Latino 4F
Latino 4F
LUCREZIO
(I sec. a.C.; 98-55 a.C) - Campagna (perché c’era il culto epicureo) o Roma
Anche il suo stato sociale non si sa, poteva essere un aristocratico o un liberto
Una delle prime fonti sulla vita di Lucrezio è un autore cristiano che si chiama Girolamo che
viene molto dopo (III sec. d.C) e che ci dice che Lucrezio fosse impazzito a causa di un filtro
d’amore e in seguito si fosse suicidato a 43 anni
→ leggenda che potrebbe essere basata su un fatto vero ma che non è certo (suicidio) però
che ci dice molto sulla sua filosofia
→ filtro d’amore ⇒ lui aveva invocato proprio Venere la dea dell’amore nel De rerum natura
→ sospettosi di questa roba perché nasce in un ambiente cristiano e quindi ovviamente
Girolamo vuole condannare la filosofia di Lucrezio e la sua figura. Non accettava che la
prima cosa più importante fosse l'amore e il piacere, mentre per lui era Dio.
→ so, dicendo questo voleva screditarlo
→ essendoci l-atomismo e’ molto improbabile l’esistenza di alcune divinita’ (potremmo
definire Lucrezio agnostico)
→ Cicerone e Quinto hanno curato la pubblicazione non Lucrezio
Cicerone apprezzava moltissimo Lucrezio
Lucrezio si rifà ai modelli greci per il genere letterario e i contenuti mentre per la lingua e lo
stile si rifà a quella romana.
→ poema diviso in sei libri con oggetto la filosofia epicurea che veniva vista con diffidenza
dalla società, perché Lucrezio è sicuro che possa assicurare agli uomini la soluzione dei
loro problemi esistenziali
→Lucrezio chiarisce e giustifica la scelta della poesia nel libro I che verrà poi ripreso da
Torquato tasso nella “Gerusalemme liberata”.
Egli afferma il valore strumentale della forma poetica destinata a mediare in modo efficace
contenuti salutari ma difficili → poema didascalico del gusto alessandrino (epoca di
Alessandro Magno = periodo più recente della cultura greca ellenistica)
Epicureismo = nega l’intervento degli dei nelle faccende umane (non la loro esistenza)
→ quando Cicerone uore dichiara che lui stima Lucrezio (Lettera a suo fratello) ma che non
potrà mai condividere la sua visione epicurea
→ il precursore greco è Esiodo che scrive “Le opere e i giorni” che scrive un poema
didascalico
→ il filone in cui Lucrezio si inserisce è quello scientifico-filosofico che trovava il suo più
grande esponente greco in Empedocle di Agrigento (poema in esametri “Sulla natura”)
→ inoltre rende omaggio ad un altro poeta: Ennio che aveva creato l’epoca latina in esametri
e che si pone come un punto di riferimento per la lingua e per lo stile del De rerum natura
- De rerum natura = sulla Natura → da numerose opere greche perduta e non di cui
non riporterò gli autori
⇒ non poema ma trattato in prosa, epico-didascalico in esametri come i poemi epici
greci; quindi ha come riferimento omero ma sicuramente non condivide la visione
degli dei come intervenite
→ importante la forma perchè altri epicurei scrivevano in una forma di poesia
scherzosa per raggiungere il popolo
- sceglie la poesia per parlare di filosofia perché:
1. la poesia è piacevole al latino rispetto alla filosofia, quindi così lui voleva
rendere più leggera la lettura
→ “voleva cospargere con il miele delle muse (poesia) una dottrina
apparentemente amara (filosofia-epicureismo)” -[Link]
2. Per raggiungere gli strati della popolazione più elevata → aristocratici
Livello elevato di stile anche se il messaggio dell’epicureismo raggiunge
anche chi è meno colto
- inno a Venere → proteggere dai conflitti dell’epoca
- esempio di sacrificio di epigenesi → Lucrezio si scaglia contro la superstizione
- Lucrezio appartiene alla scuola epicurea (filosofia Greca di Epicuro) → piacere come
scopo della vita e anche la tranquillità come scopo della vita
- Contemporaneo a Cicerone che rimane ammirato dalla poesia di Lucrezio
nonostante non condivida l’otium → il fatto che il suo orientamento filosofico non sia
in linea con il proprio (mos maiorum)
→ cultura greca dentro la società romana per gli epicurei (Cicerone dosen’t like it)
→ Originalità fin da subito con l’elogio a Venere ⇒ evidente qui la concessione fatta
alle convenzione del genere epico che prevedevano l’invocazione alla divinità, ma la
presenza di Venere si carica di nuovi e inediti significati
⇒ Venere è il simbolo della forza generatrice della natura e della felicità
La richiesta alla dea di assicurare la pace ai romani è in contraddizione con la
teologia epicurea, ma si spiega come omaggio alla tradizione letterario e come una
forma di captatio benevolentiae nei confronti del pubblico e Memmio (la cui gens
aveva in venere il suo nome tutelare) → Pompeo e Cesare con Guerra Civile nel
49-41
→ topoi proemiali tradizionali ma al tempo stesso indica la novità della sua
impostazione invocando una dea che è simbolo e personificazione della rerum
natura e della voluptas
→ poi elogio di Epicuro che ha sconfitto l’orribile mostro della religio: il poeta narra
del sacrificio di Ifigenia (figlia di Agamennone sacrificata con l’inganno) → religione
usata per fini politici è spesso causa di fatti empi e scellerati (collegamento con
Machiavelli -religio instrumentum regni-)
→ presentazione dell’argomento del poema → parte canonica con presentazione
dettagliata ⇒ argumentum
IL SACRIFICIO DI IFIGENIA
p. 287-288-289
[Link]
[Link]
→ empio è chi crede che gli dei siano coinvolti nelle situazioni terrene
SO
Expirans → non fiato ma come emissione o esalazione
Sanguinis → di sangue
Quindi l’animale sta venendo pugnalato per far uscire il sangue sopra l’altare
Altare ⇒ veniva versato anche latte vino per il sacrificio
Turicremas:
Neoformazione Lucreziana → unisce due pezzi di altre parole per formarne una
→ anche nell’inno a Venere (portatore di grano)
Why?
