI. F. — idi.
Travar§adura ad téra, sf. Traverso di Traza, sf. Traccia, Segno.
presa, di riquadro (di campo). Larghez- I Sentiero
PI. Tra? aperto nella neve.
za di presa, di riquadro.
PI. Travar§adùr. (Lat. med. trazea. GLE).
Travar§èda, sf. Traversata. Tre, sm. Tre. La cifra 3.
PI. Travar^édi. I agg. num. card. f. Tre.
Travar^én, sm. Traversino. Piccola (v. Tri).
traversa. Trèbia, sf. Trebbiatrice.
PI. Travarfén. PI. Trèbji.
(Dal lat. med. traversellus, traversino,
GLE). Trèbul aevàtic, m. (v. Castagna 'd
vaia). Gallizioli.
Travar^èr, tr. Attraversare, Varcare, Tred§, num. Tredici. E' considerato
Valicare. il numero della sfortvma, o della disgra-
Travarsèra, f. Traversara. A T. vi era zia. «Tred§ e' pòrta sgrèzia », tredici
il castello dei Traversari che dominaro- porta disgrazia. Nel gioco delle boccie,
no a Ravenna prima dei Polentani. in cui per vincere bisogna totalizzare
Travarsòn, sm. Traversone, Segno, quattordici o sedici punti, chi arriva ai
Solco fatto per traverso. tredici punti si sente comunemente dire :
PI. Travarsòn.
« A tred§ u s'i brusè la cimiarera », a
Trava-^ér, tr. Travasare. tredici gli si bruciò la cocomeraia; cioè
(Lat. med. transvasare e travasare, « il tredici ti farà perdere ».
travasare. GLE). Trèl, sm. Trillo.
Travèrf sm. Traverso. Estensione di PI. Trèl.
TREM 470 TRIM

Trèmol, sm. Tremola, Torpedine oc- Tribulér, intr. Tribolare, Soffrire, Pe-
chiuta. (Torpedo Narke). nare, Patire.
Trénta, nm. Trenta. Numero di tre Tribùn, sf. pi. Tribune.
decine. Tribunél, sm. Tribunale
Trentón, num. Trentuno. PI. Tribunél.
Tric-trac, sm. Tric-trac, Saltarello.
I L'ha tolt so e' su trentón e via ch'l'è Piccolo mortaretto scoppiettante.
andé, (F.) Se n'è andato in fretta senza
far storie PI. Tric-trèc
Trèp sm. Trebbio. Trattenimento se- I Mule' un tric-trac. Far scoppiare un
salterello.
rale. Veglia. Nel trebbio che si faceva
nella stalla, le done filavano o gli uo- Trida, agg. f. Trita.
mini ascoltavano i « fuler », i narratori Téra trida. Terra trita, sfarinata.
di favole, oppure facevano giochi gros- Tridér, tr. Tritare, Sminuzzare.
solani Prt. Tridé
I Tnè' e' trep o Fé' trep, Tenere conver- PI. — è
sazione serale. Far veglia. F. — éda
(Nel 1288, a Bologna, « trivium », riunio- PI. F. — édi.
ne; dal trivio dove ci si adunava, GLE). Trilèr, sm. Tintinnio.
« Trèp » deriva dal latino trivium, incro- Trilér, intr. Trillare
cio di strade. Trinchér, tr. Trincare, Tracannare
PI. Trèp. vino e liquori.
Trèpa, sf. Trippa. Trinité, f. Erba trinitas. Fegatella.
Trèst, agg. Triste (Anemone hepatica L.)
I Uggioso (di giornata) Gallizioli, op. cit.
1 Tristo (mese, inverno). Triiifìr, int. Tremare dal freddo.
PI. Trèst Trinsi' da e' fred; o anche solo Trin-
F. T rèsta
PI. F. Trèsti. sì', benché provenga dall'it. Intirizzire
non ha più in questo verbo la sua esat-
Trèv sm. Trave
PI. Trèv. la traduzione, perchè nell'uso dialettale
è intransitivo. Si traduce con una cer-
Tréva sf. Trave ta approssimazione mediante: Aggelarsi,
1 Palancola Battere i denti dal freddo, Rabbrividire
PI. Trév. dal freddo.
Trèz, sm. Terriccio, Trinzér, tr. Trinciare, Tagliuzzare, Mi-
(v. Tamè^) nuzzare.
(Lat. med. teritium). Prt. Trin^é
Trèja, sf . Treccia PI.
I Tr. a tri chèv, Treccia a tre legnuoli, o F. —— édaè
a tre cordicelle. PI. F. — édi.
I Tr. a cvàtar chèv. Treccia a quattro Trinsfèt, sm. Trincetto del calzolaio.
cordicelle, ecc.. PI. Trin^èt
PI. Tre^. Triparol, sm. Persona convenuta a
Trè?a, sf Treggia. trebbo (v. Trep).
Veicolo senza ruote per trasporto di le- Marcella Cavallini, corrisp. di « La Pie »,
tame, botti per acqua e altro. traduce con Trebbarolo, senza virgolette,
PI. Tré? e Cavazzuti con Trebbaiolo.
(Lat. med. tregia, GLE). PI. — ùl
Tri, agg. num. card. m. Tre. F. — ola
(V. Tre). P.1 F. — òli.
Tribulà^, sm. Povero diavolo. Tripì, sm. Treppiede
PI. Tribulé?. PI. Tripì.
Tribulazion sf. Tribolazione. Soffe- (Tripiè, treppiede, sec. XVI, O. Guer-
renza. rini, Ricettario, ecc.).
TRIS 471 TRUE

Triscón, sm. Trescone. Ballo campa- Questa zucca, chiamata anche jóca bu-
gnolo che si ballava insieme al Salta- taza, cioè zucca bottaccia, veniva usata
rel o, «saltarèl », e alla Mafrina, « man- da braccianti e vallaroli per mantenere
fréna ». fresca l'acqua.
Trifét, sm. Tressette. Gioco di carte PI. Tróf
in quattro o in due. Tresette. ( Cucurbita Leucantha L. )
I Tri§èt pizighén, Tressette pizzichino. Trógn, agg. Triste, Indisposto.
Sorta di tressette che si gioca in due. Per similitudine con l'atteggiamento del
Tristè^a, sf. Tristezza. pollo che quando è triste sta tutto ar-
PI. Tristèz ruffato sì da parer gonfio. La similitu-
Trizìna sf. Treccina dine suggerisce la derivazione di «trogn»
PI. Trizìn dal lat. turgidus. Troviamo in Pulòn
Tróc sm. Trucco '• Inganno I Espe- Matt, C. II, st. 54, V. 6, « n' star mo più
diente. turgnùn », non stare ora più triste ( av-
PI. Tróc. vilito), dove « turgnùn »è accrescitivo di
Tròcval, sm. Tocco. Pezzo di pietra «[Link] », che è il nostro « trógn ».
Trógn
0 di mattone | Tozzo (di pane)
PI Trócval P. Trógna
(Forse deriva, come traslato, da un PI. F. Trógni.
supposto « terròccolo », zolletta di ter- Trója, sf. Scrofa
ra secca). (F.) Donna di malaffare.
Trófa, sf. Truffa. Asello
PI. Trój.
[ Zucca fiasca. Il DEI riporta questo
vocabolo col signif. di fiasca di terra (Lat. tardo troja. Forse da porcus tro-
cotta per molti dial. italiani. janus, «porchetta», porco farcito).
[ I^arché' la trója in pgnèda. Cercare
la scrofa in pineta. (F.) Mettersi in
una impresa che non si vede come po-
trà riuscire.
Trómba sf. Tromba
I Trómba 'd éria. Vortice d'aria
I Trómba maréna. Tromba marina
I Trómba dia schéla. Tromba delle scale
I Trómba de stivél. Tromba dello stivale
I Trómba da vén, Tromba vinaria
PI. Trómb.
[Link]òp,
Tróp agg., avv. Troppo
F. Tròpa
PI. F. Tròpi.
Trópa, sf Truppa
PI. Tróp.
Tròqual (v. Tròcval).
Trót. sm. Trotto.
Ad trót. Di trotto.
Tróvd (V. Tórd), agg. Torbido.
PI. Tróvd
F. Tróvda
PI. F. Tróvdi.
Trucèr tr. intr. Succhiare. (Detto del
Tròfa (1 iiascòn poppante
chiando). e dell'animale che beve suc-
TRUC 472 TSUD

Truchér, tr. Truccare. (v. Tfalghér)


Prt. Truche T^alghér, tr. Disselciare.
PI. — é Prt. T§alghé
F. — éda PI. — è
PI. F. — édi. F. — éda
Trujè, sf. Nidiata di maialini. PI. F. — édi.
PI. Trujé. (Lat med. dissalegare, diselciare. GLE).
Trumbèta, sf. Trombetta. T^angué, agg., prt. (v. Tsangvèr).
PI. Trumbèt. T§angvéda, sf. Dissanguata. Perdita
Trumbòn, sm. Trombone di sangue.
PI. Trumbòn. I Dissanguamento.
Trunchè§i, sf. pi. Tronchese, Tanaglia PI. T§anguédi..
a taglio. T§angrvér, sf. Dissanguare. Levare par-
I Forbici da potatore (v. Mujèt). te 0 tutto il sangue.
Trutacèr intr. Trotterellare. j (F.) Smungere.
Trutèda, sf. Trottata. Prt. T§angvé
PI. Trutédi.
Trutér, intr. Trottare. F.
PI. —— éda
e •
Truvatél, sm. Trovatello PI. F. — édi.
(Lat. med. trovadellus, GLE). T§avì, agg. Insipido.
Truvdéra, sf. Torbidezza | Torbidume. (« Tsavi » è contrazione dell'antico « dis-
Truvéla, sf. Trivella sapito», sec. XIV -XV).
PI. Truvèl PI.
F. —— ìda
ì
I Truvéla da sgón, Gruccia per piantar
talee. PI. F. — idi.
I Truvéla da pel, Foraterra Trivella T§èvd, agg. Insipido.
per piantar pali. PI. T^ivd
(Lat. med. trivella, GLE). F. T§èvda
Truvér, tr. e intr. Trovare PI. F. Tfèvdi.
I Far visita, Visitare. T§ir, sm. Tessitore.
Prt. Truvé PI. T|ir.
PI. — è T§ira, sf. Tessitrice
F. — éda PI. T|ìri.
PI. F. — édi. T§nè, agg. Smanceroso, Lezioso.
Truvlén, sm. Succhiello, Trivello. PI. — è
PI. Truvlén. F. — éda
Truvlinèr, tr. e intr. Succhiellare. PI. F. — édi.
(Traslato di «dissennato»).
I Penetrare
Prt. Truvlinéa mo' di succhiello. T§5ra avv. Disopra.
sm. Posto superiore. Punto superiore.
T§achè' agg., prt. <v. Tsachér).
Tfachér, tr. Disaccare. Vuotare il j Piano superiore (di abitaz.).
sacco. Levare dal sacco. T§òta avv. Disotto, Dabbasso.
Prt. Tsaché I sm. Disotto, Posto inferiore.
PI. — è
F. — éda j Pianterreno.
PI. T|u
PI. F. — édi. T§u, prt. Tessuto
F. — uda
0 T§alé,
sala inprt., agg. Che ha l'asse, l'assale
disordine. PI. F. — udì.
1 (F.) Indisposto (Lat. med. tessutum).
PI. — è T^udér,
F. — éda Prt.. T§udétr. Dissodare
PI. F. — édi. PI. — è
T§alghé, agg. Disselciato.
F. — éda -
TSUL 473 TUND
PI. F. — édi. I La j tófa, (F.) Gli (o le) brucia.
T§ulèr. tr. Dissuolare. Tugnìn, sm. Tonino. (Diminutivo di
I rfl. T§uléss. Corrodersi il callo della «Antoni», Antonio).
pianta dei piedi. j Tugnìn è anche nomignolo dato ai Te-
Prt. T§ulé deschi.
PI. — è Tugùri, sm. Tugurio.
P. — éda PI. Tuguri.
PI. F. — édi. (Lat. med. tugurium).
(Lat. med. disolare, dissuolare. GLE). Tulèta, sf. Toeletta.
Tu, agg. poss. Tuo, Tua, Tuoi, Tue Tulipàn, sm. Tulipano.
(invariato). (Tulipa Oculus-solis )
Tub, sm. Tubo PI. Tulipén.
PI. Tub. Tulìr, sm. Tavoliere, Tagliere.
(Lat. tubus). Tavola mobile su cui la massaia fa il
Tucadina, sf. Toccatina pane, la pizza e la pasta. Il latino me-
PI. Tucadin. dioevale ha « tabolerium a pane », (XIII
Tucèr (v. Trucér). sec. Bologna), Diz. DEI; e tolerius, ta-
Tuchéda, sf. Toccata, Tastata gliere, GLE.
PI. Tuchédi. PI Tulìr.
Tuchér, tr. Toccare, Tastare. Tumbén, sm. Tombino, Chiavica.
[Prt.
Tuché' I Tomba in muratura, Loculo.
Tuchéso, Incitare, Stimolare. PI. Tumbén
PI. Tuché Tumbéna (de pajér), sf. Contrappeso.
F. — éda Tavella, Tegola, Mattone. Tambellone o
PI. F. — édi. altro legato all'una e all'altra estremità
del filo che tiene ferma la colmatura
Icon
Tuché' so al besti.
la frusta o con Incitare
la voce. le mucche del pagliaio.
PI. Tumbén
Tuché' so òn, (F. ) Incitare uno.
] intr. Toccare, Spettare « Tumbéna » forse deriva da tombale
Tudès-c, sm. Tedesco 0 mattone di tomba con riferimento a
PI. Tudès-c quelle tegole romane, grandi e sottili e
F. — ésca quindi facili da perforare per farci il
PI. F. — èschi. foro della legatura, che nelle campagne
(Lat. med. todescus). a sud di Ravenna dovevano essere mol-
Tudnér, int. Lagnarsi. Rendersi fasti- to comuni. Se ne trovano ancora nume-
dioso. Infastidire (Da Tòdna). rosissimi frammenti nei campi, messi
Tudnèr sm. Lagna. alla luce con le arature. Scarto la deri-
Tudràn, m. Teodorano. Il Castello di vazione da tambellone per la inspiega-
Teodorano si dice che sia stato costruito bile trasformazione della « a » di tam-
da Teodorico. Nel 1371 apparteneva al bellone nella « u » di « tumbéna ».
territorio di Forlimpopoli, poi fu dell'ar- Tumén, (o Furmàj tumén), sm. To-
civescovo di Ravenna che vi installò un rnino. Formaggio tenero, buono e squac-
castellano dei E>e Calboli. (Pasquini).
La povertà del paese è proverbiale e querato.
(Lat. med. tominus, «nome di formag-
scherzosamente si dice che quelli di gio >•, GLE).
Teodorano pagano la pigione a suon di Tundèl, sm. Cannello (Tipo di carbone
pugni. « Cvi 'd Tudràn i péga la pisòn sottile e lungo).
cun i pógn ». Il detto è dovuto alla ten- Legna da ardere in tocchetti intatti di
denza a una certa rissosità dei teodora- dimensioni piuttosto sottili.
nesi. PI. Tundèl.
Tufègn, sm. Tanfetto i Tanfo. Puzzo Tundén, sm. Tondino. Lima tonda.
di muffa o di rinchiuso. Lima da straforo.
Tufèr, int. Soffiare (del gatto) PI. Tundén.
TUND 474 TURO

Tundèr, tr. Tagliare, Recidere, Moz- Tarderà, sf. Confusione, Baccano.


zare, Cimare. PI. Turder.
Turél, sm. Beccatello. Staggiolo di 30
I Tundé' al j' óngg. Tagliare le unghie. cm. circa, infisso nel muro che serve,
1 Tundé' la seva, Potare, Tosare la
siepe. insieme al altri, a reggere tavole o men-
Prt. Tundé sole.
PI. — è PI. Turèl.
F. — èda Turén, agg. Prognato, Che ha la ma-
PI. P. — édi. scella inferiore sporgente.
(Lat. med. tondare, tosare. GLE). PI — én
Tunér, imp. Tuonare F. — éna
Prt. Tuné PI. F. — éni. •
Turèt, sm. Torello.
) E' canon e' tunèva, Il cannone tuonava PI. Turèt.
Tunsiglia, sf. Tonsilla
PI. Tunsigli. Turiòn, sm. Torrione
Tupèra, sf. Frastuono, Chiasso. (Lat. med. turione).
PI. Tupèr Turlì, agg. Tornito, Rotondeggiante,
Tur, tr. Togliere, Prendere, Levare, Dalle forme curve. Arrotondato.
Ricevere, Rimuovere. PI. (\. Turlìr).
Prt. Tòlt Turlidòr sm. Tornitore
PI. Tult PI. Turlidur
F. Tolta Turlìr tr. Tornire, Lavorare al tornio,
PI. F. Tolti. Arrotondare.
I rfl. Tuss. Prendersi, Partire (da) Prt. Turlì
I Tuss da ca, Partire da casa PI. —— ida
ì
F.
I Tu' mój. Prender moglie PI. F. — idi.
I Fé' tu' Far prendere, Far comperare Turmént sm. Tormento
Tur- e -de' | Fé un tur- e- de', (F.)
Fare una permuta ] Un baratto. I (P.) Afflizione, Dolore, Strazio, Ro-
vello.
Turcér, tr. Torchiare (il vino, le oli-
ve, ecc.). PI. Turmént.
Prt. Turcè (Lat. med. tormentum, tortura. GLE).
PI. — è Turménta, sf. Tormenta di neve e
F. — éda vento.
PI. F. — édi. Turmintér, tr. Tormentare
Turchén, sm., agg. Turchino, color (F.) Molestare ' Affliggere ' Perse-
turchino.
PI. Turchén guitare.
Prt. Turminté
F. — érta PI. — e
PI F. — éni. F. — éda
(Lat. med. turchinus). PI. F. — édi.
Turchèt, sm. Turchetto. Tumèr, int. Tornare, Ritornare.
Prt. Tumé
« Il turchetto è metà rum, metà caffè e
Un pizzico di gin ». F. Serantini. PI. — è
F. — éda
Turciadùra, sf. Vino di torchiatura.
PI. F. — édi.
Twrcìòn, sm. Tortiglione (v. Torce).
Turdén, sm. Strumento da richiamo I Tumé' a fé'. Rifare
per tordi. j Tumé' a scrìvar. Riscrivere
PI Turdén. j Turné' a lè?ar, Rileggere
i Tumé' a dì' Ripetere, Ridire, Dire
Tardóna sf. Prispolone, Pispola mag- e ridire.
giore. Turón, sm. Torrone.
PI. Turdén

PI. Turón . "


TURS 475 TUSG

Turfél, sm. Torsello. Rotolo di tes- PI. Tur^ignùl.


