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LA DIMENSIONE EUROPEA

EDUCAZIONE, ISTRUZIONE E FORMAZIONE


NELL’OTTICA DELLE COMPETENZE

DAL QUADRO EUROPEO AL SISTEMA


SCOLASTICO ITALIANO
DOMANDA APERTA

I tempi del domani richiedono una visione sempre più allargata


del sistema scuola capace di orientarsi verso una concezione
europea della formazione.
Alla luce di tali considerazioni il candidato disegni
il panorama di riferimento istituzionale ampliato all’Europa e
Indichi le strategie ritenute più idonee per far fronte alle nuove
emergenze educative.
Griglia
Contesto sociale
economico Cittadinanza
attiva
Lo scenario europeo
Nuove emergenze
educative
inclusione

Documenti europei Competenze conoscenza

Competenze chiave
Società della conoscenza Nuovi curricoli e profili in Riforme del sistema
Ecc. uscita scolastico italiano

Progettare per competenze


Certificazione delle
Imparare ad imparare … competenze e
innovazioni su
contenuti e metodi
Problem solving …

Costruzione delle conoscenze, dialogo Ricerca, laboratorialità …


UN NUOVO SCENARIO EUROPEO

Edgard Morin ha affermato

“ la necessità di una nuova conoscenza che


superi la separazione dei saperi presente
nella nostra epoca e che sia capace di
educare gli educatori ad un pensiero della
complessità”.
 La sfida per tutto l’insegnamento, all’alba del
terzo millennio, è quella di superare l’epoca
caratterizzata da saperi separati gli uni dagli
altri e di proporre agli studenti una cultura
che permetta di articolare, collegare,
contestualizzare, di mettere all’interno di un
insieme le conoscenze che essi hanno
acquisito.
Il cambiamento demografico nella struttura delle famiglie e
dell’organizzazione delle nostre città ha favorito nella nostra
Europa opulenta la diffusione della paura mettendo in
grande difficoltà la cultura della solidarietà, dell’accoglienza,
dell’accettazione delle differenze e della tolleranza. Qual è,
secondo lei il compito di un educatore di fronte a queste
sfide del nostro tempo?

(questa domanda fu posta ad E. Morin nel corso di una celebre intervista)


“Le situazioni regressive favoriscono l’intolleranza e purtroppo noi stiamo
subendo una situazione regressiva dal punto di vista storico.
L’unico antidoto in questo contesto ostile per ridare fiato e speranza alla
tolleranza, è il tentativo, anzi la necessità di ricomporre una cultura della
solidarietà poiché la solidarietà come la responsabilità sono le due risorse
dell’etica e del senso civico.
Se non riusciamo a resuscitare solidarietà e responsabilità, andremo verso lo
sgretolamento e la regressione”

“Cosa è probabile? Ciò che è probabile è il caos economico, il degrado della biosfera,
dei conflitti che possono divenire terribili con l’utilizzo delle armi nucleari che si sono
diffuse.”

“in breve vi è una corrente universalista d’umanesimo planetario che oggi è


indispensabile. Se questa corrente d’umanesimo planetario prende corpo sarà questa
che potrà guidare la mondializzazione, diversamente questa andrà verso la
catastrofe. ”

E. Morin
Le forme brevi della comunicazione (immagini, suggestioni,
pubblicità, sottotitoli dei giornali) invitano a non soffermarsi a
non approfondire l’informazione e favoriscono la creazione di un
pensiero corto. In che modo queste forme comunicative possono
incidere sul modo di apprendere e sulle strategie di
organizzazione del pensiero in particolare nei ragazzi e nei
giovani?
“le informazioni che cadono a pioggia senza essere contestualizzate né
ponderate, rappresentano il contrario della conoscenza, sono rumori che si
dimenticano il giorno dopo.”

