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4 Olimpo G. (2010). Società della conoscenza, educazione, tecnologia. TD-Tecnologie Didattiche, 50, pp.

4-16

SOCIETÀ DELLA
CONOSCENZA,
EDUCAZIONE,
TECNOLOGIA
KNOWLEDGE SOCIETY,
EDUCATION, TECHNOLOGY

Giorgio Olimpo | Istituto Tecnologie Didattiche, CNR


 Via De Marini, 6, 16149 Genova | olimpo@itd.cnr.it

Sommario La società della conoscenza ci richiede di rapportarci con un sapere dalle caratteristiche nuove: dinamicità,
distribuzione e globalizzazione, complessità. Per i sistemi educativi si profilano nuovi compiti: da una parte promuovere la
formazione degli strumenti concettuali necessari per rapportarsi con i nuovi saperi e dall’altra rendere i processi di apprendimento
al loro interno sinergici con quelli che hanno luogo spontaneamente, soprattutto sulla rete, al di fuori dei contesti istituzionali. Qui
vengono identificate e analizzate alcune delle abilità cognitive chiave necessarie per vivere ed operare nella società della
conoscenza e viene discusso il ruolo della tecnologia come risorsa per l’apprendimento in relazione all’acquisizione di quelle
abilità. Si accenna anche alla situazione della scuola e vengono discusse alcune condizioni necessarie affinché essa possa
efficacemente rispondere alle sfide della società della conoscenza.
PAROLE CHIAVE Società della conoscenza, educazione, abilità cognitive, tecnologie didattiche.

Abstract In the knowledge society we must be able to deal with a new type of knowledge which is dynamic, distributed/globalized
and complex. This change in the nature of knowledge imposes new requirements on educational systems, which must (i) provide
individuals with new cognitive tools, and (ii) aim at harmonic integration between traditional learning processes in institutions and
those emerging spontaneously and informally, mainly on the Internet. Some of the key cognitive skills required to dynamically build
our personal knowledge and to act wisely and effectively in the knowledge society are identified and discussed. The possible role of
technology as a resource for supporting the development of those skills is also discussed. Finally, the present situation of the
Italian education system is considered, together with the conditions required to successfully answer the challenges of the
knowledge society.
KEY-WORDS Knowledge society, education, cognitive abilities, technology enhanced learning.
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SOCIETÀ DELLA CONOSCENZA psicologicamente e pedagogicamente importante


E SISTEMI EDUCATIVI che i differenti spazi dove si verifica l’apprendi-
Sono passati dieci anni dall’incontro di Lisbona del mento siano tra loro connessi in relazione a moda-
Consiglio d’Europa. Siamo così arrivati al 2010, lità, contenuti, significati e strumenti; ma anche, o
l’anno in cui, secondo le proclamazioni di allora, forse soprattutto, perché l’apprendimento informa-
l’Europa avrebbe dovuto portare a compimento il le è già, per così dire, nella società della conoscen-
processo che l’avrebbe resa la più competitiva e di- za ed è quindi una risorsa imprescindibile per ar-
namica economia della conoscenza del mondo. ricchire i processi educativi e favorire il raggiungi-
L’educazione sarebbe stata al centro di questo pro- mento della finalità loro attribuite dalla dichiara-
cesso: «la politica europea nel settore dell’educa- zione di Lisbona.
zione e della formazione deve saper guardare oltre La responsabilità di far emergere la società della
le riforme incrementali dei sistemi esistenti e deve conoscenza comporta una trasformazione profon-
darsi l’obiettivo di costruire uno spazio educativo da dei sistemi educativi che sporadicamente è già
europeo […] e di far emergere la società della co- iniziata, ma che in larga misura si deve ancora
noscenza» (Parlamento Europeo, 2000). compiere. Non si tratta semplicemente di un ade-
Tra tutti i differenti slogan che sono stati creati per guamento una tantum volto a riallineare la forma-
identificare e caratterizzare la direzione in cui la zione scolastica con i nuovi bisogni della società.
società attuale è orientata, il termine società della Come il cambiamento continuo è una delle carat-
conoscenza è forse quello più pregnante e sugge- teristiche della società della conoscenza, così i si-
stivo. Esso lascia la tecnologia in secondo piano e stemi educativi dovrebbero progressivamente di-
si concentra su qualcosa che riguarda l’uomo in smettere la loro tradizionale inerzia e rigidità strut-
quanto produttore e portatore del sapere. Questo turale e configurarsi come entità dinamiche capa-
non significa negare il valore di amplificatore dei ci di rispondere in modo continuo al cambiamen-
processi cognitivi, comunicativi ed espressivi che to sociale, culturale e tecnologico.
sempre più la tecnologia sta assumendo e il suo La trasformazione dovrebbe attraversare vertical-
ruolo di supporto a modalità di costruzione e di mente il mondo della scuola a partire dalle politi-
condivisione della conoscenza individuale e socia- che educative fino ad arrivare all’organizzazione
le di tipo nuovo. Significa piuttosto focalizzare l’at- all’interno delle singole scuole e alla pratica didat-
tenzione sul cambiamento a livello dei processi in- tica dentro le classi. Vale la pena di sottolineare
dividuali e sociali. Un ulteriore elemento di sugge- che questa trasformazione non può essere prescrit-
stione è che il termine conoscenza evoca un sape- ta dall’alto (anche ammettendo che l’alto fosse ca-
re di grande respiro, che va al di là della semplice pace di prescriverla). Piuttosto è importante che
informazione, che è in grado di penetrare oltre la siano create e favorite dall’alto quelle condizioni
superficie delle cose, di stabilire relazioni, di ope- culturali, strutturali e motivazionali che la rendono
rare astrazioni e di abbracciare la complessità e la possibile.
molteplicità. La trasformazione infine non può prescindere dal-
Oggi la dichiarazione di Lisbona conserva tutto il l’utilizzazione delle tecnologie digitali che, dal pun-
suo significato anche se non si può dire che l’Eu- to di vista dei processi educativi, possono assume-
ropa sia diventata la più competitiva e dinamica re il significato di vere e proprie tecnologie cogni-
economia della conoscenza del mondo. In partico- tive capaci di promuovere nuove forme di organiz-
lare, un aspetto interessante e sempre attuale del- zazione del pensiero, nuovi modi di apprendimen-
la dichiarazione di Lisbona, è l’esplicito riconosci- to e nuove forme di comunicazione e collaborazio-
mento del ruolo fondamentale dei sistemi educati- ne interpersonale. È vero che i termini società del-
vi a cui viene attribuita la responsabilità di far la conoscenza e società digitale evocano significa-
emergere la società della conoscenza. È vero che ti differenti, ma è altrettanto vero che oggi, di fat-
i sistemi educativi non sono più gli unici portatori to, la società della conoscenza ha una strettissima
di questa responsabilità. Oggi si parla infatti di ap- connessione con la società digitale che rappresen-
prendimento non formale, cioè quello che viene ta, per così dire, il terreno su cui la società della
promosso da istituzioni extrascolastiche a caratte- conoscenza si sta sviluppando. La tecnologia di-
re culturale (musei, biblioteche…), e di apprendi- venta quindi una risorsa chiave per una scuola che