Danno un tono piuttosto elevato, importante
→ parole piuttosto lunghe che epicizzano il racconto
- occupano diversi metrici
- Ennio li usava, grandissimo creatore di neoformazioni che ispira Lucrezio
⇒ uno dei primi elementi caratterizzanti per Lucrezio
Seconda parte:
vv. 355 in poi
Punto di vista inaspettato per la situazione, ma lui per suscitare in noi lo sdegno per la morte
del vitellino; racconta la seconda parte dal punto di vista della madre (quindi un genitore)
che perde il suo piccolo.
→ per creare empatia nei romani tra gli uomini e il mondo animale
La madre:
Novit → perfetto di conoscere, quindi lei cerca di conoscere in giro dove è suo figlio
Ma nel frattempo l’azione viene espressa con dei participi presenti:
- Peragrans → vagare, girare intorno senza meta
→ Saltus → compl. ogg. → i pascoli verdi
- Orbata → valore descrittivo più che di azione → accecata per via del dolore
- Novit → cercando di riconoscere
Compl ogg. → vestigia → le impronte
impresse in terra
Due abl. plurali → pedibus bisulcis → causa efficiente di pressa
dai piedi di ungulati → fatti con due unghie
⇒ Lucrezio arricchisce la descrizione della ricerca di tanti piccoli dettagli non
fondamentali per suscitare il senso di dolcezza, nostalgia, dolore oppure la
partecipazione emotiva di chi sta leggendo questa cosa
- Convisens → vedendo tutto insieme, cercando di tenere insieme tutto con gli occhi,
osservando attentamente
Tutti i luoghi
Con gli occhi
Se potesse → queat cong. presente di potere, essere in grado + si
Conspicere → riconoscere
Il piccolo perduto (da Mitto)
- Adsistens → participio presente → lei mentre piange e guarda, sta ferma, non se ne
va → sa che non lo trova ma non se ne va, non cede, continua a cercare
Complet → riempie
Frondiferum → altro composto → ricco di fronde → frondifero
Compl. ogg → Nemus → terza decl. neutro abl. plurale → con le querellis (diminutivo
di querelas che normalmente indica i singhiozzi e viene solitamente usato per
indicare il pianto dell’amante da chi scrive d’amore), i pianti, lamenti
COORDINATA
Et revisit → ritorna più volte alla stalla
per fixa desiderio iuventi → anastrofe
⇒ trafitta dal desiderio/nostalgia (la mancanza di qualcosa, malinconia) del vitellino,
del piccolo
→ mentre suo figlio muore lei nel frattempo sta facendo tutta una serie di azioni:
⇒ TRAGICITA’ → cerca qualcuno che è già morto ma che lei non sa che è già morto
E non i teneri salici e le erbe ravvivate dalla rugiada e alcun fiume che scorre tra rive somme
(part. congiunto → labentia) possono/riescono a togliere in peso/alleviare l’animo e a
ribaltare/rovesciare una preoccupazione improvvisa(due infiniti oblectare e avertere) e non
(nec) le visioni/osservazioni/altre viste dei vitellini attraverso (pavula) i lieti pascoli posso
distogliere (queunt) l’animo e alleviare la cura (verso che si ripete volutamente rispetto a
quello prima → ripetizioni funzionale allo scopo didattico e funzionale del poema → come
nel genere epico che aveva moltissime ripetizioni) (ripetizione o voluta o risponde a un
motivo didascalico, pedagogico)
→ tre soggetti di queunt
→ le tre cose che un animale al pascolo gradiscono e che normalmente l’avrebbero
consolata ma non funzionano
⇒ madre inconsolabile → spesso si accosta un’altro vitellino alla madri che perdono il figlio
altrimenti smettono di produrre latte
Requirit → cerco di sapere/conoscere/trovare
Fino a tal punto quello (quiddam → neutro) che le è proprio (proprium →neutro) e noto
(notum → neutro)
Proprio e noto → dittologia sinonimica ⇒ vogliono dire cose propriamente uguali ma con
piccole differenze
→ chi si dedica solo all’atto fisico non viene privato dell’amore sentimentale, anzi ne riesce a
cogliere le gioie vere, essenziali
Poi descrive in parte il rapporto
→ se uno si fa prendere dal pensiero = dubbioso e quindi tentennamenti
Pensando troppo e avendo dubbi uno cerca fisicamente di posserela
