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Attualità culturali, storia, arte, dialettologia e tradizioni popolari

Free Magazine, No profit, diretto da Tonio Sereno – toniosereno@gmail.com


Tutte le gradite e amichevoli collaborazioni sono da intendersi a titolo gratuito
Anno I – 06 Luglio 2021
http://ildialettodifoggia.altervista.org/cultura-società-magazine.html

Foggia centro storico - Immagine (particolare) di Moreno De Lauri – Instagram @morenoesanta


In questo numero:
1) Vincenzo Saponaro – Foggia in guerra - Intervista a Margherita S. (1922)
2) Fabrizio Sereno –Il bello di Foggia: La piccola Louvre foggiana (Arte a Palazzo Dogana)
3) Museo Cvico Foggia: La realtà virtuale e i suoni della Cattedrale di Montecorvino
4) Teatro Pubblico Pugliese: Condivisione della campagna “Puglia una storia d’amore”
5) Conservatorio U. Giordano: I nuovi corsi accademici a.a. 2021/2022
6) Flashbook: È venuta a mancare Angela Articoni, fondatrice di “Letture a ciel sereno”
7) Tonio Sereno - Il dialetto di Foggia: Le semiconsonanti “jod” [j] e “uau” [w]
8) Raffaele de Seneen – Vecchia Foggia: ‘U cuncertìne fuggiàne (2ª parte)
9) Salvatore Vocale – Detti e proverbi: Proverbi e modi dire foggiani
10) Giuseppe Esposto – La poesia dialettale – Foggia: 'U surecîlle
11) Michele Parisi – Diario per immagini
12) Tonio Sereno: Fotografando la Daunia: Il vagone abbandonato nel boschetto della Villa di Fg
13) Musica: Summer Park 2021: aMinamour Tribute Band a Parcocittà
14) Ruggiero Balducci: Non soli ma ben accompagnati: Lina Sastri, magnifica ammaliatrice
15) Parcocittà News : Il romanzo d’esordio di Alessandro Galano l’8 luglio a Parcocittà
16) Argos Hippium: G. Saurino presenterà il 30 luglio il premio ai talenti della provincia di Fg
② N. 38 del 26-06-2021
────── Periodico di attualità culturali , storia, arte, dialettologia e tradizioni popolari ──────

Fotocomposizione del 04-07-2021 della Home page del sito “Foggia in guerra” curato da V.zo Saponaro

Intervista a Margherita S. (1922)

Vi aspettavate che Foggia sarebbe stata


bombardata?
Vi era un pò di scetticismo perché gli allarmi si
susseguivano dall’inizio dell’anno senza che
succedesse niente. insomma c’era la speranza
di restare fuori dalle tragedie e che la città
venisse risparmiata, ma a maggio si cominciò a
capire che le cose stavano prendendo una
piega diversa.
Dove vi riparavate?
A Foggia che io sappia non esistevano veri rifugi antiaerei, la gente scendeva
negli scantinati dei palazzi se c’erano. Noi ci rifugiavamo nella ex abitazione del
portiere o addirittura rimanevano in casa fermandoci vicino ai muri portanti
che erano molto spessi. Praticamente eravamo indifesi, questi espedienti non
servivano quasi a nulla se si veniva colpiti, anche perché occorre ricordare che
la maggior parte delle case era in muratura e non in cemento armato. Una
signora di mia conoscenza Lucia G. perse così madre e fratello. Durante una
incursione lasciarono la loro abitazione per rifugiarsi nello scantinato della casa
di fronte, ma la casa venne colpita da una bomba e per loro non ci fu scampo.
Dove vi trovavate il 22 luglio 1943?
Ero con mia sorella in un negozio di scarpe al centro, attorno alla 10,00 suona-
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────── Periodico di attualità culturali , storia, arte, dialettologia e tradizioni popolari ──────

rono gli allarmi, corremmo verso casa


che era lì vicino in via Nicola Parisi,
arrivammo che sentivamo già il
frastuono delle bombe che devastavano
la zona della stazione. Potemmo uscire
solo il pomeriggio tardi, il centro era
bloccato dai soccorritori ma anche da
moltissimi carretti che venivano fermati
Foto Wikipedia
dalla gente che pagava grosse cifre per
poter caricare le proprie cose e scappare da Foggia. Nostro padre quella
mattina era come al solito al lavoro, si unì a noi solo nel tardo pomeriggio in
quanto aveva cercato invano per tutta la giornata mia sorella temendo che
fosse rimasta coinvolta nel crollo dell’ufficio dove lei lavorava senza sapere
che invece stava con me. Immediatamente fermò un carretto pagò una
somma ingente e scappammo in campagna.
Avete qualche ricordo particolare?
Il 19 agosto vidi il secondo grande bombardamento su Foggia dalla campagna,
fu impressionante sembrava vedere il ribollire di una caldaia
E’ vero che gli alleati mitragliavano la popolazione civile?
Erano comportamenti molto frequenti e privi di una logica militare. Eravamo
sfollati in aperta campagna in un posto sicuro lontano da obiettivi militari,
vedevamo gli aerei alleati che passavano sulle nostre teste. Un giorno però un
aereo americano all’improvviso si abbassò talmente che potetti vedere in viso
il pilota e cominciò a mitragliare alla rinfusa il frenile, l’aia della masseria e
tutta la zona attorno, non sembrò che volesse colpirci, noi ci eravamo buttati
in un fosso, ma non potrò mai dimenticare il viso del pilota nero che mentre
faceva questo se la rideva. (Occorre ricordare che nel teatro del Mediterraneo
gli Stati Uniti per la prima volta fecero largo utilizzo di piloti neri, in particolare
c’era il 332° Fighter Group che era composto solo da neri)
Come furono accolti gli alleati?
Come dei liberatori, vennero festeggiati dalla maggior parte della
popolazione. La gente si dimenticò subito che erano gli stessi che ci avevano
bombardato e mitragliato fino a qualche giorno prima. Anche se c’era la
giustificazione che tutti non ne potevano più delle sofferenze della guerra non
penso che ci facemmo una gran figura. Comunque con gli anglo-americani
bisognava andare d’accordo non solo perché il governo italiano s’era alleato
con loro ma anche perché c’era la fame e loro ci aiutavano.
N. 41 del 06-07-2021 ④
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Foto tratta dal sito: https://www.impronteneltempo.org/1943---la-terribile-estate-di-foggia.html