mento informale, cioè quello che si attiva in una ha la responsabilità di fare emergere la società
pluralità di luoghi e situazioni, tipicamente attra- della conoscenza.
verso l’interazione fra i membri di un gruppo (Bjor-
navold, 2001; Cross, 2006). Tuttavia la crescente COSA VERAMENTE SIGNIFICA
diffusione delle situazioni di apprendimento infor- “SOCIETÀ DELLA CONOSCENZA”?
male e non formale non alleggerisce il compito dei La rilevanza del sapere
sistemi educativi, ma, al contrario, attribuisce ad Il primo e più immediato dei significati associati al
essi una responsabilità nuova. Non solo perché è termine società della conoscenza riguarda la rile-
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vanza crescente del sapere in quanto risorsa per la nologico), alle trasformazioni sociali, ai mercati.
vita individuale e collettiva. Oggi risorse economi- Questo significa che l’individuo, da una parte, si
che di base non sono più soltanto il capitale finan- trova a rapportarsi con un numero crescente di
ziario o le risorse naturali, ma anche, o forse so- nuovi saperi/eventi e, dall’altra, deve costante-
mente rispondere a domande di cui non conosce
prattutto, i saperi, la creatività, le relazioni e tutto
quello che oggi viene definito capitale umano e in- ancora la risposta o produrre nuovi saperi di cui
tellettuale. Non è il caso di insistere in modo par- ancora non dispone al fine di affrontare le nuove si-
ticolare su questo punto, non perché non rappre- tuazioni che gli si presentano.
senti la principale connotazione della società della La globalizzazione riguarda invece lo spazio e si ri-
conoscenza, ma perché esiste una diffusa consa- ferisce alla interrelazione sempre più forte tra
pevolezza dell’importanza sociale del cosiddetto eventi, processi e saperi, indipendentemente dalla
triangolo della conoscenza (istruzione, ricerca e loro localizzazione. Anche la globalizzazione, co-
innovazione) in particolare per promuovere la cre- me l’accelerazione riguarda molti aspetti della vita
scita e l’occupazione (Hervàs Soriano e Mulatero, dell’uomo: lo sviluppo scientifico e tecnologico, i
2009). È tuttavia importante aggiungere che, prodotti e i mercati, gli avvenimenti, le culture. La
quando si parla di rilevanza del sapere, non esiste globalizzazione richiede all’individuo di allargare il
soltanto il versante dello sviluppo economico. Il sa- proprio raggio di consapevolezza e di azione e lo
pere è anche lo strumento per progredire in una di- porta a fare riferimento non soltanto a ciò che è
rezione, forse ancora un po’ remota ed utopica, prossimo ma anche a ciò che è distante. Natural-
che potremmo chiamare civiltà della conoscenza. mente i termini prossimo e distante hanno un si-
I possibili significati di questo termine sono, alme- gnificato non soltanto spaziale, ma soprattutto
no in parte, ancora da costruire. Potremmo co- concettuale e culturale. Per quanto riguarda il sa-
munque identificare il nucleo centrale di questa pere, le tecnologie digitali annullano la distanza in
utopia nell’integrazione fra maturità cognitiva e senso spaziale. Da un punto di vista strettamente
maturità etico-relazionale. Nella civiltà della cono- tecnico, il sapere diventa, almeno in linea di prin-
scenza la dimensione cognitiva e quella etica non cipio, immediatamente accessibile, indipendente-
sono più indipendenti fra loro e sono invece legate mente dalla localizzazione del suo supporto fisico
in un rapporto di rinforzo reciproco sia a livello delo della persona che ne è portatrice. Tuttavia la re-
singolo individuo che della collettività. In partico- te non è equiparabile ad un unico luogo del sape-
lare la maturità cognitiva collettiva determina un re, non è paragonabile a una biblioteca o a un’en-
contesto capace di riconoscere il vero e il bene die- ciclopedia o a un insieme di documenti comunque
tro lo schermo della complessità degli eventi e del- strutturati a causa della indeterminazione dei con-
la molteplicità delle immagini promuovendo in tal tenuti (spesso non è possibile dire se un contenuto
modo l’etica della vita pubblica in ambito sociale, è presente sulla rete finché non l’abbiamo trovato),
economico e politico. Gardner (2007) riconosce delle differenti finalità per cui i contenuti sono stati
nella dimensione etica la quinta (ed ultima) della prodotti o inseriti sulla rete, della diversità degli
chiavi necessarie per affrontare il futuro. ambienti e dei punti di vista da cui i contenuti de-
rivano e del loro livello di qualità ed affidabilità.
Accelerazione e globalizzazione L’individuo deve così confrontarsi con molti diffe-
L’uomo vive ed opera in una sorta di contenitore renti luoghi del sapere che non sono luoghi fisici,
spazio-temporale. Spazio e tempo influenzano pro- ma piuttosto contesti culturali, approcci concettua-
fondamente tutti i processi individuali e collettivi. li, punti di vista, interessi di parte, ecc.
Qualunque modificazione dei rapporti spaziali e
temporali fra persone, cose ed eventi avrà neces- Complessità
sariamente profonde conseguenze sulla vita del- La rete di relazioni prodotte dalla globalizzazione,
l’uomo. La società della conoscenza è caratterizza- l’utilizzazione pervasiva delle tecnologie digitali, la
ta da due alterazioni spazio-temporali ben note: natura sempre più distribuita dei saperi e la velo-
accelerazione del cambiamento e globalizzazione. cità dell’innovazione e delle trasformazioni di alcu-
Accelerazione del cambiamento significa che il nu- ni aspetti della società determinano una comples-
mero di eventi che ci riguardano o ci interessano o sità crescente di fenomeni, sistemi (sia naturali
di cui dobbiamo in qualche modo tener conto è in che artificiali) e saperi. C’è complessità quando so-
continua crescita. È chiaro che il tempo continua a no molte e inseparabili le differenti componenti
scorrere come sempre, ma la percezione che se ne che costituiscono un tutto (come quella economi-
riceve è quella di un tempo accelerato in cui la fre- ca, quella politica, quella sociologica, quella psico-
quenza degli eventi importanti continua a crescere. logica, quella affettiva, ecc.) e quando c’è un tes-
Questa accelerazione riguarda moltissimi aspetti suto interdipendente e interattivo fra le parti e il
della vita collettiva dalla produzione di nuovi sape- tutto e fra il tutto e le parti (Morin, 2000). La so-
ri (in particolar modo lo sviluppo scientifico e tec- cietà della conoscenza richiede costantemente al-
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l’individuo e alla collettività di confrontarsi con la può riconoscere come le tre dimensioni dello spa-
complessità nel comprendere, nell’operare e nel zio della conoscenza non siano indipendenti l’una
comunicare. dall’altra, ma, al contrario, siano intimamente con-
nesse fra loro in un rapporto di reciproca genera-
accelerazione zione. È quindi ragionevole pensare che esse cre-
scano in modo paragonabile. Per essere attore
consapevole nella società della conoscenza, l’indi-
viduo deve saper avanzare lungo la linea della co-
noscenza, il che significa non soltanto disporre di
LC un dato patrimonio di conoscenze, competenze e
strumenti cognitivi e meta cognitivi, ma anche sa-
per far evolvere quel patrimonio in modo continuo
per rapportarsi con una società e con un sapere
globalizzazione sempre più accelerati, globalizzati e complessi.