Il problema della comunicazione oggi,


non è più quello di reperire sufficienti
informazioni, ma di selezionare quelle
importanti da quelle superflue, quelle
vere da quelle false; infatti la
comunicazione è talmente invadente e
veloce che non ci lascia i tempi necessari
per il controllo dell’errore.
"..Signore, le vostre idee sono ignobili per me,
ma sono pronto a farmi uccidere affinché voi
abbiate il diritto ad esporle". (Voltaire)

 " … il contrario di una verità non è un errore,


è un’altra verità". (Pascale)

 Educare il futuro cittadino europeo ai valori


della democrazia e della tolleranza
DALLA STRATEGIA DI
LISBONA ALLA SOCIETA’
DELLA CONOSCENZA
DELL’EUROPA 2020
LA SOCIETA’ DELLA CONOSCENZA

 Sempre più il sapere diventa il vero e più importante capitale per il


progresso civile ed economico delle nazioni
 La diffusione delle nuove tecnologie trasforma le caratteristiche del
lavoro, comportando un grado di autonomia, responsabilità e
flessibilità molto diverso rispetto al passato
 Sviluppo conoscenza/ricerca ed innovazione sono intimamente
connessi
 Appare sempre più evidente la centralità e il ruolo dell’educazione
per assicurare la formazione del
CAPITALE UMANO
Il triangolo della conoscenza

Istruzione

Ricerca Innovazione
Per il 2020 la Commissione Europea ha riproposto l’idea di una società della
conoscenza, basata su tre obiettivi prioritari, già individuati dalla Conferenza di
Lisbona del 2000:

 1 Crescita intelligente,attraverso lo sviluppo di


un’economia basata sulla conoscenza e sull’innovazione;

 2 Crescita sostenibile, riduzione


dell’inquinamento, energie alternative, attenzione alla
qualità.

 3 Crescita inclusiva, coesione sociale,


occupazione, partecipazione
ANALISI DI ALCUNI
DOCUMENTI
L'analisi dei programmi scolastici degli ultimi 30 anni nei Paesi
dell'OCSE ( Organizzazione per la Cooperazione e lo
Sviluppo Economico) dimostra l’evoluzione verso
un'organizzazione dei curricoli sempre più finalizzata
all'acquisizione di competenze.

le 8 aree di competenze chiave proposte dall‟UE “Programma


dettagliato” del 20 febbraio 2002

1. numeracy e literacy
2. matematica, scienza e tecnologia
3. lingue straniere
4. TIC e uso della tecnologia
5. imparare a imparare
6. social skills
7. 7. capacità imprenditiva
8. 8. cultura generale
Competenze chiave UE
Raccomandazione del Parlamento europeo e del Consiglio del 18 dicembre 2006
le competenze chiave per conseguire la realizzazione
personale, per favorire la partecipazione attiva e per
migliorare l‟occupabilità

- Capacità di comprensione nella lingua madre


- Conoscenza di due lingue straniere
- Competenze di base matematiche, tecnologiche, scientifiche
- Competenze digitali
- Imparare ad apprendere
- Competenze interpersonali, interculturali, sociali e civiche
- Competenze nella cultura imprenditoriale
- Capacità di espressione culturale
8 domande proposte dalla Commissione UE – 11/07/2005
1. Come possono le scuole fornire a tutti le competenze di base?

2. Come motivare i giovani ad un apprendimento permanente?

3. Come può la scuola sostenere la crescita economica?

4. Come si può garantire l’equità, considerando le diversità e la necessità


di ridurre gli abbandoni?

5. Come si possono soddisfare le esigenze di ciascun alunno?

6. Come formare cittadini ai valori della pace e della tolleranza?

7. Come sostenere e rafforzare la preparazione degli operatori


dell’educazione?

8. Come possono cambiare le scuole per rispondere alle nuove esigenze


di formazione?
- 12 maggio 2009 La
Commissione individua e
declina quattro sfide
strategiche fatte proprie dal
Consiglio

1. fare in modo che l'apprendimento


permanente e la mobilità divengano una realtà
2. migliorare la qualità e l'efficacia
dell'istruzione e della formazione

3. promuovere l'equità, la coesione


sociale e la cittadinanza attiva

4. incoraggiare la creatività e l'innovazione,


inclusa l'imprenditorialità, a tutti i livelli
dell'istruzione e della formazione
Sono stati fissati cinque obiettivi relativi ai traguardi che l'UE
dovrebbe raggiungere entro il 2020