suti di tela. (Dal lat. med. torzigliolus, tortiglione.
GLE).
PI. Tur§èl
(Lat. rned. torsellum; torsello, piccola Tusadùra, sf. Tosatura. Taglio di ca-
balla. GLE). pelli, odi lana.
Turtél, sm. Tortello PI. Tusadùr.
PI. Turtèl Tusér, tr. Tosare.
Piccola pasta ottenuta con un rettango- Prt. Tusé
lino di sfoglia dolce ripiegata su sé stes- PI. — è
F. — éda
sa, racchiudente un po' di marmellata e
cotta al forno o fritta. PI. F. — édi.
Tunrtén, sm. Tortino.
Tu^ér (e' càn), tr. Aizzare, Incitare
Turtùra, sf. Tortura. il cane contro qualcuno.
PI. Turtùr. Prt. Tu§é
Turturéna, sf. Tortora. PI. — è
PI. Turturén F. — éda
I Turturéna sambédga, Tortora selva- PI. F. — édi.
tica.
Tu§, Comando che si dà a un cane
Istica.
Turturéna ca saléna, Tortora dome- per aizzarlo, incitarlo ad abbaiare o a
mordere.
(Dal lat. turtur, tortora).
Turzèr, tr. Torcere, Piegare. Tu§g5n, sm. Torso, Torsolo (di mela
Prt. Tur^é o di pera) , agg. Torsoluto , Duràcino.
PI. Tusgòn.
PI. — è
F. — éda (Ravennate del sec. XVII, « Tursgon de
PI. F. — édi. cavol ». Torso di cavolo).
(Dal lat. tardo «tursus»).
Tur^ignòl, sm. Tortiglione di filo, di
spago, o fil di ferro. ' Tusgóna, | Pe§ga tusgóna. Pesca dura-
TUSI 476 TVAJ
Cina. I Tutanén da la pàn^a ró§a, Piovanello,
Tumida, sf. Insulto di tosse. Sagginella grande.
PI. Tumidi. Tutanén da la pàn^ nigra, Piovanello
Tu!jìr, intr. Tossire. pancia nera, Chiurletto.
Prt. Tu§ì. Tuzér, intr. Dar scappellotti.
Tu§òt, sm. « Tosotto ». Nomignolo (Da Toja).
canzonatorio che si dà al bambino to- Tuzgòn, sm. Torso. Torsolo. Ciò che
.sato a zero. Luciano de Nardis riporta rimane della pera e della mela dopo che
questa canzoncina scherzosa: Tu§ót, tu- è stato mangiato il pericarpo.
PI. Tu^gón.
sòt
tu péI magna
o tu me? pacòt, j chi t'à tusé? ] (v. Tu§gón).
« Tosotto, tosotto » I mangia pancotto, | Tu^ighér, tr. Molestare i Provocare.
Prt. Tu^ighé
chi
dre? t'ha tosato? | toio padre o tua ma- PI. — è
F. — éda
Tustè' agg., prt. Tostato. PI. F. — édi.
Tustèr, tr. Tostare (orzo o caffè).
Prt. Tusté. Tuzòn, sm. Scapaccione
(Accrescitivo di «tòza»).
Tu§ùr, sf. Forbici (Anche Dsur) PI. Tujòn
(Lat. med. cesura, cesoia. GLE)
[Link]àja,
Tvàj sf. Tovaglia [ Asciugatoio
Tutanén, sm. Totano. Uccello palustre
PI. Tutanén. (Lat. med. tovalea, GLE).
I Tutanén nanìn, Piovanello nano, Gam- Tvajol, sm. Salvietta, Tovagliolo.
beccio nano. (Lat. med. tobagliolus).
u
u 477
UCIA
U, pron. Egli, Esso, Lui. Ucasiòn, sf. Occasione.
PI. Uca§ión.
I Lo u m' dis, Egli mi dice ; oppure :
U m' di§, Mi dice. j L'ucasiòn
ne fa il [Link] fa e' lédar. L'occasio-
I U n' vén, Non viene.
I U s' di§, Egli ci dice Ucéda, sf. Orciada o Cantaro orbico-
lare (Cantharus orbicularis).
1 U s' dis che..., Si dice che...
PI. Ucédi.
j U t' dis, Ti dice.
I U j dis, Gli dice, Dice loro; Dice ad Ucèda, sf. Occhiata, Sguardo, Guar-
esse. data.
I U r di§. Lo dice PI. Ucédi
I U r di§ lo, Lo dice lui
diE>éss
[Link]'ucéda. Scambiarsi un'occhita
I U j' di§ lo, Li dice lui.
Ubligatori, agg. Obbligatorio De' un'ucéda. Dare una guardata.
PI. Ubligatùri Ucèl, sm. pi. Occhiali.
F. — Oria ] Ucèl dia s-ciòpa. Estrattore del fuciie
PI. F. — òrji. da caccia.
Ubliga^ión, sf. Obbligo, Obbligazione, ( Lat. med. ochiale, occhiale. GLE).
Impegno. Ucèt, sm. Occhietto, Occhiello, Anel-
PI. Ubligazión. lo. Cerchietto di metallo atto ad acco-
Ublighèr, tr. Obbligare, Costringere. gliere un perno girevole.
Prt. Ublighé PI. Ucèt.
PI. — è
j J'ucèt
della dia pòrta, Anelli del catenaccio
porta.
F. — éda
PI. F. — édi.
Iocchiello
Fé' un ucèt
nel int la pànza,
ventre ( F. coltellata.
con una ) Fare un
Ucaréna, sf. Ocarina. Strumento a
fiato, di terracotta. Uchèt, sm. Paperino, Ochina.
PI. Ucarén. PI. Uchèt.
Ucaròn, sm. Stupidone, (F.) Ocone. Uchèta, sf. Ochetta
P. — ón I (F.) Ragazza stupida
P. — òna PI. Uchèt.
PI. F. — òni. Uciadina, sf. Occhiatina.
UCON 478 ULIV
PI. Uciadin. PI. Ufijén.
Ucòn, sm. Ocone Ufìifi, sm. Uffizio, Ufficio < preghiera
PI. Ucòn. .speciale).
Udì, sm. Udito. Facoltà di apprendere i Luogo ove si esplica un'attività di ca-
i suoni mediante l'orecchio. rattere [Link], di consulenza
Udiènza, sf. Udienza, Attenzione nel- di servizio per un'amministrazione pub-
l'ascolto, [Link]. blica o privata, ecc. UfBcio.
PI. Ufìji.
j No' de' udiènza a inciòn. Non dare
udienza a nessuno (In senso reale e fi- Ufi^iél, sm. Ufficiale.
gurato). PI. Ufi^ièl.
Udiér, tr. Odiare Ufrìr tr. Offrire.
Prt. Udié Prt. Ufèrt
PI. — è PI. — irt
F. — èda P. — èrta
PI. F. — édi. PI. F. — èrti
Odor, sm. Odore [ Profumo. Ugliér tr. Oliare. Ungere con olio.
PI. Udur Uglìna sf. Oliatore a mano
I Catìv udor. Puzzo, Fetore. PI. Uglìn.
I iDé' dere
l'udor. Ugrvagliànza, sf. Uguaglianza, Egua-
[Link], Profumare, Ren-
glianza.
I Mandé' (o fé') dl'udor. Mandare, Ema- Ugvél, agg. Uguale
nare, esalare profumo. PI. — èl
(Lat. odor, «odore»). P. — èia
Udùr, sm. pi. Ingredienti aromatici PI. F. — èli.
per condimento di vivande. Uimadél, sm. Olmatello.
(Rosmarino, Salvia, Prezzemolo, Ser- PI. Uimadèl
pillo, Aglio, Noce moscata. Cannella, (Da « òjom »)
Garofano). Ujmadìn, sm. Olmino.
Udurér, tr. Fiutare, Sentir l'odore. PI. Ujmadìn.
Annusare. Uimè (v. Luimè).
Prt. Uduré Uimela, sf. Ligustro. (Ligustrum vul-
PI — è
F. — èda gare).
Ujmòn, sm. Olmo a fusto alto, vec-
PI. P. — édi. chio, secolare.
Udurét, sm. Fiuto, Odorato, Senso PI. Ujmòn.
dell'odore. Olfatto. Ulifànt, sm. Elefante.
Uféndar, tr. Offendere PI. Ulifént
Prt. Ufès Ulìv, sm. Olivo
PI. — _i§ PI. Uliv.
P. — esa (Olea europaea L.).
PI. P. — èsi.
I L'ulìv l'è banadèt: e' brusa verd e sec,
Ufèrt (V, Ufrir). (Bagli). L'ulivo è benedetto: brucia da
Ufèrta sf. Offerta verde e da secco.
PI. Ufèrti. « Bruciarne un ramoscello è pur costu-
Ufè§, prt. Offeso me / quando un estivo tempora! mi-
PI. — ì§ nacci /distruggere i raccolti ». G. Men-
F. — è§a gozzi, op. cit., parte IV, ottava 80.
PI. F. — è§i. Uliva, sf. Oliva
Ufè§a, sf. Offesa PI. Ulìv.
FI. Ufè§i.
I Mudè' l'acva al j' ulìv, (P.) Mingere.
Uficel, agg. Ufl5ciale | Fidanzamént Ulivàstar, sm. Olivastro.
uficél, Fidanzamento ufficiale. PI. Ulivèstar
Ufi^éna, sf. OflBcina agg. Olivastro. Di colore d'oliva.
ULIV 479 UPAR
PI. — èstar Unestè, sf. Onestà.
F. — astra Ungéda sf. Unghiata, Graffio
PI. F. — astri. PI. Ungédi.
Ulivéla sf. Olivastro di pineta Ungél, sm. Unghiello (di pecora, di
PI. Ulivèl. capra e di maiale, e non di gatto e
Ulivét sm. Olivete cane).
PI. Ulivìt. PI. Un gèl
Ulòc sm. Allocco (Lat.
G-LE). med. ungella, imghia di porco.
(F. ) Uomo sciocco.
PI. Ulóc Ungìna, sf. Unghina. Piccola imghia.
(Lat. ulucus). PI. Ungin.
I I contadini chiamano « ulòc » il ragaz- Unifòrom, agg. Uniforme.
zo che stende i legacci dei covoni. PI. — ùrom
Ul|ra, sf. Ulcera. F. — òrma
PI. Ur?;al. PI. F. — ormi.
Umanité sf. Umanità. Uniputént, agg. Onnipotente.
Umanitéri, agg. Umanitario, Filantro- PI. — ént
po. Che ha sentimenti di umanità. F. — énta
PI. — èri PI. F. —ènti.
F. — éria Unir, tr. Unire, Congiungerc.
PI. F. — érji. \ rfl. Unirsi in matrimonio (senza rito
Umarin, sm. Omarino. civile o religioso),
PI. Umarin. ' Far lega.
Umbréla, sf. Ombrello Prt. Unì
PI. Umbrèli
PI. —— ida
F. ì
Stèc d'umbrèla. Stecche d'ombrello.
Umbrèr, sm. Ombreggiamento, Ombra PI. F. — idi.
di molte piante. Univèrs sm. Universo.
Umbròn, sm. Spettro, Fantasma, Om- ' Fé' l'univèrs, (F.) Fare il diavolo a
bra misteriosa.
PI. Umbròn. quattro.
Univèr§él, agg. Universale.
Umbro?, agg. Se è riferito a persona Giudizi univer§él, Giudizio universale.
sign. Diffidente, Sospettoso; se invece Univèrsitè, sf. Università.
è riferito ad animale significa Pauroso, Universitéri. sm. agg. Universitario
Ombroso, Che vede ombre. PI. — èri
PI. — ù§ F. — éria
F. — ó§a PI. F. — érjl.
PI. F. — ó§i. Unór, sm. Onore, Dignità. Onoratezza
Umdité, sf. Umidità
PI. Umidite PI. Unùr
[ Merito
Umizìli, sm. Omicidio. ] Bel unòr!, (F.) Bella prodezza!
PI. Umilili. Untadina. sf . Piccola unta.
Undéda, sf. Ondata (di mare, di fred- PI. Untadìn.
do) Untóm. sm. Untume.
PI. Undédi. Upàe, agg. Opaco
Unèst, agg. Onesto. PI. Upèc
PI. — èst F. Upaca
F. — està PI. F. Upachi.
PI. F. — èsti (Lat. opacus).
I Dmànda unésta, (P.) Richiesta ragio- Uparèr, tr. Operare, Sottoporre a in-
nevole (di prezzo). tervento chirurgico.
Prt, Uparé
I Dmandé' l'unèst. Richiedere il prezzo
giusto. PI — è I F. — éda
UPAR 480 URDI

PI. F. — èdi. PI. Urchèstar.


Uparèri, sm. Operaio Urciànt, agg. Orecchiante, Che ha
PI. Uparèri. orecchio, Che impara motivi e brani di
(Lat. med. operarius, operaio, membro musica a orecchio.
dell'arte. GLE). PI. — ént
Upcrazión, .sf. Operazione. Intervento F. — anta
chirurgico. PI. F. — ànti.
I Operazione. Calcolo (addizione, sot- Non ha mai il valore di participio pre-
trazione, moltiplicazione, divisione). sente o di sostantivo come in italiano.
PI. Uperazión. Urcìn, sm. Orecchino.
Upignón, sf. Opinione, Parere, Avvi- Ornamento dell'orecchio.
so, Credenza. PI. Urcin.
PI. Upignón.
j J' urcìn i fa bón a la vesta, Gli orec-
Upònar, tr. e int. Opporre, Contrap- chini fanno bene alla vista (cosi si cre-
porre, Avversare. deva e... si crede ancora).
Prt. Upòst « E' pur fra gli usi dell'agreste gente
PI. — óst le orecchie di forar d'ogni marmocchio
F. — osta
/ con campanelle d'or; si che ogni sesso
PI. F. — òsti. / adomo è d'orecchini al modo istesso ».
Upóscul, sm. Opuscolo. Ureiòn sm. Orecchioni (v. Gutón).
PI. Upóscul.
Upòst, prt., agg. Opposto. Urdègn, sm.
Originale, Bel Ordigno,
tomo. Congegno ' (F. )
I m. Contrario. Cosa tutta contraria. ' Un curiós urdègn! (F. ) Un bel tomo!
PI .Urdègn.
I Fé'rio dil'upòst d'un
un altro. étar, Agire al contra- Urdì sm. Ordito.
Uprè§iòn, sf. Oppressione, Senso di (Lat. med. orditum. GLE). .
oppressione. Urdidòr, sm. Orditoio. Tavoletta fissa,
Upurtòn, agg. Opportuno verticale, con pioli per fare l'ordito.
PI. — òn PI. Urdidùr.
F. — òna Urdidòra, sf. Orditora, Orditrice.
PI. F. — óni. PI. Urdidòri.
Uràcul, sm. Oracolo Urdidùra, sf. Orditura.
PI. Urècul PI. Urdidùr.
(Lat. med. orditura).
\diU essere
s' crèd chissà
d'é§ar che
un uràcul!,
cosa!... (F.) Crede Urdinànza, sf. Ordinanza, Decreto, Di-
(Lat. oraculum) sposizione.
Uraziòn, sf. Orazione, Preghiera. PI. Urinàn^.
L'<( urazión » è una poesia narrativa a Urdina^ión, sf. Ordinazione.
carattere religioso che può essere can- PI. Urdinazión.
tata o solo recitata.
PI. Urazión. Urdiné, agg. Ordinato. Che ama l'or-
[Link].
I
Benedetto ■ Pergoli, nella sua raccolta PI — è
di canti popolari romagnoli (1894) dice: F. — èda
« Orazioni è il nome dato in Romagna PI. F. — édi.
alle leggende religiose che i contadini Urdinéri, agg. Ordinario. Comune, Gros-
di questa regione cantano nelle veglie solano, Dozzinale.
invernali, per lo più in cori (in tòn), PI. — èri
composti quansi sempre da dorme, in F. — éria
monotone cantilene ». PI. F. — érji.
Urcéla, sf. Orecchio di Giuda. Fungo I Fura 'd l'urdinéri, Fiacri del normale.
di gelatina. Orecchiacelo. Orecchiella. Urdìr, tr. Ordire.
PI. Urcèl.
I (F.) Macchinare, Tramare.
Urchéstra, sf. Orchestra. Prt. Urdi
URDN 481 UROL
PI. — ì (Lat. med. orata, GLE).
F. — ida Urganén, sm. Fisarmonica
PI. F. — idi. PI. Urganén.
Urdnér, int. e tr. Ordinare, Fare ordi- Urgòn, m. Torrente Pisciatello, anti-
nazioni. camente chiamato Rubicone.
I Comandare. , Urinèri, sm. Orinale, Vaso da notte.
Prt. Urdné PI. Urinèri.
PI — è (Lat med. urinale, GLE).
F. — éda Uriol, m. Oriolo. Scolo presso S. Zac-
PI. F. — édi. caria.
Urd§én, sm. Orticello (Lat. med. riolum, ruscello).
PI. Urdsén. Urizònt, sm. Orizzonte.
Urd§ìn, sm. Orticino PI. Uri?ònt.
PI. Urdsìn. Uri?untéss, rfl. Orientarsi.
Urèbii, agg. Orribile, Spaventoso, Or- Prt. Urizuntè
rendo. PI — è
PI. Urèbii F. — éda
F. Urèbila PI. F. — édi.
PI. F. Urèbili. Urlèdi, sf. pi. Urli (di scherno, di di-
Urèb§, sm. Orefice, Orafo, Gioiel- sapprovazione). Urlata.
liere.
PI. Urèb§. j Fé'
Urlér, al j' [Link]èdi.
[Link] un'urlata.
Urècia, sf. Orecchio. Ululare.
PI. Urècc L'uróla e' càn, la bara pòc luntàn.
Ulula il cane: la bara è poco lontano.
I Sté' in urècc. Stare a orecchi tesi
I Stare in guardia. Urlò?, sm. Orologio.
PI. Urlóz.
\ Ave' dl'urecia, Avere una buona into-
nazione, Essere intonato. Urlóz mat, (Orologio matto). Oriolo
I Muréss al j' urècc, Turarsi le orecchie. della morte. Con questo nome viene in-
I Avnì' a l'urècia. Venire all'orecchio. dicato il tic-tic di Un particolare tarlo
(Lat. auricola, da auris, «orecchio». da legno il cui rodio imita il battito di
Rad. indoeuropea aus- «orecchio»). un orologio. Sarebbe, secondo alcuni,
Quando fischia l'orecchio destro è se- un segno di disgrazia. L. de Nardis lo
gno che qualcuno parla male di noi, se chiama « urlóz dia Madóna » e lo in-
fischia la sinistra parla in bene. Per ciò clude fra « i sègn dal grézji ».
si dice: Urècia dreta lèngva maladeta. E' chiamato anche « urlóz 'd Sa' Vi-
Urècia stanca lèngva santa. dei » orologio di San Vitale.
Urèda, sf. (v. Uréta).
Urèi, sm. Orlo. I L'urlò? 'd Sa' Videi e pòrta e' ben e
PI. Urèi e mèi. L'orologio di S. Vitale porta il
bene e il male. Cioè porta qualche gros-
(Ricettario di Cat. Sforza. « orello ». sa novità.
orlo). Urluzèr, sm. Orologiaio.
Uréna, sf. Orina PI. Urlu?èr.
I Uréna carga. Orina densa. Urméj, aw. Ormai.
(Lat. med. orina).
Uról, sm. Urlo. « L'urlo gutturale che
Urènd, agg. Orrendo, Spaventoso, Or- "al j' òvar ,, (le opre) lanciano tutt'in-
ribile. sieme nell'accesa aria meridiana alla
PI. Urènd vista della colazione che vien portata
F. Urènda dalla casa del colono, e che sarà consu-
PI. F. Urèndi.
mata sulle stoppie ». Paolo Toschi, Ro-
Uréta, sf. Orata o Aurata.
magna Solatia. L'urlo è ricordato an-
(Sparus auratus)
PI. Urèt che dal Pascoli in « Romagna »: <; ... l'ur-
lo che lungi si perde nel meridiano ozio
UROL 482 USE