NUOVI REQUISITI PER L’EDUCAZIONE


La tradizione dei nostri sistemi formativi è legata
complessità ad un modello di apprendimento fortemente disci-
Figura 1. Le tre dimensioni che definiscono
plinare, basato all’accumulazione di contenuti e di
la società della conoscenza. competenze specifiche ad essi correlate. Ma oggi
l’educazione e la formazione, a tutti i livelli, hanno
La figura 1 intende fornire una rappresentazione di anche il compito di favorire lo sviluppo di abilità di
questa società facendo corrispondere i suoi princi- tipo nuovo. Il termine nuovo si riferisce non solo a
pali attributi a coordinate di uno spazio astratto. La ciò che è venuto recentemente in esistenza - per
freccia su ciascuno dei tre assi indica la direzione esempio quel complesso di abilità necessarie per
di crescita di accelerazione, globalizzazione e com- relazionarsi in modo critico e produttivo con le tec-
plessità. La società della conoscenza evolve, alme- nologie informatiche che oggi va sotto il nome di
no in questa fase, allontanandosi progressivamen- digital literacy - ma anche, o forse soprattutto, ad
te dall’origine degli assi (accelerazione, globalizza- abilità di per sé non nuove, ma la cui importanza
zione e complessità crescenti) secondo una linea è stata rimodulata dalla natura dinamica dei nuo-
di sviluppo che potremmo chiamare linea della vi saperi. Si tratta di un sapere che è strumento per
conoscenza (LC) rappresentata in figura con un costruire nuovo sapere. In estrema sintesi, il giusto
percorso rettilineo. Si tratta ovviamente di una ap- orientamento per rispondere ai nuovi bisogni for-
prossimazione giustificata dallo sviluppo concomi- mativi è riassunto nella frase di Montaigne resa ce-
tante di accelerazione, globalizzazione e comples- lebre da Edgard Morin: «è meglio una testa ben
sità. Se per esempio consideriamo il flusso delle fatta che una testa ben piena». Una testa è ben
scoperte scientifiche e del progresso tecnologico, piena quando il sapere è semplicemente accumu-
esso riguarda prevalentemente, almeno in un pri- lato e non dispone di un principio di selezione e di
missimo momento, l’asse accelerazione. Successi- organizzazione che gli dia senso; mentre è ben fat-
vamente, in tempi più o meno rapidi a seconda dei ta se dispone sia di un’attitudine generale a porre
diversi meccanismi implicati, i nuovi saperi/prodot- e a trattare i problemi che di principi organizzatori
ti si diffonderanno e il fenomeno riguarderà così il che permettano di collegare i saperi e di dare loro
piano accelerazione-globalizzazione. Parallela- senso. Potremmo dire che la testa ben fatta dispo-
mente al processo di diffusione, i nuovi saperi/pro- ne della capacità di orientare il processo di costru-
dotti determineranno, da una parte, nuovi collega- zione del proprio sapere.
menti con i saperi/prodotti esistenti e, dall’altra, Nel mondo sono costantemente generati nuovi sa-
nuove relazioni fra gli attori dei processi ad essi peri; e, d’altra parte, i singoli individui e le organiz-
correlati andando così a incrementare il fattore zazioni hanno costantemente bisogno di nuovi sa-
complessità. In questo modo le tre dimensioni del- peri per potersi confrontare con problemi sempre
lo spazio della conoscenza verranno progressiva- nuovi o con vecchi problemi che richiedono nuove
mente coinvolte. Un ulteriore esempio riguarda la risposte. Non si può più quindi contare solo su un
genesi del progresso scientifico. In realtà essa av- patrimonio di sapere stabile adatto per affrontare
viene nel piano globalizzazione-accelerazione dal tutte le situazioni, ma si deve essere in grado di re-
momento che è proprio il processo di globalizza- perire, adattare o costruire il sapere di cui si ha bi-
zione delle conoscenze che si determina in seno al- sogno. In questo modo il sapere di un individuo
la comunità scientifica a svolgere una azione di ac- non è più soltanto un patrimonio stabile, ma è an-
celerazione del progresso stesso. Da questi sempli- che (e sempre più) un processo in continua evolu-
ci esempi – e molti altri se ne potrebbero fare – si zione. Il termine sapere richiede di essere interpre-
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tato come sostantivo e, nello stesso tempo, come definire una lista delle loro caratteristiche tipiche
verbo, proprio come, nella fisica, le particelle ele- fra cui spiccano la curiosità intellettuale, la capa-
mentari devono essere pensate contemporanea- cità di coinvolgimento, il coraggio di essere diffe-
mente come corpuscoli e come onde. Il modello rente, l’indipendenza di pensiero e di azione, il for-
ondulatorio non rappresenta un superamento del te desiderio di auto-affermazione, la confidenza in
modello corpuscolare, ma, al contrario, il dualismo sé stessi, l’essere attratti dalla complessità e dal-
onda particella è una chiave interpretativa dei fe- l’inspiegabilità, ecc. (Csikszentmihalyi, 1997).
nomeni. In modo analogo il sapere individuale si Una posizione apparentemente antitetica che si è
configurerà sempre più come un’interazione dina- andata ultimamente rafforzando è che la creatività
mica fra un patrimonio relativamente stabile ed un è una abilità che ciascuno può sviluppare e che
processo costruttivo che continuamente lo aggior- può quindi essere favorita o inibita (Ferrari et al.,
na. Non si tratta semplicemente di una somma ma 2009). Ovviamente le due posizioni non sono in
piuttosto di una sinergia fra due tipi di sapere. La contraddizione: innegabilmente esiste il talento
ricerca ha evidenziato che il sapere di cui si dispo- creativo e innegabilmente la creatività può essere
ne è il principale fattore che influenza la creazione educata.
di nuovo sapere (Guilford, 1963; Boden, 2001). Alcuni autori parlano esplicitamente di due tipi di
Più si conosce e più si ha la possibilità di essere creatività, quella con la C maiuscola e quella con
creativi e di costruire nuovo sapere (Weisberg, la c minuscola (Gardner, 1993; Simonton, 2000).
1999). La creatività con la c minuscola si riferisce soprat-
L’abilità1 chiave per la società della conoscenza tutto alla capacità di rapportarsi col cambiamento
sembrerebbe quindi quella di “saper gestire il pro- e di affrontare nuovi problemi ed è quella che vie-
prio sapere come un processo”. Questa enuncia- ne considerata la creatività educabile; mentre la
zione, di per sé molto astratta, può naturalmente creatività con la C maiuscola ha una natura molto
assumere in differenti contesti e situazioni, signi- più elusiva ed ha a che fare con la capacità di ge-
ficati e modalità specifiche molto diverse fra loro. nerare soluzioni o produrre artefatti fortemente in-
Qui non verranno enumerare le possibili istanze novativi capaci di influenzare il modo di pensare,
concrete del gestire il proprio sapere come un di sentire e di vivere delle altre persone.
processo: sarebbe un compito troppo impegnati- La creatività educabile è uno degli strumenti più
vo e difficilmente convergente. Senza pretese di importanti per la produzione di nuova conoscenza
esaustività, si cercherà invece di rispondere ad e, più in generale, per l’autoapprendimento (Ferra-
una domanda con un significato più immediata- ri et al., 2009). Si pensi al ruolo della creatività
mente operativo: quali sono le abilità profonde nella soluzione di nuovi problemi e, prima ancora,
necessarie per gestire il proprio sapere come un nell’invenzione di strategie o di rappresentazioni
processo? Verranno prese in considerazione quat- per affrontarli. Spesso il problema non è nuovo e
tro abilità particolarmente significative in relazio- se ne conosce già un percorso risolutivo, ma, per
ne alla costruzione dinamica del proprio sapere: una varietà di ragioni (efficacia, economicità, di-
la creatività, la capacità di indagine, la capacità sponibilità di nuovi strumenti, popolazione a cui ci
di apprendere nella relazione e la capacità di si rivolge…) può essere richiesta l’invenzione di un
rapportarsi con la complessità. Val la pena osser- nuovo metodo o di un nuovo tipo di soluzione.
vare che quest’ultima abilità ha un rapporto mol- La distribuzione del sapere in molti luoghi implica
to speciale con le prime tre dal momento che la anch’essa il ricorso alla creatività. Il sapere perso-
complessità rappresenta il contesto e il terreno nel nale evolve in modo incrementale integrando pro-
quale è necessario imparare ad esercitare creati- gressivamente conoscenze che riflettono punti di
vità, capacità di indagine e capacità di apprendi- vista differenti o comunque sono originate in con-
mento collaborativo. testi differenti. È un percorso che non può limitar-
si ad essere puramente additivo se non al prezzo
Creatività di generare un sapere scadente e di scarsa utilità.
Che cosa ha a che fare la creatività con l’appren- È invece necessario elaborare via via nuove sinte-
dimento e la quotidiana costruzione di nuovo sape- si personali che per lo più si fondano sulla creazio-
re? Nella concezione comune la creatività viene ne di un nuovo punto di vista o di nuove forme di
spesso riferita all’espressione artistica o all’ambito astrazione o di generalizzazione.
delle scoperte e delle invenzioni. La creatività vie- La creatività, infine, è importante non solo in rela-
ne considerata da molti come un talento innato. zione al nuovo sapere che deve essere costruito,
Negli ultimi trent’anni la ri- ma anche al metodo con cui si costruisce quel sa-
cerca ha dimostrato grande pere e, più in generale, al metodo con cui si impa-
1 Si è scelto di utilizzare, qui e nel seguito, il termine interesse per questa posizio- ra. È ragionevole ritenere che l’educazione della
abilità perché, a differenza del termine competenza,
non richiede il riferimento ad uno specifico ambito ne e ha cercato di studiare gli creatività sia una componente importante per svi-
applicativo. individui creativi arrivando a luppare la cosiddetta self efficacy (Bandura,
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1977) (cioè una solida concezione delle proprie verna un determinato fenomeno, a scoprire l’au-
capacità personali) anche per quanto riguarda il tenticità di un fatto o un dato che ci viene propo-
saper apprendere. sto come vero, a verificare la correttezza di una
Il nostro sistema educativo riconosce l’importanza ipotesi in ambito storico, solo per citare alcuni
del pensiero creativo praticamente a tutti i livelli esempi. In tutti i casi la scoperta della verità è un
scolari. Per quanto riguarda la scuola dell’infanzia momento importante di costruzione del nostro sa-
e il primo ciclo di istruzione si afferma che «l’obiet- pere personale che fa crescere la nostra indipen-
tivo della scuola è quello di far nascere il tarlo del- denza da ciò che si è sentito dire, o si è letto, o da
la curiosità, lo stupore della conoscenza, la voglia ciò che rappresenta l’opinione corrente. A volte,
