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Tito Lucrezio Caro

- In realt di questo autore non sappiamo nulla, non sappiamo neppure se il pre nomen, cio
questo titolo, sia il suo vero pre nomen, anche se acquistato dai manoscritti.
- Abbiamo delle notizie di San Gerolamo, il quale nel suo cronico ci dice che muore a 44 anni
a causa di un filtro damore, di una follia damore.
- Sarebbe nato nel 98 a.C. e morto nel 55.
- Avrebbe scritto la sua opera per intervalla insaniae, durante gli intervalli della sua follia.
Questo un autoschediasma, una leggenda nata dalla lettura accurata del De Rerum Natura
perch c una descrizione talmente particolareggiata della follia dellamore che fu creduto
che lo stesso Lucrezio ne fosse affetto.
- Lucrezio condusse una vita particolarmente ritirata. Era un seguace della filosofia epicurea,
uno dei principi epicurei era il Late Biogas (vivi nascosto). Pare che lui labbia applicato
perfettamente nella sua vita.
- Comunque fu amico di un console in vista come Caio Menio (lo stesso di Catullo che lo
port a visitare la tomba del fratello).
- Dopo la morte di Lucrezio, il De Rerum Natura fu pubblicato ad opera di Cicerone, che era
un avversario accanito dellepicureismo, ma che riusc a riconoscere nellopera di Lucrezio
una grandissima dose di Ingenium e di Ars.
- Questa leggenda del suicidio probabilmente ad opera cristiana, perch, lobiettivo del De
Rerum Natura era quello di distruggere tutte le superstizioni delluomo, le regole dovute
allignoranza, di cui la principale la religione. La religio per Lucrezio qualcosa che lega
luomo, letimologia di religio per Lucrezio viene da Religo (legare). Lucrezio sar visto,
durante il regime sovietico, come un precursore di Marx, in quanto Lucrezio avrebbe
indicato proprio nella religione la principale causa dei popoli.
- Lipotesi pi probabile dellorigine di Lucrezio Caro che fosse campano, poich a Pompei
era adorata una Venere molto simile alla Venere a cui lui dedica il proemio del De Rerum
Natura.
- Sia Lucrezio che Caro erano nome e cognome molto diffusi in Campania.
- Lucrezio si inserisce nellambito del poema epico didascalico - filosofico. Lucrezio sta
diffondendo in veste poetica un contenuto filosofico. Lo scopo era ledon (il sommo bene).
Tetrafarmakn.
1. La morte non un male.
2. Non bisogna temere gli dei.
3. Il male sopportabile.
4. Il bene facilmente raggiungibile.
Il bene si distingue in
- Naturali necessari.
- Naturali non necessari.
- Non naturali e non necessari.
Latarassia un piacere catastematico ed raggiungibile attraverso i piaceri naturali necessari.
Autarcheia: laccontentarsi di poco.
Il cospargere la tazza di una medicina di miele per rendere la medicina meno amara.
De Rerum Natura
- Poema epico didascalico in esametri, composto da 6 libri.
- Il suo oggetto lesposizione della filosofia epicurea.
- Definito epico per i modi in cui Lucrezio celebra Epicureo.
- Il proemio si apre con una preghiera rivolta a Venere, dea dellamore e del piacere e della
fecondit, e la dedica a Memmio. Vi in seguito un breve elogio a Epicuro, raccontando
insieme il mito di Ifigenia.

Lopera si pu dividere in tre gruppi da due libri ciascuno: fisica (I e II), antropologia (III e
IV) e cosmologia (V e VI)
Nel primo libro Lucrezio presenta la dottrina degli atomi e del loro moto.
Nel secondo libro vi una contrapposizione tra atarassia e stoltezza umana, poi viene
esposto il clinamen.
Nel terzo libro vi una solenne celebrazione ad Epicuro, seguita poi dalla convinzione che
lanima e lanimus periscano insieme al corpo, e quindi non bisogna tenere la morte.
Nel quarto libro espone il pensiero che le sensazioni siano provocate da aggregazioni di
atomi sottilissimi.
Nel quinto libro, dopo un nuovo elogio ad Epicureo, affronta la cosmologia e la storia
dellumanit.
Nel sesto libro, dopo lelogio di Atene e di Epicureo, sono descritti i fenomeni meteorologici
e altri fenomeni naturali tra lui le pestilenze.