Come era la vita durante l’occupazione?
Per un lungo periodo vi fu scarsità di generi alimentari che erano razionati, si
ricorreva al mercato nero, e ci furono quelli che ne approfittarono e in
pochissimo tempo si arricchirono. In genere i militari si comportavano bene
ma vi erano dei problemi soprattutto la sera, spesso gli americani erano
ubriachi e correvano con le jeep, gli incidenti e gli investimenti non erano rari.
Dove si trovavano i militari?
Molti occupavano gli edifici del centro, era impressionante vedere tutte quelle
razze, bianchi, neri, asiatici. Nell’esercito inglese vi erano truppe coloniali
indiane, alcuni di loro abitavano vicino la cattedrale davanti all’odierno
cinema, portavano capelli lunghissimi dopo averli lavati si affacciavano alle
finestre e li lasciavano scendere giù per asciugarli, erano uno spettacolo!
Durante le sere si sentiva il frastuono di un’orchestrina, in corso Vittorio
Emanuele dove ora c’è Benetton era stata improvvisata una sala da ballo, dalle
ampie vetrate si vedevano i soldati che ballavano il boogie-woogie facendo
volare le ragazze con le gonne al vento come si vede nei film. Sulle ragazze che
frequentavano gli americani i benpensanti davano giudizi pesanti. Ma
nacquero anche degli amori e qualcuna si sposò e se ne andò in America.

http://foggiainguerra.altervista.org/wordpress/
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La Galleria d’Arte di Palazzo Dogana

Ecco l'ultima puntata di questa


prima affascinante stagione che, a
me in primis, ha dato la possibilità
di guardare la città (e il territorio)
con occhi nuovi e diversi, avendo
avuto il privilegio di scoprire dal vivo
quanto sia ricca di storia, d'arte e di
cultura, ma anche di umanità e di
persone che le sanno raccontare.
La conferma arriva, una volta di più, dall'ultimo appuntamento: per l'occasione
siamo andati nella Galleria provinciale d'Arte Moderna e Contemporanea: 11
sale, una meglio di un'altra, all'interno delle quali sono custodite meravigliose
opere di artisti di Capitanata e non, di rilievo nazionale e internazionale, tra cui
anche una scultura di Fernando Botero, diverse opere di Cesare Siviglia, diversi
Alfredo Bortoluzzi (uno dei due allievi italiani della Bauhaus) e tavole di Andrea
Pazienza, solo per citarne alcuni.
Ringrazio quanti (tanti) hanno
seguito e sostenuto "Il Bello di
Foggia" incoraggiandomi a
proseguire in questa opera-
zione per certi versi coraggiosa.
Questo, ovviamente, è solo un
arrivederci perché dal prossimo
autunno torneremo a "scavo-
tare" tante altre bellezze e me-
raviglie del nostro territorio, in
quello che ormai (direi da sem-
pre) per me è un processo inarrestabile: provare a cercare la bellezza ovunque,
consapevole che la bellezza, specie da queste parti, è come il tartufo, difficile
da vedere perché spesso molto nascosta, ma c'è, eccome se c'è, a volte anche
di raro pregio, e, dunque, per questo, proprio come il tartufo, quando la trovi e
l'assapori, "t'add'crij"!!!
⑤ N. 41 del 06-07-2021
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Un grazie di cuore al Quotidiano l'Attacco, a tutti i preziosi ospiti della


stagione che con i loro sapienti racconti ci ha hanno fatto appassionare alle

vicende storico-artistiche della nostra città, naturalmente, al mio staff Tonio


Sereno Potito Chiummarulo, e al giovane fotografo Moreno De Lauri, altro
grande talento e preziosa risorsa di Foggia, che mi ha concesso l'utilizzo dei
suoi splendidi scatti per la copertina delle puntate.
Ora non resta che guardare l'ultima puntata di questa prima serie
documentaristica: signore e signori, benvenuti nel "piccolo Louvre" di Foggia.
https://www.youtube.com/watch?v=nDftYN__fgo

Foto di Potito Chiummarulo – da sx Tonio Sereno, Gabriella Berardi, Gaetano Cristino e Fabrizio Sereno
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IL MUSEO CIVICO DI FOGGIA SCOPRE LA REALTÀ VIRTUALE PER


RIASCOLTARE I SUONI DELLA CATTEDRALE DI MONTECORVINO

Il Medioevo come non è mai stato sentito prima, grazie alla nuova iniziativa
promossa da Frequenze. Un viaggio nella realtà virtuale e in audio 3D per
vivere un’esperienza immersiva e conoscere più da vicino l’antica cattedrale
medievale di Montecorvino. Il Museo Civico di Foggia continua ad accogliere i
visitatori con un nuovo inedito evento intitolato “Archeoechi. Archeologia 3.0”,
un vero e proprio cammino nel tempo e nello spazio. Grazie ai visori Oculus Go
e alle moderne tecniche di ascolto immersivo, infatti, sarà possibile esplorare la
cattedrale, oggi conservata solo nelle fondamenta, e riascoltare la sua acustica
originale, vivendo un vero viaggio multisensoriale in prima persona. L’iniziativa
è possibile grazie ad “Archeoechi”, prima applicazione innovativa di archeoacu-
N. 41 del 06-07-2021 ⑧
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stica sviluppata dalla start-up