di declinare il sapere con la fantasia, la creatività, soprattutto quando sono in gioco conoscenze for-
l’ingegno, la pluralità delle applicazioni delle pro- temente specialistiche, non si può prescindere dal-
prie capacità, abilità e competenze». (Ministero l’accettare un principio di autorevolezza. Ma la ca-
Pubblica Istruzione, 2007). Per quanto riguarda i pacità personale di scoprire la verità riduce drasti-
licei si afferma l’importanza di fornire allo studen- camente gli ambiti in cui il sapere non può che ba-
te «gli strumenti culturali e metodologici per una sarsi sul principio di autorevolezza. Tornando al di-
comprensione approfondita ed elevata dei temi le- zionario, la natura dell’indagine è teorica e pratica.
gati alla persona e alla società nella realtà contem- Questo ci ricorda sia che in ogni indagine è presen-
poranea, affinché egli si ponga, con atteggiamento te anche una componente teorica sia l’esistenza (o
razionale, creativo, progettuale e critico di fronte la possibilità di esistenza) di una teoria e di un me-
alle situazioni, ai suoi fenomeni e ai problemi che todo dell’indagine (che naturalmente sarà fatto di
la investono»2. Ma tra le affermazioni di principio principi generali e di parti specifiche proprie dei
e la pratica educativa la distanza rimane grande. differenti ambiti di indagine). Comunque la cosa
Anche se il valore di educare la creatività è esplici- che ci interessa maggiormente è che, se esiste una
tamente riconosciuto, il come (con quale metodo) teoria e un metodo, quella teoria e quel metodo
e il dove (quale collocazione nel curriculum) ri- possono essere appresi. Come per la creatività, la
mangono problemi che, sia pure con qualche ec- capacità di indagine può essere un talento, ma cer-
cezione3, non solo non trovano risposte, ma nep- tamente può essere anche educata.
pure trovano iniziative rivolte a favorire la costru- In campo educativo l’indagine – designata quasi
zione di risposte possibili. universalmente con il termine anglosassone inqui-
Si sostiene che, spesso, sono le necessità pratiche ry – è una vera e propria strategia didattica sulla
dell’educazione a prevalere e questo fa sì che la quale è disponibile moltissima letteratura (Rocard,
creatività, se pur desiderabile, venga marginalizza- 2007) quasi sempre riferita all’apprendimento
ta e lasciata alla periferia del curriculum (Spendlo- scientifico. È un orientamento certamente giustifi-
ve, 2008). Senza contare che gli approcci educati- cato: il progredire della scienza galileiana, basata
vi tradizionali, orientati soprattutto al raggiungi- sul ciclo ipotesi-esperimento-confronto, è fondato
mento dei prescritti obiettivi disciplinari/curricolari, sull’indagine ed è ragionevole che un apprendi-
determinano un contesto fortemente costrittivo che mento scientifico di qualità, in qualche misura, si
si traduce in un clima scarsamente favorevole, ispiri agli stessi metodi della ricerca scientifica. Ma
quando non apertamente ostile, allo sviluppo della è anche importante che la capacità di indagine
creatività. Lo sviluppo della creatività nell’educa- rientri negli obiettivi dell’educazione con un signi-
zione scolastica è tuttavia un obiettivo realistico ficato più ampio quale è quello proposto dal dizio-
che dovrebbe essere perseguito con determinazio- nario: non più solo metodo didattico utile per ap-
ne e con tutti i mezzi possibili, inclusi quelli tecno- propriarsi correttamente dei concetti della scienza,
logici che certamente possono dare un contributo ma strumento di costruzione di conoscenza utile
significativo (Ferrari et al., 2009; Ott e Pozzi, ed applicabile in ogni ambito dell’apprendimento e
2009). del sapere. Nella società della conoscenza non ci
sono solo i concetti della scienza. Su Internet esi-
Capacità di indagine stono dati, informazioni e documenti di ogni gene-
Il dizionario della lingua italiana Sabatini-Coletti, re, i mass media ci investono
alla voce indagine riporta “Attività teorica e prati- con un flusso ininterrotto di
ca indirizzata alla scoperta della verità su qualco- informazione proposta sem- 2 Dal Decreto Legislativo 17 ottobre 2005, n. 226:
sa o su qualcuno”. Gli attributi teorica e pratica in- pre come verità, il mercato ci norme generali e livelli essenziali delle prestazioni
relativi al secondo ciclo del sistema educativo di
dicano la natura dell’attività di indagine e la sco- investe anch’esso con un flus- istruzione e formazione reperibile all’indirizzo
perta della verità definisce la sua finalità. Scoper- so continuo di nuovi prodotti http://www.parlamento.it/parlam/leggi/deleghe/0522
ta della verità indica una categoria di obiettivi o servizi di cui siamo portati 6dl.htm (ultima consultazione maggio 2010).
estremamente diversificati: l’indagine può puntare ad essere utenti. In questo 3 Per esempio in (Ministero Pubblica Istruzione, 2007)
si fa esplicito riferimento a creatività e musica,
a scoprire se un imputato ha commesso un deter- quadro la capacità di trovare creatività a arte, creatività e movimento, creatività e
minato reato, a identificare la legge fisica che go- ciò che veramente serve, di geografia, creatività e scienza.
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costruirci opinioni autonome e ragionevoli certezze stro sistema scolastico non offre ancora un conte-
e quindi di operare scelte fondate è strettamente sto tale da favorire lo sviluppo della capacità di in-
legato alla nostra capacità di indagine. Educare al- dagine. Nella stessa educazione scientifica il labo-
l’indagine diventa così uno strumento importante ratorio viene spesso visto come luogo di verifica di
anche per andare in quella direzione che abbiamo leggi già studiate piuttosto che come luogo di ac-
chiamato civiltà della conoscenza. quisizione di consapevolezza dei processi che han-
Come si è già osservato, la capacità di indagine può no portato alla scoperta di quelle leggi5. Più in ge-
avere componenti specialistiche molto diversificate nerale non esiste nelle discipline, se non in misu-
(si pensi per esempio alle scuole di polizia e ai dot- ra molto limitata, una tradizione didattica di edu-
torati di ricerca in fisica) ma esistono anche dei ve- cazione all’indagine: si tende ad indicare certezze
ri e propri corpus metodologici non specialistici che piuttosto che a dare strumenti per costruire certez-
consentono di equipaggiare l’individuo con «…gli ze, le risposte che si devono dare sono quelle rife-
strumenti per scavare, andare in profondità e scopri- ribili al libro di testo o alla spiegazione dell’inse-
re la verità. Non c’è nulla di magico in tutto questo, gnante e, soprattutto, lo studente viene costante-
c’è soltanto un sistema di strategie per formulare mente allenato a rispondere a domande e non a fa-
pensieri e porsi domande tali da facilitare e rendere re domande.
possibile l’esplorazione, la scoperta e l’invenzione. Internet sarebbe una ottima palestra per sviluppa-
Questo non esclude che il processo sia spesso di na- re le capacità di indagine (Caviglia e Ferraris,
tura intuitiva e capricciosa piuttosto che lineare, lo- 2008; Delfino, 2008; Jakes et al., 2002), ma
gico e sequenziale…» (McKenziès, 2005). questo difficilmente può avvenire come risultato di
La figura 2, presente nel testo di McKenziès4, vuo- un uso spontaneo della rete, e richiede invece si-
tuazioni di apprendimento appositamente proget-
tate e governate.
Tension
Extension Grounding Reversal & Testing
Elaboration & Preparation Juxtaposition
& Refinement Imparare nella relazione
Potrebbe forse sembrare superfluo spendere ener-
gia e parole su questo punto. Relazionarsi ed esse-
Supposition
Doubt & Wonder re connessi è uno dei valori indiscussi dei giovani
Questioning
Strategies di oggi come dimostra la grande diffusione del fe-
Consultation
nomeno dei social network. I nativi digitali sono
Surrender
ben predisposti a proiettare la propria individuali-
Orchestration
tà nella rete e a vivere il valore di essere in rete e
Play, Purposeful dovrebbero quindi essere anche predisposti ad uti-
Synthesis Imagination
Improvisation & Wandering lizzare la relazione – soprattutto quella mediata
Experimentation
dalla tecnologia – come una risorsa per apprende-
Figura 2. Le componenti di un metodo di indagine insegnabile (McKenziès). re. Ammettendo che una tale predisposizione esi-
sta, sono tuttavia necessari altri ingredienti perché
le soltanto suggerire un’idea delle molteplici com- quella predisposizione si possa tradurre in una ef-
ponenti presenti in un metodo di indagine/formu- fettiva capacità di apprendere nella relazione. Gar-
lazione di domande sistematico e insegnabile. rison (2000) propone un modello per l’apprendi-
Il nostro Ministero dell’Istruzione riconosce l’im- mento sociale in rete che identifica tre componen-
portanza di «favorire l’esplorazione e la scoperta, ti essenziali che devono essere messe in gioco af-
al fine di promuovere la passione per la ricerca di finché una comunità possa essere un luogo dove si
nuove conoscenze. In questa prospettiva, la pro- costruisce conoscenza: la presenza cognitiva, la
blematizzazione svolge una funzione insostituibile: presenza sociale e la presenza di governo6.
sollecita gli alunni a indivi- La presenza cognitiva si riferisce al coinvolgimen-
duare problemi, a sollevare to dei membri di una comunità nel costruire signi-
4 La figura è stata tratta da una frammento disponibile domande, a mettere in di- ficati attraverso la relazione e nella relazione. Il ter-
in rete del testo di McKenziès, URL: scussione le mappe cognitive mine, forse un po’ astratto costruire significati si
http://questioning.org/may06/LearningQuestioning.pdf
(ultima consultazione 20 maggio 2010). già elaborate, a trovare piste concretizza di solito in attività collaborative di
5 Fa eccezione quella piccola percentuale di scuole che d’indagine adeguate ai pro- esplorazione, di progettazione e costruzione di ar-
dispone di sistemi RTL (Real Time Laboratory) blemi, a cercare soluzioni an- tefatti, di gioco, ecc. Molto spesso le diverse tipo-
costituiti da sensori di grandezze fisiche collegati a
un computer in grado di acquisire i dati derivanti
che originali attraverso un logie di attività non sono in alternativa e possono
dalle rilevazioni sperimentali. In questi casi i dati pensiero divergente e creati- coesistere nell’ambito dello stesso processo.
dell’esperimento reale sono immediatamente vo» (Ministero Pubblica Istru- La presenza sociale fa riferimento al fatto che i
disponibili e facilmente manipolabili con l’aiuto del zione, 2007). singoli partecipanti proiettano e fanno emergere
computer. I dati sperimentali diventano così la base
per la “ri-scoperta” delle leggi che governano il Tuttavia, come già osservato nella comunità le proprie caratteristiche personali
fenomeno sotto osservazione. nel caso della creatività, il no- ed appaiono così agli altri partecipanti come per-
TD Tecnologie Didattiche - 50 11