dell'aie ». L'urlo, fatto in coro, ha un int fio'


e' al j'
». urtighèr, set chilomit ad dia da
significato di scherno. Per questo « u-
ról », Egidio d'Albornóz avrebbe punito Urtlàn, sm. Ortolano
severamente Forlimpopoli. PI. — én
F. — àna
L'« uról » è ricordato anche per il la-
voro di vangatura delle stoppie, da PI. F. — ani.
G. Mengozzi nell'op. cit. in cui dice: Ur^la, sf. Ulcera
« Ei fra sé intanto con selvagge grida PI. Ur^al.
ed ululati fieri, all'opra ingente / ecci- [Link]^òl,
Urjùl sm. Orciolo
tandosi, e talvolta, al par di sfida
alte urla ascolti, che lontana gente / a (Lat. med. orciolus e orzolus. GLE).
ugual Ur^ón, sm. Occione.
E così lavoro
dice dello intenta,
sfalcio all'Eco
del fienoaffida
: « Di». PI. Urjón.
lavoranti mercenarie schiere i prati U§, sm. Uso, Pratica
invadon già colla frullana; / ululati sel- I Fé' u§ ,Fare uso. Servirsi.
(Lat. usus)
vaggi, acute e fiere / grida... / innalza-
no gli agresti ».in guisa strana i nell'opra
ad eccitarsi... PI.U§,U§ agg. Usato. Di secónda mano
prt. Uso, Solito, Avvezzo.
Urola (Arola), sf. Aròla del focolare F. U§a
I Focolare PI. F. U§i.
PI. Uròl.
(Dal pagano «ara», focolare della di- U^adùra, sf. Ossatura. Conformazione
vinità. V. DEI). delle ossa.
Uròr, sm. Orrore I Intelaiatura, Armatura di sostegno di
I Cosa orribile una costruzione.
] Fé' uròr, Fare orrore. PI. U§adur.
I L'è imrenda; éim
uròr, E' una cosa orribile, or- j U^adura amnùda, Ossatura minuta,
orrore.
Ursifél, sm. Lucifero. E' così chiama gracile
I U§adùra grò§a. Ossatura robusta
to nelle antiche « urazión ». Usanza, sf. Usanza, Ck)stumanza, Con
Urténa, sf. Oretta suetudine. Moda ,Uso.
Urtèr, tr. Urtare, Indisporre, Irritare. PI. U§àn^.
Prt. Urte
PI — è I Ogni sid l'ha al su usànz. Ogni paese
ha i suoi costumi, le sue usanze.
F. — éda Uscéri, sm. Ossario
PI. F. — édi. PI. Uscéri.
Urtìga, sf. Ortica (Urtica dioica L.)
PI Urtìg [Link],
Uscidi sf. Uscita. Via d'uscita.
I « Urtiga » é chiamata anche la juta. I Bona uscida, Soprappiù. Somma data
(Lat. urtica).
in più a chi — d'accordo col proprieta-
Urtiga mata, sf. Ortica morta. rio — lascia una mezzadria o una affit-
PI. Urtìg mati. tanza.
Urtighéna, sf. Stachis annua Uscìn, sm. Ossicino
I Orticaria. Prurito cutaneo causato da PI. Uscìn (Il pi. può essere anche fem-
allergie o altro. minile ein tal caso si fa sentire distin-
tamente la « n » finale).
I L'« urtighéna » è detta anche « fior
biànc dal stopji », cioè fiore bianco Uscir, sm. Usciere
delle stoppie. PI. Uscir.
Urtighèra, sf. Orticheto, Ortichiere. U§é prt. Usato. Non più nuovo
PI. Urtighèr j Uso, Abituato, Solito.
Di un giovanotto squattrinato si dice, PI — è
in tono scherzoso, che prende i suoi P. — éda
soldi « da la casa de rusignòl, che la j'è PI. F. — é^.
USEL 483 UTNE
U§él, sm. Uccello U§lèra, sf. Uccellame. Uccelli minuti
PI. U§èl
I Uccellanda.
Uslìn dia neva, sm. Regolo, piccolo
I Ciapé' j' u§èl int al dida, (F.) Ragge-
larsi le dita. uccello che vive nelle siepi. Ora si trova
I Ande' a u§èl, Uccellare (Cun al rèd, solo in pineta. E' più piccolo dello
Con le reti; Cun e' paimón, Con le pa scricchiolo. E' detto anche «Stlìn» e «Pi-
nie). tarin dia nèva ». Lo Spallicci, nel suo
I Alvé' d'j' u§èl, Rallevare uccelli. bellissimo sonetto dice: «...l'è mane
I U§èl 'd vaia, Uccello palustre, vallivo. ch'a n'è una còda » e cioè : è più piccolo
I U§el da rama, Uccello di frasca di uno scricchiolo.
I U§èl 'd pàf. Uccello di passo. U§marén, sm. Rosmarino
(Lat. rosmartnum)
I U§èl d'arciàm, Uccello cantaiolo,
richiamo. da
Se taca l'usmarén / u s' avèja e' cunta-
I U§el pasturén. Uccello abituato, uso a dén. Se attecchisce il rosmarino se ne
pascolare in un dato luogo, abitudinario. va il contadino. E' usanza ancora co-
I U§el furèst. Uccello forestiero (Anche mune che nessuno della casa debba
giunto da poco). piantare il rosmarino per non correre il
I U§el granfi ón. Uccello rapace (In sen- rischio di morire o di doversene andare.
so reale e figurato). Per questo si fa piantare da un altro.
j U§èl da ghibója, Uccello da gabbia. Uspizi, sm. Ospizio.
PI Uspizi.
j U§el eh' migra. Uccello migratore.
I U§el eh' a n' s'avèja. Uccello stazio- Ustàcul, sm. Ostacolo, Impedimento.
nario. PI. Ustécul.
I U§el de mèi avguri, (F.) Uccello del Ustarì, sf. Osteria
malaugurio. PI. Ustarì.
(Lat. med. hostaria. GLE).
|U§el 'd nid, Nidiaceo.
I U§èl eh' vén da vi' Uccello importato Ustariànt, sm. Oste
PI. Ustariént.
I Brànc d'usèl. Stormo d'uccelli
I Sté' coma l'urèi int la rama, Stare Ustensori, sm. Ostensorio.
come l'uccello sulla frasca. PI. Ustensùri.
I A ru§el ingórd u s'i spunte e' bec, Al- Ustnizinni§om, sm. Ostruzionismo.
l'uccello ingordo (gli) si spuntò il becco. ] Boicottaggio.
(Lat. med. osellus, dal lat. tardo au- U§ufrùt, sm. Usufrutto.
celus). Usufrutuvèri, sm. Usufruttuario.
User, imp. Costumare, Usare PI. — èri
F. — éria
I L'u§a incora. Costuma ancora
I U n' u§a piò. Non costuma più. PI. F. — érji.
U^éss, rf. Abituarsi, Avvezzarsi. Uta! Comando affettuoso che si ri-
I No' t' u§é. Non abituarti... volge ai bimbi. Su!, Alza!, Alzati!
I No' fi u§é. Non abituartici. Utànta, (o Utànta), nm. Ottanta. Nu-
U§ival, agg. Docile mero di otto decine.
PI. U§ìval Utanténa, sf. Ottantina. Somma di 80
F. U§ivla PI. Utantén.
PI. F. Usivli. Utév, agg. num. ord. Ottavo.
(Dal lat. utibilis,( come il lat. tardo PI. Utév
usibilis, da cui l'it. ant. usèvole, usuale. F. Utéva
II nostro « u§ival »è giunto a noi in PI. F. Utévi.
ima forma traslata). Utmamént, aw. Ultimamente.
U§lér, sm. Uccellatore. Colui che cat- Utmàt, sm. Ultimatum
tura uccelli vivi.
j De' l'utmàt. Dar l'ultimatum.
I Uccellaio. Venditore di uccelli vivi. Utnér, tr. Ottenere.
I Uccelliere. Colui che custodisce uccelli Prt. Utnù
PI. U§lèr. F. Utnùda
UTOB 484 UVIN
PI. P. Utnùdi. I Uva pèrgiila .Zibibbo.
Uva rumanina. Uva passerina.
I L'è mèj utnè' cun al bòni ch'a n'è cun
al cativi, E' meglio ottenere con le buo- Uvadél, sf. pi. Ovatelle. Uova di filu-
ne che con le cattive maniere. gello. Seme di bachi da seta.
Utóbar, m. Ottobre. Uvadìn, sm. Ovino.
Utom, agg. Ultimo, Estremo. PI. Uvadìn. (Al pi. è tanto m. che f. ; ma
PI. Utom. in questo ultimo caso si fa sentire la
F. Utma « n » finale).
PI. F. Utmi Uvadón, sm. Ovone
PI. Uvadón (Al pi. è tanto m. che f. Se
I Utom chiaro a ultimo.
m' ciàm, (Nel gioco) Mi di- è f. si fa sentire la « n » finale ).
I In ùtom. In ultimo, Alla fine Uvafrégula, sf. Uva fragola. Sorta di
I L'ùtom 'd pósta, uva nera che ha -il profumo della fragola
Utòn sm. Ottone Proprio l'ultimo.
(metallo) E' detta anche li§abèla (Lisabella).
(Lat. med. octonum. GLE). Uvar, sm. Ubero, Poppa, Mammella
Uva, sf. Uva di animale.
PI. Uv. PI. Uvar.
Uve romagnole. (Per le spiegazioni v. I Ave' l'ùvar impradi. Avere una ma-
le singole voci). stite.
Agliédga; albana; aibanèla; bar?amen; (Lat. uber; sanscrito ùdhar, mammelle)
cagnina; canéna; clinto; grèla; lisabe- Uvarola, agg. Ovaiola, Che fa molte
la; muscatel; nigrèt; pagadèt; pignòl; uova. (E' un termine nuovo, v. Avda-
rafón; ró§la; salamàna; sgarnaròla; ròla).
san§vèrs; sbèbi; tarbiàn; uva dora; PI. Uvaròli.
uva dia Madóna; uva frégula; uva per- Uvastrél, sm. divella.
gula; uva rumanina. (V. Róf).
Uva travèrsa (v. traversa). Uvàta, sf. Ovatta, Bambagia.
Uva seca, Uva passa. Uvèra, sf. Mammella delle bestie
Uva §èrba. Uva acerba (It. ant. ùvero, sec. XIV).
Uva varéda. Uva invaiata PI. Uvèr
Uva réda. Uva spargola.
I Uvèragallina,
della » è chiamato anche l'addome
Uva dia Madóna, Colombana, San-
colombano. Uva di S. Colombano, bor- (v. Uvar)
gata in prov. di Pavia. Uvìn, sm. Bacca d'edera.
I Uva molto
nera dora. coltivata
Uva d'oro. Sorta d'uva
nel ravennate. 1 I turd i magna l'uvìn, I tordi si nu-
trono di bacche d'edera.
VACA 485 VALA
Vaca, sf. Vacca. Femmina del toro. niente | Indolente,
I Puttana. PI. Vagabónd
j Vacca. Baco da seta malato di giallu- F. Vagabónda
me e che non va al bosco, Frate. PI. F. Vagabóndi.
PI. Vac Vagòn, sm. Vagone ferroviario.
PI. Vagòn.
] Fé' dia vaca, (F.) Battere la fiacca.
I Vaca armintàna. Mucca armentana. Vajòn, aw. In giro; Nei pressi; Pei
(Lat. vacca). campi.
La vaca ad Rafèl, (aleni dicono Arfél)
] Ande' a vajòn, Vagolare.
a forza 'd liché' la s' magne e' videi, I Ande' a là vajòn pr' i chémp, Andare
La vacca di Raffaele a forza di leccare in giro pei campi.
si mangiò il vitello (Il troppo ritoccare I A cvè vajòn. Qui, in giro, nei pressi,
nelle vicinanze.
può rovinare l'opera).
Questo personaggio è men2donato an- (V. §iòn).
che come Dò' Rafèl nel detto: «Al j' è Val, sm. Vaglio
PI. Vèl
robi ad Dò' Rafèl ch'u n' li cred gnànc
un burdèl » (Sono cose da Don Raffae- j Val dia muziòn, Rosa di tiro (dei pal-
le che non le crede neanche un bam- lini).
bino). (Lat. vallus).
Vacànt, agg. Vacante, Vuoto. Vaia, sf. Palude, Padule.
PI. Vachént PI Val.
P. Vacànta
PI. F. Vacanti. I Pànza mi fó§i la vaia, (F.) Pancia
mia fatta capanna.
Vacàiu^a sf. Vacanza j La vaia de Mbì. (F.) Paese di cuc-
PI. Vacànz.
cagna.
Vachèta, sf. Vacchetta. Cuoio di Bul- ; Roba 'd vaia. Vegetazione palustre.
garia. i Vaia di cvàtar cvètar. Palude dei quat-
Vadèt, sm. Asola, Occhiello. tro quattro (4444 tomature = Km-
PI. Vadèt. 15,18514S).
(Dall'antico vado, sec. XIII, passo, a- ([Link]. vallis, valle, palude. GLE).
pertura. Il nostro « vadet » corrisponde Valadòr, sm. Vagliatore
a « vadetto », cioè piccola apertura). PI. Valadùr
Vagabónd, sm. Vagabondo. Valadùra, sf. Vagliatura. Lavoro, ef-
I Persona che non ha voglia di far fetto ,o costo del vagliare.
VALA 486 VAMP

I Mondiglia che cade dal vaglio. PI. F. Vél§i.


(Lat. med. vagliatura, GLE). U n' vél un bojòc, (F.) Non vale un
Valanga, sf. Valanga fico secco.
PI. Valàng. Valeriana, sf. Valeriana.
Valan:^àna, sm. Valenzana, Coperta di (Valeriana ofiftcinalis L. ).
lana. P. Zangheri.
PI. Valan^àn. Vàlid, agg. Valido (di contratto, deli-
Valarol, sm. Vallarolo (P. Serantini). bera, decisione, riunione, statuto; di
PI. Valarùl. moneta).
Vale, agg. e prt. Vagliato, Passato al PI. Vélid
vaglio, al crivello, F. Vàlida
(v. Valer). PI. F. Vàlidi.
Valèda, sf. Vagliata. Lavoro del cer- [Link]ì§a,
Valì§ sf. Valigia
nere (cenere), vagliare, crivellare.
I Vallata, Vallea, Valle. (Lat. med. valisia. GLE).
PI. Valédi Vaine, agg. Velenoso
I La valéda de Rònc, La vallata del fiu- I prt.
me Ronco . PI — èAvvelenato
F. — éda
I La valéda de §évi, La vallata del fiu-
me Savio. PI. F. — édi.
Valén, agg. Di valle. Vallivo. Valnèr, tr. Avvelenare
I ^acval valén, Anatra di valle. (Usata Prt. Vaine
da richiamo nella caccia in botte). PI — è
I A cve valén. Qui vicino, Nei dintorni. F. — éda
I A èva valén. Qua vicino, Nei pressi. PI. F. — édi.
Nei dintorni. Valòn, sm. Valone (due centesimi cir-
I A le valén, Lì intomo, Lì vicino. ca o mezzo baiocco).
I A là valén, In giro; Là, per i campi. I Ai primi del '900 si vendeva ancora nei
Aruch A., in op. cit., scrive : « Avalin. negozi un pentolino di terracotta per
La va avalin. Va vagando; o senza gui- cuocere i fagioli chiamato « pignat da
da». tri valòn ».
II lat. med. di Raverma (1300) registra PI. Valòn.
vallinus che significa vallivo. Da questa C'era anche « e' me? valòn », il mezzo
voce deriva direttamente il nostro ag- valone. Il valone era ima moneta ponti-
ficia.
get ivo «valén », vallivo, e i diversi
modi avverbiali di cui sopra. La frase Valor, sm. Valore |Prezzo j Raggua-
di Aruch Aldo è fedele all'originale che glio, Equivalenza | Pregio J Significato
è pieno di errori. «Avalin» va scritto: (di parole).
« a valin » la cui prima « a » è prepo- PI Valùr
sizione e « valin » è l'aggettivo che tro- I Muneda 'd valor, Moneta pregiata (in
viamo 230 anni prima a Ravenna lati- corso); Moneta di valore (antica).
nizzato in vallinus.
I Valor
una cosa.d'un cvèl, Prezzo (o valore) di
Valer, tr. Vagliare, Passare al vaglio,
al crivello.
Prt. Vale I Valor d'una munèda, Valore, raggua-
PI — è glio di una moneta (rispetto a un'altra)
F. — éda I Ròba 'd valor, Roba pregiata.
I Valor dal paròl, Peso delle parole.
PI. F. — édi. Vàlzer, sm. Valzer (ballo).
(Lat. med. vallare, GLE). Valunzel 'd Ghezz, m. Valloncello dei
Valer, tr. Valere Ghezzo .A nord-ovest della Valle Stan-
Prt. Vél§ diana in territorio di Campiano (Rav.).
PI. Vèl§ Vampe, sf. Vampa, Vampata.
P. Vél§a PI. Vampe.
VAN 487 VARG
Vàn, sm. Vano. Ambiente (di casa) Varchèr, tr. Valicare (monti).
PI. Vén. I Valicare (confini).
Vàn, agg. Vano Vardén sm. Luì grosso. Regolo co-
j Vuoto (di ravanelli, radici, rape spu- mune, R. maggiore, R. cenerino. Luì
gnose).
PI. Vén PI. Vardén.
giallo.
F. Vana Vardin, agg. Verdolino.
PI. F. Vani. PI. Vardin
(Lat. vanus). F. Vardina
Vangare!, sm. ( v. Palèt) PI. F. Vardini.
PI. Vangarèl Vardizér, intr. Verdeggiare.
Vangadór, sm. Vangatore Vardòn, agg. Verde cupo.
PI. Vangadur. Vardùra, sf. La V. comprende tutti
Vangèli, sm. Vangelo gli arbusti sempreverdi.
I L'è Vangeli. (F.) E' sacrosanta verità. : Verzura, Verdura.
Vanghéda, sf .. Vangata. Lavoro di van- (Anche Vardùria).
ga. Vangatura. Vare, agg. Invaiato. Che accenna a
maturarsi.
I Terreno vangato.
Vanghèr, tr. Vangare. Rivoltare il PI. — è
terreno con la vanga. F. — éda
Prt. Vanghe PI. F. — édi.
PI. — è Varér, int. Invaiare.
F. — éda (Dal lat. varius chiazzato).
PI. F. — édi. Varghér, int. Varcare, Passare degli
Vang^érgia, sf. Avanguardia uccelli che emigrano.
PI. Vangvérg. (Lat. med. vargare, varcare, passare,
Vaniglia, sf. Vaniglia, Vainiglia. GLE).
Vànt, sm. Vanto | Millanteria. Varghèta, sf. Verghetta. Anello nu-
ziale.
I Pé^n'un
vanto... vànt, Menar vanto. Farsi PI. Varghet
Vanta?, sm. Vantaggio ] Utilità (Lat. med. vergheta, anello. GLE).
PI. Van tè?. Secondo Giov. Bacocco (La pie, anno
Vantér. tr. Vantare | Magnificare XI, n. 2 ) la « varghèta » ricorderebbe
I rfl. Vantarsi, Menar vanto. il culto fallico dell'antichità. (Vedere
Prt. Van té anche vergella nel DEI).
PI. — è Vargógn, sf. pi. Vergogne. Parti geni-
F. — éda taU (Sigoli, sec. XIV).
PI. F. — édi. Vargógna, sf. Vergogna | Timidezza
Van^àj, sm. (v. Avanzai)
PI. Van^j. PI. Vargógn.
I Pudore.
Van?é, int| Rimanere | Restare. Vargón, sm. Panione, Vergello, Verga
Prt. Van^ impaniata.
PI. — è PI. Vargón .
F. — éda Vargugnèss, rfl. Provar vergogna.
PI. F. — édi. Vergognarsi (sia per azioni vergognose,
Vapor, sm. Vapore, Treno (a vapore). sia per timidezza). Provar timidezza.
Prt. Vargugné
] Vapor dia tèra. Vapore acqueo | Esala-
zioni di vario genere. PI. — è
PI. Vapur. F. — éda
Varbél, sm. Verbale PI. F. — édi.
PI. Varbél. Vargugn5§. agg. Timido
Varbéna, sf. Verbena. [Link], Pudico.
(Verbena officinalis). — ù§
VARG 488 VASE