AuralTech, vincitrice del bando PIN
Pugliesi Innovativi, che permette di
riascoltare suoni, voci e cori che un
tempo accompagnavano e scandivano
la vita tra le mura della cattedrale di
Montecorvino. L’iniziativa è promossa
da Frequenze nell’ambito del progetto
“Stupore al Museo”, nato con
l’obiettivo di promuovere l’accessibili-
tà, l’uso consapevole, la conoscenza dei beni culturali e degli istituti di cultura
nei bambini e ragazzi fino ai 13 anni. “Archeoechi. Archeologia 3.0” si
svilupperà nell’arco di cinque appuntamenti nel mese di luglio e si rivolge a
bambini e ragazzi tra 8 e 13 anni ed alle loro famiglie. Queste le date dei primi
eventi che si svolgeranno nella Sala Mazza del Museo Civico di Foggia in piazza
Nigri: 6 - 8 luglio. Per ogni data sono previsti due turni: il primo alle ore 17.00; il
secondo alle ore 18.30. L'evento è gratuito, i posti a numero limitato.
Prenotazione obbligatoria su Eventbrite a questo indirizzo:
https://bit.ly/3gSiIbx
Peri partecipanti sarà un’occasione per riascoltare l’acustica originale della
cattedrale di Montecorvino, grazie al progetto di ArcheoEchi, considerata la
prima esperienza virtuale di ArcheoAcustica. Per sviluppare “ArcheoEchi” il
team di AuralTech ha beneficiato del supporto tecnico-scientifico del
dipartimento degli studi umanistici dell’Università di Foggia e dell’AudioLab
della University of York (Uk). Come progetto di ricerca, “ArcheoEchi” è stato
presentato presso il Centro di Ricerca Musicale CIRMMT di Montréal (CA) e alla
149esima conferenza della Audio Engineering Society con un paper intitolato
“Archeoechi – a virtual reconstruction of a medieval cathedral in Southern
Italy”. “Stupore al museo” è finanziato dalla Regione Puglia nell’ambito del
progetto pluriennale “I musei raccontano la Puglia” e promosso dal Comune di
Foggia, capofila dell’Hub culturale territoriale, e gestito dalla cooperativa
sociale Frequenze col partenariato del Polo Biblio-museale di Foggia e
UtopikaMente Aps. Lo spettacolo nella Sala Mazza del Museo Civico di Foggia si
svolgerà nel pieno rispetto delle normative anti-covid. Il calendario di tutti gli
appuntamenti del progetto “I musei raccontano la Puglia” viene comunicato
sulla pagina facebook Frequenze e sui canali istituzionali e social del Comune di
Foggia e dei soggetti partecipi dell’Hub e partner.
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Puglia, una storia d’amore

Cari spettatori,
siamo lieti di condividere il lancio della nuova campagna di comunicazione
turistica 2021 a cura di Pugliapromozione e di invitarvi a raccontare il vostro
amore verso la Puglia partecipando al contest "Puglia, una storia d’amore“.
Quella volta che avete fatto l’ultimo bagno della stagione e non volevate più
ripartire. Quella volta che avete dormito in un trullo immersi nel silenzio della
campagna.Quella volta che vi siete fermati ad ascoltare il racconto di antiche
tradizioni. Quella volta che avete ballato a piedi scalzi pizzica e tarantella fino
all’alba. Quella volta che...
E voi, quando vi siete innamorati della Puglia? Qual è stata la scintilla che vi ha
fatto brillare gli occhi Quali sono le emozioni che vi legano a questa terra e vi
portate nel cuore?

Inviate a socialmedia@aret.regione.puglia.it i vostri racconti!


Le storie migliori saranno raccontate e condivise sui canali social di
Pugliapromozione (@WeAreinPuglia, @Puglia365 e @PugliaEvents.it)
https://www.youtube.com/watch?v=rBo0Q7Sdm1w
N. 41 del 06-07-2021 ⑩
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NUOVI CORSI ACCADEMICI A.A. 2021/2022


Dal prossimo anno accademico 2021/2022 sarà ampliata l’offerta formativa
di questo Istituto, con nuovi corsi accademici di primo e secondo livello.
Gli interessati, in attesa dell’autorizzazione ministeriale, possono inviare una
manifestazione d’interesse tramite mail (con dati anagrafici e contatti
telefonici) alla segreteria didattica della sede interessata:
per la sede di Foggia didattica.foggia@conservatoriofoggia.it
per la sede di Rodi G.co didattica.rodi@conservatoriofoggia.it

Corsi di primo livello di nuova istituzione:


DISCIPLINE STORICHE, CRITICHE E ANALITICHE DELLA MUSICA LIED E
ORATORIO IN LINGUA TEDESCA
Corsi di secondo livello strumentali ad indirizzo didattico:
ARPA*, CANTO, CHITARRA, CLARINETTO, CONTRABBASSO*, CORNO,
FAGOTTO*, FISARMONICA*, FLAUTO, OBOE, PIANOFORTE, SAXOFONO,
STRUMENTI A PERCUSSIONE, TROMBA, TROMBONE, VIOLA, VIOLINO,
VIOLONCELLO
•Solo sede Foggia
•In seguito all’approvazione ministeriale, gli interessati, saranno contattati
dalla segreteria didattica per la procedura di ammissione.
https://www.conservatoriofoggia.it/
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Flashbook, il primo flashmob dedicato alla letteratura per l’infanzia,


perde una delle sue fondatrici: Angela Articoni
“La scorsa notte è venuta a mancare
improvvisamente Angela Articoni, una delle
fondatrici di Flashbook - Letture a ciel sereno.
Siamo tutti senza parole. Ci stringiamo intorno
alla famiglia di Angela in questo saluto, che
facciamo qui a nome di tutti, ringraziandola per
aver contribuito a far fiorire Flashbook mettendo a
disposizione le sue competenze, il suo tempo e la
sua determinazione. Ciao Angela, fa buon viaggio.
Il team di Flashbook - Letture a ciel sereno.”
https://www.facebook.com/flashbook.italia
                        
Dottoressa di ricerca (PhD) in Pedagogia e Scienze
dell’Educazione, con progetto di ricerca in Letteratura
per l’infanzia, "L'arte nell'editoria per bambini: arte di
carta", presso il Dipartimento di Studi Umanistici
dell’Università degli Studi di Foggia.
Laurea Magistrale in Scienze pedagogiche e della
progettazione educativa, Tesi in Pedagogia dell’Orienta-
mento: "Biblioterapia: la cura di sé e degli altri attraverso la lettura", votazione
110/110 e lode (22/11/2010).
Specializzazione in Letteratura per
l’infanzia, presso la Facoltà di
Scienze della Formazione, Univer-
sità degli Studi di Foggia
(11/04/2010). Laurea in Scienze
dei Beni culturali, Tesi in Storia
dell’arte contemporanea: Chagall
tra utopia e fuga, scritta sotto la
supervisione scientifica della
Prof.ssa Livia Semerari (110/110 e
https://www.linkedin.com/in/angela-articoni-
a1694233/?originalSubdomain=it lode) (17/12/2007).
N. 41 del 06-07-2021 ⑫
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Le semiconsonanti “jod” [j] e “uau” [w]

Nella scrittura del dialetto foggiano, ancora una


volta a causa delle sue peculiarità fonetiche,
particolari dubbi e incertezze, da sempre, suscita
la trascrizione della semiconsonante i [j]. In
particolare di fronte alla trascrizione di termini
come mio ['mijə], Maria [ma'rɪjə], cioè quando
siamo in presenza della semiconsonante j in
dittonghi decrescenti (n cui la prima vocale è forte
e la seconda è debole) , si possono intraprendere
varie strade, fra cui la trascrizione con una i lunga / j / (mije, Marije, paccije,
venije, facije, t’adderije, scanzije, etc.) sembra quella più gradita alla maggior
parte degli autori. Per approfondire il discorso sulle semiconsonanti sarà
opportuno, quindi, avvalersi di alcuni contributi.
“I Romani – scrive Luisa Cocci, docente di lingue e lettere classiche – non
conoscevano la lettera -j- e utilizzavano -i- come medesimo segno di notazione
sia per la i vocalica che per la i semivocalica. Col passare dei secoli la grafia
del latino subì alcune alterazioni per una maggiore precisione delle notazioni
fonetiche: il fatto più notevole fu appunto la sostituzione della -i-
semiconsonantica con -j- e della -u- (che originariamente denotava sia u che
v) semivocale con -v-, lettera sconosciuta ai latini. L’innovazione, che investì,
oltre alla grafia del latino, anche quella dell’italiano, avvenne ad opera
dell’umanista Gian Giorgio Trissino (1524). Da allora in latino (come accade
ancora in molti dizionari) si trova distinto il segno della -i- vocale da quello
della -j- semivocale (detta jod o i lunga). Le semiconsonanti (o semivocali)
sono suoni intermedi tra quello vocalico e quello consonantico. Le
semiconsonanti sono due: la semiconsonante palatale i (detta jod e trascritta
foneticamente /j/, e la semiconsonante velare u (detta uau e trascritta
foneticamente /w/. In pratica si tratta delle vocali chiuse i e u pronunciate
restringendo ulteriormente il canale orale attraverso cui passa l’aria: es. ieri
piano uomo guida. La differenza tra una i vocalica ed una i semiconsonantica
risulta evidente se si confrontano due parole come tiro e piove. Nella parola
tiro la i è una vocale: è infatti l’elemento portante della sillaba in cui si trova, è
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accentata ed è sostituibile solo da un’altra vocale: “tiro” > “toro”. Nella parola
piove, ivece, la i è una semiconsonante, infatti non è accentata, ha bisogno di
un’altra vocale (la o in questo caso) per fare sillaba ed è sostituibile non con
una vocale, ma con una consonante: “piove” > “prove”. Lo stesso discorso
vale per distinguere la u vocalica dalla u semiconsonantica di uomo e guida.
In italiano le semivocali si trovano esclusivamente nei dittonghi, che nascono
appunto dalla combinazione di una semiconsonante (atona) e di una vocale
tonica o atona, ad es. ie io iu. Nell’alfabeto italiano un tempo la j/J (i
lunga) era usata, appunto, per la i semiconsonantica (jeri) o per la doppia ii
delle desinenze plurali (vizj) e veniva pronunciata a tutti gli effetti come una i
normale. Anche oggi nei rari nomi propri in cui si è conservata, la j mantiene
il suono di una i: Jolanda, Jugoslavia. Oggi, però, in Italiano, l’uso più
frequente della j (praticamente quasi scomparsa dall’alfabeto nazionale) si
ha, come consonante propria di alcuni alfabeti stranieri, nei prestiti per lo più
dall’inglese, nel cui caso si pronunzia come una g palatale
sonora: jazz, jet, jukebox, jolly, jersey, ecc.”
Michele Melillo nel suo manuale di Dialettologia afferma:
“Le semiconsonanti vanno dette anche semivocali. Ma non hanno dei
caratteri tanto distintivi da farle classificare né come vere e proprie vocali, né
come vere e proprie consonanti. Partecipano da una parte della stessa natura
delle vocali in quanto gli organi fonatori vengono a disporsi nella stessa
posizione che occupano per l’articolazione di un suono vocalico; e dall’altra
parte ripetono le condizioni che sono proprie di una consonante, perché esse
pure, per una particolare costrizione della cavità boccale, diventano
percepibili come sonanti soltanto in combinazione con un elemento vocalico.
Di queste semiconsonanti (o semivocali) ne conosciamo due: una di natura
palatale che si accosta alla vocale i ed è indicata con i̯, e l’altra di natura
velare, che si accosta alla u ed è indicata con u̯. Sono riconoscibili sia nei
dittonghi crescenti, che in quelli decrescenti. I suoni J-, GL-, GJ-, DJ- del latino
classico si debbono essere risolti in una J- ossia in una yod che
sostanzialmente s’identifica con una semiconsonante palatale che noi
indichiamo con i̯. Nella Puglia settentrionale la condizione antica deve aver
offerto una resistenza sensibile.”
Per quanto riguarda la scrittura normale delle semiconsonanti del dialetto di
Foggia suggeriamo di usare quasi sempre la i e solo in alcuni casi la j. Per
quanto riguarda la u, suggeriamo l'uso, a seconda dei casi, di u o v.