sone reali. Alcuni autori, fra cui anche Garrison, non fermarsi sul piano puramente sociale e di pe-
parlano della presenza sociale come di un fattore netrare nella sfera cognitiva. In questo modo quan-
molto importante per il raggiungimento delle fina- do quegli allievi si troveranno a far parte di comu-
lità cognitive di una comunità arrivando a configu- nità non governate, in assenza di docenti e facili-
rare l’apprendimento come una vera e propria pra- tatori – un tipico esempio è rappresentato dalle co-
tica sociale. Chi ha esperienza di gestione-di o di munità professionali – avranno comunque la capa-
partecipazione-a comunità di apprendimento sa cità di esercitare le tre presenze. Si è visto che il
quanto i fattori cognitivi e quelli sociali siano in- nuovo sapere con cui ci si deve confrontare è va-
trecciati gli uni con gli altri e di fatto inseparabili. sto, multiforme e spesso multi-specialistico e in
E, d’altra parte, la ricerca neurofisiologica ha or- continua evoluzione. E quindi difficilmente può es-
mai evidenziato in modo inequivocabile che, quan- ser acquisito, conservato e fatto evolvere da un
do sono in gioco attività cognitive, le aree cerebra- singolo individuo. Si pensi a titolo di esempio al sa-
li, sede di attività di natura emozionale, sono im- pere delle organizzazioni. Qui la comunità di prati-
pegnate al pari della corteccia, ritenuta, fino a non ca rappresenta sempre più l’incubatore del sapere
molto tempo fa, la sede unica dei processi cogniti- e, nello stesso tempo, la memoria collettiva dell’or-
vi. Quando si fa riferimento alle comunità di ap- ganizzazione (Trentin, 2004). Ne discende l’im-
prendimento potremmo pensare alla presenza so- portanza della capacità di essere attori efficaci in
ciale e a quella cognitiva come allo yin e allo yang una comunità attraverso l’esercizio consapevole
della cultura cinese che stanno costantemente ab- delle tre presenze.
bracciati uno all’altro nel cerchio del Tai Ji7, in un Vale la pena di citare, almeno a livello di ipotesi,
rapporto di continua e reciproca generazione. una ulteriore ragione per cui l’educazione dovreb-
La presenza di governo corrisponde a due funzio- be dedicare attenzione alla relazione come luogo
ni distinte e complementari: la progettazione del di apprendimento. Grant (1996) nella sua teoria
percorso di apprendimento collaborativo e la faci- dell’integrazione della conoscenza ci propone una
litazione del processo in modo tale che esso pro- tesi che, a prima vista, potrebbe apparire parados-
duca arricchimento da una pluralità di punti di vi- sale: il fatto di aumentare l’efficienza dell’integra-
sta: costruzione della comunità, acquisizione di zione della conoscenza fra i membri di una stessa
competenze e utilizzazione e condivisione delle ri- organizzazione può seriamente pregiudicare la
sorse che sono il portato di ciascun partecipante. flessibilità e la capacità di creare nuova innovazio-
Tornando alla cultura cinese possiamo pensare al ne all’interno di quella organizzazione. Non si trat-
Tai Ji – in cui presenza sociale e presenza cogniti- ta soltanto di una ipotesi, ma del risultato di spe-
va si abbracciano – come ad un veicolo e alla pre- cifiche ricerche sperimentali che hanno dimostra-
senza di governo come al timoniere di quel veico- to come l’unicità della visione, il linguaggio condi-
lo che lo fa idealmente evolvere secondo la linea viso e la sistematicità delle interazioni possono tra-
della conoscenza (figura 1). dursi in una cristallizzazione della conoscenza, in
La sola presenza sociale, quale è quella che si ma- una perdita di creatività e allo sviluppo della ben
nifesta prevalentemente nei social network, non nota sindrome del non inventato qui. Questo è sta-
basta. Essa produce, di solito, connessione, rela- to dimostrato per gli adulti e per le organizzazioni
zione e scambio di informazione. Tuttavia si rima- produttive, ma è ragionevole pensare che questo
ne per lo più ad un livello, per così dire, di naviga- risultato possa valere anche per i giovani e per il
zione di superficie da cui difficilmente emergono settore dell’educazione. Oggi Internet permette di
conoscenze strutturate, relazioni causali profonde estendere la relazione al di fuori della cerchia ri-
o astrazioni capaci di organizzare ed integrare i da- stretta della classe o della scuola e di mettere in
ti e le informazioni di cui si dispone. Ed è una sfi- contatto individui geograficamente e culturalmen-
da per la scuola integrare nell’apprendimento isti- te distanti. È plausibile ipotizzare che l’apprende-
tuzionale (che ha una naturale vocazione verso la re in una relazione allargata che include chi è di-
presenza cognitiva e quella di governo) la capacità stante predisponga verso la creatività, verso una
di presenza sociale dei giovani ed anche l’uso del- conoscenza dinamica e verso la valorizzazione di
le loro stesse reti in modo tale da produrre cono- tutto quello che di nuovo ci può arrivare da fuori.
scenza significativa. L’obiettivo di questa sfida non Come se, per usare un concezione proposta da
è solo quello di migliorare la qualità degli appren- Bruner (1993), l’abitudine al-
dimenti alzando i livelli di motivazione e facendo la relazione con il distante e
leva sulle risorse di cui i giovani già dispongono, con il diverso producesse una 6 In realtà Garrison utilizza il termine teaching
ma anche quello di costruire nei giovani la capaci- attitudine a modificare ed presence che qui è stato liberamente reso con
tà di apprendere nella relazione. La presenza di go- espandere il proprio assetto presenza di governo ritenuto più idoneo in quanto
verno, in cui all’inizio l’insegnante è l’attore princi- cognitivo. E, per la verità, riferito alla funzione e non all’attore che svolge quella
funzione.
pale, gradualmente entra nell’orizzonte delle com- non mancano i risultati speri- 7 URL: http://en.wikipedia.org/wiki/Taiji
petenze degli allievi unitamente alla capacità di mentali che dimostrano alti (ultima consultazione luglio 2010).
12 G. Olimpo