F. — ó§a PI. — ì
PI. F. — ò§i. F. — Ida
Vargulè, agg. Vergato PI. F. —idi.
(It. ant. vergolato, sec. XIV). Vartìr, agg. « Vertiero », Veritiero.
PI. — é Detto di cappone male accapponato che
F. — éda si sente ancora gallo.
PI. F. — édi. PI. Vartir.
Vari?èr, intr. « Verreggiare ». Compor- I Gapón vartìr. Cappone vertiero.
tarsi da verro. Vartó, sf. Virtù, Dote, Qualità
Varìzja, sf. Avarizia j Profumo della mammola.
PI. Varizji. PI. Vartó
Varmèj, agg. Vermiglio Al pi. sign. anche organi sessuali.
PI. — èj 1 Par la Madóna (25 marzo) al viòl al
F. — èja pérd la vartó. Il giorno della Annun-
PI. F. — èji. ciazione le viole perdono il loro pro-
fumo.
(Lat. med. vermiglius, GLE).
Varnèta, sf. Verretta. Sorta di ver- ; U n' ha al su vartó, (F.) Non è in gra-
ricello usato per sollevare le ruote dei da di generare.
carri. Varulé agg. Butterato (dal vaiuolo).
PI. Varnèt. PI. — è
Varni§a, sf. Vernice. F. — éda
PI. Varnì§ PI. F. — édi.
I Varni§a a man, Vernice a mano, col (Lat. tardo variolatus, pustoloso).
pennello. Var?lén, sm. Verzellino, Verdolino,
I Varni§a a spró^, Vernice a spruzzo. Raperino,
Varni§adùra, sf. Verniciatura. Effetto PI. Varzlé[Link] d'Italia.
del verniciare. Vasca, sf. Vasca ; Bagnarola.
PI. Varni§adùr. PI. Vas-c.
Varni§adòr, sm. Verniciatore. Vas-cc, agg. Vano, Stopposo, Passo
PI. Vami§adur. (detto di radici, ravanelli, rape).
Varni§éda sf. Verniciatura. Lavoro PI. Vès-cc
del verniciare. F. Vàs-cia
PI. Varni§édi. PI. F. Vàs-ci.
Vami§ér, tr. Verniciare. Vaschèta, sf. Vaschetta.
Prt. Vamisé PI. Vaschèt.
PI. — è Vas-ciòn, sm. Vascone.
F. — éda Famoso « e' vas-ciòn 'd Gulmanèl » di
PI. F. — édi. Ravenna, divenuto proverbiale perchè
Varol, sm. Vaiolo, Vaiuolo. vi si gettavano tutti i rifiuti della città.
PI. Vascòn.
I Varòl di pòi, Vaiuolo dei polli, dei tac-
chini e dei piccioni.
PI. Varùl Va§el, sm. (Era un tino. Rimane l'uso
nella espressione « la m' pé' un va§èl »,
I Furé' 1 varùl, Innestare il vaiuolo. riferito a donna di proporzioni esage-
Varsà^, sm. Urlacelo. Versacelo. rate). Vasello.
PI. Varsè^. PI. Vasèl
Varfèr, tr. Versare. Depositare, far (Lat. med. vaselum, recipiente. GLE).
versamenti in denaro. Vaselina, sf. Vasellina.
Var§ìn, sm. Piccolo grido. PI. Vaselìn.
PI. Var§ìn.
Varsìón, sf. Versione [Link]§èr,
Va§èr sm. Vasaio.
PI. Varsión. (Lat. med. (1240), vasarius).
Vartìr, tr. Avvertire Va§èt, sm. Vasetto.
Prt. Vartì PI. Vaièt.
VCET 489 VEL

Vcèta, sf. Vecchietta. dentino che si sono levato.


PI. Vcèti.
I E' baia la vècia. Balla la vecchia. Tre-
Vciàja, sf. Vecchiaia. molio dell'aria prodoto dai vapori che
Vcina, sf. Vecchina si sollevano dalla terra nelle giornate
PI. Vcìni e Avcini. molto calde.
Vciòn, sm. Vecchione. j « Vècia » è chiamata familiarmente an-
PI. Vciòn. che la Segavecchia.
Vciòt (v. Avciòt).
jParroco
Ande' in dei vècia,
Romiti,Andare
in una inrelazione
Vecchia. delIl
Vdarola, agg. Ovaiola.
PI. Vdaròh. 1811, dice « Alcuni... in tempo di Carne-
Vdèr, tr. e int. Vedere (v. Avder) vale vanno in maschera... che consiste
Prt. Vest in una camicia bianca posta sopra i
PI. Vest panni con un bastone in mano... Queste
F. Vesta maschere si chiamano Vecchie o andar
PI. F. Vesti. in Vecchia e tutti gli danno vino, pane,
carne, ova, formaggio ». Tale usanza
I A n' la vèg céra, (P. ) Non ci vedo
chiaro. vige ancora.
I Un post dóv che u si vèd, Un luogo in Un'altra « vecia » è un « fantoccio di
cui si hanno visioni (di ombre, spiriti, dimensioni naturali, che durante il car-
fantasmi). nevale si erigeva nelle scuole, presso le
Vdèr, (v. Avdér). botteghe dei rivenduglioli di frutta e
Ve, interiezione. Guai. leccornie, ecc., e presso r« uròla » nelle
i Sta fèrom, ve!, Guai a te se ti muovi. case dei monti e della piana a rallegra-
(Lat. vae, «guai a...». re il cuore e l'animo dei fanciulli : brut-
Indoeuropeo wai, interiezione che indi- ta, era la vecchietta; ma buona e pazza
ca dolore. pei bimbi e per i morosi... ». N. Massa-
Véce, sm., agg. Vecchio. roli. La Pie, Anno I, Fase. I.
PI. Véce In tutte queste « vecchie » il Massaroli
F. Vècia
crede di poter identificare l'etrusca dea
PI. P. Veci. Mean, terribile, laida, ignuda ed alata.
I E' vece dia ca. Il più anziano della Vèdar, sm. Vetro.
casa. PI. Vìdar
j I véce, I genitori. [ Fabrica de vèdar, Vetreria.
I Uccelli nel periodo della cova e del- I Gvardé' da'd dia di vìdar, (sch.) Guar-
l'allevamento dei nidiacei. dare con gli occhiali.
I Vece rimbambì, Vecchio scemo. (Lat. vitrum).
j Vece cròi, Vecchio decrepito. Vèdov, sm. Vedovo
Pi. Vìduv.
I Vece indarlì, Vecchio scemo e decre-
pito. Vèdva, ,sf. Vedova
(Lat. med. veclus) PI. Védvi.
Veci, sf. pi. Monachine. Le ultime Vègia, sf. Veglia.
faville. « Vègia » è parola usata da Casemurate
Vécia, sf. Vecchia. veso sud. Quindi nella zona delle Ville
PI. Veci.
Unite anziché dire « fé' vègia » si dice
I Vècia de pój. La vecchia del pozzo è « sté' alvè ». La parola « vegia » è solo
una maliarda che, secondo un'antica nella frase « Tra la vègia e e' són » (tra
credenza, tira giù i bambini. la veglia e il sonno). Nel caso che la
I Ande' in vècia. Andare in giro masche- veglia sia fatta in compagnia di estra-
rato il giorno dell'Epifania. « La vècia » nei si usa « trep », « fé' trep ».
è pure detta la Befana; e «La vècia» Vègna, sf. Vigna.
PI. Vegn.
è chiamata una non precisata fata be-
nefica che porta doni sulla mensola del (Lat. med. vinea, GLE).
camino quando i bambini vi mettono il Vèl, I In vèl. In nessun luogo.
VEL 490 VEND

Vèl, sm. Velo I Avlé' póc' acva int e' vén. Volere poca
PI. Vii. acqua nel vino. (Volere pKx:a confiden-
Véla, sf. Vela (di imbarcazione). za).
I Aria] Vela cera, Aria trasparente, I Bi e' vén e lèja andé' l'acva a e' mu-
chiara | Vela imbrujéda. Aria annebbia- lén. Bevi il vino e lascia andar l'acqua
al mulino.
ta. Foschia; Témp 'd véla, Tempo sta-
bile, Bello stabile. (Lat. vinum. mediterraneo win, «vino»).
PI. Vèl Véna, sf. Avena.
I No' fé' veva, (F. ) Non rimettersi in I Véna sambèdga. Avena selvatica.
salute. (Avena fatua L.)
Véla, sf. Villa. Oggi è anche sinonimo (Lat. med. vena., GLE).
di Frazione. Véna, sf. Vena.
Villa, anticamente (1300) nel ravennate,
era il nome di un fondo molto esteso 1stagnante,
Rigagnolo neid'acqua
luoghi orapaludosi.
correntePrimo
ora
(di oltre 50 tomature) su cui potevano Uccellini nel suo Dizionario dice « Vene
esserci anche solo tre o quattro foco- 0 polle d'acqua, abbondano nelle pinete
lari 0 famiglie. ravennati ». « Pericolosi sono i luoghi,
PI. Vèl. dice il Ginanni, ove queste vene si tro-
Nel 1371 il territorio di Rav. compren- vano, perchè nascoste sotto ingannatore
deva 111 ville e 1336 focolari, esclusa la terreno ».
città che ne aveva 1743. PI. Vén.
I Vèl Unìdi, Ville Unite (di Ravenna). 1 Véna dilatéda, Varice.
Comprendono Bastia, Massa Forese, S. Vènar, m. Venerdì. Il quinto giorno
Pietro in Campiano, S. Pietro in Vin- della settimana..
coli, Ducenta, Carraie, Santo Stefano. PI. Vènar.
Velèta, sf. Velo, Velo che copre il I E' vènar e' pòrta sgrè^ia. Il venerdì è
capo alle donne. un giorno nefasto.
Vélvula, sf. Valvola Véncc, sm. Vinco, Vimine. Salcio gial-
PI. Vélvul. lo (Salix vitellina L.).
Vén, sm. Vino PI. Véncc.
PI. Vén (Lat. med. vinchus e vincium, GLE).
I Vén s-ciampòn. Questo vino è ottenuto I Véncc capuzén, Vinco capuccino. Ha
con un procedimento chiamato « ca- rametti lunghi con scorza giallo-ver-
plòn ». de e foglie più dure.
I Vén s-cèt. Vino schietto, Vin pretto. Vèndar, tr. Véndere.
Prt. Vindù
I Vén dacvé. Vino annacquato.
I Vén de puntèl. Vino del puntello. Co- PI. — ù
sì chiamato perchè, dopo la svinatura F. — ùda
del primo vino e del vinello, si versava PI. F. — di.
acqua sulle vinacce che venivano tenu- I Vèndar d'ignascòst, Vendere di sop-
te in basso mediante un palo (puntèl, piatto, di nascosto.
puntello) che poggiava, superiormente, Vèndar a l'amnùda, Vendere al detta-
nel coperchio del tino mantenuto fermo
con un peso. Questo vinello veniva spil- I V. d'ignacvél. Vendere di tutto
lato di volta in volta fino a Natale, glio.
I Vèndar a vésta, Vendere a vista (sen-
se si provvedeva a versare sulle vinacce za pesare o misurare).
sempre nuova acqua.
I Vèndar
dere [Link]àca e buratén, (F.) Ven-
I Gvànd che la bèrba la mèt e' stupén,
la^a la dona e béda a e' vén. Quando la Vendèta, sf. Vendetta.
barba mette lo stoppino, lascia la don- i (Anche Vindèta)
na e bada al vino. PI. Vendèt (o Vindèt).
I E' vén Vendichér (o Vindichèr), tr. Vendi-
latte dei rvecchi.
è la teta di vece, Il vino è il
care IRivendicare.
VENT 491 VERG
Prt. Vendiché o Vindiché F. Venta
PI. Vendiché o Vindiché PI. F. Vénti
F. Vendichéda o Vindichéda.
I Dèli tóti vénti. Darle tutte vinte, Con-
Vént, nm. Venti. discendere sempre.
Numero di due decine. Ventar, sm. Ventre
Vènt, sm. Vento (Lat. venter).
PI. Vènt. Vénjfar, tr. intr. Vincere.
I quattro venti della piana romagnola Prt. Vént
sono: la bura (vento di nord-est, bora); PI. Vént
F. Venta
la curéna (vento di sud-ovest; e' vind-
PI. F. Vénti
§én (vento di ponente); e' sciròc (vento (Lat. vincere).
di levante). Quando il tempo è stabile
reggono regolarmente: e' vént 'd tèra, Vèpra, sf. Vipera
PI. Vèpar
cioè la brezza terrestre; e e' vént 'd
mér, cioè la brezza di mare. (Lat. vipera).
I E' tira e' vént, Tira, Soffia, Spira Vèr, agg. Vero | Genuino.
il vento. PI. Vir
F. Véra
I Béva 'd vént, Alito di vento. PI. F. Véri.
I Bota
di vento.'d vént. Folata di vento. Colpo I E§ar int la véra (di frutti). Essere al
punto giusto di maturazione.
I Ave' e' vént int e' cui. Avere il vento
in poppa, in favore. I Magnéss la vera sòrta, Rimetterci il
I E' tira un brot vént! (P.) La va male! capitale iniziale (in vm giro d'affari).
j Se e' cambia vént!... (P.) Se cambia I Int la véra. In perfetta maturazione.
regime!... Ver. sm. Verro.
PI. Vèr.
I E' vén so e' vént. Si leva il vento. (Lat. med. verrus).
I L'armuléna e' vént, Il vento mulina. Véra, sm. Vero.
I Tu' vént. Mettersi controvento (per
EMDsarsi).
I UL'è n'véra, E' vero
è véra. Non è vero.
] Fé' vent. Ventilare, Far vento.
I (F.) Bastonare. I El a véra? E vero?
I Vént da acva, Ventipiovolo. ] El pròpi véra? E' proprio vero?
I U s' lèva e' vént, Si leva il vento. I Ei fét a véra? Sono fatti veri?
I Ave' e' vént Vèrd, agg. Verde.
contrario. (P.) incutréri. Avere ilcontro.
Avere la fortuna vento PI. Vird
F. Vèrda
] Lighé'
venti. a du vént. Fermare con due PI. F. Vérdi
I Lighé' a cvàtar vént. Legare, fermare I Vèrd coma un mar, Verde come un ra-
con quattro venti. Legare pali, o perti- marro.
che o altro, con quattro funi oblique (Lat. volgare virdis).
fermate in terra o in qualche altro Verdràm, sm. Verderame.
posto. Verèfica, sf. Verifica, controllo del be-
stiame denunciato.
I E' vènt e* ?ira, Il venti cambia dire-
zione. ! Qui dia verèfica, Agenti, incaricati del-
la verifica.
Si crede che domini per tutto l'anno
quel vento che soffia il Sabato Santo al Vérg, sm. Varco, Passo, Passaggio
momento in cui slegano le campane. (d'uccelli).
B. Amati (1811) dice che si crede domi- [ Usèl 'd vérg, Uccelli di passo.
nerà tutto l'anno quel vento che soffia PI.Vérga,
Vérg sf. Verga.
la notte di Natale.
(Lat. ventus). (Lat. virga).
Vént, prt., agg. Vinto.
PI. Vént Vèrgna,
la lunga e sf. Lagna ' Vernia. Lamente-
seccante.
VERI 492 VIAZ
PI. Vérgni. (Lat. vestis).
Véri, sm. Avaro j Spilorcio. Vésta, sf. Vista
PI Véri
F. Vària Veduta j Colpo d'occhio
A vésta d'òcc, A perdita d'occhio
PI F. Vérji. j Pònt 'd vésta, Pvmto di vista jOpinione
(Anche Averi).
I Cnó§ar 'd vesta. Conoscere di vista.
Vèrman, sm. Verme I Mètar in vésta, Mettere in mostra.
PI. Virman.
I Tu' a vésta, Comperare alla vista.
1 Vèrman sulitéri, Tenia, Verme soli- Vèt, sf. pi. Granturcole. Cime di gra-
tario. none.
(V. Virman). ] De' dal vét al besti, Dare cime di gra-
Vérs, sm. Verso (di uccello) [ Strido.
none al bestiame.'
I Verso (faccia di un [Link]) Tajé' al vét. Cimare il granone.
Pajèr dal vèt, Pagliaio di granturcole
I Parte
I Modo, Maniera e foglie di granone.
I Direzione Vèta, sf. Vetta, Cocuzzolo, Cima, E-
I pr. Verso. stremità, Sommità.
PI. Virs PI. Vèt.
; Gante' in vers. Cantare a piena voce I Da chév a veta. Da un'estremità al-
(degli uccelli in amore). l'altra. Dal
I principio alla fine.
I Fé' e' vèrs d'j' usèl, Rifare 11 verso IlaTu' la veta, Svettare. Levare, tagliare
vetta.
degli uccelli. PI. Vè|
Vért, prt., agg. Aperto. Ve?, prt. Avvezzo, Abituato, Solito.
PI. Viri F. Ve^a
F. Vèrta
PI. F. Vèrti. PI. F. Vè^i.
Vèrta, sf. Aperta ' Apertura. Vèza sf. Veccia
PI. Vért (Lat. med. vezza, GLE).
i A ogni verta 'd bóca, A ogni aperta di Vi', sf. Via, Strada
bocca.
Vé§, sm. Vaso I A vi' là (letter. « a via là »). Là, là lon-
! Vaso vinario. tano.
PI. Vi'
iPl. Vès = Vasi, botti, tini e bigonci.
I A vi' lo (è un rafforzativo di « a vi'
I Urèi de vé§. Orlo del vaso là» e indica lontananza). Lontano lon-
I Cui de vé§, Fondo del vaso. tano.
Vé§, sf. pi. Stoviglie, Terraglie.
I Vi' chelo, vi '[Link]àn
«luntàn Lontanissimo
»). (si dice an-
Vè§ar, sf. pi. Viscere.
Vès-cc, sm. Vischio ' Fura 'd vi', Fuorivia.
I Pania. Sostanza vischiosa ricavata dal- Ainné' vi'. Condurre via.
ie bacche del vischio quercino, usata \ Tu' vi', Togliere via, L-evare.
per catturare uccelletti.
(Viscvtm album L.) I Par via).
(Lat. vi' 'd, Per via di...
(Lat. viscum). Vi, aw. di luogo.
^kVéspra, sf. Vespa. Ivi (Lat. ibi)
PI. Vèspar i A vi cvé. Ivi qui; qui.
] Vèspra sambèdga. Con questa denomi- I A vi cva, Ivi qua; qua.
nazione si indica tanto la Vespa comu- I A vi là. Ivi là; là.
ne (Vespa vulgaris) quanto la Poliste Vialtin, sm. Vialetto, Piccolo viale.
cartonala (Polystes gallica). PI. Vialtin.
j Nid 'd vèspar. Nido di vespe. Vespaio. [Link]?,
Vie? sm. Viaggio.
(Lat. vespa).
Vésta, sf. Veste (Lat., 1405, uiagius, D. Firenzuola, op.
PI. Vèst oit.; dal lat. viaticum, provvista per il
VIAZ 493 VILA