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Epicuro nei proemi del De Rerum Natura


- nel primo libro Epicureo visto come un eroe che solo tra gli uomini a sfidato la RELIGIO.
- Nel terzo libro Epicuro una luce che rischiara le tenebre e supera tutti i suoi discepoli. I
suoi insegnamenti sono divini
- Nel quinto libro c un paragone fra epicureo e un deus, un dio perch ha svelato la verit e
liberato gli uomini dalle false paure.
- Nel sesto libro Epicureo un faro di civilt per lumanit come lo la sua patria (Atene)
Lo stile del De Rerum Natura
- Originale e vigoroso, con apostrofi al destinatario. Uso di parole e formule ricorrenti, tipico
dellepica didascalica. Vi un uso di parole del lessico quotidiano e di calichi per rendere
termini scientifici e filosofici.
Augusto
- Ottaviano inizia il riassestamento dello stato accentrando ogni potere nelle sue mani nel 29
a.C.
- Formalmente mantiene le istituzioni repubblicane, ma si fa eleggere ogni anno al consolato.
- Nel 27 a.C. assume i titoli di princeps senatus e di Augustus.

Nel 23 a.C. ottiene pieno controllo dello stato attraverso limperium proconsulare maius et
infinitum e la potestas tribunicia.
Nel 12 a.C. alla morte di Lepido, Augusto assume la carica di potifex maximus.
Augusto ripristina lesercito dello stato e introduce larruolamento volontario.
Restituisce autorit e prestigio al senato e coinvolge in mansioni politico-amministrative
lordine equestre.
Attraverso ludi fastosi tiene a freno la plebe urbana.
Le provincie sono divise in imperiali, sotto il diretto controllo del princeps, e senatorie,
dipendenti dal senato. Ci d al princeps il controllo dellintero esercito.

Cicerone
Cicerone si schiera con gli optimates per nel 58 viene condannato allesilio da Publio Clodio,
fratello di Clodia, la Lesbia di Catullo, uomo a cui Cesare aveva affidato il governo di Roma mentre
lui era in Gallia. Condannato allesilio poich non aveva dato la provocatio ad populum ai catilinari
incarcerati nel carcere Mamertino (messi a morte senza la richiesta di grazia).
Nel 57 viene richiamato dallesilio grazie allintervento di Pompeo. Si avvicina qui ai triumviri e ai
cesaricidi.
Nel 51 proconsole di Cirice, dove si comporta con estrema onest.
Nella guerra civile del 49 tra Cesare e Pompeo parteggia per Pompeo, in seguito si riconcilia con
Cesare.
Inizia ad allontanarsi dalla vita politica per avvicinarsi a quella filosofica.
Le Orazioni
Si dividono in
Giudiziarie.
- Le pi famose sono le Verrine, quelle del 70 a.C. contro Verre.
Si compongono di diversi gruppi di orazioni:
1. la divinatio in Caecilium. Cecilio era uno che si era presentato per accusare Verre ma era
corrotto da Verre stesso
2. Actio prima in Verre
1. Actio secunda in Verre. costituita da cinque orazioni che Cicerone non pronunci, ma che
compose e pubblic utilizzando labbondantissimo materiale raccolto durante le indagini.
Questi cinque discorsi sono divisi per argomento: 1) i misfatti di Verre nella fase della sua
carriera antecedente il governatorato siciliano. 2) gli innumerevoli soprusi, ruberie, delitti
compiuti da Verre a Cecilia. 3) Le illegalit e le angherie commesse nellesenzione e nella
requisizione delle granaglie. 4) i furti di oggetti preziosi ed opere darte di cui le citt
siciliane erano ricche e di cui Verre era un maniaco collezionista. 4) gli orrendi e crudeli
supplizi ai quali sottoponeva persone innocenti.
- Pro Archia Poetae, a difesa del poeta Archia accusato di aver usurpato la cittadinanza
romana.
- Pro Sestio, un appello alla concordia ordinum, la concordia di tutti gli ordini sociali
- Pro Caelio, importantissima. Celio era un amico di Catullo che era diventato amante di
Clodia. Era stato accusato di aver rubato dei gioielli a questa.
- Pro Milone, orazione in difesa di Milone, uccisore di Clodio, fratello di Clodia.
Deliberative.
- Le Catilinarie. Quattro orazioni. Due tenute davanti al popolo e due tenute in senato.
- De provinciis consularibus a sostegno della proroga dellimperium di Cesare nelle Gallie.
- Filippiche sono le ultime orazioni di Cicerone. In realt si chiamano Antoniane, ma
vengono chiamate filippiche in somiglianza a quelle mosse contro Filippo II di Macedonia.
Le scrisse contro Antonio.
I caratteri delle orazioni di cicerone
1. docere Stile tenue