► abbandoni – inferiori al 10%

► competenze di base – i 15enni insufficienti in literacy, matematica e


scienze inferiori al 15%

► diplomati dell’istruzione superiore – almeno il 40% tra i 30 e i 34


anni di età

istruzione della prima infanzia – almeno il 95% dei bambini tra i 4 anni
e l‟età dell‟istruzione primaria debbono partecipare all‟istruzione per
l‟infanzia

► apprendimento permanente – almeno il 15% degli adulti devono


partecipare ad attività di apprendimento

Conclusioni del Consiglio del 12 maggio 2009


L'ingresso delle competenze nei curricoli
tradizionali

L'analisi dei programmi scolastici


degli ultimi 30 anni nei Paesi
dell'OCSE dimostra che la gerarchia
delle discipline è cambiata, che la loro
rigida divisione è andata
stemperandosi, a favore
di un'organizzazione dei curricoli
finalizzata all'acquisizione di
competenze.
l'introduzione delle competenze nei curricoli, in particolare delle
"competenze chiave" o essenziali, è stata sollecitata da:

• le preoccupazioni del mondo del lavoro e dell'istruzione


terziaria perla mediocre qualità dell'istruzione, evidenziata
dalle valutazioni internazionali dei risultati scolastici

• l'internazionalizzazione

• la rapidità del progresso scientifico e tecnologico,


specialmente delle TIC

• l'aumento esponenziale della quantità e accessibilità


delle informazioni

• i percorsi di carriera sempre meno lineari.


l‟Europa della conoscenza e delle competenze
Definizione del concetto di competenza secondo il Quadro
Europeo delle Qualifiche

“La COMPETENZA è la capacità


dimostrata di utilizzare le conoscenze, le
abilità e le attitudini personali, sociali e/o
metodologiche in situazioni di lavoro o di
studio e nello sviluppo professionale e/o
personale. Nel QEQ le COMPETENZE
sono descritte in termini di responsabilità
e autonomia”
L'ingresso delle competenze nei curricoli
tradizionali

L'analisi dei programmi scolastici


degli ultimi 30 anni nei Paesi
dell'OCSE dimostra che la gerarchia
delle discipline è cambiata, che la loro
rigida divisione è andata
stemperandosi, a favore
di un'organizzazione dei curricoli
finalizzata all'acquisizione di
competenze.
Pertanto, una competenza è:

La capacità di rispondere a esigenze individuali e sociali, o di


svolgere efficacemente un'attività o un compito.

Ogni competenza comporta dimensioni cognitive, abilità,


attitudini, motivazione, valori, emozioni e altri fattori
sociali e comportamentali.

Le competenze si acquisiscono e si sviluppano in contesti


educativi formali (la scuola) non formali (famiglia, luogo di
lavoro, media, organizzazioni culturali e associative
ecc..), informali (la vita sociale nel suo complesso)

Lo sviluppo delle competenze dipende in grande misura dall'esistenza di


un ambiente materiale, istituzionale e sociale che le favorisce
La nozione di «competenza chiave» o essenziale (key competence)

La nozione di competenze chiave o essenziali serve a designare


le competenze necessarie e indispensabili che permettono agli individui
di prendere parte attiva in molteplici contesti sociali e contribuiscono
alla riuscita della loro vita e al buon funzionamento della società.

Le competenze chiave sono tali se forniscono le basi per un apprendimento


che dura tutta la vita, consentendo di aggiornare costantemente conoscenze e
abilità in modo da far fronte ai continui sviluppi e trasformazioni.

Le competenze chiave dei licei sono del tutto simili a quelle


dell'istruzione tecnica e professionale.
La risposta ai problemi e alle sfide
sopraelencate è stata la ricerca di
curricoli per un lifelong e lifewide
learning , un apprendimento, cioè,
che dura tutta la vita ("from cradle
to grave", "dalla culla alla tomba",
come direbbero gli inglesi), e ha
luogo non solo nelle istituzioni
formali, la scuola, ma anche in
contesti non formali e informali.
La scelta italiana – ambiti e definizioni delle
competenze chiave di cittadinanza