viaggio). il prezzo convenuto. Questo modo di


Via?adór, sm. Viaggiatore dire si usava nel mercato della seta.
[ Rappresentante che va presso negozi PI. Videi
a offrire merci. F. Vidèla
Pi. Via?adur. PI. F. Vidèli.
: Pi^òn viazadór, Colombo viaggiatore. (Lat. vdtellus).
Via^tìn, sm. Viaggetto. Vidrari, sf. Vetreria.
PI. Viaztin. PI. Vidrari.
Vie va (v. Viquà). Vidré, agg. Vetrino Vitreo.
Vida, sf. Vite. Pianta che dà uva. PI. Vidrè.
(Lat. vitis). Ócc vidrè. Occhi vitrei.
I Vite (da legno o da ferro). Vidréna, sf. Vetrina.
PI. Vid PI. Vidrén.
i Vida de Canada, Vite del Canada. Vidrèr sm. Vetraio.
PI. Vidrèr.
j Dice la vite al contadino : « No' m'a n' (Lat. med. vitrarius).
tu', no' m'a n'. de', / no m' avnì' tòran
cvànd l'è bagné ». Non me ne prendere, Vidulèr, int. Fischiare
non me ne dare, non venirmi attorno
'Vie', prt. Andato
viato. via. Partito ' Av-
quando è bagnato.
E dice a chi la pota : « Fam purèta e a t' PI. 'Vie
farò rèe». Fammi povera (di tralci) e F. — éda
ti farò ricco. PI. F. — édi.
Vidariè, sf. Vetriata, Invetriata. Viél, sm. Viale.
[ Vetrina PI. Vièl.
PI. Vidarié. Vigiulèr, intr. Vegliare, Stare in ve-
(Lat. med. vitriata. GLE). glia, desto. Far veglia. Trattenersi la
Vidariol, sm. Orbettino sera e parte della notte in conversa-
(Anguis fragilis) zione, lavoro, divertimento.
j Parietaria, Erba vetriola (Parietaria Prt. Vigiulé.
officinalis).
Vigliàc, agg., sm. Vigliacco. Rara-
PI. Vidariùl. mente è usato nel senso che ha in it.
Vidà^, sm. Viticcio, Sarmento, Tral- In dialetto viene quasi sempre usato
cio staccato dalla vite. in tono scherzoso, come complimento
PI. Vide?;. e anche in senso di considerazione.
(Lat. med. vidazzus. GLE). PI. Viglèc
Vida^ìna, sf. Barbatella. Vite giovane. F. Vigliàca
j Piccola vite. PI. F. Vigliachi.
PI. Vidazìn.
Vigógna, sf. Vigógna. Pelo di vigo-
Vide, agg. Vitato, Coltivato a viti. gna. Stoffa di vigogna.
PI. Vigógn.
I Albaré e vide. Alberato e vitato. Det-
to di terreno.
PI. Vide Vigor,
vino). sm. Vigore ' Robustezza (di
F. — éda (Lat. vigor, «vigore»).
PI. F. — édi. Vilà, avv. Là, Colà.
(Dal lat. med. vidare, coltivare a viti.
GLE). I Là (in senso indeterminato).
Vidèiba, sf. Vitalba. I A vilà. Là.
PI. Vidéibar. I Vilà,
(Clematis vitalba). Vilàn, vilà.
sm. Lontano
Villano, lontano (v. Vi').
maleducato.
(Lat. vitis alba). I Nel dial. antico: contadino.
Videi, sm. Vitello | (F.) Imbroglio. (Lat. med. (1177) villanus, contadino.
GLE).
I Fé' e' videi, Prendere il pretesto da
un difetto della merce per abbassare I S'è' sbadaja e' /il&n,
VILE 494 VIRM
PI. Vintej.
o ch'l'à sèd
o ch'l'à son, (Lat. med. ventaglus. GLE)
o ch'l'à fàm, Vintajòla sf. Sventola (del fuoco).
o ch'l'à un mèi PI. Vintajòl.
che u n' e' vò di', Vinte sf. Ventata, Folata di vento.
o ch'l'à son E' più dialettale « limpé 'd vént ».
PI. Vinte.
e u n' pò durmì'.
Vilén, sm. Villino. Vinténa, sf. Ventina, Somma di 20.
PI. Vilén. PI. Vintén.
Viluccpid, sm Velocipede Vintlón, sm. Ventilatore.
PI. Vdlucèpid. Vintrón, sm. Ventraia. Stomaco e in-
Vilùt, sm. Velluto. testino del ruminante.
(V. Avlut). PI. Vintrón.
Vinaròla, sf. Ammcstatrice. Attrez- (V. Ventar).
Vintulatòr, sm. Ventilatore.
([Link] permed.
pigiare l'uva. GLE).
vinaròla. PI. Vintulatur.
Vinà^, sf. Vinaccia, Vinacce.
PI. Vinà^. a Vintura,
la vintura,sf. Andare
Ventura,alla Sorte.
ventura.^ Ande'
(Lat. med. vinaccia e vinazza. GLE). Viol, sm. Viottolo, Vicolo.
Vinazol sm. Vinacciolo. PI. Viùl.
PI. Vinajùl. (V. Viòla).
Viola sf. Viottolo.
Vincén, agg. Vimineo, V incido. E' PI. Viòl.
riferito solo al salice da legare chia-
mato « §èl§ vincén ». (Lat. med. viola, viuzza, vicolo. DEI
Vincerà sf. Vincheto Vincaia. e GLE).
PI. Vincer. Questo voc. del vecchio dialetto è
Vinciàstar, sm. Vincastro.
PI. Vincèstar. giunto fino ai primi del '900. Di qui
l'antico, diminutivo « viuléna ».
Vinciastré, sf. (V. §vinciastré). Ultimamente con « viòla » si indicava
Vinculèr, tr. Vincolare. un vicolo basso fiancheggiato da alte
Prt. Vincale. siepi che serviva anche per lo scolo del-
PI. — è le acque.
F. — éda Viola, sf. Viola.
PI. F. — édi. PI. Viòl
Vindèma, sf. Vendemmia. I Viòla zala (o viòla bianca), Primula
PI. Vindèm.
gialla
Madona (E' »). anche chiamata « Viòla dia
(Lat. vindemia).
Vindichèr, tr. Vendicare. Costuma ancora toccare gli occhi dei
(Dal lat. vindicare). bambini con una o più viole, perchè si
Vinmér, tr. Vendemmiare. crede che ciò porti loro fortuna.
Vinmadòr, sm. Vendemmiatore. Viparéna, sf. (v. Erba vepra).
PI. Vinmadùr Viquà, aw. Qui, Qua, Da queste parti.
F. Vinmadòri
PI. F. Vinmadòri. ([Link]é,
Vi'). sf. Verità, Vero.
Vind§én, sm. Vento di ponente. PI. Virité.
Quando spira piano, e solo al mattino,
] Di' la virité 'd ridènd. Dire la verità
celiando.
si chiama Vént ad terra. Vento di ter-
ra. Brezza terrestre. Virnian, sm. pi. Vermi
Vindù prt. Venduto.
PI. Vindù I Verminazioni.
F. Vindùda I Piumbè' i vìrman, Piombare i vermi.
Questa operazione si faceva ai bambini
PI. Vindùdi. che soffrivano di verminazioni. Gli si
Vintàj sm. Ventaglio. metteva un catino con acqua sulla pan-
VISC 495 VIVA

eia e vi si versava piombo fuso. Il piom- Vitarbè§, sm. Pittima reale, Trivella,
bo, raffredandosi, assumeva la forma Moschettone.
di piccoli vermi « piombati ». Pittima, P. codanera, Vetola, Pantana,
PI. Vitarbìs.
I A t' piomb i virman, (F.) Ti busso. Vitarìna, sf. Cimolo. Punta estrema
Vis-cér, intr. Appiccicare (di cose vi-
scose). di un ramo o di una pianta.
PI. Vitarìn.
I Roba eh' lavès-cia, Roba appiccicosa.
Vis-cèr, sm. Viscosità. Vitasóla, (v. Vita).
Vi§ì5n, sf. Visione, Apparizione Vitoria, sf. Vittoria.
I Allucinazione. PI. Vitòrji.
PI. Vision.
j Canté' viteria, (F.) Cantar vittoria.
Vifìra, sf. Visiera. Vitupèri, sm. Vituperio.
PI. Vi§ìr I Villania, Parolaccia, Ingiuria, Impro-
([Link]. visera, GLE).
Visita, sm. Visita, Sopraluogo. PI. Vitupèri.
perio.
I Visita (del medico). I Di' l'érca di vitupèri, (F.) Scagliare
PI. Vì§it. tutti gli improperi di questo mondo.
Vi§itadòr, sm. Visitatore Vituvaja, sf. Non più in uso nel senso
PI. Visltadùr antico di vettovaglia, ma nel senso di
F. — óra « baldoria di vivande ».
PI. F. — òri. Viughér, int. Vagare. Andare qua e là.
Vi§itér tr. Visitare (del medico). Viulòt, sm. Viottolo
Prt. Visite Viv, agg. Vivo I Vivace.
PI. — è PI. Viv
P. — éda P. Viva
PI. F. — édi. PI. F. Vivi.
Vi§iunéri sm. Visionario, Che vede I Féss viv. Farsi vivo.
cose immaginarie, Che lavora di fan- j E' mòrt e' pòrta e' viv. Il morto porta
tasìa.
il vivo. Se si sogna un morto si rice-
PI. — èri ve una visita.
F. — éria Viva, esci. Viva, Evviva.
PI. F. érji.
Visprèr, sm. Vespaio. Nido di vespe. I Rugé' viva. Gridare evviva.
PI. Visprìr I Viva e' tu Signor!, Vivaddio!
Vivacér, intr. Vivacchiare. Tirare a-
(v. Sprèr). vanti alla meglio.
] De' tóma a un visprèr, (F.) Stuzzicare Vivajèsta, sf. Vivaista.
un vespaio. PI. Vivajèsta.
Vispròn, sm. Pelopea. Vivàj, sm. Vivaio, Semenzaio.
PI. Vispròn. PI. Vivèj.
Vi§uéla, sf. Visuale. Vivanda, sf. Vivanda.
Orientamento, Senso dell'orientamento PI. Vivànd.
Vita, sf. Vita | Fianchi. Vivandìr, sm. Vivandiere
Vita bijéta!. Vita beata! PI — ir
Fé' vita in cumón. Far vita in comune. F. — ira
Sté' in vita. Stare eretto. PI. F. — ìri.
Vita curta, Vita, esistenza breve. Vivént, prt., agg. Vivente.
Vita lónga, Lunga esistenza.
Si usa in pochi casi. Es. Vivént e' ba',
Vita da gnìtt. Esistenza, vita insignifi- Vivente il babbo; Intànt che a so' vi-
cante. vént me. Finché sono vivo io.
I Amìg dia vita. Amico per la vita. Vìvar, int., tr. Vivere.
Pra. Vi§ù
I Vita ritirata, Vita appartata.
I L'è vita sóla, E' solo, Non ha più PI. — ù
nessuno. F. — uda
VIZE 496 VOLA

PI. F. — udi. ongme.