2. delectare Stile medio


3. movere/flectere Stile sublime
Le opere retoriche.
Cicerone tratt di retorica nel De Oratore, Brutus, Orator.
- il De Oratore presentato come una sottoforma di discorso platonico aristotelico. Viene
affidato il compito di trattare delle varie tematiche agli interlocutori in uno scenario fittizio.
Protagonisti del de Oratore sono Crasso e Marco Antonio. Cicerone prende posizione contro
la concezione tecnicistica di quei retori greci che pretendono di formare il perfetto oratore
solo per mezzo di regole e di esercizi, ma anche contro quella di chi, come Antonio, ritiene
che siano sufficienti le doti naturali e lesperienza. Nel secondo libro si passa alla trattazione
delle parti della retorica: si parla di inventio, dispositio, e della memoria. Successivamente
Cicerone tratta dellelocutio, dellornatus e dellactio.
- Il Brutus ha come interlocutori Cicerone stesso e gli amici Attico e Bruto. Dopo un veloce
excursus sulla retorica greca, Cicerone passa a presentare illustrando le caratteristiche di
circa duecento oratori in ordine cronologico. Lopera mira ad essere antiatticista, uno stile
che si stava diffondendo che prevedeva un linguaggio essenziale e semplice.
- Ancora a Bruto dedicato lOrator. Non un dialogo ma unesperienza continuata
dellautore. Vi la ripres dello stile oratorio gi svolta nel libro III del de Oratore. Le parti
nuove sono lillustrazione delle differenze tra lo stile oratorio e lo stile, rispettivamente, dei
filosofi, degli storici e dei poeti (umile medio sublime).
Le opere politiche.
- il De Repubblica un dialogo in sei libri e riprende Platone. Con questo, a differenza di
Platone, Cicerone non si pone di esporre la forma ideale di stato, ma di affrontare i problemi
politico-istituzionali concretamente e storicamente. Il dialogo andato quasi perduto.
Protagonista Scipione lEmiliano che inizialmente da la sua definizione di stato, poi
presenta e discute le tre forme di governo: monarchia, aristocrazia e democrazia e le loro
rispettive degenerazioni (tirannide, oligarchia, demagogia). Nel libro II sono delineati
lorigine e gli sviluppi dello stato romano, da Romolo ai tempi recenti. Il libro III trattava
della giustizia e venivano riportate le argomentazioni del filosofo Carneade contro
lesistenza di un fondamento naturale di essa. Sostiene che se i romani avessero voluto
essere giusti avrebbero dovuto restituire agli altri popoli ci di cui li avevano privati con la
forza, ritornando alle capanne e alla miseria delle loro origini. Nel libro VI Scipione
racconta un sogno in cui vi era apparso lavo adottivo. Gli espone per prima cosa il futuro, e
poi gli rivela che per i grandi uomini politici vi un posto riservato dagli dei nel mondo
dopo la morte in cielo.
- Laltro trattato di politica fu il De Legibus. Gli interlocutori sono Cicerone,suo fratello
Quinto e lamico Attico
Il pensiero filosofico
- lideale dellhumanitas, cio la concezione delluomo che emerge dallinsieme della
produzione ciceroniana, ci appare una sintesi complessa e originale del pensiero filosofico
greco e dellesperienza morale e politica romana. Luomo superiore agli altri esseri animati
grazie al dono della ragione che lo rende simile ad una divinit; luomo veramente degno di
questo nome assoggetta gli istinti naturali, i sentimenti e le passioni, al dominio della
ragione, punto di riferimento e criterio di comportamento in ogni circostanza; lacquisizione
attraverso lo studio di una vasta cultura enciclopedia indispensabile per conoscere a fondo
se stessi ed il mondo, cos da orientarsi convenientemente nella vita; nei rapporti con i suoi
simili, luomo deve essere sempre animato da rispetto, tolleranza e benevolenza; il dovere di
rendersi utili alla societ e alla patria preminente rispetto a tutti gli altri; i riconoscimenti
esteriori non sono da disprezzare ma non costituiscono il movente n lo scopo dellazione.
In breve lhumanitas: la preminenza della ragione, il valore della cultura, della tolleranza e del
rispetto, il dovere dellimpegno politico per lutilit comune.