⇒ non vero amore ma posseso che può anche far male
vv. 1078-1079
→ gli amanti quando sono troppo coinvolti non sanno come nutrirsi del corpo dell'altro con
occhi e mani
→ più desidera possedere e meno possiede
⇒ Grandi problemi dell’amore sentimentale che non è il vero amore di Venere
v. 1085
→ nell’amore Venere spezza un po’ il tormento di possessione e raffresca a morsi il piacere
soave che vi è mescolato
⇒ durante un rapporto, durante il piacere che raggiunge l’apice anche l’amore sentimentale
ne è appagato perchè prima vi era il piacere fisico
→ appena il valore fisico sparisce quindi sparisce anche il valore affettivo
⇒ gli amanti sperano anche che dopo un rapporto il desiderio di possesso possa essere
appagato, ma in realtà no
⇒ l’amore sentimentale aumenta diventando ancora più dolorosa al contrario di quello fisico
v.1089
→ la natura ci fa capire ciò che è: di quanto più possediamo tanto più di accende nel petto
un ardore selvaggio
⇒ tanto più desideriamo/amiamo una persona tanto più ne sento il desiderio di possederla
v.1090
→ dice che cibo e bevande riescono a soddisfare i nostri desideri, idem per l’amore fisico
→ MA, per l’amore affettivo ciò non può avvenire
⇒ tanto più ricevo affetto, tanto più ne desidero
v.1095
→ le uniche cose che rimangono negli amanti sono un volto leggiadro e un’immagine che in
realtà sono un nulla → il sentimento non posso averlo in mano, non posso avere nulla di
concreto
→ A differenza di un’amore fisico (qui ed ora) in quel momento ho qualcosa di corporeo, poi
raggiungo l’apice ed esso svanisce
vv 1099-1104
Altro esempio
⇒ Venere da da bere ad un corpo assetato
→ mito di Tantalo
[Link]
che aveva invitato a banchetto gli dei e gli aveva dato da mangiare i suoi figli credendo non
se ne accorgessero.
→ per punirlo lo legarono ad un albero e quando lui aveva fame frutti scendevano da
un’albero e l’acqua si avvicinava, ma poi lui non lo prende mai
⇒ ciò che rimane all’amore sentimentale è un bisogno che non sarà mai soddisfatto
vv. 1104-1115
→ crescendo
→ spiega cosa sia l’amore fisico senza sfociare nel volgare e cosa sia la differenza con il
sentimento
→ quando due corpi si uniscono l’impeto è talmente tanto che sembra una lotta, ma i gesti
terminano lì → non ci può essere un oltre
v. 1110
Tutto ciò che tenti dopo è qualcosa di vano
→ per quanto uno voglia possedere un corpo ed esserne parte integrante, non lo potrai mai
fare
→ l’unica cosa che rimane agli amanti è la violenza del piacere (ossimoro) che si ottiene con
l’apice e finisce lì.
vv.1115-1121
→ Lucrezio distrugge l’amore affettivo che è definito:
- passione demente
→ l’amore sentimentale è un amore irrazionale che non va assolutamente bene con
la razionalità umana perché manda fuori di testa → RAPTUS AMORIS
- male
- piaga segreta → lascia solo delle piaghe, delle ferite perché è qualcosa che lascia
mali dentro di noi, non è concreto (segreta perché è un sentimento interno e che non
lascia davvero una ferita esterna)
→ l’amore sentimentale e non lascia all’individuo tanto di guadagnato, anzi è più quello che
perde un individuo
LA NOIA ESISTENZIALE
(pag. 307-308)
[Link]
→ periodo molto complesso e incasinato
- si apre con SI = periodo ipotetico
possent = congiuntivo imperfetto
sentire videntur = deponente videor
inesse = infinito
fatiget = congiuntivo presente
fiat = indicativo presente
noscere = infinito
constet = congiuntivo presente
agerent = congiuntivo imperfetto
videmus = indicativo presente
velit = congiuntivo presente
nascere = infinito
quaerere = infinito
commutare = infinito
deponere = infinito
possit = congiuntivo presente
Tante frasi, ma le più importanti sono quelle che compongono il periodo ipotetico
- Si possent homines - noscere = subord. ipotetica che viene sempre prima
conoscere cosa? = vv. 1055 sub. dell’ipotetica
- Haut ita vitam agerent → seconda parte dell’ipotetica = principale al cong.