http://ildialettodifoggia.altervista.org/antonio-sereno.html
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U’ cuncertìne fuggiàne
(2ª parte)

perchè quella forma di corteggiamento e


dichiarazione veniva accettata, così come
gradito e accettato risultava l’innammorato
proponente, e il tutto si concludeva, il più delle
volte, con la ragazza che si affacciava alla
finestra o al balcone, e qualcuno che scendeva
in strada per offrire del vino ai musicanti;
altrimenti, e in caso contrario, ci si poteva
aspettare reazioni di vario genere. Da imposte
che rimanevano chiuse o venivano chiuse con
molto fracasso, a secchiate d’acqua ed urla di
sdegno, fino all’affronto personale. Ecco che in quelle occasioni la leggerezza
degli strumenti e la loro facile trasportabilità potevano assicurare una fuga più
veloce. Quest’ultima ipotesi poteva concretizzarsi anche in caso di serenate “a
dispetto”, se si era ricevuto un precedente rifiuto dalla donna o dai genitori, o
il fidanzamento in corso era stato interrotto, alle parole d’amore venivano
sostituiti doppisensi e sberleffi.
L’altro tipo di concertino che ricordo, era quello che si formava
spontaneamente, fra vecchi amici che si ritrovavano e che, fra un bicchiere di
vino e un “T’arrecùrde Tatò?” [Ti ricordi Antonio?] “M’arrecòrde Geggì!” [Mi
ricordo Luigi], fermavano il tempo e lo ripercorrevano a ritroso suonando e
cantando. A volte ancora nell’ambito familiare più ristretto, o nelle occasioni
che la famiglia allargata si riuniva; si portavano e si tiravano fuori gli strumenti
quando il pranzo volgeva al termine, le donne iniziavano a sparecchiare la
tavola, i bambini erano stati assolti dall’obbligo di stare seduti composti,
quello era il momento in cui iniziava il revival. Il vino non mancava mai,
qualcuno diceva: “Per aggiustare e schiarire la voce”, qualche secondo per
accordare gli strumenti e……..”musica maestro!”. Immancabilmente era il
momento che sulla tavola venivano portate le fave fresche [u’ sopatàvele] ,
se di primavera-estate, oppure nocelline, castagne e fave secche, semi di
zucca, ecc. [ ‘a scurzìme ] nel periodo autunno-inverno.
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Di televisione non se ne parlava ancora all’epoca, niente locali di svago, di
evasione e divertimento, le diffuse difficoltà economiche del dopoguerra
facevano del concertino un gran divertimento, una forte e interessante
attrazione, motivo di unione e socializzazione.
Ma chi erano i suonatori, gli strumentisti? All’epoca era consuetudine trovare
nella bottega del barbiere, del sarto o del ciabattino uno strumento musicale
a corda, chitarra o mandolino. L’artigiano, quando non era impegnato nel
lavoro, strimpellava e non di rado qualche cliente-amico lì presente si univa, e
gli altri, tutt’intorno ad ascoltare. Non ho mai visto componenti di concertino
leggere spartiti musicali durante le loro esibizioni; la maggior parte, a mio
avviso, vista l’epoca, l’estrazione sociale, il basso grado di alfabetizzazione
generale, non aveva studiato musica, forse ne conosceva pochissimi
rudimenti, suonava, come si dice in gergo “a orecchio”. Cioè gente con una
predisposizione naturale per la musica e “un orecchio musicale”, autodidatta,
che aveva “rubato” l’arte guardando e chiedendo agli altri, esercitandosi
molto.
Suonare “a orecchio”, e chi usa questa tecnica lo può confermare, significa,
per chi suona uno strumento di accompagnamento come la chitarra, capire e
intercettare, durante l’esecuzione di un pezzo, i diversi accordi che vanno a
sostenere la parte solista; per quest’ultima invece, un suonatore di
mandolino ad esempio, volare con i polpastrelli della mano sinistra sulla
tastiera dello strumento alla ricerca dei toni e dei semitoni che compongono
il brano da eseguire, “alla cieca” si potrebbe dire, senza ausilio di spartito
musicale.
Capitava a volte, durante l’esibizione di un concertino, che qualcuno dei
presenti si offrisse (o venisse sollecitato) per cantare una canzone, oppure un
intermezzo fatto da un “macchiettista”, professionista o improvvisato, che
proponeva canti a doppio senso, piccole parodie e scenette soprattutto in
dialetto. Così il repertorio di classici napoletani, mazurche, polche e
cumparsite, veniva arricchito per la delizia di tutti.
Sicuramente “cuncertìne” è il nostro diminutivo dialettale della parola
concerto (bandistico), l’etimo sta pure nel verbo concertare, e qui, per le cose
dette e vissute, trovo la più forte assonanza con le nostre piccole formazioni
musicali, nella capacità di concertare con molto spirito di improvvisazione e
iniziativa. Il nostro concertino si poteva formare anche al momento, fra
persone che per la prima volta si trovavano a suonare insieme.
https://manganofoggia.it/u-cuncertine-fuggiane/
⑯ N. 41 del 06-07-2021
────── Periodico di attualità culturali , storia, arte, dialettologia e tradizioni popolari ──────