(Si usa comunemente Camper). Prt. Vnù
PI. Vnù
Vizér (V. Avi^ér).
Vi^éss (V. Avi^ss). F. Vnùda
Vi?i sm. Vizio. PI. F. Vnùdi.
j Abitudine | Tic nervoso. (v. Avnìr).
PI. VÌ5Ì. Voga, Voga, Usanza, Moda, Auge.
(Lat. vitium). Vigore, rigoglio delle piante.
Vi^iér tr. [Link] cattive abitu- Vogan sm. Argano che si usa nei ca-
dini. panni da pesca per tirar su e calare la
Prt. Vi^ié rete a bilancia.
PI. — è PI. Vùgan
F. — éda Antico vòlgolo, rullo di legno, situato
PI. F. — édi. sul pozzo, che serviva a tirar su la sec-
Vi^iòs, agg. Vizioso. chia; lat. med. volgulus, rullo di legno
PI. — ù§ che serviva a tirar su la secchia. GLE.
F. — ò§a Vóia, sf. Voglia, Brama, Desiderio.
Pl.F. — o§i. j Voglia. Macchia, neo o simile, conge-
Vi?61, sm. Veggiola, Vaso vinario. nita di qualche parte del corpo, che si
PI. Vi?ùl credeva causata da una voglia di cibo,
(Lat. med. vezolum; da veges, botte. frutta o bevanaa, avuta dalla madre du-
GLE).
PI. Vó[Link] la gestazione.
Il Biondelli traduce con « doglio » vaso
di legno a guisa di barilone. Voja de sumàr. Voglia del somaro.
Ant. Mambelli (Forlì) dice: «Recipien- Sviluppo abnorme del membro virile.
te sul tipo della castellata romagnola, j Vója dia luméga, Voglia della lumaca,
per il trasporto delle uve pigiate ». Impotenza psichica consistente in ere-
Questo recipiente serviva a trasporta- zione incompleta, con detumescenza pre-
re il mosto e a conservare il vino. matura ed eiaculazione precoce.
Vlén, sm. Veleno.
PI. Vlén. [ Vója
Si (ice de
chezàcval. (Voglia
ha questa dell'anatra).
voglia colui che
I De' e' vlén, Avvelenare. ha le dita palmate fino alla prima fa-
lange.
I Ave' e' vlén int la lèngue, (F.) Esse-
re perfido. ! Vója dia levra. Voglia della lepre.
Vlèr, tr. e intr. Volere Labbro leporino.
I Pretendere. PI.Vòjpa
Vójp sf. Volpe
I E' pé' eh' u n' in voja, (F.) Pare che
non ne voglia.
Prt. Vlu ' Ró§ la
come còma la vójpa, Di pelo rossiccio
volpe.
PI. Vlu
[ Furb coma la vòjpa. Scaltro come la
F. Vlùda vople.
PI. F. Vlùdi.
Vieta (v. cupet). Piccolo velo. Veletta. I E' va a le la vòjpa!, (F.) Se ne va lì
una che non se ne dà per inteso.
Vlinér, tr. Avvelenare (v. Avlinér). Per dire che dall'aspetto non si può
Prt. VIiné giudicare la scaltrezza di una persona,
PI. — è
P. — éda si dice:Cioè:
crèd. La vòjpa la stastaindo
la volpe eh' non
dove u n' si
s'
PI. F. — édi.
Vlocc, sm. Vilucchio. pensa.
VÓI, sm. Volo
Vluntìra, aw. Volentieri. PI. Vul.
(Anche Avluntira). Vola sf. Pogata
Vnir, int. Venire, Tornare (BacchelU, Mulino del Po, V. II, p. 69).
I Provenire, Derivare, Discendere, Aver Cumulo di -cinigia o cenere calda sotto
VOLP 497 VUIT
cui si cuociono mele, patate, lumache, (Lat. vox,-cis).
focacce e covaccini. Vòst, agg. poss. Vostro.
PI. Vòst.
[ Cumulo di farina messa a fermentare F. Vòsta
per la panificazione.
(V. Avulér). PI. F. Vosti.
Vòlp sf. Pesce volpe o codalunga. Vót, sm. Voto. Promessa (in senso
(Alopias vulpinus) religioso) per chiedere un favore.
PI. Vòlp.
PI. Vut.
Volt, sm. Arco | Tomba in muratura.
I Voto.
Vrócc, m. Verucchio.
j prt., agg. Volto, Rivolto, Girato.
PI. Vult Come doveva sembrare lontano questo
F. Vòlta paese al tempo in cui, volendo augura-
PI. F. Vòlti. re a una persona noiosa che si levas-
I Ad cànt a sit vòlt?, Da che parte sei se dai! piedi le si diceva: T'andè§ à
voltato? Vrócc
Volta, sf. Volta. Vstì, sm. Vestito, Abito.
[ Cupola, Volta. PI. Vstì
(Lat. med. volta, arco, GLE). Nell'uso corrente ha perso la « v » e si
PI. Vòlt. dice « stì ».
I De' *d vòlta e' zarvèl, Dar la volta al Vstiéri, sm. Vestiario.
cervello, Ammattire. PI. Vstiéri.
I U j dà 'd vòlta i cariùl (F.) Gli danno Vstimént, (v Stimént).
la volta le cervella, Ammattisce. Vtura, (v. Avtura).
' Dal vòlt. Alle volte. Certe volte. Vturén, sm. Vetturale. Vetturino.
I òn a la vòlta. Uno uer volta. PI. Vturén.
Vueatùra, (v. Avucatura).
Idominare
Féss tu' indal vòlta
[Link] Perdere
e' vén, (F.)
la Farsi
testa Vucaziòn, sf. Vocazione.
col vino, per il troppo bere. PI. Vucaziòn.
I Al piò vòlt, Le più volte. Vuchéla, sf. Vocale.
PI. Vuchél.
I De' 'd volta, Ribaltare.
Volte?ìra, avv. Quasi sempre. Vugadòr, sm. Nuotatore.
Vóngula, sf. Vongola. PI. — ùr
PI. Vóngul. F. — óra
Vò§, sf. Voce. PI. F. — òri.
I Ciò che si dice. Vughéda, sf. Nuotata.
PI. Vò§ PI. Vughèdi.
(Anche vó§a). Vughér, intr. Nuotare. ( Il vecchio dia-
I Vò§ dal cavalèt (Spallicci), Il canto letto usava «nuvighér»).
delle cavallette. Prt. Vughé.
I Al^' la vò§. Alzare la voce (di perso- Vujètar, pron. pers. Voialtri, Voi.
na alterata). Vujétri, pron. pers. Voialtre, Voi.
I Fé' la vò^a grofa, (F.) Par la voce Vujin, sm., agg. Persona piena di de-
grossa. sideri, di vogliuzze.
PI. — in
I De' una vò§a. Dare una voce. Chia-
mare. F. — ina
I No' ave' vò§ in capètul, Non aver voce PI. F. — ini.
in capitolo. Vuipòn sm. Volpone. Maschio di
I Déss la vò§. Darsi la voce, Far cor- volpe.
rere la voce.
jPersona scaltra.
I A ba§a vòsa. Sottovoce, A bassa voce. Vuipòt. sm. Volpacchiotto
I Tòta péna e vó§, Tutto voce e penne. PI. Vuipót.
I iPa§é' la vò§a. Passar parola. Vùit. agg. Vuoto. Vacuo.
PI. Vùit
Scarbujé' la vò§a. Spargere la voce
VUIT 498 VZEG
P. Vùita Vultén, sm. Tombino, Tomba in mu-
PI. F. Vùiti. ratura.
PI. Vultén.
Vuitér, tr. Versare, Svuotare | Me- (V. Vòlt).
scere.
Vuitér int. e tr. Voltare.
I Mescere.
Prt. Vuité
j Vuité'
Prt. Vuitéda bé, E^ar da bere, Mescere. PI. — è
PI. — è P. — éda
F. — éda PI. F. — édi.
PI. F. — édi.
I Vulté' gabàna, (F.) Voltare gabbana,
Vuladìn, sm. Volettino. casacca, bandiera.
PI. Vuladìn. Volticela, sf. Sterzo (del carro e della
Vulànt, agg. Volante. carrozza).
PI. — ént PI. Vulti^él.
F. — anta Vultón, sm. Arco, Volto
Pl.F. — ànti. j Giro di ruota, di elica, di perno; giro
' Scvédra vulànta, Squadra volante, da su sé stesso.
impiegare ovunque ci sia bisogno. j Mandata di chiave
Vulanté (o Vuluntè) sf. Volontà I Ribollimento del vino.
PI. Vulanté (o Vulunté). PI. Vultón.
I A vulanté, A volontà, A piacere. Vultura, sf. Voltura. Atto notarile di
Vulantén, sm. Volantino, Manifestino passaggio di proprietà.
distribuito per la strada o gettato dal- Vulunté, sf. Volontà
l'alto. PI. Vulunté.
PI. Vulantén. (v. Vulanté)
I Buté' vi' di vulantén, Gettar volantini. Vuluntèri, sm. Volontario.
Vulantéri, sm. Volontario PI. — èri
PI. — èri F. — éria
F. — éria PI. F. érji.
PI. F. — érji. (v. Vulantéri).
Vuléda, sf. Volata
PI. Vuléd. Vuflàza, sf. Vociacela.
PI. Vu§làzi.
Vulédga, sf. Impetiggine, Impetigine,
Volatica. Scabrosità della pelle con Vuflìna, sf. Vocina
PI. Vu§lìn.
squame.
PI. Vulédg. Vu§lòna, sf. Vociona
PI. Vu§lón.
Vulèr, intr. Volare
Prt. Vulé Vutànt, ps., sm. Votante.
PI. Vutént.
PI. — è
F. — éda Vutaziòn, sf. pi. Elezioni, Votazioni.
PI. F. — édi. Vutér, int. Votare.
Prt. Vuté.
I Vulé' e' fug (v. Awriér).
Vultédà sf. Voltata, Curva, Svolta. Vzéglia, sf. Vigilia.
I <F.) Giro di parole. Perifrasi. PI. V?ègli
PI. Vultédi. (V. D?èglia).
ZA 499 ZACV

Za, avv. Già si mettono le monete. Vince chi rove-


(dal lat. jam). scia il sassetto.
?abaj, sm. Svenimento j Giramento Zachén, sm. Sorta di uva nera usata
di testa. come colorino.
PI. ?abej. (Degerazione di giacinto? color giacin-
ifabajòn, sm. Zabaione to, color rosso).
PI. ^abajòn.
Zabarióna, sf. La Zabariona, ricorda PI. Zécul.(v. ^àcval)
fàcili

O. Guerrini, « la stasava int e' bòrg 'd Zàcula (o :?àcvla) Anatra (femmina)
Porta Indariàna », abitava nel Borgo PL ?;àcli (o ^àcvli).
di Porta Adriana, ove gestiva una locan- IJaculèr, intr. Camminare come una
da (o osteria) in cui si bevevano i buo- anatra.
ni vini romagnoli e meridionali: la ca- Zaculìn, sm. Anatrino.
nina e il marascone. PL Zaculìn.
Nel 1848, Gius. Garibaldi, di passaggio ^àcval, sm. Anatra.
a Ravenna con la Legione Italiana, si PI. ^ècval
fermò nella locanda della Zabariona dal ?àcval casalén. Anatra domestica.
18 al 28 novembre (P. D. Pasolini, Flar i ^àcval nustràn, Anatra nostrana.
venna e le sue grandi memorie). I ^àcval bastérd. Ibrido di anatra di
I^acaréla, sf. Zaccherella. Barberia con anatra nostrana.
( Sutàna (e qualsiasi altro indumento)
I ^àcval mot. Anatra muta, A. di Bar-
beria.
a la ^acarèla, Sottana alla zaccarella
(che si inzacchera, perchè striscia, o ! IJàcval da la cresta. Anatra crestata,
tocca per terra). muta, di Barberia.
^acaramàndla, sf. Salamandra. ' ^àcval ucarén. Ibrido di oca con ana-
PI. ^acaramàndal tra.
(Anche Salamandra). .
; ^àcval 'd vaia, (germano e Germano
domestico.
?acarl5n, sm., agg. Zaccheroso, Zac-
cherone.
I ^àcval valén, (v. Valén).
I Cencioso | Straccione. j ^àcval cmacès. Germano domestico
PI. — òn comachese.
F. — óna
PI. F. — òni. I Birb còma l'òcc de ?;acval. Scaltro co-
me l'occhio dell'anatra.
I^achégn, sm. Mattoncello.
Si gioca con piastre e un sassetto su cui I jècval j' indvéna l'acva. Le anatre
f quando agitano le ali) preannunciano
ZAFA 500 ZAMP

la pioggia. ^ambcla, sf. Ciambella


PI. Zambél
I Marche delle
Mercato di ^ècval anatre (o
(o M. dal j'
M. delle oc),
oche).
Questo M. a cui si allude a proposito I ^ambèla de pò?, Anello dell'imbocca-
tura del pozzo.
di notizie di nessun fondamento, partite I ^ambela da baru^n. Cuscino per se-
da un luogo di nessuna considerazione, dile di biroccino, con un buco circolare
esistè realmente a Ravenna e fu la Pla- al centro.
za aucaria, cioè il mercato delle oche, I Tond bistond, bichir sènza fond; bi-
animali molto richiesti dagli ebrei che chir u n'è, indvéna cvèl ch'l'è. (Questo
in quella città avevano una loro strada, indov. della ciambella, 11 Bagli lo ripor-
il Ghetto, (Via Luca bonghi) e una si- ta come imolese ; ma è anche del raven-
nagoga. nate).
Questo animale tronfio e dalle carni Zambén, sf. Affaruccio | Transazione
gustose era molto apprezzato dai bor- equivoca | Contratto che non soddisfa
ghigiani di Schiavonia (Forli) che lo nessuna delle due parti interessate.
mangiavano per tradizione il giorno del- PI. ?ambén.
la B. V. Addolorata (La Madóna di set i^àmbo. Quando un bambino vuole
dulùr), festa del loro rione. Per tale fe- interrompere momentaneamente un gio-
sta l'immagine dell'anatra veniva per- co a rincorrersi dice : « ?àmbo », chie-
fino stampata sui muri col motto « Viva dendo con ciò una sosta, una tregua.
e' ?àcul ! ». Qualcuno dice anche « gambo », che è
I U j béca nénc i ^ècval. Gli beccano forse la forma più antica e mi fa sup-
anche le anatre, (così si dice di chi si porre si tratti di una storpiatura di
lascia mancar di rispetto da tutti). « io gabbo », cioè gabbo, scherzo, non
?afaràn, sm. Zafferano. faccio sul serio. Col tempo ha preso
Zagarìn, sm. Alzavola. il significato di « chiedo una tregua »
PI. ?agairin Zambùc, sm. Sambuco
F. — ina (Sambucus nigra L).
PI. F. — ini. I ^ambùc mat (o sambèdg), Ebbio.
Zal, agg. Giallo (Sambucus Ebulus L.).
PI. ?èl II primo è un albero, il secondo invece
P. ?àla non supera la fase di arbusto e cresce
PI. F. ?ali. spontaneo.
(Lat. med. zallus, giallo). PI. IJambuc.
Zaiéna, sf. Sala. (Lat. sambucus).
Erba palustre le cui foglie sono usate Zamòr sm. Cimurro
per impagliare sedie. (Lat. med. cimorrum. GLE).
?altègn, agg. Gialliccio
PI. — ègn (v.^ampalghègn,
Zampélg) agg. Di rospo
F. — ègna I Ave' e' che (o l'udor, o e' fìé) de
PI. F. — ègni. ?ampalghègn. Puzzare di rospo ( o di
^alténa^ sf. Celletta. fanghiglia).
Ora per « zalténa » si intende una co- ^ampalghér int. Zampettare a rospo.
lonna votiva, a forma di celletta, eretta Zampanela, sf. Ciampanelle.
m onore di un Santo o della Madonna.
i Ande' in ?ampanèla, Dare in ciampa-
« Zalténa » è anche un piccolo oratorio nelle, Far cose strane. Dire cose scon-
come la « Zalténa 'd Santa Ro§a » pres- nesseComportarsi
I da matto.
so Forlimpopoli.
Rampar òn, sm. Zoccolo.
PI. ?altén. Strato di terra che resta appiccicata al-
?altin, agg. Gianetto. le scarpe, ai piedi, alle zampe.
PI. — in PI. Zamparòn.
P. — ìsna
PI. F. — ini. ^amparunèr, sm. Spargimento di zoc-
coli.
ZAMP 501 ZARA

GLE.
I Fé' de ^amparunèr, Perdere zoccoli,
Disseminar zoccoli, Lasciar cadere qua Zanìn-zanél, sm. (Zanino-zanello).
e là zoccoli, (v. Zamparón). Gioco dell'anello.
^ampé, sf. Zampata. « Zanìn » ha il medesimo significato di
PI. ?. « Nanìn » come diminutivo e vezzeg-
Zampélg, sm. Rospo, Zambaldo. giativo. (Da zana, culla di vimini).
PI. ^^ampèlg
(Da [Link], zamputo). j Fé'lo. ?anin-zanèl Fareil ilgioco
Colui che dirige giocodice
dell'anel-
a uno
I Indovinello: Sota e' pont ad bel acva qualsiasi: — Zanìn-zanél, ind él e' mi
/ u j' è du occ eh' u m' pé' una gata. anél? — e l'interpellato cerca di indo-
/U j' è una pela arzinténa: / du bulén vinare. Chi non indovina fa una peni-
a chi l'indvéna. (Bagli). tenza.
^ampéna, sf. Zampino. Zan^alìra, sf. Zanzariera.
j Mètar la ^ampéna. Mettere lo zampino PI. ^an^alir.
PI. ^ampén.
Zan^alón 'd maréna, sm. Grossa zan-
^ampèt, sm. Zampetto. Peduccio di zara che si trova nelle campagne. Zan-
montone, di nìaiale, di lepre. zara dei prati.
PI. ^ampet. PI. ^an^alón.
I Stèndar Zanzarél, sm. Zaccherella. Caccola,
tro [Link].i ^ampèt, (F.) Andare all'al- piccola zacchera di sterco, della lana
Zampìga, sf. Tirabrace delle pecore e delle capre.
PL ^ampìg PI. ^an^arèl
Nel sec. XVII era già in uso a Ravenna Zanzèja, sf. Gengiva
questo ferro chiamato « zampega », cioè PI. ?an?ej
« ferro che si adoi>era per dare nel fuo- (Lat. gingiva).
co », forse come attizzatoio. Aruch A., Zan^éla, sf. Zanzara.
op. cit. PL Zan?èl.
!^ampitér, intr. Zampettare, Sgambet- Zanzcrla, sf.
tare. Erigerson canadensis L. (P. Zangheri).
Zanca, sf. Trampolo. IZapàl, sm Labbro grosso, carnoso,
I Staggio posteriore della sedia.
PI. Zane grande.
PI. ?;èpal.
I Caminé' int al ^ànc, Camminare coi Zapén, sm. Pino sapino.
trampoli. PI. ?apén.
I Al ^ànc dia scaràna. Gli staggi poste- (Lat. med. sapinus (pino). GLE).
riori della sedia. iZaplòn, sm. Labbrone. Persona che ha
(« ^ànca » viene da cianca, «gamba»). lebbra grosse.
^anchèta, sf. Ganghero. Giravolta che PI. — ón
fa la lepre inseguita dal cane. F. — òna
I Fé' la ?:anchèta. Fare un ganghero, PI. F. — òni.
Fare un gangherello. (v. Zàpal).
PI. g;anchèt
IJàqual, sm. (v. Zàcvalì.
Anche il grano allettato, e poi ripiegato PI. ?èqual.
in su, si dice che « e' fa la zanchèta », ^àqual 'd vàia. (v. Anàdra).
che fa il gomito. :^arabégul, sm. Papatacio
i^anèta, sf. Giannetta. Bastone da
PI. ^arabì'gul
passeggio con impugnatura ricurva. La stessa voce è riportata dal Biondelli
PI. Zanèt. (1853) per il piacentino, col significato
II DEI dice: «XVII sec, bastone o di zanzara: (ziribigola).
mazza di canna d'India che portavano Ifarabègval (v. ^arabèguD
gli ufficiali, poi bastone da passeggio. PI. Zarabìgval.
Lat. medioev. « giannetta », e « zaneta », ^aragnòcval, sm. Nocca. Colpo con le
giannetta, lancia leggera per cavalleria. nocche a pugno chiuso.
ZARA 502 ZARM

PI. ^aragnócval di Maria.