Nel periodo ipotetico c’è un insieme di due frasi con una con l’introduzione subordinante
(ipotesi con si) e una no (conseguenze dell’ipotesi non ha introduzione)
→ la reggente è la conseguenza dell’ipotesi dal punto di vista grammaticale
- all'interno del periodo ipotetico ci possono essere molte subordinate
Ipotesi irreale: Siamo dentro ad uno dei tre periodi ipotetici: il terzo e più complesso
- sempre con congiuntivo imperfetto o piuccheperfetto (che avviene nel presente o che
è avvenuta nel passato)
- la conseguenza dell’ipotesi sempre è un fatto irreale
Ipotesi = PROTASI
Conseguenza = APODOSI
vv. 1053- 1057: Se gli uomini avessero la possibilità di capire dove proviene quella fatica,
noia di vivere/ esistenziale, tratterebbero la vita con più serietà e cercherebbero di studiare e
capire da dove sono venuti per non avere questa noia = senso di insoddisfazione perenne
→ utilizzo del lessico legato al peso: pondus, moles, graviate
vv. 1060: fa vari esempi → quando stiamo male cerchiamo di fuggire e cambiare contesto
- se lo facciamo però la situazione non cambia, rimaniamo comunque in una
situazione di noia
vv. 1068: “Così ognuno fugge da se stesso” = noi non fuggiamo dalla situazione, ma da noi
perché siamo noi il problema
- ma non si può fuggire da se stessi, a suo malgrado quindi aderisce e iniziamo ad
odiare se stessi ⇒ chiasmo
- similitudine malattia di vivere e malattia fisica
vv. 1071: un altro periodo ipotetico = “si videat” (cong. present) - “naturam…studeat…rerum”
- Periodo ipotetico di secondo tipo: un fatto possibile = nessuna differenza in ita però
tra secondo e terzo tipo (protasi sempre congiuntivo, apodosi con il condizionale che
può essere presente o con l’ausiliare)
→ se sapessero l’origine del loro malessere vivrebbero in modo serio, perfetto = questo però
non è possibile
= MA hanno la possibilità di conoscere e cercare la natura delle cose
- differenza del perchè usa i due tipi di periodi ipotetici
esercizi pag 308
7. perifrastica passiva
→ sit manenda
→ soggetto ⇒ aetas
→complemento agente ⇒ mortalibus omnis
De Rerum Natura:
- testo di “fisica” = testi scientifici-filosofici
- Esiodo =poema epico-didascalico (scopo) → “le opere e i giorni” dove spiega
l’origine mitica del mondo, come si alternano le stagioni e spiega alcune cose anche
sull'agricoltura e i compiti della vita quotidiana
- Empedocle/Arato = poema scientifico-filosofico (contenuto) → scritto entrambi un
“sulla natura” ed Empedocle viene citato direttamente nell'opera di Lucrezio = segue
il modello
- Ennio = poema epico (stile)
Struttura:
- libri: (accoppiati a diadi)
1. 1-2 = fisica
2. 3-4 = antropologia
3. 5-6 = cosmologia (entità infinita e vi sono infiniti mondi)
Stile
- arcaismi = utilizza termini arcaici che non si usano tutti i giorni, vecchi di cent’anni
che usa per alzare il livello → parole in disuso
- connettivi logici = in alcune parti ha un andamento molto logico, didascalico → lo
mette molto bene contando che lo scrive in metrica, in poesia scrive un testo
argomentativo
- apostrofi = discorsi diretti verso qualcuno, ha bisogno che la gente lo ascolti e impari
qualcosa
- calchi semantici = creare una forma a partire da qualcosa che ho già, creo un'altra
parola prendendo da parole che esistono in altre lingue (greco) ma non in latino
→ cerca di rendere in latino vari termini utilizzati in greco (es. pneuma, utilizzato per
l'anima sensitiva = lucrezio utilizza animus) = per creare un’aderenza maggiore per il
significato che intende, mette insieme parole o ne crea proprio di nuove
- ripetizioni = come gli apostrofi, legati allo scopo didascalico del poema
Venere:
- invocazione alle muse = tipico del genere epico, opera inizia con l’invocazione a
Venus → non si rivolge alle muse perché rappresenta il motore della vita, la dea della
vita che rinasce a primavera e principio vitale che muove tutte le cose
- voluptas = piacere, ciò che ci spinge ad agire → liberarsi dei piaceri e passioni troppo
smodate
- forza vitale
- simulacra = il piacere si prova mediante gli atomi che colpiscono i nostri sensi
→ come funzionano le nostre voluptates e come possiamo bloccare ed evitare quelli
dannosi (calco semantico)
Atomi:
- materia eterna = nulla si crea e nulla di distrugge (materialista)
- clinamen = teoria con cui Lucrezio spiega l’origine del mondo ed è il movimento
verticale degli atomi e che quando deviano la propria traiettoria si scontrano tra di
loro creando la materia e infinite combinazioni (perciò infiniti mondi)
- universo infinito
- infiniti mondi
Ratio:
- realismo = vedere la realtà per com’è
- dubbio
- animus = stessa forza vitale, tutti gli esseri viventi possiedono la stessa anima
sensitiva
- vivi appartato
- atarassia = assenza di cure e preoccupazioni
Religio:
- provvidenzialismo = aspettare la provvidenza del Dio che ci salvi non serve e questo
porta all’ignoranza
- paura della morte
- timore degli dei = non serve perchè gli dei, se esistono, non si curano dell’uomo
- ignoranza
- passioni violente = se abbiamo paura della morte cerchiamo nell’esperienza vitale
quegli eccessi negativi
3 opere principali:
- Bucoliche (42-39 a.C.)
