Sei sulla pagina 1di 2

90% DELLA LINGUA E' ANCORA

QUELLA DI DANTE
E' QUANTO RISULTA DAL NUOVO 'GRANDE DIZIONARIO
ITALIANO DELL'USO'(= GRADIT).

lavoro decennale di un'equipe di circa trenta lessicografi, coordinati dal linguista


Tullio De Mauro, e' considerato il piu' imponente dizionario della lingua italiana
contemporanea, con 350mila vocaboli a lemma che crescono fino a quasi
400mila se si considerano le parole 'polirematiche' (espressioni composte
cristallizzate, fissatesi nella lingua comune o in quella tecnico-specialistica,
come ad esempio 'casco blu' o 'acqua ossigenata').
Sostanzialmente il lavoro di De Mauro e dei suoi colleghi, indagando l'incidenza
che la tradizione medioevale ha sul cosiddetto italiano della gente comune, ha
rilevato che ben l'86% della lingua coniata dal Sommo Poeta e' costituita di
parole che ciascuno di noi continua a usare nella sua vita di tutti i giorni. ''Delle
parole usate da Dante nella 'Divina Commedia' - ha spiegato De Mauro - otto su
dieci sono arrivate vive e vegete fino a noi. Quando parliamo in modo chiaro
adoperiamo ancora la lingua di Dante. Le tante parole coniate nel Novecento
riguardano si' vocaboli comuni ma non sono fondamentali. Il cuore dell'italiano e'
ancora dantesco''. Il lavoro coordinato da De Mauro vuole, in particolare, vuole
rendere conto della stratificazione diacronica del lessico italiano in uso oggi e
nel 1900. Nel GRADIT sono, inoltre, registrate parole di tipo tecnico-
specialistico(lì marcate come TS)-> solo una parte minore dei 270000 lemmi di
questo dizionario è nota a chi parla oggi italiano indipendentemente dalla
professione, ma con un livello medio-inferiore di istruzione.
Ci sono altri due dizionari da ricordare: 1)il TLIO(Tesoro della Lingua Italiana
delle Origini: il primo dizionario storico italiano che si occupa di tutte le
varietà linguistiche italiane antiche, compresi i cosiddetti dialetti) e 2)il
NVdb(Nuovo Vocabolario Di Base della lingua italiana).

Distingue, in base alla loro frequenza d’uso, tre gruppi di lessemi(= Ogni minima
unità linguistica avente un significato autonomo (radice, parola, parola
composta):
1) i lessemi marcati nel GRADIT e nel NVdb come FO(= fondamentali, di
altissima frequenza; ca. 2000), circa il 90% delle parole presenti nei testi;
2) i lessemi marcati AU, ca. 3000, quindi il 6% delle parole presenti nei testi,
più usati dei lessemi marcati come CO, ca. 50000, il 4% insieme ai termini
tecnici o di basso uso(obsoleti, aulicismi);
3) i lessemi marcati nel GRADIT e nel NVdb come AD(= di alta disponibilità),
ca. 2500, legati ad atti, oggetti e nozioni della quotidianità, affiorano
raramente nei testi scritti e nel parlato esofasico(cioè quello usato per
comunicare con altri), ma altamente presenti nell’endofasia(= discorso o
linguaggio articolato solo mentalmente). Il lessico centrale di una lingua(core
lexicon), dunque, è dato dai lessemi marcati AD + quelli FO di massimo uso.
Il lavoro di studio coordinato da De Mauro, comunque, ha permesso di
osservare come il 62 %(84% se si considera l’apporto del Trecento) del
vocabolario fondamentale italiano sia emerso nei primi secoli e per di più
della metà dei testi del Duecento. Sicuramente si può affermare che l’insieme
dei lessemi AD è assai più esposto alla variazione diatopica(= variazione
linguistica in rapporto allo spazio) e diastatica(= in rapporto alla condizione
sociale dei parlanti) e, soprattutto, è l’insieme più sensibile ai grandi
mutamenti economico-produttivi e socioculturali che la società italiana ha
conosciuto in tempi recenti. Anche in questo insieme, tuttavia, persiste, per il
58%, l’uso dei vocaboli dei primi secoli. Come sopra accennato, comunque,
più della metà dell’attuale vocabolario fondamentale italiano si è formato nei
primi secoli con un importante apporto dato dal 1300 e solo poco più del 15%
si è formato nei secoli successivi: su 100 parole che occorrono oggi nei testi il
78% circa è costituito da parole risalenti ai primi secoli della storia della storia
linguistica italiana. Un esempio molto importante di testo delle origini è dato
dalla Divina Commedia, se consideriamo la diacronia prospettica (tasso di
sopravvivenza) del lessico che in tale opera compare. Quasi il 70% del
lessico delle origini è scomparso attraverso i secoli dall’uso vivo della lingua.
Si è osservato che per quanto riguarda quest’opera, tuttavia, il tasso di
sopravvivenza dei suoi lessemi è pari all’82% o 84% circa, molto più alto
rispetto al restante lessico delle origini.

SINTESI:
IL
IL LESSICO
LESSICO ITALIANO
ITALIANO OGGI
OGGI IN
IN USO
USO SISI FONDA
FONDA PER
PER LO
LO PIU’
PIU’
SULL’ITALIANO DELLE ORIGINI E IN PARTICOLAR
SULL’ITALIANO DELLE ORIGINI E IN PARTICOLAR MODOMODO
SULL’ITALIANO
SULL’ITALIANO CHE
CHE COMPARE
COMPARE NELLA
NELLA COMMEDIA
COMMEDIA DANTESCA.
DANTESCA.

Potrebbero piacerti anche