Gli Epistolari
- 16 libri di Epistulae ad Atticum
- 16 libri di Epistulae ad familiares
- 3 libri di Epistulae ad Quintum fratrem
- 2 libri di Epistulae ad Marcum Brutum
Le opere filosofiche
- De Finibus Bonorum et Malorum tratta dello scopo supremo della vita delluomo, composto
da 5 libri. Nel primo e nel secondo libro Cicerone espone e confuta la dottrina epicurea e nel
terzo e quarto quella stoica. Nel V libro espone la dottrina accademica, alla quale va la sua
preferenza.
- De Tusculanae Disputationes trattano della felicit e degli ostacoli che impediscono di
raggiungerla in 5 libri. Nel primo libro affronta il tema della paura della morte, nei libri IIIV si affrontano il dolore, lafflizione e le altri passioni. Nel libro V viene esposta la tesi
secondo cui solo la virt ci assicura la felicit.
- Il Cato Maior de Senectute un elogio alla vecchiaia.
- Il De Laelius Amicizia verte sullamicizia, che sussiste dolo tra gli uomini virtuosi.
- Il De Officiis un trattato sui doveri delluomo politico, dedicato al figlio Marco. Nel libro I
viene chiarito il concetto di honestum, cio di bene morale. Lhonestum scaturisce da
tendenze naturali conformi a ragione, insiste nelluomo e si esplica in quattro virt
fondamentali: sapienza, giustizia, fortezza e temperanza (decorum). Nel libro II si tratta
lutile. I doveri, in quanto doveri, sono gi dedotti dal criterio dellhonestum.
- Il libro III tratta del conflitto tra onesto e utile.
Virgilio
- La maggior parte delle notizie sulla vita di Virgilio si hanno dal grammatico Elio Donato.
- Nasce il 15 ottobre del 70 a.C. ad Andes, non lontano da Mantova.
- Figlio di un proprietario terriero, ebbe unistruzione completa.
- A Roma frequenta la scuola di retorica e a Napoli si dedica alla filosofia.
- Come per la filosofia epicurea, conduce una vita quieta e ritirata.
- La prima opera pubblicata da Virgilio fu la raccolta di carmi intitolata Bucoliche.
- Nelle Bucoliche si rivolge a Asinio Pollione e Alfeno Varo, protettori. Virgilio esalta lamico
Cornelio Gallo
- Le Georgiche sono dedicate a Mecenate, composte in sette anni.
Bucoliche
- Le Bucoliche sono i primi carmi di Virgilio, composte dal 42 al 39.
- Virgilio si ispir a Teocrito, poeta greco che scrisse idilli pastorali.
- Bucolica significa canto dei pastori
- Virgilio ha tratto da Teocrito lambientazione agreste e un gran numero di situazioni, temi,
motivi, ripresi tuttavia e intrecciati con assoluta libert.
- I carmi pari sono i carmi narrativi, quelli dispari sono mimetico-dialogici/drammatici.
- Nella VI ecloga colloca una dichiarazione di poetica manifestando la propria preferenza per
la poesia tenue.
- La prima ecloga un dialogo tra due pastori-contadini, Ritiro e Melibeo. Il carme
interpretato come unallegoria, ma Ritiro non si identifica a pieno con Virgilio.
- Anche la IX ecloga proposta come dialogo tra due pastori, Licida e Deride, con esplicite
allusioni alle vicende storiche.
- Lecloga II un canto damore del pastore Coridone per il giovane Alessi.
- Nella X ecloga, dedicata a Cornelio Gallo, lamore lo spunto per un gioco letterario basato
su allusione a Teocrito e a Gallo stesso.
- Le ecloghe III, VII e VIII presentano il topos della gara poetica tra pastori.
- Lecloga V ha per tema la morte e la trasfigurazione del poeta-pastore Dafni.

Nella ecloga IV Virgilio profetizza il ritorno dellet delloro, coincidente con la nascita di
un puer. Si ipotizza che questo puer fosse il bambino di Pollione, o un figlio atteso di
Ottaviano oppure il frutto che si sperava nascesse dal matrimonio di Antonio e Ottavia o che
fosse lo stesso Ottaviano. Altri ancora ipotizzano che non fosse un bambino storicamente
determinato, ma il simbolo della generazione aurea di cui si attende larrivo.
- Nellecloga VI al canto di Sileno viene affidata lesaltazione del potere della poesia.
Differenze Teocrito e Virgilio
- vi uno stacco ironico presente negli idilli di Teocrito riguardo i pastori, mentre, in Virgilio,
vi unimmedesimazione dei personaggi, dove vi sono anche le proiezioni del suo stato
danimo.
- La natura di Teocrito siciliana (vivace, rigogliosa); la natura di Virgilio quella della
Pianura Padana (spenta, malinconica).
- Gli idilli di Teocrito sono nellisola di Kos o in Sicilia e invece quelli di Virgilio in Arcadia,
Sicilia o Pianura Padana.
Georgiche
- un poema epico-didascalico in quattro libri relativo ala coltivazione dei campi e
allallevamento del bestiame.
- Il titolo viene dal greco gheorfgiks e vuol dire relativo alla cura dei campi.
- Il poema diviso in
1. la coltivazione dei cereali, le stagioni e i segni del cielo di cui lagricoltore deve tener conto.
2. La coltura degli alberi e in particolare della vite.
3. Lallevamento del bestiame.
4. Lapicoltura.
- lopera dedicata a Mecenate, cui nome compare allinizio di ciascuno dei quattro libri e
assume particolare importanza nel proemio del terzo libro.
- Le georgiche non sono n un manuale n una propaganda politica, dato che Virgilio inizi la
composizione delle Georgiche (38-37) il regime augusto non si era ancora instaurato.
- Le georgiche sono unicamente unopera letteraria che si inserisce nella tradizione epicodidascalica.
- Alla fine del II libro, Virgilio rende omaggio a Lucrezio, proclamandolo felice per aver
saputo accedere alla conoscenza scientifica della natura.
- Con Lucrezio ed Esiodo, Virgilio ha in comune ladesione sincera e profonda ai contenuti
della sua opera e il serio impegno etico ed educativo.
- Vuole Virgilio trasmettere un messaggio ricco dimplicazioni morali, rivolgendo ai suoi
concittadini un appello a ritrovare e a restaurare i pi autentici valori della tradizione
romana, legati alla civilt contadina e alla piccola propriet italica, con i suoi ideali di
pacifica laboriosit, frugalit, religiosit, rispetto e culto della famiglia e della patria.
- Vi unalternanza tra i finali chiari dei libri pari e quelli scuri dei libri dispari.
- Contenuti.
1. il lavoro non una punizione ma voluto dalla divinit per il bene delluomo.
2. Elogio allitalia e alla vita agreste.
3. Tono grave e dolente della morte con partecipazione di animali e uomini.
4. Trattazione della comunit e della forza delle api con mito del pastore Aristeo, di Orfeo e di
Euridice.
Eneide
- poema epico in 12 libri.
- Pubblicata la redazione non definitiva.
- La storia di Enea, eroe troiano, figlio di Venere e Anchise, progenitore di Romolo e
capostipite della gens Iulia.
- Leneide non p unopera epico-storica dargomento contemporaneo.
- Viene interpretata come una profezia del futuro o con procedimento eziologico.