- Georgiche (38/37-30 a.C.): più lunga e più impegnative ⇒ poesia più aulica,
tematiche più elevate e stile più elevato
- Eneide (30-19 a.C.): fino alla morte
VITA
70 a.C. —> nasce ad Andes, Mantova da una famiglia di piccoli proprietari terrieri.
Ambizione politica (non esistente), ma mossa dal padre
⇒ studia a Cremona, poi a Milano e infine a Roma per completare il Cursus Honorum
(retorica, letteratura, diritto, storia) (stessa di Cicerone)
Nonostante ciò rimane molto legato a Mantova a cui riserva un posto d’onore nell’Eneide
(diventa rifugio di profughi troiani)
50 a.C. ⇒ si trasferisce a Napoli (colonia greca) che avrà un posto nel cuore del poeta
⇒ studia presso un maestro epicureo e quindi prende molto dal suo pensiero
(Viene ritrovata ad Ercole la biblioteca di uno di questi maestri epicurei quindi abbiamo fonti
certe sui suoi studi grazie ai moderni scanner)
⇒ legge anche tantissima letteratura greca che lo influenza nelle sue opere, specialmente le
prime
Ottaviano avvia una ricostruzione dello Stato romano basato su tre principi:
1. Mos maiorum ⇒ valori identitari dei Romani (matrimonio, terre etc.)
2. Pace con senato ⇒ si pone come collaboratore
3. Ricentralizzazione di Roma ⇒ riconferma la sua identità con l’Italia al centro
dell’impero
⇒ per non perdere l’identità diamo importanza a chi ha fatto grande Roma
Virgilio approva per la sua provenienza dalla Gallia Cisalpina
Inoltre, vuole persone che lo sostengano (artisti) e quindi si affida a Mecenate (origine
etrusca)
es. Restaura templi, fori, e chiede tre poeti: Virgilio, Orazio, Properzio
STILE VIRGILIANO
- Virgilio rifiuta gli eccessi espressivi (es. troppo triviale come Catullo o troppo prezioso
come Lucrezio) = tende a stare in una medietas, una forma di raffinatezza che cerca
sempre l’equilibrio stilistico
- a seconda delle opere vediamo un’evoluzione nel linguaggio e nello stile di virgilio
(bucoliche più basso, georgiche nel mezzo, Eneide più elevato)
- Pregnanza semantica: Tendenzialmente ricerca la Brevitas, evita di allungarsi troppo
e di esprimere il significato in preve
⇒ Utilizza moltissimo le metafore, le similitudini, le figure di suono
(musicalità)
- Polisemia = compresenza di più significati nello stesso enunciato = può essere letto
da più angolazioni e con diverse interpretazioni (poesia vaga ma più efficace
TEMI VIRGILIANI
- Arte allusiva = ripresa di testi, greci e latini, rielaborati e variati (come i
campionamenti in musica nella nostra epoca = ripresa e rielaborazione di qualcosa
che esiste già, un omaggio che serve per costruire un qualcosa di ancora più bello
[omaggio- gara])
- Idealizzazione della natura e della vita agreste (radici romane)
- Lavoro (capacità nelle Georgiche)
- Condanna la guerra (guerre civili o guerre fratricide sono fonte di infelicità)
- Amore ⇒ turbamento (amori sempre tormentati e “tossici”) [epicureismo]
- Pietas ⇒ l’eroe deve averla (rispetto verso gli dei e avi) ⇒ valori della patria e della
famiglia (contrario dell’epicureismo [omaggio ad Ottaviano]
- Attesa provvidenziale di un’età dell’oro (potrebbe essere Augusto, ma in realtà
questa è una visione di Virgilio)
ENEIDE
Rischia di non essere pubblicata (manca una revisione), ma Virgilio si ammala di ritorno da
un viaggio in Grecia e muore di setticemia a Brindisi
⇒ in punto di morte si fa promettere da due suoi amici Vario e Frucca di distruggere tutto
MA non lo fanno per 2 ragioni
1. Mancava la revisione finale, ma quello che c’è è talmente alto che va pubblicata
comunque
2. Mecenate si imputa probabilmente
⇒ connessione omerica essendo che inizia con la fine della Guerra di Troia
In realtà inizia dopo e poi vi sono dei flashback
Modelli possibili:
1. Omero (certo)
2. Apollonio Rodio = scrive le argonautiche con protagonista Oreste, racconta del
viaggio della nave con il vello d’oro per tornare ad Argo e dell’abbandono di Medea
→ simile all’episodio di Didone, che Enea abbandonerà (IV libro) ⇒ centralità del