Molti sono i gruppi Facebook, e tutti con


moltissimi iscritti, che si occupano di
dialetto, tradizioni popolari, usi e costumi,
poesia, proverbi e modi di dire legati al
territorio di appartenenza.
Non fanno eccezione Foggia e la Capitanata
che contano svariati gruppi Facebook molto
attivi che attraverso scritti, poesie, vecchie
foto di famiglia, cartoline d’epoca e detti e
proverbi dialettali, cercano di tenere viva
una cultura e delle tradizioni che tendono
inevitabilmene a scomparire.
Tra i vari gruppi Facebook, a mio avviso tutti degni di nota, oggi vi segnalo
“Detti e proverbi foggiani (Foggia)” di cui questo Magazine ha già avuto
modo di occuparsi e che ad oggi conta ben 6.307 membri iscritti ed è
amministrato fra gli altri da Salvatore Vocale, di cui vi propongo, nel rispetto
della scrittura adottata dall’autore, una carrellata di “proverbi e modi di dire”
dialettali pubblicati negli ultimi giorni. Buona lettura (T.S.)
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Chi tène nu màle cumbagne ce pèrde ma nen ce guadagne.
Chi tè dice d'amarte cchiù de mammete te nganne chi parole.
Hamme fatte a carrozze e nen facime u scrujàte.
E' nutele che te viste pulite quanne l'annàte eje de peducchje
Eje chiu' a jute che a venute.
Dije manne a rogne a chi nen tène ogne.
Eje ciotte e sècche ngàpe.
Ije te vède e te chiagne.
L'hanne pegghiàte a cacagnutte (è stato messo in ridicolo).
De l'amiche me guarde ije,e di nèmiche me guarde Dije.
Da matine se canosce a jurnàte.
Chi spute 'ncile 'mbacce 'i vàce.
E' mègghje a spregà i solde do chianghire che do farmaciste.
Duje surge 'nda nu buche nen ce ponne sta.

https://www.facebook.com/groups/1717061765191622
⑰ N. 41 del 06-07-2021
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'U SURECÎLLE
Tu l'appàre 'nu mastrille,
ck' a speranze d' u pegghià,
isse addore turne turne,
ma nen tràse pe magnà.

tutt'i notte a stéssa cose,


stàce sémbe a rusecà.
Te descîte e stàie a sénde
e nen sàie cum' e fà.

Tanda vote l'hagghie viste.


Tanda vote hagghie pruvàte
d'accedirle, ma te sfuie,
pò t' u vite a la scurdàte.

Hagghie viste 'u bucarîlle Me guardàie cke l'ucchiecîlle,


'ndò fàce " 'u isce e tràse ". ck' u mussille tremelanne;
Me sò mise aîre o 'mbuste 'nze muvève cume stève,
e 'u vedie caccià 'u nàse. tutt'e duie ce guardamme.

Accussì, mò sim' amice,


isse roseche e ije vète,
nen me réste ch 'a paciénze
de guardà e sbatte 'u pète.

Ije pronde: " mazza nmàne ",


eh! stavote quà è venì,
ma 'u mussille tremelanne,
cum'a dice: pozz' ascì " ?
da "Pe perde 'nu poche de timpe", 1975
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A luglio levati il corpetto e butta le coperte Luglio poltrone, porta la zucca col
fuori dal letto. melone.
Con luglio soleggiato il vino è assicurato. Di luglio, ogni noce fa gheriglio.
Chi a luglio non miete a ottobre ha fame Di luglio il temporale, dura poco e non
e sete. fa male.

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La locomotiva relegata nel boschetto


della Villa Comunale

“La civica amministrazione al ferroviere


foggiano. Distintiva presenza nella vita nella
tradizione e nella storia della città con una
testimonianza assidua e nobile di dedizione
completa nel lavoro fino all’eroismo.”
Anno 1985
 Foto di Michele Sepalone

Abbandonato a se stesso da troppo


tempo, ora c’è solo un nido d’api a guardia
del Monumento al Ferroviere, nascosto
nel boschetto della Villa Comunale di
Foggia (ora Parco Urbano Karol Wojtyla).
N. 41 del 06-07-2021 ⑳
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Foto di Tonio Sereno – Boschetto della Villa Comunale di Foggia – 4 luglio 2021
V N. 41 del 06-07-2021
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aMinamour Tribute Band a Parcocittà


“Tutta l’energia di Tonia Gramazio e della sua bellissima voce, con il
talento degli Aminamour "open" tribute band Mina, in una serata
all’insegna dell’omaggio a Mina e della buona musica!”