<Dal lat. medioevale cirioUus, cero.
j De' di ^aragnócval, Dare delle nocche.
ij^uràndul, sm. Ceneracciolo. Grosso GLE).
panno di canapa che si stende sopra i
E' de
riòla ». dia ^ariòla.
Il lat. Il giorno ha
ecclesiaistico dellafestum
« ce-
panni sporchi del mastello, perchè filtri
il ranno che vi si versa. cereorum. (v. Candilòra).
PI. ^arèndal. Se e' piòv int la zariola cvaranta de
^arandlóna, agg. Sciattona, Cialtrona. d'invern' i s'arinòva. (Se piove sulla
PI. ^arandloni. candelora si avranno altri quaranta
(Forse da cenerandola, colei che va m
giorni d'inverno).
giro a comprar cenere). [ Il cero della « ^ariòla » veniva acceso
?arbàcc, sm. Sterpo durante i temporali e nelle veglie dei
I Virgulto, Pollone. moribondi.
PI. /Jarbècc ?arladòr, sm. Colui che incita i buoi
(Dall'it. ant. gerbo, sterpo). con la voce e col pungolo.
Zarbacér, sm. Sterpeto | Sterpaglia. PI. — ùr
?arbèl, sm. (v. Zarbèla). F. — óra
^arbèla, sf. Stollo del pagliaio PI. F. — òri.
(« Barcile del pagliaio». S. Muratori). (v. parler).
PI. ?;arbél. ^arlatàn, sm. Cerretano
^iarcantón, agg. Questuante, Cercatore. Ciarlatano, Imbroglione.
I Fré ?;arcantòn. Frate questuante. PI. — én
PI. IJarcantòn. F. — àna
Zarcèt, sm. Patereccio, Panericcio, PI. F. — ani.
Giradito Zarlèr, intr. Stimolare le mucche a
I Cerchietto, Cerchiello. tirare; incitarle con la voce. Guidare le
PI. ?arcèt. mucche con la voce.
Zarchér, tr. Cercare (Dal lat. gerere).
Prt. ?;arché Zarmacé, agg. Screziato.
PI. — è PI.' — è
F. — èda F. — éda
PI. F. — édi. PI. F. — édi.
I Ch' zèrca trova, Chi cerca trova. Zarmèj, sm. (v. Zarmój).
I Ròba ^archéda. Mercanzia ricercata, Zarmiè, agg., prt. Germogliato, Che
richiesta. ha il germoglio.
^arción. sm. Cerchio di carro, di bi- I Gran ?armié, Grano germogliato
roccio, ecc. Cerchione. I Patéta zarmièda, Patata che ha i
PI. ^arciòn. germogli,
Zardén sm. Giardino (v. ijarmiér)
PI. Zardèn Zarmièr, intr. Germogliare
(Francese, sec. XII, jardin) Prt. ^armié
?ardèr, tr. e intr. Arrischiare, Azzar- PI. — è
dare. F. — éda
(V. A?ardér). PI. F. — édi.
Zardòn, sm. Giardone
I Fé' ?annié, Mettere a germogliare.
(Tumore osseo dello stinco dei cavalli) Far germogliare.
PI. pardon. Zarmój, sm. Germoglio.
Zarévan, sm. Ginepro PI. ?armój.
PI. ^arìvan. Zarmujèr, intr. Germogliare, Germi-
nare.
I Baracòcal 'd ?arèvan, Bacche di gi- Prt. Zarmujé
nepro.
Zariola, sf « Ceriòla », candelaia. Fe- PI. — è -
sta delle candele per la purificazione F. — éda
ZARM 503 ZENG
PI. F. — édi. tonio (Lilium candidum L.).
(E' più usato Zarmié'). Zèj, sm. Ciglio
Zarnér, tr. Cenere, Stacciare farina Zèj de fò§, Ciglio del fosso.
0 cenere
PI.Zèja,
?èj. sf. Ciglio della palpebra.
Prt. ^arné
P. ^arnéda ( Dal lat. cilium, palpebra ; radice indo-
(Lat. cernere). europea Kel-« celare »).
Zarvèl, sm. e sf. Cervello, Cervella. Zela, sf. C^lla.
(Lat. cerebellum, piccolo cervello; da Piccola stanza di convento e di prigione
cerebrum, cervello. Rad. indoeuropea \ Cella
Piccolodi oratorio
ker-« cervello, testa »). favo.
! Liméss al zarvèl, (F.) Scervellarsi. PI. ?:èl
(Lat. cella).
IZavagTiin, sm, Traffichino, Mercan-
tucolo. PI.Zèlga,
Zèlg sf. Passera mattugia
1 Persona che fa piccoli trasporti.
PI. ?avagnin. (Dal veneto «sèlega»?).
Queeta parola viene da « zavài >; (1853), (Passer montanus).
baratto (Biondelli). Nel bolognese e nel Zéma, sf. Capruggine (della botte)
modenese significava rigattiere (B.). Il Biondelli (1853) scrive « zéna ».
Zavajér, int. Vaneggiare. !^éma, sf. Orlo, Ciglio.
Zavajèr, sm. Vaneggiamento. Zèmbal, sm. Cembalo
Zavaròn, sm. Corrente, Correntone.
j (F.) Stupido.
PI. ^avarón. PI. ^èmbal.
I E' pé' eh' l'èpa magne di ^avarón, j T' si un zèmbal, Sei uno stupido.
(F.) Sembra che abbia ingoiato corren- Zèmna, sf. Giumella
toni. Detto di chi sta tutto d'un pezzo. PI. ?èman
favata, sf. Ciabatta. (Dal lat. gemina).
PI. ^avàt. ?èin?a, sf. Cimice.
Zavatén, sm. Ciabattino. Cimice dei letti e cimice dei campi.
PI. ^èm?
PI. ?avatén.
(Dal lat. med. zavaterius, GLE).
Zcalógna, sf. (v. Scalogna). I Pin 'd ?èm?. Infestato di cimici.
) « ^èmza stintivo
» delera chiamato anche il di-
fascio.
|;èca, sf. Zecca.
I ^èca
PI. Zèc dal j' òv, Ovaia. l^éna, sf. Cena
PI. ^én.
Nòv 'd zèca, Nuovo di zecca. [ Ogni ^éna manda a lèt. Ogni cena
Zècc, sm. Zirlo manda a letto. A cena si può mangiare
PI.* Zècc. anche poco.
Ifèdar, sm. Cedro. ^éncv, agg. num. card. Cinque.
PI. ^ìdar.
I La cifra 5.
Zèg, sm Bidello, Massaio di un cir- (Lat. quinque; lat. tardo cinque).
colo. ^éncvzènt, nm. Cinquecento.
Zégar, sm. Alzavola Cinque volte cento.
PI. ?;ègar I^èndra, sf. Cenere
(v. ^agarìn). (Lat. tardo cindra).
^ègn, sm. Cigno. I Non si sa, se sia per devozione o per
PI. ?ègn. forza maggiore, ma — dicono i vecchi —
j ?ègn reél. Cigno reale « dia ^èndra a n'avém da magne' un
1 IJègn salvàtic, Cigno selvatico stèr pr'òn », cioè della cenere ne dob-
I ^ègn nìgar, Cigno nero. biamo mangiare uno staio per uno.
Zèj, sm. Giglio. Zèng, agg. Di pelle scura
PI. Zèj. PI.
I sm.2éng
Zinco
I ?èj 'd Sànt Antoni, Gigli di Sant'An-
ZENG 504 ZETE
F. ?ènga alla botte (P. ). Dare il torto un po'
PI. F. Zènghi all'uno e un po' all'atro.
Zércia, sf. Coreggiato.
I Bagnè int e' ?èng, Zincato. PI.* ^èrcc.
2^èngan, sm. Zingaro
PI. ?èngan Sue parti: Màng, Manfano; Màtar, Vet-
F. 9èng-na ta; Pastura, Coreggia. Costuma ancora
PI. F. :jèng-ni. battere col coreggiato fave, ceci, fagio-
^èngia, si. Correggia, Cinghia. li piselli.
PI. ?èngg. Zérla, sf. Pungolo. Ferula. Asta acu-
(Lat. med. zingia. GLE). minata, o pungolo, per stimolare i
Zènra, agg. Cenere. Color cenere. buoi. Era detta anche « bacchetta da
(V*. Zèndra). tuché' so ».
^ènt, nm. Cento. ! Timone mobile per aumentare il tiro.
(Lat. centum; rad. indoeuropea kent- (Deriva da ghiera, sec. XIV, arma in
« cento »). asta ) .
^ént, sm. Cinto. Cintura usata per I II Biondelli ( 1853 ) dice che « ?érla »
contenere ernie ] Braciiiere. era quel paio di buoi che si metteva-
PI. ?;ént. no davanti a quelli del timone. A con-
;^énta, sf. Gente. Con « ?énta » si usa ferma di ciò ora resta il modo di dire
generalmente il verbo al plurale. usato ancora nel gioco delle bocce:
I Ba^azénta, Gente del popolo, popo- « sté' a zerla », stare in sottordine ; ove
lani. è chiara l'allusioine ai buoi che stavano
I ?énta d'imparchè. (V. Imparchè). alla « zerla » rispetto a quelli del timo-
(Lat. gens- tis; rad. indoeuropea gen- ne. Ma « zerla » ara il [Link] mobile e
« nascere ; generare »). non i buoi.
^éntar, sm. Centro, Punto centrale. I « Zèrla », come sinonimo di « gulpèr »,
PI. I^éntar. prende il suo nome da un anello,
(Lat. centrum). « ghiera », che si trova a una sua estre-
mità.
^én^a (V. Sén^a).
Zèpra, sf. Zecca. (V. Gulpèr).
(Ixodes ricinus). Zérna, sf. Cerna, Cernita.
PI. Zepar. (Lat. med. cerna, scelta).
Zèra, sf. Cera. PI.*Zèri,
:^irt agg. Certo, Cicuro, Vero.
I ^èra 'd vèspar. Cera d'api.
I ^èra da candèl, Cera da candele. F. ^èrta
PI. F. Zèrti.
èI Udi n'
ceraè benedetta,
ad zèra banadèta, (F.) stinco
(Non è uno Non
I aw. Certo, Certamente | pron. Alcuno.
di santo). Un tale.
I L'è mej puzè' ad vén eh' n'è ad zèra [Link]èrtòn,
Zèrton pron. Certimo.
(E' meglio
(Lat. cera). puzzare di vino che di cera) F. Zèrtóna
Zèrca, st Cerca | Questua. PI. F. bertóni.
I Arde' a la ^èrca. Andare alla cerca. Zét, sm. Getto, Pollone Sciame no-
I ^èrca che te jèrca, Cerca e cerca... vello.
Zèrcc, sm. Cerchio. PI. Zèt.
PL ^ircc. I Zèt dia vèta, Cìmolo.
I Zèrcc dia Iona, Alone lunare.
j Ciapé' un zet, Catturare uno sciame.
I ^èrcc ab§én, acva luntàn | Zèrcc ?;èt, agg. Zitto, Cheto.
luntàn, acva ab§én. Alone vicino, ac- PI. ?;èt
qua lontano. Alone lontano, acqua F. Zèta
vicino. PI. F. ^èti.
I De' una bota a e' ^ercc e óna a la I ^èt zèt, Zitto zitto. Quatto quatto.
bota. Dare un colpo al cerchio e imo
Zètéda, sf.' Clettata di ghiaia e ce-
ZEVA 505 ZILI
mento.
I E' canta la zighéla: tàja, tàja! e'
PI. ?;itèdi. gran a e' padrón, e a e' cuntadén
IZévar, sm. Cervo. la paglia (La cicala canta (beffarda):
PL ^ìvar. Taglia, taglia! il grano al padrone, e
L'ha al còran de zèvar, (F.) Ha le al contadino la paglia. Oppure: E'
coma del cervo.
canta la zighéla a e' zigalén: e' gran
?èz, sm. Gesso. a e' padrón e la pàja a e' cuntadén.
(Lat. gypsum). Canta la cicala al cicalino: il grano al
Zè^al, sm. Giuggiolo. padrone e la paglia al contadino.
PI. ?;è?al. Zguda, sf. Cicuta.
(Il GLE riporta il lat. med. cezulus, Zicér, intr. Zirlare. Verso del tordo.
giuggiolo; ma la voce zezula, giuggiola l^icógna, sf. Cicogna.
sempre della stessa opera fa supporre PI. ;^icógn.
anche un medioevale zezulus). Zicógna bianca. Cicogna bianca.
Zèzla, si. Giuggiola. I Zicógna nigra. Cicogna nera.
PI. ?èzal. Zig,
Zè^t, sm. Cefeto. to. sm.,
PI. Zig Strillo. agg. Cieco, Orbo | Grido acu-
PI.* ^5t. F. ?iga
j Fé' dàn
come coma un ze^t, Perdere acqua
un cesto. PI. F. ^ighi
(Lat. med. cistum, cesto. GLE). I A la ^iga. Alla cieca. Senza guardare,
senza badare.
Zigànt, sm. Gigante, Colosso.
PI. Zighént.
Zighér, int. Strillare, Gridare.
( Aruch Aldo, op. cit., « cigar », gri-
dar forte, stridere).
Zighinén, sm. Ciechino.
PI. ^ighinén
F. ^ighinéna
PI. F. ^ighinéni.
Zignél, sm. Cignale, Cinghiale.
PI. ?;ignèl.
La nósa muschéta la n'è fata pr' e'
pòrc ^ignél. La noce moscata non è fat-
ta per la gente rozza.
^il, sm. Cielo.
j ^il §gar§acé. Cielo a pecorelle.
I A jil avèrt, A cielo scoperto.
!^ilèndar, sm. Cilindro. Rullo com-
Zezl pressore Cilindro.
[ Corpo entro cui
scorre il pistone di un motore a scop-
l^è^ta, sf. Cesta, Zana | Cesta, Corba
di biroccino | Gerla. PI. ^ilèndar.
PI. ?;è5t. i Capei a ^ilèndar, Cappello a cilindro.
pio.
(Lat. cista). Tuba.
Zgalèr, sm. Cicaleccio. Zilgòt, sf. Passera mattugia.
Zgalòn, sm Cicalone PI. ?ilgòt.
PI. Zgalòn. (v. |;èlga).
Zghèla, sf. Cicala. Zilindrèda, sf. Cilindrata. Cilindrata
PI. ?ghél. di motore a scoppio.
I ócc a ?ghéla. Occhi sporgenti. PI. ?ilindréda.
(Lat. cicala). ^ilindrèr, tr. Cilindrare. Appianare.
ZILO 506 ZINT

Comprimere col cilindro, col rullo com- IJincvéna, sf. Cinquina. Paga di cin-
pressore. que giorni j Cinque numeri di seguito
Prt. ^ilindré nel gioco della lotteria.
PI. — è ^indrarola, sf. (La :jindraròla). Cene-
F. — éda rentola.
PI. F. — édi. I La fòla dia ^indraròla, La fiaba di
Ifilóslar, sm. (It. antico, cerostro). Cenerentola.
Dice S. Muratori : « Ancora usato nel Zindròn sm. Cenerata.
dialetto della campagna romagnola per Zinél, sm. Grembiale. Zinale.
indicare un grosso cero, corrisponden- PL ^inèl.
te al « cereostatum » o « cerostatum ». (Forse dal lat. med. zinella, estremità
(Lat. med. cereostatum, grosso cero, della pezza).
e cilostrus. GLE). Zinalòn, sm. Grembiule.
!^ima, sf. Cima, Vertice, Sommità. PI. Zinalòn
(V. Zinél)
I In ^ima, Sulla cima.
?;imarina, sf. Cimolina (di pianta). Zinestra, sf. Ginestra. .
Sommità (di un monte). Punta (di un fSpartium junceum L.).
campanile). (Lat. med. genestra, GLE; lat. genista).
PI. ^imarin Zinganèr, sm. Zinganame.
Zimbel, sm. Zimbello (in senso fig.) Zingéda, sf. Atto e modo di « zinge' ».
(Lat. med. zambellus. GLE). Menata.
IZimbulòt, sm. Sgualdrinella. Zingél, sm. Cinghiale, Cignale.
(V. ^èmbal). PL Zingél.
?imér. intr. Gemere. Trasudare. Ca- ^•ingé, agg. Cinghiato, Cinto. Che ha
prugginare. F^re acqua dalla capruggi- una striscia bianca a cavallo delle spal-
ne. le. Detto di maiali.
(Dal lat. gemere, gemere). ' Pòrc zingé, Maiale cinghiato.
^imìr, sm. Cimiero. (Riferito a un j sf. Cinghiata, Cignata, Colpo di cin-
tipo di pettinatura femminile). (V. P.
Santoni, Op. Cit.). Zingèr, tr. Picchiare, Colpire.
Zimitèri, sm. Cimitero ghia.
Prt. I^ingé
PI. ^ingè
PL ^imitìri.
(Lat. med. cibenterium e zemeterius F. ^ingéda
GLE). PI. F. Zingédi.
Zimné, sf. Giumella. (Questo V. viene da «zèngia»).
PI. ?;imné Zinghé agg. prt. Zincato.
(V. ?:ènma). PI. ?inghè
I A ?;imnè, A giumelle. F. — éda
Zimzèr, sm. Cimiciaio. PI. F. — ?;inghédi.
Zinarén, agg. Cenerino. ?inghé sf. Siepe di filo di ferro zin-
PI. Zinarén cato.
F. ^inaréna PI. Zinghé.
PI. F. Zinaréni.
^ingiòn, sm. Cinghione. Grande cin-
Zincvànta, (o Zincvànta) nm. Cin- ghia che unisce il volano di una mac-
quanta. Numero di cinque diecine. china, odi un trattore, alla puleggia di
Zincvanténa, sf. Cinquantina. Som- una trebbiatrice.
ma di 50. Zingiòt, sm. Singhiozzo. Contrazioni
PI. ^incvantén. brusche del diaframma con espirazioni
Zinevantèr, intr. Cinquantare. Parla- violente.
re a lungo di una cosa, senza nulla Zinguanta nm. (V. ^incvanta).
concludere. Andare per le limghe. Zinquanténa sf. (V. Zincvanténa).
(Aruch Aldo, in op. cit., sec. XVII, Zinquantér, (V. Zinevantèr).
« cinquantar », andare or qua, or ià). Zintàza, sf. Gentaglia, Gentaccia.
ZINT 507 ZIRU

Zintaréna, sf. Genterella. (Helianthus armuus L).