tema amoroso, il tema del viaggio e l’abbandono della donna
3. Ennio = poeta epico latino più importante prima di Lucrezio e Virgilio → aveva
narrato la fondazione di Roma negli “Annales” (gli annales sono dove le figure
religiose più importanti scrivevano cosa succedeva per anno e anno = parla anche di
tutta la storia di roma (dalla fondazione epica al 1 secolo a.C) fino ai suoi tempi)
→ virgilio racconta della fondazione Epica e costruisce il prequel della fondazione di
Roma = Enea crea Albalonga che è dove sono nati Romolo e Remo
- Unisce le due storie = parla dalla fondazione a prima ancora, fa un tuffo nel
passato contrariamente da Ennio → da ai romani un’origine divina essendo
Enea figlio di Venere
Prende un personaggio “secondario” e lo rende il fondatore di un altra potenza = unisce la
storia greca con quella romana, tenta una unificazione culturale dicendo che discendono
dalle stesse cose
⇒ costituisce le radici della cultura occidentale moderna
STILE:
- Stile elevato, aulico, sublime = anche la materia ha queste caratteristiche
→ poiché epica come Omero, usa molto di più la ripetizione (epiteti, gruppi di versi,
episodi ecc. = forme di formularità) anche se non è mai stata trasmessa oralmente
BUCOLICHE
(giovanili)
Idilli pastorale (modello = Teocrito di Siracusa III sec. a.C.) (Bucolika = canti di pastori)
⇒ “idillio” = situazione idealizzata non realistica ma depurata di tutto il materialismo
(creazione di fantasia letteraria)
Fuga = dalla realtà
Nascono per due motivi:
- per limiti politici (guerre civili)
- adora Teocrito e lo imita (questione di gusto)
Pastori = Andes
⇒ idealizza la sua provenienza
⇒ collocati in una campagna che sembra Mantova
Riferimenti mascherati
⇒finti nomi per la libertà che le guerre civili toglievano (diff. Virgilio e Catullo)
⇒ cambio del tempo, ma lui fa anche parte del gruppo legato ad Augusto
⇒ INTELLETTUALI E POTERE
T2 L’ESILIO E LA PACE AGRESTE
LATINO ITALIANO
Meliboeus Melibeo
Tītyre, tū patulae recubāns sub tegmine fāgī Tu, Titiro, sdraiato all’ombra di un vasto faggio,
silvestrem tenuī Mūsam meditāris avēnā; intoni sulla zampogna leggera un canto silvestre;
nōs patriae fīnīs et dulcia linquimus arva. noi lasciamo la nostra patria e i dolci campi,
nōs patriam fugimus; tū, Tītyre, lentus in umbrā noi fuggiamo dalla nostra patria e tu, Titiro, ozioso all’ombra, fai
formōsam resonāre docēs Amaryllida silvās. risuonare le selve del nome della bella Amarillide.
Tītyrus Titiro
Ō Meliboee, deus nōbīs haec ōtia fēcit. È stato un dio, Melibeo, a darmi questi agi.
namque erit ille mihī semper deus, illius āram E infatti, lui sarà sempre per me un dio, e il suo altare
saepe tener nostrīs ab ovīlibus imbuet agnus. spesso lo tingerà un agnello del mio ovile. E’ stato lui a permettere
ille meās errāre bovēs, ut cernis, et ipsum alle mie vacche di pascolare tranquille, come puoi vedere,
lūdere quae vellem calamō permīsit agrestī. e a me stesso di godere di ciò che volessi con il flauto campagnolo.
Meliboeus Melibeo
Nōn equidem invideō, mīror magis; undique tōtīs Non t’invidio, provo piuttosto stupore; a tal punto ogni dove
usque adeō turbātur agrīs. ēn ipse capellās in tutti campi c’è turbamento. E io stesso, sofferente, spingo avanti
prōtinus aeger ago; hanc etiam vix, Tītyre, dūcō. le mie caprette,e a fatica, Titiro, trascino anche questa.
hīc inter dēnsās corylōs modo namque gemellōs, Qui ha appena lasciato tra i folti cespugli spinosi due gemelli,
spem gregis, ā, silice in nūdā cōnīxa relīquit. speranza del gregge, partoriti sulla nuda pietra.
saepe malum hoc nōbīs, sī mēns nōn laeva fuisset, Ricordo che spesso questo male ce l’hanno predetto, se non
dē caelō tactās meminī praedīcere quercus. fossimo stati ciechi, le querce colpite dal fulmine.
sed tamen iste deus quī sit dā, Tītyre, nōbīs. Ma tu dicci, Titiro, chi è questo dio.
Sogg: ….
Verb:.....
Parole concordate: …..