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dopo una tempesta scatenata da Giunone giungono a Cartagine, ospiati da Didone.


Enea riassume le vicende della battaglia di Troia.
Enea tratta del loro viaggio e della morte del padre in Sicilia.
Vi la partenza di Enea e la morte di Didone.
Vi sono i giochi funebri per il padre di Enea.
A Cuma condotto dalla sibilla, scende nel regno dei morti e qui incontra Didone e il padre
Anchise, che gli mostrer tutta la discendenza romana, fino ad arrivare ad Ottaviano.
7. Enea approda sulle rive del Tevere e suscita lira di Turno, re dei Rotuli, che vede Enea
come avversario per la mano di Lavinia.
8. Enea risale il Tevere e chiede lalleanza di Evandro, che gli affida il figlio Pallade.
9. Impresa di Eurialo e Niso.
10. La morte di Pallante, e di Lauso, ucciso da Enea.
11. Evandro chiede vendetta per il figlio.
12. Morte di Turno.
Orazio
- le notizie ci giungono dallautobiografia.
- Nasce a Venosa del 65 a.C., di umili origini ma di condizione economica buona.
- Studia a roma e ad Atene.
- Nel 38 a.C. Virgilio presenta Orazio a Mecenate ed entra a far parte del suo circolo.
- Mecenate per non far allontanare Orazio da Roma, gli regala una villa in Sabina, ma in un
posto malsano.
- Non si lega mai ad una donna.
- Non ader in pieno alla politica augustea in ambito letterario (non compone un poema epico)
- Muore nell8 a.C. dopo la scomparsa di Mecenate.
Satire
- Dedica alcuni componimenti alla riflessione critica delle satire.
- Sono scritte dopo lentrata di Orazio nel circolo di Mecenate.
- Orazio presenta Lucilio come iniziatore del genere e lo ricollega alla commedia greca antica.
- La commedia greca e la satira differiscono dalla forma, ma le accomuna il moralismo e
lattacco personale; gli avversari vengono attaccati nominando nome e cognome.
- Differenza con la commedia anche la possibilit di parlare in prima persona, esprimendo le
proprie opinioni e i propri giudizi.
- Orazio recepisce i canoni dei poetae novi.
- Le satire sono destinate ad un circolo di dotti.
- Ci si occupa non dei viziosi, quanto del vizio.
- Intonazione personale, riflessione morale e gusto per lintrattenimento sono le componenti
principali della satira oraziana.
- Due tipi di satira: la narrativa prende le mossa da un aneddoto, raccontato in modo da
intrattenere il lettore. La satira narrativa svolge una serie di argomentazioni e
argomentazioni.
Contenuti
- I, 1-3 carattere diatribico.
- I, 4 formazione di orazio
- I, 6 amicizia con Mecenate
- I, 5 viaggio a Brindisi
- I, 9 il seccatore
- I, 7 un processo
- I,8 scena di stregoneria
- II, 6 satira autobiografica la villa in Sabina
- Gli altri componenti sono in forma di dialogo

Messaggio e stile
- le satire hanno come riferimenti i concetti morali del poeta.
- La virt consiste nel senso della misura
- Esorta lautosufficienza
- Livello stilistico e del linguaggio volutamente non elevato
Epodi
- componimenti contemporanei alle satire, 17
- i modelli sono Archiloco e Ipponatte
- alcuni sono stati scritti prima di aderire al circolo di Mecenate
C ontenuti:
- contenuti molto vari: invettive, la magia, poesia civile, erotismo, elogio della vita dei campi,
motivi simposiaci
Le Odi
- Le Odi sono la produzione lirica di Orazio, costituita da tre libri (in latino chiamati Carmina)
scritti a partire dal 30 a.C. e pubblicati nel 23 a.C. .
- Le odi non si possono propriamente definire liriche nel senso moderno: si propongono
programmaticamente allinterno di una tradizione letteraria di ascendenza greca e ne
accettano le norme e le convenzioni.
- Nellopera afferma di voler essere lyricus vates, ovvero di coltivare la poesia lirica e di
prendere come punto di riferimento la produzione scritta nel dialetto dellisola di Lesbo,
facente capo in primo luogo ad Alceo. Unaltra notevole influenza la ritroviamo in Pindaro,
visto maggiormente come un ideale ammirato, ma irraggiungibile.
- Orazio, riconoscendo i propri limiti, si dedica ad unarte accuratamente elaborata,
riconducibile al labor limae, laccanita opera di rifinitura. Perci Orazio non poeta che
scrive sotto geniale ispirazione.
- A differenza delle Satire, Orazio, nelle Odi, assume un atteggiamento di superiorit,
affermando il valore della propria opera. Inoltre non contesta la superiorit dellpos, ma
rivendica per la lirica un posto adeguato al suo gi bel riconosciuto e affermato valore.
Orazio non rifiuta pi il titolo di poeta, ma, pi volte, nelle Odi si autodefinisce con il
termine vates, vocabolo che presuppone uninvestitura divina.
- La poetica delle Odi risulta dunque dalla sovrapposizione di due concezioni distinte: da una
parte, il concetto della poesia come frutto di una tecnica perfetta e del poeta come supremo
artigiano (ars), e dallaltra, lidea della poesia come prodotto di geniale ispirazione e del
poeta come vate (fusis)
- I modelli a cui si ispira Orazio sono dunque i poeti di Lesbo, Alceo e Saffo in primo luogo.
Sono i modelli pi importanti anche dal punto di vista della metrica.
- In realt il recupero dei modelli arcaici avviene in Orazio allinsegna della dialettica tra
antico e nuovo: vuol fare del ritorno allantico la principale via del rinnovamento, superando
lo sperimentalismo troppo audace dei neteroi e cercando nella compostezza e nella misura
quellequilibrio e quellarmonia che verranno poi definiti classici.
- Orazio mantiene anche limpostazione allocutiva, il discorso rivolto ad un interlocutore
reale o fittizio e tale impianto si inserisce in schemi tradizionali.
- Non si deve pensare comunque che le opere di Orazio siano un semplice collage dei suoi
modelli: questi infatti sono ripresi con autonomia e originalit.
- I contenuti sono diversi e molto vari. Primo tra tutti troviamo il filone religioso. Di questo fa
parte il Carmen Saeculare, ovvero linno agli dei protettori di Roma, ripreso nella sua forma
originaria di inno.
- Vasto il filone erotico, nel quale Orazio si diletta a esprimere momenti circoscritti e
autonomi affrontati con distacco finemente ironico.

Vi anche il filone conviviale e il filone gnomico. In questultimo si sofferma a fare


riflessioni sullincertezza del futuro e sulla caducit dellanimo. Grande esempio il Carpe
Diem, ovvero la necessit di usufruire pienamente del tempo breve della vita.
- Ritroviamo nelle odi anche i principi ispiratori delle satire: lautarkeia e la metrites.
- Lultimo filone quello della poesia civile e prende spunto da Alceo, ma in modo differente:
Orazio si limita ad essere spettatore della vita pubblica di Roma. Il ruolo di vates gli
permette di rivolgersi ai Romani con superiorit e lo autorizza a esortare e ammonire
gravemente i suoi concittadini.
Le epistole
- Le epistole si collocano in continuit con le satire e sono scritte in esametri. I contenuti sono
specifici, legati alloccasione e al destinatario. Viene accentuata la tendenza allo stie medio e
colloquiale.
- Vengono mantenuti alcuni elementi gi presenti nelle Satire, come luso di favole o
aneddoti, ma si attenua lo spirito, che prende le sue punte pi marcatamente comiche per
assumere spesso il carattere di un fine e leggero umorismo.
- Nelle epistole abbiamo componimenti di occasione, temi morali che si intrecciano con
spunti personali.
- Il I libro, ad esempio, una riflessione critica del poeta su se stesso e laspirazione alla
sapienza.
- Orazio sceglie di seguire un eclettismo filosofico.
- Tema principale la fugacit del tempo.
- Gli stati danimo di Orazio sono mutevoli nel tormentato cammino verso la saggezza.
- Nel II libro prevale la tematica letteraria.
- Nellepistola ad Augusto Orazio tratta la questione della superiorit dei poeti antichi o dei
moderni ed esprime riserve sulla rinascita del teatro romano.
- Lepistola a Floro incentrata invece sulla figura dellautore.
Ars Poetica.
- Lepistola indirizzata a Pisone una sorta di trattato in versi esponendo i precetti della
poetica. Nellepistola tratta prima della poesia, distinguendo tra i contenuti e lelaborazione
formale, poi del perfetto poeta.
- Larte essenzialmente mimesis e quindi i generi teatrali sono il settore pi importante della
poesia.
- Tratta anche dellesigenza della perfezione formale, secondo lestetica callimachea.
- Orazio enuncia inoltre in modo assai efficace due principi estetici fondamentali: lidea che la
grande poesia frutto dellingenium e dellars e la preferenza accordata al poeta che sa unire
lutilit al piacere, dilettando e insieme ammaestrando il lettore.
Tibullo
- Il Corpus Tibullianum comprende tre libri di poesie, non tutte attribuibili a Tibullo.
- Fa parte del circolo di Messalla Corvino e, grazie a questo, possibile ricavare parte dei suoi
dati biografici. Risulta da due elegie del libro I che Tibullo fece parte del Chorus Amicorum
di Messalla Corvino durante la spedizione nelle Gallie, celebrando la sua vittoria nel 27 a.C.
- Egli mor poco dopo Virgilio, cio alla fine dellanno 19 o allinizio del 18 d.C.
- Il I libro comprende 10 ampie elegie. Cinque fanno riferimento allamore di Delia, tre fanno
riferimento ad un amore pederotico e gli ultimi due non svolgono temi amorosi.
- Nel carme che apre la raccolta Tibullo affronta il problema tipico della scelta di vita,
contrapponendo la propria esistenza povera, politicamente disimpegnata e confortata
dallamore, alla vita militare, che egli rifiuta in quanto apportatrice di ricchezze ma
inconciliabile con lamore e con la tranquillit.
Properzio.
- Elegie contemporanee a quelle di Tibullo.
- 4 libri di raccolta properziana.

I libro dedicato a Tullo, canta dellamore per Cinzia.


Spiegazione sulla scelta di vita moralmente discutibile (AMANS-AMENS)
II libro dedicato a Mecenate.
Vi presente una recusatio, non potr comporre poemi epico celebrativi.
Per promette di cantare augusto dopo la fine della giovinezza.
Gioisce per il ritiro della legge matrimoniale.
Addio a Cinzia e alle poesie damore.
IV libro di elegie.
Accompagna un forestiero per Roma.
Poesia eziologica.
Recusatio (astrologo lo mette in guardia per il progetto troppo ambizioso)
Elogio funebre a Cornelia.
Fantasma di Cinzia.
Cinzia ricompare viva.

Ovidio.
- Entra nel circolo di Messalla Corvino
- Scrive sotto di questo gli Amores, ai qual seguono le Heroides e lArs amatoria.
- Condanna: due colpe, una poesia ed un errore.
Gli Amores.
- Canta lamore di Corinna secondo gli schemi del genere elegiaco.
- La soggezione del poeta innamorato alla domina, le sofferenze per le sue infedelt, la
gelosia causata dai rivali ricchi e la contrapposizione amore-ricchezze, laltra
contrapposizione topica fra vita militare-donne, labbondante ricorso agli exempla
mitologici.
- Accentua alcuni aspetti dellelegia gi presenti in Properzio: il distacco intellettualistico
dalla materia amorosa, la ricerca degli effetti scherzosi, lironia e lautoironia.
- Concezione dellamore come esercizio galante, gioco stimolate e divertente da cui trarre
emozioni superficiali.
- Ribaltamento degli atteggiamenti e dei temi tradizionali.
- Ovidio confessa di essere attratto da tutte l donne e offre una divertente rassegna di donne di
ogni tipo, ciascuna desiderabile per un pregio o una caratteristica particolare.
- Dimostra capacit di analisi psicologica.
- Mantiene sempre un distacco intellettuale.
Heroides.
- Lettere damore in distici elegiaci che simmaginano scritte da eroine ai loro amanti.
- Filone erotico-mitologico.
- 21 lettere divise in due gruppi. Le prime 15 sono di eroine mitiche (Penelope ad Ulisse,
Briseide ad Achille, Arianna a Teseo) e le altre 6 un personaggio maschile scrive alla
donna amata, che a sua volta le risponde (Paride ad Elena).
- Vi sono numerosi richiami allepica e alla tragedia.
- I miti sono reinterpretati in modo originale. La Fedra di Ovidio una scaltra seduttrice e
sdrammatizza il problema dellincesto presentandolo come un tab arcaico.
- I personaggi sono ridotti a una dimensione quotidiana tuttaltro che eroica o sublime.
Ars Amatoria.
- Con lAA Ovidio scrive il suo capolavoro nel campo dellelegia amorosa, sviluppando in
modo originale e personale un tipico atteggiamento del poeta elegiaco: quello didascalico.
- LAA un poemetto in 3 libri in cui il poeta diventa praeceptor amoris.
- Poemetto in distici elegiaci.
- Traspone la materia erotica sul piano dellepica didascalica.