Costruzione del sé
Imparare ad imparare
Progettare
Relazioni con gli altri
Comunicare
comprendere
rappresentare
Collaborare e partecipare
Agire in modo autonomo e responsabile
Rapporto con la realtà
Risolvere problemi
Individuare collegamenti e relazioni
Acquisire ed interpretare l‟informazione
Raccordi di massima con le 8 competenze chiave europee
(Raccomandazione del Parlamento europeo e del Consiglio del 18 dicembre 2006)

Assi del biennio italiano Competenze chiave UE

Comunicazione nella madre


dei linguaggi lingua
Comunicazione nelle lingue operare
straniere
matematico Competenza matematica e
competenze di base in
scienza e tecnologie
scientifico-tecnologico Competenza digitale
Imparare ad imparare
Competenze interpersonali,
interculturali e sociali e interagire
storico-sociale
competenza civica
Imprenditorialità
Espressione culturale
I saperi e le competenze, articolati in conoscenze e abilità, con
l’indicazione degli assi culturali di riferimento, sono descritti nel
documento tecnico allegato al regolamento emanato con decreto del
Ministro della pubblica istruzione n. 139 del 22 agosto 2007.

Occorreva individuare “una base comune”, alla quale si riferiscono


gli ordinamenti del primo e del secondo ciclo, necessaria a tutti gli
studenti per proseguire con successo gli studi, costruire il proprio
progetto personale e professionale, per svolgere un ruolo attivo
nella società.

La certificazione è uno strumento utile per sostenere e orientare gli


studenti nel loro percorso di apprendimento sino al conseguimento di un
titolo di studio o, almeno, di una qualifica professionale di durata triennale
entro il diciottesimo anno di età.
Il modello è strutturato in modo da rendere sintetica e trasparente la
descrizione delle competenze di base acquisite a conclusione del primo
biennio della scuola secondaria superiore, con riferimento agli assi culturali
che caratterizzano l’obbligo di istruzione (dei linguaggi; matematico;
scientifico-tecnologico e storico-sociale)

Il quadro di riferimento è rappresentato dalle competenze


chiave di cittadinanza, in linea con le indicazioni dell’Unione
europea, con particolare riferimento al Quadro Europeo dei
titoli e delle qualifiche (EQF).

Il modello adottato costituisce una prima risposta alle esigenze di


trasparenza e comparabilità dei risultati conseguiti dagli studenti, a
seguito della valutazione condotta collegialmente dai consigli di classe
sulla base delle proposte dei singoli insegnanti e dei risultati di
misurazioni valide e affidabili.
Principio fondamentale:
“E’ assicurato a tutti il
diritto all’istruzione e alla
formazione per almeno 12
anni o, comunque, sino al
conseguimento di una
qualifica entro il 18° anno di
età” (legge 53/03, art. 2,
comma 1, punto c)
Al compimento dell’obbligo di istruzione (10 anni)
si completa l’obbligo di formazione (12 anni e comunque fino al
18° anno di età), scegliendo di conseguire il diploma nel
sistema liceale, tecnico o professionale
Oppure
Di conseguire una qualifica professionale di durata triennale o
di durata quadriennale
Qualifiche triennali
1 OPERATORE DELL’ABBIGLIAMENTO 12 OPERATORE ALLA RIPARAZIONE DEI
VEICOLI A MOTORE
2 OPERATORE DELLE CALZATURE
13 OPERATORE MECCANICO
3 OPERATORE DELLE PRODUZIONI CHIMICHE
14 OPERATORE DEL BENESSERE
4 OPERATORE EDILE
15 OPERATORE DELLA RISTORAZIONE
5 OPERATORE ELETTRICO
16 OPERATORE AI SERVIZI
6 OPERATORE ELETTRONICO DI PROMOZIONE ED ACCOGLIENZA

7 OPERATORE GRAFICO 17 OPERATORE AMMINISTRATIVO -


SEGRETARIALE
8 OPERATORE DI IMPIANTI TERMOIDRAULICI
18 OPERATORE AI SERVIZI DI VENDITA
9 OPERATORE DELLE LAVORAZIONI ARTISTICHE
19 OPERATORE DEI SISTEMI E DEI SERVIZI
10 OPERATORE DEL LEGNO LOGISTICI