- tema dell’abbandono delle proprie terre ed esilio = poesia idilliaca nasce nei periodi
storici quando gli intellettuali sono meno liberi di esprimersi
→ puoi fare riflessioni sul presente senza far arrabbiare i potenti (mentre catullo
insulta direttamente Cicerone o Cesare) = è meno libero di dire quello che vuole
perchè è nel circolo di poeti di Augusto [tema intellettuali - politica]
v.1:
- allitterazione in t
- Musicalità: fagi patulae che va insieme = faggio ampio
v.2:
- verso più importante
- Avena tenui= modo in cui si canta = flauto dolce di pastori
- Musam meditaris silvestrem = dichiarazione di poetica
vv. 3-4:
- nos = plurale magistrati + anafora
- patriae-patriam = poliptoto ⇒ la realtà entra in poesia idilliaca
- dulcia-lentus ⇒ dolci in poesia pastorale da cui Melibeo si sente esclusa,
rilassatezza e tranquillitá di Titiro
- fugimus = espropriazione delle terre ⇒ sradicamento
- il punto e virgola ⇒ cesura
- Nos + tu ⇒ enfatizzare la distanza tra Melibeo e Titiro visto che pronomi non
necessari in latino
v.5:
- Doces sorregge due ablativi = la cosa a cui si insegna e la cosa insegnata
- Topos Greco ⇒ poeta che insegna ai boschi a cantare
RISPOSTA DI TITIRO
v.6:
- deus = non dio vero e proprio ma divinizzazione di chi gli ha permesso di vivere nel
campo ⇒ maschera di Titiro che è Virgilio e deus che è Ottaviano
- Nobis: dativo di vantaggio
- haec-otia
- otia = tempo speso in lettura, a teatro = tempo libero speso bene ma non per la Res
Publica
vv.7-8:
- ille-illus-ille ⇒ importanza del Dio, probabilmente Virgilio già in contatto con Augusto
- enjambement tra aram-imbuet
- tener - Agnus = iperbato
- nostris-ovilibus
- Se sono grato a qualcuno sacrifico degli animali [contro epicureismo] ⇒ DEVOZIO
molto importante per i romani especially verso chi fa dei favori
v. 9:
- means-boves
- Ut cernis = inciso modale
- ipsum = a me stesso
v.10:
- ludere (godere) ⇒ LUSUS POETICO = piacere personale che è possibile solo se
qualcuno lo garantisce, rapporto con il potere [Catullo vs Virgilio] ⇒ PARRESIA
(rapporto paritetico) tra poeta e potere che non c'è più in Virgilio
- quae vellem = interrogativa indiretta
- calamo-agresti = flauto agreste
v.11:
- invideo e miror ⇒ prima persona singolare + frammentazione ⇒ condizione di
sofferenza che va contro il componimento idillico perché vi è il turbamento
probabilmente riferito alle guerre civili
- totis-agris ⇒ ab plu stato in luogo
vv.12-15:
- sofferenza ha una metafora con la capra che deve partorire i suoi figli in condizioni
disagevoli (Lucrezio per la metafora degli animali)
- aeger = predicativo del soggetto che dice come spinge avanti
- Vix = avverbio, questa
- duco = conduco da solo
- hic = avverbio pronominale che significa qui
- densas corylos = cespugli di spine
- spem gregis (speranza del gregge) ⇒ inciso che è un mascheramento dei giovani
romani uccisi nelle guerre civili
- a ⇒ interiezione che esprime sofferenza
- silice in nuda ⇒ pietra nuda quindi scomodo
- conixa ⇒ legato a hanc come participio passato
- reliquit ⇒ alla capra
v.16:
- malum hoc
- si mens non laeva fuisset ⇒ ipotetica dell’irrealtà
v.17:
- de caelo tactas ⇒ colpite dal cielo (fulmini) + quercia (quercia) che è riferito al fatto
che avremmo potuto vedere i segni della guerra civile ⇒ divinazione del RELIGIO
v.18:
- qui sit ⇒ interrogativa indiretta
- da ⇒ isolamento del verbo tra virgole
- Frammentazione del verso
Ille/Illius/Ille = ripetizione del termine e poliptoto → ci dice quanto è stato importante quel Dio
per questa poesia
- quando scrive questa poesia è nel circolo di Asinio Pollione, e riconosce ad Augusto,
che all’epoca stava crescendo, l’importanza che ha per Virgilio per scrivere questa
poesia
vv. 7-8 = enjambement tra aram - imbuet
vv. 8 = iperbato tra tener e agnus
vv 7-8 = Devotio per gli Dei = fa riferimento al fatto che la devozione a quell’uomo sarà tale
da garantirgli un sacrificio di un animale spesso
- però lui è stato educato da un Epicureista = però Virgilio non disdegna la devotio, il
rispetto di ciò che è stato consegnato dagli avi → dovevi essere eternamente grato
alla persona che ti ha aiutato (nel caso di Virgilio Augusto)
→ contraddizione della sua educazione e della sua devozione
RISPOSTA DI MELIBEO
vv. 11-12 = versi molto importanti
- Melibeo entra nella discussione sottolineando come in realtà c’è turbamento=
differenza tra reale e irreale, dovrebbe essere idilliaco ma è come se la realtà delle
guerre civili entrasse nel mondo idilliaco attraverso le parole di Melibeo
- C’è una spezzettazione sintattica ed utilizza la prima persona = modo in cui il poeta
ci mostra la sofferenza del personaggio che deve fuggire dal paradiso terrestre
dell'idillio pastorale = ci sottolinea anche come sia una cosa singola, nel SUO mondo
c’è turbamento
vv. 12-14 = similitudine animalesca → una capretta che ha dovuto partorire due gemelli tra
dei cespugli spinosi
→ ā = interiezione che esprime sofferenza
→ speranza del gregge = i giovani di roma, speranza del popolo, che sono stati costretti a
combattere e morire per due uomini potenti di roma ⇒ dolore per chi li deve veder morire
vv. 16-18 =Riferimenti che segni dello scoppio della guerra civile c’erano già = potevamo
cogliere questi segni e si poteva evitare
- vv. 16 tra ,...,= ipotetica del terzo tipo = ma ormai è successo, è una realtà che non si
può cambiare
Gli chiede di esplicitare quale Dio fosse
STILE:
→ riferimenti alla guerra civile e mascheramento delle morti della guerra tramite la morte
delle caprette = Sempre detto da Melibeo
→ riferimento alla religio = querce colpite dai fulmini (prevedere il futuro attraverso la
divinazione)
→ frammentazione sintattica
T3 IL VIAGGIO A ROMA
GEORGICHE
- lungo poema in esametri che è stato divisa in 4 libri (non sappiamo se divisi da
Virgilio o qualcun altro)
- composta tra il 38-30 a.C.