PI. Zintarén. PI. Zirasùl.
I ?mtaréna da pòc, Gentucola. Ziratéri, sm. Giratario.
I ^intaréna fata ben, Gente a modo. PI. Ziratéri.
Zintarìna, sf. Gentina. Ziratónd, sm Girotondo ( gioco in-
Zintìl, agg. Gentile, Garbato | Pine | fantile).
Puro. Di razza pura. Ziravolta, sf. Giravolta, Largo giro,
PI. ?;intìl Voltata in giro | Tornante.
F. Zintìla PI. Ziravòlt.
( Lat. med. zentilis, GLE( . Zirca, avv., pr. C^irca. Presso a poco
Zintinéria, sf. Centenario. All'incirca, A un dipreso, Intorno.
PI. ^intinèrji. Zircundèr, tr. Circondare. Accerchia-
Zintnér sm .Centinaio. Somma di re. Recingere.
100. Prt. ^ircundé
PI. ^intnèra (f.). PI. — e
Zintùra, sf. Cintola [ Cintura (di F. — éda
vestito). PI. F. — édi.
PI. ?;intùr. Ziréla, sf. Girella. Carrucola. Rotella
(Lat. med. zentura, GLE; lat, cintura). scanalata.
Zinturén, sm. Cinghia per pantaloni PI. Zirèl
e per orologio da polso. Cinturino. Zirér, tr. e tntr. Girare. Andare in
PI. IJinturén. giro. Far girare [ Viaggiare.
Zión, sm. Zione. Prt. ?iré
PI. Zirè
E' così chiamato lo zio attempato che
non pensa più a sposarsi. F. — éda
PI. ^iòn. PI. F. — édi.
I^ipulàz, sm. Cipollaccio. I ?iré' la céva, Dare un giro di chiave.
^ipulén, sm. Seppiola. ^iria, f. Cervia.
PI. I^ipulén. \ ^iria punpòsa e l^i^nàtic mardósa,
Zir, sm. Giro | Contomo. Cervia pomposa e Cesenatico merdosa.
PI. ?ir. (Così dicono i Cervesi).
I Tu' in ?ir. Prendere in giro. Zirimbàcla, sf. Piccola linguetta a
] Fé' e' ?ir dia pujàna, (F.) Fare il punta che i capelli formano sulla nuca
giro della poiana. Fare im giro intermi- del bambino.
nabile. Zirlén, sm. « Gerlino ». Retino a for-
Ande' a ?iròn. Andar gironi. ma di sacco, o conico, munito di ma-
^ira sf. Cera. nico ad asta, per raccogliere il pesce
Epressione del viso j Grinta. dalla sacca della bilancia.
PI. :?;ir. PI. Zirlén.
Ziràndla sf. Girandola. Macchina ruo- (E' il diminutivo del lat. med. zerla,
tante di fuochi pirotecnici. gerla usata nella pesca delle anguille,
PI. Ziràndal. GLE).
Zirandlér sm. Il girare in qua e in Ziròn, avv. Gironi, In giro Ande'
là senza uno scopo preciso. Il bighel- a ?iròn, Andar gironi
lonare. Ziròt, sm (Derotto.
Zirandlér int. Girare in qua e in là. PI.* ?irót
Girandolare. Bighellonare. !^irudèla, sf. « Zirudella », DET.
Zirandldn sm. Girandolone Bighello- Componimento lirico d'occasione.
ne. II DEI dice : « Componimento lirico
PI. Zirandlón bolognese per nozze campagnole accom-
F. Zirandlòna pagnato dalla gironda » Lo Spallicci.
PI. F. Zirandlóni. forse più giustamente, rileva daj nome
Zirasòl, sm. Girasole. un antico ricordo trovadorico. un « ac-
ZIS 508 ZNER
sé Rudel », così Rudello ; cioè : cosi l'anatra nostrana e germano.
cantava Rudèl, detto a chiusura della PI. 9i?òn.
lirica, ripreso da cantori dei nostro
dialetto i 9i?ón
di mare,'d Anitra
mér. Orco
nera. marino, Germano
^i§, sm. Ceca. 9i?ón ucarén (V. Anàdra 'd vaia).
I Zi§ maricàn, (Cece americano) Ara- I ^i?;ón zintil (V. Anàdra 'd vaia).
chidi.
^i^tén, sm. Cestello.
j Una cicer).
garnèla 'd 5i§, Un chicco di cece PI. |;i^tén.
(Lat.
^i^ten dia zveta, Cestello per la ci-
Zitadén, agg., sm. Cittadino. vetta.
Zi^tér, sm. Cestaiuolo, Panieraio.
Pl.'^itadén
F. ^itadéna PI. |;i^tèr.
PI. F .?;itadéni. Ziztòn, sm. Cestone. Grande cesta.
Zitarìn. sm. Piccolo virgulto. Germo- Zana.
glino. PI. ^i^tón.
(V. Zèt). ?lè, sm. Gelato
IJité, sf. Città. PI. Zie.
PI. ^ité. ?né, sm. Desinare, Pranzo.
Zitèr, tr. Gettare. Metter germogli j Pi. Zné (v. Dzné).
Sciamare. Znén, sm. Piccino, Piccolo.
Zìvul, (^ival), sm. Cefalo. pf;?;nén
PI." Zìval o Zìvul. F. ^néna
^ivìl, agg. Civile, Progredito | Snello. PI. F. Znéni.
PI. ^ivìl « ^nén » è tanto il giovane di età, quan-
F. ^ivìla to il più piccolo di statura
PI. ^ivìli. l'anno.
Znér, sm. Gennaio, Primo mese del-
^ivilén sm. Giovanotto snello.
PI. ^ivilén (V. ?nèr).
F. ^iviléna ! ?nér gatér, Gennaio gattaio.
PI. F. ^iviléni. { Argvérdtan da un bòn ?nér, Guar-
Ziviltè, sf. Civiltà. datene da un buon geimaio.
PI. ?;ivilté. Lo scarso gradimento da parte dei con-
IJiza (La) f. Sisa. Borgata sulla de- tadini di una bella stagione invernale
stra del fiume Ronco a est di Cocco- è dovuto alla credenza che la cattiva
lia. Ivi è la casa di Antonio Beltra- stagione verrà più avanti.
melli.
i 'D Znér tot i babén i va a e' pulèr.
Zi^àgna sf. Zizzania | Loglio | Discor- Di gennaio tutti i bambini vanno al
dia. pollaio. Per dar senso a questo prov.
I Mètar dia zizàgna, Mettere discordia bisogna intendere che di gennaio i
(Lat. med. zinzania, zizzania (erba). bambini vanno a letto all'ora che le
GLE). galline vanno al pollaio Escludo poter-
^izarnél, sm. Cetriolo (pianta e frut- si intendere che muoiono perchè, vo-
to). lendo alludere alla morte, il dialetto à
PI. 9i?amèl. l'espressione « andè' a bade' i poi de
(Aruch Aldo, op. cit., sec. XVII, « ci- prit », andare a badare i polli del pre-
demel », cetriolo). te. Sarebbe stato inoltre un proverbio
^i?ècia sf. (V. Sisecia). di cattivo gusto, perchè di cattivo augu-
PI. 9i?ècc. rio e non avrebbe attecchito.
(Lat. med. cesessa. GLE).
Zizèrcia, f. Veggiolo, Moco. j ?nér e' fa
Gennaio fa e'ilpònt
pontee Fabrér u 1' ròmp. e
(di ghiaccio)
(Ervum erviliaL). febbraio lo rompe (lo discioglie).
^i^nàtic, m. (V. Cisnàtic).
I ?nèr u n' la§a galèna a e' pulèr, (Gen-
Zizón, sm. Capoverde, Maschio del- naio non lascia gallina al pollaio, per
ZNIN 509 ZOCA

le molte feste che questo mese ha). I ȧar ?ó cun tóti, Essere male in ar-
nese.
(L'it. popolare di Rav., del sec. XVII, à
genaro. Lat. Januarius).
I A tèsta zó, A capo all'ingiù.
!Jnìn, agg., sm. Piccolo, Piccino | Fi- ! Pr' in za, All'ingiù.
gliolino Zobia (anche Zùiba), f. Giovedì.
PI. Znìn. (It. ant., Bembo, giobbia; dal lat. po-
F. ^nina polare jovia).
PI. F. Znini. U j manca una zòbia. (F. ) Gli manca
Zni^a, sf. Cinigia. un giovedì, (E' uno sciocco).
(Dal lat. cinis,-eris, cenere, come lo , L'ha dal zòbji, (F.) E' avanti con gli
spagnolo ceniza). anni.
Znòcc, sm. Ginocchio. , 2òbia intréda, stmàna andéda. Giove-
PI. Znócc dì entrato, settimana andata.
PI. F. Znócc.
i ?òbia sera e' sol in saca, Vènar
I In ?nòcc, In ginocchio. vént e sàbat acva. (Se il giovedì sera il
sole tramonta « insaché », insaccato,
I Ande' ?nución, Andar carponi, ginoc-
chioni. cioè tra le nubi, il venerdì tira ven-
(Il lat. med. ha zinogia, ginocchia, GLE. to e il sabato piove).
Lat. geniculum). Zòo, sm. Ciocco.
Znucé, sf. Ginocchiata. Colpo di gi- PL ^c.
nocchio.
I ^òc de Nadél, Ciocco di Natale.
PI. ?nucé. I I^òc de partighèr. Vomeraia.
ì Ciapé' una znucé, Ricevere un colpo (Lat. med. zoccus, ciocco, GLE).
di ginocchi | De' una znucé, Battere j Qualche avanzo del ciocco di Natale
col ginocchio contro un ostacolo | Da- si conservava da esporre sotto la gron-
re un colpo di ginocchio daia della casa per dissipare le nubi
Znucél, sm. Ginocchiale. temporalesche.
PI. ^nucèl. Uno scioglilingua con la parola « ^òc ».
Znuciòn, avv. Ginocchioni. « A vèg a Milàn cun set zóc int al
] In ?nución, In ginocchioni man ».
Zó, avv. Giù, Disotto, In basso, A «Chitu?s5t». zóc sec t'hèj, èj tot set, ^óc
basso. A fondo. In fondo. sec
j Avnì' ?o, Scendere, Venir giù. « Vado a Milano con sette ciocchi sec-
chi in mano ».
I Ande' ?o, Scendere, Calare \ Calare
di prezzo | Andar giù. « Quei sette ciocchi secchi (che) hai,
sono tutti sette, ciocchi secchi tuoi? ».
j Tu' ?o, Far parlare, Far confessare {
Scaricare ?òca, sf. Ceppo, Ceppala.
I Tnè' zo. Tenere in basso, giù. Non Piede dell'albero ' Tappo del macel-
lasciar salire | Tener giù. laio, del carnefice e dell'incudine.
! In zo, In giù, Verso il basso PI. ^òchi.
I Mètar ?;o. Far scendere. Mettere giù.
PI.^óca,
^c. sf. Zucca.
I Mètar
in cova. ?o dal j' òv. Mettere delle uova
I ^óca da pure, Zucca gialla o da fo-
raggio.
I Mandé' ?;o. Far scendere | Mandar Zóca viuléna. Zucca dal collo torto.
giù, ingoiar saliva |F.) Sopportar of-
fese.
I ^ca butà^a, Zucca bottaccia o Zuc-
I Un cvél eh' tò ?ó. Una cosa che in- ca da pescare.
debolisce, che debilita. (Lagenaria vulgaris).
i Tire' zó ón, Far parlare uno con arte, Questa zucca detta anche zucca dal col-
per venire a conoscenza di segreti. lo torto e « zucca da pescare » è un'an-
I Mètar ?ó un lavór, Dar inizio a un'o- tica zucca europea che, svuotata, ser-
pera. ve per nuotare e per contenere acqua
I So par ?ó, A un dipresso 1 Circa. o aceto. In dialetto è chiamata anche
ZOCA 510 ZOT

Zdv

« trófa », da «truffa», fiasca (v. DEI). PI. ?òl.


La « 5Óca butaza » era principalmente Zóncc, sm. Giunco. Giunco vero.
usata come borraccia. PI. Zóncc.
Zócamaréna, .sf. Grillotalpa. (Lat. med. zuncus. giunco. GLE).
PI. ^ócmarén.
Zócar, sm. Zucchero. Zónta, sf.
Collegio di Giunta
pubblici ' Aggiunta
ufficiali ,investiti
Giunta.

I Babì' 'd zocar, (F.) Bimbo buono. di determinati poteri , Giuntura, Com-
(Lat. med. saccharum, DEI; sanscrito messura, Commettitura. \ Aggiimta.
sakarà). Il di più di una merce non conteg-
I^òcul, sm. (v. Zòcval) .
Zòcval, sm. Zoccolo, Basamento di PI. Zònt.
giato.
edifìcio, di colonna, di statua. (Lat. med. iunta. GLE).
PI. ^val. PI.Zònz,
^ón? agg. Sudicio, Sozzo.
Zógn, sm. Giugno.
\ ?ógn, la fél^a int e' pógn, Giugno, la F. — a
falce nel pugno.
PI. F. — i.
PI.' Zóp
Zóg-na, agg. f. Giugnola. Zòp, sm., agg. Zoppo.
i Mela ?iófcna, Mela giugnola, giugno-
lina. F. Zòpa
Zója, sf. « Così chiama il marinaio PI. F. ?;òpi.
un ornato in legno che egli ama scol-
pire, tanto, nella parte intema di prua Zòp strancalé Zoppo stronco.
come in quella di poppa del suo trabàc- Ande' zòp, Zoppicare.
colo ». A. Spallicci, La teggia. I !Zòp, §lancuné. Zoppo sciancato.
?;óla, sf. Cipolla [ Bulbo. I Ande' a gamba jopa. Procedere con
PI. ?ól. una gamba sollevata, ripiegata.
I I>aj, daj, la ^óla la dvént' aj. Dalli, Zòran, sm. Zomo. Specie di mesto-
dalli, la cipolla diventa aglio. Insi- lone di legno appeso a un treppiede
stendo troppo si possono ottenere ri- per travasare acque da un fosso a
sultati opposti a quelli voluti. (Nardi). un altro. Lo stesso attrezzo, usato dai
Altri dicono che questo proverbio vuole salinari, è citato dall'Abate Zannoni in
De Salinis Cerviensibus.
indicare quanto possa l'insistenza.
Zola, sf. Piota. Zolla erbosa. Zòt, sm. Ciottolo.
zov 511 ZUCH

Mettere al lavoro.
I U m'è casché e' ?òv, (F.) Mi è an-
data via la voglia di lavorare.
Zóvan, sm., agg. Giovine.
PI. ?ùvan
P. Zóvna
Pl.'^ F.
PI. ió^.?;ovni.
Zóz, sm. Compartecipante \ Soccida.

(Dal lat. socius che nel volgare (sec.


XIV) diventa «sozio»).
1 De' la tèra a zó?. Dare la terra a
compartecipazione.
(Lat. med. sozzus. chi piglia a sozzi-
da. GLE).
Zrén, sm. Cerino. Fiammifero di
cera.
PI. IZrén.

[Link]?,
^ri?.sm. Ciliegio.

; Zris maràs-c, o ^ris maraschìn. Ci-


liegio marasco, Amarino.
(Lat. cerasus).
PI.?ri§a,
?;ri§. sf. Ciliegia.
; IJri^a còma, Ciliegia corniola; ?ri§a
mòra, Ciliegia moraiola; Zri§a marcià-
na, Ciliegia marchiana.
Zóca butaza o trófa (Lat. pop. ceresia).
Zròn, sm. Cera per capelli.
PI. ?ót.
Zucadél, sm. Ceppatello. Piccolo cep-
(Dall'antico ciotto, sasso liscio e ton-
deggiante. Prati, Vov. Etim.). PI. ^ucadèl.
Zov, sm. Giogo. Zucarén, sm. Zuccherino Confetto
PI. Zuv. di zucchero Confetto.
(Dal lat. jugum come il lat. med. zo- PI. ^ucarén.
vus). (Lat. med. zucarinus, zuccherino. GLE).
Le due anella del giogo sono chiama- Zucarina, sf. Saccarina.
te « dèndal » (una «dendla»).
Dal g. scendono due regoli di ferro ^ucanra.
rifìcio. to l^ucarèra), sf. Zucche-
detti « gambèt » (m. pi.); uno solo è PI. ^[Link]*.
chiamato « gambèta » (f. sing. ). Que- ^uchén, sm. Zucchino
ste gambette stringono, in basso, un PI. ?;uchén
legno trapezoidale, concavo nella par-
] ^uchén de §èl, Zucchino portasale.
te superiore, detto « spadèl ». ho « spa- I ^uchén de pèvar, Zucchino portapepe.
dèl » è tenuto fermo da un perno che
I ?;uchén
vette. Zucca ?vèt, Richiamo per ci-
dalperetta.
va da una gambetta all'altra chiamato
« vira ». Viene chiamata comunemente « zuc-
Dai due fori che sono ad ogni parte chino da civette » da quanti pratica-
del giogo, scendono due funicelle che vano la cattura notturna delle civette,
tengono ferma un'asticella « e' sotgò- « i zvitèr », cioè i civettar! con la
la », il sottogola. pania, perchè la usano per inserirci
I Metr' e' ?ov. Mettere il giogo; (F.) la piva da richiamo.
ZUCH 512 ZUZE

ifuchera, sf. Grillotalpa; Zuccaiola. lo scolo delle orine.


(Gryllotalpa vulgaris). Nel 1853 il Biondelli scrive : « Zul?;en »,
PI. ^uchèr. rigagnolo.
Qualcuno la chiama « ^ócamaréna ». L'Abate Piolanti riporta « Sulzén », ri-
« ^uchèra » per i danni che recca alle
piantagioni di zucche. gagnolo.
(Dal lat. sulcus, solco).
l^ucòn, agg. Zuccone, Testone. ^un^.ité, sf. Sozzura, Sozzume. Sudi-
PI. ?ucón ciume.
F. — a PI. Z^n^ité.
PI. F. — i. ^upighér, int. Zoppicare.
Zug sm. Gioco.
PI. ?;ug. j Ch' va cun e' ?òp impéra a ^upighé',
Chi va con lo zoppo impara a zoppi-
j Zug da pai, Palio ttolaio. Terreno, care.
campo da bocce. Zuramént, sm. Giuramento.
I Insieme di richiami vivi e di uccelli PI. Zuramént.
finti. Gioco. Zurèr, int. Giurare.
I A eh' ?ug zughèma? A che gioco gio- I E' pé' eh' l'epa zuré féls, Pare che
chiamo?(F.)
I Parliamoci chiaro! abbia giurato il falso.
i^ugacér, intr. Giocucchiare. Diver- Così vien detto di chi è bersagliato
tirsi a giocare di tanto in tanto. dalle avversità.
Zugatlèr, int. Giocherellare. [ Zuréla
ij^ugàtul, sm. Giocattolo. le a uno. a ón. Giurare di far del ma-
PI. ?ughétul. Zurpér, int. Giocare, Trastullarsi ]
Zughèda, sf. Giocata. Ruzzare.
PI. Zughédi. Zur?iér, intr. Pullulare, Sgorgare (det-
?ughér, intr. e tr. Giocare. to dell'acqua che pullula in fondo al
Prt. Zughé
PI. — è pozzo).
F. — éda I L'acva la zurzèja, L'acqua pullula.
Zuvamént, sm. Giovamento.
PI. F. — édi. Zuvantó, sf. Gioventù, Giovinezza.
Zùiba, sf. Giovedì. Zuvér, int. Giovare, Aiutare, Dare uti-
PI. ?uib. le (v, A?uvér).
(v. ?òbia). Prt. Zuvé
Inulina, sf. Cipollina. PI. — é
PI. ?ulin. F. — éda
Ifumbér, tr. Zombare, Picchiare, Dar PI. F. — èdi.
le busse. (Lat. juvare).
Prt. gJumbé Zuvèt sm. Gioghetto. Giogo per un
PI. — è ■^olo bovino.
F. — éda ?1. Zuvèt.
PI. F. — édi. Zuvnòt, sm. Giovinotto.
?untér, tr.' Giuntare. Unire Congiun- PI. ?iuvnoi.
gere. F. — òta
Prt. ?unté PI. F. — òti.
PI. — è Zu^édar, intr. Succedere. Accadere.
F. — éda Prt. Zu?;ést
PI. F. — édi. PI. — èst
IZuntùra, sf. Giimtura. F. — està
PI. Zuntùr. PI. F. — èsti.
;?unzé, sf. Tramezzo fra posta e po- Zuzést, prt. (v. Z^zèdar).
sta della stalla.
Zuzè^a, sf. Salsiccia.
PI. Zun^é.
PI.
! Z- Zu?è5.
mata. Salsiccione.
Zun^én, sm. Cunetta della stalla pel
ZUZI 513 ZVIT

te col richiamo
I Lighé' i chén cu la I^uzèza. (F.) Affo-
gare il can con le lasagne. . :jviter, sm. Civettio.
(Lat. med. salsiccia, GLE).
;daFé'civetta.
de zvitèr, Civettare, Comportarsi
Zuzizèr, intr. Usare la zeta invece
della esse. Zvitér, sm. Acchiappacivette.
^uzijOn, sm. Colui che usa la « zeta » PL ^vitèr.
al posto della « esse ». L'Acchiappacivette, per fare il verso
PI. ^u^i^ón dell'allocco usa un « zuchén », uno zuc-
F. — a chino vuoto con una piva, oppure una
PI. F. — i. « lumèga » im guscio di lumaca, o una
i^uzi^òt sm. Salsiciotto. ocarina, « un'ucaréna ».
PI. ^u^i^ót. ^vitìn, sm. Civettino. Nidiaceo di ci-
Zvèta, sf. Civetta | (F.) Sgualdrina. vetta.
PL ?;vèt. PI. ^vitìn.
La civetta è ritenuta un uccello di Zvitì§óm, sm. Civetteria.
malaugurio. Il campagnolo che di not- Zvitòn, sm. Civettone. Uomo
iolo. donna-
te la sente cantare nei pressi di casa
sua, si arma della schioppa e va ad PI. ?;vitòn.
ammazzarla. In tal modo il maleficio
IJvitòt, sm. Civettuccio. Giovane ci-
ricade su di lei. vetta.
: Ciamé' al ?;vèt, Addescare le civet- PI. ?vitót.
'/»

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V-

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