11 OPERATORE DEL MONTAGGIO 20 OPERATORE DELLA TRASFORMAZIONE


E DELLA MANUTENZIONE DI AGROALIMENTARE
IMBARCAZIONI DA DIPORTO
21 OPERATORE AGRICOLO
(Accordo in Conferenza Stato- Regioni del 29 aprile 2010)
Qualifiche quadriennali

1. TECNICO EDILE

2. TECNICO ELETTRICO

3. TECNICO ELETTRONICO

4. TECNICO GRAFICO

5. TECNICO DELLE LAVORAZIONI


ARTISTICHE

6. TECNICO DEL LEGNO

7. TECNICO RIPARATORE DI VEICOLI A


MOTORE

8. TECNICO PER LA CONDUZIONE ELA


MANUTENZIONE DI IMPIANTI
AUTOMATIZZATI

9. TECNICO PER L’AUTOMAZIONE


INDUSTRIALE

10. TECNICO DEI TRATTAMENTI ESTETICI


12. TECNICO DEI SERVIZI DI IMPRESA

13. TECNICO COMMERCIALE DELLE VENDITE

14. TECNICO AGRICOLO

15. TECNICO DEI SERVIZI DI ANIMAZIONE TURISTICO-


SPORTIVA E DEL TEMPOLIBERO

16. TECNICO DELL’ABBIGLIAMENTO

17. TECNICO DELL’ACCONCIATURA

18. TECNICO DI CUCINA

19. TECNICO DI IMPIANTI TERMICI

20. TECNICO DEI SERVIZI DI PROMOZIONE E


ACCOGLIENZA

21. TECNICO DELLA TRASFORMAZIONE


AGROALIMENTARE
Raccomandazione sul
Quadro europeo delle Qualifiche e dei Titoli
del Parlamento europeo e del Consiglio
ufficialmente adottata il 24 ottobre 2007

Il Quadro unico europeo dei titoli e delle qualifiche (EQF) si pone


come un codice di riferimento comune a favore della mobilità,
delle opportunità di apprendimento e del lavoro in Europa
QUADRO EUROPEO DELLE QUALIFICHE E DEI TITOLI (EQF)

CONOSCENZE: “indicano il risultato dell’assimilazione di informazioni


attraverso l’apprendimento. Le conoscenze sono un insieme di fatti,
principi, teorie e pratiche, relative a un settore di studio o di lavoro;
sono descritte come teoriche o pratiche.”
ABILITA’: “indicano le capacità di applicare conoscenze e di usare
know-how per portare a termine compiti e risolvere problemi; sono
descritte come cognitive (uso del pensiero logico, intuitivo e creativo) e
pratiche (abilità manuali, uso di metodi, materiali, strumenti).”
COMPETENZE: ”indicano la comprovata capacità di usare conoscenze,
abilità e capacità personali, sociali e/o metodologiche, in situazioni di
lavoro o di studio e nello sviluppo professionale e/o personale; sono
descritte in termini di responsabilità e autonomia.”

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Che cos’è l’EQF

L’EQF, in inglese European qualification framework, è un


dispositivo di traduzione – una griglia di conversione e lettura
– che consente di mettere in relazione e posizionare, in una
struttura a otto livelli, i diversi titoli (qualifiche, diplomi,
certificati ecc.) rilasciati nei Paesi membri; il confronto si basa
sugli esiti dell’apprendimento
Perché il Quadro unico
e a favore di chi

Il Quadro europeo delle qualifiche e delle competenze (EQF) è


stato pensato e istituito per funzionare come un vero e proprio
codice comune di riferimento, tale da consentire ai diversi Paesi
europei di posizionare e rendere così leggibili i propri sistemi
nazionali.