Sabato 3 luglio 2021,


nell’ambito del Summer Park,
la rassegna estiva di musica,
teatro, cinema, letteratura ed
eventi vari organizzata a Foggia
a Parco San Felice nell’Arena
del Centro Polivalente Parco-
città, è andato in scena il con-
certo “Omaggio a Mina” della
aMinamour Tribute Band.

Il gruppo aMinamour Tribute Band è nato nel 2010 come tributo a Mina. Ha
partecipato a vari festival suonando nelle tonalità originali di Mina cercando di
non snaturare le sue canzoni. Molti i brani noti eseguiti nel corso della serata a
Parcocittà, e tra questi alcuni dei cavalli di battaglia di Mina come “Insieme, “Io
e te da soli “, “Anche un uomo” e “L'importante è finire”.
La band, formata da Tonia
Gramazio (cantante) Sergio
Longo (batterista) Loredana de
Stefano e Carmen Puzio
(coriste) Tonio Sepielli (bassis-
ta) Alessio Sepielli (tastiere) e
Michele Sampieri (piano e chi-
tarra), ha eseguito anche alcuni
mix di Lucio Battisti, che era
noto per la sua collaborazione
con Mina.
https://www.facebook.com/Parcocittafoggia
N. 41 del 06-07-2021 W
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Domenica 4 luglio 2021, sono tornato a casa dopo aver


assistito allo special di Lina Sastri al chiostro di Santa
Chiara, serata inaugurale della XVIII edizione della
rassegna "non soli ma ben accompagnati". Lo
spettacolo era molto simile a quello presentato dalla
Sastri 3 o 4 anni fa sul palco allestito davanti al teatro
Giordano; racconta la sua vita e di come si è trovata a
recitare ed a cantare, lntramezzando il racconto a can-
zoni classiche del repertorio napoletano.
Questa sera lo spettacolo mi è piaciuto molto di più rispetto al precedente; sa-
rà colpa della crisi di astinenza forzata, o dell’atmosfera particolare del chio-
stro; no credo di averne individuato il motivo, era la maggiore vicinanza del-
l'artista a noi ascoltatori, il fatto che calpestasse il
nostro stesso suolo invece di un palco più alto, Il fatto
di poterla guardare negli occhi e, almeno per chi
come me era nelle prime file, di poterne ascoltare la
voce anche senza l’ampli-
ficazione. Vi garantisco
che le emozioni che la
Sastri ci trasmetteva era-
no molto più dirette e
per questo molto più
intense, la sua voce, voce
di un'attrice cantante e quindi che sa sapientemente
alternare i toni caldi a quelli acuti, i toni
sussurrati a quelli striduli, il roco al limpido.
Magnifica ammaliatrice Lina Sastri, magni-
fica interprete del repertorio napoletano,
magnifica donna che riesce ad emozionare
chi ha la fortuna di stare ad ascoltarla.
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"L’uomo che vendette il mondo"


Il romanzo di esordio di Alessandro Galano

Alessandro Galano
"The Man Who Sold The World" è una canzone di David Bowie che racconta
l’incontro di due uomini su una scalinata: uno dei due è un fantasma, ma è
anche l’altra parte di una stessa persona. È l’ispirazione da cui nasce "L’uomo
che vendette il mondo" (Scatole Parlanti, 2021), romanzo d’esordio di
Alessandro Galano, docente, giornalista e responsabile eventi della libreria
Ubik di Foggia: giovedì 8 luglio, alle ore 19, nell’auditorium all’aperto di
Parcocittà (Parco San Felice) l’autore presenta il suo primo libro in anteprima
nazionale davanti al pubblico della sua città.
A condurre l’incontro sarà il direttore di Foggia Città Aperta, Fulvio di Giuseppe.
Introduzione a cura di Michele Trecca, critico letterario e direttore artistico
della Ubik di Foggia, partner dell’iniziativa. L’ingresso all’incontro è libero ma è
necessaria la prenotazione sul sito www.parcocittafoggia.it.
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"L’uomo che vendette il mondo" (Scatole Parlanti, giugno 2021; 350 pagine).
Santo Bardi è un professore precario di trentacinque anni, tornato single dopo
una lunga relazione con Paola, la "donna sbagliata" della sua vita. Durante una
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cena estiva riceve una


telefonata: Alex, il suo miglior
amico, del quale non ha notizie
da dieci anni, è stato ricoverato
in una clinica per malati psichici,
Villa Navis. Ha avuto uno strano
incidente, forse causato da
un'overdose di ketamina: è come
"bloccato".
Dopo la notizia, Santo rompe con
i vecchi legami, cambia casa, si
impone una svolta; trova il
coraggio di frequentare la clinica.
Qui incontra Alba Laura, una
studentessa albanese che
accudisce un'anziana signora di
cui Santo si finge nipote. Ma,
soprattutto, ritrova Alex. Le visite
all'amico evocano il tempo
trascorso e la sua storia
personale, in cui spiccano le
"sparizioni controllate": periodi
di oblio in cui faceva smarrire ogni sua traccia. Tra Roma e Budapest, per Santo
comincia un viaggio nella vita perduta di Alex, ma anche dentro di sé.