livelli di creatività raggiunti in esperienze di colla- astrazione o la capacità di analisi e decomposizio-


borazione a distanza fra classi8. ne, ma piuttosto quella di rivalutare il saper conte-
Certamente alcune delle tradizionali caratteristi- stualizzare e il saper ricomporre in unità, abilità
che del nostro sistema educativo, prime fra tutte che nel nostro sistema educativo vengono tradizio-
la rigidità curricolare e le barriere esistenti fra le nalmente penalizzate. Si pensi, solo per fare un
discipline, non favoriscono lo sviluppo della capa- esempio, a tutti gli esercizi e problemi totalmente
cità di apprendere nella relazione. Ma l’ostacolo decontestualizzati che ci sono stati proposti sui
forse più importante è rappresentato dalla difficol- banchi di scuola, alla separazione dei saperi fra le
tà di guidare il timone di una comunità senza ave- discipline, a tutte le verifiche di apprendimento ba-
re esperienza personale di cosa significhi essere sate più sulla conoscenza di nozioni frazionate che
membro di una comunità, di quali siano le moda- sulla rete di relazioni che restituisce significato a
lità relazionali possibili e desiderabili e di quali quelle nozioni. In realtà astrazione e decomposizio-
siano i valori che ne possono emergere in termini ne sono anch’esse strumenti concettuali fonda-
di relazione, di cognizione e di sostegno reciproco. mentali per il dominio della complessità: la mente
È soprattutto l’esperienza personale che consente umana, dal punto di vista dell’elaborazione intellet-
al docente di armonizzare il suo ruolo di governo tuale, tende naturalmente ad usare categorie
con l’indeterminismo di contenuto e di processo astratte per confrontarsi con la molteplicità e la ric-
che caratterizza ogni comunità ben funzionante chezza di dettagli, per ricondurre il molteplice al-
(Olimpo, 2004). Di questo spesso non si è tenuto l’unità e per riconoscere le componenti di una real-
conto – ma forse i tempi non erano ancora maturi tà complessa. In ultima analisi l’astrazione è inse-
– nei molti interventi istituzionali di “aggiorna- parabile dalla contestualizzazione così come la ri-
mento docenti” sui temi delle nuove tecnologie. composizione è inseparabile dalla decomposizio-
Quasi mai è stato perseguito e realisticamente so- ne. Per offrire un quadro integrato degli strumenti
stenuto l’obiettivo della creazione di comunità pro- concettuali necessari per rapportarsi con una real-
fessionali di docenti capaci di continuare ad esi- tà complessa possiamo ricorrere ad un’analogia
stere ed evolvere nel tempo come luogo perma- con il ba guà (figura 3), un simbolismo astratto
nente di crescita professionale9. preso a prestito dalla tradizione filosofica cinese10.
Il ba guà ha un significato di modello rappresenta-
Complessità tivo di qualunque fenomenologia, fisica, psichica o
Per quanto riguarda l’educazione alla complessità, sociale, per dirla in breve, di qualunque aspetto
Morin (2000) descrive molto bene l’inadeguatezza della realtà.
del nostro sistema d’insegnamento che «fin dalle
astrazione
scuole elementari ci insegna ad isolare gli oggetti
dal loro ambiente, a separare le discipline (piutto- cielo

sto che a riconoscere le loro solidarietà), a disgiun-


gere i problemi, piuttosto che a collegare e ad inte- decomposizione
legno metallo
ricomposizione
(analisi) (sintesi)
grare. Ci ingiunge di ridurre il complesso al sempli-
ce, cioè di separare ciò che è legato, di scomporre
e non di comporre, di elimi- terra

nare tutto ciò che apporta di- contestualizzazione


8 Alcuni esempi di creatività nell’ambito di attività sordini o contraddizioni nel Figura 3. Strumenti concettuali per rapportarsi con la complessità:
collaborative possono essere reperiti agli indirizzi: nostro intelletto». Morin ci un parallelo con la tradizione filosofica cinese.
http://polaris.itd.cnr.it/edelweiss/maga/preload.htm e
http://polaris.itd.cnr.it/edelweiss/elga/preload.htm propone anche un principio
(ultima consultazione giugno 2010). generale a cui l’educazione Nella figura 3 la capacità di contestualizzazione è
9 Il Piano Nazionale per le Tecnologie Educative 2010, dovrebbe ispirarsi: «La cono- stata associata alla concretezza della terra, men-
disponibile in bozza all’indirizzo scenza pertinente è quella ca- tre la capacità di astrazione è stata associata al
http://www.ed.gov/technology/netp-2010 (ultima
consultazione luglio 2010) promosso pace di collocare ogni infor- cielo11. La capacità di decomposizione è stata as-
dall’amministrazione Obama stabilisce con grande mazione nel proprio contesto sociata all’elemento legno che corrisponde al mo-
chiarezza come le sfide della società della conoscenza e se possibile nell’insieme in vimento di espansione. Si pensi ad un albero che
non si risolvano sul piano individuale, ma nell’ambito
di grandi quadri di riferimento: «il modello di cui s’iscrive. Si può anche di- partendo da un singolo germoglio è in grado di ge-
apprendimento per il ventunesimo secolo impone re che la conoscenza progre- nerare migliaia di foglie in tutte le direzioni dello
l’utilizzazione della tecnologia come strumento per disce principalmente non con spazio. Allo stesso modo la decomposizione gene-
favorire la transizione verso un modello di
insegnamento connesso. Questo significa che
[…] la formalizzazione e ra e dà evidenza alle molte parti dell’uno grazie ad
l’educazione sarà gestita da comunità di educatori fra l’astrazione, ma con la capa- un processo di analisi12. Infine la capacità di ri-
loro interconnessi anziché da insegnanti che operano cità di contestualizzare e di composizione è stata associata all’elemento me-
in isolamento » e poco dopo afferma che lo sviluppo globalizzare». Di certo l’inten- tallo cui corrisponde il movimento di condensazio-
professionale dovrà essere basato su «ambienti on
line ricchi di risorse e di opportunità per la zione di Morin non era quella ne, che è esattamente l’opposto dell’espansione
collaborazione». di svalutare la capacità di prodotta dal legno. Ciascuna delle abilità rappre-
TD Tecnologie Didattiche - 50 13