= Poema epico-didascalico → spiega come l’uomo sia riuscito ad addomesticare le
piante, il bestiame, le api ecc. = Tematiche legate alla natura, l’alternanza delle
stagioni, l'agricoltura
- SCOPO = insegnare ai lettori quei valori in quali i romani si riconoscevano, i valori
delle radici romane (mettere a fuoco valori e conoscenze romani) = modello
comunque greco e riprende Esiodo (“le opere e i giorni” = poema didascalico che
parla delle stesse cose) = autore molto importante per la cultura greca, come Omero.
- Altro grande modello è Lucrezio con il De rerum Natura = parla dell’alternanza delle
stagioni, degli animali, degli allevamenti ecc. con taglio didascalico
→ Apprezza moltissimo la poesia di Lucrezio, a volte lo cita quasi parola per parola
- lui studia a napoli, che è un centro di studio Epicureo = inizio che abbia
studiato l’epicureismo o che comunque abbia avuto contatti con insegnanti e
studiosi di cultura epicurea anche (forse i due si potevano conoscere
direttamente ma non ne abbiamo la certezza)
Didascalico
⇒ insegnare ai lettori le conoscenze fondamentali e alla base del popolo romano: ricentare
l’identità romana (più semplice dei greci)
Modelli:
1. Greci: Esiodo (VIII-VII sec. a. C.) uno dei poeti che ha fondato la letteratura greca
con Omero: “Le opere e i giorni” ⇒ stessi argomenti di Virgilio che lo traduce per la
prima volta nella storia
2. Latini: Lucrezio (De rerum natura) ⇒ poesia esametrica didascalica solo in ambito
filosofico
Virgilio e Lucrezio potrebbero essersi incontrati durante i suoi studi a Napoli in cui ha
appreso il pensiero Epicureo
TIPI DI PERIODO IPOTETICO IN LATINO
Tre tipi:
1. REALTÀ:
→ la protasi è un dato di fatto, l’apodosi la sua ovvia conseguenza:
es. se la vedete così, non abbiamo più nulla da dirci
2. POSSIBILITÀ:
→ la protasi è possibile ma non certa, e di conseguenza anche l’apodosi:
es. se domani smettesse di piovere, potremmo andare a fare una passeggiata
3. IRREALTÀ:
→ a protasi è presentata come impossibile, e di conseguenza anche l’apodosi:
es. se vent’anni fa avessi scelto ingegneria, oggi non sarei la vostra insegnante di
latino
QUALI CONGIUNZIONI?
1. Si = se
2. NIsi = se non (nega tutta la frase: se non vieni oggi, allora…)
3. Si non = se non (nega un elemento della frase: se vieni non oggi ma domani,
allora…)
4. Si forte = se per caso
5. Si modo = se solo
6. SIn/si autem = se invece
7. Si minus = se no (puoi trovarla così com'è senza nulla dopo → utilizzata per non
ripetere la protasi prima dell'apoteosi)
es. ti porto il gelato, se no (se non ti piace il gelato) la torta
PRIMO TIPO:
- PROTASI ⇒ indicativo
- APODOSI ⇒ tutti i tempi e i modi possibili nelle proposizioni indipendenti (indicativo,
imperativo, congiuntivo esortativo)
MA anche tutti i modi in cui puoi trovare la principale
SECONDO TIPO:
- PROTASI ⇒ congiuntivo presente per possibilità nel presento o futuro, perfetto per
possibilità nel passato
- APODOSI ⇒ congiuntivo presento per possibilità nel presente o futuro, perfetto
(RARO) per possibilità nel passato
PROTASI
⇒ SOLO IN LATINO
→ in italiano non sempre si può rendere perfettamente uguale.
COME LO SAPPIAMO?
→se uso “nel caso in cui” posso rispettare il tempo latino
se uso “se” non rispetto e metto il congiuntivo IMPERFETTO
L’APODOSI
in italiano si usa il condizionale presente o passato
TERZO TIPO: