La controriforma
Mimoza Sadiki
Giulia Del Buono
Martina Cosman
Pietro Sani
3DL
La chiesa alla vigilia della propria riforma
PAOLO III FARNESE
I primi passi verso una profonda
riorganizzazione della chiesa sono
compiuti da Paolo III Farnese, un
sovrano del tutto immerso all'interno
della cultura del nepotismo papale.
Consilium de
emendanda Ecclesia
Il Consilium de emendanda
Ecclesia (1537) è un documento
consegnato al pontefice da una Il progetto resta lettera
commissione composta da morta e negli anni
cardinali e prelati con il compito di seguenti il luteranesimo e
studiare le possibili vie per una il calvinismo mettono
riforma della Chiesa. radici in numerose città
d’Italia.
Il concilio di Trento e l’Inquisizione
Due sono gli strumenti essenziali per rilanciare l’ortodossia: il
tribunale del Sant’Uffizio e il concilio.
● 22 maggio 1542: Paolo III Farnese legge la bolla di
convocazione del concilio ecumenico
MA…..
…….. la convocazione viene rimandata
Nel gennaio 1547 il concilio
Nel dicembre 1545 l’assemblea emana un decreto che chiuderà
riesce poi a riunirsi a Trento. ogni possibilità di dialogo con i
protestanti.
Paolo III inoltre sempre nel 1542 istituisce l’Inquisizione romana affidata alla
Congregazione del Sant’Uffizio. Il principale sostenitore del nuovo strumento è il
cardinal Gian Pietro Carafa.
L’Inquisizione diventa un fondamentale centro di potere.
Censura e diffusione dei ghetti
Con l’elezione di Gian Pietro Carafa, diventato papa nel 1555 (con il nome
di Paolo IV) e nel quadro di una politica di ristabilimento dell’ortodossia, il
peso dell’Inquisizione si fa sentire.
Da un lato è nettamente contrario all’idea di riaprire il concilio e dall’altro
vede nell’Inquisizione uno strumento essenziale.
Paolo IV affida al Sant’Uffizio la redazione del primo “Indice dei libri
proibiti”, compiuta nel 1559. Nel 1572 viene poi creata la Congregazione
dell’ Indice.
Nel 1555 Paolo IV decreta la segregazione di tutti gli ebrei che vivono nei
confini dello Stato pontificio nei ghetti.
Alla morte di Paolo IV il nuovo papa Pio IV Medici cambia linea al concilio,
che viene riaperto a Trento nel gennaio 1562 attenuando l’azione repressiva.
Quando viene poi eletto papa Pio V Ghislieri, nel 1566 viene pubblicato il
Catechismo romano, che va ad affiancare la Professione tridentina di
fede. Il nuovo pontefice restituisce al Sant’Uffizio ampi poteri e la repressione
riprende violenta.
La dottrina
L’esito che diede il Concilio di Trento fu l’orientamento imposto dall’
urgente necessità di rimarcare con forza i confini ideali e politici della
confessione romana. Detto questo, naturale che venga negata la giustificazione
secondo la quale l’uomo si salva per intervento non solo divino ma anche grazie
alle opere che ciascuno è capace di compiere.
Inoltre si riconferma la necessità assoluta della mediazione
dei sacerdoti, la cui opera di guida deve interporsi incessamente
tra dio e i fedeli. D’altro canto si proibisce l’uso del volgare nella
Celebrazione della messa e delle altre cerimonie
Liturgiche, l’unica lingua ammessa era il latino.
C’era bisogno però anche di mezzi di comunicazione che potessero
arrivare rapidamente al cuore delle masse dei fedeli( analfabete).
Tutto questo era possibile per mezzo delle immagini sacre come
per esempio ’Catholicon’, con queste immagini si cercava di istituire
gli incolti. Sul piano dottrinale invece vengono confermati tutti e 7 i
Sacramenti (esistenza del Purgatorio e della Vergine).
La riforma delle istituzioni ecclesiastiche e i
nuovi ordini religiosi
● Il compito più importante del Concilio è quello di tracciare linee
di riforma complessiva delle istituzioni della Chiesa:
-vengono stabiliti nuovi compiti per i vescovi e per i parroci
- nel processo di autoriforma i nuovi ordini femminili e maschili
hanno grande importanza. L’elemento che li accomuna è la scelta di
operare nella società e di dedicarsi alla cura delle anime.
La figura di Ignazio di
Loyola e l’ordine da lui
fondato, i gesuiti, hanno I gesuiti svolgono un’importante attività
un rilievo speciale. missionaria, sia in Europa che nel Nuovo Mondo;
inoltre fondano collegi importanti per la
formazione di futuri ecclesiastici e di giovani che,
provenendo da famiglie d’élite, sono destinati a
carriere laiche.
Immagini sacre e Controriforma
Le immagini commissionate agli artisti nel
periodo successivo al concilio di Trento
devono essere capaci di descrivere complesse
e antirealistiche verità di fede i modi chiari
commoventi, comprensibili.
Michelangelo realizzò il Giudizio Universale
durante il pontificato di Paolo III Farnese.
E’ importante sottolineare che la frattura della
riforma influenza le diverse modalità di
sviluppo delle rappresentazioni iconografiche
nei paesi cattolici e nei paesi protestanti.
Michelangelo Buonarroti, Giudizio Universale (Cappella Sistina,
Palazzi Vaticani, Roma)
Benedetto Croce: le due facce della Controriforma
Benedetto Croce fu uno storico e filosofo che si schierò in difesa della chiesa della Controriforma,
mettendone in risalto l’opera di difesa messa in atto da quest’ultima, la quale ispirò una migliore
preparazione teologica degli ecclesiastici. Il trionfo della controriforma coronò l’opera sua
e quella della chiesa cattolica che, a metà del Cinquecento, era a rischio di
scoinvolgersi o dissiparsi.
La Controriforma prese quello che le bisognava e le conveniva:
dall’Umanesimo la cultura classica, dai politici di stato le arti
di prudenza. Di proprio apportò soltanto l’accortezza, virtù che
Ignazio Loyola cercava sopra tutte le altre ai fini della società,
poiché la riteneva una milizia politica.