sentate nella figura 3, ha legami molto stretti con APPRENDERE CON LE TECNOLOGIE DIGITALI
le altre. L’astrazione ha come punto di partenza Come si è già visto, in questo momento storico, la
uno stato di molteplicità-decomposizione e perse- società della conoscenza si sta sviluppando sul ter-
gue l’obiettivo di attuare un processo di ricomposi- reno della società dell’informazione. L’evoluzione
zione attraverso la creazione di categorie concet- dell’uomo lungo la linea della conoscenza rappre-
tuali astratte. Naturalmente il processo di astrazio- sentata in figura 1 è legata al continuo sviluppo
ne perde di valore se avviene in isolamento dalla delle tecnologie digitali. La tecnologia può essere
realtà, cioè senza un adeguato percorso di conte- vista come una sorta di amplificatore capace di po-
stualizzazione che metta in luce i fattori di cui tenziare le capacità e le possibilità della mente
quell’astrazione deve rendere conto. Analogamen- umana (Olimpo, 1997). Il primo e forse il più im-
te la contestualizzazione deve partire, almeno in li- portante dei significati dell’uso educativo della tec-
nea di principio, da una ricomposizione, deve cioè nologia nella società della conoscenza è proprio
fare riferimento alla totalità di un dominio e non quello di creare un contesto in cui l’individuo è na-
soltanto ad alcuni suoi aspetti. Solo così potrà ar- turalmente portato a superare le proprie limitazio-
rivare a mettere in evidenza i collegamenti neces- ni naturali e ad allargare l’orizzonte delle proprie
sari per situare uno specifico fenomeno nel suo possibilità concrete su una molteplicità di fronti:
contesto reale. Quindi la contestualizzazione signi- accesso all’informazione, costruzione di conoscen-
ficativa partirà da uno sforzo di ricomposizione e si za, comunicazione e collaborazione, espressione,
baserà su un lavoro di analisi da cui emergeranno possibilità di affrontare la complessità, possibilità
una molteplicità di relazioni e di connessioni. di dare forma concreta ed operativa al pensiero.
Il riferimento al ba guà ci è servito per stabilire un
quadro evocativo utile per identificare, armonizza- Due tipi di abilità
re e connettere tra loro i principali strumenti con- Le abilità che si possono sviluppare in connessio-
cettuali necessari per confrontarsi con la comples- ne con l’uso della tecnologia potrebbero essere
sità e cioè le due polarità contestualizzazione- classificate, forse un po’ schematicamente, in due
astrazione e decomposizione-ricomposizione che classi distinte: quelle che emergono naturalmente
si generano, si sostengono e si completano una e quelle che devono essere forgiate. Abbiamo sot-
con l’altra. Dal punto di vista educativo questo to gli occhi moltissimi esempi di abilità di cui i na-
quadro suggerisce come non sia né auspicabile né tivi digitali dispongono: trovare, scaricare dalla re-
possibile – se non forse in una fase iniziale - acqui- te, produrre e condividere contenuti di loro interes-
sire singolarmente, uno alla volta, gli strumenti se; relazionarsi e mantenersi connessi attraverso la
concettuali di cui si è parlato. Sarebbe come cer- tecnologia; comunicare in modo estremamente
care di imparare a fare un mestiere utilizzando sol- sintetico (anche se questo tipo di comunicazione
tanto una parte degli attrezzi richiesti da quel me- ha spesso una certa povertà linguistica ed espres-
stiere. C’è ancora molta strada da percorrere, sia siva come contropartita indesiderabile), giocare
sul fronte della propagazione delle buone pratiche con giochi complessi sia dal punto di vista concet-
che su quello della ricerca educativa, perché l’edu- tuale che psicomotorio, ecc. Nessuno ha insegna-
cazione alla complessità possa concretamente di- to loro tutto questo, si tratta di capacità emerse
ventare una componente della nostro sistema edu- naturalmente dalle interazioni sociali e dall’uso
cativo. Qui vale la pena di citare due indicazioni della tecnologia sotto la spinta di un motore moti-
che appaiono particolarmente significative. La pri- vazionale fatto, da una parte, di bisogno di connes-
ma è l’importanza di focalizzare i processi educa- sione e di partecipazione e, dall’altra, di attrazione
tivi su problemi reali, o meglio ancora su situazio- verso l’artificiale e le sue pos-
ni problematiche che non si sono ancora tradotte sibilità di amplificazione della 10 Qui il ba guà è stato rappresentato in una forma
in un problema formalizzato e sterilizzato da tutti realtà. Esistono invece altre semplificata che prende in considerazione soltanto
quei fattori che possono apparire come imperfe- abilità che non emergono na- quattro trigrammi (i principali) anziché otto. Inoltre il
trigramma di sinistra corrisponde in realtà al fuoco e
zioni, ma che sono in realtà risorse preziose per turalmente dall’uso della tec- quello di destra all’acqua, elementi che, nella struttura
l’educazione alla complessità. La seconda è quel- nologia, ma che richiedono di energetica dell’uomo hanno una specifica
la di sfruttare come risorsa e come palestra la essere forgiate in situazioni corrispondenza con legno e metallo.
11 Il cielo, quando riferito all’uomo corrisponde alla
complessità implicita nell’uso della tecnologia. in cui esiste una presenza di shen, una sorta di energia spirituale unificante che
Due casi tipici, per i quali esiste già una certa governo che orienta e sostie- sostiene la facoltà umana di abbracciare e
esperienza in ambito educativo, sono Internet do- ne il processo di apprendi- comprendere la molteplicità e la ricchezza della
ve la complessità deriva dalla vastità dei contenu- mento, non importa se indivi- 12 realtà.
Il ruolo della decomposizione nel dominare la
ti compresenti sulla rete e l’attività collaborativa, duale o di gruppo. Possono complessità è ben noto nel settore della progettazione
soprattutto a distanza, nella quale grazie alla co- appartenere a questa secon- di sistemi complessi ed in particolare dell’informatica
municazione mediata dalla tecnologia è possibile da categoria sia competenze dove è tradizione citare l’antico detto latino divide et
impera per sottolineare l’importanza della
fare emergere insiemi complessi di punti di vista, disciplinari che abilità di tipo decomposizione nell’affrontare le complessità insite
informazioni, storie e saperi personali interrelati. cognitivo e meta-cognitivo. Il nello sviluppo del software.
14 G. Olimpo

termine forgiare si riferisce all’impegno e allo sfor- monio di esperienza, cultura e creatività. Tuttavia vi
zo e alla gradualità necessari per dare forma alla è ancora molto da esplorare e da scoprire soprattut-
mente attraverso l’acquisizione di determinati stru- to quando le capacità in gioco non riguardano i tra-
menti concettuali che potranno agire, come dice dizionali saperi disciplinari, ma quelle abilità cogni-
Vygotsky, da mediatori del tipo di comprensione tive non legate ad uno specifico ambito disciplina-
che ci si può formare o costruire intenzionalmente. re di cui è stato fornito qualche esempio nel corso
Le abilità di cui si è discusso nelle pagine prece- di questa nota. Non si tratta solo di inventare - non
denti appartengono in larga misura alla classe di importa se l’invenzione viene dal mondo dell’edu-
quelle che devono essere forgiate. Questo significa cazione o della ricerca - nuovi modi in cui l’appren-
che la sola presenza della tecnologia nelle scuole dimento si può amplificare ed arricchire grazie alla
e nelle case non basta. Ci vuole un uso avveduto e tecnologia. È anche necessaria una vera e propria
creativo della tecnologia gestito da una adeguata ricerca di base che approfondisca la conoscenza di
presenza di governo per indirizzare e far converge- quei meccanismi cognitivi e socio-culturali le cui di-
re il processo del forgiare e per renderlo, per quan- namiche non sono del tutto note. Se, per esempio,
to possibile, semplice, motivante ed efficace. Le si vuole utilizzare la tecnologia per sviluppare la
possibilità educative della tecnologia governata so- creatività o l’attitudine all’indagine del bambino
no moltissime e qui ci limitiamo a citare qualche non si può prescindere da un elemento di cono-
esempio tipico: l’uso di Internet sia come ambien- scenza dei meccanismi cognitivi coinvolti. Analoga-
te per lo sviluppo di capacità di indagine (Caviglia mente se si vuole sviluppare una sinergia fra ap-
e Ferraris, 2008; Jakes et al., 2002; Cunningham prendimento formale ed informale non si può pre-
et al., 2001) sia come strumento per le attività di scindere dalla conoscenza del modo in cui vengono
contestualizzazione; la progettazione collaborativa percepiti i confini fra questi due ambiti, di come si
come luogo di sviluppo della creatività (Trentin, naviga attraverso questi confini e di come l’appren-
1999) e della capacità di vivere la comunità come dimento viene trasferito da una situazione all’altra.
luogo del sapere e non solo come luogo di sociali- La ricerca dovrà integrare punti di vista diversi dal-
tà; l’uso di archivi elettronici frutto di un processo la neurofisiologia, allo studio dei processi cognitivi,
di raccolta dati (non importa se storici, naturalisti- allo studio dei processi sociali. Solo facendo colli-
ci, ecc.) come strumento di sostegno alla formula- dere concettualmente questi differenti ambiti po-
zione di ipotesi, alla scoperta di regole e, in ultima tranno emergere quadri concettuali davvero innova-
analisi, allo sviluppo delle capacità di indagine, di tivi, capaci di andare oltre una visione frammenta-
astrazione e di ricomposizione (Trentin, 2004b); ria e capaci di alimentare una pratica educativa
l’uso di giochi digitali (in particolare i cosiddetti ecologica, in cui il raggiungimento di un risultato
mind games) per l’educazione alla creatività e al desiderato in una certa area non determina risulta-
pensiero strategico (Bottino et al., 2007). ti meno desiderabili in altre aree.
Si osserverà che non abbiamo fatto distinzione tra Nel passato, solo infrequentemente la ricerca nel
tecnologie di uso comune e tecnologie esplicita- settore delle tecnologie didattiche ha avuto una
mente sviluppate per uso educativo (per esempio i componente di ricerca di base orientata all’identi-
moltissimi software didattici finalizzati al raggiun- ficazione dei fenomeni che si verificano nell’intera-
gimento di specifiche finalità educative). La sfida zione con contesti in cui è presente la tecnologia e
forse più attuale e più importante in questa fase allo studio dei relativi meccanismi socio-cognitivi.
storica è infatti indipendente dalla tecnologia uti- DELTA, la prima azione esplorativa sull’applicazio-
lizzata: in estrema sintesi, si tratta di trovare i mo- ne della tecnologia ai processi di apprendimento
di in cui l’apprendimento emergente (Dalke et al., lanciata dalla ricerca europea negli anni ottanta,
2007) e quello gerarchicamente governato posso- presentava un carattere prevalentemente tecnolo-
no essere messi in sinergia. gico ed aveva come obiettivo dichiarato quello di
sostenere le imprese europee nella competizione
Tecnologia, educazione e ricerca con Stati Uniti e Giappone in un mercato emergen-
Il territorio della relazione fra tecnologia ed educa- te destinato a diventare strategico. Negli anni no-
zione è molto vasto, non si limita alle poche classi vanta, la National Science Fundation dedicò risor-
di applicazioni enunciate e si sta ulteriormente am- se importanti a quella che riteneva ricerca di base
pliando con il diffondersi di nuovi strumenti come nel settore delle Tecnologie Didattiche: «lo scopo
le LIM, gli smartphone, gli e-book, tutti strumenti di questo programma è quello di sostenere lo svi-
ricchi di potenzialità educative in gran parte anco- luppo delle Tecnologie Didattiche di nuova genera-
ra da scoprire. Molte possibilità sono state eviden- zione […] non si tratta semplicemente dello svilup-
ziate sia dalla ricerca educati- po di nuove applicazioni, ma di ricerca di base […]
va sia dalle attività di molti verranno impiegate tecnologie di avanguardia»13.
13 http://www.nsf.gov/news/news_summ.jsp?cntn_id= docenti che hanno saputo Si parlava di ricerca di base, ma in realtà si punta-
101794 (ultima consultazione giugno 2010). mettere in gioco il loro patri- va allo sviluppo di applicazioni il cui carattere in-
TD Tecnologie Didattiche - 50 15