In modo più specifico


l’EQF può:
- Semplificare la comunicazione fra gli attori coinvolti nei processi di istruzione
e formazione dei diversi Paesi e all’interno di ciascun Paese

- Permettere la traduzione, il posizionamento e il confronto tra differenti esiti


dell’apprendimento, consentendo il trasferimento e la spendibilità delle
qualifiche e delle competenze anche al di fuori del paese in cui sono state
conseguite

- Facilitare il matching tra i bisogni espressi dal mercato del lavoro e le


opportunità di istruzione e formazione offerte nei diversi Paesi

- Sostenere i processi di validazione dell’apprendimento non formale e


informale;

- Fungere da riferimento comune per la qualità e lo sviluppo di istruzione e


formazione;

- Contribuire allo sviluppo di qualifiche a livello settoriale, fungendo da


riferimento. Comuni livelli di riferimento e descrittori dovrebbero facilitare agli
stakeholder l’identificazione delle interconnessioni e delle sinergie con le qualifiche settoriali

- Stimolare e guidare riforme e sviluppo di nuove strutture nazionali di


qualificazione

Da Collana ISFOL – Marzo 2008


La normativa e le indicazioni
europee sopra menzionate hanno
ispirato le riforme dei sistemi di
istruzione dei vari stati.
Ma è opportuno evidenziare che
tutto ciò presuppone una
radicale trasformazione dei
sistemi scolastici ed ha aperto
uno scenario di profonda
innovazione metodologica,
oltre che una revisione dei
contenuti e degli obiettivi generali
dell’apprendimento
L’idea di una scuola depositaria del sapere “ufficiale”, e quindi
istituzione dedicata alla trasmissione dello stesso alle giovani
generazioni mediante l’istruzione, viene decisamente
contraddetta dalla dinamica della complessità che propone una
concezione attiva e olistica della cultura.

Non si tratta solo della velocità del cambiamento che rinnova


rapidamente i saperi

è in discussione più precisamente la separazione tra momento della


“teoria” e momento della “pratica”

Questa separazione del campo del sapere risulta una delle principali
cause dell’isolamento delle istituzioni scolastiche da una società
nella quale la cultura è divenuto un fattore rilevante dello sviluppo
Ci troviamo nell’ambito di un sistema sociale centrato sulla
conoscenza e sulla competenza.

Ciò pone in crisi un modello di istruzione di tipo scolastico che


presuppone uniformità e rispetto, centrato sulla rigidità ed
indivisibilità del gruppo classe e su metodologie didattiche rigide e
uniformanti che presuppongono, come unico rimedio alla
complessità del mondo giovanile, la selezione.

Si tratta di passare dall’istruzione alla formazione, incoraggiando un


atteggiamento attivo nei confronti della conoscenza.

Occorre in definitiva dotare ogni cittadino di competenze chiave


che gli consentano di vivere da protagonista la società della
conoscenza (Unione europea 2008).
Oggi nella società della conoscenza
viene richiesto di collocare i saperi
entro situazioni di apprendimento attive
a partire da compiti e problemi posti
nella forma della scoperta (approccio
euristico ) e della costruzione, così da
consentire ai giovani di acquisire una
cultura personale consapevole e critica.
Capace di
valorizzare dei
centrato sugli
talenti
allievi
Regolato da un ricco di offerte
sistema di
valutazione
condiviso Occorre un
nuovo Che non
approccio escluda nessuno
Che coinvolga metodologico
studenti e
famiglie
significativo

flessibile Centrato
sull’acquisizione di
competenze
Superare la mera trasmissione dei contenuti per avviare una pratica di
costruzione della conoscenza

Rendere gli studenti protagonisti del loro cammino

Variare le modalità di apprendimento mettendo a fuoco processi attivi, che


mobilitano le valenze operative del sapere

Introdurre modalità di apprendimento svolte in laboratorio e centrate su


compiti reali

coinvolgere gli allievi nelle pratiche di valutazione rendendo espliciti i criteri ed i


parametri di riscontro, così da creare una reale comunità di apprendimento che
possiede i termini del compito e procede ad una piena corresponsabilità
educativa

Prof. Dario Nicoli “Verso la scuola delle competenze”


NUOVI APPROCCI EDUCATIVI, METODOLOGICI E DIDATTICI

PROGETTAZIONE
METODO DI
PER DIDATTICA E
STUDIO E
CONOSCENZE. EPISTEMOLOGIA
METACOGNIZIO-
ABILITA’ E DISCIPLINARE
NE
COMPETENZE

METODO DELLA CLIMA E


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SCIENTIFICA COMUNICAZIONE
LICEI

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LABORATORIALE INTERDISCIPLINARE
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