Alessandro Galano è nato a Foggia nel 1982. È giornalista, docente e


responsabile eventi per la libreria Ubik di Foggia. Cura la comunicazione di Leggo
QuINDI Sono – Le giovani parole, premio letterario dedicato all’editoria
indipendente. È tra i fondatori della testata Foggia Città Aperta e si occupa della
rubrica "La versione di…" su Jazzit. Ha pubblicato racconti su varie riviste.
"L’uomo che vendette il mondo" è il suo primo romanzo.
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Sarà l'attore di “DOC” e “Che Dio ci aiuti”


Gianmarco Saurino, già premiato Argos nel
2017, a presentare la XXVIII edizione dell'Argos
Hippium, il premio ai talenti della provincia di
Foggia che si sono distinti in Italia e all'estero.
Tra gli 11 premiati, 4 dei quali arrivano
dall'estero, anche il vincitore delle Nuove
Proposte di Sanremo 2021 Gaudiano, il pianista
Carmine Padula e la crew WFK con il rapper
FASMA. L'evento si svolgerà il 30 luglio alle
20.00 nel Parco Archeologico di Siponto.
Ad annunciare i protagonisti della serata, in programma il prossimo 30 luglio
alle 20.00 nel Parco Archeologico di Siponto, sono stati Lino Campagna,
ideatore e organizzatore del premio e la figlia Marzia, coordinatrice della
manifestazione.
“Sarà un’edizione fresca e scoppiettante – ha dichiarato Lino Campagna- con
molti dei premiati che non abbiamo potuto ospitare l’anno scorso a causa
dell’emergenza sanitaria.Dopo la parentesi della precedente edizione dedicata
proprio agli eroi del Covid, quest’anno l’Argos Hippium torna ad essere il
premio ai talenti di questa terra,a chi è andato via senza mai dimenticarele
proprie radici e a chi è rimasto contribuendo a valorizzarla”.
Undici i premiati di questa edizione,di cui quattro provenienti dall’estero.
Largo spazio alla musica in questa XXVIII edizione. A ricevere la stele dauna
realizzata dalcreative designerGianluca di Santo sarannoGaudiano (Foggia),
vincitore delle nuove proposte all’ultimo Festival di Sanremo;l’etichetta
discografica WFK formata dai foggiani Tommy La Mura, Luigi Zammarano,
Mario Carucci e dal romano Tiberio Fazioli, in arte FASMA, il rapper che
quest’anno sul palco dell’Ariston è salito in qualità di big e che ritirerà il
premio insieme ai suoi compagni di viaggio. Torna sul palco
dell’ArgosHippium, quest’anno in qualità di premiato, il pianista e compositore
Carmine Padula (Apricena) che dopo aver firmato la colonna sonora della
fiction di Rai 1 ‘Ognuno è perfetto” e del film dedicato a “Chiara Lubich’, è ora
alle prese con una nuova colonna sonora per un’altra fiction prossimamente in
onda su Rai 1. A ritirare il premio, direttamente da Stoccolma, anche Michele
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Benincaso (Lucera), fondatore e direttore di Elk Audio. È lui l’inventore della


tecnologia che ha dato vita alla chitarra del futuro, utilizzata anche dal
frontman dei Muse Matt Bellamy, ma anche di un nuovo dispositivo, già
testato dalla San Francisco Opera, che permette di connettere gli artisti in
remoto eliminando il tempo di ritardo che interrompe il flusso creativo. Due
le donne dell’edizione 2021: la Rettrice dell’Università di Milano-Bicocca
Giovanna Iannantuoni (Lucera – San Marco La Catola) e Francesca Stilla (San
Marco in Lamis), Giudice del Tribunale per i Minorenni di Roma.
Quest’anno l’Argos ha un sapore internazionale. Da Los Angeles arriva
Stefano Morellina (Foggia), ingegnere presso NASA-JPL dove si occupa dei
sistemi di controllo termico dei veicoli spaziali di Mars Sample Return, la
missione interplanetaria che intende prelevare dei campioni di Marte e
trasportarli sulla Terra. Da Pasadena Vito Rubino (Manfredonia), ingegnere
che si occupa di studiare la meccanica della frattura dinamica, contribuendo a
evidenziare meccanismi utili nello studio della propagazione dei terremoti.
Da Strasburgo Giuseppe Greco (San Giovanni Rotondo) che fa parte del team
di ricercatori che ha scoperto le onde gravitazionali, attualmente coinvolto
nella progettazione del nuovo interferometro Einstein Telescope (ET) che
l’Italia si candida a ospitare in Sardegna.
A ricevere il premio sarà anche Michele Guerra (Manfredonia), fondatore del
Tempio della Sicurezza e della Prevenzione, che ospita a Manfredonia il
Museo Storico dei Pompieri e della C. R. I. e Giovanni Curtotti (San Severo –
Foggia), ingegnere che per la Prysmian guida le interconnessioni elettriche
sottomarine e terrestri nell’area del Mediterraneo. Attualmente è
impegnato nell’Interconnessione via cavo interrato tra l’Italia e la Francia
attraverso il traforo del Frejus.
Il Premio si aprirà con una canzone inedita, ‘RETI’, che la band foggiana
Avenida ha voluto dedicare all’opera d’arte realizzatada Edoardo Tresoldi nel
Parco Archeologico di Siponto divenuto, grazie anche all’avveniristica
installazione, il secondo sito più visitato di Puglia.
Organizzato con il sostegno di partner privati, del Settore Cultura del
Comune di Foggia, con il patrocinio del Ministero della Cultura (MiCPuglia),
l’evento sarà aperto ad un pubblico ridotto per via delle restrizioni da Covid.
La serata sarà però trasmessa in diretta sulle pagine Facebook del Premio
ArgosHippium, del Parco Archeologico di Siponto e su LIVEGO.it.
Questo il link youtube per vedere il video integrale della conferenza stampa:
https://youtu.be/jbFvEwkzqBM