novativo era legato all’utilizzazione delle migliori quindi limitano la possibilità della scuola di far
tecnologie disponibili al momento. Oggi nel pano- emergere la società della conoscenza. Da una
rama internazionale si stanno progressivamente parte abbiamo un insieme di rigidità strutturali
diffondendo tendenze innovative per quanto ri- (autoreferenzialità, programmi, metodi di valuta-
guarda la ricerca nel settore Technology Enhanced zione, orari, spazi, ecc.) che sono discordanti ri-
Learning14 (TEL) legate, in parte, agli sviluppi del- spetto alle caratteristiche di dinamicità e di molte-
la ricerca nell’ambito della neurofisiologia cogniti- plicità e complessità di voci proprie della società
va e, in parte, alla consapevolezza dei limiti di una attuale e rendono difficile far presa sugli studenti
ricerca puramente applicativa che non produca suscitandone l’interesse e il coinvolgimento. Dal-
nuova conoscenza relativamente ai fenomeni a cui l’altra la cultura didattica media – non soltanto
si applica. Sta emergendo un nuovo tipo di ricerca quella degli insegnanti – è quasi isomorfa con
caratterizzata da una molteplicità di obiettivi fra lo- quelle rigidità strutturali: è ancora prevalentemen-
ro integrati: «estendere le frontiere della conoscen- te – quando non esclusivamente – legata sull’ac-
za dei fenomeni di apprendimento […] attraverso quisizione di nozioni e competenze disciplinari; i
una ricerca di tipo integrato; connettere la ricerca suoi modelli di valutazione premiano l’adegua-
a specifiche sfide scientifiche, tecnologiche, edu- mento piuttosto che la creatività e il talento perso-
cative e di crescita professionale; e consentire alle nale; è intrisa di una logica di autosufficienza se-
comunità di ricerca di valorizzare le nuove oppor- condo cui processi della scuola non necessaria-
tunità e le nuove scoperte e di dare risposte alle mente devono essere sinergici con quelli che av-
nuove sfide»15. In questa enunciazione di obiettivi vengono nella vita degli studenti; e banalizza l’uso
proposta dalla National Science Fundation sono della tecnologia come un semplice fattore di mo-
contenute due concezioni che meritano di essere dernizzazione o di rimedio a specifici problemi, ma
sottolineate. La prima è che la ricerca nel settore non come qualcosa che cambia in profondità il
TEL non può più configurarsi come una ricerca di processo di apprendimento, il che, secondo una
natura soltanto applicativa che fa esclusivamente nota metafora proposta da Domenico Parisi, equi-
riferimento a concezioni di tipo filosofico e valoria- vale a metter vino vecchio in botti nuove. Infine, al
le e deve invece basarsi sulla conoscenza scientifi- di là dei vari interventi di aggiornamento docenti
ca dei fenomeni di apprendimento. La seconda si che negli anni sono stati attuati e dei mezzi tecno-
riferisce al ruolo della ricerca nel settore TEL nel logici con cui molte scuole sono state attrezzate,
dare risposte alle nuove sfide poste dalla società non esistono le condizioni per uno sviluppo conti-
della conoscenza: oggi l’innovazione efficace dei nuo della professionalità dei docenti in quanto co-
sistemi educativi e lo sviluppo dell’economia della munità professionale che partecipa attivamente al-
conoscenza passano anche da questo tipo di ricer- la costruzione della propria cultura.
ca che dovrebbe quindi configurarsi come una Si è anche visto che l’innovazione dei sistemi edu-
priorità strategica per un’azione politica mirata a cativi è strettamente collegata alla ricerca nel set-
“costruire uno spazio educativo europeo e far tore TEL, una ricerca che non ha carattere esclusi-
emergere la società della conoscenza” (Parlamen- vamente tecnologico, ma che ha per oggetto i fe-
to Europeo, 2000). nomeni e le situazioni di apprendimento potenzia-
te dalla tecnologia. Per quanto riguarda la ricerca,
PER CONCLUDERE è mancata interamente – e manca tuttora - una vi-
Come si è visto, per far emergere la società della sione strategica che attribuisca al settore TEL una
conoscenza, i sistemi educativi devono promuove- adeguata priorità: piccoli gruppi di ricerca, assen-
re lo sviluppo delle abilità necessarie per rappor- za di programmi dedicati, presenza del tutto occa-
tarsi con i nuovi saperi, stabilire collegamenti e si- sionale del settore TEL nei programmi di ricerca
nergie tra gli apprendimenti perseguiti dentro il si- nazionali, occasionalità dei collegamenti scuola-ri-
stema scuola e quelli che si verificano in forma più cerca. Al contrario, la ricerca europea attribuisce
o meno strutturata al suo esterno e fare perno sul una maggiore priorità al settore TEL e questo, pur
ruolo della tecnologia in quanto amplificatore del- non vicariando le inadeguatezze che si registrano
le possibilità della mente umana e strumento per sul piano nazionale, rappresenta una risorsa signi-
potenziare l’efficacia dei tradizionali processi di ficativa per i nostri ricercatori.
apprendimento. Nella scuola italiana certamente Si potrebbe affermare che in
esistono, e non sono poche, le situazioni di eccel- Italia la crescita della società
lenza, ma sono di solito confinate a livello di sin- della conoscenza avviene 14 È la terminologia adottata quasi universalmente dalla
goli insegnanti o di singole scuole. Al di là delle di- “dal basso all’alto” secondo ricerca europea che potremmo tradurre con
chiarazioni di principio, nel nostro sistema educa- una logica – come dicono gli Apprendimento Arricchito dall’Uso della Tecnologia.
tivo sono presenti alcuni fattori che ostacolano lo informatici – di tipo bottom 15 Estratto dagli obiettivi del vasto programma di ricerca
Science of Learning promosso dalla National Science
sviluppo delle abilità necessarie per essere attori up. In assenza di una visone Foundation, URL: http://www.nsf.gov/slc
consapevoli della società della conoscenza e che sistemica sostenuta dai ne- (ultima consultazione giugno 2010).
16 G. Olimpo

cessari investimenti, la linea della conoscenza in assenza di una visione politica di ampio respiro
progredisce soprattutto grazie ad iniziative che e di azioni di tipo top down capaci di orientare, so-
partono da insegnanti pionieri, da scuole di eccel- stenere e capitalizzare ciò che avviene “dal basso”,
lenza e da gruppi di ricercatori che hanno scelto di l’emergere della società della conoscenza sarà ne-
lavorare nel settore TEL. Questa crescita bottom cessariamente più lento e sporadico, il che signifi-
up è importantissima e in nessun modo se ne vuo- cherà un rimanere indietro non facilmente recupe-
le sminuire la portata. Si vuole solo osservare che, rabile.

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