O. punta sulla mescolanza di generi diversi e sulla ricchezza dei riferimenti letterari, spesso
con effetto di lusus divertito e divertente.
- I-II dedicati agli uomini, dando precetti sul reperimento della donna da conquistare. Nessuna
puella resiste ad un abile corteggiamento. La libido della donna sfrenata e senza limiti,
come dimostrano gli exempla mitologici (Pasfae). Si devono scrivere lettere alla donna
amata, seguirla dovunque, frequentare i banchetti a cui partecipa. Per conservare lamore
contano lintelligenza, la facondia, il carattere mite e arrendevole, la docile sottomissione a
tutti i capricci. Gli inganni ed i tradimenti devono rimanere nascosti. Quanto allinfedelt
della donna, bisogna fingere di non sapere.
- III rivolto alle donne e propone una sorta di galateo femminile. Deve saper cantare, danzare,
giocare, conoscere la poesia, frequentare teatri e conviti, essere affabile, allegra, disponibile,
capace di farsi desiderare. Devono tollerare linfedelt e non indulgere alla gelosia.
- Emerge un quadro realistico della societ del tempo e il rifiuto ovidiano per il modello
arcaico etico.
- Il poeta esclude dai suoi insegnamenti le donne perbene.
- La visione dellamore spregiudicata e disincantata, lamore una simulazione.
- Rimedia Amoris: libro di circa 800 versi in cui sono illustrati i Rimedi allamore, le terapie
da attuare per liberarsi di un amore non corrisposto: sport, agricoltura
Fasti.
- Elenco di giorni, cio il calendario. Si sofferma sulle singole ricorrenze e festivit,
illustrando i fatti della leggenda e della storia di Roma che ne sono alle origini.
- Lopera incompiuta.
- Opera erudita di gusto alessandrino.
- Lintento celebrativo rimane esteriore.
Metamorfosi.
- Poema in esametri in 15 libri, di tipo epico-mitologico, che canta le trasformazioni.
- Il racconto ha inizio dal Caos e arriva fino allet contemporanea.
- La struttura molto complessa.
- Limpostazione cronologica affiora allinizio e alla fine dellopera.
- Racconto nel racconto.
Rapporto con modelli e caratteri.
- Propensione verso lintertestualit.
- Tra i modelli epici vi lEneide.
- Le Metamorfosi si riappropriano anche della poesia didascalica.
- I personaggi non hanno una storia, vivono solo la loro breve vicenda.
- Le eroine sono spesso innamorate.
- Le divinit sono colte nella dimensione privata.
- La lingua e lo stile sono elevati e fluidi.
- Rifiuta loggettivit dellepos.
Elegie dellesilio.
- Tristia: 5 libri, privi di destinatari.
- Elegie scritte durante il viaggio verso Romi e limplorazione ad Augusto.
- Elegia autobiografica.
- Temi ripetuti.
- La poesia lunico conforto.
- Epistulae: 4 libri spesso rivolte a persone influenti.
- Ibis: poemetto in distici con violenta invettiva contro un nemico.
Livio.
Ad urbe condita libri (dalla fondazione di Roma)
- Dei 142 libri ne restano 35.

Le Periochae sono riassunti molto brevi, utili per conoscere il contenuto dei libri perduti e
per farsi unidea del piano generale delopera.
Lopera suddivisa in sezione autonome.
Libro I: ricco di materiale leggendario, i sette re di Roma non sono mai veri protagonisti del
racconto, ma la protagonista Roma. A poco a poco vengono mostrati gli aspetti negativi
del regnum, fino alla tirannide.
I libri II-X: lo storico accompagna con grande ammirazione la crescita di Roma, attraverso il
superamento di pericoli esterni e difficolt interne.
Narra della seconda guerra punica, dove dato grande rilievo alla figura di Annibale e, in
seguito, quella di Scipione. Scipione dotato di tutte le virt che mancano ad Annibale. Pi
forte il nemico, pi onore ha colui che lha sottomesso.
Nei libri XXXI-XIV compare la giustificazione delle guerre imperialistiche: Roma sta
lottando per la propria sopravvivenza.